31

!"#$% !"#$%&"
prlprt¸gmail.com
!" $%&%'%(()*&%
n°1. 20 gennaio 2014
www.corrierecomunicazioni.it redazione@corrierecomunicazioni.it
D
E
L
L
E
&+,-.,+/
!" $%&"'( )*%!+%"
Professore di Media
e Comunica:ione
allUniversita !"#$ &'(

I
0
)
*
&
!
)
1
!

2
)
"
3,4/5
DIFESA, GUAI
A INTERDIRE
IL WEB
G
uai a interdire il web. Secondo
i delegati del Cocer, la rappre-
sentanza militare, c`e un arte-
Iatto problema di comunicazione col
ministro della DiIesa, Mario Mauro,
a causa dell`ammiraglio Luigi Binelli
Mandelli, capo di stato maggiore della
DiIesa. Il Cocer, convocato il 9 genna-
io da Mauro, rifuto l`incontro, annun-
ciandolo con tre delibere e una serie di
comunicati stampa.
La rappresentanza militare non con-
divideva i tagli alle Iorze armate e -
condivisibile o meno - tale posizione
voleva che giungesse al ministro, co-
me del resto prevede la legge. Erano
a un passo dalla rivolta e il ministro
lo apprese per vie traverse.
Corse ai ripari inviando la
sua portavoce, Roberta De
Marco, a calmare gli animi
dei mugugnanti; le ragioni
dei quali non erano pere-
grine se, a tarda notte, vi
Iu un incontro segreto Ira
il Cocer e il ministro, dal
quale Iu escluso l`ammira-
glio Binelli Mandelli, che minacciava
provvedimenti disciplinari.
Tutto questo accade - anche e non per
caso - perche il portale diIesa.it non ha
un sito dedicato al Cocer, al contrario di
quanto invece e concesso ad altri orga-
nismi della DiIesa, legittimi quanto il
Cocer, ma non cruciali del pari.
Se il sito istituzionale del Cocer Iosse
stato operante, tutte le sue delibere e i
suoi comunicati stampa sarebbero stati
noti al ministro, invece di essergli na-
scosti, come il ministro ha appreso nel
corso della riunione notturna e, ohibo,
segreta.
Segretezza e democrazia non si amano,
neppure se gli ammiragli sono miopi
e accecano la democrazia ai tempi del
web, illudendosi che la realta s`uniIor-
mi a corti e nebbiosi orizzonti.
www.pierolaporta.it
dati della cassa integrazione nel settore
Ict e sulla disoccupazione giovanile, so-
prattutto tra i laureati, sono preoccupanti
non solo perche segnalano un problema
gigantesco ma anche perche portano alla
luce tutta la problematicita della oluzione.
Nei settori a piu alta specializzazione
produttiva, quelli che possono trainare
la crescita, rimanere Iuori dal sistema
produttivo non e solo umiliante sul piano
personale ma produce soprattutto un de-
pauperamento delle proprie conoscenze e
un analIabetismo di ritorno.
Il risultato e che mentre aspettiamo che il
paese torni a crescere, i nostri principali
elementi di crescita - il talento e le persone
- continuano a distruggersi. Le 'Iabbri-
che¨ della societa della conoscenza, che
sono le persone, non saranno piu adeguate
a rispondere ai cambiamenti. E sono le
'Iabbriche¨ che necessitano di maggiori
anni per essere ricostruite.
Il settore Ict e protagonista du una conti-
nua rivoluzione: chi e uscito dal mondo
del lavoro qualche anno Ia e si ritrovasse
a rientrare oggi avrebbe di Ironte a se tec-
nologie e conoscenze totalmente cambiate.
E il problema delle nuove competenze ri-
guarda anche gli imprenditori. Le ultime
statistiche Istat ci dicono che, spesso, que-
sti non hanno una Iormazione universitaria
e che solo il 14,8° degli imprenditori di
microimpresa sono laureati; per Alma-
laurea, inoltre, solo il 40° delle imprese
italiane sono guidate da manager. Si trat-
ta di dati preoccupanti in un mondo nel
quale per guidare un`impresa Iuori dalla
crisi c`e bisogno di competenze sempre
piu sofsticate.
L`Italia, poi, ha il 20° di laureati tra i
30-34 anni contro una media europea del
34,6° e il target del 40° di Europa 2020:
siamo il paese Ocse che ha meno laureati e
la piu alta disoccupazione tra essi. Questo
ritardo si Ia sentire su tutta l`economia.
Tutti questi dati si si sommano a quelli
agghiaccianti sui Neet (Not engaged in
Education, Employment or Training),
che ormai sono il 27° nella Iascia under
35 e che corrono il rischio di perdere an-
che le competenze acquisite nel percorso
scolastico, o a quello scarso 9° di italia-
ni in grado di 'scrivere¨ un programma
soItware.
I dati Istat rilevano anche che sono cre-
sciute le aziende che posseggono una
connessione in banda larga dal 78,5° del
2007 al 94,8° di oggi, eppure questo non
ha prodotto nessun dato apprezzabile in
termini di crescita. Cio dimostra che, nella
crisi, a mancare e stata e la conoscenza ne-
cessaria a trasIormare la tecnologia in in-
novazione di impresa e in valore aggiunto.
Avere l`auto non basta per saperla guidare.
In un mercato del lavoro nel quale nes-
suno Iara il un lavoro per tutta la vita non
possiamo piu pensare che la Iormazione
sia un optional.
Eppure quello della Iormazione e uno dei
pilastri dell`Agenda Digitale. Dunque e
necessario riconoscere a chi si tiene ag-
giornato questo investimento, per esem-
pio in termini di detrazioni fscali o veri
e propri 'buoni Iormazione¨ da spendere
in strutture accreditate e su temi program-
mati. La recente iniziativa del governo per
una detrazione sul costo dei libri puo di-
ventare un modello da indirizzare verso la
Iormazione presso strutture di eccellenza
e/o universitarie.
Di sicuro e necessaria una vera mobilita-
zione nazionale che porti a Iar rientrare
in percorsi Iormativi tutta la popolazione
attiva.
TrasIormare le idee in startup e l`Ict in
crescita economica e impossibile se non
investiamo in conoscenza, Iormazione e
competenze digitali. Si tratta di priorita
irrinunciabili a cui il governo e la classe
dirigente non possono piu sottrarsi.
* direttore Alta Forma:ione, Link Campus
Alta Iormazione Ict, volano
di sviluppo
!'%(")% '"($&&$)
67/849 4,7,:9;/
«La privacy di chi guida
un`automobile dev`essere
protetta per legge»: lo
dice Alan Mulally, Ceo
di Ford, rispondendo
alle polemiche sui dati
che rimangono tracciati
sui veicoli, anche
quelli sulle eventuali
violazioni del codice
della strada. Polemiche
destinate ad aumentare
con il raIIorzamento del
mercato della tecnologia
per le quattroruote.
L
anno dovrebbe ini:iare con un resoconto del Ces (Compu-
ter Electronics Show) di La Jegas. Che cosa e successo?
E presto detto. computer sempre piu indossabili (braccia-
letti, fasce, orologi) in attesa degli occhiali (Google e altri) ma, se vo-
gliamo con un colpo dala superare il livello dei gadget, il passaggio
degli standard Tv ai 4K. qualcosa che avra un inßusso diretto sulla
visione domestica, sullelettronica di consumo, sui nostri ßat screen.
Non siamo molto interessati alla disputa fra chi la vuole chiamare
Ultra HD (Ces) oppure 4K Ultra High Dehnition come la Sonv, sta
di fatto che Full HD risolu:ione progressiva a 1080 linee, ovviamente
16/9) e ormai uno standard superato. Per addentrarci in questo htto
intrico di sigle, puo essere daiuto scrivere che 4K signihca semplice-
mente 4.000 e indica la dehni:ione ori::ontale. 720 e 1080 indicavano
invece la dehni:ione verticale. Il 1080 era leggermente inferiore al
2K, il 4K raddoppia. Tutto cio conduce telecamere 4K (Red, Sonv)
gia oggi operative, e schermi piatti con uscita 4K pronti a riprodurre
in modo nativo lUltra HD. Si ripetera un copione che abbiamo gia
visto. le nuove tecnologie andranno sugli apparati di ripresa top di
gamma e le emittenti top di gamma (pav per view evidentemente) le
adotteranno richiedendo agli utenti di attre::arsi con schermi ade-
guati. Gli schermi nativi si dimostreranno migliori di quelli compati-
bili con il nuovo standard. Si accentuera il turn over degli apparecchi
e la crescita delle dimensioni, sorretta da una dehni:ione molto mag-
giore, superando gli 80 pollici sia in uso domestico (home theater)
che in scuole, comunita, outdoor ecc. Chi scrive ha in uso un tubo
catodico Sonv Trinitron 32 pollici del 1985, mantenuto in salotto in
parte per affetto, in parte per evitare le critiche dei colleghi professori
di materie tradi:ionali che vengono a casa mia. La cosa piu deli:iosa
e la resa del 3D di Skv, che si presenta con due immagini strette una
accanto allaltra sul vecchio schermo un po curvo. Sono quindi il
meno adatto a enfati::are lacquisto di schermi, ne parlo perche il
sovraccarico informa:ionale dellUltra HD sulle reti sara notevole.
Anche se i contenuti saranno compressi, per vederli serviranno alme-
no 4-5 giga al minuto. i contenuti video sono i piu grandi consumatori
di banda e la spinta verso una dehni:ione quasi iperrealista del video
traina la richiesta di collegamenti piu capienti e veloci. E dubbio tut-
tavia considerare la loro inadeguate::a una forma di digital divide,
come per un borgo di campagna sen:a Adsl. E poi occorre ricordare
che i gestori di comunica:ione dovranno affrontare spese enormi per
reali::are reti che genereranno prohtti solo per altri e altrove.
Reti sempre piu veloci
per l`audiovisivo