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Strade blu

NON FICTION

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Federico Rampini

BANCHIERI
Storie dal nuovo banditismo globale

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.A.22 . Milano I edizione ottobre 2013 RAMPINI_BANCHIERI.indd 4 11/10/13 14.Dello stesso autore nella collezione Strade blu Il secolo cinese L’impero di Cindia L’ombra di Mao La speranza indiana Slow Economy Occidente estremo Alla mia Sinistra Voi avete gli orologi.p. noi abbiamo il tempo Banchieri di Federico Rampini Collezione Strade blu ISBN 978-88-04-63350-1 © 2013Arnoldo Mondadori Editore S.

creare lavoro? 66 Bolle e diseguaglianze 69 I risparmiatori nella morsa dei tassi 73 Il club più potente del mondo RAMPINI_BANCHIERI.22 .indd 5 11/10/13 14.Indice 3 Premessa Parte prima I COLPeVOLI 9 Jesse James 13 The Gorilla 16 La vera decrescita sono loro 18 Salotto buono all’italiana 22 Il debito (degli altri) è un vizio Parte seconda IL CrImINe Paga 31 Impuniti 36 Ventimila leghe sotto i mari 40 La «curva» del Grande Gatsby 44 Il pericolo nell’ombra 47 Le ultime volontà. versione Wall Street 50 Muraglia cinese Parte terza Le ONNIPOTeNTI: Fed e bCe 55 La leggenda degli arcangeli 61 Stampare moneta.

indd 6 11/10/13 14. traslocare è ridimensionare Parte sesta IL LaVOrO CHe VerrÀ 119 Trent’anni e zero sogni 122 Meglio idraulici che laureati? 125 Nessuno mi vuole? Mi assumo io 128 Un seguito sulle «pantere grigie» Parte settima IN CerCa deL NuOVO 133 143 151 157 Quell’Oriente che non ci salverà Quel che resta dopo l’indignazione Se il capitalismo fa l’autocritica Resilienza 163 Epilogo Insegnate l’economia ai bambini RAMPINI_BANCHIERI.22 . Parte quarta IL daNNO sOCIaLe 85 Due lavori e homeless 88 Il ceto medio affonda 91 Il caso Bloomberg Parte quinta IL rIgeTTO 97 A letto col nemico 100 Giù le mani dal mio yoga 103 Manhattan vista dall’India 106 Cercando ispirazione nel silenzio 109 San Francisco - New York.

indd 1 11/10/13 14.Banchieri A un’italiana di trent’anni. una sera al Teatro Argentina RAMPINI_BANCHIERI.22 .

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e perché. È una perfida nemesi. e in America è la regola: qui tutti sono licenziabili a vista. se la mia vita personale è inquadrata nell’obiettivo. A un anno di distanza posso togliere quel punto interrogativo. dopo essersi licenziata dal suo lavoro a San Francisco per rimettersi sul mercato a New York.Premessa Un’antica regola della stampa anglosassone imponeva al giornalista di «scomparire» come persona quando scrive. Mia figlia fa la ricercatrice in un’università californiana. fa parte delle cose che racconto. Ma il suo predecessore in quel posto fu licenziato dopo sei mesi. per uno che ha scritto un Manifesto generazionale per non rinunciare al futuro che cominciava così: «Capita ogni volta che torno per qualche giorno in Italia: mi sento ingombrante. ha conquistato un contratto: della durata di un anno. A 56 anni ho l’età sbagliata?». Nell’azienda dove lavoro il mio nome è finito in una lista di «prepensionabili». gli sviluppi che posso misurare nella mia vita quotidiana sono consistenti. Nel quinto anniversario della grande crisi del 2008. rinnovabile. come tale è senz’altro privilegiata rispetto a tanti giovani RAMPINI_BANCHIERI. Pur essendo un ammiratore di quel modello. per garantire al lettore neutralità. imparzialità. È quel che in Italia si direbbe precariato.22 .indd 3 11/10/13 14. Mia moglie. Così si sa da che parte sto. qualche volta sono più credibile se mi metto in gioco.

ma della destra che ha la maggioranza alla Camera: mentre sto scrivendo i fondi per la ricerca sono bloccati o tagliati per effetto del congelamento del bilancio pubblico. cinque anni dopo il collasso di Wall Street. Qui germinano simboli. e con più di tre anni di cosiddetta «ripresa» alle spalle (qui in America). cioè nel cuore del capitalismo globale. anzi. per me è l’occasione di misurarne in modo molto concreto la potenza. il nostro modo di vivere. il reddito più sicuro è la pensione di reversibilità di mia madre che si avvicina agli 80 e sta a Bruxelles. pagamenti all’assicurazione sanitaria. che impregnano l’immaginario collettivo del nostro tempo. le conseguenze minute dei macroeventi nell’esistenza quotidiana. e la pesantezza. e dove la disoccupazione è metà di quella italiana. di cifre e di astrazioni. Non per colpa di Barack Obama. Ha tuttavia subìto l’impatto dell’austerity americana. Qui si elabora anche un’ideologia che ispira la rappresentazione del mondo. dove se ti chiamano guadagni qualcosa sennò zero. Abitare a Manhattan. il livello d’incertezza non è affatto diminuito. E da qui bi- RAMPINI_BANCHIERI. Nel nostro futuro le cose certe si chiamano tasse. modelli e metafore. belga e olandese. se non fossero intervenuti a salvarla insieme i governi francese.22 . È un’altra cosa se ci si ferma a fare il punto su noi stessi. Se lo misuro nella mia vita familiare.4 Banchieri italiani che vorrebbero fare ricerca e non possono. il teatro. però. Stava per fallire la sua banca. influenza interi continenti. Aleatorie sono le entrate familiari. Vicino a casa mia. vicino al mio ufficio newyorchese ci sono centri di potere economico dove vengono prese decisioni che avranno conseguenze a migliaia di chilometri di distanza. le previsioni sui nostri redditi. Mio figlio ha scelto un mestiere. L’economia è una cosa fredda se si discute di massimi sistemi. E siamo fortunati davvero: viviamo nel paese dove la recessione è finita da un pezzo.indd 4 11/10/13 14. almeno nelle statistiche. rate del mutuo da rimborsare. Passando in rassegna la famiglia. sul futuro di intere generazioni.

il rischio è che si riparta come prima. perché nessuno li possa ingannare con il linguaggio dei tecnocrati. dunque. i poteri forti. nel disagio economico. da sempre le oligarchie e i privilegiati devono riuscire a compiere questa operazione: convincerci che un’alternativa non c’è. E non solo qui: dall’Eurozona ansimante nella morsa dell’austerity alla mia Cina sotto il tallone delle oligarchie autoritarie. Emana un’idea d’ineluttabilità. Poteva essere l’inizio di una fase veramente nuova. letteralmente «i poteri che sono»: è l’espressione che usano gli americani per indicare il potere costituito. se si vuole dimostrare che l’imperatore è nudo. Perché crescano armati degli utensili giusti. la forza di ciò che è reale. Rivedo qui a Wall Street i sintomi degli stessi mali che produssero la peste del 2008. purché le cose migliorino appena un po’. Ecco. qualunque essa sia. c’è il pericolo vero che una «finestra di opportunità» per il cambiamento si stia richiudendo davanti a noi. che inseguire altri modelli e cambiamenti profondi è irreale. Dobbiamo riconoscerli. Se rinasco. Sembra davvero che non se RAMPINI_BANCHIERI. Invece. che l’orizzonte è rinchiuso nel presente. andare diversamente? «The Powers That Be». per non cadere nelle loro trame. Si rafforzano quando all’estremo opposto c’è chi propone contro di loro una protesta che è puro sberleffo. l’establishment dominante. siamo ridotti ad accettare o a implorare una ripresa comunque. agitata e inconcludente. Poteva. Sul ruolo centrale della finanza nel nostro tempo si è costruito un mito. Si rafforzano se siamo ignoranti dei meccanismi che loro hanno creato. La Grande Contrazione che ci ha colpiti dal 2008 rischia di essere un’occasione sprecata.Premessa 5 sogna cominciare. Sotto stress. che un intero sistema non è sostenibile.22 . può ancora. Dare un volto e un nome ai colpevoli è uno degli obiettivi di questo libro. lo shock che ci avrebbe fatto rimettere in discussione un’epoca e tutti i suoi valori. in un’altra vita vorrei insegnare l’economia ai bambini. impauriti per il futuro nostro e dei nostri figli.indd 5 11/10/13 14.

nelle pieghe della nostra vita. Ma nelle nostre strategie di resistenza quotidiana. stanno germinando le idee che ci salveranno. se vogliamo che tutto rimanga com’è. Il sistema economico che abbiamo ereditato ci sta rubando il futuro. Ma non possiamo più permettercelo.22 . più regolate. meno importanti. In molte parti del mondo quello che chiamiamo «la sinistra» – o il perimetro delle forze progressiste – ha sofferto duramente per l’identificazione con statalismi. il rimasuglio di ideologie fallimentari. Quando invece la prima e più universale delle riforme contro le diseguaglianze è un abbattimento delle imposte sul lavoro. per i nostri figli. Chi ci vuole scoraggiare da questa ricerca.6 Banchieri ne possa fare a meno. Oggi restare fermi vuol dire avere la certezza di essere ricacciati indietro. Parlare di lotta alle diseguaglianze viene considerato un anacronismo. Chi lo aveva detto per primo non fu creduto. burocrazie parassitarie. New York. apparati sindacali in difesa di corporazioni. spese improduttive. sta logorando gli ultimi dei nostri sogni: per noi. salvo scoprire che i paesi più competitivi (Europa del Nord) sono i meno diseguali del pianeta.indd 6 11/10/13 14. e già ne paghiamo un prezzo pesante. anzi «contro» il lavoro. e invece in un’epoca tutt’altro che remota il massimo sviluppo dell’Occidente avvenne quando le banche erano più piccole. ha dalla sua la micidiale saggezza del Gattopardo: tutto cambi. 10 ottobre 2013 RAMPINI_BANCHIERI. La bandiera della riduzione delle imposte è stata monopolizzata da movimenti di destra che ne hanno fatto un’alibi per l’elusione delle rendite finanziarie. che tutto rimanga com’è. per i paradisi fiscali.

indd 7 11/10/13 14.22 .Parte prima I Colpevoli RAMPINI_BANCHIERI.

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Il patto sociale che ha reso grande l’America sta franando. Prima ancora che ci colpisse la recessione, il lavoro aveva smesso di essere remunerato adeguatamente, per troppi americani. Tra le persone che hanno contribuito al successo della nostra economia, sempre meno sono quelli che ne hanno tratto un vero beneficio. I privilegiati in cima alla piramide sono diventati sempre più ricchi, più che in qualsiasi periodo della nostra storia. Tutti gli altri hanno dovuto combattere con un costo della vita sempre più alto, e buste paga bloccate. Troppe famiglie hanno do­ vuto indebitarsi semplicemente per sopravvivere. BaraCK Obama, gennaio 2012

Cinque anni di crisi, e non ne siamo fuori. La recessione in senso «tecnico», quella interessa gli economisti, non noi. Quella delle statistiche, in America è finita, in Europa dicono stia finendo. Eppure la crisi ci sovrasta, ci schiaccia, le sue tremende conseguenze sociali, i danni sul nostro tenore di vita, sulle nostre aspettative, tutto questo non è finito affatto. Anche perché, questa crisi non l’abbiamo «curata» veramente: nelle sue cause profonde. I colpevoli l’hanno fatta franca. Finché non capiremo davvero cos’è successo, e non colpiremo chi ha avuto un ruolo decisivo nel provocare il disastro, tutto resterà come prima. La ripresa sarà malata, o sarà una manna per pochi, come sta accadendo in America­ . O addirittura sarà una parentesi prima di un’altra ricaduta, provocata dagli stessi mali.

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Quando gli organizzatori del Festival internazionale della storia a Gorizia mi hanno proposto di intervenire all’edizione 2013 dedicata alla storia dei banditi come Jesse James, non ho avuto esitazioni ad accettare. Io mi occupo, da giornalista e scrittore, dei grandi temi economici del nostro tempo. Sono cresciuto nei luoghi dove si è costruita l’Europa, a Bruxelles. Ho vissuto da nomade globale, tra l’Asia e l’America, per gran parte della mia vita. Sono appassionato di storia economica, e di questi tempi ho riletto con interesse vivissimo e talvolta angosciato tanti libri sul 1929, la Grande Depressione, il New Deal rooseveltiano. Il tema del banditismo nella storia, ho pensato, ha un’attualità sconcertante. I grandi banditi del nostro tempo sono i banchieri. La crisi iniziata nel 2007 nel settore della finanza americana, poi dilagata ad ampiezza sistemica nel 2008 fino a contagiare l’economia reale di tutto l’Occidente­ , ebbe la sua causa scatenante in comportamenti perversi dei banchieri. Dietro i mutui subprime, la finanza derivata dei «credit­default­swap», i titoli «strutturati» e altri montaggi esoterici e tossici c’era un comportamento da grandi banditi in senso proprio. I banchieri si assumevano rischi altissimi – proprio come chi dava l’assalto alla diligenza due secoli prima nel Far West – e tuttavia lo facevano con la quasi certezza dell’impunità. In questo la loro arroganza avrebbe fatto impallidire non solo Jesse James ma perfino Al Capone­ . Nessun bandito della storia ha mai potuto sognarsi di infliggere tanti danni alla collettività quanti ne hanno fatti i banchieri. Eppure, non uno dei grandi boss di Wall Street è finito in galera. C’è andato Bernard Madoff, ma lui era un truffatore vecchio stile, un ladro di galline, al confronto dei veri banchieri. Madoff inventò un classico sistema di «piramidi­ », o catena di Sant’Antonio, la cui illegalità fu evidente non appena venne scoperto. I grandi banchieri, invece, hanno convinto le classi dirigenti del mondo intero che la loro è una funzione essenziale per il buon andamento­

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dell’economia reale, anche quando la dimensione puramente speculativa delle loro azioni è evidente. Tutta la storia dell’economia occidentale dal 2008 in poi è una storia di socializzazione delle perdite bancarie. La stessa crisi dell’Eurozona, guai a dimenticarlo, comincia proprio così: quando alcuni colossi bancari europei rischiano di fare crac, gli Stati intervengono a salvarli; e a quel punto l’onere dei salvataggi sfascia le finanze pubbliche, così che dal rischio di default bancari si passa al rischio (ben più grave) di default di interi Stati sovrani. Ne segue l’imposizione di feroci politiche di austerity a quasi tutti i paesi membri dell’Eurozona. La disoccupazione cresce, il disagio sociale si fa acuto, le sofferenze umane peggiorano: e tutto ciò accade perché all’origine l’intera collettività è stata obbligata a salvare le banche. Mentre i banchieri non hanno pagato nulla. Alcuni di quelli che erano al vertice degli istituti di credito nel 2007 ci sono tuttora. Altri se ne sono andati, ma con pensioni e liquidazioni dorate. Pochi banditi della storia furono così abili e sfacciati nel difendersi da ogni castigo, e rovesciare sulla collettività il prezzo delle loro azioni. Siamo ancora immersi in questo clima. Basti pensare all’azione anomala, innovativa, forse perfino rivoluzionaria, intrapresa da alcune banche centrali. Pur di rianimare la crescita, la Federal Reserve americana ha iniziato per prima una politica monetaria eccezionalmente espansiva. L’hanno imitata le banche centrali del Giappone, dell’Inghilterra e, in misura minore, anche la Banca centrale europea. Ma il presidente di quest’ultima, Mario Draghi, ha dovuto ammettere che la «cinghia di trasmissione» tra la Bce e l’economia reale si è inceppata. Le banche centrali fanno di tutto per stampar moneta, garantire «credito facile», denaro a buon mercato. Le risorse dispiegate per aiutare gli istituti finanziari sono immense. Ma ben poco di tutto ciò arriva all’economia reale sotto forma di crediti facili alle famiglie o alle imprese, che ne hanno bisogno per consumare, investire, assumere. Dunque, siamo ancora nel bel mezzo

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«Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo» scrisse il filosofo George Santayana. se dimentichiamo chi è all’origine della più grave tragedia economica dai tempi della Grande Depressione: i banchieri.indd 12 11/10/13 14. RAMPINI_BANCHIERI.12 Banchieri di una fase economica in cui i banchieri «prendono» senza restituire. E tuttavia. o per diventare il capo di una grande organizzazione tecnocratica che decida le politiche economiche di intere nazioni. non avverrebbe senza i paradisi offshore che fanno capo sempre alle banche. Noi corriamo questo rischio.22 . quella dei maxipatrimoni e delle imprese multinazionali. E poi: la grande evasione fiscale. avere avuto le mani in pasta nella finanza. in molti paesi (Italia inclusa) è considerato un buon curriculum per fare il ministro.

In decine di migliaia persero il posto a Wall Street. deve ricredersi. Davvero una Pearl Harbor economica: il crac di una singola banca mise in moto la concatenazione di catastrofi che hanno sprofondato l’America e l’Europa nella più grave crisi degli ultimi settant’anni. con gli scatoloni di cartone in cui avevano messo in fretta e furia gli effetti personali. guadagna laute commissioni dando agli investitori consigli sulle strategie per arricchirsi e perfino sulla «gestione del rischio». Perfino tra i suoi colleghi banchieri aveva fama di essere il più aggressivo. così lo chiamavano per la sua aggressività.indd 13 11/10/13 14. lunedì 15 settembre 2008 il chief executive di Lehman Brothers fu costretto a dichiarare bancarotta. «The Gorilla­ ». come Franklin Roosevelt definì Pearl Harbor. dovettero affrontare la disoccupazione. cercare di rifarsi una vita spes- RAMPINI_BANCHIERI. grazie. Le scene dei dipendenti di Lehman­ che cinque anni fa uscivano mestamente dal palazzo della banca. L’ex numero uno di Lehman continua a fare affari a Wall Street. illustrano il destino dei «bancari» non quello dei banchieri.The Gorilla Che fine ha fatto Richard Fuld? Sta bene.22 . Dopo essere stato per molti anni un simbolo dell’avidità e dell’arroganza di Wall Street. A capo della sua società Matrix Advisors. Se qualcuno ora pensa che Fuld abbia pagato personalmente. Quel giorno resta «una data segnata dall’infamia».

8 milioni di posti di lavoro perduti. ma anche in America i ventenni sono una Generazione Perduta­ . C’è perfino chi ha guadagnato tanto dai crac finanziari. giornale conservatore. RAMPINI_BANCHIERI. la nascita di un figlio». I loro capi? Anche quando hanno dovuto lasciare il posto. Grecia e Italia.indd 14 11/10/13 14. rivela l’inchiesta.22 . hanno avuto trattamenti di riguardo: superliquidazioni con i «paracaduti d’oro» multimilionari. senza prospettive di carriera. capo di un hedge fund. il titolo dice Come Wall Street ha vinto. Malgrado il tasso di disoccupazione giovanile negli Stati Uniti sia solo un terzo o la metà rispetto ai paesi più colpiti dell’Eurozona come Spagna. ha comprato degli attivi di Lehman durante la procedura fallimentare. Il magazine «Time» ha celebrato il quinto anniversario con una copertina terribile: accanto all’immagine del Toro della Borsa in festa. Un’intera generazione. dedica la sua attenzione ai perdenti con una grande inchiesta sulla Lost Generation.200 miliardi di dollari di ricchezza delle famiglie distrutti. l’acquisto della casa. dai quali cinque anni dopo aveva già ricavato 1 miliardo di dollari di profitti. «sta rinunciando o rinviando sine die tutti i riti dell’età adulta: il matrimonio. Perfino il «Wall Street Journal». Non solo in Europa. e il sottotitolo Cinque anni dopo il crac. Solo una parte di quel danno è stato riassorbito con la ripresa economica. Non è andata così per la stragrande maggioranza degli americani. 19.14 Banchieri so accettando mestieri meno remunerati. Un rapporto del dipartimento del Tesoro fa il bilancio definitivo di quella crisi: 8. John Paulson. Un sondaggio Gallup dà la misura del trauma anche psicologico: la maggioranza degli americani sono convinti che un’Apocalisse finanziaria di quelle dimensioni può ripetersi e distruggere i loro risparmi prima che loro raggiungano l’età della pensione. tutto potrebbe succedere un’altra volta. il «Wall Street Journal» osserva che i ventenni americani con un lavoro sono spesso confinati su «un binario di serie B. e vedono sfumare per sempre la possibilità di avvicinarsi in futuro ai livelli di benessere dei genitori».

è l’incentivo implicito che offre ai banchieri perché ricomincino ad assumere rischi eccessivi. Dopo il Tarp. Che sprofondò l’establishment in un terrore da «contagio sistemico» e fu seguito da una svolta repentina. solo negli Stati Uniti. sono strettamente legati a questa terapia d’urto. per azzerare il costo del credito e inondare di liquidità l’economia. L’aspetto più pernicioso del «too big to fail». ventiquattr’ore dopo decise un salvataggio da 85 miliardi di dollari per il colosso assicurativo Aig. Un esperimento fatto di massicci acquisti di bond sui mercati.22 . Ci sono dei colossi finanziari troppo grandi perché li si possa lasciare fallire (con il corollario del «too big to jail». che si riferisce ai megabanchieri. Lo stesso ministro del Tesoro Hank Paulson (amministrazione Bush) che aveva lasciato fallire la banca di Fuld. se finisce male sarà il contribuente a pagare il conto. con l’esperimento estremo di politica monetaria condotto dalla regina fra loro: la Federal Reserve americana.indd 15 11/10/13 14. Seicento miliardi di dollari furono stanziati attraverso il fondo Tarp per i salvataggi bancari. I rialzi poderosi delle Borse mondiali. Tanto. «troppo grandi per finire in carcere»). bisogna risalire proprio al crac Lehman. Nasceva così la dottrina «too big to fail» (cioè «troppo grande per fallire»). Wall Street in testa. ebbe inizio l’era segnata da uno straordinario protagonismo delle banche centrali. Chi ne ha tratto il maggiore beneficio? RAMPINI_BANCHIERI.The Gorilla 15 Per capire la copertina di «Time».

indd 16 11/10/13 14. Un filo lega le due patologie. In America.La vera decrescita sono loro Perché la crescita si è inceppata? Cherchez la banque. È lei la causa principale dei due mali del nostro tempo: peggioramento delle diseguaglianze sociali e rallentamento della crescita. La riduzione del reddito da lavoro sul totale nazionale rallenta considerevolmente la crescita. che è legato al loro potere d’acquisto. il 19 deriva dalla globalizzazione. La finanziarizzazione. Uno studio recente dell’International Labour Organization (Ilo). agenzia delle Nazioni Unite. secondo lo studio dell’Ilo il 46 per cento è una conseguenza diretta della finanziarizzazione. Gli effetti della distribuzione sul dinamismo economico RAMPINI_BANCHIERI. perché le toglie il suo carburante principale: il consumo dei lavoratori e del ceto medio. ed è la riduzione della quota di reddito nazionale che va al lavoro. il 10 dal progresso tecnologico e un buon 25 per cento da «fattori istituzionali» (leggi: politiche fiscali e di bilancio). nell’ultimo decennio la parte di reddito destinata ai lavoratori è scesa di ben 12 punti percentuali.22 . Di questo calo del reddito da lavoro rispetto alla «torta» complessiva.1 per cento della popolazione. in quanto arricchisce lo 0. getta una luce inquietante sugli effetti della finanziarizzazione. genera una piramide distributiva molto inefficiente. il declino è ancora più sostanziale se il paragone viene fatto con il periodo che va dagli anni Cinquanta ai Settanta.

La vera decrescita sono loro 17 sono noti da tempo.8 per cento del Pil americano nel 1950. Si è più che triplicato.22 . a parità di livello. Da allora sono schizzati verso la stratosfera: oggi chi lavora nella finanza guadagna il 70 per cento in più degli altri. economista della Roosevelt University. «sanguisuga che sottrae risorse all’economia». decise di raddoppiare i salari dei suoi operai perché potessero comprare il modello T. Il crescendo della finanziarizzazione è implacabile: il settore bancario e dei servizi finanziari rappresentava il 2. fino agli anni Ottanta gli stipendi medi nel settore della finanza erano in linea con quelli delle altre industrie americane. Inoltre. fa piacere averne la conferma accademica. fece un’operazione non di tipo «socialista» ma semplicemente lungimirante: allargò il mercato di sbocco dei propri prodotti. all’inizio del Novecento. ha dimostrato che più si sviluppa la finanziarizzazione. per superare l’8 ai nostri tempi. la spesa voluttuaria e lussuosa delle élite non bastava come volano di crescita perché la platea dei consumatori era troppo ristretta. Özgür Orhangazi. RAMPINI_BANCHIERI. meno si investe nell’economia reale. Nelle società feudali o sotto il regno di Luigi XIV. Quando Henry Ford.indd 17 11/10/13 14. Lo sapevamo intuitivamente. Accade sempre più spesso che in dotte analisi pubblicate su riviste scientifiche il mondo bancario venga etichettato con termini come «rendita parassitaria». Con effetti negativi «a cascata».9 nel 1980. salì al 4. È forse un caso in cui la scienza economica non fa che convalidare il buonsenso comune.

la crisi ebbe il suo epicentro originario nel sistema bancario. Il mio piccolo caso personale – un mutuo per comprare un appartamento a New York. È un fattore che fa la differenza tra l’America­ e l’Europa (soprattutto quella del Sud). o se sei un piccolo imprenditore che vuole assumere. Se sei in cerca di una casa. perché è la linfa vitale senza la quale tutto si ferma.indd 18 11/10/13 14. Parigi o Madrid. RAMPINI_BANCHIERI. È importante. In America il credito ha ricominciato ad affluire anche verso l’economia reale. gli andamenti del credito sulle due sponde dell’Atlantico hanno conosciuto traiettorie divaricanti. Qui però si ferma il parallelismo. Dunque. E sia in America che in Europa­ . Negli Stati Uniti le banche sono tornate a fare (anche) il loro mestiere più semplice e più utile. Perché dai salvataggi bancari in poi. La notizia sarebbe priva di qualsiasi interesse per il lettore. che è di prestare soldi all’economia reale per rimettere in moto la crescita e l’occupazione. Su ambedue le sponde dell’Atlantico.22 . il risentimento verso la razza dei banchieri è più che giustificato a New York come a Milano. il credito è tornato a livelli normali negli Stati Uniti. ottenuto in poco più di un mese – s’inserisce in una miriade di episodi analoghi. se non per un fatto: e cioè che la mia è una microevidenza empirica di un fenomeno più generale. i contribuenti sono stati spremuti per salvare le banche con ingenti risorse pubbliche.Salotto buono all’italiana Ho avuto un mutuo.

Ha combinato guai grossi. con afflusso di mezzi privati. nel 2013 i finanziamenti delle banche alle imprese sono dell’8 per cento inferiori ai livelli del 2009. esportare. Con delle eccezioni. molto significativa. uscito sulla «Repubblica» l’8 giugno 2013 con il titolo Banche generose solo con Tronchetti.indd 19 11/10/13 14. ma casca sempre in piedi. viene da fonti non bancarie. che quindi sono più solide e meglio attrezzate per tornare a far credito. dicendo che «la cinghia di trasmissione» si è rotta: la Bce ha fornito liquidità alle banche. In questo l’America resta l’economia di mercato più efficiente. I banchieri si sono incamerati gli aiuti di Draghi.Salotto buono all’italiana 19 In Europa. L’Europa è lo specchio rovesciato: l’80 per cento dei finanziamenti alle imprese europee viene dalle banche. Come si spiega la differenza con gli Stati Uniti? Il presidente uscente della Federal Reserve. E l’Italia? Nel corso del 2012 le banche hanno tagliato alle imprese italiane 44 miliardi di euro di finanziamenti. è un tipico capitalista all’italiana. insieme con altre authority di controllo del sistema creditizio Usa. di quelli che fanno parte del «salotto buono». cioè l’anno zero della prima recessione. è riuscito a ottenere una veloce e sostanziosa ricapitalizzazione degli istituti di credito americani. però. L’80 per cento dei finanziamenti alle imprese americane. assumere. infatti.22 . Di questa anomalia ha parlato più volte Mario Draghi. Ne ricordo una. Hanno negato agli imprenditori veri le risorse indispensabili per produrre. Cito da un articolo dell’economista Alessandro­ Penati. Il personaggio in questione. ma queste non l’hanno poi trasmessa all’economia reale. Con RAMPINI_BANCHIERI. Gli azionisti hanno ripreso a investire nel capitale delle banche. con una Borsa che serve a fare affluire capitale di rischio nelle società quotate. Un ruolo lo hanno le compagnie assicurative e i fondi comuni d’investimento che comprano obbligazioni dalle imprese. Le obbligazioni emesse dalle imprese hanno un mercato ampio e liquido. ma non hanno restituito nulla al paese. Ben Bernanke. C’è anche un altro elemento: l’economia americana è meno bancocentrica. Marco Tronchetti Provera.

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l’aiuto di chi? Ecco come Penati riassume gli ultimi episodi: «Lo hanno salvato dall’avventura in Telecom; gli hanno finanziato e rifinanziato i tanti debiti dell’immobiliare e delle sue holding di controllo; lo hanno mantenuto in sella a Pirelli con un patto di sindacato. Ora le banche (Intesa e Unicredit) investono pure 230 milioni di capitale in una scatola, non quotata, al solo scopo di permettere a Tronchetti di comandare per altri quattro anni. … A parte i prestiti già erogati alle varie holding e attività immobiliari del gruppo (non molto utili alla crescita), con il patrimonio di vigilanza assorbito dai 230 milioni si sarebbero potuti erogare quasi 700 milioni di mutui residenziali». Ecco una delle ragioni per cui in Italia il mercato immobiliare è fermo. I mutui per i lavoratori dipendenti come me, in Italia scarseggiano. Bisogna aiutare Tronchetti a mantenere il suo potere. Dunque, le banche Usa hanno ritrovato solidità patrimoniale e hanno ricominciato a far credito a chi ne ha bisogno davvero, perché nel momento della crisi hanno reagito ricapitalizzandosi, cioè accogliendo nuovi azionisti. Un miliardario come Warren Buffett, per esempio, acquistò una partecipazione nel capitale della Goldman Sachs proprio al culmine del panico. Le banche italiane non avrebbero potuto fare lo stesso? Certo, ma in tal modo avrebbero diluito il controllo dei «soliti noti», salotti buoni o fondazioni manovrate dai partiti. Questa è una differenza fondamentale tra il capitalismo americano e la periferica variante italiana. L’America ha inventato il modello della «public company»: società quotata in Borsa, con azionariato diffuso, generalmente «contendibile» e cioè passibile di essere scalata. Un’operazione come quella che ha visto le due maggiori banche italiane puntellare il controllo di Tronchetti­sulla Pirelli – operazione dove non si è creata alcuna ricchezza, dove non esisteva progetto industriale degno di questo nome – è la tipica manovra di potere che nasce dalla logica del salotto buono, e che non sarebbe concepibile in America. La finanza di Wall Street ha

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Salotto buono all’italiana

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perpetrato nefandezze orrende, ha delle colpe terribili, ma almeno da questo difetto è immune. La «distruzione creatrice» del capitalismo americano, la vitalità grazie alla quale le maggiori aziende del mondo non esistevano neppure quarant’anni fa (vedi Apple o Microsoft­ ) è possibile perché non ci sono salotti buoni che ingessano e sclerotizzano gli assetti proprietari. Il capitale americano va a caccia dei progetti industriali, non degli amici da proteggere. I più grandi investitori, quelli che determinano i flussi di acquisti di azioni nel lungo periodo, sono soggetti istituzionali anonimi come i fondi pensione. Nessuno sa chi siano i maggiori azionisti di Exxon o General Electric­ , di Coca-Cola o Ibm, e a nessuno interessa davvero conoscere nomi e cognomi di questi investitori: sono giganti senza un volto, che si muovono in base a logiche di mercato e non cordate di potere. L’unica logica che può assomigliare a quella di un «salotto buono» è la concertazione tra i big della finanza di Wall Street. Talvolta, riunioni segrete tra i più influenti banchieri hanno dato origine a svolte nei flussi di capitali, sfiduciando questo o quel mercato d’investimento (anche l’Eurozona è stata vittima di questo voto collettivo di sfiducia). Ma anche quando i comportamenti si avvicinano a manovre di cartello, puntano sempre a massimizzare il profitto, senza essere sostenuti da una logica politica mirata alla conservazione di assetti di potere. Il capitalismo americano ha le spalle larghe e un dinamismo che fa invidia al resto del mondo, proprio perché l’ampiezza delle forze in gioco impedisce che siano «contenute» in un solo salotto. Bill Gates e Warren Buffett sono amici per la pelle, ma l’unico salotto che li accomuna è quello delle fondazioni filantropiche alle quali appartengono ambedue. In Italia le fondazioni non hanno saputo sostenere iniziative imprenditoriali innovative a livello locale: fedeli al loro Dna politico, preferiscono aiutare i soliti noti.

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Il debito (degli altri) è un vizio

L’austerity di Angela Merkel ha cercato di accreditarsi in Europa come l’antidoto agli eccessi del liberismo. Meglio ancora: una forma di catarsi, di espiazione. È un aspetto importante, che spiega la pervicacia della Germania nell’applicare e imporre al resto dell’Eurozona ricette disastrose che hanno prolungato di anni la recessione. Spiega anche perché interi pezzi dell’establishment europeo siano stati soggiogati dall’austerity fino ad accettarla come verità suprema. Da Mario Monti a Enrico Letta, gli ultimi presidenti del Consiglio italiani non hanno osato mettere in discussione il «pensiero tedesco» nelle sue fondamenta. In partenza, i tedeschi furono tra i primi a indicare il neoliberismo come causa della crisi del 2008. Videro in tale disastro sistemico della finanza mondiale, scatenato da Wall Street, la condanna dell’«economia del debito». E avevano ragione, in quel contesto. I mutui subprime furono il fattore dirompente. Quei mutui «scadenti» erano tali perché concessi a famiglie già troppo indebitate, o dai redditi palesemente insufficienti per ripagare le rate. Elargendo con facilità credito a tutti, Wall Street aveva inventato un bypass finanziario per risolvere un gigantesco problema sociale: la dilatazione patologica delle diseguaglianze, l’impoverimento dei lavoratori e del ceto medio, il crollo della capacità di risparmio delle famiglie, la difficoltà di accesso alla

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nel suo passato. Quando il castello di carte è crollato. Così la Germania si è convinta della propria superiorità morale. Dopo la caduta del Muro di Berlino. La Germania. si era alleata con l’ideologia liberista: la convinzione. perché certo che i mercati fossero già in grado di calcolare il rischio. Uno dei massimi guru di quel pensiero unico fu Alan Greenspan. che i mercati stessi avessero la capacità di autoregolarsi. dal canto loro. la riunificazione tedesca venne pagata da tutti noi: la Germania governata dal cancelliere Helmut Kohl (stesso partito del- RAMPINI_BANCHIERI. la Germania della Merkel stabilì nelle sue diagnosi un nesso forte tra il fenomeno subprime e l’altra dimensione dei debiti: la tendenza degli Stati Uniti ad accumulare deficit commerciali e passività con il resto del mondo (soprattutto­con le potenze esportatrici: Cina. cioè. di proteggersi.indd 23 11/10/13 14. degli Stati Uniti di «vivere al di sopra dei propri mezzi». Ma una sconcertante amnesia ha colpito la classe dirigente di Berlino. presidente della Federal Reserve durante l’Età dell’Oro (Clinton-Bush). made in Usa. A ragione. è stato giusto puntare il dito contro «la cultura del debito facile». I banchieri. l’esportazione della cultura del debito facile verso paesi tanto diversi come l’Irlanda o la Spagna. Il sistema poteva funzionare finché la bolla speculativa faceva lievitare il valore degli immobili: le famiglie sovraindebitate potevano sempre sperare di rivendere la casa per ripagare i debiti. di ritrovare un equilibrio naturale. si erano apparentemente immunizzati dal rischio. Giappone.22 . Dopo il 2008.Il debito (degli altri) è un vizio 23 prima casa. Questa cultura. il quale aveva sempre snobbato gli allarmi sulle bolle speculative e debitorie. fu una grande «peccatrice». Germania). è dalla Germania che sono giunte alcune delle requisitorie più spietate contro l’americanizzazione della finanza. cioè. frazionando e cartolarizzando i loro crediti. Qualcuno ricorda episodi più recenti. L’abitudine. spalmando il rischio sui mercati e sugli investitori. e l’opinione pubblica tedesca tutta intera. oltre che economica.

gli americani decisero che era lungimirante passarci sopra un colpo di spugna. ammontava al 675 per cento del Pil nazionale. nel 2003. insieme alla Francia anche la Repubblica federale tedesca sfondò i parametri di Maastricht.indd 24 11/10/13 14.22 . che proprio tutti sembrano avere dimenticato. Nella virtuosa Berlino della Merkel. se è una persona istruita ti risponderà: il Piano Marshall. Se chiedi a un tedesco oggi che cosa fece l’America per risollevare la Germania dalla devastazione della seconda guerra mondiale. la Cdu) non volle finanziare il salvataggio della zona Est infliggendo pesanti tasse ai suoi contribuenti. che impartisce lezioni di parsimonia alla Grecia. fece salire il costo del denaro per tutti. l’immenso regalo che fu all’origine della rinascita postbellica in Germania. ma fu subito perdonata. Né le opinioni pubbliche europee sembrano ricordare. distruzioni e l’abominio dell’Olocausto. Queste sono vicende recenti.24 Banchieri la Merkel. noi compresi. Lo chiamano «ordoliberalismus». In tempi meno lontani. Ma gli aiuti del Piano Marshall (che gli Stati Uniti elargirono a tutti gli alleati dell’Europa occidentale) erano briciole in confronto a un regalo molto più generoso. Il debito pubblico della Germania nel 1948. è diventata un lasciapassare per reintrodurre nel senso comune una vecchia versione del liberismo. ma c’è ben di peggio in un passato appena più remoto. Più del quintuplo dell’attuale debito pubblico italiano. neppure nei paesi vittima dell’austerity. quell’episodio «fondante» della democrazia tedesca è stato completamente rimosso dalla memoria. La visione etica della Merkel. Nel 1948 l’America decise semplicemente di abbuonare tutto il debito accumulato dalla Germania durante il regime nazista di Adolf Hitler. Nonostante buona parte di quel debito fosse servito a finanziare guerre di conquista. infatti. sulle virtù della parsimonia. È la storia del dopoguerra. Fu la più colossale «amnistia del debito» che si ricordi nella storia. Essendo un pachiderma. Andò a indebitarsi sui mercati dei capitali internazionali. ha radici antiche nel mondo germani- RAMPINI_BANCHIERI.

A questo si aggiungeva una fede dalle tinte moralistiche sulle virtù del pareggio di bilancio. Angela Merkel non è un clone di Herbert Hoover: governa un paese con un Welfare State avanzato e generoso. insieme con la fiducia nelle capacità autoregolatrici del mercato. Non ha curato tutti i mali: resta l’eredità di diseguaglianze abnormi. RAMPINI_BANCHIERI. quella del Grande Gatsby): debiti. Somiglia all’ideologia che professava Herbert Hoover. Ma l’America dimostra che svincolarsi dal pensiero unico neoliberista – anche nelle sue varianti moralistico-puritane – è il passaggio obbligato per iniziare a riparare l’enorme disastro sociale.22 .) Quando l’economia torna a generare lavoro. il risanamento dei conti pubblici è più facile: lo dimostra il calo del debito pubblico Usa. nella dottrina Obama. Hoover non era un mostro insensibile alle sofferenze dei disoccupati. E tuttavia le politiche che ha imposto al resto d’Europa sono simili agli errori prekeynesiani. (Il «costo» di Obama: un deficit/Pil oltre il 10 per cento durante il periodo più buio della recessione. l’unico pensiero forte non autoritario generato dagli anni Trenta: prima bisogna rilanciare la crescita. bolle speculative.Il debito (degli altri) è un vizio 25 co. un peso della lobby di Wall Street tuttora temibile. in atto per la prima volta dal 2007. euforia di consumi. Obama ha aggiornato la lezione di John Maynard Keynes. trainato dall’aumento del gettito fiscale. Una visione moralistica dell’economia.000 nuove assunzioni al mese. Provò ad attivare alcune leve dello Stato per attutire i colpi della Grande Depressione. presidente americano nel crac del 1929. Lo Stato è anche. un «arretrato» di disoccupati giovani e sottoqualificati. La ripresa Usa in tre anni ha generato posti di lavoro a un ritmo medio di 160.indd 25 11/10/13 14. a ogni costo. Errori che l’America di Barack Obama ha evitato (almeno questi). conducevano a pensare che «sette anni di vacche magre» dovessero biblicamente castigare il troppo benessere dell’epoca precedente. 2009-2010. l’Età del Jazz. Era però fermamente convinto che l’America dovesse «purgarsi» dopo un periodo di eccessi (The Gilded Age.

ma gli rende ancora più arduo il compito di restituire il dovuto. che consentono di rifarsi una vita e un’attività economica dopo il crac. L’ideologia della Merkel. di fatto è alleata dei banchieri. per debiti. Il capitalismo moderno. ebbe origine nel 1692 quando Daniel Defoe (Robinson Crusoe) venne sbattuto nelle prigioni di Sua Maestà.22 . Nacquero così in Inghilterra le moderne leggi sulla bancarotta. che all’origine voleva evitare i mali della finanziarizzazione. nella sua espressione culturale più avanzata. la cui sofferenza è la prova di un fallimento storico delle politiche gemelle. Si può fare una onesta contabilità dei profitti e delle perdite derivanti dall’appartenenza all’euro? Le elezioni tedesche del settembre 2013 sembrano aver dimostrato che nel paese più ricco.26 Banchieri il catalizzatore di una nuova stagione di innovazioni: dalla Green Economy alla rifondazione dei nostri sistemi educativi. La colpevolizzazione dei debitori. classi lavoratrici e ceto medio. Il partito di destra antieuro non ha sfondato. RAMPINI_BANCHIERI. Per non parlare della rinascita. gestione in cui la «forbice dei tassi» ha premiato l’economia reale garantendole un divario di competitivà anche grazie al minore costo del denaro. l’egemonia della Merkel conferma che i tedeschi apprezzano la sua gestione della crisi. L’austerity è altrettanto nefasta dell’arcaica prigione per debiti: dissangua il debitore. dimostra questo antidogma. per impartirgli una lezione. Austerity e neoliberismo affondano abbracciati insieme. l’antidoto al neoliberismo: lo sviluppo riparte solo se il potere d’acquisto viene diffuso nei ceti più numerosi. il più grande Stato americano ad avere raggiunto il pareggio di bilancio aumentando le tasse sui ricchi. nell’economia più competitiva del continente. Il modello California. è funzionale a salvare chi ha erogato il credito e a «perdonare» gli errori e gli inganni dei banchieri. i benefici dell’euro non sono veramente in discussione. Il romanziere guidò una rivolta contro la barbara istituzione del carcere per i debitori.indd 26 11/10/13 14. fino alla loro criminalizzazione.

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Nella periferia dell’Eurozona, invece, persiste una narrazione della crisi che descrive l’euro come una camicia di forza. Da esempi minuscoli come l’Islanda a casi ben più consistenti come gli Stati Uniti, molte storie di uscita dalla recessione post-2008 sono state accompagnate da politiche di moneta debole. Se l’Italia, la Spagna o la stessa Francia avessero potuto fare ricorso alla svalutazione competitiva, oggi le loro condizioni economiche sarebbero migliori? La perdita di competitività dei Piigs (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) è stata aggravata dall’appartenenza alla moneta unica? C’è un «disegno» germanocentrico che ha fatto dell’Eurozona un’area di moneta forte, forse sopravvalutata rispetto al dollaro e alle monete delle nazioni emergenti? La domanda «C’è una vita fuori dall’euro?» non allude soltanto all’opzione di uscire dall’Unione monetaria, tuttora caldeggiata da alcune forze politiche in Italia e in altri paesi. In un’accezione più larga, la «vita fuori dall’euro» significa anche considerare quello che l’Unione potrebbe e dovrebbe diventare se la dinamica politica europea uscirà dall’orizzonte ristretto di una gestione tecnocratica e monetarista della crisi. Di fronte all’inazione della politica, dalla crisi del 2008 in poi, abbiamo vissuto un quinquennio di protagonismo globale delle banche centrali. Ma non è dalla Bce che può venire il progetto per una nuova fase di costruzione degli Stati Uniti d’Europa. D’altra parte, lo stallo dell’integrazione europea chiama in causa anzitutto la potenza leader. Abbiamo tutti bisogno di capire se la Merkel ha un progetto per l’Europa, e qual è il nostro ruolo in quel disegno.

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Parte seconda

Il crimine paga

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ha nascosto 60. indagato per ostacolo all’autorità di vigilanza nel pasticcio Ligresti-Fonsai. Standard Chartered. Nel suo piccolo. RAMPINI_BANCHIERI. L’estate del 2012 è segnata da una recrudescenza di scandali. la finanza cattiva è più forte che mai. Imperterriti. Il «New York Times» sentenzia: «I banchieri non sentono né il vincolo della legge né quello della morale». Sembra di rileggere i titoli del 2008. ricostruirla sarà una sfida» commenta amaro il capo della vigilanza sulla City di Londra. impuniti. l’anno del crac sistemico originato dai mutui subprime. Come se nulla fosse accaduto. JPMorgan Chase ha un buco di bilancio da 6 miliardi di dollari per speculazioni illecite sui derivati.Impuniti «Gli scandali bancari hanno distrutto la fiducia del pubblico. fondendo i due termini banchiere-gangster. in quell’estate del 2012 anche l’Italia fa la sua comparsa nelle cronache con il caso dell’amministratore delegato di Mediobanca. gloriosa banca britannica molto radicata sui mercati asiatici. i banchieri colpiscono ancora. L’«Economist» conia un neologismo. è colta in flagrante complicità con l’Iran.000 operazioni – per un valore di 250 miliardi di dollari – con il regime di Teheran. invece sono cronache di quattro anni dopo.indd 31 11/10/13 14. La sua consorella Hsbc confessa riciclaggio di denaro sporco dei narcotrafficanti e ripetute violazioni delle leggi bancarie americane. «bankster».22 . Alberto Nagel. Lord Turner. Calpestando le sanzioni.

Come spiega Gary Gensler. È il più importante e universale di tutti i tassi d’interesse interbancari. o i costi dei mutui per la casa».22 . Sulla base di quel tasso le banche si regolano per farsi credito l’una con l’altra. sui fidi bancari alle imprese. i dirigenti di 16 banche globali si coordinano per annunciare il «minor tasso di mercato» quale viene misurato in quella giornata. merita di figurare a fianco della vicenda dei mutui tossici che provocò il tracollo globale del 2008. RAMPINI_BANCHIERI. Una frode così gigantesca. o della temperatura. Lo scandalo del Libor. almeno per la sfacciataggine degli attori in gioco. presidente di una delle authority di vigilanza sui mercati finanziari americani (la Commodity Futures Trading Commission). dal Libor dipendono i tassi sui prestiti ai consumatori. operata con tale spavalderia e arroganza. Se è così. la vicenda del tasso Libor. esattamente? L’acronimo sta per London Interbank Offered Rate. Ogni mattina prima delle ore 11 di Londra. sul credito rateale per l’acquisto di automobili.32 Banchieri Ma perfino questi scandali impallidiscono di fronte alla «madre di tutte le truffe». A cascata. una sorta di «termometro centrale» della finanza. Accertare che veniva truccato il Libor. o delle frodi sui rating delle grandi agenzie s&P e Moody’s. Che cos’è il Libor. ha dovuto ammettere di sentirsi «nauseato. un tasso che determina i rendimenti per i risparmiatori che cercano di assicurarsi un futuro. sui mutui per la casa. la manipolazione illegale del Libor «mette in discussione l’affidabilità di un tasso chiave.indd 32 11/10/13 14. a fini di lucro. che l’amministratore delegato della banca più coinvolta. da cui ne dipendono tanti altri che toccano la nostra vita quotidiana. fisicamente sconvolto» di fronte alle e-mail che i suoi trader si scambiavano nel corso della maxitruffa. è come scoprire che qualcuno ha il potere di modificare la misurazione delle ore. Il Libor influenza in cento modi i bilanci dei fondi pensione. non possiamo più essere certi di nulla. il dimissionario Robert Diamond di Barclays. perfino delle finanze pubbliche.

Il suo chief executive Diamond ci ha rimesso la poltrona. oggi infettate dall’avidità. democratico del Rhode Island: «Il cittadino si chiede com’è possibile che tante imprese commettano reati gravi. come si vede dalla sua cronologia. a metà del 2012. sorge il dubbio che le sanzioni non siano un deterrente efficace. dal 2005 al 2009. assorbendo ingenti risorse pubbliche per i loro salvataggi. Ma processi e maximulte servono a qualcosa? L’interrogativo è legittimo. e tuttavia nessuno dei dirigenti venga colpito individualmente». si è prolungata anche nel 2009. Forse perché colpiscono le società ma non i loro capi. Non è andata affatto così.22 . e continuavano a rubare. salvati dalla bancarotta con i soldi dei contribuenti. RAMPINI_BANCHIERI. Magistratura e organi di controllo colpiscono con velocità negli Stati Uniti. La truffa del Libor. così incurabile? Una risposta la fornisce l’analisi delle ultime sanzioni comminate in America contro le aziende colpevoli di frode ai danni dello Stato. A seguire l’escalation degli scandali. che hanno sovvertito il capitalismo e rapinato i pensionati». ci sono Citigroup. Com’è possibile? Dov’è l’origine profonda di un degrado così diffuso. Lo dice apertamente il senatore Jack Reed. così pervasivo.indd 33 11/10/13 14. Dopo lo scoppio della «bomba» del Libor. a quattro anni dalla «madre di tutte le crisi finanziarie»: era ragionevole pensare che il disastro del 2008 provocato dalla finanza tossica avrebbe vaccinato il sistema bancario dai comportamenti più distruttivi. cioè dopo che le maggiori banche occidentali erano finite sotto tutela statale. eppure non basta. Erano istituti di credito seminazionalizzati. Tra le sue complici nel «cartello» (definizione della Commissione Ue). L’economista John Stodder jr le descrive come «istituzioni un tempo rispettate. in un solo semestre le autorità americane hanno assegnato 8 miliardi di dollari di multe.Impuniti 33 La Barclays ha ammesso di avere sistematicamente truccato quel tasso «ufficiale» per almeno quattro anni consecutivi. Lo ha fatto per interesse privato. JPMorgan Chase e Hsbc. e la Barclays ha patteggiato il pagamento di 453 milioni di dollari di multe.

34 Banchieri In realtà non è proprio così: la sola authority di Borsa. colui che negli anni Novanta guidò la folle corsa verso il gigantismo della finanza. È vero. Un responsabile della vigilanza bancaria Usa ha confessato al «New York Times»: «I banchieri oggi mi sembrano perfino più prepotenti di quanto fossero prima della crisi». dunque.22 . da cui nacque il colosso Citigroup. ha un effetto collaterale perverso. cioè puntare dritto verso le finanze aziendali da cui si possono estrarre le multe più pesanti. se a rapinare la banca è il banchiere stesso. Le grandi società per azioni spalmano le multe nei loro bilanci. a volte si ritirano con «paracadute d’oro». Fu uno degli attori chiave nell’iter della legge del 1999. però. che con il RAMPINI_BANCHIERI. bonus e superpensione.indd 34 11/10/13 14. scaricandole sugli azionisti e in ultima istanza sui clienti attraverso aumenti di prezzi. che preferisce «andare a caccia delle tasche più capienti» («go after deep pockets»). tariffe. Il crimine paga. ha perseguito 55 top manager con 2. di conseguenza i potenziali benefici dalle frodi sono ancora maggiori». che bada al sodo e vuole massimizzare l’incasso di multe per lo Stato. Lord Turner arriva a conclusioni analoghe: «La dimensione dell’attività finanziaria è aumentata. Questo realismo. in particolare quello americano. la Securities and Exchange Commission (Sec). i quali.2 miliardi di multe. incrimina l’azienda anziché i suoi capi. ispirando la «convergenza bipartisan» verso la deregulation finanziaria. che nella maggioranza dei casi la giustizia è impersonale. Weill fu l’artefice della fusione tra Citicorp e Travelers. L’impunità individuale alimenta l’arroganza. non c’è un disincentivo sufficiente. Il caso del «banchiere pentito» è quello di Sanford Weill. commissioni e interessi. pur dimissionati. La spiegazione va cercata nel tradizionale pragmatismo dei sistemi giudiziari anglosassoni. La metastasi è così grave e pervasiva da provocare un clamoroso ravvedimento in uno dei più grandi banchieri d’America. Per il top manager. il suo peso sull’economia è sempre più largo. Ebbe un’influenza politica notevole.

Sicuri della loro impunità. insieme al bilancio dei danni sociali e collettivi. la rottura degli equilibri fra oligarchie finanziarie e governi. Oggi Weill fa autocritica. e possibilmente smembrare le basi stesse del loro «perimetro aziendale».indd 35 11/10/13 14. il grande saggio della finanza. approvata per volere di Franklin Roosevelt nella Grande Depressione. o almeno dei robusti azionisti con potere di veto. Poi il presidente dovette prendere le distanze dai suoi suggerimenti troppo radicali. accelerò fusioni e acquisizioni. lo va dicendo da tanti anni Paul Volcker. e la firma dell’allora presidente Bill Clinton. Quella legge segnava la fine della regola sacra contro la «mescolanza dei mestieri». applicata dopo il crac di Wall Street del 1929. La storica legge Glass-Steagall del 1933. che fu presidente della Federal Reserve. andata in frantumi nel 1999 sotto i colpi del pensiero unico neoliberista. Era una sana divisione dei rischi. davanti allo sbarramento delle lobby bancarie.Impuniti 35 voto repubblicano e democratico. vietava alle banche che raccolgono depositi dei risparmiatori di usarli per investimenti speculativi o per acquisire partecipazioni azionarie. i banchieri hanno «investito» nella politica e ne sono diventati spesso i padroni. «Dobbiamo tornare a separare i banchieri d’investimento dalle banche di deposito» ammette l’ex fondatore di Citigroup. Nel 2008 Volcker era uno dei consiglieri più ascoltati da Barack Obama. Il che ci riporta all’origine stessa della crisi. Prima di lui.22 . la lista degli scandali è destinata ad allungarsi. Senza aggredire il loro potere. Non sarebbero mai passati al Congresso. RAMPINI_BANCHIERI.

È il primo cavo sottomarino a fibre ottiche a essere posato sul fondo dell’oceano Atlantico da oltre un decennio. Serve a far guadagnare «ben» cinque millisecondi ai trader delle due principali piazze finanziarie del globo. Stati Uniti. non serve a trasferire le telefonate. Passa inosservato.22 . un exploit tecnologico che sembra degno d’altri tempi: rievoca l’era entusiasta e ottimista della New Economy. l’Eurozona invece sta sprofondando in modo drammatico. Ma siamo sicuri che sia un investimento utile? L’inaugurazione da parte della Hibernia Atlantic avviene proprio mentre sono nel mirino dei governi le transazioni superveloci e automatizzate. Unione europea.indd 36 11/10/13 14. l’America si trascina faticosamente fuo­ ri dalla recessione. e note come «high-frequency» o «high-speed» trading. Questo nuovo supercavo sottomarino tra New York e Londra. è riservato esclusivamente alle transazioni finanziarie. Canada: sulle due sponde dell’Atlantico gli organi di vigilanza e le autorità di controllo sospettano che ci sia qualcosa di marcio RAMPINI_BANCHIERI. le e-mail e altri collegamenti Internet. nel mondo delle transazioni computerizzate. Ma a differenza di quelli che venivano inaugurati sul finire degli anni Novanta.Ventimila leghe sotto i mari Sul finire del 2011. programmate attraverso appositi software informatici. Cinque millisecondi sono un’eternità. costruito a cura della società Hibernia Atlantic. nell’ottobre di quell’anno.

Gli operatori di Wall Street e della City di Londra naturalmente respingono le accuse. che li rende più liquidi e quindi abbassa il costo del singolo investimento. e quale sia il pericolo lo si è visto. per esempio. nella famigerata seduta del 6 maggio 2010. il più facile e meno rischioso: approfittando proprio dei millisecondi di vantaggio che hanno sugli investitori normali. gli operatori dell’Hft piazzano i propri ordini in anticipo sull’arrivo di grosse transazioni. che posero le fondamenta teoriche per il grande matrimonio fra le Borse e le tecnologie informatiche fin dagli anni Settanta. La vittima inconsapevole dell’alta frequenza. Il trucco più frequente. siamo tutti noi: ovvero i risparmiatori che affidano in gestione i propri soldi a banche. Questa è la classica autodifesa che attinge all’armamentario ideologico del neoliberismo: è un leitmotiv ricorrente dall’epoca di Milton Friedman e della Scuola di Chicago. che gli stessi operatori non controllano fino in fondo. e quindi siano motivati ad autodisciplinarsi. più complicate e più sottili. e così lucrano il vantaggio di chi conosce per primo la direzione in cui si muoveranno la domanda e l’offerta. difendono l’Hft come un fattore di efficienza dei mercati. l’aumento o la discesa dei prezzi.) Ma un’analisi compiuta sull’indice delle 500 maggiori società quotate RAMPINI_BANCHIERI.Ventimila leghe sotto i mari 37 nel mondo delle transazioni ad alta frequenza. che per comodità abbrevio come Hft. infatti. (L’allora presidente della Federal Reserve Alan Greenspan diceva la stessa cosa a proposito dei banchieri fino al… 2007. Di questo Verbo neoliberista fa parte anche la convinzione che gli operatori del mercato siano i primi ad avere interesse alla regolarità delle transazioni. assicurazioni. Ma ci sono altre dinamiche.22 . le cui strategie d’investimento vengono saccheggiate dai predatori dell’Hft. fondi comuni. passata alla storia per l’improvviso tracollo di 700 punti dell’indice Dow Jones.indd 37 11/10/13 14. senza una ragione precisa se non «l’impazzimento» dei programmi ad alta frequenza. ribattono che la stragrande maggioranza delle transazioni è legittima.

che poi vengono cancellati una frazione di secondo prima che siano effettivamente eseguiti. si direbbe. le autorità di vigilanza hanno multato per 8 milioni di sterline una società di trading canadese.38 Banchieri ha dimostrato una formidabile crescita della volatilità. I casi di flagranza di reato sono ancora pochi. A Londra. Tutto questo in coincidenza con un potenziamento tecnologico che ha ridotto nell’angolo l’elemento «umano» che opera sui mercati. due azioni su tre vengono scambiate attraverso quei programmi ad alta velocità. Si tratta dell’emissione di massicci ordini di acquisto o vendita. La leva dell’Hft è decisiva per capire l’aumento nel volume delle transazioni: ancora all’inizio del 2007. in America. La pratica della cancellazione repentina di migliaia di ordini poco prima che vengano eseguiti è molto diffusa. prima della recessione e quindi con un’economia reale ben più florida di quella attuale. sapendo che avranno l’effetto di spostare i prezzi. la Swift Trade. L’aumento dell’incidenza dell’Hft è tale che oggi. In quel caso si trattava della Trillium Brokerage Services. perché poco dopo il caso londinese anche a New York la Financial Industry Regulatory Authority ha incastrato un reprobo. poi li cancel- RAMPINI_BANCHIERI.indd 38 11/10/13 14. E sempre più spesso ciò avviene anche in altre Borse del mondo.22 . per l’uso di una tecnica chiamata «layering». La tecnica è molto in voga. Sei anni dopo siamo a quota 8 miliardi. multata per 2. Ma è interessante ricordare alcune punizioni. È un classico esempio in cui la caccia al ladro si svolge in modo asimmetrico: è sempre il ladro ad avere una lunghezza di vantaggio in termini di know how tecnologico.3 milioni di dollari. Stessa tecnica di layering anche per lei. con oscillazioni sempre più ampie all’insù e all’ingiù da quando esiste l’Hft elettronico. a cominciare da quella di Londra. il volume degli scambi quotidiani sulle Borse americane coinvolgeva 6 miliardi di azioni. È chiaro a cosa serve: prima i trader dell’Hft «sparano» sul mercato ordini voluminosi. perché gli strumenti per indagare sono rudimentali.

Di fatto.22 .Ventimila leghe sotto i mari 39 lano e piazzano altre transazioni per lucrare sui movimenti di prezzi che loro stessi hanno provocato. cioè l’imposizione di un prelievo fiscale su ogni transazione finanziaria.indd 39 11/10/13 14. Di tutti gli antidoti in circolazione. Guarda caso. ma l’1 per cento che ne blocca l’approvazione ha dimostrato di avere un potere di veto finora insormontabile. la folle gara dell’alta velocità speculativa non conosce tregua. Ma essendo una tassa che scatta a ogni operazione. Intanto. sicché l’impatto sul risparmiatore sarebbe insignificante. la Tobin Tax appare e scompare. tra continui ritardi e tentennamenti. Tutto questo è molto più raffinato e sottile dell’aggiotaggio vecchio stile. la Tobin Tax colpirebbe in modo sproporzionato proprio loro. il più efficace resta la Tobin Tax. ventimila leghe sotto i mari. i grandi squali delle transazioni alla velocità della luce. Stati Uniti e Inghilterra. Solo undici membri dell’Eurozona hanno cercato di portarla avanti. RAMPINI_BANCHIERI. La Tobin Tax avrebbe un’aliquota molto bassa. Dalla Tobin Tax si sono chiamati fuori molto presto i due paesi che hanno le maggiori piazze finanziarie del pianeta. ed è possibile solo grazie alla tecnologia. quelli che non hanno bisogno di fare insider trading perché ci bruciano sul traguardo sapendo già quel che facciamo noi. È forse l’unico caso di una tassa che piacerebbe «al 99 per cento» delle persone. ma finisce sempre su un binario morto. il suo costo sarebbe invece tutt’altro che trascurabile per i colossi dell’Hft.

si mobilitò nel 2012 per far vincere il suo candidato alla Casa Bianca. alla poderosa mobilitazione dei banchieri contro Obama. puntando tutto sull’elezione di un presidente di destra. E non è mai stato così bene. almeno alle urne. per loro. «loro» si sono ripresi subi- RAMPINI_BANCHIERI. e con Obama alla Casa Bianca. come la definì il celebre slogan del movimento Occupy Wall Street. Ma tornare al clima dell’autunno 2012. Anche se.22 .indd 40 11/10/13 14. Le banche newyorchesi. il potere d’interdizione di Wall Street contro le riforme della finanza resta formidabile. e consentire a Romney di lanciare il bombardamento finale degli spot tv». L’offensiva degli straricchi per influire sul voto americano può indurre a pensare che si sentissero minacciati. con i repubblicani in maggioranza alla Camera. È andata male. per contrastare la superiorità di Obama nella raccolta di piccole donazioni individuali. il repubblicano Mitt Romney. Già nel primo biennio dopo la grande crisi del 2008. In America l’1 per cento rischia poco. fecero campagna in un senso solo. Come se una rielezione di Obama fosse il preludio a stangate fiscali «persecutorie» contro di loro. rompendo con una tradizione bipartisan. il «New York Times» descriveva «un esperimento senza precedenti. serve per interrogarsi sugli umori politici della finanza. E invece no.La «curva» del Grande Gatsby L’America «dell’1 per cento». Nei giorni più caldi della vigilia elettorale.

equiparandoli così alle tasse (tipo Irpef­ ) sul reddito del ceto medio. cioè le 16. Lui.01 per cento. Esproprio? La direttrice di Thomson­Reuters Digital. sui 400 americani più ricchi. Conviene spingere lo sguardo ancora più su: coloro che hanno redditi annui sopra i 4 milioni di dollari. Warren Buffett. Non c’è nessuna stangata fiscale in arrivo su di loro.000 famiglie che hanno reddito annuo superiore ai 24 milioni. 27 hanno versato al fisco meno del 10 per cento. è beneficiato dal prelievo sui capital gain (plusvalenze finanziarie). Ma ancora più sconcertante è la quota appropriata dallo 0. Chrystia Freeland. invece.indd 41 11/10/13 14. La loro fetta della tor- RAMPINI_BANCHIERI. e nessuno ha pagato più del 35 per cento». «The Economist» ha dedicato un’inchiesta a questo au­ mento delle diseguaglianze: «La parte del reddito nazionale che va all’1 per cento si è raddoppiata rispetto agli anni Ottanta.22 . D’accordo con Bill Gates­ . ricorda che «negli anni Cinquanta (sotto un presidente repubblicano come Dwight Eisenhower) il prelievo marginale sui più ricchi arrivava al 90 per cento. un livello che oggi spaventerebbe anche i democratici.01 per cento degli americani. che contende a Bill Gates il primato della ricchezza nella top list dei Paperoni.La «curva» del Grande Gatsby 41 to. Ai nostri tempi. proprio come il multimilionario Romney e la maggioranza dei banchieri. se si eccettua la modesta proposta della Buffett Tax fatta propria da Obama ma regolarmente bocciata dalla Camera. La Buffett Tax prende il nome dal più illuminato dei membri dello 0. un miliardario che trova eccessivi e controproducenti i privilegi di cui gode. 6 hanno pagato zero tasse. ha lanciato l’idea di arrivare al 35 per cento d’imposta sui redditi milionari.01 per cento. e cioè lo 0. e alla grande: gli economisti Emmanuel Saez e Thomas Piketty calcolano che «il 93 per cento dei guadagni della ripresa sono andati all’1 per cento dei più ricchi». hanno sequestrato il 37 per cento di tutti i benefici della miniripresa in corso. appena il 15 per cento. si è vergognato «di pagare un’aliquota fiscale inferiore alla mia segretaria».

indd 42 11/10/13 14. I primi sono governati da istituzioni «inclusive». Nell’analisi storica di Acemoglu e Robinson un caso tipico fu Venezia. ha coniato un neologismo: «la curva del Grande Gatsby». È una tentazione ricorrente nella storia delle nazioni: «Le élite che hanno avuto successo grazie a un sistema inclusivo.42 Banchieri ta si è quadruplicata». Il declino colpisce le «società estrattive»: quelle dove una minoranza «estrae» ricchezza dal resto. nei quartieri di lusso di Manhattan­come l’Upper East Side. per il proprio vantaggio prevalente. pubblicato in Italia dal Saggiatore) illustrano il criterio che distingue i paesi che hanno successo da quelli che arretrano. Due studiosi di storia economica. che nell’epoca della sua ascesa aveva promosso la «colleganza». La transizione dall’una all’altra formula è una ricetta sicura per la decadenza. con mobilità dal basso e un rinnovamento continuo delle élite. L’economista Miles Corak trova una conferma: la mobilità sociale negli Stati RAMPINI_BANCHIERI. una forma di società per azioni aperta a nuovi membri. Poi si formò un’oligarchia che decise «la Serrata». la cui tesi è questa: l’America­sta facendo la fine di Venezia. un restringimento degli accessi agli outsider. in un saggio recente (Perché le nazioni falliscono. hanno la tentazione di tirar via la scala per quelli che vengono dopo».22 . sono società aperte. Serve a illustrare il parallelismo tra l’involuzione dell’America di oggi e gli eccessi dell’Età dell’Oro (anni Venti. Vista la loro condizione più che fortunata. capo dei consiglieri economici della Casa Bianca fino all’agosto 2013. La Freeland ha lanciato nel dibattito politico americano un saggio intitolato Plutocrats. Non è un caso se il primo segnale di «ripresa» avvertito dagli specialisti è stato il boom di acquisti di penthouse (superattici) sopra i 10 milioni di dollari cadauno. perché i superricchi d’America si sono mobilitati in uno sforzo così intenso nel 2012 per impedire la rielezione di Obama? Alan Krueger. prima della Grande Depressione) descritti nel romanzo di Francis Scott Fitzgerald. Daron Acemoglu e James Robinson.

un tempo strada maestra per l’avanzamento dei ceti meno privilegiati. Un fattore è il sistema scolastico.indd 43 11/10/13 14. Il monito della Freeland: «Le società oligarchiche entrano in stagnazione.22 .La «curva» del Grande Gatsby 43 Uniti è crollata via via che aumentavano le diseguaglianze. L’istruzione. perfino due leader democratici come Bill Clinton e Obama hanno preferito mandare le figlie in costosi istituti privati. RAMPINI_BANCHIERI. La scuola pubblica viene dissanguata a furia di tagli. i plutocrati minacciano lo stesso sistema che li ha creati». diventa strumento che perpetua le diseguaglianze.

cioè che il fallimento di una singola banca potesse contagiare tutte le altre fino al collasso completo del credito. I Cds hanno avuto successo e diffusione enorme non tanto nel loro ruolo «assicurativo». American International Group. Aig fu salvata con un’operazione da 182 miliardi di dollari a carico del contribuente americano. Aig. Finché il disastro dei mutui subprime. i Cds. sono nati come uno strumento di protezione. ma come titoli altamente speculativi: con i quali in realtà si scommette sul fallimento di questo o quel debitore. Aig. in realtà. Una delle più grandi compagnie assicurative d’America e del mondo era gestita alla stregua di un hedge fund: piazzava titoli ad altissimo rischio e alta possibilità di profitto. RAMPINI_BANCHIERI. I Cds appaiono come polizze assicurative. Ma questa è una finzione. Perché mai la sua sorte apparve inestricabilmente legata a quella del sistema bancario? Per via di colossali investimenti speculativi nei credit default swap. era ed è una compagnia assicurativa. per arricchirsi sul suo crac.22 . il 16 settembre 2008 fu proprio il tracollo di Aig a convincere l’allora amministrazione Bush e le autorità di vigilanza di avere sottovalutato il «rischio sistemico».indd 44 11/10/13 14. titoli derivati. è un nome dal suono sinistro. Ventiquattr’ore dopo la bancarotta di Lehman Brothers. per un creditore che vuole assicurarsi contro il pericolo di fallimento del proprio debitore.Il pericolo nell’ombra Guarda un po’ chi si rivede.

Ge Capital. Fino a quando. naturalmente. il Financial Stability Oversight Council (Fsoc). forse anche a regole più restrittive. costretti a salvarle. e. le banche-ombra. il titolo che viene affibbiato a tali soggetti è «systemically important financial institution» (Sifi). cioè istituzioni finanziarie che per le loro attività e le loro dimensioni comportano rischi per la stabilità dell’intero sistema. Il fatto di essere designate come Sifi avrà conseguenze rilevanti per questi soggetti? In linea di principio sì.22 . chiedendo all’Aig di onorare quelle «polizze assicurative». Alcune di queste banche-ombra ricadono anche nella categoria «too big to fail»: troppo grosse per essere lasciate fallire. indovinate? Aig. infine. sotto la giurisdizione del Tesoro americano. cioè.indd 45 11/10/13 14. la Fed potrebbe imporre loro dei RAMPINI_BANCHIERI. Lo shock Aig fece scoprire l’enorme rilevanza dello «shadow­banking». cioè il sistema bancario «ombra». si presentarono tutti all’incasso. In compagnia di altri colossi assicurativi. filiale di General Electric. quindi senza essere sottoposte agli stessi criteri prudenziali. ha finalmente redatto una lista di queste banche-ombra. come Prudential Financial­ . La convinzione che le banche-ombra debbano essere soggette agli stessi controlli. Ecco dunque i reprobi.Il pericolo nell’ombra 45 facendo fallire tanti debitori. Tante società fanno il mestiere delle banche pur senza esserlo. di sottoporle a «stress test» come le banche. portò al risultato che nessuno aveva previsto. si fece strada nel 2008. E la compagnia stava fallendo. E anche del braccio finanziario di un gruppo industriale. il cosiddetto «Cigno nero» (evento statisticamente improbabilissimo). regole di capitalizzazione e poteri di vigilanza. Coloro che avevano investito in Cds per puntare sui crac dei debitori. E nel 2013 chi c’è in cima a quella lista. rappresentano una minaccia permanente per lo Stato e per i contribuenti. Per la precisione. Ma ci sono voluti cinque anni per un primo passo nella direzione giusta. Il marchio d’infamia Sifi dà il potere alla Federal­Reserve di estendere la sua vigilanza bancaria a queste istituzioni.

soprattutto su quest’ultimo punto.indd 46 11/10/13 14. RAMPINI_BANCHIERI. Perché credete ci siano voluti cinque anni solo per arrivare alla definizione dei Sifi? Perché le lobby che rappresentano le banche-ombra hanno fatto un ostruzionismo micidiale. Il condizionale è d’obbligo. Chi pensa che siano state sconfitte sottovaluta la loro combattività.46 Banchieri requisiti di capitalizzazione perfino più rigorosi di quelli imposti alle aziende di credito.22 . però.

Le banche «troppo grandi per essere lasciate fallire» hanno l’obbligo di presentare alle autorità di vigilanza un «piano per il proprio smantellamento» che indichi come possono essere smembrate in caso di default.Le ultime volontà. un po’ come il testamento biologico o. meglio ancora. versione Wall Street Nove megabanche americane hanno «fatto testamento». A prima vista l’esercizio è rassicurante. le istruzioni dei donatori di organi? Il nome può trarre in inganno. onde evitare che lo Stato­ sia costretto a salvarlo con i soldi del contribuente come accadde appunto nel 2008-2009. Altre 100 istituzioni finanziarie meno gigantesche dovranno adeguarsi in seguito. La logica di questi testamenti è di precostituire un percorso per la rapida vendita ad altre banche di tanti «pezzi» dell’istituto finito in crisi.22 . Proprio così. Sembra una cosa nobile. e conferma l’impressione che gli Stati Uniti siano un passo avanti rispetto all’Europa nel prevenire nuovi crac bancari. lo impone la nuova legge sui mercati finanziari (detta Dodd-Frank dai nomi dei relatori al Congresso­ ) voluta da Barack Obama dopo il crac Lehman del 2008. Citigroup e tutte le loro consorelle con oltre 250 miliardi di attivi in bilancio.indd 47 11/10/13 14. Tuttavia non bisogna farsi troppe illusioni sull’efficacia di quei testamen- RAMPINI_BANCHIERI. Bank of America. Le nove maggiori aziende di credito americane hanno ottemperato all’obbligo: fra quelle che hanno fatto testamento ci sono JPMorgan Chase.

Bank of America o Citigroup chiamerebbe in causa comunque il governo. Sono dimensioni che fanno tremare anche solo a considerarle così. La JPMorgan Chase ha 2300 miliardi di dollari di attivi. Basti fare un confronto: con la sua bancarotta la Lehman riuscì a portare il mondo intero a un passo dal collasso finanziario. che impongono scelte audaci proprio quando tutti tendono ad andare nel pallone. accelerazioni improvvise.22 . c’è da giurare che le sue consorelle sarebbero anch’esse sull’orlo del disastro. a freddo. Purtroppo. perché queste crisi hanno sempre degli sviluppi a sorpresa.indd 48 11/10/13 14. La svizzera Ubs nel fare il suo testamento ha accennato pudicamente al problema. La Ubs è piccina rispetto alle tre o quattro maggiori banche americane. e nel panico. è poco probabile che il salvataggio avvenga in modo tranquillo e ordinato seguendo le «ultime volontà» del condannato. rischierebbe di rimanere senza fondi. ha ammesso cioè che in caso di crisi «solo dei concorrenti molto grandi» riuscirebbero a comprare le sue attività. l’assicurazione federale dei depositi. L’idea di rendere prevedibile e governabile la prossima crisi bancaria è abbastanza illusoria. Figurarsi che effetto farebbero in caso di un vero default. Tutte cercherebbero di ridurre rischi ed esposizioni: altro che comprare i pezzi della banca che sta fallendo. Perfino la Federal­ Deposit­Insurance Corporation (Fdic). pur avendo «soltanto» 639 miliardi di dollari in bilancio.48 Banchieri ti. La verità è che il default di pachidermi come JPMorgan Chase. vista l’interconnessione stretta di tutto il sistema bancario. Se davvero dovesse vacillare sull’orlo del default uno dei big. E non è affatto detto che il soggetto pubblico abbia le risorse sufficienti. Chi può illudersi che un crac di quelle proporzioni si risolva vendendo un pezzo alla volta le varie attività della banca alle sue concorrenti? Se davvero dovesse tremare un colosso come JPMorgan Chase. Uno dei cantieri non ancora conclusi della riforma Obama riguarda proprio l’organizzazione di un fondo di mutuo soccorso RAMPINI_BANCHIERI. le banche in questione sono davvero troppo grosse.

indd 49 11/10/13 14. centinaia e centinaia di pagine redatte nel gergo degli addetti ai lavori. i testamenti sono degli esercizi di «wishful thinking». sono occasione di laute parcelle. Gli unici a beneficiarne davvero sono i potentissimi «lawyer». quella vera. Sono scritti in tempi di normalità. gli avvocati d’affari che prosperano a Wall Street: anche i testamenti. In questa situazione. versione Wall Street 49 da finanziare con apporti di tutte le banche e da fare intervenire in caso di disastro.22 . da banchieri che hanno già dimenticato che cos’è la paura. RAMPINI_BANCHIERI. ottimismo ingenuo.Le ultime volontà.

Il concetto è semplice. avrebbe dovuto proibire la mescolanza di due mestieri: banche d’affari e banche di deposito. L’idea lanciata da un personaggio autorevole quale Paul Volcker era quella di tornare al regime invalso dagli anni Trenta agli anni Settanta. e non è un caso che si fosse affermato dopo l’altra crisi epocale. La storia di questo imponente testo normativo ci accompagna ormai da quattro anni. ma sappi in tal caso che RAMPINI_BANCHIERI. con una muraglia cinese a impedire che il risparmio dei cittadini venisse usato per speculazioni ad alto rischio. Quando il presidente americano riuscì a farla approvare.indd 50 11/10/13 14. quindi anche la salute dell’economia reale: il lavoro. nelle sue formulazioni iniziali e più radicali. il reddito di milioni di famiglie non soltanto americane. I primi due anni nell’iter di quella legge. divenne «la legge che non s’ha da applicare». Vuoi fare il banchiere-pirata. furono riempiti da una forsennata battaglia parlamentare.22 . specialista nel gioco d’azzardo? Affar tuo. Tante furono le resistenze da parte di parlamentari legati a doppio filo a Wall Street.Muraglia cinese La legge Obama sui mercati finanziari (la già citata DoddFrank) esordì come «la riforma che non s’ha da fare». il 2009 e il 2010. il crac di Wall Street del 1929. Scrivo «ci» accompagna perché da questa riforma può dipendere il futuro della finanza mondiale. Le lobby bancarie si scatenarono per svuotare un testo che.

22 .indd 51 11/10/13 14. Alcuni derivati – in particolare i titoli «strutturati­ » che contenevano i crediti verso i titolari di mutui subpri- RAMPINI_BANCHIERI. per l’appunto. guarda caso. in un periodo storico che coincise con una relativa stabilità dei mercati. Ma tu dovrai accettare regole precise e una vigilanza severa. Volcker vorrebbe tornare alla situazione precedente. Si può essere di sinistra su certi temi (l’ambiente.Muraglia cinese 51 i rischi sono tutti a tuo carico e nessuno muoverà un dito per aiutarti il giorno in cui ti caccerai nei guai. e fa credito alle imprese? In questo caso i depositi saranno protetti da un’assicurazione di Stato. mescolanza tra i due mestieri. Schumer e la Gillibrand hanno scritto al segretario al Tesoro­ . Ma quando la Dodd-Frank è stata approvata. il mestiere essenziale di chi gestisce i conti correnti e i libretti di risparmio delle famiglie. i titoli derivati. non deve esserci sovrapposizione. Charles Schumer­e Kirsten Gillibrand. Fu abolita nel 1999 all’apice dell’ubriacatura neoliberista. Un’offensiva contro la Dodd-Frank è stata lanciata perfino dai due senatori democratici eletti nel collegio di New York. in base alle linee guida della DoddFrank. la furia di Wall Street si è rivolta altrove: a svuotarne l’applicazione. La regola di Volcker è stata parecchio annacquata. La muraglia cinese funzionò. per consentire che la riforma Obama trovasse i voti in Parlamento. Quest’ultima è la più importante delle authority che devono regolamentare. ambiguità. Molte authority sono state private dei mezzi per fare il loro mestiere di controllo sui mercati. Jacob Lew. Ed era quasi riuscito a convincere Obama che quella fosse la via maestra. i matrimoni gay) e inginocchiarsi di fronte ai banchieri con il pretesto che «creano occupazione» nel tuo collegio elettorale (fino al prossimo crac e alla prossima ondata di licenziamenti). Hai scelto invece di fare il banchiere prudente. chiedendogli di sospendere le direttive sui titoli derivati emanate dalla Commodity Futures Trading Commission (Cftc). O l’uno o l’altro. Ebbene sì: vendersi agli interessi della finanza non è una prerogativa dei soli repubblicani.

opportunamente collocata nella sua filiale di Londra proprio per sfuggire alle regole americane. La Dodd-Frank ha messo dei limiti alla possibilità per le banche di investire in derivati.indd 52 11/10/13 14. e i credit default swap che scommettevano sui loro fallimenti – ebbero un ruolo dirompente nel disastro del 2008. Altrimenti succede quel che è accaduto nel 2012 alla JPMorgan­Chase. RAMPINI_BANCHIERI. che perse oltre 6 miliardi­di dollari in un’operazione sui derivati. E la Cftc ha specificato che quei limiti devono applicarsi anche alle filiali estere delle banche americane.52 Banchieri me.22 .

22 .Parte terza Le Onnipotenti: Fed e Bce RAMPINI_BANCHIERI.indd 53 11/10/13 14.

22 .RAMPINI_BANCHIERI.indd 54 11/10/13 14.

Fior di galantuomini senza dubbio. Più potenti ma anche molto più rispettati. Non parliamo della prestigiosa Federal Reserve americana deputata a gestire la moneta imperiale. alla quale i tedeschi hanno tributato una sorta di venerazione. RAMPINI_BANCHIERI. il dollaro. Carlo Azeglio Ciampi. così sono visti i banchieri centrali. Quasi come arcangeli. ci sono loro.indd 55 11/10/13 14. in via Nazionale. le «prediche» contro il debito pubblico e altri malcostumi nella gestione dell’economia. In Italia. poi da Paolo Baffi. Un incarico che negli anni aurei della lira stabile e della ricostruzione postbellica (il nostro «miracolo cinese») fu ricoperto da personaggi della statura di Luigi Einaudi e Guido Carli. assegnandole una credibilità e un’autorevolezza superiori a qualsiasi governo. Con funzioni di responsabilità nazionale: il governo della moneta. che servono a distinguerli. sono una categoria a parte. la lotta all’inflazione. Agli occhi dei cittadini. considerati super partes. per esempio.22 . quelli che trafficano con il denaro a scopo di profitto. gli unici soggetti che ne escono più forti di prima. c’è il «governatore» della Banca centrale.La leggenda degli arcangeli Tra i vincitori indiscussi della grande crisi. Per loro ci sono delle etichette speciali. I super Banchieri. che nessuno si sognerebbe di mettere «nel mucchio» insieme ai banchieri con la b minuscola. O della Bundesbank. e addirittura circondati dall’ammirazione collettiva. custodi di un bene pubblico supremo: la moneta.

così parlò Zarathustra-Draghi. Mario Draghi (Bce) con l’innalzamento di una linea difensiva strepitosamente efficace per impedire il default di Spagna e Italia. costretti a fuggire dal loro RAMPINI_BANCHIERI. siamo quasi tutti in uno stato di soggezione nei confronti di questi super Banchieri. quella citazione del «miracolo Draghi» suonava surreale nella maestosa Library della Columbia University. con varie tappe dalle Nazioni Unite a Wall Street alla Columbia University. ho osservato da vicino quel «culto». Seguendo a New York una visita del presidente del Consiglio italiano Enrico Letta. gli arcangeli. Gli americani. Accalcati a sentire il presidente del Consiglio italiano. Il culto della personalità può raggiungere talvolta delle vette imbarazzanti. Siamo convinti che loro siano i banchieri «buoni». La frase storica è quella che pronunciò a Londra il 26 luglio 2012. Letta ha ricordato ogni volta la frase «miracolosa» con cui Draghi avrebbe sottratto l’Eurozona all’Apocalisse: «Faremo tutto ciò che sarà necessario per salvare l’euro». ben distinti dai banditi di Wall Street o di altre piazze finanziarie. Soprattutto.56 Banchieri Dunque. hanno fatto miracoli pur di salvarci: Ben Bernanke (Fed) con iniezioni di liquidità tonificanti per l’economia americana. oltre a tanti docenti e giornalisti. davanti a diverse audience newyorchesi.indd 56 11/10/13 14. in una fase convulsa e drammatica di sfiducia dei mercati verso i paesi periferici e altamente indebitati dell’Eurozona. in verità. nessuno può dubitarne. c’erano il fior fiore dei ricercatori italiani. nei giorni 24-26 settembre 2013. visitando l’establishment americano quattordici mesi dopo il miracolo della resurrezione di Lazzaro. non sembravano così affascinati dall’evento soprannaturale. In sei conferenze successive. l’altra metà con tassi di crescita asfittici e molto inferiori a quelli statunitensi. I banchieri-banditi ci hanno cacciati in questa crisi. il miracolo è un po’ malconcio: metà dell’Eurozona ancora in recessione nella stessa data in cui stava parlando Letta. Letta ha ripetuto quelle parole magiche a tutti i suoi interlocutori. Visto da New York.22 . Invece i super Banchieri.

ne spicca uno macroscopico. Il sistema delle «revolving doors» descrive la rotazione frequente di incarichi tra settore pubblico e privato. Fra tutti. La sindrome opposta.indd 57 11/10/13 14. aiutano Tronchetti) è semplicistica. La sindrome di Stoccolma rende gli ostaggi psicologicamente succubi dei propri carcerieri fino quasi a simpatizzare con loro.La leggenda degli arcangeli 57 paese dove il tasso di disoccupazione giovanile è il triplo di quello americano. come si usa dire in America. prima e dopo essere stato un banchiere centrale. poiché i servitori dello Stato possono avere la tendenza a servire anche i loro ex o futuri datori di lavoro privati. Per cominciare. Alla fine Obama ci ha ripensato. È una sorta di sindrome di Stoccolma alla rovescia. La distinzione tra banchieri buoni (governatori o presidenti delle banche centrali) e banchieri cattivi (quelli che ci negano il mutuo. Draghi ha lavorato per la Goldman Sachs. le rende alla lunga assai simpatetiche verso le loro RAMPINI_BANCHIERI. che rende una banca centrale inevitabilmente sensibile ai bisogni delle banche a lei sottoposte. oltre a essere stato grande teorico della deregulation finanziaria ai tempi in cui gestiva il Tesoro per Bill Clinton. Obama è stato lì lì per nominare come successore di Bernanke alla Federal Reserve quel Larry Summers che aveva fatto soldi come consulente di vari hedge fund. ben più importante delle vicende personali di Draghi o di Summers. grazie a una provvidenziale rivolta dell’ala sinistra del Partito democratico. tra le due professioni esistono delle porte girevoli. speculano sui derivati.22 . Ma i conflitti d’interessi si sprecano. quella delle banche centrali. l’ossequio di Letta verso il super Banchiere europeo aveva qualcosa di incomprensibile. una delle regine di Wall Street. Miracolo Draghi? Agli occhi dei tanti cervelli italiani esiliati nelle università americane. da una parte e dall’altra dell’Atlantico. È il conflitto «vocazionale». Tuttavia ha delle controindicazioni. o perfino beffardo. Ha dei vantaggi perché inserisce nelle alte sfere dello Stato persone che hanno un cursus professionale non esclusivamente burocratico.

Le banche si sono tenute gli aiuti e hanno continuato a negare il credito.58 Banchieri «vigilate». hanno dato ossigeno ai banchieri. la deflazione). A furia di esercitare funzioni di controllo. in particolare nei paesi periferici dell’Eurozona come l’Italia. E così abbiamo visto la Fed e la Bce (più la Banca d’Inghilterra. quegli aiuti non li restituivano alla comunità. A questo si aggiungono altri compiti. Oppure. Tutt’altro. al contrario. La Grande Contrazione iniziata nel 2008 ha cambiato profondamente il ruolo delle banche centrali. anche troppo. la banca centrale può rendere il credito più caro per frenare l’inflazione in un periodo di boom e surriscaldamento dell’economia.indd 58 11/10/13 14. e pure i loro rapporti di forza con i governi. per irrorare liquidità alle banche che stavano rischiando di fallire. ecc. come la vigilanza bancaria. affermando che si era rotta la «cinghia di trasmissione». la banca centrale si prende a cuore le sorti del sistema bancario. e basta. quella del Giappone ecc. Lo strumento a sua disposizione era soprattutto uno: manovrare il livello dei tassi d’interesse ufficiali a breve termine. RAMPINI_BANCHIERI. per dare una spinta alla ripresa in una fase di recessione. per indurle a essere un po’ meno egoiste? Nella favola dei super Banchieri buoni contro i banchieri cattivi c’è qualcosa che non convince. e più volte. Ma è mai possibile che la potente Bce non abbia alcuno strumento di pressione verso le banche commerciali. Col passare del tempo. Le linee di credito speciali. in certi casi. Senza risalire fino ai tempi di Einaudi e Carli.22 . a dire il vero. soprattutto in Europa.) intervenire con migliaia di miliardi nell’ora del pericolo. quindi combattere l’inflazione (o. anche in epoca ben più recente la funzione di una banca centrale era relativamente più semplice e circoscritta. Usando quella leva. La sua priorità era sorvegliare la stabilità dei prezzi. Draghi. ci si è accorti che le banche cattive. può abbassare i tassi e rendere il denaro meno caro. se n’è lamentato pubblicamente. fornite nell’emergenza dalle banche centrali.

Col tempo. Abbassare il costo del denaro non bastava più. un esperimento per certi aspetti grandioso per resuscitare l’economia americana. poi anche obbligazioni emesse dagli istituti di credito che erogano mutui. anche se offri credito a tasso zero le imprese non lo prendono. parola che tocca tradurre con «facilitazione quantitativa». infine. estremi rimedi. La Bce ha incontrato degli ostacoli. In circostanze disperate. altre banche centrali hanno imitato l’esempio della Fed. perché la componente tedesca non tollera una politica monetaria che potrebbe (sia pure in un futuro lontano) fabbricare inflazione. era la situazione del 2008 e 2009. I consumatori non vogliono più indebitarsi perché temono di perdere il lavoro e il reddito. perché non sanno dove investire quei soldi («Il cavallo non beve» fu l’espressione coniata da Carli per descrivere quel fenomeno. decise la Fed sotto la guida di Bernanke. RAMPINI_BANCHIERI.La leggenda degli arcangeli 59 Ma con la Grande Contrazione del 2008 molto è cambiato. Con il triplice effetto di abbassare il costo del credito. In quanto alle banche. quindi di non poter più pagare i ratei del mutuo. Il fenomeno fu studiato già da John Maynard Keynes durante la Grande Depressione degli anni Trenta. indebolire il dollaro per rendere più competitive le esportazioni made in Usa. in una situazione di vera e propria depressione. in particolare quelle giapponese e inglese. in un momento di panico non si fanno più credito neanche tra loro. La durezza della crisi ha messo i banchieri centrali davanti a un fatto allarmante: la tradizionale politica monetaria era sostanzialmente inefficace. più o meno. la Fed cominciò a comprare in quantità immense dei titoli sul mercato: prima buoni del Tesoro (americano). In gergo tecnico è stato battezzato «quantitative easing». «Non si può spingere un elastico» dice Bernanke). fare arrivare soldi «anche» all’economia reale e. Questa. Cominciò così una politica monetaria innovativa.22 . Tutto questo equivaleva a stampare moneta su una scala così vasta da inondare l’economia. A mali estremi. Di fatto.indd 59 11/10/13 14. perché temono che la concorrente o dirimpettaia stia per fare crac.

RAMPINI_BANCHIERI. In quanto all’Europa. gli unici attori con poteri speciali e decisi a usarli. Un vero e proprio ruolo di supplenza.60 Banchieri Di certo le banche centrali hanno guadagnato uno status ancora più prestigioso e un potere senza precedenti. è in condizioni molto peggiori soprattutto se si guarda al mercato del lavoro. La bilancia del potere si è spostata di sicuro in favore dei super Banchieri. rispetto all’occupazione che ci sarebbe oggi senza la crisi del 2008. Anche per la latitanza delle politiche di bilancio: in Europa la spesa pubblica antirecessiva è stata bloccata dall’austerity germanica. Con i governi impotenti o paralizzati. il loro. i super Banchieri oltre che arcangeli sono diventati dei giganti. ma la maggioranza dei cittadini stenta a vedervi un vantaggio per le proprie condizioni di vita. Quanto è stato utile l’esperimento monetario eccezionale? In America qualche beneficio lo ha dato: si stima che dall’inizio della «pompa monetaria» abbia aumentato la crescita del 2 o 3 per cento.indd 60 11/10/13 14.22 . che ha alterato i rapporti di forza tra le istituzioni democratiche e quelle tecnocrazie che sono le banche centrali. Ma perfino negli Stati Uniti mancano all’appello circa dieci milioni di posti di lavoro. in America è stata ostacolata dalla destra repubblicana che controlla la Camera.

L’ultima di queste tre domande racchiude una differenza costituzionale tra la Fed e la Bce. Quando l’inattività dura a lungo. conseguente alla perdita di status.22 . E si vede. creare lavoro? Può una banca centrale «creare» lavoro in misura consi­ stente? Quali sono i meccanismi con cui agisce? E perché lo fa? Sono questioni che sorgono alla luce dell’eccezionale esperimento storico condotto dal 2009 in poi: contrastare la recessione stampando moneta. Questo tipo di analisi è condivisa da coloro che studiano da vicino la disoccupazione. e ancor più da coloro che la vivono. Bernanke ha sottolineato i danni enormi che ne derivano: «L’alto numero di persone senza lavoro è una grave preoccupazione. non solo per le enormi sofferenze e lo spreco di talenti umani che comporta.Stampare moneta. inoltre. In un discorso pronunciato a fine agosto 2012 in una conferenza a Jackson Hole. si dilapidano competenze. di ruolo sociale. si degrada l’attitudine al lavoro. di autostima. Oltre all’impoverimento materiale ce n’è uno psicologico. anche dall’attenzione che Bernanke ha dedicato dal 2009 in poi all’analisi della disoccupazione. non solo di lottare contro l’inflazione.indd 61 11/10/13 14. ma anche perché gli elevati livelli di disoccupazione creano alla nostra economia un danno strutturale che può durare anni». La banca centrale americana ha l’obbligo di perseguire il pieno impiego. nel Wyoming. alle dinamiche relazionali che vi sono col- RAMPINI_BANCHIERI.

ma non è scontato che catturino l’attenzione di un banchiere centrale e diventino il nucleo portante della sua strategia. un aumento della domanda fa salire il prezzo. non fa aumentare il debito statale. ma a differenza del piano per la crescita di Barack Obama (800 miliardi di investimenti pubblici. varati nel gennaio 2009) ciò che ha fatto Bernanke non pesa sul contribuente.indd 62 11/10/13 14. Il meccanismo aritmetico è facile da capire. Come in ogni mercato. Immaginiamo RAMPINI_BANCHIERI. e tuttavia la sua efficacia è indiscutibile. la Fed ha creato migliaia di miliardi di moneta e li ha spesi per comprare buoni del Tesoro americani (o titoli simili. la metà sono la conseguenza delle azioni della banca centrale. La banca centrale. superiore a quella di un impianto industriale che arrugginisce o diventa obsoleto per mancanza di manutenzione. Nessuno dei tanti economisti presenti al simposio di Jackson Hole – anche quelli fortemente critici del suo operato – ha messo in discussione i calcoli di Bernanke: sui quattro milioni di nuovi posti di lavoro creati dal settore privato in America tra il 2009 e il 2012. infatti. nel 2013). ha dato luogo a milioni di posti di lavoro in più? La catena di trasmissione degli effetti funziona in tre passaggi semplici. Dunque. È una distruzione di ricchezza. Nel caso dei titoli l’aumento del prezzo ha un effetto particolare: fa scendere il rendimento. acquistando quei titoli. essa aumenta la domanda di questi titoli pubblici. per cercare di ridurre la disoccupazione? I suoi strumenti sono indiretti. questa è la sua ragion d’essere originaria. ha il potere di stampare moneta. Gli interventi della Fed sono «costati» in quel triennio 2300 miliardi di dollari (poi è stata sfondata quota 3000 miliardi. Perché. come le obbligazioni emesse dagli istituti di credito immobiliare semipubblici). Come si è mossa la Fed.22 . ovviamente non è lei ad assumere i senza lavoro. Questi fenomeni sono tristemente noti dai tempi della Grande Depressione.62 Banchieri legate. Se la Fed si presenta sul mercato come acquirente di Treasury Bond.

Ecco perché si dice che l’interesse si muove «inversamente» al valore di un titolo. Se i titoli valgono di più.Stampare moneta. come i ratei sui prestiti dei concessionari di automobili). a quindici o a trent’anni. la RAMPINI_BANCHIERI. allora rendono di meno. Per chi è in cerca di prima casa. cioè con un rendimento di 3 euro dopo un anno. C’è poi un altro effetto dello stampare moneta. Il secondo passaggio avviene perché i tassi d’interesse che ci riguardano da vicino sono agganciati a quelli dei bond pubblici.5 per cento. Gli effetti sull’economia reale sono molteplici. una banca centrale che aumenta la liquidità tende anche a «deprezzare» la propria valuta. e viceversa. Ed ecco come l’intervento della banca centrale con massicci acquisti di bond può spostare verso il basso i tassi d’interesse. l’accesso al credito è meno costoso.indd 63 11/10/13 14. il mercato immobiliare Usa – che fu il «buco nero» all’origine dell’implosione finanziaria del 2008 – è stato il primo settore economico a mostrare segni di ripresa. creare lavoro? 63 un Bot che viene emesso dallo Stato per un valore nominale di 100 euro e una cedola d’interesse del 3 per cento. Anche in questo caso l’effetto è percepibile. Se la Fed riesce ad abbassare i tassi dei bond.22 . Lo stesso Bot viene venduto a un’asta dove la domanda sale così tanto che gli investitori pagano ben 120 euro per comprarlo. A quel punto il suo rendimento di 3 euro rappresenta un interesse del 2. di tipo indiretto. automaticamente accade lo stesso per i mutui-casa (e anche altre forme di credito al consumo. Terzo passaggio. rifinanziandoli in base alle nuove condizioni in modo che si paghino rate mensili inferiori. hanno interessi che seguono strettamente quelli dei Treasury Bond di lungo termine. esempio concreto. il rifinanziamento del mutuo preesistente crea una liquidità aggiuntiva che si può destinare a ridurre i debiti o a fare altre spese. Il calo dei tassi sui mutui c’è davvero. in effetti tante banche americane hanno proposto ai loro clienti di rinegoziare i mutui preesistenti. Generalmente. Esempio: in America i mutui per la casa. Infatti. Per chi ha già una casa.

indd 64 11/10/13 14. La banca centrale svizzera. per impedire un rincaro della sua moneta che avrebbe messo fuori mercato alcune delle sue industrie. Proprio mentre l’America usciva dalla crisi per prima. La forza eccessiva della moneta è meno dibattuta dell’austerity. la Fed ha usato anche questo strumento per creare lavoro e assecondare una reindustrializzazione degli Stati Uniti. ma non è meno importante.22 . o sopra. nel 1999. che rende meno cari i prodotti nazionali e quindi dà una mano alla ripresa attraverso il rilancio delle esportazioni. l’euro restava forte rispetto al dollaro. ben guardandosi dal seguire la moneta unica quando era troppo forte. In questa «guerra delle monete».30 dollari per 1 euro. L’assurdità si scioglie se il nesso casuale si inverte: l’Europa è affondata più a lungo nella recessione anche perché penalizzata da un cambio troppo forte. una parziale inversione di tendenza dopo tanti decenni di delocalizzazioni che avevano portato a chiudere stabilimenti in America per aprirli in Asia. l’euro scivolò per un certo periodo sotto la parità con il dollaro (1 euro valeva a un certo punto 97 centesimi di dollaro). Anche se non lo ha mai detto in modo esplicito. come la definì il ministro brasiliano dell’Economia Guido Mantega. un perdente sicuro è il settore manifatturiero europeo: da una parte è schiacciato da una domanda interna divenuta asfittica per gli effetti dell’austerity sul potere d’acquisto delle famiglie.64 Banchieri indebolisce rispetto ad altre monete. Il Giappone ha copiato la ricetta della ripresa americana: politiche keynesiane (90 miliardi di euro in grandi opere) più moneta debole. dall’altra parte vede insidiate le sue quote di commer- RAMPINI_BANCHIERI. Questa può diventare una vera e propria svalutazione competitiva. impose un tetto al valore del suo franco. La Cina ha navigato cautamente a metà strada fra il dollaro e l’euro. E l’Europa? Se ricordiamo che alla sua nascita. balza agli occhi una contraddizione. quota 1. e ricominciava a crescere creando occupazione. spesso oscillando attorno.

Il mandato istituzionale della Banca centrale europea lega le mani a Draghi. RAMPINI_BANCHIERI. Ma se la politica della Bce non ha la possibilità di rispondere colpo su colpo alle offensive convergenti di Giappone e Stati Uniti.22 . Il mandato è scritto nei trattati costituzionali dell’Unione.indd 65 11/10/13 14.Stampare moneta. l’handicap resterà grave per l’industria europea. e ricalca l’ossessione antinflazionistica della Bundesbank. quand’anche volesse svalutare l’euro. creare lavoro? 65 cio mondiale da grandi potenze che manovrano spregiudicatamente il cambio.

la seconda. L’altro effetto patologico è il peggioramento delle diseguaglianze sociali. è un’ulteriore spinta alle diseguaglianze sociali. Questa è la tesi dello studio di Emmanuel Saez. Il programma di acquisti di bond che la Fed ha effettuato fino alla fine del 2013 al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese non è rimasto tutto «dentro» i confini degli Stati Uniti. economista all’Università di Berkeley. La liquidità è stata investita in Borsa. in «junk bond». I mercati dei capitali sono aperti. in valute dei paesi emergenti. Che le diseguaglianze abbiano continuato ad allargarsi anche dopo la crisi del 2008 è una constatazione. gli investitori di Wall Street hanno ampia scelta di diversificare in tutti i paesi del mondo.Bolle e diseguaglianze La politica eccezionale dello stampar moneta. Alla faccia di Occupy Wall Street. già estreme. Dal Brasile alla Turchia.indd 66 11/10/13 14. se ha avuto degli effetti parzialmente benefici nel trainare l’America fuori dalla recessione. meno apparente. anche per effetto del «denaro caldo» che affluiva dall’America. ha anche due controindicazioni. il RAMPINI_BANCHIERI. diverse nazioni emergenti hanno visto salire le loro Borse e la speculazione immobiliare. i cosiddetti «titoli spazzatura». Una volta finita la recessione americana. La prima è il rischio di una nuova bolla speculativa (a cui seguirebbe un futuro crac).22 . nei primi due anni della ripresa la totalità degli aumenti di reddito è stata catturata dal­ l’1 per cento dei più ricchi.

da parte di soggetti che non li capiscono» sostiene il matematico libanese Nassim Taleb.22 . Dei bond acquistati sui mercati. per la semplice ragione che il 10 per cento delle famiglie americane più abbienti possiede l’81 per cento delle azioni quotate. Questo monito non viene da una Cassandra RAMPINI_BANCHIERI. E questo non è vero solo in America.4.Bolle e diseguaglianze 67 movimento che rivendicò una lotta contro le disparità e i privilegi. perché sono loro a guadagnare di più dal nuovo boom immobiliare.2 per cento in un biennio. Un’analisi del Pew Research Center citata dall’economista Annie Lowrey sul «New York Times» indica che la ricchezza del 7 per cento di famiglie più abbienti si è rivalutata del 28 per cento nel primo biennio post-recessione. mentre quella del rimanente 93 per cento è scesa del 4. I redditi dell’1 per cento che sta in cima alla piramide sono saliti dell’11. che dimostra gli effetti redistributivi «all’incontrario» della creazione di liquidità. La banca centrale inglese. come Bernanke. La pompa della liquidità di Bernanke ha alimentato lunghi rialzi delle Borse dopo il 2009. «La prossima crisi potrebbe essere peggiore dell’ultima. Ma che cosa c’entra la Fed? È qui che interviene l’analisi di Saez. Le tendenze sono ancora più divaricate se. si osservano i patrimoni. Un altro «Cigno nero» dietro l’angolo? E magari per colpa di quelli che definiamo «salvatori dell’economia».indd 67 11/10/13 14. Si continuano ad accumulare rischi. Un rialzo di Borsa beneficia in modo sproporzionato i più ricchi. Anche in questo settore sono i ricchi ad aver tratto i maggiori benefici dalla ripresa. quelli del rimanente 99 per cento sono scesi dello 0. Anche in quest’ambito la politica della Fed è stata decisiva. ha ammesso di avere funzionato come un Robin Hood alla rovescia. quasi la metà (40 miliardi di dollari al mese) sono serviti per comprare obbligazioni emesse da istituti di credito fondiario che concedono mutui. Lo stesso vale per la ripresa del mercato immobiliare. in un recente studio sugli effetti distributivi della propria azione. anziché i redditi.

accadono eccome. L’autore del Cigno nero. questi cattivi guidatori avrebbero perso la patente. metafora della nostra collaudata incapacità nel prevedere disastri. cascano tutte». In un sistema che voglia difendersi dagli shock futuri. I grandi attori della finanza oggi rischiano ancora meno in proprio. burocratiche: se ne fallisce una. c’è un’esperienza di trader in grandi banche come Credit Suisse e Bnp Paribas.indd 68 11/10/13 14. e proprio a causa dell’azione dei super Banchieri. non si mettono in gioco con la propria pelle. sta nella sua originalità. ma dall’inventore stesso del Cigno nero. Più grandi sono.22 . «Tutta la politica monetaria che ha generato immensa liquidità come risposta all’ultima crisi» mi dice «gonfia il Pil artificialmente. con una probabilità statistica minima. oltre a un’avanzata formazione matematica. il saggio di Taleb (pubblicato in Italia dal Saggiatore). aveva incluso la finanza tra i suoi bersagli: «L’ecosistema bancario si sta gonfiando di banche gigantesche. nel 2007. Non è stupefacente che dopo tanti Cigni bianchi (quelli che consideriamo «normali») ne appaia uno nero. rende i ricchi ancora più ricchi.68 Banchieri qualsiasi. Un anno prima del crac di Lehman Brothers. In quanto a Bernanke. che divenne un classico nel dopo2008. La vera anomalia è che noi ci ostiniamo a voler prevedere questi fenomeni. Invece sono tutti in uno stato di rimozione psicologica. rifiutano di vedere che la crisi può avvenire di nuovo. Oggi Taleb insegna a Oxford e al Politecnico della New York University. attualmente il mondo è in condizioni ancora peggiori che nel 2008. L’importanza del Cigno nero. nonostante il ripetuto fallimento degli esperti in previsioni.» RAMPINI_BANCHIERI. e più sfuggono ai nostri schermi radar. Non a caso: nella sua biografia. fu complice del suo predecessore Alan Greenspan quando teorizzava la capacità dei liberi mercati di autostabilizzarsi. spiegò che eventi immani e quasi impossibili. Secondo lui. più inverosimili appaiono. incestuose. mentre non ha migliorato la condizione della maggioranza dei cittadini.

Sull’economia reale il beneficio è stato più lento. La Grande Repressione ha avuto diversi obiettivi. per le vendite rateali delle automobili. È servita a ridurre il costo di rifinanziamento del debito. e creando problemi a chi deve mettere da parte per la pensione o vivere con una magra rendita: oggi molte famiglie del ceto medio sono in difficoltà perché i loro risparmi messi in buoni del Tesoro non rendono quasi nulla. anche il piccolo risparmiatore ha imparato (sulla sua pelle) che cosa vuol dire. per le spese di consumo finanziate con la carta di credito.22 . Il tasso zero doveva anche agevolare il rilancio della crescita abbassando il costo del credito per le imprese. per i mutuicasa. alcuni conclamati e altri inconfessabili. abbassando il costo del rifinanziamento dei debiti pubblici (dopo che quei debiti erano aumentati… per salvare le banche). In questo senso è stata un regalo che le banche centrali hanno fatto ai propri governi. RAMPINI_BANCHIERI. alcuni virtuosi altri meno. La Grande Repressione indica il lungo periodo dal 2008 a oggi in cui le politiche monetarie delle banche centrali (Fed in testa) hanno schiacciato i tassi d’interesse riducendoli vicini allo zero. ma in America c’è stato.I risparmiatori nella morsa dei tassi «Grande Repressione» è un termine che in America è entrato nel gergo comune.indd 69 11/10/13 14. quello pubblico anzitutto. «Reprimendo» così talune rendite finanziarie ma anche il bisogno di rendimenti del piccolo risparmiatore.

Spagna e Grecia. è difficile essere molto invogliati a risparmiare quando i rendimenti sono inesistenti. la prima conseguenza è negativa sul risparmio già accumulato: perde valore l’immenso stock dei bond già esistenti. Per fortuna. cioè dei massicci acquisti di bond. Ora. La regola aritmetica è semplice: il valore di un bond esistente (Bot. Ma i tassi irrisori non aiutano a ricostituire un salvadanaio per la pensione. E ora arriva una minaccia perfino peggiore. In America c’è bisogno di aumentare la propensione al risparmio. quelli emessi negli anni precedenti e che rendono poco. non quelle italiane: il tasso zero è rimasto una chimera per paesi come Italia. che era scesa a zero nel 2007. la propensione al risparmio è risalita lo stesso: scottate dalla tremenda botta del 2008-2009. grazie a interessi reali che in alcuni paesi come l’America sono diventati addirittura negativi (l’interesse reale è quello depurato dell’inflazione: se un bond mi rende l’1 per cento ma l’inflazione è del 2. dove le banche si sono incamerate tutti gli aiuti senza restituire nulla alla collettività.70 Banchieri In Europa lo hanno avuto le imprese tedesche. la scomparsa (sia pure lenta e graduale) della «flebo» monetaria. con la ripresa Usa ormai in atto: l’orizzonte del tasso zero non può prolungarsi all’infinito. Anzitutto. rendendone agevole la restituzione. quindi? Mica tanto. le famiglie americane hanno avviato una gestione più oculata delle loro finanze. Inconfessabile è il desiderio di «monetizzare» il debito pubblico e privato. Se i tassi salgo- RAMPINI_BANCHIERI. Cioè la fine della Grande Repressione. obbligazione) si muove nella direzione opposta rispetto ai rendimenti di mercato. È inevitabile. Buone notizie per i risparmiatori.indd 70 11/10/13 14. A cui seguirà necessariamente il rialzo dei tassi d’interesse.22 . Btp. Certamente non virtuoso è l’impatto che si poteva temere sui piccoli risparmiatori. La Federal Reserve già il 22 maggio 2013 ha cominciato a preparare i mercati per la prossima svolta. perché quando i tassi iniziano a risalire. vuol dire che non recupero neppure il rincaro del costo della vita).

Ma i fondi comuni. se si tiene il suo titolo pubblico fino alla scadenza e aspetta che lo Stato glielo rimborsi al valore nominale. la previsione di un lento ritirarsi della liquidità americana «scopre» gli europei e i paesi emergenti. L’economia ame- RAMPINI_BANCHIERI. quando appunto finì un lungo periodo di tassi bassi e la Fed iniziò ad aumentarli. I punti cardinali che davano stabilità ai mercati si metterebbero in movimento. questa perdita può non toccare il piccolo risparmiatore. con effetti a cascata che potrebbero preludere a una nuova «tempesta perfetta» sui mercati finanziari. il valore del bond scende. simile a quelle dislocazioni della crosta terrestre che provocano terremoti. la montagna di quelli già emessi. In teoria. E per forza. la creazione di catene montuose e altri cataclismi geologici. La banca centrale americana dal 2008 complessivamente ha comprato 3400 miliardi di bond. Sul «Wall Street Journal» l’ex gestore di hedge fund Andy Kessler ha rievocato un precedente. è davvero colossale. le polizze vita e il risparmiatore che da anni investe in quegli strumenti. Il mondo intero è per varie ragioni «Fed dipendente». devono calcolare quotidianamente il valore di mercato dei loro Bot e Btp e quindi registrano le perdite via via che i tassi risalgono. «il grande massacro del 1994». Prima ancora che la svolta accada.22 . per i fondi comuni. In questo caso. Un universo di tassi in risalita rovescerebbe tutti i calcoli rispetto al passato. Potrebbe prodursi uno «spostamento tettonico» dell’economia mondiale. per esempio. Le perdite in conto capitale saranno notevoli. Contagerà il mondo intero. la semplice aspettativa di questa inversione di tendenza ha già scatenato turbolenze a livello planetario nella seconda metà del 2013. nel linguaggio di Wall Street. Lo stock dei bond.indd 71 11/10/13 14. si scopre chi stava in acqua senza costume. Questo ha avuto conseguenze ben oltre gli Stati Uniti. e quando i tassi cominceranno a salire l’impatto sarà pesante. Un’espressione colorita. suona così: quando arriva la bassa marea.I risparmiatori nella morsa dei tassi 71 no. stampando moneta in proporzioni mai viste.

Russia.indd 72 11/10/13 14. L’ampia offerta di dollari negli anni scorsi ha fatto salire le Borse anche in piazze esotiche e lontane. prima o poi il costo del denaro sale anche nel resto del mondo. Per l’Italia. rimettendo in moto la sua locomotiva ha evitato una recessione ben più grave anche in Europa. Cina e Giappone. i tassi di mercato hanno davvero preso a risalire. L’Eurozona periferica è un anello fragile del sistema. e nel calendario apparve un orizzonte di alcuni mesi in cui la Fed avrebbe cominciato a «decelerare» i suoi acquisti di bond. Ora quella fase volge al termine. Finché la Fed stampa dollari a gogò. una parte di quella liquidità «esonda» dai mercati Usa verso le nazioni emergenti.22 . e chi ha dato ha dato. Quel che accade lì dentro si ripercuote sugli altri mercati. Anche i Brics (Brasile. L’inversione di tendenza sui tassi colpisce un tessuto di imprese europee che non hanno la stessa salute delle loro concorrenti americane. Turchia – sono avvenute proprio in conseguenza della previsione che la marea stia per iniziare a ritirarsi. In America. e trascinando il resto del mondo. chi ha avuto ha avuto. Da quel 22 maggio 2013 in cui Bernanke accennò alla fine della «manna». la beffa è duplice. Nella fase del «tasso zero». Le fughe di capitali che hanno colpito l’Asia – incluse Thailandia. La stagione dei tassi eccezionalmente bassi può volgere al termine prima ancora che le parti più deboli del Vecchio Continente siano uscite dal tunnel della recessione. Sudafrica) sono esposti. India.600 miliardi di dollari. il contagio è irrefrenabile. Indonesia. RAMPINI_BANCHIERI. Cina. Ma se i tassi americani cominciano a risalire.72 Banchieri ricana resta la più grande del mondo. il denaro a buon mercato ha aiutato solo le banche italiane e… le imprese tedesche concorrenti delle nostre. Il mercato dei titoli del Tesoro americani è un gigante senza rivali: vale 13.

il 9 ottobre 2013.» In una data gravida di tensione.22 .Il club più potente del mondo «Per uscire dalla crisi» dice Barack Obama «un ruolo decisivo spetta alla banca centrale. mentre gli Stati Uniti sembrano sull’orlo di un default finanziario per l’ostruzionismo repubblicano contro la legge di bilancio. due donne che sono anche esponenti dell’ala sinistra nel loro partito. Nel giorno dell’annuncio Obama ricorda di lei che «denunciò in anticipo la bolla speculativa RAMPINI_BANCHIERI. lanciato in più direzioni: una svolta femminista. ma anche una scelta strategica per la futura politica monetaria. nel club esclusivo dei banchieri centrali: da sempre un clan maschile al 100 per cento. Per la prima volta si scalfisce il monopolio maschile. per succedere a Ben Bernanke nel febbraio 2014. la più potente delle banche centrali. Per la prima volta una donna viene designata al vertice della Federal Reserve. Guarda caso. e non solo per l’America: una «prima» mondiale. il presidente «riempie» lo stallo legislativo con un annuncio storico.indd 73 11/10/13 14. Il mondo guarda al presidente della Federal Reserve in cerca di leadership e di stabilità. Perché la nomina della Yellen è un messaggio multiplo. dal capogruppo alla Camera Nancy Pelosi alla senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren. La mia scelta per guidarla è Janet Yellen. È una novità. Non è casuale che per lei si siano mobilitate tante donne leader nel Partito democratico.

ivi compresa quella di capo dei consiglieri economici di Bill Clinton nel 1997. lei è quella che può portare a termine una vera e propria rivoluzione. quello del senatore Sherrod Brown (democratico). e nel «segno sociale» del governo monetario: che viene messo al servizio della crescita e dell’occupazione come non era mai accaduto prima. Come economista si è formata a Yale alla scuola del premio Nobel James Tobin.indd 74 11/10/13 14. polo californiano del pensiero progressista. Sarà la prima esponente del Partito democratico a guidare la Fed da un quarto di secolo (l’ultimo fu Paul Volcker fino al 1987. seguito dai repubblicani Alan RAMPINI_BANCHIERI. Di tutti i possibili candidati alla guida della Fed.22 . si è conquistato la fama smontando le teorie liberiste sull’autoregolazione dei mercati con un saggio dal titolo inequivocabile: Il mercato dei bidoni.74 Banchieri dei mutui subprime». È una svolta negli equilibri istituzionali. È stata docente all’Università di Berkeley. Coglie il senso della svolta un commento di parte maschile. Perfino la sua vita privata porta il segno di questa scelta ideologica: suo marito George Akerlof. assertore del ruolo decisivo dell’intervento pubblico per uscire dalle recessioni. anche lui un Nobel («un anticonformista. iniziata sotto il mandato di Ben Bernanke. per le donne. e che una volta confermata nel 2014 sarà all’avanguardia «nel proteggere dalle banche i risparmiatori e i consumatori». la persona che più si avvicina a Woody Allen». La biografia professionale della Yellen è eloquente. Il «New York Times» la descrive come «un membro di quella controcultura che iniziò ad attaccare il dogma dell’efficienza dei mercati». secondo la definizione che ne ha dato Lord Meghnad Desai della London School of Economics). un neokeynesiano. e per tutti noi che abbiamo a cuore la lotta alla disoccupazione». A 67 anni la Yellen ha ricoperto tante cariche importanti. che iniziò la raccolta di firme a favore della Yellen e contro il suo rivale Larry Summers: «È un momento storico per la Federal Reserve.

cioè quell’esperimento gigantesco che la Fed ha operato comprando titoli sui mercati per pompare liquidità nell’economia al ritmo di 85 miliardi al mese. Oltre a essere una donna. Summers fu osteggiato con una vera e propria campagna pubblica. Un altro handicap di Summers è la sua posizione agnostica. ritirandosi dalla corsa per la Fed. ironia della sorte. in un’America dove si praticano le «porte girevoli» tra la finanza privata e le istituzioni governative. Lo ha battuto sul filo del traguardo quella che i colleghi accademici hanno definito «una donnina molto piccola con un quoziente d’intelligenza molto grande». poi come capo della Fed di San Francisco. Non ha mai lavorato per RAMPINI_BANCHIERI.Il club più potente del mondo 75 Greenspan e Ben Bernanke). visto che Summers ha guadagnato laute parcelle come consulente di hedge fund. da segretario al Tesoro di Clinton. Conflitto d’interessi personale. varò una deregulation finanziaria dagli effetti nefasti. un evento mai accaduto nella storia della Fed: una conferma del nuovo protagonismo delle banche centrali nell’era post-crisi. Ha trascorso la maggior parte dei suoi quarant’anni di carriera alla banca centrale.indd 75 11/10/13 14. c’è un peccato di maschilismo: quand’era rettore di Harvard fece una dichiarazione disastrosa teorizzando la superiorità dei maschi nella matematica e nelle scienze. infine come vicepresidente e numero due di Bernanke. Conflitto d’interesse ideologico. Tra le «macchie» di Summers. mai della finanza privata. poiché. prima nell’ufficio studi.22 . la Yellen ha sempre lavorato al servizio del pubblico. Ma ad attirare verso Summers l’ostilità della sinistra democratica fu soprattutto il suo rapporto «incestuoso» con Wall Street. sull’utilità della politica di «quantitative easing». Qui sta un aspetto del suo curriculum che la distingue da tanti rivali e la distinguerà anche da tanti colleghi stranieri: come Bernanke. È un distinguo significativo. la Yellen è l’anti-Summers in tutte queste altre dimensioni. Per capire la portata di questa nomina bisogna tornare a quel 15 settembre in cui il suo rivale Larry Summers fu costretto a gettare la spugna. vagamente scettica.

per un altro aspetto è una conferma del protagonismo delle banche centrali. un retroscena riconduce gli attori del dramma a un unico luogo. Gli uomini che da quattro anni stanno conducendo «l’esperimento» monetario senza precedenti hanno un segreto in comune. per dei summit a porte chiuse dove la riservatezza è d’obbligo. fino a quel momento maschile. in particolare dal 2009 in poi (anno zero delle politiche monetarie di emergenza).76 Banchieri «quelli di Wall Street» e dunque non è sospetta di complicità verso i loro eccessi. Nell’ottobre 2013 molti osservatori arrivano a questa constatazione: nominare la Yellen è la cosa più importante che Obama sia riuscito a fare in un anno. Questo è importante in una fase in cui – dopo l’approvazione della legge Dodd-Frank con cui Obama ha voluto regolamentare i mercati – l’incisività della vigilanza sulle banche dipende molto da chi sta al vertice delle authority. È il Massachusetts RAMPINI_BANCHIERI. molto a lungo. sia stato sostanzialmente bloccato dal Congresso in ogni atto significativo della politica economica. dove personaggi apparentemente scollegati fra loro rivelano a poco a poco dei punti di contatto nel loro passato remoto. e del loro ruolo di supplenza rispetto all’inazione dei governi. tuttavia è considerata un falco sui temi della vigilanza antispeculazione. La novità Yellen può cambiare in modo significativo il «club più potente del mondo»? Mentre la sua designazione da parte di Obama rappresenta una rottura evidente col passato. La dice lunga il fatto che lo stesso presidente degli Stati Uniti dopo la sua rielezione nel novembre 2012. presso la sede della Banca dei regolamenti internazionali (Bri). Oggi s’incontrano ogni due mesi a Basilea. Anche se la Yellen non ha abbracciato le visioni più radicali – come lo smembramento delle megabanche invocato dal suo predecessore Volcker –.indd 76 11/10/13 14. E allora è indispensabile accendere un faro sul modo in cui ha funzionato il «club».22 . in Svizzera. Come in un giallo di Agatha Christie. Ma per molti di loro questi vertici sono l’equivalente di una rimpatriata: tanti anni fa si erano già conosciuti e frequentati altrove.

è sorprendentemente lunga.22 . lavorarono assieme da giovani. il loro collega inglese Mervyn King e il suo vice. Il club segreto degli ex Mit annovera i due pesi massimi Bernanke e Draghi. nella cittadina di Cambridge al confine con Boston. fa parte dello stesso clan esclusivo. Il chief economist del Fondo monetario internazionale. Olivier Blanchard (francese). È vero. come i banchieri centrali di India. per carità. (dottorato di ricerca) negli stessi anni. fino a condividere lo stesso ufficio. anche se non la professano. Al circolo del Mit appartiene un altro dirigente di spicco della Federal Reserve americana. non credono. con Fischer come tutore-consigliere.Il club più potente del mondo 77 Institute of Technology (Mit). Per molti di loro il Mit fu il momento per conoscersi bene. il governatore Jeremy Stein. e quello israeliano Stanley Fischer. Cile. si conobbero. Bernanke e Draghi presero il Ph. più i quattro direttori generali di altrettante divisioni della Fed. quella nuova corrente di pensiero che vede proprio nella leva monetaria la terapia indispensabile da manovrare nella crisi attuale. In realtà. Australia. che i mercati siano in grado di regolarsi da soli e di ritrovare l’equilibrio dopo gli shock recessivi. i manuali li stanno riscrivendo proprio loro. confrontare idee. che è anche uno stimato economista spesso ospite di summit come il World Economic Forum. i banchieri centrali hanno cominciato a operare esattamente in quella direzione. Bernanke e King in seguito insegnarono insieme. Non sono degli ideologi. Di fatto. Ciò che fanno non sta scritto nei manuali: non in queste proporzioni gigantesche. Ben cinque capi delle banche centrali si formarono lì in epoche ravvicinate. sempre al Mit.D. cioè. Nessuno di loro risulta aderente alla Modern Monetary Theory. discutere teorie che sarebbero tornate utili decenni dopo. tutti questi banchieri centrali possono riconoscersi nelle teorie neokeynesiane. Nessuna teoria del complotto. La lista continua. però. Cipro. la prestigiosa università contigua e rivale di Harvard.indd 77 11/10/13 14. Non è un’esperienza accademica «generica» quella che li accomuna. Le critiche a cui si espongono RAMPINI_BANCHIERI.

Negli Stati Uniti. evoca «l’enorme potere che si concentra su queste istituzioni non elettive». «Helicopter Bernanke» viene ormai studiato nei manuali: ha realizzato quel tour RAMPINI_BANCHIERI. La politica in alcuni casi sembra relegata in secondo piano.22 . fu un segnale d’inversione di rotta nella fiducia verso la moneta. perché le politiche economiche dei governi sono state fin qui insufficienti. i mercati erano quasi al panico. secondo il quale «le banche centrali sono costrette a essere le autorità di ultima istanza». anche se non ebbe conseguenze altrettanto benefiche sull’economia reale e sull’occupazione. Sempre di più. John Cochrane. parla di «onnipotenza della Federal Reserve». Era il 26 luglio 2012. erede di Milton Friedman. Idem per il controllo democratico delle opinioni pubbliche. è uno dei massimi dirigenti della Bri di Basilea. Il Nobel Joseph Stiglitz.75% su quelli italiani. Un premio Nobel di sinistra e un erede della Scuola ultraliberista di Chicago convergono nel constatare il nuovo protagonismo politico delle banche centrali. Quando a Londra Draghi disse che la Bce avrebbe fatto «whatever it takes» (qualunque cosa sarà necessaria) per salvare l’euro.78 Banchieri sono virulente. A difenderli. sono loro a infilarsi. che dietro l’espansione monetaria hanno denunciato una strategia del «dollaro debole» ai loro danni. In Europa. Su quest’ultima constatazione sono d’accordo in molti. è stato accusato più volte dalle nazioni emergenti. i tassi avevano raggiunto quota 7. invece. Jaime Caruana. keynesiano. dove i governi non vogliono o non riescono ad arrivare. la rielezione di Obama. con un ruolo di supplenza. Bernanke. l’acrimonia con cui la destra attaccò il presidente della Fed Bernanke durante la campagna elettorale era proporzionale al suo ruolo nel rilanciare l’economia e.indd 78 11/10/13 14. per esempio. quindi. la vera svolta nella crisi di sfiducia verso la moneta unica viene fatta risalire a una singola frase di Draghi (proprio quella ricordata da Enrico Letta quattordici mesi dopo davanti ai banchieri di Wall Street). Il gioco è nelle mani delle banche centrali.75% sui bond spagnoli e 6.

22 . diede inizio alla crisi più lunga della storia. l’intervento salvifico delle ban- RAMPINI_BANCHIERI. La versione ufficiale sulla crisi del 2008 si è ormai consolidata. quello di manipolare apertamente il cambio per svalutare lo yen e quello di «fabbricare inflazione al 2 per cento». Quando proprio nessuna ricetta sembra più funzionare. con Paul McCulley. Il premio Nobel per l’economia Paul Krugman saluta l’avvento di una nuova Japanomics. superiore per durata alla Depressione degli anni Trenta. perché è convinto che nel «ciclo secolare dei debiti» il loro ruolo sia decisivo. la depressione crea una trappola di liquidità. Il Giappone è diventato a sua volta un laboratorio di que­ ste innovazioni. dopo decenni di depressione. all’ufficio studi della Federal Reserve di New York. la cosiddetta «finanza ombra». I banchieri centrali non si occupano più soltanto di tassi d’interesse e inflazione. Più o meno è quel che la Fed ha fatto negli ultimi quattro anni.indd 79 11/10/13 14. Il ricercatore Zoltan Pozsar divenne celebre quattro anni fa quando. Il premier Shinzo Abe ratifica il ruolo di punta della banca centrale per guidare la ripresa: le assegna due obiettivi che un tempo sarebbero stati impensabili. il credito a tasso zero non rianima gli investimenti. allora è il momento di inviare squadroni di elicotteri a lanciare moneta sul paese. Ci è stata ripetuta in tutte le lingue: tutto ebbe inizio con la finanza tossica di Wall Street. che poi contagiò il mondo intero in uno tsunami di sfiducia. Finché arrivò il settimo cavalleggeri. forse la sanno anche i bambini. Quando scoppiò. Ora parte da Tokyo una versione del «nuovo pensiero» economico. agiscono sulla distribuzione dei redditi e dei risparmi fra le generazioni. la crisi dei mutui subprime. Il Sol Levante ebbe la madre di tutte le bolle speculative negli anni Ottanta. fu il primo a disegnare una «mappa segreta» dei flussi bancari non regolati. Oggi lo stesso Pozsar. si è messo a disegnare una «nuova mappa mentale delle banche centrali».Il club più potente del mondo 79 de force che anni addietro aveva teorizzato con la parabola degli elicotteri.

Dunque. importante almeno quanto Wall Street.22 . come Bernanke e Draghi. Sostenere che la crisi sarebbe nata tutta dai comportamenti irresponsabili e distruttivi nella sfera «privata» del sistema bancario (Wall Street). E questo avvenne per colpa dei banchieri centrali. Secondo questa analisi. di regolamentazione e vigilanza sulle banche di deposito e di affari. in America. Tra i demistificatori della versione dominante c’è un autorevole economista di origine coreana che oggi insegna all’Università di Princeton. e poi sarebbe stata arginata dal risolutivo intervento degli attori «pubblici» delle banche centrali (Bce. e.80 Banchieri che centrali. la finanza privata. l’epicentro della crisi di cinque anni fa fu l’America. I «buoni» di questa storia. le banche centrali hanno compiti e poteri molto estesi. È una versione dei fatti che rende meno netto il confine tra le due categorie di banchieri. Le sue ricerche rivelano che all’origine della crisi del 2008 ci fu un eccesso di credito bancario a cui anche l’Europa contribuì in modo decisivo. l’abbiamo già detto. la Bce fu colpevole: non fece nulla per ostacolare o rallentare quei flussi eccessivi di capitali verso la periferia dell’Eurozona. sono la Fed e la Bce. Non c’è possibile confusione tra i banchieri-banditi (Wall Street) e i super Banchieri che hanno a cuore l’interesse delle nazioni. RAMPINI_BANCHIERI. In Europa come in America. Una delle colpe più gravi dei banchieri centrali fu l’aver tollerato delle regole di capitalizzazione delle banche troppo permissive. E che indica nell’Europa una delle origini della crisi. La Bce e tutte le banche centrali vengono chiamate in causa per una colpa più generale: si erano «addormentate al volante». in misura minore anche Italia e Grecia) nel primo decennio dell’euro accumularono dei disavanzi che vennero compensati con abbondanti flussi di capitali dall’Europa germaniconordica. Hyun Song Shin. negli anni precedenti la grande crisi. Ma una contronarrativa si oppone a quella favoletta edificante.indd 80 11/10/13 14. è poco credibile. Fed). Le nazioni dell’Europa periferica (Spagna. Irlanda. che sia pur tardivamente hanno arginato il disastro.

spiegano Admati e Hellwig. cioè l’esatto contrario di quello che fu l’esito della Grande Depressione degli anni Trenta. né tantomeno investimenti utili alla collettività in termini di nuove infrastrutture. pur con un minore indebitamento delle banche. Obama offre compromessi che includono una cura dimagrante per le grandi voci del welfare. tuttavia anche in America il governo ha «le mani legate». In sostanza. e per il resto investendo denaro preso a prestito. Alla fine. è possibile che si esca da questa Grande Contrazione con degli Stati-nazione meno forti. investimenti). le autorità competenti hanno permesso che le banche si comportassero come un consumatore che si compra la casa mettendoci appena il 3 per cento di risparmi propri. L’opposizione repubblicana incalza per ottenere tagli alla spesa pubblica. È paradossale: una grande crisi che ebbe inizio per colpa delle banche e dei debiti privati si sta rovesciando in una formidabile pressione globale per ridimensionare lo Stato. irresponsabile e pericolosa. l’investimento con elevatissimo tasso di debito. le banche operavano con un capitale che valeva dal 20 fino al 30 per cento dei loro impieghi (prestiti. né la piena occupazione. Questa condotta. l’epoca dell’iperindebitamento dei banchieri non ci ha dato né una forte crescita. Nel dopoguerra. è stata giustificata in nome della crescita economica. cioè. Seppure Obama ha evitato una trappola dell’austerity come quella europea. In realtà. che il «leverage» (effetto leva). perché negli anni Cinquanta e Sessanta le nostre economie crescevano di più. RAMPINI_BANCHIERI.Il club più potente del mondo 81 Su quest’ultimo aspetto una lettura illuminante è The Bankers’ New Clothes di Anat Admati (Università di Stanford) e Martin Hellwig (Max Planck Institute di Bonn). cioè sanità e pensioni. In assenza di accordi bipartisan. Si è sostenuto. darebbe una marcia in più all’economia. È falso. quella riserva di capitale proprio è stata lasciata scendere alla vigilia della crisi (2007-2008) fino al 3 per cento.22 . Sotto lo sguardo tollerante dei super Banchieri centrali. continuano a scattare i tagli automatici al bilancio federale.indd 81 11/10/13 14.

i super Banchieri centrali. e anche in Italia un saggio li affronta in profondità. in cui gli autori. dopo che lo Stato stesso è balzato in primo piano come protagonista dei salvataggi bancari. insieme con la Bce. Un cattivo intervento statale ha dato carburante all’ideologia anti-Stato della destra.indd 82 11/10/13 14. le ristrettezze di bilancio non hanno impedito un processo di rafforzamento istituzionale di un attore pubblico: l’Unione stessa. La causa per il perdurante disavanzo. RAMPINI_BANCHIERI. Le nazioni emergenti che hanno continuato a crescere hanno usato vigorosamente lo Stato come sostenitore della domanda. tutti giuristi. In seno all’Unione europea. È importante ricordare questo punto di partenza. È un’opera collettiva.82 Banchieri Di questi temi si discute appassionatamente negli Stati Uniti. oggi. non è una tendenza univoca. così velocemente dimenticato nei dibattiti attuali sull’austerity. a cura di Giulio Napolitano (edito dal Mulino). si pongono questa domanda fondamentale: quale sarà il lascito durevole di questa crisi nell’architettura delle istituzioni dei paesi occidentali? La conclusione di Giulio Napolitano espone proprio il grande paradosso: «Il fallimento di Lehman Brothers nel 2008 e il conseguente panico sui mercati finanziari hanno costretto gli Stati a intervenire per soccorrere banche e intermediari. per salvare le banche. Gli Stati hanno quindi dovuto pensare a salvare se stessi». e a rafforzarsi sono stati proprio i nuovi padroni dell’universo. Politiche pubbliche e trasformazioni istituzionali. nel 2008 e 2009. sono la recessione o la crescita debole. Ma dopo appena due anni sono emerse l’insostenibilità del debito sovrano e l’incapacità di un numero crescente di governi di affrontare i conseguenti problemi di liquidità e di solvibilità. La prima causa scatenante dell’aumento dei deficit e dei debiti pubblici è stata. La «ritirata dello Stato». la mobilitazione di denaro pubblico al servizio di interessi privati.22 . provocate dall’austerity stessa. S’intitola Uscire dalla crisi.

Parte quarta Il danno sociale RAMPINI_BANCHIERI.indd 83 11/10/13 14.22 .

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Quando indossa quell’uniforme. nell’intervallo tra i due va a dormire. rappresenta l’ordine e fa rispettare la legge. Con una popolazione di 50. e neanche un appartamento? Il suo non è un caso estremo. perché una casa non ce l’ha. Il 16 per cento degli adulti single accolti in quei ricoveri ha un posto di lavoro. Per recuperare un po’ di forze. È un’agente che regola il traffico all’aeroporto jFK di New York. e consegnare una parte del suo salario come prova che sta «risparmiando» per trovarsi una casa vera. Va in un centro di accoglienza per homeless. «Mi sento bloccata. Quando si toglie la divisa e torna al centro di accoglienza per senzatetto. Non a casa sua. mi sforzo e mi sforzo ancora. New York annovera tra questi homeless una quota crescente di lavoratori dipendenti. non riesco a tirarmi fuori dal ricovero per i senzatetto» ha detto la Manzueta al reporter che la intervistava. E comincia il suo secondo lavoro a mezzogiorno. Quando è sul lavoro porta una divisa. che dormono ogni notte nei suoi centri di accoglienza. La sua storia è stata raccontata dal «New York Times».Due lavori e homeless Alpha Manzueta finisce il suo primo lavoro (turno di notte) ogni mattina alle 7. Ha 37 anni.22 . Due lavori.indd 85 11/10/13 14. e una figlia di 2 anni e mezzo. viene trattata come una semidelinquente: deve obbedire al coprifuoco.000 senzatetto ufficiali. E il 28 per RAMPINI_BANCHIERI. ma per quanto faccia non vado da nessuna parte.

000 newyorchesi sono scivolati sotto la soglia della povertà. uno status sociale. non uno solo. ma anche commesse di negozi. Dietro quel numero aggregato ci sono realtà estreme.000 bancari.22 . se hai voglia di lavorare e ti rimbocchi le maniche. New York è la città più ricca del mondo.indd 86 11/10/13 14. In questo formicaio brulicante di attività.86 Banchieri cento delle famiglie ospitate negli shelter (rifugi) ha almeno un membro che lavora. la capitale globale della finanza. costa 1000 dollari al mese.000 nuovi posti di lavoro. fattorini delle consegne. Invece ha continuato a svuotarsi la parte che sta in mezzo. Sono cresciuti i multi­ milionari. infermiere a domicilio. Possono essere agenti del traffico come Alpha Manzueta. o anche due. qualcosa da fare lo trovi. e in un solo anno ben 74. perfino impiegate di banca. Una camera in affitto nel meno caro dei borough newyorchesi. Le assunzioni si sono concentrate nei mestieri meno remunerati: camerieri di ristoranti e bar. riesci a campare. Ma quella recessione sembra anche un evento non così eccezionale: ha amplificato e accelerato delle tendenze già in atto. commesse di negozi. Molti posti di lavoro non pagano abbastanza per potersi permettere quel «lusso». il South Bronx. e di giorno noi newyorchesi le incontriamo continuamente. che di lavori ne ha due. C’è anche tanto lavoro nella parte bassa della piramide: la prova è Alpha Manzueta. Sono spariti 49. Molte sono donne. La grande crisi mondiale vista da Manhattan sembra un ricordo lontano. la possibilità di mandare i fi- RAMPINI_BANCHIERI. Tra il 2000 e il 2013 la città ha guadagnato 250. la middle class. Il che non significa che con un lavoro. dato il vigore della ripresa nell’economia locale. Un nuovo boom immobiliare fa sorgere grattacieli residenziali dove un superattico con vista su Central Park si vende per 100 milioni. Tutti quei mestieri che un tempo davano uno stipendio dignitoso. I nuovi impieghi nati a New York sono o strapagati o sottopagati: nel mezzo c’è poco. Ha Wall Street. quel vasto ceto medio che un tempo comprendeva anche un’aristocrazia operaia di colletti blu dagli alti salari.

Poi. RAMPINI_BANCHIERI. Nel senso che l’addetto alle pulizie della metropolitana. l’agente che fa attraversare i bambini sulle strisce pedonali la mattina all’ingresso della scuola sorridono al passeggero. Che convivono. la sera. alcuni vanno a casa. al supermercato o a scuola.Due lavori e homeless 87 gli in una buona scuola sono le professioni «di mezzo» che continuano a subire un’emorragia. dopo aver timbrato l’ultimo cartellino. in un’ordinata promiscuità sociale: s’incrociano in metrò. Nessun’altra città americana raggiunge questi estremi di ricchezza e povertà. la cassiera del supermercato. tornano al dormitorio dei poveri. almeno nelle ore del giorno.22 .indd 87 11/10/13 14. altri. al genitore come se facessero parte della stessa comunità. al cliente. della stessa società.

un economista di Berkeley che è stato tra i consiglieri del presidente Obama. Il 1988 appare come un’era lontanissima per tanti aspetti. Risalendo ancora più indietro nel tempo.Il ceto medio affonda Eduardo Porter sul «New York Times» la chiama «America’s Sinking Middle Class»: il ceto medio americano che va a picco.indd 88 11/10/13 14. Oggi il Voyager ha varcato il confine del sistema solare uscendone per sempre. sostanzialmente identico a quello di venticinque anni fa. la famiglia media americana ha un reddito di 51. Carl Shapiro. il Pil degli Stati Uniti da allora è aumentato del 40 per cento. e intanto la percentuale di poveri è salita al 15 per cento.22 .6 per cento della popolazione. trentasei anni fa. e tuttavia questo impressionante progresso tecnologico non si è tradotto in una maggiore RAMPINI_BANCHIERI. C’erano ancora l’Unione sovietica e il Muro di Berlino. il progresso tecnologico ci ha regalato l’iPhone e un’immensità di gadget di cui un quarto di secolo fa si favoleggiava solo nei romanzi di fantascienza. come gli smartphone o tante scoperte mediche. ha scritto: «La maggior parte degli americani hanno goduto dei vantaggi offerti dalle nuove tecnologie. Parte da una constatazione.000 dollari. quando la Nasa lanciava nello spazio la sonda Voyager 1. gli americani sotto la soglia della povertà erano l’11. Ma per un aspetto il 1988 è oggi. Tornando al paragone con il 1988. In base ai dati dell’ultimo censimento. Non esisteva Internet.

In compenso. include i colletti blu e il ceto medio impiegatizio. con la maggior parte dell’arricchimento concentrato a vantaggio del 10 per cento dei più benestanti (e un miglioramento più spettacolare a vantaggio dell’1 per cento. È sempre Porter a osservare che la spesa pro capite per le cure mediche è raddoppiata in termini reali (al netto dell’inflazione) in questo quarto di secolo. (Avvertenza linguistica: nell’uso corrente. riducendo il reddito spendibile per altri beni e servizi.Il ceto medio affonda 89 sicurezza economica per la middle class». Il fenomeno esisteva già prima del 2008: ed è proprio questa l’analogia più pregnante tra l’ultima crisi e quella del 1929.300 dollari. poi uno ancora superiore a beneficio dello 0. ricorda gli eccessi che precedettero il disastro del 1929 e la Grande Depressione degli anni Trenta.22 . La cosa sconcertante è che la Grande Contrazione del 2008 non ha affatto interrotto il trend di lungo periodo. quel­ la scelta dal dipartimento del Commercio: s’intende per ceto medio in senso «largo» chi vive in un nucleo fami- RAMPINI_BANCHIERI.indd 89 11/10/13 14. Anche il costo dell’istruzione universitaria ha avuto un’escalation infernale e oggi in media ogni studente ha un debito di 23.1). Il debito universitario è salito del 45 per cento in venticinque anni. la parte del reddito nazionale che va ai profitti è oggi ai massimi storici dagli anni Venti. «tutta la ripresa di questi ultimi quattro anni ha arricchito solo i ceti più benestanti. che dirige l’Institute for Research on Poverty alla University of Madison. Questa dilatazione patologica delle diseguaglianze.) Per certi aspetti il tenore di vita medio è peggiorato. il bilancio è ancora peggiore: il patrimonio medio degli americani è sceso del 6 per cento dal 1988. Se dai redditi allarghiamo lo sguardo ai risparmi. il termine «middle class» per gli americani ha un’accezione molto larga.» Prendiamo la definizione ufficiale di «middle class». «Dal punto più basso della recessione del 2008-2009 fino a oggi» scrive Timothy Smeeding. Anzi. contratto per pagarsi gli studi.

000 dollari all’anno per ottenere questo tenore di vita.000 dollari annui.indd 90 11/10/13 14. anche nella nazione più ricca del pianeta. E questa tendenza di lungo periodo coincide esattamente con la finanziarizzazione crescente delle nostre economie. E visto che il reddito medio. può concedersi una vacanza (ogni tanto). Oggi non bastano neppure 80. è di soli 51. ha un’assistenza sanitaria decente e risparmi sufficienti per mandare i figli all’università. cioè quello che dovrebbe definire proprio la «classe media». una o due automobili.90 Banchieri liare che può permettersi di possedere un’abitazione.22 . in tutto l’Occidente. RAMPINI_BANCHIERI. la conclusione s’impone: il ceto medio sta davvero andando a picco.

Bloomberg è il numero dieci nelle classifiche degli americani più ricchi: ha 25 miliardi di patrimonio.indd 91 11/10/13 14. che con le sue donazioni personali ha polverizzato ogni record perfino in un paese dove il mecenatismo ha antiche e solide radici. Michael Bloomberg. Bloomberg cominciò con 5 dollari. A 71 anni. come spiega lui stesso in un’intervista al «New York Times». concluso il suo terzo e ultimo mandato come sindaco. L’università in questione è la Johns Hopkins di Baltimora. Tanto più se l’assegno.22 . Dopo aver fatto fortuna con l’agenzia d’informazione finanziaria che porta il suo nome (oggi gestita da un «blind trust» per evitare conflitti d’interesse). l’entità dei versamenti ha avuto una formidabile escalation.Il caso Bloomberg Che cosa dà all’università americana una marcia in più? Un dono da 350 milioni di dollari non guasta. Ma. pur avendo moglie e due figlie. è solo l’ultima tranche su 1.1 miliardi di donazioni. vuole incoraggiare attraverso il suo esempio le donazioni a favore dell’istruzione: «Nel- RAMPINI_BANCHIERI. il primo contributo che diede alla Johns Hopkins non appena presa la laurea nel 1964. Ha scelto di farlo nel caso della Johns Hopkins University perché. ha già deciso da tempo che prima di morire devolverà interamente quella ricchezza in beneficenza e mecenatismo. «staccato» a favore di un singolo ateneo. In genere non divulga nei dettagli le sue donazioni. Il generoso finanziatore è il sindaco di New York.

quindi di asservimento a interessi capitalistici. un istituto dedicato alla ricerca sulla malaria. un nuovo ospedale pediatrico. nella campagna per le presidenziali del 2012 il sindaco di New York diede indicazione di voto per Barack Obama. infine indipendente.92 Banchieri la nostra società c’è una pericolosa tendenza a ridurre i finanziamenti per l’istruzione. Inoltre. un laboratorio sulle cellule staminali. poi repubblicano per convenienza (alla sua prima elezione a sindaco. In Europa un ruolo così centrale dei finanziamenti privati darebbe adito alle accuse di privatizzazione dell’università. In America le autorità accademiche e il corpo docente si sono organizzati in modo tale da proteggere la loro autonomia. Anche se ha stabilito un record. di cui la città di New York ha avuto un segnale tremendo con l’uragano Sandy». Bloomberg finanzia altre cause. In California l’università delle tecnologie avanzate.indd 92 11/10/13 14. deve anch’essa il suo nome a un magnate e filantropo. Bloomberg s’inserisce in una tradizione antica negli Stati Uniti. Lo ricorda il presidente della Johns Hopkins: «Le grandi famiglie del capitalismo americano – dai Rockefeller ai Carnegie – hanno consentito i grandi investimenti che hanno trasformato l’istruzione superiore in America». bisogna reagire». L’università Johns Hopkins già ebbe origine da un dono privato (deve il suo nome al filantropo che la fondò nel 1876). alcune delle quali apertamente progressiste e perfino «politiche»: dalla campagna per la messa al bando delle armi alla lotta contro il cambiamento climatico. Hanno consentito di costruire la nuova sede della facoltà di fisica. una nuova biblioteca.22 . La re- RAMPINI_BANCHIERI. un nuovo policlinico. Democratico da giovane. i doni di Bloomberg finanziano il diritto allo studio: vengono da lui il 20 per cento delle borse agli studenti meritevoli che non hanno i mezzi per pagarsi la retta. Stanford. definendolo «il candidato più sensibile alla gravità del cambiamento climatico. i democratici non avevano «posto» per lui nelle loro liste). Le donazioni di Bloomberg l’hanno trasformata.

con le sue ricerche sulla prevenzione delle malattie. RAMPINI_BANCHIERI. Un altro filone di ricerca ambientalista sarà il problema della penuria di acqua a livello globale. uno punta a estirpare la malaria «creando» una zanzara geneticamente modificata. ha influenzato le scelte del sindaco di New York. lui deve la sua fortuna a Wall Street. L’impresa che porta il suo nome scalzò la Reuters come leader mondiale nell’informazione finanziaria. Quando arrivò un dono dall’ex presidente degli Emirati Arabi Uniti. I terminali Bloomberg sono i computer più ubiqui in tutte le sale di trading del pianeta. di imporre la «trasparenza delle calorie» alle catene di fast food. la speculazione sui derivati «corre» nella banda larga che collega quegli schermi. l’università chiese a Bloomberg se aveva obiezioni.indd 93 11/10/13 14. oltre che al proprio talento. e di mettere al bando le confezioni giganti di Coca e Pepsi. per costruire un nuovo palazzo. Anche il provvedimento di estendere le zone pedonali e le piste ciclabili di Manhattan nasce dall’esempio di un campus universitario senza automobili che piacque a Bloomberg. La School of Public Health.Il caso Bloomberg 93 lazione che si è stabilita tra Bloomberg e la Johns Hopkins sembra quasi all’opposto dei timori europei. e in più modi. Anzitutto. Tra i progetti di ricerca che lui finanzia. lo sceicco Zayed bin Sultan al-Nahyan. In un caso il «New York Times» ha scoperto un «riguardo speciale» della Johns Hopkins verso il suo principale finanziatore. Duecentocinquanta milioni dell’ultima donazione serviranno ad assumere 50 ricercatori su un progetto per rendere più sicure le metropoli americane di fronte agli shock del cambiamento climatico. Che cosa c’entra Bloomberg con la schiera dei banchieribanditi? C’entra molto. Non ci sarebbe un patrimonio Bloomberg senza la speculazione delle banche.22 . «Un ebreo come me da una parte e un arabo a fianco: è proprio così che deve funzionare il mondo» fu la sua risposta. Quando Bloomberg ha deciso di vietare il fumo nei parchi cittadini. lo ha fatto dopo essere stato sollecitato da équipe di ricercatori medici della Johns Hopkins.

da cui nacquero convulsioni sociali violente. Ma la cultura politica che rappresenta. da romanzo di Charles Dickens. L’insegnamento di Keynes. Proprio come Michael Bloomberg. e anche quello di Henry Ford. le culture politiche. RAMPINI_BANCHIERI. fu questo: nell’interesse stesso della crescita capitalistica. Guai a proporgli nuove tasse sui ricchi. oltre che il 1929.indd 94 11/10/13 14. ancora più importante. La Goldman Sachs fece donazioni in favore della campagna politica per i matrimoni gay. Dove Bloomberg si rivela di destra è sull’economia. identica a quella dei banchieri di Wall Street. Bloomberg ha fatto tante cose ammirevoli per la sua città. Se si porta fino in fondo la sua logica. il cambiamento climatico.22 . Anche l’ambientalismo di Bloomberg trova un limite: i benefici delle piste ciclabili sono più che annullati dalle polveri tossiche che i mille cantieri di Manhattan sollevano quotidianamente. bellezza. la povertà newyorchese va combattuta con la filantropia. o perfino l’aumento del salario minimo. la maggioranza dei banchieri di Wall Street è «liberal» sui temi valoriali. Non sia mai che una richiesta di costruzione di grattacieli nuovi venga negata o rallentata: è il capitalismo. New York ha un establishment capitalistico con il cuore che batte «a sinistra» su questioni come l’ambiente. Si torna a una logica da capitalismo ottocentesco. l’apertura delle frontiere all’immigrazione. i salari alti sono più utili della carità.94 Banchieri Un altro collegamento. Ma quello fu un capitalismo inceppato. dove il povero è oggetto della benevola carità dei grandi proprietari di fortune. ha delle contraddizioni stridenti. la messa al bando delle armi da fuoco. Di sinistra sì. ma solo quando questo non interferisce con la logica del business. riguarda i sistemi di valori.

Parte quinta Il rigetto RAMPINI_BANCHIERI.indd 95 11/10/13 14.22 .

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anche per questo i suoi capi l’avevano selezionata e introdotta in quel mestiere ad alto rischio. lavorando su una piazza finanziaria europea. cioè il mercato dei cambi. «Chi ne sa troppo.22 . le sue scommesse sull’andamento delle valute e dei tassi d’interessi potevano rivelarsi geniali o catastrofiche. Prendeva «posizioni» per conto di una grossa banca italiana. in una vita precedente ha fatto quel mestiere lì. Andava a letto con l’ansia di quello che sarebbe accaduto nottetempo.indd 97 11/10/13 14. sono stato sposato con una trader. speculando sulle valute. era l’arena del suo gioco. decide con la pancia. Muoveva capitali sulle piazze finanziarie mondiali. anche se coi ritmi e le velocità di un videogame. spiazzano le previ- RAMPINI_BANCHIERI. la sera tornava a casa dopo aver passato le sue ore davanti agli schermi dei computer e con due telefoni incollati alle orecchie. Mia moglie non ha mai ricevuto una formazione economica. Il Forex. Ricordo che Stefania si divertiva da morire. razionalizza troppo» spiegavano «e invece il vero trader va a intuito. Un gioco davvero. per piazzare ordini ai broker su altre Borse estere. proprio come i mercati.A letto col nemico Per non nascondervi nulla. che seguono ventate di irrazionalità. come si abbrevia il Foreign Exchange Market. Per essere più preciso: la stessa moglie che ho da sempre. all’apertura dei mercati di Tokyo e Hong Kong: la mattina dopo poteva svegliarsi dalla parte dei vincitori o dei perdenti.

e con l’aiuto di un neuropsichiatra.98 Banchieri sioni troppo logiche. originario del Ghana. associamo i trader con un capitalismo finanziario spregiudicato. Cioè che cosa li fa «scattare». Poi ha mollato quel mondo per dedicarsi all’insegnamento. cosa li tiene al livello di massima concentrazione per lunghissime giornate di RAMPINI_BANCHIERI. Avendo visto mia moglie all’opera – e non era la sola donna trader neppure a quei tempi –. Ora un ex trader riconvertitosi al mestiere dello scienzia­ to ha scoperto il motore che fa girare questo mondo. L’ultimo che ha fatto notizia si chiama Kweku Adoboli. invece no. con conseguenze sociali tremende. Di questi tempi i trader non hanno buona fama. devo concludere che il testosterone non è un’esclusività maschile. Sono passati pochi anni da una vicenda simile. immorale.3 miliardi di dollari. Considerato un enfant prodige nella banca che lo aveva assunto. meno tormentati dal dubbio. dove l’avidità di profitto e la competizione sfrenata vengono spinte fino a livelli distruttivi. regia di Oliver Stone. Si sperava che la crisi del 2008 avesse costretto le banche a comportamenti meno folli. in Inghilterra. I più bravi sono molto giovani. È docente alla Judge Business School di Cambridge. L’ex trader in questione si chiama John Coates. Da Wall Street (1987. quando il trader francese Jérôme Kerviel fece perdere 4. È il testosterone: l’ormone maschile per eccellenza.indd 98 11/10/13 14. Joe Herbert. 33 anni. Ha avuto quindi un ruolo nel cuore di Wall Street.» L’altra cosa che Stefania ha imparato presto è che per fare quel mestiere con profitto bisogna avere una certa dose d’incoscienza. il colosso svizzero Ubs.9 miliardi di euro alla Société Générale di Parigi. perché da giovani si è meno cauti.22 . nella filiale di Londra ha accumulato perdite del valore di 2. ci si lancia con entusiasmo. dirigeva un’intera «sala mercati» alla filiale americana di Deutsche Bank. con Michael Douglas e Charlie Sheen) in poi. ha pubblicato uno studio su «che cosa succede dentro il cervello dei trader». quello che fa da carburante per la libido ma anche per l’aggressività.

si lasciano quasi paralizzare dalla paura. Secondo Coates. Nelle competizioni l’organismo dei vincitori genera un boost di testosterone. e poi i tracolli. Alla fine. E qui si sono imbattuti nella scoperta: esiste una correlazione diretta fra la quantità di testosterone che hai in corpo e quanto guadagni nella speculazione. per otto giorni di lavoro. apprensioni e angosce. Il fatto che un meccanismo simile sia all’opera anche nei mercati finanziari conferma la loro pericolosità. Coates e Herbert hanno misurato i livelli di testosterone e di cortisolo (un ormone dello stress) in 17 trader della City di Londra. Il testosterone può portare a prendere rischi eccessivi. a sua volta.22 . pubblicata sulla rivista della National Academy of Sciences. l’instabilità finanziaria che ha provocato la grande crisi è tutta questione di chimica e di molecole. ha conseguenze negative nelle fasi di crisi dei mercati finanziari. quando le banche perdono e cominciano a licenziare. Quando le Borse vanno giù.A letto col nemico 99 lavoro. come un’iniezione di una dose potente. Le stesse persone che avevano un ottimismo irrazionale nei tempi di vacche grasse.indd 99 11/10/13 14. il testosterone è una specie di «droga del vincitore». Il test ha rivelato che i trader con il massimo di testosterone al mattino erano quelli che a fine giornata realizzavano più profitti. La ricerca è seria. il cortisolo ha il sopravvento e genera ansietà. Questo effetto era già noto negli animali e negli atleti. cosa li spinge a sprigionare la massima efficienza. irrazionali. e questo li rende ancora più efficienti nella gara successiva. fa vedere pericoli ovunque. Quelli che creano le «bolle». RAMPINI_BANCHIERI. Coates ha scoperto che il cortisolo.

È capace di sfiancare chiunque. è una donna piccola. con mille punture benefiche e ogni centimetro del corpo indolenzito. Mi capita spesso. ma dal mio sguardo Kathy ha deciso di cambiare immediatamente discorso. invece. Non dovrei stupirmi: siamo o non siamo nella capitale indiscussa della finanza globale? Mi RAMPINI_BANCHIERI. d’imbattermi nella «loro» onnipresenza. in esercizi di addominali o pettorali. non so se anche loro abbiano sobbalzato. ma è dalle lezioni di Kathy che esco più dolorante. La mia insegnante di yoga. che accompagna a scuola la mattina prima di venire a lezione. versione kundalini. qui a New York. fingendo di non aver capito. d’istinto l’ho interrotta. ti aspetti da lei dei prodigi di flessibilità. quando Kathy se n’è uscita con quell’allusione. allibito. E non ti delude. Mamma di un bambino di 6 anni. «Goldman Sachs?» Ho fatto solo questa domanda. è nella forza fisica. Per questo sono rimasto trafitto. minuta. sottilissima. Dove ti sorprende. Non ho fatto in tempo a guardare gli altri compagni del mio corso all’Ymca. Visto il suo fisico da miniballerina. «Quando vado a dar lezione alla Goldman Sachs…» Dev’essersi accorta subito di aver detto qualcosa di stonato.22 .Giù le mani dal mio yoga Kathy era un mito per me. Quanto a me. alle mie orecchie. Altri guru mi piacciono molto. I muscoli non li vedi ma sono d’acciaio. piacevolmente maciullato.indd 100 11/10/13 14.

Il denaro facile è un veleno insidioso. RAMPINI_BANCHIERI.indd 101 11/10/13 14.Giù le mani dal mio yoga 101 aspetto forse che i banchieri siano invisibili? O che vivano appartati. ogni volta che li incrocio nelle mie attività quotidiane. in zone di lusso dove si frequentano solo fra loro? Eppure. Forse c’è qualche poeta che ha assassinato sua mamma. Di certo qualche missionario ha allungato le mani sui bambini. non bisognerebbe generalizzare. Lo so che dalla mattina alla sera occupano un’intera zona della città. cioè l’invasione di ragazzini che hanno guadagnato milioni a Wall Street e fanno esplodere i prezzi delle case. nella mia vita normale. D’accordo. tanto la loro esistenza mi ricorda le storture del nostro modello economico. che corrompe tante relazioni sociali. ma vorrei che fossero invisibili. e sciamano anche ben oltre. I banchieri hanno inquinato tutta l’economia. che prescinde dagli episodi. per effetto della gentrification. dove ci sono tanti quartieri generali di colossi finanziari. Intere zone di New York sono ormai fuori della portata dei loro abitanti storici. come la bolla della finanza tossica da cui ebbe inizio nel 2008 la grande crisi. penso alle conseguenze sociali di un settore parassitario. Perfino il paesaggio. alla luce dei danni enormi che le banche hanno generato. producendo diseguaglianze di redditi. che non hanno precedenti nella storia. Ma io non ne faccio una questione di moralità individuale. a Midtown. ci sono persone per bene e mascalzoni ripartiti in tante attività umane. la loro presenza mi irrita.22 . Poche attività mi sembrano così dannose per la comunità. Non mi consola osservare che molti di loro cercano un riscatto morale attraverso la filantropia e il mecenatismo. Mi accorgo che soffro di una sindrome molto speciale di ostilità verso la loro professione. a loro vantaggio. Lo so. E non mi riferisco solo ai casi più eclatanti. stanno cambiando. la punta sud di Manhattan attorno a Wall Street. sanguisuga. C’è qualcosa di più generale. Non è solo una questione di equità misurata in base ai nostri princìpi morali. gli stereotipi sono sbagliati. pervasivo.

RAMPINI_BANCHIERI.102 Banchieri Anzi. uno dei più importanti ospedali dove si fa ricerca anticancro. riversasse una quota dei suoi profitti a Greenpeace. È come se la Exxon. questo me li rende quasi più insopportabili: sapere che senza i loro soldi non avremmo tanta ricchezza culturale qui a Manhattan. dopo aver trivellato petrolio nel mondo intero. dai musei alla Metropolitan Opera. mi fanno andare di traverso perfino lo yoga. vive di donazioni private.indd 102 11/10/13 14. Non sarebbe meglio inquinare meno? Odiosi banchieri. C’è qualcosa di assurdo. Anche Central Park è così magnifico perché il capo di un hedge fund ha staccato un assegno da 100 milioni per la sua manutenzione. e la mia Kathy. in tutta quella beneficienza.22 . mi sembra. Idem per attività da cui può dipendere la vita o la morte di tante persone: lo Sloan-Kettering.

senza refrigeratore. la padrona di casa stacca la spina di tutti gli elettrodomestici. fortunatamente Costanza ha un’amica locale. per esempio. quando Costanza e la sua amica escono per andare a lavorare. La temperatura nell’Assam oscilla fra i 40 e i 45 gradi centigradi. Dall’alto. ai confini sudorientali con l’Himalaya.22 . messe in fuga solo quando il macellaio comincia a menare fenden­ ti RAMPINI_BANCHIERI. un po’ d’agnello per uno stufato. Viste dall’Himalaya. Costanza fa un dottorato di ricerca alla University of California di Santa Cruz e il suo studio verte sull’impatto del cambiamento climatico in quell’area del mondo. Per aiutarla a districarsi nelle difficoltà linguistiche e burocratiche. Le sue cronache di vita a casa di questa giovane indiana mi aiutano a ricordare quanto sia «estrema» la vita di un abitante di Manhattan (e di altre metropoli dell’Occidente opulento). poi il frigo si trasforma in un forno. Peraltro.Manhattan vista dall’India Qualche volta serve andare molto lontano per capire chi siamo noi. Compreso il frigorifero. sua coetanea. il macellaio ha una bancarella per strada. certe cose diventano più chiare. Per lunghi periodi mia figlia Costanza lavora in una regione remota dell’India: lo Stato dell’Assam. bagnato dal fiume Brahmaputra. quando vanno a fare la spesa. Dunque gli alimenti vengono «refrigerati» sei o sette ore al giorno. logistiche e culturali. Ogni mattina. Le mosche brulicano sulla testina d’agnello.indd 103 11/10/13 14.

È considerata un lusso stravagante.) Negli uffici pubblici dell’Assam. ma diligentemente staccano le spine dalle prese a muro per essere certi che non ci sia un solo watt di energia elettrica che verrà consumato negli uffici chiusi. uno spreco. dei bambini sono morti in seguito a shock termico e disidratazione.indd 104 11/10/13 14. Un secchio d’acqua fa le veci di un nostro bidet e sostituisce la carta igienica. (Anche quando sta nell’India relativamente più ricca e moderna. non solo per i paesaggi himalayani. Quando non ne può più. a casa di amici in un quartiere moderno di New Delhi. Ma l’energia elettrica è un bene raro in India. di notte hanno il ronzio assordante di un vecchio ventilatore. Come shock culturale. che è poco più di un asse di legno. i blackout sono quotidiani. fax e fotocopiatrici. Costanza deve cimentarsi in delicati esercizi di diplomazia per convincere la sua amica ad accompagnarla nell’unico.22 . Costanza descrive l’Assam come un luogo meraviglioso. ma anche per la gentilezza dei suoi abitanti. In quella casa non esiste aria condizionata. anche i giovani crescono addestrati a risparmiare la corrente. lontanissimo supermercato dove ogni tanto si trova in vendita un rotolo di carta igienica. forse il più brutale ha per oggetto la carta igienica: impossibile trovarla in dotazione nei bagni. Costanza viene svegliata all’alba dalla vecchia nonna che passa in tutte le camere a spegnere l’aria condizionata. In alcune scuole pubbliche dell’Assam. neppure in casa di professori universitari che hanno studiato all’estero. RAMPINI_BANCHIERI. In mezzo a questi disagi. Sopra le loro teste. ingorga le tubature oppure ingombra i cesti della spazzatura laddove non c’è acqua corrente nei bagni. d’autorità. nota che alla fine dell’orario di lavoro tutti i dipendenti non si limitano a spegnere computer. Costanza e l’amica dormono nello stesso letto. dove le capita di andare a raccogliere materiali per la sua ricerca. ovviamente senza aria condizionata.104 Banchieri col suo coltello. Dal punto di vista dell’igiene non è il massimo.

i maxifreezer dove gli americani surgelano provviste tali da reggere a una terza guerra mondiale. e al nostro modo di vivere qui: gli sprechi di aria condizionata.indd 105 11/10/13 14. cioè qui a Manhattan. i Suv giganteschi che percorrono le autostrade. Applausi a scena aperta! I newyorchesi progressisti sono fieri di avere un sindaco così verde.22 .Manhattan vista dall’India 105 Agli antipodi. gli aeroplani che qui usiamo come fossero autobus. Ripenso ai racconti di Costanza. il nostro sindaco Michael Bloomberg si è conquistato un titolone in prima pagina sul «New York Times» con un piano per rendere efficiente la raccolta differenziata della spazzatura. Ci vuole una bella faccia tosta per definirsi ambientalisti da queste parti. RAMPINI_BANCHIERI. le limousine a 12 posti noleggiate dai ventenni per farsi riaccompagnare a casa sbronzi dopo i sabati sera in discoteca.

o che il frigo si fosse rotto e macinasse ghiaccio all’impazzata. traffico e cantieri fabbricano un rumore unico al mondo. Notte e giorno. spifferi di vento s’infilano sibilando negli infissi. spezzato dall’immancabile sirena dell’ambulanza e dei pompieri. la colonna sonora della metropoli che non dorme mai. The Holy Trinity.22 . col sospetto di aver lasciato acceso il televisore o il vecchio condizionatore d’aria. I primi tempi mi svegliavo di soprassalto. il brontolio costante della mia città. anche nel cuore di Manhattan. Detto così. quello vero.indd 106 11/10/13 14. Anche lassù giunge una sorta di rombo sommesso. Anche quando l’uragano Sandy fece scattare il coprifuoco e a noi RAMPINI_BANCHIERI. È la voce di New York. in piena notte. acuti perforanti che schizzano verso la stratosfera. Quando il tempo è brutto e il cielo sopra Manhattan è coperto. i suoi bassi amplificati a centomila megawatt. Neanche per idea. uno magari s’immagina che una volta tornato a casa io abbia il privilegio della quiete. a volte non vedo la città là sotto. Le nuvole s’incollano alle finestre. una vibrazione che ti entra nelle viscere. Macché. ti circonda. ti sommerge. l’isolamento apparente potrebbe essere quello di un rifugio alpino. Eppure il silenzio esiste. Là c’è una chiesetta evangelica luterana.Cercando ispirazione nel silenzio Abito al 31° piano. In Central Park West all’incrocio con la Sessantacinquesima Strada. Lo ritrovo la domenica sera.

il dovere di redistribuire la propria fortuna a beneficio della comunità e dei più deboli. postmo- RAMPINI_BANCHIERI. il portamento austero. Germania e Austria. Per costruire quella copia perfetta che è l’Opus 16 della Holy Trinity hanno lavorato otto artigiani di Tulsa. Gli evangelici luterani sono i primi ceppi del protestantesimo. gente alta e magra. il suo ruggito di fondo tace. La Holy Trinity conosce un solo tipo di musica. che erano olandesi e la chiamarono Nuova Amsterdam. dall’Inghilterra e dalla Scozia. i discendenti di quel ceppo. È un pezzo di Europa nordica quello che si ricostituisce magicamente quando si chiudono i portoni della Holy Trinity e le canne dell’organo iniziano a soffiare. che per trent’anni insegnò organo e clavicembalo in Italia. in Oklahoma. dalle rughe nobili. A suonare l’Opus 16 si alternano cultori di Bach come William Porter. gli occhi azzurri quasi trasparenti. la domenica alle 17 il programma della Holy Trinity rimase invariato: i Vespri di Johann Sebastian Bach. nel bene e nel male: con la sua etica weberiana del lavoro.Cercando ispirazione nel silenzio 107 newyorchesi fu ordinato di chiudersi in casa. Siamo frammenti penetrati dal mondo esterno. Germania e Svezia. l’organo. dopo aver passato anni a esplorare le chiese gotiche di Olanda. Vanta il possesso di un organo identico a quelli che venivano costruiti in Germania dal Cinquecento al Settecento e che usò Bach. quasi il fantasma di ciò che fu all’epoca dei primi coloni. Una religiosità intima. venuti qui dai Paesi Bassi. lo spirito civico. Manhattan scompare all’istante. Appare tra quelle mura una New York molto antica. insieme a un ateo come me alla Holy Trinity si incontra qualche afroamericano. qualche asiatico. il rispetto scrupoloso delle regole. Per un miracolo dell’acustica.indd 107 11/10/13 14. Un’America molto puritana. la chiesa piomba in un silenzio assoluto. Bach oggi attira un pubblico più variegato. pudica. Svizzera. si ritira rispettosamente fuori da quelle mura. discreta.22 . in un rapporto a tu per tu con l’Autore. quando si chiudono i portoni massicci della Holy Trinity. dalla nuova Manhattan cosmopolita e multietnica. coltivata leggendo la Bibbia in casa. Li riconosci.

allora non fa niente. Quando vado a correre non lontano da lì. a Central Park. e nell’attesa che il soffio potente dell’organo ci avvolga. che avvenne per rendere la Chiesa accogliente verso i ricchi e incoraggiare la generosità di questi ultimi nei confronti della Chiesa. che all’inizio era stata più aderente all’insegnamento evangelico.108 Banchieri derna. Brown. Se le famiglie stanno male. racconta l’evoluzione dei rapporti tra la Chiesa e la ricchezza nei primi secoli della cristianità. uno storico dell’antichità.22 . Dalla conversione dell’imperatore Costantino fino al ruolo di padri della Chiesa come sant’Ambrogio e sant’Agostino. nel giorno della visita di Angela Merkel: «Se cadono le banche. RAMPINI_BANCHIERI. e noi perdiamo la nostra identità di esseri umani» (29 settembre 2013). La storia di quel periodo è come un pendolo che oscilla in direzione dei ricchi spostando la natura della comunità cristiana. Il titolo riprende il celebre passaggio del Vangelo secondo Matteo: «È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago. Questa è la nostra crisi di oggi». Ma una volta in mezzo a quella navata. che mette soggezione. quando sento papa Francesco: «Se il denaro diventa il centro della nostra vita ci afferra. tra le mie audioletture c’è Through the Eye of a Needle (Attraverso la cruna di un ago) di Peter Brown. quando ci sorprende la magia del silenzio assoluto. e che possa iniziare un’evoluzione in senso contrario. Mi capita di sognare che il pendolo della storia non oscilli sempre in una direzione sola. tutti c’inchiniamo al fascino di un mondo antico e solenne. non hanno da mangiare. che un ricco entri nel regno dei cieli». E ancora.indd 108 11/10/13 14. questa è una tragedia. la sua analisi descrive il graduale adattamento dell’interpretazione del Vangelo in quei primi secoli. sempre questo papa.

il consumo frugale.22 . E in breve tempo si accorge di essere sulla strada sbagliata: l’accumulazione di oggetti status symbol. l’articolo di Hill ha già molte centinaia di commenti. Questa è una storia che può anche irritarci: in fondo è la vicenda di un privilegiato.indd 109 11/10/13 14. il benessere materiale non lo portano da nessuna parte. poche ore dopo la sua pubblicazione. crea un blog ambientalista (Treehugger. Cambia rotta. È il titolo che il «New York Times» dà a una testimonianza personale. Eppure non è stata questa la reazione dei lettori.» È lo slogan che riassume una nuova filosofia. diventa multimilionario. la rivende. lettore di Minneapolis. canadese ma con lo spirito tipico della West Coast americana. il benessere condiviso e sostenibile. la crescita slow ma felice. Quella di Graham Hill. La maggioranza sono positivi. Fonda una start-up a Seattle. È più facile ridimensionarsi quando si parte da così in alto. si «rieduca» da solo per vivere con un decimo delle cose che aveva al culmine della sua agiatezza. Molto meno. membro di quella élite del­ l’1 per cento contro cui si scagliava Occupy Wall Street. un giovane imprenditore innovativo. ex enfant prodige di Internet. Michael Kennedy. traslocare è ridimensionare «Vivere con meno. scrive: «Questo articolo ha toccato un ta- RAMPINI_BANCHIERI. l’economia dell’abbastanza.San Francisco - New York. «chi abbraccia gli alberi») dedicato ai nuovi stili di vita. Sul sito del «New York Times».

che falcidiano il personale. Ora si parla di downsizing in un altro senso. in seguito al taglio dello stipendio di uno dei coniugi. il paradigma valoriale che segue la Grande Contrazione. applicato al tenore di vita. loro fanno di necessità virtù. patologie sociali. ci riprendiamo la nostra vita». rispetto all’Età dell’Oro vissuta dai loro genitori. Dave Bruno ha lanciato il «movimento delle 100 cose». Nel paese che inventò il marketing dello spreco. il 40 per cento degli americani sono convinti di avere già tutto il necessario. alla disoccupazione di un figlio. Passiamo in rassegna le cose che possediamo. La nazione che ha inventato ed esportato nel mondo intero la formula più estrema del consumismo. Sono i giovani il motore dell’econo- RAMPINI_BANCHIERI.110 Banchieri sto sensibile. e ne ha pagato il prezzo sotto forma di distruzione ambientale. Ma anche loro abbracciano il cambiamento come un’occasione positiva. molte finiamo per darle in beneficienza. Non per forza si accontentano di «meno»: cercano qualcos’altro. affacciatisi all’adolescenza o alla maggiore età poco prima dello shock dell’11 settembre). oggi vuole sperimentare qualcosa di diverso. È la lezione appresa nella crisi. I giovani sono all’avanguardia. In California. rattrappiscono la base occupazionale. delocalizzano in paesi a basso costo di manodopera. perché di più non serve averne. alla pensione più magra del previsto. ridimensionamento) è il termine che fu coniato per descrivere le ristrutturazioni aziendali. Mia moglie e io siamo nel bel mezzo di un ridimensionamento. il «paga due compra tre». Anche perché hanno imparato a modificare le loro aspettative. Downsizing (traduzione: rimpicciolimento.22 . Uno stadio alla volta. Tanti lo fanno per necessità. oggi invece almeno un pezzo di società si rieduca per vivere con 100 oggetti al massimo. Nella Generazione Millennio (nati negli anni Ottanta o all’inizio dei Novanta.indd 110 11/10/13 14. diseguaglianze. insegna ai suoi seguaci una «nuova aritmetica della vita» che comincia concentrandosi sull’essenziale e… svuotando cantine e solai di roba inutile.

«Se nei prossimi vent’anni dovremo tutti adottare abitudini di vita più semplici e ridimensionare le aspettative di consumo. traslocare è ridimensionare 111 mia della condivisione. Questo cambiamento nei valori e negli stili di vita investe l’urbanistica e incrocia l’evoluzione demografica. Molti appartengono alla generazione dei suoi genitori. I baby boomer guidarono il «decentramento» abitativo verso i sobborghi residenziali. Al posto di due redditi ce n’è uno. lo vivono in forme più modeste milioni di americani. almeno inizialmente. su me stesso. con meno cose. RAMPINI_BANCHIERI. Comincia la caccia furiosa al superfluo. dall’automobile agli alloggi. Al posto di un abitante. le villette col giardino simbolo dell’American Way of Life. nell’estate 2013. «Downshifting» leggo nella definizione di Wikipedia inglese «è un comportamento sociale o una tendenza collettiva per cui gli individui adottano modi di vita più semplici. le formule di share che costituiscono nuovi business. quando Stefania si mette in cerca di un lavoro. che dirige l’organizzazione non profit Alliance for Sustainability. nell’appartamento. Restringersi. ce ne sono due.22 . Per me lo stacco netto coincide con un ricongiungimento coniugale: dopo tredici anni mia moglie lascia San Francisco e viene a vivere con me a New York. deriva verso il basso) mi tocca praticarli di persona. Buttare via. Lieto evento che conclude un periodo di ben altri disagi.indd 111 11/10/13 14. anche quello che sembrava necessario.San Francisco - New York. Ora che hanno i capelli grigi tornano in massa a riconquistare le città (che si rivelano molto più ecocompatibili) e naturalmente devono adattarsi a una metratura ridotta. Il downsizing e il suo gemello downshifting (letteralmente: spostamento all’ingiù. letteralmente: vivere in meno metri quadri. tanto vale cominciare subito e con lo spirito giusto» è la filosofia di Sean Gosiewski. per far vivere due esseri umani nello spazio che era occupato da un single. A Manhattan i metri quadri non si sprecano. nel suo passaggio da una villa di quattro piani a un miniappartamento. ma questo cambiamento non è indolore. senza pietà. e son dolori. Ciò che descrive Graham Hill.

Per i libri. Non è ancora il mio caso. sono legati a ricordi di vita e di lavoro. nulla può sottrarsi alla decimazione. tagli alle pensioni.» S’intuisce che i collaboratori di Wikipedia fanno il tifo per il downshifting. alcuni introvabili nelle librerie. Sembriamo Noè che deve scegliere cosa portarsi sull’Arca? Certo che ci sarà un futuro.22 . dai «servizi buoni» (regali di nozze!) ai ricordi d’infanzia dei figli.indd 112 11/10/13 14. va buttato (proprio buttato. per fortuna. teoricamente mi aiuta l’evoluzione tecnologica: li posso scaricare sul Kindle e sull’iPad. questa è la via della saggezza. Dopo tante settimane passate a riempire scatoloni per la raccolta differenziata o per gli enti filantropici che riusano le nostre cose. Lo è senz’altro quando avviene per scelta volontaria. ora sappiamo che la saggezza non arriva gratis.112 Banchieri per sfuggire dal materialismo ossessivo. È più difficile esaltarlo se coloro che sono costretti ad autoridursi lo fanno sotto il peso di licenziamenti. Razionare i metri pro capite impone delle discipline faticose. Non devo concedermi debolezze o indulgenze: partendo da San Francisco mia moglie ha fatto sacrifici superiori. dopo il diluvio. ahimè. RAMPINI_BANCHIERI. e si privano dell’essenziale. per la mattanza degli oggetti personali. M’impongo una regola spietata: se un libro ha meno del 50 per cento di probabilità che io lo riprenda in mano. e tuttavia quel «consumo frugale» di cui sono un sostenitore stavolta mi tocca nello spazio vitale. per ridurre lo stress e i danni psichici che ne derivano. lo vedono come un’evoluzione positiva. Bisogna darsi delle regole. perché per i tagli di fondi sono sempre meno le biblioteche pubbliche che accettano donazioni). dai quadri alle foto incorniciate. la rottamazione delle cose di famiglia. America e Asia. I vestiti subiscono un vaglio simile: quante probabilità ha quella giacca che io la rimetta almeno dieci o venti volte in un anno? Dalle scarpe alle stoviglie di cucina. forse non saranno mai ripubblicati in formato e-book. dove occupano spazio solo virtuale. Ma centinaia di volumi mi hanno accompagnato nel mio nomadismo globale tra Europa. Ha ragione Wikipedia.

filantropiche. artistiche.San Francisco - New York. per trovare una risposta alla crisi che vada «oltre» l’economia in senso stretto.indd 113 11/10/13 14. Hanno unito le loro intelligenze. Bertrand Russell. nel senso che si occupa dei mezzi e non dei fini. che non sembra avere nulla da dire in proposito. «Bisogna chiedere aiuto alla filosofia» mi dice lo storico «perché l’economia non ha molto da dirci su cosa costituisce una buona vita. Keynes dipinse un affresco visionario del futuro. Alcune delle sue profezie si sono avverate: l’immensa moltiplicazione di ricchezza.22 . L’economia è diventata una “disciplina del processo”. grande storico inglese dell’economia. lo conducono a rileggere i grandi classici della filosofia: Aristotele. una delle massime autorità sul pensiero che «salvò il mondo» dalla Grande Depressione degli anni Trenta. In una conferenza del 1928. e da cui l’Europa ancora non è uscita. la rifondazione dell’economia su basi etiche. L’incapacità di riconoscere quando «abbiamo abbastanza» è una malattia diffusa. anche coloro che hanno un tenore di vita benestante non si accontentano. È anche un limite della scienza economica. per una crescita più sana e sostenibile. Skidelsky padre mi spiega il senso della sua ricerca: l’aspirazione a una «buona vita». Suo figlio Edward è un filosofo. traslocare è ridimensionare 113 Uno dei teorici di questo rinsavimento collettivo lo conosco bene. pubblicato in Italia da Adelphi). siamo immersi in un sistema ipermaterialistico. e le loro discipline. Si è basata sempre di più su un approccio metodologico che dà per scontato l’individualismo. biografo di John Maynard Keynes. può servire almeno a render- RAMPINI_BANCHIERI. Al contrario di quanto auspicava Keynes. È Lord Robert Skidelsky. poi trasformata in un pamphlet nel 1930 (Possibilità economiche per i nostri nipoti. Il loro saggio Quanto è abbastanza (pubblicato in Italia da Mondadori) prende spunto proprio da una riflessione di Keynes sui valori di una società postindustriale.» La grande crisi iniziata nel 2008. Marcuse. Kant. Altre no: non abbiamo usato il progresso tecnologico per ridurre drasticamente il tempo di lavoro e allargare a dismisura la sfera delle nostre attività culturali.

Le crisi scatenano un processo d’introspezione. «Questa» risponde lo storico «è una critica superficiale. è il momento di estrarre dalle riflessioni del passato i valori di una buona vita. elitaria. dei gruppi ristretti “scremavano” il surplus a loro vantaggio e così svilupparono uno stile di vita privilegiato dove c’era spazio per le attività creative del tempo libero.» Un’altra obiezione attacca il concetto di «abbastanza». si rivolgevano a delle minoranze.» Nel mondo anglosassone alcuni accusano Skidelsky di avere una visione «patrizia». che esalta il tempo libero. le società erano statiche.114 Banchieri ci più saggi? Cambierà la gerarchia delle priorità che hanno guidato i nostri modelli di sviluppo? «Qualche segnale positivo c’è» risponde «ma insieme con un dubbio: che il rinsavimento sia solo temporaneo? Quando la macchina dell’economia si rimette in moto possiamo facilmente dimenticare le lezioni imparate nei tempi duri.22 . personalmente e come comunità. la creazione artistica. ci costringono a guardare dentro noi stessi. quando disegnavano i loro modelli di una buona vita. Finché durano. Oggi stiamo raggiungendo una situazione in cui quello stile di vita è alla portata di una parte crescente della popolazione. Ora che l’ideale può interessare una maggioranza tra noi. e poi che cerchi di renderla duratura. è importante che ciascuno di noi contribuisca a questa riflessione autocritica. È già una realtà nelle nazioni sviluppate del­ l’Occidente. Quell’ideale di una “vita civile” un tempo era riservato agli aristocratici e ai ricchi.indd 114 11/10/13 14. o dalle aspirazioni di un miliardo di contadini cinesi e indiani. La sua prospettiva ideale. Come dimostra il comportamento dei signori della finan- RAMPINI_BANCHIERI. Questo vale sia per gli individui sia per la società nel suo insieme. Gli stessi filosofi del passato. Nel passato la ricchezza era riservata a minoranze. i consumi culturali. sembra distante dai bisogni di milioni di disoccupati in Occidente. Noi ci troviamo per la prima volta nella storia umana davanti a questa possibilità: di vivere in un sistema che crea abbastanza ricchezza per tutti.

dunque considera l’avidità e l’insaziabilità tratti di natura. molti ritengono di non avere mai abbastanza denaro. è il cinismo di chi vede l’essere umano come immutabile. Hai una vita riempita solo da oggetti. E non ce l’ho con tutti i gadget. Questa è una visione diffusa in America: devi lavorare sempre di più per poterti concedere tutti quei gadget che l’industria ti vuol vendere. Mi piace il Kindle. Fu quello il primo periodo in cui l’America intuì che avrebbe potuto avere “abbastanza”. reimparare a godersi la vita. Se fossi povero. Alla fine lavori così tanto che non ti resta tempo per pensare a te stesso. Si pose proprio questo problema: che cosa c’è oltre l’opulenza? Dopo di allora. con l’eccezione degli ambientalisti e dei teorici della decrescita. Ora è venuto il momento di riprendere.» RAMPINI_BANCHIERI. o altre oligarchie di straricchi. «Ma in passato questi difetti furono affrontati attraverso delle limitazioni morali. Questo. per poterci permettere quei consumi sofisticati che ci appagano… «Un biglietto dell’Opera» ribatte il mio interlocutore «costa sempre meno di tanti gadget tecnologici. traslocare è ridimensionare 115 za. La discussione si è fermata.indd 115 11/10/13 14. potrei permettermi di andare alla Metropolitan Opera? Questo darebbe ragione ai fanatici dello sviluppo: dobbiamo produrre sempre di più. Quel che resta del tuo tempo libero è ad alta intensità di consumo. Una grande riflessione. Bisogna ripensare il tempo libero. fu il saggio di John Kenneth Galbraith La società opulenta. che serve a leggere… Questo ci riconduce a un dibattito che avvenne già negli anni Cinquanta e Sessanta. Ma non è obbligatorio subire questo modello. quel filone di pensiero non è diventato maggioritario. controllata.San Francisco - New York. e vivere una buona vita. Abbiamo bisogno di una morale proprio perché la natura umana non è perfetta. un classico. e tuttavia può essere trasformata.» Infine sollevo un’obiezione pragmatica: l’arte e la cultura costano. che comunque rimasero ai margini.22 . per lo storico inglese.

22 .indd 116 11/10/13 14.RAMPINI_BANCHIERI.

Parte sesta Il lavoro che verrà RAMPINI_BANCHIERI.22 .indd 117 11/10/13 14.

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Questa trentenne fa un intervento che mi rimane scolpito nella memoria. Ho letto gli stessi autori di mia madre e di mio padre. nel suo discorso. in prima istanza. dal punto di vista materiale. Ha parlato meglio di come la riassumo io. quella sera ci sono molti giovani. Non è vero che ci avete tolto qualcosa. Ora scopro quello che ci manca davvero: la possibilità di sognare. qualcosa di più di un grande disagio materiale e so- RAMPINI_BANCHIERI. Con questo mercato del lavoro. ci avete dato tanto. Ecco cosa conservo delle sue parole: «Ho amato la stessa musica della vostra generazione. visto dal palcoscenico dove mi trovo. come possiamo avere anche noi dei sogni?». Ho appena presentato il mio ultimo libro. poi ci avete privato della capacità di sognare. Me la fa una donna di 30 anni. Siamo stati dei privilegiati. ricordo da bambina un concerto di Paul McCartney che ascoltavo stando sulle spalle di mio papà. però. Con mia sorpresa. Al contrario. sottile. C’era. che si definisce un manifesto generazionale per non rinunciare al futuro: rivolto.22 . voi genitori non ci avete mai detto di no.Trent’anni e zero sogni «Prima ci avete dato tutto. quella sera al Teatro Argentina di Roma. Sta seduta nel lato sinistro della platea. È tra le ultime a parlare. Dal motorino al telefonino. Bruna.indd 119 11/10/13 14. ai miei coetanei. con questa società bloccata. Come faremo ad avere anche noi dei sogni?» La domanda mi perseguita. Un benessere elevato.

l’inizio del mio lavoro da giornalista. RAMPINI_BANCHIERI. sono stanco. senza uscite. Ma la tua domanda. Ma ti vorrei offrire tre consigli. Mi angoscia l’indomani sul volo Roma - New York. ho qualcosa da dirti. efficaci. non riesco a improvvisare. i settori deviati dell’apparato statale dall’altra. ventunenne. giovane donna sconosciuta. sono quasi le undici di sera. quella sera a teatro non riesco a risponderle come vorrei. C’era anche una crisi economica (shock energetico. Il primo mi viene ripensando a me stesso più giovane di te. Noi ventenni di allora non eravamo affatto certi di avere un futuro. Secondo consiglio. Invece. la tua domanda è troppo importante. Anno 1977. non riesco a pensare ad altro. un futuro c’è sempre. C’era l’idea che la mia generazione ha «bruciato» così tanti ideali da lasciare dietro di sé una grande desolazione. non dichiarata. Col senno di poi. Quelli sono troppo personali e ognuno deve scegliersi i suoi. Sul momento. iperinflazione.indd 120 11/10/13 14. devo rifletterci. Ci sentivamo ostaggi in un conflitto che altri manovravano: i terroristi da una parte. Vorrei averle detto proprio così: scusami. Se leggerai questo libro. ma la più grave era quella politico-istituzionale. L’Italia era dilaniata da una sorta di guerra civile.22 . primi smantellamenti della nostra grande industria. la chiusura degli sbocchi professionali. e poi avete perso ogni aspettativa per effetto di questa crisi.120 Banchieri ciale. Ora è passato un po’ di tempo. Parole dure. ma con morti e feriti veri. Sono gli anni di piombo. Non si tratta di sogni. improvviso qualche banalità che ora non ricordo neppure. e ricordo che il futuro ci sembrava bloccato. Tu parti dalla premessa che siete stati all’origine una generazione privilegiata (per il benessere in cui siete nati). conflittualità sociale). un futuro c’era. mi assilla quando le luci si spengono e da solo me ne torno in albergo. lì per lì non ho il coraggio della verità. Anche quando l’oscurità sembra avvolgere tutto. lo farò finché trovo qualcosa che abbia un senso. sincere. nella stampa del Partito comunista italiano. In questi casi uno della mia età dovrebbe avere il coraggio di dire: non lo so.

In Italia o in altre parti del mondo. Sta lì il fallimento più grave della mia generazione. e talvolta è molto più acuto del vostro. che possono cambiare il sistema di valori dominante. progetti che rispondano a un disagio che non è solo vostro. La società italiana non è guarita dai mali più profondi: l’illegalità. la cultura mafiosa.22 . Noi non possiamo defraudarvi dei sogni perché strada facendo abbiamo tradito i nostri. RAMPINI_BANCHIERI. il nepotismo. Poi c’è chi dedica il tempo libero a ripulire i parchi nazionali. Non disdegnate le piccole cose. Ce ne sono. e tanti. i gesti minuti della vita quotidiana: rispettando la coda senza fare i furbi. della legalità. l’egoismo dei clan. o riscopre il valore della militanza politica di quartiere. rilasciando (o richiedendo) la ricevuta fiscale. agli anziani ammalati. in disuso. fondata su un patto di cittadinanza. Semmai è una traccia per cercare idee.Trent’anni e zero sogni 121 un mercato del lavoro che sembra offrirvi solo precariato a vita. È quel che manca all’Italia per dirsi un paese avanzato. il servilismo dei cortigiani. da un cinquantasettenne che non ha dormito per alcune notti sulla sua domanda. Cominciate a lavorare nel vostro ambiente più vicino per affermare un’idea forte di società civile. In questa fase così cupa. È un cantiere che abbiamo lasciato aperto. provate a guardarvi attorno e osservate chi sta ancora peggio di voi. E non lo si può circoscrivere alle sole colpe della nostra classe dirigente. il rispetto delle regole. Terzo consiglio. anzi. Ecco: a una trentenne. Non sto dicendo che questa sia una «consolazione». abbandonato. ispirazione.indd 121 11/10/13 14. Provate a partire proprio da qui: dai nostri fallimenti più gravi. Sono le riforme «dal basso».

due tra le migliori università d’America. Non disprezza la cultura né tantomeno il valore degli studi universitari. qui negli Stati Uniti.Meglio idraulici che laureati? La frase suona beffarda. lasciate perdere l’università: meglio fare gli idraulici». A rilanciare «la metafora dell’idraulico» è Michael Bloomberg. È il consiglio serio dato da uno che se ne intende. visti i dati sulla disoccupazione giovanile due volte più alta di quella americana. Forse la sua osservazione è ancora più pertinente in Europa. Lui si è laureato alla Johns Hopkins e si è specializzato a Harvard. non è un luogo comune. Qui negli Stati Uniti. anche nel paese che probabilmente ha il miglior sistema universitario del mondo.indd 122 11/10/13 14. Eppure non ha dubbi: «Paragonate la professione dell’idraulico con la frequenza a Harvard. Grecia. che ha diversi titoli per parlare ai giovani in cerca di lavoro. di economia e anche di lauree. Segnala un problema serio. Non è una battuta facile. Il consiglio di Bloomberg ha aperto un dibattito. oppure allarmante.22 . Spagna. Si è fatto dal nulla e prima di diventare sindaco ha creato la sua impresa. con punte drammatiche in tutte le economie mediterranee: Italia. Per il giovane medio. fare l’idraulico sarebbe un affare migliore». per quei giovani italiani sempre più numerosi che il loro futuro e i loro sogni vengono a cercarseli qui in America: «Se siete studenti così così. osserva un esperto del sistema univer- RAMPINI_BANCHIERI.

Ma i debiti vanno restituiti e non tutte le professioni per i laureati sono così ben remunerate da consentire di ripagare rapidamente le banche. L’America ha subìto un aumento della disoccupazione giovanile ma non di quella intellettuale. cioè molti anni dopo essersi laureato e avere iniziato a lavorare. per gli altri c’è il credito bancario agevolato. La forbice sul mercato del lavoro è ampia.000 dollari di retta all’anno senza guadagnare reddito. Il suo invito s’inserisce in una tendenza americana a rivalutare la RAMPINI_BANCHIERI.000 o 50. «Questo. «Un giovane idraulico» ha detto il sindaco «non spende 40. rispetto al suo coetaneo con diploma di laurea. E qui subentra il problema su cui Bloomberg ha fatto centro. In nessun’altra nazione al mondo la frequenza delle facoltà ha costi così elevati (i 40. «il giovane idraulico» di Bloomberg serve a tutt’altro scopo: rilanciare l’attenzione sulla formazione professionale. Il sindaco si batte per investire nelle «vocational school». Se «l’idraulico polacco» fu evocato anni fa nel dibattito politico francese dalla destra xenofoba contraria alla libera circolazione della manodopera in Europa. Gli studenti molto bravi ottengono borse di studio. Obama racconta che lui stesso finì di rimborsare i debiti universitari solo quando divenne senatore.Meglio idraulici che laureati? 123 sitario come Mark Kantrowitz. però. non significa che ogni laureato trovi un buon posto di lavoro» precisa Kantrowitz.22 . «il college resta ancora un buon investimento».» L’onere delle rette universitarie è un problema tipicamente americano. Per di più.000 e più dollari cui fa riferimento Bloomberg sono le rette nelle università di élite. il suo mestiere non è minacciato né dalla robotica né dalla delocalizzazione all’estero. ma anche gli atenei di Stato e i community college sono cari rispetto agli standard europei). istituti tecnico-professionali. L’alternativa dell’idraulico indicata da Bloomberg attira l’attenzione su un altro problema. tra i laureati e gli altri: un giovane americano che possiede solo il diploma di secondaria superiore ha una probabilità tripla di rimanere disoccupato.indd 123 11/10/13 14.

RAMPINI_BANCHIERI. il know how tecnico e manifatturiero.indd 124 11/10/13 14.22 .124 Banchieri manualità. Anche per formare idraulici. Obama ha creato una task force per studiare il modello di apprendistato e scuole professionali della Germania. il saper fare (e aggiustare) le cose. e non necessariamente polacchi. considerato uno dei migliori del mondo.

devo essere pronto a costruirmi una soluzione alternativa. mi ha fatto una descrizione «comparata» dell’atteggiamento dei giovani sulle due sponde dell’Atlantico. comincia a chiedersi: che cosa devo fare per inventarmi un lavoro da solo. Ve la riassumo con parole mie. decisi come me a farsi strada senza aspettare che l’ufficio del personale di una grande azienda li convochi per il colloquio di assunzione. o meglio ancora unendo le mie forze a quelle di altri coetanei.22 .indd 125 11/10/13 14. Discutendo sulla situazione economica tanto diversa nei due paesi. Da solo. se non ha ricevuto una risposta entro due giorni. Mol- RAMPINI_BANCHIERI. crearmi con le mie idee e con le mie energie un’attività che non esiste ancora? Nella descrizione di quel dirigente della Microsoft. che il «piano B» incontra meno ostacoli in questo paese. Se non mi assume un’azienda. Un giovane americano che si laurea in informatica manda il suo curriculum a trenta aziende e. Questo manager conosce bene sia il nostro paese sia gli Stati Uniti. qui in America i coetanei dei nostri figli hanno tutti già in mente il «piano B». perché emigrai in America tredici anni fa. Un giovane italiano che si laurea in informatica manda il suo curriculum a trenta aziende e aspetta che rispondano. e sul mercato del lavoro per chi cerca un primo impiego. Lo so bene. aspetta ancora. Se non rispondono subito.Nessuno mi vuole? Mi assumo io Ho incontrato a New York un dirigente della Microsoft che si occupa dell’Italia.

Hanno cioè bisogno di frequentare i propri simili. maggiore accesso al credito bancario o al venture capital. cioè nuove imprese con forte contenuto innovativo. Il divario culturale tra le due sponde dell’Atlantico deve restringersi. nella disponibilità. ottimismo. Però. Ogni anno vado in California per assistere alla premiazione di Mind the Bridge. Del resto. Centinaia di giovani italiani la usano come un laboratorio per sperimentare le proprie idee. negli Stati Uniti. non solo per scambiarsi idee e collaborare su progetti specifici.indd 126 11/10/13 14. scoraggiato che osserviamo in altri comportamenti. consigli pratici ed esempi concreti offerti a chi voglia lanciarsi in un’attività nuova.126 Banchieri te cose sono più facili. l’economia digitale è meno RAMPINI_BANCHIERI. si moltiplicano i segnali che questo sta già accadendo. regole più semplici. se vogliamo uscire da questa crisi. però. ma anche perché ritrovandosi assieme si «contagiano» in un’atmosfera di fiducia. Ho visto anch’io fenomeni simili. molti di quei giovani italiani. Questa fondazione ha creato un «incubatore» di start-up tecnologiche a San Francisco. non soltanto per scopi imprenditoriali ma anche per una sorta di controffensiva psicologica. per chi voglia lanciarsi in un’attività imprenditoriale: meno burocrazia. Riccardo Luna. Per fortuna. nella flessibilità di ciascuno. Non si tratta della classica «fuga di cervelli». esausto. Felici di potersi misurare su un terreno fertile e competitivo come la Silicon Valley. sono rimasto colpito dal fatto che uno dei libri di «lettura ferragostana» in vendita negli autogrill è un manuale per creare la propria azienda. perlustra l’Italia in cerca di ragazzini-imprenditori. Di passaggio in Italia per le vacanze estive. Luna si è accorto che questi ragazzini-imprenditori tendono anche ad aggregarsi fra loro. ventenni che creano le loro start-up.22 . Un giornalista della «Repubblica». qualcosa deve cambiare anche nei nostri atteggiamenti. tensione verso il successo. vogliono riportare una parte delle loro idee e della loro attività nel proprio paese. Dal suo censimento emerge un’Italia molto diversa dal paese rassegnato.

Quel che conta è reagire allo sconforto. elettrizzante ed euforizzante. ma anche per respirare un clima diverso. in Asia e in Europa. RAMPINI_BANCHIERI.22 . che si costruiscono un universo parallelo con una narrativa opposta a quella del declino. spaziando nei contatti e nei progetti su più continenti.Nessuno mi vuole? Mi assumo io 127 «territoriale» dell’industria manifatturiera. Il contagio dell’ottimismo forse partirà da loro. Si può avere la testa contemporaneamente in America. Anche i giovani italiani innovativi che incontro a San Francisco vanno là non solo per cimentarsi con la punta avanzata dell’innovazione.indd 127 11/10/13 14.

Mariana. La sua cultura letteraria mi spiazza: di alcuni auto- RAMPINI_BANCHIERI. e Mariana mi rivela vasti interessi. dalla letteratura alla saggistica. in via Aureliana. è una collezionista di serie manga giapponesi. e quando sono rientrato in camera nel pomeriggio stava sbirciando il mio libro Voi avete gli orologi. stia pure tranquilla. Forse sarà sorpresa. vive in Italia da vent’anni. (Qui chiedo scusa a voi: non è uno spot autopubblicitario. avendo letto la mia biografia in copertina. Stavo memorizzando il titolo per andare alla libreria Feltrinelli a comprarlo. potrei leggermelo sull’iPad.) Mariana è romena.indd 128 11/10/13 14. ho voglia di sfogliarli.» Comincio a interrogarla sulle sue letture. noi abbiamo il tempo. Ma io sono stato più sorpreso di lei.Un seguito sulle «pantere grigie» Queste righe le dedico a Mariana (con una sola enne). sa che ho vissuto in Asia e mi chiede lumi sul Giappone. questa storia mi sta a cuore perché dimostra una cosa importante. ha quasi perso ogni traccia di un accento straniero. per scusarsi. invece. però a me i libri piacciono di più quando sono di carta. Cita nomi di scrittori che sono passati in quello stesso albergo di recente. Mariana fa le pulizie in quell’albergo. la 315 all’Empire di Roma. non c’è nulla di imbarazzante. «Il tema del libro mi attira» mi dice appena entro. quando l’ho incontrata nella mia stanza d’albergo. Se le leggerà. Costa meno in formato e-book. «Stavo guardando il prezzo di copertina. Sua figlia.22 . tenerli in mano.

se prolunga RAMPINI_BANCHIERI. Mi conferma: «Mi ha incuriosita il capitolo intitolato “Femmina Sandwich”. col suo amore per i libri. anche qui in America. ingegnandosi a riempirli di attività. Le dico che non sono mai più tornato in Romania. con le sue letture sterminate. da allora. deduco una stima approssimativa della sua età. La minoranza privilegiata è costituita da persone – come me – che hanno potuto scegliere il loro lavoro. sento serpeggiare in Italia un dubbio: l’idea che queste siano tematiche per privilegiati. Dalla precisione dei tanti dettagli personali che lei elenca sugli eventi del 1989.» Finiamo così a parlare della Romania.indd 129 11/10/13 14. censurati. Mi ci ritrovo: alla mia età sopportiamo due o tre responsabilità. Deve essere più giovane di me. una Età del Bis che si dischiude davanti a noi baby boomer (nati fra il 1945 e il 1965).Un seguito sulle «pantere grigie» 129 ri che le sono cari io so poco o nulla. Le racconto che io ero inviato (del «Sole-24 Ore». Capisco che l’abbia attirata un libro sulle «pantere grigie». un dilatarsi dei nostri orizzonti grazie all’aumento della longevità. quello dedicato alle donne. «Nel mio paese» dice quasi per giustificarsi «durante la dittatura comunista tanti libri stranieri erano proibiti. verso i figli e verso i genitori anziani. ma non molto. Per fortuna non ci hanno tolto né Tolstoj né Dostoevskij. ce n’è sempre un altro che ci attende». lo amano a tal punto che sognano di estenderlo in qualche modo ben oltre l’età legale della pensione. ma conservo il ricordo di una strana città: per metà una copia balcanica di Parigi (in versione povera e sbiadita). «Cominciò tutto a Timisoara» mi ricorda lei. La mia gratitudine verso Mariana. Che solo una minoranza di noi possa guardare con interesse e passione ai prossimi decenni della vita. mi difende da un’obiezione. non interpretatela solo come la banale vanità di un autore. durante la rivoluzione che eliminò Ceausescu. dunque. per favore. Mariana.22 . Oltre al lavoro remunerato. Quando io descrivo una seconda età adulta. per l’altra metà un clone dell’architettura staliniana. all’epoca) a Bucarest nelle terribili giornate del dicembre 1989. La maggioranza.

i propri ideali.22 . e tuttavia sa ritagliarsi uno spazio per i propri interessi. Enormi differenze. i propri sogni. però. certo. Mi dice che l’Unione europea a volte le fa venire in mente un impero che vide crollare sotto i suoi occhi. La conversazione con Mariana si chiude con le sue osservazioni acute sulla crisi della Grecia. Improvvisamente.indd 130 11/10/13 14. e la descrizione che faccio della Generazione Sandwich non evita gli aspetti più duri della vita dei cinquantenni. responsabilità familiari. Evidentemente. Ne sono consapevole. C’è chi fa i salti mortali per conciliare un lavoro duro. quello sovietico. Mariana non l’ho più rivista durante la mia permanenza a Roma. i nostri orari non coincidevano più. ma la colpisce un’analoga incapacità di prevedere la propria crisi. Ma un incontro è bastato. è un privilegio.130 Banchieri il lavoro fino all’orizzonte dei 70 anni. Mariana. orari pesanti. Non è un lusso riservato ai soli benestanti. Questo sì. lo fa per necessità: perché la pensione non basta per arrivare a fine mese. RAMPINI_BANCHIERI. il nazionalismo greco mi appare sotto una luce diversa quando lei me lo racconta «visto dai Balcani». mi ha confermato una cosa: noi siamo circondati da persone che stanno reinventando la propria vita.

Parte settima

In cerca del nuovo

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Quell’Oriente che non ci salverà

Nelle antiche fiabe cinesi, proprio come nelle Mille e una notte­ , ogni tanto l’imperatore viene colto dal desiderio di conoscere il mondo esterno qual è davvero. Quindi gli viene in mente di calarsi nei panni di un suddito qualunque, per poter girare senza scorte e codazzi, magari anche orecchiare ciò che il popolo pensa e dice di lui. L’imperatore allora si traveste da poveraccio, inganna la sorveglianza dei suoi cortigiani e dei suoi soldati, esce dal palazzo e s’immerge nella folla senza essere riconosciuto. Naturalmente, i lettori di quelle favole non sarebbero mai stati sfiorati dall’idea che quello fosse un comportamento «democratico». L’imperatore non si sognava di cancellare la distanza tra lui e la plebe. Il sotterfugio era momentaneo, un trucco per calarsi «al di là dello specchio», magari con l’intenzione di ricavarne saggezza, ma tornando poi a comandare dal trono imperiale. È così che si sarebbe dovuto interpretare «lo strano caso di Xi Jinping sul taxi di Pechino». Una storia che è parsa verosimile, ma solo per poche ore, nella Cina di oggi. Capitalcomunista, globalizzata, ipermoderna, e tuttavia in qualche modo sempre imperiale. Dunque, l’antefatto è questo: all’inizio del mese di aprile 2013 è uscita la notizia che il nuovo numero uno della Repubblica popolare, Xi Jinping, era stato visto per le vie della capitale mentre saliva su un

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però. In termini di ricchezza. senza paralizzare il traffico. il resoconto fu ripreso da organi d’informazione ufficiali al 100 per cento. come il traffico. Io abitavo a poche centinaia di metri. Nel frattempo. Si tratta degli specchi d’acqua che si trovano subito a nord della Città proibita. sui siti e sui blog. Senza scorta. molto vicino al Partito comunista. e isolamento. per cancellare tutto quel brusio imbarazzante generato da una bufala. già ai tempi di Mao Zedong. che è direttamente controllata dal governo.134 Banchieri taxi. Era tutto falso. La censura di Stato ha faticato parecchio. Non solo la cinta di mura che circonda Zhongnanhai è impenetrabi- RAMPINI_BANCHIERI. dai servitori della Corte. era sul laghetto Houhai. Vista l’attendibilità della fonte. ex post. smentendo la notizia. la «casta» cinese – per usare un termine che gli italiani hanno preso dall’India – è una delle più privilegiate del mondo. Zhongnanhai è diventato.22 . a pochi isolati di distanza da Zhongnanhai. il quartier generale della nomenclatura. La bella favola sull’imperatore travestito da popolano è durata poche ore. compresa l’agenzia di stampa Xinhua (Nuova Cina). senza auto blu. l’inquinamento. Con tanto di dettagli sull’amabile conversazione tra il segretario generale del Partito comunista e il tassista di Pechino: una chiacchierata molto terra terra. L’agenzia Xinhua ha dovuto fare una retromarcia clamorosa. Casa mia. il costo della vita. il falso Xi Jinping a spasso per la capitale su un taxi aveva scatenato una gran quantità di commenti. che significa «laghi centrale e meridionale». su problemi concreti. segretezza. e tuttavia avrei potuto essere a mille miglia: tra noi comuni abitanti di Pechino e i residenti di Zhongnanhai le differenze erano (sono) abissali. in quella che in epoca medievale fu l’area abitata dalla nobiltà. come un cittadino qualsiasi. Pura leggenda metropolitana. Il primo a riportare quella notizia fu un giornale di Hong Kong. Lì dentro alloggiano i massimi leader cinesi con le loro famiglie. quella non notizia è quasi più eccitante che se fosse vera. senza corteo al seguito. a Pechino. Per chi come me ha vissuto a lungo in Cina. dai cortigiani.indd 134 11/10/13 14.

per meglio dire. E a sentire il ministero del Commercio. stop ai regali di lusso come borse Vuitton e liquori di marca. gli effetti si notano perfino a livello macroeconomico. o. ricercatissima dai gourmet per le minestre). Per dare un segnale di cambiamento. Il caso di «Xi e il tassista» si colloca in un clima particolare. uno dei suoi cavalli di battaglia è stata la lotta alla corruzione. Ma se i padri vissero un’epoca spartana. Il più grave portò alla caduta di Bo Xilai. addio ai voli in prima classe. accusato di aver costruito un apparato mafioso in senso letterale: si arricchiva con le tangenti e perfino dirigendo un sistema di sequestri di persona a scopo di estorsione (sua moglie ha fatto di peggio. Il 2012 fu l’anno dei grandi scandali. rendendo felici gli animalisti. Provate a usare Google Maps e scoprirete che in coincidenza con quell’area (vista dall’alto. Xi Jinping ha varato una sua forma di austerity. eroica e crudele.22 . e non a caso. sta subito a destra della Città proibita quindi a nordest di piazza Tienanmen) c’è una zona oscurata. cioè dal satellite. la nomenclatura si è appropriata di una fetta sproporzionata di ricchezze collettive. L’espressione «principini» viene usata in modo particolare per Xi Jinping e altri come lui. Nel farlo. Si svuotano le RAMPINI_BANCHIERI.Quell’Oriente che non ci salverà 135 le. nel dicembre 2012. Crollano i consumi di pinne di squalo (una prelibatezza. Da quando il nuovo leader ha preso il posto del suo predecessore Hu Jintao. (ex) potentissimo gerarca comunista a Chongqing. certi dirigenti cinesi. che discendono dai padri fondatori della Repubblica popolare. i compagni di rivoluzione di Mao. ma perfino dal cielo è impossibile spiare ciò che accade là dentro. Li chiamano «i principini». è stata condannata per omicidio). un suo codice etico sui «costi della politica».indd 135 11/10/13 14. però. Tutto questo è stato ampiamente pubblicizzato. Basta coi banchetti sontuosi per i funzionari di partito. La Cina di Xi è stata capace di innalzare il tenore di vita di centinaia di milioni di suoi cittadini. la prima generazione di dirigenti comunisti. i figli governano in un contesto molto diverso.

» Così viene descritto a Pechino il terremoto giudiziario. va da sé. ché di quello si sarebbe trattato. I dati che vengono forniti dal governo potrebbero essere manipolati. quando la storia di «Xi a spasso in taxi» è stata lanciata ai lettori cinesi. una sorta di Mani pulite in stile cinese. Si è potuto pensare – ci sono cascati perfino gli zelanti giornalisti governativi dell’agenzia Xinhua – che in uno slancio di populismo «occidentale» Xi volesse davvero mescolarsi alla folla. I membri della nomenclatura potrebbero aver trovato altri sistemi per elargirsi lussi e prebende. di quelli che puoi incontrare a spasso in bicicletta o nel metrò. è molto difficile da verificare. «Scuotere la montagna per spaventare la tigre. la sua presunta credibilità derivava dal contesto.136 Banchieri cabine di prima classe sui voli di Air China. figli. prontamente ripagati con censure e blackout dei loro siti in Cina. la storia di Xi e il tassista andava collegata con le antiche favole sugli imperatori «travestiti per un giorno». pur rispettando in apparenza le nuove consegne di austerity. Uno squarcio di luce su questi sistemi fu gettato da una celebre inchiesta del «New York Times­ »e dell’agenzia di stampa Bloomberg. insomma. Gli hotel a cinque stelle vedono arrivare delegazioni di alti ufficiali dell’esercito che chiedono di poter condividere le stanze per risparmiare sul conto. Dunque.indd 136 11/10/13 14. È grazie a quel monopolio che il clan di Xi (così come quello dell’ex premier Wen Jiabao) oggi controlla patrimoni dell’ordine di alcuni miliardi di euro.22 . Tutto questo. Come un premier danese o un monarca svedese. Niente di tutto questo. Intere catene di ristoranti che facevano affari grazie ai banchetti ufficiali devono ridurre i prezzi e licenziare personale. parenti vicini e lontani. Infine. che sta scuotendo la «montagna­ » RAMPINI_BANCHIERI. tutta questa operazione lanciata da Xi non va alla sostanza del problema: che è il monopolio del potere da parte del Partito comunista. Semmai. Ragnatele di società finanziarie intestate a mogli. far finta di essere un cittadino come gli altri.

nel settembre 2013. con l’obiettivo di consolidare l’uomo forte al vertice? Di certo quel che sta accadendo dall’arrivo di Xi è eccezionale. E invece un’indagine scottante si avvicina proprio a RAMPINI_BANCHIERI. senza che finissero sul banco degli imputati personaggi di altissimo livello della nomenclatura. Come tale. ma anche del suo comitato esecutivo.indd 137 11/10/13 14. un regolamento tra fazioni avverse in seno al partito. una nuova maxindagine ha lambito un personaggio ancora più potente. solitamente colpivano «pesci piccoli» o medio-piccoli. Ne sono passati dunque trentadue. servizi segreti. Si tratta nientemeno che dell’ex capo supremo di tutte le forze di sicurezza (polizia. spesso esemplari (inclusa la pena di morte). Ma nelle alte sfere vigeva un’immunità di fatto. la cupola suprema del potere politico a Pechino­ . esattamente? Le maxindagini. un organo politico che ha la supervisione sugli apparati di sicurezza. i processi spettacolari.22 . magistratura). ma per ritrovare «indagati eccellenti» di questo livello bisogna risalire addirittura al processo contro la Banda dei Quattro. Zhou adesso è un pensionato. Personaggi di quel livello non erano mai stati coinvolti in indagini per corruzione. ma fino al 2012 è stato il capo del potentissimo Comitato affari legali e politici del partito. Inchieste e processi per corruzione in Cina ce ne sono sempre stati. sono una vera svolta nella storia della Repubblica­ popolare e possono estirpare la malapianta della corruzione? Oppure siamo di fronte a una vicenda più classica e tradizionale. Correva l’anno 1981. A pochi giorni dalla condanna all’ergastolo inflitta a Bo Xilai. A 70 anni. Ora è proprio questa regola non scritta che viene calpestata clamorosamente. Zhou Yongkang. Zhou era non soltanto un membro del Politburo. quello che segnò la fine ufficiale della Rivoluzione culturale e del maoismo (tra i quattro c’era la vedova di Mao Zedong. servivano a placare le masse dando un’impressione di severità contro i profittatori del regime. Le condanne per corruzione. Ma qual è la tigre che si vuole spaventare.Quell’Oriente che non ci salverà 137 dell’oligarchia comunista. il fondatore della Repubblica popolare).

cioè un discendente diretto dei padri fondatori della Repubblica popolare. E tutti guardano al presidente Xi come al vero mandante di questa operazione. ha promesso una lotta senza quartiere contro la corruzione. Riguarda «violazioni disciplinari­ » – eufemismo che nel codice della nomenclatura indica la corruzione di alti dirigenti – commesse da quattro top manager del colosso petrolifero China National Petroleum Corporation­ . In Cina non esiste neppure la parvenza di una magistratura indipendente.138 Banchieri Zhou. detto anche PetroChina. Anzi. Dopo la sua ascesa ai vertici nazionali del partito. Che si arrivi a trascinarlo in tribunale oppure no. la sua figura uscirà a pezzi. Jiang Jiemin. Xi. Prima di diventare capo della sicurezza nel 2007. Tanto più quando sotto inchiesta ci sono personaggi eccellenti di questa stazza. Ma sia Jiang sia gli altri top manager finiti nella rete degli inquirenti sono tutti cresciuti all’ombra di Zhou. l’evento più sconvolgente rimane per ora il processo a Bo Xilai. Il più importante. che è anche il presidente della Repubblica.indd 138 11/10/13 14. che fu presidente di PetroChina. Per quanto riguarda l’impatto sulla popolazione. via via che il processo si organizza. e occupando una posizione chiave come capo comunista nella città più popolosa della Cina (Chongqing. L’attuale presidente Xi e Bo avevano in comune le storie dei loro padri. tutti e due combattenti al fianco di Mao. A tutti i livelli. «contro le mosche e contro le tigri». E il collegamento storico con l’epopea maoista ha avuto un peso nel costruire l’immagine di Bo. è stato formalmente incriminato. comunque. non si muove foglia senza che ne sia informato il numero uno del partito. per usare un’altra immagine colorita con cui si descrive un’offensiva che non guarda in faccia a nessuno e vuole colpire sia i piccoli corrotti sia i veri potenti. la carriera di Zhou si era svolta in gran parte al vertice del colosso petrolifero. ex capitale provvisoria durante l’occu- RAMPINI_BANCHIERI.22 . Per gli insider cinesi non c’è alcun dubbio: il vero bersaglio di quest’inchiesta aperta in agosto è lui. del resto. Anche lui è un «principino».

nel 2011 fece una vacanza in Africa da 131. l’operazione è riuscita solo a metà. Una sfida alle regole del sistema. Bo aveva puntato sulla propria immagine esterna. non eletti dal basso. Tuttavia. Lussi sfrenati. Perciò il processo a Bo ha avuto una spettacolarità senza precedenti. Il figlio Bo Guaga.000 dollari. che Bo poteva permettersi grazie alla fitta rete di relazioni con imprenditori che gli versavano tangenti. ricchezza. Almeno all’inizio. In questo modo si era conquistato simpatie fra quella parte della popolazione che si sente emarginata dal boom economico. In un certo senso. Evidentemente voluta dai suoi compagni e nemici al vertice del paese. Ma la sua popolarità era salita alle stelle. La popolarità di Bo resta elevata. Bo era stato il protagonista di un’operazione di marketing politico molto moderna. pur usando argomenti veterocomunisti. da magnate occidentale. Anziché promuovere se stesso dentro i meandri della nomenclatura. oggi è una megalopoli da 30 milioni di abitanti). La moglie di Bo. Corruzione. E a un certo punto i giudici hanno RAMPINI_BANCHIERI. Sono usciti dettagli sulla sua vita lussuosa. Xi per primo.indd 139 11/10/13 14. Quanto il «maoismo» di Bo fosse sincero. E pericolosa per il regime.Quell’Oriente che non ci salverà 139 pazione giapponese. decadenza e vizi privati (incluse le relazioni extraconiugali della signora Gu). è discutibile. Bo si era distinto come il fautore di una sorta di revival maoista. penalizzata dalle diseguaglianze crescenti. visto che i leader vengono cooptati dai loro simili.22 . Gu Kailai. Aveva promosso campagne per riscoprire e rivalutare il pensiero comunista. l’ampia pubblicità data a quel processo doveva servire a smontare l’immagine pubblica di Bo. per demolire la facciata «maoista» ed egualitaria di Bo. sulla propria popolarità a livello nazionale. che attualmente studia alla Columbia University di New York. tutto ciò è stato dato in pasto ai cinesi con la pubblicizzazione del processo. con tanto di jet privato per volare da Dubai al monte Kilimangiaro. si è potuta regalare più di dieci anni fa una villa da 3 milioni di dollari (con le tangenti di un amico affarista).

Ve lo immaginate un luogo dove assumere i figli dei potenti è reato? Questo luogo esiste. Vale la pena di raccontarla nel dettaglio perché aiuta a capire tante cose: il valore della meritocrazia. Corruzione. Se assumendo il figlio di un leader straniero io mi garantisco ricchi affari per il futuro. Di che tipo di corruzione si tratta? La Securities and Exchange Commission (Sec). è finita sotto inchiesta proprio per questo. nientemeno. invece. non sto forse facendo il bene della mia azienda? Tuttavia. la differenza di costume tra classi dirigenti. In quel testo si denunciano i «sette pericoli» che vengono dall’Occidente. tantomeno l’indipendenza della magistratura. fino alla sentenza finale dell’ergastolo.indd 140 11/10/13 14. per ottenere in cambio lucrosi contratti con aziende di Stato nella Repubblica popolare. Tra questi: la democrazia costituzionale. l’authority che vigila sulle società quotate in Borsa. il presunto reato. la legge americana sulla corruzione all’estero è RAMPINI_BANCHIERI. il presidente Xi ha lanciato una campagna di segno ben diverso. Il Documento n. Un simile comportamento è normale in altre latitudini.140 Banchieri optato per la segretezza. A giudicare da quel documento. le cause profonde della fuga dei cervelli dal resto del mondo verso gli Stati Uniti. lo Stato di diritto. C’è un filo invisibile che collega queste vicende della Cina imperial-comunista e le banche di Wall Street. economicamente ha una sua logica. Gli ottimisti sperano che questi castighi eccellenti segnino l’inizio di una vera guerra contro la corruzione. sarebbe avvenuto in Cina. così si chiama il nuovo Verbo ideologico che tutto il partito è tenuto a studiare.22 . dal processo non sono più emersi dettagli piccanti. Ma insieme con le maxindagini. l’informazione dei cittadini. la JPMorgan Chase. L’inchiesta sulla JPMorgan parte dall’America. Xi non è affatto intenzionato a promuovere la trasparenza. 9. è l’America. i valori universali dei diritti umani. se vista con occhi cinesi… o italiani. È una storia che ha dell’incredibile. La più grande banca di New York. indaga sul fatto che JPMorgan Chase avrebbe assunto diversi figli di gerarchi della nomenclatura cinese.

azienda che costruisce linee ferroviarie per lo Stato. Ma il sospetto di violazione della legge può scattare se si dimostra che il figlio in questione «non ha le competenze necessarie». figlio di Tang Shuangning. L’assunzione di un figlio di potenti personalità straniere non può costituire reato in sé. Ci sono eccezioni.indd 141 11/10/13 14. la presunzione di reato può nascere se l’azienda americana improvvisamente comincia a ottenere contratti o altri benefici da un partner straniero con il quale prima non riusciva a fare affari. e nello stesso periodo JPMorgan Chase fu ingaggiata per il collocamento in Borsa di China Railway Group. Oppure. e l’assunzione di «rampolli» dei Vip stranieri può ricadere dentro la definizione di questo reato. banche o grandi industrie. Il sistema di regole che vige in America è del tutto incom­ prensibile in Cina. la legge del 1977 che stabilì regole severe contro il pagamento di tangenti all’estero. Può sembrare surreale anche se tradotto in Italia.22 . L’inchiesta della Sec verte su due casi in particolare. alla RAMPINI_BANCHIERI. Bush. Corruzione. viene in mente per esempio l’ammissione di George W.Quell’Oriente che non ci salverà 141 tra le più severe al mondo. Il primo riguarda l’assunzione di Tang Xiaoning. In seguito all’assunzione di suo figlio. la JPMorgan Chase ottenne diversi contratti importanti da China Everbright. Le authority Usa applicano alla lettera il Foreign­ Corrupt­ Practices Act. per l’appunto. Fra l’altro. figlio di genitori importanti? Non che qui negli Stati Uniti la meritocrazia prevalga sempre e ovunque. Ve l’immaginate mettere sotto inchiesta i vertici di una grandissima azienda italiana perché hanno assunto un giovane incompetente. mediocre studente. Quest’ultimo è presidente del conglomerato pubblico China Everbright. figlia di un dirigente delle ferrovie dello Stato cinesi. dove i rampolli dei gerarchi hanno la certezza di poter scalare i vertici delle aziende di Stato. quella legge proibisce alle società americane di offrire «qualsiasi cosa che abbia un valore» a un funzionario straniero «al fine di ricavarne vantaggi impropri negli affari». L’assunzione avvenne nel 2007. Il secondo episodio è l’assunzione di Zhang Xixi.

allora presidente degli Stati Uniti. Ma restano delle eccezioni. in un sistema dove lo Stato può agire in modo determinato e senza vincoli (soprattutto. che ha fatto di tutto per impedire le politiche keynesiane di Obama). nel triennio 2008-2010. senza neppure la trasparenza per denunciarli né i contropoteri con cui combatterli. senza l’opposizione della destra repubblicana. E anche quando siamo indignati dai nostri banchieri-banditi. La tenuta della Cina nella Grande Contrazione è stata un elemento importante per attutire l’impatto globale di quella crisi. La Repubblica popolare riuscì effettivamente a evitare quella recessione. l’America ha imparato da tempo una cosa importante: che la selezione dei migliori è nel suo interesse.142 Banchieri grande università dove aveva studiato anche suo padre. Nel momento più buio della crisi occidentale. manovrando le potenti leve del suo capitalismo di Stato. È per questo che l’America resta un polo mondiale di attrazione dei cervelli. È anche su queste cose che si costruisce un’egemonia culturale. Come dimostra il caso della JPMorgan. ci si è potuti interrogare sull’emergere di un contromodello di capitalismo alla cinese. una leadership globale.indd 142 11/10/13 14. Ma un modello cinese non è esportabile nei paesi più avanzati dell’Occidente. sappiamo che a Pechino e Shanghai si praticano gli stessi vizi. RAMPINI_BANCHIERI. mentre la Cina no.22 . le dà una marcia in più rispetto a paesi dove prevalgono logiche di clan. un modello esportabile di valori. Fece come Obama e più di Obama una maximanovra di investimenti pubblici.

José Barroso e Lady Catherine Ashton. Mentre scrivo. Nei giorni del vertice ha piovuto. Filadelfia­ . dormendo nei sacchi a pelo. e perciò Occupy Wall Street ci sembra il fenomeno più importante di questa stagione di proteste. dove si trova la capitale federale). in California. almeno in apparenza. ma quei ragazzi hanno resistito intrepidi nelle loro tende.indd 143 11/10/13 14. In realtà.Quel che resta dopo l’indignazione Il 28 novembre 2011 ero in trasferta da New York a Washington­ per seguire un vertice Usa-Ue. sgomberi brutali sono avvenuti a Los Angeles. Oltre alla Pennsylvania Avenue e al celebre obelisco. Appena arrivato nel mio albergo. sul finire del 2013. Diversamente dall’Europa. a pochi isolati dalla Casa Bianca. dalle finestre dell’albergo si vedeva anche l’accampamento di Occupy dC (abbreviazione per District­ of Columbia­ . poi si è alzato un vento gelido. di Occupy non resta quasi nulla. Chicago. qualche episodio di tensione e qualche dozzina di arresti (brevi) anche a Manhattan. Scontri ci sono stati soprattutto a Oakland. nessuna delle sue versioni si è lasciata contaminare dalla violenza. l’incontro tra Barack Obama­ e la troika europea di Herman Van Rompuy. il movimento degli indignati americani ha molte facce e molte sedi. Zuccotti Park. il JW Marriott all’angolo della Quattordicesima Strada. Noi newyorchesi tendiamo a credere che Manhattan sia il centro del mondo.22 . ho notato un cambiamento nel panorama rispetto alla veduta che mi è familiare. il suo epi- RAMPINI_BANCHIERI.

sento di dover ricordare che quel movimento è riuscito a compiere diversi miracoli. cioè le grandi lobby capitalistiche che da decenni finanziano la destra neoconservatrice. i privilegiati dell’alta finanza. Il suo nome lo ha inventato il direttore di una rivista anarchico-libertaria canadese. finché c’era. nato dal basso. prima di liquidare Occupy con un epitaffio sbri­ gativo. RAMPINI_BANCHIERI. due anni dopo è tornato a essere un anonimo giardinetto nel cuore del quartiere finanziario. mentre Occupy­Wall Street non ha mai mobilitato folle così numerose e tuttavia ha catturato l’immaginazione dei media e di un bel pezzo di opinione pubblica. non una struttura né un’agenda politica.144 Banchieri centro a Wall Street dove nacque il 17 settembre 2011. Kalle Lasn di «Adbusters». Occupy Wall Street. Anzitutto. Se i suoi nemici erano i banchieri-banditi. senza leader e senza organizzazione.indd 144 11/10/13 14. l’oligarchia dell’1 per cento.22 . La sua scomparsa conferma che viviamo in un’epoca di smobilitazione. eppure Occupy Wall Street è riuscito a spostare l’attenzione nazionale. era un vero movimento spontaneo. duecentomila persone. di sfiducia e disillusione nella capacità di cambiamento? Eppure. invece. con il suo populismo ultraliberista e mercatista. Inoltre il Tea Party. è un movimento solo apparentemente spontaneo: dietro ci sono potentati economici come la famiglia Koch e il think tank FreedomWorks­ . a Downtown Manhattan. a Washington. di arretramento dei movimenti di massa. Occupy si è ritirato in buon ordine. Non c’era nulla di veramente organizzato. La tentazione è di liquidare Occupy come un fenomeno effimero. sostanzialmente ha fatto da sinistra l’operazione di «occupazione­del discorso pubblico» che due anni prima era riuscita al Tea Party. il verdetto sembra chiaro: hanno stravinto i nemici. si è conquistato una smisurata attenzione da parte dei media. Svanito. che non lascia traccia di sé. cioè il movimento antitasse e anti-Stato della destra americana. Ma per compiere quell’exploit il Tea Party aveva dovuto portare in piazza.

costretti a un declino pauroso negli ultimi trent’anni. ma sul fondo sono d’accordo anche consistenti quote degli indipendenti e dell’elettorato repubblicano. e addirittura trasversali. si è imposto il tema delle diseguaglianze. la sua ala più intransigente e movimentista. Occupy Wall Street ha messo a nudo la contraddizione. grazie allo slogan sul «99 per cento contro l’1 per cento». Di fatto. va ricordato che lo stesso Tea Party­ .Quel che resta dopo l’indignazione 145 Fino al 2010 sembrava che in America l’unica emergenza da affrontare fosse il debito pubblico. pur senza voler «mettere il cappello» sugli indignati. È dagli anni Settanta che il Partito­ democratico non osava più identificarsi con forza con la diseguaglianza. Nella mia esperienza di vita in America. e perciò ha pescato consensi anche den- RAMPINI_BANCHIERI. Obama e molti leader democratici. ricordo occasioni in cui la sinistra ha saputo riempire le piazze. hanno espresso una esplicita simpatia verso questo movimento. alle sue origini. Poi. così come era perdente davvero la battaglia dei sindacati. La lotta redistributiva sembrava invece un tema perdente. Occupy Wall Street è riuscito a dimostrare che la questione delle diseguaglianze non è superata: sondaggi di ogni colore hanno rivelato che gli slogan contro «l’1 per cento» sono popolari. ma erano tutte single issues su temi da società postindustriale. Non solo la battaglia contro l’allargarsi del divario raccoglie un consenso schiacciante tra gli elettori democratici.22 . strada facendo. e nel frattempo i notabili repubblicani hanno manovrato d’intesa con le lobby di Wall Street per boicottare le nuove regole sui mercati finanziari. la sinistra americana ha ritrovato la voglia di cimentarsi con temi sociali. aveva denunciato il salvataggio di Wall Street a spese del contribuente (il fondo Paulson per evitare crac bancari varato nel 2008 e usato anche dall’amministrazione Obama). movimenti su rivendicazioni tipicamente «valoriali­ »: il pacifismo contro la guerra in Iraq nel 2003. o i diritti dei gay.indd 145 11/10/13 14. Del resto. poi. il Tea Party è diventato una costola del Partito repubblicano.

la sua nomina è stata affossata al Senato di Washington dai repubblicani. i banchieri parlano di «creazione di valore» quando ristrutturano e licenziano per far lievitare il corso delle azioni. è perché il suo peso politico resta formidabile. quindi antiamericano». La forza nascosta di Wall Street non è solo negli assegni staccati per finanziare i politici. si è visto accusare di essere «anti economia di mercato. Se Wall Street è riuscita a evitare un processo alle sue colpe. un deposito di valori non solo pecuniari ma culturali. Il Partito democratico non è immune dalle influenze dei banchieri: nel 2008 furono in testa alla lista dei donatori per la prima campagna di Obama. una vera resa dei conti con l’establishment della finanza. avversaria implacabile dei banchieri.146 Banchieri tro quel ceto medio impoverito dalla crisi che simpatizza per il Tea Party. ma poi al Congresso la battaglia per le riforme dei mercati è rimasta tutta in salita. La piazza finanziaria più importante del pianeta è diventata anche il simbolo di un’ideologia.22 . cioè tutto ciò che produce cose e servizi effettivamente utili. Lo stesso presidente ha nominato dei bravi «mastini» alla testa delle authority.indd 146 11/10/13 14. Quando il presidente ha preso le distanze e ha stigmatizzato pubblicamente i superstipendi dei banchieri. In una crudele ambiguità. Il movimento degli indignati americani aveva messo il dito su una questione cruciale: esiste un capitalismo che non sia finanziario? La famosa distinzione tra economia reale (industria manifatturiera in testa). Nel 2012 si può dire che Obama ha vinto la sfida della rielezione contro Wall Street (che aveva puntato tutto su Romney). Il primato del capitale: Wall Street significa questo. e «l’economia di carta» è diventata labile e sfuggente probabilmente già nella Firenze­dei Medici. Quando Obama ha voluto mettere alla testa della nuova authority per la protezione del risparmiatore la giurista Elizabeth Warren. non sempre però li ha incoraggiati a sfidare a muso duro la lobby della finanza. Sarebbe stato difficile per degli impren- RAMPINI_BANCHIERI.

C’è però un momento nella storia del capitalismo in cui la finanza prende il sopravvento? Se c’è. probabilmente non un solo attore economico è in grado di stare­ in piedi senza qualche forma di finanziamento esterno. finanziare il commercio delle spezie e dei tessuti con l’Oriente o le Nuove Indie senza qualche banchiere che anticipasse almeno una parte del capitale. il peso dei debiti diventa un onere insopportabile. analizzano secoli di crisi economiche e arrivano a questa conclusione: quando all’origine di una recessione c’è un crac della finanza. scriveva Il capitale finanziario per teorizzare già nel 1910 una mutazione nella natura del capitalismo. Una delle spiegazioni sta nell’effetto leva o moltiplicatore finanziario. visto che uno dei classici pensatori marxisti. Da una parte. se s’interrompesse per un attimo quella circolazione del credito che è linfa vitale del tessuto economico: dalla Silicon Valley alla tintoria sotto casa.Quel che resta dopo l’indignazione 147 ditori tipici di quell’epoca. perché in caso di guadagno i profitti sono un multiplo delle risorse investite. La crisi del 1929 fu anzitutto innescata da fenomeni di speculazione finanziaria. l’applicazione dell’informatica alla finanza ha consentito di perfezionare strumenti speculativi sempre più sofisticati. Gli studiosi Kenneth Rogoff e Carmen Reinhart. sotto un impulso tecnologico e ideologico. non è recentissimo. Dall’altra parte. saremmo ridotti alla rovina. ma. in caso di fallimento. in grado di soffocare la ripresa. che spinge ad assumere rischi immensamente superiori al capitale di cui si dispone. l’austriaco Rudolf Hilferding. come per gli armatori veneziani o genovesi nell’era delle grandi scoperte. nel saggio Questa volta è diverso (il Saggiatore). Tutto si fermerebbe. i danni sono molto più prolungati e la ripresa è molto più lenta. l’ideologia neoliberista ha imposto nel RAMPINI_BANCHIERI.22 . La finanza è al servizio dell’economia: è questa l’autodifesa dei banchieri anche oggi. Il capitale finanziario ha avuto un’accelerazione formidabile negli anni Settanta.indd 147 11/10/13 14. poi contagiò l’economia reale fino a provocare la Grande Depressione.

l’ambientalista radicale che presentandosi nella corsa alla Casa Bianca del 2000 contribuì a far eleggere George Bush (senza la minuscola percentuale di Nader. mi torna in mente Slavoj ©i=ek. «Partiamo­ » mi diceva ©i=ek «dall’ori- RAMPINI_BANCHIERI. In questo mi ricordavano Ralph Nader. lui li ricambiava con uno sguardo critico. Mentre m’interrogo oggi su quel che resta dell’indignazione di Occupy. Tanto più che parlava mentre Occupy era al centro dell’attenzione. rifiutando di fare una scelta di voto «perché tanto sono tutti uguali». consentendo una mobilità senza frontiere. Sessantatré anni. esaltato da molti osservatori­ . in cui la massa dei capitali «movimentati» quotidianamente sui mercati finanziari globali equivale a oltre 30 volte la ricchezza reale prodotta (cioè il Pil). C’era anche una componente di populismo qualunquista: capitava di sentire degli «accampati» che mettevano sullo stesso piano Obama e la destra. un revival di marxismo e qualche frangia anarchica. Sono andato a rileggere quel nostro colloquio.indd 148 11/10/13 14. docente all’European Graduate School. La pesantezza delle cose.148 Banchieri mondo intero la rimozione graduale delle barriere ai movimenti di capitali. studioso di psicanalisi.22 . Siamo arrivati così alla situazione attuale. ex candidato alle presidenziali in Slovenia. sociologo. nato a Lubiana. la vittoria di Al Gore sarebbe stata netta). I ragazzi del movimento lo adoravano. e la sua lucidità mi colpisce. Ebbi con lui una lunga conversazione su quel movimento nell’ottobre 2011. Gli indignati a volte sono sembrati un’accozzaglia di tutto il pensiero «contro» che si è sedimentato in mezzo secolo: fra loro c’era un po’ di cultura hippy e un pizzico di no global. ©i=ek è stato uno dei filosofi più popolari tra i giovani indignati. I limiti di Occupy Wall Street sono stati quelli tipici di ogni movimento radicalmente alternativo all’ordine economicosociale esistente. la vischiosità sistemica fanno sembrare utopistica qualsiasi rimessa in discussione del modello di sviluppo seguito negli ultimi trent’anni. umanista.

esso stesso in larga parte un mito: da Ronald Reagan a Bush. Questo mix di sfiducia e protesta può essere pericoloso. deve trasformare questa crisi nell’occasione per costruire un nuovo ordine positivo. io non ho un’idea chiara di quel che sarà il nuovo ordine. per esempio. In Grecia. Viviamo un’epoca pericolosa. Non m’illudo che si possa affrontare questa crisi con un ritorno a ricette del passato. ciascuno di questi presidenti ha fatto ampio ricorso allo Stato quando era necessario. È qui che dico che io non appartengo a una vecchia sinistra. Il XX secolo è davvero finito per sempre.22 . e di ignorare le proprie responsabilità nell’avere usato per tanti anni il clientelismo assistenziale. «L’opinione pubblica capisce che non siamo di fronte soltanto a un problema di corruzione di individui o di alcune categorie. un capo supremo. E non è solo una crisi del modello neoliberista. Loro proclamano una totale sfiducia nei politici. questo è il momento in cui possono apparire dei mostri. ma un nuovo ordine non è ancora nato. per esempio l’orribile ascesa di una destra xenofoba in tutta l’Europa dell’Est. il comunismo appartiene a quel secolo. Alla sinistra ho tante critiche da fare. Ecco. «La mia diagnosi è pessimista: il capitalismo è in una crisi vera. Può spuntare la voglia di un nuovo leader. cioè dagli indignados spagnoli. La sinistra deve anche porsi il problema dell’efficienza. non perdono alla sinistra di aver giocato la carta dell’antieuropeismo. La fase che attraversiamo mi ricorda un celebre detto di Antonio Gramsci. ma che l’intero sistema economico non funziona. Ma ho osservato con preoccupazione ciò che può accadere come reazione alle crisi. che si può parafrasare così: il vecchio ordine sta morendo. l’abbiamo RAMPINI_BANCHIERI. Qualcosa di nuovo nascerà. Noi siamo capaci di immaginare molto facilmente la fine del mondo. ma non possiamo sapere quali caratteristiche avrà.indd 149 11/10/13 14. il neo­ liberismo puro non è mai esistito. un asteroide che colpisce la terra e la distrugge. ma al tempo stesso usano un linguaggio rivendicativo molto tradizionale.Quel che resta dopo l’indignazione 149 gine di questo movimento.

150 Banchieri vista tante volte al cinema. là il divario medio tra lo stipendio dell’amministratore delegato e quello di un dipendente dentro la stessa azienda è di 6 a 1. non di 600 a 1 come negli Stati Uniti. Tutto ci sembra possibile. no? Poi uno va nei paesi scandinavi e scopre un contratto sociale molto diverso dal nostro. Per me» concludeva ©i=ek «Obama è il primo presidente socialdemocratico degli Stati Uniti. Oggi forse la vera utopia – nel senso letterale di un’utopia che non ha luogo. Per questo le reazioni contro di lui sono state così paranoiche. è il frutto delle aspettative sociali. E le economie dei paesi scandinavi sono competitive. E invece non riusciamo a concepire un cambiamento sociale anche piccolo.indd 150 11/10/13 14. la gente lo accetta. dei rapporti di forze. Strano. irrealistica – è pensare che le cose possano andare avanti con degli aggiustamenti. o addirittura viene presentato come una “legge di mercato” in un paese. Eppure funziona.22 . non è certo egualitarismo comunista se il capo azienda può guadagnare sei volte più dell’operaio. delle battaglie. senza un cambiamento profondo e radicale.» RAMPINI_BANCHIERI. «Allora questo ci costringe a interrogarci: che cosa rende socialmente accettabile un certo livello di diseguaglianze? Quello che viene considerato “normale”. Ma non credo ci sia spazio per un riformismo graduale. ma non che si possano dedicare più risorse al welfare. Per esempio.

Il revival di Marx era già iniziato altrove: ai piani alti di quegli stessi grattacieli di Wall Street contro cui i manifestanti gridavano i loro slogan. Cembalest riecheggiava l’analisi di Marx sulle crisi di sovrapproduzione.indd 151 11/10/13 14.Se il capitalismo fa l’autocritica C’è un nuovo guru i cui testi sono diventati un’ispirazione per Wall Street: è un tedesco barbuto. Tre suoi colleghi di Citigroup.22 . Michael Cembalest. in una lettera riservata ai clienti Vip della sua banca scriveva nel 2011 che «i margini di profitto sono ai massimi storici da molti decenni e questo si spiega con la compressione dei salari». si chiama Karl Marx. La rivista «The New Republic­ » parla di «bolscevismo alla Brooks Brothers»: è la riscoperta delle teorie classiche del padre del comunismo da parte di chi indossa RAMPINI_BANCHIERI. sia in proporzione al Pil americano». A riscoprire l’autore del Capitale e del Manifesto del partito comunista non arrivarono per primi gli indignati. capo della strategia d’investimento per la JPMorgan Chase. altro colosso bancario. dominata da una ristretta élite del denaro». sia se lo si misura in percentuale del fatturato delle imprese. provocate da un capitalismo che comprime il potere d’acquisto dei lavoratori. Lo stratega di Wall Street sottolineava in quello studio che a fronte dei profitti record c’è «un livello salariale sceso ai minimi da cinquant’anni. nei loro studi per i clienti definiscono gli Stati Uniti una «plutonomia.

dove abitualmente si prediligono chimica e biologia. secondo il quale l’attuale livello di disoccupazione può essere descritto come «l’esercito industriale di riserva» di Marx: un’arma in mano ai capitalisti per ricattare chi ha lavoro e comprimere i livelli retributivi. il suo modo di pensare. The Millionaire Next Door. Citava un altro esperto di una grande banca. perché il dogma dell’American Dream è che un giorno ricchi lo saremo tutti. Il pensiero marxiano torna a fiorire nelle aule universitarie.indd 152 11/10/13 14.22 . George­Magnus­della Ubs. e non solo nei corsi di scienze politiche e di storia che non lo avevano mai completamente dimenticato. avevano abbandonato il Vangelo di Matteo a favore di un culto della prosperità: successo e ricchezza come RAMPINI_BANCHIERI. come la crisi ha reso le sue teorie rilevanti. i metodi con cui educa i suoi figli. Perfino le Chiese evangeliste si erano adeguate: scordandosi della parabola sul «ricco e la cruna dell’ago». Alla University­ of California di Santa Cruz un circolo interdisciplinare di lettura e commento dei testi del grande Karl. segnati dall’egemonia culturale dell’«edonismo reaganiano»? Questa è la nazione dove parlar male dei ricchi era diventato un tabù. La rivista economico-finanziaria «Bloomberg Businessweek» ha intitolato un reportage Marx to Market. Rich Dad Poor Dad: i lettori sembravano ossessionati dalla voglia di carpire i segreti del milionario della porta accanto. si è formato attorno al dipartimento di Scienze ambientali. Per anni in cima alla classifica dei best seller si sono avvicendati libri come Secrets of the Millionaire Mind. Il capitalismo – sostiene «Bloomberg Businessweek» – «ha cercato di ovviare alla depressione dei consumi con la finanza creativa e cioè offrendo all’esercito dei nuovi poveri un credito a buon mercato: ma lo scoppio della bolla dei mutui subprime ha interrotto quell’illusione».152 Banchieri le celebri camicie che sono uno status symbol dell’élite di Manhattan. È un inizio di svolta rispetto agli ultimi trent’anni. insieme a quelli di Friedrich Engels e di Antonio Gramsci.

Perfino per i capitalisti. In Italia qualcuno lo aveva capito molto tempo fa. «in mano al capitalismo sregolato e alla destra. che colpisca l’immensa elusione fiscale delle rendite finanziarie. si comincia a riscoprire che gli anni d’oro dell’American Dream furono segnati proprio dalla lotta di classe: all’epoca dei presidenti democratici Woodrow Wilson e Franklin Roosevelt c’erano potenti forze socialiste nel paese. Reagan. Fu un dogma incrollabile. dopo trent’anni di regressione delle classi lavoratrici e del ceto medio. diede la sua versione della discriminante tra destra e sinistra: «Noi aumentiamo la ricchezza nazionale perché tutti abbiano di più. il padre storico dei conservatori. sotto John Kennedy e Lyndon Johnson la piena occupazione coincise con il massimo potere contrattuale dei sindacati. è convinto che la storia si ripete: come ai tempi della Grande Depressione. tra i capitalisti odierni si levano delle voci contro la finanziarizzazione. cioè spartiscono la povertà». loro redistribuiscono quello che abbiamo già. Le diseguaglianze non sono solo moralmente inique. lassù in alto. In effetti. che la pensa come Keynes e Roosevelt negli anni Trenta: l’economia di mercato si salva solo se crea un benessere diffuso. Sotto lo shock di questo declino della middle class.Se il capitalismo fa l’autocritica 153 segni della predestinazione divina. Ma il Verbo reaganiano ha perso credibilità. C’è qualcuno. per l’attenzione ai diritti dei lavo- RAMPINI_BANCHIERI.indd 153 11/10/13 14. David Harvey. Warren Buffett ha definito i derivati «un’arma di distruzione di massa».22 . quello che «l’alta marea del benessere capitalista fa salire gli yacht dei miliardari così come le barche dei pescatori». un potere d’acquisto ben distribuito. Era molto meglio. Non è un complimento dire di Adriano Olivetti che fu «uno Steve­ Jobs italiano». Per la cultura umanistica. Lui e Bill Gates­fanno campagna per una tassazione più equa. sono anche inefficienti e pericolose. per la sensibilità sociale. l’economia di mercato va verso l’autodistruzione». il settantasettenne storico e geografo che ha sempre insegnato Marx ai suoi studenti (prima a Oxford poi alla Johns Hopkins).

una trama ideale. Bisognava dare consapevolezza di fini al lavoro». Da ragazzo. Per tutta la vita Olivetti s’impose di ricordare un ammonimento di suo padre Camillo. e sapevo che era necessario togliere l’uomo da questa degradante schiavitù. il padre Camillo lo aveva messo a lavorare in fabbrica: sul serio. in virtù del privilegio di essere il primo RAMPINI_BANCHIERI.indd 154 11/10/13 14. No. capace di intuizioni avanzatissime. cioè l’anno prima della sua morte. non giovi a un nobile scopo». incompreso – del primo boom industriale italiano. Basta leggere Il mondo che nasce (Edizioni di Comunità). già vedeva un futuro postindustriale. una vocazione?». Adriano Olivetti è un personaggio da riscoprire: di un’attualità sconcertante. il fondatore dell’azienda di Ivrea: «Ricordati che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna. che pochi top manager moderni vorrebbero pronunciare: «Percorsi rapidamente. Un altro passaggio autocritico. tormento di non averlo. la Apple fondata da Jobs che sfrutta gli operai cinesi ha ancora qualcosa da imparare da Olivetti. una raccolta dei suoi discorsi dal dopoguerra al 1959. una destinazione. semplicemente nei profitti? O non vi è qualcosa di più affascinante.154 Banchieri ratori.22 . ha ancora molto da insegnarci. Leggete questi interrogativi che si poneva Olivetti più di sessant’anni fa: «Può l’industria darsi dei fini? Si trovano. dalla tecnologia all’urbanistica. questi fini. Adriano commentava: «Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento. Dalla società alla politica. non per una di quelle sceneggiate che altri rampolli di dinastie industriali hanno recitato. Ecco come Adriano ricordava l’esperienza: «Conoscevo la monotonia terribile e il peso dei gesti ripetuti all’infinito davanti a un trapano o a una pressa. La sua solidarietà con i lavoratori non nasceva da un percorso astratto. devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano a subire il tragico peso della miseria avvilente che si accompagna alla perdita del lavoro». tormento di fare un lavoro che non serva. Lui che fu un protagonista – controverso.

Chiama come direttore della sua fabbrica un poeta-ingegnere. sociologi come Franco Ferrarotti e Luciano Gallino. a studiare il grande laboratorio della modernità. sebbene più dotati di me.22 . che renda «la fab- RAMPINI_BANCHIERI. Imparai i pericoli degli avanzamenti troppo rapidi. non avrebbero mai percorsa. lo psicoanalista Cesare Musatti. Nel 1925 parte per l’America. Perciò il suo sguardo si allarga oltre l’azienda. Negli anni Cinquanta. Diventa editore. lui crea un’oasi di diritti sociali. Finanzia un welfare aziendale. «Vedevo che ogni problema di fabbrica diventava un problema esterno.» Nasce così la sua idea di Comunità. una carriera che altri. fa tradurre in italiano John Kenneth Galbraith e Hannah Arendt. coinvolgendo scrittori come Ignazio Silone. la velocità di crescita. tra l’altro dell’«Espresso». Riduce l’orario a parità di salario per arrivare alla settimana di cinque giorni. e la parità salariale con gli uomini.indd 155 11/10/13 14. se un’azienda dovesse elargirle come «concessioni a carattere personale». Garantisce alle lavoratrici nove mesi di congedo maternità col 100 per cento di retribuzione. Paolo Volponi­ . Ma avverte il pericolo che «queste istituzioni diventino strumenti di paternalismo». quando l’Italia è la Cina d’Europa – per il dinamismo. mentre studia al Politecnico­ di Torino. e in seguito sarà affascinato dal New Deal di Roosevelt. Olivetti si forma in un periodo di grandi delusioni. assiste alla «tragedia del fallimento della rivoluzione socialista». l’assurdo delle posizioni provenienti dall’alto».Se il capitalismo fa l’autocritica 155 figlio del principale. Le sue fabbriche. Torna nella Torino­di Gramsci e Luigi Einaudi. Ha inizio così quel ruolo inedito e irripetibile che ebbe la sua Olivetti: un polo di attrazione di intellettuali. i palazzi di uffici e i negozi nel dopoguerra saranno disegnati dai migliori architetti del mondo. Leonardo Sinisgalli. Franco Fortini. Con Sandro Pertini e Carlo Rosselli­ . Dal 1919 al 1924. dalla scuola alla sanità. si avvicina al socialismo di Gaetano Salvemini. è uno degli antifascisti che aiutano il leader socialista Filippo­ Turati­ a fuggire dall’Italia. di utopie sconfitte. ma anche lo sfruttamento –.

di distruzione. La macchina da scrivere portatile Lettera 22 diventa un oggetto di culto dal 1950. Nel 1959 è la prima azienda al mondo a produrre il computer mainframe Elea 9003. ma aggiunge che l’industria deve mettere le nuove tecnologie al servizio del «progresso comune.» Nella sua carriera industriale colleziona anche successi di mercato e tecnologici. sperimentale. di tormenti.indd 156 11/10/13 14. c’è una crisi politica. Partendo non già da un vasto e nebuloso programma teorico ma da un esame circostanziato. Lui lo ricordava così: «C’è una crisi di civiltà. Nel 1952 il MoMA di New York celebra la Olivetti come una punta avanzata nel design. sociale. c’è una crisi sociale. Nel presentarlo. cominciando da un’unità «né troppo grande né troppo piccola. di massacri. territorialmente definita. RAMPINI_BANCHIERI. Come possiamo contribuire a costruire quel mondo migliore che anni terribili di desolazione. ufficio per ufficio. concreta». economico. e indietro non si torna. se non si avesse compreso qual era il modo con cui lo Stato esplicava la sua autorità e le sue funzioni nella vita di tutti i giorni per i cittadini.156 Banchieri brica e l’ambiente circostante economicamente solidali». dimenticandosi in quale tempo si formò. etico: la tecnica al servizio dell’uomo». È una sorta di localismo moderno.22 . Dà l’esempio mettendo i computer a disposizione delle università. L’ingranaggio della società che è stato rotto nell’agosto 1914 non ha mai più funzionato. Errore grave sarebbe consegnare Olivetti a un pantheon di grandi uomini del passato dalla statura irripetibile. di disastri. Olivetti ha ancora parole profetiche: «La conoscenza illimitata di dati consente di raggiungere obiettivi che fino a ieri sarebbe stato assurdo proporsi». chiedono all’intelletto e al cuore di tutti?». che vuole rifondare la democrazia dal basso. Capisce che lo Stato va rifondato un ingranaggio alla volta. «Era inutile e pericoloso occuparsi della politica nazionale se non si fossero compiute delle minori esperienze nella vita del comune e della provincia.

Per una volta non stiamo importando anglicismi. Il termine «resilienza» esiste in italiano. Per gli psicologi è la risorsa che consente un recupero più rapido dopo una depressione.Resilienza «Nell’uscire dalla grande crisi abbiamo dimostrato la nostra resilienza» ha detto Barack Obama nel discorso della sua seconda inaugurazione. guru delle più recenti tecnologie? C’è chi suggerisce di adottarlo come nuovo obiettivo anche nella tutela dell’ambiente: la resilienza è ancora meglio della sostenibilità. il 21 gennaio 2013. Per gli ingegneri descrive la capacità di un materiale di resistere agli urti senza spezzarsi. anche se viene prevalentemente usato in campi diversi dall’economia.22 . Capire che cosa ci rende resilienti di fronte a questo gene- RAMPINI_BANCHIERI.indd 157 11/10/13 14. Che cosa si nasconde dietro questo neologismo che dilaga tra economisti. In ecologia riassume una forza intrinseca degli ecosistemi: la predisposizione a ritrovare l’equilibrio dopo uno shock esterno. in Svizzera. Non è difficile intuire perché questo concetto abbia cominciato ad affascinare gli economisti. aiuta a superare traumi e dolori. Stiamo tentando di risollevarci dal più grave «shock sistemico» che abbia mai colpito l’economia mondiale dopo la Grande Depressione degli anni Trenta. «Dinamismo resiliente» è la nuova parola d’ordine lanciata nello stesso anno al World Economic Forum di Davos. sociologi.

«perché le cose rimbalzano». «Parlare di sostenibilità significa darsi l’obiettivo di ripristinare l’equilibrio perfetto. l’inquinamento e il cambiamento climatico – Zolli sostiene che la parola d’ordine della sostenibilità si sta rivelando inadeguata. forse è più saggio «adattarsi»? Il primo approccio è quello che spingerebbe a investire nella costruzione di robuste barriere fisiche contro i futuri tsunami. Ovvero.158 Banchieri re di catastrofi può essere essenziale per evitarle in futuro. i danni non sono completamente riparati. filantropi s’interessa alla resilienza per aiutare le categorie più vulnerabili a sopravvivere e perfino a prosperare di fronte a sconvolgimenti imprevedibili. O meglio: per ridurre i danni. Molto più realistico è «imparare a gestire un mondo in perpetuo squilibrio». paludose. Poiché l’ecologia ha un’antica dimestichezza con la resilienza. più flessibili: per esempio le wetland­ . acquitrini naturali. Costosissime dighe. Ma si è avviata una discussione importante. non è un caso se la riflessione è più avanzata in questo campo. Più che «affrontare» le calamità illudendosi di poter sostenere una prova di forza con la natura. zone umide. Zolli dirige PopTech. Un esempio interessante di riflessione sulla resilienza riguarda la città di New York nel dopo-Sandy. Un numero crescente di scienziati. un network di innovatori nel campo delle tecnologie e non soltanto. sociali e umani. insomma una barriera mobile che può accomodare l’afflus- RAMPINI_BANCHIERI. Di fronte alle grandi sfide del nostro tempo – le diseguaglianze sociali. Ma la natura stessa ha elaborato altre risposte. pensatori sociali. attivisti della società civile.indd 158 11/10/13 14. letteralmente. Un libro che ha contribuito ad alimentare il dibattito è quello pubblicato da Andrew Zolli e Ann Marie­ Healy: Resilience: Why Things Bounce Back. laghetti e stagni. e non necessariamente invulnerabili. quindi ripartire al più presto. su come una grande metropoli postindustriale del terzo millennio debba prepararsi agli eventi meteorologici estremi.» Un’illusione.22 . I traumi di quell’uragano non si sono ancora esauriti.

La ricetta segreta della resilienza è stata studiata da un gruppo di economisti che ha concentrato l’attenzione su nazioni molto piccole. nonché i valori in cui crediamo. per renderci più forti. la profondità degli affetti. è l’effettocontagio derivante dall’interconnessione delle banche.indd 159 11/10/13 14. edito dal Saggiatore): poiché non riusciremo mai a prevedere adeguatamente il futuro. Dopotutto. Sono ricercatori guidati da Lino Briguglio. Zolli cita la visione degli psicologi sui fattori che ci rendono resilienti di fronte ai traumi e al dolore: la solidità delle nostre amicizie. che hanno pubblicato Profiling Vulnerability and Resilience­ .» In campo economico-finanziario. apprendimenti. l’incidente non rende meno probabile bensì più probabile la sua ripetizione. spicca il cosiddetto «paradosso di Singapore». In questo studio. depotenziarne la capacità distruttiva. Più che una nazione. che impariamo a crescere. adattamenti.Resilienza 159 so inusitato di una massa d’acqua. propone l’idea dell’«antifragilità» (in Antifragile. In un altro campo. L’evoluzione della specie approfitta delle mutazioni genetiche casuali. ribattezzato «manuale per piccoli Stati». Mentre la biologia e la psicologia lavorano per fare un uso costruttivo degli errori. Prosperare nel disordine. Tutti i sistemi attorno a noi si evolvono attraverso errori. questo non accade necessariamente nei sistemi economici. la qualità delle nostre relazioni sociali. È dai fallimenti. quello del Cigno nero. è molto più utile imparare a migliorare noi stessi sfruttando gli shock.22 . In generale. Nassim Taleb. a trarre beneficio dai traumi esterni quando ci aggrediscono. perché la resilienza può aiutarci e può essere una risorsa ancora più sicura della sostenibilità? «Perché l’equilibrio perfetto non è di questo mondo. quindi indifesa di fronte agli shock esterni che provengono dall’econo- RAMPINI_BANCHIERI. tentativi. questo dragone asiatico è una città-Stato. Un esempio che usa Taleb: quando si verifica un crac bancario. dagli insuccessi. Le sue dimensioni rendono Singapore terribilmente vulnerabile: troppo dipendente dalle esportazioni. è quello che la natura riesce a fare abbastanza spesso.

paradossali e tremendamente efficaci per dimostrare che il mercato sta invadendo ogni sfera. intitolato «Giustizia». i valori più sacri sono ormai negoziabili. È solo questione di prezzo. La resilienza è la conquista di politiche che investono nella scuola. Lo incontro al Festival dell’economia di Trento dove presenta il suo libro. la guerra. Un mondo in cui abbiamo accettato che il denaro sia il metro supremo. le emissioni carboniche. nelle reti di protezione sociale. Che questa esigenza sia sentita da un numero crescente di esseri umani lo dimostra il «caso Michael Sandel». Così come. Anche il World Economic Forum di Davos ammette che la via maestra alla resilienza non è il laissez-faire. Tra i protagonisti del summit sulla resilienza ci sono gli «imprenditori sociali». la penuria di acqua. Le ricette che salvano queste piccole nazioni che godono di un benessere elevato e stabile sono la qualità della governance e lo sviluppo sociale. Eppure Singapore è diventata un laboratorio di resilienza. la Svizzera.160 Banchieri mia globale. è diventato un fenomeno virale su YouTube. quelli che indirizzano i loro talenti verso la soluzione dei grandi problemi del nostro tempo: le diseguaglianze di reddito.22 . nella riqualificazione dei lavoratori licenziati. l’aumento della longevità. Sandel è un pensatore di Harvard il cui corso. Una denuncia tanto più RAMPINI_BANCHIERI. I limiti morali del mercato (Feltrinelli). Dunque non si tratta di capitalismi sregolati. per altri versi.indd 160 11/10/13 14. nella ricerca scientifica. Esempi interessanti per nazioni medio-piccole come l’Italia. Quello che i soldi­non possono comprare. Usa esempi chiari. è una condizione perché l’uscita dalla crisi sia reale. nulla è veramente al di sopra del potere del denaro: gli organi per i trapianti. Anzi. Dietro il modello economico attuale c’è un modello etico. anch’essa dipendente dagli sbocchi sui mercati globali. Per costruire un’economia resiliente. non possiamo lasciare immutati i nostri sistemi di valori. l’istruzione. i programmi dei partiti. Aggredire e rovesciare questo paradigma è diventato urgente quanto uscire dalla crisi.

la sua forza anche nell’immaginazione popolare. oppure lo statalismo all’italiana. Come se il mercato fosse davvero neutro. non ci stanno. Non abbiamo avuto un dibattito pubblico sul tema fondamentale: in che misura i mercati servono l’interesse generale. Sandel aggiunge una critica acuta contro le politiche di tagli alle spese sociali che stanno intaccando il welfare europeo. Con lui parlo di una grande disillusione: da questa crisi economica finora non è nato un nuovo sistema di valori capace di ricacciare indietro il dominio del mercato.Resilienza 161 autorevole perché pensata nel cuore della nazione che ha esportato l’ideologia mercatista nel mondo intero. non si limita alla convinzione che il mercato crei benessere. Ci illudiamo che le due parti in un contratto siano libere di negoziare sul valore del loro scambio. «Anch’io» mi dice Sandel «ho creduto che potesse segnare la fine della fiducia acritica nei mercati. Il potere del pensiero mercatista. «Molti» mi dice lo studioso di Harvard «criticano l’austerity su basi pu- RAMPINI_BANCHIERI.22 . ne abbiamo bisogno eticamente. di un organo per un trapianto: se uno lo vuole comprare e un altro lo vuole vendere. che tuttora allunga la sua ombra sulla sinistra del mio paese. la pesantezza di burocrazie costose o un sindacalismo corporativo che difende privilegi di casta.» Una ragione della timidezza nel contrastare lo strapotere del mercato può essere questa: abbiamo conosciuto un’alternativa che ci ha lasciato pessimi ricordi. sulle regole della finanza. Anche se si tratta di un rene. giustamente.indd 161 11/10/13 14. e tra loro trovano l’accordo sul prezzo. È un inganno. Avevo sperato che lo shock del 2008 avrebbe fatto pulizia del pensiero unico neoliberista. il comunismo reale nei paesi dell’Est. Se ricacciare indietro i mercati significa sostituirvi l’arbitrio dei politici. Gli confesso la mia delusione personale. allora molti. C’è di più: lo si associa a un’idea di libertà. Abbiamo bisogno di un vigoroso dibattito pubblico che affronti il significato di una vita buona. Invece c’è stata solo una discussione molto angusta. in certe legislazioni questo può essere sufficiente.

» Se tutto è in vendita.162 Banchieri ramente economiche. Questo tipo di diseguaglianza ferisce molto più di prima: coinvolge le aspettative. L’austerity è ancora più dannosa in quanto corrode gli spazi pubblici. Oggi in molti paesi del mondo ti compri anche una sanità di serie A. Sandel lo descrive usando come metafora le tribune chiuse per i Vip negli stadi sportivi americani. Io aggiungo a quelle critiche un altro punto di vista. È quel che sta accadendo anche alla nostra democrazia. una Ferrari.indd 162 11/10/13 14.» Oggi i salotti skybox separano i ricchi. Un tempo alla partita di baseball o football i tifosi di ogni ceto sociale condividevano le stesse emozioni. un grande yacht. la speranza di una mobilità sociale. il futuro dei nostri figli. Questo è uno dei fenomeni più corrosivi. un’istruzione di élite per i tuoi figli. se con i mezzi adeguati si può passare sempre davanti alla fila. Alludono a qualcosa di più generale. Trent’anni fa non esistevano. i ricchi si sentiranno sempre meno coinvolti da quel che accade alla maggioranza dei loro concittadini. gli esclusivi salottini che si chiamano «skybox­ ». tutti quei luoghi che uniscono i cittadini. «E quando pioveva si bagnavano tutti. un quartiere più protetto dalla criminalità e un’influenza politica maggiore. RAMPINI_BANCHIERI. Il deperimento dell’idea di comunità. quelle istituzioni dove avviene la nostra condivisione di una vita comune. come una cura sbagliata in tempi di recessione. che guarda ai limiti morali del mercato. Un tempo con il denaro potevi comprarti una villa a Capri.22 . oggi ci sono in tutti gli stadi.

ciarlatani dalle soluzioni facili. meno manipolabili. ma agguerriscono i cittadini di fronte a un’economia globale e a un sistema finanziario sempre più complessi. BizWorld si è data una missione: «Sviluppare il pensiero critico e lo spirito di RAMPINI_BANCHIERI. che ha contribuito fra l’altro alla creazione di Skype. Insegnare l’abc dell’economia fin dai banchi di scuola potrebbe essere un antidoto contro l’imprudenza dei risparmiatori e i raggiri della malafinanza.indd 163 11/10/13 14. formerebbe degli elettori più maturi.» L’avvertimento è stato lanciato dal banchiere centrale più potente del mondo.Epilogo Insegnate l’economia ai bambini «Ogni cittadino deve avere una conoscenza di base: economia e finanza. È un’idea che si fa strada in diversi paesi del mondo: insegnare l’economia ai bambini perché da adulti non siano prede inermi della speculazione. o vittime di politici demagoghi che vendono ricette miracolistiche. Ben Bernanke. In America una fondazione. In una conferenza alla University of Dayton ha spiegato che questa è una delle lezioni da trarre dopo la crisi del 2008. Di più: se la scuola aiutasse a decifrare gli arcani dell’economia. L’ha creata un nome celebre nella Silicon Valley. «Queste conoscenze» ha detto Bernanke «non solo aiutano la gente a costruirsi una vita migliore. BizWorld. Tim Draper.22 .» Bernanke ha usato uno slogan: «Alfabetizzazione economica di massa». promuove l’insegnamento dell’economia dalla scuola elementare.

per aiutare i giovani a essere dei membri produttivi della nostra società». molto californiana. mostra cinque sagome colorate per altrettante età. La pagina d’ingresso è divertente. per aiutarli a tenere corsi molto semplici che rendano l’economia una scienza allegra e «amica» per i bambini. In America ha l’approvazione di Barack Obama e il sigillo della Casa Bianca un sito Internet che si chiama Money As You Grow («Il denaro mentre cresci»). La crisi del 2008 ha fornito argomenti forti per dare ai ragazzi degli strumenti con cui decifrare l’economia. È stato dimostrato nel caso dei mutui subprime: le famiglie che avevano ricevuto una sia pur minima infarinatura d’informazione finanziaria e dei consigli indipendenti furono meno sprovvedute di fronte alle banche che offrivano mutui-trappola. il programma ha anche l’ambizione di formare una «generazione di innovatori».22 . Ma basta arrivare ai 13 anni e già dalla «sagoma digitale» escono consigli precisi sulle carte di credito: cosa sono davvero.indd 164 11/10/13 14. Consigli preziosi. L’ignoranza dei RAMPINI_BANCHIERI. Finanzia l’addestramento degli insegnanti. quali pericoli nascondono. Per i bambini di 3 anni si tratta di un dizionarietto elementare che illustra il significato di termini economici usati quotidianamente dai genitori. Sotto il titolo del sito si spiega di cosa si tratta: «Le 20 cose che i ragazzi hanno bisogno di sapere per vivere una vita economicamente intelligente». in un paese dove la cultura del debito facile ha provocato danni gravi. soprattutto tra le famiglie meno abbienti. che l’economia «siamo noi». Clicchi su una di quelle sagome ed escono le spiegazioni su misura. Essendo nato nella Silicon Valley. non è una macromacchina infernale le cui regole sono decise da altri. anche quelli che provengono da ambienti socioeconomici sfavoriti. possiamo cambiarne il corso creando la nostra impresa. La prima motivazione è difensiva: bisogna proteggerci dalle insidie della malafinanza.164 Banchieri squadra. il nostro lavoro. Dietro c’è la convinzione. partendo dalla fascia dei 3-5 anni per finire con i diciottenni.

dovremo saperne di più.indd 165 11/10/13 14. ma quale? La scienza economica non gode della stessa reputazione che hanno le scienze naturali. assicurazioni sanitarie. Centomila firmatari hanno presentato una petizione in Parlamento. Molto più di quanto accada ai fisici nucleari o agli astronomi. i keynesiani alla Paul Krugman hanno idee antitetiche rispetto ai teorici dell’austerity. Una seconda motivazione per insegnare economia dall’infanzia. Esatta. gli economisti sono divisi in scuole. In queste guerre di pensiero. si trovarono ben presto con dei tassi quasi da usura. Insegnare l’economia ai bambini. È emblematico il movimento cresciuto in Gran Bretagna per portare l’economia nelle scuole. quelle che un tempo venivano definite anche «scienze esatte». incapaci di rimborsare i debiti. è ora di formare i consumatori perché siano meno manipolabili». dove figura questo passaggio: «Le imprese investono miliardi nel marketing per insegnare ai loro manager come vendere. correnti di pensiero.Insegnate l’economia ai bambini 165 più fu fatale: attratti da condizioni apparentemente allettanti. la destra repubblicana può sospettare che gli insegnanti (una delle poche categorie ancora sindacalizzate) siano portatori di un pensiero economico troppo progressista. sì. Sulle terapie per uscire dalla crisi. Sia che il Welfare State venga dimagrito. come sull’ora di religione o sul creazionismo? Per adesso questi timori sono infondati.22 . Finiremo per avere anche qui le battaglie tra partiti. Scorrendo il materiale didat- RAMPINI_BANCHIERI. sia che gli si affianchino forme complementari di previdenza e assistenza. paese dove la cultura liberale ha radici profonde e il ruolo dell’imprenditore è rispettato. l’economia? No di certo. dottrine fieramente avverse tra loro. polizze vita. guarda al futuro: in un’economia della «scarsità» saremo chiamati a fare scelte delicate sulla destinazione dei nostri risparmi verso fondi pensione. La categoria ha avuto un tracollo di credibilità perché solo una minoranza di economisti seppe prevedere il disastro del 2008. c’è il rischio che l’insegnamento scolastico diventi indottrinamento? Perfino in America­ .

la fantasia nel rendere facili e suggestivi i concetti di base dell’economia. quello che meraviglia è la semplicità. Come.166 Banchieri tico più diffuso. che cos’è davvero la moneta. per esempio. RAMPINI_BANCHIERI.indd 166 11/10/13 14. a cosa deve servire una banca. dal sito con la «sponsorizzazione­Obama» alle immagini digitali della The Economist Educational Foundation. Domande alle quali Bernanke e Mario Draghi non hanno dato una risposta definitiva.22 .

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p.p.Printed in Italy RAMPINI_BANCHIERI.A.A. Questo volume è stato stampato presso ELCOGRAF S.Cles (TN) Stampato in Italia .Arnoldo Mondadori Editore S.indd 174 11/10/13 14. Stabilimento .22 .