Octave MIRBEAU Le perle morte

Albert Besnard

Clara Terpe aveva ventisette anni quando intraprese, con una governante e numerosi domestici, un viaggio attraverso le Indie. Aveva divorziato giusto per essere libera di guidare la propria vita secondo fantasie rare e imperiose, e capricci non ancora appagati. Era di notevole bellezza, “di una radiosa bellezza da imperatrice”, come dicevano le cronache mondane del tempo. on so bene che cosa sia una bellezza da imperatrice, e per quale attributo particolare la si possa distinguere da quella di una regina e anche dalla bellezza di una lavandaia ! "a Cleopatra a #ittoria e da #ittoria alla regina del $arted%&'rasso, penso che ve ne siano di tanti tipi. $i piace credere, per Clara Terpe, che assomigliasse piuttosto a Cleopatra, una regina, che a #ittoria, imperatrice di quelle stesse Indie dove il demone del viaggio trascinava la nostra bella amica. $a dopo i lirici e orchestrali

ritratti che di lei ci ha lasciato $. Albert (esnard, si pu) dire che Clara Terpe non assomigliasse che a s* stessa. In uno di quei ritratti la vediamo alta, flessuosa, ben tornita, con una capigliatura rosso&oro patinata di sangue scuro, occhi verde&oro e una figura piena, agile, attraente, voluttuosa e potente come una tigre sdraiata nella giungla. E quale giungla pi+ terribile di quel boudoir, con la sua foresta di profumi e di peccati, dove il pittore rappresenta le liane degli sguardi, sospendendo strani fiori di seduzione e mistero al di sopra di quelle acque glauche e profonde che sono gli specchi e i ghiacci in cui esse si moltiplicano all,infinito. "unque, far) riferimento a questo ritratto. Era molto ricca, avendo ereditato da suo padre, celebre petroliere, una fortuna stimata, da reporter zelanti e obiettivi, in pi+ di sessata milioni. -uesta fortuna, che grazie all,improvvisa morte del vecchio $arius Terpe ricevette prima di quanto non avesse sperato fu, insieme col suo gusto per la vita libera, una delle cause principali del divorzio. .e ripugnava dividere quei milioni con un marito, stupido e inutile, che passava tutte le sue giornate a leggere il New-York Herald e tutte le nottate a giocare a po/er in uno dei nostri migliori circoli parigini. 0oich* non avevano bambini, la cosa and) nel migliore dei modi1 e un consistente regalo in denaro appian) le difficolt2 sollevate in un primo tempo da quel marito che infine era ragionevole e ben educato. "al 3achm4r a Columbo, Clara Terpe visit) dunque le Indie con un percorso trionfale. Alcuni ra52, dotati di splendida immaginazione e felici di distrarsi un poco, le offrirono feste indimenticabili. 6i racconta che, a (enares, dove sussiste ancora una specie di accademia per le baiadere e le baccanti, si riportarono in vita, per lei, sacri rituali, aboliti da lunghissimo tempo, e dove lei conobbe tutto ci) che la lussuria delle antiche liturgie bramaniche pu) contenere in selvaggia frenesia e in culti maledetti. "urante una caccia prov) l,ebrezza di guardare,

adagiata sotto un baldacchino d,oro e trasportata da un elefante la cui proboscide era dipinta in rosso, un Ind+ divorato da una tigre. Compr) le pi+ belle perle dei pescatori di Ce4lon, consult) i pi+ esoterici mahatma. Infine, pratic) l,amore con i neri Tamouls, che trasportano sulle spalle il carbone nei porti, tanto bene quanto con gli scultori, la cui pelle 7 abbronzata e satinata come il /a/i. 6i racconta anche che assapor) le carezze delle piccole merlettaie di 6lave&Island, il cui corpo agile e vibrante 7 simile a certi piccoli bronzi antichi di meravigliosa purezza. "opo due anni di assenza ritorn) infine nella fredda Europa1 un po,stanca, un po,triste, disgustata dai nostri soliti spettacoli, dai nostri piccoli paesaggi, dai nostri squallidi rapporti d,amore. .a sua anima era rimasta laggi+, tra i fiori giganteschi e velenosi. 8impiangeva il mistero degli antichi templi, e l,ardente cielo infuocato di febbre, di volutt2 e morte. 0er rivivere tutti quei ricordi furiosi o magnifici, si isol) e trascorse giornate intere distesa sopra pelli di tigre, giocando con quei graziosi coltelli del epal che “dissipano i sogni”. 0oi, ben presto, si sent% malata. Aveva pesantezze invincibili dentro la testa, fuoco nello stomaco, dolori lancinanti ai reni e desiderio di morire nell,anima. A poco a poco il suo corpo si copr% di macchie scure, la pelle, di grana cos% fine e di una madreperla cos% traslucida s,indur%, si screpol), e prese un tono di cenere. In seguito fu come una fioritura di spessi tubercoli che alzarono la pelle rugosa e cornea, e che rapidamente la esfogliarono come una corteccia morta. .e mani erano diventate due immondi ammassi di carne corrotta1 il naso, tumefatto come un otre flaccido, occup) ben presto tutto il viso, ostruendolo odiosamente con un, appendice vermiglia, sgocciolante e penzolante. Tutti i grandi medici di 9rancia, chiamati uno dopo l,altro, furono concordi nel dichiarare che Clara Terpe era colpita da una gravissima forma di elefantiasi. Tutti i loro rimedi messi insieme furono inutili. :gni giorno il male cresceva, raggiungeva le braccia, contagiava le gambe, fino

al giorno in cui, sconfiggendo tutti gli sforzi umani e tutte le risorse della scienza, conquist) e regn) definitivamente su quel corpo di donna, un tempo cos% bello e che era stato un capolavoro della natura. .a sventurata creatura fece ricorso ai pi+ abili medici d,Inghilterra e agli empiristi europei di maggior fama. Chiam) presso di s* zuavi e preti. In preda al panico fece arrivare dalle Indie pi+ profonde rinomati stregoni che guarivano la lebbra e resuscitavano i morti. 6,immerse dentro le acque di tutte le .ourdes del mondo, ma fu inutile. .e acque miracolose, le pozioni sconosciute, le imposizioni magnetiche, le preghiere, tutte le formule nascoste nei vecchi libri di magia, tutte le reliquie nascoste nell,oscurit2 di vecchi templi, nulla fu di rimedio al male orribile. E il colmo della crudelt2 fu la constatazione che avrebbe potuto vivere, con quell,orrore, molti, molti e molti anni ancora. 6ubito pens) di uccidersi. $a era strettamente sorvegliata. Aveva guardie che non la lasciavano n* di giorno, n* di notte, e che sorvegliavano ogni suo movimento. 0oi si abitu) al suo male. Aveva ordinato di sopprimere dalle sue stanze tutti gli specchi, tutte le superfici troppo lucide e pulite che avrebbero potuto riflettere la sua immagine. Cerc) allora rifugio dentro una sola, ossessiva passione; le perle. Aveva sempre amato le perle. .e adorava. e fece braccialetti, collane, mantelle, cappotti. $ai era sazia di palparle, di gustare, in un modo o nell,altro, la loro esotica bellezza, e la magia vivente dei loro riflessi sottili e mutevoli, dalle mille sfumature iridate e soffuse. 0agava cifre molto alte ad abili agenti, a vecchi ed esperti giudei ai quali affidava l,incarico di comprare le pi+ belle perle dei pescatori di Ce4lon e del golfo 0ersico. $a accadde una cosa inaudita. .e perle morivano sopra la sua pelle, contaminate dall,infame morbo.

A poco a poco s,incupivano1 la superficie cos% liscia diventava, non si sa in quale modo, rugosa, e si puntinavano di macchie rossastre1 poi, i riflessi scomparivano1 e quel che era stato un oggetto adorabile, vivo e affascinante che si chiama “perla”, diventava, trascorso qualche giorno, soltanto una minuscola sfera di cenere. 0erch* le perle sono vive. C,7 in esse una sostanza organica che conserva il calore della vita, come il sangue la lucidit2 della pelle, e la morbidezza dentro la carne. 6ono, per cos% dire, esseri dotati di una sensibilit2 ignota e raffinata, carne vivente sopra carne vivente, e che soffrono se la carne che abbelliscono soffre, e muoiono se essa muore. Allora la povera Clara Terpe rinchiuse le sue perle dentro vetrine ben sigillate per preservarle dal proprio contagio. .e guarda soltanto, e con quali paure ancora, attraverso una tripla armatura di vetro, sotto la quale le perle sembrano scolorire e piangere... come piccole anime prigioniere che non sentiranno mai pi+ la gioia del sole, e la gioia dei baci, e la gioia di sentir battere i cuori sotto la pelle illanguidita dall,amore... :ctave $irbeau < .es 0erles mortes = Le Journal, > gennaio ?@>@ 0rima traduzione italiana di Albino Crovetto, Arilettura di Ida $erelloB

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