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Octave MIRBEAU Le acque mute

Jean Donnard e Pierre Kerhuon imbarcavano le reti sulla scialuppa ormeggiata alla banchina, vicino alla cala insanguinata dai resti dei pesci da poco sventrati. Tutto era in movimento nel piccolo porto di Saint-Guénolé. Sbattendo gli zoccoli pesanti coperti da gambali di tela grigia, i marinai scendevano a gruppi, con la schiena curvata dal peso delle reti altri, a braccetto, straparlavano ubriachi, barcollando e cantando i mozzi pulivano i battelli pronti a salpare !ualche imbarcazione gi" scivolava silenziosa sopra l#ac!ua tagliata da lunghi remi simili al volo radente di gabbiani intorpiditi. Si era nel pieno della pesca allo sgombro. $ Svelto, sbrighiamoci, disse Jean Donnard, continuando a dividere le reti che Pierre Kerhuon disponeva simmetricamente sul %ondo della scialuppa. &a Pierre Kerhuon si %erm', e, senza guardare il suo compagno( $ Jean Donnard, disse con una voce che tremava lievemente, %aresti molto meglio a non uscire oggi... %aresti molto meglio. Jean Donnard alz' le spalle larghe e non rispose.
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$ Jean Donnard, riprese il marinaio, io ti dico che tu %aresti bene a non uscire oggi. &i senti* Ti dico che %aresti bene. Donnard guard' il cielo sopra la sua testa e laggi+ in %ondo il mare, che si stendeva immenso e pro%ondo dietro una sottile linea di terra. ,el cielo non c#era una nuvola sotto il sole il mare brillava senza un#increspatura. Disse( $ - cos., non / vero* 0on voialtri, massa di %annulloni, / sempre la stessa musica1 Sei %orse tu il padrone, eh* 2llora stai zitto, ubriaco. $ 0ome vuoi, replic' Kerhuon con voce sorda. &a ascoltami bene. 3#anno scorso, Jac!ues Pengadec / uscito anche lui con un tempo come !uesto... - non / pi+ tornato... &a come vuoi tu, Jean Donnard. Jean Donnard stava per rispondere, !uando i sette marinai e il mozzo, che %ormavano il resto dell#e!uipaggio, apparvero sopra la cala, con i loro cappotti di tela cerata e le ceste di vimini. 4n un batter d#occhio uomini e reti %urono imbarcati. 3a scialuppa moll' gli ormeggi, alz' le vele le cui drizze stridettero lugubri scivolando lungo le alberature, e in piedi, vicino alla barra, Jean Donnard, serio e cupo, si segn', come %aceva sempre ogni volta che prendeva il largo. Jean Donnard aveva sessant#anni. 2lto e diritto, aveva una %orza non comune, temuta anche dai giovani. 4l volto senza barba, scurito da tutti i soli, screpolato da tutte le tempeste, sembrava di vecchio cuoio le mani, enormi e brunite, sembravano di vecchia !uercia si sarebbe detto che il suo sguardo, triste e lontano come lo sguardo degli uomini che hanno per lungo tempo vissuto sul mare o %ra solitudini immense, guardasse come un ri%lesso dell#in%inito. &algrado i pericoli di !uella dura esistenza da pescatore, malgrado i sacri%ici !uotidiani e le s%ibranti %atiche, gli si sarebbero potuti contare soltanto tre o !uattro capelli bianchi nella %olta capigliatura che scendeva sulle tempie, sotto il berretto blu appiattito sul cranio. 5uel vecchio passava per il miglior pescatore e il marinaio pi+ coraggioso della costa, la tragica costa di Penmach#h, per%orata da abissi nei !uali il mare eternamente urlava, irta di rocce nere contro le !uali le onde sbattono e la schiuma si torce bianca di collera. 5uando il vento era contrario e il mare buio, !uando tutti i marinai restavano a terra trascinando
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pigrizia e sbronze da un cabaret all#altro, e !uando si sapeva che una scialuppa aveva lasciato il porto, allora si poteva star sicuri che era !uella di Jean Donnard. 2%%rontava ogni intemperia, s%idava tutti i mari e a%%ermava che lui e il mare si conoscevano da tanto, troppo tempo 7per %arsi delle cattiverie8. usciva, spesso a !uindici leghe di distanza, scoprendo i passaggi pi+ insidiosi, gettando la sua draga dentro %ondali conosciuti a lui solo, navigando in !uesto modo, a volte per molti giorni e molte notti. 9isognava vederlo, ritto alla barra, la %igura cupa colpita dagli spruzzi, manovrare la sua scialuppa che si librava sull#onda. 0on !uesto duro mestiere aveva guadagnato una piccola %ortuna. 3a casa era sua e ben tenuta spiccava, con la gaia bianchezza della %acciata e il luccichio dei mobili, sulle tane immonde in cui, di solito, marciscono tra %ango e vermi i marinai bretoni. 3o ammiravano perché %orse era il pi+ bravo di tutti e perché era sempre sul posto, per primo, a salvare un compagno in di%%icolt"( ma non lo amavano. 4 pescatori non potevano perdonargli l#abbondanza del suo pescato che al ritorno esibiva sui moli con una sorta di provocante compiacenza non potevano perdonargli il suo benessere, le sue belle vestaglie e i suoi abiti puliti per le domeniche, e !uel rispetto e !uella superiorit" che, loro malgrado, imponeva. Si diceva che %osse anche duro verso i poveri e molto avaro. 4n e%%etti, nessuno lo aveva mai visto mischiarsi con !uelle compagnie di gente alcolizzata che si %ormano bevendo !ualche bicchiere e che %iniscono in risse sanguinose( !uella %uriosa e inguaribile %ollia dell#alcool che, a volte, %a somigliare i marinai a selvaggi scatenati. Soprattutto il suo e!uipaggio lo detestava, a causa del lavoro con cui li massacrava, della disciplina severa che esigeva a bordo, del suo eccessivo rigore nella divisione della pesca, la !uale, spesso e ogni volta che ne trovava l#occasione, si risolveva in meschine piccinerie. Senza che sembrasse o volesse accorgersene, un odio sordo circondava Jean Donnard, alimentato in segreto da !uel Pierre Kerhuon che lo accusava d#intendersela con i pescivendoli per derubarlo, s%ruttarlo, e per aumentarsi ingiustamente la propria parte.

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- Kerhuon, uomo grosso con la %accia da bestia cattiva e vile, avrebbe da tempo giocato un brutto tiro al suo padrone, se non lo avessero trattenuto la paura di !uella %orza e di !uel coraggio implacabile. 3a scialuppa aveva navigato rapidamente in !uel momento si trovava nei paraggi dell#isola di Sein. &a d#improvviso il vento era caduto. Si avvicinava la sera. Sotto gli ultimi raggi del sole che si allungavano sopra la super%icie immobile come un velo di tessuto rosa, il mare silenzioso e calmo sembrava addormentarsi. 4n lontananza, uno steamer) appena visibile appariva rigando il cielo con una nube di vapore leggera e grigia sparpagliate in !uel delizioso deserto, alcune barche da pesca, simili a uccelli neri, posavano con grazia sui %lutti, e la costa spro%ondava con mare e cielo dentro una nebbia luminosa. Jean Donnard, sempre seduto al timone, non aveva rivolto una sola parola al suo e!uipaggio lui parlava solamente per dare ordini. 4 suoi uomini dormivano, sdraiati sulle reti a prua, il giovane mozzo preparava il %uoco per la zuppa di pesce. $ Stiamo andando alla deriva; disse Jean Donnard. 3e vele sono immobili. Svelto, ammainare e spingere sui remi. ,on si mosse nessuno. $ -bbene; mi hai sentito* grid' il padrone con voce tonante. 2llora, lentamente, Pierre Kerhuon si alz', guard' i suoi compagni con occhio astuto e, rivolgendosi a Donnard( $ Jean Donnard, disse, per te, oggi, sarebbe stato meglio non uscire... Sarebbe stato molto meglio; 2 sua volta anche il padrone si era alzato e tremava di collera. Kerhuon continu'( $ Jean Donnard, ti ricordi di Jac!ues Pengadec che era uscito anche lui e che non / mai ritornato* $ <uoi %are !uello che ti dico, villano bastardo* $ ,o, Jean Donnard. 4o no, e nessun altro !ui, hai capito bene; - Kerhuon, incrociando le braccia, guard' Donnard minaccioso. Jean Donnard si era subito calmato = non che avesse paura, ma voleva capire !uale idea di rivolta balenava nella testa di !uell#animale.
1 S.m.

>ingl.? nave a vapore. @

$ <ediamo, Pierre Kerhuon, disse con tono !uasi amichevole, sei dun!ue diventato pazzo* Perché ri%iuti di obbedirmi* $ Perché* domand' il miserabile strascicando le parole. Perché* &a lo sai bene, Jean Donnard. -# perché ci tratti come bestie, perché ci derubi perché, le tue case, tu le costruisci, i tuoi begli abiti, tu li compri col nostro denaro perché siamo stanchi di sgobbare per te, e bisogna che ci paghi in una volta sola tutto !uello che ci hai preso, perché, come Pengadec, tu non tornerai, e perché stai per morire, Jean Donnard; Dopo !ueste ultime parole, Jean Donnard, so%%ocato dal %urore, si scagli' su Kerhuon e, con un pugno, lo mand' a rotolare sul %ondo della scialuppa. &a subito %u a%%errato da sei braccia che lo strinsero, lo strangolarono lacerandogli la gola e %racassandogli la testa contro le alberature. $ 4n ac!ua; in ac!ua; urlava Kerhuon. 3#in%elice resisteva, aggrappandosi alle reti, ai remi, a tutto ci' che le sue mani incontravano. $ 4n ac!ua; ripeteva Kerhuon. 2llora, senza pi+ %orze, tramortito e sanguinante, si sent. sollevato al di sopra del bordo e il suo corpo cadde pesantemente in mare. 4l mozzo, spaventato, lanci' un grido e perse conoscenza. 4l sole era sparito dietro l#orizzonte lasciando nel cielo solo una debole luce rossastra. 3#ombra avanzava lentamente, solenne e terribile, e intorno non si scorgeva altro che il bianco riverbero dell#ac!ua, come un sudario, e il ri%lesso dei %ari %unesti che lampeggiavano sul mare. Gli uomini, curvati sui remi, spingevano con tutta l#energia delle braccia, e la scialuppa %uggiva. Pierre Kerhuon era seduto alla barra. Si discuteva su ci' che bisognava %are. $ 9isogna annegare il mozzo, disse Kerhuon. Parler" e saremo perduti. Ana debole voce, che sembrava uscire dall#ombra e scorrere sopra lo sciabordio del mare, raggiunse il battello. $ Pierre Kerhuon; Pierre Kerhuon; - Kerhuon ordin'( $ Guillame, a%%erra il mozzo e gettalo in ac!ua; Gettalo in ac!ua; 3a scialuppa %uggiva e la voce chiamava ancora.
B

$ Pierre Kerhuon; Pierre Kerhuon; - Kerhuon di nuovo ordin'( $ Tu, Joseph, prendi la ga%%a6 e, se il vecchio a%%iora, un bel colpo sulla testa mi hai capito* 3a voce si avvicinava, diventando !uasi riconoscibile. $ Pierre Kerhuon; Pierre Kerhuon; 4n !uel momento la notte era impenetrabile. Kerhuon non poteva vedere Jean Donnard ma ne udiva la voce, tanto vicina che si sent. come s%iorato dal suo so%%io. Cabbrivid.. -$Pierre Kerhuon, ascoltami. Tu mi hai ucciso... hai agito bene. &i sono comportato male con te, me ne pento... - poi, io sono vecchio, ho %atto il mio tempo. Tu mi hai ucciso... / giusto... ma il piccolo mozzo, lui, non ti ha %atto niente... 3ascialo vivere... ,on parler"... Di#, mio piccolo Dvon, che tu non dirai mai niente, mai... giuramelo... &a non lo vedi, Kerhuon, / cos. piccolo... ti porter" sventura... ,el nome della Santa <ergine, ti supplico;... &entre la voce parlava, dietro di sé Kerhuon sent. uno strano rumore, come il rumore di un animale che raspa. $ ,el nome della Santa <ergine &aria; Kerhuon si volse, con l#intero corpo che tremava, e vide una mano, una grande mano, la mano di Jean Donnard, che si agganciava al timone simile a un granchio. 2%%err' la barra brandendola in alto. $ Sbrigati, Guillame, grid', prendi il piccolo; 3a barra ricadde. ,ello stesso tempo si sent. una spaventosa bestemmia, poi la caduta di un corpo in mare. 3a brezza, subito, si alz'. 3a scialuppa s#inabiss' velocemente dentro la notte = disparve e le ac!ue ritornarono tran!uille e mute, costellate solo dai pallidi %uochi dei pescatori che danzavano sopra i loro gavitelli di sughero. « Les Eaux muettes » Le Gaulois, 17 giugno 1884 Lettres de ma chaumière, novembre 1885 Traduzione di Albino Crovetto
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Eant. provz. gaf, di etim. incertaF s.f. >mar.?. G

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