2

2.4

IL PROCESSO COGNITIVO
IL METODO FENOMENOLOGICO

La fenomenologia è la disciplina indirizzata allo studio dei fenomeni. Fondata da Edmund Husserl (filosofo e matematico austriaco naturalizzato tedesco nonché discepolo di Franz Brentano) ha visto le sue origini nell'Europa continentale di fine ' !! e inizio '"!!# sviluppandosi con caratteristiche proprie in particolare modo nelle citt$ di Fri%urgo e di &ottinga' centri di studio che diedero origine alle scuole fenomenologiche dall'omonimo nome. (ttenendoci a ci) che riportava il padre fondatore della fenomenologia# *uesta nuova disciplina nasce dalla pretesa di una filosofia come scienza rigorosa con lo scopo di rivendicare uno statuto epistemico al pari delle scienze naturali. +econdo Husserl# infatti# codesta ,epistemicit$- è sempre state assente in tutte le dottrine filosofiche antecedenti alla fenomenologia. e scrive'
/+in dai suoi primi inizi la filosofia ha avanzato la pretesa di essere scienza rigorosa e# precisamente# la scienza in grado di soddisfare le pi0 elevate esigenze teoretiche e di rendere possi%ile# in prospettiva etico religiosa# una vita regolata da pure norme razionali. 1uesta pretesa è stata fatta valere ora con maggiore ora con minore energia# senza essere per) mai completamente a%%andonata# neppure nei tempi in cui gli interessi e le capacit$ per la pura teoria minacciavano di venir meno o in cui le forze religiose soffocavano la li%ert$ della ricerca teoretica. 2n nessuna epoca del suo sviluppo la filosofia è stata in grado di soddisfare la pretesa di essere scienza rigorosa. neppure nell'epoca moderna che# pur nella molteplicit$ e contrapposizione degli orientamenti filosofici# si sviluppa dal 3inascimento fino ad oggi in una direzione essenzialmente unitaria. 4erto# l' ethos dominante della filosofia moderna consiste proprio in *uesto# che essa# invece di a%%andonarsi ingenuamente all'impulso filosofico# intende costituirsi come scienza rigorosa mediante la riflessione critica# attraverso ricerche sempre pi0 approfondite sul metodo. 5a l'unico frutto maturo di *uesti sforzi fu la fondazione e la progressiva autonomia delle scienze rigorose della natura e dello spirito# nonché delle nuove discipline puramente matematiche. La filosofia stessa# in *uel senso particolare che solo ora si viene a distinguere# continuava ad essere priva del carattere di scienza rigorosa6 7.

1uesto desiderio condusse Husserl all'ela%orazione di uno specifico metodo di indagine cognitiva chiamato appunto metodo fenomenologico. +iffatta metodologia si articola su due fasi costitutive# definite dallo stesso Husserl /riduzione eidetica6 e /riduzione trascendentali6# per mezzo delle *uali è possi%ile attri%uire# appunto# alla filosofia il carattere ,scientifico- tipico delle scienze fisiche.
7 Edmund H8++E3L# ,9hilosophie als strenge :issenschaft-# in' Logos# 7"77. trad. it.' La filosofia come scienza rigorosa# Laterza# Bari# ;!!<# =>?.

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piuttosto che dal . ( proposito riprendo un passo di &adamer# cultore ed erudita della fenomenologia# che scrive' . Lineamenti fondamentali di fenomenologia e teoria della ragione# 3u%%ettino# 4atanzaro# . 2n netta opposizione al neopositivismo @ corrente filosofia fortemente criticata dalla scuola di pensiero di Husserl @ la fenomenologia orienta la sua indagine non pi0 su *uesta medesima fattualit$ dei fenomeni# *uanto piuttosto alla loro essenza.!!".4odeste . La fenomenologia @ Husserl lo dichiara in La cosa e lo spazio2 @ ci dice che esiste *ualcosa di gi$ costituito# di pre>costituito a prescindere dal soggetto# ma che è solo per mezzo dell'agente epistemico che se ne pu) prendere atto e parlare sensatamente. 2 . 4he esistano dei fenomeni fisici la fenomenologia non lo mette in discussione# ma si interroga piuttosto se la realt$ si possa ridurre solamente a ci) che è meramente empirico e fattuale. 4i sono dei fenomeni (fisici) che come tali si trovano al di fuori del soggetto conoscente# ma che nel loro essere esperiti (vissuti) si trovano nel soggetto# nella sua coscienza. Aonostante ci) il filosofo di &ottinga ne condivide la sostanziale differenza e ri>utilizza *uesta distinzione anche nelle sue opere.) divenuti fenomeni psichici3.trascendentale moderno.trascendentale classico. (nche nella seconda riduzione# infatti# è il soggetto colui che si domanda *ual è il senso# l' eidos# dei fenomeni. (%%iamo mostrato l'inconsistenza di *uei metodi che partendo dal cosiddetto .riduzioni. (mmettere che esistono fenomeni fisici (entit$ o oggetti) e che in *uanto tali sono collocati in una dimensione trascendente la coscienza dell' ego è forse l'aspetto pi0 importante di tutta la fenomenologia.sono delineate con diligenza da Husserl nell'opera intitolata' Idee per una fenomenologia pura e per una filosofia fenomenologica. 2n ultima istanza ci) è ricollega%ile alla mancata attri%uzione del carattere intenzionale dell'atto cognitivo (intenzionalit$ che al massimo fluttua tra mente e rappresentazione)# ma nella fenomenologia# nonostante anch'essa muova le proprie analisi dalla sfera del pensiero# non è corretto parlare di immanentismo della coscienza o comun*ue di non intenzionalit$ dell'atto cognitivo. 1uei fenomeni fisici posti in uno spazio>tempo trascendente il soggetto sono in *uanto conosciuti (vissuti in *ualsiasi delle percezioni sensi%ili' uditi# veduti# toccati# ecc. e la riduzione trascendentale come momento di riflessione sulla ricerca (e non costruzione# *uesto punto è fondamentale) di senso dei fenomeni. = La distinzione tra fenomeni fisici e psichici non è propriamente di Husserl ma del suo maestro Brentano. Edmund H8++E3L# La cosa e lo spazio.non sono riusciti a riagganciarsi al mondo *uale %ase regolatrice del criterio di verit$ dell'essere delle cose. rappresentazioni# giacché *uesta volta posti nella coscienza del soggetto che attraverso degli atti percettivi li ha registrati come tali' ecco compiuta la seconda riduzione fenomenologica. nella *uale l'autore presenta# per l'appunto# la riduzione eidetica (ovvero la riduzione all'essenza) come la ricerca del senso dei fenomeni. e per far ci)# ossia per mettere in pratica la prima delle due riduzioni# la fenomenologia non pu) non avvalersi dell'/io6 *uale soggetto agente di *uesta riduzione essenziale. 2l soggetto e l'auto> evidenza riservata alla certezza dell'esistenza dell'/io6 sono costanti imprescindi%ili in tutto il metodo fenomenologico.

trad. II. Le cose stesse non sono gli /oggetti o%iettivi6 Bo%ieDtive &egenstEndeC nella posizione d'essere trascendente# ma ci) che è intenzionato in *uanto tale BFermeintheitC e che# esperito nel riempimento degli atti intenzionali# è /immediatamente intuito6 e non rappresentato per mezzo di segni o sim%oli6? Gnestamente parlando è il caso di avanzare una delucidazione. 5a egli non ha screditato in maniera altrettanto decisa l'impostazione della teoria della conoscenza che sta alla %ase dell'opposizione realismo>idealismoM Husserl non sottolinea esplicitamente che il passaggio alla riflessione trascendentale presupporre%%e gi$ l'/avere il mondo6 della coscienza riflettente e che il tentativo di giustificarlo gnoseologicamente significhere%%e l'a%%andono dell'atteggiamento trascendentaleM6.# =I. trad. Gra# è %ene sottolineare che dalle letture di alcune opere di Husserl si apprende che nonostante egli ammettesse il carattere intenzionale della coscienza# tale intenzionalit$ sem%ra articolarsi esclusivamente all'interno di un soggettivismo immanentista. it. it. 3 .!! # =. < Edmund H8++E3L# Logische "ntersuchungen. Hale analogia chiaramente non va a toccare la struttura formale di *ueste due filosofie (il sintetico a priori Dantiano è decisamente differente dalle due riduzioni di cui parla Husserl)# ma si riferisce piuttosto al carattere immanente della coscienza# ossia all'impossi%ilit$ della coscienza di riferirsi intenzionalmente agli enti sostanziali ed individuali. +pesso infatti il metodo fenomenologico è stato e*uiparato ed incorporato all'altro grande metodo trascendentale della modernit$' *uello Dantiano. 2l +aggiatore# 5ilano# . ? Hans>&eorg &(J(5E3# Die Phänomenologische e!egung. +criveva che' /in rapporto al contenuto intenzionale inteso come oggetto dell'atto va distinto l'oggetto nel modo in cui viene intenzionato e l'oggetto che viene intenzionato 6<.idealista trascendentale-' c'è chi sostiene che avendo separato l'essenza dall'esistenza (nella riduzione eidetica) il filosofo di &ottinga non riuscisse pi0 a dare una giustificazione epistemica di *uest'ultima. 2nfatti# nella *uinta delle Ricerche Logiche *uando il Fenomenologo si interroga sul contenuto intenzionale nel senso di oggetto intenzionale# pare che egli si riferisca alla rappresentazione piuttosto che all'ente nella sua ontologia fondamentale *uale oggetto intenzionale.!!<# 7 K. 7"!7. +crive' /L vero che l'idealismo deduce dall'analisi della coscienza il suo contenuto complessivo# senza avere %isogno in alcun modo dell'esterno. I Foglio *ui riportare delle domande che Hans>&eorg &adamer si pone sul fatto se fosse corretto o meno identificare la fenomenologia di Husserl come una filosofia idealista.' Ricerche logiche ( )ol. 9er *uesto motivo# talora Husserl è stato identificato come un .realista trascendentale-# poiché# anche se la sua indagine si orienta all' essenza dei fenomeni# ne suppone necessariamente l'esistenza *uale fondamento ontologicoI./era inoltre chiaro che solo il ritorno agli atti intenzionali avre%%e potuto procurare *uell'/auto>offerenza6 Bsel%stge%ungC nell'evidenza intuitiva che costituisce l'essenza della fenomenologia. talvolta# al contrario# lo si è creduto un .' Il movimento fenomenologico# Laterza# 3oma>Bari# . +enza l'/intendere6 non vi è un tale /riempimento6 di ci) che è inteso.. ma ci) non vale anche per il progetto della fenomenologia husserlianaM 4erto# essa non conosce l'ideale della deduzione' Husserl parla di /costituzione6. #!eiter $eil% "ntersuchungen zur Phanomenologie und $heorie der &r'enntnis. 7"I=. Hans>&eorg &(J(5E3# cit.

Jifatti# suddette scuole di pensiero pur avviando le proprie inferenze filosofiche da punti radicalmente opposti @ dal lato del soggetto la fenomenologia e dal lato dell'oggetto il realismo @ giungono a mio avviso alla medesima verit$. (i fini di *uest'opera non interessa vedere in che modo la fenomenologia a%%ia assunto un taglio critico *uando utilizzata da Husserl# da +tein o da altri fenomenologi# *uanto è invece importante soffermarci sul metodo e su come esso effettivamente si presenta. 2n molti hanno creduto che la fenomenologia ed il realismo @ e per realismo intendo tutta *uella filosofia che suppone l'esistenza di un mondo ontologicamente eNtra>soggettivo e la teoria della verit$ come una forma di adeguazione tra forma dell'oggetto e mente del soggetto @ si escludessero a vicenda. La suora carmelitana tradusse per la prima volta in lingua tedesca la cele%re opera di Hommaso d'(*uino +uaestione Disputate de )eritate. ma è nella sua pi0 grande K 4on linea di contatto vogliamo *ui intendere la supposizione di una realt$ gi$ esistente in sé e per sé# e l'azione intenzionale dell'atto cognitivo nello sviluppo e costituzione del processo cognitivo. Aon è poi tanto strano# ne tanto meno impossi%ile# che si possa giungere al medesimo risultato pur partendo da punti di vista diametralmente opposti. 5a su *uesto punto non sono d'accordo. 4 . ella infatti# orientando le sue ricerca sia sulla fenomenologia che sul realismo è riuscita ha trovare *uel comune denominatore affine a *ueste dicotomiche concezioni di pensiero.(d una prima analisi potre%%e sem%rare che# appunto# il metodo fenomenologico non presupponesse un momento intenzionale nell'atto cognitivo. La sottile linea di contattoK tra realismo e fenomenologia è rintraccia%ile nello specifico nel pensiero di Edith +tein. La stessa scienza matematica ci insegna che è possi%ile ricavare l'area di un triangolo adottando sistemi assiomatici differenti# *uale per esempio il sistema euclideo e *uello lo%aOevsDiPano# e ottenere comun*ue la stessa reale superficie del triangolo esaminato. Fenomenologia e realismo hanno la comune convinzione @ e supposizione per l'articolarsi del processo cognitivo @ che esista un mondo costituito da enti (per il realismo)# e fenomeni (per la fenomenologia)# *uale sostrato comune che rende possi%ile l'adeguazione dell'intelletto alla forma dell'oggetto per il realismo# e le due riduzioni# eidetica e trascendentale# per la fenomenologia# al fine del conseguimento della verit$. 2nvero# se nella fenomenologia di Husserl *uesto sem%ra# a tutti gli effetti# poco chiaro# nella fenomenologia di Edith +tein @ altra nota fenomenologa nonché allieva e assistente dello stesso Husserl @ è evidente a tutti l'importanza che l'intenzionalit$ ricopre nel metodo in esame. 1uesto dovre%%e *uantomeno far riflette coloro che aprioristicamente separano tali dottrine# ripensando se davvero devono venire lette sotto un'ottica di esclusione ( out*out) invece che in *uella @ come io propongo @ di congiunzione (et*et). 5a è davvero corretto intendere *ueste due posizioni di pensiero come opposte se non addirittura contraddittorieM 4rediamo di no.

!!"# 7!<.visione del mondotipicamente egocentrica# dove è sempre il soggetto# con le sue certezze e relative evidenze# a postulare sistemi assiomatici e metodi di indagine cognitiva al fine di una conoscenza rigorosa ed incontroverti%ile. La filosofia di Husserl si presenta a suo avviso come . 1uesta egemonia del soggetto sull'ente tipica dell'essenza della filosofia moderna tout court condusse alla spaccatura tra la sfera dell' ego e *uella del (ngela (les Bello sulla divergenza che sussiste tra fenomenologia e realismo# e pi0 nello specifico tra Husserl e Hommaso# fa notare come Edith +tein nel saggio La fenomenologia di . fede.@ come a%%iamo gi$ detto @# a recuperare il cosiddetto .trascendentale classico-. Edizioni +tudium# 3oma# .egocentrica-# perché prescinde dalla *uestione riguardante la prima verit$' /La verit$ prima# il principio e il criterio di tutte le verit$ è Jio stesso. Ggni volta che una cosa viene ritenuta certa ed evidente dalla mente dell'agente epistemico# *uesta non pu) che non essere anche ritenuta vera. 9roprio in *uesto testo è possi%ile notare come +tein# che dapprima aveva fatto emergere che la divergenza tra realismo e fenomenologia risiedeva nell'auto>evidenza della/coscienza6 *uale proprium dell'indagine cognitiva# per mezzo dello stesso /io6 ha potuto recuperare l'ente *uale criterio ultimo di verit$# mettendo in luce la vicinanza tra la scuola fenomenologica e la metafisica classica . (nche il metodo fenomenologico nasce all'interno di *uesta .usser e la filosofia di san $ommaso d'-/uino focalizzi una seconda e altrettanto importante considerazione.teocentrica-. 4osicché# l'intenzionalit$ a cui fanno riferimento i fenomenologi è %en lungi da *uella delle altre scuole di pensiero post>cartesiane. &sistenza. Jice (les Bello' /2n secondo luogo emerge BQC un'interessante oscillazione fra avvicinamento e contrapposizione delle due posizioni# *uella di Husserl e di Hommaso d'(*uino# lette seguendo il filo conduttore della ricerca della verit$ e delle vie per raggiungerla. (ngela (LE+ BELLG# &dith 0tein o dell'armonia. Aon a caso negli anni si sta riscoprendo un'interesse per la fenomenologia anche da parte di coloro che sono sempre stati difensori dell'impostazione del realismo filosofico# e ci) è dovuto proprio al fatto che la fenomenologia è riuscita# pur partendo dal .trascendentale moderno. L'intento della +tein era per l'appunto di differenziare il metodo fenomenologico dalla forma mentis tipica della filosofia moderna al fine di rivendicare il carattere prettamente intenzionale dell'indagine fenomenologica. 1uesto è per Hommaso il primo assioma filosofico# se si vuole cosR denominarlo. Jopo Jescartes i termini primitivi del linguaggio e le trans>categorie comuni a tutti gli enti hanno iniziato ad essere sempre pi0 dipendenti dalla mente dell'agente epistemico fino ad essere considerati imprescindi%ili da essa. 5 . pensiero. (ll'interno di *uesto vero e proprio /schema concettuale6 del soggettivismo moderno# il ritenere come vero l'/essere> vero6 di una cosa# fenomeno o rappresentazione che sia# altro non è che la necessaria conseguenza del suo /essere>evidente6. Ggni verit$# della *uale possiamo impadronirci# deriva da Jio6. E perci) la filosofia prima deve muovere da Jio e delucidare l'idea di Jio# tutte le altre *uestioni filosofiche si de%%ono inserire in *uesto sfondo# in *uesto senso la filosofia di Hommaso è .opera metafisica# Potenz und -'t# che avvicina concretamente la filosofia scolastica di Hommaso alla fenomenologia husserliana.

4ontinua la +tein riprendendo l'(gostino del De $rinitate che' /Hutte le volte che lo spirito umano nella sua ricerca della verit$ ha cercato un punto di partenza infalli%ilmente certo# si è im%attuto in *uesto *ualche cosa inevita%ilmente vicino' il dato di fatto del proprio essere.' Potenza e atto% 0tudi per una filosofia dell'essere# (ngela (LE+ BELLG (ed.)# 4itt$ nuova# 3oma# . l'oggetto è sempre correlato intenzionale.. 5a *uello del pensare è per la fenomenologia solo uno degli innumerevoli vissuti che si possono esperire della realt$.. ( differenza della metafisica aristotelica>tomista che ritiene che è l' ente il primum cognitum @ e analogamente la prima verit$ dalla *uale tutte le altre dipendono @# per la fenomenologia la cognizione originaria d' essere non è rivolta ad altro da sé# %ensR è il /suo vivere6# ovvero la certezza riposta nell'evidenza della /coscienza6 che si coglie come /un>io>che>esiste>in>*uanto>vive>*ualcosa6. 2l percorso intellettuale che offre il metodo fenomenologico sappiamo %ene che deriva dalla concezione moderna del trascendentale ma che non si riduce a *uesta. 5a cosa c'è di fondamentalmente differente tra *ueste mappature concettuali e la fenomenologiaM 4ome ha potuto la fenomenologia risanare la spaccatura io>mondo# soggetto>oggetto @ solo per citarne alcune @ se d'altronde anch'essa si sviluppa all'interno dello schema originario del soggettivismo modernoM 9er i filosofi di matrice moderna cosR come per i fenomenologi l' essere si riduce essenzialmente all'essere*oggetto per un soggetto. ( differenza del cogito cartesiano che pensa se stesso in modo auto>referenziale# la fenomenologia si distingue per il suo /pensare>*ualcosa6# per il suo pensare un /essere>oggetto6. 4'è# fra *uelle che ci restano# una conoscenza ugualmente certa di *uella che a%%iamo di vivereM (Q) Q perché *uesto non si vede con l'occhio della carne. spaccatura che in %ase al /su%>schema concettuale6 adottato all'interno dello schema pi0 originario del /soggettivismo moderno6# ha portato a parlare di visioni del mondo a stampo empirista# idealista# razionalista# nichilista e# infine# relativista della realt$ tutta. it. 7"=7. 5a per *uest'ultimi l'essere>oggetto non è una mera rappresentazione costruita per mezzo delle cosiddette . +u *uesto argomento scrive la +tein' /2l dato di fatto primo e pi0 semplice# del *uale siamo immediatamente certi# è *uello del nostro essere. (Q) Q 5a colui che# con scienza certa# sa di vivere non dice' . BQC La certezza d'essere è certezza irriflessa che precede tutte le conoscenze razionali6 ". trad.mondo.+o di " Edith +HE2A# Potenz "nd -'t. /. 0tudien zue einer Philosophie des seins.forse tu dormi senza saperlo# e *uello che tu vedi lo vedi in sogno-.categorie trascendentali-# *uanto piuttosto è l'aspetto essenziale di un ente gi$ dato# costituito e pre> costituito# che esiste indipendentemente dal soggetto che lo pensa. BQC 1uesta certezza d'essere precede tutte le conoscenze. 4'è un vissuto che la scuola fenomenologica per) ritiene in un certo *ual modo il pi0 vicino e originario al proprio essere# e *uesto è riconduci%ile alla percezione che il soggetto ha del proprio /io6 come un /io>vivente6.!!=# < . L come una scienza interna che noi sappiamo di vivere# cosicché un filosofo dell'accademia non pu) non o%iettare' . 6 .

Ivi# K=. ma lo è nel senso di ci) che mi è pi0 vicino# che è da me insepara%ile e perci) come punto di partenza al di l$ del *uale non si pu) andare. ergo sum# ma vi si trova in modo immediato' pensando# sentendo# volendo o in *ualsiasi moto dello spirito sono e sono consapevole di *uesto essere. oltre ad essere una deduzione# e *uindi *ualcosa di non immediato e spontaneo 77# si distingue ulteriormente dalla certezza del vivere per il fatto di essere un puro pensiero chiuso in se stesso# un semplice / ego*cogito6 e non un /ego*cogito*cogitatum6' specificazione che l'avre%%e ricollegato al contenuto intenzionale di ci) che il cogito stesso avre%%e conosciuto. L'asserzione /io>sono>in>*uanto>vivo6 è un'intuizione spontanea ed irriflessa che per tale motivo pu) essere considerata come una certezza# o meglio come la prima e pi0 radicale delle certezze. 4osR# nell'opera &ssere finito e essere eterno # la discepola di Husserl chiarisce che' /1uesto Bil fatto di vivereC non viene ricavato o dedotto# come sem%ra indicare la formula cogito. 1uesta certezza del proprio essere è in certo senso la conoscenza pi0 originaria' non è la prima nell'ordine temporale# poiché l'/atteggiamento naturale6 dell'uomo è rivolto innanzi tutto al mondo esterno# e occorre molto tempo prima che egli trovi finalmente se stesso. Edith +HE2A# &ssere finito e essere eterno. Edith +HE2A# Potenza e atto% studi per una filosofia dell'essere # cit. trad.. La +tein# a proposito# muove anche una dura critica alla filosofia di 4artesio in *uanto sostiene che *uella propinata dal filosofo francese *uale prima certezza# in realt$ non è una conoscenza intuitiva ed immediata# *uanto invece il fine di un'operazione intellettuale# condizione che non le riserva il presunto carattere di evidenza che invece le veniva attri%uito.so di vivere-# dun*ue che dorma o che sia sveglio# vive6 7!. L'evidenza del vivere proietta la coscienza intenzionalmente verso ci) che è vissuto' l'erle1nis non è mai per la fenomenologia pura forma @ almeno per l'io individuale. 1uesta certezza d'essere è certezza /non riflessa6# si pone prima di ogni altro pensiero riflesso# /volto all'indietro6# con cui lo spirito# per considerare se stesso# esce dall'originario atteggiamento della propria vita# diretto verso gli oggetti6 7. 77 Ael 7"=7 la +tein sem%rava propendere verso una diversa considerazione del cogito 4artesiano. 7.# K=.# < C# ma nel 7"=K in &ssere finito ed essere eterno# come si legge anche dalla nota =!? di *uest'opera# dice che la formula del cogito ergo sum sem%ra essere ricavata o dedotta. 2nfatti# dice sempre la +tein che la certezza cartesiana del cogito ergo sum..' &ssere finito ed essere eterno. it. 7 . Per un'elevazione al senso dell'essere# 3oma# 4itt$ Auova# 7" # K. 4fr. 2n Potenza e atto scriveva che' /cogito ergo sum non è un'inferenza# ma una certezza semplice6 B4fr. e non lo è nemmeno nel senso di un principio da cui si possono dedurre logicamente tutte le verit$ o in %ase al *uale commisurare tutte le altre.essere sveglio-# ma . Ja come si pu) leggere nell'ultima riga del passo sopra riportato per l'allieva di Husserl la certezza del vivere rimanda ad un'altra dimensione che in un certo *ual modo trascende la sfera della coscienza# ossia si dirige verso la dimensione dei fenomeni fisici# *uelli esistenti indipendentemente. cit. il discorso si fa pi0 complicato se per erle1en si intende il vissuto puramente dato in relazione all'io puro# *uello esente da ogni determinazione @ poiché l'esperienza del vivere 7! Edith +HE2A# &ndliches und e!iges 0ein# 7"=K.

E proprio perché la ricerca sia in Hommaso che in Husserl si presenta con *ueste 7= Hans>&eorg &(J(5E3# Il movimento fenomenologico.*ualcosa. +eppur ella# a causa del metodo fenomenologico# si muove esclusivamente all'interno della coscienza# avendo *uindi come diretti oggetti cognitivi i fenomeni psichici# comprende che sul piano ontologico devono esistere necessariamente dei fenomeni fisici che trascendono la sfera delle rappresentazioni# e che come tali sono sostanze fondamentali dalle *uali le stesse rappresentazioni vengono edotte. ( sostegno della reintroduzione dell'ente dice %ene la +tein *uando fa notare che se è vero che Husserl parla esplicitamente dell'eliminazione del momento dell'esistenza nella riflessione fenomenologica# d'altro canto fa notare come sia la fenomenologia che la metafisica classica fanno partire le relative indagini cognitive dal frutto dell'esperienza dei dati sensi%ili dell'ente eNtra> mentale. 1uesto proiettarsi verso altro da sé della coscienza è evidenziato anche da Hans>&eorg &adamer che nella sua famosa opera dal titolo . 8 . BQC Aon vi sono nella coscienza immagini rappresentative degli oggetti# cosR che l'autentico pro%lema della teoria della conoscenza sare%%e *uello di garantire la loro adeguatezza alle cose. Il movimento fenomenologico2 scrive' /La sua intuizione fondamentale Bdella fenomenologiaC è che la coscienza non è in nessun modo chiusa in sé# nella *uale le sue rappresentazioni sono incluse come in un mondo interno proprio. 1uesta interpretazione della +tein ci fa notare un'ulteriore assonanza di pensiero tra il suo maestro e l'(*uinate che (ngela (les Bello cosR sintetizza' /+i sottolinea# *uindi# una continuit$ nel modo di intere la ricerca filosofica# l'identit$ di un atteggiamento essenzialmente realistico# che crede nella scoperta razionale delle cose. 7? L'astrazione dei caratteri essenziali dell'ente al fini di sta%ilirne la sua propria definizione (il processo dell'inferenza induttiva aristotelica per capirci)# rimanda direttamente all'altro punto di contatto tra Husserl e Hommaso circa la distinzione tipica della metafisica classica tra /essenziale6 e /accidentale6.# K. La riduzione trascendentale infatti non è un processo che crea senso ai fenomeni# che in un certo *ual modo li costruisce e3*nihilo o mediante categorie a priori# %ensR è *uel processo che ne ricerca il senso.del singolo individuo è sempre relazionata all'esperienza del /vivere>*ualcosa6. al contrario# essa è# in %ase alla sua propria struttura essenziale# gi$ da sempre presso le cose B%ei den +achenC. La profonda analisi fenomenologica sulla genesi cognitiva dell'umano porta a considerare la coscienza primariamente come un atto intenzionale e solo secondariamente come un atto rappresentazionale. in *uanto anche per l'(*uinate si parte sempre dal dato esistenziale dal *uale astrarre (intus*legere per Hommaso) i caratteri essenziali dell'ente di studio7?.altro non è che l'/ente6 nella sua ontologia fondamentale. cit. E *uesto . 4i) che la fenomenologia mette in risalto nella riduzione eidetica è un punto cruciale anche per la metafisica di Hommaso. ci) sta a dimostrare come Edith +tein non veda nella fenomenologia# e mi sem%ra molto giustamente# una semplice analisi metodologica# ma la intenda come una vera ricerca filosofica. BQC La conoscenza è intuizione# e nel caso della percezione immediata ci) significa' datit$ in carne ed ossa di ci) che è conosciuto nella percezione67=.

4erto# per la fenomenologia l'oggetto è sempre in riferimento al soggetto perché senza *uest'ultimo *uale fondamento epistemologico non avre%%e senso# appunto# parlare di oggetti (fenomeni) e# conseguentemente# del loro valore di verit$Sfalsit$. e scrive' /8n altro punto# molto indicativo# per sta%ilire il passaggio compiuto da Edith +tein dalla fenomenologia al pensiero medioevale e# in un primo momento# in particolare al tomismo# riguarda il pro%lema dei valori che scaturisce dalla stessa analisi del sentire6. -lessandro elli 7< (ngela (LE+ BELLG# &dith 0tein. La passione per la verit6. *uello cioè dell'evidenziazione del momento essenziale67<.# 2# . Ji contro parte in una concezione classica del fare filosofica (in particolare in Hommaso) *uesto pro%lema non si pone per il suo pregnante atteggiamento realistico e per il fatto che la filosofia è pur sempre considerata ancilla theologiae. 1uest'ultimo enunciato non sare%%e condiviso @ a mio avviso @ dalla fenomenologia in *uanto il metodo fenomenologico non pu) eludere dalla centralit$ che il soggetto viene ad avere. 7I (ngela (les Bello mette in luce anche un ulteriore fatto circa l'adesione della +tein al pensiero di Hommaso. La passione per la verit6# cit. Edizioni 5essaggero 9adova# 9adova# 7"""# I7. 2# . 4fr.# < ><".trascendentale classico. Bisogna tener presente per) che la verit$ per la fenomenologia è sempre in relazione al soggetto# in *uanto non avre%%e senso parlare di verit$ se non ci fosse colui che comprende il senso dei fenomeni. L'atteggiamento teoretico della fenomenologia nella ricerca della verit$ *uindi# pur differendo formalmente nel metodo di indagine da *uello dal realismo della tradizione# condivide con esso l'assunto dell'esistenza di enti ontologicamente eNtra>soggettivi *uale %ase ontologica e criterio di verit$. (nche per il realismo *uesto è vero tanto che Hommaso nel De )eritate afferma che se non ci fosse nessun intelletto verre%%e meno la nozione di verit$ (4fr. 9 . Ho preferito non entrare nel merito di *uesta osservazione giacché non la ritengo essere un punto di diretto interessamento per il fine di *uesta dissertazione. (ngela (LE+ BELLG# &dith 0tein. 1uesta è la svolta dal .).trascendentale moderno..(l'essere) ed il conseguente recupero dell'ente *uale fondamento ontologico per *uello epistemologico45. Ed ecco anche *ui un altro punto di contatto fra Husserl e Hommaso# strettamente conseguente al primo.(il pensiero) al . De )er.caratteristiche %ene delineate si pu) parlare di /filosofia perenne6 come indagine rivolta a rintracciare ci) che è essenziale. 5a nel momento in cui il soggetto epistemico attraverso la sua certezza di vivere# e di /vivere>*ualcosa6# coglie il senso dei fenomeni# comprende anche che tali fenomeni prima ancora di /avere>senso>per>noi6# devono esistere per se stessi. De )er.)# anche se poco pi0 avanti nella stessa opera ri%adisce che anche se non esistesse l'intelletto umano le cose si dire%%ero vere in ordine all'intelletto divino (4fr.

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