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LE CORNICI DORATE

Introduzione Quando si guarda unopera darte lattenzione dellosservatore cade raramente sulla cornice, senza pensare c e !uestoggetto completi il dipinto" #econdo la prospettiva dellanalisi storico$ artistica sono relativamente poc i gli anni a partire dai !uali si % cominciato a indagare sulla cornice in modo sistematico, anc e a causa della scarsit& di dati certi, di documenti o di 'i'liogra(ia" )oc e sono le cornici antic e c e ci consentono unattri'uzione certa o una datazione ed esiguo % il numero dei dipinti c e possiedono le cornici originarie e integre *rovinate in molti casi da restauri azzardati o da ridorature posteriori+" Il ruolo della cornice % !uasi sempre stato un ruolo ornamentale, su'ordinato al dipinto e al gusto dellepoca e non vi % mai stata reticenza o scrupolo, !uindi, nel sostituire modi(icare o riadattare le cornici" ,olto spesso !uesto avveniva, non a causa di pro'lemi di conservazione o restauro, ma in 'ase alla moda o al gusto del collezionista, !uasi come - firma- della propria collezione" Nella''inamento !uadro$cornice, !uasi sempre si operavano scelte tenendo poco conto dei modelli, dellartista, del luogo di origine del dipinto, della sua struttura artistica o dei suoi colori, e privilegiando invece la ricc ezza delle decorazioni e lo s(avillio delle dorature" . solo verso la met& del /I/ secolo c e si riconosce alla cornice originaria valore rispetto al dipinto e si valuta la loro stretta relazione artistica e storica, al punto tale c e per colmare le carenze di cornici storic e si eseguono copie nella (orma antica e secondo le modalit& di (a''ricazione tradizionali0 % una sorta di rivalutazione, per1, c e porta aggiunte e variazioni alloriginale e c e ne alterano la coerenza" #i pu1 leggere una cornice !uindi da un nuovo punto di vista0 !uello estetico, dellevoluzione del gusto" Anc e perc 2 levoluzione delle cornici va di pari passo con !uella dellarte, ognuna di esse racc iude un pezzo di storia, la maestria artigianale, una scuola di 'ottega e molto altro" Storia della cornice Limpiego di cornici lignee % documentato (in dallantic it&, ma (u nel periodo gotico c e !ueste strutture cominciarono ad assumere dimensioni notevoli e (orme articolate" Le cornici dei polittici erano spesso scolpite e impreziosite da rilievi in stucco dorati, c e riproducevano in miniatura slanciati pinnacoli e altri elementi arc itettonici tipici del periodo0 ela'orate da artigiani di grande maestria, erano considerate parte integrante dellopera" Nel rinascimento con lo sviluppo della nuova (iloso(ia umanistica, le arti diventano portavoce delle nuove idee c e pongono luomo e le sue capacit&, come la sua creativit&, al centro delluniverso, con un conseguente diverso rapporto con il divino" Anc e la cornice segue !uesta (iloso(ia, da copia del motivo arc itettonico della cattedrale o della c iesa diventa pi3 so'ria, di (orma pi3 semplice, rettangolare o centinata, seguendo le nuove concezioni prospettic e e unitarie dello spazio dipinto" Anc e se rimaneva ancora di((uso un tipo di cornice allantica, divisa in tre comparti0 una sorta di tra'eazione o una lunetta istoriata era retta da sottili pilastri, c e delimitavano il pannello centrale poggiando su uno zoccolo4 !uestultimo, recante altri pannelli (igurati, costituiva la cosiddetta predella" Risale al Cin!uecento anc e luso di cornici rotonde, scolpite con motivi a (estoni di (iori e (rutta" 5n caso a s2 % costituito in(ine dalla cornice cosiddetta sansoviniana, sormontata da un masc erone e delimitata ai lati da cariatidi" Con let& 'arocca le cornici divennero molto ela'orate, arricc ite da altorilievi e dorature, e assunsero (ogge asimmetric e o curvilinee, tanto stravaganti da distur'are la visione dellopera" Con lo stile neoclassico la reazione allesu'eranza 'arocca impront1 anc e la produzione di cornici, dettando (orme pi3 austere e decorazioni pi3 delicate *(oglie dacanto, 'accelli, g irlande+" ,olto ric ieste erano inoltre le cornici veneziane in vetro di ,urano o di legno laccato"

Nel corso dellOttocento, il secolo delleclettismo e dei revival, lo stile delle cornici vari1 notevolmente, condizionato dalle mode4 gli impressionisti pre(erirono spesso cornici del colore naturale del legno, c e inter(erissero meno possi'ile con la percezione del dipinto" 6i& nella prima met& del Novecento, in(ine, cadde ogni limitazione in (atto di (orme, colori, decorazioni e materiali nella realizzazione delle cornici" I principali stili che caratterizzano le cornici Quelli c e seguono sono gli stili artistici pi3 comuni, la cui terminologia ricorre (re!uentemente" La (antasia dellartigiano non si % di certo (atta limitare dai materiali, cos7, nel corso dei secoli, la cornice a conosciuto le costruzioni pi3 strane e anc e pi3 ardite" #i parte dal metallo s'alzato, spesso poi verniciato in una specie di (into legno laccato, per (inire con il gesso" In epoc e moderne, specie per le cornici c e ornano gli specc i, % stato utilizzato anc e metallo tu'olare in ottone o, pi3 raramente, in (erro dorato" A 8enezia, patria italiana delle cornici, non possono mancare ela'orati in vetro" )i3 c e di vetro vero e proprio, % giusto parlare di elementi in vetro lavorato, applicato sulla 'ase con c iodini pieg evoli di metallo dolce" Ogni cornice risulta essere un insieme composito di pezzi mo'ili, dove ogni minuscolo particolare % il risultato di una lavorazione di((erente" In !uesto modo sono necessari due artigiani per la realizzazione0 uno alla (ornace e poi alla mola per realizzare i componenti e uno c e assem'li il tutto" #pesso molte cornici, specie !uelle a muro, anno conosciuto il gesso al posto del legno, per motivi dovuti a maggiore (acilit& di sagomatura e minore tempo di ri(initura" #i tratta, !uindi, un i'rido tra la cornice propriamente detta e la tecnica della decorazione murale, c e diventa contenitore di a((resc i o dipinti" Il Gotico Dalla (ine del /III secolo (ino a tutto il /8 *ma a volte anc e pi3 in l&+, lintera Europa % stata percorsa da uno stile arc itettonico c e a dettano nuove e rigide regole sia nelle arti maggiori c e in !uelle minori0 il 6otico" Lessenzialit& della (orma viene arricc ita da intarsi e intagli, c e ne aumentano il valore e sono ripresi dalle decorazioni arc itettonic e, le variazioni dalle !uali si distingueranno anc e le varie (asi di !uesto nuovo stile0 la lanceolata, la raggiante, la perpendicolare, la (iammeggiante" Il rinascimento Linizio del Rinascimento % (issato alla (ine del /8 secolo, alla (ine del 6otico" I suoi in(lussi partono dalla Toscana e si estendono in tutta Europa, anc e se lelemento gotico rimane (orte e persistente soprattutto nelle regioni nordic e" La presenza della linea e luso del 'assorilievo ne caratterizzano la prima (ase, mentre !uella centrale vedr& dominare lassoluto e!uili'rio delle proporzioni" La svecc iatura ad intarsio con paesaggi e nature morte inserite in prospettive arc itettonic e % pre(erito dagli artigiani nelle decorazioni di armadi, cassettoni, pareti" Dal rinascimento derivano poi diversi stili, dove lelemento (ondamentale % il ritorno allideale di classicit& romana" Il manierismo Il ,anierismo */8I secolo+ presenta, come elemento caratterizzante, un ossessivo impiego di motivi come animali, masc ere, erme *cariatidi se (emminili, atlanti se masc ili+ altre a (rutti e (iori" La tecnica costruttiva si evolve di pari passo con lintroduzione di strumenti di lavoro tecnologicamente pi3 avanzati, il giunto a coda di rondine ora viene spesso usato"

Il barocco Tipica del 9arocco *:;<=$:>?=+ % la ricc ezza di decorazione0 trion(i, cadute, g irlande, elementi (loreali, piccoli animali, (igure grottesc e, una certa riscoperta per il maca'ro, di colonne a torciglione, pinnacoli e della pesante cornice arc itettonica" . il periodo doro delle'anisteria e dellintarsio con pietre dure e pietre preziose, ma anc e con tartaruga e 'ronzo dorato" Il roccocc La rigida interpretazione del 9arocco da parte di alcuni artigiani (a s7 c e il gusto si sposti verso !ualcosa di pi3 lezioso, asimmetrico, leggero" Questo nuovo stile si c iama Rococ1 *:>:=$:>@=+" ,odelli ispiratori sono rocce e conc iglie, c e vengono mescolate in una sovra''ondanza di volute" Il nuovo stile cresce e trova la sua massima a((ermazione durante il regno di Luigi /8" 8engono usate, nei temi dellamore per lesotismo e le cineserie, diversi tipi di lacca o, meglio, di imitazioni di lacca" Di (ronte allincapacit& di scoprirne il segreto della produzione e soprattutto di (ronte al costo del prodotto importato da Canton, gli Europei escogitarono tre sistemi" Il primo, inglese, utilizza resine vegetali disciolte in essenza di trementina, e addizionate con olio di lino, il composto prende il nome di vernice Japan" La risposta (rancese % la vernice Martin, (amosa per la sua 'rillantezza, inaltera'ilit& e (acilit& duso" ,entre a 8enezia, per motivi prettamente economici, viene introdotto luso della lacca povera" Il neoclassico In Italia, con 6iuseppe ,aggiolini *:>@A$:A:<+ si a((ermano gli stilemi neoclassici" Non pi3 'om'ature, ma angoli 'en s!uadrati, non pi3 avorio e osso per gli intarsi ma una grande variet& di essenze0 palissandro, mogano, e'ano e molti altri, non pi3 legni colorati ma allo stato naturale" Il Regency Rispetto agli artisti del Neoclassico, !uelli del RegencB *:A:=$:A?=+ introducono unapplicazione pi3 rigorosa e letterale dei dettami classici" Limpero In Crancia lo stile Impero coincide con lapogeo napoleonico *:A=<$:A:<+" 8engono privilegiate la linearit&, gli angoli retti, le super(ici lucide e scure" I legni pre(eriti sono0 mogano, noce e palissandro, vivacizzati da applicazioni in 'ronzo dorato c e, oltre alla classica DNE, prevedono anc e s(ingi, palmette, vittorie alate, a!uile" Il Luigi Filippo Dopo il :A:F, la purezza delle linee scompare lasciando il posto a una con(usione e pesantezza generale, c e si mani(esta durante il regno di Luigi Cilippo dOrl2ans, nella ripresa dello stile Luigi /8 e c e si a((ermer& nella seconda met& del /I/ secolo con Napoleone III, creando cos7 il cosiddetto #econdo Impero" Il Biedermeier Nello stesso periodo, in 6ermania, (a la sua prima comparsa il mo'ile 9iedermeier" Letteralmente la parola % composta da Bieder, onesto, e Meier, (attore" In e((etti, si tratta di mo'ili dalle modeste aspirazioni, nei cui tratti si riconoscono stili come Impero e RegencB"

Come nasce una cornice Lartigiano sceglie il legno per la cornice0 un legno dolce, non (i'roso, (acile da lavorare" Non % ric iesta una grande rigidit& o ro'ustezza, tranne nel caso di dipinti molto grandi dove si interviene con strutture di sostegno" Il legno c e solitamente si pre(erisce per la costruzione di cornici % il legno da (rutto, oppure cipresso, olmo, a'ete e coni(ere in genere, pioppo" In(ine, da ricordare, c e pero e tiglio, se adeguatamente trattati, possono dare uneccellente imitazione delle'ano" )er la parte dellintaglio, i legni pre(eriti sono tiglio, cipresso e larice" )er la realizzazione di cornici importanti, c e ric iedono conoscenze speci(ic e c e di((icilmente possiede ununica persona, il lavoro sar& svolto da tre artigiani0 il legnaiolo, lintagliatore, il doratore" In certi casi, !uando si voleva mostrare la maestria e opulenza, sono stati usati anc e legni duri come il noce e altre essenze non molto (acili da lavorare" Tipi di cornice Cassetta Appare nel /8I secolo e vivr& un 'uon periodo di notoriet& (ino alla (ine del /8II secolo" . caratterizzata da pro(ili esterni ed interni rialzati rispetto alla (ascia piatta" La struttura % semplice, divisa in tre parti0 una centrale e due laterali" #e ne trovano svariati esemplari, dai semplicissimi con pallini e (uselli ai pi3 ela'orarti con incisioni e applicazioni" Queste ultime, agli angoli e al centro, permetteranno di nascondere le giunture, dove lartigiano a a lungo pre(erito piccoli cunei in legno al posto dei c iodini" Sansovino Contemporanea di !uella a cassetta, si ispira alle cornici arc itettonic e di palazzi e c iese veneziani" . caratterizzata da nastri e volute, a volte a((iancati da teste di putti dalle !uali si diramano g irlande di (iori e (rutta" Rimane tra le (avorite per molti anni, non solo in terra veneta" Nel /8II secolo, la presenza dellelemento frutta diminuisce gradatamente per lasciare spazio allelemento vegetale in senso pi3 ampio, vale a dire (iori e (oglie" I centri e gli angoli, da cui partono di norma i motivi decorativi, diventano importanti con linserimento di conc iglie e masc eroni" Maratta Nasce nellItalia centro$meridionale e si sviluppa soprattutto in Campania, a cavallo tra /8II e /8III secolo" )resenta un alternarsi di gole arricc ite da uno o pi3 ordini dintagli con motivi di ovoli e nastri e viene c iamata anc e #alvator Rosa" Nel /8III secolo, sullonda del Neoclassicismo, compaiono, o per meglio dire ritornano, elementi arc itettonici !uali colonne, arc i e masc eroni con e((igi di eroi classici" In !uesto periodo sono molto di moda le cosiddette cornici veneziane, de(inite le pi3 'elle sul mercato, c e presentano delle cartelle al centro con elementi vegetali" )i3 c e alloriginalit& dellintarsio, la loro peculiarit& sta nella !ualit& dellintarsio medesimo" #empre a 8enezia e sempre in !uesto periodo troviamo i massimi esemplari di laccato, sulla scia di !uanto sia in 6ermania sia in Ing ilterra si andava (acendo" #i sviluppano le cineserie, sullonda dei (re!uenti contatti commerciali con lOriente" )arallelamente si sviluppa, anc e per le cornici, la cosiddetta arte povera, c e consiste nellapplicazione di sagome, c e danno limpressione di pittura, su 'ase laccata"

La doratura

#imone ,artini, Annunciazione, :@@@"

Loro % uno dei materiali pi3 utilizzati in tutte le epoc e, e numerosi reperti arc eologici con(ermano il suo impiego (in dai tempi pi3 antic i" Certamente, % uno dei primi metalli lavorati dalle popolazioni primitive, in !uanto si trova in natura allo stato puro *sotto (orma di pagliuzze+, pronto alluso e grazie alle sue caratteristic e di mallea'ilit&, duttilit& e inossida'ilit&, risulta un materiale molto adatto alla lavorazione" In particolare a la propriet& di lasciarsi ridurre in (oglie sottilissime *(ino a =,====A mm+" Ne % su((iciente una !uantit& anc e modesta per coprire vaste super(ici, !uando % utilizzata in (oglia" Inoltre % uno dei materiali c imicamente pi3 inerti e pertanto molto resistente a tutti gli agenti atmos(erici *da cui il nome di Dmetallo no'ileE+" In tutte le civilt& antic e, loro % stato considerato di grande potere sim'olico nella mitologia ed astrologia" In particolare per gli Egiziani, era legato alla rappresentazione del dio RG" )roprio agli Egizi delle prime dinastie risale la tecnica della doratura, !uando alcuni oggetti sono stati dorati applicando la (oglia su 'olo rosso e realizzando una successiva 'runitura" Inoltre, numerosi templi egiziani presentano molteplici tracce di una doratura, e((ettuata mediante procedimenti non troppo lontani da !uelli conosciuti tradizionalmente al giorno doggi" Da )linio il 8ecc io *>H$?@ a"C"+ e 8itruvio, constatiamo c e, ai tempi dellantica Roma, la doratura era una tecnica di((usa" 8era la bractes quaestoriae, la !uale consisteva in un rivestimento con (oglia sottile, e la bractes presnegtinae, c e interessava luso di una (oglia pi3 spessa" Non si possono dimenticare, inoltre, i mosaici romani realizzati con tessere dorate" Lavvento del Cristianesimo a portato ad uniconologia precisa, secondo la !uale loro assume il signi(icato sim'olico del divino e dellimmortalit&" Le tavole 'izantine sono caratterizzate da immo'ilit& e ieraticit& iconogra(ic e, c e arrivano a pervadere le opere artistic e, in particolare le pale daltare e i reduti, (ino al?==" La decorazione in oro arricc iva il dipinto sia materialmente c e artisticamente, donando luminosit& allopera ed esaltando i colori della parte a pittura" Non sono rari i casi di tavole in cui tutto il (ondo, ad eccezione del santo rappresentato, % interamente dorato" Con la((inarsi della tecnica, la realizzazione delle dorature a ric iesto la nascita di una categoria di artigiani specializzati" Intorno al /$/I secolo la doratura diventa uno degli aspetti (ondamentali dellarte della miniatura come testimoniano due opere0 la Mappae Claviculae, redatto da un monaco miniaturista della''azia di #an 6allo, e il De Coloribus et artibus romanorum, scritto da Ieraclio" Il trattato pi3 conosciuto sulle tecnic e della doratura rimane per1 il Libro dell arte di Cennino Cennini, risalente al :<@>" In esso, si ritrovano dati e ricette, a((iancati dai commenti e consigli" Con la ripresa economica e culturale del Rinascimento, si assiste ad un aumento delle commissioni di manu(atti dorati anc e da parte della nuova ricca 'org esia" Durante !uestepoca, la doratura a

una parte preponderante negli ornamenti arc itettonici e nella scultura policroma, arricc endo gli oggetti pi3 disparati" #uccessivamente a continuato ad essere utilizzato soprattutto nel rivestimento di sculture e cornici lignee" Loro pu1 essere steso sugli oggetti in (oglia o in polvere e attraverso diverse tecnic e0 a guazzo, a missione, a conc iglia" )er applicare loro su !ualsiasi oggetto per1 serve prima stendere sopra particolari materiali o sostanze c e possiedano la propriet& di aggrappare, di attaccare la (oglia doro, o !ualsiasi altro metallo, al supporto" Doratura a gua o La doratura a guazzo % la tecnica tradizionale, usata sin dal 1200 dai grandi artisti italiani ed europei" Le (asi del procedimento possono essere divise in0 !reparazione del fondo0 la tavola viene preparata incidendo il 'ordo dellarea da dorare e stendendo un primo strato di gesso e colla * ammanitura o imprimitura+, solitamente in ?$@ mani e levigato con grande cura" !reparazione del bolo0 successivamente viene steso il 'olo, unargilla molto (ina costituita principalmente da un silicato di alluminio idrato *Al?O@?#iO??I?O+ in una soluzione molto diluita di colla animale *pesce, coniglio o 'ianco dJuovo montato a neve" Il 'olo pu1 essere 'ianco o colorato *giallo, arancio, rosso o nero+ ed, essendo la (oglia doro molto sottile, in(luenza il colore (inale della doratura Lo strato di 'olo una volta secco veniva lucidato con un panno" Applicazione della foglia d oro0 prima di applicare la (oglia doro % necessario inumidire, di volta in volta, le aree da ricoprire con il guazzo, una miscela di ac!ua e colla di pesce" Loro in lamine sottilissime viene tagliato e applicato sul 'olo inumidito tramite un pennello mor'ido, (acendo in modo di sovrapporre il margine delle (oglie di circa ? mm e tamponando con ovatta per (arlo aderire alla preparazione" Brunitura0 !uando il supporto % asciutto, ma non ancora del tutto secco, la doratura viene 'runita, cio% lucidata con un pietra dagata o un dente di cing iale" La super(icie 'runita diventa molto ri(lettente ac!uistando cos7 un aspetto caratteristico lucido e splendente" A volte la super(icie dorata pu1 essere ulteriormente ri(inita attraverso la bulinatura0 la super(icie liscia viene decorata per compressione con adatti attrezzi appuntiti di varia grandezza e (orma per realizzare disegni" Questo tipo di doratura non resiste alle intemperie ed % molto suscetti'ile allumidit&, !uindi % necessario c e gli oggetti decorati con tale tecnica siano conservati allinterno" 5na variante della doratura a guazzo % la doratura a spolvero, c e invece delle (oglie doro utilizza sottili polveri metallic e applicate a caduta sulla 'ase in 'olo e collante"

Esempio di doratura a guazzo"

Doratura a missione La doratura a missione *K mistura o miscela+ era una tecnica usata prevalentemente nel XVIII secolo, per impreziosire piccole parti di dipinti" La missione % una colla (atta di olio di lino, una resina e, talvolta, pigmenti (ini per renderla visi'ile" 5na volta stesa, !uando la colla cominciava a (ar presa, vi si metteva sopra la (oglia doro, premendola con la 'am'agia a((inc 2 aderisse, e !uindi la si spolverava con un pennello mor'ido per togliere loro in esu'ero" . una tecnica di applicazione pi3 semplice, ma % inadatta a grandi coperture" 5n altro limite % limpossi'ilit& di e((ettuare la 'runitura, data la mancanza del 'olo sottostante, c e impedisce di ottenere un e((etto molto 'rillante" . detta anc e doratura a mordente"

6iotto, Compianto sul Cristo morto"

Oltre alle due principali tecnic e, nei secoli si sono sviluppate, per soddis(are determinate esigenze, altri tipi di doratura e lavorazioni particolari" Doratura a conc!iglia La doratura a conc iglia, c iamata cos7 dal contenitore in cui era conservato loro, % una variante della doratura a missione c e consiste nellapplicare una vernice composta da polvere doro mista a un legante *gomma arabica+, stendendola a pennello" Questo tipo di doratura veniva utilizzato soprattutto per la decorazione dei manoscritti miniati oppure in pittura, nel caso di particolari molto (ini" Fondi con sabbia Il (ondo sa''iato % una tecnica c e non costituisce un genere vero e proprio di doratura, ma una sperimentazione legata a creare un particolare e((etto satinato" #i stende inizialmente una mano leggera di 'ianco e successivamente si sparge della sa''ia (ine setacciata, della grandezza desiderata" Dopo di c e !uando % secco, si elimina la sa''ia in eccesso e si stende una mano di gesso molto c iara mescolata con colla" Doratura a pastiglia La doratura a pastiglia consiste nello stendere la (oglia doro su decorazioni a rilievo in gesso e colla proteica o gesso e colla di farina La decorazione a pastiglia veniva (re!uentemente utilizzata nei dipinti medievali, spesso estesa a parti di carpenteria, anc e prive di (igurazione, come pilastrini laterali di polittici o aureole di santi stese sulla preparazione del dipinto" Con la di((usione dei dipinti su tela la decorazione a pastiglia % stata utilizzata soprattutto utilizzata nella decorazione delle cornici dorate"

Doratura a mecca Loro utilizzato non era sempre puro (oro fino o oro di Gubbio). Cennini cita ad esempio loro di mitt costituito da un sottilissimo strato doro sovrapposto ad una lamina di stagno o dargento. Luso di lamine di stagno o dargento ha presumibilmente dato origine alla doratura a mecca in cui una lamina metallica (ad esempio stagno o argento) veniva ricoperta con una vernice giallo-dorata (colorata con zafferano o ocre) per simulare il metallo prezioso. A seconda del dosaggio della vernice e dei diversi elementi cromatici della mecca si possono ottenere varie tonalit di colore oro. La tecnica della doratura a mecca fu impiegata prevalentemente per gli oggetti meno pregiati o adoperati con fre uenza (cornici! sedie e mobilio in genere! stucchi). La foglia di stagno ! molto pi" spessa di #uella d oro o argento" col tempo lalterazione chimica e fisica dello stagno ha portato spesso alla perdita della vernice sovrastante lasciando la foglia metallica annerita. Doratura con "orporina La porporina *o oro musivo+ % un sol(uro tannico di (ormula #n# ?, utilizzato a partire dal /III e soprattutto nel /8I secolo, c e appare come una polvere dalle tonalit& 'ronzee, ma c e tuttavia non imita in modo completamente soddis(acente loro vero" Dalla met& del /I/ secolo % stata in gran parte sostituita da leg e varie di rame$stagno e rame$zinco *polveri di 'ronzo+" Strumenti del doratore I principali strumenti utilizzati dal doratore sono !ennelli per inumidire0 si usano pennelli di vaio1 c e servono per 'agnare il supporto in modo c e loro aderisca" !ennelli da rammendo0 servono per riparare le crepe della (oglia doro" Devono essere rotondi, di pelo molto mor'ido, in modo c e s(regando loro non possano danneggiarlo" !aletta per dorare0 pezzo di coda di vaio disposta a ventaglio4 serve ad a((errare la (oglia, di solito allestremit& % attaccato un pennello c e serve a stirare la (oglia doro non appena % appoggiata" Cuscinetto0 pezzo di legno rettangolare, sul !uale si mettono due o tre strati di cotone, poi ricoperto con pelle di vitello" Tesa la pelle, si attacca un (oglio di pergamena alle estremit& cos7 da (ormare una protezione per mantenere loro sul cuscino" Bilboquet20 piccolo pezzo di legno con super(icie liscia" Questo strumento serve per sollevare e spostare le strisce doro precedentemente tagliate con lapposito coltello" 8iene inoltre usato per dorare le parti in angolo, oltre c e !uelle dritte, evitando cos7 c e loro non de'ordi" !ietra da brunire0 pietra dura e trasparente c e viene prima appuntita e poi lucidata" $ateriali utilizzati nella doratura Gesso di Bologna . un sol(ato di calcio 'iidrato di (ormula Ca#O<?I?O, detto anc e 9ianco di ,eudon o di #pagna, gesso a oro o marcio" #i tratta la (orma sta'ile del sol(ato di calcio e, a di((erenza della (orma semidrata *Ca#O<:L?I?O+ c e reagisce con lac!ua indurendo *gesso da presa+ viene utilizzato come inerte" . caratterizzato da una grana molto (ine c e dona notevole mor'idezza al

8aio0 specie di scoiattolo di cui si % usata a lungo la pelliccia e in soprattutto la coda, per ottenere pennelli particolarmente mor'idi, come testimonia anc e Cennino Cennini" ? 9il'o!uet0 nome (rancese c e si d& ad un pezzo di legno con super(icie piana, alla !uale si attacca un pezzo di panno leggero"

tatto" 8iene applicato mescolato con colla animale e non deve essere mai (atto 'ollire per evitare la (ormazione di grumi c e sono dannosi alla plastica compattezza dellinsieme"

Colla di Coniglio #i ottiene dalla pelle di animali !uali gatti, conigli, lepri c e viene immersa in un 'agno di ac!ua di calce e viene solitamente venduta in grani" 8iene c iamata anc e colla Lapin, Totin o da doratore" A (reddo % insolu'ile in ac!ua, ma % in grado di assor'irne una grande !uantit& *pari a F$ := volte il suo peso+ rigon(iandosi e (ormando un gel" Il composto c e si (orma viene poi sciolto a 'agnomaria, avendo cura di non (arlo 'ollire per evitare la denaturazione delle proteine e perdere potere adesivo" La colla cos7 pronta deve essere conservata in un 'arattolo di vetro c iuso, al (resco, in !uanto % molto suscetti'ile al degrado e alla (ormazione di mu((e" Colla di pesce #i ricava dalle vescicole natatorie di alcune specie di pesci !uali storioni ed a((ini, sinonimi sono anc e ittiocolla o colletta" #i trova in commercio sotto (orma di lastre trasparenti c e vanno lasciate in ac!ua per circa ?< ore prima delluso" Dopo aver (atto decantare lac!ua in eccesso si scioglie 'agnomaria" . meno (orte della colla di coniglio e, a di((erenza delle altre colle, non aumenta di molto il suo volume" Bolo #rmeno . unargilla particolare c e serve da 'ase alloro composta da silicato di alluminio idrato *Al?O@?#iO??I?O+" . (acile notarlo nelle vecc ie dorature, nei punti in cui loro si sia consumato" )u1 essere di diversi colori0 color 'ianco, giallo, arancio, rosso, nero, i !uali donno aspetti (inali di((erenti della doratura" 8iene diluito con colla (ino a raggiungere una consistenza leggera e steso con un pennello di martora con una sola pennellata leggera, dopo averlo scaldato a 'agnomaria" Oggi viene venduto sotto (orma di sasso da polverizzare o in crema"

#trumenti e materiali utilizzati nella doratura

La doratura secondo Cennino Cennini Cennino Cennini (u un pittore e trattatista, di origine toscana, vissuto agli inizi del /I8 secolo *Colle 8al dElsa $ #iena, seconda met& del /I8 secolo+" Cu allievo del pittore Agnolo 6addi, ma della sua attivit& artistica non rimangono tracce e le poc e notizie sulla sua vita si trovano nel suo li'ro oppure ci sono (ornite da %iorgio Vasari nella vita di &gnolo %addi *pu''licata nelle "ite de pi# eccellenti arc$itetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a tempi nostri+" La sua (ama si lega al Libro dellarte, scritto verso il :@H=, pro'a'ilmente a )adova, dove il Cennini (u Dpittore $amiliare del magni$ico signore E Crancesco da Carrara, sposato ad una ricca donna di Cittadella" Esistono due documenti del :@HA c e con(ermano la permanenza a )adova del Cennini nellultimo decennio del secolo e anc e la presenza di voca'oli e modi di dire propri del dialetto veneto testimonia sulla sede e sullam'iente nel !uale il li'ro (u scritto" Il li'ro % il primo trattato organicamente monogra(ico sulla produzione artistica, contenente in(ormazioni su pigmenti e pennelli, sulle tecnic e della pittura e della((resco e (ornisce inoltre consigli e Dtrucc iE del mestiere" #pesso lopera % stata interpretata dagli studiosi come momento di passaggio (ra larte

medievale e !uella rinascimentale4 in(atti, il Libro dellarte sorpassa, per1 i limiti della precedente trattatistica medioevale, rivolta unicamente allinsegnamento pratico, e si accompagna a giudizi critici sugli artisti del Trecento, riconoscendo ad esempio a 6iotto il merito di aver superato la maniera -greca- *'izantina+" Del Trattato non a''iamo manoscritto autogra(o4 la copia pi3 antica *Laurenziana+, del :<@>, % di due mani" . comun!ue opera di singolare importanza e inaugura la grande tradizione della letteratura in volgare sullarte" Il li'ro, pu''licato a stampa solo nel sec" /I/ *prima edizione critica a cura di 6" ,ilanesi, Cirenze :AFH+, a avuto in seguito traduzioni e parecc ie ristampe" Di seguito vengono riportati i capitoli nei !uali Cennino Cennini descrive le (asi della doratura, una volta preparato il supporto con lammanitura con gesso e colla" C#"I%&L& C'''I( Come si mette il bolio in tavola e come si tempera) Ritornando al nostro dir di prima, !uando ai (inito di rilievare la tua ancona, a''iti 'olio armenico, e to lo 'uono Accostalo al tuo la''ro di sotto4 se vedi c e s attacc i, !uello % (ine *" Ora ti convien sapere (are Ia tempera per(etta a mettere doro" A''i Ia c iara delluovo in iscodella invetriata, 'en netta" Togli una scopa con pi3 rami, tagliata gualiva e, come rompessi Io spinace o ver minuto', cos7 rompi !uesta c iara tanto c e venga piena la scodella duna sc iuma soda, c e paia neve" )oi a''i un 'icc iere comune non troppo grande, non tutto pien dac!ua 'en c iara, e mettila sopra la detta c iara della scodella" Lasciala riposare e stillare dalla sera alla mattina" )oi con !uesta tempera, macina il detto 'olio tanto, !uanto pi3 puoi" a''i una spugna gentile4 lavala 'ene e intignila in ac!ua 'en c iara4 priemila" )oi, dove vuoi mettere doro, va (regando gentilmente con !uesta spugna non troppo 'agnata" )oi con uno pennello grossetto di vaio stempera di !uesto 'olio, li!uido s7 come ac!ua, per la prima volta4 e dove vuoi mettere doro e dove ai 'agnato colla spugna, va mettendo di !uesto 'olio distesamente, guardandoti dalle ristate( c e (a alcuna volta il pennello" )oi sta un pezzetto0 rimetti di !uesto 'olio nel tuo vaselletto, e (a c e sia la seconda volta con pi3 corpo di colore, E per lo simile modo ne da la seconda volta" Ancora il lascia stare un poco0 poi vi rimetti su nel detto vasello pi3 'olio, e rimetti allusato la terza volta, guardandoti dalle ristate" )oi rimettii nel detto vasello pi3 'olio, e per lo simile modo da la !uarta volta0 e per !uesto modo rimane mettudo di 'olio" Ora si vuole coprire con tela ii detto lavoro, guardandolo !uanto pi3 puoi dalla polvere e dal sole e dallac!ua" C#"I%&L& C'''II( #ltro modo da temperare bolio in tavola+ da metter doro) Ancora si pu1 (are la detta tempera in un altro modo" A macinare il 'olo, tolli lal'ume delluovo e cos7 intero il metti su la pietra pro(eretica" )oi a''i il 'olo spolverezzato0 intridilo in !ueseto al'ume" )oi el macina 'ene e sottilmente4 e !uando ti si risecca in(ra le mani, aggiugni in sulla prieta ac!ua 'en c iara e netta, )oi, !uando % 'en macinato, temperalo corrente a pennello, pur dac!ua c iara e, per lo simile modo detto di sopra, ne da sopra il tuo lavoro !uattro volte" Ed % a te pi3 sicuro !uesto modo c e altra tempera, non avendo molta pratica" Cuopri 'ene la tua ancona e guardala dalla polvere, come detto o" C#"I%&L& C'''III( Come si pu metter doro con verdeterra in tavola) Ancora secondo c e usavano gli antic i ) pu1 (are4 cio% impannare di tela a distesa tutta lancona innanzi c e ingessi4 e poi mettere doro con verdeterra, macinando il detto verdeterra a !ual modo vuoi, di queste due ragioni tempere,c$e di sopra t $o insegnato%
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se vedi c e sM attacc i, !uello % (ine0 La caratteristica di allappare il la''ro o la lingua % propria delle argille molto ricc e dMallumina4 dun!ue vediamo c e, sia pur empiricamente, si (aceva (in dallMinizio delle operazioni una 'uona scelta della materia prima" < minuto0 in toscana era detta -minuta- unMinsalate verde (atta di tante er'ette crude, saporite, odorose" F ristate0 (ermate ; secondo c e usavano gli antic i0 per -antic i- Cennini intende !uasi certamente i 9izantini, c e (ormavano il piano da dorare con terra verde, mentre in seguito si mise sempre lMoro su campiture di 'olo armeno, 'runo o rosso, perc % risultava pi3 solido" Il 8asari a((erma c e il merito dMaver sostituito la terra verde col 'olo armeno nelle dorature spetta al suo conterraneo ,argaritone dMArezzo *seconda met& del /III sec"+"

C#"I%&L& C'''I,( Di c!e modo si mette loro in tavola) Come viene tempo mor'ido e umido, e tu voglia mettere doro a''i la detta ancona riversciata in su due trespoli" Togli le penne tue0 spazza 'ene4 togli un ra((ietto4 va con leggier mano cercando il campo del 'olio #e nulla puzza *, e nocciolo o granellino vi (usse, mandalo via" )iglia una pezza di lesca di panno lino, e va 'runendo !uesto 'olio con una santa ragione" Ancora 'runendolo con dentello, non pu1 altro c e giovare" Quando l ai cos7 'runito e 'en netto, togli un migliuolo presso a pieno dac!ua c iara 'en netta, e mettivi dentro un poca di !uella tempera di !uella c iara delluovo" E se (usse niente stantia, tanto % migliore" Rimescola 'ene in nel migliuolo con la detta ac!ua4 tolli un pennello grossetto di vaio, (atto di puntole di codole, come dinnanzi ti dissi4 tolli il tuo oro (ine, e con un paio di mollette o vero pinzette, piglia gentilmente il pezzo delloro" A''i una carta tagliata di !uadro, maggiore c e Nl pezzo delloro, scantonata da ogni cantone, Tiella in man sinistra e con !uesto pennello, con la man diritta, 'agna sopra iO 'olo tanto, !uanto de tenere il detto pezzo doro c e ai in mano" E !ualivamente + 'agna, c e non sia pi3 !uantit& dac!ua pi3 in un luogo c e in un altro" )oi gentilmente accosta loro allac!ua sopra il 'olio4 ma (a c e loro esca (uori della carta una corda ,, tanto c e la paletta della carta non si 'agni" Or, come ai (atto c e loro tocc i lac!ua, di si'ito 10e presto tira a te la mano con la paletta" E se vedi c e loro non sia in tutto accostato allac!ua, togli un poco di 'am'agia nuova e, leggieri !uanto puoi al mondo calca il detto oro" E cos7 metti per !uesto modo degli altri pezzi" E !uando 'agni per lo secondo pezzo, guarda dandare col pennello s7 rasente il pezzo mettuto, c e lac!ua non vada di sopra" E (a c e soprapponga con !uel c e metti, !uel c % messo, una corda 114 prima alitando sopra esso, perc 2 loro sattacc i in !uella parte dov% soprapposto prima" Come ai mettudo da tre pezzi, ritorna a calcare con la 'am'agia il primo, alitando sopresso, e dimostreratti se a di 'isogno di niuna menda" Allora tapparecc ia un cuscinello grande come un mattone, o ver pietra cotta, cio% unasse 'en piana, con(ittovi su un cuoio gentil, 'en 'ianco, non unto, ma di !ue c e si (a i soiatti12" C iavalo 'en distesamente e riempi, tra Nl legno e Nl cuoio, di cimatura 1-" )oi in su !uesto tale cucinello1' mettivi sopra un pezzo doro 'en disteso, e con una mella 1( 'en piana tagli il detto oro a pezzuoli, come per 'isogno ti (a alle mende c e riman gono" A''i un pennelletto di vaio con punta, e colla detta tempera 'agna le dette mende4 e cos7 'agnando co la''ri un poco da capo lasticciuola del pennello sar& su((icientea pigliare el pezzolino delloro e metterlo sopra la menda" Quando ai (ornito i pian 'en, c e a te sta di metterne si c e per !uel d7 il possa 'runire *come ti dir1 !uando ai a mettere cornici o (oglie+, guarda di cogliere i pezzetti cos7 come (a il maestro c e vole inselliciare1) la via, acci1 c e sempre vadia rispiarmando loro il pi3 c e puoi, (acendone masserizia1*, e coprendo con (azzuoli 'ianc i !uelloro c e ai mettudo"

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puzza0 (orse sta per -pustola-, 'ollicina o vescic etta" !ualivamente0 uni(ormemente H una corda0 vedi nota ::" := si'ito0 su'ito" :: (aM c e soprapponga con !uel c e metti, !uel c M% messo, una corda0 si puoM interpretare0 -(a in modo c e la (oglia dMoro gi& applicata venga ad essere coperta con una nuova (oglia dMoro *lungo il suo 'ordo+ per un tratto largo !uanto lo spessore dMuna corda" Era detta corda anc e la cimosa di certi tessuti" :? soiatti0 (orse viene da sogatti, strisce di pelle" :@ cimatura0 % la 'orra c e si produce cimando i panni di lana e serviva come im'ottitura" :< cucinello0 cuscinetto" :F mella0 raschiatoio a forma di lamina :; inselliciare0 selciare" :> masserizia0 risparmio, provvista"

C#"I%&L& C''',( C!e priete son buone a brunire il detto oro mettuto) Quando comprendi c e Nl detto oro sia da 'runire, a''i una prieta c e si c iama lapis amatita, la !uale ti voglio insegnare comella si (a" E non avendo !uesta prieta *e migliore %, a c i potesse (are la spesa, za((iri, smeraldi, 'alasci 1+, topazii e granate+, !uanto la prieia % pi3 gentile tanto % migliore" Ancora % 'uono dente di cane, di leone, di lupo, di gatto, di leopardo, e generalmente di tutti animali c e gentilmente si pascono di carne" C#"I%&L& C''',I( Come si $a la prieta da brunire oro) A''i un pezzo di lapis amatito, e guarda da sceglierla 'en salda, sanza nessuna vena, col tiglio suo tutto disteso da capo a pie:H" )oi vattene alla mola, e arruotala, e (alla 'en piana e pulita, di larg ezza di due dita, o come puoi (are" )oi a''i polvere di smeriglio ?=, e valla 'ene acconciando, senza a''i taglio, pure un poco di sc ella ?: ritonda 'ene in ne canti" )oi la commetti in uno manic etto di legno cong iera dottone o di rame4 e (a c e Nl manico da capo sia 'en ritondo e pulito, acci1 c e la palma della mano vi si posi 'en su" )oi d&lle il lustro per !uesto modo0 a''i un pro((erito 'en piano4 mettivi su polvere di car'one4 e con !uesta prieta, in(organdola 'ene in mano s7 come 'runissi va 'runendo su per lo pro((eritico4 e diviene c e la tua prieta sassoda e diviene 'en negra e rilucente c e pare un diamante" Allora se ne vuole avere gran guardia, c e non si percuota nP tocc i (erro" E !uando la vuoi adoperare per 'runire oro o ariento, tiella prima in seno ?? per cagPone c e non senta di nessuna umidezza, c 2 loro % molto sc i(o" C#"I%&L& C''',II( Come si de brunire loro+ o porre rimedii -uando non si potesse brunire) Ora % di 'isogno di 'runir loro, perc 2 n% venuto il tempo suo" Egli % vero c e di verno tu puoi mettere doro !uanto vuoi, essendo il tempo umido e mor'ido, e non alido" Di state, unora mettere doro, unaltra 'runire" ,o sar& egli troppo (iesco, e verr& una cagion c e si converr& 'runireQ tiello in luogo c e senta alcun vampore di caldo, o dellaiere" ,o sar& troppo seccoQ tiello in luogo umido, sempre coveto4 e, !uando lo v1i 'en 'runire, scuoprilo piano con sentimento, c 2 ogni piccola (iegatura gli d& impaccio" ,ettendole in canove 2- a pie delle veggie2' o ver 'otti riviene"

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'alasci0 pietre preziose costituite da una variet& di spinello, trasparenti e rosse come il ru'ino" col tiglio suo tutto disteso da capo a pieM0 !ui RR tiglio SS assume il signi(cato di struttura" )ertanto la (rase va intesa come segue0 Ddi struttura uni(orme in ogni suo puntoE" ?= #meriglio0 roccia costituita da una miscela di corindone con magnetite e altri minerali *silicati+" ?: sc ella0 voca'olo derivato (orse dal latino sc idia, sc eggia o (rammento" ?? tiella prima in seno0 per asciugarla per(ettamente col calore del corpo" ?@ canove0 cantine" ?< veggie0 'otti" RR 8eggia SS deriva dallMosco veia e dal latino ve es, c e signi(icano appunto 'otte"

Simulazione della prova di doratura ottocentesca Al (ine di poter meglio comprendere e conoscere la tecnica di doratura utilizzata per la decorazione della cornice della tela c e ra((igura Antonio ,anin, di propriet& dellAteneo 8eneto, a''iamo eseguito una simulazione in la'oratorio, eseguita dopo aver studiato le tecnic e artistic e delle dorature dellottocento"

#trumenti e materiali utilizzati per la simulazione"

Il metodo % stato il seguente0

:" #u un supporto ligneo, a''iamo tracciato delle linee guida ogni := cm" #ulle tre strisce ottenute con la suddivisione % stato applicato un (ilm di prodotto a 'ase acrilica *Acrilem+ diluito in ac!ua"

?" A''iamo poi applicato sull Acrilem due tipologie di sa''ie0 la prima era sa''ia di (iume, la seconda !uarzo ventilato"

@" La prima striscia % stata realizzata coon sa''ia di (iume, a spolvero" #opra la striscia, trattata con Acrilem, con laiuto di una seconda tavoletta di legno, % stata esercitata una certa pressione sulla sa''ia" 5na volta asciutto lo strato, % stata tolta la sa''ia in eccesso"

<" #uccessivamente a''iamo preparato col metodo descritto altre due strisce, la seconda con !uarzo ventilato e la terza con una mistura di sa''ia e !uarzo, per poter avere pi3 super(icie su cui e((ettuare le simulazioni di doratura "

F" #ulla sa''iatura realizzata a''iamo applicato del 'olo armeno di colore giallo arancio *Le(ranc+, precedentemente riscaldato a D'agno mariaE cui a''iamo aggiunto a caldo poca colla di coniglio diluita"

;" 5na volta asciugato il 'olo, con un pennello mor'ido % stata stesa la missione *Le(ranc+, c e % stata lasciata asciugare per tre ore"

>" Quando la missione % diventata su((icientemente appiccicosa la prima striscia % stata divisa in due e sulla prima parte di essa sono state applicate, con la pennellessa di crine, le (oglie di DOroneE *Oro (also+

A" #ulla seconda parte della striscia, sempre con il pennello di crine, % stata invece applicata la vera (oglia oro ?? carati" La (oglia % stata applicata al guazzo tenendo la tavoletta inclinata e (acendo scivolare una soluzione di ac!ua contenente !ualc e goccia di colla di coniglio dallalto, al di sotto della (oglia, con un pennellino di vaio"

H" )er completare la nostra simulazione, a''iamo voluto anc e applicare a pennello la doratura a porporina *Le(ranc+, c e a nostro parere non a avuto una 'uona resa"

:=" A''iamo, in(ine, eseguito una prova di doratura sulla pastiglia, realizzate con la tecnica del calco, dalla cornice originale" La colata nello stampo % stata eseguita con una mistura di gesso e colla

::" Al termine della simulazione a''iamo osservato c e la prova eseguita a (oglia doro, su sa''ia di (iume, % risultata essere molto simile alloriginale"