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P R O G E T TI . DE T TA G L I . M AT E R I A L I . I M P I A N T I
Anno 2 n. 12 Poste Italiane S.p.A. Spedizione in A.P. D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art. 1, com. 1, DCB Milano, mensile

Materiali e sistemi Pareti attrezzate: la tecnologia che arreda

Uffici. Pareti attrezzate. Estintori e naspi.

Uffici Nuovi spazi per il lavoro


Impianti Antincendio a portata di mano con estintori e naspi

8,00

In collaborazione con

12 / Aprile 2007

Sommario Aprile 2007 Rubriche


9 Next. Fiere, convegni, corsi e mostre 14 Echi dal Web. Le novit in Internet 16 Bookstore. Novit librarie 20 Concorsi. Esiti 26 Focus prodotti. Rassegna di materiali, tecnologie e impianti - in collaborazione con il SAIE 34 Larchivio del futuro. Innovazione e materiali 97 Legislazione. Uffici sicuri in caso di incendio 140 CAD&BIM. Uniformi con gli standard 146 In cantiere. Manutenzione in sicurezza dei fronti 150 Contributi a cura di 151 Gli inserzionisti
Progetto / Sauerbruch Hutton Architects Committenza / The Federal Republic of Germany Impresa di costruzioni / Hochtief Construction AG

[Progetti. Uffici
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Sottotraccia

Atrium denergia

A Dessau, lo studio Sauerbruch Hutton ha realizzato la sede dellAgenzia Federale per lAmbiente. Un edificio lungo e stretto che si avvolge intorno a una galleria, coperta da una struttura di acciaio e di vetro, pensata per lottimizzazione del risparmio energetico

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Il lavoro si fa paesaggio

A San Girolamo di Guastalla, in Italia, larchitetto Guido Canali ha reinterpretato la struttura dellazienda tradizionale progettando la sede della Smeg. Una serie di corpi bassi di mattoni e di vetro perfettamente integrati con il landscape della campagna emiliana
Progetto / Guido Canali Associati Committenza / Smeg SPA Impresa di costruzioni / Cooperativa CMR

Materiali e sistemi. Pareti attrezzate


108 Elementi borderline tra arredo
e costruzione
Le pareti interne mobili sono definite dalla norma UNI 10700 come elementi non portanti con funzione di separazione fra ambienti contigui, costituite da componenti prefabbricate modulari, interamente finite prima della posa, intercambiabili senza degrado con elementi delle medesime dimensioni, ma di tipologie differenti, quali i pannelli opachi, i pannelli vetrati e le porte. Nonostante la normativa tecnica sia intervenuta definendone le caratteristiche, ancora molti sono i dubbi legislativi che accompagnano la progettazione e la produzione di questi prodotti.

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Percorsi nascosti di luce

A Copenaghen, il vuoto interno del vitreo e imponente edificio a doppio involucro della multinazionale Deloitte, realizzato dallo studio 3XNielsen, ospita una scultura di luce che si fonde con larchitettura in un gioco infinito di cromatismi
Progetto / 3XNielsen Committenza / Deloitte Impresa di costruzioni / KPC BYG AS

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112 Rassegna
11 soluzioni per lorganizzazione degli spazi

120 Problemi & Soluzioni


6 prodotti che rafforzano limmagine aziendale

]
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Impianti. Estintori e naspi


126 Incendi under control
Estintori carrellati o portatili, a base d'acqua, a schiuma, a polvere, a CO2, naspi manuali o automatici, fissi od orientabili, idranti a muro con tubazioni flessibili: uno sguardo sulle caratteristiche tecniche, le modalit di estinzione e le prescrizioni previste dalla legislazione italiana e dalle direttive europea.

Un nuovo corpo per la ex fabbrica

A Torino, lo scheletro di acciaio di una ex fabbrica diventato linvolucro del Centro Servizi Environment Park, progettato da Stefano Dotta e Alessandro Fassi. Un corpo centrale e una successione di volumi giustapposti di legno sono stati realizzati con tecnologie a secco
Progetto / Environment Park SPA Committenza / Environment Park SPA Impresa di costruzioni / Installazioni Impianti SPA in ATI con Gamberana Impianti SNC

129 Mobili o fissi proteggono dalle fiamme


I sistemi di estinzione rappresentano uno dei cardini della protezione al fuoco degli edifici. Come indicato, infatti, dalla direttiva 89/106/CE, la progettazione delle costruzioni deve prevedere che, in caso di incendio, la generazione e la propagazione del fuoco e del fumo siano limitate. Il rispetto di questa indicazione richiede opportune valutazioni riguardo ai sistemi di rivelazione e di allarme, alla reazione al fuoco di materiali e componenti e, naturalmente, ai mezzi di estinzione.

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Modello di flessibilit

A Milano, il complesso dellIBM progettato da Marco Zanuso negli anni Settanta, stato precursore di unorganizzazione dello spazio del lavoro libera da vincoli distributivi grazie allimpiego di una struttura metallica modulare perfettamente integrata con gli impianti
Progetto / Marco Zanuso Committenza / IBM Italia

133 Rassegna
8 prodotti contro le fiamme

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Direttore Responsabile: Francesco Demuro Direttore: Giuseppe Turchini Comitato Scientifico: Gianfranco Carrara, Gabriele Del Mese, Nicolas Grimshaw, Fulvio Irace, Emilio Pizzi, Ettore Zambelli Direzione artistica e realizzazione: Imago studio Responsabile di redazione: Massimo Cassani Coordinamento editoriale: Donatella Bollani Collaborazione redazionale: Simone Stefano Deugenio, Francesca Ferlazzo Natoli, Federica Gasparetto Consulenza scientifica: Laura Elisabetta Malighetti, Gabriele Masera, Matteo Ruta Hanno collaborato a questo numero: Sebastiano Brandolini, Doris Caramia, Carmelo G. Catanoso, Lino Ceruti, Design.doc, Marco Fossi, Silvia Ghiacci, Massimo Lemma,Alessandro Maggioni, Laura Elisabetta Malighetti, Luca Mangiapane,Alessandro Musio, Fabiana Panella, Francesco Rephisti, Matteo Ruta,Andrea Torre,Alessandro Trivelli, Stefano Zanut Foto di: Archivio del Moderno di Mendrisio, Bitter+Bredt, Francesco Castagna, Stefano Dotta, Laura Malighetti,Adam Mrk,Vclav Sedy, Roberto Tealdi, Rielaborazione disegni: Stefano Ravasio Traduzioni: Mara Bortoletto Il Sole 24 ORE Arketipo Direzione e Redazione: Via Monte Rosa 91, 20149 Milano Registrazione presso il Tribunale di Milano, decreto n. 57 del 7 febbraio 2006 Proprietario ed Editore: Il Sole 24 ORE S.p.A. Tutti i diritti sono riservati. Presidente: Giancarlo Cerutti Amministratore Delegato: Claudio Calabi Sede legale: via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano
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a cura di design.doc

Milano EIRE - EXPO ITALIA REAL ESTATE Fiera dedicata al mercato immobiliare. 22-25/05/2007
Quartiere eristico di Rho Tel. 02 31911911 www.italiarealestate.it italiarealestate@gestioneere.com

alledilizia in contemporanea a Interstroyexpo (macchinari e materiali per edilizia e costruzioni), Windows & Doors (serramenti) e Teplovent (condizionamento). 17-21/04/2007
Lenexpo Fairground Seint (rappresentante per lItalia) Tel. 02 8253326 seint@seint.com www.seint.com

Segreteria: Uni Pubblicit & Marketing Via Giardini, 472/l, Dir. 70 - 41100 Modena Tel. 059 356098 Fax 059 356096 unimark@tsc4.com

FIERE
IN ITALIA Padova SEP Salone internazionale delle ecotecnologie in contemporanea a Hydrica, nuovo salone internazionale delle tecnologie per lacqua. 18-21/04/2007
Fiera di Padova Tel. 049 840111 www.sepeurope.org

Genova ENERGETHICA Salone dellenergia rinnovabile e sostenibile. 24-26/05/2007


Fiera di Genova Tel. 0173 280093 info@energethica.it www.energethica.it

Emirati Arabi, Dubai ALUMEX 2007 Mostra dellalluminio nelledilizia e nelle costruzioni. 22-24/04/2007
Dubai International Convention Center Tel. +971 4 2667886 tcfmdxbemirates.net.ae www.alumexdubai.com

Marina di Carrara CARRARAMARMOTEC Fiera internazionale su marmi, macchine e servizi. 30/05-02/06/2007


Centro espositivo CarraraFiere Tel. 0585 787963 info@carraramarmotec.com www.carraramarmotec.com

CONVEGNI
IN ITALIA Udine PROGETTAZIONE E INNOVAZIONE TECNOLOGICA SOSTENIBILIT E RISPARMIO ENERGETICO NEGLI EDIFICI Il convegno, organizzato con il supporto scientico del Politecnico di Milano Dipartimento Best Building Environment Science and Technology e sponsorizzato da Knauf, Brianza Plastica, Mondo e Velux, unoccasione di aggiornamento professionale sia per i funzionari delle amministrazioni pubbliche che per i progettisti delle imprese edili. Lincontro sottolinea come le costruzioni a secco stiano assumendo in tutta Europa una crescente importanza, dovuta in larga misura alla necessit del risparmio energetico e alla razionalizzazione dei processi produttivi. La spinta allinnovazione, sostenuta dallindustria con nuovi prodotti, tecniche e metodologie costruttive, esige un adeguamento nella formazione degli operatori. 12/04/2007
ore 15 Ente Fiera Udine - Centro Congressi Torreano di Martignacco

Verona GREENBUILDING Mostra e convegno internazionale su efcienza energetica e architettura sostenibile, in contemporanea a Solarexpo. 19-21/04/2007
Fiera di Verona Tel. 0439 849855 www.greenbuildingexpo.eu www.solarexpo.com

Torino TECNICHE INNOVATIVE DI MANUTENZIONE DEL VERDE STORICO E CONTEMPORANEO Il convegno, organizzato dal Gruppo di Ricerca di Floricoltura, Parchi e Giardini del Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio dellUniversit degli Studi di Torino, in collaborazione con lUNACOMA (Unione Nazionale Costruzioni macchine Agricole), ha come oggetto temi relativi alla manutenzione delle aree verdi con particolare riferimento allambito urbano. Il primo giorno dedicato agli interventi, mentre il secondo prevede visite a giardini storici e a realizzazioni verdi nellambito della Torino Olimpica. 13-14/04/2007
Tel. 011 6708793 elena.accati@unito.it federica.larcher@unito.it elena.costa@unito.it www.agroselviter.unito.it

Napoli EDILMED Settima edizione del Salone internazionale delledilizia organizzato da Tecnoere Srl 11-13/05/2007
Mostra dOltremare Tel. 081662429 info@tecnoere.it www.edilmedera.it

Genova RESTRUCTURA GENOVA Salone della costruzione e ristrutturazione edilizia. 19-22/04/2007


Fiera di Genova Tel. 011 644111 Fax 011 6646642 info@restructura.com www.restructura.com

ALLESTERO Russia, Mosca WOODBUILD Fiera internazionale specializzata nel legno per la costruzione e larchitettura. 05-08/04/2007
International Exhibition Center Crocus-Expo Elena Ushakova (contatti internazionali) Tel. 02 26922824 Fax 02 291390536 info@pygmalion.it www.woodbuild.ru

Milano I SALONI Salone internazionale del mobile in contemporanea a Euroluce, salone dellilluminazione, al Salone internazionale del complemento darredo e al SaloneSatellite. 18-23/04/2007
Quartiere eristico di Rho Tel. 02 725941 info@cosmit.it www.cosmit.it

Milano TENSINET SYMPOSIUM 2007: EPHEMERAL ARCHITECTURE: TIME AND TEXTILES Convegno organizzato dai membri di TensiNet, network tematico per la diffusione delle tenso-strutture in Europa, con il patrocinio del Politecnico di Milano e del Dipartimento B.E.S.T. Costruire e ambiente e Nuovi materiali e applicazioni i temi principali. Le analisi includono il ciclo di vita e la durata delle costruzioni a membrana, gli aspetti ambientali delle tenso-strutture e delle strutture pneumatiche, materiali e applicazioni nuovi o non convenzionali. 16-18/04/2007
Politecnico di Milano, Facolt di Architettura e Societ Aula Rogers Via Ampre 2 Ephemeral.architecture@polimi.it www.tensinet.com

Russia, San Pietroburgo CONSTRUCTION DESIGN Fiera dedicata allarchitettura e

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Milano EWEC - EUROPEAN WIND ENERGY CONFERENCE & EXHIBITION Conferenza internazionale dedicata allenergia eolica. I temi toccano diversi settori da quello economico e nanziario a quello tecnico-scientico, con una serie di workshop di approfondimento. Questioni tecniche e nanziarie, distribuzione delle risorse, progetti innovativi di turbine, mercato e sviluppo strategico, sono alcuni dei punti di discussione. Partecipano inoltre politici e rappresentanti a vario titolo di istituzioni internazionali e di governi nazionali. La conferenza prevede anche unarea espositiva per prodotti e servizi legati allenergia eolica. 07-10/05/2007
Fiera Milano Congressi Tel. +32 2 5461980 info@ewea.org exhibition@ewec.info www.ewec2007.info

17-19/05/2007
Hotel La Fonte, Portonovo Segreteria scientica: Paolo Clini Tel. 071 2204716 p.clini@univpm.it Eva Malinverni e.s.malinverni@univpm.it www.dardus.info/earcom07/index.htm

Cina, Shangai HOLCIM FORUM FOR SUSTAINABLE CONSTRUCTION

Fax +385 1 6125415 secon@gradhr www.secon.hr www.igh.hr/b-dubrovnik-2007

ALLESTERO Svizzera, Mendrisio I GRANDI PROTAGONISTI DELLARCHITETTURA CONTEMPORANEA Ciclo di conferenze pubbliche con i grandi protagonisti della cultura progettuale. Gli incontri costituiscono occasioni privilegiate non solamente per le studentesse e gli studenti dellAccademia, ma anche per il pubblico interessato. 19/04/2007 YUNG HO CHANG Fra i pi noti esponenti cinesi dellarchitettura contemporanea, con la moglie fonda a Pechino nel 1993 lAtelier Feichang Jianzhu, il primo studio darchitettura indipendente della capitale cinese. 26/04/2007 DANIELE CIPR E FRANCO MARESCO Due registi che sono riusciti a creare un universo poetico e a investigare la disperazione umana esprimendo, al contempo, grande partecipazione e affetto ai personaggi dei loro lm. 10/05/2007 CARUSO-ST. JOHN Adam Caruso e Peter St. John, fra i pi interessanti e innovativi architetti inglesi del panorama contemporaneo, hanno ormai guadagnato un vasto riconoscimento internazionale. 14/06/2007 PETER ZUMTHOR Professore a Mendrisio n dallanno di fondazione della scuola, Zumthor considera larchitettura non un messaggio o un segno, ma linvolucro e lo sfondo della vita che scorre, ovvero un recipiente sensibile.
USI - Accademia di architettura di Mendrisio Aula Magna di Palazzo Canave Via Canave, 5 Tel. +41 58 6665000 info@arch.unisi.ch www.unisi.ch

Ancona SISTEMI INFORMATIVI PER LARCHITETTURA Organizzato dal Dipartimento Architettura Rilievo Disegno Urbanistica Storia dellUniversit Politecnica delle Marche, il convegno analizza i sistemi informativi generati da tecnologie informatiche come strumento e supporto per progettare, rappresentare, conoscere, tutelare, comunicare e promuovere il patrimonio architettonico. Architectural Information System (AIS) a supporto (nei suoi pi diversi aspetti) dellarchitettura. Questo il focus del secondo Convegno EArcom (Tecnologie per comunicare larchitettura). Il convegno si propone come luogo di incontro e confronto tra le realt consolidate e le prospettive tecnologiche nel settore dei sistemi informativi per larchitettura e le nuove esigenze di un mercato che da quelle ricerche trae mezzi e strumenti per la propria affermazione ed espansione.

Holcim Forum una delle iniziative di Holcim Foundation for Sustainable Construction, piattaforma che riunisce specialisti di ogni generazione provenienti da tutto il mondo per lo sviluppo e la condivisione di nuove idee e soluzioni a favore delledilizia sostenibile. Urban_Trans_Formation, Challenging the 21st century il titolo di questa edizione, argomento di particolare attualit nel dibattito contemporaneo sulla questione della citt. Normativa urbanistica, tra convenzione e differenziazione; Urbanesimo informale, tra ordinamenti sanciti e sommersi; Urbanesimo verde, tra ecologia ed economia; Urbanesimo turistico, tra locale e globale; Urbanesimo temporale, tra permanente e transitorio, i temi trattati. 19-21/04/2007
Tongji University Holcim Foundation for Sustainable Construction promossa in Italia da Holcim (Italia) S.p.A. Tel. 031 616378 Fax 031 616367 corporatemkt-ita@holcim.com www.holcimforum.org

Olanda, Rotterdam BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA Potere: produrre la citt contemporanea, questo il tema della terza Biennale di Rotterdam curata dal Berlage Institute. Per pi di tre mesi la Kunsthal ospita esposizioni, convegni, dibattiti e conferenze sullannosa questione: chi e come produce la citt contemporanea?

24/05-02/09/2007
Kunsthal Rotterdam Museumpark, Westzeedijk 341 Tel. +31 10 2060033 info@iabr.nl www.iabr.nl www.kunsthal.nl

MOSTRE
IN ITALIA Mantova JEAN PROUV - LA POETICA DELLOGGETTO TECNICO Lesposizione, organizzata dal Vitra Design Museum in collaborazione con il Deutsches Architektur Museum e il Design Museum Akihabara presentata a Mantova in anteprima nazionale dal Centro Internazionale dArte e di Cultura di Palazzo Te e curata da Bruno Reichlin e Franz Graf propone una suggestiva rassegna dei lavori di Prouv realizzati tra il 1924 e la met degli anni Settanta del Novecento (i pi importanti oggetti darredamento, numerosi modelli di architettura, alcuni tra gli elementi architettonici da lui

Croazia, Dubrovnik FIB SYMPOSIUM Il simposio, organizzato dalla Fdration internationale du bton (FIB), si concentra questanno sul ruolo di stimolatori dello sviluppo per il miglioramento della qualit della vita delle strutture di calcestruzzo. Tra i temi toccati, la progettazione e la costruzione di strutture che colleghino continente e isole, strutture di calcestruzzo per la produzione di energia, nuovi materiali, tecniche di analisi, durevolezza, ispezione e mantenimento. 20-23/05/2007
Hotel Croatia a Cavtat Tel. +385 1 6125410

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Foto di Holger Hill, photographer, courtesy National Building Museum

Casa dellarchitettura Piazza Manfredo Fanti, 47 Tel. 06 97604598 info@casadellarchitettura.it www.casadellarchitettura.it

Museum of Art e Robert Moses and the Modern City: Slum Clearance and the Superblock Solution alla Wallach Gallery della Columbia University. 01/02-28/05/2007
Museum of the City of New York 1220 Fifth Avenue at 103rd St Tel. +1 212 5341672 info@mcny.org www.mcny.org

ideati oltre a una selezione di disegni autogra, fotograe e documentari) e una preziosa introduzione al suo metodo. 18/02-22/04/2007
Fruttiere di Palazzo Te Tel. 0376 323266 segreteria@centropalazzote.it www.centropalazzote.it

ALLESTERO USA, Washington D.C. THE GREEN HOUSE: NEW DIRECTIONS IN SUSTAINABLE ARCHITECTURE AND DESIGN La mostra presenta un reportage sullo stato attuale e sulle nuove direzioni della progettazione sostenibile che in nome della

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Foto di G. E. Kidder Smith Research Library, The Getty Research Institute, Los Angeles

Roma ELADIO DIESTE: UNARCHITETTURA RIVOLUZIONARIA IN URUGUAY Obiettivo primario quello di diffondere lopera di un maestro, la ricerca e linnovativo linguaggio formale di alto contenuto tecnologico realizzato con un materiale povero, quale il laterizio armato. La mostra, curata da Stanford Anderson, Head of Department of Architecture del MIT e Professor of History and Architecture, promossa dallAmbasciata dellUruguay e dallIILA, racconta la complessit e la semplicit dellopera del maestro uruguayano attraverso lobiettivo di Yoshihiro Asada, fotografo giapponese di fama internazionale. In esposizione 40 fotograe di grande formato, due video, testi e progetti che descrivono lintero percorso storico artistico e tecnologico di Eladio Dieste. 15/04-03/05/2007

Reggio Emilia FOTOGRAFIA EUROPEA - LE CITT/LEUROPA Un evento culturale curato da Elio Grazioli che propone opere fotograche commissionate e realizzate ad hoc da artisti europei, arricchito da un programma di mostre, incontri, lezioni magistrali, workshop e spettacoli per tutta la settimana inaugurale (dal 27 aprile al 5 maggio). Le citt dEuropa sono al centro dello sguardo dei fotogra invitati questanno: luoghi di aggregazione e sviluppo la maggioranza della popolazione europea popola le citt in rapidissimo mutamento. Sei fotogra internazionali Marina Ballo Charmet, Cezary Bodzianowski, Jean Louis Garnell, Aino Kannisto, Armin Linke, Klavdij Sluban in sei diverse mostre allestite in luoghi signicativi del centro storico. Accanto alle sei mostre unesposizione dedicata allopera di tre maestri: Ferdinando Scianna, Bernard Plossu e Pentti Sammallahti. E ancora progetti, iniziative speciali e incontri.

salvaguardia dellambiente sta cambiando tecnologie, materiali e sistemi tradizionali del costruire. In esposizione plastici, fotograe, schizzi, disegni provenienti da studi di architettura di tutto il mondo. 20/05/2006-03/06/2007
National Building Museum 401 F Street NW Tel +1 202 2722448 www.nbm.org

Gran Bretagna, Londra ALVAR AALTO THROUGH THE EYES OF SHIGERU BAN Prima grande retrospettiva sul lavoro di Alvar Aalto in Gran Bretagna, curata dallarchitetto giapponese Shigeru Ban. La mostra esamina lo sviluppo dello stile architettonico del maestro nlandese attraverso modelli, disegni, fotograe di 14 edicichiave realizzati prevalentemente in Finlandia e in Scandinavia. Shigeru Ban, celebre per limpiego di materiali naturali e riciclabili, condivide con Aalto un approccio visionario allarchitettura. 22/02-13/05/2007
Barbican Art Gallery Silk Street Tel. + 44 020 76388891 info@barbican.org.uk www.barbican.org.uk

Olanda, Rotterdam ARCHITECTURE OF THE NIGHT LUMINOUS BUILDINGS La mostra, organizzata dal Kunstmuseum di Stoccarda in collaborazione con Dietrich Neuman e adattata dal NAI per la presentazione a Rotterdam in occasione di Rotterdam 2007 City of Architecture, illustra la storia e il ruolo giocato dallilluminazione nellarchitettura. Modelli illuminati della Torre Eiffel, del Padiglione del Vetro di Bruno Taut, delledicio Volharding allAia e delledicio della Pepsi Cola a opera di SOM accanto al nuovo grande magazzino di UN Studio a Seul e allo stadio dellAllianz Arena di Herzog De Meuron a Monaco: larchitettura moderna prende vita di notte. 27/01-06/05/2007
NAI Nederlands Architectuurinstituut Museumpark 25 Tel. +31 10 4401200 info@nai.nl www.nai.nl

27/04-10/06/2007
Tel. 0522 456635 info@fotograaeuropea.it www.fotograaeuropea.it

USA, New York ROBERT MOSES AND THE MODERN CITY: REMAKING THE METROPOLIS La mostra indaga le grandi trasformazioni urbane di New York guidate da Robert Moses tra il 1934 e il 1968. Lesposizione esplora leredit di Moses attraverso documenti, fotograe, brochure e modelli tridimensionali dei suoi progetti, realizzati e non. La mostra completata da altre due iniziative parallele: Robert Moses and the Modern City: The Road to Recreation al Queens

Austria, Vienna LESSONS FROM BERNARD RUDOFSKY La mostra una cooperazione dellArchitekturzentrum Wien con The Getty Research Institute di Los Angeles in associazione con il Canadian Centre for Architecture di Montreal la prima al mondo dedicata alla vita e alle opere di Bernard Rudofsky. Lesposizione

Foto di Pentti Sammallahti

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fornisce informazioni dettagliate sulla vita, i viaggi e le diverse attivit in qualit di architetto, designer, curatore di mostre, autore e teorico, cos come sulla vita insieme alla moglie Berta Rudofsky. 08/03-28/05/2007
Architekturzentrum Wien - Old Hall Museumplatz 1 Tel. +43 1 5223115 Fax +43 4 5223117 ofce@azw.at www.azw.at

Londra. Attraverso modelli, fotograe, disegni e video lesposizione, curata da Raymund Ryan, ricrea latmosfera della Londra contemporanea. 20/01-03/06/2007
Carnegie Museum of Art - The Heinz Architectural Center 4400 Forbes Avenue Tel. +1 412 6223131 www.cmoa.org

Olanda, Rotterdam BUILDING PORTRAITS Dodici giovani fotogra di talento sono stati chiamati a illustrare il rapporto tra larchitettura, il progettista, il costruttore e lutilizzatore. Christian van der Kooy, Dieuwertje Komen, Eva Fiore Kovacovsky, Gwenneth Boelens, Jan Adriaans, Janneke Luursema, Jelle Ooijevaar, Juriaan Langstraat, Maarten van Schaik, Niels Stomps, Vincent Zedelius, Zaida Oenema, sono stati selezionati tra settanta candidature da una commissione composta da Aaron Betsky (ex direttore del NAI), Frank van der Stok (curatore), Marcel van der Vligt (fotografo) e Ine Lamers (fotografa-artista). La mostra organizzata in collaborazione con limpresa costruttrice olandese Ballast Nedam. 23/03-13/05/2007
NAI Nederlands Architectuurinstituut Museumpark 25 Tel. +31 10 4401200 info@nai.nl www.nai.nl

Olanda, Rotterdam ROTTERDAM 2007 CITY OF ARCHITECTURE Per tutto il 2007 Rotterdam si trasforma in un grande palcoscenico per larchitettura. Tra i numerosi eventi che compongono il programma del festival: Sites & Stories, analisi e visita di 40 edici storici della citt (a partire da 04/2007). Fire Limits, progetto che commemora il bombardamento nazista del 1940 (14/05/2007), Power: Producing the Contemporary City il tema della terza Biennale Internazionale di Architettura di Rotterdam alla Kunsthal (24/0502/09/2007), una serie di mostre organizzate al Netherlands Architecture Institute (a partire dal 27/01/2007), WiMBY, un grande evento dedicato a un migliore possibile futuro per il quartiere Hoogvliet con lapertura ufciale del nuovo parco ricreativo Heerlijkheid Hoogvliet (25/0515/07/2007), Follydock Expo, una mostra di recenti follie architettoniche allestite nella zona portuale di Heijplaat (25/0530/08/2007). 01-12/2007
Rotterdam Festivals Postbus 21362 3001 AJ Rotterdam Tel. +31 10 4332511 info@rotterdam2007.nl www.rotterdam2007.nl

multinazionale tedesca attiva nella produzione dei sistemi costruttivi a secco, della nitura di interni ed esterni e dellisolamento termico e acustico. Ogni marted, nel Centro di Formazione Knauf-Milano, si svolgono seminari tecnici di approfondimento e specializzazione che affrontano le tematiche relative ai materiali e ai sistemi innovativi per la protezione dal fuoco, il comfort acustico e illuminotecnico e le migliori realizzazioni estetiche. SISTEMA AQUAPANEL Il seminario si concentra sul corretto approccio progettuale per proteggere interni ed esterni, realizzando coibentazioni termiche e acustiche, in ottemperanza alla normativa vigente. 15/05/2007 12/06/2007 ILLUMINOTECNICA Le tipologie di sorgenti luminose, gli apparecchi di illuminazione, le modalit di installazione, tutti i segreti per una corretta illuminazione degli ambienti interni. 03/04/2007 COSTRUIRE A SECCO Il seminario esplora tecnologie, tecniche, soluzioni e materiali della seconda generazione dei sistemi costruttivi a secco. Comfort, prestazioni, consumi, interconnessione delle tecniche costruttive: si va dalle soluzioni per pareti, contropareti e controsoftti allimpiantistica elettrica. 17/04/2007 22/05/2007 19/06/2007 ANTINCENDIO E PROTEZIONE PASSIVA Nel seminario si affrontano i temi della progettazione e costruzione di edici e di ambienti interni al ne di garantire la massima sicurezza delluomo, non solo dalle amme, ma anche da fumi e vapori nocivi, in ottemperanza alle normative vigenti. Il Sistema a Secco lunica risposta tecnologica possibile al rischio incendi. 24/04/2007 29/05/2007 26/06/2007

ACUSTICA Il corso affronta la vasta tematica della protezione degli ambienti interni dai rumori e della correzione acustica delle rifrazioni sonore interne. Contrastare il rumore, armonizzare i suoni, costruire scuole e sale da concerto: queste le tematiche trattate insieme alle tecniche di isolamento acustico per realizzare un isolamento a norma di legge. 08/05/2007 05/06/2007
Knauf Milano Via Alberello, 72 20089 Rozzano (Mi) Tel. 02 52823711 Fax 02 52823730 knauf@knauf.it www.knauf.it

USA, Pittsburgh GRITTY BRITS: NEW LONDON ARCHITECTURE La mostra presenta i lavori della nuova generazione di architetti britannici emersa negli ultimi anni a Londra. In particolare sono esposti i lavori di sei architetti (Adjaye/Associates, Caruso St. John Architects, FAT [Fashion Architecture Taste], Nall McLaughlin Architects, muf, and Sergison Bates architects) che si concentrano prevalentemente nella zona postindustriale e multiculturale dellEast End di

CORSI
IN ITALIA Milano SEMINARI KNAUF Corsi di formazione teorici e pratici organizzati da Knauf,

Roma ARCHITETTURA PER LA SOSTENIBILIT Il Corso universitario di perfezionamento postlaurea organizzato dalla Libera Universit Maria SS. Assunta (LUMSA) in collaborazione con il Dipartimento conservazione beni architettonici e ambientali Universit Federico II di Napoli e lIstituto Nazionale di Bioarchitettura - intende spiegare, dimostrare, insegnare che possibile realizzare una architettura pi vicina alle esigenze della gente, che la conformazione dello spazio duratura solo se prevede la valorizzazione della salute e un uso oculato delle risorse in un quadro di obiettivi etici e sociali. I principali temi affrontati sono: valutare larchitettura, antropologia dellabitare, sociologia urbana, strategie di bioarchitettura, costruire il progetto etico, soluzioni di ecoarchitettura, le congurazioni del legno, economia della cooperazione, edicare in terra cruda. Tra i docenti di questa edizione spiccano i nomi di Joachim Eble, Julius Natterer, Gernot Minke. 4 e 5, 11 e 12, 18 e 19/05/2007 8 e 9, 15 e 16/06/2007 Iscrizione entro: 20/04/2007

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Libera Universit Maria SS. Assunta (LUMSA) Tel. 06 68422467 perfezionamento@lumsa.it www.lumsa.it Istituto Nazionale di Bioarchitettura Tel. 0471 973097 bioa@bioarchitettura.org www.bioarchitettura.org

ALLESTERO Germania, Berlino TEXTILE ROOFS 2007

Il dodicesimo workshop internazionale sulla progettazione e la realizzazione di strutture architettoniche a membrana propone una serie di interventi in lingua inglese da parte di gure chiave dellindustria delle membrane tessili e degli istituti accademici e di formazione. Il contributo teorico afancato dallo sviluppo pratico di casi concreti con il supporto di analisi numeriche. Il corso prevede inoltre una serie di interventi su temi pi specici: gli approcci algoritmici, la teoria della complessit computazionale e la tecnologia tessile. Il workshop si completa con la presentazione istituzionale di alcune importanti aziende produttrici di strutture leggere. 07-09/06/2007
Technische Universitt Berlin (TUB) Strasse des 17.Juni, 135 Mr. Bernd Stary Tel. +49 30 21751755 Fax +49 30 21751756 mail@textile-roofs.com www.textile-roofs.de

(Unione Internazionale Architetti) e con il C.N.A.P.P.C. (Consiglio Nazionale Architetti, Pianicatori, Paesaggisti e Conservatori), il premio si propone di sensibilizzare progettisti e costruttori nel privilegiare la qualit nelle scelte progettuali e costruttive. Possono partecipare alla seconda edizione del premio le opere di architettura di nuova realizzazione, anche in ampliamento di edici esistenti, progettate da architetti e/o ingegneri, di qualsiasi nazionalit, iscritti allalbo professionale o associazione equivalente, completate tra il 1 luglio 2004 e il 30 giugno 2007. Le opere devono appartenere alle seguenti categorie: architettura residenziale pubblica e privata, architettura commerciale, direzionale, mista, architettura pubblica (educativa, culturale, socio-sanitaria, religiosa, sportiva, ricreativa ecc.) e architettura del paesaggio. Data limite di ricezione degli elaborati: 20 luglio 2007
Segreteria: Piazza Salvemini, 20 35131 Padova Tel. 049 6994038 Fax 049 654211 architettipadova@awn.it www.barbaracappochinfoundation.com www.pd.archiworld.it

ricerca che rientrino tra quelle oggetto del premio. Domanda di partecipazione: 22/06/2007 Consegna materiale originale: 31/08/2007
ANDIL Assolaterizi Via Alessandro Torlonia, 15 00161 Roma Tel. 06 44236926 Fax 06 44237930 andil@laterizio.it www.laterizio.it

Domanda di partecipazione: entro le ore 15,00 del 29/06/2007 utilizzando il modulo disponibile sul sito www.polimi/borse_studio. Consegna materiale originale: 30/10/2007. Una pagina dedicata al concorso, alle modalit di partecipazione e un forum che agevoli la costituzione delle squadre e lo scambio di informazioni e dei materiali disponibile sul sito www.promozioneacciaio.it

Milano INNOVATIVE DESIGN FOR STEEL CAR PARKS

SAVE THE DATE


IN ITALIA Milano FOOD BAG DI DESIGN Ventiquattro, con il patrocinio de La Triennale di Milano e del Cosmit, ha deciso di mettere in gioco la creativit di dieci giovani designer per progettare la Food bag, la schisceta di lusso, una borsa contenitore studiata appositamente per ospitare al proprio interno, in spazi preposti, ogni sorta di prodotto del settore food & beverage. Venerd 20 aprile, presso la sede del Sole 24 ORE, a partire dalle ore 18.30 verranno presentati i prototipi delle food bag. Durante la serata, sei cuochi dellassociazione Jeunes Restaurateurs prepareranno per il pubblico dei nger food. Ferran Adri, maestro dellavanguardia culinaria presenter inoltre, in anteprima, le immagini della sua nuova collezione per la tavola. 20/04/2007
Il Sole 24 ORE Via Monte Rosa 91 www.ilsole24ore.com

Roma PREMIO ANDIL-ICERS LANDIL Assolaterizi (Associazione nazionale degli industriali dei laterizi) e lI.Cer.S (Societ ceramica italiana) indicono un

CONCORSI E PREMI
IN ITALIA Padova PREMIO BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA BARBARA CAPPOCHIN Istituito dalla Fondazione Barbara Cappochin e dallOrdine degli Architetti, Pianicatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Padova, in collaborazione con lU.I.A.

concorso per studi e ricerche (tesi di laurea, dottorato o borse di studio, indagini sperimentali e prove di laboratorio) che portino un contributo originale e utile allo sviluppo dellindustria del laterizio, quali materie prime, innovazione di prodotto, sviluppo di processo, impatto ambientale, analisi di mercato. La partecipazione al concorso aperta a tutti coloro che abbiano discusso tesi di laurea, tesi di dottorato, abbiano completato lelaborato nale di una borsa di studio o svolto attivit di

Concorso di progettazione a premi sul tema dei parcheggi multipiano fuoriterra di acciaio. Arcelor Mittal, attraverso la sua unit Building & Construction Support Italy, e Fondazione Promozione Acciaio, in collaborazione con il Politecnico di Milano, bandiscono un concorso a premi sulla progettazione di un parcheggio multipiano fuoriterra in acciaio intitolato Innovative Design for Steel Car Parks. lI progetto deve avere lacciaio come elemento distintivo, ovvero essere concepito integralmente o parzialmente in acciaio. Il parcheggio pu essere parte di un complesso edilizio pi ampio, ma deve comunque rappresentare la centralit del progetto. Al concorso sono ammessi gli studenti iscritti nellanno accademico 2006/07 ai corsi di Ingegneria, Architettura o Design presso le rispettive Facolt del Politecnico di Milano. La partecipazione pu essere di singoli o di squadre di studenti, meglio se miste in quanto si ritiene che la sinergia tra studenti delle tre facolt Architettura, Ingegneria e Design sia procua nel rispondere ai caratteri di interdisciplinariet (negli aspetti architettonici, tecnologici, strutturali) e di completezza richiesti dal progetto.

Milano APERITIVI DELLARCHITETTURA

Velux, in collaborazione con Il Sole 24 ORE Arketipo e Area, promuove gli Aperitivi dellArchitettura. Sette incontri presso lo show room di via Cadamosto a Milano per parlare di luce naturale, aspetti compositivi e sico-tecnici. La partecipazione gratuita. 19/04, 17/05, 20/09, 11/10, 15/11.
Via Cadamosto, 7 Tel. 02 2046826 Per iscriversi: www.velux.it/aperitivi

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ECHI DAL WEB


a cura di design.doc

LE ASSOCIAZIONI www.federlegno.it/associazioni/assufficio
Membro di Federlegno-Arredo, Assufcio, lAssociazione nazionale delle industrie dei mobili e degli elementi d'arredo per ufcio, raggruppa oltre 150 aziende produttrici, tra le quali i pi importanti marchi del settore. Allinterno del sito sono disponibili lelenco degli associati, la normativa, le pubblicazioni curate dallassociazione (capitolati, quaderni tecnici, glossario) statistiche e dati di settore, i link alle maggiori ere di settore (Eimu, Orgatec, Neocon), le date dei convegni e delle riunioni.

www.officebit.com
Ampio e curato portale dedicato al mondo dellufcio, che censisce produttori, progettisti, prodotti. Nella Gallery approfondimenti su recenti progetti di edici per ufci e sulle realizzazioni dei pi importanti studi internazionali; nella sezione Speciale Fiere, preview e review delle ere di settore. Inoltre, un catalogo illustrato dei prodotti organizzato per tipologie, normative, spazio per le novit di prodotto, le news e gli eventi.

LE FIRME www.knoll.it
Storico marchio dellarredamento per ufcio fondato nel 1938, vanta tra i suoi progettisti alcuni dei pi rappresentativi nomi del design e dellarchitettura modernista. Tra i prodotti ancora in produzione alcune icone del design, come la serie Tulip di Saarinen, la Barcellona Collection di Mies van der Rohe, la Wassily Chair di Marcel Breuer e la Diamond Chair di Bertoia. Oltre ai prodotti storici, pezzi rmati da designer contemporanei e sistemi per ufcio.

www.vitra.com
Altro storico marchio del mobile per ufcio e non solo, con un catalogo in cui i pezzi disegnati da Charles e Ray Eames e da Jean Prouv sono afancati dalle creazioni di designer contemporanei, come i fratelli Bouroullec, Herzog & de Meuron, Hella Jongerius, Ron Arad. Dal 1981 ha afdato la progettazione dei propri ufci, fabbriche e spazi espositivi ai pi noti architetti contemporanei, Citterio, Gehry, Grisham, Hadid, Siza, creando un esempio assolutamente unico di Corporate Architecture.

ERGONOMIA www.societadiergonomia.it
La Societ Italiana di Ergonomia stata fondata nel 1961, nello stesso anno della International Ergonomics Society, a cui da allora sempre stata associata. Raggruppa 450 professionisti e ricercatori che lavorano nel campo dell'ergonomia e del fattore umano. La SIE sostiene numerose iniziative volte alla conoscenza e allo scambio di esperienze, tutte segnalate nella sezione In evidenza della home page del sito.

www.suva.com
La Suva un'azienda autonoma di diritto pubblico, il pi grande assicuratore elvetico nel campo della tutela obbligatoria contro gli infortuni. Di sicuro interesse le linee guida e i supporti informativi per i lavoratori, disponibili alla sezione SuvaPro, anche per gli aspetti che riguardano lergonomia della postazione in ufcio. Al link www.sapros.ch , inoltre, possibile trovare una selezione di prodotti dedicati alle pi svariate esigenze.
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BOOKSTORE
a cura di design.doc

UFFICI Fabio Fabbrizzi, a cura di Federico Motta editore, 400 pagine, 19,90 euro www.mottaeditore.it
Il panorama dellufcio decisamente cambiato: dal cubicolo singolo allopen space, no alle attuali modalit dettate dalla sempre pi massiccia tecnologia informatica, lufcio si adegua alla nuova mentalit che investe gli orari, lorganizzazione stessa del lavoro, le strutture a latere di quelle dedicate alle ore lavorative (come spazi relax, caffetterie e altro ancora). Il volume esamina importanti progetti di questo nuovo tipo di ufcio. La selezione offerta dal curatore presenta una trentina di esempi rmati da alcuni degli studi di progettazione internazionalmente pi noti (tra cui Zaha Hadid, Hans Hollein, Norman Foster, per citarne solo alcuni). Da questi esempi, molto bene illustrati dalle numerose fotograe, si ricava la tendenza progettuale a superare la mera immagine dellazienda per approdare a una visione pi allargata delle esigenze del mondo del lavoro, che pare fruire, almeno negli esempi del libro, di una maggiore libert e di una pi alta qualit di vita.

EDILIZIA PER UFFICI Marina Pia Arredi, a cura di Utet Professionale, 497 pagine, 98 euro www.utetgiuridica.it
Per questo ponderoso trattato la curatrice si fatta afancare da una nutrita serie di professionisti, in modo da offrire una visione, la pi allargata possibile, delle tematiche riguardanti gli ambienti destinati al lavoro, non solo di enti e istituzioni, ma anche privati. Vengono esaminati dimensioni, organizzazione del lavoro, sistemi impiantistici, no al progetto esecutivo e alle sue componenti. A sottolineare il ventaglio dei temi trattati basti citare la titolazione di alcuni capitoli: la classicazione del tipo di committenza e di utenza, le tipologie progettuali (open space, ofce landscape ecc.), i criteri distributivi, lallestimento dello spazio, no alle normative in atto e ai dettagli della manutenzione. Nella presentazione, Roberto Palumbo, preside della Facolt di architettura allUniversit La Sapienza di Roma, afferma: Un intelligente e pratico strumento da porre a base dellattivit di progettazione, sia per i professionisti sia per i giovani avviati allesercizio professionale. La precisione degli schemi fornisce un ulteriore elemento per la consultazione attenta di questo volume.

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MIES VAN DER ROHE AL LAVORO Peter Carter, a cura di Phaidon Press, 192 pagine, 39,95 euro www.phaidon.com
Si crede di conoscere tutto di un personaggio noto, come sicuramente Ludwig Mies van der Rohe (1886-1969), poi giunge a farcene scoprire qualche tratto meno conosciuto unaltra pubblicazione: come questo grande volume, che la prima edizione italiana di un testo classico di uno dei collaboratori del grande progettista. Autore di alta civilt, Mies era sempre pronto a rispondere alle domande di studenti e architetti emergenti. questo che tenta di proporre al lettore Peter Carter, nel taglio del suo libro, illustrando la teoria del maestro con le immagini delle sue architetture. Vengono esaminati 28 edici tra i pi importanti costruiti da Mies van der Rohe, scelti tra tre tipologie che evidenziano lidea di spazio e struttura che larchitetto ha trasfuso nelle sue opere. Il libro si sofferma, poi, sul suo lavoro di insegnante, sensibile e aperto al colloquio con i giovani, sia negli anni del Bauhaus sia in quelli allIllinois Institute of Technology. Un vero testo di riferimento.

IL CALCESTRUZZO NELLE ARCHITETTURE DI CARLO SCARPA. FORME, ALTERAZIONI, INTERVENTI Bruschi, Faccio, Pratali Maffei, Scaramuzza, a cura di Editrice Compositori, 264 pagine, 35 euro www.compositori.it
La fama di Carlo Scarpa (1906-1978), uno dei massimi architetti contemporanei, si basa tra restauri, ristrutturazioni, interventi arditi e spettacolari su un numero eccezionale di opere. Questo volume tratta di una caratteristica della sua opera architettonica, quella della conservazione delle superci di calcestruzzo facciavista. Vengono esaminate le tecniche di lavorazione utilizzate e la trattazione delle superci stesse per la loro conservazione. Nel volume viene proposto un tipo di lettura dei vari interventi che, grazie a una interessante restituzione graca, ne fornisce importanti indicazioni di carattere operativo, mettendo in evidenza tecnologie di diagnosi e di conservazione.

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MANUALE DI PREVENZIONE INCENDI NELLEDILIZIA E NELLINDUSTRIA Antonio Corbo ed Emanuela Corbo, a cura di Il Sole 24 ORE, 1522 pagine, 110 euro www.shopping24.ilsole24ore.com
Il volume strumento considerato indispensabile per quanti si occupano di prevenzione incendi stato aggiornato e integrato, rispetto alledizione precedente, con nuovi contenuti relativi agli edici destinati a uso ufcio, ai vani ascensori, agli impianti termici alimentati da combustibili liquidi e agli impianti termici di distribuzione di idrogeno per autotrazione. Completano lopera la nuova modulistica per le procedure di prevenzione incendi e le procedure relative alle attivit a rischio rilevante. Scopo dellopera illustrare le principali metodologie preventive, alla luce della complessa evoluzione legislativa intervenuta nel corso degli anni, ponendo le basi allacquisizione delle nozioni fondamentali e delle conoscenze necessarie allapplicazione delle tecniche e delle metodologie di intervento in materia di prevenzione. La trattazione, estesa e completa, corredata di numerosi disegni tecnici e di immagini.

MANUALE DEL VETRO Saint-Gobain Glass, 512 pagine www.saint-gobain-glass.com


Il manuale offre ai progettisti e a tutti gli addetti del settore uno strumento di consultazione e di riferimento per unadeguata scelta dei prodotti vetrari per ledilizia, nel rispetto di tutte le norme nazionali, internazionali (ISO) o in corso di elaborazione (CEN). composto di cinque capitoli: sommario ed elenco dei prodotti; presentazione dettagliata della gamma, delle propriet e della posa; panoramica di propriet, tecniche e normative dei vetri; presentazione dellazienda; glossario e indice. La suddivisione in sei famiglie, a seconda della funzione specica del vetro, aiuta nella consultazione di questa guida pratica.

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CONCORSI
Esiti
a cura di Doris Caramia

INSEDIAMENTI DI QUALIT
Il Comune di Roma, nellambito di un programma di promozione e incentivazione della qualit negli insediamenti, sta svolgendo una serie di concorsi di progettazione per opere e servizi pubblici denominati Meno pi, Meno perch le singole realizzazioni costano poco. Pi perch hanno qualit architettonica, come ha spiegato lAssessore allurbanistica Roberto Morassut.Attualmente, sono concluse le prime due stagioni di questa iniziativa,Meno pi 1 e Meno pi 2. Si prevede che, entro lestate, saranno concluse anche le edizioni 3 e 4. Ognuna delle sezioni comprende pi concorsi, con ambiti territoriali diversi sempre afferenti alla cintura metropolitana romana. Il concorso Meno pi 1, internazionale a procedura ristretta con fase di prequalica, prevedeva la progettazione preliminare di tre aree, per una delle quali Prato Smeraldo non stata ancora completata la procedura concorsuale. La fase di prequalica ha visto la selezione di cinque nalisti per ogni intervento. Per la zona Colle delle Gensole, estesa su una supercie di circa 240.000 m2 a Sud della citt, il concorso ha richiesto la progettazione di un complesso scolastico, su unarea di circa 7000 m2, che comprende una scuola materna di tre sezioni e un asilo nido per 60 bambini, oltre alla progettazione di un parco pubblico di circa 28.000 m2, con parcheggi pubblici di accesso. Il costo complessivo stimato delle opere a concorso ammonta a 4.531.351 euro. Per larea denominata Divino Amore, unestensione di circa 15 ettari nelle vicinanze del parco dellAppia Antica e del Santuario del Divino Amore, il concorso proponeva la progettazione di uno spazio pubblico attrezzato, con un settore adiacente destinato a parcheggio pubblico con un livello interrato e uno a raso. Il costo complessivo stimato delle opere a concorso ammonta a 2.605.092 euro. Ai vincitori verranno afdati il programma urbanistico, lincarico per la progettazione preliminare, denitiva ed esecutiva e la direzione artistica. Gli interventi saranno realizzati dai proponenti privati e ceduti al patrimonio indisponibile del Comune di Roma, con le speciche modalit regolate dagli atti convenzionali. Titolo: Concorso internazionale di progettazione Meno Pi 1- Servizi e spazi pubblici in Roma Bandito da: Comune di Roma. Assessorato alle Politiche della Programmazione e Pianicazione del Territorio, Roma Capitale. Segreteria organizzativa Dipartimento VI - U.O. 11 Interventi di Qualit, piazza Kennedy 15, 00144 Roma ,Tel. 0667106635 Fax 06671071001. Responsabile del procedimento architetto Gabriella Raggi. e-mail i.concorsi@comune.roma.it, www.urbanistica.comune.roma.it/iconcorsi Qualicati Concorso Colle delle Gensole (parco pubblico, asilo nido, scuola materna, parcheggio pubblico): 1 Gianfranco Gianfriddo, Luigi Pellegrino, Francesco Cacciatore - 5132 euro. Rimborso spese di 3500 euro a : - Francesco Garofalo (Garofalo Miura Architetti); - Antonello Stella (n!studio), Susanna Ferrini, Simone Bove, Giulia Scaglietta; - Manuel Gausa Navarro (Actar+Nabito), Florence caveau, Alessandra Faticanti, Roberto Ferito; - Flora Ruchat Roncati, Marco Burrascano, Andrea Gubler, Luca Catalano, Annalisa Metta. Qualicati Concorso Divino Amore (piazza con parcheggi pubblici): 1 Luigi Franciosini, Riccardo dAquino, Mauro Olevano, Giovanna White, Paolo Uliana, Paola Porretta - 3264 euro. Rimborso spese di 2200 euro a: - Isabella Pasqualini+topotek1, Martin Rein-Cano, Lorenz Dexler; - Stanislao Fierro, Nadine Saul; - Fabrizio Toppetti, Filippo Egidi, Vincenzo Bernardi, Francesco DAmbrosio; - Vitangelo Ardito, Maurizio Piacentini; Annalisa Macino. In giuria: Giampiero Coletti, Chiara Cecilia Cuccaro, Stefano Mastrangelo, Giacomo Borella, Francesco Cellini, Loredana Mozzilli, Carlo Terpolilli, Laura Negrini, Spartaco Paris. Conclusione: gennaio 2007. Divino Amore

ROMA

Colle delle Gensole

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ROMA

LE SCUOLE DEL GRA


Il concorso Meno pi 2, internazionale a procedura ristretta con fase di prequalica, ha richiesto la progettazione preliminare di strutture scolastiche e spazi verdi per quattro aree destinate a servizi e attrezzature pubbliche nella fascia di sviluppo del territorio comunale in prossimit del Grande Raccordo Anulare. Per larea Cinquina Bufalotta, estesa su una supercie di circa 12 ettari nel quadrante Nord della citt, il concorso proponeva la progettazione di un complesso scolastico, composto di una scuola materna di 3 sezioni e di un asilo nido per 60 bambini, che dovranno sorgere allinterno di un lotto di circa 7500 m2, e la progettazione di un sistema di spazi verdi e aree di gioco per bambini. Il costo complessivo stimato delle opere a concorso ammonta a 4.160.222 euro. Anche per larea Pontina, localizzata a Sud della citt, il concorso proponeva la progettazione di un complesso scolastico, formato da un asilo nido per 60 bambini e una scuola materna di tre sezioni, allinterno di unarea di circa 8900 m2, e la progettazione delle aree da destinare a parcheggio pubblico, le sistemazioni a parco delle adiacenti aree verdi, con particolare attenzione a soluzioni per labbattimento dellinquinamento acustico e atmosferico dovuto al passaggio della via Pontina lungo il conne dellarea. Il costo complessivo stimato delle opere a concorso ammonta a 3.763.972 euro. La terza area del concorso si occupata di un altro tema vicino al Santuario del Divino Amore, a Sud della citt, nei pressi del parco dellAppia Antica. Se nel concorso Meno pi 1 per questarea si chiedeva la progettazione di uno spazio pubblico attrezzato con parcheggi, nel bando Meno pi 2 si ricerca, invece, la progettazione di un complesso scolastico composto di un asilo nido per 60 bambini e una scuola materna di tre sezioni, oltre alla progettazione di una piazza di accesso alle scuole collegata anche a un parcheggio pubblico. Il costo complessivo stimato delle opere a concorso ammonta a 5.272.188 euro. Per lultima area, denominata Fontana Candida, stata richiesta la progettazione di una scuola elementare di 10 aule e dei suoi spazi di pertinenza allinterno di un lotto di circa 7000 m2, oltre alla progettazione del parco pubblico lungo il fosso di Tor Bella Monaca, con una supercie di circa 45.500 m2, comprendente i parcheggi pubblici di accesso. Il costo complessivo stimato delle opere a concorso ammonta a 6.525.613 euro. Ai vincitori verr afdato il programma urbanistico, lincarico per la progettazione preliminare, denitiva ed esecutiva e la direzione artistica. Gli interventi saranno realizzati dai proponenti privati e ceduti al patrimonio indisponibile del Comune di Roma, con le speciche modalit regolate dagli atti convenzionali. Titolo: Concorso internazionale di progettazione Meno Pi 2 - Servizi e spazi pubblici in Roma Bandito da: Comune di Roma. Assessorato alle Politiche della Programmazione e Pianicazione del Territorio, Roma Capitale. Segreteria organizzativa Dipartimento VI - U.O. 11 Interventi di Qualit, piazza Kennedy 15, 00144 Roma, Tel. 0667106635 Fax 06671071001. Responsabile del procedimento architetto Gabriella Raggi. E-mail i.concorsi@comune.roma.it, www.urbanistica.comune.roma.it/iconcorsi Qualicati Concorso Cinquina Bufalotta (asilo nido, scuola materna, aree verdi): 1 5+1 & doppiomisto, Alfonso Femia, Gianluca Peluffo, Simonetta Cenci, Cecilia Anselmi, Andrea Cio degli Atti, Carlo Prati, Domenico Conaci - 4783 euro. Rimborso spese di 3250 euro a: - S.M.A.A. GAP Francesco Orono, Vincenzo Morziello, Roberto Morziello, Alessandro Ciarpella, Laura Calderoni; - Michele Testa, Elisabetta DAmato, Fabio Lanfranchi, Valentina Nuccitelli; - Giovanni M. Fumagalli, Franco Casotti, Carlo Melograni, Giuseppe Serrao, Valeria Biagiola; - 2+P Architettura Pietro Chiodi, Gianfranco Bombaci, Domenico Cannistraci, Matteo Costanzo, Valerio Frantone. Qualicati Concorso Pontina (asilo nido, scuola materna, aree verdi, parcheggio pubblico): 1 Gianluca Andreoletti, Peter Ebner, Franziska Ullmann, Claudio Valentino, Simone Capra, Augusto Schiavi - 4406 euro. Rimborso spese di 3000 euro a: - Aldo Maria di Chio, Marina Borrelli, Eduardo Borrelli; - Francesco Costanzo, Luca Lanini, Camilla Castaldo, Diego Cano Pintos, Gonzalo Cano Pintos, Alfonso Cano Pintos, Lucia Cano Pintos, Paolo Massarotti, Giuseppe Massarotti, Angela Chiarelli; - Alberto Iacovoni, Ketty di Tardo, Luca La Torre;

Cinquina Bufalotta

Pontina

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- Paolo Mestriner, Paola Pedali, Alessandro Rossigni, Nadir Bonaccorso, Alessandro Villari, Alessandro Gasparrini, Andrea Busi. Qualicati Concorso Divino Amore (asilo nido, scuola materna, piazza con terminal bus, parcheggi pubblici): 1 Tommaso Principi, Paolo Brescia, Emanuela Bulli, Michele Cr, Sandro Bavero, Vincenzo Rizzi, Giuseppe Senofonte - 5815 euro. Rimborso spese di 4000 euro a: - Marco Casamonti, Laura Andreini, Giovanni Palazzi, Silvia Fabi, Gianna Parisse, Massimiliano Giberti, Raffaele Giannitelli, Lorenzo Checcucci, Emanuela Spiattella; - Simone Orsi, Elisabetta Avallone, Giulio Forte, Gabriele Pierluisi, Andrea Sciolari; - Cherubino Gambardella, Alessandra Captano, Orazio Carpenzano, Simona Ottieni, Fabio Baratto, Lorenzo Capobianco, Alessandra Di Giacomo, Tommaspo Pallaria, Mario Russo, Alfonso Spina; - Michele Mol, Susanna Tradati, Camillo Botticini. Qualicati Concorso Fontana Candida (parco pubblico, scuola elementare, parcheggio pubblico): 1 Mos Ricci, Filippo Spaini, Luana Prunesti, Nicola Bartoccelli, Maddalena Ferretti, Katharina Kienow, Martina Giolitti, Massimo Tiberi, Simone Maurer, Alessandra Manfredi, Laura Pistoia, Simona Stortone - 6941 euro. Rimborso spese di 5000 euro a: - Francesco Isidori, Maria Claudia Clemente, Alfredo Ingletti, Marco Antonimi, Roberto Capecci, Raffaella Sini, Dario Aureli; - Carmelo Baglivo, Luca Garofalo, Stefania Manna, Joao Antonio Ribeiro Ferreira Nunes, Carlos Manuel Ribas da Silva; - Carmen Fiol Costa, Andreu Arriola Madorell, Vincenzo Paolo Bagnato, Pasquale De Nicolo, Massimiliano Fiore; - Frits van Dongen, Dimitri Waltritsch, Michael Van Gessel, Marco Medizza. In giuria: Maria Vincenzina Iannicelli, Gian Piero Rossi, Vincenzo Corvino, Augusto Di Maggio, Carlo Gasparrini, Marco Scarpinato, Luca Zevi, Francesco Marinelli, Paolo Orsini. Conclusione: febbraio 2007.

Divino Amore

Fontana Candida

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CASAL VELINO MARINO DUE MONDI A CONFRONTO
Il concorso di idee, organizzato in due fasi, ha ricercato proposte per il nuovo assetto del litorale marino di Casal Velino, nel Parco del Cilento, al ne di ottimizzarne le condizioni fruitive, riqualicare la struttura urbana della parte prospiciente il mare, valorizzare e migliorare lintera area portuale, realizzare e adeguare servizi, aree verdi, parcheggi, viabilit. Durante la prima fase del concorso, anonima, sono stati selezionati cinque soggetti che poi hanno elaborato le successive proposte in forma palese. Il gruppo vincitore ha proposto un progetto a rete intesa come una struttura organica e essibile che organizza in maniera chiara e leggibile le relazioni tra mondo civilizzato e mondo naturale. Una rete della mobilit associata alla rete organica, altres mirante al recupero di spazi pedonali, ciclabili e verdi. Titolo: Concorso di idee per redazione masterplan riqualicazione fronte mare Casal Velino Bandito da: Comune di Casal Velino (SA) dintesa con: Regione Campania, Provincia di Salerno, Parco del Cilento e Vallo di Diano, Ordine Architetti P.P.C. della Provincia di Salerno, Soprintendenza di Salerno e Avellino. Segreteria del concorso piazza XXIII Luglio 6, 84040 Casal Velino (SA), Tel. 0974908818, Fax 0974902290, e-mail concorsomare@casalvelino.org Qualicati: 1 Francesca Severino, Jorge Hernndez Ahuntchain, Luca Punzo - 15.000 euro. Rimborso spese di 3000 euro a: - Angelo Schiavo; - M. Elisabetta Persico; - Antonio Pelella; - Paolo Viola. In giuria: Brunella Rallo, Fausto Martino, Angelo Gregorio, Domenico Antonio Ranauro, Pasquale Caprio, Graziana Santamaria. Conclusione: febbraio 2007.

MONTERIGGIONI

LA PIETRA PER I CONSIGLIERI


Il concorso di idee, in forma anonima, ha richiesto soluzioni di studio degli interni delledicio ex magazzini per destinarli a sala consiliare, oltre alla razionalizzazione degli spazi esterni fra la sede comunale e i distaccati ufci nanziari. Il progetto vincitore propone la creazione di un nuovo fronte al complesso oggetto di concorso, attualmente inesistente a causa delle aggiunte volumetriche avvenute nel tempo. La pietra locale diviene elemento caratterizzante del nuovo esterno delledicio mentre, per gli interni, lelemento percorso che contraddistingue la nuova organizzazione dello spazio. Titolo: Concorso di idee per gli interni degli ex magazzini per destinarli a sala consiliare ed altri ufci Bandito da: Comune di Monteriggioni (Siena) Area Tecnica LL.PP. ed Ambiente, via Cassia Nord 150, 53035 Monteriggioni, Tel. 0577306605, Fax 0577306621, e-mail ll.pp.@comune.monteriggioni.si.it Qualicati: 1 Francesca Cavalotto, Alessandro Alletto, Caterina Ciampi, Simone Pietro Giovanni Abbado - 5000 euro. Menzione a: - Andrea Grottaroli; - Giuseppe Giannoccari; - Alfredo Giacobini. In giuria: Leonardo Bonini, Antonio Mugnai, Giovanni Toscano. Conclusione: dicembre 2006.

[Concorsi]

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FOCUS PRODOTTI
in collaborazione con

Abitare facile e sostenibile


FLORA
Casa prefabbricata di legno
Rubner Haus Spa Zona Artigianale 4 - 39030 Chienes - BZ Telefono 0474563333 Fax 0474563300 info@haus.rubner.com www.haus.rubner.com

Descrizione. Il progetto abitativo rmato dagli architetti Sarah


Gasparotto e Paolo De Martin trasforma il blockbau - metodo costruttivo in cui tutte le pareti sono formate esclusivamente da travi di legno disposte orizzontalmente e incastrate agli angoli in una soluzione con un preciso valore estetico attraverso lo studio dellorientamento, dei colori e della tessitura delle pareti esterne. I progettisti, partendo dalla scatola, hanno concepito una soluzione che consente di caratterizzare gli spazi attraverso elementi architettonici indipendenti, dalla casa container allopen space no alla casa a pi piani. Larchitettura di legno massiccio, combinata a unefciente coibentazione, rende ledicio conforme agli standard energetici richiesti dalla certificazione CasaClima A+. Caratteristiche tecniche. Prefabbricato di legno massiccio con pareti esterne dello spessore di 90 mm realizzate con travi di legno lamellare e isolate dallinterno con uno strato di canapa di 200 mm, rivestito con perlinatura dabete piallata di 20 mm. Le pareti interne sono di legno lamellare da 90 mm a incastro doppio collegate alle pareti esterne tramite incastri a coda di rondine. Tutte le pareti vengono predisposte in fase di montaggio per il

passaggio dei cavi dell'impianto elettrico. Il tetto composto da una struttura di ferro zincato con una travatura portante di lamellare 12/32 e pannelli di legno massiccio dabete spessi 19 mm. La copertura prevede un pannello OSB (oriented strand board) di 18 mm per la ventilazione, uno strato di cartone catramato e la copertura nale di lamiera. Il pavimento in parquet di fasce di larice spesse 15 mm, posate su un pacchetto composto di cartone catramato, listelli dappoggio, isolante di canapa, pannello truciolare e uno strato di poliuretano espanso. Limpiego di materiali e tecnologie costruttive ecologiche consente il mantenimento costante del clima interno, in estate e in inverno, con un risparmio sul riscaldamento no al 40%. La struttura portante garantita 10 anni e la manutenzione prevede un trattamento esterno con impregnanti ogni 4-5 anni a seconda dellesposizione al sole delle superci. Disponibile nelle versioni Trend, con una supercie di 178,1 m2 a due piani;Villa, di 220 m2 a due piani;Weekend, un solo piano di 86,4 m2. Costo. 300.000 euro per la versione Trend. Il pacchetto chiavi in mano comprensivo di impianti e basamento, realizzato con la collaborazione di imprese locali.

I dati pubblicati nelle schede sono stati forniti dalle aziende e sono indicativi. Per una corretta stima dei costi necessario contattare i rispettivi uffici commerciali

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Punti e luce in linea


D49 NA STER
Sistema per illuminazione di esterni
Ing.Castaldi Illuminazione Via Carlo Goldoni 18 - 20090 Trezzano Sul Naviglio - MI Telefono 024457771 Fax 024456946 info@castaldilluminazione.com www.castaldilluminazione.com

Il sistema ideato per lilluminazione di esterni composto di elementi precablati, con linea passante e derivazione interna, provvisti di spezzoni di cavo uscenti gi sigillati a tenuta, predisposti per la realizzazione di le continue. Le custodie di alloggiamento sono variamente congurate e consentono linserimento degli apparecchi nelle varie modalit di assemblaggio, tra le quali: a transenna, singola o multipla; a parete o a softto, con staffe orientabili; a pavimento interrato; su colonna verticale. Vengono utilizzate lampade uorescenti T5 a funzionamento elettronico da 24, 39 e 54 W. Caratteristiche tecniche. Il sistema composto di un corpo di alluminio estruso, resistente alla corrosione, di due testate di chiusura pressofuse, di riettori di alluminio e di un vetro di sicurezza temperato spesso 8 mm, resistente allurto meccanico e allo sbalzo termico. La viteria utilizzata di acciaio inox mentre tutte le guarnizioni sono di gomma ai siliconi. Gli alimentatori elettronici sono da 220/240 V e 50/60 Hz. La derivazione interna, predisposta con

Descrizione.

cavi in uscita di tipo H07RN-F sezione 2 per 1,5 mm2, con corrente massima ammessa di 10 A. Gli apparecchi sono testati per il servizio gravoso secondo la norma di riferimento IEC 60598-1, con resistenza allurto non minore di 6,5 Nm.Tra le varie classicazioni si evidenziano lisolamento di Classe II, la protezione IP67 e la resistenza allurto IK10. Dati per la voce di capitolato. Apparecchio stagno per (esterni-interni) idoneo per montaggio (incassato a pavimento - incassato a parete - a transenna - a parete/softto orientabile con staffe - a colonna) in esecuzione (singola - a la continua). Predisposto per lampade uorescenti tubolari a funzionamento elettronico tipo T5, potenza 24/39/54 W, attacco G5, con emissione di luce a fascio (concentrante, diffondente, asimmetrico). Da installare completo di: cassaforma da incasso a terreno o parete di acciaio inox contropiastra con tirafondi per ssaggio a colonna basi per montaggio a transenna (a pavimento o interrate) staffe orientabili per ssaggio a parete/softto.

Lintelligenza si nasconde
TA G
Sistema di comando radio a scomparsa
Nice Spa Via Pezza Alta 13 Z.I. Rustign - 31046 Oderzo - TV Telefono 800303399 Fax 0422853585 info@niceforyou.com www.niceforyou.com

Sistema di comando radio a scomparsa per gestire lautomazione di tende, tapparelle, porte da garage, cancelli, punti luce e tutti i carichi no a 500 W non raggiungibili via cavo. La soluzione adatta a diversi tipi di edicio residenziale, commerciale e industriale, nuovi ma anche preesistenti: il sistema via radio, infatti, permette di evitare la sostituzione dellimpianto esistente o lesecuzione di opere murarie. Caratteristiche tecniche. Le dimensioni ridotte permettono alla linea radio, comprendente centraline di comando con ricevitore radio integrato e trasmettitori, di trovare facile collocazione anche negli spazi pi limitati, come allinterno delle placche a muro. Le centrali di comando miniaturizzate (con grado di protezione IP20) memorizzano no a trenta trasmettitori e possono

Descrizione.

essere collegate a un programmatore orario e a un sensore vento e sole: il primo permette di impostare a che ora e con quali modalit si desidera il movimento di tende e tapparelle; il secondo, invece, riavvolge le tende quando la velocit del vento supera la soglia programmata e la luminosit del sole oltrepassa il limite impostato. La programmazione delle centrali velocizzata grazie allapposito pulsante e al led che aiutano a seguire la corretta procedura segnalando di volta in volta i passaggi raggiunti. Il trasmettitore da incasso di questa linea, con alimentazione da rete, in grado di gestire no a quattro canali, ideale per il comando di automazioni non raggiungibili via cavo. Costo. A partire da 100 euro (manodopera esclusa).

[Focus prodotti]

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Leggerezza strutturale
C A L C E S T R U Z Z O P R A T I C O L E C A C L S 16 0 0
Strutturale premiscelato
Laterlite Spa Via Correggio 3 - 20149 Milano - MI Telefono 0248011962 Fax 0248012242 infoleca@leca.it www.leca.it

Il calcestruzzo strutturale premiscelato ha unalta resistenza e pu essere utilizzato per getti strutturali, rinforzi di murature, recupero di solai e formazione di nuovi - con spessori superiori a 5 cm e impasti non a consistenza terra-umida - sia in interni che in esterni, ideale per la sua leggerezza negli interventi di ristrutturazione. E confezionato in pratici e maneggevoli sacchi che facilitano le operazioni di stoccaggio anche nei cantieri meno agevoli, di movimentazione e di impasto. Per questultimo sufciente la sola aggiunta di acqua e si consiglia lutilizzo di impastatrici a coclea (anche in continuo) per ottenere una maggiore produttivit. Caratteristiche tecniche. Ha una resistenza di 350 kg/cm2 e una densit in opera di 1600 kg/m3, prestazioni che lo rendono paragonabile ai calcestruzzi tradizionali confezionati in cantiere. La

Descrizione prodotto.

pedonabilit consentita a dodici ore dalla posa e dopo 28 giorni la resistenza caratteristica a compressione maggiore di 35 N/mm2. La conducibilit termica ( ) di 0,54 W/mK e il calcestruzzo ha Euroclasse A1 di reazione al fuoco (incombustibile). Il calcestruzzo confezionato in bancali di legno a perdere con 48 sacchi da 25 litri cadauno pari a 1,2 m3 di prodotto sfuso. Dati per la voce di capitolato. Calcestruzzo strutturale premiscelato in sacchi a base di argilla espansa strutturale, inerti naturali, cemento tipo Portland e additivi. La densit indicativa del calcestruzzo di circa 1600 Kg/m3, mentre la resistenza media a compressione, determinata su cubetti confezionati a pi dopera, di 35 N/mm2: entrambi i test sono effettuati a 28 giorni dalla posa.Confezionamento e getto in opera secondo le indicazioni del produttore. Costo. Da 180 a 200 euro/m3 circa.

Fluorescenze da incasso
K- LU C E TA GL IO DI LU C E 1 X 3 6 W
Sistema di illuminazione integrata
Knauf Sas Localit Podere Paradiso - 56040 Castellina Marittima - PI Telefono 05069211 Fax 050692301 knauf@knauf.it www.knauf.it

Sistema integrato tra cartongesso e apparecchi di illuminazione che facilita le operazioni di installazione dal punto di vista illuminotecnico e del montaggio. La soluzione brevettata prevede linserimento a incasso del dispositivo su softti e controsoftti di gesso rivestito, realizzati allinterno di abitazioni, negozi, centri commerciali e alberghi. Lapparecchio ha anche una funzione decorativa e, grazie al vetro sabbiato, consente di ottenere un effetto di luce morbida e diffusa. Caratteristiche tecniche. Lapparecchio da incasso a luce diretta per lampade uorescenti TC-L 1x36W, dotato di alimentazione elettronica inclusa nel corpo dellapparecchio e di predisposizione per vincolare lelemento illuminante al controsoftto. Il corpo di metallo verniciato bianco, il riettore interno di alluminio, mentre lo schermo di protezione a incastro di vetro sabbiato. Il sistema completo di lampada e di spina shuco con un

Descrizione prodotto.

cavo di 50 cm e il foro da eseguire nella supercie orizzontale ha una dimensione di 394 x 79 mm. Questa soluzione idonea per il montaggio diretto su superci inammabili e ha lobbligo di essere installata con impianto a terra. Lapparecchio risponde alle direttive EMC 89/336/EEC e LV 73/23/EEC. Dati per la voce di capitolato. Fornitura e posa in opera dellapparecchio dilluminazione da incasso a scomparsa, completamente integrato con la supercie delle lastre di gesso rivestito, a luce diretta, per controsoftti, tipo Knauf-Taglio di Luce da 1x36W. Il corpo dellapparecchio di metallo verniciato di bianco con un riettore interno di alluminio e schermo di protezione a incastro di vetro sabbiato. Completo di lampada uorescente TC-L 1x36W e di Spina Schuco con un cavo di 50 cm di lunghezza. Limpianto elettrico utilizzatore termina con delle prese a spina e pertanto linstallazione dellapparecchio non necessita di certicazione.

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[Focus prodotti]

Design e robustezza
FLAT Ventilconvettore
Fax 0518908122 info@galletti.it www.galletti.it Galletti Spa Via Romagnoli 12/a - 40010 Bentivoglio - BO Telefono 0518908111

Descrizione prodotto. Ventilconvettore di nuova generazione progettato con lobiettivo di offrire prestazioni e design ai vertici della sua categoria: il rendimento sonoro e il design accattivante si abbinano allutilizzo sia residenziale sia commerciale. La concezione costruttiva permette di unicare i modelli per installazione verticale a quelli per installazione orizzontale: due versioni consentono di installare il ventilconvettore a pavimento, a parete e a softto. Realizzato con materiali di qualit tale da contribuire alla robustezza del prodotto garantendo rendimenti costanti nel tempo. Caratteristiche tecniche. Il mobile di copertura di design colore RAL9010 composto da ancate e parte superiore di resina ABS (acrilonitrile butadiene stirene) stabilizzato ai raggi UV per mantenere il colore inalterato nel tempo. Il ap di uscita dellaria, incorporato nella parte superiore, dotato di un microinterruttore che interrompe il

funzionamento dell'unit quando viene posto in posizione di chiusura. Il ltro dellaria rigenerabile di polipropilene a nido dape, montato su telaio di lamiera zincata con rete di protezione, estraibile per le operazioni di manutenzione. La batteria di scambio termico del tipo ad alta efcienza, in tubo di rame e alette di alluminio bloccate ai tubi mediante espansione meccanica e corredata di collettori di ottone e valvola di sato. Il ventilconvettore utilizza uno o due ventilatori centrifughi a doppia aspirazione di ABS anti-statico alloggiati in una coclea della stessa resina, a bassa rumorosit, dal prolo compatto. Il sistema Bioxigen, applicabile su tutte le unit, garantisce standard di qualit e puricazione dellaria e del ventilconvettore stesso che, inoltre, integrabile alle reti Ergo di gestione per impianti di climatizzazione. Costo. Da 240 a 520 euro.

La protezione sottile
GRIGOFLEX
Rivestimento impermeabile cementizio
Fornaci Calce Grigolin Spa Via IV Novembre 18 - 31010 Ponte della Priula - TV Telefono 04384461 Fax 0438445110 info@fornacigrigolin.it www.gruppogrigolin.com

La miscela studiata per il trattamento del calcestruzzo e della muratura. ottenuta dalla combinazione di un premiscelato di polvere (componente A) e di una parte liquida (componente B), realizzando un rivestimento impermeabile con aderenza al supporto, essibilit e permeabilit al vapore. Il rivestimento trova applicazione per il trattamento di vasche, depuratori, piscine, acquedotti, torri piezometriche, canali, fosse dascensore, pareti controterra, scantinati, spogliatoi, docce, balconi e terrazzi. Le sue caratteristiche ne permettono lutilizzo in verticale e in orizzontale con una tenuta sia in spinta sia in controspinta. Caratteristiche tecniche. Il prodotto impermeabile allacqua secondo la norma UNI EN 12390/8 (1,5 atm per 7 giorni in spinta positiva) e presenta una essibilit tale da consentirgli la protezione del calcestruzzo da: eventuali fessure del sottofondo, dallanidride carbonica, dallaggressione dei cloruri e dei cicli gelo-disgelo, con il

Descrizione prodotto.

conseguente incremento della durabilit della struttura. Il coefciente di permeabilit al vapore acqueo ( ) minore di 250. Ladesione al calcestruzzo maggiore di 0,5 MPa, mentre i consumi sono di circa 1,5 kg/m2 per mm di spessore. Dopo lapplicazione, che prevede la stesura di due strati a pennello, spazzolone, spatola o spruzzo, il prodotto continua a conservare la permeabilit al vapore acqueo, in modo da consentire al supporto di espellere facilmente il vapore, senza causare distacchi o rigonamenti del rivestimento. Dati per la voce di capitolato. Applicazione del rivestimento impermeabile cementizio, bicomponente, essibile, a base di polimeri acrilici, per il trattamento di strutture in calcestruzzo e muratura dello spessore di 2 mm in due successivi strati applicati per mezzo di pennello, spazzolone, spatola o spruzzo. Costo. 14,40 euro/m2 per spessore di 2 mm (per lavori di medie dimensioni).

Trasparente ad hoc
SEPLUX 40 Pannelli di policarbonato
Societ Europea Plastica Srl Zona Industriale 20 - 38060 Volano - TN Telefono 0464410655 Fax 0464411332 info@sepitalia.com www.sepitalia.com

Pannello realizzato di policarbonato coestruso trasparente che offre molteplici possibilit di personalizzazione tramite immagini grache e fotograche. Grazie ad appositi ltri, resistente ai raggi UV, garantito per dieci anni e le capacit isolanti, assieme alla resistenza agli agenti atmosferici, favoriscono lutilizzo in tamponamenti, coperture ecc. Gli elementi sono dotati di incastri brevettati standard per tenuta alle intemperie e per una facile messa in opera senza il ricorso a silicone, chiodi o sigillanti. Inoltre, limpiego dei ganci di acciaio inox permette di realizzare opere tradizionali o particolari, sia sotto laspetto dimensionale che sotto il prolo architettonico, senza modiche o alterazioni dei pannelli attraverso interventi o lavorazioni (tagli, fori, silicone ecc.) che ne comprometterebbero le qualit tecniche. Caratteristiche tecniche. Le lastre, formate da una tripla parete e una doppia camera con un peso di 3,50 kg/m2, hanno una larghezza di 430 mm e uno spessore di 40 mm, mentre la lunghezza prodotta in base alle esigenze del cliente e alle possibilit di trasporto. La trasmissione luminosa del 76% e le qualit isolanti del policarbonato garantiscono ai pannelli una trasmittanza

Descrizione prodotto.

termica (K) di 1,58 (Kcal/h m2 C), una conduttanza (U) di 1,84 W/(m2 K) e un potere fonoisolante che raggiunge i 17 dB. Il raggio minimo di curvatura di 8000 mm, ovvero duecento volte lo spessore; con una temperatura di impiego compresa tra -40 C e +120 C, gli elementi hanno una dilatazione lineare di 0,065 mm/m C. Il pannello autoestinguente di Classe 1 di reazione al fuoco, pu sostenere un carico concentrato no a 120 kg (secondo Test 1200 Joules, lIstituto Giordano e certicazione Avis Technique n. 2/05-1183). Il materiale prodotto nelle colorazioni: trasparente, opale, fum, azzurro e verde (altre tinte a richiesta). disponibile unulteriore tipologia di pannello, Seplux 40 5PX, formata da cinque pareti multicamera con un peso di 4 kg/m2. Dati per la voce di capitolato. Tipologia a doppia camera: fornitura di pannelli per copertura, tamponamenti o nestratura in pannelli modulari da 430 mm di policarbonato alveolare coestruso, protetto UV sul lato esterno. Lo spessore di 40 mm ed complanare, doppia camera, con incastro brevettato a perfetta tenuta dacqua. Costo. 58 euro/m2.

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[Focus prodotti]

Binari silenziosi
VEL ARIA
Sistema di pannelli scorrevoli
Rimadesio Spa Via Furlanelli 96 - 20034 Giussano - MI Telefono 03623171 Fax 0362317317 rimadesio@rimadesio.it www.rimadesio.it

Il progetto offre semplicit di installazione grazie alla qualit del sistema di scorrimento brevettato. I pannelli scorrevoli sono realizzati su misura in altezza e larghezza, no alle dimensioni massime indicate negli schemi a anco. Il sistema utilizza un binario di scorrimento, che consente la messa in bolla, garantendo movimenti calibrati, anche nelle composizioni di grandi dimensioni. Caratteristiche tecniche. Prolo di alluminio a incasso totale con binario di alluminio estruso, con microalettature interne di scorrimento e dotato di regolazione in altezza di 15mm. La guida di scorrimento brevettata studiata per ridurre ed attutire il rumore durante lo scorrimento del pannello: la regolazione ha unescursione di +/- 25 mm. La ne corsa in pressofusione di zama regolabile mentre il tampone di gomma naturale. L ammortizzatore di acciaio temprato dotato di vite di regolazione per adattare la carica del freno al peso di ogni pannello: regolabile anche il

Descrizione.

fermo a composizione montata. Il carrello di scorrimento si presenta a doppio corpo di nylon basculante su due assi, progettato per seguire le eventuali imperfezioni della parete e del softto, garantendo uno scorrimento lineare. Il perno centrale di rotazione di acciaio zincato. Dotato di quattro ruote di nylon e bra di vetro, la piattaforma scorrevole, assicura un movimento leggero, silenzioso e afdabile nel tempo. La portata massima di 100 kg per singolo carrello. Le sfere che consentono lo spostamento sono di acciaio temperato, come il mozzo, lucidato per creare minore attrito e con doppio parapolvere in metallo. La regolazione in altezza del pannello avviene mediante giunto cardanico laterale con carter in pressofusione di zama. La regolazione effettuabile anche con il pannello gi montato per semplicare le operazioni di montaggio. Costo. Da 723 euro per modulo.

FOCUS TECNOLOGIE
ARC+
Programma di modellazione tridimensionale
Arcplus Italia - Horae Srl Via Colombo 19 P/6 - 06127 Perugia - PG Telefono 0755003198 r.a. Fax 0755004095 info@arcplus.it www.arcplus.it

Le forme del progetto

Descrizione. Il software consente ai progettisti di sviluppare gracamente le diverse fasi progettuali, dalla bozza ai layout di funzionamento nali e agli esecutivi di cantiere. La modellazione tridimensionale del progetto facilitata dal modellatore solido che permette di disegnare e gestire ogni forma, evitando i limiti degli schemi predeniti:il programma non basa le sue funzioni solo su routine parametriche predenite dai programmatori, ma, al contrario, consente di congurare oggetti semplici (scale, tetti, muri ecc.) su cui l'utente ha il totale controllo di modellazione. Il progettista libero di concepire i modelli tramite comandi di estrusione, rotazione, unione di due sezioni, solidicare una sezione lungo un percorso, gestire solidi negativi, potendo lavorare anche con operazioni booleane quali unioni, sottrazioni, intersezioni. Tecnologia. Il software CAD permette lelaborazione di modelli graci con linee di costruzione 2D e 3D, ma anche con lutilizzo di linee, archi, cerchi, polilinee, spline, poligoni, e di solidi semplici, complessi e negativi. Lindicazione delle quote pu essere automatica o manuale e le simbologie, sia in ambito bidimensionale sia in quello tridimensionale, sono gestite dal programma che permette anche linserimento di

testi vettoriali e true type. La generazione delle viste 2D, degli spaccati 3D e delle sezioni automatica e il software facilita la gestione delle tavole per la stampa e le presentazioni multimediali con la possibilit di preparare modelli wrml (realt virtuale). Linterfaccia con altri software possibile grazie allutilizzo di le formato dxf e dwg. Ambiti di impiego. Il programma stato ideato per tutti i professionisti che desiderano produrre progetti efcienti e veloci: architetti, ingegneri, compagnie, ma, anche, elettricisti, idraulici, tecnici in generale ecc. Requisiti di sistema. Il software necessita di un sistema operativo Windows 2000 o XP (con Service Pack 2), di un processore Pentium IV di 1 Ghz o superiore e di almeno 512 Mb di memoria RAM. Lo spazio richiesto sul disco rigido di 100 Mb per linstallazione e di 160 Mb per le librerie, ma ulteriore memoria potrebbe essere richiesta dai le di scambio di Windows, dalle operazioni temporanee e dalla grandezza dei le utilizzati. Il programma ottimizzato per una risoluzione di schermo di 1024x768 in colori veri. Costo. A partire da 1800 euro.

Certicazioni controllate
TERMOLOG
Software per la Legge 10 e la Certificazione Energetica
Fax 0362301722 staff@logical.it www.logical.it Logical Soft Srl Via Garibaldi 253 - 20033 Desio - MI Telefono 0362301721

Descrizione. Il

software facilita la produzione dei documenti necessari agli adempimenti previsti dalla Certicazione Energetica. Una delle sue caratteristiche principali la capacit di adattarsi allo stile di lavoro del progettista: include la possibilit di scegliere se partire dal disegno delledicio prodotto con un software CAD oppure se inserire direttamente i valori numerici in forma tabellare. Il programma corredato da un archivio con i dati climatici dei capoluoghi e di una semplice procedura che ricava automaticamente quelli relativi ai comuni italiani, come previsto dalla normativa UNI, e da un archivio di materiali con caratteristiche termiche ed igrometriche gi pronte per la denizione di nuove strutture disperdenti. Tecnologia. Il programma adotta uninterfaccia graca studiata in modo che il progettista possa sempre seguire lo stato di avanzamento della relazione. In pochi passaggi consente di effettuare la verica del fabbisogno di energia primaria, dei valori di trasmittanza delle strutture e dei rendimenti dellimpianto termico secondo il D.Lgs 192/2005 e il D.Lgs 311/2006. Permette di calcolare il fabbisogno

annuo di energia e la trasmittanza termica delle strutture. Grazie al sistema Logical Autoupdate, laggiornamento del software a ogni variazione normativa continuo e gratuito direttamente on-line. Ambiti di impiego. Soluzione completa per il calcolo della Legge 10/1991, aggiornata agli ultimi decreti sulla Certicazione Energetica degli edici, che accompagna la compilazione della relazione tecnica secondo il modello specicato dallallegato E del D.Lgs 311/2006 no alla stampa dellattestato di certicazione energetica conforme alle recenti proposte di norma. Requisiti di sistema. Per lutilizzo del programma sono richiesti un sistema operativo Microsoft Windows XP o 2000 e un processore Pentium o superiore. Si consigliano almeno 256 Mb di memoria RAM e 300 Mb di spazio libero sullhard disk. Sono necessari un lettore CD o DVD e una scheda video SVGA 1024/ x/768 o superiore. Costo. 580 euro. Lazienda distribuisce gratuitamente una versione in prova per trenta giorni.

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LARCHIVIO DEL FUTURO


In collaborazione con Material ConneXion Milano

La rassegna di materiali realizzata in collaborazione con Material ConneXion Milano, un centro di documentazione e ricerca sui materiali innovativi la cui Library, la libreria dei materiali e dei processi, conta oltre 3500 prodotti. Material ConneXion, con sedi a New York, Milano, Colonia e Bangkok, fornisce informazioni e servizi a quanti - professionisti, progettisti, designer, aziende, centri di ricerca, istituti ed universit - stanno cercando nuovi materiali per i loro progetti o prodotti, stabilendo i contatti tra i produttori e i potenziali utilizzatori, che spesso non hanno tempo e risorse per svolgere una approfondita ricerca o hanno necessit di trovare qualche materiale particolare e specico e non ne conoscono i possibili produttori. Per informazioni sui materiali presentati: Tel. +39 02 39325585, fax +39 02 39321239, www.materialconnexion.com, infoitalia@materialconnexion.com

GETACORE TRANSLUCENT
Pannello polimerico translucido termoformabile codice 5360-02 Westag & Getalit AG Hellweg 15 - 33378 Rheda-Wiedenbrck - Germania Tel: +49 52421 0 Fax: +49 52421775000 zentral@westag-getalit.de info@westag-getalit.de www.westag-getalit.de

Descrizione . Materiale minerale legato acrilicamente arricchito di inclusioni traslucide, termoformabile e applicabile sia in verticale che in orizzontale. La superficie del materiale, adatta al contatto con i cibi, totalmente priva di pori, impedendo a germi e batteri di depositarsi. Il materiale estremamente liscio e gradevole al tatto ed attualmente disponibile in tre colori:White, Black e Toffee. Green, Blue e Red saranno disponibili a breve. Tutte le tonalit sono resistenti alla luce. Il foglio pu essere stampato in forma di vasche e lavandini e pu essere unito a pannelli di MDF per ottenere piani da lavoro, salvaschizzi e superfici di varie forme. adatto per piani di lavoro, per interni a uso residenziale e commerciale, per pannelli e pareti divisorie.

Caratteristiche tecniche . I pannelli sono autosostenenti, resistenti ai graffi e al calore (fino a 180 C,
356 F), ai prodotti chimici e ai raggi UV, facili da pulire. I fogli possono essere trattati con i comuni attrezzi per la lavorazione del legno e congiunti senza che si vedano giunture. Le dimensioni standard dei pannelli sono di 4100x615/1250 mm e 2050x615/1250 mm con spessori di 3, 9 e 12 mm (0,12, 0,35 e 0,47 in); inoltre, il materiale disponibile in blocchi dello spessore di 40 mm e di dimensioni di 4100x600/900/1200 mm. I graffi di estensioni ridotte possono essere eliminati con una leggera levigatura.

LUCCON
Cemento traslucido codice 5706-01 HeidelbergCement AG Berliner Strae 10 - 69120 Heidelberg - Germania Tel: +49 62214810 Fax: +49 6221481554 luccon@heidelbergcement.de www.heidelbergcement.de www.luccon.de

Descrizione. Pannelli di cemento prestampato arricchiti di fibre di vetro a effetto traslucido. Il cemento a granulato ne viene stampato in forme prefabbricate insieme a tessuti di bre di vetro, che vengono aggiunti a strati durante il processo. Le estremit delle fibre di vetro fuoriescono dalla superficie del cemento stampato e trasferiscono luce allinterno dello spessore. Le lastre possono essere utilizzate come pannelli per pareti da interni ed esterni o come elementi decorativi per pavimentazioni, banconi e display commerciali, come elementi separatori e per delimitare spazi quali docce, camerini o vani ascensore.

Caratteristiche tecniche. Le lastre sono disponibili di colore grigio lava, nelle due dimensioni di 250x500 e
300x600 mm (9,84x19,69 e 11,81x23,62 in) e negli spessori di 40, 60, 80 e 100 mm (1,57, 2,36, 3,15 e 3,94 in). La resistenza a compressione superiore a 80 N/mm2 (il cemento standard ha una resistenza pari a 40-50 e il cemento rinforzato arriva a 131) e la densit di 21002300 kg/m3.A richiesta si pu effettuare lo stampaggio di forme speciche. possibile sottoporre il materiale a tutte le tradizionali lavorazioni del cemento, quali segare, molare, trapanare, lucidare.

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GRAPHIC CONCRETE
Processo di manifattura codice 5718-01 Graphic Concrete Ltd Porkkalankatu 11 H 11 - 00180 Helsinki - Finlandia Tel: +358 96842093 info@graphicconcrete.fi material@graphicconcrete.fi www.graphicconcrete.fi

Descrizione . Metodo per la realizzazione di disegni su cemento prestampato tramite lincisione selettiva della
superficie superiore. Una gamma di modelli standard o di grafiche specificate dal cliente sono incorporati a una membrana che viene inviata al produttore del cemento pre-stampato, al quale, se necessario, vengono inoltre forniti training e supporto tecnico necessari allimpiego del processo, la cui adozione permette un risparmio di tempi di lavorazione che va dal 17 al 26% rispetto alla produzione di niture tradizionali di aggregati ni. Il cliente pu, inoltre, fornire una specica graca digitale di sua propriet. Questo processo viene impiegato per la realizzazione di elementi architettonici pre-stampati da interni o esterni.

Caratteristiche tecniche . La membrana viene pressata sulla superficie del cemento creando una incisione
di circa 1 mm di profondit (0,04 in) e viene poi rimossa. La membrana prodotta nelle dimensioni di 3100x1250 mm (10,71x 4,1 ft), ma possibile realizzare disegni di dimensioni maggiori applicando la grafica in segmenti. I modelli standard prevedono forme geometriche, allisciamento dellintera supercie, particolari consistenze di superficie o disegni ripetuti realizzati dal produttore. Il processo richiede limpiego di quantit ridotte di agenti detergenti e di solventi allinterno dellimpianto, quindi, ha un impatto ambientale contenuto; inoltre, prevede lutilizzo di un ritardante secco, di conseguenza gli operatori che lavorano nellimpianto non sono mai esposti n alle particelle di ritardante, n ai solventi. Sono ridotti anche i problemi legati alla pulitura degli stampi.

AIR-BOARD UV PC COLOR - AIR-BOARD UV SATIN


Pannello composito traslucido codice 5724-02 Design Composite GmbH Klausgasse 32 - 5730 Mittersill - Austria Tel: +43 656240609 0 Fax: +43 656240609609 info@design-composite.at www.design-composite.com

Descrizione. Pannello composito colorato traslucido con struttura a nido dape dallottima fotopermeabilit,con anima
alveolare di policarbonato difcilmente inammabile e strati esterni termoplastici traslucidi a base di policarbonato colorato (2 mm) o vetro acrilico calandrato (3 mm) dallelevata rigidit e facilmente lavorabile e trasformabile. La versione di policarbonato,resistente ai raggi UV e allazione degli agenti atmosferici,gode di alta forza agli impatti (resistenza alla grandine) ed assicurata 10 anni per applicazioni in ambienti esterni. Le applicazioni previste includono elementi architettonici,installazioni per ere e allestimenti temporanei,elementi di design per palcoscenici,arredamenti,installazioni in negozi, applicazioni nei settori commerciale, marino e aeronautico, oltre alle strutture per veicoli.

Caratteristiche tecniche. Il materiale di Classe B1 (DIN 4102) per comportamento al fuoco ed disponibile in 4 versioni colorate (arancione, verde, azzurro e blu). Le dimensioni standard dei pannelli di policarbonato sono di 3020x1000x19 mm e, su richiesta, possono arrivare a 7800x2020x150 mm, con un ordine minimo di 200 m2. La versione di vetro acrilico calandrato a diffusione luminosa ha una nitura satinata resistente ai graf e alle impronte da manipolazione. disponibile nelle dimensioni standard di 3020x1000x19 mm o, su specifica del cliente, fino a 3020x2020x150 mm, nei colori opale, arancione, verde vetro e blu ghiaccio, o in colorazioni personalizzate.

GEOMETRIX
Pannelli per softti codice 5729-02 USG Interiors 125 South Franklin Street - Chicago IL60606 - United States of America Tel: +1 8009503839 Fax: +1 8888742348 usg4you@usg.com www.usg.com

Descrizione. Pannelli per softti a diffusione acustica e luminosa, polimerici o con rivestimento di polvere metallica, facilmente applicabili, da inserire in strutture a sospensione. Sono prodotti nella versione trasparente o in blu, verde vetro e bianco traslucido. I pannelli metallici sono disponibili solo in bianco o argento. Colori specifici possono essere prodotti su richiesta. Utilizzabili per soffitti in ambienti interni.

Caratteristiche tecniche. I pannelli metallici sono disponibili in quattro geometrie, quelli polimerici in una
geometria asimmetrica che permette di creare opzioni concave o convesse a seconda del posizionamento in fase di applicazione. Le dimensioni di entrambi i tipi sono di 610x610 mm (2x2 ft), di varie profondit. I polimerici possono essere traslucidi o opachi, con valore di trasmissione luminosa variabile da 26 a 94% a seconda del colore.

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P R O G E T T I

Uffici
A Dessau, lo studio Sauerbruch Hutton ha realizzato la sede dellAgenzia Federale per lAmbiente. Un edificio lungo e stretto che si avvolge intorno a una galleria, coperta da una struttura di acciaio e di vetro, pensata per lottimizzazione del risparmio energetico ASan Girolamo di Guastalla, in Italia, larchitetto Guido Canali ha reinterpretato la struttura dellazienda tradizionale progettando la sede della Smeg. Una serie di corpi bassi di mattoni e di vetro perfettamente integrati con il landscape della campagna emiliana A Copenaghen, il vuoto interno del vitreo e imponente edificio a doppio involucro della multinazionale Deloitte, realizzato dallo studio 3XNielsen, ospita una scultura di luce che si fonde con larchitettura in un gioco infinito di cromatismi A Torino, lo scheletro di acciaio di una ex fabbrica diventato linvolucro del Centro Servizi Environment Park, ideato da Stefano Dotta e Alessandro Fassi. Un corpo centrale e una successione di volumi giustapposti di legno sono stati realizzati con tecnologie a secco A Milano, il complesso dellIBM, progettato da Marco Zanuso negli anni Settanta, stato precursore di unorganizzazione dello spazio del lavoro libera da vincoli distributivi grazie a una struttura metallica modulare perfettamente integrata con gli impianti

SOTTOTRACCIA

Prove di innovazione per la sostenibilit

di Giuseppe Turchini, Direttore

Nellarchitettura dei nostri giorni si cercano in continuo occasioni per sperimentare innovazioni tecnologiche nella direzione della sostenibilit energetica e ambientale. Ma la categoria edilizia che appare pi aperta e promettente, in questo senso, quella degli edifici per uffici, nuovi o di recupero, per molte ragioni intrinsecamente legate alla natura e agli obiettivi della categoria stessa. Proviamo brevemente a descriverle. Visibilit. Gi da molti anni, anche in Italia, sulla scia di quanto era accaduto da tempo negli Stati Uniti o in altri Paesi europei, gli edifici per uffici hanno assunto caratteristiche architettoniche tali da renderli facilmente identificabili al fine di funzionare come simbolo, come insegna dellazienda che li ha realizzati. Nellepoca della prefabbricazione in calcestruzzo, negli anni 60, i segnali riconoscibili di questa edilizia erano le notevoli dimensioni, la presenza di finestre molto regolari, possibilmente tutte uguali, lassenza di spazi aperti di uso privato, balconi, logge. Spesso la struttura portante, se di tipo puntuale, era a vista. Con lavvento della prefabbricazione leggera, e il conseguente ricorso alle strutture in acciaio, ai caratteri precedenti si sono aggiunti i serramenti a nastro, pi o meno esteso, i serramenti metallici, di alluminio, e, quindi, le facciate sempre pi trasparenti, fino a quelle continue strutturali. La ricerca alla base dellespressione architettonica era sempre tesa alluso di innovazioni tecnologiche, con lobiettivo di assicurare alla committenza la visibilit necessaria per affermare la propria immagine come operatore economico o amministrativo moderno ed efficiente. In tempi recenti, cambiata limmagine che si voleva trasmettere, stata esemplare la concezione del quinto Palazzo ENI a San Donato Milanese, progettato da Gabetti e Isola, che aveva lobiettivo di comunicare immediatamente lattenzione per gli aspetti ecologici, che rientravano nelle stra-

tegie aziendali. Questa oggi limmagine che si tende a trasmettere, cio limpegno per lambiente, per il benessere negli spazi di lavoro, per ci che le aziende fanno in favore della sostenibilit. Nascono nuove architetture nelle quali molti fattori di tipo naturalistico assumono grande importanza, dai materiali, testimoni diretti di impegni ecologici, allacqua, che diventa elemento caratterizzante insieme al verde usato come vero elemento costruttivo. Negli Uffici SMEG a San Girolamo di Guastalla larchitetto Guido Canali ha progettato un edificio nel quale del tutto evidente la volont di inserirsi nellambiente, un ambiente molto particolare quello vicino al Po, nella piana tra Reggio e Parma. una zona ricca di edifici rurali, argini, acqua e vicino a Guastalla, citt fortificata dei Gonzaga. Canali ispira la su architettura a questo paesaggio, realizzando un grande anello di prato leggermente sopraelevato con argini che richiamano quelli dei canali e del Po, creando uno specchio dacqua, dal quale emergono alcuni corpi di uffici, a sviluppo orizzontale, con un solo piano di altezza, e su cui si adagia anche una terrazza che accoglie delle querce. Un altro episodio significativo dellattenzione crescente di committenti e progettisti alla sostenibilit ambientale il Centro Servizi Environment Park progettato a Torino da Stefano Dotta e Alessandro Fassi, con unattenzione straordinaria a questa tematica. un complesso per uffici costruito interamente e secco, con uso prevalente del legno, che recupera lo scheletro di un altro edificio, preesistente, un capannone di acciaio degli stabilimenti Teksid a Torino. Si trovano spazi molto piacevoli, vari, con continui ingressi di luce, atrii e zone comuni a doppia altezza, ai quali luso del legno, non diffusissimo in Italia, dona un carattere del tutto particolare. Attualit. Ledifico per uffici dunque lo specchio migliore dellinnovazio-

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ne tecnologica che caratterizza la nostra epoca? Forse s. In esso si concentrano moltissime innovazioni tra le pi interessanti sia per aumentare la produttivit degli addetti e quindi delle aziende, sia per migliorare le condizioni di lavoro e di vita. Gli edifici per uffici sono stati la palestra principale nella quale moderne e benefiche discipline come lergonomia hanno trovato campo di applicazione. Sono stati anche spesso la sede o loccasione per sviluppare linnovazione tipo-tecnologica pi interessante: si possono fare moltissimi esempi, dalla ormai storica adozione delle soluzioni open space, alle pi recenti scelte di strutture spaziali ad atrio. Ricordo con emozione il giorno che vidi per la prima volta le immagini della Hong Kong Bank di Norman Foster. Una evoluta soluzione ad atrio caratterizza la nuova sede di Federal Environmental Agency a Dessau progettata da Sauerbruch Hutton Architects. Ledificio presenta una pianta sinuosa e articolata e una altezza di quattro piani che consentono, nonostante sia un luogo in cui lavorano ben ottocento persone, un impatto ambientale molto discreto. La struttura spaziale ad atrio rivelata dalla copertura vetrata su una galleria interna, di forma curva, solcata da discrete passerelle in legno. Il connettivo e gli spazi comuni sono quindi risolti in questo ambiente chiuso che sembra un giardino verde in cui i dipendenti possono incontrarsi, passeggiare, oltre che muoversi per esigenze di servizio. Ancora la concezione dello spazio centrale ad atrio, insieme alla organizzazione open space delle zone di lavoro, sono gli elementi fondamentali di caratterizzazione degli Uffici Deloitte a Copenaghen. In questo edificio progettato da 3XNielsen la rappresentativit dellimmagine affidata al tema dellacqua usata come elemento di architettura, mentre lo spazio interno vivificato dalla luce che si diffonde nel vuoto centrale creando effetti visuali di grande fascino. Flessibilit. Ho lasciato per ultima la caratteristica pi importante e anche pi affascinante per chi si occupa del progetto di architettura.Tutti gli edifici, con qualsiasi destinazione duso, dovrebbero essere dotati di flessibilit sufficiente per non impedire un facile adattamento alle mutevoli esigenze degli utenti: questa la prima e fondamentale legge della qualit in edilizia; se per qualit si intende davvero linsieme delle propriet delledificio e delle sue parti finalizzate a soddisfare le esigenze degli utenti. I quadri esigenziali che connotano lutenza non sono stabili se non per periodi limitati di tempo e, di conseguenza, lunico atteggiamento cosciente nella progettazione quello di garantire la massima possibile adattabilit ai cambiamenti. Ma nelledilizia per uffici le variazioni sono sensibilmente pi veloci e certe che in altre categorie edilizie. Le committenze, quando programmano un intervento, non possono prevedere perfettamente quanto tempo durer il modello che nei vari briefing sottopongono ai progettisti. Sar dunque opportuno che chiedano agli stessi progettisti di fare tutti gli sforzi possibili per garantire che ledificio da realizzare soddisfi sicuramente quanto noto al momento del concepimento, ma sia anche capace di mantenere questa carica di fronte alle mutazioni del contesto esigenziale e di attivit che certamente e velocemente si manifesteranno, anche se non sempre facile sapere come. Si deciso, nella redazione del sole 24 ORE Arketipo di ampliare la sezione dei progetti ospitando articoli che presentano edifici moderni, famosi, che hanno segnato alcune delle tappe fondamentali nello sviluppo della progettazione e delle tecniche costruttive. Ma li vogliamo presentare secondo i criteri e lo stile della rivista, andando cio ad evidenziare i valori costruttivi leggibili nei dettagli, nelle logiche di progettazione, nelle tecnologie adottate. Iniziamo questa rassegna di episodi storici con un edificio per uffici che ha mostrato il potenziale intrinseco della prefabbricazione nei suoi momenti di maggior maturit, usata da un maestro dellarchitettura contemporanea, ma che ha segnato anche laffermarsi in Italia delle tecnologie informatiche avanzate essendo sede di una delle pi importanti multinazionali di questo settore. Si tratta degli Uffici IBM a Segrate progettati da Marco Zanuso. Ledificio stato ammirato negli anni in cui fu costruito, e studiato in quelli successivi, per la perfetta coerenza tra funzione e tecnologia, e la sua realizzazione stata resa possibile da una modernissima fusione di concezione architettonica e di sapienza tecnica ingegneristica. Oggi purtroppo ledificio, come altri che testimoniavano unepoca appena trascorsa del sapere costruttivo italiano, stato demolito. Lo pubblichiamo quindi ancor pi convinti di offrire un buon servizio informativo ai nostri lettori oltre che con lintenzione di rendere omaggio ad un grande architetto costruttore dei nostri tempi.
La pietra ritrovata [Residenze Sostenibili [Sottotraccia ] N0 ] /12/07 2005 39

SAUERBRUCH HUTTON ARCHITECTS - WWW.SAUERBRUCHHUTTON.DE - AGENZIA FEDERALE PER LAMBIENTE - GERMANIA Un edificio delineato da c ontinue c ur ve sinuose e ben calibrate, in alternan za trasparenti e di versamente schermate, di viene genius loci di un paesaggio a brandelli, una presen za rassic urante e imponente

Atrium denergia
Testo di Sebastiano Brandolini Foto di Bitter+Bredt

La sostenibilit energetica possibile anche coi limiti di budget di un edificio pubblico. Questo il primo edificio nel suo genere e tipo a consumo quasi-zero, a standard Passivhaus Matthias Sauerbruch

LOCALIZZAZIONE: DESSAU, GERMANIA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA: SAUERBRUCH HUTTON ARCHITECTS MATTHIAS SAUERBRUCH, LOUISA HUTTON, JUAN LUCAS YOUNG E JENS LUDLOFF IMPRESA DI COSTRUZIONE: HOCHTIEF CONSTRUCTION AG, LEIPZIG COMMITTENTE: THE FEDERAL REPUBLIC OF GERMANY THE FEDERAL MINISTRY OF TRANSPORT, BUILDING AND HOUSING; LBB SAXONY.ANHALT HEAD OFFICE, MAGDEBURG; LANDESBETRIEB BAU NIEDERLASSUNG OST, DESSAU PROGETTAZIONE DELLE STRUTTURE: KREBS UND KIEFER, BERLINO CONSULENZA ENERGETICA: ZIBELL WILLNER & PARTNER, COLONIA/BERLINO COLLABORATORI: ANDREW KIEL, RENE LOTZ, NICOLE BERGANSKI, DENISE DIH, ANDREA FRENSCH, MATTHIAS FUCHS, FRAUKE GERSTENBERG, ANDREAS HERSCHEL, RASMUS JOERGENSEN, AGNIESZKA KOCIEMSKA, MARIEKE LAMM, JAN LAEUFER, JAN LIESEGANG, IAN MCMILLAN, JULIA NEUBAUER, KONRAD OPITZ, OLAF PFEIFER, JACOB SCHEMEL, DAVID WEGENER, NICOLE WINGE DATA DEL CONCORSO DI PROGETTAZIONE: 1997-1998 DATA DI PROGETTAZIONE: 1998-2000 DATA DI COSTRUZIONE: 2002-2005 SUPERFICIE LORDA COSTRUITA: 39.787 M2 COSTO DI COSTRUZIONE: 68,3 MILIONI DI EURO

al corpo lungo e stretto, ma avvolto su se stesso come un serpente cos da diventare compatto, questo edificio alto quattro piani, sede dellAgenzia Federale per lAmbiente a Dessau, dichiara apertamente la sua voglia di diventare parte del paesaggio.O meglio,di quel paesaggio a brandelli e in continua contrazione che divenuto il genius loci di quello che era, fino a una ventina danni fa, la DDR. Avviene per che, nello sforzo di diventare paesaggio, ledificio, con i suoi quasi 40.000 m2, diventa anche un vero pezzo della citt, una presenza cittadina rassicurante e imponente, capace di comunicare alla comunit sociale un messaggio limpido e ottimista. Lo studio di Mathias Sauerbruch e Louisa Hutton, che oggi conta ormai pi di cento persone, sembra aver prodotto un edificio veramente ben calibrato,

eticamente saggio da un lato e ottimamente ben condito con sapori forti dallaltro. Se gli aspetti riferiti alla tecnica ambientale e al risparmio energetico sono in prima linea, questi non sembrano tuttavia condizionare il linguaggio architettonico, che vive di luce propria, in armonia con il mondo. Sauerbruch Hutton danno una interpretazione culturale al tema della sostenibilit, e cos si riferiscono anche al Bauhaus:Anche sul fronte della sostenibilit, il Bauhaus ci d una lezione:quale altro edificio stato altrettanto sostenuto e di sostegno a questa citt, che oggi si data il nome di Bauhausstadt? Tale sostenibilit non si basa sulla solida costruzione o sullesemplare econonomia,ma sullaura e sulleleganza delledificio. Il lotto si trova accanto alla principale linea ferroviaria di Dessau. Su di esso si trovava fino al 1991 uno stabilimento per la produzione di gas; nonostante il

Planimetria generale Scala 1:10.000 (Sauerbruch Hutton Architects) Vista complessiva dellintervento dalla ferrovia

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A B A

7 5 7 6 7 3 1 2

4 B

8 9 9 9

netto cambio di destinazione duso, rimasta la vocazione energetica dellarea; se un tempo questa si riferiva alla produzione e allo stoccaggio di un combustibile non-riciclabile, oggi si riferisce al risparmio e al non-consumo.Volendo parlare di isolati urbani (qui tutto appare polverizzato e prevalentemente occupato da abbondanti parcheggi), il nostro edificio occupa lasse in diagonale di un lotto con affaccio sui binari. Qui, lungo una delle due facciate esterne ciascuna lunga oltre 200 metri viene realizzato un giardino/percorso. Da qui, costeggiando i binari e la facciata, si entra nelledificio. Lingresso per Sauerbruch Hutton un momento topico: qui la pancia delledificio, palesandosi, offre alla citt lo spettacolo del proprio interno; lingresso un varco dove lasola della forma sinuosa della pianta si interrompe per diventare una parete vetrata tridimensionale, composta da elementi verticali, il cui sapore riconducibile da un lato a Paul Scheerbart, il letterato tedesco che allinizio del secolo scorso preconizz un mondo fatto tutto di vetro, e dallaltro
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alla stagione universitaria ma ricca di riferimenti industriali degli anni 60 e 70 di James Stirling (Leicester, Cambridge, Oxford). Lo spazio interno una galleria lunga quanto ledificio, la cui forma ampia e curva produce la curiosa illusione ottica di non terminare mai; composta da due spazi dai nomi latini, un forum e un atrium. Le facciate interne e quelle esterne sono eguali di aspetto ma diverse in sezione, con le loro bande di vetro trasparente e colorato alternate al legno, ad avvalorare che c continuit nel paesaggio che si snoda senza rotture per formare un ambiente simile a un meandro fluviale. La trasparenza materia della parete vetrata dove si trova lingresso, diventa lo shed della copertura vetrata della galleria interna, su cui si adagiano i collettori solari e i pannelli fotovoltaici, resi cos invisibili. Ponti e scale solcano latrium, con una gestualit quasi futuristica; i loro segmenti retti creano un contrappunto con le curve delle facciate interne. La matrice formale delledificio semplice e secca, quasi basilare, come unelegante equazione logica. Le

Pianta piano terra Scala 1:1500 (Sauerbruch Hutton Architects) Pianta piano secondo. Scala 1:1500 (Sauerbruch Hutton Architects)

1. centro informazioni 2. libreria 3. auditorium 4. bar 5. forum 6. atrium 7. sale comuni 8. uffici 9. ponti di collegamento

Sezione AA. Scala 1:1500 (Sauerbruch Hutton Architects)

Sezione BB. Scala 1:1500 (Sauerbruch Hutton Architects)

Vista delledificio dalla citt

Il sistema di connessioni verticali e orizzontali nellatrium

mosse formali sono ben calibrate e trasparenti, e non richiedono spiegazioni che vadano oltre quella della loro naturale funzionalit. Il senso dellarchitettura insieme etico che formale, basandosi sulla convinzione che si possa, attraverso unidea dellenergia ad ampio raggio, fondare una nuova stagione nel rapporto uomo-natura. Lo stile di Sauerbruch Hutton si basa sulla descrizione di uno scambio energetico, in senso fisico e metaforico: lequivalenza tra percorso esterno e interno, i piccoli padiglioni esterni che contrappuntano la grande dimensione, la geometria retta e quella curva che interagiscono tra di loro, la memoria delle origini industriali dellarea e del Bauhaus, gli schemi cromatici che definiscono volumi e danno il senso dellorientamento. Se la Federal Environmental Agency una macchina sensuale, lo grazie al fatto che un edificio analitico; per essere sia tecnico che architettonico, ledificio finisce per essere sia fisico che immateriale. Il tema del risparmio energetico soffuso dappertutto, senza tuttavia essere appariscente. Oltre il 20% del consumo energetico proviene da fonti rin-

novabili; ledificio consuma oltre il 40% in meno di quanto prescritto dalla direttiva per il risparmio energetico oggi in vigore in Germania; ledificio si pone tra la categoria del basso consumo energetico e quella della Passivhaus. Sono sei le regole energetiche che qui trovano applicazione: minimizzare le perdite di calore dallinvolucro esterno, minimizzare le perdite di calore dalla ventilazione, ottimizzare la protezione termica nei mesi estivi, massimizzare luso dellenergia solare passiva, temperare il clima interno attraverso latrium, ottimizzare luso della luce naturale. Il risparmio energetico si condensa in soli venti dettagli architettonici, il cui significato allo stesso tempo tecnologico e psicologico; una piccola sezione li descrive tutti, come fosse un piccolo cartone animato. Le 800 persone che lavorano qui hanno le stesse finalit dellarchitettura. Questo un Forum Federale, costruito per affrontare la principale sfida che attende gli architetti moderni, tedeschi e non, nei prossimi anni: trovare una forma civile e sociale al tema del risparmio energetico.
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Sezione facciata esterna Scala 1:20 1. stratificazione della parete muraria: - rivestimento di larice con trattamento ignifugo - sottostruttura e intercapedine di ventilazione, sp. 40 mm - pannello di fibra di gesso, sp. 15 mm - intercapedine con isolamento di fibra di cellulosa, sp. 160 mm - telaio di legno laminato - pannello di fibra (legno-cemento), sp. 29 mm - intercapedine con isolamento di fibra di cellulosa, sp. 90 mm - fissaggio metallico, sp. 27 mm - sottostruttura di legno, sp. 63 mm - pannello di gesso, sp. 25 mm 2. serramento con impiallacciatura di larice composto da telaio a doppio vetro (allinterno) e un vetro singolo di sicurezza (allesterno) 3. protezione solare: veneziana a comando manuale tra il telaio a doppio vetro e il vetro singolo, con speciale finitura riflettente 4. stratificazione del pannello di ventilazione per il raffrescamento notturno: - pannello con telaio di legno, sp. 14 mm, con impiallacciatura di larice - protezione antiumidit - isolamento di fibra di cellulosa, sp. 70 mm - comando automatizzato 5. stratificazione della parete con pannello di vetro colorato: - vetro singolo di sicurezza, sp. 10 mm, colorato a smalto sul retro, con supporti in profili di alluminio sopra e sotto - intercapedine di ventilazione, sp. 52 mm - pannello di fibra di gesso, sp. 15 mm - intercapedine con isolamento in fibra di cellulosa, sp. 160 mm - telaio di legno laminato - pannello di fibra (legno-cemento), sp. 29 mm - intercapedine con isolamento di fibra di cellulosa, sp. 90 mm - fissaggio metallico, sp. 27 mm - sottostruttura di legno, sp. 63 mm - pannello di gesso, sp. 25 mm 6. davanzale e imbotte interni della finestra di legno, con impiallacciatura di larice 7. davanzale esterno di lamiera di rame zincato 8. griglia di ventilazione di alluminio con sezione di passaggio dellaria 70% 9. imbotte della finestra di lamiera di acciaio 10. giunto di separazione tra gli elementi di facciata 11. fissaggio degli elementi di facciata con mensola REI 30 posta sul giunto di separazione 12. radiatore

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Diaframmi trasparenti e matericit colorata


Le facciate esterne e interne sono pensate in bande orizzontali. Sulla facciata esterna, le fasce dei parapetti sono rivestite di legno di larice, mentre la fascia delle finestre interamente rivestita di vetro trasparente e colorato; oltre alle finestre, questa contiene anche apposite aperture per la ventilazione notturna e parti in muratura rivestite di vetro. Per soddisfare le richieste acustiche e termiche, sulla facciata esterna alle finestre a doppio vetro stata aggiunta una terza lastra di vetro. Nello spazio atmosfericamente protetto tra il serramento interno a doppio vetro e il vetro esterno, stata inserita una tapparella solare; questa serve anche a ridirezionare la luce naturale allinterno dei locali. Oltre alle finestre che si

possono aprire individualmente, ci sono anche pannelli per la ventilazione notturna, azionati da motori con il comando centralizzato. Questi pannelli si trovano dietro i rivestimenti di vetro opaco; laria fresca li raggiunge passando attraverso schermature poste nello spessore dellimbotte del serramento. La parte effettivamente trasparente delle facciate esterne raggiunge il 35% (rispetto al 60% delle facciate interne). Le facciate esterna e interna sono interamente prefabbricate. I rivestimenti dei parapetti, la struttura vera e propria e i telai dei serramenti sono tutti di legno. di speciale rilevanza che, per un edificio di queste dimensioni, sia stata utilizzata una tecnologia hi-tech prefabbricata e assistita dal computer, in combinazione con il legno, di per s un materiale low-tech.

Particolare della facciata esterna

Vista della facciata interna

Sezione facciata interna Scala 1:20 1. protezione solare tessile ad azionamento meccanico 2. copertura dellatrio centrale con struttura a montanti e traversi appoggiata, composta da: - profili cavi di acciaio saldati - corrente superiore e inferiore, 219,1 mm - montanti, 139,7 mm - elementi diagonali, 88,9 mm - serramento di vetro stratificato di sicurezza - barra di copertura di alluminio - canaletta di scolo di alluminio naturale con isolamento di fibra minerale, pendenza minima attraverso un rialzamento della struttura primaria min. 1% 3. sistema di lamelle ad azionamento meccanico per la ventilazione interna 4. stratificazione della parete muraria: - rivestimento di larice con trattamento ignifugo su tutti i lati - intercapedine con isolamento di resina melamminica, sp. 50 mm - pannello di fibra di gesso, sp. 19 mm, montato su sottostruttura di legno - intercapedine con isolamento di fibra di cellulosa, sp. 120 mm - sottostruttura di legno laminato - pannello di gesso montato su truciolare, sp. 16 mm 5. giunto di separazione tra gli elementi di facciata 6. serramento a telaio di legno con impiallacciatura di larice e doppio vetro, con film colorato allinterno e schermo colorato a smalto sullesterno; sistema di apertura modulare 7. serramento di legno a telaio con impiallacciatura di larice 8. protezione antiriflesso: veneziane a comando manuale da 25 mm 9. davanzale e imbotte interni di legno con impiallacciatura di larice 10. radiatore 11. fissaggio degli elementi di facciata: mensola REI 30 posta sul giunto di separazione

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Flussi daria controllati


Laria in entrata proviene dallo scambiatore di calore geotermico attraverso quattro unit di ventilazione che si trovano al piano interrato, per poi risalire in condotte verticali poste accanto alle scale; le condotte sono separate per gli uffici esterni o interni, cos da essere gestite in modo autonomo. Le condutture degli uffici individuali si trovano nello spessore del controsoffitto dei corridoi. Laria in uscita dagli uffici passa attraverso speciali feritoie fonoassorbenti

contenute in pannelli accanto alle porte, per poi passare nel corridoio che funge da plenum. Dinverno, laria in uscita viene estratta direttamente dalle cinque condotte che si trovano a ciascun piano; destate, passa direttamente per convezione nellatrio. Un sistema di recupero di calore utilizza lenergia contenuta nellaria in uscita per riscaldare laria in entrata. A seconda della temperatura dellaria esterna, gli uffici interni possono essere ventilati naturalmente e manualmente (sia per laria in entrata che in uscita) per buona parte dellanno, semplicemente aprendo le finestre.

Vista dellingresso allatrium centrale

Schema ventilazione estiva

Schema raffrescamento notturno estivo

Schema ventilazione autunnale e primaverile

Schema ventilazione invernale

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Visto che latrium protetto dagli agenti atmosferici, destate queste finestre possono restare aperte anche di notte; laria esterna entra nellatrium e nel forum attraverso un sistema di schermature al piano terra. Per ottenere la ventilazione primaria, gli uffici esterni con affaccio a ovest non aprono le finestre durante le ore di lavoro per soli motivi acustici e sono ventilati meccanicamente. Gli uffici con affaccio a est, possono invece essere ventilati naturalmente quasi tutto lanno. Di notte, speciali pannelli elettrici di ventilazione raffreddano gli uffici in

maniera selettiva. Per questo, viene sfruttata la massa termica delledificio (soprattutto i soffitti di calcestruzzo a vista). Nei mesi estivi, quando la temperatura nellatrium supera quella esterna, aprendo le finestre degli uffici e le corrispondenti porte dellatrium, per convezione si trascina aria fresca dallesterno attraverso gli uffici e il corridoio. Cos ledificio viene sia ventilato che raffreddato; la sua massa termica serve poi per controbilanciare il carico di calore nel corso della giornata.

Pianta facciata esterna. Scala 1:50

Pianta facciata interna. Scala 1:50

1. finestra di legno a telaio con impiallacciatura di larice 2. imbotte della finestra di lamiera di acciaio 3. stratificazione della parete con pannello di vetro colorato: - vetro singolo di sicurezza, sp. 10 mm, colorato a smalto sul retro, con supporti in profili di alluminio sopra e sotto - intercapedine di ventilazione, sp. 52 mm - pannello di fibra di gesso, sp. 15 mm - intercapedine con isolamento di fibra di cellulosa, sp. 160 mm - telaio di legno laminato - pannello di fibra (legno-cemento), sp. 29 mm - intercapedine con isolamento di fibra di cellulosa, sp. 90 mm - fissaggio metallico, 27 mm - sottostruttura di legno, sp. 63 mm - pannello di gesso, sp. 25 mm 4. giunto di separazione tra gli elementi di facciata

5. stratificazione del pannello di ventilazione per il raffrescamento notturno: - pannello con telaio di legno, sp. 14 mm, con impiallacciatura di larice - protezione antiumidit - isolamento di fibra di cellulosa, sp. 70 mm - comando automatizzato 6. griglia di ventilazione di alluminio con sezione di passaggio dellaria 70% 7. finestra a telaio di legno a doppio vetro con impiallacciatura di larice, con film colorato allinterno e schermo colorato a smalto sullesterno; sistema di apertura modulare 8. ringhiera: tubo di acciaio inox 9. stratificazione parete esterna: - vetro singolo di sicurezza, sp. 8 mm - schermo colorato a smalto sulla superficie esterna - sottostruttura verticale - fissaggio a sagoma su tutti i lati 10. giunto di separazione tra gli elementi di facciata

Particolare della facciata interna con, in evidenza, i pannelli per la ventilazione degli uffici

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Energie rinnovabili a 360


Insieme, lenergia prodotta dalla biomassa, dallo scambiatore di calore geotermico, dallenergia termica solare e dallimpianto fotovoltaico ammonta a circa il 20% del fabbisogno complessivo. Biomassa. Ogni processo di decomposizione produce gas con unalta percentuale di metano. Una discarica vicina a Dessau stata dotata di un impianto per estrarre questi gas. Cos il metano, solitamente dannoso allambiente, viene raccolto e trasformato in una preziosa fonte energetica, equivalente a circa al 9% del fabbisogno complessivo delledificio. Scambiatore di calore geotermico. Un sistema di tubi sotterraneo e lungo oltre 5 km usa la temperatura del terreno per modificare la temperatura dellaria. Questa una valida alternativa ai tradizionali sistemi di refrigerazione e genera un notevole risparmio rispetto allenergia uti-

lizzata per il riscaldamento. Dinverno, lo scambiatore di calore geotermico produce circa 86.000 kWh/a; destate circa 125.000 kWh/a. Impianto di raffrescamento solare. Collettori solari sono stati installati sulla copertura delledificio principale, a un angolo di 30 cos da raccogliere la massima energia solare. Usando collettori del tipo vacuumtube, risultato possibile estrarre energia solare con temperature fino a 100 C per buona parte dellanno. Questa fornisce buona parte dellenergia necessaria per il funzionamento delle unit di raffrescamento che si trovano al piano interrato. Impianto fotovoltaico. Pannelli fotovoltaici sono integrati nella parte superiore della vetrata a shed della copertura del forum, cos da non ricevere lombra del vicino. Con una superficie complessiva di circa 400 m2, limpianto produce circa 24.000 kWh/a.

1a 7c 1b 7b 2a 7a

2b 6c

6b 2c

6a

3b 5b

5a 3c 4c 4b 4a 3d

Schema del funzionamento energetico 1. Minimizzare le perdite di calore causate dalla pelle delledificio: a. forma compatta delledificio e atrio come schermo termico b. forte isolamento termico 2. Minimizzare le perdite di calore causate dalla ventilazione: a. sigillare completamente ledificio b. estrarre energia termica dallaria in uscita c. dinverno, pre-scaldare laria in entrata attraverso lo scambiatore di calore geotermico 3. Ottimizzare la protezione termica nei mesi estivi: a. pre-raffreddare laria fresca nelle condotte sotterranee dello scambiatore di calore geotermico b. protezioni solari esterne, inserite nelle finestre a triplo vetro c. efficienti protezioni solari montate allinterno della copertura vetrata d. di notte, raffrescamento con aria fredda derivata dalla massa termica della struttura primaria delledificio 4. Massimizzare lenergia solare passiva: a. protezione solare flessibile, che consenta alla luce solare invernale di penetrare allinterno degli uffici b. uso diffuso dellenergia solare, attraverso pannelli solari termici c. uso diffuso di pannelli solari fotovoltaici 5. Temperare il clima delledificio sfruttando latrio: a. negli uffici lato atrio: ventilazione naturale aprendo le finestre, espulsione dellaria per convezione attraverso feritoie poste nellatrio b. negli uffici lato esterno: espulsione dellaria per convezione attraverso feritoie poste nellatrio 6. Ottimizzazione delluso della luce naturale: a. edificio relativamente stretto (11,8 m) b. rapporto ottimale facciata/finestre: circa 35% sulla facciata esterna e 60% sulla facciata interna c. superfici in grado di riflettere la luce naturale 7. Altri provvedimenti ecologici: a. riscaldamento del quartiere con metano ottenuto dalla biomassa b. materiali riciclati ed ecologici, materiali di cantiere biodegradabili e riutilizzabili c. tetti verdi

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Vista dellatrium centrale

RISPARMIO ENERGETICO Dato di riferimento: superficie utile 25,375 m2


FONTE
TOTALE ENERGIA PRIMARIA Consumo energetico: termico, totale riscaldamento acqua calda raffreddamento elettricit, totale ventilazione illuminazione ausiliaria riscaldamento elettrico raffrescamento, totale SIA 380/4 SIA 380/4 SIA 380/4 0.0 WschVo <50.0 46.6 38.5 2.1 0.0 17.9 6.9 6.9 0.3 3.8 2.9

VALORE TARGET (kWh/m2a)


<100.0

VALORE EFFETTIVO (kWh/m2a)


76.6 Fonti energetiche: termica gas naturale gas liquido petrolio elettricit gas da biomassa raffrescamento elettricit/termica solare/fotovoltaica elettricit

FONTE

VALORE TARGET (kWh/m2a)

VALORE EFFETTIVO (kWh/m2a)

38.5 8.0 0.0 0.0 0.0 30.5 2.9 0.0 0.0 0.0 2.9 40.4

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CANALI ASSOCIATI-SEDE SMEG-SAN GIROLAMO DI GUASTALLA-ITALIA U n c o m p l e s s o s e m p l i c e d i m a t t o n i e v e t r o , r e a l i z za t o su un leggero terrapieno circolare, soavemente adagiato sul territorio e si erge a elemento ordinatore dell intorno

Il lavoro si fa paesaggio
Testo di Matteo Ruta Foto di Francesco Castagna e Vclav Sed y

foto di Francesco Castagna

LOCALIZZAZIONE: SAN GIROLAMO DI GUASTALLA (RE), ITALIA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA: GUIDO CANALI CANALI ASSOCIATI S.R.L., PARMA COLLABORATORI: MARCO PAVARANI, SILVIA CAPELLI, MORENO PIVETTI IMPRESA DI COSTRUZIONI: COOPERATIVA CMR, REGGIOLO (RE) COMMITTENTE: SMEG S.P.A., GUASTALLA (RE) COORDINAMENTO PER SMEG: PIETRO IOTTI, RENZO FERRARI, GUASTALLA (RE) PROGETTAZIONE STRUTTURALE OPERE DI CEMENTO ARMATO E DIREZIONE LAVORI: ROBERTO BRIGHENTI, A&B ENGINEERING S.R.L. GUASTALLA (RE) PROGETTAZIONE STRUTTURE METALLICHE: ROSARIO BRAY, STUDIO TECNICO BRAY FAVILLA, LUCCA PROGETTAZIONE IMPIANTI MECCANICI: STUDIO TERMOTECNICI ASSOCIATI S.R.L., REGGIO EMILIA

PROGETTAZIONE IMPIANTI ELETTRICI: PENTAENGINEERING S.R.L., REGGIO EMILIA CONSULENTE PER IL PAESAGGIO: EMILIO TRABELLA, COMO IMPRESA ESECUTRICE CARPENTERIA METALLICA: COMETAL S.P.A., CASALE DI MEZZANI (PR) IMPRESA ESECUTRICE INFISSI DI ACCIAIO: INTERGROUP, PARMA DATA DI PROGETTAZIONE: 2002-2003 DATA DI REALIZZAZIONE: 2003-2005 PREMI: MENZIONE DONORE CATEGORIA ATTIVIT PRODUTTIVE PER IL PUBBLICO, MEDAGLIA DORO ARCHITETTURA ITALIANA, 2006 AREA INTERVENTO: 5.500 M2 COSTO COMPLESSIVO: 10 MILIONI DI EURO
Schizzo con vista dinsieme del complesso-ingresso, strade di acceso, parcheggi e uffici (Guido Canali)

a nuova sede degli uffici della Smeg, azienda italiana che produce da oltre cinquantanni elettrodomestici caratterizzati da un felice connubio tra tecnologia e design, ubicata a pochi chilometri da Guastalla citt fortificata e capitale del ducato dei Gonzaga, nella piana tra Reggio Emilia, Parma e Modena. Lesigenza di costruire ledificio nasce dalla volont di avere una sede che, anche nellimmagine, manifestasse lo stile dellazienda e raggruppasse tutti i collaboratori in un unico ambiente, non distante dai luoghi di produzione, permettendo il contatto e il dialogo tra le varie divisioni. Lidea progettuale fondante stata quella di realizzare un edificio ad andamento orizzontale, tipico dellarea padana, a piano unico, che si sviluppasse placidamente sul ter-

ritorio disegnando un segno riconoscibile. Limpianto complessivo realizzato su un terrapieno erboso avente la forma di un cerchio perfetto delimitato da un lieve argine su cui ledificio si adagia che richiama largine del Po, che scorre poco lontano.Tale simbolo ordinatore si trova nella parte pi distante del campus rispetto allaccesso e lingresso avviene solo per via pedonale. Gli utenti, lasciate le automobili nel nuovo parcheggio a est, non vedono il nuovo edificio, ma osservano solo i capannoni in cui sono localizzati i processi produttivi. Proseguendo il percorso pedonale, lungo il quale si costeggia un morbido argine a prato, dopo aver superato una lieve salita a S, il visitatore si trova con una riuscita sorpresa architettonica improvvisamente di fronte al nuovo complesso. Sullo sfon-

Vista al tramonto dellarea di ingresso: sulla sinistra, il volume dello spazio espositivo e, sullo sfondo, le grandi vetrate dellatrio

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foto di Francesco Castagna

Vista di dettaglio del fronte est: in primo piano, lo specchio dacqua sul quale aggettano i volumi della sala convegni e della sala espositiva con il giardino galleggiante

do, la vista del fronte est elegante, rasserenante e permette di comprendere il disegno complessivo poich i diversi volumi sono semplici e organizzati in modo razionale. Ledificio si sviluppa lungo un asse principale, la galleria, che corre da nord a sud e che pi alta rispetto agli altri volumi, per enfatizzare il suo ruolo di elemento ordinatore di tutto lo spazio. Lingresso principale avviene attraverso un percorso pedonale inclinato che costeggia uno specchio dacqua di colore intenso che occupa uno spicchio del disegno su cui affacciano i volumi che accolgono le funzioni speciali e che incornicia gli scorci pi suggestivi dellintervento. Entrando ci si trova nellatrio, posto a diretto contatto con lo spazio espositivo e con la sala conferenze: dal portico posto al di fuori della sala mostre che galleggia sullacqua e dallatrio principale emergono querce, che si integrano come emergenze verticali nellorizzontalit del complesso. Sulla parte restante della galleria si innestano a pettine sei padiglioni identici che accolgono gli uffici connessi occasionalmente tra loro con box vetrati che accolgono sale riunioni, intervallati da lunghi e tranquilli patii verdeggianti a disposizione degli utenti. Il primo padiglione, quello pi a ovest, destinato alla presidenza ed a contatto con un parcheggio dedicato, coperto con unesile pensilina di acciaio, che il naturale prolungamento di elementi analoghi come
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la terrazza dello spazio mostre e la pensilina che aggetta dallatrio.A nord presente un collegamento pedonale, prolungamento esterno della galleria, che permette di raggiungere i padiglioni produttivi. I volumi del complesso formano quindi sul terreno un tessuto compatto, spezzato per, occasionalmente, da profondi tagli che mettono in comunicazione gli ambienti con il paesaggio, patii che permettono lilluminazione e la ventilazione naturale, e intervallato da corti alberate e dallo specchio dacqua. Gli spazi degli uffici sono organizzati in cellule elementari di circa 21 m2 (3,5x6 m). Tale superficie destinata a una sola persona, nel caso degli uffici per i dirigenti, oppure a due persone, nel caso dei locali amministrativi o tecnici. Le cellule possono essere aggregate facilmente, grazie alla flessibilit costruttiva, in uffici open space in base alle necessit dellazienda. Ognuno dei sei padiglioni che accolgono gli uffici costituito da 20 cellule distribuite da un corridoio centrale illuminato zenitalmente da un lucernario opportunamente schermato e, dal fronte sud, da lastre di vetro satinato con elevato coefficiente di schermatura. Discorso a parte meritano la cura e il disegno degli spazi verdi. Sono stati rimboschiti fittamente i bordi dellarea, sia per risarcire il paesaggio agricolo per linevitabile impatto delle volumetrie industriali pree-

foto di Francesco Castagna

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12 10 10 11

12 10

13 7 8 6 5 12

13 4 12 13

9 10 12 3 10

Planimetria generale Scala 1:1000

1. vialetto di accesso principale 2. argine che delimita larea dellanello 3. argine che occulta la vista degli uffici 4. percorso pedonale verso larea di produzione 5. bussola dingresso 6. atrio 7. galleria principale con la copertura a Y

8. sala convegni per 100 persone 9. sala per lesposizione dei prodotti 10. stecca di uffici 11. stecca per uffici open space, C.E.D. 12. sale riunioni 13. patii piantumati con bamb ed edere 14. parcheggio per la presidenza

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Sezione AA realizzata sulla galleria centrale e su alcuni dei lunghi patii Scala 1:500 (Canali Associati)

Sezione BB realizzata sulla vasca dacqua, lo spazio espositivo e due delle stecche degli uffici Scala 1:500 (Canali Associati)

Vista dinsieme delledificio per uffici

sistenti e dei nuovi uffici, sia per filtrare, dallinterno degli uffici, la vista degli stabilimenti; a questo serve anche largine che corona il complesso.Lanello trattato a prato ed punteggiato solo da cespugli bassi. Il disegno complessivo un chiaro riferimento alla tradizione delle corti rurali della bassa parmigianoreggiana, in cui i blocchi erano specializzati per singole funzioni secondo una griglia ortogonale elementare che lasciava uno spazio centrale pavimentato vuoto, esposto a sud, per lessiccazione dei foraggi: lorientamento nord-sud era una costante in questi complessi e, non a caso, anche lorientamento scelto per la galleria centrale della Smeg. Unaltra citazione costituita dalla aia, che presente con lo spazio vuoto che scava la zona di accesso e che in pi enfatizzata grazie allo specchio dacqua. Anche i materiali utilizzati reinterpretano la tradizione di questi luoghi, le consuetudini e la cultura costruttiva locale: le facciate rivolte verso lesterno
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hanno finiture con mattoni facciavista molto regolari e precisi tra cui stata frapposta una malta, a giunti molto sottili, dello stesso colore. Tale espediente, pur richiamando la tradizione, sottolinea lappartenenza di questo edificio alla modernit e fornisce una maggiore eleganza e uniformit allinsieme. Le facciate rivolte verso i patii, invece, sono caratterizzate da una forte trasparenza e hanno le poche parti opache colorate con colori tenui, grigio antracite e acciaio inox. In questo intervento, come negli altri che lo hanno preceduto, Guido Canali mostra di saper giocare dialetticamente tra la solidit delle opere murarie e la leggerezza degli elementi di acciaio inox, alluminio e vetro: riuscendo a dosare le tecnologie costruttive con una sapienza artigianale che ne esalta la leggerezza e le dona una piacevole umanit, optando per un low-tech che si adatta bene alloccasione.

foto di Francesco Castagna

Vista di dettaglio del corpo di fabbrica che accoglie lo spazio espositivo

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foto di Francesco Castagna

Uffici tranquilli nella natura


I sei padiglioni che accolgono gli uffici sono caratterizzati da una struttura portante dacciaio con una maglia di dimensioni in pianta di 11,6x7 m, a cui corrispondono quattro cellule di uffici accostati due a due; ogni stecca costituita da sei di questi moduli (venti cellule di uffici pi, alla testa del pettine, un modulo che accoglie i servizi e gli spazi deposito). La struttura in elevazione ha pilastri a sezione rotonda su cui si imposta la trave reticolare principale avente corrente destradosso piano e corrente dintradosso curvo - laltezza massima della trave, in mezzeria, di 82,5 cm. Le zone controsoffittate sono realizzate con profili a L

accoppiati e fissati meccanicamente, mentre, nelle parti centrali del corridoio che rimangono in vista, vi sono profili tubolari con giunti saldati, che consentono una maggiore pulizia visiva. Il soffitto ricurvo costituisce una soluzione spaziale che apre lo spazio dellufficio verso i patii e permette di distribuire in modo fluido ed elegante la luce naturale proveniente dalle vetrate, facendola scivolare allinterno e alleggerendo la percezione dello spazio. I corridoi sono caratterizzati dal lucernario superiore, realizzato con una struttura portante in profili sottili di acciaio inox con lastre di schermatura di vetro satinato a forte coefficiente di schermatura.

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Sezione trasversale di un padiglione per uffici Scala 1:20

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1. stratificazione chiusura orizzontale: - quadrotti di calcestruzzo, sp. 20 mm - guaina impermeabilizzante, sp. 5 mm - pannelli termoisolanti di polistirene espanso, sp. 100 mm - calcestruzzo armato su lamiera grecata, sp. totale 80 mm 2. travi di acciaio IPE 240 3. due profili a L accoppiati, 100x100 mm, sp. 5 mm, raggio di calandratura 20,14 m 4. tubi di acciaio, 51 mm, sp. 12,5 mm 5. doppia lastra di cartongesso, sp. 12,5 mm 6. struttura a sbalzo in profili HEB 120 7. infissi di acciaio inox

8. pannello curvo rivestito di alluminio 9. stratificazione partizione orizzontale: - pavimentazione industriale di resina, sp. 5 mm - massetto di calcestruzzo armato, sp. 50 mm - strato termoisolante di polistirene, sp. 50 mm - predalles di calcestruzzo, sp. 300 mm 10. tende interne di tela, a rullo 11. pilastro di acciaio, 219,1 mm, sp. 12,5 mm 12. doppia armadiatura di laminato 13. bocchette di ripresa aria 14. vetro stratificato chiaro, 3+3 mm 15. vetrocamera, 8/12/8+8 mm 16. profili piatti di acciaio inox 17. vetro temperato satinato, sp. 8 mm

Il corridoio distributivo degli uffici irradiati con luce zenitale

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foto di Francesco Castagna

Vetrate invisibili e leggere


I prospetti rivolti verso i patii sono fortemente vetrati, per privilegiare la vista dei giardini consentendo anche agli utenti di accedervi liberamente. Gli infissi, sia quelli esterni che quelli interni, sono realizzati con sottili profili di acciaio inox. Si tratta di una soluzione tecnologica che Canali ha gi sperimentato in altri progetti (si pensi a Santa Maria della Scala a Siena, pubblicato su Il Sole 24 Ore Arketipo 1/2006) e che permette di contenere notevolmente le dimensioni degli elementi strutturali, enfatizzando leffetto di trasparenza. Questi sono ottenuti accoppiando elementi tubolari e piatti di varie dimensioni, riducendo al minimo i giunti tra i diversi componenti. Le

vetrate sono modulari, suddivise in quattro specchiature, che occupano due moduli di ufficio. Le parti laterali sono apribili verso lesterno, mentre le parti centrali sono fisse; nel caso in cui lufficio sia a modulo singolo la partizione verticale tra gli uffici viene impostata sul montante centrale mediante una lama di vetro trasparente che si raccorda alla struttura degli elementi di cartongesso. Lapertura degli infissi necessaria anche per consentire agli utenti di ventilare naturalmente il proprio spazio di lavoro, scegliendo di personalizzare il clima interno che comunque mediato dallimpianto di climatizzazione con bocchette di mandata a soffitto, al di sopra degli armadi, e ripresa effettuata tramite griglie poste al di sotto di essi.

foto di Vclav Sed y

Vista di una delle lunghe corti, piantumate con edere e bamb, che intervallano la successione delle stecche di uffici Vista di dettaglio della facciata vetrata che caratterizza gli uffici

Vista di dettaglio della giunzione tra una stecca di uffici e la galleria centrale

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foto di Francesco Castagna

foto di Vclav Sed y

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Pianta facciata esterna padiglione uffici Scala 1:5 Sezione trasversale facciata esterna padiglione uffici. Scala 1:5

1. vetrocamera con intercapedine di argon, 8/20/8 mm 2. stratificazione chiusura verticale: - intonaco interno, sp. 25 mm - mattone forato, sp. 80 mm - strato termoisolante di polistirene, sp. 40 mm - blocco porizzato, sp. 250 mm - intonaco esterno, sp. 25 mm 3. partizione verticale di cartongesso su sottostruttura in profili dacciaio, sp. 10 cm 4. lastra di vetro stratificato chiaro, sp. 8+8 mm 5. lastre di cartongesso, sp. 12,5 mm 6. tubolare dacciaio, 35x20x2 mm 7. tubolare dacciaio, 40x20x2 mm 8. tubolare dacciaio, 20x20x2 mm 9. tubolare dacciaio, 70x30x3 mm 10. tubolare dacciaio, 85x30x3 mm 11. scossalina di acciaio inox, sp. 0,6 mm 12. isolante termico di schiuma poliuretanica 13. pannello composito di alluminio-plastica-alluminio, sp. 6 mm 14. pannello sandwich di alluminio e poliuretano, sp. 40 mm 15. stratificazione chiusura orizzontale: - lamiera zincata, sp. 0,8 mm - impermeabilizzante, sp. 5 mm - assito di legno, sp. 30 mm - trave dacciaio a Z, h 60 mm, pendenza 1,5%

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Una Y inonda di luce la galleria centrale


La galleria che corre da nord a sud, elemento centrale del progetto, ha una caratteristica sezione a Y ed lunga 75 m. Essa ha unaltezza maggiore rispetto ai corpi degli uffici permettendo di realizzare le finestrature verticali a tutta lunghezza dei lati est e ovest e consentendo lingresso di unabbondante luce naturale. La struttura portante costituita da dodici portali di acciaio i cui pilastri hanno la parte inferiore a sezione rotonda e la parte superiore realizzata con un profilo HEB 140 incastrata a baionetta sui primi. Le colonne sono collegate trasversalmente, in corrispondenza del cambio di sezione, con travi reticolari in profili a L accoppiati e assemblati mecca-

nicamente. La copertura realizzata con profili sagomati tipo HEB 140 con al di sopra dei pannelli sandwich di lamiera dacciaio. I telai principali sono raccordati tra loro con travi IPE 400, mentre i controventi sono dei cavi 16 mm. Le parti interrate, che accolgono gli spazi impiantistici, sono realizzate in calcestruzzo armato, con fondazioni a platea per contrastare la spinta idrostatica della falda. Particolarmente eteree risultano essere le facciate vetrate di testata, realizzate con sottili elementi di acciaio inox: la facciata a sud completamente piana, senza profili in rilievo, mentre il fronte nord caratterizzato dal segno della Y che emerge scenograficamente a sbalzo oltre la facciata.

Dettaglio sezione AA sulla galleria centrale. Scala 1:20 1. stratificazione chiusura orizzontale: - quadrotti di calcestruzzo, sp. 20 mm - guaina impermeabilizzante, sp. 5 mm - pannelli termoisolanti di polistirene espanso, sp. 100 mm - strato di pendenza, 1,5%, di calcestruzzo armato, sp. minimo 40 mm - soletta di calcestruzzo armato su lamiera grecata di acciaio, sp. totale 80 mm - travi trasversali tipo HEB 180 2. partizione orizzontale esterna: - rivestimento superiore in lamiera grecata dacciaio zincato, sp. 0,8 mm - struttura portante in profilati dacciaio - rivestimento inferiore in doghe di alluminio verniciato montate su sottostruttura metallica 3. pannello sandwich di acciaio zincato e poliuretano rivestito in doghe dalluminio, sp. 60 mm 4. copertura di vetro stratificato extrachiaro 5. vetrocamera con intercapedine di argon, 8/20/8 mm, installati su infissi di acciaio inox 6. pavimentazione di vetro stratificato extrachiaro 7. specchio dacqua, sp. 500 mm 8. trave dacciaio tipo IPE 500 9. trave dacciaio tipo IPE 400 10. pilastro di acciaio, 219,1 mm, sp. 10 mm 11. bocchette di mandata dellimpianto di condizionamento 12. doppia lastra di cartongesso, sp. 25 mm 13. stratificazione partizione orizzontale: - pavimentazione industriale di resina, sp. 5 mm - massetto di calcestruzzo armato, sp. 50 mm - pannelli radianti installati su pannelli sagomati di polistirene, sp. 50 mm - soletta portante di predalles di calcestruzzo, sp. 300 mm 14. tende interne di tela bianca, a rullo, con motore a spinta dal basso 15. copertura in pannelli sandwich dacciaio e poliuretano, sp. 50 mm 16. travi reticolari di profili a L dacciaio, sp. 4 mm, altezza totale 800 mm

Vista verso sud della galleria e dellatrio

foto di Francesco Castagna

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Vista della testata meridionale della galleria centrale

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foto di Francesco Castagna

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Lastre stratificate a multipla funzione


La sede degli uffici Smeg caratterizzata dallampio ricorso a elementi di vetro, fondamentali per trasmettere lidea di trasparenza che sottende tutto il progetto: vi sono quindi elementi stratificati, temperati, satinati, serigrafati, a seconda delle varie funzioni a cui devono assolvere. Nellatrio, ad esempio, presente una grande vetrina che aggetta rispetto al corpo di fabbrica, caratterizzata, oltre che da grandi moduli verticali fissi in vetrocamera stratificato, anche da un soffitto di vetro e da una pavimentazione in lastre stratificate extrachiare a sbalzo sullo specchio dacqua esterno. Tale vetrina permette di inquadrare

scenograficamente il paesaggio naturale; vedute analoghe si hanno anche nello spazio mostre, nellauditorium e nei numerosi tagli realizzati tra i compatti volumi opachi parallelepipedi. Di vetro stratificato sono state realizzate anche le quattro ante delle porte scorrevoli trasparenti della bussola dingresso: si tratta di lastre di dimensioni 225x200 cm, sp. 8+8 mm, montate su telai di tubolari dacciaio inox e movimentate con un motore che aziona pulegge poste nella parte superiore. Il telaio non viene percepito, essendo nascosto nelle finiture, e le ante danno quindi la sensazione di non esserci aprendosi meccanicamente solo quando ci si avvicina.

Vista dallatrio verso la passerella sullacqua che funge da argine e si incunea nella galleria centrale Sezione dellatrio lungo il fronte verso lacqua Scala 1:5

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1. travi trapezoidali di acciaio a sbalzo, h 100 mm, fissate con tasselli a resina epossidica 2. profili a U, 50x38 mm, sp. 5 mm 3. vetro stratificato, 10+10 mm, con interposto PVB 4. profilo a L di acciaio inox, 100x60x9 mm 5. vetrocamera con intercapedine di argon, 8/20/8 mm, installati su infissi di acciaio inox 6. vetro stratificato, 8+8 mm, con interposto PVB 7. tubolare dacciaio zincato, 80x45x3 mm 8. pannello sandwich di acciaio zincato e poliuretano, sp. 6 cm, rivestito allinterno di cartongesso e allesterno in doghe dalluminio verniciato con interasse 175 mm

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foto di Vclav Sed y

Conferenze e mostre di design


Il nuovo edificio, nelle intenzioni dei progettisti e dei committenti, doveva trasmettere e aiutare a diffondere nei visitatori e nei lavoratori la filosofia aziendale che da anni contraddistingue questo marchio. Per tale motivo, poich Smeg produce oggetti di design, nulla stato lasciato al caso e sono stati disegnati molti elementi di arredo su misura appositamente per questa occasione, come ad esempio i tavoli riunione, gli armadi-partizione a doppio affaccio, che realizzano la separazione verticale tra gli uffici e i corridoi, e i banconi di acciaio di ingresso e dellauditorium. Si tratta di elementi coerenti con linsieme, caratterizzati anches-

si da esili parti di acciaio o alluminio e materiali trasparenti. Ne un esempio la sottile ed essenziale lampada Smilzo, disegnata da Guido Canali per questi uffici insieme a iGuzzini. Con questo spirito sono stati anche realizzati lo spazio espositivo a doppio livello e la sala conferenze da 100 posti, anchessi con struttura di acciaio, che completano il complesso. Lo spazio espositivo accoglie le collezioni storiche e i nuovi prodotti ed caratterizzato, al piano terra, da grandi vetrate che inquadrano la terrazza allaperto realizzata sullo specchio dacqua e da una striscia di pavimento di vetro che illumina il piano interrato - a cui si accede tramite una scala di vetro.

Vista del piano interrato dello spazio espositivo con, sulla sinistra, la scala trasparente e la luce proveniente dalla striscia di pavimento di vetro del piano superiore

Primo piano del tavolo di acciaio della sala conferenze

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foto di Vclav Sed y

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foto di Francesco Castagna

3XNIELSEN - KIM HERFORTH NIELSEN, BO BOJE LARSEN E KIM CHRISTIANSEN - WWW.3XN.DK - DELOITTE BUILDING - DANIMARCA Un solido con doppio involucro di vetro, molto presente ed evidente, si smateriali zza al c entro por tando al suo interno la c omplessit delle relazioni cittadine

Percorsi nascosti di luce


Testo di Alessandro Trivelli Foto di Adam Mrk

Ogni unit sorta nello spazio risponde a differenti scale di percezione; quando lArchitettura si chiude, si perde la capacit di conglomerazione e la proporzione misurata. Nella sua essenzialit, essa contiene complessit e densit, percepibili progressivamente, fino allultimo poro () Cos lArchitettura attinge pienezza e libert, la serenit della solitudine che contiene tutto spazio immateriale e atemporale Alvaro Siza

a progettazione degli uffici e la rappresentativit degli spazi di lavoro un tema affrontato durante gli ultimi anni dagli architetti internazionali con nuova sensibilit. Non affatto semplice coniugare funzionalit, rappresentativit, immagine e visione della contemporaneit in uno spazio che possa contenere delle funzioni in modo efficiente per essere allinterno della grande rete dei servizi un nodo visibile, anche grazie allarchitettura. Questa, oltre a creare spazi corrispondenti a un brand, deve anche corrispondere un valore aggiunto, la forma materiale, positiva, unica e internazionale, una sorta di forma della fiducia, dellaspettativa, della sicurezza e della qualit di una societ. Ledificio progettato da 3XNielsen a Copenaghen

per la sede della multinazionale Deloitte, che opera nel campo economico e finanziario, rispecchia questa diffusa nuova visione del connubio fra immagine del core-business dellimpresa e architettura. Un rinnovamento della continuit dei progetti storici dei maestri dellarchitettura moderna declinato secondo i principi del marketing territoriale propri delle opere pubbliche internazionali realizzate negli ultimi venti anni. Il complesso il pi grande ufficio in open space della Danimarca, occupa una posizione abbastanza centrale nella citt ed prossimo allarea di Orestad, recentemente interessata da concorsi internazionali e da un programma di sviluppo con obiettivi di qualit spaziale. Ledificio sorge su un lotto allinterno di un ampio masterplan in cui

Planimetria generale Scala 1:5000 (3XN) Vista dellatrio verso il lucernario centrale

LOCALIZZAZIONE: COPENAGHEN, DANIMARCA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA: 3XNIELSEN - KIM HERFORTH NIELSEN, BO BOJE LARSEN E KIM CHRISTIANSEN IMPRESA: KPC BYG A/S, DUSAGER COMMITTENTE: DELOITTE PROJECT MANAGER PER IL CLIENTE: IVER ALBK INGEGNERIZZAZIONE: LEIF HANSEN A/S, HERLEV COLLABORATORI: KIM HERFORTH, NIELSEN, TORBEN STERGAARD, HELGE SKOVSTED, PER DAMGAARD SRENSEN, MORTEN KRAMER, POUL JRGENSEN, EVA HARD, HEIDI SRENSEN, ANDERS HOLM, TRINE BERTHOD ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO: JEPPE AAGAARD ANDERSEN, HELSINGR PROGETTO LAYOUT INTERNI: SIGNAL PROGETTO ARREDI: 3XN SCULTURA LUMINOSA: STEVEN SCOTT DATA DI COSTRUZIONE: 2005 SUPERFICIE: 26.000 M2 (ESCLUSI I PARCHEGGI) COSTO: 54 MILIONI DI EURO

sono state previste tre aree contigue, la sede della Deloitte occupa il lotto pi grande a est di questa nuova edificazione, che si presenta oggi con una serie di tre volumi isolati posti tra la terra e i canali. A esaltare questo rapporto tra lacqua e la terraferma, tipico del paesaggio danese in cui la costruzione si relaziona costantemente con lelemento naturale, sono stati inseriti sul perimetro nord, nord-est e nord-ovest bacini dacqua in tutte e tre le aree, lasciando galleggiare le costruzioni e isolandole rispetto al contesto distributivo a livello del terreno. Ledificio, un volume semplice dai contorni netti e precisi, instaura con il contesto una relazione molto chiara, occupa una superficie equivalente a quella di un campo da calcio, ha unaltezza di circa 28 m

per sette piani fuori terra, ovvero un solido molto presente, evidente, pare mostrare la volont di occupare lo spazio anche se, in realt, cerca di smaterializzarsi e di portare al suo interno il centro dellinteresse. Il centro del progetto un vuoto. La particolarit della soluzione scelta non data esclusivamente dal vuoto, che, come spesso accade, anche un elemento di connessione visiva fra gli spazi distributivi orizzontali e verticali, ma dal fatto che larchitettura pare costruirsi intorno allassenza, sensazione enfatizzata dalla grande permeabilit visiva delle facciate e dalla mancanza di elementi di divisione continui per la separazione delle attivit ai vari piani. In questo vuoto centrale, latrio, si sviluppa lopera di Steven Scott,77, che si fonde con lar[Uffici] 12/07 67

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Pianta piano terra Scala 1:600 (3XN) Sezione longitudinale AA Scala 1:600 Sezione trasversale BB Scala 1:600

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chitettura in un variare continuo e infinito di cromatismi di luce. Il perimetro delledificio ulteriormente inciso dai segni lasciati dalla struttura di facciata e nei volumi dai vuoti che diventano giardini pensili e spazi accessibili, posti a est e ovest, dove poter avere un rapporto con lesterno e con le viste sulla citt, pur rimanendo allinterno del volume costruito. La distribuzione interna organizzata in modo molto semplice, laccesso avviene dal lato sud-ovest, decentrato rispetto alla geometria delledificio. Dallingresso principale si accede a un piano che distribuisce i flussi e che contiene funzioni secondarie e di supporto, ma, affacciandosi sullo spazio interno, si percepisce il grande atrio attraversato da passerelle e scale dallintradosso vetrato e illuminato. I vari piani che contengono le attivit della Deloitte sono organizzati con

un layout che prevede che tutti i percorsi, verticali e orizzontali, si sviluppino intorno al vuoto, definito ai margini da un rivestimento di legno a listelli orizzontali. I quattro corpi scale, gli ascensori e i gruppi bagni sono relegati verso i quattro angoli delledificio ma senza occuparli, lasciandoli liberi. Sugli ampi piani tipo, tutti realizzati secondo la tipologia a open space, si ritrovano, quasi in ordine sparso, dei box contenenti le sale riunioni e altri spazi di supporto, rompendo la continuit delle visuali e frammentando i flussi luminosi. Leffetto di variet e ordine. Percorrendo la scultura di luce 77 e salendo verso il grande lucernario di copertura si giunge al sesto piano che si apre sul panorama della citt, dove il bar, la sala relax e il fitness evidenziano come sia data importanza al no-working time e come questo abbia

Dettaglio della facciata a doppio involucro al piano terreno verso la citt storica

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necessit di uno spazio di grande qualit ambientale. Al centro dellarea relax vi un patio circolare vetrato con pannelli a tutta altezza, posti in modo da frammentare la continuit della forma circolare rendendola dinamica, ancora una volta un vuoto, e limmaterialit della luce naturale posta come fulcro della qualit dellarchitettura. La tecnologia dellinvolucro utilizzata ha come obiettivi la gestione dei flussi energetici, di quelli luminosi, di quelli visivi ed fortemente legata allimmagine architettonica. La doppia pelle, che non si caratterizza come un doppio involucro con funzione di risparmio energetico, composta da un vetro esterno che svolge una funzione di protezione agli agenti atmosferici e da una componente della radiazione solare, costituisce un primo limite fra lesterno e linterno che si definisce ulte70 12/07 [Uffici]

riormente con la facciata continua di alluminio protetta esternamente dalla radiazione solare con dei frangisole mobili tipo veneziana. Lutilizzo del doppio involucro ventilato verticalmente ha efficacia sui fronti sovraesposti durante il periodo pi caldo, mentre, durante il periodo invernale, costituisce una protezione ai venti freddi per leventuale ventilazione naturale degli spazi interni. La costruzione quasi completamente a secco con un sistema di stratificazioni limitate ma funzionali in cui posto un forte isolamento termico sugli strati pi esterni dellinvolucro, mentre i materiali con maggiore capacit termica sono allinterno delledificio. La luce naturale attraversa, orizzontalmente e verticalmente, la sede della Deloitte in Danimarca, dove la luce cercata e vissuta come un evento quotidiano infinitamente variabile.

Il vuoto interno con i percorsi aerei e le balconate rivestite di legno

4 3 A 6 A

1 B Pianta piano secondo. Scala 1:600 (3XN) B

9 1. ingresso principale 2. reception 3. area meeting 4. area pranzo 5. cucina 6. specchio dacqua 7. atrio 8. open office 9. uffici 10. sale riunioni 11. giardino dinverno 12. giardino pensile 13. bar 14. patio circolare

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10 11 8 7 7

12 9 B B 9

Pianta piano quarto. Scala 1:600 (3XN)

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Pianta piano sesto. Scala 1:600 (3XN)

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Sezione verticale della facciata esterna Scala 1:20

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Pelle a doppia trasparenza


Linvolucro, almeno per gran parte delle chiusure verticali, composto da una doppia pelle di vetro. La stratificazione della facciata composta da un vetro temperato esterno trattenuto da montanti in tubolare di acciaio che compongono un disegno a greca verticale a passo alternato con un struttura di acciaio lineare ma arretrata rispetto al vetro e collegata a questo attraverso delle clips. Questo disegno di alternanze e arretramenti scandisce la facciata sulla quale risultano marcati i profili esterni discontinui di fissaggio dei vetri,
1. stratificazione involucro esterno: - vetro temperato, sp. 9 mm - profilo di acciaio, 120x210 mm - serramento di alluminio a celle - profilo di acciaio per fissaggio dei frangisole, 210x75 mm - frangisole mobili in lamelle di alluminio - isolamento di lana di roccia, sp. 110 mm - compensato marino, sp. 22 mm - lamiera zincata di acciaio - parapetto di acciaio zincato, 60 mm Fronte ovest con il giardino pensile e gli alberi per lilluminazione esterna 2. stratificazione solaio esterno: - pavimento rimovibile di legno, sp. 30 mm - struttura di supporto di acciaio zincato - compensato marino, sp. 22 mm - impermeabilizzazione, sp. 2 mm - isolamento termico, sp. 240/300 mm - barriera al vapore - solaio di calcetruzzo TT prefabbricato, sp. 560 mm - isolamento di lana di roccia, sp. 50 mm 3. controsoffitto sospeso di lamiera

posati con il lato lungo in orizzontale. Il vetro di confine esterno risulta cos molto leggero, portato, ma, al tempo stesso, ha il ruolo di confine visivo. Fra il vetro esterno e il serramento interno di facciata continua, realizzato con una struttura a celle di alluminio, si compongono le stratificazioni dei limiti: visivo, energetico, solare. Una passerella realizzata con un grigliato di acciaio e un vetro di sicurezza consente la percorribilit della facciata per la manutenzione del sistema tecnologico. Il controllo dellabbagliamento solare costituito da lamelle mobili di alluminio poste fra il vetro termico interno e il vetro fisso solare esterno.
microforata 4. serramento di alluminio a celle: - vetrocamera bassoemissivo 4+4/12/8 mm - frangisole mobili in lamelle di alluminio - vetro temperato, sp. 9 mm 5. griglia metallica di acciaio per manutenzione della facciata: - vetro di sicurezza - profilo di acciaio per fissaggio dei frangisole, 210x75 mm - profilo di acciaio 120x210 mm 6. stratificazione solaio piano sesto: - pavimento di legno, sp. 22 mm - profilo di legno, 40x39 mm - isolamento acustico, sp. 5 mm - strato di separazione, sp. 1 mm - solaio di calcestruzzo prefabbricato, sp. 370 mm - isolamento di lana di roccia, sp. 100 mm - controsoffitto sospeso di lamiera microforata

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La luce policroma conforma lo spazio


In questo progetto, un po come nellarchitettura sacra nordeuropea, il progetto della luce ha un ruolo importante nella costruzione dello spazio fisico, della sua lettura, del suo significato. La grande scultura di luce posta al centro dello spazio vuoto della sede Deloitte si fonde con larchitettura smaterializzando gli elementi di cui composta per dare risalto al messaggio che la societ desidera dare. Il progettista della scultura Steven Scott, che ha pensato un elemento artistico composto da luci variabili che integra e completa latrio degli uffici. Innovazione, dinamismo, visibilit sono qualit della stessa Deloitte che si integrano nellanima artistica dellarchitettura. La coreografia di Scott pensata

per ottenere dinamismi luminosi che riflettono simbolicamente il movimento orizzontale e verticale degli utenti allinterno dellatrio. I campi di luce colorati si muovono verso lalto percorrendo le scale, i passaggi e i ponti creando un ritmo composto da pause e sequenze di colori che formano figure policrome completandosi dal basso verso lalto. La luce naturale che filtra attraverso i giardini pensili (orizzontale) e il lucernario di copertura (verticale) completano il cuore luminoso delledificio, flussi immateriali in uno spazio con una valenza fortemente rappresentativa. Le sequenze variano in modo da evitare ripetizioni, una leggenda narra che non sar possibile vedere due volte la stessa combinazione nel corso di una vita.

Latrio di ingresso agli uffici dove la trama di luce si fonde con quella dei rivestimenti lignei

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Sezione verticale del lucernario centrale Scala 1:20 1. stratificazione facciata esterna: - fibrocemento, sp. 8 mm - profilo di EPT - struttura di supporto del rivestimento 45x35 / 95x35 mm - barriera antivento, sp. 6 mm - isolamento di lana di roccia, sp. 220 mm - struttura in profili di acciaio 2x120 mm - lastra di cartongesso, sp. 12,5 mm - barriera al vapore - lastra di cartongesso, sp. 12,5 mm - profilo HEA 140 con trattamento ignifugo 2. stratificazione copertura piana: - impermeabilizzazione autoprotetta, sp. 2 mm - isolamento termico, sp. 240/300 mm - barriera al vapore - solaio di calcestruzzo prefabbricato, sp. 560 mm - isolamento di lana di roccia, sp. 50 mm - controsoffitto sospeso di lamiera microforata - raccordo verticale con strato di compensato marino, sp. 22 mm 3. lucernario in copertura: - frangisole orizzontale di alluminio lattice 210x210x210 mm - sottostruttura di collegamento di acciaio - vetro temperato clear 6/16/66,2 mm - profilo di alluminio a celle, sp. 50 mm 4. rivestimento verticale interno: - struttura portante in profili di acciaio, sp. 10 mm - pannello di legno tamburato con isolamento, 132x65 mm - profilo verticale di legno, sp. 80 mm - profili orizzontali di legno 60x45 mm

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La scultura di luce interna vista da sotto

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1. stratificazione gronda: - rivestimento telescopico di alluminio, sp. 1 mm - profilo di rivestimento di alluminio, sp. 1,5 mm - compensato marino, sp. 22 mm - isolamento di lana di roccia, sp 50 mm - profilo di acciaio per fissaggio della facciata 2. stratificazione tamponamento verticale lucernario: - rivestimento telescopico di alluminio,

sp. 1 mm - profilo di rivestimento di alluminio, sp. 1,5 mm - compensato marino, sp. 22 mm - isolamento di lana di roccia, sp. 50 mm - profilo di acciaio per fissaggio della facciata 3. parapetto interno: - lastra di cartongesso, sp. 12,5 mm - isolamento di lana di roccia, sp. 50 mm - lastra di cartongesso, sp. 12,5 mm - profili di legno

4. stratificazione solaio zona bar: - pavimento di legno, sp. 22 mm - profilo di legno 40x39 mm - isolamento acustico, sp. 5 mm - strato di separazione, sp. 1 mm - solaio di calcestruzzo prefabbricato, sp. 370 mm - isolamento di lana di roccia, sp. 50 mm - controsoffitto sospeso di lamiera microforata 5. stratificazione copertura zona bar: - membrana impermeabile protetta,

pendenza 2,5%, sp. 2 mm - isolamento termico a taglio inclinato per pendenza minimo 1150 mm - barriera al vapore, sp. 1 mm - lamiera grecata di acciaio, sp. 100 mm 6. soglia patio circolare: - struttura di acciaio curvata - binario di acciaio 95x45 mm - profilo di acciaio 45x45-75 mm - barriera al vapore, sp. 1 mm - compensato marino, sp. 22 mm - isolamento di lana di roccia, sp. 420 mm

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VALORI DI TRASMISSIONE TERMICA DI CHIUSURE E PARTIZIONI


COEFFICIENTE DI TRASMISSIONE TERMICA U VALUE - W/(m2K)
Orizzontali copertura solaio contro terra verso spazi non riscaldati fra solai interni verso la terrazza lucernario Verticali facciate leggere facciate pesanti verso volumi tecnici doppia facciata Valore g (controllo solare) complessivo delle vetrate CONSUMO ENERGETICO INVERNALE PREVISTO 0.20 0.25 0.40 0.40 0.30 1.40 0.29 0.40 0.30 1.30 0.57 67 kWh/m2 anno

Il patio vetrato al sesto piano con le chiusure vetrate a raggiera Sezione verticale del patio circolare Scala 1:20

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ENVIRONMENT PARK S.P.A. - STEFANO DOTTA E ALESSANDRO FASSI - WWW.ENVIPARK.COM - CENTRO SERVIZI ENVIRONMENT PARK - ITALIA I l r e c u p e ro d e l l o s c h e l e tro d i u n ca p a n n o n e i n d u str ia l e d e g l i a n n i C i n q ua nta l o c ca s i o n e p e r c r ea r e un edificio dentro l edificio c ostruito interamente di legno c on tecnologie a secc o

Un nuovo corpo per la ex fabbrica


Testo di Laura Malighetti Foto di Stefano Dotta, Laura Malighetti e Roberto Tealdi
foto di Roberto Tealdi

Gli edifici, come le persone, devono essere innanzitutto sinceri, autentici; e, solo dopo, il pi possibile graziosi e amabili Frank Lloyd Wright

n edificio a basso consumo e impatto ambientale,costruito in legno e a secco secondo i dettami della bioedilizia,contenuto entro lo scheletro metallico di un edificio preesistente;queste, in sintesi,le principali caratteristiche del Centro Servizi dellEnvironment Park,il parco scientifico e tecnologico interamente dedicato alle tecnologie ambientali nato aTorino nel 1997,dove,un tempo,erano insediate le strutture produttive delle acciaierieTeksid. Costruito sotto parte della struttura metallica dellaTettoia 18,unica testimonianza della memoria industriale di questo luogo,il centro servizi conclude gli interventi sullarea del Parco Tecnologico iniziati nel 1997 e caratterizzati da una serie di edifici,disposti con disegno

regolare e orientamento nord-sud su un piano di percorsi pubblici,e da una piastra di posteggi interrati che ospitano unottantina di aziende tra private e pubbliche,attive nel settore ambientale. Il nuovo fabbricato accoglie la sede della societ Environment Park S.p.A.,gli uffici di altre societ attive nel campo ambientale e un centro congressuale, comprendente una sala convegni da 250 posti e tre sale conferenze da 40 posti ciascuna, entro i vincoli volumetrici del vecchio capannone liberato dai componenti di involucro e da quelli strutturali di un primo intervento di recupero, iniziato nel 1997 e poi interrotto, che aveva portato a realizzare un nuovo scheletro nello scheletro della Tettoia 18.

LOCALIZZAZIONE: TORINO, ITALIA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA: ENVIRONMENT PARK S.P.A. - STEFANO DOTTA E ALESSANDRO FASSI, TORINO COLLABORATORI: GUIDO AVIGNONE ROSSA IMPRESA DI COSTRUZIONE: INSTALLAZIONI IMPIANTI S.P.A., ROMA CON GAMBARANA IMPIANTI S.N.C., TORINO COMMITTENTE: ENVIRONMENT PARK S.P.A. CONSULENTE PROGETTO STRUTTURE: ASTER SOLUTION, PINO TORINESE (TO) CONSULENTE PROGETTO IMPIANTI ELETTRICI E IDRICO SANITARI: ME STUDIO, CASELLE (TO) CONSULENTE PROGETTO IMPIANTI MECCANICI: RANIERO COSATTINI, TORINO DATA DI COSTRUZIONE ORIGINARIA: ANNI CINQUANTA DATA DI PROGETTAZIONE: 2003-2004 DATA DI COSTRUZIONE: 2004-2006 SUPERFICIE LORDA COSTRUITA: 3600 M2 COSTO COMPLESSIVO: 3,07 MILIONI DI EURO

Planimetria generale. Scala 1:1000 (Environment Park S.p.A.)

Foto storica delle acciaierie Teksid

Lintervento coordinato da Stefano Dotta,che presso Environment Park S.p.A.dirige lOsservatorio Bioedilizia,completa ledificio esistente con un involucro realizzato interamente di legno e articola i lunghi fronti est e ovest con alcuni corpi aggettanti al di fuori del perimetro delimitato dallo scheletro metallico. Lingresso avviene da una piazza giardino nelle vicinanze di un imponente impianto fotovoltaico che alimenta un laboratorio sullo sviluppo delle tecnologie per lutilizzo dellidrogeno.Collocato lungo il fronte ovest, esso segnalato da una pensilina caratterizzata da una scultorea struttura di legno lamellare e da una copertura vetrata.Allinterno uno spazio a doppia altezza ospita la reception che accoglie i visitatori del

centro congressi e il personale impiegato nei 3600 m2 di uffici realizzati nel fabbricato.Al primo piano lo spazio della porzione centrale della costruzione si caratterizza per la presenza di un lucernario di 60 m2 che, grazie a un grande pozzo di luce ellittico a doppia altezza,permette alla luce di penetrare fino al piano terra e illuminare i corridoi interni altrimenti bui. Nei locali del blocco di uffici del fronte est e in quelli non beneficiati dalla realizzazione del pozzo di luce, per ovviare allo scarso livello di illuminazione naturale causato dalla notevole profondit degli ambienti,sono stati inseriti dei camini di luce naturale. Le partizioni esterne sono realizzate con un sistema strutturale costituito da mattoni di legno di abete as[Uffici] 12/07 79

Pianta piano terra. Scala 1:500 (Environment Park S.p.A.) A

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Pianta piano primo. Scala 1:500 (Environment Park S.p.A.)

semblati a secco attraverso un semplice incastro maschio-femmina, entro una struttura di irrigidimento in travi e pilastri di legno lamellare di abete lasciata a vista nella faccia interna.Lintercapedine dei mattoni di legno ospita il materiale isolante di fibra di cellulosa in fiocchi,mentre la finitura esterna caratterizzata da un rivestimento in doghe di legno di larice non trattate e inchiodate su listelli di legno. I solai degli avancorpi aggettanti, che animano il fronte ovest e quello della sala ellittica sospesa realizzata in corrispondenza del fronte nord, sono realizzati con un sistema strutturale costituito da tavole di legno di abete assemblate a secco che permette di rea80 12/07 [Uffici]

lizzare una soletta di legno lamellare priva di colle e di conseguenza di rischi di emissioni inquinanti. Le solette prefabbricate di legno lamellare a secco appoggiano su travi strutturali di legno o acciaio realizzate con giunti a secco in modo da facilitare la smontabilit e il successivo riciclo in una eventuale fase di demolizione. Oltre allattenzione alla scelta dei materiali,tutti di origine naturale e provenienti da risorse rinnovabili o riciclate,alla smontabilit e riciclabilit dei componenti, grazie alla scelta di utilizzare sistemi costruttivi a secco, ledificio presta una particolare attenzione allo sfruttamento passivo e attivo dellenergia solare.

1. ingresso a doppia altezza 2. sala convegni 250 posti 3. sala convegni 40 posti 4. uffici 5. uffici - bow-window 6. pozzo di luce 7. uffici con camini solari 8. uffici-box con camini solari 9. sala riunioni sospesa

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Sezione trasversale AA. Scala 1:250 (Environment Park S.p.A.)

Vista del fronte sud con il solar wall e i pannelli solari

La geometria dei corpi aggettanti realizzati lungo il fronte ovest stata studiata per consentire la rotazione delle facciate vetrate verso sud, dando origine cos a vere e proprie serre che facilitano gli apporti di calore gratuiti durante le stagioni invernali. Il fronte sud delledificio integra 20 m2 di pannelli solari piani utilizzati per il riscaldamento dellacqua calda sanitaria e un muro solare ad aria, solar wall,per il preriscaldamento dellaria primaria. La produzione di energia avviene attraverso due caldaie a cippato esistenti da 1 MW che alimentano lintero complesso dellEnvironment Park. Il riscaldamento/raffrescamento del Centro Servizi avviene per mezzo di un sistema radiante a bassa temperatura rea-

lizzato nel controsoffitto e, dove le strutture esistenti non lo consentono,a pavimento.Nelle sale riunioni e conferenza,dove previsto un uso saltuario degli ambienti, utilizzato un sistema di climatizzazione ad aria. Al fine di limitare il consumo di acqua potabile, il Centro Servizi dotato di un sistema di riciclo dellacqua piovana pari a 0,52 m3/m2 allanno. Lacqua piovana captata dalla copertura viene raccolta in una vasca di circa 60 m3 realizzata nei locali interrati e utilizzata per lo scarico dei servizi igienici.Grazie a questo espediente, unito allutilizzo di rubinetti con miscelatori ad aria e di vaschette di cacciata dei WC a doppio tasto,il consumo annuale di acqua potabile pari a soli 0,1 m3/m2.
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foto di Stefania Dotta

La scatola nella scatola


Il volume principale del Centro Servizi realizzato entro i limiti volumetrici dello scheletro metallico della Tettoia 18 delle acciaierie Teksid, risalenti al secondo dopoguerra, ed entro i vincoli strutturali dettati da un secondo scheletro metallico, quello della struttura incompiuta realizzata alla fine degli anni Novanta con lavvio del Parco Tecnologico. I nuovi tamponamenti a completamento delle strutture preesistenti sono realizzati con un sistema a secco costituito da mattoni di legno di abete non trattato e realizzato con colle viniliche prive di formaldeide. I singoli mattoni sono assemblati in can-

tiere per semplice incastro maschio-femmina entro un telaio di irrigidimento in travi e pilastri di legno lamellare di abete. Le fasi operative prevedono, dapprima, la realizzazione di un cordolo di calcestruzzo armato, che d origine a una superficie piana con tolleranze di +/- 3 mm, cui vengono fissati i pilastri per mezzo di apposite piastre, la posa sul cordolo di pezzi speciali denominati basi sui quali vengono, infine, posti i mattoni di legno maschiati, avendo cura di realizzare, ogni circa 3 metri di altezza di parete, una trave di legno lamellare ancorata ai pilastri. Le pareti di mattoni di legno sono realizzate in campiture rettangolari, determinate dal telaio di irrigidimento in pilastri e

1. stratificazione della copertura: - lamiera grecata di alluminio, h. 30 mm - membrana impermeabilizzante di polietilene - assito di legno di abete, sp. 30 mm - intercapedine su listelli di legno di abete 50x50 mm, sp. 50 mm - isolamento termico in pannelli di fibra cellulosa, sp. 80 mm - strato di separazione di carta kraft - assito di legno di abete, sp. 40 mm - struttura metallica esistente in profili di acciaio IPE 240 - intercapedine impiantistica, h. variabile - pannelli a soffitto radiante, sp. 25 mm 2. stratificazione del solaio del primo piano: - pavimento sopraelevato in pannelli di legno di rovere 600x600 mm, sp. 30 mm - sottostruttura di acciaio zincato/intercapedine, sp. 270 mm - lamiera grecata con cappa collaborante, sp. 70+50 mm - struttura metallica esistente in profili di acciaio IPE 300 - intercapedine impiantistica, sp. 220 mm - pannelli a soffitto radiante, sp. 25 mm 3. stratificazione del solaio del piano terra: - pavimento sopraelevato in pannelli di legno di rovere 600x600 mm, sp. 30 mm - sottostruttura di acciaio zincato/intercapedine, sp. 270 mm - solaio di lastre predalle, sp. 300 mm 4. stratificazione della parete divisoria esterna: - rivestimento in listoni di legno di larice 110x2150 mm, sp. 25 mm - sottostruttura in listelli di larice 50x20 mm, sp. 20 mm - barriera al vento e all'acqua in fibra di polietilene traspirante - parete in mattoni di legno di abete 640x320x160 mm con isolante di fibra cellulosa insufflata, finitura a velatura a olio trasparente, sp. 160 mm 5. trave di legno di abete 160x160 mm 6. fondazione di cemento armato con posa in opera sul lato superiore di barriera al vapore, h. 150 mm 7. serramento con profilo di alluminio e vetrata isolante monocamera a bassa emissivit 4/15/4 mm 8. frangisole: - struttura in profili di acciaio zincato a T e L , 35x35 mm - listelli di legno di larice 35x50 mm - tirante di acciaio, 8 mm

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Sezione verticale della facciata ovest. Scala 1:20

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travi di legno lamellare, e sono lasciate a vista allintradosso grazie a una velatura trasparente a base di oli e cere naturali prive di sostanze di derivazione del petrolio. Per ottenere un adeguato livello di isolamento termico, allinterno dellintercapedine di 10 cm dei mattoni di legno viene insufflato, per mezzo di un tubo flessibile infilato nella parete gi realizzata, un isolamento di fibra cellulosa in fiocchi fino al raggiungimento della densit voluta. La stratigrafia della parete comprende poi, verso lesterno, la posa di un telo traspirante di protezione allacqua e al vento e un rivestimento in tavole di legno di larice non

trattato inchiodate su listelli di legno. Le tavole sono distanziate tra di loro di 1 cm e sagomate nel loro spessore con tagli a 45 gradi in modo da convogliare lacqua piovana verso lesterno ed evitare ristagni che potrebbero portare alla marcescenza del legno. La stratigrafia di involucro stata dimensionata in modo da ottenere bassi valori di trasmittanza termica, circa 0,32 W/m2k, entro un prezzo relativamente contenuto che si aggira sui 150 euro/m2. La presenza di un sistema costruttivo composto da mattoni assemblati a secco e quindi a giunto aperto permette, inoltre, alla parete di essere permeabile al vapore impedendo la formazione di muffe.

Vista del fronte ovest

1. trave di legno di abete 160x160 mm 2. parete in mattoni di legno di abete 640x320x160 mm con isolante di fibra cellulosa insufflata finitura a velatura a olio trasparente, sp. 160 mm 3. barriera al vento e all'acqua in fibra di polietilene traspirante 4. sottostruttura in listelli di legno di larice 50x20 mm, sp. 20 mm 5. rivestimento in listoni di legno di larice 110x2150 mm, sp. 25 mm 6. struttura frangisole in profili di acciaio zincato a T e L, 35x35 mm 7. tirante di acciaio, 8 mm 8. listelli di legno di larice 35x50 mm

Assonometria della parete divisoria esterna della facciata ovest

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foto di Roberto Tealdi

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D2

1. stratificazione della copertura: - lamiera grecata di alluminio, h. 30 mm - membrana impermeabilizzante di polietilene - assito di legno di abete, sp. 30 mm - intercapedine su listelli di legno di abete 50x50 mm, sp. 50 mm - isolamento termico in pannelli di fibra cellulosa, sp. 80 mm - strato di separazione di carta kraft - assito di legno di abete, sp. 40 mm - struttura metallica esistente in profili di acciaio IPE 240 - intercapedine impiantistica, h. variabile - pannelli a soffitto radiante, sp. 25 mm 2. lucernario: - struttura in montanti e traversi complanari di acciaio corten 60x80 mm - serramento con profilo di alluminio e vetrata isolante termoacustica 5/15/6+6 mm 3. stratificazione del solaio del primo piano: - pavimento sopraelevato in pannelli di legno di rovere 600x600 mm, sp. 30 mm - sottostruttura di acciaio zincato/intercapedine, sp. 270 mm - lamiera grecata con cappa collaborante, sp. 70+50 mm - struttura metallica esistente in profili di acciaio IPE 300 - intercapedine impiantistica, sp. 220 mm - pannelli a soffitto radiante, sp. 25 mm 4. stratificazione del solaio del piano terra: - pavimento sopraelevato in pannelli di legno di rovere 600x600 mm, sp. 30 mm - sottostruttura di acciaio zincato/intercapedine, sp. 270 mm - solaio di lastre predalle, sp. 300 mm 5. parete divisoria degli uffici: - struttura in montanti e traversi di legno di larice 60x60 mm - vetrate antisfondamento 5+1.52+5 6. pilastro esistente tubolare cavo di acciaio riempito di cemento armato, 300 mm 7. pilastro esistente di acciaio HEA 200 8. parapetto sul vuoto a doppia altezza: - montante formato da doppio piatto 120x20 mm ancorato al solaio mediante piastre metalliche - barre verticali di legno, 40 mm, collegate da tondini di acciaio 13 mm

Sezione verticale sul vuoto centrale a doppia altezza. Scala 1:20

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Taglio di luce in copertura


Lintervento iniziato negli anni Novanta per il recupero della tettoia Teksid e poi interrotto aveva dato origine a un nuovo scheletro nello scheletro, formato da una struttura a telaio indipendente con pilastri e travi di acciaio, solai di lastre predalle per il primo livello e di lamiera grecata con cappa collaborante per i livelli successivi, che ha costituito un forte vincolo per lo sviluppo del progetto coordinato da Stefano Dotta. Per ovviare alla scarsa illuminazione interna dei locali, dovuta alla notevole profondit degli ambienti imposta dalla struttura risalente al 1997, al centro delledificio stato ideato un grande pozzo di luce a doppia altezza illuminato da un lucernario di 60 m2 di superficie. Esso permette alla luce naturale di

raggiungere il piano terra e illuminare i corridoi interni e i numerosi locali adiacenti, caratterizzati da un sistema di partizione con il connettivo orizzontale costruito con struttura di legno e tamponamento di vetro. La realizzazione del pozzo di luce stata possibile rimovendo quattro pilastri appartenenti alla struttura degli anni Novanta e creando un taglio ellittico nel solaio che divide i due livelli di uffici. Il parapetto sul vuoto a doppia altezza formato da una sequenza di barre verticali di legno collegate tra loro da 5 tondini di acciaio che danno origine a sezioni di parapetto di circa 190 cm di lunghezza, ancorate a montanti verticali realizzati con doppio piatto di acciaio, a loro volta fissati per mezzo di piastre metalliche alla soletta interpiano.

Vista del lucernario sul vuoto a doppia altezza

foto di Roberto Tealdi

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foto di Laura Malighetti

Vista degli avancorpi semicircolari lungo la facciata ovest

Pianta avancorpi fronte ovest. Scala 1:50

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La facciata ruota verso il sole


I bow-window solari in corrispondenza dellaffaccio ovest sono realizzati con tecnologia a secco interamente di legno. I solai sono caratterizzati da un sistema strutturale di travetti di legno di abete 6x15 cm assemblati a secco per mezzo di spine di legno che giungono in cantiere in moduli prefabbricati larghi da 50 a 100 cm, grazie a barre filettate serrate in modo da rendere collaboranti le tavole di legno. Il solaio di legno lamellare, lasciato a vista allintradosso, appoggia su travi strutturali di legno o acciaio realizzate con giunti a secco in modo da garantire, in caso di dismissione, la facile smontabilit e il riciclo di ogni componente. Le pareti perimetrali

sono realizzate con un sistema prefabbricato di tavole di legno lamellare con moduli di dimensioni 10x60 cm e altezza interpiano congeniale a seguire landamento curvilineo del bow-window, la cui geometria studiata per consentire la rotazione delle facciate vetrate verso sud ottenendo delle vere e proprie serre solari passive. Le vetrate sono realizzate con serramenti di lega di alluminio su montanti di legno e vetrate isolanti monocamera a bassa emissivit. Un sistema di schermatura solare, costituito da listelli orizzontali di legno di larice e da veneziane interne, limita gli apporti di calore scongiurando durante il periodo estivo il pericolo di surriscaldamento.

Sezione BB. Scala 1:20 - rivestimento in listoni di legno di larice 110x600 mm, sp. 25 mm - sottostruttura di listelli di larice 50x20 mm, sp. 20 mm - barriera al vento e all'acqua di fibra di polietilene traspirante - parete in moduli di legno lamellare su fondazione di cemento armato gettata in opera, h. 150 mm, sp. 95 mm - isolamento termico in pannelli di fibra cellulosa, sp. 50 mm - doppia lastra di cartongesso fissata su listelli di legno 50x60 mm, sp. 25 mm 5. serramento con profilo di alluminio e vetrata isolante monocamera a bassa emissivit 4/15/4 mm 6. frangisole di listelli di legno di larice 2200x100x30 mm su struttura di tubolari di alluminio 60x60 mm 7. parete divisoria interna: - doppia lastra di cartongesso, sp. 25 mm - montanti di legno di abete 60x60 mm con interposto isolamento termico in pannelli di fibra cellulosa, sp. 60 mm - doppia lastra di cartongesso, sp. 25 mm 8. pilastro esistente: tubolare di acciaio riempito di calcestruzzo, 280 mm

1. stratificazione della copertura: - lamiera grecata di alluminio, h. 30 mm - membrana impermeabilizzante di polietilene - assito di legno di abete, sp. 30 mm - intercapedine/arcarecci, dim. variabile - isolamento termico in pannelli di fibra cellulosa, sp. 80 mm - strato di separazione di carta kraft - solaio strutturale di legno lamellare di abete a secco, sp. 140 mm 2. stratificazione del solaio del primo piano: - pavimento sopraelevato in pannelli di legno di rovere 600x600 mm, sp. 30 mm - sottostruttura di acciaio zincato/intercapedine, sp. 270 mm - solaio strutturale di legno lamellare di abete a secco, sp. 140 mm 3. stratificazione del solaio del piano terra: - pavimento sopraelevato in pannelli di legno di rovere 600x600 mm, sp. 30 mm - sottostruttura di acciaio zincato/intercapedine, sp. 270 mm - solaio di lastre predalle, sp. 300 mm 4. stratificazione della parete divisoria esterna:

Montaggio del solaio di legno lamellare a secco

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foto di Stefano Dotta

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Nuovi elementi fra le travi della vecchia struttura


Il fronte est caratterizzato dalla presenza di un secondo corpo di fabbrica collegato al principale tramite due aeree passerelle di vetro e legno. Il nuovo volume, che recupera le strutture dellintervento del 1997 fino al primo impalcato, gioca sul rapporto tra il nuovo e la preesistenza attraverso linserimento, tra una trave e laltra della struttura delle acciaierie Teksid, di 8 ele-

menti parallelepipedi corrispondenti ai singoli uffici. Questi ultimi hanno tamponamenti in mattoni di legno con rivestimento in doghe di legno di larice e ampie aperture vetrate protette dagli eccessi dellirraggiamento solare per mezzo di un sistema frangisole a listoni di legno montati su una struttura di sostegno di tubolari di alluminio. La copertura a protezione degli elementi parallelepipedi formata da una struttura ad andamento curvilineo di

Sezione trasversale uffici fronte est. Scala 1:50

1. stratificazione della copertura: - lamiera grecata di alluminio, h. 30 mm - membrana impermeabilizzante di polietilene - assito di abete, sp. 30 mm - intercapedine su listelli di abete 50x50 mm, sp. 50 mm - isolamento termico in pannelli di fibra cellulosa, sp. 80 mm - strato di separazione di carta kraft - assito di abete, sp. 30 mm - travetti di abete 140x180 mm 2. stratificazione del solaio del primo piano: - pavimento sopraelevato in pannelli di rovere 600x600 mm, sp. 30 mm - sottostruttura di acciaio zincato/intercapedine, sp. 370 mm

- solaio esistente di lastre predalle, sp. 300 mm - intercapedine impiantistica, sp. 100 mm - controsoffitto in pannelli di cartongesso, sp. 25 mm 3. stratificazione del solaio del piano terra: - pavimento di parquet di rovere, sp. 20 mm - massetto con pavimento radiante, sp. 80 mm - isolamento in pannelli di polistirene, sp . 60 mm - solaio di lastre predalle, sp. 300 mm 4. stratificazione della parete divisoria esterna a est: - rivestimento di listoni di larice 110x2150 mm, sp. 25 mm - sottostruttura di listelli di larice 50x20 mm, sp. 20 mm - barriera al vento e all'acqua di fibra di

polietilene traspirante - parete di mattoni di legno di abete, sp. 160 mm 5. trave di abete 160 x160 mm 6. base di legno di abete, h. 160 mm 7. serramento con profilo di alluminio e vetrata isolante monocamera a bassa emissivit 4/15/4 mm 8. frangisole del piano terra di listelli di larice 35x50 mm su struttura in profili di acciaio zincato a T e L , 35x35 mm 9. frangisole del primo piano di listoni di larice 250x30 mm su struttura di tubolari di alluminio 60x60 mm 10. stratificazione della parete divisoria esterna a ovest: - intonaco di calce idraulica su pannelli di fibra

di legno, sp. 20+20 mm - mattone di legno di abete 640x320x160 mm, sp. 160 mm 11. camino di luce naturale, 70 12. struttura esistente tettoia acciaierie Teksid 13. stratificazione del solaio della terrazza: - listoni di larice 150x38 mm con scanalature antisdrucciolo - listelli di appoggio 150x50 mm - strato di ghiaietto, sp. 80/120 mm - rivestimento di lamiera di alluminio - membrana impermeabilizzante bituminosa doppio strato, sp. 4 mm - sottofondo di calcestruzzo con rete elettrosaldata pendenza 2%, sp. 12/17 mm - manto impermeabilizzante esistente - solaio di cemento armato esistente

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legno lasciata a vista allintradosso con manto di copertura in lamiera grecata. Per ovviare alla scarsa illuminazione naturale del corridoio aperto di collegamento tra i singoli box, in copertura sono inseriti dei camini di luce naturale. La parete esterna ovest del volume, realizzata come il resto dei tamponamenti con struttura in mattoni di legno, finita con un intonaco di calce idraulica su pannelli di fibra di legno tinteggiato di bianco che, per riflessio-

ne, facilita lingresso della luce naturale negli uffici orientati a est del corpo principale, altrimenti impedito a causa della vicinanza delle due costruzioni. Gli espedienti volti a massimizzare lingresso della luce naturale, primo fra tutti linserimento di 20 camini di luce, non solo nel corpo a est ma anche negli uffici pi profondi del volume principale, hanno consentito un risparmio globale di energia per lilluminazione artificiale pari al 38%.

Sezione longitudinale uffici fronte est. Scala 1:50

Vista dei box del corpo di fabbrica est

foto di Stefano Dotta

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Il Totem fotovoltaico
Luso di energie alternative, coerentemente con gli obiettivi del Parco Tecnologico, spinto al massimo. Nelle vicinanze del Centro Servizi sorge un imponente impianto fotovoltaico di 200 m2 a forma di vela denominato Totem fotovoltaico che, con la sua produzione di 17.931 kWh/a, alimenta il laboratorio sullo sviluppo delle tecnologie dellidrogeno HySyLab. La struttura principale del Totem, progettato nel 2002 da Stefano Dotta, formata da sei arconi di legno lamellare di larice ancorati al suolo per mezzo di cerniere di carpenteria metallica e sorretti agli estremi da colonne di acciaio zincato. Lorditura secondaria di arcarecci

di legno lamellare di larice sorregge la sovrastruttura in traversi e montanti di alluminio che permette lalloggiamento di 160 moduli fotovoltaici di silicio policristallino entro doppio vetro. Ogni modulo contiene 84 celle la cui distanza studiata al fine di rendere la copertura permeabile alla luce. Con lobiettivo di rendere dimostrativa lopera, un visualizzatore LCD disposto sotto il Totem evidenzia i valori di potenza istantanea, quelli di irraggiamento solare, la temperatura sulle celle, lenergia totale prodotta e la quantit di CO2 evitata rispetto a quella derivata dalla produzione di energia da combustibili fossili. Grazie a tutti gli accorgimenti volti a limitare i consumi energetici delle-

Vista del Totem fotovoltaico

foto di Laura Malighetti

Particolare della cerniera di ancoraggio al suolo

Particolare degli arconi di sostegno e dei pannelli fotovoltaici entro doppio vetro

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foto di Laura Malighetti

foto di Laura Malighetti

dificio, a massimizzare la quantit di energia proveniente da fonti rinnovabili e a contenere la quantit di CO2 emessa per le operazioni di gestione delledificio, il Centro Servizi ha ottenuto un punteggio pari a 2, classificato come Good Practice, nellambito del sistema di certificazione internazionale della qualit ambientale GBC Tool messo a punto nellambito del Green Building Challenge (www.greenbuilding.ca), network internazionale cui partecipano oltre 20 nazioni coordinate dal Canada che ha lo scopo di sviluppare un sistema condiviso per la valutazione delle prestazioni ambientali degli edifici. Proprio Environment Park attraverso iiSBE (International Initiative for a Sustainable Built

Environment), associazione no profit che si fatta carico del coordinamento internazionale del GBC, di cui Environment Park partner italiano, ha sviluppato il Protocollo ITACA, che ha adottato la struttura e il sistema di pesatura del punteggio GBC adattandolo al contesto italiano. Il Protocollo ITACA Sintetico (www.itaca.org) permette di stimare il livello di qualit ambientale di un edificio in fase di progetto, misurandone la prestazione rispetto a 12 criteri e 6 sottocriteri suddivisi nelle aree di valutazione consumo di risorse e carichi ambientali. Il livello di valutazione va da -1 a +5, dove 0 indica il solo rispetto della normativa vigente.

Pianta e prospetto del Totem fotovoltaico. Scala 1:200

LIMPIANTO FOTOVOLTAICO
Energia elettrica prodotta: 17.931 kWh/anno Potenza di picco: 16,32 kWp N moduli fotovoltaici, 1503x801 mm: 160 N celle per modulo: 84 Tipo di celle: policristallino colore blu Superficie attiva: 0,84 m2 Potenza: 110 Watt

I CONSUMI
CENTRO SERVIZI
Embodied Energy primaria inglobata nei materiali utilizzati per la costruzione Embodied Energy primaria annualizzata inglobata nei materiali utilizzati per la costruzione Consumo annuale di energia degli impianti Consumo annuale di energia primaria Totale dellenergia primaria consumata + Embodied Energy annualizzata Quantit di energia utilizzata proveniente da fonte rinnovabile Consumo annuale di acqua potabile Quantit di acqua piovana utilizzata per scopi non potabili Quantit di CO2 emessa per le operazioni di gestione delledificio 9 GJ/m2 (2500 kWh/m2) 180 MJ/m2 a (50 kWh/m2 a) 286 MJ/m2 a (79,4 kWh/m2 a) 358 MJ/m a (99,4 kWh/m a) 538 MJ/m2 a (149,4 kWh/m2 a) 1185,6 MJ/m2 a (329,3 kWh/m2 a) 0,1 m3/m2 0,52 m /m
3 3 2 2 2 2

EDIFICIO TRADIZIONALE
9 GJ/m2 180 MJ/m2 a 345 MJ/ m2 a 525 MJ/m2 a 705 MJ/m2 a 100 MJ/m2 a 5,0 m3/m2 0 m3/m2 10.000 m3/m2

40.573,4 m /m

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MARCO ZANUSO - IBM HEADQUARTERS - ITALIA Un c omplesso di tre edifici degli anni S ettanta organi zzati sec ondo una griglia modulare, con par ticolare attenzione al rappor to interno-esterno e in cui linnovazione tecnologica si trad u s s e n e l l a m e s s a a p u n t o d i e l e m e n t i s t a n d a r d i z za t i , s t a t o u n o d e i p r i m i e s e m p i d i s p a z i o d i l a v o r o p o l i v a l e n t e

Modello di flessibilit

Testo di Francesco Repishti Foto e immagini: Archivio del Moderno, Mendrisio (CH)

Abituato alla pacca sulla spalla e alle richieste generiche allitaliana, la prima volta che mi sono visto arrivare in studio della gente che ha voluto sapere di me: vita, morte e miracoli, e ha accettato poi di stabilire un rapporto durevole e sistematico (...) Si trattava di trovare la tipologia adatta a una istituzione abbastanza nuova Marco Zanuso

Veduta aerea del complesso tra lIdroscalo e il quartiere San Felice durante le fasi di cantiere Planimetria generale con i tre edifici, il sistema dei percorsi auto e quelli pedonali, il sistema dei parcheggi e la posizione del terrapieno

l complesso dellIBM a Segrate, progettato da Marco Zanuso tra il 1969 e il 1976 e recentemente demolito dopo un rovinoso incendio, sollecita a distanza di pochi anni alcune attenzioni, sia per le metodologie progettuali, allora non ancora collaudate o diffuse, sia per le tecnologie adottate, sia per la scelta dei processi organizzativi e produttivi per rispondere a nuovi contenuti. Le forme, almeno nel loro definirsi di massima, sembravano insolitamente essere originate e dipendere da tutta la serie di premesse e di scelte che avevano preceduto la progettazione in senso stretto. LIBM Headquarters era un complesso di tre edifici molto particolare, in antitesi con lesuberanza formale della vicina sede della Mondadori disegnata da Niemeyer e, per motivi imprevedibili, rimasto nascosto nelle pieghe della recente critica, troppo spesso attenta a svelare pi le intenzioni formali che i complessi rapporti tra committenza, produzione e progettazione. Potremmo definirla unopera non sufficientemente chiarita, come peraltro stata la stessa figura di Zanuso, per il quale si continua a registrare una sorta di vuoto critico rispetto a un protagonista s assente da un certo tipo di dibattito teorico, ma contemporaneamente molto presente sulla scena architettonica italiana del Dopoguerra. Sebbene sia tra le espressioni meno note della sua lunga attivit e dissociata dallimmagine pi conosciuta di Zanuso quale creatore di oggetti, la sede di Segrate ci induce per a riflettere su alcune scelte architettoniche apparse in quegli stessi anni e a comprendere meglio il suo progettista qui impegnato nella ricerca di una mediazione consapevole tra i desideri di una committenza portatrice di una griglia metaprogettuale ben chiara e una riflessione su un

ordine pi generale di problemi inerenti la produzione edilizia in rapporto ai temi del disegno industriale e dellindustrializzazione. Non c dubbio che dietro questa realizzazione vi sia unidea di moderno come condizione e non pi come figura forte. Zanuso identificava larchitettura come parte di un mondo organizzato dalla produzione industriale; a Segrate, dove necessariamente era coinvolta linnovazione tecnologica nella messa a punto di elementi standardizzati, era applicata una metodologia progettuale pi orientata al processo di produzione, propria del mondo industriale, che a quella spaziale e formale dellarchitettura. Zanuso qui concentra le sue attenzioni nel comporre una figurativit indipendente dalloggetto architettonico, aiutandosi con la definizione di una griglia per governare ogni intervento architettonico e favorire il sistematico inserimento dei componenti. LIBM affid a Zanuso tutta la responsabilit delloperazione, programmata e pianificata dal progetto allesecuzione: una applicazione dellidea di totalit del progetto quasi letterale, persino semplicistica, a significare la compenetrazione di funzione, struttura, luogo, forma e simbolo. Il lavoro, caratterizzato da una forte integrazione fra le tre componenti, architettonica, strutturale e impiantistica, fu svolto in collaborazione con lo studio Cegnar per le strutture e con Amman per gli impianti; studi che operarono suggerendo indicazioni progettuali secondo uno sperimentale approccio sistemico che li rendeva partecipi alle scelte creative allinterno di un piano coordinato, diversamente da quanto fino ad allora era considerato il contributo di queste discipline, da sempre al servizio della progettazione. Lintera area (370.000 m2) e il complesso edilizio,

LOCALIZZAZIONE: SEGRATE (MI) ITALIA PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA: MARCO ZANUSO COLLABORATORI: PIETRO CRESCINI COMMITTENTE: IBM ITALIA PROGETTAZIONE STRUTTURE: EGONE CEGNAR PROGETTAZIONE IMPIANTI: LUIGI AMMAN PROGETTAZIONE DEL VERDE: ELENA BALSARI BERRONE DATA DI PROGETTAZIONE: 1969 DATA DI COSTRUZIONE 1978 DATA DI DEMOLIZIONE: 2005

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articolato in tre edifici, per diverse funzioni primarie, tutti ispirati agli stessi criteri, ma diversi per dimensioni e per altezza e disposti attorno a una piazza porticata come luogo di passaggio e di raccordo, vennero disegnati allinterno di una griglia modulare che regolava anche tutti gli elementi di scala minore. Loriginalit della sede di Segrate non risiede comunque nelle singole soluzioni, ma nel ciclo complessivo del progetto e nellaver collaudato e normalizzato una allora inedita prassi operativa. Il complesso di Segrate appare quindi oggi, come allora, sorprendentemente innovativo per almeno tre aspetti. In primo luogo per lapplicazione del principio, a volte solo teorizzato, dellindustrializza94 12/07 [Uffici]

zione delledilizia a ciclo chiuso. In questo caso lobiettivo prefissato era quello della massima razionalizzazione di ogni aspetto del processo, non solo per quanto riguardava la sua utilizzazione, ma anche per il processo stesso di progettazione, gestione, realizzazione e controllo. La dimensione dellintervento consent infatti la produzione di una serie limitata di componenti, con lammortamento degli investimenti allinterno della loro stessa realizzazione, e lutilizzo di altri gi esistenti sul mercato. Anche lorganizzazione del cantiere ebbe tutte le caratteristiche di un prodotto a forte industrializzazione, dal numero ridotto degli addetti al montaggio alla velocit nella messa in opera delle parti e alla specializzazione delle squadre di manodopera.

Pianta delledificio principale per le attivit direzionali, disposto su quattro livelli, di cui uno seminterrato Schema distributivo della disposizione dei posti di lavoro, della distribuzione a soffitto dellaria condizionata e del controsoffitto con lilluminazione generale Veduta delledificio principale dallarea del parcheggio con, in primo piano, i percorsi pedonali esterni

Secondariamente per la nuova forma spazializzata di organizzazione del lavoro nella quale assumevano rilevanza fondamentale i principi del lavoro per gruppi, del livello di comunicazione tra i singoli, e la possibilit di adattare di volta in volta le soluzioni ambientali alle diverse esigenze di aggregazione. Lo spazio di lavoro era concepito come polivalente e flessibile, non finalizzato a ospitare sistemi o gruppi che non interagissero dinamicamente. Il gruppo di lavoro, come primo sistema strutturato, era quindi lelemento modulare di una progettazione aperta che si sviluppava a due livelli: il primo in termini di gestione, comunicazione e gerarchia, il secondo negli aspetti delle relazioni territoriali tra diversi componenti.

Infine, proprio per limportanza affidata al processo ideativo e costruttivo, non si avverte un impegno particolare di Zanuso nella definizione delle forme, a eccezione delle scale di emergenza poste a 45 gradi, pensate come tema plastico per animare le equivalenze seriali delle superfici vetrate delle facciate. Piuttosto cera una precoce propensione a includere nel progetto una dimensione ambientale e paesaggistica con particolari soluzioni del rapporto interno-esterno (portici e piazza), dei percorsi (pedonali e veicolari) e delle aree di parcheggio. Serialit e uniformit sembravano regolare ogni intervento compositivo e generavano una chiara leggibilit dellinsieme, fortemente ricercata, come documentano oggi i soli materiali darchivio.

Veduta generale dai parcheggi verso la piazza interna Prospetto dei tre edifici Immagini di alcune fasi di cantiere con le scale di cemento armato gettate in opera

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Vedute generali dello spazio interno

Sequenza con le diverse aggregazioni dinamiche delle unit di lavoro per gruppi

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Landscape office polivalente e flessibile


La progettazione dello spazio interno non solo libero ma dinamico era strettamente collegata al modello di organizzazione del lavoro adottato dallazienda. La ricerca per loffice landscape era in parte debitrice delle esperienze tedesche e americane e fu scelta perch ritenuti di rilevanza fondamentale il sistema di lavoro per gruppi, il livello di comunicazione e scambio di informazioni tra persone e gruppi e la possibilit di adottare soluzioni a seconda delle diverse esigenze di aggregazione, ricomposizione e mobilit. Lo spazio architettonico era cos concepito da Zanuso come polivalente

e flessibile, non finalizzato a specifiche attivit o funzioni rigidamente prestabilite, ma piuttosto capace di ospitare sistemi e gruppi di lavoro. Il gruppo di lavoro diventava quindi lelemento modulare nella definizione di uno spazio attento allo svolgimento del lavoro del singolo, ma soprattutto alle relazioni che si instauravano. Grazie al particolare sistema di controsoffittatura che consentiva lilluminazione e la mandata e ripresa dellaria del condizionamento negli stessi componenti, ai pannelli divisori verticali, alla predisposizione degli impianti a pavimento, gli spazi raggiungevano una reale isotropia e una flessibilit e adattabilit totali.

Fase del montaggio dei pannelli divisori interni

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Griglia modulare adattabile e organizzatrice


Una struttura metallica, scomposta in elementi il pi integrati possibile, garant la realizzazione di una impiantistica duttile, modificabile, adattabile allo spazio continuo predisposto per il sistema organizzativo aperto dellazienda. I pilastri cavi, costruiti in officina (Lecco), furono trasportati in cantiere in un solo pezzo, sollevati e imbullonati ai plinti di fondazione. I solai erano costituiti da un graticcio metallico, montato a terra e composto da quattro travi principali saldate alte 55 cm, da quattro travi secondarie IPE 550 e da una struttura terziaria che ha permesso di suddividere lintera lastra in maglie quadrate di 2,44x2,44 m. Sopra questo graticcio, quale cassero a perdere per la soletta collaborante, vennero posate lastrine prefabbricate di cemento

armato (2,44x2,44 m) e, successivamente, fu effettuato il getto della soletta spessa 12 cm. Per il loro sollevamento fu scelto un sistema idraulico con quattro coppie di martinetti disposti sulla sommit dei pilastri che sollevavano la piastra attraverso una fune di acciaio bloccata alla trave con afferraggi a cuneo. Una volta arrivata in quota, la piastra era fissata ai pilastri mediante quattro mensole rigidamente accostate e bloccate ai pilastri stessi, con alcuni accorgimenti per permettere tolleranze di costruzione e velocizzare il montaggio (giornalmente circa 1200 m2 di solaio). Zanuso si rammaricava di non aver potuto rendere del tutto innovativa la procedura della messa in opera del pilastro cavo trasportandolo sul cantiere con le condutture degli impianti gi incluse.

Componenti principali della struttura: - pali di fondazione - pilastro cavo - piastra di ancoraggio - struttura metallica del solaio con le coppelle

Sistemi e sottosistemi dei componenti rappresentati attraverso sezioni scalari. Da sinistra: - pilastro cavo che ospita limpianto di condizionamento - piastre metalliche - controsoffitto con la struttura di assorbimento dei rumori - sistema di condizionamento - punti di illuminazione generale - coppelle appoggiate - getti di calcestruzzo alleggerito - sistema degli impianti elettrici a pavimento - pannelli divisori - controsoffitto

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Veduta delle fasi di montaggio delle lastre a struttura mista di acciaio e calcestruzzo

Particolare del pilastro cavo montato sul plinto di fondazione

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Sistema impiantistico integrato


La struttura fu fortemente integrata allimpiantistica fino a costituire lesoscheletro e la canalizzazione principale. Gli impianti tecnologici del complesso vennero analizzati e impostati sulla base della soluzione landscape degli interni e della maggiore integrazione possibile con i componenti architettonici e strutturali, cos da garantire una semplicit e uneconomicit nella loro gestione. Il condizionamento di tutti gli uffici fu realizzato con impianti a tutta aria, a volume variabile nelle aree interne dei piani e a doppio condotto (caldo/freddo) in prossimit delle facciate. La soluzione del pilastro cavo

come sede dei canali di andata e di ritorno permise di applicare uno schema ripetuto di sottosistemi di distribuzione dellaria, costituiti dai montanti e dalla distribuzione a fungo ai piani. Lutilizzo di un controsoffitto completamente integrato (aria, luce e assorbimento acustico) consentiva la diffusione dellaria attraverso ugelli e la ripresa attraverso le lampade. Limpianto elettrico prevedeva la realizzazione dellilluminazione integrata nel controsoffitto e una rete di distribuzione anche degli altri impianti a pavimento, realizzato con un sistema componibile interamente di materiale plastico che rese possibile linserimento modulare presso le scrivanie di torrette di servizio.

Schema dellimpianto di condizionamento A eccezione di alcune zone (magazzini) tutto il complesso era condizionato. Una centrale termica e una frigorifera producevano lacqua calda e refrigerata per i gruppi di trattamento dellaria, installati nei seminterrati dei tre edifici. Il condizionamento di tutti gli uffici era realizzato con impianti a tutta aria, del tipo a volume variabile nelle zone interne e del tipo a doppio condotto (caldo-freddo) nelle zone periferiche (facciate) con cassette a soffitto per la riduzione e la miscelazione. Nella sezione appare evidenziato il sistema di condizionamento ospitato nei pilastri cavi e nel controsoffitto integrato (aria, luce e assorbimento acustico). Nel piano seminterrato, illuminato naturalmente dai quattro patii, interessante notare la corrispondenza tra le dimensioni imposte dagli impianti e la struttura

Fasi del montaggio della soletta e predisposizione dellimpianto elettrico e dei punti di alimentazione a pavimento

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[Uffici]

Veduta dei due edifici principali con in primo piano le scale di sicurezza

[Uffici]

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Uffici sicuri in caso di incendio


Il D.M. 22 febbraio 2006 definisce i criteri di progettazione architettonica e impiantistica ai fini antincendio per gli uffici, per minimizzare le cause di innesco, in funzione anche dellaffluenza delle persone
Testo di Stefano Zanut

Tra i requisiti prestazionali che unopera destinata a uffici deve garantire, quelli connessi alla sicurezza in caso dincendio risultano puntualmente considerati nel D.M. 22 febbraio 2006, Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e lesercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici, emanato con lobiettivo di regolamentare proprio questo aspetto, per gli ambienti con oltre 25 persone presenti, esclusi gli uffici annessi o inseriti allinterno di attivit produttive. In tal senso, la norma risulta strutturata seguendo prioritariamente il principio ispiratore della prevenzione incendi propriamente detta, ovvero minimizzare le cause dincendio, considerando anche le seguenti ulteriori misure, finalizzate a contenere i possibili danni qualora questa azione preventiva non sortisse leffetto auspicato: - garantire la stabilit delle strutture portanti al fine di assicurare il soccorso agli occupanti; - limitare la produzione e la propagazione di un incendio allinterno dei locali; - limitare la propagazione di un incendio a edifici e/o locali contigui; - assicurare la possibilit che gli occupanti lascino i locali indenni o che gli stessi siano soccorsi in altro modo;

- garantire la possibilit che le squadre di soccorso operino in condizioni di sicurezza. Questi aspetti vanno affrontati fin dalla fase di elaborazione del progetto, in cui gli ambienti vengono definiti sia dal punto di vista architettonico che da quello impiantistico, e nella fase di realizzazione, dove limpiego e la posa in opera di materiali idonei costituisce un altro e irrinunciabile tassello per conseguire gli obiettivi di sicurezza dichiarati. La norma considera, infine, le necessit connesse con la gestione della sicurezza antincendio, per quanto concerne sia il controllo e la manutenzione delle attrezzature antincendio che la gestione di una eventuale emergenza. Il suo campo di applicazione si riferisce a edifici e locali: - per uffici di nuova destinazione; - esistenti, ma in cui vanno a insediarsi uffici di nuova realizzazione in conseguenza a un cambio di destinazione duso; - esistenti e gi adibiti a ufficio alla data di entrata in vigore del decreto, nel caso siano oggetto di interventi che possano determinare modifiche sostanziali. Gli elementi discriminanti in cui si struttura sono il numero delle persone presenti e laltezza ai fini

Le criticit connesse allevacuazione sono in gran parte determinate dal numero delle persone presenti e dallaltezza ai fini antincendio delledificio

In caso di incendio, lo spazio calmo assicura la permanenza di persone con ridotte o impedite capacit motorie in attesa dei soccorsi

RESISTENZA AL FUOCO DI STRUTTURE E COMPARTIMENTAZIONE PER LE VARIE TIPOLOGIE DI UFFICI DI NUOVA COSTRUZIONE
Tipologia uffici Tipo 1 Tipo 2* Tipo 3* Tipi 4 e 5**

Piani interrati Edifici di altezza antincendi inferiore a 24 m Edifici di altezza antincendi compresa tra 24 e 54 m Edifici di altezza antincendi oltre 54 m

R e REI/EI 60

R e REI/EI 90 R e REI/EI 60

R e REI/EI 90 R e REI/EI 60 R e REI/EI 90 R e REI/EI 120

R e REI/EI 90 R e REI/EI 60 R e REI/EI 90 R e REI/EI 120

R e REI/EI 30

R e REI/EI 90 R e REI/EI 120

* Per uffici di nuova realizzazione da insediare in edifici esistenti, la resistenza al fuoco pu essere ridotta di una classe, a condizione che sia installato un impianto di spegnimento automatico esteso a tutta l'attivit. ** Per edifici di tipo isolato fino a tre piani fuori terra, a esclusione dei piani interrati, sono consentite caratteristiche di resistenza al fuoco R e REI/EI 30 qualora compatibili con il carico di incendio.

SUPERFICIE MASSIMA DEI COMPARTIMENTI, ARTICOLATI ANCHE SU PI PIANI, IN FUNZIONE DELLALTEZZA ANTINCENDI, PER GLI UFFICI DI TIPO 3, 4 E 5
Altezza antincendi (m) Edifici isolati * (m2) Edifici a destinazione mista (m2)

sino a 12 da 12 a 24 da 24 a 54 oltre 54

6000 4000 2000 1000

4000 3000 1500 1000

Per quelli di tipo 1, la norma non fornisce alcun limite alla superficie del compartimento, mentre, per quelli di tipo 2, vanno osservati i valori indicati nella prima colonna. I valori sintendono riferiti agli uffici di nuova costruzione.

[Legislazione]

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antincendio delledificio, che fondamentalmente definiscono le criticit connesse allevacuazione. Nel primo caso, il limite costituito da 500 persone, oltre il quale lattivit risulta soggetta anche ai controlli dei vigili del fuoco per il rilascio del certificato di prevenzione incendi, mentre, per ambienti con affollamento inferiore, le prescrizioni risultano gradualmente meno onerose. Proprio per organizzare queste ultime, strutturandole su profili di rischio diversi, gli uffici risultano classificati in cinque diverse tipologie, ordinate in funzione delle persone presenti: - tipo 1 da 26 a 100 persone; - tipo 2 da 101 a 300 persone; - tipo 3 da 301 a 500 persone; - tipo 4 da 501 a 1000 persone; - tipo 5 oltre 1000 persone. Laltro elemento, ovvero laltezza ai fini antincendio, individua il livello inferiore dell'apertura pi alta dell'ultimo piano agibile misurata dal livello esterno di riferimento, valore che risulta funzionale a capire come e se i mezzi di soccorso dei vigili del fuoco possono avvicinarsi e accedere ai piani in caso di necessit. Seguendo larticolazione della norma, vengono considerati i seguenti aspetti: - lubicazione, da cui si evince laccesso allarea da parte dei mezzi di soccorso e le modalit di separazione-comunicazione con altri ambienti a diversa destinazione; - le caratteristiche costruttive, ovvero resistenza e reazione al fuoco dei materiali, nonch le opere di compartimentazione; - le misure per levacuazione in caso di emergenza; - le attivit accessorie (locali per riunioni e trattenimenti,servizi logistici,archivi e depositi,autorimesse); - i servizi tecnologici (impianti di produzione di calore, di condizionamento e ventilazione, elettrici); - mezzi e impianti finalizzati allestinzione degli incendi; - impianti di rivelazione, segnalazione e allarme; - la segnaletica di sicurezza; - lorganizzazione e gestione della sicurezza antincendio. Infine, viene considerato un elemento importante, su cui le norme di prevenzione incendi stanno da tempo ponendo attenzione, il coordinamento con le norme sullabbattimento delle barriere architettoniche. Nellambito delle misure per levacuazione stata considerata la predisposizione del cosiddetto spazio calmo, un luogo finalizzato a garantire la permanenza di persone con ridotte o impedite capacit motorie in attesa dei soccorsi.A volte, questa problematica non viene pienamente percepita, abituati come siamo a progettare su layer di necessit che a volte non interagiscono tra loro. In questo caso, il concetto di accessibilit viene coordinato con quello di sicurezza, considerando la evacuabilit delledificio non come un mero requisito tecnico avulso dal resto, ma reale complemento alla sua accessibilit.

Linvolucro diventa fotocatalitico (ECOTiCM )

A L P OL I C / L A S T R E C OM P O S I T E DI T I TA NIO

LOPERA
Se sperimentare lapplicazione di materiali particolari e credere fortemente nella possibilit che questi aprano la strada a impieghi ancora pi prestigiosi per ledilizia e larchitettura, pu essere considerato una forma di pionierismo, allora il primo progetto di rivestimento fotocatalitico, che verr inaugurato a Ferrara nel mese di marzo, pionierismo allo stato puro. La realizzazione non imponente, ma per i suoi ideatori costituisce un trampolino di lancio che ha gi attirato lattenzione di molti addetti ai lavori. Il progetto la ristrutturazione della facciata esterna delledificio sede dellazienda Kuomm, che opera nella fornitura di materiali e arredamenti personalizzati. Ledificio situato nelle immediate vicinanze dellarea chimico-industriale pi grande della citt e, quasi in omaggio allantica tradizione storica culturale, il progetto richiama elementi che ricordano uno dei pi singolari palazzi del centro storico, famoso per il rivestimento marmoreo che allude allemblema estense del diamante. La copertura realizzata interamente con lastre composite di titanio ALPOLIC, commercializzate da Alubuild, e sottoposte a un trattamento sviluppato dalla Nanosurface, societ spinoff del Politecnico di Milano. Il titanio uno dei materiali metallici con le pi alte prestazioni per leggerezza, alta resistenza meccanica e alla corrosione, e per la biocompatibilit. Dopo il trattamento, i pannelli del rivestimento assumono "propriet fotocatalitiche" e, se illuminati da luce solare o artificiale, hanno la propriet di abbattere inquinanti atmosferici presenti nellaria, come il monossido di carbonio, benzene, biossido di azoto e altri componenti organici e inorganici.

ALUBUILD PER LA COMUNICAZIONE Ci piace considerare la nostra azienda un sistema aperto a tutti. Per questo abbiamo dato tanta importanza alla comunicazione. una filosofia che ci porta a ricercare continuamente dialogo, confronto. Unenergia indispensabile per sentirci diversi dagli altri. Con queste parole Paolo Alberto Guidetti, amministratore e socio unico Alubuild, parla dellazienda e di tutte le realt contenute e vissute, attraverso un vero e proprio site network allestito per chi desidera raccogliere informazioni o approfondire ogni aspetto tecnico. Questi i siti web di riferimento: www.alubuild.it www.ecoticm.it www.alutotem.it www.quilibri.it

IL M AT E RI A LE
I pannelli compositi ALPOLIC, di 4 mm di spessore (nucleo di polietilene con fibra minerale ignifuga e lamina esterna di titanio sp. 0,3 mm), dal peso di 9 Kg/m2, tagliati a misura e sagomati, sono stati sottoposti a un trattamento denominato ECOTiCM, quindi applicati a una sottostruttura di alluminio ancorata alla facciata da rivestire. Il processo di anodizzazione industriale, a cui vengono sottoposti i pannelli di titanio, va ad aumentare a dismisura le naturali propriet fotocatalitiche dello strato di biossido di titanio nella sua forma cristallina (anatasio), aumentandolo da meno di 2 nanometri ad alcune centinaia. Lefficacia del trattamento ECOTiCM stata verificata nei laboratori del Dipartimento di Chimica del Politecnico di Milano con prove sperimentali di abbattimento di sostanze che simulavano inquinanti atmosferici. In base alla profondit dellanodizzazione, inoltre, il pannello di titanio pu assumere svariate colorazioni brillanti, particolarmente omogenee, esteticamente interessanti e di alto valore architettonico anche in virt di diffrazioni e riflessioni dei raggi luminosi allinterno del film di ossido, che determinano bellissimi fenomeni di interferenza ottica.

L A Z IE N DA
Alubuild oggi tra le realt con la pi alta esperienza nel settore dei materiali compositi per rivestimento e dei procedimenti di supporto alla lavorazione di questi prodotti. Dinamica e infaticabile in ogni suo rappresentante, lazienda in pochi anni ha saputo guadagnarsi un rispetto e una fama anche grazie alletica e alla cura particolare che ha per tutti i suoi clienti. La filosofia completamente orientata al mantenimento di alti standard qualitativi, alla sperimentazione e alla comunicazione con i molteplici addetti ai lavori dei settori edili e industriali. Oltre alla fornitura di pannelli compositi di alluminio, acciaio inox, rame, titanio, zinco-titanio o di particolari rivestimenti che simulano marmi o pregiati legni,Alubuild fornisce tutti gli elementi per la sottostruttura, le attrezzature indispensabili alla lavorazione dei pannelli compositi e per il fissaggio.Tra i prodotti commercializzati si possono trovare anche pannelli fotovoltaici per la realizzazione di impianti di conversione della luce solare, pale frangisole e complementi di arredo esterno.

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M A T E R I A L I E S I S T E M I

Pareti attrezzate
Spazi tecnologicamente controllati. Classificate come prodotti da costruzione a tutti gli effetti, la normativa ne stabilisce i requisiti prestazionali e peculiari, e le prove necessarie per ottenere il Benestare Tecnico Europeo e la marcatura CE. La modularit, la flessibilit, la scomponibilit degli elementi rendono possibile, in tutta sicurezza, qualsiasi tipo di personalizzazione dello spazio lavorativo, grazie alla vasta gamma di finiture offerte della aziende. Prodotti. 11 elementi modulari per la partizione degli uffici

Le pareti interne mobili sono definite dalla norma UNI 10700 come elementi non portanti con funzione di separazione fra ambienti contigui, costituite da elementi prefabbricati modulari, interamente finiti prima della posa, intercambiabili senza degrado con elementi delle mede-

Elementi borderline tra arredo e costruzione


Testo di Marco Fossi
Le pareti interne mobili sono state considerate come prodotti da costruzione a tutti gli effetti e quindi assoggettate alle disposizioni della direttiva 89/106/CE e alla legislazione italiana di recepimento
Si tratta di prodotti al confine tra la categoria degli arredi per ufficio e quella dei componenti per ledilizia o dei prodotti da costruzione. Infatti, da un lato, la maggior parte dei produttori di pareti mobili sono allo stesso tempo fabbricanti di mobili per ufficio, molti materiali e molte finiture sono del tutto simili a quelle utilizzate dallindustria del mobile e intere categorie di pareti interne mobili, le cosiddette pareti a contenitore, non sono molto diverse da armadi a tutta altezza, dallaltro si tratta di prodotti che, pur se facilmente smontabili e riposizionabili quando le esigenze di suddivisione degli spazi interni cambiano, vengono tuttavia incorporati permanentemente nelledificio, nel significato che la direttiva 89/106/CE sui prodotti da costruzione e i suoi Documenti Interpretativi danno al termine. Le pareti interne mobili, infatti, necessitano di personale e attrezzature specializzate per essere riposizionate nelledificio e la loro presenza determina modifiche, nella capacit dellopera di edilizia in cui sono incorporate di soddisfare i Requisiti Essenziali previsti dalla direttiva. Per questo motivo, le pareti interne mobili, incluse nella pi ampia categoria delle partizioni interne non portanti in kit, sono state considerate come prodotti da costruzione a tutti gli effetti e quindi assoggettate alle disposizioni che la direttiva 89/106/CE e i provvedimenti legislativi che la hanno recepita in Italia hanno stabilito. A conferma di questa natura ibrida del prodotto, a met strada tra il mobile e il prodotto da costruzione, anche la normativa applicabile duplice e presenta tuttora sovrapposizioni e punti dubbi. Da un lato, in vigore una serie di norme tecniche volontarie UNI dedicate alle pareti interne mobili (UNI 10700, UNI 10815-10817, UNI 10820, UNI 10879-10880 e UNI 11004), ben note al settore e tuttora spesso richiamate nei capitolati tecnici. Dallaltro, un documento elaborato a livello europeo (ETAG 003, Guideline for European Technical Approval for Internal Partition Kits for use as non-loadbearing walls) definisce le linee guida per poter rilasciare il Benestare Tecnico Europeo, uno dei possibili tipi di specifica tecnica armonizzata che la direttiva 89/106/CE prevede debbano essere sviluppati a suo supporto, a questi prodotti. La conformit del prodotto al Benestare Tecnico Europeo, attestata secondo le procedure previste dalla direttiva, consente al fabbricante di marcare CE la parete e di beneficiare dei vantaggi, in termini di libero accesso ai mercati dei
108 12/07 [Pareti attrezzate]

Paesi dellArea Economica Europea, che questa marcatura permette. Per vari motivi, principalmente dovuti ai ritardi con cui in Italia ci si dotati del sistema di infrastrutture necessarie per lattuazione della direttiva 89/106/CE, allo stato attuale un numero molto limitato di pareti interne mobili in possesso del Benestare Tecnico Europeo e la disponibilit sul mercato di pareti marcate CE ridottissima. Il sovrapporsi di disposizioni diverse, nazionali ed europee, particolarmente evidente nel caso delle prestazioni di comportamento al fuoco. Come noto, il principale ambito di utilizzo delle pareti interne mobili quello dellufficio. A livello nazionale entrato in vigore, in tempi relativamente recenti, il decreto del Ministero dellInterno 22 febbraio 2006, Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e lesercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici. Il decreto contiene requisiti specifici per le pareti interne mobili, principalmente in relazione alle loro prestazioni di reazione al fuoco. In particolare, negli edifici per uffici con un numero di presenze contemporanee prevedibili maggiore di 100, le pareti interne devono essere di classe 1 o 2 di reazione al fuoco, a seconda della loro collocazione rispetto alle vie di fuga. Come le altre regole tecniche approvate precedentemente dal Ministero dellInterno, anche questa stabilisce i requisiti di reazione al fuoco facendo riferimento al sistema di classificazione italiano. I prodotti da costruzione interessati dalla direttiva 89/106/CE in realt devono far riferimento a diversi criteri di classificazione stabiliti a livello europeo (le cosiddette Euroclassi di reazione al fuoco) e a obblighi regolamentari diversi. LItalia ha formalmente adottato il nuovo sistema di classificazione europeo per i prodotti da costruzione nel marzo 2005 e contemporaneamente le autorit italiane competenti hanno dovuto aggiornare tutte le prescrizioni relative ai requisiti di reazione al fuoco dei materiali da costruzione contenute nei decreti verticali (dedicati a specifici ambiti) fino a oggi emanati. A questo scopo, il D.M. 15 marzo 2005 ha stabilito una correlazione tra classi italiane e nuove classi europee, in modo da permettere linstallazione di prodotti marcati CE in attivit disciplinate da disposizioni di prevenzione incendi.

Il decreto del Ministero dellInterno 22 febbraio 2006 definisce i requisiti specifici per le pareti interne mobili, principalmente in relazione alle loro prestazioni di reazione al fuoco

sime dimensioni, ma di tipologie differenti: pannelli opachi, pannelli vetrati, porte ecc. Le pareti interne mobili sono interamente smontabili e rimontabili, senza degrado dei componenti e senza necessit di modifica degli stessi

CLASSIFICAZIONE DELLE PARETI INTERNE MOBILI SECONDO LA NORMA UNI 10700

Parete interna mobile Parete interna mobile attrezzata

Parete interna mobile con sola funzione di separazione. Parete interna mobile predisposta a contenere nel tempo cablaggi e altri accessori di impianti elettrici, telefonici, informatici ed eventualmente tubazioni di altri impianti, compatibile con equipaggiamenti di servizio appesi e/o accostati. I requisiti dell'attrezzabilit possono essere soddisfatti indifferentemente nelle due tipologie pi ricorrenti sul mercato, quella con pannelli di tamponamento su struttura di supporto e quella "monoblocco. Parete interna mobile con capacit di contenimento al proprio interno, utilizzando opportunamente le strutture di sostegno e assemblaggio. Parete interna mobile che assomma le caratteristiche proprie della parete interna mobile a contenitore e della parete interna mobile attrezzata.

Parete interna mobile a contenitore Parete interna mobile a contenitore attrezzata

REQUISITI SECONDO LA GUIDA ETAG 003


LE PROVE DEVONO ESSERE SCELTE TENENDO CONTO DELL USO PREVISTO E DELLE REGOLAMENTAZIONI IN VIGORE NEL PAESE DI INSTALLAZIONE

Sicurezza in caso di incendio Igiene, salute e ambiente Sicurezza nelluso Protezione contro il rumore Risparmio energetico e ritenzione del calore Durabilit

Reazione al fuoco e resistenza al fuoco Rilascio di formaldeide, amianto, pentaclorofenolo e altre sostanze pericolose; Permeabilit al vapore, permeabilit allacqua. Resistenza ai carichi orizzontali e ai carichi eccentrici; Sicurezza contro le ferite da contatto. Isolamento acustico per via aerea; Assorbimento acustico. Resistenza termica; Inerzia termica. Vetro per edilizia - Determinazione della trasmittanza termica (valore U) - Metodo dei termoflussimetri. Robustezza e rigidit; Resistenza al deterioramento da parte di agenti fisici, chimici e biologici.

REQUISITI DI REAZIONE AL FUOCO APPLICABILI ALLE PARETI INTERNE MOBILI STABILITI DAL D.M. 22 FEBBRAIO 2006
Negli atri, nei corridoi, nei disimpegni, nelle scale, nelle rampe, consentito l'impiego di materiali di classe 1 in ragione del 50% massimo della loro superficie totale (pavimento + pareti + soffitto + proiezioni orizzontali delle scale). Per le restanti parti devono essere impiegati materiali di classe 0 (incombustibili). Nel caso in cui le vie di esodo orizzontali siano delimitate da pareti interne mobili, consentito adottare materiali in classe 1 di reazione al fuoco eccedenti il 50% della superficie totale a condizione che il piano sia protetto da impianto di spegnimento automatico. In tutti gli altri ambienti consentito che le pavimentazioni, compresi i relativi rivestimenti, e le pareti interne mobili siano di classe 2 e che gli altri materiali di rivestimento siano di classe 1, oppure di classe 2, se in presenza di impianti di spegnimento automatico o di sistemi di smaltimento dei fumi asserviti a impianti di rivelazione degli incendi.

[Pareti attrezzate]

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opportuno sottolineare che si tratta di una correlazione a fini puramente legali. Non invece possibile affermare che le effettive prestazioni di reazione al fuoco di un prodotto che otteneva una determinata classe italiana corrispondano a quelle di un prodotto di classe europea; i metodi di prova sono diversi e i parametri su cui si basa la classificazione sono diversi e non confrontabili. Anche il decreto sugli uffici, quindi, pur essendo stato pubblicato successivamente al marzo 2005, deve fare riferimento a questa correlazione. La prescrizione del D.M. 22 febbraio 2006 che richiede che le pareti siano almeno di classe 2, per esempio, nel caso dei prodotti marcati CE, deve essere letta tenendo conto che la classe 2 italiana corrisponde alle Euroclassi (B-s3,d0), (B-s1,d1), (B-s2,d1) (B-s3,d1), (C-s1,d0) e (C-s2,d0). Nel caso di prodotti non marcati CE , invece, opportuno che il requisito debba essere inteso come riferito ai componenti della parete; nella grande maggioranza dei casi pannelli a base di legno rivestiti. A complicare ulteriormente le cose, e a evidenziare la necessit di una chiarificazione e una razionalizzazione delle disposizioni normative applicabili a questi prodotti, mentre non c dubbio che le pareti interne mobili con sola funzione di separazione di ambienti rientrino nel campo di applicazione della Guida ETAG 003, siano quindi marcabili CE e possano essere classificate con il sistema delle Euroclassi, sono le pareti a contenitore, costituite spesso dagli stessi elementi pur se diversamente combinati, che, invece, sono considerate principalmente come arredi, non interessati dalla applicazione della direttiva prodotti da costruzione e dai documenti che ne discendono.

Il documento europeo ETAG 003 definisce le linee guida per poter rilasciare il Benestare Tecnico Europeo, uno dei possibili tipi di specifica tecnica armonizzata che la direttiva 89/106/CE prevede debbano essere sviluppati

Flessibilit in ufficio
11 s o l u z i o n i p e r l o rg a n i z za z i o n e d e g l i s p a z i
Le pareti attrezzate sono elementi al confine tra gli arredi per ufficio e i componenti per ledilizia. Infatti, molte delle aziende produttrici hanno a catalogo anche linee di mobili. Molti materiali e molte finiture sono, inoltre, del tutto simili a quelli utilizzati dallindustria del mobile e intere categorie di pareti interne mobili. In questa rassegna alcuni degli esempi con maggiori doti di flessibilit e modularit, sia del sistema che della composizione e della finitura, di fonoassorbenza, sia dei pannelli che degli elementi trasparenti, dotati della predisposizione allalloggiamento di cablaggi di vario tipo, sempre in sicurezza. I dati pubblicati nelle schede sono stati forniti dalle aziende e sono indicativi. Per una corretta stima dei costi necessario un contatto diretto con i loro uffici commerciali.

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DESCRIZIONE

Facilit di allestimento e versatilit sono le peculiarit del sistema di partizione, progettato per le molteplici tipologie di lay-out, grazie alla disponibilit di moduli tecnici e di nodi di giunzione che lo compongono. La struttura indipendente e autoportante, con montanti e traversi di acciaio, consente di montare porte ad ante battenti e scorrevoli, nelle porzioni cieche e in quelle vetrate. Lazienda ha ottenuto il Benestare Comunitario per la marcatura CE delle pareti interne mobili non portanti, nelle categorie A-B-C1-C2-C3.
C ARAT TERISTICHE TECNICHE

parete divisoria non coibentata ha un potere fonoisolante di 40 dB mentre la versione con materassino di lana di roccia risulta essere di 45 dB: per la prima la resistenza al fuoco stata classificata in REI 15 e REI 45 per la seconda. Il vetro temprato, singolo e doppio, utilizzato per i sistemi, ha un potere fonoisolante di 30 e 36 dB, conforme alle norme UNI EN 572-1/2 e UNI EN 12150-1 ed certificato dal Rapporto di Tempra.
DATI PER L A VOCE DI C APITOL ATO

Il sistema di montaggio a gravit elimina limpiego di viti. Completamente elettrificabile, la parete non richiede spintori a soffitto e si articola in moduli a pannelli vetrati, trasparenti e satinati, ciechi, in finiture tecniche e di legno. Le due tipologie di parete, attrezzata e divisoria, si alternano senza soluzione di continuit e in qualunque punto della tratta grazie ai moduli tecnici di giunzione. Progettata sugli stessi moduli della divisoria, la parete attrezzata caratterizzata da una struttura monospalla. La

La parete costituita da una struttura di acciaio caratterizzata da un sistema di montaggio e smontaggio rapido a incastro che garantisce una stabilit statica non necessitando di controspinta a soffitto. Gli angoli di connessione devono essere ortogonali o ad angolazione variabile e devono permettere una connessione a 2/3/4 vie. Le fasce di aggiustaggio verticali e orizzontali devono essere tagliate in cantiere con applicazione di giunzioni di PVC a doppia densit per parapolvere e scuretto. La larghezza dei moduli pu essere di 500 o 1000 mm, mentre laltezza dei moduli variabile da 2101, 2549 o 2901 mm.

112

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[Pareti attrezzate]

ISOLAMENTO CONTINUO SEALED


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DESCRIZIONE

Sistema di suddivisione degli uffici, con possibilit di sviluppo o riutilizzo futuri dello spazio. La struttura costituta da un telaio metallico. Il montante ha delle speciali forature a cui si fissano i pannelli di rivestimento, cos da creare allinterno uno spazio, senza discontinuit, per i materiali isolanti. Lausilio di piedi regolabili serve a compensare i dislivelli del pavimento, mentre, superiormente, il sistema ha un innesto che lo fissa alla guida a soffitto.
C ARAT TERISTICHE TECNICHE

tale da soddisfare tutte le esigenze progettuali, in particolare: pannellature verticali; canaline porta accessori pensili; vetri con telai di alluminio; porte a tuttaltezza; raccordi a facciata e a muro.
DATI PER L A VOCE DI C APITOL ATO

La parete ha uno spessore totale di 104 mm e unaltezza variabile. composta di elementi guarniti con plastica morbida che salvaguardano lisolamento acustico e in particolare di: una guida a pavimento alta 100 e larga 62 mm e una a soffitto, alta 56 e larga 62 mm; un montante profondo 58 e largo 28 mm; piede dotato di regolazione di +/- 20 mm. Sulla struttura vengono montati pannelli di legno truciolare, in versione nobilitata e/o impiallacciata di legno pregiato, e porte sia cieche che vetrate. Il sistema deve prevedere una gamma tipologica

Parete divisoria composta di moduli standard della larghezza di 95 cm e di elementi di tamponamento. Gli elementi delle pareti sono costituiti da: struttura portante con montante e traverse in lamiera di acciaio dello spessore di 8/10 mm, dotate di opportune guarnizioni, di tranciature per laggancio dei pannelli e di piedini regolatori livellanti con tolleranza di +/- 20 mm; pannelli di truciolare, bordati dello stesso colore delle superfici piane, con spigoli di raggio di 1 mm; parti vetrate realizzate con telai, da ambo i lati della parete, di alluminio con colore naturale, aventi funzione di supporto ai vetri di sicurezza, dello spessore di 6 mm. Le porte cieche e/o vetrate a un battente sono costituite da elementi modulari di 95 cm.
COSTO

150 e 350 euro/m2, rispettivamente per la parete cieca e vetrata.

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Della Rovere Spa Via Del Vallo 1 - 61100 Pesaro - PU Tel. 072120400 Fax 0721200033 rovere@dellarovere.it www.dellarovere.it
DE S CRIZIONE PRODOT TO

Parete di facile montaggio, prodotta grazie alla lavorazione di elementi semilavorati quali: pannelli di legno, profili di alluminio e colonne montanti. Di aspetto lineare, la parete viene proposta nelle tipologie cieca (con pannelli nobilitati in sei finiture) e con vetro (doppio o singolo). Oltre al divisorio, il sistema disponibile nelle versioni a contenitore, a rivestimento di parete, open space e con porte coordinate per pareti di muratura. Alla regolatezza della struttura si coniuga la modularit degli elementi che la compongono, che permettono di ottenere nuove tessiture configurabili in base al gusto del cliente.
C ARAT TERISTICHE TECNICHE

moduli con larghezze di 500-1000-2000 mm. La parete ha una tolleranza di +/- 12 mm sia nella parte inferiore che in quella superiore. I pannelli presentano uno spessore di 18 mm e possono avere altezze di 538-1082-1626-2170-2714 mm, con fughe di 6 mm tra loro. Le ante, le schiene e i pannelli sono disponibili in finiture lisce di alluminio, faggio, ciliegio o a poro aperto di rovere chiaro o scuro mentre, per i vetri, possibile la lavorazione temperata o stratificata da 6 mm di spessore. Il sistema certificato per lisolamento acustico, risponde alle norme UNI EN ISO 140-3 e UNI EN ISO 717-1 e, per la reazione al fuoco, alle norme EN 138023 del 2002 ed EN ISO 11925-2.
COSTO

Progettato per le altezze coperte di 2794 e 3338 mm, il sistema disponibile per

13.500 euro, riferito alla parete attrezzata (posa in opera esclusa).

[Pareti attrezzate]

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PONTI SOSPESI LIGHTBOX


Estel Office Spa Via Santa Rosa 70 - 36016 Thien - VI Tel. 0445389730 Fax 0445808806 stecchi@estel.com www.estel.com
DESCRIZIONE

Sistema di parete realizzabile su misura, composto di profili di alluminio, lastre vetrate e pannelli ciechi strutturali e autoportanti. Il sistema di livellamento dei pannelli semplifica il montaggio, garantendo un margine di aggiustamento in cantiere. Le tratte consentono linserimento di moduli porta aggregabili e reversibili (battenti e/o scorrevoli), realizzati sia con lastra vetrata sia con pannelli ciechi tamburati.
C ARAT TERISTICHE TECNICHE

o stratificato molato a filo lucido. Le lastre sono giuntate attraverso linterposizione di speciali profili di accoppiamento realizzati in coestruso di policarbonato. Le superfici cieche, realizzate con pannelli di agglomerato ligneo dello spessore di 18 mm, sono fissate sullo stesso profilo strutturale utilizzato per il vetro.
DATI PER L A VOCE DI C APITOL ATO

Struttura portante composta di profili strutturali con funzione di fermavetro. Un apposito livellatore permette la micrometrica regolazione in altezza dei pannelli entro un range di +/- 10 mm. Una speciale guarnizione posta a pavimento e a soffitto elimina i ponti acustici lungo tutto il perimetro. Il sistema di regolazione facilmente accessibile anche dopo il posizionamento dei pannelli. La superficie vetrata realizzata con lastre di vetro di sicurezza temperato e dello spessore di 12 mm

Parete vetrata e cieca composta di una struttura portante di profili strutturali di alluminio anodizzato naturale, della larghezza massima di 50 mm e minima di 70 mm. I pannelli sono regolabili in altezza con tolleranza di +/- 10 mm e risultano facilmente accessibili anche dopo il montaggio. Integrazioni con pannelli trasparenti costituiti da lastre di vetro temperato di sicurezza o stratificato per uno spessore 6+0,38 PVB+6, molato a filo lucido con bisellatura di 1 mm. Il potere di fonoisolamento del solo vetro maggiore di 34 dB.

CABLAGGI GUIDATI AKUSTIKWALL


Fantoni Spa Z. I. Rivoli - 33010 Osoppo - UD Tel. 04329761 Fax 0432976546 info@fantoni.it www.fantoni.it
DESCRIZIONE

Sistema di pareti mobili, attrezzate e a contenitori, che consentono una progettazione totale degli spazi. La parete si distingue grazie allinserimento di pannelli di tamponamento, testati e brevettati per migliorare il comfort acustico, riducendo sensibilmente il riverbero. Il concetto costruttivo del sistema quello di rendere indipendente lallestimento dallambiente in cui inserito, consentendo la riorganizzare degli spazi senza intervenire sugli elementi infrastrutturali come controsoffitti e pavimentazioni.
C ARAT TERISTICHE TECNICHE

riore e inferiore che consente il fissaggio, il livellamento e la chiusura ermetica della parete contro le strutture civili esistenti (pavimenti e soffitti). Le tipologie di porte disponibili sono: a battenti cieche, con telaio vetrato (vetro stratificato 3+3 mm) apribili a 105, vetrate a lastra intera (vetro temperato da 10 mm), doppie e singole, scorrevoli singole, cieche.
DATI PER L A VOCE DI C APITOL ATO

Il sistema composto di una struttura metallica dacciaio zincato a cui sono agganciati i moduli di pannelli di truciolare nobilitato e i telai vetrati dalluminio verniciato. La struttura prevede: montanti verticali scatolari con asolature passacavi, feritoie per laggancio di pannelli e accessori; traverse di irrigidimento preforate per lalloggiamento di eventuali sistemi di cablaggio elettrico; un sistema di profili a rotaia nelle parti supe-

Parete divisoria modulare vetrata a telaio chiuso (luci multiple), integrabile con moduli ciechi e moduli a contenitori. Telai con trasparenti centrali o a filo esterno, di vetro di sicurezza, con spessore di 3+3 mm (stratificato con interposta pellicola PVB). Struttura mista costituita da acciaio zincato e da alluminio verniciato a polveri, fornita con telescopi destinati ad assorbire differenze comprese tra +40 e -10 mm, rispetto al luogo fisico. Gli angoli ottenibili, ortogonali, sono a 45 o variabili, con intervalli di +/- 5.
COSTO

Da 165 euro/m2 (+ Iva), montaggio e pannello fonoassorbente esclusi.

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[Pareti attrezzate]

SOLUZIONI MULTIPLE EPTA


Fosam Spa Via Piandipan 61 - 33080 Fiume Veneto - PN Tel. 04345631 Fax 0434957830 fosam@fosam.it www.fosam.it
DESCRIZIONE

Le pareti attrezzate e integrate sono costituite da elementi modulari che consentono molteplici composizioni adattabili a ogni esigenza di arredamento, organizzazione dello spazio e suddivisione dei locali. Le soluzioni a giorno, con ante cieche, vetrate, miste e con cassetti o telai estraibili sono molteplici. I moduli sono integrabili e alternabili secondo svariate combinazioni a progetto, con le altre tipologie di pareti divisorie, attraverso gli appositi nodi tecnici di giunzione. Questo rende il sistema molto versatile e configurabile in modo da rispondere a ogni esigenza darchiviazione e divisione degli spazi richiesta dagli attuali luoghi di lavoro.
C ARAT TERISTICHE TECNICHE

sono dotati di guarnizioni di tenuta e battuta delle ante con funzione antipolvere e fonoisolante.
DATI PER L A VOCE DI C APITOL ATO

Le pareti sono realizzabili sia di metallo che di materiali lignei e sono canalizzabili con tutti gli impianti tecnici normalmente impiegati. Lo zoccolo di nobilitato o di acciaio verniciato, asportabile per lispezionamento e con finitura antigraffio; i ripiani di metallo sono verniciati con polveri atossiche in assenza di solventi. I fianchi

Profondit della parete variabile, con una schiena dello spessore di 18 mm e ripiani fissati ai fianchi con ganci metallici di acciaio opportunamente ripiegati, adatti ad appendere anche cartelle sospese. Gli elementi modulari sono forniti con larghezze di 50 o 100 cm e con altezze di 117,2-217,8-259,4 cm. Attraverso apposite fasce laterali e moduli superiori, ciechi o vetrati, la parete pu essere adattata con misure a soffitto fino a 300 cm. I fianchi sono dotati di una doppia foratura con cavit da 5 mm e interasse di 32 mm per alloggiare i ripiani e per il fissaggio dello schienale e delle ante. Queste sono fissate ai fianchi con cerniere ad apertura e chiusura anche di 180 e hanno una bordatura verticale stondata a raggio di 1,5 mm.
COSTO

Da 150 euro/m2 (posa in opera esclusa).

TAMPONAMENTI IN SICUREZZA WALL GAMES


Giaiotti Spa Via Udine 85 - 33043 Cividale del Friuli - UD Tel. 0432733414-733450 Fax 0432700448 info@giaiotti.it www.giaiotti.it
DESCRIZIONE

Tecnicamente, il programma di pareti si propone come uno strumento per la razionale organizzazione degli spazi lavorativi. La conformazione del sistema consente numerose configurazioni e contribuisce alla realizzazione di molteplici soluzioni progettuali, grazie alle tipologie a parete: divisoria/attrezzabile, attrezzata, integrata. La versatilit degli elementi indispensabile per un allestimento rapido e flessibile: risulta possibile effettuare trasformazioni delle singole aree di lavoro o dellintero ambiente in tempi brevi, senza particolari carichi economici n interventi di ordine costruttivo.
C ARAT TERISTICHE TECNICHE

di legno costituita da un pannello tamburato, biplaccato di laminato plastico da 9/10, con spessore di 40 mm, completa di maniglia di sicurezza e cerniere inox a scomparsa.
DATI PER L A VOCE DI C APITOL ATO

Parete divisoria con struttura in profilato dacciaio zincato, asolato su tutta laltezza, con modularit multipla costante. La guarnizione adesiva fonoassorbente sia sugli elementi orizzontali che su quelli verticali e la sigillatura perimetrale in profilato dacciaio sono a garanzia dellirrigidimento della struttura e della tenuta acustica. I pannelli di tamponamento di legno nobilitato melaminico sono di classe 2 per reazione al fuoco e presentano uno spessore di 18 mm. La porta

Parete divisoria con struttura in profilato dacciaio zincato, asolato su tutta laltezza, con modularit multipla costante. Disponibile nelle dimensioni: larghezza di 500-1000-1200-1900 mm (solo doppia porta), altezza di 2176-2592-2912-32003616-4350 mm, profondit totale di 100 mm. La parete attrezzata presenta le seguenti caratteristiche: larghezza di 500-1000-1200-1900 mm (solo doppia porta); altezza di 1152-2176-2592-2912 mm e profondit totale 466 mm. La parete integrata (divisoria con contenitore, attrezzata), invece, ha: larghezza di 5001000 mm; altezza di 2176+1120 mm, 2592+1120 o 2176 mm, 2912+1120 o 2176 mm; profondit totale di 548 mm.
COSTO

170 euro/m2 per la parete divisoria cieca con altezza di 270 cm (posa in opera esclusa).

[Pareti attrezzate]

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ALLA RICERCA DELLINNOVAZIONE ESEDRA


Haworth Spa Via Einstein 63 - 40017 San Giovanni in Persiceto - BO Tel. 051820111 Fax 051826987 Info.castelli@haworth.com www.castellispa.it
DESCRIZIONE

Progettata dal Centro Studi Haworth Castelli, con lobiettivo di realizzare soluzioni innovative in un prodotto elegante, semplice e funzionale, il sistema esprime gi al primo contatto un alto valore in termini di qualit percepita, che si conferma nellanalisi delle sue caratteristiche e potenzialit applicative. La pulizia formale, la naturalezza del vetro e la tecnologia dellalluminio garantiscono una struttura armoniosa dal design accurato e allo stesso tempo funzionale.
C ARAT TERISTICHE TECNICHE

strutturali, le prestazioni di isolamento acustico di 36 dB, fanno del sistema un prodotto versatile.
DATI PER L A VOCE DI C APITOL ATO

Parete mobile costituita da moduli verticali monolitici o con sopraluce di cristallo stratificato, trasparente o satinato. La struttura, interamente di alluminio anodizzato o verniciato, caratterizzata da uno spessore di 32 mm e da un design leggero. La possibilit di livellare i pannelli dopo il montaggio, la tolleranza in altezza della struttura, le diverse possibilit di connessione per risolvere angoli e nodi

Parete vetrata monolastra, con integrazione di moduli ciechi e archiviazione. Con vetri dello spessore di 12 o 15 mm, che possono essere regolati anche successivamente al completamento dellinstallazione. Struttura di alluminio con una tolleranza di almeno +/- 15 mm. Oltre alle connessioni dangolo fisse, vi la disponibilit di un nodo dangolo variabile da 90 a 180. La connessione fra le lastre di cristallo realizzata con giunti di policarbonato trasparente o di alluminio, di dimensioni ridotte. La gamma comprende tipologie di porta/battente singola o doppia, scorrevole singola o doppia.
COSTO

Da 200 euro/m2.

SUPERFICIE MULTICOLORE WPS


Mascagni Spa Via Porrettana 383 - 40033 Casalecchio di Reno - BO Tel. 0516111611 Fax 0516111621 mascagni@mascagni.it www.mascagni.it
DESCRIZIONE

Collezione di interpareti diversificate per livello di funzionalit visiva, acustica e di isolamento. Punti focali dei sistemi sono la facilit e la velocit nel montaggio, cos come la flessibilit nelladeguarsi alle molteplici soluzioni progettuali. La pannellatura di truciolare nobilitato con la quale si compone il sistema rivestita con resina melaminica o impiallacciata con essenze a campione, eventualmente laccata di macroter di vari colori, oppure con vetri temperati. Per la parete a contenitore prevista la fornitura di pannelli di truciolare oppure di alluminio e acciaio. La gamma comprende contenitori integrati, luminosi e murali, veneziane in lega di alluminio e vetri colorati tramite pellicole adesive.
C ARAT TERISTICHE TECNICHE

rispettivamente negli spessori di 16/10 e 18-20/10 mm. La struttura degli armadi composta di fianchi, cielo e fondo, schiena di truciolare nobilitato. La schiena a vista per la divisoria, interna per il contenitore murale. Sono disponibili le ante nella stessa finitura dei pannelli e dei ripiani - in lamiera di acciaio presso-piegata, verniciata - che sono predisposti per linserimento delle cartelle sospese.
DATI PER L A VOCE DI C APITOL ATO

La parete a sandwich composta da pannelli in conglomerato di legno, alluminio e acciaio, con intercapedine di 62 mm e spessore totale di 102 mm. I moduli da 50 e 100 cm sono disponibili nelle altezze di 240-260-310-350 cm. Oltre ai pannelli di truciolare, sono disponibili i vetrati, con telaio in lega di alluminio estruso e vetri trasparenti temperati dello spessore di 5 mm. Le manine di acciaio presso-piegate vengono inserite nel montante e sono predisposte per laggancio di entrambe le tipologie di pannellature. Il profilo perimetrale e gli angoli variabili sono in lega di alluminio 6060,

Sistema composto di pannelli di truciolare ecologico, di classe 2 per reazione al fuoco, nobilitato di spessore di 20 mm, con bassa emissione di formaldeide (classe E1), nei colori: canapa, grigio, noce chiaro, selva nera oppure di vero legno. Bordi di ABS (acrilonitrile-butadiene-stirene). Cerniere ad apertura di 180, di acciaio nichelato, con rotazione in asse mediante cuscinetto a sfera, regolabili millimetricamente. Il telaio consente, al suo interno, il passaggio degli impianti. Montanti in lamiera di acciaio decapato e spesso 12/10 mm, profilata a freddo e saldata nel giunto al laser. Porte con stipite in lega di alluminio 6060 e spessore di 18/10 mm scatolare estruso, predisposto per lassemblaggio al montante o al fianco.
COSTO

150 euro/m2 (posa in opera esclusa).

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[Pareti attrezzate]

TECNOLOGIA INTEGRABILE EVOPLAN


Methis - Divisione Arredamento Ufficio di Coopsette Soc. Coop. Via Ligabue 2 - 42040 Campegine - RE Tel. 0522904711 Fax 0522904788 info@methis.com www.methis.com
DESCRIZIONE

La parete offre una elevata capacit di archiviazione grazie all'attrezzabilit dei vani, modificabile a seconda delle caratteristiche e della composizione richieste dallutenza. Essendo parte di un unico sistema di partizioni mobili, inoltre integrabile con le pareti divisorie offerte dalla gamma. Sono disponibili attrezzature e accessori interni per soddisfare ogni esigenza di archiviazione e custodia.
C ARAT TERISTICHE TECNICHE

acciaio spazzolato hanno una finitura al nickel. Allinterno del sistema possibile linserimento di canalizzazioni elettriche, telefoniche e data power. Le dimensioni dei moduli standard variano in altezza di 105-230-269-291-320 cm e con larghezza di 50-60-100-120 cm.
DATI PER L A VOCE DI C APITOL ATO

La struttura in pannelli di nobilitato melaminico, dello spessore 20 e 30 mm, composta di traverse e fianchi rinforzati, su entrambi i lati, di un profilo di alluminio. Le ante cieche sono realizzate con pannelli di nobilitato melaminico dello spessore di 18 mm, con bordo perimetrale antiurto, mentre quelle trasparenti sono dotate di vetro di sicurezza verniciato e racchiuso da una cornice di alluminio. Le maniglie di

Parete attrezzata modulare e personalizzabile con struttura in nobilitato melaminico e fianchi rinforzati da profili di alluminio. Ante di nobilitato o di vetro verniciato di sicurezza, racchiuso in cornice di alluminio. Ripiani interni metallici a elevata portata e telai estraibili per classificazione di acciaio verniciato.
COSTO

Da 400 euro/m2, riferito a un sistema con moduli di 291x100 cm e con ante di nobilitato.

DUPLICE SINERGIA WG/WB


Tecno Spa Via Milano 12 - 20039 Varedo - MI Tel. 03625351 Fax 0362535220 info@tecnospa.com www.tecnospa.com
DESCRIZIONE

laiate di alluminio con vetro retroverniciato fino alle soluzioni con ante scorrevoli.
DATI PER L A VOCE DI C APITOL ATO

La parete attrezzata prende il nome WB o WG a seconda della struttura modulare di sostegno e dei materiali di finitura impiegati; modulare in larghezza e altezza, verticale o orizzontale a fasce sovrapposte, facilmente assemblabile in cantiere e spostabile in base alla necessit del progetto. Disponibili sia nella versione mono pannello, realizzata in vetro con struttura di alluminio e/o policarbonato, sia in doppio pannello nobilitato melaminico o vetro sempre con medesima struttura. Completano lofferta: contenitori divisori e a muro, porte, accessori vari.
C ARAT TERISTICHE TECNICHE

WB la parete attrezzata/divisoria e/o di rivestimento a muro con struttura perimetrale in estrusione di alluminio; pannellatura doppia, di agglomerato ligneo nobilitato e bordi in ABS, fissata a scatto con clips nelle apposite sagome ricavate negli estrusi. Il particolare sistema di fissaggio permette di mantenere costante la dimensione dello scuretto di alluminio naturale (telaio) tra un pannello e laltro. Analogamente vengono fissati i vetri, singoli o con doppia pannellatura, intelaiati con profili sagomati a scomparsa (cornice a filo) estrusi in alluminio; WG il sistema derivato che sfrutta profili di alluminio brillantato e montanti di policarbonato trasparente, nelle versioni a vetro singolo e doppio. Le armadiature, nella versione hi-tech o standard, permettono soluzioni formali diverse, dalle ante a battente di melaminico a quelle inte-

Parete attrezzata/divisoria con telaio di alluminio sui 4 lati, spessore di 82 mm; pannelli di agglomerato ligneo nobilitato in melaminico nei colori standard grigio light, bianco, piombo, rovere grafite, rovere moro, rovere pallido; intercapedine interna per consentire il passaggio dei cavi o linserimento di materiale fonoassorbente. Montanti verticali/orizzontali posizionati a passo in estrusione di alluminio (WB) o policarbonato (WG). Pannelli in vetro, singoli o doppi, con cornice perimetrale in alluminio estruso o collegamento con montanti di policarbonato trasparente. Porte in tamburato con telaio sagomato in alluminio estruso. Accessori: mensole in alveolare di alluminio verniciato (2-3 m lunghezza con spessore 12 mm) o modulari da 100 cm realizzate in metallo. Contenitori con spalle bordate in estrusione di alluminio (hi-tech) o standard con bordo di ABS (acrilonitrile-butadiene-stirene). Chiusura a cariglione e pomolo (hi-tech) o con chiave snodata antiurto (standard). Accessori interni in dotazione: ripiani, telai estraibili.
COSTO

Da 125 a 890 euro/m2 rispettivamente per il pannello cieco di melaminico a tutta altezza e per il pannello vetrato a quattro frazionature orizzontali con vetro complanare (Iva esclusa).

[Pareti attrezzate]

12/07

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Problemi&Soluzioni
Puro, nero, svettante

ELEGANZA MONOLITICA La nuova sede di Industria del Design a Padova


PROGETTO:

Roberto Tognon
INGEGNERIA STRUTTURALE:

Marco Franceschini
DIREZIONE ARTISTICA:

Alberto Del Biondi


COMMITTENTE:

Alberto del Biondi Industria del Design


IMPRESA REALIZZATRICE:

Bido Secondo Costruzioni


TERMINE DEI LAVORI:

Pi simile a un edificio simbolico che a un luogo di lavoro, lo scuro monolite della nuova sede padovana di Industria del Design si erge dietro un muro di recinzione alto 3 metri, con un solo foro dingresso. Suddiviso in tre unit funzionali di cui una esclusivamente dedicata alla progettazione di industrial design stato concepito attorno alle persone e ai processi, secondo criteri di massima libert di movimento e di espressione: isole creative definiscono gli spazi interni, disegnati dalla luce che filtra da coperture di vetro e da pareti di U-Glass. Queste ultime, volutamente componenti materiche significative del progetto, creano suggestive atmosfere velate, restituendo una visione sfocata dellesterno. La trasparenza pi o meno elevata del vetro stata scelta per tutte le zone operative i servizi sono celati entro neri volumi protette dai raggi solari mediante opportuni tendaggi, al fine di creare una netta contrapposizione tra interno, fortemente personalizzato, permeabile, luminoso e percezione delledificio dallesterno, forma geometrica rigorosamente nera che svetta isolandosi dal contesto.

2006
SERRAMENTI METALLICI:

Aghito Rag. Dino Spa


U-GLASS:

Saint-Gobain Glass

SGG U-GLAS
Saint-Gobain Glass Italia Spa via Romagnoli 6 20146 Milano Tel. 0242431 Fax 0224142330 glassinfo.it@saint-gobain-glass.com www.saint-gobain-glass.com

Una delle corti che collegano i volumi interni

Giochi di luce raffinati per gli interni

DESCRIZIONE

Vetro stampato traslucido, armato o normale, con sezione a U. Diffonde una luce delicata, modulata dai motivi stampati.
MODALIT DI APPLICAZIONE

Grazie alla rigidit e alla capacit autoportante, SGG U-Glas si presta a diverse applicazioni, anche ad altezza elevata e, grazie alla trasmissione luminosa (75% circa la parete semplice, intorno al 60% la parete doppia) pu essere utilizzato ove sia richiesto un livello elevato di luminosit (uffi-

ci, collegamenti verticali, luoghi produttivi, magazzini, garage, capannoni). adatto anche per vetrate esterne, in cui possono essere realizzate delle aperture mediante appositi serramenti di metallo o legno. Facile da montare, prodotto in diverse dimensioni, fornito di una gamma completa di accessori. La posa pu essere a parete semplice, con sistema a pettine, a greca affiancata, a greca agganciata, o doppia, a giunzioni affiancate, a giunzioni sfalsate. Linclinazione massima degli elementi di 30 e vanno sempre previsti giochi necessari alla dilatazione del vetro e dei relativi telai.

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12/07 [Problemi&Soluzioni]

Materiali e tecnologie sostenibili

ARCHITETTURA DI ECCELLENZA LInnovation and Technology Central Laboratory Italcementi (ITCLab) a Bergamo
PROGETTO ARCHITETTONICO:

Richard Meier & Partners Architects LLP


INGEGNERIA STRUTTURALE:

primo lotto Sinergo Progetti Spa, secondo lotto


PROGETTO INFRASTRUTTURE:

primo lotto Sinergo Engineering, secondo lotto Pull-Engineering Spa., terzo lotto Alfa Luda
PROGETTO IMPIANTI:

Alfa Luda
IMPRESA REALIZZATRICE:

2012
TERMINE DEI LAVORI:

BTicino
CEMENTI FOTOCATALITICI:

Concepito per dare vita a uno dei centri di eccellenza europei per la ricerca sui materiali da costruzione, il progetto di Richard Meier per lITCLab (Innovation and Technology Central Laboratory) Italcementi prevede ben 11.000 m2, di cui 7500 dedicati esclusivamente ai laboratori di ricerca. Posto alle porte di Bergamo, integrato con il parco scientifico-tecnologico Kilometro Rosso segnalato da un lungo fronte cremisi, disegnato da Jean Nouvel, lungo lautostrada Milano-Venezia e in fase di realizzazione lITCLab stato progettato secondo i principi dellarchitettura sostenibile, sfruttando materiali e tecnologie allavanguardia: pannelli solari per riscaldamento e aria condizionata, pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, impianto geotermico che sfrutta il calore accumulato nel sottosuolo, cementi bianchi fotocatalitici brevettati (per le parti opache e semitrasparenti della pelle, di lastre di calcestruzzo fibrorinforzato) in grado di preservare le caratteristiche estetiche delle superfici e, soprattutto, di abbattere in modo significativo le sostanze inquinanti. Queste soluzioni mirano a ottenere la Leadership in Energy and Environmental Design (LEED), importante certificazione americana in materia energetica e ambientale, basata su molteplici parametri qualitativi dellarchitettura (sostenibilit dellinsediamento, consumo efficiente dacqua, consumo efficiente denergia e contenimento delle emissioni in atmosfera, impiego ottimale di materiali e risorse, qualit degli ambienti interni, principi di progettazione e innovazione).

Italcementi Group

TX ACTIVE
Italcementi Group via Camozzi 124 24121 Bergamo Tel. 035396111 Fax 035244905 info@italcementi.it www.italcementi.it

Rendering del nuovo centro di ricerca che sorger alle porte di Bergamo

DESCRIZIONE

Principio attivo fotocatalitico per prodotti cementizi in grado di abbattere gli inquinanti nei centri urbani e di preservare la qualit estetica delle superfici. La fotocatalisi un fenomeno naturale per cui una sostanza, chiamata fotocatalizzatore, attraverso lazione della luce (naturale o artificiale), mette in atto un forte processo ossidativo che porta alla trasformazione di sostanze organiche e inorganiche nocive (ossido e biossido di azoto, biossido di zolfo, particolato organico in sospensione, composti organici volatili, monossido di carbonio e ozono) in composti assolutamente innocui.
MODALIT DI APPLICAZIONE

La formulazione del principio attivo fotocatalitico di TX Active, frutto di 10 anni di ricerca, di prove

e di sperimentazioni da parte del Gruppo Italcementi, viene attualmente impiegato nella produzione dei pi vari materiali cementizi dalle pitture alle malte, ai manufatti prefabbricati con cui vengono realizzati pavimentazioni, intonaci e ogni tipo di struttura o di rivestimento, sia orizzontale che verticale. I prodotti Italcementi a base di TX Active sono TX Aria e TX Arca: il primo, della Linea Ambiente, il legante specifico per pitture, malte e rasanti, intonaci, calcestruzzi per manufatti fotoattivi capaci di abbattere le sostanze nocive; il secondo, della Linea Architettura con effetto auto-pulizia, un cemento conforme ai requisiti della norma EN 197/1 specifico per la realizzazione di opere architettoniche di pregio. I calcestruzzi confezionati con TX Arca mantengono inalterate le prestazioni fisico-meccaniche dei prodotti tradizionali, offrendo in pi una straordinaria brillanza e la capacit di auto-pulirsi, conservando nel tempo laspetto originale.

[Problemi&Soluzioni]

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Modularit, gioco di volumi e componenti industrializzati

IN LEVARE La nuova sede Selta a Roveleto di Cadeo (PC)


PROGETTO ARCHITETTONICO:

architetto Adriano Cornoldi e Studio MAS


DIREZIONE LAVORI:

architetto Marco Rapposelli


IMPRESA REALIZZATRICE:

Selta
INGEGNERIA STRUTTURALE:

Progeest
IMPRESA REALIZZATRICE:

Barabaschi Costruzioni
TERMINE DEI LAVORI:

2002
PREFABBRICATORE:

Styl-Comp

Vincitore di un concorso a inviti bandito dalla committenza, il progetto della nuova sede emiliana del gruppo Selta (attivo nel settore delle telecomunicazioni) stato calibrato assecondando pienamente i vincoli contingenti derivati dalle funzioni ospitate (uffici e laboratori di progettazione e di produzione di prototipi). Si cos optato per una struttura portante modulare, in vista anche di una possibile espansione: una griglia di calcestruzzo armato gettato in opera, per tre piani fuori terra. Limpostazione compatta delledificio - due ali ai lati di un atrio centrale - resa pi dinamica da un interessante processo in levare, sia lungo i fronti, scavati da una serie di rientranze, sia nel volume stesso, bucato internamente da alcune corti irregolari. Il rivestimento esterno si accorda al disegno generale delledificio; mentre i fronti interni, in corrispondenza delle parti scavate e delle corti, sono pi leggeri, realizzati con superfici continue di alluminio colorato e vetro, quelli esterni, meno privati e pi di rappresentanza, sono tamponati da pannelli cementizi prefabbricati forniti di ventilazione interna, consentendo di equilibrare termoigrometricamente la superficie interna e di ottenere un elevato livello di comfort abitativo. Le tavelle di cotto trafilato a vista di finitura, preinserite nei pannelli, sono state disegnate e realizzate su misura, in stretta collaborazione tra progettisti e prefabbricatore: particolare attenzione stata data anche al trattamento degli angoli delledificio e dei risvolti in presenza delle aperture finestrate, risolto con una apposita serie di manufatti con tavelle a L.

PANNELLO ECO-VENTILATO
Styl-Comp via Stezzano 16 24050 Zanica - BG Tel. 035671746 Fax 035672265 info@styl-comp.it www.styl-comp.it

Ledificio nel suo complesso

Vista di una parte del retro frutto di un gioco accurato di pieni e di vuoti

DESCRIZIONE

MODALIT DI APPLICAZIONE

Pannello prefabbricato di tamponamento, composto dei seguenti strati: parte interna di calcestruzzo armato con nervature bidirezionali, strato isolante termico con corrispondente camera daria incorporata e modellata, parte esterna di calcestruzzo armato con finitura superficiale. Tutti gli strati sono resi solidali dal profilo di armatura ECO (brevetto B.S.Italia), sistema a telaio ad aderenza migliorata opportunamente integrato con reti elettrosaldate e tondini dacciaio per aumentare linerzia del pannello, in modo da ridurre le flessioni nei manufatti di grandi dimensioni.

Il pannello ECO-Ventilato permette di ridurre i consumi energetici legati alle esigenze di ventilazione e di raffrescamento degli ambienti interni, contribuisce a realizzare e a mantenere condizioni di comfort ambientale. Inoltre, grazie alla sua caratteristica conformazione, viene ridotto il fenomeno di invecchiamento dei materiali. La prestazione meccanica del manufatto ottimizzata da una doppia armatura, negli strati interno ed esterno, che permette di governare la complanarit del pannello stesso.

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[Problemi&Soluzioni]

Segni netti e precisi urbanistici e architettonici

TORRE ROSSA Il Net Center a Padova


PROGETTO ARCHITETTONICO:

architetto Aurelio Galfetti


COMMITTENTE:

Edilbasso Group
IMPRESA REALIZZATRICE:

Edilbasso Group
TERMINE DEI LAVORI:

2006
SISTEMI DI FACCIATA:

Somec

Una piastra rialzata completamente rivestita di ardesia, su cui poggiano edifici dalle strutture portanti altrettanto scure e dai frangisole argentei, affacciati su specchi dacqua e filari di verde, e una torre centrale, ritmata dal frangisole rosso fuoco: queste sono le componenti dal carattere forte che definiscono il NET Center, complesso direzionale facente parte di un sistema di riqualificazione e di espansione del quartiere San Lazzaro, porta di accesso orientale di Padova. Trasparenze, riflessi, luminosit sono le parole chiave del progetto architettonico, declinate per mezzo di precise scelte materiche: strutture portanti di acciaio dai moduli anche molto ampi (dellordine di 15x7,5 m), come nel caso della galleria commerciale di Palazzo Tendenza, il primo edificio a essere realizzato ampi fronti vetrati con schermi frangisole automatizzati di lamiera stirata di alluminio a fori, facciate cieche rivestite di lastre sempre di alluminio, studiate per variare di luminosit con il mutare della luce solare durante il giorno. Il progetto trova il suo simbolo nella torre (destinata a uffici e a un hotel), costruzione di venti piani a geometria variabile, alta oltre 80 m, volutamente pensata per diventare un segnale nello skyline periferico di Padova, protetta da uno speciale involucro vetrato a scansione elicoidale, con facciate strutturali a moduli orizzontali prefabbricati e frangisole di alluminio, realizzati con profili estrusi assemblati in telai prefabbricati e sostenuti da una struttura portante di acciaio.

GRIP 200
Somec via Pal 30 Z.I. 31020 S. Vendemiano - TV Tel. 04384717 Fax 0438471800 info@sossaigroup.com www.sossaigroup.com

Rendering del complesso con la torre alta oltre 80 metri

DESCRIZIONE

MODALIT DI APPLICAZIONE

Sistema brevettato di facciata composto dallaccostamento di elementi modulari e automontanti con cellule fisse e apribili. Le cellule hanno laggancio telaio-pannello di tipo siliconico, oppure laggancio siliconico-meccanico senza profili a vista. Tutti i profili (di tipo freddo o a interruzione del ponte termico), in lega di alluminio, hanno spigoli arrotondati e, una volta accoppiati, sezione di 70 mm; sono dotati di doppia guarnizione perimetrale a pinna multipla con funzione di tenuta contro acqua, aria e vento. Ogni modulo completato da una guarnizione di intercettazione, per assicurare il deflusso allesterno di eventuali acque di infiltrazione nel montante.

Gli elementi modulari completi di pannellature, trasparenti (in tutte le tipologie di vetro) o cieche (lastra di granito, alucobond, lamiera dalluminio ecc.), sono integralmente preassemblati in azienda. Lelevata flessibilit del sistema permette comunque, per esigenze particolari di progetto o di posa, di fornire moduli privi di pannelli di tamponamento e di finitura, installabili in una seconda fase. Grip 200 riduce i tempi di posa rispetto ai tradizionali sistemi di facciata: i moduli sono, infatti, dotati di aggancio rapido Somec Fastblock. Nel telaio della facciata previsto anche linserimento di elementi con funzione anti-solare e di ombreggiamento.

[Problemi&Soluzioni]

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I M P I A N T I

Estintori e naspi
Prevenzione attiva per gli uffici. Le normative nazionale ed europea regolano la progettazione e linstallazione dei sistemi di estinzione, siano essi mobili o fissi. A seconda della massa totale, gli estintori si dividono in portatili e in carrellati. Si differenziano, poi, in base al tipo di estinguente e al modo in cui viene generata la pressione interna. E devono recare la marcatura CE: i portatili possono essere omologati solo se costruiti in conformit alla norma UNI EN 3-7, i carrellati alla norma UNI 9492. I naspi si distinguono in manuali o automatici, fissi od orientabili. Dal primo aprile 2004, secondo la norma EN 671-1, i naspi antincendio con tubazioni semirigide possono essere immessi sul mercato solo se conformi alla direttiva 89/106/CEE, quindi, provvisti di marcatura CE. Prodotti. 8 prodotti per la protezione dal fuoco

[Impianti]

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Incendi under control


Estintori carrellati o portatili, a base dacqua, a schiuma, a polvere, a CO2, naspi manuali o automatici, fissi od orientabili, idranti a muro con tubazioni flessibili: uno sguardo sulle caratteristiche tecniche, le modalit di estinzione e le prescrizioni previste dalla legislazione italiana e dalle direttive europee

Testo di Alessandro Maggioni

GLI ESTINTORI DINCENDIO Lestintore una apparecchiatura mobile che contiene un agente estinguente, destinato a essere diretto sul fuoco per effettuarne lo spegnimento, che viene espulso dallazione di una pressione interna che pu essere permanente, oppure ottenuta dal rilascio di un gas ausiliario. In generale, gli estintori si distinguono in base alla massa totale, al tipo di estinguente e al modo in cui viene generata la pressione interna. In base alla suddivisione rispetto alla massa totale, questi si dividono in due famiglie: i portatili, progettati e costruiti per essere trasportati e utilizzati a mano, in quanto la massa totale non superiore a 20 kg; i carrellati, di massa totale superiore a 20 kg, con un contenuto di agenti estinguenti che pu giungere fino a un massimo di 150 kg, dotati di ruote e utilizzati da due operatori. Gli estintori dincendio vengono classificati in base al tipo di agente estinguente che contengono (Tabella 1). Inoltre, la generazione della pressione interna consente di distinguere i permanentemente in pressione da quelli che vengono pressurizzati solo allatto dellimpiego. A base dacqua Lazione di spegnimento avviene per gli effetti di soffocamento, separazione e raffreddamento. In questi apparecchi la pressurizzazione di tipo permanente. Il sistema di erogazione composto di un dispositivo che permette la fuoriuscita dellacqua con getto nebulizzato. Le norme costruttive europee prevedono il superamento della prova di dielettricit per determinarne lidoneit alluso su impianti sotto tensione elettrica, mediante misurazione di conduttivit elettrica del getto.

Lestintore sicuramente il mezzo attualmente pi diffuso per combattere i principi dincendio, anche perch pu essere manovrato da chiunque opportunamente addestrato

La UNI EN 3-7 la norma di riferimento europea per tutti gli aspetti costruttivi, riassunti in un unico testo rappresentativo dello stato A polvere Lagente estinguente utilizzato una polvere chimica che viene proiettata sui corpi incendiari per mezzo della spinta dellarte esercitata da un gas in pressione. La modalit di estinzione avviene per soffocamento e in misura minore per inibizione chimica, raffreddamento e separazione
A schiuma Questa tipologia contiene una soluzione schiumogena che, al momento dellimpiego, viene espulsa da un gas sotto pressione e avviata a una lancia speciale posta allestremit del tubo di erogazione dove, per effetto dellaria, si crea la schiuma che fuoriesce dalla lancia stessa per lazione di un gas inerte contenuto in apposita bombola di piccole dimensioni. Lazione di estinzione principalmente quella di raffreddamento. A CO2 Contiene biossido di carbonio allo stato liquefatto. Per questo motivo la bombola, progettata per resistere alla forte pressione esercitata dal gas, realizzata in un unico pezzo senza saldature. Per evitare esplosioni accidentali, causate per esempio da un aumento della temperatura, gli estintori a biossido di carbonio sono muniti di valvola di sicurezza contro le sovrapressioni. La legislazione e la normativa tecnica Tutti gli estintori dincendio sono sottoposti alle prescrizioni previste sia dalla legislazione italiana che dalle direttive europee. Dal maggio 2002 devono obbligatoriamente recare il simbolo della marcatura CE, in quanto ricadono nel campo di applicazione della direttiva 97/23/CE PED, concernente gli equipaggiamenti in pressione, recepita in Italia con il D.Lgs. 93/2000. La PED prevede una serie di obblighi per il fabbricante che riguardano la marcatura, la predisposizione della dichiarazione CE di conformit e del manuale duso e manutenzione. In rispondenza alla direttiva, gli estintori devono essere sottoposti a una procedura globale di valutazione di conformit. Pertanto, ai sensi della PED, persiste lobbligo del fabbricante dellestintore, inteso come colui che lo immette sul mercato dellArea Economica Europea, della marcatura CE. Per apporre tale marcatura il costruttore pu utilizzare serbatoi e valvole di sicurezza gi
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TA BE LL A 1 T IP OLO GIE DE GLI E S T IN TOR I D INC E N DIO


T IP OLO GI A Estintori a base dacqua Estintori a polvere Estintori a CO 2 Estintori ad agenti puliti ( clean agent ) AGENTE ESTINGUENTE Acqua, schiuma Polveri estinguenti Biossido di carbonio Idrocarburi alogenati

TA BE LL A 3 L E NOR M E T E C NIC H E P E R I N A S P I A N T INC E N DIO C ON T U B A Z IONI S E MIR IGIDE E P E R GLI IDR A N T I A M U R O C ON T U B A Z IONI F L E S S IBILI
NOR M A UNI EN 671-1:2003 T I TOLO Sistemi fissi di estinzione incendi Sistemi equipaggiati con tubazioni Naspi antincendio con tubazioni semirigide CONTENUTI la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 671-1 (edizione aprile 2001), specifica i requisiti e i metodi di prova per la costruzione e la funzionalit dei naspi antincendio con tubazioni semirigide per l'installazione negli edifici e nelle opere di costruzione, permanentemente collegati a una alimentazione idrica, a uso degli occupanti. La norma riporta le disposizioni per la marcatura CE dei prodotti.

UNI EN 671-2:2004

TA BE LL A 2 NOR M AT I VA DI R IF E R IM E N TO
T IP OLO GI A ESTINTORI PORTATILI AGENTE ESTINGUENTE UNI EN 3-7:2005, Estintori d'incendio portatili - Parte 7: Caratteristiche, requisiti di prestazione e metodi di prova UNI 9492, Estintori carrellati d' incendio. Requisiti di costruzione e tecniche di prova

Sistemi fissi di estinzione incendi Sistemi equipaggiati con tubazioni Idranti a muro con tubazioni flessibili

ESTINTORI CARRELLATI

la versione ufficiale in lingua italiana della norma europea EN 671-2 (edizione aprile 2004), specifica i requisiti e i metodi di prova per la costruzione e la funzionalit degli idranti a muro con tubazioni flessibili per l'installazione negli edifici e nelle opere di costruzione, permanentemente collegati a una alimentazione idrica, a uso degli occupanti. La norma riporta le disposizioni per la marcatura CE dei prodotti.

marcate o valutarle a parte ai sensi della direttiva. Limpiego del dispositivo di sicurezza (valvola) deve essere stabilito in funzione dellanalisi dei rischi effettuata. In riferimento alla marcatura da apporre sullestintore , inoltre, indispensabile porre laccento su quanto segue: la marcatura CE e le informazioni richieste devono figurare sull'attrezzatura a pressione o su una targhetta saldamente fissata a essa; la marcatura CE deve essere apposta in modo visibile, facilmente leggibile e indelebile; deve essere chiaramente identificabile il costruttore responsabile della marcatura; vietato apporre sulle attrezzature a pressione e sugli insiemi marcature che possano indurre in errore i terzi circa il significato e il simbolo grafico della marcatura CE. Sulle attrezzature a pressione e sugli insiemi pu essere apposto ogni altro marchio purch esso non limiti la visibilit e la leggibilit della marcatura. Inoltre, la direttiva 97/23/CE PED prevede che, al momento della commercializzazione, le attrezzature a pressione debbano essere accompagnate, per quanto occorra, da un foglio illustrativo, destinato all'utilizzatore, contenente tutte le informazioni utili ai fini della sicurezza. Per la legislazione nazionale, gli esemplari di estintori di incendio possono essere commercializzati, installati e mantenuti in servizio, salvo diverse disposizioni di legge concernenti impieghi particolari specificati, solo se conformi ai rispettivi prototipi omologati dal Ministero dellInterno. Per gli estintori portatili lomologazione viene rilasciata in base al decreto 7 gennaio 2005, Norme tecniche e procedurali per la classificazione ed omologazione di estintori portatili di incendio. Ai sensi di questo decreto, possono essere omologati solo gli estintori costruiti in conformit alla norma UNI EN 3-7, che ne specifica le caratteristiche, i requisiti di prestazione e i metodi di prova. La norma UNI EN 3-7 il risultato di un lungo lavoro normativo che, negli anni, ha portato lindustria europea a definire ununica norma di riferimento per tutti gli aspetti costruttivi, riunendoli in un unico testo rappresentativo dello stato dellarte. Gli estintori carrellati sono regolamentati dal decreto del Ministero dellInterno del 6 marzo 1992 concernente le Norme tecniche e procedurali per la classificazione della capacit estinguente per lomologazione degli estintori carrellati dincendio. Con questo provvedimento sono state stabilite le procedure per il rilascio dellomologazione ministeriale, che consente ai fabbricanti di immettere sul mercato nazionale tali apparecchi. Inoltre, il legislatore riconosce la norma tecnica nazionale UNI 9492, Estintori carrellati di incendio - Requisiti di costruzione e tecniche di prova come la regola dellarte di riferimento per stabilire le caratteristiche, le prestazioni, i metodi di prova e la classificazione degli estintori carrellati (Tabella 2). NASPI ANTINCENDIO E IDRANTI A MURO Dal 1 aprile 2004 i naspi antincendio con tubazioni semirigide e gli idranti a muro con tubazioni flessibili possono essere immessi sul mercato solo se conformi alla direttiva 89/106/CEE in materia di prodotti da costruzione. Di fatto, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei riferimenti delle norme armonizzate EN 671-1, Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Naspi antincendio con tubazioni semirigide ed EN 671-2 Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Idranti a muro con tubazioni flessibili, stato stabilito che dal 1 aprile 2003 i costruttori potevano avviare liter di certificazione dei prodotti per la marcatura CE, diventato definitivamente obbligatorio dal 1 aprile 2004. Ci significa che, a partire da questa data, i naspi antincendio con tubazioni semirigide e gli idranti a muro con tubazioni flessibili possono essere immessi sul mercato solo se provvisti di marcatura CE. A tale proposito, doveroso ribadire che, tra le direttive sino a oggi emanate, la 89/106/CEE in materia di prodotti da costruzione una delle pi impegnative. Si tratta, infatti, di un atto della Commissione europea avente forza di legge che detta precise disposizioni che investono circa 300 tipi di prodotti e impianti. Con questa direttiva sono regolamentati tutti i prodotti destinati a essere permanentemente incorporati in opere di costruzione (gli edifici e le opere d'ingegneria civile). In particolare, prevede che detti prodotti pos[Impianti] 12/07 127

sano essere immessi sul mercato soltanto se idonei all'uso previsto. Essi devono consentire la costruzione di opere che soddisfano i requisiti essenziali in materia di resistenza meccanica e di stabilit, di sicurezza in caso d'incendio, d'igiene, di sanit e di ambiente, di sicurezza di utilizzazione, di protezione dal rumore, di economia di energia e di isolamento termico. La complessit della direttiva 89/106/CEE ha avuto inevitabili ripercussioni sulla sua attuazione e, dallanno della sua pubblicazione, solo oggi si inizia a parlare dei primi prodotti da costruzione marcati CE. Ricordiamo due aspetti di fondamentale importanza: la direttiva 89/106/CEE, se pur redatta secondo le regole del nuovo approccio, demanda lindividuazione delle procedure di conformit alle specifiche tecniche (norma armonizzata e benestare tecnico europeo); spetta al fabbricante attestare, tramite un organismo autorizzato di certificazione (organismo notificato), che i suoi prodotti siano conformi ai requisiti di una specificazione tecnica, secondo le procedure di conformit menzionate nella direttiva. Le due norme di riferimento (Tabella 3) definiscono i requisiti necessari affinch naspi e idranti a muro possano: essere utilizzati efficacemente da un solo operatore; abbiano una lunga durata di esercizio; non necessitino di uneccessiva manutenzione; eroghino un getto continuo immediatamente disponibile. Un naspo una apparecchiatura antincendio composta di una bobina con alimentazione idrica assiale, una valvola dintercettazione (manuale o automatica) adiacente la bobina, una tubazione semirigida, una lancia erogatrice e, quando richiesto, una guida di scorrimento per la tubazione. In particolare, i naspi si dividono tra manuali o automatici e tra fissi od orientabili. Gli orientabili, a seconda del tipo supporto, possono essere dei tre seguenti tipi: a braccio snodabile; con alimentazione con giunto orientabile; con portello incernierato. Un idrante a muro una apparecchiatura antincendio composta essenzialmente di una cassetta o un portello di protezione (il cui scopo proteggere lidrante a muro da eventuali danneggiamenti), da un supporto della tubazione, una valvola manuale di intercettazione, una tubazione flessibile completa di raccordi e una lancia erogatrice. Gli idranti sono classificati in base al sistema di installazione e al tipo di supporto della tubazione, oltre al diametro e alla lunghezza della tubazione stessa. Tipo di installazione Un idrante a muro deve essere progettato per essere installato in una delle seguenti forme: forma A in una nicchia con portello di protezione; forma B in una cassetta incassata; forma C in una cassetta per montaggio a parete. Sostegno della tubazione Deve essere uno dei tipi seguenti: tipo 1 a rullo rotante, il rullo deve ruotare intorno a un perno per permettere un libero srotolamento della tubazione; tipo 2 a sella con tubazione avvolta in doppio; tipo 3 contenitore con la tubazione faldata a zig-zag. I sostegni di tipo 2 e 3, se fissati alla cassetta, devono poter ruotare di 90 rispetto al piano posteriore della cassetta. Lasse di rotazione deve essere verticale, non deve verificarsi alcuna deformazione che possa danneggiare il funzionamento dellidrante a muro.

La direttiva 89/106/CEE in materia di prodotti da costruzione regola limmissione sul mercato di naspi antincendio con tubazioni semirigide e idranti a muro con tubazioni flessibili

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[Impianti]

Mobili o fissi proteggono dalle fiamme


I sistemi di estinzione rappresentano uno dei cardini della protezione al fuoco degli edifici. Come indicato, infatti, dalla direttiva 89/106/CE, la progettazione delle costruzioni deve prevedere che, in caso di incendio, la generazione e la propagazione del fuoco e del fumo siano limitate. Il rispetto di questa indicazione richiede opportune valutazioni riguardo ai sistemi di rivelazione e allarme, alla reazione al fuoco di materiali e componenti e, naturalmente, ai mezzi di estinzione

Testo di Massimo Lemma


I mezzi di estinzione sono, nello stadio iniziale del fenomeno, il principale strumento per evitare che lincendio evolva ulteriormente, sino a coinvolgere progressivamente tutti i materiali combustibili presenti allinterno di un ambiente. La normativa dedica molta attenzione a questi sistemi, siano essi di tipo mobile o fisso. Di seguito individuiamo le princi- Il D.M. 10 marzo 1998 pali caratteristiche e le prescrizioni normative pi utili per il progettista. riporta le prescrizioni sulla presenza di estintori Estintori Gli estintori portatili devono possedere le caratteristiche indicate nel gruppo di norme EN 3, mentre quelli carrellati, ca- portatili nei luoghi di ratterizzati da dimensioni e peso anche assai maggiori dei precedenti, rispondono alle specifiche della norma UNI 9492. lavoro; ulteriori specifiche Gli estintori portatili sono caratterizzati da una massa inferiore ai 20 kg e da durate di funzionamento piuttosto ridotte (Tabella 1). Questultimo aspetto non secondario ai fini della sicurezza; probabile, infatti, che un estintore in un sono contenute nelle principio dincendio venga adoperato da persone non specificamente addestrate (e probabilmente anche in preda al regole tecniche di panico) e che un cattivo utilizzo diminuisca la loro capacit estinguente. Come noto, la potenziale capacit estinguente di un portatile riportata sulla marcatura a mezzo di codici alfanu- prevenzione incendi merici in cui sono indicati, con lettere, le tipologie di fuoco che esso pu spegnere e, con numeri, le quantit di materiale combustibile a cui pu far fronte, se ben utilizzato. Le diverse tipologie di fuoco sono individuate, in relazione al tipo di combustibile, in: fuochi di classe A, alimentati da materiali solidi, con combustione caratterizzata da formazione di braci; fuochi di classe B, da liquidi o da solidi liquefattibili; fuochi di classe C, da gas; fuochi di classe D, da metalli. Per i fuochi di classe A e B (probabilmente quelli di maggior interesse per gli edifici civili) la capacit di estinzione in termini quantitativi viene messa alla prova mediante focolai di prova normalizzati (A e B) le cui caratteristiche sono note. I fuochi di tipo A sono simulati con cataste di elementi di legno di pino con massa volumica compresa tra 0,40 e 0,65 kg/dm3 e dimensioni prefissate; il numero che si trova associato alla codifica del focolare (per esempio 13A - Figura 1) rappresentativo della lunghezza (in decimetri) delle cataste utilizzate per le prove, di altezza e larghezza pari a 560x500 mm. I focolari di prova prevedono limpiego di 0,0112 m3/dm di legna con un peso oscillante tra i 4,48 e i 7,28 kg/dm; il fo- Il progettista pu valutare colare 13A rappresentato nella Figura 1 , per esempio, formato da una quantit di legna oscillante a seconda della se incrementare numero o massa volumica assunta come riferimento tra i 58 e i 95 kg. I fuochi di tipo B, invece, sono simulati con liquido combustibile alifatico solitamente eptano industriale misce- efficacia degli estintori lato ad acqua (1/3 di acqua e 2/3 di idrocarburo) versato in contenitori metallici con diametri variabili tra 0,92 e 3,00 previsti dalla legislazione m e profondit del liquido compresa tra 15 e 20 cm. Gli estintori carrellati sono caratterizzati da durate molto pi elevate (Tabella 2), rapidit di funzionamento e riserva di vigente, per aumentare i efficacia. Per i fuochi di classe A, questi sono messi alla prova con una catasta di tipo 13A, che devono essere in grado livelli di sicurezza di spegnere utilizzando al massimo 15 kg di estinguente. Per i fuochi di classe B, il tempo per estinguere il focolare di delledificio prova (da 55 a 233 litri) deve essere al massimo uguale al 60% del tempo minimo di funzionamento; viene, inoltre, introdotto un ulteriore indice di rapidit, secondo le indicazioni contenute nel prospetto XII della UNI 9492 (Tabella 3). Per i fuochi di classe C, deve essere consumato solo il 40% della carica nominale dellestintore, per spegnere tre volte un fuoco alimentato da bombole di 25 kg di propano allo stato liquefatto. Per esempio, un estintore carrellato A-B4-C, oltre ad avere superato le prove con i focolari A e C, in grado di spegnerne entro 36 secondi uno classificato 233B. La conoscenza dei protocolli di prova offre al progettista ulteriori criteri per la scelta e il posizionamento degli estintori allinterno di un edificio. Poich la codifica degli estintori rapportabile alla quantit di legna realmente estinguibile, egli potr confrontare questo valore con il carico di incendio del locale assistito (espresso in kg di legna equivalente al m2) o con il potere calorifico dei materiali combustibili presenti nei luoghi assistiti da questi estintori. Per i fuochi di tipo B, potr essere fatta una considerazione analoga, tenendo conto del potere calorifico delleptano industriale, che pu essere assunto allincirca tre volte superiore a quello del legno. Il progettista potr valutare se sia sufficiente il rispetto dei minimi previsti dalla legislazione vigente, che normalmente vincola la presenza minima di estintori alle superfici degli ambienti, o se ritiene di aumentare la capacit estinguente disponibile, anche in rapporto al grado di addestramento dei potenziali utilizzatori.
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FIGURA 1 - IL FOCOLAIO DI PROVA PER I FUOCHI DI CLASSE A (FIGURE B.1 E B.2, UNI EN 3-1)

TA BE LL A 1 L E D U R AT E MINIM E P R E V I S T E P E R GLI E S T IN TOR I P OR TAT ILI ( PROS PE T TO 1, U NI E N 3-1 )


C A R IC A ( X ) DE L M E Z Z O E S T ING U E N T E C ON T E N U TO ( k g O l ) X 3 6
<

D U R ATA MINIM A DI F U N Z ION A M E N TO ( s ) 6

6 10

9 12 15

<

10

<

Nota: Vedere prospetto 4 della EN 3-4:1996 per i requisiti sulla durata minima in relazione ai focolari tipo.

TA BE LL A 2 L E D U R AT E MINIM E DI F U N Z ION A M E N TO DE GLI E S T IN TOR I C A R R E LL AT I ( PROS PE T TO I V, U NI 9492 )


E S T IN TOR E DESIGNAZIONE A SCHIUMA A POLVERE A CO 2 CARICA NOMINALE 50 l, 100 l, 150 l 30 kg, 50 kg, 100 kg, 150 kg 18 kg, 27 kg, 54 kg DA 35 A 50, DA 45 A 70, DA 60 A 100 DA 30 A 40, DA 35 A 45, DA 45 A 60, DA 55 A 80 DA 20 A 25, DA 20 A 30, DA 50 A 70 CAMPO DI DURATA DI FUNZIONAMENTO (s)

TA BE LL A 3 IN DIC I DI P OT E N Z I A LI T E S T ING U E N T E P E R E S T IN TOR I C A R R E LL AT I ( PROS PE T TO XII, U NI E N 9492 )


FO C OL A R E 55 55 89 89 144 144 233 233 233 233 T E M P O DI E S T IN Z ION E M A X . entro il 60% del minimo entro il 40% del minimo entro il 60% del minimo entro il 40% del minimo entro il 60% del minimo entro il 40% del minimo entro 36 s entro 24 s entro 18 s entro 12 s IN DIC E 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1

TA BE LL A 4 GLI E S T IN TOR I P OR TAT ILI P R E V I S T I D A L D. M . 10 F E BBR A IO 19 9 8


T IP O DI E S T IN TOR E RISCHIO BASSO 13 A - 89 B 21 A - 113 B 34 A - 144 B 55 A - 233 B 100 m 150 m 200 m 250 m
2

SUPERFICIE PROTETTA DA UN ESTINTORE RISCHIO MEDIO 100 m 150 m 200 m


2

RISCHIO ELEVATO 100 m 200 m


2

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Riguardo ai minimi di legge, occorre ricordare che nel D.M. 10 marzo 1998 sono riportate le prescrizioni riguardo alla presenza di estintori portatili nei luoghi di lavoro (Tabella 4). Specifiche indicazioni possono, poi, essere contenute allinterno delle regole tecniche di prevenzione incendi, dedicate alle classi di edifici inserite negli elenchi di cui al D.M. 16 febbraio 1982. Sistemi fissi ad azionamento manuale Le problematiche relative alla progettazione e allinstallazione delle reti di idranti e naspi se perennemente in pressione e dedicate ai soli fini di antincendio sono affrontate dalla norma UNI 10779, al cui interno troviamo indicazioni che possono essere utili al progettista, anche se non direttamente incaricato degli esecutivi di questo impianto. Il tipo di alimentazione e le caratteristiche della rete, in assenza di ulteriori specifiche disposizioni cogenti, sono definiti in sede di progetto a seguito dellanalisi dei rischi effettuata secondo i criteri dellAppendice B della norma. Sono individuati tre livelli differenti di rischio; al livello 1 rientrano le attivit di lavorazione di materiali incombustibili, le attivit residenziali, i servizi aziendali a basso carico di incendio. Ambienti di grande misura (oltre 120 m2) possono essere inquadrati al livello di rischio superiore (secondo lanalogia suggerita con le indicazioni della norma UNI 9489 dedicata alle reti a servizio degli impianti automatici con erogatori). Al livello 2 sono indicati ospedali e case di cura, alberghi e pensioni, uffici, autorimesse, biblioteche, discoteche, supermercati e grandi magazzini, oltre alle attivit di lavorazione di materiali combustibili. Al livello 3 sono classificate le attivit produttive contraddistinte dalla presenza generalizzata di materiali infiammabili. Questi tre livelli di rischio non vanno comunque confusi con quelli individuati nel D.M. 10 marzo 1998 (livello basso, medio, elevato) che rispondono a una logica di tipo differente. Le alimentazioni idriche devono garantire la portata e la pressione richiesta dallimpianto, nonch la continuit di erogazione necessaria; questo controllo deve essere svolto gi in sede di progetto definitivo (lidoneit delle reti una delle valutazioni presenti nella relazione descrittiva di questa fase) anche perch potrebbe evidenziare delle necessit come quella di disporre di una riserva propria dacqua in grado di condizionare altre scelte di progetto. Sempre nella fase di impostazione generale di questultimo, va tenuto conto della necessit di garantire una totale accessibilit alla rete delle tubazioni, evitando le applicazioni incassate e, al pi, limitandole (...) alle sole diramazioni destinate ad alimentare un numero limitato di apparecchi (fino ad un massimo di 2). Non si potr prevedere il passaggio delle tubazioni in ambienti la cui temperatura possa scendere al di sotto dei 4 C. Se ci non pu essere evitato, bisogner prevedere adeguate protezioni per garantire il rispetto di questa limitazione. Non potranno prevedersi connessioni rigide negli attraversamenti di strutture verticali e/o orizzontali, per evitare il rischio di danneggiamenti conseguenti a movimenti delle strutture. Anche i passaggi attraverso i giunti sismici dovranno garantire lintegrit delle tubazioni durante lazione del sisma. Il posizionamento di idranti o naspi dovr essere tale che ogni punto dellarea protetta risulti raggiungibile dal getto dacqua (convenzionalmente valutato in questa sede pari a 5 metri) e non disti dagli stessi pi di 20 metri. Le loro caratteristiche dovranno soddisfare i requisiti individuati nelle norme UNI EN 671-1/2. Sistemi automatici di estinzione I sistemi automatici ad acqua (sprinkler) sono oggetto di recenti normative a livello europeo. In particolare, il gruppo di norme UNI EN 12259 si occupa delle caratteristiche dei singoli componenti, mentre la norma UNI EN 12845 del 2005 si occupa dellintero impianto. Queste tenderanno a sostituire le norme UNI 9489 e UNI 9490, emanate nel 1989. Analizziamo brevemente i contenuti della norma UNI EN 12845: si tratta di un provvedimento assai completo a breve disponibile nel testo italiano allinterno del quale vi sono molti elementi interessanti. Il progetto dellimpianto si basa su alcuni dati preliminari che devono essere forniti dal progettista delledificio (o anche dal committente in sede di documenti di programma). Tra questi, le installazioni previste nei singoli ambienti e le classi di rischio, le tipologie di materiale immagazzinato nel fabbricato, la tipologia di utilizzo delle diverse aree, le altezze previste per gli ambienti (e quindi per gli sprinkler), i dettagli sulle alimentazioni idriche. Anche in questo caso, tutte le caratteristiche degli impianti sono poste in relazione a tre principali livelli di rischio (light, ordinary, high hazard) valutati in relazione allutilizzo e al carico dincendio; sono, poi, previste diverse sottocategorie per i due maggiori livelli di rischio. Le attivit associate ai diversi livelli sono quasi coincidenti a quelle sopra descritte, estratte dalla norma UNI 9489. A seconda dei livelli di rischio variano i requisiti richiesti alle alimentazioni idriche e alle tubazioni, le tipologie di erogatore utilizzabili (EN 12259-1) e i criteri della loro disposizione, la massima area assistita da ogni sprinkler e la loro distanza reciproca (Figura 2). Un altro dato che il progettista dovrebbe fornire allimpiantista rappresentato dalle temperature massime attese nei singoli locali, poich la temperatura operativa degli sprinkler deve risultare almeno 30 C superiore a queste ultime. Particolare attenzione va posta nei locali non ventilati meccanicamente e in cui sono presenti lucernari o finestre in copertura; in questi casi le temperature operative degli sprinkler devono essere superiori a 93-100 C. Ultimo appunto utile riguarda le specifiche contenute al punto 20 della norma che dovranno entrare a far parte del Piano di manutenzione delledificio. Sono previste procedure di controllo settimanali, mensili, quadrimestrali, semestrali, annuali, triennali e decennali. Sono, infine, definite le scorte minime che devono risultare disponibili (6, 24, 36 pezzi a seconda del livello di rischio) per sostituire sprinkler danneggiati o che abbiano gi affrontato cicli di funzionamento. Sistemi e componenti ad agenti speciali Il panorama normativo dedicato ai sistemi di estinzione si completa con le specifiche riguardanti sistemi e componenti con agenti speciali di estinzione. In particolare, si tratta di impianti di estinzione a gas (a cui sono dedicati i gruppi di norme UNI EN 12094 e UNI ISO 14520), sistemi di estinzione a polvere (a cui dedicato il gruppo UNI EN 12416) e sistemi di estinzione a schiuma, a cui rivolto il gruppo UNI EN 13565. Questi impianti presentano generalmente minori interfacce con il progetto delledificio; per il progettista sufficiente citare nei capitolati il corretto riferimento normativo per vincolarne le caratteristiche.

I requisiti delle alimentazioni idriche e delle tubazioni, i tipi di sprinkler utilizzabili e i loro criteri di disposizione variano a seconda dei livelli di rischio

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FIGURA 2 - CRITERI DI POSIZIONAMENTO DEGLI SPRINKLER IN RELAZIONE AI LIVELLI DI RISCHIO (TABLES 19 E 20, UNI EN 12845)
HAZARD CLASS MAXIMUM AREA PER SPRINKLER (m 2) 21,0 12,0 9,0 MAXIMUM DISTANCES AS SHOW IN FIGURE 8 (m) STANDARD LAYOUT S AND D 4,6 4,0 3,7 STAGGERED LAYOUT S 4,6 4,6 3,7 D 4,6 4,0 3,7

LH OH HHP AND HHS

HAZARD CLASS

MAXIMUM AREA PER SPRINKLER (m 2)

SPACING ALONG THE WALLS BETWEEN SPRINKLERS TO SPRINKLERS END OF WALL m m ROOM MIDTH (w) (m) w 9,2

ROOM LENGTH (l) (m) ANY

ROWS OF SIDEWALL SPRINKLERS 1 2 2 2 (SEE NOTE 1) 1 2 2 2

SPACING PATTERN (HORIZONTAL PLANE) SINGLE LINE STANDARD STAGGERED STANDARD SINGLE LINE STANDARD STAGGERED STANDARD (SEE NOTE 1)

9,2 9,2

LH

17,0

4,6

2,3

3,7 w 7,4
< >

w 7,4
>

ANY ANY

w 3,7

6,8 6,8

OH

9,0

3,4 (SEE NOTE 2)

1,8

3,7 w 7,4
< >

w 7,4
>

ANY

(1) An additional row of roof of ceiling sprinklers required. (2) This can be increased to 3,7 m provided the ceilinghas a fire resistanceof no less than 120 min. (3) The sprinkler deflectors should be located between 0,1 and 0,15 m below the ceiling and between 0,005 and 0,15 m horizontally from the wall (4) There should be no obstruction at the ceiling within a square extending along the wall 1,0 m on each side of the sprinkler and 1,8 m perpendicular to the wall

Q U A DR O 1
L E NOR M E DI S P E C IF IC A NUMERO UNI EN 3-1 UNI EN 3-2 UNI EN 3-3 UNI EN 3-4 UNI EN 3-5 UNI EN 671-1 UNI EN 671-2 UNI 9489 UNI 9490 UNI 9492 UNI 9994 UNI 10779 UNI EN 12259-1 UNI EN 12259-2 UNI EN 12259-3 UNI EN 12259-4 UNI EN 12845 TITOLO Estintori dincendio portatili - Denominazione, durata di funzionamento, focolari di prova di classe A e B Estintori dincendio portatili - Tenuta, prova di dielettricit, prova di costipamento, disposizioni speciali Estintori dincendio portatili - Costruzione, resistenza alla pressione, prove meccaniche Estintori dincendio portatili - Cariche, focolari minimi esigibili Estintori dincendio portatili - Specifiche e prove complementari Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Naspi antincendio con tubazioni semirigide Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Idranti a muro con tubazioni flessibili Apparecchiature per estinzione incendi. Impianti fissi di estinzione automatici a pioggia (sprinkler) Apparecchiature per estinzione incendi. Alimentazioni idriche per impianti automatici antincendio Estintori carrellati dincendio - Requisiti di costruzione e tecniche di prova Apparecchiature per estinzione incendi - Estintori. Manutenzione Impianti di estinzione incendi - Reti di idranti - Progettazione, installazione ed esercizio Installazioni fisse antincendio - Componenti per sistemi a sprinkler e a spruzzo d'acqua - Parte 1: Sprinklers Installazioni fisse antincendio - Componenti per sistemi a sprinkler e a spruzzo d'acqua Parte 2: Valvole di allarme idraulico Installazioni fisse antincendio - Componenti per sistemi a sprinkler e a spruzzo d'acqua Parte 3: Valvole d'allarme a secco Installazioni fisse antincendio - Componenti per sistemi a sprinkler e a spruzzo d'acqua Allarmi a motore ad acqua Installazioni fisse antincendio - Sistemi automatici a sprinkler Progettazione, installazione e manutenzione

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Ambienti sicuri con i sistemi di estinzione


8 prodotti contro le fiamme
Per contenere e circoscrivere un incendio fondamentale unazione immediata; quindi decisivo il primo intervento, che deve poter essere effettuato da chiunque si trovi sul posto. Luso di estintori dincendio e naspi diventa necessario. I dati pubblicati nelle schede sono stati forniti dalle aziende e sono indicativi. Per una corretta stima dei costi necessario un contatto diretto con i loro uffici commerciali.

Estintori CEA Estintori Spa H54


Carrellato con due bombole di acciaio a biossido di carbonio
WWW . CEAESTINTORI . COM

Naspi Gloria Italia Srl F6 SKK AL


A schiuma, pressurizzato al momento duso tramite bombolina interna
WWW . GLORIAITALIA . IT

Pii Srl EPP06008


Portatile, pressurizzato in modo permanente, con agente estinguente a base di polvere polivalente ABC
WWW . PII . IT

Bocciolone Antincendio Spa RODI 80/HG


Manuale, orientabile, con lancia a effetti multipli e possibilit di incasso nella parete
WWW . BOCCIOLONE . COM

CSQ Centro Sicurezza e Qualit di Mammarella Monica PM6


A polvere, a base di fosfato monoammonico, solfato di ammonio e azoto pressurizzato
WWW . CSQADDESTRAMENTO . IT

M.B. Srl FS6IEN


Idrico, a pressione permanente, con schiumogeno ad azione filmante
WWW . MB - FIRE . IT

Sapin Srl SAPIN


Cassetta porta estintori di materiale plastico riciclabile stabilizzato
WWW . SAPIN . IT

R.M. Manfredi Snc ML


Orientabile a parete, con tubo semirigido di polietilene lineare
WWW . RMMANFREDI . IT

SOLUZIONI DI SICUREZZA H 54
CEA Estintori Spa via Tosarelli 105 - 40055 Castenaso - BO Tel. 051784811 Fax 051784860 cea@ceaestintori.it www.ceaestintori.com profondit di 1145 mm. La carica nominale di 54 kg, per un peso totale di 176 kg. Ha un tempo di scarica compreso tra 50 e 70 secondi e pu essere utilizzato su apparecchiature elettriche sotto tensione fino a 1000 V a una distanza minima di 1 m, avendo superato positivamente la prova di dielettricit. La pressione di esercizio di 6 MPa, con temperature limite di impiego da -20 C a +60 C. Il ciclo di verniciatura delle bombole stato testato con prove in nebbia salina per oltre 500 ore, secondo la norma UNI 5687-73.
D AT I P E R L A V O C E D I C A P I T O L AT O

DESCRIZIONE

Estintore carrellato a biossido di carbonio (CO2), completo di due bombole in un unico pezzo senza saldature. I serbatoi sono di acciaio 35CrMo4, sottoposto a successivo trattamento di tempra in olio e rinvenimento. La vernice di finitura esterna, resistente agli urti, agli agenti chimici e ai raggi ultravioletti, a base di polvere epossipoliestere alifatica, di colore rosso RAL 3000, applicata con un processo di sabbiatura SA 21/2 e fissata con cottura a 200 C. Sulle bombole vengono riportati, per punzonatura diretta, i dati di costruzione e le caratteristiche tecniche. Il gruppo di erogazione costituito da una valvola di ottone CW617N (secondo la norma UNI-EN12165), una valvola di sicurezza con disco a frattura e un volantino di manovra munito di apposita spina di sicurezza contro funzionamenti accidentali. Il diametro interno dei passaggi della valvola garantisce la massima portata, compatibilmente con il rispetto dei tempi minimi di scarica. La manichetta (lunghezza 5 m) di gomma resistente agli agenti atmosferici. Il cono diffusore, di resina ABS dielettrica di colore nero, ha unimpugnatura anticongelamento e uno spruzzatore a quattro fori ( 4 mm), per una distribuzione a 120 con angolazione a 45. Lestintore, con telaio di tipo indipendente, smontabile e ispezionabile, realizzato in modo da mantenere il baricentro pi basso possibile per agevolare movimentazione, trasporto e carico su automezzi.
C A R AT T E R I S T I C H E T E C N I C H E

Estintore carrellato a biossido di carbonio (CO2), costituito da due bombole in pezzo unico senza saldature, serbatoi di acciaio 35CrMo4, vernice a base di polvere epossipoliestere alifatica, di colore rosso RAL 3000; gruppo di erogazione comprensivo di valvola di ottone CW617N, valvola di sicurezza con disco a frattura e volantino di manovra con apposita spina di sicurezza contro funzionamenti accidentali; manichetta (lunghezza 5 m) di gomma resistente agli agenti atmosferici, cono diffusore di resina ABS dielettrica di colore nero, con impugnatura anticongelamento e spruzzatore a quattro fori ( 4 mm); telaio di tipo indipendente, smontabile e ispezionabile.
COSTO

Lestintore, con larghezza di 480 mm, ha unaltezza totale pari a 1560 mm e una

2625 euro.

[Impianti]

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MISCELA A PRESSIONE PM6


CSQ Centro Sicurezza e Qualit di Mammarella Monica via Circolare PIP - Santa Teresa di Spoltore - PE Tel. 0859430244 Fax 0859430391 info@csqaddestramento.it www.csqaddestramento.it

DESCRIZIONE

Estintore portatile a polvere con agente estinguente a base di fosfato monoammonico al 40%, solfato di ammonio al 49% e azoto pressurizzato (circa al 10%). La miscela contenuta in un serbatoio cilindrico di Fe DD 11 sabbiato e verniciato, dotato di tubo pescante di PVC per convogliare la polvere dal serbatoio alla manichetta erogatrice di gomma. La valvola e la spina di sicurezza, azionate manualmente, sono posizionate sopra la ghiera.Lestintore dotato di manometro con indicatore del livello di pressione.
C A R AT T E R I S T I C H E T E C N I C H E

kg. La manichetta di gomma ha una lunghezza di 495 mm. La temperatura di utilizzo varia da -20 C a 60 C. Lestintore omologato dal Ministero degli Interni secondo il D.M. 7 gennaio 2005 ed certificato secondo la norma europea UNI EN 3-7. conforme alla Direttiva Europea Attrezzature a Pressione PED 97/23/CE, con classi di fuoco 34 A e 233 BC.
D AT I P E R L A V O C E D I C A P I T O L AT O

Il serbatoio ( 160 mm) ha unaltezza di 524 mm, con spessore di 1,50 mm nelle pareti e 2 mm, nel fondello. Ha una capacit di 7,5 l e un peso complessivo di 9,5

Estintore portatile a polvere con agente estinguente a base di fosfato monoammonico al 40%, solfato di ammonio al 49% e azoto pressurizzato (circa al 10%); serbatoio cilindrico di Fe DD 11 sabbiato e verniciato; tubo pescante di PVC; manichetta erogatrice di gomma; valvola e spina di sicurezza ad azionamento manuale; manometro con indicatore del livello di pressione.

EFFICIENZA TEMPESTIVA F6 SKK AL


Gloria Italia Srl via Treves 17/19 - 20090 Trezzano Sul Naviglio - MI Tel. 0245713634 Fax 0245713682 info@gloriaitalia.it www.gloriaitalia.it

DESCRIZIONE

Estintore dincendio a schiuma, pressurizzato al momento duso tramite bombolina interna di biossido di carbonio (CO2). Il serbatoio di acciaio (spessore di 1,2 mm) con valvola di ottone di tipo automatico, per la pressurizzazione tramite estrazione della sicura, e ugello di materiale plastico con getto frazionato. Il fondello di materiale plastico, provvisto di alloggiamento per la manichetta. Ladditivo AFFF-XHP (Glorilight) un agente estinguente con potere filmante in grado di separare il materiale combustibile dal comburente ed miscelato con lacqua solo al momento della pressurizzazione, pochi istanti prima dellutilizzo. conservato in una cartuccia sigillata, fuori dal contatto con lacqua, per mantenere inalterate a lungo le caratteristiche chimico-fisiche e consentirne la sostituzione e lavvio allo smaltimento a fine vita in modo controllato. La ricarica dellagente estinguente richiede lacqua e il montaggio di una nuova cartuccia. Lattivazione avviene in modo automatico attraverso lestrazione di una sicura gialla, posizionata nella parte superiore dellestintore. Asportando la sicura, un meccanismo presente nella valvola apre la bombolina contenente il gas di propellente e pressurizza il serbatoio. possibile controllare lerogazione tramite una pistola posizionata nella zona terminale della manichetta. Il design dellestintore, premiato allIndustrie Forum Design Hannover 1998,

rispetta le esigenze ergonomiche di azionamento e movimentazione, rendendolo adatto a uffici e negozi.


C A R AT T E R I S T I C H E T E C N I C H E

Lestintore (216x630 mm) ha una profondit di 183 mm e una carica nominale di 6 l, di cui 5,88 l di acqua e 0,12 l di additivo AFFF-XHP (Glorilight) in cartuccia. La pressione di esercizio a 20 C di 1,2 MPa (12 Bar). Pu essere utilizzato su apparecchiature elettriche sotto tensione fino a 1000 V a una distanza minima di 1 m, avendo superato positivamente la prova di dielettricit prevista dalla norma UNI EN 3-7 (parte 9). omologato ai sensi del D.M. 7 gennaio 2005 ed conforme alla norma europea UNI EN 3-7 con classi di fuoco 21 A e 233 B. certificato secondo la Direttiva Europea Attrezzature a Pressione PED 97/23/CE.
D AT I P E R L A V O C E D I C A P I T O L AT O

Estintore portatile a schiuma, pressurizzato al momento duso tramite bombolina interna di biossido di carbonio (CO2), serbatoio di acciaio (spessore di 1,2 mm), valvola di ottone di tipo automatico, ugello di materiale plastico con getto frazionato, fondello di materiale plastico, provvisto di alloggiamento per la manichetta; carica di acqua e additivo AFFF-XHP (Glorilight) in cartuccia.
COSTO

235 euro.

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[Impianti]

ECOLOGICO SENZA TRACCIA FS6IEN


M.B. Srl via Don Milani 16/18 - 20025 Legnano - MI Tel. 0331465284 Fax 0331465258 info@mb-fire.it www.mb-fire.it

DESCRIZIONE

Estintore idrico a pressione permanente (6 l), a base di schiumogeno Prok6 ad azione filmante. Lagente estinguente antincendio, costituito principalmente da tensioattivi fluorurati associati a speciali additivi ecologici, genera una pellicola sottile galleggiante che isola lossigeno e spegne le fiamme. Lestinguente non lascia tracce ed , quindi, adatto ad ambienti quali uffici, banche e negozi. Il serbatoio di acciaio inox AISI 304 L, anticorrosione interna, ed verniciato esternamente con polvere epossipoliestere rosso Ral 3000, garantendo inalterabilit nel tempo contro i raggi UV. Lugello erogatore, a getto nebulizzato, non genera la conduzione elettrica e permette la perfetta visibilit durante la scarica, evitando leffetto panico. Lestintore dotato di valvola di sicurezza contro le sovrapressioni e di valvola di ottone nichelato, marcata CE, che garantisce inalterabilit nel tempo.
C A R AT T E R I S T I C H E T E C N I C H E

pari a 160 mm, per un peso totale di 9,2 Kg. Lestintore, con classi di fuoco 27A e 233B, ha un tempo di scarica di oltre 28 secondi e un campo di efficienza da -5C a +60C, con pressione di esercizio di 12 bar. omologato secondo la norma UNI EN 3-7 con superamento della prova di dielettricit a 35.000 V. Pu essere, quindi, utilizzato su apparecchiature elettriche sotto tensione fino a 1000 V a una distanza minima di 1 m.
D AT I P E R L A V O C E D I C A P I T O L AT O

Estintore idrico a pressione permanente da 6 l, con estinguente a base di schiumogeno Prok6; serbatoio di acciaio inox AISI 304 L, anticorrosione interna, verniciato esternamente con polvere epossipoliestere rosso Ral 3000; ugello erogatore, a getto nebulizzato, anticonduzione elettrica; valvola di ottone nichelato; valvola di sicurezza contro le sovrapressioni.
COSTO

Lestintore ha unaltezza complessiva di 565 mm e un serbatoio con diametro

120 euro.

ACCOPPIAMENTO INVISIBILE EPP06008


Pii Srl via Sitya Yomo 11 - 20080 Pasturago di Vernate - MI Tel. 0290093734 Fax 0290092622 info@pii.it www.pii.it

DESCRIZIONE

Estintore dincendio portatile da 6 kg, pressurizzato in modo permanente, con agente estinguente a base di polvere polivalente ABC con percentuale di fosfato monoammonico pari al 90% (MAP). Il corpo dellestintore costituito da un serbatoio di acciaio secondo la norma UNI EN 10130 in due pezzi (testa e fondo), sottoposto a processo di sabbiatura e rivestito con vernice epossipoliestere, che garantisce la protezione dagli agenti atmosferici e ambientali. Il processo di profondo stampaggio permette di avere una sola saldatura in corrispondenza dellestremit inferiore, coperta dal fondello di materiale plastico antiurto, antiabrasione e anticorrosione. La valvola di ottone ha maniglie e pulsante bianco per una facile individuazione in caso di necessit. La manichetta completa di impugnatura ergonomica di gomma, che consente una presa sicura e una precisa direzionalit del getto.
C A R AT T E R I S T I C H E T E C N I C H E

bro in profondit pari a 180 mm. La carica nominale di 6 kg, per un peso complessivo di 9,6 kg. La pressione di esercizio di 14 bar (1,4 MPa) a 20 C. omologato dal Ministero dellInterno ai sensi del D.M. 7 gennaio 2005 ed conforme alla norma UNI EN 37. certificato secondo la Direttiva Europea 97/23/CE PED, Attrezzature a pressione e 96/98/CE MED Attrezzature marittime. In fase di omologazione lestintore ha ottenuto le classi di fuoco 55 A e 233 BC.
D AT I P E R L A V O C E D I C A P I T O L AT O

Estintore portatile a polvere polivalente ABC con MAP 90%, pressurizzato in modo permanente, con serbatoio di acciaio conforme alla norma UNI EN 10130, sabbiato e rivestito con vernice epossipoliestere; fondello di materiale plastico antiurto, antiabrasione e anticorrosione; valvola di ottone con maniglie e pulsante di colore bianco; manichetta completa di impugnatura ergonomica di gomma.
COSTO

Lestintore ha una larghezza di 585 mm e unaltezza di 345 mm, con un ingom-

102 euro.

[Impianti]

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RICICLABILE VERSATILIT Sapin


Sapin Srl viale dellIndustria 12 - 20020 Dairago - MI Tel. 0331432330 Fax 0331432527 info@sapin.it www.sapin.it

DESCRIZIONE

Cassetta porta estintori di materiale plastico riciclabile stabilizzato, a elevata resistenza agli agenti atmosferici e ai raggi UV, per installazioni in esterni e in interni di edifici pubblici, oppure in ambienti marini. completa di supporto interno di materiale plastico, fissato al fondo tramite appositi bulloni, per lalloggiamento dellestintore. Il dispositivo antincendio assicurato da un laccio di imbracatura di nylon da 40 mm con apertura rapida, in caso di eventuali installazioni su camion o barche. Le ante di apertura rosso RAL 3000 isolano linterno dagli agenti atmosferici, mediante guarnizioni di gomma incastrate in apposite guide sui bordi. Hanno un sistema di chiusura sigillabile di materiale plastico, contro eventuali manomissioni del contenuto, e possono essere dotate di finestrella di ispezione, per verificare la presenza dellestintore e controllare il corretto funzionamento del manometro. La cassetta viene ancorata a parete, mediante appositi tasselli, oppure collocata su piantana.

Sono disponibili modelli differenti, ottenuti mediante opportune combinazioni di fondi e ante, per alloggiare tutte le tipologie di estintori, singoli o accoppiati. La cassetta, dal design affusolato privo di spigoli vivi, adatta ad ambienti interni di scuole e ospedali, in cui siano necessari prodotti antincendio che non costituiscano pericolo in caso di urto accidentale.
C A R AT T E R I S T I C H E T E C N I C H E

Le cassette (610x800x260 mm) di materiale riciclabile sono conformi alla normativa ISO 9227, sono costruite nel rispetto dellambiente e sono garantite 3 anni.
D AT I P E R L A V O C E D I C A P I T O L AT O

Cassetta porta estintori con design affusolato privo di spigoli vivi, realizzato in materiale plastico stabilizzato, riciclabile, a elevata resistenza agli agenti atmosferici e ai raggi UV; supporto interno per lalloggiamento di due estintori, due lacci di imbracatura di nylon con apertura rapida; ante di apertura rosso RAL 3000; guarnizioni di gomma; finestrella opzionale trasparente di materiale plastico per il controllo del manometro dellestintore/i.

SEMIRIGIDO MULTISTRATO Rodi 80/HG


Bocciolone Antincendio Spa via Indren 2 - 13019 Varallo - VC Tel. 0163568811 Fax 0163560048 info@bocciolone.com www.bocciolone.com

DESCRIZIONE

Naspo antincendio manuale orientabile, curato dalla Italdesign-Giugiaro, per ambienti interni di hotel ed edifici pubblici e privati di prestigio. completo di tubazione semirigida di tessuto di poliestere ad alta tenacit, con sottostrato impermeabilizzante di gomma sintetica ed eventuale rivestimento di resina poliuretanica color rosso, per una maggiore resistenza allabrasione. La lancia del tipo Starjet a effetti multipli, con corpo centrale di poliammide, valvola e ugello di ottone, dotata internamente di un sistema di polverizzazione del getto per ridurre le perdite di carico. La valvola di intercettazione del naspo, realizzata in ottone, del tipo a sfera ad apertura rapida. Il sistema di immissione assiale dellacqua di ottone e realizzato in pezzo unico; esso permette lalimentazione dellapparecchiatura, anche quando la manichetta non completamente srotolata. Il naspo prevede limpiego di una bobina pivotante verniciata di colore rosso, dimensionata in base alla lunghezza della tubazione e supportata da un braccio snodato. La cassa metallica, di acciaio verniciato grigio chiaro RAL 7035, completa di portello sigillabile di resina termoplastica color antracite micalizzato, posizionato tramite cerniere, con inserto triangolare trasparente di PETG antigraffio e ampia maniglia di apertura antipanico. Il naspo pu essere incassato nella parete, in abbinamento a una cornice copri-

filo di acciaio verniciato, fissata alla cassetta mediante linguette a scomparsa, integrate nella struttura. Tutti i componenti sono dotati di protezione anticorrosione.
C A R AT T E R I S T I C H E T E C N I C H E

La cassa metallica (650x700 mm) ha una profondit variabile da 200 a 230 mm in base alla lunghezza della tubazione (variabile da 15 a 30 m), realizzata in conformit alla norma EN 694. La pressione massima di impiego di 16 Bar, con coefficiente di efflusso pari a 28. Il sistema, con marcatura CE, risponde alla normativa europea UNI EN 671/1.
D AT I P E R L A V O C E D I C A P I T O L AT O

Naspo antincendio manuale orientabile, completo di tubazione semirigida bianca o rossa DN 25 EN 694; lancia a leva multieffetto, di ottone e resina termoplastica ad alta resistenza, del tipo Starjet brevettata; valvola intercettazione a sfera da 1; bobina pivotante verniciata di colore rosso con disco di materiale plastico; cassa metallica di acciaio verniciato grigio chiaro RAL 7035; portello di resina termoplastica rinforzata colore antracite micalizzato, con inserto trasparente di PETG antigraffio; maniglia di apertura antipanico e cerniere grigio argento metallizzato; opzionale cornice coprifilo di acciaio verniciato grigio chiaro RAL 7035, per installazione a incasso.
COSTO

A partire da 457 euro.

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[Impianti]

PROTEZIONE SENZA SPIGOLI ML


R.M. Manfredi Snc Loc. Orsanvenzo di Valduggia 12 - 13010 Zuccaro - VC Tel. 016347252 Fax 016348143 commerciale@rmmanfredi.com www.rmmanfredi.com

DESCRIZIONE

Naspo di polietilene lineare completo di tubo semirigido tipo PYTON DN25 per naspo antincendio manuale. dotato di lancia a regolazione di getto DN 25 e valvola a sfera di intercettazione DN 1. Il naspo del tipo orientabile a parete con braccio di movimentazione a snodo. disponibile in vari colori ed dotato di portello pieno con apertura facilitata. La bobina di lamiera verniciata rosso RAL 3000 a base di resine poliesteri. Il naspo, dal design privo di spigoli, adatto allinstallazione in ambienti in cui sia necessario provvedere alla salvaguardia dellincolumit delle persone contro urti accidentali.
C A R AT T E R I S T I C H E T E C N I C H E

9488, raccordato nelle lunghezze di 15, 20 e 25 m. La pressione massima di esercizio di 12 bar con coefficiente K pari a 34,9. Il tubo, a norma UNI 9488, raccordato nelle lunghezze di 15, 20, 25 e 30 m. Il sistema, con marcatura CE, conforme alla normativa europea UNI EN 671-1 Naspi antincendio con tubazioni semirigide e alla L626 Ambiente, salute e sicurezza sul lavoro.
D AT I P E R L A V O C E D I C A P I T O L AT O

Naspo di polietilene lineare completo di tubo semirigido tipo PYTON DN25 per naspo antincendio manuale orientabile, lancia a regolazione di getto DN 25, valvola a sfera di intercettazione DN 1, bobina di lamiera verniciata rosso RAL 3000 a base di resine poliesteri, braccio di movimentazione a snodo, portello pieno con apertura facilitata.

La cassetta (720x574 mm) ha una profondit di 240 mm. Il tubo, a norma UNI

CAD&BIM
Uniformi con gli standard
1 Come creare un file di standard (.dws) 2 Per verificare i disegni rispetto al file di standard 3 I plug-in degli standard 4 Come impostare le modalit di verifica degli standard 5 Per il controllo di un disegno rispetto agli standard 6 La verifica di pi file contemporaneamente con Controllo batch
Testo di Silvia Ghiacci

Quando in uno studio lavorano pi persone diventa importante definire degli standard anche per i disegni, in modo da ottenere uniformit nel lavoro. In Autocad potete definirli per i Layer, per gli Stili di quota, per gli Stili di testo e per i Tipi di linea. In questo modo possibile verificare, sia durante la modifica di un disegno che in seguito, la violazione o meno dello standard e correggerla se si desidera avere perfetta uniformit. Luniformit, per esempio, dei nomi dei Layer, del loro colore, del tipo di testo ecc, migliora linterpretabilit dei disegni. Quando si impostano gli standard, questi vengono salvati in un file con estensione .dws, che pu essere associato a uno o pi disegni. Per verificare contemporaneamente pi file (per esempio file ricevuti da altri e che desideriamo uniformare al nostro standard) si pu utilizzare il controllo batch.

COME CREARE UN FILE DI STANDARD (.DWS)


I file .dws vengono automaticamente salvati nel formato del file corrente. Se desiderate salvare file .dws in formati di versioni precedenti, dovete salvare il file .dwg nel formato desiderato e in seguito rinominarlo utilizzando lestensione .dws

Per creare un file di standard dovete semplicemente aprire un nuovo disegno e in questo creare i Layer, i Tipi di linea, gli Stili di testo e gli Stili di quota che intendete utilizzare come standard. Questo file deve essere salvato in formato .dws, selezionando dallelenco tipo file della finestra di dialogo Salva con nome il formato File standard disegno Autocad (*.dws).

PER VERIFICARE I DISEGNI RISPETTO AL FILE DI STANDARD

Per verificare un file rispetto al file di standard, questultimo deve essere associato al disegno. possibile associare allo stesso disegno pi file di standard. La procedura la seguente: I alla riga di comando, digitate standard per accedere alla finestra di dialogo; I allinterno della finestra selezionate la scheda standard e cliccate sul pulsante + (aggiungi file di standard) per individuare e selezionare il file di standard desiderato; I ripete loperazione precedente se volete associare altri file di standard; I cliccate ok per terminare loperazione. Attraverso questa stessa finestra di dialogo potete rimuovere i file di standard precedentemente associati. sufficiente selezionarli dallelenco e cliccare sul pulsante X (rimuovi file di standard). I pulsanti con le frecce servono a modificare lordine dei file di standard associati al disegno. La scheda Standard della finestra di dialogo Configura standard

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[CAD&BIM]

I PLUG-IN DEGLI STANDARD

I plug-in degli standard sono applicazioni che definiscono le regole per le propriet controllate per i singoli oggetti con nome (layer, quote, tipi linea ecc). Durante la verifica di eventuali violazioni degli standard possibile decidere quali plug-in utilizzare. In tutti i plug-in vengono selezionate le propriet di ciascun oggetto con nome. Fa eccezione il plug-in dei Layer, che controlla solo le propriet relative a: Colore, Tipo di linea, Spessore di linea, Modalit stile di stampa, Nome stile di stampa (quando la variabile di sistema PSTYLEMODE impostata su 0). Le altre propriet dei Layer (Attivato/Disattivato, Congela/Scongela, Blocca, Stampa/No stampa) non vengono controllate. Accedete alla finestra di dialogo Configura standard digitando Standard alla riga di comando e selezionate la scheda plug-in. Per verificare la presenza di violazioni degli standard in un disegno necessario selezionare la casella di controllo per almeno un plug-in. Per default, durante la verifica dei disegni per le violazioni degli standard vengono utilizzati tutti i plug-in. La scheda Plug-in della finestra di dialogo Configura standard

Potrebbe essere utile selezionare un solo plug-in quando le modifiche recenti al disegno riguardano solo determinati oggetti.

COME IMPOSTARE LE MODALIT DI VERIFICA DEGLI STANDARD


possibile utilizzare la funzione di notifica per avvisare gli utenti di una violazione degli standard verificatasi durante la modifica di un disegno. Cliccando sul collegamento Esegui Controlla Standard allinterno della notifica di avviso Violazione degli standard potete correggere una violazione degli standard appena verificatasi, in modo da semplificare la creazione dei disegni e mantenerne la conformit agli standard.

Cliccate il pulsante Impostazioni nella finestra di dialogo Configura standard.

La finestra di dialogo Impostazioni standard

La notifica di avviso di violazione di uno standard che appare durante la modifica del disegno

[CAD&BIM]

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PER IL CONTROLLO DI UN DISEGNO RISPETTO AGLI STANDARD

Cliccate il pulsante Controlla standard allinterno della finestra di dialogo Configura standard oppure digitate contrstandard alla riga di comando. Accedete alla finestra di dialogo Controlla standard . Nel riquadro problema vengono visualizzate le violazioni agli standard. Selezionate un elemento nellelenco Sostituisci con e procedete in uno dei seguenti modi: I Pulsante Risolvi. Questo pulsante disponibile solo se per lelemento selezionato esiste una correzione consigliata. Nel riquadro anteprima modifiche viene riportato il valore corrente ed il valore standard. Cliccando il pulsante Risolvi si corregge la violazione. I Pulsante Avanti. Cliccate il pulsante per passare alla violazione successiva. I Contrassegna questo problema come insoluto. Quando viene selezionata questa casella la violazione non viene visualizzata al successivo utilizzo del comando CONTRSTANDARD. Di seguito riportiamo alcuni esempi di violazione degli standard. Violazione dello standard di propriet dei Layer (nello specifico della propriet del Colore) Violazione dello standard di propriet dello Stile di quota

LA VERIFICA DI PI FILE CONTEMPORANEAMENTE CON CONTROLLO BATCH


Cliccate sul menu File Nuovo file di controllo. Nella scheda Disegni della finestra di dialogo Controllo Batch per standard cliccate sul pulsante + (aggiungi disegno) per selezionare i file da controllare. Accedete alla scheda Standard. Per default, ciascun disegno viene controllato con i file di standard cui associato. In alternativa selezionate Controlla tutti i disegni usando i file di standard seguenti.Attiverete in questo modo il pulsante + (aggiungi file di standard) per selezionare i file da utilizzare come standard locale.

Potete utilizzare Controllo batch per standard per analizzare pi disegni contemporaneamente e riassumere le violazioni degli standard in un rapporto HTML. Per avviare il Controllo Batch per standard cliccate sul pulsante Start (Windows) (o Avvio per le versioni in italiano) Programmi Autodesk Autocad Controllo Batch per standard. Per eseguire un controllo batch per standard, dovete prima creare prima un file (.chx) di controllo degli standard. Il file .chx un file di configurazione e di rapporto che contiene un elenco di file di disegno e di standard, nonch un rapporto di un controllo degli standard.

La scheda Disegni della finestra di dialogo Controllo Batch per standard


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La scheda Standard della finestra di dialogo Controllo Batch per standard

Avviate il Controllo Batch per standard selezionando il menu Controlla Avvia controllo. Al termine del controllo viene creato un rapporto HTML visualizzato in una finestra del Browser. In questo rapporto potete scegliere di visualizzare i dati relativi a: I numero dei problemi rilevati in ciascun disegno verificato (Panoramica); I i plug-in degli standard installati nel sistema e utilizzati per l'esecuzione della verifica batch (Plug-in); I file di standard utilizzati per controllare i disegni nella verifica batch (Standard); I informazioni dettagliate su ciascun problema rilevato (Problemi); I informazioni dettagliate sui problemi contrassegnati come insoluti (Problemi insoluti); I tutte le informazioni disponibili relative alle verifiche degli standard (Tutto). Il rapporto HTML di Controllo Batch per standard visualizzato in una finestra del Browser

Un solo gesto, centinaia di aggiornamenti


Testo di Andrea Torre

Due sono le caratteristiche che fanno la differenza tra un CAD e un BIM. La prima dettata dal fatto che molto pi vantaggioso disegnare e progettare a occhio, anzich rispettare degli imput precisi come in AutoCAD: i parametri permettono le modifiche immediate in qualsiasi fase successiva. La seconda riguarda lassociativit e i vincoli che un sistema BIM deve poter sfruttare: i livelli ne sono lesempio pi eclatante. Questi due postulati, se vogliamo, definiscono il salto generazionale e stabiliscono nuove regole di disegno e progettazione. Parametri e vincoli sono la vera intelligenza di Revit. I livelli in Revit definiscono i piani sui quali andremo a costruire il nostro edificio. Completamente parametrici, essi giocano un ruolo importante nella velocit di esecuzione di un progetto. Linterfaccia di una semplicit assoluta. Aprite un file nuovo; posizionatevi attraverso il Browser di progetto in una vista di prospetto, scegliete nella barra di progettazione Fondamentali il pulsante Livello. Disegnate il livello come se fosse una normalissima linea da sinistra verso destra (vale anche lesatto contrario).

La numerazione progressiva viene creata in automatico da Revit, tuttavia, con un semplice clik allinterno del testo possibile rinominare immediatamente il livello e di conseguenza la vista planimetrica. Come rinominare il livello

Ovviamente, anche la quota editabile, cliccandoci sopra potete liberamente impostare il valore di progetto corretto. Come rinominare la quota

Come nascondere il simbolo altimetrico Interfaccia del Browser

Non c un limite ai livelli che potete creare e, soprattutto, non c una prassi esatta da seguire: aggiungere e togliere livelli unoperazione semplicissima. Il sistema BIM si occupa di gestire tutti cambiamenti di quota. I livelli possono essere creati in un qualsiasi prospetto e in tutte le sezioni. Scendendo nel dettaglio e selezionando la linea orizzontale di livello, potete effettuare importanti operazioni grafiche.Togliendo il flag dopo il nome fate sparire dalla vista lintero simbolo altimetrico.

Fondamentale per essere veramente rapidi in fase di progetto: tracciate il livello velocemente, senza badare alla quota. In qualsiasi fase successiva sarete in grado di editare la quota altimetrica. Ogni volta che tracciate un nuovo livello, Revit crea in automatico una nuova planimetria. La troverete sempre in alto nel Browser sotto Piante dei pavimenti.

Maschera di visualizzazione dei livelli

Agendo sul simbolo di interruzione (sinusoidale) si pu gestire lo spostamento della freccia in alto o in basso per evitare fastidiosi accavallamenti. Inoltre, cliccando due volte sul triangolo del simbolo colorato di azzurro, vi posizionerete sulla vista corrispondente, in questo caso il livello 4. Questo vale per tutte i simboli di richiamo: i livelli, le sezioni, i prospetti. Questa funzionalit apparentemente banale permette unelevata velocit di progetto, in quanto, con laumentare del numero delle sezione e degli alzati, muoversi allinterno del progetto risulta assai macchinoso. Limmediatezza del simbolo permette di lavorare sempre e comunque dove necessario.

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[CAD&BIM]

importante sottolineare che i testi, gli spessori di linea e i simboli di ciascun livello si modificano automaticamente al variare delle scale di rappresentazione.

possibile governare la visibilit dei livelli in modo da gestirne anche la stampa. Con il tasto destro sulla parte bianca della finestra di lavoro, scegliete dal menu contestuale la voce Propriet della vista. Gestione dei livelli per la stampa Nella maschera di interfaccia scegliete a fianco delle Visibilit il tasto Modifica. Sotto la categoria Annotazioni trovate la voce Livelli che, per ottenere la scomparsa dei simboli, andr deselezionata. La maschera delle visibilit analoga a quella dei layer di AutoCAD. Qui, anzich ragionare su entit astratte, si agisce direttamente sugli elementi architettonici, come muri, porte, finestre, solette, tetti, sezioni e, appunto, livelli. Revit che crea in automatico le categorie, non occorre catalogarle.

A una scala bassa (1:20) i simboli si riducono e sono pronti per essere stampati Il livello un piano di lavoro e, dal momento che ci disegnate sopra, create in automatico un vincolo di appartenenza. Spostate il livello e tutto quello che avrete disegnato sopra si muover automaticamente. Vale a dire: se in Autodesk Revit cambiate la quota di un livello, lintero database verr aggiornato con le nuove coordinate, pertanto, in un edificio si sposteranno i muri esterni, gli eventuali tramezzi, le solette abbinate a quel piano, tutte le porte e le finestre, nel rispetto delle relative soglie, di arredi, impianti, pilastri ecc. decisamente un vantaggio sostanziale di tempo e una riduzione elevata della possibilit di errore. Una volta creati tutti i livelli pensati e immaginati,nel progetto, possibile associarli ai diversi componenti architettonici di Revit, cio i muri, le solette, le scale ecc. Associare vuol dire, per esempio, assegnare una dato livello alla base di un muro, imponendogli di partire proprio da una certa quota e di terminare in unaltra. Nelle propriet dei muri, cos come di tutti gli altri elementi, ci sono i vincoli che sempre si collegano ai livelli generati e impostati.

Maschera delle visibilit I livelli, cos come i piani di riferimento, sono la vera forza di Revit, sfruttateli appieno e la vostra produttivit si moltiplicher automaticamente. Sforzatevi di trovare associazioni e allineamenti, costruite gli oggetti vincolandoli ai piani e ai livelli, creerete, cos, un sistema organico di relazioni, assolutamente identico a quello che esiste in un progetto architettonico. I vantaggi si riscontreranno successivamente in tutte le fasi di modifica e aggiornamento. Nellesempio riportato di seguito, la variazione di un livello intermedio, che in AutoCAD comporterebbe il rifacimento dellintero progetto in alzato e in sezione, viene gestita automaticamente da Revit. Il livello si sollevato di 20 cm, tuttavia, lassociativit degli oggetti ha permesso di mantenere tutte le relazioni impostate negli elementi architettonici: muri, arredi, finestre e porte, ringhiere, scale ecc.

Propriet degli elementi e dei relativi vincoli

Prospetto con le quote parametriche (Studio Arch. Rattazzi)

[CAD&BIM]

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IN CANTIERE
Manutenzione in sicurezza dei fronti
I lavori di manutenzione sulle facciate di edifici esistenti sono caratterizzati da alcuni fattori di rischio per lincolumit delle persone coinvolte, lavoratori ed esterni, che devono essere attentamente valutati nella loro fase preparatoria, ossia, durante la progettazione, la programmazione e lorganizzazione dei lavori

Testo di Carmelo G. Catanoso, Lino Emilio Ceruti e Luca Mangiapane

La valutazione dei fattori di rischio eventualmente presenti durante le fasi di progettazione e di programmazione dei lavori competenza del progettista e del coordinatore per la sicurezza ed formalizzata nel PSC (piano di sicurezza e coordinamento), mentre, durante la fase di organizzazione e realizzazione dei lavori, la competenza ricade principalmente sullimprenditore, che rediger il POS (piano operativo di sicurezza) ed eventualmente il PiMUS (piano di montaggio uso e smontaggio), nel caso in cui per i lavori in altezza sia previsto il ricorso a ponteggi metallici fissi e/o ponti su ruote. I fattori di rischio da valutare, per una corretta realizzazione delle attivit di manutenzione, possono sintetizzarsi nei seguenti punti.

Caratteristiche delledificio oggetto dintervento Le caratteristiche delledificio e, in particolare, la sua conformazione geometrica influiscono notevolmente sulle modalit operative della manutenzione. Occorre valutare attentamente larticolazione della facciata, la presenza di aggetti, rientranze, balconi ecc. La finitura della facciata pu condizionare la sicurezza del lavoro, soprattutto per quel che riguarda la possibilit di ancoraggio delle opere provvisionali e dei DPI anticaduta.

Contesto ambientale dellarea su cui insiste ledificio Occorre determinare le particolarit del contesto ambientale e di tutte le preesistenze che possono interferire con la realizzazione dei lavori. necessario vaAttivit lavorativa da eseguire lutare la disponibilit di spazi da utilizzare per il canLe manutenzioni delle facciate sono sempre da rea- tiere, la viabilit veicolare e pedonale, la presenza di lilizzarsi in altezza con lausilio di idonee opere prov- nee elettriche e/o telefoniche o altri impianti aerei, visionali (ponteggi, ponti su ruote), ponteggi auto- lesistenza di solai/plateatici con portate ridotte, gli alsollevanti e/o piattaforme elevatrici. beri, i tralicci, i lampioni ecc. In relazione al tipo di intervento sono, inoltre, necessari macchine, impianti e attrezzature quali: appa- Presenza di persone non addette ai lavori recchi di sollevamento, betoniera a bicchiere, silos di Tra i non addetti ai lavori si devono considerare: i inerti,che richiedono un idoneo spazio per il loro po- residenti, i fruitori e tutti gli altri che per un qualsizionamento e funzionamento. siasi motivo si trovino a circolare nei pressi dellediDurante alcuni tipi di attivit, quali, per esempio, la ficio. Spesso, allinterno degli stabili, possono essere sostituzione di infissi, parapetti e ringhiere, necessa- presenti anche immobili commerciali, che non rio creare stoccaggi in cantiere. possibile chiudere durante lesecuzione dei lavori. Lattivit pu produrre scarti o macerie, provenienti sia dalle demolizioni che dalla posa in opera, che de- Con queste premesse,di seguito si analizza la sequenza vono essere allontanati. delle operazioni necessarie a programmare e a eseguire correttamente questo tipo di lavori.
VERIFICA DEL CONTESTO AMBIENTALE IN RELAZIONE AL TIPO DI ATTIVIT PROGRAMMATA I principali punti da verificare sono: Presenza di linee elettriche aeree a meno di 5 metri dalla zona di lavoro In caso di esistenza di linee elettriche, occorre prendere contatto con lente gestore per valutare le misure da adottare. In relazione al tipo di soluzione che sar proposto, si determineranno la possibilit e la modalit di utilizzo degli apparecchi di sollevamento e delle piattaforme elevatrici, nonch le configurazioni di montaggio dei ponteggi.

A seconda dellattivit, bisogna verificare la presenza di linee elettriche aeree, alberi o altre preesistenze, lesistenza di solai o pavimentazioni con portate limitate, la presenza di uno spazio per lallestimento del cantiere

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[In cantiere]

Presenza di solai o pavimentazioni con portate limitate La verifica delle portate delle diverse aree in cui si dovranno piazzare macchine e attrezzature risulta importante al fine della determinazione della loro tipologia. Nel caso in cui la portata sia insufficiente, si dovr procedere a opportuni puntellamenti o rinforzi o alla scelta di diverse modalit operative. Disponibilit di adeguato spazio per lallestimento del cantiere bene che il cantiere sia sempre delimitato con idonee recinzioni, al fine di evitare la presenza di personale non addetto ai lavori allinterno di zone pericolose. Occorre definire a priori quali siano gli spazi attorno alledificio che possono essere utilizzati per la gestione del cantiere, che vanno definiti con la committenza sulla base delle reali esigenze di entrambi. Nel caso in cui i lavori interessino delle aree pubbliche, si dovranno verificare presso il Comune la reale possibilit di occupazione del suolo pubblico e, nel caso di necessit di modifica della viabilit, i vincoli imposti dallufficio comunale della viabilit. da tener presente che lindisponibilit di adeguati spazi condiziona in modo pesante le modalit operative e le soluzioni tecniche e tecnologiche. Presenza di alberi o altre preesistenze La presenza di alberi ad alto fusto o di altre preesistenze quali pali, tralicci, lampioni deve essere accuratamente valutata in merito alla tipologia dei lavori da eseguire e per quanto concerne la movimentazione dei materiali. Labbattimento o le potature consistenti degli alberi sono quasi sempre soggetti alla richiesta di autorizzazione allufficio comunale competente. VERIFICA DELLINTERFERENZA CON I FLUSSI DELLE PERSONE E LA VIABILIT CIRCOSTANTE In relazione al tipo di attivit e alle necessit delle persone, si dovr provvedere alla definizione di passaggi carrabili e veicolari alternativi a quelli interessati dal cantiere. Per quanto possibile, i percorsi saranno posti lontano dalle aree di movimentazione dei mezzi e di possibile caduta dei materiali. Dove questo non sia possibile, occorre proteggere i percorsi contro i rischi conseguenti allattivit. In particolare, le misure di protezione da mettere in atto saranno: predisposizione di passaggi protetti mediante portali realizzati con elementi da ponteggio (solitamente a tubi e giunti), protezioni da erigersi in prossimit degli accessi alle diverse zone delledificio, compresi quelli utilizzati saltuariamente; realizzazione sui ponteggi di mantovane o parasassi, da prevedersi su tutti i lati in cui possibile la caduta di materiali dallalto; per evitare la dispersione di polvere e la caduta di materiali minuti, bene che il ponteggio sia chiuso con teloni, che non possono, comunque, sostituire gli altri sistemi di protezione precedentemente indicati; il montaggio delle opere provvisionali in prossimit dei luoghi di passaggio andr realizzato in orari di minimo afflusso di persone esterne e sotto la supervisione di uno o pi operatori, con il compito di regolare il passaggio; nei momenti di sollevamento di materiali con autogr, qualora il transito interessasse dei passaggi, occorrer procedere come al punto precedente. VERIFICHE DA REALIZZARE IN RELAZIONE ALLA GEOMETRIA DEL FABBRICATO La geometria del fabbricato pu condizionare in modo pesante la scelta delle attrezzature con cui eseguire i lavori in altezza. Su facciate lineari sar possibile intervenire anche con piattaforme elevatrici e ponteggi autosollevanti, mentre, su facciate articolate con rientranze e sporgenze, occorrer procedere con linstallazione di idonei ponteggi. Anche i materiali con cui la facciata realizzata possono condizionare le scelte esecutive, se questa di pregio o comunque vetrata, difficilmente si potranno montare ponteggi con tutti gli ancoraggi previsti dal libretto di autorizzazione ministeriale. In questo caso, si dovr ricorrere a soluzioni alternative o a ponteggi progettati ad hoc. ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE Recinzione delle aree di lavoro Le aree di cantiere e di deposito dei materiali devono essere tutte recintate con elementi fissi di altezza non inferiore a 2 metri. Gli accessi alle aree saranno tutti dotati di porte chiuse con lucchetto e, in caso di utilizzo di recinzioni in pannelli di rete elettrosaldata su piedi di cemento, questi dovranno essere fissati a terra e i pannelli legati tra di loro. Possibilmente, la recinzione sar opaca per impedire dallesterno la vista del cantiere. Segnalazione del cantiere In relazione alla presenza di traffico veicolare, la recinzione esterna del cantiere andr opportunamente segnalata conformemente a quanto prescritto dal Regolamento di attuazione del Codice della Strada e dal D.M. 10 luglio 2002. In prossimit degli accessi si dovr sistemare lidonea cartellonistica di sicurezza, compreso il divieto di accesso ai non addetti ai lavori. In vicinanza agli eventuali tunnel di protezione del passaggio dei pedoni, andr posizionata la cartellonista che evidenzia la necessit di usufruire del passaggio protetto, in modo da non essere coinvolti nelleventuale caduta di materiali dallalto.

necessario definire i passaggi carrabili e veicolari alternativi a quelli interessati dal cantiere, oppure proteggere gli esistenti contro i rischi conseguenti alla caduta di materiali dallalto e alla movimentazione dei materiali

I detriti prodotti dalle demolizioni devono essere spostati per mezzo di cassoni movimentati con apparecchi di sollevamento, oppure mediante idonei convogliatori di macerie, prestando attenzione alla formazione di polvere

[In cantiere]

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IMMAGINI ESPLICATIVE DELLATTIVIT


PONTEGGIO PER LA RISTRUTTURAZIONE DI UNA FACCIATA DI UN EDIFICIO DEL CENTRO STORICO Lo spazio a disposizione non ha permesso lallestimento di unarea di cantiere a terra. Per la protezione contro la caduta di materiali dallalto sono stati predisposti una robusta mantovana sul fronte del ponteggio e un telo di protezione contro la caduta di materiali minuti. Si evidenzia che, pur essendo il ponteggio realizzato secondo schemi tipo autorizzati, il montaggio del telone pubblicitario ha reso necessario il progetto dellopera provvisionale. Per evitare che non addetti ai lavori potessero accedere al ponteggio, fino a unaltezza di 4 m stata messa in opera una robusta cesata. La disposizione del ponteggio stata studiata attentamente al fine di lasciare il libero accesso alle attivit commerciali presenti al piano terra. STUDIO PRELIMINARE

Tavola predisposta a livello di progettazione condivisa dai gestori delle attivit commerciali presenti nellimmobile.

OPERAZIONI DI SMONTAGGIO Non avendo a disposizione aree fisse di cantiere, per lo smontaggio del ponteggio si proceduto nel seguente modo (procedura di PSC): attivit realizzate nel pomeriggio di chiusura settimanale delle attivit commerciali; occupazione del suolo pubblico con modifica della viabilit per realizzare unarea di servizio su una testata del ponteggio; recinzione completa di area di servizio; smontaggio del ponteggio calando i pezzi solo nella zona dellarea di servizio, avvenuto con la protezione fornita dalla mantovana del ponteggio; smontaggio della mantovana durante la momentanea chiusura della strada con transenne e presenza di operatori a terra a dirigere il flusso dei passanti.

PONTEGGIO MONTATO SU UN BALCONE Nellimmagine si nota un ponteggio montato a partire da un balcone. Questo tipo di realizzazione presuppone una verifica strutturale del piano di appoggio per determinare leventuale necessit di ricorrere al rinforzo dello stesso, cosa non necessaria in questo caso.

PONTEGGIO DISCOSTO DALLA FACCIATA In questo caso, larticolazione della facciata e la presenza dellapertura centrale rendono necessario il posizionamento del parapetto anche sul lato interno del ponteggio.

LAVORI DI MANUTENZIONE CON PIATTAFORMA ELEVATRICE Al fine di eseguire i lavori di manutenzione con la piattaforma elevatrice, stata richiesta la chiusura della strada al traffico e predisposto un passaggio protetto per i pedoni. Il tunnel stato realizzato con elementi di ponteggio in tubi e giunti.

PROTEZIONE DEGLI INGRESSI Per effettuare in sicurezza i lavori di sostituzione degli infissi, sullingresso di questo edificio scolastico stato realizzato un robusto impalcato di protezione, idoneamente progettato allo scopo.

CASTELLO DI TIRO PER LAVORI DI FACCIATA Il castello di tiro stato realizzato come appendice del ponteggio stesso.Al di sotto del castello presente il sottoponte. Questi tipi di castelli devono essere progettati da un ingegnere o da un architetto abilitato alla libera professione. Le modalit di montaggio e smontaggio vanno riportate nel PiMUS.

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[In cantiere]

Impianti di cantiere Gli impianti di cantiere bene che siano realizzati ex novo, con allacciamenti effettuati direttamente dallimpresa esecutrice. In questo modo si evita la commistione con il committente. Nel caso di utilizzo di energia elettrica della committenza, bene che limpresa non si colleghi direttamente con le proprie attrezzature allimpianto elettrico, ma che posizioni sempre un suo quadro elettrico ASC, da cui derivare limpianto di cantiere. Realizzazione delle opere provvisionali La presenza di un ponteggio richiede la predisposizione del PiMUS (piano di montaggio, uso e smontaggio del ponteggio) da parte dellimpresa addetta al montaggio. Questo documento deve avere i contenuti minimi previsti dalla circolare n. 25/2006. La redazione del documento presuppone una accurata analisi di quanto detto in precedenza riguardo alle verifiche, al fine di determinare lo schema di montaggio adeguato. Si ricorda che nel PiMUS deve essere sempre contenuto il disegno del ponteggio per montaggi semplici, mentre risulta necessario il progetto redatto da un ingegnere o da un architetto per gli schemi maggiormente complessi. Una particolare attenzione va posta allappoggio del ponteggio e alle presenze di aggetti e sporgenze di facciata; occorre ricordare che, per distanze dalla facciata maggiori di 20 cm, obbligatorio montare i parapetti anche sul lato interno. Nel montaggio del ponteggio, una particolare attenzione va posta anche nel chiudere lo stesso allaccesso di persone non addette ai lavori in tutti i punti di contatto con lesterno, come in corrispondenza di logge e balconi. Trasporto e calo dei materiali severamente vietato gettare del materiale dallalto, per questo motivo i detriti provenienti dalle demolizioni devono essere allontanati allinterno di idonei cassoni movimentati con apparecchi di sollevamento o mediante degli adatti convogliatori di macerie. Nellutilizzo dei convogliatori si deve prestare attenzione alla formazione di polvere. Nel caso in cui ci siano materiali da portare in altezza, bene prevedere sul ponteggio delle piazzole di carico in cui depositare con lapparecchio di sollevamento i materiali. Queste piazzole, che bene che risultino sfalsate, devono essere previste nel PiMUS ed essere realizzate di conseguenza. REALIZZAZIONE DELLATTIVIT LAVORATIVA Una volta compiute le attivit di cui ai quattro punti precedenti, durante la realizzazione dellopera: i lavori devono essere sempre condotti nel rispetto della sicurezza delle persone che si trovano allinterno delledificio o in zone limitrofe, considerando le modalit di sollevamento e trasporto dei materiali e le eventuali fasce di rispetto del rumore; nel caso di cui i lavori interessino unit immobiliari, si dovranno prendere idonei contatti con il fruitore di questi spazi, al fine di limitare i rischi e i disagi; nelle situazioni di pericolo non adeguatamente contemplate, bisogner interrompere i lavori.

Contributi a cura di

SEBASTIANO BRANDOLINI
Si laurea nel 1982 presso la Architectural Association di Londra. Dal 1984 al 1996 stato caporedattore di Casabella. Nel 2003 finalista della Medaglia dOro alla Critica darchitettura della Triennale di Milano. autore di monografie su Gullichsen Kairamo Vormala e su Alberto Ponis. Nel 2005 pubblica il volume MilanoNuova architettura; nel 2007 esce un volume analogo su Roma. professore a contratto presso le Universit di Genova, di Ferrara e presso la Kent State University di Firenze. Dal 1990 svolge attivit professionale, concentrandosi su temi riferiti al risparmio energetico e alledilizia residenziale.

SILVIA GHIACCI
Architetto, titolare dello Studio di Pianificazione Urbana, esercita la propria attivit in Milano nel campo della progettazione architettonica e urbanistica. Si occupa di riqualificazione urbana e di Piani urbani del Traffico, ha pubblicato libri e articoli su riviste specializzate. Dal 1998 collabora con il Politecnico di Milano e con alcune societ private in qualit di docente di corsi di formazione sul software AutoCAD di Autodesk.

FRANCESCO REPHISTI
Architetto e dottore di ricerca in Storia dellArchitettura, attualmente ricercatore presso la Facolt di Ingegneria Edile-architettura del Politecnico di Milano. Dal 1997 collabora con le riviste Lotus e Navigator. I suoi studi sono prevalentemente indirizzati verso larchitettura di Et moderna e contemporanea e verso il paesaggismo contemporaneo. stato curatore delle mostre sulla facciata del Duomo di Milano (2002 e 2003) e ha collaborato alla realizzazione delle esposizioni Asfalto (Triennale di Milano, 2003), Entrez lentement (Milano, 2005) e Architettura contemporanea in Italia. Conflitti (Salerno, 2005).

Il tema energetico di grande attualit. Il recepimento legislativo delle norme europee da parte del D.Lgs. n. 192/2005 ha rinnovato l'attenzione sul rapporto tra costruzione ed efficienza energetica. In questa nuova rubrica L'Esecutivo delineeremo alcuni percorsi progettuali, verificati dalla pratica costruttiva, con l'intento di suggerire al progettista interessanti soluzioni realizzate con tecniche MASSIMO LEMMA e materiali tipici della tradizione di cantiere italiana. Nei prossimi numeri si proporranno alcune docente di Costruzioni Edili presso la Facolt di Ingegneria ipotesi inerenti la ventilazione dei muri, delle pavimentazioni, vani e delle coperture dellUniversit Politecnica delle Marche, dovedei svolge attivit interrati di
DORIS CARAMIA
Architetto libero professionista, alla attivit di progettista affianca da anni la ricerca sullistituto concorsuale, con particolare attenzione ai rapporti tra concorso di progettazione, elevazione delle esigenze della committenza e qualit in architettura. Oltre ad alcune pubblicazioni sullargomento ha svolto sino al 2004 attivit di consulenza in materia concorsuale per lOrdine degli Architetti di Milano per lo sviluppo, a carattere istituzionale, di una corretta informativa sui bandi e sugli esiti e per limpostazione unitaria di linee guida per la redazione dei bandi di concorso di architettura. ricerca allinterno del Dipartimento di Architettura, Costruzioni e Strutture (DACS). Nella stessa facolt tiene inoltre i corsi di Qualit e Sicurezza degli Edifici e Progettazione degli E lementi Costruttivi. Svolge inoltre attivit di consulenza occupandosi di edilizia di nuova costruzione e di recupero del patrimonio edilizio esistente. Collabora con enti accreditati per lattivit di verifica e validazione dei progetti.

MATTEO RUTA
Ingegnere e dottore di ricerca in Ingegneria ergotecnica edile, ricercatore di Produzione Edilizia presso il Dipartimento Best del Politecnico di Milano e docente presso il Polo Regionale di Lecco. Il suo campo di ricerca linnovazione tecnologica di prodotto, con particolare attenzione all'incremento della qualit operativa ed energetica dei componenti. Partecipa inoltre alla realizzazione di alcuni edifici sperimentali sviluppati dal Politecnico di Milano.

ALESSANDRO MAGGIONI
Laureato in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, ha iniziato la sua attivit presso importanti aziende come la Yomo per poi approdare all'esperienza federativa presso ANIMA, dove segue sia a livello tecnico che politico le segreterie di alcune fra le pi importanti associazioni di settore fra cui UNAC, Assoferma, UCIF e UMAN. Partecipa in qualit di esperto tecnico nelle commissioni UNI, CEN e CEI che si occupano di sviluppare le norme di riferimento per queste associazioni. autore di numerosi articoli sul tema della protezione attiva e passiva dal fuoco, della sicurezza in ambito aziendale, dell'applicazione delle principali direttive europee che interessano il settore dell'industria meccanica.

ANDREA TORRE
Architetto, ha lavorato per anni nel campo della progettazione come libero professionista e per una societ di ingegneria. Ha curato due edizioni del volume Metamorphosis, sulla progettazione CAD tridimensionale e ha insegnato disegno automatizzato in diversi istituti di formazione. Per Il Sole 24 ORE ha pubblicato il libro Recupero edilizio e restauro. Sei casi di utilizzo del sistema BIM, nella collana Strumenti di progettazione. Attualmente responsabile del settore Architettura della societ Systema, rivenditore certificato dei prodotti Autodesk.

CARMELO G . CATANOSO
Ingegnere, gi responsabile del servizio sicurezza e ambiente di una grande impresa di costruzioni, svolge attualmente attivit professionale come consulente aziendale. Autore di numerosi libri e articoli in materia di sicurezza sul lavoro e tutela dell'ambiente, stato consulente di alcuni ministeri e membro del Comitato scientifico della Conferenza nazionale dei Lavori pubblici.

LINO CERUTI
Architetto, svolge la libera professione come coordinatore della sicurezza. Autore di numerosi articoli in materia di sicurezza nei cantieri, consulente d'impresa, docente in corsi di formazione e di aggiornamento professionale, relatore in seminari e convegni sulla Direttiva Cantieri, consulente tecnico d'ufficio del giudice e consulente di parte in procedimenti civili e penali.

LAURA ELISABETTA MALIGHETTI


Architetto e dottore di ricerca in Ingegneria ergotecnica edile, ricercatore di Architettura tecnica presso il Dipartimento Best del Politecnico di Milano. Si occupa della definizione di strategie e strumenti per la progettazione e il recupero funzionale-spaziale e tecnologico dell'edilizia residenziale. Sull'argomento autrice di libri e articoli su riviste di settore. docente incaricato del Laboratorio di Recupero e conservazione degli edifici presso la Facolt di Ingegneria edile-Architettura del Politecnico di Milano, Polo regionale di Lecco.

ALESSANDRO TRIVELLI
ISvolge la libera professione a Milano come socio dello studio SDARCH Trivelli&Associati. Dottore di ricerca in Ingegneria Edile, nel corso del dottorato di ricerca ha sviluppato un sistema di valutazione della sostenibilit degli interventi edilizi e compatibilit ambientale del processo progettuale. Ha svolto attivit di ricerca nel Progetto PRIN del Politecnico di Milano e partecipa al progetto di ricerca della Comunit Economica Europea SHE Sustainable Housing in Europe. Vice-presidente della sezione Inbar di Milano e membro del Curatorium dellIstituto Nazionale di Bioarchitettura, partecipa a seminari e convegni di studio e collabora con alcune riviste di settore.

DESIGN . DOC
Studio associato di giornalismo specializzato nei settori dellarchitettura, del design, dellarredamento. Creato nel 2005 da Susanna Berengo Gardin, Manuela Cifarelli, Mariaclara Goldschmiedt, Marcella Ottolenghi, Lidia Prandi, Diletta Toniolo, collabora con diverse testate giornalistiche. Grazie alla pluralit delle esperienze professionali e delle competenze acquisite, Design.doc propone una lettura specializzata, ma trasversale, del mondo del progetto.

LUCA MANGIAPANE
Ingegnere civile, autore di testi e articoli in materia di sicurezza sul lavoro, espleta la propria attivit professionale come consulente aziendale e coordinatore per la sicurezza.

STEFANO ZANUT
Architetto, fa parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Da tempo svolge attivit didattica e di ricerca nel campo della sicurezza, affrontando i particolari aspetti connessi con vulnerabilit di persone e sistemi in caso dincendio. Per Il Sole 24 ORE ha pubblicato numerosi contributi sul quindicinale Ambiente&Sicurezza e, in collaborazione con altri autori, il volume Accessibilit e sicurezza dei luoghi di lavoro.

MARCO FOSSI
Architetto, ha collaborato dal 1995 al 1997 allattivit di sperimentazione e certificazione di componenti edilizi svolta presso lIstituto per le Tecnologie della Costruzione del CNR. stato funzionario tecnico dellUNI dal 1997 alla fine del 2004 con il ruolo di segretario delle commissioni Prodotti e sistemi per lorganismo edilizio, Processo edilizio e Vetro. Ha inoltre ricoperto il ruolo di segretario in alcuni organi tecnici dellente di normazione europeo (CEN), operanti anchessi nel campo delledilizia. Dal 2005 responsabile dellUfficio Normativa di Federlegno-Arredo.

Gli inserzionisti

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Sul prossimo numero

Edifici a torre
Progetti Quando larchitettura pensa in altezza Materiali e sistemi Finiture ad hoc con casseri per faccia vista Impianti Ascensori: soluzioni per il futuro
IN CANTIERE
Lavorazioni in sicurezza: lesecuzione delle strutture in calcestruzzo armato 151 N0 / 2005 [Gli inserzionisti] [Contributi a cura di] 06/06 151

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