k ronstadt 20

© Massimo Ghimmy

periodico bimensile Numero 20 Mercoledì 25 Gennaio 2006

kronstadt è tornato

La rivista che avete in mano è il frutto di un’iniziativa nata da un gruppo di amici che volevano raccogliere la sfida di creare uno spazio in cui i giovani potessero mettere liberamente alla prova i loro talenti comunicativi, per svago, per divertimento, per sfogo, ma anche per iniziarsi –seriamente, e non per modo di dire– al lavoro del cronista, o dello scrittore, o del poeta, o del traduttore, o dell’illustratore, o del fotografo, o del critico… I vantaggi di questa “palestra” sono anzitutto nel fatto che non è richiesto un tirocinio sfruttativo, o delle raccomandazioni più o meno camorristiche come spesso accade nel mondo della comunicazione, e inoltre che questo spazio giornalistico si vanta della propria indipendenza, cioè il non dover subire l’influenza di alcun tipo di istituzione o partito, quando è sicuro delle proprie scelte. Ora, dopo più di due anni, venti numeri, un gran numero di importanti iniziative e collaborazioni, la redazione ha bisogno di ampliarsi. Questo è un invito, non abbiate paura a contattarci, può essere sia un’occasione di divertimento che una preparazione al lavoro, in cui la parola d’ordine è fare, fare, fare. A presto.

Fotografia: Simone Leddi /A.F.A.

preparatevi a guardare lontano

Appello Rappresaglia egenerazionaleun male alla doppia Più di dieci anni fa, all’inizio del- Stato delle politiche pubbliche, E questo è famiglie permettono ai il legame econoavventura universitaria, per un’altra informazione la mia miei genitori che molto solo le di accedere alla forma- potenza, poichétende a non scingiovani mico, che oggi dissi ai
A volte fa bene fermarsi per qualche momento, guardare indietro, guardare con quale intenzioni si è partiti, come si è andati avanti e dove si è arrivati. Siamo partiti, nel primo numero di Kronstadt, con un Appello per un Altra Informazione. La prima parte recitava: “In città si avverte l’esigenza di un altro tipo di informazione che si affianchi a quella già presente, riflesso di una logica di monopoli dominante a livello mondiale, e che renda conto delle necessità di comunicazione presenti nella società. Le associazione del terzo settore, il Comune e l’Universià, le Scuole Superiori non hanno in questo momento a disposizione un sistema informativo che permetta loro la comunicazione e il confronto”. La cultura come risorsa. L’Università e il territorio. Il compito dell’Informazione. Procuratevi il primo numero di K dal nostro sito internet (www.kronstadt.it) o rileggetelo tutto. È un bell’appello. Dicevamo, a volte è necessario fermarsi per ripartire, capire dove si è sbagliato e non abbattersi perchè possiamo migliorare, vedere tutto quel che di buono abbiam fatto (in ultima pagina vi presentiamo OMP, l’associazione nata da Kronstadt e Acceleratore di Particelle, e quello che fa) e non esaltarsi perché la strada è ancora lunga e impervia e non scoraggiarsi perché in fondo sappiamo che è una strada che percorreremo per tutta la vita. Dal prossimo numero Kronstadt cambierà nella veste grafica e cercherà di innovarsi parzialmente nei contenuti perché non sta bene adagiarsi sugli allori e sulla routine, con la consapevolezza di avere un appello a cui tener fede, di dover mantenere uno spazio davvero aperto per un libero confronto a Pavia, per un’informazione diversa e non massificata; con la consapevolezza di essere una palestra che allena i lettori a vagliare criticamente l’enorme mole d’informazione che ci perviene ogni giorno dai Mass Media, di essere una palestra per chiunque voglia imparare a fare giornalismo e cultura indipendente. Si va avanti e si evolve, e si cerca di non perdere le proprie radici. si condivide e si percorre una parte del proprio percorso personale, grande o piccola che sia, e così si perde gente per strada e se ne acquista di nuova, e dopo aver esultato perchè “dopo tutto siamo ancora qui” si va avanti: prossimamente vi parleremo della storia industriale di Pavia e di Hannah Arendt, degli immigrati e della legge 194, degli erasmus e di Charles Darwin. Sì, da adesso in poi ne vedrete delle belle. Domenico Santoro difficilmente avrei potuto avere il tenore di vita a cui mi avevano abituato e che speravano. Non ero dotato del carisma profetico, ma osservavo i segni di un cambiamento che stava avvenendo attorno a me e che preparava un futuro molto più incerto di quello che avevano affrontato loro nei primi anni della loro vita autonoma. Molti diritti che loro davano per acquisiti sarebbero stati rimessi in discussione e grandi mutamenti sociali sarebbero avvenuti. Allora avevo solo un presentimento confuso che il decennio tra la fine degli anni Novanta e i primi anni del Duemila ha confermato. Ciò non significa che per la mia generazione, e quelle più giovani ancora, non vi siano opportunità di crescita personale e di formazione, anche di massa, che i nostri genitori potevano solo sperare. Ma significa che queste opportunità non sono sfruttabili in autonomia, ma sono vincolate all’aiuto determinante delle famiglie, e che per pochissimi queste opportunità si possono trasformare in concrete possibilità di indipendenza, di affermazione e di realizzazione sociale se non in tempi molto lunghi. Questo apre due ordini di riflessioni critiche. La prima riguarda l’autonomia e l’indipendenza economica, sociale e ideale dei giovani dalle famiglie, in quanto ancora giovani, e non in una futura maturità, sempre di là da venire. Nella totale assenza dello zione superiore universitaria e di sopportare il peso della precarietà, dell’incertezza lavorativa e della scarsa retribuzione su cui si basa un intero sistema economico-produttivo di sfruttamento fondato su stages non retribuiti, contratti di collaborazione, nomadismo lavorativo e occupazioni a tempo determinato che non permettono alcuna progettualità di vita, e quindi nessuna reale affermazione sociale in quanto soggetti autonomi, e non solo soggetti anonimi di un circuito economico. Anzi, a ben guardare nemmeno di quello, poiché molti giovani esistono come consumatori solo in virtù della funzione assistenziale delle famiglie che forniscono l’introito dei danari da spendere per le necessità vitali e anche per i piaceri voluttuari. dersi mai, col nucleo d’origine ostacola la responsabilizzazione degli individui giovani come soggetti storicamente collocati, in un contesto sociale determinato, con le sue contraddizioni, le sue difficoltà, le sue ingiustizie. Non solo, ma ostacola anche l’acquisizione di una piena consapevolezza e maturità come soggetto collettivo, portatore di istanze comuni, generazionali proprie di un particolare momento storico, aumentando il sentimento di isolamento, di solitudine, di disorientamento che si fa sentire in modo prepotente quando il singolo si trova in difficoltà in un mondo di coetanei apparentemente soddisfatto e realizzato, ma coi soldi di papà. La seconda riflessione critica ricontinua a pagina quattro

2 pagina - cronache
La Gaia Scienza, Non dimentichiamo il darwinismo - approfondiamo darwin Pensare da sé, L’attualità di Hannah Arendt - teoria politica attuale dopo cent’anni: minoranze, apolidi e natura umana Blog/1, Due giga sono due giga - futuro, web e informazione.

3 pagina - comunicati
Senza Filtro - ultima puntata della delirante rubrica del Piccolo Esteta Secs in de cronstad - amore e nicotina a confronto... [...] - da Selma’s Songs, Le poesie di Ossian, James Macpherson

4 pagina - cronache
Le colonne dell’accesso, Officina Multimediale Pavese - È nata una nuova associazione! Creative Pavia - Nuove iniziative nella nostra città!

La dimentichiamo il darwinismo Gaia Scienza Non
Approfondiamo il darwinismo per meglio comprendere il perché di nuove tendenze e controversie mediatiche Passeggiando per le strade dell’elegante quartiere di South Kensington, nel cuore di Londra, ben lontani dalle ultime rivendicazioni creazioniste, si può accedere ad uno stupendo edificio neogotico che ospita il Museo di Storia Naturale, parte di un imponente complesso in cui uno spazio di primissimo piano è dedicato al Darwin Centre, in parte museo ma soprattutto moderno centro di ricerca che si occupa principalmente di tassonomia (branca della biologia che si occupa dell’ordinamento degli organismi viventi in categorie e raggruppamenti, in funzione delle loro somiglianze e differenze). Qui giovani ricercatori ti forniscono di camice bianco e ti portano (ogni mezzora… gratis) in peregrinazione tra migliaia di reperti in formalina e - ci tengono a rassicurarti - lo spirito del noto compatriota tra di loro vive ancora. In una sala del Centro è allestita una mostra fotografica, discretamente surreale, di volti di scimmie delle specie più disparate. Il tema dell’esposizione è Expression and emotions in Man and gli esseri Animals, umani sono titolo di un animali libro meno noto di Darwin ma sorprendente per la forza delle nuove idee, attraverso il quale l’attento osservatore inglese riafferma in modo fragoroso il proprio dubbio che “gli esseri umani possano porsi su un piedistallo al di sopra della palude della brutalità animale”. Singolare è che il mancato medico e reverendo abbia avuto forse più fortuna tra i suoi contemporanei che tra i posteri:

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strumenti
che traeva origine dalla visione filosofica posta alla base della società vittoriana, sono eliminati balzi, bruschi cambiamenti e trasformazioni rivoluzionarie. Queste idee hanno dato origine ad un’animata controversia trascinatasi fino ai giorni nostri, poiché il quadro attuale delle testimonianze fossili conosciute è pieno di spazi vuoti. Ma mentre Darwin pensava che si trattasse semplicemente di scoprire i “pezzi mancanti”, ai giorni nostri è stata elaborata la teoria dell’equilibrio punteggiato (Gould ed Eldrege), che evidenzia lunghi periodi di stasi intercalati da esplosioni relativamente brevi di evoluzione gradualistica: ciò non è in contraddizione con la selezione naturale, bensì arricchisce e rafforza il darwinismo. È il gradualismo che dobbiamo rifiutare, non il darwinismo. Alessio Vagnoni

anche google e yahoo seguono i principi del darwinismo

periodico bimensile Numero 20 Laurier thym, Sextidi, 6 Pluviôse, An CCXIV

Blog/1 Due giga

sono due giga
traverso i portali come Yahoo e Google. Le fortune di queste società sono fondate sui servizi di ricerca e classificazione accanto ai quali forniscono vari servizi supplementari (yahoogroups, gmail) generalmente in maniera gratuita. Il ritorno economico viene loro principalmente alla pubblicità che riescono a raccogliere con sistemi come AdSense. Sembra quindi uno scambio equo: l’utente ha accesso a servizi gratuiti e in cambio si sorbisce della pubblicità. Le multinazionali mi pagano, attraverso Google o Yahoo, la casella di posta da sempre più 2Giga e lo informazioni spazio per personali venscaricare le gono raccolte foto (Flickr ad esempio) per farle vedere ai propri amici. Il trionfo del libero mercato. Ma non è così semplice. Quanto più gli utenti utilizzano questo tipo di sistemi come utenti registrati (necessario ovunque per avere la posta elettronica) tante più informazioni personali vengono raccolte. La posta elettronica passa dai loro server e viene utilizzata per raccogliere informazioni statistiche sugli argomenti di conversazione degli utenti. Più semplicemente le informazioni anagrafiche incrociate con le parole inserite per le ricerche possono permettere di realizzare un profilo di consumatore per ogni utente. E non è solo una questione oziosa di privacy perché c’è un risvolto quanto meno inquietante. Questo tipo di informazioni sono, evidentemente, oggetto di commercio, e hanno un notevole valore economico (il 99% delle entrate di Google deriva dalla pubblicità), ma non sono solo di tipo commerciale (che libri legge l’utente o che cibi predilige) quelle che vengono archiviate: la raccolta avviene indiscriminatamente su tutti gli aspetti della “vita virtuale” degli utenti: l’iscrizione a mailing list, i forum frequentati… Chi detiene questa conoscenza ne detiene il relativo potere. Solitamente non dovrebbero essere conservate nelle questure. Ultimamente, dopo l’undici settembre questo princhi detiene cipio non questa coè più così c o n d i v i s o , noscenza ne e l’opinione detiene il repubblica è lativo potere sedotta dall’idea che i governi debbano avere maggiori poteri in questo campo, il Patriot Act ne è un buon esempio. Ma cosa dire di un’azienda privata che detiene, in maniera del tutto legale ed entusiasticamente autorizzata dall’utente stesso (due giga sono due giga), lo stesso potere? Kemper C. Boyd

Pensare di Hannah Arendt da sé L’attualità
«Non ho il dovere di risolvere le difficoltà che creo. Le mie idee possono anche essere sempre un po’ sconnesse, o sembrare anche contraddirsi: conta solo che siano idee in cui i lettori possano trovare materia per pensare-da-sé1». E’ possibile trovare nuove forme di convivenza in un mondo interrelazionato in cui di fatto non esistono più comunità omogenee dal punto di vista etnico e culturale? Ha ancora efficacia una nozione di “diritti umani” che non abbia altra garanzia politica se non un’astratta e ormai poco «sacrale» natura umana? Partendo da questi interrogativi vorrei proporre nei prossimi articoli un possibile percorso di lettura delle pagine centrali de Le origini del

l’allora professore di geologia all’università di Cambridge, Sir Sedgwich, riconobbe subito la teoria dell’evoluzione per selezione naturale come l’elemento di unione fra le molte branche della biologia, e preconizzò a Darwin un posto tra i più grandi scienziati del mondo. Niente di più vero. Darwin era stato colpito, ed aveva accettato forse troppo ingenuamente la dottrina di Malthus secondo cui eventi naturali, come la crescita della popolazione, porterebbero a ridalla divinità sultati quali povertà e al caso come carestie motore delche, a loro l’evoluzione volta, favorirebbero la lotta per l’esistenza. Ma mentre Darwin esprimeva i propri principi in termini esclusivamente naturali, Malthus credeva che la causa prima dei risultati presi in considerazione fosse un’istituzione divina. E, ironia della sorte, Darwin dimostrava che la libera concorrenza -chiamiamola pure la lotta per l’esistenza- che gli economisti esaltavano come il più alto prodotto storico, fosse lo stato normale del regno animale. Darwin concepiva l’andamento dell’evoluzione come un processo graduale di fasi ordinate, che procedeva a ritmo costante; egli aveva fatto suo il motto di Linneo “Natura non facit saltus”, ed era così vincolato al suo gradualismo che costruì la sua teoria interamente in base ad esso. Lo stesso Darwin dichiarò che le testimonianze geologiche erano estremamente incomplete, ma per tutta la vita egli cercò di ricostruire un’evoluzione graduale di fenomeni che a prima vista sembravano il prodotto di origini improvvise. Da questo tipo di gradualismo,

Ai vantaggi che offrono portali come Google e Yahoo fanno da contraltare problematiche di privacy e gestione delle informazioni. HTML significa HyperText Markup Language, ovvero un linguaggio, un insieme di istruzioni, per descrivere un ipertesto. La caratteristica fondamentale dell’ipertesto è di presentare delle informazioni con un sistema di collegamenti per raggiungere informazioni correlate. I link in una pagina di wikipedia forniscono le definizioni dei termini utilizzati in quella pagina e permettono di costruire infiniti percorsi di esplorazione della conoscenza raccolta nell’enciclopedia. La navigazione per link è quindi sostanziale all’intero web, tutto è nato intorno a questo paradigma di organizzazione dei contenuti. E questo appare chiaro ogni volta che apriamo un blog e saltiamo da un link all’altro leggendo, guardando, ascoltando. Ma non è così semplice. Il Big Bang cominciato nel giugno 1993 ha creato un mondo, virtuale, il web, semplicemente troppo complesso per essere visto come un semplice aggregato di pagine collegate. Con l’aumentare del numero delle pagine è diventato semplicemente impossibile raggiungere una qualche pagina esclusivamente saltando da un link all’altro. L’evoluzione naturale, quella messa in burla dagli stolti creazionisti, fornisce un’ottima spiegazione alla nascita dei

totalitarismo. Nella sezione dedicata all’imperialismo Hannah Arendt introduce il problema delle minoranze e degli apolidi affrontando i temi più generali della contraddittorietà dello stato-nazione e dell’inefficacia dei diritti umani. La Arendt delinea il suo pensiero nell’immediato dopoguerra, quando cominciava ad emergere la verità sui campi di concentramento e si sentiva l’urgenza di trovare una soluzione politica alla questione ebraica. Sono le notizie di cronaca che leggiamo quotidianamente a rendere ancora attuali queste analisi che, senza voler offrire una spiegazione del presente attraverso criteri di analogia col passato, possono fornire una luce interpretativa non superficiale sul nostro

tempo. Testo di riferimento: 1 Hannah Arendt, L’umanità nei tempi oscuri. Riflessioni su Lessing; in “La società degli individui”, vol 7; 2000/2001. Hannah Arendt (Hannover, 1906- New York, 1975) fu una teorica della politica, di cittadinanza americana e origini tedesche. È stata spesso definita come una filosofa, sebbene abbia sempre rifiutato questa definizione. Nel 1951 pubblica la prima edizione de Le origini del totalitarismo, in cui ricostruisce il processo di genesi dei totalitarismi (nazismo e stalinismo) arrivando a delineare un «tipo ideale» di regime totalitario [per ulteriori approfondimenti cfr it.wikipedia.org]. Silvia Patrizio

motori di ricerca (Yahoo nel 1995 e Google nel 1998): c’era una nicchia ecologica da riempire che permettesse alle informazioni di rendersi più disponibili: attenzione, non si sta parlando di intenzionalità, le informazioni non hanno desideri particolari, sono gli utenti che agiscono e le cercano. Inizialmente utilizzando le pagine con liste di link “interessanti” (i bookmark che ora sono integrati nei browser) e in seguito, con la disponibilità di linguaggi di programmazione (perl, php, java) e di accesso a sistemi di archiviazione, i database (mysql), attraverso i motori di ricerca. Da quel momento gran parte della navigazione avviene at-

periodico bimensile Numero 20 Laurier thym, Sextidi, 6 Pluviôse, An CCXIV

mandate le vostre domande a “secs in de cronstad”, l’autore cercherà di rispondervi...

Senza Filtro
Arriva l’inverno: freddo, nebbia, le prime vetrine illuminate a festa, maglioni, giacconi e un pizzico di depressione Arriva la devolution: non porta freddo, non porta la nebbia, nessuno illumina le vetrine, né per questo si portano più maglioni o giacconi, ma per quanto riguarda la depressione invece... Questa è senza filtro la prima trasmissione radio che va in onda su carta, che sa apprezzare i mesi natalizi, ma per quanto riguarda la devolution... Iniziamo [On air: Fischerspooner - A kick in the teeth - ] E’ tornato! Non ne si sentiva parlare da anni oramai e pareva che ce ne fossimo dimenticati tutti. Grande protagonista negli anni ‘60, la sua fiamma era andata via via spegnendosi ma oggi, finalmente, sull’onda del revival è di nuovo in auge come ai bei vecchi tempi. Signori e signore facciamo un bell’applauso caloroso al NAPALM! Secondo quanto riportano le ultime notizie, il triumvirato BBB (Berlusconi, Bush & Blair) ha avuto la quanto mai stravagante e innovativa idea di utilizzare l’esplosivo flambè in quel di Falluja e, con un guizzo di ingegno estemporaneo, di fregarsene amabilmente della presenza o meno di una giungla in grado di nascondere eventuali e camaleontici nemici. Ovviamente il nome scientifico dato all’esplosivo non è propriamente Napalm bensì MK77, specificazione indispensabile perché, a ben vedere, il Napalm propriamente detto era stato ritenuto non proprio conforme alle norme sul rispetto dei civili all’interno di un conflitto armato. Ma l’allegra compagnia si giustifica dicendo che con il loro esplosivo al fosforo bianco (perché, per noi profani, questo è) colpiscono solo i combattenti armati e che i civili non li si sfiora neanche con un dito. Tuttavia però, se vicino a una casa occupata da guerriglieri irakeni c’è un gruppo di bambini che stanno giocando, è possibile che un paio di vittime

terza pagina
Sottrarsi ad un amore non corrisposto è come smettere di fumare? Sia l’amore negato sia la sigaretta diventano ben presto compagni troppo cari ed esigenti; scandiscono severamente la monotonia dei giorni tutti uguali e la fame d’affetto surrogata da Amici di Maria De Filippi. Ci dovrebbe pur essere una ricetta per allontanare tutto ciò che ci riduce a schiavi consapevoli della propria sudditanza. Molti tentano di ridurre le dosi ma non basta, fidatevi. Quanti hanno mai sentito quella vocina sussurrante “ho voglia

Secs in de cronstad
di innamorarmi”? Ma qual è l’interruttore che accende la tachicardia? Di solito siamo morbosamente arenati in prigioni fittizie con sbarre, silenzi ed elucubrazioni auto indotte. Dobbiamo allora abolire queste droghe del tutto? Io non sono stato mai così caparbio. E poi perché farlo? Non è quel tentativo di divincolarsi dalle catene – sino a ledere le vene dei polsi e svegliare il dolore assopito – a farci morire di vitalità? Non quella reiterata e insana assenza che ci muove a pianificare e interpretare la realtà in modo schifosamente pulsante?

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È strano vedere il dolore come mezzo di auto-affermazione. Quante volte avrei voluto urlare al vento: “ehi gente, sono qui a soffrire come un cane. Coccole, please”. Concediamo troppo raramente a noi stessi la dolcezza d’essere vittime sacrificali della vita e agli altri il delirio di essere balie straripanti di equilibrio… Entrambi con l’orecchio teso al “tum-tum” frenetico del nostro cuore che annienta in un attimo la nebbia dei lastricati di Pavia. Intanto, adesso, è già ora di un’altra sigaretta. empiema@genie.it

ci scappino: ma li si conta tra i “danni collaterali” e chi se ne frega. E poi il fosforo bianco è una arma tarata per stanare (sic) i cattivi e poco importa se, tra le milizie statunitensi, è chiamato amichevolmente con il termine di “impana&cuoci”: tanto poi quelli che se lo mangiano sono gli altri. Al di là delle frontiere, in quella fetta di terra dove oramai i morti sono diventati talmente tanti da farci assuefare al concetto stesso di “perdita” (5 marines caduti in un agguato e 7 guerriglieri morti: va tutto bene), si sta combattendo una guerra che sta diventando così tanto sporca che la puzza inizia a sentirsi fin qua. [On air: RX feat. G.W.Bush - Imagine - ] Ma non capita che proprio davanti al caffè dove c’eravamo piazzati si mette a passare un reggimento, e col colonnello in groppa al suo cavallo, che c’aveva persino un’aria simpatica e maledettamente in gamba, il colonnello! Io, ho fatto un salto solo dall’entusiasmo. “Vado a vedere se è così! urlo ad Arthur, ed ecco che sono partito ad arruolarmi. [...] Allora abbiamo marciato per un bel po’ [...] ce n’erano di patrioti! E poi s’è messo ad essercene sempre meno di patrioti... La pioggia è caduta e poi ancora sempre meno e poi più nessun incoraggiamento, non uno solo per la strada.[...] Stavo per andarmene. Ma troppo tardi! Avevano richiuso zitti zitti la porta dietro a noi civili. Eravamo fottuti, come topi. L. F. Céline Viaggio al termine della notte [On air: Baustelle - La guerra è finita - ] E così finisce la prima, nuova, puntata di Senza filtro, il programma radio che va in onda su carta, che ascolta buona musica e che non si tappa il naso per riuscire a sentire meglio che aria tira. Buona mattina, sera, notte incosciente a tutti Il Piccolo Esteta

[...]
Nel 1762, quando l’età dei lumi non aveva ancora lasciato il passo alla turbolenta estetica romantica, avvenne uno strepitoso ritrovamento che cambiò il corso delle arti. Il professore e –fino ad allora– mediocre poeta scozzese James Macpherson annunciò di aver reperito alcuni manoscritti di un poema epico del leggendario bardo gaelico Ossian (III sec. d.C.), e iniziò a darli alle stampe presentandosi come curatore e traduttore. Il poema, che narra le gesta di antichissimi condottieri ed eroi gaelici, fu stampato in vari cicli dal 1762 al 1765, e ottenne un successo strepitoso; Goethe disse: “due autori sono soprattutto nel mio cuore, Omero e Ossian; ma Ossian di più, perchè incarna il sentimento del dolore e dell’inquietudine dell’uomo di fronte alle forze oscure della natura, come se si trattasse di un nostro contemporaneo.” Goethe ci aveva azzeccato: Macpherson non aveva alcun manoscritto, si inventò tutto di sana pianta, creando uno dei più clamorosi falsi nella storia della letteratura! Simone Mattoli traduzione di Michele Boldrini da Selma’s Songs della raccolta Le poesie di Ossian James Macpherson (1736-1769)

COLMA Ullin had returned, one day, from the chase, before the heroes fell. He heard their strife on the hill; their song was soft but sad. They mourned the fall of Morar, first of mortal men! His soul was like the soul of Fingal; his sword like the sword of Oscar. But he fell, and his father mourned: his sister’s eyes were full of tears. Minona’s eyes were full of tears, the sister of car-borne Morar. She retired from the song of Ullin, like the moon in the west, when she foresees the shower, and hides her fair head in a cloud. I touched the harp, with Ullin; the song of mourning rose!

RYNO The wind and the rain are past: calm is the noon of day. The clouds are divided in heaven. Over the green hills flies the inconstant sun. Red through the stony vale comes down the stream of the hill. Sweet are thy murmurs, O stream! But more is the voice I hear. It is the voice of Alpin, the son of song, mourning for the dead! Bend is his head of age; red his tearful eye. Alpin, thou son of song, why alone on the silent hill? Why complainest thou, as a blast in the wood; as a wave on the lonely shore? ALPIN My tears, O Ryno! Are for the dead; my voice for those that have passed away. Tall thou art on the hill; fair among the sons of the vale. But thou shalt fall like Morar; the mourner shall sit on thy tomb. The hills shall know thee no more; thy bow shall lie in thy hall unstrung!

COLMA Ullin era ritornato, un giorno, dalla caccia, prima che gli eroi cadessero. Li udì cantare in contesa da sopra la collina; era dolce il loro canto ma triste. Piangevano la fine di Morar, primo degli uomini mortali! Il suo spirito rivaleggiava con quello di Fingal; la sua spada con quella d’Oscar. Ma egli venne meno, e suo padre pianse: pieni di lacrime gli occhi della sorella. Pieni di lacrime gli occhi di Minona, sorella di Morar nato guerriero. Lei si ritrasse al canto di Ullin, come la luna all’ovest, quando, prevedendo pioggia, nasconde il pallido capo dietro una nuvola. Toccai l’arpa con Ullin; il lamento funebre si levò! RYNO Sono passati pioggia e vento: è placido il meriggio. Le nuvole scorrono rade nel cielo. Sulle verdi colline sfugge via incostante il sole. Rosso scende per la petrosa valle il torrente del colle. Dolce il tuo mormorio, O rivo! Ma ancor più delicata è la voce che sento. È la voce d’Alpin, il figlio del canto, che compiange i morti! Il suo capo è piegato dagli anni; rosso il suo occhio lacrimoso. Alpin, tu figlio del canto, perché stai solo sul colle silente? Perché diffondi il lamento, come raffica di vento nel bosco, come un’onda sulla spiaggia solitaria? ALPIN Le mie lacrime, O Ryno! Sono per i morti; la mia voce per coloro che sono trapassati. Adesso ti ergi alto sul colle, bello tra i figli della valle. Ma dovrai cadere, al pari di Morar; il compianto giacerà sulla tua tomba. Le colline non ti riconosceranno più; il tuo arco sarà lasciato ad allentarsi nella tua stanza!

Reg. Trib. PV n°594 - Stampa: Cooperativa Sociale “Il Giovane Artigiano”, Pavia - Chiuso in Redazione 20-1-2006 - Tiratura 2000 copie - 2005, Alcuni diritti riservati (Attribuzione–NonCommerciale–Condividi allo stesso modo)

Le colonne dell’accesso Officina Multimediale Pavese
L’associazione OMP (Officina Multimediale Pavese) nasce dalla necessità di garantire uno spazio di libero confronto, di partecipazione attiva alla vita sociale e culturale, aperto e democratico, in cui i giovani, i cittadini e tutti quelli che lo desiderino possano sviluppare le proprie aspirazioni. L’associazione sorge dall’esperienza della redazione del bimensile Kronstadt (nato nel la nascita... 2004) e del gruppo Acceleratori di Particelle (attivo dal 2002) e opera principalmente in ambito culturale. Nel 2002 e nel 2003 ha curato l’installazione della mostra di giovani artisti durante il festival UpPavia. Nel 2003 e nel 2004, sempre all’interno della stessa manifestazione ha realizzato un banchetto letterario con la presentazione di scritti (poesia, prosa, testi teatrali, fumetti) di giovani. Dal 2004 pubblica la rivista Kronstadt in 2000 copie distribuite gratuitala fiera intermente. Nel 2005 ha nazionale del partecipato libro di Torino alla Fiera Internazionale del Libro di Torino e al (L)eft Meeting di Bologna. Le attività attuali Attualmente l’associaizone si trova in un periodo molto denso di attività. Cercherò di riassumerle in un piccolo elenco per non tediare eccessivamente il lettore. Proseguiamo la pubblicazione della rivista Kronstadt e dei kuaderni, piccole monografie di poesia, prosa, saggistica, fumettistica. Dal giugno scorso organizziamo il Creative Jammin Festival,

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Kronstadt ringrazia articolisti e collaboratori per i primi 20 numeri

cronache
evento musicale presso i Giardini Malaspina e partecipiamo alla Fiera Internazionale del Libro di Torino insieme al Comune di Pavia - Settore Politiche Giovanili. Nell’ambito del Progetto Giovani - legge 285/97 portiamo avanti il progetto Creative Pavia in stretto contatto con il Comune di Pavia - Settore Istruzione e Politiche Giovanili, scuole superiori, comuni limitrofi e varie associazioni pavesi. Collaboriamo con varie realtà associative locali ed altri enti tra i quali Radio collaboriamo con una rete Aut, UDU - Coordina- di associazioni pavesi mento per il diritto allo studio, Gruppo teatrale Fuori Orario, AFA - Artigiani Fotografi Associati, Informagiovani, Sala prove Gain Studio, Associazione Babele ONLUS, Centro Servizi per il Volonta-

periodico bimensile Numero 19 Laurier thym, Sextidi, 6 Pluviôse, An CCXIV

riato, Osservatorio sulla Società Pavese, Radio Popolare. Tutto questi progetti sono accomunati dall’utilizzo delle licenze di distribuzione gratuita (GPL e CC, per maggiori informazioni www.creativecommons.it), che promuoviamo con vari strumenti, dalle conferenze, alle pubblicazioni. E’ nostra intenzione rendere Pavia una città all’avanguardia nell’uso di queste licenze.

Cosa ci aspettiamo Speriamo di poter coinvolgere sempre più i giovani pavesi per mettere in contatto e incentivare la maggior parte delle realtà culturali locali: contattateci, siamo a vostra disposizione all’Informagiovani il mercoledì pomeriggio, sul web con il sito www.mupa.it e all’indirizzo email info@mupa.it,. Luca Schiavi

“Lo scopo principale dell’Associazione Officina Multimediale Pavese è quello di promuovere attività culturali, formative, informative, ricreative e turistiche, nonché servizi, contribuendo in tal modo alla crescita culturale e civile del territorio. L’Associazione si propone come punto di raccordo delle varie realtà presenti sul territorio: Associazioni legate al terzo settore, Comune, Università e ogni tipo di Ente che si riterrà opportuno coinvolgere. […] La creazione di laboratori di scrittura, di fotografia, di pittura, di teatro, di musica; l’organizzazione di cicli di conferenze; le proposte di forme alternative di diffusione culturale; la mappatura e l’osservazione del territorio, sono esempi di azioni che l’Associazione intende perseguire. […]” Dall’articolo 2 dello statuto associativo se non addirittura peggiori di prima perché estese a livello planetario e ancora più rapaci. In questa società, i giovani esistono solo come consumatori vicari, merce di scambio del sistema produttivo, fruitori di ideologie preconfezionate dagli esperti di marketing. Il loro impatto sociale è pressoché nullo, poiché la loro autonomia reale è pressoché nulla e quindi essi sono destinati o a non percepire il problema, perché l’assistenza famigliare fa da schermo, o a non avere nessuna incidenza, poiché il loro ruolo sociale è da emarginati. Questa situazione di tensione negli anni non si è trasformata in scontro generazionale aperto, ma piuttosto in un ripiegamento rassegnato e individualistico, perché le fortune accumulate dalle generazioni precedenti non hanno permesso che il momento storico si mostrasse in tutta la sua dolorosa gravità e vastità. Forse lo scontro è solo differito nel tempo, quando all’erosione dei diritti che permettono realmente l’affermazione sociale si sarà assommata, con l’età e l’insorgere di nuove e più complesse esigenze, la percezione dell’assenza delle tutele sociali minime per un’esistenza stabile. Ma fino ad oggi, lo scontro collettivo non c’è stato. Al suo posto si è avuta una metodica e instancabile violenza di un intero sistema contro il singolo, che ha annichilito i giovani uno ad uno. Matteo Canevari Abbonamenti: non ancora, ma stiamo lavorando per voi. Presto per gli abbonati un originale dono l’originale tovaglietta decorata a mano da un prestigioso artista.

Creative Pavia (scuole e Comune Il progetto Creative Pavia nasce ner pubblici
da un’idea dell’associazione OMP (Officina Multimediale Pavese). Uno degli obiettivi principali dell’associazione è quello di imporsi come agenzia di organizzazione, sostegno, promozione di attività e iniziative culturali proposte da studenti o da soggetti legati all’università, attraverso la creazione di spazi e di contatti con nuovi interlocutori realizzando un’evoluzione nel rapporto tra la città e l’ateneo. Il progetto consiste in una serie di azioni coordinate tra di loro che puntano ai seguenti obiettivi: •valorizzare l’autonoma iniziativa di organizzazioni giovanili e favorire il protagonismo giovanile; •diffondere la conoscenza e l’utilizzo delle nuove forme di diffusione alla base la e condivicondivisione sione delle libera conoscendel sapere e ze (licenze una rete di alternative associazioni al copyright tradi- che collaborano zionale); •realizzare uno strumento di diffusione delle informazioni e delle iniziative realizzate nell’ambito della cultura e della solidarietà, rivolto principalmente ai giovani; •coinvolgere la cittadinanza nella creazione di una mappa virtuale della città stessa, con particolare attenzione al suo potenziale turistico e culturale. •coinvolgere in un lavoro di rete più agenzie territoriali (scuole, Associazioni, Comune…..); Questi obiettivi vengono raggiunti attraverso una forte interazione con una serie di partdi Pavia), privati e del terzo settore (associazioni e gruppi) che, con il coordinamento operativo dall’associazione OMP, realizzeranno una serie di singoli micro-progetti o azioni, ciascuna rivolta a un particolare target, con un proprio piano operativo; sono previsti momenti di collegamento con gli altri micro-progetti e, periodicamente, momenti di verifica. Le nostre attività Per le scuole sono previsti laboratori di editoria, laboratori di di giornafotografia, lismo e di giornalismo e fotografia, cinema... percorsi didattici, presentazioni e la produzione di dispense e materiale didattico utilizzabile in maniera gratuita.

In collaborazione con le associazioni coinvolte verrà realizzata e mantenuta una bacheca elettronica per il terzo settore che collegare fornirà seri giovani vizi infor- e le iniziative mativi e di cittadine community building. Tutte le produzioni realizzate nel corso del progetto (dai testi scolastici, alle riprese video, dalle inchieste alle fotografie) verranno quindi collegate tra di loro e inserite in un sito internet che offrirà una rappresentazione della città, innovativa, immaginata dai giovani, costruita dal basso, liberamente fruibile e di utilizzo gratuito. Il progetto, con la collaborazione del Settore Politiche Giovanili del Comune di Pavia, l’Osservatorio Società Pavese, Coordinamento per il Diritto allo Studio e altri gruppi e associazioni è stato già presentato al Comune di Pavia, all’interno del “Progetto giovani” (bando 2005 della Legge Regionale 285/97).

che altro... ...partecipate numerosi! www.mupa.it info@mupa.it

Per i giovani, con la collaborazione di numerosi gruppi e associazioni, concorsi, eventi e spazi per la produzione e la condivisione di cultura: ...concorsi tea- scrittura, trali, musicali, t e a t r o , e molto altro video e fotografia.

continua da pagina uno guarda le possibilità di affermazione in quanto giovani. Vedo attorno a me molto scoramento e la percezione diffusa di una società bloccata. L’ideologia dominante dell’individuo che eccelle in una società al tempo stesso ipercompetitiva ed edonistica, una contraddizione palese che mette insieme l’immolazione per le ragioni del lavoro e del mercato con l’illusione del piacere del possesso di oggetti e di godimenti sempre di là da venire, che viene proposta in questi anni, si scontra nella prassi con una gerontocrazia avida e ignorante a tutti i livelli che sfrutta il potenziale, la preparazione, l’entusiasmo e la freschezza delle forze giovani per perpetuare interessi e logiche politiche, economiche, sociali e lavorative immutabili, ronstadt periodico bimensile Numero 20 www.kronstadt.it info@kronstadt.it

i disegni in questo numero sono di Angelo Rindone Hacker Art www.inventati.org/ hackeralbum

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