Supplemento a amiata StORia E tERRitORiO Periodico del Comune di Cinigiano a cura dell’associazione Pro-Loco Cinigiano (Gr) diffusione gratuita

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28/03/2014 anno XV - ITALIA - ARABIA SAUDITA - ARGENTINA - BOLIVIA - FRANCIA - GERMANIA - GIORDANIA - GRECIA - INGHILTERRA - KUWAIT - NUOVA ZELANDA - POLONIA - PORTOGALLO - SPAGNA - SVEZIA - SVIZZERA - STATI UNITI - REPUBBLICA CECA

... fatti nostri,
informa

In copertina quadro di Lucia Simonini

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In d i ce

razie, graz i e mille e come disse un nostro vecchio compaesano volendo rafforzare il concetto “aitami a di grazie”. Se c’è chi pensa ancora che gli editoriali delle varie testate vengono snobbati posso tranquillamente dire che non è il nostro caso, visto che sono stati in molti a recepire il mio accorato messaggio di richiesta di una collaborazione economica attraverso una semplice offerta o per mezzo della tessera della nostra associazione. I continui aumenti dei costi sia di stampa sia di distribuzione, e di quest’ultima non possiamo che porgere le doverose scuse visto le vostre numerose segnalazioni di mancato recapito della rivista, comunicazioni che non rimangono inascoltate ma provvediamo subito a rispedire il numero, e in particolare il mancato introito derivante dai tradizionali eventi dai noi organizzati a sostentamento della nostre attività, condizionati nel 2013 dalle avverse condizioni atmosferiche, hanno messo le nostre tasche sul chi va là.

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Ma del resto come avete fatto voi, considerandoci, e in questo periodo di crisi è ulteriormente significativo, fra quelle spese importanti da non tagliare, anche da parte nostra esiste la piena volontà di andare avanti, poveri ma sicuri di svolgere in questa comunità un lavoro sicuramente modesto, ampiamente migliorabile ma importante. E allora quando le chiacchere devono fare anche farina, ecco i numeri. Posso dirvi che a fine febbraio abbiamo passato le duecentocinquanta tessere, risultato significativo sia per numero sia per le cifre delle quote pervenute attraverso i bollettini postali dei non residenti nel Comune e sono altrettanto rappresentative alcune tessere provenienti da operatori del settore turistico a significare che il nostro impegno su questo segmento è un tantino riconosciuto. Grazie di nuovo e continuate così perché l’obbiettivo sopravvivenza non è stato ancora raggiunto. Sicura delusione per quei pochi che oramai da più di un anno aspettano da queste righe i mie lapidari commenti sulla situazione politica nazionale, è vero avevo detto che da questo numero sarei tornato a occuparmene ma visto l’andazzo continuo in silenzio a preoccuparmene… Veniamo a quello che andremo a proporre in questo numero: nuova impaginazione grafica, un sacco di “secoli” da festeggiare, dalle nonne Atene e Assunta a quello del monumento al Capitano Bruchi che andremo a sezionarlo per meglio capirne il valore artistico. Dalla storia si tuffa fra gli scavi Archeologici di Santa Marta. Per profili c’è Lucia con i suoi colori e poi un doveroso approfondimento sulla Scuola senza zaino e ancora la voce delle associazioni. Insomma non ci sarà da annoiarsi. il presidente Massimo Fabiani

IL COLORE, CALORE NELL’ARTE E NELLA VITA
Un secolo per l’opera del Corsini Siloe Film Festival Andiamo a vedere

Lettera dal presidente.........................pag Bacheca..............................................pag Numeri utili..........................................pag La nostra posta...................................pag Cinigiano in edicola............................pag Cinigiano in libreria.............................pag Profili Cinigianesi................................pag Notiziando...........................................pag Dalle associazioni...............................pag Fiori D’arancio.....................................pag Gingillando..........................................pag Comune Cinigiano informa.................pag Notiziando...........................................pag Gingillando..........................................pag Il sommo poeta...................................pag Notiziando...........................................pag Papaveri e Papere...............................pag Profeta in Patria...................................pag Gente di classe...................................pag Dalla storia..........................................pag Conoscere le nostre opere.................pag Gioie e sapori......................................pag Dalle associazioni...............................pag

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Penna ecologica in omaggio con la tessera Pro loco Cinigiano

ASSOCIAZIONE PRO - LOCO CINIGIANO TESSERA N° 03207 UNIONE NAZIONALE PRO - LOCO ITALIA CONSIGLIO PRO -LOCO CINIGIANO Presidente: Massimo Fabiani; Vicepresidente: Francesco Fantacci Segretario: Elisabetta Berti;, Tesoriere: Ilaria Ventre, Consiglieri: Giulia Fabiani, Sergio Fabiani, Andrea Stivaletti, Riccardo Medaglini, Edoardo Galassi, Guido Anselmi, Maria Grazia Bianchini, Roberto Pallini, Gaetano Schipani, Francesca Bianchi. ... fatti nostri, informa supplemento a Amiata Storia e Territorio registrazione del Tribunale di Grosseto n°19/88 V. G. dell’11/1/88. Informazioni a cura della Pro -Loco Cinigiano riservate ai soci. Redazione: Pro-Loco Cinigiano -Piazzale Cap. Bruchi, 5 -58044 Cinigiano GR (Italy) Tel / Fax 0564994187 - e -mail: aplc_cinigiano@alice.it - www. prolococinigiano. org seguici su: Direttore: Massimo Fabiani - Redazione: Giulia Fabiani, Cristina Bartalucci - Foto e Cartoline d’epoca: Massimo Fabiani. Le informazioni custodite nell’archivio dell’editore verranno utilizzate solo a scopo di inviare agli abbonati la testata e gli allegati, anche pubblicitari, di interesse pubblico (L. 675/96). Per la nostra pubblicità: 337/714700

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PRO-LOCO CINIGIANO Ricordati di rinnovare la tessera per il 2015: Socio Ordinario € 5,00. Socio Sostenitore da € 6,00 a € 9,99 Socio Benemerito oltre € 10,00. Le iscrizioni si ricevono presso i punti tessera dislocati negli esercizi di Cinigiano e nella sede o attraverso il c/c postale n. 12127585 intestato a: Ass.ne ProLoco Cinigiano indicando nella causale rinnovo tessera e/o contributo. Con la tessera di socio benemerito si può far richiesta della Tessera del Socio Pro loco ulteriori informazioni: (www.unplitoscana.it) Il rinnovo e’ annuale. Si ricorda che la tessera è personale. Sono disponibili a € 3,00 gli arretrati di...fatti nostri,: INFORMA, SPECIALE, RESCUE il pagamento potrà essere effettuato dopo la consegna, tramite bollettino postale.

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B ach eca
APRILE
venerdì 25

bacheca
CINIGIANO
FESTA DELLA LIBERAZIONE ore 16,00 omaggio floreale alle lapidi e al monumento della pace, con la partecipazione del Corpo filarmonico R. Francisci. Ore 17,00 al teatro Comunale proiezione del Filmato sulle testimonianze dei nostri internati militari e partigiani.

MAGGIO
CINIGIANO
sabato 10 da venerdì 2 a lunedì 12 FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE ore 10,00 sala Consiliare inaugurazione Archivio Storico Comunale pre e post unitario a seguire Apertura Mostra sala Expo palazzo Bruchi “ pace e fraternità tra i popoli in terracotta” e presentazione del libro “Per noi il tempo s’è fermato” di Marco Grilli

CINIGIANO

sabato 3 TREKKING de’ citti - Palazzo Bruchi ritrovo ore 14,30 Passeggiata didattica a piedi con degustazione prodotti locali e giochi di un tempo riservata ai bambini.

CINIGIANO

domenica 4 TREKKING - Palazzo Bruchi ritrovo ore 9,00 Passeggiata attraverso i paesaggi e i sapori Cinigianesi, pranzo a Km 0 domenica 11 ore 13,00 pranzo presso il Campino “Rimpatriata” per tutti i Cinigianesi che non abitano più in paese prenotazioni entro mercoledì 7

MONTICELLO AMIATA domenica 11 ore 13,00 pranzo presso il Piccolo Teatro con“Il pesce dimenticato” domenica 25 ELEZIONI AMMINISTRATIVE E EUROPEE seggi aperti dalle ore 8,00 alle ore 23,00 La sezione Elettorale numero 4 di Porrona è trasferita presso le scuole medie di Cinigiano in piazzale Capitano Bruchi.

GIUGNO
CINIGIANO
domenica 1 WINE & BIKE Ritrovo ore 9,00 palazzo Bruchi. Passeggiata in bici attraverso i paesaggi e i sapori Cinigianesi, degustazioni e pranzo.

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I programmi dettagliati possono essere letti sul nostro sito o richiesti per e-mail o al nostro recapito 0564 994187

Meoni Elido
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EMPORIO DEL TRATTORE RICAMBI MACCHINE AGRICOLE

Utensileria

APERTURA BIBLIOTECA:

DAL LUNEDI AL VENERDI 8,30 - 12,30 SABATO 10,00 - 12,30 tel. 0564 994187

tel. 0564.23369 - Tel. e Fax 0564.24932 Via Pisa, 46/A - GROSSETO

NUMERI UTILI
Numeri di utilità nazionale 112 Carabinieri 113 Soccorso pubblico 115 Vigili del fuoco 800 116 Soccorso ACI 117 Guardia di finanza 118 Emergenza sanitaria FARMACIE Tasso Dr. Giovanni, Monticello Amiata, Via della Stazione, 13 -Tel. 0564/992961 Ugurgieri Dr. Lucia - Cinigiano, Largo Italia -Tel. 0564/993415 SCUOLE materne Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi - Tel. 0564/994048 Monticello Amiata - via Empoli n. 7 - Tel. 0564/992782 Sasso d’Ombrone - via Traversa n. 23 - Tel. 0564/990493 elementari Monticello Amiata -via Empoli n. 7-Tel. 0564/990493 Cinigiano - via Ombrone - Tel. 0564/993297 medie Cinigiano - piazzale Cap. Bruchi -Tel. 0564/993409 CARABINIERI Cinigiano - via Roma tel. 0564/993399 ACQUEDOTTO DEL FIORA - NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407 UFFICI POSTALI Cinigiano - 0564/994134 Monticello Amiata - 0564/992781 Sasso d’Ombrone - 0564/990705 MISERICORDIA CINIGIANO - 338/4396799 FRATRES CINIGIANO 335/481440 MEDICI Dott. Giovannini A. 0564/990709 (amb. Sasso d’Ombrone) Dott. ssa Bargagli D. 0564/99344 (amb. Cinigiano) Dott. ssa Naldini L. 0564. 992752 (amb. Monticello Amiata) DENTISTA Dott. Galeotti Alberto 333.2321993 GUARDIA MEDICA Emergenza Sanitaria 118 usl 9 zona 3 0564/483040 amministrativo 0564/483041 studio medico ginecologico 0564/483042 infermieri 0564/483043 guardia medica 0564/483044 pediatria/psichiatria 0564/483045 assistenza sociale 0564/483046 veterinario Fax 0564/993311 INFORMAZIONI TURISTICHE Pro - loco Cinigiano 0564/994187 Pro - loco Monticello Amiata 0564/992777 Strada del vino Montecucco e dei sapori d’Amiata 0564/994630 COMUNE DI CINIGIANO centralino 0564/993407 ORARIO APERTURA AL PUBBLICO UFFICI COMUNALI dal lunedì al venerdì 10.00-13,30 • martedì 8,30-13,30 Pomeriggio martedì giovedì 16,00-18,00

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Nu mer i u ti l i

AMBIENTE. ATTENZIONE IMPORTANTE - Nuovo gestore al posto del Coseca

Per il ritiro degli ingombranti a domiciclio, per le segnalazioni e per le informazioni relative ai servizi di igiene urbana chiamare il numero verde del nuovo gestore: servizi ecologici integrati (s.e.i.) 800 12 74 84

ERRATA CORRIGE: Nell’ultimo numero a pagina 5 abbiamo indicato nel titolo della festa della leva 1956 invece di 1953 …non è colpa nostra se sembrano più giovani!!!

PANIFICIO BATANI
di Gianluca Batani & C. snc

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Loc. La Concia -Monticello Amiata Tel. 0564 992730 -Fax 0564 992750

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La n ostra p osta

UN SECOLO PER ATENE Compleanno
o scorso 3 febbraio 2014 tutti noi di Monticello ci siamo rallegrati per il compimento del centesimo anno di età di Atene Pioli e immediatamente il paese con spontaneo ricordare e parlare di lei, ha di fatto reclamato le sue radici e le prime nozioni per nutrirle, riservando a tanto tempo vissuto a La Spezia solo una parentesi formativa. Per noi che la conosciamo è stata naturale la soddisfazione di condividere un momento così significativo ma ancora di più siamo soddisfatti di presentarla ora a chi non sa di lei è del suo secolo di tempo interpretato con totale pienezza di sentimenti come chiedeva la vita vissuta comunque sempre ispirata e connessa con quella sognata.

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La sottile delusione che spesso ci fa ritenere di non avere avuto dalla vita le opportunità’ che meritavamo, è’ stata per Atene un percorso pervicace di crescita intellettuale che l’ha costantemente spinta alla ricerca del conoscere per sapere e del sapere per comunicare. Un comunicare che tutt’ora lei pratica con naturale e aperta dialettica di confronto. Ci pare così che  questo secolo di vita per lei trascorso diventi tempo nostro e che tutti i pensieri e i legami che ne sono scaturiti, non siano più già vissuti e solo suoi ma un invito a continuarli per una costruzione diversa del nostro vivere, che spontaneamente partito con il dire “sempre io” si trasformi e finisca con il dire soprattutto “noi”. Siamo tutti invitati a farlo, tutti graditi commensali alla mensa della vita vissuta o da vivere.
Amici e parenti

I PRIMI CENTO ANNI ...di nonna Assunta

l giorno 30 dicembre 2013 Assunta Rusci , nata a Cinigiano nel 1913, ha tagliato il bel traguardo dei cento anni con una santa messa celebrata nella sua abitazione da Don Antonio Bartalucci, davanti ad alcuni parenti e conoscenti, che avevano voluto porgerle gli auguri in quella giornata, compresa io, che in veste di sindaco, le ho offerto un mazzo di fiori a nome dell’Amministrazione Comunale. Dando prova della sua arguzia, “Che”, ha detto a Don Antonio, scherzosa ma commossa, “mi dici la messa perché mi moro? “ Poi il 4 gennaio davanti ad una tavola festosamente imbandita si sono stretti a lei con vivo affetto tanti parenti ed amici. Ha salutato tutti commossa e contenta, pur nelle difficoltà causate dalla crescente sordità e dalla debolezza della vista, ma ha ancora una mente viva ed arguta, una parlata schietta e vivace, che la rende simpatica ed ha ancora voglia di vivere “..Almeno altri cinque anni voglio vivere..poi si vedrà.” Ha voglia di stare in compagnia e per lei è ancora fondamentale lo spirito di ospitalità con cui accoglie tutti”..Glielo hai fatto il caffè?.. ma mica vai via,ora, devi rimanere a cena.”Parla volentieri della sua vita , anche se ripete.”Ho tanto lavorato nella mia vita, tanto, in casa, nell’orto, nei campi, ho filato tanto, anche la lana che veniva dalla Puglia, ho lavorato con le vacche e con l’aratro..e pensare che quando a 28 anni mi sono sposata e dovevo trasferirmi in montagna ( vicino a Stribugliano) mi dicevano..le donne in montagna non lavorano…salute, se non lavoravano….ho lavorato tanto, ma, tiene a sottolineare, non ho mai litigato con

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nessuno, sono sempre andata d’accordo con tutti, anche con la suocera, con la quale ho condiviso la camera nuziale…quando mi sono sposata, mio marito viveva con la madre vedova, condividendo un’unica camera da letto, quando sono arrivata io, la mamma è andata a dormire per qualche notte da alcuni vicini, poi io le ho detto che non poteva continuare in quel modo e l’ho fatta tornare a dormire nel suo letto in camera con noi… fino a che non ci siamo potuti permettere di allargare la casa con altre stanze”. E’ un vero piacere trascorrere qualche ora con Assunta,che si interessa del mondo nuovo che talvolta però non comprende: “un sindaco donna? E che è questa novità..e un prete senza sottana? Quando mai si è visto?” Ma ascolta, riflette, parla volentieri e trasmette serenità e fiducia. A lei l’augurio di altri anni sereni circondata dall’affetto dei figli e dei tanti parenti che ancora le rimangono.(è nata in una delle tante famiglie patriarcali del tempo composta di 25 persone di cui 8 erano suoi fratelli e sorelle).
di Silvana Totti

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Gina Ce roni

1988
FESTA DELLA FAMIGLIA
Con Luciano e Susanna

2013
Ass Un tuo enza ve per cas cchio abito o tra le m il tuo od ani, o r e s o segnale sp evanes eso nell’aria, cente d questo i una v è Senso d rimasto di te. ita, im si inond orte nell’aria, an si secc o gli occhi, a no le è frustra nte vive labbra, re senz a te.

l 13 ottobre 2013 in occasione della festa della famiglia è stata celebrata una messa alla quale sono state invitate tutte le coppie che hanno raggiunto i 10, 25, 40, 50 e 60 anni di matrimonio, è in questa data che anche Susanna Mariottini e Luciano Corridori, di Castiglioncello Bandini ,si sono ritrovati a festeggiare. I due sposi hanno celebrato le loro nozze d’argento, il 3 settembre e il vestito che indossano è lo stesso del matrimonio, ma ad oggi c’è qualcosa in più che li rende felici la loro figlia Azzurra!

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RICORDO

Riceviamo e pubblichiamo questi ricordi dedicati a Maria “di piazza”, recentemente scomparsa, uno scritto dell’amica Patrizia e uno in poesia scritto dalla figlia Gina. A Maria «Nella piazza del paese è la persona più importante…» così iniziava la poesia ce ti dedicai in occasione del tuo 80°compleanno.. E continui ad esserlo, cara Maria! Tutti noi della piazza ti ricordiamo, parliamo di te e di quanto ci manchi. Ogni volta che esco di casa o tendo il bucato il mio sguardo ti cerca, affacciata alla tua terrazza, e ancora ti vedo sorridermi, salutarmi, chiamarmi per offrirmi sempre qualcosa: i biscotti, i pomodori, il sugo per Cristiano. La cosa più importante che ci hai regalato è stata la tua filosofia di vita impostata solo sul sorriso, l’allegria, la generosità, la schiettezza. E’ per tutto questo che non ti dimentichiamo e ti diciamo Grazie! Patrizia

per Maria

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IMPRESA EDILE E MOVIMENTO TERRA

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La n ostra p osta

LA VOCE DI UN PASTORE “Io mangio solo latte e formaggio”
ermettetemi di raccontarvi un episodio curioso e al contempo divertente avvenuto in un agriturismo poco lontano da qui . Vi racconto questo perché voi possiate prendere coscienza di che stoffa sono fatti coloro che invitano i pastori a cambiare mestiere. Quest’invito è motivato dalla loro convinzione che i pastori, con la loro attività, favoriscono l’industria dello sterminio . Tali affermazioni vanno prese per quello che sono: facezie, amenità. Questa signora si sta comportando come un cane che legato con la catena della propria presunzione al palo della propria ignoranza, abbaia a ciò che non conosce. Ma veniamo a raccontarvi l’accaduto. Una signora dell’Italia settentrionale ospite appena arrivata nell’agriturismo,volle mettere le cose in chiaro: “Contattato il gestore” gli disse ”io non mangio carne: sono contro gli allevamenti a scopo alimentare. Io mangio solo late e formaggio”, il gestore argutamente le rispose: ” Gentile signora , lei deve sapere che la secrezione lattea avviene in seguito a una gravidanza e ad un parto. Quale è il destino degli agnelli e dei vitelli che nascono? Cara signora, lei è indirettamente responsabile dell’uccisione di questi animali. Lei è coinvolta: senza agnelli e senza vitelli, niente latte, niente formaggio”. La signora padana prontamente

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controbatté: “Caro lei, deve sapere che da noi, su nel nord, non è come qui da voi in Maremma: noi abbiamo pecore e mucche esclusivamente da latte”. Così la signora cittadina ostentò la sua provenienza, luogo, a suo dire, dove esisteva un più avanzato grado di progresso, una superiore cultura, contraddistinta da un elevato grado di rispetto per gli animali. In questo modo, la saccente signora padana, volle illuminare l’ignoranza dello sprovveduto contadino maremmano. Quest’episodio dimostra quale grado di presunzione e quale grado di ignoranza nasconda il vuoto e ipocrita perbenismo di certi animalisti. Mostra inoltre persone che vivono e lavorano in campagna. I contadini vengono chiamati con sdegno qui a Grosseto “gosti”. Questi “gosti” vengono considerati persone sottosviluppate e spesso mentalmente ritardate il cui strano e curioso aspetto provoca facile ilarità seguita da uno scostante senso di disprezzo; qui si trascende, si scade dall’ignoranza nella cattiveria: i “gosti” sono considerati come esseri di un altro mondo, un mondo subumano. Vengono così relegati nel folclore: la persona diventa un personaggio, una maschera, uno stereotipo, la persona viene aggettivizzata, viene privata della propria dignità individuale. Il contadino non merita certo di essere deriso né tantomeno sbeffeggiato da questi presuntuosi uomini di scienza che dicono “mucca “ da latte invece di dire “vacca” da latte, perché “vacca” è un termine volgare, un termine Trash. Colui che vive in campagna non è da guardarsi con la curiosità con cui si osserva un animale esotico in uno zoo: il contadino è un protagonista, è un promotore di storia , è un cittadino a tutti gli effetti, è una persona, è una persona che merita rispetto. Ricciardi Dante, detto il pastore ”Miglio di Casale”

... fatti nostri,

di Massimo Fabiani

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acche grasse in questo periodo per la nostra rubrica, principalmente scaramucce elettorali ma anche notizie di altra natura. La prima segnalazione, se sicuramente la meno importante, ma degna di essere ugualmente ricordata, è la nostra apparizione su un giornale fiorentino distribuito nella città gigliata, quella anche del calcio in costume: “Il brivido viola”, un settimanale di critica e di attualità sportiva. La nostra presenza non è incidentale ma fa parte di un più ampio progetto promozionale, da tempo iniziato, volto a valorizzare il nostro territorio attraverso le sue manifestazioni più significative. La pubblicità della “notte dei rivolti” non aveva le pretese di far spostare masse dalla città di Firenze, ma semplicemente far si che un numero sempre più importante di persone possano sapere della nostra esistenza e magari incuriosirle sia per una vacanza sia per influenzare la loro scelta davanti allo scaffale di un negozio o di una lista di vini di un ristorante. Poi, se come capitato, per i nostri nuovi soci da Pistoia e da Firenze si decide di andare a vedere come si “battezza il maiale a baccalà”, meglio ancora. Sul Tirreno di domenica 23 febbraio in prima pagina, si grida al miracolo

... fatti nostri,

Ci n i g i an o i n ed i col a

“STORIE DI MIRACOLI” da accertare e mai avvenuti

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Monticellese e a Cinigiano, al tiepido sole della giornata, c’è chi approfitta per sparare qualche battuta, … ma quando piange il Bruchi? Non disperiamo potrebbe essere l’anno giusto, dopo cento anni al freddo e al vento ne avrebbe tutte le ragioni. A parte le bonarie battute, sembra che l’articolo abbia suscitato i più svariati interessi e portato un certo flusso di persone in visita ai luoghi sacri di Valdiprata. Per le altre considerazioni decisamente più serie lascio la parola alla scrivente con le sue testimonianze. Altro articolo che non potevo non riportare, questa volta è tratto dal QN, ancora ben conosciuto come La Nazione, dove nelle pagine interne nella rubrica Cronisti in Classe appare un argomento a me particolarmente caro e più volte ripreso dalla nostra testata. Una pagina dedicata alla tragica vicenda di Maiano Lavacchio, che in questo anno celebra i suoi settanta anni. l’articolo porta la firma dei ragazzi della Scuola “Media”di Cinigiano con i quali ho avuto il piacere di parlare dell’argomento e sono rimasto favorevolmente impressionato dalle loro domande, a chiara dimostrazione della conoscenza dell’episodio, e per il particolare interesse dimostrato alle mie parole, sinceri complimenti a loro e agli insegnanti anche per averci ben rappresentato insieme alle autorità e alla scuola “elementare” nella giornata commemorativa del 22 marzo sul luogo dell’eccidio.

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... fatti nostri,
Ci n i g i an o i n ed i col a

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Ci n i g i an o i n l i b r er i a
che vorrebbe essere per tutti! Senza dubbio un progetto ambizioso e che, concordo con chi avesse da contestare qualcosa, non sono riuscita a portare appieno a termine. Ci ho però provato e da questa fatica letteraria, se così possiamo chiamarla, è nato Come ombre tristi e miti. A esso ho voluto affidare i miei pensieri e le mie idee e, soprattutto, la mia morale, che non può prescindere dal luogo dove sono nata e dalle persone che mi hanno circondato. Perciò, nel presentare a voi compaesani questo libretto mi sento di dedicarvelo appieno. Ogni parola che ho scritto parla di noi, delle nostre tradizioni così belle, che a volte rischiano di scomparire se non vengono curate, come una rara pianta dai fiori delicati. Parlano di noi, con i nostri difetti e le nostre virtù da “campagnoli”. Di noi, che abbiamo la fortuna di poter vivere arroccati dentro un borgo vecchio e, forse per questo, ricco di bellezze da riscoprire e curare. Così, questo è ciò che sono riuscita a scrivere. Non posso prescindere dal ringraziare coloro che hanno voluto e aiutato la nascita di questa piccola opera, i cui nomi non mi sento di citare qui, consapevole che sarebbero troppi. Uno speciale grazie, però, al mio paesello di semplici, che nella sua semplicità cela una profondità non a tutti nota. Il libro è disponibile presso l’edicola del paese e presso l’ufficio informazioni della pro loco Cinigiano.

COME OMBRE TRISTI E MITI Un cammino alla ricerca dell’essenziale
di Giada Perciballi

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l 6 febbraio ho presentato, nella sala consiliare, grazie alla disponibilità della Pro Loco e del comune (a cui va la mia sincera gratitudine) e con il sostegno della prof. ssa Francesca Maggi, docente di lettere presso il Liceo classico “Carducci-Ricasoli”, il mio libro, Come ombre tristi e miti. Nel doverlo offrire di nuovo a voi, qui, questo è ciò che mi sento di dire. Scrivere una storia che avesse tutto il sapore della nostra terra, mi ero proposta in partenza. Scrivere con le parole pregne dei nostri profumi semplici, dei nostri cieli grandi e della bellezza di conoscerci tutti. Quando l’insieme di appunti che raccoglievo nel corso delle settimane e dei mesi ha iniziato a prendere la forma di un libro, mi sono accorta che, senza volerlo, avevo scritto di noi, della piccola realtà cinigianese. Cinigiano affonda le sue radici in tutte le parole di questo romanzo epistolare -molto particolare, in verità- dove le vicende sembrano mancare di continuità e persino la trama sembra sfuggire al lettore, come, forse, anche a me. Si arriva al ventitreesimo capitolo stanchi, pregni delle immagini che ho provato a disseminare nel corso della scrittura (se sono riuscita nell’intento, lascio deciderlo a voi!), perché ciò che tiene unite queste riflessioni di varia natura, basate sempre su temi di attualità o questioni così a lungo dibattute, ma mai risolte (il tempo, la bellezza, il significato della vita e della morte, il dolore), sembra essere lo stesso trascorrere dell’esistenza. Il mittente delle lettere, una donna, racconta attraverso squarci della sua vita il proprio vivere, affidato al lettore, quasi come al destinatario di queste lettere, completamente ignoto al pubblico. Non è, insomma, uno di quei romanzi che vanno ora di moda, come Harry Potter o Twilight! Il fatto è che mi sono proposta di riscavare dentro il solco del pensiero e della letteratura, invitando tutti a riprendere in mano certe riflessioni. Vorrei semplicemente lanciare un invito, rivolto soprattutto ai giovani, ma non meno agli anziani, a riscoprire il senso della vita e la bellezza di riflettere su questa. Un libro, insomma,

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Sentiamo cosa dice di lei il Professore Daniele Menicucci critico d’arte: “In una Galleria di Pistoia, distese per terra, ho visto per la prima volta alcune opere di Lucia Simonini. La prima cosa che mi ha colpito è stata la coloristica squillante, a volte fantasmagorica, di queste opere, poi il segno: un segno deciso e personalissimo, un segno musicale. Ho guardato indietro a cercare radici di questa pittura, ho pensato a Klimt, e più indietro a Bosh, e ancora più indietro a scene dipinte su crateri Etruschi. Ho stabilito però che queste lontane memorie dell’artista erano solo una base onirica per lo sviluppo di un’arte assolutamente personale che non si rifà a nessuno ma è il prodotto di una particolare sensibilità artistica che molto assorbe da stati d’animo e capacità intuitive della Simonini. Il soggetto base dei dipinti di Lucia Simonini è il vivere umano, l’uomo, soprattutto la donna, le mille sfaccettature dell’universo femminile analizzate, sviscerate, messe a nudo, sempre però, tenendo alta, altissima la poetica. Lucia Simonini non scade mai nel banale, nel consueto. Nelle sue figure, nelle sue scene, resta sempre svettante l’eleganza, la liricità di quanto avviene: la sua concezione dell’estatica è sempre al di sopra di tutto. Il coloro di Lucia Simonini è parte importantissima delle sue opere. Sembra che i suoi dipinti siano pensati, concepiti rifacendosi al colore puro. Le opere danno la sensazione di essere state estese sulla carta già perfettamente formate nella mente e nella sfera emozionale dell’artista. A me sembra molto evidente che quando Lucia inizia un dipinto, segna linee e colori preordinati, non va avanti a braccio, come molti pittori, con improvvisazioni e pentimenti, ma stende, certifica materialmente una cosa che era già tutto dentro di lei. In quasi tutte le sue opere Lucia Simonini annota, scrive un pensiero, a volte poetico, a volte solo descrittivo. Non so quanto questi brevi messaggi siano rivolti al lettore del quadro e quanto a se stessa. E’ come se la donna si chiedesse: cosa ho fatto e perché l’ho fatto: lo sdoppiamento donna-artista a me sembra piuttosto evidente. E mi sembra evidente l’imporsi dell’artista sulla persona. Dove andrà Lucia Simonini? Ora è ad un punto alto, molto alto, di livello artistico. Potrebbe sicuramente fermarsi lì, e godere una realizzazione già avvenuta. Ma io penso che un’artista come lei, un’artista con la sua sensibilità e urgenza non si fermi, non può fermarsi. Un’anima come la sua ha ed avrà sempre qualcosa da dire, qualcosa di nuovo, di diverso: le anime di certi artisti traboccano, traboccano sempre. Io aspetto, e intanto omaggio un’artista vera..”

Profi l i ci n i g i an esi

LUCIA SIMONINI “COLORE DI CASA NOSTRA” Il Colore, Calore nell’arte e nella Vita

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ucia Simonini, per meglio intendersi è la citta di Tetta e per essere più precisi di Tetta Corta. Nasce nel 1955 a Cinigiano. Ancora giovanissima rivela un’innata mano “felice” ed una notevole predisposizione artistica, che le fa scegliere di trasferirsi a Siena per seguire la propria indole e studiare il disegno e la pittura presso l’Istituto d’arte “Duccio da Boninsegna” di Siena, dove conclude il ciclo di studi diplomandosi con ottimi risultati. Nel 1972 l’Artista si trasferisce a Firenze e, grazie allo studio dei modelli dal “vero” e agli insegnamenti del pittore Fernando Farulli, riesce a raffinare e ad approfondire lo studio delle forme e delle tecniche della pittura, consentendole di laurearsi con il massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1976. Il periodo fiorentino fornisce a Lucia quegli strumenti necessari per esprimere il suo talento naturale, incentrato a rappresentare, con i movimenti dei volti e dei corpi da lei disegnati, la ricerca psicologica svolta nella interiorità di ognuna delle figure. Nel corso degli anni successivi, si dedica alla libera sperimentazione e alla ricerca; il frutto di questa passione le fa sviluppare una tecnica unica nella rappresentazione anatomica e nella mescolanza dei colori, con i quali riesce poi a legare in un insieme eclettico, rendendo però riconoscibile ed emozionante ogni singolarità così come ognuno di noi nella società.

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2009 si legge “….di fatto il nostro sistema educativo, così come è strutturato di solito, privilegia nettamente modalità di istruzione e di valutazione di tipo linguistico…..predisporre sistemi educativi efficaci che tengono conto dei diversi modi di accesso ai saperi…Gli studenti apprendono in un modo che sono distinti…”. Dewey, Richard Sennet, Maria Montessori , Howard Gardner: questi i nomi di alcuni degli autori capisaldi della vecchia e nuova pedagogia che richiamano la scuola , gli educatori, noi insegnanti ad una scuola del fare come una soluzione per trovare per noi e per i nostri ragazzi nuove motivazioni significative. Chi lavora nella scuola vive che è indispensabili ciò, per attivare processi di comunicazione educativa efficaci ed utili ad una scuola più autentica. Una scuola del fare che si contrappone gradualmente ma con fermezza alla scuola delle maestre e i bambini fotocopia dove troppo spesso un 10 vale aver messo tre crocette e due parole; incollando carta su carta che poco rispetta il bambino ecologico che auspichiamo. E’ in questo contesto che si inserisce l’uso della manualità, della mano che fa per capire, che manipola per sperimentare non solo semplici oggetti da portare a casa a “far vedere” ma un manipolare e costruire per imparare, capire, elaborare concetti, situazioni, esperienze. Nell’ esperienza in “Senza Zaino” si vede questo nella costruzione e nell’uso in prima dei vassoi con la sabbia per il pregrafismo, nelle sillabe di legno con cui formano parole, nella costruzione dei telai circolari dove il polso lavora con un esercizio preparatorio al corsivo formidabile e la stima di se cresce dimostrando a se stesso che anche io piccolo posso costruire qualcosa da solo, colorato, da…artigiano che sa di bottega dei saperi. O si vede nel contare sassi colorati, conchiglie, pasta confrontare situazioni reali e arrivare da soli a rappresentare quando si è pronti.

Con questo articolo è nostra intenzione portare alla vostra conoscenza, cosa sia la “ scuola senza zaino”. Da tempo sono al corrente di questo metodo didattico e a grandi linee credevo di conoscerlo abbastanza per poterlo raccontare da queste pagine. Ma quando ho avuto l’occasione di toccare più da vicino il lavoro che si sta svolgendo all’interno della Scuola di Monticello sono rimasto particolarmente impressionato da una serie di situazioni decisamente interessanti. E il solo fatto che ogni azione abbia il suo preciso valore mi rende ancora più curioso e affascinato. Un po’, nelle dovute proporzioni, lo stesso lavoro che si cerca di portare avanti nel nostro giornale dove nulla è lasciato al caso. Avrei voluto scrivere e spiegare io questo mondo educativo, ma parlando con le insegnanti mi sono presto reso conto che non sarei mai riuscito a spiegare in modo comprensibile la reale attività e non sarei mai riuscito a trasmettere quell’entusiasmo vocativo che oramai lo si ritrova solo in pochi mestieri e fra questi quello dei maestri. E allora chi meglio degli insegnanti mi avrebbe potuto aiutare. Ho voluto insistere con loro e alla fine credo che la testimonianza di chi vive ogni giorno questa esperienza con dedizione sia la migliore che si possa offrire per comprendere cosa sia veramente la scuola senza zaino. mf

ANCHE NOI… SENZA ZAINO! una nuova scuola a Monticello Amiata
Gli insegnanti Antonella, Gloria, Dora e Luana

IMPARARE LA MATEMATICA DIVERTENDOSI
Se la matematica diventa pesante per le menti dei bambini , soprattutto i più piccoli, allora trasformiamo i numeri in cose

Un vecchio pedagogista del passato scriveva riferito all’approccio all’insegnamento: “se ascolto dimentico , se vedo ricordo se faccio capisco”;…..in un moderno testo di sociologia si legge: ….”fare è pensare….”e ancora in un libro dedicato al bambino in famiglia una famosa pedagogista italiana dello scorso secolo scriveva “ osserviamo un po’ il bambino nell’ambiente che è suo, e che la sua stessa natura reclama. Noi vedremo come egli lavora da sé al proprio perfezionamento. La strada giusta gli è indicata non solamente dagli oggetti che adopera, ma altresì dalla possibilità di riconoscere da solo i propri errori per mezzo di questi oggetti”; e ancora in un libro sull’apprendimento del

LA MANUALITà ”

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che si possono manipolare e con le quali i bambini si possono divertire! I numeri, nella nostra scuola senza zaino sono diventati sassi o pasta di diverso colore, a seconda del loro valore: le unità sono azzurre, le decine rosse, le centinaia verdi e le migliaia gialle. Con questo materiale colorato i bambini possono fare calcoli e scomposizioni. Abbiamo dei contenitori che funzionano da “banca”, cioè il posto dove si scambiano delle quantità: ad esempio 10 sassi azzurri (u) vengono “depositati” in queste banche e scambiati con un sasso rosso (da). Così riporti e prestiti non sono più meccanismi astratti, ma azioni concrete. E i numeri diventano anche “fagioli” con i quali si può giocare a fare i gruppi per imparare la divisione!

“COSTRUISCO” L’ITALIANO: I DETTATI IN BUSTA
Nell’aula di italiano della scuola Primaria di Monticello Amiata, dove quotidianamente si incontrano alunni e docenti , particolare attenzione è posta all’organizzazione degli spazi e alla disposizione dei materiali didattici. Uno strumento didattico presente in questa aula , utilizzato in ambito linguistico e a disposizione dei bambini, è costituito dal “Dettato in busta”. Materiale di partenza sono sedici favole tratte da libri di Tolstoy, testi fantastici i cui protagonisti sono animali parlanti che rappresentano i pregi e i difetti degli esseri umani. Tutte le favole sono state prima divise nelle tre parti che ne caratterizzano la struttura: introduzione, svolgimento e conclusione; ogni parte, contraddistinta da un colore, è stata poi segmentata in circa dieci piccoli pezzi. Ogni favola, così “spezzettata”, è custodita in un cassetto numerato di una piccola cassettiera. Gli alunni, in coppia o in piccolo gruppo, predispongono sul tavolo l’apposito tappetino, vi collocano tutte le parti della favola e ricostruiscono il dettato sul quaderno di legno. Dopo l’autocorrezione, gli sviluppi dell’attività didattica possono essere molteplici e suggeriti dagli alunni stessi. I bambini potrebbero per esempio scegliere dal testo ricomposto tre o quattro

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parole che ritengono importanti. Tali parole serviranno loro per verbalizzare la storia e iniziare quindi a fare il riassunto. Altri spunti di lavoro potrebbero essere forniti dall’individuazione e dall’analisi della morale delle favole proposte. Questa implica infatti una riflessione sugli insegnamenti profondi che nasconde. Potremmo poi lavorare su nomi, aggettivi e verbi sinonimi e contrari proponendo quindi esercizi volti all’arricchimento lessicale. Un altro lavoro da effettuare potrebbe essere quello di aggiungere altri pezzettini di cartoncino bianco per espandere le frasi e procedere poi alla copiatura del testo così ampliato. Anche dall’osservazione dei segni di punteggiatura, dell’uso delle maiuscole e dall’ordine delle parole e delle frasi nel testo ricomposto (o che si sta ricomponendo), emergeranno considerazioni e valutazioni che guideranno gli alunni verso scelte consapevoli. Con il “Dettato in busta” ed altri strumenti, gli allievi e i docenti sono coinvolti in un percorso di scoperta e di esplorazione che fa scaturire il senso della meraviglia, dell’emozione per l’inedito, del gusto di essere curiosi. Il “Dettato in busta” è solo uno degli strumenti che si toccano e si manipolano, di carattere generativo, che consentono di rendere efficace l’attività didattica Senza Zaino, fondata sull’autonomia e la responsabilità di ciascun allievo e su un apprendimento che impegna le varie intelligenze. Spunto per la costruzione di questo e di altri materiali è stata la Fabbrica degli Strumenti Didattici quale centro di risorse e repertorio di strumenti a disposizione delle scuole Senza Zaino del territorio.

Entrare in una scuola “Senza Zaino” significa entrare in uno spazio ospitale: per chi lo vive quotidianamente e per chi viene accolto. Nelle classi lo spazio è riconfigurato assieme agli alunni, reso funzionale, dotato di strumenti, materiali accessibili e mobili adeguati. L’aula è uno spazio che ospita non solo gli arredi ma, prima di tutto, il corpo, le emozioni e la curiosità attraverso cui si attiva la sfera emotiva dei bambini che, una volta chiamata in causa, promuove la razionalità e il fare costruttivo. Gli alunni accettano l’impegno, la fatica, il rispetto delle regole perché lo studio è vissuto come una risposta ai profondi bisogni di crescita, di esperienza, di maturazione. La gestione degli spazi comuni come la palestra, la biblioteca, uscite e entrate diversificate, la gestione della mensa, si avvalgono di principi condivisi nel rispetto di regole comuni da parte di tutti gli insegnanti. Gli aspetti educativi e quelli di gestione, sia che riguardino una classe, come un plesso intero, sono aspetti che si intrecciano e sono fra loro complementari. Nella comunità classe l’aiuto reciproco è alla base di ogni momento di vita scolastca, sia nello svolgimento delle attività didattiche, sia nei momenti ricreativi ed organizzativi. Le attività didattiche organizzate a tavoli possono utilizzare varie modalità per motivare, stimolare e consolidare forme di aiuto reciproco mediante lavoro a coppie, lavoro in gruppo, tutoring, giochi cooperativi. Il lavoro a coppie viene praticato regolarmente nella giornata scolastica e può essere strutturato dall’insegnante con materiale predisposto (schedario, giochi didattici, quaderni operativi…), oppure nascere spontaneo durante le attività individuali come strategia per facilitare le esecuzioni. L’elaborato finale di un’attività a coppie può essere unico o individuale, ma condiviso. Il lavoro in gruppo prevede principalmente esperienze di ricerca con l’utilizzo di diversi materiali: il contributo di tutti è fondamentale per arrivare alla conclusione del lavoro. L’aiuto reciproco nel gruppo viene utilizzato quotidianamente per esercitazioni di consolidamento e correzioni collettive. La cura del materiale. Una continua e approfondita ricerca sui materiali accompagna costantemente il lavoro dei docenti. L’occorrente per la scuola è acquistato per tutti grazie al contributo dei genitori, che non devono comprare niente individualmente per il corredo scolastico. Il materiale di apprendimento, di gestione e di cancelleria, è parte integrante dell’offerta formativa e rappresenta il mezzo fondamentale per realizzare l’aula – laboratorio. Il materiale è collocato in spazi strutturati e specifici all’interno dell’aula, nei mini – laboratori: angolo per contare, angolo della lettura, tavolo del lavoro in autonomia con schedari auto correttivi e schede di approfondimento, spazio computer… lo scopo dei materiali, oltre quello di avere a disposizione strumenti di lavoro da usare autonomamente dai singoli o a piccolo gruppo è anche quello di realizzare un clima di classe nel quale le “prescrizioni “ dell’insegnante siano ridotte al minimo. La classe deve parlare da sé. Ad esempio, quando gli alunni devono andare in bagno non

chiedono il permesso all’insegnante. Riteniamo infatti che tale situazione debba essere vissuta autonomamente dal ragazzo. La richiesta di permesso per il bagno provoca spesso una sorta di reazione a catena, il lavoro della classe si interrompe, il docente viene disturbato e si trova a doversi occupare di un evento che non dovrebbe certamente essere prioritario né opportuno per la propria professionalità. E poi : con che criterio dare o non dare il permesso? Per abituare gli alunni al senso di responsabilità è stato quindi introdotto il “semaforo”: chi deve andare in bagno posiziona il segnale sul rosso ed esce e, fino a quando non rientra e lo sposta di nuovo sul verde, nessun altro può uscire. Dopo il primo mese di prima il “semaforo” cessa di essere un gioco e assume il ruolo che gli è stato assegnato: quello di segnalare una situazione senza necessità di farlo verbalmente, permettendo così un più alto livello di autodisciplina e ordine nelle classi.

Mangiare a scuola non è solo un diritto, ma un percorso formativo. La mensa scolastica, soprattut-

to nella scuola primaria, deve saper attuare le prime tappe dell’educazione alimentare, attraverso i risvolti educativo – preventivi della mensa. Il momento di socializzazione, offerto dal mangiare insieme ai compagni e agli insegnanti, porta ad acquisire nuove e corrette abitudini alimentari che, passando attraverso l’imitazione di modelli vissuti come corretti, permangono nel comportamento del bambino e possono diventare una guida per i genitori. L’ambiente scolastico, in quanto comunità educante, deve essere luogo in cui ciascuno alunno possa fruire di opportunità di crescita e di sviluppo personale, imparando a interagire con gli altri in un rapporto positivo e nel pieno rispetto delle regole del vivere civile, anche a tavola.
Gli insegnanti Antonella, Gloria, Dora e Luana

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Cosa è e come funziona una Scuola “SENZA ZAINO” La scuola primaria di Monticello Amiata.

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EDO IL PESCIAIOLO Ferro e soprattutto Bronzo mondiale
di Giulia Fabiani

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nno 2013, mondiali in Sud Africa, “..un viaggio entusiasmante nella savana, un grande affiatamento e la felicità di otto medaglie da riportare in Italia”, questo è quello che si legge sul giornale, e noi vogliamo oggi farvi partecipi di questo grande orgoglio nazionale ringraziando uno degli otto atleti che hanno tenuto alto il nome della nostra terra. Sicuramente non tutti sapranno di chi sto parlando, Edoardo Bastianini, il nostro “pesciaiolo” (in amichevole affetto) di fiducia, arrivato sul podio, terzo nell’ Adult male Longbow! Partiamo dal principio..di cosa stiamo parlando? La FIARC aderisce all’IFAA, l’associazione internazionale per il tiro di campagna con l’arco. Ogni due anni, pari, si svolge il Campionato Mondiale, ed ogni anno il Campionato Europeo. L’Italia vanta attualmente diversi titoli europei e mondiali in quasi tutte le categorie. La FIARC, Federazione Italiana Arcieri Tiro di Campagna, viene fondata nel 1983, con lo scopo primario di promuovere e far sviluppare il tiro con l’arco, in particolare nella veste di tiro venatorio. Il tiro di Campagna è l’attività sportiva del tiro venatorio e si pratica simulando situazioni di caccia con l’utilizzo di sagome tridimensionali di animali, sviluppando nell’arciere che lo pratica la dinamicità

del tiro e la velocità di esecuzione. Questo tipo di simulazione vuole conservare intatti quei valori ancestrali propri del tiro con l’arco, non interferendo però con l’equilibrio della natura. Nella simulazione si fa uso di sagome tridimensionali raffiguranti animali in materiale sintetico espanso. L’arciere non conosce mai monotonia, né per i bersagli, ne per la difficoltà oggettiva del tiro. Bersagli in movimento, a tempo, diversi tipi di ambienti naturali, giochi di luce nella boscaglia, sono questi che rendono questa attività unica nel suo genere. Un arciere non troverà mai un tiro uguale ad un altro. Il tiro venatorio veniva praticato con rudimentali archi in legno o corno, ad oggi gode invece delle più sofisticate tecnologie moderne. Gli archi utilizzati sono esclusivamente del tipo da caccia, e possono essere classificati in tre tipologie: il Longbow, il Ricurvo ed il Compund. Noi oggi parleremo solo un po’ del primo, il Longbow, l’arco tradizionale per eccellenza, il più antico. E’ un arco che viene ancora usato per il fascino delle sue antiche origini, non eccelle in efficienza di tiro e necessita di una discreta esperienza dell’arciere. E’ con questo tipo di arco che Edoardo ha preso la medaglia di bronzo, avendo l’onore si salire quel gradino che lascia un’emozione indelebile. Ho voluto farvi entrare in un mondo a molti sconosciuto, e fino a poco fa anche a me, che merita di essere valorizzato e portato in alto come gli sport più conosciuti. Ringraziamo il nostro amico per averci dato l’opportunità di apprezzare questo sport e averci fatto provare l’emozione di conoscere un campione.

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PIANTE E FIORI
bomboniere

di Silvana Totti

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nche quest’anno nella sala consiliare si è celebrata la “Giornata della memoria” organizzata con la consueta collaborazione tra l’Amministrazione Comunale, la Scuola secondaria di primo grado e l’ISGREG. Dopo il saluto del sindaco Silvana Totti, che ha preso spunto da una poesia di Primo Levi per sottolineare il messaggio che questa giornata vuole trasmettere, per non dimenticare, la professoressa Elena Vellati dell’ISGREG ha introdotto la proiezione del video realizzato con le interviste a tre cittadini di Cinigiano, Pasquale Cherubini, Aladino Dari e Zeno Aluigi, che raccontano le vicissitudini subite come internati militari in un campo di lavoro in Germania. Il filmato è scorso in un silenzio commosso e partecipe, Nella seconda parte gli studenti e le studentesse hanno presentato i loro lavori incentrati su approfondimenti di quel periodo storico intorno al quale hanno elaborato racconti di fantasia, cartelloni, riflessioni sul tema del rispetto delle minoranze. Queste giornate, impegno morale degli adulti di farsi tramite della memoria, sono momenti importanti per contribuire alla crescita culturale dei nostri ragazzi che vengono spronati a riflettere sulle grandi tragedie che hanno oscurato la storia della “civilissima” Europa per renderli consapevoli che è loro compito impegnarsi perché certe tragedie non si ripetano.

SULLA STRADA GIUSTA dopo sei anni tempo di bilanci
ei anni fa un gruppo di signore di Monticello chiesero all’amministrazione comunale di Cinigiano la possibilità di poter usufruire di uno spazio dove ritrovasi per organizzare alcune attività di socializzazione partendo da quello che queste sapevano fare meglio: dedicarsi a lavori di ricamo e cucito al fine di perpetuare una tradizione che in questo paese era diffusa ed era stata particolarmente alimentata dalla scuola di ricamo di suor Serafica delle quali quasi tutte queste erano state diligenti allieve. Così in uno dei locali dell’edificio della scuola elementare sorse il centro” Allegramente Insieme”, qui in alcuni giorni della settimana il gruppo si riunisce, promuove iniziative ma soprattutto lavora e produce una serie di manufatti che solo la capacità di mani esperte potrebbero confezionare, se lo scopo del centro era quello di aggregare credo che questo obbiettivo sia stato raggiunto, in quanto negli anni sono aumentati i frequentanti ed ognuno ha messo a disposizione degli altri le proprie capacità e le proprie esperienze. Giorno dopo giorno lo stare insieme sviluppa idee e la volontà di raggiungere nuovi obbiettivi così anche l’idea di mettere a disposizione della comunità paesana i numerosi lavori eseguiti, e per poter contribuire alle varie esigenze del paese sono stati organizzati mercatini nelle varie manifestazioni paesane raccoglien-

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do fondi per questa o quella necessità. Così troviamo i rametti i olivo dipinti la domenica delle palme, stanze allestite con pregevoli lavori di ricamo e cucito in occasione della festa della castagna, di alcune manifestazioni estive, dei mercatini di natale ecc., lavori che spesse volte esprimono soggetti a tema. In questi anni possiamo fare anche un bilancio di ciò che è stato ricavato e come sono state impegnate quelle risorse. “Restauro Santuario di Val di Prata e acquisto 4 lampade ai laterali della chiesa 1600 Euro, per manutenzione campane Chiesa Parrocchiale 360 Euro, per restauro sacrestia Chiesa San Sebastiano 200 Euro, per acquisto cucina versati ad associazione Pro Loco Monticello 150 Euro”. Tutto ciò è stato possibile grazie a chi ebbe l’idea di iniziare questa avventura e a tutte coloro che nel tempo hanno frequentato il centro e che con i risultati ottenuti hanno contribuito al benessere della nostra comunità, anche se il più grande risultato è stato quello di dar vita ad un luogo di aggregazione e aver dimostrato che quando abbiamo in mente, obiettivi e la voglia di stare ”allegramente insieme” rende tutto possibile e possiamo contribuire a rompere l’egemonia culturale di una società che nonostante gli infiniti mezzi di comunicazione che ci illudono di avere mille contatti e di conoscere il mondo, ci spinge invece verso una isolata solitudine. Un ringraziamento va a tutte quelle persone che hanno offerto il materiale utile alla realizzazione dei lavori. Le partecipanti al “centro allegramente insieme”

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Dalle Associazioni

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LA GIORNATA DELLA MEMORIA … perché certe tragedie non si ripetano

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Fi or i d ’ aran ci o

MARIO CARLO E CLARA Sfatato il mito dei “luoghi comuni”
di Giulia Fabiani

Ottobre 1962..per molti di voi è una data come un’altra, ma per due giovani sposini è il coronamento di un sogno. Ebbene si, proprio in questo giorno Mario Carlo Lorenzini e Clara Marzocchi sono giunti a nozze. Come vuole la tradizione lui in abito scuro, assolutamente confezionato da Romualdo, e lei in abito bianco, di pizzo, corto, acquistato in città al negozio sotto i portici a Grosseto, e non era frequente da queste parti avere certi lussi..Il giorno della prova Clara non era sola, ma neanche con tutti i parenti, come è normale pensare, ma bensì con Mario Carlo! Come, lo sposo che vede la sposa prima del matrimonio??!! Fu proprio lui a vederla di bianco vestita e a scegliere l’abito tanto sognato. E ad oggi dobbiamo proprio dirlo che i “luoghi comuni”, del marito che non deve vedere la sposa prima del matrimonio resta solo tale, perché sono ancora insieme da oltre, ormai, 50 anni! La chiesa che ospitò il grande evento fu quella di Cinigiano addobbata a festa e piena di parenti e di amici. Poi il pranzo venne fatto nel “Salone Berti”, dove ora c’è l’appalto, il pranzo fu semplice e gli chef di casa, solo la torta fu preparata dall’allora e tutt’ora famoso Beppe, e tutto andò per il meglio. La partenza per il viaggio di nozze era prevista il sabato successivo alle nozze e, con abito da Clara stessa confezionato e la ‘600 pronta, partirono alla volta di Rimini dove avrebbero trovato altri due neosposini, Anna e Silvano Vestri con i quali si spinsero a fare un bel giro delle Dolomiti per poi scendere sul litorale tirrenico fino ad approdare all’Isola d’Elba. Ad oggi con un po’ di ritardo, ma con sentito affetto facciamo gli auguri più sinceri!

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Vagaggini Duccio di Filippo e Roberta Ghiribelli nato a Poggibonsi il 4.9.2013 Via Monte Cervino 136 Poggibonsi Bacci Flavio di Stefano e Crina Crotoriu nato a Grosseto il 18.12.2013 Via Roma 34 Cinigiano Buskes Sarah Francisca Cornelia di Cornelis Jhonnes e Mariella Hortense Renei nata a Grosseto il 31.01.2014 Via Orvieto 5 Poggi del Sasso Galassi Mayka di Massimo e Valertinoco Maribel Zenaida nata a Grosseto il 29.01.2014 Via delle Piagge 21 Cinigiano Jaku Adriano di Artan e Pjetergsokaj Mirjeta nato a Grosseto il 27.01.2014 Via Castello 4 Castiglioncello Bandini

Khia Adam di Hamid e EL Hachimi Maryam nato a Grosseto il 05.01.2014 Via Circonvallazione 26 Cinigiano Lucattini Francesco di Giacomo e Federica Spampani nato a Grosseto il 21.02.2014 Piazza della Compagnia 1 Cinigiano Reginali Manuel di Massimiliano e Francesca Medaglini nato a Grosseto il 26.01.2014 Pod. Bernardinai 1 Cinigiano

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STAZIONE DI CINIGIANO Neppure 15 Km da Monticello
di Massimo Fabiani

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ell’ultimo numero vi avevo proposto di individuare dove fosse il cartello in foto, la mia era la solita bonaria provocazione per portare alla vostra attenzione questo cartello segnaletico, rimasto sicuramente l’unico riportante questa indicazione, anche particolarmente precisa: “14,8 Km stazione di Sant’Angelo Cinigiano” perché non tutti sanno, specialmente le nuove generazioni, che anche Cinigiano ha la sua Stazione. Io lo scoprii intorno alla metà degli anni settanta, alla Stazione a Napoli avendo con me un orario dei treni, notai con incredulità nella rubrica delle stazioni: Cinigiano, fu una sorpresa, non che non sapessi dell’esistenza della stazione di Sant’Angelo, ma non ero a conoscenza che portasse anche il nome del nostro paese. La Stazione, come i più anziani semplicemente

chiamano, è stata fondamentale nei periodi del dopo guerra, sia per il trasporto delle merci che delle persone, oggi utilizzata solo per scopi turistici in alcuni mesi dell’anno per il passaggio del Treno Natura e in questo momento chiusa per una frana sulla tratta. Difficile era sapere, dove fosse mesi fa il cartello, in quanto oramai scarsamente leggibile e eccessivamente pendolante. Avevo pensato di farlo togliere dagli operai del comune e di avviare un restauro domestico e così con la gentilezza della Kelly Color che mi ha offerto lo smalto specifico e la collaborazione di Emma, il modesto restauro è terminato e così il cartello ha lasciato palazzo Bruchi per tornare al suo posto sulla facciata di casa Canuti a Monticello Amiata per svolgere il lavoro per il quale era stato realizzato e a testimoniare un periodo della nostra storia. Per il nuovo quesito il suggerimento è di Ilaria vediamo se indovinate dove si trova e cosa è ritratto in foto?

isse d e m E co

... fatti nostri,

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’episodio di questo numero è accaduto intorno agli anni settanta, vede protagonista il signor Costantino Draghi di Sasso d’Ombrone. Come capita di frequente dalle nostre parti non è certo vero che tutti i nomi portano a casa o perlomeno a riconoscere di chi stiamo parlando. Infatti dal nome e cognome anche il sottoscritto non avrebbe mai associato questo dato anagrafico a un volto. Ma quando siamo andati nel confidenziale con chi mi ha raccontato questo simpatico episodio mi ha detto che il protagonista era meglio conosciuto con il nome di Bardacca, allora mi è venuto subito alla mente di chi stavamo parlando e sicuramente anche per molti di voi, specialmente per i non sassaioli, avrete senza dubbio riconosciuto il protagonista. Costantino faceva il trasportatore e chi non associa subito, almeno i non più giovani, il suo nome al mitico Daino azzurro che a dire il vero non ho ricordo di averne visti altri in giro,

UN DAINO SUL MURETTO Un imprevisto

di Massimo Fabiani

se non il suo. Il Daino era un camioncino dell’OM l’evoluzione del Leoncino, di quella nota famiglia OM che per i nomi dei suoi mezzi si ispirava alla zoologia e che comprendeva anche il Lupetto, il Cerbiatto, il Tigrotto e chi sa quale altra simpatica bestia. Chi sta spesso sulla strada ha sicuramente molte possibilità di essere fermato dalle forze dell’ordine e così quel giorno appena superato una curva il nostro Bardacca vide la paletta rossa che lo invitava a accostare sul margine della carreggiata. Dopo la canonica richiesta di patente e libretto i militari aggiunsero “qui c’è una multa “ e con la sua nota calma e simpatia Bardacca rispose “ questa è una spesa che st’amani non avevo previsto” . “lei ha pestato la striscia di mezzeria, lo sa che è come un muretto?” ripresero i Carabinieri. E con la solita battuta pronta il nostro amico rispose “si, lo so, ma è un muretto che ci si salta bene!!!”

Comune di CINIGIANO
www.comune.cinigiano.gr.it

informa
LETTERA DEL SINDACO
non importa, da’ il meglio di te.” E tanti sono stati i momenti problematici: la malattia della segretaria dott.ssa Viviana Borgoni per cui siamo stati costretti ad operare per un anno e mezzo senza il suo prezioso apporto di fantasia e di competenza, anche il pensionamento del geometra Massimo Bovini, che rappresentava la memoria storica dell’amministrazione, ci ha creato qualche incertezza, la gestione dei profughi in fuga dalla Libia in fiamme, gestione che non è costata nulla in euro al comune, ma tanto in tensione, in organizzazione, in tempo per riunioni a tutti i livelli. Non secondario il problema economico, una volta pagate le rate dei mutui pregressi( si è trattato di 1.000.000 di euro), gli stipendi dei dipendenti, il servizio del trasporto scolastico, la mensa e quant’altro di legge, non c’erano margini per poter fare tante opere, stante la impossibilità di accendere nuovi mutui, e nell’ultimo anno anche bloccati dal patto di stabilità, un obbligo di legge, pena gravi sanzioni economiche, che sta devastando la vita delle nostre comunità, ma che quasi nessuno, parlamentari compresi, sa davvero cosa sia, il quale di fatto ha impedito di spendere anche i fondi che riuscivamo a reperire se prima non dimostravamo di essere nel pieno rispetto dei parametri, stabiliti appunto dal patto di stabilità, pur avendo i soldi e i progetti pronti. Siamo soddisfatti di aver realizzato opere con finanziamenti al cento per cento, che comunque ci obbligavano a trovare

ari concittadini e care concittadine, per usare un abusato modo di dire, mi viene da esclamare ..ma come passa il tempo.., sì questi cinque anni, del mio mandato quale sindaco, sono trascorsi in un lampo ed è giunto il momento dei bilanci. Quello strettamente amministrativo lo potete leggere nelle pagine successive, io ne voglio fare uno personale, cercando di evidenziare le sensazioni che ho avvertito nell’espletamento del mio compito. Confesso che quando l’ho assunto, con un atto che per me era d’amore verso il territorio e la sua gente, non avrei mai immaginato le difficoltà che ho dovuto affrontare legate alla crisi economica, al rovesciamento dei parametri dei valori etici e culturali, alle modifiche istituzionali che siamo stati obbligati per legge a effettuare, alle incertezze normative e istituzionali ( vedi la sofferta vicenda del destino delle province) che troppo spesso hanno rallentato l’azione amministrativa. Nei momenti di maggiore sconforto e frustrazione ho tenuto presente una frase di Madre Teresa di Calcutta “ Quello che hai costruito, può essere distrutto: non importa, costruisci. Da’ al mondo il meglio di te e forse sarai preso a pedate:

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1 Cinigiano informa

Comune di CINIGIANO
www.comune.cinigiano.gr.it

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LETTERA DEL SINDACO
Che questo sia il momento più duro della crisi economica, il più difficile dal punto di vista occupazionale è ben presente ad un sindaco: il disoccupato, il ragazzo disilluso che non trova sbocchi lavorativi, il cinquantenne che ha perduto il lavoro e non ha prospettive per il futuro, il cassaintegrato non vanno in Regione o a palazzo Chigi ad esporre le loro ragioni, ma vengono in comune e molto spesso noi sindaci, testimoni i miei colleghi con cui ci confrontiamo periodicamente, non possiamo che fungere da ascoltatori, spesso dando comunque un momento di conforto in assenza di risposte concrete, che troppo spesso non sono purtroppo possibili. Tramite la Società della salute, che gestisce il sociale per nostro conto, abbiamo attivato interventi di aiuto economico straordinario, ed alcuni i inserimenti socio lavorativi, ai quali abbiamo anche contribuito con fondi di bilancio anche noi , perché è aumentato in maniera esponenziale il numero dei disperati che si presentano quotidianamente in comune perché senza lavoro, con lo sfratto esecutivo ed il frigorifero vuoto, e non parlo di stranieri, ma il fenomeno ora riguarda anche gli italiani. Ha detto il presidente Renzi: “ voi sindaci siete stati e siete sulla frontiera e paradossalmente lo avete fato in un tempo di tagli senza precedenti”: solo un sindaco poteva cogliere fino in fondo la realtà in cui ci siamo dovuti destreggiare. L’impegno che ha assorbito più di ogni altro il mio tempo e le mie energie è stata la creazione della Unione dei comuni dell’Amiata grossetana. Una svolta epocale che sta cambiando il volto della nostra montagna, imposta come pretesto solo per risparmiare, l’Unione deve diventare un modello organizzativo che dà risposte più efficienti ai cittadini,valorizzando al

i fondi per pagare l’IVA. Da tenere presente che prima del nostro insediamento entravano nelle casse comunali diverse centinaia di migliaia di euro di oneri di urbanizzazione, con la grave crisi economica, la cui gravità qualche commentatore ha paragonato ad una terza guerra mondiale, siamo precipitati a 30-40.000 con tutte le conseguenze immaginabili. Da non sottacere che nel corso di questi anni lo Stato ha diminuito sostanzialmente i trasferimenti pur aumentando gli obblighi e le competenze dei comuni. Nonostante ciò siamo riusciti a mantenere inalterate le tariffe dei servizi ( adeguate solo all’ISTAT) ed abbiamo tenuto ferme le nostre priorità: la scuola, i rapporti con le associazioni e quindi con il territorio,gli interventi sul sociale, l’attenzione alla cultura. Riguardo alla scuola, avevamo preso l’impegno di mantenere tutte le nostre scuole ( ricordo che sono ben tre scuole dell’infanzia, due scuole primarie, una scuola secondaria di primo grado) e le abbiamo mantenute, il tempo ci ha dato poi ragione di fronte a dei dubbi che erano sorti in certi momenti, non solo le abbiamo mantenute ma le abbiamo valorizzate dando il via a progetti di pregio , come la “Scuola senza zaino”, partita a Monticello, poi estesa a Cinigiano con le prime due classi, la terza partirà l’anno prossimo, e vedrà coinvolta anche la scuola media, andando così a realizzare una scuola in verticale dello stesso tipo che non ha riscontri in provincia. Per questi interventi dobbiamo ringraziare la Fondazione Bertarelli-Tipa che ha creduto nel nostro progetto e ci ha sostenuto economicamente. Con le scuole abbiamo collaborato in occasione delle celebrazioni istituzionali, come con le varie associazioni alle quali, pur nelle ristrettezze di bilancio, abbiamo cercato di non far mancare il nostro apporto .

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LETTERA DEL SINDACO
termia: fermo restando il punto che ancora nessun permesso a nessun livello è stato rilasciato per ricerche invasive, questa amministrazione da subito ha dato parere contrario anche alle ricerche non invasive; comunque stiamo portando avanti, insieme ai sindaci degli altri comuni interessati, un intervento in Regione ( stante la mancanza di normative nazionali) perché introduca nel PIT norme precise che regolino l’insediamento di impianti industriali da geotermia nelle nostre zone, la cui peculiarità è rappresentata da un modello di sviluppo enogastronomico di qualità. Sono stati anni difficili che abbiamo affrontato con spirito di servizio, mettendosi a disposizione della collettività . A tutti i componenti la giunta va il mio sentito ed affettuoso ringraziamento per avermi supportato con competenza e passione, ci eravamo presentati come gruppo e come gruppo abbiamo cercato, pur con i nostri umani e inevitabili limiti, di dare il meglio di noi. Grazie anche ai consiglieri che hanno seguito il nostro operato dando il loro prezioso contributo di osservazioni e di stimoli, soprattutto nei momenti di particolare difficoltà . Infine un ringraziamento doveroso ai rappresentanti della minoranza, che hanno vissuto questa esperienza con spirito costruttivo e collaborativo, sentendosi investiti del compito di tutelare gli interessi della collettività, non le personali posizioni ideologiche o le appartenenze politiche. A me personalmente questi anni hanno dato la possibilità di arricchirmi culturalmente e personalmente, un’esperienza di vita che ho affrontato con umiltà ma anche con determinazione, alla fine della quale ho deciso di passare la mano e di godermi finalmente la pensione: il mondo ha ora dei ritmi cui è difficile stare dietro, occorrono energie e competenze giovani, menti più duttili . A chi occuperà la poltrona di sindaco del nostro comune auguro di cuore buon lavoro e che il percorso sia meno accidentato in uno scenario globale meno difficile. Il Sindaco Silvana Totti

contempo i dipendenti e le loro professionalità. Sono consapevole che il passaggio da un modello ad un altro ha creato delle disfunzioni e delle criticità ma si sta lavorando per superarle, fidando per questo anche sulla collaborazione di tutti i dipendenti, ai quali va il mio sentito ringraziamento per il contributo che hanno dato all’azione amministrativa con competenza e spirito di appartenenza. Deve essere chiaro a tutti che formare l’Unione è l’unica azione rimasta per garantire la sopravvivenza delle identità specifiche dei comuni, una risposta forte a chi non si rende conto che minare la credibilità dei comuni ( come sta succedendo con l’applicazione del Patto di stabilità e delle norme di una burocrazia assurda e soffocante) significa disgregare le basi stesse della democrazia e della Repubblica, di una nazione che sui Comuni ha fondato la propria identità, la propria libertà e in fondo anche la propria ricchezza e gloria ( soprattutto artistica e culturale). Un’ultima riflessione mi pare doverosa sulla questioni legate alle proposte di un impianto a bio masse a Santa Rita: credo che tutti le conoscano, io voglio solo rifarmi al clima creato intorno a queste problematiche, un clima senz’altro legato al panorama generale di sfiducia nei confronti della politica che addita tutti i rappresentanti delle istituzioni come incapaci, se va bene, altrimenti corrotti o corruttibili. Mai come in questi momenti le parole di Madre Teresa mi sono state di conforto e di guida: io ho cercato di fare il mio meglio, rispettando sia le istanze della gente sia le norme e le leggi che ho giurato, all’atto del mio insediamento, di rispettare. I fatti mi hanno dato ragione, ma d’altra parte, parlando della difesa dei cittadini e dei loro diritti, non credo che si tratti di chi è più bravo, ma di cooperare, con serenità e correttezza, al raggiungimento del fine comune. Vorrei qui anche ribadire la posizione dell’Amministrazione riguardo ai permessi di ricerca per lo sfruttamento di fonti energetiche legate alla geo-

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a legge obbligava i piccoli Comuni come il nostro a gestire in forma associata le funzioni; visto i servizi già associati con i comuni Amiatini e visto che consultando informalmente i comuni vicini non c’erano condizioni per soluzioni diverse, abbiamo optato per la costituzione dell’Unione dell’Amiata grossetana, alla quale abbiamo poi cercato di dare il nostro convinto e leale supporto. Ligi allo statuto al 1° gennaio 2014 tutte le funzioni sono state associate. Un’operazione complessa che comporta una fase di rodaggio per consentire la piena funzionalità della struttura. Un primo risultato positivo è stato raggiunto con il bando unico per il trasporto scolastico che ha visto un risparmio complessivo di 100.000 euro, a breve partirà la gara per la mensa per tutte le scuole dei comuni. Questo processo ha richiesto un grosso impegno di tempo di energie, un grosso sforzo di interpretazione di leggi e di normative , riunioni defatiganti che hanno assorbito moltissimo del tempo e della energia degli amministratori. A questa trasformazione si è unita l’incertezza legislativa legata alla situazione delle province. Bilancio Partendo dalle rendicontazioni degli esercizi finanziari in cui questa amministrazione si è trovata ad operare, possiamo sostenere che la programmazione iniziale e le relative gestioni abbiano raggiunto gli obiettivi e realizzato i programmi nel rispetto degli equilibri economici e finanziari: fatto non facile e non assolutamente scontato visto la situazione generale della finanza pubblica. Ogni anno è stato caratterizzato da una sempre più attenta attività di risparmio e da un’azione seria di contrasto all’evasione fiscale, adottato una politica prudenziale di previsione delle entrate e sempre garantiti i determinati servizi alla comunità locale, quali interventi a sostegno delle famiglie e delle persone, trasporto e mensa scolastici, centro giochi educativo, iniziative culturali. Abbiamo operato in una costante riduzione dei trasferimenti statali compensata da un’intensa attività di reperimento di contributi e sponsorizzazioni. Le continue novità normative hanno comportato uno stravolgimento nella metodologia di esecuzione e le amministrazioni locali si sono trovate interposte tra Stato e cittadini. Nuovi inizi ogni anno!(imu anticipata, imu rivista, tares, iuc, tari e tasi!). Se da un lato è stata massima l’attenzione alla domanda del cittadino in termini di servizio, altrettanto efficace è stata l’azione che ha condotto l’ente a raggiungere risultati davvero significativi, se si pensa che nel quinquennio considerato il debito è diminuito di oltre un milione di euro.

UNIONE DEI COMUNI

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Lavori pubblici

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nvestimenti realizzati accedendo alle linee di finanziamento che di volta in volta si sono presentate e per quanto sostenibile a livello di compartecipazione, senza far ricorso a mutui. Riqualificazione area adiacente al Santuario di Val di Prata di Monticello Amiata. Completato il centro sociale a Sasso d’Ombrone ex caserma, risistemato la porta d’accesso a Porrona con la riqualificazione dei dintorni; riqualificazione vie di accesso al centro storico di Monticello Amiata, via Roma e centro storico di Cinigiano ed il Botroncupo , la fonte di Piazza a Cinigiano e l’abbeveratoio di via Macelli a Monticello. Lavori straordinari e urgenti quali rifacimento del muro crollato nel cimitero di Castiglioncello, dei tetti della scuola media e del palazzo comunale compromessi dal maltempo. Manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici. Sistemazione del nuovo locale per la mensa della scuola primaria di Cinigiano; riqualificazione delle aree esterne delle scuole dell’infanzia di Cinigiano e di Sasso d’Ombrone. Ai Poggi completata la piazza Amedeo Massari con il contributo della Fondazione Bertarelli. Importante l’impegno per la viabilità, interventi nelle strade comunali e sono previsti lavori di manutenzione a Santa Rita, nella privata, quella di Rotrecine, alla Cava, all’Anteata, del Ribusieri oltre ad interventi minori.

isoluzione delle problematiche del PSR che vedevano coinvolti numerosi nostri agricoltori; supporto anche economico alle associazioni per la valorizzazione dei prodotti tipici come alla lotta contro il cinipide, il parassita che ha messo in ginocchio la castanicoltura in tutta l’Amiata; impegno costante nella mediazione tra la provincia e i nostri agricoltori per i danni subiti alle colture ad opera dei selvatici. Il ministero competente ha dato il via all’operazione su S.Rita per la realizzazione di un polo tecnologico che verrà affiancato da una scuola di formazione creando quindi un polo di eccellenza che unisce la teoria con la pratica.

Agricoltura ed attività produttive

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Per informazioni, nuovi allacciamenti, contratti e altri servizi commerciali: da telefono fisso NUMERO VERDE 800 887 755 da telefono mobile 199 114 407

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on la formazione della Unione dei comuni dell’Amiata grossetana, la prima funzione associata è stata quella della istruzione; sono stati elaborate le nuove normative a livello generale, uniformandole negli otto comuni e facendo dei bandi globali per tutti: per i trasporti ( che ha visto un risparmio complessivo di 100.000 euro) e per la mensa, già pronto e che partirà a giorni, divenendo operativo dal prossimo anno scolastico. Per quanto riguarda in particolare le nostre scuole, abbiamo la soddisfazione di poter consegnare alla nuova amministrazione una rete scolastica integra, dopo aver difeso tutti i nostri plessi. Abbiamo garantito l’apertura del centro giochi “ Mago delle comete” che è rivolto ai bambini della prima infanzia. E’ partito e inaugurato a Monticello il progetto “Senza zaino”scuola d’eccellenza e anche a Cinigiano tale progetto è iniziato dallo scorso anno e interessa per il momento le prime due classi. In prospettiva stiamo lavorando per estendere il progetto anche alla scuola secondaria di 1° grado e alle scuole dell’infanzia, grazie alla fattiva collaborazione con la Fondazione Bertarelli. Abbiamo garantito nelle scuole attività culturali come teatro, alfabetizzazione musicale, il progetto sport Amico, il corso di carta pesta realizzato grazie all’utilizzo di operatori del servizio civile, tramite i PEZ il servizio nelle scuole dello psicologo e del mediatore culturale ; rimaste invariate le tariffe del centro giochi, solo adeguamento ISTAT per le tariffe trasporto e mensa. Collaborazione al progetto di riordino del trasporto pubblico locale, garantendo nel nostro comune i servizi preesistenti e istituendo un servizio per la tratta Stribugliano Castiglioncello Bandini, per consentire ai nostri studenti il trasporto anche verso le scuole superiori di Grosseto. Per la cultura organizzati vari cartelloni teatra-

Istruzione e cultura

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li, musicali e cinematografici. Celebrazione dei più importanti eventi culturali e formativi quali la giornata della memoria, la festa della Toscana, il 25 aprile, il 4 novembre, particolare solennità al 150° anniversario dell’Unità d’Italia con il coinvolgimento delle associazioni e dei gruppi musicali e vocali del territorio. Particolare risalto quest’anno alla celebrazione del 70° anniversario della Liberazione della Maremma, con il coinvolgimento delle scuole del territorio e dell’ISGREC. Sono continuati i rapporti con l’Università americana di Berkeley per gli scavi archeologici che stanno portando alla luce siti estremamente interessanti ; in calendario l’ inaugurazione del definitivo assetto dell’archivio storico; continuati i progetti culturali della Casa Museo inserita nel sistema museale Amiata. a gestione del sociale è affidata alla SDS ma le problematiche sempre più impellenti che investono la nostra gente ci hanno spinto ad intervenire anche con mezzi propri. Attenzione alle politiche giovanili e alla terza età. Collaborazione con la Confraternita di Cinigiano al progetto per l’erogazione di un microcredito a soggetti in difficoltà; abbiamo ottenuto, tramite un progetto della Commissione Pari opportunità dell’Unione dei comuni, dei finanziamenti per poter tenere aperta la scuola dell’infanzia il sabato mattina, dando un concreto aiuto alle madri lavoratrici. Stretto e proficuo il rapporto con le associazioni a cui abbiamo assicurato il nostro appoggio in tutte le manifestazioni. Tra gli impegni e le emergenze che hanno caratterizzato questa legislatura l’ accoglienza dei migranti provenienti dalla Libia; nessun onere di spesa per il Comune, solo un grande lavoro per gli amministratori coadiuvati da funzionari e da persone volontarie impegnati nel gestire la civile convivenza con la comunità. Alla fine del 2012 abbiamo subito la chiusura dello sportello delle Poste a Castiglioncello Bandini, ma siamo riusciti ad entrare, tra i primi in regione, nel progetto “Ecco fatto” finanziato dalla regione che prevede l’utilizzo di due persone del servizio civile per offrire interessanti servizi alternativi .

SOCIALE

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AMBIENTE

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a nostra Amministrazione ha sempre dato vitale importanza all’Ambiente sicuro nostro volano economico e sociale. La manutenzione del vasto territorio non è cosa facile visto la sua tipicità geologica, nonostante questo siamo stati sempre in prima linea dando la priorità agli interventi volti a risolvere impellenti bisogni della popolazione, come le frane, diventate ancor più frequenti in questi ultimi anni di particolari condizioni meteorologiche. Lo stesso problema si è avuto negli alvei dei fiumi e dei corsi d’acqua più piccoli dove siamo dovuti intervenire grazie alle autorità di riferimento, per tamponare futuri guai. In particolare sono state realizzate opere, nel pieno rispetto della natura, sull’ansa dell’Ombrone nei pressi del Ponte del Sasso. Importante e con un impegno non indifferente è stato affrontare la costituzione del nuovo soggetto che per venticinque anni opererà sul territorio per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Non sono mancati momenti di particolare interesse pubblico, come la proposta da parte di un’azienda privata di un progetto industriale legato alle biomasse, progetto andato a finire nel nulla per non aver avuto nessun parere positivo delle autorità competenti. Altra situazione di interesse collettivo le nuove ricerche geotermiche delle quali la nostra amministrazione non può che esprimere un parere negativo visto gli atti di governo del territorio.

rete al più classico cartaceo. Non è mancata la collaborazione per tutti gli eventi messi in piedi dai vari comitati dalle feste principali dell’Uva della Castagna e del Capitone alle più semplici iniziative promozionali. Sono stati curati i rapporti con la comunità gemellata di Montcuq e sviluppate iniziative promozionali con le associazioni legate all’economia della castagna, a quelle del vino con la stretta Collaborazione con la Strada del vino e dei sapori d’Amiata, del Consorzio di Tutela e delle Città del vino. In particolare sono state molte e proficue le iniziative legate al mondo dell’olio dove la stretta collaborazione con le Città dell’olio ha fatto si che molte siano state prese sia per la conoscenza del prodotto olio rivolto sia alla nostra popolazione di ogni età sia alla promozione fuori del nostro territorio. In particolare Olio mio manifestazione che coinvolge scuole, ristoranti, frantoi, panifici e associazioni. Non è mai mancata la nostra collaborazione a eventi come Voler bene all’Italia e altre iniziative volte alla conoscenza dei borghi rurali come i nostri. Inoltre si è rinnovata la segnaletica all’ingresso del territorio comunale e con la collaborazione di ANAS e della Provincia sono stati posizionate indicazioni stradali nei punti prossimi alle vie più importanti di collegamento.

INFORMAZIONE

TURISMO

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on è stato sicuramente facile dover giocare ancora una volta cambiando le carte in tavola, la chiusura delle Apt, le difficoltà di altri soggetti del settore hanno fatto si che ci siamo trovati troppo soli per poter svolgere un lavoro sul quale avremmo voluto investire sotto ogni aspetto. L ’attenzione della Provincia ci ha consentito di inserirci in alcuni progetti importanti come il MITUP che non possono che non far che bene alla nostra promozione. Siamo riusciti, grazie in particolare alle Pro Loco locali a tenere aperti gli uffici turistici uno su Cinigiano con apertura annuale e uno su Monticello Amiata con apertura stagionale. Per i cinque anni è stato realizzato, in accordo con tutte le associazioni interessate un calendario comune ben nutrito di tutti gli eventi programmati sul territorio dai più importanti come l’oramai consolidato Amiata Piano Festival alle tradizionali feste paesane, diffuso con tutti i mezzi necessari, dalla

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enza dubbio non è mai abbastanza e far interessare i cittadini alla vita dell’Amministrazione è sicuramente lavoro arduo. Oltre il canonico sito ufficiale, attualmente in fase di rinnovamento, abbiamo continuato a pubblicare “Comune informa” tramite il periodico della Pro loco“..fatti nostri”,. L ’accordo con TV9 ha consentito svariati passaggi informativi sulla vita amministrativa e nei casi dove necessario si è provveduto, oltre alla classica affissione di locandine nei punti vendita e nelle bacheche comunali, a inviare lettere direttamente al domicilio del cittadino. Importante anche la collaborazione con TV9 per dare risalto alle manifestazioni più significative del territorio. Il Sindaco: Silvana Totti l’Assessore all’urbanistica e vice sindaco: Franco Cherubini, l’Assessore ai lavori pubblici: Giancarlo Baldi, l’Assessore al bilancio e alla cultura: Romina Sani e l’Assessore all’Ambiente e al Turismo Massimo Fabiani.

CREATO IN FESTA CON SILOE FILM FESTIVAL Ancora una chicca da Siloe

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realtà”...e ciò presuppone il saper vedere e riconoscere il mistero della vita e la bellezza della vita che nella realtà il Creatore misteriosamente ha “nascosto”. “E’ necessario un effettivo cambiamento di mentalità che ci induca ad adottare nuovi stili di vita” (Benedetto XVI, Caritas in Veritate n.51) nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune nell’armonia con il creato siano gli elementi che determinano le nostre scelte comportamentali. Saper vedere il creato: “Il problema è avere occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono, nemmeno l’ordito minimo della realtà. Occhi chiusi. Occhi che non vedono più. Che non sono più curiosi. Che non si aspettano che accada più niente. Forse perché non credono che la bellezza esista. Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio”. Pier Paolo Pasolini. Biografia per immagini, di Patrizio Barbaro. “Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita … sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Và a lavarti nella piscina di Siloe …”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva” ( Vangelo Gv 9, 1-41) e vedendo fu reso capace di operare cose buone e belle e di servire e di amare.

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n piena preparazione il “Creato in festa” l’evento estivo che oramai da anni e con successo viene organizzato dal Centro Culturale San Benedetto con sede presso la Comunità Monastica di Siloe. Il programma in questa nuova avventura si arricchisce con la prima edizione del “ Siloe Film Festival” che si svolgerà nei giorni 17-18 e 19 luglio, l’evento vedrà oltre che i patrocini istituzionali quello della Fondazione Bertarelli da sempre sostenitrice degli eventi del Centro Culturale. Il comitato organizzatore è composto da: Fabio Sonzogni (direzione artistica), Fra Roberto Lanzi, Francesco Giraldo, Fredo Valla, Gabriele Allevi, Arianna Prevedello, Antonio Urrata, Ernesto Diaco. In collaborazione con: Fondazione Ente dello Spettacolo, Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali e Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della Conferenza Episcopale Italiana. Ha già presentato il bando di concorso che all’articolo 2 Finalità e tematiche Riporta:

Tema dell’anno 2014 ALLA RICERCA DELLA BELLEZZA
nascosta nel creato e di ciò che è buono e bello e che abbisogna della nostra cura. Come recitano gli altri articoli del concorso: La partecipazione è libera e gratuita. Possono partecipare solo opere prodotte negli anni 2011-12-13-14, di qualsiasi nazionalità e lingua. Possono essere iscritti cortometraggi a soggetto e d’animazione (durata max 30 min) e documentari (durata max 60 min). All’interno del Festival saranno proiettate 12 opere selezionate tra tutte quelle inviate al concorso. Tra queste verranno scelti tre film che riceveranno i seguenti premi per la Prima Edizione del Festival: Miglior film - premio della giuria, Miglior film premio del pubblico e Miglior film seconda la Comunità di Siloe. Un evento decisamente di rilievo per il nostro territorio che insieme a Amiata piano Festival ci regala delle splendide iniziative culturali per i nostri abitanti e per i turisti che avranno ancora una buona occasione per soggiornare nel nostro territorio. informazioni più dettagliate sul sito: www.monasterodisiloe.it

TEMI GENERALI: CUSTODIRE IL CREATO per generare la vita
Custodire: sorvegliare, vigilare, difendere, conservare. Il custode non è una guardia. Il custode ha cura, preserva dai pericoli, provvede alle necessità; il custode ama e si dona, per far nascere e germogliare la vita in tutte le sue forme. Papa Francesco, fin dall’ inizio del Ministero Petrino, ci ha ricordato che “la vocazione del custodire il creato non riguarda solamente i Cristiani, perché ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. E’ il custodire l’intero creato, la bellezza del creato, come ci viene detto nel libro della Genesi..: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo” E ancora risuona in tutti noi l’appello che nella sua prima omelia ha rivolto, tra l’altro, a tutte le persone di buona volontà: “Per favore...siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente” . Custode è colui al quale è affidato il compito di “guardare la

... fatti nostri,

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di Carlo e Beppino Pistolesi
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ORIZZONTALI:1.Nome del torneo di calcio di Montalcino, che il ro” chitarrista dei “Nonplusultra”. Cinigiano vinse nel 1977 con l’allora diacono (in fuga dal seminario) VERTICALI:1.Nomignolo della moglie di Torello, mamma di “CiancicoDon Antonio in campo; 12. Iniziali del figliolo più grande del “Lungo” ne”; 2.Il nome del Luttazzi, noto sportivo del Granducato che è stato del Saragiolo; 15.Nome della sorella di Don Gino; 16.Nome del comgiocatore e dirigente al Sasso; 3.Se ‘un è qui è ...; 4.Lo scansava volenpianto figlio di Wanda e “Peo”; 17.A lui era dedicato il Tempio romanico tieri “Veloce”; 5.Cognome di Marco, grande sassofonista cinigianese; di Cinigiano; 19.Le hanno in comune ... i Crini e i Panfi ; 20.Da noi c’è 6.Il contrario di Off; 7.Cortesi ... al centro; 8.Località, vicina a Poggio quella di Farma e d’Orcia, per gli sciatori è più famosa quella di Fassa; Finocchio, di importante valore archeologico; 9.Ente petrolifero italia21.Così è chiamato il regnante del Bahrein o dell’Oman; 22.Iniziali del no, fondato da Enrico Mattei; 10.Il contenitore dell’olio per i cinigianesi; compianto maestro “Alfonso”; 23.Iniziali di “Cianchino” di San Lazzaro; 11.Oggi si chiamano Bio-parchi; 12.Lo siamo oggi nella sua era, con 24.Così veniva chiamato da “Citto”, l’architetto figlio di Clara e Mario Carl’avvento dei computers; 13.La fine ... della rumba; 14.Uno dei mille ORIZZONTALI 1.Nome torneo calcio di Montalcino, che 17. il Nomignolo Cinigiano vinsedinel lo Lorenzini; 26.Sono alla:periferia ... didel Arcidosso; 27.Vidi scorre il Nilo; mestieri di “Renzino”; del Figliolo Lida 1977 Canuti econ Rino l’allora d 29. Sigla della dal Ocean Research and Education Society; 30. Iniziali del Galassi; 18.Nome del della regola sulla più battuta, abolita nella pallavolo e re- del Sar (in fuga seminario) Don Antonio in campo; 12. Iniziali figliolo grande del “Lungo” Marito di Pia che aveva la ferramenta in via Roma; 31. A lungo capitano centemente anche nel tennis; 25. Lo è in scienze agrarie Giulia di Can15.Nome della sorella di Don Gino; 16.Nome del compianto figlio di Wanda e “Peo”; 17.A lui era ded della Pescina e storico proprietario del Consorzio Agrario di Cinigiano; none; 27.Prefisso tanto caro ai cinigianesi che significa vino; 28.La ProTempio romanico di Cinigiano; 19.Le hanno in comune ... i Crini e i Panfi ; 20.Da noi c’è quella di Fa 32.Si dice a 7 e mezzo quando si è serviti; 33.Da piccini si faceva con i vincia dove abita “Gastone”, figlio di Delvino; 30.Spesso si associano ai d’Orcia, per gli sciatori è più famosa quella di Fassa; 21. Così è chiamato il regnante Bahrein o dell’ cuscinetti a sfera per ruote e una corda per volante; 37.Iniziali della zia bagagli per dire che prendiamo tutto; 31.Si dividono tra glidel azionisti nelle del “Peccianti” aveva lasciato il ristorante a Mauro; 38.Sono nel ... società; di 32.Nome della sorella del del Molino, figlia “Polve22. Iniziali che del compianto maestro “Alfonso”; 23.Iniziali “Cianchino” di Capitano San Lazzaro; 24.di Così veniva ch lato nei cateti; 39. Cognome del figlio Daniele supertifoso e cantiniere re”; 34.Le hanno in comune ... le api ed i cani; 35.Nome dell’Albanese, dae“Citto”, l’architetto di Claraviola e Mario Carlo Lorenzini; 26. Sono alla periferia ... di Arcidosso; 27.Vi dal Volpi per la festa, o ex allenatore del Cinigiano; 40.Lo è la vittoria braccio destro dell’ “Idroclima”, che fa parte anche della Soc. Sportiva; il Nilo; 29.Sigla della Ocean Research and Education Society; 30.Iniziali del Marito di Pia che av sul monumento ai caduti nella torre di piazza; 41.Cognome del grande 36.In mezzo ... all’otto; 37.Cognome della mamma di Beatrice Tassi e ferramenta in via Roma; 31. A lungo capitano della Pescina storico proprietario del Consorzio Agr Arduino; 43.Raganelle arboree; 44.Si dice di un disco registrato in presa di Danilo; 39.Sigla dele capoluogo di regione della mamma del “GazzetCinigiano; 32.Si dice e mezzo quando è serviti; 33. Da piccini si faceva i cuscinetti a ... sfera per diretta ad un concerto; 46. Inizialia di 7 “Foffo” babbo del Presidente si della tino”; 40. Era il giornale di Damaso, organocon del P.S.I.; 41.Sono uguali Filarmonica di Cinigiano; 47. Cognome di “Bicche”; 48. Popolazione che nel brodo e nella banda; 42. Lo è Ado Corti del “Banano”; 45. Articolo una corda per volante; 37.Iniziali della zia del “Peccianti” che aveva lasciato il ristorante a Mauro ; 3 vive nelle province di Trento e Bolzano; 50.Si trovano ... nel paltò e nel indeterminativo; 49.Nome della mamma di “Topetta”; 50.Soprannome nel ... lato e nei cateti; 39.Cognome del Daniele supertifoso viola e cantiniere dal Volpi per la festa, pacco; 51.Nome del Fratello di Turpino della Crocina; 54.Ai confini ... del marito di Wilma di Paris e Ines; 52.Fu abolito durante il fascismo a allenatore del Cinigiano; 40.Lo del è la vittoria sul favore monumento ai in caduti nella torre di 54. piazza; 41.Cogno del Brasile; 55.Congiunzione eufonica; 56.Iniziali Fratello di Silva, del Voi; 53.Sono comune ... tra Tono e Momino; Viene detto grande Arduino; 43. arboree; 44.mi Si dice di un disco in presa diretta ad un co mamma di “Maso”; 58.Nome delRaganelle fratello di Don Antonio (che sennò constrictor perché capace registrato di uccidere le prede soffocandole nelle sue si ingelosisce!!!); 60.A“Foffo” ottobre si festeggia a Cinigiano; É uno degli spire; 56.Le hanno in comunedi ... la Cinigiano; spia e lo sposo; 57. Agli estremi ... 46. Iniziali di babbo del 62. Presidente della Filarmonica 47. Cognome di “B oggetti indispensabili per l’artista cinigianese Lucia Simonini; 64. Era il del vino; 59. Ai lati ... dello zoom; ; 60. Sono pari ... nei buoi ; 61. Alleanza 48.Popolazione che vive nelle province di Trento e Bolzano; 50.Si trovano ... nel paltò e nel pacco; 51 podere di Ado, Tiberio e Aleardo Tiberi, oggi vi abita Sandro “lo svizzeNazionale; 63. Si trovano ... all’inizio di Enna.

Come al solito inserire la foto di Giuseppe e Carlo con i loro nomi

... fatti nostri,

del Fratello di Turpino della Crocina; 54.Ai confini ... del Brasile; 55.Congiunzione eufonica; 56.Iniz Fratello di Silva, mamma di “Maso”; 58.Nome del fratello di Don Antonio (che sennò mi si ingelosisce!!!) ottobre si festeggia a Cinigiano; 62. É uno degli oggetti indispensabili per l’artista cinigianese Lucia Sim 64.Era il podere di Ado, Tiberio e Aleardo Tiberi, oggi vi abita Sandro “lo svizzero” chitarris “Nonplusultra”.

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Il sommo poeta

“Con Cinigiano in cuor...”
Testo e idea musicale Massimo Ciani elaborazione ed arrangiamento Golden Memory (ogni riferimento a luoghi e situazioni ambientali ed emotive non soltanto non è casuale ma è fortemente voluto)

Madonna, quanto vento stamattina che fischia forte lungo la Pescina…. La torre suona magici rintocchi li senti, ti rigiri e…non abbocchi Con Cinigiano in cuor trascorre la mia vita Con Cinigiano in cuor io gioco la partita

CINIGIANO Radici e Cuore
l sommo poeta di questo numero è Massimo Ciani, con una Canzone e una poesia. Della Canzone sentiamo cosa ci racconta l’autore: “Un brano nato per caso. Un incontro a casa di Memmo Galassi. Lì anche i Golden Memory .”Ma c’avrei una canzone per Cinigiano…”..” Sentiamola…giu’..”Esecuzione. Silenzio di tomba. Mormorii di approvazione. Consenso generale. Qualche lieve modifica al testo. Dalla cantina di Memmo al teatro a Cinigiano per l’Epifania, con pubblica esecuzione, il passo è stato breve. Ora si va su …fatti nostri....e la soddisfazione è totale. Anzi. No. Ci piacerebbe che ne venisse fatta una versione bandistica. Si chiede troppo ?

Con Cinigiano in cuor affronto il mio destino Sento che vincerò se mi sarai vicino
(intermezzo musicale poi, subito):

I

Il Cassero sonnecchia e non si sveglia e sogna un bell’arrosto nella teglia E Largo Fonte Nasso si fa bello mentre la gente torna col fardello Con Cinigiano in cuor… trascorre la mia vita… Con Cinigiano in cuor… io gioco la partita… Con Cinigiano in cuor… affronto il mio destino Sento che vincerò... se mi sarai vicino...
(intermezzo musicale poi, subito):

Cinigiano ovvero le mie radici…
Qui c’ho radici e qui ritornerò Quando lo sa soltanto Dio. Spolto o vestito Questo non lo so. Confuso nel vento che soffia pe’ le Piagge. Con la corona ‘n testa o anche con niente. Sì, proprio là, nel cipresseto antico la scorsa gente del tuo borgo dorme un sonno che parte da lontano e si dipana lungo la Pescina per scivolare giù verso il Molino carezzando ogni porta di cantina. Tu, Cinigiano, sotto ogni stagione appari bella come una regina. Puoi starne certa. Ti corteggerò. Anche quando sarò lì all’Ambrogina.

Appare indifferente anche ‘l Molino che ha fatto colazione col gotino La gente si raduna alla chiesetta il tempo passa lento e non ha fretta Con Cinigiano in cuor trascorre la mia vita Con Cinigiano in cuor io gioco la partita Con Cinigiano in cuor affronto il mio destino Sento che vincerò Se mi sarai vicino
(ora ultima frase cantata SOUL IN CRESCENDO ):

Con Cinigiano in cuor è tanto che mi manchi Con Cinigiano in cuor io sognerò i Tuoi fianchi Con Cinigiano in cuor non muore la speranza Con Cinigiano in cuor il mondo è in questa stanza FINALE: “Con Cini...con Cini...con CINIGIANOINCUOR...”

... fatti nostri,

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Noti zi an d o

“NEVICATE DI INAUDITA VIOLENZA”

la neve si ripete… ogni tanto!!!
di Massimo Fabiani

MA QUALE NOVITA’
di Massimo Fabiani

la solita gara della pastasciutta

D E
ra il 1956 nella metà di febbraio quando “Una nevicata inaudiita”, così titolò un quotidiano locale. Una nevicata di quelle storiche di particolare rilevanza sia per l’intensità sia per aver colpito buona parte dell’Europa e quasi tutta la nostra penisola con temperatura rigidissime che crearono danni ingenti a cose e all’agricoltura, non a caso definita “la nevicata del secolo”. Altri episodi importanti di gelo e neve si sono verificati nel 1929 nel 1985 nell’1986 e nel nuovo secolo la più recente del 2012, ma non si sono mai raggiunti quei livelli sia per estensione territoriale del fenomeno sia per le particolari e durature temperature rigide. Con le due foto, la prima scattata dal fotografo Alessandri Lorenzo, meglio conosciuto con il nome di Renzino, si vede Fosco Cagneschi con il suo mezzo, impegnato a spalare la neve in via Roma vicino Largo di Via Italia, per essere più chiari accanto alla casa “Buffa”. Nella foto si legge anche la data 18 febbraio 1956. Lo stesso luogo nella foto scattata da Massimo Bovini nel 2012.

ire che siamo stati sempre avanti anche nelle arti meno nobili non è cosa campata in aria, non so se avete fatto caso facendo zapping, scusate la parola inglese, anzi correggo con la più armoniosa e rilassante parola, cambiando canale; ci sono programmi televisivi che dedicano ampio spazio a gare dove non ben identificati soggetti si sfidano a chi beve o mangia più panini riempiti anche con le cose più strane o beve più birra nel più breve tempo possibile. Inoltre leggevo di recente che anche dalle nostre parti ci sono gare a chi mangia più tortelli in un tempo determinato. Per chi pensa che la cosa sia particolarmente originale o innovativa vorrei smentirli con queste foto di una festa paesana, sicuramente quella religiosa della Madonna delle Grazie, dove oggi come un tempo non mancava lo spazio dedicato ai giochi polari e nell’occasione agguerriti contendenti si sfidano a chi nel più breve tempo finisce un bel piatto di pastasciutta, con l’uso della sola bocca senza l’aiuto di mani e forchetta. Il campione della specialità è sempre stato Mauro Mariotti per gli amici la Gazzetta, eccolo qui immortalato dall’obbiettivo che alza la mano in segno di vittoria e si concede al fotografo con gli avversari battuti.

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MELOGRANO Né mela né grano.. ma Balausta!
di Giulia Fabiani

l Melograno (Punica granatum L.) appartiene alla famiglia delle Punicaceae, nativo dell’Iran, del Nord Africa, dell’Asia occidentale e da millenni presente nel Caucaso. Attualmente, la coltivazione del Melograno è largamente estesa al Messico, negli USA, in Arizona ed in California, mentre in Italia viene coltivato soprattutto come pianta ornamentale. E’ una pianta dai rami attorcigliati, con corteccia di colore rosso-grigiastro, ha una crescita abbastanza lenta, per cui è difficile che arrivi a superare un’altezza massima di cinque metri; le foglie sono piccole, rigide e lucide, hanno forma allungata, di colore rosso in germoglio che vira al verde chiaro a crescita ultimata. Da maggio a luglio su i suoi rami crescono bellissimi e particolari fiori rossi formati da 5-8 petali. La melagrana, il frutto, è una bacca detta scientificamente Balausta, ritenuto difficile da mangiare, ma di importante interesse “curativo”. E’ un frutto molto calorico, contiene carboidrati, proteine, fibre, acqua e molte vitamine. Le melagrane si trovano in natura da settembre a dicembre. I frutti hanno proprietà astringenti e diuretiche, vengono generalmente consumati freschi e per preparare bibite. Naturalmente non mancano marmellate e sciroppi. Siamo in un’epoca in cui le mode si insinuano un po’ ovunque e sembrerà strano ma anche nella tradizione culinaria del nostro paese ritroviamo sempre più spesso l’utilizzo dei chicchi di melagrana, che fa moda, sen-

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za sapere che già i Romani ci hanno preceduto. Interessante è come di questo particolare frutto possa essere sfruttato tutto, dall’epidermide, quella “buccina” giallastra che riveste i chicchi, è possibile estrarre un colorante giallo molto utilizzato nell’artigianato arabo; e non solo il frutto, anche dalle radici è possibile ricavare coloranti molto utilizzati nella cosmesi. Scavando nel cuore delle civiltà, si rintraccia una fitta rete di significati che nel corso dei secoli passati sono stati assegnati al melograno. Il significato più “famoso”, conosciuto anche nelle nostre zone, che ruota tra cultura, miti e leggenda, risiede nel concetto di fertilità, fecondità, ricchezza e abbondanza. Addirittura si narra che il pomo della discordia, non sia stata una mela ma bensì una melagrana! Anche i pittori del XV e XVI secolo dipingevano spesso una melagrana nella mano di Gesù Bambino, in riferimento alla nuova vita donataci, senza tralasciare che pittori come Piero della Francesca, Donatello e il Verrocchio erano usuali raffigurare la melagrana nelle loro decorazioni pittoriche. In paese gira voce di un buon auspicio per l’anno nuovo consumata la notte di capodanno e dice sia stato ritenuto frutto prelibato che “si dava ai citti”. Qualcuno di vecchia data dice che vedere melograni in sogno significa fertilità, buona salute e longevità, e allora chi di noi non spera di addormentarsi comodi nel proprio letto e risvegliarsi con il passare degli anni “sempre più giovani”!

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Profeta i n p atr i a

LOCANDA LA POSTA C’è chi si lecca i baffi e chi potrebbe leccarsi le ferite!!!
di Maser Phabiani

ono passati oramai più di dieci anni da quando si vide per la prima volta un signore affrontare via Roma con andatura da grimpeur in pieno recupero e con la sua pettinatura a bello degli anni ottanta: frusta centrale e pensiline laterali molleggiate ed un paio di occhialini con lenti quasi sferiche da professorino. Non credo fossero passate più di ventiquattrore che aveva già i suoi bei soprannomi da Occhialino a quello che lo accompagna tutt’ora:Erri, per la sua indiscussa somiglianza con il maghetto inglese Harry Potter. Fedele socia del nostro Claudio, questo il nome indicato negli atti di nascita Cioli, e compagna di avventura, Marcella, Cinigianese di nascita ma ciuffettona di adozione; insomma la citta di Antenore di Paolone il podere che architettonicamente si ispira alla torre di Pisa. Vista la chiara pendenza del manufatto il luogo è stato ribattezzato con il nome di Villa Pendente. Per i distratti o troppo attenti alla guida, il podere si trova alle porte di Cinigiano, lato castagne; per il momento non è ancora meta di turismo come la famosa torre Pisana e non ha intorno la piazza dei Miracoli ma del resto è già un miracolo che stia ancora in piedi. L’incontro per far nascere una nuova società all’insegna della ristorazione prese le sue forme fra cucina e sala del Ristorante delle Pergole e così i nostri amici come si dice “trasportati dalla piena” decisero di far rotta verso la piana dell’ Orcia a Borgo Santa Rita, prendendo in gestione lo storico ristorante un tempo del Centini, al centro della futura piazza dell’Ente Maremma. La posizione è strategica, abbraccia il comune delle Bacoche e raccoglie anche i montagnoli e perché no, anche qualche granocchiaio che ‘un va sempre per il verso dell’Ombrone. La cucina di Marcella si fa apprezzare per le ricette della nostra tradizione, insomma un ambiente casalingo, intendiamoci quello di qualche tempo fa, dove le nostre massaie si facevano ben volere dai maritini e dalla famiglia anche per la loro cucina. Non come le casalinghe di oggi che aprono principalmente scatolette, e qualche volta si tagliano anche, oppure affettano qualche salume o scartano assaggiando sensualmente lo stracchino per poi posizionarlo su un elegante piatto del servito bono delle nozze. Che poi sono le stesse, influenzate dalla tv, che quando presentano i sofficini gli pare d’aver fatto l’anatra all’arancia. Non abbiamo detto cose giuste sulla nuova generazione di cuoche? … si in effetti qualcosa di impreciso c’è… anche i salumi li comprano “belle e che affettati” e il piatto della Ginori si è magicamente trasformato nella più pratica carta “suga”, compresa nell’acquisto. Dove andrà a finire questa gente ??? Speriamo al ristorante La posta !!! Poi l’idea sempre sognata dai nostri eroi, aprire in piena au-

S

tonomia, e vista l’occasione della chiusura della mitica e storica Locanda la Posta, che aveva visto come ultimo oste il simpatico Maurino, per gli amici Peccianti, che del luogo era personaggio indiscusso per le sue particolari stravaganze, più volte ricordate anche in queste righe. Comunque per i più giovani ricordiamo semplicemente cosa recitava il biglietto da visita del vecchio locale: “Locanda La posta .. la signoria vostra è pregata di andare a rompere i … altrove. Grazie” E così i nostri amici a di 3 ottobre 2003 inaugurano il loro sogno. E oggi siamo qui a festeggiare insieme, gli oramai passati, dieci anni di attività. Di acqua ne è passata sotto i ponti.. e finché passa sotto tutto va bene!!! Di cose ne sono successe molte e anche di simpatiche, in particolare qualche scherzo bonario non è mancato all’amico Erri. Come quando poco-ignoti hanno disegnato sulla strada la sua sagoma con il gesso, come fanno i Carabinieri dopo un incidente. Oppure quello di aver appeso un cartello alla cantonata dell’edificio che ospita il ristorante con la scritta: attenzione passaggio cameriere. Coloro che non bazzicano Cinigiano non sanno certo che nel periodo estivo, “La posta” lascia le sue canoniche stanze per trasferirsi nel gazebo al di la della strada, e oggi, dopo il tragico episodio della ferita con la forchetta sulla guancia, procuratasi da un cliente che non si era trovato la bocca, la struttura dopo anni di romantica, ma poco pratica semioscurità, si è dotata di una bella illuminazione. Il grande Erri, se pur veloce più della luce, viaggia a pieno rischio di “investimento”, non per la sostanziosa spesa della bella struttura in legno, ma a rischio investimento fisico…. quello di essere urtato da ignari autisti che sbucando dalla curva di via Circonvallazione e si immettono in via Roma, una sorta di roulette Russa anzi, visto l’argomento, una sorta di roulette all’Insalata Russa….. E così le battute si sprecano, c’è chi accetta scommesse su dopo quanti passaggi “da qua e là” arriverà una frenata col fischio di gomma, oppure quante pizze cadranno a terra o quanti cocci farà “avanti chiusura”. Sembra, dico sembra, che la popolazione, cosciente della situazione, stia raccogliendo firme per poter realizzare un sottopasso o un cavalcavia pedonale e se i costi dovessero essere troppo “salati” potrebbe arrivare un ponte tibetano, offerto dagli amici del Monte Labro. Poi, con decisamente meno possibilità di vincere, si potrebbe scommettere se

... fatti nostri,

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Claudio, che non scrive mai niente dell’ordinazione dei clienti, e usa il metodo “ridillo ridillo ridillo”, si possa dimenticare qualcosa. Un consiglio: non accettate questa scommessa, la perdereste, non si dimentica mai niente… neppure di portavi il conto. Sembra sia stato avvistato a far la spesa e che usi il solito metodo affidato alla memoria e dopo un Ciao Claudio abbia risposto: “quattro litri di latte un kilo di parmigiano..” si sa chiacchere di paese. Referenze sul ristorante? Non cercate lumi su Tripadvisor, forse è più facile trovarlo su Lampredottoadvisor, non c’è solo perché la sua clientela è discreta, e non bisognosa di rendere la propria vita sempre sensazionale attraverso ogni forma di social, si fa e vuole continuare a farsi i fatti suoi,… per farla corta. Un buon motivo per assaggiare la sua cucina ce lo suggerisce Fred all’anagrafe, Fredrickson Gunter Portshoffer (c’è qualche altra h nel nome, ma un si sa dove) “è l’unico ristorante in Europa che ti permette di fare pancia piena (il chilo) ...non comprendo se per motivi etici ... oppure già stanco per dare altro da mangiare, comunque si mangia bene e anche la spesa è buona.” Abbiamo voluto fare un Profeta in patria un po’ goliardico, diverso dal solito, speriamo che Marcella e Claudio condividano il nostro solito ”confessarsi burlando”.

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CACCIA AL TESORO 1998 dallo…Spazio Ragazzi
di Massimo Fabiani

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all’archivio storico della Pro Loco Cinigiano andiamo a proporvi tre foto istantanee di altrettante squadre che nei primi giorni di Agosto del 1998 parteciparono alla “Caccia al Tesoro” . Il gioco oramai diventato appuntamento storico è il più vecchio delle attività della pro loco facente parte dello “Spazio Ragazzi” che comprende oltre alla Caccia al tesoro, il Trekking dei Citti, Cartaphesta, e Citti alle Ruzze. La caccia al tesoro che si svolge quasi sempre in uno dei primi giorni della settimana di agosto è riservata ai ragazzi della fascia della scuola dell’obbligo a cui viene data la possibilità di trascorrere un pomeriggio lontani dalla televisione e dal computer per dedicarsi ad un’allegra e sana competizione tra coetanei, impegnati in una serie di indovinelli, legati alla storia ed alle tradizione del paese, e di semplici giochi di abilità . Al termine, “come tutti i salmi finiscono in gloria”c’è l’immancabile ricca merenda a base di prodotti tipici. Il premio per la squadra vincente è una bella pizza, da sempre offerta dal Ristorante Rintocco che colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta per la consueta collaborazione alla nostra attività. FOTO uno: In piedi da sinistra a destra: Giulio Tassi, Mattia Brogi In ginocchio: Barbara Ciacci, Rocco Altomonte, Gianluca Anselmi FOTO due: Da sinistra a destra: Emma Anselmi, Gaia Tavaroli, Jessica Fattoi, Silvia Quaranta, Elena Magrassi FOTO tre: In piedi da sinistra a destra: Francesca Guidoni, Marianna Bacci, Giuseppe Tassi In ginocchio: Geremia Alberizzi, Martina Galassi

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Gente di classe

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D al l a Stor i a

SANTA MARTA Scavi archeologici

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urante gli anni di indagini territoriali condotte nel comune di Cinigiano nell’ambito del progetto Carta Archeologica della Provincia di Grosseto le ricognizioni di superficie hanno permesso di individuare nell’area prossima al castello di Colle Massari numerose tracce archeologiche portate in superficie dalle lavorazioni agricole. I reperti sono stati interpretati come le tracce di una grande villa di epoca romano-imperiale (I sec. a.C.-I sec. d.C.) con una abbondante frequentazione anche nella tarda antichità (IV – VI sec. d.C.). Nel punto più alto della collina è stato possibile, per la presenza oltre che di reperti medievali anche di numerose ossa umane, ipotizzare la collocazione dell’antica chiesa di Martura, oggi scomparsa il cui titolo è conservato in una cappella all’interno del castello d Colle Massari. Il Laboratorio di Archeologia dei Paesaggi e Telerilevamento (LAP&T) ha condotto tra il 2008 e il 2011 numerose attività di telerilevamento tese a migliorare la visibilità archeologica del sito. Sono state realizzate ricognizioni aeree, prospezioni geofisiche integrate (magnetometria, geoelettrica, georadar) di tipo estensivo coprendo molti ettari di superficie agricola. Al termine di queste intensa attività di diagnostica archeologica nel 2012 ha avuto inizio l’attività di scavo archeologico di due porzioni del sito che presentavano alti tassi di probabilità di intercettare strutture archeologiche sepolte. Dopo le due campagne di scavo condotte nel 2012 e nel 2013 sono emerse tracce monumentali importanti ed evidenti di un complesso di epoca romana molto composto da un’area residenziale fatta di almeno cinque ambienti più un’area destinata principalmente ad attività artigianali. Uno di questi ambienti è pavimentato in opus signinum. Essi presentano indubbi caratteri di rappresentanza e si collocano grossomodo tra la tarda età repubblicana (II sec. a.C.) e la prima età imperiale (II sec. d.C.). A circa 100 m da quest’area, in direzione sud si colloca un’importante area termale, molto ben conservata e dai caratteri spiccatamente di pregio.

L’edificio termale per il momento è composto da un’ ambiente absidato e dotato di ipocausto per il riscaldamento delle acque e degli ambienti. Tale ambiente risulta comunicante con altre stanze delle quali solo una completamente indagata. Uno degli ambienti comunicanti risulta pavimentato da un bel mosaico policromo ad oggi solo parzialmente messo in vista. Nella porzione più elevata della collina si colloca infine l’evidenza della chiesa medievale che si identifica con la pieve di Sant’Ippolito a Martura. L’impianto termale è molto importante, sia per le dimensioni sia per le caratteristiche formali, funzionali e decorative. Si compone di tre ambienti ad oggi visibili dotati di impianto di riscaldamento (ipocausto a colonnette) che permetteva il passaggio di aria calda sotto ai pavimenti e lungo le pareti. Uno dei tre ambienti riscaldati conserva un bel pavimento in mosaico policromo del quale è stata vista solo una minima

... fatti nostri,

parte. Gli ambienti riscaldati sono poi separati da un’area ad oggi non interpretabile con certezza ma probabilmente parte dei corridoi o degli ambienti non riscaldati. In direzione est si collocano due grandi cisterne per lo stoccaggio delle acque, oltremodo necessarie per il funzionamento dei bagni. Le due cisterne sono comunicanti e molto ben conservate. Tutto l’esterno degli ambienti dotati di riscaldamento è foderato in opus reticolatum.

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L’impianto termale ha avuto una vita lunga e complessa. Dopo il suo utilizzo originario come bagno, l’impianto ha subito una spoliazione volontaria e ben programmata dei pavimenti in mosaico e di parte delle murature. Questo riutilizzo, che è ancora da datare con precisione, ma che si pensa di età tardo antica solo in parte ha previsto lo smontaggio delle colonnette, per lo più esse sono servite come appoggi per divisioni interne di differenti attività. Una di queste è stata anche il seppellimento di un bambino in una tomba alla cappuccina (che utilizza tegole per la copertura del defunto) ricavata tra due colonnette. L’area del complesso destinata a residenza, almeno nella sua fase originaria si colloca tra tarda età repubblicana e prima età imperiale (II sec. a. C. – I sec. d.C.). La villa presenta dei caratteri di grande rappresentanza come la bellissima vasca a gradini che si colloca lungo la parete di una delle stanze. L’ambiente meglio conservato presenta una pavimentazione in opus signinum (cocciopesto intervallato da tessere marmoree disposte in ordine più o meno regolare) dipinto di rosso. In questa stanza è possibile seguire la vita di questa residenza essendo fissato il momento in cui si rinnova il pavimento coprendo quello rosso con una nuova pavimentazione sempre in signinum ma con meno tessere bianche ma più grandi e con una colorazione nera. Questo nuovo pavimento va ad appoggiarsi ad un elemento in muratura che faceva parte già della prima fase e che si appoggiava alla parete. Potrebbe trattarsi di un larario, cioè di un altare destinato al culto domestico. Tale ipotesi è avvalorata dal rivestimento in lastrine di marmo. La chiesa che sta emergendo sulla parte più elevata della collina si sta rivelando complessa e ricca di fasi diverse. La chiesa è lunga circa 20 m e larga circa 10 m. Nella parte absidale si conservano murature romaniche e forse protoromaniche (XII-XIII secolo). Dopo questa prima fase che era dotata di una pavimentazione in pietra appena visibile ad oggi, la chiesa subisce molte ristrutturazioni tra le quali la realizzazione di una nuova pavimentazione in pietra che in parte utilizza anche

le pietre delle murature più antiche. Ambedue le fasi pavimentali sono coperte da sepolture che un tempo dovevano essere ricavate nel livello pavimentale ma che i rimaneggiamenti e gli smontaggi intenzionali delle pietre hanno contribuito a smantellare e disperdere. La chiesa internamente era quindi destinata ad ospitare sepolture, la presenza di ossuari è testimoniata dalla dominanza di crani rispetto agli altri distretti ossei (indice di conservazioni rispettose del cranio). Moltissime sono le ossa di bambini. In alcuni casi si sono conservate tombe plurime pertinenti all’ultima fase visibile della chiesa che si colloca grossomodo nel corso del XV secolo. All’esterno e all’interno della chiesa fino ad ora sono 20 le sepolture scavate e conservate in connessione. I resti scheletrici saranno studiati dal team del prof. Gino Fornaciari (paleopatologo- Univ. Di Pisa) per quanto riguarda, età, sesso, stile di vita e malattie. In alcuni casi gli scheletri scavati hanno restituito elementi di rosari in perline di pasta vitrea o osso lavorato insieme a medagliette devozionali che si collocano in un panorama di XIV-XV secolo.

Università degli Studi di Siena Laboratorio di Archeologia dei Paesaggi e Telerilevamento (LAP&T) Direzione scientifica Prof. Stefano Campana Progetto realizzato con il contributo della Fondazione Bertarelli

... fatti nostri,

D al l e associ azi on i

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Conoscere le nostre opere

UN SECOLO Per il monumento alla memoria del Capitano Bruchi
di Massimo Fabiani

Anno 1914 è trascorso un secolo da quando è stato inaugurato il monumento dedicato alla memoria del Cinigianese capitano dei Bersaglieri, Giuseppe Bruchi perito nell’oasi di Sciara Sciat il 23 ottobre 1911. In questo numero non torneremo a parlare del personaggio Bruchi al quale abbiamo dedicato un intero …fatti nostri, rescue: “ Cinigiano Sciara Sciat Sidi Said solo andata” che, visto le richieste siamo andati a ristampare per la terza volta. In questa occasione, visto anche la rubrica nella quale scriviamo, parleremo del monumento. L’opera è stata realizzata dallo scultore senese Fulvio Corsini vissuto fra il 1874 e il 1938. Corsini, artista senese particolarmente estroso in ogni sua espressione, aveva iniziato nella bottega del padre l’arte dell’intaglio, si perfezionò all’Academia delle Belle arti di Roma e di Firenze, preferiva l’utilizzo di materiali e di tecniche legate alla tradizione artigiana. Fu docente anche all’Accademia delle Belle Arti di Siena. Conosciutissimo per le sue molteplici opere, realizzate prevalentemente nelle province toscane in particolare in Siena, Firenze e anche nella nostra provincia grossetana, da non sottovalutare le molte copie di opere sparse per il territorio nazionale da lui fedelmente riprodotte. In particolare la sua espressione artistica era data dalla scultura anche se

come restauratore poteva fregiarsi di essere fra i migliori del suo tempo. A lui furono commissionate, nel 1905, le nuove statue, nello stile di Giovanni Pisano, dei Santi Bartolomeo e Marco, nell’ambito del progetto ministeriale di integrazione della statua mancante sulla facciata del duomo di Siena. In collaborazione con Federico Joni, Igino Gottardi e Riccardo Meacci realizzò nel 1928 le statuette bronzee in stile donatel-

... fatti nostri,

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liano nel Carroccio del corteo storico del Palio di Siena. Per il lavoro svolto ricevette la somma di lire 3500. Fu titolare della cattedra di scultura presso l’Istituto delle belle arti di Siena. Fu implicato nel trafugamento e accusato di aver indicato per primo all’antiquario Vitali il bassorilievo di Donatello o della sua Scuola “Il sangue del Redentore” e di aver eseguito una copia in marmo di Carrara, patinata e sbocconcellata (come l’autentica), da sostituire all’originale. La prefettura di Siena aprì subito le indagini per ritrovare l’opera che, come sappiamo oggi, fu recuperata sul mercato antiquario e nel 1938 fu restituita per essere riposta presso lo spedale Maestri. Da ricordare anche altre opere fra queste la lapide ai caduti di piazza Marconi a Cinigiano la fontana nella Contrada della Chiocciola in Siena, la Testa di Cristo alla Chigiana in Siena, “La fuga in Egitto” presso la Banca Monte dei Paschi di Siena e commissionato dall’avvocato Alfredo Bruchi, per donarlo il 17 dicembre 1916 alla Banca Monte dei Paschi di Siena, un bronzo patinato: “Bacco giovinetto con tirso, ghirlanda in testa di pampini e d’edera, che tira per le corna un caprone” firmato sulla base con incisione: “F. CORSINI – FOND G. VIGNALI FI” la stessa fonderia fiorentina che si è occupata della fusione del monumento al Capitano Bruchi. Fra i suoi allievi più fedeli mi preme ricordare Vico Consorti nato il 29 luglio 1902 a Semproniano diventato scultore di fama internazionale. La parte di granito è stata realizzata da uno dei più noti scarpellini del senese: Torello Pianigiani di Serre di Rapolano da dove proviene anche la materia prima utilizzata per il basamento e il corpo centrale, anche se qualche anno fa avevamo recuperato un documento che incidentalmente riportava una serie di forniture di travertino provenienti da Saturnia, la direzione dei lavori fu affidata all’ingegnere Tiberi Venturucci. Come molti di voi ben ricordano il monumento ha peregrinato nella piazza Cinigianese dedicata alla stesso Capitano Bruchi, tornando nel 2010, nella sua posizione originale davanti alla casa di famiglia . Durante i restauri della piazza del 2005 aveva subito l’esilio forzato nei magazzini comunali e in quei giorni si aprirono forti dibattiti sul riportarlo o meno in piazza visto che alcuni trovavano piuttosto offensive le frasi apposte su uno dei lati di travertino, altri invece mettevano in discussione la stessa figura del graduato di sicuro polso militare e di chiara indole colonialista, alla fine prevalse la ragion storica la quale anche io mi sento di condividere. Il dibattito, per chi volesse andare a rileggere le lettere, si consumò anche fra le nostre pagine sino dal dicembre 2003 poi nel marzo 2004 ei anche nel 2009 pochi mesi prima del ritorno al piazzale dell’opera. Il monumento subisce il destino delle cose che abbiamo ogni giorno sotto gli occhi delle quali non si coglie il reale valore, pertanto è difficile che ci si soffermi a vederlo da vicino e magari ci fa un po’ anche caso quando qualche turista fotografa sezionando le varie parti del monumento. Tornando all’opera dobbiamo dire che è di sicuro interesse, non solo per essere uno dei più bei monumenti dedicati a un Bersagliere ma anche per la sua particolare e armoniosa composizione travertino-bronzo. Vediamolo nei particolari: la corona o ghirlanda in bronla Gloria

il Sacrificio

il Valore

... fatti nostri,

la Vittoria

Conoscere le nostre opere

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Con oscer e l e n ostr e op er e

zo, riproduce un ramo di alloro e uno di querce, si trova nella parte frontale sotto una ghirlanda scolpita sul travertino sorretta da due fregi con lo stemma dell’11 ° Reggimento bersaglieri allora di istanza nella città di Siena. La stessa ghirlanda in granito si trova con gli stessi fregi del Reggimento di appartenenza del capitano sul retro, il lato opposto. I più attenti avranno notato da un piccolo particolare, che in realtà le due parti di granito sono state invertite anche se identiche lo si nota perché si intravedono i due fori che sorreggevano la corona in bronzo. Come inciso sulla stessa, la corona fu donata dal 2° Reggimento Bersaglieri di Roma, l’ultimo reggimento di appartenenza del Capitano, è la copia della corona apposta sull’Ossario di Henni in terra libica. I basamenti laterali, hanno scolpito la stessa ghirlanda del retro e del frontale ma si differenziano per i due fregi, in questo caso sono gli stemmi araldici, il cigno con il pesce nel becco simbolo del Comune di Cinigiano e il Grifone alato, lo stemma della Provincia di Grosseto. Il busto del Capitano in bronzo con il cappello piu-

mato è minuziosamente curato e decisamente somigliante. Il ramo di palma sul petto “spetta” di diritto a chi si è sacrificato per la patria. Andiamo a vedere i quattro lati bronzei. Al tempo che realizzai il fatti nostri sopra citato, chiesi lumi sui significati delle quattro sculture laterali sfruttando anche alcuni articoli di giornale del tempo dell’inaugurazione la cosa non trovò proprio di comune accordo gli interpellati alla fine sempre con la loro collaborazione si giunse a dare questa interpretazione che chiaramente, come per ogni nostro parlare, ogni ulteriore approfondimento è ben gradito. In fronte Il Sacrificio, rappresentato con l’uomo con lo scudo , il lato destro con La Vittoria simboleggiate dalla dea con le vesti e leali. Il retro con La gloria quella che ha creato più discussione e infine il lato sinistro con Il Valore, l’uomo con il leone simbolo di coraggio, forza e legalità. Certo che alla fine di questa lettura, la prossima volta che passerete davanti al monumento al Capitano Bruchi, i vostri occhi vedranno qualcosa in più.

PER SAPERNE DI PIù
Come anticipato, a giorni saranno disponibili le copie della terza ristampa del fatti nostri, rescue : “ Cinigiano Sciara Sciat Sidi Said solo andata” a cura del sottoscritto. Una raccolta di quaranta pagine di documenti articoli di giornali, cartoline e foto riguardanti la vita del Capitano Bruchi e nella pagina centrale il gioco dell’oca una ristampa di un documento raro, oltre che singolare, che vede nelle caselle fra gli eroi del tempo anche il Capitano Bruchi. Nelle pagine finali uno spazio per Emilio Cipollini l’altro Cinigianese perito in terra Libica. Con l’occasione segnalo, per gli amanti delle musiche Bersaglieresche, l’uscita di un Cd registrato dalla nostra Fanfara dei Bersaglieri in Congedo Capitano Giuseppe Bruchi: “ Avanti Bersaglieri“ . Sia il fatti nostri che il Cd sono in distribuzione presso i nostri uffici al costo di realizzo di € 10,00. E’ possibile anche spedirli tramite posta per il pagamento “a fiducia” troverete all’interno della busta di consegna il bollettino postale.

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Passiamo alla preparazione della pasta di zucchero (reperibile anche nei supermercati o negozi specializzati già pronta): 450 g zucchero a velo 1 noce di burro 30 ml di acqua (4 cucchiai) 70 g di miele 2 fogli e 1/2 di gelatina Far ammorbidire la gelatina nell’acqua; intanto sciogliere su fuoco basso il burro e il miele, poi aggiungere la gelatina e l’acqua, continuando a mescolare fino a completo scioglimento. Versare a filo in una ciotola con 400 g di zucchero al velo setacciato, mescolando continuamente; quando il composto ha assorbito tutto lo zucchero, aggiungerne altro fino alla consistenza voluta (non più appiccicosa ma lavorabile con le mani). Stendete un po’ di zucchero al velo o della maizena sul piano di lavoro (spianatoia) ed impastare con le mani per uniformare la pasta. Avvolgere la palla di pasta di zucchero nella pellicola e metterla a riposare in un contenitore ermetico. Per far aderire la pasta di zucchero è necessario che la torta venga interamente coperta con un filo di crema, di solito viene utilizzata la crema al burro (tipica americana) o ganache al cioccolato. Per la crema al burro: 250 g di burro a temperatura ambiente 500 g di zucchero al velo 2 cucchiai di latte Aromi e coloranti alimentari a piacere Una volta farcita e ricoperta la torta, passare a stendere la pasta di zucchero in maniera uniforme, larga abbastanza da rivestire interamente il nostro dolce, nello stesso modo in cui sicuramente sapete fare con la “sfoglia”, armatevi di spianatoia e mattarello che nelle nostre case non può assolutamente mancare. Adagiatela sulla torta e iniziate a farla aderire, importante è evitare che non si formino pieghe. Ritagliare la pasta in eccesso. Proseguiamo con le decorazioni volute, in questo caso sono interamente fatte a mano ma esistono e sono facilmente reperibili anche degli stampi e cutter nei negozi specializzati. I soggetti sono infiniti e di difficoltà molto diversa, qui oggi ho scelto soggetti semplici ma da non dimenticare che richiede molta pazienza, tempo, esercitazione e manualità e naturalmente un bel po’ di fantasia! Ho scelto di descrivere i fiocchi, perché molto semplici e di facile comprensione. Stendere la pasta di zucchero e ritagliarne delle striscioline di circa 1 cm, ritagliare la pasta a misura per poterla ripiegare su se stessa da entrambi i lati e ottenere la base del nostro fiocco. Bagnare leggermente al centro per far aderire le due estremità. Ritagliare una piccola strisciolina di pasta delle dimensioni reali per coprire il punto di attacco e adagiarla sopra. Separatamente prendete due pezzi di strisciolina di pasta e pizzicatene un’estremità. Ora bagnando leggermente la zona in cui vogliamo posizionare il fiocco sulla torta adagiate prima i lembi appena fatti, che saranno i nastri del fiocco e sopra alla loro giunzione il fiocco, fatto in precedenza andando a coprire bene i punti di attacco. E..il gioco è fatto..buon divertimento! gf

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G i oi e e Sap or i

TORTA DI COMPLEANNO al passo con i tempi
di Massimo e Giulia Fabiani

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a cucina, da qualche anno in particolare, raccoglie ampi consensi in ogni dove, i midia visto il continuo crescere dell’interesse ci si sono buttati a capo fitto e così sono nate trasmissioni su molti canali televisivi, paginate su quotidiani, riviste e addirittura canali interamente dedicati e i grandi cuochi sono arrivati a essere delle vere e proprie star. Inoltre non potevamo farci mancare talk show e vere e proprie competizioni figlie delle vecchie e care “gare del dolce” delle nostre feste paesane. E proprio parlando di dolci che immediatamente la mia mente schizza verso le incredibili torte artistiche su Real time dove il matador, il mastro pasticcere l’italo americano Buddy Valastro detto il Boss delle torte, vantando ascolti incredibili, realizza splendide sculture di pasta di zucchero. E non per essere solo modaioli ma rimanendo fedeli all’antico e ripetuto motto, da sempre nostro musa ispiratrice, “andare avanti a una condizione tenendo sempre conto della tradizione”; trascinati dall’enfasi, spettacolarizzando l’annuncio, impostiamo la voce lanciando come si addice a qualcosa di importante un: “Signori e signori ladies e gentleman”, ecco la nuova torta di compleanno Cinigianese. Conosciuta anche come ciambellone ripieno, al quale in questa occasione “rifaremo il vestito”. Approfittando di Giulia erede dell’antica e nota tradizione chiccaia di famiglia, andiamo a realizzare quella che diversi anni fa era il dolce che ogni citto aspettava per il suo compleanno e chissà se in questa nuova veste non torni a essere protagonista delle nostre feste. mf Ecco che in questo numero, della mia passione vi voglio render partecipi andando a realizzare una torta di compleanno al passo con i tempi. Non tutti conosceranno la pasta di zucchero, ma molti di voi sicuramente e allora andiamo a decorare la nostra torta. La maggior parte delle volte questi tipi di torte sono molto belle da vedere ma non troppo da mangiare, anche perché noi italiani in fatto di cucina abbiamo un palato sopraffino, ma qui non avremo di questi problemi partiamo sicuramente da una base veramente gustosa!

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IL CONSIGLIO GIUSTO per la pro loco Cinigiano

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ncora una chiara dimostrazione di quanto la Comunità Cinigianese tenga alle sorti della sua, quasi cinquantenne, Pro Loco lo dimostra l’importante affluenza alle urne per rinnovare il Consiglio, che andrà a operare nel prossimo quadriennio. Un lavoro sicuramente impegnativo è quello che aspetta gli eletti visto le molteplici attività nelle quali da anni l’associazione è impegnata. Il consiglio, in base al datato statuto, prevede che sia composto da quattordici membri eletti e da un rappresentante dell’Amministrazione Comunale. Sette membri del vecchio consiglio sono stati confermati dal voto dei soci intervenuti i rimanenti eletti provengono in buona rappresentanza dal popolo delle contrade, come del resto auspicato dal consiglio uscente; nella prima seduta si è provveduto alle nomine con la conferma del presidente uscente Massimo Fabiani, del vice presidente Francesco Fantacci, della segreteria Elisabetta Berti e del tesoriere Ilaria Ventre. Gli altri Consiglieri, come fatto in

passato, andranno a ricoprire le altre cariche organizzative alcune non ancora totalmente definite a Giulia Fabiani la responsabilità del progetto culturale Fatti nostri a Maria Grazia Bianchini il Patrimonio, Schipani Gaetano responsabile Artistico, Edoardo Galassi promozione sui network, i rapporti con il Comitato Gemellaggi di Montquc saranno affidati a Francesca Bianchi e per gli eventi legati alla promozione del territorio Andrea Stivaletti e Pallini Roberto per i Trekking, Ricardo Medaglini e Anselmi Guido per il mondo delle due ruote, Sergio Fabiani all’organizzazione della parte gastronomica. Come ho dichiarato alla stampa “una vera corazzata, un gruppo decisamente importante e ben assortito per portare avanti l’attività dell’associazione che anche al primo gelido appuntamento, quello della “notte dei rivolti” ha confermato subito di essere pienamente efficiente. Non posso che esprimere la mia più ampia soddisfazione per questo nuovo assetto e ringraziare per la fiducia rinnovata. Anche i soci non si sono fatti attendere per confermare il loro apprezzamento, per loro parlano le oltre trecento tessere raccolte in meno di due mesi con la più alta media contributiva di sempre, ulteriore dimostrazioni che anche in un periodo di crisi, si sa dove tagliare… “ Il presidente Massimo Fabiani

... fatti nostri,

ELEZIONI PER IL COMITATO Un consiglio per i prossimi due anni 
COMITATO PRO SASSO

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lezioni anche per il Comitato Pro Sasso. Sono stati in molti a voler esprimere il proprio voto per la formazione del Consiglio che a breve andrà a ritrovarsi per definire gli eventi per la stagione estiva e organizzare il “capitone” come si dice a queste parti.

PRESIDENTE Antonio Camerlengo VICE PRESIDENTE  Stefania Sbardellati SEGRETARIO Mario Fanciulletti CASSIERE Rodolfo Bocci CONSIGLIERI  Franco Becchi, Marco Luttazzi, Giancarlo Baldi, Franco Caldesi

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GIUSEPPE VERDI Omaggio all’autore

er celebrare il duecentesimo anno dalla nascita del più celebre compositore italiano Giuseppe Fortunino Francesco Verdi (Le Roncole, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901), il Corpo Bandistico “R. Francisci”, in occasione del concerto di Santa Cecilia, che ha avuto luogo presso il Teatro Comunale di Cinigiano il 22 dicembre, ha eseguito l’Oberto, conte di San Bonifacio, diretto dal Maestro Marco Piattelli. L’Oberto è stata la prima opera del musicista, composta su libretto di Antonio Piazza rielaborato da Temistocle Solera. La prima rappresentazione ebbe luogo nell’ambito della stagione lirica del Teatro della Scala di Milano il 17 Novembre 1839. La seconda opera eseguita dal Corpo bandistico è stata l’Aida, una delle opere liriche più famose, rappresentata la prima volta al Teatro Khediviale dell’ Opera del Cairo, il 24 Dicembre 1871. Il concerto in seguito ha toccato anche altri generi con l’esecuzione

di New Baroque Suite, composizione per strumenti a fiato o Brass Band di Ted Huggens, autore olandese; Queen Park Melody di Jacob de Haan, compositore di brani per banda e orchestre a fiati; The ecstasy of Gold di Ennio Morricone, colonna sonora del film di Sergio Leone “ Il buono, il brutto, il cattivo”, per finire con l’interpretazione di A Klezmer Karnival di Philip Sparke, brano dalle sonorità provenienti dall’Europa Orientale in cui il finale, con il suo andamento che da “poco mosso” diventa “prestissimo”, ha trascinato sia i musicisti che il pubblico in un finale coinvolgente. Pochi giorni dopo il concerto di Santa Cecilia i musicisti della Banda si sono esibiti nel Concerto d’inizio anno, svolto il 3 gennaio al Teatro Comunale, che ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso, nonostante la vicinanza tra i due concerti. Nell’era dei computer, dell’elettronica applicata a qualsiasi attività e di tutte le innovazioni tecnologiche che a volte ci condizionano, sembrerebbe anacronistico guardare ancora oggi alla Banda musicale e al suo passato, ma qui, nel nostro piccolo paese, la “banda” può tranquillamente guardare al futuro vista la cospicua presenza di giovani musicisti e l’entusiasmo e la passione dei più anziani. Colgo l’occasione per ringraziare il Maestro Marco Piattelli per il lavoro svolto e tutti i componenti che ci permettono di arrivare a questi risultati, ricordando che la banda non è soltanto musica, ma anche un luogo d’incontro, d’identità culturale e di coesione fra le generazioni. per il Consiglio Francesco Fantacci

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A TUTTO CROSS nuova stagione

iparte da Santa Rita la nuova stagione agonistica Il Cross Team Santa Rita ha inaugurato, domenica 2 marzo, la stagione regionale crossistica 2014 ospitando la 1^ Prova di Campionato Toscano UISP . Nonostante il tempo che ha imperversato fino al tardo pomeriggio del sabato, ben 150 partecipanti erano presenti sul Crossodromo; dimostrazione che nonostante la crisi che colpisce duramente il nostro sport, il Circuito Cinigianese è sempre gradito agli amanti del fuoristrada. Anche il 2014 si preannuncia una stagione intensa di appuntamenti, il prossimo sarà il 6 aprile, dove protagonisti saranno i piloti del Campionato Italiano ACSI Pit Bike, solo dopo una settimana e cioè il 13 aprile torna il motocross regionale della Federazione Motociclistica Italiana. Una breve pausa per riorganizzare il tutto e tentare l’illuminazione della pista polivalente, per disputare il 1^ Trofeo Supercross Regionale in notturna, il 28 giugno. Il 20 luglio altro appuntamento nazionale, con il Trofeo Tirreno MSP ad esibirsi saranno minicrossisti, crossisti ed

enduristi in una giornata veramente folta di partenze ed eventi. La stagione agonistica si concluderà con le “vecchie” del Campionato Toscano Moto d’Epoca UISP il 12 ottobre accompagnate da una mostra scambio in tema ed altre competizioni collaterali. Queste sono le occasioni che proponiamo a tutti, appassionati e non, tutte con ingresso gratuito, e vi invitiamo a fare una visita nella valle dell’Orcia, nei pressi di Borgo Santa Rita. Come sempre ricordiamo, inoltre, che il Crossodromo rimane aperto per gli allenamenti tutti i mercoledì, il sabato e le domenica non impegnati dagli Eventi. Elena Brunelli

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OBBIETTIVO PLAY OFF e scuola giovanile
otto la guida dell’esperto Mister Tognotti la prima squadra del Cinigiano calcio si trova a 5 giornate dalla fine del campionato di terza categoria al terzo posto in classifica. L’obbiettivo è quello di raggiungere la fase play off e cercare tramite questa lotteria il passaggio di categoria in modo tale da riportare i colori bianco-celesti in categorie più prestigiose e più idonee alla compagine Cinigianese. Altra

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nota lieta è l’attività giovanile che la società stà svolgendo, un progetto che comprende al momento 4 compagini: la squadra esordienti e la squadra pulcini, guidate da mister Vincenzo Savarese con la collaborazione di Kaja Enxi, e l’attività ludicomotoria e la categoria piccoli amici, guidati dal mister Lamberto Tognotti. Sicuramente la società, da sempre attenta all’attività sociale e alle problematiche infantili, intende ampliare e migliorare l’attività giovanile, grazie soprattutto all’interessamento e alla collaborazione della Fondazione Bertarelli e all’Amministrazione Comunale. Con questi due settori il presidente Massimo Tassi può disporre di 22 giocatori della prima squadra con età media di 23 anni e di ben 34 bimbi che variano dai 5 ai 12 anni. Visto i risultati e la compagine, lavoriamo con grande entusiasmo e passione Bianco-Azzurra!!! Il consiglio‘

GRANDUCATO

DIVERTIRSI Lo spirito del Calcio

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... fatti nostri,

na squadra da leccarsi i baffi. Ecco, soprattutto dopo l’ultima sortita all’Enzo Cioli (anche lui, ne siamo certi, si sarebbe presentato con un accenno di baffo), altri appellativi non ci sembrerebbero tanto emblematici. Prosegue spedito il cammino amatoriale della compagine Granducatesca che assieme a buoni risultati sul campo, esercita sempre più appeal nella meglio gioventù comunale (e non solo), che va ad unirsi ad un ormai stoico gruppo. In-

somma il sodalizio del Granducato del Sasso con alla testa la storica presidenza, sotto l’attenta guida dello staff tecnico di provenienza di là d’Ombrone e grazie ad impavidi calcianti continua sovente ad infliggere dispiaceri alla varie compagini affrontate sul rettangolo di gioco. Nulla però da più soddisfazione di continuare a vedere come settimana dopo settimana, ormai da qualche anno, il Granducato sia elemento aggregante di un gruppo di giovani (chi più chi meno) che seppur con poche risorse, ma molto impegno e serietà porta avanti questa esperienza. Insomma un poveri ma belli a colori. Orgogliosi di noi stessi, orgogliosi del Granducato orgogliosi in ogni partita. Divertiti di mercoledì, divertiti di sabato, divertiti dentro e fuori il campo. Il Granducato c’è. Becchi Filippo

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