«r

ARCHIVIO
STORICO ITALIANO
FONDATO DA

G. P.

VIEUSSEUX

e continuato a cura della

R.

DEPUTAZIONE TOSCANA DI STORIA PATRIA

QUINTA SERIE

Tomo

XXXIX

Anno 1907

IN FIRENZE
PEESSO G.

P.

VIEUSSEUX

Tipografia Galileiana

1907

CASTELLO DELLA YALDELSA

LINAIII

-^-

:^Z>'^i^^i
^'fp^f:

Panorama

Lo
di

di Linari voiso mozzoiiioino.

studio presente ebbe principio dalla curiosità

conoscere a qual famiglia appartenne uno stemma

scolpito sulla j)ietra, e
Linari,

venuta

d'ereditaggio.

murato

in

una vecchia

in possesso dei miei

La

due

figli

torre di

a titolo

torre, già ridotta a piccionaia,

venne

adesso restaurata, e fiancheggiata da ampio fabbricato
per alloggio dei padroni e per magazzini di derrate. Xel
cercare indarno d'identificare lo sconosciuto

(1)

Io

Porta un leone rampante con ramoscello fra

branche anteriori. Nella B. N. F.

iiale di

Firenze)

lìOHselli),

tine,

i

codd. II.

così ricchi di

ne contengono

I,

(^BihlioteGa Kaizlo-

125 e 126 {Sepoltuario

stemmi delle

sette simili a

difficoltà d' identificarlo.

famisjjlic fioren-

questo. Quindi la

stemma

(1)

GIROLAMO MANCINI

4

allargai le ricerelie, e raccoltone discreto
sai d- illnstrare

manipolo pen-

vetnsto castello, fiorente e popoloso nel

il

medio evo, oggi quasi disabitato, e ridotto a residenza
di due fattorie agricole con poche ed insignificanti reliquie dei tempi prosperi. Le condizioni attuali di Linari
richiamano alla memoria i versi di Dante sulla caducità
delle cose umane, là dove ricorda come son ite Luni
ed TJrMsaglm, i)er trarne la triste conclusione:

Le

bell'alto

nostre cose tutte

come

hanno

medio evo Papice

Linari fu circondato

lor morte,

^

ìwi!

della collina

da muraglie

di

dove sorge

cinta del tutto

scomi^arse insieme alle due porte d'entrata e d'uscita
nel castello. Forse

meridionale

(1),

denominavano Porta

al

Perone quella

senza dubbio Porta a Salti

trionale rimpetto alle

colline

di

8.

la

Appiano

setten-

(2),

e la

ripidissima discesa o salita esistente innanzi ad essa ne
giustificava

castellane

il

vocabolo. Delle porte e delle muraglie

non restano

tracce: sopravvivono due torri

d'una terza diroccata o caduta. Anche con
fugace alla conformazione della collina,
alta m.' 225 sul livello del mare, si comprende per qual
motivo ricorsero all'arte e ne resero più forte il culmine. Da levante, da tramontana, da ponente il colle
s'inalza formando un cono simile a pane di zucchero
troncato nella Aletta. Dai tre lati le ripe tufacee, quanto
mai scoscese, ne rendono difficoltoso l'accesso, abbastanza agevole da mezzogiorno, perchè appena fuori dal
castello si prolunga uno stretto altipiano, che poi si
dirama e dolcemente declina fino alla base, circa m.' 120
e la base

un' occhiata

alta sul livello del mare.

Le

colline diramatesi dall'alti-

piano possono equipararsi alle nervature della foglia o
pagina d' una palma, disposte a raggiera, e l' altipiano al

(1)

M. 492

(1339).

(2)

F. 568

a

e 12.

VI. 1348Ì

LIXARI CASTELLO DELLA VALDELSA

peduncolo o picciuolo della
dionale delle colline,

foo-lia.

Presso

O

dopo brevissimo tratto

in pianura, scorre FElsa. Xella direzione di
la

base meri-

la

di terreno

Poggibonsi

pianura s'allarga frastagliata dai torrenti Staggia,

Brove d'Amaiani, Drove di Oinciano e Bozzone, che congiungono le proprie acque prima di scaricarle sull'Elsa.
Allorché non usavano le artiglierie, e le fortezze
assediate opponevano difese piombanti agii assalitori,
questi potevano investire Linari soltanto da mezzogiorno,

essendo

il

assicurato negli

cavstello

altri

lati

dallo scoscendimento delle ripe, con grave rischio po-

tute superare dal nemico per approssimarsi alle

mura

Linaii verso tiainontaiia.

e dare la scalata.
le artiglierie

Dopo che

divenne arnese inservibile:
stituì

sulle

muraglie più solide

principiarono ad aprire brecce,

un refugio opportuno

ma

il

fino al secolo

ai belligeranti

i

castello

XV

co-

quali vo-

levano offendere Poggibonsi, 8an (Tcmignano, ed anche
Colle. Dal basso, ovvero dai tetti della chiesa di s. Maria,
i

difensori

sorveoiiavano

il

nemico afforzatosi nelle

GIROLAMO MANCINI

b

prime due

terre,

spiavano

Colle, iiiudicavaiio del

soccorsi

i

i3roveiiienti

momento opportuno

da

per mole-

il nemico diretto a
Poggibonsi
ad allontanarsene. Fra questa terra e Firenze

stare ()^'ve^o attaccare

risoluto
la A ia

più frequentata per l'erto Valcanoro conduceva a

Appiano, e a
transitando per Linari, il nemico da

Liliali, l'idiscendeA'a,
1

Barberino

(1).

Xon

quindi risaliva a

S.

Poggibonsi indirizzato a Firenze, oppure a Certaldo,

doveva costeggiare

dominate dal castello.
Coperti dalle boscaglie, sbucando nella pianura dalle
le

diverse insenature fra

colline

le colline,

i

difensori di Linari

potevano all'improvviso piombare sul nemico sorpreso
nella ristretta pianura ì)agnata dai quattro torrenti
menzionati, tutti colle ripe scoscese, talora a

i3Ìcco. Il

nemico doveva retrocedere, o audacemente guadare i
torrenti aft'rontando sempre la ripidezza delle sponde,
e la piena quando l'acqua abbondaA a. Xè si dimentichi
come i quattro torrenti, adesso almeno in parte arginati,
erano nel medio evo privi d'arginature per regolare il
corso delle acque. Inoltre

il

vocabolo Staggia mortai

menzionato nei contratti dai notari Linaresi, lascia
di scaricare le acque nell'Elsa

congetturare che prima
i

(juattro torrenti impaludassero porzione della pianura,

ed anche vi formassero uno stagno.

La

situazione di

Linari,

tanto propizia

delle difese piombanti; forse trattenne

taccare

il

castello, e sarà

questo

il

i

ai

nemici

tempi
dall' at-

motivo per cui man-

cano memorie d'aggressioni e d'assedi nell'alto medio
evo.

Una

risce

ad un esploratore nel 1252 inaiato a Linari causa

(1)

La

delle rare notizie di carattere militare

sosia in IJnari di

l'esaltazione di Pio
l'antica

strada tra

W

s.

si rife-

Carlo Borroiueo diretto a Konia, dopo

prova evidente del ijassaggio da Linari delFirenze e Poggibonsi. In s. Stefano presso Linari
e

una lapide. ri})rodotta da altra anteriore, attesta elie il santo celebrò
messa in (jucsta eliiesa, quindi avrà ])assata la notte nel castello.

la

soccorrere Montalcino. 132. Rubbiano della Valdema. Firenze. e fra questi quattro pedoni concessi particolarmente al castellano Quando poi. II. 84. A^ennero tentate fazioni contro Comunicazione del il castello ben (3). né vinti la ed guelfi di Firenze seconda impresa lo strazio e '1 . 1889. 1898. V. Berlin. e sciolto la città S. S. di ritenere nel castello venticinque degli abi- tanti obbligati a militare.. 1904. e tentò invano l'espugnazione di Castel Fiorentino. Nel 1260. (2) Il libro (li Montaperti. bensì . sig. s' interes- Fiorentini. i). I registri editi in questo volume ricordano le sonnuinistrazioni di grano imi^oste dai Fiorentini ai rettori dei benefizi ecclesiastici jjer Le stala 10 Andrea in Linari. castellano in Linari. Castel Fiorentino. nell'autunno del 1312. l'imperatore Arrigo VII. ^Miscellanea storica della Valdelsa). mentre di i i Siena A^olevano reciprocamente annientarsi. p. il blocco iniziato prima di cingere con regolare assedio. esistente nel castello della Valdelsa. si ritirò colle sue genti a Casciano.LINARI CASTELLO DELLA VALDELSA nova quando erat ficiendi mento Pisa ibi exercitus (1). V. 103. VI. Il potestà di Firenze. 1900. 87. già patriare ne vincitori. sarono di Linari di ai maggio i la prima volta in campagna. di grano assegnate nel 4 agosto 1260 al non si riferiscono ad una chiesa come viene supposto nella M. rettore di S. ed dell'esercito ordinarono a i capitani Rogero d'Orciolino. e Siena con alterna fortuna 7 In quel mocombattevano Firenze. in Doeumenti di Storia italiana. II. Davidsohx. i suoi 4 consiglieri. 164. riconosciuta l'impossibilità d'assoggettare Firenze. (2). ch'entrati si preparavano a rim- per cui vollero effettuare Montaperti finita a ghibellini 4 settembre con il grande scempio die fece l'Arbia colorata in rosso. S. alla parrocchia di Linari nel piviere di (3) M. 71. poi sostò a Poggibonsi. V illustre tedesco autore della Storia di Firenze. sarà stato dagl'imperiali gravemente danneggiato ma non guardato dai Fiorentini (1) il territorio dei Linaresi.

F. IS^onostante. f/^ 51. {Deligie (2) B. I Fiorentini gii stavano alle calcagna. fortificato da nemici. nemico. La j)erdita. N. il mata ducale. e. degli eruditi tosoani). cod. oppure prossimarsi costringessero ad arrendersi i Lina- al loro ap- gii assoldati dal Visconti. fatti e la rotta dell'ar- avvenuti nel breve spazio di sei due impiegati senza dubbio nel cavalcare dalla giorni. rimase sconfìtto del giugno. fensori. esaltano al pari di terre. . condottiero dei Fiorentini. VI. 104.. congiuntosi che. e subito cavalcò verso Pontedera. ci. secondo un cronista. 99. per cattiva guardia. in prossimità di 8. 1785. riacquisto dì Linari. Le guardie lasciate in Linari deposero armi corrotte dai danari fiorentini. o per insufficiente numero di difensori. il Tolentino. al corpo Visconti. per segrete intelligenze. ed uno dei primi a fuggire fu Bernardino (1). espugnò Marciano nella Yaldichiana ed alcuni castelli della Yaldambra. inseguirono principale il l"" dell'armata il Eomano. capitano di 400 lance al soldo di Filij)po Visconti duca di Milano. Quivi. castello fornito di validissimi di- vostra magnificenza con credibile virtù. seppure non si crederono impotenti a resistere. Firoiize. T. ripreso colla munito da sommo ardire et Le rimbombanti (2). lasciano supporre che resi aprissero le i)orte ai Fiorentini.GIROLAMO MANCINI 8 ^el 1432 Bernardino della Carda. forsanco intimidite dai le (1) D. strepitosa vittoria castello. recuperato j>er/or5f-f Linari. Leonardo aretino disse: Con frasi il del Bruni recupero del facilità colla quale era perduto. Valdelsa nella Valdera. E. de- vastò l'Aretino. 45. nell' orazione recitata allorché la a Signoria fiorentina consegnò IS^iccolò somma di celerità ne veniste La sanza homòarde mento da combactare exj)ugnò et vinse solo con medesima et in- sanza altro instrubattaglia manuale. XIX. Inseguito da Niccolò di Tolentino. ai 25 di maggio occupò Linari. stato bastone del comando a Linari^ natura. passò nella Yaldelsa.

segnatamente nel sec. F. Descritta la posizione topografica del castello e poche vicende nari raccolte militari. n. 568. hanno Dogino di Conte 77. F. 2. n. Iacopo del fu ser Giovanni (1326-1340). 47. 84. Ma troppo presto rimase esaurita la preziosa (1) I x>rotocolli lA. : . qua e là. Tomeo (134<vl348).^ 16 protocolli di sette notari che dal 1305 al 1362 rogarono nel castello (1). 3. e sulle costumanze degli abitanti. . S. 4. poco o nnlla sperando dal lontano duca di Milano. n. Francesco di G. Biizzicliello (1334-1347). avendo racimolate parecchie notizie in n. Giovanni di le XIV (1305-L316).LINARI CASTELLO DELLA YALDELSA 9 Linaresi sospettosi delle yeiidette di Firenze vicina. I. n.369. XI ^^. 1. Liliali verso libeccio. filze n. D. La])f> del fu conservati nel- segnatnre Sinume (1334-1339). 1. dei notari Linaresi del secolo fArohivh di Stato FiorentinoJ. riassumerò le sopra Li- le notizie ed alquanto più m'estenderò sulle condizioni nelle quali se ne sv^olse la vita. L.

presenza del giudice del sacro palazzo e alla d'alcuni bonuomini.. F. Micliele di Cainbiiizzo (1334-1317). ter- castello de 492. il matrimonio o nel 1337. Sarebbe quasi sui)erliuo ricordare come nel medio evo quando (1) — esto — . 174. il nome di Linari incontrasi menzionato la prima volta in una pergamena del marzo 1072. già posseduta dall'abbazia di s. 369. e la seconda volta in altra membrana del medesimo monastero rogata dentro al cadeìlo. il notaro e atto notarile ad as- donna che contraeva solenni impegni. il 31 marzo 1074. Linare. Xella carta del 1072 zione è indicato: Linare in territurio florentino: nella seconda del 1074: Actum intus M. Con la prima Guido di Gherardo. quali vendita di xjossedimenti. S. iilze n. j^nato ai suoi i)rotocolli nei cataloghi delFA. Citando i di Birrozzo (1361-1363). il legge. secondo la femmina. F. au- torizzata da Giovanni suo mundualdo 20 soldi a Eolando del fu Eodolfo ancelle Gerardo di Burzule. Colla seconda i}ergamena figlia del di Passignano per rimedio di coniugi Giovanni e Gasdia i fu Pandolfo. i^er propri servi ed e le figlie di lui. rai)presentava la superiorità del maschio sulla di mundio.GIROLAMO MANCINI 10 fonte per lo smarrimento dei protocolli notarili anteriori e posteriori. S. iniziale del notaro. i vendono (1). di- figli. contratti indico V 1. 4. destra. G. Tomaso T. Le membrane citate a^ipartennero alla Badia di Passignano e sono custodite in A. la legge voleva investito della loro autorità di padri di famiglia sistere la un uomo delegato con A Linari dicendo quale. insieme ad Adalasgia d'Ugo. erano defunti il i)adre o il marito. e il numero asse- nel testo o nelle note la data dello strumento allegato. permette alla moglie Guillia di Gi- salberto donare quattro aj^i^ezzamenti di alla chiesa e al anime delle monastero terreno di essi coniugi e di Eanieri figlio defunto. per rendere più solenne un la atto Giovanni di Buzzichello prese alla donna la mano mundualdus la i^ose in quelle delPuomo. n. Michelangelo a Passignano nella Valdipesa. Per quanto io so. i chiarando libero di farne cosa vorrà il compratore di- venuto nuovo padrone dei maschi e delle femmine il luogo della stipula- vendutegli.

1777. e a maggior distanza fra levante e (1) 11 territorio ili una terza del 3. che Quindi riesce impossibile dubitare da mu- castello innanzi al 1074 fosse circondato il ra<. porterebbe a congetturare che Linari innanzi al secolo XIII avesse obbedito agli Alberti conti di Mangona signori nella Valdelsa di Semifonte. T.orbinaia e estese Colle (2). . X.ietuni est hoe Fiorentino ricordato nelle due ineiiibrane lo è VII. Vili. (2) D. Vili. 90. Linare ituUciaria florentina: così nelPaltra del 28. 126. vel incastellaòimus. in a Firenze un conte in cui l' impero affinchè giudicasse. Poiché al da parecchi anni era momento ricettava famiglie soggette ad accettato dai conti di della incastellato. territurio Fiorentino. successivamente distrutta dai Fiorentini. Mangona promisero di quando Alberto ai Fiorentini: e fir- Maghinardo non faciemus aliquod castrum. Firenze. grossa terra espu- di gnata nel 1202.. 1128: II. Nel corso di notari dalPuso dei vocaboli territorio e giudicheria passarono a contado. Questi conti possedevano tante proprietà vicine all'Elsa. — . 1895. in Documenti T. l)ochi anni i VII. iJure di Passignano. che senza indicarlo a nome jjotrebbero aver compreso Linari nel patto mato il 12 febbraio 1200. aiit incastellare fa- ciemus aliquos homines in aliquo podio inter Yirginium et Elsam (3). del 24.11 LIXARI CASTELLO DELLA VALDELSA riturio florentino (1). un promessa Linari nella e sua feudatario. In una quarta. Quale famiglia avrà fortificato e posseduto La vicinanza stello? il ca- Semifonte. 1127: Invece una sesta oomitatu fiorentino. 49. D. Mangona non può cinta patto il riferirsi a muraglie di fortificazione da costruire. del in loco uhi dicitur Solo jnojye Linare iudiciaria florentina. K. Il vocabolo giudicheria si riferisce al tenix>o l)ose 18. X. E. C. 1100 rogata prope castello.lie di cinta.. Tignano. di storia italiana. 1133 fu rogata ad Linare pure qui vocatur Linare. quale esercitava signoria ed il era padrone della località. (3) Santini. essendo già inalzate sull'apice della collina linarese lambita a mezzo- giorno dall'Elsa. ed è natm-ale di congetturarle costruite dal potente feudatario. 1778.

Molti Gherardini. J)e illustraUone Florentkw. n. droni di case e di vasti terreni nel Linarese. Ms8. 1671. nel piviere poi di s. che formava il tor- limite col Chianti. di quelli delle XVI coi patronati di parrocchie nelle diocesi Fiesolana e Fiorentina tanto nel secolo me- civile. pa- s. A'ittima nel 1304 d'una zufta in defensione populi florentini — . Parisiis. . contava 85 maschi Monter inaldi. M. 40. Istoria delle famiglie nobili. Della (2) Verini. e di chiese curate di Poppiano. Firenze. trovasi asserito che questo fu signoreggiato una volta ed allegato un distico nominare Lina ri. S. ]>. Dino Compagni. II. ediz. Stefano Pontevecchio a Firenze. — ohiif Famiglia numerosis- quando nel 1342 fece pace sima. Fiorenza. questo a metà col popolo. Appiano s.GIROLAMO MANCINI 12 tramontana corso dal del Virginio. 1879. (3) È murata presso il (4) i^if^'^ di «• Appiano in ValdeUa. già fra maggiorenti della città: Clara Glierardina doiniis est liaec: plurima quondam castella incoluit foecundibus collibus Elsae (2). In un opuscolo sul culto di dedicato a quel santo è compreso Linari. ritò sulla pietra sepolcrale (3) l'onorato ricordo per breve tempo elesse il sol- priore Stefano presso Linari(4). A. Firenze. 1855. 31.° 531. a Pop- (1) Biadi. senza in cui. II. Possedè numerosi . sede del piviere nel quale il di castello dai Gherardini di Firenze. 268. Lotteringo. sulla i^arete della chiesa nel chiostro di s. F. Oece sconsigliò l'impresa finita colla sconfitta di Montaperti. Michele Verino. Giorgio a Oinciano. II. godevano a Firenze l'onore I Gherardini solato nel 1197. Cranica. e nel 1292 si trovavano fra del contredici le famiglie padrone di loggia dichiarate grandi. m. 1790. impetuoso rente tributario della Pesa. poeta allude alla potenza nel con- dell'illustre famiglia fiorentina. Del Lungo. Aj^piano e sul tempio s. 111. tado Valdelsano le (1). — — Gamukkini.

a Vico. 1897. vissero. a taglieggiare i viandanti riottosi a passaggio pel feudo. XIV. Fi- renze. 81-84. (2) Nella M. Guidi. rifiutato d'obbedire ai Fiorentini. a parere mio. rimpetto a Linari. 568 (1348). mancano memorie Nemmeno sembra furono del castello lo che ne di Mon- tagliari nelle vicinanze di Greve. / Gherardini e il castello di Montagliari. essi come siano stati signori. 1640. 47 — Cacciantino del fu GlierartLino Gherardini lasciò uguale dote per testamento alla liglia Bonafìdanza. Xell' ottobre del 1220 uno Ugo d'Uguccione dia vallombrosana di Passignano. Supplemento. in Miscellanea fiorentina d'erudizione e storia. exccpfo palai io cum turri (4). — Il Repetti. molto gravi possono far cre- Indizi. dice che Fattuale terra di Marcialla sorge sulla località delFantica Fogna. (4) Santini. II. — M. 80. la dei conti Guido IV comes Tuscie donò l'ottava parte montis uni dicitur Bonizi ai Senesi Mar- siti valle turi {ò\ posta a tergo dell'attuale Poggibonsi. V.. F. i del 1184. 170.LINARI CASTELLO DELLA YALDELSA 13 piano. \. (5) Ammirato. permise ad (1) (1. i)roduce tratteggiato il tre Vaì- disegno della pietra tombale di Gherardueeio. V Uzielli. promisero dentro ivd- pros- il simo aprile d'avere destructum totum casteUum de Fogna. gli il nella medesima guisa Fogna nella Vaklelsa. IV. morirono nella Vaklelsa : d' un Glierarduceio. S. 1906. un ramo dere Linari dominato da più potente fra l' famiglie dei feudatari toscani. trombandosi alla ba- Gemma 1329). nel novembre dopo aver e continuato gare (3). 195. a Poggibousi. 25. rimane Peffigie scolpita sulla pietra Appiano sepolcrale a S. 1833. Firenze. X. 5. Xel- le aprile del 1150 Guidi. Firenze. dei conti Cadolingi di Fucecchio. X. un proprio di Piero Glierardiui ebbe in dote iioiini d'oro 400. defunto nel 1332. dai Fiorentini espu- gnato e diroccato nel 1302 d'altre rocche e del castello di cui signori. I. Albero dei conti Guidi. p. S. . (3) CoKAZZixi. Alberti di Mangona. contrassero matri- moni (1). Dizionario della Toscana. di feudi da (2) peraltro : goduti a Linari. Leggenda dei delmni conquistatori dell' Irlanda. 1896.

Za1>ollina rimasta vedova disponeva di grandi i)rox>rietà senza dubbio ereditate dal padre. Invece i-notari Linaresi deno- seconda nel piviere di s. Donato da lungo dei Cadolingi di tempo soppressa ed incorporata Cadolingi e minano s.. ecclcHiae florentinae. o fatte edificare per dei dipendenti. Donato a Giugliano la parrocchia aggregata a s. Zabollina di Giovanni di Bottaccio. se- . che sembra estinto nel 1113. 141. antico feudo dei conti dei Mangona loro consorti. seguitato dal Repetti. i quali nominaA^ano rettore l'ecclesiastico meglio gradito. Stefano. dice ramo Bernardo da T. 351. p. E. (2) D. Fra dini. una già sede della parrocchia di s. io darei la preferenza ai conti Guidi. era nelF interesse dei feudatari. 701. Ruggero di Marcovaldo. II. Il Repetti. Vili. all'altra di s. Guido d'Aghinolfo da Eomena. per congetturare cjio le oppure avessero sero. nota nella Valdelsa due località denominate Catignano. 1758. i Gherar- Guidi. vincolato a guisa di cliente. (1) Repetti. la Martino a Gambassi. già nel 1126 Oatignano (3). vedova II. 623. propter velameli i conti di Catignano appartenuti al Borgouuovo. L'avere prio e vicino d'abitazione il parroco. I. conti Gnidognerra e i tronato della chiesa di Linari ed alcuni terreni (2). I pa- tronati delle prebende ecclesiastiche. Lami. e Guido Novello nel G maggio 1255 alienarono in Firenze il pacosa più importa. Florentiae. Sulla famiglia che signoreggiò Linari nell'alto medio evo sparirebbero il dubbiezze giungendo a determinare le cognome d'una donna padrona di grandi tenimenti nella Valdelsa ed altrove. segnatamente par- hanno sempre rocchiali. Monumenta (3) Il di Eidolfino di a motivo della vedovanza. Stefano presso Linari . 789. e pos- seduti latifondi nei luoghi dove sorgono le chiese dotate comodo pro- colle loro elargizioni. che plausibili supposizioni permettono congetturare al possesso di ragioni feudali sopra Li- nari. di ed i gli Alberti di Mangona.' GIROLAMO MANCINI 14 rinunziare in favore dei monaci vassallo di Liiiari di parte d'un manso a la terza E Mandano nella Valdelsa (1). costituito un fortissimo indizio famiglie dei patroni esercitas- esercitati diritti signorili.

701. ai^partenente Linarese. Appiano. famiUis et honis. et condo il tignano. Pancrazio nella Valdipesa (1). Tak623. homi- nes et persona s de terra Catignani et Linari. cod. Turri. o cassero simile a fortilizio (2). N. Amerigo e Baldovino bollina. di Nòvole a S. (2) (3) (4) Repetti. ovvero registro dei livelli dell'episcopio fiorentino. Maria Novella. II.UNA RI CASTELLO DELLA VALDELSA . di Zabollina al vescovado avrebbe compreso quasi l'intero castello e fiorentino territorio (curia) Linarese. d'Aquilone. dice vescovo il documento.sui capitis. di Catignano. Our- signano. p. Lami. Un secondo documento prodotto dal Lami (3) informa come Sincero. 484. 1775.. Colle. detta di Garignano. IL IV. vassalìos. o secondo il Repetti di Ca- antico palazzo in parte ornato di merli. 8. F. Timignano. Repktti. F. et et luibent. que tenent a dicto episcopatu Lami. dal vescovo nella Taldelsa: et fldelitateSy atque dominium super fldeles. nelle corti e nei castelli di Linari. alla famiglia proprietaria d'innnobili nel . IL IV. le i e 15 donò a Grotofredo case e terreni di sua i proprietà esistenti nella Marca della Toscana. Questo codice contiene lo spoglio del Bullettone fatto nel 1697 dal canonico Lorenzo Ghehakdixi. Filippo. Viaggi in Toscana. N. vassaUagium. Firenze. Tregenta. vescovo allogò in enfiteusi gl'immobili donati da Za- Il una casa turrita. que in dictis locis Florentie. Un 536. e detto il Poggio. (4). Catignano. Oinciano. Uzano. Fogna. lia pure denominazione la ed è situato fra Giugnano e S. B. 152. Lami. (1) — GiONi. — I.« 105. posseduto adesso dai Vanni di Poggibonsi. cum domo episcopatus. quod est in territorio de Linari. que est in cassero diete terre. Vili. 124. Xel Bullettone. cod. 790. 578. 720. e quatuor residentias a S. — f. 720. distr ictus cum poderi. sono così descritte l'enfiteusi concesse < Homagium. e si riservò in Linari Mazzo del fu nel 10 febbraio 1127 refutaverunt domino Gotifredo episcopo tres partes castri Quindi resulta che il dono et curie de TAnari. Lami. Firenze di oft'rì castelli.. domiòus. cum terris. — B. 484.

siam. 104. e. a guardarne e difenderne il beni. cioè degli uomini i quali aA CA^ano riccA^uti immobili ad enfiteusi. Il di non A'olgersi mai contro al co- riconoscimento della giurisdizione municipale procuraA a al a^cscoa^o una posizione prÌAÌlegiata in confronto ai feudatari del contado. XLVII.GIROLAMO MANCINI 10 Anche vescovo lìorentino. A tempo del regime feudale la gran maggioranza dei Linaresi doA CA^a appartenere alla classe dei fedeli. Città di Ca- stello. ve! petisionem. Quali cose erano colpite dai diritti feudali ? La pergamena di non Pas- signano del 5 noA^embre 1239 contiene una cessione pel 13rezzo di L. Le sottomissioni a il dominio questioni coi messi im- le eniA^ano in apparenza con- cluse coLA^escoA^o. faceva dai Fio- rentini permettere al loro vescovo d'acquistare terre feudali con A^antaggio del comune e dell'episcopio. e ad onorarlo accomi^agnandolo per Firenze Xel secolo duodecimo la brama d'evitare i (1). secondo aAA enne nel 1138. 1903. ossia in affitto perpetuo. seu comandi- da Contessa e dai suoi antenati. sire . geloso della potenza dei comuni. coìumòo- (1) Compagni. Le sottomissioni dei feudatari A^eniA^ano intestate al vescoA^o. senza vincoli Come ma servili. im- litigi coli' pero. XLVIII. s('ì( (ìafìoììcm. BaldoA^inetto del fu m. riccA lite rcdditum. Acei)0 di Firenze. II. la moglie Contessa ed il loro figlio Arnoldo trasferirono nell'abbate annnam lìrestatioriem. perchè essa allargò mentre più aspre fervevano periali (2). . che giurava mune. in sostanza col comune. 1)1). gioA^aA a a Firenze. Cronaca fiorentina. coli' obbligo di sot- tostare ai più gravosi e «Avariati oneri. 25 fatta al monastero. a riconoscere altri luoghi posse- censuari divennero vassalli obbligati con piccole offerte domino. (2) Marohionne di Copjìo Stefani. Anello i furono censuari o livellari del rimane incerto se presero a li- Trlierardini i ma beni donati da ZaboUina o in duti dall'episcopio.

° 1 4^. più tenace lotta degli op- oneri agli assùnti Anche (2).° 2 n. 1880." Serie. It. Aech. il pa- consorti della famiglia ave- i diritto ceduto. (1) nota Firenze. = perpetui. oltre le (3) 10 n. vel censitis predicti monasterii morantihus iììiuste. iuste vel in vel reali iure. n. iure vel casu la (1). n. 58 n. fedeli. 325. dre suo.° 1 — — Milite pel Santini. corrispondendo pressi per iniuria. vel alihi. I.*^ Vidue date a consulihus. condizioni dei maschi esistenti nel piviere di Fittaiuoli perpetui fedeli della badia.LINARI CASTELLO DELLA YALDELSA 17 rum.° 4 fiorentino con casa nella città. eis dicto sopportare suari. indicare di chi fossero fedeli. a comìnnìii Podi ire nti. — XXXIX. n. e' — informa sulle Pietro in Sillano. dicto castro Podiiventi. 50. — Fittaiuoli Militi pel comune — s.° 1 n. I monaci di Passignano nel 29 marzo 1244 intentarono a certi loro fedeli accusandoli che de lite cartulario monasterii acceperunt et aòstulerunt duas car- plures servitiorum. badia n/' 1 — 1 n. serie S.*^ 71 — Uomini quattro vedove rimaste a capo delle famiglie. n. Totale. tanto servile e gravosa. La membrana (2) di Passignano del V. n. n. A. 4. seu pijrionum a predicto monasterio. il non poteva senza alienare le case o il consenso del signore terreni concessigli. et pensionis. oneri personali e reali gravanti sui cen- gli fedeli i avevano infedelmente sottratte donde resultavano i carte le pesi dai quali per legge o per con- tratto erano aggravati. castri predicti monasterii. seu colomharum. vel litatis. i guardia notturna sugli fedeli. et fidemonasterio dehendorum (3). pure di svincolarsi.° 4 liberi. et affictus. n. 5. [N^on volendo tas. personali. 1233 14. vel ahusu. senza 2 . i mezzi più scorretti erano giudicati buoni. provocò nel secolo XIII per sottrarsi la al domino le preLa condizione della annualmente stazioni alle quali era obbligato gran maggioranza dei doveva fare e alle porte del castello si^alti feudale. gli Da tempo immemorabile antecessori ed vano esercitato L' enlìtèuta Contessa.*^ Pagatore di x>ensione.. Stor.*^ — 1 VI.° 9. comune di Firenze.*^ — — — Figlio del milite. vel vel ah hominihus. — Uomo della Milite nobile con cavallo. Coltaiuoli. seu colouis. ("Archivio storico italianoj. Figli loro.

1779. i della classe agricola. e esiliò nel 6 settembre i. 1346).. 77 possedeva cluas domos eum supra Cassaro. 200 che impalmò un notaro di Poggibonsi. D. dovuta. XII. tutti Linaresi i (2).. 1316). o piuttosto Meo. "questioni per l'eredità di Vicuzzo detto 17. Bonaiuto. E.ill il com. la di quella nell'avvenire. della terra occupata in quantità maggiore essi ed impone loro Michele a ]Mar- poco sopra l'attuale Poggibonsi a di star quieti la cessazione delle cattive possedute dalla badia. XI. fatti da Oastruccio siLucca il 23 settembre 1325 nella battaglia combattuta alP Altopascio. II. I. Alcampo dotò con L. senza dubbio no- gnore di tato nell'elenco perchè creduto in grado di riscattarsi pagando una taglia. 568 orto. 65.GIROLAMO MANCINI 18 Diversi abitatori di Linari non appartenevano alla classe dei fedeli. L"n lodo privo di data. di Vicuzzo (3) da Linari. — La vedova di Lippo (29. et casolarihus sitas in (2) D. 550. X. D. certamente nella società umana occupavano un gradino assai superiore ai fedeli giureconsulto. Così pure fra i prigionieri. la sorella Melliiia. Lucchese. Il due dalla sentenza dichiarati capi di consorteria. pronunziato dai consoli di Firenze intorno alla fine del vsecolo XII. Le antiche carte raramente menzionano Linari. ed i loro consorti. mune di Infatti Firenze cuni Campana. trovasi un Mico. s. D. E. F. T. ordina agli uomini di Linari la restituzione alla badia di tùri. 1778. Alcampo (1). 284 — Un cugino di Meo sposò una Dopo i)Ochi mesi aggiustò le Maluomo. pì<itea. al- loro consorti. 1314 — Bellincioni di Firenze con dote di L. già esistita piccola distanza dalla chiesa di da s. che ai miseri oppressi dal dava il maggior contingente giogo quasi servile. annulla le promesse (1) Lippo del fu m. 77 (30. (1314) . eastro TAnari 65. XI. Prescrive usanze introdotte nelle terre riconsegna ai mobili acquistati dagli uomini di San Linaresi degl'im- Gemignano nella corte di Casale prossima all'Elsa. (3) T.

Per esempio nel 1348 i fedeli di Castel 8. ^'II1. 369. erano retti da consoli. magistratura per eccellenza comunale. e nel 1353 i Sangemignanesi. Quando allargava dominio sottomettendo i feudatari. Firenze recava a contado i terreni compresi nei feudi e dichiarava liberi da fitti perpetui gli uomini^ vale a dire i fedeli. 7. e concessero agli abitanti dei comuni di Colle. In quel giorno di i Fiorentini vietarono ai ribelli Poggibonsi d'abitare nel vicariato di San Gemi- gnano. secondo apparisce dal documento che gentilmente mi comunicò l'illustre Davidsohn. 24. II. I Linaresi. Xiccolò nel Casentino ribellatisi ai couti Guidi. tutti furono risulta in qua! dalla fedeltà i fu recato a V estimo come liòerati e fatti contadini (2). I. L'avevano già formato nel 29 maggio 1270. III.LIXARI CASTELLO DELLA VALDELSA 19 (laimo degli uomini di Martìiri fatte da quelli di in Liuari Sauoemigiianesi ai (1). purché un sindaco speciale ne sorvegliasse la vendita (3). Comprati dà Firenze e della Cerbaia (1357 e 1361). X. bensì sembra che qualcuna delle divergenze volute stemare traesse origine da questioni si- livellari di fedeli negatisi a prestare servigi. VIII. X. oroanizzatisi (1) Santini. Cronache. 13. 166. Il contado e distretto contado del comune di Firenze ^ agli altri contadini^ e tutti furono fatti cittadini Eomena i castelli di i fedeli della fedeltà Xon e si datoli e suoi cittadini e terrazzani impolani. Vico e Semifonte di vendere vettovaglie ai Poggibonsini. Ctr. già riunitisi in comune nel 1270. Gemignano. pure (3) I. Davidsoiin. 2«. 61. 52. . Linari. dilaniati dalle fazioni. 73. Dal lodo non resulta. (2) Matteo Villani. Cepparello. momento i Linaresi svincolati costituirono in comune. 73. X. si detil tero ai Fiorentini. Probabilmente il comune venne stabilito da modesti proprietari e dai vSan lavoratori della terra salariati a giornata.

li dicevano nel secolo XIII. ossia dai mediocri e dai minori. Xel 1312 venti consiglieri s'adunarono nella casa di m. ai le si Linaresi. uhi ius redditur rendono giustizia. I vescovi. Il 7 aprile 1307 due abitanti di Linari del come comune presero sindaci o deputati delF università in prestito per otto giorni L. 80 (2). Giovanni di m. 77 (2) D. 77. (1). e nominarono due sindaci affinchè (1) D. I maggiori dovevano numero in sere insignificante. Xel marzo del 1307 vennero sistemate certe divergenze cogli uomini di s. 1307). III. vedova. scosso giogo il trasformarono in proprie- minori costituirono Sui primi del secolo casa per i XIV il comune. . seppure es- qualcuno sog- giornava nel castello. (14. e forse era residenza d'un giusdicente. e però de- ad istituire erede l'episcopato di Firenze. favorirono cisasi Paccrescimento della prosperità fra dustria e colla parsimonia quasi servile della fedeltà. priva di successori diretti. Pino Eossi presa a pigione per ordine di ser Dogino notaro e vicario di ser Pàvero officiale del comune.GIROLAMO MANCINI 20 come e disciplinatisi. Coli' in- i censuari. bisognerebbe concludere che risedeva nel castello l'officiale incaricato di giudicare. Appiano in iwesentia Bachi oìim Dietiguardi consulis communis Linari dicti communis. Le deliberazioni comunali allibrate comune andarono perdute: ma fra gii dall'attuario del atti dei notari Linaresi ne ho rinvenuta qualcuna presa dai consigli pubblici o dai loro delegati. Permettono di congetturare che non vi si trovassero le disposizioni testamentarie di Za- bollina. dando a censo i terreni ricevuti in dono. Linari già possedcA'a la adunanze degli uomini deputati ad aver cura degP interessi dei comunisti. ed unitisi tari. Soltanto in curia i giudici trovando menzione della curia e dov'essi l'amministravano.

vale a dire con- tribuenti alle pubbliche tasse. 300 i 21 d'oro prestati fiorini Xelle poche carte posei. l' assentimento adunanza. IV. 1312). sindaci in glieri nome da Gherarduccio Gherardini (3). XI. veniva annunziata dal suono della campana e dalla voce del banditore (4). 1312). eh' era officiale del coli' comune . compresi i due consoli ed il rettore: nella seconda i presenti furono 277. e di 42 Linaresi fra consi- ed aggiunti. proprio. 47 (23. 1330). : (1) D. senza l'intervento d'aggiunti. si calcola agevolmente il numero rilevante d'abitatori esistente a quei tempi nel castello e nelle sue ville non minore d'oltre un migliaio e mezzo. Considerando che al consiglio generale venivano am: messi i soli capi di famiglia allibrati. 77 (5) I. volte è fatta menzione che l' Due adunanza ebbe luogo nella casa del comune. XII. X. se- condo l'uso. Quando occorreva couA^ocare tutti gli uomini del comune la riunione avveniva nella chiesa di s. i il prestito di 2G0 lìorini croro(l). VII. (3. 1330). sempre molto numerosi. deliberazioni fra il 1345 prese dai consiglieri presenti in numero variabile di 16 a 25. IV. 77 (23. 47 (19. (4) D. la parrocchiale del castello nella prima un prestito di 600 fiorini d'oro venne deliberato col voto di 249 intervenuti. . (2) I. tute consultare rinvenni altre il Due mesi dopo (2). e n'erano esclusi i pro- letari o nullatenenti. riscossero 400 1327 ed ì^eì 17 aggiunti rettore. 1333). (3) I.LIXARI CASTELLO DELLA YALDELSA un eoiu'liulessero 1330 consoli. e consentirono la vendita d'un molino comunale alle Drove(5). Maria per ordine dei consoli e del rettore del notaro. 15 consiglieri e deliberarono un prestito di L. Kestano memorie di due convocazioni degli uomini di Linari nella medesima chiesa. 47 (30. 1327 — 7.

1327). 1330 — — 7. 1339). 47 (14. nel Negli atti del 17 gennaio 1328 e del 5 giu- gno 1329 trovasi ricordato un rettore (3). le parole comune.. IV. sopra la quale una misera stanzuccia occupa adesso. (9. \V2 ai. volta il rettore con due consoli. 3G9 . secondo affermano del i vecchi. 1328 (4) I. abbattuta nel 1844 (1). 47 VI.B6. (24. VI. I. j^erchè forse minacciava sopravvive un pezzo di pietra rossastra col- rovina. (2) D. 1307) - — 5. I. del 15 dedel 1330 un rettore. VII. 1343 e 1345 un solo rettore (5). 11. ed altra cembre 1329 un console (4). 3. IX. (5) I. G. del 1333. con 1327 (2). 1333 — Vili. Aj)- leggono ed inte- grano a prima vista. parte del sito dell'antica casa comune.O. Linari. sovente menzionata negli notarili. Altro strumento del 1328 conferma che pure i singoli popoli del contado avevano (1) Biadi. XI. (14.0 APPIAX . un due. . 1338. IX o 19. La ci- fra 1369.||. 13t3 X. II OMUXE || IXAEI P-IOJI . M.C||. inviero di lìiano.GIROLAMO MANCINI Seppure mancassero comune l'esistenza del i in documenti farebbe fede delLinari un frammento d'iscri- zione murato all'esterno della vetusta cisterna pubblica. 77 (3) I. 47 (17. VI. atti Della vecchia fabbrica.s.M.. 1339. 1329). 10. III. con piazzuola innanzi (platea comminiis). XII. 133Sj. si . 1329). S. I un contratti stipulati comune menzionano dal solo console nel 1307. rettore. l' iscrizione : OCOCLXIX . 47 (15. 1345). non così le rimanenti.

Villani. 30 ed una quota multe. In quei tempi potestà di S. II. intervenuti 23 consiglieri con nominato un procuratore affinchè pre- 17 aggiunti. 492 (4) T. 1327). 47 (13. di mancanze sottoposto ad inquisizione. di le seguito al processo fatto inflitte in le i)revaricazioni rendeva giustizia avrebbe pagate di Linari ( 'epparello (G). 1. scrivano lo rettore del co- il convocò era il consiglio nella Maria. G. fu sentasse in Firenze all' si esecutore di giustizia. Nel secolo XIV risedeva in Linari un notaro. : nominarono nn debili uomini di Li- infatti e a quelli dei popoli di Ugualmente comparisce (1). Cro«rtc7*r. giurava in Firenze dinanzi bene e all'esecutore di giustizia d'esercitare la carica legalmente In caso (4). ricevendo come salario L. VI. 1338). (3) M. Xel 1334 mune. ed. I. (5) G. Le leghe del contado vennero stabilite nel 1292 per riunire in Firenze gli uomini delle campagne obbligati (6) iiiente di S. dei consoli. 1339). Vili. durante un semestre disimpegnava le funzioni d'officiale e di scrivano uuinicipale. 369 (1. Donato Poggio. 1362). l'officio. quasi sempre nato fuori del comune. I. La lega Donato già il comune pagò a Gherarduccio Gherardini dimo- (1) 1. rettore del popolo di Petrognano il (2). (24. poiché in quest'anno militari. ovvero un suo mandatario. egli stesso. 174 (27. e prestasse mallevadoria che ser Vanni da Sambuco notaro e oftìciale del che verrebbero gli per comune ai multe imputategli Linaresi il (5).23 LIXARI CASTELLO DELLA VALDELSA in quei tempi mi proprio rettore procuratore nari e i t'oppiano e di altro atto in comuni rettori dei Oepparello insieme di Filippo S. pili faeil- ai servigi . forse limitata alle penali inflitte pei tìssa sulle danni dati Innanzi d'assumere (3). capoluogo d'una delle leghe costituite nel in contado dai Fiorentini sussisteva nel 1327. coli' assenso chiesa di s. 1338). XII. (2) I. 47 (17.

15. rettore il Nel 1459 (4). Appiano poste 164 per L. ne poteva costituirsi in uni- ed avere versità. al quale apparteneva Linari. I. o neir altro di Cepparello poste 30 per L. Appiano.GIROLAMO MANCINI 24 rante Linari in quota del salario dovutogli per la essere stato capitano della lega di tempo trascorso molto i Donato S. Donato. I^on (1). (2). L'anno 1343 nel comune d' allibrati 1448 un gonfaloniere e prendevano il nome da S. (3) 59. 34. T. il territorio della lega era diviso nei terzieri di S. Nello Sta. Piero in Sillano distratto dalla lega di S. s. 1851. E.uto per le compagnie militari. XIII. Lo statuto fiorentino dei primi anni del secolo XV conservò l'antico ordinamento delle leghe del contado formate da comuni. 11. III. 4. Sottraendo la gravezza dei tre comuni in L. 3. Facevano parte popoli o parrocchie. ossia perchè il paganti alli- gravezze. s. Barbe- rino e Vico. 4) Statuta Florentiae {àaW 'cwwxo 1415). la lega di S. capitani delle leghe vennero denominati potestà. 18. Donato comprese nei pivieri di s. Nel terzieri. Spirito. S. XV. 4. 5. . riordinato e tradotto nel 1355. — All'opposto in altro documento del 1343 si trova il i)iviere di s. Donato. 258. Pietro in Bossolo. A. 1. 405.. 22. 1780. allora denominato Fiorentino (3). il rimanente x>iviero 8. sedici Donato e di s. 13. D.. almeno dodici maschi. 225. E. 8 : di Linari furono numerate 51 posto in quello di Vico poste 44 per L. 75. la parrocchia di Barberino e quattro vicine. 18. 3. 19. Appiano. altri Oepparello e di In ciascuno dei popoli della lega dovcA^ano trovarsi brati. (2) consiglieri. le parrocchie dei pivieri di s. i 47 (1327). Donato in Poggio dipendente dal quartiere di s. 254.. Do- rappresentati ciascuno da per L. D. Croco. e s. 1777. Donato riapparisce formata da 30 popoli e 3 comuni compresi nei pivieri di s. di Vico. 8. Piero in Bossolo. 3. da quattro (1) I. Piero in Sillano. era gravato sopra jioste 39 in L. le popolo con minor numero d'allibrati veniva ag- gregato a quello viciniore. Nell'intero piviere di s. XIII. T. ed annesso a diversa lega comi^resa nel quartiere di s. 701. Friburgi. s. pivieri e popoli della lega di S. Pietro Sillano e di in nove popoli ed i comuni di Linari.

nel 1505 da S. Poggio approvato nel 1406. S. 8. in e quattro notari. Donato. Eiceveva L. s. F. Barberino e Linari in (1). 685 salario. Piero in Bossolo e S. Per cui questa potesteria era allora considerata di minore importanza della limitrofa di S. 754. il di e di quaranta consiglieri. (2) Nel 1441 ^Statuti di S. Donato. F. un il salario cavallo. tre per ciascuno dei pi- Donato Appiano. uno per tenerlo presso di sé. n. notai et famiglia (2). e d'ogni altra multa notata sui registri e riscossa dal Il camarlingo della lega.*^ si Piero in Bossolo. quindici (1) A.. e di s. nno statuto Esiste tnttora Donato della lega di S. Appiano. podestà di Poggibonsi aveva pel semestre L. S. e stipendiare cinque fanti. gli altri Donato. legge municipale pei Linaresi. e sicura scorta nel dar conto delP ordinamento che regolava P associazione.nato. riformatori quattro eletti j. Deliberarono nuovo statuto il i piviere di del Piero in Bossolo. di i 2 j>er suo per ogni colpevoli di vendere con pesi e misure non segnate. 625. un donzello. in S. Statuto di Foggihonsi. di fare mali pesi. 400 e doveva condurre seco A. tre fanti. undici s. riformato mentre era potestà Zanobi dei Bardi: bensì la perdita è poco grave. doveva portare seco due cavalli. s. . Andarono malora in gli statuti della lega anteriori a questo del 20 settembre 1406.. oltre a lira delle soldi penali inflitte nel condannare bestemmie. fra questi Matteo Clone da Linari. Donato. casa posseduta dalla lega e fornita di masserizie tenute consegna dal camarlingo. consiglio generale rinnovato componeva d'un gonfaloniere quattordici del piviere di di di s. Il potestà stava sei mesi in officio. Linari e Vico. dei quali cinque Donato in Poggio. poiché allora nella revisione venivano leggermente statuti quelli precedenti degli modificati. nuovo.er lo generale consiglio della lega. ogni semestre un notaro. S'adunarono innanzi al potestà nella vieri di di s. n. Appiano.

Empoli. o in diversa guisa obbligato a prestare servigi personali. Giovanni. III. Montevarclii e S. rubr. ad allontanarsi dal territorio della lega. fluitato con soldi 10 l'adunanza (2). poteva essere comandato come pedone. due il popolo di Petrognano. e colpiti da pena uguale gonfaloniere ed prenderne il la pennonieri assenti i consegna. Vico e Petrognano. posti con soldi scaduto dalP officio non recatosi a restituire lone ed i pennoni. giorni nei quali i i gonfaloniere ed il pennonieri dovevano recarsi presso al- di capi)uccio si recava ad esercitare P of- Per ogni adunanza consiliare compensati i pre7. Ciascuna lega aveva il D. Multato in soldi 40 il gonfaloniere e ciascun pennoniere ficio. Centoia. e consegnarli al Firenze nell'agosto del 1323 per accelerare la formazione militare dei cittadini cliiamati im^irovvisamente alle armi. ovvero rettore di nuovo momento di nessun membro al l'officio comune il gonfa- e popolo. balestriere. incaricati di riscuotere dai e . XII. rul>r. Museo Vi tigurano quelli delle leghe di Cascia. nel (2) Lo Statuto nel lib.GIROLAMO MANCINI 2(3 darebbe li il comune per ciascuno quelli di Liiiari. 3. . 8. consigliere il o df scarpe. Durante del consiglio. fissa la multa di soldi r>. E. NelP assumere i non intervenuto ovvero presentatosi privo l'officio. IX. l»r()])ri<) stennua. lil). gonfaloniere percepiva soldi 20. marraiuolo. ed uno per località scelto fra i rappresentanti di Linari. 219. 31. certamente effigiata anche sui xiennoni. di due rimanenti i i)opoli. i consiglieri con soldi 6 a testa. di soldi 10. Xella prima adunanza il Consiglio eleggeva camarlinghi per un semestre tre huomini de^ migliori uno per piviere. 22. rettori dei popoli (1) Furono i istituiti in danari percetti. retribuiti con L. del Bargello. Dei consiglieri quindici sarebbero pennonieri (1). Cepparello. T. tre Cepparello e di Vico. dere in consegna gonfalone e il In questa occasione 10 e il il potestà a pren- pennoni della lega. Ignoro (juale l'osse F imxjresa della lega di Donato in Poggio. come — — si rileva dai sigilli conservati a Firenze nel S. Villani. I. G..

certamente comminata anche dagli statuti anteriori. 1885). officiale e comune di Linari. eleggerà nel maggio un rettore o sindaco da rimanere in carica per un anno con divieto nel succesgliere in Bossolo. compensato con L. sia comune. Piero Ciascuna università. l'obbligo della denunzia veniva talvolta trascu- rato. cinque giorni.LINA RI CASTELLO DELLA VALDELSA camarlingo generale. dì. emolu- statuto. Il rettore eletto giurerà di diverse fazioni prescritte dai Fiorentini. entro nel comune multa L. 50 debitore il dai Fiorentini. sce- sempre fra gli abitanti del piviere di s. rettore del castello. et giustitia inimicizie lega obbligato a richiesto potestà. menti nella misura non si fissata jìrolunghino. Vili. di non intro- mettersi nelle cause civili o penali. di denunziare. e al udienza. 369 (28. per cui nel 1335 ser Lotto.sedere. di notificare al potestà di Firenze ed accusare l'autore d'un furto commesso in danno vedova di ^ello (1). Potestà e notari temjyi. 27 da e 6. notaro del denunziò ed intimò a Perfettino del fu Fuccio. (1) G. Ciascun piviere della lega avrà due stimatori dei della tutte le università pegni. dallo el essi. percipendo gli quistioni le leggi di danari sarebbero giudicate dal giorno e P ora . dell' il messo notificasse fare a ciascuno. un paeiaro levatore e mozzatore e fare le citazioni. et liore. a hancho della ragione il quale dinanzi ad overo alcuni d'essi adimandassi. Oltre al rettore avevano un massaro. 50 di i se ometterà malefizi commessi o nel popolo rappresentato. Acciò che potestà e notari siano le te- spacciare ogni quistione civile . nuti decidere. tenuto a provvedere che dehhano a'deMti delle un me^so per bandire discordie f et maglia volenze. Il consiglio della <lesignare Le cause numero fanti nel i fino a L. ed insieme ai consiglieri sogni d'imporre dazi necessari per sopperire ai bi- i Pagherà poi locali. Nonostante la pena. terminare. popolo o villa. dare esecuzione alle sivo.

Vie- case. vale a prebende ecclesiastiche. la palla. Donato. Quando moriva un abitante nel territorio della lega era punita con 20 soldi per ogni assenza la famiglia dimorante nel comune o nel j)opolo al quale era appartenuto il defunto. le i cose. simili reati stabilita la (1) Anche ai nostri giorni nome proviene dalFosso o d'altri animali ad i fessa. si vin- marelle giocatori. Nella stessa guisa obbligati padroni i dei terreni confinanti alle strade pubbliche di potare le siepi nelPagosto. cliino. zampe il posteriori degli agnelli Del vocabolo marelle nemmeno nel Divolevano scrivere murelle.GIROLAMO MANCINI 28 e criminaìe infra 30 dì continui. presentemente denominati mani morte. quindi ed alla tu- mulazione. ed il giudice ragazzi giuocano agli aliossi. Proibito di procedere a qualsiasi cattura di colpevoli nel venerdì giorno del mercato a tato di gettare pietre sui tetti delle la pena a chiunque scagliasse S. aliossi. come crede il senatore . gli pene per saettare. comune o popolo. o zionario della Crusca è fatta menzione. permessa la tavola con 30 i)ecline. traesse uscia overo fenestra dall'abitazione di colui che conduceva moglie. Forse murielle. overo altre i overo perdino. Allora erano severa- mente vietate Proibiti le lungaggini giudiziarie! giuochi ove denari. adesso denominata tavola reale. di racconciare nel maggio le strade e i letti dei corsi d' acqua del proprio dire ospizi. unirsi al corteo cadavere nella chiesa. giuoco Isidoro comunemente detto Del Luxao da me piastrelle. e duplicata sassi. interpellato. ed anche per semplici i spettatori di quelli vietati. e simili enti. i (1). ed del tallone delle ugna 2. Sancite gravi tenutari di giuoco. Per penale di L. se non si faceva rappresentare da un uomo obbligato a trovarsi presso la casa del morto innanzi che vi giungessero accompagnare il i preti. Imposto a tutti i proprietari e alle persone. il gli scacchi.

II. e Eipa collina fra le terre del (1). 77 (2. Secondo regole in vigore anche questo statuto le 1400 fu sottoposto all'esame dei Fiorentini. erano comprese cin- Vignano della parrocchia di s. Chiano. lare. XII. eccettuò tutti zati. .91) non possono Alla carta già citata di Passionano del loco ubi (licitur iSoium essere 28. piagge vi Il Sam- comune possedeva diversi le le acque forse terreni seminativi. Solo bra o Zambra. in sèguito Stefano presso Linari. gii altri svanirono. Quelli affittati nel 1335 per l'annuo canone di stala di grano 53 (1) (ettolitri 12. spettavano al comune di Linari. Pieve. rogata in prope Linare. Fontanina. Castel- detto pure in antico Fonte Castellana.I. Sono adesso incorporate al comune di Pog- gibonsi le località da tempi remoti denominate Pancole. Camperie. Oampomaio o Campomaggio. senza escutere testimoni o cercar prove. Sopravvivono i vo- caboli delle ville di Capalle. Martino. Sertofano. e Donato. dette Piagge o Pendici del Bozzone. Giugnano. aggiungo l'atto in D. Giugnano. nel sancire minate contro gii pene com- le estranei arbitratisi d'uccellare nel territorio della lega. una volta sede riunita a s. Cortebuona. 1306). Valcanoro. ossia il cittadini prestan- i tenuti a pagare imposte in Firenze. vetustissimi vocaboli. ed del magistrato degli approvatori. lago nell'insenatura della podere detto Casanuova e di S. Martino perchè in antico formavano uno stagno. i mede- 1128. Citille. al Valacchi. giu- stizia que di Linari ville: Capalle. Giuncheto.INARI CASTELLO DELLA YALDELSA 29 prestasse fede all'asserzione del proprietario o del pigio- nale della casa. Selva. Monteghezzi. Selva. o laghetto. Altri siti conservano i berino la Afilla di S. Montereggi. mentre le coste occidentali di S. e passò al comune di Bar- Martino ai Colle nel secolo XIV appartenuta a Poggibonsi. da lupi! Xel comune o curia quali i Vera [Xhsshw uccellare come parrà di loro piacere. come Bozzone.

II. nel piviere di elesse gli arbitri et eommunis Fiorentini (5). i prestanze. (2). 1329). in Oei)parello. comitatim. 369 (2) I. 1333).GIROLAMO MANCINI 30 simi dai quali nel 1336 percepì d' affitto stala di grano 44 (ettolitri 10. moggia tero Mancano oppure 20 stala 9. indicazioni sopra^ altri immobili posseduti dal comune. che nel 1341 det- gii altri grano di (ettolitri 57^/^)(l). distrihuendas libra s 40 dicto populo contingentes de polo di s. dazi. bilita Zi/Yf. 600(3). VII. la cifra dell'imposta distribuita poi fra contribuenti dai repartitori locali. 1362) numero peditum communis Linari. 47 nel reparto dei 26 danari (2. XI. 492 electus de (9. XII. Betto del fu Glierardino ed Gherardini richiesero da Poppiano j)er la cavallata ed i I. 47 (1327). 1329) Nel 1327 un Linarese. e pei singoli popoli. pagavano in pro- dai Fiorentini qualificati porzione dell'estimo (ad extimum suarum possessionum) l'imposta denominata brazione del sale. I Linaresi. danaro ed servigi x^restati nel Paolo e Credi di Betto Gherardini. partiendas. 1327 — 4. 270. 1327). IX. 8ive Florentie. Michele a Ponzano. le fazioni (4). (4) I. VI. 47 (15. 47 (9. sendo stato riconosciuto infermo non andò in exeroitu domini ducis ì)ri€. come dei terreni che nel medesimo luogo circondavano da ogni parte un secondo molino dei Gherardini diti. le gii Dai magistrati sonali. 369 (1341). i diversi Così nel 1330 po- il s. il il tìglio ( > C'alu- Paolo grano dovuto loro Ugual domanda fecero 47 (17. tal Givello soldi 42. al pari di tutti gli abitanti del contado. I. 1343) — T. Appiano. Appiano Vili. i gare la quota assegnata al comune di Linari dal rettore del piviere di (1) G. poi venduto L. sopportavano l'alli- oneri reali e perdi Firenze era sta- per ciascun comune. 1326. 1336) — G. VI. — — 7. XI. 174 (XII. sortiendas. I. ad dividendas. VII. . 47 (14. — M. — s. da esso anticipati per pa- extimo nov iter facto per officiales Nel 1337. (5) il 47 (17.72). comune Il e nel 1327 ordinò talora ebbe pure dei cre- ritiro d' il un deposito di L. I. per le leghe. 1335) (14. 1330). Linaresi restituirono ad un danari 4. certamente proprietario d'un molino alle Drove. 1332 (3) I.

(6. (29. 36) (7). Villani. ]N^è mancavano 8. 369 (23. nota 13. già i fosse tenuta in ripetuti prestiti menzionati. 1327. Esisteva pure la gabella sul vino. II. dei quali ne sborsò subito 137 V'2 i^)' Xel medio evo vigeva un' usanza. 1337). 77 (7) G. In antico vi sarà stata esercitata una industria speciale. castello dal lato di tramontana tuttora si denominano Arte. 14 all'arte dei calzolai di Firenze (3). dai contendenti. detta pezza a gagliarda Le case d'un podere presso il (4). Ohe l'amministrazione del comune gran disordine permettono d'arguirlo di atto Foedi senz'accennare all'industria esercitata in bottega somme vistose. 369 (1341). 12 da Fedo (5). (2) I. perchè nel 1327 collettore di questo dazio ricevè dal il Linarese L. 369 (28. 2 prò pulitiis comune (mance) (2). XI. ed un lodo del 1341 colla condanna del comune a soddisfare fiorini 300. di terminare le questioni incaricando di definirle (1) uno o più G. 1337). oltre a L. . 1340). che avrà data origine al vocabolo. 369 (8) G. la seconda fra le arti minori con la bandiera a liste bianche e nere. sia IV. Un venne rogato (6). senza dubbio non venutogli a caso. non che l'obbliga- zione di pagare per diversi anni ad uno di San Gemi- gnano moggia di grano 30 e stala 8 (ettolitri 177.LIXARI CASTELLO DELLV YALDELSA ol per ciascun centinaio d'estimo imposti ai proprietari di terre (1). — Compagni. I calzolai del castello pagarono una Aolta L. arbitri scelti (4) G. 13 (5) G. balzelli indiretti. IG. Certo Bosso di Bartolo tenne aperta nel castello una bottega praticandovi artem mersarie Come Tommaso del et spetiarie. VII. 47 (1327). 24. IX. famulo (garzone?) salariò per un anno fu Obese colla paga di L. II. 47 (3) I. poco comune ai nostri giorni. (1315). (6) D. 35.

di ser (5. detti allora casolari o casaUnì. e . ed uno dei sicuri indizi che l' accertano è il numero dei notari quali vi rogavano Panno 1336. 47. 492 (2) I. Linari godè giorni di floridezza. e quasi tutte occupavano ristrettissimo spazio. altri S. IX. ser Iacopo del fu ser Nello Tramontano. In quei tempi anche per ricevute di pochi soldi ricorrevano al no taro ma la dimora contemporanea nel castello d'otto ministri della fede pubblica prova che sopravvissuto nelPA. limitata estensione dell'area del castello. lascia comprendere come trovavano addossate le une alle altre. . restano diversi protocolli fanno conoscere il nome due atti (2). circo- scritta dalle le la- case vi si muraglie di cinta. F. e ser Giovanni del fu ser Lotterin"[o. e s'accordarono di rimettersi all'arbitrato un le parti di Oaleffo Ghe- rardini potestà di Poggibonsi. I comuni di Linari e di Poggibonsi disputavano quale dei due avesse diritto di riscuotere le tasse dovute dagli eredi del fu Volta. e così rimanesse inalterata la cifra nella lira del nuovo estimo dei comitatini ordinato da Firenze. 1341). Quanto ai terreni acquistati dagli eredi di Volta fosse corrisposta la medesima quota soddisfatta dagli antichi possessori (1).. Egli decise che pei beni già da Volta posseduti nel Linarese fossero continuate a pagare le L. d'altri tre notari : popolazione del comune era sufficiente a dar loro la A^oro. Di cinque. o piuttosto a tugurii. Dai prezzi di compra e vendita notati nei contratti s'induce che moltissime abitazioni dovevano rassomigliare a capanne. 9 per le quali erano tassati in Linari. compreso ser Dogino i due anni. Avevano nome ser Gherardo. usuraio poggibonsino domiciliatosi in Linari.GIROLAMO MANCINI 32 che fossero agitate fra cittadini o fra pubbliche le liti amministrazioni. La che yì veniA^ano concluse j)arecchie contrattazioni. Nel castello abitavano pochissime famiglie agiate. La sentenza o lodo proferito aveva pieno valore giuridico. molte (1) AI.

Inoltre sulle stellare. 30.. La Una casa mobiliata fruttò annue L. fiorini 1. 2. 10.UN ARI CASTELLO DELLA YALDELSA 33 più padrone di terre fatte fruttare col proprio sudore. 6. 42. per godere la feudatari sempre pronti a icinanze del Ca- per piantagioni d'olivi o di alla luce macerie o fondamenti di Infine la tradizione è contradetta dal fatto che nel 1343 la badia di Passignano possedeva un podere con (1) M. o. 15. Serio 5. e la più elevata a L. In quattordici le i)igioni contratti ascendont) a soldi 20. Acnnero acquistate per L. aia alla Fonte Castellana XII. Trovai una casa A^enduta per L. due per L. 23. 70. 6. (1). 22. o f omini incavata sul tufo. a soldi 40. ossia dei i castelli a respingere gii assalti. al a alore a erano tanto più care enaie delle case d'abitazione annue. per fiorini 5. In paragone 2. Dubito dell'esistenza d'un borgo in quel luogo. 25. nei lavori i)rofondi vigneti. 36. 10. 492 Akch. ma gran maggioranza era costituita da nullatenenti o proletari impiegati come giornalieri nelle faccende agricole. 20. tradizione locale pretende esistiti in antico nu- merosi casolari sulla pendice ricca d'acqua i)otabile proveniente dall'unica Aena che scaturisce copiosa a Fonte Castellana o Castellare. il terzo di due case per L. contrattate in monete d'oro. e quattro tombe o cantine separate dalle abitazioni per L. tre mezze quattro per L. 35. sette case per L. 5. 8tor. It.". — XXXIX. 50. 30. due case per L. . per sei fabbricati. 60 per otto case. 40 e 50. 1343). (3. 10. Sei. case per L.. 16 e 20. 10. i)oicliè nel medio cA'O i casalini dei deboli Acnipiccola distanza dal castello. 6. e viventi giorno per giorno. 3. Il prezzo delle case la contrattate nel castello manifesta le miserrime condi- zioni delle abitazioni. dove da . 40. 100. 80. otto per L. 25. 3. 90 e 100. 16. non tornano A-ecchie fabbriche. Quattro case con cantina. 8 V. detta A'ano costruiti dentro o presso protezione dei forti. 17.

'>'>') terreni nel Linarese e nelh^ vicinanze. dopo cacciato da Firenze il dnca d'Atene. berti leo'ò alle liglie jìodvrìa sua. senza ninno apjìoggio di persona. Iacopo di Caroccio degli Al- 18. titolo Tis. e a fare Uggì e statuti. nome i Ciurianni. X. Pino. Nel 1395 ridusse la torre a colombaia.:un strumenti del (1). con tutte le mura da p>rimo via. 16. Eossi ed i il Felicita. dirigendogli consolazioni piuttosto rettoriche (3). 152. Trieste. I. XII. chantina nella grotta di a ij chiasso. p. communi quo de Linari ValUs Else. dimoranti a Fi- renze nel popolo di Stefano s. acquistate fino dal 1370 alcune terre sul Linarese. oltre ai Gherardini. crede scritta nel 1362 V Epistola a m. Giovanni Medici. M. Studii sulle ojìere latine dei Boccaccio. furono Alberti gli (2). torve e chasa di dietro. cospicue di Firenze. II. (3) uno M. Eossi. 369 (1333) (2) Col testamento del vel 444 nel- 47 (1338). case del Linarese impiegando pure (4). che solare. l'altro hen fornito di bestiami denomiuato Appiè al Cassero. I Ciurianni. I alla piazzuola di possederono nel Lina- podere vocabolo Solo. costato quindi spesero fiorini 397 in fiorini 450. Fino.'iS da terre ugualmente seminative aratorii confinati Fra e !. del Aalore di fiorini 577. padrone di famio-lie le resultano venduti terreni t. Villani. presso Pontevecchio. 145.34 31a\cim (iinoL . 94. 1870. — (1) G. con una tonha orerò rin^yetto alia detta torre. comprarono j^oi con case ed aia. VI. al pari dei Gherardini. che in Firenze dettero fianco alla chiesa di rese il s. 1374 m. a iij cliase over cha- Ubere. sottratto a quasi completo oblio dalla nota epistola del P)OCcaccio per consolarlo dell'esilio inflittogli. definire l^er quel m. altri terreni e fiorini haheret in e uria et et posscssiones atque domos. expedite. Firenze. vi due poderi. e varie volte vi furono designati arbitri ^Vi)partenne a questa famiglia questioni. Pino nel 1347. (4) Nel 1388 Valorino Ciurianni eoinitro ima posta nel ehastello di Linari. 28. 1879. uno A^ocabolo Al Cassero. idem La te- fìglia Niccolosa tino dal 1365 ora moglie a Niccolò di m. Passerini. — L'Hou- G. goderono nel castello me- ritato credito. Villani. fu dei 14 cittadini dex^iitati con piena balìa a riformare la terra. stator ìiahet.'J. La facciata della cantina rovinò . sansa rituperevole ri- Venne nel 1360 insieme ad altri condannato all'esilio. Gii Aìheril di Firenze.

— Mi sembra di ravvisare descritte la vecchia casa con torre. a Vico e nel Pog'oibonsino. ed affittato pattuendo la corrisposta stala 5 di orano (ettolitri 1. le ritirò il vigne. stala vennero nel 1340 venduti per L. n." 29. II. ambedue situate a tramontana nel lato del castello opposto Alla torre. casi. il meno (3). F. Quanto 4 di grano al valort^ dei cereali. 568 (2) I. grano fu pagato mezza di soldi 3 a staio 2.41). (1) F. Sul valore delle terre nel Linarese notai due sole indicazioni: un terreno A^ocabolo Alla strada pagato annua L. mettere di suo il ricostruirla A. 47 (1327). ma ripulire le fosse. 10. aratoria alla Staggia morta furono valutati L. già sede alla fattoria della mia Suocera. 150(2). . f .. 3. ed uno volle in più L. S. corrispondeva di 50 some. (3) M. Talora furono stabiliti patti speciali.LIXARI CASTELLO DELLA YALDELSA 35 F acquisto d'alcune terre e case a Poppiano. 1348).22) in 10 di terra Staioli (1). seme. 25. verso mezzogiorno. meno due in drone concesse gratuitamente conduttore l'uso della al un Gherardini prudentemente casa: nel secondo serv^ò di verificare se il ri- alla pattuita quantità In due locazioni di terre coltivate a vigna padroni avrebbero divisa l'uva ed rono si letame da spargere sul terreno. nei 1420. posseduta e restaurata dai miei figliuoli. vorevoli ai locatori. Mss. e pagabile a metà. tenere due coi porcellini. prezzo 14 stala d'orzo Xel Linarese orzo l' lira e per 97) medesimo il Così in quell'anno (ett. acquistare un'asina. e la cantina posta di rimpetto. (litri a staio (litri e 24). le terre date a lavorare e d'animali da riproduzione o da fatica si le sòccide riscontrano principalmente basate sulla divisione a metà dell' utile e del danno in sedici contratti stipulati dal 1314 al 1347. 492. il vino. l^eì sempre faprimo il pa- le frutta. (4. e Valorino nel riserva- si Altra volta conduttore s'obbligò a lavorar bene. migliorare i jyovcì Più onerosa sarà cer- indietro il muro e Pareo.o 77.

della fami- m. Pino amico al Boccaccio. e dare la metà dei prodotti. Il loca- tore anticiperebbe L. staia 15 di grano a rimborsare metà D'un paio (1) I. e a spargere sul terreno un bove. e se costasse gior con- metà. il di sovventore pretese metà della lana.54) carne di porco maschio. punto lesivo per l' agricoltore.68) al padrone. sarebbe diviso 47 (18.GIROLAMO MANCINI 36 tameiite riuscita la locazione. a Xatale consegnerebbe quattro capponi. bovi dato in guardia.65) e la agnelli e del formaggio. Di due bovi. somma ne pagherebbe la un loro letame. 47. duttore s'imi)egnò ad acquistare porco. consegna. 3.re quattro capponi. nel 1329 concessero un quadriennio il loro podere di Solo. e per la sua bontà fosse tenuto in pregio vino proveniente dalle uve maturate nelle colline di Linari. Ad mag- altro agricol- tore fu imposto soltanto P onere d'acquistare 50 salme di letame per ingrassare glia di il terreno. 1329). d'un' asina. III. il conduttore s' assoggettò prezzo degli animali che morirebbero. dia. che comprerebbe due porci da ingrassare e riceverebbe la metà della carne. Ma un patto da segnalarsi. degli Per 13 pecore ricevute in guar- (ett. il . date a sòccida per un triennio. un il Un asino. e libbre 140 (eh. e che dimostra quanto anche in quei tempi godesse credito. 2. e di 22 f)ecore. 20 pel porco. pianterebbe ciascun anno 25 arboscelli fruttiferi. Il in lavorerio per conduttore metterebbe il seme. conduttore doveva il comprare due bovi ed un'asina senza venderne il letame. e staia 11 di grano (ett. 96 uoA^a. oltre alla il dei frutti. pagandone la metà colonica ai prezzi correnti (1). è che i Rossi si riservarono tutto il vino proil dotto dalle viti esistenti a Solo. nella quale oltre a mettere il seme. Nelle sòccide d'animali erano quasi sempre divisi per metà il lucro ed il danno: bensì s'incontrano alcune eccezioni. 144 uova. I Rossi.

si colla ruota e la sono sollevati fino delle martiri. nomiììe giogafionis. tiene nelle ginocchia diritto nudo con manuccia destra la sinistra attaccata allo scollo del A^estito. dedicata alla 3Iadonna. assai progredita. Verdiana. che pretendevano il cibo dalla santa. seduta su bene ornato scanno. ed ai lati in una Madonnina col adorazione s. I due serpi.LIXARI CASTELLO DELLA VALDELSA 37 lucro proveniente dal prestarlo per lavorare la terra: d'un solo bove locatore riceverebbe a titolo di gio- il grano (litri 97). e imgnora ad in })((- Linari. stala quattro di Dei bovi consegnati a sòccida tre uno bruniccio. cinque rosso. e ricevono i bocconi da essa presi nella ciotola tenuta colla sinistra. Dorotea ^^ . sedile il Battista e A Francesco. Sull'altare a sinistra di chi entra nella chiesa trovasi un' ancona quasi quadrata. bianco. stecchite le braccia. mali bovini varia in quindici L. XelP altare di fronte sopra piccola tavola è pure delle vesti. suddivisi in mensuram corde usata uora. la del Caterina. terra non molto distante da Linari. alla sua mano destra. Lucia. avevano il pelo gatico. oblata vallombrosana avuta in gran venerazione a Castel Fiorentino. Ben dipinti i Aolti. rigide le pieghe poche le dorature. La graziosa Vergine. o anche innanzi: ma i pochi avanzi della vetusta costruzione non danno elementi sicuri determinare per il tempo dell'edificazione del fabbricato. palma il Bambino materna e sulla spalla manca s. a destra s. 6 e 81: un L. Denominavano Croccola la misura delFolio. 0. quello 56. d'arte senese. opera di pittore fiorentino del quattrocento. terra veniva misurata a staioli. ha da presso s. La chiesa parrocchiale del castello. venne probabilmente edificata sul vertice della collina nel secolo XII. valore degli ani- asini oscilla fra le degli ronzino magagnato La Il dalle casi costò fiorini 15 V2 ^^^ L. Bimbo fra le braccia e s.

al quale in Firenze era dedicata una chiesa cattolica impedisce di fargliene con nome stroppiato detta s.GIROLAMO MAXCIN] 38 ÌISUl IIOJCIUIIH) Il Sulla tela seicentistica. Pulinari. tanto onoratamente menzionato in solenne atto pubblico del 1510. È del tutto spenta negli abitanti del castello la ricordanza dell'antico protettore. già protettore dei Linaresi. come fra poco vedremo. Probabilmente raffigura s. a tergo dell' altare maggiore. e lo straordinario numero di vescovi venerati dalla chiesa un addebito. commemorato dai Latini il 23 luglio. derivata simile dimenticanza? Donde sarà . diversi santi sono dipinti presso la Tergine in gloria. Uno porta le insegne episcopali. ma nemmeno il ret- tore della parrocchia sa dire qual santo rappresenta. Apollinare j^rimo vescovo di Eavenna.

VI. F. Giovanni del fu Duccio ordinò d'effigiare il larghi d'oro (1) spendendo 4 fiorini Xon restano tracce delle due opere. . 1363). 568 (15. Salvatore ed (1). tiorini che vollero adornata la Giovanni del fu Folluccio legò 5 per acquistare una croce. Cri- stoforo ed Onofrio. T.sopra dei ss. e dipingere sul muro Tavola o di testatori ti' artista senese nella chiesa di Mari tavola. le ligure della Vergine. e . 13i8) il — Battista. 174 (13. IV.39 LINARI CASTELLO DELLA VALDELSA Eesta memoria chiesa del castello.

GIROLAMO MANCINI 40 La parrocchia possiede un calice medievale in rame dorato con smalti. È poi un vero gioiello la Pace. appartenuto in addietro ad altra prioria. bassorilievo in bronzo .

V. cera. Marie d'ultima volontà diversi testatori ordinarono obla- zioni di danari. Marie Ca- (Societas del Castello era diversa dall'altra dei Disciplinati (Societas discijdine ecclesie atti poveri di passaggio. e terreni mentre i ad ambedue al ricovero dei pellegrini. VII. . VII. princixnato nell'I Jiubria l'anno 1260. sia che fossero i s. non le società. 1339) — T. manifestatosi segnata- ci) D. di danari per acquistare mobili o masserizie zio. presto diffusero nella media e nell'alta Italia. tali. per ricoA^erarvi veri o pellegrini.41 LINARI CASTELLO DELLA VALDELSA Prima dell' anuo 1813 nella chiesa di s. 1363). 16. 77 (2) G. IV. all' si (2). una padrona d'un ospizio sedevano due fraternite Aftiesco d'artista senese. Certamente la s. ed i^^noro quando In Linari la fraternità sarà cessasse. medesimi Castelli\ i^erchè nei ai Disciplinati. di coperte. 369 Lo compagnie si (13. Maria ri(1). 1313). legati di letti. All' entusiasmo religioso Ospi- flagel- nella seconda metà del secolo XIII. sorta circa al 1270. (9. Società di stelli) spacciassaro si Maria s. di lenzuoli. lavano e pregavano ovvero da servire sono sempre destinati che cantavano laudi. — di (Uscix)linati. 174 (1362 — 13.

Trovasi già stabilito in Linari e possedere immobili nel comune l'anno 1308. prestato dal nuovo spedalingo indica simili ospizi. e cinque di loro ne nomi- spedalingo nella chiesa di s. 1853. o parroco. Gallo parlano Passekixi. A Oortebuona. IX. et pauperes liospitare La formula (4). (2) D.GIROLAMO MANCINI 42 mente i gP Italiani della classe sociale più umile. Patroni del Gherardini. il s. e frequentatissimi quando sorgCA^ano in vicinanza delle strade che portavano a Roma. 1757. l'eletto inginocchiatosi innanzi al priore.) (3). MaGallum iiixta Florentia ordinis s. fra parteciparono anche i Linaresi istituendo la fra miììorì. fraternità dei Disciplinati. Xiccolò possedeva almeno (1) RiCHA. del giuramento gli scopi avuti da numerosi nel medio evo. 659. Stefano. presso al castello di Linari. ricevè nel 1337 stala 58 (ettolitri 14. 77 (3) G. (22. p. padrone di terreni nel comune e dipendente dallo spedale s. a breve distanza dalla via provinciale fra Poggibonsi e Oertaldo. do- mandò la conferma nell'officio. (1340). sulle falde meridionali delle colline linaresi. XII. (4) G. in Xiccolò. ed degli staUlimenti di heneficenza. il Sfoi-ia . rie ad . 1337) — M. in area Berti. Lo spedale di s. e triennio rincarò alquanto la corrisposta elevandola a stala 59 V2 (ettolitri 14 V. Au gu stini (1). Galli (2). e promise dictum hospitale bene guhernare et eleemosinas facere pauperihns Cliristi. L'atto di vendita d'un terreno al Valcanoro fu stipulato in curia de Linari. un pellegrini troA^avano ricetto i terzo ospizio. Firenze. que est terra osjntalis Lo grano nuo s. detto Casa di luogo pio erano narono lo i s. Firenze. 1342) — Dello spedale di Chiese Fiorentina. il 5 luglio 1338. 369 (5 e 6. spedalingo. 492 VII. 492 (4. Xel castello esisteva un secondo ospizio. V. 1308). in loco dicto Sertofani. 167.V.13) dovuti come canone andopo un di terreni dallo spedale dati in affitto. Tre giorni dopo. M. o rettore dell'ospizio. 369 (12. 1338). VI.

Certamente v'era stata trasferita nel febbraio del 1327 (3). parrocchia non ancora s. (3) D. (4) Il (1) I. 1338). e costruirvi A Stefani alla pre- m. fuori della cinta murata di Linari. 492 (1342)- . era di (4). Donato a Giugnano. 84 (9. IV. e 1338) — M. 1333. X. s. 1308) parroco di anclie negli atti s. e di Gheri ser Stefano di Linari. lìrior cunonice s. 1329 (5 e 9. Stefano è denominato VII. e circondata da estesi terreni spettanti prebenda parrocchiale. 47 (21. Stefano divenuta in tempo assai remoto sede della prioria traslatata da Chiani. (5) G. 1327). In una colletta pontificia imposta nel giugno del 1299 la prioria di 47 (5. s. Stefani — 25.43 LINARI CASTELLO DELLA YALDELSA una casa dentro il castello. 369 I. Per dipingere nella chiesa una cappella due fratelli differenza della prebenda di stello piuttosto povera. 47 (II. Maria del Ca- ed è ben provvista l'altra Stefano. dove tuttora la vecchia chiesa tanto più piccola di esiste quella sostituita. sull'estremo lembo del territorio i^arrocchiale. Nel 1334 era spedalingo ser Martino del fu A Bonamente (2). qual tempo avvenne atto notarile del 1308 permette che in quell'anno la nuova chiesa già sor- di ritenere gesse nel sito adesso occupato. 20 s. rimanendo uno mento actum Linari s. XI. Pietro del fu Ciante ca- s. di m. (2) L. Berto Gherardini vissuto lunghissimi anni nonicuH (priore) ecclesie riunita a canonica in vStru- legarono L. 1338).01) (1). II. D'una parte di questi terreni fu nel 13^^8 fissato l'annuo canone di grano da consegnare nella residenza dell'ospizio in moggia 6 e stala 12 (ettolitri 38. Stefani s. s. i quali convalidano che anticamente fosse a Chiani la resi- alla la tradizione denza della il prioria. S'ignora in ma un trasferimento. 77 (30. senza di pievano di rettore di Appiano. VII. mezzogiorno. (5). sorgeva e sorge la chiesa di s. Stefano si trova tas- 1334). — I. e dava in affitto diversi beni situati nel comnne.

la prioria s' estendeva ampio e fertile. 77 (. esercitava soldi 10 (1). (2) I. s. (3) F. Maria litigava col vescovo Lotterio (4). Nel 1348 venne sistemata una lite ver- in territorio vano le tente fra rettore di il uomini degli e delle Stefano e tutta V università s. Stefano pubblicavano i monitorii e le scomuniche lanciate dal loro vescovo di Firenze. corepiscopo goduta dal i)ievano Essendo vacata parrocchiani presentarono vano di s. il la prioria di Vico. institutio rectoris pertinere dignoscìtur. nato in sole L. 47 (1338). (3. così più cospicue riuscidecime. persone del comune Linarese secondo lodo proferito da m. Maria e di s. sorsero que- (1) Lami. ad quem de anticha consuetudine. XII. proveniente da due atti dei notari Lina- resi. 568 (4) D. che condannarono i comunisti a pagare 500 zione e disinteresse di fiorini 200. i proprio candidato al pie- Appiano. il fiorini d'oro. Con Stefano rara discresi contentò agli altri 300 (3). Giovanni dei il Eossi e da ser Giovanni Marignolli. vel jyrimitie de possessioni- il hits et terris 2.GIROLAMO MANCINI 44 sata in L. in sue canonice de grano et hladis sive in decimatione diete (2). (5). offesi nei loro diritti. 1306). 14. Do- KStefano diritto decime. VI.5) Biadi. (15. In . soldi 10. Pino del fu m. Il priore di s. vel de iure. due rettori di s. Agli studiosi della storia ecclesiastica può interessare la conferma. . priore di renunziando s. Berto Gherardini. 1348). ma non gli obbedivano ciecamente. commune Linari. Ap- provata la scelta da m. e quella poi annessale di 9. e nel 1306 ser Lapo cappellano di s.quei tempi i semplici curati. coraggiosamente chiamavano I in giudizio superiore ecclesiastico e tutelavano il le proprie ragioni conculcate. 536. circa l'autorità di di Appiano s.

40 alla metà dote di 300 molto donativo am- fiorini d'oro. 25 con ad una volta la dote consistè in una seconda in staioli (> . economo (1).45 LINAKI CASTELLO DELLA YALDELSA stioiii fra popolani. In quattro casi montò 110 e V. Berto pievano nominò un loro al si possesso della prioria. della dote rispettivamente ricevuta. e di L. 1329). 67. di Tre volte di L. 29 sposa dotata con L. poiché cessano i protocolli che riescono pre- ziose miniere ai ricercatori di memorie storiche e delle antiche costumanze dei popoli. non potendole dare pei tempi successivi. 2. Kinvenni dono il di L. nei quali la come per una sposa al marito di Linari di la le L. 47 (18. 508. di fiorini 12. et spirituaUhus. 50. (2) grano (6. doti di L. di L. non lo era per migliorare il dono del futuro coniuge condizioni pecuniarie della moglie nel le Lo strumento nota- caso che sopravvivesse al marito. Era proporzionata alla possibilità della famiglia la dote delle spose. Marie de Linari in temiìoraìihns. Una (ett. stala 10 di le Poggibonsi che nel 1338 portò cospicua per quei tempi. 369 550. IX. 50 stabilito in quattordici con- dote oscillò fra tratti.44). G. e dai Linaresi fissato in cifra assai modesta. 1338). e di fiorini d'oro 11. L. (1) I. donec eidem do- gnavit presMtero Ohio nistrationcm fllio LoU de Linari mino plehano placuerit (2). di L. Ed ora sooginngerò altre notizie desunte dagli atti notarili del secolo XIV. 115. di 150. ed essi i da impedire riscaldarono talmente medesimo candidato di prendere M. Del pari nel 1338 lo stesso pievano asi- animarnm et curam et amihonorum ecclesie s. rile stipulato al momento della celebrazione del matri- monio determinava T ammontare della dote e del donativo sostituito nella Toscana al morgincap delle genti germaniche. il presunto valore d'un campo ceduto allo sposo.

convenendone e volendolo la figlia. significò la volontà di maritarsi a Bartalino. (1. 36. si Giovanna . 77 (2) G. introdusse l'anello mano nel dito della giovane. 369 (1335). Quindi per gua- notaro ordinò il mundio al novello coniuge di conser- vare sulla moglie l'autorità maritale mento l' il anello la sposa disse al fidanzato uomo mio ticolarità (2). era prestato innanzi al notaro. simbolo dell'avvenuto matrimonio. punto adatto. Xon sono i)rive d'interesse negli atti destinati a far fede giurato unire d' le loro come contraenti avevano i esistenze finché sarebbero vissuti. donde deriva F innodo matrimoniale. (1) D. presane la mano destra la pose fra quelle del giovane. . In altro stru- medesimo notaro aggiunge che nel ricevere e marito legittimo — : (3). Fina e lo sposo prestarono il ritale (1). così trasfe- rendo la con femmina tutti rentigià diritti i sotto il e la potestà coniugale. 1334). e strettale la proprie mise la fidanzata sotto il destra fra le mundio o potestà ma- Xel 1334 Andrea permise alla figlia di congiungersi in matrimonio. il quale convenne di sposare Cecca. e questi dette l'anello alla ragazza. una 1315. I. — Io A^oglio te j)er Più minute par- contiene un atto del 1336. dichiarata la cifra della dote e del donatiA^o. Cecca orfana di padre. consenso. poi gli altri patti stabiliti. ricevutone il permesso dal mundualdo. Quanto al dissolubilità del consenso degli sposi. Allora Andrea. 369 (3) G. Il tabellione. dato e ricevuto Panello.GIROLAMO MANCINI 46 di terreno valutati L. in luogo IS^eì particolarità registrate le delle grotte o cantine. fu rogato l'atto nuziale. dette tombe a Linari. derivanti dalle leggi. 1315). soggiungeva che gli sposi avevano prestato l'assenso reciproco. (1. (a viva voce). I contraenti coniugano per verha de presenti XI. ed in questi due casi non è parlato di donativo.

et de cunctis frea. — La membrana di Passionano dell'I. come guarentigia (1) e in i che cosi vollero e fecero. et sic adxireliendit una filia et mundualda sua. Signum §^ Signimi §§($> manu de iam dicto Petrus qui une scrix)tus fìeri roga vit. et Paghani iìlio bonememorie lohannis. — Simili espressioni in G. In eorum presentia stante Petrus. Raim- bertus ibi fuerunt. prese la le di Biagio. manibus de sux>rascrix>tis Rainerius. feliciter. et vineis. anulo suo subbarra vit eam. mano destra e postala fra le mise P orfana sotto testà di lui investendolo di tutti sposi. dice a — Voglio te per legittimo sposo ed uomo mio — Ed esso: — Io voglio te per mia legittima sposa e moglie — Quindi mundualdo di Giovanna. et ecclesi. G. omnibus res tam mobilem quam imobilem. Ego Rodolfo notarius ibi fui. 1071 nelle XII. formnle e nella i)restazione del consenso è simile di e la po- agjli atti posteriori più che tre secoli. Et tunc ipse Raimbertus eam recex)it. qui et Paghano vocatur. 369 (12. et Paghanus. vel in antea pertenere debet i)er quolil)et argumentis. et sortis. et terris. fìlio bonememorie item Petri. Breve securitatis prò futuris temporibus ad memoriam abendas vel retinendas. 1337). et Kaditio fecit lendis iulii. que ad et de ipsa Berta erant per- tenentes. et datio. et prò ix^sa investitura. VII. In Xpi nomine. et de iure iam dicto Raimberto de nmndium. et cum. 369 M. et sic dedit et tradit eam leitime ad uxorem Raimberto fìlio Petri. et Raimberto fìlio bonememorie Corbizi. et tunc ipse Petrus eam recepit. : et prò ix)sa crosna valentes solidos viginti. LINARI CASTELLO DELLA VALDELSA 4/ ricevuto Panello nel dito anulare della destra. né correggo gli errori grammaticali del notaro. et ancille. et servis. qui et Rustico vocatus. per manum dextera. et tra- eidem launechildum ad iam dictus Petrus crosna de vulx>e una. 1341) Agli notaro prescrisse il I. et mie In(\f sciiixi. de loco Casavecla et tunc ijìse Raimberto eam recej)it. et Widi fìlio bonememorie Faroltì. et reliquorum. de loco Ormena. omnem legem et actionem. indictione nona. . lontà di mani lei. feci. nomine Berta. 1336) (5.. et in presentia de iam dictis testibus. per voBiagio: il . Factum est. 492 di mantenere il mundio diritti maritali. et prò ipsa datio et traditio. anni ab incarnatione domini nostri lesu Xsti septuagesimo x^rimo x>ost mille. qualiter factum est in loco ubi dicitur Campauli prope ecclesia et plebe s. (X. et de ipsa crosna sic investi vit X)roi)rietario grij). et prò mundium de predicta Berta fecit eidem merito ad verso Petrus crosna una valentes solidos viginti. et Widi fìlio loculi. La trascriAo credendola inedita. le promesse (1). Stepliani. et ane- curtis. in ptesentia Rainerii fìlio bonememorie Petri. et domnicatis.

Il contraente. 1313). l'usura. fessore L. Giovannuzzo riceve per un anno in causa mutui liòras III VI ad luorum III denariorum per singulos mensefi ex unaquaqne Come garanzia consegna una vigna. i quali pagavano gravose corrisposte annuali ai comuni ovvero ai principi che loro ne concedevano il monopolio. bensì dopo due anni fu stipulato un nuovo contratto e sconcluso ^N^emmeno Linari si il maritaggio (1). Ser Goro consegnerebbe (1) I. X. Con tale scopo nel 1313 un stiani (2) nei luoghi testatore lasciò certi danari fu Ildebrandino. esercitata dai Cri- dove non l'avevano presa in appalto gli Ebrei. Orco. p. Firenze. l'altro penale di la gii sponsali. Antonio vescovo 47 (13. (3). di pagare Xon al- apparisce sborsata la multa. 312-319. Diversi Linaresi nel fare testamento disposero legati come compenso delle usure e della roba male aMata. Maria del Castello suo con- s. 1897. che mancherebbe alP impegno assunto d'effettuare il matrimonio. 77 (12. (3) D. fiorini 200 d'oro. (2) i danari a m. 1170. 380. e se non avrà saldato il pre- et solidos libra. . come caparra per promise. V. IX. fa conoscere le duris- sime condizioni subite da un infelice che dovè ricorrere per danaro ad un imprestatore. sendo dal mal pagò cappellano di al di morte travagliato. dote. nio da celebrare dopo un matrimo- Un amico co- delle due famiglie determinerebbe la cifra della da lui stabilita in L. stito alla scadenza l'im prestatore iransaoto termino hdbeat ius vendendi in possessionem ingrediendi sua auetoritote. tendessero i)ei Non conosco quali frutti et i)re- danari prestati gli usurai Linaresi del secolo XIV. 1000 j^ro usuris et male aòlatis certis et incertis. conservò immune da una delle cancrenose piaghe medievali. !Nel 1314 il figlio del nome bene appropriato ad uno strozzino. 1334).GIROLAMO MANCINI 48 Xel 1334 fu mune dentro fissato il castello un quadriennio. Una carta di Passignano dell' 1. Sugli Ebrei appaltatori dell'usura pubblicai molte notizie nella mia Cortona nel medio evo.

acumque il iìlieita. Il Tancredi in quod ipse animam care di il carpito per usurariam pra- vel eius herede. V. Arch.Stor. buon Eigaccio concesso perdono si il cum scri- pepercit dicfo non teneanfur ad caso che volesse revo- sottomise a pagare L. ordinò nel testamento di restituire dal danaro carpito coli' usura. e dato vel inlicitum. II. La coscienza da qualche tempo angustiaA a Tancredi. 25 (5). Uguale condono Tancredi ricevè pochi dopo da altro Linarese fino ad allora scorticato penale giorni senza y)ietA ((>). Orco ed il Cecco non sarebbero tenuti tìglio a nuoA'e restituzioni per nsiire reclamate E osso Xel 1334 49 del fu Volta ( 1 ). 1339). Quelli strozzini ridotti in tìne di A ita vole

ano rimediare alle ruberie (li mal per far buon lavoro. 5.. 369. vel sine scriptura. F: 568 (6. A^I. Doi)o un quinquennio Volta del fu Tancredi ordinò nel testamento di restituire omuia habifa et accepfa per cnm per u. toilette Tancredi del fu Volta infermato. — XXXIX. VII." 1348). 77 (2) G. (3) G.surariam pravitatem rei alio illicito modo (3). (L5. 568 (5. F. compensò un conter- quanto gli aveva estorto colle usure (2).LINARI CASTELLO DELLA YALDELSA <li Firenze. 369 (4) (5) (6) F. . vin- colando l'intera eredità all'obbligo della restituzione (4). 568 (21. quando imperversa\ a la terribile pestilenza magistralmente descritta Boccaccio. Alcuni mesi innanzi aA e^a ottenuto che certo Eigaccio condonasse quanto gli aA^CA^a modum rifatem. 1314). (9. Il timore di cadere Aittima del morbo (1) D. Sorif. 1347). rei per cinemcnmque ptura.s ad corpus. aut alia qu. It. La mala i)ianta dell'usura prosperava nella famiglia doAC raneo di rinnoA^avano il nome Volta. 1'.'^ 13. . IA^ 1347). aut indehita causa nsqiie ad integram satisfactionem.

mantenimento.. quanto il rivale e collega Tancredi. misero di sollevare alquanto sivi. e gin e Firenze et pro- Giovanni Batista difensore del ma- et del glorioso misser sani Pulinari.. lìuomini. et comune del prefato Castel di Linari. (1) F. lande Madre sempre et de^ beatissimi appostoli misser san Paulo.GIROLAMO MANCINI 50 spingeva domandar perdono. statuto di Liìiari. contado di Firense. proptectore gnifico et excelso populo fiorentino." 32(). protectore e defensor e del comune. Durante secolo XY. (2) A. Manota degl'infelici da lui strozzati con ria nel Castello la interessi usurari. per cui fu creduto in rimediare al male deliberando uno statuto et ( mi per- quali vicende abbastanza prospere di Linari nel polazione di Linari era diminuita. et più elie et del glorioso singularissimo advocato. ed usurai a gli ispirava verso gV inesorabili carnefici. po- la comune gran disordine. advocato. . fittissimo velo che av- XIV. unione et riposo delli lìuomini. spaventato dalla straordinaria morìa. Amen. proplieta misser san di (2). et riverentia delFopijìhicie et potente Iddio et della sua salutifera Maria.. procedevano e molto più sui primi del le XVI. 568 (13. cose del Ad lionore. et oìun- Tir- messer san Piero patria rclia. F. ii. possa essere e sia ancUora ad honore. Matteo del fu Mazzino. i le il i 1 ). affinchè V inviasse al di promettendo illeciti La la restituzione di tutti volgeva secolo il vescovo guadagni sicura scorta degli atti notarili. VI. et persone di Linari di Yaldesa. a^ quali Iddio per sua infi- nita misericordia conciedi gratia a ciasclieduno fruire la beatitudine di sua infinita gloria. pace. Xel medesimo anno della gran jjestilenza un secondo usuraio. 1348). S. alle vittime sensi di pietà consegnò a ser Eanieri del fu Tanuzzo prete di s. plieta. e persone. m'è del tutto mancata pei tempi succes- quindi poche altre cose posso aggiungere.

vocabolo che nel caso presente le camarlingo. e dua terzi di loro e più. Xe verranno tolte due polizze per ciascun semestre. gli altri consiglieri. avevano vantaggiate soltanto le faccende proprie. Xella terza porranno a entiquattro polizze con unico nome. d'emolumento. le Quale riparo a borse per estrarne sennio rinnovare i nomi malanni stabilirono simili degli officiali. viva voce. e v' introdurranno dodici polizze. del comune di Linari. per un semestre. et del li altri luoghi sottoposti et connessi alia potesteria. semestralmente nominati a voce gii essendone officiali. Da . donde ne risultava al comune molti inconvenienti et privi spese extraordinarie per non havere chi quello custodissi et guhernassi. avrà dodici polizze col ficare del comune. non intimiditi da pene legalmente sancite. di Giovanni Pietro d' Ap- alias Cenlone. Martino Francesco l)iano. L'ordinarono na volti potestà i Linaresi Bernardo di Fidenza Ciangelli. La pre- senza del gonfaloniere indispensabile nel prendere deliberazioni. secondo venne fatto resultare da strumento notarile. ed ogni ses- lo squittinio. e (riovanni di Santi alias Cartaio. (tIì statutari premettono che dal 1470 in qua mai fu tenuto ordine di governo nel comune. nel 22 decembre 1509 designati a comporlo jìer tutti gVhuomini et persone. dovrebbe signiche componevano il comune.LINA RI CASTELLO DELLA VALDELSA 51 Lo statuto venne formato a tempo di Marco Bo(li San Donato in Poggio. e gli estratti saranno sindaci ragionieri del officiali (ili la carica La prime delle tre (|uarta borsa dei sindichi borse conserveranno de^ malefici nome d'un diverse ville de'populi allibrato nei singoli populi. La prima borsa sarà del Consiglio. Dalla seconda con venti polizze ed unico verrà estratto il nome camarlingo generale. ciascuna con cinque nomi : il più degno di loro sarà gonfaloniere. stati Costoro.

cia- nel deporlo riceveranno per salario di mesi scun consigliere di libbre Multate con soldi 20 2. et di potere fare stanziamenti et straordinarie come a llhoro parrà piacerà a utile di decto comune. e i^arte delle . dell'assumere l'of- ficio i consiglieri presteranno giuramento al cancelliere faloniere un : sei. godrà intìitte. Linaresi proceduto a la seconda dal potestà o dal suo notaro. i pegni ed i comune gravamenti L.GIROLAMO MANCINI 52 questa borsa sarà cavata una polizza. Ciascun sindaco un anno. et e comanda mento cavino comune tanti et quanti al detto et di di quivi si da' nostri magnifici potenti signori Fiorentini. et balìa. tutti. et nessuno possa detta sua recusare sotto pena di L. di porre gravezze. 25 di salario. in presenza d'al- ^N^egli meno due terzi dei capi di famiglia. 2 al cancelliere che scriverà. la quale se chiami borsa de'marraiuoli.vj^/ceio/f/^i sarà ricorso quando dalle precedenti borse sortiranno nomi di defunti o di riceverà 40 soldi e resterà in carica per allibrati divenuti incapaci di risedere. quanto hanno tutti gli imposta. fussi di bisogno. Nella sesta . o dua terzi di loro con- cordanti. et poteri. una custodita dal gonfaloniere.s^' metta L huomini (ossia il nome di 50 uomini). le assenze dalle adunanze. I cinque del Consiglio. I riformatori v' im- borseranno quante polizze loro piacerà. data et spese et huomini et ordinarie et persone d'esso comune. Custodirà fatti nel multe comune. le danari delle i spese ordinate dal consiglio registrando esattamente l'entrata e l'uscita del in apposito libro. habbino piena auctorità. II camarlingo riscoterà condannagioni. sarà da quattro nuova imborsazione pagando L. 5 se non dessi scanbio. e pagherà le imposte. il gon- piattello di stagno pesante libbre 3. Le borse staranno chiuse in cassetta a due chiavi. accioc- comune marraiuoli ché bisognando al a sorte et fortuna. Alla ({uinta borsa degli . tratta ultimi giorni del sessennio.

chi — i in odo — de- Del- Della pena a chi Della fesfivUà di Della pena di chi lavassi o camar- Maria. Nella borsa de'marraiuoli. ed i cincpie del consiglio.si bestie le il mòra classe Fui in ari. recatisi il 14 novembre 1510 presso il potestà di S. Attesa la qualità del sostituirono ai piattelli pei comune membri si- piccolo e povero. Il nuovo statuto riuscì poco soddisfacente.LIXARI CASTELLO DELLA VALDELSA Dieliiararouo festivo {((h'ocafo. liaccola accesa d'once 3 Divisero lo statuto in nove vwhYÌQÌi^: Bel re. Quanto fu giusta questa emenda. comune. — Che 1 messo hahhia hahifar a Linari. vollero imborsati tutti maschi dai 18 sorte i nomi dei Linaresi 55 anni affinchè ne fossero estratti a polizzini in ogni richiesta di marraiuoli. spesa ingorda.s. prescri- A'endo che l^olizza ai i uno solo per famiglia prestasse servizio.sfem lasse Iddio. le fonti. — be. deliberarono la soppressione dei piattelli. — Auctorità pagata dal comune. e con danno gravissimo de^ poveri. del corhsiglio. . Multato in vf (ìifensore del 10 soldi ehiunqne nel 2^ luglio lavorerà eon o senza. prof ecfore O^ giorno saero a il Fidi uà ri . immo più presto superflua. non dovendo l'uomo estratto servire nuovamente nei casi di ripe- marraiuoli. e ciascuno s. del consiglio soldi 14. e solo resultare in utitute» requisizioni di lità di mili qualche scioperato che attende a fare arte di officii. pena de negassi. s. uscita sarebbe La pure stracciata. ossia degli uomini talora richiesti da Firenze per adoperarne le braccia fuori del respet- tivo comune. — — Della adimandassi cosa che non fussi pagato echi ^ — DelVauctorità del sindaco de'maleflcii. lingo si recheranno una offrirà notaro ed il alla chiesa di far lo squiftiìiio. 19 gennaio 1510 Il tuti i re^àsori fiorentini degli sta- modificarono due delle disposizioni prese. Vimctorifà del camarlingo generale. altrettanto ingiusto il privilegio accordato ai cittadini fiorentini di non incorrere nelle i^ene sancite contro gP imbrattatori delle fonti. Donato. I cinque del consiglio.

Queste modificazioni non quietarono 19 decembre 1510 a Linari tori. e cìie sempre più presto ad die d'essa loro comunità. governata da altri. e però facili ad approvare gra\ ose sjjese con danno dei poAcri come pel passato. Nonostante l'apparente concordia. A. nuovo 025. la quale per i'oluto essere sua utilità il passato ha più presto governato altri. Considerata la fatica e perdimento di tempo che nel tempo del loro nficio Hoportano gliare sul i sindaci dei maletìzi buon custodimento F indennità in L. quindi il gonfalo- niere invitò gli adunati a dichiarare se credevano le correzioni proposte in pregiudicio puhlico o privato d'epsa loro comunità. e lega con a oti nel secolo XVI degi' interAcnuti prova all'cAidenza la (1) A i igore (pielli alle adunanze diminuzione de- abitanti nel comune. messo V obbligo di dimo- rare nel castello. non da quelli che con soldi poco o nulla possedevano. Dopo molti ragionamenti e 2)areri. Messa in discussione la seconda proposta che riazioni rimasero le spese straordinarie fossero Aotate dai soli consiglieri di decima. gii armeggioni trionfarono. ^. e dopo un quinquennio fecero sopprimere come dannosi «Iella gli statuti del 1510. ìjuìukIo ritonnnrouo lo statuto. cioè capi di casa. Staluii. seu consiliariorum guhernato- et rnm communis furono solennemente convocati mini. .GIROLAMO MANCINI 5-1: e ciascuno provvedesse lo stagno a proprio piacere (1). oli. n. Il et residentie in gii domo communis. 7 contrari. 4. V. le ysl- approvate con 37 Aoti faAorevoli. L'esiguo numero gli rimisero in gì' interessi di Poggibonsi noi 1505. dove a trattare sox)i)ro6SÌ a 47 favorevoli. avevano juattolli donati ai consitiliori. Tolsero al per ve- ne fissarono delle strade. 1 solo contrario. tassati A'enne accettata con 37 fsLve faAorcA G contrarie. Tenne correzioni allo statuto erano le opposi- liahitationis iniusta- mente hiasimate da qualche persona d'essa loro comunità. e più. come esposto o vero tutti lio- uno per casa..

r€frg5#S^S^ do] easalo presso l'an- . di ]»iiro Monmuto. figli. Cap- Frediano. Nel 1853 quella branca (apponi si trovò ad un tratto finanziariamente rovi- ma poi si riebbe. loro. la (tTRolaaio ^Faxcini. (1) CejJpiirello tico f-astoUo.lNAin OO VA1J)ELSA HKLI. In qual modo nel secolo XVIII buona parte dell'antico territorio comunale di Linari si trasformasse in latifondo.'ASTKJ.A erano ^ià concorsi a deliberare persino 277 LinaDal secolo XVI ad ora la popolazione crebbe tutti resi. nel maggio 1774 soppresso dal granduca 2:^ Pietro Leopoldo. il (luale Panno decorso 11)00 contava solamente (iS abitanti fra maschi e femmine Pei tempi successivi al 1515 mi mancano particolari notizie del nell'antico «territorio del ! comune. parti Capponi spetta ai miei marchesa Amalia è adesso divisa. sul di l' <*appellina dedicata a dalla priorìa di La Stefano. s'assottigliò nel castello. insieme a quelli di Vico e di Gepparello (1). comune Linarese. Rki'ktti. poco distante s. ho cre- duto inutile d'investigarlo. S. eredi della Lorenzo Caj)poni.LO I.(. aggregati al tutti tre comune divenuto sede della potesteria tolta da di Barberino. e divenisse una fattoria posseduta dai marchesi poni di Firenze del ramo detto di s. l'ottima ed impareggiabile donna che infiorò l'esistenza mia fino al (> marzo 1000. i^ochissimo frastagliato da altri proprietari. I. Donato in Poggio (2). Flrt'ììce. giorno nefasto per me e per la mia famiglia. 254. 2r>S. (2) dotto Rkpktti. fattoria recuperata dai L"na delle due madre Carlo Borromeo. IL 33. secondo ricorda iscrizione incisa marmo posta dalla mia Suocera sopra la porta della nata. vocabolo III. s.

e quegli statuti che nel ll^s() furono assoggettati ad eguale e contemporanea riforma x>cr opera del famoso duumvirato costituito da Ugolino. limitando Del il sec.NEL GOVERNO DEL COMUNE PISANO GLI ANZIANI Per una più coiiipiuta trattazione avrei desiderato esaminare lo svolgimento della magistratura degli Anziani lìn dalla sua origine. ma per deficienza di opportuni documenti sono stato costretto ad abbandonare tale proposito. col fine di dare un semplice contributo alla storia delle istituzioni di che Pisa fu ricca nelPetà medioevale. Le Provvisioni ordinarie e straordinarie degli Anziani (1300-1406). e da Xino. Le deliberazioni del Consiglio del Senato I rogiti. sono: 1. altre invece ad aggiungere nuove notizie che in quelle mancano. 3. mi propongo di studiare la magistratura degli Anziani. conte di Donnoratico. XIII infatti abbiamo solamente poche provvi- sioni relative alPultimo decennio. che alcune volte hanno servito a confermare e dichiarare le disposizioni statutarie. XIY sono molto più numerose e nello stesso tempo di tuti (Breve del maggiore importanza. 4. Archivio di Stato in Pisa. 2. . ciali del Le Provvisioni dei Savi. Invece le fonti che ci fornisce il sec. Credenza e della . oltre gii stae Breve del popolo e delle Compagne Comune di Pisa) pubblicati dal Bonaini. x>oic]iè. Servendomi di queste fonti inedite. che formano in complesso più di un si centinaio di registri. Tali documenti. mio studio al sec. che conservano nel K. Comune gli istrumenti e le elezioni degli Uffi- i)isano. giudice di Gallura. nonché degli statuti citati. XIV. abbiamo moltissimi docu- menti.

non si conosce esattamente sembra tuttavia che essi non siano mai stati x>iù di dodici (li). (iU ANZIANI NEL GOVERNO L' Giugno del 1*5 11 Anzianato nelle sue origini. testine discordie e da continue lotte. da essa pure procede la se è vero che divisione moltiplicata di sovranità politiche. p. KoNCioNi. Ma 57 EC. La città di Pisa governava anticamente per mezzo dei consoli. non savie abbastanza per sapersi unire e poter trarre dalle forze congiunte sperare. I. Più tardi ai consoli subentrarono i podestà. perchè tino a tem])0 vi fu una fVe(|uente alternativa fra ])odestà e ([uel I.irrhirio Storici) Italiano. poiché più non esistendo si : i consoli. Coiisiiluiii 121).FERRUCCIO RIZZELLI. poteva dirsi cessata la necessità di ricorrere alPim- Ma pero. Breve (2) pimvi. Venezia. per evitare nei primi tempi Pobbligo delle investiture imperiali. e ciò forse si fece. i)odestà i non diventarono magistratura ordinaria che circa trent^mni dopo (1) j. Alcuni anni do])0 il trattato di Costanza si nota negli ren<lersi stati italiani un cambiamento di regime. Statuti . Pisa e nelle loro istituzioni interne. datesi alla navigazione e al commercio. ]>. Ma mezzi necessari a vivere e pro- i Genova. forti quantunque non libere da in- ciò nonostante. trova vole delle diverse eostituzioni. come nota lo Sclopis. il numero dei quali. salgono in breve a tale potenza e civiltà da superiori alla maggior parte degli stati italiani.saue eivitatis. la pace di Costanza. sorio I. nel quale di si dal principio del sec. to.ar. XV. \l. i>i. dice il Roncioni (1). 449). il Pepoca della pace di Costanza è quella delPindipendenza dei Comuni italiani. MCLXIV (Hoxaini. italiani il celebre trattato fondamento pili autorecon cui si reggono gli stati XIII alla fine del sec. ffifo)-ie pixftur (. llSri si eoiieliiude Costanza. deboli troppo ])er poter ciascuna da se sola resistere ai pericoli che la mi- nacciano.

t'it. Au<iiistae Taiirinorum. i. Il mune magistratura. Fiiialiiiente afforzare mirabilmente il popolo giunto ad suo stato cacciando dal governo il per identità di ragioni avvenne in Pisa quel la nobiltà. edita iiissu Eeììis Cahoi. <U5). cit. . voi. p. XXIV. la cui unità è semplicemente amministra- che le decisioni non si considerano come emanazioni dei singoli membri. malgrado Peventuale mutamento dei membri che lo compongono. è del tutto falsa. dove rapi^resentarono dapprima le arti e divennero i soli alla testa della nel i loro interessi presso del podestà.s". essendo <'Oiisoli (1). (1) Pehtii. o]>. finché 1256 essi acquistarono fosse supremo potere il (6). . BoNAiNi. sola a cui spetti intera la responsabilità del pubblico ufficio.'. perchè gli Anziani solo nel 1228 si videro per la i)rima volta in Italia e propriamente a Bologna. 1226. par. il quale resta sempre il medesimo. che ci offra notizie esatte intorno a questa dicemmo quale fu il si eccettua esser quello il frammento del potere degli Anziani ? 1286. talora rimanendo plebe senza bisogno di capitano. che gli Pisa nel 1200. (H) l'EltTILK. Ol). tiva. II. quali il qual attri- buzioni essi avessero nei primi tempi di loro governo. nel senso Se P incuria dei cronisti condusse a tacere l)rimi Anziani. poi primi consiglieri del capitano. storia del diritto (2) Fraoiii. Pis. Fatriae Mon. aoI. se 1275. civile interiore rivolgimento. che Firenze aveva veduto com- X)iersi nel 1250(2). Di qui la novella istituzione per cui la città accoglie nel suo seno la magistratura degli con quale non abbiamo la i)iù una persona Anziani (3). (3) (4) /. Proemio tigli Statuti. Ma primitivo ufficio degli Anziani in Pisa. 1. primo Breve del Co- pisano.i Alukimi. (Mui{ato].k.. E di un Breve del dal 1255 al 1286 I registri delle loro prov- visioni ordinarie e straordinarie incominciano solo nel 1298. I. xviii. ma di tutto il collegio. p. non spignora ma costituito nel 1254(4). ma una costi- tuzione collegiale. Hist.i. RONCIONI. Hist.FERfiUCCiO RIZZEl-LI 58 nel 1255. Anziani i^erò la notizia del fossero istituiti a i nomi dei che questo ufficio fosse già Concioni (5). 1854. X(>. ]>. (5) itiiiiano. non si sa per deficienza di documenti.

sicché. detti dal loro ufficio Elettori. che in tal modo continuò a i)er la magnuova magistratura anda\^a sempre compiersi sino al 1808(1). in presentia mei Guidonis Turchii notarli scribe publiei An- « tianoruni pisani « debet eonsulite. 81. (1) Cl'r. . dobbiamo limitare il nostro studio XTV al Medio secolo. ». « Se])t. I. 1286 gli (Bonaini.• il. a) Anziani. Archivio di Stato in Pisa.l ANZIANI NEI. nel qual anno. « Breve anche per evitare pis. Sisto. p. si voi. II.. quod per Antianos pisani poloni i qui luerunt pio men- mail et inni ])roximi preteriti et qui mine sunt in suprascripta « ecclesia elij^antur et elio-i « se- denduni. jier illis qui quarterium. i quali dovevano essere figli legittimi. ijopiili et Conix>... Secondo semplici norme da loro stessi stabilite. e da cinque mesi almeno non dovevano aver partecipato ad alcuna elezione di Anziani. K. evitando troppo estesi coufroiiti. (iUVKHNO DKl. con cui si 59 CU. abusi che cit. per lo più nella chiesa comunale di S. partito inde facto ad levandum et populi et Bonaventure de Falgano notarli sui)rascrix)ti Capitanei et Chianecti bannerii i)isani Comunis et aliorum i)lurium « t/'stium « sibus ad hec. XII Kal. affi- dava Pelezione degli Anziani ai Savi. A.. sia giore importanza che la pili acquistando. riunito dal Capitano del popolo. « Consiliimi inimis iutellexeritis eapituhmi loquens de electione Antianornni pisani populi nune corani vobis legi et ex^ilanari. 573). i SaA i procedevano alPelezione dei nuoA'i Anziani. ind. Suninia supraseripti con- in ecclesia Sancti Xisti per sonimi caniiianaruni sunt in dieta ecclesia i»er debeant quactuor sapientes viri de unum quodcumque « homines « septembris et octubris jiroxjjni venturi. op. rebbero accurato e paziente esame degli anzianati. X. lì Consiglio generale. qui quactuor quarterium eligant Antianos pisani populi prò mensibus MCCXCVIII. nati in Pisa o nel distretto. « luevis j)isani i)opuli « sia 76 e. costituito dagli Anziani in carica e dagli altri Ufficiali dello Stato. Elezione degli Anziani e dei loro Ufficiali.MUXK PISANO (inali richiede- i utlìcì dei singoli ressero molte città d^ Italia nel Evo. more solito. quo modo et i)er quos electio duoAntianorum i)isani populi prò mensibus sept«mbris et octubris « dee-ini « proxinii venturi fìat et fieri « silii celebrati Pisis « et « voce preconuni. Antianoruni pisani populi et niaius etc. Cum t.

i popolari e la terza Inoltre tutte le borse. ce. e. ai)])rovò dal si Consiglio maggiore una nuova costituzione. dovessero nominare dodici Savi Elettori. quartiere. che fu approvato nell'aprile Tommaso da Fal>- de' Filismini maggior parte delle notizie relative alla ele- zione degli Anziani. ma i Priori il con- eziandio. 62. che ])tr non solo un pena di soldi cento. do Avevano jirestar loro obbe- certo risiietto era i)ur limitata. 99. Calcitano del popolo abbiamo desunto In'iano. e. dove per mano dello stesso Capitano si estraeva una scheda per borsa e i dodici Anziani così eletti rimanevano in carica per tutto del bimestre successivo Breve del pojwlo e delle Comp. 64. ea]). 36. (3) I Du Gange. Vili. Glossarmm. alla e in ca- presenza del Capitano del popolo. chiesa nella riuniA'a di S. 17 e 18. i quali. erano costretti a mandare in esecuzione ciò che da tutto il Consiglio degli Anziani fosse stato deliberato. 74. . Sisto il il Capitano Consiglio del popolo. 161. di differenti. p. Priori. ventisette per quartiere. il voi. per gli per per quartiere.. qual procedi- Il (4). Archivio cit. che regolava norme da seguire in ogni elezione di Anziani (1). i>. sigillata come le prime. la 1313-1323. volta. erano anch' essi Anziani. una delle quali era riserbata tre alle iscritti Paltra per arti. elt.. 47. 1 e segg. 103. sotto pena di lire Acnticinque.FERRUCCIO RIZZELLI (ìO cominettevano dai candidati alPAnzianato. 139. sotto 1308. ce. 42. sigil- popolo e dagli Anziani. (2) Cfr. e. 175 e 207. La nuova costituzione ordinava che gli Anziani le ad invito rica. A. 172. 159. Poscia su cui erano segnati le polizze. sotto dienza. ce. candidati al priorato i (3). per scruptineum secretum^ i quali alla loro avrebbero proceduto alla scelta di centotto persone eleggibili alPAnzianato. A. venivano ripartite ugualmente in dodici borse (2). 47: A. 107. in quanto che non potevano i)rocedere ad alcuna deliberazione senza senso della maggioranza del Collegio. A. erano ripomP altra borsa più ampia che. Cfr. A. ma eser- citaA'ano un'autorità relativamente superiore a quella degli altri colleghi. caiiitolo. 142. uno ^er to. A.. 5S. 52. 165. CXIV (Bonaixi. il Da questo 605). II. cap. (4) R.. (1) <>1». LXXI-LXXII. 128. BrcA'e del po]>olo. affidate Comune alla custodia del Cancelliere del e del Cancelliere ogni bimestre. i nomi degli eleggibili. late dal Ca^3Ìtano del ste in chiudeva in una cassa a due chiavi si Al termine degli Anziani.

desunto da sulle « Prorisiones :)a. e faceva soltanto. essendo compresi tra i candidati alPAnzianato gli stessi Savi. ma ordinò che le schede fossero valide per un tempo da stabilirsi volta per volta dal Consiglio. seguito si sì elie eome prima. tanto i)iìi che. così il che può rileun accurato esame che vanno dal 1342 al 13<S4. Ma gli eleggibili non furono semi)re in numero di ventisette per quartiere. al termine del (|uale quelle non estratte « incontanente erano squarciate (fittate ria E come ])ure di nullo valore erano et il tempo della numero dei Savi variava variava il validità delle polizze.ANZIANI NKL GUVEKNO DEL COMUNE PISANO (ili mento valeva ^51 a rendere più eonservatriee questa nia^iistra- un dato indirizzo non per due mesi i)er un anno e anche oltre si seji:uitasse. secondo il ]U'edisposto della nuova costituzione.ta (leU'isc] Antianorum » et ». varsi dal seguente prospetto. Elettori. . gli Anziani in carica venivano ad eleggere una parte dei loro successori. perchè in tuia.

7. <lli iscritti ad una corporazione Coloro che non erano iuratl 5. stiero 6. I figli illegittimi. parenti di un Anziano. Gli usurai ex publìca fama da padre fore- .. 2. 11. sessanta miglia. Oltre a ciuesti erano dichiarati ineleggibili: Coloro che dimoravano lontani da Pisa oltre 1. magistrati che dovevano render conto della (2). Xotaio degli Anziani. Coloro che avevano giurato fedeltà a ])ersone private di Pisa o del distretto. per accertarsi se gli eletti si trovassero nelle condizioni prescritte dallo Statuto. . AifCiuviO cit. fecerunt aliquo tempore ipm vel eoriim patres.FERRUCCIO RIZZELIJ 62 Anziani eletti e il il Cancelliere del Comune. Capitano del popolo insieme coi Modulatores doveva il in- quisitionem facere cantra Antianos. 4. 12 r . il Castellani e Capitano il Dogai Rettori fornitore delle sussistenze militari e intiiie il P operaio della Primaziale e di Maria del Ponte S. Cancelliere il Camerliugo del Comune. i il Console del mare. 2. Gli appartenenti al partito guelfo o guelfi « rebelles pisani Comunis » 14. Soprastante della gabella maggiore. secondo le norme su esposte. Priore o il Doganiere del sale in Sarzana. Gli artieri che non esercitavano 13. I carcerati. Coloro che avevano. la i figli di . Compiuta Pelezione. Appendice. delle sette arti. 12. I 9. I in ]^opulo e amanti del l^enessere dello stato. niere del ferro nelP Isola di Lucca. quacitmque de causa. I loro gestione loro arte. doe. da diciassette mesi o meno. e. I forestieri e quelli nati in Pisa <S. il il il d^Elba. 10. Quelli che gaUcam . (2) K. A. lo. dei mercanti e delParte della lana. minorenni. deposto Pufticio di Anziani. 99. 3. Xuovod ). dopo (1) Cfr.

dovevano render ragione della del loro operato.l (li che Anziani <>iuravano. I. Terminato A nome di priori. RoxcioNi. punire in cap. e. 83. Untlielo degli eletti durava ])er lo piìi due mesi. il essi il fece ritorno al primitivo sistema. Coni. « De arbitrio « Antianoi'um et eoi'uin notarioruni suheundi iurisdietioni Potestatis rei Capì« lunei. troA'ando qualche atto (leriAante da abuso di auto- o da trascuranza dei doACri inerenti al loro ufficio. . serie I. op. « De non 580). sentenzie condemnatorie » et Comi). voi. <l<- 610). (4) di 2'*^). eap.. disp. (3) al Breve pisani lircrc legendo » al Podestà spettala MCCLXXXVl. (Arehirio Storico Italiano. come tutti gii gli Eepubblica. e allora questi vano sotto giuramento procedere contro colpeA'oli i doveentro quindici giorni dal dì in cui ne aA^essero avuto la facoltà Così anche (1) (2) Capitano o ])opuli. to.ANZIANI NKl. pop. Kei (juattro titolo. 622). I. R. II. 81. A. ]>. dal Po- avcA-ano o alPAnziano iiilliggeA^ano Breve I.5) (5). voi. Aantaggio di farsi giudicare. Cfr. rità con sentenza inappellabile (3) pevole pene a(ieguate al maleficio il destà dal Capitano del popolo. tratti di mezzo ai soci della comi^agnia di S. 2'\ Coiup. Michele. MCCCXIII-MCCCXXXVII. A. « J)e inreniendo modulatores Antianorum » p. « II. (Bonaini. loro uttìcio.. assumendo mesi successivi otto di subito dopo si j)er cui (juattro soli degli Anziani grado (2). quod mafiis voluerint » (Bonaini. (Bonaini. seni])re amanti del benessere della città. p. (. i). MCCLXXXVl. 375). Breve del pop. 483) e nel appellando a sententiis modulatorum » (Bonaini. voi. cit. modulatores.. voi. cit. tal altri ITlticiali tutti tal fine si eleggevano quattro o cinque quali esaminaAano le provAisioni degli An- i ziani. e mantenersi (li il . sol- tanto nel 1370.. op. 55. ma e giugno).ì1ì ()•> Notaio degli Anziani leggeva e dichiarava loro del e ])0])olo PAnzianato modo ])articolar in il Breve attinenti capitoli i al- (1). Breve pis. pis. voi. in eap. (tOVKKNc DKL (tiMUNE PISANU (rl. p. Aolendo. e. con la destra sugli Evangeli. in eap. j^osito sul» luh. nel eap. cit. S9H. col- Gli Anziani però (4). conservarono (juesto si distinguevano per un Anziani. 53. n. p. « Di non appellare delie (Bonaini. Archivio e delle VI. e. gli Anziani stettero in carica per un trimestre maggio (a])rile.

del 1286 sanciva la pena di morte (3). dicitur... ijossit et 74.. Gli dove oggi Stefano. « « « « « K.. cum Anziani abitalia sede la K. ultra penas comprehensas in brevibus pis. Cfr. an- t. STEFANO l' OJJDINP: Archivio cit. Et caintaneus j^is. in cap.se<>uente iscrizione: ])o. I. 197. Comunis et populi in penis (2) e. quod si quis Antianus pis. oit. o giudicavano in presenza delP interessato. A. senza motivo.sta IN QUESTO PALAZZO K n 15 E 1{ O EGNA T> S E 1) E AN/JAXI della pisana HEITHIJLIC'A (ìli LE VPrrUSTE MUKA K r K X (» 1{ < ) E S 1 1{ A T E DA G I O NEL SECOLO XVI A r IMi I <) ^' A SA 12 I E COSIMO de' MEDICI L E DESTINÒ AD ACOOGLIEKE MILITARE DEI CAAALIEHI DI S. o annullavano. A. tihns Jntianos » (Bonainl debeat de predictis i>rocedere et condempnare. loro resicorso nel i^iusto denza o venivano in lite tra loro o col Xotaio o col Xel caso poi di corruzione per denaro il Breve. su d'una facciata del quale fu apnel 1898 la . iniuriose percussit aliuni Antianuni vel cancellariuni aut notariuni Antianorum aut si cancellarius aut notarius Antianorum percusserit aliquem. poi). puniatur et condemimetur et puniri et condempnari debeat i^ise percutiens a Cai)itaneo pis.. residentie »..FERRI' e CIO RIZZELLI 64 ^li Anziani.. « Iteni « infrascriptis. ». pop. et Comp. 584). K. eornm CCVI « De jmìliiìniwm' facta Ox- caneellariis et notarti^ de comedendo et ìnhendo « (tìlquo ciré pisano vel alio in ])alatìo eorum vano noi palazzo doi Cavalieri di 8. « i)unire contrafacientes et clie R. ARCHIVIO « miniH Antianis et A. « De offenden- . ut supra voi. e. poi). pis. se questi inconsultamente spendevano il denaro pubblico. CCXI. videlicet si percussio fuit facta « eftusione « alia re « de ferro cum sanguinis in libris quingentis denariorum pisanorum et si baculo vel cum sanguinis eifusione in libris duceutis den. 197. eap. o approvavano delle provvisioni che non potessero aver tempo del loro anzianato. pop. Cancelliere (1) (2). decreti antecedentemente approvati.. o sedevano a pranzo con altri cittadini nel palazzo di. Consilia et sauetiones senatus j>/*aM/. (1). 60 BrcA-e pis. Scuola Normale Universitaria. ]>. ferro vel baculo aut alia re cum sanguinis etfusione... « pis. MCCLXXX^'I. et si ma- nibus A^acuis vel alia re sine eftusione sanguinis in libris centum den. Archivio (3) cit.

la lui affidata. ])) Anziani avevano presso di loro nn Cancelliere. i che accordargli di pernottare fuori della Comune n vero col per- quali potCA^ano ancittà. ma dal 131:(> durata delPufficio varia da sei mesi ad un anno. 5 . p. Terminata la del Capitano del popolo e di gati addetti alla città e al sua gestione. la cui elezione. una gran parte degli impiedistretto pisano.. 1346. affidata ai Savi. officio duri per Panno tanto. CXLYII II. Serio. Cancelliere degli Anziani esiste anche prima del 1312. evidente et necessaria cagione per facti del (4). donde usciva messo dei suoi immediati superiori. Ir. In ogni modo doveva restare in carica piii degli Anziani «et sia in poi la stessi. Ancn. essendo ciò necessario per la cui preparazione era sempre a continuità degli affari. et vachi da quello per anni tre che allora prossimamente verranno ufficio maggiore di anni trentacinque » (2). e delle Comp. le rela- zioni di ambasciate gistrare in un e in e provvisioni degli Anziani. Comune dava repertorio Pentrate del altro apposito libro le somme alPoperaio della Tersana. 615). (3) R. (BONAINI. Archivio (4) Ibid. voi. ma sua elezione è regolata da disposizioni statutarie. a seconda delle deliberazioni degli Anziani o dei Savi (3). eleggere uno eancillieri loro. 74. sieno tenuti. XXXIX. dapprima fatta dagli Anziani stessi. dopo il trascorsi (1) Il si almeno sottoponeva alla solita moal medesimo ufficio se non tre anni. dopo la riforma del 1307. dulatio.. del 1313-1323 nel cap. solo in quest/ (2) Cancelliere ne poteva essere rieletto anno Breve del pop.ANZIANI NEL (aiVKHNo DKL COMUNE PISANO (JLl Oo Cancelliere e Xofaio de fili Anziani.* A. la cit. nonché che il gli stipendi del Podestà. a le un quaderno u vero re- Comune. li per legame di "iuramento. Questi era tenuto alPassoluta obbedienza verso tutti gli Anziani ed a risiedere nel palazzo del popolo. In quanto poi alle attribuzioni inerenti al suo il ufficio. Src=. — a. fu.. 5. Cancelliere era obbligato a sigillare le lettere.. Per cotesto Ufficiale (ili 1312 lo statuto del « cui « lo « (1) ordina « che Anziani.

511). pp. i si campo rivolgevano al della loro perso- Collegio dei Savi quali illuminavano Popera degli Anziani.. ..FERRU'CCIO RIZZELLI Q6 Insieme col Cancelliere. seJiza però vincolarla o limitare in qualche modo la loro respon- sabilità. al terminato e. i secondi costituiscono un sussidio continuo e necessario del Collegio degli Anziani. V. Quando questi dovevano trattare affari che per P importanza loro richiedessero una certa maturità di consiglio o che uscissero fuori del nale competenza. Ckivkllucci. ». Rossi. Anziani non s^attenessero a tutte queste disposizioni. 197. e dello Coinp. giurava solennemente. Sudopo reiezione. quanto degli altri la nomina spettava agli Anziani. cap. come ferenziale. CCXXVI. (1) Breve del pop. Cfr. anche K. voi. Sotto Punica denominazione di Consiglio dei Savi si comprendono due categorie di Savi: Savi Elettori e Sari ComiUtori (2). V. come si rileva dalla formula generale con cui cominciano tutte le provvisioni « Proridernnt : « infrascritti sapientes viri super « pulì electi etc. medesime norme con era eletto con le le qaali venivano Anziani stessi e restava in carica due mesi. Livorno. e popolo di Pisa. se Qualora poi multa di gli lire venticinque di denari pisani per ciascuno e) (1). Ai{- del notaio delli CHivio (2) cit. nel oap. II. dopo quindici giorni dalPelezione del Capitano del popolo. A. p. Consiglio dei Sari. LXXA'I « Jh' rclcctione Jnsiani » (BONAixi. con la destra sul Vangelo e dinanzi agli Anziani. 1896. allora Consultori. I Mis ab Antianis pisani po- primi hanno un carattere proprio e quelli ai quali spettano uffici di dif- maggiore importanza. Il Consiglio dei ^Siivi (negli studi Storici diretti dal pr<»- fossore A. gli Anziani avevano un Noche doveva registrare ed autenticare le i)rovvisioni taio. . voi. Tanto degli uni. di mantenersi sempre feeletti gli bito comune dele al ufficio. 449-184). erano puniti dal Capitano del popolo con la essere rieletto. il suo era ancli^esso sottoposto al sindacato e non poteva non dopo trascorsi almeno diciotto mesi. tra cui Pelezione degli Anziani stessi.

e. invece. volte alPanno. anche A. e. II. ambasciatis. i dovevano Anziani. « re(juiri vel molestari « non obstante ».. 70 t. voi. Et nichilominus liabeat et habere « donec vixerit. ricevendo a tal fine denaro necessario. si mutava ogni LXXVII « JJella electione dei marrabesi » « (2) R.. Archivio eit. 98. Xon dovevano questi essere pisani o del distretto. et repertus est po}). oltre marrabesi. Anziani. cap.. Gli Anziani avevano. e. in servitio et marrabensium annis trigiuta duobuSj ultra ab hodie in antea « et esse possit et debeat franchus. ne parenti marrabese. avendo servito fedelmente e onestamente per molti anni. sit exentus et absolutus toto tem- « pore vite sue a servitiis custodiarum. Akchivio eit. « Anthiaiii pisani poj)uli. vigore x)resentis provisionis aliquo 148. nel dicembre di ogni anno. 81. A. Et propter defectum visus i])sius ad servitia i)ortarum « del)eat. né minori di altro di (quaranta Anziani agli (1). stipendium et tunichas a Comuni x>isano marral)ensibus franchie et immunibus ordinatas. A. riceveva dagli Andi ulteriori prestazioni (4). e loro i quaranta e altre eon coretto u vero i)oi)olo.- ANZIANI NEL GOVERNO DEL COMUNE PISANO (il. 87. di anni venti o maggiori marrabesi nominati giuravano fedeltà I erano tenuti a riconoscere come loro capi (2).. 185.I Oltre - suddetti Utticiali. . p. diveniva inabile in seguito a una pensione senza obbligo ziani personali al servizio malattia o per vecchiaia. (BoXAixi. il Se qualche volta un marrabese. e delle Coiup. Et ghaudeat franchigia et immuni- consueta marrabensibus emeritis et quod ad dieta servitia gravari vel inquietari non possit per aliquos offitiales seu « ca]>itaneum dictorum marrabensium.. (3) R. immediati due Capitani dovevano mutarsi abito due e (3). CCCLXXVII. (4) R. degli costituivano una che Breve del pop. 197. providendo statiienint quod Francischus quondam Puccii marrabensis « etate et senio factus gravis et « servi visse tideliter et « oflfìeio male sanus. et honeribus marra- « bensium et marrabensibus atributis. Akchivio eit.. anche i i fa- muli. sicut habent ceteri marra « benses franchi. liber. i)er elejijjere servizi e anelie j»li 07 per guardia del volte cinquanta marrabesi bene armati « guarnaccia di ferro » con altre armi convenienti. « tate concessa « recjuiri. A. e. A. 512). qui servivit honeste dominis Antianis pis. non possit. 37 t. in altri di si)ecie (1) numero guardia di ventiquattro. alcuni dei quali erano destinati ai servizi piti umili. 82.. nel eap. sotto giuramento. Cfr.

novità che famuli di i organizzarono in vero e proprio corpo armato. a fine agli Anziani tutte paese. ordinamenta salariorum drl 13ÒG. un semestre soltanto. Il massaio. III. Archivio cit. A. alcuni domieelli che accompagnavano gli Anziani al passeggio. Podestà pisano. sia che venga fatta dopo deposto P ufficio. sia che Poffesa venga fatta durante il tempo in cui gli Anziani sono in ufficio. L'autorità degli Anziani.. 74. e. Piìi tardi. Lealtà dignità di questo supremo Collegio è salvaguardata da leggi. Breve del pop. ordinamenta salariorum cuochi rimanevano al servizio per . verso accrebbero sino a cento e si il le 1356. 197. 1286 dispongono che colui del Gli statuti il quale offende o fa offendere nella città di Pisa o nel distretto o altrove. i trombettieri con un nacherino che insieme cogli avevano il cuochi e nel palazzo stesso degli Anziani a itto due servi altri (3). al quale. domieelli e 215 i t.. 1356. che comminano severissime pene contro gli offeni veri e propri rappresentanti la sori.. (3) R. fanti che guardano Ansiani li CLIV (2) R. sia nella persona che negli averi. gli Anziani del popolo pisano eletti al tempo del magnifico Ugolino. Akchivio cit. sia col detto che col fatto. Diciotto di loro dovevano. sarà (1) I famuli dovevano essere ghibellini e delle parti del Casentino e del Mugello. A. . nel cap. con uno stipendio annuo di lire venti. Cfr. del e delle Conij». Dipendeva infine dagli Anziani un cappellano. 197. dimorare nel palazzo degli Anziani e due soltanto restare di guardia tutte le notti nelPaula di notificare sentissero nel guardia si magna immantinente del palazzo medesimo. A. Vi era pure un massaio.FERRUCCIO RIZZELLI ()8 anno (1). Gli Anziani nel governo della Repubblica pisana sono del popolo. e tutti hanno medesima autorità e le medesime attribuzioni. i « Dei ». giorno e notte. sottoposto al comando di quattro Capitani (2). si affidava la cappella del Collegio.

637). e principalmente cercaron di mitare o sopi)rimcre del tutto Pautorità delPAnzianato. Capitani del popolo. Tra questi figure del Conte Ugolino dice di Gallura. come quando trattasi di punire Puccisore di un Anziano. il Capitano deve disfare i beni del colpevole (1). spensero la virtù degli ordinamenti antichi e di quei i>olitici ordinamenti che in altri della grandezza di tempi furon causa Pisa. (2) « IH quelli ohe ofendesseno II. possiamo mente rilevare che non sempre fu facit- risi)ettata la loro auto- rità o fu dato loro di serbare integra la propria indipen- denza e libertà d'azione. tutte le magistrature. sarà messo in perpetuo bando. Questo è tenuto della nuova disposizione: se destà non })ersona X' ])uò procedere contro non può avere del delin(piente figlio. voi. p. voi.69 NEL GOVERNO DEL COMUNE PISANO GLI ANZIANI imnito V coiKlaniiato nelP avere e nella persona con ])ena imposta alP offensore di un cittadino privato . « Del ucciile*i>ìe Anziano » (Bonaini.. contro il e padre fratelli i anche contro i nipoti. Però neofli statuti posteriori del sec. i di campeggiano Donnoratico e di famose Xino giu- le quali. Breve del pop. in se raccolta ogni autorità col- P intitolarsi ad un tempo podestà. giurato in populo ehe nobile. in se stessi accentrando tutti mani loro le i poteri. nel cap. di deve procedere contro in assenza del padre. Quando cittadini ambiziosi. dopo li- E dominio di Uguccione della Faggiola (1314:-131(j) troviamo ancora Giovanni delPAgnello. in as- do])i>ia di quella senza del reo. che per lo piìi è condannato a morte. com- preso PAnzianato. 471). Mancando poi tutti costoro. Rettori e Governatori del Comune.. e delle Comp. il con- il Capitano o costui. anche ai parenti di costui. Anziani » (Bona ini. il e. sotto atroci legittimi torture (2 Ma e naturali o ). noi eap. XIV la pena comminata aj»li offensori degli Anziani è estesa. il tìglio il Po- perchè delinquente. rimasero solo di nome. il deve punire ecclesiastica. fecero perdere agli statuti la loro indole. non . u vero II. i)erchè dovevano esser ligie ai tiranni. ma se il reo è assente. e delle Comp. p. giunsero a prendere nelle redini dello stato. studiando la storia degli Anziani. che entra una notte (1) (ili il Breve del pop.

Ciò avvenne nel 1348. s. dei BergoUni^ favorevoli ai Gherar- desca. invece a preferenza i ma qui lotte acerbe nel seno delPAnzianato. Anche l'antagonismo tra i i)artiti esercitò la sua azione sulPAnzianato. 2114.'. /. XV. 251 t. 11. Cronica di Pisa (Muijatoki. furono nella nuiggioranza o J>ergolini o Raspanti (3). capitanati da Ludovico e Kocca. Questi alla sua volta sopprime temporaneamente il Colche era stato legio degli Anziani. spaventati Anziani. fa che gli giurino obbedienza. Archivio cit. durante i quali gli Anziani perdono ogni ingerenza nella cosa pubblica. quando una lotta accanita rovinava la città divisa in due fazioni. sarzanese e nella Garfagnana Dal 1369 al ^92 per (1). BreAe Vetns Antianormii. vediamo Dino della P uno o che gli Anziani. lotte che vano Pautorità Comuni scelsero più arditi sostenitori della loro. in qualità di Capitano del ])opolo (2). (2) « die vigesima (3) Cfr. allorché furono eletti otto Anziani del partito raspante e quattro del bergolino. e dei Raspanti. suoi vicari perpetui nel luccliese. e nel Consiglio non permisero mai che prevalessero quelli della parte contraria. R. un certo periodo di Horidetto anno Giacomo d'Appiano. 1018).FERRUCCIO RIZZELLI 70 della Signoria. lunigianese. si proclama doge e. e domina la città insieme col figlio Gherardo.. arrogandosi piena balìa. eleetiis et « assuiiiptus est in generaleiu dominnni pisaiioruiu. 1017. sebbene di partiti opposti. corre per Pisa dezza. si mostraron concordi e d'animo giusto ed imparziale. finche al termine del dopo d'aver a tradimento assassinato Pietro Gambacorti. il suo più grande benefattore. BoHMKH-HrHEH.. secondo che Paltro partito prevalse. Tiranneggia nella sala gli così quattro anni. et Autiani ])iedieti « ili sero ad doinos proprias rediernnt licciitiati ». e nel riaf- 1355 sono nominati motu proprio di Carlo lY. . e. pietrasantino. Di e la dignità dei capi di menoma- uno dei più fiorenti Ma pur una volta gli Anziani.s iiiilos « doininus Gerardus Leonardiis de Appiano Capitaneus ete. 7. In seguito essi fermano la loro autorità. « Nota (juod prima lueusis laniiarii supraseri])tiis maguilìcn. (1) d'Italia. Così studiando quel periodo che va dal 1346 al 1369. diventa signore di Pisa.

sceglievano soltanto per gli affari è « scritto piìi gravi. CLXXI (Bonaim. riservandosi di convenire in pieno <lunarsi tutti ogni giorno. to. Breve del ]»o]>. e intesa la na- il si ai)riva la discussione. voL I.LI ANZIANI NEL (U)YERNO DEL COMUNE PISANO 71 StMpejijiiarono vari rumori nel giorno delP elezione. II. delle Coiiip. 527). Collegio degli Anziani. eit. che ambedue ])eiia ie parti dovessero (Mjmiwirire innanzi a loro. Adunanze e deliberazioni. 805). nel ca]). ziale. Anziani gli ma la insieme col Podestà impo- delP avere e della persona. o nella chiesa comunale di S. voi. Così lo Stato fu salvo per saggezza dei suoi governatori. o]). la IV. ]). aoI. »>27). durante la quale nessun Anziano poteva parlare senza (1) <lÌKp. (2) (3) RONCIONI. si tenevano nel Palazzo del popolo.(.\iy:ì. . suo- VI. nel ea]). altre volte però la deputazione poteva esser formata di sei e anche di quattro Anziani^ secondo la volontà del ])riore(4:). ]». 14). in ea}». serio I. II. Coni. « mdlo di quelli Così riunito tura delPaffare. (4) p. voi. « Breve del pop. come poteva tornar loro incomodo il ra- alPuopo dal proi)rio seno una deputazione... Infatti nel Breve del popolo che « nulla provisione faranno u fare faranno senza volontà di tutti li Anziani. u (Vocio di loro almeno. per quanto risulta dai documenti d^ archivio. e De stattitis po2mli»(tìi)y. II. Sisto o anche nella Primaquasi ogni giorno. il permesso degli colleghi « sine voluntate et licentia sociorum altri 2''». LXXXVI (Bona ini. e i due partiti giurarono di non offendersi ne in detti ne in fatti. Anziani Gli adunavano ogniqualvolta sembrasse si oi)portuno « totiens loro volìterint» (2)^ et quotiens eis placuerit^ quocumque ma. p. Brovo ])is. odo discordante » {3 ). Le adunanze degli Anziani. e delle Conip. promettendo di deporre le armi e di attendere soltanto al bene e alPutile della repubblica (1). mattina seguente sotto sero.. {Archivio Storico Italiano.

mettere pedaggi o altre imposte. le deliberazioni degli Anziani si gli riferivano al Consiglio minore e poi da questo al Consiglio maggiore (1) Consilio (2) ((>). « De Antianis. . statuto determina quali attribuzioni spettano all'uno e al- minore per lo \Ah interviene in tutto ciò che ec- poteri del Podestà. i)is. la •^•acq. LXXXVII (Boxaim. p. Xelle sedute ordinarie deliberava su affari si poca importanza. nel oap. e generalmente in tutte attinenti agli statuti.. che. i>op. et Conip. dagli altri il N^otaio era tenuto a scrivere nella provvisione di quel dato giorno il nome I e parere contrario di costui il modi di deliberare erano (4).FERRUCCIO RIZZELLI 72 rum » (1). Breve del pop. H2^!). per gli affari di grave importanza. 529). I. voi. glalloH sive perchè in tutte le riforme introdotte nelPAnzianato e nelle altre magistrature. che non differiscono tre. in prò oonsulendo » (Bonaixi. altro Consiglio. ad voces. (3) Breve del pop. p. nel cap.. Breve qualora fossero approvate da entrambi e. assumere prestanze. il iu8 vitae et necis. Crediamo pertanto che il primo fosse riserbato. nel eap.. 527). concedere rappresaglie. disporre dei i)ubblici beni. erano devolute al consiglio o al parla- mento. ne surgant i in p. ai quali però si doveva jn^ovvedere durante il tempo. Dobbiamo però notare che in questi casi. come la statuizione. Cii]). p. (4) non si e delle Coni]).. e non vi poteva intervenire se nella deliberazione da prendersi avesse implicati interessi propri o di i)arenti e amici (2). ec. la guerra. voi. rinnovar l'estimo. in cui quegli Anziani rimanevano in carica (3). al qual proce- Anziani erano tenuti sotto pena di lire cento per ciascuno (5). se poi qualche membro del Collegio si opponesse di alla deliberazione presa compagni.. p. II. voi. II. e delle Coinp. 567).. al maggiore i^oi son riservate tutt^ quelle materie. CLV (Box. LXXXIX « Di non fare possa spacciare al tempo di quelli che la fanno » (Bo- II. 529). l' (5) Breve del (6) Lo \o\). de sedendo ad levandum. di affari cioè molto gravi. Il cede i e delle Comp. e delle Conip. voi. voi. LXXXVI (Boxaim. sotto ai Consoli. revisione e interiietrazione delle feggi. da quelli messi in pratica tra noi: ad denarios alhos et ad scruptineum secretmn. Breve del pop. non però esclusivamente. II. si facto inter eos ad denarios alhos dimento le provvisioni legge la solita formula « partitu et giallos » . proi'isione che NAINI. nel eap. i trattati internazionali.

e. perchè. A. II. XXXV 479). (Bonaixi. Governo degli Anziani. voi. (3) Brovo dol executione le j><)]». occorrerà fare un esame molto accurato di tutte le loro attribuzioni. \}. Comune 55 « Seiiatores quadrat^iiita.. il Le provvisioni degli Anziani (2). cit. liabore j)ossint pr<»ptorea « aliquod feuduni seu salariuni ». « sapientos et legales viros. ma coordinato alPazione di altri magistrati.NEL GOVERNO DEL COMUNE PISANO GLI ANZIANI . Cfr. degli L'attività della parola. Ma per ben determinare quale sia il contenuto e quali limiti degli uffici agli Anziani affidati. prùrisioni » o dolio Conii>. era con- multa di cin(|uanta lire di «lenari pisani (8).-> Consigli. (2) A questo Consiglio particolare chiamato Credenza era riservato l'ufficio di provvedere sulle relazioni estere. elip. se da una parte PAnzianato abbraccia la parte piìi grande delPattività dello Stato. . approvate e ratificate V. Archivio di Stato di Pisa in 117 registri che contengono le provvisioni ordinario e straordinario dall'anno 1298 al 1405. « deceni di Pisa.1. Si alla Dir. sulla collazione dello ca- richo e sulla regola dolio tinanzo. lioiios et por dominos siipraseriptos Potestates et Ca- « ]»itaiieos et Antianos.. (juale. Coni. R. intesa nel largo i)in senso determina innanzi tutto nei rapi)orti si col- mantenimento delPordine giuridico alP interno. « Di maiKlure ad Le provvisioni degli Anziani erano registrate tutte bimestre per bimestre.i lacieiuus. Pestero. ci sarà dato di cogliere nella sua interezza quella che diremo Pessenza di questa magistratura nel (1) Breve i)is. quasi sino alla caduta della Repubblica por mano dei Fiorentini. Anziani. dannato alla si aftìdavano al potere del Ca- se ne trascurava P esecuzione.. I. e nei mezzi economici per PAmministrazione dello Stato. vel quibus conimiserint. dalPaltra il suo potere non è sempre autonomo. videlieot prò quolibet (luarterio civitatis. quoniiu offieium durot por tros non « nienses et Et non habeant nec plus. 19S. ora si conservano nel K. . Ancinvio dalla Dir. passavano alla ratificazione del Senato (1) e del Credenza Consijrlio della così j)itano. nel i Intesa bene e chiarita questa parte del nostro lavoro. noi oap.

. Le pis. le (2). II. molto gravi. (2) Breve p. per denaro promesso per Pim- Agli Anziani inoltre spettava P altro nare nome con Xiccolò ti*attative mandato dai Reali d^Alife. i^oichè dalla buona trattazione degli affari diplomatici dipendeva in gran parte il prestigio della EepubbJica. ri- masta comune agli Anziani. doe. Cosi nel 10 febbraio del Anziani gli il quale nomi- ufficio di attribuzione. eis. conferita soltanto al Collegio degli Anziani. dopo d^aver inteso davano nerale. disposizioni principali clic riguardano gli ambasciatori sono seguenti: a) Gli ambasciatori non del)bono ricevere dono alcun») « exceptis exculcntis et poculentis in fraudeni non reci]ìiendis ». Di questo fatto è prova anche Com. in eap. 1326 le risposte ordina che si ab eis eligendis vel mie in. in cui si esplicava la loro maggiore attività. la cui autorità ve- niva sempre più affermandosi colPaccentramento dei maggiori poteri dello Stato (1) Cfr. ambasciatore fatti parere del Consiglio ge- dovute. 3. fu da quest'anno in poi. e nel 1375 a agli comune del di Pisa vengono in chiedere un sussidio navale e presa di Sicilia il di (1). Essi ricevevano nel loro palazzo le ambasciate. al Podestà e al Calcitano del popolo fino al 1313. e se li ricevono.FERRUCCIO RIZZELLI Bapporti a) colVesUro. voi. uè numifestare ad l»asciata loro conmiessa. dopo cioè hi compilazione del nuovo Breve del Comune pisano. « una cum sapientibus riris rispondano aicut eis placnerit»^ ambasciatori venuti da Firenze. Gli Anziani dovevano innanzi tntto dilijjenteniente e scrnpolosamente occuparsi dei rapporti colPestero. h) Gli ambasciatori non i)ossono nella loro ambasciata qualche cosa per utilità propria o di altri. alle quali dietro loro immediata deliberazione o anche. La gli Xapoli. ambasciatori pisani. Ax)pendice. Gli ambasciatori debl>ono lar registrare fra gli atti del ]>isau<) le risi)()ste ottenute: Comune . « De amhasciatoribus» (Bonaixi. senza licenza degli e) domandare altri l'am- Anziani. A'anno incontro a gravi pene. 22).

p. 8 (2) ('Ir. fatto » eo. e. poiché la popolazione e con essa mano lo stato economico del paese erano venuti man de])erendo per causa della terribile pestilenza del 1318. Infatti nel lo4. «prò anibaxiatore baxiatore itnvo Lombardiaìn e. stabiliscono i ad ludicom Arboree». Anziani e figli Ma- del marchese anche più tardi.l (•oiiii)ito KKNO iiu\ che Anziani era a«>li ed conti itti sorti tra Pisa i DKl. . ce. cit. 119 R. Cfr. accordano ogni diritto stessi. A. Così. nel 28 agosto del 1319.. Ahchivio In altre provvisioni si A.. gli per mezzo dei Savi. 81. : ani- A. «prò r. Atti pubblici.. di altri Stati.. e t. 31. 57 r. 1379.. mi salario. cart. Molto importanti sono inoltre le provvisioni degli Anestera che «ili ziani relative alle concessioni di cittadinanza. nel Malasi)ina. fu autorizzato da^li Anziani ser a comporre pace la (1). (1) li. che d) (ili iiiiibastiaToii haiiiu» vioiic stabilito dagli Anziani. pergamena il (3) Ahchivio cit. . e così quale anno. e furono appunto gli Anziani di Pisa che nel 134<S composero « nomine gestorio » la pace tra Lucca e Xerio da Montegarullio (3).• (litticilo il porre ANZIANI XKL >I. 17 r. es. 85. Atti pubblici. a tutti coloro che fossero venuti ad abitare in Pisa.. ce.i sorti alcuni dissidi tra Pisa e Spinetto Bene da Calci anche avvenne nel 1379. Akciiivio cit.33. nei tale era la politica di fatti Anziani godevano presso i Comuni vicini. Florentiani » itiiro CiV. mandarono un tal Kanieri di Pietro j>li Bullia de' Gualandi a trattare la pace riputazione di elevata competenza E (2). e. 81. R. salari « prò anibaxiatore qui ivit si ripete nell'anno seguente sotto t. 82. A. A. 31. r. nei (juali in- tervenivano o direttamente o per mezzo di loro rappresentanti. 271 e segg. e sego-.. o 21 . 97 r. t'o. e.MLNK i'i>AN() Vo- com- attìdato. Lo stesso Capitano Giacojuo <rA]>i»iano. salvo speciali condizioni. ce. Archivio cit. si accorda la cittadinanza pisana ai laspina (1). (4) R. di cittadinanza. ARCHIVIO cit. oit.. A. A. Anziani insieme col Capitano Pietro Gambacorti. durando le inimicizie tra Pisa e il re di Tunisi. 104 r. nel '20 settembre del 1342. avendone avuta piena balìa. anche K. per deliberazione degli Anziani. XXI.. Aiu'Hivio K. "/. che alcune volte erano da questi nominati arbitri nelle loro questioni.

o dai giudici che desti finivano ogni questione in loro assenza. l>erchè le sentenze emanate da loro. Quantunque Pufficio magistrato supremo fosse de- di stinato al Podestà od al Capitano del popolo (2). cliè si afferma Aa la supre- anche in materia giuridica il loro potere non era limitato che dalle disposizioni statutarie. 85. Anno millesimo ducentesimo nonagesimo oetavo. Agli Anziimi era data facoltà di presentare proposte Consiglio del popolo per essere approvate. (2) R. secundum forniani Brevis pisani populi. « Iiintinus (3). Aiìciiivio i)opuli. Aiu'Hivio cit. o respinte. essi. ce. indictione decima. 67 e «8. dixit niilii Guidoni Turcliii notario quod ii)se « nolebat venire seu ire ad dictuni Consiliuni. 132 t. si la riserbavano il loro autorizzazione.. 81. e. non poteva a ciò devenire senza la volontà espressa degli Anziani questo ci prova la pro- tro il convocare : delPAnziano Giuntino da Peccioli contro del Popolo Simone degli Abati da Firenze (1 testa il Capitano ). 99 cum domiuus Symon t. . avessero bisogno della sanzione di altri Ufficiali. ma quando non di legge. le quali passavano al si trattasse di riforme statutarie. o modificate. AcniA^ano controllate dagli (1) «pisani Anziani per opera di un Notaio K. potevano deliberare in modo assoluto. pure que- dovevano riconoscere la superiorità delPalto Consesso. che. yè sotto questo rispetto soltanto mazia degli Anziani. sia pure temporanee. senza che le emanazioni della loro autorità. Così pure nessun Consiglio poteva convocarsi senza A^enisse. 81. AucHivio cit. quia non est de voluntate An« fecerit banniri Consiliuin « A^el octo ex eis. pur avendo la facoltà di le adunanze. (3) R. A. cuni dictus Cai^itaneus « predictum consiliuni lacere non debet. Questi poi de Peccioli Antianiis de Abbatibus de Florentia Caj)!- « taneus pisani i)oi)uli hodie die dominice A'^III kalendas Septenibris maius populi ut congregaretur in malori ec« desia civitatis pisane. cit. avvenute nel dominio della legge.. « oetavo kalendas Sejjtembris « tianorum ». diritto di pubblica protesta con- Capitano del popolo. A. A. a differenza degli altri Magistrati.FERRUCCIO RIZZELU 76 deW ordine b) Mantenimento ffiuridico aW interno. se ciò ay- e. e..

Ili. voi. Breve del pop. 535).. (5) cauze civili » .. voi. Breve del pop. Capitano del popolo che non esigeva la condanna era punito alla sua volta con la multa di cinquanta denari I)isani (5). (3) R. « Di non intromettersi nelle (Bonaini. 64.. e delle Comp. nelle questioni civili esclusa dalle disposizioni statutarie qualsiasi loro renza. 564). in cai). « facta « De modo servando maleficiorum » (Bonaini. A. II.. voi. Essi fisca credessero oi)portuno. Go t. A. il reo nelle una somma che andava da concedere con una provisio extra- ordinaria la grazia sovrana ai condannati (3). 62.. 85. J. condanne le si et mancare e qualora tale revisione venisse a annullavano ed giu- i incorrevano in una grave multa per ciascuna Aolta dici che avessero trasgredito la legge. « JH relaxare li pregioni per mizericordia » (Bonaini. et Comp. gli facoltative. l^. Oltre a questa che chiameremo attribuzione di diritto Anziani avevano anche altre atlribuzioni potevano eleggere alcuni Savi per la condei beni appartenenti ai condannati. « De non intromictendo de causis eirilihux » (Bonaini. e. ». e. (1). A. in cap. nel cap. e. ]>.. pop.GLI ANZIANI <luve\ a riferire agli Anziani si 77 quid illicitum vel mhonestum commicterent in ipsin condcmpnationibus faciendis iudices ejiaminandis ])er (iUVEKNO DEL COMUNE PISANO Nl-:i. 134. etc. Archivio cit. 58. Archivio cit. ut inferius continetur. II.... Pure tra le provvisioni degli Anziani ci fu il Breve (1) pis. p. Breve pis. de infra- et aliis. 359). pena Sotto di lire venticinque licrchè tal pena. e liberare per anno (4). tioitihus in officio indici^ eurie debeant rebanniri prò Comuni et a Comuni bannis pis. nel cap. 35. A. 492). pag. pop. « Providerunt Antiani infraseriptis ex condempna- pis.. e delle Comp. Questa disposizione era in Algore fin dal 1286. fors^ anche per il era inge- denari pisani. i^remiare. Coni. coloro che consegnassero mani dei magistrati pisani. r. « scriptis (4) in exbannitis de Palaria a Magnifìeo Uguccione de Fagiola occasione « nitos « 35 e. Cfr. 438. e di rispetto che imjioneva il Consiglio supremo della Repubblica.. non fosse trascurata. e. voi. qiiod ex provvisione domino viro jiacis facte inter infrascriptos exbau- de Palaria ex una parte et quosdam alios ghibellinos de Palaria altera. se lo obbligatorio.. A.. II. Anziani ave- misericordia dieci detenuti nel venerdì santo di ogni Ma se in fatto di questioni criminali gli vano importanti attribuzioni. colpa dei giudici. « (2) R. 85. con lire dieci a lire cento (2).

et instrumenta et eleetioneH ofiicialiiim. e. 111. « De pi. Archivio (2) Breve cit. « Ih' herrovariìs » (Boxain'i. dunmiodo praestet lìdeiiissoriani cautioneni in cancellarla jiisani Comiinis. compilati dagli Anziani stessi o dai Savi a tal fine eletti. p. in ca]>. Luce ce.. ut consuetum est. voi. pis. . 113. Archivio « Mactliei de cappella Sancti 82. con espresso divieto per ciascuno alP ufficio di famiUus del Podestà. Coni. le guardie che attendevano unicamente al mantenimento delP ordine pubblico. voi. 11. 327).. 23). ]S^ei registri delPArchivio pisano troviamo moltissime provvisioni relative al commercio della fiorente Repubblica. p. secunduni formani Brevis pisani Coiniinis ». Così soltanto gii Anziani potevano concedere il qualora però nelle i richiedenti stabilite dallo statuto nella Cancelleria del e) trovassero si porto d'armi. in eap. condizioni prestassero cauzione fideiussoria e Comune pisano (4). Bogìta cit. A. I.. di concedere una dilazione un ai debitori di tal Roberto de Rocca. (3) R. Capitano del popolo. 336 e segg. alla essi pacasfiglia del (1). (4) R. ce. Agli Anziani era data inoltre facoltà di nominare (2). con la quale si ordina a Ranieri di Metula. le quali bastano a iH'Ovarci con la massima evidenza che anche questa parte delPamministrazione dello Stato spettava al Collegio degli Anziani. lih. delle carni e dei pesci sul mercato della città.FERRUCCIO RIZZELLI 78 dato trovarne una. 36. eletti altresì dagli Anziani (3). II.ss}earii>i et rìqatteriix » « populi concessa est licentia deferendi « « lilio forisiiorte a doniinis Antliianis pisani (BoNAixi. Coni. Avevano essi per loro superiori immediati un Conestabile ed un Vice-Conestabile. Amministrazione interna in ordine ai mezzi economici. Archivio cit. purché sero quanto occorreva detto Roberto dote di Francesca. 23 (iìtper ( 5 ) pro- t. A. A.. 88 e 89 « Baccioni de Seta quecumquc arnia defeusafiilia.. o di andar i berrovieri fuori di città per richiesta di qualsiasi cittadino pisano. (5) Breve pis. lih. Alcune si riferiscono in special modo agli ordinamenti per la vendita del frumento. Così nel capitolo « I>e pissicariis si et rigatteriis » del Breve pisano ordina che gli Anziani eleggano alcuni Savi (1) R.

erano aftìdati alla Camera del i cui amministratori « Camerarii pisani Comunis ». Archivio cit. e. « merariis pisani « Comunis CCLXA^ in solutionihus per « De modo servando a Ca- eos fiendis de ^j^'cwwia pisani Comunis de qua facte fuerint provisiones per dominos Antianos pisani popuU . II. e. 81 t. R. 197.. e t.^ eìecti » ci attesti visioni ferro delPElba raggio (3). vendi tacere in ih effetto tutte che dopo opportuna deli- « Antiani pisani derunt quod piscatores pisane civitatis i)ossint « (lere et ])oi)uli provi- et eis Jieeat x)osse ven- de mensibus Madii.. 85. per garantire la sicurezza dei trafficanti che univano in relazioni commerciali la provvida Repubblica con le maggiori isole del Mediterraneo e rati. A. eupittdi factl in (6) R. e. Gli Anziani di Pisa provvedono prò comuni Pisarum in partibus Sai- prò comuni Pisarum vendere et titulo venditionis dare et concedere boves et vacehas trium annorum usque in quinque et boves « et vacehas « sani v'eteres pisani Comunis (5) Comunis de bestiis seu armento J^estiarum ])i- et iudicatus Gallure ». e. Archivio eit. 94.. i)0ichè i mari erano allora infestati dai piAnziani erano obbligati sotto giuramento ad armare ogni anno due galee (5). regolavano tutto il bilancio dello Stato.. die da un così attivo commercio per- venivano alla Repubblica.. senza i)er() ohe la solita formula « provideìKnt infraseri2)ti mpkntcH viri saper Mis ab Anthianis pimni rifleHclo popuìi etc. P intervento dei Savi(l)... ce. 2 e 24. dap])rima eletti dal solo Podestà e poscia dagli Anziani. 45 e 53. Breve del poxK)lo e delle Coni]). A. mandavano poste dirette e indirette (6) e quelle provvisioni pecuniarie (1) « R. (Bonaini.. Inlii ci vitate ])isana Angusti et quolibet teniixne anguilias de tiuniine Arni tantum im- « et « x>une. 93. 3o. 85. 16 t. riscuotevano im- Comune. cit. t. 515). Archivio cit. non obstante (jnod jier forniani Brevis pisani vendi faeere eas non jìossint « vel (2) R. e. e del sale all'importazione di frumento o e fo- o alPesi)ortazione di equini e bovini per uso del Comune (4). « A. le pili Tutti gii introiti. Innii. Archivio 16 e.anziani nel (iOVERXO DEL COMUNE PISANO (ìli ni mentre in una provvisione ordinaria del 1315 troviamo una disposizione de«li Anziani sulla vendita delle anjiuille delPArno. nella rubrica CXLVII « Xuoi'i anno Domini MCCCXII ». e. Altre prov- riferiseono invece alla vendita del si (1*). voi. (7). e e. A. A. offieialis 3 r. (7) R.: cit. cap. (3) e. 43 r. r. 90. Ciolus Grassnlinus « (jiuid Comunis vendere ». 85. gli con lontane terre delP Oriente. A. Archivio « dinee i)ossit A. j). ce. Aiuiiivio oit.. (4) 20 R. 17 r. li) t. A.

quare dieta provisio « dieta solutio fieri debeat. 37 t. nec solutionem ex (1) Cfr. 85. « Sindicus et « e t. (2) K. « pisani Coiiiimis i)resentes et Anziani Et quod sit sit sj)eciiìcata causa seu fuerit et quare ipsi Camerarii nullo modo possint debeant solvere seu dare alieni persone vel loco aliquam quanti- tatem pecunie ex forma alicuius provisionis dominorum Antianorum « que sit et fuerit facta contra formam brevium statutorum ordinamentorum et consiliarorum pisani Comunis et populi. 197. ut predieitur. A. nisi in ipsa provisione « singolariter et exprexa. Et quod calculator et notarii Camere pisani Comunis non jjossit nec debeat aliquam provisionem contra dictam formam factam et non revisam. 21 r.. nisi ei qui ad executionem factorum pisani Comunis in provisione contentorum seu continendorum esset per electionem jjisani Comunis seu dominorum Antianorum x)isani j)opuli electus seu deiJutatus ex forma alicuius provisionis dominorum Antianorum pisani populi.. 31 1. Et quod Camerarii camere « et aìiis de rerisionibus dictarum prorisionum. CCLXYIIl prorisionum pecunie do in inoi'um Antianorum et « De officio lievisorum notarii dictorum lievisoriim ». « officium.. 81. A.. erano esaminate dai Revisori (2u Cancelliere e dal Xotaio del dal sigillate Comune. Et quod dicti Camerari ex forma alicuius provisionis fiende a Kalendis May i>roxime venturi in antea nullam so- « lutionem facere « pisani popoli. Api>endice. que fieret contra suprascriptam formam ad penam suprascriptam. e. Archivio cit. cap. 197. 3 t. Archivio « ])isani « « « « « Modulator teneantur et debeant quemlibet contrafacientem condempnare ». e. ap- « probatam « inde scribere ad dictam penam. 4.. « et « « « « « « « « et api)robata jiossint alieni persone vel loco. cit.FERRUCCIO KIZZELLI 80 berazione degli Anziani e registrate e (1). 10 r.. . CCLXVI « Quod Cancellarius Comunis et dominorum Antianorum pisani poimli et notarius <lominorum Antianorum et Notarii Cancellarie pisani Comunis i>resentes et futuri non possint neque debeant scribere nec sigillare aliquam provisionem pecuniariam. A. A. doc.. Cfr.. e. Archivio cit. e. e t. e. A. nec debeant dare seii solvere alieni persone vel loco ex forma alienins provisionis dominornm Antianorum pisani poiinli ali- « qnanj quantitatem pecunie. e. ». A... 2 r. nisi provisio sit revisa per infrascrii)tos cives pisanos eligendo» ad infrascriptum « quo in x>resentibus ordinamentis sit mentio et eorum siEt de predictis teneantur dicti Camerari ad penam dupli totius eius quod solverint seu solvent contra dictam formam. e. 72.. e.. A. 4 r. admictere. R.. « « et sigillatam... 82. 5 r. « vel « (3). in qua pena possint et debeant a Sindico et Modulatore officialium pisani Conmnis condempnari et intantum dictus (3) E. 3 t. e.. de « gillo sigillata. Et quod ii)si Camerarii non possint nec debeant dare seu solvere alieni persone vel loco aliquam quantitatem pecunie i3ro expendendo et convertendo eani in factis x)isani Comunis. 84. cap. nonché dal Xotaio stesso degli « « Alla qui prò tempore fuerint vel alter eorum non possint.

CXXIII (Bonaini. e. 82. (7) Il colui che Podestà aveva non 1' obbligo di punire nelP avere e nella persona rispettasse questa disposizione?" sani comunis. I. » vtutaria. II. Arch. al quale era anche affidata la custodia dei coni. Giacomo da Pec- mettere in appalto le gabelle di Pietrasanta. in cap. II. (Bonaini. » (Bonaini.. I. Breve pis. 6 pi- . lib. voi. « De Catuerariis etc. p. Oltre a ciò. civi- p. 33. qui Jierent ah eis. (2) K. p. Gli Anziani erano tenuti a stabilire e indicare la forma di qualsiasi moneta « nigram ad eleggere due caun provaiolo e un intagliatore di monete. Coni. Coni. R. mentre documenti posteriori ci provano che anche reiezione di questi ufficiali fu più tardi affidata agli Anziani. p. e delle Conip. 559). così delle dogane dovevano controllare gli introiti e gli esiti (3). Archivio (3) Breve «lei Breve pis. 270. Archivio cit. voi..NEL GOVERNO DEL COMUNE PISANO GLI ANZIANI ogni settimana erano obbligati a mostrare per aper- tino di tum ftcriptum agli Anziani totum in 81 ebdomada totum id quod in et ebdomada dissent in ipsa Xè quicquid quod receperint et summa expenderint^ vel expen- il). pertinentes cioli a De II. pop." Sorif^. jiis. 39). lib. « It. I. nel cap. in cap. Gli statuti dogane erano eletti dal Podestà. — De moneta XXXIX. poiché anche sulle dogane di Pisa esercitavano essi la loro autorità immediata. lib. in cap. voi.. in cap. e. E come nella Camera eserci- tavano continua personale vigilanza. 260). « unum notarium ad (6) introitihus cabellarum pisani Quod Antiani teneantur eligere per<juirendum omncs oontractus notariorum pisane « tatis. A. Un'ultima importante attribuzione degli Anziani riguarda il conio delle monete. i quali alla loro volta potevano pel medesimo del 1286 attestano infatti che gli ufficiali delle ufficio autorizzare i Savi (2).. Si autorizza a'oI... Breve II. I. Stor. 95). p. 229). pitani o sopraintendenti degli uffici della zecca. 5.. gli Anziani avevano facoltà di riformarne gli statuti. Breve (1) Com. Tutti costoro rimanevano in carica rei grossam che dovesse coniarsi » e (7). (4) Comunis (5) « » (Bonaini. II. quando lo credessero opportuno (4:\ di esaminare per mezzo d^un notaio tutti contratti attinenti ad èsse (5) e di concedere la loro i autorizzazione per Pappalto delle gabelle del Contado (6). lib. 57 t. ad cahellam » (Bonaini. Cfr. « eit. voi. A. soltanto per questo risjìetto si rileva il continuo affermarsi del potere degli Anziani relativamente alP in- terna amministrazione.

R. ce. A. caintaneìH. 386 e 388. et 31. nel senso che PAnzianato elegge gli Uf- delle incombenze. ciò dello Stato non toglieva che per tutta Pattività richiedesse una certa uniformità di scopi e si La direzione dello politica estera. « (Bonaini. 41. ce. gli altri i COXCLUSIOXP]. lib. o direttamente o indiretta- ficiali impartendo loro quelle norme e quei criteri. è poi ricondotta ordinari e straordinari. voi. A. 42. mente per mezzo dei Savi (1) Breve liatore monete » (2) (2). 537 e 539. quali sospirava Pufficio militare del Capitano del popolo. 56 e 64. A. 96. ce. in ca]). Sicché tutta la loro attività si può riassumere nel modo seguente: essi adempiono principalmente ad una funzione che potremmo chiamare integratrice. e questo aveva ziaria. Perciò nel governo della Repubblica Pazione di ogni Uffi- ciale cospirala per Pattuazione di tutto un insieme di idee organicamente connesse: e il discuterle e il determinarle era appunto uno degli scopi del Collegio degli Anziani.. jrroruiolo. p. 97. 33. 54. e. . Di varia natura erano quindi le attribuzioni e gii scopi di questo Collegio supremo. I.. In primo luogo rileveremo che per quanto libera fosse Fazione degli Anziani nel proprio ufficio. 35. 38. 102 e 107. 85. A. 47. 93. perocché loro uffici richiedevano una speciale competenza tecnica (1). De iiital- II. dalP altro è anche effettiva. e il suo contraccolpo nelPamministrazione finan- questa nello stato economico della Repubblica e così via. ce. A. in quanto trasmette ai singoli uffici quelP autorità onde essi agiscono.. pis. 100. 279 e 539. coni. 336 e segg. 112). A. ARCHIVIO cit. 36. che se da un lato è formale. A. ce. divisi e suddivisi per la specialità ad una grande unità. ce. 49 e 50. ce. A.FERRUCCIO RIZZELLI 82 nn semestre: il capitano però nou poteva esser rieletto medesimo ufficio se non dopo trascorso un anno. affidata agii non poteva stare in disarmonia con i criteri ai Anziani. 34. mentre ]}er al due potevano esservi subito riconfermati. 28. di vedute. per la quale la grande varietà di pubblici uffici. pei quali Pazione dei vari uffici pubblici cospira armonicamente al raggiungimento dei fini che allo Stato incombono.

prò vietu suo et eorum Caneéllarii. que comburnntur ad usum sapientum i^isane civitatis su^ìer factis Comunis singula €lie consulentium. ut dictum est. ligna comburnntur. serie I. quod non esset conveniens nec honestum.. voi. dovendo solo servire al loro mantenimento e a quello della loro famllìa^ ossia dei servi e degli impiegati ad essi immediatamente soggetti..iemali.. pop. erano anch^essi considerati come veri e propri ofticiali dello Stato. Eis concessum est a Comuni pisano per. che avevano <iuindi diritto ad un fendum collettivo. 135.. CCCXXXVIII « Providerunt do- « mi ni Antiani pis. notariorum et familie. x)is. cap. pis. anno de mensibus Novembris. variava da lire tredici a lire quindici di denari pisani al giorno (2). p. del loro ulti ciò. op. A. singula die libras quindecim den.. I Camerari della Repubblica erano autorizzati a tal pagamento absque casella (3). quantunque il loro potere fosse. come e dovessero ancli\»ssi. de quo salario ipsi domini. ordina verunt quod ipsi do- « mini Antiani habeaut et habere x)otuerint et « salarii librariim « « « « « « « « X)ossint et debeant a kal. Decembris et .. ultra bucelias triginta.formam ordinamentorum pisani Com. Ferruccio Rizzelli. A. I. limitato dal tutti gli altri Uftìciali.. 805). quibus multa. {Arehirio Storico Italiano.. e che poteri eran detti « (/itberìiatores appunto per i loro sommi administratores reipublicae et non avevano come gli antichi magistrati di Roma il carattere àeWhonor . VI. 197. repubblicana Ma (ili e ( Te r r a d' ' 1 r a nto). Aitcìiivio cit. nullo modo vivere x)ossunt nisi ponerent de suo prox^rio. ARCHIVIO cit. (8) R. x>resentis in antea singulo « « « aliis mensibus totius anni singnla <lie libras « cal)ella ». maxima i)ars ijìsius salarii sux)rascrii)ti consumitur... trcdeeim den. il quale. coiisideraiites diligenter extreniitatem inaonaiu « diiodeeim per dieiu qnod habent. et maxime tempore .. qui sunt intcr omnes.GLI ANZIANI NKL GOVERNO DEL COMUNE PISANO S'ò Anziani costituirono dunque nel Comune pisano il niaji'istrato supremo ehe non riconobbe altra autorità die ([uclla degli Statuti (1).. Ma il questi magistrati che formavano alto e solenne consesso. (1) disi». 2\ (2) Roxcioxi. 7 e sego.Januarii et Febriiarii. to. Crii in certi casi. quo solum in lignis. R. sine cabella et omniì>us « Jan. sine . pisanae ». Et liabito super ])redictis Consilio et deliberatione matura una viee et pluril)us cum sa])ientibus viris. co. ricono- P obbligo di sottoporsi alla modiUatio^ terminato scere tempo il i)iìi Capitimo dal i)opolo o dal Podestà. cit.

utentes in data et concessa in niaiori et liiis bailia eis per niaius et generale consilium pisani Comunis liodie celebratum in malori ecclesia pisana et ratiflcatum x)er consilium pisani populi. anno millesimo tregentesimo quin- <luagesimo octavo. prò bono Comunis et i>ro conservatione boni et pacifici status pisani Comunis et populi. .). tìdeles et amatores pisani Comunis et populi et status presentis cernant et in dictis tascliis ponendo et mietendo in eis priores ponant et mictant prò prioribus. dictorum mortuorum eiciendorum de tascliis etiam eorum qui deficerent apodixarum in dictis et su- predictis ac tascliis nunc exi- stentium. calculent et liiis cernant in presentiis magnifici viri domini Gualterii Hocbschlitz pisani etiani x>ro imperiali maiestate \ icarii et locum tenentis et una cum ipso domino Gualterio omnes et singulos Antianos existentes in dictis tascliis et ex generalis inde extraliant et eiciant omnes et singulos mortuos nec non omnes et singulos suspectos si quos in Comuni et populo jiisano eis esse invenerit et loco spectorum extraliendorum et et presenti statui. vt ex lioc dictum ofiicium et (piod infias(ii])ri sai)ientes viri ab ipsis dominis Antianis super electi revideant. octaTO idus Martii. x)artitu inde facto Inter eos ad denarios albos et giallos secundum formam Brevis pisani populi. Incarnationis e. 197. ultra residuo tempori s prò quo diete tasche nunc dummodo in dictis tascliis esse non possint quindecim priores per singulum quarterium pisane civitatis. alios devotos. cum (piam pluves ex intascbaris in tascliis nunc vigentibus de officio et regimine dominorum Antianorum pisani populi sint mortui et ntilitate et quam pisani plures in eis positi sint prò artifìcibus prò artibus. ])isani x)opuli. AicIiìnìo licrisioue (Ielle bor^e per ordine di Gualtiero Doininice (k. quas non faciunt nec fecerunt ullo tem])ore regimen non ])ossit debite reformari. Stato in Pisa.]. [K. artifices prò artifìcibus usque ad expedientem et sufficientem numeruni ])i() vigentes facte fuerunt. A. Pro- domini Antiani videriint actributa.FERRUCCIO RIZZELLI 8-t APPENDICE DI DOCUMENTI. indietione undecima. mercatores x)ro mercatoribus. (li (le(jlì Anziniii IIoeltf<elilifc. . die predicto. 9o i e/e(/(iibili et. fatta dai Sari rìeario (jenerale di Carlo IV. 1358 1. p.

sive mictenon obstantibus predictis eorum officiis. Et quia utile et necessarium est Comuni pisano officium Antianatus virtuosis et bonis liominibus reformari. donec omnes priores sui quarterii qui remanebunt prò prioribus in suprascriptis taschis nunc vigentibus ex eis qui in dictis taschis nunc sunt ratus tempore eoruni extra ctionis ad dictum officium prio- et habiles ad dictum olhcium prioratus liabendum fuerunt. conputando in dicto tempore tempus preteritum dictarum tascharum. ita tempore vel in mai ori numero Antianoruni in non possint v^el debeant et eo8 dietis taschis ponere vel mietere sic ab eis nebunt ex de novo mictendos et alios qui in dictis liiis et debeant eo pieiitibus tascliis renia- qui in eis nunc sunt. cationil)us dicti officii Antianatus et de sigillis dictarum tasclia- rum et cai)sa earundem et clavibus diete capse et aliis omnibus et singulis serventur et servari debeant provisiones et ordinamenta facte et factìi de et super suprascriptis taschis nunc vigentibus. et dictis sa- Et durent et durare debeant diete tasche eo tempore de quo in provisionibus factis de nunc vigentibus continetur et non ultra. . apodixent et apodixare possint modo et sicut dicto viris melius et utilius domino Gualteiùo videbitur.COMUNE PISANO ULl ANZIANI NKL (. statuerunt et ordi- naverunt et disposuerunt prò utilitate x)isani Comunis et populi quod pontonarius pontis et ojM'rarius pontis de de mari presens in veteris i)isiane civitatis presens in officio mari sive opere officio sacti Ranierii dicti pontis possint esse Antiani pisani populi. fuerint de dictis taschis extracti. Et idem per omnia fiat et observetur de mercatoribus et artilìcibus in dictis taschis de novo mictendis et ponendis. Et si (luis ex predictis de novo mictendis et ponendis in dictis taschis prò prioribus extraheretur de dictis tascliis. extraliatur loco sui ad dictum ottìcium prioratus.OVERNO DEL cuniputatis in dicto imiiiero prioriim novo quod illis qui remanebimt in dictis ex hiis qui in eis nunc simt pio prioribus et tascliis in dictis taseliis prò i>ro niaiori 85 illis qui de prioribus mictentur seu ponentur. ante quam predicti omnes qui in dictis tascliis remanebunt prò prioribus ex eis (jui in dictis taschis prò prioribus nunc sunt. et alius habilis ad dictum officium ex hiis. Et quod nullus de novo addendus sive ponendus in dictis ta- predictis taschis schis vel aliqua eanim prò priore ali«iua earuni extralii vel esse possit vel debeat de eis vel Antianus pisani populi prò priore. et in eis prò prioribus remanebunt. sive in eis de rentur. si novo ponerentur. fuerint de dictis taschis extracti eo modo et forma. eius apodixa reponatur et remictatur in tasclia priorum spicinatorum sui quarterii. De aliis vero va- in dictis tascliis sunt. qui nunc sunt in dictis tascliis. de quibus supra dictum est.

pace viri super biis a electi ])ro e\ identi utilitate pisani et eijiiitate fico statii ])isane civitatis saliibiiter civium pisanorum et paci- conservandis (jiiod ofHcium regimen Antianatus pisani mari possit et debeat ]n*o duolms annis et po])uli leformetur et refor- et sex mensibus inci]»iendis . quarto kalendas Angusti. providendo ratitìcaverunt. CoiiKiliuiii sen. se-i-i. cuius quideni ])roYÌsionis et ordinamentorum tenor talis est: Dominice Incaniationis anno millesimo trecentesimo sexagesimo primo. (leijlì A n ciani Xofari. loro ( SU e. cancella- riorum pisani Comunis.<i(' 'aìtccììieri e e t. luglio 2H 2. Cuius quidem provisionis tenor talis est: Su^H'ascriptis anno et indictione.^'> FERRUCCIO RIZZELLI 1361. A. capitaneoruni et dominio Antiani. partitu facto inter eos ad <lenarios albos et giallos secundnm formam Brevis pisani populi. h<>r. 107. Providerunt domini Antiani pisani populi.itu< et ciedeiitie (loiiiiiiornui Aiitlnanoruiii pisani decem per ])oinili et eoriini consilii miiioris et maioris. Stato in Pisa. cancellariorum lucani Comunis dominorum Antianorum aliis et super et notaiiorum ipsoriim pisani ])opuli niiper coiiticiendarum et de aliis in dieta provisione et ordinamentis compreliensis. Providerunt infrascripti sapientes dominis Antianis pisani populi Comunis et prò quiete. Arcliivio (s. quarto kalendas Augusti.). cancellarioriim <lominorum Anthianornni ]>isani populi.]. Cnm intellexeritis nnnc corani vol»is le. conlirmaverunt approbaverunt in- frascriptam provisionem sapientum virorum pisane civitatis ad liec et a et dominis Antianis pisani populi electoriim t'actam suprascriptis anno et indictione. videlicet qiiarteriuin et oeto maris. indictione tertia decima. (li Prorrinioue fafld dai Sari sul/e e (lei p. quinto kal. |K.s pisani vitatis a additormii secundnm r<'nt<' \ t artiiim. eonsulum mercatoriini. ([uinto kalendas Augusti in omnibus et per omnia i)rout et sicut in ea continetur et i)lenius. de et super ordinamentis tascliarum dominorum Antianonim pisani populi. consulum ])()])iili eoiisiiliini artis lane. Augusti.ui et explanari i)rovisionem dominoriim Antianonim pisani i)opnli snprascriptam lioc anno et indictione. et ([uarterium pisane ci- pox)nli eleetornni et hnic Consilia formam Brevis pisani Coniunis a nobili et po- domino Chino Marcinone de irò state snb priorum septem per (jiiodlilK quiiuleeiiii sa}>ieiitiiiii viroruiii pisanornni pote- C'ivitella sacramento petitum.

Et ille et illi qui habuerit et sive de <pio maior pars dictormn electorum concordabit. videlicet ( V veiitiiri 87 domiuorimi Aiitliiaiioriini pisani debeant de prioribus ipsoruni doniiannis et durent et durare possint mensibus sex tantum. scribatur illi. vi<lelicet usque in tres prò (piolibet eorum tantum. Et facta dieta nominarione. ut infra dicitur.per quod dominos Antianos pisani populi. videlicet duo per quar- terium in electores et prò electoribus dictorum dominorujn Antia- norum eligendorum.l in kaleiulis Noveiiibiis modo et fonila. videlicet eligantiu. ut sujìra dictum est de prioribus. sapientes (piadraginta poxmlares de melioribus et suificien- tioribus civitatis pisane. quot voces habuerint in quidem scruptineum recipiatur per prefa- partitu de eis facto.ANZIANI NEL GOVERNO DEL COMUNE PISANO Gl. Et tìant. de proxime ([iiibus et si ve Un'iio pioti eleetioiies et taseìie p(»pnli tìant et tieii possint et nonim Antianonnn pio tribiis tantnmniodo annis duobus dietis kalendis et per nioduni tascliaium et eo pront inferins deelarabitur. nunc in officio exi- stentes. videlicet decem per quodlibet quarterium civitatis i)isane. incipiendis in Xovembris proxime venturi. videlicet (piod de quolibet et nominato in priorem sive prò priore }»artitus ad denarios albos habuerint maiorem partem vel quibus et giallos. de melioribus et sufficientioribus diete civitatis. Quibus et habeantur in presentia pretati magnifici domini domini Gualterii et in eius palatio. De quibus . cpio»! tum dominum Gualterium et Cancellarios suprascriptos. ubi sint Cancellarius cellarius dominorum Antianorum electis. Et <labit. cohadunentur maior pisani Comunis pisani populi et non et Can- alius Ael alii. omnes tam prò quolibet scruptineum secretum et vocum dictorum electorum signetur prò facto priore. ut supra dicitur. Et sic cohjidunati nominent et nominare possint et tacere scribi prò Antianis in priores et prò prioribus (pioscumque volent. De a<l minus (juibus vero factis et usqiie in tres omnibus electoribus duo ad voluntatem dominorum Antliianoruni prò quolibet quarterio pisane civitatis sint et esse debeant artitìces et de sei)tem artibus x>isane civitatis. priores predicti nominati scruj^tinentur per dictos quadra- ginta octo sapientes ad scruptineum secretum ad denarios albos et giallos. ì)e mercatoribus vero er artitlcibus prò annis quattuor et durent et durare possint et de- beant duobus annis et mensibus sex tantum. fiat non facti signentur. incipiendis in dictis kalendis Xovembris proxime venturi. facti (]uani et non concorXicliilominus tamen in quibus maior pars scribantur et signentur prò non factis. et octo sa^iientes eligantur et eligi possint per ticujn dominum dominum Gualterium imperialem vicarium Magnietc.

ut dictum et est. non essent ad suftìcientiam sive nu- scripti mero necessario prò dictis decemocto antianatibus rentur scripti et signati prò factis plures quam prò dictis decemocto antianatibus. electores predicti in et de suo prò suo quarterio tantum nominent et nominare possint et fa- cere scribi prò Antianis in alios sex tantum prò artilices quoscumque tantum prò mercatoribus et usque in mercatores vel volent. Quod quidem scruptineum et partitus sit prior. fìat per dictum dominum Gualterium et Cancellarios predictos inde ad sortem scilicet per apodixas lioc modo. videlicet quod de quolibet et prò quolibet nominato per mercatorem vel artiflcem fiat scruptineum secretum et partitus ad denarios albos et giallos. Et facta electione predictorum iniorum. minum Gualterium est de prioribus. gantur et et cancellarios supradictos. Et facta dieta cerna et electione. intelligantur prò dicto tempore duorum annorum et mensium sex. maior pars non concor- nichilominus tamen omnes quam non facti signentur ({uot voces liabuerint in partita Quod quidem scruptineum recipiatur i)er prefatum do- eis facto.FERRUCCIO RIZZELLI 88 vero prioribus eligantur et cernantur tle dictis scriiptinatis decein octo priores in quolibet et de quolibet quarterio. per prefatum rium reducantur ad decem et reperi- si dominum Gualte- octo tantum. contigerit si modo predicto. Et facta dieta no- minatione dictorum mercatorum et artifìcum. Et illi. Et . ut supra dictum De quibus vero mercatoribus cernantur per prefatum dominuui et artificibus eli- Gualterium de dictis scruptinatis viginti quactuor mercatores et viginti quactuor artifices in (piolibet et de quolibet (piarterio pisane civitatis. Et facta . quod illi ex dictis prioribus qui essent signati et prò factis dicto modo. essent necessarii si in pluri rei minori quantitate eve- numero vocum. Et si numerus excederet et sibi venerit apodixa prior. dabit. dimictendo illos qui et pauciores voces liabuerint. si erit de erit quod illis in quibus piena ad sortem. scruptinentur per ctos quadraginta octo sapientes ad scruptineum di- secretum ad de- narios albos et giallos. videlicet usque in sex artificibus i^ro quolibet. scribantur et signentur tam de facti in quibus non factis. ut infra dicitur. ut siipra dicitur. num et 8int priores Et illi qui erunt creti per dictum domi- Gualtei'ium prò factis prioribus. quod cui ex eis venerit apodixa nerit casus piena aliciui essent in pari de illis in quibus numerus defìceret. Et ille et illi qui habuerit et liabuerint maiorem partem vocum dictorum electorum sive de quo vel quibus maior pars dictorum electorum concordabit scribantur et signentur prò factis Antianis prò mercatoribus et artificibus. sit predictos predicti Cancellarii teneantur tenere in credentia et secreto et nemini di cere vel pandere sub iuramento.

videlicet una prò quolibet quarterie. ut dictuni est.anziani (ìli XKl. et Antianorum. prò mercatoribus vel artitìcibus. ut moris est. iliota cernii et electione. scilicet unus prior. In (piarum (^ualibet dictorum mercatorum vel Antiani. Et similiter fiant quactuor tasche mercatorum et quactuor artifirum. unus mercator et unus artifex cuiustpie (piarterii pisane civitatis. sed sint ac ponantur et mictantur viginti tpiattuor mercatores et in qualibet artificum ponantur viginti (piattuor mercatores et in qualibet artificum i)onantur viginti (piattuor artifices. norum neum in (jua erunt diete (jui tunc fuerint. earum. cuius claves Antianorum est. dumsoribatur unus Antianus modo in (jualiliet npodixa ponatur sive sive nomen unius Antiani tantum. electus vel electi fuerit vel fuerint Antianus non ponatur vel ponantur in dictis tascbis vel aliqua si electi non essent. extrahantur et extrahi debeant ad fatum (piactuor priores. videlicet una prò quolibet (piarterio dictorum mercatorum et similiter artificum. Antiani omnes predirti. I. sicut et scribantur dictum sive est. Et Cancellarii predicti sub iuramento teneantur talem vel tales sic electuni vel electos non ponere vel mietere in dictis taschis vel ali(pm earum. Et (piod fiant (juactuor tascbe priorum. videlicet (piod prima . qui et «pie servari debet in jivioribus ipsorum Antianorum. de dieta tascha Antia- apodixe spici nate per dominum i>isani i)<)piili Ael eiui^ cajjita- viearium in sala palatii pisani populi in presentia Consilii. Et servetur et fiat In eis et de eis modus et forma. in quarum (pialibet ponantur et mictantur priores decem octo illius (piarterii. Et predictorum Antianorum sigillentur et omnes predicte tasche aperiantur prout et sicut in cai>itulo Brevis pisani populi lotpiente de taschis incipit qiioniam ad rem sacram lathis stent in ca])sa solita. Et si proliibitus vel proliibiti esse (piis vel si (pii ex toto Antianus vel Antiani secundum pre- sentia ordinamenta. (piatuor mercatores et quatuor artifices dictarum tascharum. de qui- bus supra tìt mentio.UVEHXO DEL COMUNE PISANO ut siipia (licitar. ita tamen quod in extractione artificum infrascriptus modus servetur. ut moris Et postea singulis duobus mensibus videlicet per dies decem ante exitum Antianorum. Et facta electione dictorum Antianorum tam priorum quam mer«*atorum et (piani artiticum eo modo. iutelligantur et sint Antiani prò niercatoribus et artitìcibus prò dicto tempore duorum annorum et mensium sex. eorum nomina apodixentur per suprascriptos cailcellarios in presentia prefati do- mini Gualterii in apodixis siniplioibus sive spicinatis tantum. illi 89 qui erunt creti per predictum doiuinuni Gualteriuni prò factis Antianis. modo predicto. quod conUnetur^ et ponantur et unam teneat prior dominorum aliam Cancellarius maior pisani Comunis.

Veruni si aliquis vel aliqui extractus vel extracti fuerit vel fuerint i)ro Antiano vel Antianis.se- uiius ai-tifex «le ta*»cha artifìcum Et primo sic fìat con- tinuo per circuluni in quolibet quarterio pisane civitatis durante dieta. Operarius sancte Marie de ponte novo. videlicet: Operariiis pisane maioris ecclesie.rt<erii H\e<lii. esset impeditus et non si alter alius vel alii. tasclia temj)ore primo prioribus et extractionis ipsorum Antianorum. vel Antiani extra- non valens vel valentes esse illa vice Antianus vel Antiani reponatur et reponantur in tascham vel taschas nude ctus vel extracti extractus vel extracti fuerit vel fuerint. qui secundum presentia sint et esse intelligantur Antiani prò illis ordinamenta esse non possit vel possint liabilis vel habiles X)ro illa A'ice. eligant illuni vel illos qui de- defìcerent in dicto Antianatii. duobus mensibus tunc proxime venturis.sse i)re- alii habiles. Et prior dominorum Antianorum tunc in ofìicio existentium teneatur sub iuramento ipsa die extractionis predictorum norum Antia- facere ipsos Antianos coliadunari in palatio ipsorum An- tianorum in aliquo convenienti loco illos qui comode liaberi ])oterunt ad faciendum et tìeri facere i)er eos electionem dicti talis Antiani vel Antianorum. qui in eorum Antianatu defìceret vel defìcerent. alius vel alii extrahatur vel extraliantur loco eius vel eorum de tascha vel taschis. <le . Possit tamen ex eis qui ftniret ofììcium suum tempore <iiio . eligendo pei-sonam vel personas habilem vel habiles ad dictum ofìicium habendum. cuiida vero vice extraliatur primo vero vice extraliatur primo uiius artifex de qua. Et quod infrascripti per hec ordinamenta prohibeantur ad dictum olfìcium Antianatus. secun- dum presentia ordinamenta. eis existentibus in dictis esse Antianus ille ofìiciis. Et dictus talis Antianus. Ultra unum de foriiitoribus castrorum et roccharum pisani Comunis. ut dietimi est. tunc et in dicto casu Antiani presentialiter extracti de dictis taschis. extraliatur et extraìii (lebeat primo miiis artifex de tasclia artifìcum qiiartevii pontÌ8. t-ertia tasclia artiiicum quarterii forisporte et (]uarta vice extraliatur uuus artifex tasclia artifìcum (piarterii Kintlnce. de qua vel quibus extractus vel extracti fuerit vel fuerint. qui fìceret vel comode liaberi poterunt.FERRUCCIO RIZZELLI 90 vice qua extralieiitiir Antiani de dictis taschis. Cui electioni et electoribiis intersint Cancellarius inaior pisani comunis et Cancellarius dojui- noruni Antianorum pisani populi vel salteni unus eorum. qui sic extracti erunt. (luando extra lierentur de taschis dictis sive eligerentur et loco eorum debeant extrahi et esse e. extractis mercatoribus. Et si in dictis taschis vel aliqua earum non reperire- tur aliquis qui illa vice posset esse Antianus tempore extractionis. Et illi.

Et etiam Castel- tempore quo intiare deberet ad officium An- tianatus. et etiam ille qui eis existentibus ad aliquod dictorum officiorum tempore quo intrare deberet ad officium Antianatus. Absens a civitate pisana per miliariji sexaginta a civitate pisana numeranda. quilibet predi- ctoiiim officialium qui lìniret officium suum tempore quo intrare deberet ad officium Antianatus. socer et gener.NEL GOVERNO DEL COMUNE PISANO GLI ANZIANI 91 atl Uictiuii otìiciuin Antianatus taiitiiin. Cancellarius pisani comunis ad Consilia et provisiones et cancellarius dominorum Antianoium pisani populi. de una et eadem arte. Potestas. Doaintrare deberet neriiis «loane salis in Plumbino. Doanerius vene t'eiii de liba. eis existenribus in dictis et (juilibet alius qui officiis. (luando extralieretur vel eligeretur. et similiter notarius Antianorum existentes in officio et ille qui esset intraturus ad officium. avnnculus. non essent in populo pisano et non diligentes Comunis et popiili. quod liabuisset. non nati de legitimo matrimonio legiptimati tempore quo extraberetur ad ipsi tales intascliandi . esset intraturus Et idem intelligatur de potestate Suvereti et de potestate Scherlini et de vicariis pisani et lucani comitatuum. modulari non possit vel debeat. Index et Castellanns cuiusque terre pisani Comunis seu que distringantur per Comune pisanum in officiis iJiedictis. unum unum car- nalis vel uterinus. frater pri- mocosinus. dum tamen non intelligatur de absentibus a dieta civitate. nepos carnalis. tamen eo existente Antiano de ofiicio. ut supra. esset in alitino officio pisani Comunis in civitate vel di- strictu lucano eis existentibus in officiis et etiam ex quo sent ad ea et illa officia iurassent et acceptassent seu « t Luca fornitor eastiorum et Roccliarum de lani et Rectores Luce. Doanerius doane salis in Casti- lione ])iscliarie. non vacasset a dicto officio per mensem decem et de eadem domo sive patrimonio. Capitaneus. licet essent absentes a dieta civitate per miliaria sexaginta. Ultra In uno et eodem Antianatu esse non possit tiliiis. Possit tamen esse Antianus. Doanerius <loane salis in 8arzana. frater Ille qui Ultra octo. patruus. Et eo exiAntiano modulali non debeat de officio quod habuisget. electi es- illa iurare acceptare conpelli possent. C'aneellarius ad lioteras tam ille <iui tempore extractìonis esset in officio qnam ille i\m esset intraturus ad officium tempore quo haberet iiitraiv sreiite ad officium Antianatus. intascliari et Et qui iurati bouum statum esse possit Dummodo pisani unus prò quolibet (luarterio sint et esse debeat {sic) pisane civitatis tantum. Et qui nati non essent de legiptimo matrimonio. cpii essent in comitatu vel districtu i)isano.

Et <iui tempore extractionis esset in eareeribus pisani Comunis. de qua fìdelitate publicum instrumentum. fideles essent alieuius de patrimonio vel alieuius alte- rius persone layce pisane eivitatis vel distrietus. Et minores annis viginti quinque. Et (luod Antiani predicti vel aliquis eorum non possint a el ire prò potestate vel eapitaneo pisani populi quando ve- debeant nirent ad palatium vel ad ecclesiam maiorem vel ad alium locum. Et qui nati non essent eorum ipsi vel in eiA^tate pisana vel eius distri e tu patres. Et qui aliquo tempore in eivitate Pisarum vel eius distrietu feeerint galicam ipsi vel Et qui eorum patres. de eis servetur forma supra tradita. nec eos vel aliquem eorum somare quando recederent a palatio vel ab ec^clesia vel alio loco. non x)ossit vel debeat esse Antianus prò illa viee ullo Aliqua vero alia debeat ijisis vel ad OS. et qui fuissent rebelles pisani Co- munis prò gueltìs vel descendentes. Et si dominorum Antia- per quarterium pisane eivitatis tantum tascliis ipsorum Antia- aliqui essent in paribus vocibus. modo et sic servetur et fiat durante dieta taselia. legiptiinati ipsi vel aliquis eorum esse esseht. non valeat nec teneat illud quod faeeret vel gereret in dieto of- . nulla alia exceptione obstante. ortìciuiu non possint vel Antianus vel Antiani donec et legiptimatus vel legiptimati non fuerit vel fnerint. quacumque de causa. exceptio vel contrarietas non obstet nec obstare Antianis extrahendis vel eligendis de dictis taseìiis sed debeant ad ipsum officium iurandum et exercendum cogi. Et si exerceret ullo vel aliquod officium notarie pisani Comunis. durante dieta Et tasclia. Et omnes de septem artibus prò arte aliqua qui artem suam esset prineipaliter et direete eontinue bus non exereeant tamquam magister de et exereuerint a die ipsis arti- qua extraetus fuerit An- tianus iwY triennium ad minus. norum lieeat eancellariis pisani Coniunis et unum pisani populi de non natis de legiptimo matrimonio in norum intasehare. Et de lioc teneantur iuramento et pena arbitrio modulatorum eorum. ipse notarius ab inde in Et si fuerit antea eligi vel esse non possit ad aliquod officium notarie pisani Comunis nec eius artem ullo modo dictam artem modo exereere. Antianatus debeant J^t 8i tempore quo ad dictum non extralierentiir. quis artifex de septem artibus de dictis tascliis extraetus Antianus vel electus ad os prò priore vel mercatore et talis extraetus sive electus si fuerit notarius. Et usurarli qui ex publica'fama liaberentur publici usurarii.FERRUCCIO RIZZELLI 92 dietimi officium Antiaiiatus.

FA ai fuerit alius artifex vel de alia arte de ab inde in antea Et etiam artis. Et quicumque fuerit no- minatus vel scruptinatus prò Antiano pisani populi. Et quicumque nominatus minorum Anthianorum et scruptinatus fuerit prò priore do- pisani j)opuli non possit vel debeat nomi- nari vel scruptinari prò mercatore vel artifice. vel ad dictum offieium possit ad os x^^i' ad dictum offieium An- maiorem partem eoruni immediate post eorum electioneni sive extractionem ad dictum of- fieium de dictis taschis unus bonus et sufficiens notarius de collegio notariorum Antianum proxime et pisane civitatis habilis ad dictum offieium in prò Antiano pisani populi prò duobus mensibus tunc secuturis. Et quod in quolibet Antianatu. Et quod nullus de eligendis dictum et intaschandis prò Antianis. durante dieta tasclia.. modo aliquo et exercuerit et postea numquam aliquod offieium esse possit Antianus pisani populi vel iure. nisi semel est. et esse sit debeat unus notarius prò Antiano de intascLatis in dictis taschis. qui tunc de dictis taschis tianatus electi sive extracti fuerint.ANZIANI NEL (tUVEHNO DEL COMUNE PISANO 'il. Et iiicìiiloiiiiims ])08sit et debeat pniiiri Sindieo et Modulatore ofticialium pisani Comii- a centum denariorum pisaseptem artibiig. nec etiam prò notario dominorum Anthianorum pisani Et quicunupie nominatus vel scruptinatus fuerit prò Can- j)opuli. . Cui electioni sic fìende intersint et interesse de- beant Cancellarius maior pisani Comunis ad provisiones et Consilia et Cancellarius unus ex eis. esse tantum. tunc et in eo casu eligatur et eligi alios Antianos. ut possit Antianus. Et quod predicti domini Ca- pitaneus pisani poi)uli et Sindicus et ]\lodulator officialium pisani Comunis teneantur et (^uilibet eorum teneatur sub iuramento et l»ena librarum centum denariorum pisanorum prò quolibet eorum quotiens contrafecerint vel remissi fuerint vel contrafecerit vel re- missus fuerit ab eorum et cuiusque eorum modulatoribus auferenda. Et idem fiat et servetur de mercatoribus et artificibus. non })OS8Ìt ad aliquod offieium sue totieiis quotieiis lioc fecerit in libri» noriim. Et si tianorum vel nullus notarius reperiretur esse in dictis taschis Anin eis nullus reperiretur habilis si habendum. si dominorum Antianorum pisani populi vel saltem alter impeditus esset et non alius vel alii. durantilnis dictis taschis. non possit vel debeat nominari prò Cancellario pisani lario dominorum Antianorum ijisani Comunis vel Cancel- populi aut Cancellario lucani Comunis.l modo lirio aliqiio et iiis eondemimari vel iure. A el 93 si eligi vel esse dictus talis artifex sic electus Antianus prò priore mercatore acceptaverit sue artis exercuerit. et nichilominus si dictam eius artem exer- cuerit vel aliquod offieium sue artis acceptaverit et exercuerit in libris centum denariorum pisanorum.

Kt Canci'llario lucani (juicniiKiiic fiicvif aiit noniinatus voi scniptinatus prò Cancellario dominovuni Antianoruni i)isani j)opuli. iure i])so sciuptinari Antliianorum seivetur de notavi i. ct'llurio non possit ve! debeat noniinari vc4 scrii- ptinari prò Cancellario (loniinonini Antianoriim pisani ])opuli Comunis.FERRUCCIO RIZZET>Lr 94 pisani Comniiis. nec . Et (]uicum<pie non fuerit Antianus pisani populi. Et etiones et tasclie dominorum Antianorum ]»isani ])opuli quod ele- prò futuro tempore incipiendo fìnitis taschis nuper conticiendis. non valeat nec teneat ullo modo. Et domini Antiani pisani populi vinculo iuramenti et i)ena librarum centum denariorum pisanorum eis et cuique eorum a Sindico et Modulatore officialium pisani Comunis modo ante predictum tem])us possint vel debeant auferenda nullo bailiam vel provisionem facere de faciendo aliquas taschas vel electiones dominorum Anthianorum pisani populi vel taschas facere vel iieri facere per se vel alios de dominis Antianis pisani jjetere dominorum Antianorum pisani populi. si fieret. <'t sit irrita et cuius(iue eoruni a munis. si contrafecerit. CanComunis vel Cancellariis lucani Comunis aut Notariis ipsorum dominorum Anthianorum vel de corrigendo. eius arbitrio auferendam. Et quod Cancellarii pisani Co- dominoium Antianorum pisani populi vinculo iuramenti teneantur nullum nominatum vel scruptinatum contra dictam formam intascliare in ali([uam tasdiam dictorum priorum ad penam eis <'t cuicjue eorum a Sindico et Modulatore oftìcialium pisani munis et Coìuunis. set ii^so iure sit irrita et inanis. liaiit et lieri possint et debeant tempore penultimi Antianatus extraliendi de su])rascri]>tis tascliis. di(^ta scruptinari si i)r<) ])riore domi- nominatus vel scruptinatus nominatio vel scruptinatio non valeat nec teneat. non possit A'el debeat iilb» modo nominar! vel norum Antianorum pisani i>opuli. nominatis vel scru[)tinatis contra dictam intascltaie in ali(iiiam «lictarum tascliarum ad si pisani ipsorum vel alicuius et inanis. et fuerit. non debeat noniinari vel i)ossit ypl lucani Conninis idem liat et populi. et. prò i)isani populi.^ 8i eorum nominatio set doniinormn vel Siudico (^t penam eis Modulatoi'e ofticialium pisani Co- contrafec-erint. Et iiiuiiis et teneantiir formam Cancellario non valeat nec teneat ullo modo Et quod Cancellarli pisani Co- dominorum Antianorum pisani populi vinculo iuramenti sciuptinatio nullum de . P]t dominorum Antianorum noniiiniti vel scru])tinati forent. addendo vel minuendo. Cancellariis cellariis pisani pisani Comunis iuramenti et dominorum Antianorum teneantur nullam s<'ripturam pisani populi vinculo facere vel scribere. Et quod Cancellarii populi. eius arbitrio auferendam. proviilendo A-el ordinando directe vel per obliquum aliciuid super dictis tascliis vel alicjua earum nu])er contici endis.

NEL GOVERNO DEL COMUNE PISANO GLI ANZIANI 1>5 provisioneni si^illair coutia piedistalli fovinam ad ali(|uaiii centuni librariiHi Siiidico et pisaiiorinn denarioiuiiì Modulatore oftìeialiiim pisani eis et peiiaiii eonim eui([ue a Coinunis aiifereiidaiu. In ([ua quidem fascila ponantur et intasclientur notarii tres sive nomina notarioi^iiifìcus rum trium plures voces liabentium per prefatum Gualterium. Et quod et fìat tasclia Cancellariorum pisani Comunis ad Consilia annorum incipiendorum provisiones in termino trium leiidis Martii proxime venturi j)er illos sai)ientes A'iros. ita et taliter narie mandetur et sic in posterum fìat successive et executioni ple- servetur et fìat de tempore in tempus. Et (juod cum Hat fascila de offìcio Cancellariorum dominorum Antianorum pisani populi prò (piactuor annis incipiendis in kalendis Decembris proxime venturi per su- . de eis si sequatur. liabeatur eonsilium quadrauinta sapientum virorum ad minus de melioribus et suttìcientiori])Us pisane civitatis et presentis status. in quo quidam Consilio interesse debeant vigiliti quattuor de i^roximioribus prioribus Antianorum Antianatu tieii faeiendo de novo tascìias et eleetione^ pisani populi. Et duret ille cpii seu sic fuerit Cancellarius. sit et esse debeat Cancellarius pisani ad Consilia otHcio et provisiones salario et aliis durare extractus Comunis prò uno anno tunc proxime venturo consuetis. ordinabitur et deliberabitur. in ka- quos nia- dominus dominus Gualterius ad liec duxerit eligendiim ad scruptineum secretum. ad denarios albos et giallos et in eius preseiitia. ita dieta quod otììcium cuiuscine tascha non uno anno tantum. Et in dicto Consilio proponatur de tunc novis (juani tam dominorum Antianorum pisani po^mli eonlìeiendis tasoliis etiam Cancellariorum et notarioruin predictorum et de liiis niodis et aliis tenendis et observaiidis in confìciendo ipsas tasclias et «piambibet earuin. Et (piod tempore dicti penultimi Antiaiiatus in faeiendo seu dominorum Antianornm Comunis et dominorum Antianornm pisani populi et lucani Comunis ac etiam notarioruni ipsorum dominorum Antliianoruni talis modus et forma servetur: Qiioil per ipsos dominos Antianos in i^rincipio eorum oftìcii vel quando inde j^lacuerit. de Antianis pisani poi)uli. Et fìat et dominum dominum aliqui concordarent in paribus vocibus. Et prout tune in dicto Consilio providebitiir. quod quidem scrui)tiiieuin per dictuin dominum Gualterium recipiatur et cancellarios suprascriptos. prout supra dictum est. Et inde extrabatur notarius unus ad fatum habilis ad dictum olfìciuin l)isani liabendum secundum formam brevi uni Comunis et et ordinamentorum populi tempore quo ipsum ofticium reformari de])ebit ante per dies decem ad extracti sive extraliendi possit vel debeat nisi de miiuis. Caneellarioiiim pisani predi cto ad minus.

Cancelbirias sit et esse debeat Cancellarius lucani Comunis j)ro sex niensi])us tantum tunc proxime venturis cum officio. qui sic extractus fuerit. ita quod officium ouiusque extracti sive extrahendi de dictis taschis duret et durare debeat mensibus sex tantum et non ultra. salario et aliis consuetis. vel iure. ita quod officium cuiusque extracti sive extrahendi de dictis taschis duret et durare debeat mensibus sex tantum et non ultra.FERRUCCIO RIZZELLI 96 prascriptos sapientes. Et quod fìat tasclia Cancellariorum lucani Comunis in termino quactuor annorum incipiendorum in kalendis Aprelis proxime venCancellarius turi per suprascriptos sapientes et de eis fiat et sequatur. prout (lictuiu est Cancellariis pisani Comunis. salario et aliis consuetis. ali(iuo . Cancellariorum taschis vel aliqua modo tempora suprascripta. et duret et du- tantum et non ultra. prout dictum est supra de Cancellariis pisani Comunis. officium liabere.s ad minus. In qua quideni tasclia niictantur notarii octo sive nomina notariorum octo et inde extrahatur no- unus ad fatum habilis ad dietuni oflìeium habendum secundum formani brevium et ordinamentorum pisani Comunis. tempore quo dictum officium reformari debebit antea per decenj dies ad minus. Et ille. Et inde extrahatur notarius unus ad fatum liabilis ad dictum officium habendum secundum formam brevium et ordinamentorum pisani Comunis et populi. in qua quidem tascba mictantur octo notarii sive nomina notariorum octo. Et quod nullus dictorum Cancellariorum pisani Comunis dominorum Antianorum pisani populi et lucaiìi Comunis possit vel debeat in dictis officiis vel aliquo eorum confirmari vel de novo rare debeat annis tribus eligi vel eius officium prorogari seu vel aliquo eorum esse ultra Et qui intaschatus puli et Cancellariorum lucani habuerit. durantibiis dictis taschis. tempore tarius quo dictum oftieium reformari debebit antea j^er decem die. non officiis ' dominorum Antianorum pisani poComunis et extractus fuerit de dictis^ earum ad aliquod dictorum officioruni et illud possit vel debeat postea de ipsis taschis vel ali (pia earum aliquod modo aliquo in dictis fuerit in dictis taschis Cancellariorum pi- sani Comunis. et durent et durare debeant aimis tribus tantum et non ultra. Et qui sic extractus fuerit ille Cancellarius. Et quilibet suprascriptorum omnium Cancellariorum tani pisani Comunis quam dominorum Antianorum pisani populi et quam lucani Comunis a dictis eorum et cuiusque eorum Cancellariatus officiis vacet et vacare debeat a die depositi eorum et cuiusciue eorum officii ad unum annum tunc proxime venturum. sit et del)eat esse dominorum Antliianorum pisani i)opuli prò mensibus sex tunc proxime venturis cum officio. Et de eis supra (le tiat et seqiiatiir.

[R. Regiminibus. It. Anziani di Pisa a Xiecolò d^Alife. per quas ambaxiatas et licteras iidem domini Rex et Regina requirunt a comuni Pisarum subsidium quinque galearum prò mensibus tribus seu florenos septem milia (juingentos secundum (luod comune Pisarum eisdem dare Akch. Bonaiunta Spanus. dictis Comuni et ipsi Comuni factis per nobilem et prudentem virum dominum Nicolaum de Alifia militem magne curie Regis et reginalis magistrum ractionalem. Regis et Regine. gennaio 5. Archivio di Stato in Pisa. tertio kalendas Augusti. Anthianis. Pierus dictus Castrone vinarius. Uguccione Bindus Nocchi tabellarius Anthiani pisani populi nomine pisani Comunis residentes. dominus Filippus Cleri cus. Stob. indictione tertiadecima. Serenissimorum dominorum Ludovici et Johanne dei gi-atia Jerusalem et Sicilie regis et regine et licteris prò parte dominorum. Lemnus Vail- Xicolaus Assopardus. JRisj9osta degli lìeali di o il Ser nes.. Bartliolomeus de Calci notarius. 5. 1357. Et qiie qiiidem provisio et ordinamenta et compreliensa in eis examinata et aiiprobata fnerunt a Consilio et in Consilio triginta quiniiue sapientum virorum pisane civitatis secundum formam ordinamentoium pisani Comunis inde loqiientium. Johannes Lambertucci. ut asserit. Andreoctus Pieri Rau et de Vada. 3. Quod ([uidem Consilium senatus celebra tum fuit dominice In- carnationis anno millesimo trecentesimo sexagesimo primo. amhasciatore dei Xapoli al Comune pisano^ per denaro promesso per Vannes Scaccerius l^ cliiedere impresa della prior. Consilio et Comuni civieorum officio et vice et et requisitionibus eis prò dicto tatis pisane directis datis Neocastri die decima indictione et ipsis vigesimoquinto Novembris. de illis forma et (loiiiinoruni debeant et tìeri possiiit et tìaiit et prout et siciit (^iio prefatis dominio Antianis vel octo ex eis videbitiir et placebit.» Serie.N( Et qnoiì pisani niiii taselia et electioiies populi notarioium Antianos pisani populi iiunc presentes in t«'iiipovibiis et et (juihiiK et termino et de modo eo officio j)er Antiano(loininos prò eo tempore et notariis X)isane civitatis. — XXXIX.. il sussidio navale Sicilia. 27]. dominis Anthianis per suprascriptum dominum Nicolaum presentatis. Pellarins Grippes. A. Et expediat «lictam provisionem et ordinamenta ratificali etc. procuratorem et nuntium spetialem. Capitaneo. 7 .

narrata et comprehensa fìat et procedat aut facta erit modo et forma. Archivio di Stato in Pisa. non constat taliter prefatam armatam procedere vel jìrocessisse. secimdum for- dictarum conventionum. 1404. quod ius subsidii in dictis reverendis conventionibus contenti et quod petitur a dicto domino Nicolaio a dicto Comuni prò parte dictorum dominorum Regis et Regine ipsi^ dominis Regi et Regine iuridice debeatur.seruiit ex forma revereiulariim conventionum olim emù serenissimo principe domino Kege Eoberto initarum.FERRUCCIO RIZZELLI 98 teneri as. quibus dietimi comune Pisarum ex forma dictarum reverendarum conventionum ad dietimi subsidiuni Tenctiones initas Roberto lerusalem et Sicilie rege. dixerunt et responderunt et dicunt et respondent ipsi domino Xicolaio. audienti et intelligenti: semper observavit Quod comune Pisarum et observare intendit predictas reverendas con- cum olim Serenissimo principe domino Rege tamen comuni Pisarum per narrata et obstensa sibi seu per ea. ut supra dietimi ipsuiii pecunia impendere et sic eligit in casu quo predicta armata procedat et aliam concurrant. Et intelligatur vicarius domini debere esse cum ille Antliianis predictis imiis vel plures.]. Xichilominus tamen in casu quo armata in ambaxiata dicti domini Nicolay et in prefatis licteris regiis exposita. ut supra dictuin mam est. A. |R. Item in omnibus provisionibus flendis per dietimi vicarium domini et Antianos apponatur titulus in forma infrascripta. 197 e. videlicet primo lìonatur dies cum annis domini et indictione deinde dicaturj Mandato et voluntate Illustris principis et excellentissimi do- mini domini Gabrielis Marie Vicecomitis Pisarum etc. in subsidium teneatur. 224 r. Capitoli relativi alle attrihuziom degli Aìi:)iani. comune Pisarum intendit dietimi su- bsidium in quantum ad est. presenti. domini . e t. teneatur. Et aliam conciiirant que del>ent concurrere ex forma dictarum reverendaTimi conventionum. 4. me infrascripto notario etc. cimi ipsi asserant se armasse et rando residuo insule continuare intendant armatam prò recupecorani Sicilie. que comune Pisarum sciat vel scire potuerit. Primo quod infrascriptis omnibus agendis per Antianos debeat modo nichil fìat per quem dominus disposuerit interesse vicarius domini et aliter vel alio eos.

expensarum massarii pisani Comunis prò biboreriisfiendis. monasteriis et locis et liospitalibus in singiilis aliis piis forma consueta. primo. Et in sic omnibns provisionibus <»bxervetur. Item babeant facere provvisiones extraordinari as expensarum sicut ambaxiatorum. Curiaruni nunptiorum. recercatorum. domino addendi unum vel plures. notariorum. Iteni habeant facere provisiones domini potestatis executoris stipendiiirorum ab equo et pede posteriorum Castellanorum de eorum soldis. dummodo primo revideantur rationess per calcubitores pisani Comunis. Item habeant facere j)rovisione8 vini vendendi in grossum per dummodo non sit vinum venale ad minutum et petictiones quam providentur. Item habeant facere provisiones elimosine salis quod <hiobus mensibus erogatur conventibus. Curie cabelle vini. et alioruni omnium recipientium sabirium vigore suarum electionum sive vigore ordinamentorum pisani Comunis. dummodo ipse provisiones sint primo ascultate ad bancum stipendiariorum predictorum. reservata semper bailia recjuireret. banneriorum. Et liabeant predicti doniinus vicarius et Antiani providere onines provisiones ordinarias qiiorunicumque salariorum solvendoruni otti«'ialibns pisane civitatis tam civibus quani forensibus sicut offici a- libus Curie cabelle niaioris. sint subscripte per officialem curie ca- vinarios. Item provisiones militis exbannitorum. belle vini quod sic sit. si res . Curie gl'asse et doliane salis portaruni pisane civitatis. Camerarii Cak-ulatoruni. Item faciant electiones quorumcumque modulatorum offlcialium.NEL GOVERNO DEL COMUNE PISANO GLI ANZIANI provideruut poimli pisani facto inter eos ad deiiarios albos et giallcs seoiinduiii Brevis foiiiiaiii vicarius pretati doiuiiii et Anthiani (loiiiiuus i>aititii i)isaiii populi. Item liabeant facere provisiones extraordinarias comitatus prò laboreriis ibi fìendis tam vianim quara aggerura et aliorum expe- dientium reaptari et commissiones sive electiones necessarias prò predi et is. potestatuum terrarum pisani comitatus et Capitaneorum recipientium salaria de pecunia condepnationum in forma consueta et alias omnes provvisiones ordinarias. Exactorum. Campanariorum. qui mitterentur. Item habeant facere provisiones comitativorum maiorum annis septuaginta qui volunt se eximi facere de partitu pisani comitatus prò oneribus personalibus et alias provisiones similes prò comitativis non respicientes in aliquo statum domini.

Item faciant electiones vicibus. Item conveniant Antiani simul singula ebdomada terrarum.s 100 FERRUCCIO RIZZELLI. Item quod omnes provisiones. Item quod per eorum provisiones non possit derogari potestatis in offlciis curie maris et mercatorum. una testo sancte anno duabus Domini et alia in illoriim civium. bate fuerint. non tangentes tum domini in aliquo. eligantur super relaxationem car- ceratorum et facere inde j^rovisiones opportunas. -^ officio . requirentur. dummodo brevia et statuta pisane civitatis et non Item facere sta- ipse provisiones fìant secunduni que alias provisiones. videlicet die lune et die mercurii ad j^rovidendum et die veneri in palatio si domini ad referendum et pluries ad voluntatem domini. qui singulo videlicet in paschate resurrexionis Marie mensis augusti. reservato semper arbitrio domini. ta- Demum accipiantur fìdeiuxiones idonee per notarios cancellarle pisani Comunis more solito. quas nantur in libro. eis imponerentur per do- minum. tunc scribantur et dentur requirentibus. faciant dictam electionem reservato semper arbitrio domino addendi vel minuendi. aliter. Item faciant incantus cabellarum more consueto et provisiones necessarias in predictis et in dictis incantibus intersit cum eis. Item electiones oftìciorum fiendorum tam ad os quam per sclias scribantur more consueto solvatur cabella et post modum et detiu* electio unicuique. Item quod provisiones subscribantur per vicarium domini et sigillentur sigillo. ut supra. Et litera ultima officii fiat per cancellarium domini et non alio modo. Item facere alias provisiones occurrentes. GLI ANZIANI NEL GOVERNO Item si EC. expediret aliqiiando requirere cives ad Consilia. notifìcentur domino fecerint. primo quam poEt si appro- et eius Consilio.

. inf.-^- Postilla. yvqW Archivio Storico Italiano. Ed è dunque che si abbia qui una operetta del sec. trasportandola quasi della sua storia ». voi. che da tanti anni si occupa ha voluto portare il suo esame sull' opuscoletto De ter min ai ione Provinciarum Italiae. del sec. La mia pubblicazione dispensa del 19()6. Le mie espressioni anzi erano piene di riserve sicché dopo aver compulsato le prove dall' una parte e dall'altra io concludevo «Tutti questi indizi trattazione io esaminai partitamente le . 2. Di quella parte del libro II di Paolo si hanno alcuni excerpta e gli storici hanno creduto opportuno di (1) Cfr. pro- usufruita.a Crivkllugci. vi ha un « adattato « e là. è farli XV. di Paolo Diacono. Ad ogni modo siffatta questione. che io pubblicai dal codice Ambrosiano A. I. co- fase. ha principio ed fatto un fine proprio. pur senza professarne assoluta certezza. Nel corso della due ipotesi ed addussi le ragioni che potrebbero avvalorare l' una o l' altra e conclusi col ritenere più probabile la seconda ipotesi. XIV (1). 115 wegg. Nel pubblicarlo io posi E nostro codice? « quesito il «Le risposi: : che cosa è lo scritto del possono essere due: ipotesi o uno scrittore ha preso la descrizione di Paolo. : : « paiono avvalorare la seconda delle due ipotesi dette. ha mutato qua qualche aggiunta etimologica e qualche sop- « pressione di nomi di città e ha composto quest'operetta « oppure Paolo ha trovato una operetta De « vinciarum Italiae « di peso nel II e libro T ha ter minat ione . io speravo che. Amedeo Grivellucci. 226. usufruita da Paolo e per la maggior parte da lui rifusa nel- « possibile « « l'opera dendo da sua ». Il prof. VII. pp. gli studiosi di Paolo Diacono avrebbero gradito la conoscenza del testo antico che io loro presentavo. nel periodico Stiulì Storici. pur prescin- per la quale io stesso non pro- fessavo certezza.

s'intende.CARLO PASCAL 102 noscere agli studiosi. alla Sardegna e finisce con le favole circa i primitivi abitanti d' Italia. Tutti gli altri testi di quella descrizione egli gradisce di conoscerli e il mio no. fin estende alla Sicilia. blicazione anzi. a lui la sua recensione. Secondo lui io. la pub- soggiunge. benché spesso le variazioni del testo fos- sero del tutto insignificanti perchè avrebbe dovuto essere poco : gradita la conoscenza di questo testo. io ne giova (p. ricorro ad argomenti ingegnosi e sottili. avevo anzi ha insomma l'impressione che l'autore (Paolo) avendo nominato in quel punto la Venetia abbia voluto illustrarla geograficamente e sia ricorso a un trattato ecc. ma che non reggono alla critica. circa T ac- una ipotesi o dell' altra. di cui fatto quasi un cita e se lui. e con un accenno circa l'origine dei suoi nomi: si può proprio sostenere che tutto questo abbia a che fare con l'entrata dei Longobardi in Italia? Ad ogni modo. Vediamo perchè. Questa impressione non ha trovato favorevole accoglimento presso scritto: Si il Grivellucci. egli li varca risolutamente. 117). mentre nel nostro testo ha l' aspetto di opera compiuta ed organica. al di premettere cpiella la descrizione d' Italia abbraccia giù giù. per risolvere la questione nel senso che a me piace. alla Corsica.. È una impressione. ci si presenta quasi come una intrusione. Se- tutte le regioni. colà dov'è in Paolo. V^ediamo suoi studi su Paolo gli han dunque che cosa dice que- sto provetto studioso di Paolo. ne io avevo dato a cettazione dell' cotal ragione valore che eccedesse tali limiti . piuta e titolo speciale ed attribuzione ad autore diverso? Queste ragioni non hanno ottenuto grazia presso il pro- fessore Grivellucci. e così. Quei termini così discreti che io avevo fìssati. egli (p. anche ammesso che in quel punto la descrizione d'Italia sia . può osservarsi. che presentava varianti ed aggiunte di qualche ed organismo di opera com- rilievo. egli dice (p. che quella una storia dei Longobardi momento in cui essi penetrano anzi onore a Paolo come storico l'aver descrizione è opportunissima in in Italia. secondo li 122). avrei risparmiato i dovere. La prima ragione da me addotta è che la descrizione d' Italia. potevo risparmiarne 121). e si descrizione. e proprio nella penisola e fa sentita V opportunità nonchè lì. Si noti tuttavia.

vivendo in aveva ormai assoluta prevalenza. per ripetere macchinalmente quegli errori. cambia cod. Ma Paolo.. La verità è che doveva porsi appunto nella quinta. Apportiamo un esempio. anche frasi. dobbiamo crederli casuali tutti La Terminano ha Paolo ha : Roma totius ? mundi caput urbem Bomam. i due testi: quello di Paolo e quello del codice Ambrosiano quale dei due ha inAmbrosiano'^? Chi dice invece che ci il testo .. fatta per della città ? (1). del sec. dopo Paolo . Palat. nome /^fipla risolutamente così: Papia (/tic oliiii vacata rsf Tijcìiìuh a fUivUt Ticino. si menzionare anche pensarsi ad nome recente dell'e^c- Sicuro. . avevo detto io. Ma può cerptor Ambrosiano rato. Roma continuò certamente ad esser chiamata caput mundi. Paolo dice Ticinits quae alio nomine Papia appellatur queste parole non hanno tutta l'aria opposto alle ragioni : . extitit. (1) ]j'('xr('rj)for del epoca nella quale il 1)65. di un'aggiunta. chi ci dice Ambrosiano non sia un excerptmn di Paolo? Giustissimo: dol)biamo dunque esaminare. Oppure si dovrà ricorrere anche qui alla ipotesi della omissione? Andiamo avanti: la Terminatio. che dice: quae olim. per il l'opera più anGrivellucci que- che un excerptnm di Paolo. ed anch' io avevo ciò dichia- ! dovrebbe anzi pensare a questo unico indizio il una omissione : ma ciò. Bohium si trova presso errori. nomina la città di Ticimis. 41 l'attribuisce alle Alpes Cottiae (quinta pi'ovincia). se non avessimo che se invece tutti gli altri indizi co- spirano a questa unica conclusione. contiene non contraddizioni. Lat. seriorità rispetto all'altro? di dizi tica è quella del codice sta non me Per Ambrosiano.SÙLl/OPERA « DE TEKMIXATIONE PROVINCIARUM ITALIAE » lOo una intrusione. XIV. Vatic. ma io domando : tra le due quale rivela uno studio di esattezza e di precisione maggiore? quale dunque si manifesta dovuta al desiderio di emendar l'altra? Certamente quella di Paolo. per tradizione. e che Paolo abbia tolto di peso da un trat- che questo trattato sia quello del codice tato. a farci ritenere cioè seriore testo di il Paolo. Ma che cosa ha è mie il chiaro critico? Il nostro ms. cade in parecchie contraddizioni con le notizie che egli dà in altre parti dell'opera o della descrizione stessa d'Italia. (li ma lui nella quinta provincia e nella nona. l'uno di fronte all'altro. quae olim totius mundi caput extitit. in e Paolo stesso infatti TV.

Ed il che fatto è nell' ambito della Terminatio non sono con- vi traddizioni e incongruenze. habet a in consistunt (§ 18): insomma rivela la tendenza a semplificare ed abbreviare i testi.. fertilissima a satis (§ 13). sìint (§ 12). il codice come ha ha il i circa ned Uni. tesi. Piol)al)ilmente Vat. Il guaio è che in occiduum.. dove é dunque indizio di seriorità ? Nel § 30 la Terminatio l' Poenis.. riproducendo macchinalmente la Terminatio. In affine. Paolo ha: a Punicis hoc est Annibale Non citii. Si tratterà anche qui di una omissione nella quinta provincia? Non si può escludere. che il suo gli è . sire in tal senso é medioevale. non si sia accorto delle contraddizioni in cui ve- critico sull'opera di porre. è lezione dubbia (1) e che ad ogni modo nep- pure la parola enriim può dirsi sicuramente estranea alla Terminatio. pare a me. a consistunt (§ 9). giacché forse é da riporre al § 15 pure la Terminatio ha rax est. ma Paolo per eliminarle? Tutto è proprio questa l' si ipotesi più probabile? o niva a cadere con sé stesso? Ma chiaro critico aggiunge le presunte prove della il E sono prove linguistiche. e cosi (v. al § quorum fe- perché in questi passi V excerptor non avrebbe soparole più comuni? Nel § le 1 la Terminatio ha tyrrheni aut hadriatici maris. i:361. e nella descrizione di Paolo vi sono : il dunque preteso excerptor avrebbe un lavoro fatto può supnon piuttosto che Paolo. La Terminatio. la sua Infine aggiungerò qualche parola (1) Come già originale aveva strettamente : notammo.CARLO PASCAL 104 Ora la Terminatio noi pone nella quinta. L' aut è più vicino all'uso classico. sostituisce in occiduiim a in eii- della seriorità mm dicitur a perhihetur (§ 1). ferax Terminatio. Umbria.°. ivi 56 al § 42 consistit. e nella nona pone invece Bohinium. si et ha a eius exer- ravvisano qui evidenti segni di un'aggiunta. come avvertimmo. Paolo ha sire. stituito nota). eonin.. fatta per dichiarare e spiegare meglio? Gli esempì addotti dal Grivellucci non provano quindi. ad esempio. Umbria. codice Vati- il f. ma d'altra parte sembra pure ovvia r idea che Paolo sia stato indotto da quel Bobiniuni a porre erroneamente un Bohìum nella nona provincia. perchè nel § 15 della Terminatio par che il testo sia bruscamente interrotto dopo Gallortim . 8. Lat.

neW Archivio storico per citati in principio del l'indicazione: Xoticea et extr. sull'opera « DE TERMINATIONE PROVIXCL^RUM ITALIAE » 1361. ora con rinnovata fiducia. vuol notizie più particolari sui detti codici potrà ricorrere ai lavori me mio primo studio (p. medesimi i come ma m. Homo nelìa nunnurla ec. è da correggere XXXII. XII di tale operetta. su cui richiama (•ano Liit.. (1) Clii da II le riserve perchè mi pare tuttora. il 8.) ad un catalogo un catalogo d' imperatori tore aggiunse a tro scritto di e . o stimi dovere abbandonare di cui già la circondai. il Egli giustamente notii la grande affinità apportare qualche prova. Altre quella descrizione cita il Graf. I. Per nell' altro e che è in questo codice ha l'etimolo- Roma cente Papia. ecc. la più piobabile. sono 1^ 105 dice totius menzione del monasterium Bohitim. non ha la la es.). per ah iiherrima. Grivellucci che è (1). 4 dell' estr. 1. come ho seguito (foglio fa di papi sino a Innocenzo II e sino a Lotario III . attenzione tra le lezioni di quel codice e quelle del nostro. Ad ogni modo. riesa- Crivellucei Carlo Pascal.. del sec. Catania. una operetta De terminatione provinciarum anieriore a Paolo semhri la più probabile. prof. non ha e (n. dice Vaticano? Esso è Ma che anonimo novellamente verificato sul codice del cod. l23) ah urbe Roma Di più il nome più remundi caput urhem Ro- TerminaUo. oleo ficii et i due scritti ed in hanno cosa è lo scritto del co- senza e titolo. noi non avremmo nel codice Vaticano. i25) la descrizione d' Italia gia di Capua. se non una copia del sec. di ad uno nell' a regione per a reginae. Xll. p. 1. ove però XXXI.'^ ad raccogli- quelle notizie storiche d' Italia quest' al- indole Dato quindi che storico -geografica. TerminaUo solo perchè quest' ultima Differisce quindi dalla aggiunge l'etimologia del nome Sicilia a fine \)o\ il primo miracolo. Evidentemente tra di loro stretto rapporto. che dirò errori grafici. minate le ma ragioni tutte. (n. tre copie darò prossimamente notizia. un'assoluta certezza. enumera cinque codici della descrizione d'Italia. 68. copie di Di altre hi SicHi(f (ti'it'nldlo . confesso di non comprendere come ipotesi la il di riscontro di tal codice abbia potuto sembrare decisivo per fare respingere l' La quale ipotesi io ripresento non perchè io professi per essa ipotesi mia.

oscurissimo per chi le affermazioni è quello dei altrui indusse ad abbandonare dopo un triennio di lettura lo Studio di Pisa. X. io il Ma perchè Galileo. Ora. già poco si lei lettera scrit- 1590. ma vorrei veder la io non la il « : Mi poiché è som- resto compita- più contenta e meglio Marchese del il rimanente Monte aveva mira di Padova. e che for- fatti tunatamente sono ormai non Don Giovanni ridotti a ripetere quali egli si ad assai pochi. decidesse a le cui condizioni econo- s'erano aggravate per la morte del padre. se noi dovessimo prestare piena fede furono testimoni degli (i) di Le Opere Sua Maestà il ai due biografi ultimi anni della sua vita e che di Gauleo Re d'Italia.Aneddoti e Varietà Galileo Galilei e Tra i voglia limitarsi motivi per i de' Medici. che gli auspici G. tip. meriti suoi » (i). p. per quanto scarso ed in- grato. mentre tutto della lettera tratta di pratiche che procurare aprile interpretarsi quelle parole « mamente caro di haver nuova di « mente satisfatto. Firenze. e ciò tanto più perchè anche le condizioni che da principio gli fu- rono fatte a Padova non erano per verità tanto laute da giusti- ficare la deliberazione di espatriare. contempo- Galilei. Barbèra. Ch' egli avesse già pensato a lasciarlo appena insediatovi. dovettero certamente intervenire altre circostanze oltre alle opposizioni che per parte della maggioranza dei suoi colleghi ave- vano incontrato le idee novatrici da lui enunciate e sostenute. 42. secondo li intavolate a Venezia. 1900. . abbiamo indubbiamente da una tagli da Guidobaldo del Monte sotto altrimenti non potrebbero perchè « trattata. liete. miche. ed a Bologna per suo giovane amico più onorevole od almeno più pro- ficuo collocamento. rinunziare a quel pane. rimasti oscuri nella biografia di Galileo. con al . Edizione Nazionale sotto voi.

« Pisa (l) Fa VARO si facesse Sene \). che per morte di « Gioseppe stette gran INIoleti « r indirizzo del Signor tempo vacante. da ANTONIO lettere ed arti in G. Randi. soggiunge lileo in Pisa. dell'inventore. Edizione Nazionale ec. d'invenzione d'un eminente tal « soggetto. che scriveva per commissione del Principe Leopoldo. resoluzzione ebbe queil S. reputazione affetta e sincera. « sta causa. Galileo Galilei. voi. La In quei giorni haveà proposto Memorie serie. e dice ma . in termini analoghi la desima narrazione. della R.. se « tro e gli che molti eccitarono con- e servendosi di strumento per atterrarlo. Accademia di D. B.'' non so già Scampoli Galileiani. pag. « grazia del Ser. Padova. XXIII. non stimò « bene di continuare in quella lettura. Nuova (2. il). finora confortate dal più lieve Dell'insegnamento tenuto da GaHleo in Pisa. rivolgendo l'animo suo all'offerte che più volte « gì' erano state fatte della cattedra di Padova. . Le Opere di voi. detto dell' insegnaipento impartito da Ga- : « ma per accidente occorso. 11 Gherardini infatti. dice chiaramente che siedici. rimangono e di incertezza e di oscurità. XIX. e delle ragioni per quali le indusse a lasciarlo. scrive infatti Vincenzio Viviani: si « Sostenne perciò questa cattedra con tanta fama « appresso gì' intendenti di mente ben « . l'abbia taciuto. del giudizio dato da esso sopra una macchina. Giovanni ch'in se di fortificazzione raccolti scienze. deciviasettima di {Aiti e Padova. alla quale il « Galileo con fondamenti meccanici e con libertà filosofica aveva mal evento (come « fatto pronostico di '< in efì'etto con maligne impressioni provocargli l'odio seguì). GALILEO GALILEI EC. proposta per votar la darsina di Livorno. avanti che senz'altro come il me- trattava d'uno di casa si Viviani. seppero di quel gran perso- « naggio: ond'egli. tip. si come vedremo comprende (2). fomentati da invidia. 1907. 606. con buona mutar clima. rancamente (t) ne tesserono mancherebbe ogni ragione la biografia. per consiglio e con Marchese Guidubaldo Gran Duca. che ripete."^® di s'elesse « av

Related Interests

ersarì avessero a godere del suo precipizio » il Viviani non fa il nome « un eminente soggetto » dini. « filosofastri suoi emuli.ANTONIO FAVARO. suoi i Qui dunque soltanto ch'era poiché Monsignore Niccolò Gherarsubito. le quali invece più gravi e più dense per il fatto che 107 loro asserzioni le fanno si non erano ed anco indiretto documento. una certa fabbrica.

tanto significativo naturale che il Granduca maggio del venne subito legittimato con grande solennità e (1) Op. il Galileo s'oppose. 638. voi.J* « quale procurò di distorlo dal pensiero. S. era (4).'' non io lo so. duca di Firenze et « dello ill. battesimali dell'Opera di Santa ne serbano questa memoria: « Maria del Fiore di Firenze 1567. che viene nella vita di Galileo. Giovanni de' Medici. addì 15 maggio. Nato addi 13. p. « di metter opra alcune macchine. voi. cit.. Giovanni » è appunto quello del scrive il Gherardini che la grande reputazione di cui incominciò a godere Galileo poco più che adolescente «arrivò all'orecchie dell' Ecc. quali. so D. noi potè otte- Galileo havea stabilito di voler tentare altra qual « Il ma quale poche linee più S. XIX.^" « e con ragioni forse troppo vive procurò impedirne l'esecuzzione. (4) I libri il in degli Albizzi addì 13 Cosimo aveva avuto da Leonora 1567 allo dal Gherar- XIX. se di considera si « principalmente l'intelligenza che hebbe singolarissima delle « tificazioni e delle macchine d'ogni sorte del quale il Viviani Ed for- è ancora lo stesso Galileo « gratissimo scrive ch'ebbe citato che gliene aveva motivo dei grandi elogi famigliare » a ». « polo di Santa Felicita. con in « erano giudicate molto a proposito: solo il si era concluso parere de' periti. cosi anzi da far credere che ad essa andato esclusivamente debitore Galileo della sua elezione Don Giovanni ad entrare de' Medici. . che stimò bene non dopo molto tempo domandar licenza « da quella condotta. cit.mo Sig. giovedì. Compari « tonio da Montalvo e il Siena. Giovanni. voi. 638. « signor di gran qualità et esperienza guerra.'"^ S. « Quello che seguisse. XIX. « non fu grata al S. p. po- signor An- madonna Margherita Filopetra de'Bertini ». e che figlio modo (3). cit. p. S. (2) Op. D.. 605. « ne mostrò risentimento : di il che bene che la contradizione quale con parole di molto sdegno si intimori il S/ Galileo di ma- « niera. offerendosi per ogni buono « offizio appresso di chiunque fosse bisognato. perchè « fortuna » S/ il (i). con disgusto grande di quel dal Monte. (3) Op.. lasciando comprendere che non senza qualche : dini esplicitamente sia Il partecipazione ebbe sua Studio di Pisa (2) luogo la condotta partecipazione la quale invece è affermata. « nere. don Giovanni Duca Cosimo de' Medici. fatti e il Marchese Guidobaldo del Monte.ANTONIO FAVARO 108 « o Per l'effettuazzione del disegno d'altro edifizio. hore 20^/^."" sopra D.

a capo Bartolomeo Pan- a Carlo di al anche padre ed mandava. e nei presso V Atiditore delle legi. partire dall'anno Medici de' la anzi nel ritornare a 1582 intorno ai di fatti Don Giovanni informa una narrazione che ne lasciò Cosimo Ba- roncelli (4). con la della figlia del de' là ASsmcKLLi. Discorso istorico del della vita e morte di sig. V in- Ma- XXV. patrizio fiorentino. scaff. : un esemplare 224. faceva sposare la ciatichi (2). Firenze. (4) I. e la sparmiò premure e diligenze assistito e perchè fosse Rettori della città e dai due più famosi medici. i favoriti Signora Livia Vernazzi moglie del stid. Duca Cosimo Primo. (2) Tragedie medicee do7nestiche Cfr. Firenze. dodicenne appena^ quale anzi lo il all'or- nuovi amori con famosa ambasceria che doveva ringraziare quella di anco perchè fors' la prospettiva dei madre 109 DE' MEDICI Crebbe Don Giovanni carissimo Francesco. se e della Dianora Bosi Re Enrico 4" e della de' Medici. il per Gaetano Cambiagi. premessavi una introduzione ne ha pure nella Biblioteca segnato AIs. Istoria del Granducato di Toscana sotto II.M. mai provetto Cosimo arrideva la Martelli. (i). con gli accidenti Don Giovanni e sopra con altri notabili accidenti. sono donazione che Cosimo fece a questo suo Privi- dei libri i diversi atti di naturale e che gli costitui- figlio vano un cospicuo patrimonio. pp. MDCCLXXXI.ILKn GALILEI E riccamente dotato mentre poco dopo. gliabechiano della Biblioteca Nazionale di Firenze. to. Classe Marucelliana. Barbèra editore. Don Giovanni considerazione che dignissima preclarissime e singolarissime doti « di quelle Repubblica non Firenze fu colpito a Padova dal vainolo. narrate di Cosimo (3) dici.. p. essendo Regina Alaria. G. A. entrato al suo servizio in qualità di paggio appunto in quest'anno e che compagno (i) Tra le costantemente Perga?nene Medicee del Diplomatico.. Cosimo Don Giovanni governo sul 1898. il Capodivacca A ci ri- curato dai Mercuriale ed il (3).o del fase. (i55'J-8'j).(i. fratello al DON GIOVANNI la Serenissima Repubblica Veneta per aver dichiarata la Bianca Cappello vera e particolar figliuola di San Marco. . in fanno di ogni gran fortuna ». 178-227. quasi gli fu nella brillante carriera militare che incominciò nel 1585 Rifor^nagioni (1567-70). 370 fatto a' stcoi figliuoli Medici. figlio ftaturale del Gran Gran Duca Francesco validità del matrimonio della governo della Casa Me- morte di Concino Concini sua moglie seguita a Parigi.<^ e stid. documenti su da Guglielmo Enrico Saltini. 316.

I. Galilri-Studien. n. il ascensione di Ferdinando al mutato con e anche trono di Toscana. mandò non erano suoi servizi i fu richiamato. V Band. Dott. Battista Clemexte de' Nelli. Losanna. EmiUo Wohlwill. citati biografi di meno al esplicitamente afi'ermano Gherardini. dal Gio. il Granduca lo luoghi fortificati e suggerire i quali altri avrebbero dovuto essere muniti. dov'era la miglior in scuola di guerra di quei tempi. (1) (Schluss). 1793. 18. voi. servire Der Abschied von Pisa Geschichte der Medizùi ziir und n. Innocenzio IX stanza l'uno dall'altro: quale. . sebbene godesse già di una singolare riputazione egli dopo perchè. Vita e cofiimercio letterario di Galileo Galilei ecc. gli studiosi di cose soverchia facilità con la quale la narrazione dell'episodio era stata accolta sulla fede delle due asserzioni quanto citate. pp. Notizie degli aggrandimeiiti delle 'scienze fisiche accaduti in Toscana nel corso di anni TozzETTi. si tennero a ripetere senza sottoporle a controllo. p. e mentre. sia rimasto per inchinarvi. 47. 1906. come egli giustamente osserva. appena ventenne. scritta da Gio. Senonchè. von Emil Wohlwill. 439 ri. raccolte MDCCLXXX. dr. conforme più o tempo ne avrebbe favorita Galileo.Tozzetti citarono né l'uno né (2) l'altro. morto Granduca Francesco. nelle tenuti nel debito convien dire che. per la darsena di Livorno secondo primo. i quattro Papi che il lileo. ad 3. pp. con- Urbano VII. di commissione si succedettero a cosi breve di- dunque anche e Clemente VIII) fino al 1594: vi era ed in cui. tom. 2 II. n. (2) di I. avrebbe avuto luogo tempo nel Viviani il Ga- screzio fra di lui e lo a motivo del parere dato da questo intorno alla invenzione proposta da Don Giovanni. XVII. il che evidentemente tanto Nelli (3). se anche non le il Targioni . per certa costruzione in Pisa conforme Ora il galileiane. Gregorio XIV. ed in (tranne Roma frequenti viaggi a i del Granduca. (3) un apparato che doveva Separatabdruck aus Mitteiluiigen Natttr'wisseJischaften.. l'indirizzo posotto pretesto che litico. notò di recente (i) la acutissimo fra il il secondo. la in conse- guejiza del suo matrimonio con Cristina di Lorena.ANTONIO FAVxVRO 110 recandosi Spagna della al servizio Fiandra.nd segg. e per tutto lo Stato a rivedere ripatriato. Don Giovanni conto. Targioni- 529-30. LX del secolo in Firenze. poco cose militari. Don Giovanni forme riferiscono la i era adunque in Toscana al Toscana pare elezione alla Cattedra di Pisa.

quanto pur voglia alterate. porto. o quanto meno fossero caduti E un equivoco. officine grafiche 6-12 della mia di Serie decimasettima di Scampoli Galileiani {Atti e Meviorie della R. che guidi filo alla scoperta di dimostrando ancora una volta che. particolarmente per quelle circostanze della vita di Galileo che è presumibile abbiano potuto attingere dalle sue labbra istesse e si che generalmente di quello Sta anzitutto Ferdinando volse di riferire poi. Randi. i due suo consueto acume. (x). MDCCLXXXI. se il biografi o avessero asserita cosa destituita di qualsiasi fon- damento. 17-39). conve- proposito ciò ch'ebbi di Giistccvo Adolfo di Svezia R. dissento a tale Emilio Wohlwtcll. II. per quanto non possa tutto ciò che vien riferito dal Viviani e dal Gherardini come oro prendersi di coppella. le loro narrazioni sono assai più degne di fede il fatto creda si Casa Medici. pp. 34-35. XXIII).!/- per Gaetano Cambiagi. che intorno par. in seì)bene noi siamo ben lungi dal portare completa luce sul- l'argomento in questione. B. lettere ed arti in Padova. III. to. Padova. (i) mio egregio amico. nulla comprende. e tanto del successo quanto dell'insuccesso in dovuto serbare qualche fiorentini avrebbero non ostante affatto. dr. nulla traccia. voi. il governo della Casa . le ed arti. pur tuttavia. Firenze. C. Pisana. p. veneto Istituto di scienze. è indotto a sollevare più che ragionevoli dubbi ed a cercare con sulla verità del fatto. 1907. i motivi : LXV. Venezia. mi richiamo a a scriverne nella nota intitolata lettere Repubblica e curata dall'altro la congiunzione di Pisa con Senza ripetere qui nei racconti della raccogliendo marittime dell'antica Livorno mediante un canale navigabile: Ferdinando dal Granduca il Granduca Cosimo aveva da un comodi d'ogni specie ricniamate mentate nei (2) quale Pisa avrebbe dovuto essere l'em- e Livorno servirle così le tradizioni commerciali e A al tutte le sue cure a colorire quell'antico disegno porio della mercatura. essere ripetutamente state ben indagini che. (2) Istoria del Granducato di Toscana sotto to. dici. tip. devono si rinvenuto di relativo a è si archivi gli questo argomento. {Atti del pp.GALILEO GALILEI E DON GIOVANNI DE MI USO pubblico. per i quali U episodio Vita di Galileo 1906 ed a lato con persone più speri- poi. . Ferrari. G. secondo il privilegi e 1590 questo fine il di traffici. così del disegno come del parere competenti dei materia. le istituite. confidiamo di farne travedere almeno un bagliore e di porgere con esso un tutta intera la verità . Accademia di scienze.

) si lavori i Granduca del porto. assodato che a provvedimenti e co- risulta ed in Livorno era stato posto mano nel 1590 e che tra coloro che erano pure e col consiglio era rietà dei particolari Pisa. che del fu . e la Don Giovanni Bontalenti e il : stati chiamati a contribuire con l'opera Don Giovanni Medici: quindi de' concernenti Livorno. « lendo V: il « degli Don Alessandri depositarle in quell'istituto (2) del voi. ad una città Don Giovanni « e ad una nuova fortezza. il Fra le più gravi difficoltà porto non potè mai « con- « servarsi netto dall'aliga e dalle immondezze che mare il « positava e che insidiavano la salubrità del Paese » Di qui adunque struzioni in Pisa de- vi (2). cit. « di di tra le carte di p.ANTONIO F AVARO 112 nuto con alcuni dei principali mercanti genovesi che a Pisa Besanzone. « tatori « città stabilito che riempisse di case e di abi- si circondario eretto da Francesco. scrive si tra- si Galluzzi. congiunta verso mezzo giorno al Porto Vecchio di Livorno medesimo volume: « incominciato a votare Addi vni il Porto di febbraio Nuovo 1591 a Livorno. secondo la va- e Viviani. » (s. secondo gata.. il Gherardini. vo- Ser. e che a questa nuova il si quivi aggiungesse una cittadella che « communicazione di terra ferma gli facilitasse la difesa « de' Medici ne avevano già concertate « naio [1590] gettarono si « G. secondo ogni probabilità. a si e.). f. 37. p. aveva relazione con che ci venne conservata Cosimo legate dal Conte con facoltà (i) Op. 1590 » (s. » e f. Addi ix Giovanni ultimamente al Comune scientifico Firenze di della Nel Diario ben noto del Settimanni. « sferissero le celebri fiere di portò. fatti città 228 « r. Seco era de' Medici suo « fratello già istruito nell'architettura militare e Fra Antonio Mar« Cavaliere Gerosolimitano destinato a dirigere l'escavazione telli Fu « del porto. Duca assistè con la (i). 281 narra r. Op. Che poi il sua presenza per dar vigore in quel prin- opponevano era che si Li dieci di Gen- fondamenti della fortezza nuova e i « cipio a un'opera cosi importante » tuttavia che le piante. 36. a di febbr. risulta indubbiamente da una sua lettera al parla di lavori e. cit. rimarrebbe fino ad un certo punto spie- il Don Giovanni abbia prestata effettivamente l'opera sua e che nel 1591 o nel 1592 attendesse in Livorno ad un « modello » che. il « egli stesso a Livorno per dar principio ad un porto.mo Granduca votare e fabbricare una nuova darsina.

^o Ser. Arch. che mi dà aiuto grande dopo le sue faccende Non « del misurare. — la che ciascuno può fare da alcune presunzioni Medici conservò. un « modello » ideato da Don Giovani esistenza di dici intorno al Don Giovanni Medici 8 .-^c . è in data n. con almeno per ulteriori schiarimenti. 17 173 d'una busta oggidì segnata col marzo 1591 e quindi non può escludersi Aò Incarnai ione « Il modello ^ 5154. ed in essa testualmente leggiamo: va finendo tuttavia et Maestro Raffaello è venuto si « molto a proposito. ora. A. ma modo modello è che. sicché.stimato pervenute dai Baroncelli nei quali erano rimaste con Cosimo che abbiamo già avuta occasione c|uel Ilo la eredità di che di ricordare.GALILEI E DON LilUVAXNI DE'MEDICI 'i. « Di V. Ser. abbiamo rinvenuta in intomo al argomento Galileo. di pur priva- possono agevolmente sup- quasi certezza da quanto di sopra abbiamo sé e Nelli. It.° che la possibihtà sia cioè del 1592. 17 di li A. 5. è quindi il purtroppo tra la risposta altra notizia a questo non siamo ». né sassi. Et con questo di nuovo finito di tutto « fo reverenza humilmente a « Di Livorno. si

Related Interests

." Serie.VLlLEO ci^^>. né grado d'aggiungere crediamo ad ogni lavori i porto di Livorno. abbia espresso le conseguenze che si Dell'insuccesso della invenzione che troverebbero mal 'animo che con le ipotesi appoggio in Don Giovanni de' sia stato riferito si ha ad ogni modo riferito. Questa lettera è a car.. in relazione con maggiori preoccupazioni per ma posta fuor di dubbio.^e « La vano le 1591 o 1592. come Me- trovammo alcuna relativa. e presentemente sono nell'Archivio di Stato di Firenze. sia stato chiesto de' che desta- minute granducali non a questa lettera. a né vogliamo si di certo credette che conservasse. Marzo 1591. le forse di suo dal che fuori di luogo tutt'altro tamente. Noi non aggiunge Granduca di quel disegno. e Giovanni.ma « Humiliss. tuttavia « et facendo quel che « sciato il modello si pos- va spianando può. verso Galileo. sono ancora né mattoni né ci « sono condurre con questi mali tempi.nfio et Obligat. né partirò di qua senza bavere la- si punto. o XXXIX.iv < meglio opportuno. suo parere contrario alla effettuazione il Don spingerci ulteriormente il parere il ch'egli. che negli Alessandri erano . Stor. sia che da alcuni suoi malevoli porre.

espressamente scrive: « « risolvette in favor mio » le delle Nuova della ragionamenti e cose che stanno su l'acqua sioni intorno alle Don i Lodovico cioè proposito 161 di voi. p. voi. e nel caso in questione ostili uno levò la turba degli oppositori. di meglio a cui indirizzarla siccome recava dici. imperciocché. e provocata 1Ó12. . Venetiis. Francesco non trovò Sizzi. luogo aveva dato argo- per la prima volta restituito alla luce e pubblicato. sua Dianoia. in Colombe. lo stesso ella si come e. vamcs reddittir. V. che in quella o si sia : (3). la erano anche troppo palesi dal dell'autore verso Galileo conoscesse mondo tra essi. ben nota stampa come si imperocché. benissimo alla Syderei presenza Nnntn sua 7-wnor de a Galilaeo Galilaei rnaiheìnatico celeberrimo. convien credere che terpellato. IV. (2) Le Opere (3) Op. gli che per o rifiutato. E indotto pensare che a può se nulla di ciò rilevarsi dai termini nei quali la dedicatoria è concepita. physica. 319. Nazionale ec. e fosse intorno alle non sarebbe tornata sgradita. A. la da altro si 161 1. Colà sotto le cancellature.. antico avversario Stella del 1604. optica. IV.. avevano però avuto prinrileva da un frammento cancel- lato degli studi di Galileo a quell'argomento relativi e « si ricorda.. a doveva anche avevano condotto a con- se di Galileo nel cipio alcuni anni innanzi. qitatttor planetis qjia 1' che abbiamo infatti. in- meno lo Sizzi il verso Galileo e fors'anco le opinioni scoperte annunziate. GALILEO GALILEI. sentimenti di gì' Don tolo stesso dell'opera (i)...ANTONIO FAYARO 114 Quando dal Sidereus contro infatti Nuncms si le scoperte celesti partecipate al e dei peggio avvisati. dedicando egli il « dedicar questa mia disputa. e imbastita Don che a consuetudine che la dedicatorie fossero le non i vi sia si lui intendimenti ti- Giovanni. prese Galileo a di ad impugnarne muovono. Ediz. 1. Giovanni de' Me- preventivamente accettate.. \). 315. Lei si era presente almeno ad alcune clusioni soltanto nel secondo semestre dell'anno la A rileva tra le dispute alle quali la controversa questione mento conclu- suo Discorso apologetico Giovanni de' Medici. Auctore fiorentino. FRANCrsco SiTlO apud Petrum Mariani Bertanum. Le quali dispute... quando le cose. cit. quale (2). recens per- spicilU cuiusdam ope conspectis. (1) abbiamo letto come quattro anni fa : « Io so che mi occorse Aiavoia astronomica. Don Giovanni del Discorso. ben diversamente passarono un caso analogo.

1 « raccolto separatamente da « strava « loro. sopra pur vasi. distesa sopra larghissimo campo di aqqua. facevano gran capitale del- la quale il DE' MEDICI di legnami. IV. pp. voi. e quindi possa intendersi che egli voglia risalire al 1607. per sommi capi. « l'aiuto. le io credo luogo nel nel in 1Ò07 Toscana. voi. di quali.K(> « contradire parere al « nella profession « in aqqua. alla quest'anno. è Cosimo II Granduca. aiutata dalla pro- pria leggerezza del legno e « legno ma concavi ingegneri.ll. X. e per questo converrà che. essendo Corte nella Villa Ferdinanda ad quale Galileo si rivolge nel suo discorso.. Si dici. (i) Op. quali. triplo. lo andiamo seguendo con narrazione citata del Baroncelli. e precisamente nell'estate di Galileo non fu. la quale. cit. altra io al si generalmente. Me- della chiari sia pur la scorta principale della . sia stato presente alla disputa a cui in termini ed de' espliciti cosi accenna Galileo. nel divisare li « una larghissima spianata « DON UlOVANXI alcuni di loro. Sopra della qual credenza doppio il riunite. la figura non dimo- che non bisognava che quella macchina.(. « o' che più di peso. speravano che « fusse per dovere e poter sostenere. p. La ospite della Altezza. cit. adunque ricorda qui una discussione seguita quattro Galileo anni prima. ancor che spaziosissima. di quello « parti disgiunte e separate. mentre vi si trattenne durante tutte almeno per quanto anzi ed a lungo Artimino (2). e sebbene del trattato si gli studi preparatori alla definitiva stesura debbano benissimo supporre intrapresi nel 1611. già sottopostigli i detta spianata riposasse. o in « volesse concludendo altra forma. fermamente che dibattito qui ricordato abbia avuto il 1608. (2) Op. che essere di aiuto o disaiuto a « nell'andare o non andare sue le qual di fondo nell'aqqiia » i corpi solidi (i). poiché finora ci risulta. far capitale i il computo minuto e io dissi. la « quale. detti vasi tavole e travi.Al. 115 per altro eccellenti il modo di contessere da gran moltitudine di e pieni d'aria. non poteva che sosterrebbero macchina. senza sommergersi. vacanze del 1Ó08. 217-23. nota 3. il potrebbe ora desiderare di sapere se Don Giovanni quale condusse così gran parte della sua vita fuori patria. che nel 1608 era ancora Granprincipe di Toscana. fusse « per sostenere niente di più « particolare. K si promettevano dall'ampiezza della superficie. ILEI (iAl. 32.

di zoni che lo dice « omni scientiarum genere cumulatissime ornatus » nell'opera (2) che diede occasione alla ben nota lettera (3). 1793.D. stotelis ec. Descrizione istorico-critica pp. più cospicue opere d'arte alle quali Don Giovanni de'Me- DICI attese nel corso della sua vita. Di ritorno dalla guerra. II. sive de cotnparatione Platonis et Ari- lib. benché la infelice perdita di Giavarino campagna quella si Don Giovanni Strigonia e l'assalto di Vis- raccogliessero tutti i frutti impedisse che da che se ne erano sperati. che vuoisi sia Maria del Fiore {Vita 826). stato suo maestro. Ma da Galileo zatagli Rodolfo Turco. I. in concorso con voi. ricor- ec. non disdegnava : conversazioni severi e le con più i gravi filosofi Ales- gli studi più e in Firenze e che fornisce indiretta testimonianza anche Iacopo Maz- in Pisa. Le Opere pp. Firenze. non saper poi raggiungere i Marsigliesi Fra (i) alla non erano le il in capo delle ga- ben nota spedizione famoso corsaro Amurat Rais. come comandante lere toscane prese parte nel 1597 dove pare abbia avuto il torto JMarsiglia. voi. di di lasciarsi sfuggire e di Venetiis. p. e la facciata di Santa (2) modo cappelle Imp. e cojnt?iercio in almo Gymnasio Pisano Aristotelem profitentis. Basilica di San Lorenzo. 195. eletto dall'Imperatore avendo al suo il comando ben duemila fanti e quattrocento cavalli armati e mantenuti a tutte spese del Granduca in quella guerra nella diresse fra altro la espugnazione di quale grado. 197-202. Edizione Nazionale ec. Galileo Galilei. BATTISTA Clemente de' Nelli. ordinarie. I. . vogliamo qui in particolar dare le Cappelle IMedicee in San Lorenzo {Delle tre sorduose dicee situate nelV del canonico Domenico AIoreni Bernardo Buontalenti. dal quale rifuggiti dall' invocare aiuto. di M.. In tiniver sarti Platonis Philosophiatn praeludia. presso Carli e Comp. 301-45). 200. 1813.XCVII. Jacobi Mazzonii Caesenatis. apud Ioannem Guerilium. letterario di Galileo Galilei qc. {3) p.ANTONIO FATAR 116 Fino rendo 1594 adunque al tempo il raccogliendo gli negli egli studi di architettura mente trattenendoli e qui e sandri sue le civile (i) e militare e suo palazzo in Parione e splendida- studiosi nel quentemente date trattenne in Toscana trascor- si dalle quali troviamo fre- nelle ville conservateci lettere nelle carte benché giovanissimo ancora. scritta Losanna. Platonem vero extra ordinem et Aristotelis vie- da Gio. II a Generale e l'Italia campagna contro nella dell' artiglieria Toscana lasciava la indiriz- appunto nel 1594.

et si « altro luogo che « merita la prometta di dover o in questa si o Padoa. Don Giovanni Preceduto dal fido Baroncelli. coinvolto sti- famosi nei quella Corte e poco gradito alla Regina. con inaudita e diciotto le accompagnarono a Marsiglia più che regale magnificenza. ricever tutte quelle sodisfattioni. dove. 33-35- l'ultimo sta sotto Principi. perchè dispaccio del primo è del 19 aprile 1608 ed il dì del il primo del secondo 26 dicembre 1607. per dall'Ambasciatore Veneto a Parigi Serenissima. dotto agli stipendi della sentò in (i). Esposizioni PP. con sicurezza di essere et amata et benissimo veduta « da tutti. a (2) c. causa la macchia della sua ori- III. o che sua persona. nonostante conseguire il 117 Grandato grandi servigi i in Fiandra. Regina Maria de' Medici. reg. fallitogli terra. fu assunto pendio e con intrighi di Re Giacomo tentativo d' accomodarsi con il ai servigi straordinarie in Fian- d' Inghil- IV con ragguardevole Enrico di nuova la ma distinzioni. Archivio di Stato di Venezia. Nulla dunque era stato predisposto venisse condotto. il citato Discorso istorico 58. la « benvenuta. et la sua particolar buona dispositione « verso questo Dominio » perchè città. 20. al Nel 1600 comandava galere che.GALILEO GALILEI E DON GIOVANNI DE' MEDICI Nel lo 1599 troviamo in Ispagna a capo della Ambasceria mandata a Re Filippo non gine. potè. La pre- si Doge con ogni dal « sua persona sarà conservata da noi et da questi « quella molta stima che in promesse fattegliene poter essere subito con- ricevuto dimostrazione d'onore ed in risposta zioni le sia Sig. a questo proposito Baroncelli. Don Giovanni (2). e dopo aver nuovamente militato dra.""' alle per un occasioni dunque. conforme gli era stato fatto sperare a Parigi. fermerà. con grande ram- marico del Re se ne licenziò. . S. Ved. la quale anzi ripetutamente ebbe a lagnarsene col Granduca. Italia nell'aprile del 1608 e confidando. come e dove risulta da quest'altro documento in data 21 maggio 1608: « Venuto (i) Pietro Friuli e forse anche Antoxio Foscarixi. di addi 17 maggio Collegio ebbe le seguenti parole « : La fece ritorno venne a Venezia e domande ed esibi- proferta poi di V. sicché egli si trattenne in attesa. diremo cosi. et per farne si deve. già resi quale aspirava. della alle sue « principal deposito ne' nostri cuori.

titolo. IT. et che potria far con maggior il fatto degno di servir che tutto haveva voluto con « Sua Ser.'^^ Ecc. Governo della Serenissima. voi. Nel maggio 1608 aveva dunque Don Giovanni presa dimora effetti rifferire.™° Collegio SìgJ Geronimo Capello 111.""^ Rep. 20. di fatti a « questa Ser.'"^ Rep.t^ restasse conscia di quanto haveva inteso » lileo .""^ Rep. Firenze. vi fu invitato egli può benissimo pure e essersi trovato alla si recò a Firenze. 1883.:hivio di Stato di Venezia.^^ et per ciò haveva preso casa in Padoa et « la voleva prender anco in questa non dimandava « Stato et che « accomodato « qualche iscusatione presso a al resto si sarebbe « a questa Ser. esso voleva (i) fu del- SìgJ il non servitor Sig. successori Le Mounier. pp. già coperte varie cariche nel zioni con la Casa Medici.™° SìgJ Vincenzo. Padova e e poiché non alcun risulta in stabile quindi contemporaneamente a Ga- vi si trovò tale occasione.'"^ fece far la iscusa- debiti ufficii di complimento. era e di queste si era anzi giovato che aveva in ottime rela- Galileo per vedere esaudite dal Senato Veneto alcune sue domande. Sua Signoria « tione di non poter ricever la visita per « Ma che ricercata licenza « tare. Il Principi di fermarsi più in gli altri animo quando fusse di per fermarsi in questo quanto volontà di Sua Ser. è lecito loro in essi in acciò (2). disse che essendo andato « vanni de' Medici per visitarlo.^^. poiché brare Padova e col quale Gali- trovava ormai da tanti anni in amichevole relazione. residente in leo si protrasse tuttavia a lungo dova. et passati « disse che le li le Gio- leggi della Ser."^° 1' « rill. reg.ANTONIO FAVARO 118 «neirEcc. p. Corte nella occasione Cosimo ebbero luogo in cui alla presenza di (t) il le accennate prime Ci sembra di dover notare die questo illustre Patrizio. modo di relazioni passate tra argomentare non corressero amichevoli rapporti. « quiete città. Cfr. pur che potesse ha ver alla « questo Stato che in altro luoco. si le Don Giovanni soggiorno di Non in Pa- dovendosi nell'autunno di quello stesso anno cele- nozze del Granprincipe Cosimo con l'Arciduchessa Maria Maddalena e quindi d' Austria. Galileo Galilei e lo Studio di Padova.*^.™^ Sig/ì Capi di andarlo a visi- alli esser Don lU. 130-31. contribuendovi fors'anco certi tra di attriti tra Giovanni de' Medici e Giovanni Battista del Monte. Esposizioni Principi. generale delle fanterie della Repubblica.^ di parole ma Don Gio. per ANTONIO Favaro. . 36. (2) AR(.

prorogata licenza di 22 aprile e nuovamente Colombe lóii egli aveva ottenuta dal Se- Archivio di Stato di Venezia. fu costretto la a trattenersi per allora in Toscana.-2l8t. Secreti. si Si trattenne le Wohlwill il il in Firenze si anche dopo celebrate disponeva a far ritorno a Padova Granduca Ferdinando. Secreti. 201. Vedendo pertanto come gravi conseguimento del suo desiderio. Senato. 261. 213t. rac- veniva condotto come capitano d'armi agli stipendi della Serenissima (2). (4) Ibid. razione 20 febbraio 1609 m. filza 80. Galileo aveva già abbandonata recava a la lettura nello Studio di Padova. filze 197-98-99. I. il di altri 9 luglio e fino al 27 dicembre. (2) 1) gU permesso il due mesi. Questa condotta veniva delibe- rata addì 24 settembre 1610 (3). e quindi allorché egli si Venezia per assumerla. Deli- v. filza 81. Senato Terra. .. nel- al il fido Baroncelli. pur col- idea di entrare ai servigi della Serenissima. riuscendo maneggi ai suoi abili di ottenere che circa un anno dopo fosse condotto a condizioni onorevolissime anche Don Giovanni. sebbene vanni fra il diario persone che furono le toc- ben noto del Tinghi (i)non menzioni Don GioFerdinanda ad ospiti della Villa Artimino..119 GALILEO GALILEI E DON GIOVANNI DE'MEDICI abbiamo avvisaglie delle dispute sulle Galleggianti delle quali i:ato. Secreti. fanno li risa- cause per le le indusse a lasciare lo Studio di Pisa. Gixo Capponi. mss. Senato. il quale. si spiega l'assenza due il giorno durata oltre mentre sappiamo d'altra parte che durante tutto Biblioteca Nazionale di Firenze. (3) Ibid. filza 81. Senato. e mentre venne a morte il citato. fu concessa la sanatoria per (4). caduti in equivoco anni a tanti lire quali Galileo il Viviani ed innanzi e tivando il Don Giovanni e quale stima siano Gherardini che riconoscono anzi vi Don Giovanni nozze granducali. la quale fermamente noi teniamo sia stata la scena di discussioni: sebbene d'altra parte i[uelle non crediamo che queste siano state appunto a dar motivo agli stridori fra come presumerebbe Galileo. sempre sicché. opponessero difficoltà si r ottobre 1Ò09 mandava a Venezia tomandato da lui. Come Don Giovanni poi abbia potuto de' Medici trovarsi pre- sente alla disputa ricordata da Lodovico delle col fatto nato che addi 11 febbraio una prima nel quale (i) ce. voi.

Giovanni Medici » e nel Sisf. Secreti. senza le di Toscana per soprintendere era trattenuto in si ai lavori ripresi nel Io de' Medici scopo nostro alcun interesse: diremo scaduto dalla condotta della Repubblica per debite licenze abbandonata (2). Murano in vivi ai addì 19 luglio 162 1. ci limiteremo a Gramhicato di To- Ili. 1886. tom. addurre molti il mano de' Medici e la 313-314 della busta segnata una canzone « AH' Ecc. 7 agosto 161 dì Ibid. per Antonio Fa varo (estratto dal Bullet- tino di Bibliografia e di Storia delle Scienze tnatematiche e fisiche.ANTONIO FAYARO 120 questo tempo egli Le porto di Livorno (i). 1886). Deliberazione documenti ad essa (4) il degli li filza Fra 86. sol- averla disgustato poi della Corte Toscana per conto della quale aveva ancora abilmente con- dotti negoziati delicatissimi senza averne riconoscimento pari alle sue benemerenze. tom. 3. Senato. Roma. In quelle nel 1885 fra i studiati da dover escludere che potesse buste però resti della ch'ebbimo ventura di la Bibhoteca Palatina (4). Lavori per servire alla vita di Xelli. gennaio. Don Giovanni Potremmo di ciò a quanto ne narra sotto il Galluzzi una carta col di Galileo. e Me- de' da noi ormai esserci scoprire che sono pre- sentemente nella Nazionale di Firenze in appendice alla Collezione Galileiana propriamente detta. 9 (5) contengono n*' D. Stati della nostra narrazione. e per clamorose motivi che provocarono cause altri intimi non entrano nel quadro le quali procurò ed ottenne d'essere ricondotto mente negli e ritiratosi definitiva- (3). Intorno ad alcuni Documenti Galileiani recentemente scoperti nella Biblioteca Nazionale di Firenze. MDCCLXXXI. filza 93. 313. reggasi quello sotto (3) Senato. Don Giovanni successive vicende della vita di non presentano per tanto che. XIX.'"» trovata non sapremmo per quale ma nella Istoria del governo nella Casa Medici. Galileo. . raccolti dal tip. mancò della Serenissima. delle Scienze dorso: ViVlANi /. Firenze. Nessuna traccia di relazioni dirette tra Don Giovanni dici e Galileo è conservata nei Manoscritti Galileiani compiutamente così sfuggita. documenti. documenti. nome carte infatti trovansi di insieme e riuniti. (2) altri Archivio di Stato di Venezia.. (5) Intitolata sul Galileo. novembre 161 6 e allegati. abbiamo nella quale caso. Le il (i) riferirci scana P. e dal matematiche e fisiche.

Gabbriello Chiabrera. Chiabrera col titolo: « Medici. Francesco Medici » in assai scritto di Questa è ». Chiabrera. 443-44- ^^ ec. affettuosamente sic- gli offerisca ». « vanni Da di Galileo: stampata all'Illus. D. cit. sagre pp. (3) e finalmente legato Alessandri.GALILEO GALILEI E DON GIOVANNI DE' MEDICI 314 leggiamo tergo della del Chiabrera S. alcune poesie sopra opere del D. ec. scriveva: « poesie liriche omesse nella edizione di Geremia. morali e le in Venezia. poiché molte altre volte indirizzò sue composizioni poetiche al valoroso bastardo diceo (2). 33-47. . et con questa sarà la risposta: V. pp. quando unite. un corpo novellamente eroiche. e che Padova. « Ó4 della busta Poema « a mio il 2^ del stesso in una dì 5 settembre nome lo ringrazi e legge a si Hebbi io me l'amo Roma pp. Venezia. tom. presso le An- 1-2. la « Canzone fra le ed Eccel. le Op.. morte del Principe quale Chiabrera poi dovette essere (i). Il relazioni strette mano la stessa Canzone « D. Gabbriello Chiabrera. ultima contenente le presso impres- canzoni Angiolo . 427-29. in in questa I. tom. Giovanni Medici fu condotto da' Veneziani » Don Giovanni noteremo che data da Venezia sotto car. MDCCXXX. 303-04. Gio- Sig. Delle Opere di sione tutte in il S. le lugubri. 1Ó15. contenente MDCCXXXI. {2) (3) lettera al Baroncelli del S. IV. Delle Opere di giolo Geremia. « come cordialmente (i) Me- ed una anche « Al Signor Cosimo Baroncelli.. 121 con Don Giovanni. Antonio Favaro.

per diritto di partecipare a tutti la i sua fedeltà agli Svevi. delT espansione Megara per opera di Xifonia. Questo lavoro. Megara temendo questa che nuova abi- andarono a popolare dei la città di Marcello. potere degli Aragonesi di Castiglia . essendo quei cittadini partigiani dì Augusto. non ha grandi pretese. sina ed essendosi accordati i Ferdinando salvo un breve soffri. non toglie niente al merito del lavoro. Essa ebbe poche vi- cende importanti sino al principio del secolo XIII. Nel 1641 tutta l'Isola. la ora più completo e più organico. Continua dicendo che e delle istituzioni cittadini profughi. primi megaresi. e allora dopo concedettero in il re ma finalmente cadde in Federico prima feudo la città che. poi di nome il della loro terra origi- venne distrutta da Sesto Pompeo città nella guerra civile coi Triumviri. rimase città feudale sino al 1575. tratta Il Megara tatori di quella contrada. Augusta. Il signor S.. Dopo il Vespro sostenne un lungo assedio. se di ne vennero in Xifonia imponendole naria. delle non potere ricostruire Megara. e là forse sarebbe stato meglio approfondire certe questioni. come nel 1675. Storia di Augusta. Salomone ha pubblicato sua Storia di Augusta. ma è con- Qua ma ciò dotto con grande amore. 1905. una gravissima carestia. fu pu- nita terribilmente dagli Angioini che vi commisero stragi nefande. la città e che questi sulle rovine ancora fumanti fece ricostruire dandole il nome Augusta di (42 a. della distruzione di reliquie di S. che. uscita la II ed. Augusta. la sicurezza della rada.Rassegna Bibliografica — Sebastiano Salomone. e intervallo. essendo insorta Mes- Messinesi con Luigi XIV per cedergli . e « vedendo la bellezza del sito. la posizione « strategica della rocca normanna. seconda edizione della prima volta nel 1876. con giusta misura e in forma popolare. 3Iegaresi. L'Imperatore concesse alla città di poter mandare due Deputati al Parlamento di Foggia (1240) e il Parlamenti del* regno. i dei Iblea. C). oltre a fondare Selinunte. concepì «nuova città e d'ingrandire il il disegno di fondarvi una castello». quando venne in quel posto « Federico II per ripararsi dai furori di una tempesta.

Massa. sopra di essa nessun atto d'imperio. nello svolgere dei secoli. sulla () ribelli. Begesto di diplomi a tutto dicesimo secolo. ec. Il agli uomini illustri di Au- dilunga troppo sulla città d'oggi. G. salvo rarissime eccezioni. Notizie storiche documenti. su XIX e grave ma specialmente sui Carbonari nel 1820. ha provato chiaramente una istituzione e do- Pisa. Pio Pecchiai. donavano alle chiese. ricchissime per larghe possessioni. Insomma il lavoro del S. non esser quella dalle fino come taluno ha preteso Quest'Opera cominciata ecclesiastica è il Pecchiai sue origini di addimostrare. specialmente cattedrali. Con — documenti di autentici portando un con- e tributo alla storia dell'Opera della Primaziale Pisana.SALOMONE. che. sulla rivoluzione dello stesso anno su quella del 1860. gusta. sui nomi antichi delle vie. abbandonò l'Isola e lasciò i suoi partigiani e specialmente Spagnuoli che Seguono secolo sul e si altre notizie sulla casa di Savoia in Sicilia. si accenna anche S. Messinesi in balla degli i vendicarono barbaramente dei loro sudditi ec. sulle chiese. come tutte nomi diversi si a questa. sulla demopsicologia zioni economiche. Mariotti. Augusta nel terremoto del 1848. Difatti. condi- sulle marina da cabotaggio. STORIA Sicilia. che potesse dirsi esser quel- l'Opera addivenuta istituzione di Stato. senza però esser mai istituzione di Stato. e tutela. non fu mai tale. se fosse stata più riassunta. Elenco degli Operai. in Pisa hanno esercitato si i ma solo di protezione governi. 1906. sui conventi. che la pietosa magnificenza dei principi o la devozione dei popoli sovente ziose. Bianco. merita di essere lodato abbastanza. Quest'ultima parte del lavoro è molto prolissa e sarebbe riuscita più confacente all'indole di esso. guida sicura la il di Stato. addivenuta istituzione civile. Del resto essa. opere pubbliche. Che se talora questa tutela apparve e fu soverchiamente grave. son succeduti. sulle folMore augustano. questi la AUGUSTA 123 spedi un'armata che riuscì ad impadronirsi di uiista e che fu poi sconfìtta dal l'Olanda (^essendo DI alleata Au- famoso ammiraglio olandese liuyter allora della Spagna) (22 aprile 1676). doveano servire al culto delle chiese. Luigi XIV. sono state costituite per la necessità di provvedere al- l'amministrazione dei beni. che con le istituzioni simili trovano allato alle antichissime chiese. dopo quasi tre anni di inutile lotta. L'Opera della Frimaziale Pisana. Queste donazioni di per danari e cose preal sostentamento del . sul colera del 1837.

di governo. Firenze. del lo lavoro industriale. Come questo sia avvenuto nella chiesa Pisana ha mostrato il Pecchiai. togliendolo ai vescovi ed al clero. Ristori. 1905). erano dai sacri canoni e dai vescovi nominati prima fra nomini gli anche nel laicato coloro che di chiesa. . quando son condotte a dovere. senza trascurare quelle indicazioni. ecc. i patti agrari. lo studio del Pecchiai prova quanto sieno gesti delle carte specialmente delle chiese e monasteri. narrando sempre con l'aiuto delle antiche carte lo svol- gimento storico dell'Opera della Primaziale Pisana. Dall'esame di tre recenti d'indole storica hanno i hanno remota antichità. secolo XIII le civili autorità pretesero. — fase.. Dobbiamo poi esser grati all'autore di questa monografia per averci dato completo l'elenco degli operai con esattissima diligenza copiato dagli autentici documenti valido aiuto che porgono Che agli se tali dei ricchi archivi Pisani. se Duomo regesto dei documenti riguardanti il di Pisa fosse stato fatto di tegrità. che lo l'Opera del pubblica ragione nella sua in- rendendolo completo avrebbero fatto tanto più utile agli studiosi della storia Pisana per le persone ed Del i luoghi nominati in quelle carte. che agli studf economici e sociali. Volpe coglie occasione per porre in termini netti e precisi il prof. E. il diritto di delle chiese. Volpe. XIV. Per la Storia giuridica ed economica del (Estr. G. sviluppo dei commerci nell'Italia superiore. pubblicando Pecchiai l'elenco degli operai. B. ma non come funzione nominare si amministratori del patrimonio gli fecero mai lecito di esercitare tale ufficio. contro chi per suoi fini leggendo a suo modo i documenti avea di i quest'Opera preteso falsarne la natura col farla una istituzione di Stato. e poi per la chiesa dovevano conservare ed amministrare il Circa tali beni. per il compilazioni. fatto fare utili che libri un passo importante Medio Ero. Pisa. le questioni che concernono la proprietà fondiaria nel M. le origini nell'alto M. resto. E.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 124 vescovo ed al mantenimento delle fabbriche sacre. ma solo per tutela e difesa delle chiese medesime. la condizione personale e lo stato giuridico degli agricoltori nella vita curtense. e giuridica. dagli Studi Storici. di tanta maggiore importanza avrebbe dotato il suo studio. studiosi delle meritevole cose avvenute nei di lode si è reso il tempi che furono. TI. avuto i loro principi nella più re- G. voi. e del clero e per- chè fatte alla chiesa.

Egli propone la se- guente classificazione delle plebi terra rurali. con in due grandi pastinato. Chiesa si tra- proprietà ec- le prova del fatto riesce più evidente. dotto tedesco considera Il che l'ordina- tesi una continuazione o è in sostanza il come due livello e Fenfiteusi veri contratti agrari. considerata in giusta misura l'importanza delle ra- dicali modificazioni che la natura dei contratti agrari ebbe a subire Lo nei diversi tempi. di titolo il Zur Wirt- / contratti agrari — 1904). Sostiene la mento fondiario del M. la prima cate- goria di uomini scarseggia. domestici e artigiani curtensi.il commercio nella valle del Po. parziaria. perchè la teoria rimane intatta. perchè nella la conservò più intatta la tradizione antica. siastici. ecc. una teoria nuova convincente. la porzionaria. Questa distinzione perchè non vi è Pivano. la precaria e la prestarla. cioè l'enfiteusi.VOLPE. continua col considerare la condizione dei coloni. non proprietari: da una parte il cioè dei lavoratori da servi rustici. M. E." ìiANX contenente sei monografie. la masseria. STORIA (tIVRIDICA ED ECONOMICA DEL MEDIO EVO Le opere prese ad esame sono: Un volume 1. Bistun\ 3. siano gli agri- essi servi commendati. raccolte !<chaftsgeschìchte Italiens in Geldwirtscliaft loid — 2. in Italia sotto 125 i Vili. la persona del concessionario. Una monografia dell'Hartmann Bobbio offre al Volpe l'opportunità svolgimento storico e di sulla di economia del monastero studiare il considerare alcuni aspetti livello meno di nel suo noti del- l'ordinamento agrario in Italia nell'alto M. cioè contratti reali. dei massari e .'' Schneider. in cultura livellari o della personale dominico. costituito autonoma. in Queìlen und Forschungen dello Roma. frùhen nelVaUo M. E. E.'^ Hart- L. suoi studi ad alcune fra le maggiori proprietà ecclesiastiche. . Ad contratto di ogni modo. coll'andar del formale e si tempo stesso il confuse con l'aver dato poco Pivano è costretto a riconoscere che livello perdette la sua natura l'enfiteusi. osserva il Volpe^ peso allo svolgimento storico non toglie merito giuridicamente alla concezione del Pivano. alle corporazioni d'arte nell'Italia bizantina. ai di mercato. troppo rìgida. la seconda invece è numerosa. di S. 1905. Nei fondi eccle- a differenza di quel che avviene nei laici. l'usufrutto vitalizio. la entità della concessione. il il Invece contratti i sembra la al co- locazione a tempo e la nostro A. agli oneri diritti dei cittadini per le opere pubbliche. divide e categorie: contratti formali. (Torino. la Ionia. aldi o manzo coloni. dell'Istituto Prussiano in primo scrittore rivolge Il M. dall'altra coltori che hanno un o massari. Esaminando clesiastiche. distinti fra loro per la durata. Il nostro A. E. PiVANO. il livello. sformazione dell'ordinamento romano.

E. grandi proprietari. l'Hartmann vede. e specialmente i hanno casa o corte nella residenza . nelle quali come nell'ordinamento agrario. per la vendita sul mercato. nella monografia intitolata Zur i GescMchte der Ziinfte in friihen M. i trasportano per di e le so- vie fluviali mercato. XI si una nuova creazione vita alla più Gli Handel storica. Similmente avvenne dei mercati (anche essi. di ripatico ed altre rendite e privilegi commerciali passarono a po' per volta nelle mani degli ecclesiastici. Altro cespite al artigiani. coeva o posteriore a quella che dette ampia corporazione del Comune. continuità della tradizione ro- la mana. Quanto si quali i dopo tutti il sec. E. L'Hart- Liutprando stipulò con queste due città.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 126 dei livellari. trasporto dei prodotti il agricoli dalle corti lontane alla centrale e quello degli stessi dalle campagne tento fondi. e si raccolsero in corporazioni o scolae. Questo scrittore tratta dell'argomento. scelti speciali e A Chiese più ricche di le Ma assai più impor- esercitato internazionale. in lavoro industriale. quaJi le città ma nega tina ebbe salde radici: Volpe ammette Il Ravenna. Coi diritti di mercato le chiese acquistarono. e mostra come la maggior parte dei diritti por- tuali. che coi quali corti. loro pro- i dotti nei mercati. né derivazione dall'antico. che lavoro dei commercio le città. mediante . secondo l'Hartmann distinti fra settimanali e annuali. Prime forme di scambi sono nell'alto . comunicazione più comoda mercanti di professione è il corso del Po: e che presto acquistarono maggiore importanza commerciale questa zona territoriale. fra vrastanno all'azienda commerciale e su navicelli propri vanno commerciale tante è il è il i prodotti. alla città. Vili tendono a conglobarsi una massa unica. Fu invece di origine curtense. non prima forse del sec. per Roma bizantine. . nell'alta Italia per liberi quest' ultimo in- più vicina al luogo di loro città impiegati. I liberi artigiani crebbero dall' Vili secolo in poi. un'altra parte dai liberi lavoratori.cioè urbani di romana origine e rurali) e e delle re- lative rendite. interregionale dalla classe dei mercatores. due studi dell'Hartmann: ComaccMo iind der Po- ultimi Marktrecht iind Mimerà trattano del commercio italiano e M. furono Venezia mann esamina e analizza i trattati che re e Comacchio. ove e fatto il la tradizione la- che lo stesso principio possa si estendere alle regioni dell'Italia non bizantina. in i La via loro dipendenti. In queste la ten- denza corporativa e non fu sviluppò più tardi. prendendo ad esame documenti dell'Italia bizantina. al provvedeva Volpe enumera il i lavoro era compiuto in economia dai parte del modi bisogno dei prodotti dell'industria nelle al Una dipendenti della vendevano corte.

Conseguenza che coir andar del fu ciò di 127 tempo molti vescovadi diventarono proprietart della maggior parte del suolo. . come tante che. e modo si considera la questione invece di trarre dai fatti storici seguenze che naturalmente ne scaturiscono. per il prezzate ad un tratto barazzo col porsi crescere della ricchezza mobiliare. e la ricchezza commerciale. Per ora espone sommaria- in come l'Hartmann. l'Hartmann ad occuparsi an- L'affinità dell'argomento trasporta che dei beni comuni nelle fondo questa materia mente città. con l'autorità di conti. e non trovarono altro mezzo. Le capitali rappresentati dalle pro- prietà oberate dai debiti: d'onde la bancarotta. mercato era aperto. industriale Quest'ultima riusci vittoriosa. già per altre. beni i fatto nuovo. videro deloro le alla testa proprietà. beni comuni godimento. scovi e signori. Qual'è la ragion vera del disastro finanziario? suo il A parer conseguenza diretta della lotta economica fra fatto è ma esistente nell'antichità: monografia dello Schneider sul Vescovado di Vol- critico. cioè la terra. il comuni del M. lo Schneider rileva politica fatta alla grande. in questo punto di vista . costituiscono un E veniamo perchè. non seppero trarsi d'im- nuovo movimento industriale del commerciale. cioè alla trasformazione del al titolo dei considerano un fatto di formazione lo boschive per e coloro Egli. deg-li edifici e delle piazze nelle città e nei territori cir- costanti avviamento questo : alla conquista del potere temporale per parte dei vescovi. che il Volpe sottopone ad esame Studiando questa città nel tempo in cui ebbero la storia di Pan- autorità di vescovi-conti più personaggi della nobil casa dei nocchieschi. se consi- si possono si comuni (trasformazione tramite della Chiesa). osserva da un sol il Volpe. vogliono all'età Volpe promette Il la pro- prietà fondiaria e la proprietà mobiliare. cioè fra la ricchezza agricola e fabbricativa monetaria da una parte dall'altra. idee che svolgerà nella trattazione. le romana. Ma. beni collettivi i dell'uso secolare di detti beni in proprietà avvenuta. lavoro. all'ultimo. crede doversi seguire una via di mezzo derano studiare a di un suo lavoro. il dopo una fatto che in pochi anni. per far fronte d'ogni e proprietari i giorno. ove iincho aree di territorio e edifici attig'ui al reg'i. E.VOLPE. e Ve- di fondi e di stabili furono travolti nella sconfitta e fallirono. fra l'istituto nuova. si pongono documenti a servigio d'una idea preconcetta. STORIA GIURIDICA ED ECONOMICA DEL MEDIO EVO diplomi il luogo. se non quello di usure assorbirono in breve tempo dare in pegno i i ai propri e bisogni beni. il vescovado si ingolfò nei debiti e giunse alla bancarotta. Se la i le con- fatti e teoria i dello . far che e quelli risalire pascne le terre riconnettere con un simile istituto se pon mente si sé.

della Società storica subalpina. che i e forza materiale. I). M. autorità cercare anche in altre cause vescovado Tra di Volterra. contro conser- repentino decadimento della contea- il le e Dunque bisogna il vescovo volterrano ebbe a lottare per la propria indipendenza spirituale e per gravi controversie di giurisdizione territoriale: la lunga lotta fra aspiravano a togliere in comune libero. ed il loro cosi dell'una come dell'altra. 1906. (Bibl. Sartore. e G. via dicendo. determinarono l'abbassamento repentino della potenza dei vescovi-conti di Volterra di casa Pannocchiesea.-. storici ed eruditi si erano già occupati ex-professo ed avevano anche pubblicate parecchie carte ma la raccolta e l'edizione sistematica di queste erano da un pezzo desiderate. e Insomma le ^particolari condizioni dello stato volterrano. Invece molte altre Chiese vescovili si adattarono bene alla nuova condizione di cose. pp. estesero la loro influenza dominio su gran parte delle terre subalpine. — In Le S"*. Chiantore-Mascarelli. vicina temibile. Begesto dei Marchesi di Saluzzo {1091-1340). pp. archivio carte dello arcivescovile Torino fino al 1310.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 128 Schneider fosse sicura ed assoluta. geografica della città. sullo svolgimento e sull'estensione della potenza dei Marchesi . viii-449. speravasi. che potere temporale al vescovo e a costituirsi vescovo conte. poiché contengono i la scienza più antichi documenti di due istituzioni. In verità. di Italiae. Le due opere sopra enunciate hanno importanza per storica. — Pinerolo. che recassero luce più viva sull'ori- gine. Barberis. che. Armando Tallone. XXIV). come si verifica ora. — In 8. la vittoria finale della cittadinanza che riusci a stabilire una amministrazione laica autonoma. 547. Indice compilato da G. Chiantore-Mascarelli. Gabotto F. — Pinerolo. Firenze. XVI : Reg. (Bibl. della Società storica subalpina. assai più che ragioni economiche d'indole generale. specie con le altre città Pisa. Pietro Santini. ciascuna nella sua sfera. superarono la crise del deprezzamento dei beni immobili varono a lungo ricchezza. xviii. Corpus chart. 1906. perchè . che contrastava appieno i diritti dagli pretese e tali imperatori con ripetuti diplomi concessi. B. e voleva conservati il il i cittadini. 14. le stesse vicende che si riscon- trano a Volterra sarebbero avvenute ovunque. XXXVI. quali il mancava di rapporti di Volterra con Volpe enumera la la posizione un comodo sbocco quale al mare: della Toscana.

vendite dì terre e paesi. gli antichissimi Marchesi chesi di Monferrato. E stesse alle copiosa serie degli specie di interessanti docu- regesti. quale la raccolta è a ragione. della quale casa. ma scovado di Torino. investi- ture ec. di Savoia ed grande i del Vasto. membri I come Mar- i Capetingi. — il ter- recare un notevole contributo alla XXXIX. donazioni. ed oltre a Akch. da quel ed unico stipite che fu Aetelberto. del In una profonda ed interessante introduzione al Corpus dei do- cumenti saluzzesi. ec. pubblica integralmente 162 carte e diplomi inediti concernenti quei Marchesi e quello Stato.. Nella se- conda. convenzioni. vendite. secondo gli ultimi studi e segna- tamente secondo i suoi propri e quelli del Bandi di Vesme. Cosi aperta la strada. re di Kent (563-612). che illustrano la storia politica e civile di tutto ritorio della diocesi. per quali gli eruditi seguono tutto lo svolgimento della potenza saluzzese nel periodo suo più glorioso ed hanno tutto l'agio di considerare il metodo severamente condotta. e in generale per la storia prima parte raccoglie 1016 regesti precisi di tutti e subalpina. vale a dire nel periodo più oscuro ed intricato della sua storia. sentenze. albergarle. lui. e un contributo notevole alla storia cosi di (li come essi. potrebbe domandare che vi fosse aggiunto un indice dei nomi. per ec. prof. donazioni. Nella sufficientemente ampi documenti che vennero a sua conoscenza i nei quali pazientemente attese a questa nei lunghi anni lodevole fatica. vicende dei Marchesi per giungere fino agli attuali Saluzzo di Paesana. poiché contiene diplomi imperiali. gli Arduinici di Torino. Stor. bolle pontificie. Casa i Duchi Borgogna.". Gli egregi Autori ne hanno raccolto e pubblicato integralmente le carte più antiche dal 981 al 1310. Basterebbe già questa ultima parte per richiamare sull'opera l'attenzione degli studiosi. 9 .- investiture. Serie 5. secondo dei volumi al ve- che fu nell'alto medio evo potente feudatario del Piemonte centrale ed estese lontano dalla e la il uguale interesse sociale ed economico.STUDI DI STORIA SUBALPINA 129 Saluzzo. sommi Quindi. in 336 pergamene. degne menti mezzo a' essere di riferisce si la studiate. quantunque v'abbia scientifico. per capi il Gabotto ricorda rami della famiglia e degli altri le di Saluzzo. vescovado torinese. da Bonifacio del quale in il lissime per la Vasto a Manfredo IV. la R. Questo corpo do- cumentario contiene anch'esso. al Tallone. Si riferisce città la sua giurisdizione sua influenza. lascia la penna due parti distinte pubblica fonti notevostoria del Marchesato di Saluzzo. diplomi imperiali e bolle pontificie. affitti. It. di derivano. Minore importanza politica ha certamente citati. il Gabotto tratta rapidamente dell'origine della casa marchionale di Saluzzo. col chi.

assai più e alteratissima compilazione. fa intorno alle più antiche fonti della storia e della leggenda fiorentina. la conservazione di quei preziosi documenti. Torino. 1903. L'Hartwig. riuscendo ad aggiungere nuovi indizi e nuovi dati sicuri a quelli che già possedevano. se la trascrizione sia alquanto più tarda. come appare da attribuisce l'omissione facitore. precisa di un feudo ecclesiastico fra trionale. appartenente al sec. il già Magliab. come le la Gesta florentinoriim^ menzionati da To- loro attenzione sui perduti dette è noto. Casanova. confrontando fra loro quei fonte delle antiche vato più fedelmente sembrano averne conser- sembianze. 505. Quesiti — ricerche di Storiografia fiorentina. in questo dotto e ricco volumetto. La i più notevoli dell'Italia setten- storia della Chiesa torinese vi trova dillucidazioni im- portanti. conservataci nelle carte zionale fiorentina.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 130 conoscenza delle vicende delle terre e dei comuni compresivi o vicini. Pietro Santini. 8^ pp. che permettono di seguirne tutti i passi e le fasi in quel lungo periodo e di formarsi anche un concetto dei suoi vescovi come signori temporali. 146. oltre a meglio determinare le condizioni economiche e sociali nelle qnali giacevano quei danno una idea sufficientemente paesi. guelfo arrabbiato. con metodo rigorosissimo e con intenso amore. mostra che. e Fi- renze. contenuta in un codice napoletano. anche di questa già tarda deve credersi prossima XXV 1^-21'" ai Gesta un'al- d'un codice della Na- XIV. e pertanto tutti siamo grati agli del pre- editori di avere assicurato alla scienza. sta prima rifacimenti di essa. ma le somiglianze sono così grandi che inducono a non tener conto delle non grandi differenze. E. tra cronachetta. preferenza a una cronachetta anonima. Non già che fra Tolomeo e la cronachetta vi sia perfetto accordo: alcune notizie sono in questa che ci mancano nell'Annalista lucchese sono fornite dal Lucchese che la cronachetta non contiene e altre . non ci spiega in modo del tutto persuasivo come maiala cronachetta taccia dell'incoronazione di Federico II (1220). ma ora il S. che la il contenuto di que- cronache. primo trentennio. Il nuove ricerche Santini. a noi pervenuti. Seeber. Gli storici di Firenze fermarono si e si studiarono di ricostituire lomeo Lucense. ai sentimenti politici del ma sembra un ri- po' singolare che (luesti . che Tolomeo: egli si trovava descritta nei Gesta. Non è dunque questo volume meno cedente importante. Forse il S.

rammenta turalmente ch'esso fu in alcuni manoscritti accodato Cesare. Ma. II codice deìV Avventuroso CiciUano è sicuramente del secolo il romanzo stesso XV secolo pei suoi caratteri o di poco anteriore si XV . di Tiverina e del Centurione. contenente V Avventuroso Siciliano di Bo« sone da Gubbio ». 61-79) ai s' ma il S. medesimo non vuole riconoscere Santini il avvenimenti gli aggiungendovi un rabbioso commento. La cronachetta volume (pp. in tal caso. lui sol- infedele degli altri. sarà forse da leggere XIV. coi riscontri dì La cronachetta da è E della non Chromca de che difficoltà e tutti Tolomeo. e inoltre i È senza dubbio nel libro del S. tranne uno o due brevi frammenti. sfuggito nella stampa. storici. come fa altrove. Quel XIX.SANTINI. nella non Poteva. essendo il codice il cosiddetto Libro fìesolano. e manifesta opera tarda. il S. resti che una parte. tratta contengono. un fuor codici erano stati indicati e descritti tutti. come già manzo che si era detto anche in ben poca importanza: di amore alla sua ricerca. Laurenziano del romanzo. se chiedessimo che del Santini comincia col solito leggendario Libro fìesolano. e poiché rifacitore. che non « Malespini » si « principio del sec. Parlando delle fortune del Libro fìesolano. raccolto dal trova « trascritto la prima volta in un codice del XIX. gUESITI E RICERCHE DI STORIOGRAFIA FIORENTINA 181 giungesse nella sua passione politica al punto da voler sopprimere. si sul ro- tratta d' prendendo na- Fatti di un mio vecchio lavoro conosce sotto questo nome. ora fuse o contaminate con altre le i suo secondo capitolo. Trovo accennato dal S. (luasi per distruggerli col silenzio. e cosi s'intende quel «trascritto la prima volta». o del cosicché non è da prestare alcuna . nel manoscritto che il ma sua cronachetta una riproduzione esatta" dei Gesta. ora a parte. è meno un errore perchè sia stato accolto da tutti a occhi chiusi. benché di esso acefalo. nel ture. poiché tanto un rifacimento più fedele o non possiamo sapere meno quale stato in il testo dei Gesta pervenisse al autografa. e insieme di quella sua redazione volgare. eh' è appunto il ne abbiamo. sarebbe un pretendere troppo è modo sciogliesse in ci ?^.. ricordarli Ciononostante. d'opera. anche il S. o dal Banchi o da me: ciononostante. scrit- che «l'episodio romanzesco degli amori « di Catìlina e di Eclissa. pendice (pp. sodisfacente tutte dubbii. e l'opera stessa di questo. non . 91-144). le pubblicata nella seconda parte del origine civitatis. soffermandosi di preferenza sui codici S. che lo dice composto da Bosone nel 1311. s'è lasciato trarre in un errore. fede r\V expUcit. Veramente fatto ai un un grande induce perfino a dedicare una speciale Ap- Manoscritti fiorentini dei Fatti di Cesare^ ben- ché solo cinque di essi (che fra tutti sono quasi una quarantina) mostrino la detta coda posticcia. poiché si suole attribuire tal data al cod.

cronaca di 3Iartino di Troppau codici fiorentini. materiale . Uno de' primi e ' ancora incerti tentativi.. Il La terzo capitolo. il da attribuire alla fine appartiene alla redazione B. C era già nota e difdunque stato opportuno. assai più sicuro. che a Ma fonda sul volgarizzamento di Martino. accennasse qui subito a un altro argomento. sono enumerati e secondo classificati le conclusioni dell'editore La tradu- tedesco. per un caso qualunque. C. fu vale a dire è divulgata la più ampia recensione E un argomento probabilità.-Gaddiano. nel quarto capitolo. e rimasero ignoti al Weiland. XIII. finora inedita (a non tener conto del frammento pub- secondo blicato dal Ciampi). eh' e XIII. al fatto cioè che la cronachetta a Brunetto Latini (la compiuta. XIII) fonda in gran parte sulla si cronaca più malamente ancora attribuita si malamente attribuita quale fu per lo meno cominciata. e condotta innanzi fino al 1341 specie di lavoro preparatorio. Sarebbe sua datazione . passando poi via via ne' capitoli seguenti alle composizioni più progredite. S. Le scarse e nude notizie patrimonio dei secoli XII dì storia fiorentina. dal punto di vista della chiarezza e della buona composizione del libro. è sua volta anche vero che le re- lazioni cronologiche fra lo Pseudo-Petrarca e lo Pseudo-Brunetto non sono esposte con sufficiente chiarezza. che sta in favore della della redaz.^ a questo scopo. è la detta cronaca. perchè anteriore « al tempo in cui « di Martino ». zione volgare. perchè a cavai donato non §i può ben essere che ad alcuno giovi trovar codesti in bocca. B. che si suol chiamare l' Ottimo.. in cui l'autore raccoglie il . dove (pp. erano tutto il poterono dunque. che volgarizza- il mento. che almeno in parte dovettero esser dapprima glosse marginali. sarebbe. avanti la fine del sec. Di essa specialmente de' codici che e la contengono tratta il S. se non anche al Petrarca. che contengono i suo e il anch'esso del vantaggio di una Appendice volgarizzamento^ gode testo origi- il nale della cronaca. cominciata nel 1290. la quale ha per suo elemento principale Petrarca e fonde con esso il lo Pseudo- materiale offertole dai Gesta. in fusa. Poi. Anzitutto. e s' in- grossa pure d'altre notizie. del sec.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 132 c'è da farne un grave rimprovero guarda al S. Essa fu adoperata dal commentatore Dante. La Cronaca Napoletana-Gad- diana^ cioè contenuta in un codice di Napoli e in uno fiorentino^ Laur. venir « associate coi maggiori avvenimenti del « papato e dell' impero rivolti ». che il S. venisse compiuto secondo un codice un tempo in cui la redaz. di che lascierebbe sempre qualche luogo alla possibilità contraria. La Cronaca di del codice luc- chese Orsucci. 81-87). all'apparire della cronaca martiniana. e manoscritti catalogati qui tutti insieme. attribuita al Petrarca.

il necessario partenza per ulteriori ricerche sui fonti della primitiva storia fiorentina e sulle loro vicendevoli e complicate relazioni. huita a Britnetto Latini. una cronaca ordinata. XV. si IV. Lo studio del codice Magliabechiano è importante soprattutto perchè modo « ci offre « recchiava « attri- pubblicata dal Villari. Negli anni 1898-99 Enrico Sieveking pubblicò nelle VolT^- Ahhandlungen der Badischen Hochscìmle un'opera in Finanzwesen mit hesonderer Berilcksiclitigung der Casa di S. QUESITI E RICERCHE DI STORIOGRAFIA FIORENTINA 133 Toscana latino e volg-are. Enrico Sieveking. per la storia della intenzione. debito ed è tempo che V Archivio storico italiano mantenga una vecchia promessa (1901 viene alla luce la traduzione I italiana 214 II 331). Essa 565. voi. il di sorprendere suo lavoro. Parodi. Ligure di Storia patria. La Cronaca cui abbozzo autografo. XXV. miscellaneo della Biblioteca nazionale ci e di Firenze. . G. continuati fin e inoltre i ma quasi alla fine del sec. fonda sullo Pseudo-Petrarca Gesta fiorenti norum. che sarà d'ora innanzi punto le loro ». in latino. Giorgio. Onorio Soardi speriamo vi farà seguir presto Sieveking avrà del degna e in tal la modo e ri- traduzione in Italia la che non ebbe finora. Firenze. che non conosciamo da nessun' altra fonte. mutilo però di tutta la parte più antica. che fu. trovasi nel cod. voi. Studio sulle finanze Genovesi del particolare sulla Casa di S. E. dacché nelle biblio- essa è piuttosto rara ed a giudicare da certi cata- troverebbe solo a Genova e Firenze. Infine. XIII. almeno quando dell'opera a cui quella si riferisce. già II. per trarne poi fuori. a lui noto. fornisce pure notizie. ci il compilatore nel momento che appa- ammaestra cioè neralmente dai cronisti dei secoli XIII « opere e sul metodo. come era sua in relazione colla storia generale. seguito ge- XIV. Ogni promessa è I medio evo e in [Atti della Società XXXV). il secondo comprende la storia del celebre Banco dalla fondazione sino H'irthschaftliche due volumi col titolo Genueser : Ora la Società ligure di storia patria accolse ne' suoi Atti al 1815. 323.SANTINI. la traduzione del primo volume fatta dal veduta dall'autore e del secondo: l'opera diffusione di cui è teche nazionali loghi nostri si sig. Magliab. Giorgio il primo volume tratta dell'amministrazione finanziaria del comune di Genova sino al sec. il riassume e completa di risultati del i 8UO diligente e utilissimo studio. come e il si sa. nel comporre Nella lucida conclusione S.

RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 134 Il primo volume comprende tutta Genova. vissuto intorno alla metà del come un possesso comune consortile. XVIII] ed il liher magnus contractnum Sancti Georgii. Firenze. sia lecito notare che nel miglior ordine materiali non sono sempre disposti i talvolta non : qualche anello di collegamento. esercitarono quei Le resistenze Vescovo. evitano si tal' è manca o ripetizioni le non altra pienamente escluso ogni dubbio che certe affermazioni generali siano fondate sopra una citazione sola od anche sopra un solo regesto altrui di atti non veduti dallo stesso Sieveking. il diritti e le opposizioni quale. XIII: Solmi nella 1. già editi e vide anche pubblicato più tardi col titolo Leges Genuenses. ap- . che cui tale gestione era affidata. ai libri dei conti ed ai libri delle compere minori. specialmente dopo le Obertenga. Assai gran copia di notizie e di viene aggiunta a quelle. che impedivano ritti entro Genova. parte per materie. ai Marchesi si accentrarono intorno sec. estratti economici e finanziari e le per molti argomenti conservata nell'Archivio della stessa Società fonti principali sono il codice delle regule comperarum capituìi [ora stampato nel suddetto voi. Venezia. con grande ricchezza di comune la storia finanziaria del di particolari sulle varie specie d'im- poste e tasse. quando per diritto feudale e le tasse parte per infeudazione od usurpazione ai Visconti tanti. Goldschmidt nella sua nota UniversalgescMchte des il si x^(^^^'^^^y valse pure numerosissimi lavoro di ricerca è tra questi assai il agevolato dal Foliatium Biclierii che ne contiene il regesto. Pisa. L'autore usò non solo molti documenti in e precise. I erano fissate e passarono poi in gran loro rappresen- suddivisioni della famiglia marchionale ai singoli membri d'esercitare i loro di- Visconti. e dalla raccolta completa degli Ligure. Jìiv. XVIII dei largamente dei materiali del notarili sec. Historiae ma specialmente dei inediti. Nel sec. sui prestiti pubblici. poiché ebbe acquistato estesa potenza territoriale e larga influenza politica. Le prime notizie novese risalgono sulle condizioni all'alto riscosse dai Marchesi finanziarie del territorio ge- medio evo. Colla maggior riverenza per chi ha contribuito largamente alla conoscenza della storia economica italiana con lavori molteplici di varia mole. ed altri con Siena ne aggiunse sua ampia recensione nella Monumenta bozze parte del voi. ed ha un indice proprio. al X. parte per notai. XIV Wolf formata dal prof. 485. oltre agli statuti. non molte fatti ci offerse ma molto ordinate Handeisrechts. frequenti sono confronti i con altre città italiane. sui bilanci dello Stato e sui molti uffici. che secondo un'opinione assai fondata (malgrado qualche lacuna genealogica) discendevano da uno stipite unico. IV. atti il di diritto comvterciale.

stretti dapprima a solo scopo di difesa locale. nei rapporti esterni. 30). che sceglie dapprincipio suoi capi nelle famiglie viscontili e nobiliari. sia per impadronirsi delle tasse ed imposte. giudizio col Comune il : diritto entra affini esistenti la sovranità nella parte chiamare lotta in Visconti. es. ^•lic passò dall'uno all'altro possessore della Sovranità nel Comune. la signoria sugli immobili ebbe nell'alto medio evo ed in parte nei secoli successivi un carattere essenzialmente patrimo- com'è noto. poi rinnovata regolarmente e resa nitenti obbligatoria coli' escludere i re- da ogni profitto delle spedizioni comuni. pel quale dava luogo piuttosto alla riscossione di frutti e rendite. La Compagna. ^Hiesia. XIII. perchè pago dapprincipio far di diritti ancora altrove. i s'identifica per gradi Comune accogliendo col i comunisti sotto la sua protezione. e fattasi più forte si esplicò nella associazione d'uomini atti alle armi. stringe relazioni colle aggregazioni luoghi. medesimi ed appartenevano e sotto tanto più che i i popoli germanidi beni imponibili erano tutti alla ricchezza mobiliare. tende ad acquistare in altri insieme finanziaria. in fine coli' intento di spingere la penetrazione politica e mercantile e quindi anche con mezzi d'oifesa — dapprima temporanea per determinate occasioni. Ricordiamo brevemente che questa dapprincipio considerò il Vescovo (divenuto arcivescovo nel 1133) come suo rappresentante Compagna. per assicurare la indipen- propria denza. più tardi per garantire la sicurezza della città e del commercio anche spedizioni nelle lontane. che all'esazione d'imposte. LE FINANZE GENOVESI DEL MEDIO EVO supremazia ecclesiastica ])rofittan(lo della nome rificiiotere in 135 decime che poteva e delle impose a sua volta altre tasse alla bor- di essa. Parte principale di quei redditi. mentre. coir Arcivescovo.j. fu sui pesi e misure. i strano che essi presentino parecchie analogie nel Solmi nella recens. in compenso dell'aiuto promesso per conquista della Sicilia. Non parrà colle tasse esistenti |cfr. coi (sec. la vittoria poil riconoscere la sua sovranità Comune (p. sia di anche alle armi e citare in XII) coi Marchesi. . nella seconda metà del litica fu mentre Compagna) conservarono sec. p.SIEYEKING. i Visconti (appunto perchè loro ragioni come e conseguita prima della economica. tempo romano cit. lasciando più a lungo a beneficio de' suoi av- versari parte dei profitti che ritraevano dai redditi stessi: cosi esso potè ottenere nel 1162 da Federico Barbarossa precisa conferma delle regalie che già possedeva. vince molto più presto contro ascritti alla i primi e l'ultimo. Qui. la Vari furono nei tempi i diritti riscossi nei territori genovesi e crebbero secondo l'importanza dei commerci che ne furono la base essenziale. niale.

tale senso. fu ancora provocata dal terzo mercanti ne abbiano dapprincipio goduto violenti. quantunque più tardi ne distinzione. anche cattivo stato delle finanze: Guglielmo Boccanegra. sempre in- europeo. riducendo cespiti i quelli spettanti ai Mar- chesi ed all'Arcivescovo. il una grandis- finanziarie ebbero secondo l'Autore dissima importanza nella storia di Genova. quantunque aumentando oltre si valse in proporzione assai misura il numero de' suoi larga creditori . Altre debiti i agitazioni nel 1270 ebbero per effetto l'equa ripartizione degli e del carico imposte fra nobili delle uffici popolani. decima pagava a forma da cui ritornava: Comune il zione del porto ed Le condizioni una decima sui frutti delle terre. fu. gruppi di famiglie nobili riunite secondo i vincoli sangue del e la prossimità dei popolari e conestagi o secondo La rivolta del 1339 le palazzi. di tal' altra sulla distanza del luogo d'origine da Genova: distinguevansi per lo più secondocbè l'ingresso avveniva per via introitus ripe. mercato. a lottare a preparare o compiere o far fruttare numerose ed importanti spedizioni militari. delle transito.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 136 i computavano si merci d'entrata delle furono che dazi talora città e quelli in peso sul merci. Marchesi possedevano I giudiziarie. e i nomi porte corrispondono senza dubbio in origine a intr. i non quelli che avrebbero dato tenta a mantenere la supremazia nel commercio contro negli interesse che riuscirono spesso a far accettare vedimenti più vantaggiosi per maggior soltanto vantaggi. die mano di reddito in del il primo chia- opera attiva a raccogliere tutti Comune. modificato stato sia feudali di bannalità. di testatico mare che di da ogni navigante secondo si viaggio il introdusse una tassa per la manuten- lucroso monopolio del sale. Causa principale della rivoluzione del 1256. come nei mutamenti i creditori del comune. insieme colla oppressione esercitata dai nobili guelfi. In questi moti introdotti pacifici comunali. dalla mala amministrazione delle finanze. fu sempre tenuto in gran conto gravato stato. tra cui esse e si suddivisero o per alberghi. di tasse diritti Genova tassa sui contratti ed acquisti fatti in nome col ({''introitus vicecomitatus (e più tardi con quello dì ripa) e la tassa sui banchi de' macellai oltre alla che tennero più a lungo per sé: l'Arcivescovo ebbe. e vi aggiunse nuovi prestiti forzosi per pagare esistenti. ordinamenti dei numerosi i prov- Del qual fatto è assai agevole repubblica Genovese. che la i rivali. l' loro. il mato al nuovo ufficio. utile alle finanze cittadine. che condusse all' istituzione del Capitano del popolo. scoprire la ragione in ciò. per quartieri o associazioni e corporazioni operaie. dei prestiti. di i fodro il Visconti vi aggiunsero una i . di mare o di di terra. proteggendo invece quelli dei Visconti.

e loro discendenti nuovi mutui pagare per Tali formati per pegno le le tasse i debiti e restituire imprestiti forzosi imposte dirette: i si ai i capitali ricevuti ripartivano mutuanti il secondo i : di catasti Comune assegnava in per un certo numero di anni. pensa che Genovesi ne siano i stati gli inventori. 101. cap. che cit. 174: beant omnes introytus Comunis et debent solntiones ». primi registri. dello Stato. somme necessarie senza aspettare spesso forzoso fu più gradita al al la primo che otteneva più presto le imposte. diversi pel dare e per l'avere. ^mticamente coll'inca- pagandole somme assegnò loro tutti (1) od od imposte assumeva forma delle coUecte rico di riscuoterle direttamente. più tardi l'esazione e essi stessi avrebber pur dovuto sottostare a nuovi carichi o la stessa riscossione prestiti. i nome dato a questo il ad modum banchi. pagar quote minori non consideravano che Legg. 137 più ricchi e ai potenti. in modo incompleto. ma non leggi speciali. certo (non solo probabilmente.).. I dell'anno 1340. Gen. potevano usare per raccogliere si il danaro bisognevole allo Stato. (1). invece di d'imposta senza rimborso. un'azione positiva nel riscuotere molto più forte di quella che avrebbero avuto. i redditi col. che giunsero sino a noi. Il ma Sieveking se ne trovano tracce anche nel Constituto Senese del 1310 (Solmi. dalle conto generale e si alle quali provvedeva con si raccoglievano mai entrate ed uscite in un compiuto. se gravati imposte avessero potuto esercitare d' soltanto un'azione negativa di resistenza nel pagare. Tra le varie forme. un altro foglio: e col trasporto dei residui in uso di due fogli coli' quali devono pareggiarsi nei saldi. quella del prestito volontario o più Comune ed ai cittadini Genovesi. Nel 1339 in < riservata al Cartularinni eodem in il Comune doge sol- quo scribi de- cartulario /J?r contra scribi . pagate cogli le straordinarie. ordinavano alfabeticamente secondo si gati del Comune. Si fissava spesso un limite di ma spese ordinarie. LE FINANZE GENOVESI DEL MEDIO EVO ed attribuendo quindi ad una parte de' cittadini. le nomi degli impie- i spese ordinarie. le tempo tenuto bilancio fu per lungo Il partite somma per era poi necessario allargarlo rapidamente pel frequente mutare dei bisogni. 104) ch'esso consiste appunto nella partita doppia p. nuenses modo 101) dimostra in (col.SIEVEKIXG. recens. prova che esso fu adoperato dapprima dai banchieri privati ed un passo delle citate Leges Ge- modo di registrazione. distinguevano si incassi ordinari. sono tenuti a partita doppia. ai secondi che preferivano anticipar riscossione delle somme maggiori ed averne l'interesse. curando esso medesimo stabilite ai creditori.

637. alle quali fu presto assegnato un valore fisso uniforme di cento lire. salvo imposte (cfr. è opportuna. come cognomi mancavano od erano poco secondo (1). voliiìit vel cit. Legg. si riferisce ai cartulari si scrivevano atti pro- prescrive che siano or- per ritrovare prestamente riferiscono. pareggiamento ai beni immobili pel pagamento delle mobili. Gen. perchè del nome allontanavano sospetti si e v'è perfino pereta magistri Pauli di otto luoghi [ibid. che l'ufficio delle doveva pagargli. p.. più spesso e coll'aiuto di violazione dei divieti canonici. i prout moris est. quantunque se ne ammettesse la suddivisione. ottocento sarie per pagare magister il cartulari speciali. I De di bando politico ma delle parti a cui si si a a quelli in cui cessuali e sentenze civili e criminali. 525). a non era mai abbastanza provveduto per l'erario soddisfarvi integralmente. solvere et solvuvf ut col. l'ultima rata era proporzionale al gettito delle imposte e talora si pagavano acconti. per iscrivervi regolarmente lui pagati. il (1) 104) delle La non : anche in caso citazione del cap. una compera per ogni impresa. 62)]. Il i creditori vi collo- si nome di battesimo. pei quali dinati alfabeticamente. cosicché taluno poteva anche averne un numero frazionario: le quote si dissero loca. poi vi si rinuncia per la difficoltà di messa prestiti e tali dapprincipio comune il ma rate trimestrali.. Legg. 224). loca erano alphaheto in cartulariis preponendo perchè quel capitolo non e degli appalti. compere loca si consideravano cose Legg. ne' quali si ed una al Comune in ordine alfabetico i i registrate faceva fede del possesso. somme cre- suoi pagamenti e gli interessi a per quella parte del prestito che non soleva farsi in antico quando gittimo delle neces- assegnava una colonna ad ogni si potesse raccogliere rispetto alle previsioni: cavano una comlire intorno al 1262 s'introdusse l'uso di : ditore. trasformano cosi di fatto si obbligava a pagare un si compere un termine pel rimborso la pro- in consolidati interesse fisso . diffusi [cfr. compiere. accreditando residui nelle annate successive. Tali prestiti furono chiamati qualche volta mutui. es. parti le quali successivamente ebbero nome di karati. e con legge speciale del 1303 furono dichiarati fungibili (p. Dapprincipio fissava si mantener del capitale.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 138 somma annua tanto una di ventimila lire. compone | Singolare non possunt integras payas et officia ut ptossunt (Leges Genuens. con nome dato ne' più antichi tempi alle parti spettanti agli armatori sulla proprietà d'una nave ed agli appaltatori d'imposte sui redditi di queste. Gen. Gennenses. Si istituiva ma consideravano compere delle imposte si versamenti i frase degli statuti che la il il coL 125]: unico proprietario creditore iscritto solo e le- libro il capitale era diviso in quote. i nomi .

di convenzioni uguali ai moderni contratti a termine ed agli affari differenziali. sulle riscossioni e sui pagamenti. valore del locus: altre volte per pagarne gli interessi ricorreva a compere nuove ed a nuovi mutui. tutti taluni privati. Nel 1350 dusse un si col diminuire nel modo s' intro- speciale di provvedere all'estinzione. rono alle compere un numero determinato ugualmente destinati a di loca^ perchè donafossero tale scopo. pel primo Francesco Vivaldi nel 1371. e l'acquisto successivo di altri loca cogli interessi per via di moltiplico: novanta loca assegnati dal i Vivaldi alla compera pacis fruttarono quanto bastò per estinguerla nel 1454. riconosciuti dagli stessi tribunali (1404. di vendite con patto di ricupero. principale ufficio finanziario del facoltà di le divennero poi richieder conti e veder libri: e furono loro prima volta dai partecipi stessi ed elessero poi forma una (con comperisti fra sempre in anno.. a vigilare che rendite loro assegnate non fossero spese altrimenti. Comune poteva impadronirsi il 139 DEL MEDIO EVO SIEVEKIX*. col nome di maona. per le si imprese presenta in di guadagno . rappresentavano tutti i i protectorefi creditori delle comperarum capituli che compere esistenti eletti pro- : babilmente dapprima per volontà dei partecipi. un ufficio pubblico permanente. trasmissibili fra cittadini senza limiti. anno successori d' d'elezione usata anche per altre cariche del Comune): essi ebbero nominati la i i pure la giurisdizione per tutte le cause fra contrtbuenti. compere nei momenti più Queste riunivano a gruppi. e la facilità delle trasmissioni esser og- getto di speculazioni. con un diritto di prelazione se il Comune volesse acquistarli: accettavansi in paga- mento nelle casse pubbliche tati t' come impiego sicuro d'altra parte e per cauzioni di capitali potevano per erano ricer- d' ufficiali. formando colle code un fondo per l'ammortamento: il Comune si dei loca. Qualche volta il concorso pecuniario dei cittadini una forma speciale.. LE FINANZE GENOVESI soltanto degli 215). tra forestieri coli' obbligo d'ot- tenere particolare licenza e di sottostare alle imposte. Carattere essenziale la cedibilità di essi. p. cit. 208). col. Nel 1323 si aggiunsero agli altri uffici del Comune. cui era particolarmente affidata la vigilanza sui mutui e sulle compere. anche per donne minorenni. superiore agli ispettori che colla erano più ampia il stessi visitatores o Comune.esenti dalla conlisca ed interessi {Legg. riscuoteva sopra questi gli interessi e riservava una parte li metteva in serbo finche ne avesse raccolto quantità sufficiente per comperare altri loca. acquisti finché coi frutti e cogli Anche fossero assorbiti ed estinti. passaggio si il difficili si operava una conversione e si riordinavano. appaltatori d'imposte e loro fideiussori.

non si esigevano necessaria pel bisogno presente. voi. monopolio dei cambio in mentre traffici. preparavano provvedevano poi spedizione. dovette usare largamente anche l'altro modo. di pel documenti contenuti nei Libri lurium i d'una compera uguale alle altre]. assoldavano l'equigaggio.iFICA 140 sicuro e rilevante: la le nominato dal Comune terre conquistate e neva il e impero. e di mentre le peso del Genova. t. poiché sempre associato l'intento di politica mercantile far danaro. Goldschmidt. si divideva fra tutti in proporzione della le riscuoteva questa soltanto. di di tributi. determinata la informazioni date somma si flai vicini. la e. e stabili si secondo distingueva la coUecta terre su^ìer catasto. Giustiniani) s. mancava stabile un largo sistema la numero perchè. aveva nome di coUecta terre e immobile. il Genova.RASSEGNA BIBLIOGR. nario di e. pel crescente aumento di di bisogni. conforme alle dichiarazioni delle persone ed alle imposte dirette in misura costante né periodicamente né per intero. colpivano e necessità erano capacità finanziaria di comporre con un assetto grandi. 68 Comune Il ed v. ed egli aggiunse una quantità di notizie particolari specialmente economiche a quanto già dissero su di essa I'Hopf (nella Allgemeine Encicìopddie di Ersch e Gruber. di davano privati non 1 direttamente armavano uscita sia Sieveking il e dai limiti più antica la la più importante. secondo fu la Comune. L'imposta diretta fu per lungo tempo straordinaria. il riscossione super maris pei capitali impiegati nelle spedizioni marittime. per la quale ab- biamo gran copia di documenti dove si legge per la prima volta il nome di maona. sugli e. valore sulla l'appalto annuale: però formato Modo il ordi- ruolo dei contribuenti coli' annotazione delle loro sostanze. fu quella di Chio e Focea nel 1347. sopra i maris. favorire dotti consumo di invece l' importazione di materie greggie e di pro- e l'esportazione Mediterraneo là ogni bacino a nord ovest il condizioni di mare chiuso a beneficio in Tali imposte crebbero sempre più di anche merci lavorate. in mercanzie tassate secondo base delle dichiarazioni giurate. l'iscrizione dei fondi mobile. ma al esecuzione all' conseguivano sovranità su quelle. cosa . stimate da alcuni ufficiali del comune. un capo sotto governo delle il Comune il mero il e rite- misto Goldschmidt ricorda come più antica quella del 1149 Il ricupero di Tortosa [ma da stesso lui maona non provano che essa Ceuta nel 1235. il ad ogni mutamento bestiami e le di in cui era obbligal^oria proprietà. la citati danaro il navi. allo scopo fiscale fu ed industriale. ma. l'alta giurisdizione. a cui uno Stato può volgersi per Le imposte indirette ebbero un carattere speciale. somma totale iscritta e si . impedire delle mantenere le correnti contrarie. tanto nelle navi quanto nel carico. tassabile.

Vi erano esenzioni pei il patrimoni minimi. nota che ragioni dal sino dal 1286 [senza alcuna indicazione di fonti] i tractatores mercantie furono chiamati a decidere sulla concessione di lettere di rappresaglia Genovesi. ling. Sieveking interviene pure nella discussione intorno all'origine della società per azioni. già investito della piena giurisdizione tra mercanti per causa mercantile. 343). o quali di- spendium forse appunto perchè s'imponeva una somma uguale a quella nome che era necessario spendere: cotumum forse per analogia col cottimo della tassa che i consoli della repubblica Veneta all'estero riscuotevano sui loro mercanti. pei giudici e medici : contribuenti minori potevano ottenere una specie d'abbonamento a i somma per un certo numero d'anni. pei magistrati e cavalieri. focagium. L'opera del Sieveking pur molto rilevante per è diritto italiano sotto parecchi luogo in evidenza con tutto le Genova. o passò a quello in particolare dagli ordini finanziari generali]. stalia. LK FINANZE GENOVESI DEL MEDIO EVO riservava 141 soprappiù per altre necessità. nella vita civile e politica. spendium. e le della il trasformazioni d'un sime fra suo contenuto Comune relazioni le strettis- i passaggi successivi parte della vita cittadina. s. a cui fissa s'aggiunsero poi altre pagate da tutte e da tutti le persone residenti in Genova liguri abitanti fuori di essa. cotumum. e ghibellini 540) numero uguale. Dizion. tutti di altri generale e non applicabili ad una speciale imposta dei carattere potrebbe esser utile ricercare V etimologia. stor. Mercanzia. dove ora si nome il applica. Secondo il Goldschmidt questa forma di soIl . Essa mette in primo avvenivano non sempre contemporaneamente. fazioni civili.SIEVEKIXG. Tali imposte dirette. 536. s'indicarono più tardi i con nomi. [Spendium. fra sovranitcà la storia punti di vista. gioverebbe sapere se sorse prima nel commercio marittimo.: cfr. avaria. quanto ^Wavaria V. ed 537) secondo il quale l'ufficio di uffici che avevano prima un altro (col. quanto fu condizioni delle sue finanze. doveva esser com- posto di guelfi posteriore (col. Rezasco. mentre in non vi è in un capitolo più traccia di quella distinzione l'uno ricorda quindi un tempo anteriore al di 1339 e Taltro non può appartenere se non ai primi anni del sec. del e stalia. È noto in secondo luogo che l'esistenza di giudici speciali per cause commerciali in Genova fu negata le dal LASTiG(Entwickelungsivege und Quellen des Handelsrechts) e validamente dimostrata con buone Bensa {Archivio Giuridico XXVII): il nostro A. ital. XIV]. [Possiamo qui aggiungere che nelle più volte ai cittadini citate Leges Genuenses di Mercanzia e di si legge un capitolo che mantiene agli Gazaria tutta la giurisdizione della creazione della dignità ducale (col. e quelli che questa in del tanto importante.

e tali le origini d'un elementi tracce degli le società per azioni la ripar- tizione del capitale in quote di valor numerico uguale e liberamente trasmissibili. alle forme precedenti che più direttamente vi rassomigliano e che ebbero sul Code una più immediata tutte è in principio le e più certa influenza. . rapporto colle forme e sia derivata esclusiva- mente dalla speculazione pel commercio marittimo. in cui concorrenti alla formazione i del capitale partecipano anche all'amministrazione di esso. dall'altra parte alle maone. che senza quello non potrebbe giuridicamente esistere Quantunque né compere ne maone genovesi siano coir intento diretto d'assicurare un lucro e mantenersi. dal Code de commerce. or reale.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 142 d'età deve da una parte esser collegata ai loca. più innanzi ne utile per la distinzione secondo i tempi. Il quelle società possano esser derivate dalle maone. or nominale. accettando l'opi- nione del GoLDscHMiDT per due autori 1 diversi. variabile. scopo. nega che S. e che questa non abbia alcun non abbia imitato alcun modello. Invece il Lehmann risali fiir le (cfr. italiane. comunemente ammessi. XXX. Lehmann Il {Die geschichtUche Entwiclxelung des Actienrechts) ritiene invece che nessuna delle società antiche considera variabile. come quote dì parteci- pazione a prestiti pubblici. state costituite ai capitali in esse investiti. la la responsabilità limitata alle quote. l'azione a dividendo variabile. sembra essere tanto importante per la non natura della società per azioni. medievali presenti quello che egli e carattere essenziale della società per azioni. di valore sempre uguale. non dimenticare preziose ricerche sopra la storia gesammte Handeisr. la partecipazione di questi all'am- ministrazione almeno colla nomina dei gerenti. che primo diede norme precise a quello speciale contratto. persone e dal patrimonio dei soci. più Il compere. il dividendo prima della Compagnia olandese delle Indie orientali fonil data nel 1602. a la specu- lazione commerciale intrapresa coi capitali dell'associazione. 72). e non mentre in considera come elementi essenziali del concetto di tale società tutti quelli che sono uno solo come accetta inoltre quest'ultimo pagine del suo scritto sempre coerente. Invece cui il dividendo il separazione della società e del suo patrimonio dalle Lehmann attribuisce lo una grandissima importanza. le esaminarono Goldschmidt espose affini ai vari che purtroppo al istituti i la materia da due punti di vista che nel Medioevo s'incontrano fatti dell'odierno diritto commerciale ed anche per azioni: è soprattutto necessario alle società storiche citati la morte qua di gli impedì di continuare quel periodo di tempo di delle società per azioni nella sua Zeitsclir. A parer mio giova ricordare che la ricerca delle istituto odierno deve estendersi a tutte fondamentali sono per di esso.

a cui si accenna a p.143 SIEVEKIXG. ed anche earati e quote minori. il Lehmann. perclié a Genova di tali statuti de' mercanti non si ebbe finora co- noscenza. fissato in principio in di Chio). sono gli stessi che statuti dell'arte della seta pei setaiuoli e mereiai che nel 1432 e i particolari il Sieveking illustrò altrove (^Schmoller's Jahrhucli fiir Gesetzgehung etc. nuove somme da aggiungersi dell'impresa. di finire. quantunque non sia fuor di luogo Lehmaxn che un di ai luoghi di maona nuova variabile in proporzione ai frutti delle imposte. d' assai le Qualche minima osservazione prima mercantile. octroyées per quelle società siano grandi e rilev^anti : penso che io Banco tanto conosciuto ed ammirato anche fuori d'Italia (che sono filiazione degli antichi capitoli delle compere e maone in esso riunite e fuse). né si accenni agli ordinamenti del Banco di S. era sempre inferiore bile. non ad una domanda per soddisfare i la quale di debiti deve manifestamente essere illimitata. (p. LE FINANZE UKNUVESl DEL MEDIO EVO possiamo sempre considerarle come che contengono istituti primi i elementi per la nuova forma di società. eletti in parte fra dei apparisce sempre limitata. punto perchè all' promesse non le Sieveking mise il loro: — l'unico poiché la responsabilità interesse promesso e fu accettato apsi — potevano mantenere: nomina e delle i capitalisti imposte loro gerenti. né le analogie tra quegli ordini e le regole fissate. i cultori della storia del diritto genovese vogliano darcene qualche maggiore notizia. non siano state senza qualche inle costituzioni di un fluenza sugli ordini nuovi. od almeno alla — misura percentuale. destinata all'immenso svol- gimento moderno. E sia quota stessa alla come afferma pure. 103) e pei quali indica le stesse date? In caso negativo. divenne pur questo fatto in piena luce. precorritrici dirette delle odierne società per azioni. per quanto varia- partecipano all'amministrazione del capitale assegnate. Gli statuti del ceto come compilati pervenuti a noi in una copia del 1743. 1897. per quanto la diversità degli scopi im- mediati e del carattere nazionale stesso abbiano potuto diminuire estrinseche rassomiglianze. riferiscono alla responsabilità pel versamento della quota si promessa os- 1' simile dividendo. ne testo citato dal S. che nelle grosse società mercantili olandesi. pag. 219) bastano a provare le il parole e contrario. ed servazione del : parla menzione fa si si e non pagata. qualora noi troviamo E requisiti suaccennati. Giorgio come assunti a modello. 76. La tassa sull'industria della seta ragguagliata a quattro denari . non si usi mai la voce italiana luogo. esse là dove sono sempre ragguagliate più antica origine (fatta eccezione per la l'interesse. a valor numerico costante e sempre trasmissibili di luoghi per le in esse tracce di quegli altri che questi esistano nessuno può contestare compere per e le maone.

dopo le il quale pensa che scienza incertezze o i tentennamenti dell'ora presente. tosto sui filugelli che sui panni (p. ITI. adoperano dai può interpretare bosso. p. allo statuto di Porto Maurizio (cit. Rossi op. e sociale italiana e Viarengo. se invece la giusta se è boxi. questo significato non conviene ne cit. 435. i il né ad alcuni vel ebreaca^ vieta di trasportar la murta.. legge roxi si Leges Genuenses sopracitate. 31 ordina col. scienza murte et si Torino. s'incamminerà decisa per la giusta via cercando. Alessandro Lattes. ligure {Mise. per differenziarla dal « materia- lismo storico » col quale ha molti lati postulati indeclinabili consistenti comuni: movendo dai due neiraff"ermazioue dell'intima e . arbutus unedo) ed aggiunge che conciatori. affaito per dieci mesi almeno v. voi. allo scoperto senza di tenere st. 302). Ser. Probabilmente ajiche documento pubblicato a nel 234 p.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 144 natorum 2)ro libra et nascitorum nasciturorumP) non sarà piut- (corr. come il monopolio altri testi fimo ed il sacchi od invogli chiusi e di bruciarla fuori di luoghi coperti {Leges Gen. 1)? Non credo che come dazio tare Vintroitus rose et murte possa interpre- (p. Il sistema della costituzione economica è di murte affine e it. 83) si sulle rose e sui mirti. E e del loro coordinamento. stor. Rossi. Gino Arias. Oggidì : ma et : nelle (col. 177 not. letame. voce murta deve dunque indicare una materia conciaria con un odore acuto poco gradevole. mediev. 600) e si cit. e perciò la prima voce cui foglie sono pur ricche di è 1902. quello speciale del Rossi. I. 230. per altri esempi lezione si voce rose ha un senso la moda di questo il — Roux Torino. o sommacco. le tannino. allo stesso luogo boxi 234). IV. è l'Arias. 436. La voce niurta è veramente tradotta per in città* per mirto in parecchi glossari. (Stat. in cui si cuoi in Albenga di murta seu in ap. Gloss. contestare che la storia sia veramente una avviso non potrà veramente divenire se. 85 e Arch. a traverso lo studio dei legge unica regolatrice di fenomeni essi. 1905. che sarebbero stati introdotti uso di chiesa. p. sia in quello generale del Ducange-Fabre. di in sia ma ital. callegarius): la s. p. a p. 85). la per conto suo la giusta via do- vrebbe essere additata da una comprensione teorica ch'ei distingue col nome di « naturalismo storico ». 88) che tutela della compra vendita della murta genovesi. nella età dei Comuni. 'Infatti e Casaccia nel suo Dizionario del dialetto il genovese registra quella voce col significato di foglie di corbezzolo (albatro o rosella. roxi (v.

\OMiCA DEI COMUNI indissolubile colleganza tra 145 vari fenomeni sociali e della dispoun ordine gerarchico in rapporto alla genesi e airefficienza sociale. della filosofia della storia. ed io ho preferito riportarli lettore ha già capito che l'Arias più che occupa del loro « spirito ». Eccone le linee principali. più che della storia fa. che.ARIAS. scrivere esplica. sempre più cre- scendo l'importanza dell'economia locale. i criteri informatori. potrà e dovrà spingersi ben oltre l'umile compito cogliere potrà dar catalogare dei e fatti e risalendo a grado a grado a traverso raggiungere i ragione la di fenomeni subordinati di rac- questi fino a fenomeno superiore da cui tutti gli altri come secondari promanano o dipendono. il già eccedevano talvolta attività loro. Allora il subbiettivismo. il costituzione economica. — XXXIX. nell'esercizio limiti della nazione. It. ma un sizione i questi secondo di interprete. il giuridico non sarebbero in ultima analisi che « simboli » plasmantisi variamente secondo la necessità della religioso. presentati al termine del libro a conclusione.. subentrò basato sul predominio feudale.'' gli i città. direi. due periodi Se pur nel periodo più recente. E il che tratta materia ben degna di studio. All' assetto riera. alcune delle i 5. <lei gerarchia esistenti nella realtà. Stoe. il tra morale. non ancora v'erano Arch. lo storico. armonicamente svolto raente piantato e sui criterii di base ponendoci anzi tutto sott' occhi la costituzione economica dell'età dei comuni per poi indagare la sua azione sulla costituzione sociale e risalire in fine a una visione sintetica del sistema. Pro- e la cedendo dai fenomeni derivati il politico. degli istituti in collaterali con la vita ond' erano circondati e sé si cioè della loro funzione in rapporto al vario giuoco delle forze sociali e delle loro attinenze con gli tuti la al vestibolo della ricostru- appunto perchè subito ne risultassero zione Il di isti- più che de- . Questi i concetti che. nell' dell' economia ter- epoca comunale un assetto quasi borghese che poggiava invece sulla iniziata prevalenza delle energie mobiliari: ma pur difì'erendo profondamente per quelle intime note. costituiscono in realtà le mo' premesse cui fu inspirata sua condotta. è industre- libro. estremi d'una economia nazionale e ogni Seri». dovrà esser non solo un descrittore. COSTITUZIONE KCt». cederà necessariamente il campo ad un sereno obbiettivismo suggerito e imposto dalla natura stessa delle cose e nel pensiero e nella esposizione dello scrittore si rifletteranno fenel : delmente coordinamento il questi campeggi ai primogenii ben fattore economico il : si vedrà come gli altri fattori. armato del presidio d'una ben intesa sociologia. It» . dominante il campo artistico. avevano per carattere comune particolarismo esclusivista dei vari eentri economici.

sul mercato . insieme la più vigile e di qui ei deriva ap- : che pur ai lavoranti in- dell'arte e le altre esercitar e l' fuori della città. di ricevere arte vendere per conto al forestiero di sottrarsi con cui campo il direttamente commissioni dal di fuori. aveva In seno ad esse la produzione corporazioni artigiane e mercantili: o si propose risguardò appunto suoi organi precipui nelle i primo quesito che l'Arias il funzionamento il di quegli organismi corporativi e toccò anzitutto della loro genesi per venire alla con- clusione r affermata incompatibilità tra clie e la costituzione vero richiedevano bizantini vincolo associativo per il provvedere adeguatamente alla produzione sorvegliarlo e dirigerlo. Poi anche nelle arti cercò il sagacemente bisogno di proteggere gavano nelle città dopo le stigmate dell'esclusivismo cittadino: assodare e creazione di ferme barriere le fresche energie. ne intensificassero l'efficacia e costituissero salvaguardia contro punto concorrenze estranee all'esercizio proibivano comprare modo d' un le la d'azione. avrebbe consentito ad estranei condizioni dell'offerta di rischio. e si vietando sempre più : avrebbe mutato voleva scansare un quelle stesse cause s'inspirò e agli ad essa attinenti norme avrebbe prodotto le industrie.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 146 città cercava tuttavia entro se stessa lo sviluppo delle più disparate energie e nella tutela di queste s'informava al più rigido egoismo. esistendo nei territori che nei territori regime associativo il medioevo non risponde del sociale e politica cittadino e comunali e le fu possibile un legame di continuità formale e sostanziale. di rincarar contrarre con coli' la impedire bottega ad . danno offerto e alle lavoro. col vietare l'incetta delle merci o con l'imporre la comune partizione di queste. mercato cittadino al regolavano singole facile arricchimento di pochi a un pericoloso predominio A regime esclusivista cittadini di tutti. i Ciò avrebbe stessi mirò scopi tal il che da ultimo s'impose anche in rapporto ai ai non iscritti per vincere la nell'arte di compiere i lavori concorrenza occorreva affermare la solidarietà delle cooperazioni mentre sorsero norme che tendevano a intensificare la coesione con banchetti comuni. di esportare di spie- misure che vietavano o difficultavano l'ammissione dello le straniero digeni le si medioevale. materiali primi. tra lusso al e romane associazioni le al longobardi quelle stesse necessità e che. con mutua doveri di tivi in morte o ad eliminare assistenza in vita e di le cause accompagnamenti dissolventi che collet- derivavano dal soverchiare di alcuni soci sugli altri. col proibire di sottrarre chi fosse la i contraenti dalle botteghe altrui o di venuto meno agli impegni verso compera di merci da altri comprate o altri soci. esigeva le città di forestieri. che lungo torpore il limitandone le quali.

\K il lavoro ad altri accaparrato.iure unione fraterna mente non avrebbero potuto reggere del rischi ai scepolato stesso alla funzione tecnica di aggiungeva quella all'esercizio dell'arte (iiieste minori per cementare in arti le dei piccoli imprenditori che isolata- forze tenui le 147 mercato.soverchia dell'operaio. di sopratutto abbisognavano iiii.ilrri artittata KIUNOMICA DEI COMUNI /J(). E singole attività individuali le essa. privilegiando la posizione giudiziaria del obl)ligazioni . COSTUI o di tirare a sé .ARIAS. il l'organizzazione corporativa ebbe per meglio moderarle entro lottare vittoriosamente sui mercati esteriori impedendo un eccessivo rincaro dei prezzi per via di limitazioni legali supplenti alla deficienza dell'azione depressiva che in altro regime avrebbe esercitata regolando non eccedesse la potenzialità del il la concorrenza fra produzioni complesso della produzione locale perchè di vari luoghi. col disciplinarle e doveva adattarle a contini della città. o d'associarsi per conto fini e tutto l'altro li distingue giuramento il di obbe- divieto di far ressa economici e politici o di lavorare per proprio complesso di norme che tendevano ad assicu- rare l'imprenditore contro l'operaio ed a deprimer questo nei rapporti con quello aifermando il principio della responsabilità solidale della famiglia. L'esclusivismo artigiano fu cosi inarmonica corrispondenza con l'esclusivismo cittadino: come ogni città così ogni gruppo tendeva al proprio vantaggio senza riguardo al discapito Ma dei gruppi collaterali. proibendo l'assunzione di operai debitori verso altri padroni o concedendo diritto di retenzione a favore di quelli. tenendo soggetti i lavo- ratori agli imprenditori per agevolare lo svolgersi del capitalismo. fiuo lo scopo di raggruppare dirigerle e coadiuvarle: i l'antagonismo apparente aveva pure nesso col sistema generale. La pressione con cui si ben di questo si rivela nell'intreccio de'congegni coerciva la libertà dei sudditi dell'arte: l'Arias E in diretti e indiretti. Dalla libertà del credito cresciuto creazione di uno stato mite la la gerarchia ch'era a ma ad : impedire ad impedire e lo il rialzo dei prezzi dan- spareggio fra soci i mi- divieti di cercar credito fuori dell'arte o d'associarsi con membri d'arte diversa. mercato. tra i primi rassegna il <lienza cui era subordinato l'ingresso nell'arte. addestrare di- Il inesperti gli di assicurare ai maestri il lavoro a un prezzo relativamente moderato col sostituire la mercede in ili natura a quella in denaro dipendenza rinsaldava e con osava fra chi contro il e poteva noso alla concorrenza rarono ricorrervi e chi se ne asteneva e avrebbe prezzo per trovar nell'aumento di questo una assicurazione rischi del prestito i i base della costituzione sarebbe risultato uno spareggio dell'arte. richiesta di maestro in rapporto alla prova delle ostacolando che l'imprenditore con una mano d'opera o con una troppo larga con- .

le pubbliche distribuzioni intese addormentare classe ribelli e a gli istinti promuovere 1' esistenza di una disagiata costituente una riserva acquistabile a bassissimo prezzo ad ogni occasione e infine la artificiosa depressione nella condizione economica dei lavoratori del contado. E se in rapporto alla produzione l'Arias credette avvertire una perfetta corrisj^ondenza tra l'organizzazione e la funzione della cor- porazione. indarno ostacolata con leggi che tendevano ad un artificiale rialzo del suo prezzo progressivamente degradante. limitando quantità del lavoro e la legalmente i Tra salari. lavoro in sovrabbondare dei prodotti o a frenare il momento scarseggiava l'offerta. tassando il gli indiretti enumera invece divieto del il lavoro nei giorni festivi mirante ad impedire. dislivello fra lo stato difficultare l'artificioso mantenimento economico dei vari lavoratori l'unione delle contro forze lavoratrici il un di allo scopo di capitale e la creazione di una classe di discepoli privilegiati che con la speranza di un sicuro miglioramento fosse interessata alla conservazione dello statu quo. la voluta conser- vazione dell'industria domestica a integramento di quella svolgentesi ad nei laboratori dell'imprenditore. concorrenza tra le deprimeva frazioni del produttivo una relativa riduzione della domanda di il salario con lavoro. in cui i la richiesta di posti alla limiti concessione di credito da parte del padrone nei riguardi dell'operaio e la rigorosa tutela delle ragioni di credito che quello avesse even- tualmente contratto verso questo. termine dell'esecuzione. nell'assetto politico e nei detriti d'un ordinamento giuridico vantaggiosa da principio come elaterio del credito omai antiquato: all' estero e con- seguentemente come uno spediente per agevolare l'acquisto delle materie prime rivelò poi e per guadagnar terreno al commercio bancario. dannosa per l'emigrazione dell'oro anzitutto e poi si per quella dell'argento. non meno chiara gli parve di scoprirla rispetto alle istituzioni dello scambio. Già la dell'oro sembra a e la ravvisa coniazione^ lui tutta legata alle speciali condizioni di come un congegno per vincere le difficoltà che Firenze le nuove energie capitalistiche incontravano nella situazione politica. lo sfruttamento monetario ottenuto col porre una moneta aurea privilegiata accanto a una moneta d'argento scadente e di vii l'accumulazione del capitale improduttivo che minorando la l)rezzo. in momenti di difficile collocazione. artigiana e il sottosuolo. Codesti fenomeni derivarono dal particolarismo che caratterizzava l'economia medioevale e pur la politica monetaria che da essi fu suggerita s'inspirò all'egoismo gretto che in quel particolarismo s'era .RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 148 cessione di materie greggie compromettesse la mitezza dei eomi)ensi del lavoratore e contrastasse al sistema domestico di certe indnstrie.

dove dopo. ebbe pesi sullo straniero. La cresciuta richiesta dei prodotti importò anzitutto una intensificazione della coltura e poi l'aumentata otìerta e la attiva concorrenza ne svilirono i prezzi e. Non possedendo che una sola forma di ricchezza. COSTITUZIONE ECONOMICA DEI COMUNI Ben ne scorgiamo l'impronta nei moneta cittadina oltre i confini dello stato 149 tatto dominante. luogo benefici dei proprietari. per anticipazioni e prestiti: e lauto ne fu mentre la mancanza generale di fiducia nerale di scissioni e antagonismi rendeva alto coll'elevare il Ma anche premio d'assicurazione il guadagno sgorgante dal sistema geil saggio dell'interesse in esso incluso. divieti del trasporto <l('Ila e nell'esclusione del corso della moneta straniera concorrente: moneta. per neces- quella più libera del i la il la lentezza e la gradualità del processo trasmodare delle pretese dell'agricoltore. freni del lavoratore della terra a cui favore. che lo scopo di far cadere plice mossa l'alterazione della altri monetari dei sistemi però vane ma anche come uno stratagemma fiscale. Le barriere frapposte fra stato e stato e del trasporto del denaro imposero infatti la formazione di l»en retribuita i pericoli una classe che a quelle pratiche attendesse: e la ditìicoltà degli impieghi produttivi allettò volentieri il capitale a quelle imprese r incauto volgersi del capitale improduttivo a sempre tìncliè più azzardate speculazioni per l'eccessiva fiducia generata dal monopolio addusse agli strepitosi fallimenti delle ditte per esse già fatte opulente. l'immobiliare. attenuando valore della energie terra: umane per lentò allora i al il impiego delle supplire alle nuove funzioni dell'agricoltura ral- e il contrasto deUa condizione sua con agiata del lavoratore urbano. La varietà molte- suol riguardare si e le gare fra i singoli stati rendevano misure prese contro l'adulterazione delle monete proeccedenza del valore di corso sul valore di costo e le dall' contro la riproduzione dei tipi locali per vantaggi rilevanti che da essa traevano coniatori e la sregolata coniazione di monete simili una confusione enorme per la difficoltà di stabilire il rapporto delle monete stesse attraverso le loro rapide oscillazioni i ingenerava : ma appunto di qui trasse le sue basi il grande sviluppo della in- dustria bancaria.ARIAS. coi Largo campo fu aperto romani all'attività dai banchieri nei rapporti sopratutto col papa per la accolta e la trasmissione e dei tributi. nel contado la trasformazione oude l'economia agricola uià fondamentale diventò solo integratrice della economia mobiliare dominante nella città generò perturbazioni profonde. secondo la varia intensità fenomeno urbano: solo einancipativo impedi le scemarono anche necessità di un più proficuo operava anche sità d'equilibrio. Quindi la servitù fece villanaticodove prima. campagne non avevano potere di resistere alle forze invadenti .

il ma urbano e alla vivacità e perfezione dei dappertutto alla sottomissione giunse poiché al comune rurale fu pur causa generale di debolezza un governo l'assenza di ferma di classe e conseguentemente d'una politica vennero presto scontati e costante. industrie cittadine nella produzione e nello spaccio: la depressione del lavoratore rurale era anche richiesta per impedire un soverchio rialzo nelle condizioni del lavoratore urbano. le quel grado di le sottomissione industrie della E non le obbli- cercarono se non impedire che che era spediente per campagna acquistassero una fisonomia propria stabilendo dei propri mercati. Prodotto della vita sociale. l'intensità di questa politica sotto- naturalmente fu mettitrice varia proporzione alla in all'entità delle forze operanti nel centro congegni che ne aiutavano si giuoco. Gli allettamenti al credito con l'asprezza dei mezzi con cui quello rono presto alla mercè dei^creditori: la politica. furono giusti- essi la speculazione. non consentiva al privato compensasse le spese e i rischi del trasporto un lucro che mentre invece all'ente . senza ec- cessivo rialzo de' prezzi. la durata. L'estensione. imponendo dazi d'entrata o d'uscita per certe merci e per la maggior le altre mevasi che la rendita fondiaria non s'elevasse troppo a danno del profitto: l'azione positiva si esplicò invece soprattutto nel e le lasciando libertà d'ingresso come^ pei cereali rispetto ai quali te- monopolio tendenze monopolizzatrici dello stato per riguardo alle compere e allo ficate spaccio di certi generi come i cereali e appunto per ciò che rispetto ad il vino. Ma non le città si la si tutelava e i debitori fu- dipendenza economica generò spinsero fino a sopprimere del tutto le organizzazioni già formatesi nelle campagne: la conservazione della personalità dell'ente parve anzi necessaria per sorreggere gazioni e prestazioni ad esso addossate. L'azione negativa pretese gli impulsi i prezzi de' loro prodotti o nel senso di limitare il cara dell'annona minacciata sempre dalla irregolarità delle culture e dalla difficoltà il dell'approvvigionamento dall'estero e mirava a mantenere necessario equilibrio fra lo stato dei lavoratori delle città e delle campagne e tra il lavoro domestico e quello di laboratorio.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 150 (lei centri maggiori ove alla ricchezza immobiliare la mobiliare dovevano fatalmente asservire a e era aggiunta si quelli proprie le energie. danneggiassero le e. lo stato dovette a questa adattarsi conseguenza l'esecutore delle imperiose volontà imposte dalla e fu di costituzione economica generale sia che la sua azione negativamente col frenare miche sia che si esplicasse si svolse specialmente nel senso dì ridurrò le determinate categorie di lavoranti o imprenditori per di moderare si spontanei delle energie econo- esplicasse positivamente coll'assumerne la direzione.

151 ARIAS. là dalla borghesia ravvisa tuttavia in essi egli l'espressione di necessità generali ed uniformi. l'Arias vede in cui vecchie energie feudali e le frutto il di un compromesso tra le borghesi per la creazione di un organo che ne permettesse la consistenza e ne educasse a funzioni coordinatrici dovette il progresso: quindi aggiungere delle funzioni di tutela a favore dei singoli centri economici suscettibili di vita autonoma. Secondo la rono anche e si comuni i rappresentanti della ricchezza mobiliare non ancora sicura di sé poterono vivere immobiliare e della a fianco un relativo accordo. A traverso ziativa varietà dei procedimenti storici locali per cui l'ini- la organizzatrice qua venne dall'aristocrazia feudale. poscia rinconciliabilità organizza- si Se in un primo periodo le classi sociali. COSTIJIZIONE I-XONOMIGA DEI G(JMIM collettivo la larghezza deiracquisto consentiva che condizioni migliori e la l)oi maggior facilità e sicurezza di smercio. Del resto pur all'interno dal giuoco delle forze economiche trasse la sua forma la costitu- zione politica: ove s'ebbe una classe economicamente poderosa. Allora possessori della ricchezza mobiliare raggiunsero colmo della loro i ma parabola ascendente: a questo punto. Se all'ombra del comune ai feudatari desta vittoria l)ile strappò si non solo possibile ma il e nel l'atteggiarsi delle le trionfo della borghesia che politico e privilegio il il la co- giurisdizione. In mezzo all'urto tra le classi feudali e la borghesia s'affermò il comune. appunto alla prevalenza del capitale moall'avverarsi di condizioni tali che la rendevano riamente egoista per generò maturò confece sul terriero e teressi si necessaria. governo il fu di preferenza repubblicano: ove questo dovette poggiare su una massa di popolo minuto inadatto all'esercizio delle funzioni politiche esse incuranti fu signorile: fu monarchico in fine dove proprietà terriera e il reddito si e di predominò la raccolse nelle mani di pochi privi- legiati sollevantisi su la folla quietista dei rustici. ne le il discordie insorgenti cominciò decadenza la col volgersi del salariato contro gli imprenditori. per tra le varie frazioni della borghesia. E il sorgere stesso . E l'azione comunale fu necessa- particolarismo dominante nell'aggruppamento energie economiche: l'antagonismo degli in- differenziazioni politiche. una grassa borghesia o un' aristocrazia marinaresca. interessi dava di lucro direzione presa dalle energie produttive contrapposero sotto la pressione di in avveratir^e in si indipendenza da nno scopo gli attriti fece manifesta: la borghesia si si acuirono e slanciò contro si feudalismo sforzandosi di conseguire la forma già tipica di il ric- chezza per togliere agli avversari l'arme più grave né s'arrestò se non quando ebbe soppressa l'autonoma esistenza di quelli.

Da conflitti economici erompevano per più lo le guerre. Tanto più ritrovò evidente l'attinenza col sottosuolo economico nelle isti- tuzioni politico-mercantili del tipo della mercanzia fiorentina ch'ei vuole sorta per dirimere i conflitti tra le frazioni preponderanti del capitalismo locale. dall'altro a quello dei prodotti agricoli. Quindi nelle alleanze dominò e così per esempio l'accordo quasi costante fra Napoli Firenze fu determinato dalla necessità di trovare uno sfogo alle derrate meridionali e ai capitali fiorentini e supplì dall' un lato al difetto del capitale. borghese era all'armi disadatta necessità di non distrarre dall'opera loro i diverse le vocazioni economi- le all' adozione scomparsa la classe compresa dalle e tutta lavoratori manuali. cui il successo dipendeva in gran parte dalla potenzialità economica rive- lando nelle vittorie o nelle sconfìtte l'ascensione o quella: e ad essi mitigare secondo informarono anche pacificamente la gli le condizioni del depressione di che tendevano a vario e aspetto vario conte- momento non consentivano che raggiungimento d'uno scopo negativo qual'era l'eliminazione lità positiva e la trattati antagonismi assumendo qualche ostacolo o permettevano invece il i varia combinazione dei fattori economici nuto secondo che il si tornaconto il conseguimento d'una di uti- per mezzo di privilegi. Uno strumento per conciliare il particolarismo di mestiere con quello di città egli scopre poi nella costituzione società delle armi delle che richiamavano ad unità giusta un criterio topografico categorie del popolo differenziate già secondo che economico attribuisce pure e ragioni di carattere : delle milizie mercenarie in feudale. Moventi economici l'Arias ricerca anche chiesa che l' ma da prodotti delle industrie locali: e pur in questo bisogno trova armonia allo svolgersi cercato di dominarla sua stessa costituzione e della vita e dirigerla rendendola più . la un momento in cui.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 152 e foggiarsi il all'Arias il delle sembra che singole magistrature fu a quelle subordinato: il podestà sia nato appunto quando ruppe si primitivo accordo fra la ricchezza mobiliare e l'immobiliare e che pur sua scelta all'interno la abbia realmente corrisposto e all'estero a due momenti diversi nella evoluzione economica dei due comuni. i sua esplicazione precipua ciate ammantate sotto il quella di smal- lo slancio con cui si sarebbe esplicata azione della autorità laica economica e civile: seguirono le cro- la in fondo all'azione della appunto come un' integrazione del- in essa avrebbe modificando a quest'uopo si velo della pietà. Infine pur il carattere mercantile delle colonie medioevali s'improntò alla costituzione economica del di tire la tempo derivando non già da necessità occupare una popolazione sovrabbondante.

denza la e poi le leggi o rendevano coattivo : di come un mezzo di assicurazione che moltiplicavano il ricorso agli atti numero il colpiti regime finanziario. ove il il ca- sistema dell'estimo mentre quello del il dominò dove quello era catasto nesso tra la costituzione il le istituzioni finanziarie. Cosi T accentramento la suprema nel pontefice a traverso torità vescovile sarebbe derivata la corruzione dell'au- dalle necessità di rafforzare l'or- dinamento gerarchico per intensificare t' 153 propria azione assorbente la dirigente e la costituzione delle parrocchie avrebbe dovuto favorire incubazione delle energie locali nel loro risorgere e quella delle la corporazioni religiose con un lavoro privilegiato avrebbe contribuito validamente all'acquisto del mercato lavoro libero e l'anapiezza stessa sfarebbe stata lo specchio della tempi non certo propizi in al della legislazione ecclesiastica progressiva invasione delle norme ecclesiastiche nei rapporti della vita civile. Leva e strumento d'espansione politica e commerciale lesano il Anche l'aggravio contado a vantaggio delle città fu una valvola eccedere e. il i impossibilità sopra limiti delle di sicurezza per i prestiti pubblici all'estero e prestiti i vadel non lavoratrici ur- le classi bane. per la irregolarità del far dell'erario qui. concorrenti esteriori di vivere e si d'entrata e d'uscita proteggenti terno le il classi danno prosperare a presentano i dazi di transito dei possibili in parte. COSTITUZIONE ECONOMICA DEI COMUNI complessa con dell'autorità creazione di nuovi organi. Ma l'ingiustizia e la oppressività del regime finanziario causava incertezza enorme nelle riscossioni e quindi che ad essa ovviassero contro quei rischi. quelli deboli industrie interne. una persona giuridica a sé e il dei responsabili da tasse la ecclesiastiche come le e di qui repugnanza a suo appoggiarsi alla persona del sovrano. Potrebbe dopo ciò parer strana verso imposizioni una bisogno di congegni generale adozione dell' appalto a breve sca- anche. e all'in- !e predominio delle imposte indirette fu poi mezzo con cui il dominanti premettero sulle lavoratrici per diminuire lore reale delle mercedi e assicurarsi profitto. Più tacile fu naturalmente generale dell'economia e il rivelare striale e mercantile fatto sicuro cercò la pressione tributaria ostacolante pitalismo fu in fiore. il la tolleranza decime che per l'iniqua . si pa- dei cittadini al co- mune appariscono come uno sfogo all'eccesso del capitale e insieme come un mezzo per rinsaldare al governo la classe detentrice di esso.il un sistema com- fiacco o decadente: là plesso di congegni tendeva per vie indirette a colpire le classi che non partecipavano forme alle qua un sistema di reddito capitalistico. più semplice e arretrato tendeva ad avvantaggiare la proprietà fon- Come mezzo diaria. prevalse ben presto capitale indu- di riversare altrove suo cammino e cosi.ARIAS.

l'indi- qui la necessità esclusivismo domestico. L'esclusivismo di classe unendosi a quello diede poi al diritto commerciale quell'aspetto subiettivo che oggi cede dinanzi all'obbiettività consentita e imposta dal minor rigidismo nella contrapposi- zione delle classi sociali e dalla internazionalità del commercio. nelle tutele. quindi sarebbe sorta la d'una particolare efficienza società collettiva che. nella distinzione fra la proprietà e il possesso. Nel dominio del diritto privato economica stica. rima- 1' esclusivismo locale avverso agli spostamenti di chezza da luogo a luogo cittadino il e di e continuò sorgere il obbligazioni a della causare fiducia il necessaria perchè svolgesse senza ceppi si ric- privilegio del il sostanziali e formali e senza necessità d'una ferrea tutela. s'esplica per gli infiniti vincoli un aiuto ricchezze di che legarono sua fermezza. da cui traeva lo perchè da quell'enorme movimento ed erano appunto classi. neva sempre 1' impedi e sistema delle lavoro. beni e che la libertà i ma col succedere d'una economia. secondo l'Arias. nelle garanzie delle obbligazioni. model- lata sulla famiglia. bola ascendente del capitale del persona- della sarebbe stata possibile appunto commercio fossero sostenuti con piena responsabilità di tutte persone le commercianti. risultato della prima costituzione del capitale in maniera disgregata e sporadica e utile strumento alla sua espansione con l'as- sicurare al lavoratore un beneficio proporzionale che alla sua volta gli avrebbe permesso di farsi centro economica. alla erano v' e Stato alla Chiesa. nella esclusione dello straniero dalla proprietà. nelle limitazioni alla proprietà privata. nelle successioni. ove precipua fonte di ricchezza diventò viduo si emancipò dai vincoli troppo impaccianti cedendo di riforme familiari. che le traevano non poco benefizio. Però. Secondo l'Arias la prisca forma sociale sarebbe stata la commenda. avrebbe risposto alla necessità di contrapjjorre a rischi maggiori una maggiore resistenza e di afforzare le garan- . nel diritto all'azione e nelle l'alto medioevo il modalità del suo esercizio: nel- fulcro della vita economica era la famiglia e pa- reva giusto che da questa non fossero distratti individuale fosse sottratta all'utile collettivo. dominanti. del quale è divenuto anima il commerciali lità e nel loro si tutte le forze e con i movimento verso l'acquisto rischi la la para- riflettè sullo svolgersi delle società giuridica che da prima non per la necessità che E risparmio reciproco dei costi.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 154 distribuzione e pel loro valore intrinseco e pei privilegi ond' erano assicurate dovevano essere gravissime: ma. il riverbero della costituzione quindi ricercato da lui nella rafforzata coesione dome- è neir atteggiarsi della patria podestà. nel regime patrimoniale fra coniugi.

155 ARIAS. tolse e figure di reati e pene secondo le scemò il i ne influenzò loro la la creò varie valutazione inducendo a graduar frequenza loro la e capacità di danno. Secondo l'Arias le stesse idee sociali come una reazione o una giustificazione ecclesiastica contro il mutuo fruttifero p. bondare. un compenso pel lucro cessante. prima nella necessità cui il di frenare capitale circolante era il si sarebbero manifestate dei moti economici. Nel dominio del diritto penale l'evoluzione economica portò all'abolizione della ragione privata. portatore abbia potuto farsi al . e cosi esplica la cepisce preferenza data all'agricoltura sul commercio. rigori contro lo straniero e ne rafforzò la tutela. la lotta contro il coni- . mantenendiversi. egli la con- come un grande sforzo per svincolarsi da Roma e dal Mezzodì. modificò sistema delle prove con l'eliminazione di ogni involucro super- stizioso. nella necessità di coercirne le quando cominciò ad abtendenze baldan- troppo zose e per ovviare al rischio che un soverchio accrescimento delle vecchie energie economiche soffocasse per impedire del capitale il produttivo: e così dosi in periodi le altre in via di formazione e volgersi del capitale a impieghi improduttivi a scapito economicamente sua ragione nelle condizioni l'opposizione cattolica. Fin la Kiforma appare all'Arias sospinta da moventi economici. accanto ad un com- penso pel danno emergente. a avrebbe sempre avuto queste inspirando le non la lievi modificazioni che permisero in fine di ammettere. e tìnalmente sa- di fiducia. poi. nel altresì rappresaglie e molti altri le rampollati dall'esclusivismo mediovaie. erano destinati a mitigarne le asprezze. istituti che. sostituì al principio della ven- detta quello della difesa dell'aggregato sociale. per le barriere dividenti classi e terre. COSTITUZIONE ECONOMICA DEI COMMUNI zie verso terzi i rebber giunte le con una illimitata responsabilità mala sicurezza dei per mancanza la sviluppo dei lo la clausola Come recenti. Sono elementi stessi che tardarono gli di credito: titoli e l'Arias ritiene correttivo compenso e permettevano agli stranieri quando alle difficoltà risultanti dal- economie separate le di che le fiere sfuggire di quando meno appunto quando il riavvicinamento e chiuse resero men vivo il bisogno di sparvero Così quell'antidoto. reali. avrebbe avuto le La lotta sue basi prestito del denaro in tempi in scarso. medioevo impossibili per società anonime. e ai lavoratori sistemi abituali di sfruttamento e alle coercizioni usate ai contro di loro: e vennero tra pur infatti che innanzi solo in tempi l'esclusivismo di luogo e di corpo egli considera infine in la trasporti. es. per promuovere una più feconda incubazione dei germi di risorgimento che già si manifestavano in Germania.

molti dissentiranno invece da lui rispetto all'ordinamento gerarchico ch'egli afferma in essi esistente e. Se nell'ammettere la colleganza intima dei fenomeni sociali parecchi saranno d'accordo con l'Arias. L' in un mondo astratto dove interdipendenza dei fenomeni fu non di rado violentemente ridotta a un zione ii'en etica. il rismo: e connette cinarsi rannoda pure locali. preludiante al sorgere d'una economia nazionale. l'Autore ha forse trascurato un po' troppo la possibilità di reazione da parte di esso e ha rivelato meglio le ar- monie che non nomiche che. Che pregi vi sieno è grato ogni parte del libro s'incontrano infatti raffronti arguti e argomentazioni sottili e già da un punto di vista generale le dell'Arias s'avvantaggiano sulle precedenti combat- costruzioni tendo le teorie di coloro che escludevano per l'età stenza di un vero capitalismo e del salariato. Inteso a cogliere e ad illustrare l'azione dell'economia sulle altre categorie dei fenomeni sociali. sono dar luogo a dubbi Ma e a critiche e la struttura sistematica del lavoro e lo comunale l'esi- d'altro lato pos- troppo rigidamente sforzo perenne verso deduzioni artata- mente uniformi. modo e della rapporto di subordina- . Al disgregarsi dell'economia capitalistica del l)ravvt?nto della umanisti.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 156 mercio di lusso alimentato dalle regioni meridionali condanna e la monopolio. non esistano sembra spesso svolgersi gli attriti della realtà. dovrebbe avvenire in assolutamente indipendente dagli accorgimenti dei singoli collettività. le precipue conclusioni del suo libro: e da questo riassunto ne emergono il rilevarlo: in i pregi e i difetti. pur consentendo che l'azione strette proporzioni fare le di leggi superiori riduca in influenze arbitrarie. una parte più larga agli elementi potranno esser volitivi e ben ri- tratti a casuali. La chiave della vita sociale è da così lui ricercata nel neces- assecondamento delle nuove energie capitalistiche integranti sario prima e soverchianti poi l'economia agraria dioevo la : adempì loro alla funzione forti in trasmessa dall'alto me- educazione avrebbe richiesto modo da di differenziare consentire in il economiche supplendo commercio internazionale. Ho economie un periodo successivo delle speciali attitudini col particolarismo che tra le varie alle riassunto con la maggior fedeltà. usando le più l'esplicarsi loro deficienze spesso parole le stesse dell'Autore. le antinomie: con ciò secondo il il giuoco delle energie eco- suo avviso. terriera ridestarsi del cesa- il sorgere delle teorie mercantilistiche al riavvi- il varie economie delle e al so- pensiero economico degli il sistema politico del Savonarola.

Il com- pito descrittivo e sistematizzatore dello storico-giurista è tutt'altra . se può esser lodevole andar oltre fatto il costante dell'Arias ad lo sforzo per ricercarne 157 cause.ARIAS. contro la scuola giuridica l'Arias non risparmia i suoi strali. a molti parrà poi che le la tendenza verso una causa unica lo abbia spinto non di rado a un semplicismo troppo poco persuasivo. traddicente ai dettami della logica storica il ha pro- comunali vi sia stata sia con- concepire una forma singolare d'associazione come la tipica e l'unica degna di para- gone indurre l'esistenza dell'istituto in tempi diversi a equivoco: e osservare che ferenti in l'equivoco si fa l'associazione doveva armonia alla genere e quelli eh' ei Egli ha guardato combattè badarono invece alla specie. Almeno ogni capitolo avesse avuto corredo di documenti che fu annesso ([uel Quindi in parecchi punti la ratio ai primi due ! dubìtandi s'impone ancora im- periosamente. dove queste non base in determinate a trovano constata che manca si la figura precisamente intesa sotto quel dato punto tecnico e procede a differenziare le figure Ma non ancora caratterizzate. alla sola constatazione delle analogie esteriori: non aver apprezzato a dovere le basi il diritto ro- perchè delle sopravvivenze ma scientifiche e fermandosi dimostra poi di di essa. E in realtà sì ha spesso l'impressione che l'Autore abbia posto uno schermo ai suoi occhi modo da non vedere che da un in è sproporzionata ai fatti e Qua lato. l'Autore può aver dimostrato che anche nell'alto medioevo vi era un ambiente adatto ma non all'esistenza e allo sviluppo di forme associative. Egli la considera infetta da soverchio formalismo e in qualche caso la critica la piglia può essere non del tutto infondata come quando vedere nulla più che una lotta in superne regioni tra mano e il egli se con coloro che nella storia giuridica nostra s'ostinano a germanico senza ricercare o dell'acclimatazione dell'uno e il dell'altro diritto. individuati certi si attiene la scuola giuridica d'istituti tipi note peculiari. COSTITUZIONE ECONOMICA DEI COMUNI Del pari. Nel primo capitolo. nasce anche conclusione e là poi la dubbio che il non fatti i sieno stati debitamente accertati: l'Autore dogmatizza più che non dimostri e nell' accogliere è stato in realtà le pretese constatazioni degli altri spesso troppo fiducioso. vato affatto che tra le una continuità formale associazioni romane e le Già l'osservazione che e sostanziale. i un cela vede l'Autore si presentarsi in strutture variabilità delle rapporti con gli istituti e con al manifesto quando appunto la ragione metodica cui quale. per esempio. né l'obbiezione sua ha tenuto giusto conto della diversità tra la i due punti mentre nel differenziamento del genere in specie distinte di vista sta dif- sue funzioni e dei suoi fatti collaterali.

1906. Con un giovane che può ancora. della vita versificata è e. ma ben piuttosto a nuove attingere. M. Francesco. dove si cenno fa della vita versificata per la prima volta. ma un testi ne un arido catalogo. risica il problema genetico lacune che ancor hanno si confondere quello di che vorrebbe chiarire.' comprende bene che per questo lato ne potesse sapere più del Celano. p. P. il compagno di viaggio di S.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 158 esaurito clie e : a trattare affacciandosi chi. ma bene avrà potuto attingere le sue informazioni da frate Illumiche andò in Oriente. Biblioteca Bio-Bibliografica della Terra Santa e dell'Oriente Francescano. volendo. sopravissuti al tempo suo. come racconta argomenti avrà saputo trovare il S. prova del fuoco. dimentichi le nella fissazione e sistemazione di essi. Bonaventura naca delle tribolazioni in un codice .. Ben non prove più rigorose. tratta delle due vite del Celano. Se quindi queste biografie più recenti lano della licenza concessa dal Soldano e della gita di in Siria e ai luoghi santi. nato. correggersi delle qui amo atteggiarmi lamentate deficienze non a troppo rigido censore. Francesco. l'intendimento dell'Autore è di mostrare. proponesse tura. e di al dove 14. al 9. al si 6. né una ristampa è scrittori intorno alle missioni francescane in insieme di accurate monografie sulle fonti più importanti della storia dell'ordine. il frate Enrico. non è da credere che queste aggiunte sieno dovute alla fantasia dei nuovi biografi. clie se tutte le altre vite avvantaggiano su quella del Celanese per nuovi si particolari intorno ai viaggi di S. Francesco in Oriente. Girolamo Golubovich 0. Palermo. compagni si parecchie informazioni. di dubitarne. ciò. Cosi in cui fin dai primi numeri: dal 5. Così. ebbe citato dal Serafico. Lipsia. dove si discorre delle due vite scritte per ordine del capitolo da S.. pubblicata e tradotta dal Cristofani . F. fonti a cui essi avran potuto se l'A. per ben due volte Il Clareno infine esplicitamente dichiara che dai stessi di S. Quaracchi. Questa biblioteca non dei di antichi Terra Santa. S. in — esclusiva vendita presso l'editore Otto Harrassowitz. fino a al altri Soldano la v' ha ragione io esito S. dei singoli istituti giuridici. Bonaventura non fu mai in Oriente. Questo potrebbe essere accaduto qualche volta anche all'Arias: ma non starò a segnare pedantescamente io punti in cui ciò ac- i cadde. a credere che S. Enrico Besta. ci par- Francesco Con tutto Francesco Bonaven- Santo d'Assisi per . si dà ampio conto della Cro- una nuova traduzione di essa contenuta di Siena.

'i se 18 v. e prova che « « sarebbe altri che compilatore della leggenda Capponiana non il troppo noto frate Angelo Clareno. . Golubovich. lo si A uguale alla cronaca 13^. Al l)iografìca che n. che è può chiamare malme- Bonaventura. nata si della quinta. Col cap. Minocchi. si questa farraginosa compilazione sarebbe Legenda antiqua. la nuova fonte Minocchi trasse dal codice Capponiano 207 della il Vaticana. 33 «Cenni critici sulla vita del b. biografici su frate quale io consento prossoché nella giudizio. 31 «Cenni lo stesso. Un'altra piccola monografia è Elia d'Assisi ma non e gli Actus. a S. F. Pietro dove l'Autore a differenza dei suoi predecessori stabilisce che (\xGì^io juris peritns et dominus ìegum fu « secondo discepolo (1209) Catani ». come vuole dire traduce dal attribuisse col Golubovich al Clareno me- si si propria. 43. 159 cuore del temuto monarca. fol. Importante é il n. In fine dell'articolo se non si il noscritto autografo del P. vi 72» presso torna indietro. non fu torto un capello.OVK:ii. anche modo d'interpretarlo. alla nuova in alcun modo fin dalle prime il e. come è escluso nel cap. se pure è vero. si cita la che fol. poiché. Dal capitolo 28 stron- non sono il Lempp ben vista l'importanza del documento riportato nello Specnhtm possa essere sempre d'accordo con ritae. desimo. che vorrebbe che è al n. come die saltuariamente non vi onore se tare troppo il quale non l'opera Specuhim faccia ritorno. 1 al traduzione del la VII tribolazione. ». una leggenda antica posteriore il 37'» salta al sa bene a quale scopo avrebbe cosi Ma non Legenda nova linee. né vie13 discute il G. e nel capitolo seguente 29 52 fol. fol. simile con- clusione ero venuto anch'io da una esatta collazione dei primi ventisei capitoli del testo Minocchi. non ostante l'aperta guerra tra Cristiani e Saraceni. poi- si 41 il 11 voleva che fosse e ché. che. l'autore stesso il Ad una « dell' ormai celebre cronaca delle tribolazioni ». tranne porta sulla monografia del Lempp. come ha dimostrato della quarta tribolazione. Angelo dal come Sancto Francesco dichiarava la qualche di cap. Francesco tata la libertà di predicazione. infuori all' catura od aggiunta (come ad esempio tutto non un volgarizzamento del testo capitolo 27 « di frate il la forma dell'abito fine della non » non è se 8). benanche dell'architettura e nel Golubovich da un ma- per incarico di Federico II ma intendeva alla costruzione di rocche e fortilizi nel regno di Sicilia. Poiché non v'ha dubbio che meglio dell'Aflo lia - in adjecto. quale frate Elia era non solo cultore dell'alchimia. Mariano da Firenze riproduce secondo la lui una notizia.IKKHA SANTA lH»LUr. che vi si in tutto. la si il una contraddictio di S. che. 30 s'esce fuori dalla cronaca per at- <i tingere ad altre fonti. come la via al apriitsi UHIKMK FHANC ESCANO K tutte le fonti narrano concordi. parmi molto severo.

Del Lullo « ascritto al terzo ordine Fran- Raimondo Lullo tale coli' abito è fervido e corda figurato sulla sua colla ammiratore il Golubovich. latina del testo del Pachi- Giovanni Parastron. né il linguaggio dei biograti Se dovessi citare qualche errore Mi contenterò è cosi preciso da vincere le dubbiezze. 65 è riportato da un codice della 1. Nel n. Se questo libro secondo il Golubovich non appartiene una nuova versione 81 è data n. E. Infine nel n. ne sa perdo- nare all'Hauréau gl'ingiusti giudìzi che ne ha portato nel deW Histoire littéraire de la XXIX France. « n. Paris. e dal cod. Minorità legato dell'imperatore greco. non ancora così il nel testo pubblicato dal D'Avezac (Relation des ou Tartares par le frère Anche questo trand. n''. è la prima redazione. bi- bliografico fornitogli dal Littré aggiunse dì suo la parte biografica e polemica. che le Nel n. 55 si hanno importanti note ed osservazioni per una nuova edizione critica della relazione sui Tartari di fra Giovanni di Pian Carpino. die è imbene. Ili sono riferiti estesi cenni biocronologici e bibliografici intorno al B. a . sì di i addurne alcuni come esempi soli. vescovo di Marsiglia. Quest'audace ricostruzione. a Re. dì fra Salìmbene. l'apostolo.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 160 « e primo vicario «intorno di S. che e quello solo che non s'è il nostro mette in evidenza è l'ardore del- mai stancato di proporre a Papi. compagno Benedetto di Polonia. « cescano e « come tomba». 28) il molto più corretto l fr. Ma sulle dottrine filosofiche e teologiche del Lullo Autore sorvola. le quali trovano « e nel breve compendio dell'itinerario che « Piancarpino. V. per compiere la desiderata unione delle due Chiese al tempo di Gregorio X. 56) e nel « fr. che secondo diifusa come pubblica si Liber de factis Tcirtha- il nostro A. scrisse al Papa. che tra due vicariati intercala addirittura un generalato. Francesco (intorno al J210. perchè vi mancano le testo al Golubovich lettere che il Kan non par completo. mero intorno agli sforzi durati dal fra Costantinopoli e re- testo del de constructione castri SapJiet. dovrei citarli tutti dal primo all'ultimo. numeri. 1838). certo « fu lui l'ispiratore o dettatore di chi per di la Benedetto da Alignano. copiò fedelmente dal grande di quello che il Nazionale di Torino Baluzio trascrìve dal Parigino 5510. dove qualche nuova dilucidazione o corregge. ben noto Nel si del ». Mongols Jean du Pian de Carpin. mi lascia molto perplesso. 8 della Nazionale di Torino rorum. Arthus-Ber- luì al Sa- scriveva ». o al dopo la 1212). primo generale dell'ordine al più tardi rinunzia del «santo nel 1217». III. modo tenuta del dall'Autore nel rifare a novo una vecchia materia. (DXCV. dettò a quelli di Colonia (vedi Chronicon « lazione del Piancarpino a il grande libro autografo che conteneva esse lettere con lat. dove all'ottimo materinle voi.

" Serie. secolo XIII il non dubitiamo di cose e di indici posti nomi. si aggiungeranno nel Certo è che ai Palestinologi. e già in questo stesso volume. — XXXIX. 5. il Buca di Milano. che i Tartari e che uniti insieme questi popoli i padroni definitivi dell'Oriente. Lega tra di Napoli. non si può dire mai compiuta. Indice di autori e di codici. Veneto. che l'A. come questa del Golubovich. 1452). e pp. a cosi vasto disegno. come la fondazione di collegi per lingue orientali e la fusione degli ordini militari in un le furono di nuovo proposte dal solo. Stor. In queste due monografie vengono esposte goziazioni. Fiorentini — 1906. e cioè d'illustrare quel periodo di storia che va italiana. (iOLUBOVICH. III. Venera Nuovo Ardi. 1447 -48\ Venezia (juindi e si Milano. le Arch. Le monografie presenti blicato dal ì — 1905. dalla morte di Filippo Maria Visconti alla pace di Lodi (1447-53) periodo doloroso per la storia del nostro paese.4rc/<. X. di studio. X).. si e i Fiorentini del 1452 propone un più largo disegno storico. Index analyticus. se ne quest'opera sarà indispensabile più ancora a tutti gli studiosi di cose la consultazione ne è resa facile cosi dal severo ma E ordine serbato nella trattazione. Firenze. perchè oscuro ed intricato quanto altro mai. medesimo Toscana. 11 . 8tor. come pur troppo av- i venne. come dai tre copiosi in fine: Index chronologicus. Felice Tocco. XXXIII. IL Indice I. TERRA SANTA E ORIENTE FRANCESCANO coiiciir 101 più opportune misure per scongiurare le Saraceni guadagnassero divenissero il pericolo. dopo il le aver dato al numero 119 « un sommario cronologico delle principali apostoliche che riguardano specialmente l'apostolato fran- « lettere « cescano nella Terra Santa. ma degno . Francia {21 febbraio Lombardo... entro altri nove articoli ed altri susseguente non solo volume. e Carlo VII re di 55 (estr. Un'opera.. francescane. Alcune di queste insegnare misure. Luigi Rossi. dall'. pp. lucidamente le ne- trattative. epoca della fondazione del collegio arabo di Miramar. certo è che Lullo Du Bois a Filippo il Bello. dal I-II). si storico collegano intimamente col libro pubin Firenze nel 1903 {La Guerra in promettono un nuovo lavoro sulla Guerra fra e fra re Alfonso di Napoli scorge chiaro. aggiungono ». che precedettero la guerra del 1452: e la It. nuova serie. Firenze e Francesco Sforza dal e il re novembre del 1450 al giugno del 1451. 124 (estr. ma aveva bandite sino dal 1275.

656. di Firenze. e di secondo comprende pure ricca messe di documenti. la bellezza e che. del marchese di Ferrara. e dai più cato di Milano. cui dinanzi. del duca di Savoia. Istituto Splendore». e l'equilibrio degli stati. re il primo studio contiene Il i Fiorentini e Io Sforza. Francia. quasi tutti inediti.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 162 trattazione supera. nella il tini col re di Alfonso. si cercava si tendeva alla guerra. MoLMENTi. le precedenti.. alla società nel più bel fiore della Kina- . di e di Venezia. 1906. e criticamente elaborato. essendo questo quale erano in giuoco gli stati vano periodo storico mire. di di Firenze. del duca di Man- di tova. si la pace. Siena. di ambizioni di tutti raggiri. Al periodo in dello « Splendore ». e per i la appendici tre inediti. le cupidigie. attraente per la magnificenza esu- un'opera quale si riferisce. cui e maturò la civiltà veneziana successe berante della vita. voi. per indurlo ad entrare nella lega contro Serenissima ed di seconda re di Napoli. con moltissime illustrazioni. lucida. colla erudizione desunta col soccorso di riproduzioni ci fa rivivere in mezzo da molte fonti edite e inedite. per ricchezza di contenuto e di materiale storico. Firenze. Luigi Chiappei. Ciò che colo merito. A])- ai principali contendenti. Oltre contrappone- suoi rappresentanti. e più raffinata per la cultura dei parentemente le apparente italiani.li. che qui del contenuto come per si annuncia. viene dal Molmenti fatta argomento riccamente illustrato. le arti occulte della diplomazia più i esperta. è quella che Fa vera- ci sta ora fortuna che non tocca così di sovente a chi ha l'uso di far recensioni. Pistoia. «Lo d'Arti Grafiche. tratti dagli arcliivi di Milano. II: — Bergamo. Bologna. le le arti segrete. mente piacere parlare È una di volume. La Storia di Venezia nella vita privata. nel le mire il re il dudi di Pisa. di Siena. l'età questa età. quali re il Alfonso di Napoli. Nella prima monog-rafia sono illustrati esposizioni maneggi adoperati da Venezia contro legare a sé documenti Venezia. e del marchese di Monferrato. degli archivi Milano. rendevano complessa la situazione Genova. pp. cor- della risponde alla natura del periodo storico. al per l'importanza sua veste esteriore. P. Venezia. il le trattative dei Fioi-en- Francia. e non mene felicemente scelte che eseguite. e corroborata da ma- non teriale storico nuovo. La trattazione procede ordinata. nel quale alla politica pic- è molto complesso. Il M.

un medico. che a Venezia venne a man- il commercio il appunto della decadenza. sì presenta appena. e dei medici. alle governo aveva per l'esercito che meglio le notizie si in senso largo.illa la costituì per ricchezze già accumulate le decadenza da impedirle fiero. così che a e forestieri che visitavano Venezia. buon dei si i città cambia. principali della le fonti Veneziani da nuove ardite i La lega da cui traeva orientale. vuol essere circondato dal lusso. come (juasi VENEZIA NELEA VEIA l'IUVATA DI trovarci mezzo in antichi. manifesta nei festeggiamenti d'ogni genere. acciuistano sempre più d'importanza. da (jualsiasi part»' venissero. commerciali diminuiscono di le numero si quale avvertì che il di ma l'esistenza. dimenticliiamo f!rli Kh) patrizi. Il dure prove dell'armi.MOLMENTl. ne rimanevano ammirati ed entusiasti. iriunto dall'Italia. rizzano nuovi diritto magi- dei vestiti é. vive invece in mezzo e si grandiosità. LA SKJKIA par proprio di j^cenza. si imprese marit- e difficili Venezia una La battaglia a prezzi gravissimi. A ad esse addietro: carnevale e la le si maschere repubblica ha di mantenere la vita sfar- . M. A creare l'atmosfera veneziana di tempo molte correnti quel contribuirono. le per l' Quanto più alto. coin- XV sec.. Marco di S. della politici. co^i che ci anche. famigliare. giacché parlando degli ordinamenti zione ecclesiastica. indossato per preservarsi dal contagio. distoglievano la Cambray . intende Il tosto le mosse che egli ciò discorre della marina. venute dairOrìonte. cita l'osservazione di un contemporaneo. del stro Venezia la vita di per la e suo argomento sono al quelle riflettenti gli abbigliamenti dei soldati. Se imprese militari. ori^-inate dalle condizioni locali. di da cui salvò Agnadello fu per mai di rialzarsi più. tra la fine del cominciamento del XVI. Nelle feste pubbliche si che ne avevano determinato sostituisce la magnificenza abbandonano lo ed il spirito lusso. i La piazza due centri principali. Poiché fu cide cogli inizi e di importanza. e. vita la effonde si nell'arte e negli studi. il A vestito di della ne costituiscono XVI. XV e imponenti. time. M. colà. Sino dalle prime pagine come T esordio M. care e sua ricchezza. cura che il esaurisce nel lusso. tra e splendidi il e Rialto sec. Meglio diritto pene e dice intorno alle si prende fa accostano legisla- caso al no- Quando carceri. politiche. sentati strati. nella esuberanza della vita. a\eiU' il di (luesto periodo. p. Repubblica un colpo Tuttavia crisi. che è tutto una festa di tinte e un scintillìo di lumi. L'aspetto il pari al proposito delle malattie. che sono qui rappre- con bellissime riproduzioni. Cristo- Il foro da Canale. o ai pericoli cui lo Stato i andava effettivamente incontro. curiosissimo edifici.

Ma anche senza di que- Veneziani sanno trovar continui motivi per rinnovare feste e divertimenti. il M. così ricco di conseguenza al Discorre susseguentemente fetto dobbiamo. « la trasformasse paganeggian- si tenendosi nel campo let- (1). minori. trattato. Intorno all' origine e progresso di al tali tendenze. di Enrico ste straordinarie occasioni. XVI. (pp. ne come. come e Molmenti. ossia delle si pagine comporti arti nella loro relazione coli' industria.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 1(34 dogaressa. così ricco di fatti importanti e di belle osservazioni. non il di nel ritracciare in Ve- nezia l'eco dell'umanismo italiano. E vazione.. i III di Francia. di fare. ac- larghissime cognizioni e mento poteva essere svolto con maggiore ampiezza. 1905. Bologna. e (se non mi inganno) nel suo discorso. in conseguenza di di notare « sublime mestizia » del Cristianesimo dosi. non basta lo stipendio di cui Io del doge e della zosa Stato può disporre: perciò il dev'essere molto ricco. l'osserlettore. L'allegria invade tutto. si materiali i possa dare finalmente una soluzione precisa competenza particolare. Ma in appresso in completa. Le visite dei signori stranieri olirono frequenti occasioni di festeggiamenti. delle manifestazione la e Speriamo che il M. e deve dog-e spendere largailfente del suo. per averne l'uno più. tempo prima occupato era alcun M.. crescano a poco a poco e che bellissimo. l'altro storica. a differenza di quanto avviene a Firenze. di Bea- trice d'Este-Sforza. Forse l'argoe con rigidezza in quella modo che dovrebbe essere sol- questa osservazione. che mi permetto non diminuisce l'interesse Farmi che e sfuggisse del tutto al pericolo di far penetrare tanto la storia della vita. gli artisti veneziani non assumono per protagonista un personaggio. assai arguta e importante. maggiore. desiderio che la dimostrazione sia data in e modo Vitalianità di Venezia nei Binascimento. ma lo Stato. . Rimasero celebri nella storia i viaggi a Venezia di Girolamo Eiario con Caterina Sforza. così essere riconoscenti al e il valore più rigidamente severo dove discorre delle arti di il queste M. aveva un tantino esagerato. A proposito delle arti maggiori. 142-3) asserisce che. si Gian Il seconda ciò. terario. ferma l'attenzione del destando (1) La in lui il cultura Zanichelli. ancorché giustamente avvertire l'influsso del classicismo umanistico. con la si in arti belle. non dimentichi insiste molto. che si esercita fino dalla metà del sec. è al Gian. sentimento del vera e propria storia dell'arte del M. quanto esse sono l'ef- popolare. così che si problema. Il problema meno largamente.

Oltre a ciò.MOLMENTI. ne occupò anche C. of- del sentimento e del pensiero sulle lagune. e maschi ritraggono Sviluppando le la soave intimità della casa quando p. Egli avverte (p.. che la geografia e ili il resto di Europa. ch'egli imprese ad esporre. il fatto che Venezia dovea favorire tro- si in essa l'in- conservatore delle sue caratteristiche antiche. a tale proposito. e ai agli altri meravi- tessuti. e. opponendo. un riparo all'ingresso delle nuove tendenze. la A ma e delle lettere. Queste os- egli Venezia il M. intorno il M. che segni orientali mescolano si come vedemmo. stretto dai limiti impostigli complesso. complicato Belle cose scrive che lavori gliosi il M. In esso avrei desiderato che si discorresse con maggiore larghezza intorno al modo con cui gli artisti intesero e rappresentarono la vita veneziana. Il) A \). l'amore con cui i si nota pittori berga- (1). vava distaccata <lirizzo coli' nei fiamminghi e coi francesi. accenna alle varie tendenze letterarie e scientifiche vive in Venezia. Senza dubbio a questo argomento si la accenna più volte. . posta fra mondo il Cristiano e friva opportunità alle varie correnti iV incontrarsi La situazione geografica il mondo Musulmano. di Venezia. come dai bisogni moderni. artistiche ago tessuti colla e di- i parla d' influenza classica. Sono problemi questi che presentano sopra tutto nella storia politica. capitolo (VII). è dedicato allo studio dell'arte nella vita degli artisti. 197 parla della parola tciulo di notare che se nuziale. 176). ma I t's:>:i non Un vi attecchì. interessantissimo nella sua novità. parer mio sta propriamente in questo e la causn storia avevano posto principale e profonda tra della Venezia guerra Cambray. come dall'Occidente. dalle tra- <lizionì antiche. dietro. e Veneziani sapevano eseguire i spola. in omet- un raro opuscolo . Più ad- coi servazioni sparse fanno desiderare che aini)iezza la lotta che in 1(35 dall'Italia continentale. per alcun tempo. come licenziosità di Paris Bordone. mammola e dei suoi significati. si che pure interessano grandemente la storia dell'arte pure dei costumi. Assai bre- vemente tocca del valore dei Diari di Marin Sanudo per la conoprimi rudimenti scenza dei costumi veneziani.Salvioni. LA STORIA VENEZIA XELLA VITA PRIVATA DI rincora più largo di quanto potè fare «lair argomento. e quella squilibrio. fiamminghi recarono (1422) l'arte degli arazzi a Venezia. spieghi con maggiore combattè fra si varie tendenze le provenienti dall'Oriente. attinenze fra gli studi e la vita. Il Sanudo ricevette i delle lettere a Sangui neto nel Verouese.

piaceri della villa attrassero le doviziose famiglie veneziane sino dal sec. sia per le gioie. nei suoi minuti particolari. quali stretto a limitarsi allo studio dei quadri antichi. vere. trae di le schiette. le stanze. e tocca delle celebri tipografie ve- di volume più curiose belle. Le rappresentazioni drammatiche conducono nella parte più viva e concerti musicali i ci ri- più vera della vita veneziana. si ai palazzi. famiglie patrizie e ricche. in alcune circostanze solenni. sfarzo trionfa nell'insieme della casa. cui. mirazione. si vano biblioteche. e Il pennello di Paolo Veronese e di altri grandi pittori non isdegnava di dipingere le porte scene che meglio organi. Il lusso. degli Spesso sono particolari che ma rappresentazione. ricchi patrizi il M. non ma è i am- più co- molti esempi ne decoro di Venezia.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 166 governo Il occupava con impegno delle scuole. si tutto ciò. delle neppure trascurare del fonda- Si M. Ricchezze le si profondevano negli abbigliamenti femminili. A rappresentare i come ricordare le ville. Talune di queste ville. discorre con maggiore Il rilegature le dei Anche libri. le scale. Sono ricordati per . va rilevata come una delle più del per novità di argomenti per ampiezza e di dati. le stesse (1) la Gli orecchini prima volta nel si 1525. alla mette concerti musicali. si sia per carica- specialmente nella dogaressa. e al dominio della decorate perfino dal pennello di il M. ogni cosa offre motivo ad i vivo tutto questo. associandole a quanto ci fanno conoscere quadri e di- segni dell'età della Rinascenza. Le leggi suntuarie non riuscivano a frenare la vanità femminile-. il al pittore servirono nostro storico come riproduzioni innanzi si Lo A le uno sfarzo nel quale è lizzato dal gusto soffitti. dopoché la Terraferma fu sottoposta Serenissima. mirabili stoffe. si devono possedevano sulla Terraferma. questa parte aprivano tipografie. ed elegantemente traendo da una fonte l'interpretazione dell'altra. che anzi. di vano le belle patrizie (1). a profusione. gli arredi. XV. cortili. M. Paolo Veronese. rag- giungeva l'esagerazione. rimangono e ce le sfoggio della ricchezza è idea- lo squisito dell'arte. ne derivò rappresentazioni assai belle. tizie egli ricorre M. desume da quadri quelle Il confanno alla illustrazione dei suoi argomenti. esistono ancora. parlanti della vita vene- ziana. al Accanto tuttodì. i là. 1 che ì nei suoi parti- Le porte. minore larghezza senza neziane. mobili. introdussero assai in ritardo. ed come sfondo questa fonte inesauribile di no- anche per farci conoscere usavano largamente presso colari.

. in occasione di matrimoni. egli si cerimonie solenni. la ricchezza Anche sori. la studiata ghiottoneria. i magistrati. Nell'appendice alcuni il M. intorno al belletto ecc. Ma costumi veneziani tra la varietà degli la fine del sec. Interessanti come dei festini.. cui in il impiegava nel gioco. parecchi dati sulla vita secondo lo lustrare le scopo del suo libro. Le tavole a colori soddisfano l'occhio. ferma particolarmente ad riferiscono alla il- famiglia. radunanze nei circoli che le la famiglia dissolveva. Il M. zoccoli delle matrone. fra cui inventari. il Le cortigiane eranvi numerosissime. ma in generale era alquanto scarsa. sia di patrizi. i della mensa. sia dì Milano. tali veramente da far onore all'Autore del libro per la scelta fattane. è illustrata da riproduzioni d'ogni genere. e tutte bellissime. Nelle foggie dei vestiti. argomenti trattati ministrare ampia materia all'Autore. specialmente nelle classi più elevate e più ricche. invece di- venivano a loro riguardo indulgenti Come dicemmo. per la ben riuscita esecuzione. Tuttavia non per questo colse. 107 al culto della bellezza artistica e La corruzione si infiltra e pura vede chiaramente si mescola si culto dei il a poco poco dilaga. Il M. Forse le è XV è noto e l'esordio pur tale da som- cerimonie religiose avrebbero potuto trovar qui uno svolgimento più largo.MOLMENTI. e contratti per compera di schiavi. fra vita: esse pas- lusso e lo sfarzo. radunanze nelle matrone tenevano. e in particolar si vede ad esempio rispetto modo riguardo ad alcuno festività speciali. La cultura delle donne non era del si tutto trascurata. . già sensi. ed erano al)l)igliamenti notizie raccoglie speciali il intorno iM. sia di Venezia. e all'Istituto bergamasco d'arti gratìche. ed aveano raggiunta tanta impor- tanza in Venezia. estremamente scollati. se le leggi erano severe con esse. di nascite. che si di M. Il commercio delle schiave orientali cagiono all'aggravarsi fu della corruzione. e varie interessanti note di spese. si con giusto amore. non mancano contratti nuziali. di morti. non volle raccogliere nel suo libro tutto quanto riguardo ai del XVI. come alle processioni. che. LA STORIA DI VENEZIA NELLA VITA PRIVATA le^^i suntuario venivano sospese. La leggerezza tempo può scorgersi della vita e circoli serali. rac- Il ma. sia di semplici cittadini. balli. assorbivano te- sfarzosi assai. l'opera del M. Si era formata a Venezia utia vera easta di donne. famiglia. ancorché neppure esse vengano trascurate. infatti non tralasciò di fare indagini nello fonti ms. che. raccoglie documenti editi e inediti. La grandiosità gli ai busti e ag-li maschili costavano niolto. sotto savano i il nome di cortigiane. loro giorni in conducevano mala palazzi dorati.

chiaro regesto di documenti. di sodomia. sino alla sua morte. nell'ottobre del 1486. quali già noti per le ricerche del Della Torre e quali rintracciati dal R. e non soltanto nella città della Laguna c'era per esso una passione.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 1(38 Più volte M. protrattasi oltre forse il Loredan. Bello quanto arduo problema è quello di storia determinare fino a qual segno Venezia mantenesse sua autonomia la artistica ed intellettuale. stesso (pp. paragona il i costumi di Venezia con quelli delle altre terre italiane. — Venezia 1905. al rilievo fra difficile missione di fiducia.. m'accorgo una buona risposta che mi si può avrebbe ampliato troppo gravemente com'essa cosi fnre: un lavoro raffronti anche presentasi imponente. ne merita d'essere segnalato per qualche novità di ragguagli e per l'aggiustatezza delle ragionate Un conclusioni. Così a proposito dell'uso dei profumi. P. Questo articolo non doveva essere. X. Cosi a me di pare. è. come testimonio di pubblici atti. come segretario. al Vinciguerra di per sé e e alle sue opere. se non una recen- sione del libro di Arnaldo Della Torre intorno al Vinciguerra (Rocca S. che furono anch'essi bene spesso . da quando nel 1458 fu assunto. all'ufficio di donzello salariato del Consiglio. punto culminante della sua carriera. che fu villa di Zovon il sugli Euganei. i Carlo Cipolla. il più sistematico confronto tra la vita veneziana e la vita italiana in e" generale avrebbe potuto riuscire proficuo. Rambaldi. Firenze. 1902). N. che toccava Tuttavia un più ampio delirio. Intorno ad Antonio Vinciguerra ed ai principi della satira regolare italiana. lui posta nel ma la dottrina e ristudiare il recenti pubblicazioni attinenti hanno fatto un lavoro che sta l'acume del Rambaldi e la cura mettendo a profitto altre soggetto. L'incarico 9 Maggior dicembre del 1503 nella ch'egli ebbe dal Senato. 35. d'intimare l'ordine segreto del ritorno in patria all'orator veneto a Roma Antonio la reggenza. dal Nuovo Archivio voi. né per l'amicizia col savio ed operoso segretario spetta un luogo di singolare i suoi numerosi colleghi. da Casciano. e fino a qual segno le sue sorti politiche si collegassero a questa speciale condizione della Serenissima. ci presenta come il legato. e di quell'ambasciata. Estr. L. peraltro nell'atto stesso che scrivo queste parole. e svelarci nuovi aspetti della veneziana. Ma — segnano osserva il R. 5-14). colla sua esperienza degli u»i del governo veneto nel Quattrocento — ne per codesta Bembo. quadro dell'operosità del Vinciguerra. che. S. egli nota che in tutta Italia. di limiti di un'opera. in origine. giovinetto. accusato un anno. parte I: di pp. Veneto.

intorno alle sottili. I esse trattati avevano già avuto largo svolgimento nella letteratura medievale poesia volgare del Quattrocento: e nella stessa etici cristiani onde traggono ispirazione. mettendo in evidenza con arguta analisi l'inanità degli argomenti giustificativi di codeste lodi. di continuatori italiana dentro al è qual dei due spetti la priorità cronologica è impossibile. stabilire. il e alla frottola ormài assicurata nella traduzione di Giovenale Vinciguerra non ancora aveva Temi. mio Vittorio Gian. nella D'importanza storica l)ur pratica. lui. e. che fu pubblicata Safi/ra. forma metrica. e os- del R. concetti. riprendendo e svolgendo un'osservazione del Cian. V. esempi clas- senza sapere di quella ricordarlo -— dal le sue un noto rimatore padovano. non virtù che cristiane alle del Segretario veneziano non ne hanno tanta quanta credette fino a poco si predicava. erano la terza rima. non mancano. che non di quell'anima. composizioni. R. Rossi. A — - mi é. prestando i Sommariva suoi servigi al messa a stampa nel 1475. che sono compresa dieci. che aveva disputato dominio della poesia moraleggiante. Ond'è ormai palese quanto resti sminuita e a che si restringa la gloria di primo poeta satirico italiano altre volte attribuita gretario della Serenissima. La chiara manifestazione della propria personalità. Gloria di poeta esse non gli conferiscono certamente un servazioni acute. le satire mondan romore. temi in fa. la coscienza del proprio ufficio di poeta moraleggiante. Consolatoria a Giovanni Caldiera. talvolta anzi po' austero. merito d'entrambi il la vittoria Vinciguerra ne congegnò goffamente il Niccolò Lelio Cosmico. ANTONIO VINCIGUERRA adoperati Andati perduti il degne missioni in uomini veri di non sdegnarono l'amicizia patrizi 1(39 politici e dei quali Liheììus de Principe e quasi tutto il i e la collaborazione. né dopo il al valoroso Se- lavoretto riassuntivo e con- clusivo del Rambaldi gioverà più tornare a discuterne. tutte in la terza rima. (^o)isolatoria al Caldiera. come dimostra il modulo giovenalesco il R. dolce il concetti poiché anteriore a quell'anno è soltanto la alle satire. il Canzoniere. Vinciguerra può essere giudicato solo come autore delle satire.. canzone alla s'era i stati ripetuti a sazietà: della tradizione di recente satirica messo a nuovo dal Sommariva. Le del loro signitìcato psicologico è ben ragionevole dubitare. provano che l'ascetismo è piuttosto modelli dei tenuti presenti dal Vinciguerra e additati dal Della Torre. sensibile agli allettamenti del troppo devota. quando posto mano tutto era pronto. Pavia.RAMBALDI. satire stesse e al testamento del verseggiatore . di cui l' opera appare materiata. . sici. l'universalità satirica ed al^ri meriti che gli contesta a buon dritto il il Della Torre riconosce al Vinciguerra. né forse importa.

Alludo agli scritti di Bergee. tal fatta. da svolsero anche nelle altre città del Veneto. alla pubblicazione del Wolff. Per certo egli non considera fargli dimenticare gli eventi che si cosi esclusivamente Verona. 1905. Wao-ner. Untcrsuchumjen zar Venezianer Foì itile Kaiser Maximilians I tcàlirend (lev Liga ron Camhray mit hesonderer BenicJisichtigung Verona^. V. Verona il si di e dei il (1). e documenti a dagli fornito Verona. riale e i applicò con animo deciso. un'altra monografia uscì sopra un argomento che con questo ha relazione sima. ciò avvenne soltanto in via precaria). la il gli torna a Venezia. che a il quale vi Il barone de Wolff si applicò stampa. 19U4 e 1905. L'ultimo tentativo fatto dall'impero g'ennaiiico per ristabilire il suo antico dominio nel territorio Veneto appartiene a Massimi- liano I. del un soggetto archivi di governo impe- trova divisa fra Tuna e l'altra Wolff giovossi in modo particolare Marin Sanudo. Gloria. JaJtresher. che sono davvero una fonte inesausta e preziosissima per la conoscenza della storia nostra nella prima metà del sec. XVI. La prima si modo l'attenzione momento in cui del quale alla seconda data ri- è rivolta in particolar di queste due date segna imperiali conquistano quella città. L' eroica resistenza opposta da Padova contro Massimi- liano rientra nell'orizzonte del nostro storico. ancorché ne parli la- conicamente la e senza ricorrere ai cronisti locali. I. p. l:^. hischofl. e p. Siccome lianea è costituito il punto centrico della occupazione Massimi- da Verona (poiché se l'imperatore ebbe sotto il suo dominio anche qualche altra città del Veneto.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 170 Max Fkeiherk vox Wolff. giovandosi sia Innsbruek città. 7. fattici conoscere prima volta da A. .— Innsbruck. si veniva dalla sua natura eminentemente cavalleresca lui- e di i dei Diarii di a lui libri libri pubblicati. Infatti la corrispondenza fra suoi rappresentanti in Fra sia dei materiale inedito. lùlO. Lo sfondo della politica generale è tracciato ([uando in quando. pp. e con quel corag:^io si lasciò sedurre da a trattarlo. così alla storia di Verona dal 2 giugno 1508 al 15 gennaio 1517 Wolff. a seconda che egli ne sente il dall'Autore di bisogno per po- di Contemporaneamente. 181. o quasi. strettis- Der Krieg Maximiiians mit Venedicf Privat-Gi/nanasiions ani Kolìegiiiììì Fe- triniim in Urfahr. poi e da altri più tardi per largamente illustrati.

Utili sono. Però desta interesse ciò ch'egli riferisce sulle disposizioni imperialistiche dell'aristocrazia ancorché tutto quello ch'egli Veronese (pp. Della vita religiosa. in tempo della dominazione Massimilianea il Wolff succinto. artistica. poiché nell'Archi- è sono gli atti riguardo deficienti. ma non al che egli vuole concentrare di esse 171 I avvenimenti che particolarmente ^li di Luigi figure MASSIMILIANO DI I sopra è fatti di stanno a cuore. che militavano in Verona addi giugno 1516. dei partiti politici. 1727). e seguendo l'invito che modo alquanto qualche occasione gliene fa. Ne d'altra parte può negarsi che talvolta in tale questo argomento Verso la fine il Wolff di Verona. secondo l'opportunità. si cresce per opera del Wollì" di notizie nuove e importanti. In assai uìaggior nu- usufruisce. Vero è Verona (come so per mia esperienza personale) vio di di questo punto non alla Wolff quasi affatto il Terraferma di e gli Sta- organizzazione della Terraferma si limita a notizie generale. famosa controversia sulla pretesa esen- la zione dal giuramento di fedeltà. dei costumi. si l'Autore inseri un capitolo intorno del volume.WOLFF. che cita secondo una tarda edizione (Venezia. insieme con estratti dal carteggio alla fine. X Leone e di XII compariscono guerra e Francesco di I. al parla o tace. di indimenticabile memoria. 14-15). Cosi p fra documenti i e. POLITICA VENEZIANA od interpretare ter narrare Le interessano. e cavarne uno schema del governo cittadino a mezzo il sec. Nel materiale inedito consiste libro. 8 Gli argomenti politici. e che egli cita uno dei pregi migliori del che riceve vnlore anche dalla chiarezza della esposizione e della precisione con cnì i fatti vengono messi in vista. editi ac- imperiale. Cosi fa qui civile della città sotto Massimiliano è bensì che l'amministrazione scabroso a trattarsi. Sono periodo che va dal 1509 il i documenti che al l'Autore soltanto. suoi raggi luminosi. non alcun passo. Pietro ci Sgulmero. che costituì T ul- gli tima fase di questo episodio storico. che Venezia avrebbe permessa ai suoi sudditi. Veneziana. riassumendoli fermandosi sopratutto a in parte. 10 e ab- 1516. ì lo Giulio TI di momento opportuno. Riguardo poi agli Statuti di Verona. comunica non riesca nuovo. troviamo l'elenco delle forze imperiali. letteraria di Verona. alcuni documenti. in calce bracciano mero sono al libro. quando Massimiliano spiegava tutta la sua energia per conservare quella città all'Impero. Veneziano alla organizzazione dello Stato tuti pure abbastanza chiarita. L'assedio di Verona. di ciò si era occupato con profitto. in trattati dal Wolff. . Ma rispetto occupa. ri- XV. egli si dì carattere occupa della riforma fattane nel 1450. Anche meno largamente sono senso stretto.

Toscana. quando Matteo a proposito di Schinner. Nel libro del Wolff non troveremo tutto quanto potremmo desiderare. il Sanudo volesse il A p. rilevando la particolare sagacia e la Il sig. come la sintesi di tutta la sua politica. di cui forse dì finora trapasso dal tìtolo di il fra di loro. Caklo Cipolla. Venocchio Maffei. giacche lo scopo di Cosimo nel cercare vincere quella il nuovo tìtolo non fu solamente di lite. il accenna ad una commedia recitata in onore del vescovo quando ». Questo valore. Gurk viene messo innanzi quale il e il ». il titolo: Questo ti- cui nucleo sta paraninfo inviato il dallo sposo. I dissima dì dominare su tutto e su rante fu. dire che di Gurk. dice dì il Firenze e quelli dì sig. brama gran- dimostrata da Cosimo du- ferma specialmente sopra un si che fatto. se da esso chiediamo di conoscere sotto ogni rispetto quel- Ma r importante episodio della nostra storia. parte e si trascura l'elemento più essenziale della questione stessa. Sanudo. il suo principato. 1905. libro non toglie che ciò Né bisogna dimenticare che libro sia utile e ricco di pregi. il vescovo di Gurk aveva come se naso lungo. Sanudo. fu Granduca fatto.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 172 Wolff non pare che sempre abbia potuto scliivare qualche ma- Il A linteso. e traduce « langnasiger Barbar». M. Dal titolo di Duca di Firenze e di Siena a duca di Toscana (Contributo alla storia della politica simo — de' Medici). Senza questa spiegazione lo scopo della recitazione fallisce. Seeber. di ne dà Bràutigam Maximilian ihr contenuto della commedia. se è vero che con l'elevazione del titolo guente passaggio da Firenze a Toscana grazia alla causa di precedenza. p. Firenze. cioè dall'imperatore. Maffei. non si si e venne a dare può però dire che la col il conse- colpo di questione . In generale confondono giudicando in tal non fu mai osservato Duca di il i volentieri gli storici. dice che gli parlò in Venezia da buon italiano « licet sia « nasuto barbaro Al Wolff sfuggì che « nasuto » equivale a « nato ». 79. per cosi dire. dibattuta tra Ma Co- Firenze. Infatti. tutti. citando recò ad assumere si « Die verlassene Italia non corrisponde tolo che in ciò al il und governo Verona. 'si vero Firenze a quello dì questione del titolo colla vecchia la precedenza. 65 egli cita M. ripetendosi Duchi modo. dobbiamo cercare soltanto quello che suo Autore il il in ogni propose si di darci.. Grandi lascia da lite dì Ferrara.

che mentre da un lato mostrava la si una qualunque parasse: così sua servitù verso Spagna. non può togliere è l'aspetto 173 E IL TITOLO DI (4RANDUCA I Il tentativo non riuscì. 31. gli facessero e desiderasse l'eflt'etto di una i^pina conficcata nel l'indipendenza assoluta della Toscana. data specialmente l'inferiorità sua di fronte a Filippo II? Fu però costretto a seguire politica di astuzie e di infingimenti. perchè fosse distolto dal pensare seriamente agli affari d'Italia. Tuttavia allargando i giunga a raccogliere nuove prove lettori i le ci auguriamo vivamente suoi studi oltre l'Archivio di Stato di Firenze. che. Era dopo avere tanto lavorato concedergli l'investitura di e posto. e dopo averla finalmente ottenuta. conforme ai patti. riepilogheremo in breve principali argomentazioni del libro. in favore della sua che. e non dal nobile senti- mento che l'autore suppone. M. traendo partito da combinazione politica. che riescirebbe certo a rialzare la figura di Cosimo davanti Ma alla storia. provato da avere il non ci sembra ancora cosi valore di legittima supposizione. dice speso per indurre il l'autore. Ora rientra appunto nei piani di questa politica tempo dal Duca un matrimonio di il fra disegno vagheggiato lungo il suo primogenito e la so- . infatti giusto. Anzi nello stato presente de' documenti è più naturale l'ammettere che Cosimo. agognasse di invertire diritto. s'incontra Fu Siena. più volte nella storia del anzi una delle principali aspirazioni di la condizione di fatto in quella di indùcendo a riconoscerla proprio chi aveva un interesse op- Era naturale che quella condizione di possesso precario e la clausola delle fortezze. coli' accrescersi principato di Cosimo lui dopo l'acquisto egli. ne titolo (lei esce in gran mira più proprio l'ultima fase. cuore^ Ma come po- teva egli raggiungere quest'ultimo scopo. coi mori. ha esami- nato e studiato questo episodio.cosmo MAFFEI. innata ambizione personale. e per renderglisi infine necessario per via degli aiuti di gente e denari. tere l'influenza e la ma ciò Tale nuovo il de' principi italiani: riduce ad un tentativo di scuo- si dominazione straniera. sotto cui lo il ideò e lo fece. desiderava dall'altro di vedere quel re in continua guerra coi francesi. L'idea di ottenere un aumento. Per l'autore questo fatto sia parte dalla sfera degl'interessi in là. il sig. tesi. sig. diremo subito che. che re Filippo a quella città. o preparata o spontanea. o maggiore riconoscimento di potere. sebbene questo asserto abbia molta apparenza di verità e sia anche confor- da molti tato indizi di fatti e documenti. nei vari tentativi fatti per raggiungere quel suo intento. Perchè possano più facilmente giudicarne. coi fiam- minghi. di titolo. fosse guidato dalla sua solita. il I. e in sostanza. dovevano restare agli spagnuoli. merito dovuto a chi e interessante. che spesso era chiamato a somministrare.

Procedendo nel nostro esame rileveremo che quando Cosimo dovè deporre l'idea anche la di un parentado col Portogallo o con la questione del titolo parve per allora sopita. ed nel soggiunge che intorno a questo primo momento da deve bene vero significato di questa parola indipendenza. e di avere anche fatta da Filippo cambiamento stato del rava era quella della indipendenza fu ricercato Ma siamo a vedere in tutto ciò « uno spostamento medesima questione»?. per dirla colle stesse parole usate da un altro ambasciatore veneto. il È certo merito del sig. ch'era pensiero di scana. Fu anche il in quella all' il l' im- ingrandimento della occasione che il Duca annunziò suo proposito di cedere al medesimo suo figliuolo suoi Stati. dì farsi cioè di Ite Toscana. Però reintegra- la porti dello Stato di Siena.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 171: Re rclla del di Portogallo. questa deliberazione di Cosimo. Cosimo aveva fondato grandi speranze su quella donna. secondo il dell'imperatore Ferdi- il governo dei Galluzzi. Infatti peratore non poteva rifiutarsi di cooperare sua famiglia. fu risol- matrimonio tra nando. titolo. dovette anche del Papa Pio IV. che per cui concludere si Roma recò a per pratiche le uno degli scopi riportano in appendice. levata quando nel 1565 si cominciò a trattare principe Francesco de' Medici e la figliuola il Ma Spagna. nunzio apostolico a lettere Vienna. crede che si Duca il nel 1560 appunto quello fosse di passaggio da Firenze a Toscana. perchè dell'aflfare del sarebbe necessaria volo. nella sua Relazione Cosimo di farsi Re di ToDuca di Savoia è il primo principe della Corte di Savoia. . gli converrà allora essere secondo? Inoltre anche l'Au- il tore stima necessario di osservare a questo punto che intendere il « era ben lungi dagli intenti «concetto infine titolo. si di libertà e di e dalle aspirazioni di Cosimo indipendenza lui accennato un po' troppo di il vero senso moderno». parendogli che dove esso in Italia. Maffei di aver portato luce sopra questo viaggio di Cosimo. pel cui mezzo sperava di ottenere un ampliamento del pertanto di queste trattative sorse l'idea di titolo. torizzati al sarebbe Galluzzi zelo religioso. Per raggiungere tale intento molto Cosimo. a dedurre che significato il quando II. Parve questo a Cosimo un momento opportuno. Andrea Boldù. Neiroccasione e dei zione delle fortezze confidare nell'aiuto cooperazione e sopra una l'Autore. basandosi specialmente « Relazione » dell'Ambasciator Fedeli al Senato veneto sopra certe e molto importanti del Cardinale Dolfin. Ora. che secondo il speciale dell'opposizione del suo consenso. au- noi centro della del cui l'idea Duca il si ispi- straniera? soggezione dalla per solo fatto determinato meglio o non sarebbe piuttosto vero. una più minuziosa ricerca nelle carte del tempo.

VXDUC. doveva necessariamente cambiare d'aspetto. e il stesso Difatti volentieri tempo però doveva cercare che il di- non perchè rinun- ziava a questa idea se doveva portare con sé complicazioni. che intanto era già guadagnato si ministri. Con ripiego tal orec- . lo liberasse e dall'altra fu ardito un nuovo Cosimo doveva subito levare ogni sospetto all'impe- tranello. finissima critica invertire ambasciatore Fedeli stesso lo aveva considerato possibile l'allontanamento il nostro Autore dimostra pure che si deve racconto del Galluzzi a proposito delle pratiche corse il Papa e il Duca per trasformare Ducato il di Firenze Ar- in ciducato di Toscana. di lui. che Francesco la cosa non era uomo da destare timori. allontanandosi dal governo.30 il Duca non poter di pontefice ammettere che. MafiFei il credere che a questa renuiizia non sia stato estraneo l'affare del Perchè. Tutt'al più poteva il titolo di adottasse ([uello di Arciduca offendeva le Granduca. Allora col consiglio del Card. che non si aspettava certo quest'imbarazzo continuare temeva i i che da un lato desiderava di e Duca suoi buoni rapporti col piati del Duca di Ferrara ricorse al solito espediente di e il e col una risposta ambigua <iuale lasciando le cose sospese. E se ne col suo oro l'imperatore Massimiliano possono vedere e suoi i prove negli interessanti docu- le menti riportati nell'appendice. Dolfin ratore Papa. personale. oltre a dimostrare l'insussistenza delle accuse che gli eran mosse.V I Ma di governo. disgusto di Ferdinando Papa prendesse Ma la cosa su di sé e ne facesse questione. offerte del il scrivendogli la lettera riferita dal Galluzzi. se chie aufitriaclie. insistendo sul fatto del sunto ver. Massimiliano. nello II. e artificiosa. mento opportuno. fu dar maggiore dignità a Francesco pò* di riposo 175 E IL TITOLO DI OK. L'ipotesi poi che la renunzia sia in relazione colle mire di un aumento di titolo acquista maggior che già nel fiducia sapendosi 1560 blica scena per Con tra il di Cosimo dalla pub- un identico scopo. inquantochè l'iniziativa delle stesse pratiche non sarebbe già venuta da Pio IV. solo per deferenza verso rispondesse ad un suo intimo desiderio. per cosi dire. ma da Cosimo. quando Cosimo per tolo ridea. COSIMO che empi di meravif>iia tutta dopo 28 anni motivata dal desiderio l'Italia. ti- «luel- mala la Ora. Quando adunque parve giunto il mo- Duca si dispose a riferire all'imperatore le Papa circa 1' aumento del titolo e delle sue prerogative.MAFFEI. ebbe agio di tastare il disposizione che v'era contro di prima volta mise fuori la vedere tutta terreno e di lui. Cioè rispondendogli che quanto a sé aveva preso a cuore segno del Papa. di procurare a se stesso un di e insiste nel sig. la da qualunque respon- sabilità. si egli venir meno all'impegno asil medesimo Firenze.

seguita a dire l'aut. Regis CathoUci super civitate et statu Senarum. detto transito ed ascensione. Bi- disegno stesso: il calcolava snlì'ùitervenlo di Cesare. fatto il il . si sarebbe titolo con tante restrizioni e con adattava in ultimo? Non avrebbe tante limitazioni di dominio.. Maffei la clausola a cui il nomina Salvis tamen jurihiis S. cioè Lituania. imperii e S. io predico.. un tempo innanzi due cose sì essenziale. come dovuto cercar piuttosto emanciparsi da quelle odiose condizioni. siccome finora non solo è fatato aborrito il nome della dignità.. riunite sotto di sé le re- Con tutto Slesia pubbliche ciò.. e dì Firenze. scor- gendolo affatto innocuo. Moscovia.. ma il nome del principato quanto il di . sulla quale vantava de' sognava perciò ridurre le il piano stesso di tali garanzie nell'interesse de' terzi.. Dolfìn. che Elia avrà presto ogni grado Ma cumento mato a qualunque deduzione si e so di non ingannarmi. Quell'astuto ec- insinuava clesiastico Re a Cosimo che non era tanto l'imperatore. la più. Spagna che bisognava temere. cioè voler passare da Firenze a odiose ad non bisognava mettere ma tentare una sola. che l'imperatore. dignità che vorrà avere. ed era infine naturale che Cosimo. non ficoltà. Toscana. spiegherebbe per sig. Però stando le cose in questo modo. trovano la loro risposta nella lettera sopraccitata del Card. e siccome non avrebbe certo inteso volentieri quel in Italia e minime proporzioni alle diritti. imperii ad quaecumque alia loca aut civitates in provincia Tnsi volle sottoposta la item salvis juribus regis Hispaniorum in Portu Hercule siciae sitaSy item salva liberiate reipublicae Lucensis. cioè passare ed ascendere da Firenze a Toscana. salrisgue tan- et Orhetello. anche a scapito di di si qualche tìtolo più o meno. cercando piuttosto . circondare si dif- ad ogni spo- fosse contrario trapasso da Firenze a Toscana. senz'altro Così soltanto si lo accettasse. e seguita a dire l'Autore.. come a dire re ed arciduca. Maffei tanto agognato? Posta così la questione.. e che si possa trarre da questo do- potrà sempre obiettare che se Cosimo fosse stato ani- in quest'affare dallo spirito che l'Autore contentato di ottenere il nuovo suppone. Ben stamento politico dicesse Granduca.. Pisa si Siena. eludevano ({uelli di gelosie degli Arci- duchi.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 176 creando della Toscnna un Granducato come infatti. titolo Cosimo non bizione il che consisteva dunque e in però. dem unicuique suis legitimis juribus et immunitatibus... Arrivato a questo punto confessa anche spontanea sto domanda: la si il che viene valore dì quetentativi di i risolvono piuttosto in una vuota e spagnolesca am- domande Tali ? sig. si erano ancor vinte tutte si sapeva come Filippo si le II. saìvis etiam jurihvs S.

dell'ambiente cardinalizio. Infatti due principi non furono da allora le relazioni una serie conti- d'attenzioni. senza che trascinava per si si definitiva per l'uno o l'altro dei contendenti. non dando alcuna importanza alla parte avuta da Cosimo nella preparazione di questo affare. suo disegno. gratitudine per uomo austero onde la al il Card. bisognò che questi scandagliasse dapprima l'animo del nuovo Pon- tefice. che su quello di Cesare Per la qual cosa chiamò subito da Vienna lippo. come meglio si poteva la nuova elezione secondo i Riuscì eletto Michele Ghisleri. coir aiuto del Papa.. nota l'autore. scrive avere il Duca accettato lietamente e di buon animo il nuovo titolo offertogli dal Papa. Pio V. Cosimo 1' aveva omai inteso che per raggiungere il suo scopo doveva più con- tare sull'appoggio del Papa. Su questo punto il nostro autore ha trovato de'doAkch. che per la seconda volta fu messo in il esperienza di due volte non era stata inutile. guidasse suoi desideri. Stor. morte improvvisa del Papa fu una vera rovina per Si sa che la Cosimo per e Ma disparte. sua ambizione personale la I dimostra anche più chiara si nella soluzione di questo episodio. Onofrio Camajani. Anche questa volta pertanto l'autore invertirebbe. 5. il racconto del Galluzzi. che. da vecchio conoscitore. i venisse ad una sentenza Roma incominciò collo svelargli il la carica di Pre- progetto del Car- dinale Dolfin.* . It. di proteste di servitù e d'obbedienza. — XXXIX. perchè fosse riferito e proposto al nuovo Pontefice. vassallo Casa Medici. che spinse Cosimo a dare il Carnesecchi in mano all'Inquisizione non sta già nel fervore religioso o nel convincimento della sua eresia: il tradimento di Cosimo fu determinato da cause estra- nee alla religione: fu un atto dei più meditati che mirò a gettar basi di quella alleanza col Papa di cui Cosimo già aveva le stabilito qual ricompensa doveva chiedere.Serie.MAFFEI. che tende- i nua vano a fondere insieme in poi che gl'interessi Medicei e quelli della S. che. prese il negligente per le e religioso. « sua scelta non fu di certo la nome di cose del più gradita a Cosimo . La vera ragione infatti. Era mondo e » . e protetto di E si tribu- Il Duca sperò finirla siccome Monsig. VI . e non a torto. Sede. com'era. copriva allora a sidente de' Brevi. Da nali di molti anni la Roma e di lite di precedenza Vienna. Alessan- suo predecessore. fra cercando di guadagnarselo a poco a poco. Una prova di questa politica l'autore la trova nel modo con cui il Duca trattò Pietro Carnesecchi. COSIMO I 177 E IL TITOLO DI C4RANDUCA sostanza che l'apparenza e non questa a danno dell'altra? la La vecchia volpe sarebbe stata in questo easo inferiore alla sua fama Del resto. detto comunemente drino. il o di Re Fi- Concini perchè.

. I. fu portata a Firenze dal nipote stesso del lo impe- sua auper politica. che in parte rettificano e in Ma tori completano questo racconto. parte del Duca. Maffei fa qui rilevare e far rispettare la come fosse savia di fatto. dice che le sue ricerche nel- l'Archivio di Stato di Firenze non gli dettero diritto Ma aspettava. potrebbero rintracciare negli altri archivi schiarissero meglio tale argomento. si trova dice vaticano. l'aver condotto la cosa a complicazioni di tal genere. Dolfin. la Bolla. mostra di accordarsi nella so- stanza col concetto del Maffei. Gioruetti. Ili. che creava Pontefice. Carcereri. e documenti che stanno in quel i ancora inesplorata in un corapporti di altri agenti. come vennero pericoli che da una tale provocazione. fu estratta tutta la parte che si in generale si come pure occupavano vi si dalla quale riferiva alle trattative della dieta e agli altri affari dell'impero. Luigi fase. Non deduzione rispetto ma non diremo pur procedere di Cosimo quando veramente avesse avuto il nobile pensiero per cui meriterebbe la nostra lode. Senza di- lungarci di troppo nel raccontare tutti nuovo Granduca. Per citare un esempio. Però noi termineremo questi cenni incoraggiando l'egregio autore a riprendere nuovamente in mano il suo lavoro. Firenze. per ringraziare dissuadesse da quest'atto. Il voi. ricorderemo come si come dipoi Cosimo. zione. parte anch'egli dice infine che. si meraviglia i buon resultati che a questa mancanza di notizie non deve far voluta a bella posta perchè. incorona- confermava pubblicamente l'operato del Papa. neghiamo che al semplice fatto del saggio il ha ragione l'autore far questa di conseguimento del titolo. fu stimato più opportuno definirla a viva voce. mostran- lo Ma Cosimo pensando che insistè l' gnava ancora più strettamente a mantenere sig. si italiani. tempo della lite di ciie precedenza. ricorda che nel volume secondo dei NunUaturberichte aus Deutschìand legge che la copiosa corrispondenza del Card. e minuti particolari con cui i condusse quest'affare. e l'aver fuso cosi la sua causa con quella del Pontefice. torità. ricercando ne' carteggi degli ambascia- od agenti segreti dei vari principi biblioteche di Roma. mentre Il Roma potevano venire. trattandosi di cosa assai e fu delicata. parlando appunto di questo libro nel (ìeWAteneo veneto. A. di cui ha ben dato prova. e porta anche dei nuovi documenti. di risolvere quei dubbi che ancora ci rimangono.RASSEGNA BIBIJOGRAFICA 178 cuinenti assai importanti: nonostante. cercando con l'acume. prof. col pretesto di recarsi a questo atto di dogli le noje e i il Papa il Papa. volle da lui ricevere la corona grandu- il nonostante che cale.

nella La Dichiarazione Bivolmione francese. contratto sociale. e sorta in opposizione con il contratto. né può avere. che anche nella società civile riescano a tutelare le prerogative giuridi- che dello stato naturale. il secondo è. deduce dalla sua esistenza. del cittadino .DEL VECCHIO. umana . osservare per se stesso saggio dello stesso. e ciò in la punto di vista filosofico. Principal- mente neir opera del Grozio il contratto sociale è presentato come un atto empirico. Ge- . la legittimità del governo (1) Si ricordi. Questo lavoro — che attesta nel suo Autore una bella e geniale t'ontinuità nella ricerca scientifica (1) il — ha per oggetto di chiarire senso proprio della dottrina del Contrai social del Rousseau. da ricercarsi la originaria e in dover essere. l'idea secondo la quale può e deve avvenire la coordinazione civile dei diritti naturali degli individui nel pensiero del Rousseau. da un 4ul essa debba ricongiungersi luzione francese . fondamentale natura dell'essere. che ha la sua base in una qualsiasi opportunità del momento. aSV 179 Zaniclielli. che i sudditi hanno obbligo vale a dire. con r intendimento di mostrare.sociale. in que- valore e deve essere rispettato solo perchè ed in quanto rientra nella categoria generica dei contratti. propria dei precedenti scrittori politici. perchè questo ne- gherebbe ogni libertà individuale nello Stato. per determinare e poiché. non nella natura propria dell'uomo. tratto sociale. che nella sua opera propose di adempiere una analisi deontologica cietà lui. — Bologna^ ìa teoria del contratto . fra gli altri. come diritti nella Rivo- Dichiarazione dei contraddizione con la tesi del Jellinek. Cosi inteso. 1906. prima di tutto. delV uomo e il di si. 1908. SU LA TEORIA DEL CONTRATTO SOCIALE fìiouGio Del Vecchio. così fece a rintracciare la storia degli ordinamenti sociali. Ora. il La concezione ideologica è. va dunque intanto nettamente distinta dalla concezione realistica di esso. professata dal Rousseau. È da si avvertire. il contratto sociale non ha. alcuna funzione valuta- tiva rispetto alle costituzioni vigenti: ogni governo è frutto di un contratto. il con- ad ogni altro contratto particolare. assimilato sta dottrina ha Inoltre. che ritiene la Dichiarazione derivata esclusivamente dai bilh of rights americani. •dei diritti nova. del contratto sociale. si Rousseau il rapporto alla so- I quali gli apparvero come l'antitesi del primitivo stato di libertà e d'uguaglianza goduto dagli uomini: di guisa che problema della politica il attuale veniva naturalmente a consistere nelT istituire tali ordini.

essendo generale questa alienazione. Nel concetto del Rousseau lo Stato deve invece supporsi aver avuto origine da contratto. Locke più specialmente per il una creazione della volontà degli individui a gadeterminate prerogative individuali. il » Del o un canone costruttivo ne- diritti dell'individuo. s'unissant à tous n'obéisse pourtant qu'à lui« méme qu'auparavant et reste aussi libre idealmente i propri diritti allo Stato. dall'ordine di obbiezioni storiche. che gliendo qualche elemento razionale e speculativo nella elaborazione come del principio contrattuale. esso è però già concepito i prodotto di una esigenza della ragione rivolta ad assicu- il Ma rare l'ordine e la sicurezza dello Stato. per quanto contratto sia ancora adibito qual formola generica a con- il sacrare la legittimità di tutti come governi. goli e con ciò viene il ». giuridi- può muoversi al pensiero del Grozio e che il Del Vecchio fa oggetto di una efficace e valida discussione. Si vede pertanto che il sistema del contratto sociale ha. debbano formalmente pur essendo in- essere conferiti a lui dallo Stato. « par laquelle chacun. è superato in questa concezione: bene l'Autore (pp. a dire. «L'aliénation « totale de chaque associò avec tous ses droits à tonte la è. onde s'inferisce l'ob- lo Stato è ranzia di bligazione perpetua dei governanti di rispettare queste prerogative. secondo Vecchio (p. i communauté con espressione sempre esatta fittizio. contratto il si determinerebbe fra niti di diritti naturali. e fissi per natura cose: di « è l'interferenza ideale dei diritti connaturati degl'individui». a soluzione del Vale lo Stato e gli individui. contra- . « non è più un fatto. nel sistema del Rousseau. for- problema politico fondamen- tale consistente in questi termini: « trouver une forme d'association. obbedisce in ultima istanza soltanto a sé stesso. illustra assai 85-98). né dipende dal placito «o « dall'arbitrio di alcuno. Così nel sistema contrattualista dispotico dell' Hobbes. il è il solo mezzo per pro- riconoscimento del diritto naturale di libertà e d'ugua- il punto 11 empirico di vista come contratto sociale. mento ma è per sé stesso il necessario risulta- di termini dati obbiettivamente. 94) — solo cessario per dimostrare — dice un atto come scindibili dalla sua natura. unendosi a tutti in virtù di questo con- tratto ideale. attesta la storia interna di questa dottrina. deve dirsi che già prima del Kousseau altri scrittori eran venuti accoche e razionali. Gli individui alienano quale li riconferma ai sin- ad essere assicurata una libertà uguale per tutti : nel raggiungimento del quale intento sta la ragione suprema dell'or- dinamento politico. Ciascuno. il Rousseau. da che e in quanto egli ne fa parte. perchè questo muovere glianza.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 180 presciiideiulo Ora. in quanto ogni atto d'impero dello Stato si risolve in una estrinsecazione della volontà stessa di coloro che vi devono sottostare: come per l' e resta così libero innanzi.

oltre siero e di forma che al lavoro del prof. pure essa. per vero. dalle quali l'indagine scientifica. Se pertanto hanno per intento termini dello Stato i di con- il comporre ob- essenziali degli diritti vede già da queste correnti dottrinali balzare nitida- moderna dello Stato giuridico o costituzionale. dell'autorità dello Stato i degli essenziali diritti zione politica. 101-2) riconoscimento giuridico della persona- Non già che nella dottrina del Rousseau — un atto. non a negazione. non solo <nntesignano della concezione giuridica nella vita dello Stato. Piace veder ripreso l'esame di dot- trine. in questi ultimi tempi. lo gli ammirevoli pregi di pen- adornano. la quale pone. Lo Stato i<intesi dei diritti del individui si gruppo.. La Di- . Il e la connessione coi movimento speculativo.DEL VECCHIO. mente gli l' si idea è detto i organizza- quanto in è che « gli uomini nascono nella conservazione di questi ». con la Dichiarazione dei diritti il intento in comune: lità dei singoli nello Stato. Orbene. in cui organi dello Stato nell'esercizio delle loro funzioni sono sottoposti ad un complesso dì norme imperative. con valido iml)ulso. 70-76. (1) moderno (1). per nuovo sopra di ^ieguenza di medesimo processo il in quale i al suggestiva contrario. delle quali i cittadini. mentre una critica poderosa e illuminata può lumeggiarne limpidamente l'intimo senso più moderni indirizzi. la tesi che designa nel contemperamento delle esigenze indivi- duali con quelle della società il fine specifico del diritto Modena. Del Vecchio. quali esso è chiamato a riconoscere non a creare. dal quale irraggino individui. di scrive con convergano idealmente poi il fondamentali degli individui sian messi in contraddizione con l'autorità dello Stato: senza: Jellinek. che acquistano. a ga- ranzia dei propri diritti. ma. che ha il proprio riassunto nella Dichiarazione dei diritti. stessi gli frase qualità giuridica di la ciò. questo dalla Dichiarazione. SU LA TEORIA DEL CONTRATTO SOCIALE riamente a quanto pensa ^i[uesto diritti — suppone si (pp. a torto «rasi in parte allontanata. vedi le belle considerazioni già esposte del cìiiaraìioue dei diritti cit. Nella Dichiarazione « preesistenti e afferma ». a fondamento. esaminato adeguatamente. possono esigere l'osservanza. Queste stesse conclusioni. i e restano liberi e uguali in diritti iliritti è « il tratto sociale e la Dichiarazione biettivamente entro individui. Benvenuto Donati. 181 è previsto per con- cittadini. questa costituiscono. mostrasi. pp. conferiscono speciale importanza Del Vecchio. il diritti originari di tutti i l'es- Del Vecchio singoli i un centro comune. potrebbe anche corroborare. Contro r interpretazione esclusivamente individualista della Dichia- razione. e ogni associazione politica fine di alla come persona.

ora lui vi- contribuendo a . pace di Vestfalia. Die und poìitisclie Monsignor Josef Garampi kirchliche in Deiitscldand. La Curia papa aveva già segretamente mandate nel 1758 ai nunzi di Parigi e di Vienna. e ritardava poi il egli ritorno. 1905. mentre prendeva maggiore consistenza la fiducia nella conclusione della pace per la morte della zarina Elisabetta e per la Ma in ogni luogo svolgeva mutazione del ministero in Inghilterra. e dalla il Romana aveva quel convegno. si accompa- tratteneva colà viaggiando nella s'allontanava l'idea del congresso. in Francia. che già in altri lavori aveva illustrato la vita del dotta investigatore degli Archivi Vaticani e dell'abile diplomatico. ora conversando coi dotti dei paesi da sitati. Tdtigl-cit des — 1761-1763. Svizzera. te- stesso scrisse le istruzioni nendo presenti quelle che ammettesse un non avendo ottenuta favorevole Garampi. per la sua missione. religiosi e partecipare politici a avuto più nunzi messi pontifici erano stati esposti a grandi pace di Nimega in poi ma ufficiali. non venissero interpretati difficile la in lui. secondo male. andata scemando. tratta in questo suo studio della missione affidata nel 1761-63. per giustificare potevano uscire congresso e dal esitò a chiedere che si suo delegato a quell'assemblea ufficio papato non aveva il soltanto ministri senza carattere. mentre per la visita a Salem. al pontificato di Clemente XIII.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 182 Ignaz Philipp Dengel. nel Belgio. momento grave era così il papa non risposta. che il troppi interessi Germania per non tentare ogni mezzo di ma da tempo la sua influenza era in i umiliazioni. Loeseher. egli la sua attività. perchè era il deliberati i della fondamento d'ogni modo da rendere ancora più condizione della Chiesa cattolica in Germania. ma. Tut- deliberazioni di tanta importanza per Germania. nelle quali erano espresse le idee di Clemente e le sue intenzioni. di pp. xi-196. e congresso pareva deciso. gnato dall'abate Callisto Marini. il un agente privato di il una e scelse a visita al questo Monastero suo invio. ora raccogliendo o copiando documenti. decise di inviare colà di il Il Garampi condizioni dei cattolici in le e. tavia dopo molte tergiversazioni. Eoin. nell'Olanda. affidandogli l'incarico Salem. nella quale. il le potenze per la riunione di un congresso che dovesse preparare la conclusione della pace benché con molti ostacoli e. In 12". durante Era sorta allora Garampi Germania in speranza che la Guerra dei Sett'anni volgesse la diplomatiche erano corse tra trattative al fine.. Nell'agosto del 1761 il Garampi parti per la Germania. L'A.

vincere le Ardua dunque sentimento di e il la missione affidata al Garampi e tale da non avesse avuto. con ottimi frutti per la Chiesa. nemico di di questioni di giurisdizione. e maggiore esca aveva gettato sul fuoco un decreto della Nunziatura di Lucerna. dal quale. per dipendeva. Giovanni Baviera. II principe splendido. che aveva Salem in particolar protezione Cosi reclami. congresso avrebbe eccitato nuove ed inefficaci proteste del 11 papa. di lui era mossa si intriganti e di impiegati lesi nei loro una coalizione interessi. il Garampi tornò renza senza avere espletata l'opera sua. cardinale di Rodt. perchè in Italia. che aveva annullata la sospensione dell'abate e iniziata una nuova inchiesta. Sta- il papa trovò foUerabile^ perchè poteva temersene interessi. dei monaci più direttamente interessati . condotta con molta minu- modi molto strani da due abati tedeschi criteri e visitatori Una era le e a quelli cose temporali. anche una grande equanimità e la pazienza forze di chi tatto necessari per vincere gli intrighi e condurre in salvo la . abazia potentissima era preposto già dal 1746 Anselmo quella Schwab. appunto per questo. era terminata Anselmo dal suo dell'Impero. cardinale vescovo di Liegi. G. lui inchiesta. B. l'abazia direttamente seguita una serie da parte della Corte di di proteste. lo stato delle coscienze. geloso della sua dignità. e dal vescovo Costanza. peggio per di il suoi i 183 condotta del la Teodoro. secondo l'A. oltre a un vivo giustizia. Bassi. in realtà. le quali avrebbero avuto per conseguenza soltanto consolidamento della Unione evangelica le il Garampi ebbe modo azione politica Curia romana e religiosa in di condizioni della Germania. di monaci secondati in parte dagli altri monaci. dell'Abate di Citeaux.DEXGEL. Questa condanna aveva scompiglio. della Curia di Roma. in il appa- congresso non si era raccolto. di appelli. perchè parve lesiva ai diritti della Chiesa romana. di difese per generale dei Cistercensi. ziosità ma inviati come con colla sospensione di portato un grande dal ufficio. La seconda parte larmente visita la dello studio del Dengel Garampi del al più partico- riflette Monastero di A Salem. MONSIGNOR GARAMPI IN CtERMANIA come quella riguardante risolvere delicate questioni. come lui. di Vienna. lo spirito delle corti. del Cardinale di Costanza. conoscere più intimamente e la animo sereno Germania ed e sicuro della sua detìcenza e la fallacia esserle di guida nella sua condotta ulteriore. di Anselmo.. e potè con dimostrare alla maggiore il quindi avrebbero inacerbito Invece la lotta tra cattolici e protestanti. o la causa contro che bilitasi la pace. dei visita- tori. malcontenti della eccessiva severità dell'abate. rigido con sé e coi suoi Contro dipendenti. zio dell'Elettore di canonico d'Augusta.

Hachette. Napoli. per quanto abituata alla cri- ha trovato la forza di reagire. e L'interessante lavoro termina con un elenco delle fonti vaticane per la storia dei congressi per la pace. dalla pace di di Aquisgrana (1748): con XIII del 20 marzo 1763 . nostra. Ep- però fra una lusinghiera apologia che tradisce una evidente inesattezza. G. 1906. e imponenza. benché meno vivì^ce. Lemmi. La — Paris. LucHAiRE. Questo libro presenta caratteri affatto diversi da quelli comuni alla quasi totalità delle odierne pubblicazioni sul Risorgimento. del quale ora l'altro. 1' anima tica demolitrice oggi trionfante. un elogio. A questa corrente iconoclasta. J. cosicché noi abbiam visto aftermarsi la tendenza ad esaltare a scoprire le colpe e i le benemerenze dell'antico regime. e generosità. che studia l'evoluzione intel- lettuale dell'Italia dal 1815 al 1830. anche nei figli . ci Risorgimento Le Origini occuperemo quanto prima. e una dolorosa verità che repugna al fondo più antico e più caro del nostro patrimonio intellettuale. E il loro entusiasmo ebbe tanta purezza. delle gesta immortali del popolo italiano. Slesia una con una nota delle spese fatte dal Garampi per e il suo viaggio. Tale glorificazione sistematica produsse na- turalmente una reazione in senso opposto. scritto da uno straniero. è Luchaire. e si son dati a una indefessa indagine degli avanzi .RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 184 causa della verità attraverso tanti tra loro. Papaleoni. pei quali ogni storia dì tentativo liberale divenne perciò un'apologia. molti han preferito di cercare la verità. da trasfondersi. ogni biografia dì patriotta. spesso animata da puro spirito di contraddizione e da smania di novità. si è arricchita di due lavori dei Itisor()ime)ito Italiano di F. Gli uomini che cooperarono tati dall'eroica al nostro animazione dei tromba poteva tentare di erano rimasti cosi esal- riscatto dì della lotta. discorriamo. difetti del patriottismo e dei patriotti. L'A. J. Essai sur Vévohitio'n inteUectuelìe de V Italie de 1815 à 1830. tramandare ai che per essi solo l'epica posteri memoria la della guerra santa della patria. espone con molti rampi che finirono con sua carica e cosi svariati interessi in conflitto particolari i procedimenti del Ga- la reintegrazione definitiva dell' abate nella con una generale pacificazione. storia del nostro notevoli: di uno. dall'agosto 1761 al giugno 1762. lettera dì Nimega a quella Maria Teresa a Clemente questo all'Imperatrice del 20 e un'altra di riguardanti la pace di Hubertsburg e la perdita della aprile 1763.

e una più serena concezione delle vicende e dei principi che agitarono quei primi fortunosi anni del secolo Nell'introduzione nimenti dal 179H il Luchaire discorre dell' elììcacia che occorre rilevare. poiché per compiere Il anche con mediocre successo un lavoro altra somma di attitudini e di un'ottima stampa documenti di dentemente ha dato inediti. suo studio al questo genere.[RE. (li razioni aveva già esaminato altri in siffatta ricerca analitica. di fronte a tale politica: (1) eppure non sarebbe proprio questo >Sono queste le conclusioni di uno scritto intorno allo svolgimento degli studi sulla storia del nostro Risorgimento. sono poche pagine sobrie e schematiche. iterici pur : di E la presto sono cominciate anche qui metter fuori documenti inediti. si e ritenuto Ai lavori sintetici — se egli dichiara (1). della po- lizia e del clero. si esage- le è pubblicato anclie prospettiva storica e perdere la veduta dell' insieme qui 185 l'evoluzione INTELLETTUALE DELL'ITALIA dell'Italia contemporanea. perchè spesso e lo che gli avve- 1814 esercitarono sullo spirito pubblico in To- al scana. confessiamolo. « Io non ho voluto dare non indicazioni Ho sulle origini intellettuali tentato di far conoscere il fondo co- mune del pensiero di questa nazione. lo spirito pubblico in un dato momento ho presentato degli individui esclusivamente a titolo di : esempio ». addormentare L'opera soporifera del governo. Assai più in breve l'atteggiamento delle varie classi e dei diversi è esposto centri. in corso . primo capitolo tratta delle condizioni della vita intellettuale Il dopo la restaurazione. vivacità XIX. il signor Luchaire. che cercava gli spiriti col triplice narcotico della censura. è ardito. tendenze di stampa. è messa in luce con lodevole chiarezza. di ci vuole ben conoscenze che non per apparecchiare il Ma il Luchaire titolo di saggio — — che si è pru- accinto all'opera con una preparazione vasta e abbastanza completa: pochi libri sul nostro Risorgimento rivelano una maggiore conoscenza dei vari indirizzi del movimento intellettuale europeo nei primi decenni dell'ottocento. e figure volume della Storia del nostro Risorgimento. proposito. quel materiale che stampa. richiama opportunamente con l'esempio dì ci questa bella pubblicazione — indegno dì da smarrire è insistito così. le ma sufficienti: pregio pubblicazioni francesi sotto la splendore della forma nascondono incertezza e incom- piutezza di pensiero. Ma quell'età. che fa parte del Epimdl.

la 52 sogg. come atferma il il spontaneamente. per correre ad un ignoto avvenire.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 180 il passo più interessante per ehi volesse conoscere le condizioni della vita intellettuale? 11 secondo capitolo è dedicato alle tendenze e alle opere che agi- rono più efficacemente sullo spirito pubblico. Eppoi quegli anni zione cordiale per giovinezza gli agi di varietà la : ma sempre onde non discontinuità di sentimenti in e pubblico. Clerici. Certo in casa Braschi. ed anche in questo argomento il e sulla romantico- Luchaire ha tenuto d'occhio più la manifestazione esteriore dei sentimenti. pj). Invece nell' opera del Monti e' è innegabilmente qualcosa di più e di meglio. come dimostra. che rali ri- di sacrificare ai sentimenti liberali vecchio avesse mantenuta la sua fierezza A poeta non fa se non asserire lecito commissione. Suir « Alfierismo » prevalenza però (1) di si alternano pagine mediocri e ottime. 1908. chè assai meglio del Luchaire. riescono forse i>ine delle menti del '700 le meno pregevoli queste pa- di tutta l'opera. versi il Indole timida. Clerici nel suo bel lavoro aveva bisogno di sentirsi carezzato dal favore dei potenti. e meno che mai di tutta la produzione di un autore. lì Conciliatore. Conciliatore il il). machia. Nistri.). sul esterni. incapace di reagire agli impulsi è Monti ebbe l'energia il che egìi Luchaire abbia scritta (p. vacui cesellatori di versi e di periodi (p. seguono altre assai pregevoli sul- r efficacia già declinante del filosofismo francese. Nell'attività Luchaire scorge una generale inanità il e debo- lezza: idea poco esatta. ne il vero scritti dei magistero della forma basterebbe da solo ad assicurare la vitalità di un'opera d'arte. e è nello spirito fletterla nell'opera sua. 64 segg. Così da Conciliatore contro le di lusinghe dell'Austria fronte agli amici del ! queste pagine difettose. poeta romagnolo non è se non il il proto- tipo dei letterati di professione. Il Luchaire non intende E. con quest' ultime. che da più decenni è stata ripudiata dalle persone colte e dalle scuole. Esso si apre con l'esame ma del patrimonio intellettuale italiano in quell'epoca. al Pel L. con partecipa- le condizioni mo- onde questi traevano alimento. ra- . oziosi ricercatori di parolette. Pisa. può chiamare. tanto è che essa sopravvive gloriosa alla già obliata caterva degli mestieranti delle lettere. Certo l'uomo fu eccessivamente debole. 65). come « sterilizzatrice ». Meno che mai poi l'opera del Monti si Luchaire piace definirla con una sola parola. per- suo spirito potesse con piena tranquillità attendere alla crea- zione artistica.

Cuoco. nel e infine è studiata l'espressione Leopardi. Lkopardi. e ricollegata in modo veramente egregio agli avvenimenti contemporanei. Queste pagine rimarranno certo a lungo un elemento basilare per gli studi sul nostro Risorgimento. sarà sempre per un gran bene». Saggio storico sulla rivoluzione dì Napoli.. (3) P. veramente il inesplicabile la l)ubblico (2). quale aveva fatto una impressione straordinaria. molti parte che ancora troppo recente nel i)rimo quarto del secolo era ricordo delle il ruberie e delle vessazioni dei commissari della repubblica. Inoltre le Campofor- classi più colte erano rimaste disgustate dal trattato di mio. certo assai larga. Delle :]1. censura e registri della un pregio di eccezionale per originalità e per valore intrinseco: l'evoluzione del gusto letterario vi è seguita minuziosamente. e nei dedicato Questo si propositi dei Carbonari. liberalismo. un nostri. p. e se non esauriente.187 del Misogallo . la distru- veneta. . Speranze d'Italia. (2) « Il A « zione di quella vecchia imbecille « l'Italia oligarchia fiorentino. che a Firenze trova due vigorosi campioni nel (1) G. EiJÌstolario. cap. 21 aprile 1820. — ma il Luchaire concorda a lui ignoto — che io volume Episodi.^ione d' essere A gallofoba. compimento della profezia del Segretario 1801. dall'altro lato come educa- zione insurrezionale. Nel IV capitolo viene esaminata l'idea italiana nella sua tra- dizione secolare. come il Leopardi.per opera del gruppo (\e\V Antologìa e dei Georgofili. fine della Il dei opera grande non agi efficacemente sullo Kepubblica cataloghi fra spirito bisogna arrivare al Balbo per sentire affermare che la di Venezia era stata di « capitolo III studia. pochissimo danno» e e leggeva in si osservazioni (3). e a. e figure. che questo prese nel Giordani. V. nel Niccolini 11 capitolo V è alla restaurazione. parlato dei e figura » (1). VII. in luogo degli Austriaci. tacere di Vincenzo occhi agli cui solitario dei il librai. degli elementi costitutivi dello spirito di italianità. tendenze geniale. e di tutta Francesi « come per pretesto conseguente letteratura la hanno. e sono lieto di constatare che pienamente con i risultati di avevo già pubblicato uno studio in estratto dal citato Segue una analisi minuta. al inteso come reazione esprime da un lato come preparazione di un rinnovamento intellettuale. diffama- nome tori del francese: negli Italiani erano tanto educati alla vita l)ubblica da apprezzare come i vantaggi politici della invasione francese superiori ai gravi danni economici da essa prodotti. sulla scorta dei Toscana Cuoco. Brighenti. Balbo. '15 e il quello che stampava si Sono dati '30. morale ed economico. Milano.

e di sola ispirazione. nel quale. in fondo perde molto della sua natura L'ultimo capitolo di pessimismo. contraddizioni e a lui attribuisce. e là si deve ammirare l'abbondanza delle notizie. L'uno però mantengono fiso lo sguardo all'avvenire. il Leopardi. a fianco senza conoscersi Vincenzo Russo al gentile fiore dell'eroismo governo di strettamente formale. L. Con chiude il rilevano nettamente il un'ottima sintesi si porre volume. il lettore l'affer- accentuarsi del carattere pratico. (p. Il Guerrazzi ne e assai è l'espressione vio- lenta e rivoluzionaria: un giornalista lo chiamerebbe un anarchico del sentimento. Il penultimo capitolo tratta un argomento più noto meglio studiato. che spada. infine studia marsi delle correnti più attive. Mazzini il (1) Stupisce in un'opera cosi scu-ia e ponderata vedere posto nella schiera di quei politici che gettano a mare l'eredità del passato. a volte di neocattolicismo.RASSEGNA BIBLIUGRAFICA 188 Lo Niccoliiii e nel Colletta. contro Napoli ebbe scarsa e efficacia. del quale storico napoletano è forse l'unico autore Per intendere bene questo adoprata senza una adeguata preparazione. dà del pessi- mismo l'espressione filosofica. che la colla- il Giordani alla Storia del Reame di del e accanto e abbiezione e l'infamia: sono quadro fattone dal Colletta. senza uscire mai dai mente un italiano avrebbe saputo e chiariti in modo vera- limiti della serenità. Quest'ultima tendenza è rappresentata nella sua astrazione più fine e aristocratica dal Manzoni. L. ed era stato uomo bisogna metterlo nel suo « ambiente proprio in questo che il germoglia 1' mondo tempestoso e L. per comporli in unità organica vari indirizzi. 201). Il VI capitolo studia il moralismo rifiorente fra il che assume l'aspetto a volte di stoicismo. nel quale definitivo. ond' essa si . nell'espressione volgare dal Pellico. dove vivono ». borazione del Niccolini diplomatico. nella teoria dal Rosmini giovane. e laggiù a Napoli. a volte di '15 e il '30. viene ad assommare in se tutti esaminati. logicamente salda. il pessimismo.esteriore. Un uomo l' le avvisaglie del 1830. fin qui i e problema patriottico: Giuseppe Mazzini. misticismo religioso e politico. ad onta delle mende che qua (1). per fare ricominciare la storia dal momento prc^sente. È argomenti molto delicati sono esaminati mente filosofica questo un capitolo denso di idee. discorra a lung'o il la prima della penna aveva scrittore. rileva nel i lazzaroni. difficil- far tacere così completamente le sue passioni. buio quelle Cosi pure bisogna osservare. basandosi sulla ragione. è sdegno del male e aspirazione al bene. e che l'imitazione di Tacito è anch'essa puramente. il loro non e l'altro è dunque scetticismo.

idee il E appunto per questo egli. le stimò incrollabili: onde la sua tanto rimproverata intransigenza. non può assolutamente servire per dare un' idea della evoluzione intellettuale di tutta la penisola. riflessa. 332). politico e morale che costituiva l'ambiente nativo delle opere d'arte. E noto invece —e il recente — volume postumo del Bovio sul Mazzini ha ribadito questo concetto che l'austero Genovese derivò i suoi principi da una lunga assidua meditazione della storia patria. come è naturale in un lavoro di 885 pagine: ma due Anzitutto titolo il 189 ne se pos- lungo sintesi. perchè aifatto diversa era delle varie regioni dopo il '700. © Certo nella Toscana.LUCHAIKE. Quantunque fin dal 1822 VAntologia. generali mi sembrano necessarie. Ora nell'epoca della quale il mente cervello e la il energie pensanti della nazione. in una luce allargando e gli studi le erano più coltivati. non centro intellettuale della penisola prima del si può parlare di un '48. proclami la sua aspirazione a divenire l'anello di unione fra tutti i pensatori italiani. dove dobbiamo contentarci vedere vari centri di cultura che sono in contatto tra loro. riprendendo con onestà d'intenti il proposito della Biblioteca Italiana. movimento rivelano si intellettuale ma non . eccellente per la storia della Toscana. Di un tale le si è ma occupato Luchaire. V ho più volte. e la tradizione letteraria oltremodo vario lo stato economico. . proprio per questa ragione. spesso battono vie diverse. una simile uniformità di condizioni e di tendenze man- cava assolutamente. la giudizio. Astraendo da questa differenza. del serenità eleganza della forma. attribuendo alle sue valore di logiche deduzioni. Un'altra osservazione bisogna fare sull'insieme del lavoro. Qual elogio migliore libro di questo Appunti sobrietà ed la potrebbe fare ad un si genere? sui particolari. ripetuto sono fare parecchi. in cui il si finisce col cadere in quegli errori nostro Autore. Francesi sono abituati a trovare in Parigi I ove affluiscono tutte accentramento non di è traccia in Italia. dove meglio che altrove si possono scorgere caratteri del i lì neanche. perchè questo studio. è incorso nel discorrere del Colletta. i/evoluzione INTELLETTUALE DELLÌTALIA sicurezza la del metodo. che cioè nelle opere dei maggiori autori non sempre esatte per tracciare il si scorgono le linee quadro completo delle condizioni intellettuali sviluppi nel senso da loro concepito (p. diverse tendenze del lavorio delle menti. osservazioni pecca di eccessiva estensione.

- en Italie {1800-1812). allora attivissima. solo. xi). poiché Roma dobbiamo il fare quell'osservazione. 687. Alcan. Driault. e quindi più esatta la rappresentazione dei fatti storici. ad affermazione della sua idea imperiale.lOO di RA^^^SEGXA BlJiLlUtilLVFlCA un popolo. mirabile il ri- corso storico. V elemento soggettivo suole essere più debole. con alta mente filosofica su infinite serie di documenti inediti. opera esclusiva del popolo e degli Itail primo fu unicamente parto e ambizione di un uomo quale se ne servi non a vantaggio dei nostri padri. non sostenibile. esercitò sulla vita del pensiero. di pp. e mentre il nell' indipendente. concetto della nostra unità e ma per costituzione tempi nostri. è sfuggita al fare. ai si 1870. nell'opera dei minori invece e negli altri documenti in genere. pel quale la caduta del potere temporale nel 1808 svolse presso a poco nello stesso ordine che tenne dipoi nel Non più soltanto per tutta r Italia. collo stesso ordine quasi. e nei rapporti di polizia. Questa verità per noi risulta dal poderoso lavoro del prof. le della quali perciò non sempre riescono uno specchio fedele del tempo. a conclusione del sogno portentoso che in se e per se nutrì e pei suoi discendenti. come Per prende nella sentimento pubblico il produzione letteraria dei maggiori L. Roma. in- la vita dell'azione. che per lui hanno sve- . Napoìéon 1906. affatto non l'efficacia l'opera delle sètte. Una prova di ciò L. delle congiure. • Discorrendo in questo medesimo periodico del libro di DELIN sulla Boma di Napoleone. abbiamo già notato Ma- L. ed egli arriva alla asserzione. che ci diede una pa- nifestò a principio del secolo «volgimenti consiste tria grande liani. Nu'Astko. ma ad esclusiva utilità sua propria. quando sono esaminati con criterio. Driault. il mostra di saper L. E. osservando espressione che la differente che costituiscono per noi i lieve che somma stessa la ragione scrittori. documenti più attendibili. con cui si svolse. condotto con vastissima dottrina ed erudizione. delle sollevazioni. il può trarre dalle stesse sue pagine. ln-8«. — Paris. J. Forma vigorosa maestri imprimono grandi I propria personalità sulle loro creazioni. che la for- mazione dello Stato italiano dovuta è alla potenza di un'idea più che a circostanze favorevoli e all'azione delle forze materiali Oli apostoli del materialismo storico ne inorridiranno : e (p. La differenza essenziale dei due essere stato quello. si ma- XIX. questa volta bisogna dar loro ragione. S.

due volte non pensò mai a lui cara. con prigionia del papa. né del futuro. vero anelito la nascita di sua possanza Napoleone s' II. lare dì quello straordinario edifìzio. innovatrice e potente. Tutta quest'opera con la fiamme le mezzo secolo sotto le provocare inconscia- di quale dobbiamo al svolge si e patria nostra. la dunque gradatamente : dapprima. senza preoc- cuparsi né dell' idea nazionale. Prosegue colla conquista della penisola (1805-1808) e la sua costituzione in tanti stati vassalli. Nella nostra contrada. insieme coi suoi ideali. NAI'ULKUNE IX ITALIA lato i che contenevano. poiché in Italia tamente l'opera e il sistenza la sua ambizione di ricostituire la segna- svol«:e si pensiero di lui. se«. latente. colla consolidazione della conquista per mezzo dell'incoronazione di Napoleone ad imperatore e re d'Italia (1802-1805). consegue periale per eccellenza. Napoleone indipen- un'Italia libera ed dente. studia 1' 11>1 evoluzione della della epopea imperiale in Italia. si non ebbe mai in mente checché costituire di si sìa pensato. di ed ebbe per conseguenza la fortuna di at- : fuoco. dove la infrange. l'opera sua. in Italia prende origine e con- <iualunque altro. che tutto abbracci membra. lo della scaraventa contro la i perìcoli che sua vita dopo Russia . egli se non di esercitare mero il diritto della conquista. di ridurre alle sue voglie per dì lasciare quando allora le svegliano di soprassalto e tutta la spietata sua mostruosa sua concezione riducono in fumo. temporale e con la stabilirsi nella città im- Re Roma. l'annessione del Pie- monte (1800-1802) quindi. Dell' Italia pertanto Napoleone ha biso- gno per r esecuzione dell' immane disegno e . di ordinarla respìngerne lontan lontano e la minacciano. di fatica. costituzione della Repubblica cisalpina. di smungerla e formarla ai suoi intenti. Kremlino. Egli procura di assodarla. Tut- fondamenti tavia. eh' egli ha creduto di po- . Napoleone litica di cinque in P^gli libri.reti. Questo desiderio. donde il princìpio delle dif: ficoltà col papato. colla oc- la distruzione del potere 1' intento di colla nascita del e.DRIAILT. né della libertà. appiè di quel tere iiiipinioniente calpestare. che. che in al figlio fiamme . sconvolse dai lo stato della penisola tizzare il ceneri. la politica napoleonica. Checché sia detto e scritto. da lui due volte conquistata. nei e di enormi imponga s' vittorioso ad ogni popolo. Napoleone di pensa a dare una costituzione alla sua conquista. la che crede Mosca lo Italia procura egli base ango- bi sogno accarezza inalzato appunto avere di l' formarne di costituire. Dal 1808-1809 cupazione di Roma. sulle rive inospitali della Moscova. respinga po- che intitola dalle g-randi tappe il un impero più vasto Mediterraneo colle sue Russia nelle steppe ghiacci. covava da circa farne divampare mente quel santo incendio.

che. maximum di rendimento. intelligenti. L'utilizzazione migliore degli iudustriels en Belgigue. contenente studi sociologici redatte critiche. V Istituto di Sociologia degli Institiits Solraif di BruxeUes non poteva limitare l'attività sua alla pura investigazione scientifica. consacrata allo studio imparziale dei fenomeni so- Istituzione ciali.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA 192 E riandando quell'epopea noi. sui risultati raggiunti dall'esigua minoranza dei ricercatori o degli iniziati d'un istituto scientifico. morali. disinteressarsi delle applicazioni pratiche di possa. Études scientifico. fisiche. ma tende anche a render popolare una data soluzione di essi. esposte studiate e la dal Driault. col titolo di Actualités sociales. esse al miglioramento sociale. problemi e coscienti dei grande più gravi del momento. nel quale il rendono solite declamazioni napo- frutto di osservazioni e di studi profondi. memoria e la pre più late di quell'assorbente e terribile vivacità colla quale tutte ne sono fasi le delle cerehia sem- osservando politica. Ispirata però ad economico del un fine e sociale. od anche solo tenere al buio il pubblico delle persone colte. Accanto così alla pubblicazione Notes et Mémoires. mentre riconosciamo che una delle l'opera dell'egregio Autore non è ma leoniche. essendo dominio delle il sociali troppo ricerche umano perchè si percorrendolo. . suo lavoro pregevolissimo e veramente degno d'encomio. Les syndicats Misch et Thron. 1904. Le E. con la collaborazione d'un pure di carattere rigidamente sociales. Bruxelles. Questa soluzione. serie di volumi. fra le tante escogitabili. dal titolo l'Istituto ed specialisti. restiamo compresi di maraviglia.. originali gruppo e di rassegne sante lavoro del De Leener ha pensato una nuova all' altra. di pubblicare. economiche. Casanova. Ernesto cioè quella che assicura all'attività in tutte le sue manifestazioni. tutto lenocinlo della forma. tale serie essenzialmente pratico di progresso non si limita a volgarizzare i problemi momento. iniziatasi nel 1904 coli' interes- sui sindacati industriali nel Belgio (1). intellettuali. De Leener. unito con il i nostri fratelli sono maestri. umana è la il deW Istituto produttivista. avente per oggetto la volgarizzazione delle questioni sociali correnti. il (1) G. neologismo espressivo inventato di /Soao/o^m di Bruxelles. il Torino. per usare dal fondatore stesso Solvay. « Attualità Sociali » delV Istituto di Sociologia di Bruxelles..

cioè colla vittoria del liberismo. Productìvisme et le Comptabilisme. nel corso del 1904 e 1905 dagli editori Misch e Thron di Bruxelles e Lipsia coi titoli: Trincipes (V Or'ientation sociales. Crick.*. 1904. Jo- 190. L. il compendiando quale. Assìirance le mème. sovratutto in di vita cittaclmo sano nella città fecondo per di la grandezza il programma delle Attualità Sociali ». « l' Un Waxweiler nella prefazione alla collezione. dice applicata massima il alla politica ad un graduale elevamento individuo. Le le Nord de vue juridique. faut-il faire de nos industries à domicile?. Entrahiement teyko. par 1905. il di trattati quale si di politica limitava a sostenere la necessità per l'highilterra commerciali protettivi delle sue industrie. par M. tale sarà i pubblicati. le 2^ édition. amare e pra- quanto può avere ticare. cri- addotte in appoggio della propria a vantaggio dei cultori di storia economica e medicai. de la Belgique.5. sociale forma produttivista la di rigenerazione individuale. Le point de vue économique et social. et fatigue au point de vue 1904. ticamente tesi da gli argomenti i principi e le cifre il come in scambio. dalla riforma d^lla tìsica al morale ricuoia in senso più utile alla vita a quella dell'educazione dell' uomo a seconda dell' ambiente in cui vive e dell' opera. dell' antica Farla conoscere. per ora almeno. Wodon. Né a questo programma sono venuti meno volumi di esse. IJ augmentation du reudement de machine liumaine. assistance mutuelles et au ptoint de vue Di questi l'unico. tendenza più che programma dettagliato Balfour. intesa solo per la società tutta e per sana. oltreché sociologico. — XXXIX. cui assistettero libero stessi. Le procès de lihre-échange en Angleterre. tale sarà. Stor. come è facile arguire dai abbia un interesse storico. par militaire. fissa contro titoli che é quello del Crick. Akch. nelle ultime elezioni politiche inglesi. Waxweilee. Quertou. una il lastra fotografica grande dibattito prò l'Inghilterra e le sue colonie all'alba del secolo XX".. It. eh' è chiamato a dare ecco : mira questa propaganda produtti- fine cui il aliena da ogni formula di scuola. 1904. secondo le idee del Crick. Svolto nelle linee generalissime più che nei particolari. Ernest Solvay sur Que Le Gr. point Ansiaux. cliarhon dans De Leener. 1904. 1905. da ogni esclusivismo di vistica. della patria belga. il principio 13 .I 193 LE « ATTUALITÀ SOCIALI » DELL'ISTITUTO DI S0CI0L0C4IA miglioramento della costituzione sforzi individuali e collettivi dal perfezionamento incessante della tecnica. par D. Le point de vue technique. C. par la L. fondamentali ed esaminando liberisti e protezionisti. dibattito terminato. résumé des études de M. J. classe o di partito. come commerciale dal Serie 5.

il rincarimento di vita delle quali in seguito al dazio sui generi alimentari. non avessero esse assorbito locamento nei mercati le merci inglesi non suscettibili di col- stranieri.RASSEGNA BIBLIOGRAFICA. cioè delle masse. volendo. Chamberlain. sul pensare che ^/^ i del frumento portazione estera). Gennako Mondaixi. col sostenere infine e sovratutto gli interessi dei con- sumatori inglesi. 1872 1902. dalla nazione inglese. col mettere in dubbio per molte colonie il preteso vantaggio derivante dal trattamento preferenziale. a fine politico più ancora che economico. Una splendida bibliografia in Inghilterra chiude e l'utilità di il volume del Warnotte sulla questione doganale del Crick. se le colonie. squilibrio proporzionale che sarebbe stato avvertito ben più dolorosamente. il Cham- V esportazione per le quali aumentò nello stesso periodo da 60 a 107 milioni di sterline. . pubblicata nelle Actua- lifés Sociales. col metter quindi in rilievo le lacune esistenti nell'esame fatto dal ciale Chamberlain del movimento commer- 1872-1902 e col periodo inglese nel contestarne l'esattezza d'alcuni dati fondamentali. esonerate colonie inglesi le da quel dazio d'importazione sulle derrate alimentari. consumato avrebbe costituito grano in ispecie (basti nel 1900-1902 erano d'im- un danno economico ed un pericolo sociale ben più grave per la nazione inglese che non una diminuzione relativa dell'esportazione. secondo berlain. Al rispondevano col far notare anzitutto Chamberlain nologici da lui scelti per far risaltare la sua tesi un anno eccezionalmente favorevole al però i liberisti l'artificiosità dei limiti cro(il 1872 infatti fu commercio inglese in seguito alla guerra franco-prussiana). spacciato dagli unionisti come il tocca-sana economico. suo apostolo fervente nel il principio unionista. il quale insieme con un dazio d'importazione del 10 "j^ in media sui manufatti doveva costituire la base del nuovo sistema doganale inglese a ciò dall'esame del movimento commerciale il Chamberlain era spinto : periodo dal nel dell'Inghilterra esportazioni non erano mentre sterline (da 256 a 278). al durante aumentate che d'una ventina le il quale le di milioni dì importazioni dei manufatti dell'estero erano salite da 63 a 149 milioni di sterline. che ad esso innestava il EC. 194 protezionista avea trovato. Pavia. com'è noto. aumentando questa interessante documentazione grande lotta prò e contro il così il pregio riassuntiva della libero scambio. ed il legame politico indissolubile.

. intorno al feretro che dalla casa divenuta storica moveva alle Manche e tacite case (le i morti.nel cliiaro e colle sopra bianco di È l'ora le torri e E inverno la fosca turrita Bologna il soave che su sol neve ride. sì una glorificazione. dinanzi a noi. È Grande nostro dinanzi agii non nelP atteggiamento del vinto e dev' essere questo occhi degli Italiani dalla morte che spense quello sguardo vampeggiante.. il P aure parve di tuo. '1 da' colli toscani l)ennino. presente tutta accomjiagnando la salma di Giosuè Oardi compiere non un rito funebre. il saluto della patria. e Bologna era quale nel canto di Lui con lo spirito.. morituro saluta tempio. rotto più da acclamazioni che da gemiti. Dalla cintola in su tutto COSÌ eroe <^ il vedrai : Dante insegnò come si crea e si contempla un e noi vediamo Farinata ergersi. ducei. forte. ma P Italia.. Fu ora di (j lutto nazionale . sentivano : . E fu un silenzio sacro. divo Petronio. E tutta deve ve. non nei ricordi indiscreti de'suoi tardi infermi giorni non nelle picciole e non sempre j)ie esumate memorie è. : dersi e guardarsi quella semplice e gagliarda figura. e fermò quel nobile cuore. La rande ora che Egli aspettò immutato e imiìerturhato venne per il Poeta il 16 febbraio 1907.Necrologìa GIOSUÈ CARDUCCI. ancora. e dev' essere. ma Bologna. col petto : colla fronte ! .. salire verso precoce il nevoso Ap- primavera.. animoso nella sua maschia persona.

A^II. per la rinnovata coscienza ruppe alla morte di Alessandro Manzoni. altresì. il XII. 440. 128) la data della morte di Giosuè Carducci.NECROLOGIA 196 Ohi tale ripensa e sente Giosuè Carducci non alle lodi facili e vane. registrando nelle pagine rico Italiano (del quale Egli ben si fosse per e di verità : ! à^WArcMvio ricordò nel cenno all'opera degli studiosi che parvero accomiìagnare coronare e in- avvenimenti onde stava per uscir rifatta la gli patria: Opere^ XYI. e tali perano ogni misero giudizio schematico e tale è la vita e l'opera di Lui. Sa. di sciogliere specialmente. artefice di bellezza. la sua alta mente di storico e d'artista: maestro di verità. 40) sen- . vede di nazione — — come il suggello delP immortalità. Sto- un dovere di Italiani e vogliamo. che fato storico {Opere. più che lodare e giudicare. ram- memorare ed esporre: sono lodi i che su- fatti. usasse dai puri letterati del suo dovrà Anzi. Così si : i suoi studi maturava negli anni questo poeta animatore magnifico della storia. quanto Egli operò negli studi della storia. il che non porta se non a ritrovare intera. di studiosi. egli fondò e inquadrò risolutamente nella storia di letteratura e filologia. che n' è annullato subito ogni tentativo . Fu anche designato quale dirsi il maestro della poeta della storia storia. il Diremo misterioso nodo dell'anima sua. quale proanzi maggiore. 18. così. anche per questa parte. il Carducci un verso aspro di suoni' dentali quel primo d' un canto Dio ti di Giovanni Prati salvi dal dì della lode Perciò. più che non tempo si giovanile. e alle sentenze: ma. e adempiendo. IV. come s' addice a questo Periodico. nel corre compianto dell' Italia e del mondo civile.

sino a Eoma ca- e poi ancora. monte de' secoli superbe al scolaro cercò nella Magiiabechiana agli altri poeti antichi e L'amoroso e ciane « « fido il moderni.GIOSUÈ CARDUCCI tiva ispirazione a splendidi carmi di Xapoh'Oììe Eugenio. fu « sempre vigile e idealmente partecipe a tutte . direi quasi. guerra. piena. vide svolgersi dal '48-' 49 al pitale . troviamo vicino all'Ariosto ei Cu Miramar^ La che possono parere l'epigrafe della sua versi. 482. ec). cfr.. p. se non m'inganno. i l^oesia : 197 La conoscenza vita. peraltro. 396. sicura che per tale studio appassionato e non mai intervenne acquistando degli avvenimenti umani presso tutti popoli in tutti i tempi. XII.. : faceva.. memorie carducuna accompagnò per tutta raccoglitore delle attesta: « lo studio della storia fu in lui ci passione che dai primi anni lo « la ira.. 450. nella pienezza degli anni e della gloria. immedesi- coi suoi sentimenti e coi suoi pensieri » (Chia- Kixi.. influsso durevole.. poiché non potè col braccio. (ibid. nella quale rampognava il Botta di giudizi avventati sul medioevo il Botta che ebbe.. nelP atteggiarsi pur delle mature concezioni storiche carducciane. d'umanità e retorica. ed apre l'ali Fra le letture che. Del 1894 {Opere^ X. minuta. Chiarixi E il pp. dino Pone l'ardente Clio su '1 Agile e canta. adolescente e giovane. il Balbo. Memorie. Per la morte E si ricor- il piede cielo. Opere. Col cuore. il primo autore che 4 dicembre 1849 e — — il Muratori.) ci dà notizia di una delle lezioni fatte dal Carducci per ottenere il magistero. io credo la migliore eloquenza e la storia superiore molto all'invenzione e anche più dilettevole della « «li « poesia ». 50 sgg. partecipò alla gesta patriottica che. 325) : è questa confessione del Carducci stesso « verità sia la : « . « i « della « mata sua vasta coltura. e si era. formò il substrato effetto di « rotto. '(30 e di poi.

eccitamento che si G. nei suoi lavori tenacissimi che sì alimentarono la fiamma si rinserrasse. Eabretti. e altrove). minore Toscana. Che il Carducci consentisse meno con le idee che col metodo di studi di quei valentuomini toscani di circa il '()0. Teza.NECROLOGIA 198 le vicende dell'agitata vita dell' Italia moderna Egli ». Onde. XII. opera di — cui parteciparono spiriti più fraterni al Carducci. anzi fiorentina. a Niccolò Tommaseo e massime con questo Archivio Storico Italiano. di Cesare Guasti. B» lo stesso serietà degli studi filologici e storici. e nella fida . quali non solo A. della sua arte. di C. e sì sandro D'Ancona. lari. Ales- altri ingegno di scolari. ma continuavano tradizionalmente e miglioravano di si tanto in Toscana. Comparetti. Milanesi. D. o diversamente. soprattutto. almeno. fu scuola. e e ebbero subito maestri insigni nei loro si studi. che Carducci. pensiero della pnr sedel della vita e guendone il progresso e cogliendone i frutti. della cultura nazionale : benemeritarono giovi ricordare. Xiccolini. si La Vannucci e A. E. i nomi del Bonaini. e G. ne' tempi vanto il di in- studio della lo davvero avventu- rati nei quali all' instaurazione della cultura storica filologica provvedevano con non minore ardore P. conseguita la laurea a Pisa. di o ad volenterosi e valorosi quali Adolfo Bartoli. del Tabarrini. dal Carducci estimatissimo (Opere. più o men giovani che essi fossero. si temprò pure non ascesero demie la l' e Ali- altri in altre discipline: queir otìicina toscana. non spensero. del Capei. torbido e solo. la corrente ritornò a Firenze. quando si formò nella tradizione ghibellina. al sì volse ben presto alle indagini letterarie. che divisero poi con staurare cattedra dalla lui universitaria storia delle lettere nostre. rimase e come tenuto fu disparte in nelP opera rigogliosa rinnovamento storico che si compiva intorno al Vieusseux. buoni belli e non pochi In altri che cattedra universitaria o nelle Acca- e negli Archivi. a Gino Capponi.

non fu ingrato : Firenze aveva trovato Gaspero Barbèra. i si intende com'egli trovasse. e nn po' acca- lemici. il intellettuale del de- i)eso della il 54). pubblicatosi. Tutti quei ricordi 349) son fatti d'amore e.. IV.199 GIOSUÈ CARDUCCI schiera degli amiei lìedanti e di pochi altri intimi. VII. compagnia così s' o7) rimanes- o(). I Eaccoglimenti ce ne traman- diali e di il vanità sua che avevano appunto che egli consolava di pochi (juasi austera. e lui A'ivente. a compafiììieuti e dispreszi {Opere^ sa e s' Iella E intende. ai Levia Gravia. e della sua vita in della nella es. da bene. di disdegno. al libero spirito al Ma ricordo. delle l' procedeva e i)iù largo ultimo volume. l)ieno della sua rubesta vigoria dano ma contro quella nullaggine faccen- potè scrÌA ere schietto e franco. Toscana non i)oteva essere immemore il suo editore primo e della sua dolce poeta.|) l'animo dell'autore fu di preferire gli scritti « che potessero si- « gniflcare qualche cosa nella storia lettei^aria o politica « mentre più benigno « dell'editore » . questi. Disdegni. Opere (che non avremo molto a desi<le- rare complete in altri pochi volumi) ha il titolo riassun- . anzi una se- onda patria.. « cennio innanzi al 'OO. V. dettate le Bime IV. toscani. è giudicato Gino Capgiustizia alla gente poni (Opere. il il criterio XA^I. che IV. Toscana (p. a giudicare rimbrottando ma rendendo sì. e non solo serenamente. maremmana molto studiare. (cfr. Meravigliosamente. insieme. 25). e nella Nazione un giornale nel (piale si solitudine .. temperie più conforme all' animo. « contro la -< beghineria non pur religiosa. in Bologna. Bime che diventaron poi sero esposte le JuveniUa. <^ diera che graA^ava con tutto « su '1 paese. sua terra. Anche per la scelta delle Prose (1859-190. principiante ardito. 502. che è del 1881) torna a parlare. in attetti cor- A se fu disdegnoso.. » (Opere. nella seconda e lunga età della sua vita. fuor dei troppo neognelfi. come altrove non Fref. E permetterla. al quale però è sempre vicino l'amore.

metrica. unMmi)ressione personale che ho avuto nel vedere appunto — fondamento a un saggio sulla critica letteraria — compiuto molto lodevolmente l'anno scorso. leopardiana. scrisse (1 ). credo. fu concesso di disegnare. Tramontano E si le stelle in spengono Dalle Opere. che ricercare in quei volumi.NECROLOGIA 200 tivo quasi di tutta l'oi^era carducciana: Poesia storia. i documenti del pensiero. ex uovo) ci viene innanzi. che dinare e difendere gii mezzo canti entro i il al mare. di dottrina. riabbraccia e ricollega quasi ogni cosa a lui diletta più caramente e dalle ultime pagine della prefazione alla Primavera e flore della lirica italiana (Pultima. mio core. di argomenti. preor- dalla fortuna del tempo e da' ca- pricci de' critici futuri. la signovina Tral>audl-Foscarini. Xulla (1) un È di meglio. del Eisorgimento italiano. da una mia scolara. F è il e ammonimento Leviamoci in inedi: : quarantotto. ricostruiti secondo un concetto organico e cronologico insieme. delle sue prose composte . . muratoriana. di arte ci si rivela e ci con- quista ! Ohi si metta a disporre per soggetti in un in- dice metodico e ragionato tutta quella grande mole di nobili studi ha sempre nuova sorpresa dalla moltipli- cità delle cose che il Carducci pensò. studiò. prima di dir altro. e spero presto cosiffatto lavoro del Carducci inil)l)licato. e mentre la materia dantesca. quanta ricchezza e varietà . e gli fu dato di assicurar quasi compiute dagli altri non molti scritti che vi troveranno presto il loro luogo. al ricordo dell' inno fatidico Fratelli d'Italia. Così l'ultimo dei suoi libri poetici ritmi si congedava con di tre colori come lo stornello bandiera la Rime invocante un fiore d' Italia : Fior tricolore.

lo vollero. VII. Avv. che dopo il Gozzadini. Più avanti nella Serici (voli. e con altri cui torneremo. XII. E Di questi le sole facevo bene soltanto io dei e poteva. Egli ben mostrò la sua stima e la sua riconoscenza ai colleghi. del lavoro storico del grande del scrittore. e onorarono Deputazione (Opere. ma : « può pur troppo che più accalorato a lamentare e gridare che « è certo « nulla si faccia è chi fa « ozio faticoso « glio. per La Deputazione romagnuola per il me- la storia dei suoi studi. « : miei dolci nemici d'allora dicevano esser « passabili mie e che Ai giudizi debita osservanza « ». intendenti e discreti il cose segre- nemici vuoisi avere sempre la ». Compariscono nel primo. meno o solo affaccendasi in a far quello che dovrà poi. nelP ordine studi la «quiete. archeologico (seguendo autori e le opere di che gli feriscono) percorrenti per lungo e per largo E della storia romagnuola. Dej)utazione su gli studi di storia patria per le Pro- Eomagna. V. disfarsi. coi celebri Discorsi sulla letteratura nazionale. l'incoraggiamento. per questi dodici « anni così pieni di fatti strepitosi e di quelle fortu- « uose vicende che sogliono togliere a simili « patria. 91) si vero che in Italia si faccia poco. Presidente della bene additò il valore delle industri fatiche collegiali onde la storia della regione si nobilita e si allarga . II) « i « tarlo. l'attenzione. pp. 577 sg. che « esser chiude così (Opere. V.). XI) si hanno i Bendieonti fatti alla Deputazione medesima: molte e varie scritture di argomento anche vincie di A^II. ha seguitato « in « modesto ne teme il silenzio a fare ciò che giudicio degli doveva dei suoi Rendiconti disse (Opere. deve ben onorarsi ducci la di avere un riassunto il ri- campo Deputazione romagnuola in una scrittura del Car- della propria storia per dodicen- il nio 1860-1872: scrittura veramente esemplare di diligenza ed eleganza.201 GIOSUÈ CARDUCCI metodo. le Reìazioni lette nelle adunanse generali (1866-1873) della R.

. « idea d'un sì nella « avere rinnovamento storico che. il n'y ait rois. ove ai « dotti della scuola romantica è data « introdotto primi « zioni dei popoli. 43). nel II). tesoro della decoro e il la co- scienza del suo lavorare. 1740): " On vogliasi. pur tra un' indagine e una discussione. poeta non balzasse e levasse su nelle alte regioni note alla sua ala. sue scritture se. sicuro. « Xè ho discorso proemiale. <^ lode storia lo studio delle condi- que de l'histoire des la nation. alla . e cfr. che gii faceva respingere chieste e occasioni di improvvisare « per l'arte o meglio per esser^ venuto mai « di A né : v' è m' olfenda del sentirmi schiaffar su « come queste: Qualunque « Ah. Il Voltaire. sicché certi tratti di farebbero forse con qualche scatto e volo. ci i^iìi non sua dignitosa coscienza infatti. '1 ri- tale rispetto l'officio dello scrivere. (Opere. al ristamparlo nelle Opere (voi. bibliografo amo- severi. e uditori talora. netta : scrisse o lesse o parlò. la seguente postilla: cosa da emendare per ora. basta. non mancò o non vogliasi uno dei padri della filosofìa della storia. scriveva al march. IV. V. a preciso. pendant (juaeu dans les Gaules (|ue . nel dotti o di popolo . nel Senato. Comune. dimenticare il lui j^oeta. D'Argenton (26 janv. nel ricercare.NECROLOGIA 2U2 ammi- nella storia della patria (ibid. è « n'a fait « fait celle « dell' vuoisi dire per giustizia che cotesta fatto « nel secolo passato. raccogliere e preparare erudito de' rosissimo. meno « : « : non so cosa che più viso proposizioni pur che sia. 382): noi riamo il sua dottrina. ». quasi minuto nello Studio. signori miei cosa. il periodico II FolizianOj pone. si. una variante e una data Al saggio Di alcune condizioni della presente lette! ratura. Il forze cents ans. ci non basta a me se basta a voi. Comunque dovunque e venne mai meno. mais on n'a point semble que. che riproduceva in parte de' primi del '51). salvo che.

oratore filosofi e statisti Botta e Ma.): « .. 488 sg. sono storici il e Balbo. « ils (Ione généraux des (le8 miiiistres. che forse le torna a maggior lode che intieramente il risorgimento della che non sarebbe. Capponi). scriveva (pp. Tommaseo). notre lois. ».... parmi. quale è critico pure il il Grossi ed Manzoni vivente (A.. nos nos coutumes. il rilevava. la « : insorse la scuola classico. soggiungeva: « ed anche nella storia. della « « Contro alla scuola della quale è poeta maggiore « romantica. filosofi il Gioil Kosmini ». storici il il il Leopardi. di già. filologo « ed Parini Monti il Eomagnosi. la prima precede di i)OCO e « s'accompagnò e seguì poi alla rivoluzione delP89 e delle Niccolini « tra l'Altieri che cantò Parigi sbastigliata. non sentì « « Foscolo Perticar i. Tale giovani anni (vien fatto di osservare). E detto degli altri suoi pregi. il il Gioia il popolo che è tanto grande cosa : di temperamento artistico. il Pel- un illustre il Troya e anche un A'ivente illustre (G. 509). Sperava in una restaurazione dell'arte e della poesia che non poteva esser però fatta da conservatori gretti . « moeurs. che raccoglie e condensa in un raggio vigoroso la luce dell'idea. et ^< mais nos : es^n-it ne sont- discorrendo nel saggio due scuole che tenevano il campo delle lettere. movimento del pensiero e nerA^osa e netta l'espressione. E rien? „ » (II. pensoso erudito e poeta! E « scuola così giudicava dell' altra rinnovamento scuola del Alessandro Manzoni a cui seguono « lieo. avvezza da lungo « « berti e «tempo a registrare solo i trionfi e le catastrofi dei « potenti furono le condizioni del popolo nei vari secoli « messe in chiaro e sottilmente disaminate dagli eruditi di « (juesta « non scuola : il l'attribuirle « tica storica. e il « che in Xabucco adombrò Napoleone... sin (luei ».. Colletta.. non la oscura né pur ebbe essa « il il ella « gran segno spedito e sicuro « la il dissipandola e rifrangendola illanguidisce da in lui.... ebbe poeti « il « Giordani.203 (UUSUE CARDUCCI (les rois. vero cri- all'in tutto ».

ec). XII. Mario. e altrove). Saftì (IV. 552). Ed egli che s'era trovato a dover difendere se e Popera pro]3ria nella contrastata (fu tutto ritirata. ben trovò e colse l'anima dell'uomo nelPopera di tanti scrittori. e dimandava: quando? si « Voler determinare il momento sarebbe andacia. e la professò con atto di viva fede civile. necessità delle molte battaglie impegnate e di aperte confessioni gli fecero sentire il il quando bisogno valore che an- dava sempre più acquistando l'articolo di giornale. e vi- 43). XII. Alberto e Jessie Mario (XI. Bertani (IV. " Incipit — incipit vita dava gridando direbbe) Muratori si e ai giornali Nazione. E necessaria e ben più ampia A cotesta arte. Pamore grande figura giovani e de' tardi anni. l'antico collaboratore della piacque molto di concedere si '1 battezzatore nel deserto an- il — Preparate (voi. 495 sg. tori del nostro cini ad essi l'ammirazione di quanti furono Risorgimento Mameli (X. 350. « « « « « poeta « udire nelPordine sociale. Mazzini. forte come il diritto. severa come la libertà. raggiante come la ragione. ma un salire senza mai una verso la vetta del diruimto monte della gloria).). : i fat- Garibaldi. Ma forse non prima che. con Goffredo Mameli. A. Ili): è di studioso le A „. un'altra sia per « inaugurarsene non « ed umana. lasciati da una banda gP ideali del mondo che fu. Mamiani (Froemio agli Scritti 2>oL di A. 305. dei di storico. suo. Fervente gli durò sempre. Giuseppe Montanelli. fa per II secondo centenario di L. XII.NECROLOaiA 204 o da novatori sconsigliati. sarà materia « la realtà « meno scritti. 171 sg. Da quel III volume si ripresentano a noi. 411). ricostituite le nazioni nei loro confini e definita la questione politica. co (un bellissimo resocontista ^ come oggi Giornalista altri nova — diciamo solenni concenti della futura poesia i « ci resti la fede. un ma vittoriosa ascensione trionfale salire faticoso sì. . onde noi non le sarà dato : oh almeno vie » (II. Emilio Littré e Augusto Barbier. questa democratici. 469.

parmi. scorge. nella famosa Critica e arte. 44(1). sereno nella critica storica. il ricordo di ciò che scrisse a Cesare e ora. rivendica poi al poeta il diritto alla lotta politica . ha da sapere un critico tra le molte e serie cose che degno. Ero. non dimentica e di (un libro che apriva tutt'un orizzonte d' « e volume di additargli la storia del suo paese. il del meraviglioso polemista. come volentieri nelPalta epica popolana romanesca Cesare Pascarella lodava (III.205 GIOSUÈ CARDUCCI Cesare Albicini (X. mini che ei — ed egli — la storia d' Italia ma non mai a restio dire. 387). del momento vorrebbe sospingerla più frustando che . Scriveva di questa gentildonna alla aviaria Teresa (rozzadini: « « quale il derivale dal sangue di Giovanni di Schio e Crispi (XII. calmo assai nel lavoro Per V opera artistica e mia. « una famiglia che nel principio del secolo decimoquinto negò dar tiranni a Bologna non impedì essere ciò che oggi dicesi una « personalità ella « di « « Dante Alighieri e il far parte di stessa: esempio notevole in questo continuo smontare della nobiltà storica e sormontare E « d' una pettegola democrazia titolata » (IH. di quelli che sanno compiacimento 376) il loro nome. pur d'altro partito e d'altra fede: Cantù (XI. i^erfìno. comunque sia rammentato. penetra il \ì\o degli uomini e delle cose. con una percezione intensa. 314). è un altro conto: non solo volevo ma ». 442) V idealità eroica di senso storico del- il degli Italia ìli! Xelle polemiche. omaggio ad uo- far stimasse. e al Cantilene e ballate arte e di critica). nelle pagine basti . Eiferendosi alle prefazioni che aveva dato alle raccoltine di Poesia melica e Lirica classica. « politica dovevo combattere dei : « furono degli GiamM ed epodi. urtando piccoli e grandi (o creduti grandi). Xello stesso volume. « Chiedo « il tempo per me giustizia. 48) « anni 18()8-1870. scriveva (IV. vorrei storico per cui passa sempre più in su accarezzando.

». che non ha. 187 IV. tanto quanto convenne si levai lo capo a proferer più erto. e ha confessato se stesso come il suo Dante cazione delle lettere (già se ne : ed per confessar corretto e certo io.. solenne e nervoso a un tempo. ci è serbato quasi giorno per giorno nei vclumi (Y. VII. X). me stesso. Il suo pensiero e sentimento su questioni di politica. sulla canzone Tre donne intorno al cor mi son venute. Ohi esamini conquiste negli lo svolgersi delle danteschi studi sue dottrine. XI) Ceneri e faville (lSò9-ìmi). Dopo aver presentato. e (voli. accorge subito quanto solido fondamento cognizioni e meditazioni storiche ed eloquente su L' opera codice di : le sue Vili.NECROLOGIA 206 che (ibid. se « « Emilia per la storia. 323). volume medesimo d' Leggendolo. La pubbli- stampano delle stupende e importantissime) integrerà la conoscenza dell'anima di questo grande. 392): « nella fummo generazione nuova. dove veramente è e sarà ancora da cercare molto dell'ardore tre che raggiò da quell'anima e che non è coperto. conchiude (X. dalla cenere dell'oblio. come non sarà spento mai. 330) cara e santa patria. avuto gli avvolgimenti e spasimi interiori di anime doloranti o morbose. cose di storia. I. del resto. ei vi si ponesse di dalla sintesi gagliarda Dante pagine su un alle diplomatico dantesco. e anche su . egli il paese suo e nostro iiiA oeò replica- tamente (I. a noi parve rivivere nostra giovinezza: della quale non siamo al tutto « scontenti. la la : ed è non solo poesia meravigliosamente . un buon libro di U. Pesci sulla presa di Eoma. con uno scritto de' suoi più belli. dallo scritto rivelatore e fecondatore Della varia fortuna di Dante all'ultimo suo commento. ma il si degnati a veder tanto. Legga sia ha il degna dell'avvenire ma E nel breve discorso detto a Keggio centenario del tricolore la fede.

393). religione si . Xon nome.). la fede dell'arte si chiama Mi« chelangelo Buonarroti la fede della scienza si chiama « Galileo Galilei. come il Carducci ci narra. : « seppe Mazzini » (ibid. « IHitt'altro e ! nelle sue forze. notiamo ci si — quale lo animerà — immortali e Guglielmo Oberdan (XII. della di Giacomo Leopardi deinitato. Agii adunati nel Convegno fiorentino del 1905 telegrafava « Sono d'accordo con voi nel di« fendere con la Scuola Classica la ragion d'essere della : « coltura italiana nella civiltà E che ». 11^3. « 235 non sg. « non in se. al d' un decreto re dal Com- Ancona in nome del Marca per un monumento al Leopardi: « Come eravamo degni del gran nome d'Ita« lia e che forza d' idealità avevamo in que' giorni del emanato 18(>() in missario generale della « gloriosi ! ». In Italia non nel suo avvenire. non senza più che aver prima esclamato « xVnche lui anche lui Nessuno narra P episodio di : « de' « ! ! grandi ingegni di questo secolo sfuggì dunque dovere di partecipare pur con V opera « italiana » alla rÌA^oluzione per concludere. a proposito . Alla sua profonda coscienza di storico e d'italiano sembrava. perciò. lo scritto che bandiera d'Italia. profilano innanzi e Garibaldi poi in pagine Giuseppe Montanelli.20? GIOSUÈ CARDUCCI ertusa Vicino. la fede della politica si chiama Giu- « di fede.. ma assumendo in Senato la difesa delle scuole medie classiche. « che l'italiano sia un popolo il quale non crede in nulla. grandi caratteri che sono i Dei termini della storia nazionale sono gii tutti caratteri chiama « Dante Alighieri la fede dell' avventura si chiama «Cristoforo Colombo. per guardare anche ad un altro volume. nel cui elogio si leggono queste memorabili parole: « bisogna cavar di « testa all'Europa che l'Italia sia un mercato di ciancie. compiere opera patriottica non solo benaugurando all'impresa degnissima della Dante Alighieri. Per noi la fede della .

memoria alle nostre ceneri ». mirabile lavoro d'una vita tutta piena di pensiero e di lavoro: da meravigliare che il tempo gli sia bastato per produr tanto. e spesso il poeta. letto nel Foscolo le parole ammonitrici: « O « « più di voi può mostrare ne più calamità da compiangere. E pur dal Foscolo procedeva non solo qualche atteggiamento della critica e « dell'arte del Carducci. ed essere sempre fra i disce- . nome. Con più minuta degli elementi costitutivi de' suoi lavori storici. io vi esorto alle storie. che appropriò i il Carducci molto analisi si Ter- meno caratteri della critica storica straniera. proprio edifizio. né più virtù che vi facciano rispettare. su cui lo scrittore. sicché più vasto deve sembrare l'orizzonte apertosi. diciamo pure. saggi accolti nel decimoquinto Ben aveva a ci olume.NECROLOGIA 208 Quanto sapesse poi mettere a profitto la sua cul- tura storica a intendere nel Einascimento in fiore e declinante mostrano l' i opera e P arte dell'Ariosto e del Tasso. per insegnar tanto. Il fondo della sua cultura é una larga e industre e sincera erudizione. ad accorgersi. della quale appunto tanto ci sembrano ma le anche la sua civile eloquenza. prose foscoliane e mazziniane sfjesso sorelle. sociologica delle vicende umane. ne più errori da CAitare. ad altri storici e filosofi. e prima e dopo. né più grandi anime degne di essere liberate dalla obblivione da chiunque sa che si deve amare e difendere ed onorare la terra che fu « nutrice ai nostri padri ed a noi. inalzano degna veramente il di questo ficialità bibliografica. credo. non Erudizione volubilità e super- da ostentarsi dalla cattedra o dalle coacervate note di un libro (di tuosa cultura egli mostrò tutto il questa facile e presun- suo dispregio). rebbe. e che darà pace e « « « perchè niun popolo Italiani. si come non si volse troppo alla considerazione filosofica o.

non

poli suoi fatti maestri
(Iella

209

CARDUCCI

(4I0SUÈ

solo

]VIaestro dell'arte

il

ma

dottrina letteraria. Dalla buona tradizione toscana,

dunque, degli studi storici, dalla migliore eloquenza civile, egli viene svolgendosi, e là si impernia, quasi direi,
con la sua anima lìera e veggente di democratico e di
poeta. Coloro che dell'oi3era sua di storico volessero giudicar troppo presto che fu opera di poeta,

non hanno che

deve ricordare che

egli è storico,

a riflettere

quanto

e quanto saper

si

di storia,

per volere intendere

!

poetica, ben è vero, sentì, e fu fortuna

Con anima

dell'arte storica, le ragioni

della

ideali

vendo dalla tradizione per
cpiel

storia; e,

metodo, spinse

il

fantasia ai sogni dell'avvenire. 80I0

per possedere

poeta

lui

mo-

l'ala della

un poeta

A^oleva

ci

senso sacro delle origini della nostra

gente e della nostra storia per circonfondere di tanta
luce la veneranda imagine di Eoma; dell'antica Eoma
;

Eoma

e di

mendo

rivendicata

.

all'Italia.

Da

che Dante, riassu-

venerazione che

quasi tutta la

il

medioevo pur

continuò a nutrire per P Urbe, avea scritto

ferma opinione che

«

siano degne di reverentia; e

« sia
« e

le pietre

anime del Petrarca,
nelle giornate di

della nazione

E

sono di

uomini è predicato
fremiti devoti avevan pervaso le

altri

»,

«

suolo dov' ella siede

'1

degno, oltre quello che per

provato

:

che nelle mura sue stanno

«

gli

dell'Alfieri, del

Roma

che

(A comm.

Mazzini,

veramente furono

di G.

Mameli,

Eoma

sono

la religione e la

poesia di

profondi, tra le

piìi alte ispirazioni, di

Salve, dea

Roma! Chinato

a

Oi).

tra'

i

de^ caduti
la genesi

X, 45

sg.); e

sentimenti più

Enotrio romano
ruderi

del Fòro, io seguo con dolci lacrime
e adoro

i

tuoi sparsi vestigi,

patria, diva, santa genitrice.

Son cittadino per

te d'Italia,

per te poeta, madre de
clie desti il
eli e

Arch. Stoe.

i

popoli,

tuo spirito al mondo,

Italia improntasti di tua gloria.

Ir., 5.'

Serie.

XXXIX.

14

:

NECROLOGIA

210

E
zioni'

il

medesimo

alto

Q,dii\to

Nell'annuale della fonda-

di lioma proclama:
e tutto clje al inondo è civile,

grande, augusto, egli è romano ancora.

Coiigiimto poi all'avanzamento della cultura sto-

È

rica è quello delP arte della sua prosa.

già

un maturo

scrittore l'autore dei Discorsi sulla letteratura nazionale
(1 808-7 1);

la

ma, a grado a grado, più varia e vigorosa

parola del prosatore

:

il

quale, sul felice

idiomatico, la natività , com'ei

sua prosa (lY,

fa

diceva parlando della
miglior tradizione

45), sullo strato della

classica creerà le pagine ora solenni, ora
agili e solide

si

fondamento

commosse,

ma

sempre, dei discorsi, delle dissertazioni,

guadagnando allo stile storico, per dir
solo di questo, una ricchezza e una novità di linguaggio
imaginoso, che diventano subito un pericolo per i grami
imitatori, come sono state una conquista lodevole e
delle polemiche,

largamente diffusa

di colore e calore, d'anima,

E

nelle trattazioni della materia erudita.

insomma,

nulla di più

lontano e di più ripugnante dalla maniera accademica,
vecchia e nuova, che

il

devoto della storia e
bilmente fedele, tra

lavoro e l'arte di questo grande
allo studio della storia

il

giare de' fantasmi che sommossero

Così

il

cuor del poeta.

il

Carducci storico è stato di quelli che fan progre-

dire la storia ed entrano trionfanti nel
critico,

immuta-

fluttuare dei sentimenti e l'aleg-

dominio

dell'arte:

che fa insieme opera di dottrina e di creazione.

Circa poi alle sintesi, ossia vedute e ricostruzioni

organiche, che abbondano nelF opera carducciana, dobbiamo avvertire che esse hanno molti dei pregi onde è
singolare

la

letteraria

critica

del

De

Sanctis (cui

il

Carducci non mostrò sempre tutta l'estimazione che

pur dovette averne)

:

e la somiglianza

si

potrebbe forse

spiegare, oltre che per la potenza dei due ingegni critici,

per

la

derivazione

stessa

che

per vie diverse

211

CARDUCCI

(41USUE

Foscolo. In ogni modo, è avvenuto (come

aA'e^'alK) dal

fu ben osservato) che dal lievito artistico della critica

carducciana, che riesce per la fòrza suggestiva

{Storica

dell'eloquenza e della fantasia a preparar la temperie
ove- meglio

contempla e

si

preparato e quasi creato
a noi, più che
del Carducci,

si
il

sente l'opera dell'arte, fosse

momento

storico- nel

quale

ai contemporanei veri del De 8anctis o
doveva rifulgere di tutta la sua luminosa

formula estetica desanctisiana.

Atvrità la

La vigoria del lavoro costruttivo, sintetico, animato dall' affiato della poesia, si può additare in più
saggi storici e storico-letterari del Carducci,

non

ha dato un grande org^anico libro

ci

il

di

quale, se

prosa,

o

da porre vicino al gran libro delle
ha dati e più libri e più scritti stupe^idi.

di dottrina, o d'arte,

sue Foesicy

Anzi

ci

delle diverse

membra

crea

si

un corpo vigoroso

e

bello di opere sapienti e geniali, armonizzate nell'unità

dei sentimenti, degli intenti, de'

modi

come

o,

disse

il

Carducci, degli spiriti e delle forme.

È

frutto

il

della

al

V, Opere; segnato

gennaio 1891): «affermo non essermi mai contrad-

f

« detto.

«

un uomo che

laboriosa vita di

potè scrivere veracemente (Avvert.

In

politica,

poesia classica su tutto

« la

forza su tutto

su tutto: in estetica, la

l'Italia
:

in pratica, la

schiettezza e

».

Tale e tanto scrittore

ci

avvince e domina, perciò,

come per un fascino

di armoniose parole e di altissimo
poche volte come con lui sentiamo di essere
contatto con un'anima superiore e sincera.

sapere
in

:

e

Senza dire

di scritti a

carattere letterario

buon

ma con

dritto celebri, che

felice

e considerazioni e teorie storiche, quali

Stance Orfeo

e

lìime del Poliziano

han

mistura di notizie

(18()3),

il
i

Proemio

alle

discorsi Dello

NECROLOGIA

212

svolgimento della letteratura nazionale (1868-71), del lìin-

novamento letterario in Italia (1874), dei discorsi (e chi
ne sa qualche pagina?) sul
li ricorda, o, anche,

non

Petrarca (1874), sul Boccaccio (1875), su Virgilio (1884),
su L^ Oliera di Dante; più speciale ricordo vogliono, e
sono documento insigne d'arte e

di dottrina nella storia

medievale e moderna, quelli Fer

morte di Giuseiìpe

la

Garibaldi (1882), Fer V ottavo centenario dello Studio di

Bologna (1888), Fer la lihertà perpetua di S. Marino
(1894); lo studio proemiale alle Letture del lUmrgimento

nuova edizione

dei

Carducci accordò,

ma

italiano, e la j^refazione (1900) alla

Rerum

italicarum scrijdores, cui

non potè poi dare nel
la

il

fatto, la sua

direzione

alta

:

e

raccolta restò affidata alle cure del prof. Vittorio

Fiorini.

Del mirabile discorso

una
può dimandare

in

morte

di Garibaldi,

che è

delle prose più eloquenti della letteratura italiana,

si

:

non

di poeta, sicché, salvo

manchi
«

del

Forse, tra

ritmo
il

dell'

secolo

è esso opera più che di storico,
il

disegno delle strofe, nulla

gii

epos, o della lirica pindarica

vigesimo quinto e

il

f

vigesimo

Eicordate? Certo chi pensò e disse quella leg-

sesto... ».

genda garibaldina è un grande poeta ma classica anima
di storico ebbe anche chi tratteggiò nelle prime j)agine
onde il poeta
la figura storica ed eroica del Generale
;

:

sentì subito fiorire vicino

alla storia, così A^era e così

il germe della canzone di gesta.
Ben degno oratore, in lìresensa del re, nella solenne commemorazione ottocentenaria dello Studio di

magnifica,

Bologna,

il

Carducci, alla sua Università fino all'estremo

affezionatamente devoto. Gli piacque, anzi, con quel
discorso aprire la raccolta delle Opere, nel
delle quali

sono

altri scritti sulle

volume XI

vicende dell'Università

bolognese. L' orazione carducciana è tutta fondata sulla
notizia e comprensione sicura della cultura e della storia
italiana del secolo decimoprimo,

quando

«

i

nostri

mag-

213

GIOSUÈ CARDUCCI
<^

«
<^

o^iori furono degni di ritrovare nella conciliazione del
sangue antico e del nuovo la vigoria italica ed il senso
romano ». Anche dopo gli studi più recenti ed egregi

sulla storia letteraria e giuridica di quei secoli

non

è memorabile, (luel discorso,

grandiosa, ora commossa,

XI-XII,

solo per la prosa, ora

ma i)er la

sintesi, tutta

carduc-

ciana, della più antica storia dello Studio e della vita di
(luelP

ultimo nostro medioevo con

denze più

significative.

all'eredità di
d' Italia

Roma

verso

il

ger bene ciò che

K

si

le

ricordi

il

sue forme e ten-

belPaccenno finale

giuridica, al fatai corso della storia

suo capo,

Roma

ei vi scrisse,

;

e vi tornino a leg-

anzi confermò della so-

vranità regale, quanti voglian giudicare

le

cosiddette

mutazioni del pensiero politico del Carducci.

Da uno

studio paziente

(fraudi e iriecoli,

vecclii e

ed assiduo

di molti lìhri

nuovi, che egli indica con

consueta coscienza bibliografica {Opere,

X,

la
gli

325),

nacque il discorso per la libertà perpetua di San Marino ma, più ancora, dalla visione di quel Titano che
domina il pian di Romagna e il mare, dal ricordo
<lelPoperosità sicura che vi avea trovato Bartolommeo
:

Borghesi, dall'aspirazione antica e repubblicana al con-

«

dove per sollecita cooperazione del genio di razza con le circostanze della natura e le condizioni dei tempi, minata la mole romana,
Dio A'oUe si rifacesse da povera gente latina ciò che è
anima e forma primordiale nel reggimento del popolo
italiano, il aìco e il pago, il castello e il comune,

«

liberi ».

sorzio di libera gente, lassù «
«
<^

«
<

La

di ((uesta
<'

fisionomia, diciam pure, e la significazione

comunità della nova piede italiana, credente

lavoratrice, dagli inizi al giorno

che vi trovò pane

e riposo (xiuseppe Garibaldi, egli tratteggia, rileva
stile

possente.

dell' idea

renzti

E

dii'ina

a

i

tornino a leggere ciò che vi

si

con
dice

quanti lian A'oluto ricordare a prefe-

senza intendere ciò che siano la sincerità e

cocM'enza d'un poeta e del Carducci

la

— Vlnuo a Satana,

NECROLOGIA

214

L'ignoranza della storia del Risorgimento il Car<lueci rimproverava agli Italiani (cfr. Opere, XII, 484 sg.);
e

pensando

Risorgimento

pre, apprestò le Letture del
le quali

sua nobile cnra sem-

ai giovani, alle scuole,

(1741)-1876),

potrebbero, dovrebbero, essere anche più dif-

fuse e studiate per
terari, di

esempi

il

tesoro

trascelti a

disegno che

il

formato con tante meditazioni

lo storico e poeta s'era

e letture e indagini accuratissipie

preparazione

di riforme, di

concetti storici e let-

di

lumeggiare

quarant'anni di pace,

:

(174ì)-17(SJ));

di contrasto, di confusione, di

quarant'anni

aspettazione

(1781)- 18*^0);

quarant'anni di ravviamento, di svolgimento, di

vimento (1830-1870).
il

È

risol-

onore della scuola italiana, che

Carducci pensasse anche una volta a

lei,

lasciandole

così pratico libro e ricordo.

All'estate del 1899 rimonta la prefazione

stampa del Muratori,
tore S. Lapi

:

iniziata

animosamente

e su quelle pagine

per non ritrovar più mai

sempre pronto e

vigile

la

cadde

potenza

intelletto. Il

la

di

alla

ri-

dall'edi-

stanca mano,

secondare

il

Carducci attese

all'arduo lavoro — pietra angolare d'un edifìzio di regal
mole — con l'antico amore alla storia italiana, per la

quale

Aoleva,

compiuta

augurava

scrittori

che

la

dessero più

e progredita d'arte e sapienza {Opere, VI, 195;

Vi racconta come dei Berum italicarum scriptores nascesse il disegno fra lo Zeno e il Muratori come
XII,

484).

;

questi ritrovasse

il

senso dell'importanza storica del

medioevo, che avevan posseduto primi
scimento, e più

d'

i

nostri nel Rina-

ogni altro Carlo Sigonio e Vincenzio

Borghini; vi discorre della preparazione e cooijerazione

che ebbe l'eroica fatica muratoriana, dopo aver toccato
della sorte degli studi sull'età medievale in

Inghilterra, in Francia

;

vi

Germania,

espone con lucida

sintesi

in
il

contenuto della grande raccolta dei Rerum, e narra delle
sue vicende e della sua fortuna^ con ricordevoli giudizi
sulla storiografia italiana cinquecentista

e postiMÌore,

provvida creazione dell'Istituto storico itadi Giosuè Carducci raccomanda

sino alla
liano. Il

215

CARDUCCI

C4I0SUÈ

nome augurale

e protegge ancora l'impresa di questa

nuova edizione

del

tesoro scavato dall'infaticabile Vignolese, la quale è con-

tinuata e sarà compita con perseverante amore.

Se all'opera

di

tanto Maestro,

si

aggiunga

il

merito

incontrastato di aver nutrito lo spirito patriottico (pa-

mai moda che
Italia), e di aver voluto fortemente creare uno
coscienza degno della nazione risorta se si

rola e cosa che
passi, in

stato

di

non potranno

essere più

;

pensi che egli e con l'esempio d'una vita sana ed integra,

rampognando, sino all'invettiva di forte
(((ji'ume dantesco, donò tutte le migliori energie sue alla
la sua poesia
Patria, e le donò il fiore dell'anima
e

insegnando

e

;

nome le pagine di questo
nome glorioso è già scritto

segnando, reverenti, del suo

AnMvio, sentiamo che quel

nei fasti della storia d' Italia.

A

dopo

Lui,

virtuale suprema onoranza del
Santa Croce, decretatagli dal AOto

la

tempio italiano

di

unanime

Camera

data
a

all'

della

Koma, aìcìuo

cantò

degli

alle

si

il

nuovi

e

eroi,

così

un

scritti

2.

il

del Carducci sulla storia

strettamente attinenti
1.

il

monumento.

affetto

di

Fi-

sorella,

(1859): Prefazione

altro

grande Toscano.

Orazio Bacci.

Ci è sembrato opportuno dare

Opere^ V.

e

valore della nuova asserzione di italianità che

Firenze.

pii\

;

grandi memorie e imagini che Ei

antichi

compiva glorificando

degli

affi-

della sua seconda i^atria

renze sentì dignitosamente, e con
tutto

tomba

deputati, la

dei

amorosa custodia

seguente elenco cronokjgico
civile e politica, o

ad essa

:

al

canto «

La Croce

di

Savoia

»,

in

*

(1861

:

pubblicata nel 1867)

predente letteratura^ in Opere

li.

:

Di alcune condizioni

della

Questa i^rolusione riproduce parte

NECROLOGIA

216
di

introduttivo

discorso

altro

al

Periodico tiorentino

II

Poìì-

siano^ 1859.
3.

(1861)

in Opere^
4.

Roma

:

Fra Girolamo Savonarola

:

Sulla Storia di Grecia dello Smitìi

e

Santa Caterina de^Ricci^

II.

(1864)

romano del Gibbon, compendiata dallo Smith,
5.

tria

;

sulla Storia di

del Liddel; sulla Storia della decadenza e rovina delV impero

(1865-1870)

:

in Opere^ V.

Rendiconti per la Deputazione

storia pa-

di

per le provincie di Romagna, in Opere^ V.
6.

(1866-1867): Della varia fortuna di Dante^ in Opere^ Vili.

7.

(1866 a tutto

il

1873)

patria per le provincie di
8.

(1868-1871):

:

Relazioni alla Deputazione di storia

Romagna,

in Opere,

I.

pubblicati nel 1873: Dello svolrfimento della

letteratura nazionale, Discorsi, in Opere,

I.

[Alcune idee e germi

si

trovano nel discorso d'introduzione al periodico II Poliziano, 1859:

un comi)endio

di

questi

cincpie

scienze, ec. 16 ottobre 1865.
toloffia,
9.

discorsi

Parziali

in Rivista

italiana

di

pubblicazioni in Nuova. An-

aprile 1870, gennaio 1872].
(1868-1875)

:

Rendiconti per la Deputazione di storia

i)atria

per le provincie di Romagna, in Opere, VII.
10. (1872)

:

11. (1872)

:

12. (1872)

:

Goffredo Mameli, in Opere,

III.

Un anno dopo (Digione), in Opere, VII.
La r. deputazione di storia patria per le provincie

di Roma(fna, dal

1860 al 10 marzo 1872, in Opere, VII.

Un anno dopo

(Mazzini), in Opere, VII.

13. (1873)

:

14. (1873)

:

Napoleone III, in Opere, VII.

15. (1873)

:

Re Gal ant nomi ni,

in Opere, VII.

16. (1874)

:

Del rinnovamento

letterario in Italia,

17. (1876)

:

18. (1876)

:

in Opere,

I.

A

commemorazione di Goffredo Mameli, in Opere, X.
Per la poesia e per la libertà
discorso agli elet:

Lugo, in Opere, TV.

tori del collegio di
19. (1876-1880)

:

Rendiconti alla Deputazione di storia patria

per le provincie di Romagna, in Opere, XI.
20. (1877)

:

Leone Gorelli, Cronache

forlivesi pubblicate

da

G. Carducci, L. Frati e F. Guakini, Bologna, Tip. Regia.
21. (1879-1882-1883):
22. (1881):

Giuseppe Garibaldi, in Opere. XII.

Levia Gravia

(pref.), in

23. (1881-1883-1884-1887-1889):
24. (1882):
25. (1882

Giambi ed Epodi

(pref.), in

Decennale dalla

marzo):

Opere, IV.

Per Alberto Mario, in Opere, XII.
Opere, IV.

morte

di

G. Mazzini, in

Opere, XI.
26. (1882

giugno)

:

Per la morte di G. Garibaldi, in Opere,

I.

217

GIOSUÈ CARDUCCI
27. (1882-1883-188H)
28. (1888):

(hKjlielmo Oberdau, in Opere, XII.

:

Fììopauti - Cnvallotii - Veniurini,

Caìididatnre

in

(fpere, XII.
29. (1888): Gli

Alcramic'u nella

81. (1886

maggio):

Aììtolo(/ia,

Affli elettori del colle<iio di Pisa.

82. (1888)

:

Giuseppe Pacchioni, in Opere, XII.

83. (1888)

:

Affostino Bertani, in Opere, XII.

81. (1888
?>ò.

dicembre 1888.
Lettera e

in Opere, IV.

<li.<i'orso,

gennaio)

(1888 giugno)

IJopera di Dante, in Opere,

:

:

86. (1888-1897-1899)

Lo Studio

87. (1890)

:

Aurelio

I.

di Bologna, in Opere,

I.

Vicende dello Studio bolognese durante

:

governo delle Romagne e

nelli,

Xuora

Opere, IV.

80. (1884): Ca-ira, in

il

il

regno d'Italia, in Opere, XI.
in 02?ere, XII.

*SV/.^',

commemorazione di Cesare Albi ci ni, in Opere, X.

'^^.

(1891): In

89.

(1892 luglio)

:

.4

Fucecchio,

un banchetto per G. Monta-

in

in Opere, XII.
40. (1892-1896 e 1899)
41. (1894

settembre):

Franeesco Crispi, in Opere, XII.

:

La

libertà

perpetua

di

S.

Marino, in

Opere, X.
42. (1895)

:

48. (1895)

:

44. (1896)

:

45. (1896)

:

46. (1896)

:

47. (1897)

:

Giuseppe Avezzana, in Opere, XII.

XX

Settembre, in Opere, X.

Letture del Bisorgimento, in Opere, XII.

Del Bisorgimento

italiano, in Opere, XVI.
Giacomo Leopardi deputato, in Opere, X.
Ber il tricolore, in Opere, X.

48. (1897):

Ludovico Berti, in

49. (1897):

Programma

Oj)er^, XII.

argomento

])er letture di

]>atriottic<>. in

Opere. XI.

di G.

50. (1897)

:

Ber Candia,

51. (1899)

:

Scritti politici di A.

al Senato, in Opere, XI.

Mario

a cura

e

con proemio

Carducci, Bologna, Zanichelli.
52. (1900):

Di Lodovico Antonio Muratori e della sua
500 al 1500, in Opere, XVI.

raccolta

di sforici italiani dal

Può giovare
alla
è

anclie (e sia pur questo un segno di riverenza
grande memoria) la notizia dei volumi deW Archivio nei quali

menzione

Ser. IV,

di opere e cose carducciane

tomo

1.

])ag.

146: C. Cantù,

:

Cenno bibliografico

sulle Cro-

nache Forlivesi di Leone Cobelli, i)ubblicate da

Carducci, Frati e Guarini

(Bologna, 1877).

NECROLOGIA

218
Ser. IV,

tomo

VII, pag. 292:

Cenno

snlle lettere del Guerrazzi, pubbli-

cate dal Carducci (Livorno. 1880).
Ser.

V,

tomo

I,

p.ag.

139: Menzione della

nomina

Presid. della

del

Dep. di

Carducci a
St.

Patria

per le prov. di Romagna.
Ser. V,

tomo

II,

pag. 408: A.

Del Vecchio, Cenno

bibliogratìco

sul discorso del Carducci,

Lo

Stu-

dio Bolognese.
Ser. V.

tomo XXVI, pag. 335: Cenno

sull'7»/ror7y/c/o«e alla

ristampa

dei Iterimi itaUcarum scripiores.
Ser. V,

tomo XXVII, pag. 422: Ricordo delle onoranze rese

al Car-

ducci pel 40." anniversario del suo

insegnamento universitario,
tìzia del

e

No-

fascicolo a lui dedicato

dalla Tììrìsia (Vita Ha (maggio 1901).

L'opuscolo è formato fin di tutte le lettere pervenute trova pure rappresentata si dal discorso solenne con cui in F Accademia (piella circo- de' Lincei di Oswald Redlich. a (1890-1902).te al Sickel in \j Archivio Storico Italiano. della Direzione centrale della Facoltà filosofica di o^r indirizzi dei Merano in si anno di Teodoro V80'^ dell'Accademia Vienna. splendido per la forma. V indirizzo degli Sickel dall' attuale presidente stesso Istituto per le ricerche sulla storia austriaca» prof. E. con tutto il la cuore. nonché di (piello. Teodoro von Sickel. ma anche dal 1902.NOTIZIE Teodoro von Sickel. In appendice vi scolari deir « presentato allo può vedere recano si : Sickel r. omaggio campi dal Sickel. Li DlREZIONK. insieme colla severa (1) Intorno alle feste che fecero in questa occasione si l'opuscolo intitolato: Festeggiamenti per (Stampato come manoscritto). fra le quali lìoma. Nella vita di Germania. il Sickel fra i suoi Soci. e della Scuola Diplomatica di Firenze. i rappres'Mitanti dei rami più svariati politiche ed -archivistiche. Ottenthal Monumenta Germaniae e . scienziati di tutta la rono l'ottantesimo anno tempo che periodi di Vienna (1856-1890) Roma a e caratteristico i Parigi (1850-55). rilevò l'importanza del Sickel come erudito e come maestro. Vienna. clie i si associa ora. del (^iiale gli scolari e gli 18 decenibre del 1906. cni porge fervidissimi auguri. (? dalle parole che pronunziarono delle scienze giuridiche. Deputazione Toscana di Storia gloria di annoverare di Paleografia e di notizia delle anniversario. per rendere air operosità feconda spiegata in tutti Giuntaci troppo tardi occasione dell' 80° suo insigne le si i di tributq. espressioni del nostro ossequio. festeggia- il : erano stati anni di studio indefesso quelli trascorsi in Germania e in Francia. interpretando anche Patria. v. della Commissione storica dell'Accademia Bavarese. prolungato Il ed intimo contatto che ebbe collo spirito latino. Gli anni trascorsi in Austria furono fecondamente operosi e in Italia modo distinguono in passò a Berlino egli e a si (1). il 18 di decembre. di cui il Sickel ha la presidenza non soltanto dal catalogo stanza. . stima e onoranze non potemmo inviare allo storico sentimenti della E. che prosegue con ogni cura via da Lui tracciata. alle manifestazioni riconoscenza al grande Maestro.

giacché per questa parte non potrei forse dir cose nuove deW Archivio lettori su tutti i suoi storico italiano. Tra i si frutti di quelle ricerche ricorderemo qui solo voro sul Vicariato dei Visconti. Patria. La sua cipalmente a Vienna. all'Italia. di St. tanto agli si riannoda doveva svolgersi prin- attività. voi. analizzandoli e corpi scientifici. governi de' vari Ci) Ad della Soc. opera grandiosa rimasta purtroppo incompiuta. Bom. infiui proficuamente nel formarne la educazione. Documenti 2i€r i tre egli contribuì efficace- grandi pubblicazioni: l'edizione Privilegio di Ottone il Monumenta Germaniae. Ma non voglio qui diffondermi io sulle relazioni del Sickel col- r Italia. Le sue prime grandi ricerche archivistiche.. Il Sickel cercò più tardi di mostrare la sua gratitudine. XI). e poi per commissione del governo francese. dopo l'apertura degli Archivi Vaticani. tornò poi a lavorare quando fu Direttore dell' Istituto romano. intraprese per conto proprio. servirò qui. che è miniera inesauribile per la storia di tutte le nazioni. Presso l'archivio di Milano frequenti) corso di paleografìa che vi il retta dal Cossa e dal Ferrarlo. ebbe pure la sua parte. estesero agli archivi dell'Italia superiore. alla quale. ormai possibili dall'apertura di ai lavori grandiosi resi quell'insigne archivio. cambiò la direzione iìéìV Istituto fondato in Vienna p)er cooperando ricerche sulla storia le austriaca con quella deìV Istituto austriaco di sttidi storici in Boma. se non altro colla pub- blicazione de' Diplomi degli Ottoni per Non tenendo conto mente Papato con alla storia del del Liber diurnus. intorno relazioni tra la Francia e l'Italia. I per la Chiesa romana e i Su quest'ultimo campo la storia del Concilio di Trento. (2) Mi es. dnUArcli. Roma. in onorificenze che enumerando i pervennero da parte gli mi proporrò (2) di ri- L'Itinerario di Ottone II nelVanno 9S2 (Estr. Ciò fu al tempo del suo nuovo ritorno in Italia. successi che riportò. de' lavori minori (1). promovendo ed aiutando anche colla propria attività la pubblicazione dei facsimili (ile' Diplomi reali ed imperiali delle Cancellerie d'Italia. delle Vienna. Ma anche nel frattempo Sickel era stato il in continui rapporti colla storia e cogli storici d'Italia. quando. per la maggior parte. Piuttosto neir occasione della rici le Né darò un ])arole che pronunziai festa in onoro del Sickel fatta al Circolo degli Sto- . com'è noto. la- il Sickel faceva alla scuola di- si Xè parola il alle maestro potè trovar di mai terreno più adatto. 1876.220 NOTIZIE disciplina propria delle università tedesche. ai giudizio completo partitamente. lavori. che inizi quanto nella sua fine gloriosa.

che mostrano la stessa mano. venir desunta tutta la dottrina de' caratteri estrinseci. vi portò la ma la loro pratica si massima della Acta Carolinorum. da creatori ed organizzatori che sono. determinata in modo si esatto. che ci in generalità. ma rintracciare di quella parte i caratteri gli campo quel la esauri. per tre ad es. permettono di proferire un vero da e sicuro giudizio sulla autenticità o falsità dei documenti imperiali. Il Sickel La sua vasta opera. la Cronologia e la Diplomatica. un altro in Baviera. Cominciò dal confrontare tutte le scritture originali che cosi in della ci restano. ed ottenendo un criterio sicuro per giudicare l'originalità degli scritti medesimi. uno stesso erudito. Dal tempo dei PP. trovano accop- si Sickel appartiene a quegli uomini Il che non solo forniscono alla scienza nuove cognizioni e nuovi me- ma sanno todi. Ora chi fu si a trarre dalla fotografia tutto ciò che essa matico iiel del progresso di questa disciplina di usare le scienze ausiliarie della storia. si perdeva specializzazione. si tro- monasteri. Cancelleria. quindi dalla originalità dei diplomi. Sickel basò la dottrina e* basano su quella. anche.221 NOTIZIE spondere alla domanda (love sta : segreto di questi successi? e in il che cosa consiste questa forte personalità? Secondo piate in il mio giudizio. caratteristico. Sarebbe un portar nottole ad Atene se volessimo mostrare come celleria stessa. tanto più raramente lari. uno in Aquitania. a mo' d'esempio. ei già critici. modo suo campo poteva dare in modo ci Sickel coi suoi il dente nel campo della Diplomatica. vano tre Diplomi di un re Carolingio. restrinse ad una sola parte vastissimo che offre la Diplomatica. in Italia e in Germania la Paleografia. non possono essere stati compilati altro che nella Cannon può cader dubbio sulla loro originalità. come nuovo era pure moderna tutto il Ma de' la cosa negli altri il primo siste- Monumenta graphica si rende anche più evi- fondamentali su cui I criteri il diplomi regi erano affatto nuovi. Perchè quando. mettendo sodo la grafia individuale de' vari addetti. un altro in Italia. quello che egli fece La causa prima della Paleografìa. in- trodurre nella pratica scientifica È le nuove conquiste ottenute. ciò che fece dell'Istituto di Vienna una scuola speciale ed unica nel suo genere per l'insegnamento di quelle discipline. che. tutto dimento della documentazione e il modo con Cancelleria. noti ed ignoti. Maurini in poi ben si conoscevano e si usavano in Francia. Per tal modo gli riusci di lungo tempo cercati. due qualità singo- in lui si riunirono rare per sé stesse. negli ultimi cinquant'anni ebbe certo nella fotografia si processi di riproduzione che meda grande misurai Fu e in aevi cominciati già nel 1859. come dai medesimi documenti si il potè proce- cui era organizzata la ricavarono i formulari ..

in facsimili così materiale. ed è apparsa un Il aiuto Sickel. sì filologiche come storiche. il sua pubblicazione. I. Due sono mente perfetti per ». diplomi genuini dai i le relazioni coi diversi docu- menti che servirono di modello: in una parola mostrar lo falsi. le particolarità de' singoli notari. Verranno certo altri tempi. finalmente. dal paragone de' testi il i modi siste nel creare coi quali fondatore della Diploma- ma Ficker. cui scaturì l'Archeologia chità. e come. brani autentici ed originali da quelli i che non lo sono. E la stretta connessione che v'ha tra la Storia e l'Epigrafia è soltanto un anello di quella reciproca catena di discipline affini. prisma delle opinioni politiche e personali dell'autore. pertanto. l'altro fa capo al metodo. Tale onore luogo elaborò ed raccolse cui col Sybel. due modi ce lo offre il col Corpus Inscriptlonum meravigliosa. stessi fu possibile distinguere e separare ed in caso di interpolazione. si Nell'edizione de' Diplomi dal 911 al 1003 pei maniae la loro stile. Ma il Sickel non limitò a scoprire nuovi fatti: fu anche un si organizzatore della scienza: non si contentò di gettare nuova dottrina della Diplomatica. Invece \C. pubblicato nel forma che seppe dare la disposizione e la Ed anche basi della insieme cogli scolari che aveva già educati. La Storia Romana pur sempre un'opera scritta dopo il Principato sono giudicati attraverso 1848. . il il modo con l'opera dei « Diplomi imperiali metodo vasto. Chiunque oggi scriva di storia antica deve ben conoscere la materia e il metodo dell'Epigrafia. addentrarsi a studiare la genesi e sviluppo degli atti medesimi.222 NOTIZIE usati nelle Cancellerie. la i grandi uomini influiscono efficace- storiche: l'uno scienze sulle il condivide col concerne nuove vedute intorno ai la narrazione e con- personaggi e alle vicende storiche. Tutta la molteplice quantità di iscrizioni romane che ci restano vi è elaborata in modo uniforme e completo. il primo importanza dell'opera sua. L. le tica moderna. può chiamarsi egli Né qui termina è suo. ma il Monumenta nuovo metodo. approfondì egli. il Romana è certo La opera Plebe. è un'applicazione del come per Ger- disegno del suo lavoro. un monumentum aere perennius. ma il è Un buon esempio Mommsen. romana sarà veduta con occhi diversi. il contesto de' foro atti. da e la storia è come scienza complessa della classica antiLa scienza medievale è ancor lungi dall' esser così avanzata. tantoché sono rimasti modelli Diplomatica medievale Neues Arcliiv. il Patriziato. ricerche scientifiche. e affinò le accinse anche a costruirla. pubblicata un campo più per l'insegnamento. e concreta nuovi principi metodici e nuovi sussidi alla storia. se si confronta per distinguere questi la sua Storia Latinarum. alla del Sickel in eccellente.

di Protocolli e di Imbreviature. le modo a scoprire tutta la rete di Questa analisi delle fonti ci rese per la ci permise di scoprire dietro alle singole fonti quell'unità di spirito che ha la storiografia e ci die come ha storia. che i due del Niebuhr. Le scienze storiche avanzano sempre di un nuovo grado nel loro si dischiude una nuova specie di fonti. si formò un nuovo metodo tico che viene caratterizzato dalle indagini intorno sistematico. In secondo luogo. non appartengono al genere letterario ebbero uno svolgimento simile nell'ultimo trentennio XIX del secolo. Rapporti di Nunzi. ec. e venendo in tal dipendenza che esiste tra i si vari autori. per esser più esatti. I 3Io- numenta Germaniae accolsero nel 1874 due nuove divisioni: i Diplomata e le Epistoìae. di fittuart e feudatari. prima volta possibile salendo su su da fonti prime. di Corrispondenze. Tutte queste fonti. di tesserne anche una propria Wattenbach. di atti riguardanti le diete di dell'impero e delle Provincie o la pubblica amministrazione. o. nel che singole le di riunirle non scientifico tedesco.22o NOTIZIE ma tende allo stesso seopo. Le fatto altre fonti che il il modo retto uso delle singole notizie. d'Inventari. che viene determinata dai rapporti colla vita pratica gior- . Del pari caratteristico è il numero sempre crescente di Codici diplomatici e di Regesti. formano una serie a parte. di registri. colla stampa degli Scriptores. se nome il deve distinguere si vuol rappresentare con un nome questa parti- si mondo colare tendenza. se si paragonano con quelle propriamente dette descrittive. e finalmente per la la alla lettera e al si le fonti loro riconnet- descrittive uguaglianza intrinseca. Sotto la direzione dei in estendevano su due punti modo cosi differenti. che rese ci alla riferisce si padroni delle modo incompleto Germania. basta citare ultimi. cominciò a dare una raccolta completa de' manoscritti. Prima si E queste indagini si cri- alla cosiddetta non erano mai state eseguite « tradizione » dei testi. e così notizia tramandata si indagarono quelle derivate. quando si trae sistematicamente tutto il profitto da una sviluppo quando fonte che XIX secolo nomi qui era stata sfruttata in fin Per ciò todo. Si tratta anche qui rendere di tempo discipline indipendenti tra di loro e nello stesso insieme con unità di lavoro. che scopersero nuove fonti e contenevano le testi migliori per quelle già conosciute. narrative fonti me- e senza prima metà del la . per ciascuna narrazioni stesse. per loro origine diploma. per risalgono il sempre a due radici: cioè modo con cui furono a noi trasmesse tono strettamente colle sorti degli Archivi. di Relazioni sugli Archivi. si troverà altro del Sickel. Anche qui dunque E e integrare. del Pertz e del Waitz. come con (pielle delle Biblioteche.

anzi questo genere di trova. Nei di atti conciliari nella Basandosi sulla scrittura ne determina l'origine. sovente sfugge ci un dato genere Ora è nulla. quel che vale per noi è il interessiamo di ci contenuto. negli atti. insignificanti. Anche per documenti bisognerà riconoscere che il testo. valore di quest'ultime ricerche con- cernenti la storia moderna. Sia che Liher diurnus durante del sia . ec. il indagine il destinatari. medesimo metodo. a un numero più largo dì studi intorno fonti. testo. sia Ottoni in volendo pubblicare alcuni diplomi degli che. faccia si ad esaminare precedenti diplomi imperiali per lo stesso monastero: sempre ogni in troppo piccolo. può usare nelle lettere.224 NOTIZIE devono essere trattate naliera. la prima volta di fonti. si prenderanno a esaminare tutti i caratteri . addentri nello si prenda a far egli cui questo composto fu studio degli storia la adoperato e delle lettere di Alenino. ai si spiega come registravano. come si tutti Sickel porta per mezzo dei caratteri esterni apparentemente e che. e che perciò si può crìticamente inten- dere solo dal lato di questo suo divenire. Ma questo col perchè quando . come si per similitudine si ture d'affari dì ogni tempo. l'essenza del metodo stesso ma si apprenderà nel modo migliore nel diploma medievale. mettendolo in connessione con altri privilegi di simil natura. seguitando l'esempio del Sickel. riusci a fare una raccolta razionale e ad elaborare in Faccio appunto rilevare il modo profondo tutta la materia. che spesso ci permette dì far la critica del contenuto. la forma che abbiamo sopra nominate sono naturalmente le fonti del tutto diverse per loro contenuto. lumeggia estrinseci. debba esser trattata con certe regole ìntimamente affini tra loro. caratteri si del Concilio di volumi medievali. ec. i è rimettevano sì un di accinse Trento. che potevano sembrare dì tenue importanza. conservavano negli archivi. Certo. più sa penetrare fino al materiali per la storia i suoi « Rapporti stessa metodo acuto. allora i conducevano gli affari. per cui nulla fondo della genesi Questo stesso metodo fu pure usato da Lui quando a raccogliere e su stesso Io guisa Romani modo con singoli atti spedivano cui si e poste. perchè non mi sembrano ancora abbastanza riconosciute ed apprezzate. nelle scritvi deve essere usato. o il scritti del Sickel. A tale scopo. Chi voglia il imparare bensì come questa forma. favore di un monastero. Esse ci insegnano che il metodo inau- ma anche gurato dal Sickei non solamente giova alla Diplomatica. come funzionavano i si le Solo col mettere insieme tutte queste osservazioni. » analizza de' manoscritti altri. non è qualche cosa dì già fatto e compiuto in sé stesso: ma divenuto tale a poco a poco. che indaghi secoli in i raccolte le privilegio da molti contestato di Ottone I per la Chiesa romana.

225 NOTIZIE penetrarne lo storico svolgimento intrinseci ed estrinseci per prattutto non considereranno separatamente si ferteci dalle fonti. le so- : testimonianze of- gruppi quelle che sono consimili. un cenno di un ampio 12 volumi e non mancherà Eoma (ser. XXXIV. It. le da studiosi di molto — il fatto che tutti questi diplomatisti uniscono si di cuore per venerarlo come — italiani e il te- Grande Mae- stro della loro scienza. Harold Steinacker. il volume I degli Atti Salviucci. V. Come poi gli impulsi dati dalle opere del Sickel siano divenuti patrimonio comune di tutte e siano dappertutto messi in atto e sviluppati dimostra talento. nome il critico fondato dal Sickel sulle fonti di carattere Sickel abbia il non appartengono solo quelli che imprese e scolari dell'Istituto di gli ottenuti non sarebbero quel che sono. a questa collaborarono alle sue grandi Vienna. Congresso Internazionale di Scienze Storielle. 508-509) di Scienze Storiche. come ma ridurremo loro la fa si prendendo per base appunto per documenti. ultimo in ordine di tempo. se non avesse trovato il in ogni luogo rappresentanti forniti anch'essi di rara intelligenza anche al di delle scienze ausiliarie fuori della cerchia dei suoi scolari. cosi pure verrà critica cui metodo il letterario formerà parte essenziale della cultura di questo genere del Sickel è in questo senso Ma una scuola. — Ma i riteniamo opportuno intanto primo.. c'è oggi nessuno storico che non abbia ben imparato e compreso la metodica delle fonti narrative. dar breve notizia di Arch. che chiude la serie de'prece- XXXIX. indagandone completa. meglio di ogni altra cosa de' Diplomi parelli. Già alcuni di questi onorano coi loro nomi la scienza storica tedesca. Società e istituti Scientifici. la nazioni magistrale edizione Lamberto curata da Luigi Schia- e Nessuna cosa poi serve a caratterizzarci l'importanza del Sickel quanto deschi Guido di Berengario. che fatto tempo in non Sotto tale aspetto resta ancor molto da fare. questo Stor. U Archivio. — È uscito ora. e perciò di studi. pe' tipi della R. iniziata.* Serie. in specialità. Accademia de' Lincei (Roma. tenuto in come già promettemmo facendo questa grandiosa pubblicazione appena pp. 1907). Vienna. di offrire ai suoi lettori particolareggiato ragguaglio del contenuto di tutti ond' essa è composta. 5. Ancora slam molto lontani dalla sua attuazione: è bene. 15 . pertanto. resultati I nuovo indirizzo da lui il un intero programma. Per i sue scienze ausiliarie. to. moderna avrà la storia le raccolta la modo anche tal come non e. del Congresso dal 1'' Internazionale al 9 aprile 1903.

e al rendiconto finanziario. e riassume con ordinata sintesi resultati morali e materiali i del Congresso. e porta gati. al tutte di le Nazioni nuUum par e : con eìogiuvi Yillari dichiara giunta al suo termine l'opera del Con- il gresso. il Gorrini. IV e V ricordano brevemente la Giostra di topografìa romana. Precede una breve prefazione del Presidente sen. vi stampa. Gli ultimi quattro capitoli son dedicati agli omaggi di pubblicazioni al Congresso. di economici del Congresso. proporre rileva oppor- - Congresso abbia. ri- accrescimenti ulteriori che prover- cogli si Presidenza la intende costituisca un fondo speciale per l'isti- un premio a vantaggio degli studi d' enorme chiude {mirahile dictu!) con un ranno dalla vendita de' volumi degli Atti. anche subito. di cui la pianta nitidamente capp. titoli di tutti i e organiz- completi di tutti gli elenchi Il interessantissime Comunicazioni.226 NOTIZIE denti. avuto studiosi gli veramente e geniale proposta. Segue un'appendice che porta chivi degli Stati Uniti. al de' risultati la spesa di più che 3200 lire. che curò anche tutta l'edizione degli Atti) tunamente come il principio attuazione. ai voti in quello espressi. sulla tre stampa brevi de' fonti monografie sugli Arstorici in sulle pubblicazioni svedesi interessanti la storia d'Italia. I si fa quindi Il cenno Urbis. Pasquale Viiil quale dopo aver reso il meritato tributo d'encomio ai vo-' — lenterosi che Io coadiuvarono nell'ardua e lunga fatica dell'organiz- zazione (primo fra questi comm. cui quale do- storici. Con questa somma tuzione efficacia tantoché alcune delle proposte in esso fatte già ebbero d'effetti. lari. ad alcune giunte e rettifiche agli Atti. consacrato alle belle e interessanti gite fatte da' Congressisti. Giacomo Segretario generale. 1 del presente volume dà conto dell'origine zazione del Congresso. e nitide incisioni intercalate nel testo avvivano il ricordo di quelle simpatiche e geniali escursioni. e . Il cap. Nel III Forma incisa è allegata al volume. Fa un rapido riassunto poi avanzo netto malgrado 0[uale. il chiesta dalla stampa degli Atti. Svezia. de' lavori e argomenti delle molte son riportati i i e nazionali ed esteri. aderenti ed programma iscritti. si e Ministero che vrebbero poter concorrere questa felice può farsi. II espone e libri a festeggiamenti che l'ospitalità tradizionale della gente offrì agli capitolo storici V è convenuti nella capitale d'Italia. V Esposizione di manoscritti nostra il gli verbali delle adunanze generali e alcuni de' più no- della inaugurazione della i Dele- temi di discussione e tevoli discorsi pronunziati in quell'occasione. e i cap.

S. fu dall' Assemblea chiamato con voto unanime a presidente di Presidenza. D. Germania una pubblicazione. vista Storica del Risorg. Quest'ultimo. rario il Per effettivo. il Alessandro cav. Nella seduta d' inaugura- 1' Sindaco di Milano. cietà poi dell' Ufficio furono nominati per acclamazione: Presidente ono- : una Ri- e organo della Società stessa . s. L. i la- vori preparatori del Congresso. sen. della Rivista Storica Italiana. tano Capasso . si tenne in Milano. rappresentante di che ne aveva accettato zione parlarono il M. riesca come questo fecondo di e — a vantaggio della scienza e a decoro della dotta luminosa traccia lasci cui in effetti. Archivio di Stato di Mantova. coir intervento del generale Majnoni. V. F. la costituzione barone Antonio Manno. il dott. Giustiniano al Congresso : Della convenienza che sia fondata una So- : la Storia del Risorgimento Italiano. preziosa e ci com- scientifico Italiana — di G. Direttore Direttore dell'Archivio storico civico di Milano. Ponti e l'assessore per la Bassano Gabba. che riguardino la Storia italiana fra il 1796 e il 1871: prof. Ettore Verga. Re. Commissario del Re per Araldica vicepresidenti . Fr. A. che rimarrà degno e dure- monumento vole del grande e solenne piutosi per la prima volta nel 1903 in che voti avvenimento Roma ed è da far : secondo Congresso internazionale. : del Risorgimento fra gli e studiosi pubblicazione : Della formula cavouriana « Libera Chiesa . in MicHiELi Bertolini libero Stato » . Ital. prof. che avrà luogo il Berlino nell'agosto del 1908.227 NOTIZIE Cogl' indici generali particolari e si chiude questo primo ed ultimo volume della splendida raccolta. il R. Direttore più importanti temi di discussione svolti i ricordiamo Consulta la Luzio. il il prof. Ca- al primo Congresso storico del Risorgimento Italiano. mare del Costanzo Rinaudo. on. periodici e riviste nazionali ed estere. segretari prof. come questa veramente monumentale.. Degli Azzi-Vitelleschi e Tra il seguenti i prof. sui criteri e di : Della necessità di accordi metodi da seguirsi nella compilazione una Bibliografia generale prof. Della convenienza e dei mezzi di for- dei regesti degli opuscoli e degli articoli di giornali. Gae- il dott. A. il alto patronato. Fiorini Nazionale per conte Nani Mocenigo e Giuseppe Lfsio. che già aveva diretto P. QuiNTAVALLE prof. — Nei giorni 6-9 del novembre stello Sforzesco. in se di occupiamo. Conerresso Storico del Risoreriineiito Italiano. il u. il conte Uberto Govone.

oltre al ricercare e procurar che . la dispersione di preziosi cimeli e CoEio dott. R.NOTIZIE 228 dott. Ghisi). Guyot). L. A e la a norma dello Statuto approvato iniziata l'opera sua per favorire divulgazione della Storia del nostro Risorgi- quest'intento la Società. Riva). Capasso). Museo Gallavresi ed A. Edgard Quinet tentativi per far evadere L. Michel ed A. Bertarelli: Intorno all'ordinamento metodico dei Musei del Risorgimento: Michel Dei modi di promuovere : l' istituzione un di del Risorgimento in ogni capoluogo di provincia per evitare documenti. Clerici: Dei dott. della Società Na- zionale per la Storia del Risorgimento Italiano^ che conta già un ragguardevole numero di soci e. MiCHiELi e G. Cavour e Bismarck (W.Stefano negli anni 1855-56 (G. A. risultati pratici più notevoli del Congresso è da ricordare quello della costituzione. su proposta del Fiorini. volontari per Tra i Nelson Gay). Lisio: Dei modi opportuni per rendere proff. mediante appositi questionari. G. Thayer). : Dei mezzi coi quali il Governo può favorire. le ricerche negli con acconcie Archivi di Stato atte al necessario integramento di talune serie di documenti che si conservano negli archivi dei Musei del Risorgimento. di S. E. Relazioni fra I e gli Stati Uniti (H. E. criteri Medaglieri del Risorgimento da seguirsi nell'ordinamento dei . C. prof. . Lisio: Se per lo sviluppo degli studi scientifici intorno alla le Storia del Risorgimento non sia necessario promuovere presso Università nostre un insegnamento speciale di Storia Contempo- ranea Italiana gliere. Della opportunità di racco- : testimonianze orali dei Re- le duci e Veterani del Risorgimento. di ria del le comunicazioni accenniamo Risorgimento (S. ha energicamente la conoscenza mento. invitandoli a precisare tutti quei particolari che potessero essere ignorati o mal noti. in tutto rispondente all'alto fine educativo e nazionale che in esse scuole dovrebbe proporsi . La Monza nell'agosto 1848 ritirata di l'Italia Garibaldi e dei (G. G. et l'Italie Settembrini dall'ergastolo (I. di resistenza all'Austria pronunciata in Piemonte nel 1846 eolla Società d'espor- tazione dei vini nazionali (A. (A. Michieli). Michieli proff. e savie precauzioni. r insegnamento della Storia del Risorgimento. Arno). Molte furono cui gresso. Les vues du Dire- La prima parola ctoire sur l'Italie en 1796 (R. Gay). L'entreprise de Un quaderno di Tito Sperì Murat (Weil). nelle Scuole primarie e secondarie. scientifico e prof. e memorie storiche più notevoli le Ricci): Il : lette al La medaglia Con- nella Sto- tricolore italiano dal 1796 al 1814 (E. dal Congresso.

del biblioteche popolari. ordinata dal Comitato pro- motore. prof. In occasione del Congresso fu pure stello Sforzesco aperta nelle Sale del Ca- una Mostra storica del Risorgimento. Clerici. G. colla collaborazione di tutti è retta stampa la e appositi musei si- Bepertorio bibliografico. conte Nani-Mocenigo. segretari prof.. Dele- dott. dott. — Salutiamo con viva simpatia liana. signori: conte Uberto Abba (Lombardia). organizzerà bliche e corsi popolari documenti i l'istituzione e pubblicherà un pe- più autorevoli studiosi ita- i da Comitati regionali. Ancona. prof. i i ornamenti mobili più rozzi e singo- modelli delle abitazioni di foggia caratteristica. del quale furono chiamati a far parte pel primo quadriennio Antonio Manno. i Bassano Gabba. Ferruccio Quintavalle. cronologico. commemorazioni. le idee. e a : Govone {Piemonte). . iopografico. Alessandro D'Ancona cav. Michele Scherillo. tra cui notevoli quelle delle città di Perugia. curerà stematicamente il o favorirà i ricordi e pubblicazioni di pub- Risorgimento. Città di Castello. Vittorio Azzi Giustiniano Degli Fiorini (Lazio) e prof. prof. ed integrata da ricche collezioni speciali. barone Alessandro Luzio. G. le rapporti economici e sociali. raccoglierà Storia del di Risorgimento. dott. di fissare e usanze tradizionali relative ai giuochi dei fanciulli e degli adulti. Co- cav. gli utensili di uso domestico. Gal- lavresi.229 NOTIZIE siano opportuiiamento tutelati e conservati promuoverà patrio riscatto. con propone e i quali ancor oggi i mezzi di trasporto gli e di esprimere graficamente e caratte- presentano e di abitudini. ecc. di raccogliere vestiari i i e gli strumenti della caccia locomozione. Vittorio Ferrari. vicepresidenti gati regionali sigg. presidente onorario etfettivo . lo i e modi popolari focolari e della i pesca. ecc. Francesco Novati tore Verga lini e i e Giovanni Oberziner. con prezioso materiale iconografico ed archivistico. prof. camini di forma locale. prof. G. Storia del riodico. come quelle del conte Camozzi e dell' ing. politico. e da alcune di privati. D. (Toscana). letture patriottiche. da pochi mesi tutto quanto ristici delle si agli usi riferisce varie nostre regioni. Must'o di Etnografìa italiana. di conferenze. ed è costituita da un Consiglio Centrale avente sede in Milano. . (Umbria). presidente on. prof. Benedetto Croce (Italia meridionale). della La Società liani e stranieri. di di etnografìa ita- scopo di raccogliere costumi tradizionali le personali. profonde differenze di vita Il Museo si nuovo Museo il sorto in Firenze. stanzo Rinaudo. Et- Francesco Berto- Giovanni Livi [Bomagna). . prof. A. C. lari. Terni. e prof. prof.

Gli scopi del quale sono egregiamente esposti in un breve opuscolo edito a cura dei suoi due Direttori. e discipline giorno più la ausiliarie. e tanto più passato nella sua interezza. danze del popolo. quelli della recente. come alteri della storia antica sti fatti si In questo breve cenno non sui molteplici aiuti che è che i fatti colpiscano con maggiore efiicacia la sua fantasia e più imprimano nella sua mente. corrono anch' oggi sulla bocca del popolo. che va accrescendosi ogni giorno di più. quanto il più disparate e più varie. questo e degli altri pregi dell'importante pubblicazione già da nuova concomprendono le voci noi segnalati anche recentemente (disp. forma della lampada p. Storia generale e studi sussidiari. Anche mente in questi. edito dal benemerito Bibliographisches Institut di Lipsia e di . quasi sempre egregia- svolti e tenuti al corrente colla produzione scientifica odierna. — Avemmo con cui si già occasione di rilevare la rapidità e la precisione.NOTIZIE 230 tutto ciò che si superstizioni e Né suoi pregiudizi. riferisce alle feste e alle a' di oggetti e di documenti. Così per del nostro paese sono notevoli le la voci storia : Mo- . lare. trasmessaci e di usi e di costumi . Per questo V Archivio Storico Italiano fa auguri di lunga e pro- sperosa vita al nuovo Istituto. già possiede di canti alle sue trascurerà la letteratura popo- poemetti del popolo una insigne e Accanto a queste collezioni raccolta. 2* del 1906) sono ferma i due tomi XIV e XV testé usciti. dacché accoglierà sveleranno spesso rapporti uso in in tempi remoti (ricordiamo. la le oggetti che esso somiglianze con quelli già immutata dai tempi etruschi) sopravvivenze gli so- Museo dimostreranno secolari e leggende che e le tradizioni. quelli a e dell' Italia. Non occorre insistere sui vantaggi che da questa nuova istituzione deriveranno agli studi etnografici alla sociologia e alla demopsicologia antropologici. quali di que- e. A noi preme prattutto di rilevare che anche pei cultori di storia questo potrà subito offrire un notevole aiuto.. molti sono i nominativi. anzi. es. cultori delle il ci essi riescono a le fonti te- senso storico agli studi storici: certo nostre discipline sentono ogni comprendere il concesso di insistere più oltre Museo potrà dare necessità di ricorrere a scienze meno disdegnano é sia. susseguono volumi del Meyers Grosses Konversations- i Lexikon. quale della maggioranza del popolo. infine. naci i più spesso. diranno talvolta come questo popolo giudichi uomini ed avvenimenti. che da Mitteicald a Plakatschriften. non manca una biblioteca. che interessano la storia politica e geografica e la cultura italiana.

d'altronde. è la considerazione data talvolta a biografie d'uomini mente che forse non meriterebbero tanto onore. klena. quando pure. cui cospicua e si avremmo di se fatto qualche non d'aver atterrato un portafoglio ministeriale. Parma. Piccini Niccolò. mentre avremmo volentieri veduto un cenno su quel forte artista drammatico e patriota e scrittore che fu Gustavo Modena. Pepoli Gioacchino Napoleone. Muratori Lodovico Antonio. cui spetterebbe un più ampio e completo ricordo. Palladio Andrea. volentieri a meno della biografia non spetta altro merito politico del giorno. Panzacchi Enrico. Gio. Otranto. ecc. Perugino. glielmo. Monti Vincenzo. Per la storia lette- cultura nazionale vanno ricordate le voci : Molza Francesco Maria. il cenno biografico non vada a terminare col poco edificante ricordo del processo e di natura. per convincersi come ne- cessariamente manchevole e difettosa debba esser riuscita la sua trattazione. Orcagna. 7)' Ovidio Francesco. Niccolò di Liberatore. non della relativa condanna per reati politica. Palma Iacopo (Il Vecchio ed Pellico J^ilvio. Pisano Andrea. Pavia. Palermo. che tanta parte ebbe nella storia del d'altro canto molto uomo nostro riscatto politico. Morelli Giovanni. e la serie de' pontefici di raria. e una più ricca notizia sullo statista Antonio Mordini. Piacenza. Mosso Angelo. Paisiello Giovanni. Palestrina. Orsini Felice. ma è stata mata la troppo infelicemente attuata perchè possa ritenersi col- lacuna già da gran tempo avvertita da quanti s' interes- sano delle discipline archivistiche. Generalmente non sa seguire altra traccia per le sue divagazioni erudite che quella della Storia Diplomatica del 3Iaffei e delle . Nigra Costantino. Pepe Gu- Ostia. — Ottima sarebbe stata l'idea del sig. Battista. come nel caso di Nunzio Nasi. Negri Ada.. comune ad opere consimili. Hoepli. Morelli Domenico. Moretto da Brescia. Monteverde Giulio. Napoli. Nicotera Giovanili. in confronto del silenzio itssoluto o dello scarso sviluppo concesso alle biografie d'altri in- signi nostri. Perugia. Nicola e Vittore. E le basterebbe vedere l'elenco delle opere da cui notizie che riassume nella il T. Pietro Taddei di dare un Manuale teorico-pratico delV Archivista (Milano. Pesaro. Pisa.231 NOTIZIE Montanelli Giuseppe^ Montecuccoli Baimondo. cosi. Difetto questo. artistica e della nome Pio. Pergolesi il Giovane). 1906). Montefeltro. Pindemonte Ippolito. Montagna Bartolomeo.. Petrarca.. che dobbiamo anche in questi volumi onesta- rilevare. Paganini Niccolò. ha attinto prima parte. Negri Cristoforo. e che ge- neralmente dipende dai poco sicuri o non sempre sinceri ragguagli che della vita e delle cose nostre giungono a quelli d'oltr'Alpe. Ochino Bernardino. Una lieve menda. ecc.

corredato per giunta da di tabelle illustrative. ritenendolo un singolare femminile anziché un plurale neutro. per cui ci limitiamo ad augurare che in una seconda edizione del suo lavoro T.. con- forme al desiderio delTA. D. la parte seconda.. tutta d'erudizione contenuto storico che non fa per e di riveda ed amplii e cor- lui. comunali. Ad un dove non è dimenticato neppure G. come a proposito degli Archivi delle Provincie. loro tempi. più limitato non d' uffici norme ed esempi e pratici sulle amministrazioni dello e concreti per la sistema- zione de' vari archivi. soprattutto corregga. ha ornai relegato tra le opere mera consultazione. e non sempre opportune. !.NOTIZIE 232 Istituzioni Diplomatiche del Fumagalli: ottimi libri s' ma intende. Milano. aver compiuta accingono si intraprendan ricerche. riuscirà utilissimo in particolar modo agli . ecc. ministeriali. rias- sumendo organicamente e le disposizioni legislative e regolamentari. anziché e crudi gli articoli de' regolamenti." E altri questi umoristici rilievi grammaticali pili seri circa dispensano dal farne ci alla parte sostanziale e di concetto. o scrive (!) prelude ad un ameno pistolotto apologetico per bolognesi gli archivi con un Bonomia docet^ commentato da una volata retorica. A. Cappelli e che. notizie sui pubblici Stato. provinciali. dimostrandone l'applicabilità appagarsi di riferir nudi alle esigenze della pratica.. ed a . bisogno da lungo tempo ed universalmente sentito dagli studiosi risponde il Manuale di Cronologia e Calendario per- petuo (Hoepli. non tentar nep- storica in argomenti sintesi che costituiscono ornai una scienza a parte e che esigono una cultura molto superiore a quella di cui egli dimostra fornito quando si costantemente scambia scrivia per scrinia. }De' che la crìtica odierna. S. specialmente dopo magnifi- le che pubblicazioni tedesche in materia. cui gran lusso il dedica tutto il tipo dello scaffale d' archivio — capitolo VI. come precisamente facevano tutti gli altri Co- muni dell'età di mezzo. 1906) compilato da A. e quando sull'autorità {sic!) dell'Enciclopedia Italiana cura tahuìarium puhlicaruìn.in lode di quella Repubblica perchè concedeva la libera consultazione dei pubblici documenti. lasci addirittura questa il prima parte. di Opportuno consiglio poi sarebbe stato per pure difficoltà le sempre gravi d'una l'A. che per l'indole sua più pratica che teorica potrà meglio riuscirgli del più modesto disegno saremo grati veramente a coloro che utile archivio o v' si ma dia lui nell'attuazione al una fatica riordinamento Ed anche in d' un questo compito fermi a semplici ed assai vaghe.. e regga. o per gli Archivi degli uffici di P. per cui riproduce fa le Istruzioni ministeriali del i° giugno '66.

Siamo interrotta XXX. V. utile ed ragguardevoli dello Stato. della Repubblica Francese e colle indizioni. Nelle tavole cronografìche poi son posti a riscontro gli anni dell'Era Cristiana con quelli dell'Era Bizantina. l'indice e studioso umbro. prof. benemerito erudito per la morte del in- archivistici più Giuseppe Mazzatinti aveva iniziato IV volume. scegliendo ad arbitrio solo al- cune città e non sempre delle più importanti. ed al- i Calendario. cui ai fanno riscontro quelle de' Papi ed Antipapi da S. to. dell'Egira. per la vasta conoscenza del materiale bibliografico come per cosi 404 no- magistrati delle libere democrazie co'tirannelli e i dr. — 1 Già altra volta demmo in questo periodico (ser. V. ce ne offre. A. 401- lieti ora di ViTELLEscHi del uostro Archivio l'editore Licinio Cappelli di Rocca conterrà. D. ci presenta con ottimo me- todo e grande diligenza la serie cronologica dei Consoli Romani. . Pietro a Pio X. di S. che sarebbero infinitamente preziose per periodo codatazione di la molti documenti di quell'epoca.233 NOTIZIE Premesse brevi ed assai op- archivisti e ai frequentatori d'archivi. di Spagna. in altrettante tavole egregiamente disposte e di fa- cilissima consultazione. non fa che accrescere d' un lavoro organico trebbe farlo il amalgamando e C. rimasta sarà ripresa e continuata a cura del voi. al E ben quale in questo eccellente saggio ha dimostrato. degl'imperatori di Germania dei e d'Italia sino re di nostri. Giustiniano Degli Azzi- Stato. Santi cipali de' Sovrani avremmo Segue un elenco alfabetico dei prin- chiudono Beati. lìerpetuo Giuliano e il Calendario romano antico. mentre invece lo scarso incom- e pleto tentativo che l'A. degli enti minori compianto la- G. il e veramente completo nostro desiderio il in proposito. Dà quindi. che e de' particolari. cenni storici sul cuni computar di l'A. l'esattezza del metodo di compilazione. notizia degli Archivi della Storia d'Italia. e e de' principali Stati volume il tavole cronologiche le d'Europa. quelle degl'imperatori romani d'Oriente e d'Occidente. modi l)ortune notizie sui vari al riguardo adottarono anni gli e de' sistemi che principali Stati d'Italia e d'Europa. oltre e che il condotto sino apprendere che l'opera. e (sempre pe' tipi del- Casciano) ne uscirà in breve generale della prima serie. teressante pubblicazione degl'inventari de' depositi il po- una speciale attitudine a vori siffatti. cessariamente signori de' singoli luoghi. Gregoriano un e a far risparmiare agli studiosi i il Calendario ricco glossario di date^ inteso calcoli che rendonsi necessari in- contrando documenti datati con nomi di feste religiose. pp. In appendice a queste volentieri vedute le serie cronologiche de' Podestà e Capi- tani del popolo delle più importanti città italiane nel munale.

della Conta- dei libri di conti dei fratelli Bonis di (sec. sogna l'antica gloria. occupa. ec). che chiama romanico. gendario anno mille. Salò. nei Paesi Bassi in Guascogna . e italiana mo- i essenzialmente popolare. primo dei quali il si ri- connette al concetto romano. sé due principi univer- passato romano. 19). di passato. degna rica. d'interesse. e di essere altamente apprezzata derni esteti. ci permette il il condizione nuova delle cose. da lui denominato nazionale. e la in cui ad un avvenire cristianesimo. Faenza. Al- della sua lora comincia il vero dominio della cronaca. a rivendicare sé stessa coll'affermazione del suo diritto. non offuscata dalla tabe rettoquindi fonte preziosa ed importantissima per la storia.. ticolari (Arezzo. Iesi. di di notizie sentimenti sia contenuto nella cronaca. a riconoscersi. del Banco di S. 1906. A^'ilentin più antico scrittore di cose di ragioneria Montauban Ambrogio. Perugia. II. anteriore. agli occhi nostri e spagnuola che tale di è di- carattere acquista quanti vogliono se- guire lo svolgimento della vera storia dell'umanità nelle sue varie manifestazioni. accanto ad argomenti prettamente economici modo di Stato nei col quale tempi antichi era tenuta la e di mezzo e della e Mennher de Kempten. l'altro. 8^ p. potenza economica. molta dottrina dimostra qual tesoro con di XI {Le studio lodevole suo fase. di XIV. ingiustamente valutata da lenni e XII. quale nel verità. edit. a dif- é della erudita. Gubbio. p. il sig. ma piena di vita. Grosseto. del e C. di verità. contabilità forse il di a principio dell'epoca mo- Stato in Atene. billa E. Il primo. — L'importanza delle cronache. estr. Nello svolgimento di questo genere egli la ravvisa due periodi: uno. fatta rilevare dal prof. ferenza La cronaca francese della che è nastica. religiosa da e . an. pieno dei il romanesimo e lotta memoranda tra sali allora esistenti. Discorsi (Milano. tii3. Tratta cosi della contabilità comunale dì Pisa nel secolo di Aristotile so- Giuseppe Bram- XIV). e e di- forma.NOTIZIE 284 inventari di Archivi di Stato(Lucca) e di Archivi comunali e par- Firenze. preva- e cessa intorno a quel leg- l'anima italiana comincia a scuotersi. è letterati. vuole l'impero. Colle Val d'Elsa. tip. posteriore. per quanto rozza sadorna ne sia so- Albano Sorbelli in un dalla Romagna. o so- contabilità commerciale e derna. col reggimento autonomo. In un volumetto intitolato si ciali. . della russa che é maggior pregio ancora checché dicano studiata. C. 1905. Croniche^ coop. : Studj e 123) 16". segue da vicino gli avve- il sembra mirare dinanzi a e alla assistere lente. il secondo non rammenta più nimenti del giorno di felicità e di progresso. rozza e modesta. — Corno ciale Opizzi.

1903) Pontificum Romanorum. Kehr.235 NOTIZIE ulità di Stato presso i Longobardi. 8. che lo studioso che accinga a ricerche su documenti medioevali negli archivi e nelle biblioteche visitate dal K. Kehr attende con lavoro indefesso alla raccolta e allo studio delle bolle pontificie anteriori al 1198. sarà alla sua volta. K. tratta il 1906. di affrettare l'edizione critica delle più antiche bolle pontificie. ancora un'altra di Regesta mentre mira allo scopo precipuo pubblicazione inizia con esso materiale preparatorio. Voi.. senza aggiungervi con- le ùderazioni né conclusioni. C. come l'opera grande del Jaffé. città e I re- come singole per- sone. und Pa- Geschichtsforschung. zu Gòttingen. il I. Gesellschaft der Wiss. Regesta Pontificiim Romanorum. prof. che valgano agli studiosi di tale disciE. numerose pubblicazioni non pochi Ecco invece un volume di . mostrando cosi quale mèsse di ciati materiale tiche. Ergilnzungsband VI) ha portato notevolissimi contributi alla diplomatica pontificia del secolo XI chten der e k. Roma. chiese. ecc. a seconda dei destinatari. dina. con ricerche ampie anche in questo campo. Si una nuova pubblicazione sistema- e più esplorato di tutti.. per l'edizione crìtica. 1906).. di Regesta. zu Gòttingen. N. 1898. delle Scienze di Accademia Gottinga. Delle ricerche compiute in Italia e dì quelle iniziate in Germania. istituzioni varie. Gesellschaft der Wiss. Phil. i fanno ora di questi rendiconti un'ottima guida per si nume- quali contengono pontificii inediti e preziose notizie archivistiche. in Svizzera e in Francia egli è venuto man mano pubblicando documenti rosi varii rendiconti. Klasse. Phil. Nulla di nuovo vien da jposto. P. segue poi un sommario storico della chiesa o del monastero. — Da ben dieci anni Italia Pontifìcia. monasteri. Si limita jporre quello che gli danno lui ad sue letture. si possa pur raccogliere. o da' suoi collaboratori. per modo che .inoltre colle Di- plomatische Miszellen {Nachrichten der le. per l'edizione critica affidatagli dalla R. Klasse. 1900) e collo studio Scrinium latium {Mittlieilungen des Instituts fùr òsterr. vescovati. il lavoro. di base e dì fonte a studi e a pubblicazioni varie. (Berolini. gesti furono distribuiti per gruppi. sebbene tanto lavoro e dopo aspettati sì il come prossima la si Dopo saranno comparsa del primo volume dell'opera. e cogli Otia diplomatica {Nachri- con altre pubblicazioni comunicò parecchi diplomi inediti rintrac- casualmente nelle sue ricerche. Dell'intento della sua opera e del metodo ampiamente nelle seguito Gòttingische gelehrte Anzeigen. poiché spigola le sue notizie nelle opere altrui. e questo elenco é cosi ricco ed accu- da formare una vera bibliografia dell'argomento. la quale.. precede ad ogni titolo o gruppo l'elenco delle pubblicazioni che servirono per rato.

ma é una miniera di notizie bibliografiche e archivistiche. anziché in ordine i cronologico per pontefice o sovrano. m^ ben anche per la raccolta materiale vario e disparato. prendono rado e f'ilr storiche. sellschaft Gli II A'm Turiner Urkundenfdhcher vescovato il di Tolla. (Sonder-Abdruck aus dem Neuen Archir der Ge- due dell'imperatore P^nrico Bergamo. o non di cui ci è anche solo notizia frutto delle il e nelle biblioteche. il il il metodo seguito. pur completando l'opera del Jaffé. 2120) di (1041 e 1047 (?) tre ultimi ci aprile 5 per marzo 15 per il i nel vescovato di Piacenza. due dell'imperatore Cor(1038 marzo 15 per il vescovato di Torino. che alcuni potranno di scostano dal seguito in pubblicazioni simili. Coi Refjesta del Jaffé ha di comune ben l)uò dirsi del tutto quale e cogliere nella sua opera. L. (Villar S. una importanza tutta particolare per la storia regionale. 1906.unde. soltanto un in documenti e atti varii. Stumpf Reg. AA. Inoltre tipo finora Jlegesti del i K. il primo soltanto monasteri di S. dopo un'accu- ratissima analisi giungono alla conclusione che sono tutti e identificano Adamo. e vescovato di Torino.. sicché il suo è un regesto critico. pone a base de' suoi regesti ac- fonti le dirette e sicure. si buzione dei singoli regesti secondo la distri- destinatari. 321-376). altere deiitsche Gescliichtsl. in pubblicazioni. 2208 S. Stumpf Reg. non pensò certo Jaffé di poter K. poderosa davveVo. Stumpf Reg. — A. conferme posteriori. III Modena. in cataloghi o spogli d'archivio. sta a sé Il poco più del soggetto e del titolo. lavoro del K. Si tiene conto rosi di ogni regesti i notizie archivistiche coir elenco generale pervenuto in il anche dei nume- ma testo. 2119 Salvatore ai clef< in 1038 marzo 16 per base S. Hessel und H. tengono dietro le il regesto o delle fonti manoscritte. 2315). Stumpf Reg.236 NOTIZIE studioso ha in un (juadro storico lo gruppo. 11. . Wibel. Gli AA. già in gran parte vagliate. Jahrhnndertf^. — esame quattro diplomi. Costanzo) nella diocesi di falsi. e di giunsero in originale. e in questo lavoro è raccolto ampie lunghe ricerche fatte negli archivi e ultimo sono dati regesti con i documenti estratto. Dal me- todo seguito deriva all'opera del K. raccolte ed esposte con plare potrebbe intitolarsi Orbis christìamis. I In loro caratteri intrinseci ed estrinseci risulta ch'essi furono composti e scritti dalla medesima persona. Costanzo in copia. in indicazione sommaria delle singole fonti manoscritte e delle edizioni. diverso è vario materiale il e nuovo. non solo per forse trovare superfluo o non a suo posto in una pubblicazione di regesti. metodo esem- la e quattro persona del falsificatore nel prete torinese . originali e copie. pp. regesti. non soltanto contiene Questa nuova opera.

— Heft V). B. L. Simonsfeld pubblicherà il nei Jahrbiicher der deiitschen Geschichte. coll'intento di prendere in esame diretto originali e copie dei diplomi di Federico poter giudicare e I non a con cognizione della loro autenticità o falsità. iind der histor. secondo la recen- quale quando due o più diplomi originali dello stesso autore per diversi destinatari sieno scritti dalla stessa mano. con zienti ed accurate indagini da torinesi e : lavoro Giovanna (Chambéry. Germ. lui istituite negfi segnatamente in quelli Camerali. rare un' edizione di questi diplomi ne per uno studio diplomatico.-philol. principessa sabauda sul trono di Bisanzio imperatrice Anna Paleologitia generale savoisienne. — H. Akademie der Wissenschaften.237 NOTIZIE L'importanza di questo lavoro non tanto per è notevole. Heft III). un contributo alla per alcune provenienze completano tano Per quanto cosi determinato notizie che egli collazionati. di ^Milano e di presen- possono giovare anche allo studioso dei diplomi e della storia di Federico illustra e pubblica alcuni colle Mon. Klasse der kgl. rendiconti anteriori nuovi . Bayer. delle fonti della storia bizantina. mostrata specifica falsità dei quattro diplomi. e dell'opera del Parisot sul primo dei due. abbastanza larga. tuttavia principali dei rianti testi (li va- e per certi archivi i e hist. gli di Niceforo hanno som- ministrato la materia di questo diligentissimo studio. notevoli per (ifMiovn. JSiMONSFELD. Uì'kunden Friedrich Rotbarts in Italien {Sit- zungshricìite der philos. - Sono rendi- conti di ricerche fatte negli archivi e nelle biblioteche di città delItalia settentrionale e di l' Toscana. lo fine di la storia Pavia nel XII secolo. interessanti la diplomatica. Weitere Urlcunden Friedrich Rotbarts in Italien (ibidem. In appendice l'A. di Imola. Viene ad ammettersi infatti la possibilità di eccezioni alla regola temente formulata dal Bresslau. 254. 1906. scopo della ricerca. C. quanto per le la di- conse- j»uenze generali. che ne derivano. Imprimerle 1 tav. se non perfetta. quindi offre. la critica sapiente delle narrazioni di Gregòra Giovanni Cantacuzeno. — dico. 1905. documenti. Le pa- Archivi di Stato conoscenza. un interesse generale. portano futura edizione dei diplomi nei V le prepa- prof. 1906. dalla nascita (1306) e dai placidi e Amedeo V. debbono ritenersi autentici. (. ma per la storia di Federico che I. la geneal. Già noto favorevolmente anche il dott.. conte fortunati anni tra- . 1.). S. nel quale ha ritessuto la vita della forte e disgraziata figlia di di Savoia.. ai di lettori Dino Muratore ha accresciuto questo Perio- sue benemerenze le verso gli studi storici colla pubblicazione di un notevole sopra di Una Savoia. 8^ pp.

ita- E. Le ragioni di questo fatto strano. l'ambizione dei ministri e l'usurpazione di Giovanni la più posero (1325-26) lei Impero del nonno An- volte al rischio perdere di Cantacuzeno trono ed ogni bene.NOTIZIE 238 scorsi alla Corte con Andronico dronico II e (quindi tenne che pel fratello del III Edoardo. cui metodi e le cui pene sono in gran parte d' i più atroci delle medioevali. Finora non sono pubblicati si il se quarto per par- conviene dell'opera intera. durante la quale le lotte intestine. nozze alle Paleologo. 8^. Alla storia dell'inquisizione Spagnola aveva già accennato l'illustre storico in due precedenti lavori I Moriscos : Capitoli storia della religiosa di Spagna^ loro conversione ed espulsione. inesplorato.London. ella. 1907 . che nel fervore della rinascenza sorga un tribunale. nel quale entra in pieno evo moderno. alla reggenza dolorosa figlio Giovanni. il che pure seppe difendere contro la mala fede che la circondava. e Poiché l'inquisizione nella Spagna si stabilisce e si rassoda quando Europa era sul declinare. Giovanni V. per riposto che sia. Ed base in ad un ricchissimo materiale. ne lascia Pierre Champion. Quando suo figlio. A history of the — four volumes. Cronique Martiniane. New Inquisition of Spaìn. ofi'ese e di cidamente afl:'ranta dall' di usurpatore l'altrui angoscie sofferte. che mai non rimirarono gli degli e respingere scene di san- le gue. Paris. in Jork . pubblica un nuovo poderoso lavoro. di Il Cronique primo di . in gran parte inedito. F. Macmillan. vale a dire nel mezzo del secolo XV. Il il si com- moltiplicarono attorno. che l'animosità del Parisot volle af- Questa verità vien dimostrata dal Muratore. — Spagna di Ora entra nel in nome due volumi. che lo insidiavano. per arditezza e vastità di non zioni. quale. ormai celebre. trionfò dell' -ambiziosi. vivo dell'argomento. e fu in grado regnare. scrive un' opera disegno che. Honoré Cham- pion. 1906. - L'autore. aspettiamo con viva impazienza tre diifusamente e come lare e d' indu- cede alla precedente. ebbero voga nel medio evo — Fra le cronache universali che più occupa uno dei primi posti pilazione di Martino di Troppau. chiuse pla- occhi (1359). nella il scarsità degli studiosi di storia bizantina ha saputo compiere (a parte alcune inesattezze) opera lodevole ed onorevole per scuola la liana. 1503 Antonio Vérard ne pubblicò col Martiniane una traduzione francese la suo ristretto nucleo primitivo fu ben tosto ampliato e le continuazioni vi Verso . e nessun angolo. l'autore cerca di scoprire. fibbiarle. associato all' di imperatore (1332-1341). non la per scrupolosità volumi. di crudeltà e di perfidia. della storia dell'Inquisizione nel Medio Evo. LXXix-126. — Henry Charles Lea. pp. C. T.

non solo ha grande importanza per Francia. descritte e nostro A. — Questa 1906. e all'intrinseco valore dell'opera accresce pregio l'eleganza dell'edizione. la predicazione di del santuario della noviziato di il Bergamo. dovuta alle cure del padre dell'A. Le altre brevemente illustrate dal attengono tutte a questioni.. secondo invece usurpa Il non essendo che una raccolta tutti alla storia di Francia. e le vicende della lunga e dolorosa lotta che affrontare per la causa del S.239 NOTIZIE Troppau nella ver- questi contiene intatti la Cronaca di Martino di Sebastiano Mamerot. verso frati minori. è Si può perciò supporre che il la fine ms. l'incontro boccamento con Martino V. Hanno grande valore il rac- conto del soggiorno. attri- testo il abbondanti di racconto del Le Clerc conoscenza del la sec. Bernardino S. bio- un cod. La di vita è opera anonima interessanti il un frate contemporaneo ed amico D'Araules menziona Fiesole. B. In confronto delle altre biografie del santo. ma Il alla luce. questa interpolazione che buendola a Jean Le Clerc. della quale Bernardino fu Vicario generale. fosse un manuale di qualche francescano. Texte latin inédit du del sec. cui gli altri storici Uno di questi è il impor- appena accennano o non conoscono.. l'ab- inchiesta del duca di Milano. cominciaraento dell'Osservanza francescana. grafia inedita di XV siede. Rome. C. probabilmente di famiglia senese. cui — P. è trascritta in scritture contenute nel libro. e contiene la narrazione di fatti tantissimi. La Cronique Martiniane forma il secondo volume della Bibltothèque du XV' siede. noto il G.. l'origine delle Grazie ad Arezzo. il lavoro dedicato. scritti mente Fra in francese. contributo preziosissimo alla storia di Giovanna d'Arco. di di Bernardino. sione di 3[a)'tiniane. che agitavano l'animo dei specialmente di quelli dell'Osservanza. del sec. editore parigino. già conosciuto per i suoi studi su Guillaume de Flavy. del santo frate a Bergamo. Bernardino dovette L'adorazione del tri- . Champion dà oggi il corredandone e note e di un'ampia e lucida introduzione. essi trovasi brani di titolo di il quasi relativi con ogni probabilità originaria- un racconto del regno di Carlo VII sotto forma di interpolazione delle cronache di Monstrelet e di Chartier. miscellaneo esistente nella biblioteca nazionale di Parigi. Fra Madonna l' gli S. Nome di Gesù. Ferdinand-Marie D'Araules. È redatto evidentemente nell'interesse della casa di Chabannes. si XV. S. interessa altresì la storia di Casa Savoia sotto il XV in ducato di Ludovico. XV. Per questa pubblicazione non va quindi risparmiata la lode al giovane A. questa è storicamente più esatta. episodi più Bernardino a coi Viterbesi. affatto sconosciuto. la conversione due usurai. Vie de saint Bernardin de Sienne.

riconobbe la innocenza del frate duca Il ne prese apertamente e Milano di le difese. S. alla soppressione dei Gesuiti. raccolti a concilio in Basilea. nel quale però zione di tutti — i avremmo desiderato più accurata brani riportati in lingua nostra. ai frammassoni. — Il fondo gesuitico della Vittorio Emanuele la sua P. 8". imbastito a sua insaputa contro Ma Bernardino. trovano le più importanti notizie sulle società segrete. Roma di contiene poche carte che abbiano qualche interesse storico: tuttavia loro il numero non è cosi scarso da rendere superflua la fatica di esaminarle. secolo. gli procurò la taccia di ignorante. assolutamente spregevoli. Eu- . anzi ne ammirò frate. 1906. fanno tali e tante rivelazioni. al principe Eugenio di Savoia. 77). e si : Antonio Solerà. Luzio è ben noto in tutte le sue fasi. lo : for- la salda fede. per la questione della devozione del tinuarono a combatterlo. pp. lanciato contro Bernardino. Felice Foresti.NOTIZIE 240 gamma Gesù. con- ma anche dopo morte. Questi intima- rono a Filippo Maria Visconti l'atto di comparizione. Il tace del seguito degli avvenimenti. che era allora negli stati viscontei. del genio IV annullò un nuovo processo. al clero francese del XVIII S. che dopo diligente studio dì A. Parecchie sono le citazioni relative al giansenismo. fonda principalmente sulle deposizioni di si quattro degli accusati Antonio Villa. il quale ne indica ed estrae tutto quanto si riferisce alla storia di Francia in senso lato. e lo accusa- ai Padri. È però noto che del santo. obbedì ma per sua V lo ammise in sua presenza e udite le difese del rogo. Champoin. Ben dimostra questa verità il sig. Il Munari ed il Foresti. alle relazioni della Sede colla Francia dal 1793 in poi. tentando di impedirne la canonizzazione. da di lui predicata alle moltitudini. Paris. Onde può dirsi interes- sante anche per la storia italiana la consultazione di questo inventario . C. biografo. Carboneria e la trascri- E. Tanto fu l'accanimento dei suoi denunciatori. idolatra ed eretico. Costantino Munari Nei loro costituti. non solo iìnchè visse. Il processo contro i Carbonari del Polesine. dopo aver parlato dello sventato intrigo di Basilea. Gino Bandixi. che rendono chiaramente delineate la trasforma- . ec. Gueìfìsmo nei costituti dei Car- bonari del Polesine (estratto dalla Bivista d'Italia. Giokgio Bourgin (Inventaire analytique et extraits des maniiscrits du Fondo gesuitico de la Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele de Home concernant Vìiistoire de France (XVP-XIX« siede). che chiesero persino fosse condannato alla pena Chiamato a comparire a Roma. ora nuovamente esaminati. gli nome oppositori di Gesù. rono dinanzi i suoi nemici non si dettero per vinti. tuna Martino scagionò d'ogni colpa. fascicolo di set- tembre il 1906).

8tor. 1906.. ma indagini più serene e più equi giudizi. con rigore di metodo con profondità di ricerche.5. come dice frutto delle .241 NOTIZIE zioiie della Carboneria nel Guelfismo e nome nata riforma che è conosciuta col I costituti del la tentata e poi abbando- di Latinismo.a solo alla indipendenza o repuhhUcana o regia. — F. Merita poi di essere rilevato che. ne l'opera per la quale la storia del Risorgimento ap- pariva tutto un tessuto di errori. — domestico. e che esistevano già ben distinte la tendenza federativa di fronte a quella unitaria. dell'Italia cen- monti Volsci agli Ernici. da Subiaco alle sponde del Liri.. M. dai costituti resulta chiaramente che leva non soltanto indipendenza. e raccolse in diverse relazioni il sue peregrinazioni e dei suoi studi nelle varie terre e città jahre in Italien. disse il E. il ma titolo della recente edizione italiana. si dava la intorno lui.. Fran- monumento dei caduti in quella batCon ottimo intendimento il Bolognini non ripetè particolari della memoranda giornata. B. Versione 8". Carboni. . — XXXIX. 1(3 e . Solerà sono degni di nota. Serie . pp.». vi-363. come suona il titolo della anche vere Passeggiate per V Italia. che al soffio della critica storica si è come chini. Arch. più demolitrice degli altri.Roma. Passeggiate per V Italia. le iperboli generose degli uni. 9) davanti al taglia. ma preferì insistere sul ravvivarsi della fiamma del patriottismo. dai memorie storiche naturali e delle bellezze da Bracciano in al Circeo. Giorgio Bolognini 14 (il maggio 1905) Per anniversario della battaglia di Santa ii<cm (Verona. Ora non. Ferdinando — dal tedesco. Wander- edizione tedesca. che ritenne notePontefice in cui al presidenza di una. ma anche si vo- unità. e la democratica di fronte a quella aristocratica. Brevi ed efficaci parole. mentre Cantù asserisce che il non alVunità l'azione dei Carbonari m/raz. i purificata. e la nostra storia più recente e più cara all'animo di ogni italiano. Gregorovius fu uno dei tanti stranieri che provarono vivo delle tempi diversi del una buona parte il fascino nostro paese. It. Federazione di Stati italiani. Egli trascorse trale. rese simpatiche da un dolce ricordo LVII il prof. 1906. specialmente per la luce che recano sul progetto di Federazione ideato da quale ha dato ampie notizie al il vole per la filosofia della storia quel progetto. pp. e padre Rinieri. Ferdinando Gregorovius. Ci piace di riconoscere che in queste ma d'altra parte idee e' è molto di vero dobbiam rilevare che ancora troppo pochi sono :- i libri e le pubblicazioni che trattino scientificamente. finalmente comparsa a sostituire la primitiva monca raccolta del senatore Cossilla.

campagnuolo giudizi Eppure vi è tutta un'altra folla i concetti e le parole del modificare se non lievemente ultimi ritrovati della scienza. che legge. quello cioè offerto dai delinquenti.NOTIZIE 242 Gregorovius viaggiando non muta la sua natura di storico. M. ad oggi P. sempre franco il Medio nel vecchi mano- selvagge solitudini dei monti Ernici e Yolsci pauroso squallore di Astura dinanzi Qua e occhi e alla sua mente. diritto di conquistare la propria riconosce agli ita- indipendenza (p. pochissimo di quanto riguarda « e quel « poco folck-lore delle città è stato oggetto di indagine il è stato scelto fra costumi i mento infimo della popolazione. Il anche un'opera di personali impressioni non in suo spoglia del si abito di ricercatore e ricostruttore di epoche trascorse: e in queste pagine. 335). Bologna. al mostra e liberale. tradizioni e le quale per natura sua ha molta il confondono e vi si golare miscela. gli avvenimenti quotidiani apprende patrimonio tradizionale del suo dell'ele- è analfabeta. liani il der nostro che : si abbandona Ninfa. e scrive talvolta. sicché cano nella mente in cui le idee e nuove teoriche. Anche gli studi storici — osserva molto giustamente ranno incremento da queste indagini « mente fra la : « noi il Provenzal — trar- non troveremo certa- gente vissuta per generazioni e generazioni in città . che coglie. e e vi si i pre- le senza essere abbastanza preparata ad accoglierli. pp. si paese. osserva che fino dagli studiosi la gente di solo ramo tra al popolo della città campagna se : vari e molteplici che i è faccia eccezione si lo studio di ofì"re il stata preferita di un questo po- polo cittadino. e ac- sempre a modo suo. senza tuttavia ». accalin sin- Questo feno- studiare. « affinità col volgo non di persone. Ma non le rovine e tra commuovere lascia si presentano si Cosi quando descrive le infiorate rovine di le e là poi sincerò amico Garibaldi. nutre la più viva ammirazione per nostro « eroe popolare » il pesante dolcemente poetiche. E. Gregorovius. dalla Rivista di Psicologia. anno II. fidenti di comprendere per esso e con esso la coscienza collettiva di tutto un popolo. 4. è scritti. vive. 31) Dino Peovenzal discorre con acutezza di indagine e novità di osservazioni. dalle volentieri a vivaci riflessioni e a descrizioni e Roma Gregorovius della Storia di per questo la sua narrazione è seria anzi spesso egli che il Gregorovius che fruga tra il e (p. infatti. — Intorno a I nuovi orizzonti del Foick-ìore (Estr. gli tempo . è tutto Evo . 1906. quando e trat- limpido Tirreno. Eilevato dapprima il rapido progredire degli studi folck-loristici tra noi. e ai suoi teggia mirabilmente il i maravigliose visioni. meno dato dall'urbanismo bisogna le si sovrappongono. n. ai pregiudizi e alle credenze antiche. 290).

Sàntoli. Toscana. secondo lui. vaghi più . « Il Liber Fascicolo di segnalare l' Censuum » del Comune documenti inediti sulla storia della Toscana nei I (dal 1097 al 1224). storici di F. Altri ricordo del il delle cozzanti vite che passa all'ombra dei « secolari ha conservato. il con cui essa intende ? ? ». parla di quelli. in quanto è « patrimonio di un'intera classe di persone e più e meglio dei vo- scolpisce la fisonomia di questa « caboli tecnici classe » (marinai. a suo gli i numerose epigrafi tengono vivo marea la in città pregiudizi i intorno al movi- contemporaneo. il che. come non ancora e derivati sempre dalla più numerosi e sociale passato. Storia Regionale. che saranno di raccogliere pa- documenti straordinario valore.. Pistoia 1906. dovrebbero essere che cos^ leggeva venti o trenta anni addietro gioni per cui gusti sono mutati i come sono apprese pubblico? E e assimilate qual'è princi- i Le Quali sono considera e gran massa del modo il fenomeni storici? «In i E le ra- recenti conquiste della scienza e modificate dalla senso storico della semi-plebe. alle quali può aprirsi P. folk-lore. osservando la vita.. il continueranno a intrecciare storici futuri gli cane- il maggiore o minor misura. indispensabili sono: ricerca di novellistico. il XIcaso pubblicazione intrapresa dalla . il elementi della ricerca. le « E avvenimenti remoti numerose è facile e i più vive immaginare le : modo. ricordi sono i memorie mento politico elementi più rari ma e più alterate cosi Per ». B. prepareremo un anello Detto cosi delle nuove vie. quali la storia ha fornito alle donato. - Q. « vaccio « fili i e il fantasia ha la e colore E ». nomi delle « gli autori dei rivolgimenti d'ogni genere «oggi l'ultimo sonno: « strade. ai quali non può sfuggire l'opportunità gine della vita contemporanea. monumenti tradizioni storiche le recenti. Che cosa legge tutta questa gente? pali i linguaggio. ricchissimo tra la semi-plebe. sartine ec). L'opuscolo del Provenzal dovrebbe esser letto anche dai cultori di storia. e il il patrimonio gergo. per di più.. hanno vissuto e dormono monumenti d'arte. — stoia. costumi della semi-plebe cittadina (cosi la chiama scondendosi la inesattezza della espressione) « catena che « della pur non na- l'A.NOTIZIE 243 formano la delizia dei folk-locompenso una memoria assai più lucida avvenimenti storici non molto antichi e ci sana nota una « quelle tradizioni vetustissime che ma scopriremo « risti.. « deirli in « suppellettile di leggende. - importanza di ([uesta Non è di Pi- sec. imperfetta conoscenza della storia. in cioè città. Regesti di XIV. soldati.

figlio di Francesco. XII un ramo passò in Firenze. impedire che non volle saperne. XXXVI) pubblicò un breve studio preparatorio per l'edizione dei regesti del Liber Censuum. prese parte alla conclusione della i Guelfi di Arezzo. Coop. Cambio. la il 1" fascicolo fa desiderare che continuazione sia sollecita. Paolo. che nel 1354. Annunziata. fondatori dei Servi di Maria. poiché regesti possono essere compilati con i metodi meno e tanto — all'utilità del lavoro. L. queste osservazioni nulla tolgono alla bontà e intenti vari. che presto sia dato allo studioso dì poter consultar l'opera intiera. nel 1498 sali alla carica La famiglia Falconieri ebbe anche tre cardinali illustri e due santi insigni: S. figlio di Guido. rimase in Firenze e estinse nel 1812 colla morte dei due fratelli Francesco e Roberto campagna na- Falconieri. Giuliana. e in questo Archivio (serie V. Tip. . di parte guelfa. — La fanciulla Il ratto d'una fanciulla (1451). Sàntoli si è accinto al lavoro con grande amore e diligenza. cugino del doge Pietro Fregoso. accomodato volentieri i il lo giacche dicono. fatti le e persone piìt Eomana. L. Conte Antonio Mastai-Ferretti. ignoriamo come terminasse Ma avrebbe Martinetto l'aifare. F. pubblica in appendice. E. pp. ad l'offesa privata riaccendesse le lotte intestine. Il dr. Un episodio del costume in Genova. Questo 1" fascicolo vertenza che rischiari lettore sul il non è preceduto da alcuna av- metodo seguito. Alessio e S. I illustri della 1906. — La Roma. M. più tardi altro. Si trapiantò nel secolo a si Roma un e in Sicilia. Carlini. rapita. 1906. non sempre l'uso delle virgolette sembra opportuno. S. che suprema del gonfalonierato. che perirono miseramente nella sciagurata poleonica nella Russia. rimasto celebre per aver fatto costruire a sue spese in Fi- renze la Chiesa della SS. Genova. Martinetto Fregoso. o lasciatasi rapire.244 NOTIZIE Società Pistoiese di Storia patria. famiglia Falconieri. faccenda con un matrimonio. — Ambrogio Pesce. Operaia famiglia Falconieri trasse origine da Fiesole Falconiera proles A Fesulis deduxit avos antiqua propago. 24. non ce rapitore quale. I più illustri personaggi di questa nobile famiglia sono : Chia- rissimo. che l'A. tre il la e noi documenti. come uno lega fra Firenze e degli Anziani. 8°. Liguria. era la figlia di Nicolò di Negro. pare alle volte troppo lungo e affaticato : regesto ap- Il ricorrono vocaboli e for- mule per un regesto talora superflue. Ma.

. che sono descritti noscritte Q a stampa. già ben noto per con- dell'Istituto Crivellari. gli hanno servito per la toponomastica. e di eruditi cultori delle di tutte le della storia milaP. farne coin- cidere la pubblicazione con l'apertura della Esposizione milanese. dal Manfroni. per così dire. L'A. Segnano e Villapizzone al N. edita da Giuseppe geografico militare. derivate principalmente dalla comporre avvertire fretta con cui l'opuscolo è stato composto. 1 a 15000. ma può forestiere. dal Morel dallo e Schaube : istituzioni le Nella sua « Proxénie au moyen-dge sules missi » i ultimi. auguro prossima. La lontananza da Milano ha impedito timi riscontri stessa ha ragione bozze di stampa. t' la Un lavoro. La Carta stata costruita alla scala da è fotozincografia alla scala di in a 18000. 1906) sui Consoli Veneziani di Sardegna Maiorca diramazione. che non serve soltanto Carta topografica di Milano al dintorni. del XVI ad oggi fino . I. simili pubblicazioni. ne per la e di l'argomento di uno studio di B. A quest'ultima categoria . e romana. vorrà tener conto compiaceranno Veneto. XI.245 NOTIZIE — L()Mi5AKDiA. rilevate dal 1720 in poi. con Profilo storico delle e moderna. S. che gli si Crivellari potuto curare con esattezza la revisione Ma del libretto. Siro 0. Schaube distinse « consules hospites ». Voi. sudditi da « essi protetti. di fargli e suggerirgli. È doveroso storica sono incorse alcune mende. — Interessantissimo ZORNO. di un soggetto : d' impor- tanza capitale già studiato dal Belgrano. Rogoredo e Lam- brase ad E. « con- i i quali straniero in cui s'insediavano mercanti avvicinavano giuridicamente oltre che formal- ai prosseni dell'antichità classica. tempo che corre dalla seconda metà del confronto di tutte ha ricavato la pla- e dal nimetria. che gli nese al correggere alcune sviste od errori. nitidamente in molteplici colori. volendo che nella parte l'A. mostra a colpo d'occhio cerchie della città e successivi i varie le ingrandimenti dai tempi remoti nostri giorni. dal Salles. di fare gli ul- sono sicuro che l'egregio A.. ai Quanto ha ai dintorni. in una ristampa osservazioni e correzioni. Gorla. Salvanesco circuito compreso fra l'Ippodromo il e Chiaravalle al S. Pit- Nuovo Archivio Veneto (Nuova serie. consultato un numero considerevole di !>ec. Venezia.. pubblicato nel p.. mo- antichi e nelle varie epoche. e ridotta 1 Il riprodotto disegno. mente consules dello Stato si electi » e » lo i consolari medioevali. come guida essere consultato con profitto da ogni persona colta. estr. Le mappe. si ad di S. monumenti i ad uno ad uno ha ma- carte. rilievi e piante. Fontana. Tanto nella città (|uanto nel contado risaltano benissimo derni. medievale età preromana.

Non 16^ pp. Roma. vi-172). dell'Avvocata. la Domenico Soriano. la Galleria quella di S. nuova inserito delle Geschichtsforschiing Bardi. Fosse del Grano. le Principe di Napoli. oggi largo del il S. Quellen Bibliothelcen. ec. un volume in in- Napoli che dalla Porta reale su quella parte di Palazzo degli studi {Memorie storiche di strade Napoli dalla Porta reale di si Fausto Nicolini raccoglie dr. quel che di concorso e l'importanza degli elementi Ve- il neti nella storia della Sardegna.246 NOTIZIE sembrano meglio riferirsi quali appunto occupa ora si consoli i P. degli aneddoti che vi ebbero Comincia collo spiegare che cosa fosse svolse poi una buona parte della via Toledo. la — H. intrapresa dal R. di ogni chiesa. dei terre Le funzioni del console veneto Sardegna sembra a sua volta accennare maggiore finora sia creduto si — Il A. Istituto storico Prussiano in re Normanni-Svevi. e ad illustrarla ancora col ricordo degli avvenimenti. E. Napoli. 2). Potito. inizia ora che si può considerar presenta il tale. dei Diplomi dei pubblicazione del materiale inedito. sul quale Piazza Dante almeno fino ad Antignano. professore di storia antica nel- dr. A. In questa prima parte frutto delle ricerche negli archivi dì Troia e di Foggia. C. staufische und Forschungen aus Heft IX. generale dal italiano in a pp. Ricorda quindi l'attuale illustra il Urkunden ans italianischen Ar- — Il dr. che nell'autunno del 1905 lavorò negli archivi di Puglia per la raccolta. chiarire la parte topografica di quel rione. 1906. Michele. B. Niese. di ogni palazzo o la costruzione che veda sorgere in quel tratto della città. Mittheilungen des Institnts l'interessante scritto e (\q\V Archivio storico di quella R. chiese e conventi di S. und . le Giovanni de' Piazza Dante. la da Roma. stampò nel voi. Conso- al consolato veneto poli. Veleia : Antonio Boselli ed giunge filr e le Deputazione — studi fino per al Il Provincie Parmensi. ma contenta però di si si e Na- ferma a narrare storia di ogni largo. IV. 1907 . Puglie. e la istituzione del in catalane. pubblica a cura di Storia Patria. che serie. S. XX l'Università imperiale tedesca di Praga. G. 57-91 del voi. Ricciardi. Emilia. chiven luogo. il veneti in lume dalle notizie raccolte intorno in Cagliari ricevono lato di Venezia in Maiorca. Erster Teil. il chiesa e convento di S. o lui rintracciato. ( di Toledo: chiesa di Teatro Bellini. escursione topografica Questo scritto è stato voltato storica. — al Palazzo degli studi. R. Nudi. teressanti edifici òsterreichische Bobbio. Port'Alba di Caravaggio. la costruzione della si estendeva dal- e si Porta Reale per opera di don Pietro Mercatello. Limpiano. . Giulio Jung. Normannische und Apulien. Niese.

II. ser. come l'A. che in Sardegna ebber lo più simili a quelli delle tutta Italia nel medio evo istituzioni ma . S. grafica. ed anche in quelli politici. D. rendono assai interessante la lettura di quei testi die statutari L. Breslau. A. e ne sa- rebbe di molto agevolata la compilazione di una storia artigiana che ci riveli la vita operaia de' secoli scorsi ne' riguardi vili. Fede- di ebbe riproduzione foto- cui di un'ampia L. Sulla questione della unità o dualità del diritto in Italia sotto la domi- nazione ostrogota. L'A. Lombardo una monografia del di Scienze e Lettere. prendendo come punto di partenza il noto lavoro dell' Halban {Das ròmische Rechi in den gerrnanischen Vollìsstaaten. i legge generale di soppressione del 29 maggio 1864. Del Giudice. entro i quali deve accettarsi l'opinione intermedia tra quella che ammette l'unità del diritto. Unione Sarda. l'esempio egregiamente da dato lui fosse seguito e potesse aversi un'edizione critica e ben condotta al pari di cfuesta (che lascia solo a desiderare per la esattezza tipografica) di tutti gli statuti delle maestranze sarde. Sardegna. XXXIX. poiché le economici e ci- maestranze sarde. sono per congeneri che fiorirono in peculiarità caratteristiche che vi si rilevano. e che appartengono ai gremì de' Muratori (147o). Falegnami (1676) dei Se. augura. cioè l'assoluto ed esclusivo dominio della legge romana . Precede al testo illustrazione. e la redazione di alcuni di essi nell'antico dialetto isolano. è Ist. Silvio Lippi (Cagliari. 1906. dei Barcaiuoli (1547). prof. raccoglievano e coordinavano le moltitudini. Storia giuridica. G. 1906) ha raccolto brevi e preziose notizie sugli Statuti delle Corporazioni artigiane sarde. alcuni de' quali rimasero in vigore sino alla scopi. siccome associazioni politiche riconosciute. si e dei Pescatori (1747). — Nei Rendiconti del R. le nome queste as- di gremi. 1899). — Rannodando con geniale evocazione alla storia delle antiche corporazioni d'arti e mestieri della Sardegna cietà Operaia di Cagliari per questo più evoluto e moderno i fatti della So- 50" anniversario della fondazione di il sodalizio. cerca di determinare i limiti. presso l'archivio civico di e buona Altamura. voi. cioè rico II ricavati aggiunge due documenti vi da una pergamena. degli Argentari ed Orefici (16B1). Gli sistemi d'amministrazione e di reclutamento di sociazioni operaie. il ha pubblicato. ne resulterebbe un notevole vantaggio agli studi storico-sociali dell'isola. Tip. in confronto degli altri che vigevano nel continente.. dei Conciatori (1673). ed avevano considerevole parte negli avvenimenti.247 NOTIZIE nove docunienti nuovi.

lettere ed arti. Fadda alcune in una nota uscita notizie Sulla carta de logu cagliaritana (Napoli. si privati fra non controversi. ma non per intenzione che ne avessero avuto Teodorico ed i suoi successori. specialmente in quelli opponevano si quale fu sempre. ch'egli ha tratto da documenti sardi inediti. Se. Q. mancando il e. e che ne sostiene l'. di contatto. che La carta de logu cagliaritana è andata perduta. meno che la dualità. certo almeno nella parte indirettamente conosciuta. che forse tanto in quelle formule tradizionali si mantenne attraverso i sol- secoli. 1905). to. egli limita il suo studio ai documenti paternopei. 1906-7. che l'A. bensì per ne- cessità di fatti e di tradizioni. fermandosi particolarmente sopra alcune parole di ori- gine greca che in essi s'incontrano e che hanno particolare atti- nenza col diritto. delle popolazioni rurali. dimostra assai chiaramente. non si ma sia lo speciale sua origine dai rapporti colil quale d'altra parte affermò mai su Napoli con un eccessivo potere assorbente. redatta in latino. da Teodorico vincitori e sui vinti. riconosciuta dal nuovo governo. sulle quali avevan piena autorità sui i in onore la dottrina l'ellenismo medievale del mezzogiorno d'Italia un LXIV. e sostiene validamente l'opinione che linguaggio curialistico non tragga la r impero orientale e dal dominio bizantino. non potè reggere in Sardegna ebbe nel secolo non può con essa. l'ultimo ed il e — alla per- Del Giudice il solo scopo della legis- lazione dei re Goti in Italia. ha voluto rimettere argo- Tamassia ha pubblicato negli Atti del Beale Istituto Veneto di scienze. Q. che ancora fetta unificazione del diritto. essendo quella che meglio rispondeva ai bisogni non avevano una costituzione propria. . L' ellenismo nei documenti napolitani del medio evo mento di una nota. Solmi ha recentemente esposto negli Studi in onore di C. Q. N. fortuna che se di questa testo. interessanti vicarii perchè danno nuova luce sopra regni Kallari. Se. piuttosto che un effetto della più recente conquista bizantina. principalmente perchè.altra materie contenute negli editti regi. Nella general tendenza iniziata ad assicurare al zionale barbarico romanesimo un incontrastato potere. — Il prof. che il prof. è 2^ L'A. il il breve pisano dei quale dopo la conquista aragonese restò ancora in vigore come legge territoriale. con sicurezza la fonte. A. Se. dirsi XV contro la quella di Arborea.NOTIZIE 248 anche sui Goti. una vera sopravvivenza dell'ellenismo antico. carta de logu. par. che considera pallido riflesso dell'antichissima civiltà greca. la lo diritto na- il applicò ancora in alcuni rapporti Goti. è tratto a ha tanti punti pensare che ambe<lue siano un pro- dotto della legislazione pisana in Sardegna.

alla Randi. e quelle d'in. la fortuna opere di artisti e di inspirati . Milano. perchè cipio del sec. — Coir intento di fornire a tutti gli studiosi di cose vinciane una raccolta completa del materiale che si riferisce al grande italiano. D. opere di contemporanei che accennino a Leonardo o che. ed uno ricorda primo contiene documenti giuridici con una brevissima di di documenti di riferisce all'Università pa- si famoso consultore della Repubblica veneta.249. ad iniziativa del in iniziata è si Luca Beltrami. indole stòrica che. tenue manoscritto consta Il sei formule complete notula doctrinalis. Storia letteraria e artistica. . l'opera manifestazioni del suoi rapporti con con- sulle e tempi. già dottamente illustrato da Enrico Besta. le molteplici suo ingegno in tutti temporanei. la della sua fama i campi dello sua influenza vari nei le pubblicazioni d' scibile. NOTIZIE — Ottimi contributi graditissimi sempre agli studiosi di storia e giuridica e di diplomatica son quelli che intendono a gettar luce non ancor ben conosciuta materia del documento e del notariato italiano nell'epoca medievale. di cui fra pochi anni si celebrerà degnamente il quarto centenario della sen. che riproducono integral- e illustrano i manoscritti vinciani . Comune. pubblicazioni antiche e moderne. pur trattando in gene- rale le diverse manifestazioni dell' arte o del pensiero nel Rinasci- mento. 1906). È da che del prezioso codice deplorare scarsi frammenti. ai frnmmenti di un formulario notarile del principio XIV appartenuto Curia del Vescovo di Padova (Padova. morte. a Leonardo in qualche parte dole artistica che da lui le agli studiosi offrendo le riferiscano. pur non facendo menzione di mente si abbiano tratto argomento o ispirazione lui. di due frammenti : il secondo porta invece formule il carattere letterario. il Riccardo Malombra. presso l'Archivio Storico colta Vinciana. A. Tale è il breve studio di Melchiorre sulla Roberti intorno del sec. la vita e pensatori che a Leonardo siansi Comune. XIII avea ancora conservata rami stessa del rimasti cosi sien lo studio sulla giurisdizione assai larga molto agevolato molti ci conoscenza del testo intero la i)rivato e pubblico diritto del Vescovo il ci avrebbe che al prin- di Padova in nell'amministrazione e G. una Rac- di riunire: le scienze. taluno di questi dovana. risultino di utile consultazione materia per deduzióni e raffronti. la quale le si propone pubblicazioni che illustrano del vita la di artistica di lui e della sua scuola. sulle arti i comunque Leonardo.

non è l'Alessandra Be- . Allegretti. lui si riferiscano. oltre Vinciana (Milano. Verga de' ricordati e Beltrami. Ettore Verga. - permettano simpatica figura " da Vinci. contengono anche si da splendide incisioni. ne trae la conclusione che l'Ariosto ebbe i figli la donna. Lodovico Ariosto (per nozze Uzielli-Franchetti ). De La Baccolta si relativi il- ricordiamo quello 1° fascicolo « la donazione dei codici di conati all'Ambrosiana di Milano documenti Ar- dall' « le espres- e nel 2" fascicolo . ha reso già grandi servigi agli studiosi di cose leonardesche funzionando di al vantaggi d'una vera associa- utile ufificio d' informazioni alcun peso. perchè non troppo facilmente che ci fossero notizie sull'Ariosto nelle spucci. a cura del Direttore dell'Archivio Civico di Milano. centi disegni e dipinti indirettamente a fotografie ed eliotipie riprodu- le Leonardo. G. non impone ai suoi aderenti tende tutti quei contributi di studi illustrare del grande — e lumeggiar degnamente e 1900. 1898 la ed è stato sarebbe pensato note ad una vita del Veè di quelli che offrono uno tratta di questioni irresolute: quella quindi. un' accurata bibliografia vin- ciana e una cospicua serie di regesti di tutti i a Leonardo articoli originali. Quest'istituzione. e i suoi amori in Firenze Firenze. non appena l'intero lavoro sarà compiuto. A. — Il chiaro Autore in questo opuscolo ripubblica con qualche aggiunta alcune pagine della illustrazione con cui accompagnò nel sua edizione della Vita di Amerigo Vespucci del Bandini ottimo consiglio. L'U. e del Leonardo fatta Beltrami su sioni e vocaboli lombardi nel Codice Atlantico » i e contributi di Corrado Ricci. cognata del Vespucci. D. Simone Fornari da Reggio Calabria. perchè degli amori dell'Ariosto e. nato nel 1474 s'innamorò da Simone Vespucci Gualtierotti. che G. un si pubblica annualmente che s'intitola appunto Raccolta bullettino. sugli amori fiorentini del cantor dell'Orlando. dell'ordinamento delle sue rime amorose. 1905 e 1906). dà anzitutto alquante notìzie su Nicolò Vespucci (nella casa del quale a Firenze Lodovico nucci). E. Riportate indi le parole del noto biografo dell'Ariosto. anche antiche. Lapi. da cui Giambattista e Virginio. il materiale bibliografico dal sec. Favaro. Bonelli propone anche di pubblicare separatamente. ecc. che zione scientifica e clie ofi're XVI tutti i come un vinciane. le Per comodo degli studiosi poi. dott. Marinis. di documenti che direttamente i medaglie. A. mentre d'altra parte Fargomento speciale interesse. in cui. qui editi. 1905 : p. si si . ne at- solo ricerche. senza però darne la dimostrazione.250 NOTIZIE le incisioni. di ma la nobile e Gustavo Uzielli. 25. e morto verso il e di Alessandra Be- da Lucrezia di Niccolò 1535. Nel lustrati del fin Verga su ».

ed é divisa in sette parti. che Frati ne scuopre l'au- cui storico e poeta — luc- L'A. tore. non sa dire per ora. chi sia questa cognata TU. ove si Foligno. esistente con altre scritture nel voi. vuol rendere crede a torto dimenticato. avanti. BuUettino Senese di Storia Patria (XII. S. 1906. È preceduta da un Proemio agli acca- demici bolognesi. com'era noto. privi di importanza. un Tiberio dell'Aquila. nel giugno 1513. conosciuta da lui nel 1513. il documento. di Ulisse Aldobraudi.251 NOTIZIE micci. Bartolomeo Beverini XVII. dr. contenuto di essa un substrato di vero. in nome insieme a Giovanni di Guidantonio Ve- del suo cugino Rinaldo degli Ariosti. il Il nostro scrittore pone si il monastero delle monache il Da si desume che alcuni Inoltre sono ben esistiti. né Virginio. 21-22 del suo opu- ma anche X marzo (11 12 febbraio. che e non si avremmo desiderato che pubblicasse l'IT. Campi. chiunque sia ci questa cognata. questo studio ma . Notizia. pubblica una piacevole ed erudita illustrazione del sur non è molto A. quando fu ospite del Vespucci. per denari da questo prestati al banco di Pier Francesco de'Medici. In questo fiorentino noi troviamo Lodovico incaricato di fare pignoramenti ed altre operazioni consimili. — é fatto in altro scritta trovano nel Proemio. dunque. autografa ed anonima. Adolfo Simonetti. questa. anche come prova positiva delle sue relazioni coi Vespucci. non potranno essere figli avuti da Lodovico con lei. chese del secolo dalla quesito se v'ha nel gli episodi raccontati dal novelliere. personaggi nominati in essa sono veramente noti nome una Satira autografa. D. Importante del e fa sapere a pp. assicurato or alla Galleria — Il Nazionale di Londra. ciascuno dei quali ha in fine un capitolo in terza rima. contentasse di darcene un breve cenno. o Trattati. L'opuscolo si chiude col dar notizia delle due case abitate in Firenze dall'Ariosto. il Roma D'Este pensassero a mandarlo per l'in- primo soggiorno 1513). che quasi. pp. che. tanto importante. dedicata a Messer Barbiano Arrighi nel 1553. P. giustizia a un suo concittadino. 308-317) Ludovico Frati del Cinquecento. ci scolo. di S. intanto E ben venga affrettiamo a notare. che i coronazione di Leone 1503. e promette di chiarire questo oscuro punto in un prossimo studio. Ne . mano della Novella. e l'altro di S. stessa accenni storici. o mal giudicato dal Carducci. conservati nella Universitaria di Bologna. dal Morsolin e dal Belloni e sarebbero svolti Maria Maddalena. in Il fiorentino. e del costui ritratto dipinto dal Tiziano. T. dei quali hanno notizie rispettivamente del 1509 si assai è invece quello che TU. che cioè l'Ariosto fu a Firenze non soltanto. spucci. cod. né Giambattista. Stefano. Aldobrandino. 39 dei mss. una curiosa Novella amorosa Senese 2-3. non pure ricordato nella Novella.

afiinità A. (ì. e la Poesia Torello Fanciul- LACCi studia da un punto di vista puramente letterario l'opera tra rediana e satirica del Carli. con digressioni e richiami ad altri poeti ditiram- accennando anche a certa sua. 1*. Concorsi. esponga la Storia di Genova dalle origini fino all' an- nessione al Piemonte. insieme con l'augurio di e le congratulazioni sempre migliore. che ebbe Lucca. La Commissione esaminatrice riferirà nel termine di tre mesi dal giorno della chiusura del concorso. poeta valdinievolese del XVII-XVIII sela Svinatura. A. aiuto del Direttore di questa Rivista. destinato alle scuole e condotto sulle fonti criticamente più accreditate. sugi' introiti netti da ogni spesa. che ci è sembrato Il assai superficiale.glio di Boherto di Napoli a Firenze nel 1326-27. soffer- due principali: sulle annali gli di scarso valore storico. 1906). bici del tempo. L. All'egregio collaboratore giungano vio Storico. per un libro che. sebben lontana. il prof. dovranno essere consegnati alla Segreteria della Società non più tardi del 31 gennaio 1908. — A dazione col festeggiar degnamente la Società premio 50*^ il anniversario della sua fon- Ligure di Storia Patria ha bandito un concorso. Vieusseux (\e\V Archi- un avvenire sempre più operoso responsabile. ma le opere edite ed inedite. lavoro. I anonimi e contraddistinti solo da un motto o da un numero. di traduzione edizioni sino al 1829 e fu lar- sei gamente ammirata dai contemporanei. di lire mille. . Tip. con quella che fu poi la maniera del Giusti.. Emiliana. — In una monografia intitolata Paol Francesco Carli ditirambica (Venezia. L'opera prescelta sarà stampata a spese della Società. se ne riserva tore la la quale proprietà letteraria. lavori. avrebbe potuto essere considerevolmente più breve. — Con vivo compiacimento annunziamo che il dr. Giustiniano Degli Azzi Vitelleschi. colo. F. è stato proclamato vincitore del premio Tenore nel concorso indetto dall'Accademia Pontaniana per una monografia documentati? sul tema: La dimora di Carlo f. salvo a corrispondere all'au- una percentuale non inferiore al 30 "/. in forma com- di sobrio pendio.252 NOTIZIE narra quindi la vita e ne ricorda mandosi specialmente scritti in buon latino. e la in ottave della Eneide. B.

: 1. di un socio ordinario. e Economo. rimane composta del senatore Pasquale Villari. Parimente a di si Si forma. — dente adunanza. che viene approvato. di soci corrispondenti italiani e straniei'i. Mancini. Kiuiiovamento del Consiglio Direttivo. una terna da proporsi segrete. senatore Sono presenti i soci Del Badia^ Del Lungo. Hanno scusato la loro assenza i soci D'Ancona. Giorgetti. profes. a e norma procede al al rin- Ministero per la nomina dell'articolo 17 del Regolamento. a forma degli articoli '25 seguente ordine del giorno col — L' adunanza e 2(i del è con- Regolamento. del Presidente. Comunicazioni della Presidenza. Santini. del senatore Isidoro tore Tommaso Isidoro Del dente. F aloci-Pulignani. Fumi. Sardi e Sardini. per votazione a schede cav. 2. DEPUTAZIONE (1907) Adunanza generale del 13 aprile./' ATTI DELLA E. Cxlierardi. 4. Magherini-Graziani. il e del sena- schede segrete vengono confermati senatore il Del Lungo Corsini. Nomina Nomine 5. Presiede il Villari. Elezione del Delegato della Regia Deputazione presso 1" Istituto Storico Italiano. già Presidente. novamento degli uffici. Dopo aver data lettura del verbale della preceordinari Berti. Corsini. Del Vecchio. ó. vocata. Lupi. Alessandro Grherardi in quello . G-iannini.sore Segretario. Lungo nell'ufficio il di Vicepresi- Alberto Del Vecchio in quello di uff. Sforza.

dei quali 12 italiani e 4 stranieri. 7 l'art. — Si apre la votazione per nomina la IH di soci corrispondenti. il (1). comm. ne viene la designazione alla gato. socio il Giuseppe Rondoni (Firenze). Presidente il osserva Del Vecchio. Circa la elezione del Delegato della Deputazione presso r Istituto Storico che R. Accademia di Lucca ha messo questo oggetto all'ordine del giorno i]3otesi che si di questa carica siglio Direttivo nel- dovesse procedere alla rinnovazione anche ma : a lui e agli altri membri del sembra che questo incarico non sia Consog- getto a rinnovazione.II Per il demandata — Vicepresidente della Sezione Lncchese. . e propone che in nome rinnovino alla La proposta Presidenza 1' di tutta famiglia Franchetti le viene approvata. rilevando specialmente la grave perdita che con lui ha fatto la scienza storica la Deputazione si più vive condoglianze. La votazione si fa sui candidati. esprimere incarico di il e voto della Deputazione. presentato da tre proponenti o più votazione segreta a scrutinio di (1) Questa confermò nella carica il . i marcii. attualmente Dele- Segretario prof. socio Giovanni Sforza coglie l'occasione per ricordare Il con affettuose parole il compianto collega Franchetti. il cui nome sia stato e resultano eletti. Riesce eletto all'unanimità. in quanto non dipende da quello di Segretario. 1' Italiano. : (tiacom<^> Sardi xi. come richiede corrispondente prof. — Si procede alla votazione per la nomina un di socio ordinario da succedere al defunto cav. delibera che il Del Vecchio socio con- tinui neir ufficio suddetto. prof. di tre soci. ma Concordemente è un si incarico ad personam e quindi a vita. si affida alla . per signori lista. del Regolamento. Augusto Fran- Viene proposto da più chetti.

Enrico (Firenze). deplorando che condizioni del bilancio e altre circostanze inerenti le al carattere dell' opera ne ritardino com})iniento. assente per gravi motivi un telegramma di saluto e d' augurio. prof. il ha An- nunzia che il Consiglio di iniziare la pubblicazione del II volume del Codice di- Direttivo intanto plomatico Aretino. famiglia. prof. che si Ita- vien pubblicando a cura del prof. Pio (Firenze). Griustiniano (Firenze). ("Parigi). Eodolico prof. il Presidente parla della raccolta delle iscrizioni toscane. Riferendosi ad un'antica proposta del socio Lupi. Paolo (Roma). Arrigo ("Siena). Stranieri: — (Firenze). Ezio Tocco (Volterra). prof. — Luchaire — prof. edito a cura del sig. — — Canestrelli Cipolla conte prof. parelli prof. — (Firenze). co- municando che a questa impresa ha rivolto Facoltà Letteraria del — tario r. (Pisa). il Istituto di Studi Superiori. — Degli Azzi dott. Brockhaus (xaiithiez Pietro (Parigi). Eostagno prof. Sergio Terlizzi. Marchesini prof. Solaini avv. deliberato Ubaldo Pasqui. Carlo (Firenze). Umberto (Firenze). Solmi prof. si pubbli- Storiti Parla del Codice diplomatico Angioino. Presidente dà notizia dei lavori che Il cano nella nostra collezione di Documenti di liana. prof. Luigi (Firenze). Enrico — Kehr Achille prof. Ili — Guido (Firenze). Niccolò Scliia(Firenze).— Bonolis Italiani: Antonio aroh. Gli adunati deliberano infine pensiero la d' inviare al Segre- Del Vecchio. >0'''B^^'<^' di . — — — — — — — Felice prof. Rajna prof.

Iodoco. Corazzici Toscana della r.DELLA SOCI E. — Firenze. Paloci-Pulkinani mons. Istituto Membro r. CtAMURRINI comm. Commissione Toscana della — dica (1878). Michele 9. di Stato. Accademico corrispondente della Crusca. Tommaso. (1875). Del Badia cav. comunale Consulta Aral- Prefetto d' Orvieto. Lincei (1888j. ». della Cesare Allieri (1896). cav. Membro cav. Senatore 4. Firenze. Socio nazionale dei Lincei. Odoardo. profes- Università di Pisa. D'Ancona comm. Isidoro. Membro della 7. 2. Pre- — sidente della Società Colombaria fl898). Socio na- zionale dei Lincei. Pietro. Del Vecchio vali nel r. Socio nazionale Arezzo. Lucca. Senatore sore di lettere italiane nella r. Berti comm. 5. — Foligno. E. Firenze. GtIUSEPPE missione Toscana della Consulta r. 6. Alessandro. Alberto. Firenze. Senatore del Regno. della Com- — Araldica (1896). — Gio. Professore di Scienze d' istituzioni dell' Istituto storico Sociali italiano 8. Consulta Firenze. dell'Archivio storico Commissione Araldica romana. del Regno. onorario Membro « — 10. Del Lungo comm. DEPUTAZIONE (1907) SOCI ORDINARI 1. del Regno. avv. Cor8i:ni S. (1885). — Pisa. dei . Firenze. Luigi. Membro dell' Istituto di Francia (1889). Direttore dell'Archivio di Stato di Lucca — medie- Istituto di Studi Superiori e di Storia del Di- ritto nel r. Francesco. Ac- prof. principe 3. Fumi comm. già Archivista di Stato (1892). già Direttore deirArchivio Segretario della Commissione — Araldica (1878J. cademico residente della Crusca.

Firenze. Giacomo. del Senato. dell' uff. di lettere greche di Firenze (1878). PiccOLOMiNi nella — RiDOLFi Rondoni Santini 21. Girolamo cav. — prof. Crescentino (1864j. 16. — Firenze. r. uff. 12. Alessandro. Archivista di Stato (1902). — incaricato Stato. — — Gal- Firenze. prof. comm.I . Giovanni. cav. Università di Pisa. Clemente. già Professore cav. (1898). prof. r. cav. 20. — Eoma. Segretario della — chese (1888). 15. — Sforza comm. Socio nazionale dei Lincei (1863). Archivista cav. prof. Lupi — Roma. Pasquale. 23. (1907). Vicepresidente Presidente della Facoltà di lettere nel r. ViLLARi comm. Cesare. 22. Istituto di Studi Superiori di Firenze. lerie e del 19. — Firenze. — Firenze. (1900). Direttore del r. Sardini march. uff. . Giannini 13. (1898j. Presidente Deputazione di Storia Patria per 1' Umbria della (1892). Ma(4herini-Graziani cav. Cortona. dell' Istituto storico italiano. di Torino (1875). Alceste. di insegnamento della Paleografìa nella Pisa (1896). Accademico residente Crusca. 11 Gherardi cav. r. r. Direttore del — della Archivio di Stato di Firenze (1884). Socio corrispondente dei Lincei r. rr. r. Enea. uff. — Città di Castello. Università di Roma. del Consiglio degli Archivi. 18. Enrico. Acca- Lucca. Mancini 17. (1902). Accademico residente della Crusca. Giovanni. Pietro cav. già Direttore delle Museo Nazionale prof. Firenze. Presidente della demia lucchese 24. Accademia luc- Lucca. 14. Archivio di Stato Inorino. GioKCiETTi cav. Sardi conte Giuseppe prof.

— (1892). Firenze. — Pisa. Antonio Favaro comm. 16. Carlo (1898). Fir^^nze. Gorrini comm. avv. 1. 8. Carlo (1907). — Padova. — Eugenio (1892). — Firenze. 20. (1907). Bertolini 7. — Siena. Ahrnzzi. 11. 12. prof. Barbi 5. Cantogno barone Domenico (1885). Guido (1888). 27. Carnesecchi cav. Carutti di 17. 21. 25. 3. — Roma. •2. Paolano (1863). cav. Firenze. 28. Balzani conte comm. Orazio (1898j. Dominici conte Girolamo Donati Fortunato (1878). Cipolla conte cav. Pio Carlo (1878). comm. Guido (1907). dott. Chiappelli cav. Francesco (1870). Ansidei conte cav. 29. Lisini cav. Bucine. 30. 18. dott. De Blasiis Giuseppe (1883). 23. 26. — Siena. Hortis prof Attilio (1902. Carlo (1902). — Roma. -— Pisa. 4. Amedeo (1902). Antonio (1907). prof. 22. — Bologna. prof. prof. dott. Biagi comm. avv. Luigi fl888). 24. . prof.. Livi cav. Messina. Manassei conte cav. Bacci cav. prof. Niccola (1870). — Terni. Castagna avv. prof. 19. — — Todi. Bologna. prof. prof. — Sani' Angelo degli — Osimo. 9. 13. — Alessandro (1878 Giovanni (1892). Pfirngia. Iacopo (1902 j. Bonolis prof. — Umberto Trieste. Cecconi cav. comm. Torino. Marchesini cav. Calisse Canestrelli arch. 10. Alessandro (1892). Giosuè (1864).SOCI CORRISPONDENTI ITALIANI. dott. 31. Falletti cav. prof. — Perugia. Bologna. 1. Casanova cav. Giacomo (1902). H. 14. Vincenzo — (1H\)2ì. Ugo Michele Y1902). — — Torino. Crivellucci cav. (1863). (1885). — — prof. — — Firenze. prof. — Xapoli: Degli Azzi Giustiniano (1907). Bellucci prof. — Firenze. — Roma. — Pistoia. 15. prof. prof. Bicchierai avv. — Firenze.

Demetrio (1902 34.ze. prof. ( barone cav. Firenze. Ezio (1907). — 53.irni-n. — 1. Tolo. Rossi cav. — Fir:'nze. dott. cav. 45. Zdekauer Albino (1892). Rodolico prof. Marzi 35. Antonio (1885. l'orna. dott.o. — Fir. Torino. Jionut. Pietro (1902). 40. can. — ('1888. prof. — Siena. 38. cav. — 58. Roma. Masi comm. Ventimiglia. Solaini avv. — Enrico (1897. — . — 1875). 48. 55. — 50.. Manno barone 33. Oreste (1883 56. 57. Ernesto — — 42.. Pasqui Ubaldo (1892). Rossi-Scotti conte Firenze. Papaleoni prof. Curzio (1888. — — Antonio (1883 j. Morpurgo dott. Pier Desiderio 41. Griuseppe (1892). 1863.— VII 32. Firenzi'.. cav. Mazzi 37. Tommasini comm. 52. Pietro (1898). Fin'nzt^. dott. coniiii. Lodovico (1888). — Luigi (1907)... Ristori can. Podestà — . prof. Rajna Firenze. Solmi prof. — — 49. Sirnu. prof. Xcipoli. . — 44. Firenze: — 39. Virgili cav. Schiaparelli prof.nna. Rossi cav. (Jaìnerino. Me.. prof. Pasolini conte sen. Santoni cav.s-. — Firenze. prof. — Arrigo (1907). — Salomone (1892). Vigo — prof.sa. comm. 3(j. Gio. Salvemini prof. Tocco cav. Firenze. Battista (1902. 59. Filippo fl863). 46. prof. prof. 43. 51.>n. Pio (1907 Rostagno cav. — Macerata. sen. Volterra. Battista Crio. Gaetano (1902). — l. CTÌrolamo (1870. Milziade il883).. ('1902). Felice (1907. Niccolò C1907). Bartolommeo 47. 54. — Messina. Firenze.. Firenze. ( Firenze. Zenatti prof. Marietti comm.

Paolo (1902). Leone G. 9. Parigi. 12. (1892). — Firenze. — Montpellier. Sabatier prof. dott. — Innshruck. Luchaire Achille (1907). Gabriele (1898). Enrico (1907). Hans (1898). — Parigi. — Merano. Ottenthal (v. Sickel (v. 10. 4. prof. — Innshruck. 6. 1. 11. 8.) prof.) prof.vili -— STRANIERI. — Parigi. 15. — Roma. — Parigi. 5. Teodoro (1898). 3. 7. Bryce Giacomo (1898). — Firenze. Duchesne ab. Kehr Paolo (1907). — Londra. L. — Firenze. (v. Pélissier prof.) prof. Davidsohn Roberto (1898). Fricken Alessio (1885). Gauthiez Pietro (1907). (1898). Rodocanachi Emanuele (1892). Monod •2. prof. — Roma. Brockhaus prof. — Semper prof. 13. 14. o4m^^<- . Emilio (1892). — Parigi.

Segretario. - Alberto Del Vecchio >><Kc . Vicepresidente. REDAZIONE ì)ELJ. F*asqiiale Villari. Aless^saiiclro Grlxerardi. Economo. IsidLoro I>el Luiig-o. Oiacomo Sar dilli.CONSIGLIO DIRETTIVO DELLA R.'AHCHIVIO STORICO ITALIANO. Direttore. Vicepresidente per Lucca. DEPUTAZIONE (1906-1911) Presidente. Gilberto Del Vecchio.

Statuti della città di Vi- terbo. pubblicati da Alessandro Gherardi. Commissioni di Rinaldo degli Albizzi per il Comune di Firenze dal 1399 al 1433. — . 1876 Statuti della Università e Studio Fiorentino dell'anno 1387.Chronicon Tolosani canonici faventini (a » VII. tino. IV. in. Carlo Morelli. Cronache e » VI. 45. stoi-ia italiana. Giovanni di Luigi Passerini). . I-III. » 15. » (lì Cronache Firenze. con molti documenti a cura di Saiizanome iudicis Gesta Florentinorum cura di Gaetano Milanesi). pubblicati pi.PUBBLICAZIONI DELLA DEPUTAZIONE R. 1399-1433]. - Anna- Ptolemaei Lucensis (a cura di Carlo Minu- TOLi). seguiti da un'Appendice di Documenti dal 1320 al 1472. XIV. Galileiana. (a 1870 1872 Cronache les Marco Tabarrini. cura di Marco Tabarrini). Con un Discorso del prof. DI STORIA PATRIA dX^c Dociiiiieiiti Voi. . L. - Diario di ser Lemmo da Comugnori - (a cura di Diario di Anonimo Fioren- 1358-1388 (a cura di Alessandro Ghe- RARDi). 1881 5.— della città di Fermo. con la giunun Sommario cronologico di carte fermane e illustrate ta di anteriori al secolo tercalati. » V. pubblicate e illustrate da Cesare Guasti [an.— » 15— » 1 e illustrati da Ignazio Ciam- dei secoli XIII e XIV. — » 15. 1867-73. pubblicate da Gaetano De Minicis.

— . Carta del popolo. per cura di Cesare Paoli. Il Libro di Montaperti [an. con illustrazioni e note di Luigi Fumi. documenti e regesti dal secolo e la XI al XV. » 15. 1884 » IX. vili. XI — Codice diplomatico della città d'Or- vieto. primo: Codice diplomatico aretino (6509-118O). pubblicato la Toscana (1265-1285). di Pietro Santini. Voi. di Carlo I D'Angiò per cura di Seegio Teelizzi. » X. » 15. 1895 » L. codice statutario del Co- mune d'Orvieto. : . 1899 Sono in corso di stcìmpa due volumi: Codice diplomatico delle relazioni con 15. secondo Codice diplomatico aretino.Voi. Documenti per la storia della città di Arezzo nel medio evo. pubblicati per cura di XL » 15. a cura di Ubaldo Pasqui. . 1889 Documenti dell'antica costituzione del comune Firenze. Documenti per la storia della città di evo. - Voi. 1260]. a cura di Ubaldo Arezzo nel medio Pasqui.

.

« {Hiatoriqae de la Vallèe d'Aoste. It. del notaio in ^ genere di Aosta. 114. più spesso sul dorso del cancellieri o notai detti Un (2). . 1836). Stor. il canonico di Aosta A. l' ancien usage des chanceliers Bethmann. visitando L. 17 . cit.. B. die mir .*. I. che pubblicò parecchie carte di negli Historiae patriae una vertiva in Monumenta. 1887). cit. altro edi- Monumenta.1. — XXXIX. Mamiscrit Serie 5. che « i Aosta e II.. II {Augustae Taurinorum. Gibrario. 789 nota (3) Op. 498 nota 2. Lo storico di Aosta. perchè altri possa trattarne colla necessaria competenza. confuso ed errato. I ». ha un solo accenno. Lieutenant du (Aoste. (2) Akch. Chartariint I nota. ed in altra indicava una formula di inscriptio « come propria di e dell' atto. (liartarum I {Augustae Taarlnoruni. av- notai o cancellieri d'Aosta so- « levano porre appiè « medesimo. Alcuni caratteri di questa carta furono da tempo messi in rapporto in rilievo. parla di « sommaire qui est sur tore di carte di Aosta nei citati S. Gal. 1. war (1) Historiae patriae Momimenta edita iiissa regis Caroli Alberti.. « Die Urkunden vorgekommen. gli archivi e le bi- blioteche di Aosta. un breve sunto delle sostanziali sue disposizioni » (1). (3). Orso in « le dos de «d'Aoste» selon l'acte. 1853). Chancelier de l'Empire inédit de l'an 1742. Di proposito trascuro la parte giuridica che non è strettamente con quella diplomatica. L. 311 nota 1. che considera come notaio imperiale. fermò la sua attenzione su questa carta. Op. De Tillier.CHARTA AUGUSTANA NOTE DIPLOMATICHE Note diplomatiche L' aggiunta di « ramente in quale campo si svolga » al titolo il dice chia- presente studio. della quale ci diede la seguente descrizione: sind alle in Rollen « die àlteste.

Tesies. di Registrum si XV sec. dn Diiché cartolario della cattedrale del 1554.. die er dazu bei « fiihrte. 1884)... Die « eigenthiimlich und f«jj Form derselbeii ist sebi* bei alien ziemlich dieselbe. e in Nonroaii. op. si Così. forse l'iniziale di Regestum. accrebbe in seguito » (1). e più Archic der Gesellsc/taff fVir difere denfsche Geschicldsìnoide. Sul fo. 630) S. des évèques d'Aoste appartenant aii XTI' et II. Due ha pure pubblicato in Docìinients relatifs à Vépiscopat du bienheurenx Émeric I de Otiart évèqne d'Aoste (Aoste. Bresslau. cosi benemerito della storia sua diocesi. XXIII (Torino. di 128 ce. Più di 450 carte aostane sono ivi registrate. meist sicli Hauptpunkte des Inhalts « ditionem « Fideiussores.. JosEPH-AutiUST Due..r dofìfn>ei/fs relatifs à l'èpiseojnd dii tt.. I. non laudatores Di alcune si .. La data raramente è o riferita per intiero... (1) Jierausg. 1879). nella Miseellanea di Storia Italiana. il 63.. ma in modo incompleto e trascurato. Una bella raccolta di documenti mons. XII et XIII Aoste. carte si omettono di regola la feria e trascrivono i nomi dei il mese. H. del principio del Pertz.. 183 segg. Un altro cartolario (cart.LUIGI SCHIAPARELLl 254 « vom Anfang des Xfl Jahrh. auf kleine Pergamentstiicke. Due. 1872-74)... XII (Hannover. con Pertz. in dieser Weise: sicli Ven- Precium est. Einer/f 1 (dal 1302 al 1312) . 1889). die namlich in loco publico. materiale il si aostane carte volumi Chartarum dei nei due Stiickes. IX. : ctV. « Der Notar notirte « Yor der Kirclie oder im Kloster derselben. rogatus corani « più ri bus... Zu Hause schrieb er dami facit. ArcJrii-. fatte poche eccezioni. und Akte ziisammen hat pubblicato fu patriae Monti- citati Hist.. Aoste. Cartulaire de l'Écècìfé d'Aoste {XIII' sie- (2) de). Handhiiclì der Vrh-underdehre plr Deutscldand und Italie h. « aus diesen Notaten die Urkunde selbst in der gewòhnli- « chen Form gleich auf die andere Seite desselben « so man immer dass Un discreto Protokoll numero di menta. conserva nell'Archivio della Collegiata di risguardo leggesi una grande R. cit. Pena. . e il cartolario passò sotto questo titolo..591 cfr. 1885. so dass man « einen eignen Typus furs Thal von Aosta annelimen miiss. Questo cartolario venne opportunamente utilizzato dal Due nei suoi lavori 1883) ed au : Le hienheureiix Boni face de Valperyne évéqiie d'Aoste (Aoste. I (Leipzig?.. 1886) (extrait du XI. 742.. Esquisses XIII" siècles liistoriqiies (I. in fo. testes e dei leggono poche parole coll'aggiunta «parum «valet». Hoc laudat. coli' edizione fatta nel 1884 da mons. che mano moderna interpretò e completò K(alendarium). Orso. Ignoro se esista tuttora citato dal De Tillier. del cartolario del vescovato di Aosta della (2). Bidletin de la Société Acadéinique religieuse et scientifique d'Aoste)..

Gremaud. 239 segg. 70. dalla Pivano più antiche carte del Grande e Piccolo S. riprodusse parecctiie carte aostane dagli sola ricavò àsLÌVArcìi. con una sola carta aostana XVIII). 1906). Ber- le premettendovi osservazioni generali che possono (i2). del Gran S. . anche F. (l) Miscellanea Valdostana. (:2) S. d' Aoste). XVII (Pinerolo. Frutaz. Bernardo (3) fli PivAXO.J. diretta da Ferdinando Gabotto. Gaudenzi per le loro carte medioevali. Le carte delle case del Grande esistenti nell'Arciil rio dell'Ordine G. Hìsf. 1-9 aprile 190H). Uecueil de c/iarfes Valdofalnes du XIII'. pp. Le notizie dorsali delle antiche carte bolognesi formula * post tradita ni compie ri et dedi » in rapporto alla redazione degli atti e alla tradizione degli immobili. 57 segg. (4) erudite considerazioni sulla notizia dorsale nelle si mostra il valore delle Riassume con queste teneva per l'estensione del- « Vor der Aostaner Marienkirche versammeln sich die Parteien und Zeugen. procedimento che il (5) intiero capitolo a questa carta. e G. Il Kerx dedica un redazioni. 15-17). Lausanne. Si quattro carte cfr. tra questi Den Kaufpreis im gegebenen Fall figurano solo Appetidìce nn. <p. Le e del Piccolo San Mauriziano.CHARTA AUGUSTANA [7] ancora nel 1903 colla Miscellanea Società storica Snbal])ina pubblicò nardo 255 Valdostana edita In questo (1). Utilizzarono opportunamente queste ultime pubblicazioni A. 1903). di cui espone alcuni caratteri e due Kerx e F. n. 1891) (Extrait du XV^ Bnlletin Soc.. 53. come primo considerarsi tentativo di uno studio giuridico su questa carta. Fritz Kern. sul parole verso e sul recto. n. XXIX. Auf Verlangen des Ausstellers (rogatus) schreibt der cancellarius den Inhalt des ini « Gang « des zur Urkunde bestimmten Pergaments. {\n Méuioires et docniuenfs ptibllés par la Socìété d'hìsfoire de la Stiissc iìomande. carte dell' Ardii rio dell'Ospedale Manriziano Aosta fino al ISOO. 175). Dorsaalkonzept und Imbreriatur. n. nella Biblioteca della Società storica Sultalpina. Battaglino alcune carte dell'Ospedale Mauriziano di Aosta (3). (5) . una 1875). IX e la (Roma. « und l' « atto /le « : betindlichen Rechtsgeschàftes auf die àussere Seite die Pònsumme (ìHfirf écéqiie begniigt er sich ma d'Aoste: aostane ( Dociunents ec. patriae Mon. Gaudenzi. Battaglino. 419 segg. pp. volume S.siede (Aoste. Dociiments relatifs àVliistoire du Vcdlais (p. Beniardo 121. (4) A. negli Atti del Congresso internazionale di scienze storiche {lioma. Acad. Zur desdiichte der Xotariatsnrhnnde in Italien (Stuttgart. 1904). G.

« er Datum auf sich ini « nimmt « miingen des Angabe cles Tages. der Zeugenliste. (3) Nell'archivio della parrocchia di Fénis dei documenti del convento di S. 5-6. und bemit einer allgemeinen Bezeichnung des materiellen Inhalts.LUIGI SCHIAPARELLI 25G « ebenso beschrànkt mit kiirzen Stichworten zu notieren. Aerzichtet er auf die Wie- materiellen Angaben. Bresslau. diesen Dorsualnotizen spàter die Reinschrift auf der in- « nern Pergamentseite « derholung « Grenzbeschreibung. l'altra parte fu da poco linvenuta dal piof.) in Indem der cancellarius aus Protokoll. nel suo studio: Die ìonibardlsclten Stddte unter der Hcrrschaft der Bischòfe iind die EufsteJturu/ der Coinmunen (Berlin.. aller so namentlich der « gniigt sich « « « « « Nennung des Herrschers und Datierung « jahr » « « « « il iiach dem Kalender- K. canonico F. Schliesslich erhàlt die Urkunde auch Rechtskraft durch die dazu erforderliche Unterschrift des cancellarius. (cfr. der sich stàndig mit der Herstellung voii Privaturkunden befasst. Capitolare. si conserva una gran parte Egidio di Verrès. Dagegen wird das in den Dorsuahiotizen vernachlàssigte Formular hier gieichsam nachgeholt. lasst sich an der Hand der veròffentlichten Urkunden nicht uno « (1). pp. wie weit sie sich nodi in das 14 erstreckt hat. cit. die Sitte der Doppelredaktion durchgàngig voni Ende des 11 bis zum Ende des 13 Jalirhunderts. durch lierstellt. Frutaz in un solaio delFUtiicio del Registro di Donnas. (2) Op. w. lo scrittore della nostra carta sarebbe « Dagegen eigiiet dem bischòflichen cancellarius. 462 nota 2). Secondo gejitile comunicazione dello stessa . Orso. Secondo scrittore vescovile : « feststellen » (2). s. della Collegiata di S.. Urkundenìelire. fuor di proposito (3). auf deren Existenz « nur durch das corani pluribus verAviesen wird. ma M. Le carte aostane finora edite sono ben poche in confronto si conservano negli archivi di delle parecchie migliaia che Stato e dell'Ospedale Mauriziano in Torino e segnatamente negli archivi Vescovile. nota 5. p. 45. Dagegen anwesenden Zeugen iind die Einzelbestim- die er «extenso « [8| Vertrags zu die (Grenzbeschreibung u. p. 1883). Hand- LOiKE. 3. I. cit. La stessa opinione ebbe già a Jiianifestare. dell'Ospedale in Aosta e in piccoli archivi della Valle (1) Op. G.

consigliatami dal benemerito segretario di detta Deputazione di storia pa- barone Antonio Manno. n. I. 84. Frutaz. tria. »: così il Battaglino. II. stampa. a notitia. più copioso materiale. da visita agli archivi Vescovile e Capitolare. op.lai'gaiuente [isi anche a queste fonti inedite . abbia la l'orma abbreviata *aug. desi- anche instrumentum. G. e per mancanza di tempo e perchè l'ordinamento archivi degli migliore e il Vescovile e Capitolare. se non che sorge il dubbio che l'orig. L'archivio della curia vescovile non è ancora accessibile agli studiosi. Docniìients relatifs ù Vépiscopat dti b. p. XXVII. cfr. (3) Si ha * carta auguste » in una carta edita dal Pivano.. come scriptum Fatto scritto di qualsiasi genere « carta Frltaz augustensis » (3). Énteric I. Appendice. mi Nelle mie ricerche in Aosta aiuto prof. i quali conservano non è ancora il condotto al i)inito da permettere un esame sicuro e completo dei do- cumenti tutti. cit. «carta * augusta » dove Torig. potrà dare qualche contributo alla pubblicazione che delle carte di Aosta si sta preparando a cura della R. debl)o aggiungere. secundum n. 83. Il presente studio è quindi necessariamente lacunoso e incompleto. op. pur tuttavia. p. vien denominato e distinto il docu- gna generalmente.. ha « calta aug. « (1) Attende a questo lavoro (H) Ha il prof. p. Due tiene presso di sé vari documenti e manoscritti raccolti da archìvi della città e della diocesi. cit. anche Due. Con trovano pure alcune carte aostane nel paesello di Douvks. voglio sperare. J. Charta augustana e charta notarli. si n vescovo di Aosta mons. G. A. espressione : « et facio della carta del 1035. . can. questo significato generale strumenta chartaruni » l' canonico F. n. e {^). questo studio. in senso giuridico e diplomatico. ma. 265. Deputazione di storia patria di Torino una (1). I: cfr. F. Nei documenti di Aosta e territorio charta non si con- trappone. *. Ebbe origine. il fu di guida e di grande Frutaz. non come avrei desiderato e sarebbe stato opportuno. « carta augustana ».

cfr. dato ad ogni atto scritto che non sia carta augustana. LXXl 266). (Vimerale di Torino relafivi (dia Vaffc djosfa fl2(ì7-lSòO). quella della città differenzia dalla carta notarli. p. . LIV) riferita al contenuto. Gajjotto.. « stana » o « augustensis » . cit. p. sopra nota 1. leggesi in un documento del giugno 1242(4). 254. quale il dalla carta di uno flOJ cancelleria. Infatti in calce « Omnes carte suprascripte sunt documento n. 323. si scrittore qualsiasi che non funga da cioè uffi- Le denominazioni di « carta augusi incontrano nei documenti stessi il titolo di « carta notarli ». CXVIIl. Carta per carta augustana nort si incontra nei docu- menti. designando quest'ultima espressione il contenuto della carta non il genere (2). Nel cartolario citato. leggesi nel cartolario del XIII secolo del vescovato di Aosta (1). scriptum. La parte prima del : seguì un » est legiettable chronologique ni certo alla carta n. o semplicemente « carta » « instrumentum illud publicum quod carta dicitur ». augustane « Il criterio LXIX sta nella scritto: (op. . il n. cit. Spesso nei dociale di detta cancelleria. Due. (4) p. Mons. n. la designazione carta o scriptum de Augusta va sempre (n. nella citata Miscellanea Valdosfana. Nella sottoscrizione notarile degli istiomenti Tatto viene designato d'ordinario . appunto le cade aostane una composi! io. II-IV sono documenti pontifìct. I è 1 rubrica. 188: ni de l'ordre compilateiir ne se soit de l'ordre des matières >. man«Carta augustana de Augusta» tiene sempre. p. dice a p. i nn. Carta augustana non si confonde con carta o scriptum de Augusta. soiicié Eppure si raccolta del materiale. LXXXII. quindi leggesi ad es. Est raffi dai ^ Confi ^ deW Archivio (3) Esempio in F. 327.258 LUIGI SCHIAPARELLI mento uscito da ima speciale di Aosta. * qiie le « nota i2.p. 265) e Carte inferius scripte sunt notarli « I prima » (op. LV è un breve recordationis colla rubrica: « scriptum de augusta ») e nella seconda parte abbiamo soltanto le carte notarli. Il rubricatore si serve spesso anche solo di carta ma non usa mai in questo caso per designare la carta augustana (2) Nelle rubriche del citato cartolario questa distinzione si : . con poche eccezioni (il del cartolario contiene n.. le quali però sono designate come tali nella . La carta notarli prende poi nomi speciali: così il citato cartolario distingue ristrumento notarile con « instru« mentum publicum » o « scriptum publicum » o anche soltanto con « instrumentum ». Per designare l'atto notarile o pubblico si usa anche « carta publica » (3). (1) Cfr. . LXXXIII). fatta eccezione dei privilegia e di due carte aostane (i nn.

dedit ce lo « : (Due. ò /'épiscopat dtt Énieric h. h. et frequente nei documenti di Aosta in da donavit eis * . Due. : quam I. e per opportunità la trattazione e chiarezza di studio. Del primo periodo conosco soltanto sette carte. cartis aug. 395. Archivio Capitolare) omnibus instrumentis inde confectis » .^ La cancelleria La carta augustana è di Aosta. Gapit. cum omaliis Arch. dal 1053 le carte del terzo. cfr.. augustanis et aliis lombardicis — ». hanc caitam « : rogato in Aosta * latii e retta ufficiali sia questa. è l'atto scritto uscito da una cancelleria con propri Quale cancelleria come cJiarta scripsi *. Énteric « cartis I. Battaglino. Docuniputa pp. * anche XXXVIII la carta del febbraio 1288 e Due. « (1288. orig.CHARTA AUGUSTANA ciiinenti. gli « scripta ». (2) Ad 1291.). . II. p. le « attestationes ». nibus cartis aug. cum omnibus in- atestationibus cantantibus maggio 18. 10124 al del secondo. Capii. reìafifft: in cai ta del 1° aprile Hoc donavit ei instrumentis lonbardis et II. Ego Vuillelmus de Christa dictiis de Dovia sacri papublicus instrumentum et hanc chaiiam rogatus scripsi * notariiis Esempi : Hoc vendidit « stiumentis tam cartis augustensibus * de dieta pecia vince * hoc (1:288. che vanno dall'anno numerosissime sono al 1147. op.. rebus confectis (3) Cfr.. accanto alle carte augustane. 11. cfr. Esqulsses hisforìques. de . cum gennaio » ( 1280. cit. In un istromento del 7 ott. orig.). 170. quali emer- geranno durante seguente. prodotto di una speciale or- il ganizzazione di scrittori. come debba chiamarsi. e esaminate vanno dal 1149 quelle da al 1408 (3). Apix'HdìCi'. 1309. si ricordano gli « in strumenta ». ottobre feria 2. n. 276. più di rado instrumentum lombardum anche con distingue si augustane che non sono carte gli scritti vero documento notarile italiano o (i^). * es. n. 54). orig. distinguo le carte aostane in tre periodi. me una ventina 1045. cioè tutti lombarda carta il (1) . Quest'ultima espressione ricorre di 23. In base ai caratteri intrinseci ed estrinseci. Docuììients relafifs à Vépiscopat (1) da determinate norme. et omnibus * dictis et finivit Arch. 84.

Di i quali ab- Ritengo quindi errato un vero scrittore vescovile si il ha un documento del 13 marzo 1311. designazioni che ci attestano della carica e delP importanza del personaggio. nota II. era « prepositus » . fu cancelliere. né prende parte alcuna alla loro fattura. fino a quando questa carica non fu occupata dai conti di Savoia.LUIGI SCHIAPARELLI 260 essa.s à ì'épiscopaf (in Non è il caso di De Tillier. La subscriptio prende vices) N. 256. 127. di cui si veda la serie in indugiarsi a dimostrare eicfr. biano anche atteso a redigere atti privati. gerens vicem (o subscripsìt >. della città di Aosta. di scrittori vescovili. Nella subscript io delle carte aostane del primo e del secondo periodo troviamo in alcuni casi. Tutta la La « i quali cancellarius » quello di « comes Sa- serie dei conti di Savoia cancellieri di Aosta seguente esposizione mostrerà chiaramente come non per questi cancellieri di Aosta. A capo della cancelleria sta il cancellarius da e lui dipendono gli scriptores o \ icecancellarii (2). comitis nomi allora la formula: Sabaudie cancellarii scripsit et * N. non del conte. Fanno però eccezione il cancelliere « Thom[as] » e i ricordati « Stephanus » e « Petrus ». il primo cancelliere Il quarto della nostra serie. Appendice. premisero al titolo di baudie « (1) si tratti. i loro leggono nella formula di subscript io delle singole carte. (3) La sub script io delle carte di * Stephanus * e di * Petrus formula: * N. vescovo Anselmo di Aosta il (4) . DocHmcttfs reìafif. p. i quali sottoscrivono direttamente le carte. (5) * aiiis » p. aggiunte al nome del cancelliere. . 253. ed è ivi denominato script or. 3. p. non del vescovo (1). 60). 2:ionasse. p. » (5). ronea V opinione di (2) si la J. i aggiungendo al loro nome « dictus sottoscrivono dicono due quali [12J si di ufficiali : Dunque cancelleria di Aosta. Il cancelliere non sottoscrive i documenti. poi scompare ogni designa- zione in aggiunta al titolo ufficiale di cancelliere. di cui cfr. Humberteto * de Porta et magistro Roberto de Anglia scriptore domini episcopi Au- ricordo in « gustensis h. n. dictus Auguste cancellarius scripsit et subscripsìt (4) Cfr. 34(). giudizio del Kern. « Stephanus » e « Petrus ». Vediamo brevemente come fosse organizzata e come funAuguste cancellarius « ». 1. non cancellarius: «In capitulo Beate Marie Augustensis corani test i« bus domino Petro rectore hospitalis citra Montem lovis. B. e quindi fimgono da scrittori e da cancellieri (3). nota » ba ». Dì questi ufficiali (Due. Éineric pluribus et I.

5(). per mancanza di alla cortesia del prof. nota 7. Amedeo VII deo VITI. nota 22. precisamente coiranno 1318. Aimone. e È probabile. alcuni precisione se dalla carica potesse salire a quella di capo della cancel- nomi da quanto lascia supporre l'iden- Nel periodo in cui sono cancellieri (3). 344. Titoli o designazioni qualità dello scrittore il Dodo Armannus » dà ci Ejtìcus ». e dei quali nota 3). collo stesso significato. ad dello stesso es. lo cancelliere . Casanova ho po- soltanto pochissimi rotoli trasportati. per esaminare.CHARTA AUGUSTANA [13J Amedeo principia con 2(51 V. La loro non era una carica puramente onorifica. Uno solo per volta fu il cancelliere in carica. Recatomi appositamente a Torino nei primi dell'ottobre 1906 per esaminare questi personale tuto Gabotto ha pubblicato il Coììti E grazie ! ho trovato TArchivio chiuso. p. ed apprendiamo che « e conti di dei cancellierato non Savoia. di scrittore leria: ma tità di (1) si ciò è probabile. Non aggiungono di regola lascia tore alcun « titolo ufficiale al loro Cono » si di scrittore dicono nome soltanto « : » e non aostane Nelle carte « scriptor ». degli estratti (cfr.. nome che 1' « Aimo * 3. in via eccezionale. unica ecce- zione di carta aostana non scritta dal cancelliere o a vece Non sappiamo con del cancelliere. Amedeo VI. che 1' * Aimo > negli anni 128:^1292 sia lo scrittore di carte dal 1276 al 1279. cancelliere nel 1211 sia dal 1205 al 1209. Questa data 1318 ha probabilmente qualche relazione cogli av- venimenti storici della città o coi numerosi acquisti fatti intorno a quel- r epoca dal conte di Savoia nella Valle. Il confronto della scrittura non duhhio alcuno che questa si debha attribuire allo scritnominato nella subscriptio. seguono Edoardo. di 2. e questo titolo compare poi. e cessa solo collo scomparire della carta aostana Ad Amedeo V e Ame- (1). Il lavoro della cancelleria era affidato agli ufficiali inferiori. queste viene detto Armannus « vicecancellarius » lo (2). (^) Cfr. » ricordato « del che denotino ufficiali la trovano solo nelle carte aostane dei si primi due periodi. nella prima sezione dell'Archivio di Stato. nota 3. ai3. Per questa ricerca daranno forse materiale Confi delle castellante conservati neir Archivio Camerale i Torino. « «Armannus» l' » clericus. poiché sono essi che scrivono la carta. a quelli che sottoscrivono il documento a nome. (3) scrittore pp. 267. lo studio. a vece del cancelliere. nella sub- scriptio delle carte durante « La Petrus carta erano presbiteri.58.

ll) CtV.. e che porta ufficialmente nella subscriptio il titolo di « vicecancellarius ». La conserva nell'Archivio Capitolare: in essa non 1. 17. Così ho notato nell'Archivio Capitolare del 1158 scritta da « Stephanus » di . non fungevano furono anche notai pubblici. Più scrittori il titolo di « can- furono contemporaneamente a tuttavia servigio della cancelleria. (Ikdì. una precaria sua mano. (Cfr. non come scrittore privato del vescovo. È pure probabile che sia il nostro. edito in DXIX.. iussu episcopi Non ho visto l'originale di questo breve. del nostro il Nella altri ufficiali. (Boneti) ». Cltarf. nome a cancelliere.. accresce si l' antorità del vice- quale vengono sottoscritte alcune del talora viene a lui dato pertìno « cellarius » (1). (3) Il I. quando scricome brevi o istromenti.. XX. fano. 1(K). vette essere grande.. 11 medesimo caso si ha nel documento del 1177 edito dal Pivaxo.1 262 i SCHIAPAKELLI lA'IGI non solo conti di SaAoia carte ma . ne era come sottoscriv si capo e talora rappresentava e sostituiva il il « cancellariiis ». op. riconosce dalla scrittiiia la mano di Ste- . cit. Aymo « Guillelnii ». naturalmente. Il titolo che qui prende è quello che aveva come scrittore della cancelleria. scrittori gli es. « dì de- alcune carte ligu- cfr. nome Quegli nel cui ono alcune carte. e di altri ho riconosciuto alcuni brevi presso scrittori della cancelleria Archivi Vescovile e Capitolare. Di fu scritto da * Stephanus Ilisf. Mon. 827. Appriìdico. pair. note vicecancelliere ed il (2) Cfr. del notaio. godeva certo sugli altri scrittori maggiore tìducia e autorità. ma cancelleria. patr. n. Dovevano non solo tra le persone pratiche nell' arte dello pur tra quelle che erano di buona condizione sociale e godevano grande tìducia. ma n. p. oltre ai subscriptio cancelliere . Taluni di questi. si iS). n. ufficiali della cancelleria (3). che il loro ufficio era molto importante. e limitata loro ninnerò il non do- appare la loro serie quale ci ricava dalle carte a noi pervenute si [14 (2). MDXXXV.. ad « nisius » e « vevano da altre carte. 1025. potevano cioè esercitare liberamente l'arte loro di scrittori. Non erano però ad esclusivo servizio della essere scelti scrivere. IL breve del novembre 1161. 21. « Dioma. la no p. ma pare che si tratti Stephanus ».. II. 342. Appendice.. p. Mori. cancellarius. n. lo « Stephanus » che scrisse il breve pubblicato in precaria ricordata lìgura il nome si llist. 344. Questi scrittori venivano nominati o designati molto proba- bilmente dal cancelliere o capo della cancelleria.. « Turumbertus ».

della formula « dedit. Nel territorio del regno longobardo. p. allorquando teria e (l'Aoste Per {"2 (3). * audition du Sermon. bisogno quando il 263 di quella carta. p. p. contracts aucuns de vente.. p. questa Est inhibé aux notaires recevoir à jour de Dimanche. gua* diam guarentandi * (cfr. (1) Cfr. qui * autre temps * que pour dilayer de passer soit rendu détérieur *. un istrumento del Office. epoca più tarda. 280. in tutti i generi di atto. e « rogati corani pluribus » ricevevano le dispovolevano far stendere un atto contrattuale. si non numero numero peuvent etre passés à qu'il y aìt nécessité urgente de ce taire. non tale carica aostana raggiunse la carta si il suo formulario. ma dictator. permutation. è notevole l'uso che si trova nei documenti di Ivrea. 345) le droict des paities en 1.. in luogo pubblico. Due. così vicina ad Aovsta. Le carte dell' Ardi tv io capitolare d'Irrca fino al 12S0. senza eccezione. p.CHARTA AUGUSTAXA [15] non rinvenni jignati. 28(). et telle les dits contracts di cinque. Ducile chi LV. di due. poiché allora per la essa ben poteva bastare lo scrittore. Erano mallevadori per l'evizione. disposizione non sappiamo se mese o la setti- usò indicare nella datazione si fideiussores » « i così . Figurano. giorni del per questa località. fatlin*a di Gli scrittori della cancelleria tenevano la loro sta t io in Aosta. échange. Non risulta che per il loro ufficio fossero fissati giorni « sizioni di quanti abbiamo speciali della settimana. Cariulaire. (:2) certo settimana o giorno del mese « testes » i i carte datate con : :213. leggesi nelle ecliz. Marie et S. i non risulta dalle carte di {^). Erano presenti all'atto anche i « land a- (4) e talora notai pubblici. lo- » (1). 1684). Durando. et autres actes quels qui soient. la celebration * bail à ferme. Servendoci di una frase potremo dire che si fa- non possit nec eciam « defraudari». fideiussione La frase che ricorre nelle nostre carte per o garanzia e il indi- corrispondente suo valore. del 1040. Gli acquirenti erano così assicurati. dalla prima alla settima nei primi tempi fossero stabiliti mana : ma è forse probabile. * di (3) In (4) In . hannis « ante ecclesiam S. ricorda si sentì certo il suo sviluppo e fissò il nna Solo in notizia. servivano certamente ad impedire possibili ceva garantire la carta acciò 1" acquirente « decipi contestazioni. e infatti tutte le ferie. ou * méme pendant du divin < autre fete solemnelle. nota CoùHimes générales Aoste. cfr. 123. JJes nofalres. marzo 1278 nota nota 1.. nella liiblioteca della Società storica Sidìal- .. (cfr. trova speciale riscontro con simili espressioni in carte del territorio franco. article 1. et 18 cfr. garantiti dai fideiussori di care la fronte ai terzi.

Diedero origine più tardi all'istituzione dei garends o della (jareìit'te. Merkel. la 27. op. Nani. e attestano La carta augustana ammetleggesi infatti sul verso di alcune della stessa carta aostana garendi credo che o » * È ». pp. n. ad es. e Kerx. 1863).). 1881). 1348 febb. Gampogrande. iJas firmare des bairischen Volksrecldes.. 347. che pure figura in ogni genere di Il (2). p. Cfr. Memorie stor. (2) il grado si costituiva i di parentela.LUIGI SCHIAPARELLI 264 « tores » (1). gare la forma gerundiva caratteri estrinseci i (3).. 67-68. . carta. fiffi dì Pietro II conte di Savoia. pure sul verso: Re ci pere laudacionem il un debet nota (sul verso): cuni casi almeno. p. Coùtìtnies générales dii (ìiiché d'Aoste (2. » Arch. trascorso anche un certo tempo. Lattes. op.. 213 segg. (orig. Pivaxo. Non « contradixerunt « 33. II. Si J. stassero nante il consenso ponendo la loro ed è probabile che mano atte- in quella dell' alie- consenso.. plìU(. (3) Cfr. II (Weimar.. pp. Pivaxo. XXXIII. ec). o cfr. pp.* ediz. Questi potevano farsi rappresentare. . cit. Vesc). per « * : op. gli PI). veda quanto sui fideiussori nelle carte Bavaresi scrive 1902).. in tores » il consenso appartengono per cit. Moit.). Merkel. Charf. In un breve del sec. Cfr. 24. sono detti « fideiussores de legali guarentia ». un atto a sé (cfr. Trattato della fideiussione nel diritto odierno (Torino. prò laudacione cuiusdam feria 2. e pp.». diverso è Figurano anche cit. Scienze mor. al- pagasse una tassa alla cancelleria. to. ^307-308. pp.. p. Ardi. « Aug. 146 segg. Lombarde consiietadinario delle città . di vendita fatta Foschia. G. 458 segg. nelle delle Scienze di Torino. nella Zeìtsclirift far lìecidsgesclìichte. 16 (orig. den. pp. diritto // pp.. 138. patr. A. Gapit. Des e D'insfance de garenfìe fìde'utsseuì's. come dicono alcuni documenti ci teva contradittorio il di esse: « 1902. Accadetnia li.. la gennaio « (orig. (Torino. non atto. probabile quale ricorda e serve a spie- guarendi cartam » della nostra fideiussori in Aosta formassero allora i una vera istituzione. era l'uso bavarese. 347). Tale.. 67. 527 segg. Il loro intervento non è limitato alla carta aostana non scompare con questa. V. I * lauda- è notevole il loro nu- infanti. 211. (Milano. marito e [16] era sempre necessario e spesso si ottenne dopo che la carta era compiuta. * * . contradixit » Pinerolo. p. 1899). Questo lascerebbe supporre che. 74. lo piìi alla famiglia dell'alienante largo uso che se ne fa per mero e op. e plos. . nota 4. . cfr. « carte f. (1) Sul verso della carta del 1291 febbraio feria 6 Capitolare) si legge la nota aug.. ser. Gli Sfa- della cit.. p. p. la moglie dal gli altri dai loro avvocati. vari generi di carta.. la carta 1283 condam Peroneti de * ha >. II. 9-10. GLXVI). Arch. in Vioninum da * Beatrix Felisie clericum debet de laudatione et civem extra sedem debet prò laudacione x den. XII {Hist. 295.

. Allo scrittore senti. Due. che cosa Cfr. hinc est quod dictus lohannodus po- dictum Mcholetum Felisie in corporalem possessioneni diete pecie * ec. que * iacet Puen^'o {s-e(/iiono * suit « per traditionem capucii sui. allora l'atto si il ordinariamente « ma . con riferimento documenti (3) . mandatum in- ut rei. et apprehemsam possidere. p. publicus * asinarius ì civis c'onfììiì). « possesionem corporalem ipsius * et apprehendere possit . se da domanda alla rispondeva dell' utfìciale della cancelleria fides publica. « cum lohannodus pridie kal. 14tì. possessio Nessun ad atto compiuto mediante carta aostana. Capit. se poi non vi era opposizione. aprilis. . con- < 1.. X% « ecclesiam S. « quandocumque sibi placuerit. Énieric 1. intrare sua auctoritate.. ante Notum sit omnibus.265 CHARTA AUGUSTANA !17J che in Aosta praticasse qualche cosa di simile all'uso si del diritto popolare Bavarese ricevuta celleria.). Anno Domini W GCC' XLIP. (4) * cfr. et cui dare vohierit sub anno predicto die xxvii mens.. Marie Aug. Se opposizione si taceva. » dantes et concedentes eidem licenciam et « merosi Nunx * (orig. volontà dell'attore o degli attori. * dictum dominum et ut moris est. è probabile che. venisse tacito corporaliter per pollicem». op. che lo scrittore della can- (1). 7. exceptione. (orig. Nelle carte aostane nessuna formula accenna all'investitura pure non bastava latta silenzio dei pre- non restava che dare compimento materiale alla carta. 271.. iuratam per ipsum in Nicholetum Felisie civem Aug.. relafifs Gli à réplscopat rei possesionem esempi sono nuciti b. {•2) per traditionem capucii » « fatta cit. Capit. consenso dei presenti. : (pecia) corporaliter per policem. intenda per compimento della carta si aostana. Documents donec ipsius Arch. stituenites nn.. quod « Aug. omni Arch. come era r uso comune del luogo e come troviamo ricordato in altri conosco un solo esempio. se prò eo precario possidere apprehemderit corporalem 2. Ego Aymo . coram testibus. marcii unam peciam terre. fatta da * lacocondam Petri mistralis civis Aug. (1) Cfr. di e or p orali s Merkel.). vendiderit per chertam aug. gri- la dasse per tre volte se alcuno dei presenti avesse opposizione tare.. a p. uxor lohannis Thiebaldi de Prato Sancii Dederii de consemsu volumtate et mandato expressis * predicti viri sui et (3) * a beta * In filia Mathelda dieta Bertoleta soror predicte lacobete lohanni de Fonte de Villa super « lohannem de ipsa * vestìerunt.. non si procedeva al compimento della carta (i2). assicurarle la se il intendeva come eseguito... 8 ec. renuncians * Honeti not. ind. (4). * un istromento di vendita del 1294 giugno 3.

di Malum Gonsilium ». Ardi. soltanto L'ufficiale della cancelleria se piena fede.. « contradixit » si spettava alle parti interessate far sentire le loro n\- rendo. secondo le leggi e le consuetu- Così spiego dini del. ha sul verso in calce. (3) Infatti una carta Aosta nel luogo detto « dell" Arch. p. Malgrado l'opposizione la carta * fìlius venne cioè dato compimento. contradixerunt. Questa seconda nota annulla effettivamente l'atto. Gapit.). ma dell'opposizione già manifestata do- (3). Gapit. valore. documento veniva a perdere ogni suo veva conservare ancora salvi restando diritti i si si sarà fatto a meno Kern. .JXIUI SCHIAPAKELLI 2(56 accenno tradii io alla e art a e (1). 65.. e la scrittura rivela la mano di * Dionisius ». vendita di fatta da * una casa in lacobus dictus Raschays de Ginno. Reddatur venditori. (2) cit. may ». ad lequisitionein Gapituli Aug. l dati cronologici sono: * . in seguito nella di alcune formalità. mens. . * Aug. .. ad assicurarle Arch. sarà seguito probabilmente sol- tanto nei primi tempi e non in tutti pratica o valore della notitia o del breve. nota : -« -* feria iF. Il recto è com* passata est » consentirono. si questa nota legge Bernardus « : Bonefacius condam lohannis de fìlius Villa et condam Roleti de domnus episcopus « Villa. egli gerens vices domni Amedei com. (1) Cfr. il Tutto questo procedimento Capit. > (orig. fl8J Ritengo che lo scrittore non giudicasse sul merito delF opposizione che veniva sollevata. le Un pleto ed è sottoscritto da « cancell. pas* sala est de precepto dictorum episcopi et Gapituli ». non è giunon vi sono oppositori o se questi passa a dare compimento alla caiia. op. Occor- alla carta. per adot- Sul verso di una carta aostana del 1344 febbraio 7 (orig. Sab.. non compiute « contradixerunt » ne il il e colla nota (2) conservarsi di carte aostane cancelleresca non per questo .) contradixit » « l'atto si riteneva nullo.. 11 «contradixit» non rendeva inutile l'altra nota che avverte come la carta si debl)a restituire all'autore. gioni e ricorrere al giudizio. sul verso: * domnus episcopus Auguste « contradixit presentem chertam ad requisitionem Gapituli Auguste. Passata est de precepto dictorum contradicentium ». non solvit ». dice non e « Aymo non giudica insistono. ma dovesse unicamente prenderne atto e non passare a dar compimento Non ho trovato esempio in cui al aggiunga una motivazione qualsiasi. perchè gli oppositori acaltro esempio troviamo in una carta del 1363 maggio % con questa nota in calce. i casi . questa « Dumnus Guido de Ginno contradixit. paese. in Petrum Gotrous ». La pergamena è scritta soltanto sulla faccia verso.

XXV. di una carta alla nota 3. . Maur. » dichiara: « . n. n. Capit.. XXV. detti registri.. ». cui sul quando essa raggiunse il suo sviluppo. 8). n. » (orig.CHARTA AUGUST. n. Una carta di dop. p. 289. Così si dichiara che cane». mens. Carfulalre. nota 3 e Si ha esempio una carta completa del 1289. Sappiamo che nel XIV secolo questi ufficiali della cancelleria tenevano veri protocolli. ricava da quanto segue. il pubblico notaio « Bonifatius de Villa civis Auhanc chertram de prothocollis condam Aymonis Boneti tunc vicecancellarii prò illustri principe donino Amedeo comite Sabaudie inichi commissis manu propria levavi et in hanc formam. non est s(olutum precium)». ha sul verso: «non solvit. Marie ». Le due prime carte (nn. prout in aostana del 20 aprile 1345. 227. » ma ritengo si debba coireggere «non est f. feria ii. ha meno forti e numerose le abbreviature. non solvit p. L'altra faccia della è in bianco. XXVII) hanno nell" ed. XXVII e p. XL. la notitia sul verso è dovuta ad un atto posteriore (^) Tufficiale riceveva le disposizioni su una scheda o imbreviatura. ad opus prebende quam dedit diete ecclesie Reymondus de Estra ». 229. Territori mazzo crederei che « I.). ». in ecclesiam S. pergamena dati cronologici e la scrittura si riconosce per quella delle carte di «lohannes gerens vicem Gonterii completa di vendita in cui i p. Osp. verso: ancora * nota 3). 2«)7 che avrà dato tacile passo a commettere alcune irregolarità il (1). del 1217 ott. (cfr. Non Questo si Arch. dei notai pubblici (3) Abbiamo esempi (1) ma : verso la can- non ebbe di carte la cui azione giuridica e la cancelleria fu tenuta ad apporre sul Una prima è probabile che già effetto. Ma negli altri pe- della pergamena. come quelli riodi di questa carta.. <1'EHtroHljìes e Stipule. 266. del Due la nota « non est f. Nel primo periodo della carta aoslana probabilmente lo scrittore della cancelleria riceveva traenti scrivendola disposizione dei con- la verso subito direttamente nella faccia recto poi doveva stendere una seconda redazione. Torino. '< nazione. speciali note dichiarative. * « Guido de Gigno Aug. è meno affrettata e trascurata. di donazione fatta da domicelhis. esempi in Due.VXA |19J un procedimento più tare sbrigativo. decembr. . « l(utum) (2) ». ha sul verso: «p(recium) precium » si e(st) so- riferisca alla tassa della cane. quella che per ora potremo dire redazione solenne dell'atto o copia a buono.. « « « gust. (orig. Cfr. gli di carta prezzo non è stato pagato il R(eddatui) permutatori. rector ecclesie de « Gigno vocetur. Aosta. (3) NeVi "autenticazione di copia. ha sul Arch. donatori reddatur » e sotto si aggiunge: « Domnus P. eseguita nel sec. e vedansi in particolare gli esempi Ne sono di conferma anche 1 caratteri estrinseci. lohannes de Gigno prò eo « * carta dell'Archivio Capit. sicché la carta non venne compiuta. Porta « feria ini». 24(). poiché ora la scrittura sul verso non presenta più i caratteri propri di una minuta. XV..

La scheda. NeirArch. l'anno di Cristo era notato soltanto in alcuni tava: in altri termini. 80). n. ».. in Anthonium de Terico de Lucana ci veni Aug.. venisse ricavato dal registro.. di supporre di- staccate. che hanno le carte re- riferita all'azione (cfr.. cancell. (1) nota 1). dove manca. ogni qual volta manca sul verso. e vien fatto I documenti imbreviati in questi registri dovevano essere del tenore della redazione che ora leggiamo sulla faccia verso della carta aostana . Arch. scritte sulla stessa pergamena . registro Gli Statuti procedimento per « della carta del dicembre 1290 (di cui alla p. regnante Karolo imperatore. Capitolare ho notato due zioni di altre carte. lohannis. in altre parole. verso. non venne ricavato dal verso. Osp. li registravi! de in trovo ricordati nelle sottoscri- due carte aostane. anno Domini moccclxvp » (orig. doveva contenere inveni. p. de registris condam Aymonis vicecancellarii et secundum est usitatum. 305). 270.). Fanno dalla redazione sul ma da un (2) recto scritta a distanza di qualche anno verso. maggio mazzo 2. condam Bonifatii Picolerii. » d' Estronbles e Stipnle. o protocollo. (orig. 1337 : Anthonie * (Arch. Per queste carte l'anno doveva pure essere registrato in qualche parte.. una del 7 aprile 1326 e altra del 30 aprile 1326. p. che veniva probabilmente letta agli autori dell'atto e alle persone interessate (2). * ipsis redegi aostane ad a. registri che uso di questo di tutte le carte riprodotte dal registro.268 SCHIAPARELLI 1X1(41 avesse sentito cellerìa |20J bisogno di conservare in appositi il registri notizia o copia degli atti che venivano scritti da'siioi ufficiali (1). Capit. naturalmente quando e quivi non doveva trovarsi figurerebbe sul evidente per di tempo verso in calce è supponibile si fece le . I regi- « « * •« * « « « Bonefacii registris scripsit et subscripsit ac levavit questo Aimone vice cancelliere stri di eam qui vicecancellarii. poiché allora Il fatto è due redazioni compilate a distanza e soiio dovute a diversi ufficiali della cancelleria.. sottoscrizione colla « Aymo gerens vices « domni Aymonis comitis Sabaudie « Angusta ci vitate » ec. Sab. colla redazione sul quod omnes gli di Pietro li di Savoia (1263-1268) ordinano questo istromenti nel comitato di Savoia: notarli * Item statuimus seu tabelliones qui sunt vel erunt in Comitatu . 308). casi.). Ad es. Capit.. a. die xxi mensis iulii. Petrus gerens vices domni Amedei comitis Sabaudie cancellarli scripsit et subscripsit in Augusta civitate rogatus coram pluribus loco publico ante ecclesiam S. Forse nei quando mu- probabilmente questi registri erano compilati e distribuiti per anni. ricavate da quelli da « Petrus gerens vices domni «Amedei com. Marie et S. La datava e l'anno di Cristo. nel quale doveva figurarvi. 1366 luglio 21. Territori Esempi ci offrono le stesse carte donazione fatta da «Richardus de Mer de Gigno» » I. Arch. Torino : Aosta. non furono contenuto di che sieno state ricavate dal registro del notaio. uxori eiiis Maur.. ad ogni documento. questa redazione sul verso sarebbe stata copiata letteralmente dal gistro o imbreviatura (cfr. et in Alesiam eius uxorem. 1366 novembre 28 e 1372 novembre 22. dell'Archivio Capitolare. vendita fatta da lohannes clericus f.

si abbiamo Arch. nota e di et ». 121. article XIV: < en avant la minute. 156. nota 3. De tabellionibus Ame- XXII. Il medesimo menti della Valle di Aosta. Nani. Xuova nella Miscellanea op. La carta è scritta sulle due facce da * Franciscus ». Delle carte aostane di cui a p. p. art. Amedeo I. et * in dicti que postea erunt antequam tabelliones quibus erunt facturi instrumenta * recitent vel narrent partibus ea de * vel cartas. e collo. Questo valga come ipotesi (1) Bonifacio. 42 e Statuti approbatam. retiendront memoires par écrit le « de tonte la substance des contrats. di Storia Itcdiana. 5. cit. estratte riproduce appunto si il Aimone dai protocolli di verso. 765. * intelligible et claire. e si distinse il lavoro . e l'art. e seconda operazione..): * Hugo gerens vices domni Amedei com. et en feront lecture tout au long. p. To- et notariis negli VIII (E. Fran- « ciscus gerens vices Eduardi com. Sciente mor. deo VI di Savoia.. « scripsit et in (3) Cfr. — XXXIX. nota nota 2 e 3.. to. negli istro- instrumen- notarium » che It. 276. e già doveva trovarsi sulla scheda o protocollo. vacante sede imperiali. pour la reception d' iceux. die xxviii". ea primo iniue- * vient in cartalariis suis et omnia ponant in breviatura hec faciant cartis vel instrumentis. ali. Capii.CHARTA AUGUSTANA |21J [269] quanto riproducono le carte sul verso della pergamena (1). Saubaudie cane. fìlos. 159 segg).. corani testibus vocatis et rogatis et corani partibus. Urkumlenlehre. mens. gli et partibus et Des notaires. p. et. « (2) 1322 marzo 28 (orig. delle Sciente serie 1881. cane. anno Domini M^CGC^XXIP. Gli Statuti dell'anno 1379 (C. nichil Bresslau.. recepii in Augusta civitate. XXXIV. de siistancia taraen contractus pertìciatur op. 41). 1897. 1884. 267. etserment « des parties. quindi si verifica le frasi « recipere * levare » si disse « imbre- estrarre la copia dal proto- nei protocolli e negli istrumenti indicazioni Serie.. rino. des témoins qui e si intenda in senso generale. < y seront appellés en la presence des dites parties. di ». le citate frasi si < viare » la Quando me. * Saub. p. Stendere la scheda o imbreviatura si disse « recipere » (2). anche « registrare » (3) passare da quella alla redazione dell'atto sulla pergamena « levare » (cartam) (4). (4) Cfr. 109. 267. Non mi risulta che si conservino tuttora protocolli di questi scrittori della cancelleria.. * ita est receptum per lavoro di imbreviatura. avant que prendre lamain. levavit scripsit et sub- publicam formam reddegit ». Acc. edizione degli Statuti del 1379 di rino. pp. dove troviamo * tum ». cfr. nelle Meni. art. Nelle 115. Durando. martii. Statuti di Si cfr. La data si riferisce all'azione. 13." si riferiscono al distinse la scheda dalla imbreviatura usarono con riferimento alla prima. Nani. ou à tout * Dresseront aussi d'ores- moins. 3. cfr. p. C. e Torino. 8tor. della B. cit. » Sabaudie qui voliierint tacere cartas vel instrumenta. stor. II. Arch. conte di Savoia.. Amedeo VI di Amedeo VI di Torino. 18 come . Il tabellionato o notariato To- Coùtumes générales du diiché d'Aoste. 267. post * abreviaturam lectam corani testibus * addatiir vel minuatiir postea per tabelliones de Consilio jurisperiti vel « sine eius Consilio. p.

certamente errato. iv ebd. di Stato in Torino. scribi feci per. «IX"» il sul ma verso. Ardi. Tra questa e la seconda redazione sul recto trascorsero almeno due anni (questo « Guìl« lelmus » è lo scrittore che lìgura. notariuin et * notarii publici». predici us Guillelmus auctoritate et mandato domni Comitis complevit * sul verso: La data si riferisce indubbiamente all'azione o alla prima redazione sul verso... (1) « subscripsi et fideliter signavi». potrebbe supporre che l'a. 161 segg. a. decemb. (orig. domini comitis Sa- me. » « larii scripsit. Et licet Dionisius de Sala olim vicecancellariì prima scripsisset. trattandosi dei ed essendo quindi facile che sia stata — ripetuta per inavvertenza la data dell'anno trascorso. (orig... imperiali auct.. aiictoritate imperiali et * « baudie notaiius publicus hanc cartam rogatus recepi. Ga^it. « fer. « (?) 1304 gennaio (25). Moschet iv ebd.): « Guillelmus scripsit. « publicus hanc cartam per * me receptam scribi et levari feci «notarli publici ex commissione et potestate mihi concessa per « ballivum Vallis Aug. feria vi 8. e Invece di (1). 1279 del recto è « scripsit in civitate Auguste. not. (orig. ii n.. il « : ». IX» ». Arch.. «Ego.. Sul IX''. Gapit.. lacobus »). verso l'anno — 1300 ian. 1300 si riferisca è forse più probabile che sia errato primi giorni dell'anno nuovo. me quoque manu propria subscripsi et signo meo signavi consueto». 342. (orig. Gapit. Vesc. — 1304 ottobre . vr. Arch. «ii ebd.. il 1310 sotto cane.. |22J « subscribeie « subscribere » » adopera si imbreviatum manu.. e va corretto 1299. conte VILI feria vi (orig... vacante sede imperatorum. W.) « Aymo 1302 agosto (10). «Ego.. cfr.): « Guilleiimis gerens vicem lacobi cancellarli scripsit et subscripsit in Augusta « feria « Amedeo pp. anno Domini M'^GCXC". e si dovrebbe sciogliere 1299. L'a. — 1299 luglio (27). subscripsit ». feria iv iv Guillelmus gerens vicem lacobi cane.. Moschet gerens vicem feria vii iv ebd. che fu scritto da «Guillelmus» ha la data: «feria ii. alla redazione sul scripsit. Arch. subscripsit : ». l'art. ii i\ vicem lacobi cancellarii sul)- Domini MGGLXXIX '» (segue a GG rasura di altro G). feria ii. gerens vices della cancelleria. op.. iulii. dee.... 43) « larii : ebd. tra il 1292 e « m. dominum civ. mazzo W. apr. cit.. ebd. ter. secondo la lista a p. negli Statuti di Savoia (Durando. — 1305 — 1. Sul recto però sta 13(X). secondo l'uso che adotta anche in altre carte lo scrittore di questa « Guillelmus ». Esempi: 1290 dicembre.. Il verso. ii « IX"».LUIGI SCHIAPARELLI 270 verso con di redazione sul quello sul recto queste: « receptum per Ita est con « scribere ». notarium piiblicum coadiutorem meum. mens. feria vii « Guillelmus forma abbreviata con è indicato in » ebd.. VI. ter.): Tra Sì recto. Arch.).. (orig. di me manu.. 342. Ducato d'Aosta. Brunus gerens vices lacobi cancelAmedei comitis Sabaudie subscripsit ».. mens. Arch.). mentre le indicazioni del giorno del mese sono uguali a quelle del verso. (26). iulii. Villentus gerens ebd. Questo scrittore suole abl)reviare 1299 con Gapit. (9). « Guillelmus scripsit.. Capit. di mano di « Dionisius». ii la serie degli uf- (28). p. mens. lacobi cancel- « due redazioni trascorsero circa 40 anni Arch. et inde De tabellionibus cfr.) : « Wil- . et le ficiali leggesi solo sul verso. Si et notariis. (orig.

« Dionisius morte preventus non potuisset instrumentum cumplere: et * hanc cartam cum dictus scripsi fideliter et signavi » a. n. • . I. 345. subscribere « « compiere infatti rife- lo e il verso e quella un tempo più o meno lungo (^). — 1309 apr.. raens. aprii. ». Gapit. ven- » (« nel testo). lentiis Willentus subscripsit * lelmiis gerens viceni lacobi cancellarii scripxit. (2) Cfr. a p. la minuta. clericus publicus not. 1. « nota i. Compiere insfrtfìnentum o charfam significa redigere dall' imbreviatura* l'istromento in forma pubblica (= compiere imbreviaturam)..) a. della Collegiata di Sant'Orso). nota 5. (orig. diu'la cioè e si con « scribere » cioè tra la redazione sul ». Arch. 267.. es: * Pateat universis presens * instrumentum inspecturis. Arch. ottobre 23 (orig. op. poteva trascorrere Non sempre Tra » (1). considerato sotto delle aostane carte come: « levata est « ditori ». e nella compiei io : * Et ego Petrus.. di preferenza nelle carte non aostane.. Cfr.. non sono rare carte aostane giunte a noi in- le compiute. di cui a p. nota 3. Domini APCCCIX'' mazzo Sfipiile. ad opus. (orig.. aug. « caute sede imperatorum. Kern.. ima. qui dicor Guido. 1294. nisetus gerens vicem lacobi cane. 269. martii. protocollo presentava il un era.. et vie... rimento ad esse. verso * feria f. sul riferiti verso : « feria iiP.. Guillehnus scripsìt. vale a dire colla sola scrittura o redazione sulla verso faccia delle quali Si potev^ano dell'atto stendere più copie. 267. Terrifori d'Esfrotibles e p. 270. » : Osp. apr.-ag.. donatori « la redazione certo aspetto. p. feria vi^. sul recto.. poteva o si voleva compiere « con- » la carta. si ». Maur.. — Inoltre si cfr. gli (3) CfV. (3). 1309 marzo-nov. a compimento tutta di seguito. scripxit. anche a persone quali le o » « datur non nominate chi ne gerens viceni lacobi cancellaiii subscripsit. * sul ne o anche a persone di- * * feria e verso possessore della carta. e ± (1) Cfr. 270 nota 1. verse dai contraenti. marcii : * Guil- raens. 346. anno Domini « mens. nota cit. « reddatur « acquisitori ». feria * lohannes gerens vicem ipsius lacobi subscripxit in Augusta ». e pp. nov... gli esempi a p. 5().. 3(VS. a riferiscono al si prima leggono talvolta alcune indicazioni. Torino: Aosta. et ci vitate. gli M^CGCIX » esempi . esempi p. ipsius lacobi subscripxit. mens. va- ». Sul iii». *. 56): « Da- mens. vacante sede imperatorum. nota 1. senza una pausa. sacri * predictam inbreviaturam in hanc publicam formam redegi. palatii. feria * lohannes ger..— Arch. e p.CHARTA AUGUSTANA 'S\ 271 ma anche. quod ego infrascriptus notarius vidi tenui et * de verbo ad verbum legi in protocollo condam Dionisii de Sala prebendari! * Sancii Ursi inbreviaturam cuiusdam instrumenti ».

. Talora si aggiungono * * duo et indicazioni relative al prezzo della copia o delle copie imbreviature « solvere duo. « duo et « michi not.LUIGI SCHIAPARELLI 272 eseguire.. infrascripto precepit duo quorum duo prima sunt expensis laquemetus Marro. Eil testo del documento. In parecchie carte del sec. * inde quoque unum et plura publica instrumenta ». [24] Nei aggiunse quindi ne derivò l'espressione al nome dell'autore « iurare » o « iurare cartam augustanam » per indicare l'autore della mede- « tacere sima. e negli plura publica instrumenta. ac- plura instrumenta expensis dicti acquisitoris In calce (faccia verso) della carta 1340 luglio » . quarum In sul * ista : ad opus * erit un Sull'azione di questa cancelleria eser- (3). ». come * levavi unum (o duo) pio acquisi* tori ». de quibus idem acquisitor dixit prò se aliud prò donatore simili... tra il giorno del mese e l'anno: * Reddatur acqui- *sitori » o « Reddatur. si quadam ». quisitoris da e * de quibus primis instrumentis predicti acquisitores dixerunt unum solvere * et « legge in line del testo: si de * et ». Ardi. estrane copia fece stana pagava una tassa si XIV meno nel « iuratus ».. come: « inde quoque duo et plura pu* blica instrumenta ». Questa tassa o emolumento dovuto alla cancelleria probabilmente era in rapporto col valore del contenuto deiFatto.. quasi di regola.. videlicet o * prò questi « : dicto. * et de predictis mihi notarlo infrascripto iussum fuit fieri quoque tradi unum et plura publica instrumenta ad opus dictorum domnorum ».. (^).. N'elle carte aostane della seconda metà del XIV secolo. indoranura Petrum Botona * de presenti cherta xviii den. nota 1. ma Per avere (1). p. •« : * inde tìant tot publica instrumenta quot fuerint necessaria * predictis flant * emendar! potuerint sustancia observata ». Capit. ») * unum (2) < quindi nelle » (o « prò domno. si una carta ao- secoli XIII e XIV. sia nell'imbreviatura. De hlis fiant due cherte augustane unius tenoris. di Sant'Orso). di vendita fatta legge : « Debet alia precedenti Arch. seg. in calce « ecclesie de * Levata est ad opus mandato domni comitis SaJ)audie » o « Levata est ad opus «ecclesie prò helemosina de mandato domni nostri comitis Sabaudie ». Nelle imlaeviature si leggono note come queste: «levavi unum >. » col nome : della persona cui dovrà consegnarsi Lo stesso procedimento si teneva per gli istromenti. leggesi sulla faccia verso. » come ». et xviii den. termina spesso con indicazioni.. sia nel vero i n s t r u m e n t u m p u b 1 i e u m. nel- 1' Arch... levavi duo » e spesso con una determinazione. la carta. ossia per designare chi ricorse alla carta stessa per atto contrattuale (1) verso ima carta del 5 ottobre 1339 (orig. regolarmente. XIV.. ». Capit. de * cherta (orig. plura publica instrumenta ut melius dictari et :2. si legge sul verso. . oppure * levavi unum (o duo) ad opus dicti. istromenti troviamo esempi prò dicto donatore»..).. (3) Cfr. donatoris dicti ».

Reati hi Val d'Aosta negli anni 1304-1306 : * De viii libr. 351. il vescovo. xl sol. quod veniens ad nos lo* hannes de Valle Enchalant dictus de Palen civis Aug.. vien. : quamdam « receptis prò facto laqueraeti de C[r]est. « 88. ricavo questi notevoli esempi p. que in se laquemeto fra Cecilia Porte Sancii Ursi.. calta del 15 gennaio 1342 (orig. Reati in agosto 1341.. quia se iuraverant de « VI libr. et eciam quia famuli Peroneti Gontardi « dicuntur impedisse quominus castellanus Castri Argenti dictum laque- « metum caperei 1328 e 1 » . 357-58. spiega questa istituzione cancelleresca in Aosta e si pensiero ricorre subito. * LX sol. agli comune Amalfi. quia iuravit « Triceno. :27:2. ai Il curiales in Napoli. . vien. l'origine Sul verso.): « Predictam chertam refeci maggio 1 (orig. ai label liones in Roma quale fu sua origine'? la ed a Ravenna. * de mandato domni ballivi Aug. quod nos duo instrumenta facta manu Dyonisii de Sala pu« blici notarli et unam chertram augustanam deberemus videre et exa« minare per modum de vidimus ad perpetuam rei memoriam. Se quella di Aosta avesse nota scribae a Gaeta ed con queste. qui dicebatur turasse * falsam cartam. Tenoi« diete chertre talis est. *. ». p. (Recepii) sett. quia inculpabatur falsum scripsisse in prothocollo pa« piri sui. danno numerose testimonianze in riguardo. XL libr.. come confronto. in calce. Reati in Val d'Aosta fra A Bosoneto de fieri 1 seti. nobis supplicavit humiliter. nei primi tempi. 1.. Gabotto. ad altre simili istituzioni. visconte e il (1). gli esempi di cui a p. A « Gontardi. In quorum omnium premissorum robur et « testimonium presentibus literis sigillum Curie dicti domini nostri comi* tis. ò maggio 1332. — * 1329 -« . notum facimus.. morante * apud Augustam.. prò Theobaldo de Genevrines. di una 1. 372.. quia inculpabatur fecisse * falsam chartam. (Recepii): bus. prò illustri principe domno « Eduardo comite Sabaudie. 328.273 CHARTA AUCtUSTAXA f25j citarono autorità e sorveglianza.. : « A chartam augustanam indebite. « 28 nor. op. indi poi il il conte di Savoia e in sua ^ece bailivo di Aosta Come come pare. quo utimur in Valle Aug. « iurare fecerat 80. Stephani. Vesc): « Nos Tliomas de Puanis ballivus Vallis Aug. Gapit.. cit. pp. Reati in Val d'Aosta fra 1 aprile 1337 e 24 giu- gno 1338. I Conti del bailivo della Valle d' Aosta. Arch. (1) Ct'r. (Recepii): « dicto de helemosina ecclesie S. 127. nelT Archivio Camerale di Torino. 21. Dagli Estratti pubblicati dal prof. Arch. (Recepii): « A Villelmo de Quarro de Stipulis notarlo. la Ciriaci et eius con- quodam instromento falso contra Alariam.. ». 109. A Val d'Aosta fra Marenchon de Arquamdam chartam augustanam in Martinum de * puUes. » : p. * 7 luglio 1340 e 2. non reservatis sex sol. xxv 1330 e « sorti sol. duximus apponendum » cfr. et periurasse.330. 380-81. 361. p.0 . Reati in Val d' Aosta pp.

139 segg. l'istituzione cancelleresca che vorremmo far derivare dalla Curia è suo da costituirsi. Lo Steinacker estende 1" uso (lìfers. Die Gesta ìitmilclpalia in romischer imd frdhgerniauischer Zeit (Marhurg.LUIGI SCHIAPARELLI 274 dovremmo cittadina. mentre in Francia si conserva vivo ancora tutto il secolo. cit.scltaff sur Einfuhrung in das SimUiim der detvtsclien Geschichte des Miffeìalters und der Xeuzeit. al cancellarius della nostra cancelleria. H. Aosta apparteneva al ed è noto che in Francia la Curia diu'ò più a lungo che non nell'Italia longobarda. e in Francia fino al secolo IX. I (Leipzig. 245. di essa sia si che in Aosta sarà conservata una certa tradizione. ed alcuni esempi si spingono fino alla metà circa dell' Vili (1). Bruxxer. Steinacker. nell' XI secolo none appare che all'inizio del suo sviluppo. Gesta ninnici pali a. è da tenersi conto delle osservazioni fatte dallo Hirschfeld. e nulla ci attesta perdurata tanto tempo dopo. Griindriss insinuazione. nei proscompare prima in Italia. Die Lelire von den nicJit konigliclien {Privai-) JJ vkiinden vovnelimlich des deiifscJten Mitfel- GeschicJdswissen. Meister. !M3. 79 segg. 66 segg. E perchè il titolo di e a ne citar ius? Non credo che si possa trattare di una imitazione solo delle cancellerie reali o imperiali o di quella pontifìcia. l'uso della territorio franco-burgundio. dove le ultime tracce sono del VII secolo. derivare direttamente dalla farla suo comparire proverebbe il f26J il Curia romana perdurare anche in Aosta di antichi usi giuridici romani. 1904). H. Nessun documento ci permette di vedere una continuità dallo scrittore ufficiale che insinuava gli atti nei Gesta municipalia allo scrittore. salvo in (1) Cfr. ipotesi ci non spiega alcuni fatti. op. che si trova nel regno franco fin dalla VII secolo.. Se non che tale La carta augustana quale teri antichi. pp. dell' ma in A. dor roniisc/icn nnd . e che andò presto scomparendo collo sfasciarsi del loro impero. 1880). . non avrà piuttosto questo scrittore relazione col notaio dei giudizi. (jcnnanischen Urkmide Zar lìechtsgescìiichte {Berlm. pp. lasciando in generale poche tracce. La stessa posizione geografica di Aosta avrebbe contribuito al conservarsi