Teorema

Romeo
S T OR I A DI UN B L OG E DI UN S I S T E MA C HE NON E S I S T E
C AP I T OL O 1
Perchè Romeo
PREFAZIONE : IL BLOG ROMEOMEDIATICO
Questa è la vita di un blog, messa per iscritto con una lunga premessa politico
affettiva
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Una massa di pensieri, link e rinvii, occasionale , approssimativa, confusa, non
impaginabile. Che nasce però da una vicenda fortissima . Il caso Romeo, anzi il si-
stema Romeo che appariva fin dall'inizio più un teorema mediatico giudiziario che
un caso di cattiva amministrazione. Ho voluto trascrivere testi e riferimenti con
l’immediatezza e saltuarietà con cui l'ho tenuto. Nell’ordine in cui l’ho scritto e
“collezionato” come un collage.
Il caso Romeo, così come presentato dai media su indicazione della magistratu-
ra inquirente è stato un caso di scuola per molti aspetti. Uno dei casi più clamoro-
si di giustizia mediatico-politica degli ultimi anni. Il blog ha un titolo interrogativo
: sistema Romeo o Teorema Romeo? Quando l'ho avviato, infatti, non sapevo co-
me sarebbe finita, e tutti mi consigliavano di star zitto, di non espormi. Conoscevo
già Romeo, avevo lavorato con lui, sapevo quasi tutto (pensavo) della sua attività e
mi piaceva.
M’incuriosiva la potenza nascosta dietro all’idea della gestione dei patrimoni
immobiliari, del Facility management, come aveva imparato a definirlo Alfredo.
Cioè l'idea che "governare" realtà complesse come i patrimoni spesso sconosciuti
delle pubbliche amministrazioni, fosse possibile solo mettendo "insieme" pubblico
e privato. La complessità crescente dei sistemi amministrativi, la difficoltà di far
funzionare criteri di contabilità pubblica ormai analoghi a quelli privatistici, il livel-
lo europeo delle gare in termini di concorrenza e di standard da un lato e la neces-
sità di rispondere al cittadino non più come a un suddito ma come a un cliente e
la necessità di misurare, confrontare i risultati, tutto ci; non aveva negli anni 80
(quando la Romeo comincia la sua attività) e non hanno know how sufficiente nel-
la amministrazione dello stato . E lo stato aveva sempre meno risorse se non quelle
inutilizzate e disperse del patrimonio immobiliare pubblico. Un patrimonio accu-
mulato enorme, tanto grande quanto immobile e costoso. Metterlo a valore, farlo
funzionare, come parte della ricchezza di una comunità viva ancorché complicatis-
sima, farlo con una pubblica amministrazione in debito d'aria costante mi apparve
nel 1990 un’affascinante curiosità.
Ero ancora stupito che un avvocato di origini umili, un immobiliarista, di sini-
stra avesse realizzato il miracolo di portare per questa impensabile via nelle casse
del promettente governo cittadino di Bassolino a Napoli tanti soldi. Era l'epoca dei
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Sindaci: far pagare i fitti, le bollette, conoscere e accrescere il valore del patrimo-
nio immobiliare, organizzare i servizi inerenti, far diventare "le carte", il sistema
burocratico elefantiaco e dispersivo un buon sistema il governo, collaborando con
le burocrazie, e con i decisori politici. Mettere un numero in quelle poste di bilan-
cio ha significato per Napoli e per Roma e per Firenze e per Milano sopravvivere.
Come investire quella risorse poi era un’altra cosa. Per me che me lo guardavo e
studiavo era passare dalla grande politica del consenso, a quella del funzionamen-
to. Certo Napoli e la sua amministrazione versano in condizioni pietose, la classe
dirigente di questi anni non è stata all'altezza, ma sarebbe stata meglio senza quel-
le risorse? A giudicare da come sono state amministrate si può anche pensare di sì.
In verità le risorse che vengono dal vero "sistema romeo" quello della valorizzazio-
ne di asset immobiliari, fanno campare tutte le grandi città, che le amministrano
direttamente o con qualche privato. A me piace capire come funzionano i meccani-
smi, le cose e perché non funzionano. Mi piace scaricare i software, e provarli, co-
noscere le aziende, e visitarle, come fossero paesi, le persone diverse da me, le idee,
la cultura: nelle diverse epoche della mia vita aiutato dalla politica, hanno cercato
sempre di capire come funziona e come può funzionare meglio .
E' stato quel che mi ha spinto ad avviare l’attività di lobbying e public affairs di
comunicazione istituzionale. Avevo già chiaro, dalla mia personalissima esperienza
che la società, come la decisione politica (dentro la quale ho vissuto a lungo) è una
serie di network, di responsabilità, d’intelligenze, di problemi aggrovigliati. Illuder-
si che un pezzo possa decidere separato dagli altri, è una falsità pericolosa. Uno
dei primi clienti, che non conoscevo, è stato Alfredo Romeo. Ricordo quando con
i miei soci abbiamo creato a questa società, io avevo già qualche cliente che appor-
tai all'impresa e un altro socio portò Romeo. E che voleva Romeo? Romeo sedeva
in qual suo ufficio tutto sommato modesto al secondo piano di un palazzetto di
piazzale Flaminio. Al piano terra un via vai d’inquilini degli enti più svariati a por-
re milioni di problemi quotidiani, smistati con perizia dal personale... le telecame-
re di Anno Zero non poteva riprendere questa normalità e allora sono andate nel-
le aree più degradate, dove non si può o non si vuole cambiare (il confine è spesso
labile) ed hanno ripreso buche crepe. Colpa di Romeo ? ma Romeo non poteva e
non doveva riparare se non dopo avere rispettato le procedure di legge, anzi ri-
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schiava la galera se lo faceva. "L'Avvocato è al secondo piano, sa dove ?" " Così ti
riceve a Via ... né badge, né identificazione. Ero curioso: che voleva da noi Ro-
meo? Innanzitutto capire: chi governava a Roma, dove sarebbe finita la situazione
a Napoli in continua ebollizione, poi dove andavano i governi nazionali rispetto al-
la sua esperienza, come poteva estenderla oltre Napoli, se qualcuno avrebbe gradi-
to conoscerla, discuterne e farlo partecipare. Mai una richiesta di conoscere chi
era in commissione in una gara (rischio da cui ci siamo premuniti sempre restando
sotto i riflettori.)
Temeva e sapeva di essere guardato come uno scugnizzo napoletano, presun-
tuoso che aveva avuto fortuna e in verità quasi mai nonostante la sua passione poli-
tica mi chiese di conoscere dei politici, anzi quando lo invitavamo a cene, iniziati-
ve dove c’erano decisori importanti non vennero mai, dico mai. Tranne una cena
elettorale: con Francesco Rutelli e Massimo D’Alema, quando già si sapeva che sa-
rebbero stati sconfitti. Lo mettemmo al tavolo d'onore, e non parlò quasi non nes-
suno.
Romeo faceva tanto, aveva una conoscenza maniaca non delle persone nella
pubblica amministrazione, ma delle procedure, del funzionamento della macchina
amministrativa. Così, quando non era scelto per definire un progetto di valorizza-
zione perché non aveva quarti di nobiltà come Pirelli RE, o Caltagirone, perché
nemmeno aveva il pelo sullo stomaco dei proprietari d’imprese di pulizie, o dei "ri-
scaldatori" (i primi a dargli l'idea del "global Service"). Quando era scartato, aveva
spesso la soddisfazione di essere richiamato dai soggetti affidatari per progettare e
far funzionare i progetti. Romeo ha riconosciuto per primo Conosceva la forza dei
database, delle anagrafi, del "governo" di un progetto attraverso l'uso dell’informa-
tica legata all’amministrazione, senza la quale valori, efficienza ed efficacia si per-
dono inevitabilmente.
Il sistema Romeo , quello vero, descritto come tale sul portale della Reala fine
ha reso efficienti e quasi indipendenti le amministrazioni sulla gestione del patri-
monio immobiliare ; ha fatto e fatto fare il massimo su quel livello di servizio, ha
avuto l'onore e l'onere di far funzionare davvero le leggi sulle dismissioni del patri-
monio immobiliare, accanto a nomi più internazionali altisonanti , con le Cartola-
rizzazioni, dopo aver ideato il global service di ministeri ,tribunali, enti previden-
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ziali con risparmi certificati dalla Cosi pari al 20% di tutte le spese, dopo aver avu-
to una fetta di quel mercato pari a circa il 25% Romeo si è guardato attorno e co-
me ogni imprenditore con voglia di continuare e inventare ha visto due cose : dove
era arrivato e dove vuole andare
Dove si trovava Romeo quando comincia la sua odissea? In un sistema paese
sempre più debole, incapace di utilizzare l’innovazione, di cui aveva sperimentato
l'aspetto predatorio nel 1993: quando il re delle preferenze Vito, dopo che la giusti-
zia amministrativa gli aveva dato ragione, per ottenere il dovuto, cioè l'assegnazio-
ne di una gara già vinta gli chiede una tangente per finanziare tutti i partiti. Ro-
meo è processato... il processo va alle lunghe ma il reato cade in prescrizione Que-
sto episodio è spesso ricordato a Travaglio e da Di Pietro per dire e perché gli si af-
fidavano gare? Non solo perché lo prevede la legge, ma se si scava nel caso scopria-
mo che in realtà Romeo è un concusso, ma siccome è stato introdotto da poco il
"patteggiamento" che consente per la prima volta a manager altolocati di cavarse-
la dalle grinfie dei pool anticorruzione, confessando. Un criterio di collaborazione
tuttora vigente che ha visto di recente la stessa Telecom di Tronchetti uscire dal
processo delle intercettazioni, siccome aveva cominciato a funzionare questo ave-
va consentito poi a Vito di confessare e patteggiare. La descrizione del reato non
lascia dubbi: ma se fosse stata concussione, come fu, avrebbe dovuto pagare solo il
concussore, cioè il datore del lavoro di Romeo. Invece bisognava far tenere il siste-
ma e "piegare" la "descrizione del reato" tipica concussione in danno del Romeo,
rovesciando in “corruzione ambientale”. Romeo va comunque avanti e dopo i pas-
si di cui sopra si trova nell'Italia dei furbetti, dagli immobiliaristi, cosa che lui on è
mai stato. Quelli che con la complicità delle banche comprano a prestito e rivendo-
no speculando, qualcuno più oculatamente, qualcun altro pensando di scalare po-
tere e massonerie, le banche. Nella parte "protetta " del salotto bene che va da Cal-
tagirone a Tronchetti Provera, questo "valorizzatore" napoletano senza patrimo-
nio relazionale e senza banche alle spalle è visto come un utile ma imbarazzante
compagno di viaggio che non deve montarsi la testa. E' vicepresidente con Puri
Negri (Pirelli Real Estate) di Asso immobiliare, ma quando si affaccia su patrimo-
nio di Fininvest, è irriso, quello deve farlo Pirelli! Quando va a parlare con gli uo-
mini che gestiscono il patrimonio immobiliare di Telecom per ottimizzarlo come
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quello di grandi banche, è accolto con supponenza e stupore. Non sa ancora che
quello sarà il tesoretto dell'Immisi post Colaninno e pure resta fuori. Romeo deve
stare al suo posto, sa fare il property management dei comuni, cava soldi da una
rapa, che spesso non gli crede fino a prova del contrario. E lui ci resta e lì si trova,
nessuno ne eguaglia risultati quando si tratta di valorizzare e gestire, ma lui non de-
ve pensare di impicciarsi d'altro.
La riprova di questo fastidio da parte del capitalismo “Crony” è nel fatto che il
giornale che più duramente attacca il suo business è il Sole 24 ore di Confindustria
, dove i "signori" del salotto buono sono ottimamente rappresentati. L'attacco è
tanto chiaro quanto paradossale: come fa Romeo a fare utili così alti con il pubbli-
co ? Si è mai visto il quotidiano dei capitalisti italiani che attacca il profitto, gli utili
di un’azienda? Nel blog questo c'è ognuno tragga le conclusioni. Quello che non
c'è nel Blog è che il cornista incaricato di seguire la giudiziaria è quello che s’inven-
ta più colore lasciando intendere che nel nuovo Hotel Romeo si possono incontra-
re potenti locali e belle ragazze... ma quest’aspetto è oggetto di una Richiesta di ri-
sarcimento di 30 milioni di euro...
Dove vuole andare Romeo? Quali sono i sogni di Romeo? Uno si è parzialmen-
te avviato: Fare con la gestione delle strade di Roma e Napoli lo stesso operazione
fatta con il patrimonio immobiliare ....metterlo a valore : calcolare costi e ricavi,
fronteggiare buche e contenziosi per chiuderli entrambi al meglio. Il Global servi-
ce delle strade: una gara contesa poi aggiudicata, ricorsa e poi rivinta . Qui Ro-
meo è alleato di Caltagirone, e la +amministrazione di sinistra capisce la novità,
ma spuntano le malignità, i manifesti in campagna elettorale delle migliaia di sub-
appaltatori, manifesti anonimi che dicevano: Roma si Romeo No, con il simbolo
di una ruspa.
Appena scoppia, il caso Alemanno dichiara che vuole risolvere il contratto e
Mantovano castigatore castigato ad Anno Zero si vanta della risoluzione del con-
tratto. Rinforzino da sinistra: al contratto di Romeo il giornalista Statera dedica co-
lonne di fuoco a novembre quando il Tevere sfora gli argini e i tombini s’intasano
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(molto meno di prima) il fustigatore di Repubblica attribuisce a Romeo la piena
del Tevere...
Prima il comune chiederà i danni, poi c'è una composizione bonaria ma assur-
da: Romeo rinuncia a proseguire e il Comune senza alcuna recriminazione paghe-
rà i 20 milioni di euro dovuti, per ripiombare nel caos che tutti i cittadini stanno
sperimentando. Paragonando i numeri dei mesi di gestione romeo con la gestione
successiva i cittadini potranno sapere davvero che cosa ha fatto Alemanno e maga-
ri chiedere i danni se del caso.
A Napoli la gara salta, ma poiché Romeo se n’è occupato, ha messo in guardia
dal fare le cose in danno dell’amministrazione quelle telefonate sono la pietra dello
scandalo... di cui tutti sanno.
Viene i giorni di dicembre l’imprenditore porta a commento il suo unico vero
sogno: dare a Napoli un Hotel a Cinque stelle gran lusso. Il Romeo Hotel. Là do-
ve era l'Hotel Lauro e il quartier generale del Comandante Lauro, vicinissimo al
centro, ma su un’area degradata della Marina nasce un albergo senza pari disegna-
to dallo studio di Kenzo Tange ... E' bello, sembra una sfida. Romeo non ha com-
prato derivati, non ha comprato complessi immobiliari a debito, ha una bella villa
a Posillipo che lo fa soffiare (condannato per broccoletti nel Blog) ha messo tutti i
suoi soldi nell'Hotel. I giudici cercheranno a lungo conti o altro: i soldi sono sul
conto dell'azienda. Lui si da uno stipendio di 300.000 euro l'anno. Come mai? Gli
chiedono poi i giudici ... Perché l'azienda è tutta e gliela levano per oltre un anno !
Su quell’inaugurazione sento di avere una responsabilità, allora già girava voce
di un’inchiesta, c'era stato il suicidio di Nugnes, i cronisti del Correre del mezzo-
giorno, son già largamente informati e scrivono sotto dettatura. Si parlava di altre
fughe di notizie, ma le uniche voci scritte sono quelle. Romeo è incerto non sa se
inaugurare l'Hotel della sua vita, ha paura dell’Ubris dello scugnizzo, di esser casti-
gato per costruire nella città del non fare. Fa slittare la data, all'ultimo vuole annul-
lare tutto, il concerto di biondi le tre serate di presentazione. Io Insisto e gli dico
"Alfredo se ti vuole colpire ti colpiranno, questa è la cosa che fai per te, per Napoli
e per i tuoi figli....e poi per me sei l'imprenditore più onesto che c'è". "Grazie Mas-
simo andiamo avanti" mi risponde
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Nella notte del 17 di dicembre è arrestato alle 4 del Mattino all'Hotel de Rus-
sie, perdo il contatto con lui dopo i giorni dell’inaugurazione: i suoi amici sono sot-
to botta, la giunta anche tutti i politici che hanno scambiato due chiacchiere va in
carcere o sono inquisiti. I collaboratori i consulenti incarcerati e i giudici buttano
la chiave e tutti fanno Natale in galera. E qui parte il blog... e
Parte l'assalto soprattutto mediatico che ha messo al centro Alfredo Romeo, in
carcere dal 17 dicembre, e Napoli. Riguarda un’intera classe dirigente locale e na-
zionale... Vogliamo entrare nel merito del "processo" mediatico , quello che ha già
condannato....che resterà, senza possibilità di riabilitazione .....Del tutto a prescin-
dere dagli esiti giudiziari, dalle cifre, da realtà e sostanza
Non riesco a stare zitto a nascondere quel che penso e l'amicizia parte il mio
blog soprattutto perché resti traccia dell'unico processo che conterà comunque
quello mediatico.
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Processo Mediatico
Il processo mediatico è già concluso.
E' Tangentopoli 2.0: user generated crimes.
Sull'esito dell'indagine deciderà la magistratura. Comincio così anch’io. Ma
non è vero. C'è un processo, anzi tanti processi, mediatici già celebrati e conclusi
con la condanna e altri ogni giorno vengono innescati. E' la Tangentopoli 2.0: non
ci sono tangenti, dazioni, partiti, non ci sono percentuali e tesori ma telefonate, di-
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scussioni su come proporre e mandare avanti progetti di servizi. I crimini li stabili-
scono i lettori. E' sotto inchiesta un rapporto tra pubblico e privato, che immagina
servizi che razionalizzano e migliorano funzioni svolte dalle amministrazioni. La
questione è discussa in convegni, esibita in premi ufficiali, il business riguarda an-
che concorrenti del gruppo Romeo come Pirelli, Manutencoop, Manital. Lì si chia-
ma networking, benchmarking, best practices. Tutta cultura d'impresa.
Ma se è trattata in pranzi o telefonate, soprattutto ellittiche e tronche per ragio-
ni dialettali o per la preoccupazione che qualcuno fraintenda....è criminale. Se è
intercettata quest’attività, si trasforma prima del processo. La forza virale delle in-
tercettazioni, spezzettate e montate, dilaga a prescindere dalla sostanza; la capaci-
tà in particolare del centro sinistra di autoaccusarsi in scontri fratricidi, rafforza la
convinzione, presente nei comunicati, delle procure, come di scrittori e intellettua-
li, ma soprattutto dei politici che la politica è Casta (e lo è, suicida) e perciò spor-
ca... Sotto accusa è un intero sistema , ma soprattutto l'idea che le pubbliche ammi-
nistrazioni siano in modo trasparente in rapporto con il privato... Sul Mattino si
prende un indagato : si pubblicano tutte le sue telefonate , si mette tra parentesi vi-
cino ai nomi (non indagato) ma il titolo dice "Un network di ....illegalità, favori
scambi..." Il gioco è fatto: Posti di lavoro, informazioni tecniche legittime, richieste
d’informazioni sulle pratiche ferme, qualche giudizio su qualche politico, insieme
ai biglietti di teatro o per lo stadio . E' il crimine generato dai lettori, o dagli spetta-
tori: ragnatele web.
Chi risarcirà i "non indagati", e gli indagati che ne uscissero a testa alta.
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I dati del processo mediatico.
Romeo su Google "pesa" quanto Totò Riina

Una foto fedele dell'impatto mediatico: mettiamo Alfredo Romeo e Totò Riina su
Google. Il numero di occorrenze si distacca di poco 184.000 per Romeo e 237.000
per totò Riina ... Ma uno è stato arrestato e condannato in regime di 46 bis per al-
meno 12 omicidi tra cui Falcone e molti altri, l'altro è indagato per turbativa d'asta
e corruzione...Due rilievi : uno già condannato e l'altro ? Pure in verità dai media.
Per la stampa sembra che l'odore del sangue della politica sia maggiore di quello
delle vittime della Mafia....Parliamo di un signore innocente fino al terzo grado di
giudizio e del peggiore criminale della storia italiana recente...Eh i giornali il gior-
no dopo finiscono dove sappiamo , ma i bit restano.
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Dicembre 2008. Giustizialismo Fisiognomico
Ricordate mai considerazioni sui blazer di Tronchetti Provera ? (patteggiamen-
to per le intercettazioni e assoluzione per molte altre cose), sui tailleur della Morat-
ti? Sulle consulenze d'oro (inchiesta archiviata) etc. Mai fatte o scritte considerazio-
ni analoghe a quelle sui foulard, sul kitsch, sul fatto di essere ricco e napoletano...
che, per Romeo, compaiono un po’ ovunque. L’ha notato il Riformista dopo una
settimana in cui l'imprenditore è stato definito il centro di un’enorme ragnatela
d’interessi... di un sistema delinquenziale senza precedenti.
19 dicembre 2008. Catanzaro : Why not la situazione è definita dal-
lo stesso procuratore Jannelli
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Nelle carte che avviano il processo De Magistris lamenta il silenzio di Napolita-
no.
Sentite invece cosa dichiara il procuratore generale di Catanzaro Jannelli lo stes-
so che ha firmato i 106 avvisi di chiusura delle indagini per Why not:
"Il processo Why not nasce malato, nasce malato perché si iscrivono un sacco
di persone con vari titoli di reato che IO NON RIESCO ANCORA A CAPIRE
QUAL E' L'ELEMENTO CONCRETO CHE POSSA IPOTIZZARE LA STES-
SA IPOTESI DELITTOSA"
A proposito di fiducia nella magistratura e serenità di giudizio!"
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Il comunicato stampa numero uno della Procura della Repubblica
Da leggere e rileggere il comunicato stampa della Procura di Napoli... si capi-
sce già l'impianto basato su giudizi politici, di sistema, segnali mediatici... tutto im-
pastato con i termini tecnici... a uso dei media e dei vari copioni televisivi del net-
work giustizialista.
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2004 Alfredo Romeo presidente del premio epic
Romeo Viene premiato insieme ad altri protagonisti del mercato delle valorizza-
zioni immobiliari
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C AP I T OL O 3
Gruppo e Sistema
Cos'è il gruppo Romeo..?
Romeo è il primo contribuente del capoluogo partenopeo . Cioè quello che
paga più tasse, a Napoli, in Italia.
E' un gigante? Non proprio : l'insieme della attività del gruppo ha un valore di
161 milioni di euro , con un profitto di 25 milioni. Impiega circa 400 persone, ma
la sua attività coinvolge aziende che nel impiegano 18.000
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Che cosa fa questa impresa ? Servizi di valorizzazione e di gestione dei patrimo-
ni immobiliari. Per enti pubblici (comuni e ministeri ad esempio) e operatori priva-
ti (banche fondi etc) Quando qualcuno di questi soggetti lo ritiene vantaggioso affi-
da all'esterno tali servizi.
A Napoli Romeo ha vinto una sola gara in questi anni quella della gestione del
patrimonio immobiliare
Qualche numero : Prima della gestione Romeo il Comune Partenopeo racco-
glieva 1,5 milioni di euro di affitti , adesso il reddito del comune è di 44 milioni
ogni anno ! Dopo l'inventario svolto dalla azienda , il comune ,che contava su
1330 unità , immobiliari, ha scoperto di averne 56.000. Il valore patrimoniale per
il comune è passato da 1,5 miliardi di "lire" a 3 miliardi di "euro". Queste attività
hanno consentito di "salvare" dall'usucapione (cioè la perdita del patrimonio a van-
taggio degli occupanti di un bene non rivendicato) e di garantire il "recupero di
una perdita di 100 miliardi di euro". Questo numero era dato ad esempio a Porta
a Porta ... "patrimoni amministrati” altri media parlano di quello, gestito, altri del
volume di affari, o il Business di Romeo... in verità il Gruppo Romeo Raccoglie cir-
ca 44 milioni di euro di affitti per il comune di Napoli e si fa pagare 4 milioni di
euro....Non è noto l'utile su commessa , ma se assomiglia all'utile aziendale è sugli
800.000 euro il 20% di 4 milioni . Cifre importanti , ma che al quotidiano del Sole
24 ore della Confindustria sembrano eccessive....Chissà se ci sono raffronti con al-
tri risultati , sul quotidiano non lo chiamano "benchmarking"
Le telefonate con Rutelli
Il Foglio . Claudio Cerasa 19/12/08
Le intercettazioni vanno lette e ci si deve domandare dove è il reato, , la percen-
tuale richiesta, quella offerta etc ?
Ecco tutte le telefonate con gli amici onorevoli «Ho riferito a Francesco del festi-
val. Se ne occupa Barbara, la moglie». Palombelli: «Mai conosciuto» Diffidare del-
le ordinanze, delle carte e delle sentenze con troppi aggettivi (vedi il caso Romeo)
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Dicono che la differenza tra un bravo giornalista e un cattivo giornalista sta nel-
l’avere così tanto materiale da avere la possibilità di raccontare un fatto senza aver
bisogno di descrivere nient’altro che quello che si è raccolto, o quello che si è visto.
Quando si racconta qualcosa – almeno così insegnano – meno aggettivi ci sono,
meno commenti ci sono, meno avverbi ci sono, meno parole che lasciano intende-
re opinioni ci sono, e meglio è. Punto. La stessa cosa, dovrebbe valere per le senten-
ze, per le ordinanze e per tutto ciò che magistrati e gip scrivono per informare di
un reato commesso e per provare a inchiodare un indagato. Quando un articolo di
cronaca è pieno di aggettivi c’è qualcosa di strano: sembra quasi che ci sia qualcu-
no che ti voglia convincere di qualcosa senza avere argomenti sufficienti per farlo.
Con “le carte” spesso funziona allo stesso modo, e allora dopo aver letto la nota
che la procura di Napoli ha scritto sul gran casino napoletano c’è un aspetto che
va notato, perché sempre più spesso capita che ci siano gip che scrivono sentenze o
ordinanze dando l’impressione di non riuscire a essere totalmente distaccati. Quasi
come volessero convincerci di un fatto non solo offrendoci le notizie di reato ma
provando a persuaderci con l’uso di aggettivi e avverbi giusti.
Leggete qui. “Da quelle parole, ascoltate nel corso di una telefonate che egli,
amabilmente, intratteneva con Giorgio Nugnes…”. Romeo, “padre-padrone di
uno dei maggiori gruppi imprenditoriali romani”. “Si affrettava a replicare il pub-
blico funzionario infedele”. “Esclusivo ed egoistico interesse di Alfredo Romeo e
delle sue imprese”. “Una commistione impressionante…”. “Dirà un esaltato consi-
gliere comunale nel parlare con Romeo…”. Ecco, naturalmente questo non basta
per dire che c’è puzza di bruciato. E’ vero, ci sono alcune cose che non tornano, il
reato contestato agli indagati di Napoli non sembra essere ancora del tutto verifica-
to. Si parla di appalti e si parla di tangenti, ma dalle carte non solo non risulta es-
serci nulla che riesca a dimostrare in modo chiaro che i politici indagati hanno rice-
vuto chissà quale beneficio dalla società Romeo (per capire: non si parla di
mazzette, non si parla di favori fatti ai politici, etc etc), ma in più due di quei famo-
si appalti per cui sono finiti sotto indagine anche gli assessori della giunta di Napo-
li non risulta proprio che siano mai andati in porto, dato che l’appalto che doveva
finire in mano alla Global Service dei Romeo (quello sulle strade del napoletano
bandito dalla provincia di Napoli) è stato bloccato, e quello che invece era stato
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bandito dal comune di Napoli è stato stoppato da un ricorso al tar del 28 febbraio.
Pubblicato da Claudio Cerasa a venerdì, dicembre 19, 2008
Per il sole 24 Ore il “reato” di Romeo è il 20 % di utili.
E 16 milioni di tasse pagate allo stato !
Così il Sole 24 ore "Appalti su misura”
A cominciare dalla commesse record: come il maxi-appalto per la manutenzio-
ne delle strade della Capitale: 580 milioni per 9 anni, quando a Bologna o a Firen-
ze si paga per lo stesso servizio quindici volte meno. Un abisso. O la gestione che
dura da molti anni del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli. Un servizio
che ha reso alla collettività la miseria di soli 13 milioni di euro su un "pacchettone
"di case e uffici che di milioni ne valgono oltre 2.000. Chiunque ,viste le cifre,
avrebbe saputo far rendere quelle case assai di più. E allora l'equazione è quasi
scontata. Appalto ricco, Romeo ci si ingrassa e i Comuni ci perdono." Così il quoti-
diano ci Confindustria...
Ma le cose stanno così ? Chi è che quel chiunque che fa guadagnere di più ai
comuni nel settore ? Quale è il benchmark non lo dice il giornalista ...Per il quoti-
diano è un reato arrivare ad un utile del 20% e pagare la differenza dovuta in tas-
se sulla attività di impresa ? E davvero tutti i bilanci della società di servizi che de-
nunciano meno utili sono a posto con la coscienza...già non esiste l'elusione nè
l'evasione, a dunque se si guadagna e si pagano le tasse deve essere perchè si otten-
gono i risultati in modo scorretto.
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I concorrenti di Romeo lo aspettano al varco . I pezzi del Sole.24
ore...Un feeling casuale ?
Pirelli Re amministra un patrimonio di 1 milardo e 800 mila euro, fa ricavi
complessivi (incluse compravendite evidentemente) : ha un volume di affari per ser-
vizi pari a 350 mila euro compresi servizi di agenzia con un ROS del 18 % ; e fa
anche servizi di Property e Facility Management con ricavi minori . Adesso sappia-
mo da dove viene la tesi del Sole , certo Pirelli guadagna meno di Romeo e nel
pubblico non è riuscita a passare; ma guadagna meno anche su patrimoni propri...
dunque non sa fare efficienza , forse . Il pubblico non c'entra. Notoriamente gli im-
mobiliaristi guadagnano in altri modi, almeno fino a qualche anno fa. Romeo agli
immobiliaristi e ai concorrenti (anche le piccole aziende che godevano dei finanzia-
menti a pioggia prima del global service, con costi sommati più alti) non è mai pia-
ciuto troppo . Se giornalisti politici fiutano il sangue del potere, quelli economici
fiutano le opportunità di qualche altro concorrente per un business su cui si posso-
no finalmente mettere le mani...una volta eliminato Romeo.
Del resto c'è un altro concorrente che parla proprio del maxi appalto di Roma,
Manital che non lo considera folle, ma ha fatto un ricorso al TAR che ha bocciato
l'aggiudicazione della gara a Romeo e poi si è vista dar torto in Consiglio di Stato.
Persino il legale del concorrente, pur dicendosi garantista, teme che alla fine "non"
ci siano prove e la montagna "partorisca il topolino"...e aggiunge che il contratto
con Romeo è talmente ben fatto, che il comune rischia di dovergli pagare i danni
per rescinderlo....Troppo legittimo per liquidarlo, questo famoso maxiappalto, par-
lando di inadempienze....Oggi il tema di contratti e convenzioni di Romeo viene
sollevato anche a Milano, dai leghisti, ma il Comune allo stato dice che funziona.
Il comune di Firenze lo ha usato, poi ribassato e una volta imparato , ha portato
dentro il servizio...dunque la Pubblica amministrazione ha imparato da Romeo e
riesce a far da sola
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Barbara Palombelli il tritacarne ed il rapporto pubblico privato
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Le notizie di oggi : la talpa e la fidanzata ?
Oggi ci sono due temi all' attenzione del tritacarne. L'interrogatorio della pre-
sunta talpa Mazzucco che nega e racconta :
.
...come risulta alla stampa afferma di aver chiesto aiuto, non ottenuto, per un
parente dell'autista del giudice e per il padre di Annalisa Durante la ragazzina as-
sassinata a Forcella
L'altra notizia è un tentativo di mettere sotto indagine tutto ciò che l'azienda ha
fatto con la pubblica amministrazione.. a Roma c'è una frase che denuncia la col-
pevolezza di Romeo e che tutti i giornali e TG riprendono :
"Roma , mi sono fidanzato con Roma....." Insomma vedi sopra. Dopo avere ac-
certato che Barbara non era Barbara Rutelli, Francesco non era Francesco, che Ni-
no non era Antonio Polito...vediamo chi "non era" la Roma "fidanzata" , magari
non era neanche Roma !
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Sistema o teorema? Destra, Sinistra e stampa.
Il volume di fuoco sui casi giudiziari che coinvolgono decine di amministrazioni
è enorme, ma a dominare è il"sistema Romeo"
Lo abbiamo detto se si immette Alfredo Romeo su Google risultano 180.000
links, per Totò Riina è quasi lo stesso. Chi come me conosce questo imprenditore
napoletano, chi gli è amico, resta basito per la distanza tra quel che ne sa e quel ne
dicono. Si fatica a dire soltanto che alla magistratura spetta l'ultima parola ,come è
vero, quando il processo mediatico è già finito con una condanna definitiva. L'indi-
gnazione della stampa tornata felicemente giustizialista è unanime : la destra sotto-
linea il "contrappasso" dantesco sulla questione morale , la sinistra invoca un lava-
cro su sè stessa, cerca la linea in una purga generalizzata...invocando il giudizio po-
polare (ma i sindaci sono gli unici sottoposti alla scelta popolare ! ). La rigenerazio-
ne a sinistra si chiama primarie e regole dipietriste. I parlamentari eletti dalle segre-
terie denunciano per la prima volta l'esistenza di "capibastone" e l'intenzione di
farne a meno.Il principio dell'innocenza fino a giudizio definitivo è richiamato da
pochi e messo tra parentesi da molti, in cambio del principio di "opportunita' "
Tutto si basa sulla lettura di centinaia di pagine di ordinanze, tagliate e cucite
dai media, i titoli e i numeri vengono composti seguendo un format rigoroso e
squillane. Un quadratino appena per lo stupore e l'orgoglio dei dipendenti in cro-
naca locale e centinaia di colonne di piombo per tutto il resto. La foto con la cami-
cia rosa aperta sul collo è ormai l' icona di "magnanapoli". Sembra di sentire le no-
te del pazzariello. Intanto si ripetono ossessivamente brani di intercettazioni e il fat-
to che non contengano esplicite notizie di reato , non fa mai sorgere il dubbio del-
la innocenza , ma fa riflettere sulla sfrontatezza della intimità tra i componenti del-
la associazione criminale.
Lo scrittore Roberto Saviano per spiegare questa stranezza ricorre alla catego-
ria della illegalità inconsapevole. Riferendosi al fatto che imprenditori, politici e cit-
tadini assumono tutti liberamente comportamenti di scambio , di vantaggio rela-
zionale come naturali , sostiene (in parte ha ragione) che affondano e bloccano il
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paese. Quali comportamenti però? Non è detto che siano illegali, sono comunque
criminali ! Non basta , esaurita la prima sbornia di arresti , i cronisti di tutta Italia,
i manovali delle cronache locali ....costretti finora a parlare di fiumi che non eson-
dano e di infrastrutture pericolose e inquinanti ma che non decollano
mai.....Possono domandarsi dove altro si annida la "rete" ? Dove ha vinto le gare
Romeo ? In tutta Italia come si ricava dal suo sito del gruppo Romeo : a Roma ,
durante la amministrazione di Veltroni . Romeo dice che a Napoli dove la gara
non si è fatta, gli avevano chiesto di spiegare "come ha fatto " a Roma e lui gli lo
ha detto". Cioè deve aver spiegato cosa è il Global Service (che non è una società).
Ma allora è chiaramente un discorso criminoso !
L'odore del sangue ormai scatena cacce alle streghe anche all'interno del centro
destra : la destra di Alemanno non è così dispiaciuta dell'inciampo di Bocchino; la
Lega a Milano chiede al comune chiarezza sugli appalti a Romeo. L'assessore com-
petente, risponde perchè mai, se il servizio funziona? Come può funzionare ! Se la
magistratura indaga qualcosa ci sarà. E poi tocca a Bari, vinta grazie ad un siste-
ma finora criticato perchè eccessivamente rigoroso, quello della Consip...e allora
tocca pure alla Consip. User generated crime. Non c'è alcun complotto dei media
e magistrati.
Ma non c'è neppure il caso e basta : si fa strada un Teorema per la tangentopoli
2.0 , quella senza tangenti, senza dazioni, senza buste, senza percentuali, fatta, si
presum , di relazioni favori, di scambi, posti di lavoro: il reato nell' epoca della so-
cietà a rete sta nelle relazioni e nel marketing relazionale, nel rapporto tra X e Y
La pubblica amministrazione e la politica sono "Casta" , Napoli è male ammini-
strata e dunque corrotta. Chi ha interessi privati con tutti costoro non può che in-
trattenere rapporti criminosi. Il teorema ha solide basi ideologiche : non ci sono più
i meravigliosi ideali di un tempo, della Dc e del PCI ; il PD è fallito e sono rimaste
solo le retroguardie locali che senza quelle ideologie sono prive di temperie mora-
le. Dunque queste interazioni ,così vaste , così esplicite con imprenditori non posso-
no che essere una stabile organizzazione , quasi certamente un reato o almeno un
malcostume. Tra l'altro , e qui i media imitano Kafka, se nelle intercettazioni si so-
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stiene di voler rispettare la legge : "è per depistare". Pubblico e privato non posso-
no parlarsi e collaborare, possono essere solo collusi, a meno che non si parlino per
lettera raccomandata. Deve per forza trattarsi di un illecito condizionamento del
potere. L'imprenditore, soprattutto se è meridionale, veste in modo ricercato, elide
spudoratamente l'ultima sillaba e ascolta un politico che gli dice "Tieni 'nu grande
assessore" è come quello che diceva "abbiamo una banca". Colpevoli ! Eppure il
Sindaco di Firenze lo ha spiegato bene : il suo comune ha usato i servizi di proper-
ty management, poi li ha ridiscussi abbassando i costi, infine l'amministrazione ha
imparato e ha preso a fare da sola. Magari sarà stata una discussione solo di carte ,
ma se si fossero parlati, come nel caso dello Stadio, dove sta il reato ?
Negli Old come nei new media insomma è una "tangentopoli 2.0" : il crimine
generato dagli ascoltatori, dai lettori, dagli utenti e dai metamediatori dei media, che
stanno sullo steso palco dei politici cercando di buttarli giù
L'imprenditore indossa camicie rosa, portava foulard quando era in FGCI,
(chiaro segno di deviazionismo) ama il lusso kitsch (il buon gusto è appannaggio
della gauche caviar), fa manicure dal barbiere...(il che evoca immagini di criminalità
, gangster italoamericani). Come può offrire know how, capacità di progettazione
comune, una soluzione al problema dei mille contratti e appalti incontrollabili? Se
un imprenditore parla con un decisore politico lo controlla, se i tecnici si scambia-
no opinioni, ritagliano le gare.. se si chiede un parere tecnico ...si vuole favorire.
Non contano i diversi gradi di analisi, il giudizio tecnico e di controllo, anzi se qual-
cuno spiega qualcosa in questa fase : è l' illecita pressione di un criminali . Se un
amministratore parla di equilibrio è spartizione, cartello.
I consigli di amministrazione della società, pubbliche e private, sono pieni di
persone che stanno in un gran numero di altri consigli di altre società e che dialo-
gano. Certo anche questo può limitare il ricambio, ma nel mondo del business ci si
parla direttamente , ci si scambiano idee , proposte, si elaborano progetti, si fa
benchmarking (al nord) si fanno alleanze, joint ventures e si realizzano i convegni e
istituzioni . E vengono chiamati i Romeo (di meno), la Pirelli RE ( premiata da Ro-
meo ), la Manital , la Manutencoop a parlare con gli assessori,i ministri ad impara-
re gli uni dagli altri. Basta cercare on line. Tutto questo nei casi di specie si chiama
cultura d'impresa, efficienza, project financing, concorso di idee, networking,
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outsourcing di funzioni, anche economia relazionale . E può essere buona o catti-
va.
Le ricerche di lavoro ormai avvengono su internet, su Linkedin , lì le recommenda-
tions sono accanto ai curricula. Invece le telefonate fatte a per un autista , o per il
padre di una vittima della camorra sono un crimine. La sottoscrizione per un ope-
ra di carità equivale ad un atto di corruzione.
Il tipo di business , il raffronto con altri paesi ed altri attori del mercato scompa-
re dal panorama. Anzi il quotidiano di Confindustria, che in genere premia le im-
prese che fanno profitti, dice che il 20% degli utili nelle attività di servizio di Ro-
meo sono troppi , troppi 25 milioni di utili dopo le tasse ( e i 16 milioni pagati al
fisco) su 161 milioni di fatturato . Forse il Sole 24 ore ha in mente Pirelli RE , un
concorrente di Romeo , che riesce a spuntare molti più utili sui servizi di agenzia e
di compravendita (che il gruppo Romeo non fa perchè non ha patrimoni immobi-
lari propri) che sul property e facility management e vorrebbe fare di più e meglio
e con il Gruppo ha collaborato... Il contributo dato dagli immobiliaristi alla cresci-
ta economica è evidente . Ed è chiaro come gli immobiliaristi (come a suo tempo
Edilnord prima di Berlusconi poi acquisita da Pirelli) considerino il gruppo Romeo
...che troppo spesso sta sulla loro strada : a volte ci costruiscono alleanze , come sul-
la gara per le strade di Roma, con Caltagirone (le cui quotazioni, dopo la sentenza
del Consiglio di Stato, prendono il volo) a volte competono duramente . Oggi il si-
stema Romeo è attaccato anche dai concorrenti ,che lo hanno battuto in alcune ga-
re e ne hanno perse altre.. che forse vedono una buona opportunità proprio nella
bufera in corso.Ma il rischio è che retroceda un intero ambito di collaborazione
tra imprese di servizi e di opere e la pubblica amministrazione a svantaggio di en-
trambi
Il gruppo Romeo insomma è stato utile per ideare e proporre il business dei ser-
vizi agli immobili, e viene chiamato con aziende multinazionali , anche come advi-
sor delle cessioni del Tesoro . Tutti : enti , istituzioni , clienti privati (BNL) grazie al
suo know how, fanno miliardi di valorizzazioni, e lui è il primo contribuente napo-
letano, la sua azienda oltre a consentire a molti comuni di sopravvivere, paga
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anch' essa le tasse. A lui ci si rivolge anche per un posto di lavoro, per venire a sape-
re se e quando c'è l'opportunità di una cessione...forse è sbagliato e anche
improprio...Alla giornalista di un quotidiano che l'ha attaccato per la gestione del-
la cessione delle case della Regione Lazio voluta dalla giunta Storace, sembra ab-
bia detto polemicamente , "che vuole una casa anche lei”.... ? "e quella ritira fuori
adesso la sprezzante , e improvvida battuta di chi è tormentato dalle richieste e in-
dispettito dalle polemiche, come la "prova" di una offerta e di un costume. Di cer-
to non ci son mai stati colleghi, o persone che abbiamo fatto tali richieste. E poi
pranzi con magistrati, incontri tra collaboratori tecnici, sono segnali di potere di
scambio di condizionamento, davvero cose che solo Romeo fa ! E deve essere per
forza per motivi illegittimi, deve rispecchiare la casta! Poi pian piano viene fuori
che Barbara (Palombelli) non è Barbara Palombelli , ma un'altra persona , Nino
non è Polito..e Romeo chi sei tu Romeo?
I dipendenti del gruppo Romeo. Su Apcom
Martedi 23 dicembre 2008
Global Service-Romeo, lettera aperta dipendenti:Siamo orgogliosi "Il Comune
Napoli ha guadagnato con noi 40 milioni di euro" Roma, 23 dic. (Apcom) - “Le
aziende del gruppo Romeo sono serie, affidabili e attraverso la gestione del patri-
monio immobiliare hanno fatto guadagnare milioni di euro ai comuni di Napoli,
Roma e Milano e a diversi enti statali. Napoli, in particolare, ne incassa una qua-
rantina in più all'anno. Sono gli stessi dipendenti a difendere, con una lettera aper-
ta, il gruppo "per difendere la nostra dignità di lavoratori e per rappresentare con
orgoglio il buon nome che in questi anni la aziende del gruppo, a suon di risultati
positivi, si sono conquistate. Sentiamo prima di tutto il bisogno - spiegano - di
esprimere la nostra solidarietà umana al dottor Romeo, con la speranza di un esito
sollecito e positivo della vicenda giudiziaria in corso". Rispetto poi all'attenzione
dei media, che "sta travolgendo, spesso in maniera poco chiara e chiarificatrice, an-
che le aziende che operano sotto il nome Romeo", i lavoratori puntualizzano che
"abbiamo sempre lavorato duro nel gruppo, non ci è stato mai chiesto, né abbia-
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mo avuto mai la sensazione di lavorare in un contesto illecito, o anche solo scarsa-
mente professionale. Anzi per molti di noi - aggiungono - nelle situazioni più diver-
se, l'appartenenza al gruppo è nata da una selezione severa ed è stata motivo di or-
goglio e soddisfazione". Romeo attualmente conta 360 addetti e un fatturato di
161 milioni di euro, generando un indotto di circa 18mila impiegati. Ha sedi a Na-
poli, Roma, Milano e Bari. Tra i dipendenti annovera legali, contabili, progettisti,
architetti, ingegneri, informatici e personale tecnico. "Per il Comune di Napoli -
proseguono i lavoratori - operiamo nella gestione dell'inventario degli immobili di
proprietà comunale, nella riscossione degli affitti abitativi e commerciali, nella loro
manutenzione. Il censimento degli immobili, prima dell'intervento del gruppo Ro-
meo, era di 1.300 unità. Oggi ammontano a 56mila grazie ad un capillare lavoro
di emersione di tutte le proprietà. Gli incassi del Comune sono passati da 1,5 milio-
ni di euro della passata gestione a 44 milioni di euro l'anno. Il valore patrimoniale
del Comune è passato da circa 750 milioni di euro a 3 miliardi di euro. Il costo per
l'amministrazione è di 4 milioni di euro". "Lo stesso sistema - proseguono - è stato
adottato anche a Roma: se prima della gestione del gruppo Romeo il Campidoglio
incassava 18 milioni di euro l'anno, dopo ha raggiunto i 90 milioni di euro. Il costo
del servizio è stato di 3 milioni di euro. A Milano le proporzioni tra costi e ricavi
sono uguali a quelle di Napoli e Roma, ma su un patrimonio amministrato di
12mila unità. Le attività di global service del gruppo riguardano immobili e sedi
nazionali e territoriali di alcuni dei più importanti e prestigiosi enti ministeriali e
statali. Secondo i dati del ministero dell'Economia - sottolineano - in 4 anni di ge-
stione da parte del gruppo Romeo questa parte della spesa pubblica si è ridotta del
22 per cento". "Sarebbe lunghissimo - continuano - l'elenco delle attività svolte in
questi anni con tante amministrazioni, ma ovunque i parametri di efficienza e ri-
sparmio, conseguiti da questo team in collaborazione con la committenza pubbli-
ca risultano ottimi. E questo ci rende orgogliosi e profondamente consci di fornire
un servizio altamente specializzato e innovativo. Sul dottor Romeo sappiamo quel-
lo che vediamo ogni giorno venendo a lavorare: un impegno diretto, quotidiano,
sferzante e appassionato". Dall'attuale "accanimento mediatico - concludono - ci
sentiamo umiliati e disorientati, ma andiamo avanti con orgoglio e con la professio-
nalità di sempre per onorare gli impegni assunti con i nostri committenti, gli utenti
e i nostri partner".
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C AP I T OL O 4
Qualcuno dubita del
teorema
Se l'Inquisizione Togata prende fischi per fiaschi (Lehner su Libero)
Vado controcorrente e, da poco-tenente, me lo posso permettere, essendo diver-
so anche rispetto agli «onesti» come Di Pietro, che di proprietà ne hanno pur ac-
quisite; sicuramente in maniera pulita, avendo restituito i prestiti richiesti ed otte-
nuti da due futuri inquisiti.
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Reso ancor più saldo dall'aver studiato Benedetto Croce, mi consento alcuni ci-
nici ossimori, salutari, tuttavia, per diradare il conformismo del circo mediatico-
giudiziario.
Quando, oggi, certuni innocenti escono di galera dopo trent'anni o altri, più for-
tunati, dopo quindici, perché Santa Inquisizione Togata s'è finalmente accorta
d'aver preso fischi per fiaschi in tutti e tre i gradi di giudizio, mi riesce difficile sotto-
scrivere il malloppo consegnato alla stampa dai pm napoletani, con il consueto co-
rollario di intercettazioni sui giornali e su Internet.
Quando il collega Giancarlo Pittelli è costretto a chiedere le dimissioni da parla-
mentare, lui che è stato da tempo archiviato, per potersi difendere dai rumori me-
diatici di Santoro e De Magistris; quando cotesto pm, di contro ai normali cittadi-
ni, può disporre dell'attenzione quotidiana dei colleghi, tirando in ballo l'universo
mondo, financo il presidente Napolitano; quando il valente on. Mario Landolfi de-
ve rinunciare al posto di ministro o di presidente di commissione, perché da tempo
impiccato ad un'accusa che non sta in piedi e neppure seduta; quando il sottosegre-
tario Nicola Cosentino, incensurato e neppure indagato, si vede massacrare a mez-
zo stampa con verbali inconsistenti e datati 1995, chissà perché, adesso, rinverditi;
quando, infine, tutti vedono che, senza «pentiti» e intercettazioni, questa magistra-
tura non si raccapezza mai o fa scempio dell' Habeas Corpus come nel caso del
babbo dei fratellini di Gravina; ebbene, allora vien da borbottare che, nell'inchie-
sta a carico di Alfredo Romeo, non esiste congruità alcuna tra lo stridente boato
mediatico e la tessitura probatoria, visto che, al momento, non v'è traccia di passag-
gi di denaro, bensì soltanto di chiacchierate di stampo lobbistico.
Negli Usa è cosa normale e legale, da noi perché dovrebbe ascendere addirittu-
ra a diabolico «sistema Romeo»? Alla fin fine, viene da porsi un dilemma strano e
sconvolgente: per chiudere la questione meridionale sarebbero meglio uno, dieci,
cento Romeo, imprenditori che creano, senza corruzione ma lobbisticamente, po-
sti di lavoro, ricchezza e tecnologie di primo livello; oppure uno, dieci, cento di
quei pm, i quali spendono e spandono i soldi di Pantalone, sparando inchieste ro-
boanti e demonizzanti, con l'unico risultato di vedersele archiviate, dopo aver semi-
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nato panico, perché carenti, infondate, inconsistenti, poco o nulla riscontrate? Chi
ripagherà il male fatto a Barbara Palombelli esposta al fango schizzatole addosso
da intercettazioni subito date in pasto alla morbosa ferocia mediatica, ma che i ma-
gistrati emeriti non s'erano affatti curati di riscontrare, evitando, così, devastanti
scambi di persona? Siamo ancora a si scrive «Tortona», ma si può leggere «Torto-
ra»?
Se un indagato dichiara che il procuratore Lepore raccomandò qualcuno a Ro-
meo, certo può mentire pro domo sua, ma perché mai il magistrato non si limita a
negare, aggiungendo, invece, scene a colori di complotti e delegittimazioni?
Io, deputato della Campania, meridionalista e fautore della nuova regione che
amo chiamare «Lucania Magna» (Basilicata più la provincia di Salerno affrancata
in tutti i sensi da Napoli), tra Romeo e i pm che non riscontrano, mi schiero a favo-
re dell'opzione più paradossale e, come avrebbe suggerito Croce, dico alto e forte:
meglio uno, dieci, cento Alfredo Romeo. La religione della libertà impone di chie-
dersi se la vera questione politico-morale non riguardi gli eversori che, mascherati
da «onesti», sfruttano i boati giudiziari ancora tutti da verificare, al solo scopo di
ridurre a bivacco di manipoli o a caserme di polizia le aule di Montecitorio e Pa-
lazzo Madama.
Giancarlo Lehner 23/12/2008
Lobbying o corruzione ?
Panorama: In occasione della discussione sul caso Romeo ne parlano su Panora-
ma : Velardi, Zanetto, Gasparri, e anche il presidente dell'Ance, Buzzetti che fa
lobbying a favore dei costruttori e contro gli appalti di Global Service. E penso che
sia legittimo.
Non sono mai stato dell'idea che la regolamentazione della attività di Lobbying
risolva tutto. Poiché in Italia ciò che non è esplicitamente previsto da una legge è
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illegale, o può esserlo, meglio avere una legge sulla trasparenza dei rapporti tra po-
litica e interessi che rischiare che un’attività legittima di lobbying, di networking,
magari perché fatta in modo confuso o approssimativo, o in conformità a rapporti
presunti, desiderati, o esibiti impropriamente diventa un reato.
Allora abbiamo due vie : quella europea che si può agilmente copiare : un regi-
stro volontario, o quella statunitense un registro obbligatorio e piena disclosure di
ogni singolo euro....In entrambi i casi il tema è la trasparenza....In Italia siamo pie-
ni di proposte così , tutte morte in breve tempo. E' il caso di cogliere al volo questa
possibilità e di fare presto.
Al tempo stesso la politica e il decision making devono essere resi trasparenti e
comprensibili altrimenti nei numeri volati in questi giorni, nessuno capirà più nul-
la.
Ad esempio certificare i bilanci degli enti locali e renderli accessibili anche dal
punto di vista della trasparenza:
Una iniziativa che la fondazione Civicum vuole estendere in tutto il paese (15
gennaio a Roma) per rendere trasparenti i bilanci dei comuni istituendo un bollino
di qualità indiscutibile.
Finalmente qualche giornale da conto della posizione dei dipendenti. Nelle cronache locali!
commenti:
Teresa ha detto...
Tra le colpe di Romeo, secondo un articolo a firma di Gerardo Ausiello sul
Mattino del 24 dicembre, c'è anche quella di aver arredato l'hotel Romeo con co-
stose opere d'arte. “quel che conta è il lusso per il lusso"..."l'arte è un lusso e come
tale non ha prezzo"..."Romeo e il lusso. Un rapporto viscerale intimo, come tra
due amanti" e via discorrendo, sottolineando continuamente l'aspetto dei costi,
piuttosto che la presenza di opere firmate dai più noti e importanti artisti contem-
poranei. Viene da chiedersi se questo signor Ausiello sia a conoscenza di una ten-
denza diffusa da anni, in Europa e nel mondo, che vede gli alberghi protagonisti,
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C AP I T OL O 5
Lobbying e story
telling
La lobby al tempo di Romeo e Il “sistema” Giulietta

Sistema Romeo: secondo i giudici si tratta di un’associazione criminale rivolta a
condizionare la politica su scala nazionale; un "network", ha scritto un giornale in
cui c’erano politici tecnici e funzionari, cui era promessa carriera, vantaggi. Il rea-
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to contestato è aver predisposto i termini di una gara mai realizzata a Napoli e poi
aver commesso una serie di altre possibili illegalità.
Secondo quel che è noto finora dalla difesa degli imputati: il network c'era, ma
era un sistema di relazioni (alcune utili altre meno) richiesto e ben visto dalle auto-
rità, necessario per garantire il funzionamento e l’ideazione di servizi che sul pro-
prio patrimonio immobiliare quasi nessun comune o ente era capace di gestire in
proprio.
Quale che sia l’esito delle indagini e il lavoro dei giudici e il processo mediatico
sono già conclusi, poiché è noto le regole della stampa impongono un giudizio e
senza possibilità di ricorsi o ulteriori istanze dal taglio e la posizione degli articoli e
dei titoli dei primi giorni. Archiviazioni, assoluzioni e prescrizioni: non ci sono nel
circuito mediatico, né corti d’appello né cassazioni. Ci sono le smentite di legge.
Tanto meno valgono nel tempo d’internet: dove i bit si allineano in database eter-
ni... Per questo Giulio Andreotti resta per molti, giovani e non, intellettuali e tassi-
sti, il capo della mafia o quello che ha baciato Riina. Intendiamoci la stampa non
ha fatto indagini, sulla base delle intercettazioni e dei comunicati della Procura: ha
emesso un verdetto “A prescindere”. Direbbe Totò.
Il network integrato dei Santoro, Grillo e i Travaglio, conosce il meccanismo
perfettamente. Blog, spettacoli satirici, vendita di DVD ed instant-book, processi in
diretta, indagini a sensazione, inseguimenti di qualche parlamentare.., rilanci su
You tube . La stampa confindustriale "deplora" il benchmark di Romeo rispetto ai
rispettabili concorrenti: “Troppi profitti”, aggravante per eccesso di profitto in ge-
stione di impresa !
Nessun complotto, intendiamoci, ma tutto si tiene e si mantiene…del resto la
consegna del primo degli agit-prop: il "ripeti ripeti qualcosa resterà" viene amplifi-
cato dall’ epoca delle reti, ma deve essere ottimizzato da esperti di Search Engine Op-
timization. Il bravissimo consulente di Grillo, Casaleggio e Associati sa di che si trat-
ta.
In tutti i casi al centro del processo c’è l’insieme dei public affairs: i rapporti con
le istituzioni delle imprese, le attività di lobbying. Secondo alcuni (la maggioranza
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della classe dirigente mediatica politica) sono dirty affairs, corruttela, contiguità e
commistione di poteri usurpati ho comprato, il lezzo del malaffare non può che al-
bergare qui, tra politica e realtà.
Secondo altri si tratta di relazioni istituzionali perfettamente legittime anche se
svolte in un ambiente difficile, anche di “acquisizione di crediti” di rivendicazioni
improprie di paternità ma nessuna corruzione, nessun controllo del potere anzi un
ruolo di advisoring elevato e specialistico.
Di natura parzialmente diversa le indagini che hanno riguardato centinaia di
funzionari, attori, imprenditori e che hanno portato al rinvio a giudizio di 106 per-
sone in Basilicata... qui nelle carte del giudice c'è addirittura la descrizione del pro-
filo di personalità coinvolte a diverso titolo come una trama relazionale coesa e
controllata dell’imprenditore meridionale Saladino se non sbaglio. Si menziona ad-
dirittura l’attuale Presidente delle Repubblica per dire che in gioventù uno dei diri-
genti della Compagnia delle Opere “aveva fatto parte dell’ala riformista del PCI il
cui leader era Giorgio Napolitano” .
Sulle relazioni tra amministrazione e appaltatori, imprenditori locali testimoni
di matrimonio e dunque erogatori di donazioni era basata anche la misura domici-
liare che ha messo fuori per il sindaco di Pescara poi liberato dagli inquirenti, do-
po il commissariamento e tra le polemiche. Non ci sono dazioni, né scambi diretti,
sono chiamati in causa da intercettazioni e stampa: network politici, antiche affini-
tà di corrente (old boyz networks), affinità storiche (alumni). Tutte accuse a carico
per il tribunale on the air della stampa mainstream di tutti gli orientamenti (tranne
rare eccezioni) nella parte della accusa contro il sistema delle relazioni tra imprese
e potere. Chiamatela lobbying, networking, relazioni istituzionali sembra che gli in-
teressi (soprattutto in certe condizioni politiche e geografiche ) siano di per sé so-
spetti, colpevoli fino a prova del contrario.
Naturalmente il sistema della stampa analogica vive e si alimenta dello stesso
sistema che combatte, ci sono politici che pensano utilizzare stampa e decisioni del-
la magistratura per affermare la loro linea oggi all’offensiva e poi finiscono sulla
graticola ( e correnti nei partiti che si combattono). Ci sono editori che sono im-
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prenditori , a volte parte a volte vittime del sistema. (Chissà che un giorno un giudi-
ce non veda anche qui un intrigo bipartisan per avere soldi pubblici ?) e imprendi-
tori-editori che sono stati alleati di altri imprenditori ma oggi possono sperare di
prendere il posto di chi è sotto botta. Anche questa è una lobby bellezza ,sì, ma
quella che balla sguaiata al suono dell’orchestra giustizialista. E non averla mai re-
golatala lobby vera , quella che in tutta Europa e nel mondo organizza e fa emerge-
re i rapporti , non aver mai avuto una legge in un paese in cui ciò, che non è previ-
sto per legge è reato è funzionale sia ai corrotti che ai moralisti a giorni alterni.
Nel rapporto tra pubblico e privato si è colpevoli sino a prova del contrario.
Curiosamente non attrae più di tanto l’attenzione che su un tema di lobbying si
sia consumato i divorzio tra il DG di Confindustria e la attuale presidenza : tema
gli aiuti all’industria automobilistica.
Proviamo a immaginare una piccola fiction
che chiameremo “il sistema Giulietta”
Facciamo finta che il Direttore Generale di Confin-
dustria sia stato anche a capo delle Relazioni Istitu-
zionali della più grande industria di auto Italiana e
invece che Romeo si chiami Giulietta. Si tratta di
un’azienda che ha avuto a lungo anche il monopo-
lio di tante forniture pubbliche d’auto e mezzi con gare pubbliche, che si giova di
un sistema autostradale di prima grandezza e che è riuscita a risollevarsi con uno
sforzo enorme ed un management universalmente stimato.
Facciamo finta (questo è altamente improbabile) che il dott. Giulietta abbia un
marcato accento napoletano (poco credibile), che nel corso di diverse leggi finan-
ziarie si sia occupato di ipotesi interessanti il suo mercato , come la rottamazione
ed altro..Per diversi anni e ad oggi nell’ambito della manovra anticrisi il supposto
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dott. Giulietta ha parlato con ministri , parlamentari e funzionari , con altre parti
dei rappresentati dicendo : “quella cosa quella degli incentivi , per me dovrebbe es-
sere specificato un ruolo del comparto nostro e non solo genericamente per l’indu-
stria” , ne ha parlato a pranzo con qualche parlamentare , o con qualche esponen-
te della Presidenza del consiglio . Facciamo finta che il dott. Giulietta anche nel
nuovo incarico ha mandato delle slides a supporto, …che so ad un Direttore gene-
rale del ministero dell’industria o del Tesoro , per dimostrare che so che rispetto al-
le misure avviate da Bush negli States o in Europa a sostegno di imprese concor-
renti la mancanza di un supporto alla nostra unica industria multinazionale mani-
fatturiera . Se le stesse cose le avesse dette a uno o più esponenti della opposizione
che avrebbero commentato “ verimm che potimme fa’…” e qualcuno lo avesse ad-
dirittura chiamato , magari un sindaco, uno più assessori, rassicurando che “con
Letta ci ho parlato anche io a Roma e ho un buon rapporto anche con Scaiola”
per l’iter della proposta ,; Immaginiamo che Giulietta abbia detto al Sindaco : “
ma siamo sicuri, guarda che a me risulta che i tuoi stanno criticando il provvedi-
mento” magari criticando qualche altro esponente del governo e dicendo “no , ma
quello è scemo” perchè qualcuna di queste imprese risulta e importante per il desti-
no di un comune, di una regione Io penso che avrebbe fatto una buona parte del
proprio dovere.. , . Questo suo ruolo sarebbe dovuto essere riconosciuto dal siste-
ma come un ruolo importante di educazione reciproca (anche se in dialetto parte-
nopeo) tra istituzioni e interessi indipendentemente dai risultati .Quanto all’impre-
sa si sarebbero valutate le performance in borsa proprio sui profitti e non solo sul
vantaggio competitivo dato dal sistema relazionale. E l’autore di quest’azione una
persona competente di politica e d’industria avrebbe avuto come riconoscimento ,
proprio un incarico nella associazione diventando il dirigente più importante della
lobby delle industrie italiane. Fino al cambio di dirigenza e linea almeno.
Ma immaginiamo anche che due anni fa all’avvio di questo percorso un giudi-
ce che ad Avellino indagava sul caso “Yes we can”.. sottolinei una frase pronuncia-
ta da uno degli indagati durante la stessa campagna elettorale per ingraziarsi in un
colloquio uno qualunque di parlamentari o personaggi citati , tipo “con Te ( Giu-
lietta) il rapporto lo tengo io per tutto il gruppo in particolare per la cosa che ti sta
a cuore , degli sgravi fiscali a Torino. Siamo una cosa sola ”.
37
Da quel momento il telefono di Giulietta è messo sotto controllo : e tutte le tele-
fonate e i contatti di cui sopra , e quelli che portano alle riunioni, quelle della sua
segretaria, dei suoi collaboratori di tutti gli altri contatti con decisori o influenti di
qualunque tipo sono intercettati. Per due anni.
Immaginiamo poi che qualcuno di costoro dalla impresa o da altri abbia solleci-
tato o ricevuto donazioni per un orfanatrofio, sponsorizzazioni a un congresso , a
un maxi concerto di un grande comune a una festa nazionale, biglietti della scala ,
o della Formula 1.
Facciamo finta che si sta parlando di soldi pubblici, di sgravi fiscali, di allocazio-
ni importantissime di denari pubblici ….il giudice della giurisdizione di competen-
za potrebbe trarre la conclusione che si tratti di “distrazione di fondi pubblici” !
Poi se l’impresa ha partecipato a gare ad esempio presso la Consip magari per il
rating d’auto , (sarebbe certo toccato in una grande azienda al responsabile marke-
ting settore PAC con cui a volte Giulietta può avere interagito). Tutto questo po-
trebbe aver creato ripetute turbative d’asta soprattutto se avesse partecipato a grup-
pi di lavoro della Consip stessa sugli stessi temi. Insieme un’associazione a delin-
quere , un network.
Tutto questo potrebbe emergere da due anni in migliaia d’intercettazioni, du-
rante un paio di mesi di titoloni di giornale , poi arresti, richieste di indagare i par-
lamentari etc.
Santoro e Travaglio con foto nostalgiche si interrogherebbero sulla dinastia dei
fondatori dell’ impresa "conniventi o no " ? Colpa loro o dei loro manager ? Per-
ché a sinistra non ci si è accorti ? E così via Ecco, per sempre ,instaurato presso la
pubblica opinione il “sistema Giulietta” . Tutto per finta , ma non per scherzo !
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C AP I T OL O 6
Gli “sfrantummati”,
Santoro e i “broccoli”
Iervolino e Mishima : Ci deve essere un errore
"Il suicidio di Nugnes? Un atto di dignità che è mancato ad altri”. Rosa Russo Ier-
volino. Nel momento in cui il mondo si scambiava gli auguri ...Nelle intercettazioni
al massimo a lei hanno dato della scema
Ma considerare il suicidio un atto di dignità, è dai tempi di Mishima che non lo
sentivo dire. La vita non era un valore assoluto ?
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Romeo, Lusetti e gli Imprenditori che influenzano la politica
APPALTI ROMEO:LUSETTI, EQUIVOCO CHE CHIARIRO' A MAGI-
STRATI (ANSA) - ROMA, 7 GEN - ''C’è' un equivoco molto grosso e avrò modo
di chiarire la mia posizione ai magistrati''. Il deputato del Pd Renzo Lusetti, a Por-
ta a porta, offre la sua estraneità dalle accuse che gli sono state rivolte dalla magi-
stratura di Napoli per la vicenda Global Service, in conformità a alcune intercetta-
zioni telefoniche tra lui e l'imprenditore Alfredo Romeo. ''Escludo categoricamen-
te di essermi attivato presso chicchessia, anche verso alti magistrati del Consiglio
di Stato, per poter influenzare in qualche modo una decisione'', ''Romeo è un im-
prenditore di valenza nazionale - sottolinea Lusetti - ed era vicino alla Margherita
come ad altri partiti, aveva rapporti buoni con noi ed anche con altri''. ''Nelle no-
stre conversazioni - osserva Lusetti - c’è un tono molto discorsivo, scherzoso, sul
piano di un rapporto ironico tra noi due''. Lusetti sostiene, inoltre, che ''non è possi-
bile che un imprenditore influisca sugli equilibri interni di un partito'' e sostiene
che in genere ''gli imprenditori sono interessati a capire gli equilibri all'interno di
un partito e si informano''.
In verità è curioso assai che si definiscano "influenze nella politica" circa 50.000
euro di partecipazione a un giornale, quattro chiacchiere poco comprensibili con
Lusetti (che non è poi il capo della Margherita) sugli equilibri interni ...Questo
quando abbiamo tre canali nazionali, il maggior settimanale e diversi giornali di
proprietà del presidente del consiglio. Quando il giornale più influente del centro
sinistra, che da anni orienta il suo gruppo dirigente dello stesso schieramento , che
svolge campagne pro e contro parti dei suoi gruppi dirigenti che appartiene a un
importante gruppo con diversi interessi che su temi diversi dalle telecomunicazioni
ed altro, ha fatto sentire la sua voce sino a promuovere un partito oggi in difficoltà.
Quando un costruttore con interessi legati ai piani di sviluppo edilizio residenziale
e di infrastrutture che controlla alcuni dei più influenti quotidiani proprio a Napoli
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e a Roma ! Altro che sistema Romeo : le influenze sulla politica , semmai sono be-
ne equilibrate in un sistema in cui francamente Romeo appare "periferico" e "resi-
duale" ....per questo, (senza discutere dei metodi che verranno accertati) fastidioso
e problematico.
MAUTONE , ma era uomo di fiducia di Di Pietro o no ?
APPALTI ROMEO:MAUTONE A PANORAMA,ECCO RICHIESTE DI
PIETRO JR (ANSA) - NAPOLI, 8 GEN - ''Non so se per lui fosse poco o molto,
ma queste sono le richieste che mi ha fatto''. Parole di Mario Mautone, riferite a
Cristiano Di Pietro, figlio dell'ex ministro e leader dell'Idv. L'ex provveditore
ai lavori pubblici della Campania e del Molise racconta al settimanale il presunto
sistema di favori. ''Erano impegni istituzionali - dice - quali la realizzazione della
nuova prefettura di Isernia, altre caserme dei carabinieri e della polizia di Stato, il
restauro della Torre di Montebello''. Mautone passa in rassegna gli interrogatori
avuti con i magistrati e dice a Panorama: ''Non mi e' stata fatta alcuna domanda
su Antonio Di Pietro''. Mario Mautone e' tra i tredici destinatari di ordinanza di
custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta della procura partenopea sugli appalti
al Comune di Napoli per la quale e' detenuto in carcere l'immobiliarista Alfredo
Romeo.
L'8 Gennaio i PM ottengono di mettere in galera anche Gambale !
NAPOLI, 8 GEN - Il fermo agli arresti domiciliari disposto dalla Procura della
Repubblica di Napoli nei confronti dell'ex assessore comunale Giuseppe Gambale
era stato emesso sabato scorso subito dopo l'annullamento dell'ordinanza da parte
del Tribunale del Riesame. Ieri il gip, pur rinnovando la misura cautelare, non ha
convalidato il fermo non ravvisando il pericolo di fuga che è la motivazione alla ba-
se del provvedimento dei Pm. E oggi i legali di Gambale, gli avvocati Domenico
Ciruzzi e Marco Campora criticano l'iniziativa della procura rilevando che il fer-
mo è stato 'un incondivisibile atto di arroganza inquisitoria, risultando evidente,
anche al comune cittadino, la totale insussistenza del pericolo di fuga, quale neces-
sario ed inderogabile presupposto applicativo''. La non convalida del fermo da par-
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te dell’autorità giudiziaria ''impone l'obbligo - affermano Ciruzzi e Campora - di
informare correttamente l'opinione pubblica''. Per i penalisti ''il fermo disposto dal-
la procura della Repubblica di Napoli rischia di diventare un' intollerabile e capzio-
sa prassi applicativa in grado di aggirare norme procedurali volute dal legislatore a
garanzia del cittadino inquisito''. ''Sul punto, e sul prosieguo del processo - dicono
gli avvocati -, l'auspicio è che gli organi di informazione continuino ad esercitare
quella funzione di controllo di rilevanza costituzionale che attribuisce ad essi la fun-
zione di attenti interpreti e fedeli guardiani della cronaca processuale, deludendo
chi li vorrebbe 'cagnolini da salotto' delle Procure della Repubblica. Sussiste infatti
il rischio di diffondere estrapolazioni accusatorie, selezionate da suggeritori occul-
ti''. Invece ''i rilevanti e documentati assunti difensivi, pur presenti negli atti e negli
interrogatori di garanzia, non vengono propalati, sol perché' i difensori, sino ad
ora, hanno inteso rispettare le regole del riserbo processuale, evitando di anticipa-
re la celebrazione del contraddittorio sui media''. I difensori infine segnalano che
''in ragione di un’inefficienza organizzativa della stessa Procura'' (i mancati avvisi
ai difensori che determinarono l'annullamento da parte del Riesame, dr.) ''la posi-
zione dell'on. Gambale, innocente sino al giudicato definitivo, a tutt'oggi, non e'
stata neanche sottoposta al vaglio critico del Tribunale del Riesame'
Il sistema finanziario è invece un network "condonato" dalla crisi
La notizia di oggi è l'analisi della Authority per la concorrenza e il mercato sul-
la situazione di potenziale conflitto dovuta alle partecipazioni incrociate tra azien-
de (banche e assicurazioni) concorrenti e il grande numero di manager che pure
partecipano agli organi di governance di imprese concorrenti.....L'analisi è una
buona cosa, peccato che la stampa nazionale invece che gridare allo scandalo con-
tro questo "network" ,davvero spurio per le responsabilità che comporta...tutto
sommato "rinvia la pena" per via della grave crisi finanziaria..."il rischio è -dice
qualcuno- che si parli di filosofia"
Curioso nel caso di telefonate e contatti tra politici e imprenditori, a proposito
di appalti, parte subito il dubbio dei giudici e dei media che "l'interesse privato sia
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l'unico vero beneficio" , mentre per gli istituti, privati ma regolati, che hanno con-
tribuito a diffondere gravissimi comportamenti lesivi dei diritti dei risparmiatori,
non si toccano : proprio laddove non solo le stesse regole della concorrenza se non
rispettate , creano una disparità gravissima nella tutela "istituzionale" dei cittadini
clienti.
Ancora : la stesse Banche hanno enormi responsabilità e fanno affari con le
pubbliche amministrazioni, partecipano a processi di evidenza pubblica, hanno
venduto prodotti finanziari e collaborato a cartolarizzazioni...ne avranno parlato i
responsabili commerciali e amministratori con amministratori pubblici , ad esem-
pio per proporre prodotti "derivati" per la gestione....
Questo intreccio di responsabilità per essere migliorato o discusso avrà bisogno
d’indagini giudiziarie o no ? Non sarebbe meglio dedicarsi subito a nuove regole
per migliorare la fiducia, per garantire i destinatari ultimi (cittadini e clienti) ? Non
sarebbe meglio occuparsene mentre ingenti risorse pubbliche vengono destinate a
garantire un "sistema" fatto di relazioni assai più intime, anzi interne alla "gover-
nance" delle stesse aziende di quanto non fossero gli episodi fin qui discussi nelle
varie indagini ?
Judicial networking ? Romeo's ubiquity. Luxury Hotel.
Low cost Corruption.
APPALTI ROMEO: INCHIESTA ROMA,IMPRENDITORE SARA' IN-
TERROGATO
(ANSA) - ROMA, 14 GEN - Sarà interrogato a breve dalla
Procura di Roma Alfredo Romeo, l’imprenditore già al centro
Dell’inchiesta sulla gestione degli appalti del comune di Napoli
E indagato anche nella capitale per corruzione nell’ambito di un
Filone d’indagine arrivato dalla procura di Potenza nel quadro
Dell’inchiesta su una serie di scambi illeciti di favori in cui sarebbe stato coinvol-
to l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso
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Pecoraro Scanio. La procura di Roma indaga su un episodio concernente il pa-
gamento ad Angelo Canale, ex assessore al Patrimonio del Campidoglio durante
la prima giunta di Francesco Rutelli, di due pernottamenti a Napoli nel lussuoso
hotel Continental.(sic) Al vaglio dei Pm Sergio Colaiocco e Roberto Felici c’è un’in-
tercettazione dalla quale emerge la circostanza oggetto d’indagine. Gli inquirenti
dovranno accertare in cosa è consistita la presunta corruzione nei confronti di An-
gelo Canale. Lo stesso Canale, che tra l’altro è stato magistrato della Corte dei
Conti e che attualmente ricopre il ruolo di responsabile del Dipartimento Sviluppo
del Turismo, è a sua volta indagato per corruzione.
I magistrati stanno monitorando, dal 1997, la tipologia dei rapporti tra Canale,
all’epoca assessore al patrimonio del comune di Roma, e l’imprenditore Romeo, il
quale
Si aggiudicò in quel periodo l’appalto per la gestione del patrimonio immobilia-
re del Campidoglio
Processo mediatico a Romeo : c'entro anch’io.
Anno zero ha visto il blog !
Oggi sono stato messo in contatto da una brava collaboratrice del programma
Anno Zero di RAI2, Dina Lauricella. Ho accettato subito la sua intervista. Tema:
il mio blog sul caso Romeo e le mie critiche alla stampa. Un punto a suo favore
perché ha cercato notizie su internet e mi ha trovato.
Vi anticipo il colloquio, per curiosità ed anche perché possiate verificarne il ri-
torno mediatico sulla prossima puntata della trasmissione. Sono certo che sarà im-
peccabile almeno da parte sua.
Perché sono stato critico con la stampa?
Perché ritengo che i media stiano dentro un format che in parte subiscono e in
parte alimentano, dando solo la versione delle Procure e non della difesa, descri-
vendo il lavoro del Gruppo Romeo e la sua entità in modo spropositato e sbagliato
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(il fatturato è 161 milioni di euro, quando i concorrenti hanno numeri assai più
grandi), e pur avendo un ruolo delicato con la Pubblica Amministrazione si descri-
ve come Gruppo più potente d’Italia e non è così. Quindi un processo di fatto, già
concluso.
Ho poi anche detto che la presa di posizione dei dipendenti sui numeri e le atti-
vità è stata censurata e lo confermo perché pubblicata in modo marginale, solo da
qualche cronaca locale. Di fronte ad uno tsunami di titoloni!
Alla mia domanda se Anno Zero ne abbia parlato, se abbia comunicato notizia
di questa lettera dei dipendenti, la giornalista ha risposto che era stato molto com-
plicato mettere in contatto l’azienda.
L’autocritica: uno dei compiti non riusciti del consulente di comunicazione era
proprio quello di far comunicare di più il Gruppo. Romeo ha sempre difeso un at-
teggiamento comunicativo di Low profilo, considerando il suo ruolo solo tecnico.
Comunque quella lettera dei dipendenti c'è e possono comunicarne notizia. Ve-
dremo.
Quanto al nostro lavoro fatto con Romeo? : Abbiamo svolto monitoraggio quotidiano
sulle attività parlamentari, come facciamo per altre settanta aziende, consulenza
politica generale (stabilità e orientamenti dei governi etc) che a Romeo interessava
moltissimo, per cui aveva una vera passione e poi anche indicazioni sugli orienta-
menti del governo o dei decision makers verso servizi di esternalizzazione, o
outsourcing.
Infine attività, poche ahimè, di comunicazione. “Non ha partecipato molto a
tutti gli appuntamenti propri di Reti, dando sempre l'impressione di essere perso-
na che ragiona solo su fatti tecnici”.
Noi facciamo da nove anni attività di lobbying, cioè di comunicazione tra inte-
ressi e decisori pubblici come in tutta Europa e nel mondo si fa in modo ordinato e
trasparente.
L'attività più recente è stata la comunicazione dell’inaugurazione del Romeo
Hotel. Ho insistito personalmente perché, nonostante le voci d’indagini, quell'inve-
stimento fosse presentato.
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La giornalista ha sottolineato che trovava strano che alla inaugurazione ci fosse l'assessore al
turismo Claudio Velardi, socio fondatore di Reti, e che la cerimonia fosse curata da Re-
ti lo trovava al limite del conflitto d’interesse.
Non vedo perché:
a) Velardi è fuori dalla governance di Reti da quando è assessore; b) abbiamo
ritenuto opportuno di non operare perché attività di relazioni istituzionali e lob-
bying , cioè di rapporto con qualsiasi decisore pubblico: non assumiamo e non ab-
biamo commesse che mettano in rapporto privati con le Amministrazioni Pubbli-
che a Napoli e in Campania.
Ma di certo non abbiamo fatto pulizia etnica o geografica di clienti, di cui curia-
mo la comunicazione con la stampa, gli eventi e così via in tutta Italia. Sempre che
non ci siano di mezzo le Amministrazioni Pubbliche della Campania e si tratti solo
di rapporti tra privati. Così è stato per l’inaugurazione dell'hotel. Sarebbe anzi con-
flitto d’interessi, civilmente perseguibile dall'azienda, se avessi escluso, senza validi
motivi e autorizzazioni, un rapporto tra privati (ripeto, senza relazioni con le Am-
ministrazioni Pubbliche ) solo per favorire un socio che ha deciso di fare un altro
mestiere
Piantagione illegale di Broccoli per Romeo !
E' proprio il padrone d'Italia ! Piantare broccoli illegalmente a Napoli davvero
deve aver indignato e impegnato le procure. Non si riscontrano intercettazioni, ma
i mezzi investigativi moderni consentiranno di chiarire se i broccoli sono stati pian-
tati o sono spuntati spontaneamente. Dopo di Pietro , anche le simpatiche piantine
saranno presto ascoltate in procura
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Cristiano di Pietro su Facebook
IERVOLINO PRUDENTE SU APPALTI ROMEO, C'E' REGIME
CONTRATTUALE, NO A PASSI FALSI Napoli, 19 gen. - (Adnkronos) - ''Non
possiamo dimenticare che siamo in regime contrattuale e che occorre non fare pas-
si falsi per non esporsi ad azioni di risarcimento danni''. L’ha detto il sindaco di Na-
poli Rosa Russo Iervolino leggendo la relazione di apertura del Consiglio comuna-
le in merito ai rapporti del Comune con la società Romeo. ''La Giunta -ha spiega-
to il primo cittadino- ha deciso di compiere una puntuale e accurata rivisitazione
del contratto in essere per la manutenzione degli immobili comunali, al fine di veri-
ficare ogni eventuale ipotesi migliorativa giuridicamente possibile. Occorre poi rea-
lizzare un miglioramento nei controlli che non dovranno essere più soltanto spora-
dici e cartacei ma continui, ispettivi e puntuali''. Quanto alla contrattazione in cor-
so per la riscossione delle contravvenzioni, la Iervolino ha aggiunto che ''occorre
ricordare che il Romeo è vincitrice della gara, ma al fine di dare un chiaro segnale
di discontinuità saranno esaminate tutte le ipotesi possibili: dall'interruzione delle
trattative alla ulteriore revisione della bozza di accordo già frutto di lunghi e forti
contrasti per tutelare al massimo gli interessi del Comune
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Giulietta chi ? Santoro Wolwerine contro Romeo Magneto
Oggi Annozero sui rapporti tra Romeo e Politica a Napoli. In studio Di Pietro,
Tonini, Mantovani ed altri . Sembra che si discuterà soprattutto della manutenzio-
ne degli stabili affidati al gruppo Romeo , vedremo probabilmente buchi e lamente-
le da Pianura , inquilini arrabbiati e degradazione dalle case popolari ( in passato
stupendamente servite dalla amministrazione?) . Forse si approfondiiranno le impli-
cazioni politiche dei "broccoli abusivi" in villa e certamente dell' "scandaloso" lus-
so dell ' Hotel (indagato per abusivismo)...ma certamente verrà anche letto integral-
mente il comunicato dei dipendenti del Gruppo e si darà notizia del comunicato
della Consip . (o no ?)
Si parlerà immagino anche di Napoli e del PD delle sue divisioni naturalmente
a ridosso della presenza di Veltroni e D'alema nella Capitale Partenopea....e giù
un altro pò di mazzate al centro sinistra alla politica in generale....tutt'indignati ed
uniti dietro le bandiere del giustizialismo doc..Niente analisi, numeri raffronti, con-
fronti con i concorrenti saranno certamente al centro....Gran Sartù. Forse si citerà
anche questo blog che ha avuto l'onore di una visita.. ed una intervista (vedi sotto)
quale è la Tesi del "teorema Giulietta" (da noi anticipato) ? Se c'è un Romeo (certa-
mente colpevole) , nella classe politica c'è sicuramente una Giulietta (ancor più
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sporca) da ammanettare . Ricetta: vedi il saggio di De Magistris sulla funzione dei
giudici su Micromega riportato oggi dal Riformista.
A Proposito : oggi un altro "Magneto" mostro processato a lungo dagli X-men di
stampa e procure assieme ai DS , Consorte , ha avuta annullata la condanna in
Cassazione senza rinvio, ha avuto ragione almeno su una parte del caso che lo vi-
de imputato e condannato dai giornali. Aspettiamo X-men
Povero Santoro
"Il povero Santoro" dice Santoro di se stesso...comincia cosi' ...Legge poi una
lettera di una magistrato...in solidarietà con i magistrati. Contro l'ANM
Un ora di trasmissione e...solo i Kassam dell'accusa
Ore 22 Un'ora di trasmissione ad Anno Zero , solo i Kassam dell'accusa. nem-
meno una parola alle tesi della difesa....
Solo a Di pietro è consentita la difesa su Anno Zero ... e solo il figlio parla di
percentuali
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Annozero.... mi ha "immodestamente censurato"
non poteva strumentalizzare la intervista della sua collaboratrice....
Forse sarà per le ragioni che mi ha anticipato la gentile intervistatrice..."no non
si preoccupi non potremo tagliarla lei parla a mitraglia..." Non hanno mandato in
onda la intervista, come non mandarono quella di Claudio Velardi all'inaugurazio-
ne dell'Hotel Romeo. Non c'era ciccia.
Doveveno esserci solo interviste aggressive, interventi e notizie di parte, politici
in imbarazzo, fiction e intercettazioni taglia e cuci .Travaglio accusatore del Ro-
meo del 96, si è trasformato in difensore solo del figlio di Di Pietro che è stato il so-
lo che ha parlato di percentuali di una gara (l'unico nelle intercettazioni). L'unica
difesa ascoltata anche dal papà finto severo.
Adesso attaccano ANM e CSM perchè hanno punito qualche magistrato...non
una parola alle ragioni della difesa. E' l'unico tipo di processo così costruito nel
mondo (eccetto forse la Cina e la Corea del Nord) Sul merito confusione di cifre e
quant'altro chi ha voglia si senta la mia modestissima intervista...su questo Blog
che insiste sul fatto che su tutte queste cose la stampa tradizionale fa solo una parte
in commedia
Il Velino se n'è accorto
Il Velino fa giustizia e dà conto del nostro blog....e della mancata intervista
vi diamo la notizia della agenzia stampa...
Romeo, il blog del socio di Velardi: Santoro mi censura Napoli, 23 GEN (Veli-
no/Velino Campania) - "Annozero mi ha censurato perche' non poteva strumenta-
lizzare quello che avevo detto su Romeo". È l'accusa lanciata dal braccio destro di
Claudio Velardi, Massimo Micucci, tra i fondatori di Reti, societa' di lobbying che
ha lavorato tra gli altri per le aziende di Romeo. "Forse sara' per le ragioni che mi
ha anticipato la gentile intervistatrice: no non si preoccupi non potremo tagliarla
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lei parla a mitraglia - spiega Micucci dal suo blog intitolato significativamente
romeomediatico.blogspot.com -. Non hanno mandato in onda la intervista, come
non mandarono quella di Velardi all'inaugurazione dell'Hotel Romeo. Non c'era
ciccia. Dovevano esserci solo interviste aggressive, interventi e notizie di parte, poli-
tici in imbarazzo, fiction e intercettazioni taglia e cuci .Travaglio accusatore del
Romeo del 96, si e' trasformato in difensore solo del figlio di Di Pietro che e' stato
il solo che ha parlato di percentuali di una gara (l'unico nelle intercettazioni)".
Qual e' la tesi difensiva di Micucci? "Non c'e' un sistema Romeo ma un teorema
Romeo: i media stanno dentro un format che in parte subiscono e in parte alimen-
tano, dando solo la versione delle Procure e non della difesa, descrivendo il lavoro
del gruppo Romeo e la sua entita' in modo spropositato e sbagliato (il fatturato e'
161 milioni di euro, quando i concorrenti hanno numeri assai piu' grandi), e pur
avendo un ruolo delicato con la Pubblica Amministrazione lo si descrive come
gruppo piu' potente d'Italia e non e' cosi'. Quindi un processo di fatto, gia' conclu-
so
Laboccetta....
Ma adesso che c'entra l'on.Laboccetta....?
Mai saputo di intercettazioni....Boh ? Dal "
network globale " delle intercettazioni deve
essere saltato fuori qualche altra sorpresa ?
Potevano farlo ieri mattina almeno si "rim-
polpava" Anno Zero.
APPALTI ROMEO: LABOCCETTA,
CHIARIRO' MIA POSIZIONE (ANSA) -
NAPOLI, 23 GEN - '' Non mi aspettavo
certo di essere convocato in Procura a Na-
poli per lunedi' prossimo in qualita' di inda-
gato. Pensavo che al limite i PM partenopei
mi avrebbero ascoltato quale persona informata sui fatti rispetto alla vicenda Glo-
51
bal Service''. Lo afferma Amedeo Laboccetta, deputato napoletano del Pdl compo-
nente della Commissione Antimafia, commentando la convocazione in procura
nell'ambito dell'inchiesta Global Service. ''Sono pronto, comunque, a rispondere a
qualsivoglia domanda inerente l'inchiesta in corso, e sono convinto di poter chiari-
re la mia posizione ed ottenere un'immediata archiviazione'', prosegue Laboccetta.
L'esponente di An chiarisce, infine, di non essere ''compagno di merende di alcun
soggetto coinvolto nell'inchiesta. Non mi occupo di appalti o di clientele''. ''E chi
mi conosce lo sa. Respingo con fermezza le accuse che mi vengono mosse'', conclu-
de il parlamentare
Anche Amedeo Laboccetta è stato assolto...
22 Gennaio : viene chiamato in causa pure De Mita che Risponde ai magistrati
su Romeo....MAI INTERVENUTO IN SUOI AFFARI
APPALTI ROMEO: DE MITA, MAI IN-
TERVENUTO IN SUOI AFFARI (ANSA) -
NAPOLI, 22 GEN - ''Ero e resto amico di
Romeo ma non mi e' mai stato da lui richie-
sto di intervenire nei suoi affari''. Questa la
risposta data da Ciriaco De Mita ai pm della
Procura di Napoli che gli hanno chiesto dei
suoi rapporti con l' imprenditore Romeo. De
Mita, conversando all'uscita con i giornalisti,
ha precisato che le questioni della sua cono-
scenza con Romeo e del filone d' inchiesta
sulla scuola nell'ambito degli appalti dell' im-
prenditore ''sono due cose distinte''. ''Io sono
amico di Romeo - spiega de Mita - e la no-
52
stra conoscenza e' legata al fatto che lui ha sposato una marchesa di Nusco e an-
che alla circostanza che lui gestisce la vendita di alcuni immobili dove io ho locato
un appartamento. Questa e' l' origine della nostra amicizia che rimane. I rapporti
tra me e lui sono sempre stati di grande correttezza, abbiamo scambiato opinioni
ma non ho mai ricevuto richieste di intervenire in procedure di affari''
53
C AP I T OL O 7
Le (in) giustizie
Romeo è ancora in carcere.
Lo stupratore di Roma è rimesso in libertà
ROMA, STUPRO DI CAPODANNO: DOMICILIARI A AGGRESSORE
ROMA
E' stato posto agli arresti domiciliari Davide Franceschini, 22 anni, il giovane
che la sera di Capodanno ha stuprato una ragazza di 23 anni durante la festa orga-
54
nizzata alla Fiera di Roma. Lo ha deciso il Gip Marina Finiti che ha convalidato
oggi il fermo del giovane ed emessa la contestuale ordinanza di custodia cautelare
presso il domicilio così come sollecitato dal Pm Vicenzo Barba.
Alla base della decisione di scarcerare il giovane di Fiumicino, la sua buona con-
dotta giudiziaria e il contributo dato dopo il suo fermo. Durante l'interrogatorio di
oggi a Regina Coeli, il “Franceschini” accusato di violenza sessuale aggravata ha
ribadito di avere agito sotto l'effetto di alcol e droga. Rifacendosi alla confessione
di ieri il giovane si è detto ancora dispiaciuto per quanto accaduto e di non sapersi
spiegare come possa aver avuto un comportamento così violento.
"Come può esserci tanta disparità con le inchieste di Napoli ? Non lo capisco. I
media come lo spiegano ?"
"Mi rallegro se uno non è in carcere, purchè venga rapidamente
giudicato......ma come può esserci una disparità così grave con un reato meno tragi-
co come la turbativa d'asta, su un'asta che non c'è stata"
Il nuovo pool di Di Pietro
Ha tribune nell'editoria. Gode dell'appoggio di numerose procure. E ha trovato
il suo organo ufficiale in “Annozero” di Santoro. Attraverso cui ha voluto uscire
dalla clandestinità per sfidare a viso aperto il sistema politico. E sabotare la rifor-
ma dell'apparato giudiziario, vera gallina dalle uova d'oro.
55
Nella foto Antonio Di Pietro
Si racconta che un noto giornalista tv, per sorprendere i propri ospiti, durante
una cena abbia fatto ascoltare, al momento del dessert, la registrazione di una in-
tercettazione telefonica del “caso Del Turco”. Le solite fonti anonime raccontano
che spesso, ben prima che le inchieste più clamorose delle procure giungano alle
conclusioni, alcuni cronisti di giudiziaria vengano preavvertiti sul menu elaborato
dai Palazzi di Giustizia. In Transatlantico si sussurrava che sarebbe scoppiata uno
scandalo con al centro alcuni ministri del governo Prodi circa un anno prima che
De Magistris fosse noto al grande pubblico.
La differenza fra oggi e gli anni ’92-’94 è tutta qui. Alla fine del secolo la magi-
stratura milanese metteva sulla graticola la classe politica con l’appoggio dei gior-
nali che, provvidenzialmente, venivano a sapere in anticipo notizie di reato e rei.
Ma si trattava sempre di mondi distinti. Di questi tempi si ha l’impressione che il
circuito mediatico-giudiziario si sia, invece, stabilizzato dando vita a un Nuovo
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Pool che trae la sua forza più fuori che dentro i palazzi di Giustizia. Il Nuovo Pool
è più di un accordo di collaborazione trasversale fra politica-giornalismo-magistra-
tura, è una sorta di Politburo in cui politici, giornalisti e magistrati decidono tempi e
modalità dell’assalto al comune nemico (un partito, un potere economico, un edito-
re).
Il Nuovo Pool ha inaugurato il “giustizialismo a partito unico” radunando le
forze attorno al movimento di Di Pietro e giovedì sera ad Annozero, come vedre-
mo in seguito, ha fatto il suo esordio trionfale. Annozero è l’organo ufficiale del
Nuovo Pool, più precisamente è la voce ufficiale del suo Politburo.
Questa volta Michele Santoro ha lavorato in grande radunando attorno a sé
non solo la vecchia redazione, che ha al centro il fedele assistente Sandro Ruotolo,
ma richiamando altri validissimi giornalisti di area che si erano rifugiati altrove ne-
gli anni passati, alcuni su Sky, come Corrado Formigli, e altri a la 7, come Giom-
maria Monti. Nelle retrovie redazionali un contratto da redattore capo è stato assi-
curato a Gianni Barbacetto, antico sodale di Marco Travaglio a simboleggiare l’al-
largamento dell’assetto proprietario dell’organo ufficiale del Nuovo Pool non più
monocraticamente diretto da Michele Santoro. Infatti al duo Santoro-Travaglio è
ormai il compito di tenere la prima linea.
Travaglio ormai è una ditta giustizialista ben affermata, con Barbacetto e Go-
mez pubblica libri che sono annuari del malcostume italiano raccontato attraverso
le sentenze, ha rubriche su L’Espresso, del gruppo De Benedetti, e A del gruppo
Rizzoli, è penna di punta dell’Unità, mantiene una rubrica sul blog di Beppe Gril-
lo, tiene in piedi una rete personale di sostenitori sia attraverso il proprio blog sia
utilizzando quello di Di Pietro, gira i teatri con uno spettacolino forcaiolo. Il mon-
do di Travaglio è ormai una impresa giornalistico-giudiziaria con un fatturato di
alcune centinaia di migliaia di euro l’anno che ha bisogno di essere continuamente
alimentato. Ma il Nuovo Pool non sarebbe quell’aggregato aggressivo che è senza
l’appoggio di una distesa rete di fiancheggiatori che talvolta si inabissa ma nei mo-
menti topici viene alla superficie. Pensiamo a tutto quel mondo dello spettacolo e
delle Università che attorno a Micromega di Flores e alle iniziative del gruppo fio-
rentino di Pardi e Ginsborg si è radunato durante l’esplosione dei girotondi e che
continua a tenere in piedi un tessuto associativo robusto. Nello stesso mondo televi-
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sivo, dalla Dandini a Fabio Fazio, numerose sono state le testimonianze di collate-
ralismo con il Nuovo Pool
Peppino Caldarola. Il Riformista
APPALTI ROMEO:INDAGINI SU PATRIMONIO, SPUNTA CONTO
DA 30 MLN (ANSA) - NAPOLI, 26 GEN
Spunta un maxiconto corrente nell'inchiesta a Napoli sull'imprenditore Alfredo
Romeo, in carcere dallo scorso 17 dicembre nell'ambito dell'indagine sugli appalti:
conto riconducibile alla sua famiglia dove vi sono depositati trenta milioni di euro.
Secondo quanto riferiscono oggi organi di stampa, le ultime mosse della Procura
riguardano proprio gli aspetti patrimoniali.
Domanda ai media : Un conto da 30 milioni di euro è un maxiconto ? per me e
per quasi tutti gli italiani si ! Ma per un imprenditore il cui gruppo paga 18 milioni
di Tasse e che è il principale controbuente napoletano ?
Quote societarie, immobili, conti correnti, sequestrati al termine di indagini del-
la Dia e riconducibili al patrimonio dell'immobiliarista: venerdi' scorso gli inquiren-
ti hanno scritto alla Dia - l'organo di Pg che ha condotto l'inchiesta - e agli ammini-
stratori giudiziari nominati dal Tribunale per gestire l'impero Romeo.
La Procura vuole conoscere l'esatto ammontare dei beni sequestrati all'impren-
ditore, quanti soldi ci sono sui conti correnti, lo spessore delle quote societarie; veri-
ficare, inoltre, se attraverso i canali bancari sono stati investiti proventi di attivita'
illecite. Una prima stima effettuata dagli inquirenti all'indomani degli arresti indi-
cava in 'svariate centinaia di milioni di euro' il valore complessivo delle quote socie-
tarie e delle altre somme bloccate su disposizione dei magistrati.
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Di nuovo se questa è l'entità del patrimonio oggi amministrato dagli ammini-
stratori giudiziari , 30 milioni sono un maxiconto ? E questo conto era occulto o
sconosciuto fino ad ora ?
Gruppo Romeo : 315 milioni di liquidità nei bilanci. E' un bene o
un male ?2 febbraio 2009
APPALTI ROMEO: 315 MLN LIQUIDITA' IN BILANCI CINQUE SOCIE-
TA' INDAGINI ESTESE A PRESUNTO - Trecentoquindici milioni di euro di
liquidita' nel bilancio consolidato riferito alle cinque societa' sequestrate al gruppo
Romeo. E' la cifra che emerge, secondo indiscrezioni, dalla relazione trasmessa ai
pm dagli amministratori straordinari nominati dalla procura della Repubblica do-
po l'arresto dell'imprenditore Alfredo Romeo, coinvolto nell'inchiesta sugli appalti
a Napoli. Gli amministratori hanno concluso la prima parte del lavoro, individuan-
do le somme di denaro depositate sui conti delle cinque societa' che dal 17 dicem-
bre scorso, giorno dell'arresto dell'imprenditore, sono sotto sequestro: Romeo Ge-
stioni, Romeo Alberghi, Romeo Immobiliare, Romeo Legale e Isvasim. Nei prossi-
mi giorni ai magistrati perverranno le quantificazioni relative al valore degli immo-
bili appartenenti alle societa' e indicati nei bilanci. Secondo quanto trapela, si trat-
terebbe di una cifra assai ingente, nell'ordine di diverse centinaia di milioni di eu-
ro.
Due curiosità :
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1) Una società che operava outsourcing (riscossioni, contratti etc) per miliardi ,
poteva avere scarsa liquidità ?
2) Se avesse avuto 315 milioni di debiti : oggi sarebbe destinatario di aiuti ?
Ah ecco erano 315 milioni di fatturato ! Come si poteva ricavare dai bilanci
pubblici del gruppo ! O No ?
MANCATO RISPETTO DELL’APPALTO A NAPOLI ?
Intanto le ultime indagini coordinate dai pm della Dda di Napoli - i sostituti
Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli - secondo indiscrezio-
ni punterebbero ad accertare anche un presunto mancato rispetto, da parte della
societa' del gruppo Romeo che gestisce il patrimonio comunale di Napoli, di quan-
to previsto dall'appalto in materia di ''monitoraggio'' sugli immobili. Secondo que-
sta pista, che nel caso venisse verificata potrebbe far configurare una ipotesi di truf-
fa ai danni del Comune, la societa' si sarebbe attivata per eseguire gli interventi di
manutenzione degli immobili solo in seguito alle segnalazioni provenienti dal Co-
mune senza effettuare in proprio le verifiche che erano previste a suo carico dall'ap-
palto. Un altro buco nell'acqua...
Rutelli e De Magistris
La stampa sulla ordinanza De Magistris e Rutelli: vediamo domani
APPALTI ROMEO: MANTINI (PD), ORDINANZA DE MAGISTRIS GRA-
VE (ANSA) - ROMA, 29 GEN - Pierluigi Mantini, del Pd, definisce ''grave ed ano-
mala'' l'ordinanza del giudice del tribunale del riesame di Napoli, Luigi De Magi-
stris, sul caso Romeo, affermando che ''ha ragione Fassino a dubitare su certi pub-
blici ministeri, e non su Rutelli''. Per Mantini, l'ordinanza di De Magistris ''confer-
ma la linea della rinuncia ad indagare su eventuali corruzioni o turbative delle ga-
re e si ferma alla dimostrazione del presunto sodalizio politico affaristico. E' acca-
duto anche per il deputato Margiotta, poi assolto''. Ma ''se manca l'accertamento
(e persino l'indagine) dell'illecito ogni relazione tra politici e imprenditori sarebbe
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in se' criminale'', osserva Mantini. ''Nell'ordinanza si sostiene testualmente - secon-
do Mantini - che le relazioni amicali sono finalizzate a condizionare l'indirizzo poli-
tico. Ma questo non e' reato anzi - afferma Mantini - per certi versi, e' parte ineli-
minabile nelle attivita' politiche''. ''I partiti hanno molti difetti ma ad essi non si ap-
plicano i reati associativi come alla mafia'', afferma Mantini, che chiede ''un serio
confronto giuridico e culturale su questo punto perche' la situazione e' grave ed
anomala''
APPALTI ROMEO: FINOCCHIARO, PIENA SOLIDARIETA' A RUTELLI
(ANSA) - ''Esprimo la mia piena solidarieta' a Francesco Rutelli. Gettare fango sen-
za prove e senza dimostrare nulla contro personalita' politiche che, tra l'altro, ora
ricoprono cariche delicate, mi sembra un costume davvero fuorviante e sbagliato''.
Lo afferma Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama.
TENAGLIA (PD), A RUTELLI MIA STIMA E FIDUCIA ''Francesco Rutelli
sta subendo una serie continua di attacchi basati su presupposti inconsistenti, pro-
prio nel momento in cui e' chiamato a svolgere una delicata ed importante funzio-
ne istituzionale di controllo. Siamo in presenza di azioni che muovono da premes-
se sbagliate. A Francesco Rutelli, che e' persona di specchiata moralita', esprimo
tutta la mia stima e fiducia''. Lo afferma il ministro ombra del Pd, Lanfranco Tena-
glia.
PARLAMENTARI PDL, SI VUOLE INTIMIDIRE RUTELLI (ANSA) - RO-
MA, 29 GEN - ''Apprendiamo dai quotidiani che con straordinario tempismo il
Tribunale del Riesame di Napoli, estensore dottor Luigi De Magistris, ha inteso de-
positare le motivazioni dell'ordinanza che ha negato la scarcerazione ad Alfredo
Romeo proprio all'antivigilia dell'audizione dello stesso De Magistris presso il Co-
pasir in merito al cosiddetto 'archivio Genchi'. La circostanza non puo' passare
inosservata, dal momento che l'atto firmato dal dottor De Magistris, ripreso oggi
con ampio risalto dagli organi di stampa, si sofferma diffusamente e arbitrariamen-
te sul senatore Francesco Rutelli, che del Copasir e' presidente. Di fronte a quello
che ha tutte le sembianze di un tentativo di intimidazione, al presidente Rutelli va
tutta la nostra solidarieta' personale e istituzionale''. Lo dichiarano in una nota con-
giunta Giuseppe Esposito, vicepresidente del Copasir, Fabrizio Cicchitto e Gaeta-
no Quagliariello, componenti del Copasir.
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ZANDA, ALLUSIONI PER GETTARE FANGO SU RUTELLI (ANSA) -
ROMA, 29 GEN - Il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, ha criticato
in una nota un passo di un'ordinanza del Tribunale di Napoli, riferita sui quotidia-
ni di stamane, in cui vengono definiti ''francamente poco chiari'' i rapporti tra Al-
fredo Romeo e Francesco Rutelli. ''Mi sembra - ha detto Zanda - un perfetto esem-
pio di un linguaggio allusivo e indeterminato, capace di gettare fango ma non in
grado di dimostrare assolutamente nulla. Un linguaggio che dovrebbe sempre esse-
re estraneo ai documenti giudiziari soprattutto quando viene riferito a persone per-
bene e per di piu' a parlamentari che rivestono delicatissime responsabilita' istitu-
zionali''. ''Accade troppo spesso di leggere sui giornali estratti di atti giudiziari scrit-
ti e diffusi con la stessa disinvoltura con cui si costruiscono i gossip. Questo stile -
ha aggiunto Zanda - fa molto male ai cittadini coinvolti senza alcun riscontro con
la realta' dei fatti. E fa ancor piu' male alla giustizia che, oltre a perseguire i colpe-
voli, dovrebbe sempre preoccuparsi di proteggere le persone perbene''.
LEGALE RUTELLI,RIFERIMENTI DEL TUTTO INFONDATI (ANSA) -
NAPOLI, 29 GEN - Sono ''del tutto infondati'' i riferimenti a Francesco Rutelli
contenuti nelle motivazioni dell'ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli
che ha confermato gli arresti in carcere per l'imprenditore Alfredo Romeo. E'
quanto afferma in una dichiarazione l'avv. Paola Severino, legale di Rutelli. ''Ho
ricevuto incarico dal presidente Rutelli - afferma l'avvocato - di tutelare nelle sedi
competenti la sua onorabilita' rispetto ad alcune frasi enucleate dalla voluminosa
ordinanza del Tribunale del Riesame di Napoli e riprese da alcuni giornali. In par-
ticolare il senatore Rutelli, pur non indagato in tale procedimento, viene evocato
con riferimenti del tutto infondati a suoi asseriti 'consolidati' e 'francamente poco
chiari' rapporti con il dott. Romeo''. ''Come lo stesso senatore Rutelli ha dichiarato
in qualita' di persona informata sui fatti ai pm di Napoli, egli - ha concluso il lega-
le - non ha mai avuto alcun colloquio, alcuna telefonata con il dott. Romeo, ne'
qualsivoglia rapporto con le attivita' dello stesso''. (ANSA). COM-LN 29-GEN-09
17:54 NNN
APPALTI ROMEO: VELTRONI, SOLIDARIETA' E VICINANZA A RU-
TELLI (ANSA) - ROMA, 29 GEN - ''Da qualche tempo Francesco Rutelli e' ogget-
to di campagne e attacchi dei quali non si vede il fondamento. Conosco Rutelli da
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C AP I T OL O 8
Difendersi dove?
La parola alla difesa ! Anche fuori delle aule.
Un appello agli avvocati
Ormai c'è un continuum tra denunce, indagini,rinvii a giudizio, per politici,net-
work relazionali; ci sono milioni di utenze schedate e intercettazioni da un lato, e
processi mediatici, cronache, libri, film , mobilitazioni pro e contro la riforma della
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giustizia, scontro tra procure , anm, csm dall’altro .Un campo quello dell'accusa
con altissime performance mediatiche L'ex magistrato di Pietro , a capo di questo
partito, prima attacca il Presidente della Repubblica accusandolo di non essere ter-
zo e poi fa appello perchè si opponga al voto del Parlamento sulle intercettazioni e
prenda parte per le tesi del suo movimento...
Insomma siamo alla "giustizializzazione" della intera realtà italiana. In questo
quadro gli imputati (sul piano politico, giudiziario, etico) e il mondo di relazioni a
loro connesso cosa fanno ? Come riescono a difendersi ed essere tutelati nel proces-
so mediatico sociale cui sono sottoposti. ?
In quell'aula sconfinata che è la società dell'informazione quali sono i diritti del-
la difesa ? Come vengono esercitati ? Nell'epoca in cui qualunque attività dalla ri-
cerca, alla produzione alla vendita di beni e servizi deve grande parte dei risultati a
quantità e qualità delle informazioni , ricevute, erogate, diffuse; nell’epoca della re-
putation, come si configura la responsabilità di chi indirizza tale flusso. ? Non sol-
tanto rispetto ai media ma allo sconfinato mondo degli utenti ormai autori.
Certo vanno precisate le responsabilità di chi scrive pubblica diffonde, ma non
si può risolvere tutto a giudizio concluso con cause per diffamazione o restringen-
do (fino a dove ) il diritto di cronaca o aspettando che prevalga la sobrietà o il sen-
so di responsabilità istituzionale.
Il problema è come dare la parola alla difesa prima e fuori dal giudizio d’aula
nel percorso mediatico e informativo.
Ci vuole una cultura , una preparazione , una predisposizione a comunicare in
modo professionale chiaro e consapevole anche della difesa . Occorre saper fron-
teggiare attacchi , imprecisioni, distorsioni . E’ necessario sostenere le ragioni di
chi è accusato , anche in sede extragiudiziaria e tutelare, in modo coerente con la
tutela giuridica, gli interessi dei clienti e di eventuali attori e soggetti coinvolti. In
generale gli atteggiamenti comunicativi della difesa sono assai più prudenti di quel-
li dell'accusa ,per non dire remissivi e subalterni. Nessuno da quel lato adotta le
tecniche necessarie in situazioni di crisi.
Le procure invece , nel loro diritto e nei termini di legge, mediatizzano fin dal-
l'inizio non solo con comunicazioni all'imputato , con dettagliate comunicazioni al-
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la stampa; selezionano "i pezzi" più forti a sostegno della tesi accusatoria- Si può
obbiettare quanto si vuole sui termini e sulle speculazioni delle stampa
d’assalto...Dall'altra parte non c’è quasi nulla. I PM invece occupano la scena me-
diatica, vanno in tv, scrivono saggi , le ordinanze contengono giudizi politici, etici
e di altro tipo . Ora è del tutto evidente che media,politica e giustizia si fondano in
Italia sulla logica del nemico e dell'accusa . E' il format del sistema
italiano...L'accusa di qualcuno in invece della assunzione di responsabilità, tanto
di moda a parole. Ma gli interessi individuali, economici, coinvolti direttemente e
indirettamente, vanno protetti anche in questa fase con analoga forza e strumenti
corrispondenti. Anche sui media vanno riequilibrati i pesi tra accusa e difesa. Non
basta invocare codici giuridici o deontologici.
Credo che gli avvocati dovrebbero pensare ai cambiamenti che questo compor-
ta nel loro profilo e formazione , ai supporti e mezzi necessari per meglio tutelare
e assistere i clienti ; in una aula che ha ormai le dimensioni del mondo e in un di-
battimento ,quello mediatico e on line ,cui partecipano milioni di persone....Con
conseguenze allo stato inevitabili
Commenti forti dalla difesa di Romeo...la difesa costretta a uscire
dal riserbo
APPALTI ROMEO: LEGALE, GIUDICI NAPOLI INCAPACI A GIUDICA-
RE (ANSA) - NAPOLI, 6 FEB - Un giudizio fortemente critico alle motivazioni
con cui il gip ha confermato oggi la custodia in carcere per l'imprenditore Alfredo
Romeo, e' stato espresso dall'avvocato Bruno Von Arx, uno dei legali dell'imprendi-
tore detenuto dal dicembre scorso. Un provvedimento che viene definito dal pena-
lista ''assurdo, paradossale, abnorme''. Tra i punti oggetto delle critiche, l'aver rite-
nuto il giudice una condanna in primo grado inflitta a Romeo per violazione di si-
gilli tra gli elementi alla base del rigetto dell'istanza di revoca della misura cautela-
re. Un altro passaggio delle motivazioni contestate e' quello in cui il gip afferma
che ''il mero decorso del tempo in regime cautelare non e' un elemento rilevante''
per revocare la misura, e cio' ''in assenza di una proporzionalita' - scrive il giudice -
tra il presofferto (il periodo trascorso finora agli arresti, ndr) rispetto alla sanzione
che si prevede possa applicarsi''. ''Nell'ordinanza del gip - ha spiegato Von Arx - vi
sono considerazioni fuori dal codice penale''. ''Stiamo valutando se questo sia il sin-
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tomo di una incapacita' della magistratura napoletana di giudicare Romeo''. Che
secondo l'avvocato da presunto protagonista di un ''sistema'' che porta il suo nome
diventa ''vittima del sistema giustizia''
E' veramente troppo !!
I cinquantacinque giorni di Romeo in carcere
Global service, per Romeo verra' chiesto il rinvio a giudizio Napoli, 16 FEB (Ve-
lino/Velino Campania) - Global service: e' pronta la richiesta di rinvio a giudizio
per Alfredo Romeo, l'imprenditore napoletano in carcere a Poggioreale dallo scor-
so dicembre per presunti affari con diversi esponenti politici locali. Le accuse che
la Procura di Napoli continua a sostenere sono, per Romeo e gli altri indagati tra
cui gli ex assessori Enrico Cardillo, Ferdinando Di Mezza e Giuseppe Gambale,
l'ex ufficiale della Guardia di Finanza Vincenzo Mazzucco e l'ex provveditore alle
Opere pubbliche, Mario Mautone: associazione per delinquere, turbativa d'asta,
rivelazione di atti coperti da segreto. Il prossimo 17 marzo scadranno i tre mesi dal
giorno in cui Romeo fu rinchiuso in carcere, mentre gli altri soggetti coinvolti sono
tutti ai domiciliari. Ora gli atti sono nelle mani dell'ufficio Gup: a breve il giudice
Bruno D'Urso dovrebbe fissare la prima udienza preliminare. I tempi sono molto
stretti ed e' evidente l'esigenza di fare chiarezza su questa vicenda che ha sconvolto
la politica napoletana (cambi nella giunta Iervolino e polemiche conseguenti).
Romeo in carcere, pedofilo libero. Che giustizia è a Napoli ?
di Massimiliano Gallo
Giustizie. L'uomo arrestato a Napoli per aver seviziato un bambino era già sta-
to indagato.
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Si chiama Pasquale Modestino l'uomo arrestato ieri a Napoli con l'accusa di
aver violentato in un vicolo a ridosso della stazione un ragazzino di dodici anni.
Martedì l'uomo ha attirato l'adolescente in una stradina, ha abusato di lui, do-
podiché lo ha seviziato con un bastone, picchiato e infine gli ha urinato addosso.
Insomma, una storia schifosa. La polizia ha fermato l'uomo neanche ventiquattro
ore dopo. Anche perché la povera vittima, come ha spiegato il questore di Napoli
Antonio Puglisi, «è stato bravo e chiaro sin dal primo momento. La sua descrizio-
ne è stata precisa e ci ha permesso di arrivare all'individuazione di Pasquale Mode-
stino».
Del resto - e qui sta il secondo risvolto assurdo della vicenda, per non dire rac-
capricciante - le perversioni sessuali dell'uomo erano note alla giustizia. Modestino
era già stato denunciato nel 2005 per violenza sessuale nei confronti di una sua ni-
pote acquisita, una bambina di sei anni, che fu ricoverata per lesioni alla zona vagi-
nale. Ma all'epoca - come ha spiegato il capo della squadra mobile Vittorio Pisani
- il Gip del Tribunale di Napoli rifiutò la richiesta di incidente probatorio in meri-
to alle violenze sessuali.
Una decisione che ha consentito all'uomo di restare in libertà e di continuare
ad agire indisturbato. È curioso che in Italia, dove troppo spesso la carcerazione
preventiva viene usata a proposito e a sproposito, un uomo che realmente può re-
iterare il reato, e che reato, continui a girare indisturbato. In una città come Napo-
li, tanto per dire, da due mesi e mezzo è in custodia cautelare Alfredo Romeo, l'uni-
co della Tangentopoli vesuviana a essere rimasto in carcere. A lui non sono stati
concessi nemmeno i domiciliari. Pasquale Modestino, invece, per la giustizia italia-
na era un uomo libero.
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Piero Sansonetti
A me la legge sulle intercettazioni, nelle sue grandi linee, piace.
Non mi sembra affatto una legge illiberale, né una legge bavaglio che uccide
l’informazione. Mi sembra una legge con alcuni difetti, da correggere, ma che si
ispira a principi garantisti e di difesa del cittadino, della sua innocenza, della sua
vita privata, del diritto a non esser linciato. Il diritto di chiunque - super manager
o mendicante - a non essere linciato, credo che sia uno dei pilastri della civiltà. Da
qualche anno questo pilastro scricchiola. Se lo si irrobustisce un po’ non è male,
perché se quel pilastro cede si sgretola tutta la costruzione.
Naturalmente questo non vuol dire che la legge sulle intercettazioni sia perfet-
ta. Penso che vada modificata sia nella parte che riguarda la magistratura sia in
quella che tocca noi operatori della informazione, giornalisti ed editori. Nella pri-
ma parte della legge, che regola le modalità delle intercettazioni, vedo due cose
che non mi sembrano ragionevoli. La prima è la necessità di «gravi indizi di colpe-
volezza» per ottenere l’autorizzazione a intercettare. È eccessiva la formulazione
«gravi indizi di colpevolezza». Mette i bastoni tra le ruote ad alcune indagini im-
portanti.
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«La Dc mi tolse il Corriere» Angelo Rizzoli Scagionato dopo 26 anni
«Sono sereno ma ho il rimpianto per la vita che non ho potuto vivere: io ero sta-
to programmato per fare l'editore». Angelo Rizzoli (nella foto, e da giovane con il
padre Andrea e il nonno Angelo) parla al Riformista dopo che la Cassazione ha
cancellato la sua condanna per bancarotta: «Ventisei anni fa i poteri forti mi sbatte-
rono in galera e si presero il Corriere della sera. La Dc ordinò alle banche di chiu-
dermi i rubinetti e Calvi e la P2 mi finanziarono con tassi da usurai». Dopo lo
scandalo degli elenchi a casa di Gelli, Rizzoli andò dall'allora presidente del Consi-
glio Spadolini: «C'erano anche Andreatta e Manzella e dissi che volevo cacciare la
P2 dal giornale. Ma per aiutarmi mi posero una condizione che Calvi ostacolò:
cacciare Tassan Din». Oggi fa il produttore tv e cinematografico e la politica la ve-
de da lontano: «A Berlusconi uomo e non politico sarò grato per tutta la vita: è
l'unico che mi ha aiutato».
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C AP I T OL O 9
Libertà e processo
Il Punto sul processo
Alfredo Romeo è finalmente con la sua famiglia. Dice di sentirsi meglio di co-
me lo hanno descritto sulla stampa. E' lucido e determinato.Me ne rallegro.
Il mio ultimo post sui tre gradi di giudizio rovesciati nel processo mediatico,
può essere apparso disperato, ma le conseguenze del giudizio mediatico sono radi-
cali.
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In verità se scrivo su questo Blog è perchè penso che qualcosa si può fare. Che
cosa ? Primo non avere paura : nella società dell informazione non bisogna avere
paura delle proprie ragioni, ma imparare a sostenerle anche in questo luogo vastis-
simo. Secondo cercare di farsi ascoltare : e questo è meno facile , ed è un lungo e
complesso cammino. Terzo : imparare da altri casi, dal mondo della rete , che
ormai le conversazioni contano di più delle notizie sparate. Questo è difficile da
credere e ancora più difficle da praticare , ma ha una forza notevole. Stiamo tutti
imparando e così forse raddrizzeremo le cose
Romeo sta bene. Avere sue notizie mi ha aiutato a pensare
Dunque vediamo un pò il caso del secolo in Italia IL SISTEMA ROMEO va
così.
I reati per cui Romeo allo stato si è fatto 72 giorni di carcere sono: turbativa
d'asta , quanto ad una gara per il global service che non si è mai tenuta e associa-
zione a delinquere per la turbativa e corruzione come crimine per ottenere il risul-
tato dell'asta : su questa base oltre alla detenzione di Romeo , e ci sono stati diversi
assessori (poi scarcerati) agli arresti domiciliari e rinviati a giudizio ,. Gli inquirenti
hanno sentito anche deputati e la Sindaco che si è defilata dal giudizio : liquidati
gli assessori e fatto un rimpasto la Iervolino è rimasta lì. Dopo questa bufera , nella
quale tuttora lampeggiano minacciose quanto remote accuse per casi diversi su cui
eventualmente si occuperanno altre procure in altri procedimenti ...Alla base della
scarcerazione dell’imprenditore c’è una ordinanza firmata dal giudice per l’udien-
za preliminare Enrico Campoli che sancisce che Alfredo Romeo non può più in-
quinare le prove e non è più in grado di commettere ulteriori reati. Con Romeo
tornano liberi anche Paola Grittani, Guido Russo, Giuseppe Gambale, Mario
Mautone, Vincenzo Mazzucco. Dopo dieci ore di interrogatori di garanzia , a fron-
te del continuo scetticismo degli inquirenti Romeo ha rifiutato di continuare la tor-
tura , ha respinto l'dea che alle sue risposte si rispondesse sempre che non era con-
vincente e ha chiesto il rito abbreviato . A chi gli a chiesto "ma è sicuro, lei vuole
tornare da dove è venuto " sembra abbia detto piuttosto che non essere creduto ,
anche se può sembrare un ricatto, torno dentro ! E' vero che una delle conseguen-
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ze del rito abbreviato è che se colpevoli si ottiene uno sconto di pena, ma in verità
chi pensa di essere colpevole patteggia...l'altra conseguenza è che le carte si ferma-
no e la difesa sostiene oggi che sia già tutto chiaro . Non vuol prendere tempo.
Vuole giustizia.
Per intenderci l'imputato che ha respinto le accuse ritiene che tutto sia ormai
detto e non vuole più rinvii o altro. Subito dopo un gip ha scarcerato lui e tutti gli
altri rinviati a giudizio.
Che se ne sa fino ad ora della inchiesta basata su migliaia di intercettazioni?
1) Sul primo reato la Cassazione ha chiarito in via definitiva (esaminando per
prima la posizione di un altro imputato , Mautone ) che se non c'è stata gara non
può esserci stata turbativa . Difficile riaprire il tema.
2) L'associazione a delinquere inerente a tale turbativa. Idem
Ci sono altri due reati : Corruzione e abuso d'ufficio
Gli episodi di corruzione sono :
1) Una sottoscrizione per una associazione benefica religiosa di 8.000 euro, re-
golarmente registrata.... fatta per compiacere uno degli assessori coinvolti nella
gara...e risulta dagli interrogatori che sarebbero stati molti gli imprenditori che
hanno sottoscritto con regolari ricevute e Romeo per ultimo.
2) L'assunzione, su sollecitazione di autorità varie, in una sua ditta del marito di
una vittima di camorra.
3) L'assunzione di due lavoratori disoccupati che manifestavano per disperazio-
ne davanti al consiglio regionale .....!!
Non ci sono sottrazioni o fuoriuscite di soldi, dazioni improprie,nulla. Per evo-
care la centralità dei rapporti con la Margherita e Rutelli che Romeo ha incontra-
to due volte si evocano telefonate di Franceschini che avrebbe informato Romeo di
aver "perso" della gare...presso il ministero di Rutelli. Romeo "controllava Napoli,
gli assessori rispondevano a lui " : e ha vinto una sola gara in tutti questi anni ?
Era piuttosto un imprenditore nazionale . La Consip su richiesta della Regione Pu-
glia per bocca del suo amministratore ha dichiarato che finora gli appalti vinti dal-
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la Romeo sono corretti e ben gestiti. Lo stesso confermano gli amministratori giu-
diziari nominati dalla procura , che addirittura sono costretti per legge a chiedere
l'attuazione delle gare aggiudicate !!
Il tesoro di romeo : un gruppo di 4 società , che gli attuali amministratori giudi-
ziari considerano gestite in modo impeccabile . Il fatturato risulta corrispondente a
quello dichiarato al fisco e gli utili dichiarati sono sui conti delle società ! Intanto i
conti di Romeo, di sua moglie della famiglia e del figlio sono bloccati, è sequestra-
to anche il motorino del figlio. A richiesta degli avvocati gli inquirenti rispondano
stiamo indagando . E che ci può aver fatto il figliolo col motorino, distribuire tan-
genti ? dare ordini a Rutelli ?
L'esperienza in carcere non sembra affatto che abbia provato l'imprenditore :
considera ragazzi sfortunati i giovani con cui ha condiviso la cella. Pare che quan-
do ha cercato di spiegare il suo crimine, gli abbiano risposto "abbeh zi?' n'avimmo
capito nu cazzo, ma si nnucente (come quasi tutti in carcere dicono) " Poi hanno
scoperto che era avvocato che sapeva scrivere, e giù lettere e consigli, aiuti a quelli
che considera ragazzi sfortunati. Il "creso" pertenopeo , accusato anche di essere
un parvenu.amante del lusso smodato...educato in verità da genitori modesti e rigo-
rosi , non ha sofferto nè per il vitto nè per l'alloggio, ma per chi era "fuori" fami-
glia e dipendenti..."Lei è troppo intelligente gli avrebbero detto gli inquirenti ..al-
l'obiezione che non è un reato : dipende può essere un crimine." Il processo non
c'è stato , ma ci sarà presto , ma tutto quel che vi dico sulla stampa non c'è e i gior-
nalisti che lo cercano non lo troveranno ancora probabilmente..basta aspettare il
30 marzo...se non sono in ferie o in sciopero gli operatori della giustizia.
Romeo è sicuro delle sue ragioni, ma della giustizia chi può dire ?
La pericolosità in base alla quale è stato tenuto in carcere deriva da una con-
danna (in primo grado) per abuso edilizio : ha piantato un orto di broccoletti in
luogo di oleandri...nel giardino sottoposto a sigilli virtuali....(sic)
Ma sui rapporti tra pubblico e privato, tra impresa e politica oggetto delle in-
chieste che hanno portato alla fama e alla Candidatura europea il giudice-indaga-
to De Magistris ,torneremo perchè è un tema troppo serio.
73
Romeo il processo "vero" si apre lunedì 6 aprile... , eroi e indagini
anche su Facebook ?
Intanto continuo a raccogliere dettagli, novità o notizie che mi erano sfuggite,
che nel processo mediatico non sono stata ammesse o che sono interventute dopo
la "condanna".
1) L'istanza di scarcerazione di Alfredo Romeo, considera l'imputato "incensu-
rato", mentre il neo-candidato De magistris quando era giudice del riesame , ne
aveva negato la scarcerazione adducendo le ragioni di pericolistà sociale la condan-
na in primo grado per abuso edilizio....Ugualmente "colpevole per prescrizione /e
derubricazione "l'aveva giudicato il "giudice" Travaglio per le tangenti del 1992 .
2) La pericolosità sociale dovuta alla condanna per abusivismo edilizio , come è
noto riguarda un orto di broccoletti (3metri quadrati) piantato in luogo di una sie-
pe di oleandri ...mi era sfuggito che in quel caso il PM aveva chiesto una semplice
anmenda e il giudice ha invece dettato tre anni...
3) Le aziende del male, quelle di Romeo ,sono amministrate da tre mesi da am-
ministratori giudiziari. Per intenderci amministratori delle aziende sono affiancati
da tecnici di fiducia dei giudici che debbono vigilare e consentire le indagini . Nè
un euro può essere speso, nè un atto puà essere compiuto , senza la loro firma e
quella dei giudici in calce. Se in queste condizioni non si trovasse una carta fuori
posto nella parte dei servizi resi alle amministrazioni su quei "48 miliardi di patri-
monio amministrati" , se incassi spese ed utili fossero tutti sui conti delle
aziende.Se fosse vero tutto ciò.. lascerebbe sconcertati gli inquirenti perchè Romeo
: "si pagava poco" e lasciava gli utili in azienda....
Eroi di questi mesi sono certamente quei dipendenti che hanno continuato ad
assicurare non solo il funzionamento delle aziende ,ma anche di quei servizi che
vengono resi a centinaia di migliaia di utilizzatori ..
74
By the way : non solo nessuna amministrazione ha potuto constatare irregolari-
tà e sospendere gli appalti assegnati alle ditte del gruppo Romeo. Anzi gli ammini-
stratori hanno dovuto sollecitare i termini di legge a quelle in ritardo negli adempi-
menti e qualche amministrazione rischia penali salate.
Il Comune di Roma ha scelto di recedere dal contratto e sta discutendo con gli
stessi amministratori come fare per tornare ad esercitare in proprio la manutenzio-
ne stradale visto che in parte è stata affidata ed eseguita..
4) Per sicurezza oltre ai conti personali e di tutta la famiglia figli e suocera com-
presa, sono stati sequestrati il motorino e anche i computer dei tre figli; poichè sem-
bra che alcuni siano attivi sui social networks in inglese e francese sono stati assun-
ti degli interpreti per passare in rassegna hard disk e chat e ...l'immancabile face-
book !!
Laddove come è noto continuano a celarsi messaggi e status trasversali "in lin-
gue diverse dall'Italiano", che dunque richiedono apposita decifrazione da persona-
le specializzato (traduttori nda) .
Processi giudiziari, processi politici, processi mediatici e...
Processi alle intenzioni ?
Critiche alla presenza del procuratore alla prima dell´inceneritore
di Dario Del Porto
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L´inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra finisce al centro di un´assem-
blea urgente della Procura. Nelle intenzioni dei promotori, la riunione servirà per
replicare al presidente del Consiglio, che aveva definito «eroi» i manager di Impre-
gilo coinvolti nelle indagini sul ciclo dei rifiuti condotte dai pm Giuseppe Noviello
e Paolo Sirleo. Ma anche (forse soprattutto) per affrontare un altro nodo, quello
della partecipazione alla kermesse di Acerra, da alcuni sostituti ritenuta «inoppor-
tuna», del procuratore Lepore, che aveva incontrato in quella circostanza l´attuale
presidente di Impregilo (peraltro non coinvolto nelle indagini) Massimo Ponzellini.
Circostanze che hanno fatto rapidamente serpeggiare malumore fra i sostituti.
Lepore non ci sta e risponde: «Sono amareggiato per quanto sta accadendo.
Ho sempre difeso i miei pm e continuerò a farlo. Credevo di aver già spiegato tut-
to in una lettera indirizzata ai colleghi. Sono andato a quella manifestazione per
dovere istituzionale e per evitare che la mia assenza potesse essere strumentalizza-
ta. Certo, quello del presidente del Consiglio è stato un attacco. Ma non potevo
certo alzarmi quando ha iniziato a parlare e poi non ha mai pronunciato la parola
Procura. Con Ponzellini non ho in alcun modo parlato di attività giudiziarie, c´è
stata solo una stretta di mano».
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Il processo in piazza ? Davanti a casa di Romeo...a prescindere
Plastici della casa, riprese dettagliate , piantine: domani gli attivisti degli scontri
di Chiaiano, dei vari no-global...cercano visibilità.
Si danno appuntamento davanti a casa di Romeo ...quale è l'obbiettivo di
questa.manifestazione..influenzare il processo ? Improbabile. Creare un clima inso-
stenibile in città già tormentata ? Possibile . Rilanciare il processo mediatico ? A
prescindere dalla verità.
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Prima Udienza del Processo Romeo. Quello Vero
Oggi si è aperto il processo con rito abbreviato. Alfredo Romeo era presente,
come sempre affrontando le sue responsabilità. L'imprenditore è convinto delle
sue ragioni e dopo oltre due mesi di carcere appare comunque fiducioso nella ma-
gistratura giudicante. Anzi pensa che il rapporto tra privati e amministrazione può
e deve salire di livello..una volta chiarite le responsabilità .Il processo si svolge a
porte chiuse L'accusa ha ripresentato i contenuti dell'atto d'accusa già largamente
noti e diffusi per mesi , fin dal primo comunicato della procura. Nessun mistero,
nessuna novità Le intercettazioni già ampiamente sceneggiate in sede televisiva, so-
no state fatte ascoltare "live" .
Il pm ha poi rivolto una dura critica contro il "pivot" di tutta l'inchiesta. Romeo
? No la sentenza della Corte di Cassazione che ha stabilito che il reato di turbativa
d'asta non può darsi se l'asta non c'è stata, come è già avvenuto per l'imputato
Mautone ... Curioso da un pò di tempo, e non solo a Napoli, i percorsi della giusti-
zia passano attraverso "aspri dibattiti" , "tra" istanze della magistratura. Commen-
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ti sulle inchieste per il termo valorizzatore sono oggetto di discussione , e le parteci-
pazione a iniziative istituzionali vengono dibattute in assemblea.Lo scontro tra pro-
cure su cui interviene il CSM , produce la messa sotto accusa politico mediatica
dello stesso Consiglio e l'avvio di campagne politiche. Magistrati che dispongono
della libertà di imputati si trovano pochi giorni dopo candidati..Non si può dire
che questo clima renda più facile il lavoro , e la serenità di tantissimi magistrati che
fanno il loro dovere, sgobbano sulle carte ,amano il loro lavoro e non amano il pal-
coscenico. Grazie a loro non c'è motivo , anche secondo Romeo, di perdere la fidu-
cia
La parola all'accusa : "cavallette d'allevamento" e "miracolo Ro-
meo" ?
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I giornali, per ora locali , hanno "fotografato" l'avvio del processo. I pm hanno
ripetuto le tesi dell'accusa giocando su una citazione aggiornata. Romeo nel pro-
cesso che lo coinvolse nel ‘92 aveva giustificato i suoi rapporti con i politici con la
frase "erano come le cavallette." Dunque potenti, aggressivi ed esigenti perchè spo-
gliavano gli imprenditori. Condanna prescritta e reato derubricato. Oggi dice il
Pm in uno sforzo di "refresh" che chiama i titoli: “le cavallette erano
d'allevamento.”..Concetto contradditorio in sè : o Romeo alleva chi lo spoglia e di-
vora le sue risorse, ma allora perchè si fa spogliare? Oppure le addomestica per i
suoi fini, ma allora come gli dà da mangiare ?
Allo stato sembra infatti che gli amministratori giudiziari abbiano trovato azien-
de ben amministrate, da bravi amministratori. Tra poco dovrebbero essere pubbli-
cati i bilanci. Pur nella bufera che ha coinvolto il titolare, il gruppo ha continuato
(col controllo e consenso dei giudici) a vincere gare e a mantenere servizi
efficienti...Mentre Il titolare era in galera il direttore del tesoro si è complimentato
con la Romeo Gestioni per i servizi garantiti durante lo svolgimento del G8 delle
finanze !!! Nessuna amministrazione ha disdetto i contratti della Romeo...Al comu-
ne di Roma è in discussione un accordo per tornare alla amministrazione diretta
della manutenzione stradale. Insomma allo stato da lì non venivano regalie , soldi
o altro che possa influenzare la rete nazionale descritta dai giudici. la domanda
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che si fa chi segue è Dove sta il potere del sistema ? Quali risorse influenzavano
tanti contatti politici tanto da configurare un sistema ? Where is the beef ? Il Pm
secondo ha dovuto parlare di "Miracolo Romeo" E mi è venuto in mente Troisi :
"c'è o'miracolo e O' Miracolooo" . Di che si tratta ? Il seguito darà una risposta e
Romeo , in aula è apparso fiducioso
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Panorama sull'andamento del gruppo Romeo. Parlano i custodi giu-
diziari. (29 / 04/2009)
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Romeo il giudizio dei miracoli... e degli scongiuri !
Leggiamo il Mattino , quotidiano di proprietà del costruttore e immobiliarista
Caltagirone, sulla requisitoria de PM dedicata agli 11 imputati nel caso Romeo. Il
processo è a porte chiuse , ma i bravi cronisti hanno raccolto informazioni puntua-
li sulle tesi dell'accusa. In stile prettamente partenopeo e nello sforzo di aiutare la
notiziabilità di un processo che ormai troviamo solo nelle cronache locali ,essendo-
si già concluso per i media nazionali .L'accusa ha parlato dei tre miracoli del Siste-
ma Romeo.
Si definisce miracolo (dal latino «miraculum», cosa meravigliosa) un evento pa-
ranormale ed attribuito ad un intervento soprannaturale o divino, durante il quale
le leggi naturali appaiono sospese. Nel linguaggio comune, per estensione, il termi-
ne miracolo indica anche un evento che ha dell'incredibile, che desta meraviglia.
Quali sarebbero questi eventi paranormali ? Il primo essere uscito indenne da
tangentopoli (l'ente soprannaturale "miracolante" qui è una legge che prevede la
prescrizione). Il secondo miracolo : "garantire alle sue aziende una alta redditività
essendo gli enti locali pessimi pagatori. Quello che definirei il miracolo Sole 24 ore
83
C AP I T OL O 10
Le Conseguenze
Gli Amministratori nominati dal Giudice denunciano al Tar il Comu-
ne di Napoli ; persi 48 milioni di multe !!!
Come volevasi dimostrare, diceva il mio professore di Matematica..le gare vinte
da Romeo a Napoli sono del tutto legittime . Illegittima o almeno dannosa secon-
do gli amministratori giudiziari la scelta della amministrazione e del sindaco di so-
prassedere alla assegnazione.
84
Il Giornale (Facci) : la carriera di De magistris
Luigi De Magistris è candidato alle elezioni europee ma anche alla poltrona di
peggior magistrato italiano della storia recente. Sin dal 1996, appena insediato alla
Procura di Catanzaro, si occupò di reati contro la pubblica amministrazione, però
nessuno dei suoi indagati è stato mai condannato per reati, appunto, contro la pub-
blica amministrazione. Neanche uno. Mai. Luigi De Magistris ha perso tutti i pro-
cessi da lui istruiti tra i pochissimi che non si sono arenati prima ancora di giunge-
re in dibattimento: cancellati, polverizzati, distrutti da gip, organi del riesame, Cor-
ti d’Appello, di Cassazione, Tribunali, chiunque abbia avuto modo di verificare
l’incredibile imperizia di questo magistrato che con le sue inchieste totalmente falli-
mentari, ma ben orchestrate sui giornali prima di scoppiare poi come bolle, ha di-
strutto vite, persone, famiglie, imprese, posti di lavoro e reputazioni. Il tutto facen-
do anche spendere milioni di euro per consulenze allucinanti (vedi caso Genchi) e
così pure per rifondere tutti gli innocenti ingiustamente incarcerati in anni di disin-
voltura scandalosamente impunita, o meglio: premiata, ora, con una candidatura
che rappresenta la fuga finale da una corporazione che lo stava progressivamente
espellendo.
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Luigi De Magistris è stato candidato da Antonio Di Pietro nonostante persino
Massimo Di Noia, avvocato storico proprio di Di Pietro, come vedremo, ebbe a in-
vocare dei provvedimenti disciplinari contro De Magistris solo due anni fa. A di-
mostrare tutto questo non è soltanto l’inchiesta con cui il Giornale ripercorrerà la
storia del neo candidato dell’Italia dei Valori: è stata la stessa Magistratura nelle se-
di opportune, come si dice. Basti leggere, per esempio, il parere con cui il Consi-
glio Giudiziario si espresse sulla nomina di De Magistris a magistrato di Corte
d’Appello: doveva essere un passaggio scontato, solo un timbro per consacrare una
progressione in carriera che i Consigli Giudiziari tendono quasi sempre a rilascia-
re in positivo: i magistrati giudicati negativamente, di norma, non superano l’uno
per mille del totale.
Ma nel caso di DeMagistris, il 18 giugno 2008, il relatore Bruno Arcuri fece
suonare una musica che raramente si era sentita in una sede come quella: «Pren-
dendo possesso del mio ufficio di Procuratore generale, iniziavo la mia esperienza
in Calabria con vivo interesse per il dr. De Magistris dopo aver letto di lui sulla
stampae averlo visto in televisione. Fui subito colpito dalle notizie che andavo ap-
prendendo presso i colleghi tutti: i procedimenti da lui istruiti, di grande impatto
sociale perché istruiti contro i cosiddetti colletti bianchi, erano quasi tutti abortiti
con provvedimenti di archiviazione, con sentenze di non doversi procedere e con
sentenze ampiamente assolutorie.
Voci che mi stupirono perché in contrasto con la rappresentazione che ne dava-
no i media». Seguiva un’analisi che denotava «una serie numerosissima di insucces-
si », la «anomalia dei provvedimenti adottati »,«procedimenti infausti », «omessa
indicazione dei reati e delle fonti di prova», questo mentre De Magistris, ogni vol-
ta, «perseverava nell’adozione di provvedimenti immotivati malgrado i continui in-
successi».
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Giovedì 14 maggio 2009
Roma, Morassut: la rinuncia all’ appalto Romeo è onerosissima
"Campidoglio sta trattando fuoriuscita e trascura le strade"
Roma, 14 mag. (Apcom) - Per mettere fine al rapporto con la Romeo il Campi-
doglio "sta trattando una onerosissima fuoriuscita del Comune dall'appalto delle
manutenzioni stradali". Lo afferma in una nota il segretario regionale del Partito
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Democratico del Lazio, Roberto Morassut. "Ancora una volta - sottolinea - come
per il Pincio, si buttano soldi dalle finestre e si riempiono le tasche delle imprese
per sanare assurdi contenziosi generati dalla furia ideologica di una giunta che, an-
ziché governare, continua a fare opposizione a Veltroni e al centrosinistra in una
logica perversa. Le strade di Roma sono ammalorate, piene di buche, i rari cantie-
ri procedono lentamente, gli appalti comunali si contano con il contagocce. La si-
curezza degli automobilisti e dei cittadini che usano le due ruote è a rischio. Il Co-
mune ha ritenuto di superare l'appaltone ma non ha messo in campo alcuna inizia-
tiva alternativa e concreta per gestire la manutenzione stradale. Risultato: si daran-
no soldi a palate alle imprese del vecchio consorzio che incasserà senza colpo feri-
re un sostanzioso indennizzo, ma intanto le buche continuano a moltiplicarsi".
"Forse qualcuno - prosegue Morassut - dovrebbe spiegare ai cittadini cosa sta
succedendo, cosa si sta trattando, la dimensione finanziaria dei costi derivanti dal
cosiddetto appaltone e, soprattutto, cosa si intende fare di serio per manutenere i
5mila chilometri di strade comunali, la cui cura spetta per 800 chilometri al Cam-
pidoglio e per 4.200 ai municipi, ai quali però si sono ridotti i trasferimenti finan-
ziari. Questa vicenda - conclude Morassut - è un'altra prova di una giunta incapa-
ce e di una città senza guida".
Come previsto : la rinuncia unilaterale del comune di Roma all'appalto di Global Service ,
può essere un costosissimo boomerang per Alemanno
88
Fuori processo : Multe . Danni chiesti al Comune di Napoli
Avevamo fatto una facile previsione sui rischi dovuti agli atteggiementi delle
Amministrazioni di destra e sinistra sulla sostanza delle attività econmiche-
Domanda ai media economci nazionali e ai cittadini più attenti : questa è buo-
na e prudente amminstrazione ? Vedremo
89
Italia Oggi rileva l'andamento del gruppo Romeo e chi ci rimette finora dal
processo mediatico : i comuni paralizzati (+debiti-servizi)
90
Un libro impressionante di Liviadiotti
91
C AP I T OL O 11
Penultimo atto. La fine
della Chimera?
Chiesti dieci anni per Romeo.
Allo stupratore di capodanno 2 anni e 8 mesi
Non c'è la turbativa d'asta (solo il tentativo di concepirla) non ci sono dazioni,
soldi a nessuno..ma vengono chiesti 10 anni come per un omicida..
92
Mi sa che non ci sono commenti da fare....solo confidare, come fa Romeo nella
magistratura giudicante e che i media diano altrettanto rilievo a quello che diran-
no le parti a loro difesa....
La Iervolino no. Dopo aver giudicato cristianamente il suicido di Nugnes "un
atto di dignità che altri non hanno avuto" ha definito la posizione di uno degli im-
putati (Gambale) suo ex assessore come "reo confesso" ?!? Senza neppure aver
ascoltato la sua difesa !

Comincia ad emergere la insostenibilità
(di Dario Del Porto da la Repubblica Napoli)
Tutti assolti con la formula più ampia: il Tribunale di Roma ha escluso respon-
sabilità a carico del giudice napoletano Bruno Schisano, dell´imprenditore Alfredo
Romeo e della moglie di questi, Maria Vittoria Parisio Perrotti, imputati di tentato
abuso d´ufficio per le presunte interferenze che secondo l´accusa erano state eserci-
tate dal magistrato durante un processo per violazione dei sigilli relativo alla villa
di Posillipo dei coniugi Romeo. Il verdetto è stato emesso «perché il fatto non sussi-
ste» come chiesto dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Giovambattista Vigno-
la, per Parisio Perrotti, Domenico Ducci, per Schisano, e Francesco Carotenuto
per Romeo. Il pm Sergio Colacioccio aveva chiesto la condanna dell´imprenditore
e del giudice a 10 mesi di reclusione e l´assoluzione per la Parisio Perrotti. L´inda-
gine era partita dalle intercettazioni disposte sull´utenza di Romeo nell´ambito
dell´inchiesta poi sfociata nel caso Global Service per il quale l´imprenditore sta ce-
lebrando il giudizio abbreviato.
Dalle conversazioni fra Romeo e Schisano era emerso il sospetto che il giudice
potesse aver cercato di contattare quattro colleghi per influenzare il procedimento
sulla violazione dei sigilli. Tesi sempre esclusa dagli imputati e ridimensionata dai
magistrati sentiti come testimoni al processo: uno dei giudici ha detto di non essere
stato contattato, altri due di non aver interpretato i colloqui come pressioni, un al-
tro di aver considerato le parole del collega al più come «una specie di raccoman-
dazione». All´udienza del 24 maggio il Tribunale di Roma ha ritenuto inutilizzabi-
li le telefonate perché il reato di tentato abuso d´ufficio non consente le intercetta-
93
zioni. Commenta Schisano: «In ossequio al principio di riservatezza cui ho sempre
informato il mio comportamento, non intendo rilasciare dichiarazioni sul merito
della vicenda. Naturalmente non posso non manifestare il mio più vivo compiaci-
mento per un´assoluzione che giunge a conclusione di un tormentato iter proces-
suale nel corso del quale ho sempre con forza ribadito la mia estraneità rispetto
all´addebito che mi è stato mosso»
Si noti che anche in base a questo procedimento e all'abuso edilizio rappresen-
tato dalla piantagione di broccoletti in luogo di un oleandro, il magistrato de Magi-
stris aveva negato la libertà a Romeo per la sua pericolosità sociale.
Intanto un'altro politico eccellente è in galera da mesi e non si tro-
vano le prove schiaccianti contro Del Turco
Il Partito di Veltroni lo ha abbandonato e ha perso le elezioni in Abbruzzo
Giustizia: niente prove su Del Turco? Quel pm dovrebbe pagare
di Vittorio Sgarbi
Scandalo cliniche in Abruzzo, per il procuratore di Pescara c’era "una valanga"
di elementi, ma in 18 mesi non si è trovato nulla. Sarà difficile risarcire chi è stato
arrestato
Dopo le ultime sconcertanti rivelazioni relative alla inchiesta sulla malasanità in
Abruzzo, capisco la soddisfazione di Ottaviano Del Turco che, mentre ricorda l’as-
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soluta latitanza dei suoi compagni del Pd e sottolinea la meschinità di Veltroni, ci
tiene a ricordare «le parole di solidarietà di Berlusconi», e una bellissima telefona-
ta che gli fece Cossiga. Non pretendo la riconoscenza e neppure l’amicizia, ma
Del Turco dimentica che, all’indomani dell’arresto, il primo a manifestare l’assolu-
ta convinzione sulla sua onestà, per prova ontologica, e a rilevare la grossolana in-
fondatezza delle accuse, fui io, su questo giornale. Nonostante questa distrazione,
ho goduto con lui alla prima avvisaglia della eccezionale bufala della magistratura
di Pescara, riportata dal Giornale. In sostanza, non le tesi della difesa del malcapi-
tato presidente, ma quattro rapporti, uno dei carabinieri, uno della Guardia di fi-
nanza, e due della Banca d’Italia scagionano Del Turco e la sua giunta, accrescen-
do il turbamento di un uomo che ha sempre avuto fiducia nella giustizia, l’ex asses-
sore di Pescara, Marco Alessandrini, figlio del procuratore Emilio, ucciso da Prima
Linea. Con stupore Alessandrini conclude: «Il rapporto dei carabinieri offre un
punto di vista diametralmente opposto a quello cristallizzato negli arresti». Sostan-
zialmente il 16 giugno 2008, solo un mese prima degli arresti di Del Turco, i cara-
binieri del Nas documentavano di aver riscontrato una serie di truffe ai danni della
Regione nei conti delle cliniche convenzionate di Vincenzo Angelini, l’accusatore.
Reati tanto gravi da consigliare l’arresto di Angelini. La causa del «pentimento»
del quale, con la messinscena, non documentata, delle mazzette a Del Turco, sa-
rebbe stata nella determinazione della giunta abruzzese di tagliare i fondi destinati
alle cliniche di Angelini, per la loro gestione troppo «allegra», con una riduzione
di circa 43 milioni di euro, quattro volte di più dei tagli disposti dalla precedente
giunta di centrodestra. Come io sospettavo, dunque, conoscendo Angelini: una ri-
torsione, una vendetta. E una mossa d’anticipo per evitare gli arresti. Naturalmen-
te, la morale della vicenda non è nella sventura toccata a Del Turco, e neppure nel-
la pesante ingerenza della magistratura nella politica, con la conseguenza di deter-
minare nuove elezioni e di ribaltare, attraverso la diffamazione, il risultato politico;
ma nella straordinaria leggerezza della procura di Pescara. Al di là di tutto, ed es-
sendo tutto giusto e vero, ciò che sconcerta e che dovrebbe far riflettere anche gli
esponenti latitanti del Pd (non pretendo i Travaglio e i Di Pietro che aggrediscono
Violante per il suo revisionismo) è la stolida sicurezza del procuratore capo Nicola
Trifuoggi, persona all’apparenza gentile, misurata ed educata, quindi credibile
che, in una non necessaria conferenza stampa, dichiarò: «Vi assicuro: tutti gli inda-
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gati sono schiacciati da una valanga di prove» e ancora: «Credetemi: stavano lette-
ralmente distruggendo la sanità abruzzese». Affermazioni precise, forti, e decisive
con in due verbi intensivi: «Vi assicuro», «credetemi».
A distanza di 18 mesi non è emersa una prova, della valanga annunciata, e i ca-
rabinieri documentano l’opposto di quanto ha affermato il procuratore Trifuoggi.
Risulta che la Procura, nonostante la sicumera, abbia chiesto, per due volte, la pro-
roga delle indagini e abbia disposto oltre 100 rogatorie internazionali alla ricerca
di conti esteri, senza nessun risultato. In compenso, la Guardia di finanza ha ri-
scontrato movimentazioni sospette di danaro, estero su estero, da parte di Angeli-
ni. Ci si chiede: perché Trifuoggi ha chiesto l’arresto di Del Turco e non di Angeli-
ni? Come si può distruggere un uomo, trattarlo da ladro, macchiarne, con l’infa-
mia, tutta la carriera, di sindacalista, di ministro, di presidente della Commissione
Antimafia, sulla base delle dichiarazioni di un imprenditore interessato, e senza
una sola prova certa? Da anni, io combatto non la magistratura, ma la forza dirom-
pente della diffamazione in nome del popolo italiano, non per un astratto errore
della giustizia, ma per la vanità, la presunzione, l’insufficienza di rigore, la leggerez-
za di uomini che hanno un potere senza paragone. E che sbagliano per i loro limi-
ti. Un medico che sbaglia - lo vediamo nelle recenti inchieste sulla sanità - paga
per la sua incapacità. Nel mio stesso campo molti professori non vedono, non capi-
scono i quadri e i loro errori vengono prontamente smascherati. Nel sacro recinto
della Giustizia non si contempla l’errore per incapacità, per pregiudizio, per arro-
ganza. Se le presunzioni di Trifuoggi dovessero rivelarsi totalmente infondate, non
pagherà Trifuoggi. Pagherà lo Stato, cioè noi, a Del Turco, un risarcimento co-
munque inadeguato a restituirgli dignità, ruolo, onore. Una anomalia. Una grave
anomalia. Perché l’errore non è colpa della magistratura, ma del solo Trifuoggi..
Assolto Loiero, ma la campagna elettorale è già partita .... chi gli re-
stituisce i voti De Magistris ?
L'accusa aveva chiesto la condanna per abuso d'ufficio
96
02 marzo
Why Not: assolto Loiero (ANSA) - CATANZARO, 2 MAR - Agazio Loiero, e'
stato assolto dal giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro nel-
l'ambito del procedimento Why Not. Per il presidente della Regione Calabria, l'ac-
cusa aveva chiesto la condanna ad un anno e sei mesi per abuso d'ufficio. I magi-
strati avevano chiesto, invece, l'assoluzione di Loiero dall'accusa di corruzione, per
non avere commesso il fatto.
97
Caso Romeo : una Raffica di Assoluzioni
Il sistema Romeo non esiste !
Esiste solo il Teorema Romeo. Sconfitta la tesi dell'accusa
Alfredo Romeo è un uomo libero. Questo Blog è stato aperto per tenere un dia-
rio della sua e di altre vicende mediatico giudiziarie. Analoghe a quelle che stanno
paralizzando l'Italia da anni. -Romeo è stato assolto da quasi tutti i reati ascritti
per cui avevano chiesto 10 anni. E' stato condannato a due anni, per un episodio
di corruzione con Mautone, e cioè per aver cercato di assumere due operai: la pe-
na è sospesa...Assolti i suoi collaboratori che avevano fatto il carcere, assolti i politi-
ci , che erano subito liquidati dalla Sindaco Iervolino come sfrantummati, dando
prova una ipocrisia clamorosa.. Possiamo rispondere anche con la sentenza alla do-
manda da cui ha preso spunto questo Blog : Non esiste alcun sistema Romeo, non
c'è l'associazione a delinquere, non ci sono stati scambi di denaro,nè turbativa
d'asta, nè soldi ai partiti, nè consulenze improprie , nè amministratori corrotti ,
non ci sono appalti aggiudicati impropriamente, non esistono le cavallette , come
aveva affermato l'accusa...chiedendo 10 anni ! L'impero del male che ha campeg-
giato sui giornali per oltre due mesi dalla inaugurazione dell'Hotel Romeo , che ha
fatto scrivere articoli in cui si lasciava intendere di tutto ...non c'è.. Non c'è quel
protagonista descritto nel termitaio da Statera. E' vero una cosa si trova sempre...
Romeo era già stato condannato per violazione dei sigilli del suo giardino , per ave-
re sostituito un oleandro con dei broccoletti : Abuso edilizio . Su questa base aveva
respinto la richiesta di scarcerazione il famoso De Magistris . Oggi per aver cerca-
to di assumere due operai si rtitrova una condanna per corruzione . Cionostante
all'imprenditore Romeo è stato restituito l'onore ed anche le aziende : , i conti in
banca a sua moglie a lui , i motorini e i computer sequestrati ai suoi figli ; la con-
danna è comunque amara perchè alla fine la Romeo srl è risultata una azienda be-
ne amministrata, e sul suo operato non ci sono stati rilievi se non positivi anche da
parte degli amministratori giudiziari e ci auguriamo che venga corretta nei gradi
successivi.
98
Alfredo Romeo aveva già subito 70 giorni di carcere e una gogna mediatica pe-
sante milioni di righe di piombo, in cui era trattato come l'imperatore del male. Il
capo di un impero da miliardi di euro ! il più grande corruttore della storia, per vo-
ler assumere due operai ? ....Siamo davvero il paese di Pulcinella...chiedendo scusa
a Pulcinella.
Un pensiero va anche all' assessore Nugnes che non era stato chiamato in ballo
in questa inchiesta se non da qualche articolo, e dalle improvvide dichiarazioni del-
la Iervolino che giustificava il suo suicidio con la dignità, nelle giornate in cui pren-
deva le distanze dai suoi amministratori indagati definendoli "sfessati". Nugnes si è
suicidato non per un processo o per digintà . è schiantato mentre stava conoscendo
i rischi della gogna mediatica . Romeo invece ce l'ha fatta : grazie alla sua famiglia,
alla sua coerenza, alla forza con cui gli hanno confermato fiducia i dipendenti .
Un'altra impresa così a Napoli non c'è. Ricordo ora che alla vglila della inagu-
razione dell'Hotel Romeo : mi domandava : ma la facciamo questa inaugurazione
? Non ci attiriamo invidie con le voci che circolano ? "Alfredo non conosco nessu-
no onesto dentro come te- gli risposi- e questa scelta di mettere tutto quel che hai
in una impresa quasi impossibile un Hotel a 5 stelle a Napoli in una zona semide-
gradata fa di te il più coraggioso che conosco". E' un onore esserti amico e poter
colaborare. Se vogliono colpirti lo faranno comunque vai avanti. La felicità per
quella inaugurazione fu l'ultima prima della galera e credo fino ad oggi . Non è
una vittoria definitiva , ma è definitiva la sconfitta di quelli che ti hanno avversato .
Sabato a Napoli ero in taxi e il giovane tassista mi diceva . "Ma io lo conosco a Ro-
meo, prima di fare il tassista ho pure lavorato per delle ditte che facevano lavori...
è l'unico cha a Napoli ha provato a fare qualcosa e guarda come lo hanno trattato"
. Dopo questa sentenza c'è tanto da fare ma lasciate che lo dica alla romana : "se
po fa', se po fa".
99
LEGALE: ROMEO, ASSOLTO DA 11 IMPUTAZIONI SU 12 'L'IM-
PRENDITORE HA SVOLTO SOLO ATTIVITA' LECITA DI LOB-
BYING'
''Piu' di un anno fa, quando l'avvocato Alfredo Romeo era in carcere, afferma-
vo che non aveva compiuto altro che un'attivita' lecita di lobbying per promuovere
e difendere i propri interessi imprenditoriali''. Lo ha dichiarato il legale di Alfredo
Romeo, Bruno Von Arx commentando la sentenza emessa oggi al termine del pro-
cesso con rito abbreviato.. ''Oggi, la sentenza del giudice Campoli ci da' pienamen-
te ragione assolvendolo con formula piena da undici dei dodici reati contestati ed
assolvendo, in particolare - ha proseguito Von Arx - anche gli amministratori pub-
blici che erano stati coinvolti nelle indagini'. L'unica condanna pronunciata nei
confronti di Romeo - ha aggiunto Von Arx - riguarda una ipotesi di corruzione
che, fra l'altro, e' costruita dall'accusa sulla base della raccomandazione ad assume-
re due operai, caso nel quale non esiste alcun passaggio di dazione di denaro, co-
me in tutti gli altri''. ''Sono quindi particolarmente felice sotto il profilo umano, per-
che' la sentenza restituisce a Romeo la sua dignita' di imprenditore. Tutte le impre-
se gia' sequestrate sono state restituite nella piena disponibilita'
Romeo : non è mai esistito un sistema Romeo !
“Questa vicenda mi ha creato momenti di sofferenza indicibili, ho trovato la
forza di reagire nel convincimento che prima o poi la mia innocenza sarebbe stata
riconosciuta''. Così in una nota l'imprenditore Alfredo romeo ha commentato la
sentenza emessa al termine del processo sugli appalti a Napoli. ''Mi attendevo - ha
aggiunto - la sentenza di assoluzione nei miei confronti, ma questo non diminuisce
la mia gioia e la mia soddisfazione, anzitutto per le imprese del mio gruppo, che
mi sono state restituite, ma anche perche' si e' riconosciuto che la mia condotta e'
sempre stata lecita e portata avanti secondo i criteri che animano e determinano lo
sviluppo e la produttivita' nazionali''. ''Vorrei anche sottolineare che questo risulta-
to non sento essere scalfito dalla condanna per uno soltanto dei dodici capi di im-
100
putazione che mi venivano contestati, che si esaurisce nella raccomandazione rice-
vuta per l'assunzione di due operai, perche' questa sentenza - ha concluso - mi re-
stituisce dignita' come imprenditore e sancisce fermamente che non e' mai esistito
un sistema Romeo. Ora ha concluso torno al lavoro''
Gambale sulla Iervolino che dopo avere scaricato gli imputati, fa la
vittima
La faccia con cui Rosa Russo Iervolino ha cercato di sfruttare a proprio vantag-
gio la sentenza di assoluzione per tutti i politici assolti nella vicenda Global Service
è monumentale.
Ieri li ha chiamati sfrantummati da Cardillo a Gambale e oggi se ne fa scudo ver-
so chi la criticò non per l'indagine ma per la sua insipienza politica , per lo sfascio
di Napoli....Si deve a lei e non certo solo a Bassolino se il centro sinistra ha raggiun-
to certi livelli di incapacità politica nella città di Napoli. A gran parte del PD che
non volle ascoltare due anni di critiche da parte del sindaco di Salerno , oggi candi-
dato "contro la volontà" di Bassolino, e della Iervolino
Altri Blog e il Mercato della Gogna. Houston abbiamo un problema
Pubblichiamo più avanti l’editoriale di Claudio Velardi su The Front Page ed anche le numero-
se reazioni per mostrare come ormai il "mercato" del giustizialismo sia ancora fortissimo. E nep-
pure la lunga serie di assoluzioni , di nulla di fatto, di indagini scandalose e scanda-
li basati sul rilascio di intercettazioni, da "abbiamo una banca" alla D'addario, da
Naomi a Vittorio Emanuele, fino ai Monopoli di Stato con richieste di archiviazio-
101
ni degli stessi PM che i giudici in aspettativa non implementano per arrivare alla
prescrizione .....Sono rimaste senza esito ma hanno rovinato con le persone coin-
volte , che sono servite solo a ricchi conduttori di sinistra a gettare fango su destra
e sinistra , e in definitiva sulle istituzioni, senza mai dico mai svolgere opera educa-
tiva sulla sostanza del problema giustizia. Hanno corrotto loro la speranza , hanno
tirato dalla parte di un moralismo "falso e doppio " (vedi Di Pietro). Hanno inse-
gnato a tanti italiani giovani , solo la sfiducia , la superficialità. Hanno consegnato
il tema della giustizia a chi la teme e non a chi la vuole giusta e funzionate, hanno
umiliato i magistrati per bene con la supponenza di quelli mediatizzati e ambizio-
si. Hanno sbarrato il passo a chi vuole tra loro rompere con l'ultracasta intoccabile
e parassitaria , hanno fatto danno alle centinaia di giudici per bene .Ma hanno fat-
to un danno peggiore, hanno convinto giovani e meno giovani che bisogna odiare
per vincere, spiare per perseguitare (un esponente dei verdi lo ha teorizzato), han-
no scambiato lo scontro politico per un universo concentrazionario di indagini,
persecuzioni, corruttele malaffare, la politica un mondo buio dove tutti i gatti son
bigi
Il travaglismo vende, basta entrare in Libreria : e guardare i titoli che descrivo-
no l'Italia di oggi peggio dei territori della Mafia , l'ossessione compulsiva a "vede-
re in galera" qualcuno, a cercare un colpevole e non un responsabile. Hanno tra-
sformato la politica in un desiderio perennemente insoddisfatto e autoalimentato
di guerra , manette , pene, crimini, delitti....dove le responsabilità di chi governa
male si confondono e spariscono dietro a quelle di chi ruba . Dove il giudizio mora-
le dei media vecchi e nuovi sulle frasi smozzicate delle intercettazioni , prevarica
quello sui risultati sia della politica che delle indagini. E'un danno gravissimo, una
rinuncia a pensare in modo coerente, che non si può combattere con altre proibi-
zioni, ma rompendo che tutte le ipocrisie e presunzioni di colpevolezza. E c'è una
responsabilità particolare dei disastrati partiti italiani tutti : quelli vecchi come i ra-
dicali, che un tempo erano garantisti e oggi sono al massimo "cartabollari" vittimi-
sti e auto-riferiti e scioperano per Saddam Hussein, ma non per Nugnes perchè te-
mono di spiacere agli alleati che al disastro gli danno da mangiare e , gli danno
candidati perchè sono senza fiducia in loro stessi
102
E' colpevole Berlusconi e Forza Italia che prima ha alimentato la speranza di
una riforma della giustizia cui sono interessate almeno 8 milioni di famiglie con
processi incagliati e poi è riuscita a fare quasi nulla , stretta tra le rivalità di Lega
che dice ( ed è contenta di dimostrare ) che l'Italia è ladrona...e Fini che spera in
un magistrato che lo liberi di Berlusconi. E così dalla speranza siamo alla sopravvi-
venza di lodi, liberi impedimenti, uno squallore giustamente ridotto alla resistenza
in vita del premier. Che ormai ha "abboffato le palle" anche degli elettori di centro-
destra che non ci credono più. Ma più di tutti è colpevole una forza che doveva es-
sere erede del socialismo garantista , nato in terra di operai e di avvocati e non di
giudici, e del popolarismo progressista che sa della sofferenza di tutti quanti non
hanno giustizia in tempi certi e hanno aperto le porte ai magistrati, minoranza
spesso corporativa e sempre lottizzata, come liberatori invece che guardare alle vit-
time della ingiustizia e cioè i cittadini.
Il danno è grave perchè un tempo con le politiche e le parole queste forze edu-
cavano, spiegavano, rafforzavano la democrazia con la ragione , oggi indottrinano
sulla falsità , innalzano a simbolo il network giustizialista miliardario e non respon-
sabile, liquidando i magistrati non "mediatizzati" cioè traditori....dalla storia della
prima parte di questo processo forse c'è da imparare qualcosa. Ma non è finita e
molti si augurano di trovare una diversa interpretazione , che l'odore del sangue
venga spento da una vittima. Considerano che un processo non è finito fino all'ulti-
mo ricorso dei giudici.
Massimo Micucci
103
The front page
per darvi una idea di come se ne parlasse su internet a sentenza ormai avvenuta, guardate la
discussione di quelli che "un cittadino indagato è colpevole fino al terzo grado !!"
In frantumi il teorema di giudici e giornali di Claudio Velardi
L’inchiesta con al centro Alfredo Romeo, imprenditore napoletano, viene chia-
mata “Magnanapoli”, simpatica espressione inventata – “un po’ per gioco”, dico-
no i giornali – dai magistrati della procura. Il processo è breve ed esemplare, e le
condanne subito comminate: le gazzette decretano l’esistenza del “sistema Ro-
meo”, pensosi editorialisti si stracciano le vesti sulle sorti della povera Napoli.
Bilancio operativo dell’autunno 2008: un morto suicida, imprenditori, funziona-
ri e politici incarcerati, assessori dimissionari. Con vivi complimenti ai magistrati,
che passano carte che non devono passare, dichiarano, si esibiscono. E ai giornali-
sti, che riempiono senza fatica e senza morale intere paginate.
Concluso brillantemente il processo mediatico, comincia per i magistrati il lavo-
ro meno divertente: bisogna dimostrare che effettivamente Romeo è a capo di
un’associazione a delinquere. Così lo sbattono in galera per 79 giorni. Ma non tro-
vano uno straccio di prova per le accuse mosse. Che erano pesantissime: associazio-
ne a delinquere, corruzione, turbativa d’asta. In tutto, dodici capi d’accusa, che co-
involgevano lui e diversi politici partenopei.
Stamattina la sentenza. Agenzie e giornali titolano: Romeo condannato a due
anni. Tutti gli altri (politici, funzionari, consulenti) sono stati assolti. Condivide il
destino di Romeo soltanto l’ex provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone.
Un po’ poco per un corruttore matricolato, per l’inventore del famigerato “sistema
Romeo”, per il capo di una cupola politico-affaristica che ha rischiato di travolgere
la giunta Iervolino.
E infatti la verità è che anche Romeo è stato assolto, da 11 capi d’accusa su 12,
e il teorema della procura, subito fatto proprio dalle gazzette, è andato miseramen-
te in frantumi. L’unico reato di cui si è macchiato il terribile Romeo, e per il quale
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è stato condannato, è aver raccomandato due operai. Giudici e giornali farebbero
bene a riflettere
31 commenti a “In frantumi il teorema di giudici e giornali”
1.  AMSICORA scrive:
19 marzo 2010 alle 18:28
finiranno così anche i casi “protezione civile” e “fastweb-telecom”, vedrete…
mi pare che, con frequenza sempre crescente e preoccupante, accada quel che se-
gue:
visto che i pm nel processo “vero”, col contraddittorio, non riescono a provare la
colpevolezza degli indagati, allora nella fase delle indagini preliminari incarcerano
a mo’ di tortura fino alla confessione (della qualunque,direbbe il procuratore di reg-
gio calabria) o gli sputtanano (sempre ai fini della confessione) passando le intercet-
tazioni ai giornali amici.
2.  simonetta scrive:
19 marzo 2010 alle 18:43
con lo spirito dell’articolo sono perfettamente d’accordo, ma due anni per aver rac-
comandato due operai non è un po’ troppo?
3.  Cesare Luigi scrive:
19 marzo 2010 alle 18:55
Caro CV, sono molto dispiaciuto per il tono leggero che lei ha usato. Non si può
banalizzare, en passant, il suicidio di una persona. Ma ci rendiamo conto della mo-
struosità e della barbarie di questa macelleria giudiziaria e mediatica!? (con tutto il
rispetto per i barbari che, forse, hanno dimostrato molto più umanità dei cialtroni
di oggi). E i nostri “prodi”, come al solito, si defilano. Perchè non hanno la schiena
dritta o per paura?
4.  Claudio Velardi scrive:
19 marzo 2010 alle 19:10
@ Cesare Luigi. Chiedo scusa, ma l’intento era altro. Io sono sdegnato, imbestiali-
to per l’accaduto. La mia descrizione della vicenda è pesantemente sarcastica, non
leggera. E trovo molto appropriata l’espressione “macelleria giudiziaria e mediati-
ca”
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5.  John Doe scrive:
19 marzo 2010 alle 19:26
Condivido tutto, e sulla macelleria giudiziaria e mediatica pensavo che, se non mi
sfugge qualche categoria ben nascosta (sospetto ad esempio dei notai, ma non ho
prove) non esiste in italia un livello di impunità maggiore di quello accordato a que-
ste due benemerite professioni.
Dopo l’intimidazione agli ispettori smascherata da Napolitano, ad esempio, non ci
dovrebbero essere dimissioni non dico dei firmatari, ma almeno dei promotori? Se
fosse venuta da altra casta si sarebbe parlato di aggressione squadristica, qui invece
tutto tace.
Ho sempre davanti la faccia del povero Galloni quando Cossiga (sempre benedet-
to per questo) gli tolse le deleghe. Quando sono triste penso alla faccia di Galloni e
mi tiro un po’ su
6.  dr duke scrive:
19 marzo 2010 alle 20:57
Sono ad Abu Dhabi e non so per quale autoflagellazione ho sintonizzato su tg1…
@Claudio Velardi dico: fai bene ad usare il tono sarcastico, chè se ci mettiamo den-
tro la testa davvero ci viene da scappare dell’italia. Questa ennesima (e nemmeno
ultima) pagina di macelleria giudiziaria ha un chiaro e definito papà: la politica. O
meglio, la mancanza della politica. Dopo 15 anni di sputtanamento di intere pri-
me linee politiche, c’è ormai una titubanza imbarazzante della politica a fare (e a
dire) i fondamentali che le competono. Senza il primato della politica, ce ne possia-
mo andare tutti via dall’italia. Segnalo che se il politico mi fotte, normalmente non
lo voto, se il dentista mi toglie il dente sbagliato, gli faccio causa, e viste le lungaggi-
ni nei gradi di giudizio, nel dubbio…lo meno; ma se il giudice mi manda in gale-
ra, cosa faccio? Si dice sempre del politico che perde la sua immagine, giusto. E
l’imprenditore che vede le sue banche scappare…O il professionista a cui chiudo-
no le carte di credito…Tutto questo lo mettiamo in conto alla leggerezza di qual-
che giudice rampante. E poi, leggerezza dite…? Ma se ho sentito motivazioni mo-
rali di richiesta d’arresto “perchè l’inquisito conduceva vita dissennata ed altamen-
te spettacolare”. Quando la politica cavalca questa bestia, alla fine ne viene travol-
ta. E se i giudici incominciano a fare politica, il risultato è uguale a quello religio-
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so: komeinismo puro. Solo che se adesso io scendo per strada ed entro nella prima
aula giudiziaria qui ad Abu Dhabi, nessuno ma proprio nessuno si sognerebbe di
accusare qualcuno per avere fatto azioni di lobbying. Come invece ho sentito accu-
sare il povero Romeo. Come vedete è sempre meglio vivere in un Paese Emergen-
te che in paese immergente..
7.  antonella borzillo scrive:
19 marzo 2010 alle 23:35
Sono stanca e disorientata da questo modo nuovo di far politica:a colpi di carte
bollate e inchieste giuridiche!BASTA!!!Non si può giocare così con le vite degli es-
seri umani.
8.  Paolo Pantani scrive:
20 marzo 2010 alle 00:03
Garantista sugno, ma non a senso unico, mica “son todos caballeros”, non scher-
ziamo! In Italia ci sono tre gradi di giudizio e i pm hanno richiesto il secondo,
aspettiamo. Del resto Romeo aveva già una condanna, ma acquisiva pure altre co-
succe a Venezia e a Napoli, chissà come faceva, del resto la prima sede della socie-
tà era a Roma, via del “Vascello Fantasma”.
Sistemico o non sistemico, questa è la seconda, di condanna, ma mica lo hanno no-
minato commendatore! Ma la giustizia faccia il suo corso, comunque me fotto, ca-
si loro, non commento e prendo atto.
Una cosa mi preme ricordare, come dire, “ad instrumentum regni”.
E’ stata approvata dal governo a Luglio la legge sulla certificazione energetica, fi-
nalmente! Tutti gli edifici devono avere entro quest’anno il certificato energetico e
provvedere al risparmio usando nuove tecnologie, nuovi infissi e doppi vetri. Pensa-
vo che il Comune Di Napoli, dopo averci istruito per bene tempestivamente a Set-
tembre, essendo uno dei più grandi proprietari di edifici, chiese, plessi scolastici,
potesse ottemperare facendo lavorare i suoi numerosissimi tecnici
interni:Ingegneri, Periti, Architetti, Geometri. La cosa è pressocchè impossibile, ol-
tre al Patrimonio dismesso alla Romeo, anche le carte e le planimetrie sono stati
consegnati alla medesima ditta. Ricordo quello che mi diceva la nonna: ” MAI DI-
SMETTERE IL PROPRIO PATRIMONIO,CHI NON HA PROPRIETA’,O RI-
NUNCIA AD AMMINISTRARLA,NON HA STORIA!”
107
Per ottemperare alle leggi dovremo chiedere per forza un “global service”, povero
Giorgio Nugnes!
9.  fraba scrive:
20 marzo 2010 alle 00:52
Chiedo umilmente venia, ma semplificare una sentenza non è mai cosa buona e
giusta. Certo è che il giudizio, con rito abbreviato, non dimentichiamolo, non ha
sancito attraverso una sentenza, l’esistenza di un “sistema Romeo”. Rimane il fat-
to tuttavia che lo stesso Romeo è stato condannato a due anni per corruzione (e
scusate s’è poco). Inoltre lo stesso Romeo, nonchè Mautone, ex provveditore alle
opere pubbliche di Campania e Molise, sono stati condannati all’interdizione dai
pubblici uffici per cinque anni. Cosa facciamo, guardiamo alla “luna”, o continuia-
mo a denigrare il dito che la punta?!?
10.  Claudio Velardi scrive:
@ fraba. E no, fraba, qui la luna era “Magnanapoli”, il “sistema Romeo”, la mor-
te di Nugnes, la Napoli sconvolta di quel livido dicembre, i commenti indignati di
tanti, il giustizialismo tracimante di quei giorni. Il problema non è la sentenza di
oggi, lo scandalo è quello che successe allora. Così come succede ormai a giorni al-
terni in questo paese, con le inchieste e le condanne sparate sui giornali. Secondo
te per scoprire un episodio di corruzione bisogna combinare quest’ira di Dio? Non
potevano lavorare in silenzio, essere più discreti e scrupolosi, per usare parole lie-
vi?
Secondo punto (qui c’è la mia interpretazione). I magistrati e i giornali che hanno
creato questi casini se ne possono uscire totalmente a mani vuote? Devono giustifi-
care l’accaduto, i morti, gli arrestati, i titoli, i soldi della comunità buttati. Così la
vicenda diventa tutta politica. E magistrati e avvocati si mettono d’accordo. Lo
condanniamo per una cosa minore, noi magistrati salviamo la faccia, il vostro clien-
te stremato ricomincia a vivere, i giornali possono comunque titolare “condanna-
to”, e anche l’opinione pubblica può dire, guardando il dito, “beh, rimane il fatto
che tuttavia Romeo…”
11.  Max C. scrive:
20 marzo 2010 alle 08:07
Non capisco bene lo spirito ed il tono dell’articolo e di alcuni commenti.
108
Cosa si vuol dire che il problema in Italia sono le inchieste della magistratura e
non la corruzione diffusa. Il benaltrismo italiano è arrivato a coniare l’ipotesi “sug-
gestiva” che -il problema- di Palermo sia il traffico !
12.  Paolo scrive:
20 marzo 2010 alle 10:05
quando cronaca giudiziaria, politica e imprenditoria si intrecciano così spesso …
qualcosa credo non vada bene … e non so per colpa di chi … nel merito è difficile
entrare lascerei il compito ai tecnici indipendenti … ci sono?
13.  fraba scrive:
20 marzo 2010 alle 10:22
@claudio
Infatti, claudio. Rimane la questione “politica”. (fermo restando che prima di giu-
dicare una sentenza, è sempre opportuno leggerne le motivazioni).
Le intecettazioni venute fuori in quel “livido dicembre”, non mi pare che fossero
chiacchiere fra amici. Ora, e fermo restando il fatto che il rito abbreviato consente
e presuppone certi “accordi”, rimane il fatto che queste persone operavano in una
condizione ai limiti della legalità escludendo altre imprese dagli appalti e regolan-
do la faccenda attraverso rapporti che, e su questo spero converrai, di limpido ave-
vano ben poco.
Il dimostrare giuridicamente tutto questo, non è stato fatto. Rimangono in piedi
però, a mio parere, le responsabilità di chi, invece di controllare, “dialogava” ame-
nemente con il controllato accettando “serenamente” quelli che, alla luce della sen-
tenza di ieri, possiamo definire “consigli”.
Io un modus operandi del genere, non lo ritengo ne opportuno ne tantomeno cor-
retto.
MA rimane la mia opinione.
14.  fraba scrive:
20 marzo 2010 alle 10:23
PS: e lasciamo fuori Nugnes fuori da tutta questa faccenda, per piacere…..
15.  Claudio Velardi scrive:
20 marzo 2010 alle 10:47
109
Io il modus operandi lo considero pessimo, degradato, corrivo, non limpido… met-
tici gli aggettivi che vuoi. Ma la magistratura deve occuparsi dei reati, non dei com-
portamenti. Quelli degli amministratori pubblici vengono giudicati con il voto.
L’assenza di civiltà democratica è questa, in Italia: i magistrati si sostituiscono arbi-
trariamente al processo democratico, e una parte del popolo esulta, perché spera
per via giudiziaria di ottenere il risultato che non raggiunge per via democratica.
(Qui, come è evidente, non sto parlando solo di Romeo, ma di tutto il resto)
16.  Sergio scrive:
20 marzo 2010 alle 13:35
@ Paolo Pantani
lei se ne “fotte”…bene, bravo, bis! …augurandole sinceramente che né lei né alcu-
no a lei vicino finisca nelle mire di qualche magistrato “chiassoso”… altrimenti ve-
drà che cambierà idea!…e sì che lei porta il cognome di una illustre vittima del tri-
tacarne mediatico-giudiziario, che per quanto possa aver commesso degli errori è
stata letteralmente massacrata e spinta alla deriva. Poi, nel caso Romeo, varie per-
sone sono state triturate, cosa già di per sé vergognosa, poi si scopre che le prove
schiaccianti non ci sono e arriva solo una minima condannuccia secondaria…
beh, questi magistrati dovrebbero essere essi stessi indagati per primi: o per incapa-
cità (se le prove erano così tante e schiaccianti com’è che non hanno ottenuto nul-
la??) o per malafede (tutto quel casino con in mano solo 4 prove minori e un teore-
ma tutto da dimostrare???)
@Max C.
Nessuno qui, credo, sostenga che il problema siano le inchieste o neghi che corru-
zione e malaffare vadano contrastati… ma se la giustizia si mette sullo stesso piano
di coloro che dovrebbe perseguire, infangando, maltrattando e “violentando” gli
indagati, forse fanno più danni che non benefici. Questa non è giustizia (né con la
g minuscola né con la G maiuscola), ma regime del terrore!
P.S. “Cento delinquenti fanno meno male di un giudice cattivo” (Francisco de Que-
vedo y Villegas)
17.  Beppe Gambino scrive:
20 marzo 2010 alle 13:40
Velardi ne ha detta prima una sbagliata: i magistrati si sostituiscono arbitrariamen-
110
te al processo democratico. Non è vero. Pare che sia così solo perché sono gli unici
che fanno il proprio dovere. E prima di identificare la malafede solo ed esclusiva-
mente nel comportamento della magistratura, io ci penserei due volte, anzi tre, per-
ché si rischia di “vittimizzare” i politici, che per antonomasia sono la “malafede in
sembianze umane”, l’unità di misura della malafede.
E poi, però, ne ha detta una giusta: il popolo esulta perché spera per via giudizia-
ria di ottenere il risultato che non raggiunge per via democratica.
E certo che è così: la politica in Italia è morta, stagnante, putrefatta. Posto che que-
sta classe politica è composta vuoi da delinquenti, vuoi da incapaci, è così anorma-
le che, in fondo ai nostri cuori, speriamo che se ne vadano fuori dalle scatole una
buona volta (e non parlo solo dei Berluscones. Io vorrei che uscisse dalla vita politi-
ca anche D’Alema, persona che conoscete molto meglio di me)? E in questa pia
(perché pia è e pia rimane) speranza, in chi confidare, se non nelle uniche due cate-
gorie che ne possono smascherare le magagne (ossia: informazione e magistratu-
ra)?
Attenzione: si rischia di dire che “gli Italiani sono messi male, sono alla frutta” solo
perché ripongono altrove (ossia NON nella classe politica italiana) tutte le loro spe-
ranze di miglioramento. Ma non è così. E’ la politica ad essere messa male. Molto
male. E noi tutti ne siamo vittime, ne stiamo pagando le conseguenze. C’è un tizio
che oggi a Roma sparerà balle sesquipedali in un microfono di fronte a migliaia di
persone che lo osanneranno. Balle. Cazzate inumane. Ed è il padrone d’Italia. Co-
me si fa a non desiderare di vederlo a San Vittore col pigiama a righe che segna
sul muro i giorni che gli restano da scontare? Non accadrà mai, lo so. Ma è così
bello riuscire ancora a sognare.
18.  Paolo Pantani scrive:
20 marzo 2010 alle 14:03
Comunque, indipendentemente dai comportamenti, dai giudizi temporanei di pri-
mo grado, dai media e dai magistrati, Alfredo Romeo è stato interdetto dai pubbli-
ci uffici per cinque anni, che facciamo, riprendiamo la delibera di affidamento dei
servizi di manutenzione stradale, ripristino funzionale di tutto e di più di global ser-
vice? E alla scadenza dei contratti vecchi, che facciamo, li procrastiniamo ,con la
scusa che gli dobbiamo dei soldi? Visto che è alla seconda condanna, i contratti in
111
esecuzione non li verifichiamo, controlliamo e revisioniamo? A proposito,visto che
siamo in clima di campagna elettorale, ricordo che Bassolino disse in campagna
elettorale la prima volta che avrebbe annullato tutti i contratti dove risultarono tan-
genti conclamate e confessate: il famoso parco mazzette, ricordate? Ditermi voi,
non per qualcosa, da come parlate sembra che TUTTI i fatti non susssistano, i si-
stemi non esistino, Mautone era “sulo isso”, ma fateci il piacere!
19.  orione scrive:
20 marzo 2010 alle 14:41
“Come si fa a non desiderare di vederlo a San Vittore col pigiama a righe che se-
gna sul muro i giorni che gli restano da scontare? Non accadrà mai, lo so. Ma è co-
sì bello riuscire ancora a sognare.”
Raramente ho letto una frase così triste. Se lo spazio dei tuoi sogni è la galera al-
trui (di qualunque altrui), non vorrei mai sapere dei tuoi incubi…
20.  Paolo Pantani scrive:
E’ vero, me ne strafotto altamente dei casi giudiziari, i magistrati, come dice giusta-
mente il politologo Sartori, CI VOGLIONO e SI RISPETTANO.
E visto che non si possono abolire, si accettano serenamente i giudizi, TUTTI I
GIUDIZI, soprattuto quelli già passati in giudicato e mi pare che ci siano GIA’
STATI PRIMA.
MA mi interessano molto, ma molto di più, le continue proteste per le manutenzio-
ni che non si eseguono degli inquilini degli alloggi pubblici Napoli, spesso sono i
politici che intervengono in loro tutela e il call center Romeo non funziona, ho ve-
rificato, mi interessa una Pubblica Amministrazione che non dismetta il proprio pa-
trimonio ad un privato, mi interessa controllare le fonti di spesa, monitorare i con-
tratti, verificarne la efficienza, impedire la crescita di un monopolio interno ai ser-
vizi pubblici, il quale, con il tempo, diventa l’unico possessore di capacità di inter-
vento e gestione, attraverso il presidio del mercato interno e la simmetria informati-
va.
Ad esempio, si voleva fare il PIANO DI RISPARMIO ENERGETICO DEGLI
EDIFICI COMUNALI,MA E’ IMPOSSIBILE PERCHE’ LE CARTE E LE
PLANIMETRIE SONO STATE TRASFERITE ALLA ROMEO.
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21.  alessandro cascone scrive:
20 marzo 2010 alle 14:46
si consoli Velardi, nessuna carriera sarà distrutta. Romeo versione 1996 docet.Ma
dove vogliamo andare…
22.  andrea lucangeli scrive:
questo “andazzo” dei processi mediatici con carcerazione preventiva, sputtana-
mento totale e – al dibattimento – assoluzioni ha un inizio ben preciso: 1992, “rito
ambrosiano”, cioè è iniziato con il famigerato pool di mani pulite. Ricordo – tra i
vari suicidi – l’On.Moroni, Gabriele Cagliari e Raul Gardini….Quando Gabriele
Cagliari si suicidò in carcere – dopo due mesi di galera preventiva a S.Vittore in
estate e senza essere mai stato ascotato dal magistrato – proprio quel Pm (che era
in ferie….) ebbe il buon gusto di dire: “se si è suicidato evidentemente si sentiva re-
sponsabile….”.
Con una magistratura così spietata di cosa ci stupiamo ancora? Questi Pm sono
dei macellai del Diritto e pure delle vite delle persone. E non pagano mai….
23.  AMSICORA scrive:
@ Beppe Gambino
1-in realtà, a ben vedere, i primi a violare le leggi sono proprio i magistrati, tra abu-
so delle intercettazioni, violazione del segreto d’ufficio, abuso della carcerazione
preventiva…
2-”Come si fa a non desiderare di vederlo a San Vittore col pigiama a righe che se-
gna sul muro i giorni che gli restano da scontare? Non accadrà mai, lo so. Ma è co-
sì bello riuscire ancora a sognare.”
è agghiacciante.conferma l’esistenza del partito dell’odio, di cui lei ha la tessera n1
@ andrea lucangeli
“proprio quel Pm (che era in ferie….) ebbe il buon gusto di dire: “se si è suicidato
evidentemente si sentiva responsabile….”.
quel pm era fabio de pasquale, il csm non l’ha cacciato, fa ancora il sostituto alla
procura di milano e ha sostenuto l’accusa nel processo mills
24.  Sergio scrive:
“E’ vero, me ne strafotto altamente dei casi giudiziari, i magistrati, come dice giu-
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stamente il politologo Sartori, CI VOGLIONO e SI RISPETTANO.”
…si rende conto di quello che dice?? Quindi -estremizzando- per lei, se Hitler o
Stalin fossero stati dei magistrati democraticamente nominati lei avrebbe rispettato
a priori, senza se e senza ma, qualunque loro decisione? Che tristezza…
Bravi Orione e Lucangeli
25.  Marialuigia scrive:
20 marzo 2010 alle 20:50
1) Perchè il magistrato che disse: “se si è suicidato evidentemente si sentiva respon-
sabile…” ha continuato tranquillamente la sua carriera?
E quello che ha indotto il povero Giorgio Nugnes a togliersi la vita?
2) Quando noi Italiani ci decideremo a considerare i PM parte in un processo co-
me gli Avvocati difensori?
3) Quando la Politica si deciderà a votare la separazione delle carriere che è il solo
modo per far funzionare la GIUSTIZIA e far capire all’opinione pubblica che le
carte pubblicate dai giornali sono le tesi dell’Accusa e non il verdetto del Processo?
26.  nunzio scrive:
20 marzo 2010 alle 20:53
I pm che hanno svolte le indagini percepiscono ancoro lo stipendio?
27.  Paolo Pantani scrive:
Ma quanti “paraustielli” inutili!
Il “para usted” spagnolesco prevede il diritto di precedenza e di ossequio a tutte le
autorità, a tutti “los hidalgos” ” hijos de algo “, i figli di qualcuno.
La Fonte del Diritto è LA lEGGE, non la dittatura autoritaria, il ” paraustiello ”
non REGGE. E le leggi le fa il parlamento, punto. Il potere giudiziario è quel pote-
re che in quanto organo costituzionale permette in via definitiva e autonoma di ri-
solvere una controversia di natura civile,penale e amministrativa, (secondo le diver-
se giurisdizioni), applicando la legge; nel rispetto del contraddittorio delle parti,
trasparenza del procedimento e motivazione della decisione, da parte di un giudi-
ce terzo.
Questo procedimento si svolge in diversi uffici a seconda il grado di giudizio, dove
il cittadino viene giudicato dai relativi giudici con la possibilità di impugnare le
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eventuali sentenze.
In Italia fanno il concorso pubblico gli aspiranti giudici, non vengono eletti, non
siamo in America o in Inghilterra, non c’è qui il giudice della contea, lo sceriffo di
Nottingham, la foresta di Sherwood, eccetera.
Si vedono troppi film-luce in Italia, “Vostro Onore”, diceva l’avvocato Perry Ma-
son e i Giudici venivano così interpellati, fra la ilarità degli avvocati “paglietta”, po-
tere della tv in bianco e nero! Il potere giudiziario applica LE LEGGI, se volete
non rispettarlo e conseguentemente abolire l’ordinamento, DITELO! DOVETE
DIRLO! Il parlamento ha il compito di legiferare, se non ci fosse il parlamento,
non acceterei e non rispetterei nessuna autorità,neanche se rappresentasse i miei
personali interessi, sono una persona libera e, in quanto tale, responsabile.
Per il feudalesimo,la teocrazia e la dittatura, abbiamo già dato in questo arretratis-
simo e disgraziato paese.
28.  Paolo Pantani scrive:
Comincio a credere che la politica, la economia, la amministrazione della cosa
pubblica si debba insegnare di nuovo, ci vogliono i centri studi e le scuole politi-
che, c’è troppa regressione umana e culturale in giro.
Infatti così stiamo operando, ritorno a Camelot, ritorno alla tavola rotonda, cadu-
to l’impero, la legione perduta nella isola Grande nell’Atlantico si riorganizza in-
torno al centurione Artorius, re Artù, ma è orizzonale la tavola, si discute. Extra
“cultura” nulla salus.
Bisogna ritornare alla formazione politica, c’è tanta ignoranza in giro, è la nostra
pricipale nemica, si propaga atraverso i media, è la mala educazione è la moneta
cattiva che scaccia quella buona.
Su questo nascono pretese improprie che tutti hanno diritto a fare come gli pare e
i magistrati e i giornalisti sono bacchettoni invidiosi e propagatori di odio.
29.  alessandro cascone scrive:
quoto (e molto) quanto scrive Paolo Pantani e faccio osservare, a Velardi in primis,
che la sentenza di cui su discute è una sentenza di 1° grado. Mi permetto di ricor-
dare che in Italia un imputato non è considerato colpevole sino alla condanna defi-
nitiva così come stabilito dalla Costituzione. Così come è giusto considerarli al mo-
mento, eccezion fatta per Romeo, non colpevoli, si aspetti il terzo grado per urlare
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C AP I T OL O 12
Cassazione e...
LA FINE DI UN INCUBO ?
Sistema Romeo cinque anni dopo. La Cassazione ribadisce e mette una pietra
tombale su uno scandalo falso, inventato e dannosissimo per Napoli e per l’Italia.
Nessun sistema corruttivo, tutti innocenti, nessun reato, neanche piccolo è stato
commesso. Una assoluzione storica. Tra il 2009 e il 2010 il nome di Alfredo Ro-
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meo fu al centro di una campagna vastissima di stampa come neanche Totò Riina.
Si chiuse il cerchio della convinzione secondo cui anche il “nuovo” Pd di Veltroni
era corrotto e da cambiare, ma solo a livello locale. Su queste falsità, poi dilagate
ed estese ad altre vicende cadute nel vuoto, si avviò il bombardamento di una poli-
tica locale già obsoleta e si auto-inibì una possibilità di rinnovamento nazionale.
Un trend che ha portato alla buffonata della rivoluzione arancione e all’elezio-
ne a sindaco Napoli del giudice de Magistris, accusatore dell’inesistente “sistema
Romeo”. Un trend che ancora tiene ancora commissariata nell’impotenza e nella
inanità la politica a Napoli. Diverse puntate di Santoro, migliaia intercettazioni
rappresentate da attori: in un processo mediatico già definitivo. Chi vuole può ri-
percorrerne le vestigia in un Blog che aprii per puntiglio personale. Romeomediati-
co.
Il coinvolgimento nel Teorema Romeo senza alcuna colpa di nomi come Luset-
ti, Bocchino, Laboccetta, Iervolino, Nugnes, Cardillo, Fioroni, Rutelli e almeno al-
tri 10 o 15 politici anche non indagati fu una vergogna senza fondamento. Già in
primo grado il giudice assolse quasi del tutto gli imputati e definì chimerica la co-
struzione delle accuse. Con coda di polemiche tra pm e giudice. Tutti gli assessori
della giunta Iervolino furono consegnati dall’allora sindaco alla condanna preventi-
va: “sfrantummati”. Si fecero il carcere preventivo, come Romeo. Indagati? No,
condannati alla gogna. Hanno avuto giustizia? No, è stata solo applicata la legge;
il che è un’altra cosa. Certamente non l’ha avuta Giorgio Nugnes che si suicidò
perché coinvolto in una indagine in cui non poteva avere responsabilità, perché
non furono commessi crimini. Rosa Russo Iervolino disse allora che era stato un
sussulto di dignità. Chissà non ne abbia oggi uno anche lei, anche meno devastan-
te, e chieda scusa ai fìgli e alla vedova per quelle parole.
E Alfredo Romeo? La sua società ha continuato anche dopo l’assalto, e ha con-
sentito con i suoi servizi di sostenere le finanze dei comuni di Roma, di Napoli, in
parte di Firenze e di Milano. Ha messo a reddito e ha fatto funzionare gran parte
degli immobili di stato restituendo circa il 42% di risparmi. È stata, anche secondo
gli amministratori giudiziari, un esempio “svizzero” di buona impresa. Gli ammini-
stratori locali, che lui avrebbe potuto allontanare, hanno continuato a chiamarlo
per risolvere problemi.
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Ma oggi il vero tema che interessa, credo anche all’amico Alfredo, non è que-
sto. In quella occasione si è affossata la collaborazione migliore tra pubblico e pri-
vato. Laddove non sono state incassate tangenti ma aumentati risparmi, introiti ed
efficienza per lo Stato in beneficio della spesa pubblica. Su quelle gare, su quei con-
tratti, persino la Corte dei Conti ha dato giudizi positivi. Ma le buche del bombar-
damento si vedono ancora: sono le buche che tutti i giorni ci inghiottono a Roma
dopo la revoca “onerosissima” da parte di Alemanno del contratto sulla manuten-
zione stradale. Una ipotesi di sana gestione del territorio metropolitano che a Na-
poli non s’è neanche avviata. E stiamo come stiamo.
Non è il caso di cogliere anche questa occasione, di legarla alla riforma della
pubblica amministrazione e di ripensare a quelle esperienze (come in Consip) di
“collaborazione tra pubblico e privato” in cui invece di fare appalti di opere si face-
vano appalti di servizi, garantiti da fideiussioni proprozionate e legati ai risparmi e
ai ricavi della pubblica amministrazione? La libertà e il buon lavoro di molti sono
stati sacrificati a una giustizia fatta come vedete. Non è il caso di riprendere una
partnership trasparente, consapevole e dinamica tra pubblico e privato? Se l’ob-
biettivo del governo è spendere meno per fare meglio, è indispensabile pensare an-
che con l’impresa privata. Oggi si può fare con un po’ più di libertà, se dagli errori
si riesce anche ad imparare. Qualcuno continua a crederci.
Massimo Micucci
La Cassazione da ragione a questo piccolo Blog
Un Blog di cinque anni fa ha ancora una ragion? Anche se è stato abbandona-
to da un bel pò? Si qui ci sono le "vestigia del Caso Romeo" le ho appena rinfresca-
te per la "gioia". Un processo mediatico e giudiziario che ha fatto male agli imputa-
ti e al paese. Una costruzione accusatoria che il giudice definì "chimerica" Con il
giudizio di primo grado smisi di scrivere, perchè il poco che rimaneva in capo a
Romeo anche dopo l'appello mi sembrava più fantasmatico che chimerico. Ricor-
do una frase che dissi ad Alfredo Romeo per convincerlo ad andare avanti con la
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festa di inaugurazione del suo Hotel a Napoli: "Alfredo sei una delle persone più
oneste che ho conosciuto, in tutti i sensi. Devi andare avanti". Anche se girava la
voce dell'arresto la festa di fece. Mi sono poi domandato se anche quella scelta non
avesse spinto gli accusatori ad inseguire una Chimera. Forse si. Oggi però la parti-
ta si chiude con una sentenza della Cassazione era falsa anche l'ultima condanna
per corruzione per i rapporti con Mautone. Nessun reato, ma molti condannati
della cui innocenza ritroviamo traccia solo in colonnine nascoste. Chi risarcisce il
danno fatto?
Contrordine Compagni! Romeo 2.0 la Vendetta
Come vogliono ridurre Napoli e l’Italia certi magistrati? Alfredo Romeo, dopo
cinque anni di staffilate mediatiche e di odissea giudiziaria, è stato assolto. Non
c’erano reati né colpevoli. Non c’era un sistema. L’accusa, ch’era stata iper comu-
nicativa, si scatenò a giudizio concluso persino contro il giudice di prima istanza
che aveva definito “chimerico” l’impianto della difesa. La Cassazione ha assolto
tutti e condannato i “cacciatori di chimere”. Il giorno dopo quell’assoluzione, alla
societa Romeo Gestioni vengono sequestrati 24 milioni e 700 mila euro, gli viene
comunicata, con un “comunicato stampa” com’è uso degli uffici inquirenti parte-
nopei che è accusato di peculato e di appropriazione indebita.
Con Alfredo Romeo ci siamo sentiti al telefono, era basito, addolorato: “Pensa-
vamo di avere avuto giustizia! Guarda che succede. Ma a te che sembra? Come lo
giudichi?”
Io sono stato sincero: “Sembra una vendetta”. Sembra la trama di un ricatto.
Da comunicatore e da cittadino mi chiedo se non abbiano voluto mettere una spa-
da sul piatto della bilancia per ragioni mediatiche e di potere. Quasi non si possa
dire mai “anche i giudici sbagliano”: anche se tengono in galera per 79 giorni un
innocente, anche se sbattono in galera tutta la classe dirigente locale innocente, an-
che se ci scappa il morto.
Sembra di sentirla l’”Ultracasta: “Eh no, ora non parlateci di responsabilità.
Chi capita nel nostro mirino qualcosa deve aver fatto” lo dicono per primi ai gior-
nalisti. Perché sanno che il luogo della decisione e della agenda pubblica sono i me-
dia. I giudici sanno dai numeri che abbiamo riferito, che per l’indagato anche inno-
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cente la partita mediatica si chiude 978 a 8 per loro. Bisogna aumentare le distan-
ze. Guai se un caso come questo pesasse nella decisione del governo di riformare
questo sistema malato, sbagliato e spesso corrotto.
“Ma come è andata?” gli chiedo, “dimmelo perché io lo possa capire e riassu-
mer “.
Romeo mi ricorda che ne ho anche parlato nel blog “romeomediatico”. In piena
bufera dei 5 anni di fuoco, il comune di Napoli deve a Romeo una montagna di
soldi; sul piano civile non ci sono dubbi: il bilancio rischia l’osso del collo. Nel nuo-
vo clima che si instaura con De Magistris, a Romeo viene chiesto aiuto e si arriva
a un accordo: la Romeo pensa si sia ora in un paese normale e rinuncia ad azioni
giudiziarie e pignoramenti presso il comune, si impegna nel piano di dismissione
(con annunci del sindaco) e il comune salda il debito a rate, a partire anche dal re-
cupero di denaro fatto dal Romeo. A un certo punto, però, il Comune ci ripensa e
smette di pagare le rate. Essendoci tra gli introiti e le rate un vincolo negoziale, la
società di Romeo, dopo opportune ingiunzioni, mette i soldi che incassa in un con-
to che non tocca e chiede con un “accertamento negoziale” al giudice civile se
quei soldi sono suoi o del comune. “La Romeo Gestioni spa secondo i legali – ha
esposto i fatti al giudice civile competente da 18 mesi con cinque diversi atti di cita-
zione, ora riuniti in un unico atto complessivo, pendente davanti al Tribunale delle
Imprese per l’udienza del prossimo 30 settembre 2014#.
Mentre è attesa l’udienza del giudice civile, il giudice penale sequestra e accusa
di peculato. Proprio il giorno dopo la assoluzione in Cassazione. Ciak si gira “Ro-
meo 2 la Vendetta”. Voi che dite? Si può lavorare con lo Stato? Vale la pena racco-
glier soldi a decine di milioni per un comune che non sa nemmeno fare il suo me-
stiere? Il clamore positivo del Romeo innocente rischiava di far vedere tutta la veri-
tà. Bisognava, se non mettere a tacere i garantisti, operare almeno una rivalsa, ave-
re un contrappeso, lasciare sempre aperto il dubbio manettaro. Il “teorema Ro-
meo” deve continuare. Romeo ha reagito con troppa sobrietà, e di una cosa è cer-
tamente colpevole, di essere ancora in campo e di aver creduto nelle istituzioni an-
che quando, come a Napoli, sono una cricca di incapaci inaffidabili. Forse anche
di aver pensato che la applicazione del diritto dopo anni gli potesse rendere giusti-
zia. Non è così quando di mezzo ci sono altri interessi e la voglia di difenderli ad
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