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La fiaba, genere letterario avvincente caratterizzato da una struttura narrativa costante, è uno strumento interculturale in quanto lega storie e culture diverse dando l’opportunità di costruire orizzonti comuni. La fiaba proprio perché “viaggia” nel mondo ha una veste cosmica che fa sì che storie simili si riscontrino in paesi anche molto lontani tra di loro. Il lavoro sulla fiaba permette di ricostruire personaggi, di porre avvenimenti in successione logica, di comprendere la struttura universale della fiaba stessa, ma favorisce anche la narrazione di abitudini, di tradizioni, di ricordi. Dare spazio alle fiabe “altre” attraverso la lettura delle stesse o la comparazione con quelle occidentali, significa allora permettere ad ogni bambino di dar vita alle emozioni, di progredire nell’interazione comunicativa, nella conoscenza del “lontano da me”, ma anche di scoprire, ad esempio nell’universalità dei sentimenti, quegli aspetti comuni che fanno sì che ogni persona appartenga ad una sola specie.

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CENERENTOLA

1. Cenerentola è una ragazza dolce e bella. La sua mamma è morta e il padre si risposa con una donna cattiva, che ha due figlie belle, ma gelose e cattive come la loro madre. Per Cenerentola cominciano giorni tristi: fa la serva alla matrigna e alle sorellastre e lavora dalla mattina alla sera: pulisce la casa, lava, stira, prepara il pranzo e la cena, cuce. Di notte dorme tra la cenere accanto al fuoco e per questo in casa la chiamano "Cenerentola".
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2. Un giorno il re dà una festa e invita tutte le ragazze del paese perché vuole

che suo figlio scelga una moglie. 3. La matrigna decide che alla festa vanno solo le sue due figlie. Cenerentola deve stare a casa. Le due sorellastre si fanno cucire da Cenerentola abiti bellissimi. La sera del ballo Cenerentola deve aiutarle a vestirsi, a pettinarsi, ad indossare collane e bracciali.
4. Rimasta sola, Cenerentola piange. 5. All'improvviso, compare però una fata che le dice:

- Non piangere, ci sono io per aiutarti! Prendi dall'orto la zucca più grossa e guarda se qualche topolino è rimasto dentro la trappola. Presto! Porta tutto qui. Cenerentola ubbidisce e la fata in un baleno trasforma la zucca in una splendida carrozza e i topolini in bellissimi cavalli bianchi. Con un tocco di bacchetta magica il vecchio abito di Cenerentola diventa un vestito tutto ricamato d'oro.

6. La ragazza arriva al palazzo reale: è così bella che il principe balla con lei

per tutta la sera.
7. Al suono della mezzanotte, Cenerentola fugge di corsa, perché la fata le ha

detto che a quell'ora la magia sarebbe finita.
8. Nella sua corsa Cenerentola perde una scarpa. Il principe la raccoglie e la

stringe al cuore.
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Il giorno dopo il principe gira di casa in casa per scoprire a chi appartiene la scarpetta perché vuole che la donna diventi sua moglie. Quando arriva alla casa di Cenerentola, le sorellastre tentano in tutti i modi di far entrare i loro piedoni dentro la scarpetta, ma non c’è nulla da fare! Il principe vede Cenerentola accanto al fuoco e la invita a mettersi la scarpa.
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10. Che felicità! Il piede della ragazza scivola dentro la scarpetta.Il principe porta con sé Cenerentola al palazzo reale, dove, pochi giorni dopo, i due giovani si sposano.

LAVORIAMO INSIEME
(attività interdisciplinare)

Illustra ogni sequenza e scrivi una breve frase: otterrai lo schema temporale della fiaba. Puoi collegare i disegni con la freccia del tempo.

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LAVORIAMO INSIEME Rispondi: Chi è la protagonista, cioè il personaggio più importante della fiaba? Quali sono gli altri personaggi? Chi sono i buoni? Chi sono i cattivi? Chi è l’aiutante magico? Dove si svolgono i fatti? Come si sente Cenerentola all’inizio della fiaba? E alla fine?

LAVORA DA SOLO Completa: Cenerentola è … Cenerentola fa … Il re dà una festa. Cenerentola … Arriva una fata che … Alla festa il principe … A mezzanotte Cenerentola fugge perché … ma … Il principe gira di casa in casa perché … Vede Cenerentola e la invita … Il piede della ragazza … I due giovani …

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IL VASETTO FATATO

1. Nella città di Bagdad vivono tre sorelle, figlie del medesimo padre, ma non della stessa madre. Tutte sono belle, ma, fra le tre, la più piccola è sicuramente la più bella e, per questo, le sue sorelle sono molto invidiose di lei. 2. Un giorno al mercato la ragazza compra con i suoi soldi un vasetto di alabastro per metterci dentro un fiore. Le sorelle la prendono in giro per l’acquisto. Invece il vasetto è magico e può esaudire ogni desiderio della sua padroncina. La ragazza mantiene il segreto e non dice niente a nessuno. 3. Un giorno il re della città dà grandi feste e invita a palazzo tutti i suoi sudditi. Anche le tre sorelle si preparano per il gran giorno. Nascosta in un angolo della casa, la ragazza chiede al vasetto di alabastro un vestito di seta verde, un mantello di seta bianca e braccialetti di diamanti per le caviglie. Si adorna e si dirige al palazzo del re, dove raggiunge le altre donne nell’harem a loro riservato per le feste. 4. Quando la festa sta per terminare, la ragazza corre a casa, per evitare che le sorelle arrivino prima di lei e possano riconoscerla. Nel correre, un braccialetto di diamanti le cade nella vasca dove si abbeverano i cavalli del re. 5. Il giorno dopo i servi trovano sul fondo della vasca il braccialetto e lo mostrano al re che esclama: <<Per Allah, non ho mai visto una caviglia di
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donna tanto sottile da poter essere chiusa in un braccialetto così piccolo! Io prenderò in sposa la donna che ha una caviglia così graziosa e può portare questa cavigliera!>> 6. Il re corre a chiedere aiuto alla madre e questa comincia a girare in tutte le case della città per cercare la ragazza dalla caviglia sottile. Dopo quindici giorni di inutili ricerche, arriva alla casa delle tre sorelle per far provare il braccialetto. 7. Scopre che si adatta alla perfezione alla caviglia della più giovane e bella. La regina abbraccia la ragazza e la porta al palazzo perché sposi suo figlio.

LAVORIAMO INSIEME Come hai già fatto per Cenerentola, usando i disegni, le frasi e la freccia del tempo, ricava lo schema temporale. Rispondi: Chi è la protagonista? Quali sono gli altri personaggi? Ci sono dei personaggi cattivi? Perché le sorelle maggiori invidiano la più piccola? Qual è l’oggetto magico? Dove si svolgono i fatti? Come finisce la storia? Secondo te la ragazza è contenta di lasciare la sua casa?

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LAVORIAMO INSIEME

CONFRONTA LA FIABA DI CENERENTOLA CON QUELLA DEL VASETTO FATATO.

Cenerentola
Erano tre sorelle Cenerentola era la più bella Avevano lo stesso padre Cenerentola faceva la serva Il principe dà una festa Cenerentola non può partecipare e piange La fata aiuta Cenerentola Alla festa Cenerentola balla con il principe A mezzanotte fugge termina l’incantesimo perché

Il vasetto fatato

Cenerentola perde la scarpetta Il principe trova la scarpetta Il principe fa provare la scarpetta a Cenerentola I due giovani si sposano Evidenzia in giallo le somiglianze. RIFLETTIAMO Perché si ritrovano elementi simili nelle fiabe di due paesi lontani? Facciamo delle ipotesi.
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Leggiamo anche la Cenerentola araba e confrontiamola con la Cenerentola europea.
(Da Gioda, Merana, Varano "Fiabe e intercultura" Emi)

PISTA DIDATTICA
cl. 1^ a.s. ‘98-‘99

Domande per verificare la comprensione dei testi e per cogliere situazioni simili nelle due fiabe per ciò che riguarda i vissuti di gioia e di tristezza. I compagni arabi narrano: il significato dell'uso dell'henné; la festa di nozze nei loro paesi; la tipicità delle abitazioni.

Drammatizzazione: i bambini scelgono sia la fiaba che vogliono interpretare, sia il ruolo. Lavoro a gruppi: a seconda della fiaba scelta, i gruppi ne disegnano l'ambiente, l' eroe, gli antagonisti, la risoluzione positiva. Confronto tra le due fiabe per cogliere somiglianze e diversità. Elaborazione di testi collettivi ed individuali: i protagonisti, le abitazioni, le
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due feste.

Abbiamo scoperto che: le fiabe hanno una stessa struttura, girano nel mondo, ma feste, abitazioni, vestiti, cibi, sono diverse da luogo a luogo. Noi possiamo conoscere le diverse tradizioni grazie ai racconti dei nostri compagni stranieri e attraverso le fiabe. Le due Cenerentole sono buone, pazienti e lavorano tanto, ma sono tristi perché non sono amate.

UNA FAVOLA AFRICANA
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(Da: D. Ziliotto e R. Guarnirei, a cura di, “Fiabe africane”, Universale economica della fiaba, Giunti, pag. 41)

CALAO
LAVORIAMO INSIEME Dopo la lettura dell’insegnante e la conversazione sul testo, si procede ad un lavoro di tipo denotativo per evidenziare le caratteristiche del racconto africano, illustrandone i due momenti principali e riportandone sul quaderno, sotto dettatura, la parte iniziale e quella finale.

Questo è il disegno di Calao all’inizio della storia.

Descrizione:
Calao era la più bella; aveva piume di tutti i colori, la coda candida e sul suo becco giallo come il sole si levava una specie di berrettino rosso fiamma.

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Questo è il disegno di Calao alla fine del racconto.

Descrizione:
La polvere nera cominciò a traboccare. Colò lentamente sulle penne colorate di Calao, sulle piumette multicolori del suo bambino. Dopo un po’ Calao era tutta nera come il cielo in una notte senza luna. Da allora tutti gli uccelli calao sono neri come corvi; solo la coda è a strisce bianche e nere, perché la fuliggine non è riuscita ad arrivare fin là.

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LAVORIAMO INSIEME Analizziamo il testo: quali dati ci fanno capire che si tratta di un racconto africano? • Nomi di animali africani: ibis, gazzella, antilope, calao • Gli uomini potevano avere quattro mogli • Mangiano nelle ciotole • Nomi di prodotti tipici africani: mango, arachidi, miglio • Vivono nelle capanne • Dormono sulle stuoie • Stagione delle grandi piogge • Le stelle sembrano occhi di scimmia • Le donne portano le ciotole sulla testa • Le donne portano i bambini sulla schiena. Forma una frase con ciascuno di questi dati.

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KIRIKÚ E LA STREGA KARABÁ

Dopo la visione della videocassetta – fiaba di KIRIKÚ e la lettura della favola di CALAO, rileviamo quali sono gli elementi comuni che ci permettono di capire che si tratta di racconti africani. A titolo esemplificativo:
•animali africani: facocero, tucani, upupa, cobra •cibo nelle ciotole •frutti africani: banane, arachidi, mango •capanne •stuoie per dormire •ciotole sulla testa •bambini sulla schiena.

RIFLETTIAMO 81

Quali caratteristiche distinguono la mamma di Kirikù dalle altre mamme del villaggio? La mamma di Kirikù è: buona gentile bella silenziosa intelligente coraggiosa fiduciosa dolce.

LAVORA DA SOLO Scrivi alcune frasi sulla mamma di Kirikù

RIFLETTIAMO

Per quali caratteristiche Kirikù si distingue dagli altri bambini del villaggio? Kirikù è: coraggioso astuto veloce bello intelligente allegro tenace agile forte

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LAVORIAMO INSIEME Verbalizziamo lo schema: Il piccolo e veloce Kirikù è un bambino molto intelligente: si mette al mondo da solo e subito segue coraggiosamente lo zio alla ricerca della strega Karabà. Con tenacia ed astuzia restituisce l'acqua alla sua gente e libera Karabà dalla spina avvelenata. L'amore lo trasforma in un giovane bello e forte.

LAVORA DA SOLO Leggi bene la verbalizzazione e rispondi: Perché Kirikù è un bambino intelligente?Chi lo aiuta nella ricerca di Karabà? In che modo restituisce l'acqua alla sua gente? In che modo aiuta la strega Karabà? Quando diventa un giovane bello e forte? Fai il disegno. La strega è: • bella • elegante • ingioiellata • arrabbiata • sfiduciata • combattiva • trasformatrice Descrizione: La strega Karabà è bella, elegante ed indossa molti gioielli. È molto arrabbiata perché una volta gli uomini le avevano conficcato una spina avvelenata nella schiena e da allora lei è molto sfiduciata nelle persone. Quando gli uomini vanno a combattere contro di lei, li trasforma in oggetti.

LAVORA DA SOLO Dopo aver letto e commentato i dati, disegna la strega e poi descrivila.
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