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L'andare o il fuggire dei cervelli

luned 11 gennaio 2010 Adriano Parracciani


Enakapata, il libro ed il blog dell'amico Vincenzo Moretti un racconto ul merito e ull'eccellenza,
ed il luogo digitale do!e dicutere di "ueto e di altro
#ggi i parla di fuga dei cervelli
$o peno c%e ci ia un andare ed un &uggire
'er!elli giutamente !anno(
Perc% andare, tra l)altro, fa bene alla ricerca a precindere dalla diponibilit* del proprio paee( $l
problema dell'$talia non arebbe la migrazione delle menti c%e in!ece un &atto ano, intesa come
libera circolazione di pensanti che vanno di qua e di l a cercare lopportununit migliore del
momento.
$l dramma ta nel &atto di non eere mai oggetto di immigrazione di cervelli ma olo di braccia
enza diritti, perc% non abbiamo !iione trategica e la classe politica, espressione anche di quello
che siamo come cittadini, ha consumato immense risorse di denaro pubblico per fini privati,
istituendo relazioni stabili con la criminalit e quindi consumando fino alla cancellazione, tutto
quello di cui, invece, una comunit avrebbe bisogno.
+ella germania nazita c)era una &uga di cer!elli non legata alla indiponibilit* di riore o
laboratori, ma all)antiemitimo ed alla &ollia di "uella dittatura a cui molti i !ole!ano ottrarre(
$n italia i &ugge per mancanza di risorse e finanziamenti, ma &ore anc%e perc% i propri
interlocutori di potere ,politici, amminitratori, manager, ecc(-, "uelli c%e decidono e c%e %anno le
c%ia!i della caa&orte, di olito ,non empre- ono degli in&imi buzzurri incapaci totalmente di
comprendere il ruolo c%e ricoprono, mei l dal ladrocinio itituzionalizzato della partitocrazia per
agire a comando, come il !ecc%io .ig /im c%e alza!a il braccio "uando gli c%iaccia!i la c%iena(
E allora si capisce la differenza tra andare e fuggire.