Senza Granzie

di
Federico De Virgiliis
Edizione Critica
fatti realmente accaduti
2012 (c) Federico De Virgiliis
/ Edizione Critica.
Produzione T.I.L.Enterprise.
Committente : Camere Penali
Cagliari.
dvfreddy@hotmail.com
VIDEO AUDIO
1
PANORAMICA UP-DOWN: dal
bastione o da monte Urpinu
VOICE OVER
Cagliari, ancora oggi è una città
relativamente piccola e tranquilla,
( conosciuta ) nota soprattutto per
essere il capoluogo di una delle
regioni più belle d’Italia,
CAMPO MEDIO: via Roma o altra
immagine della città
CAMPO LUNGO: altre immagini
della città, poetto
VOICE OVER
Tuttavia circa trent’anni fa, è
stata teatro di un caso giudiziario
estremamente intricato, che ha segnato
profondamente la storia della città,
e per alcuni anni ha incrinato gli
equilibri interni all’amministrazione
giudiziaria cittadina,
PANORAMICA UP-DOWN: Palazzo
di Giustizia
assumendo rilievo nazionale e
determinando l’ interessamento del
Parlamento, della Cassazione e del
Consiglio Superiore della Magistratura.
CAMPO LUNGO: Palazzo di
giustizia :: la scritta
compare sopra il palazzo di
giustizia
grafica : SENZA GARANZIE :
dissolvenza al nero
In questo breve videodocumentario non
daremo un dettaglio di tutti i nomi o
dei luoghi che sono stati coinvolti
allora. Non esprimeremo giudizi o
pregiudizi, ci limiteremo a raccontare
a grandi linee cosa è avvenuto, per poi
sentire la voce dei diretti interessati
tramite alcuni documenti dell’epoca, e
dichiarazioni rilasciate nel corso di
interviste od in programmi televisivi
successivi alla conclusione della
vicenda processuale. Cercheremo di
fornire abbastanza informazioni perchè
ognuno si possa fare un idea chiara.
Per ulteriori approfondimenti, sarà
utile consultare le nostre stesse
fonti, alcuni libri, i documenti video
e le sentenze dei tre processi che
scaturirono da questa inchiesta.
VOICE OVER
"Per ricostruire questa intricata
vicenda,
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Iniziamo dai fatti
(grafica vista satellitare)
PANORAMICA UP-DOWN: VOICE OVER
" Il 22 aprile 1981 l’avvocato
civilista Gianfranco Manuella lascia
la sua abitazione di via Einstein di
buon mattino come ogni giorno,
PANORAMICA UP-DOWN: visuale
di via Einstein
e sparisce letteralmente nel nulla.
PANORAMICA DESTRA-SINISTRA:
altre di via Einstein
La moglie, l’ultima persona ad averlo
visto quella mattina, si preoccuperà
solo più tardi, verso l’ora di pranzo,
ed avverte alcuni familiari, che si
mettono immediatamente alla ricerca.
(immagini satellitari della citta,
l’attenzione si focalizza su via
abruzzi)
PANORAMICA UP-DOWN: via
Abruzzi : l’inquadratura
finisce ad altezza
marciapiede
VOICE OVER
Solo un giorno più tardi riescono a
trovare l’auto del professionista ,
abbandonata nei pressi del cimitero di
San Michele, nella via Abruzzi.
PANORAMICA DESTRA-SINISTRA:
l’inquadratura finisce
sull’ingresso del cimitero
Non ci sono segni di violenza, e
la macchina è aperta, parcheggiata
normalmente.Solo a questo punto viene
dato l’allarme ufficiale alle forze
dell’ordine.
PANORAMICA SINISTRA-DESTRA:
lentamente, esterno del
cimitero.
Si pensa ad un gesto di sconforto,
vista la recente scomparsa del padre di
Manuella e lo sconforto dimostato dal
professionista. Le primissime ricerche
verranno infatti effettuate proprio nel
cimitero di San Michele, fra i loculi,
ma senza esito.
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CAMPO LUNGO: zoom : leggero
carrello ottico sulla
questura
VOICE OVER
Le indagini vengono affidate al
Magistrato Enrico Altieri. Dopo
una serie di interrogatori ed
accertamenti , vengono fuori alcuni
affari poco chiari nei quali era
coinvolto l’avvocato : presunti
traffici, prestiti di ingenti somme,
alcuni contatti con la base NATO
di Decimomannu, forse addirittura
contrabbando...Vengono effettuati
alcuni arresti, il PM Altieri è
convinto che gli venga nascosto
qualcosa... gli arrestati vengono
scarcerati poco dopo, ed i mesi passano
senza portare risultati concreti. La
pista che portava alla base NATO di
Decimomannu viene abbandonata quasi
subito.
PANORAMICA SINISTRA-DESTRA:
molto lenta della strada
costiera.
VOICE OVER
Qualche mese dopo, il 7 giugno 1981,
viene rinvenuto un cadavere ,ucciso
con alcuni colpi di pistola, a Torre
delle stelle, una località turistica
che si trova sulla strada costiera fra
Cagliari e Villasimius.
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PANORAMICA SINISTRA-DESTRA:
litoranea da lontano, ed
immagine satellitare con
localizzazione.
VOICE OVER
Si tratta di Giovanni Battista
Marongiu, pregiudicato per piccoli
reati e sicuramente in contatto con
alcuni ambienti criminali ben noti,
fra qui quello dello spaccio di
eroina. Le indagini fra confidenti
e suoi conoscenti portano subito
all’interrogatorio di Sergio Piras, un
personaggio quantomeno singolare, che
si fa chiamare Avvocato, ma in realtà è
un professore di Francese in una scuola
superiore cittadina. E’ stato visto
spesso in compagnia dell’assassinato,
soprattutto di recente. E Sergio
Piras parla di buon grado, racconta
dei particolari, dichiara di essere
a conoscenza di molti fatti che
riguardano la morte del suo ex amico.
Già dal suo primo interrogatorio la
sua posizione passa da quella di
teste a quella di indiziato in un
caso di omicidio. A questo punto,
per verbalizzare le sue dichiarazioni
serve un avvocato. E’ tarda notte
ormai, vengono contattati alcuni
professionisti e, per un caso beffardo,
Paradossalmente solo l’avvocato Aldo
Marongiu, un noto e stimato penalista,
, risponde alla chiamata. Ora il
sospettato può parlare . Gli avevano
detto che si trattava di un collega,
non si sarebbe mai recato in questura
sennò quella notte.. oltre il danno la
beffa. Di lì a poco verrà trascinato,
insieme ad altri suoi colleghi, nel
turbine delle dichiarazioni di Piras
e di altri personaggi, dando il via
ad incubo che gli costò due anni di
carcerazione preventiva ed una ferita
che lo segnò per il resto della sua
vita.
E’ proprio dalle sue dichiarazioni e
confessioni che prende il via la nostra
intricata e tormentata vicenda.
VIDEO AUDIO
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PANORAMICA UP-DOWN: a fine
panoramica, grafica : I
PENTITI
(dissolvenza al nero)
VOICE OVER
8 giugno : Sergio Piras ha molto da
raccontare, a quanto pare, e non
solo sull’omicidio di Marongiu. Si
dichiara "pentito". E’ disposto a
rivelare quello che sa sull’omicidio
e su altri clamorosi fatti criminali.
Vuole protezione, teme per la sua
incolumità, e sa che lo status di
pentito gli garantirà un trattamento
di riguardo da parte dei magistrati
inquirenti. Arriverà anche a scrivere
più volte al quotidiano l’Unione
Sarda, con importanti ed esclusive
dichiarazioni che avranno un effetto
dirompente sull’opinione pubblica.
Sulle prime la sua collaborazione è
incerta, cambia più volte la versione
dei fatti. La sua è comunque sempre
una conoscenza indiretta. In tutte le
sue dichiarazioni infatti riferirà di
confidenze fatte da altri, e per la
maggior parte dei casi questo sarà più
che sufficente come prova a carico per
i magistrti inquirenti.
ma procediamo con ordine :
Nella prima fase delle sue
dichiarazioni, Piras fa i nomi di
alcune persone, secondo lui legate
fra loro da affari di droga e
piccole estorsioni, che hanno
ucciso Marongiu per questioni
legate allo spaccio e per vendetta.
In seguito a queste dichiarazioni
si effettuano alcuni arresti.
Singolare ed emblematico l’episodio
dell’ interrogatorio del sosituto
procuratore Marchi, alla presenza
dell’avv. Marongiu, durante il
quale Piras fa una repentina marcia
indietro, ritrattando tutto. Al
termine dell’interrogatorio il
magistrato confermerà comunque l’
arresto e le accuse anche nei
cofronti di Piras. Nel frattempo
altri elementi emergono dalle
indagini di polizia, viene anche
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6
ritrovata l’auto di GB Marongiu.
Dopo un paio di mesi, in agosto,
Scriverà un memoriale al
quotidiano L’Unione Sarda, dove
sostanzialemnte ritratta le sue
accuse ne confronti dei presunti "
assassini ".Viene istruita
l’inchieata ed il caso viene
affidato al giudice istruttore Bova
ed sl PM Basilone. che interrogano
Piras il
29 settembre in carcere : dopo un
confronto con gli altri imputati da
lui accusati dove Piras sembra fare
marcia indietro rispetto alle
accuse mosse finora, i magistrati
decidono di "portare Piras a
conoscenza di quanto l’istruttoria
aveva acquisito", come si può
leggere nelle motivazioni della
sentenza di Corte d’Appello. Dopo
questa iniziativa dei magistrati,
magicamente Piras inverte
nuovamente la rotta, ed è pronto
per la sua eslosiva dichiarazione
finale : Ha delle importanti
rivelazioni sulla scomparsa
dell’avvocato Manuella. Premette di
avere deciso di voler dire tutta la
verità , fino ad allora il segreto
professionale glielo aveva
impedito. La sua "funzione" di
consulente legale degli interessati
non gli aveva consentito una
condotta uniforme fino ad allora.
Detto questo,oltre alle persone già
da lui accusate, Piras coinvolge
molte altre persone, tutte facenti
parte di un grosso traffico di
eroina, che vedeva coinvlolto
pesantemente anche l’avvocato
Gianfranco Manuella.
E’ proprio per un motivo legato al
traffico di eroina, uno sgarro, che
Manuella è stato ucciso, dalle
stesse persone che dopo uccideranno
anche Marongiu. Piras dichiara
addirittura di sapere dove sia
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stato occultato il cadavere, presso
la Tavernetta in località Campu
Omu, ad una trentina di chilometri
da Cagliari, ai piedi dei
Settefratelli. Dietro ai due
omicidi ci sarebbe una stesso
gruppo criminale, guidato da un
certo Giuseppe Paderi, già
ricercato dalle forze dell’ordine
per una rapina al ristorante "Sa
Barracca", ed in quel momento
latitante.
PANORAMICA DESTRA-SINISTRA:
inquadratura da lontano dei
settfratelli
VOICE OVER
L’eco sulla stampa fu grande, le
ricerche furono condotte in grande
stile, ma di Gianfranco Manuella o del
suo cadavere non fu rinvenuta nessuna
traccia. In seguito Piras itratterà
circa il luogo del seppeliimento,
indicando diversi altri luoghi in
tempi diversi . Sembra che avesse preso
alla lettera il detto che la verità
non è mai una sola, concendendosi la
possibilità di illustrarne diverse
anche su un fatto così importante
per una persona che dichiara di aver
assistito ad un omicidio.
PANORAMICA UP-DOWN: tribunale VOICE OVER
I magistrati comunque, nonostante le
contraddizioni, dimostrano di credergli
senza troppi dubbi. Grazie a a queste
dichiarazioni, tornano in carcere
praticamente tutte le persone arrestate
nei primi momenti successivi alla
sparizione di Manuella, stavolta con un
accusa ben più grave della precedente
falsa testimonianza. Facevano tutti
parte di un grosso "giro" di spaccio di
eroina con collegamenti in varie città
del nord Italia.
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CAMPO LUNGO: tribunale : I
PENTITI
(grafica)
Ottobre 1981 : viene arrestato a
Modena Pino Pesarin,un eroinomane
molto legato a Giovanni Battista
Marongiu. Sicuramente sa molte
cose sulla sua uccisione. La sua
cattura mette in agitazione un altro
controverso personaggio, un certo Marco
Marroccu, arrestato nell’ambito di una
inchiesta su di una rapina/estorsione
al ristorante "Sa Barracca", la stessa
inchiesta per la quale Paderi, accusato
da Piras dell’omicidio di Marongiu, si
era dato alla macchia. 3 Novembre In
quel momento si occupa dell’inchiesta
il PM Walter Basilone, che ottiene da
Pesarin una confessione importante :
è lui che ha ucciso Giovanni Battista
Marongiu, i precedenti accusati non
c’entrano nulla, neanche Piras. Questa
confessione inoltre mette in forte
discussione prprio il nocciolo stesso
delle dichiarazioni di Sergio Piras.
Nello stesso momento Marco Marroccu,
che teme di essere coinvolto dalle
dichiarazioni di Pesarin , fa di
tutto per attirare l’attenzione dei
magistrati inquirenti, arriva anche
a simulare il suicidio, e scrive
al procuratore generale Giuseppe
Villa Santa che vuole collaborare,
raccontare quello che sa. Questo
meccanismo perverso di paura e
pentimento interessato ad ottenere
un trattamento di favore da parte dei
magistrati inquirenti, è probabilmente
il motore che alimenta le successive
dichiarazioni dei due personaggi.
Anche Marroccu si dichiara guardacaso
" pentito" e pronto a collaborare, e
conferma la confessione di Pesarin In
quel momento il guidice istruttore
Bova si trovava di fronte a delle
dichiarazioni contraddittorie ripetto a
quelle a cui aveva dato credito insieme
al PM Altieri in un l’altra inchesta,
da cui partiva il collegamento
fra i due casi Manuella-Marongiu.
Incredibilmente, solo dopo poche ore,
Marroccu cambia drasticamente la sua
versione, e non di poco : dichiara
di essere stato indotto a dare una
falsa versione dall’avvocato penalista
Giampaolo Secci, un professionista
giovane ma apprezzato. L’avvocato
Secci ha una forte amicizia con il
PM Basilone, fino poco prima titolare
dell’inchiesta sull’omicidio Marongiu.
Questi collegamenti personali fra
le persone coinvolte nella vicenda,
rivelano un clima conflittuale ed un
sottobosco di sospetti che già dai
primi momenti della nostra vicenda
si insinua in seno alla procura
stessa. Di fatto Marroccu conferma la
versione di Sergio Piras, e consente
l’unificazione delle due vicende
processuali Marongiu/Manuella.In
questa occasione Marroccu fa trapelare
le prime accuse nei confronti
dell’avvocato Aldo Marongiu, difensore
di Sergio Piras. Verso fine novembre
,il 26 pre la precisione, anche
Pesarin si adegua alle dichiarazioni di
Marroccu e conferma il coinvolgimento
dell’avvocato Secci nella costruzione
delle false confessioni e ne lgiro di
droga. Il giorno dopo ,viene arrestato
l’avvocato Secci, che viene coinvolto
per primo in un incubo che gli costerà
almeno due anni di carcerazione
preventiva.
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CARELLO AVANTI: macchina a
mano. un lungo corridoio
VOICE OVER
28 novemnbre : Marroccu, subito dopo la
sua confessione, ritratta nuovamente
tutte le accuse, ed anche Pesarin
ritratta. Questo ulteriore cambio di
versione però non ha nessun effetto,
l’avvocato Secci rimane in carcere.E il
primo dicembre, e Marroccu, pungolato
daai magistrati inquirenti, come da
copione, dichiara di volere finalmente
"dire la verità" : ripropone le accuse
all’avvocato Secci, coinvolge molte
altre persone in un letale miscuglio
di fatti e persone, delinando un
orizzonte criminale del gruppo dedito
allo spaccio che si estende anche ad
alcuni professionisti e commercianti
cagliaritani fornisce alcuni riscontri
su fatti collaterali, ma verificabili,
e lancia nuove e pesantissima accuse
nei confronti dell’Avvocato Aldo
Marongiu, indicato come mente occulta
e mandante della banda criminale, e
coinvolge anche i suoi colleghi di
studio : l’ avvocato Sergio Viana che
viene indicato come autore materiale
dell’omicidio di Manuella, ed il
praticante dello studio, Bepi Podda,
relegato al ruolo di "galoppino" per
estorcere quelle che verranno assunte
da ora in poi come "false confessioni"
dagli inquirenti.
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CARELLO INDIETRO: macchina a
mano, un corridoio buio.
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Già da tempo circolavano acune voci
negli ambienti giudiziari, voci che
testimoniano un clima pesante anche
all’interno della procura stessa,come
abbiamo già detto. Le voci sui sospetti
si estendono anche a qualche magistrato
come il sostituto Basilone, ed altri
inquirenti fra cui anche un capitano
dei carabinieri. Si parla anche del
coivolgimento di alcuni avvocati.
Sergio Piras, interrogato il 2 dicembre
subito dopo Marroccu, aduega le
sue dichiarazioni a quelle dei due
neo pentiti.Per Gli avvocati Aldo
Marongiu, Sergio Viana e Bepi Podda
si aprono le porte del terribile
carcere di Buoncamino a Cagliari. E’
ufficialmente l’inizio di un lungo
incubo che durerà circa due anni
solo di carcerazione preventiva, fino
alla prima senteza in Corte d’Assise.
E’ il momento più duro di tutta la
loro vita, soprattutto per chi come
professione ha scelto di difendere la
libertà ed il diritto. Incastrati da
dichiarazioni non verificate, e spesso
quasi suggerite dagli inquirenti,
dovranno aspettare molto tempo prima
di venire completamente scagionati da
tutte le accuse mosse contro di loro.
Il momento del loro arresto segna
l’inizio di una profonda frattura,
un vero e proprio braccio di ferro
fra avvocatura e magistratura, che
vedrà contrapposti i magistrati
inquirenti Altieri e Bova,
spalleggiati dal procuratore
Villasanta, alla componente più
importante ed in vista
dell’avvocatura cittadina impegnata
nelle vicende di rilevanza penale.
L’avvocato Aldo Marongiu, come
anche l’avvocato Secci, godeva
infatti di stima e considerazione
da parte di molti, era una persona
genericamente ritenuta integerrima,
anche all’interno della procura e
della questura stessi. Il suo
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studio era spesso il luogo di
incontro di importanti figure,
magistrati, esponenti di alto grado
della polizia. Era coinvolto
professionalmente in procedimenti
molto delicati quali quelli dei ben
noti "sequestri" dell anonima
sarda. Fu un fatto di straordinaria
gravità che fosse ritenuto ora il
crocevia di un importante traffico
di eroina, coinvolto con personaggi
di bassa lega in affari gravissimi.
Il fatto in sè costituiva un evento
senza precendenti.
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PANORAMICA UP-DOWN: tribunale
di cagliari
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Gli imputati Dovranno aspettare un anno
prima che venga costituita la corte che
farà il processo. In questo frattempo,
vengono raccolti alcuni elementi
che dovrebbero porre molti dubbi
sulla veridicità delle affermazioni
dei pentiti. In particolare alcune
affermazioni fatte da una conoscente
di Piras , secondo la quale il pentito
si trovava cone lei quel 22 aprile,
e non poteva quindi aver assistito
all’omicidio dell’avvocato Manuella,
e men che meno all’occultamento del suo
cadavere. Ma i magistrati inquirenti
tralasciano questi importanti riscontri
negativi e rinviano a giudizio tutte
le persone coinvolte dai tre, ed
ormai si tratta di una quarantina di
persone, coinvolte a vario titolo e
con vari di gradi di colpevolezza . Le
posizioni più pesanti rimangono quelle
dei quattro avvocati, considerati la
"testa" dell’organizzazione criminale.
Non sappiamo se i magistrati fossero
mossi da "pregiudizi" personali
nei confronti delgi indagati, o se
semplicemente si affezionarono alla
loro tesi accusatoria, E francamente
questo è irrilevante ai fini delle
nostre considerazioni. Sta di fatto
che tralasciarono ogni verifica delle
dichiarazioni dei tre pentiti, e si
preoccuparono più che altro di farle
coincidere fra loro per poter procedere
agli arresti e con la istruzione del
processo. C’è da considerare che questo
è stato possibile anche grazie al
vecchio codice di procedura penale,
che permetteva l’arresto preventivo in
fase istruttoria da parte del Giudice
Istruttore, per alcuni reati come
l’omicidio anche senza limiti di tempo.
Mai come in questo caso gli imputati
venivano posti di fronte alle loro
presunte responsabilità senza nessuna
garanzia.
VOICE OVER
Durante questo interminabile e
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terribile periodo, i quattro
avvocati vissero innumerevoli
momenti di angoscia , grazie anche
al clima di sospetto e in alcuni
casi di vero e proprio terrore che
si era insnuato fino ad arrivare
dentro il carcere stesso. Aldo
Marongiu e Sergio Viana cercarono
di rimanere il più possibile
lucidi, professionali, per cercare
di individuare riscontri a loro
favore, ma anche per tenerli in
serbo per il momento giusto. Il
coinvolgimento di tanti imputati ,
anche di alcuni secondini ed altri
carcerati, rischiava di intorbidire
uteriormente le acque a loro
sfavore, ogni elemento raccolto
sarebbe stato gelosamente custodito
fno al momento più idoneo.
PANORAMICA UP-DOWN: tribunale
di cagliari
VOICE OVER
il 10 marzo 1983 si apre il processo
in Assise. Il collegio giudicante,
viene scelto dopo un intenso dibattito
all’interno della magistratura
giudicante; ( molti fra loro
conoscevano e stimavano gli imputati
principali ). Non si può omettere
che la vicenda causò un notevole
dibattito all’nterno della magistratura
stessa, non tutti condividevano come
era stata condotta l’inchiesta. Si
decide per il dottor Marco Onnis
come presidente e a latere il dottor
Gianluigi Ferrero, conosciuti e stimati
per la loro correttezza, meticolosità
ed imparzialità. Saranno loro l’unica
garanzia per gli imputati ad avere un
giusto processo. E’ un evento mediatico
di straordinaria rilevanza, tutti i
più importanti quotidiani dedicano i
loro titoli di apertura per quello che
viene definito : "un processo senza
precedenti""Eroina e tre omicidi, 41
imputati fra cui cinque avvocati""Una
storia di driga e di sangue" per citare
i titoli più sensazionalistici.
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E’ giunto il momento di ascoltare i
protagonisti
MASTER: materiale di
repertorio relativo al
processo.
Pag. 286 sentenza d’appello
...per chi non abbia la mente
offuscata da pregiudizi è
inverosimile che Marrocu, dopo
essersi dato tanto da fare e avere
anche simulato un finto suicidio
per poter, secondo quanto poi
affermato, contribuire alla
suddetta manovra, abbia poi mandato
tutto in fumo per un crollo
psicologico, che sarebbe stato
provocato da un obiezione assai
banale [...] ma il giudice
istruttore non rilevò tale
inverosimiglianza, intuibilmente
perché già convinto che in
precedenza il teste avesse deposto
il falso. Così la Corte d’Appello
sulle dichiarazioni dei pentiti (in
particolare Marrocu) che tirano in
ballo gli avvocati. La frase può
essere utile per l’espressione la
mente offuscata da pregiudizi,
evidentemente riferita agli
inquirenti. Pag. 287 sentenza
d’appello ...evidentemente anche
il Marrocu si rese conto
dell’orientamento degli inquirenti,
che per lui era assai vantaggioso e
prontamente si adeguò ad esso...
Pag. 320 Si è desunta la
fondatezza dell’accusa dalle
coincidenze esistenti tra le
dichiarazioni del Marrocu, del
Piras e del Pesarin, mentre esse
non sono affatto significative,
perché ciascuno dei tre menzionati
imputati, prima di confermare le
circostanze riferite da uno degli
altri due venne sempre informato di
VIDEO AUDIO
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essa Considerazione rilevante
perché spiega come abbiano fatto i
pentiti a rendere dichiarazioni
concordanti (cioè perché sempre
informati preventivamente delle
dichiarazioni degli altri)