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FLAVIO

CAROLI

STORIA DELLA
FISIOGNOMICA

ARTE E PSICOLOGIA
DA LEONARDO A FREUD

( Riassunti del testo )


IL CINQUECENTO
'Un uomo può fare ciò che vuole purché lo voglia' L.B.Alberti - Frase in accordo con la cultura
figurativa del '400 in cui l'uomo con pupilla ferma, orgogliosa ed autocentrante padroneggia il visibile
tra XV e XVI sec. ( il metodo prospettico è un simbolo dell'acquisto di possesso del mondo esteriore)
CRISI si mette in discussione la frase dell'Alberti, lo sguardo umano è più introflesso e
meditabondo.
Nasce la fisiognomica dagli studi dei "Moti dell'anima" si modifica la storia dell'arte. In questo
passaggio di secolo si smette di interessarsi al moto del visibile per rivolgersi all'invisibile ! sino alla
contemporaneità ('700).
Strumento privilegiato per il passaggio è la pittura (espressione del visibile); Leonardo è uno
scopritore di questo continente sconosciuto già nel Trattato di Pittura anticipa il concetto d'inconscio
freudiano esistono dei moti d'animo involontari, incoscienti, che si attuano senza essere pensati
prima che arrivino allo stato razionale.
Giunge alla teorizzazione dei 'moti dell'anima' affiancati da una serie di disegni. Parte dalla
fisiognomica classica, ma con un salto verso la scienza empirica e sperimentale.
ERRORE = partire dalle teorie di Lombroso e andare a ritroso!

La fisiognomica è importante perché si identifica con la storia della psicologia; usa la pittura per
tracciare le linee del pensiero visivo occidentale. Psicologia- Teoria artistica.

Leonardo '500 '600 '700 Romanticismo '800 '900

'500 Leonardo
pensiero =insegue la razionalità. Si interessa dell'inconscio e definisce la
follia(anormalità).
'600 divaricazione <
arte = cerca la bellezza, classicità, equilibrio, ignora il lato oscuro.
'700 la coscienza però continua ad esserci e la forbice si restringe ancora, ma senza la magia del '500
( es. romanza realistica). Si rimane legati per lo più a singoli artisti. Nasce il personaggio (in
pittura, letteratura, teatro,…) l'eroe del pensiero espressivo.
Romanticismo: simbiosi e conflagrazione ancora con magia.
'800 grande alternarsi e legarsi la fisiognomica ha fortuna vastissima.
'900 Freud e l'interpretazione dei sogni colonne d'Ercole. Per tutto il secolo arte e psicanalisi
convivono in una sola linea.

Leonardo : in principio c'è analogia tra corpo umano e struttura del cosmo. La forza che guida il
mondo è più psichica che fisica e si addentra in ciò che si vede e non si vede.
L'uomo (macchina universale) va smontato perché la fisiologia spiega la dinamica espressiva; cioè si
può capire come i sentimenti minavano e condizionavano la vita del corpo.
Non crede alle superstizioni della fisiognomica classica:
se molti avessero visto gli scritti di Leonardo avrebbero evitato la Trattatistica che per quattro
secoli usa con scarsa credibilità la lettura dei segni corporei senza 'scientificità razionale'
(solo profili).
La Fisiognomica è strettamente legata con la Fisiologia dei lineamenti avrà conseguenze in pittura
con Leonardo che aggiudica all'occhio i moti della coscienza nasce la teoria dell'occhio, cioè della
pittura come "finestra dell'anima".

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Bramantino "La Pietà" per moti dell'animo, vengono raccolti da Lucolo Dell'Arta in un gruppo di
ceramiche. Sembrano caldi alle persone.

Si presuppone esistesse un Trattato di Fisiognomica di Leonardo che si presuppone ben noto nel 1500
specie in area spagnola. Oggi se ne è persa traccia. Se fosse esistito sicuramente ha influenzato
Guarico, Achillini, Della Rocca.

Guarico Pomponio (1481-1530) ne "De Sculptura" 1504, dedica un capitolo alla fisiognomica;
riprende con qualche differenza il Trattato di Adamanzio, quindi la fisiognomica classica continua
ignorando Leonardo!
La scultura è un'arte di rappresentazione del corpo umano. La base scientifica deve però comprendere i
principi delle proporzioni, della simmetria e della prospettiva; studiare monumento, anatomia ed
espressione.
La scienza fisiognomica è fondamentale e basata su osservazioni di regole precise. Inoltre spesso si
scolpiscono personaggi dell'antichità dei quali si hanno sole descrizioni caratteriali.
Molto importante è l'analisi degli occhi e poi tutto il corpo (da testa a piedi). Spesso questi trattati
hanno un forte margine di approssimazione.
Bologna inizio secolo clima creativo (Achillini, Della Rocca Cocles).

Achillini Alessandro (1463-1512) filosofo e famoso interprete di Aristotele, appassionato da medicina


e scienze occulte, scrive molte opere sul 'sistema artistico', opere mediche e altri scritti, che, forse,
andavano raccolti in un libro di anatomia umana.
"Secretum Secretorum" libro di fisiognomica.
Altro libro (premessa del trattato del Cocles) è una trattazione speculativa teorica. E' convinto
dell'autonomia tra fisica, medicina e fisionomia, che se riconosce influenza. E' necessario che il
medico si occupi della salute dell'anima. Non legittima scientificamente chiromanzia e fisionomia
la classifica come scienza a posteriori, cioè dopo fisica e medicina. Non considera infallibile
l'astrologia. La fisionomia è solo influenza di scienze astrali.
Giudizio astrologico e fisiognomico sono necessari e non assoluti, comunque per lo più.

Bartolomeo Della Rocca Cocles ( 1467) si laurea in medicina e chirurgia, ma il suo interesse è per
l'astrologia e gli oroscopi (pare che azzecchi).
Cocles = scontroso, rozzo dovuto alla sua imbarazzante franchezza.
Pubblica un "Trattato di fisiognomica e cartomanzia" in traduzione di Achillini nel 1503-4, negli stessi
mesi di Guarica, ma senza conoscere Adamanzio.
"Chyromantic ac Physionomie Anastasis" è la sua opera capitale, conosce molte ristampe ed è molto
famoso. È in sei libri:
1. Principi generali di fisiognomica;
2. Dialogo che pone 19 questioni sulle varie parti del corpo;
3. Fisionomia dei pianeti;
4. Principi generali di chiromanzia;
5. Riassume idee di Pietro D'Abano con considerevoli aggiunte dello stesso Cocles
6. Zibaldone enciclopedico che contiene ricordi autobiografici, descrizioni di personaggi storici,
ricette medicinali, operazioni,…è incluso nell' Index Librorum Prohibitorum dal 1554 con
condanna dell'autore nella Bolla emessa da Sisto V nel 1590.
Es. volto dal temperamento cattivo = di chi beve e mangia malsano
Nella sua teoria, in accordo con Achillini, anche se più pratico e didattico, tra corpo (soggetto a
influenze astrali) e anima intellettiva (che ne risente meno).
L'astrologia è, comunque, fondamentale, non si può essere buoni fisionomisti se non si conoscono
astronomia e medicina.

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Questi studi vanno inseriti nel momento in cui si riconosce la 'follia' cioè l'oscuro psichico. Questa
idea entra in pittura e in letteratura.
Leonardo: per lui la pittura è l'arte per eccellenza, è convinto che la pittura deve rappresentare ciò che
sta dentro l'uomo; speso è ispirato dal teatro (le rappresentazioni).
"Testa di uomo urlante" può essere pensata come l'aggancio tra consapevolezza antica della follia e
studi fisiognomici (1503-1505). Questo studio è un risultato assai maturo sulle riflessioni
fisiognomiche. Poca materia che trattiene l'insensatezza, la violenza e la follia del mondo
'Farai le figure in tale atto, il quale sia sufficiente a dimostrare
quello che la figura ha nell'anima; altrimenti la tua arte non sarà laudabile'.
Vuole infondere volontà di potenza alla sua creatura. È una forza, energia, che muove tutto, che
desidera vincere, uccidere il suo contrasto, si rivolge contro di sé; ma alla fine del ciclo, non senza
malinconia, vincendo se stessa si uccide concetto di autoviolenza, è la psicologia a nuocere.

Sebastian Brant (1457-1521) "La nave dei folli" (1494)


'Noi portiamo la peste' Freud : è lo stesso sentimento che può avere provato Leonardo all'arrivo a
Venezia dove incontra Giorgione.
Giorgione è lo sconvolgitore del ritratto dell'uomo moderno: un ritratto complesso, descrive con le
pose della melanconia -melanos -mero 1° stadio della conoscenza alchemica e dei poeti della
creatività.
Incontra Leonardo e la rappresentazione umana di G. non è forse casuale. La maturazione di G.
avviene proprio nel periodo dell'incontro.
Entrambi 'discutono' sull'applicazione della fisiognomica:
nuovi elementi - luce nera che illumina il volto
- espressività
- rappresentazione dell'insicurezza dell'uomo moderno.
"Profilo di Vecchia" (Leonardo) fatto prima di lasciare Milano per Venezia: è probabile che l'avesse
con sé e G. l'abbia vista!
"Ritratto di vecchia" (Giorgione) , rinuncia all'energia diabolica di Leonardo.
I sentimenti sono sprofondati nell'aura malinconica di una caducità dell'essere: sintonia col
decadimento fisico, col tempo, ma resta il fatto che questa maturazione tecnica non si sarebbe potuta
fare senza la tecnica dei moti dell'anima di Leonardo.

Lorenzo Lotto ( 1480 ca-1556) . Nel 1500 a Treviso da De' Rossi. Lotto Ha 20 anni ed è affermato, la
pittura è profonda.
È l'altro precursore del ritratto psicologico cinquecentesco e forse l'altro artista a capire le aperture di
Leonardo. Non si sa se si sono incontrati, ma un quadro dalla forte e sconfinata complessità
psicologica come "Ritratto del vescovo Bernardo De' Rossi" non può essere solo un percorso parallelo,
data anche la sua giovane età.
Un 2° possibile incontro si può forse avere in Lombardia; "Ritratto di Agostino, Giovanni e Niccolò
Della Torre"( 1515 -BG- ); infatti Leonardo dissezionava cadaveri con Marcantonio Della Torre (forse
parenti) al fine di applicare gli studi anatomici alle ricerche sui moti dell'animo.
Lotto anticipa nei suoi lavori una analisi psicologica del personaggio, va oltre il centrismo dell'uomo
dell'Umanesimo e l'obiettivo è puntato sulla sconfinata complessità interiore. Suo intuito fu l'aver
intuito il groviglio psichico intrinseco all'esistenza stessa dell'individuo. Lo stesso groviglio che ha
creato nel '600-'700 il personaggio fino alla disgregazione centripeta Novecentesca fino alla
psicanalisi.

Gerolamo Savoldo (1480 ca.- dopo 1548) opera sempre nell'area lombardo-veneta . Eredita la
malinconia, capacità di figure sognanti.
"Maddalena" quadro molto bello di introspezione.

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Savoldo è un personaggio fondamentale per la fisiognomica, è anche un uomo estremamente
tormentato! Lavora vicino al Lotto.
- Tramonto tra i più sublimi;
- Manto d'argento che avvolge la figura lasciando solo il volto;
- È uno dei volti più complessi, sfuggenti e contraddittori che siano mai stati fatti: vanità macerata;
ricordo preciso di antiche capacità seduttive; sguardo di chi si vieta di attrarre qualcuno; fa capire
che l'amore è ormai solo per Gesù Cristo e non per gli uomini.

Dopo la diffusione del Trattato del Cocles nei decenni al centro del '500, si producono molti trattati più
o meno organicamente dedicati alla fisiognomica: influenzando ogni branca della cultura e spt. Il
pensiero figurativo. Per lo più i testi sono farraginosi e ripetitivi.

Johannes de Indagine ( 1415-1475) " Introductiones apotelesmaticate" molto popolare grazie


anche alla combinazione di astrologia, fisiognomica, chiromanzia con alcuni riferimenti alla
partigianeria protestante ( per questo apprezzato al di là delle Alpi ).
Libro molto poco originale, anche le illustrazioni sono sempre le stesse. Verrà tradotto in tedesco,
francese, inglese fino alla fine del '600 ( Cartesio e Charles Le Brun lo conosceranno).

Guglielmo Grataroli (1516-1568) scrive un opuscolo di fisiognomica. È medico e fisico che si ritira
a Basilea per motivi religiosi.
Il Trattato è molto versatile ,ma l'approfondimento è trascurabile specie la parte sulla fisiognomica è
piena solo di luoghi comuni già divulgati.
Nel mondo medico le manifestazioni del delirio e della follia sono per lo più attribuite a cause
diaboliche e ciò blocca lo sviluppo.

Giovan Battista De Monte (1498-1551) si applica allo studio della malinconia e costatiamo come il
sapere magico e alchemico si accanisca contro anche a nuovi campi di esplorazione alla medicina,
tentando di curarla con bagni e salassi (D rer 1471-1528, Melanconia I, 1514)

Felix Platter (1536-1614) elabora una classificazione della psicosi ( confermandone l'origine
soprannaturale)
- Fragilità di spirito;
- Perdita di conoscenza (come apoplettico, epilessia …);
- Confusione mentale;
- Fasi maniacali.

Juan Luis Vives (1492-1540) "De anima et vita" (1538).


E' un umanista spagnolo. I moti dell'anima vengono sottoposti a una disanima sistematica. In generale
sostiene che l'impulso profondo è sempre differenziato e si fonda sul risentimento: Il Trattato si
innesca bene sulla trattazione leonardesca e descrive molto bene i moti dell'anima.
C'è un taglio analitico che sembra quasi già Seicentesco ( Cartesio, Spinoza) e certamente precorre
l'idea di una psicologia intesa come scienza autonoma.

Michelangelo Biondo (1497-1565)


Convivenza tra interessi medici, pittorici e fisiognomici. Il suo Trattato di fisiognomica è ancora tipico
e le sue idee sono ancora pregne di astrologia , ma oltre che descrivere al solito viso e corpo si occupa
anche degli organi interni, polmoni, ventricolo, fegato, lingua, utero.

Giuntini (1523-1590) Trattato del 1548, corredato da molti disegni e ha ancora per tema la
chiromanzia e la fisiognomica. Sostiene che ogni affermazione nel testo è desunta da una attenta
indagine sperimentata (prefigurazione dei nuovi metodi della scienza sperimentale).

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Spiega come analizzare le fisionomie: bisogna conoscere il significato di tutti i segni, in seguito va
analizzata la loro maggiore o minore efficacia; infine bisogna considerare l'insieme dei segni.
L'analogia fra uomo e animale è un topos costante , l'uomo può avere caratteri di animali perché egli è
complicato e simulatore. L'animale no perché non sa fingere.

Per lungo tempo la trattatistica si è dimostrata sorda ai suggerimenti di Leonardo.

Tracce di forzata convivenza fra anima e corpo si hanno anche in Michelangelo Buonarroti (1475-
1564) non molto lontano dalle attitudini empiriche di Leonardo.
Anche Vasari (1511-1574) non affronta mai figurativamente il tema delle fisionomie.
Solo nelle due edizioni di "Vite", 1550-1568, egli diviene vivace narratore di anomalie psichiche di
alcuni famosi personaggi. La sua 'sordità' può essere dovuta alla condizione 'anti-leonardesca' del clan
di Michelangelo.
L'allusione più esplicita ai moti dell'anima è nella descrizione del Giudizio di Michelangelo (vedi
"Lunetta di Eleazar-Mathan", Cappella Sistina).

Gerolamo Cordano (1501- ), figlio di Fazio, amico di Leonardo, contattato per questioni
geometriche. Figlio illegittimo di un amico e collaboratore di Leonardo; ha molti interessi che non si
limitano alla medicina: coltiva infatti filosofia naturale, sogni, astrologia,…
Viene inquisiti ed è costretto ad abiurare.
"De Subtilitate", 1534, è l'opera più completa per sottolineare il suo carattere arcano, sostiene che
gli siano stati dettati in sogno tutti i suoi trattati.
Opera più fisiognomica è "Metoposcopia", Parigi 1658, in cui tratta il rapporto anima / corpo.
Nelle descrizioni di sé tocca apici di autoanalisi di sapore dostoevskiano.
Metoposcopia = scienza che è parte principale della fisiognomica e si sforza di predire il futuro
attraverso l'ispezione sia della faccia frontale sia della sua lunghezza e delle sue diverse linee e i
marchi naturali.
Pratica, cioè, divinatoria che rimane nel pensiero rinascimentale e medievale (dottrina delle segnature).
Si leggono i segni sul volto e si relazionano tra loro e il carattere, la forza che hanno. Spetta ai pianeti
imprimere il marchio. La chiromanzia fa lo stesso decifrando la mano.
La Metoposcopia riscuote buon successo malgrado Papa Sisto V e la Bolla del 1586 che vieta le
pratiche divinatorie.

Jacopo Pontormo (1494-1556)


"Ritratti di Cosimo il Vecchio", poco prima del 1520. Strepitoso esempio delle riflessioni
fisiognomiche maturate nell'ambito della cultura fiorentina. Formidabile saggio di ritrattistica
introspettiva. Comincia ad affrontare uno specifico status sociale per rilanciare le modalità espressive e
i tormenti di pittura moderna e verso la costruzione psicologica del personaggio.
Tema del dipinto è il potere = rapporto uomo/potere. È come se questo ritratto rispecchiasse "Il
Principe" del Machiavelli stessi tormenti, stesso cinismo, orgoglio e consapevolezza che la natura
umana è quella che è e necessita di comando, di severità anche con dolore del Principe. Testa reclinata
sulle proprie responsabilità.
Il difetto dell'indice tradisce la contrattura intima del personaggio. Il ritratto è come se introducesse la
tragedia classica e psicologica di Shakespeare, Corneille e Racine.

FISIOGNOMICA : PSICOLOGIA = ALCHIMIA : CHIMICA

Tiziano (1490-1576). Parte da una nota di colore e crea un tono tipicamente Veneziano al ritratto
fisiognomico del '500.
Inizialmente è lontano dalla teoria della fisiognomica a differenza del suo maestro Giorgione.
Conseguenza ravvicinata della angolazione espressiva di Pontormo è rintracciabile in:

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"Ritratto di Paolo III con i nipoti Alessandro e Ottavio Farnese" 1546 ; rapporto col teatro, cioè
fa della pittura un teatro 1° contatto con la fisiognomica. Alessandro Farnese, il cardinale viene
rappresentato in modo viscido (come era in realtà). Il Papa è stranamente rappresentato vecchio (di
norma giovane) ma è intelligente, sospettoso. Queste tre figure sono già recitazione, dialogo nelle
stanze in cui si decide del mondo. La fisionomia fa parlare le diverse azioni interiori.
"Allegoria della prudenza" , 1566. Tiziano è legato all'aspetto zoomorfo della fisiognomica 'dal
passato il presente impera ad agire prudentemente per non guastare il futuro' messe in modo che
passato presente e futuro siano sopra le teste:
Lupo / vecchio = MEMORIA lupo rapisce i ricordi come prede
Leone / adulto = INTELLIGENZA leone fulmineo e violento le tre facce
Cane / giovane = PREVIDENZA accarezza speranze future rispecchiano i tratti

Sofonisba Anguissola (1535 ca.- 1625)


Giovane cremonese, di famiglia di media borghesia, che, poco più che ventenne fa un disegno il cui
destino è incredibile e imprevedibile.
"Fanciullo morso da un gambero" 1555, è l'unico punto di contatto umano tra Michelangelo Buonarroti
e Caravaggio:
Michelangelo vede lo schizzo e ne intuisce l'eccezionalità, viene colpito dalla scossa elettrica del
dolore sul volto del fanciullo, chiese dei disegni che fa colorare dalla figlia.
Caravaggio copia l'idea.
Per la prima volta nella storia della pittura si rappresenta l'istante! Solo quando il dolore del morso si
trasmette lancinante al viso, (base dell'espressionismo), c'è l'urlo !

Caravaggio ( 1571-1610). Matrice lombarda.


"Fanciullo morso da un ramarro": due versioni, un'idea quasi espressionista di Sofonisba Anguissola fa
molta strada.
È il traghettatore della pittura tra '500 e '600. Moto d'amore, bocca urlante in una placenta illuministica
ormai vera, realistica, ambientale.
La pittura marcia verso la verità, verso una complessità inscindibile di realtà esteriori e psicologiche. I
moti dell'anima di Leonardo sono disciolti nell'atmosfera, da qui avremo due filoni:
- via razionale '600
- via di vertigine , Romanticismo
L'intuizione di Caravaggio (l'urlo) è forse la strada che porta all'arte moderna.
Manda una cartolina al Pontefice per la sua condanna, pittura estrema: bisogna cercare di immaginarsi
con la propria testa decapitata. Oggi c'è un dibattito, già posto dal Caravaggio quando ha dipinto
Davide con la testa di Golia, gli occhi sono incredibili come i denti marci, chi è Davide? Forse il
Caravaggio, un amichetto o un autoritratti di lui da giovane, vita com'era vita com'è, salvezza o fine
della vita.

Verso la fine del secolo gli studi fisiognomici si moltiplicano e precisano i loro intenti, prendono la
strada del '600.

Juan Huarte , medico e docente. Nel trattato del 1575 parla di teorie sul rapporto tra psicologia e
fisiologia; il Trattato è insito tra politica (senso di Stato) e ricerca scientifica. Gli interessi fisiognomici
ci sono puntuali e precisi spingono verso estetica normativa, razionalistica, classicistica che verrà
formalizzata, in Francia, nel corso del '600, prima da Cartesio e poi da Le Brun.

Michel de Montaigne (1533-1592). "Saggi" ,1580.


È il 'portiere di notte' della cultura rinascimentale.
Studi fisiognomici-introspettivi sono mediati da un filtro mentale che toglie fantasie Cinquecentesche.

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Sane passioni, molto lucide, le personalità sane, per ora, una sorta di 'Io profondo' la vita non è più
solo un sogno (più consapevolezza).

Italia. Ci si deve accontentare di


Giovan Paolo Lomazzo (molto lontano dalla lucidità do Montaigne) anche se ha il pregio di
discendere dalla tradizione leonardesca e di applicare teorie fisiognomiche con organicità.
Discende dalla scuola di Gaudenzio Ferrari ("Il buon ladrone"- 1475/80 - 1546), ma nel 1571 diventa
cieco e fino alla morte nel 1600 scrive due trattati:
1. "Trattato dell'arte della pittura", 1584
2. "Idea del Tempio della Pittura", 1590: ad ogni maestro dell'arte viene associato un nome di uno de
sette pianeti, per Raffaello, maestro della grazia, Venere.
Nel secondo libro definisce il 'moto' come la parte più difficile da ottenere in arte; l'analisi delle
passioni poi torna alla fisiognomica umana: A elaborare la teoria delle espressioni si serve della
fisiognomica astrologica e classifica tutti i caratteri secondo gli influssi dai 7 governatori dell'universo.
Anche i colori sono legati alla teoria astrologica morale. Ciascun corpo può essere composto da quattro
umori, che rappresentano i quattro elementi:
- flegma = acqua
- melancolia = Terra
- collera = fuoco
- sangue = aria

Giovan Battista Moroni (1520/4 -1578). "Ritratto di prelato": ritratto del bel esempio del far cultura
lombardo.

Timothy Bright (1550 - 1615) "Treatise of melancholie", Londra 1568.L'Inghilterra nel '700 e poi sarà
l'avanguardia europea negli studi fisiognomici.

Giovan Battista Della Porta (1535 Napoli - 1615).


È' il trattatista più famoso di fisionomia dell'evo moderno; è in equilibrio tra cultura magica
Cinquecentesca e pensiero razionalistico Seicentesco. Si propone di dimostrare l'utilità della magia
come strumento di conoscenza nelle cause dei fenomeni naturali; con un sistema di corrispondenze e
di analogie fra microcosmo e macrocosmo, fra l'uomo e gli elementi, le piante e gli animali.
La fisiognomica astronomica viene considerata eretica dalla Chiesa; in realtà il Della Porta tenta di
rivalutare il significato della magia, non più occulta e demoniaca, ma capace di riprodurre le cause dei
fenomeni naturali, la cui conoscenza è il presupposto di ogni indagine scientifica.
Le forze studiate dalla magia sono dunque 'segnature', 'simpatie', 'antipatie', attrazioni delle pietre, le
erbe, illusioni ottiche,…
Viene bandito l'influsso degli astri, ma rimane lo studio dei temperamenti acquista poi importanza
l'esame delle forme degli animali e dei caratteri loro attribuiti.
lo zoomorfismo diventa il principio fondamentale per indagare il rapporto tra aspetto fisico /
carattere. Il metodo usato è uguale al 'sillogismo del fisonomo' : i disegni che illustrano i paragoni
zoomorfi hanno importanza risolutiva per la pregnanza e l'incisività. Es. Rispetto al Cardano, le
fisionomie trovano una loro vita psicologica (arricchita dal confronto con l'animale che funge da
paragone → traspare già del Razionalismo.
Vera forza di questi studi è il loro potenziale uso sociale che verrà poi formalizzato nella cultura
Seicentesca dell'assolutismo francese. Per Della Porta, dal controllo sociale si arriva al controllo
individuale, ma vale anche il viceversa. La fisiognomica diventa strumento sufficiente duttile per
scandagliare la propria interiorità e acquisire nuova consapevolezza personale e collettiva.

Comincia la grande divaricazione del '600.

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IL SEICENTO

'500 DUE LINEE DELLA CULTURA EUROPEA:


1. linea di un interesse analitico per la Psicologia, per l'introspezione, per lo studio della Fisiologia
dei lineamenti, per il profondo (magico e poi scientifico), basicamente addentrata in tutta la civiltà
moderna occidentale;
2. linea di una ricerca artistica (sostenuta da trattazione teorica) , legata a tale interesse con infinite
connessioni.
La teoria che congiunge i due filoni è fornita dagli studi di fisiognomica, scienza che si appoggia su
psicologia e rappresentazione dei tratti somatici (pittura).

Fede Galizia (1578 ca.-1630)


"Ritratto di Paolo Morigia", riprende Lotto e molto bene disamina l'interiorità dell'uomo. Sicuramente
Fede conosce il Lomazzo.
- Occhi puntuti;
- Bocca sdentata; raccontano il mondo interiore così come fa il Lotto
- Luce che avvolge e scava la psicologia;
- Virtuosismo delle lenti
È uno dei primi artisti a occuparsi di Nature Morte 'pure'.
Nel passaggio tra '500 e '600 nasce la 'pittura di genere' ( paesaggio, nature morte,…), questo è
legato alla fisiognomica quando nasce un paesaggio / stato d'anima (della cultura romantica) o un
oggetto / stato d'anima (come in questi anni).
"Natura morta", 1602 fra il cuore e gli oggetti si stringe un nodo, si delega agli oggetti il
sentimento; cioè gli oggetti influenzano i sentimenti, ma i sentimenti riversano le proprie burrasche
sugli oggetti.
Gli oggetti hanno una 'moderna' responsabilizzazione degli oggetti sui 'moti dell'anima'. Le realtà
riflettono i sentimenti che prima (es. con Leonardo), erano sede degli uomini.
Nei secoli, gli oggetti delle nature morte sono sempre gli stessi, ma riflettono nel tempo e col tempo i
sentimenti di chi li ha poeticamente concepiti. L'oggetto ha una verità interiore non oggettiva.

Bologna. Qui si conducono gli studi e i pensieri sulla fisiognomica Leonardesca.

Annibale Carracci (1560-1609) immenso pittore apparentemente classico e solare che muore di
Malinconia a 49 anni; dimostra interessi fisiognomici sin dall'inizio della sua produzione .
"Mangiafagioli" scopre gli schizzi Vinciani e afferma che se li avesse visti prima avrebbe risparmiato
20 anni di lavoro. Caricature: il vizio 'originario' , che l'artista esegua fin da giovane.
La caricatura nasce qui ora con lui e la diffonde rapidamente in tutta la cultura bolognese e poi in
Italia. È sbagliato pensare che nasca con Leonardo (Vinci segue finalità scientifiche). Siamo ora in
un'epoca profana, lontana da intenti totalizzanti di pensiero di Leonardo. Studia il Della Porta ed è
affascinato dagli studi sulle affinità uomini / animali.

Guercino (1591-1666)
Conseguenza delle innovazioni del Carracci nella sua "Testa di contadino di profilo sinistro", si ha un
profilo popolaresco che sicuramente ha visto il Della Porta.

Callot ( 1592-1635)
Begli schizzi ghiribizzi, ispirati da Leonardo ma modulati su una torsione linearistica di un certo
manierismo.

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Baccio Del Bianco (1604-1656), Pietro Testa (1612-1650) e Pier Francesco Moia (1612-1666):
inizia una direzione quasi 'giornalistica' con vena rapidissima e irridente.
La letteratura comincia a considerare la 'Follia' non come il viaggio verso il paese che non c'è, ma solo
come viaggio utopico, come male universale che tormenta dall'interno la felicità di vivere, di volere
dell'uomo sicuro del Rinascimento.

Cervantes
"Don Chisciotte", 1605-1615: distingue il senso e il non senso delle sue azioni; mania anche lui per la
Malinconia.

Shakespeare , Amleto, 1604: in tutta la sua opera sono riscontrabili le tracce consapevolissime della
Fisiognomica Cinquecentesca, ma la sua esplorazione all'interno del 'personaggio' comincia ad
acquistare consistenza drammaturgica e narrativa il punto più alto di inveramento della psicologia
nell'arte dell'ultimo evo Moderno.

Il '600 ante- Cartesio. La trattatistica fisiognomica sino a Cartesio è stata noiosa e ripetitiva:
- Ludovico Settala (1552-1633). Il suo Trattato intende approdare alla scoperta dell'animo umano,
partendo dallo studio dei nei! Risultati inconcludenti.
- Giovanni Bonifacio (1547-1635). L'arte dei cenni estende il problema alle potenzialità
espressive dei movimenti.
- Robert Burton ( 1577-1640). Il barocco è ormai entrato di diritto nella nostra ricostruzione. Il suo
Trattato è il massimo esempio nella trattazione tra Manierismo e 'Arte nuova'. È una trattazione
breve e sintetica di mostruosità sontuosa e arzigogolata come pochi.

Francesco Bacone ( 1561-1626) Il grande pensiero post-moderno. Rivendicò alla filosofia il


compito di trovare l'applicazione pratica delle conoscenze scientifiche.
La ragione è il Dio del futuro. Si da molta importanza alla medicina, che deve rinnovarsi, e ha il
compito di guarire (si ammette l'eutanasia).
Il Folle diventa un diverso, che va indagato, analizzato, separato dal corpo sociale. Vanno, quindi,
meglio studiate le forme psichiche. Questa necessità pratica di conoscenza della realtà si applica anche
alla Fisiognomica: quali sono i lineamenti corporali, determinarne il numero, come essi siano connessi
e subordinati, affinché si possa creare una anatomia delle nature e delle anime e fare luce sui segni
degli uomini.

Cartesio (1596-1650), francese.


Nasce l'illusione che l'oscuro possa essere messo in piena luce. Cartesio è il cardine razionalistico del
moderno. Come può l'anima muovere il corpo? La risposta è prossima all'idea di inconscio.
Nel libro "Le passioni dell'anima" cerca di sistematizzare il rapporto anima e corpo, anche se non parla
esplicitamente di fisiognomica, il libro elenca metodicamente i segni esteriori (moti degli occhi,
tremiti, languore, lacrime, sapore, sospiri,…).
Investiga su occhi e viso come segni esteriori ne trova una legge generale sconvolgente proprio
perché improntata a idee chiare e distinte di un metodo razionale inventa una sorta di psicoterapia
razionale. Razionalità e volontà possono affrancare l'uomo da ogni schiavitù interiore, poiché la
capacità di giudizio è il più nobile segno di libertà. Bisogna sconfiggere il dominio delle passioni sul
pensiero (ragione priorità sul sentimento).
Fisiognomica 'magica o cartomantica ' è scomparsa!
Anima e corpo sono entità che convivono e vanno razionalizzate.

Charles Le Brun (1619-1690), Post- Cartesio.


È il primo pittore del Re Sole, scrisse il più famoso trattato di fisiognomica, aveva l'attenzione del
mondo l'attenzione sulla fisiognomica diventa mondiale.

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Le Brun fa nel 1667 una serie di conferenze dedicate all' "Espressione generale e particolare": illustra
le modalità di rappresentazione del viso a seconda delle posizioni.
Rilancia in questo senso la fisiognomica per il '700 e l '800.

Le sue formulazioni costituiscono il frutto più geniale del Post- Cartesio e ne costituiscono
un'evoluzione pratica.
La passione è un moto dell'anima che risiede nella parte sensitiva .
L'anima si trova, invece, nella ghiandola pineale, perché è unica e non doppia come tutte le altre parti,
(punto di incontro dei doppioni sensitivi, si uniscono prima di giungere all'anima).
Classifica le passioni in semplici (ammirazione, amore, desiderio, odio, gioia, tristezza) e composte
(timore, speranza, ardimento, disperazione, collera). La novità sta nel fatto che queste passioni si
rendono esplicite sul volto dell'uomo con il solo movimento del sopracciglio. Elabora 41 maschere
delle passioni solo variando i sopraccigli. I motivi che rendono la fisiognomica di Le Brun innovativa
sono due:
1. Equivalenza psicologica uomo-animale (tema già del Della Porta);crea straordinari risultati
figurativi grazie a un sogno classico, ma insinuante ed evocativo, opprimente, minaccioso;
2. Tentativo di determinare le nature umana e animale attraverso un processo geometrico: 3 categorie
di uomini - individui da passioni moderate che non alterano i tratti; - individui da passioni
generose che imprimono sul volto tratti significativi; - individui scossi da passioni violente che
alterano i tratti fisiognomici.
(Es. Leone p.105: geometria e linee per vedere il carattere dell'individuo).
La fisiognomica di Le Brun ha conseguenze assai dilazionate nel tempo, infatti sino al 1806 tavole e
teorie vengono pubblicati distinti.

L'arte, intanto, ha fatto altri passi, ma non la teoria dell'arte, che conosce, lungo il '600, il trionfo del
Classicismo con una visione che esclude, almeno negli intenti, ogni interesse introspettivo.
Mentre nascono i manicomi e si è agli albori di una nuova psichiatria, la pittura entra nella sua piena
fase propagandistica ed educativa:
− Classicismo Italiano: vecchio ordine morale e sociale cultura barocca;
− Classicismo Francese: mature e sconvolgenti analisi introspettive maturano all'interno del sistema
di pensiero razionalistico e psicologico;
− Classicismo Inglese: diventerà moderno conoscendo l'umanità della nascente cultura borghese.
ARTE (pittura e scrittura) si è evoluta nonostante la teoria artistica.

Duca De La Rochefoucauld (1613-1680)


"Mémoires", 1654.
Accetta la teoria del Della Porta sul 'sillogismo del fisionomo', ma la pensa in termini dinamici, cioè
non si accontenta della conformazione fisica, ma esamina la vita nella sua evolutività. Suo obbiettivo è
cancellare ogni residuo magico e scolastico e vuol fondare un metodo di osservazione positivi degli
eventi. Arriva a una conclusione precisa e moderna: se si esamina la natura delle malattie, si troverà
che esse traggono origine dalle passioni e dalle pene dello spirito.

La Fontaine (1621-1695): "Favole",1668-1694; " L'homme et son image", 1668 l'uomo che si
specchia ovunque è la nostra anima; gli specchi sono gli errori degli altri che riflettono le nostre colpe;
il fiume è il libro di Rochefoucauld.
Lo scrittore mostra di attingere alle stesse fonti che hanno studiato il rapporto uomo/animale, cui si è
ispirato La Rochefoucauld. I due fondano una fisionomia comparata, fondata sull'analisi delle
somiglianze fra specie umane e animali; è indirizzata a una concezione del mondo governata dalla
simpatia universale tra gli esseri viventi.

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Nasce ora quello che si definisce il 'Personaggio'; il primo romanzo moderno potrebbe proprio essere
"Princesse de Cléves" (1678) e "Madame de la Fayette", dove i personaggi sono figure scolpite a tutto
tondo.

PITTURA
Si fanno passi giganteschi!

Pieter Paul Rubens (1577-1640)


Studi fisiognomici con finalità zoomorfa, ispirati dal Della Porta; è incredibile come Rubens viene
considerato estroverso e superficiale, ma lo è solo in apparenza, anzi traccia del suo intelletto e delle
sue ricerche ci sono sempre, ovunque ci si rivolga, nel rapporto pittura-psicologia.
Sappiamo che si interessa di Leonardo ("Trattato sulla pittura" prima della pubblicazione) e di Carracci
e dei suoi approfondimenti psicologici. Rubens dà nei suoi ritratti prova di grandi capacità di scoprire
gli animi, l'interiore, specie nei ritratti della moglie con altissime punte di rapimento e devastazione
amorosa!
Si capisce, dunque, la sua conoscenza di Leonardo e di Carracci.

Rembrandt (1606-1669).
"Autoritratto con la bocca aperta" ,1930, è già un'opera memorabile con la sua bocca urlante che non è
l'autocentrismo consolatorio di Anguissola, non è come se travalichi l'estremo Umanesimo e le
seduzioni del giovane Caravaggio, pur avvolto da luce-ambiente emessa da sorgente determinata che
prepara al grande luminismo realistico Seicentesco. L'Autoritratto è un grumo di materia che vive nello
spazio proprio perché una misteriosa lanterna sostenuta da un braccio divino si ravvicina per un attimo
alla sua realtà che, senza di essa si perderebbe, con i suoi sentimenti, nell'infinito buco dell'universo.
Quei sentimenti esistono e sono così consapevoli delle leggi appena dette da esplicitare con la smorfia
di dolore l'atrocità che governa la natura umana (corpo+anima+muscoli), annodati in un destino
inesplicabile e inestricabile.
Bocca urlante, come attimo di orrore e di paura, scossa che si trasmette dal profondo allo 'specchio
dell'anima': il volto.
L'urlo è il rifiuto del mondo, è la ribellione definitiva al non senso esistenziale che ingoia il rifiuto
opaco e impenetrabile. Rembrandt vive l'ossessione delle proprie fattezze.

Guido Reni (1515-1642) "Bocca urlante": autoritratto, era il più celebre d'Europa; terrore bianco lo
chiamavano, non aveva un letto, dormiva in terra, le notti le passava in bisca. I quadri non finiti erano
per i debiti di gioco Cantarini: "Autoritratto", fu un grande quadro e lo scopre Rembrandt,
impallidisce e sulla pittura rovina la figura e le gira contro il muro.

Vèlazquez (1599-1660).
È un caso enorme; di lui, come di molti altri massimi artisti, piace avere una visione ottusa non è
certo così. Vèlazquez non è un genio voluto dal Fato , ma è un uomo che conosceva il "Trattato della
pittura" di Leonardo e tutte le sue conoscenze certo le usava e trasformava con il suo pensiero magico
e divino.
"Il buffone Sebastian de Morra": i misteri e i tesori dell'umanità occultati con apparente, assoluta
naturalezza. Si penetra nell' anormalità fisica e psichica che hanno coinvolto il pensiero di Leonardo;
Vèlazquez ha la potenza introspettiva e immaginativa di inventare tutto questo in un lampo di
terrificante normalità.
Il lampo di orgoglio, che esce dagli occhi neri, esprime quotidianità e aggressività all'interno di una
anormalità testimoniata dalle gambette in primo piano, nella sventura di essere nati in quella vita.

Vermeer "Ragazza con cappello rosso": l'artista pronto a esprimere i 'succhi' più intimi del
comportamento umano.

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Gian Lorenzo Bernini (1598-1680), tra l'altro grande esecutore di caricature, pietre miliari del
vignettismo a noi contemporaneo.
"Estasi di Santa Teresa" estasi mistica e orgasmo climax. Gote tirate, muscoli contratti nel piacere,
gemiti, sospiri.
L'arte può tutto e non conosce vergogna, ormai, perché a lei spetta l'onore di sprofondare in tutti gli
orrori e in tutti i piaceri che agitano il cuore dell'uomo, primi fra tutti quelli sessuali Freud è sempre
più vicino!

Da sfondo all'evoluzione della Fisiognomica c'è il rapporto tra Pittura e Psicologia e ancora c'è il
pensiero speculativo che gira attorno al dibattito sulle Passioni (rapporto corpo/anima).
Hobbes (1588-1679) "De Homine": tenta di costringere le passioni in un campo limitato e limitabile,
assoluto, sotto la forza della ragione.

La macchina spietata della ragione comincia ben presto a scricchiolare e cerca possibilità di esistenza
più tolleranti.

Blaise Pascal (1623-1662), contrappone allo spirito geometrico di Cartesio uno spirito di finezza,
sentimento, ispirazione, amore, istinto, in quanto ciò che avviene nell'intimo più profondo dell'uomo,
l'uomo non lo conosce quasi mai. L'uomo si istruisce col tempo, con la sofferenza.

Anche Spinoza (1632-1677) sostiene che i diritti e la complessità del corpo possono essere affrontati
solo dalla Fisiognomica. Gli uomini non conoscono tutte le capacità della mente e quando dicono che
un'azione arriva dalla mente (che ha dominio sul corpo) mentono perché non sanno che cosa
dicono.

T.Tayron : nel pensiero inglese si ha una forte forza di gravità che precede di poco Hogarth.

John Locke (1632-1704).


I tempi sono maturi per una razionalità più umana, meno meccanica; egli fa il primo tentativo di
fondare una psicologia autonoma, basata su un metodo descrittivo e analitico del sentimenti e delle
passioni umane: cioè spiegare come l'intelletto giunga a una vera conoscenza della interiorità.

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