You are on page 1of 1

Storiografia – La crisi del Trecento

Il dibattito.
 Storiografia ottocentesca: elaborazione di modelli teorici generali:
o Malthus: crescita geometrica della popolazione e aritmetica delle risorse;
o Marx:
 transizione dal feudalesimo al capitalismo;
 scarsa rilevanza dei fattori demografici, puro riflesso delle strutture
sociali;
 regime signorile: organizzazione delle campagne che consente al
proprietario di appropriarsi, attraverso canoni in natura, in denaro
e prestazioni di lavoro, del pluslavoro del contadini dipendente,
nonché di gestire in monopolio alcune attività, disincentivando,
così, la laboriosità del contadino e il proprio spirito di iniziativa.
 Storiografia marxista e discussione delle sue tesi:
o Sweezy: secoli XIV-XVI come inizio della crisi e transizione a una fase di
tipo mercantile precapitalistico;
o Dobb: impossibilità di considerare come una fase a se stante i secoli XIVXVI, pienamente integrati nel sistema feudale;
o Cammarosano: impossibilità di definire il modo feudale di produzione solo
in base a parametri economici, per via della dialettica tra forme
economiche e forme di dominio politico e istituzionale propria del
Medioevo.
 Ricerche:
o depressionisti: calo demografico iniziato prima della peste nera come
causa della riduzione della produzione e dei commerci, e dunque di una
lunga depressione;
 Abel: successione di fasi secolari di espansione e depressione;
 Lopez e Romano: lunga depressione italiana destinata a protrarsi
fino al Settecento;
o ottimisti: calo demografico come causa di un miglioramento del tenore di
vita dei sopravvissuti;
 Cipolla: crisi produttiva e dei commerci non generalizzata, ma
accompagnata dalla crescita o dalla nascita di altri settori.
 Crisi e Rinascimento: crisi come fase iniziale della fioritura culturale del
Rinascimento;
o Goldthwaite: crisi demografica come causa di un miglioramento delle
condizioni di vita e di una generale concentrazione della ricchezza,
gestita in modo più attento e redditizio.
Conclusioni.
 Validità dei modelli marxista e maltusiano come semplici strumenti, da integrare
con altri modelli.
 Possibile conciliazione tra modello depressionista e ottimista: progresso
generale dell’Europa sulla lunga durata, nonostante i frequenti e gravi incidenti
di percorso.
 Alternativa regionalista: differente sviluppo delle economie regionali e differenze
negli effetti della crisi e nei modi e nei tempi del suo superamento.