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Roma, 10.2.

2015

Comunicato stampa Cgil FP Roma e Lazio

Niente posti letto critici, l’odissea della sanità del Lazio
non ha fine
Dopo l’allarme del blocco dei Pronto Soccorso, un'altra criticità coinvolge il sistema
sanitario romano e laziale : La gestione del paziente critico e la mancanza di posti
letto nelle terapie intensive.
I posti letto critici sono quelli che ti salvano la vita e, ricordiamo, sono le rianimazioni,
le Unità di Terapia Intensiva Rianimatorie e Coronariche con o senza Emodinamica , le
Terapie Intensive post Operatorie Vascolari ,le Neurochirurgie e Cardiochirurgie.
Parlano i numeri , già nel Decreto del Presidente della Regione del marzo 2013 n.
368 veniva dichiarata l’assenza di 198 posti letto critici nella Regione cui si devono
aggiungere quelli trasferiti da una struttura all’altra e mai attivati per mancanza di
personale, come ad esempio quelli previsti ma ancora non attivi del Sant Eugenio.
La situazione è ormai esplosiva: dal 1 gennaio 2015 ad oggi su oltre 1900 richieste
di posto letto di rianimazione solo poco meno 240 sono state evase dalla C.O. Regionale
dell’ARES 118 , in pratica solo il 12 % di queste criticità viene affrontata concretamente
con l’individuazione del posto letto , mentre per il restante 88 % restano in attesa ancora
nei Pronto Soccorsi o in Reparti non idonei .
Addirittura a volte può capitare che il paziente critico ( Infartuato o Rianimatorio)
debba essere gestito ed assistito nel Pronto Soccorso (contribuendo notevolmente al suo
collasso organizzativo) se non addirittura nelle Camere Operatorie, bloccandole per le
urgenza, in attesa di un posto letto idoneo alla sua patologia anche per giorni .
I livelli assistenziali sono ridotti al lumicino, la sensazione è che il peggio debba
ancora venire.
Per questi motivi non è più rinviabile l’intervento delle istituzioni tutte : ASL, Aziende
Ospedaliere, etc. per approfondire e comprenderne le cause che hanno generato questi
eventi che coinvolgono pazienti ad “altissimo rischio sanitario” e trovare soluzioni
risolutive ed evitare la migrazione dei pazienti critici verso le regioni confinanti
Nel frattempo sarebbe utile, come primo intervento, la verifica da parte dei “vertici”
della Regione Lazio , che la
mappatura dei posti letto definiti “di area critica” sia
coerente con i Piani Operativi Regionali , stabiliti dal Decreto che hanno fatto.