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Economics Paper #1.1

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Francesco Simoncelli

Teorie per il default
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Gli errori macroscopici e microscopici della MMT!

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© 2011-2014 The Fielder. All rights reserved. Property of Ace Blazon Ventures Ltd.

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1. Introduzione!

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Non tutti nascono con la stoffa del comico. C’è chi lo diventa dopo avere studiato
anni e anni il lavoro altrui; c’è chi lo diventa perché scopre di avere un talento nel campo
del buonumore; c’è chi lo diventa involontariamente, senza preparare battute la sera
prima e senza salire su un palco. A volte, infatti, bastano carta e penna e un po’ di
visibilità per diventare irresistibilmente comici agli occhi degli altri.!

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Attualmente esistono tre figure che ricadono in quest’ultima categoria di «comici».
Nelle prossime settimane, le analizzeremo tutte e tre; ma in questo paper iniziamo con il
concentrare la nostra attenzione sull’imbonitore monetario numero uno: Paolo Barnard e
la teoria monetaria moderna (MMT).[1] Il nostro eroe propone alle masse una soluzione ai
problemi economici fatta di fallacie che, nel corso della Storia, si sono ripresentate sempre,
quando la società finiva in un pantano recessivo. È successo in Francia, è successo in
Germania, è successo in Ungheria, è successo in Argentina.!

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Lo sfondo in base al quale Barnard costruisce uno dei suoi ultimi articoli è la
formazione del governo Renzi: lo potete trovare qui. Leggetelo fino alla fine. Se trovate
plausibili tali affermazioni, allora non avete appreso uno degli insegnamenti più
importanti dell’economista francese Frédéric Bastiat: ciò che non si vede vale più di ciò
che si vede.[2] Riflettete su questa massima, mentre ci apprestiamo a sezionare e criticare il
suo articolo.!

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2. La corsa alla stampante!

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Barnard inizia la sua critica al governo Renzi accusandolo di non avere la minima
idea di come funzioni la macroeconomia. Con quest’affermazione, apprendiamo un fatto
cruciale sul pensiero di Barnard: è un keynesiano. Guarda il mondo attraverso aggregati
statistici. Guarda i numeri e agisce di conseguenza. Non si sofferma sulle scelte degli
individui. Le singole azioni non rappresentano un parametro di cui tenere conto. Così,
l’individuo viene tagliato fuori dall’equazione, lasciando spazio a un’entità centrale che ne
prenderà il posto. Più avanti ne avremo la conferma.!

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Ma questo passaggio è rivelatore: sminuendo l’azione dell’individuo, viene sminuita
la sua capacità di direzionare secondo i propri desiderî l’economia. Ciò lascia spazio a

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soggetti pianificatori di direzionare come meglio credono il destino dell’economia,
giustificando di conseguenza interventi positivi negli affari economici.!

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«Per prima cosa, Renzi si ritrova senza sovranità monetaria, quindi senza nessuna delle
leve economiche fondamentali di cui deve godere un governo degno di questo nome, e di
cui godono gli USA, la GB, la Svezia e il Giappone.»!

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Secondo Barnard, avere a disposizione una banca centrale che possa stampare
arbitrariamente denaro rappresenta una «leva economica fondamentale». A che cos’è
servito il quantitative easing degli USA? A nulla: il Paese è in crisi come 5 anni fa. A che
cos’è servita l’Abenomics del Giappone? A nulla: il Paese è in crisi come 5 anni fa. A che
cos’è servito lo stimolo monetario del Regno Unito? A nulla: dopo un breve effetto
euforico, il Paese tornerà in crisi come 5 anni fa. A che cos’è servita la LTRO della BCE? A
nulla: l’Europa è in crisi come 5 anni fa.!

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«Non ha una banca centrale che possa controllare inflazione, prezzo del denaro, tassi
d’interesse, né monetizzare la spesa decisa dal Parlamento.»!

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Dov’è il problema? La BCE è esattamente una banca centrale il cui duplice scopo è
un’inflazione dei prezzi al 2% e prezzi pressoché stabili. Da chi è stata istituita la BCE?
Come si legge nell’articolo 28 della Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, la BCE è
proprietà delle banche centrali dei vari Stati europei, le quali possono emettere euro
(articolo 16). Se si vuole che la BCE si metta a comprare direttamente titoli di Stato (ora lo
fa indirettamente, potremmo dire), bisogna cambiare lo statuto; il quale, nell’articolo 21.1,
mette in chiaro come ciò le sia vietato. Solo gli Stati fondatori possono cambiare lo statuto
(e questo significa convincere la Germania e altri Paesi fiscalmente responsabili).!

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Il Parlamento italiano non può, quindi, monetizzare i debiti quando lo vuole, e
perciò deve tirar la cinghia? Rallegriamoci. Questo significa un freno all’espansione dello
Stato. Questo significa che, per spendere di più, il governo italiano deve tassare di più i
contribuenti. Ed è ciò ch’è successo in questi anni, dove dal 2007 a oggi la spesa è passata
da € 677,1 miliardi a € 755,1 miliardi. Non c’è stata alcun’austerità.!

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In questo modo, lo Stato deve portare in piena luce il proprio lato vorace,
diversamente da come accadrebbe attraverso una tassazione indiretta come quella
imposta dalla svalutazione della moneta nazionale.!

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«Renzi non possiede una moneta, e deve usare gli euro, da restituire con tassi non decisi
da lui ai mercati di capitali internazionali.»!

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Le azioni della BCE sono per l’80% in mano alle banche centrali degli Stati europei, e
ciò significa che il profitto derivante da tali investimenti finisce nelle loro mani (articolo
33). Il restante 20% finisce in un fondo di riserva, e nient’altro finisce in mani «private».
Tutti gl’introiti circuito pubblico.!

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«Dovrà dunque tassarci a morte sempre, per fare quanto appena detto. […] Dovrà
rispettare il pareggio di bilancio, che peggiora ciò che ho appena scritto. Ovvero:
chemiotassazione garantita, impossibilità d’investire per le aziende e tagli alla spesa.»!

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Chemiotassazione. Impossibilità d’investire. Tagli alla spesa. Quindi, se per esempio prima
si spendeva 100 e s’incassava 75, qualora si dovesse spendere 50 e incassare 60 ciò
peggiorerebbe la situazione. Barnard non ha idea di che cosa siano causa ed effetto in
economia. Sostiene che solo lo Stato possa avere la lungimiranza adatta a spendere denaro
e investire propriamente. È un keynesiano. Un keynesiano allo stadio terminale. Non
conosce o finge di non conoscere l’effetto del crowding out.!

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3. Questo no, quello sì

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Barnard continua:!

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«Renzi si ritroverà in una spirale di deficit negativi mortali, cioè di tutte quelle spese di
Stato imposte dalla crisi dell’eurozona ma che non risolvono nulla, non producono
nulla e aumentano il debito di Stato.»!

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Deficit negativi? Esistono «deficit positivi»? Poi, entra in confusione. Parla di spese
«imposte allo Stato». Quindi i tagli alle spese dovrebbero essere i benvenuti? Che cosa sia
cambiato rispetto al paragrafo precedente, non è dato saperlo. È bene tenere sempre a
mente questa regola: i burocrati ambiscono a espandere la propria sfera d’azione. Se date
loro un dito, si prendono l’intero braccio.!

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«Per prima cosa, l’economia continuerà a contrarsi, com’è già previsto per l’Italia dal
FMI, Bloomberg, OCSE, Commissione UE, e quindi calerà sempre il gettito fiscale, che
quindi va a ingrandire il debito.»!

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Ciò sarebbe vero se lo Stato espandesse le proprie spese; ma, se le riducesse,
potrebbe destinare parte degli introiti a ripagare l’ammontare di debito.!

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«L’economia impantanata significa che il miliardo d’ore di Cassa Integrazione rimarrà e
aumenterà, pompando di nuovo il debito.»!

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Questa è la conseguenza inevitabile di un’entità centrale che si immischia negli affari
degli individui. Gli attori economici non possono incontrarsi e scambiarsi informazioni
che permetteranno loro di raggiungere un accordo: «Facciamo un affare a un determinato
prezzo». I cosiddetti investimenti statali sono avulsi dal calcolo imprenditoriale,
fondamentale per comprendere se un investimento sia produttivo. Quando vengono
sovvenzionate imprese che il mercato ha decretato fallite, si rimanda nel tempo la loro
ineluttabile bancarotta, fornendo solamente un carico di dolore economico maggiore.!

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Non si tratta di stabilità. Sono illusioni. È clientelismo. Il bacino della ricchezza reale
viene svuotato a favore di queste imprese fallite, impedendo la nascita di sostituti più in
accordo con le forze di mercato. Quando arriva la fine, tutti quei lavoratori che sono finiti
per essere risucchiati dagli investimenti improduttivi finiscono a spasso — diversamente
se le imprese inefficienti fossero fallite prima, così da garantire la nascita d’altre realtà in
grado di riassorbire la manodopera disoccupata.!

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Nel nostro caso, la pianificazione centrale ha impedito e continua a impedire la
nascita di nuove realtà perché significherebbe abbandonare bacini di voti già garantiti,
quindi viene espanso il bacino di coloro che campano con le briciole calate

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«generosamente» dal tavolo dei parassiti: welfare state. Questa situazione potrà andare
avanti finché le promesse non verranno ufficialmente infrante.!

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«I fallimenti aziendali non caleranno, la curva dei prestiti bancari insolventi
aumenterà, e le banche italiane, che già sono in parte fallite, dovranno essere ri-salvate,
a suon di denaro pubblico, e ancora il debito sale.»!

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Corretto. Rallegriamoci: ciò accelererà la bancarotta del sistema bancario e del
sistema statale.!

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«Assieme a esso salgono gli interessi da pagare, sempre spesa di Stato, ancora più
debito. Ma, stando in eurozona, un debito che lievita è grave (con la lira non lo sarebbe)
perché porta all’allarme delle agenzie di rating, che porta all’allarme dei mercati di
capitali che prestano a Renzi gli euro, che porta a tassi più alti sui titoli di Stato, che
porta a più debito.»!

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Quindi, per circa un decennio, l’Europa ha fatto finta di niente, e poi d’un tratto ha
deciso di tartassare il nostro Paese. Infatti, se guardiamo gli interessi sul debito italiano
dopo l’entrata nell’euro, notiamo un calo significativo:!

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Però Barnard ci assicura che, se avessimo mantenuto la lira, tutti questi problemi non
li avremmo avuti. Se la Banca d’Italia avesse potuto emettere denaro arbitrariamente e
monetizzare il debito, non ci sarebbe stato alcun problema nel ridurre il debito pubblico.
Ma, come abbiamo visto dall’immagine qui sopra, gli interessi sul debito sono calati, e con
essi l’ammontare d’oneri da saldare nei confronti dei creditori. Come mai il debito è salito
nonostante questa situazione favorevole? Semplice: si è speso in modo sconsiderato.!
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«Che farà Draghi a ’sto punto? Si metterà a comprarci i titoli di Stato per fare scendere
i nostri tassi? Farà cioè la famosa Outright Monetary Transaction? Se lo fa, la
Germania lo ammazza. Non lo farà. Renzi rimane nel letame.»!

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Sciocchezze. In tutti i salvataggi europei, la Merkel con la bocca diceva «No, no», ma
con gli occhi diceva «Sì, sì».!

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4. I prezzi diminuiscono aumentando?!

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Barnard inizia in seguito ad andare in paranoia per la presunta deflazione.!

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«Poi abbiamo il problema della deflazione che sta aggredendo tutta l’eurozona, con la
BCE disperata perché non sa più che fare per fermare il crollo dei prezzi (deflazione =
contrario d’inflazione). E quel ch’è peggio è che in un clima di crisi di queste
proporzioni la gente corre a risparmiare disperatamente per il timore del domani (mica
scemi), ma questo sottrae denaro in circolo, cosa che non solo affama tutta l’economia,
ma peggiora la deflazione stessa.»!

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In questo passaggio c’è molta confusione. Iniziamo dai termini, che devono esser
chiari: nel campo «austriaco», è fondamentale dividere inflazione monetaria e inflazione dei
prezzi, ossia causa ed effetto. Avendo chiaro in mente che un qualsiasi aumento nell’offerta
di denaro porta a un aumento dei prezzi, è viceversa vero che, in un mondo a moneta fiat,
a una deflazione monetaria segue una diminuzione dei prezzi. La BCE sta cercando
d’uscire da una situazione potenzialmente disastrosa sgonfiando il proprio bilancio, ossia
sterilizzando i titoli acquisiti in precedenza (rivendendoli perlopiù alle banche
commerciali) e spingendo per il regolare ripagamento dei prestiti eccezionali delle due
LTRO. Nonostante non abbia smesso del tutto di supportare il cartello bancario con
denaro fiat, agisce con maggior cautela.!

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Questa situazione pone pressione su quelle attività imprenditoriali ch’erano
fuoruscite grazie a un panorama creditizio abbastanza allentato. Ciò, ad esempio, ha
portato allo scoppio della bolla immobiliare italiana e a un calo dei prezzi degl’immobili.
L’efficienza del mercato fa pulizia in quei settori dove il credito aveva creato distorsioni,
portando a un prezzo reale quei beni che prima erano mantenuti a un prezzo
artificialmente alto grazie al flusso di denaro facile alimentato dalla banca centrale. I
prestiti creati dal settore bancario commerciale a séguito di questa situazione non erano
coperti da risparmio reale, quindi hanno creato un buco nei bilanci di tale settore. Questo
buco non smetterà d’ampliarsi finché il panorama del mercato non sarà purgato dagli
errori accumulati.!

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Lo sgonfiamento delle bolle e la relativa deflazione dei prezzi di quegli asset in
precedenza prezzati in modo errato è un evento di cui ci si potrebbe rallegrare, qualora il
mercato fosse privo d’ostacoli e manipolazioni. Oggigiorno, esiste una «politica
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monetaria» attraverso la quale le banche centrali influenzano il panorama economico sia
coll’inflazione sia con la deflazione. [4] In Italia, un sano panorama deflazionistico dei
prezzi è stato annullato dall’incremento della tassazione e dell’inflazione dei prezzi,
poiché il denaro creato dalla BCE, dopo un certo periodo, finisce per invadere l’economia
piú ampia. Leggiamo dall’ultima relazione annuale della Banca d’Italia, p. 246:!

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«Nel passivo, oltre alla menzionata crescita del debito legato all’operatività di
TARGET2, sono aumentati i depositi della Pubblica Amministrazione (+10.273
milioni), le banconote in circolazione (+3.938 milioni) e i fondi patrimoniali
(+4.880 milioni), incluso il fondo rischi generali.»!

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Barnard, a quanto pare, è all’oscuro di questa relazione, nonché del tasso di
risparmio degli italiani in caduta libera.!
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Ameco Chart: Saving rate, net: households and NPISH (Net saving as percentage of net disposable income)
(ASNH).

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L’inflazione dei prezzi è una tassa subdola, perché non viene «vista» dalla gente
comune e va a vantaggio di coloro nelle cui mani finisce prima il denaro di nuova
creazione. Chi sta alla fine di questa catena o non lo riceve affatto vede adeguarsi i prezzi
a fronte di uno stipendio o pensione fissi, finendo per essere costretto a ricorrere ai propri
risparmi per sopravvivere.!

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5. L’inevitabile pulizia del mercato

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Qui, Barnard sembra riprendere il senno.!

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«Renzi, poi, fra otto mesi si ritroverà l’implosione del sistema creditizio europeo,
quando i test dei regolamentatori dell’EBA inevitabilmente mostreranno che alcune
delle maggiori banche sono irrecuperabili.»!

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Non possiamo che rallegrarci: i consumatori torneranno in carica e potranno avere a
che fare con un mercato più sano e con segnali di mercato più vicini alla realtà.!

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«Da qui il terremoto delle piccole medio [sic] banche, fra cui quelle italiane sono quelle
messe peggio d’Europa sia come buchi di bilancio sia come capitale di copertura.
Prometeia stima che solo per i prestiti insolventi le banche italiane siano scoperte per
150 miliardi d’euro.»!

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Di nuovo, non possiamo che rallegrarci: i consumatori torneranno in carica e
potranno avere a che fare con un mercato più sano e con segnali di mercato più vicini alla
realtà.!

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«E chi le salva? E con che soldi? No, Renzi, la sovranità monetaria non ce l’hai, non le
puoi nazionalizzare.»!

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Perché presupporre un salvataggio? Qualcuno è per caso corso a salvare gli
imprenditori che si sono tolti la vita negli ultimi cinque anni? Barnard ignora lo Stato di
diritto. Crede che, se lo Stato avesse il potere di stampare foglietti colorati, esso potrebbe
regalare felicità e spensieratezza a tutti. Pensa addirittura che i disavanzi siano una manna
dal cielo. Ignora causa ed effetto. Ignora come i contribuenti siano la garanzia ultima
dietro la quale si nasconde una pila enorme di carta e bugie. Pensa che ciò che si vede
nell’immediato sia la strada verso la prosperità. Per anni ha supportato l’Argentina come
esempio da seguire nella politica economica; ora che essa si sta schiantando, ha ritrattato
tutto.!

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È più che un keynesiano: è un keynesiano che vive in un mondo delle favole. Ha
perso qualsiasi contatto con la realtà, perché crede nel potere salvifico del dio Stato. È per
questo che, nel paragrafo successivo, egli diventa restìo a qualsiasi diminuzione della
sfera d’azione dello Stato. Lui è qui per santificare questo dio, non per affossarlo. Come
l’MMT opera attraverso artifici contabili per apparire plausibile agli occhi degli adepti,
così lo Stato usa artifici contabili e burocratici per gettare fumo negli occhi dei sudditi. È
una storia che va avanti da tempo, e sta arrivando alle sue inevitabili conclusioni.

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6. Acque agitate

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Arrivato alla conclusione del pezzo, Barnard si appresta a delirare a proposito di un
complotto tedesco contro il Sud dell’Europa:!

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«L’eurozona fu pensata e edificata proprio per ridurre il Sud dell’Europa a un serbatoio
di lavoratori pagati alla cossovara ma in strutture moderne.»!

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Quindi, secondo Barnard, i Paesi del Club Med furono tirati dentro per la giacchetta,
così da avere qualcuno da sfruttare. Sono stati lasciati in pace per dieci anni, e poi «di
colpo» sono stati affossati. Se si è al controllo del sistema politico e bancario, perché
richiamare l’attenzione mondiale sulla fragilità del sistema a riserva frazionaria? Non
sarebbe un’ottima strategia lasciare che le cose si aggiustino dolcemente? Perché creare
una crisi così grande per cui i governi debbano intervenire? Se voi faceste parte dell’«1%»,
architettereste una crisi? Se foste a capo di un sistema, perché rischiereste di minarne le
fondamenta? Perché agitereste le acque? Perché coinvolgereste i contribuenti nei
salvataggi delle grandi istituzioni bancarie? La teoria della crisi pianificata non ha senso.
Se coloro ai piani alti hanno realmente il controllo, ma possono perderlo, perché
vorrebbero che qualcosa cambiasse? Il cambiamento è il loro nemico.!

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Barnard ignora i cicli economici. Ignora causa ed effetto in economia. È alla ricerca di
nuove giustificazioni per quel sistema che vuol difendere. È per questo che lo lascia fuori
dalle critiche e incolpa la presunta onniscienza dei pianificatori centrali, che possono
decretare l’inizio e la fine di qualsiasi sistema economico. Non è così. Sono intrappolati,
come noi, in quella macchina monetaria difettosa creata nel 1914: settore bancario centrale.
I banchieri centrali «creano» le crisi inflazionando l’offerta di moneta e cercando di
stabilizzare gli errori del passato. Non hanno una soluzione definitiva ai problemi
economici moderni. La crisi europea non fa eccezione.

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7. Conclusione!

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Barnard conclude il suo pezzo sostenendo di essere stufo di ripetere sempre le stesse
cose. Al contrario, dovrebbe davvero esserne stanco.!

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Note & Approfondimenti!

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[1] Per approfondire: A. Benetton, M. Gianola, «MMT: (d)istruzione per l’uso»; M. Gianola,
«Barnard, MMT e fondamentali d’economia mancanti»; L. Bertoletti, «Sovranità monetaria ed
equivoci».!

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[2] Per approfondire: M. Marini,«Frédéric Bastiat, Ciò che si vede e ciò che non si vede».!
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[3] Per approfondire: F. Simoncelli, «Svalutazione made in Italy».!
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[4] Diversamente dal sentire comune, la scuola austriaca non si schiera affatto con quella
deflazione presente nella chiusura di un ciclo economico. Tale effetto è semplicemente da
registrare come conseguenza di precedenti manipolazioni inflazionistiche dell’offerta di moneta, le
quali hanno distorto la struttura di produzione della società. La sola deflazione dei prezzi che si
possa accogliere a braccia aperte è quella che segue a un aumento dell’offerta di beni e servizi
superiore alla crescita dell’offerta di denaro. Nel sistema aureo pre-1914, questo processo imbastì la
meravigliosa crescita economica e tecnologica dell’Occidente. Approfondimenti: George Selgin,
«A Plea for (Mild) Deflation».!

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