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Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me.

IMMANUEL KANT

LANTIPANLOGISMO DI EVGENIJ ZAMJATIN

Danilo
Caruso

el 1917 il marxismo divenne socialismo reale: dalla storia delle idee pass
alla vita quotidiana di coloro i quali vissero quella che sarebbe stata una
pluridecennale tragica esperienza laddove avesse messo piede. Questa presenza concreta fu sin da subito movente controverso di speranza e di preoccupazione. Chi si concentr sulle seconde vide in modo migliore. Uno Stato, posthegeliano e filomarxista, della Ragione universale quello comparente nel romanzo,
dellacuto e profondo scrittore russo, comunista critico, Evgenij Zamjatin (18841937), intitolato Noi (opera dei primi anni 20, pubblicata in inglese nel 1924).
Unentit statale che va oltre lidealistica razionalit del tempo di Hegel, ma
che ne prosegue lo sviluppo concettuale attraverso il piano pi evoluto storicamente marxista durante la genesi dellUnione sovietica. Lanalisi del testo distopico in parte giacch la realt dellURSS (proclamata nel 22) era gi in gestazione allepoca della sua redazione condotta da me seguendo il filo tematico
del panlogismo. A quella descritta societ del futuro appartiene il protagonista
maschile, lo scienziato trentaduenne D-503. Un filohegeliano che mostra il suo
credo razionalista e idealistico quando, ad esempio, parlando nella nota 7 a di odore (del mughetto) antepone il concetto in s alle sue possibili concretizzazioni per
s: il concetto di odore n profuma n olezza, conclude.
Lo Stato distopico disegnato da Zamjatin ha connotazioni genetiche, seminali, provenienti dalle visioni dello sviluppo culturale, sociale e storico elaborate
da Hegel e Marx; le quali nellopera zamjatiniana hanno la veste etica escatologica
del futuro, maturato in una storicit diversa. Tali filosofie panlogistiche hanno accompagnato la nascita della Repubblica socialista sovietica russa, al cui sorgere nel
1918 Zamjatin scorge il pericolo di un totalitarismo della Ragione. Cosa sulla quale
mette in guardia portando alle estreme conseguenze il tema idealistico identificante la Ragione universale col Mondo, e la sua razionalit con la storia umana.
scontato inoltre che Hegel e Marx non abbiano sistemi dottrinari uguali,
per sono imparentati da un asse strutturale desunto dal primo: il detto sviluppo
storico e sociale in maniera dialettica (hegeliana) di un Assoluto che tende progressivamente allattuazione del meglio per il destino dellumanit, la quale eleva
a migliori gradi di consapevolezza concettuale. Hegel giudic gli anni in cui lui
visse un periodo nel quale lo Spirito, il Tutto che diviene con logica di necessit,
introduceva e attuava una nuova e diversa facciata. Questo, la Verit, pi che una
sostanza statica un soggetto a cui necessario non cancellare il dinamismo della
sua autocoscienza.
Una tale sostanza autocosciente, conoscibile sotto il profilo delluniversale
si autopone e diviene, offrendosi alla conoscenza, secondo una dinamica che la
conduce a confrontare e sintetizzare posizioni provenienti dal S di partenza con
la sua proiezione fuori di S. La sua essenza il negativo (porsi equivale al negarsi
di altre possibilit: come nel movimento aristotelico dalla materia-potenza alla

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forma-atto), negativo che la mette in moto verso passaggi progressivi in cui negare
il precedente status: cosicch dopo essere transitata nellaltro-da-S ritorna in S
matura e consapevole di essere la Verit (la quale non nientaltro che detto soggetto pianificante la sua autoconoscenza).
Ad avviso di Hegel il proprio tempo era peculiare perch lo Spirito sarebbe
diventato pronto a conoscersi in modo pienamente concettuale dopo essere rientrato in S dalle sue tappe spaziali e cronologiche (che lo hanno condotto a questo
livello finale) mediante un sistema scientifico elaborato a tal proposito.
Il ritorno in s dello Spirito impoverirebbe le determinazioni a beneficio di
una globalit pi semplice, e ci trasformerebbe purtroppo il sapere scientifico in
un possesso intellettuale di pochi a cui non bisogna lappoggio nelle frazioni del
concreto (adesso svalutate da uno Spirito il quale ha recuperato la sua matrice
fondante di pensiero). Tuttavia ogni essere umano pu raggiungerlo poich omogeneo per capacit concettuale alla sua sorgente (lo Spirito) che lo ha ottenuto in
maniera particolare (il sistema hegeliano). Il titolo del romanzo di Zamjatin provocatorio nel richiamo allintersoggettivit: un tema che in Hegel non trova uno
sviluppo costituente che d origine al sistema, giacch esso incentrato sulla dialettica interna di un solo soggetto (lAssoluto o Spirito).
Lintersoggettivit nella dinamica hegeliana dello Spirito una fase transitoria nella prospettiva di ununificazione logica e storica rappresentata da momenti superiori (lo Stato, la religione, larte, la filosofia), i quali restituiscono in modo
non frammentato una coscienza unitaria di S a quellunico soggetto realmente
operante che lAssoluto. Nellintitolare Noi questo suo lavoro, Zamjatin dunque boccia quei modelli statali strutturati sullo stampo dello Stato etico hegeliano,
a cominciare dallo Stato marxista (il periodo del socialismo reale con la dittatura
del proletariato).
Per non dobbiamo trascurare che la prima formulazione teorica di un moderno apparato statale etico la repubblica platonica di cui il romanzo zamjatiniano
e Marx riprendono alcuni aspetti: la repubblica immaginata e auspicata da Platone
fondamento di moralit per i suoi cittadini, la sua eticit (o normativit) si imporrebbe grazie al fatto di essere tale Stato il ricettacolo-dellIdea-del-Bene-nelmondo, cio una traduzione sensibile dellideale, oppure dicendola con Hegel la
manifestazione di un superiore ordine inderogabilmente ancorato alla migliore
progettualit nei confronti del divenire (Spirito del mondo) che si attua nel diritto
e nellamministrazione statale.
inevitabile cogliere in questa formale linea analogica di bersaglio (Platone-Hegel-Marx) unanticipazione della denuncia di Popper dei nemici di una societ che si preferisce plurale e chiusa a possibilit integraliste.
Nellopera di Zamjatin, dopo una fase dialettica di guerra durata due secoli,
tra i fautori dellindustrializzato inurbamento umano e i nostalgici del tradizionale

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sistema sociale (imperniato sullagricoltura), la quale provoc la scomparsa di


gran parte dellumanit (una laconica scrematura), nacque lo Stato Unico. Il pianeta Terra stato ridotto dentro il suo solo governo, il quale garantisce la (presunta) compiutezza nel raggiungimento del benessere e della soddisfazione ai suoi
componenti. Quindi deve essere magnificato nella produzione letteraria da tutti
quelli che abbiano capacit di farlo: paragonato da D-503 a un asintoto retta simbolo di unavveduta progressione logica provvidenziale deve attrarre a s qualsiasi curva (ossia, fuor di metafora, soggetti e contesti non ancora conformatisi su
altri pianeti). In tale mondo trovare le soluzioni di esercizi matematici pu essere
un rilassante passatempo.
Le persone sono chiamate numeri, in giro si cammina in file per quattro.
Nelle scuole gli insegnanti sono stati sostituiti da macchine sonore recitanti le lezioni. Ci che ragionevole/razionale portatore di bene (la buona schiavit della
ragione). Il grado di felicit di questa societ, ritenuto ineguagliabile (una felicit matematicamente perfetta), merita perci di essere esportato a tutti, in un cogente obbligo a carico di chi agisce verso tale meta da un lato e dallaltro di chi
deve condividerlo (volente o nolente).
Lo Stato Unico zamjatiniano ha superato la dialettica di guerra fra i singoli
Stati in una positiva crescita delleticit tramite un passaggio reputato da Hegel
impossibile nellottica della sua epoca: la comparsa di un arbitro superiore ai contendenti. Esso rappresenta lassorbimento condotto dalla Ragione universale (lo
Spirito s facente mondo e storia) di ogni realt terrestre per s in un insieme organico e unitario del razionale in s e per s che rivolge la dialettica statale, adesso, a un livello interplanetario.
Questo piano volto allesportazione del razionale dello Spirito il quale ora
deve riappropriarsi della coscienza di S in sperdute civilt aliene. La razionalit
dello Stato Unico in generale, nella sua eccellenza, la risposta a quelle che potrebbero essere le critiche di un Adorno sullirriducibilit della storia a una ragione
universale. Alla fine della nota 1a del romanzo compare una figura della dialettica
hegeliana allorch D-503 afferma di essere lui un soggetto agente, ma al contempo
nega che quellagire si incarni in lui: emerge il concetto dellalienazione lavorativa
a spiegazione di ci.
D-503 ci informa che sta lavorando al progetto dellIntegrale lastronave
che porter il verbo razionale dello Stato Unico nelluniverso con un grande trasporto danimo, infondendo s in un oggetto da consegnare in mano statale.
Notiamo una dinamica ricalcante la hegeliana contrapposizione servopadrone, dove il signore costringe al lavoro la servit che, non avendo nel padrone un polo di riconoscimento, costretta ad arginare il suo desiderio di soddisfazione immediata a causa dellattivit lavorativa, nella quale il signore la intrappola
allo scopo di mantenere il suo soddisfacimento immediato. Pertanto il lavoratore

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come D-503 sottolinea pone la forma della sua vitalit nel prodotto alienandosi, e
smarrendo limmagine del suo essere nel momento in cui se ne separa attraverso
lappropriazione del signore (qui lo Stato).
questa una dinamica rilevata da Marx nel rapporto capitalisti / lavoratori
proletari (detti ultimi sprovvisti di una coscienza di classe, a creazione della quale
deve intervenire il Partito comunista nella funzione di mediatore: vediamo la figura della coscienza infelice ribaltata nel caso di un mediatore che vuol riconciliare
il soggetto con unessenza che questultimo n vede n anela; il Partito marxista
promotore di una reale coscienza felice non nellaccezione marcusiana per
mezzo di quanto offre e prospetta). Lo Stato Unico zamjatiniano sembra aver dato
col suo partito ideal-razionalista la felicit agli uomini grazie alla consapevolezza di
essere animali logici. D-503 tesse lelogio del taylorismo, la teoria sulla produzione
industriale che suggerisce nella scomposizione delle mansioni del processo un espediente mirante a velocizzarlo e a renderlo pi fecondo: la catena settoriale lavorativa per fa perdere professionalit al lavoratore che, intrappolato in una specifica e singola fase, smarrisce altres la percezione dellintero ciclo produttivo. Lo
stesso D-503 non mancher di osservare nella 15a annotazione che, cos facendo,
tra macchinario e lavoratore scompaiono le differenze (reificazione della persona).
legittima allora laccusa weiliana allapparato statale marxista, generalizzabile
per il contesto di Noi, di sostituirsi nella condizione delloppressione a una pluralit tirannica (l di capitalisti): lo Stato Unico e quello socialista divengono regimi
disumanizzanti e liberticidi nei confronti di una moltitudine di soggetti, formalmente dichiarati soci-tutelati-dal-diritto-nel-consorzio-pubblico, ma nel concreto
sottoposti a un hegeliano signore del mondo.
Lottima situazione originaria della natura umana elogiata da Rousseau, filtrata dalla filosofia della storia di Fichte in modo escatologico, giunta a Marx nella sua teorizzazione dellanarchia come storico finale stadio dellumanit: a tale
catarsi sociale dello Spirito si accosta lo Stato Unico di Noi, realizzazione a somiglianza del concetto puro dello Spirito in s e per s, Stato che per diventa oppressivo della natura umana nella misura in cui questa non pura capacit di ragionamento logico.
Il Benefattore, al cui vertice sta, dunque un padrone del mondo che ha
svuotato gli individui della loro vita concreta, di unautentica possibilit di esistenza sociale. Gli abitanti del pianeta Terra descritto da Zamjatin non sono annoverabili in un pieno regno della vita (animato non solo da facolt logico-razionali):
il Benefattore ha preferito uccidere entrambi i cavalli della biga del Fedro, piuttosto che spronare il migliore dei due. Oltre alla ragione luomo ha aspetti emotivi
e passionali, la cui presenza nellindividuo si pu gestire, per non distruggere in
quanto possibilit. Nella nota 5a viene affrontato il tema del trattamento della libido da parte dello Stato Unico. D-503 ricorda che sono le pulsioni libidiche a condi-

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zionare il corso della vita, e che pertanto al fine di un controllo razionale su di essa
necessario che queste siano tenute in pugno. Lapprovvigionamento alimentare
non pi un problema, n tanto meno la pulsione erotica.
Una Lex sexualis infatti garantisce una forma di desublimazione repressiva
marcusiana: ogni individuo libero di richiedere i partners sessuali desiderati, i
quali gli vengono offerti rispettando un formale calendario di incontri pianificato
a monte da un apposito ufficio pubblico sulla base di un esame ormonale che stabilisce la misura dellesigenza. Si capisce che la razionalit abbia spinto la vecchia
sublimazione libidica fuori del luogo di possibilit di produzioni culturali integralmente razionali, e che abbia circoscritto leros al solo ambito di gradevole esercizio sessuale fisiologico.
Leros nemico dello Stato Unico, ma non pu essere cancellato dalla natura
umana, perci viene diminuito al massimo il suo raggio dazione in uno spazio di
soddisfacimento diventato innocuo. Hegel ritiene il congresso carnale una vocazione del singolo ad attuare la superiore dimensione del genere umano, il quale
puntualizzandosi perde la sua unit ideale.
La copula serve allo Spirito allo scopo di recuperare la distinzione dei generi sessuali nellunit dinamica dello Spirito in s e per s: in particolare il maschile
il lato sessuale che si adegua e asseconda liter e i disegni dello Spirito alla volta
del livello etico statale, mentre il femminile rimane ancorato alla personale individualit del soggetto umano (in relazione alla famiglia il maschile centrifugo, il
femminile centripeto)1.
In tal guisa hegeliana lo Stato Unico zamjatiniano mantiene la sua razionalit, e insieme attua una circoscrizione dellaltrettanto razionale (e indelebile) sessualit: la scomparsa della famiglia rientra nella rimozione di una categoria etica intermedia, alla lunga superata e soppressa dallevoluzione dello Spirito in direzione dellin s e per s concettuale.
Lantifemminismo hegeliano si esemplifica in Noi nella 7 a annotazione,
quando D-503 rimprovera a O-90 la deficienza femminile di elevare il pensiero ad
ambiti meno immediati (che siano dunque astratti) per via dellancoramento a visioni inadeguate e inappropriate della realt.
Al principio della 2a nota D-503 fa presente il rischio per la riflessione razionale proveniente dalla contemplazione della natura, tuttavia non pu fare a
meno di essa, bench si meravigli dellingenuit della poesia antica: si intravede
una dicotomia di fondo che vorrebbe opporre la ragione alla natura, la civilt al
Con lobiettivo di riflettere sulla misura in cui lAntichit abbia potuto influire su
Hegel in questi argomenti, suggerisco la lettura di una mia analisi (Antropogonia
e androginia nel Simposio e nella Genesi) inserita nel saggio Danilo Caruso,
Considerazioni letterarie (2014).
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caso e al disordine, allinterno della nuova maturit dello Spirito nellapparato statale totalitario paventato da Zamjatin.
Egli ribadisce a proposito dellinterpretazione dei suoni e dei movimenti
nel cantiere di costruzione dellIntegrale, dicendo che si tratta di una danza illuminata dalla luce di un nitido cielo primaverile, quanto detto prima riguardo alla
condizione del servo: quel balletto ha una bellezza derivatagli da una situazione
che non lo vede svolgersi in una dimensione di libert e che lo rinvia allorch protagonisti sono gli uomini a una forzata aspirazione, a un desiderio superiore della
mente. E ricorda il modo in cui la percezione di detto vincolo di sottomissione
allobbligo fosse vissuto con intensit nel passato quando rammenta che la danza
caratterizzava significative cerimonie (religiose e pubbliche): ma ci per D-503
serve a dire che anche nel suo tempo c quello stesso clima spirituale (da lui colto
al cantiere). Per Hegel la danza nella sua dinamica si adegua a una norma, non
caratterizzata da accidentalit nelle movenze.
Nella partecipazione alla marcia/passeggiata descritta in detta 2 a annotazione di D-503, il protagonista centra su di s un punto di vista della realt come
se stesse iniziando un percorso fenomenologico hegeliano dello Spirito (parla di
un suo meccanismo mentale associativo di quellevento in maniera dialettica o
negativa collegandolo a un quadro novecentesco).
Tant che il suo sguardo dattento incanto viene rilevato da I-330, la protagonista femminile del romanzo, con unacuta osservazione: egli sembra essere
lartefice del reale che lo circonda (ivi compresa lei medesima) a guisa del Dio veterotestamentario. La conversazione con lei, per, lo colpisce, dal suo canto, perch ella coglie lanalogia, nella e della sua precedente riflessione, fra passato e presente: gli esseri umani non sono dissimili in linea diacronica.
Al rammarico di I-330 a causa di questa verit, D-503 replica con un sussulto di fanatismo scientista sulle capacit di miglioramento per luomo fornite dal
progresso: la reazione di chi vuol apparire razionalista allorch I-330 introduceva
cosa di cui lui si rende conto, alla conclusione del dialogo, ricevuta da lei una richiesta di rivedersi un elemento, non razionale, di disordine nella sua mente.
Il Muro verde, al di qua del quale vivono gli esseri umani dellepoca di
D-503, il simbolo del limite, del negativo, che lo Spirito oppone a s; al di l
come detto allinizio della nota 2a vi la Natura, Spirito per s, abbandonata. E le
vicende della civilt terrestre sottolinea D-503 sono state caratterizzate da un transitare verso stili di vita sempre pi stabili sul territorio con la sparizione del nomadismo: vale a dire che il dinamismo dello Spirito si acquieta nellesteriorit, e
riprende maturo di una nuova coscienza in altra veste razionale.
La vita di questa societ scandita dai ritmi indicati da una precisa normativa delle ore, un piano per le attivit quotidiane il quale sincronizza tutti i suoi
appartenenti verso lo stesso comportamento, con leccezione di due soli buchi di

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autonomia (unora pomeridiana e una serale). Cosicch ognuno appare ingranaggio (o accidente spinoziano) di una medesima sostanza (in senso lato, o Spirito)
che si attua secondo unalta logica di gestione. D-503 dice esplicitamente di sentirsi un momento di un ente superiore (una parte di una grande, potente, singola entit). A lui sembra assurdo un genere di vita molto libero simile a quello passato,
che non aveva unetica impostata matematicamente, in cui la verifica della bont
non fosse il risultato di qualcosa equiparabile a unoperazione di calcolo (sulla falsariga dellalgebra logica di Leibniz).
Un genere che lasciava troppa libert al caso e non pianificava il dettaglio
in modo universale. La felicit paragonata da D-503, nella 5a annotazione, a un
rapporto frazionario: gioia/invidia; se linvidia 0, il risultato . Il poeta R-13
stima, senza entusiasmo, gli esseri umani nel suo mondo una gioiosa media aritmetica (una razionalizzante aurea mediocritas oraziana). Adesso la scienza dello
Stato Unico, metafora del materialismo dialettico, o per dirla meglio con Hegel, Sapere assoluto (dello Spirito conosciutosi nella qualit di concetto), prende atto della
disintegrazione di tutte le fasi di precedente consapevolezza per s, che aprivano
finestre a quegli stadi considerati disordinati dal razionalista D-503: il pensiero ora
si volge allelaborazione di schemi esistenziali ispirati alla purezza del ragionamento logico-matematico (tappa pi elevata del cammino dello Spirito in s e per
s, del quale lo Stato Unico incarnazione in terra nella sua eticit matematizzante). Il nome di Kant ricorre nel romanzo a guisa di metafora (bersagliata da D-503)
di un pensiero non totalitario nella vita. La regolarit un valore. Lomologazione
un dovere, legge etica: luguaglianza bene, lintraprendenza della diversificazione male. Si scontrano qui due principi classici, la libert e luguaglianza (in apparenza antitetici: destra e sinistra), che lideologia della Rivoluzione francese fece
propri unendoli nellequilibrio e nella mediazione della fratellanza (una prospettiva ideologica e un auspicio programmatico, i quali purtroppo rimasero non concretizzati dalla borghesia capitalista).
Il tutto fu poi ripreso a met 900 dal peronismo: lescudo peronista simboleggia bene questidea di solidariet e di collaborazione sociale a garanzia del benessere sociale. Smembrare nella proposizione pratica la triade ideologica libert
galit fraternit porta a ideologie a loro volta parzialmente rappresentative e disgregatrici del cosmo sociale (un male cui bada a non incappare il peronismo: tercera posicin, non antagonista tra liberalismo e comunismo)2.
I bambini, che una volta erano propriet privata, adesso non hanno pi
una primaria posizione di partenza, nella crescita personale inquadrata allinterno
Al fine di iniziare ad approfondire la conoscenza del giustizialismo peronista invito a leggere le sezioni a esso dedicate in una mia opera: Danilo Caruso, La morte delle ideologie (2011).
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di un ambiente familiare, ritenuto pericoloso per lomogeneit sociale (su analogo


formale piano sono lantifamilismo platonico, certo antifamilismo misogino hegeliano e la bocciatura marxiana della famiglia borghese). chiaro che, dopo la molteplicit degli Stati, lo Spirito nello Stato Unico abbia fatto fuori pure la famiglia (in
cui appunto Hegel vedeva non solo importanti e fondamentali lati positivi, ma anche aspetti deteriori legati alla componente femminile poco propensa a condividere la subordinazione familiare davanti agli interessi collettivi: i quali nel futuro
dopo Hegel e Marx Zamjatin immagina prevalsi in maniera netta nel rispetto della dialettica hegeliana prima e marxiana poi). I sogni, con il loro corredo simbolico
inconscio tendente a sfuggire alla razionalizzazione, sono giudicati una patologia
della psiche. La creativit artistica, altres, considerata un disturbo mentale poich fuoriesce da un logico circuito di produzione che rifiuta la vena per cos dire,
pitagorica. Ecco la hegeliana morte dellarte romantica, unarte che aveva perso
lequilibrio espressivo forma infinita / contenuto finito nella rappresentativit dello
Spirito a vantaggio dellaspetto soggettivo sentimentale, cio di una interiorizzazione la quale laccomuna e laccoppia alla religiosit (cristiana), ora nello Stato
Unico zamjatiniano divenuta interiorit concettuale.
La produzione artistica nellestetica hegeliana il frutto della dialettica forma (spirituale) /contenuto (materiale): la materia va soccombendo a gradi alla coscienza assoluta, cosicch dopo larte romantica la materia da in-formare non
stata la Natura (Spirito per s, gi riconosciuto e riassorbito nellin s e per s concettuale), bens linterno del soggetto (in direzione del quale marciava lo Spirito
produttore darte). Pertanto la rappresentazione artistica ha avuto come oggetto la
psiche umana, dapprima nella sua veste inconscia3, ed infine nello Stato Unico dovrebbe avere il solo lato scremato logico (qua larte sopravvive in quanto elemento
del razionale corredo scenografico statale).
Allesecuzione musicale di I-330 nellauditorium (v. nota 4a), tenuta allo
scopo di dimostrare larretratezza e lincivilt delle societ precedenti, D-503
colpito da uno straniamento di fronte a quellindottrinamento dello Stato Unico,
dal dubbio che pare lincipit di unantifenomenologia di identificazione e scioglimento in quelleticit dello Spirito ormai matematico informante larte con puro
criterio concettuale senza lasciare largo al genio estetico (le cui armi sono il talento
e lispirazione).
Nel contesto della 9a annotazione D-503 definisce il bello quel che razionale e utile. Egli dipinge alla fine della nota 5a la sua societ informata dalla nitida operativit logica, la quale ha un potere purificatorio sulla realt che impronta:
Un esempio di ci pu essere la pittura kahloista di cui ho parlato (Il simbolismo esistenziale di Frida Kahlo) nel saggio Danilo Caruso, Considerazioni critiche (2014).

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la qualifica un potere divino che tutti dovrebbero assecondare appieno. Qui


compare lo Spirito, il cui livello di razionalit ormai richiusosi nel concetto, mostra
il suo riflesso etico nei modi pi puri della possibilit del pensiero di farsi mondo.
Tuttavia, sebbene gli imprevisti siano studiati in anticipo e tenuti preventivamente in considerazione, non tutto fila liscio secondo ragione: lo stesso D-503
nella sua riflessione avverte un quid di incertezza, insicurezza, come il viandante di
Friedrich che contempla il sublime (a lui la nebbia incute un senso di paura). La
sfera sociale non ha raggiunto una completa eticit razionale, e chi stona col suo
comportamento nellarmonico coro dello Stato Unico viene ripreso dalla giustizia.
Si celebrano infatti pubbliche e solenni esecuzioni capitali ufficiate dal Benefattore
in persona (Hegel ammetteva la liceit della pena di morte)4.
Linquisizione della Ragione nello Stato Unico rappresentata dallUfficio
dei Guardiani: le spine della rosa, protettori del delicato fiore dello Stato;
spie li chiama O-90, mentre per D-503 sono angeli custodi. Ogni cosa deve essere pianificata, e le due ore di libert quotidiana sono viste da D-503 di mal occhio, costituiscono motivo di preoccupazione. La pianificazione totalizzante ricercata in questo mondo futuro il riflesso della hegeliana razionalit (Vernftigkeit)
della Realt (Wirklicheit). Quando Hegel scrive nei Lineamenti di filosofia del diritto was vernftig ist, das ist wirklich; und was wirklich ist, das ist vernftig dice che quanto progettato/programmatico nellIdea diventa necessariamente Realt di fatto per gli uomini, e viceversa tutto quanto Mondo frutto integrale di
quel voluto piano sintetico. La razionalit del reale non si riferisce a una sua effettiva positivit in ogni suo passaggio allo sguardo degli esseri umani (infatti non
cancella il possibile trauma del negativo razionale).
La suddetta espressione hegeliana tautologica non solo in senso logico
(razionale=reale), ma pure ontologico (reale=razionale): lIdea (Spirito) che si
muove verso lantitetico (negativo razionale) e il sintetico (positivo razionale)
quel razionale che va verso il per s del reale, tuttavia il movimento rimane nellin
s e per s dello Spirito.
La facciata concettuale la stessa di quella reale (c un comportamento analogo al linguaggio umano nello Spirito soggettivo, che smaterializza le cose e le
priva della loro autonomia), ed entrambe recuperano lunit, smarrita solo davanti
allosservatore, non per lo Spirito, nellin s e per s di questultimo. Nellambito
della determinazione al lato della visuale temporale, nella moneta dello Spirito, corrisponde un rovescio non esistenziale ma concettuale: le determinazioni concettuali
sono accostabili alle idee platoniche nel fondare la conoscenza e lesperienza.
Sulla condanna capitale invito a leggere una mia riflessione (Per la moratoria
della pena di morte) riportata nel saggio Danilo Caruso, Considerazioni critiche
(2014).

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Da un punto di vista logico-formale in Hegel reale vuol dire razionale, e viceversa da un punto di vista ontologico razionale vuol dire reale (ossia progetto in
atto, non pi visto in maniera astratta, separato, nellintellettualit tetica). Lo Spirito dal canto suo per non si formalizza in tali distinzioni, rimane semplice, unitario e dinamico: il secondo assioma nellaffermazione di Hegel su citata segue dopo
perch egli prende le mosse dal concettuale. Ma dal punto di vista dellAssoluto
non c differenza: in s e per s tutto , in atto, concettuale, o razionale, e reale in
unidentit semplice. Allorch Hegel dice che lAssoluto luguaglianza e la semplicit relazionantesi del S rientrato ricorda nellindicare la semplicit dellinsieme e
luguaglianza del S con laltro-da-S le relazioni che la teologia cristiana stabilisce
riguardo alle Persone della Trinit: una sostanza divina semplice in cui la distinzione relazionale originata dalle processioni ipostatiche suo attributo generale in modo tale da non comprometterne unit e semplicit.
Hegel rivela anche una eco stoica. Come lo Spirito in s (dinamizzazione
della res cogitans) si traveste inconsapevolmente per s e si fa oggetto (res extensa
dinamizzata) estraniandosi, cos pure nellanalisi stoica dellazione di passaggio
dalla parola pensata alla parola detta si va da una potenzialit di comunicazione astratta-intellettiva che si diversifica nellespressione esterna attualizzandosi in
qualcosa di concretamente esperibile (suono e scrittura) al concretizzarsi di un
obiettivo gi in nuce nel livello dellin s (del pensato universale) che muta profilo
nellespressione in favore delle sfaccettature del particolare: ritagliando il significato nelluso nel modo in cui sostiene Hegel a proposito dello Spirito approdiamo al vero (che non vuoto e immobile universale).
La dicotomia immanente Idea/Natura rievoca altres quella dello stoicismo
fra eghemonikn e materia, sicch la serie delle determinazioni concettuali dello Spirito in s appare ragione seminale (logos spermatiks) della Realt. D-503 rifiuta la
vecchia societ in cui la fantasia e i fattori occasionali erano importanti e a volte
decisivi, predilige questo nuovo mondo in cui si pu volgere (quasi) tutto in termini matematici, il che simile a riportare la realt sugli assi cartesiani, razionalizzata in una funzione di cui si possono conoscere tranquillamente le coordinate
di ogni punto: mentre i punti della vecchia societ generavano una linea in buona
parte imprevedibile e paragonabile alla somma degli itinerari di un pallone di calcio in una partita (risultato di una logica libera e fantasiosa aperta a sviluppi casuali non prestabiliti a priori: si vedano le sue parole alla conclusione della 25 a annotazione in occasione della protesta contro il Benefattore).
Nello Stato Unico specchio del fondamentalismo della Ragione fumo e
bevande alcoliche sono proibite. Inoltre non esiste segreto di corrispondenza: le
lettere sono prima esaminate dallUfficio dei Guardiani, e poi giungono al destinatario. Anche le conversazioni in spazi pubblici vengono sottoposte al controllo dei
Guardiani, dopo essere state registrate. Tutte le costruzioni di tale societ descritta

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da Zamjatin (abitazioni, mobilio, etc.) sono fatte di materiale trasparente, non esiste nessuna privacy se non per gli appuntamenti sessuali, durante i quali si pu
schermare la propria casa dagli sguardi altrui. Questultima circostanza di mancata trasparenza pare a D-503 una causa del superato atomismo sociale (nella Fenomenologia dello Spirito: le figure delledonismo, della legge del cuore, del cavaliere della virt e del regno animale dello Spirito). In Hegel privato indica una
categoria di enti tolti (privare-di) alla gestione di una potest superiore e generale
(lentit statale).
La societ civile, il momento del privato, nelle tappe delleticit dello Spirito oggettivo il momento negativo razionale (dialettico), quindi lo Spirito che si evolve nella sua dinamicit tende a sopprimere la privatezza nellaffermazione di
nuove forme di razionalit (come lo Stato Unico supera i singoli Stati, cos in esso
non vi pi famiglia, societ civile, privacy).
In Marx la propriet privata rappresenta un freno alla potenzialit produttiva, la quale se generalizzata (collettivizzazione soprattutto degli strumenti produttivi posseduti dai capitalisti) porterebbe a unorganizzazione maggiormente
efficace nel campo della produzione.
Lunificazione della societ terrestre sotto un regime di razionalit che abolisca le classi, la propriet privata, la famiglia, il mercato, in parole povere la struttura capitalistica, agli occhi di Marx un passo in avanti, inevitabile, della Ragione
storica mossa dalla dialettica, secondo lui, tra opposti schieramenti sociali in merito alla produzione di beni: prassi del lavoro umano sostituita lumanit allo Spirito
nella autoponentesi regia del Mondo che lega soggetto-e-oggetto in una relazione organica inscindibile. Il materialismo storico la dottrina marxiana sulla razionalit della storia umana, una razionalit il cui fine nellideale di emancipazione dellumanit quello di stamparsi sul futuro5: non c alternativa allo Stato
etico socialista (e a quella che dovrebbe essere la sua dissoluzione nellanarchia),
non lecito per Marx deviare dal profetico cammino indicato dalla sua filosofia calibrata a intervenire sulla realt.
D-503 spiega che in rapporto alluomo la facolt di compiere un illecito
legata alla sua libert personale, quindi privato della libert lindividuo razionalizzato dalla categoria etica superiore (lentit statale): egli agir allora assecondando il meglio (la razionalit del reale) in questa nuova libert dello Spirito che
si presume lo trovi compiaciuto; per lui una libert sui generis, qualcosa che si
avvicina di pi a un destino di elezione (a salvazione), una predestinazione (luterana), una Provvidenza (salvifica). Non dissimile il ragionare di Hegel, il quale
NellOceania orwelliana chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato. Una mia monografia dedicata a 1984: Danilo Caruso,
Il Medioevo futuro di George Orwell (2015).

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Danilo
Caruso

vede nella pena il risanamento dello e nello Spirito (oggettivo) di una ferita spirituale (reato): il vulnus che determina una colpa prodotto di una volont dissonante
(la Ragione la quale fa eccezione a s), sul cui responsabile si impone la forza razionale, risanante, espiatoria, della pena (imposta dallo Spirito nei panni di Ragione che si riprende, riconosce, nella centralit della propria volont consapevole).
Nella nota 20a D-503 valuta la punizione inflitta dalla giustizia statale un
diritto, e nella 22a dice che il colpevole non era pi un numero, era solo una
creatura umana, che esisteva solamente come sostanza metafisica di unoffesa rivolta allo Stato Unico. La razionalit hegeliana del reale pare essere la traduzione
del concetto luterano di predestinazione (la teoria del migliore dei mondi possibili
di Leibniz e la concezione metafisica del suo divenire sembrano avere uguale radice). Nel pensiero di Hegel fra religione e storia media il concetto di Provvidenza di
Dio (=Assoluto).
Egli stato un teista cristiano-luterano, cui da un canto i religiosi protestanti rimproveravano una visione spinoziana e panteistica delluniverso, e di cui
dallaltro i pensatori laici respingevano linclinazione religiosa confessionale.
Nella Scienza della logica Hegel sostiene che detta branca del sapere in
quanto studio dellIdea astratta dellAssoluto riveli lessenza di Dio (la quale
precede lo stadio dialettico negativo del per s di Dio creatore).
Come in precedenza lIlluminismo tedesco, non rigetta lesperienza religiosa, anzi la legittima, armonizzata e ben integrata, nellambito del suo idealismo e
nel contesto della realt storica, col ruolo di fase significativa e imprescindibile
grazie alla sua trama intersoggettiva: una religione, per Hegel, tale nella misura
in cui un vivo fenomeno collettivo (un culto), e non si blocca nellintimo personale (una devozione). Il pensiero hegeliano accosta il valore della religione e della
filosofia: entrambe, ognuna a suo modo, spiegano e risanano la relazione uomo (finito, io empirico) / Dio (infinito, Assoluto).
Ma in maniera apertamente concettuale solo la seconda, che conosce la Verit (lAssoluto) lucidamente dietro i segni religiosi che a concetti rinviano: la messa
in scena nel teatro della religione dove gli attori mascherati sono i concetti che saranno svelati dallo Spirito nella filosofia.
Parallelo alla rivelazione (cristiana) lo svelamento concettuale filosofico.
La religione in Hegel la logica dellIdea storicizzata e mascherata in rappresentazioni, lungo la linea dello sviluppo dellautocoscienza dello Spirito che riguarda la
soggettivit umana, protesa a superare il dualismo finito/infinito a vantaggio del
secondo (ossia dellAssoluto) in cui il primo si risolve. Le religioni positive sono le
filosofie degli ignoranti, la filosofia la religione degli istruiti: non per questo dietro le prime non si cela e qua Hegel weiliano ante litteram un momento dialettico della Verit (rappresentato in forme preconcettuali, che nel Cristianesimo
avranno rappresentazione perfetta per quanto attiene alla sfera religiosa). Le te-

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Caruso

stimonianze dimostrano che Hegel un mancato pastore luterano nutrisse una


sincera fede religiosa, la quale egli medi con la personale riflessione filosofica
nella produzione del suo idealismo. Perci se gi era difficile porre Hegel fuori di
Hegel (c chi ci vede il dottor Jekyll, chi mister Hyde), pare assurdo porlo al di
fuori della sua epoca proiettandolo nel futuro senza tener conto che egli parl al
suo tempo e che lo Spirito di domani sarebbe stato vestito in altra foggia rispetto
al gradino dellAssoluto da lui celebrato. Marx, ad esempio, mut orientamenti, e
riguardo alla religione vide un retaggio dinganno, che doveva cedere il passo alla
scienza concettuale: troppo oppio avrebbe finito col far male.
Ci nonostante il marxismo stesso fin collassumere, nei dogmi della sua
escatologia rousseauiano-fichtiana e della sua fede nella dialettica hegeliana, una
coloritura religiosa, la quale analoga alla fideistica accettazione del mondo razionalizzato dello Stato Unico di Noi. Nella 11a nota D-503 dir che tra una conoscenza che si ritiene infallibile e un sentimento di fede non esiste differenza. Nel romanzo
zamjatiniano lo Spirito ha gettato la maschera e ha sussunto la religione nella scienza, rendendo il culto dellAssoluto una forma esistenziale quotidiana nella sostanza etica razionale dello Stato Unico.
Dopo aver iniziato in qualit di causa efficiente la razionalit della Ragione
appare causa finale. Lo Stato Unico porta sino in fondo qualcosa che sembra una
nevrosi piuttosto che una saggia ragione e converte la disciplina della razionalit in una lucreziana nefasta religio.
La felicit matematica unillusione marxista postulata a chiare lettere da D503 per esempio in due passaggi nelle note 20 a e 22a: questa la maggiore saggezza, il vertice della piramide che gli uomini, rossi sudati, scalciando e ansimando, hanno scalato per secoli; ogni cosa nella societ umana volge di continuo alla volta della perfezione, e deve farlo. D-503 equipara nella 20a annotazione la
giustizia praticata dallo Stato Unico a quella della Chiesa cattolica: la persecuzione
e la repressione di eretici e apostati, antichi e moderni, una necessit etica matematica. Nella 22a nota menzioner i Cristiani: precursori imperfetti delletica statale, la quale vede nellindividualit non subordinata un male e nella collettivit il
positivo dellaggregato sociale.
Ancor prima aveva riconosciuto che lesecuzione capitale nella sua societ
si colora di un tono religioso alla vecchia maniera quando questa appare un
rito espiatorio e catartico (e non da trascurare la presenza del benefattore in persona col suo atteggiamento solenne di pontefice). Inoltre nellopera zamjatiniana
leducazione civica qualificata un razionale catechismo giuridico.
Linizio della 9a annotazione rievoca la linea di pensiero filosofico (totalitario) che da Rousseau culmina in Marx attraverso lidealismo tedesco: 1) compare il
marxiano rifiuto di un Dio (cristiano) trascendente, rifiuto 2) che sfruttando il significato della tappa fenomenologica hegeliana della coscienza infelice, respinge

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lamore agapico (in fin dei conti la religione in Marx droga nei confronti della moltitudine) 3) per inchinarsi a adorare lentit statale (per Hegel la pi alta manifestazione storico-sociale: Dio-nel-mondo); quello Stato Unico prodotto dello Spirito e
adorato nella liturgia razionale in cui si trasforma la propria vita commemorante
cos il primato guadagnato dalla rousseauiana volont generale nellultima,
menzionata in precedenza, guerra.
Ognuno deve adeguarsi al cammino indicato dalla benefica ragione, offrendo s in una riformata e concettualizzata agpe a favore della collettivit nello
spontaneo olocausto del valore della persona allo Stato Unico (tutti per lunit,
dunque; lunit per le parti principio poco idealistico: Hegel, ad esempio, proponeva infatti a sostegno del bene statale di consegnare e abbandonare il futuro dei
poveri a loro, pur riconoscendogli la possibilit di rubare allo scopo di vivere).
Nella 8a annotazione viene riportato il dibattito fra il poeta R-13 e il matematico D503: il primo osserva che la scienza un tentativo poco nobile di catturare
lAssoluto (critica la pretesa filosofica hegeliana), dovuto alla vigliaccheria, al terrore di mirare interminati spazi di l dalla siepe che al guardo esclude il cosiddetto hegeliano cattivo infinito; il secondo replica (con Hegel) che il limite (e quindi la mediazione) costituisce la base su cui si muove la coscienza (e pertanto la conoscenza). Entrambi si avvalgono della metafora del muro, molto romantica e leopardiana: il che gioca a vantaggio del poeta R-13 che vuol dar dignit a un contenuto
della coscienza non esclusivamente concettuale, non razionale, che poco prima
viene simboleggiato nellincipiente contrasto interiore di D-503 dallirrazionalit
di -1 . Limmagine del muro per D-503 quella del gi citato Muro verde che esclude il disordine naturale.
Del poco hegeliano R-13 rilevante nella 11a nota lesposizione, tenuta a D503, del contenuto di un poema che lui scriver in onore dellastronave Integrale.
Contenuto che non fa altro che riproporre la concezione dellevoluzione storica di
Fichte (presentata ne I fondamentali tratti caratteristici dellet presente): in una
rousseauiana condizione edenica gli esseri umani (Adamo ed Eva) vivevano felici,
a guisa di anime belle, un istintivo rapporto di libert con la razionalit (il cui progressivo e infinito incedere di governo sulluniverso senza deroga); lequilibrio felicit/libert/Ragione, tenuto in piedi dalla spontaneit (istinto), si spezza allatto del
peccato, che fa perdere lo status primordiale di purezza (la scelta della libert diminuisce il grado di felicit poich altera la razionalit che si converte in un potere
alienato e repressivo); la peccaminosit spinge lumanit a rivoltarsi contro siffatta
Ragione; tuttavia la scienza restituir agli uomini la giusta dimensione della razionalit soppiantando una libert nociva alla felicit. Cos il fichtiano R-13 giunge alla
magnificazione dello Stato Unico, nuovo paradiso terrestre.
Se nella filosofia della storia di Fichte loriginario vivi nel rispetto della
Natura viene recuperato tramite legemonia (vedasi leghemonikn stoico) della

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razionalit in un vivi nel rispetto della Ragione che incolla questultima e la libert, in Marx (ed Hegel) lesito uguale: libert (liberazione) = razionalit (compimento della dialettica di un soggetto assoluto).
Diversa la posizione filosofica di I-330, un incontro tra la dialettica e il razionalismo dellapollineo Socrate e Freud. Quando nella 6a nota ella si comporta
con D-503 con un conformismo ironico-socratico, ci insospettisce egli e lo urta:
sentirsi dire che lamore un irragionevole e imprudente spreco di energia umana anzich compiacerlo giacch lui da razionalista lo crede lo fa arrabbiare
dentro di s perch non comprende altri segni espressivi del volto di I-330 (gli occhi che si chiudevano a mo delle tende casalinghe durante i comuni incontri sessuali, occhi nei quali intravede un disagiante vortice infuocato che vuole catturarlo). Nella 10a annotazione, allorch I-330 sceglie D-503 come partner sessuale,
lanima bella razionalista che operava in lui crolla (angelo caduto lo appeller lei
v. la 13a nota dopo la consumazione di un non autorizzato congresso carnale, vale a
dire oltre quella comunione delle donne, non ipocrita e borghese, proposta da Marx
ed Engels nel Manifesto del partito comunista, adesso disciplinata dalla razionalit dello Stato Unico): leros scinde la sua personalit, riemerge lES, sin allora,
schiacciato nellarea della desublimazione repressiva. Il SUPER EGO della Ragione si
trova in difficolt di fronte a una sensualit di gusto decadente. Allesordio
dellannotazione successiva D-503 si trova davanti al dilemma di due io personali
scaturiti dallantifenomenologia dello Spirito, dalla psicoanalisi che il detonatore
maieutico I-330 ha azionato: il represso e il liberato/risvegliato/illuminato (una
statuetta di Buddha si trovava alla Casa antica, luogo del loro primo incontro confidenziale, la quale piangente poi lui turbato la notte sogn). Hegel considera
luomo, poich soggetto cosciente individuale, naturalmente cattivo per il fatto che
si proporrebbe nella veste di fine in s (Kant) e che si contrapporrebbe, attraverso
la sua volont, alla vita dello Spirito: il particolare che si ritiene scontato prodotto naturale e non spirituale che vorrebbe prevalere sulluniversale dello Spirito.
Qui Hegel ha ragione a non riconoscere nellanimalit naturale lessenza
umana: luomo soprattutto un ente spirituale che contempla pure quel lato di
naturalezza superato in modo dialettico.
Comunque egli definisce qualsiasi organismo naturale unit negativa nel
quadro panlogistico dellAssoluto, il quale rimane per lui lunico soggetto di cui
riconoscere la piena libert: perci gli io empirici rimangono una negazione la cui
libert personale non diritto primario.
La nota 12a offre un protagonista che vuol riprendersi dal trauma, e che si
dichiara avviato a superare lo smarrimento causatogli da questa strana Beatrice (I330), la quale pi che volerlo fuori dellinferno ce lo vuol far passare di proposito.
A tale esperienza dialettica esistenziale egli preferirebbe (?) il suo incantato mondo matematico, che imprigiona linfinito grazie al concetto di limite nel calcolo dif-

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ferenziale (lAssoluto hegeliano un continuo che pu essere compreso non perdendosi nella sfuggente cattiva infinit). La 13a annotazione del romanzo riporta
una svolta nel percorso antifenomenologico di D-503: egli opta in favore della via
che porta allinferno (fuori del paradiso panlogistico), la quale via lastricata di
cattiva soggettivit (kantiana).
Il nocciolo di detta nota pare sintetizzato in una mia lirica composta un decennio prima della mia lettura di Noi. Larchitettura dinamica evidenziata in
alcuni brani del testo zamjatiniano (i cui temi ritorneranno nella 23 a annotazione)
molto simile a quella dei miei versi.
Avvicinatasi lei pieg la spalla su di me ed eravamo un unico essere e qualcosa flu da lei dentro di me Andammo, di due
fatti uno Io non cero. Cerano solo i dolcemente appuntiti denti
stretti, gli occhi spalancati su di me mediante i quali entravo a poco a
poco profondamente Io ero lassoluto Lassorbii con i miei occhi.

Estasi (versi liberi)


Magia di un momento,
fusione, ricongiungimento cosmico,
contemplazione reciproca,
chenosi di animi,
incrocio di libido.
Unus alterae,
altera uni.
E duobus unum.

Le osservazioni di carattere critico-letterario su questa annotazione non si


fermano qui: altri due piccoli brani si fanno notare. Nel primo, quando I-330 dice:
Pu essere amato solo ci che non pu essere soggiogato, ella esprime un concetto simmetrico a quello di Francesca da Rimini nel V canto dellInferno dantesco
(v. 103): Amor, cha nullo amato amar perdona.
E riconferma la sua natura di Beatrice sui generis (nella Commedia Francesca alter ego tipologico negativo di Beatrice, la prima motivo di perdizione e la
seconda di crescita spirituale). Il secondo brano, nelle parole di D-503, assomiglia
molto nellimmagine a un quadro di Frida Kahlo (Lamoroso abbraccio dell'uni-

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verso, 1949): Il mondo intero era una singola inafferrabile donna e noi eravamo
nel suo grembo, non ancora nati, maturavamo gioiosamente.
Questultima cosa non stupisce affatto: se D-503 si smarca dal razionalismo
panlogistico dello Stato Unico, egli in quellottica regredisce, e la sua immaginazione si colloca sul piano dellarte un passo indietro riguardo a quella concettuale interiore pienamente razionale dello Stato Unico, si pone cio per forma mentis
nel periodo successivo alla romantica, nellarte concettuale interiore inconscia.
D-503 ritorna dunque allera di Zamjatin, e diviene un sovversivo kantiano:
un malato di immaginazione la facolt rappresentativa svincolata dalla percezione obiettiva del reale la quale ora nel romanzo si poteva estirpare grazie a
un recentissimo progresso della medicina (scienza che il Benefattore controllava di
persona). Dalla nota 14a egli comincia ad agire seguendo principi pratici che non
hanno la loro genesi nella sostanza etica dello Stato Unico, ma che si fondano
sullautonomia di giudizio ispirata da un senso del dovere universale (etica kantiana). Inquieto e rassegnato al peggio, disegna il suo disorientamento con il motivo platonico della biga del Fedro rivisto in chiave moderna: la biga un aereo di
cui lui, pilota, non ha il controllo.
Il problema di salute (mentale) diagnosticatogli da un medico la comparsa
dellanima (umana): lessenza delluomo, la psych di Socrate, oggetto di profonde
analisi nel campo psicologico scientifico moderno. Al principio della 17 a annotazione, quando il protagonista del romanzo si reca alla Casa antica in una passeggiata solitaria, di fronte alla natura al di l del Muro verde, investito dal sentimento del sublime trattato da Kant nella Critica del giudizio; per al posto di riscoprire del tutto la libert della sua anima ripiega di nuovo sulle idee hegeliane del limite (rifiuto dellimmediatezza) e della mediazione la quale esorcizza il cattivo
infinito (il margine di Realt che Fichte lasciava scoperto da razionalizzazione nel
progresso asintotico dellIo verso il non-Io). D-503 continua a tradurre freudianamente la sua dialettica interiore ES / SUPER EGO nel sogno (v. inizi delle note 7a e
18a; e avanti nella 21a trover la cosa persino normale e gradevole).
Svegliatosi, dopo aver sognato I-330, si mette a riflettere sulla rappresentabilit delle espressioni matematiche degli enti e sulla rappresentazione di tali enti
in dette formulazioni. Rimane molto turbato allorch richiama il dilemma di -1 :
qualcosa del genere lindicazione di un dato matematico che non si pu cogliere
in modo razionale, un concetto di un quid sfuggente alla dimensione teoretica, il
quale tuttavia dato. Il suo oggetto oltre la capacit di rappresentazione
dellintelletto: la kantiana cosa in s, pensabile come -1 , per non oggetto di esperienza teoretica diretta (il che era la partenza nella revisione anticipazione di
idealismo fichtiano della questione della cosa in s fornita da Maimon; il quale
approdava a giudicare la conoscenza della cosa in s simile allinfinito avvicinarsi
al risultato dellirrazionale 2 : qualcosa che aveva un corrispondente nella realt

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matematica e che rimaneva dunque nella coscienza, seppure a mo di simbolo di


una materia-delle-cose velata di finta estraneit alla soggettivit, questa cosciente
della sola forma imposta alla cosa).
D-503 si accorge del mondo noumenico, cui -1 rimanda, e collega il suo
male la comparsa dellanima a esso (passa dal teoretico limitato al pi agibile
pratico): comincia a pensare autonomamente, vale a dire su un piano di possibilit
non dettate dalla sostanza etica statale la quale determina in maniera prescrittiva.
Si va rendendo conto che la psych lessenza delluomo, e che tale essenza
non immancabilmente assoggettata ai meccanismi della Realt (fenomenica), ma
che ha un suo peculiare spazio (noumenico) di possibilit, il quale pu ribaltare
lassetto assoluto necessario del Mondo.
ancora un sentimento del sublime, quello noumenico contenuto in -1 , a
spronarlo in tutto ci, a scuoterlo dal suo inquadramento logico-matematico. In
questa fase del romanzo D-503 molto confuso: intravede un orizzonte nuovo dischiuso dal ridurre la desublimazione repressiva con I-330 (leros si fa mediatore
nel rapporto io/mondo), e tuttavia desidera (?) ritornare alla sua cosiddetta normalit. Verso la fine della nota egli si abbandona a una vaga visione leopardiana della
sera la quale nel suo tenore echeggia latmosfera de Il sabato del villaggio: il
preludio alla notizia che linnamorata afflitta O-90, sentendosi tradita, non lo chieder in futuro come partner sessuale.
Il sabato sera di Leopardi vigilia di fastidi. A un incontro con O-90 (v. 19a
annotazione), la quale voleva un figlio da D-503 (e che gli strappa una non autorizzata gravidanza, punibile con la morte), fa seguito da parte del protagonista un
rituale stavolta alquanto solenne proclama di rientro nella normalit razionale.
Nel testo zamjatianiano, la apparente incidentale precedente considerazione per cui la piet sarebbe grottesca e patrimonio di culture non regolate dalla matematica, e quella successiva allepisodio test citato stando alla quale il
diritto sarebbe basato sul potere del soggetto etico pi forte (lo Stato lunico a
essere libero in cui lindividuo deve proiettarsi se non vuol rimanere annichilito), offrono alla mia analisi spazio al richiamo da anteporre allordine geometrico della Realt, ancora gradito a D-503, critico verso i superficiali illusi antichi
della trattazione del sentimento di piet presentata da Simone Weil ne LIliade o
il poema della forza.
Nella nota 21a D-503 mostrer il suo assenso allaffermazione in base a cui
la forma pi difficile e sublime dellamore la crudelt. Il personale proclama di
adesso fa lapologia della razionalit nella storia, nellentit statale e nella sua giustizia: il divenire storico e la dialettica sono richiamati dalle metafore dei circoli
concentrici ascendenti e del goniometro (progressione ciclica).
Nelle parole di D-503: il grado +0, quello di origine nel fare un giro di
360, il momento tetico; il giro il momento dialettico; larrivo, il grado -0, il

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momento speculativo, lAufhebung, che supera il negativo e fa maturare la tesi in


una superiore sintesi. Il colpo di scena della 22 a annotazione, quando D-503 si
stacca dal gruppo di passeggio pubblico temendo che fosse I-330 la persona indirizzatasi a protestare contro un drappello di guardie le quali conducevano dei prigionieri, in aggiunta allessere testimonianza del suo altalenante equilibrio, dimostrazione pratica dellagire su di lui dellimperativo morale kantiano.
Egli si preoccupa che I-330 possa essere in pericolo, e si muove dimpulso
(lei poi apprezzer molto la sua intenzione): si potrebbe obiettare che sia un gesto
compiuto senza riflettere, per la circostanza e lintero contesto sono particolari.
D-503 esce dallordine etico statale (e per lui stesso la cosa da pazzi): a causa di
un impulso, ma il movente profondo a spingerlo alla violazione della prevista razionalit di comportamento un comando interiore che lui sente, un tu devi che
traduce in un tu puoi agendo.
Tale azione dalle cui conseguenze sar salvato con la scusante del suo malessere lo guida meglio al principium individuationis dellessere umano, quel
postulato della libert guadagnato da Kant in sede pratica: luomo quellessere
nella sua soggettiva e ibrida razionalit non sottoposto a una necessaria omologazione eteronoma del suo volere.
Il che gli fa concludere di essere incline a una non buona condizione, la
quale non si addice al suo idolatrato Stato Unico: la presenza della volont soggettiva autodeterminantesi che lo rende estraneo a quellambiente. Dopo i traumatici
e disorientanti effetti della legge morale, la 23a nota riporta nelle prime righe un
a questo punto immancabile e inequivocabile riferimento di D-503 al cielo stellato
sopra di lui (naturalmente la luna non una stella, per ci non ha importanza per
la retorica).
Unimmagine amletica ci viene offerta da Zamjatin allorquando D-503, trovata I-330 seduta nel suo appartamento per un lecito congresso carnale, poggia il
suo capo sulle gambe di lei (v. Amleto, atto III, scena II): e in effetti unaria amletica avvolge il protagonista, sospeso in bilico fra essere e non essere.
Dal modo in cui egli descrive lestasi in quella situazione emerge una nuova contestazione del panlogismo: leros lo conduce al livello, descritto nellestetica
di Schopenhauer, di superamento dellindividualit in un io puro contemplante
unidea platonica; il suo Assoluto nel quale sciogliersi in quegli istanti I-330. Al di
l di ci D-503 ha per lei un interesse di non esclusivo stampo sessuale, e la cosa
reciproca. Il loro love affair si distacca dal comunitario postribolo marxista reso
possibile dallo Stato Unico.
Lui ha incontrato una compagnia di interlocuzione esistenziale e sentimentale, squalificata dalle possibilit di vita ammesse. I-330 porta D-503 fuori della desublimazione repressiva, e questo realizzabile soltanto avendo coscienza di s
come , dove la ragione anzitutto individuale e libera bench

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connessa in dinamiche intersoggettive. Non esiste un Assoluto, una Ragione la


quale precede e ingloba lintersoggettivit, la quale si fa storia ed etica, fatali, matematiche a guisa di ingranaggi di un orologio.
Dio ha creato luomo libero, e nella sua personale razionalit, che universale, risiede il DNA e il codice di attuazione dellintersoggettivit (in cui si calano
figure dialettiche hegeliane), la quale lo rende
. Nella 24a annotazione D-503 cerca di ricondurre detta sua ultima esperienza estatica dentro parametri di stretta razionalit, che dapprima assenti gli sembrano poi inefficaci: quel
suo tendere verso I-330 adesso gli mostra dunque la prospettiva di fondo, che
lautodistruzione cui parrebbe spingerlo leros, tuttavia lui non rifiuta questa tensione, interpretata alla maniera di Hegel (la morte nega la finitezza umana ed eleva
alluniversale, alla totalit). Nel suo riconoscere lassenza di logica in tale episodio
si rileva lirrazionalismo della voluntas schopenhaueriana, la quale riceve una catarsi durante latto contemplativo estetico e fa di s una noluntas. D-503 non ha
raggiunto una via dequilibrio. Oscilla tra due estremi nel campo esistenziale: non
ha ancora in pugno la aristotelica via di mezzo.
La prima volta alla Casa Antica egli not statuette di Buddha e Pukin: questi sono i simboli degli estremi di quel segmento raffigurante il postulato della libert (di cui la Casa Antica simbolo contenitore). Allo stadio di nirvana/noluntas si
oppone il rigore pieno del dovere, il prender ferma posizione nel mondo non tenendo conto di s (rappresentato dal povero ed eroico Pukin). In relazione al suo
permanente, preoccupato, contraddittorio desiderare I-330, egli si esprime come
Catullo: Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. / Nescio, sed fieri sentio
et excrucior. La seconda parte (serale) di questa nota 24a cambia argomento e ci
introduce a un evento dello Stato Unico: la Giornata dellUnanimit.
Nuovamente, parlando di aspetti della sua societ, D-503 fa paragoni di natura religiosa, e accosta tale manifestazione (festa razionale) alla Pasqua. Si tratta del giorno in cui la massa, la quale egli ulteriormente paragona al concetto evangelico di Chiesa, in un rito politico plebiscitario, scontato, previsto dalla Ragione, d al Benefattore un potere assoluto. Perci tradurrei i termini del testo di
Zamjatin corrispondenti allespressione volta di solito da traduttori italiani e stranieri con Giornata dellUnanimit volgendoli con Giorno della volont generale, facendo esplicito richiamo al pensiero rousseauiano e riallacciandomi a quanto ho detto in precedenza riguardo al filo che va da Rousseau a Marx e che giunge
fino allo Stato Unico zamjatiniano.
D-503 scredita alla radice il significato di libere e plurali elezioni democratiche: il voto cantado garanzia di omogeneit della volont generale.
In questo discorso notiamo loppressione attuata dallo Stato etico di matrice
hegeliano-marxista da un lato, e dallaltro il modo in cui detta filosofia vada a esprimersi nei fatti e nelle parole con un abito religioso, con i toni del fondamenta-

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lismo. A proposito di tutto ci il caso di dire che Hegel non sbagliava quando
affermava che il pensiero filosofico (e in particolare il suo idealismo) e il mondo
religioso dicevano la medesima cosa in forme di chiarezza differente.
Se intendiamo per filosofia soprattutto quella occidentale, dai Greci in poi,
e per religione la principale dellOccidente, ossia il Cristianesimo, inevitabile
concludere che il reciproco rapporto osmotico ricerca razionale / teologia mitica abbia le sue radici nellantico Egitto. Lidealismo hegeliano e il Cristianesimo hanno
in comune ascendenze stoiche, aristoteliche e platoniche6, pertanto la conclusione
di Hegel la quale lega filosofia e religione, nel suo edificio di pensiero, non solo
unintenzione di costruzione filosofica, ma poggia su una base storica. La conseguenza negativa di tale accoppiamento filosofia-religione che lidealismo hegeliano sia passato nellazione politica con la presunzione dogmatica (religiosa) di
imporre a ogni costo una ineluttabile benefica Ragione.
Ci accaduto nel marxismo, il quale non dissimile dalloriginario evangelismo cristiano (ugualmente concretizzatosi in integralismo) in relazione a quello che attiene il trasporto ideale nella ricerca di una soluzione ai mali dellumanit.
Lo Stato Unico di Zamjatin eredita la nevrosi, la quale ha una genesi sostanziata in primis in ambito religioso, sullintegralit della Ragione o del Bene, che dir
si voglia a seconda dei casi (anche il Cristianesimo ha il suo asse nel ), e sposta la razionalit su un assurdo limite fondamentalista e dogmatico, pertinente pi
alla fenomenologia di intolleranza localizzabile presso la religione.
Nel Giorno della volont generale (v. 25a annotazione) D-503 prosegue nel solco delle similitudini religiose: il Benefattore, che presiede levento, scende dal cielo, accomunato ora al Dio veterotestamentario (il senso alto-basso nella cosmologia ebraica fra quelli strutturali: in cima alluniverso sta lAltissimo).
E al Dio giudaico, re dIsraele, viene egli accostato per via della sua non
propriamente evangelica giustizia: il biblico regno israelita un primitivo e rozzo
prototipo di Stato etico basato sulla Torah, il quale non si presenta in maniera fine
ed evoluta come la futura URSS (in Russia, Lunaarskij, componente del primo
governo sovietico e responsabile dellistruzione popolare, sosteneva che il marxismo era una delle religioni sorte dal ceppo ebraico).
Nello spazio di l del Muro Verde (muro che sembra una profezia di quello
di Berlino), nellarea del cattivo infinito, ha luogo la riunione, cui partecipa D-503
portatovi da I-330, dei dissenzienti carbonari della citt e dei Mefi (i quasi ignoti
sopravvissuti del bicentenario conflitto vinto dalla societ urbanizzata, emarginati
Circa le ascendenze del Cristianesimo consiglio la lettura, in aggiunta alla mia
analisi menzionata nella nota 1, del saggio Danilo Caruso, Ermeneutica religiosa
weiliana (2013) e di un altro studio (Lorigine ideologica del Cristianesimo)
contenuto nellopera Danilo Caruso, Considerazioni critiche (2014).

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LANTIPANLOGISMO DI EVGENIJ ZAMJATIN

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e nascosti, i quali abitavano in quella zona extraurbana). Attraverso una porta, che
a D-503 parrebbe infernale, grazie a I-330 entra in contatto diretto con la Natura
libera, il temuto irriducibile non-Io.
Alla luce del mio percorso critico e analitico non si rivela n curioso n
strano nella nota 28a il fatto che I-330 metta, sul piano evolutivo della storia, il Cristianesimo nella qualit di antecedente dello Stato Unico e dichiari la di lei fazione
avversa a posizioni cristiane.
dunque lecito definire i Mefi, a cui I-330 appartiene, pagani, cio abitanti di centri non urbanizzati e persone non legate alla tradizione di pensiero
giudaico-cristiana, la quale diede vita alla Chiesa cattolica, madre del totalitarismo
occidentale (come sostenuto da Simone Weil): lo Stato fondamentalista zamjatiniano, quantunque laico, ha radici religiose (del resto in Hegel la filosofia e la religione proclamavano lidentica cosa: il primato totalitario dellAssoluto). Esso lo
Stato pontificio della ragione.
La razionalit la quale nellOccidente ha ricevuto una componente ebraicocristiana si evoluta in forme illiberali, rovesciandosi in un eccesso che ha annientato il liberale Paganesimo, e che ha generato le esperienze totalitarie del cattolicesimo e del marxismo (ma anche del deprecabile nazismo, il quale in questa sede
non pu essere preso in considerazione poich nella prima met degli anni 20 non
ancora realt di governo): lo Stato Unico di Zamjatin ha superato dette due fasi antitetiche, e ne ha fatto una nuova sintesi.
Qua non c pi distinzione tra ricerca scientifica (filosofia) e religione: sono
diventate la medesima cosa, oggetto di culto e di celebrazione estetica concettuali.
La fede positivistica nel sapere scientifico, che dona la felicit, ha degradato la vita
umana mediante una liberticida nevrosi pitagorizzante. Questo delineato il tema
di riflessione attorno a cui ruotano le vicende di Noi.
Nel momento in cui si sopprime il cattivo infinito la libert individuale viene
a mancare, e lumanit schiava dellAssoluto di turno incarnatosi in un modello
statale etico.
Fra le suggestioni fondanti lo Stato Unico rientrano le dottrine del cosmismo
sovietico il quale innalzava il marxismo al rango di infallibile religione scientifica
che sarebbe dovuta essere in grado, col tempo richiesto dagli studi, di resuscitare i
morti, dare agli uomini limmortalit, esplorare luniverso al fine di trovare aree
per linsediamento umano.
Lidea di tali viaggi spaziali risale al fondatore del cosmismo, il filosofo russo Fdorov, scomparso allalba del 900, il quale criticava il soggettivismo di ascendenza kantiana a beneficio della collegialit, del noi che supera la singolarit. La 30a annotazione riporta il dialogo tra I-330 e D-503 in cui lei muove la sensata obiezione alla credenza che la dialettica storica possa arrestarsi in modo naturale a uno stadio uniformante i termini sociali antitetici in una sintesi paradisiaca. La

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discussione verte sul tema della rivolta contro lo Stato Unico, il quale D-503 pretenderebbe essere quellultimo livello di paradiso.
Per I-330 replica di nuovo che la vita confronto, azione, e che questa dialettica intersoggettiva alimenta il suo motore col carburante del cattivo infinito:
senza libert tutto si appiattisce e si acquieta nel pugno di unentit estranea e tirannica la quale opprime e illude lessere umano.
Accettati i termini del complotto per impossessarsi dellIntegrale, egli, tornando indietro dalla Casa Antica, si immerge, nelle conclusive righe di detta nota,
in pensieri amletici nellindecisione se farsi trasportare dagli eventi o se intervenire spontaneamente. Lannotazione successiva continua laltalena del suo animo; e
alla fine, malgrado si fosse voluto sottoporre allintervento medico mirante a estirpare limmaginazione, per amore di I-330 decide di continuare a dare il contributo da lei richiesto nella lotta contro il regime assoluto della Ragione.
E nellulteriore successiva nota 32a, quando vede O-90 e decide di aiutarla
nella sua gravidanza (la far portare da I-330 nella terra dei Mefi), esprime in maniera limpida nelle sue parole il modo in cui egli agisca seguendo limperativo
kantiano e non letica statale: Una sensazione assurda, ma io sono realmente convinto: io devo. Assurda, poich questo mio dovere ancora un altro crimine. Assurda, giacch il bianco non pu essere contemporaneamente nero, il dovere e il
crimine non possono coincidere. O nella vita non c nessun nero o bianco, e il colore dipende solo dalla premessa logica iniziale?. La maggioranza degli uomini
preferisce perdersi nella zona grigia dellirresponsabilit, simili agli ignavi danteschi che non trovano posto nellinferno vero e proprio; i pi chi con maggiore,
chi con minore consapevolezza alienano la loro essenza di libert a una totalit
la quale funge da hegeliano signore del mondo.
Cosicch, come nel racconto del test sui tre in ferie riportato al principio
dellannotazione, coloro che vengono liberati dalle briglie e dai paraocchi si trovano a tal punto smarriti che lassenza di una rassicurante consuetudine, se strumento condiviso da entrambi (oppresso e oppressore), persuade allautodistruzione il
soggetto svincolato a causa dellincapacit di rapportarsi con un mondo vero, libero, non vittima dellalienazione, il quale chiede a ognuno la ragione della sua posizione (del suo porsi), e pretende una dialettica intersoggettiva sotto legida di
una morale autonoma.
D-503, dopo la scoperta della congiura e il fallimento del colpo di mano,
nella 36a annotazione narra del suo faccia a faccia col Benefattore, il quale lha
convocato. Costui, quasi fosse Hegel redivivo, si rivolge a lui e gli ricorda il ruolo
degli uccisori di Ges nella Crocifissione, che laccanimento subito dai Cristiani fu
poi da loro volto con rinnovata intensit sui non Cristiani, che il Dio di queste seconde persecuzioni era quello del Vangelo: in parole povere sottolinea la necessit
del negativo in senso stretto, vale a dire che una (marxiana) matematica felicit per-

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fetta esige un uso della violenza a vari livelli sugli uomini; tale beatitudine paradisiaca, alla quale lumanit ha ambito, una quiete nellanimo da costruire fuori
dellimmaginazione (la cui citata cancellazione grazie a un intervento obbligatoria per tutti).
Il Benefattore, al cui cospetto D-503 si sente alla stregua di unanima dannata (e frastornata) davanti a Minosse, si proclama pertanto un garante della felicit
universale. Nel finale del romanzo lanimo travagliato di D-503, che in precedenza
in un impeto romantico-decadente avrebbe voluto uccidere chi ha fatto la spia
(v. nota 35a), e ricongiungersi con I-330 (v. nota 37a), adesso in preda al dubbio
infusogli dal Benefattore (qui una sorta di Jago) se I-330 si sia servita di lui a scopi sovversivi. Un quid di tragico shakespeariano, avvolgente tutta la storia di D503 e I-330, si coglie nella 39a annotazione, la quale racconta di un loro incontro:
non colpa di nessuno dei due il fatto che il love affair finir male per via
dellimprevisto disguido (del tradimento) e dei reciproci fraintendimenti. Pure il
motivo catulliano dellodi et amo ritorner nelle sue parole allUfficio dei Guardiani
(v. nota 39a). La morale distopica di Noi tocca lanticamera dellapice alla fine
della 39a annotazione, allorch D-503, in preda allo sconforto provocatogli dal
crollo di ogni sua sicurezza matematica, si imbatte in un alter Hegel il quale gli
spiega che il cattivo infinito non esiste, che il cosmo finito, e chiuso dentro
una logica scientifica: lattribuzione della sfericit alluniverso richiama Parmenide, assertore in unidentit (statica) fra pensiero ed essere, tuttavia la prima teoria
di un panlogismo, il quale nellidealismo hegeliano avr una trattazione molto articolata e avanzata, e feconda di ulteriori sviluppi. Entrambi, D-503 e lalter Hegel,
subiranno linibizione medica dellimmaginazione: ci vuol dire che quanto di
buono cera nelle filosofie di Kant e di Hegel, col socialismo marxista, viene cancellato perch pericoloso nei riguardi del nuovo ordine della Ragione.
I-330 viene, alla distaccata fredda presenza di D-503, rinato dallacqua dello
Stato unico e dallo spirito della Ragione, torturata e destinata alla condanna capitale (con gli altri rivoltosi): tantum malorum potuit suadere ratio.
Le parole conclusive dellultima nota ribadiscono un aspetto del credo hegeliano in seguito passato in Marx: che la ragione deve prevalere significa che il
razionale deve a tutti i costi divenire reale.
In Noi Zamjatin, scrittore di notevole spessore umano schieratosi con i
suoi strumenti letterari a difesa della libert umana, ha lasciato un messaggio il
quale non mosso da preoccupazioni infondate e costellato di visioni distopiche
irrealizzabili: resta lavvertimento indirizzato agli uomini sul pericolo che possa
farsi realt in qualunque epoca un libro nero della (presunta) Ragione assoluta.

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Palermo
maggio 2015