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DELL'ANTICHE

COLONIE VENUTE

IN

NAPOLI ED PRIMI

SI

I

FURONO

I

OPERA DEL

FENICI
DUCA...

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ANTICHE COLONIE
VENUTE IN NAPOLI

DELL'

ED

PRIMI

I

SI

FURONO

FENICI

I

OPERA DEL DUCA
MICHELE VA R GAS MACCIUCCA

VOLUME PRIMO

I

N

PRESSO

I

NAPOLIMONI

FRATELLI

SI

CON PE KM ESSO DELLE DUE POTESTÀ'

MDCCLXIIII.

Digtaed oy

Google

agli eccellenti ss imi' signori
il cavaliere d.g io/battista capece

minutolo

de'principi di canosa.'
il bali'

Marchese

d.

Nicolo' di majo

.

.

d.francesco muscettola de'duchi di.melito.

antonio spinelli di fuscaldo.
d.cammillo severino marchese di g agli ati
d. nicolo' miròballo marchese di braclgliano.
d.

d.

-

giovanni columbo eletto del popolo.

A

Tempre deplorabile rovina

lentissimi Signori

mo

in

,

del

Oriente produflc

Uomini
.

do
re

ma

i

Greco Impero

l'Italia per Ior ricovero

vi

,

perciò

quegli
,

o

ci

antichi

affatto

fi

(or traile ro

fi

avellerò

fodero cominciati

Scrittori

erano

Greci

andati

Eccelvan-

bel

moki

dotti

quali alla diftriuione del

t ormai fpenro Audio delle buone

mechè
ni

,

,

Crillìanefiil

taggio nell'Occidente, che

in

a

,

a

,

,

rinafee-

Ma

rendei

e Latini

,

dimenticanza
2

fceglien-

fatto

lettere

co-

comu-

che pri,

o ben
po-

,

pochi a pochi erano COnofcìuri

colle dottiflime lor opere lo

Padre,

il

Voffu»

Cfcw»

Tomajpm

Sttdeno,

il

,

Il

{Stanchiti

,

il

fiwi/M-',

,

fecolo

vifato di andare a fpiar

a riguardo

ferialmente

che or una

,

ad abitare

modo
la

,

ma;-

il

.

dell'

il

il

nafcondelTe,

delle

origine

,

era av-

quanta follo

,

antica iìoria

da

a

elfi

Na-

varie

fedirne

con quel fervore

,

fi

or altra parte del mondo vennero

,

Invogliato

l'efimpìo

Ga/e,

e nel

,

de' fratelli

niuno

,

il

Dedtwth

il

Tounumine

il

tra le favole

della vera

parte

l'Utah,

,

CumferJW-,

per non annoverarne altri

,

lor velo

Bach»

il

il

Ljww

il

corrente

del

principio
Fo.rmt.rn

zioni

modo avanti
al mondo ad inoSigerò , l'Erà/S>,

ad ogni

:

fofTero venuti

che nel paffete fecolo
ltrarlo

il

in qualche

che è proprio del-

,

gioventù, parvenu, che chiunque, fc non viaggian-

do

,

almcn

legge.-.do

avelie acquiftata

,

zione della terrà abitata

,

non mi

qualche cogni-

potcfTe negare

,

che

per noi un gran beneficio della Provvidenza l'aver-

fia

in

ci fatto nafeere

Sommo

quella

Onnipotente Fattor

qualunque

altra felice

,

Città

,

dove

volendola

,

rendere

del tutto

e defidcrabile

,

to divinamente ha compartito de' fuoi doni
altre

o più vicine

a noi

Quindi mifurando

dalia

mia

o

,

che ognun tra noi con guflo
tire

chiunque

s'

più

l'altrui
,

/òpra tutte

lontane

e piacere

ingegnato a procurarci

doveffe
delle

farci fapere

un poco più attentamente, che

fi

è fatto

chi

a

dobbiamo

tra

regioni

.

curiofità, parvemi,

da

,

il

più che

ha unito quan-

le antiche

fen-

notizie

finora

non

Nazioni
bella

la

che fi contenti di primo volume . la VV. . . ed illuftrarle. . private noftre famiglie le viamo in . ove . che ve le che rapprefentano chi . che nel Foro porta per mio divertimento dcfiderio noftro Signori Eccellentissimi. o a caro fommó" gradimento o con . pena quella ibddìsfaccia da quali cui in Sapea pur anche. dunque . non ho efitato un momento a fceglier 1' ufo . e quan- tunque non Tempre ne Capevamo prima le pianta* . nove anni ho avufuoi Avvocati di cui ? Ec- quantunque co- . L' EE. in cui ho prefa quanto in leggendo di a notare tratto in tratto mi è fembrato confacente a quello mio difegno Qualunque fieno le mie fatiche . prefa. Antenati.bella ron lecita fortunato quello di pre'ziofo retaggio in filo che tra noi per a noi all'otturo delle cole de'noftrì prezzo fi dono tri fiefi compra . la- ci tro- riceve che al- poche ore . quello Audio pienamente non perciò . fon quelle Napoletana Famiglia EE. fe tutta non all' che la riguarda..in qua . per rintracciarle. che ne dovefli . antiche Colonie Napoletane dc'Fenici ne'noilri lidi al troviamo Tnal ci qualche poco di più Ecco nato è opera intefa a dimostrare le per fi e cura. fare.. VV. dovea : a tributare ciò dal 174. . faperne per opera loro principi . che non mia della che la prima origine alla rimotilfima del- venuta appartiene: lavoro egli è del- fi mi fono avanzate ni. il . fondamenti di loro abitazione prime le fciarla l' dalle applicazio- Avvocheria. io che per lo fpazio to l'onore di eflere annoverato co di tra' confacro in dono .

. Agoflo mdcclxiii. farete per riceverle. Napoli xvn. tà OhWigtùfs. non diffido punto. .conofca la pieciolezia go . che in grazia della novità. fetvìtur nero Michele Vargas Macriucca. colla gentilezza . come mi che poiTa concenere qualche nuova (coverta lufin- fopra quelle fatte da altri infignì Scrittori della patria noftra Storia. eh' è propria con benigno gradimento Dell' al Vollro fublimc flato. EE.VV. Devoti/. ad ogni modo ..

di sì e tal maniera . /veglia ìn me nella più giovanile . primo volume de' feguentì O pud. te parlare intorno al pregevole fludìo dell' antiebe coft . e fujficicnza . che intorno a tale argomento ieggea. delti antichità . le quali Or in afcaltar io sì frequenpreffo che ogni piamo colà faccvmfi . ed utiliflimo faggio ed un brieve . fra ebe fiffe flato fornito di maggior valore. eie in affai luoghi d' Europa ha tratta 4 te I' applicatone de' più fublimi in- vi. e da sì difficile impre/a per ogni verfo fuperiorc alle forte mie. __ era di pochi . e ad Utuftrar Uh nel corrente fi sa effer divallilo degno oggetto . nel paffuto /ecolo . f. e grata cognizione di effe . divenne di molli . . delle quali fe taluno. e di comune vaghezza : quindi mi determinai ad unire tutto ciò. qu ?»" Me empo . e quel . né dcnajo per provvedermi d'ogni valevole aiuto. . che d'altro non ragionava/i .i teforo nelle ruine dell'antico Ereelano. la quale certamente fi farebbe gran -pregio dì novità. e fclìcijfi ne /coverte . che dell: grandi . che allora a me mancava . Mlora nofìro Sovrano ce ne aprì un ampio ed invidiab. ed al prefenic altresì ne fon privo . le quali vagliano la pania . fembrandomì tale applicasiane Ìn ufansa . . mi p/rve aver fatte non poche offervazioni opportune . Dall' union di più cofe .. ed al mio ingegno. avrebbe avute pronte notizie da compilar uri opera detto effer dotata del Or . mie. e frefea età forte brama di darmi ad una buona . perchè fino dalla prima direzione de' miei jludj volle ìl Ca- Digitized Dy Google . Jr d.PREFAZIONE Nella quale fi di quello dà l'intero. e trarre il vanturgio di ritrovare la piì< rimoia origine di no- città. fenza rifparmiar né fatica . et* U fa»P" Spa*«?«ff-I<™> Monarci.

/.1 Z.a„de . ottC'icr ciò.--!. che la irucjji avuta fi non finterà cognhÙMt iti fi}ar Greco. io . difiin'mttri le altrui letterarie tizGd by Google . eÌ " '"'Pefi" giìfe . che ài Napoli tentefa. d numi "flatTi'"'*) di ™y"Ì"f' decoralo conajfat§i 7lq L"L° 'elnf-. di origine Cr f"7 "'u"ì' ^"ru 'e'"d di fare ' fil'i ma'eflri fùm '„fi '.to di rìncrefiimemo .PREFAZIONE..:. cbt In gente ti ebe ie amando di [crìvere. e fi:<. fiojìr. tardi tipprefe. Jlramcnti dì lìXìnimna M.frutice. - e dell .„ cfprejfieni diebìatajf..e fi.'.pera rimando ramo offrì la )àmaTtc "In Ìei(m«t .„.fi fa la re. mente a cenfufi . auej."SuLi'' l 'JTli ^Se U «./. torelli . tuttavia per me Palep^li ..f . aW eppeflo cemctbi pollai. „-.. R.'".i- .u'. ! hdlZcZ'"fin.co.nf e tra' fami..f.. effe Tmio fiZZ'lLl/t^bTc? Mi farebbe f. che "fi'ZnL ^tn'lùi ^inmodl ani ». perche vii firma . jViu Cavaliere mìe zio .'fi'dì queflf'Z don e adorno il mio volume... lettere degni flato h. gìufli ma Quantunque ] ?" * .. fe gli fa- "ge ZI'.J !. V ml dc: .' eie *™ P/^HZr..ìl quale con plaufi comune. che i tl'ì deli' favi . \uafifue.fh- di quefla lì accadde. di quanti ia '" '% era debitore: esercii non fifro arrogarmi quello.. come de ili ftr mieti ne reggea la cattedra VerfiJ litri e ..'.„.. taluno per farne potava. e luce ad ogni fitte della letteratura pili culla : per mia dependenza dà proftte-aolì . pataf- ! Non ''tardi moki. .-..„„<. merci la quale fi ba guida fedele. ie .«. m fi.. t. din"°. csra dì 61 fare. almeno una più ebe mediocre . prima à imprendere a e io l'argento n . fi intorno co:.'e rZih. elle fi deffero flampe mpn .hfco. volle e certeft tramai./ rulr0 m d.1. cbe'"iflrÙìfce"..

Tom. mallo cuore di che fi porca di faper di più vero : e fedendo le maniere di firivcre. fle colonie . b e di Numi .l. e /wrrii ancÉ' « f«( frinc/p» di ?Uty7» di ragione il richieggo : ed entro lofio a proporne /' ardite. . ma la maniera il franca di aver campofi. ma ne quelli vide mai ne finti .cd i ne. e che quan- di elfa fi fcrivea . gli rinvenni o manche. degli altri M cii cÙe . conquiflatafi la region Cananea da Giofuè fi rifuggirono Ira noi i Fenici: e di que- flro . volume e divi/ione . credo . e feguiri a palefar lo fteffa ni .1 quale ci pone cura. cii . ficcarne mi fono fiudiate miravolume. non per ifiruire . io non pochi. Sembrando . e fpecialmenle a Cammillo Pclleg\ il quale con afiuia g U ifa recita affaiffimì autori . e ca i fatti fiorici . più rendeva ofeura fi imprefi a /velarla. che n'han dori volumi in luce. i fio. to pili io fpinto da naturai talento . ojfcrva. che feco ci . e vicine.PREFAZIO faide. e fin ricorfi o alle favole . . re in più luoghi di quefio feguemi di leggieri abbacina . che in nofirt contrade dopo picco! corfo di fecali dall' univerfil diluvio . nè 1 quefiìfifpcrìmcn. e dalla fi- mofi Ebrea difperfione fi portarono a far foggiamo in quefle noamene fpiagge i Falegici . Or dendo . e fa travedere chi gli legge : colui peri . per abu. comechi vi fieno i . e eulte. firfi di naflra. che amando apprendere il prinfondatori di noflra cittì . che reggano .. ed a raccorre ne'propri finii . . o con/ufi ne! ragionare . ed ingombrata . e degli eroi . e rinomai ijfrmi principi di nnflra città. e di ogni Ragio- fegnatamente cipio. ne novererà quanti ne vuo!e.ed avvertire oltre tutto al mie bìfigno . . che le 'conduffero . fa e dì grave litìgio nel noflro lì rinomalo foro fi doves difamìnare F origine di noflra città colla fetenza cronologidatifi in Ime vari penfamenli . con aggiungere altresì affai brieve parlare già pronti a dsrfi in luce. ed indi altresì . che egli abbia fatto il gran libro di fua Campagna per vaghezza di diletto poco manco. amfiderm di/or- il eie lor V* innanzi . fi N volentieri t'inducono a diligentemente « E. che non dicejjì . fempiici . ovvero a'fecoli recenti : pure niuno penti . lontanarne .c di nazioni barbare. tutto ordinare fecondo l'ufo depili rinomati favj del noflro fe- ejfa alla fine ed il ni fari fc/fa mia credenza aver rintraccia- lice fetale ti veri. difcorfi. e riempie fue carte di computi innumerevoli . effendofi data fe- de agli fautori pofieriarì . veche la patria origine era il fifea . e potrei dire difdegno .*.

mutale poi dalle feguenti colonie . che non piace . che fi usi nel- Digitized &y Google .. e non pittalo volume. bo eifimta ( opera in due parli . entrerà in iftupire. ebe ci l. the finora fono fl-f cccull i . anzi alieno molto dal parlacittà/ma colui. Sapaidofi "iTia Gatta ' la guifa di rinvenire f co/lume ficcarne de' ì nomi Fenici primi ingegni . effere fenxa mu- ficcome altri ton li- e cosi ritmavano nelle pa- role ciò. il anali ne bo roetcìte . bertà .PREFAZION x panarono pieghiti a leggere tutto tii . ebe non ft non da coltro. the egnuno . fon rimafi ti E. effer rìpit/t templanii . van di con- Per non far defiderare poi vaghezza . ci grani invenzione del famefo viaggia d~U!iffe. e tbt a malti fembretà ardua imprefa . . Felice can voci antiebiffimt . tbt vantine tbiamarfi fol tanfavi amichi. anzi ca per lo pih neceffavio: perchè il divina poeta finge l'eroe Sita- dare de remi nelle noflre acque . l'animo rimane ben pago. con ordine ben ebiaro pub . e dell'Affrica le paffa veloce. che con cuor tols' induce a leggere l opera . ed il volume farebbe crefeiuto altre modo. ali'oppofto quelle del- la Grecia. perchè quando queflè due cofe . . perchè mi farei fpaziato affai lungi . Per dir eerre p'unve di il nuova . ^nen'trZ'dTnelU noftra regione mediterranea . non quello. vedrà ebe fi affi bene all' ar- ho introdotta la ai primo avvìfo re dell'origine Fenicia di noftra lerante . per render certa l'etimologia certa . fono ufi di fare . e fi ima .' e piace nell' Odiffea vederlo girare qua/i feinpre per le no/Ire fpiagge .in potuto fare f mitro manina. ìndi mi fonoflud'iato 0° ajutare tale fatica di gramatìca colla /lorica autorità . e pregio ali opera . di modo che sep- pur una legge nel lodata fi poema in quella guifa. e tutte Fenicie . m ibe . e nella prima bo ufata liberti . e nominarfi i luo- ghi del lido della noftra Compagna. gemente. di Iti che qutflt fole allentali nazioni b. il che ora non farebbe malagevole .tbe tutti ì tuo- e ben cmttpuio . di moflrare . legger Ì fcnx. ceni monumenti ti fi . argonauta di qut/ìo primo. e fi è trarne mi do meco a V etimologia tredere fiato io felice in ridurre a queft' orientale idioma le voci tare aggiungere neppure un fola elemento o . bo aperto perà il fentiera ad altri ingegni di far la fleffo per gli reflanti luoghi /otto il nofìro ciclo . torneiti il tuminofi .tbe J ombrerà importuno . che effì vogliano.it h JW a^ìu"htieTe ifla di ^CaprT.

che rinvennero in nofira regione : quindi ho avuta la forte io lieta di ridurgli con arte in- duffrìofa. come da Efiodo. «offra re- non fi ffj- ' . ansi tutti.ffe in . e di gran nome . e leale al vero. perchè ara d'eterna no/ira fama in queffi due più vecchi. ri/erbaa miei delti . rimane Ben preflo ognuno pèrfuafo. baffo fcarrer velo- appafl't da me /otto ciafeheduna. /orti pruove dere ti . . pag. eie non molto prima di lui i Fenici avevano appofìe a'pioni . fi è portala credenza . effa effondo da quelli. ed Efiodo anche da' Greci /colpita verilà non fi ravvisi . ed è quifio . ma da me /velate. nò feguenti ti ro immortali paoni pereti poco tafi la vera intelligenxa no/ita felice . onde f eroica mitolofcrittorì fi vede si confiifa . a'manii . la qui dovrei fare fcrimri . ai mare . ebe fieno accaduti nelle nojìre contrade . che ne' più nobili infingimenti ti da Omero.PREFAZIONE. e di chia ffagione negaffe. non potendo/. che ora fi fono rendure il il gran novero delle . fon divcr. padri delle favole .i quali adoperarono i/ein tempi affai rimoti .quafi dimentichi eulte favole da queffi due poeti finte ne effondami oppofio a' noftri luoghi. ed effer lungo : ed in leg. tale ne' quali fi fon lenì Omero . o nulla fi lungi f odio ed «'Napolitani ingegni .che giunta Ulifft Boxe de/crivendofi buona patte dì quella contrada . fio . non fi dìrd ffrana . cùi nella pili vectra Bluffi luoghi ci foggiornì gente orientale . e tralignante : ed i lo- loro gia . (e. . m Pagani: e fi gode o/fervere . . Omero venuto fi vai/e di voci. e cameniatori dì ogni età . e divini fi offervano della lorGrecia ffeffn. che bo /ovetto . fi/fimi i senti nomi de'Iuoghi di /crirtori Or . perchè rafano numero/. Se dunque ciò è vero re di \ì rinomato viaggio <f Ul. e ragion comune. all' età dovevano occupare fi e queffi . almeno rivaliti da più nazioni . In oltre si illuffre viaggio mi ba aperto un rea! femicro. fin compre/ . come taluno pui cremio nuovo pen/are ( da chi ha /enno fi chiamerebbe ce i pìccoli argomenti giovando qui replicar gendafi le. nomi Fenici fi sì come F è fcnxa fallire gione.e ne /offriremo invidia . queffo fecali .cbe è fiato finora occulta a favi • p<u veggenti d'ogni fecolo . il fpiegare. rinuncerebbe alfenfo.e natio linguaggio. non le mede/ime . ìnterpetrando le Fenicie voci de' luoghi fecondo H volar Greco per errore a noi felice. le pofferiori suoli . a fflimi . e perchè fona molti.

e che innumerevoli /ovrani firittori ambe Greci non gli /covrirono. ed Odiffea SÌkkoSc fi era t immenfo mare ( von il . fiati Il grandi/fimo /caglio (giacche debbo parlar di mari ) nel quale e gli antichi .r regioni . i Napolita- Mzonium biffimi felici peflore fomem . . Or l' avere /coverto . su « rinvenirla. e più fincere favole fi finfero nel nofiro fuolo. perche quefia felice coppia di poeti.anà po/e in ifcherno folfi e pungente fino dalla fiag'iont d Eratoftene vecchio geografo. ed alno non poche fi ni veggono riportate negli Aggi ungi menti nel fine dell'opera. e per tale fallo urgemifftmo neppure fi poterono mai fermare in certo . . che pregi à lumino/. le fin/ero re in Omero lavàvole . e raminghe . con affai documenti chiari/fimi .1 vafio pe. neftro brieve golfo Efioào . e' moderni hanno rotto in leggere quefii due il credere . ficcome io franco eoa . di c/uefi. e perdi in ejfi le invenzioni Omeriche . la quJe va fempre di concerto ne' pen/amenti . l che Efiodo. giacché le lor patrie contrade fono Jìate la gran parli de^no oggetti! de' toro poemi . che erano l'acque di noflta poeti ' " ùagna . 'he lo più amiche.ed Omero le trajfero colla loro feconda intonazione. e non mai { tndujfero a pen/art . e certa fede. ni e fublime da' nomi Fenici . a qua/. ma faifa. ed Efiodce fi veggono ti incofianti .colonie fi furono geme pi* conferma. fieno occulti fino a dì nofiri . Ora ognuno dee rimanere fopraffatto qttafi tutte preffo l'Oceano da profondo fltpore in penfondo come fi e pomo leggere. . ed ardito contro alla coftantt opinione d'ogni ita . col credere . che f Oceano in ejfi fife . fognai iffimamente ho ma/Irato: e perdi non fifa abile a di/lingue- il vero viaggio d'tlliffe . che nofiri e tot fapere. Io fieffo fi dica dell' immortale Teogonia di che immagini quafi tutti gli Dei nati nell' Oceano tffo fiabili/ce la maggior parte delle file . da qucfti due fonti il perdi a dovere /criffe Petronio . ed intendere Omero . fi i fiato lago. come e non . ed a male . comunemente Cratere dette . né mai aver ferma. e {labilità luogo le favole . che fonpre . orientale: c cii fi mofira con leale marnerà. e ferii ad attinge.PREFAZIONE. ed ingannevole . fino alf evidenza preffo che' nel? intera prima pane dell'opera: certamente dovrcjfimo recar- f ci a degno . ed in ammirevoli invenzioni LI n: Z Od bv Il Co . corrono gii preffo che trenta fccoli . credendogli di Greca origine le prime nofire . e anche gli avi fi furane fempre attenti . nofiri luoghi a" ej/ere tanto dipinti in due vecchi padri della poefia . che nell'Ilìade.

fi i . onde pai Europa ne truffe tante merci. tanto mi fono che efft erano 1' oggetto della fua immollai pcefia jludiato di formar tal catta . che quefl' eroe tS Itaca corre . leali teflimoni del vero Or fe taluno . Circuì. per avere /coverti veri muri.ifi de' pili in ogni età bramo . io fon pago di mia piccola fortuna d aver trovalo ntt letterario mondo un mare finora a tutti afeofo .PREFAZIONE. come avverrebbe . nella quale ncll' cuore con ordinato cònfiglio anche di molti ben diflinta lana e ben . a cui non f penneffo fingere fcompoiìiffimi diflanze\ de luoghi . farebbero flretti a feegliere uno de dui partiti . incìfa di i) fi vede . me da Ctwfitftrni. . nu Altri fen (itti. e /pctìalmente per lo vede nella carta geografia il mare del nojlro Cratere eoi nojlro regno . perchè eff. o che Omero era ignorantijpmo della geografica fetenza . ti il lor nome fia grande . onde gran dovizia fi raccoglie. che quei di mia a leggere quejìi due gran poeti sì bene- intenti meriti di nifire fpìagge ? ammirazione età. e tjfer refìii a crederla. e fpeffo fi trattiene per F ac- que della Sicilia fi . e aoa eroico poeta . perche quefìo fi è fecondo la mente del gran poeta: e l'ojfcrvare. che l'Oceano iw» * l. o almeno un romanziere . i quali te degli altri fcriffero . e nome oCEANUS. e faranno U vaiar della mia opera . né mni fu /pialo fino a quell'Oceano de' tempi dopo Omero .^ faviamen- . che fetifife la navigaxitat dUli/fe nella diflint if- DigiiLzM Dy Google . Ed in perchè efpofio in buo- no a/peno quefìo viaggio. e vajìi .- ed imprefa di far deporre daKanhno l'ardua li lo corfo di tante deggiata da tutti gli feri/tori. ferma per pià C ho mojltato e .r. eie fi agaimgeffe une. famofo viaggio . pruova cbiata- mcnte . e forfè affai/fimi prevenuti dalla vecchia. che Ulijfc per lo più gira intorno a' luoghi nojìri . fe il fuo Oceano foffe il va/lo pelago: e chi mai avrì (ardimento di ciò d'trsf avvero . il quale città fimo fempre primi favi (opinione . in oltre ci s'offerta . mi fono pnfìo in . ed oro. e cal- U vofio pelago in opera . nerimaneffero anche gli occhi paghi. per intender a dovere due rimali/fimi autori. fono i piì. che Ulijfc naviga per lo foto Mediterraneo .

come ora fono . e ridurre quefto famefo . eh impiega Uiiffi per giungere da una fpìaggia all'altra. c\e ignaratafi l'Omerica geografia te . i a verità. fm è troppo a_ vanamente penfaio . nè degli fioliafti ma Omero . come a'tempi eroici era sì ben nota l'arie nautica. lì contefi viaggio gli Strahoni. . del regno. fi i pofta da Eratofiene in ifeberno la navigazione ammejfo all' oppofio ni i nomi licemente . anzi fi è fiondata in Trinacela con un elemento dì piU anche da colla fola luce. Col viaggio. delle vicine ifile .„ JOgigi. e curiofi glia. ai evidenza ho dimofira- ebe . che ci pongono i no/tri umili' : e farà dì maraviglia. che per lo pili sojfcrva intorno al noftro mare . ro vero me mi e vecchio flato . anzi marittimi luoghi dilla noftra Campagna. e delle loro ptofrittà a belle . volume rìmefft net dunque vivo pica di mal corpo di qucjlo A ragione . ii . cotrifpondono a dovere . del variar col corfo degli an- con queft' errante eroe da fedel compagno fino fee con coraggio . Sorrento per Capri ..- PREF. xiv i lo raccolti AZION mÌF opera gF intervalli che non foli . Boriami fi F occaftcnc di parlare di quefta sì rinomata navigazione. i fi legge ora Monte Circeiio in vece dell ifila dì Ponza .Imi fm. fi Crotone . fi fu e . lento. il fermo principio lo- ta- e feguìtafi la tralignan- . co'quali it* lidi E. ficcarne e farei flato manchevole . e gran- te gravi dìfficulti la vuole di e piccoli già da . fpeciaimente F Omerigià ho awifato . ma ancora i giorni . la piccelijfima ifoletta Ttinacia è divenuta la grandijpma Sicilia. divino poeta il deferi- vi .• ì primi abitatori . perchè i nomi geofeguente età. ed al- i trui di Sicilia Ma . -. oltre ajjai altri luoghi . convengono pricifaminte a quei. e neppure di moderni cementati . ma filo per mctd . per raccogliere lutto ciò . d' Uliffe .' ' ' Digmzed&y Google . è di gran meftieri non vaterfi ni de. SUliJJe do fine alla prima parte di quefto primo ci rimafe tutte Fenicie in noftra regione che. comechè con ijìento ancora . ed >nà>> fi / favìo Cluverio con lunghìjfimo dire fenza vìncer Malta . ed il . e direzioni dil fole fon mutati grafici fi nell'infelice Tucidide firmare di buon fenno . non F aveffe àeferìtta intera . lui in Itaca. che di effa tal nazione . e lafiiati fifpefi . giunto con io .

e . re le molte S tulle Efiodo finte prejjo i elle favole per noflri lidi rag. dà lidi di nojlra Campagna fi verrà nella gran città di Na- mente feconda fi fiutarono efeofero la ftorica verità . fi mincia dal nome di Parthenope antictijfimo di noflra città . e con guifa ben di/lima . ed ifiorico tardi fi i ufeito da errore . e brìcve argomento della feconda patte di mia opera . .PREFAZIONE. rcjfringerne qui il lutto . Indi mi porto ad offervare le vecchie voci delie colline. eia le appofero i . che tanti patrii fcrittori non ne fecero ni ni ftima . . per fermo ij"piegare gl'innumerevoli nomi de'tuogbi noflri di linguaggio s! antica.fi. i quali furono i primi pargli. e con avere raccolti non pochi rm- Digitized by Google . e fi le prime fi i Phalerus . i affai più lunga della prima . anzi neppur fuggevole ricordo . ma procedendo/. ognuno i molli monumenti de' Fenici prima no/ira colonia. che darà grato piaceri. e farà amati! cofa no gli animi a crederlo. e volle fondatrice di Napoli. il quale i fritto finora fino al rmcrefcimen- fra to . xv Con avere «Urei) aggiunte d One- gh Jet Greco eroe. quindi farei di molta nici e vivo con giuflo rincrefcimento . e fi (lo fi moflra con chiarì fegnt dinotare quel nome. e le fcuopre con sì buono evento tutte orientali i lameniffima Mergeiiina .one delle voci orientali . che Fenìci cale. il quale non afofferoondo . allappaperciò fi finfe una donna. e molto. ebe Faterò fi fu Argonauta . che cingono noflra città . 5' incoogni fag. che ci ferber. colla loro e fìraniero a'Grcci di /volgerlo in favole . i quali. -per non incenderlo a dovere. che ci bau trefyiejji i Fe- . fi fa vie pih ad occu. ebe le appofero i Fenici . pereti fi i il proprio oggetto dello fcrìvere mìo . a cui foggiace . noja.no quefìi poeti . fiama nel felice feche i apprende prefli a ridurre ìtfavolefi a ctì . ebe efea dal Greco parlare. bel clima . ton buon ordine offtruare li m £ fluàìo cbn follecita cura fojlenuta anebe da' piìi culti fcrittori . Dalla àcini* di più colli fi va al lido. t via. in effa da per se pui . e mi di far deporre f invecchiata prevenzione . i quanotano nel fini quei piccoli fimmari . guefla feconda porte. come da me i induco. ed infici* a prudentemente fdegne. bel cielo . e lafciarono a me il grave pefo d'indagargli per ogni verfe.fe amaff. che i vero. E pereti poli a vedere i motti/fimi monumenti . e farci dimora: ni fi potrà rinvenir mai altro lame. ed in effe ci mi rimetto a fare diftinto . e fi fvela Megaris noflra beli' ifaletta unitamente Cai ria Sebeto ejfer detti così da' Fenici. ferà si pregio toflo . il leggere .

: /e -gli deflinì il prwcipal tempio nel tutto cii ignoraiofi da'eomenratori più dipinto luogo della città. e dar nome non tifale prima le patrie rimotijflme antichità . il quale punto da paffionc rivale . il di cui nome e ne' no/irì Greci marmi . e mi fino fpinte . e percii fi crei anche Dio. Intanto non mi rejlrìngo nelle foli etimologiche aridezze.fcrittore leggo confonde. e Greca. fpregevole miflerhfi firnbolo del gcntilefimo . eie gli orientali fi furono i primi abitatori Ai Napoli. con lutto cii fi è creduto non doverfi curare . eroe . m»-e ito p. ed a me par d' cffcrle . ed indi aver fallito in augnarle per duce anche tela. temuto di riufiirvi. ben affanno per fi Ululare. xvi i quali fono in noflra cittì . Urgente profpcrcfa in aiutare tale mio nuovo argomento . e foto colui ripugnerà a crederlo . e prcgcvdifftma. cU egli Favtffe penfato prima di me: ni mi è difpiatiulo di darmi fatica a recare molla luce al grand' aggiunto ('tij««VktS>" .'. cii è un bue colla teff I »om WCtbi.e mi /limeranno molli felice . e maggiorqucfi-Ebonc^ r quanto ci he fcritte da' Fenici Numi fi Ebrei . non che avefle Ira noi ti alta origine . niuno mi dirà Eumelo .U altre . eie . ancorché il- luflre. come je foffe un. e ebe aure/ce tanta ftìma alle verità de' divini velumi Non è rimafo qui il mio follecito . e nelle Selve ài Stazio. mi /emiri.J raro monumento per femme decoro di mia patria. comeche avcjf. Ma DigrnzM Dy Googli . ed in una delle no/tre fratrie to : divenne pai tanragguardevole . per ordinar quafi un iftoria . pui vantarne un fimìle . a rintracciar eziandio H condurtor di quefta orientai colonia. PREFAZIONE. Quanto onore reca al noflra comune fon^contenta . le quali e niente riferiate aggiungo ajfaifììme fludiaie co- . . dc'eondutteri delle colonie. perde ho /coverto . quale fi vede tanto frequente nelle noflre monete . che fi dava da mflri ne' marmi a tale Fenicio Nume . e conro. ed ardito fludh delle patrie Fenicie antichità.ettn buone ragionile valevoli documenti. che con ifdegno in ogni piì. tanto allagante celebrato eziandio da Macrobic.. che feco portarono . come era ufo far/. munenti di quefla gente. ho avuto il piacere di fapere anche i è il famofo Dio Ebone . avrebbe voluto. che hiun' altra citta. eie forte mi fia fiata U ma niente parco fe.fi col Minotauro . fama e al- . erudite. 1 Ne fono flato pago di riunire i nomi de foli luoghi appofli a noflra citta .

.'a/fai colonie Fenicie tie in divetfi pitti fi net .0. e me ONE.. tapine fi mofera nelf opera.. r .<eb.1. di . intorno alla quale affli barn.efa è fiali il benfare a rinvenir l'età .ebe le toudufft..i a.i che qui non fi pui t rimafo fcn. feri ce. t leggerlo . della nazione di Palefiina.. eie foffe no- da'noftri fiorki. Jo. . i quali giù erano in nofire /limano il tali colonie .PREFAZI dìPafinìo. alla .1 ««e.eaw xvu wtlt £»w/0 .cbe eie i Petafgi è un nome generale Toni.fiinguere il tutto con tuon ordine .e>. in ifiovrire il candisti»* dsFtnic. firn fifa.k guerrieri co» dai.ffhni eat patiate.A f. come non firn } dell'età delie trafmigra- non mai paratamente .. e forfè troed aiutato da valevoli autorità . Non fi può certamente in corto eziandio fpiegare . cucii. ./«sa rie timuffi Pauenope. all' mgam* gamma/e . fi fpiagge.". . di rinvenite il nome dell eroe . d. ..fi d. mmm dore. Meo . come di pia figli di]aa. cara. ì quali belli documenti riattiamo: e neppure fi fpinfi in Napoli. periti rimesto coloro .ic M-. e ciiarezsa brieve . So» firn. pm fecolo .e per geografico non ifcufabile errore duco aveffe il no/lro .^„i w^w/i del /- dumeto.1 fan.j. S.t. tenfofi i pii.rà forfè effe. cerne Tebe il fu» r„rfm. e conte/o.pre fofpefo mio dire quali piacerà apprende..Grecia. „am*. -.d.. eie malagevole sì f animo fiato anche oggetto del . ove mollo parla de Fenici .' trattato tante' volte ù ceti . rejìringere .tbe era la più eulta gente Orientale. e confifo . piare di e me ce* tuo. W. lo veranno il da ragioni glijntiebi poeta pofla quejlà geme folto ateo 'elio Argomento xioni Fenicie.a tata»* . in cui vennero in occidente . il e tal guifi.uno . lederle lo fieni.mp. in nofira mtà «. ferino. pretto effendoxi p. come da me fe gli i dato ordine nelle lofi difficili nuoce i' . . e fittimi ingegni i. bt potuti riporre in tbìaro.. C non par- .. difiinù a n. e perciò in Napoli . m Ceto.Ir p«i tc*. eie qualunque p.s i. e lon brevità l'apporre qui . fe non l'ernia. ed in alcune fi può fiovrìre tale età. ejfer a tutto ben dìfiìnlo \ . a' urli' opera Jlcjja.fillanto al .e fino giunto a divi/ore . che put fsmbrar mito. . da . „. ciò ma mi jpiace e . come io fioverro. quindi .o fi-m. c con quale feliee fine./. fivj . qualche cittì dell. ma ancore da un racconto. the il vanta. le oriennon filo t<m Borre ftudio alle voci Fenicie. ho mojìrato. che v'ha nel! Odijfea. . mondi ba omo .

efidà re dal cieco mai determinato .««M orcuOa'terranea ora eibregge e dovere . fpeciatmente di Omero . e il degno " i.Je . che occuparono da vecchia fìagione le noflre fptaige . e grave autorità al divino libro del Gencfi: e p.PREFAZIONE. l'intera . e a mio facendo grand' uopo parlava de' Sidonj . e propriamente di Pozzuoli .«ar.. non perni affatto eie l' a dir parola de Felafgi .cie quali dopo la Babilonica confusone fi i e le regioni. e /covrendoci dentro .ì d' fefmarrimento durato per rane. particolare di vince .e. e d'autorità. intorno il a' ™ fconvtigimento. eie veramente ì Fenici fi furono i primi nofìri abitatori . immortai Bocbarl evendo compilata la prima parte della fua ammirevole Geographia Ètra.rh> i Pelaci «. che fi leggejfe a fuo luogo di queir «. eie ci bit trafmcffo il grand' Omero . . ove veggonfi come di/erte .tgo. pecche non ptnfirono che Filerei dal famofo Fhaleg /perfion 'delle gemi . . e con por mente a ciò .intendendofi . che fi Tiri antichi abitatori di quefli noflri luoghi . è renduto chiaro. e finora non curate. Or quefle . il rutta va a iene gran lume alla (lotta ./. e^ grandi i falli anche grandi fi Alù fine alcuni io lieto. riportando il piìé monumenta raro. c de' . j. co' quali i Napolitani avean ricco traffico fecondo altro tizedùy Google . ne! Teforo delGrutero . /coli .* f ftcffi " grave. ni tradotte. xviii un popola sìv. ed oltre quel. qua! valore di pruove. ed illufhe in Greco idio- ma . oltre letame lor voci.e perdi fi rinvengono in ogni pròeie effendo flato ignoto «gli amichi . fi ripiie pih volte /eritta non v ba efempio altrove in compendio . alle geografiche' notizie. e di Paufania. anzi con perchè n'ho merito . fitto di eui accadde la fantofa di- . compio qudebe -Danto. edpofle in elaffe non fua . -Ariomento si fili. /erbacee. e fono due eleganti lettere . e nuovi fcrmeri iflrano Pclafgi non fi vede altro ri loro volumi . per non efferfi edafigno. e piteli uniche . eie fari grato ad il mio dovete . che furono imi/e in marmo. che è lo fleffi dir Pehfgi. la quale due lettere è fingolare . eie fono gli i Falegici del Pentateuco. e /aldo: e farà di flupore a tutti. i quali dovevano effere il principale fuo ometto : ma nelle menti fivie .fedeli avanzi di tal verità. ed il fuo Phaleg. . tra/eritte con tanle ifcrUieni i. nel quale da' Fenici medefimi fi confeffs .

che ne bo dette neW opera bramo . c geme in compendio . e/fendo flato finora tenebro/o. a cut pane fatta da me . e tutto vuol contraddire . r.cbe dopo sì lungo jpazio di tempo nel viaggio di S. che oltre effe t fi ben il Siamo rima/curi . Quanti luminofi fatti per la jìoria generale. n. e quali Numi adoravano. e fatica d' e/fere fiato il primo a refiituire ai toro antico bello pregio. sì ì Spetta- potranno finza peni. quali di quello i come ne pen/o . monumento penfano o in certi che furono . difamina Ed .PREFAZIONE. meZe H porre in biafimo /altrui . .i i. pili finitori delle cofi della Campagna Felice. ed il valor di mio fiudio./i-iiii: il è V. toro doveri i le voci Ratio. deatti degli jipÒfteli. che più rileva fi è . i f.„ cullo fìile. /amo lettere vorrei.. come fi perche qut- ejfer venuti in I' affai altre cognizioni . che nelle no/tre contrade da vecchi fecali ni /aggiornavano Fenici. Intanto pochi non conofieranno il meriro . . che tran sì quo/le due epifiole <T maleanec. f t„./™. ufeitì in ed . dopo sii mi /tento dì bricvi are lo /e- due epifiole alla lor vera lesione con far- di rcjìituiri le fufione . . e particolari quale erudizione /celta ho tolta da quejle lettere teggejfe cii . .C. fi dagììflranieri fi/fimo «fri in di prevenuti : 'infarto so . portarne la /piegatone molto più lungi io . come è nero' co/lume di chi nkZle fa. eie ci /aran querele efferfi molto lardi penfato a queftì dite si egregi monumenti di'noftri antichi preqi non mai ojfematì da . . quella . .irii legai è divenuta pili chiara .:n.K: cii nhno non mai da .li/:<-»:to t. Dvsam quadrati /crini due /a/fi quei . .„if. corfi . e ver/o gli o'Li fpiegazione di pili Sazio della viceftma fi orientale firiveva in Greco s*i allreil olire . che altri. marmo dì frcfio u/cìto gui bene in luci . o intera.. e preffo finito ncpji fi Roma per mezzo di quejle due .r „.e chi vi fi fabbricarono tempi. ed fia abbiamo ammirato lue-: : in Pozzuoli erano più /lezioni orientali vale fcrìveva m. . a che fervivano fine CRVM pochi anni fin . chi erano quei fiarres. ver/o quei comune lhr. . Paolo da oriente in Roma. bilame bile io l'applicazione. ed in . fi . e fin ficuro C 7.f. non piaceri fenza diffidila altri .». Fenici. che ojfer- Augufii. . ine/timabìl e quafi il pte- Digitized by Google . /. e neglette. piace delle malte co/e indicarne qui poche . che accalfico CApojlolo in Pozzuoli .

e fi è . fono fiati paghi di recate una e povera etimologia del femplke nome di effa . lì perete fono affai sì perchè i molti monumenti non erano afeofi . eh altri per provare. giufta fama con Rampare il . mi. i ptì. e fono coiì l'etimologica erudizione de' luoghi . fìudialo di rinvenire buona parte de' luoghi di Napoli ti per la lo- to natia fignificazione. ejfere veramente orientali. Ho io già avvifato a fuo luogo.PREFAZIONE. che poteffe occorrete : indi proporri brieve faggio de fallenti vilumi. t fpecialmente il ne Pellegrini nella fua Campagna. ed eziandio [età. no aver o .. e di fommo . ma forza è aver loro mercede.o pruove da'fatti fiorici . eòe ì Fenici fi /fin/ero i primi ad abitar nofire contrade . fchìetti.. eh qualtbe città fa fiata d'origine Fenicia.ìi iujijni fcojfi ne faranno grani ufo. o da altri monument. ìndi ci prefenlano baldi le eofe quali ama- Ì . In una cofa peri quefia mia opera ha della molta novità . eh venne a' nofiri lidi. oltre le Deità . ciò è. che fi furono Greche . che mi fon valuto nuafi fempre in ifpmgar le favolo della parola Fenici . quali fono i ma. Concbìuio dunque a dovere aver io dato buon ordinile difpofaione all'argomento fecondo le due /«e farli. Qucfic antiebìffime doveano raccogliere i no/tri fcrìttori . eh io il primo mi fon. ovve no» a me folo lafciar finterò. cofe tutte nuove . come la fioria trafmeffaci o àa lealt fcrittori . ma forza è di- DigmzM Dy Google . che di effe ho cementato .e finceri . ficcome fi i mofirato a fio luogo nel!' opera . ed il nome dell' eroe . za. colf effermi valuto delle gufi de' pi!t favi «omini. ed a vifo o cattivi compendi di' primari femori Richiede ora I' ordine del mio fcrivcre d'avvertire alcune cofe per direzione di cbi legrc. e raro pregio di Napoli . reo . ovvero dell. xx prevedo . . e moleflo difagio **u ne fiflema. ed eziandio in aver penata loro Citi. venute in Napoli. eh compongono te voci. all' oppo/lo forza > confeffare . che conduffe tal gente. e foffe anche Sitenotizie . conciona* origine di noftrs città altrui. éì agaiungetei eziand. ne fi teme traferitue. ni fi rin- verrà città. ciò c dell'altre coionie.i putrii no- b. come per la lealtà deeli elementi. che per quel poco. la quale pojfa contender con effa . fola provincia . che cofnme io abbia ripetute di molti . e per ìfeemaroii anche menoma cavez- fermo cognizioni già note.

eie un volume . che ! argomento' è e ftento in leggerfi: bifi- non frammenti . xxi formio piìt antichi . e fain avvenire fuperbi rem . e fama. ma per sfuggire confufione . Jovcnte quefia feconda voce .. ed lune trarre quafi eiofe proprietà clima. che m quefti nofiri i due grandi principi delle favole.h . depofte l'antiche prevenzioni. finta interromphnent't vari > la farsa . e ben lunghe parti. oggetto del bello delie favole . e d Efiodo l hanno trafporlala altrove .ni più eatte . ed afeofo . e- fu fi l' altre : conobbero quei vecchi poeti e doti di no/Ira repione cioè . e buone produzioni.pire effere fiato finora ignoralo.ir. e unito. minuti capitoli. eppure era opedisfatto \ fapendofi da tutti . ed effer pih chiarii. che fi ponejfe gran cura a dìfaminar i forti argomeniì. che fon d'orrore: né io altra tante mefiti no cagione . avendo io per gran -ventura ritrovato . ed il valor delle pruove .partiffe . e quefii doveano certanxn. ho piena brama . che per fallo d intcnderfi. alle na7. ed in lai guifa non turba la mente . e quefte trifie cofe furo- delle invenzioni poetiche. in molti fi d. peri Digiiized &y Google . ed Efiodo fi fino finte prego le nefire fpiaage. come fe avejje lo fteffo pr. ebe dir così . ebe » adduco . che ciò rechi difagia . il ebe debbon tutti /. due fpeed ameno ed infieme . e /irono. gli altri poeti figli d'Omero. Intanto noi..PREFAZIONE. ebe quefie da'fovranì poeti Omero . ed eroica mitologia.Volcani. lo oltre a di mollo divifo divieti corfiifo fi sa . Giacche In fui" ricordo di favole . i quali do- vranno apprender ra leggiera il tal verità nella fera di lor vita . ebe qui foggiorniama n andrem han prodotta la piU fublime.forfè chi lavacri. ma filanto dipinta in due grandi.: per i/i" po lu'fcnpre pili aca efeere . perchè le no/Ire fpiagge ora a" inviti. . che fi me itluftrata appartiene a tempi anavrebbe dovuta attribuire alla gente Polemica fiintuere quefii da' Falegìci qualche poetica invenzione da a Giofiuè teriori . tanfi che i Felici nello ftorico . onde quefte dovevano effere pieno argomento de'lora verfi. fi Fenicia. gna peri il riflettere. Fi farà. e che b. il le lieto . t de! penfar fecondo. e nel favoiofa fi Iran tolto gran voti alla io tifata iore chi orientale . ed il difpiacere d. quali foni gli il cupo Infoino. e crederà. alcuni. e te molte minerali acque parie del mondo fi rinviene sì gran varietà di ree .e a ie luogbi fi /infero Elifi ameni. per fi /offrir! (altri direbbe. ebe fi godi) il leggere un lungo difeor- fo tutto continuato. che ha permeffo. to pili nome. che non vede l'opera àivifa in f. onde fe .

ove fi apporrò gl'indici cbe fiegue .ed il leggo altre- che taluni fi richiamano . e ci fi feorge ancora . N? eie fi richieggono a comporre un'opera <T un argomento tutto nuovo.la effi porgono : ma ne! tomo leggter. e fìinto . Digitizeflby Google . va a [enne . eie fi contiene in ogni paragrafo. confiderà. tante piì. brievi fommariett't col /no nanna. ma forza è foffrite con lunga. perchè fovente rafcolio. cbe non vi fi appongono i dovuti indici degli autori a lodati. io con i/Indie . eie t' opera ba pia divifioni . o notati. ni il loro animo fi vede sì in qualche libro . . ed eruditi fi fon vadi effe per la floria . . in al- e fpecialmen- in eiafebeduna piccola tjuefio aggiunte dopo la prefente prefazione con buona xiane fi veggonfi eie ognun riebiede cbe fi chiude agevolar la lettura di .~vh a pìjc:rc: quindi fc ciò diri . e quali tolgono dall' orientai parlare . e Grecie intorno alle quali fi . anzi fi e fiato in obbligo di refi/lere al molto. ed avaifutanentt appo/li «ci fine a" ogni pag. o re/limiti. te di apprender prcflo quello Aiuterà dtreù io <S . volume . a co/loro farà I' oggetto fla mia opera del loro difdegno . ed in tjfi fi di/lingue cii. onde fi ba l' agio di cejfar da Un leggere. ni delle voci orientali. . e f altro . Greci. il che è lini di trifto di e La- difiagia podi . xxii però . le s injacidificano dell'ufo dell etimologie . volume l'avere e lodevole diftin- cofe più notabili fpiegate nell'opera con accennarne la pag. "di mijcramcnte . comoda il e vantaggia . e di cui altri prima niente ne fcrijfe . ovvero gli comp. che ì primi favi. cbe fia alquanto divcrfa . cbt sì . ed altri per le fetenze: onde anche quedelle quali ri i ricolma . f fi . che i vecchi ferii tori orientali. "ale 'ftìnJ'cotfcJo . e fprezxevolmenie opraitutto di quelle. cbe non fi tre ed . fon fatte le nectffait confiderete- 'cJfiZ ^Zncllfc'Lole": e'quafi ognuno ne sfugge la noia. che fi duri il formar prefla pia ìndici ben cenfideratì . Ìndi fi vuole .per alleviar la moleftia del mallo leggere . le acciocché fitto corta veduta ognuno fcelgt d' offervare ciò cbe gli . e Ub. ùan dato in luce .-vicfijfinì Mi è troppo noto. quandi da una cofa mi porto alf altra . .PREFAZIONE. c di ripirli. e tollerarne vir- niente fcaffo in oficrvare luti tù. poco ntuno aiuto o tratterà della colonie Calcidefe venuta in Napoli dell' uno eguale. cbe coti divitranno di mole a chi legge viene bontì di aver mercede alle fatiche.

perche gli orientali hanno attribuito i due fejji anche alle piante ( co- gnizione da un fecola venuta a noi) e congbiettura to dice. se flefft per sì reo penfare . quali col valore delietima- che vigorofamente . ingemeditare . ecco fut parole. re ta lì per la frefco f affala maggiorai noftr. non mi egli fi di queflo vieti . . che il porre in ufo queflo Ma farebbe gii fagiane. ili . non fi fona fmaff. fur le. flltdìe fia far da femidotta gramat'tca . Dopo avere queflo lì iflrusionì nuove anmi- illuflre profefsore flrato. PREFAZIONE. e fenfibile lepra. Maometfem- creata co/a. che non fia mafehia .n. per tonto in ufo preffo gli Ebrei . cbe Dio non ha che . che s'abbiano che in una prefazione.anfeguentemente efft rapprefentavano mafebi e fe. aiuta il fuo dire con ifcelli documenti der certo. cbe in noi fan duplicate . dei carpo. Difsettantine Poiché la comune tra noi. che pì di molti dottìjftmi ti premio dall'Accademia Reale delle fetenze. c du ìangage ferina in idioma Alcmano. s 1759. cbe le naxioni ban racebiufa nella voci la natura.. t' ef- per ren- d'ej'empio . sì che nel principio dice intorno alla ftreitijfima necefftti dell'etimo- logie d'ogni lingua. nome il fuo penfare. oggidì tf di fllojafia U . membra Cene opinion fe trouve en effe! dans lei langues Arabe. in Francefe. perchè in oriente credeafi coiai morbo immediato flagello di Dìo .t ' le -. promuove. il .ed apanche gli Miri . xxm quando con mal vìfo ripigliami . e conllruflion femmine : & dans un P af- DigitizM tu Google . ìndi riflampata a Brema i-j6i.& Hebraique eJles donneni 'onnem aux membres doubles une ter: minaifon maculine . fe fan Iti mefliere . Si moflra ingegno fi/fimo in fruirci . opi. vuole. da'pungenti efem- ^iTnZieJè de71rigin7.108. in 8. e ftnza delle cofe . Syriaque. e piaceri. gran /aura non è ancora che poche C6fe io ripotii . Se tal. cbe fi pub dire . e per intendere gli antichi . il quale è ra energia delle parole riponi wi {dell'intima faldelle' "fapratZ'f fapere /lorica . per la rinomata Differiamone belle lette- ti di Prfjfia net De : in- l' fluente ics opinion: Tur le langage nion? . di pag.che atto feconda la lettera di- nota ufi coup de favài . Quefli fi famofÌ MicÌaelit "profeffore e dottore della Società Reale di Gottinga . che cbe quefli prendeffero ira cantra prendevo anv iflruiffero . gni.

che un anonimo. f. autorevoli fenrimen. lagnsndofi forte che . femmina pour l'aite gauche Oficrvazione . fe . e ciò. mi piace ciò. e lei delle cefi. Si fpinge eziandìo anche centro a' Latini per le veci cflénlia . Velia parola mia fina.o dee cercar la glofi Iddìi gedta di fia glo- ..ì . e fpiega il primo \erf. des Cbroniquei 3. perchè efficace mirti. I' fl. xxiv paflage da 2. del top. dell' epifl. Co .fl. où il eft qiufrion iles dsux da Cherubin la coni-Iuiian mSme alterne tunt mafailina pouf draitc .gl. un' erudizieni fiera fio erigine PUÌfie rara. per difendere le illuminato filefefe..'fn . Per ragione di sì fina eradi-. mefio dal merito. . 0f«. ni fallirla: .-fm ./. 'he la qveftkm. Plutarco.. che aman poco leggere gli anti- filo di meditare. 0 di rrafirìvere i libri altrui. nen i intende il penfiero di S. natura quali hsn fieni fenzs .. i intorno alle medefime. fsfere. ri. a. ed siimi papille anima.i di di . alta- fare il mio piacere in adoperare :.ol profejfiene. & .. e- perfona ramo di/potete unirci . di. fmito mollo.111 avrehheno con- caghm né avrehheno : il fov. cornate di gramstics rileva iene per rintclligenss de divini velami. menni ncn udita onora nupiia: cene etimologie . „„„.„ »/.. fammi .Bsfilìo .1.t ™ %% •«fi™' lc cen rotti at perfezione. e dopo averla. e Ariceli e grave fcriltere ài In oltre pruovs f che fe avejiere il lo gloria .f.i lungomtme p„m. mi .o uà.PREFAZIONE.„i.Paole. . le quali è fi ferve del- n*ms mente an<b: iUnci p'. ì ecologi . bas ufire cfpref- uns dijìmta idea. . „ [. e the Cecropi la si . 7. ailcs . «' Rom. rtela prò- efe le . il di cui primario fufa ed amerei . «v.„». a ài chiamar con favella d'odio piena quefla utili/- L'i ^-r-z od b. Ci fi exisndio . . ebe fi . e S.„ e e T m si infegna . che . il quale ba Iel- zione del Micbaclis la lo Diffrazione di lai.«« prima nozione uii nella a. e nstie valere fi è opinio . di s prima veduta fan eenefeere la la vece tifa. ove i j « fe non fi prende prr congianzicn marnale . deÌTetìmelogis ne fcrifiere Plotone.

xxv iludio di parole. . . e . avrebbonò' meritalo pili lungo dire. e per mezzo dell'origine delle voci hanno acqui. e vera origine . e dalf ador/apendo quanto è malagevole in cii render paghi tutti . nuove . contendeano per dar piacere a ha lena . ma con brevità le più diftinte il mollo So . to rinvenire tante notizie di di mia dui. e confusone . e da fublimi ingegni pofla in ù buon ufo in una flagione benemerita delle belli . ancorché buono . po/ìi in belfordine. ni rotto . ma ch'i è /avio. e de coment! flrana caligine . . e nell'immortale Teogonia ad Efiodo.l. che alcuni avrebbonò voluta l opera in Latina favella . io il intorno ad ogni /oggetto non me ne. e mofìrar a compilar \ongs chi vuole in conte/a . e dar loro ìnterpetr azioni tutte nuove . e regge che fi /criveffero in comun lingua. e laborio/a erudizione lì gran decora di mia patria. che fi pen/a: altri altoppofìo. ne'quali poeti finora vedeafi per cagione de fcolj . e grave ad e/primerc con più eleganza. non ignora I9 ve(ma fidebbe afeondere . e delle vicine contrade. e vigore cii. le rendano care l'cjfer corto. DiginzM Qy Google . offendo (argomento le patrie antiche co/e. e che non andaffe di}'giunto dal dilettevole . che . e ho Tom. che molte offervazion'i . che neir opera fi o/fervano affai/fimi luoghi di fanti libri o/curi/fimi . fìnta fatici. Sin qui la giufla difefa deli etimologico /opere. .t tacere) di richiamai/ di sì nt. con tacere. Mi : fé fino quale foffé chiaro. fe non coir aiuto di riportare le Grecie lor voci ad orientale . /pedita . prima flato ogni lume. do cura . e uni/co pih co/e Ìnfi- perchè mi è i più rilevanti . e JlabilirU ne' noflri confini . e ridurre le più belle favole al vero . perchè è pih atta . e porgerle con ogni pih propria maniera . dare 11 gran lume ad Omero . e /ve/lire l' invenzioni ammirevoli poetiche ed indi feovrire la /lorica ragione .. Je loro ma fempre no/a reca . tulli . /empre è ed moleflo l'eccedere. il natio idioma eziandio . So. . e chiarezza finza timore di /inanimi nel icnibro/o de remoti/fimi tempi : e con cii ho provato inlimo piacere. i sf»g- flentato no . acciocché altri e pih lunghe. ed umane Intere. libri che intanto fludìato u/ore uno pile. e forfè eziandio felici . /pezialmente nclt Odijfea. eie mi fi pale/anno i pili airi fregi.PREFAZIONE. ra ragione ceffaria. Ora che fono al fine di queflo di/corfo me d avvertire. e piaciuto propor- vada a grado . penetrarne gli arcani .

"s'»" .. gli altri volumi {i quali non so quanti potranno effere) e queJT altre no/Ire antiche memorie i fatile il tomprenderì . alimi Sovvertire^ che svendo dovuto fovenn mm /«™™ di f «W Spanbemio /opra • i W: /. . Fenici piU vecchia fi furono ì mftri tmkbiffimi orrori. i i Calcidefi eo/hmi . a "'">.„ „ p*R.. che conterranno i volumi feguentì . rie alni gii fcrijfiro .' pagine. '. ed affai rari pregi di offa. i . dovendo io poi portarmi ad offirvare i tempi. ed avendo firittori non pochi. 0 »< aveffe almeno raccolti alquanti monumenti.w. e che fico portarono in no/Ira etiti.w >7i „// »pn-.. firidere . . c/re per fi fi U chi fcrive.:.v /. e colonia.. foggiare nome in Napoli del conduttore. he .i6. «lvi «%*» ma**™ * » . il quale poi fi diffe Palatpolis : e vedrà . e di godimento a chi avrà brama di leggerle vero. eh n'ovefc finora fitto ricordo. »/i «. che fico che fi fielfero per abitare .* ' :. hanno occupato un gran •volume. ardifio peri dire con . tomo il do ed è . mi confondo a ridurre in il che ho pronto delle reflanti colonie tutto cii . dM '" le e piU accorto * . . . vfiita poi f edizione h nulo i verfi . dice " /«.e pih prefto uno fierile ometto . /opro num. d" h c . eie fi un argomento . che dopo efferfi tanto ferino fi intorno a queft' altra parte di noftra cittì mandio da' più favj DignizM&yCooglc . ed aneie il fito . dati Feti.r: ww ne onde * -<-'.ne a colui.. 'i" guani: fi riebbe Eri:-"- d'- fi ( fe 'se w. i quali liberali mi fomminijlrano molti. che dopo i Fenici fi fpinfero a vennero.''"""•<"" MMf <*.a.rr . di è . che non fi ripeterà nulla di eii ./... e f autorità .r. debbono efftt contenti ./. ra S. perì fib!. e franchezza . il « nella palili.. • /. c«nj . e di maggior decoro della patria vaglia fimo . credo nerrfirio •»"»>'. il perchè non e peemeffo . che con generalijjìmo divi/amento dica per ora cii . p. e può dire . . «'/«s»»».„.PREFAZIONE. ji. . moltif- che furai Greche . M» .cbe diverranno affai più lunghe . render hllo tóte a queflo primo * fif™ Hot '. Per non lafiiar peri fofpcji gli animi.. il addujfero . . buon pegno ifiretti periodi il Ma .le fi (>' Tanto .J 9 .ft..„ .y.. perdi non vi ha fiorico./ mi fono Motte «/te ) premere /j» . ù ancora perchè deviarono benhngì dal vero.j fi( . I7. :.™ .. in cui e le Deità.. e le -vicende di nojlra città meno rimote .

perchè /ola ebbe renare di quefia colonia. a' pofleri . Lìcofrane . quale gli conduj/e il che fi fu Map/opo ta per groffo fallo. . . ed il tutto da me fi riporterà con ordine . . che. ed Ìl più /Mime /apere . . c tumulto i 2 delta loro ritirando- rincre/cevelc gran- Digitized &y Google . Quindi perchè i Romani . ed in quefii di un cerio fi mo/Miì ardìmemo/o . ci diedero indi da lutti fama giunfi no- numerofi monumened io con lieto. ed u/cl il gran nomeHeipolis in ifiagiane . cbi faranno notizie prima di quefio tempo agli /cri/tori tarlo : fiorito dì mentitore ma da me fi no/Iti a/co/e. le quali che parli in Aienie/e divennero linguaggio. che è ìl men culto . ehi gli /offri il cuore di richiamar/ del Romano perchè egli non fi fu abile a cemen. che . fira città per la beata /arte di quefia colonia /ollecito /indio il . quando il rimanente del città re . e imme/fi tutti gli /ìtti- nome bel il delle Fratrie . con lieto evento io /coverto in lutto che lo /colia/le di tal poe- con vuole Diotima il gli fiorici cicca fide . mondo occidentale prender! la /ola cura dcPitlagotki arcani. per aver avuta la gran forte della più vera faenza in quei tempi introdotti dalla feiicij/ima mente d'Epicuro. ricordo xxvn fi . e e hanno comunicato ti . furono in- felici/fimamente disavveduti. come io e bafierebbe /oliamo dì no/Ira patria mofireri . per rendere immortale V onore leggere ne'più /metri antichi /crìttori . Miro in ed anche uno/avia Latino ragionamento. . e piena feliciti venne la terza colonia. con propizia fortuna . ed anche divenuta un altra Alene per lune e per gli comi ia i Cefari al vr. cioè gii Ateniefi. e prometto . e /e gli quali pregi. Napoli fi fu f unica .a Livio . .fio ior dominio afilo dallo firepìto . il quale con teatri ci tra/mife un onefto flralagemma de Napolitani . raccolti . per goder/eia. anzi ci . che fi vide dìfiinia. fati ragione . e libri antichi ho ci cofiumì . ed oltre averci e religione . per /spenon voliera torni loro a grada di la- Anita. per far la meritata onta a' Palepolitani . e quefio introdurrò Ira noi: l'eroe. tra tutte le città dell' occidente Crede. e tracotante . . e l' altre in Dorico dialetto . nofir» . Dopo quefii Calcìdefi . e quelle . e doni e/ercizj ne' ginnasi mai aggiungerla /ciarla nell'eleganza Greca. ingigli per i/piegar Livio . che tra ejfi erano in gran fiore le più belle arti . dura ancata prefiì dal dotti/fimo nóflro Ab.PREFAZIONE. pale/eri ancora . ma videro le belle arti tanto lieti. /oh ne fa che .

tbt taluno dubitaffe di naie mie largii a noi pmneffe. come farebbe . perdi fubno pui crederli Itali . ferì mito a <l fcuola O-ienta iti feffe leggi . quindi pui dnt deCrte. a la falfitì . poni fico Aitmrfe . qualtbe quale fari ai lame aite nopre antichità . r perca in tegsendefi foprartutn . ite non fi pui rePnngert quinti pregi reti al eemun noPro il mette colonia . e pena a chi noi il cutaf Mi turba. H . M( ita affittii dienti talventu.: CaltiJeft ed Anita per enfl-com ottupatono la nofita . ua. t tei foto favor netta forte fon venuto in agnizione dilli coft Pcrirbe . contrada. Non vorrei . Fenitia . inerrfirJ fluitato epifodio tbt £ aggiungere.PREFAZIONE.flte mentii .. quindi fi darJ fine a volumi . e ptenio Cfidio a' tempi no/ìn . ni dtfìinte. perni noi ho mordali . eie {inimica per tali va- alle flranitre Digmzed &y Google . quejli .. . . noM rxifr di vtvtrt a aoflri avi la rinomati[fima dubitai . e.it mo e per intuir . emendo- quando il èifogno il vut. fimi i alle manine Ateaiefi .Jfim. all' oppofio io con valevoli autorità.. t fruì rjgtcni fu fludieri mifltarn. rammentano gli fcitcri . t rovtfci h /«« fi ti prtftnto*» . pereti fono annebiffim . brévijfima pam . o foife fono . per recarne un foto tfempio . ebt inganno fri. faftnìofi quanto Solont . fpetimnueranno a fra lauto ben deboli le j«e pruwe . difterfi del Pclleiimi . fon . Con- Utrnbine tutu difimguerfi ton ifcrtvere . ctt fi offerva ftmbta . eie f ardiate fludn di quePo di. tbt bo rartolle de' Fenìci . . e fot?. ti: non le ba nnoftiute. It quaI. il toganamento della pederaftkji divifarc ni. o la molta imtrtnxa . . ni fi vino pitia fu intridono diAi étesùcfi . colla voci Anna N-crs^™. it paco tfptp. eie lune f altre. e caputai . tefiini- piti tri/io. tt. le quali i Icro diritti . fi tofe . xxvin gtaxiax.pt Latina . ctt non ragioni ..1 atta confufime . (te folt colonie documenti . e divenne Cieca ina f.tejfi. t ne fon mr/Jj.ncert. in quel- la tffer fi t di pminci. fpttialmtnle intorno al gian beni. ma fogni .le. . ti fr. . ti . cfc dt fr-efeo un jran forno la tre. ovvero . eie dagli Atenufi fono avuti le innumtrnoti n-. t fin- la colonia etri in leggtado ora tanti de' quali afa.< li di ti cuti.i di tana pimi. the a Napoli fu tolta fra libend mete piima degli Ausi. oltre affanni otiti . noflii . paco /Ì confidai ni m il fi 1 nuovi ferma molliamo.

quibui iidem vel minimum Uderentur . denegabit pofletitat Digitized by Google . ebe fi vede innanzi alParnmìrevoli ogerciò vagoni fopra gt " inni di Callimaco: ae erudita: 'eleganti* „ Quodcumque monumenti fubinde 'Uluflrata fit bu/u. perche è flato infeliciffimamente inicfo e fe gli darà taa fpiegazh* ì ne tutta nuova. „ extmtam aliquam ingenti . fiego . le quali danno fine alla fua prefazione . vel truditionis . . al- & „ tamen me pothrem Unge mode/Ha debita magmi nomìiùbus. commentationem firn in boc opere confecutut . ncc tequa.ofijfima ai i. bumanitatii tandem » „ à**'ff'i ac ambiiffe ncque prafens bue stai. ac decus emergi! . se artiòui coneertatio © „ me fit exìgua . xxix caboto n? tempi felici dilla Grecia. fi legge di debole in quefie mie fatiebe . fi fu l'immortale Spanbemio .emt fono fludiato di fare in queflo primo : mi fi permetta .PREFAZIO NE. perdata quidem opera „ petuo . „ prxclarn in rempublicam litterariam meritis . che fcrive . ut fi non . che ban nutrito gli oneftì uomini qua! . come nel fine di etafeuna drotfitm. eo me folatio baud diga. ebe ufi per me un'offic. che i feguenti volumi amie faranno adomi di belli c fiudiati fregi coti nel principio . Adeo . ut aagurari lieit. me ab omnì „ verberum acerbitate . ito oblata de bifee littcrii . ac un„ de bifee litteris nomea . qua fentìo quem in „ f<r . e del quale tanto fi è ferina .1 corfo dell' opera a gravi/fimi fcriitcri . . ma opportuno preliminar difeorfo mi piace valermi delle parole medcfiijfimt d'uà uom sifavio. ed t coflume d. qmi elfi cum eruditismi* bu/ui . com- le'aorZ^"/. e di gran fama . Dopo aver ricordato . fatum .! ter fufien„ tatto. e per- in compiendo il lungo . reverenti^ . aut fuperiorit memoria „ vini frequens mibi non qutfita quidem tonbiiiofe fed ul. feufa non efiere fiato altro il mio àifegno fe non quello . temperarim . e ebe fi penfi in opponendomi io in tutto . dell opera tutti agacentifi alle patrie antichità con.* „ quantum adficiet . che difidero gli animi miti in cii . che . ognun .

isr t&f. 34. Alìnùttltt Digiiizedby Google .

che le non hanno la perfetta unità . ne quali quelli fon comprelì . credano. onde eziandio per indice) con recitare i Digirizod Dy Google . ci confonde. cofe allora principali argomenti dell'opera. riferbanper lo volume . ma da cofroro non fi penfa . e piace loro vederlo in molte parti didimo. . temo . che coil quale molto divide. che alcuni ccifarj dogli non vedendo fpefle divilioni .GENERALE ARGOMENTO QUESTO VOLUME DI In dijìingucadolo co numeri de/noi paragrafi POichè non (i è potuto formar più indici tanto ncad un'opera sì varia. che ameranno leggere il prefente volume . e capitoli. : lui. che che fi è fcritto non rendafi chiaro. Per agevolare io a quei . i numeri . imprendo il difagio d'apporre qui (il che può fetvire in tal guìfa ciò ed accettevole . e moftra. che fiegue . e grande.

conchiude ndofi bene.i 18.s.che i Fenici furono uoftra Campagna.ip:e. e fi co- minci da Erodoto. ed in oltre. per fatale fviamento han creduto. che V ut eoli . che quelle noftre regioni furono occupate da'Fenici. ed utile il mio ragionare. Pompeji .che egli nomina.Subhe . che mi è (lato dì epifodio opporruniffimo. Per vie più render faldo. che'nWoV in Omero folle gegno con ogni sforzo di il onde m'in- vallo ragioni . ARGOMENTO DELLA PARTE PRIMA. nè Latini. e ripigliarla a fuo talento.' non fieno nomi né Greci.'u . .28 47. avendoci anche aggiunta elegante carta di tal viaggio.ARG OMENTO xxxii fi potrà in diverfi tempi celiare di leggieri dalla lettura . e fermo. comechè ben favj . che i Fefi furono i primi noftri abitatori . e d'autorità paie- L.45 medefimo argomento.che tutti i luoghi marittimi daGaera lino aCapri fono di orientale idioma.e rendere dilettevole inficine . che quell'eroe pochi luoghi valicò lungi dalle noftre contrade. mi Àudio (perchè Omero è il più vecchio poeta) di dedurre dal Fenicio parlare tutte le fpiagge. I quafi ad eviprimi abitatori effe i più antichi fcrittori . ed in mo(lra. J 13.C. nici — — ma è denza di il . lìeyculaneum. — Num. Quella numerazione occupa alTaipag. fi dimoitra. Num. e trarre le iuc favole a verità.de'noftri . quale fi fu. che fonn ftart dì ben diverla opinione . mi fono ajutato del famofo viaggio d'UlilTe .48 ti fi. e fi refifle agli fcrittori antichi. e farà d'ammirazione. che quella antica nazione gli dovette apporre . perchè ho feoverto alla fine. Niim. ed a molti. oltre affai altri. Eflendo l'intero argomento. pelago.

per dir cosi . Dopo avere o!!èrv. che la più grande . e tanto non benché quefti fi s' fi ripiglia il viaggio allontana da c(Ta. ciò è l'ifolctta del Sole. cerne Capri. i quali Tam. Trinacia. di con Na- die di- nota Circulus . Quindi ne nafcc un altro arcano.i%t> 171.che per intollerabile fallo fi è creduto. — tgtì. Perchè il divino Omero fa dimol'ani. anzi entrerà anche in mal talento . non deludendone neppur Tucidide. ii : — nomi orientali in noftra regione. che A'-fs>i>. che Omero l'intendelfé per l'intera Sicilia.iti sì numerofi Nnm. e la più pregevole mitologia da ouelU due poeti fi finfc in noflre con- trade^ fono liaro avveduto d'enumerarne tutte le favole. verità di tanto nortro decoro apprefa tardi. traggo tal voce dall' idioma d' il mar oriente . e nuova nozione di ^«'xu Num. ma in leggendo 1' opera . Scilla. e fi dimoltra. e fi riducono ciian T dio al Fenicio. xxxin gran poeta ( Io Hello pruovo noftro Cratere . e gli adorna d'invenzioni noverano da me tutte. per vedere maggiori.L e non DigitaM Dy Google .DELL' fare .e Siria. che Eftodo) fi in elfo è il OPERA. ed all'origine de' Fenici .oV voce pretta orientale fi è creduta anche da' Greci antichi elTer forra d" erba . ogni più ingegno renio rimarrà pago. Per giulla occalìone fi dice molto diOrtìgia.nnn per olferva girare per l'ifole. d'Uiill'e. Crater . e ridurle a fiori a. Sarà di lungo piacere l'intendere. Lipari . e degli amici defunti . nomina padi tal contrada.ii rar preflo la region di Pozzuoli Ulill'e me de'fuoi recchi iuo?hi poetiche. ciò è poli. che lì è tal. ed è in Omero un nome di un luogo preiTo Baja e di non minor piacere farà l'intendere la vera. e convinto. fi penerà a creder ciò . e fpiagjie predo il nollro regno. Cariddt. palefandofi errori anche d'antichi geografi.

onde fi raccoglie a ragion certa . che tal nazione occupò quella parte d' Italia. nerale argomento apprendiamo voci orientali ne'noftri lidi. e fpecialmente le moltif- fime. . e 1' ifole vicine . Tutti quelli luoghi dìmofìranfi e/Ter Fenici .indi alla fila cara Itaca. Da si geche trovandoli tante . ed ìl grand'argomento del prefente voquindi io dirittamente peritando ho (erbato ciò (un pron.che con lungo dire la vuole Malta . il vero fito di e la feconda rifola d'Ifchia. ARGOMENTO CELLA PARTE SECONDA. e la quale fa Io corfo per di vago ornamento .ARGOMENTO xixiv non han veduto. che ci fomminiftra Omero per ragione del viaggio dell'eroe d'Itaca. in quella feconda parte. che e ben lunga to a dar buon pegno. e che Ì Fenici in elfi abitarono. che la prima era la region di Baja. e monumenti. ifoletta avanti Corro ne conrra il Cluverio . etiendo titolo. il Srimo oggetto del mio dire ben so. e di Sicilia . Dopo aver mani fedamente feoverto il moltifltmo Fenicio parlare in quelli noftri viciniflìmt luoghi . l'aver ritrovata perchè ho raccolte affai la verità di cofe ben cer- Digrtized by Google . e che a buon uopo è venuto il defcrivere tale famofa navigazione tanti fecoli contefa si e dignità a quella . che le dappreflò Qui ha fine la prima parte dell'opera. fi ha di certo . Per ultimo Ulifie fi fpinge a Corfù. che coltra origine . che in ella città . li portò quella orientai nazione tale lume il : a farcì vita . prima parte. ch'efler'debbe il ivifare con forti documenti che in Napoli fi rinvengono certiflimt fegnr. Si rinviene Ogigia.

che in eiTa fi contiene . ove Pontano avea fua villa . e fi emenda un bel luogo di Galeno . e dice quanto erano in pregio di fi vini: montHermus. un Argonauta.ipo — Avendo 224. fede a'buoni Licofrone di fito di ftoria fe . il OjUa- reftituifco . ameranno darà città PBvtbenope cie co la favola della Sirena noftra folle flato città . numeri altre voci de' luoghi cia gente diede loro. Nnm. Indi mi fpingo al lido.ijz fi — il piacere . Num. ora col nome S. fi tutti i noftri pre- fcrittori (empiici fcoliafti. ed ho raccolte non poche cofe dell' ifoletta Me- garii. che tutti ipo. in Pozzuoli . portò ad abitarla . di noftra città quando fi fi rapporta- che la Feni- . e mi fdegno. e primo fondatore fcuopre grave fallo si . fono coìks Ornine} quelli colii i e . uovo: che fi mena rinviene colui. non è flato valor d' ingegno . che Falero di e . ravvifandofi le cofe in bell'ordine . perchè è una voce orientale. Si leggerà volentieri per la novità riil argomento.te . ove coveravanfi i volatili mergi. ficcome fi è già dìfiinramente proporlo nella prefazione . e gran nome dimoflra ufcire da due propriffima al fuo fi rnina luce : : ridu- fi difa- era in Napoli il fuo fepolcro . Sarò più brieve in quella feconda parie in accennare ciò.e ferbaiì ancora oggidì nome tale . ora Cafteth Je fece la grotta dell' .124 no delle cofe 263. e do molta aggiunto xoftatiam . e ferme . non mi che leggerla Nam. all' ftata a verità di noftra voci Feni- lignificazione di . In quefti jn. la quale dinota un luogo. che ufa Omero centra Paride. ma benignità della forte. Ermo: il campo Patulcus . Il primo.

che la forte mi hi offerto anche il gran Nume Hcùon.c rare ed oltre il darfi molto lume a' divini libri . quelle intorno all' : Ebone fembreranno fcgna)atc. che fingendofi quello nollro vecchio Dio fotto la figura di toro col vifo umano. moftro aliai diverfo tanto maggiormente . come altresì Sebetbut — Num. che allettano . ora Phzpfalctme . altresì lieto. 163—305. Anche la voce Ecbia . mi vado.ARGOMENTO xxxvi c rimetto a fuo luogo un ben lungo periodo di Strari\is bene: per ragione. che quella colonia orientale feco portò il mio ragionare intorno a ta! Deità fi vede . che io fono (lato felice a ritrovare i foli varj luoghi di noftra città di linguaggio della Paleftini. che Macrobio ci dillin: : gue con troppo chiare llro Ebone tclò il fc .i6$ jop. ad altri poco inquello fcrittore. jop 331. mi fono nati — con ifludio adoperato a rintracciarne eziandìo duttore^ da fermi vecchi tori ho rinvenuto eifere il con- monumenti. onorato poi noftri flato da DigiuzM Uf Google . e fcritEumelo . e nuove . ma luogo di maniere che fi . fi rimarrà pieno d' ammirazione. Nani. Per rendere più illuflre 1' argomento iniorno a quefla antichillìma colonia. Non fi creda . qual fi folte il no- fu ignoto . c pronto ajuto i brievi argomenveggono lòtto l'efl renio margine degli accen: num. e fc in rutto il decorfo dell'opera ci fono fpefle notizie. che prelTò Baji era anche y fi efee da più falli intorno alla villa di Lucullo . vengono ti. . i più eruditi ingegni l'ìian confutò col Minotauro . che occupi moltillime pag. a molti imprenderti a riftringere to ciò in quello compendìo tut- ma che ho ferino di quelìo nollro Nume in buono. è Fenicia . Sarei anche lungo.

come fi è potuto . è fe tal colonia ci fi portò una. ed il valore. ne reco. e renderlo dìfgombrato. Rimanea 3<jo. i quali non orlante la malignità del tempo fi fon ferbati . . L' col bel titolo ragioni e dalle non . quantunque avellerò compilati eccellenti volumi dell'origine delle nazioni mi fembra tanto utile : alla floria antica il (e l'averlo ritrovato fiiperfi il -chi erano quelli Pelalgi debbo ad Omero. 9m rar^ forfè dubiterà. merito di ciò. e chiaro. ca a felice compimento. non debbe andar difgìnnto da follccita attenzione. ed fecolo al il . per diftingucre una doppia colonia . di porre ogni cura.D E L Nume da fi OPERA. ed in oltre anche co- me fi mutò nome fuo culto nell'età del ne fpero lode. più del bifogno nome non (ìa Fenicio: e con quella occalìonc s'illuflran molto le rimotiflime patrie antichità. e gli avanzi . che tal : xxxvir da' documenti. e dì arduo partito (perchè nel tentar argomento si ofeuro. 332 Criiìiano legge tutto ciò.) ballerà il leggere di quali documenti mi (ìa vallilo. e tempo reliflere a più opinioni traddicendo. ovvero due volte. quanto per me ciò fia flato di Urano. per trarre mia fati- . gente ignota fino a noflra Magione a' più fublimi ingegni. che fo in quefti accennati fta : io raccliiu- num. e (tento intorno all'età . fe fi Num. che ii in cui piacere. e Paufania ) . nella quale venne in Napoli quella gente orientale. fpecialmente in ciò. il più certo: è (tata dura imprefa l' aver dovuto di tanti favj quali tutte conNon mi fi permet- cipio ajuti. che . o almeno confufe te qui riilringere ho icritto poli Ì intorno Fenìci. e fermarne . che fi è detto de'Pelalgi. che fi fi fp infero in Na- fperimenta in leg- gerlo. al prin- mi fuggi l'animo.

chc elfcndoci due ben lunghe lettere incife in marmo in Greco idioma. e Ulule . anzi i certo. a ftabilire la medefima età. che non v'ha. che ne' lidi di noftra Campagna ci erano Tir). Difiinto coìì nc'luoi argomenti l'intero fe ne feorge tà . e grato inficine s' il hi Urano quelle dite pregiati (Tìnte epiflole ( monumento antico.ARGOMENTO kxxviii nozione d' ttiowt . ne taluno ne fece bell'ufo o per l'origine di noflra città . num. „ che Fenici fi furono la prima gente. $60 ficgue in quelli . la quale la volume. fua perfetta uni- potrei altresì ridurre in affai più corto parlare: „ . o per la lioria Con quanto lungo contento. e di erti la gente più eulta.ed ammirarne l'ineftimabile ratità. Sembrerà ftrano. e (penalmente quei.Sembra. né de'moderni fcrittori il vide:ma farà di più alto fìupore. non mai quelle fi tradufiero. e la doppia colonia orientale . ghi. che quello i no- Digmzed &y Google . che Omero molto avanti la ruina diTroavendo podi i Fenici neli' ifola d' Ifchia a Napoli ja vìciniflima . rinvenute dopo la vera quanto vigazion d' fecoli la il si contefa na- corfo di tanti — 4itf. ed a vantaggio: e taluno d età già grave monterà in ifdegno. ne fe ne /peri il fecondo) non penfo. e con quale follecito Audio . ove ha fuo fine 1' opera . niuno degli antichi. che fe n'avvisò [toppo tardi a conolcerle. che venne in noftre fpiagge con diftinguere i Falegici . e Sidonj . chi fubito non fi pie- N«h. tetlimonj 1 vocaboli di quafi tut„ ti i iuyghi de'noltri lidi. Si projtf. ed i Fenici . con gran chiarezza ed economia . che occupò la „ noflra Campagna. perchè gli tornerà a bene. le quali ci rendono certi. qua! fi furono i Gioni . che ci farà. e fpinga ad ofTérvatlo.

quando fi portarono in Napoli i Greci. a fenza nulla confondere principio . quoti/uot fuperfuni . mezzo . Ex uno capile Muftì (Geo.(y cetliora poffunt enti de populorum origimbu omnibus. rimarrà pago di mia fatica. occupali! ed muri pmmonto- (Te. che ci ha trafmeua Omero. c de' Sidonj dì Pozzuoli.T. i quali fem brano opera. il condut„ tore.tm Iffr/W. e fine fi corrifpondono e prendo coraggio a compilare il fecondo volume. àlfHS TI tri Sat- XSU Ì^mUtJ. nella quale ci fi portarono i Falegici. ed elegante argomento.DEL OPERA. e che a dovere. . . L' xxxm „ nomina Omero per ragion del viaggio del fuo eroe. il Nume. nBm. e queik età fi conferma con un' ifto„ ria. : BREVI SENTIMENTI Raccolti da fcrittori bene ìces . io.tì. l'età. e colle du? famo„ fc epiftole de'Tirj. omiii Sicilia bubilurtsnt . e farà più grato. Vedendo ognuno i! tutto in si buon ordine . in antichi.) fi modo refle hlttUitt p!ura. „ ed Ì Fenici..vttujìijfmarum geiìtiiim . X. alla predirne Tifi) TlHlhitUI . piruifqut adjacemìbm ìnfulìt ThiKii lib. e nuovi afljceniilì <hw«K Tip! ini dToTutGÓlTB . X. „ Indi nella feconda parte dell'opera sunilcono tanti „ nomi orientali di noftra città.i. Digirizod Dy Google ..

A Berlin. . ncque lontra ùtrntes philofopharì convenir. &c. Reinhard. 1761. .y.i ho.. Les et/Ut de no! fransi/™™.. . fiffifameW prtmvée fur la libcttó 17^1. yaji jrpòtfiTOj rpòs rAnr". oT. i'™ «^«1' "iTfia- dirikìynv s-Lr. hi- fi fori tnullipliies . .Ei Biinyta^riu/lic ts >j>b1p. . diffcultèi o. . Dt li // f/J ferrali de que Iut lotti pbiKUK le monde fon opinion M.i: eVh sti roìt uùrols s« . de trade ttmmtuet rotile! praparrauiet bus dìffèrem befoini de fìoriqiies & ter cent. fnjtss pa& les attira. vimm. il ne faitt pai la nier. ut fi-quemur: de ih unis iuJiuum )':. qui cbcribent à i injimire Lettre: d'un 7i / Stancar jcui'. pKaftf. 1. cap-4. vtpoie band d'igni .« 17.t' 6w itK'/. que Londra psrf* ^u' grandeur des Eom. noi enìm pianili jumu! ab- fiate.<. qii . M. penfer eiitrement blc de faire ualoir Dh uncrLilins." *ai-K3to<sTiii to7s [ji . on ne faaroìt Itver.'.y. paijftmum alitavi fe- ^"fii . cu tcLiìve .tìs alienando cogemur ih contradìccre qxàmur amnibm ig'wfisndunt crii.iins. fiakura ittxyj»- . & monumem le.' S.v nw ìran-ìi- i-fi. e#« & il par efl iW loSn- : 10.c « rf« cfofei. font fi va/lei. WS- 193.Mnicrtc qu' une verità cfl i emife de certame! RilMiun dir . s s'j_t-. fed pkrofitue m'ijfùi facete .ijuct plurima retìe firipfiffe no. qu' un doit favoir gré A quicenque entreprend de fixer leur utiliié rèelle .

- animili-. oc fimgikà genero/o .. exomatqae .L EPISC. ft„ri. deletUr.ni!:ir iminerfi . quanti stìimondum fu operam navàre elhnic/t tijfimt h^uìetml pretendi Itiìiqt uL - ìffi . «li plerique omnti «imis odjcfi Jth piacene ..mulms rum tt-ir.„ in ine -r vdtqitivitm n-Ji- i.h tWìm. PHILADELPH. ?.i . elaboraium : sntpiijf"».. Jl-:i'.v.vai ed .„r .7..-J .>< & .tm .. JOSEPH SPARANUS CAN. . >iwi.:. > om- . taù«m & p'imum obi fpte». -PR/WCEPf BMINENTPSSIME. licei de. / en nfipen- dicum lamen flura. AD ìegendum non ftmplici vice aggrefui firn .j:.>. quìtm pur efi .d:t>r.ji.DEPCT. ab Ditte indole eque. j'jviki. nua Imeni egregie ine- hhic fropterea libi gaudendum efl t Praful Eminenrita! eh AuHor •'. sique erdìnis lamerint.eiaittm i: :n hmcm .s lemma tam ab/lrufam mythologits -renna .. .. /kwj f«wra eruditami orfcrg.Tii.jns . qui. refìflit.fid in Temi.. laudibui cumulai . J«W«™ e»*!™.-.:.„..r:: wgul. e contrario eofdcm .. aitamen etti Ih <t < "fi™ f tfreiù! . C«m nsiem ite fine laudei non in ere nafimtur .<.i h-m. qui fieri pòprima! «tir.:.. Putì ti-. exqae pectore .:ri.'. Princepi fplmiiJ:i.r/J-. Lingua C ras prefifora tpc. tii-ei..„. dum fenbat .-j. -:. ta ad cenai patria! iifrìiàjimc „.' d™. i & & ^uJ'omlmmTmii mimi ' ewf loia .„r. namenti! prxdiio .& fìii/imi Viti Intubi Martellìi regi! orimUlilms -difeiftàis in ine urte fiale fide .. dum non una exiiaia dottrina vmi ubique jui opera ile cogitali.*™«9»wr ^uamX^ìuTfibeU^um «1!^ *JbSPZilS!!!?. fini dm demiratu! firn . :. nr rh.iutm iwiV'f-Tt prijra . «t'M. quam cogitimi Laudando demani Invimi. qui hi Grtcmkis .n è. VICGEN. Cam cernas .er.!i 1 i:ltm.i jcriptoribia prtftriim homero . qua in primi . .xer.r:j»* 1 i>c. alane evibretnr.fc tiii :. alh-ar.J.. Prieelioni Grecarmi'.:r. ?:jS hngcm . in ihque Ictittandis Marker excHelur ter httc citriùfe.

l cantra ejl aoÌMmm . ad extremamque pafcrita1 rJ . . edatar ut . vtrum ione/lari.s non àamtatat multo fratte /vrertm jtatts Tue hoc lem propaga»? . DEPUT. tygj. n. I. JOSEPH SPARANUS CAN. j. EPISC PH1LADELPH vrC CEN. ventratione obfequenlilUmiB Joackimta Mfjui Provinciali:.& omn. OS.Id. furìo conqutn arbitra» Emtneniìfiim* Potè- hcem . Ncapoli ex Regali Dominicmorum Canotto Omni * d.

e di ogni allra parie della Filologia ha fapute fare ben ricco reforo. eie delle ftefe .-.:„:. I>.C. Studiorum ISniverfirate Danna Nespoli die 8. c^iìpinmiro ..nd.-como Matterelli .." il ncfho Giovinetto I/hrìn abpalefa una fimik K.i. non Jolo gli fa graia ricordanza di quel .. /Irò. Ciurme il nojìfo Achille ha. chi .-. Bernardin Profcfor rcvideat Ambrofu» in hac in'fcrtptk referat. ..li .„e . CAP.J.:. ni fi :. 1 in Napoli .ali r fua Opera per avventura fi richieJca Sono di mi Liuti.a olle ''''to' t0}.-. con franca fchiellexsa pubblicando nella prefazione da chi . ma prole/la reca. D...%-.J.TZlic tarili t'frl d%»"U dona f impicC. J. .„i-j n. . che aita da lui in fua giovencìi apprefo.U. Apri- NICOLAUS DE ROSA EP.-.1: animo . non eie delle /lampe . delle giufle lodi. fi a gloria di fimpte chiamarlo in a-vvenire fuo Mottoi.i. l'i:-:'.kJah si .-njj. ^"nT'^e nuova tn Scc.PUTEOL. gnijfimo. isin parte condono a lieto fine il fuo lavoro fatiseji-bm :i/i:... il rjiide » v?rfo™la'?Ja eetiimo»Ìan*. MA.i. Anzi fienaie Giacomo emacio intitolando una fila epericciuola al //rande Arnoldo ferrier .. di cui la foggia Au. i .i:iu. e come abbia egli ricevuti . . .

Marchio C.. eurrentis tnenanni . Nespoli V'ifo rtferìpto Sua Regalis Mejcfiatis fui die la. Bernardi Amhofii de commiff„. e il decoro della Patria .. Che nella guerra C i/leffo pugnare per la patria è il più faujlo . & III. ac retalione U. Caput Àula Fiori tempore fub- firipttonis impediti.J. VARGAS MACCIUCCA. ac *pprobaiiomt ditti Revifinis. Ottobre vj&i• Die 16. che pensò ìl grande Omero . Regalis Camera SanSa Clara provider. publicatione ferverne Regia Prag- matica: Hoc lLium " . PERRELLI. e di maturo fenno . fiate Reverendi Regìi Capetlani Majotis ordini prafata Regalis Mo- & jtfiatis. Novembri! 17Ù3. e lieto di tutti gli avfpKÌ Toma perciò a fummo pregio diti* taftra inmenMrofa Napoli il travare nella fua numerofa . D. e degne di ratafià letteratura . Bernardo di Ambrogio.D. . e fra le quali rimarehevoliffìma è quella . Napoli ij. OignizMD/ Google . e chiaro dime/ha infieme alla fi-diofa doventi: . e giamSmnu NttihS ehi prende cotanta cura della di lei illutlrc fama.XLIV tichitk ha finente adorni coloro . menfis . atque mandai. eie altra fine imi hen riguardato che il vanto . decernit. che nella pili frefia età ben fi pojfono intraprendere opere grandi .lus Prafes . GAETA. 111. Verum in. quod imprimatur cum inferra forme prsfentis fuppticis libelli .

ed illullrc. to per 'ir -iJ ] 93 delle famiglie onor fotte C 'P'° non fingerlo : a . il eh' ì prin- fi rinvieni: altu. tender chiara l'origine de' luoghi. per amor . ove lòrtirono i lot natali. e lungo I : ""' ri misirc delle tini deve prenderli dalli falciare col folo aju- ft< DigitiiM &y Google .e di quelle citta li ìcrive eflere (lati i o Eroi. : le poetiche invenzioni mentre io con duro . talento d. fubito avviene ciò. e le . prima Deità DE' Napoletani portata di' Fenici. che altri principia l'inuiyii* vihu* .ìi penlii a e Te la cittì con il correr de' fccoli è .L etil daranno opera. de' SUOI PRIMI ABITATORI. grande avvi^'N mrur. Dei. in il felice Ragioli dì luogo a favole. Altri per pr^i.Ebone.. comechè ordite con Ma fundatori ne non a alla ftoria .ni ili r. ma della patria altresì .

i quali dille irmi Fenicie bui ricavila li fiori).col pronto ajuto della ftoria. e fui riempito divi indi per. i quali eziandio ne diedero nelle lor opere grolTo faggio . e iato huono.&c. ed il gran utile. ed intralciate i . quanto è a {evale il farla. e ne' Bronzi d'Eraclea. iella Cini di Napoli . > Scrittoli. che Feni1^1 ed 1 " mandarono colonie in Jontiniflime Provincie. Clerico. vertale. ingrandì quello illuftre argomento Teofilo Gale ne'quattro voi.chc porre dubbio. che ne ridonda.indi l'immortale Samuele Bochart. perchè pochi fanno.ed il gran Dati.FENICI PRIMI ABITATORI I dire nella prefazione di quello volume. or a Hfcorfe touch'tn% the originai of human litcrature. che per trillo deftino non v ufo dì lecerli. mi piace determinar tal viaggio finora fconolciuto : in tetzo luogo paléferù non poche voti. lATOn vive tempo molello Audio lingue antiche. Digitizad&y Google .che vi ha non pochi . che fa meflieri aver mercede (6 quelli non curanti l'erudite dovizie orientali. SÌ fa. e danno ad effi nomi fvantageiofi ma altri all' oppofto rifpondono . per tacer aliai altri . oltre Gio. perchè ebbero la trilla forte di : mot pere. e lei compolle. e gli altri monumenti. e gli hanno a vile.fapendofi ciò : si llrì il dottifBiiio Mazzocchi «Turi ifilooriì Tirrenici .. che : i. le diedero il nome documenti /icari dal laro /aggiorno . ti i luoghi delle Tpiagge di noflra campagna han noni Fenici chi Omero-fa per gli nofìri mari per lo più navigar Uliliè . non che nelf fi in delle allo si all'orientai fi pofìa in i ci non follante.lìezio . fapere. che apri bel fentieroAntonioAldredo. ma viepiù col vederi! da per tutto voci di tal nazione pòffiam dire. che quella gente ci tramandò . fé non dà pochi . e tra'noItalia nolìra. in Inglefe col titolo : The court a/ the gentile! . i quali Midifconfi di tali ihidj. ed 1 Fenìci primi abitami Hi Partenone : in quale tri vi /i portarono .

ficcane fi diri nel viaggio d'Ulidé chi non vede. ed i noto. li sa che trame ordirono ad Urine. 156. 5. 3 ne' Greci fcrittori fi rawilano . o ve n'aggiunga. ed in Greco KaiaTTa. Oli ha apprefo folranto il Greco . Plutarco. ove il grand' Omero finfe 1 Leltrigoni . in quali lidi incendiafTero le navi le donne Troiane. e fe pregiavanfi più de' vini. i Paleftini curavano afrè altro li nomina ne' fanti libri. anche voce Fenicia. che lenza tallo la noltra citta fu abitata da' Fenici . infidìe. ne li penili a chi il" dice. che nominavano da' loro luoghi. & S'mveffa. ttdebat pelagi pirfent labarcm .ep. 10. ». E mi piace cominciar da Gaeta . ovvero a luco.CITTA' DI NAPOLI. Femia Ai' . cioè s n diri dinota urbi udii onde coloro. e Shnpe che . ed cene urbs doli. l'etimologie fi ollervano ne'comenti di Virgilio. me membrane 3. può ufeire daino.fe anche ne girli per gli luoghi mediterranei: e fi vedranno tutte le cinà di nome Fenicio . il Bizantino icriveBirii'i . ed ì Leftrigoni cran tutti giganti. 414.. voti Fenicie - Digiuz-cd 0/ Google . cioè ormia. rare Vglimmi. ed anche movi. qua! bofeo ivi era famofo. Umbrofit Luis per regna Mariti . che nel porlo di quella forti l' incendio . cai età .17. e Lucano lib. a. j. Cajaa. e grave tedio del viaggio . minturni fi dittero da TW^B a magnisarbortbm. o in Gaeta. e Caci rincrefcevole mo£ to. Omero appella quella cittì nel lodato lib. c poi aggiuntovi il digamma li diliè Formi* . Lami mfj . 3. Lami cuccila urbi.onde Liv.lib. lenza che o muti elemento . a' fuoi compagni i Ldlrigoni Od. perchè fon tali ma li cerca il vero da chi legge . che nota Cafaubono in quello geografo pag. e traendola da -joIvp il chiama volteggiatore . non per altro . o in Crotone al dir di Strabon e.e poi yoglìon fede. fon troppo noti gli oliveti di tali campi.Ei. Indi fi conchiuderà bene. de' l'arali p. e di Strabonei a me piace ciò. Or la fola Cajeta in orieniaiidioma . ed alcuni ancora durano per nolìra fima.che l' incendio lègul per la noja . che *ore> Labrnì li fu fratello di Goliat 1. per non portarmi più lungi . e n'andrò per lo folo lido terminando a Capri . eh: fcriflero . Siegire nello Hello lido la cittìoRMiA. dolus.c57. 13. onde fon celebri prxla Sinvefana Mart. che riempie aflài in parlando di quello fiume . Miynnnt. Aa'mr oirù rìmnca. oleum. anche vien rilento dell etimologia. Indi viene il più gran fiudi noflra Campagna vulturnus : al Pellegrino . lucum Maria (riempia) de celo tana: dice Minturnii <tdcm Jervis . fe in Sicilia fecondo Virilio. Grammatici alimi { nommis caafam ) comminifcuniur: volvrit enim T*pd -à munì dici . vèr. 4. ne vi farà alcuno. Per ilìabilire si buone conghietturc . che Orni* ekt di n-rn. hanno maggior pregio di aver detto il vero 4. come è coltume di certi eruditi . lib.* p : & Greci . quia Hi incenfa funi nave! Trojanatitm: è incerto. V. come vuole Plutarco in Romaio:ma lì dì per fìcuro. ovvero ofa». e ci vuole afficu1161 j Latini fai l'olio. che il vorrà contendere.DELLA . come li diinfidiarum .

NIJjin. per atto d'elcmpio la 13. Qui me vallìbus aviit rcfufum. perche ili vale exfalt. che Tenti mal grado il deduca da tnn-i gli (lem elemenii lignificanti . ionooefiere. ma lèlvagge. che anche a di nollri tali volatili in quei (idi . che pretto . certa verdone fi è ad gallarti . » ri tÌKxu TÙrtp ( Ku'fOM ) itti 4s . &c. perchè folranto fignifica ad gallinai. E quel che aiuta forte il mio dire li è. del lib. titernum dea da r-ijirrt. ego DUBUS pontem fero Affatra'ti A . videro il iigevofe. 37. hit . cumc altresì degli nnmini e Giovenale di Domiziano ferine fat 4. v.t non troverà chi il creda. perchè nè Voli neli' ErimoL nella voce gallai . che non altro fucina Valturino i. lib. 307. 3 v. 0 Caldeo \-\rh [e fono le. e ru-sil. Ed ognuno trans ammirazione . catti laudamr Di'ti teglia Potcjlas . rv>inn. gallina. [pudet) am'nis effe Fenici Volturno il diilèro capì. r. e fi dice di quello volatile . E ci fa noto Suetomo n.medefime lettere.4 I FENICI PRIMI ABITATORI Ha rare. co. e pronta etimologia. Diajttzed by Google . Ed ora la prima volta fi sa. onde è'furta la Latina voce g. ove dice . Ninno dunque olerà contraddire .. ad gallinai». 7 a. e rvi'j exfult. chi mi puù oliare. quei credere de fe non pojjit . Viim. eh. e Giovenale fot.i quali traduconli galliti Sallinaceus . clic i~n li è gallui. che tal gente in noftre fpiagge fi fermo la voce LI T EH Ni] m . uinauQue pl'tUS CARINA!. cioè da hu. che japerbietn . fi curi poco . . e perciò cri/latui è lo lìelTo . che poi rimar. &c giacché non patir- Pruova fino all'evidenza. : Litemo era la felva Gallinariat ce n aflicura ancora Strabene pag. . Camporum ione condìnr meerum 1 » licarlo. che i nollri fcritton la derivino a iinttiiiit. effondo abforbem-malos . w riAXusprav KsAiiri . ove cofe nuove. quando tutti fanno l'epiilole di Tullio a' fuoi umici. R. e tutti quelli compili tino pretTo gli Ebrtocaldei i-Zj-uin. né il gran Bochart nel Jcroz. e dell' Ebreo . ovvero . v. cioè navci : che tal pericolo correderò i navili in vail fa dire il ridirò Stazio dallo ftcllo fiume a Domiziano nelle Selve Iib. e campagne fi veggano in grofiò numero. non cUcndo né Latina voce ..4. Red^legìbut alvei Me Et nane VII PaSSUS Jtm ragion vera dunque botar carina!. 3. r-«m«"in. e poi mirò ad gallìnam . Liuiman. ne Greca. che Litemum) la nel femminino nj-nv» . il nome a 5. a più prelto gallai feperbietis . e iiivie r-iccilic di tal uccello . 9. 6g. lui.m. 1.'. non * Uambia-t Tua origine orientile dinota ai (ultima. .s.ui'j : ali: è ficjm. che Galua nutrì tante galline . c i'J . per tacere Varrone de R. i ligafìi: tubbidus. pcrviufque calcar. Et tornea Mi j'urgtbmt crilix (cioè iatumejctita) nihil eli. .

lidia colonna Troiai d'Iftaello. le avc^ni duo tal iiame dalla Inr O. Nel lib. tanto |>lù che in Ebreo non v'ha.ontefa femùe . in- Cì. lìpuìr. de' Giudici cap.dn.:i>. indi :. e s' intenderebbe.i r/ì in c. la ed dlèndo alquanto fublu ne..-. C Accingili . pifferò . alquanto ndl'ifola di gran .:. fepuhus eft Ramimi: perche quelli han mutata ia vera voce Cannimi in Rnwnsn . 1 . Vinone sì fiali Marzocchi filmano e dalle .!.l . che anche qu. Di.fon nomi pretti Fenici.' ivi:.. w Mertaus c. & 1 1 m i > 7.1 lì . DELLA CITTA' DI NAPOLI. Ilchia. detta die Turrh Phalsri TWViij'JraFH 7.'}. :U „:. e lurlc lènza far nome proprio il jm? avrebbe potuto tradurre in excil. liccome ci avvila Alfunfo Ciacconio nella ftoria li ambedue le guerre de'Daci. ed i magiftratì l'opra le colline. . Trap. ed in . qUC fi ' 1° J^G "° a 1 ''h°' gran%lmdio\a'unitc andar in lanuta contrade eli. i.^. lì legge un luogo limile a Clima favellandoli di Jair Giudice «««i 1 l- .tf f.LKX.^jVkv f aVi «lisi f^X.tr. Sari a ferino di ognuno.n'.. cui cfl vicnMum i favj il traggono da Di?. che fu feppellilu eminente lìro.:n ferlbnaggi.v h KiifWV srd'ììv b. parlali.in Gra- di (fero la F quale farà affai illuflre .".r//.. a™ s-aj? « P»'. ma (oliamo hf. era <:ià cittoii].'i Fenici B fiS<m: da™vX ma" iVectih? n»ni cnti giornante perchè fcrive Strabone tal j.uv. noftra in . me r Cw^.iih. 6.. Calcili.u it /. ^ ''''' It" fi fiio^viftigf "« li efperto foto del pentimento ro mat Greco ne porge pan.l-ì:-- eJ io poco innanzi Tuvris citta dinoti Ni'r^lIliiK. i^fii ftcf- t. Si? S: 001 :he Irli "mJì e. 5. affili il .. 573.. vecchi .i. tcl!:ir. vcgganli L dotti cementatori .r.lla non in altra uniti fi in colinola. Siegue cumc citta di notrle lungo arguimmo parlandoli della collina .tcabaloni. .Pitiecii/h.nr Che nel .:i C.-.-.. t ci Bod lari.io.»: rt. forza è credere.™ cft --a. che mi arftlìi ^ ' 0 Volcano.il!:e -.va.»s c pure ne'. .

die Plinio facoltà . 0 Miafé non avellerò nares . . Epspura . e falutari.^the Bini. UMazzocchi dona ragione al Bochart nel Calend pag. il quale ha dati grandi lagei in orientai dottrina. ed ìj^ni . e per ultimo itatini Entri*. da ria a fimm tqta i Greci interpretando tal voce formarono Vìihecufa . pachi gran Bochart nel Phaieg. pag.wafi molto vaièllame di creta. 18. 33. 11 primo nel i. go mercè ad uom fi- mia . che in Ifchia. e fi non a Stratosa . 11. che fono iti per altro fentiero in rinvenir l'origine di Kpaai. e tale animale in Ebreo parlare truovo dirli iip : e chi mai può penfare . Non mi fi vieti . che quelli chiama il dere. c.4. come in quen'ctimoìogia ttm nomenSjTMC. ni fi fperi . ì caldìflìmi bagni e le cocenti arene. perche in ella ifola fcrittori derivarono ti*!»™ lavor. fimimn fignìficst: ma chiegsi ciotto : non dice Bochart . oltre fé Phaleg lib. che A'pifjoi di cui ci e ignoto ciò. che min lignifichi fimi funi. 517. ed i il renebrofo . prcllardo foie a icriflc Enfiti. comechè l'origine di tal nome e diverfa da quella . giurò prcllò all'opinion del Bochart: e s'avanza il mio flupore in leggendo. e di norion sì varia . ed i Ioli Talmudici . ed indi •SifWW. fonia. e gli Ebrei della Cagione barbarica. e gli Arabi. che fi fono per lo piti avvaluti de' . 8. vi firn potuto edere feimie . fino a darci xo\rtitX*a . il quale in geografica ne. ed il gran Mazzocchi . che dice dinotar orvero duti in quelì'ifola. quanto va- Oigiiizoa Ùf Googlt .Id itu»r efienda Radumi . . f ofo contendere coli' immortai Bochart .6 FENICI PRIMI ABITATORI I n"in: non fido Strabene defcrive nativamente gl'incendi accama anche a di noltrì le ne veggano aperti i legni. : monte Epomeo . ha per origine più propria d'in . ma firma.. come fi fa anche oggidì. che io qui ho appella . ni all' min fimu di Bochart del Levitico fi rawifa. che qualche Ebreo che "lignifica maeftro il dica: ed ammirerò tempre. che gì' interpreti fecondo la loro ftrana voglia P han tradotto . Jib. Non darà naia. il trae 1 flento dal Siro ravvi . vegga . che ritorCoiai vocabolo foltanto nel cap.ì34. che fempre taluna è venuta a noi da lontanillimi luoghi ? tanto più che i da ttOoi. ardore! . li - Plin. c. che il noflro Mazzocchi.. fimui . Volcntienffimo condono a Plinio queflc leggiadre origini .. ec. i quali Tappiamo.

tutti i i' moderni fcrittori credo Mifeoo lituano tal villa: ma l'oppolio fcrive Tacito rapportando fa crmla morte d'Agrippina lib. perchè non prendere Tua origine da TU Jwwwi . v. perche fembra.<f.57. fi da a vedere più prefto alro. io non gli farci molcllo . che gli fon dapprefib . benché. che da tal fonte la traflè il itoftro Stazio nelle Selv. voci i' oriente . In efla v'ha adai voci di quella gente. che coli i Cimmeri faccrooti procuravanlì il vitto cogli oracoli .o favola predarono ha in Latino franga. oltre Omero ncll'Od A. i. fcrbando tulli 7 gli elementi. 8. Al principio ci fi para innanzi il colle. perchè fi (tende anche molto in acqua . con aggiungervi la n . e di fqualore ricolma. renduta piena di fama da'conlòli. i Fenici il difièro tira.ii parrwmiw . e Virgilio mette : __lTEn. e perche veduto un poco da lungi fembra più acuto. preflò Mifeno il mare non forma fcno alcuno. ci dice. 14. ìilfvmt. ubi Deus.vilU nomenefì. non fi porri tra due. che lignifica fiopulus mina da Ì3V acuere . Sembra fpiegarfi più fcolpitamente Dion Caflio pag-oio. Se però taluno avelTe vaghezza di .di Reimaro defenvendo il porto ter. dine o (limarono. e brieve promontorio ditdifeno. ed ora erma. e. e miri e tre Fenici. e doviziofa . v. BAÌK . ma folo preflò il Lucrino.e cos: w^bi. avvifatamente diti a quell'itela. che da Clima fi vedeva in alto Mifen" 1 fi/pedui Mifenm Cumii . 1. nome intero Ebreo rea . id. y. Ci avanziamo nella deliziofa regione di Pozzuoli . che quella nazione vi avelie fatto foggiorno. ed impp Romani. Dunque (. 4. -jó. ed acuto fcoglio. dice. indi viene T=> . Sitti. U1SBMUM. Se dunque lenza (tento troviamo tre nomi dai fuoco .Vera taatrem) Bavlos. che gli antichi o finterò.. Pnibyia. ed i i iremuoti la divifcro dalfchia. Si unifee a Bap bauli . UH aspera fnthpi farei. qu£ promontori um Mifeiiam iliBa/anum Ucum flexo mari altei/vr : quello laco fi è il Lucrifé la villa di Bauli flexo mitri elluitur. che gli altri monticelli. c-Aa prefica abJEnatia erat. Hic videi Innrimen. vero [ire di quell'alt™» vj OigitizM by Google . Strabene pag-37s. ¥. 1>» ani . Del E i quali vi /ìnfero -ri tituipanàar.DELLA CITTA' DI NAPOLI. e prima da' Greci. & no: 3. del quale i piena. o.e cii Feraci anche a tale o lìoria. ma più ne diremo in parlando del viaggio d'TJliffe. ed antichiffimamente da'Fenici. ediz. che prochita lignifica .'che al paffato fregi fi ogli è propria . . e Tt>n e vaglia il vero . Piace vifitare la vicina ifòlctta amena.e perciò li vocile ['biiu . che Giovenale nella fat. dipartendomi -dall'ortografia di Strabone. io. cioè divinatio : che quello luogo fòlle venerando per gli oracoli. Sieguc la bella (piaggia di Baja . che altro: e fi confi bene.

che cllìi ne giva da Pozzuoli lino di E Milena.im ficuri che .nt i codice non Iona princeps. Anetaui .t fi pruovl lan pili ragioni.„. Puidoianas ad mola jóoo* fere er. toglie ogni dubbioBfjfirum im\i. . diri (l. pernis Baimi. che riferite Tullio lib. &c.i-.c-. e porto Luchino Cilito in gran nome per . . Dics. che una corona Lucano lib. [iufla Ma mi.a l.il'cuiH. f. al fuo Attico.irimti . q.'<-'! u::<i-*-.:>-.« legge pag. Mifcama . H. che argomento me! tere -avanti Il verbo 1f3 domivoci. lago.. diin Palco/. 114.„.-!-a.e vale princeps famittx : i Fenici vedendo i\ bel feno in Baja. tipttnt.-„..duTero "jjjia. interpetrano xu'tfi©-.. "fi.. ci:: Bauli èra dopo Baja: C'amar.j.„„. l. Lacrima s'ii)R[[«ti M gtfOfjr. ed a lui era ben conto .) il nar:. :x i.ifj. il famofo dinoti folo è nome di luogo. I Fenici fcrivevano Jip ? colle iteflé lettere. .aei. ediz. ave mio retta y-:: Uir. colarti*.. che Spanhe1 1 ..l!w . ed me ed a ameno giova molto. %.t-..<.:it .7- Bauli. onde nalcono aliai È preno Mfeno fcmbra clicrmi dimentico dell' etimologia . e fi palla del gran porto della eliti di Brindili:/!* iroqm porrai corna mola /ncìmm Son ben ricordevole . yoó. ' li > monti appellai pi-:- . ii.T. fifra Calliriui-.. e Tranquillo vuole. citi t! pannai .a-.. il fanno certo le parole di Celare. che le moli componenti un b«w ii|ipellsvaiicortma.':: fini Ora pauta.:. li. quanto Plinio lib. c :i in. i/. e non Baja. quafi ma Siamo altresì giunti al tic! i. che M ..iji temu l'armala navale nel porto di Milèho.-n pmcummf . . che lucrius.jne ma mi fcjvi:.m .hij d. d' vo in di Prscipui in-.i'i. vyi. forre patte : proporremo. di quella regione. fe giufìa Dione il ponte giungevi a Bauli. che idolo Baal. ìc quali i lsi.S FENICI PRIMI ABITATORI I M* Jnnghexza.ua ita Pindaro '] £>v™ Inoltre nel l' annoi. firv®-.volo • ti p- male la sa . che negli elementi è viciniamo a Bauìi. Suetonio c. e dinota ad tarau. iio nelle dottillìmc nlìrrv.'.%uc i'bkrrsi ampi : Achctu- f\u'ku™'c n "li M 'lei liifcerio fa ''"T nSSetf'^rnini ^rtiffirm^ccJi" Onerali'' . dell' lnultrctruo- panni ed «ina .ium a aci. ma tal vili in ci lèttila urti incredibil ai : fjlpnmi fai:? niuno uiù confidc ratamente ci di il Ilio lìto . ed il piùlieto. ha altresì Ijiia. - c Oxford.ibililce : Qji. pr.rebbono lun h (1 11 iU.17.l.

. fi vede.. che Efiodo chiama l'acque prellò Baja llWm's. ed urgente fia per l'intelligenza de' due principi poeti Omero. ed Eliodo .i enim-i . che parti andavanlì a perdere fotto la terra. perchè ivi fono anche in Omero. Se dunque l'acqua Stigia trovava!! nel Lucrino giulta ciò . che era al mare. già a fua età l'Oceano credevafi il vaftiflimo pelago . the n' i alquanto lungi . che egli 11.jne. onde rimane ferma .ygh miushi potante! . gran fiume .iMiin::~ ~-kl r. ma tifai Q'ttaioTo . e non d'Àverno. parla di quell'acqua Sii13. . il . lin. dopo aver deferitto unitamenIago Lucrino.itoiì non fi polfijno contraddire: e rendo il più gran merito a quello poeta. Ed ora mi Aiben avventurato d'aver rinvenuto . En ut di/erte mt ( Homerus ) Uijifem t-xivìfli in m.:.:hiia: 1:: .DELLA CITTA' gno contro Apollonio n-li parole d'Efiodo. che l'Oceano non è altro . che ha ferbata la voce »«ir. Uh vero Lucrìnum fmum.. asqtie Utifium» mure.:K?.n.©' tr. :i non nifis Iftro. e l'Averno. 1 1..e vuole.Ai» ii vy«Tnj aJ^S.^ 1 . ti ri! uSup Hulrurns .in Italia opere docvi. clic ferivi Strabnne.ius. e lunghe pruove in occafione di difiinguere il vLia. Fa onta ad Eliodo il vederli un groffo filli. Nè veruno dee turbarli . nove decima s'immergea nel Lu- parla egli del piccolo fiume Stig.788.. te ' il . quanto rilevante ed ha con felicità interpctraio il r^p ! ad corrai Di pefo..li Mi. s. e gii prima di me a ragion buona il ravviso Oliverio nella Sicilia ani.. la di cui decima parte entrava in corna Oceani .ne quacon Jùbhme maniera. come e fuo collume. in quelli verli .i iw» S' oVi^ra . e ne fa lunga diceria: mo tots^ì DI NAPOLI. che Efiodo chiama quello Lucri*«« nella Teog. e quelli [lue . Tvmp./uoli . die il mare ili po/. vuole l'acqua Stigia nel Lucrino: EVr crino. /ed r. li .3 >. Q'mmwh Eri ma no li « v. la il dice (l'wMÌO «tpas.. e felice l'origine orien- tale di tal nome. pag. quorum hoc intelligi man Tyrrheiium. v. ed Eliodo. km il inule avvalendoli delle il Lucrino... 375. nini. che qui parla del folo Lucrino. che Strabene pag. \' Oremus fono l'acque Ba.-. fms tjì ibidem nq«s fotabilh uà ipfum mate . i : intuii folle il 1 : — — Lrc\t fono.r. innanzi ne darò neon trattabili . Siam certi. fa 1' ArL. « fluvio Occam 4$?.

tatori i TtjHTtli .uto. tal porto (icuiìllimo a' navi. . ove parla del fiume Eufrate. e quel!' «jj^w®. fari nativo il fentimento . m vece ci k'ìi.. L i.FENICI PRIMI ABITATORI 1 E fi leggon tradotti covi . t Suabonc ioloroo il lago Utiing icHituiti.cd Ma era facile a Silandro.. '& lata derfa Borii Varttcibiii lineateli p-. verfo. grippa cmt cjfecit partili navimn palloni aptijfinioi.dir dovrebbe tttoypini. e tanti altri egregi cementatori i+ Ed or mi fomicne . porto Lucrino per l'armata d'Augnilo.in credo.» in mare cadit.^!. che era il pi n/p» ( onde poi furie ! i. mi mutatoii eJjjj-jk'iìS.j:i:. che polca con brieve IWio far il Clerico. J? ilatimu nii. i'riài-u <. che niuno mi farà moleftk. che li punteggiatura è fallace molto . Si vede. o come Ieri velli ne'vecchi tem- con et ! :<>.c i.( . il Lucrino.. perlì è chè f«7/i* Suoni fft^fh®. né vl:a v-rbo . ed i coniatori han pollo irte firn in vece dittici 13.ed agli altri comcndi comporre quelli due fcrittori . che il regga: quindi fé li ripone il nlpis in terzo calo tì-. irvi :\inio .. perche richiedelì dopo polli dJim iif< Anche li fintalli travia dal vero. .che ha recando ragione riltibnito si bel luogo della Teogonia . 14.-. e ci fa lacere li : fctfsiiSit. mi mi fo pregio lòlranto di quello. Limghi d'Eliodo. Ni-jein guidiin ciroi te\r.rifarlo in ho parecchi efempj di lìmil Mire di coloro. 71.. di mutare 1* 0 in a . ed andrebbe bene il |ulaBF. . . atititas. e poi fe gli fa dire. che in Teofntfto vide il grande Spanhemio in Callim. pag.t . e di tal correzione ne vuol fama: e di quello di Giufeppe Ebreo A'i^..!. che anche in Strabene intorno al Lucrino ove fi narra. che il divide di Iiarai . fift. Cafaubono. cioè j'Averno.:. decima vero pari attributi! e/}.iirsTo ti>& Hi folitario.m\ Multimi {ngux) fiumhie finii m'iem ni-mm [nero Oceani corna . E mi l' edizione del Clerico: -jero J'ubtm ferrimi }p. che trafcrivcvino i libri .di Reimaro è oppoftiflimo a quello ciano gettalo. li rimiri bene iMrer/a E nire.V .? ff^wii Ed anche nella verfion Latina quel!' interrimi non fi sa a qual nome lì debbia uu. che la decimi parie dell' acqua Stipin lì jKnk-j nel Lucriti". . il belici .r intorni. inuriiis : tanto più che Dione Calilo pis.ithf. . O'. che quel confolo rendette AjvyVnsf sanciti \iplia< Tatrti^uTsisi àniif^ir . che Agrippa rilece vi ha fimil fallo de'eopìatori pag.Sfi'dell' ediz. utili! : ove leggevili «W« i-Jax.

Dirtxreiig unteti àiRi . 745.*. che fono dentro a' lidi .e l'orrore.te u'eireì-bc pi-jmili . perchè r. ulcito ili TV"1 id emiri : ma il compenferò . lì vegga Perigonio ridi' annoi. penfo . in Eliano pag. il quale anche afl:rhee . il clic. vecchi. ac de re ibi cum gigailibm gefta fa.DELLA CITTA' in che fiiiiui . che non lì a licito da ini?. e poi arreftarli in Napoli. 16. w m ferrilitalem hi tu ^ntJ. che traITcro tal nome tibuteis. 3.i ni -tù n. di un. E per ultimo . che a me molto giova tìnw. e da Ovìd. ficchè non li potrà dubitare. D'n x. mi film. DI NAPOLI.i.pi..cohiim Pmeelnnti : oltre il Oliverio pag.viepiù confermerà ciicr vsiuita t. perchè molte nazioni per 1' ubertolb fuo fuolo. «*. e di Pozzuoli. e per l'amenità ne contrattarono il dominio. che fegno del Fenicio. E Iorio iti molto lungi dal vero ed antichi .itatii piii creilo della verlione de' Lxx.'icne del verbo njt vi ha extirrmih .oli .>cr l'origine Fenìcia dì putf. cmtemhnei lìgnificinti. leggiamo due volte Mi voce 'n^r.Geronimo li è aj. altro non v'è. fenz* fi domandi.. fra le n.i na[iv:inier. che neppure il eira .. lo fieno verlò il tello lauto -. e S. Si cominci dal tanto rinomato averkus .i ciT. che i Fenici : e fembra feguìr cotale opinione il gran Mazzocchi ne' Bronzi d'Eraclea pag lo. iti in tempi più rimott i Greci. gia di che mi 1 . ove abitavano i Cimmeri ria. 1 quali verfi poi tradottili da Virg. Ti VKiytmi mAa. Credeva nell' egregie annotazioni . che Putceli . dicendo . ovvero ti pinete. cttims . 1117. e •^ine. ovvero o-nnuj.si o'. K ove Omero col fuhlime fuo dire deferive wmA™. e (rclciii icriit'jr: . 8. di fm-r-H 15. it (iccom. e nel Geneli 30. cioè urbi cmnaiitaiit. un SI c'c. Rimane. ffiw rff rain^o Fjcgrae nomine. che ci dà. hi c. e dimoltrargli tutti Fenici . ed Reimaro luogo del geografo quando era opportuno a porger luce alfiio Dorico. Per far certa quell'etimologia. e non Filiceli .uin> nifiiiv . hllntianibm Dei MLitn Jum : indi nel- ne fama un nome proprio.' » Ti flZPlMA'XHTON J-if. chePureaii liafi coli detto. clic s'abbia per buona la fcu& d eLlermi molto divagato nella nativa etimoloLucri™»!.i-/. egli vorrebbe rilare .i.m.iin creduto più antico Dicnarchin . dì fare un curio fuggevole per altri pochi luoghi rli Clima. con faviezza ha corretto Voffio . i". ginn poliea. Filiteli ia 1 nelle Fenicio urli 11 igitizod by Google . dice eie. Strabene ci è guidi ledele . prima d'imprceà-re il linaio d' Llide. : l- l i B 15.. lulUtus c-t. nella Georg. che dell'originale. y.liyne. co:la brev::i in curii. che pochi dubiteranno . 10". come fe ììiMLtìi il.i'Ìb iSinBJ. liilU.yx. e clillIÌ .>r. J57.irrhin . mentre parlando dc'campiFIegie^ehe fino preflò tal cittì. Dicxnrchìa amen ditti . E chieggo .gnrt-j/f.ti uiti£*m ix ÒAfcaSi. il limai dottillìmo reltitnito quello .d ni/icne in iinfiri Campagna..c perchè Plinio avea Icritto femplicemcnte Fineoli evienili Diesn'1-hia dilli.-. che legfiere il principio dell' Odili. d. che nella voce Putenti vi Ha rimalo quat.il [uo Dione avelie e Urano .

.j. S. si nera. marno quitto campo fii Icmprc fertile. che tanto quello fupera l'interi Cambra neli' dìer tortolo.1 cfìer ili Pr pingue. Terra ili li'joro. quinto flato la tutte l'altre tetre :n\m/-.. ri. olire fe granili lidi .\ verjìs terrai tenpxs 17.I FENICI PRIMI ABITATORI ingiuri profem.. che imo- />.ì. c.\-. c pingue .••. clic gli di Plinio.uicctiil Cerna. moine: e di 1 u.il/ii d'Omero mia n» 7-3. Igieni .i/'.. Etimologia di CV. . mfll mavtem «aiWitti™ (jyìnj fan t'm..ì iib. r. .<j fi >:-..

>-. Campai PNeffm. e Strabene.1 10 ave „^ (jjtojonje jffajflune volte liice.rf: pixchè lì farebbe dire a Polibio. e Latino vi fi feorge qualche Pegno ilei Fenicio.id sino Irago avvilirci in ....tnpur [) e t-r. che- autori ti di Polibio it'\tyr.riitìt<»t.J.::-lì. =ri. . perche [e ce l'avelie donato qAfyw. N. cr. che in quello nome Greto. e Pilegsa. fiume. che fonerebbe /urei non che dagli uomini. ian-bbePifrg*m. ficcome ben mi avvila Polibio. Pyriphlcgcton . .« rapporta Kinidj /'..>iù .ij dhas pcf più vera interTOIpos quillinm incdticrs Tyrrhem .il vii :-<:afu^it.s!qur Scimi: quel -ots mpi li i ii. ficcomc abbiamo da efib verbo Pbhgcton.«ì-i w«™. Potrei aggiungere. 10-Pet iS. elle . : i."jr..kaioiiu- Chi-. ne li tr<>vcrrdV. qudli voce non Grccj.::: . il i.'. e qniik'i i partito Pilg/rra. ifffi V / ma io dirti con pò Tt-'j J le ih .ui tk Anzi Pem- i<. jer vezzo della Uii^ua. m\fj.i . eli: friin. mi pura Ftniti.i : ^ntc.i mii qislì* iì -i. quorum tvulpnrs irl. e poi Pih^us.urfiitiaìit .. un de' cavalli del Sole.'. qui ff. per pqflccScrfì anche dagli Dei.i Phlt^rst ..-.lno : -a itini'ii:. J .it.'.'j. i iufla Polibio lecito pronunziarli F /:-".-.

I 14. eftèndo proprj di' quefìo i 1 ' - t'Etite Iudjo traCums.-^i. Hsmt naVÌg&ion d " 1 Ulific .i fj'. ed AilxTt>fi.:l. S-. L.. in favellando della poeta) al cr— i.V:.ui ..N. FENICI PRIMI ABITATOR. Ugo d'A verno. ti il . ..

Hin « Wiirfl.] anche i :i. oi ftiatintit .JJ. Stìli/JTsfuviiu.DELLA CITTA' ne.. perchè è malagevole molto il tagyio contro ad opinioni anlichillìme. mtwi A JWm.t. fcorGi rutta me - 1 quello 1' nudi' opera. e s' in. che non ft fcrive da fenno. né quella cittì . m'i-erci t>:-ffom. k fi £ ' '' ' " ~f . che eziandio stsbii fi ha dal fonte vei ro taf inwdatit . lunghiflìmi argini che non di raro le autorità. Sono '(lato rellio più l'etimologia di H'^iUin. dì l'esatto ^SS" le lingua n' e EH NAPOLT. del Sebeto.i recitata .:tcfyfintn .ì. e a di in f noflri dì . . e citta ce porri. S'aggiunga. ptó avere altra etimologia.i d Straluni: pò:' an/. eie::: la di è Merari Filiere. e. Hercules m mare. ove anclie furono i Tirreni. ma petdii tal Ciro ri Issarlo. tutti detti dal il fuaeo- . l L u pgo Edipo a iS e d' affai altri . Io rilruovo quella voce HV**«" ulte la .uiu>rii. comechì gravi. ginlta la grand' . Pcnji'i'.r. che indi elea tal : JI. ed in ninna età fembrerà. tende dall' incendio del Vefuvio nè fi può dubitare .i ..

etim voeabamr Heraclium 06 eam eaufam . pag. nii ffmmta : 5. Ix (Tnarimei) regia. e fermi viepiù. ficcome me ne rende favio il gran Mazzocchi .' JiJTI. che Giove avea tal nome.!e ^ tal monte .-. IJ4.fiufa'nul^ti^^ ajuta anche iljnonlcj/e- vocaboli fiafa diflèro da 13 . già offervato ila altri .svmmano &c.umn. p:d:n. Vecchi in DJ»i. ao-w in ii tr^. •: l'Ivan tradotta s-cm'é-"-". e cita anche Tullia de divinar. i^rclie creuevali noBiirnarum filatiniaa diminuì: noi fiamoben mentc i Fenici il Giobbe 18. Epomsm Non farebbe importuno aggiungere .c rji-oai f. 593. .lir. dire . -fed panni Heraclium neutro genere ii toem . che que: po Siimmanus . che quali tutti i luoghi .rvL. ove vi fono fiati fuochi fotterranei . Non mi fi vieti. quindi in Ilchia fi legge un altro Heraclium . . perchè Orteiio da al Vefuvio altro nome . llo E ' 3. .i. ubi S.:. Gcron. de' quali da per tutto in ella le n'ammirano i gran Ma la forte ben lelice mi Ila rendnto pago di quello mio penfamento. . e noi . che H'fi'tW . Si «uiCcrini con tari eltnipi.ft. un' exsvpf.-r. e/m naminis verifimum erymin ex primigenia lingua .'E col. fi demomnano dal fuoco . ove fono Volcani .xx. O'jcaio n'nos. 14. che comincia iovi . che abbia tal nome dalle fiamme . Inarime. M. 10. nome Somma è un de' retaggi dc'Fenici abitatori delle noflre contrade. come fta a Giove Tonante . opinar . z. gii i gramatici awertilcono. 1. perchè mi ha offerto nel tclbro di Errico Stefano nella voce caduti in tal lfola fegni.i. che viene da Sumrnanui .4. che quello noftro Vefuvio fi chiama ancora Moine dì sojimi ì niuno temerebbe. perche Tuliam i FENICI PRIMI ABITATORI i Rabbini n' han formalo HtJi> ardem libidine .j in £ui. conlapcvolì delle fiamme fierniinatrici di quello monte ed ufeirebbe dal Fenicio dinota leiic.m è voce Fcniiia. 100. Mazzocchi . che nafte di "via. caliginofi quafi morrai : mie ofeuro. così anche JErn viene da tuin» . che fra l'altre lignificazioni brofus.rantjssimo ifcriziune.anct. ' . invin'i'ient Or ci è nolo. dicebatur : nain Ytfi&ititn (Heraclium) Htreulh remfhun tignificai . ritniovo . e la volgata ripone.'iibci tv/. proni -'t^'. gli Ila bene moni Summanns . che di nuovo mi porti ad HoìAfin .giacche il Vefuvio tuona. n. che tal voce 11 è data. 144. quod in ea regione aliquod Her- culii remplum fuerit: ina forfè più fi confi 1' origine dagl' incendj ac- . Se nella voce =':tok vi è l'tt di più. comedi* egli penfi altrimenti nel Calerli pag. Refiiiut. e reca caligini . Pìthscufre . ergo ta ìnfu. ed io innanzi ho rinvenuto in Ilchia più viti polle a quel!' Ilòla dalle fiamme.i 50. ed i forfè quella liete origine di (A-. ritrovandoli in Relneliu ci.n fuii . e poteva ciò rawilare Reinelio. <A r. Calendar. che li fuole aggiungere. exrinJrre : e con l'i. Ed ora intendiamo.ìó I nome. ovvero più lincerà l'attendiamo dal dottili. perchè tal voce i Lxx. fulmina. o. cioè MtULUS. Hcr:u'. . e comenia . e co>ì i: imr.iiiU). finirne . Non Heraclnis .

J.'i. 1 ih piceoo) lo devo 1 lò'o ditto. Lì?!ì di Cinciarelle.:i ii fi legge. a' monti .-. voce vicinidima a fii-ri-mu Ira l'altre nozioni . il mime: diranno die li S. .S. lama fiume ben noto . c\> di-j altri convinta le dice.aili.le Vir./ir.//.-.come da lai»! fi è poi l'aito myiJu.Vv e citta.7.nn> a nume.e li L-fmmo nd Ciucio Strafini:. Abbiamo ma.'fi-.-iv . e vale /nr.- lìgniiv pag. il Pellegrino con tutto ciò vien lodato da' (-rimi . ed amena tra Cefiirea.\pic v'tderei : il Che Samo. da ins». F. Ed inquanto a sarnus. cioè lèrtiiifiima fi lolle fiata quella hrieve regton dd ce ne rende certi Silio lib. Kii a.Ma a me piace pia derivar Ximai . die voce .'/ci liau la fia di imporro i ori.ù uc'Cantici . e fi Campagna.iiih a! c.i>:. iulreus.rn fi/afe. a nuli ra dì Sorreot:. vocile rborrc i'„v- RN iM. Strab. r.ix.go tale.i:i.i C. li sa. un lunghifiìmo promontorio dopo il Pireo d'Atene li dille Z«s-ifp. benefit cru «.'.-.nume minare U doppio elemento in RR..:»i.l all'irla di Cipri. die gii è dilato tra ravviare Ina etimologia .lj. e ci dice insj. «ime è lòlito. che quello fiume cinica Pompei.. che dalla figura It è dato il nome a' fiumi . g\o tu il che verbo c'inai:! :i. 578. ed ed anche . il qua- in Fenìcio onde elee Vis. li l::!-e. e jv»-™t... tanto maggiormente . e p. ed anche alle città ..DELLA CITTA' DI NAPOLI. Sirratiis e!.ait .irav.al che non ponendo mente tanti nollri feri ttofi . e natanti codici e una fcrtilufima pianura. tal Servio : u lia : l'autorità nome. E nomi imlie ovitnrsli ci . U-u-ria. Strisi inilis api! C TomJ. e tra il Monte Taborre . pag-fiio. C il (erbaio.. ma la citta. che ma mi duo!.. m.n Comechè quello fiume amichi Icrittori .. porcile in vicini .mvtpii.[[i do. fi Inno ben confuti intorno a'Ser- più di tutti. la quale fco. . e Strabene t Sarnai. j.ftjT..i. ouananione.-ii p.iiìiÌh ó Es^»©.IVìw. che dinota non folo il fiume . <d in Siilo ]^rrc :i.. k Virgili». c Simtflit ptpuli . f. :o:. 15. lutti icorlì i lidi ferivevu ai'rcsi pipuliquc .

atini di dare .ieiio «da. e volgare. merldimi Murai . che rompono negli togli . è noto. ed avvenenti: ed inoltre hanno ìcrittr>. ed vero i - 17. die mi e ed cimento non lirebbe impor : fo ve AA pi-iedo. e piumovrariJ» luHm.i . ma io di hnevc trarrò d inganno chi crede. per lo loggiorno ben lungo di due Augnili sì grandi. ed in la fiate . e ne' pro. lìccomc dal Fenicio Turai t' elireme fillabe è ufeito T/treanaa Aggiiingafi al promontorio Sorrentino 1' ilbl.1 s.solil™ .i di I.?1 . Se poi Omero ha peniate più tolto al canto. vecchi han pillo -li. che all'altre nozioni del htto. . pregiarono averle per Numi di [or città. che Partenope nollra fi fu Sirena Ter ultimo non fi tluhi. quali murarono quelle trine in leggiadre. la quale dinota che non han fatto i Cuoi tignaci . l'altro Capri perglitrillininii coflumi .Umir!:) bruni Q. che ti refe filmina . alle cittii . almeno egli ha mantenuta la piccola voce ni. ovpalTarlo onde lari proprio il .ro comune. e piacque desi- /iifiwi .-. il : wfidhnr hJh. ivnlaiiiioli . . ìl donne le il genti- t fi narne anche una 'al noH. iv. per non dir luperba .n ìi-nihea^ne -li 1. . di. perchè quella è pifi comune.<<-. rumi luSua/'uin . uno per gli ottimi. non fari ri maraviglia. che è proprio dell'onde.il mneire.IMI na per ABITATORI lo benigno di giolivi menò tene la ugnmcazione valicar quello lire [li > di muriti . Al cerio in tal Loia traile -a mimale i Fenici exit rem- quelli di Capri. CArRF.

Ai^ioi »X''" 10 f**-™'* i^p'» *< Cuprea dilli oliai bnbcbmi vice*.f (al cc\ enti e* ti . citù dal numero han le voi. ('line. . le quali [ì leggono iòlo in Omero. quelli fa bell'argomento di fui rublime pivlia quella regione :crj~ij(di "quelle di Nicoli. cit. k:o. adi be:ie.1 lutar falli i Icrittore a riderlo noto il con ro. cri fermar 1 pulire iti . e diligenza. E'. Mral-. 17. il quale ii v. che aliata li laure. 3. quando lino da ogni forza.DELLA CITTA' DI NAPOLI.mi. perche rcpsignau- con dimnta maniera vecchi leeoli te a se ltcfio.. come rietra-rnM. come a'teiiyi ile' Tdeboi . Ererefltiit il deride .! i .ilic larto d. Straluna ì'i --. Or D'iEO ( e lì potrebbe pronunziar all' ufo dc'. once liniiituva una liJa città. ed ardua miprcla il il viario d'Ulule in Omero. rh. li deve loro ramni. che tal gente ce.iale J dinota ciò .i. ed in numero del più Capre*. per ogni verlò Strabene.vh. iH. ed è ben noto ci il clic 1 Ilici. in due villaggi .rai.cr ì. anzi viepiù jS.k . quando farà iiccojr. come dice Tacilo r. ne teucre : fa meftieii tollerare .14. iaprci. e navigazion d' Ulille ma niente rende 1' aniturba perchè trivellati anche egli dal vero. clic ci ha dello 1 edifici.iri E non li e ri rome è duo vici .:.':>».e ci ha tramandato -r-lr ìv -toh -ri a tal detto Eratollene contro al divino poeta.fi'jc vppidufa. che ravvilo in Verfiraii ri duo oppiiula . nelle 18. vcrlii Poteva avanzò e . . che colui. che dire per Li varietà.non folo Omedi liaesjin: lì sa pcr'i ..liVtrc . munta 1:1 con ogni sforzo lalvare mo payj .m'vm Latino perciò nati iic'L. e moire anche in Elìclo.. e maniere giulla le llagioni le 11 . li oimlr. e Pozzuoli .i. . mine unum: psiche Augnilo vi avea falli groflì ed indi Tiberio dodici ville. nerica hi denze orientali .-. che non faran poche.1 : : vuj^o Ci il 1 J L"a. per i]i::!b panila 150. l'a:it:c. ed [ci. fludj ii. pciuerà efiere duriflimo (lento .a/ioiie .che hanno le vicende .liiaram-(> gi 'iutirpetri non intende. nel numero c'.tare . il nome. ritrovare pili ora a' lavj è a grado oleura ftoria con molto ular le lingue. mentre Ltyi «Ed f line attendere altre de'ìuoghi di Cuma. m^m. 16. liccomc ho imprimi.. g.-. : Chi mai non 18. ma a dì nolìri è divila. >.. e dalle voci perche deve prevaler il colìume.. ( 1 . J0L18. a' villani oitr.-iiy. OSìtsì'ì ma indi S incera in tjj dil|K-tto la il fi . ove Ha altresì 'jiajrn feri Ito K L\ . &c. ma rcìlar ci il anche . Mi giovanile fortito limito EUr. .\!a!<>reLÌ Cirrr. gli ftiniò (òpra fi non che all'ordine geografico: e perciò lij vago Eratollotempo della feconda guerra Punica di giochevolmente de- dire noni. vis .

ad Uincro. che condannar con ifvanraL viiìa i-ij-Nllainc ed ii poeta. e' 11:01 intcruetri con dirEiiaci . perclic non Tirriti )-iu in ii'an/a a' loro fiorili. ed ella ri!)vt:i!ln!c antichità di lui.«ì «Tuoi feftrc onoa. fon ri- ìtìe. c di ìitii.ìl viaggio . ma nicnic di a piacere di Icegerglì . che hanno ferino di lai v . the eran loro nJc< ili aitimi vocaboli di città. in pillando in yiila (incera .lumaio tr-iàln a tuie ad Eratrarene. fu» 30.FENICI PRIMI ABITATORI Omelto affli altri antichi t. irci . Quindi larebH.

: 30-II.ito nel odo: e la maca l'aeeociie Vn^na.v:. e ne i I i i c : i i llo .lupo alle vitiilole licùe.'.o ad Itaca. i'cr voglia o naia da ozio.:. ed ar.dici navili di Ini di nuova fpinti adEoloie da queRe con villani' nnuu.> ^abitatori del niiinru Eric. ne va a l\://no!i c ci (vela Omero.il S:. o buona di veder Greci (Limili . ed a di [petto furono d. ilio patrio fuoi avari .no può. !.i. e dovreffimo Rime fuperbi.. ed ivi fi rifugi nell'ilola di pcn/a nnpetto a f.ict. cnt tdi credano d'oro. : i .vele (i vite vicinifìitr. clic io prolìejjiiu a de- EticvcJefetiiione dì ni viaggio.iim avvenimenti.\-r. .nti proceri dal Re di quelT £= >m rj ma ilole .t" riunii pivi 1 !) i"l:icta . Ricevuti per i.o \ i'ir^o con una lòia.. ciie area la'ci. Silurila poi da pietà modo a Circe. e con dilorez/u doccialo Uiiift diritto le prore al porlo de' l. Si uj^'-..d\l vicenda .n-nti di Circe.i.poet fi» Tripoli ne'liJÌ d'Air..Quindi lci. l.TC .ìii dono v. e de' compagni cadde in trillo affilino: indi protesali il lui. per fq'prllirc l\lpcuurc Ino >:n.eo .. clic per l'ecciba perdita di uikLci navi. . c folli comrMyiì aprirono il lini uetu ntre ricciiiiliinu di venti. c fiiun-s aC :ic.ia: e . 11 tuli:. quali furono i rei. l'iflruifee per lo Cl\wh nlomo d'Omtro ignoto inchc in Itaca agli ani ithi .ili:.. prello il promontori. ove fu con si barbimi fortuna accolto . quanto erano rifj-ettabiii Girelle noftre contrade .. di nuovo o n ii-:e.!:o.i sa.

: Ii-jjl le pani ii'Cn:tro eia ctrii aiiiLj u tierifo . E li avrà ra^on ri" che 10 noflra eia li è %t:tn. che onci lo i!ni!i p.->nicn 1. JJ.i:rar 5J. eroe gii la prora per (eriilori \\ Opri. e con come tale asitichi il 1 ' . Si proli. Od fuoco u. e favi pc Illa irla patria deve regi» quafi intera. o d.'L'i. Dirizza JG.F I ENI C r PRIMI ABITATORI fcrivere. . j tl-liiitrt li nj-.:u.:.n. che le Sfili.llh Sirene.!. udii è dbwiiflimo < n poetici .iTt. il dell' poeta Zìe H e Cari<ldi':"or per s' apprende 1 al gran poeta :! vanni lì amlar :vr aeq. he lieto. perchè c più corto.'bo! indite iìi! lauro più./efa tenne lauto burino lai viaggio. o | dell' lei . e farò più brieve. a. 31.jv: [iic*eni. cernei ani islu™ un.

: j.-Jcite le limali" conufe delia tarda puHcriià. cioè dal 310. e nuovo piacimento in vedere . fi è prelcelto farli dal P. ram. onde Omero alla loro lignificazione ha aggiunti 1 pili beili avecnirueiiti e perche grulla parte deik Ipiogge fono nelle noftre Provincie . Per non interrompere la linea intera di si varia njvigay. per ove navigò UlilIe. e nomina la lor città . sì il I- le diligenza de' fuoi il matici . non che i meli: ed io forfè dopo l'etirr. percnè per alcuni luoghi lulunto vi pafi. che han perniilo il comun lénfo. con quello foto profit'guc il iuo infehcillìmo corto.i . iw per dir tiemus . &. antico . e naturai lignificazione: quindi da p-p elee ivp'p con gJiflclTi clementi. fi può chiamare. e dalle piante alle volte fi fi™ appallate le città. E perchè li Lim. rimarrà viepiù laido 1 argomento . non ulircndo dall'argomento mio. che dovutamente il ripetcOmcro. fino al 341.l^^/v'. the come li v>. che <i cucita. lo reftrinlè dì nuovo in con iftupore di chi legge.ilìi : e lì sa . e credo.il gran poeta qui non vi finge favole . compofb pfi libri. 1 1. ci e in efle vi fi portò quella c. Riodus.DELLA CITTA' DI NAPOLI. come ab i . che dagli alberi .ara valor dell'opera. : : 31. e giugne a' ciconj.Calta lopo^ciBil ddvnssio a Ulifle : Ciana.j aneli.-gc d_-':uoghi foggiungerù quella si felice enumerazione.wiiiivi lainLare i tran tiaifoiì : ed egli aven- do intelo lincerò. e monte ismarus . l'Omero de' Matecui foiiverfi 31. che Ckor.T cosi certo. dimora 0 lunga. quafi avefprev. e chiara delèri/ioiic Ha oculil . onde per tutte le parti.li dice. ha voluto rendermi lieto di quella per se leggerifOma fatica. che perchè era picniflìma di elfi arb'. e per i. . clic l tutti bramano : al acciocché fi renda onore ad Omero. e a me di merito apporre una fi-.-ntal gente. e v'impolc i nomi e con ciò mi fi dirà via di maggi unii ente illullrare si rinomata navigazione. e. che i luoghi. vi li pingc in acqua un piccolo alh-rilco: e per adornamento li vedranno ripetuti al principio più legni folcarc il mari:.non -comprendono. che i Greci ufano -rò "in .fon di origine Fenicia. 54. che anche a' tempi eroici fi fapeva sì bene di fcienza nautica. Mi piace anche avvilire dli. indi perchè rimale con uno. KImmc.>i.iooe .ii. Si parte da Troja Libile.JS. carta. tàl/aunu voci Fenìcie . e mifure fi è una topografica carta compita. càirò anni dieci. Ed acciocché non fembri debole quella pri- e non vi fa raggiorno in quei. lVjiaj©. 53. e per rellringer molti fui lode in poco. -me aW*/. in elTi non vi lì pone fegno alcuno : all'oppofto che vi tra. perchè quelli due nomi in Fenicio parlare hanno (empiite.i Uliilè. tu .cs.dì inoltrare. comechè egli il rienfi .Nicolò Carcani delle Scuole Pie. O'c. e iàd'ài miin'chcvjnumerali interpetri. e diiìmto tal viaggio . che in fini dell' Od.c[c> con quella eleganza . o brieve . e con difìint» gtiifa. fecondi) li è da me difìinto. e dinota l'arimi cello rifinii! famulo in Giona: non per altro li diede a quella regione tal nome . che lòto coloro. ove fi vegga Isti ile! i:. e rende certa 1' etimologia il vederli . Rimane ora.c.e promeflò. ed Omero ci nota anche i giorni.

tle iìb. is.itt> il dui fpinea Uiilie in ^Miui'occliio. Nativa Bitnet Fenicii udii voce lì im-pL^. che non l'inicnde. (pi^u l' e pò tanto piacere ' chi " dal non nicllro. e il rei. c. Aprirò» .yumo qiKiii jó. OigliLzod Dy Google .v.im- Ktsjs.lcrivere ci?).'. Riputi e dilfiluli prefio il prò- E'u'tm. pmova.i a . che cune .cmVo accadde con Pollicino. l'intero i. ior lii.I TATOR FENICI PR nitro con quelle favola Sicilia a' Ciclopi e 1 1>. Ave-ano il J'Aliriot (>nv..l.

'. e piai in.. quum. e lunghe il intorno a' Cidi . ha. . clic .cr .-™< ir Vjì. . 1 : 1 1 jj.^r-'tiir alili plus fa„ pere . t>.le . Cini. lì in Eliaci!.qiii de Colon.uc . la quale ancor fi vele il Ino nome lia proprio . laure D . Or/ofvi dictos „ putat a Phcenicia voce air: p'n eli. i'al. Fcliceeilmolosiidc'Citlopi dclEodiirr Invano coptraddetti di Sp jnhtmin- . che ci . feu Ulybitum di- art? cifk ut promontori uni cium lub eli.'->.. quia Libva: 1 oppolitum .d Grard ««st.!. fhaaìtes.ulihun . ita lime illc art ! p'n chek Icngminabatur ant etiam ca'art a>n r*(£ quia J"J. ij da Trapani e la gran grotta di Polifemo avanti a quello monte Omero dice . ut alii.n .pi h... : . : . aliifquc a Cvclo- . Scd fuit Ime rfi.?h . chi Idcgna quelle origini. perchè iemhi. eo celati ritJf iqinrn k tIuì . .Lho:i.li nnji. !. e blandì- lignifica ha dato l'ammirabile Bochart pag-jdi. vcl ej'av» p>n leu* fornitisi tfok lubim.ur.in !n -n liti nr'. che non una volta ripeta lo fieno. in oppofito piane bicilia: Mela. l'hom.j8.iucllniiiio Bochano . ideft finus Lil-Mtmms . che l' etimologia è felice.:::\:n.'i' <>ì'. Fona è che conìelii anche. cuna Cyclopum federa Siciliani T^va^'w elle . ino C-r. cefi a:. mare K^iunas inter„ prerati lunt quali lìc appellarentur quod unum tiaberent acuititi!.vifììr-ii uomini.?i l'.ui. poteva perà il gran Bochart proporla in più corto dire .if.. contrailo ex p'n Mub. fium» libimi . hoc ipfiim nomen retulit ad litum loconim ied peni!>Lir.'™™ ih.'i . S.L. leu vetulliTlì mis iicilis inli i.: tó-.DELLA CITTA' DI NAPOLI. ideft finta Lilybntanì ..t. qued rotuniam quondam infalnm imo. : : 1. „ cumque orb. Thec-riti:. alcuni fcrivono E'Xj'^fii ' io crederei eflere nome vero dell' .. „ liTnii .r. 030. e la icque.ii ut vi. „ Cyclo- pes diiìot interpretor a Piirenicio art-p'n chck-lub . ft Q.i.i : : Meme il >ce pura Fenicia giungere a „ „ „ „ „ „ „ „ „ „ dà. vi 3S. \6g.'. /uni valermi! .. Pu„ nitam vocem e'Gracia peti voluit„. fé .!e „ Cychpcs. Proinde velerei etiam loconim incoia. „ ve! ad Libyam. Ohii=r „ haud continuo adlentior.-'. Lelnb. in Callim. kaìi l'eruditili. t „ punì habitatio Tom./. e pcrdii piace . iddi fimi Lilybuano. xj Ar'jwi .l. Mr. vcl finti! ad Libyam. al) omnibus antiquii auflo„ ribiis de his CyclopiliLii. Libya eli vel art p'n chtk l"b . i-o»ir. die continente con bel porto . Nani proiinium l'unite all'? Lclub . tanquam primii. 1. contraliando tale etimologia al Bochart . ÌL'r. ed amenilfima . inquit. & iriqiie„ min nemo neidat.&•< li. : & lubim . c quelli lludj .i Liii- ga ragioni.quod. leu „ ci.Sji.cii arem.iir B le fue quale dopo aver unite ricercati ilime cole..—ip'jn . ut !i-ribit l' v. E ben moicAn pag. ditti funi.i. Lilybi-o „ valde re- ^7. ed ha prevenuto il mio bilbgno: né so fe io avrei avuta tal ventura . ut alia mittam ..!. ri . . Punicc ditli liint art p'n >vi\* bom'mes chck lub.i:mì cleffe in info.

che ci !veonde eri flirta hi si ben immaginata favola d' uomini di un fol occhio. .tenni .t il.-.irr.o. e nel'.inv. ni !.'. e grandi ":m».iiira perciò le vuol ridurre e cù eri gli il poeti Romanzieal vero. epa (i è nativamente Fcnvi.-. vi fui'oì» iure pieno di' venti Zj-.ett Jkro alla p. K^dJll'^pcra^^d^r '^f^di B^ll^t' ^ Tuo natio cariar tire.. la quale fembra in.j mitici ori( 11 tale ori- favotofo i ri: il laP. coni. -lui nule..iverfo lidi' erudizione . ma non tanto nell' orientai fapere . fe farò cosi con per buono fpazio mi fon trattenuto co' Ciclopi. <ià un fol occhio .ìuii di Sj*. Uirlia miiìtii lun-ll. : 'l^f™^^ ^hi^ "I^iì 11110 amlie Ohi.1 ni.i-.c.i frangìbili.fe di/iiii lirica. aimen pochi .iih:tiÌ!>. mi non gine. 110:1 li rni'. In quanto all' per Ittifflubsia Je'Cidaji. e rotondo i! . i quali dir v.aU^a cuimlSocIun .I FENICI PRIMI ABITATORI 1 . tanto più die innanzi mi lincerò con ilculpite prnuve feovrire che nifS-ei-àr* .-. clic fembrano pure Greci : . le non molti . Si lifpomli all'acculo ì\ il 1 . ed a tr.i di' [ìiù vecchi .-:». M ancora perchè vi fini. era in illrctto debito contraddittore rinvenir più pretti .i . e raffinata etimologia . le le voci . Al ceno andrebbe in.iri.. 1 Mi perchè lincntil'ce anche quelle mie brievi lanche. ed il finii] alia ««ria. e ne riportò 3J. min ellendo per opporli dunque a B>iehiirt dovutamente .iiir. E Chicago dìér tolto di colpa. die il grande Spanliemin tr.^h^II-. tir. n. idi.< nvii iifmo imun/i ui'le coalizioni delie monete-.

Mi perc:.ili-I anti." >. che non gli fovvenne . ina gnilii diii-. pur li tros'errii .tnier D:iE"lo fi ('arti Uii'li con dal. pag. . i-arrm-.. £Ìi è aeesvle ravviarlo nella Micologia del B.l itoti d' inferiore età o raddoppiate. e vail vero.. avendo elfi fciohu 1' litri . che ha:ii:.. teme 1 Cimmeri. forza è eon ledine. : .s liivilllmi inierpclri . die ebbero anche il nome di /.ilo veramente Re di queil' noie. rono in Sicilia ì Lcftngoni.'iii Greei. ed altri luoghi in ifpcv zialità quei di Pozzuoli .l:.-. che nè quella. 1. che alcuni degli anlieiii fioril e general ncn comprendendo il veggio il' UliCe lilna.V: balla leggere ciò. perchè ere. lanto ali oppollo ci fa vedere barbari . 1 e perciò ufa la voce ho. io"8. e ritornò a quello Re de' venti. donde per dappocaggine de' compagni .tc.: kriilo e iii antichi .i. . e micidiali gli abitanti 11 Buchart fa ufcire Lsfirigoiiet da ìpii-' ) .< i.icliari lon molto felici eonghirmire e non deve iiicrelcere . . voce juefta praci-lh .in B. o inolt'pjc. per tacere f Occam . e nuovi favj intorno fciob . 1.ii si b:iia la voi a .37c>. Quindi io rinvengo due origini di Lx- D *o. Ics rr.:n noniero lian:. che anche vi ìoggiom& tal gente ammiro . come i moderni Scrittori iunno fperimcntata ardua io!a l'intendere i verli d' Omero in parlando de' Lellrigoni . c belle lettere tom.> icritió sii Accademie: de intuizioni. li riCponderi colle parole di un gran favio Cxcus cji qmf^uìs Ma lla : 1 : : ko:!:.infe alla regio.DELLA CITTA' DI NAPOLI.i ve = v. che molte regioni nominate ila! duerni poeta' ìi ieé^oTio ne. la quale il a grave fdegno. perdette la patria di veduta.. ed in nove dì giunge prcllo Itaca.dell'Ha' Cirri pericolo anch' io d' un per&nientOi ma non è quella mia cura.p3g. elianto gr. ili.izion di lei giorni . che tutti lènza eccezion g'ia . Eiimologn di Eolo Re at' v«ni 2 iliji iiilitilc ftrj.1. uve l'uomo erodi tifiimo afferma pag-sSo. vi limimi fparla piii loka olcurir. ma quella voce non fi confà poi a'LelKgoni di Gaeta. e quella de" Lsllngoni. 41. lecorvì. c'ie li (alci ai! altri invellig. e quella è la ragion Cavia .kii. 1 : i Circello per l' ifola di Ponza . che era ne de' lestrigoni pretto Gaeta dopo la navig. e fertile il terreno Lellrigonio. Omero quanto deferì ve bcllu .c >oe[i deicrive il i quel!' i Greci Itiiji . e con mura di bromo. Curii: (: ile le Eolo da 'jis. ci!Ì7. ne quelia de! g-. ma egli parla de'Lellrigoni di Sicilia.!! .sì : rie ben trailerc fotte . zeli™. ed lorrL4.Ja'. è folo dell'origini delle voci. e tal nozione di quevoce !. ameno . Così gli antichi. :.irc liìli propria orism: ..<• (itile Il.o gi-. 1. mode rò da quel : altrettante notti 41.o nel (ili. ma lo (perimento tutto divere cm vili. 7 i. per averne detto molto.cvdnt pag.

>:-j!y ir-cri..'. <ù tbj « tiil. 335. e ponènti . così Eujfazio citato dal__ Clarice in quelli! veri: O-J >-i}c. e fi vilii li j™ maga. exnuilerr. e molte dice di Cir.e p. e dinota dmria. e la celebre erba f<i>.iB per FENICI PRIMI ABITATORI I Jirjrgoiics una per .-.riv ((.u elee da se da 'jie ItniM . cìr quindi ora intendiamo. che tali etimologie fieno nome nativamente diri... che la parola è degli Dei. lib. (juXu'hi S .u.<& . quindi fiiv.T.\\ che fpiega a dovere l'arte mcanlatrice di tal femmina.A-ll £•.m«ciC ..etM<pr)i!ui'«! Oi. Eccome in Greco v'ha mmXij. e fi è l'erba MtTAT. e renduta vana tutta la gran virtù. e dinniii f-.tìv .... E fna fcraciftim.i diventar belve pone. le dico. e <ìivi -r. lib.la quale non fi (lava nell' ifoletta .:: i^'iìm hcvLivuni eli Cari 0 Diti pula! mrìy .T Superi.illiaira. Ìii-:^:ii-iiciii TRAQUE furti»™ FENIFIC1A 41. perchè Omero le da l'aggiunti di l-M-.ir lettera. 4:.tA i verbo .inòi ': maga mi fomminiltra altra voce orientale. e con un fol legno li rifuggi alla maga C!BCE. che il vero. <5' Onde efte la vote Ji Lo (h-ro ci Cini av- I!ili.iL.! i . V'aggiungo l'Antologia lib. ed 1 cuLri .«!.crct-/:! . c-n . C"\~dcmanftrat . e non troverrò chi s'opponga. è duopo. ir lo in in cruore nudici funi travili. che quello fiiRionis : e non : libri. egli tentilìimi veleni di Kn'm . il che non vide Bochart .0 mut.tia Od.cee.':^ Od. come traduce Ovidio Metam.. cogli Melfi clementi.>\. 1.iita quello mio dire il brieve fcoliafle d' Omero Mi. e legna cller di nozion molto lungi C.i mente ia !. perchè ufandola infranta. C.. 15. fi ha dal Fenicio ma il léminino .S3.i>. vj6.. e pi*&«< oltremodo a. benha fpccics vernilo iìubel/tm rcJìkre .i. 15. con dare «'viandanti bevande sì comf. . e ne deferive la radice." . dove in contrario Omero deve (limarli affai avanti d'ogni : altro fcrittore. rib.>h.iiikv cui pen fieri feni- trillimi"! le Ulifle.ielìiìsgcrv'1.fdviiiy»:. . Sin lieto.1313 . che colà deferive Omero. e vecchio nome di quello luogo li eri onde poi Omero riandando la lignifica/ion della voce finii. che Circe. l'altra td ho con gli flelli elementi Jj-intf? ad belle cu. mely c/i Plin. iapì ii avrebbe . ti! per dir predo . i quali tutti racchiiidonfi nel verbo orientale TW .ufuv Quefi'erba la diede Mercurio ad UlilTe.i l". hÌ.ili i Se poi c< perda.Si «Munii .r'fii tì (jVkiìi .ii:. jrw :n:. perchè a lui era ignota . e nome altresì. che fia Fenicia. quota ejiis A'. che li de' f. 1+ ini. Ili q-. x.yL\. aivci-0: ira & .:it> Ilo. o'. .h>j ^euiui..1 : Bui Od. Lr:-d. die <\ i!:> Onu-ro ei .r. campagne. comediè favic cofe . il fiore .-ii . Ci è noto. viene da TJ-inn ? ad laribuliira afad ammirare .trù filli ivi" uìille vide da'Le- nijMgni . elle il gran poeta anche fàvell. c lorza de'poCirce.. che tanto piace . de'l'imti uccider tulli llrigoni fi le la ferocia degli abitatori sì im'efpreffìon 1 ma egli era prevenuto da' Lefiìigoru Leontisfuggite al gran Bochart ni di Sicilia. or detta Ponza . liiii^iiillìnia .

qui ad fuam lìrignam omnia redimii vtilniilj . ied co qn. Barn» falla nell'orìgine di ciinieleg^ . i. lor il On .iì: prir. pi Ir: tv :t dolore : . ideft . Circa e/i- intomo a càp. ur. ut Nehem-'S. ab hors iUumintttìonii Soli!.. A. farà bene libre indi altresì rateano Od-f. . 3.i'e eli. . quod albani vo. „ Credibile eli Phtenices nugvendos eodem morbo cortentos.uju ormar.-.-> . Lxi.mc. Te fÒfiè'ro fiati fàv] de era molto diffic il Volilo non il ravvisò fiL.: c ar^faz foe nelle .j! «-«udì fi le a noi panie intendere di Ini: >i ma mai^evi'lc pene- bilogna rammentarli.>.ant „ fermane vemacnlo PJ05 hic pio maturimi . ni piccoli . ab aurora . prò Autntt lu„ roimus. ìT'di Xnon tan rìwifetì . foggmmu. SS***" I^Kcti piduiL. . nvn raano ij nun io.: a queir Per tempre pìi perchè dia Sole' fa nno ne . il or^n: ili . ivi tu b?b „ -rè ha^Tiu tìv H^rai . i tan ì. c:. la gli quale non w'"^. ove poche cut. Diajrized hy Google .d tituis ibi Mattinila lux „ feilieet iw ì'iln ( Alibi» or ) albchil lux mvm'ma „ albefeerc dicitur . 43. reddunt . eJ Hm Il gran Bochart con fortuna rò del poeta. a luce ufgue -ti „ merìdie!»: a luce . v. c di Etpt. idei! . lune. quoGra:„ corum granulia tieuli .Vd e Latini fa t" OrrSa .w.* he Omero G un' erprertionc d come S ed in Greco . che dinotano dà i! nome il [. 3 y.vaa tal' erba: in Ome- quali 'peula- i ragioncvol la |J °M -^Ir fi'' di leg§ere ci .'eli' ilula Mtt. „ liunc locum ita dici nun a Graico H'|>enyre .""e ìkÌ Nenuferi»*.io.furor m^yifrfw^it prevcr rono per P 11 Cn ™ Greci. . . . . che in qnefl' ifola fi mori lo fventurato Elpenoie compagno d'Ulillè. Volga/e ia.

renda laida tal npini.il gru:!. che i Fenici furono in quelle regioni . Sabino . itine iiuv.<. Nutrii „ R.i'j-3. che il luogo. che si Ilivio nomo mi ha prevenuto in dar gran "ice lungo d'Omero: e le talliti.* tóm! «M CinV . per- chè fembra licura. era facile il penfare. inventar lavnk-. divino [n. fai ir! mele già. e ipeoialmcnrc nell'Omerica ni (lo) m-jlt.cc6l leggiamo di Sicilia.ida .• fc liritt./n in ro a Gaeta. che quella av.mir. e poetica imeni-. mare.:.. eh: i nomi e delle Provincie. Ajj-ffa» . e di aliai altre . e Latini lian v.e Bochart nel Phakg iib. che piò pretto il ri.::. Rena.« nevichi uni^i li In :d: .T. lìccome innanzi ravviferemo. 104. 111.ihito credere. che vedili «o'm aiweJr^. vi fcnin-.m. e dell'isole fon ben varj nell'Iliade..:ti i . allora li . fi ricor- Se non folle. a luce . 1. eli: i. e tutti (iumi>. che Omero di quella parlale e fc il nome è ora diverto. perchè rifili: il Non Fenicia anche a Ponza : fi creda.~x. cine Creiti che C. fan to ad indettarli. a me balla il nollro Stazio. E perchè Omem vuole.'bc di . Olgltized by Google .ti>.3o FENICI PRIMI ABITATORI I m principio dici „ . che avendo d_-lti> io i! prillai.' Au-ior 1 . che le non di buon vo concerie .1 Pauiij.i . tutti c due riempiono dì profonda erudizione aflài e s'ingegnano determinare. cia Qttidquìd nobile Puntici. mi Ma dimentico di dare 1". che 111 gens-rafia. noceti.i in Pnn/a . ire culi da! tj<:ntir. m ff. di Cipri . e n.tirifoli di Ponzi. e delle città.. che voleva nc'calendi di Dicembre. li fono mutati interamen- te col correr de'fccoii.) ritrula voScHc contraddire. On44-Circe fativi dimori non in Cir«llo.-1 In in qu'lin putta furiai e.:„> infili.e.i avanti Gaeta.c farò brieve. per fargli lieti pag.y a'ouiutS.vtiiv . che Circe non avea filo [nggimiu in Circel!o. nietrendub in dubbiti. diarc di rinvenirla. poetico ritrovamento. 10. nuovo la chiama li™. 1:11. ci l'm. che l'abitazion di v. ovvema enendnvi. qrnt c/i vidia. Facuadi.-. ove abitava Circe . min lienn celebri nncet Pontìcs. tale l' itola di Pone rimpcttn a' Neil ri goni .iri Greci .-u ignorava il varo orien il ferma in quefi" ilhia Ed ceco .L.) lailitiseJ poi tutti t ì A uina indi leseti. rii-Jn 1 ìIdI. qc. Finii. J.X. nini è ctila Minta.iie. 44.i iv. prima di partir conUli»«dai:. jjs. i lunghi ..'s $ in» Klf*» .i lcri. i-::c. chi mti non aaurele. che Omero nomina. c. .che uè devo Ihi- Sai mallo nell'ammirabili eccitazioni dell' Hyìi intrica caj>. mera za. parlando di Ponto della Bitinta.Iri.) nnsrv.r: dimorato predo il monte Orcello ( benché non pochi dicnuo. 11 gran poeta.. e ne forma ifole.-ga. h$t* Circe li età in un'iuùt DJ. fegnalamcnte dice. i'V-. ed : Pozzuoli i tanti luoghi. cadìt sul jugis Idumei.Mico .. era cinto di mare immenfu nel verfo re fubilo a ip. qual (otte di noci dinoti la voce FeniKX3..i .inali tutti iiaiui.

iJurt li tollero riardati anche di Ponza.le fi flava la maga. ci. perchè 4. e egli ncu-mz .i! pie-ò a! fintimeli:.». e It.". lavi.:nd' Omero . clic ts. che i Ciclopi del pron ir -. i '. Si è veduto. .DELLA CITTA' DI NAPOLI. e tli P-lis.io tia. cioè nel continente . che . li (' . ed i LeuTienii .): non 11 dubita . perché vcggunli ufeiti hinrji da! vero fenticr. il quale con 41.' pronta feliciti ha Icoverto il fallo di tatti l'i amigli. Egli dice. vi fono due altre ilo! et te d: i:.. il prelevo . Cimmeri alla dipartendomi da' tinnii a n -i vicini .. altri : icriec Temili vie. e Jccor. eh: l'ifola Eea deve cllcr P.torio l. e gialla. > : 1 : : ili Strahone.:i!. con tutto ciò dall' .-4(. Quello flello è accierto ai'iii. die miella fi era un' ifola . campi ali'lberia. cioè prellò Salamina.ì ei dà Calipfo in Ogife.s-. ed io ilòla iLe rivenirli ar-che Circe. Semi. ed all' oppolìo À^cn 1.i : le li era 4A di Circe." onde ciò attinie il geografo. e cìil. che 1' Omeri ea e. >.iculc.iliri. ina iie!i-.hri fcrittori.ncro llahilir. ne prende (degno: come ner atto d'elempio. cht molti ajetiafcrmir Circe in Poma. fòffi «ago l.li .) d'adi lerinori. e la m'a'-iore è Ponza . che ha con lodevole fluii" n. le Sirene in Orni.leriti dillantifTima Tracia.àne par. che la fede delle Sirate Om. Sirene. ni *n> patini 5u'i ììrrix . c che nella più grande iliofiravafì il fepolcro di Circe: Eà-T^i'e* Zi.'in altre Provincie .. al quale Circe li fu iti Ponza me per' la vittoria di primi non noterò niente. ovvero d'Atene. LuogocpimnuninimucjS^ikcr.ro )' avelie polla in Sorrento . e rende fdtlo. hnché ne'fiioi poemi va.c.ìrm.) etili Itibito la reilitui in Capri non pensò poi !o fieno . Inoltre or mi lotvicnc altra bneve ragione. ' :i. fe.Ninco. li rinviene si llrana iie:.a.!i r. lìccomc aliai cLJ avrei \uluto . ed avanti Gaeta altrettante ve ne fi. Vivo un poco in ii:i. né li prò fiacre.i.:i ^ra:ia . e la mi- fi nore s' appella Pandalaria : giova molto chiamarfi Pharmmufte .ii'b. ile ne riluce il vero.o trovanfi in MottgiSvi ài bello. e ìimil sente in i(ò!e già. perche è to'lume d' O. come fi diri innanzi. chtleconda Srrabon: vede trasferita nel mare d' Atene .i u Peri za .lee .i:!im ( . geografica dell' di feovrire lutti gli . i quali s'avviliiinno . av tt n} uf-i^jii K::"i t-.Lr:i.no. e l'Oceano al gran pelago. che la forte .1t „ Ih*tc™ Or mi fi pennella ricordare.i. coro— he t. e prcvallc in lui più la moltitudine.o:iii . parlandoli dell'ilòla di Circe.iiiti .:. chi tale inetta chknon altrimenti che t:mt' altri luoghi di elfi leinpj ho riportati parlando de Oroni mim. e non On. e clic nella più :. e Latini fono tra elio loro si vari.l. che il viaggio d'Uiili i m m un ingaiincssile filmi mento. tutti e tre ìu-ehi della rei'ion ni Pozzuoli. ' il nome di queff alberi.it.lli deli' Omerica di . calali ititerament : sformata negli autori delle %iénti età prevenuti .111 tori tò dà t:r. che pretio Salamini sì piena di noili Ja del mare Attivi. che erano due l'ilole.l.:iio ci du^ir.„.iui.di fcrittori e Greci. che chi attento gli legqe.li Gj e non finirei . non . le non che bene.

Li enale con [nuove mai leggieri fi è feoverto cllcre Ponza.a dell'argomento è flato vas. per fempre piii (tahiiire . A. inoltrerò cHer tutti Fenici.ire eli e. che da tal mare cri qncilo lido liagiiai.i:WL. cornicili antichi . li il lei^e eielcrivc la fimulis t.. né gli fcolj. exia-dima iloia quando in quel luogo lago . mi atri ce non poteva foggiornare e predio Salamini. nondimeno in una lòia voce Omerica il'vav'k tutti lì lono perduti. ha inai negalo .che quella gente lì fu la prima aliitatrice di tutta la Cu 11 paglia e con ciò mi s' ai'parecchia calò di pone non pochi verfi d' Oniero . e tintavi. o nulla conducono gli Icrittori . che Omero parla Brettagna. eh.3i il FENICI PRIMI ABITATORI I mdiiere di Compomc femmina lì e? . e rozzo in geografia. che in tali In. ic. ut.-lu folle venuto Ulidè .i con illup. ha dato dire .. tal nenie elin. per apprendere da Tirella il dcilino dei Ino viario.c!I<> ibi li vegliar! molti lìime . eh.-g . 47.. S'incominci) a provile. si. Hai X ìt. il tt della fila' . pbarmaca: lai tpiftmti m bi™. Si parte quell'eri*: dall'iuta ili Circe. ondr con ciò la veelere.. . clic ho iniproriicllo. ile Onur. : può intendere i noilri cellt-s Lambii : vere per temàltt liTpìw By'ttr. e gran maeftro delle favole . e per intenderlo a dovere . dell' Odille-a . lor/-i è predar Icjs lolo ad Omero anticliilTimo fcrirtorc. .ra . c uce le di fenderò.»: \r termina ciò. i ii Barnes: gutuque fcriew ftno di -ró pucd Tirpa. le da per se (. e pivl'i) (I. poco . Lucrino.). e con vento rereno nella metà d'un giorno giunge alla r.a!le il gran pe.j -rrr. comeciiè con alni mini: quali fecondo l'ordine del mio dire. ci:: dice Orn::m ii'in una volta. perchè non furono mai lavi a rinvenire la naviya/ion d' Ulìfle . . e lunghe notti: e mi rimetto a navigar con Uiiiiè. l'Occaio 11 è lonlaniiliniii e quello è fiato fuflicientc ad alcuni eli dare colpa ad Omero d'elier imperito. che vuol la maga nell'acque di Gavia: e lata mira v'-.xa p'501. né fu loro di ala u do cucito si opportuno luogo di Strattone E d-. il i : piccolo Imo h mimo e ilo 111 più llrana confulionc. (ttOluoii le parole del luiiuiriiir . la quale jwi ogni poeta e vecchio . al v.i. Non v lu chi ha dubitato anche tra gli antichi. né errori. cinte ae.. ceco ì:«/ì>.mu. che tanti favj moderni né illullrarono.> d' imitare . che nel lommo pesta non v'ha ni lìranczzc. perchepo/ta ci ili ani e mente dice . nè i conienti . ec.. che qui ftW-ij fia il vaflillimo mare.>'. tutto intero appartiene all' Avemo.:v Viivlac . : . Ptmmlì. e che il lib.'aj . : : i : . qr. il quale nel]' annoi.i 47. e i'.! eli) ii truova lenti:) in autori . />.ouo da ciò alia fine apprendere alcuni .n di B. chi Circe traeva Tua dimora in un' ilòla Or fc quella ne. e leeoni) ciò. nel cu.I:::a .iy a ad udirli . che lono (lati lino all' età ofeurità Cornee! :i ninne. dell' Od. ai altri di credere. .n/iaia .e-ridonc tu-peiire Stral-me . che UlilTe li fu a Pozzuoli . e nuovo per la grandec. e per ultimo nlli la vece -'ira . non clcliv. quanto e non un Baimi .

tali Ma T) quella Ipiegazionc ii .7 fermar Latino s li ha dato il nome di a da e ) linguaio ci idìSeiirano. linci porvi cura. veruni infula vertcadnm fu tinnii orti! ftetlcmvr . che : lì che gran mule la r.l varrei . clic . liekit.11 IV/. l'ha Ipirt c llranezze. rm/i. <ipu:ia cmr^cm::n: ai valiilfìmo pelago.15". che la E Tomi. .nripU.:o:r. lxrt t'iian Alba: Rupe! ph.. inU-rpctrata lavj dell'orientale si ter. e la i:ik>.c di uw. DELLA CITTA' . la Aiifit. lignifica la iw mente di Omero.-:i> ad F. che è il mare della regione di Baja nè peri ammettere.j sii .^. Non Mazzocchi.:„. il nome nata-. clic nutriva quello ifiMiutsomiranis comcn lì riuveniile anche la Brettagna. valevole autorità d'I Airliis. tutta il terra circonda. Icrillé nel nullo bagna: Omero e il ma all'oppilo opti- qual.i. li c quello . CirU' benché allato non ha pentì» di eiacontinuo s'avvale" dell'ima» di Mifeno lino ai promontorio di Mini fi ha non una volta da Strabene cag.->t: /iiuii .:b-M r . nel divino poeta. che l'Oceano htui.'. Lem. fui etimologia pretta oritursle.. 43. hanno. hit retro Camp. uag. te-amit in è che mi s'opponelìè quale Campagna apfero ii Poiiuoli.. e l'amore cocente .Di NAPOLI.

Oigiiizndb/ Googli ..ì'-.v ». Ma è valore di mia fatica raccoglierne iverli nell'Iliade*.-y..: j. ì. e nel ' v. e fono aliai di quelle volte . inten. dice iv s.i.v p™f. die buona parti: de' limi veri! io raccolga . tanto pili fc Omero lertlpre eh. :.ì i-'l 1Ì. .!. etimologia molli animi r.uu>- . perchè fi fi conofeere. onde lìi bilognn. lo ravvi fiamo fpcfiu ripeterli : e per renderli di ciS pago.n-t littoral'n iti irtlsris fermala fimiarcsm: ilìjndjgli o:>pol lo Strabene. Oc. preffii il fine: Circe ordina aduline di gir* ne alle ubicazioni di Plutone. Uimfteris Qcw. E perchè nell' Iliade occorre di raro nominare il Cratere noftro. all' oppolìo nell' Odiffea ^ perchè Ulillé vi naviga fovente .i'ni in l'immenlè acque. i quali ciì) compruovino indi ::l.:. ifWi E:'u5K i'fileji* Ayl-. A "ila fi: "7 aitai-™ ™»Vi.ì.cheOmero .±TÌi niTW JW ranj .i il dovrebbe aver lungo.l di. e firnificazione. il mare di Baji. bada Iblo ollèrvar gl'indici per colui. eoK.w Ubi linus breve.. . per apprender ivi il fuo ritomo in Itaca. che fi leggono con negligenza degna di pena. i' Oceano rare volte vi fi rinviene . e ci danno Sitarti. ri l'»5mi.l ehi-. È per queft" appellava!! Crater per cagion del ("no lenol No/ira tcr ohm appgU. che il dice. che non ha ulò di tali pD-jini.. 34 I FENICI PRIMI ABITATORI hsc Campania Crayw. tirm. Ìn«TI( TI n-. che l'origine d'una voce giovi bene a feovrirne fua proprietà. i.iJ:>: riè mi li chiegga . xìk-j. che funu intorno alla tetra tutta.iturirà d' Li. e due volte appella quel lena : m I Q'iKweV.i:i. àX™ nrpnpwVi. 0 almeno di colpa.. il quale diede a quello noflro limo un nome on tanta proprietà . Làngtque nini illic filìe Chi non vede.A. ysi.9a flit ir «1 sì J^X"». Neil fi farà rclìio a concedere .:>.Icno B. e deferive tutti i luoghi di Pozzuoli . die egli Hello leda. Navem quidem /n'i- & minora Frofcrpins. con qual nome quelli due gran . e non uni d. luoghi d'Omero p xirusjilig.-.i.ry. Pyrij>6ìegctt>ii ufiQ'<£™o'i la gran felva di Proletpina 49.. e dal Clerico .confcrvando fedele la vote Fenìcia ritrovata dal Bochart .ndù.fiutn jiu^if:.i. conftuimt.. K'UHUHS 6'. in Hic quìiem in Acheronte™ ove erano Y>n.li la li'*'». & /alias noi . e inierpetrata felicemente ih Stratone 49. per lobtieve mare della regione.ti Jii. che poi Agrippa che dimollrano chiarimenti effer l' recife Oceano il lòggior- .-raum il laper d'Omero.-^. p.^ li sViJ i-!-. e..-i vallo pelago.-siM:. ™ : omV A'a-: Fri' AJnii iT E.

che lucie tralcrivere Omero. 13. qui altresì lo lìello fa accadere ad linea nel lib. dance ad lucuta pervenimut. tali eli trodi nuovi giunte. ( \:rvh ) *J WW* . la quale occupa l'intero lib. che deferifie al Grecò Eroe la maga . Nmitm.'.s i™ t. il dice Scoria . fioche EGada ntlli Téojonij dice . e verace compagno del. . che Circe. ihc 1 l'Oamii li allo il golfo ili Potinoli. ìlluc cum venitfemus. dice bi\aiT* e nel v. ire. ed ollervare. profondi ^ Oceani. h Si fi pfat p'iWlo ó» tfpa'n KfjaUf. Awtrtafi. del .DELLA CITTA' DI NAPOLI. fubduximus. il quale ha depolle l'opinioni de'poeti vivuti dopo Eliodo. rinviene facilmente. ove di nuovo culla iòlila grandezza di poetico dire dee nomina altresì Si\ta*ài . quanto è proprio il dire fuW.»»' BaSuf ùii tl'unu-alo t'f no Quelli vò. & Qui caligine... come e coffante. che la ruinofa guerra di Giove co scrive tali luoghi Bajani.. per diftinguerlo dall" Oceano. Iti à ySfM àtftyòuiy. cicè nel ^ó. E per non recitar tante autorità d' Omero tralafcio il principio dell' Od. e baderebbe il lòto Strabene pag. quando Uliffe ancora eralì nel mare di Circe.che di nuovo il divin poeta nel primo verfo del lib. che avvenne nella regione di Pozzuoli: e'Virgilio.. monte Gauro.. e niuno ha negato ancora. quando . anche Strabene Calàubono rifletta . si perche è quello iìeflo . e fedele il gran poeta iteli' efprimcrli . parlando del Mediterraneo .lp£t SujiJs ir lite/. che avea 'il Lucrino lago coll'Averfi il luoghi . e nel principio del Tegnente lib. nominando il mare. Son corretto per amor dell'ordine dipartirmi dall'Odiffea. col Itrittori gli . pecoraguc Extraxìmus: ipfi rurfos ai fiuxum Occam Ibamas. ed ognuno ammirerà. 374.5. e dall' Iliade. . ove era Circe. Ognuno.cioì dice due volte n'uaait il foro di Bai» v. il ancora perchè" i Cimmeri coli iàcevan . nube refli font . £ fe cosi l'appella pag.quali cole tutte fon concoidi dice tal mare SiS-uStvuii ducei! nell' ediz. vo fi K HT F-'v9-«5f KifuicA* à. lèrvefi di TK'vr..dimora fecondo -due volte dille tutti gli fcrittori. che Omero pochi ver- avanti.A../ibumi l'antica comunicazione. che Eliodo fido. Digitasi! &y Google . e' if 35 cioè f/rpi:. ed inoltre la femofa Omerica nwìx. che fieno in Pozzuoli pmfunium-. e la v™ia 50. txiterxpu EiVluS' • aùmì t? ctÙTi iripa pò» Htoutj.*. iAis -d . grand'Omero anche intorno a lituar l'Oceano gli è' conforme : indi ritornerò a quei poemi . Baja . Titani accadde nelle contrade di Cuma . nella Teogonia. ni può dubitacene . e Pozzuoli : ed io fono in E )o. Veggiamo anche da quelli vtrli il piccolo mare di Pozzuoli nominarfi Oceano. chieggo qui ofièrvarfì . no dì Plutone e tante acque infernali . quem dmt Circe. 45B. oj. >£ "ffe* wmiXufwfMi tth fli» i& fSSs'TTTi TU..

che l'. ma è molto piti vecchie . e*ìh quali c'illruilcono le Così nel v. . il tinto e cunfiifo .-v-jj fiume Stige Si. ìtagns . nel fervore dì ueyaV c^tétsc 1 Afy.elle a.o. humidt rc^at. filile terri- si dicono fcppclli- lì ti. Non vorrei . rircuindedit calìdm -vapor Tiranti terre/irci..:/. ed il poeta.prrnM re. e perciò è troppo nota man . s' i Titani.» .[/ni Jir!<> all' e gii fcolialti.. . nel cupo refino dipintone. che .. che rutto ed a ninno fi finge nella regione di Puzzilo..li di anche da Omero le . '' Digita od b/ Google . . il <(. p::cf.ed era aflàì battuta.v . le quali duo . i>iilia ta'i v:rfi . lo gran s' al itt : > mare (ma non mai fam.: quali icnipre Si vede'. perchè bile pietre il giganti i eh: . ill^EVF SlfWj'i MTfllJ Timo* . ufeendo da uy . .^licmlu di' . che il primo fi prende per il fecondo per lo brievc fènu di Baja c fe non i:ii^3. C & jit™ ft.-..'TSS che l'Oceano e .par dire Oceano ci:: tradotto tettala alluem fiali ) cementatori rimettono Greca ovvero . Ore™ fli. . . clic «ej-o'V fii rinvenire anche Omero da Qiifajjo. . ci di Eli Ai . cii. dice ri^»™ . fT :. leggono oialuoglii di Pollatili bagnali diN'Ottano.inJi Noti mi è permeili) c]iii riportare I' incomparabile . In oltre nello AbITo poeta. per non dir altro . ini ìhJtkBuo- mare.c S xu$ì niiej & K s-« niJTi. ed il . w. C'cpilabar uaiique igne perquam maxima Sylvt. ove furono conquili viamo Cerbero . ed immortale delcrizionc di il crudi guerra .m C-lva di Proferpina .. ed altresì humid'iraie . Fervchatquc terra mia. farebbe ofeuro . ci mare Tirreno. ed il d'iitigucrc tirai da apertamente a conofeere .Hus.' fT( f si golfo il ofbnata 5\*i .Alnivtilìd'Eliodo. die (imi ver lì quelle parole. in etti luoghi limili in da ogni poeta lì. che taluno s' ammirarett: .t è Iniigliininii . Pontufquc ini.mi al/i:f>i<. ..-. e gradi parte t:i erudii Ticini i'uroii" cii. e con nove nel mare ciò da Omero .l Uii'ie in l'czzii'.if.i!>qii:jiti> a'-. ove lì clic . e l'entrati è ti:' c:impi ili Piw. la tro- immette con una parte nel è alcoli) .lnio ci'i. piccolo di Baja bai taglia .. credendolo voce tutta legittimamente da niD vtii Mxli-. 694. fi è la sy. li. e da' Tuoi imitatori . T aVliy. ed i /•'<. Luctìno lago. onde ambò ra.> . rcfprcilioni.

. che fa Omero de' Cimmerj . fa ufo Alle flsfle guife d'efprimcrfi . :s -s c. 49. che anche pone ne' luoghi infernali .attìta ÌTiiiinmi àumtrrn . lodati . fiero flamine fluir per nailon nigram. e favie quelli ver fi .. *. che anche £!! >: . Oceani corni: d:::n:. filia reciprocami! Oceani Prxtlantiflima Ex .: p. v.-.Lf 011 [wlerufe ragioni U lago Lucrino Del redo folo chi ama d' elìcr riottofo negherà .7jo. 12. Meriterebbono lunghe offervazioni. ttqt' ÙtÌS . . i quali fiam certi .mania Orano il golfo di Bara.. ed Elioilo niente divelli parlando delle tenebre preflo Penuoli. H'Ai®.DELLA CITTA' ! era Illic l' Oceano .. fé fouì dimentico. iS.' p-rre icdes refonantes Ei fonit Plurimi... 51. e l'altro poeta. . e di Profcrpìna. 767.rnbura c/l. Ed Omero oss ji. ima dorfa mari* . vi ho in clh rinvenuto nelle voci n..s t.. OuoV ust' oàrk C . vedendo gli ilenì nomi di luoghi nell'uno. Od. inferi hi . che abitavano piefló qujfta medefima regione: ecco 1 vèrfi d'ambedue i poeti Teog...->/. e quelli di Plutone.. Non farei fuor di reato. Calura fcandens ... buona luce da quei d'Omero num.i-^. rerrii>iti< Proferpinx Stmt: horrendus vero Canis prò foribus cujìmiii Ibidem //abitar abominanda Dea bn-nortalibus Horrenda Siyx . Osterò. in pehiim adir .. ncque e culo defiende/is. v.. Dei nella DI NAPOLI.. che Eliodo parlando de'figli della Notte... Teogonia v. : Sol ìùì'dàt'h . Novcm quidem circa terreni.. ed io nel num. Ory'ì.

che Cerbero. e Plutone abbiano avuto lor foggiomo apud Sirmi* ma tutti hanno (seduto. . anche egli mollro . diedero in luce ira gli altri terribili parti Cerbero cane di Plutone v. lì feommoftero con immenfo fralluono . fe lattali parola d' A"e>^"i .. v. il confermi altresì con altro luogo d Eliodo . il quale da valenti comentatori non fu comprefo ma alle volte quelli cedono al pefo e j'addormentono . ed il tirai. ì quali erano.. Non farò importuno . da A'pi/joi! congiuntali con Tifatine. L'i j : : jJ I:-- G< . e fTECodo . come ora con chiare autoriti antiche ho mofìrato . ed in . : Tarn fonila Procfyta alla ircmit . flit <\. ancorché tavie «V A'pluw ..FENICI PRIMI ABITATORI Tartaro . è fa- 53.. cioè il mar Tirreno. che in quelli luoI' Oceimo d'Omero. Sempre li diilinguc il gran mare ninni dall'Oceano: II sa.Tipny» £'. 781. che il fcmminil molilo Eehi. nelle vicine fpiagge di Pozzuoli .. S. fi dice 1» li.ì* . epud Sym . molti luoghi. • Se dunque in sì trillo cimento di Giove con quello gigante . Finge il poeta. ne' celebri v. = con effi anche O'xkwb pan .. Allie luloiùì &Oma° . ìnrref Sfilivi™.304.effe co' fulmini mono. . durumque cubile Inirrìme Jtrvìs imperia imfolìa Typhao. J4. che i regni Tartare! erano preffo Pozzuoe per ultimo anche odi Iliad. che fono folo in Pozzuoli . in i(arpii« ghi era : m fi vede nelle verfioni . che fonerò in Pozzuoli: quando fi petde di veduta il vero. Eh A'prueit toppi E"xi5w . SS 8. S+. e d'Efiodo. che l'Ottino £1 il mire di Punitoli. il quale abbia mai penfato . 783. quello quando non v'ha fciittore . li deve cflér convinto .

3 tì. c non va a bagnarli nell'onde dell'Oceano: Oìfl ir (AVik) i^fiofo. ma io non mr fo ne pavorofo . Ma ic che Stratone nel principio dell' opera liia più volte riporta tal ciinfuliimetite il teiuenu . Forfè fi ftimerì al di li d'ogni sforzo.che si opportuno filen. disfi tutto ciò. e non aggiunge quello. lo. c. 14.che in eflò loro l'Oceano è il ferra. u. Ma non è dovesrder ozio. chiaro non il ve^ga. 4S9. di cui ragiono. ed induftria ridurre l'Oceain quel piccol mare. certo fcgno. ?. lib. di Parigi. che nel codice filo. 603. come nell'Od. e non il gran pelago. psg. né ArilW-le nella poetica cap. v. e dir molro . poiché la e buona m'offre Paulània. 5 S . perche cosi fi renderà ciò .17S- ci dice. il quale parlando di (l'Orla Omerica apporta i (iioi verri . ed antichi fcrittoii. irl toirptòi ffiunHjto. nè lento . che l'Orni minore. che dall' autorità finora ai dotte. quando fi è rinvenuto il vero . che li fi poffono opporre inlofiio all'Oceano Otocrito- Digiuzcd 0/ Google . che mi tolga a vincere le difriculti . e compito • .mi Si rifpoade alle diffltiilil. 11 $ó. e ero. Sola {Uffa) expo-s e/ì hthinni Ottimi. non vi era flato aggiunto. ìt Sbirci pronto. onde le ha prete. ma n'andrei aitili lungi nell'argomento intanto non credo . ediz. perché poflòno ellere d'altro fcrittore. che vi lìa taluno di villa si inferma. 55. e farei buon prolìtio a di <mefìa antichiffima coppia di poeti . il quale recita foltanto quelle due voci aia ofii. quindi vuole la neceffità di ben dire. del te contendo. S. che ho imprefo contro a'nuovi. perchè più antico. Vivo ficuro. Avendo ciò (crino fpinto dal rilevante filenzio dì Paufania. 3. quando Omero cosi nell'Iliadi-. non Al E- V.DELLA CITTA' DI NAPOLI. proverei . le quali fembran dure . e viepiù. il gran poeta vuole . che il nlofofo le vuole d'Omero. che quell'altro non fi bagni nell'Ocea- certo fe no. che fi poflòno opporre. più clic trafcorrere in si graffi filli riportare altri luoghi : adorno no . ni dice. icchè Barnes (limi. che fi è detto intorno al mare di Pozzuoli. la quale rilulende ne! po- mai tramonta.

.i /. ^pendoli . ficcome (1 il .- 1 nuova. che l'Ornon fi va a bagnare nell'Oceano. ni. egli fi laralervito di mal traferitla Qitafi 57.a rilrn. lutota verfus. oqq. Hointro. che non mi contraila ciò .i'>^ p-njmhm non pararono dinanri IVtwenÙB. e ' e l'in- cltrcmi luo- r. n de! :' Oceano . anzi multo l'aiuta.i'j.. tutta la gran fai miglia rie cetili himi AV^ devino w.i poetica deve lar anche comparando perciò fcliodo H".wi. ed indi ulcire.:.. anzi gli di vigore. perchè la poefia reei'c bere .ly/.\ ognuno meco il faperfi da' Greci (ino dalla Ilagione eroica si •n : 1 1 : i : berle Lieii/n lil allr. hfi ^Aircr Stella autuimmìi fimìlem.!l>. u1 niente o(Uiule la . clic l'Orili fi l. ed anche principe di d!ì mare anche nalce il poemi. ti:: dU::. emm « :t. .- mondo l'immaginazion del pianeti : e compagno iri'-. .: htp-:h. Sole neh' Oceano tramontano .e . il perchè . .cg. ir.> „•::: /i. egli lo dice h. qinfio hit ve ferno ghi L .mn .:.::. . della filiiavi.'cn-: ni. .=.«. C' tu i/a . Omero pone jli dice chellia ne Etiopi ntlUrcsion diP Dlginzed by Google . milìd-. .. che ho imprefo a dire dell'Oceano Omerici.i<. .: pn-. Iplendore dell' ed el ino d'Agamennone ad un altro di fruito ulceri te dall'orizzonte . vera opinione. che nomini GVsbb. . che gli afiri fi portino tutti ad una ileltà acqua ad innaffi..( imi :. e 1' Aurora da tal (inolile tante edite è piacere i) leggere ne'due fuoi nel Ino (fretto tv -rf." "n mofliei'i piii chiaro qui le lìelle. li .i f i 1 1 ri .. de confi! iadigngntar melilo : quindi m' induco ad ammettere quello verló .f. nnJ: per mantener C niiii.e FENICI PRIMI ABITATORI I 4=> le querele del gran D' Ori' il le nel Caritone pan. die tutu gii affri .- l yrA ivi abaideriì avx?.r/ii. :['. IL1.na in tal mire. ed anche eli. . perchè è d'Omero.i immergere grande da finge jhnbm.. ed imitarli.ut f. qua porìtfiimim Splendide nllaret lata hi Oceano. ovunque il S'miominciu divino poeta dimollraic .5. ed ove nv.„:ii . ed n ri . Quindi concliiudo .V. di e* il lìllenia poetico d' Omero fi è . Se poi l'auiania non recita cucilo verfo.fi ': e Mi rV-i-^mo ave piacere. filalo ne!!' CVi-. Virgilio & diis ..\ìv .

D'unii. Divifato ciò . e predo l'Oceano. fe non per la voce Sl'itmÓ! creduto da efli 1' immqnfo pelago . che danno mitezza. oltre l'Orfa. dice Giunone 41 3. v. fuorché in Pozzuoli. e le vaghezze rigor geografico. ™»tk yaóff aVret & fine. Sarei di pena. 58.S. onde fi k e che ivi lì tn-'il^tri) .a.i In oltre in deferivendo del Oceano.o almeno di no. vicino AW <r il H'Au'tio» TtSiw. E già nel mira $6. che si gli antichi Jcrittori. E 58. e d'altre Orane produzioni.-Cì'. ed i fuoi comentacori . ti ASafow «Ji+w. H'f li J/A» ad jfnei -venir profondi Oceani i belli campi Elisj. fe tutti additaffi i luoghi d'Oni-m intorno al nafeer dell'Aurora. v.13. ficcome nelTILg. che nel finire la vita la parte migliore del lor compatto fi portaHe a' regni bui per I' ultime vie della (erra . come i nuovi in ogni ^Itra parte della terra fan ritrovarci queflì campi . non per altro. 5. che l'Oceano fi nnfe da efli due fopian -<'-• . non eflèndo le Infingile poetiche. s' intende . e fa altresì da elfe forgere 1' Aurora . ed Efiodo finn icrrx . 100. Ragioni . come il lùo continente pieno di Volcani. e perciò vi hanno avuta fempre tempeflofa fortuna.iIir. perchè Òmero fa immergere il Sole nell'acque dell'Oceano . che così l'acque del golfo Bajano. ho mofrrato. Mi muovo a fdegno. terre Scd femper Zepfyri fuavirer fpiraates sarai Sono dunque gli Eliij campi nell'eflremitì del mondo. Q. fi vegga Stratone pag. ed arte fingergli nell'elìre- . e nel tJ. foflero infer- nali laghi di .DELLA CITTA' miti della (erra. F pcrchi Omtro f) mfeer l' Aurora dall'Oceano.'l porte del regno era di poetica neceffità. . DI NAPOLI.che il gran poeta anche tutti gli afiri. vrani poeti Omero. A^K alci Zi^iipsJa Aiyujwa ntts Scd re ad Eljifium ampia». ed orrore. ftnripa TiSin. frfrfo. fa immergere in quello flrctto mare. c fiumi Plutone. Premete quelle brievi cofe. ed a tutti conti. v. 59. e che mitli della terra degli TomJ. che il comun nomini penfava . clic erano lieti per gli Zefiri gli pone eziandio nella line dei mondo U.-2> yinitt. perchè cosi fi coni fponde bene a quello. jtìj..del lìio poema. certamente doveva il gran poeta leggiadramente fingere . quando giunfe a Pozzuoli la nave d'Ulifle OdA. Zr-i. E lo llellò ripete. t morirvi ivi il Sole. nt vifam alma finis terr<£. perchè fan numerofi. eVirgilio altresì predò Clima gli deferì ve nel lib. Venere: a'*wiy n. perchè quefto mare fi fa trovare nell' efiremt parti del nollro mondo : e tal fingimento va a dovere. e del cader del Sole.j.

i/d Oceanum. che l'Oceano è il brieve mare predò Baja.5.o vi fi tìnfcro . Mi & e negli ultimi confini del mondo. il nelì fodero colà. vepganfi Strabene tra gli antichi. i ma ora lì AV. ed erientali-. K. chefiurbarc l'intera geografia de'fuoi poemi divini . V. Deique om. ™ipu> -ri . àpmSt UaiéuSn. Mlhtopas. v. e. iriiaix j-™». ed uc. .e che occupa l'efircmità della terra. facendogli abitare nr Q'xnw».ol S' -V» htm.. ed tifando crudizion fovcrchievole recitarne pochi. che non poeta ripete fovcnte. Se a quella nativa interpetrazione . efprimcndofi della ftefia maniera del -tiro degli Etiopi .. ^ intende predafi truovino eziandio gli Etiopi predò l'Oceano: e piace ivi mente. ed il Sole aveano £rii . odano la lìtuazionc dell' Etio- perchè pia." L(.tt. 55. fe grolla nomi geografici dell' Ilia- de. dii vero ad oricnicm . cubilia . farebbe lo lìedò. e perciò faide Fenici n'iSpaTi . il che con vanilTimo non mai ritrovarono: e per sforzo . e nella loro fatica fi Icorge gran làperc . . ficcarne ognuno che imprende a fcrivere).1 se eguale . aven} do Tempre detto. e 1' altra occidentale . Japiter in n:cjnn>r. e rinafee il gran l'Aurora per le ragioni qui innanzi divifate num.t. orientale una. e Bucharr nel Phaleg tra' nuovi . 413. a.ì5v« Ama Ì't.kihi /Eiliiopas Hdiernm Mir ad amvivium .58.' O: rende pieno di luce. cinemi ex hommibus. che non pofero tutta la «ira in penetrar la mente del poeta . ed i cementi innumere- voli sì antichi . che fi è creduto fempre tenebra- fi Io. gare. : . è di neceflìti il credere . Si comincia a dimofliarc. twmrrnn . che appartengono a quefì' argomento: bifogna certamente dell' OdifTea parte de fallire . lì conferma quella fonazione preffo Pozzuoli. ed a far corrirpondere infieme i verfi. che di brieve ajnterò altresì coli' etimologia della voce J£ihiop.FENICI PRIMI ABITATORI I ancora l'Aurora. in elio fi parla di Nettuno ó ufi Afòfonrc (imóìi tiMÒ «i'-™!. orcidentali .. quidtm ad eccidealem Solcm . . che gli Etiopi erano predi Pomicili..m feruti funi ha l'altro luogo nell'Ori. Se poi gli fa Enuns'i. 01 5' iV:--. qui hìfariam divtfi funi. ma tutto torbido. 74Vi yàp ir' Q'jtfnvov pr' tfWttvrvf Ai&^irfjs X&ijos Hfl (Jits 5w-™. e Sìi!i:ì:lIÌli in Solino .chc ivi e muore il Sole. o penfare .ed «ów. Itle quiicm JEthiopas acetferat hage fenato. perchè apporre E verfi d'Omero II. e le parole. 60. e tacere i molti .-ì<.'. e penfi a determinare con quei de' polìeriori tempi: fi e perciò fi vede ne' loro volumi un'eterna contefa in rinvenire due Etiopie. come nuovi . e tutte e due prelibai' G- ceano . e collante ( come dee edere chìè gran poeta. c.. O" Sgnorum hecmembs Adftthmu Se lì vuole credere Omero fempre .M. che fi le^ge negli Tenitori dopo Omero . che ci avelie voluto porgere fantaltiche invenzioni.

che fi pongono predò l'Oceano . i. ot' ip yafiàt taxòì in mì Zittio kiyoTKÌ>wTi( ibis. 1 . ji rriii:. onde e poi la favola fuccedette alla vcriil . fi vede replicata tal voce cogl' contrade che" gli abitalori delle indi . 1 45 confuto. r-rt i«in l'oja) TaV) O'SL'jn ri" ni (='-' . campo di Pozzuoli. che non limo Omerici . a prender diletto . die gli predille Pro- e ciecamente degli altri . che avellerò tratto Giove coli' ampia famiglia Dei freno a farvi conviti . v. . 5*3. oltre al ceopcvirc.: ìpfius elementi di Aib'wiJ. L::b. e doveano elfer ubertofi anche in quei tempi .- e . Né io comprendo. ove fi parla del gregge di Giacobbe. e folto triiìu ciclo All' itp. ed appena vi li ferbano i fegni : del bello. un Pozzuoli.:ti . perchè i Greci. ufeendo dirittamente da isjr. cade anche in acconcio per la region di Pozzuoli . che odi' Etiopia prefente non vi ha quelle delizie . e grande antico. e ricolmo di fqualore . e vap . ? . ed imperadori gli elefiero per lor foggiorno con fargli divenire pujìlhm Roman . e quei porti lì furono il ricovero di lutti i navili d'oriente ora per le Itone vicende de'fecoli in elle contrade il lutto è tetro . e nel Gencfi c 30. 1 . ed ecatombe) Campagna . . d'amenitl si cara. r è^pot. le lui li/.DELLA CITTA DI NAPOLI. eficndo la più belli pane della nolira gli ubi r:ir. ed accoglier benigni l'ecatombe dagli Etiopi chiamati col liei l' aggiunto ^ivtwiis.idii iii. e diLabano fi ha. E : ove piace . che dinoia fermimim efe. ne quali racconta Menelao di se a Telemaco ciò. : Ou" hcitk. e queir abbondanza di gregge . v. onde perciò finge Omero . che elfi eran cari agli Dei . che i degna degli Dei mi piace di aggiunger i nobiliflimi verlr. e de' vicini luoghi fi deferirono odi' Od. ed indi i Roma- ni e confoli . non poneint . & i-i-. «V .nficj . teri >:. ed k Tiipari ya'uif. con vedere. di.\J1t> i. in firorinmuk pteades . come uomini sì fivj non avvertirono .ci potemmo fare r. Se poi fi ravvila anche l'origine del nome JT-ihisps. AW Sii palefato avanti 1 1 1 7. che non meritaron mai quegli Etiopi .41. perchè tempre barbari.

e de' Cimmeconfa mollo con tutto ciò. e q-jcfto darrrvit.4+ FENICI PRIMI ABITATORI I Pozzuoli fi dittero da' Fenici JEtfàopts . pag.c. Ci. ed altresì rVu. Baia. che mi fi dati fede. che la regione di Cuma. Ma io fon ficuro. che hanno fcrìtfo fteflo nella dinertaz. cioè ferotinì. perchè luic plurimi eiundavere firpentes. che i nomi delle provinole . \ Aniht dopo il i icmpi d'Onnio ditiù li voce JEdìsliii fililo Climi. nome antico diCorcira in Omero.'. ve n'ha efempj in groffo numero.lìi .del Spanta in luogo callifpaaia. che Ila Opimi lo fteflò. ù natiir. che tutti de-. ma altresì . i quali non ravvisarono . vono ammettere. e la luce del vero . Si qnis chu morii cxtmpla. e delle città in procedo di tempo fi fcrilTero troncati. . ed il gran Mazzocchi nell' Anfiteatr. eie noujia. Il gran Bochart nel paggio.'ttiir. come de' La. nella quale fi ravvìfa molta erudizione unita con grandifiìma cfcuritl : 2. 11. e/empio in altro ptapoftta addotto dalSeldeno. ed a dovere ferine il lodato Mazzocchi nel Calcntf. Afcherh. che litvi.ì equipi. per fa la prima . col. non eifendo Urano. i. e Pozzuoli diccv. ove dice: apici a [erpentibm d. che in quei luoghi durò tal voce Special mente prellò tutti gli fcrittori Greci . fecondo rindolt di quiprimi tempi. di Proferpina.- G .^. coni: ri e no le fi di. principio : e Voìfio nell' Etimol. Stz ^(inos . Quindi non è AV w> fMÀa maraviglia . AByrìes poftea diltot A>roj: Cellario Giuftho c^fa credere care al rxJm Phaleg. cagno/cere enfiai la dtvafi.rx . fi feorge chiaro. ed per Vy\vrts. L'i j : : jj I:. che .)i_r'h. non dubito. tanro grande è la forza . 159.i.i iììl. per (ama cosi di crederli tale fpiaggia occidentale . (erpeti. comecliè ciò fia contrario a tutti gli fcrittori. Scheria. Reltituta da Hippo Diarrhyius . dell'Accademia di Cortona . e gli abitatori Opti. o non ha pili mai opprimerli . giacche era in colliiirte di togliere 1 primi elementi da fimili nomi: ed ammettendoli.pag. che rapportargli è di noja . : e grande accolto l'avci iui LuiLj ia Lina raniztiTium ocgii ani m 3. Rinvengo dirli lo Checozzi tom. come Spauia viene da Hilpania . Afchcrà. ficcome altrove più opportunamente palefcrò il Bizzantino. unifee numeroummi efempj si de' Greci. per l'ywni. quali Optici . lini. c Servio traggono tal nome da o(i( . che non Soltanto In grave autorità d' Omero. e con ifcelta erudizione il conferma.314. che ne dice Omero 4 e non fi curimefehine Greche etimologie. Balfa invece^di VSi>. Ma io vado lieto . che non Ninno non ha apprefo . Ed io aggiungo .par. nè annebbiarli letto.pag. e l'origine Fenicia del nome fermano p*i Etiopi in Pozzuoli . O'nnf.de congki-. fi vegga il Pellegrino . ed ove il Sole nafeonde'J ungili ofeuri di I'Iuton:. fe da Mthiopici fi fece Opici . 1. ilali aiitoritii 11 bene aiutata. che JEthiapicm . da . nò piii lungi fi ftefe . che non fi è ito lunsji dal vero. nell'annot.ifi Opini.

pi . che Nettuno vide Ulifie navigante prcllb ritirava dagli Etiopi: Corfu da' monti Scòrni. per non dir ridevole . S^/air hi' ìftiot "ileji btstb ' yo'p 1'' ' poeta ha interamente oppoìo a tutto ciò.-. fon monti.fi veggono gli Etiopi iti Ssìymtrum mamìbm . a conlefiàr fallo de' copiatori nella voce £:t. 4Ì grand' Omero intere per Etiopi lo Hello. perchè ne vecchi temtj. 1' unii!. ed finzione de: poeta .-! .:m limati ccl-. e cara agli Dei . gente si feabitavano prcllb l'Olice. come Paulìnia. ove è fc^iliio ben nota col nome Ifchia: e regge bene la . l'ilei relb miuere Ahi: ne fi riponga. gente dei::.Wi'xBw i:\s-. e che neppure li chiamava contento de' penfomenti degli aliti Jib.:\:::t=i. il to della regione degli & l . t» j-wm e rimane fdolto ciò. 183. e difagevolc Per ultimo deve darli buona lode al lòto Paufania . opinioni ajfcotìsr. poi dalla vetta de' monti Solimi vide Ulifié i perchè da me fi che quello Dio cosi poteva rivenire anche da Pozzuoli : del refìo Tempre forza è credere Omero niente avveduto . Si rcfliiuifrc in Orotro m luogo iflai corroitj aiioirJtntnls agli Etiopi. ncque eorxm . efiendo reo coltume di colloro o in tutto . quanta li sa enervale da' Solimi della Pilijia. e non teme. che fi è detEdopi.'™ Sembra.'ii-J-.c. merlare ocello Dio Od l'i Tór i% Ti\sSce IT. F. Rimane altro luogo d'Omero. : e eioti di Pozzuoli. e non . ed iti a traverfo .. fé ne' fuoi verfi fa trovare Nettuno fopra ì monti Solimi .L. v.. avrebbe prefa in grido l'opinione intorno agli Etiopi qui propofla. Dlgltized Dy Google . e tutti gli fcrittori . quello dovrà efière il mare di Pozzuoli finto ancora à m'at. che limolava arduo. 7. che naviga vicino Corfù Quindi (lame. o in parte viziar.: di'.'/ixi . : . lì fa ardito . che gli Arimi . . i nomi de'luoglii degli Etiopi liKeum. prefib ì Solimi. de JBihiof ibus neque quìi tpjì'cwiiciiim \ luteo. che gli Opkì . E lì cotidiiii. ma che ritornando Nettuno digli EtioÌt'i. e geografi d' ogni età maggiormente fi fon confulì .cofiretti.^'i : : i 1 il Arimi vide Ultlle: ne vi ha queir immenfa di- ìtanza da quelli a Corfu. il si: . nel quale . <:- mi fembra Omerici prefib Pozzuoli e nel mini.-vi U -<-.the li è moflrato. per ifpiar UliC fe. perchè In quriB verfi gli ftabilife. che mero non gli filila in l'india . che ifola \-iuir-. facendo. che A. dm ceano . per mantenere egli fcrifiè A'evlmv . della (ituaziiiii . i. i Ìn tÙ> r Tsftìtuhui . per cui maggiormente ì comcntatori . che non islugge di palefare . e forfè un uom si lincerò. ma chi è nel fentiero del vero . 6%. Fu facile a'eopiatori l'errare in quelli due nomi.DELLA CITTA' DI NAPOLI. qui fi rem tntitttgere pmfireatur . Finge Omero ». che egli fempre faviamentc penfa. Tifco.li Ei. che egli non intendeva la vera Umazione dirgli Etiopi .

Si dà molta luce ad alni velli d'Omcio. che oliar potrebbono al G 10 dell'Otta no. e fi è con animo ripofàta foddisfitto a ciò. Oigitrad by Google .-vìm. che uill'Od..ie . che il fallire di chi gli trafenne. i quali ninno finora ha avuto pi del me bilire. che 1' Eubea era lontaAggiornava Radamanto .jh. v. -p. ma EtJiWlrf . amerebbe Urano difordine ne' divini poemi piò predo.4* FENICI PRIMI ABITATORI I KE pi. lon di noFenicio . /. el:e jhbiii l'ut in Etiopi. che mi fono ingegnato di ftache f Oceano fi eia neli' cilrcmit. che i luoghi..k>. ».l del mondo .che era it i teipx™ yiii. recitato poco innanzi num. che SoJuJfim. oii. e quella guida ufando dottiflimi uomi- gendo ripofero pronti ni si EK20ATMQN. e li vede . niente a se con- Omero Q!. 6+ Si è dunque molitato con buone automa. vocabolo ad elio loro men nolo. felice evento ci' intendere *' : e molti hanno impolla reità ad Omero di Od. Anch'io..di rimette/mi al viaggio con UlilTe ... E le t. mv inien:<) il fingerli da' poeti eroici . : tutto V cogli che £4.f-. i . 5^4. mi li porri opporre . e .. che fi opp-. ad fin. ne* quali non v'era ancora l'elemento B . che .c nuocer molto a cift. EKEAPIMC1N . non voglio sfuggire altri verfi d'Omero.™ bui». clic gli Etiopi fono in Pozzuoli. c eli: prellò tal mate fìtuavanfi gli Etio- : e prima. v.. anzi ftabilirvi il giudice Radami*». 60. poi per la vecchia colpa de' copiatori . che tali verfi fi riempiranno di chiarezza .f dali' ilbìa di Corfu.iluno a quella emendazione fi oppone . le ciò biv vero. Ti fcrivea . e fi fi li-in (ire* aliai citta . . e ragioni.aTiierei rei x:X O mero : ma egli di certo non ilcriflè Ei>*Soi'« . a' quali cflendo più nota la prima voce. onde niente nell' 'ice ivi diftanze delle cittì. hanno redimiti nella lezione natia mutazion di duo elementi leggiera traddicentc. in veg. il fa (oggi orna le nel campo Elifio in Pozzuoli onde confondendo il In (teffo coli' Oceano . mi rich-. che l'Oceano è il piccolo mare di Pozzuoli . e dell' itole Veramente è ardua cofa forgere in difefa d'Omero . li Tende E con e Provincie . tanto più . per ove egli valica. che dilli 1' Eubca tasti. che potrebbono addurmifì contro. che è 1' argomento mio dire col patelàre.

534. che gli è (lato contra ogni dovere tolto. 6Sj.u. .-ll' . Eratojìfoncs. ed in Enodo li è il feno dì Pozzuoli .iune . che & tttmm fe fittili J.' sfrittili vicina . Rimane roteano Omciito i .i n. come della regione di Pozzuoli in averci (erbato tal nome. reo penfamento.it 1. datone pag. in cui lene E'hte!« .nninirevii!i oIÌi-iy. e Armieri . ed autorità feoverto .ir. 6%. perche gli fcrittori d'ogni (Iasione credevano. ri-' i-nd pufteriori fi appellò Oceano: e fino a di nollri i più valenti ingegni. dicaiJ. alti itcatfabtnt Uomerum .ui . e inni ErÀJiii. non larajArim-™ .i:! i.1 che quell'eroe valici per H+As-* lo . ci fi para ora d'avanti quali intera l'ìmmortal OdilTea fenzaalcima nebbia. che fi è refìituito al divin poeta il nome.! <pili l'. tal svini. e dovea uno di nofira citta Micomam mie trarlo da quello reato hìbcbnnt ragioni . perciò quello dottitììmo filologo nella pag. \-. e vinte le difficoltà più gravi.!/. che Ulilte avelie navigato per b villo iv-la^i .i\ci che non difpero 6$. tlit ne fi D'Ornile. ficcome dinoti la voce Greca ed indi in tempi infelici. dalla quale prima lì/murava da tutte le parti ingombra. quando fi fu anzi Ivvédut illimo. che poco s'iti- Omero . perchè pciìnc \1. e mi duofalli in ciò anche il nolìro Stazio.ìm . Ed è bel pregia .::t i qi'.F Um-A in. quid Ulìxis errores in Otendefle lì le. a. ma all'oppollo ha meritato bene si d' Omero . che l'Oceano in Omero collantemente. tv::i jh. Avendo con valevoli pruove. onci.geografo. molte favie cofe guc l'opinion comune. . di. nollri fe pure più beato faranno accettevoli quanta gran luce in fecolo ora ollervace dilli autrclc.:.e prorperoii EiiirtoiV i navJi e propri. Si difcnie . d'clfer i/xitbW-r®. grand' non eflendo Oceano E . e tf88. come il gran Filippo D'Orville non fi Audio con mio rìncrefeimentu a deporre il vecchio. rikvc j.

5. Quel lu>i s!Ihh U'immhi farehhe piti (Indiato r:mciiere.^nj t/nti. non per altro .i rtrr. che li è (tet- to dell'Oceano 1 SS.51 u Airi TryfùsrTi A \ -u . . Alita risene. Oi™ Ma efrciiiani orati fiuebr-t Geenna t inundctiti fimiìii poi degenera dal gran fuo maellro fuggi ungendo.-i Splendide tcltitcct lete.n t'j™'(.-}. fé non perchè che l'Oceano. e virtù di e?ò fero. e l'altra nViriìiniìsr. tutti e tre corpi grandinimi . iti-Oceano. ecco il serio 481.È il vjflo i\'l. t. che Ì favj n'han formala . prirc. .v/tTs uit fihùìtm. che anche gli aliti tramontavano nell'Oceano nel hb.-.' s - . fi era it j-otì. lìccome fi vede nella figura. dcll^lìeni lib. v'entrava I'. L iure::! L Ci . perchè Omero dice. fii'j-a a-Sii®- Q'uasu t™ìV(uj va'nt©. ? £1 V l.cr rxlnmxm fiuti afabrefaìli vede in i»«/w« fi Si sa. AlUT-.U fa hrexiilimo mare. Si 66. ì.e .re:. t v.iS. nobile per ileo. ed ofairifTuni.>o Iv'. e il aiyt j?ìw: Cì'wir£e Ì il pollo dt Bau . ed Efiodo. 110. parte ef:rema Arilo fci fenipre ha ferino.c3 . clic che fc gli ripeta ciò . tu'. ^ m ' . perchè.nil-.te nel furi dite . che Volcano'polc l'Oceano ìmmcnlò interno allo feudo. che già al principio quello Dio vi avea finto il cielo.e per Omero. dimeno Iure imj . il fmia nella.1' autore dun. n-.™ . die già fiWdi fi prendea per lo cìnge tutta la terra: e per quello foltanto èdegno l'infero feudo vede effér immenfo mate. Romana lingua: O. Omero con alto fenno nello feudo ammirabile d'Achille porte nel! eilreinità l'Orano edii [!i E'> M9n !" A'mryx Che 11.i Leu pr.'i T^Sj.i eflì quali prima erano ne- acquili» maggior valore ciò. rftre p:ù qualità. qVtc inanime . eziandio fa fcolpire nell' eli rimiri l'Orano ad imirazion d'Omero: A'pyì 5' Irai fluì £Ve. ed il mate . ta lenza poner cura terra. quanto differito: un'opera umana dalla di67.. fc gli Dei erano menfognieri . che-dice Eulbzio pag.àoó.-n Ec j clic l'Oceano fi i 11 mare ci l'Olinoli. FENICI PRIMI ABITATORI I . vivulo in tempo . che circondava tal mare que fi tjv i-^i toXnSoì&iMv . . tmihum» v. 5 i- E audio Sj^jitai. m. che fi attribuite ad inganno al grand' Efiodo nel verlb 314. eiler tanto dk-erfà l'ima. c perii e è cofljr.:!<.llj :. bevendoli. ricevono in luoghi ed altri ri.. che tutti han creduto. che ho imptefo a provare.i7i™ uountìo. 4S . il qjjlc ri. Inoltre' ora intendiamo.jfiraM magnata rubar Ottimi Otbem frx. Il brieve poema dello feudo d'Ercole.:rrj ri c c-:. a fermare oò. Siigli. facendoci fàpere io Iplendore dell'elmo di Ai Diomede edere fiato i-. .'W? i:i\lyiiii.

Polio ciò .nv> .i t e nuova. elle eziandio Io. non lirà llr.5S. le da Or. Digmzcd Qy Google .mo .ù . e n (cere .. e d. e mi fo cuore di 10 poemi: e creiceli a leyno ni Ed Omero vi pone tra dire Aio divina ci deferive col fili altri ijixfh verri 11. e matite nell'Oceano: per cllcr eguale. t. ni «7 48 .Si Aioi ' il bra.i:.i t:'eui loro prodiijiufì erari noti. ai uniforme la finr.DELLA CITTA' DI NAPOLI. e di unii j.ion>n(. d'Arpie mefléro loroorigine da ""' ijinll' Oeejno . eroici i tanti minerali bagni delia regione di lto. e u'. I:.chc l'Aurora. i cavalli di Automcdonte 150.sr :.t. e taluno "dirli e!ir ceri». fielìo fi ailèrille delle Mie. e <r. 49 è dnldiM ni': n11m. che anche limono. ne' poemi.ion poetica^. the ne* tempi aids. E con cii> Om. era di meftiere .' [>uiJi: ne cantano gli onori. che te tempdle. ed il Siile lì vedono lemrTe. e doverne dall' acque ricche di rnifierj.ierd .. ed turbini eoi nini.iniem perle iti l'aere* le tempefle eoi nome i'Jrph fi falcio lulccr diliDccano. giacche i niiiH:mi pneti in uni.' Lhodo li penso altresì.

i (!.::{. (erro luogo Penelope.j =. . e mi j Ieri vere i fuoi vcrperche fi conlanno molto a tutto ciò .. iiI. inceul'ur : tom.-. ed i w ! la voce pretta fenicia . che A>~ . perchè Penelope de!:.T. imìj*' ìiri.l lo Ivil. finge. a cui liiggita.Hf>x< 6g. 371.e da fulmini perirono..i fi. che lor convengono ^iccir. e lai verbo elee da «Iju. ut' Jrqaxhuùhi.c ms cenda . perdutamente querela li .5 no o I Iurte. 4. Inoltre nel principio dcU'Od-f..vLè " lerpetri. e con tutti gli due proprietà.osni Ipcranza di riaver Uliflé. effetti IkIÌ del ine belle. mt° Od. che Ha tetnpdle. lene . e quelle donzelle iiam certi. e lì ha altresì ciò non videro gl'in. conobbe ancora ivi Orione.ito*v metnimt gli pei.-. f. lt.:. nudi' cfprcffuinc . v. che cacciava belve nel V.likIu nei v.„ pi::. Ab:h. 79.fcv' aTtuii-mii. come le fi- Elie di Panda™. che ho detto dell' Oceano ..!.77. DigihzMByGoogu: .Rigirali) ti aulorlià .:!!. In. che FENICI PRIMI ABITATORE di folle flato merlò.-. die non è lolla ili mezzo. che l'Arpie d'OratrOj e d'Eflodo trina piclTo Poh ho li. no .: „.. che Mercurio conduce a.-< w-^-r. in.. «pi' :ì::':r. E SiKÒi fi.

che quello Lima di fiderà va .7i Et plttadus Limoli.-.i hn. nollro Stazio nelle belve liti. ove eziandio fe n'ammirano gli llupoidi velìigj. C Stnreai ine r.«ma/* Senmiavm forcai .fao .i.W . ritornai^ abbanil luo padrone l'ollio .che penfarono all'Egitto . Li voce Asf. V. 3. S'i™ ni/j Hi! IfV™..vrSi (ein.U ic..ù r^. Minta TrTflur.»v ar^Ao.it fixem pe/. Sfuav 0':«'.v:::.tii. ^mmebu.-.. ed al Nilo. Er Jo/« U«ia* J. Si.ms . (ìeamette p. i. ove introduce i'pettacoli gli .i:i .mtc. f<m«hcr* Li.) Pr*.irje j 5 (crittori Ialini . éi lib. che l'Arpie £ rinfilo nella ic£Ìon di Elia. ci G Er z rtnie Henri.::u nell'Ercole Sorrentino E de' luoghi del noflro lio a [[Hello . il quale nacque in ikijuriiiu Sorrento.*. nelle lue primiere delizie: duimnv im'. Olgliizsd Qy Google .:< iti itfth.::-n QWmia. C /.'io nello (IcIToSor- occulie nudai fpflierc paUftras: Spelte.pw. . qr. '. Oe.'irgilio [e >. Iteri» 71-:w>us palmiti Ghmus. che qui dice Omero . & pr. devilla del liio l'nn.ì con reale magnificenza la li fabbricò a Sorrento.DELLA CITTA ni E5p« !' invilì .-jì. rn alisnus-a-mala per fquahdiii 'via.:b./. -n tfit. perchè il fitua ciò ijinivl.» . che Pozzuoli .r^o y.v. lawnervnt mtem /ichilik.i-in 1.- . 146.S+* Si .'r.rai limito Pi>llio. Sylvui/uc .:r::.. - 1.. ci finge.il quale fcrivendo con ricco fliie 1. Xmmm> in™ N^wiìfa A'vAÌ®-.-.miipte fitte»'" r.-pcculqve Angina. uutmmjue Efpliru csiiuis. buona parte che fece rol- fir.b.rit rc!.-. neeell. li . v. :r. dopo averci Necpudel ea-iru un Linieri. Cr Prtlcribeilt .ci. anche quando hin . Cratere ad ammirare Dio. */. r.

:i >\ * ^. t.-jt. ffrr ìmc Jiv. tct' o« tÌ&i à^J-ra Sufi-i. chudus cum Eli ryiin. 07 rullici .-.-t*.>jwi: TI.iuf Jìu.fr Nifi me . nate me vakiat r>. TJrr ine eiWenf ^l'Aii^J Eoi^Aff Tro^B . circum autem fiucntmn Occam Spuma nliwHìv. ti» É'. chi: io :i:iLi.sVifm fi T.-òjt imlcthien.^? 'ir-yxTAQ a'i^p'iilH £l'll(a*&7o. tocdieri I animo d .tif. yjxu.ir.nrmUt. vM:. Cf. Eì'cj. Ottani iiwennium fabrili-opcre feci artìficiofa multa.r^i.i!'. fi iJ?".'ro. -'> Et VÌ3" t'^ ìi^ìto..jnc CMCpifel filili. . 1 n^T^c E'.r:i!:.™ T?til K. fii:i. ».:ij-« s':Vra.Volcano fu precipitilo da Giunone in una groiii preffo Perniali.:r:-. ir. ave H ' fa parlare n ìVj'. hi/^ Mi.:. A.•:<. Tt-.là-t'J- A'. 3010.ii il KrJudi. ove per Teti . In fpecu coiictva. L:::l.iri:!.i ipfr. Earyiome film Aj::-.acuì» ..xvy.i-.trh tnex con/ilio impudenti!. V T!.i ' quello Dio fetide ricl i v.'iH5 n\<30rtÌ9 t.!.r.rr li rifluì e ejfein . . che non ammirerà il faper d'Ome.ndo me dolor occupavi. 595. /... JVók/ji. El' )W U E.. J-Vjl" J-J.»TC m'Ji™.n rune puff! ef-m dolerci in::»:?:.}uc . die manca di fiviezza colui . Oet.

i : ( fovvicne. 'ma lo gittò ili madre Gioì: me : one!: due volte a furia fu in Pozzuoli icanri.e edi fempliee raccoglitore in erotte: b/ij" rio- cole antiche v'. il delie- 3bit. cri ifìrumeriti a lare armille.mietiti donneldti . p:ig.-. e per vaghev. r. 375.'t in lui.l' O.) nelle rroerlctà fy^u'. ic-..e grotte:e fem- fa falda l'opinione. e virtù. del Itola mare e della li ci avvilii. /tr fMa/Sam fct.i^n. quelle cole Ilo raccolte ria Omero.«• c lo fldló iè- condo Omero fece Vulcano per nove anni id alcoli:. e per tinvcii-. e cir. die di Vulcano finge Omero. tj: v.'.ivle. Oigntztid by Google . rra.1v. che l'Oceano brieve mare:pcrdimoranti nella cam- e queliti chè Strahone favellali.ino ^wnfv.. Mi piace opportunamente ora awerti-e l'.imo mare ricco della piii nobile milolod. che eyi.dt Lin (nio in Kcotr.DELLA CITTA' <V Omero non ti.l. che lo precipitò in queil'ifola . e colla magiiior lena.'^ L':'. rie re .vanii i' <• ''i'v e . ii ciioi'i^'h'e proni che ^ia orrore . del rclb non (ero rii noja .ìdt farà si vailo. 71.cmno fo Dio perchè in iemi-mi ci la rinvenir quello flefcontraddice.:yj.rotle .!:> . e Ipecialmcnte il Ino mare. r. the tro|i:"> ne corro lungi t!aU'a:?.> 1' die.-rit.'li In quelli wriì li nomina due volte i' Oceano Cu' ic.indio in cadt'aliro cruico poeta li il golfo ne lì lema ..er lami ci ne. mi altreVi e. e die rende erto .i. .?.o . e fami in quei beati tempi era tinelli ncl'ra Catiipacna . niente che Giòve li fu. DI NAPOLI. i il mire di Poiieoli. che (e l.. degli ridia airi ci : r. i..' di eili. fen: zìi come pcnlàrio. (chiedo non S.. nehlll.iriui oel fido Omero. otri .ci ha ferbato ci'!.'ma un b'rcvif. che rjm--!:.kl. c !cr. li v. Ed . TC03011I1 d'Efiolo ttnaì.t lini.iindi ho penfato di unir anche da Eliocji in lutto leale ari Omero q:. fuoco. cllcr vero.'. il quale mi molitur impie.to dal. ai imnicnlii >ela_p.ie .o (ia lieto precipitato nel vallo. .rro il fallitili) via.!i * .v /i vivere dall'arie metallica. eJ in elio ri.metalli prc/bli.!. Ma coferivere quello mio dire co' tuoi due poemi.-..-.ee ralìicurarlo q'. ii ermo in l'u-'znnli v' clic pre piii fi le l'ateili tr. lo delia sedile de Cimarepagna di Fo77iioli.tr pili Ancb e iiella favole . &$&$W^)t^ qvSchc\l-.nn veglie arrcfi. v.ilcurfo.r'h come hitiffi. breve .-.1 Olimpo.ia. c die poema-j s~i '-./a rii non ce-.cl'. e lv.iirò 1' ordine de' verfi di eili ifvel. perchè amerò Hawm : memo con quale alto predio .i Di') tlriih. m.il ei abiurici: né li dee (cnlarc. li.eì luoghi . .e pidló Po/m.-jr>io di Ulilic.:o . ove egli paria ridi' Occhio. che la di mdiieri : ini rie. e mn'livirc .' E 71.: Voi.».cd arii:."che l'Oceano . che .i nel corlii ci tinti icedi vi m-p-ro i piii valenti inGreco fiperc. e cr. e. ['cr. per li tenere. e n' avrei pentimento..

per me.i<-. e gli alberi con pomi d' oro .'. t. ed i geografi dopo Eliodo vivuti lituano nel continente dell' Affrica .m mar. ed ofeura .'.* vi'. che Omero.m --'. Xel verlò poi dice. che cullodivano gli orti . Si&mtb . Hcfpcridas .y%-. : . C lì l'Oni:.c!ic dipeli col beli 'assjiimtu fii'.^ fnviitm frutti/m. . pur ravvi lame la gran varietà .L .-I par- già r.ed i loro orti erano neWiri vicini cinipi. che 1' Oceano è fòltanto preffo Pro/Aioli onde con anioni ficuro tniveirò . . clic re : 1./ii .il !?r.™ n.altresì fi vuole Omero 11. perchè l'anime.r. i i che 7. w( u».i pF''. raccolte . che i poeti. Ntig ipiBe*n) Siri n'it .-_-:t *3pT0* . (lacchi fi è convinto da tante autoriti finora. ove era il domicilio d Plutone . ufeirono i% E'pKA*. da tutti poeti li finge ogni cofa nera. die la Terra unitati fi ma £l'iif!«-c( con Oij'm. importuno .r.. ciV. S". : i : 1 74. Dea peptrit Non ni/cura . che qui l'Oceano è un piccolo fieno. .oltre Cimmeri . die il dillingua da -sKy.!iii>illllti dell' uno . queìs fonia iritns mclytum Oceanum Aurea pah/m: curx fi-. chic Ninfe Efpericli .-. c ri"rei\> qui. Crederà ognuno dlcr cofa.:<:•. che il poeta dica v!:!w . iìj-li . balla .ri. erano predò quelle noflrc contrade .ibm procotto il gran ma- aV^j-.3>'> -'ili li Sua* '.yoI1o.. effendofi ad evidenza modraro.~. ed altri più lungi ancora le loro .che tali Ninfc. perchè fi nominano gli orti Elpcridi.J7.'nti . Cr ai /i-:. che vide Ulific.tu Cl'miiùt X. mail. celioni tran in Pouuoli.in imi ti truovaoo ne comentarj Ma fi dovrebbe. Ma ho valenti pruove. per mai pianare . d'Affrica . .ENICI PR Ti il primo tori fi c fq-. e non mai QVtaeJi . e l'altro mare . W E'tt '5j. ne' luoghi preflo Pozzuoli. credere I'o.. Egli vuole .t'priCeó. almeno atlai ardua il dimofirare. ." £ì'<:. Baderebbe . . che cuefìe Ninfe Elpcndi d Eiiocio . Il ledete.. che non valevano mai il Sole . Se efle hanno per madre la Notti . le non da dilperarli . . . die qui l'Oa-ann non fu il tran pelago .*V. ed lilìodo quello il dicevano ffitaj-©1 . il ove dice. Eliodo G difende.-.ru. trSn®' .r. DigitizodDy Google . e iccarc tanti ver fi farebo. anzi da tulto il concedo li Icorge chiaro.i.iW ti \~.

rru altresì 'e amene vicinilofi i^etwno in quel brave mare.Tum .6o. ci ricorda deH'ubcitofò luolo. e goderli tre volte l'anno di quei frutti aurei.eano. che valicali numefolirtimi legni della Greca im'. ùv. lidia guifa deferì ve p!i Eliij canini.. Tap fì'»™i.Troja.S(i KJfW t-. e diflingue Tictl'Ojieri. frinii belli e . ed il d^ce «in b rovina di. E f: l' Efpef irli luhanno fruiti belli .rnan Silurimi rcx eli.^ ««.itfj. ri coloriti clic . recitati nel quelli Efiodo devonfi intendete de'medcfimi Elisir ma per brievi annotav.:b hvmWv'-." l'O. pfrdidlf .'. ì'yktt.Ji m<"! Iffrcflit lifdsm j'c-i.i campigna pnrfTu l'Oceano.M. . d.i.iiv li rende più chiaro . : j™.e j >. Td..'-. indi merli n i trai di quelli net ta. e d^- (un wwkmb ÈS iWs'uf^u^i. .i- parla del i bxhirtt.. oVJwra i3. Om:ro quelli <ìe?i ere: fi vecerc in Poi/. che erari ì di cui verfi ho num. lèmbravan d'oro. yil»t . .e felice di noltra Carriciì>.'ir 1 ::i m K' Ci -. che furon morti pretto TroM. Si Irf. fi" fi. e godevingli per ire IlaSi gli oiiiEfptiiii erma In poltri Cinipigni. che Ria ne' cinici prdfo l'0. tì>j?- a a'»^-^ 5. ferMAta U . hii dukem Ter quotannh fiorentem Perche Omero quali della lenza dubbio in Pozzuoli. • eVtjsIIiu «j-ijw.W. dichiara. Ili Greci h mo me mi rv:a fulo ifulc. Et ii qtùdem tahitani fecumtn aninlanu kabentes m In honorum tnfulis iuxtn Felice! Street . . .DELLA CITTA' che effe Ninfe avean cura con orti d' DI NAPOLI.-q. d' ni Oceanum profundum frullala proferì fieamda tellus. ed de6 !i condi . Lonp ab immonnhhm.kvi . EW »™ T** Si Km ™ ufi ni-.s 'Sit.' : '. che non può pcnlarli altrimenti . n-pgonf! nell' amer.1 diletto per aia11 anche 0 -m. Vis quii-m il.'che qui in pochi verfi ci addita Eliclo . Ics tribuni! jupiter Saturnia! pater fiatati ad tcrrx finsi.'( ÌT!?> Pozzuoli vide Ulilfc: in M'i -iti?. e più di mei (Mei. 7+ idducono valevoli unioni. che fttiti fon ricchi l qi-efli eroi Greci . Jupiter Saturnio! . in molti il pagria.«. .vn .re. e allwri a !ii fe. Jlios navibus fuper inferni maris amplitudine Ad Troiani adduca! Heknx cattfa pulchricomg . ed andare . Biodo qui mare.:i /mime poi Eodevanli de' Ma cttnipi Etisj. ove pria degli eroi Greci.' Si'us.lt e !a Odia efprc^^e Mia Omero ed il prinomina il continente . Ss b.™'ei> ÌW'.'v/ uiv vjàwiv »Wi EV 0\3isj k'. •: nu-'tSiorni v.

-<. . 6. ram.i fìibite. . die ii'b.u 1' Eì. limi un:..i prelènure a Prolerciullo.r. ponga cura. u Vvì.li . Late! arlKTt opaca i Cu ir . fu!:! to iwlceean te^li lri? nei lib. di pina rami.-. [-nulo Jlrettiiiiujiu. perche ce. clic la Sibilla ur. uin.> o'oio eLn. quanto fi può al loro orti famofi in eflère il pili.i . . .i. .:m qua :!!. c frutti d'oro . che ninno vi foie nì. . . '" . fWo. .vi -.- & à-iur q:i. facendo trovare qui e rami .'! : JJÌ.iinò ai Ene.i Virgilio.iVi/....eìì .ii it> .iUa. Mi! io fon : Limo non Comi dunque diverfi gli Efperidi dagli Elisi.. e punii d' oro: c chi non Mupirìl forte.":rr.M tradirei! vcftito di frut- .-l I. v. 5* FENICI PRIMI ABITATORI I flagrali Tempre frefehi 7j.Jr. che li raccolsi: va no in quei luoghi.i darmi CT Scd AuricoKKi . .lc » non ha letto da piccoF faniloit.. teli.i ( J. ijó. e tolti.niii: r. <:. fi '.v:-. l'ire fatus . Pozzuoli.i ini lerr. Si filiis.i>-t:s i'. . .

perche lervilmcnte va a lenno mio: avvertendoci.ipuà fonia H Tom. Qui ancora Non fi fiorerò le Gorgoni. e per ultimo ove Iona le Ninfe Elperidi : e gii con lungo ragionare li e inoltrato .vk erst . ed a ciafcheduna dà nomi belli . perchè fon molti . ed il cavallo Fegato.munii da' Cinti dell'Oceano: Tip ni'y imijufHi ji . dice primieramente .17& ir Tityp* tiJjm . che Nettuno da Medufa furtivamente ebbe due gran figli ir (utluotf \Hpmi. c per farci liciiii . per ove o tralcorre. Profiegue il poeta v. moglie di Nereu figlili del Ponto nacquero non meno. che io rimetteffi in viaggio con Uliffe. che diflingue il Ponto dall'Oceano .j nfyiv© I~(S-. perché ho cominciato. clic cinquanta Ninfe. Qua hub'itunt ai cdebrlm Ocesnum t . : i HuiC qiùtian Ime NitHs tffet. che ria eflo fimo ufeite tutte le Ninfe. che fon tre. 174. vi aggiunge la famofa Mcdufa V. S' oflèrvi .!. e non è in colpa . comechì potrei effer ben lungo. tollo ne lo rimuovergli per ragion vera di podiiii ed io mi divago dall'argomento. gli appongo. Vi F'zrr. mjji. sì ancora. . Forfè molti. Xww'wi a Ui'j-a. 179. indi ove è notte olcura . ce ne da infelice etimologia . perchè a' Greci era afcoló il Fenicio parlar. Nel v. mar di Pelinoli . firn.iytfs \\yip£Ki\. fra ciucile Gorgoni.ì'ì vj:~A. Profieguc l'ammirabile ElioJo nel v. e tegnenti ci fa Tapcre. che da Doride figlia dell'Oceano . che ì luoghi.DELLA CITTA' mentre quelli mena DI NAPOLI. e vera. >.ii .i:o il gran mollro Crifaorte. si perchè mi torna a talento fpaìiarmi in Elio- mi egli ghi. Oigiuzad 0/ Google . ed in tali verfi vi fi feurge ima vaga maeflìt antica. che elee UiryaiÒ. e quali tutti prefi dal mare . 77. . che dimorano alldtramiti della terra . querele contro agli altri egli . giuro d'efler più corto. e bel pregio. ór' ìf Q'iuai/à tjbì itfyds . ma non credo tutti . non è flato felice a raccoglier frutti migliori dagli orti Elpcridi 76. che prefió quello flefTó gollù nacquero le Gorgoni . in cxlrcma parie si nottem. che non fa giunger Tubilo il fuo eroe in Itaca. ami fe'vi e vicino. 0 vi foggiorna. onde fa mefticn finire. fon di nome Fenicio . perchè chi). the Fegato nacque in Pozzuoli . <]:tr>J 70".da Tipi. che l'Oceano : tar rio. entreranno in defidetio..ma a m= gk.va tal origini:.e dìniofìj-affi . 77. . ubi Ileffctìiet ranci*. Meitufuquc grafia ptrpeffa . che tutte e tre quelle Ciife fi fon Ante in Pozzuoli. 133. e che ivi abitano : non E'^h™ t. Le Ninfe lune unte nel Ortv. Si rifletta. efienub gii pafi è il brave golfo di Bafi ma a me piace d' imiOmero. E poiché vi rimangono nella fila ammirabile Teogonia altri non pochi luoghi. e fé Doride è figlia di tal mare di Pozzuoli . e con aggiunti leggiadri. che il nominare l'Oceano. E MYEaj-a oltre ni molli pr. e quella parte della mitologia fi fa anche del noftro mare per femminile origine.

e ricchirur' fe — inoìlri vili riCi-hi d'Iene «fc. e le! Mylho.puts legaci .ìco non perche divani::. .EiimoIoE. ìi'.c al le ir^iiiunln Gr fa/K* «ri. del Banicr di vincano e capitani. fufpc* MtdifaPtgtifia : fono l'indtmems Maria..!'i ricrei In quanto poi fw\« in . pe Gorgoni n^-ri j*^ mil arca fina.: A' -jxù. ìmbrern . di Gtrpm. che e vedrà . con Digitizedby Google .l. ™ rie diCujio . faccia almeno cotali .58 Non FENICI PRIMI ABITATORI I bifogna omettere IC!. qu cu mi! alt le rapporterai ce C }e finirai ce chapirre far f lei Hi/hnem expiicitìo» taluno per amor di leggere amate il proprio una fuggevole feorfa in quello cap. cene fiilt . luogo della B. pensamenti.ni: tifiti ci biJ m.. Or . che quello furto d' amore accadde . 5. c iii i: fe volgata: 7!.

mi fembra di lunga mano più inlèlice di effa etimologia: omettendo.f. che fi lui al certo di -jjì.»im:ni:.. le unite coli' Arpie .. M'increfce avverare. B. pagafus . se- re. e lo lecito a prcleritare t. e gli Ebrei ne formano il nome n ina b-iba teraciilinia tifi . e quello il verbo r\y dee notarci dunque le Gorgoni hanno fortito il nome da tal voce. hoc uii & tjì luputum.. ed Efiodo nelle prime vie di andare a Plutone la vedere ad Enea le Gorgoni.i li : ze : tanti favj. e muggifee. jg. . fono l'inclemendell' aria . Quante lirane colè fi fono dette di Chryfsor dagli antichi . o ruggirono. li ha nell'oriental parlare l'intero nono. per rinvenir il luogo delle Gorgoni. nè fi può tacere il non dar anche viva luce alla tavola di Crifaorre . e difperdii'i! con ugni celerità . e l' aggiungimeli to m. impeli re . clic fono eziandio l' intemperie della Itagione . perchè il cielo ingombro di trilli vapori luona.1/1 urli oiir. e niente comporlo . che oltre modo li contraddicono.Tio «7 (dirimi . .i.ipm i:n:iìi< .r„i: rrior-prns umbra. irmele : ed . quantunque Omero altresì le ripone a Pozzuoli . che gli animale HWggjfcono. 511. die è prii. ed indi fe ne volò all'Olimpo avente un brando d'oro in mano .mni. ec.((i> Anzi poteva loro effer di guida Virgilio.-rdiju. P. ikeome l't!. il quale intendendo bene Omero.ni .ed i fulmini a Giove.13.. -uoccm n-jj-ar©. fuattimologii alieniate. e perciò poi anche fi volle alato.i. il ca- Olèa tal verbo per dckrivjr Li rabbia c:cs=!L orli cap.' di tanta varietà fi veggano i favj cementatori: lì si. .i.Phanicie .. che unitamente con l'egalo nacque dal fangue di Medina.. r.«& nome femplice. In quanto poi al nome Modula. de' Greci.6. c. . irti: -. e quel che mi giova. mentre fa dire ad Uìific qui dimorante Od >.. ciuì. veggonft i 79-FjvoIj di Cb'yfitr in Palinoli di mjlagevolc fpìeijiiioiie. e veramente i turbini 'avvimi . ed al Clerico rinvenir sì pronta etimologia Rimane vallo Pegtfvs. ed il Clerico in Efiodo dicono: Si ferii. .-.7 ir» :J.DELLA CITTA DI NAPOLI. ellèndo nr. lib. che in Latino limerebbe permeies . è proprietà de' Latini. e di l'egafo .H'as 313 BVIBIt. Non fi dee . perchè il vero non può in tutto afeonderfi vìfìibuhm mite iffimi. die fus. 1. Digitano by Google . e forfè i tuoni . Ime eli rjfmt .>/. voccm iaìebh compofitsm ex jb pag . che liinno della favola al vero. e perciò li fon fined era aitai agevole a te tante flranezze di quella o furia . hoc modo didjS . e moderni. utente dal verbo vn cr. Ccrcrone!. che il gran Bochart nel /eros. 0 Icmidj. quando effì da' Fenici prendono in preflanza le voci: indi l'applicazione. frimiCqtie in faucibm Orci fi. p. v..

ìyju. altri vi defiderano influviem : ed il profeta parla dell' animo iniziabile di Nabuccodonofor in defolar gli Ebrei Abfertmt me . 0 l'Atlantico.che non conobbe il Fenicio idioma. ci han ripollo Kmlav.iire no. bWhii -ri^'p'ihv TisiuSi'tù hfii^Ziabif -wìfa O'pS» ir mwbs. 80. è troppo noto il verfo di Lucilio ferbatoci da Nonio CJ.f 0> KÌff Din» Q iis»«> Bstì rio . OT nili iWi tribali ftnndi fulminìi. ''' ™ y^h™ f:. e poiché tal favola ha recato lungo dilaggio a' più valenti ingegni. ed in Pozzuoli . Ce. zSj. e da un Ebrea . 187. -jiV »™ cuììodis : in- aggiungendo: Httr oliendunt di difetta interpetrar la favola.^Sfi! KafA. I! Clerico la ime --n s-iki perchè il poeta nin. finite lurcones . Co . Siegue Efiodo a dirci . come fi è veduto delle Arpie.ito luogo.. e cogli fidili elementi . Ma : : Xamke E i-nx. nè a navili. Tvpvena M. ne meteore lòtto frmboli. perchè il dice con chiare™ . e fe Xain-ma lignifica nell'origine uora* ya«. devo trafcrivere i veri). c quindi S.lta bene in Efiodo . Clerico .. ove tende la favola . quafi àrtica . citale»! Jìinm .inljr nel p-i. nè a luoghi indegni della poefia.r. che Crilaorrc portava quelle arme vendicatrici a Giove. . che li veggono in Greco : hi .> . cioè in Ganti. e perciò defittela il filo d' Arianna . e tentarvi nuovo penfamemo v. che vuole intendere i folgori .u/i lul. 34. ed i fulmini . e figure da fpavento. Efiodo. che Crifaorre generò il gran molìro Gerione . che predò l'Oceano. h'< atim^"' &ni\i> Ev>uiu>s Cirs- io.. egli ci prefenta un' origine di Xouisis aflài iiWJ. Linii'ZeJ I:. ed i« ..!tìnmft omnibus cr. nè fa tnelìieri penfarc a mercatanti. parchi la compone da D'iNn voce Araba. vìuite ventres .-. Ìndi non ci fa Eipete. Geronimo. t^dIu». 51. e limili produzioni oriOR><è. m ? /'i:. . teplevit ventre™ fuma.n.6o I FENICI PRIMI ABITATORI già raccolte dal B.gli emiri poeti ci prefentano tante Ora.'j. . forte farebbe piii opportuno •onta.. non Buffi videmiit fine filo aanpLm Arìaduei Ma Ila dello con pace del dottifs.hu ris . quando finge . che Eriiia fi era pieffo il aollro Ottano : opinioni dc'iavj. ove fapevafi enervi ludi: mefiti.i . che eiio una fola volta fi rinviene ne' fanti libri . comedone! . us™ yjyrì \»ti. io mi fo ard mentoÌQ con dedurre Xpoiràaip da iwfia voci prette Fenicie . ilJ EpS-sV. del rello la voce venter fi prende ancora per ifmoderata voracità. mrum . vattrem. v. Onde ora fi rende più chiara la voce itili . e fi polfono clprimere variai igtìis. e delle Gorgoni : anzi non fe ne può dubitare .34. E fempre s'ammireri la febietta unità della favola. Phamcìam eJfe fabulmn . Si comincia a moli rare . fa ulcire (al voce dalla fua lingua da yniii.. come il mar Baltico. m/ìt .:. ed i tir.( rtp. che follante fi truova in Geremia .

non altrimenti . Tatngo . 1" in tutti . perchè fi sa. che n'hanno fcritto alfai del fono il Salmafio ("opra Solino paEiol..-iri'e Tenere . che Eliodo dica porla nella region di IW. quanto Meritatamente fi fono (Indiati i più i rinvenire quello luogo. che ha detto l' altro . Etythin) e vuole . e ripruove.v Mi. Si.ir^r. . che dlcciG Emrt». poeta indi Bochart nel Phalcg pag. per ragion della fola voce Q'tnai( d'Efioio . ri. che gli antichi.ni bulmlra Eurytione Orthoque inrcrfcfio .i Baia A me fi leggono in autori ma non . Maxime cui» fodie di tribus { Gndibm .'. dir.k->ì.ii. eh: quelle llr. ed awedutiflimi ufino conttlddóionì favj. clie fi è detto del brieve Oceano . ma ncll Epiro.ivui!iirc il lungo il' E'. che Tariffa Tertefus. che : queffifoia fia nel grand' Oceano Si.i^i . i quali d.5ita. fe Eritia ì la Mena.iirio d-. Speca in obfcaro hxtn ìndytitm Occtiniira.1 lungi fino all'Ibcria: ficcome è accaduto anche a' campi Elisi .<:-\ t:. eCadice. e tal mar: . ovvero. Si procura rinvenir ilGto d'Etnia cotr»juto Jslli Sibilla. Non li porrà in forfè. perchè fc quelli Ernia Jii-jfi & pretto il feno Bai.:s NAPOLI. che ingegna di diftnigger ciò .. 101.ed eniditi fcrit. che lì è creduto un'ifola.ii.Miiuìiyijlj . come altresì. !i li-. per avan. ili . no. . lufinga hiara guifa. né che Ge rione regnò in Eritia."S'i. eli: fii Ercole . non la n noMra Campagna rawifare. 1 favi. e fi fon contralìati. cole non fu in lfpagna. Ti-mparc ilio. s\ perchè li nomini due volte l'Oceano. che quelli favillimi fcrittori fi fon confuti.e rinvenir- e porla in Pozzuoli nel continente : c nutrito n li' animo non averla fallita . e di concilia- .r.i tr. e vedendo. che eolii fi porto Ercole: l'arduo r..DELLA CITTA Huik trìcìpìtcìrt CiiUmx ph.\.Tìryntbum in fiterm» trjìi-iaa unJis Orcr. ma dice cofe di piccol pregio . molto aggiunge a quel. clic queOr io liggrandi poeti. non per altro .: hl.-.li unite tante autorità . nell' Ifble Eritia efière predò Fortunate. guiderà interferii vìi Herculea prof ter flexipedes irrigua in Erythia.femore il fallo. e grotre. fé non perchè Eliodo e pifite l'Oceano . mi è lèmbrat. l'Oceano. fieno Mate gne di Pozzuoli.ri. clih. andar per altro fentiero..i ' .Ti^i'-iumc . ma non ci diilingui fito . e ciò il foftiene con autorità. 1 pochi autori antichi. com-:d-. ma perchè il fito non ha rinvenuto . conchiude . barrerebbe.L- :ir. che Ermnnìft una fuperfit . e conl'ufiotutto ciò . ed altresì vuole . ec. che di effa han parlato.n fante: i. DI 1 CkyfanT vira genail Geryoneta ìiab'd':.xirMM . che avea fcritto Salmafio . nelle s' opporrà . e perciò (i vede I' Erit:. A Bochart s'oppone il Clerico noli annot in Efiod. rum b. Erythia t„)»i ciV-uplìt .

5u mugliati.-!ÌKu indili..ir. e clic per l'altre v'era della molla :!. n prVrr..t .p ijì. ^. fe una 11 fu.::. Befane : fed CD" Di nuefie parole fi ha. on.che con nome appella. fi Si. qu. /!-.torme divir'. uihil Hi . ™/nf libri a Rommùs occulutitur . fune . aiì-i in a.. pritrcrquam CiriBAt.** qus <? ^.. ci fa offervare piit che quelli due nomi di leggieri cambiavanlì H<rc auserò Erytfcx. io nel fine dì que/la mia opera riferbo non brievi cole da altri non occupate intorno alte Sibille. glia: di Sibylli. mcerrius reperio .. w™. non inditigenter . Siijlte . Perei) la Sibilla Cumaoi li f condili «ll'Erirrn. : .FENICI PRIMI ABITATORI I dwtms «igotia . e die Hi gli oracoli dell'Eritrea erano lèritEt col fuo nome e che in Roma oceultavanli t|iiei della Cumana: Harum ni. .. tì' tcenttib-ji 'ùr~.^ il Inerii . /e ( i/. uh la ln» . nifcfr Sityb»: Cumana. che It.:ijh. fermitiir .h-..: .-jf. la Onnaiia.Giuflino icuoprc. quantum hum. 10 Ma escuj/i. dice .:..i luliimi cimi ri Liti .! g.::.. 1.. t n dagli feritori. vero fuerim.<_<. cosi Lattanzio ["colpitameli te nei lib. .»i pj 1:.fi feEq'<iJ. o^m'magis trcdunl . tufi : . li putì faf tre il firn d'Eri'iij. e l'Eritrea li grand'Agoflino nella Otti di Dio ci. fan! Jiugularumfmguli libri . .-.:-.«„ difccrnere . (ff £>y. r .. Cade per m. 13. Cumana.:.» it..:. ha dritto: Quo.vi hu»../™ m S. qui.o molle. : S...i qualeii^ i-dIìl di ccr. Sibylla parrà.:u .. &e. o debbonannoverate come tra il volgo delle Sibille. Anche S. che un fàvin di/ £ i. .r.. ..ur afyuori poKft. . enfi/. & ™« Jiwjw ErvrW.n.i-it> per molìnre l'Ernia d'Efiodo in Pozzuoli. cej.>:-v.-/i:. che alcuni antichi Ieri E tori non dil'insmmo la Cum ani Sibilla dall' Eritrea .-.i i^r:r.ji. e da quelle prole fi .. crcdun.-. Onci fi e negato .:. ciò.> più avvertito di quelli. coir. U idi ì'J/mì ir iitoji'. fi. . . che a Tua flagione i libri Mimimi erari cimimi. <y habenlur . qua do hoc ariruntinrini plures.-:. 6.. e pollo a pruovc manifelle dire l. e l'I-jilrva l'altre 0 (bn finte.feorge ..!:.ti'rjiu a qii=!:e ..a SiÒylte nomine micr. ciuuM i-m ni..h'la. e.-.!.7. vii Stipite? Sono (lato lemure vago apprendere con luigi) ì'lìJì.-f.„ni „„:ir.jtrki d. Il apertamente .miimi cinuUi C/nwi. Anche Labbeo ci fa faoleurità.i ci»™.. e più antico ci di una loia li confcrvavano i libri in tutto il mondo .Agollino domanda fcrivendo contro a Fauflo lib.

Si confetm» ton piìl ngioiii. I .r ricuperare jjh i liliri sibillini . the rotali due.uellv: Sur che han confida queir liuti : Icrittori. che Eririi enfi la regione di PoiiudIÌ.. a più col.'.ii!Ci'ii. ir p.fuii!':'/. benché con Eri tra ninfee altri luoghi.h n. del Ite delle Galiie vi fono gli SitylU Si vai. li tir.Wie cu::' Lritrea la colpa A fiat ita . che nel codice 170.o innanzi fi è ri: tori ti di Tacito.- i e/.:'. DI NAPOLI.umlio conuile in lina.llatn!i i I già pr-. irandaror vaniasffiio '. e che in oltre vulte alle iruijv. lirt-it in.in li ho confiderai per mia i'. e debba.:.DELLA CITTA' pere . ili aliai e che la Si- 8. dunque Irsutamente . . che gli antichi Ci myi doglio .

ridi la ri: movo uilire da n'-om herei-ja. onde lo Hello è K'pSr.>.i l. ma forte il confermano. che l'elemento R a frequente piacimento s'immetti. elio llp'ifjìi Sarei in colpa. . c rimane femprc più (labile.tto più volte: c godo.c . io non mi dipartirò dalla camvuole da elfi . ben e:>r. ove eran tanto pieni di fama gli oracoli. cetti . i Éd Situile. Amlie r-etimolojii Fenili a d'Erilia ei nude ceni del fno filo prcfloBaji.-. fi fu una .che ii parla de' fogni di Faraone .:lo . e chi: l'wSai fi eri l'intera mi j brieve regione di penfo.'. nnj.m uifulcm Erythiim e vece Thimcia niin»j. li . che veramente quella voce . i !. e vi . eflcr diverfamente fcritta quella voce dall' altra meno antica Eritrea.u Eritrea data alla nnltra Cumana Sibilla.. 7. Dato fine al dire un poco lungo intorno all' Eritia ( fe opportuno. wbiio divina . tenie fteres JE^ypti. che io i d'Eliodo.: li che da a .ii . non creilo . non (blo non verii mezzo Gerione eh LkiìHì toglier di er. h-ic c'ì jn^n ovium .'. e riporto le parole di quello neh' annotai in Efiodo: del dottifs.-. favj interpetri della ì 8.(ì. onde li fermerebbe.-ti.iOano. :dla fi il. lidia Sibilla . . «rivi-.. imparandoli da' primi anni. i/u. unente ::. Clerico Idem (Beciartus) àura apn«l Z :c -vidi diR.fr. liarolh . i gramatici ne han raccolti efempj inniimercvoU . I-. e $. che fd/. ove •110 'ouin 73 Lsi.-ila dinoininazione di In oltre dee piacere . viridcs iiin. ovvero Importuno il pcnfi chi vuole) non temo. efiendo ia[teuà. in (igni ditte tii nomi ed in ogni lingua.-. . e varrebbero quelle due voci ha-.an : . che fari a grado quella de::' immortal Bochart . e il tal 84. Ma ninno s'indurrà a credere .e fi confanno bene a tal luogo.r-.v:L-i:e ad una contrada ricci doratoli s'._ . che efja da pagna di Pozzuoli .m> vcrteteat Grsci i':--' E orbi ErvtLf N»s ì. contr.it. Digitized DyGoogll] . co. anche fecondo l'antica opine predi' alcini :e clic Romani inoltrarmi li molto femplici a mandar Sibilla dalla che ni.*4 FENICI PRIMI ABITATORI I prima non dalla feconda prefe il nome.[ art iene a! Li regicu t 'umana i. qvee gramina .-ialro ca-micdws a vice . lingua finta ne traggono rvoein . e Cuma più dillinta cittì e vorrei . io.i::i. che ciò fi linfe in Pozzuoli . 41. perchè l'antico femprc più è in lihma. cui nerba. il quale confutò e la volgata ripone. che fanno da Ercole :' Ciccano . i dato . e che riacqnillauè la cam|Hjpa di la : vorrcMi-mo aiidic altri .«». - andrei lieto. vecchi ci n« . ove era PhLfira . liccumc 1 1 i è d.:iari trai nel Gen. fe non ajutalfi anche col parlar Fenicio.clie la Cumana. che quello mare e il piccolo leno Bajanod.li Cnma .. che quelli lia più felijre di quella del Botale d* E'ioSffi : . Imllharòtli . E/ni. the vale iaujimii : nello fielfo fi wmo Se poi q eh. predato nome./. che vi abbia chi opponga.n. 84.

ir.'iio!i Se akri . e nulla nu turbo.qund emtrtrtmm oporlcrctqm Chryfaercm vinon gran poeta.DELLA CITTA' DI NAPOLI. quando i fonti n'ro Od. nell'altra ve n'ha 'di bifogno.nel veifo 083. perchè ove ri. quos viri mwp/thì fufeepctunt ex De. ma tanto è lungi . che io fia di ta. onde fe ì tale.i >>. ed in efli chi l'oppone: ni le veriioni. che Efiodo. telìimonio di chiara fama : Hsc rio fon degeneranti. s. -z^i-n. ove fi deferive Creta. il irriga/i. in leggete fui principio il poeta. li rinvengono gregi. verfi i dell' l' ifola di Calipfo àfi^ipl-a Od. che fi i detto. lì attraverli ma i quelìo aggiunto. d'inierpeirar quella gran coppia feoza ajuto di coloro.(ènv brandomi. pomo. 1^4.. fon più puri fi e' t. w.1 [:. è certamente ilola. ed è troppo noto il viilne àrurfb d-!l' ìiì--\ : . 11 dirli l'Eritii le le di l'aj^iuntivo di t^>. perchè fon contiarj a conienti devon curarli. perchè non dice xuflpir©-. r.i!\.( 49. Tfafs.: parla d' Ulifle e mi l'oppongono chiama clic ^ftu. r!: l'^. f©-. X. di? 1' epiteto tr'uall' Eritia . I E fin «ifiVfurO.: i r.„: h. e tutte e due racchiudono troppo general nozione . nè Omero adopera aggiunti voti. DlgilizM by Google . tttJffrm .s™o ii poeti fuor acque d'ogni lòre d' Eli odo fi d'Omero. perchè me ne nalcercbbe male. 1 quali per ordinainferma veduNon 11 creda peto. : Ktfuj.!.. t3'x« 'w™ " af"*"^ Né 173. Cr«d quidam In' -iror^i. che dinota da tutte TemJ.^icnc :. e fe devono elièrc certamente da per tutto e fiumi.150.. che ivi fono cinque veri! aggiunti . e quel tanto. fitfons the itiaugiormente rei jam diRa eji j] na:»am hk ferme eft bili. 1. che è proil -r •) prio deli' ifole .v<.-:. e minerali.liccome vuole anche Clerico . e fra g è fiato facile (covrir. e fpiega leder ifola.u. che dice i-ieipci'i©-. t. dandole raggiunto tioWut©-.niente nuoce il fuo dio in Poimnli. 5. Per ultimo non devo tacere. 1' ajuta : fi conviene . vi t. . che è nel continente . e eulti hanno tradotto cireumflaa. terra eff medio in purpureo hJ . ' 0 jl final ìlìcis Hi. . fiFT-ji dice rivi Creta . . parti battuta dall'onde. io polì cura. e prati? S. che ciò contralìti il mìo dire.iri!iir. li Onu-m. o foperchievoli . che Efiodo Eritia la fa ifula.-ii.. tanto più che poco dopo v.i te e limpide. e irrnpa. <f 3 chart: nella prima vi (brio elementi d'avanzo. che non abbia feorto. non potrà mai efièr la regione di Pozzuoli.

[timo guadadi mia opera prnlegiiire .-: . con fenararne 'gl'infingimenti noetici. eHendo (lati antichiffi- mi. che avvennero inPozzuoli. perche pochillimi fecoli prima di fua Magione erano acca- duti. fia. e ricercare in F. e colline avuta gran fama . Oceano . vezzi. dell'Arpie tilo 1 l'ammirazione anche della lontaniflima gente . non avendo antico Tenitore. ornare con favie invenzioni . avendone fcritto Stratone. • . Fenici immaginando.c molto avanti dell'età d'Om-™. che Liliali iiKvinì.:|jii. e fieri e veramente deefi a giuMa ragione ciò affermare .c d'Edodo. e:. che quello leno di Bau 'lode profon- nel l' I diti Sj. Non fi i potuto mai conghietturare . gno alla : 7 Teli llella ciondoli. ed è permeilo il credere . è per merito le lavorò vane «rimile. che li alti Moria di sì bella regione.-. ma non di noja. fnri'ii m orribili .br. Al certo . chi: quelli due eroici poeti tanto pregiarono quelli luoghi . loro divine poefie : e Cosi ci fono (lati fili cullodi di sì maravigliolè produzioni . e bituminofi falli fimìli a quei . onde il talento gli fpinfe a far quali intero argomento del lor peni.1r7. dì molìri. il oualc. in vedendo.ire e eh uni . che la Dea del mare tilthzs riteneva nell'acque di Pozzuoli . e gli Vo'. di l'roferpina della Notdi tante altre intemperie. come l'è. che con illupore veggonli per molto fpazio lungo il mare nella via. 337. che tanatura fece in quei luoghi. aggiungali. 0 non pieni di ftupore. io filili . perchè quelli poeti con deferiverci tali luoghi sìfunelìj. e ceni. e minaccioli.wino nartorl 1 fiumi.66 FENICI PRIMI ABITATORI I E fin" qui dell'Ernia.1nni> > non peculi.cani . ma ignorava quei .e di giganti . Srf. lo ciò vero. vedendoli maflÌÉgrandinìmi di duri. che fuliolamente. e di continuo vomita i: Vdirvi. che tr. e che al filo ennidru O. e [peciiueiiche gli Mimarono degno oggetto dell. il quale ne parli: all'óppofto fappiamo . e ler'.lio. e qiidVincendj gli furon noti. perchè anche a il ro: fe n'hanno certi i fegm per lungo tralto in quella regione. e fingervi tante favole.-y. fin climul.1 tarilo decorare e quel chi torrenti di fuoco indulfc la Grecai terreno. Edora giudichiamo la grande antichità di elfi Volcani . e col leggiadro delle favole. fero tanto te dc'Greci. e quell' onde . che è Hata a me di difagio. e quelle aai. Famellieri giudicare.i E Liiitta unte uvoict:! intlicliDciTeli . che vi conferirono le molte metili. Vuole Eliotto v.i. clic allora quelli li fodero flati grandiofi . e ne nomina con belli aggiunti venticinque til è unifórme ad Omero. che pochi rim. perchè vi fono in Iiclra eolii interi formati dagli Volcani.8 7 Ptrtlli . in Voiiv. e iég. con punircele avanti coi vago . che da fuori la grotta mena a Pozzuoli. elle in si antica Magione avellerò tali campagne. fenza mancare al mio argomento . perche 11 llìi pietre.iie predo Po/vaioli .b quello.die tali si vec. come ho detto - 87. e l'altre.it te .e farne il foggiorno di Plutone. che le voci Fenicie appoKe a quelle fronde fi furono forte occafione a fvegliargli . Ed edili. fa™ eh.

67 l'appellarono dalla lor voce nnn. z. SS. I SS. perchè barbare. Ho qui il piacere.ef[~endo ambidue i padri dell'acqua tutta . ed altresì Strabene.> a>iu?m. neppnre del Reno dell' Alemagna : e ne di quei della Paleiìina. dell'Affrica: e forza e confetta- ridicci tuli invernicili para d'avanti lì farebbe giovato. in» %i"Xei . che El indocilendo i fiumi anche Deità. ed i graniatici pretendono .rwo'vn Olir yban. che i fiumi fon parti di Teti. Se ™o!e il divin poeta. per efler fimiliflirno ad Efiodo. profondiras. Omero. /••:. DigjtizM Dy Google . c l'Uriti.i ìrriiiT» n'. 501. o che a tempi eroici gran parte della terra ora feonofeiura .n.5. la quale le Efiodo la fa foggiomare nel noCratere. Reno. fiuvìoTUm patron . fe l' Oceano in Omero. e BaSuSim. uè della Brettagna.l->. che tra audli 15. che non il devono ravvifarfi .ia. e qualche làcccnte murò » in Giii. Ora non farà maraviglia . e dell'Oceano di Pozzuoli . cheaSr. e Teti tieno i padri degli Dei.vr. in Ezzech.ffBi. fiumi. iul. Tévr. e nel golfo di quella cittì hanno lor lede .. 0 affiti lontane.i p. che s'offervi. liccomt tutte le Ninfe. ©a:™ . Tago.58. v. l'ifole Fortunate fuor d'B:r::p . come fi Muovano. nò delle Gallie . 49. ed Enodo può eflère l'Atlantico mare. le non la noftra p.-i. e ai. Kaijiani p« moilrirc . eziandio qui la iìtun IL. quei di Spagna. oggetto degno dc'penfamenti poetici : ed in oltre defidero . ed or mi (òrge ^eniicro. die non Ivli ci in altri: .i:iTii ri-. ci han data tal parola Ebrea 6»'90-.e col fuo bel primo a far mare queffoBéfv* E ritorno a Teti . che afyfffis efea da Hùtj©. io. il poeta non fa menzione ne dì didimo lo fieno. (he Virgilio neliaGeorg. ed ora intendiartw. • & matrtm Tethyn. ni re. e fpccialmenre nel mim. perchè Omero.u li. che fi ponga mente ora . ìtj firiujw Pi/do vifara «Ime fine! terne . e fe L'Elisj.'. perchè la penna il girla. 14. che Omero avene polio j-nma. che da quello neri mal diffente .::li. negli Ictittori vi™ ti dopo i lem: pi degli eroi .ì:<. quando nella Teogonia non Rodano. 1 the Teti era sei Ceno Bajnno 1S1. flro Eìui yif i-i--. ficcane fempre ho fatto ofièrvare . non le riputarono.e tutte l'altre favole in limili lontanìlTirrji luoghi.. gli Etiopi lnAffrica.kti . c lo ferivo. che vale .. che liiluta Giove tht.'lbcria c 1j ivi altresì vedevantì gli orti ddi'Efperidì . che 0rS©.. f'i'iei .4. . dicendo *tlrj-rtt ym<n .V curo.DELLA CITTA' DI NAPOLI. ed Efiodo pili affai dice dell'Oceano r&Sv'fM®*.ìoo. o clic cotali Provincie. F. lo lleflb . ma non preHo i. che Oceano. e parla Giunone una volta a Venere. veggafi il num. e di nome : onde io ne raccolgo. né fiumi dell'Alfa. onde elèe Teifrys. Ipinm dall' ufàta guiia d'Omero. e l'altra a Giove: ed in elfi lì vede farli certa menzione di Pozzuoli .i Campagna fiato io fotti nomina Tamigi fi . c'intigna lo Hello. nome trito dagli fcrittori fatti: ed i lxi. v. e Mefopotamia si riechi di acqua. El Otesmm Deorwn parentem. E quefti verfi ripete nello fiefiò lib.

iie LcL lini a'Iiioi uS. adi. i -„ V.7fi. Nifi©' i' ijiWra w. Omero Te li Ni. Dee ™« re afenno poeta la ivi ci poco ami fatta mutazione di Girà in psaT. . Oceimumqac pattern rerum . Qu'uv a. ma figlie di v. All' apporto le marine Ninfe . FENICI PRIMI ABITATORI : comecliè nel .elt Ninfe C riaseneono ntl ooflro Oiwno. Filig Oceani entrimi fiumi psrqnam maghila Eji O e ne dà non meno H* . e di Teli v. i )uon teti : riè fi creda . fa melìicri oficrvarc. quella è pronta perche . che nnn ) accorrono a trarla di doglia numero i nomi .).>!. e la ragione il mini.hzoa L" r - Ci .procreate finn.S.. co' vaghi epiNinfe marine fon figlie di Nereo. Si pioCc S u{ t dirripraovc. . che nomina in ultimo luogo tutte bellifume padri v..thcT«i.de'<juali fingonfi fpolè . ed era vicina fi di Q'siaui'vn- dell'Oceano.i.'ó5. perchè Efiodo le dice belli lì vcKga il num. veggafi e Teti v.. quella voce Sv'ify .ito t. e gli ter- quìdem ex Nereo Ululili . Quello divino dipinge Teli trilliffima e difetta fedente predò 1) fuo i'pofb. 361. . sa..TX ji„x erà Il i-l) 1 Nereo potrò prognate funi In pento setram irrigante. Oceano. dn e L'Erudii! ji.. che femore figlie Afru Ma 1 Q'.^.57. Er Styx. . . Si perni c/jaruiiu.jrf. eli.per eiìèr eguali a'finmi. piena . 11.ni abiurili T.:!)« quindi mi comincia ad andaDee ILS. gran padre Oceano v. Sedens in imo mari apud patron fenem o Belio dava» immenfa r . la a tutte l'altre : Lucrino noftro . .y-L-.ì li e ci fa fapere. clie 1 ex Doride cinquanta nomi con j'gi felicita filit Dcarum putrirà. Di-a. Oceano. fi 3^4. 89.y. Ninfa Stigi.'qux ip^rum exctllentiljima eji omnium. . perchè più degne . imitato. che quelle non lon chiamate Dee.140.i'fi?-*«™.3i Tr<ya. < Tj^i'B. die perchè non appartengono eziandio parti di al tali nultro Doride figlia di quello picco! mitre v. Fìlis quiaquaginta iUufiria opera calle/nei So.V.

. E. non perchè k proprietà iti Lì:'':. de'momi.jo*.ioj. v. Bifogna or conchiudere . di chi ermi imlie l.DELLA CITTA DI NAPOLI. elle ilircMic 'untando) la favola dt Teli (Irena d. vìrm . . At« A'v'if!»*. finge il paitarclJo Atifleo. e delle felve: onde lini naie. .c fole diciaffcttc .-ir-^ ^ grado ciò.-M fìefb k dice O. f. ovvero Oceano. . Swtos.ni OniiT. e che le Ninfe . come io già' ho divifaro . ne recano .. 3. ed Efiodo. . Nrmpkf. . che quelli due gran poeti quafi tutti i loro pili belli infingimenti Glhldiarano darcegli pretto l'acque di Pozzuoli^ conforme anche quella favola di Teti . che anche ha fua fede nnn. quanto fono e concordue gran poeti \r. e ivr iiiar si foloSpanhemio podi dopo Efiodo.i. nella pag. e fa d'uopo rinnovar l'ammirazione. fe di infienie. fe eli che Omero le fa di Giove . le non perchè Tetbyt in fiivellar Fenicio nnn lignifica UfwiÒ! j-lt>. che ripone il :: fo'-. nomi di Ninfe donne.sna. 1 ' Nf.n-. . e le Ninfe de'fiumi fi fingono efler nate nelfemminil origine le fiie acuire. per farli pago dei mira di fcufa. . perchè non s? inframmettono ita e fono foltanto donzelle della Dea Diana Od. neppnr ne' nomi il che non avendo olfervato i poeti . ma perche in elfi sì di liin mare niimeiofi Parvero .r padri feri/a non iu. fili* Jevis JEgixti l dira... per far LuitL^io al!j l'api granDea del 3i. onde pera» O.:ic . Si ve§ da nella luni^iHim* of!crvaz. JlgTtfles lMunl t %*ntlct interim mente Lattaia.iviprietV A- ga djir^::- . che le Nereich. ed ammirano tutte fi tanto leggiadri a Virgilio . come nell' 11. dill-..8. che fc tali acque fon di femplici fonti .cht in Greco diceli in molte euile Si'. Se poi a taluno venule ta- quafi foffe vano d' interuetrar la voce lento di chiedere.L e t^t-Ì^ith. ancne aopo lunga lanca . A>poni(ioi Ttufsri . NJ(hpm. Non fera degno non faceffi paratamente difcernere .i^c ancora (per non recitar tanti. Sfarmi ed Omero Tempre vuole. .c del m in DigilizeO by Google .-s w. 5' avverta però .hk. mare Teli. delle quali Molina av\iiii a Cirene madie di lui. qnia tacitai eli .t Icolulle: . ed efitti quelli le : : il ed in altre sci cieco dilordine. od. che hanno ferino intorno a' alla. v. che puni. che è bel pregio del nolìro Cratere. al i polleriori o ai_!i t-rudti .cgli eruditi cDnfuicrokNinfc oVlkmi .f-n.-t . Ninfe de' bofehi . del mare. S uTS cs. Stj.c. 11 lon feorati nerfi intanto' . cheTeti.. 4.-. xx™ già* «tò NirfUiiB »'a» tanna qmtqmt in mnris funio NtivKl.ève fc brieve «™)ir . e 40. non per altro.é>(JTrv i*« v. acque. rr.'. quelle de'fiumi. ed i Propri l.i doglia per Achille . rìytSi il n (ni« A>tiì..'.v. effe a quelle Ninfe fon defluiate .in Callim. hhz /ai- T>"« ' . ancnVijli altresì inviilancio 'iiitri in 69 Omero .li i^Lltiii. e che quelle del gran mare anche per da eflb dipendono. i quali per d: ma era grand' uof ic.i^nerc 111 tre ordini Ninfe. 1 ~E tomi a piacere leggere Efiodo.

c negli antichi li h fetitto. indefeffi. e falda gran poeti. 0 nulla ducerne: Si Ocsiminx fini cse- moklìia don rum Nercidis . che delle Ninfe poco. mi piacene racco1' altre favole . che gliere lutte gè e il mio dovere . fe non dòpo andar di tempo . che Clipfo muto in tutto fua condizione . e lardarle prendere di- derfi foltaiito del : l'unità del pcnlare di cui due le letto del noflro bel Cratere . v. V. 38. onde per non cCtre uiiac^. annovera tra le Ninfe de' fiumi.'. 150. <S Dondis.. e gomare quindi lì pruova tempre piti collante . Dice egli V. ito sì grande il remore di quella fàvola d'Atlante . quare a-d^u. reca . condiramente fi è raccolto già dal Banicr . v. che 1 vi.7o 1 FENICI PRIMI ABITATORI le Ninfe ) e rawifcrà erudizion molta . all' IL 2. perche Calipfb. a. Anche li fiinafa fivola d'Adirne EfioJu la finfc mila regione ili . t'. ed Od.v Siam.ói. e grave . Bili^na np.-olc Ih mr-iu . In miglior guìfa ha provveduto a lui fama (e cosi tiferei io nelle cofe.e non fi rimarrà favio dalla diiìinzìon delle Ninfe: e perchè il filo Callimaco confonde 1' Oceanine con quelle di Diana nel v. cheGiapcto li prefe per ifpufàC) imene una delle Ninnollro Oceano. fi ì tante volte ridetto . Non finirci. che mi follerò ignote ) il Barnes nell'annui. . comeclìè più levante fi : pone in Affrica .tìbu>. che non v'ha in ogni età poeta. quella d'Atlante.r. che fingonfi nella Teogonia in quelle fpiagdi' Ba|a . . che non ben regga la fopraddetta nuova diltinzìont: tra mare .. e che non femore quelli due poeti lon di concerto: ma chi legge i lor poemi con quel forre Itudio 1 che lì richiede. ji. onde fembra . li fa ufcir da'fiumi . Ulte Tkog. il quale non ne abbia fatta Ina vaghezza ma non fi Muova coftanza in dare a tal gigante il fito .t. 01. qui tpfi erti Oceanine . & C la quale Efiodo v. ma niente dillinta . e Prometeo tanfo» . quante cole dlverfe d' Atlante a nollri giorni . Spanhcmio non regge. - ^ ^^èTcIl^ììt^uiìmei^racJi Finibtis in m-r. aft il anidem dicaniur Oceani.. con cui lunga ora ci filmi trattenuti.mi'. ovvero Oceano colla loro madre Tcti. tepitr. ed altiflìmo monte .'iLTc ti. dal Fenicio . & r.G7. wkipna • e v 5°7. v. viene Omero Sai due volte Od. ».^-«r. Ma è tempo di toglierci dalNinfe.foggmnge:^ fe del ^'. con dirci. aita» Nerei. ed Efiodo in Pozzuoli le fa rinvenire. e quelle de' fiumi . e quella di Prometeo. ravvidi. e li fa divenir un erto . la quale gli partorì Atlante xpxtipifptM .-. pui nominata da quelle del in Omero divieti (ignora d'un' ii^a intera.5. ti. li.c- «cccflittit Il-Ipjr ì. che trarrò. 14*. me liirle fino ad elicr nojofo .TÒ iv^liern^ loltanto due. e lì finirh di leggere la doctiflìma offcrvaz.t. m*. e con dir molto. Ti. quartini certe numerum Hefiodtti Ict mille facit Teihyts flit .j&f.

ed i pomi d'oro fi -finterò preflb Pozzuoli .1:1.1 linsr.-re i! cielo Neppure mi turba il dottiti Clerico nell'annot.. tu. e geografi a credere.'g-jre . 91.mdio fi dee rinvenire Atlante. che elfo er. che non fi rende . /«n»» Minsi. Ila assolutane dehlli e poeti. 74.»i a »'iiii> ilpùj *XH > flEiifn. e nella regione Bajana . della fin 11. Per di ciò. a quelli v-rfi . e fi . L'eli molagli me p. Eiìodo fempre lì »idìcc elTere ìt «yiinc j-uVì . e da. che lotto tnlnflìmo cielo di irlìccc rctiiorii eflct vt potevano ì loro orti si belli. quia tlrifuns rnpes pendere videmr.i p. che da Omero .in>lc . e perche egli lì fu gigante. la quale in quefliverfi anche fi vede. qui czi.'efprime: si perche i monti. tur fimttt nomine a radice rtin . tanto più che fu parto d'una figlia del nollro Oceano. le quali anche. farai» fu in quelli lu . tlialah . perchè ognun vede. mia . 75. che 1' Efperidi. e può dire. fv> . il quale dinota regger pelo crai forza grofiìllìrna. cheli 1 c fe è così. . 75. fé eli la lo'kn. che A'rt« efee dal verbo.ili vicino alle Ninfe Efperidi. lanto lì contende : riè accorderà mai taluno. tetti: fina.ii . tanto a palelàre non fi P ( diAVXtt Fenicia comprova.mto in l-.Vr*. che pendono .. ove fi fodero. hoc eli pendere . Ni mi dilàgi. l'eferelFione m'-ni j-w. che il grand' EtioJo ria interpetrato il valor. hatlha . avendo fcrìtto : DÌ8111 ovtem { Atlat ) e/1 Kl^rr . fc die fon pronto in uli fon grandinimi cora pcrchi non 91. rum htemnr mente paga fpecialmente . il liliali: fembra (e vi giurerebbe chi non vi più innanzi) averrawìfato a certi fegni il vero della favola. che Elìodo Vuole in Affrica Atlante : ma non fi è poi curato riflettere . faftenfa* fiffoure cmfibarur etlum. Ma avendo io date buone ripruove ne'num.DELLA CITTA' DI NAPOLI.

ma e diilinta guifa in defcrivercela . 359. e relìrinfero il loro bello poetico tra pochi. fa* ti n icbtÓ- oMs Tfc Suyihtp x. che quelli due. che i Calipfo perchè nell'Odi. ed il miovo mondo . e finto . ni la grand' Alia .'.i lo nello . . Ed il grand' Omero ( il quale affai cofe finge di Calipfo . poetici pcnlàmenti acquilìano l'antica chiarella. t.i-ri fji-oTa fu in Ponimi Olgiiizod B/Googlt . che forfè regge bene. Scrittofi da me rutto ciù intomo Atlante. non per altro . dubitato p.r. 3155. ed in amie tal in piccol effo maniera mare l'intera favola.minicazione dell'Oceano col i. che un monte avelie d.-.'m -::i iiiiuiiimi . .oltre aliai altri luoghi..Ed ora ci rechiamo a pentire ( e prima nnn vi Ti poneva cura che comunemente s' afcoltano . indi per la maligniti de' tempi fi è creduto .. K In quelli verfi il poeta non ci di il nome dellaNinfa .n:> hanno -nt* Ara't. che Elloda dica . che dice tutte nate dall'Oceano.c!i la : dalla lungi nè mai i. Efiodo annoverando i nomi delle Ninfe. tra quelle ci appone Califfo con bell'aggiunto v. ed ivi lì Sole il i . ed e V Aurora in citi tutti gran gli altri celefle . e nell'Iliade. e fi fcrivono inlieme quelle due voci Oceano Atlantico. 03. 4"'' indi foggiung:. e foli luoghi culti d' Europa di si grofiò fallire l'unica cagione fi fu. che Atlante regge il cielo. e da Teli v. che un brieve golfo di Pozzuoli fi tral'portarte si lungi . Nè mi ofta . e ne' fecoli degli eroi tanto era il dire Occhimi. la forte mi fece degno. 87. . che mi ricordarli . ed Odiliea cielo. che Atlm . E qui preme ricordare quello.!i ù fj. id B'uib.Sfiyiwna. cubìlia. cui toccò in forte per fuo fóggiomo 1' ifola Ogigia : .Viu .J-. lui/fava Kxko. e dell'acqua fi portarono ad abitare nel v. quali limo 1' acque . che cingono F Affrica . bagnano con po^giallc fermo ed i! la molla co.. perJié è b-nr Iti bi ita nella Teo1 gonia. NlJTU . ed A'rto? eran Anonimi .ito il nome a si vailo corpo . che nel num. fi sa . e luoghi pretìb Pozzuoli : e poco falli . fé itu ih-mìiì lon. ammirevoli poeti non mai nominarono la barbara Affrica . !n. che in quelli due lovrani poeti i nomi Q'aioit . ASrm S' n'itati *J T-i3v@. che fi credette e lungtiiffìmo . le lì' r. 144. anzi mi tomi utik-. s'olTervo .itfs.} 7i FENICI PRIMI ABITATORI I geografi nella voce finii! . che non averti pena di si lungo mio dire : perche i affai piii avanti 1" autorità di cofloro. e fi fece . c tìii!>: (i globo. e divenirle un immenfo pelago. che ogni più ftudiato. che non fi comprefe il corto viaggio cf Ulif fe. che in varj luoghi della terra. e laido parlare. e la tanto necef- faria unità.

che Atlan- d'Omero. come Te quelli il volcfic in Beozia: a me balla. ovvero AtUs Atlante. che regga più colonne il nofiro Oceano . che efTendo lo fleflò in quelli due poeti eroici Q'uow's. O" fub nimis diligtnfta imitfliguntem .tt(imw«r nuova noiiont di sa. e nuovi. . che porrò in abbandono ciò . AilanieAiWf fi *ii"i .74.-ioìiStx A'V^cu™ laSsueto. non lì parò d' avanti ? Forza e dolerli . cioè le parole qui innanzi recitate di Omero.e che trovanttofi ambedue prello la regione di Pozlai verità sì fcolpita. Che poi tale icriltore Sciti ì weifi fopiannominali d'Omero. ed AVxns. rallini diflermmeta : di certo fe è lo fieno . fia il fofienta- calumiim. K già da me riportati pag-7i. iyei & H^ntf «imi (A'tJ.i y. e pcr- Or zuoli.h) laufxt. cioè degji eroici . ed ornata del vago della favola nel correr di tanti fecoli a favj antichi. iro>jjT/. perchè egli li vanno ad il innaffiare.t. rìass sxtirpsS-u iti ìif M asma E'jSk (iti A'rtn™* Suj-o'ifp'EoAoiVffs Itou. almeno come per nebbia.K Pehfin.9. ma di leggieri fi ripone . ifwii «kjìs Ifcsm . che in un lor villaggio avene fattoi™ ieggioma Aliante ma mi fpiace . cdilClarkt il quale di frefeo le ha tradotte . e della geografia tempi più belli . che l'Oceano. o per trame piacere fuggitivo .)!. che rinvenuteci il vero. 0 gl' incrclce di confultarlo : Tb%srÌt n infia^éfjti'. che Atlante folle in AÌfrica. 'ifwn Oidi. e fi tinga gran gigante . Altra non è la mente d'Omero. te era in Pozzuoli. «.i \ 'l-. fi ymi < {Alias) languì.DELLA CITTA' tìyirylq DI NAPOLI. fiiflhtetguc columaas ìpje 04.jo) Noti Ajrlo'<sn(i( . che si ftiblinii poeti fi leggono o con debol lume. Fertili fi i ferino. che non fi era lìcuro della dimora di lui aggiungo le parole di Paufania per taluno. qui dicìrur vini! (Te: : M ™ iiagin) ia eo Athntim m fermu . UT. anziché fi Non fi finfe lo Arili). fi vince tutto. creda . e II è dubitato. v' «Jinu 1 TrroiijTSai r£ yStìpilfi» A"ta«™4. t. <£ ti.yj. ci avvila. Sitami «. clic mondo . e d»U' autorità grave e d'Efiodo fi è renduto in niun modo dubbiofo. perchè K. che non ha agio. che mi fi potrebbe far contro. perchè Paufania pag.I. e non per iflruirfi. ed il contendere degli autori fa Benfare . ) i. 94. quod tib Homcro ditlum «crawl : indi recita tre veri! di quefto poeta .'s-y. che Oceano. qvm tirrsmquc . *i»r. che non fi fa trovare femprc in Affrica. ancorché (lavi della favoli . vuole ncll' Nè dee interpetrarc lì cltrcmitì del Tom. ragioni folìenute eziandio dall'etimologia Fenicia. chi non ammirerà . che Odami . benché non £ mancato qualche piccol raggio di vero nell'età men culle. che dono affai eotifediffe rei calclles exalla cii/im Styinf.^. ci di . & qut terra font. che quei diTana- de' gra citià della Beozia dicevano. ciù n' è fognila imi ia .Ed ecco . fembra afiài importuno il dite .iJ-^KHf ni H yb£ furi.

tuta (comediì 0:1 ijroa. non v' ili be pifi deano dirli fir Spuria... la 'ora i .„i . fono invenzione aliai i'i il Ir.©" m.-iV s'/st rejfit v.ie invece di total nume quelli s'avvale di *i'-<. :. '}.i.>l:cc leceva. e J5. vfr/nr t'. r. ci predi:. lv.r.:.' cedilo v. li t. A'rtat : «mi Più d ha- femplice- dà ]. 747.. ci.r.. t).!/. con proporre lòltanto \' origine d'i tal voce la quale da se efee da iva.i in Omero .:.iu mii:.c elle foiìietie Atlante L'dd.-t. r. Croi». Ichictru parlare : inerii mcntc calum . I]SS> Tivrs fiU }h.i Virgilio li gnificato di fuìc\:ut-.. c. ^a. il Ail.™ ni -no ali ordini ardii te rioni ci. n.ii--.i J tar. il veri. e ci j. Anele tìsw»* «viii :.ih/èui fc:n. . the voce. Anche 1 .V !>/ *fi>'. i .-! e!-' tempi eroici e ni duole . r3>r*i>.i miro die kÌ:.tcì.i lVtcìc:.cndic ncTcrfizion del Faw: da c. K. pere .. la ifìiie . le quali cuoi. altro non 7 f.ic..> . il .erari ™.™».Euripide in ^it. perchè co^l htmnem poteva come fiori d'Omero 55.ì nozione . clic tu'w in Omero colu-n>i:i .i fu/Hi!.uc ci dice.ka.m. 1 non dinota fi vede Tradotta di piò tori Greci figli culti del . fi traduce b/:»»w . c >r:i-cbc vi li ruivcnv'.. per non i!ir Imi ceno. ni colui» n!. die odi' II.ir.. 1.f.i?.v.-ù-f::i:hiem . ce Omerica neri in lid. falcimeli.:.ali quella finzione d' Atlcnrc luimis..• : il li nd. non avendo fallo Elcliilo tifarli feria.iiee h'» _C: ni' del cielo.!c_..o.-! fa: .-. on mai nell'una. ufi più 517. de' Filiti V. .> y.. clic quelle.» in Omero avea alita fu felice ad incender 6. AVmt -he .' lieo lignificato di *rà> .mtis duri. dir col:imu. quanto fareb. e perdo eziandio tale era Atlante era appoggiato il il gli valore .:.iu . non jwclic autori! ben li rileva . ira ebbero io si non . cri OJ. che fpeifo li tiw.i nel vertice filili! . lerit- e no- c'ic'o'. lì Greci limo comic Latini .!:::„. U non le qoali traferivcre l'efprct nel v.c.™. . di tutti D-. poeti nitri . [:.FENICI PRIMI ABITATORI 1 74 sa . fu figli l'altra vcrliuiie vi ificiiiont amiti non li è è appJio ni». 4 . v.-. fulcimea. voce poeta-più antico dci>:i altri ._- l. calia» qui c:pr:n'.: ben fili cr. come di l-alimicritii dice foltanjp «n-. nu cronicmente lìillegno.-'vfl.K!iiT[ >unis siai'i» ._per dinotare^ che autori Latini Omero l'opra cfperti : che .. «in.'S. tjnto più. clic Ovifi ù' 1 : dio fi Omero esprimendo penliero di quello nel il. Da quei!... I . ed Lliodo Hello yh-T-n .ne immeiifo pelo I' < : . liana rnifa i Maforeù dicono firn) che dinota tifile.-fw. .mna : voce prnti Fenici* ..d' Eiv. ficcome eziandio altri deri.io confiv. che riportano :cmn oli ti nui alla voce codie quello legante .au:a la corion frale.'.

» i^'/.iii. altro . Kè (i c'ubiti ... che quello poeta . iinic. v-sS.:. ed Omero tale aggiunto i! tu.tlciò ->(w £:?>>«. ma tempre fruttiferi: non so perchè il iral. ne alcuno direbbe fintini itntgps: e da me già s' olTèrvù nutn. ove come baie !i reggeva il ciclo. e mulìr.iiarJ. . t folle Hato ripulì. come il Bochart. traila ii' Llcliilo irtsu^s ed il dialogo di Luciano: ma di tanti .ro .. che quello brieve mare fi eia quello .l traduce il gran ruMitùt.:ì. che ita fratello d'Atlante. lì-.-.lìn'u vi delVrive con lunga invenzione. "Rcimaro: ~Cmaa urbi eli Campanti .e fereli: iv.-frr-kigùs l'cnlarono .n<t di ' 1 . come lì è derru qui innanzi . ed altre! StraiMic danno al mare di liaja 1' «itero di iiisiii:®. Se poi dice fia*pii tiswi . anche ameni bagli uniti al continente.j ri:. li ha 1' ammirevole prime.ioli i. «J 'J-A-'s. . é f ©. che li cica de' nienti jhffut . i'jjn che fe xiasa Omero nrupw i che fanti libri. l'sicn Urino molto d'Atlante. che in tale_guiia gli deicrive Dion Cailio pag. ». ed ìs Trip*™ yi'mi . E veramente m'è ftaco di gran pefo. appunto. come vcggonli i colir. le appellarono non lenza proprietà. me lèmbra ivclarc di leggieri l'arcano di si illultrc favola con dire . e jvr taceSs. non pensò . debba rimetterli ìoag/a. tanto eran certi coloro.:. che luona prxt i.'-i!.jtfS. . p.nZti 15-ru ffpnri u ysip 5u>_f..idlni n:. avvertirono tale vecchio fallo. i molti. o in ilciolto parlare . a 1* gran furala di Pratico GEnleinPoiiiiulh ori£int colline. e fermo fcriffe . che contengono tutti gli clementi nso^StJs.ite. ni . chi: di :> e piena di millcrj quelli di ì'romctco.ivf.' M^kt-. 49.-. dunque bene Ì Fenici a dar il nome fopraddetto alle Bajane K St.le della Campagna di Pozzuoli. die lilii-ilo tir m. ino quella contrada : e godo. Per ufeir il un errore di lunghiflìmi fecolì .l a fuapét iì lìcndc molto. che qu 1 4. ediz-di Reimaro: E'> ri Ko|jj ti Ki|ZTJf'h Xw&ir -n y<".v iivy. che Atlante. cl-. ). ibiqtie locus c/i quidam in l:. comiche antichi. per ili imito nome Fcaicìi. ie .ùd /affimi sft lentier . cencio coli oltre piccoli monti . avendo ne' Greci . elle Biodo non vuole Prometeo ligato a' monti della Mingrelia. che co. ma della nollra Campagna : nè ì moderni. q.. e re s-puvw nu munte. perchè la f^iificazion . IIitti'i. e A clic a filli rv i li era pronto il piede . ma in Pozzuoli. che in altri lingua mutarono opportuno conchiurfere il quale è il noflro Oceano . Tra le più r. ma fyefiiiidns bitfes . a niuvenire penlì-. arrena. perchè non mai li forum -midi. ed il Clerico. kitmiiibus .v%ty\V. come in Nonno .DELLA CITTA' DI NAPOLI.indie 96.-. e filtrisi. baderebbe . che i Fenici vedendo le amene colline della regione Bajana niente erte . per lodarne pochi. della quale i puHcriori icrittun rie formarono bei l'argomento o in vcrii. e nato daOceanitide. e vagliono quelle due voci.n parlava del Caucafo di tali infelieiflimi luoghi.is:!. benché doni dell'orientai parlate. Hon aj-puggio fi creila.

e di necellìtà . mali Mifcno. parlando delle dolci Cui-. Sicyoncm prilli nomine Marmont . indi MHKQNH . che mi fembra non errare .j piiidcntin pnrdìtu< . c proporre una ardita. Ci . l'irmi un poco del teme forfè anche della tolleranza di chi legge . altri lenitivi d'interior età nel Caucafo . t(uì Sulws ufi-nar Mntawiia i'<s*a«. «E. onde femore più fi palefa .76 FENICI PRIMI ABITATORI I per la loro facile montata : e non fi legge altro negli ottimi Tenitori. che Prometeo dclule Giove. S/rai' t ì'H-n. l'Odano. f 5„ 5U(J?7 Dn Eienim quando iifeeptabant -. . c. avenii dola già fermata in Pozzuoli. in quelli luoghi finge si troica favola.che la celebre cittì di Sidone dei Peloponnefo .(ì pronunciar m-j. lai un eroe. 8. fi ponga c a la nozione del cu leni le itrchè Prometee to da Ercole.7/1)11:" . che avelie con Cottile attinia. ora mi cade in (voIÌitu d'.jm. Alirerifiloni. perché avendo ingentilita voce UH-Dia.j. Giove fteno del u io. 97.. ed un'aquila lentamente Jias irrise (Sa- linfe vide poi in pi È fcainpo. perchè farebbe aliai Urano.^.mori-ali!. che dinota m^n. erendutala ftpc^iS£f . ora lo riponga in Grecia : con tutto ciò Clerico il fufticne ncll'annot. e l'Imperi. ecco i veifi conghicrtura opinione del ho feoverto 53S. il quale fa trovare Prometeo prede. per la forni glian- cambiamento ce ne e ptopri aratine inMiltno. Il pitta ilice n=ÌI' occilinne. Da quello nome era facile a' Greci colla loro fregiata mente invenlar la si rinomala favola dì Prometei .:mrc.\H ripofero . ìi» m'ara. che gli Dei allora contendevano cogli uomini MwJii . che Efiodo . fe lungo racconto di quella favola . ór. ftiyM/ Sii T«'-.. placide sedivi colisi. iiVPi:i ligato con duri cepad una rupe. onde lì qiiell' atroce pena a tutti ciana . che il folo Stubone p. nè lammcnfa. che Elìoifo. Ma po. lib. ammetta farci gran vantaggio a quella nuova . 2. . 'mlivis eiitm in Cefi de B. e nel terpetri lo lìcllò M*W>* mento.: l. più volte li i dette zuoli. ! e. 57. Quindi per non render si bella favola vaga. i*V™ 1 K-J j-m . ed errante. Di rimembranza alcuna. che Eliodo za della 2 colla . G.bombici Inter fe ibi tutu tnagnum bovcni folletti animo metileni fallens [Ptonietims) quello luogo detto Munii* ninno fcriltore antico n' ha /atta pi:i cileni cucii".« . e dice edere lo dedò.iiu. che s'inlo verrei a non vano giura- . io. che fe 5' Prometeo filo di nel in Elio-ito % Mnwif -tot' .V f<e!«™ Bui . ed in Liv. : e lì è . piatoti e InPojjuoli tal .^r. the Prometto li frale feno. che porreW. fcriile K filo che Mifcnitm Mì1ìl. -jir rtm'ii/r .-^S?. Maona . che nomi. Divifum propefmt Tevit 08. (i iib. L'ili.: :: J e.

.1. che Efiodo per le ragioni poco innanzi a. e si i: ravvolge. dobbiamo I E doppiamente ftupire.fi è.fii clima tri ri'ò loro e vi fi leggono altresì bovi uccifi Sfrjjnw§.i/iyow Sf ( .t M::f-»:. qua nunc Cumte. e gli M™» ' . pollìaiii e!. di\:p-. clic S. che nel num. e dell' divenne in Latino E in O: e per non dipartirci da Pozzuoli .:!. cioè MVivp. che Mi. e de' moderni.che cbnehiuda: ma quelli non era difpofto a rinvenire nella Teogonia la voce fimile . c fpccialmcntc de'noliri (forza i portarne querele) OignizM b» Google .DELLA CITTA' DI NAPOLI.!. onde Servio nell'Enei.: nel monito piò ameno.'s famofi Cefari Romani vi aggiornarono . elfcndo troppo noia la fcambicvole mutatone dell'O in E.wr . re :. e g. r.l' agi .*e veramente non v'ha luogo . e più ricco .) di v^rit. il fapere il nome del luogo della regione. e fpedainieiite il grande Scaligero: indi «giunge Pellegrino il fuo penderò. ove li parla di Clima dice : Mj/kos condita tu Itali. A'JtruHt. 77 lagniamo vederlo anche ne' falli ferini : ovvero per 1' abufo di pronunquella ..ìi.:'r:r. che lii"K) [•iirlav:i[ifi i:i quel a medi-lima regione 3 flirt' Ipk'IlslisM liefili Dei ììnare. che ora con piacere ci fi Icuopre.f. oltre Afilla. e ricevere dagli abitanti ricche ecatombe: e ne'trc qui innanzi ' restati verfi d' Efiodo fi legge . e Ji delizie: e [vivl. i!:>!tn Capuano fcrittore di si opportuno luogo di S. etto di nuovo gran dim. primo. vollcr. unto maggiormente. e vciiàr. Geronimo nella verltone.io. ziarli tacere in 1 conghicltiira fcnibra acquetar il fregi. ce. che alla fine fi rimane pien di vojilia di fapere. e viiìolo colle di Mifeno . dal quale fi feorge chiaro. la quale 1' avrebbe tolto fatto' ufeir d' affare. indi che tanti degli antichi fcrittori . lag. ove gli Dei. ovvero t t(yiann Sii!. di maina fi ulcite tmdforn . ed Afelio-. che M-. come è fuo colìume. die quelli eroici poeti erano sif. che ridondi a mio gran giovamento. clic ì\i:iiìo dritto gli eruditi intorno a tal nuovo nome di Clima.fr:. 5. e ricordare ciò . ii e divifato . Ed or lappiamo eziandio . e taccio li celebre voce qui in Kiiioli onde fitter. di fui Campagna. quello luògo il prendo dal Pellegrino pag. y.'. e feppe tenergli degl' inganni.fjo. e da tir fi fa atm . In oltre piace aggiungere.iche . Ma quello.-i . quali imitando gli D.nvh'clìì eran Divi.70.avj dc'pregi della nultra Campagna .<: D:i . e vi fabbricarono gran ville. ed in Romano . fi è. ove rapiwrta tulio ciò.i> grafi.ma quello. che fece d'Eufei. che nel bel colle di Mifeno predi) Cuma parlamentò con Giove.™' T tóooTii. .::. e l'intrici. Non li pelili alla varale di mezza. Non per tanto non ferii irò i>:>Nigu a :|inrfl.. furie p.:.ite fa nalècie Prometeo in Pozzuoli gg.Geronimo. . come quella anche a' tempi nolìri da più nazioni per il iropoo alfine cambiamento di quelli due elementi tra di loro Greco.

3.ii:)L!b quella gran pr.ir rjime anche il gran Kcwtuii .n uìi ir. . . ed il loro oggetto fi fu la Iterile Mingrelia. c M-. che Sidone rorolò Caucalb. non ci (a fyi. Oigiuzod by Google . quii: r.i (. Accrefce vigore al mio dire .il Banier.i-. e l'orpili SiraVi:. i-al i'-!n. Ecco favj me il lo ice. ha in ulò proporcome Aio .w in Sicilia. e fegu. li dicea anche Mihb«».. fi vegga la di lui Mitol.dtr: !z\ penfarono .7B FENICI PRIMI ABITATORI 1 delle feguenti età. che Elìodo vuole . ne i conienti d' allailìimi in parlando di quello fuoco. i: Mcjfsn.iecitglisnAi ciò . co. i quali fi lori Vi. S! dimoftra . quinto fieno ili lungi di! vero uomini Joitiltmi in filini Prometto.: in che Prometeo pa han accrefeiuta tal favola i nofieriori poeti .(.f. c\ (a ritrovare . lo. pag 4^3.i .ii. 100.'.f. .n ìikì. ed il laviti Tii-jrnclort recitati ii. per r. vi fon più luo- (trilli in geografia ghi dello IleiTÒ nome. . eli.

n.ji/i'ir:'.iu/. ti lutto '--'> Sri cert^la mente d. [»rl(i E DI NAPOLI..vj tu.1l:1.\ .r. (oltanto H.-ire Li . ed il cieli lignifica.i intendere quello i'L'riiru. 'ijV/? Sclìt) iiiJcf-f...) . Ti fi parola di elfo elemento.'l^< e eie riii:ctt 11 . non ini . luii.. che Qui nun tìLc. !w i^.l partito li è 1' j^.im emima tppmtirem quali lo llcilò ripete l'umici™ nelle re.:. vada per diverto non ci rechere- .DELLA CITTA' E'v xmVji >*a3rxr.icc:i1ic fi tvC . i .I del .L. la clic ! ^' ag-ii:. nel "' ccicflì ma fuoco: nè /r. clic li ru/n . r. han tradotto: tuiti Turatili indomiti igriii li emc..l.— poi terra.:!. \f.indiflìiu. . : r..^e f.'iito.

che vi.icuìo già li era qualche comunicazione co'Greci. ed il & 1 Greco di . che ferba. rr£> Tenera isn .I FENICI PRIMI ABITATORI nozion li vi vede.:.ufato per amclc.. unti fpecmlmenre irid-ri^inr un vaie per ferktrnon fempte .jkti ii. perché proIntanto non mi fi contender! . ove fi conferva qualche cofa . la riputerà felice Si ha in lingua d' oriente hj .!: rumo ciucitili . E. Ed ecco cume ben fi corrifpondono il nome Ebreo . perché iti Greco fi fcrillè 11 tùt cn>ikù>n. mi. fi tenterà da me la ragione. perticai. 5. col. I. ed ancora per un vale.. A. fi vegga Dan.il me vuMhtai bdj.. che lec-Srif in . ji-rvkè li-. 11. che li può anche (criverc ni . ed altro mezzo non v'ha. perchè nt'lanti volumi niìi antichi nella fola nozione di cullodire rinviene e cosi dee prenderli in Efiodo . furcuìm dt Egredict«r vìrgn de r./urculus .^ -. onde ne' Proverb. gertnen . Per ultimo . e le fi chieggono elempj dallo (tellò Fenici. in tal lignificato anche fi truova ne'iempi polìcriori degli Ebrei. iK. a jvrù ì>.. vi i la gran profezia. codal gran Salimmo in ìlyk }sir. e quinetimologia da me propolla va a fegno .!. e di portico .Geronimo ha daio ni. 7.e m cu Itodifce . ove li racchiuda qualche cofa: anzi mi giova il conieflàr di Salmalio .ini creano. nrfrtr . . avendo feguita la verfione de' LXX. e anche cuflodia. elìendo anch' egli di rimo- li : tiflina età. la quale . indi dege- in quelle tre nozioni di vede fi pria . CJs. Cut vi unguenti. che vtfaZ dinoti un vale nel lodalo luogo pag.soucrva dinotare virgultum . e non intendo. Ifaia 6%. pernoDubitili. u' ?' CfllUai .-iittim: ex sàuri. perchè è frequente in ogni lingua. o dell'altra maniera ferino.qualche cofa. appongo vj . qua unguenta tir .ipfsll. Invi tic' l'r. onde fi ha Sear®. ve n'ha aillii. pag. ri:J. N^5^. ni.. i quali han pollo afi©. che I' per non dir vera Ina vecchia origine Lavate daMol li Ignorai) noti hi fitto fipere. li vede tradotta fahaxt da' nota.:no Li -. che. di pianta.:i "j. e dinota abfadtt o dell'una. - .isf. ma eziandio un ittru mento .: fi.. in delubri.'t-ii s'. .v'cil:i:ii ncn-. perchè »op3ng vale eziandio mrìum . che pianta.!!. giac'hc q .t. medile.uiopcri per una pianta .ftè..tf.il. li prende per un iitrumento da ferbare . fiat. e nel cap. che 1' etimologia . onde poi elee bene »>i»if.:.! p. Benché quelli si làvj guifa me fi ha fi ir \i-. anzi quella dovrò eHcre la liia primaria fignifkazionc. che libri fi vede fpeflb tu. 4..7 teponcbmlitr : e lo )!. R la metatefi della è troppo io.:nbns e/ut enfici. m.irkre.idke jsjfi . S. 1 .hir. onde è nato. ne' Tanti e per darne uno fimiliflìmo alla voce .ito ad altri imponer !a cura di rinvenne .:. qll. Iliia 60. 11.' dk:c Voilio ihjLI' Ecim. et.adoperato per uienlilc. Sicché regge bene. in jpclunrii .-! Ir.t liliuJo fignifichi la /trinili uagtuaiorw Ma /ir .t e ìxp*&. chi ama tali fludj . 1. 011 Jcprefc il fuoco Prometto. e vale tufiadire. che non sa.iunto .

quanto qui ho fcritro. fi renderebbe certo.DELLA CITTA' DI NAPOLI. perchè con quello folo mezzo Prometeo era valevole ad involare •n> Ài.ec.i. mi venne talento di comunicar . E vorrei apprendere. fenza temerne male. che lèmbravano ponenti a doverli intender sì fare. quando in quello famofo verIb ir >si*ui rapShm difltro. alla quale zione°di quefli uftorT iflromcntì^'mf cIk i fildòfT. fa- io gii aveva antiveduta si fievole difficulta . ifirumento. di Parigi deferivo quelli fpecchi ufando le medefime voci d' Efiodo .a favj amici. quanto li vorrebbe .-. e mi fpiace . e matematici de' tempi non molto curano I' invenzioni antiche . 'jftcuw .i. che lì portò fino al Sole . . e non pofèro mente ali* piii vera. Son ben noti predo Ariftolàne nelle Nubi nell'at. pretende dare gran luce a si ofeuro e fi Iludia per mezzo delle fczioni coniche farlo intendere .-. buiti ad Archimede . j'upcllcllìli . io non ho tant' agio d'oflcrvarlo . che 104. perchè tali piante diconlì più lofio vote. per ajutar la nuova interpet razione del fuoco di Prometeo in Elìodo. Meziriac nell'annotaz. che il luogo è ben lungo. 553. che la verlione Latina . nsrò a dinotar aliro. luogo L TomJ. i velri convelli . m4. difle. Io fimo flato febee in ricordarmi . e malagevole molto a proporli in altra lingua. (. ed anche quella dell' illufire Dacier pag. il che fe fi truova. che' fe ciò avene proporla vi fpecchi : ma il poeta. con dire incuneava organo . che concave... calamus concsvus. e potevano anche ulare Jptcula . che ne- folo : indi ne'tempi . alla vita di Numa pag. fc. Si tonfami con Ariflofine . non fi confanno. di piegarli a crederla. e gli fanno dire gì' interpelli ciò. ed antica nozione di vafe .idi'*©. e Plutarco 1' antichità degli cofpecchi ulloii. e non far penfare ad un lóvrano poeti d' un» maniera si grollòlana . Avendo lo nuova in quella Prometeo al {urto di . usìrfipii luccm . io concava ferula. cosi Elìodo gò mi s oppole che efltndo sì vecchia tale invenzione meno antichi non fe ne rinviene parola: ed uno. Te fi può dire la'Mn©. co'quali il comico fa accendere ogni materia raccogliendo i raggi del Sole:cdecco che giàfacevafi ciò comunemente tre fecali e mezzo avanti Augulìo ma fa mefiieri rinvenir altresì preC fo gli antichi gli fpecchi concavi. e qudti rimalèro lbprapprefi per la novità del penma più per le ragioni. 307. tanto più. ovvero xtek. che ciò volle dire il poeta. e . ed il racchiufe in una fievole canna. e ne rapì il fuoco. 66. perchè fludianlì lòlo di ritrovar delle nuove. ch'egli non mai pensò . yi IS:. Si dipartirono dunque molto lungi dal vero tanti comentatori d'Eliodo. ìnterpetrato Eliodo non mi che lòffi intomo male lufingato contefa anche da' primi ingegni per cagione degli fpecchi ufior} attri. comedi è dottifiìmi. onde il rimetto ad altri . che Plunollri : tarco nella vita dì Numa pag. e dubitando guifa . &c. dell' ediz. colla mente di Plutarco . incarnava ferita.

del lib. imi l:hl!ìu quindi il leggerti tanto antichi ufpccchi niente offende il veto.ua fi-culi li vicini do dice renìfiUir . il quale ha unite pochi anni fono aflài colè.tc d' Lliodo. il quale ira tutti i Latini fcrittori fi t avvicinato a' Greci. affatto non fa menzione di si luminofo luogo di Plutarco. Prometeo . e non avrà ragione Mezinac di richiamarli di quello geografo. Li i-nr. accrebbe più lamia a m mi razione. li e l'età di Numa. anche parabolici. uflorio . E fiecome Efiodo ufi voce la *k* .J. genm lontra fraudi mala frtntibus peti 106. che di lunga antichità a tale tft rumente. dille di quefio ritrovamento di : Prometeo. Qui dovrei por fine di parlar di nell'oij. che il Mazzucchelli.urdiir!u . imi. ne so fe per dimenticanza. intuiti Audax Ja- . per ifpitEire tali ifinimcnu. dArchimede q«e . quanCcrtn il a y a tini -Militi àam f Moire .ENICI PR 'ATOR cendeifcro ni am:li concavi . C ufaie de rei mitoim hi alt co»„<i devant le tems qui poteva fatine . trovandola ornata di favolofi a.n . . Non devo perù cRèr di couume cortefe con il noftro Orazio . e nuovi fcrittori degli fpccchi incendiar.i. Biodo. o perchè era malagevole molto l' intenderli ed era a lui di neceflità ri. non per tanto leggendo in Efiodo quel n\l<f.'. l. radim . li flelTa t. . che gli antichi hau riferito di tali iftrumenti : ma ft melhcri eflèr liberale più preflo a credere. il quale pochini mi 1 vi! :. quanto fi è detto dagli antichi. che gli fpccchi delle Vertali gli sfuggirono: e queleonini. avrebbe ornato il Tuo lungo dire intorno a si bell'argomento. furami. giacché eziandio Plutarco gli fa quali a tempi eroici . doni 011 puijfe : lt.iie 1:1 Elicsi) v'era si nobile invenili certamente le ave-ii zione .x-nJu lunghe ofiervazioni catottiche fopra tutto ciò. e nel num. e Plutarco uniformi ai' vocaboli . rapporta. perche ora m'av- veggo io).:nn!. e molto iàvie intomo alla vita d'Archimede. potei di si grand' invenzione . con ifvantaggio di fui fama.

& cu y 'Sflii unt infiniti d'allegoria. DigitizM Qy Google . e fi «drebbe dalla Scizia irafportato fa Egitto Prometeo . e Ijiecialmcntc Efchilo. e ferirti. che in cna fi afeonde la caduta degli Angioli . che dar opera . comechè il Clerico fi frudia di unirla . che il monte Caucafo era un olfervatorio . altri. S'è ferino. e ficcome dice un favio de' giorni noltri . come Erodoto . ma quel moltiflìmo. che pofe al valore della voce H>siM&«lk . fe non aggiungo brèvi altre cofe . di cui l'hanno aggravata ecceflìvamenre i poeti nelle fèguenti ftagioni . e che sa gran cofe rinvenire : e perciò il poeta gli attribuì il e veramente un de' di Uretra neceflìtì penfare mente maravigliofo ritrovamento degli fpecchi ultori. Sitine imerpeiraiioni di lai favola. per non dir rnoflruoic. o almeno il verilimile.DELLA CITTA' DI NAPOLI. ma fchietta. ed in fecoli meno felici inventati . e Antht Efihil o pula fi vede di quelli Tpcccki. e s' ingegnano di compararne i gefti Il Newton il vuole nipoie del si rinomato Scfoffri. tutti a cafo . fe mi piaceffè unir qui tutte le Arane opinioni fopra quella favola al certo nate. quanti poco innanzi ne ho raccolti .c quali a quel che ne fcriffe Eliodo . t. perchè li fcoifje niente (Irana . con toglierne (blamente il vago poetico . ed indi nella Scizia . che tal fallimento folle apfuyé de quelque autorité Si finirebbe dopo lungo indugio. fi è extrhmemcnt dffignTÌc.ed infelici interpetrazioni . perchè Prometeo fi fu un grand' altrcnomo . ma con tulio ciò a me fembra il dilcormanchevole . e Latini Icrittori . che polle da me le ^ parole d'EIiodo nli'J. Sj veggo d'averne dello mollo. altro la mente del poeta . e Magog . indi quelli vuole. Quindi dopo tanfo . te incrcfcevoli. Anche negli antichi . ed aliai altri Greci. per moflrar più pretto grande erudizione. che fcmplicetnent. con cui l' ornò . la quale dinora uomo ricco di prudenza. Ni credo enervi chi nieghi riferite nel num. ce ne ha trafmcllò Eliodo. . per tacere Ovidio. e . che l' aquila fi era un fiume rapidilfimo di tal nome. \ i. e tempo a proporre il vero .ma nel cupo Inferno. per compir bene .w nel fuo natio lume . ma non so. e fi ridurrebbe . Alcuni di quelli han creduto . e nel monte Caucafo. lì legge . 107. nome troppo filinolo ne' libri fanti. Altri il fanno Noè . pt'rdic m tal guifa li renderà più certa ciò. che io vi ho divifato. e fpedita da tanti chimerici penfamenti . e di tali cofe nulla ne dille Efiodo. 107. come effi dicono . fi mantenne. che fi fcrivono cofe si pellegrine . prende Non per tanto qualche raggio dell'antico vero io*. fe nell'età convenir polTono Prometeo. ioi. perchè fi t voluto feovrire non quel. Il gran Bochart vi tniova Magog. Conviene » me proporre alfai pochi tra' molti (ìrani penfamenti d' ik> mini b:n noli in fapere intorno a quella si rinomati favola . e che furono flretti in ceppi non nel Caiicafo. Adamo l'edotto da Eva. mi egli con tutto ciò anche ci fa vedere Prometeo ora in Creta. ma taluni vorrebbero . che Gog lia Epimeteo fratello di Prometeo: a me perù fembra.

che Prometeo trovò . che anche Elchilo ci ha tramandarci . e fpecialmente diltinto ne'filici efperir il vuole Elchilo.84 FENICI PRIMI ABITATORI I in Efchìlo nella fua immortale tragedia di Prometeo . paieferì . . ed alla Teogonia.come è colìume di quello tragico. Scoprirono no dofi Ma Ho E 10E. aure ratigini-obiiiHa faceva di melìieri riflettete . i quali han latti tanti conienti a quello tragico. 108.dilu falere. arcana lucis fiammanti!. . che Efiodo aveva incifi prevenuto Efchilo . vede dunque apertamente . oweto exoptict lege<7 medianti 1 . -rpirSw Ò-rr' Ixifpiitx Quali verfi ci li danno tradotti nella fplencUdilììrna edizione figlia del Paw : fiamme? Revelavi . gli fcoliafli . e che i due poeti fi davan vicendevole luce. Er v' ha il utile degli %\<r/amì a-pfai™ E^nfiiuiimi. quan*ivo licuro. per reftar ben pago . ficcarne . . fe non di cofe arcane. che lì folte prima penfato. ed i dottiffimi l'uoi co- Fra' verii di fopra accennati 497. 1S0. ed Od. che fi facea menzione dì tale iftrumento . Coo buone iitiani fi pruou. ed t&pwir imi . ove in aflainimi verli. Ubo owtfM -ucrio omniii fummatim aecipe. . che ogni altra in terpe trazione. tic Efchilo fi menzione di tali Uhi] mimi ultori. dere. . ventole degli irlx7Ì ddl' mn. all'op- e fenza polto dicendofi «Vita™ fluirà . che Ira le moltifiime cofe ad nomini da tale eroe inventate vi etano .in. Ornati arici morrai/bui n Promithio. cioè da! 47. non ognuno avrebbe mtefo . Kw . comechè quelli ultori mentatori tutt' altro ci videro . ci fi deferive qnefi' eroe inventore di tutic l'arti. Non fi dee dubitate. come uno AS p'iìi 11 penerebbe a credere ezi. che li parla di luce rineflà. r.uf«Ku«i . che ho rawilato.i m. ne' quali luoghi n&untt non fi pollóno inten187. e tanto vate tUpwubt.. ove fi dice . cfléndo edo addetto alla fetenza catottica. che cotal verfione nulla ci fa fapere fallo fono più ofeure le parole Latine. e porge gran piacere il leggergli. che facendoli quello un filofofo fornito pili recìir. de' quali Mtanto piacque ad Efiodo fai riiVu ri^nu li — ST.'ir. Sembra veramenre cofa prodigiofa . clic lì parlava di macchina tritona raggi del Sole: bifognava però. balla il verbo &u. che ii dì to <ait(j(«wj. e di tutte le fetenze con uno lìile pieno di maelU. log. e s' offitfearoin tanta chiarezza. e compie il Aio lungo dire con quelli due: 6»™» U nMftf^ias.e Ln olite menzione. che le Greche. ed il 40S. che la voce o-Stia dinoti areanum. Ma . non fari di rt "Shito = ultori fpecchi . che tanti uomini sì favj . avenanche da' vocabolari : ma a me piace avvalermi d' Omero 11. e difficiliuune a faperfi. expofui fecundum easopitex . frumenti.indio chi i à' animo condefeendente . lino al 505.

e fratello d'Atlante. hilo nella tragedia introduce fra 1' altre perfone anche I' Oceano . il. che fi è (crino di quello finto eroe . che Efchilo ivi affatto non parla d'oracoli.igiuni. E giii fi è detto. e taccio l'altre ragioni nel mini.: vivcliie ll. come lì dove-ano prendere Eli atlglV erano a tutti ignoti : ed ognuno rj per mezzo del fuoco . che dall' aver chiamato i Fenici la piacevole corona de' colli. e fi vede . ed occupate da quel fublimi ingegni. e Je«cner. non per altra s'avvale d'Oceano in quello grato officio. rinvenuti in si rimoti alla lìorìa degli antichi filofofanti che fpccchi non erano tempi 109. ma devo aggiungere. e rin- Sui ivpòt fianeiiii ™}Ji«ì is-xs lo li dice. che ora fembrano nuove . mi piacerebraccogliere tutto ciò. . comolclta. che fe il tempo. e non fe gli oppone . i quali cingono il feno Baiano twtJlD . che i Greci avellerò ulàto il fuoco per ifpiare l'avvenire.E fe fofle mio argomento.o'(uio'™>. che fi ( detto della i due egregi fo- gran favoli il Prometeo.e forfè crefcevole : T« ijs^-i-rs njpnn i» ™ fi animo 1' i la di meno chi legge . 75. che l'età eroica nelle finche cognizioni era infelice : ed ora ci è lecito penfare. pag.Jj-aiTDÌi ffii(t3in palesò. che Proinsani? iyajr» . le non perchi Ielle in Enodo. da me addotte. fi rinvenire bbono antiche . Sarebbe opportuno di cenare da si lungo difeorfo di Prometeo. il quale tutto divora . il Urano penlìero d' Eu. 1 I arti. >Jr©. quante Efchilo ne novera nella tante volte lodata tra- gedia : ed alla fine fe gli confidarono altari . meteo co' ^. che quella noi&a Campagna abitata da' Fenici ha fvegliati gli animi do' poeti a tramandarci ai vani uggioli notizie dell' antico fapere . che non abbia voluto ornar i fuoi libri di si gran be nome : e riporterei eziandio con lunghi commentar] ie. che Elìodo fa aver i fnoì natali nella regione di Pozzuoli . e giuochi . . il quale vuole franco. la quale col correr de' fecoli s' ingrano ifee . che non ti perdon mai i primi lèmplìci raggi della favola. the ivi anche li rinviene. che porge nelle Tue note in Efchilo pag. n 1 ne uno. per temperargli l'alto affinino delle file catene..che propriamente \i'»i>fia e devo forte richiamarmi di Stanleo. non acqmetnà mai quella. il quale fpeuo parlamenta con quell'eroe. e fe gli fece culto divino. che ripone lo lcohauc. che tuona Io lìdio .DELLA CITTA' a quelli verlì d' Efchllo me DI NAPOLI. Non vi è nato piii lemplice uomo d'Eulhzio. che Prometeo nacque preffo tal golfo . che prima vede. e farci ufeir d'inganno. Paufan. che cotali li ! .i Inunln di imi li ha il piacere . 96. avendolo detto figlio di una Ninfa del noftro Oceano. non ef fendovi icrittore . ci avelie ferbati i volumi ci i]i:"L-. né mai fi rinviene. aliai invenzioni. che quello sì bel luogo del tràgico s'intenda di malattia d'occhi. con tutto che ha fcrìtto si bene intorno dicefi mi ftazio tanta è la forza delia prevenzione. e fetenze. Si reflringein brìeit lutto eia. che il grand' Eli.

. che nell'Opere..i. elle quell'ilòti fi chiami J£ta. ove fi truova quelti figaro ad una rupe . dice: <ir)fj) Già la fi u. u 1' altro hi Admir. Per non lio. e perciò qui Efiodo fa quella gran oltre : a ciò ifpofa la^giovanctta Idiia incita A'pitlìs©* ijmXìhu» lift! fi'. che Efiodo preflb il feno di Baja le vuole. e Rtr.che Circe dimorava nell'ilbla diPonza. che vuole. ed ognuno da per s. di lena il poi Tempre nuova.. zi . a. ed in oltre . ove egli numina . e fi prefenta Prometeo formante l'uomo . Quindi con qualche rinerefamento ometto altri ver1' Oceano li dee intendere il li . c:!tjidofi gii riportata le più malagevoli . clic egli e feg. perchè piacere. ed imt. ed altre favole . e che qui altresì il Sole.Si IpicEa. 555. e di una Ninfa dell' Oceano ed finge quello Re Eete nato dallo fieno mare .-i^.) abbiano il lor foggiorno.4.FENICI PRIMI ABITATORI I figurati .iir. che ambo quelti poeti nella regione. ArSuni rtììnqusnt fienai fiuiìum Oceani. Ani. ed Ercole . H'rtlcio Js/i fliinriM ìnàefcSfo pcperit inclyta Oteaalaa Menni regem.ile : Omero e l'Aurora ormi. Ometto ancora . & JEetes aueem filini fpUnàmlis Salii Filiim Oceani uìlims fiumi Duxit Deomia ronfili» liyìam pvlchmimam è dimoltrato nel num. Perfeis Circcniqut. e fi 4 mollrato .41. (li vegga il num.it } li è detto afilli volte clic hanno ncli' acque di è vario da Omero .Lii.. ed acque Bajane han finta la maggior parte <kHc loro felici invenzioni.. e prende in anche dall'Oceano: e fono ben d'accordo quelli due poeti e nella favola .vtì S' TUptifit . ^ &xb\ì* AjVtIui fam&fin Altri* 5' ifis Ks'flu> Q'«h™« iA«*iw m-mmìo ..!.pcrth} ellcre altresì lungo . che fi veggono uno neU'jfrttfllM expliquéc voi. della Teogonia. con tutto ciò fa/io ancora. che ne ridonda. Pozzuoli. conforme . il quale non mai maga figlia del Sole .avea io con avveduto penficro tra- Cine anche i nati prcfToPoiiLioli.pi . è inoltrato fovente. e ne' Giorni v. 111. che ne numenti à p. e gli altri eziandio fecondo Omero fi vanno ad innaffiare nel mare perchè li di Pozzuoli. e farebbe alTai molefto il ripetere tante volte. che il Sole.: 1. e nollro mare. Li-/..ir:. e finge ì imperciò non imprendo a fpiegare quello. e fpecialmente nel moneti. e ne' nomi ..e PAtlnro fibjem iicirOccano. mi: i ti !(.li. dice nel verfo HfM'iji KiaWii Ki>i» * a'tamìri -n'*f *>.i lini mure di Pozzuoli . di nome Oceano.

S'" !! > vo " Peni cita Digiiized&y Google . henchè in luogo non fuo.Fìvo1i de' Pigmei in Pozzuoli. autorità. che non (i pcnli vanamente aver io taciuti i Pigmei . dì si e tal maniera.DELLA CITTA' JiilcÌato di parlare <kl'. ed Eliodo l'Oceano 11 era il mare di nufira Campagna. e fue vicine fpiag^ gè. Cura clangore in volani fuper Oceani Jiuenla taerteta ferenti! ..S. . 375. ficcome narra Strapag. ciic !o fleft. Aerili quidem ipfc noxittm confUCìwn infetunt. e pipami.i fa'/da gr.i/ii lj . che fe ora vi ha chi il voglia contrariare. i a'Wjmenavano lor vita Ali nmv ò^fi^nn li eflèrvi A m tone quali in tali grotte ti iam : uCTnÉiii Sj^itSoì . altro mezzo non vi e. Vìrh Tygrasis atdem . mi pijcc qui farne pericolo. che preferoici poeti Omero . ami .v. Qmx potiquam hytmtm fiiìunt. o l'arte. comechè fieno a tal lunazione contrari tutti coloro. Teiits AI r fiìv Tini .«fiLtiS-M r£i yarfuÌTiii . iii. S7 quando prima di palefare.si finn. e mi fembra. feguendo l'orme de' più favj del nofiro felice fecolo. deferivendo l'abitazioni de' Cimmeri vicino l' verno. con tanti documenti. aofpirefquc eaiem via inoranilwn adducere: dopo foggiungc .i. Piiim. che ne ul'eirò felice. iji3f. rit^s»:. qvìdta gente. che in Pozzuoli vi erano gru . e fpccialmenle quello di Pozzuoli. acciocchì qucfti fia. immtnfum & imbrim. fi rjvvifova nell'Iliadi. . devonfi trovare di neceffirà in Pozzuoli .-ì «iy. e ji>>oi.i DI NAPOLI.onde è ufeita tal favola. per ayptat quaieiV >cj tb? commeare. che le gru & Avendo fo io due i fuggendo il rigido verno lì portano it'Q'hm™» cimi contro a'Pigmci. perchè era duro interpetrar la loro guerra colle gru accaduta presti 1' 0„'ami . mi (Indiai di dure buuiie ritirili jvc.m. che il divino poeta chiama J>S.che Efiodo in nominando Oceano intendeva il noflro Cratere. c lì diede gran Ilice a più tàvole . ootiSis vi' < ÌìÌT$x-at .collante come Ièmpre e..ed dftr più predo cieco. HVjjh 5* ccqx fV™. e perchè fi pensò.?! inoltrerebbe dì non volere intendere quelli due grandi fcrittori. clamorcqm inredebant fumi Et -velai clanger gruum e/I in aere. yiòi ifl'fJTm- toì^i vxxfiiì f^j&r ifàqtprtrtat Troiani cura clangore . inrer le e pochi verfl hi. che fece la natura. t . e Pigmei. regioni ignote al grand' Omero Ma perchè ora remo.». ipojray. rit.'ìr. Or per ifeovrire .t. e barbar. Altro di quella favola non ci dice Omero U. e ragioni fVelato.i A'»5p«i Hyi.it<- Si -/kì-'. «irai l£i.?l.ro dopo Omero . che vcggenteie quindi feOmero qui dice. in geografia. che trarre l'etimologia di quelle due voci Tìn^uum. v. 1 Fenici portatili in quelle noltre contrade enervarono preflb Badelle grotte. che comunemente credisuui erTere fiale finte in bntanifiìmc . che hanno fcrir. ed Odiilììi . -Siri.

non è dunque flrana. che hanno in loro lingua. ed il verbo Ebreo. che tal voce i lo fleffo . Ma quello . perciò da' fi fon chiamate e da' Greci «nn . jjforf exctjfum e/Ì. quando non foffro difagio d'opportune ragioni. e la dinomina fateci. che Stratone le vuole antkhillime .. che i Greci penfarono foltanto al valore di quelle due voci. òpvyprrm. E veramente quella oriendovea imporre un nume a quegli antri . e pipami. che i Fenici liifliro k grotte eq'BJB.n-s e!k' iib'. e >i>«<~. e x**!1 Mi farebbe fpiaciuto. Siamo dunque ficuri da s) accorto geografo. ^jraJ petfartaum eli . il quale deferive la grolla. &"/-. ne' quali i Cimmedavano 1 loro oracoli. e ersi . ext. cifimct. . clic fdegnano l'orientai fapere.u.rjMÌoim . che iFenicì dinero bene in dare il nome ea'JYiJ. il il quale dinota franger! .S3 I FENICI PRIMI ABITATORI noli* e tcrrtt ifaliÒHS prodirc .-. dal quale nafee tVM.ifl. che cripta . onde 11 ha naturalmente fifoni .m prelo il nome . quindi quello nome dee lignificare. che si gli an- e cosi fia tratta dall' rmw. fono molte. che fin dill'etl favolofa vi erano in Pozzuoli caverne: quindi i Fenici doveano ad effe porre il nome. Quindi Pygmsi in excafila origine altro non Tuona. iij. /. troviamo diverti . A illis fiveitus ibfcurìus. del & Imma. che anche Strabene ne'due luoghi poco innanzi lodati ci dà delle medffime due vocaboli. crjcmi .mi-. che aa'mdevc . anche dinota conciliti. ed i molto nolo. contcrere . 57. 375. o mckhina cofa. che elfc grotte erano di varia grufa . atbiius . e piace. C?c. e ci fa fapere. gens: quindi coUuigegno lorofcorto. e nel maggior numero a-i-ni geronim . le quali Polo a coloro. alle Bajans caverne: ceri/mate noi haphì excepit in crypta Neapolilana. e le grotte exfci'tdunrur . che fi può pronunziare pigmm dal tao fonte djid . mhtl ilio carceri tiell'epift. che quella etimologia a ferito. il che è per me affili opportuno. e dall' exer. e naturale l'origine di sì bella favola . voce. e le differo nel numero piti b'djib. faranno in odio: fi avrà pronta. e fi è . fe non avelli rinvenuto i nomi Fenici di quelle Bajane grotte.j/j-. Anche dsjh inutili fi risivi (Ber veri l'origine Fenicia di fh^iau. gtuet. e Pozzuoli . e ytisufà-. che ferma quello mio dire fi è . e ciò fi ha da' tichi granulici i 1 : vocabolario ed io aggiunsi il foto efcmpìo di Seneca. deefi credere . Latini com-j nnnvi rr.is»: in -ifi ni óra TircirSn . fi formano le grotte: ni fi creda. ovvero ««Jffli. increfee riportarle ti). che fi diflèro fìge geronim . Falciandoli . che 711J ne' libri fanti vale . mallcus . Non meno e vorabolo orientale yiptuAàr. Se poi rawifiamo due nomi d'una (Iella cofa . finca. i'. le quali anche a' di mi *™ nnllri m' s'ammirano: perchè le parole del geografo pag. che fi vede tra Napoli. che pi i Romani ad imitazione de' Gmmerj ne formarono quelle . &c.. Se dunque s'ammetteranno l'etimologie delle due voci d'Omero n^fijìoi . avendo noi ina. clic qued fòiba! ntìtritum e/). . e gli hngius.. iirpw farebbe riftretto da ««arra. ed ora Tappiamo. nihil tale gente ri facerdoti m 'tm . nella quale my/ii dinota pugnai.

quali venivano invaile a giornata colle gru Ajuta il mio nuovo pentire intorno a si rinomala favola noi Iblo l'origine orientale di quelli due nomi. g r. the muovono a Idegno .i jhns- quale fu coliretto a dirci ia perchè collo a. ed in tal notti: li è rr-. verfiilimi fentimenti ..1 . .'. Mela .a to cotal popolo di sì meichina natura: e poi non avendolo trovato. e lontaniffimo dal vero. cioè .nt. clic non mai può interamente rimanere Ma ora entro in confufione .™liiìì. che combatter colle gru fu diftrutta. prefio l'Oceano (il quale ne'due l'uoi poemi ora non fi potrà dubitare cfierc«il mare di Bajaj ma altresì. quanto un cubito .!>a (l'mi mei : i .-a-.ed in e mi nan-n-i mnlello in ridire i loro diprola. Silura estimi tu.ii Ikcomc m' idra Ice fra gii altri il gran bochart pag.inr.muvanfi anche Tr ijfj.i-. che fi è Icritto in ogni età de' Pigvcrifimile . .. ed altresì che Omero vuole.: .ila prima originai nozione di ea'fijic .i-i rl.miu-.i in':l'l::ti. non che dal . la luce d:I vero .nte ì'iyriea. ed alla tot fa 1 .a. i.'in. non fi rinviene più .:i: clii.i-JfiiJìi-'"-' . come da Fomp. o Ebro .-raò (limo mio pregio attenermi di ciò. per non fare euere oziofi i Pigmei. >.. ne so Ce troverrò modo di ben rnkire la de in mollrando .lavano. che a'l'igmci venne talento di afialir Ercole. lai: noinini pi. e s'intende ciypliilatom incolte' . e volatili acca . che debbo ferbaie x^. piumini . DELLA CITTA DI NAPOLI. d' Arillotele ci di li che foggiornavano in grotricelle t/s. tanto è granalcoli. fituano prerlb le (ponde de' fiumi Strimone . 1 89 to. fé vi e (lae gli fcrittori più ar.!:->i V k'-H -. quiii imi. funi trwlady. che il moltifiimo .7.>.-t.T. che le battaglie fra tali nomini. g. i probant ragione : di dopo recando ¥ autori:! e pochi veru dinominazione tal Tea. il : . fi fono (crine core . e le gru. tanto più. c fi è più volte da me fatto oiìcrvarc ..) . che fi è finto queir' eroe in Pozzuoli : di vantaggio aliai autori ci han tramandalo. :p . di-.. come ci dice FiMrato. altri in Grecia . Si contende altresì. che ci han tramandato gli antichi ed in poelia. imii. che quei follerò uomini piccoliffimi .i fpeilò a alla regione de' Pigmei. Tra effi non fi conviene della regione de' Pigmei. (infero.dd-. tutto è chimerico .ed avveduta. 115.

godo olfervare . fé cefórl tra' favi il conflitto. il quale fi fu aliai felice in voti di maggior diìlitul-ì. non efóndo l'Oceano d'Omero quello.ENICI PRIMI AB1TAT0R Pigmei Omerici. Pcrcbi li i numno in Eiiec. che Omero con una guerra finta tra piocolillimL combattenti . ed il luogo.wit ' e da chi poterli . ha fanuro mantenere in veri cohtefa. ni fi può afflcurare. Pigmei .e che le I1J. . ora che fi è feoverto l'arcano della favola. e lìento ? E. non pensi coFiUo sito Capere orientale a darci l'ori- gine Fenicia di TIs^fMor . c di y'y. irA»j-é-.SÌHQH non fier« polli curi lUctìiniiIogh dcTigmei. le non da lui . e gru . attente . toh®. con il vincere tempre incerto. il auale quelli o non conobbe. ed oltinatiilittia nel correr di tante età fcrittori innumerevoli. ovvero co'generali nomi il dille Sortii.

: Omero. anzi han fervito ad accrefcere fama. jomo favio si . clic fi faccano dsyli antichi . che ha occupato it primo onore tra' iavj. Si rlflringe in biitve i! mollo oetiofi M dette favole. e nuovi . e netta fioria de' tempi eroici ed ora vi li è fparfa gian luce. o fi fono aggiunti l'eoli. ed etema confulionc nella geografia. il quale per . che fi oppofizioni . nmfta quanto fi Etrettanlo gli è fiali) Jinii-ilt 'invenzioni in quelli antichiffi. ed ono : perchè fi e palefato. ho la(ciato 1 l' ut!. e chiarezza : ni poteva efler altrimenti in un poeta . e diffruggente se IteiTÒ . nel Ubi 1 ammirabile mitologia. quelli divini poemi per lo corto di tanti fecoli fi lìmo letti. Intanto io penfo. Ora è tempo Itaca . Lo ftefiò fi dica d Efiodo. e difaminati anche da' più fubiimi ingegni .minta ìbufqut . che fiafi prefo in bene P aver rinvenute in noltra. e non intendendoli. Si lipiijlii il viaggio d'UliiTe. Campagna molle Jiiminofc favole ridotte al vero . e nìt meiitur inepte. ove eran finte li : e perciò fedKOTvk^^ : il che n' andavano . ' conienti oppoltiflimi alla mente di lui: indi fi fon vedute da per tutto nateerc dcnle tenebre. o fi i riprdb Omero di fallo. 47. che fin dal num. con quanto poca cura. iì è inoltrato . . delle quali prima ignoravanli i luoghi . e fc ne chiedca moltiifima .

w. cioè turbidu. FENIC O to è ben (iilliiilo t. c:. ubi uir fanBm to! mali.r render :'co:pre piii (.. Fenici quivi abitarono .i c iono tutti orientali .r.:m:ei: *. Il firnrt Bocliart ha creduto nel Pialetr pag. tit : Pollimi. 5. fiW.ino_. quanilo paria de' Canimcrj.1:111.^ he antidii .ir piiiri.Gerònimo han dito tal lignificato .ii. Urano. fu die.T 117.rc l'anime ci di non pochi nemi di tal mi favole Lpia.. per patria Ulifle 1. 17. che la : 1M oi iiìqrejecre del verbo con tale intera olTervazione . e •)' Rimilo. Mi fpìace aver oncrvato . che fi è detto effer l'itola di Ponza. Etimologìe fenicie dc'luogtu Omerici :L- ili i- Pelinoli: li comincia dj'Cimoierj. nude TV::. Digitizedby Google . e di elfi .icnc li prciib ansimiti. ed i verfi del poeta fi fon portati nel num. io prcli lunghi!"fima cura di muurar .i::ne in ioli 'ti. che ina dinotane che deferive Omero. i.1.yi::ir.-. orientali più Mentre ptv iludiero rinvenir 1 !:' in 1' . per vcil.:ì1m:i p.. darci urla felice origine di tal nome : Cimmerio! a tenebra '. 0:1 Ciri. e con tale arI~< .. di' limi campagna li itvji e . che il mare di quella regione fi era 1' Oceano d'Omero.. - 117. (li Omcru .:/.. e ne trarrà 1' origine Fciinia benché innanzi : i i : coli' occafione d' interpetrar più nomi aliai i.i fmìi : «uh 10:1 . opportuno di parlile de' non pochi luoghi. camat . v. cimrir efl !c.m atr.1 quclì' infelice eroe Pozzuoli. idefi tenebrie denfillima. il quale per tutte l'eli li è credulo anFìittufi che da' Greci Udii . e min fu allora nel mini.!.ere in i \y. inrumbcntibu.erto . ma i primi han pollo in fua vece OTn^i^Srii) S viiifi. 45. i|)'.if.-1 e : !i e moto d' oflcrvar piacere il mi fluditrò d' effer breve . 1 .T ti! ntA ref.lebr. ut in tuo Prov.Uiillc il.^e in tr."/:.551.u.Niu : '>. ci (. vecchi.. 4S. che quella gente eia tutta occupata a dare oracoli. :> mente alle tenebre. e non il munte Circcllo. S mul-ia murils itrreant eum av >rins (cimrire jom) atiores diei . i quali nomina Omero (licito il lcnoli..'ahi.e*c.i. ti.rfvi e Pta aire.: fe /obi cip.. ed . 3. che i r:!.: fi gsminatur .-.il ihs&in . Si cominci da' Cimmeri . c quelli traduce. p.intorni di Giobbe fi legge nel brieve vocabolario Ebreo del Buftorfio all'oppofto a quella parola nel luogo di Giobbe ni i LXX. ed ora ciò imprendo . -ed i-inmv. ni S. «siali fsto tnitkdi. illum tenebra-. ma polca rammentarli. in-j:iiua- r. inrjiiit.luler. 15. e onliiuflimo .

duiyi.DELLA CITTA* DI NAPOLI. 1. e ne formarono la gran i e Dea dell'inferno. che il Cerko oj:i:>Je il tu eco . e ci dà l'rofcrpina in Sicilia.. Mi fpiace poi. rv. jnj/i cfat . :! q'.i. v. . unendo la (avola Omerica con quella ile' .>ite:i . r. -i.-iTifiiH* v(Kiib:)'i) di Kie ouinJ: Vmì Omero . Od*. .. Cunu di rw. imii ulàr ito (Indio fi è giun:to pei" ventura a rintracciarla.x:ie_-!:é A'. óiz.*. e okt.i fastiditasi ed altro non vollero intendere i Fenici. Omero nelle /reflt.voceorienialc.bero: ed in tal jjiibù )'. rimo.v. in iW. : i pito.v rio.:«.:Jic r. da a~j .: ó:c di K : : . il quafon di aliai minor intendimeli to . come in Et fiodo fi vede ornato di wiciìi beili e.-»*.i ttiiiifjlfj«i:i .i-n.-. .o . t Kv^if®' idioti.Fri/trfiVia. il quale Elindo Te. ed urdù fi Ji ss gran difeacf- .i anche libra. che il terreno di si bella re-ione produena e frulli.-. Omero c. lin-e e. Jiix fu/. ni ritriiv.il. i. perciò anche vi vifauìs. fWii. ranir.i tini cuti') dò diedero uiu-ìli aggiunti .nv5ip«a«.ii . edendò -n.i -ri-Jìx .lìcrKTÌ ^-rittnri .isijiu vera origine. .noli . perchè Jemprc è rimafo pri'^ì ili '-ni qi:.'. Imbustar : ma poi fi ftri le : : C iiB. 47.. >vs -. Orieint d'A'tfij. . (k'u (i d-.feci te: i Greci Ìn3 «» di prillarono alle b>r:> vo.ene le (acre profezie .il Clerico trac tal nume d.t.. i-o/cA. e biade. cflfBt.miero a' Greci.in: ic: kTLi:vi^E*'. al anche Omero Od. nè da me . benché quelli il chiami femplicementc «ìif. Ma Con Prolerpina nmfee di quello nome . ftalitm .:.-.')/. ne" tanti uomini illu- in fapere orientile li.ita fin origine . può bi corto"!! mio trovare neU' Odiflea rà ptil 118. peti eroici non conobe fa menzione del rapimento di I-. m. fi in e.. ih.1 .a.

.ù di. 13. Sijx.fc erano menzogneri.- ci in <:'irc w.lIl.voci perchè fono iti iu. per ifeovri- le re.//' . compofl..ii.(.-1. In oltre il grand' Omero ci ha tramandati i nomi di quattro orrorofe acque della regione di Baji 2td£. bici*" . che quefìo orientai linguaggio è poveriuiino di . c quelle bevute. . In. li cWm. en ni.i rclj'iro . che quali tutte le favole riportano 3 beveflèro gli Dei. 783. . Benché fi crede effere (lato Clerico a ritrovar I' etimologia di 2™£ . e llento fi riducono le ia\ule a iluria Si tonchiuderà dunque bene. le quali km ripi'Hiiiiui all' analoga i oltre che è troppo noto.che (i l'ulti.i i. tuttavolta rr' felice il ' quelle paio! aiti. e. KctmiK. ed un moflruofò cane. che rimane ignoto...-ùii . ' 2t. ed in Latino non dee trarli dall'Ebreo..qunfì muìterum copimi». gli rendean idlora mvtti./'.:7r.-.jì p (ileiLiiur. eli.li tre -S13i:.' oviero C'\-Ii. che pi. e km.7ir .] . V(rrofilfg../. voce «iti orientili. quando non limo lecondo ragion di gramatica.mdo[ì in tutte 1' edizioni guafìi .-.l'Accademia ta i. Non credo. A'. a'no. i quefia regione. cioè in fingendo pedonai . quindi il t'N-i è aliai importuno: meglio è con f-ilire ignorarli alcune origini...i^hi . li //_. .:ali i fi numi fa fpergiuri menzione .. che il celebre FnniMiit iv'le m-junrie . come dicono piii quefli due fovrani poeti: nelP volte di tal giuramcnto.'i/aAiyiSeo» .tr« ed in tal guifa lì è mantenuta la lignificazione nativa di pniti. degl'indici : me verli ci n ilbdio fi fono ben difpofti .e piche tali acque credeanli ( Omero. perché in coiai guila. perchè ficcano reflar fenzavoce IL- Od ed mercè q'. che poi i poeti ne formarono il Dio dell' inferno . che produrne di quelle.£-. che Giove vulea. maligne.. dira una parola femplice Kf'f&f©-.c li può rinvenir nella Tiog. 119. Crrierm ... da nel num.vi fikr. ì lruv. e lenza noja.1 . onde luluyia non durar fatica a formar etimologie . eh. i Fenici vi appofero il nome prvi> . " X 'f °" 0ll SI3 ri S ^A ^ Wn* n - 'i pV-n m \ c f di e dio kmurtì vuol. fc effi eran tali. chrnbrofch .tJÌpipo»npo«ppollosll'Ilude.S4 FENICI PRIMI ABITATORI I compiace più di quell'altra fcaturiggine ON-i3i3. die cofa i Fenici in Pozzuoli diMero per A'iSm. nj. e m:i:i-v. filctc. fubito. quando :cr:::c .Cerbero fi era qualche Re d' H slitto di [ioni-.iii etimologie volerli abulàre del Fenicio parlare cor. p.. con lungo dire fi deferive dal v. 'ed OviQi Lindi eflèndovi inPoz- zuoli aflai acque t ri U. e Kf?3..quali lutti i libri. ma fillaba in Greco. fcmhn i-en'i imi i. olire neri ì. IIl-ho . Enferò ed tfiodo.'. abbia detto da fenno. o.

è si leggiera . e nuoce anche agli Dei.V" -i ip/ì. v. Qui mancherei avefiero potuto parlar Fenicio. mi . r ìXuji.c:i due ver fi predò Pozzuoli recitali Si Ti-y.-.o. ^. efi riunì. co anzi !ì il-.e farci da me non lì 11 il fecondo..x J. »ii -jcliiti enim grmlts Stygit aqux j\!v. che Omero non finge mai favole in.- n. l. Ncque ille Penco commifcclur argentea! tmdst intatti.>.i'J»r.:tì oleum. come innanzi ho ollervato . 1 'oj. ^. ma in lontane regioni: in oltre.'jL«i''j'y vmefi t.. . A'if-.DELLA CITTA' DI NAPOLI.-fuper fupernatitt i'. citili di V. e di deduco da A'xv'r. Qiiiquc circa limfidum Tilarefiun une cciebant Qui in Pemum immittìi puhhrrimmtt .-:'u su#' f.il libro dell'Iliade <v. e limpidiflima . fe il fiume Stige è si cattivo a beverfi. come tutti Etimologia di hanno ferino: perchè Kìhit» .v. c:'«f ìty tvìfilm aaftfsM» p'Ìm .7.i lì Dodona Ol vie/.fc quale . io il di IIii(ij>i. la Efiodo indi propriamente prdìb Io fteflò : U e . poco curante dell' onore.ua:i .^ ™ iSejna. s. 8.i.eV:'* oV^so^f Q".'.:ìl:Ì : nell' al Oiri:-rr>.ii Omero hello.:i tosi ire . : . A<..1 .-. àvir/i . 11. xaftfpVw "^P .<[t." -.i:.".-. :t -. o variato: è altresì ben : noto..-ìr TT.:.:a . ferma f ja-. . : fiurc .n fVi-. 750.:i.. che credeano di farlo è rivi infernali ne' po..>.vo"'. d-.i ri/fii nid'Kinm -jshle frigidaii domicilia pnfuerimt. n. die tosliefle unverfo dui più bei aflài il contamina. Grecia. che non fi gia 'gre.iTfì -.iyìio e mio dovere. e pura .. come qui la fua acqua fi dice bella .::. Sti:. forme femprc-jd Efiodo li tua foltanto in nollra Campagna l'acqua Stinon avendo egli mai fallito in geografia.. jjr.-.75S- O? t' 0"( p qiull.\: i .

' Ack. Rabbini 11' bari fitto "'ciré n-'3j .-.i. voti Ftnisie .lì è detto nel num.iiir. i-ordine gorga ) altre . v' ha la lunga olìervazione di Spanhcmio in Callim. 501. comipir .-.ihuii ieiyiaiiri perciò Omero Miim.-.$6 FENICI PRIMI ABITATORI I minerari. to.c f-. e Caronte. per intender bene le tàvole. la quale sì Tpeffo fi ripete nel Geneli. ella mi (enibra he:'. voce sì frequente ne' poeti . e naturale.>r.i mi. ja . ilo ci la lacere. ed il là figlio ili Giove. Cucito . che dinota area.i. ove è fuoco . c le hi. in. Querele cantra Bochart. g_ii ec. . elle . ed i Fenici la molta varietà .\'tj:/-i:a agroil q:<::ji fine limilo . bereb. e dal tu Ebreo.incile le (iie acque erano cocenti : nè però m' opporrei . le altri volerle intendere queir teltit. >. pag. ur. HWna .isjn ih leggere non poche colè di quello fiume.j Pkgrx . F'eueloiite. il certa tale origine lib.7.-. della voce |. e wp tadere Del Hee/^. aeoiie li erano e tor'jiJ. dui J. quale compiei!!) non vi fe s'ammetta iti gramatica. che (e ne folle rinvenuta l'eti..i:i : :i.k. Indi Spanlicciio 11. al v..lto.it i! ftniplice cxiiìiiltit.iHip.ii .-i c.. che tal voce agrari farebbe comporta dall' a Greco.t!k e. Od. i filali altro non erano.': Rimane il celebre ilagno . ondc. ma mi dcolc . Non credo cllère ihto di noia in proporre./. iiiqne ob ìnmicnt't. tico.. della I Fenici. li \e<. o fiume A'vii». c^'cmlovi in oriente inrhrji!. i li Tetg. uè li è ricordato d'Omero. Citi». riun ii illtiti lt:.! 1 j/Iust . . dà foettro d'oro. AchiTùn .iis 195. ed i nè tarò dimen- .:à imJta.!i (inije . Poz1 IT. che io I\t'.:a feparame E'ptS®'. che olTervarono in quali loro beili. lignificando rio urne. che Roelbckio trae Atherna ab antiqua -ciré . che erari mettevano orrore gli appellarono con voc.de- 1 acni. quali Hhic vìa TursìJiif rjn. perchè ti. . vede. li può lecere ciò.--yìSiit .-i ci ma li il. e già Giuli Scaligero :.vca ciò olierv. 11. e di c.c.-»nn . Con quelle colè orrorose trilli' 1100 H!oL. rinvenire : Kum. ed Omero il fa ritrovare in Pozzuoli più volte. Clerico nell'annot. onde fon nate le favole intorno a Stli.uoIÌ . -7. e che fcaturilcono . mologia. e Ipecialmente i! v.:s> Oil. on- de derivi.*. 5^7. in Ji il rieic.iS. che Chi mi rivi P:.\va riflettere . ciijti:i. ed il verbo.:: e mi ijiov. e dinota vcfpcr. che uomo \i iavio in oljoì altro luogo vuole Acheronte. che nomi appelli dagli orientali alle molte acque minerali di Pelinoli.:.!f>:tis . . ed ci la : ameni. Tal nome dì leggieri ognuno il trarrebbe dalla fàmola voce de'lanti libri aie. Se pero taluno folle v. che dice il e izuafte .r. per aiutare 1' eti- mologia di Cor/lai.. !'/•.èif . e di Fenicio. e bendie non lei^o.s . e non loda Scaligero. Errili). ci):ndo parola comporta di Greco. P'.>i: i.I^a. ed eher di norma . che più nomi dalle tenebre pofero a' luoghi di Baceni all' oppollo quei . e quelli femprc il primo dee conliiltarfi . Mirw.:i Viri-ilio rciuio T.i-iV.

:ii:li(> fin^ in Pozzuoli ne'camK 5<*4. quando è certo anche da più piccoli contentar}. . ni che difaminava delitti. ovvero j»ier exienfir. eampo lietilfimo di Pozzuoli . anzi quei di Virgilio. ed a buona ragione Omero da una denominazione di luogo ne linfe un altro eroe . de'verfi d' Omero. che le fàvole col correr degli anni perdono la loro lèmp'idtà antica. cì::. i quali non allrove gli vogliono: quelli uomini dottillimi mifembrano rapfùdi . i quali non fon pochi. -In. e la Sibilla gli mofira ad Enea lib. ed un giudice sì giuilo. Pozzuoli. 541. e veramente leggendoli la diftinta descrizione. e non pensò mai di porgli in noìtra Campagna. perche loda Virgilio. e d'Elìodo: in oltre. e trifle. 1|'i:iccre. ri. come fi può oflervarc nel num.: c-/i. e lafciano chi legge fempre folpefò. e maggiore O'J'O. nè vi fari chi voglia toglier di colpa il gran Bochart d'aver obblìato Omero. cioè Unga . e fi vedrà quella voce tutt'altro lignificare in quello fovrano poe- N TemJ. e loro lignificazione fi può dedurre fopor . txfaltmàr . 111.ed in eAì gli fa godere bell'agio . che fi era dell' ìfola di Creta . che in Pozzuoli nomina Omero. perchè gh sfuggirono i velli d'Omero .Oiiut. che fia del lùo léntimento in quanto al filo di elfi . per parlarne all' eitremo . quello .i che do. Etyjii. che ne fa il divino Omero . come poi aggiunfe Virg.DELLA CITTA' Di NAPOLI. fi vede quanto fi era pieno di delizie quel campo. Anche il dutriffiroo Perizzouio ncll' annot.origine da n ?*. indi la poetica liberti ne crei un re. e mi piace averlo riferbato.rioi. già di leggieri n' ha data 1'. perchè farà un poco lungo il mio dire. e conchiudere. 14?. campi fieno flati nella Betica contro alla grand' autorità d'Omero. e quiete : abbiamo pi Elìsj ntun-n coirli l-dlì cantieri di k.e ci dipìngono vivamente gli Elìsj. di tante colè e buone. quelli due verbi orientali . Rimane per dar fine a quafi tutti i luoghi . jriri. perchè vuole. rio. P'aSiu. ad Ehano pag. lirismi c/i. e veramente l'amenità ditale (piaggia recava rifioro agli animi. tali ameniflimi campi gli truova in lontoniflime fpiagge unendo le parole d'aliai fcrittori.'jiriet/rs. Lo ilelìo dee nenfarlì di Radamante . S'incomincia 1 parlir dell' Asfodtlo . che quelli gli flabitilce in Pozzuoli. ed ancora dura tal nome in quella conirada il Bochart p. ed aliai altri ancora: e fi sa. voce puri oriemilt ta. : non i pianti.^'" . e crede. che gli Elis. nz. i verfi di lui fi fon riportati da me nel num-rio. Bochart : primo . 147. che fanno opere grandi.la diflero va Tnin. fc non rare volte a diflingoere il vero. in terzo luogo .haàsm<mthm : da. che egli dille h'7fìi>>J» . libri. e gli dice puma d'ogni altro fcrittorc predo' il feno Baiano . Mi debbo però richiamare in piii guife del dottifs. ne penlano. ed errante : ma coloro.che a'morti ficea ragione. A quelli fi dee aggiungere la voce ITArfriM. in ciò lùgliono andar in finiltro. che il Bochart fi è dimentico. che ivi foggiomava in pieno piacere nè quello poeta dice . compiacendoli loltanto di raccogliere autorità in gran nd numero 04 nel!' orientai parlare : 1 : fon vivuti.

il che anche a di noftri fi coltuma . che han credulo tutti coloro. del l'anime degli eroi morti . Ed ora intendiamo. n. per dir predo. e quivi altresì ria Virgilio. pronto l'efempio (e crefee in me l'ammirazione. ed Od>. quindi li può da ciò cominciare a dubitare . Dratiicd hi Co . che da altri non lì è curato) d'Omero Beffo.> fi è fi di ne'luoi divini hanno Igi è intelò voca- tal poemi un nome proprio de' uiii ameni luoghi di Pozzuoli : fe una volta fi vuole ufeir da fallire in leggendo Omero.pm^v. ma foltan- Omero con Omero Hello: e l'aver fatto l'oppofto fin da' d' Erodoto. che i oflcrvi fi è. che fi può pronunziare rfphviìct . i Fenici vedendo nella Baiami regione tante acque minerali. che ora. 558. Iccondo la maniera orientale. che egli non pensò mai. ficcarne e ti torti l'rttove fi è divilato nel num. e non so. freccè. che in ite foli luoghi. cioè Qd. quindi a ragion vera chiamarono quei bagni "jtw.. perche Omero dice A'rylliXtr Anuria. che non dinoti pianta Non . avrebbe [entro jV. per qua! ragione prima non fi è oITcrvato.*.'. o ciò. e fi direbbe in Latino con. appellarono tal luogo con proprietà Yrtptt. giacche rinvenutoli il vero. e li. di quello. ed in tutti e tre fi parla. che in elfi raunavanfi credo E per riportarne falute 113. dice AVgdSiAov Ami.e che il vuole in Pozzuoli. fi fon creduti in quello Covrano poeta o groffi falli. ed in elle bagnarli numerala gente . crrjnj. perchè fi è premuto quello fentiero. in alcuni de' fanti libri ci han dato r. fallire. e valore de' Tuoi vocaboli non ajutarfi degli Icriitori dell' eia polleriori .-'. e bi . fi fono (velate aitili divcrfiimcnte dal comun ferimen- to interpetrar tempi come ine fi nuovo i to degli fcrittori. 13. che Omero non lèpara mai A t. ti prato prclfo PojiuqIì per piil ragioni.. ed è ben nota la famofa tanta finta da Omero in Pozzuoli . non v'ha bifogno di affai parole. pB I FENICI PRIMI ABITATORI ta. . gTCgano infirmitstis ..Dc vwxyari. e quelle due voci Fenicie i lxi.. è (Iato quello dell' Oceano. il quale altrimenti ufa la coltruzione . iz. che per elfo prato prendevanlt piacere . che non H'i-lIv. 14. ed atte a curare aliai malori . nVSttii tgroius Proverb.tale foffe fiata la mente n . dal gran numero de' cagionevoli ..m . facendolo mm iórte . fa mefiieri nella forza.> ": da >.i::.x. Exod 54. e tutti contra la flcfià gramatica traducono herhnfum p. . la quale io chieggo .>* -.idi firmimi. che dopo fcritto dell'asfodelo: e darà maraviglia bolo. che ufa hifmmttv in vece d' iitfirmarttm . 69. ed è la vera.. La prima cofa . e 571. i[ua:nl. •.it. parlando anche di prateria Odi. mutilati in laute [avole. e n'ho del poeta.

fc vi fieno autori. non ignoro . ec dell' Opere. folle erba. che le Sirene abitavano in un' ifola di freprie fumi /L&tpkm. che kmbrano arcane. importuno qui aggiungere. ma che Dei l'hanno afeofa agli uomini: al certo. 39.t? pìy aypisp* Smlii.DELLA CITTA' DI NAPOLI. che mi fi potrebbe opporre. ninno degl'innumerevoli e cementatori han penfato. giunto e fi fofie traduce fratina floridum : Barnes vorrebbe . e fé è cosi . In leggendoli quello gran fentimento d' Eliodo. ami neppure la voce finAi'n* . e noia un>. che «rafia©. ama Sirenvm jìendimus in nìtis ai ufo dare nomi i nome A'i&wiVn infide numeri fi vede fchal. che quelli belli verfi fono contrari "n Omero. eflèr la fola. che le fi prendono quelli due vocaboli perpiante.non . la quale è una pianta troppo nota. Non è mio coitume sfuggire ciò. che dirittamente pare . Quindi sì per emor del vedèlia di giudicare. ed allora regge a dovere la fintaffi.che qui oVsjo'Srt©.. 99 un prato. e OcTcVóv de' i'y Giorni. per non dir vile. che nuovi . anzi fon lieto. Il Efiodo «rpilft». indi canm^JJi*. che la feliciti di vivere non fi è quella . ii. . propri a* prati.fi.invece d' sù-agS&ir Non 4 nel!' Od. . perchè ì brievi fcolj dicono. che Omero è AV5*(*«*TOj come te». . i quali ricredono avereferitto il conAvendo fvelato .come ntppur (m*"X'i foa origine Fenicia. «eque nurvnt. e fiudio riflettere . come del poeta è neccfliirio con ogni arte rintracciare. 159. qua! arcano s'alconde in quelle voci. dopo aver dato qualche debole nuovo lume fpecialmentc ad Òmero. fi legge Xrjiiìix àiSt- prio li be si tra ogni legge di lingua . ed alla mia mente . e dice *&pji>*x Fateli ernia A'iV™ * . v. e non fi vedrebfollemente vario il gran poeta con far bene taitùret la . *t| àrtytEl}. . farebbe un pentire aliai ignobile. Ncque guam magmun in malva . che yitim. malva'. afpMch icnum & • &a Occultatimi entm Dii vita madum tmtiaibvs .»vp . che fi crede o nella rx> favillimi interpetri : o di comandar efererd .-li' a'r T -Si?. 114. . di che ci ha voluto illruire Efiodo con quelle" due parole.non fia erbaggio. i quali altrimenti han penfato indi con agio . che imprendo a muiìrare in quello divino poeta non può elici pianta .©. quod melius dimidium tote. /ia\à^jt ir.non i pianti. Non v'ha dubbio.. gli ro. che odi il grand' Efiodo co' rinomatulimi verfi 40. che e^li ha pretefo ponerci in via di fapere. che all'oppotlo vigorofaniente rendono fallo.115. E per moflrarlo bilògna prima noi eflèr prevenuto dal gran numero degli fcrittori si antichi . che AV«i trario a quello. maggiormente perchè s'unifee con uo>i^".del!equali debbono nutrirli gli uomini . che tale agun nome proprio del prato . Tanto però è lontano. che fono fiate di molto dilagio a' primi inge114. o in un ricco traffico : ma che sfefperimenta n.

i cui elementi fono gli ileffi . e s'intende in Ifaia.! Vuflin r. ioo FENICI PRIMI ABITATORI I no Tempre piene di effe follarli poca luce . 19. patvimomum i%6. . v.i liliali n'aveano ancora dunque la parola orientale altro non ci prelèntit . 3. GeCiro il chiama pa/ìar Jfa. che l' eruditili Pierlono nulla v'olferva nelle fue dottiflìme annotazioni. nuova ci.Geronimo r^siiMi. & dì ps/ì-r mar. quello erafi il re. e più fi confa colla Fenicia. Anzi anche tra'Latini li leggi tnolochc.n Ai-mas. M*i'. che tutti fanno. ij ve.11-. perchè colui. perche gli Arabi fi han prefo -fra per dinotare hereiìtm . fi indi : chiamò pafior lì prefe nel gran lignificato i .^-. del 1759. lì dee dedurli li regnare.. e ben noli parola ruVip . che uMóx» ferine Efiodo. comi: lui!. ap™:i:: n. che dinotando ntimetulì greggi. Loflelloi accaduto a pecunia. che i Greci fcrivono anche pto'v» . che i propri averi . in Ifa. E' troppo noto . glierebbe quel 1.k gz.e fe quella feconda voce è antica. che pn/ftr . e che veramente fia Fenicia: e fon lieto. Gf.'s. b ili di liài- ime.- ÓrMrum Ifmx . ge confonderti v«ii.n:. Si dì nuova lignifitinoiie alll rinomata voci Y"J. che tenebre dì e . 13. poi li fon adoperati tali vocaboli per ogni forte di dovizie: v'ha quafi in tutti. e pcculium. ci dice pagi ziS). rhc ni-'vccdiiilìmi tempi colui . e perciò all' 11.hrfm . e numerofillime greggi. t16. che S.nei .-fi-. 18. fcuh. La celebre .' 6.. pAs'x* E'iMujhw. e S. Qiii . Barnes. ji. I. c r<.- ronimo. e ciò conférma la voce r-iailo . che li in terreni .quella voce Ebrea. nome d'onore? e piace ora . 44. «(i®. onde efee f*>"W . Dor. I. clic ti.la . pugile in pojfcl'fionsm.' 100.<7"'"'' ' "'< lòvvieue .-ofto leggo con piacele nella verfione de* lik. c che i copiatori Attici la mutarono in lor dialetto ™ *rfX*' m ' duole. dinotano regnavi! . h.?i. fempre chiamando Omero i : primi capitani t^uf'. che ne' tempi eroici . che gli uomini. ?. che avean poneflìoni contendevano cogli altri. Quindi. forza è credere. e rimarrebbe più fpeJita quella voce Greca . e poi re* ."/. ma parlandoli del gran re Su' e chi non tao all'originai I prcllo apmeLc. pf. e cosi pretende Scaligero. onde lì ricava il proprio vivere: ed ora fi sa. p^iin . romena njjcn . che Meride Atticiua. lènza che mi dilunghi in cofa. dell' ediz. ma aver pafcolì .-":« W. farebbe flato più opportuno il dirci. ed anche da' lauti Patriarchi tanto era dire rtx . pf. Et hoc Hc. AH'. che fonerebbe in Latino pafaam in fifemm .e qualche volta e perciò eziandio ci han dito n'fi©.u7j fallarci f. che è rimali) all' Écd e arti che dignità.noi. 1. e fpecialmente un campo. e perciò dicevali fallar.liti vi H»r. che avea ricche palilite. quindi anche e chi legge Omero vi feor- ms. So..

per provare. moderata . e perciò diiuivu Twrsk • fentimento. che Giove per gidiiyr £\ isimini ha iMÌirofa loro la felicità di tal vita frugale. può leggergli ucll'annoia/. le maniera di vivere. nè prenderli lunga pena .-i. Seti wfiùu» gutmuculum wejiif navigali^.Miii. vi'uii? fì-ii-iJm. clavum qnidsm ai fumimi apponcrei . atigujliq'-tc '«'« ' ed in olire . e niente fovtrchia . e che allora fi è agiato di veri beni: nè (i dJi'nnìo 11 H>r di u>rului:o i.*x* s' interni! il rimalo liiafio d'Elioclo. e ciò egli intende per e cik'i anche interpetra Sca. dettero follecita cura follante a coltivarli le proprie oneflc facoltà . f e penfo .'in ui» «iraSfii. a quello pocta. 101 defiderio di ufeir dall'antica femplici- credo io comeché abbia apparenza ) ' cric . il quale i:(li l. eflcr . .t^a. Altro infegnamaito non dà qui Efiiido. ravvillito credano il i ..i!c .. C7 mitfotuin bboricfiru Vernai Jupirer ti aMhndìt tram anime fuo. e v.inr .origine vero dì vagliano patrimonio fi*"**.-i'li tlprcflione del poe- poco ofeuri." vi è uiy »' porci h malva fciapita . e d'ingrandirli. non volle pro.in?. ed affanno per più opulente facoltà dovendo Tempre prevalere uno flato mediocre all'ampio. e Latini fi fono ferviti di quelli verfi Efiodo ... che di.-f„ C :it .i uomini .c gli adonerano.j ótip xijiiljio.i osai in ['. vi- ta. *. ine f/? .i [ì.! . die g. che -(10. grandillimo vantiiggio .« . 0 vitti tura faatlias paupirU . lime ma già d' acqu illare . ed 1 forti muli: e conchiude. tìenciiè i tln: r:::m verfi fembrino un lìgero : in brcviflime parole: il grand' Einfio dà loro buona luce VelMjfiMt idt-m. Digitized&yGoogL: .ìlt : wr. piiicefié offcrvare quanti antichi fcrittori Greci.-. ed a ben reggere la lor famiglia . e p:r pruov../l'. e rullici. l' indulìriarfi a manquando Efiodo efurta . e n' ban fatto onore alle loro opere.vititr f« pW. ci Hi •X'-''-^ difumut sKtaai (divini) quièta oppmcb. cir. e . che anche moiri novità.:yj r. Con quelli nuovi noiione di in>. fin 3™> y rji&tnv E'pj-a 'Li':. che . ìbiiw hAk^tw' . che poi ranto piacque a tutti i fice : nJm Pi>\i «1 AV. aeque agric ulturam : ne bilìigna fiancar Ixivi.iflV d:r -. il DI NAPOLI. pmr rAiì'.„ . non. Se a taluno $ ni.DELLA CITTA' mi non so fé da lodevole e girne al fallo. e grande. Ciò 17. tolt. che il viver frugale è il vero regnare: e da tutti fi afcolta ..-. i'.™ ivti-.'i linimenti nautici. Optra baimi -. non nvrn .ir.- & iV. ed ingorda.i adopera un opporruniflimo luogo d'Erodi ito.

ed a noi dir noja di legger molto.i i'u-ii. fomntis. ed in Efiodo eccetto quello luogo non lì rinviene mai più piiu'x* . il fangue degli uomini fi dice djia. piA. e Ipccialmente intorno al viver frugale. non piL.jc.^ii:n^e cllèr v.iraj»ti con iltre ragioni. e non fi rinviene altro in etti come per atto di efempio ticll" II.i . In oltre per non dipartirci dall'erbe .:je fluir te. dunque arduo il pianare Io ll. che : . fe veramente la malva . n -u avKhh(ir:i ci mulinali ii.4L. mi. per refiUere agi' incantefimi della maga Circe . li ha nativamente da ni? .13. qucfto llefiò pela la dice ui^u . ( Juindi ora wJ nelli. e termina- iguc mclìus! ed izg. e fempre in buona nir/amc di A. per dar autorità.n-. ui-.*x'- Digiiizod by Googlt . l'X-'f . tire.iiii v\i . ed altresì iipn . lo ho avuta la vaghezza - dì - che Omero ci ha ferbate di lingua Ara'"la. eoe nel v. che diede Mercurio ad Uhllè . ellir !. .ioe degìi Dei . a' fiioi temili ben noia ha voluto nell'ammirabile poema dell" e de' Giorni proporci liivj precetti .fi/ilo. fe fotte loro venuto in mente.!-. il poeta usò tal voce Itraniera alla Grecia. Juleis. o prati viva voluplas! [litio ciò propofto . e fi può vedere il molto.' IrraiJi nuiv.n<. ed anche la gran voce a premerli pi'r pianta e fe la Batromìoniachia non vi li :ìci:> p. e l'asfodelo ci l). . ed ho rinvenuto fedelmente trarli iiai parlar Paidlau: [ircfente argomento polli mr. dice di Ettore ita\xxi'np!à. effeminali)! . Ah f. e che in d!i> t movali <ny i. verni.tii11ioii i::.! . ed Opere .juh . c quello degli Dei ìvup.-^arceia .ti \„r. che la voce uh>J-)ih . e loj.llìi della v trarre tutte le parole .i. i5o.ì. fi veggono le rane veflir le loro gam- Ce : alcuni mutano tal voce in X* (urie per clìerlì avveduti. v ili -iù . i. 373. . che in dia vi llj.in età poi meno antiche degenerò a dinotare .1. e fi unifee ad ni»®-. coni. filiere . B-. mimare. e vuole . che iebar.-^'i tran cibi de' tempi d'Efiodo : al certo . indi formali n.-i ?i.-.-t lehor. quella pianta .I FENICI PRIMI ABITATORI efdamano. l'riiuvL' . né egli ebbe tale ignobil pencon unii parola ltraniera dataci con Greca guila . 6i«e. e pefo al fuo dire. gn. 340.*. III io voleffi ridire le lunghe contefe ceni tra gli antichi kritturi .po. Mi fi permetta avver- zione.li .. -"- Efiodo la1 fa si ar arcana. ad ina .nis Dl'ts. msllis . Eppure fi fapea. Che hàp lia Fenicio. Non li finirei'!*. verta : e li dà per onore anche agli eroi : onde Omero II.i. liirebbe valevole dio a ti-. tra' nuovi . O'c.rni a contraddirli tra loro. ed (ferrici quc.iw.:lis info™ -a ista.fiuvb. fi vede . >. che non è del divin poeta .-Ànr. ma ferente il Ilio derivato .che i poeti eroici tifano fpdfc voci d'oriente. che fahdyji non era d'Omero. e la ripete due volte col verbo fio. e psì. . che è Io fleflb.:*.ifn Dea.la nncvi Ila quel (">' irei» fijjnific ninne di . che n'ho detto nel num.. mal-jt .-.. che in Omero. fiunm: ed Omero ce ne dà l'etimologia .:kvl!.iiì per l'i.

aflai ridicolo^ Ori ijo. Tornio è vero efler oV-'.i::us frw!i:. perche ed in oltre li potrebverlb d'Eliot. ui^ny!-. c. ma qudti quindi È neceflàrio credete .'lli> non appoie Li 1 ' a !:>'i] Inni vel l'iiia^oi-ica macilro patlalTc delia pi. c' V.!:!!:>„„». e recita _/" 'ri."f ([-. [cuoia ftimandu . ™ > rW: inuma l'. io l' iiiceiul^rn .ci p. L-r r lih. . e rprez/evole altri che.i ..iri(i«>. Bcr.DELLA CITTA' farebbe.../!-. r. I1Ì14.i. E"Xi>-> ii-ar^ti -d IH. ha tra!m::Tj F. f.'<'-" -ri li : frrta'it. [cd.'. c.-. ili.iH™ v:i to da Efiodo . ed ivi e che perciò il pò.jitì.17.1.irì: (bltanto ni alitili a! e SJ fiaX«X«.-.n!. fliriiif fjnllijlìtìium ef- fcnopro.:.:: anche meco.. be aggiungere Ateneo tal :l-]itiir.ml. 17. Efiodo. iE. perchè Pitta"'™ diceva. liccomc non compiete .4. giiilla la io. .ir la il .e'^i:. che il un che quello detto :.: : ri e#. ittt. v' assimili: r."ti : f -1 1 di DI NAPOLI.:».:-i .- .in (j::-._ii- -.ii.-/ intanto le fi-diflLaltri mifterj di lui aliai definilic tal e che- pr.l:..y-. ed fe pure è vero ciò fe : fi In .CU.td ^'iì.itis Lia.inu n-ILi var.-fr fé iwiia la erba loda iffir-i mente d' tl-. :.? 1 . . un'erba vile.. irte jjr.atc/.- ame nb-. Vanno .

malignantci.=X"t 0 (t*W^».ed il fono veramente . .1 la gente cagioni ove ne giva cato la voce In vale roventimi™ prendonfi per /i. citi homìnes frugttks ematiti tu 1p:e. m-c-oì-i'.«z'"lon 'er[)i colIeltfflpioii'ÌTtju«i 11 creduto in che pianta.-. che J3!.iriiliiude licne . fioW^i fuy Sitar . anche in quella Oxford: Hìppomanes lauta efl apuS Artaàet. " ed in tal fentimento il pr. .' avelli™ per giilligo alcofo agli uomini gli Dei itati. . e tr:. . che .1 i.thefi«).! : pn. <& cclcrts equa. perché nel num.1i". ed aslodelo conferma bine. 1 die nulla di più volle infegnarc Eliodu nomatiffimo verfo n (*«^"K!f 1. degli invece di /U/*'. . tzi:. veggono tradotti . it. fenza diiaaiinarc . n. 2! certo.le (: i-. *.io4 I FENICI PRIMI ABITATORI Vali. f perchè Ila in Omero dopo tapur ..:m . DlgmzM B/Googli .. mnliviinnlitim .iI tutto vi a legno.fi e molìrito. non fe ne fece mai ilìruffiva miftero.ii fittgaìii .rmn. apsa. che Vi-idm. che quella fi forte un'erba.C' per dire iuvenet. Si vede.. 1 lliaiu. afpbodel dinota aaxregam infirm'ti'v tatìi li .( un' . . fruttini . -1 twa&i quali verfi d' in tulle ™p ytoxrtjTai ffV 1' edizioni A'pm'01.ui.:U::yr.iriì in: >:: .che col ricorrere ili Fenicio valore di (is*.? «iy ir-us . che fareflimo libedi leggere tinte cole oppoftiflime 1 se lìeiTc in tanti fcrittori.:. !\-. .Sicop/crmi. che la parola ipi-àt apporta ad impana i'ubito ha indotto a credere. k| iì _ Tito.J . Coli' aver unito il poeta infieme malva...in. the «nella lìa voce nricntile. e (i vede in alta Itimi sì bell'oracolo del grand'Eliori do . 11. Quindi mi leml>ra. comedic . ficconie i accaduto ad «Visto©-. ficcarne fi è provato di quello: anzi debbono eilcr finoninii. qua concitati malti Et equuki tnfanìmt in mmttbvi.1 .. &r. alili' /:: I mV/m dinota anc ed è proprio .1.

ed Efìodo. fidatoli eziandio all'autorità di Servio . clic lì è tutt altro . che c. per non cflcrfi ben intefi Teocrito.. ni. e l'altro più nuovo. che ha trafportato infiliMi '. c. Te lo (ledo è accaduto a jj">u'v_". i:-|. intorno alla voce srjiSsXis credeva io. ma P'aee clic JilìiHgt ab inguine {equanimi anche ollèrvarc .voemboli di poeti sì antichi Omero. per idruirci. le tacellì ciò. fe lignifica la pianta: ei cvm fi. non rech-. 1 : fua vita quella breviflìm.DELLA CITTA' non addurne efempi e per quali alternano le & loro canzonette. liiii:.che ciò rimira non lì è conofeiuto.. DI NAPOLI.hlji. I . fiero in'. 'Sfliiinutts del Cjlljp|ii intonia 1' »if iSn» fijjioli il buon . ove tal voce li nomina. uno antico. il quale due: SinknJnm cjì {iit-iÌiajì) a. clic l'ha confufì oltreché fi sa quanta fede fi ha a dare agli fcolialli né comprendo .li animali lib-B. che il dottili. praium .o (Itilo potrei dire del r. ubi «afeìtur afphaàeìus . ijj. tale (i è volmi ci' e:. fi dee intendere.fvj.i . '1 Li credimi. hippnnìeaes . dice effer erba.dn nelle parlato d' hìpptmanes: ed in oltre fervei! dello fcoliaile di quello Siracufano poeta... ».!. I. di cui tanto fi è ferino in ogni età creduta altresì t'na pianta.-- .!.uelìi . fe di.umo all' asfodelo . aveffc prodotto alla fine qualche 1111:111 i-ei.epcmlici Omerico Od. in nulla ci fa favi.. un hegn di Sui..i\taiii tifi™. . al c Né Iifli . il quale cita un Crateva botanico: ma perchè fono nel novero de' medici due Cratevi. che hippomancs.i^. poiché perdutamente leggeva i libri Greci.T. r : O Tomi. 1 rei 1 Jol pi de janunrm carmina colà nella pjs.chc non lì in foga.' bit..eli ìjijtc. .:. perche fi fu l'ultimo a diraminarlo { egli in tutto il ben lungo corlò dì . lin ed in furore. danno Virgilio Georg. che nèTeofrafìo. clic cofi turba tanto.1! I.i acceniu in anupciiuliima . B..* flutihco.1 > > : : Me 1: " ..'l dunque maravigli:!. r L. eri ha prctcló doverli di re prnium. A . ti . e lilla :ifm aliale j-i k in iflampa] ma dopo aver recitati i verfi d'Omero. Scavalli d'Arcadia the \n!> ùiiere.ua . c d'hlliodo. iap i's-i nafte quel tumore. Ecco dunque. 3. /:'.né di ciò di ragione: indi riporta. ir. 1' E ani.i. i-i. r. perchè lini nhNigo. eh: erba . e fi toglie a difendere .o. e Virgilio . Einfio ingannato da Servio nelle favie annot.! nozione le dà Voffio nell' etimol. e pili. ' 1 '. e fcluniii riprende di ccIim il Barnes. Mi (limerei manchevole nll'efpctiazion di molti. ltm! . il etimi for:!tori . che hippomanss iia pianta : all'oppolto mi [[noie. nè Arinotele nella lìoria dei.. ed ànp&ih®. come tal voce dinoti anche una pianta: e la Iteli. efempj fon di gran pruova. elle o fia altro motbo. ed è ivi unfemplice aggiunto di so'pui. fanno menzione. Sicché queir h-. i£o.

ve il tutto. che era malageeolj intenderli v. per intuirci: perchè pochi fanno.Mi.-EEjicri loderà maco il fi lì ibnci. eule dell'asfodelo. j lì di J'.j ci far minzione lìuJj . Cl'.ik::. fopra Gilli- d-.iee si oleiLra d' Omero . li evinti. die Ih I. che non fieno per reftar paghi gli animi. fcrìhinjum ci} rum arnia tc.-i.r'ry/.r. ma non ha voluto prenderà cj.m ni. Àli'oppollo 11.ave!le potuto cller k-ei/i». eli.tr:-. nelle fludia di dir luce a quello n i. che con tal linguaggio un'opera fi rende più min™ima . c no» ha agio di grande Spanhemio .inni . c. 4j.ee nn. eh. perchè ed a fuo elempio omini dì me . e d' Epili tolto .ig... e molti r-~ : ora prendo fdegno — ingegno ben la — comprende tdElìodo.iI-. li. itftimonio Plinic . t\il.xt^vi-. e dubito forte . il diiliii^ucr ry. c ili Cria k-tsur.' io* FENICI PRIMI ABITATORI 1 in n:m effhsdehs .>.iii> aVulkn i:i iLlii: . che (muftì due poeti ahbiano ufate voci orientali . ina vide. .^ 447.i mai I.*-ru' .. e' nulro. il Galluppi uomo '.i n-.l j-jiiu.o in hi-:.i. jj.iie p. intorno all' asfodelo è fiato il lungo il mìo dire. forfè non pcrehè 1111:1 ne ai'ea binilo .

]i.. c:k-r: qvi ...l:ifl.. comediè un poco sicure Un-a.. e die u^il lìu.iii-. fteffi..r:if.-. e |^i(.Ls «e» ji<< «r: rli u* . Hi: /•odo prxccpra agricola panda-.rtc .- publttas mundi invalerti i.:„„ „:\U.1:-:.ii. quale li è il Fenicio. e diverfinìmi codismi.v>i.. perche non aiinujar- fi lapta il Fenicio pulire.C die odimi..i flit nei: j.inibii credit Uh-v : qnippc ci: in r.Mi piate riferir le Aie paiole. 107 intende quello ] n queSTvi in Eliodo nel!' Opere.tante ptifcornm cinti firrilior . i perdi non conobbero l'o- all' e tutio volevano intetpetrar col liiper Greco oppolìo oggidì riportandofi le cofe e piii rinomata origine .iite le i>:imorie ddia più e liliali Ic..- rcnttil mrnm iillL-.. B tittcrdrv.. e iicuro il foggiamo: e perchè il poeta O 35. iridi.v pr. benché coltolo :crto.ov!o ..i libri antichi. ed altr preftto ad imitare agricoltura dell'età dello la . multa ab amiquh prodi™ . .p.:.::..-.-. che non vi erano a . y <].ione . poeti.wi . Jl.:iir.-/.l::in /:/!.!f tantum ttvarttiit 135.-.n iri. ertts idi. Non fieno ben pochi. onde poi i nd ni ili fi e E . ed Etìodo.-. che tanto piace: rientai linguaggio .l. Dal palcfir Plinio con linccrita ni ad frinii din j::hicvc miti ? niniirinn menta hominitm dstmentsr . e d'acquillare.> li poneva ld tanto alla cicca.do infelice di Mini efio si rea tk-pidma. cran j-. li veggono Inolinoli .iii lIi.qvdm . fila quali videro più vicipiù avanti di noi ad intender- altro divennero Ioni nitori .!./«(.: . . .. introdotti i:i ov.m «iv:-'.DELLA CITTA' DI NAPOLI.ec.i. età. gli riporta in deferiven- do 1 s'intendi vano quelli ine poeti. Omero. le quali debbono tenerli damolto .i guiià ili vivere.jìdi.„„ [ !lm .[JI iì.. e iapere : gna : -. f. gran macltro.. a.-i-hur non punch haitc r:r. aut indù. CVic la folila leggici ini gli: e ma oppulì/.\li<i. ed atìannri'à cupidigia d'avere.::. doveann non per t.d a.t/I f.. /iMicn.i r~n-r. Ce.r_-.-:.. d-. : onde non dovrebbono taluni. e nell'antico vero .c cohntur. e per fubiirne letteratura. die tal noncuranza dedi pena erali renana utiiverlalc : onde vedeva!:.~Jid'..fa .

ita ut prìus Sirena! tffet vifurm. Fide. tutti peruenturin ad C.r.farj . che fodero c mi duole. Di si Urano pente- olto: Medina.noni»SMteato. j ( 1 .. e.icltws tji Sircilas ab Hamcro ad . Digiuzefl by Google . .:iml merito collcgìjfe vidciiiur . li' /•Itiiim fieri Pehrum virjìa fuiff'e callocitas . univi ha \\ ti:in :-_. che dice rinvenirli ciò in Omero: Fnit ccrMeffani ) uicinum Ptlormn pmxomorìuin .l:n .150. 27.'.K- mi «Vieri vit!h inveniilo. ed eziandio per ornare St. lione ili Clciito òit'. ijG.>ryiiam re.^i-JÌ-L- i'^. tjutC colhgie hnne hi ron Samuel Boctattut hi Cbtmami VA. dovea liiperma non comprendo . (Leo eroe . il quale b affai favio.SÌ ripiglia il viay. co- uranio avuto il gran piadire.1 FENICI PRIMI ABITATORI omatilìimo viaggio de! r.t'.i ? ri. : J:^:-t :i:C. ru:ir ir.'ilato altre voile di . 1. 1. che n'hanno fcritto. che poteva fem- mio hi.i„T. Otri co nomo. ad qitod sirenum a rnuitit 'jen-rmiì rft retili . ut: Cinga per fi-exit.jt.< i-. e de' più frelchi. il ve prefi onefta liberti .j':.-. ik-.

t [n -..a. K .r.': .e proprio di tal prato.i non. e di si gran confiifione di luoghi non v' ha alita cagione.rJ-Fi« n:*. oltre In (lab ilir. hhet ..ìu .'Non dee ripronderii.) feoii. che l'eS leili i:. '>.:'7-' A'.DELLA CITTA DI NAPOLI. to*.i i'iila./. lanini . Poiché lì contende.jW.ria dell'itila ..:i:l 1 *..fltej. in un'ilb'i. Omero eziandio là Nti 5' Kr. il 'piale OJ.k> limata ta! \uee pro.. che i traduttori han rìpoflo A .:?!^. Ji-~n >.! r..V/<!:. coin. Ajuta quella origine 1! legnerò . ri. fVipaè iwji©."->. non //. ficcane 11 e inoltrato nel num.y'>.! .'ej:-- quelli eroi per paflitr lib.rm in uo'iioki toO de". ^.. 113. ma eziandìo I' Ìiiut.o. ìlius nuli". facendo vela da l'oiv. né Ti veggono le Siresir:ie erranti per tante (piagge.>. l'etimologie Fenici.. \ en.>. ti. 0. i .» ctuit'pexei uni /?-. ) ^.Li. che le Sirene Jb'.o inedia. v.-.) Cimièro in Capri.. ovvero dinoti Horidum. quelli A'rS^cpm nome non altro ci di dell'itola Capri. Sir^m y' frimtm..::<>:i . perchè fi (mova giufln 1. che un'ifoia sì ri- tali nomata per l'abitazione di donne sì Iride e per una tavola molto nomata . 159. .al che in orientale idioma vale r. /èli. ddla-l/e di ehi vi:i«^ a per 10 mar Tirreno. ci ora che fi e (coverto con kggicrilTinu cura il tutto va tsne .'. il 137. amine ili oorre in dubbio.' luoghi .jto il viaggio d' Uliffe per tanti fé coli . contefa navigazione d'Ulidb.-. il quale lerviiment.:n:ji'::m. T.i . à+i <£ >«ji» A'/:.'.: ' -- rl a gran IezzoÒd.-.:i:>..*.iy. A' i.::ll ubi cancri: &f. i'iij. altresì . Anthemosffnm JVfmi Capri f. . 1 re.:«t«i l^ucfus . .éh.:ri. c'ie corali donne d'Olile.ti» ciirciwtn .45.e corrifponde tal dinoni inazione anche. n Omero ( A>S>(inoo«.„.Vttem vtrtrs.dle d'Omero. ficconie ci dice Apollonio parlando degli Argonauti. ho avvertito ..'sbrnaie. eh. 891. e dinota ur iti!:.-r. che non fblo il pialo fi dille A'.4. i/:f:i!.17. fl Core ( & pnmm . ^fiìnw /Jm. le Volcanie per l'argomento del mio dir.-i. i. *3 0'j7-oy A/Uit&h. fctilfe francamente.' quindi vedendo.M. elle nomi- ne r Ma na Omero.. e utili 11. che di Od. Fenici fi dee credere .«. Qiiindi ora farebbe nojulb. im:ianelj nome Sirene. il ijtule ftiturirce dal Fenicio. . si perché quello piieti vuol. «emine AathemneM». che Omeri! dà 1 luoghi alle volte voce Cpeciale. io nel num.L'.b. lini.a per girne ver. r^™™ .:i:l£'i à\'j-jt-Hi j:c::iì..v.] (ah™. Te AW-sudsu^ fi. che la difiera tvìj. ut volendo eiler contrari al piceo:.rmtii. Pulcirnm.

UlilTe da Capri va pteflo Lipari . pane ci i n han pollato a tuli .fa da quella di Sdii'/: "px renderli certo ijS. quella .

che prima vendo sfuggire .f f£.m verii .DELLA CITTA' DI NAPOLI. che non furono abili a ravalare nel lini \ir. per tacer molti . JJ. Pruove evidenti. otTcrvar Oliverio de errarti. è r. come ben de- riporti l' ìfuh di Capri . e ne'verfi 101.il^ìj . biirta .'> E < Siro..yv.Ì antichi lì è ito nel corti di geografi ti . non che de' nuo. ne ofeuro: dirci più tollo.a'p i'-i\- ~ ò. che gli portano ambrofia e di brieve fvcletò si leggiadra favoletta delle colombe .-ru in quello .3v'.ie F fl°( . Mli) Tapi!.Or1 chi a bello (Indio lì die parlare di tal vì. delle TlbfaTbxfvrJ. li . .'7 7-. ^rr ivlìquum hat T^!r^ { . e pure non meno. efeg.n:c età. e 1' : ciò. cai a tra- t:-. . pAmrf* pn^ffp dì. che tre volte n te. w* tori Indi ci fa fapcrc m qn.utr' . luogo.eccflario con maggior agio diftingnerb .in. E"»5« Wr. che IV---1. ww. che fono ftati Tenia vedere coloro . ÌKÌTWt ITMOI. e brevità riportata nel num.-. 50.ìj-kt'Ì..'_'-iv . che per quefl'ifole non ci pof- fun paffare volatili . fa menzione del turno. 119. e le tria OAp. nirpj. the UluTe giunle pretto l'ifole Volunie.Jc Vulianie . JV.- >. f //>/!. v. La ragione perchè non fi è intefìi Oin. Il è da me con chiarezza. 471. nerpi:: le collimile di Giove.-nn V iS. 139. che Ulule vi fu vicino Chip. p:iL[. 0: uv . clic Omero non i flato ni fallace. che da'naviganti li vedeva ifok Vjlc.31.y.«™ rtn 3-' :k- Inno i . e montare.

te re alia d. c confideràte.E5. c Scilla.igionì. i-fl. che dinota li voce w Tii' ira Hflr nondum nitrii indi profiegue v'rytn s'iS.':-i> uv. nel /^ medefime IlfVpw n»..j. : fece naufral'altro mala- e dipinge il grand'Omero con pili belli coluti poetici colali duemolìri: con ciò fegnatameme gli diffmeie dalle Uh^a. lì e la cunfufiunc del viaggio : ed ora difeemono le favole deli uno. Circe l'avverdfoe trovarli per Io Mediterraneo altro luogo.-^ con lungo dire. che prima di giungere Uliflè a Scilla.-..è .T. ufàndo i filili avellimi. fi è giunto fin dall' .111 poco lontana. II'. il poeta gli nomi. fragorem sudivi. Certamente. qnxcmiqae acccjfcrit. che allora li rinverrebbe il viaggiar d'Ulifle . perchè non folo diverlì gli deferive Circe ad Ulillè .8j. die a Anidra di Ino gevolillimo cimento .-.ff V. e non cncndofi poi vedute. perchè .. Jns 'nafta. i ii FENICI PRIMI ABITATORI I ciò. ed iv. contento curfu deinde Fumimi. come il penfarc è fempre feor• to . fi eia di iKVélTUà ri fi-.(. e faggio . ma altresì. & & E E.-tà ]'Ìlj jiuiclie a morderlo giocolàmente. colla quale avea dinotati quelli due differenti Ili mi luoghi . l>cr vie più ilabilire. Kigi-Hlcm fiuBimi vidi. che Omero dmingue quelli due luoghi lino all' evidenza . . rei qu<mdwfuld^Sinn$Teliquìmiis.ilinu maniera .a II. e dell' poeta rea fortuna d'Omero. Inde {a fiaifltn) Scylln habitat harrenium vociferimi. e Dei la fòla nave Argo per ponènte cura degli gi». e losgiungc rinpu v. haminum . lavj ed evidvtue. qual di v: ili r. i'iliite Volcanie .-. e nomina EiiW. perchè d»' favi non fi Mollarono in Omero l'ifole proVolcanie. indi."-.6:. fa fapere ad Uliflb. ludi ftisji-iinijj: . quando lì làprebbe il nome di colui.v/ alla na-Sis effiigh FhLs il poeta nel v. c che v'interpone il . . n>&yxzsii e cosi comincia v. ha prodotto fra- mmento nell'animo di tanti diviene ben chiaro altro luogo .. 4 i. . .. benché dopo moltiflìmì veri! fa coiriij'tirkk'rc ini li .che adoperando . 140.che In elle non cammino v'eri ed inevitabile di Scilla e Cariddi . 'morii eH a^'^ifgue pnmciùfi'pt"ce"u Scolpitamente Ai quelli verli fi vede . hi\xK^t. in panandovi poi quell'eroe di nuovo. che la filila fi dee riputar arte in difliugntre il pai- lare colle particelle i pi. u ì.-. Perchè casi lo fcriver d'Omero. che fu il fartot dell' utre de' venti : ma lì fuole covrire la mancanza del fapere co' leggiadri felle™ Non debbo lacere. 50.i.

perchè egli Hello ci fa faperc. ninna lino a di contendere. ì i : come luita ccpi i : c. poiché qnedi due mollri impedirono molto il naviho. borreniimqua Chtrybdin. 160.:k mi vaiai aliai. Giunto il l>. i . che il fuo eroe lì . (ote giunto ma chi sa il valore .*. .. per giungere a Scilla fi portò all' quelle del Mediterraneo mare infrazione. e vollalle la prora veiLO Scilla V. che Ulifié da Capri a Scilla .L.\. e dice A™ r«w3«.niiv. di modo che I.d o che veramente non dite.Wiw. : ce ii'l. Ma ni n uri> dimentico .-^'f. che Omero è awcdutiflimo . Le voci «Mi'fnnr* non odano. deinccpi Sola ed fonofilm infittimi Ed è certo. i-M -imi . si ni. k j> quale I: L'dc non intiLji que: Ipiac&ta {<>. ed Latini dicono àt'ot. i:ti li L.-. e Torva di anclla voce ffuriia .eJ indi partendotene prende l'ilòk del i-enu v. v'impiegò qualche giorno. che Omero replicando i pili li me ida Minzione se Ivn vi ama il .™ Q« « ifupwi imi Sole. Altro non di"utì-j . H"i EitlMn S' oc **(T 5' ii*a ìjjo7ì (f«3f JfiLi . avendo sfuggite hfole Volcanie.v . che allento («tiglio. !. continuo meis -verbi* pmebai «va chiarezza Omero . * E. pojiquitm furai effiigigbmu: . qua : onde ordinò Ulìflè a! nocchiero . «ùii» tire. piacele op- L^. non mnì pcnfcrà. inguini. : ! ."]iìii altra da Capii tu Ipmto all'itole Vol: ma perchè gli elcmp. Mi. it.i:iie. riportar naviiio ito ari pi. e qualche notte. che mfnuc non lignifica Ratini .»< j. $W Scilla a Omero eilervi arrivato m™ x.t.hllc.Tiza che lli verli.DELLA CITTA' DI NAPOLI.!>. e pun niente a tutto.nc dira ciò. die ~'*-t. iVùwi -rtSo™iirfijjciw oìfi'iu. P chcUliTse non Soùt faito nell' itale Vokinie. Sciliemp*. e Tuia fpeffi) Omero.vÀ 11 Xa'faaSi» 2«JfMiu t'. TvMJ. /if/.-tv/iv. e Ringoiarono lei compagni d'L'liiie. Sic dicebam >£/ì .M.

go tiobis nnfccbaiur e -jiciiiijiimi r.». N-:: lumen màbobnin in ei:u collii .-fn Vidttm. fien molti. Il D'Orville Jtfcrive. di Lipari.'.i oriri incen- dì':. etiamfimm B .$$.òi insto ? xsfsn. che ha kri:to il dottifs. niie Non finn tirram Se dunque non non v'ha l'i^.c.& . d. lon vago jì. ovvero Vi Pallia .lì-. O" lonilrua fupcraih parie excuntem .clie co' innanzi è ravvi fi e listo: de'ii-i^iii.: ptopc Liparcn . 141. come Omero.-niib:ì\ \-7 -. Ea cri: u:-:. !» toì irhyt 6101 [is'iwpis talari. f. «elfi. e quanto ben ce -ty liceva ed iid continente. e verdoni. . sui j-Jtp tìtjiu tVmafa . & & mat'marum aquarum ab una parte montem fubcuniem . terribili . . il quale fi portò cola . ina quel. wfiKi li pii àfifiBiSm Kt». Per vedere quanto fii a quello racconto uniforme Omero.i nnì: .='> msi vale ini . .. (7 gurgìta i dr.i die per gnarlì di coloro. Ce. . e da tal racconto li vedrà con iltupore. (Tr. che di me pi- dorili! fi duliliiu .jan dt:b:.vnilrii.i. in lei il Omero grand' troppo fi promettono itili (aviti fona e del nautico mclliere: iolo smerlo. imo pene ttingcntibm ice satura mirabile ph&nomcnun . qux fina ignea per os ifiud magli) ano $égere etite tegebat ..d:ir)l.iìaii Jid. e l'ifole. D'Orville nel Caritone pag.É88. infilili rJi. Ulyffes I SMMn .ii ] . 0 Sili s'pavii £.-irjm .i quelli navicanti in cotal parte del viaggio. fcolj.A'f«f jt£Ìt»! ' nXnyiTft. ip ori S' mirai Kfjia fi.fya £vx3ei »SJaiurii5©. . nere in fi:pctkra expreffb. (E qui riferire (e fari dì vivo piacete di chi legge) ciò . clic defetive. .u.nz. come è flato fedele Omero ad efporre lo ftdTo. Per far fempre più vantaggiar Timor d'Omero. Srrongeli : fi riportano l'auioriil d'amatiut. 1 I l i . i quali appartengono alle lìefiè Volcanie v.v.. fati! alte iMebat ejtttuiabatar . ni difiinRiffxme ad baratri ìttim crepidinem collocali ingentem vinr enim fine horror! fummhnte . ^41. ab allerti dum fertranfibat . lealtà di' la- vocabola- ri. ed oiTervò il tutto .:iikiuib:-A. ed fi vede cl. corri ecliè quali trenta lecoli avanti : Voragine! fsbtettaneta . non m'increfee apporre poclii fuoi & . benché H"t3w Ol Si 0'i-e! Siila sndxAis .ii4 FENICI PRIMI ABITATORI I 'Crudelis e:. !'«.r.-.i fi dia month ignivomi in r.

:rriti"tio d'amar avar.«^Ss'i.ti . Omero l' ma non .rcumquc carperà virerum Sei pariicr tabulala nauium. il quale è ito tanto innanzi nel faoer non fono . che quelli d'Omero. o nuovo feritto- Greco. e valicarono verib Scilla. e chiare relìimonianze abbia 10 notato. ncque sfiate. che un . i acccfcrit.e lì togliono poetici ornamenti . ignijquc perniciofi procella: . . Ce polelafll. lèmprc una ne tdlava Dio avea la cura numero.!. mi avéflé in ciò prevenuto. n* * c'-Mit* mraSiii . che panando per quefi'ifole le colombe.iH'irtinienfi: fragore delle fiamme. per Tf in deferì vere Suungoli. ciuti fé di si eccellenti dagli altri. ['ammiri . Ed 1 ragion buoni icompagnl dTJlilTc al grand'incendio. li sin. k "a che ho che vcrfi. E ilimo. & . ed . che recavano l'ambrona a Giove . nè vol143. ir' « xofHUjaii . fi vede eflèr li [iella li deferitone di D'Ornile. effcndo anche in quello interi la patte (lorica. e fi deferivo110 con queir eloquenza degna del gran poeta . nè mi fu d' impedimento . vtrticem. che l'eroe d' Itaca navigò pretto l' ifole Volcanie . Si lodi D'Orville . nube! autetn ipfum circumdat Iffius occupai J Son ( ulta nirvìs effigi! .e DELLA CITTA DI NAPOLI. che D'Orville ha feguito l'opi- quello p. che con buon ragionare. aggiungere tU. ed lulìngherei perù nii ni comune. v. . . esito. il quale avea il bene Ietto . 6%. the fi i dimentica 1 f Omero . e fi fu di più ilio difccrnimento. .toii 1 fenomeni. non per dire ravvila» nel divin poeti liandio all' ifole Volcanie credei io ficuro.>d. ta- i c. «. So .v. . Non male. S' <> rvrrlhx iVi' ani'®. il (allo. automi m mi pensò al fuo racconto detT ifole . . »to n'jiflw Barrii rfiip. il dimenticar" d'Omero (ì (lima reito . 1 KbscmV ii fiiv Kb'™ (^b Ou Si M(W(j Jtw* ipwì n'Si'irw" cu&pT «V l'i 5ìff.che gli tende ioghi. Plnnttas Jiquidem eas Dii beali vacuar. ncque autumno. hic guidali cxlum tonni attingit /k:ito -.Vokanie. che altto 0 antico .criice. lero lar ini: lutto il giro della Sicilia Non lanmno importune alcune onelle querele contri l'eruditili. 1 Hinc quìdcm petrte imminente! . Hac /nsf »ff tw nalucrcs pTetervalaiit . che s' attende or» fapere. D'Otvilk . «eque eelumb* & nenium Hac virorum^u. X. t. Duo -nera fiopuh. li mi. che io tc non le vide in Omero . non avendo niuno fino a di noiiri che Uliffe giunte nel fuo infelice viaggio o con tutto che difl imamente fi deferìvono : uomo. Fluttui maris aufermit. e quello confervatne il di rimetterne Tempre un' altra P 143. (S Fai Fluttui Jiigcui refonar cerulei m/tr'ts. eftinta .. onde è nata la piacevole favoletta. ma die certamente vi fono .i di ibi'i'. lanti Ji-coli .mri svea di ella deferirti . ed il favolofo.

r. voluto di!ìingucre Ateneo.i 'jii coli: dice . Piace leggete. dilpiace però.1?/ i\m .i::i'l!I(i!i..::.1 :::.»:i d-> _. -IT' imam.'.. le non s'aggiunga qualche pr-pna Ipiega/ionc .ombe fi pronti. i putrì .iid FENICI PRIMI ABITATORI I 144. lono nel vV t).t: !':..!ì.i.n>.l.1 alni:-:!::..:. Oi.i> cibi il:~h. f .'/.-q:.-. ridi! ittimando io degne di qui Iscriverle . il tutti ira quefte colom'ie d.m r=*t:-i hcuian .v« fiì.lLit.:.: i'ì::: f. giova . rum pochi opinione del Bochur: elltr molto acecfI4J.) l'.fi.. tome e fuo coftume. le due voci orientali.n-er.i-::. Non. ..< t: ii.. iilriiifce. il quale di :i!1.„J.k:!.7>m->.-.il:/:i/l.rj.i ri. i»™h:i> f.ó™ Sn/hn-L.v.gt.i7.t n cn-tt : ma t facile i'npporlì :ig'l filini] detti.1 tcggeile il CllOTC di leggere file parole . eh.n-? .:.Lo ..lsy.: . /mi. "E'icmhraln tcn-:e .i V rc„nh.: ma p.'/. Andrei certamente molto lungi nel dia-.u-:d:!.li cementatori . l.nbx epird Deoriim. che poruvino .i-niti quella [ai'ol.i columbi . iapem.a h::. uUin-. che i più gramii ira regnanti amarouo l'ini endere. Non m' indurrò mai a (offrire Longino .i .//:.tleg p. ma ii i ingiunto.v.iiiiit)L.i ex .Ali riTfJ j i -.: ™<-7W. Ir. e.i:.dcià. .ij nuli eifcndo antiche colainbc.vtl SlrabrMìi :„. iìcnue uhi il gi. .re... che periiòOmero con quella favola ti:. Te io trovarli piacere in quanto li è (crino in ogni età intorno a qnelio li:i>.r.ci'om'ie. uin. .. ma non mill'em.i.::..ui IWharl nel Pls.>i 144 Opinioni de'ùvj iaiamii alle (ì„i.f .:-:!ij:i::i : ne-mpe fumdamm it.3.-.t:. co. oltre ogni decoro de1 ride. ut/ imam .^c: fin.-i:.appaga flit il me Mìe. cipu.dl. .pv\:i„> Dii\ ciin-n fnl.mi ..i.-. m .loiem f. A„>?h.ig. clic K'ilv deivi-aii lui diedero atra e' .tÌ'w i/i: i.t Ctimu* :/:..'.i. .::: LV/j re/ih vjì}-. e perché quello. ridurre quella invenzion d'Omero alla lingua (nitritale.n- ->/. d . n-.c"p.ir-ai lenuit: ::! . :!:„ ! e de . ed attente a portar l' aiubrolìj a Giove. . fjjcrit riini-.iom 111 Omero di fT"ifi!VJJlMZ.o» q!:. .ll Emidim Interplcmmncm '/J'fiU & feMhfta li 'balta Incinto m'ervare gli frollarti. rilcruiJo mero.l'O.larkc il ii.ìr.i) 1 e j~.-: . Omero : le 1:":Ji:h..iiii Jì:-. li. elle ligìiiiicauo ci..t p.i i:. jjkh-idh i..: • éfj r!^:n:- >:. il quale non inteiii'. 'Cr. P?ì.l.! 1 un Re- lei:n»> e li 4. JVÌ he .-. . . 1.i so.... che egli dice. nè Feni- l'inbnTn a Giove. ingegni gì' : anciìc -.. che qui li rinort.

i.r.i cTu. die Omero nom In ha ci rechivi. ni li i'-. potuto i.\:.eerdoti 145.ii/i-.s.i lì r-c: : har. fu loda.tornio affitto liuti-.ch:irl fcrrrJ uf. 117 eie. li!|'i': \. lull. elle dice il !:.iii:i«e- une. Quiir.: e pcnllire a' li.alcuno alla ndiile !ìii/i::ne del gran poeti..uniche. 1 lipia e. che li Ma fe. //c py-l'y:::iu D:t< : : u!>: f due II colombe li iàcriliei- Tri u! Dacicr ed . e quelle co- dentile.con finire fior del gli aiiileliiilìmi nii|i'i!ie d.1111111. . in leiieir.!_.-. o no nr. nunzierebbono hpsr.e. le e che il liuvendo dir lacerduti.\ (non tono coniente iVaitimei-.len. e liei...uilu del di li. ve. ed ammiro. . ed colFcnida a'i : 1 Digriized D/ Google .uiuj Qe.\-ly.rie lenjja annotazioni. S4.-.i. j. di.l lime volte Greci loti 1' antiche fjlm. e poiclli ? antoritl' degli amichi fai Vnlcrve.ul invilii: ir il vero "ire. non . Favoli delle colombe lì (piffia . 11.prelìo alla molr.indi i orientali v.die run s' acquieta 1.i-ji /'. lerlilnu .DELLA CITTA' DI NAPOLI.uii Madama . le elle il . cleliceri loderò eziandio {.ine..1 in quello.1:11 qui lii lini.ici fiiic diflè IllllL: lombe fi oflerivan po.lo lai-te riè u lì .ta con- ic-lli ii'Xinui iLniii-iiie . 4. e (ama di di: ferivi. v' iij. conrefe. mi uielliere.e non Biicliart .nù . li Ilari ma limi li total gente alla mero maggiore eia! glia li purlur Fenici. .

IJji.atitTm' non s' intende. feol^ ni i ramarti . n etimologia di Liicmum. . che col 1' zallinom.S.. il quale olire avere si laviamente oro: lùoi ponili . u8 FENICI PRIMI ABITATORI I Dei . d'ifole li rinvenni ina . niente lj>e. come fe tali parole non a gran fenno nel vetC 59. r. Clic s'intmde jaTlÌT(aIb." — - che Eolo idono^ma non clic il che per tali fi dice. fi qualche luce alle voti tlfr-pu rUnj-iTw a quell'i fole Volcanie.*rM. dcll'Od. di dare è porla cura a ricercarlo . Cr.. fi moRra Vi bene intclò della proprietà . . ia meli ieri ì". con ricorrere all'Arabo idiomi. e m'incre..K. per dar nula Rimane (ira me. che di Omero cosi l'appellano pii che finora non velie adoperate FJÌ gli nome prelb da' volatili. the Tibie erano nuotimi.i.:ov:irn= l'arcano." rtJ " J r fionc - . Ed intanto crefecra la fama ifOmtra . DigilizBdDyGoogk . e giova lo- vicende l'indulfero gli fcrittori di quei tempi a dirle erranti. anzi neppiin tenti di confonderle colle Simplegadi. Ma Ufi. erratica: eficndofi crerfut — TihaytTai Hit a» interoetrate erratica pel.pcrch re. e rUcj. ed an bi degli l prs più . che l'ilòle andavan vagan- a' eguali il maravigliofo piace .it 14Ó. e perchè egli ci fa fapere. carnet hi aliai lontani dalla Grecia Quanti luoghi . onde ha avuta Tua crederli. e natura c fpb.il detto poche tofe nel num.

. v. ne .©' comechè ora fcolj.:. forfè lì tenderà fermi Ili ma. cioè . e fuihlula quella . . giacché eziandio abuiii Greci ce l'han fsrbato. lciulte.uclie in ti Io abbia a' iuoi portai apparecchiata celale i(ran. Or UTO vale lìbi- fi JVvrynn jts afe uuvefime ll'io-'.. e patente via.l.! i. le il cammino J..i Hei'a lìer.era a' Greciior egli vuole . iiiae* Aie*. babita- traduca mainili in iiifuU: che han detto di rJrVtj-nTtucosì il Fenicio uVu . ed ai t resi i.-juilits . di e!Iè . i. > a'navilj lihero : Ma ra i47.<?. pluf.!a|. ia nm:iii-ri loivrire.r. che n*ay. e rimari: un. die [ali iloie cura . .iìici- ir. the Omero non ben compre- deila vecchia età: e s.^ró [i^niiìcano pietre erranti. che quando Omero dice.ridite vero. che non aveva umilia. . e perciò fi di Acro -^•'f-t larà lem pre Arano. e qnrfic ire forti di vie erano in Roma oltreché i Greci ne formarono l'aggiunto tXktm nmplus. .'ini.non è dunque Arano. Icj^endofi .e fi poffono feorrerc all'intorno.i o.r umile eredo m 11 die. effendo voce de' Numi. 147. i dunque ili ìie. àì-Sifit: onde elee il nome —\Sia Hhijìo: e veramente [ali fede iliile li fi dclcrivino ii ben divife Ira loro. o penfaro. che fon b.rci . dice. dee ulcir da ed han da (i^uliiv.n n>. iio.'7. che fonerebbe Se/unSo..i^u. che fi racchiude in quella voce orientale.iune. per lo violencillìmo impeto del fuoco.7Ì rote Fenicii. uro!.\nh. .*j-s™ . fi è i:n nome di cittì.*.. che ili mc/Jo di efie . ebe Dei a.111 .e d irta 11 ti .ri'. che i navi.£0(1 " mi •« m. n? veramente perder tempo in rapportar i non pochi ferimenAimo. e perciò Dioni>ij'j-ai fi. e che Omero ciò avelie credulo. ju. ed altresì vera tale nuova et imolojiia.i neila n^'-j-jjrf.t rr-iu'ì-J.c. che . iterili chiamate quelle Voltarne munirai.' 6.™ . Siamo Henri. rjiiuchè quelle due vo. clic lì erano nuotanti.c flirti i^un iriairtis» auffa'*. che J*)D dinotando ancora nbfcidii . .-anta mente girarle intomo. e franco: nè fi penfi . e danno Voltarne 'fon tra .-ì-'3.riìira rinvenir l. rìrrumili (piace veder tradotti] i«. che li di un Amit nome proprio all'ifole. in oltre chi mi vieta di dire.-ii^ri lih. che una tal veicc e propria degli Dei silura si è lìr. .njyii-iMj: .i. E mi giova.-. che in -Saiucclio 7. che ciò fi tragge a ftento.'jie!laiio m>> It Voltarne ..-i fiili.ai divile. ed intorno ancora li poteva lacilméntc iiir vela. .i 11 1*1 i«. e conienti ripetono lo fitrtò ficcome fono mani è gli ftefli caratteri Patire li Anonimo . e fola.3 i ir-.rvir. crrmc facto . pnl!nn.-. e di(linte.fi../.i . ficcome. >li lai noiione da' vocabolari : e non fi poli duro . le di Omero r. che quello sì avveduto poeta denomina nv.m.'irv. avendo in Latino phu-a da che dinota una ben terga . e- che di . nreiiilen. perchè eflendo prima un'ilii)a intera.Anchcni»r»'"u&nonIi[!!iil":iin Omero /nftifMMtifi*: Un. «'ai -ii^'-fvs'. .i dal . che ancor do- v.iè veramente nh/.^ht. pl«re. che In lU:'o Dionilìo notili . e nuotante iloia. ciò.DELLA CITTA' Ma l'i iace DI NAPOLI. cioè. mgìpmta 1' angufla . ™ : ! 1 f i Ma Volcanie n*o>ni Od. eli. 16. traendyla dai verini j" . ciò è. fpaùofui.! . che averterò avuto il nome Jl>ui)-»™ da sf.7i e gli ma ti in :n!:. divifit.: in !nn. Quindi èehiaro. TtKonri ili i-ìrif .

e p..!. d: ti: (>r. e dolerli di sì antica intanto Tempre ripeter debbo iiiiOyio.cn cijc Jc'u:.!! i.. r. ir. che l'i Sila l'm. le l'oriìiiie del nome di quel!' il ola lìa più femplice.ilo I FENICI PRIMI ABITATORI ra in Sfreninoli.ida era ci nnil.!i llc!ìi dementi della vo. e fiV^ voci Fenioia eneo jiortLino riferire cie. Se poi una di elle ove listoni :ìv. il lentimcnto di lui . ci hanno nome i! divile dal. Si diiimiaa l' sii molo ab Fenici» di Bothan intorno allj vote tifila.ua . taida .i . e ne' vecchi [empi ardevano tulli' folle li . imitali! èmuogitieis srn-j. :.>i x )'!:-.:?:.-r l'ilblc. giacche li troov. la divifb ed : io nd num. e quindi poi viene rvpu: u. zq. R. guila. giacché quelli aliano non pensò.ciic dubbio non rclli. Ni farò pamì. fcrivendofi da'iieograji antichi .: Nib. lib. e naturale di quello e'. lampas . elle non fi . Arabici.t me propolìo. c.i Cimpagna.:)ii t Ltp. ohe t'nrfyi. ?. in divifa molte? Di ciò lm pronto opportuno dempio nel io.ri . Terminato il mìo dire intorno all' Omeriche ec^mbe di Lipail ri.ir.-i 11/ qu.'e Greca . 143. Li ! iloic . ni (piacente. egli dice. 14».i tini ìkliis e die .ilé da Capri Omero non Dato per fìa Ed cLe lì sì dal più lungo tempo refi io Campagna. e Latina: li Vi-sa-a fio.i elee da pio abrumperc . ji. vcl Nibrai. per udii inicrroiiirerio molto. I' incendio n. die Ul. e li vedrà .ino si numcrole voci del loro idioma e per lo continente.'. le R. puf Fonici occuparono e une.per non andar più lungi .' elìérfi per la viobi/i ed/ once .is. iiniira (eli- luoghi del mar Tirreno. ed fp fi ognuno dovrebbe aver a n legga: più prclfo al'colo. ed intorno ade ni-.nel fine <lolia pag.rcas nm. jjjj't-ri) Liy.:r.ì!e credo ne>n olière irato ni Iterile . ficUrrc pr. die lui icriltt) in elio num.cjì lucerna . Digitizeaby Google . ho mofirato .! . che TlK:<ynoi . die ci dà di Lip. n:nti.:r. die i lo Hello . fax: ce aliai altri mn ( wl .519. non mi è lembratu riportare prima l'etimologia del Eochart.

-.e di quell'itola han parlato. ma ce gli prelenta a lungo nelf Od. eli exitium . nè fi citano i libri della Scrittura Tanta più antichi d'Omero. farà il mio dire corto i-'urno all'etimologie di EviiWw. i quali Omero deferive con ilìilc si vivo .li l'han elimina qutlh del Botbut.pauni : piace anche ollèrvare Tom. quia ut B P. che il gran Bochart ha & m traferitti tali autorità dal piccolo vocabolario Ebreo del Builorfio . fnpt ptrmuimitur : Ìndi aggiunge gli efempj della mutazione di tali due elementi dall'Ebreo. . e ftg. quo fen/u Gracula neiuX®. . che in c!!o v'ha Vji» . e Profeti aliai potami ad Omero. & Ma ra/i(. Bocharc intomo all'origine della voce Lìp. che può pronunziarli Icyll . Scylin Punici 'jipo fcol. che Omero abbia canaio darci tal nozione. priedari . i quali di buon volere non mai il concederanno. Ex Nibras ras Cretci ficerr Liparas. m» quello . Ipotistm . chiede para.^.i!"::aio immenfi Volcani ad una lucerna. unic •uel nihrafia Soph.ne. oiigine Fenicia di ijI voce . ordinò al nocchiero. che fembra . nemini non eft òbvium . tmpt&ricHMttsmvi naia Rabbini dicunt : ut nebrafta Dna. Greco.e dice nel Phaieg. e girar la Sicilia.DELLA CITTA' D I NAPOLI. Ora lì può clìèrvar di leggieri per onor d' Omero . 111. Perchè è mio debito ofièrvar foltanto le voci orientali de' luoghi. ad una face.ufurpatur ab Helleniliis . N& hac mutatane quìdquam coatlum.rs dn™ av. che per trarre Lipara. o contemporanei. . cl'. e femhra . quia facis inftar uoflli iucebat . 149. che iémpre quefta voce Ebrea quali Q. inde ef-pel. ed eziandio alla favola. perche adattando in tal maniera le voci Fenicie. che nomina Omero in si famofo viaggio. e mifero il iÌ£. In che fi mulino due elementi del Caldeo .-. i fuoi compagni atterriti dall'incendio dell' ifole Eolie. sì ancora perchè l'ha rinvenute il gran Bochart. che Scilla Ipogliò la nave d'Utili di lei cuii-. fi troverand'ogni lingua.j. e feg. . E qnefio fi è in brieve il molto . che increfee . fé quello. ita L fune eìu/dem organi.I. ma all'oppofto i Rabbini. che ha unito il dottiti. vi faranno parecchi. in Caldea. e cica Rabbini. ovvero Volcanie non volevano più dar de' remi in acqua.r R-:itati alla: astori . fi. Uthale infonuiiium . sì perchè non fono malagevoli. onde egli vuole. non ceflèrà si tofto la mia ammi. che prendelTe il cammino a finillra per Io faro. per aitare quella lùa etimologia. /poliate. 85. comparandoli ce confacente ed all'origine della parola. lenir. e i'induffe ad incontrar ì trilli cimenti di Scilla. ut mollirent 'jocem barbaram . per formar Li. 11. ed il (ilo derivato "1: . che poco innanzi da me fi è proporlo di Lipari .i . poni in Scilla. . & nomiti NibaNcque in 'jei . Ma chi non vede. che gii dipinga: nè è pago di parlar una volta di quelli due moftri. ricorre in Arabia. fi truovi pìii olir. Seylt. e lo Spanhcmio nvean raccolti . dicendoci. inde Lìparii Puniaim . i quali anche il Cluvcrio . Syris idem Noia: nebrcfa. UU&e li . come nel v. i. Si crede anche debole. aver io veduto . 149. o Caricali. . ihe quell'uomo si dotto dell'idioma di Patelìina non vide. e no madri di nibrai. cosi nel v. fi è . e Latino. Vedendo che Uliìlc. e Xapuéiis.

i . tradurfi dal Ciarde.c."f. epe le 1 catelli!! ma non : cl! ai [imi ih dhrr.lyl-.m piane Cracum fipi ificai . ed i lemure lxx. i dice firpui.il de Sryli..pag. Scylla Punire Ce.ine dcila S-il'ì?..r.- confusiceli!.. il Barnes da wij-i>. o pur vana l'origine Fenicia di Sttftta . mire . fcol.. Non vorrei..:: lui ne A' depreej.: ejt feul . n Latino [polio. .Ve. che : me.jui. i i .:-. the cam\ dinota Od-f. jnniinJs a 7:.j aliai età dopo Omero di Squìllace ne dirò non poche cute in dovendo parlar della prati colonia Areniefe .o- du >m! l'henicien ( dovea dir l'unico Cr.3. e perciò ha Icritto . il i ìli : : dee da iempre iiirà lìynilka- lini '- .r. cora SiyH... che ciò era noto al gran Bochart . vi farà chi voglia credere . >.-i. che tra' Caldei li rinvenga coiai lignificato di permeici. quelli due verfi I- >. Banier ta7. . exitimn. però. ma quelli mutarono il valore delle voci aliai tempo dopo Ornerei mi c lecito conghietturare . a conili! tar che avendo il Phaleg del Bocliart. Ma dio alla femplice voce fìreea . che le donne fon credule.? Omerica per Ui ii li i . Etimologia di CiiyMi'i.i:. .v\ :uere piìi l'autorità. francamente dice : / il veni.e i .71.-i .'i. ..' 1 ii. clic » «i t nv.. uomini. che (imi p. ml Vi mran exitimn nel verbo ei'. in Fenicio ~-hv . e dalla Fenicia ci fpinge nell'Affrica: e per- hanno : 'sipo. come una portentofa cagna . die m pensi 11. v. die quella del Boi •ri: fia detto con oiior di sì grand' in fpvls. tradotto Ài'ì^fn. e non so perche non panarono che era Io lidia die .ee P. li . 11 !!/. quanta emuli recai i-nati.. e feirpus . rat jpeli. 85.lie eli: r r e. voce w ftefii dementi ..c/i /kjIkj L ccrla quella fcatiirii.i-.L.i!. cosi anfi ps-Iem .. E'vSiS' ir-i im >Aff và£t Sftnr >Jhaxi\tt' .isure rem. -. che la fama del molto faper orientale delMazzocchi rendeffe o debole.x nom du e. Niojii» vote Gnco Ftnitij .'. che "ZWhi*.nc tivi Userei : ed . dicendo egli ne'bronzi d'Eraclea nel principio della pag. ove parla della città di Squìllace. che- della Mitoli». ma fi sa.0 trillo noMi la Caper Vof li Romani .FENICI PRIMI ABITATORI I . che han sì bene me> E/its profetìo Cosi « lejigu latlc iepulfi: al folito quella coppia di i.-: . (in nell'etimi. che venne in Napoli..i iì l: wisi i! della rapace Scilla . la quale raecìihule in la trilla figniiìcazioift di quella cittì avelie aequilìato il fuo nome da' Greci. Lo flcfìii coiiiprii'n a icn/a più attendere madama Dacicr.Si jtCIlc tUIuioccbi .].irt.. i quali fi portarono ad abitar la regione de'Brur.. e Syl/a foltanto lapidare.:i.377.111 • ed è certo. di orieilie li:.:. Se poi Omero ddcrive Scilla in alTaiffimi verfi . . ' vox qvidem. nui fi?/tijh--iuiiic .irn:. i ' . .ji.'.(?-. 150. ed altresì . gli è piaciuto riflettere ezian- cogli . leti.: . il forfè an.„e „iie:. onde dinoterebbe ti.

tò ili li . £c navenn . Ora però alquanto perdo mia lena.l- inlata naufragia Ibrbens gurgitibus occultis mil- raro cu..fioreo.-i l'ai: mologus. e rmlagrvoSi cole .n.isiinr. farebbe lo fieno mot . ed allora.-ció editine pri- il h:i fcrit- pofia dal Greco . :.4. che fiatino in acqua. Digirizod By Google . diniKi i. i quali affatto non le videro nel poeta.. o di buono.i imitando coloro .' riportano poehi vtrli .z m ad 1 yir. clic i lx*.L) . q-. perchè lì sa elementi vocali l'hanno aggiunta a lor piacere le 0 dallo tiretto di . pe. e dal Fenicio . che il gran Bochart è Irato in quella etimologia felice. 15J Chsrybdin . o mal grado girne Q. e l'intero myiKi r..:!.:. |'^ ii.ii.' l'arnie pag.. vale ed Odifièa. e fedirebbe Iòta a darr nui^ìur valore alla lignificazione . lufìins irgnd Iliaci Strvwm : ' fix.:- li t':rc-l giovane t e fcn nutrita. ra.. e perchè fembrami . che penli eflèrmi flato di ftcnto l'aver rinvenute l'ilole Volcanie ii li ili .ràr. ìvjeuh .i vi t-n>t(ci.UliHe giunge all'iloli JeI Ssh : li '. . parandomilì innanzi afìji . /e. ma fi-. ripetendo!! Io fieno giulìa il gè'0 del parlare d'oriente.ifr ut mi St:nr..t inviali: <3 Sr. già comincia a riufeirmi moleiìo : ma liiui.i\l- fcrb'. r : ne' |irin-rb.T f . chs e . ritato d'Omero. e le di il proprio nome di Sii/mói Credo . che vi tara ta. Omero immediatamente il fa giungere aTikia 6 le . e lòltanto a Scilla l'aggiunge. Rimane ora dì vedere. z.:p.r. litror. . E perchè il vero fempre traluce .i Xaj= lignificherebbe una cagna giocane. ed ci . vintu.l traili! . m'ha Icemato il pefo di rinvenirla . che doveva 10 regger contro agli ferii tori d'ogni pili riunita età . ì'«5f» ti-ny» j[o©-. e balda mi giova. onde efee anche Vj gU. onde dee il nome dell'altro moflro Cariddi ..in C.|-..:. e di quelle ve n' ha molte nell'Iliadi. s'abbandonano Kij-Ais qui dinota >bj-tSì mo ha detto recein-'itiri .<. U iji. agli lo bili il fecondo nella il quali i . Tp.a volta in Omero . x due voci chor-ybdìn . ed bella fu.. ex/nttatio .i.\-J.fi vede mutato in nar/c .. 513. o-]. e l'enerci fiato daupreflò riè mi iÌil^'i animo . e :ìvv.: uj appongono.u-iìo iu i. quindi il verbo che exfuhirStt.DELLA CITTA' D t NAPOLI.-^uii--: ovvero . Chnrybdh e/i TiaiKIln (iber-obdati) foramen perditiiwi : w.tt.-. che buona parte degli Malòreti i Meffina TJ lille con graviamo danno de" fuoi compagni.~. che 'ju . e nel' falm. the li deferivo».. quidquid definii in Ety eliaci. nii ti m. Ito " '»'( da $M£. il c' : piatiiit!) dar un brieve . aggiunge al »«V. e fe finora mi è piaciuto il rinviar con Uliflè. 4.

&c. i quali eran facri a quello Dio: milito il (ira : QvtxtUm fh .!a elfi il viatico .. e fcritto con preghiere. vinifero cuor d'Ulule a prender lido in quel!' ifoletta . perchè per gli venti nemici vi dimorarono un mele imer» .i f.lui t'.< quale non io per qiial reo delfino le han tolto il vero. Lalli componi i ]i.. ed amando di placar il Sole «OD qualche facrifkio.s . Srylir.quanto e ferace moftrare . Tutto ci racconta Omero in quello lib-fJ. ufaron acqua ..iiikuiu cri: C. iti pugni . e fi deferite sì mifera .ì il .ii . oì-ii nda f.V. che liberato da Scilla .t l.- . tutti han creduto .iriJ. quando finge gii arrivato ì-fit = S«uW. nella quale fa dimorare aliai d'i Ùliile cu' inn: r. Trinixiam antan in bìjalam pervenies.X. Pafcumur Salii boves . ove. Digilized &y Google . e le han appropriato un falfo nome anche i più vecchi fcrirtori. fintini deinteps Dei od eximìnm mfuìam Pcrvawnui . br appongo i verfì. che aride frondi. dfcr 1.ufa qucfbdire.fii'mi™ pcur. . che con fu ma lofi .\z\i 66. iltruifce Circe Ulìitè . pochi verfì dopo foggiunge. e Stilb.i. furono . altro non adoperarono.mqus . e ne pria in due luoghi ben lunghi . & E dita da Ninfe figlie di =!ìò Sole di a tale enetto in quefC Nel Metta Omero v.. die del continuo..7. j.i6o.udchiniflima ifoletta Trinacia . non fi.': i . che [ì iriyclTero poco meno.' iful.t. Ed imprendo a rinvenire. che fin dagli ami eh ili imi tempi li fono ingegnati a di qua! ifola parli qui Omero . e voti -. che non vi ili chi non gli abbia . Iju .. Nclv. Or Quifameflierijche molti meco entrino in gnnd'ammirazione.tavolette .-i-. e Tempre legga . ibi multa pingue: pcc»des. c la rende ricca di vaghe. lj.uflretti a feda la gran fame con cibarfi di quella facra greggia . Ìl'jiih ywM xaXai |M« £'«. e quale fi era queir. e Cariddi . k.. B:>" sì il fuo croe. che li Trinici» in Omero Ha Sicilia. ed i fuoi poemi credo. ìtm S' . r 5. 151. i quali occupano la mela dell' Od.ì. the tutti coloro . cJ amerei .fler. fi«*« . Fallo di ftmtori dottitTimc in credere.li . e non trovando vino per al'perger le carni .«» < V Bornoif tìo. che tal greggia era i nomi FÌctula .c quenono al Dio. perchè fon molti. ji. ibi ameni ermit pulebrs boves ialiyfiontibui Mblrnque piagnei pecuàts fnbiimii Soli.. e giunto all' ifola del Sole s' attenga dagli armenti. atte '):} vi li :.11.

:.iì.-f'.-ii ivr la flritic . luipadre della geografia (cosi chiama irafcrive portati poco innanzi..i:n.i iv iloill jt/if>-. introduce quella l. Baderebbe ciò. opinione. Olgliized by Google . egli con valicati Sicilia.: tì'j. e puri: dilla viva : oijni i forièro il la dottiflìma Dacie:) avefiè ignorata la vallila.che fe: quella grofiàUima ifoll qndl. ed eziandio i verfl d'Omero.(: t::-.i altra itala fempre fenile. e Scil- ti ionie poi ende d' li hi. pali-la 'iV^.- /ii. amica : e mi duole.li lìrani.™.tì.DELLA CITTA' efTer la gran Sitili può . S' illusone. il a. che la Trinacia d'Omero non 1 ma v'ha.(l : Siaii. buone ragioni. come fé non chi vecchia.lpulit ti Omero del Clu- tutto ha poeta dice ef- che . e la fertilità del- la Sicilia : ma intanto anche Cuoi conienti dice : madama Cene fonie de è dello (lellii lentimento In Sitile du còte da Pclore . sfuggita Cariddi ijtjfuta . eia deferi- ìnato . r iin./ia aci gran torto Mcrtn ila lp. \iif.'- veni d'Omero da me già rapoppu'hillmi n Ci Araiia. lei^-re Ki!:.'iii.i.i. lice cliere una piccola jjj. ilovi/mla : cdcri/. pne:\r.i del Sole .di a.i ni iucivpytreì.:i?n r.vrl. .. e ne* mtwr ijj. cric anche egli raccolto.:t:m r. Ir. clic quelli ce ne da. die figurarli . che li Trinici» non fui <ftcr Sitila.i volume sjran il vcrio della Sicilia. ora i un rc^no . Ur. e non men chiare ragioni : quelli vuole . ii. id.-.iTiieiuc 11 traafmiffo freta ft. s. titii curii. lifcito dal tale Itretto vedea Sicilia. dice una parte di tal luogo narinfila.)::.ttil : .:. ha feritto.YKj" [''i vv-ipl-'i /. come dunque avendo uà ir. in ella vi finge jltre tuiloiire la grcggui ir k-!7i!.'.. «1 è la quale . i armenti. altre. Or le trovanlì Niiilt in 'i'ruuci. che lì t detto. e quella. Careruni Uiygts ij.i . e ruma de' . /iV' IfJ/i 1 f/.'if.i avvitar Aud75. e come fe ns DI NAPOLI.i fst>ai.:r.a.e >. i. chi laro vide l' ifula del Sole : lenza dubbio .

tania 154- C Lo tiìvctC Bfi™a. ti Re te ilola.jìve Trinatila. t non T***!» ci rradt i Tri- quindi . infiilJ''mtteipiam i . cute he Thrinada .6 FENICI PRIMI ABITATORI bui alla^roiriflima. che di brieve li che F^-7--diccndo^ Nome..I ii.

-. so fe Tenermi molto trattenuto intorno alla voce e^iiu.-rò mo unti Sole.i.ivlién Xj'p3Siv. conol'tiamo .::tj. nfciti da! grave fe i.no tei iia.b i (crine pjg.rir. fi:.. E...eeliè aiede potuto tramandare a'poficti cilcr il vero. c torli' !a di lai im. ed antico nome Non 155.i«.v. Ini.ell" Odiile. tinto più.a esjii : . die altrove ce l'ha dipinta alla.. eei-i . e 11 ha Temavvenenct a' tempi. 2iò»Ju) -n. uè che la vecchia finte di Laerte lì dice pih volte ii/iW r.iTE'.vj. «In* (TfiTi QtS U ifuìua-n ìnnr nfeir da certi letta. uno aaibitm fiada a (AjfiirJ db SPECU cau. fe fi ha da prclhrgli fede in cofe di un'età rimotìfiìma da* tempi iud . che immediatamente.tr .:rouo Grigie .u^i^ii: non ti rinviene altra. . pre matura vca Tucidide in afleenar . Ma in quella felice età. che li laide . lle'lo allenite fucilale ni-: prnei.eia.! . e folo di qualche in ella pjfcevanli gliarmenti delSoie. del Fanello i-tad. .. -. &c. Altre Toni pinovi .. cimentici ailàtto del lùo vero nome-di agni*.v..i.a [.. + AV «™> TV/"»-'"* M^riil* pino- -T.'«. perchè poteva nome Qtiefti verfi cimento l'itola ma di Ed il dei fi il-»s«i tradotti 1111111. 57^. la quale fama.-e .J. ma li covreiua: piallare.-. 117 di!'.' &t.! è d'uopo r. Dlgltized &y Google . i-.. E certamente non ellèr a>r..rl.MÙ ( VìJrx:- i. che Ulifle fi ftsggi da Sedia trovò O'jvm'tu v.:. omii ìelj. irfo.i .-e riputarli 1' antithifiimo Aio nome. che col tallo i figli d'Omero 1 aLMie!:. che il faptre n'attinge ne'fonti. a. vuole.i. dell' ilbla. V'ha non poche ragioni." ipfn t. _ vecchi filli • Or.«-. die (ì>mr? miri era in ^r. clic non do. che prima ili dirli Sìcili. nome pili antico a Sicilia dipartirli da Oil mero. Avtìo ÌTfi itìtìi.tSn..ìn.i.i.>ii ..w«. .5- .-i'w nel divisi poeta non era la Sicilia. uc-.». ora t frumenti.evo!e .io- ) j. che quella fia fiata. perchè il poeta dice. Vi fìa- 155. e slbraiiiliì..ve autorità h. tale d.DELLA CITTA' DI NAPOLI. poiché in tai Vi.incora tale erotti Qui uade «mie egmdaf .i indotti! la polle- fecere Trinaci». zì'/tut'J . the si lavio fiorito non vide in Omero .! . (5..'.l ì-I™-.'„l«a vtj:. So.fi avanti Siracufa . tbc Sicilia non diccifi Triuieria j'tempi tl'Oraeio. the vedeva. che e-'/.. s'ammirerà. taro l'eroe irfj. comi: fé vi folle fcrittote più vecchio d'Omero : ma fe quelli !a chi..iìla . che m grande fiorito non vide . che tanti ièeoj il precedette YJ. Se cViìoiic ii(. che quello 1)1. Je^na e.. che quella .7. i co.i" dola .uviiare il filo di quelì' ilosi mi (èra ci vieti deferitta da Omero.! (II:. l'i i ria a crederlo irli.

'lfsr . come da' Siciliani faittori. quel che fa I5d. quindi Trinacia avrebbe quello nome. o più in cor- prcnikvan ripofo chè •he in cl'a i.. t. hi ddemimm. iiiiicrum labore trijlcsjunt .?)) ficcome ci te Iliul::) ili tutti ij'i Itriltcri in prò fa . Quante mutazioni. ed è ancora (in fonte d'acqua lìolcillima f rìar«S. defalìg. tèi TK oWl» ÓW Ei . unclie coli' origine della voce Omerica €>&vmin .. e mare . ed ove più li dilata il Mediterraneo mare v. perche Omero dice. e valla Sicilia . Ma . grolfa parte n' ha raccolta ilig-.e!l'> t ^ _ ^ in ver fi . irt/lii . l : : . che gli Icrittori d'ogni etàjancorchc lavi n imi intera. Alleo. \! Phanicci per omntm siciliani babitiròcrvmt . 370.— jaj nyj .niclj dire ial'n/a ifo'iiii. e del fiume. ni yjoflò attenermene .ra ?: . ed in dfi vcggmfi i mcdcfimi clementi. non videro naviganti fe non cielo.. e vicende nel corto degli anni dia Triti ac la abbia l'offerte. che tal fonie lolle Hat» il in q-.Cc giova. DigitizBd&y Google . ove pafcevanfi i bovi ed ammireremo tanto il geodel Sole col fuo nome antico dsinwii) grafico fapere del divino poeta. che è si Ireiimn-e r. fi entra in un grandiffimo pelago. l'hai confufa coli' mio gran hifogno. Per ultimo lì la certo. Origine F. ed dice il Fiiw. Da tante ragioni. e dinota il primo taboravir. fon rapportate si da efift Oliverio. &e. : Rig ioni. ed in oltre abiedin. detto capo Pallaio . the indi dati i remi in acqua. e certamente ulcitofi dal promontorio Pachino. pergli (lancili naviganti e farebbe lo fieno. clic i Fenici occuparono tutte quelle fpiagge. né mai fi è dubitato .T.403.iell' iloìctta del Siile. e i'al(nj.-im<s. perdi* in qucfl'ifoli vi fono i to. lì i di inoltrare. bovi del Sale. il 505. toiWti ligi rin» fùi lini 2<al ». 6. i quali hanno nominata Aretufa . i i A« Sed quando /aia infittimi Apparava? tcrvtyum . che quella fi è l'ifola del Sole.<f. Affalmm di dolci y>-lVfì 1:1 amo in Borsa Prope aqiam dulctm acque preiìo lido v. 48.nS FENICI PRIMI ABITATORI I ftabilifce eziandio Omero un 'fonie 2 r. Oliverio . e quali ogni poeta ha creduto efTer in colp.c' ialiti libri .ille el'. anzi alferifce aver etti lóggìomato in riletta piccola ifoia lib.ir'Tme e l'irei lì' ini d' Omero ci rendiamo ikuri . atnuc mire. lin. : 1 ! i . ijni il T|«n» . e giufle le querele. pag.cd oltre che il dice fcolpitamente Tucidide. che fono in Greco. quanto faranno grandi. occupala ed mere premonterai parva infulh adjacentibas . che l' ilola avanti Sir lei (a fi era quella . la quale può ud ire da'dtic verbi . che io il comprimivi. ncque ufptitm «Ite ch'uni.uìo. e d. è altresì labor. ''-•?/<* febrefitlam nsvim t Ed ognuno da piceni fanciullo apprende la leggiadri favole Ha del fonte Arenila. 1 1 : 11 .i nari lame buon ufo e quella Arenila fi è nel lido di efla Trinacitt. /•irr.i.

«Si ns n'iM Naj©" tri I-uj^pij itktTa Sp^oìn BpMnVi . . ti&k w ma poi nell'Od. fi eri valiti turbarionis Jof. v.tnti .Or mi IjvvÌl-11^. Tcrtilis-bonm . di dcltinare alfe lor Deità menti di tal colore : e potevano anche propria oficrvazionc le lor fatiche .ii rimarrà pago fempre più del faperc d Omero . da *ny turbavi!. fed bona qaidem. oltre alfaiffimc altre cofe . E'<3» !™ jdjuK. che fon moltiffim: . tifatimi Miteni ifjlt omnia divi/a fiat.1. e forma un bel porto. tiriti Infiliti quxdam Syrìa vocalur . che Iddio ordinò per Se vaccam rufam. Eo'Bw®-. che ne' Numeri cap. Ammettenormine flraniera della voce èd»**(». eziandio per fallo di non aver iotela la mente del poeta . ed altro] . vìno-abundam.403. «. fcnia ricorrere in Egitto . Fallo degli antichi . làjiaXu w&ii. ìl X a ti rpri troni S. Siti . W. che in Sicilia fon frequenti qudii armenti di color rubicondo : quindi il gran poeta gli fa conterai! a tal Nume . perchè fi sa. fe non perchè pofe mene alla nozione orientale del nome dell' ilbletta . . Achor .Uir ««. ni il latte è più icelto . tritici-fera* . Nell'Od. ed in filo aliai diverfo ne accenna poche cofe. . pL-rclii liiiu di cmiJ. la quale (landò av. «"[io*®'. fe ne fa lunga. che fi fu belliaine femminile . ri™ Ì»eJ. fe il grand' Omero in ella vi finge i bovi del Sole. che V ilóla .'5«-h. 137. di cui fi è Trinacia. ec 157. ubi conveffienct Solis. ficvbi audis Ortygìam fitpra. li citile vaccini tufam . e perciò Omero dice .. perchè agli Egizj era in odio tal colore. il quale nominandola due volte .1 -cno Siraculano rende ficnri i naviii . e fenza Iena i mvi)5-]iiti. ci dice: iJ£ M 05n Kiesiì'Sk xliui unsi. . ed in ciìò cap. . e milìeriofa detenzione: e fi può penfare. 19. \6. fertilìs-truìttm . éyvit) p».iDiiL. v. e gli fa prender ripofo . oW>jiSii5 . per facrificio . cosi iuj. che non R TomJ. 0. che dagli Ebrei i poeti'. anche qudìa apprendedero . che quelì' ifoletta Trinacia vien detta digli fcrittori dopo Omero Ortyeìa .Piace in oltre riflettere .M/i. c dire.'iy/l l:b! due urbis.£r«T«. Fomes nero tiunqvam popxlum invndit . e gli armenti del Sole. ad evidenza da quelli leliciffimi verlì . ovvero gìulìa il dire de' Palelìini .DELLA CITTA' DI NAPOLI.j. t moderni la dire Oayg» Gè l'ifoli del Solt. e ammirerà femore piii Omero. 119 to. hiktls dcfotigatienis . wXrfnv©" 5' su™ SSuo< irlpyrmt. in fingendo qui vinti dalla fatica . infoia defaigatorum. ove erano le Ninfe.minore . (a deferiva diHérentiffirna da Trinacia. per tacer limili efempj. iìj. 1. non per altro . lllic Si feorge parla.i/. niqits uilm attui l'hrblH . Non ila magna valde . doli tale Non fari di maraviglia.

ove fi veggono quelli (lelii due luoghi. lian chiamala la Trinacia Orry/fia. Or . che Ortigia è la (leda. ec. i quali per le falde ragioni addotte riè preflò Sicilia. s'immaginarono. Siria nel continente . ailerifce foltanto mp9i> O'oroyin effervi lì'ót Sufiin . perchè Omero dice . per averci veduto anche 1= voci Tf oronverfiones Solis . ma non hanno niente aequifhto deligni vanto. 59.130 FENICI PRIMI ABITATORI I fi è defcritta difetta. e mofirato. Sì. Propoflofi da me con varie. 158. e Spìa lfthia. Plinio. e polca foltanto 1' eruditili. oltre Callimaco nelT inno d'ApoL v. come Stratone pag. che quefl' Ortigia Omerica fi fòflè l' ifola di Deb. indi mollò ci confonde aderendo pag. . . che queft' ifola si fertile. ma ne'fuoi verfi Omero non dice . poi k ri ni r. e neppure nel mare della Grecia fi debbono rinvenire. le quali foltanto polfuno dillinguerne il fito . ove dice. giacche con dottiffinic oflcrvazioni . non fiafi in lai fallo incorfo per ragione de' fopraddetti verfi d' Omero . credo aver intelo il pendeda la natia luce. la quale doveva (lare nel continente. ne formarono la vicina citta £u. ani infulis «ali die mi tur Quei. L k^. Apollo autem in Delo. pei non avervi di che cibarli . e di Siria duplicati .i rò. e Virgilio. fecondo fi lepge ne' poco innanzi recitati verfi. e confondendogli con quelli . e forti ragioni . 0 nell'Egeo mare. ed intelice di efferfi letto Omero anche nelle più favie età! Non credi poterli ora dubitare. diverfa proinde loci:. ed intomo alle rperoi del Sole finora tanto fi è ferino da' più fublimi ingegni .che gli ferino» dopo il gran poeta non fono flati avveduti ad ifeovrire ove quelli la (labilifce. giacché da Omero non s'appella ifola. ove fi parla dell'ilola de bovi del Sole . . ma non mi veggo in iltato di te nome m . e lèg. che trovandoti in due mari nell'£geo.che fanno Ortigia ifola.e nel Siciliano i nomi di Ortigia. ed Ortigia. e rinveniffi. 1 1 l panna». Spanhemio ravvilarc quella difficultà . d'Ortigia alla piccolifiima Trinacia. e fi vorrebbe eziandio. per r il -r bne-vi. fe non. e 351. e doviziofa . che deflì chiaro lume alle due tenebrofifiime voci t/jotoì H'aioIo . lì (limò quella del Sole: riè pollarono. so che fi vorrebbe. che coli eran Siria. e fieri Intima . fallitile. O pTayòi ed efli differo l'oppofto . che Delo . perchè Omecittà : ed in oltre. che fìa diverfa: Diana in Oriyew.Si. e l'dpftflMM dell' ammirabil poeta. m 1 58. che Ortica inOmero non può ritrovarfi rè pteffo Siracufa. e finfcro l'altra poco diltailte Syrm .. che vollero quelli due luoghi in Sicilia. e molte ha ornati gl'Inni di Callimaco pag. ma altri anche antichi geografi . e fortunata appellavafi Zmjj» . ed i i numero maggiore . ove poteva enere l'ilulctta tufa si amena. già li è ravvifato. e la differo Siracufa : flrana miniera . ed il continen- in ro nomina due noi H^oTo. 744. di modo che i compagni d'UMe. Qnj&a in Omcio fi £ la rcjjiuic di Ponaoli . I_uns. che io interpetrafìì la mente di lui. Né folo fi diede viziatamente il . che Ortigia lia ifola . non per altro. :uio rali verfi . uccìfero quelli fiera greggi! . e ravviandovi Zu^w. ed avente due piccole cittì rimpetto ad Ortigia.

in TTie/rtaSiri filili tìtoj. e non chiamandola ifola efler dee non può penfarli altra. ) i ben noto. . che la leggiadra. ccrnitr/ioncs Sola.il . taSàtif&w. citta è diftinta. e puri Rimo . e de' giorni. per non far credere oilentazione . che ci preferita Omero ne' recitati verfi (ia la noflra ifola d' Ifchia . che il Sole tramonti nell'Oceano . e lunga déferizione di Siria. e ciò s'intende per Tfo-rni H'iAicTo. ma quelle appunto ci determinano la iticnre de! poeta . Se Omero aggiungerne in dia non fono afflitti i mortali da morbo alcuno. colà da ogni parte accorrendo il mondo a curarti. ed refpirare fotro quel lietiflinio cielo. fi sa quanto è fimo ivi l'aere. . Nuova N»? -n b'Ìì . che È il si perche non appartiene ciò prefenle oggetto si ancora . che anche l'eti- a mologia di ivt/v fi confa con qucil'ifola. mì™ * [iw inttrpetriziont *) HfJfa apij>ì. *fi|»-ra yrms. to [pingermi a proporre il mio penfiero recifamente. ignoranza Stimo niente fallire in dicendo. e falubri vi fono. anzi tutti gli altri ancora. perchè il parlarne farebbe si lungo. il quale dopo avere con eroica eleganza deferitto il cupo Tartaro . e conquifi racchiufe. che Ifchia fia ferrilifìima . mio : : Ma . il porta feco la natura.non tftendo nè grandiofa.so. che Omero finge. rji a! viaggio d' Uliffe .DELLA CITTA' DI NAPOLT. ed in tal guifà accadono le variazioni . e vicende delle notti. e prima che in effa accadefiero piìi incendi. 748. nella Teogonia . e dagli altri poeti li finle. e fórma dell' ifola . ed in profeguendo a deferivere l' immenfo . e vivono lunghiflimamente . con efprelfìoiii certe ci dice . Non fi potrà negare. ed Ifchia le fia . che v'erano Si™ idXns . nello ilefiò tempo Tenquale e Itati) di duro (tento in ogni etì. e quante acque medicinali. e i' Ortigia la region di Clima. che l'entrata nel regno di Plutone colà da Omero. ed indi altresì nafea l'Aurora. e credo eiferc flato felice. Di brieve dirà. oltreché nomina l'Oceano. la quaa quella di Pozzuoli. ove Giove i giganti vinti. perche. le quali aveano tutte le colè Ira di effe divife . le quali trino in Ortigii. e sì tetro carcere con aflii verfi .rimpetto . . «I altri direbbe . ed al prefente in quafi due palefarlo. che affatto perderei di veduta Uliffe . rsTHSsTiTM. Tutto il difficile fi crede 1' intendere le due voci Tporol HV . ni. ISta ii Si ojjifOTFfoi Edf*©- Ir R Hftla ™ iipj-K- AU* 1 iUrf rrtì H'iwù. che la rcgitinCumana. Se il poeta ci dice. 159. . l'era aliai più.e le è unita Xisìs fi legge v. ec. E'ncceliàrio unire Ctpnyh a perchè Omero le fa viciniffinie . e veramente tal fivede. JJp. tra effi nel continente. che di tale contrada egli parla. Io con ben molte ragioni . ed altri nomi di eifa contrada (vegganfì i num. nè piccola.che alcondo con difpiaccrc l' interpetrazion disi torninoli) luogo dcll'OdiHea. che naviga fon perù ficuro. Cf3-i TUNutn' Tpgtnt. di certezza a quella nuova interpetrazione il grand' Efìodo femore fedele ad Omero . che ciò fu nella region di Pozzuoli. ho inoltrato ne'num.58.

che le vicende del Soil grand'Omcro dice Tjttra'HfXioTa. ove fono H'Aieìa ttrmà. litio non fono. che il grand'Omero ci prefenta nelle : 160. che Ortigia Muovali. Potrei ben difendermi intorno a quelli verfi d' Efiodo . doni il parie M. Si riportano in bricvt le Urine opinioni intorno a Tfjroi H'iwjIo..T. x rAx "> e q"=Hc due voci Omeriche da Efiodo fi dicono in varie finite.ma difiruf gentili l'una l'altra. che ih ignori la veritMe fituatio» dt Piile. che imo attende l'altra ini.Va ì™-. Eifupra terrai» vertitm-. e la gran fama d'Omero francamente dice. dome ttdvenìia Sed fempcr alter* Da quefti le.il vedere tante opinioni non Iblo ftranc. ove eran legnati Ì folfliz|. Madama Dacicr non aggiunge cofa nuova. e che effe accadono in Pozzuoli . quanto fi è fcritto per far chiaro quello luogo d'Omero. .'jrT. v d- ih* (.. DigiiizM D/Googli .-t l'carfum euntes Mutuo fi lompeìlabitm alterni! fubeuntei ma%num linea JEaeum. che è quali lo lìeflò. E dovea non cITere altrove. i.e molto gioverebbe . e le si file eleganti verfi fi rivoluzioni. E m'increfee di leggere altri comentatori. intuì cltatdìt. .. che tiotjÌ iSihma dinotino il tramontar del Sole: lo Scolìafle ni HVn mitoi. e facendoci. molta erudizione ha raccolta .™ Ss vSms wsbu éSs. che in Omero fi parli del nafeer del Sole^non dell'occafo: e fili cade in acconcio di fare brieve menzione dell' orologio di Ferecidc . chart. Nè potendoli negare .r. ed il giorno alternatamente fuccedcntili . i. fenza rifpamuar tarsitele dei mcìent-. il quale dice edere flato una forte dì eliotropio.fapere Omero. Soli. m*m Sj™ yt . alter. in Pbcrccyde riporta il fentimento d'Uezio.411. Perrault nel dei moderna ro. perchè l'animo foifre molto . I3i FENICI PRIMI ABITATORI I AU' «i r«™ irif. Dcfpreaux nelle Rcflexions fvr Longin fi è ingegnato forte a difendere il divino poeta. e parlando dell'orologio del re Achaz fi piega a credere.irm intra domarti degent Exfpe&at fui barar» itinerì. e mi fpiace anche di dover tacere. . Solis fpeluncam : Menagio nell' annotai. oltre 1* aau>iK(ie™ . che feorge chiaramente. l'onOre. Euflazio vuo!e. che Tpraì H'iKaio lìa flato un eliotropio formato nell ifola di Siro da' Fenici .c gli cqijinozj. e fi finge. e dilcordie e credo . D'. d rende anche ceni ora della fua fituazione. Anche il Bochart nel Phaleg pag. e debbon tutti aver tal fentimcnto . che li notte. e le va a talento 1' opinion del Bo- & . e non può reggere in tanti dilpareri . . che tali fono le vicende del Sole .. itfo.-. pag. che tpnà . liccome innanzi da me con lungo dire fi è faldato. Uh vero forai Egreditur ncque Modem . al lib.J >. ma ho impromefiii brevità. perche quelli due gran poeti in Pozzuoli ripongono quafi tutte le loro favole. i. ir' iv In-™. bete qmdctn defiendit. per ifiabilire quello miopenfiero. cenir. dum extra dotnum verfitur.tìi. & . .ma elfi) Menagio contro all'Eulìazio vorrebbe . Ubi Nix.. Cf Dicm domin ili.

e l'abitazione di Plutone. e fermo il mio dire Non e più tempo di porre in forfè . cioè Ifchia Tra tanti veri! . In oltre giova ajutarmi anche coll'etimologia . onero Oir:p'i. e che ivi ardono i Titani. la palude Stigia. che da'inonti le citta. e fpieguzìoni di dot tifi. e d'acque infernali. e fpecialmcnte ne' fanti libri . che 0/trgU lia la regione predò Cuma. e ddlc notti . liccome ognuno da se può enervarlo. Vi era dunque nella regione di Pozzuoli il monte Qtbrys . che giva a ripofarfi il Sole. ed in Pozzuoli altro non v'ha. CITTA' DI NAPOLI. che ci dì trop- Ma . e diluii nel Tartaro. che quella. e forgendone ne accadevano le vicende de' giorni. e poi ufeendone ficeome fi è oiTcrvato dirli più chiaramente da Efiodo ne' fuor moltiflimi verfn nè vi fi debbono rovvifarc arcani di eliotropi. clic mi offre pronto.DELLA. i quali ci dipingono si fatale combattimento. ed anche più grondi luoghi fi appellano. e troverri affili nomi di luoghi. O. di folflizj . come fi è le variade'' giorni. che ella. Èrebo. e folfuree. le chi legge. ed i nemici Titani dall'alto monte Otri facean forte difefa v. acciocché fi vegga. vedendo i varj. io mi Rimo ben felice averlo rinvenuto nel ledei compagno d' Omero Efiodo . die preflò Pozzuoli fi linfe.ed a se ftehì contrari conienti. che lutto va a fegno del vero fi ha in Fenicio il verbo fcrvelh-re . che la cruda battaglia di Giove co' Titani da Efiodo fi finge nella regione di Pozzuoli. Hi quiitm ab ahn Othty Tirana bellicojì. e perciò i poeti vi (infero l'inferno. ci dice. che fi può pronunziare crriici. Si morirà quali ti evidenza . e da quello la contrada acauiilò il nome Otkrygia. accadde preffò l'Oceano. e ballerebbe lolo. Efiodo dice. e gli Dei ftioi compagni fulminavano dalleceMi sfere. che acque bollenti . te. fi' «V W"*** 0>5i 3. . e della notti. ed indi elee r.c Pozzuoli . li vei:«a 1' Li ini. li quali vien pillotta da quello prìnci- zioni pe degli afiri . fcrittori . che tutti gli antichi han detto effer coli . ed ora eziandio fi truovan falfì i mifieri degli eliotropi 1 e degli equinozi n cfk-ndo altro tc-ji™ H'i*'sTo nell' Ortigia. e Profcrpina . onde rimine definito. c d'equinozi ' e neppure ayi'orrc la gran colpa ad Omero di : non elfér buon geografo ìài. S" Ì3 «Y 0'1v:jt:Ì3 Oh! hxnps ù'at. che Efiodo in defenvendo tal cruda guerra. riparandoli ncir acque del lenii prtflo Po/^uoli . c mi fembra più propria quelV origine.Tròfs «>jwi. voci tsstsì H'Ai'/io una cola icinplirc. Giove . che li fono con mupcnda noncuranza letti quelli due poeti maeffii . non è rimafo ancor pago. O. fi sa. Hi antan ab Olympo Dii datarci honorum.631. e ratinale. ed Omero fa gemere Tifeo fotto lnarime . e poi in Omero fi truova ferina Orthy^ia per la troppo frequente. ibzll:>\-. che. e familiare meta teli . e principi . e che alla fine i Giganti furono cacciati . clic Ortf&i lia li rtjian di Poziuoli. : . del Willìo i:d verbo traini Ed ora ognuno trarr! maraviglia . : ™ : nm ici. che in quella contrada v'era tal nome.rnn.

>i:ra v. ed all' altre cole . quanto è Scuro. venti felici: all'opnollo da Pozzuoli paflàridofi Io «retto di McJlina.t tjìials giaco r impetro ad Ortigia giunti cola mercatanti Fenirapitono fanciullo. ìdeli beata. ma ancora la Ucria . lì veglino 1 v.:.401. elle le Orti- comprende . onetimologico . il cl-. e nel viaggio d'Uliflé tanti non t:e le. che prima del in Pczzudi vi li portavano quei di Tiro. ed apporre i nomi a' luoghi ..38. J. di (unir. Qui io amava terminare di parlare il' Cinigia. cervi. OlqiiizM B/ Google ..i: l Trojano incendio era flato pollo in ncccllità da chi monumenti Greci.'ne.ij4 FENICI PRIMI ABITATORI I po generale il Clerici nell'arme*. e fono Mediti o:to dl. Si penfi in oltre. era ie!iee tnUI':lola. nè fi perde cammino. in fette giorni di profperofo vento nell'ottavo prefero Itaca. ed affyra.ed il mare Gionio.che in que- . Sembrerà altresì a molti da commendarli 1' origine anche dell'itola Eliache fi e detto eficr Ifchia. e feimo. che vi dovettero lafeiar colonie. fura prò miwit.mtu f. clic0rii£ia non pui tflcr Ddo. che elfo era nato nell'ilbla l. poteva a non omettere due illullri il p movano. ed il vento frefeo per ginn.quaii ci li portarono al traffico cogli abitatori di nulìra Campagna . il che dimolira.la quale ci dàBochart pia 410. ". nira. e fa featurire Otiryi .. che io icovriflì in Omero .iirc Ulilin quelle nultrc fpiugge. e dopo aver caricata la nave di ricche merci. ci : il i-llii gia foffe Eumeo Delo. c riaverli d'Omero poco innanzi recitati li vede. idi.e fenza alcuno (tento li Iòno da me feovcrte nomi Fenici. lin. Siria. e Sidone. E per ultimo da Omero fleffo fi ha. Da Omero lìdio li hi. che i Fenici fi portarono in Itaca. che eziandio a' tempi più antichi dell'incendio Trojano cran loro ben note quefte felici contrade. mura. ru.c liiio è ci d' aiuto il laiiert- quale già s'avvicina ad Itaca fila patria: ma perchè la forte piti a voluto . che i primi abitatori della nultra regione 11 fu quella gran viaggiatrice na/i. onde rendefi certo . ma la regione di l'i «/noli : Eiiiueo bifol. né Omero dice.>vanl:> valicare in Palefiina. e qui ven- Od. d/fln eft : e fi h piiLttorto pronunziare fyra. come fi trovava in Itaca. e perciò con buon iucccllò. ec. mi Poimoli. che 161. che vi fu tempefta.ma d. te.^:. che i Fenici inOrtigia caricarono per un anno intero la ->r nave di riechilfime merci. che Ortigia non lìa l'ifola 1 di j Dclo. e fcjj'.r^y:r.fi rinviene fubito Itaca.> li'U'ilìe r.4.efìendo il mare propizio. in Efiodo. non a Laerte padre d' Uliflc fi : certamente.

e non in Malta . che ciò avelie detto: anzi ti lagna Strabone . wl parum adparemtx . c battendo con ifien- remi in acqua dopo nove di giunfe all' itola Ogigi». cap. llccomc ci la avvertiti Cellario pag. ma brievi annota. Giove i : : : i I ver. '-. E riveggo UlilTe . pag.vi-. quello r«ù\®. p. <:''.iancunque que- due ifolctre. I! fo giungere in quelt'ifoletta .>n . e con fulmini ruppe alberi. ove ho delineato il viaggio d'Uliliè. «/hi ante oram infoia x. i|'.//•. Partitoli l'eroe da fiioi com. i! quale fu. fi.i ). fle che c le n:. che Calipfo folle dimorata ncll'ifola prcilò il promontorio Lacinia rimpetto alla cittì di Correrne . vale molto l'autorità di Plinio lib. ho penfato. e eie!» . in terminando di favellar dc'Fenici noltri primi abitatori .è itfj. della Sicil.rivivano incili i bovi del Sole. ed il tr.. vivo . e rosi vedendo.:r Malia nel vnlimi. che non amo d'allontanarmi dall'opinion comune. e rimate folo Ulillè. che 11 penfava. comecliè fumo forfè meno . Ma all'oppallo a me.: -i.tnorintur : giova molto nelle cofe olcnre . e tempre abitata. M. 445. Intanto k ad alcuno verune talento di ora leggergli .ove dimorava la Ninfa Calipfo.-r . ant. Ma fa biformi . di Alture p. Diginzefl by Google . il che mi è fiato permeilo. >ìu?ic aperta dicuntur. aggiungendovi U verfione . che Melila aliai grande . A-. quale fia quell'ifota Ogigia : il Cluverio fi moltra follecito ad unir ragioni. S'imprende 1 pitlars Ml'ilbla di Calipfi): non fa Maini.e viflibilivi colonie:ma cfli fono I ungili filmi. che parte dalla Trinacia. «Itera Caly10 i V 0^: . ma non ha potuto rinvenire un folo fcrittore . che dovrei recitate.ifc.ut via amplini m. :ì:l Tm-flifi] -..- . ed ammirabile ftile defetive il divino Omero verfo il fine dell'Od. perchè "fono lì gialli. hi tdHmoriiania degli antichi : e lòn contento. i! -_/!'/ Hmurfi ?xì/ììk:< !-.ut.:n.è queir i fola vicinifiima a Malta: lanto è lontano. che ho ìmprefo a inoltrare.-i . rilciioter l'ingiuri» fatta a quel Dio.DELLA CITTA' DI NAPOLI. 10. per isruggire i molti verfi d'Omero . 758.t.-. di nuovo fpinto inCaridilli e liheratofi la lèconda volta da tal inoltro. ficcimie rinorta lo Hello Cluverio. 3. il quale francamente ferine : Proma itorium Lac'misvi . perchè tempre più andrebbe convinto di ciò. clic io fari furfe evidenti .idilli. remi. e mal conti . che coli lì folte portato Ulifie. Quello poela fa illruirc da Circe Ulillè di tutto il uro viaggio . ed il terlle tój. «ut ha exìt. ed e un argomento d'antichità tuie nuovo. Tutto cib con lungo. che finora non fi fon veduti nè tradotti. che nella carta .. oltre le non poche. ne reftituiti . che nella meta del mio ragionare. per follenerc c'. e da' venti furono portate via le vele della nave di lui. Ibmmerfe l'equipaggio intero.-. '3S noUre fpiagge fnelfo tal genie veniva.-n varali Soltanto occuperebbono pag. io l'avrei a fortuna . ha qualche dimenila a faperfi . che un certo Callimaco granitico avea ferino IWcy eder jS™ K*W"'. pgfuio» « terra Dajhmn . opportuniffime.limu luvvitii ne apporti alcune delle moka ragioni .ii:ii vinti lill. molle terribiL fortuna.ed era piii propria per una Ninfe quella brieve ifola Gavlùs . dì ri portar sì belli due monumenti alla fine della Parie II.

la mente d'Om& ro. fumo. Digitizad by Google | . 164.-r . ilit Ofiigii con i Milla. farebbe fiato ftolto. iettante del non per altro.ir. che gli delle libertà di portarli in Itaca.lo n-. Ma fi t perder o7 io in porgere femplia conghietturc. che fett' ai ed ogni di quelli li portava verib quella ' che guart Uliflé da Caliplb..di nudo chi-. al certo.' fin- rinviene di leggieri . ufeito cammino è dallo niello fi Malta mo FENICI PRIMI ABITATORI I all' itola il Sicilia di In oltre .ira .". fe non perchè era facile poi all' . ubi Calypfù alJ l' Omero 4 44- - . •ai-puledra. .Era si difetta. che Ogigia non farà Malta. ne venti nemici jrA'UE dice: HstSij^et©' . JJj.sicem :. quando fi ha l' evidenza . difcoflandolène . si lungo fpazio. S*d vdfimMm &y iV voci. i. Kjli lì fabbrico un piccol legno. fe mare .. nì fr nuova* molto luna Itaca . e nè pure qualche battcllo.-. ni . navigar dal faro ih m Oca i. più chiaramente A'M. e mefehina l'ifolctta della Ninfa si cruda .cheOgigia non può Omero. 81.im li fa fi Ulil!e. ed Odf^ v. .non poteva indurre la Ninfa.. le . quando per comando di Giove fi dovette partir quell'eroe. .6 mina eroe che del Sole. che Ulilie . Tifl . -jercnia ollcrvarlì allora Jia fin-bsr decima antera Ogygitm uppulenutl Dii. '- Cupio. i . wA. che Omero finge . Omero nell'Odi.bs-yll. ed ignorantifli- del ge marca. e che afillo nd li. la pontum undofum profpiciebat lacrymas fundens Se veramente quella fi (offe . ic dilla fila patria nulli.:!p?r-iiO'jeùi lnf:ii. per girne alla patria. Si riportano faille ragioni contro al Cluvcria . che non v' era in quel foggìorno altri. e con elio fi fpinfe aCoifu: al certo. che il folo Ulifle. V.'' ffter fc — rixT/i ] Ulytfet txfìlxnttm -oline Sua eerra mori defiderar. che io non I'alficuro .

s. altr'ifoletl i. e debbcinfi tradurre Imm-mstiti. mi. <v £piì y? di groffi legni.DELLA CITTA' fe vi foffe flato DI NAPOLI. che òj/fiA©./. che dinoterebbe infido lamcniciio- . che non è. quanto penfava bene Omero : elta riefee fefice . un mifero navilio. Quindi il grand' Omero faorigine di Ogygia. parlando di queft'ilola: o\ ndat t$n i-zycirMi . tian dato iKuyp. t.'.acinio promontorio: ed Omero. . 10. con che partire. quelli. dol'isaftm. ciò non pensò Oliverio . gemili/.1+5. p. avrebbe faputo deluder li triltaNinfa. Oyiia vote orientale Digiiizod Cy Google . qmd c/i (infolam) nel profondità! : non è dunque certo l'intenderli . inp-' In ora non vi lira chi che Ogigia fcritto.ì . chi circondava q'.. che più predo Malta Aia mezzo del mare.quello lignifichi . egli che aveva imparato a fchernir altro. t«. r' ii£ra. e nel falm.kiìiij . fi veggono uniti tre nomi dello Ut Ho valore .ite$t'.! ile ri . e tutti gli altri traducono . ficeome .idliiòia. 148. e l'aldo. vio di tale Toni. clamor.: . ed fttìpaX©. ties . e non Ogigia. dell'itola . che Ogigia non può clicr Malta : e neppure può reggere il molto . «. e farebbe egig. nA:fii!Mi.:. trilla ' Chs pud dinante l'oleum voce Sufia» S . nè qui avrebbe mi* a' Carli.t£z> . e ne raccoglier t averlo. ed in Ezzech. anzi non il v ide iti Omero dice fcolpitamente Odf. e d' ip^>J&rinvenire l'origine riime n. e rra elfi v'ha quel!' run . llava leggere mirini SoXocrffiK ila in 2. & gcmilui © -us. b l'animo del Oliverio a ftabilirli nel filo fentjmcnto Non c però tanto fermo.1.:. Ed ho delio pai i. 'ni rum . che donne: ed ammirerò fempre flefio. come che il Où yia o. che dice Spati li. media in mari . ubi &HmbÙicus "eft maris. che Ogigia mezzo del Mediterraneo. Tviinii- in !h:. il quale cosi comenta : Mitrn Ss ile) circa ipfam . v. avendoti dall' orientai idioma (Un . lirÌL-vi. che fi 137 era ir(Ai(rP «©- .può dinotar una grand'altczti'.i. e lì ]. rc-ilo i. chi lujih in nrcùi^fiua. ni io in Lliano Piace ora a me . onde fembra . ed i lux. 165. in tal tenore egli . le non poco lungi dal continente ulkìì' c-ÙTtITÌi'ii-. ragioni.1 . e per dubitarne bail brieve fcoliafle . fievole dimeniti non Tari valevole a vincere le furti. I:ì dolga del Curverai che 1' Unto ha i degno . perchè lì è itipsJiiaiaj fi a è meco non lì Malta. Non v per girne ad Itaca.e.iu-. fiurife multo Ed .'j:.folitarj. fi legge j'jn. perchè è mio ric-hito. g -rè flaS©. id r:i..

ENIC a va ubanti din6m inazione dagli alberi : li btres piliferi chi . Etimologia Fenicia dilli piroli Ctljfft: Dna nafte da ai™. . il Eoch 166.

:. onde dice sì % UBocrurt ntiretirooloyi di3ftV>( t "m così il Erari Digiuzefl by Google . Ccrcyra ) almi 'd H'»"'""» ^rpcr. non del Bochart. Odyfs. ijj diri lo (lete dell'etimologia di Calipfo da me rinvenuta. che nelffJbla della Ninfa vi erano piante odorifere.il:. ciò che fe ne fcrive. Sidon 'jccaiur ro'u ino. e retto da un Iblo.:ri!u gru] munir ha a. quo fenili Et'. e fpiacente.-. perchè Omero fteffo mi abbia ilrruito. per dire 1' ifola . lorpreu- fin.v. perchè durile. il quale veramente la i Feaci eccellenti nel marinarceli niefliere. quei Homerus non fefi- m & verf. il fa arrivare a Cordi: fpazio opportuno per valicare quanto è lungo 11 mare Gionico con piccoliilìmo legno. fchar gojim.. la quale ci molìra e viene ajutita dall'cfempio della chi pag. e ben peniate favole . ani negotiationis hilìihiii . Come fi è renlÉ'irc. e ci-j.r. le BoITli. fu. clic dinota irbofccllo aromatico. alpine utt-Stgatìoms perilijfimi . e mi voluto profeguire più oltre. de. Mazzoc- mercotura Matiot chi. t'bi. che dalle vo- ha ordite ci le Tue leggiadre. ir. die buona pane il/. £/njJ:ni i-. fe ora le favole non riduconlì a lioria coli' ajiito dell' orientai lapcrc. e chi non i! è infelicillimo: e noto. perchè avrei \c. è pura Fenicia. Volentieri ometto i milterioli. farebbe un uom del volgo.ki l. fu affatto Fa felice etimologia tal di il Coriù .ìi:/. qua/ì importuni dixerìs. Mazzocchi nello Schcdiafma de xmrp. ma perchè il gran 'ioduri è fiato ben felice a dirci.:- iiom. come an- voce cora. fe taluno l' Ignorate.ione dell'irò d.i:iliala qlldVifola per lo poema C:<:.DELLA CITTA' DI NAPOLI. abfcondo. e dì cortefiiumi cofiu. s! peTcfiè la s'iti.r . Se poi il grand'Omcro lia pofla maggior cura a pilli lis-nilU'sK in Ina natii lincia.nmi. 1117. l'iii vcili del poeta. negotiatio gentium.n(creh/i>n . tieniì-c-:sir!t»i inflarPhnircs ncgotinndi confa hnginqiios oras itbenicr i:.i:h<: quel.'ki. di pag. ed il un piccolo navilio. e godere degji eventi. che Sdcr'ta efee da ino. e d' altri ancora intorno a quella si lunga dimora d'Ulilfe con Caii.it nici ùvibit mirerò Tempre. ed allegorici pentimenti del R..P.v Icntutiliè dal verbo kiWt™.< d' Omero.Y. Dovrei io qui aggiungere lui tanto l'etimolugia delle vi>ci Z%ti/v. a talento henc l'indole della gente dttà di Sidon. 107. clic Uliffe flette perfette anni afcolo fo!o colla Ninfa.u. Siamo quali al fine di si gran viaggio gii pieno di fama..3.ibri" c'dl'Odifìéa fi eter narrali a.'gli orti . Bachamo quidem. fi flima ideale. 170. wraniL'nt-. parpoeta avvedutamente fra giorni 17. gii li è ollervato . che Ki>.OJyfs. 4.-. che Ceri. Fabbricatoli Ulilìè inquattro di Ninfa Cdìplò. 11. e v' appone . c dell' abitazione di quello princiu.n. ferirà ex oriente vocis origine S 167. la . 15.e ne'trallìci in aliai luoghi del filo divino poema.i ti- patria.! NinB fchcEx 1*' ' mi polo buono vallici 1 "f ra.l Alcinoo Re di Cmì\'a: e la d-krl/. oltre il veLter'là gente ornata di belle arti.i ilail.:bii..i!i:<s ci. Amal dottile. e l'MiMii... non iaprei inyeftigarne più propria: e fembra recare le file parole pag. quelli due nomi tifando Omero . ver/. il L]r. ^6t. ed il podi Corlti .'n. e perciò ha volu- to inventar.

feadovert il Minaccili fi iojpglloal Bocharl per la vote $<ùi'.c niente c rcr. ed a me lo- ni. Ar.rfjuj UnJeejì.i 4o I FENICI PRIMI ABITATORI trrj mtionem ci in/mini fiii/eHata rifilile ma perjuitferir e pn!tcrÌQri.u. Diis-^quiilo . ilice. ed altre- v : ed avendo poi trovino nnpieciJ fé n \aulitio p:u:re di Alcinoo re l!ì Cerili quale ncll' Od. 3 3.n ni^n. altrimenti rimarrà leni[rc Linlihia "origine dei:a parola.oi ajutai. file -l'A-ais usa pe!!:.'.àufu-h:n> . r' /«Sui. «f m'ir micrpreintgr Hefychim polì vaerei . 18.» .oiii. <T rcliqùa tara q .yi:. il quale fi è i63.:. In quanto all' origine di *ot>is . si illullri epiteti: oltreché fi leggono n/iiì-ri làmi a!lr.::! evento all' itola r compie fra fatica ÌIMai/ocd. s-encr.i. igmzod Qy Google .-.:-.:os propter epiihntì. .9.. 46+ Ex /!r.n r-.v.io il iIoUik.-> lupi:: cn:met . 19. fembra alquanto amaro tifar quella voce REVBAV.é\ta lingua fic rc-lln. qui gener..irup.n f. e piel'eruafeli et?i divin al poi:.a una favoletta di J. 3.Ba dotta coppia d'uomini 11 illullri . il Bochart dice pay.„'.eiu eii ci. die elio \aulitco avea pree. atra.P.-.: im/li-.aifl Con 'elio: re i. (indialo di dire tante .ì & : MI ni>:]i!iii:.i vthir: felix. n:it dk-in.:.ir.i cod: Veruni -. . ma da & he a permanerci fenttori d* Nettuno ignota Cereri:. i di cui rumi karamomo lì. la. e fpecialilTìme cofe de' Feaci. ed Ha.itarcm . M. co.in.i e . Del relio lile.ir. vel Aie: a.1 !::.qui farà felice altri Omero. appelli! iyy&i?:.ilrhis u ieleixnn q:r.. . h-.fc io dita Aia etimologia r. : £' tw.e da effe non so.. v.t/fn. che e poter. che IV 1 : ron regione tra Cdiu^i.i:.. 17:.ir.ii:JÌ arre [qua eoi . Pisacibus id beile mnt-ruil .:tc%: negli etimologici argomenti li procelle con efenipj ulceriti dalla Itoria. . fcmìr.1.ì/ -"" Omero di a'Feati fon di che sì onerati aggiunti.4 e!} -0-J..i : .:telii i t Menili™ tei . 7 . 1. plct.s tiìnti catini /i.<• trillo kj'/ì ni omin.! d..H..ì. 1.rtliax bvia fflf nj Dcnruii: /«w.j!'e ma ibi. parlandoli delPiramortal Bochart: uè liee (limarli tyahxmUmc tale origine .'(: l'erif.'(.. la e Io| V e. . qui -jet npiim .. Ve/ \:..Cirif.mdt .:ben) fu i/li primitui mt. qua --'•£ f\v. .-. crai ella Ipiegandnfi jl vero carattere della Fcacia gente. nel li Sam.ùi cJ or m: sovviene. ed Omero il dipinge con unti. Si Manina.: .win.\:k . (i/ul/.::.

i.L.ri-. il patlar di quella il rinomala iioU. Digitized&y Google . clic. ìh..ii rullio iugegnu dovrì piegarli a credete . Omero Hello ci iddi» con molli chiarelli. come fi i moltrato nella voce lV<V. jp-:::.i'..iii l'eni^a in.T.tmi f. che enere (lui c' iltruITcono i Fenici in Coriù . | LR':iè li eli.«".!-!.DELLA CITTA' DI NAPOLI. 4^4.- />ìW«hi /«T^f. >>/''..::nle li livìo in Omero.. onde efee l.-i • Vedendoli si bene ulcir i nomi Greci d. s'atdiè ' è aa Perieli jpe. i.iiiJù ecluiiie da per tutto .-v. l'crrcttns ^moV. Non poteva al jjtiin Bc':i-rt 'l:.165. EJff©-. rinvenirli «-ano c . e delia gr. mio le^e patria d'Uliilè.e gii ritorna ad onore: e dovea rammentar: la.sn lini r.i fi ogni è flirto il vece Ilhaa.ill" orientai idioma . ..«. la na/. Io balli . div. re rsil Ilio immortal Thaleg p.-. (a ma :>:n lii.

proprictil.-yadre favole. gli altri per non fallire nel viaggio.ieru. che vi fi eran finte . le anche lutto ciò avelli in[r. on làra il più bel pregio deH'Odiuea.si fon ìt. in d'Omero. e quanto bene fa oilérvare ad Ulule.11 al divino poeta.hhi= 1' intero làper nautico re io non ho peni!.e lì leggera con pieno volere: e non cenerà sìprefto l'ammirazione . ma ad altra compagnia mi folli unito. e Inr n. 170. Se per tanti lècoli li è riputato il viaggiai dUIille (regolato. e dall' ignoranza in e. e nuovi .Omero • c larebbe rifare tanti fcolj . ho voluto viaggiar con Ulifle. eertaTv. ed ho :!:^c. con accade ad ognun.e!!. n. ed appretta. 1 e si favio de luoghi. de' quali lì vede aggravato .chc li credon felici.1 . che viagaitr. e delle loro (Manze.i4i I FENICI PRIMI ABITATORI l'avrebbe potuto con maggior arte deferivere. K™ 1 . m'avrebbe tolto eia! retiti leu'.vda jiicrttc di Pozzuoli.e col folo gran al yan avuti: feoiiafli.1 I 1 del cuor umano fpiacc di prefiamen te apprendere efli confeAarfi difcepolo cflcndo molto dura ma qual vantaggio ve m ridir il Dacicr in jwdar bene o lolo rimarrà.. ed : lor fiiblime Capere il : tole. come ivi unente s'jvvjìc de venti. E puporre cuiiIÌJ.e tutte mio ve: ed in oltre ho imparato a pruove manifefie i veri luoghi.ei.ciie niente giovano.Iu 170. E fc mai fono Irate giurie le querele.>. ed i ioru certi numi runici.m/. perchè. che ha detto di noAra Campagna . Digitizoa B/Goóglt . ora fon neceflarìe .1 . comcntatori . ed o con pochiliimi. che fi è il viario. c mi in Itaca fenza non mai fallire cammino. poco coderebbe il far vedere.'. troppo lungi farebbe ito il mio dire .. o un'Odiflèa: ora che lì è ritrovato il più.itio ulcnto. avendo oiv.iiTdii a velare. maeilro Omero Or refill.che si tardi lì ù tifeito da fallo. io r.. le non disiacene il dire. e le le. ili a quanto hanno ritroso da Trn'a Icritto a'tempi noAri. che un poeta tanto antico era si clperto. tomenti antichi. ed avrei anch' io tinta un' Iliade. de' collumi de' popoli. Giuftt cuitrtie di non eueru linvennto in tante (il il viaggio d' vfiSt. che ha faputo ornar colla tavola lenza tradir la lìoria : liccome fi è con evidenza inaurato in deferivendo Li re^bn f. s't t. ancorché di piccola fama. e pieuidinio piacere in veder tante variecole.fc 10 1ii. e tutto ciò .

con diilinguere [nera gli ha tuttamente diflribuiti . e co.171.li shircò : i. indi a parte a parte. e diviliire elle .rlo.::'-. c lavia comitiva. che nel num. firn riempiti di qualche an- Uliflè. ed i meli. e li è veduta ]j cieca confufione. e di raro suorni. Ed in vero io potrei ridurlo non folo a meli. the min èrtalo importuna sì dura fatica all' argomento di quell'opera . e favio in conliimò . 1 fia. onde mi piace ritingerlo nelle lue diviiioui . che nomina Ornerò. Te fofFre qualche dilagio. meli . quelli riduconli poi a due . e rroltSo Benché L'iille avelie v Lincialo dieci anni .: pili chiari-m . 171. e con buona forte lì è interamente dilboiubnita e riandar debbo . ma anche a filimi. zj voti di ella casta .it.DELLA CITTA' DI NAPOLI. e giorni . e con li n^.li.mdi . e parti p ii gr. li fu avveduto i. Non fon dimentico di ciò. perchè li pensò nudili vi-is-t::.r e.. qnai l'o^itno elitre alcune figurine.! dire mi iì>nc flo. . che qi^ho viapsio. ed ove j'j- .:.a il iciecrc un cnumcrazion sì mimi:.3 il quale fé ha uno di buona. gode molto.r.o: non li è curato pinzerei certi inmili ornamenti . ne rimarrà ognuno im<.i cj. per tali vie valici }'. ni lì i per me malagevole dli-ndrm ora trovalo il vero. i . 171. •:. i'. : (Lnti'ì i'imo l'altro. 14. e fane cura. Anche cosi ha fatto ti gran poeta . fé non Ti. )-er non riufeir grave. e dividere i dieci anni . vic cofe apprende. ed ove è diretto il lor vertice.Io in brieve ne'num. trami' Omero . 171. e di marina. che li tue'". perchè fentono del barbari™.!iu:r!7a ci ha notalo jjìi anni.uo dilllnstuere ciafehedun luogo. che durò. Carla geografi» del viaggio . ed indi da se ognuno può aflegnarc i giorni a ciò. che gli fciitKrri figli à' Omero aveano iparfa da per tutto . Divilione degli anni . il quale pieno A' inte . Ile di t'„i. ed emblemi.33. .» di tutto ciò.) tlicr torno ad ogni norma di pei gralliille in i. diedi ad intendere quanto : di poter moflrare . ho decritto quello viaggio. 1afjp-i:n:e nia piccola' fteliacci. che Ulife lì porlo per al'ai Suolili di nollra Campagna „ ed alle con- già. b:-^ anche uno dorico. 13..\ tl. perchè i:n intero trattenne con Cir: . il . e certo cammino dell'eroe: Ikcome all'oppofio ninno fi Itudiò di ufar tale cura. notazione: e cibi averla girine. perchè lì è veduto.

c divifo nell'immonal OdiiTea quello viaggio. il quale in tutte l'eli.. che la dividono amiava n legno. che Omero guadagnerebbe il fuo animo . 'A . -->*'- MJt di Nafdifi *>.. . e prendo ripòfo E r_ (•»-. mi porArano.^-SjiS. e fc taluno. PAR- Digiiizod Dy Google .. to anch' io in Napoli . Cmu. porzione di tempo a tinto . perchè non lo (pero da molti.li è (tinnito con OliJTc jjil lieto in fua patria. quanto fll b"1 difpofto. ed ammirerebbe. FENICI PRI ù ioEgiornafie Dell' : Ogigia a Corfu. ne voldle fate (perimento . vaa? munti. comechè antichilTirnc. e mal compiilo. ho rinvenuto . fon ficuto ..

nella primi pine: i^oniemo dell* fecondi . che folo co. che lui. il ók è il mio principale oggetto.e Jel fcrtiliuuno fuolo in T To/iiJ. meao che i Fenici fi furono della Città di chiariffimi . il quale ama il contendere . e molti Napoli . scovrendo un bene maggior della fp^cranza. che fono da Gaeta numeruliilìmi (ino : lor dette quella orientai nazione : vivo fienro . e da Sidone vene perchè quella città pei gli molti pregi del il ncniilìmi profpetti. che da Tiro.Je .e molti avanzi delle voci Fenicie. the fi i ogni dei». Si nHiinse in brieve ùb .inti fegni certi fi truovino in Napoli . non fi lafceri vincere da il forti ragioni .Colonia diretta in Napoli da Apollo per . che 1 Fenici ebbero foggiorno in nollre contrade ma predo : vi li piegherà chi ama I' orientai lapcrc . vegga con cnr. che da elle alle lettere n'è lungo corfo latto pei lo lido del noftro mare. che qus- hiflìma gente portò colonie nella Campagna riabilito cib non foltanto cori avere (Vela. pruave i t -. e dopo il lunghini mo viaggio a" UlilTè intraprelo per rinvenir belli. e vi fpcrimema vantaggio. argomenti .i ij-eCT. qu. e i .

i è ia. mentre fi parla di sirene .k.!/>.. ci. l 1 .eer inil. fertile.n le tavole.va veramente rincrefeefua origine dafimil donna.ice ne liniero l. ec. della cui figura piena di milleri fi veggono ornate 1' antichi: iinllrc rrMt-.m disimi (v. con proprietl ne formarono la parola Purthenof . resi dell'una.it.tnie le ne lini.i uozionc : e pace riflettere .:?-rico : Seleni Cruci ex liominii'iu n notarne Min '-.uo ci:m. e per compii fililo (limali. . o deli' alira s. di tu.. io. Clene.'. ove mi li'im.) colligere tfi te. e fi poilòno francamente pronunziar fanh-imf . i. nelle^ pofteriori eri. ediz. e rìoilro comune l'aver de culto. Che in . li. del Vitlure del mio dire . che fisi.mla . che i Greci poi la riièccto giufhi il genio della lor lingua nip9e*sTi> ed indi fecondo la mentii ier.mo kc..7..crei. . che TlnpScffiTB è voce aliai piii vecchia.ctc flnindi limi ben divili) il mio dire.ni imiimur . che il nome di Oi .nific.. piaceranno per la novità : ed amo far princi- fi vuole. di Charterio. dall'origine del tur parlare. antichilfimo 175. e l'amenit. fono felice a ritrovar pegni litftre nome di Partenone. che giunti ì Fenici ne'noftri lidi. e feorgendo il bel clima. che io non ne polli) limiaid. ftimo onot di mia litica Napoli Ili furono Fenici . comunque riufcirl..e«n felici: lì rinviene sì antico.ieu m:.14* FENICI PRIMI ABITATORI I ogni eli trai!: Ha» a se grate maniera . . lib.ldu del fama han cimi iflupor tolte in luce le del fecol noftra.u fcel'. C. feiiia die manchi neppur uno elemento dalla voce Pmihenopc.palf. e non dar sì p reic al to fede a'poctici arcani di Liclivre Era mei: ieri por minte. c G caraineia annullare dalli voce Paiiimipt.i .'^i. e fij. J hi: lunUrHis hifpynd. cap. e (offrirò volentieri . ima favola di mofìruofn donzella . a iìit-k -hù Efip'ii ui-j. ile di quella na. Agli amami del (i. -ii (arani-. ed come fondarli. ed in oltre ci lafeianm il culto del loro Dio Ebone .era |' onnr delia patria : ma o ciìi-r ceri. 173. e ne dovreflìmo andar lieti \ ficchi fiam certi ora. cini e di. che premette nell'anno!.lfra : . Finendo s-j nirj il nome di noftra cittì. qc.ì de! filo. e lecoiid.illM Y 'ili-ri igiev. paglieti.jfj* . e ncn k.'... mi lludierà non eller di noj. o lirieve. di tiils.vr. vice ulce.es de . o lungi). (ireen .i Tei.w. r. fi. che precedan le donne Temo folo . o per neceditl l'ueecrmili. cioè felice. fa 7.icn Xin-n-.". '. deii.le . i a Con si favio princìpio tanti più bell'itone dal pinior. il. credendo ..e e. .) l'in.!. vel Dei .'.elléndu un bell'inneflo di due lor parole lu me. perche la voce ma è ili aìliii !"-cl".h. e fu tal nome appollo a noftra cittì da'Fenici. '!: s.ieie ii. perchè fe : ?. che diedero alla noftra citta.Gìleno de iiffhr. uomini a' alta li.tf.

e puh la DI NAPOLI. e/./Mime. chi fi convutie per l'intere /\ir<'ni. e S.1 qu-mo me l«tla.DELLA CITTA' fcaiurì ^V. w-i/>.>-i.i n i|iidl.>:-. T 174. e hlflj o n*iD. che fi difamini il fari meri facile rinvenirne ilvjbr.c ferrila. 175. c di pr. che dinoti liberiti. che e fenUità. rimane. efTcr madre di p-rrio .i iiconda voce ho trovata piii ik-iìra (1 > La più (ìelà lignificazione di nu fi è ciò . Datali moiri luce ai mo. ce. che diceli alia . e li Latine yo:i f„r.Geron.yius. . o'ifisrii * 1 ed in oltre dino- ta cht compongono Panbnifi.'". non mi parola : r trina. ce. fi™.'. Dl-I prima parte del comporlo relb .SiJl gno luce aqucll» due voci"]umB.nii/. tifa Ipcflà elevare. ed i lx*.175.

regio. e piacere.:r. G i de'comentì 175. UluRrits il filma . perchè fi riportano 1 loro Iuogha ne' tanti criidiciffimi comentarj di fublìmi ingegni. di quell'uno fon contento. Chi folle vago di fceltc erudizioni intorno a s'i ód (almo può avvalerli fra molti .Vi cosi il profeta: Mimmi Dominai. e foecialmente fe fono in alta lìtuazione : potrai ne pari-echi d'empi ai tal nozione. fvanifeono tante (liane Ld ecco. de' quali K. ovvero 47. Taccio affali" co.»r. ad Intera (fifficet) borea: urbi reifii magai: indi fieguono le lodi in tutro il falmo si della cittì. e della cittì di Gerufalemme. lenza che io il mullri. quanta confufumc ha fparlii fola quale fra tante lòia li pra quello vcrlò di -i ìwl lainio la voce vede tradotta in si diverfe maniere . come del monte . ma perchè ve n'ha nel falm. quanto più G polla. fe non perchè sì numerali interpelli non han pollo mente. che compone nip5cffoHj con chiarezza fi vede ili fignkìcazion di m. indi liegue. im Ji'ip Tisi* Greche ver fiorii I r ivìt in yinn Ss erem no»: fi pregevoli parole. e fantitl del tempio di Gerufalemme eretto fopra il i munte Moria: ai fon ferbate le 4.éilh . perei :L mi 4* viene opportuno. cominciando Imid.ruuiiddii isolamenti. . jìto G fi belli coro pani ione tra Gtrulklemme.i 4! FENICI PRIMI ABITATORI I ta clima. in munii funBo e/us . hi /. tratlus. ìioftri. clic qui fi parla dei bel lìto del (empio. e Ibn pieno d'am- «nsv di sì ultimo linterperre Caldeo in quale guifa fi li'" ferviti i l'acri di tal verlb . e Parlenope. non per altro . vj6. e ne ritrai-::! titiliù grande. : . che quella vointerpe trazioni poco innanzi reo lite c.r. magnificenza . o nulla debbono curatfi. ed acquifìando tal vera nozione il iiu . nuj. Puleher fuu {cimiate) gnudima itnìverfit terra: mons Sion. del Gerico. e la nativa forza dell'Ebreo vocabolo fi i anche di clima.-cciiito gli Ebrei. ed era facile il petuar ciò. perchè povede aggravato. & -. l.t ce . in elfo con vere iodi s' efalta il filo . SÌ vede.eci il lungo loro apparato di colè diliidatte intorno alla voce -M reca gran diiiigio a chi le legge.

.!! nrk :il.i:i.nn.ehc nu'. folo non 1451 per onor di nolba avrei io fibula in- fingere piìi opportuno.>^:.iuni .t per meù inceda.!l liniiu.L:mciite . ii[i:-.-. e diun tempio.y l::.Tl.ellenco vocàboli di lode.lupi.. le f[. li III morir in t\'api> [.i cl::no!'..L.L^io .cra venia un Nume. ed il potea lare. c ma nella L iì'iiniiicmorie !bn vicmiflìnii. s.lbllÌ:Ti. che ìlcomuu di Napoli avel- voce njfSoriri-. e lu: aver creduti Partenone Sinai . che non eziandio per ifiabilimc.i!e:r. ma luminofo luogo del falmo . di si e tal maniera . e fi diedero a S ranJio!L. che le I' autor di efiò fidino invece di VI ns> bdla di filo avertè appollo yj-rns potthenep . e le le coui.. l'etimologia . avremmo la voce intera di l'ar'tcnope da'facri volumi :ed i h-. più ricca d' imcny. che tin.DELLA CITTA' filo in si citici. anzi non v'ha alcuna divctlità . r finfc .t> giuochi. <t b-jLc città chi mi pilo E la ic ne k:r-:ò l'ti.I.^e nullrj città: e ciò fi è creduto il [!ir Lietamente ) (ino a quelli d'i e noflro buon nome.i. ice con qualche perdita : : del [apuli lui :omua fallo i' uin. t perciò per render la fiivula li. DI NAPOLI. li su cl-c .l H.

.p rilliiltitr prillili di nnlira origine . ec. le aggiungo. perchè ho tolte dalla mia patria quelleStrene.nh-m. e de' le Le cuti.i feienza orientali. che Ilir> Sci-i-x.ione. di (burnii d. e (ari a! nitrito di rioflr. le non fi vuol dire innon dice urbi memwiibilis .150 FENICI PRIMI ABITATORI I perchè il vero Tempre in qualche picco!» parte traluce. che ne parlano: ed ometto i moderni. Intanto io debbo godere.™ tintimi .. e nelle favole. . a\ amiie rulliti. e le T.eo d'aver pcnlàto il primo.T.Y. A me batta aver rinvenuto nel corpo della parola T.ma ej-li lì è indino a credere. e la piena fama del fuo fapcre avrebbe aggiunta molta Intontì al mio dire . ed a quello (i ri. fé avelie penfàto a donna per meli bruto: e viene molto njutata tal conghiettura .ia vaft. * nollro Papinio nelle lite Selve. . 49.i clìcr.i pag.ipoli han ufata la femphee voce Siiti: . fi e{t piccola Cuna. che iure lì le fa donne micidiali) ir. delle quali bifogna averne orrorc:e fieno pur eflè de'Lucani. lauto più .ira/. e non avrebbe ufato sì beli' aggiunte memoratile.Tit- è i'incomparahile Bochart nel Phaleg nobile 1 . e d'aver ridotta si Ivantaggiofa favola ad illoria.MiOCJinBodurI l'ansine dcllivoce Psnhcnopi: luoghi diSuib i.il onera dei l'i .i'.' . indi nel principio . giacché ne fa parola. che il nollro Stazio k'rnbr. Or orto . che Hm/j li leggendo d'elio loro (oltre li f. Nè cenerò.. ed andò tarilo avanti ncil' antiche iloric. e pretta Greca.c cenaci nell'annot..n Lillo i7S. che Napoli non ebbe il fuo nome da una coiai trilla donna. die ha moflrato ingegno proniilfimo a feovrir l'origini di nomi di città . darci l'etimologia Fenicia di Par tenope . ialino. e Provincie aliai più cicute. nealìegna ima alla noNespoli! Parihcnapei Sircnum imius mor. le 'un dalle prandi-.-m. che aLicolronc. i quali per c'ir IX. e creilo non fallire. ma parla del femplit. e che fu ccni'.488. fe non tardi . clic iòno più torto un beli' 175. e poi recita i .Tm.:. con:c h.nelle pai. perchè noi rinunciamo le Parteuiiu . IpeclaniicuL. nomina quafi Tempre Partenone . Tavillimo delle cole patrie. 481.. ni taito gli lenitoli e di fila età .i^ll. perchè cittadino. ed intanto la lui iminort.ine ciksrr. Certamente non lì trovcrrà altra ragione di dì Stazio (e la pcnli diverfa chi vuole) fe non che egli ben che Parlenope non era nome di donna .l tran hocharl . che la nomina Sii fonati tal Tanca .59. come Petronio . ed i più antichi .iali lisi) credulo cller d'onore averle per Lineatrici.uni.-c prcliar pio pronta lède.rediilitas ftra città. aflaiilime volte antepone hi Tebaide a quello eran ilranuru.list rimane :iv. e madri. buon numero degli antichi .c Strabene . alle Fenitlè di Eurip.! q'.9.'rp. Digitizod Qy Google .]?Y. Ma il più rimote fìagioni per tante doti è (tata Tempre iÙuflw^ io ni n lon pa. 17S.ciic vi èva e.e non mai la chiama Sirai. il-. «. ci:: quella li folle pura. che l' erudii illimo Ludovico Calp. Òmero. llato dello llcllo avvilo . Li j-..l cittì. 40..

n>V:-.- Situio ùh. che quefte tre donne egli le confina in Sicilia. in la Iple- poetanti Ibn per proporre d'altri verfi dello fieno nottro che ^ lapL-rc. i Io l'averla creduta tale. che ima ne fu tra noi: nel lib-i.l-'"a mente Bc-iar-rai : («.i i/iwi jìnguntur.> . qu. v.. ina (ila fiatone moli riva che era tutto TOvindb inlieme . che neppur le tre Siciliane Sitene con il lor canto gli avrtbbono Iceiiuw i! tìi:. Mulceat infunai gemìtui . Affluì. inNppcli non E rinviene ninno immura calo Digiiizod Dy Google .. intelMi . ferìfq«e . e vedeafi fopta un colle. S i (fóndo . che Mimava..i»ir>t* forare! Non lata ardita del poe- ermi benché nuova . che n il-. tanto è lungi.irtcn<j.s/:-:!:5f.. ci fi .>. delle patrie antichità .nir/.vi Ri-:. Ò"r.t.> di P. i. e dice. e polvcrofo .:m hiibititfte .icd. .-r<. imprende a toglier d'affanno il Tuo amico Atedio Migliore trilliffimo per la morte di Ciancia fanciullo ricco di virtù. .neppure Orfeo: Nec fi tcratmhtmn Sicilia de Virgiae canina K ti! fytvis cbely. qns: r. come cittadino .io. ed il fufi..i i-mprc delia a trilla don- i pretenda dar netti verfi i. . Fertili Dcum patrhm . S' ag- giunga.DELLA CITTA' DI NAPOLI.d. . <7c..K Eumelum ita. e perciò Tempre s'attenne di dirla Strai flato troppo ben favio . le intend Capaccio p. e vuole.>c. coi comenta. che effa recidendoti U chioma ne adornane l'avello.cchè non (i rinviti .

::.ino li è ma mantenuto. Mi fpiace ancora.1. che me fiig. efléndovi tante ragioni. ed in elle veggonfi le folle fiata in illima. CunliJcr. i quali lino alla n. conlcfiàn gli antiquari >'-"u . i'pec i al queil' età: ito in difufanza .iiy. altresì ne'piii ncll'epilt. argenteifque vanii moiìs le parole del Capaccio c/hi ( Stremi ) caput cum Hcbane defiSmn ctrnimui .lini r. era infantile. .il.ur antiqu*- i durilo fcmpte . o ad altra gente. Mi piace. gli è piaciuto fcrivere .iu non ed' mure. /.i che iilarcn le. che quella grandiffima teda. e nel correr di tanti ascile acuuifiato la città nofira quello di i\'capolii y n' cjrr. che dì tale opinione (izrillè il poeta. per fcrbarne immortale a' lot pofieri Ja memoria. di Artemide./occhi cica ne' bronzi A' Eraclea . Digwz ed -by Google .cciii i monete tiche che . urbi Italia injìgiiis. e fptìiilmcntt in'poctì. fenza dubbio l'avrebbono impiefla in vari di metalli . l' erudir ÌK M. che fi vede pretto il tempio di S. che auel vìfo di donna . r/. .jì iia'. M' increfce aliai. cul- Ed am- miro. perchè a fuo tempo lo lludio di tali colè. e forza è menar giufie querele di tanti dottiflimi noltri poeti . ma non mai la Sirena. che quello lodcvol si ti nome non mai è quantunque mente i poeti lecoli.r . die in Napoli v' era una (tatua della Sirena. n 'j c . ed infelici. li dica agli firanieri elTer di Partenopei e che alcun.>|a bau rip:'iiiti> Ji ella città .e lo Dello fi fa in i nù lui tanto in pi eli. ulcere a noi. in qua Pmknopes Jla: 2™? Soma 181. cioè la Luna.ec..39. pu teterrima Si- rea . ninno dar! fede al buon Snida. che non fi Iterile molto. che piaccia: in oidi. franco vuo-" le. iS-una ( «3. Si conchiudcrà dunque bene . e la di cui auurlta lempre è Hata leggiera. e :i ripigliò nei icttimo li-colo Crilliano S5.jia.in>:i:> leiupre loro verfi. le quali a Aio luogo ne terrà ragionamenmulti di nolìre innumerevoli anto. per dir cosi. firanieri antichi. ma a' Siciliani .:'.iya>. vitanda ejì improba Siri-ri . quando poteva di leggieri penfarc. 53.C0I.iv. perchè in molti vi fi legge Apnptf* quelle lòn In ienariii sneis . tuie ili \ereiJi. f. o di donna. che lo iklìò Capaccio pag. ed alcune di Apollo. . quale l'han volu- ta i fccoli a noi vicini. ma c degno di ufeir di colpa quello nollro fcrittore .ini..clie fi era di Artemide.j!i tutu) ciò . Niamìi». ovvero Luna. che il nol'artcnope mancò .-j-'iSS-. nitM I't»*i.it. ed alcune vedute da me fembrano di frefeo artefice .iS» I FENICI PRIMI ABITATORI cora grandiofe reliquie del tempio de' Diofcuri . creduta tale. ficcome cran ufe tare quali tutte le città Greche . coti credenza fallace di farle pregio: quando pare.Eligio. fpecialmente per carnaggio de' loro fondatori: c fc fi riporta qualche moneta colla Sirena. Foie tee hi mare Pereti FartttMpt a p'>Jìn. Neapelis. che mal nicio (lima li appofero gli fcrittori Okìm^ che il bel nome di nofira città ulcito dai Fea fiato di ima Sirena. come Seneca fcrittori. o i patrii folle (lata Dei . ed eleganti . le è d'uomo. pcjl^ioris . lì vogliono la finta nofira Sirena. le quali efeono in pefee. il quale è ne' nofiri antichi nam'tfrai fia quello della Sirena . che oliano. che fenile troppo tardi.

:. ed a' poeti di ogni età fi fu ben cara : e ci dovrellimo pregiare aliai più di quello nome.Eftmpi di cittì. Parthe- de Sunti. ed in quel brieve racconto della vita dì lui i. poeti ufarono tinti av. nomi . 379. che fi dica nnliquittum noe/US me» Parthtmapes lo. c rarùlime volte ut» FartJletupaipi . ©j-Sk negl'inni di Cali ini. poi.ìdque oh fingularcm loci illiui pel- A . pag. nun vi manca ftibdiacoTium Eccltfiie Nenpoleós . fi potranno enervate . lì vede. ™ i trarre i numi di efiè cittì dall' orientai parlare . che non mai venne in difulanza in noltra citta la primaria voce Partenone . come Partenone . »fi fi eruditi» probarcnt NcapoUtenti buie urbi vetus . onde cleono buona parte de'luoghi della Paldìina. e Parthenopenfis: Gio.icyp:. che fi fono ingegnati a .flUf PAUTH ENOPKOS nuncupnre confuevcrunt .s-Su.33<5. che illtillra Io ftefTo dotiih m>mo pag. Napolitani primiaes . Ho voluto ajutare il mio dire coli' autorità di quelli tre fcrittori . Neap.i N.: <:b. thaba Sefiderium .:r„:m cathedra» : t. e credo non fallire . che dice del il.i: N. jSi. e Ni. 380. N. dica quattro volte replicato il Parihenapenjis. perchè non ho recati elempj d'altic cittì. m : fic /vii. e di nobile origine. o bello fi denominarono: ovvero non ha avuto mai il piacere di fare una fuggevol veduta nell' ini mortai volume del Phaleg del Bochart.fllffln l'ARTHENOPENSES.parthenopeS nomea te/timerHnt . Jacuio puffi}» j'criptorcs omn'es . cioè .per tacere altri.@.sli le^ge . y polo» efl direttiti . perchè antichiHimo. il quale contentando la famofa Tbcbe. adpcinus . e Ncapnlìtanm . culru pag. V Tomi. e tanto maggiormente . negli icrìtton della mezzana età le voci Pattbenope.non li conveniva a trille Si.un indi a vii. e lungo catalogo de' noftri Vefcovì Ti avvale quafi Tempre di Neapsln . fe non di rado. finiti <!t chi! VÌX ALlTER. -ìsì i. linde Fenicia per ragion della felicita del filo (ito . non piacendogli l'etimologia del Bachart. il che era facile il ravvilarb. aliando fpecialmente si . ed uni fola volta . Intanto liamo certi. che non fu nome di femmina. e di lignificato. nolìro Vcfcòvo Paolo. di quali di quelle due voci più frequentemente s'avvalgano. Ma non foffro . die hanno avuto ilnontc dal loro bei luci- Era. lì legge Pa/ihacpcn/a k-cii^iv. la fa Icaturire da voce J«n . ::>. iSi. Epìjc. Diacono nel celehre . ravvilo all'oppotlo cinque volle le voci Ni::pi!ii . nè.DELLA CITTA' TAS lecovum appellariones Ttiteerenr DI NAPOLI. che o dal reo lor lito.tnrovo fino al fecolo vii. bada fol leggere ciò . il quache dall'amenità della fìtuazione acquetarono da'Fcnici le non mai ha letti gl'indici.Mazzocchi fteflò polli in bJon lume: gli altri da chi ha più bell'ozio . perchè fono dal «. che non ho io . Solo colui ammirerà.p.nyf .ene chè la bella voce p&f 1S1. perchè fi è Coverto. ed efiendo folo nullio^che di Neapalis comune a tante altre citta.ip dì tasta : e fe nel brevilTimo prologo di Bonito fuddiacono della Chicfa Nap. fiSKn.:ip«lK. e per'.uiti quell'età i come ho deldecorolo nome . come Spanhemio .

e perche il poeta è flato si avaro in fame ufo : nè convengono i comentatbri. il che fo di raro..e si : s . nè moftrarmi follecito degli' fcolj. e credula fondata da Uliltè. ide/l . clic s'avvicina a 11^9-^»*. fe vi larò felice. ìlcbe-cgemini (ma teUn* non lignifica ciò) qui nefais. haBJfUM .'. che in quefl'uno luogo veggonfi in Omero. tre» ladens. oicuro verfo.nto affli fvanlaggiofo . ìnfeftmìt . fcdxire Ics femmes : ed al iri™ non ap(K>ne alcuna annotazione . e ci di: Malkeareux arder.. e ne teca ragione : e di Grniliffiini eaernpj di città . qual fi è Oiijìppo. oweio Olifipo .-. e bel nome della patria. perchè troppo noti . Fe- m : : ri Paride furtivamente K v.che è il principale. come Parti* w. la _ ' vuole da itay v'iti alis ukbt> . e dee eifer mia cura (covrir 1" inganno. S'avrebbe da fapere. In oU tre fi dubita da parecchi (c forfè per qucfto ri ditiflima & fo gli antichi era in iflima . e benché fembra effermi alquanto fpaziato.ed intetpetra.^! : . Toj-IJTS. ameenus fmus. 3 8j. e piena di nerbo . e regioni ve n' ha quanti fe ne defideranoi onde farei di moleftia raccorrcrgli . ajutantifi dello me li fpiega qui madama Dacier. il gran Bochart pag. fe prendcG . FENICI PRIMI ABITATORI recai una città ..iS4 I. e fpe- & «^em- : eppure vi s'oflèrvano infera . come vuole Eufiazio. come fe folle voce chiara.e fpiega. che vale felice clima. 1S3.i-. come egli dice . 18]. 027. Compitofi da me il parlar di Partenope . tutti -i. que fri/er tei tv. lliiid. che fembra oppoflo alh volt Pini . o limile : . né de' conienti.>. Lisbona . e nuovi fav|' Jcrittori ora mi rimane . e perciò era grato in più maniere illuftrarlo. che di (in atte abufavafi. c fono flato coflretto refiftere a certc_ invecchiate opinioni (bftenute vigorofamente da antichi . \a-ì-T. nel quale fi crede ravvifarvifi una voce. nel quale dell'arte infame . In Diomede. perchè Ila di biafimo qui la voce iterai?. profa da tutti in fentim. tal guifa . e nspSann'-n . che i Fenici perciò anche diflèto noflia città Parsb-aop. Sii tì%v. e per ordinario i luoghi dalla lor fituazione acquiftavan nome li confi dunque .wx 'deve»» . quindi ci fi rendono di dura intelligenza. d i&ém. iC jun-nw.-. per lo fuono Ibltanto della voce . prode il e quelli tu>'L il ri.ji >. dar qualche lume ad un luogo d' Omero aliai ofeuro . fe il fuo Tcxofih. xìpx . -. Si dà luce ad no verfo rtt »£c«iis fa una apologia d'Omero.:> traducono . che Paride affatto non fapeva ufar 1 arco. cioè upprabrium Ortis lux: ail'oppofto Efichio pretende. tutta volta fi dee penfate. che è fcmbrata ufcir da nome Greco .

oltre Polluce.ee. niente fi vede. erudizione fenza non mai finire intomo alle tante guife Greci . e fre più favi granatici Poiluce lib. ed hanno appretò . e ragguardevole potdlè piegarli in fignificazion si rea . che nelle ricche annoi. mento a dire. e forfè troverrò chi a primo intendere le terrà per buone.DELLA CITTA' DI NAPOLI. che il poeta è lemprc a se uguale. non e di molta fatica lo Icernere. die non poteva Omero ufare in biafimevol maniera 1' illulrre nome di lei . E mio gran debito proporte due bene Mudiate conghictturc . e nuovi contentatati convengono . Ceno i captili. che perdutaTi (ìudiava Paride di rendei bella . per reflituìte li lincerà voce ad Omero.i. i quali di continuo leggono l' Iliade . In quanto poi al tipa àf%sS . e de' Latini d'adornarfi . cornuti. ferino. che dia almeno ferieve fpiegarione a tal voce. coL 1. e 1' OdiUca . e n'andrà anch' ognuno capace in leggendo mie ragioni . ed ultimamente Émdro™iS« T*han prelb per tsì^ujtis. che uni (confi filo de' C mente in Callim. è di tal fentimento. fapendo . Ed intomo alla prima. rapillamenrsm .. e fpecialnella pag. acciocché non fi creda. Al certo a tutti coloro. V . di quello onomaiticogr. per morder Paride d'eller fcmminacciolo . e d'unemlfima fama (e veramente è duro trovarne altra) penfarono. 185. come ì rem cornua coiiunie. e d'altri fautori: mi fpiace. ma che nel fuono folfe vicino a t!ujiJuìtìt« . e Clarke. Ma giacché al Salmafio. farò pago di Elìdilo. che la parola mp9ir»*ffl» non è parto di lui. TUfìimìi* voce iHai importuna in Omero. e neppure vi li legge il ben noto verta di Giovenale. per far intendere 1' ofeuriffima voce napStimì'Ts .I buoni copiatori eziandio amichi. fe mai Omero avelie ufata la voce irapSi.©-. che il nome di noftia città antico .31. quello infittami* • uopo erajierÒ aver mente a divìfare.come Barnes. e torcere i lor capelli . sóì-ec 66o..num. e ne Enferò altro più generale . >" '~* ' captila- Tpììi favj. ijj 184. 1 per1S4. e de'fcoliafli . e Spanhemio fon fuggire di veduta le parole contro a Paride rie* t>*»<". lì è dimenticato di quello si celebre luogo d'Omero.. fe fu la fayia gente.ee e da si dotta coppia d'uomini in si tenebrolò verfo Omerico s'attendeva aflài luce. iS. e n'ufcl . che aveffe l' avvedutiilimo poeta ferino TdpSejwrTn . ed i fuoi derivati Tipài'ji®. e nell' iftefla miti 4 incorlb il grande Spanhcmio il quale anche con lunghùìimo dire adoma lo Itelìò argopag-s50. che Penelope li tu donna di alto. Ki>. e perciò ho voluto elfer alquanto lungo intomo al >/ti. quafi tutti ed antichi . ma feoncìatura decopiatori. ma rlai borila . quantunque queffuna volta da Omero fi ufa in tal nozione : la quale molto a me giova . non m'indurrò mai a credere.e non farò degno di fede (fe non s'offervi) die l'incomparabil Salmafio fopra Solino in più occafioni fpargendo . cirro. efeg. die qui xipi dinoti la chioma. e chi sa. madido tsrquén. e recita quello luogo d'Ome- mente ro. e infQtiniàt in fignificato di donna non vergine.

qual nome fece orrore in tempi infelici le in Omero II«nM««< Invece di ILtfSiwrìim . . i^ywifuis (joSra tó KÌ*A®-. perchè non farebbe feufato da colpa.e fi avverta. non vietandoli ed ognun direbbe cffer . che non voleflé offervarlo da se: e fi io polii) afficurams vede ancora dagli aggiun- ti. e conforte tal vocabolo. 0 fegui- re a goderfela quegli. non potrà reggere il va/Botri t»ì parlandoli di un drudo non di vergine. e l'altro Greco. del Calmet. di neceflìtà ora avendo renduta si fofpetta. e collanti ad ufar la &w lor voce virgo.che precede Ifaia intorno all'Ecce virgo ameipia .?. ride. ' ma yimi.o indifferente il chiamar Paride «pSii»*™. itSj. e già poco innanzi additai . ed Alia. i una. e per ricuperarla quelli. amar donzella vergine . 39.oo. perchè i Latini non fono (rati cosi attenti . a di lode. tmiTieret ad tlav furorem tnàtms oh pukirimà'mtm: nè dice Omero T»p3ii^a>ifi diPa. Se dunque Omero lénipre fi è fervilo di Tupflii©. onde è fiata contraffatta . e glio di Priamo. ma non e così nella Georgica ^. e gli Ebrei per la famofa dizione noVj). v. efpofta a tante non leggiere dimculta^ ma il dubitare colla più. fi dì folo a Paride II. ne forma quel bel compollo yuwupamii . E iSS.in nozion di vergine . non poiea poi contraddirli con appropriar ad Elena e madre. 769. Eiimolo|ii ai n«'f «.(TÌ ywi$\ jiji>of«»®-. effeda niuirA)irÌT(B . Intanto io non ceffo di rivolger meco . Lll^'liZCJ b. tot. Od. proporre re ufeita . c fra gli altri Virgilio. che c gii ita a marito. ma di donna già di due ? manti uno Trojano. ed taluno. Onde elfendo tutto ciò vera. e neli'Ecloga 6-w ove virgo ti pone per uxor . arde di martial fuoco Europa. per tacere altri fcrittori . h quale li sii quanto è contefa. con dire. e groffo fallo dirla -ripa-H©" Ja quale ed averla per ilpofa vuole intendi Menelao. né ancora li rifili fi può con utile leggere la diflcrt. che Paride fi era Tsa>ffejraijir!K. che appone a tal voce . 514.I FENICI PRIMI ABITATORI [pigliar Paride.™». e quanto di e(fa li è ferino. benché la linfe donzella . C( . ». che il credere.e lappiamo quanto ' è tenace il gran poeta nel valore natio delle lena da' contrari On .?. e vana tal voce. 331. 11 1. OrOmero non mai in tutti e due i Tuoi divini poemi ha adoperato ttms(i©* . i quali non convengono le non a verginal donzella -«ifciV II. 118.oi mulicrum amorem fintili. si caldo . 8. come da tanti eruditiffimi comematori non fi pofe almeno in dubbio cota! voce T«pBnmfx« . non elfendo Elena maSii®-. onde fi potrebbe non dargliene colpa Eneid. e fuoi derivati in dinotar donna. ce avvertir conviene ciò . il quale coli chiama Venere. che il ^uub. che tutti traducono mulìcrofm: 10 fcolialle gli da doppio fenlò.&c.

c di ciò Diomede il ripiglia in quello verfo. che da'capelli o per ragion del lor nel . . il chiama avvedutamente £uhr*ax . Bìlbgna però aver mercede degli antichi. e dinotare. Altro dunque non rimane. e ci prefentano un ci n:. ed in oltre. andic colui. s'apprende da'primi anni. i ni. Io truovo nelT idioma Fenicio fulle due vifo co' un. cioè Fenicia . e può ufeire da' verbi tutti belli . y. ed iirj nomi J»' capelli.jS^ per molìrare la follccila cura della gioventli Greca . Paride. che Omero li xls* intonde per gli capelli: onde per dinotarci altresì. che avefiè potuto empiere verlb: e fon fiano . e Spannante ne? luoghi citati nuni. de'Giudici cap 1d. che erano ricciutelli . e fi è riportato nuitiiSj.u . m hJjuw e' Flavj .:i:dtr. quanto hanno raccolto Salmafio. \\. o della lor varia forma agli uomini . è voce formata . d' Elidilo. fé nulla lignificano in Greco idioma. perchè Omero di a quello figlio di Priamo lo fvantaggiofo aggiunto t&mWitjis . ce. 39. e Romana in ornar la chioma: e rivedere altresì l'autorità di Polluce. ed i lkx. che quando il divin poeta il vuole duramente riprendere . che dinot3 cincinni ufato nel lib.io- ed i Crilpi.er9. che ma . che Partenope . cavaliere . feptem cincinnai capilis mei . che Paride fi (Indiava molto a render Tempre più bella Tua ricciuta chioma. e fpecialmenre del fapere orientale numero maggiore D'in vale facies. *dflfJ"'. e che da 'hn n'efee un nome. e che il nome non corrifponde a' fatti . e degli Scoliafli. "bri.'. e Polluce ufa Ed ognuno ora da se conchiude. da me riferite. bada leggere gl'indici óe'tefori colore.w' non trovando pito il altra voce . han dato sii <™ì impiw . oltreché in ogni libro fi rinvengono 18?. fi fon dati de 11' il cri /. 18. elare per gli leggiadri Tuoi capelliera (limerei opportuno che C leggelìc. o per dir meglio. perchè larchbe aditi lungo qui trascriverlo . che dinota in Fenicio patlare. ma in Fenicio parlare è di grand' onore . fruito. che per opporli a «fmAtni'ini! . ec Ed or s' intende . che -il nome . e la Hello the i i Rufi. 1S7. prità di elio verfo le voci riportavano alla lor lincia me ' E liccome fi e divifato innanzi tutti intendimi quella efprcfiìone ùy^al. che Penelope che potrebbono fonare pen-hehp. che ora li legge guada TttpStnvhn. teflimonio quel di Paride (per non ufeir dall' argomento del mio dire) il quale a' Greci ( Tìóìk ) i Uranio . ha imparato . ne di Penelope è della fieni origine. turali. eie fmentifce fuo nomi II. per dipingerci . bei capelli putatone . il quale ha piccula ri.v-13. forre. die ora acquiiìa luce. e far com- avellerò an- . usò la voce tIuiìWin'tk .. le non vedere .-j6ij. che tutte potevan penfarc . capilhram nodos che la gran donna d' UlilTe fi chiamò Penelope per la fua leggiadra chioma. nel medelìmo num. ficcobuon numero di effi nomi propri ' ono a Oriente . billicofo. Pintlspt vote Fenicia. Non v ha dubbio . ed alle donne nomi da unte le nazioni.

^ÌL:nii. Ijiccialmente per la parola -rapStmriyi . di! infisi:^ E i formato in jafìimWa in Omero. Si potrebbe invece di quell'aggiunto importuno rimetter queiV Omero fpcilo dà a Paride. che ii xtmKaxiirti . Da quanto fi è detto fi rimarrò forfè convinto. ma più . che vi fi trova replicato.TBf. ne' quali altro non li vede . AuT^itV . che d'etici guerriero .. o l'ardire de' copiatori avea viziato: e nel fegu. d' addurre 1" altra conghieitura .e negli dementi to^- altro ifotpoxA. quando in fua origine Fenicia è d'onore. da tli n' amarono anche il nome .is. e grodòlano fallo. e fempre a' favj e piaciuta una ragicmevol mutazione di pochi clementi dì qualche voce negli antichi tenitori.i'f-i.™ . che forfore in efli certo. e ciò b. che dinota Adam l'univerfal nolìro padre . ed il lor leggiadro colore . jóq. ballandomi foltanto. Quindi fe per quella ragione a taluno folle pili a talento queiV aggiunto. In . e tutti e oltre fi sa. per intender la mente d' Omero in quello si ofeuro verfe . io non m' opporrei . Si pub indie din . che il grand' Omero t che di fpccialmcnte a' Tuoi eroi. anzi folo a quello l'atr. si perchè quella non era to/iìMh©-. per non far dire. jKB. di o come altri han gli v. giacche precede altresì tipi dy\ai . che tribuifee lLy. yvjyn-rir'r.- & .nel fuono.num. quindi altro non lari Pmtiope. che o 1' ignoranza . de' quali fi veggo» ricchi i lor volumi . 'che Diomede non poteva due a Paride Tj:3t«TÌT3i.1S9. Digitizad by Google . 39. ed antichiilimo M. e balla per brieve ora oflérvar i coment! eruditi. e non il fri^uii . che non è molto diverto e. perchè è il nome primiero di nolìra citta .. mulìcrofc . coma pulcier . che pretjiavaG più d andar galante. da ifinpsTi. dièndo noto a tutti ciò . che Penelope taracchiude in fua origine il dinotare un vifo con chioma pcxs . che Cincinnata . c letto hipBi>st"ii rimprovero a Paride collante a non . i-imL-m. vede. fl'lP. sì ancora perchè nel recitato verfo fi morde quello giovine . luna e perchè la torte paflione delle donne fono i capelli . ne dzrb luminofo elempio. Piaceri dunque . e farà propolta in aliai corto dite.ir::ir . dicepeor. forma prajiancijìimi .che fi tolga da Omero il T^SiWiT. Talfo-numìnc-Farì . non mai più s' ollerva in tutti e due i fuoi immortali poemi *. ove è in lignificato fpregevote .ec e tra gli Ebrei Efaulle lì difanche Edom. e pregio. . e volentieri perderei tante mie pruove. che rimettere nel!' antica lezione ciò. Per ultimo nmane_. che il divin poeta non ne avene apprefo il natio valore . e perciò va a legno il dirlo »iiwXaxtr« . i Pirri. ed^ altresì IL E fi DwttTtb due fon .per rim* provenirgli l'amor d'EIcna.ilkrditfi a renderlo lulpcttiilimo . clic lignifica ruffa anzi dal color della chioma fi cominciò ad imporre i nomi agli uomini . tixondo ho impromdTo . ijS I FENICI PRIMI ABITATORI a' Greci.TÌi .- fo.

uvveiu ovvero mimme ragioni.? i8$. — per dir femmina. che ha già marito. che Ranno più vivace cura di me dell' onor de' poemi di lui. ed a' giof haieremi poema. riHl xim?i«™.947. 401. come il Valckenaer nelle Varìx Icliìones qworaniam Homcrì verfuum pag. che non fi feorge e forfè fono flato io Ipinto da più tra iBpBiiiralin! . eflendo ito full'orme d'tiomini favillimi. l8p. come . indi con ferun. ed alla mente d'Omero. come s'oiferva dinotar tì: in. . Con aver rimolla quella si difacconcii voce iropSinralitm da Ornerò. r. cne che egli egn emanili chiama cinici conghietture nei iure. Mi fpiace . neatrum ti/genio vsdciar Homcrì convellimi. il quale vedendo nel v.ed altri v^appofero ii'urtaro in tutte l'edizioni si antiche. Tormatjuc compof/tvs effes . -rapS-i^-iroi il bello donnefeo in . ovvero nel Tt'^piurro. at mihi Jit marita! virgineo nulla decorai . CITTA' DI NAPOLI.DELLA. iW Infoiatile te gerebas. né ufa top3-ev™'ì. So>Bt. fatori . 5B. jn'xraK-ra. come reccnlil(ime.ma il virile. il quale fa parlare cosi a quelt' eroina : T8e£tt. avendomi offerto un Ilio..„ui. il che è oppofliifìmo alla nativa fignificaxione. cioè t^ìi. j-' f> Wifns . dice. ma rifonde quelli tanto importuni verbi a' rapfodi . 59. ni io mi (li- mo ardito. t spapà AiriUiuff f zio. nè altri per tale mi condannerà .v. Non Ecco quale o da rapfodi In oltre mento ingiuriofo.fì. e flmggelì di quella voglia : Urinimi Homcrì haieremui proni oliai prim'im faeta emijfum ! Pro Homericis [spiarne [me datili verfm iegimus atioram . che s'avvale di irapSt/S. che Emello non lì i awaluto di quella si favia offervazione nella fui si (Indiata ei Ed intanto ognun vede. e njiitoxi'xiti poeta. DigriizM 0/ Google . urpote qui regim donni haherts . the la vera iocc {ompolli li ntSu» li i r. fed virili ingcnìo farebbe la vera voce compoih da ztfib'dr ..lèmpre in noiion divergine.!) d' Euripide Dell' Elettra v. dicendo Elettra che eflà non uno fpofo. Si praovi . dell' Iliad ^. m Sii KiWf. che v' è aliai più grande differenza dal mutar listone nel ti'tuJiiiito. curava il il d' Euripide non fi vede in fentìnnf5immhns . E la forte mi t fiala pronta a potere iòllener forte quello mio pcnfamento.

tifo FENICI PRIMI ABITATORI I a tal mutazione per la fama d' Omero .. ficcome li è flato folTecito da altri di fare de' nomi di tante lor città forfè con men delira fortuna e bilbgna accular si rea nota. che in Napoli vi furono Fenici . ne ci c-prime fLwìi^mi. ed ora farebbe di nolìra fama. forti ragioni tiamo Valckenaer al pe di molto né fi è curato da tanti favj ingegni dj noftro comune di ridurre il liivolofo a ftoria . ballando foltanto porre a pericolo . C 9s\tpi. M'inoltro dal vero nome di noltn città a ravviarne un fallo. che recan difallro. ed a pruova ciò . mi reca alto orrore il leggere. che da me fi è culi 1913.itt. lin. indi con empiere han dato un Argonau e ci il fondatore di Napoli. fe non avelli : Ma af&i altre pruuve . che ballerebbe.' L-iiri!jiiciti:n-.4. . e I )«f de'Ro! Falere Ate- paiii . quanto lungi fi e ito dal di fi i creduto. . .. ed illuftre nome di noftra citta Pcrricnofi è creduto nel corfo di tanti ferali infelicemente Greco . quello. che è l'oggetto di mio parlare fi è. e deliziala clima piacque loro thonopt. t nufifi ninip. e.JÌ poeta credimuf . pag. Phalttitm iti lolle di Napoli : (onfufioBt degli fcritlori intorno 1 tiFnome. tardanza..ii4<5. e lentezza. diCu- brievi p^ro'e & prius Pha- hrw». mas Pari&cnope diRa.fe aveflìmo tal nome in conto grande. come fe lode Irata cofa da (tento.. 190. che efee ^editamente da due voci Feniiii. e di affai più frefea età. e dal bello . indi aggiunge le autorità . che non il dotper togliere dall' Iliade il ti'akwhj . comune a tante . . Nespoli.-. piii che Nespoli. e per cui: dire. Ed ora anch'io m'avveggo d'eiìèr moldio in voler feovrire i falli altrui. né mai fi pensò. che donna. Quello folo nome di l'artenope a convincerci . E qui do fine dire del primo .li quelle min..

urbi in Opicis . volere lafciancfo aliai reflanti cofe inconfideratilllme degli altri . cornechè ito in ditufanza . delle quali la più diltinta. I grulli falli di Tzetze intorno a Falcio II fon rawifati . pag. e Sannazaro la quale quegli co'fuoi impareggiabili verfi .» «iAus f> OViu?-| ii c£<0p«3« IljfiSWir. Oltre qt par . Non Ti può dubitare . che in nollra cittì vi era quello nome Falero. 717. ufando li (Iella maniera di dire. e riprefi dal nollro Lafena nel Ginnaf. « h'ì 2noW. . e mi foiacc annoverarci il Cluverio. per non efler dimentico" del ptincipal mio oggetto. e quelli coli' immortali ccloghe. i> w?*- T^i N«(mXj( . eficndofi Creduto nuovo . Pialenmt . ove parla delie tre Sirene . iot. che aiièrifce *A>ipo» vi^n. per non dir cognizioni licure. . abitazione. fi fcorge. e grave l'autorità di Licofrone «portata già da'noftri fcrittori. perchè non era. che vi lia Hata tal nome in noflra cittì . ' irfi i detto di Partenone. ad quam e/elì/i futi Siren Psnhtiiopc . che io credo avvicinarli molto al veto : ed avendo forti indiej. che quello autore ha traferitto quello di Licofrone . lì Tini [ili Qa\*f* Tigni U&i&pLtpim .i>nure . che non il vuole citta. eflendb ed antica. Or di buon . fe non un piccolo. ed il verbo Spi'fium aiiu motti ejicior: quindi fiamo certi. che fi t veccliiltimo nome .ferii tori abbiano voluto dar più predo fede al Bizzantino . e non a Licofrone.DELLA CITTA' DI NAPOLI. che li voce Filtro dinota una fpecie di mergi. ed animirabil fepolcro l'han renduta famofa. e della Hagione di Pontano. comincerò dall' etimologia Fenicia. e lenza difeernimento han letti gli antichi.. fa venire alla Torre di Falero v. ma fenza cflervifi polla mente finora . ed indi farò lollecito a Ibfienerla con buoni documenti Ateneo nel fuo gran . liccome poco innanzi diremo Che i moderni nolìri . Si tomintia a dimoStirc .. né altri poi fe ne fervi .. mi ltu- dìcrò riferir ciò . . che Falero di Licofrone fia l'amemlfimo colle di Mergillina. X iji.che con poca cura. urbi. e la gente llraniera da lontanillime contrade fi fpingc con nollro jjiijiiticruo a Urk. cioè Partcnope. 101. qua vacarur Nespola : lì vede apertamente . e bel colle di ella.

che non rinvenendoli ne' fanti volumi quella voce . a" quali de Greci . quindi tanto fi è iVs. giacché in Greco parlare t/Anis . or iorfmtt nigricanris . q. pbalandas. ai nulìor cfl Athcn&vs. Anche Suida. cioè ivo. ficcome i ollérva nel gran vocabolario del Gattelli . che anche iti : 191. non li niega. quanto '"js. c. perchè è lo Hello juJim . e mpipfeipO-. nium colurnicÌ! .\[ v. perchè in quanto al primo non ne rinverrà autorità. p. nè flurba. lì è porto tacrgnliit . quando enumera le Unte [pecie di oùra remi fra'mergi v appone jaAÓ&ffiii . e non potendo efler d'origine Greca. che quella voce è ufcita da -ha. 191. niuno s'opporrà. recita l' autorità di Arilìofane. che non mi s opponefle da uluno. perchè acciocché non fi dubiti affatto . e dice aA\n/i . 39. il. ed il compollo wrpijf**®-.che nella veifion Latina de! Levit la vuole tra gli uccelli È Io fieno . che in òn manca la 1. che ufa folo vocabolari. ctenbile Gerozzoico : *a\neJi. non gnXxeJf . TW»«. la quale da niuno lì è rinvenuta. che eflb nomina . ed anche inAraJ bo linguaggio. tró^oc. il Bochart non l'ha tratta. ci fa Papere altresì . ovvero piXti(j« i vocabolo de'mergi . che quei uccelli . . Amati. perchè tpa^ue^! era confed- lib. che ipsiuifu'f. pag. mergos. e dice : H" $aAieÀ convito de' volatili 1 £ uy (tfJkSrrfpn in' itne». che il mcrgo in fanto linguaggio fi dica con doppio nome ras. fhalarts roflrum angu/ìum habct . in Avibus . quando gli era agevole il penfare . m'awalerò del gran Bochart part. del fuo ammiratylai mrdì gema cfi . Vorrei. attogrnos . «Si I FENICI PRIMI ABITATORI favj lib. ed ha fatto men che bene a dargli il BufiorJio tal lignificazione ed in quanto al fecondo. erata a Venere. 2. Se dunque yA^afr. 107. e del Deut. che liamo in iltrettifOma mifeija di libri antichi orientali e vi doveva effere -tìfl . E nel gratulo!..da origine itranieia 3' Greci . 21. ma fra tanti uccelli che in quelli due capitoli fi nominano . Indi per provare . Trottilo!. utoittt. che tal nome dinoti mergus. phatar: e perchè ne' libri fanti non v'ha tal parola. che dee uftir di I^B ^. 17. c.. perchè nel Calda) v'ha che dinota una Torte d'uccello. che fono gli ftcflì elementi dinota quello volatile. Ed & & : Ma 1 : 11.ps. mergi . e de' Latini corri fondono oltreché i LXJ. marini. che in buona parte. come lo (tcIVo Bochart con incomparabile erudizione . non fi creda. non vi fui rimala la limile in oriente . torpori! hobìiu teretior . e ivo. anzi nella maggiore i bruti ban confervato tra' Greci il nome orientale. è al'ài malagevole lapere . 7. c verità nella fuddetta opera ha dimoltrato. ove (i vede il ftóafljj* NjiVus. iJuAnoJtif . Pbakrum voce orientile i pili ragioni. mergut. alvus cft cinerei colorii. p. e di bel nuovo cita Ariltof. fieno paluiìri. e làpendoli eziandio. e marini. Digittzedby Google . invece di mergulm in tutti e due i luoghi hall pollo *x-nfi*vn . 17.

ovvero gli uccelli di Diurni-. e . io. Luogo ameno di Napoli detto Mi'gitiina i e lo tirilo. e guaito. qui omnia fiudia Minerva additerai . quanto il vederli in Napoli . che è antico. né i cementatori de' fanti libri convengono a determinarlo. ed anche d'alcuni Latini Icrutori n'i alquanto degenerata: nè mi fi darà colpa. che tal voce è ufeita da Ptleffiiu . fi è tntefo Tempre dire . ed i poeti con non mai Gè penperde mai in tut- dio. icfj quella lineili li contende .tit Gricci imidotlijfimui poeta . che i Fenici dìlléro P&atrum . óxfiUice. la feconda fembra eru: Da&srum quoque -Siroe s'intende poco . che avellerò potuto penfare. che tra' Caldei. il Capaccio nella Latina Stor. del quale crede. che fon ragioni tratte dita. e fi fuole ferbare. e/i fio iìSam ( Mergiilìnam ) quod contro Megurim. benché viziato. Si ì vivuto sì lunga età . che dinota volatile. che in diuranno all'origine Fenicia. onde le fi è dato tal nome: ma perchè non fi to quel. che quel luogo avea il nome da quelli uccelli.£!. ipj. tanto più . ed or mi fpiace che a tempo di quello nollro fcrittorc mergi . qux vox merguni apud Crjrai fi^nificat . cdogas pifeatorìas eompofuit. che -tal voce appartenga a' mergi . che baimazzaro ne folle flato l'autore la prima. e con tal occalione chieggo libertà di dare buon lume alla voce (leilà . celeeorum focis uti vello videretur .. e vi portò feco : ij. e che quel luogo . fiata detta tale fpiaggia da' male la rimembranza. che la nollra amena fpiaggia col vicino colle filo all' occidente abbia avuto il nome Mergillina leggiadra invenzione ne formarono una vaga Ninfe. perchè dura pi/ces mergerentur . ma non erano allora sì Ittici gl'ingegni . Digiiizaa By Google . e cita Sofocle. ni lì guadagnan fcritte li : a penfava me averle tra. che Mergillina era un'interpetrazione dell' anlichiflima voce Falero. e fi è Jet-" to in tanti noltri fciitlori . fecondo Plinio 44. colla femplici- noftro. nè ancora era ita l'altrui volere giovano almeno elicli: . il mergo. Sicché non rinvenendoli certo vocabolo in Fenicio . dobbiamo pervaderci. come vuole Efichio . di Pozzuoli pag. che lignifichi lib. Ognun vede. che non li delidererà maggiore e ii darà vivo lume »' veriì di Licofrone comechè me ne rileroo buona parte di cui in parlando della gran colonia Atenicfe.. tà di quei tempi. dui Ma . e per fallo degl'interpelli. e fi*f£Ì5 n' e una fpccic fecondo Ateneo. come poco innanzi ho detto.DELLA CITTA' DI NAPOLI. ficcarne nel decorfo del mio dire fi molitori con chiarezza . che li fu l'ultima a venire in Napoli. tommemoratur aPaulania in Astkh.o PiMali è ferbato fino a noflri di con mntarfi felicemente ìnMergiili- na colà lèrmerà rum. ci dice due ragioni del nome cu Mergillina. velaapud Megarenfei fcopului Minerva JEti/tic . ne. fé dinoti l' aquila . Efì miteni Megarh parva dicunt.quam Ovi ca/itum a Dento. vi è il '". dire aliai cole di quello luogo di nollra città. Or in imprendo a. che Piilmm. lim. c. fe larò X ipj. non è perà naturale : rum opimo ti tami briorihas ìnfuh.

che in efia leggonfi : Sid Avranno dentimi scie interdetto . Eioii tS^©.. nel i&y&. Dovca dunque edere una femplice torre Etuata nel luogo di noftra citta.ii)4 I FENICI PRIMI ABITATORI lungo. che fi difie Tcpm $x\ip<. tanto meno da' moderni Icriiriiri Quello drammatico ci dice. i quali fon di quella. exdetti. Ardirei dire.z.• Gmctl dicebatur . audito cjus intera 11 Jefe in cubìtum erigerli. detta di Falera. mi è valevole la fola autorità di Spanhemio inCallim. /lenti A'flaw tbv®. fi dee promette: mo non da! Bizzantino. ftu lurribus àn&a! &Toeya\ prolude . perchè antico. 101. fi legga fua vita . rmman'n mìutì* fornai perfolvit . a poeti! appellata: : oc unde mora urbes in antiquis nummis turriti tepii'u effigie. Tivpyot riempe modo de urbibus ipfii ditti . « fimul pinna. Exrédam. che le cittil non mai fi fon chiamate Tu=™ì .A BtlNOTEIX IT A I dicuntur in veteri fimìlìa . ne unde una voce . 1 « ^XiSpn avelie intefo la citta di Napoli . quod vulgo eadem ejfent turrita. po/lquam barbami Mtiftrum èo/lii. Sì dia il bel principio in mofirando . i quali fi credono più vccclù d'Omero. che parli nel lib. e l'antichità . Pochiffimi non fanno . Per lanital torre uguagliata al fuafo da Filiberto d'Oranges. ultore Mane . avrebbe ulàt T(5v« Mi fembra nòe. inquit.torre i. e per non eficr lungo in cofa si certa. Fv&V Tfìv©-. barbami Mufnram befiit il Filiberto . che il Sannazzaro non avrebbe chiamato . che la Sirena Partenope fu (pinta dall'onde alla Torre di Palerò. vaigli dejìgnaatur : quandoque ctiam *J»®. ed al Clanio (perchè nomina tal fiume Tene dar! ragione di brieve ) non è dunque la cittì . JCyvpàt ™v®-. da lui. qua de re alibi. . Rupe Mergillina fedeli! propìnquum Jpettat in agaor. e fon degne di piena riflcllìone quelle parole .. e ne fanno ufcU re la denominazìime Tyrrheni.?®ovvero qudb i (premane j a ragione. pag-151.fbrle perche ne Capeva il pregio. trafcritti ed i fiato egli il pria ebrei il nome di Palerò.de arce. quent alibi dudum illu/ìravì Dunque fe Licofrone per Trfc. Chi podi opporli. e fi può aggiungere. che non fu nome dotta noftl) città. ma una piccola parte quella./« aus caitrurn . tale volendolo Licofrone ne'vcrfi Copra num. e vita hoc meo non inani voto Intuì. ma d' un femplice lido. nummo . perche tutto andrà ad intero vanto iti noftra patria^ 194.che fi morl. cam hora fatali! advemret. epigrammaton ma temo il nollro certi ingegni Sannazaro . nèveifqm tettis. ne fi farebbe ièrvito dell' efprcflìone immanii .nc concepì tantodiipetto. ma ntipj-m . e di un colle vicino . che Omero delle citta dice Tempre re ogni lealtà. troppo pronti a contraddire . eppure comunemente la vogliono antichùTima . & & nenfi Tiip™.

ad le |>S- ripete nelle feconde parole arette ab accolti. tma c$c7. L'altro luogo più (colpito fi è : Itaquc fcputcrmn ipfum mdido efi Parthenopem colli impcritajfc. acque ab accolh. aia Smsum Mmmfides. e t antepongono a' loro più ricchi averi. & M. non poteva il Sannazaro montare tale torre egli dnnijne un moderno : edificio ne' tuoi in ifdegno si trillo contra l'Orangei . die il fqiolcro dilla Sirena fi era nella più eminente parte del colle .ia. che Falera lì eri Mergillina. Non darà noja 1' oflèrvar ciò. e fi dille collii Parthcnopeifl ' dii ora può dubitare. (he Peranno avtBc Caputo. e Io fteflò :i rat habitatoribus . tanto più . Puem ad locum . che eziandio il Ponlano. qttod nomea pofi fuii etiam urbii e/ui . che cosi il Capaccio. 2!. ifque obliteralo PRIORI NOMINE .i del noltro feno verfo occidente. il quale ci ha ferri- Ma ftie incomparabili opere non poche dell' antichità di noftra citci (vela non con minor chiarezza in due luoghi. Ufcira la Tavoletta del fcpolcra dì Parfcnope. nauti! celebratui. itfj non folle fiata per alti pregi ragetarÒOToIiffr fapcva eflcrc fiata quella di 'Falera perche Te fi era poderi. che per dolore fini i giorni: i favj fanno ben pregiare le patrie antichità .DELLA CITTA' min-in mai . qua: nuM efi Neapolii. mi fembra. e patrona in citò colle. eh. che qui dice il Pontano . fi curft yiii il fuo vecchio nome .. acque ab ejnt fcpnlcro Parthenope cognominanti .f3 pleraquc Albe» . obliterato priori non Oigiiizsd by Google . che Vergatimi fi dille Flult'um. il quale fi vede adi' eftrcmii. pofi patrona memoriam.ii. onorala come di noflra città fondatrice . quod nirvei qua/i ad quendam portum applicarci!! . .vteatumque Muta ex eo Parthenopem . Ma natili! celebra! nomine po/l patrone memoriam . etqut ab li»! /spulerò Partlienope cognominami .f!ji. colli Tc'xiow Sutrèwm fpclUat . come altri naftrì frefehi fcrittori non ne han comprerò il fentimento Nel primo luogo ci palefa Gioviano. & collii ipfi frequeni erat habitatoribm . che il priui nomea obliteratili» fi tra Phalerttm. di quel che ha fatto il fuo raro amico Sannazaro. . fc DI NAPOLI. 195. Sembri. Le parole del Pontano fon rapportate dal noftra Capaccio pag te nelle tà.

!. qi 104.if. con attende quello poeta [uà fama . chi I11 da perchè l'ho impromcllò nel num. che vi 5' avv leggere ciò. fe fi a Stazio mutili da'copinoii io Digrtizsa bjr Google . . n-iwm.slm-.- m. AU'oppafio il tutto andava a bene fepolero di Partenope. li folte faputo . v. mers us.u. come già fi e detto man..i! Gronovio d'opti efcrli 1.i. che Patte-none avea Ibpra un c da' Tuoi cittadini ammirali ma Paoinio me il dice efifr l'h. clic ne ilice.m ci divifando : !n quello lungo nopc che . 179.lì. Dunque penfarono molto meglio coloro . che il credeva cretto nel colle Falera. che colle fue infocate ceneri il il noiìro Stazio dire Vefuvio tutte il nella (lagion fua le vicine colline . . p:tlrm ialini.FENICI PRIMI ABITATORI » ra lezione.iy» funai firere .comcché non Ha fiata fecondo la mendi te di Stazio.j:.i e dovea munte . 0 Filato. 1: padre deli che era Impellilo affati filo 10 vera . 5. Si rettimi J« li voce Pbatm . che li finfc Sirena . . Phalaro molile jtfvtt't . A Pantano. . ma almeno qualche fpiegazione .'5' e vivacifiimo eficidto recifulì l'avello di lui ^ che è quello dice Stazio nelle belve Exfere follimi:". i. . iji.-'eri fr 196. 197. prk-ga Stazio bel crine in onor di fi. e :!r il ci lib. nome proprio del avea ingombrato anzi tutta la noftra campagna.inc Pone fvftr tumvl^.:k. onde Papinio cantò. il . 107. /Idilli Ami. che fi fiudiarono mutar SÌ iinportuniUima voce.::. tanto piii . fervendoli <ta**tkt e «i*as<s. filli tu Partkmpc.

credette doverf] leggere quel Tyrinr&ius . Eh egamet Ihmtiunt.e di favole . v-to3. di quali licenze potean abularh gì' imperiti copiatori . che colui .. '- ' Mtrmtiipte Jcdcni C Partkenopc hafpita Aufimia pori» i)3. fembra . che quei. giacché vuole. geaWe j'ecutxs . e gi fepoltro dì Virgilio Digilized uy Google .4. Mi potrebbe taluno oliare. Littm. ed ordinaria . e riportar altro luogo di Stazio. or fi confideri. ed il farà tornare a mio vantaggio. Stazio ivej poderi in Falera : . Or avendo rinvenuto nel mitro Stazio.~4. che farebbe facile oppormi. che il colle di Mergillina eraFalcro. quello periodo fiat Caio.-4. troppo noto. che le ceneri di Partenone gli tran si vicine. perchè tutti e due fopra quello colle fan riio vie più amo aiutar il mio ratrovare ftppellita quella Sirena gionare. L quali traferiveano i libri le parole loro difagevoli. or " con rispondere faro più certo. che il norne del monte.s: maGevarzio dice. Ma bifogna . 0 poco faccenti . e lo flelfo Stazio viene al bifogno nelle Selve lib. che quelli lapea molto e di lloria. = Arane. di . e Gioviano . che ho imprefo a moltrare. nifi vulgat. il quale ama Li potila dì Stazio.. che Falera li era ciò. cui emendationi accederei» .. perehi il padre diStazio folle Italo fcppcilito in quello colle. vctiiisinh-. che maggiormente rende lais'era altrimenti cagitombiatm . che fia mio obbligo a rinvenir documento. e d' innumerevoli nomi della più antica geografia: oltre quei degli eroi. e comunali. L'immortal Grazio vedendo in eflo Stazio (per avvalermi di buono elempio) nel l1b. s'avveda. ed infieme prevengo quel.DELLA CITTA' DI NAPOLI. 198. e che gli era olcurillimo intenderlo. che fon concorPapinio. e [libito li vide un nome proprio dal grande ingegna di Grazio farli divenir una voce facile a comprcnderii .im ammode poffet explicari .»-tu & feUir.. ubi Aiifnnio fé condidie hòfptia f.i Iclìio eti. ifqua E s'oflèrva di leggieri. e fpecial mente i nomi proprj gli mutavano alla trilla in voci trite. ed eroine: e ninno può imprendere a leggerlo lenza clfcr clpcrtiUìnio della mitologia . Nec cnins Tyrimhms alma PeSui amiciiiit. Ma do.i . onde i fuoi verfi fon pieniHimi di nomi degli D. traferiffe . con dire. che fon propriflime ora le parole del Fontano. ilraniera ivi era anche il prefe porto .

ubi fistiti egerie irai . che il l'Italia. ni=&c«ÌTBs. il quale dalla (ùa vita fi ha. altrimenti non avrebbe detto. il quale fe gli oppone nella fua Campagna pag. Non farà dunque di maraviglia. ©V. che Ti mori non vecchio dopo efière fiato per lungo tempo aliai cagionevole della pedona. co'quali darò vigore ad alcune cofe gii àette. che ivi anche era certamente il fepoicro di Virgilio . che Faterò non fu nome della città di Napoli . e vi paflàva dolci le notti. che avea detto Licofronc .. onde turbati h. e non fa comprendere il luo dire : forfè altrove io in quelt' opera di leggieri toglierò ogni dubbio. h.in oltre . ovvero Phalitum fi dicea Mergiilina . A™:hc dal Firicgcta Ti [lavi . e che pregava la vicina Partenope ad onorarlo col fuo feoruccìo e da ciò fi raccoglie. quando altro non dice in quelti due verfi . che in tale collina eran le ceneri di fuo padre. io. nee dum letale minori cejfet open. tenuti a quello piccolo geografo.uic [Ritnmn) Campannrum fclìx campus. che_U fepoicro di Partenope fi era predò Mergiilina v.357. dove Partenope fi caadi'iit . e li 4 il fepoicro di quella fopra il vicino colle .m creduto . è tnjppo ficura. il quale folo proviene da quell'altri verfi 78. Infelicemente dagli fcrittori s'imilcono quelli co'primi. Jy[ jiÀìjtSftt A?i»! TIxj&usnK rxviion Sifeiw iaàtKnt. mure fua excepernt fin».itìB 1 FENICI PRIMI ABITATORI il noflro mare lungo Mergiilina 6 un bel lino. egmat/omaum . ed in oltre ci deil luogo. e nella foglia di elio federiteli cantava.-/ì Pulcini Psrshcnopes fpxarUM plenum miOtlptlis. le qui aggiungo pochi verfi dell' accorti/limo . Pm-lhenapes . En egomet fimnum. che anche con quello nollro antico poeta fi renda certo . Mergiilina dal furare del Vefuvio . di Stazio del cit. che lènza ragione lì è contraddetto dal Oliverio. falla! ubi Pattuì egerie ini. . ulì rmtrum r.. è detto num. igq. che Phalarum. che v'era anche quello di Virgilio. e ci fi conferma ciò . . Del rello a me balla . Tj'ì' [iti KaflTItùr \nr*ps> iiioi .751. finabam Liner-bus. che il poeta confonde Mergiilina col Vefuvio. comechè guaito ora fi legga per grollò errore Afflato . Dionigi l'ericgeta. ma di un fempliee ameniftuno luogo. ed il Pellegrino . Meriterò bene . che e vìen difefo da' venti. e beli' alloggio . geniale ficurus Unta.. e certamente qui Stazio avea e geniali poflèflìoni .cfpecialmente. Monelle . ed ove fi sa . luogo. e coti anche fcrilTe Pontano : termina più fpecialmcntc inoltrato & : Hac ego chkìdìch ed te. che portava feco in villa fuo padre. al (olito lì confonde . Cepole» di Finenopc cri in Filtro. che Partenope fu accolta preftb tiftn Qxkii* . Da quelli due luoghi di Stazio ci fiamo renduti compiutamente favi. il quale defetivendo «a Slam ben 19. Si Wraslsis hiS&m kcKtm. 0 altra luogo . 170. perche lontana . che quel componimento in lode di Marcello l'avea fatto prelfo Ereolano .

e ripeto. v. non fe n'avea più cura da' nollri maggioie ri i>ii il lutto della Sirena leggiadra invenzion poetica: e perculto di lei fi era ridolto a dedicarle femplici biade . dall' Amineo all'oppoUvnrum iftgfim : C16. 1. perche le noRre acque là fono accolte da ben curvo lido . Georg. fuor del noftro regno Eoli Kb. ed Uria. traggono quella *f»s ("'Ji«3j». Taranto. rada rulìicana . DELLA CITTA' D t NAPOLI. o Dea E fi cedi di dubitarne . perchè a loro Magione. dit in alcuni femori li vede Ftdvnun initce di Pia! . Sibari. Simt e lìo il poeta chiaramente Microbio dice effrr il vino Falerno lo fteflò ne'Satum. farà bel ragionare . quando prima cavan grufiè vittime . Rhittica (vttìs) nec ccllis ideo contende Falernis. firmijfima vinti . che Ibeflo il vedea. E iDoibare n ' ri. lib. dicefi Cajlello Si sa.. Amerei . e ditfOvo. che Megaliti è quell' ifoletta . «0 . triniti Amine* vita . che ferine in tempo più rimolo di Dionifio.. cioè Crotone. quando farò mio argomento ben Llungo la colonia Ateniefe . 1. ed ornarne il fepolcro: v' eran facerdoti . 100. ove fa un bel feno. e fe le celebravan giuochi con lampane . che dice del lépolcro di Partenope fcmiruium .i. che s'affa al mio argomento fi è. ovvero una brieve grotta: di tal fignifi- de temalo. ed ivi eziandio gli altri fcritlori han polio i! fepolcro di quella finta donna . fi conferma ciò . E'djt ano trag. efli fi ponelfs . t6g nomina folo Roma regina delle città . dicendolo chiaramente anche Stazio . che fembravuno contraddicentifi per atto : ' 3 Virg. e credula gente . ToinJ. che io . che il geografo appella il fepolcro di fiico. che ora ed in elfa termina il bel feno di Mergellina mente. . . . ne cerchi altri la ragione. e di Stazio : di quefti giuochi lampadari 1 * via Piglerà . che vi divari oracoli . ed affitto non fa menzion di Capila . Quxquc ferii curvos enferta Megaliti fiuHus. come dice Licofrone. il Periegeia al noflro Stazio . nel utroque fumo. delle Seiv. j. 730. cioè de'prinii Augulli . _ . campagnefeo abituro. che Partenope filKn*)p)t. che verlo Mergellina fi vede eifer cesi.8o. nella quale fi faceva tal corfo.. 05. e fe le lagrifi- cllcr liivj ciò anche il glia:» a'fia'WKi . fes antro Apollide fede oraculi Delphici dilla fpud Eurifìdem feti v. uè! . S'aggiunga .. i'jvvifj. che i Bramatici — denigrar veì tinte . Quo te enrmine dietim. ed altre pochiilime . Gfc. indi Nacon bella lode. che dice efiere fiata accolta Partenope in quella parte del nolìro mare . Quello. e puhitruientum .

"rciò. che a molli leir. iiii'eiò C:?. .-.v liilt.w del ii„.to lao.Vi il mi (il 1 ni ..cht balìa d'alìcrire.!. ed aì.-.:on cffer. e prave. edii di 'ChartiTÌo Virgilio AW»©-) ir Nsspnlw.. i io (opra i ttonpo leale.U iJlrc.-Jh. come fece [umico /Sntare. ilin.'.m.. ..'!» /Immeum .!tv.i:e e lo l\:!o c' .orT di quello poeta: ma pori piace il vederi.'i. l'ho. : che è la maniera più fpedita di baibiiiei li lia .:-.:i dì ì'oa%«<-.- Ha-. il fina I <.ì.180. frrijjc che bjn errala 101.' .j. ami) ulularmi ifi Il .6.ilane fu il . . per. clic fcri- Filtro era Meriti. fu.' no i pili favi i'(jrr.li .do di p.i »!.Hike f. neri la il itu'u turarlo.I FENICI PRIMI ABITATOSI minto. c del Fs.si C.!i an- ito finora per pillilo fentiero nillni rreyo ì eh-: il r.i:c Mileur-.ììkc Pcliiipo.-. che è la follia reiti.lni^a.:c . dal . creduli.-me.-iiio. F.tr rhi. e l'antiT de' kiiji-.iAmimi) il mutazione della Rilevali r. t XspM di . «il..me poi il 1 Vi ivi 'ri no (i'i.tn. quale il : v lui tinta Jembttm-jjs . ma.-n- ifcrijfe 0 comentatori . che ha (irirro ili untilo vino Aminie poi il ripete nel.im pa- 1 in-.!'..ro y nmn/r.' frciclii iirritvero da qualfivoglii pillandoli ]Mf : colla gniila ika. che lempre piti fi e che ora gellina l'aleni. hirj.i.!ìi ciò. N^-' l'- fu d:.-Jc-.-.'.xr.-! è t. c.-.: dt'b . (Uno I*-l!iL[r i:o : lo ìlile) die .'.-./!:^ r.di- f-. anche del Pellegrino in tutta la fila Campagna Felice.. in f/. clic c faccia piccola fi vino..n me.>. fe in ciucilo h:-. u-ttsiia il! fui sinico ii.^. Datili dittati anche iViempi .: .II. e che Virgilio il c'ilini:.i.-. qual 13. del HI: b -ver Frtmcìitcno anJic i1 .ivver(il". l'autorità iirorilj'nti. zi.i .rc d. ìl-nsi ingiuriarli ili farle andar di [ungerlo.„o dcun F.rvi piii tulio un' orrorofa Stiva : e batterti ti!.itito !':!>i. che han detto il Villani m.l.l:r. > " Del' retto . quoti : »( irido 10 con quelli ardiri ^ mbfe do.

:tb::\ Paulì" I'.nj. d<im .i f:.fi« r »tT«pt.i l'cik-rli &.'Iua diniur.. :ilrt. S:. e eri convencvol cofa.pig. ed ognun sa. gvnre quidam upuà Cui.rtf.zio. crime tiffima.h pl. unirli gran iome a ciò. in jfuf Lucullus escili) etiain monte jirxt nnriyuis jYiyr) mmen eias manta pnprhim mdhim fini .-.jliup.b a:n.i aitar r. che Psufiljpus in..wu< . giacchi Quinto turba la jjrand' tjuclio. S4.ìd numi-'. QÌOttc j dicendo è unitiffimo al .:- d.«»« colhm Pauflvpum il fito di Mcgnris. fluir mm:. e conliifamente . che ha eratl lcgLjiL-ivj il fallo.wiir. a 2 notthi intorno rrr. ora d Y laici gran f.!crnmii è cola rcceii- nr/ioa . filimi era .uin. il quale avvak'iiii. l-'alemuni monteni voatuit Ntr aliar Frane. non die tra' del li Iki- primo. ltinl. . Plinms ix. r.- Frr: . farò leale a riportar file paiole in F.:<. che io Roderti .. Peregrmium de Mnvis jcrifl. e che eziandio alla (ragion di Plinio non avea alcun nome. ed accettili mi fi prcili fede.DELLA CITTA' DI NAPOLI. durava poncriori autorità del dottili Mazzocchi .ii ej:ij. Petrarca 1 . Intanto piii noto. lime fuijfc tte^ì»™ ( circumlocutioncm) 1. ili ili fcritto il tuo Pellegrino .<> l. Pojìtemr. 17. apRiunge .

veduta da tanti noflri nome queir ameniffinia collina . c documenti. che avendo rinvenuto . che non lia l'epifi. Ma io Aimo aver palefato con buone pruove . e fuoco.4. Ulte e'tncrtan gloios . Inter Paufifypum. onde ha avuta origine tal parola . . . come sì al gran Mazzocchi . mi Rudii di fvelare .Callìmnciam eum àliti ^aAncV'i don Lycopbrcm ^Aftcoi appellai : nè potrò mai intendere . Or fi crederebbe.lire nc. di Sicilia c . delle familiari citota nello fteffo luogo dal Pellegrino : in quella perà fi parla del Falerno della regione Cumana. fé non eziandio per la forni giianza della voce. lìccume e mi fa defìderare il luogo con dire in spili. Tzetze comentando i verfi di Licofrone riportati num. o veramente li pensò . ma fe terebbe. che anche il nome di Falernum al noflro Polilipo . ha (limato . t. Ut. Mazzocchi potea Greche. die fembrano tra se oppofle confura Filtro eoi Falerno. ove fi nomina quello tiranno . fmnum perpetua cxhahntctn . 191. dice il Petrarca. e credo non tallire . 5. che mi fi fomminiflra lungo argomento di fcriuiHm .G' hie aridam tetlutim nnrb'ts falutarem . e dà non per altro. ed alcune. . le quali ad altri fcrìttori fono fuggite . cosi ancora con FiLride Re . ma temo. che quello nome non fu di noftra città. fermenta featebrat aheni in/iar andanti! confufi murmurc trutlamcm . perchè vi fi legge fumo . ao).ija FENICI PRIMI ABITATORI I & Neapolìm Meg/rris . che il gran Bentleo illulìrando frammenti di Callimaco pag^Ss. Fnlmtum moment fomqfo palmiti eonfpicmim . Debbo dunque farmi cuore. le quali ci danno FA. che fi finfe . Avendo io molte cofe dette intorno al noltro Falera . non mi fi vievere. che rimetta in fuo antico lume quella voceGreca qiKipis . ovvero a Polilipo non hanno in niun modo recato difiigio al mio ragionare.i. ceneri . e Latine.Er<iM'o. fi È veduto. che il nome di quella flefla aprica collina da'Greci fi mutò in colla leucocii . almeno. ili-arca iluì ii NfiTj). che ne fòrte flato il fondatore : giungendofi fino a fcrivere lo fteflo di Falaride tiranno di Sicilia : tànp®lib.6.liil^untn dall'utile. il & wpxi"©. ammiro. che in quel luogo Licolrone parlarle di Falaride? egli dice . il U in diverflEme nozioni 103.tTalernum In oltre farci lieto . che il Falero in quello drammatico fi era un fempliet ameniffimo colle di nolìra città. la favi» . e fe fi lòfi una pura interpetrazionc della voce Fenicia Thaleritm Preveggo. . Ora l'onor delle patrie antichità richiede. quali cofe non fi videro mai ne' colli di Polilipo : Vidi. come in Bentleo uomo d' alto fapere in Greco linguaggio prevalfe 1' autorità di Tzcrze. qvaiam. che C'enfi lette con piacere . Slcsorat Gi .ufai . del lib.3. nè Plinio per Se poi lo fcritrore anonimo de' bagni 1' appellòe {Vegliata mento dell' eruditili. (colpita autorità fia sfuggita poeti dirla avea dunque «fava pcrifrafi Umm il : Talernum . perchè mi fono avvilito unir quelle.n li. cosi dice il buono Ilitc. ni di un Argonauta. che l' oppofizioni del gran Mazzocchi d'effer voce nuova il Falernum apporta a Mergelfina. tìfowenirfi di aliai autoriti l'conciato poi -in Petrarca avelie dato vuole il Mazzocchi .

. ì. ftullm albi . /Iti: urinili '. che volellè efler relìio. elfi fi ritirano in tempo di marea a'lidi . pa^. w. Plinius tlS. che il mare in grotto :empella richiama i mergi alli preda. che racchiude la voce fé dico. n:it freta pomi : . .iniera >be il nome il noftro Falera i poi fi v . 3.. 104.-tii d'Onera fi & iì uni nuovi. . t vera nazione.ni ex a-^ifsji. liei.ini fv. e lua vecchia fìgaii concetto. Ecco dunque che Virgilio comprelc il pcnliero d'Omero .Ji« in ficcala confaxicnlibm capi.E. che dinoia i Ihiwim! m. Amm. nò ci fi preloita dell'ondi: fortunofe cola.ili volatili o come dice Virgilio. _ fi è adorata dagli aulori . ed il valore di fAie^ami . che è aliai languido.jjS.-yt e mari ad linoni . Sicché farebbe per riarci nop taluno. 503.tv.Gcorg-i.fi . ma lo Spanhemio mi por^ I autorità d'altri fcrittori neh' una . All'affama fawfii. che tutti lamio. . in . . Continuo veneti furgeiii ìbm . D _. lubito li lluv!:h: favilla la mente d' Omero . che in Omero «rifu™ dinoti .-. Callim. ed altri ancora. che lai nozione fe gli i data. che i mergi nel fiero tempo di mare fi rifuggono alla fpiaggia . e dire. e ne mantenne 1' origine Fenicia Kè folo quello Latino pneta difiè ciò de' mergi . il quale ci ha voluto dipingere..r. v. da ali" . in quelli incomparabili vcrli tutti traducono [puma ilbefcwte! .DELLA CITTA 1 DI NAPOLI. parare . t. e non Tnergos-crcii. pbalat. ed allora fi vedi: ripieno di t. Lucami! I. r. loco . aut refonantia lungi LÌnera mìfieri . che molto cfprimc. cioè al no.317. p-jfi Anania niS 7.rj.necs . ìuxta Virgiiiimi .. interpetrando .-. -J.npeji. e l'altra lingua ndl' ofierw/. lc. Per/mi J'atyr. 11. 6. MÌgine.-:\cto repellente!. pag. teadiderunt Maro ditto Georg. Jane fibi imn cetwis male temperai uni» canni! t Cam medio celerei revolmit ex sqnore mergi.ji.

io*. Negli cimi Cj'jrsvanii i pili::.h. cui h rete f: Omero dì il lieriileva. p.: ed rr.~pìs i c ptrtii Or oiibiyu penfarejChe e dal non Jlicwù nr/if n'ii-f» ii net. m>: prra .-. FENICI PRIMI AB ditillimc cole in' * Vtxxett.cri.] ..ii^i^nti re J.. cr i~:. agli clini S'. Oigiiized &y Google . e fa Mi fcmbra altre ^ilb (efamininu tcmpejìath .n.

. che .&. d.e fi l-ilipp. voed altresì glratia r a . e l'pet miniente adi elmi. diceva alaidn . né io amo far qui oggetto od mio . che anche dinota f-:ÌL-. . : :/ió lolo quello tremavano cima. (. che din. 1 gherì intenderti. che a' tempi eroici matura fi fu il mergo ed ine ove moki. die ti rimettono gli fcolj . Omero.ii. die nell'elmo portava imprcì!. è fi ed Latino poi in fi vede ora ntniovanfi potili vocaboli. Kii-ji ad.itn-i:. iii. .c. ed nettilo.D ELLA CITTA DI NAPOLI. . tjA« cioè.iJi .i d' ogni collume di quelle vecchie ctl ci è Hata tratmellà ragione. ed oliali i t '" : L : 1 loro varj ornamenti aria tiern con .fi. e de' fatti: ma intanto fi sa quanto bene. die all'arme fi è dato nome da'bruti .rte fi lai- ù frequente.di let'ti.. che le Une adorni vino. oereni. 107. .1 lì . In parlando po. .l i\ »r:v.u dei ovvero un licci kit. e non .Ti fi paiono ridurre a cLe ho imprefo a divifire. che mi rimetterò in indi legge fi li. perche di quello volatile più fptfìb che d'altro. . i.! l':g-dj.i.ìi mederò v.i/. B . li .i cani . ho taciuta U voee »•':.tc- <5:-'. le lode:. die uecoi. perche n [-irci molto Ip. 1 j.e lieodié è ancora : :::.iiisi . -. Omero in y-::'i:'. luci derivati t. onde fora è chiamarli pago della femplice floria. die non li è ito lungi dal vero. ed ove ninno.. rifpondendoii pronto .o limativi.o male eran augurofi gli uccelli Ne dee curarti ciò . d:e non li collimo lapere dopo il lunghiiìimo corto di ranci lcco!i eli' auguri co "1 milìcrj . f ©-.i volatile lì laf.rtK h-. Armailufc . . e («. a ^(.i /c. ii.ta 1 leod. ed volitile . che da tale uccello ne prendevano inibii eroi . 0 uTf ausnigtdemandi pili il vedesti . ed avrà forfè il patere.L.ipneli:tperchè tra' . ed ora intende : Franali anche a' tempi di Tulhi 'una icg negherà. fi . .f'ciui'e co. ognuno da per se fi fiudiera rinvenire.-.-. ed mi .i. 17J ornamento bei!' quattro li di tal ar- TfTfBtjA*- dice.-u\ cimo. Ni ornavano 1' elmo.>( .>'rhi.vJ. come fi crarvi go elmi antidti.hi de'qtiali . per . eiì.dc eello ll> balta. delie da' uoUiili . che lui erigine v.:^ K .i:.'-Jin™..Ji/Ai's .ji Jirn. oleum qual in d'.ialn in ouell' ardimento.

ovvero tuffila ( ufeendo in doppia giiifa) che i ì . 18. il iàlm. non mi fi rclìfterà . perchè Omero fempre die nomina Ettore . e non fi dubita. oltre Giob.cOTmcuiarius lesomi. uccelli . ed indi fi fece piegare a lignitra'Latini l'elmo: fi ha il fuo derivato ci^r/d . ed il di Ettore in tutte le verdoni fi legge con quelle voci generali. col. . ed in oltre troverrà fcdtilTime olTervazioni del dottifs. nel Leviti 1. 10. o degli abiti i Tuoi eroi .e che ci indentano i coflumi delle nazioni : e fi fdegnerà . c fpecialmente in quelle di Stoebero .c Se fi defidcri faper molto intomo al wfcJ©*. che vale l'uccello. Potrei dire. io". che la celebre voce cornicHloriui .xVuJes . che appongono. il quale dinota chi ha un officio nella milizia. che il gran poeta intenda. Valckcnaer nelle dice altresì e colà del m^mXw i aninMdwtf. ifl. che a affìs. e pretende ederfi chiamati cormculnrii . nè V ufo affatto con altri eroi .v. de agli fcolj. Ora fon lieto d'aver rinvenuto.o riempitivi. c. che Tommalò U Maefiro vuole . t quali portavano nell'elmo cutniccnt. che gahi-im anche fecondo Plinio 1. 118. giA qui innanzi riportato. e di Oudendorpio . 10S. expedite pugnarti citai. gli di 1' aggiunto «»9tuoìat . lia ufeita da' faldati . oltre il fartene menzione nel codice Teodolkno . caffi! ficare che Greci dicono ittpi'iio..ivvilcrà ndl' annotai. che eziandio la parola in fua origine dinota un volatile . m Jtmmomum pag. diedero folito figurarci k- qxKk. per dinotare queA'amiadura era prendo argomento. e non ofo affermarlo . anche parlando di donne. cornee hè mi contraddica colla Aia grande . «spSató . 17. ed interpetrati .»fjc'-iw». cimo. e fembra elfer lo fleflò. ti'. come alle Troiane dì fempre 1' (Mus-i'titmi . perchè portavano catana nell'elmo.e Gdlio Li. che d e-y«5iir . ci han dato per ordinario ìftiZiai.Geronimo trulvus .e nel Deuter. il r. d'apporre loro 1 proprj aggiunti . onde fi legge fenza variare A^nii i'. e xipiSxKls .176 I FENICI PRIMI ABITATORI acceduta alaude. dandoliTolo fe. Sembrerà tirano. ed eziandio da ciò componi da Omero jaJw^'t cò' loro volitile: fui criinoloeti diierfa da qudli del Minotchi. ficcomc ancora giuda i più favj interpetri. ma fecondo la fila radice ivn farebbe ciconia. Caffu. Latini ftabilirono chè in . Quindi non fi porri in forte . (ettriqut ve/croni . Ora ognuno ammirerà . Iao»« 6. che nell'elmo di lui v'erano d'ornamento «dpSw. eppure fono tutti iìorici. nò fi dimentie» mal. ed i L\\. -. per- ctonie. qui qualche ma ci fa defiderare maggior chiarezza.580. &c. che ic9. onde fi truova. 14.104. e S. tribuni. che diftinguere da' nomi dell' arme . -e 1' elmo . che fi fono si impropriamente tradotti . im nitrii ni i'cni. ne racconta una Tavoletta leggiadra molto Nè folo m' ajuto col parlar Romano. che non fa altro. ovvero comiothm .c io. e gli altri Profeti v'i la voce intera caffita m'on. e tal lignificato .che tali epiteti Omerici tran prima creduti oziolì.39. e la gente ancora . a quello gramatico . tutta volta farà vero. che i Latini dicono gaìer'u». e fmunte.37.i. caffida . ma un poco confida erudizione il Salmalìo in Solino pag. i Lv-r.io.

j. Ma i feranno. •. c dopo aver io fecondo ragione comporta la CUI tela. che iorj.però può da se giudicare..chc minarono le Icniditifs. : C hdVip Kulfa nifium .SVf !bie T^/ii>:t. ' . Mazzocchi fi ricordato . ed ajutarlì altresì di ìik-uid.- if.dell'ecloghe anche al mergo.ii. il quale fi lludia mollrare. il quale comenta QùjifM Sì 4 yJ./. cioè iffAupm eji albus : Homerus nu'fu-ra . ckenia. che fia germe Talmudico .ii prò cajp..A : & . t J7 fi fono dati agli elmi. UJ4 li Mw tìit(&' in Tcotrito Ci un cane.utique quia hi mimflrì gnlenii incedermi . T.:-:. ab Cù a::lrm per apìfin.. e <kc£. che di volatili' s'adomaflèro Mi fpiace. Indi quali mutando opinione ci porge altra origine. fa d'uopo ridurre quello ^i>.ì palìoreilo b. che guarda il gregge . nll-efic>:.m. CD In oltre Je quali Zìi. n fe - KìujkS *. che i due partorì Menalca.]. 5 Z rem.Vii motori a di cajfii. ló. ' r .lmrjvtljjt*a 5 ti qiKlo* Sf .nci.. dagli uccelli . ie<?. che^ feco menava il cane fatavo a decidete chi di elU Quid fi caprarium iflum nocemus .-j.-i-> .n(7®.::.Lrrt.l't . che l'elmi folle fi no- farebbe ricorfo torto a quella voce Molaica ..\vitémm .:. o uà ariete.J. fi ha da ricorrere alle voti Talmudiche. Sari di vero piacere..p. il erano fviate . ovvero cajjida.. o almeno Caldeo .. An.»ìis'fiVTx J.. r. che io m' interponga fra un frefeo litigio furto per la voce fntapO-. Savia contila. in (]ui \\ M.d-. quelli due verlì. Cui «pud buda.e Caldee..l/. ed antico Fenicio s' oppotK la forte autorità del dottifs.i d'Ovkrd cai lim tradotti quelli due verlì e lì i data lede allo fcolialle . che a quel!' etimologia di cajfts . canti aitai latrai ? ì.i .:. tutti penin catfidem mutarunt) Ognun chi. perche era vecchio collumc. e la di al cane . e cuffia trar la dal puro.che gli elmi prendevano il nome da'volatili. ' : & 1 . ì TuTf» SsIxeTtwSf ttot' aragli.l allumi figurati infrollii: Lacone dice a due lue caprette. r.i>« Rikiit hiyBTir iti tùi ì-jfirna tó hÀMÌt tv rà jjìtìtiii .- finis moia antiqui dicebanr callìdem : Feftus . che ufa due volte Teocrito. e.clie gii iini. idefi galea \ fu mire CMdaiclm .iv. che fi ima più opixn-TL 'i. dicìr tfa. fcafdcr .del Volfio.:v:j:.j\r.. if- :.. O'f'P ""'e*™ rfi>.lè avendo dalrantìchiHima lingua h voce r. liSfor.e molìratofi con molte ripHiove.'. nell'Idi.DELLA CITTA' DI NAPOLI.' Oèt ìtì tSs tffit Siti Kanu».ax.ì. io:. Digiiized by Google . : i ' las . cajfilam (quod male viri doéH aiuì.innii («tsì-stk fie rn-s. Mazzocchi nell'etimo!. . ri *J.ni v . prefib i TalmudiUi dinota appmitw. -3 >. ch/ida-. Dice il poeta IdilLS.ui>.:nt . 1 •miti: . perchè inop . e Dafni chiama- tono un caprap.:.:>.»: oilìiAt novitiunt uc.. islata j\I. i'lt ii. undas .r:n.

che (ia il cane.d\xv>i fia. 1' ifXmth. ed ama la lezione dell' et . ubi eft Phalarus. che in altro Idillio avea detto kùm> qixxpn »t« (benché il Valckenaer quello il vuole fpurium).ahii enim ejì album. acuta vocis Hylaéìor. ui Virgìlms ecl. CXfitps xóts Xi.n:c>: . o il caprone : ed il penliero del poeta così regge bene. che qui il qdKxli oflervazioni pn lia il caprone. 77>:-«Tir:ii . il quale rimette ttàx ..'a quereu.jió. mentis nomili ad ortum iacsnm. fcripjifet . nella Bag. indi nel v. no. qui nunc Phnlarm appelli/tur. ove fa nuove.iiiKtiw .atRifilo'»™ que ad haiK baiti panerà pafc'nn'mi . Homerus «Jfii-r* . che folle un cane: della fteffa guifa Teocrito avendo determinato una volta. Si nel aptum cjfet cani n:. che afih. Ovili.! Teocrito. vuole. che è afcolà la più fana.. e non lungi per timor de'lupi.pelchi non lì polca più dubitar. e non il monte . AIA aulem phalarum -Mani Efi aftlltm album. Non so fe piaceri la ragione.:i. che a. nomina il famolb vecchio cane d'Ulule A'ip-fli.xvn. e non il cane . e 300.r.S. che il determinano ma ne' feil cane. c con ajutarli dello fcolialte gii recitato. rifa 1' ofe in co. perchè il pallore chiama le due erranti caprette a pafeere preliù il cane cullode del gregge. non canh. efTendovi il *ùtcr . perchè fi feorge. ovvero 1' Ani-ro. pofuerat . ì «&a»s dJumtpi. vi appone iu'a». perchè è balìevole . . perchè non v'ha la voce *m> unita. ut verfsculum fuleìret. die riporta lo fcoliatlc tante opinioni. Hylax in Priter relìqua canum nomina memoraiur.a. inquii . e condi k un poco ambiguo: facendo difftcultà la particella k's . All'oppodo il dottifiValckenaer nel!' epiitola a Roveto. 107. ij. de quo animus idillio u. ò <iùii i $a'\ipos lAaxra. Ne'primi due verfi di Teocrito non fi dubita . p. idc(i albcfccntcs. qui in vili. v. e vuole.amijfa m-ntione . ma non ifeioglie tutte le ragioni dell'Einfio: non dee rìncrefeere il leggere alcune fue parole: Per ni QÌhapn canem intcllcxit Heìnjìus deceptus ab ro.I FENICI PRIMI ABITATOR 1 t^V'^ìX^uZZ Kr!&fr*i>* (Sri™ Xe'rifa'rfi £ ^j'Aapsi X^atf-i ièf MIkoip qiù&y yxp td \<Liài. tre volte Dell' Od.'!. Afcìepiades regionem hanc dica. che ca- fjdTB fitus & & : . ubi. ubi inani Malaria ad crivnii-ni . e ne' verfi 39. per non citare altri . Cosi Omero. ed ammirabiIti.. Piace. dice fcmpliccmcnte A"py«. c.px nel l'Idi IL 5. limine latrat Metani. quemadmadum: ma Einlio nelle fuc Lezioni Teocritee con buoni efempj . non è il cane. Nojier vero. prucr morir» poeta adjccir. e fi direblie.114. recedile. fiulius <pa>J!6»'tuira dicit. i «iav fed T/icacritcus Me qì\xpt arici fuit.

amidi. ed io in leggere quelli granatici vado ben rattcnuto. eh™ il Vaìckena"^/ il' quale nel Gre" nomi dal colore. che dà all'onde. che la voce yÙsifei ne' tempi belli del Greco parlare non dinotava gibus . che per la Mt.:ii G~vi . E fe folle vero. ce e'' Etimologici . telhmomo il gran veltro Omerico Apyn pieno d anni. DignizM by Google .. Io però domanderei. potei re ben fapcte. che lì è mergus . non s'avvalgono d'altro.clic eli dk-onii itó. propriamente dinota mergus . ed i cani e la mente del poe: ta.. 101. qual fi fono le capre. che si nobile eaAtrtfróiTB. ina altresì de' tempi de' primi Augufii.DELLA CITTA' DI NAPOLI.pf. e la capretta Cineta dalla greggia erranti a palcokrfi prclib il cane Falaro cultode ben fido . e ciò io debbo foilenere anche Sem ricolmo'? altà ammirarne. quelli perchè anche antico. fe fi folle polla cura. 111.. che in quello Siraculàno poeta il q/ìMpos di lui non farà l'ariete. Or le non fallo. che non lì troverrà efempio di darli ini nome ftelfo a due bruti di fpeeie diverfiflìma .f. era nome di un cane. i 79 tjtpn era un bracco. non era di neceltitl di replicarlo. il quale autorità di fcrittori . h d'altro poeta. !cni[.anii coll'origine eziandio Fenicia fi è mofirato ne'num. ne farei pago degli Elìdi) > dc Snidi . per fapere. e naturale . Ed io aggiungo. Quindi 10 conchiudo ravvifatamente . e fvegliato.m '\o\v. che jà^a/Hi. che nluno s'indurrà a pen- Zi negli amichi non mai diaoiò aliai. oi>. che l'IdilLviu. ancorotti 'Ci prefentino antiche fi hanno più. ile' nè degli fcolia(ìi. 11. gibus. Si difende l'opinione d'Einlio . che a si dotto litigio tra l" Enfio. ed efempj. come li è detto. che fjìAtip» in Tcocr. ckenaer o fi <p*ijip>( io crederet.s.ee. licconie con gravi autorità . fe s invita il becco Conaro . degli Eulh/.al gran Val ckenaer qualche efempio dj. e dee difpiacere. ed il Valfarebbe prefio dato fine.per tacere i vocalxìlarj. ficcarne con aliai ripmove fi è ofiervato num. certamente . 104. . ma il veltro. Son ficuro. che Teocrito 1" usò nel fiio nativo valore. ci fi prefenta più oropria .j . che non ddl'uapunto Omerico uni'. che dire preflò il ca- P Ma ut. che avellerò ufato il iAmm in ligmlìcazìon di gibus . ulto lignifica .

lentiliimo. che il falaro di Teocrito ebbe tal nome. che quello oa'Mf» qui lòitanto fi rinviene in Omero . aura ndifia yi^/l irrUtlma . Cajfi. c amatori delle lettere eleganti non vi poièro mente . qua ornata. Ma onde .fc ci voltile proporre chiedi. da preda . gratin apfonuatur.ua yb'ìii . e prefaitta il dirfi un veltro «Jah^c. il Valcfcenaer il vuole d'altro poeta) ci dì Q' Axunvj» »™> . che alla gencrazion decani per ciò. elle a' bruti fi folca (e fi ufa oggidì ) apporre il nome da altri bruti . che un bieco. da quelli fi dava il nome . che arjpeUavanfl porijlimum a colore . da un poeta. Si vede dunque. perche Omero è Tempre collante nel valore delle voci . in quello luogo fi hanno da intendere. die tra' bruti è fornito di tali doti: uè fi erra in dicendo. Bifogna anche riflettere . mpayi\*fSi .es. e quella fi può dire un volatile. che negli elmi fi figuravano IpcITó mergi toi. cani. 113. apfnpitaj. come vuole il Valckenaer nelle recitare parole. tl'il» miteni flint parva fiutala circa medium galea. lib. che ferivc di greggi. uccello fcaltro. a»-/i comune. mmiOcf. che elfi" fi dillinguevano .i In lìclTó E dovrebbe effer a moltr noto .»E Bitteuin Koawvfui Kit fi^ì JLW»»'. che fi potrebbe dire. v. che s'avventarono contro Ancone nelle Metam. . ne è tanto vero. gii fi è più volte ridetto. e lo (coliate interpetra . perchè limile ad una volpe . che tal cane eia chiamato cnOt . rendevano limili ad altri bruti. quelli ncll' Idill. perchè lì filmano leali gli fcolj . come finn» inerbi ed a'veltri limili. marìvn^itt . di pallori: e Ipiaccr-HiL. rnergui. e ftupido lì avelie potuto chiamare mergo. ed harpyia . Quelli verfi così veggonfi tradotti . 217. ed in Nonno thupj-o't . Ahuts^ìì yxz a xKw^t^ Chi non sa il cane lyci'ra lìdi' ccloghe di Virgilio detto da Jiwiw. cioè . Non è culi: nuova. 65. è in Ome- V gli n*. 8. G riporti anche lai voce a dinotar Mirgi.mutarli) in becco. eziandio yàhipx AjntaiTt. Non farà importuno ridurra altre efprellìoni . percutiebatur antan fember afróre-fasto. che quali firun. pcraijfa Ai dovei Evi . e i : . Ovid vi numera tigrh. che quell'elmo era ornato di tali uccelli lavorati con arte piena: ed all'oppofio languirebbe la poefia. i quali ci dicono francamente : Qikapx Si' «dì «mi id pira t« -riyKHpiAiiof flinà aWiSiVmii . animale tardo. lupus per diminutivo i Fra' bracchi . alla prima fua lignificazione . 115. onde li tra in Oppiano «fa» d\h*. e in tal guifa li fono interpetrati con qualche felice evento i comporli gptt. nuv« aitato^» ó/nhi . non lòno flati avari i Greci di dar gli aggiunti dil mare . perchè farsa tuffali in acqua . che ne fembrano lcntanilTunc .<ryx-m . .I FENICI PRIMI ABITATORI a peritate. e per non dipartirmi da Teocrito . (benché-. fli'Wira % «i fonitum eJcèat. ove 5' oflerva tal vece. come ho awifaio poco innanzi. onde t di necdììtà ii^iitor* inOrairo Don fono tirsi . ed avvezzo al mare: all'oppilo fi all'i bene ad uri fané.

ire.:< . frorft.e regmit m. 705- tlice : Seà maqntim jìridem contorta phalarìca venie Fulminìi n3n mòdo.i né io potei lacere .i'i recherò la fronte d' d'un uccello. h'fcome definifee . Non li dorerà anche a penfarc . eli piacerà forfè quella di certi favj. e fi leggono in elfi . -Jfi. Mi veggo già nel fine di parlare fra gli affai fregi di quella voce : d'un caval- non fa me- di richiamarfi di me . i. fin menzione. e chi m'avvalora non ellèr mai Iró. luteo. S+ lo vuole anche ftbspN. wbj pliìt. lib. e di ella Virg.'-. ma di tanti fcrittori antichi.nij .un dellricro . e fpecialmente nelT alTedio di Sagunto . ed all' empito del fuo volare ? fi sa . ftV. jh* _/iiof in or: . ed a tutti e noto l'ariti per abbatter le mura. Chi può ora df. ed il cur-. .DELLA CITTA' aiutarli. ferbandofi eflendo 114. elle la vaga figura .ta . fe fono flato lungo .che fi era nfom.ilsvic. cioè fine ionoribm : in oltre verbi pi: r. perchè. che hanno Icritta la fforia Romana.a-. che molte arme fi fon chiamate da' bruti. 9.(i. pkalt'x.S cavaci !i adornava Maellro u. che fembrava orlare ad intendere 1' efpreiTioni di l.n!ì. Del rcfto. ovvero il Lipfio Polioreet.' le fi\xpi iji'a. e vera nozione.io. lib. ri'. lono clic più ciliare : che ognun vede fonare in Latino. che pii.*. . e fi dirà. ponendoli mente al mergo . per afferrar le navi. Tommafo il .iucs : pili i volatili.come bi . altro volatile.d nome. onde . o da -i.i nella quale . di bell'ornamento. jir.ed l'corfieri.icotrone intorno al Tr/pm faXi/f» di nollra citta .mih::-: :propria ea . perchè i Latini diceano phaleric ogni citeriore ornamento . 5. ornamento fopra anche riporta Stocbero in T^i (jìtijtii idtm X *"*' qìstfi demani beli* tilt .i-:?.hit. della firn origine .v'ha chi crede.(!::. jh* bifronte: Il p. ancorché folle un' eloquenza fiorita . ve n'ha all'altre Te taluno non farà pago : ed origine di p&aiarica. e fregio a'militari. DI NAPOXI. ad populum piatene : fine piaìerii. di fatica w flati quelli volatili.che la traggono da <p&M . :e pAn/nrirrf.t ebbe i. per interpetrarlo Un ca.quod ialijia impera emittebutm. & ahfiliite ftj. e fuggire ciò ..s. per incendiar le torri de' nemici . armadura. elenchamo parole pniiisK ijv. l.cil. di t« tori". c. e nuovi. 1S1 mergo lignifi- c. o confula la natia. vi iwtcva ... per metafora bufarono tali delti in valore d'ogni cola fquilitamente abbellita. E Polluce lib. ballerebbe lecere StCWCchio fopra Vegezio lib. ove fu accolla la ftieri : finta Sirena. i quali n'avevano o ignorata . Si iì nuova fficgiiione ilio voci fhahrita . c. 4. 5. delia quale quafi tutti coloro.tie.!la voce HV. fptsndid. ed il fonte orientale. iS. £? e-:/ni : Si -ra come 1 le . auttm lata freni . futit ™'™ . Per vederne qualche definizione.ella è ufcit. 114.

che il porto cola fi rifug^vanp in tempo di 'fortuna quelli tieni volatili . che lì è detto d. p. iii'Mìm .Hj..0 JElhyia s'acquiilaiono anche il nome da uccelli. . cap. <.-v. . che non v'è altra ragione. che eziandio 1' ifoletta nollra Megaris .. chi? mi fìa sfuggito. perchè fi mutò Ma : 11.:y ( da quelli uccelli . .Non mi lembru importuno aggiunger qui. e lì ridurr! altresì a quella fielTI origine US. . il . or ben fovyenendomi aver tetto in Plutarco. de mate diyitia. n.!i.j. Do fine a ragionare della voce Falera il nome di quello colle in d^-1 dire . che phjlerii ». per dargli qualche luce. ed oltre quello di Litcrmtm .S. come il nofiro Falera da' mergi perchè vi fono de' Duo.. vicino XcfyÌ4. ed altri luoghi han avuto i lor nom di' valutili .iti I FENICI PRIMI ABITATORI in quella guifa l'originai lignificato. . S'aggiunga. e pkalcre : e (e non ho fatta menzione del rinomato porto Falera d'Atene. " -' i. e per recarne pochi " altri . che ora noi diciamo Pania. Ito. Maelìro. Si iì luce a Padania intorno «He menile..i«li antichi del •ha . Luoghi nominiti da' volitili . in Tommafo animadverfinnes di Valckenaer in Ammonio pag. nel lib. rè iara cofa nuova .»<. or m'avveggo . che poteva io allenernii di dire cole troppo certe . . vi è Kop&d li era Sfas A'Srb** . 17.. Non credo errare e k fe ho nte Cyllcric fi dille da una Ipccic alili r. dovendo elìèr Argomento del mio dire in parlando della colonia Attica che fi portò in Napoli.iro «ffliu.. li efempj. che fi fcuopra. che i colli . e godo. che-non debile effe re di maraviglia . ed altro luogo a quefta. . forlc perchè loro andava a talento. e 1" Aimo colore lib.„. non fi creda. che il nollro colle Fulcro li dinonnni da'mergi. e molto note : ed a ciò m' ha indotto il luogo ofenro di Paufania . E mi fembra aver occupato tutto ciò .. «lì es lignifica fignific* ad rulliti ad num. che i Greci altresì da'La- tmi involarono la lidia cl^relTione . ed ora chiede l'ordine liei.i leggano 1' annotazioni li dì Stocbero di Stocbcra i. ed ì i. Di brievè diro .

'i. eh: noi cicLmii "ioi. e per dir così la domina.\ N'arali. che giungevano fino alle colline di Mergillina.377. perchè tra quelle due . perji'. ma è vicinillima a quella città. (' antichi ("iritinri lun detto. non hanno Iparlò altro. nelle loro opere. per formar (lo s'entrerà in amena : 1 crctr. io ho forte pruova .D-ELLA CITTA' DI NAPOLI. che era tra Nac cali parla della creta . Ma per terminar s5 lunga contefa . che ofeurità. e Napoli pag. e fovralìa . e dice replìcatamente .é :ìi:-!\ è <r. e dilbrdine. ed ammiro. <S Ni- fitlfur . e»ii- vulnerimi medici. che oltre aver tolta si collina a' Napolitani per rinvenirne pui la lunazione.i . e Pozzuoli . che ha turbati tutti gì' interpetri. i li . che fieno i Leucomi il foro di Voltano. oailorum duranti. igni Or fe colli Leucogei . e foggiunge : bivemtur hxc potini in colie Leucogao appellalo: in j Inter Putlolos eodem nptrìtttt & & . ed inlìcmc ferino . che prima non vi li pofe mente.at::j. fono tra Napoli c quei di Mergillina . riumque firmanti (alla voce oraxi . che Tempre. ) «few-- l'alici. che li lon voluti difiinguere i conlini d' ambedue tali citt. debbono edere efofum perficaur chè dell* Pozzuoli . i8j e credo. han creduto.:* tantque fonili ermi. tedimonio ben grave Strabone . mai talento contro a' moderni . il quale per dciìnire il rito della famolii noftra grotta . Jl folo Plinio più volte nomina quello colle. ovvero ila uno . e lì è. e 1' altra maniera (piega Plinio . che mena a Pozzuoli per di folto a' colli Leucogei. quello di Leucogeo . che le cofc patrie rimarranno illuftnte. che il Leucogeo fi ì Falera . EVi ìl Xj i a ( 1 N r A* iicie: e hin e prolieguo ad (il usto il colle ammira Leucoma Digitizadby Google . peruna. dice rinvenirli tra quella città.

i:i.i\r'. che Coìumella vuole preflb il n ove fono Sorrentino generofi fdmìis col/ci.-d ' : incendj d'"'- fi 1 -1- k .'j:.'. ligiiizM&y Google . c ddkL-r.Vj ìi' Nj]mlÌM!i[ rcr io Leucogeo. Stimerei di affai colui.-n:n:i: di cuci . che tanti :i io. perchè ora in elio non lì vede ni medicinali. ::<:l. fluì.t e pnrole del foto Sucto- raccontino tcrr. che re .r«civ.i po elempio dell' Libia di politimi.!i>!a rmutò con lldu.ì info- /. quando fi la quanto può mutar la vecchia piìi Hercules fallii* . mon- picco! Sulliitnu niuna c.i nnl. che Plinio par e.zìcw: Dioiu: ula *r:-. non che crederle.7.i io — . clic -iciic dì rechici con llihii: fi c : il om I'ltU) . & Neapolìm . : jìpx. FENICI PRIMI ABITATOR rollìi fcrittori non videro & chiara autorità di Straboj il Lcucogco foITc in Pozzuoli.[' w.i8 4 .-.VJ7J tijj.-ci<imr.b fi di- rende laido.. che dubitate. non del Leucogeo. Chi j.'. Fcrcl-..i Auguiìo pigivi r-nvn V1. Ma de' Napolitani quanto jkm larebbe «Muto Ùle r.'.1.ini con dare il! nudili il prezzo i'i.: !ìì ' in.

perchè il nome di Falera fi mutò in Lcucogeo. e gei fieno lo ftefib . e Mergillina . Chi dopo tante ragioni.. che queff orati . che i fonti Leucogei vede.c.-^i vale vid:-»di jinjin .ivr . né Latina . al certo. che elle lòn bianche. Il Pellegrino poi per dirci lunga noja con dir molto. e portarlo altrove. e lungamente . utraque nihìli vox . Il Cluverio. c e prenda pruova chi vuole . che vuole.i6o. ed ofeuro ci di: Ai ipfum mare inlir Pultchs. 6" Neapolinl ad Pnu. Arduino fi fiudiò di vrir quello fallo de' copiatori .! re di:' . ed antica lezione ad un luogo di Plinio. due volte parla di quelli Leucogei pag. ed anche con ajuto altrui reiterando il leggerlo.iiàn-t.ir. 313. c ir. che quell' ctnhrtim tlaritat't è del margine.r. sirf. che fùbito gli riefea molcllò: Ma TcmJ.):-. che patrie Leucogei preffo Pozzuoli. che s'efpnrae l'uom diligentìffimo con lafciarci affili fofpefi.i:.irfS. perchè così comparirà più certo . non è ni Greca voce . Oimi Aa invece i'cmfi in Ninìo. dare la vera. ci ripete lo -dello pag. Cadrebbe ora al bifogno il molto lagnarti . e tollerante . traferive il Cluverio. non fon nmafo rimalo mai pago. fecondo mi fono offerto num. In eodem {Lcucogrco ) repcrttur fui fu. ufeendo dal verbo <$m>i videe. ifILi .i colore Leucomi. che da Pozzuoli a Napoli verfo il mare fino a Pofilipo non vi fieno colline . che delle nollrecolè fi fono ferini aliai libri . e fe il *be ravviato. >:i ci amente tirati. che è lo fleilo . come gii ho detto .irfj. che come è fuo cofiume. che Falero. di-. ma temo. eflere fiati quelli ma so. benché opportune . iocon animo ripofato . . che fperimentata la difficultà del filo.: i lbnti Leucogei L lE. Ó" vulnerimi «n . ed indi verfo il fine pag.DELLA CITTA*DI NAPOLI. ci dice . . che altri leggono jiii'i (e. e non lapendola rifare il Cluverio pag. e rimane bello il parlar di Plinio . ov. „i. qirindi credo ben necelTarlo avanti di ravvifar. fe hanno avute ragioni valevoli di rimuoverlo dalle nulìre (piagge. Or mi rimetto folto molta brevità a diviiàre. ognun vede. che le colline di Filerò poli n'era l' aflblutiffimo poueflòre! . che le querele. che han penfato gli altri intomo a) colle Lcucogeo . oculorum clarirari ... con corto dire. ove va a parare il fuo dilcorfo. ed in partici)!. prima fa mcllieri .i. dilcorió. Opinioni digli altri intorno 1 DigiilzM by Google . di riferire con lèmma brevità i pentimenti degli altri intorno a quello colle. non gravano.757. qui mmc vulgo diUtur l'olili po.:cm . ed in effi fi legge . Jiljf'iini . ma un ben largo campo: tanto più.. (3' ali* oraiionim impeifeliam reddìr: il Pellegrino. e documenti olerà contraddire che il . :ggerlo. ed indi da' copiatori fu appofio tra le prole dello dorico. àucb. ^ emicìirijitt fantei OHAn . iSj che i commi Laico- Na- di 1 zi8.t uc /'. quando non era di niuno flento il rifar orafi? eflendo nulo.. dtntivmqui firmitaii : ognun vede . acciocché fi vegga .:v. Il Cluverio credo. lo. nulla giova .7jrf. Ma C 'a ' C il P. 1146.

-..^o. e che quali tutti niegano elfervi fiata : né so fe v'ha chi pofià elfer felice a determinare quelle due voci e fifeo fuo . c dotta apologia nel Calendario Napol... ovvero /are empfyleufeoi . lìn. in tre luoghi di leggieri colPajiito deli' indice .iore della ditela pag. e difende l'argomento fuo i e farei ben lunEo imprendendo a divifare. che egli fimi elfi vuole. fe a tempo d'Augnilo v'era l'enlìteulì. e parte di : etfi invihm acceffionc aliquor verboram ad fiuta fentcntimn trahete (Mezoc&iits) nìiitur: quelli poi rifpofe con lunga.:i-.<>.itnn p-. lie- quello perù. nel . che quelli colli prciTo Pozzuoli. Indi più caldo d' ira fog°Uinge col. dice: pojieriori crimine .7.lìia . come erede 11 Cflelli . e confónde ogni cudi : ma il buon Pellegrino non eri d>i!e a penfare . 14. 1. die i penici C. qujfo ce. fembra .puana . che da Napoli menaVano a Pomicili indi delia metà di quelli tulli ne dà il dominio a' Napolitani. fed ttd j'ubfeqitens fubjìanrivum referti ? Grammatici quorum fank. locali condulii nomine .:::. clic Dione Caffio fapeva li pajianeru ninna direna in clic diltinguevafi l'erario : nj. ma quelli con debol maniera. e forza promuove. c che lo fteflò fucina Palerò.i: lo ) non ad proc- A i tite iiattcedens . &c. .v . come pretende il Mazzocchi. che Lcucogeo.. ToWe . per altro s' incrudelì cotal lite .a n/lii Leuciti dominio Campani.tjs .-/. fe Augurio chiefè al comune di nolìra città quei colli locali. iti Ou' yìp titola 717. ra- gioni mono inclina alla parte del Calielli . e l'altra a quei di Pozzuoli. vide (Ca/lcllc) fuerit e chi non ammirerà urna.. quo mi uri falfarium (hniar fa auribus ) eccujat .. 11 . parRatian^n i. Mazzocchi . che Ira il foro diVolcano per ragion del color bianco: intanto fa menzione della via Domiliana. delle due firade. certe reclamane.rdi. . e v\\ infima maniera ci dice pai. perchè neppur pubblico da quello del principe a'tempi de' primi Celari .I i8tf FENICI PRrtvtl ABITATORI fi può con iltento comprendere ." col. parlando appunto d'Augnilo Ottaviano ordinò.-. Trillo litigio ira il Calielli.- Camp. cot 1. x. conduci nomile. dal quale nr. quo fiilicet Minima a me ìntcrpalatum in meni panes rraicrem inxntum . fe non perchè il ne nimh imperio/ma piciaibus irai ? Non dottifs.ifrma jujja conlemnere. e udì' . vuole.. de . pus. animìs fa.< !^. del fepolcro di Virgilio . j+8. i quali li truovano codi Leucogei apparte- Anfit. col tit.dìelli fi lìudia di con tra darlo: ed il tutto lì riduce poi . c pereiò efclaraa pag. che erano le Iole toflinettc di Mergillina . cofa si contefa . e turba. corumque loco empbfnevano alla & rimo da buone . Ecch'i vero amiìsum c/i pronometi :--l.iccL'Ilìone aliquot verborum querelimi in/iimir . 17.ir. affw. ti il Maiiocthì intorno i colli Lcucogii. cl! il C.

DELLA CITTA' maro: fierit. e fareb. r I n l'tiiitj. Pecredimus .i il principe e jVfto /uo. fe fi . 1. to che buina lentia del Lcutogto quelli due favj. eli: crede leale il Tuo Pellegrino . . .. tan.iii menu. j DI NAPOLI. .i-. e ha da dire. I 1 : A'. feciKi.. oc nscdfirio legger molto. ì' j-.. : ipiali dimandarmi Jc' coltri colli Lcucogei. di al liliali no dc-fiderare : rato i!n ilare 1' Augulìo ne e filh fin mantenete : onde non so . che >Tr. ma i lena ed 111 quanto . :. i .-.'lti ntui (. ovvero fé che giovava molto a difeemerc k Ipecie del con- favj di liion. 1. per ottenere qtiell' impiego.m . quod namen facile ab Allunine unir . indie vocimi la Lumen.'e chìar:r/a li' ciò.i'.tali nixii due dijiiniiidii lini eziandio fncccllòre quelli nollri .v . e fcmlira. ed alni Piini:> in pij luoglii .ltri Kid^npimcs nedìggtium ii funi . 187 O 1 mi./ fòtvmi fi definifee cosi da i.nj . In oltre non debbo curare d' intromettermi .:i locale ridire il >. : : glimcnto di cotali qnellioni. Nam inict ha}«s (AuS t*/Ii) Inique mnfath video . dovei . erti foxin.i. i s'ingegnano Hi diflinguere quelli due erari. non Semplice- vuole. . che egli ftimò tal colle effer la Solfataja Aa aio. onde pag.s' nhhlici'. i . con lutto ciò ci fane faccialmente non lian cu. qui endein enmni . panegir.ii'ereMvam aliai ore. Dlglnzed by Google . Non vi lari chi non penfi non dover eflcr argomento del mio dire io feio. .. e può edere occupazion leggiera di chi ha più ozio.isj'. che il Candii aiTatto non fa menzione della lunazione di eflì colli. 348. il Rumina ..da qudle gli le di Plinio: regrinili paiole fi Icorge evidente . Gravi diffiditi in cib . che fi M./! Cam. recando le paroIn colle Lcucogzo. I' U cauu'ao . l'if neppure reàtmpttmt redew fi .Jii Raggiunga.1 le (. le o l'hanno sfuggito.-. I.. E tutta volta da ollervarfi . m-ffl.-. che i meddìmi ni*.'. le qm-j ctc. I miniere . ed ali'oppoflo il dottil's-Mazzocchi non ha voluto prenderli che pena a dilaminarlo .ni r. r . dice. il tratto di Augurio co' Napolitani zio.. .U:. più dininzione. . a di: . quo quxjiam fac'mni : dunque erti folvcbanr . vuole in Pozzuoli. col.

z. Or pollo ciò. ovvero colle fi mutò nel nome Leucogeo: ma da quello . io avrei mercede del fuo faper Greco. che il dillcro Mergìllina . e fcritto intorno a* colli Leucogei .i^.4o. fecondo richiede la neceffità del lungo mio dire . elle il mondo Tempre invecchia . : ftrettilfimo partito. ìli. CF foli : ed ammiro . che n'ho io divilato.. come tal monte. che tal colle fi farebbe detto folamente AiLusf.©-.:--tr fiyniiv. e vero valore delle voci. e credo. e non il Phslerus di Licoftone : ma fi sa. fi cominciò ad afcoltare Aiutai©. ferhando Plinio an1' antichiffimo natio valore del mergo: e fa maraviglia. ed a tutti pton- © .fofl>ono gravi malagevolezze e veggonlì a contefe tra in. ne' quali lóltanto fi -nominano i Leucogei . che le opinioni di colloro oltre adeflère piene d'orairità. perchè fi Ibn Creduti efiere in Pozzuoli.Bf . vedendoli. il e due volte il Mazzocchi han penfato . in parlando dì Falera. di dar l'ultimo «imptimento . il Pellegrino. che cora fi fece trarre da' poco avveduti comentatori d Omero anche dell' età fua.e . che il jjrand' Omero dine dell' ! ed un aggiunto Omerico mal comprefo produfle sì Itrana r che yi*. e non gli risponderei: perche s'apprende prello. divenirle l'aggiunto alóni. Ecco Cartelli . o per dar loro efprcflìone maggiore. S' attende rki me . che psg. fe folle ufeito fuo nome da $n'A«p& . e fix-cìalmente non li dì fiotti (piegazionc al contribuire. cl-. che inteiyetrandofi giuda l' indole di quei tempi avverfi al buon Greco fapere .I te.iri fiiuafi iu. col. e documenti da me già propofii 5 al . FENICI PRIMI ABITATORI più. e gli efempj lòn numerofi .?>>. che fi è pia detto . che non li potette penfare alle colline di Merpiti ragioni . non per necelfiti .r N-. Se taluno rinveniffe difficultà.-. e non Aiutati. vuole in dio grande fterìliliacm . che non fieno cole . io+ li è inoltrato. che il Cluvciio. e leggiadria . ovvero yi fi unifee a' nomi per grazia. e replicata . e tnaàtm gillina.lim . ognuno da se potrebbe penfarlo. che poffano contraffare quello. t recitate più autorità per ragion . con cflcrvi che mancatoli elfi due favj raccolto in brieve ciò. "a lingua fi lafciaron credere . che re' tempi non tanto felici della Gre. che la piccola voce yen . ed intriililce fpecialmentc in ferbare l'antico. ma furono affai più felici coloro . c non pofe cura alla vera fona del beli' epiteto yi\<i&iu>nx e gli piacque ufar Leucogaus . ed oliane. per intendere i tre luoghi di Plinio . che fece Augnilo al nnflro comune annuii vìcena milita .il noftro . Nel num.. fi diede luogo forfè a non molto opportune querele . che cr. avendolo già promdlò. Rimane ora. chi non vede . e non fi e polla mente all'ePpreflìone ben chiara.. merini . 'S ì'uttoto. per averne l' ufo : e si Itrana confufione soficrva .

All'or* pollo il dottili. che ci ha ferbata Licofrone. che vide nella parola. ed anticliiffima nozione di qahrif'itr • con tutto che col fi Tb'^tis e la chiarezza.DELLA CITTA' ti. perchè favio. M3. perchè da tal colore s'appella: iimii rono Leucogeo. ed in efla fi è ferbato la natia. Quverio nel poca innanzi tei. e due volte il ^il7hTchiggta"Z'coUi ÌJ^^d/Utonò "'X'd^ljutfolff'ìl qual colon fi^a al color bianco. Pozzuoli. che fi era II Leucogeo interpetramento della voce Fenicia Falera.ed altresì neU'orierital linguaggio . che forte traduzione del Pbalerus antica voce degenerata poi in fignificazion di aliai. come li è detto. Ma quello. e fcppe con forte feiiciilitna Icovrire dupliccm Àlbam preffo Roma. atgHt fernet luogo num. rinvenire Irato baftevolc la ragione del nome dui folo il quale mio dire.- de v re li he tiU-re oggetto di più forte maraviglia è. Digiuzefl by Google . Mazzocchi . che appena giungeva a tre !u(lri .ià tri Kpircòw ìflè. clv. non mai ha avuta ragion del colore. ora i Marnato la Solfatala. fi porri leggere l'elèrcitazionc II. Ma fe folle a talento li era l'oggetto del di fapere quanti luoghi fi fono detti da' Greci. e da' Latini dal \Liìi. 159. o pure diedero loro iìraniflime lignifica- zioni .o porti' ficcome dall' bui fon denominate eziandio cittì ma non è mio argomento né raccogliere si numerili! lu. dice. che aliai nollri (àvj avendo riempiuti i lor volumi. e nuovi non furono abili ad intendere . la prima. per dar lume al Qihios dell'accennato poeta. ed albm. Tento vivo piacere. per ragion di quelle parole .iiS. Credo. s'avanza a determinar dar color. lifce in il fito de' i quali. e del Fenicio eeli nell'emditilume lùe opere ne fa bell'ufo.ciie ML-às vale albm . Se poi il DI NAPOLI. non me ne richiamo. dente tenebre. ed in Greco . appetitole da'Fenici nolìri primi abitatori. il che s'approvò con indicibil plaufo anche da'favj. ma foltanto di una amenillìmi collina.rc. Col- cit. comechè non pensò. ìli. oltre alcune iiòi. Non mi è monti'. e che tanti fetittori ed antichi. che molto ha fcritto intorno a' Leucogei.che io abbia fatto un fuggevole corfo per interpelrar quante cofe quella lemplice parola in orientai idioma .iVi'b. Dopo si lungo dilcorlb della voce 4iiX»p©* . che fi era tramandata a' poderi la voce Mergilima. li rawifa in clli cicca confufione.'.ì. Il Pellegrino avendo a(co]tato. ftabidice pa^. ha raccolte erudizieni non comunali intomo al \Lxóì. pag. che non fia flato di noja. e Jncl-. che !\ i delio del olle Filerò. e pregio.^hi. ed in Latino ci prefenti a dinotare. di Saverio Maitei . rrcimruuori . Anche lo Spanhcmio lopra Callim. perchè non gli era focile il penfare . r.y. che con iflndio particolare fi è ritrovato non eller nome di nollra città. U. che con univcriale ammirazione compolé in età. ikcbimtur a colon? Lcucogsi . ed (7/Sm. che fono di la da'monti . quando le patrie antichità da' cittadini attendon quelche « difficile fperare dagli ftranieri: tanto più.7. Si riccoglie io biicve il molto. che bianebeg- Lcucogei .

irtuiope . itivelìi«jr con evento finùln ne Ulti . Eirorc ile* ci OignizMDy Google . duta piena di fj:ii.: FENICI PRIMI ABI ti intcrpetratofi onde le lettere. E con rin creici mento mi diparto da sì ai . ito i le ici intiuclla n'è (la- bel colle i. che Fu appofl da' Ionici.i per tre merli nomi Falere. e per lo laperc orientale i:i Ilaria in ini origine non pili ed in . e di Virgilio . c per la quale in to (olitalo.-jr-rc.ipdIì . perché non mai fi perni. tal li pcnia guilà c : t lehictto il 'vero: e con guidi sì fedele credo non ai voce Falcio sì rinomata ira noi. e per Gì prclTu N. che s: ifiAntf-.Leucogeo. Me gli due lepnlai di P.

nn con più fruiti anunim. che ferine ki-: ih i~. nome E .vb iie.m. u ì iji vinoAmineo il poi nel feguente luogo .die farà nativa.v " Aminet.'ÌL-!.'.i iìi limi derivati in fciitL- come ili iìaia cao-.-f. n f'v N!jtÓ*. e si i . . de aniiiot. per non omettere l'argomento del mio dire. lieto liquore si lì ninni -ah ù-.-.itj . vcrem -vincmi legge voce ufeente da toh. Albana .i Li .i'«i . £»3T(©-. Gmrisno .im di ìcelti che fe Ma . £q.™ «pfcllatum .rt' . K.ni. a' copiati. ficus aquó/ìl -viiùs sccidil .rJ. i. di ci . e fon ficuro..c TCX inte- orti e dolci. chd. e vi li pollo da' Fenili l'noilii collii fui <timalo E ia Digitized by Google . Eicntaiun de' fonare piccola età s'apprende Amimi. r/iiorf j. e mero maggiore ed'jbh.. i. che può i ed han ritenuto 1' nell'originale vi fi 1:5..:i. mi piace invefiigarn. Aliaci «MS»" (EfiwXM . .:::J:M. i E.-.in b:Iin ne degli iii-. uve mento non dimmi uve e balìa la fola elegante efpreilione . che Ami™ r*r.:k -A *j s uh tT^<nu!vs4 fc^i. .dir.pi. DI NAPOLI. Aminxum gnidi. tTr. e vieti bagnaci dal mare: onde Galeno non può lòrger dubbio. quello gran medico ti determina in vigne predò nollra citi^ pag.pfi:o-i aiiìi tlissi .. e' fertili::-.c'. merletti.:-- dilli™ nel nu- le frutti degli i (-:: a raccogliere efempj . ma lì sacche il Greco parlare ti St- s' im-. x*™ iSrmì™ -^t^tiv rouiyira'i il Tui IfiTijV. e (ì è riì'olh !!ses»«u. l'han tradotto .-.cal. lib.. ed ecco .DELLA CITTA' miiuut. : degli a::ri aatnri per vo. li ìli liicilc pruder l'uni per I' altra . Puteoloritni colie nafiitur . cioè Ilio::.niello vmin fimcn yt.r.rd>k-(i fuhn-iih . Da vengon OLwr.e d' i ra car od. de' quali falli ognun sa ellér £3* rapportare altri antichi c:ic . Mita li. a me .ii:iiu cilindra r-tea non è ìopra a'col. 3& Ha: V.e i:nvciic:i.i evie.r cbre!l:. Qui onde avea fcelto s' EWiù ftwit. -r. flu diati lami viih-mi. ) era iiìrutfce dc'colli. Con lìuHo diifamento fi è riuniti I' . <D'c. ricche cl-.j gtforf Nespoli hi fi.e che di ciò. vecchi .^i v\f. la !!ti::iv.: .ie JtuV^. 3(5^.e moderni. pl. ij.inntitiis fi collibm pro-seni/. felicità =.a dilli n/.i-laceni non man- lib.ione. e le viti verità di r.di di leggieri quelle due parmvlle i--if .-) è pvii ubera» nel cap. In tale lingua d ha la voce Affla . T.j iiii *. ii fono quel Dìi'riJsx o.i . c' cap. ma (ì vede quali tutta circondata da dlì .... <i. 5 . belli. io .-. Sabino. ars: indi detto n' hatt e facLc noiìra cittì il nenlare fertili..-x un.i.i-.v. fi dicon !. perche.:r. le piacciono alenile la voce Orazio nel d' ' ..W Afuiwf o'«jn. T etimologia Fenicia. uVifieniróc Ai tttì si'. /fi re^e .' i-'cnici uve.kum ..n.!- i ii'jiietr'.^ l'Ai- yci-i/KfH sJtì Jo|*s. e perche poi nel (ante vclrc trakrivcrlì . ni «Vi formale in limatore imo |> :.x. (coir.

ed i lui. affeteti! cibimi Foiì-. e s'intenfono quelli noftri colli . che zi6. . afro non tìJ" Ah::::.!ìi:i sjr.ioi I FENICI PRIMI ABITATORI equa infiitles. del .-clii: s/iwwi ab alendo .'V aoftrato ...l:'. nivi.ui il «I*. iSmp in >X<" Ti's-ii. Ed ì ordinario de'Profeti l'dprimerfi in tal guifa.i/. Digiiizod b/Gòbgli] . ora~fpiaceri ad ognuno. gli diciam VERACI.srm. Y. aVSms . Si praGc£ uc a (lablire rlTcr vo« Fenicia Amimi anche con etempj. e anche in comune fa1 frutti. di ellì colli chi e nuovi .:. onde abbiamo in Abacuc 17. -i perchè il verbo itM. 0 Ma izó.l . Mcntictstr opus olidice va.<h : ed il ripete di frefeo nell'etimo!. quando non innaffiano la terra./d. ci 4.fiSma ih- loglio a rac te nel fi d SitÌA J.:: <i' de iÌ.l firitlis. per lodare le piante. che è venuta i colli 1 anche ad he brieve lode ad eUt kir filiazione. . E dunque molto prozia l'origine che dinoti i. M. dall'Ebreo uidkj nV B'O. 8. Sr. vella. lignifica inoltre altre. e fertiliilìmi . eziandio ginlla quella nozione non (allifce l'etimologia : perchè la voce dmus furi pieni i libri de' eramatici vecche elee di . FF° mi. onde lurgc Amine) . e Soprattutto al nollro comune.l!a fmt de 2.

100. . . di ù cieca ofeurità . ovunque fi portino adar fruttai per non dipartici dalla Campagna nollra .2:4. Aminomi interri extra Falernmn egrar» cerifere.7nuri. e fe poieflèro r:-~.-rt. e credendo. il vin Greco fu quali comune taccio i nomi frulli . 117. il quale uoncnJo. che . Ecco. "a fe fon discordi non curi d'ilìmirci. 228. •uidetur nè Oliverio ce gli toglie . gli Aminci fuo Falerno riempie più pm. Veggiamo quante lodi han meritati i nolìri Amine! . Ma dirittamente tutto il Pellegrino . ed il Falerno fi leggono traimeli in più luoghi ed ulccndo da ella.: n:o!triire.'-' illùdane . e feraci. ce.ic 1:. di ditali cali viti .mei nel Vdifjfi . ove dee di neceffitì leggerfi Pialerum. le cui >i.il' Cltivcrb. Si sa. e 517. Vinto» Caurianum.ny. CITTA' DI NAPOLI.eJ Aminci. confondere Telili . e giungono fino fino al Vcfuvio . e Ira le lue colline . che iTeflali portarono le vite Aminee inltalia.ipoktani fiirebbtmo fiali quelli . veggalì il mirti. : : fi era preilo Napoli. i vini Amiiiii X. il [JanrLmo vino. in tifi molto li legge. vino infornino pregi». fi quelli) — inivcrfali : fe produceano vino auitero 0 dolce .. ed eller uniformi Jpello ripete 518. Amimi quidam papali dicuntur quondam M/tuffi: Talcmum agrom e recita il luogo di Mactobio. che le piante. che quei colli.. Pd. diventano civenMn:! crrmiti erranti .cd i vini di quello nome li font. no in gran fama.i et influì. ma egli noo vide la (colpita autorità di Galeno.T. di là acijuiliano il nome. 46.iMfù^ii®-. che han nominato il vino Aininco. indi fi tace. DigitizedDy Google . giacché lì legge trovarfi l'Aminco vino in diverri luoghi ben lungi da Napoli.: .c p::A. Rea condizione dc'diltorli di lui. ed intollerabile moleftia.1171. & Bb Tom. ci confonde poi in aggiungendo: Virgilius lamen the l' avvifatifi.! Itti . nè Pellegrino li (ìudtò di rawìfarlo quelli non rifina di . i quali Galeno fa noe dice efier efiér ricchi nedr. 457.de'quali in varj antichi ibritlori fe n'ha menzione .. giuria te parole rapportate ai-V-' ima talk Amiiixum num. n poco fi ragiona. e ciecamente finora le gli è data fede.nè so le ciò dica il gran fikilbfo. cipri menali pag.i quali da colli diventili popoli. in che fon varj . conlunga. i« e pone nel campo Falerno . Non fi dee dubitare .iigi . ed il ritengono. lin. s' avvale del guado luogo di Macrobio . Il lai pa. O' l A'pìvJé. che affat- ci turba alloryoUo nolìri nel in due lnc::':ii y.. ove lòn belle. DELLA.ri:-"ur . dicitur : c quali della iiefià girila s'clprimc Macrobio. che da' nolìri colli tali nei li trapiantarono al trave. 128. fi-. il già ditto ì ne la avvale dell' autorità di Filarci™ ( e«li dice Filargiro) e perchè granitico di tempi affili infelici citando AtiUotclc in Politici! dice. Filli dd Pellegrino nel Ilio desìi Aminei . Recita non poclu' luoghi d'autori. qUod in Puiet qued in fupcrióctnlìius ei (allibiti provenir. con. come Avellana 7r.

farei aliai lungo. ec e non difcordi dal fèntir di Palladio io ne raccolgo brievi parole : Sola traduntvr Aminei (viiei) excepto cieli fiata nimis frigido . C & & ut in fugo fìngala ternasurnas prabetenr • . ed indi ne Rullarono il bel liquore amabile. Mi nel fecondo luogo impiega il ben lungo cap.3. E' di bel decoro delle nolìre colline il leggerli in Palladio nel fuo Febbraio lit. e (bno eziandio optimi . di' nolhri colli prefero i teneri tralci. in pergulis antan finAmineis denas impkaras peraquarent : ncc incredibili! debet in r'tficcunàitas vtdcri nam qutmadmodum Tcrcnt 'ms Varrò . M. ed antko pregio. Lore naturimi pie rifque vitìbui murant . t'a meltieri in oltre oflervar ciò. ed in effe vi gode» a' poderi gli fCrittori & & : . Verfo il principio di effo cap. che vantavanfi dell' Amineo vino. che quelli due pregi deli'Aminee piante. quindi m' ingegnerò dì raccorre da quelli fcrittori alcuni luoghi. e di piacere : il folo Coliv mella impiega l'intero capamente brievedel lib. q. «birumque fint. le fiondi . la brevità a tutti piace. ani minns probi gufila urna Prttbert . che più fi confanno al mio dire. che n'ha ferirlo Columella in due luoghi . Catone . Qui vino locus optimus dicetur efe .e che reiilìono a qualunque intemperie. etiamfi degenercnt . e le deferive con di/linzione . e Ipecialmente la loro fecondità : e dovrei riportarlo interamente . offendo l'argomentò lieto .!94 I FENICI PRIMI ABITATORI li veggono ne] med. ed erano . celerai omnci fapore precedere Indi lodando una delle due fpecie aggiunge Longeque pracedit majorem {fpecicm) quìa imbres . ed Albana. ventai firtius patitUT. e ben aiciutti. delle due Ipecie di effe viti verfo il fine del miro. & ante nijlia tVurf Aroiaii. cioè verfo il princ del cap. vinum pulchcrrìmutn reddunt : indi dilìingue tali noltre viti in due forti .fibi comparata magli. .o. ubicumque fiat . Se io voleflì dire le gran doti e quante n'hanno tramandate tutti de re ru/ììr». aat nebulofior.ibi Amineum maini . nenia. qui Incus tmffiu cric. riunì JU* E" dunque certo. ne lerbarono Tempre di quello noltro vino Amineo. la diiìanza de' nodi de' tralci . che tua dati gli fcrittori ii n . Si nccolgono le Iodi. trade. ferito : fembra. per far falire in molta fama quelle colline. con quello tit. O" Soli e/lenti . 6. che Catone deferiva t nollri colli . che in ogni luogo danno vino geuerofiffirno . via.. nel primo . ma peri*. ne traferivo piccola parte . Digitizsa &y Google . %s . conferito.al certo . in deferivere ed altamente commendare quelli nolìri vini . ed eloquenza . e buona parte al meriggio. che egli avea pofiedute tre ville Ardeatina.Carfeolana. ma non recherei moleflia.: per dar loro il na- parole tio. e ch'effi produeeano tal vino . che eziandio ne dice. e di una di effe di. fila Am'mex. che l'altre con.jOwiOTDdo AmincDs (vitet) fermi funai . &c. i quali parte veggonii efpoHi ad oriente. i. fono ben (ingoiati. . ci fa fapere . o/lenms Soli . ne deferive le due fòrti . il nome. ce. che imbris contemnìt. lino a darci la grandezza degli acini . Non debbo tacere quello. ibi Amìntum minnfiulum * . n«.

che quello vino fi nomini nel gran volume delle Pandette . e quanto v'han detto gli antichi gr. che quello fcrittore chiami l'uve Aminee amichiliime . dulciti. che cflèndo tal legge ben chiari. Vi- mime ™ & qmd legatum putat Labeo . legganfi i num. che ne Irrifìi. . e giunge a tifare (ino a binai: ma una debol confettura non dee togliere pregio sì bello alle noftre amiche vigne. . l'Arduino rità . ad altro non fi è polio Audio.che nell' annotaz. che più fi conia al mio dilcorfo.m lln. D. che l'Arduino vi fa aliai mefehine oflérvazioni : e debbo lagnarmi .tr. Digmzod&y Google . e che tal nome Bb 1 fi era i. ubi mmc Falernum eli. ubi mine Saletttum cS . che anche qui Columbia dice gencrofai. perchè la ijo. e neppure fi è detta cofa . lam feracei Arataci generis vnicas. ed etimologia. Qmà fitta tfttiegahtm.Ji trinco . quali fi erano in origine le colline Aminee . ma elfendo Aranieri. ma vie più veggonfi viziate. ed i luoghi fon notati dal Gefnero: e mi (piace. come ancora. fi è. li trae di noja con un femolice bVi'^m " a me però giova . nifi pùiienii fuiffel . firmijfima vino. e che la fola voce Ammulini eri da comentarfi. che fi è dubiiato della voce Falernum . Suiti Aminoc viies . che d favilfuno Procolo dici nelle fue epili. e perfuada : perchè non fi i prima peritato. tiu-c Mj.li Audiò d' emendare .-'gala minearum jugera f'udijfe .m Antimi \coìl:\) fuerunt. 16. l'Arduino. che quelle piante (ìimavanfi quanto qual (ia altra più pregevol cofa .101i. In oltre tralafcio Je ludi . non finirei si predo . mas quafque vineai adktc extfttmcmus Ammetti : ed il dir ciù non falò ci fa lóvvcnirc . quod non improbo : ma io difappruovo . comcchèfavj.: n. che non taccia . QuelIo. che in tempi aliai rimori fi conofeeano: Qum picrumque foìhs antiqui noverali . che da Virgilio a tali viti . quanto da'Latini. Mi li permetta però . anzi le iole . vino . 'si indie (e Pulzelle.%. le quali fan gran pruova per lo ino de' colli Aminei.: {vitti) felini . fi ftttttnd'ttas Ammutì dcfmjjci ? Timbrata si flrana tale fecondili dell' Aminec viti al GeInero. uberei. Cam pofent agìrmare fexccntenas untai prifcn (ninnino /.%. Ma fe io fofiì vago di riunire. ex («Untone nini amphorarii. onde leggano altri ciò. che le parole di Macrobio . Annui. ubi nane Pialerum eli . mi altresì . 193 non M.Plinio . che all'ortografia .io7.CT(Jeg.a. che efiendo antichilfime ? fi rende più K & mi tempi avariti quelli fenttori qui abitarono.nibiy. non potean rimettere Phalerum. ed il Gefnero . io con felice evento ho ripollo. che piaccia .-.imatici. liccome ho accennato rjum-ii£ ed è d'onore.DELLA CITTA' DI NAPOLI.cura vetufi'tjfi-.e trafporti ardito fino ad Otranto. e nuovi comentatori . che il Gefnero invece di richiamarli di mutazione sì flrana.t Greci ferritori fi è dello delle viti Aminee . faiza recarne antoriiì gli piacerebbe mutare il dsnat. e Taranto sì belle colline: ho ammirato. Altri (editori) che bu pulito delle viti Aminee.

Am'insa. e Greci. qun uva. ovvero di colìoro attendea : mi foife sfuggito. fra molte donazioni . . dindogli quei medelimi aggiunti . che' tal vino fi età féelto. perchè cosi porti il collume rebbe tal teflamento ferino in si lungo marmo lavio a o giuiifta.pag. ori jucundut» . fifar©. che fi i tradotto cosi Trcbellicum e \\.<. eo amia. giacché fi lafciava in unorar delle più pregiate cofe . il j'rinuj Aminaim. fe deliba kriverlì Amatesi . attieniti vciiiriculo . che le colline lo. ed altrove. Mancherei al dovere. addere ? Ciedea .W^©-... non avelie Di la menzione del nollro Amineo . Allg. o nera. ftomacha ittiliffimum . olferva il Salma. .COC!1TATIONr. igS FENICI PRIMI ABITATORI I appofto da' Fenìci venuti a tàr vita in Napoli * . ma neppur uno anche di quei più noti han recitalieti . [vicennio Leone . vilil. Intanto n'andremo lebri C : i31. £17. detto elianto Tit bellico. un ben lungr> [eilamento ci un M. i. clic li agli Augullali l'èera pretto orientale fi tiliani v" ha quella hoc ampli vs avgvstalibvs loci iccirCo. & & . v' ha nel gran teforo di Grutero pag.. frouG-. . . che i due gran comentatori dì quella ftoria Salmalìo . ed avelfe parlato dell'uve. O' li N'rm'kn ( sù©. PROSPE. CREDO. fe l'Aminea uva fi era bianca. : fa parola . i :ic quelle vigne fi rinvengano ne' marmi . ferebal. dari volo cvae est aminea. ma io per ragionevol conghiettura pento.SI. Vitti .». ma il fecondo non ne i . egli cosi dice pag. fe non avelli alata diligenza eziandio in Ateneo . è aliai dille- ch' altro autore. CONSENSERITI 5 VI KVM VS1BVS VESTII IS DVMTA: .MEAE.) 4>3i*. TtettUkum [vinum] Neo-foli valde firmum. Richiedendomi taluno.Vkl Ami imo inclia nc'antrmi : isloiedcl tot vino.1j1. loco. 2ji.. (ha avanti nominata altra vigna) VT.. . . . e fra quelli vi fu . . Anchc da quelle parole fi feorge.rf Strip*. alba. e fi comunicarono a tante cittì . e delAminee. otni/ia fec fitcrunr. rifponderci aver avuta la Ibrte di rinvenir in Vopìfco eflervi Hata dell'una. VESTR15. 17. lett.purpnrafccrc plurima purpura capir: morti. ac ori gralum : c mi Ipiace . i. e dell'altra fpecie: mentre rac conta elìer accaduti più portenti nell'elezione diTacito imperatote hilì. quid-opus er. la quale s' . che quelle nofire viti fi rendettero si celì rinvengono in ifcrittori . e Cafaubono avellerà non poche annotazioni aggiunte intomo all' Ambici uva . .1 [SSE ME VTf LITATI B l'S. . che fi fon dati all' Amineo dagli altri lenitoli. . rette Copi/cui hoc Ilo : Suni Am'mttìtt uva nignt . il quale nominando tante forti divini nel tib-i-cn. c faviamente. che l'abbia chiamato col nome oli©.&tf. ed io didia grand' erudiziomolto almeno m'aveflero renduro favio di qual- egli.n alba.:p»/i it-ntperalis virièus cjl . Anche pi il. Muii. quo Uh ìmptrium mentii .O. to.VA. glie uvas Aminea5 albas ferebat nani fi Aminnis nullx nifi alba . albti . e Latini di più liagioni. come ne fa lì lìudia foltanto alììcurarci di . 131.1>. . tellamento a gente 'tàcni . e s'illulìrcrebbono dììi leggi.ii. . ac validum . DigitizBdb/ Google . 1. .

tiento contro al Pellegrino.Plinio eminijlo. K»/fii.cioèI[.ioli. perchè fembra togliere la dimeniti Plinio. to'. che anche il nomina lib. che non avendo noi^ altro vino.vf/'m . che ne ha fcritto . che in più luoghi parlando de' vini di nollra Campagna.-tite ha il /'sin interprete : In Italia . fi dee preltar più pronta neo. Qiiin-.oce ad intenderlo. In fecondo luogo.fi mutò in IV? Io fin' pe. in agro Neapoli vicino colle. predò il fine di elfo cap. the li era cominciato 3 dare ''.ie re.nùi. l'rìmi. elle per quell'aggiunto lia lo ficflò. il quale vuole .. ed an.:ii.. li. Ne mi turba .:i fin^i. e fi la quanto guada e venuta a noi la ftoria di lui i e qui fi legge Cantimi mvece di Cauihth. acciocché con tal novità & acquili ade più fini i. fi pensò di mutarlo in Trebellic». ove parla de vini eccellenti. è facile il dedurre. ma negli Antidoti Jib.Iy lmì'/ì . del Metodo ragioni di una cena colti di confervar il vino iunq. Vino Trifolino.iV: lui -jidur.il : il' < quartum a Neapoli lapìdem Treèellicii . le iivcKìiiuj l' intero i.i. . del lib.»!?. e forza. 3. che l'Amineo .i.o .: llo luogo ponendo Cmdium prclli) Capua . 133.i indici) mi ha coflrelto di leggeche delTreiiL'ìii::.) ciò nelle Ibi iti irj.-:...DELLA CITTA' DI NAPOLI. 3. nè fi dee curare ciò.<y in Trifalimi ghfuo agro Trciulanis .iani'. re : : Ijì. che a Plinio è contrario AioI '. "Neapolitano . « sgj rtnte il dite in urti Nespoli. c.i o/. come ne limo (lato io..à fi lj Forfè ò con iunior proprietà in Latino I' fi'ipm©.-. Amine* vira . e c':ii '1 s:ì .' > :>• '• nr v: . . che lenza alcuna automi allèrifce il Pellegrino. perchè i copiatori han ufata gran tualier.i . il dipnofofifta ce l'avrebbe deferitto piii a lungo . dall' urbe Neapoli : ma è all'atto oppollo alla mente d' Ateneo il darci £t.'I!ant fi dico pofa over derro effer quel colle vicino Napoli . il quale fai\ He (iato di là di Shuejfa a Tri/ano. 4 ir fede ad Ateneo.tm. 1.ì::::-: hv'ui-in . t. dandogli Virgilio la mcdefima dote. le Plinio dif: .ii' . luci '. Del redo ognun fi lagna della poca (incerila de' nnmtri . che fi legga con diverti nome. Groffi Falli di Pcìlceiino in «citar Galtno . che a Plinio. perchè varia molto in geografia in que- Nutìh :. che dice quello Capuano fcrittore pag. . quando l'incontrano negji lcrittori. Maggiormente ho per male ciò. Nè mi s'opponga. il quale dice. non una volta ciò.i4.i. ove di in più falli M. c.i io nv: prenderò a far (entra/lo. che ne folle lolìecito.1 i .'.in ''il uri r ' ri' l'in . alioquìn femper micr plcbeja. firmìj/hna i-re. nell originale fi dice altri: i -. e non l'epitome. cerne dice Plinio. . e c.li . che Caudvm fi era un tròll piyffo l'antica liia Capua. /unta Capuani Caulinis..io d: t:ii! i. che l'Amineo.it a in le riverì: .ice . r. che lai vino lia poderolìlEmo ed io mi fono indotto a credere .E>.i\i«k.i.i:^r . ma lono Italo Icninre inl. che l'Amineo non era lungi da Napoli quattro miglia.-uie.. il quale nel cap.r. perchè fi nfponde di leggieri.n'te Galeno non parla di ciò nel Metodo. & quem Trifiiliuum api'-.oli®: : i àn . a.m «. fe Galano.i fi. e forfè accaderà Io dello ad altri. fin qui il Pellegrino.

ove fituar il Trifblino . che prosegua a feovrire altri limili vocaboli di luoghi. che egli quali Tempre traferìve. ignoto. 234. da lui lecitati promctterfi lealtà? Non rinvenendofi già il colle Trifolino prelTo Napoli. Avendo con felice (hidio . benché propolto con lungo dire . regione finitima a noftra città . Ed ognun di noi ben sa. e da buona parte del fettentrione . 10S1. perchè fcrivc avvedutamente VitAlau fiSoi » -nii nei Kixttk» . giacché limo fiati di tanto nome . E qui do fine a parlar dì quelli noQri colli detti da tempi antichiJTimi Aminei da'Fcnici. e fi manda- no in dbnOìC ùrebbono come . ìd perquam dubìum affrmaru eli . con tutto che il Oliverio. Se dunque per tanti veru e cosi infelice nella fua Campagna in un Ibi luogo di Galeno il Pellegrino . onde l'empie più lì conferma.fe fi fapeilèro coltivare nella de'nollri maggiori . che di lutti medico non il iaprei rinmonti. che le colline Amìnee. e fe ne leggono le lodi in numerofi libri e Greci. e ragioni efier nomi Fenici. e moftrato con buoni documenti. fed elìam circa finiiimum buie regioni colltm . e franco il vuole. Quidam arbitrali fiat ab ine Trifano Plinio .ipo> . che non vi fu città. guem Tripfyllmum affiliane : Ceche divifatamrne tali nm te diftingue le colline di Napoli dal Trifoluio monte. Martialique dilìum effe wnum Trifilinum . non doveva eflèr argomenta del mio dire . vidi filimi coli/bus circa Ntaptlàn fieri . che finora da' nollri Icritto- maniera 7^4. quando mera en e/1 con/eclario. ma il buono. rinvenuto.! quali anche fembrano ellere -d' orientale origine . chi potrà negli altri fcrittori almeno Greci. perchè gli videro quanto erano ubenofi. e feraci. dixi in lidia . che foltanto lìabilifce i. e fpecialmente di uve rendute sì celebri. quafi Trifaninum . perchè io *Jj Mia piccoli. che quella gente venne in noflre contrade : rimane ora. tarilo più. e n'ebbero ragione. la quale non le ne procurane le piante. cauto ci dice pag. x| : g^T parole vagliato in latino : Pcrfimile ìis . eppure il Pellegrino E pronto. ne dice effir quel colle vidna Napoli ..I te-8 no è un FENICI PRIMI ABITATORI venire. che cingono noiìra città dall' occafo . per farne vigne: e fi doveano da'nonri fcrittori confiderare con maggior cura . che lacir- colle vicino alla città di Napoli. e ni' increfee . e Latini. e non lì curafTc il motto.e di Falera erano quelle. Monte Hrrmm in Nasali voce Fenicia : opinioni defili altri di tal nome» Digmzedby Google . ed ameni i aveflè errato in geografia v\irar Pel! «pina rlui n. gli antichi. che ancora fono in illima grande i vini di quelle amene colline. dì li di S'mucjfa .

'i. e P.e fono gli rteili elementi. che cclebaiur . die noi veggiamoi il che mi fetnbra niente difficile. le aveffero ferbate . che fi rawifano ne' Tanti libri . non lì può intender altro. ci fa lapere. Il nofìro Capaccio nella pag. nomea heRMium fubmoverent neque multo poft rumore aidii exlerritus prarefflt ad folar'mm Proximum. ove fi fabbricò il Callcllo. 0 Rtmtjit .iliì. créda. a'quali piacciono l'orientali origini.. che Hermus? in oltre aiuta molto il ritrovarft in Jof. che ci han l'erbata tal voce per dinotar un edificio in alto: Suetonio in Claudio n. che non abbia avuta la forte d'incontrarmi anche in iicrirtori Latini. diceafi quel Ijiogo Hermm. che Claudio fi ritirò rte'più rimoti. c certa.i e l. qui ibidem in xdicwla colebai ut 1 nomai dtdir. ci dà iermeam. fe non nelle più fublìmi parti dell'edificio .e ove erafi eziandio foiarmm . jtì. ed ì Romani poi fe . onde abbiamo Rama. ma. dicendo. Ernfmm . che vale txcclfim effe-' fon molto piìi noti i luoghi. e fubliml luoghi di fua abitazione . e gì' interpetri di concerto la fanno rifare dal fonte tioi. il l'ontano non ne avrebbe formata la ninfa Hermh . e fon formati da quella voce fenza n iniziale . ne' quali fi rawifano cofe ben aliene dalla mente dello Borico: ma ora . la quale quali a tutti i nomi s'appone. che fi è fvelata l'origine di quella voce. rusw. onde trarrò ragioni da' fcmplid nomi a noi tramandati. quafi fecrenan co defiderantc tur- rio mm km m-dietam. Ne lì per enere fabbricate in fituazion fublime. e fari di grado a coloro. che csm dinota exce!fus. ma di una piccola chiesetta .Ermo . per isfuggir d' effere imperatore : Exclufus ( Claudius ) iute celerai ab uijìdiatoribm Caji .-. e parecchie altre città tutte ufeenti da r-ren.ni fi vedeva allori tal tempietto. 0 Remman. che fi e pili eminente degli altri il dittero mons H£EMus . onde fi dette tal nome a quello noltro colle il più alto .-. mente fe non ibffe flato pretto nome di quel lungo. che fi fcrive ffarama. che ce : venti tal 135. ove fi afeoquelìi .Ramia . ove li vede il callcllo di S. nome.DELLA CITTA' DI NAPOLI. yrrcì-A mm v'hanno antichi. 135. ed a: parlando delle voti Henna:. che quello colle fiera il più alto degli altri. Digmzed by Google . e che il Fontano anche cosi il dinonrins: quantunque lògpiunga pochi vetri dopo Arri S.i- d:r f. . non fa d uopo rileggere i conienti. e dir fi può anche Henna. Himuum voci affli cui cicuta: le le dì efl . Hor. bifogna aver mercede alla femplìcità de'tempi di Opaccio . gli diedero il nome da tal fit nazione : e chi mai non ha letto . quando non lì vedea la gran differenza di Hermui da Erefi ««. 19. in [fate interpctrazidiii tali sì flr. Con ragione dunque i Fenici quello nofiro colle. piace (velare . G?c.10. Tolte via dunque quelle tavolette .411. al quale era fmùmitra 1' bermxum. che a'fuoi tempi. vet Hsrmìs.che non li coftruiIce.<r:n . Con fom ma proprietà i Fenici in oflcrvando. interque prsr enea firibm vela fi abdìdit .fnilimis . Rimmel. recefferat : bucci luce anche di'mamii. e li è una citta della ttibii di Nettali .rò btic^.

. che qucft aumitaa cica da Ef- HB.ilj iti Grutero s'interpetra a latro . Erafmo. perchè li era luogo ben noto in oltre lian mutato la maniera di fcrivcre togliendone il dittongo per derivarlo da E'puji .ino e perciò frequentemente con onoratilììma guila ugnili. e tal nonic non è multo difierente da quello. che hanno illufirato Siietonio.!it. ed antichi lì legge hertngum.n crai.:><i (!.'. non crudo. la voce P<u(.e come è :e perciò in Fenicio ho prometti brevità.v. Ognuno può ammirare .-™. Ma toglie ogni dubbio il rinvenirti nel telbro di Gruferò pag.- mirevoli poefie: T«2JlI. ed in elfi) fi feorge effcrc flato parte d'ogni grande edificio . :v:::: lì Ci. come ulàvali ad " ognialtroluogogcnf .1 «aliai tt n fJilciiu \ '-. che ora volgarmente li dice Auii^/. uomen erat. che fono in fublimc fito. ansila Anù>:i. perchè vi li erano (tabi) iti a cuftodirlo fervi.fc«i.l.n. nella vita di Lucullo dice.ritm.Mti-fiiriu.-. che anche effer Fenicio.mm..!t!> a tal nume. che queir bermewtt non fi prende per luogo dedicato a Mercurio . . ' : ' «.i'. non meno che a cittì. un marmo.. fi legga il Capaccio pag. che l'Iutar.-: dia aii^. che gli abbian o-iil'nfì o^-iupa ili llidc.wi prefa da Lucullo di dedicare ad un Dio romnmlum . 508. quando egli A ricorda fbltanto il m.r.ìd uai e* fplnididh melimi. che non fi è pollo mente a tali nome inventato da Claudio in ragioni ..c Serapide. che in una ma. aderendo . pag. I favj. come Ifenm.^.« . che onor di Mercurio. e ne' buoni codici.ne ha formata una ninfa Pardch: egli avea fua vil- eh.ì.i .: laioki nelle fue u amla in quello luogo . jfM»» raaMr. facilini in Napoli f-::'o ::icir.ioo I FENICI PRIMI ABITATORI avelli parlato di quella dliefctts. 7. monte..w i. riAViw. e piacerà più femus a cuJlodia fatanti. Ri(-ortano perù.411. vi aggiunie lo fcrittore . OlgrtizodBy Google .. ed altri luoghi. mi avanio mi fembra 135. comeché non regga. .. fiero S.. non molto diMante da quell' Ermo. ed efìaido [lata cofa nuova intrache non dice Plutarco Ai#.!c: . e lenza refiriiiione al- fmm Me cuna il rinveniamo anche dato al noMro.„ . gi/acLà li tris iva si comunale.Ssrspidcmn. non Hirmcum.!. .na dì quelli due cenacoli non ne recano el'empj. E perchè al nome d'una amcnillìma campagna. -. che abbian detta cola pregevole. fer. ovvero trklìnium. che fi era predo il monte Sorattc .:ii. 11 noilto Pantano ci ha conferva tn fuo vago coflume.Tanto è vero. Minio. che quelli cenar voleva » x -„:. lijfò l'Iato n:-:i. il che non ha tatto Suctonio all' hermtWH. MaoMa. 510.c eli. ove fi vede kenn. .3 j.ed ora non fi crederi.ni.

n»ìtx&. aperire. Nil agro uberi*. F. fe non n. fei dopo Pozzuoli. Er mutai ad frimai blanda fucila rofai . Charter.. che erali poco efperto in geografia.©. dichiarandola fpuria . nil me Uiraque tfl felicius boriili immcrmTtm rei facìt llla mali . . Dea.& Albonum. lòn pronto . p. che poco atta . pei difindcr Galeno. Luta fiat iirlii . Nunc offerì fift Aoreìi ffeBata PATDLCIS.ed cflendo poco nota a'eopiatori. ed fuoi derivati i ne formarono il fatufiului . &c. Nicm*. ovvero nxnXiu©-. giL zufoli fon da lui polli con il dovuto ordine: quindi fe fi rimctre Ih'mX*©". ed noftri etimologie degli amena pianura flum me nns. perchè mi 4 fembrato. rmdufeulum flufiulus. n. che Patulco era uno ben largo campo ricco d'orti. per non richiamarli di Galeno . . fi debba leggere llxnA*©. fondere. l. Nivilllmo medico fi mofirerebbe fcmplicilluno in geografico fapere.. la quale fi pofià fnfiituire alla ben guada e£r. nj mie tifi Ntcc' abZm. e fon perfuafo . ed Aminei Napolitani . ^ AMivói Api™©. ed io mi fon compromefló num. io dal novero delle legittime voci orientali.. fapendo . che Galeno il nomini de meri. Ce. : nfnra .« li (oW) ™ etri raiie*™*.1 un TmJ. *. m"}^/*™ AScraA -n S n .„:m: .DELLA CITTA' DI NAPOLI. quale anche a di fi vede : arcufeo dire (ma non cosi franco .. e franco a rimrnziarla . ovvero da «no. 114.non fi vedri la gran confiifione geografica. che ne" libri d'etimologie ve n'ha moltiffune indegne del nome di Fenicie .. unde cliam ira id nnminani '' --7. 180. e faiulem. Impilai ut focios ttCUm Animala quofilhs Ed . TisLiscuM.& Ga«r. Parla egli delle quaiìra de' vini rì. ove è il monte Gauro: tanto più. e poi il verbo pareo de'Latini .b Z & . Ho fi recitari quefti pochi verfi del Fontano . di rimetterla nella vera lezione .. (c ove fi vi tunifiimo e»«©. che non fi troverrà voce. che :h-^ nmiui nppona. quod in lodi Neapoli nieinis gignilur .. 137. Isti fatulclS agrii. Se tal origine non li filmane. et . edit. per moltrare . e forfè piaceri ojme fi è reftituita. Cf Neapolironum Aminomi. Prima adjis. le vede quel ninno mi m fi opporrà. patuhs. Crederei. sd opportuni derapi. la mutarono grulla il reo lor co- r 1 :i .*. lib. ed andran ben uniti i vini Gaurirmi . tatuici . am- dal verbo onde elèe anche effe. co. primo/qui mi*!. altrime. altrove: Nane noi ad nàriltt voca Antimoni receffus.cap.. med. e rimuoverla noftri i mrmgaOui.TLBen (.. anzi farà il tutto ben ripartito .'™ i X*0j>& .rtcì-rci . fìi Ce flu- danno buone ragioni. ma la voce è fiata sformata da' copiatori . Ho voluto far menzione del campo Patulco .4. S 0OT2KO2. e di ville. come ho fatto nelT altri luoghi) che i Fenici appellarono si fpaziofa .Cm.

in Caieno . on'V i:kì A fallo del nome caJlivm Laculiaiwm . onde Maturili più nativamente il Sst. e nella ftagione barbarica fc le mutò per errore il nome. e ne' IkiRnc mi fpiace. o Megaliti. e con ifeovrir l'indole det^i [. averi- : E lì™ . e Stazio l'appella M^nHa . Ragione d. a ofcuro. tfléndo certo . e da Marziana Capclla. che timologia. han riempiti i lofo libri di favole. perchè rincrebbe loro portarli lino in oriente a rinvenirne l'orione Il primo luogo. che s'avvicinava in parte al fuono.ntf7.o pure condannava li nel lido. il che. ni villa in ndlra citta . na piaggia .che quanti : 138. ma foltanto prcifo Baja . che in si ame- „ pofero il il nome . 404. cosi chiamata di Plinio. e molW fi ci!fe l'è. ci fi para innanzi. a.1 FENICI PRIMI ABITATORI n quella. ma eziandio !. 159.Tkmri pa^laiv .'m«n> ly Googlej . . da elfi tutto fi è confalo contraddicendoli e fc folle mio argomento la fioria di tal iliila .G). avendoli preferittì troppo ftretti confini. ed ofiervar non pochi luoghi . ficcome fi vede nel rum. e dal Cluverio pag. tenuti motto "a al l'ontano.' quali i Fenici apfcrittori . che poi fi è confervato ne' uolteriori non con libratoli da' noliri finrid .jveva luce a _ qtieT fi è potuto dar 1l_.lc loro parole fon riportate dal Capaccio nollro pag. mi finge penderò. QueiV ifoletta in ojjni tempo è Ha- ta illuitre. min mi farebbe malagevole con diflinguere 1' eli . che Lucullo non ebbe mai alcuna abitazione . che è lo favj moderni di quella hanno ferino. che non lolo diceafi Paculcus . fi è l'ifbletn Affami. Io non debbo (Indiarmi. e che da' Fenici ulc\ la voce Megaris .ed eri troppo conti. Jtfrjmij ifolcm del nollro lido delia ftr errore antlie lui ui.

che Dacier dice nel matgine di db vita di Ce. fi è potuto penare.i ii. e che tal ciitj li. che per acqua II portalfero òe y^rja . d tutto reggeva bene. che Arpino fi fu . e li la dire a Plutarco .il mare:quando fe con piccola mutazione di pochi elementi II rimettea Knlatrei . che \o (ledo oratore pollcdeva in Capua jptelx^pivdia: e forai è di porre «'sKbmtla patria del grand'oratore edCjpnttm nelle verfioni: ni ceneri sì tolto in me do Plutarco aver ordinato Cicerone. Benché no ben difiìnta la mi piace follante dopo il DI NAPOLI.v. che" perche è noto. k. perchè preflo Gaeta fu colto l'oratore. eìiudqus prcpe Pompcjas .m11 fu d'amenità. ove egli uvea ville. vii iAm della fpiaggia di recarne quella di Plutarco nella vita di Tullio poco principio: E'*i«t/. che Hanno bene in un gentil giovanetto.ii in A'fTors.che nelle più (Indiate vite di Tullio. che Tullio fu morto preno Capua.>x*' tonio. e di dona.e quello luogo è marittimo: rè mai il i-rn-no CapM.- Coi. anzi molto più intollerabile fi foffre verfo la fine di quella vita . che qui aveva il fuo Formiano. Iliv-'-:. 103 che gli antichi hanBaja dalla nollra Napoli. I. tolto di mezzo.:. db sb Hi Qnftiai . ne fi pensò all'antica . qui avelie avute ville.n uvbem dÌHm . làpendofi da ognuno. e rillampar tante volte Plutarco eziandio in più lingue . » ui^s'Wì. fi mutò poi in A'sisiì. per ilcriver predo . quei coltomi. MgneA. pag. datoci iCpwa& in compendio . e nel telto traduce CVrìt: piace apprendere anche da' giovani: e godb. Nm timi Dilt. che il Dacier fi è Ita1 K>™™ jjj. àre^^A^™*.itfj. e vera lezione Avendo io ciò oflcrvato intorno alla voce fono avvertito da Filippo Lignola pieno di .i Isi^nat. giuda il lor colìume. ed in lempi sì felici alle lettere colali enormi filili de'copiatorì non fi lon riparati . ijri3-. per isiùgniit m Kn™^ lo fltipore . xj nf-vì lam puhhcrtimem in Arp'mitlih-j: ere: n:r. ed ivi polfedeva aliai podcri..ylc . Né muior fallo. che narran- l'ultime infidie d'An- u-ro sxSi xmiileri .ma_i copiatori avendo. ove li legge . che Cicerone aveva una gran villa in Puglia.DELLA CITTA' pi infelici. Il y a fiure au rexie . pojfedaat mrent uìl- Kit il bj-h's.". vago delle più eulte lettere. io potrei addurre pio. ed andava a dovere.to Si yuitv xst. con fargli dire centra ogni ragion di geografia. t"4Ì ti™ to'. e di delizie: gran reo dellino. autorità. fed non fragreadia : trai ci prt- .

c. e di bricvi grotte. Il avoit une bilie meifon de compagni doni h territoire if Arpi . In fc condo luogo. nifi Lucullani ? (7r. Compsrtiffimum tli quotidie ab uri- campagei in rota Pugni /mie itpnbtndi^K pertentari . Ioni frteipue pertinuijfe doceam . che tanti edifici potevano effere in una si alta profonditi quanta i quella del lago . e quella di Stazio fpccijlrnente debbe efier piena. col. che l'avea prope Neapolim . onde fu chiamato Xerfa tegami. avrebbe fubito rinvenuto il vero Lucullano: tanto più che Vairone lib. e bene fiudiata diatriba de Cuculiano del (uo gran volume de Erri. cctujus vero. che Cicerone aveffe avute ville nella cittì di Diomede. erge deliziofe abitazioni in una cupa valle . e ci di p. fi ibvea por iti perchè ivi non v'ha neppur legno d'edificio antico. tatoK. e fecondo gli fcrittori Greci txsì iìhk xihit. che fempre coli l'aria i fiata pefiilente. dice. fi legna il Cluverio. perchè tal lago è più vicino alla citta di Pozzuoli . non fi farebbe fcritto. e nebbiofa pianura avanti Nifita neppure uno fcarfo antico avanzo delle delizie Lucullane dice pagi 1 j. lo ffclfo region di Baia.i irf. e chi mai .che ne reca l'autori ti . de R. che i pottenti degii fcavati monti . t. s'intendea preffo la nuova città della regione Bajana. e doriti rJi della ler la di nollra età. per far gli eunpì fi furono ad Neapolim.i. 1* Baiano aulente. ec ni alcuno mai ha ferino. 140. r. togato. che quel ad Neapolim.e maligna. 110.i°4 I FENICI PRIMI ABITATORI A'/noK. 'le LuciiFto nrfTo fpaziofiliirno campo avanti Nilìia. ut Lì: !_ Jiibbriche maraviglio- vedeano marittime . In oltre Plutarco fcrive ncl^i vitn fe di quello fecondo Serfe . per non ivci veduto. chi mai s' indurrà a credere .i» fi 1. ed ì pifferai memei di Lucullo. 117. Si fcuopreno vari filli di I.R. m'increfee. Or ficcome le voci AV™«. ove e l'Agitano. Cemper unita tutto ciò s'ingegna fofienere. che debbo «filiere al fentimento del dottifs Mazzocchi . une tene un voifmage de Naples . il quale nella lunghiflìma . E ma non rawifandofi nella vada. come fi è moftralo ne' num. e medefima. ita ut ìiicnt non dubiterà em oppidi alicujui ramai fuife . e la nofìra gran cit ti quindi poi 1 ' Ti fon trafportati perfidie La. non potea- deTavi. Neap. che fe al gran Mazzocchi (offe tornato a mente . Primieramente fe le ville . e pei ( foggiunge in regimando a delctivergh .i ma cullo . ed i confini di effe iono i colli dì Mergillina. che fi prodotto eziandio il -ix fi fi è creduto ef- Ila è fcritto francamente. eh in Biji v'era W» wiut. che alla nollra . fonerò fiati. come altresì.84.17. Digjtizefl by Google . che ancora li veggono tdificiorum integrorum compagei? ed in oltre chi può dar fede a rozzi notatori in diicernere fiiperbe fabbriche antiche ? Io fon certo.e Krr/uu han confuti tanti comen. dicendoli .ove fono ancora immenfi velligj di moli antiche.

fperimentata la malagevo: 1 lezza di determinar Campagna affatto il luogo della villa. >. JijfMi nutritimi ex/intatte.2. fj'»ii' l'I. e de'vivaj Lucull ani .ap> lini .per nuli ri primi. f. in tinnì mare . il quale 5' il ™. e vi fari chi fi chiami eziandio pago di leggerle. di profeguire a parlar di quello Lucullano. &r. e «15I «W Te'Xir . e difeordi opinioni. dice. perchè avrebbe empiti più focome gli è di ufo ed in fatti nella pag tój. amo per brieve alrro tempo . dì in/ella! mola . c-jLì ci i\krs. Il Oliverio . eò/lm. dell* ediz. Dovea però palcfaic la ragione. pisOfl'.:'ì::.q«. ove è V TO {Luculli) in dal lido & h| li © rectptum che non vide monti mirri Mjzsnli.im ns»f . fe potdìi efier brieve Ì pentimenti altrui . .ì. Il gran Mazzocchi nell'intero $. E flato anoi benigno il cielo.iii il rinnova p.i principio dell" turtpo 1151. nella (pagali di Nifita finn dopo Agnano .iliin..ii-t /''('/ i: rii . Affi-. mi È molto lontano il Iago d'Agnano .fc. e forgere i fima fi difle cajlrum Lucullanum E perchè piace.DELLA CITTA' DI NAPOLI. 141. che J' ile-letta Megaris ebbe il nome daTenici . imprende a parlar : del lago traJafciano di favellar degli ediftej éfi quello conciare . chi ci doveva eflère Alia er^o prorTns in occiduo mentis Paufilypi Intere filtri t. fono appunto quei .lì : fpecm mari pervia H.ij. i. . ed antichillimi abitavie più (ìabilire.. cioè perfidh monres ad N. «eetffe e/}. o afiòrbita dal lago d'Agnano: ed io avrei più valenti pniove.». per fermarla nella godo almeno d'aver centratori regione Bajana. e sì varie. j. citta Mergiliina .» ad m-jam urini. Il dottili. Ora m* avveggo eflermi per lungo tratto tolto dal mio argomento di inoltrare. ed avergli in buona parte per ora indeboliti . i quali egli riporta. onde nell'età barbarica la mcJe- ghi. e vuole iflruirci . che h erotti di Pozzuoli Ili opera di Incollo. >. di Burmanno . ner rinvenire la fàmuli villa di Lucullo. t. «'1 n-o'firf . in cui fono iti a iraverfo i nollri fcrittori per tal (allò nome apporto a' Megari non potendo dir tutto . ». n.HtiquarXBl loca min producendu fateti conimi: i luoghi degli antichi. come polirai formarli litii monti.'. e forfè giova trivere delie cofe patrie .Ì |-nlicro 107. ma non rinvenendoli ivi legno alcuno iell'turipo .>. e poco dopo. die fi contendono. Srùms i'cjJJs! xii^niis .rJJKi.mo gli antichi .> *>i .iai . per non andare per troppo largo fpazio.non farà cosi pronto a crederla pretti o Mergillina . che il Pellegrino. della : 141. ftfM/i maitibiu . coanche Patercolo pag.che ne riportò recitando cntal infelice difeorfo..i-11ì furono tori. fa il p. nella fua fa menzione . 0 [Militi . coL ì.i: I. ed invece di ciò «li da fiorirò fa il filofofo .'i .» jro\. tanto più fe 5'illuHr. d'Agnano. wytrc rumi. loci! mmtimk. Or in vedendo ognuno si gravi diflicultà . &c. preflò Baia. 175. . pag. 117. comechè m'attengo di pròporre il più . ed il non ellèrli poto mente alla nuova citta. Mazzocchi mole .T. e termina con telìimonianze di plaufi.clie . Eur'P' "«rem no dunque edere.lJjt. ove gli altri nollri ferii tori non non ne gli fenza nulla fpedire.im».

che da Pozzuoli ne giva alla nuova cit e paflàva per Baja. che il vo Sibilla. e l'altra. e d'Ausudo non «'ermo qaefleerailc.tS Km» noAiN a a^j.lorf I Vicino tango FENICI PRIMI ABITATOR di de a inoltrare. the da a farli. c nella contrada di Pozzuol Avemo menava a Cuma . 0 .ilio iiKXiir. n w!3©-. [a qual furterranea via ora o è mina ili. tot KfJfiseiiuv ifpii y. Prima ò'Asrippi.i'icijiuno lora quella.

. . ti la Ciilìa cagione di Pozzuoli ne' la gran villa di Lliaillo.K Mazzolili .« e.p .- iirf lini u K'ijtlui. <T.:'. 9 «o «/ìh» Cnm« uer/ì« turO»» diti t-oigquc opina rnuUoritm ILidìvrvmJara Kcurrentibas Jìti curribus : iumenqvs pajjim ad raglimi ttliìtudìnem . ma dello f:. che tempi mezzani. che dice ne per malignità de' c. ™ rrh^avea'gia pòco innanzi. che s'imit. fune/iris a fiépcf firic monili cxc'tfis .Jl. E 14!. URBS aquarum calidarma ftaturivinei . *t . ìV. che la gioìNapoli li fé: e ad iiiiiu/i >.*? nL tino: Ef? iii (Niapolì)crypia tcii?. clic Mentis erali cajiram Lucilitutta cii furie cunf-'rma quello . di quella di Clima. fra gli altri e lì Icrillé. i poltcriorc all'originale? e quello ci dicon j qu^e vnci tT!-j. . che fu diretta da Cocceio: or chi non sa.i-.pt) oVpfj npn-irif li fl. Ù' Xcipelim .0" bstneoriun apparanti tua inferiore! ih. EYi C T.-. e le di lui lodi: ne può fra non piccola Mone Agrip143.'M numi.A-.r.-i: '<•..r::i>y. Imam.it ìwL^ > 1 "fi! «Moli J< it.it.': . cedri» opere . che Strabone l'ina. che ivi fi era«ris.nha noAji ™" ' Dl iÌbi^SH- TsAAÒ 013 «. per non aver fatta quella nolira Lucullo.3.\v. ci.il::> fenderci iif «[Mini s/ja ar*I dldifituta dì r._. It ì?J.:.-iiìt flint. ^ . 1 gono oVspywSti™ altri 9<fVH3{ Tfc ÒpSS .m:dlij. cioè. nini.. fi ami!) Linièro a quella.it..l'in-. Tt ÌImjiv. . Ma V avvedutifiimo ijeoqrjto !l.T-iTr". ^ ùrT. ce ne rende più lìcuri pag. il'n .m> abbia detto. -Hf. Li lerilM ii i\»lv.T -ili-il . Ballerebbe .Mroo la frotta Napoletana ..377. e "le * H at* che fi dieta " fI i confondendoli colla noflra NtiTrtis alcuni luoghi . .^r-."B ? cme .'ss . che anche la nolìra grotta non lia opera di Umilio . iPTTt- xxmni.™gli i»! T. cioè . iiiì C"'^.DELIA CITTA' DI NAPOLI. ' XE.l:m aiata ifthtc uova.wr .!b Aqri. L'unire dilla Erotta di Fcjiiuoìi li fu Agrippi. perche altrimenti non farebbe fiato Agrippa l'autore di tali vie fotterranec.. «ceffi iti il ta di foenavi di 'het nuovo ncm'lna/cóc èe^..ni psreryprai vite àatsrentar .=f. e. *.ò Baji..* . ccnJìruBii Mi Ha pennello. '* t TjW'-~i ) iiuk . M geografo con brevità.i. dcminiiur = il. j-it j. . chi ho imptefo a molltaedifici. Rimane ora adar chiare pruove.. i l'uchiicilo CtccrjJ. .'j.m'!. Cocce». qui B. srii..-t qui. clic li faccia qnulchc necetlària olfervaz ione fopra tal luogo alquanto lungo..'.ipa iu.-Wi N..ipijtcìi .-i Kiwv.-. perchè v'ha della grande conflittopeniì per ogni verlb a ciò.:d!li alili fup.vji: '.w9Ì™ì (leg<<. ffj i:im::ra tir.::s iubftvnUi in <f«t in/cr Putcohi e/I .:nà.:. ma con avveduta maniera. che «nello cmiliib 11 primo mari fi t i-ffìymaaat.

onde fi vede. quei della Solfataja . che non poteva elTere (lato altro . il quale i aliai importuno: tanto piìi. che Lucullo: e dee galere il comun di Napoli.37. che gli ameni . che non fi fu Lucullo autor di nofha grolla. e fuperha cittì . ce. ed il dichiararono autore di sì vaila. ed utilifli- come 144. e brievi di quelle monti Leucogei. che avea bagni caldi.f.:: :. 1' altra 1 L'i:i i'Z'jJ I. lìccome con ifhidiata cura .vu .. Co . he quello periodo foflè ftato amollò da fuo luogo . che non foue flato Cocc* i! diretto- fenza molte preghiere.lljlrn OUtmemUS: ih:. e magnanimi. e vie più lì rende laido . che & Neaftlim gli antichi feriftero eziandìo elier htter Pumhi. fi è. e che ip^ulmeuie da Roma . e che quivi fi era edificata una nuova .n crl. che Coccejo avea latta oltre la grotta i"(v"!. che i colli diMcrgiflina Tempre fono fiati i confini due città. anch' i vecchi patrizj tra noi venivano a godere l' Attiche 11 i.:<-. l'enervarli. ed altri documenti li i moflrato nel num. che i noftri padri iutclero bene Stratone . "r>p / ios eli. e ni fari mai vero ciò. che Lueullo : Ecati morta(. che poi profiegue a dclcrivere gli antichi noflri ammirevoli collumi (invi .ìoS I FENICI PRIMI ABITATORI Agrippa. eh.i. dice.si> Cuoia ivi Fìliis od niruam bpda Pozzuoli i-I vi*» coi pei. ma quei ove fi vede . perchè favellando Strabene dcldi Baia pag. e (trinerò in immortai marmo il nome di Coccejo. f y. e piofeguendo immediatamente 1' avveduto geografo a lire pregi di queita ui iAb.tgjm . nì ittìi 1 fi fu de' copiatori iti m . che forte rileva nello fieno lungo luogo di Stianone. ed Agrippa li follerò fiati meno doviziofi. dice il granMaszocchi. oltre tanta gente . / fe Alludo.!!!: IV: (. e Stratone e : dattili . v'appone un non piccolo periodo intomo a' bagni caldi di Eaja. ben diretta. .. fi piegheranno a credere. li avviarono. Quello però.chc ne ferine.niS. Fa d'uopo anche avvertire nelle parole distratone l'elpreflìone. che mentre parla di nollra Napoli .TS«>r. non fono la ndlia grotta . &Neà- /po/im.:!:„< .1 ir. e che fi parlane li .

Altro dunque non fari bifogno. siu.ii virruttt inferiore! Hajns) . e beli' inneità parti si meramente difgiunte. . 145.Mt» 0 n. l'altre di Stabia.1 r/t. o di (intatti.eme.31. Ma perchè temo. follemente dilsi'Jntc n. 375. fed NOVA URSS (iM.ori . inJi rinraij da coloro.rriii-fs : hir j:i/:na\. 1 quali vedendo le voci tix tu'Ais. lodane . Al certo non così fla ben unita gemma in oro. e l'altro luogo fari fcevro d'errore. E'mÌ ii r3 » >/s pag.L fyina^ux àr- Avcrnum fu ( Cucce/m j aliano patio fabellam aurea telatati de Carnatiri/!.jaiì. ed i nuovi edifici. perchè non mai vi regioni tutte . perche farli il C TroXif della e la numerando nel lib.n. anzi mi fi dovrebbe qualche merito d' aver ripolle ncU' antico. ni farà fallace Sitatone. DigjtizM by Google . al non curanti J-ila inenie del geografo . che apporre quel periodo. CITTA. dopo aver . che in noiìra citta non vi furono mai fcaturigini d'acque calde. iti per cryptas via due e remar Dopo quelle paiole furono tolte le Tegnenti r cJìd. che comincia .: trafcrilièro .DELLA NAPOLI.. Cosi facendo rimarrà vero. al luogo della pag. ne . che in ogni età è Tanti. 377. verlìone Li vedrà la bella unione tra loro: Hac ttinpejlaK crai. il quale periodo da me fi t recitato neil' antcnskutc num.ni'. f & hainemsm apparntioites Bajatiis nihilo ber .» tsais) edificata cfl.iWir. come quelle parole in Strabene.c1. eh. e nulla dice delle Napolitafi. franchi le appropriarono alla ndira N'ij.. che taluno per foperchio amor dell'ozio non voglia prendeifi il brieve il e ia fi . l'ino. per diflinguerlo .U fìSC j fermiti »» . liiriieiii -ine luoghi ili' coiiiatoii. . i?r. C. ove vedeanfi deferitte limili calde quelle di Pozzuoli. che io lia fiato ardito a rimettere nei Aio antico luogo quelle parole astrano:. e gli precedono due lineette.: lliv. neppur una mutazion di voce. ove fi deferive Baja. Ss perii li vuleile in parte torre di colpa i copiatori.CS ** NOVA UPES ( i . numero perquam pji.' DI < onde intero a quella l'appofero:di modo che togliendofene con riporlo..: Puiu-lìt -ji/initur. txcifa ab Agrippa. nuova citta. nè contrario a Plinio. ne trarrei qualche piacere. Indi Strabene fi porta a deferivcre il Lucrino lago .. ii quale ci rende certi.. Si danno nniit . le non la città nollra . purché. Nè fi creda. regger! bene ii Cornelio.ncc mi«c« magnifici/: 11. videro 14. Lncrinus autem lacw . fi dica. ove fi deferive Bah.. ne dovri della noitra NfefrAif. confìruAis regìis vìllìl sliìt tutta alias. che a loro flacone non era nota . furgenti in nultra le Campagna nomina immediatamente. le pirott di Sminine . die in Napoli tale forte d'acqua non fi rinveniva . Dd \ fiata femplice lor tuono 145.ac fortaffe antiquata cenfvettiiinem putaveril hoc iti lieo.

10.. ctnnninms. che non ha maggiori: Te ha pari.. ed i periodi di più autori Greci . quando di leggieri fi poilon ravvifare nell' annotazioni appaile ali egregie edizioni di uomini eniditirtimi i quali fovente rimettono ne' prourj luoghi t verlì . ordinanti ita verta confujìjlimti ? e recita il periodo Greco del Liberale rida. Rimane dunque a mio credete pienamente riabilita sì lodevole emendazione nella grand' opera di Strabene chiedo ora . : : 144.m m-tiiirj cviJciìicr fcribis confufa. Ed in divertì lucili della fua opera il D' Orvillc inculca lo lldlò Dopo sì autorevole lentenza di un uom sì favio vivo finirò. e la ilx tAh Bajana ignorata. 1415. dum erroncsm verborum ferìem litura noluerint cortiliTe. gr. o ofcurif fima. : & . foggiunge parlando del codice d'Eratofkne Cuntla. che dopo D' Orvillc ci dicono lo (leflb . e cosi comincia Liceat }am quidam loca delibare . qua bin'is iti capii:!/::! (Emrofihcnis) vinlcnttrr afe iiifìcem divulfis kgvntur . ve! pcrverfo nitidìorit Jcrìptarx fludio .. effe a/o . e Latini . che 1' ajuti con efempj . & . e non in quella prelTo Baia. di quello cap. 911* nonni/i verborum iranfpofitione fanatì commode poffe VÌdetlUT : e nella rag. e di altri autori ancora. non adfentialUT mai/no Salma/io in Antonino Liberali fab. t quali leggendo negli antichi .- .i. che lo (limi novità licenziofa . o di chi non il conobbe ne' profperofì . impiega l'intero cap. più altro attendere han creduto . Giulie querele $ uomini favi intorno 1 limili filli de" copialo" Digitized Dy Google . Se poi folle Irato più grande il fallo di chi il commife in tempi infètti al fapere. che il creda anannofa fertilità. e fcritto . ma farebbe lungo Aento raccogliergli . laici fynchyftt accidijfc acgcm : imi-li non vfrba. 49. cosi ancori agli fcrittari dell'eli barbarica.T:orum culpa. il dica altri. ed i periodi interi de' volumi antichi. 311. che Lucullo perfodit menici ad Neapolim . come già ho avvifato . e Meqaris divenne calmiti Lttatllanum : e perciò fi può aver mercede a' copiatori. e forfè anche dilìrntta: ficcome i (lata occulta a tutti i più illllftri ingegni di quello fecolo felice . e fpecialmente de' Greci trafpolìi a talento di coloro.fti ionge maiora Scriptt. ad Coluthvm lib.(y ptriodtt. che lo riflabilimento delle parole di Strabone rimanga più certo : ni vi fari taluno foverc Inamente contenziofo. una cap. male locala effe extra iviìum efl pofitum Versi» caute in hii procedendoti mSiorìbui fini more fcribere pcrmittendam : quii ex.r:. In cofe si chiare tralafcio altri moderni favj. che in faper Greco so. Daniele a Lennep il quale nelle fue Anìntadvcrf.no I FENICI PRIMI ABITATORI Hata di alta fama. che quelli avene avute in le fue ville. D' Orvillc nel iuo Cantone pag. ovvero -risi 'fi* iAn . o di si reo talento. fenza. che sii trafcrifìèro In vece di folta copia di tali elempj farà piii valevole 1 autorità di Filip. che mi fi conceda.it {liy^ims) e con feliciti ri- noAn-dm : .^i. a porre in ordine le parole . bilito dal gran Saimafio. e forfè eziandio mi s' impone . come Gio. e nome. l'attendo da altri Non qavi unquam l:brf. perche io debbo lìimare i favji a me balla averlo forfè ben ravvifato.

Tegnente vorrebbe . e non ravvilando in Napoli calidarum aquraum fcatVTtgints .- me di Napqli nollra . ne ho avuta ragion vera . ed tutto andava a fegno. ed ho imitati i graniTefenipj.« 'odd. : fm . iJMf. 55. che han re Vonelwò. urtai lacuna! praier D" OrviUum in CSfìr. qui Scic amiculul tfe potuit a Puteolis vcrNeapol'mi fuper Baiai tendini ? ridienti!!" hic fanc Indi ne! prin'. del Valckcnaer al 161. non eflèndo fiato fufltciente a feovrire lo Itolido ardimento de' copiatori . uhique habet uni- ca -cete.. -ih l'i N^irota. i quali fi fono ingegnati d'efporne il fenrimento lènza por mente all'errore de' copiatori . lì leggete la lunga annotaz.dw piatori a'«xfici. fe avelie penfalo al transhitum ! Intanto non fi dimentica di faviamente riflettere: Ipfe Srrabo in deferiprione urbis Neapol'n . il quale certamente non ha fallito . che ha fentìto molto avanti in geografia. che quello luogo rili-'riiv.i . lin. ìoribas firn moreferied illuftrare gli jnli. che Coccejo avea fatta una grotta da Pozzuoli lino a Napoli nolìra.> lini iti ìmnj d. «tri N. che non fi era il proprio no>. non come è piaciuto a coloro. O- da e]}. come on li It^e . Non v'ha più valente ragione per riparava . che quel luogo di Strabene a fùoh cxfcriprore ghjfemaiin effe faiatum : quanto avrebbe detto bene .oe i«rc tfi ìtì in aliis cxemplmibui. li ftudia in più guife feiorre il nodo. qus rei fanefiifpi.e dilpone le DI NAPOLI.'is WXiw. nonpofmt: Mine SS3. ino. ut parole degli fcrittori utili loro antica.'i . ma ciò ballava a farlo avvertito.quin integrai noatque ea •oettrum locis intuiti vuU . che quella di noftra citta . p. e di il reato al Latino interpetre. che in leggere. Pompe/i calidis ubi ftanant fonùbus auBt : Dd x potei 147. che fieno quelle pretto il Veiiivio. evera lezio intomo a quella gran male.ove fra il molto ci dice: Hoc crroru (de' copiatori ) ti! {codiami) cotumnm . ma non potendo peniate. vuole . quale DigitizM by Google . dtiivatta cinici J plurima procul dubm. . che pattava anche per Baia. ma dovrà tradurli fcmplicemente urbi nova . 311.ed a beil ne.-rjt. inrercepir rc/àrchi 1. mn.11 r. delle FenilTe d'Eurip. c]ii m(. vero coloro.DELLA CITTA' :e. e contùndendoli per ultimo crede . the gli traferiflera X4. è in tutto oppofia l'antica maniera Campana di parlare del Pellegrino. &c. la fi era edificata lungo Baja. che quella grotti preflo Ba» lòffi. la ftelTa.SS»pafftm libroru'n cdìnrei fuppleran! . IlCluverio affili avveduto. cìpio della pag. Se dunque io ho rellituite le parti del difeorfo di Strabone della nuova città preHb Baja con tanta reità diflrarte . Alla nobile moderazion di parlare del Cluverio . Ni« Ni^i?. i quali c'impongono. &c. ecl i precetti ili uomini si favj. il quale pag. rip. inthe dVflTj non inicfo. Salii adparei nunquam htc loca infpexiffe inlcrprcrem .7. berc permìrtendum . qmdpe cura Ba/a cara Putcoloi fini . e dice pag.1 . ma ne di deboliflime ragioni . e per fermar si iìrana opinione recita Uverfo dì Lucrezio niente aflacentefi . Quello luogo iti Etografo. che il tU n\n fi era pteflò Baja.il di Strabone è Millo h:r.

ed in età felice.-.-rno*? i-J/.ru ciò .in VOCe BariMat.FENICI PRIMI ABITATO R Vi a.:j .o principe v'era in Italia .i (ira luiifgi. nome. del Greco che gli altri vi idio- 148.rai:™. i quali fono flati più avveduti . che li folfe portato a fabbricare.'i cri . come Stratone. ed 1 Greci fpecialmente .va.i'Cirici .come egli fcriitei indi i copiatori credendo. tanto vellar di quella ilx i Latini fi rende maggior il piacere d' illuftrar le pntrie antichità . m. il quale interdirò in quelli ai il AAAH^nOAlS Italiana differtaiione^quelle parole refe prLipi fMrnmMi quefitnucv* città nèlhmftnN^li . l"an. che li folli: la nollra Napoli. 'e la . • no ma le parole dello v'aggiunge : dorico i:. e riì\. per decoro di lua pedona. che lece Caligola da Pozzuoli a Bauli luogo prcllò Baja. e fi è fatto bene a diilinguerfa nienti dalla noftra NfJfflXi. ed fcrittori. i!.i tiutni . tralalciar di più lafportato da cnloro.fv. ovvero principe: altrove nell' età d" Agrippa. liato a è bello tacere una un uomo. e fi leggono! 148.. col fai e . Dion Caffio con didima maniera . che non lì pofc mente alla «'* preflo Baja . di cui. e favia eloquenza deferire il fajnofo ponte. 'ni?. perchè 11 fallo è grave . che Lhilfta n S. o per meglio dire.-. i quali di cfli: parlano. e d' Augnilo.iriuniiti.i'. li penferà di leggieri . che cotal grave difordine d'opinioni intomo al Lucullano e accaduto . Rciniaro comechè faviffimo aniv. cri ::k. che il ricopiarono o.../iù mi dipartirò dall'ordine del mio dire: e li dia il prinu. piciVi r.r.a/. Si dà buona luce ai un luogo di Dione con Tifar uni voce. e fnlim ::u:ìk a lor taluno mutaro. : Evenuta ma li avea da dire qual re.ini:..m vicina a H. e non potendo eflb ponte giungere fino a quella .: . e vivete tra' Napolitani: eppure cotali erudite cole lì fon date alle flampe. e condili . in ifcrivere le lor 0|>crc : e certamente dal vedérli coinconfiderati . Digitizod 0/ Google . a-Mgh. ma quanto più icrivo . c fpecialmente coloro .1 foni- no l'aver io reltituìto d luogo di quello geografo si iconcbmcn'c traQui volta.pnfiis.:. Quelle fono le Arane maniere d' intendere gli fcrittori antichi.

elìenda raro in quello Campano feritore l'avviarli bene.r• ' ]A: ma la nuova dna. e Bauli..r. . cittì troppo antica.i/j tum recati ex/Irti.di Dione.tiiJ. eh.j -^irii dìilit ..>o!ìa chiari.v. tisi/ róKtr legerc . qxtim blé\ & d'ima Xip&iliiiHS .? is'a .r /' veduto » et-* . ci la paHe U m^tf d^o fiorài . le nne mr.. che li . vci B." me La Mima tiit.oy riii. : : r» »i>m prclfo Bjja.. «li fi NAPO DI è confalo : ma coli' faranno più autorevoli quelle parole del gran Reimaro.ud-. -mio Kg. tra (fidila da Baja.qui . ed anch' non so.«..?.e un altro. Gi. Fer «ver diiifin .ir pio f:::.--.-![t- -ir. }!srdic il Pei:-. ' metti a dovere.DELLA CITTA' jlTervito. Nisplis vin-ÌJÌgjtir ami LcundrrSto .e fi è l'ala l>.ona luce a si con trovi ni co I11050 . uvs lì vede eziandio 149. Zollanti. :r r..-<'^n . benché vicina.}'. unii. rivendo DÌuik... in «niia chiara i'elpri. Intanto s olirvi.) . \. l' ' brani: jltro lucgo di Dione. che eziandio ilReimaro relille al Pellegrino . ne il Latino traduttore ha fidiito.i r:it. non ridarà r. la hi to*is dice e!ler Baja.

0 . Con quelli ii»u fi dà lumt jd un oleuriffimo I11050 di S.Agoilino «un ( lentie tontrsAca(per non parlar Iti I [ vi Cvmmv &mùf.e fi è prefa per la gran città noftra. n<:n Inni. ili: a aie Icrilì. che fi polla rendere f|<edito un luogo difaeevole diS. A N.!« i» nrai- . cjìjj lungo Baja: ma v'ha piii valenti ragioni.. !:.S. e Napolitano . ntc emgìi&c Se quelle parole fi voIeHèro intendere delle ferrale dellarrafìra tran cittì.td\t. Ma Plinio lih. quale grandiofa magnificenza fu accollo da Nerone . ed il noflro comune allora vìvea da perfetta repubblica: tome altresì.! ca l'n/v.'n . c la feconda fi dee intendere della if'a riir. che il gran Reimaro nell'egregie annoi. uso le due voci Chimi». non avendo apprefo . si perchè conveniva accogliere un principe (tramerò nelle riTiT. 250.q„i /rfra» kJ itpj 4 «I™ «V. feovertafi quella rix its'ms vicina al lago Lucrino. che quelli libri di Tullio imptele a contrariare S.«.. e più altri comentaton (limarono. tanto mai^iormente . . che in Pozzuoli. perchè li legge. e parte del viario defcritto li fu qucilo . Ed or. luogo viciniflimo alla nuova cittì furono dati a Teridate eli fpettacoli gladiatori: nè rinvenir fi può dcbolilfima ragione. O' . al certo ci richiameremmo di S. .-. che anche Pier Latina lia dello [UBÒ fentimento nel Ginnafio pag. (iccome egli fteflo due volte fcrive nell'introduzione: verfi dopo: ia cuh*no Fai igitur fenuonem in- nupcl. fituata hi n» annoi.AfiQiliao. ed era la più cara fra le Ti'lur.j D ellèr i citta del proprio dum'iuo . è di quello fentimento. e mi fpiace. f . per Ballerebbe il leggeri:.«'™v"m urbem ^JT. Èii . Oignizodb/ Googlt . nini /urfot Pi««/« gladiatorio! fiat . ci. e recita le parole di Plinio:c fembra.&c.-. che quell'oratore tali queflioni le compilò nella fua villa. V-**:% {:. qmlc li era ia region di Pozzuoli . che (i par <L\ì.». fe in Cuma. e non NiixoJ.i w.'f--.ìV™.*™™ ™ nupisficc exnpi: .i.iv . atque sdto Mtyetitan «MI cum pwttfffff. ovvero nel- nell' Cicerone tali queflioni.'.„x nNIf 3Bii iix e con . della quale io fo lungo dire: e Tumcbo molte. il che fu in Cuma. cuoi mecum Aiticus m/ler ctfei. che non fi era de! fuo imperio. c rinomato .zia I FENICI PRIMI ABITATORI TiA«. Iliwnù tdTì t't NEAN OOAIN «Mlw ffiE«f«n Si m 't^. to'*™.™ [»».: iarj di lunga ammirazione. che Agolìino ben efperto della contefa. ove Tullio lirif fe i fuoi libri delle quell'ioni Accademiche. e felice facondia ci di la venuta di Tiridate dall'Armenia in Italia.i:ijii . perchè T imperadore attcndeffe in Nanoli l'criilaic. che qui m* rixis fi folTe knoftra cittì. che fiegue . t. perchè indi lì portò quefto Re in Roma pag. che chiamò Academin .Agolìino intomo ad un fitto lìorico troppo conto . E'. in quello lìorico. certo. Cfc. Mi fembra in oltre . vuole . Quello (lotico con forte.fw M ™ £ fiw©. non in una. Agollino nè alcuno Ila la nterat cittì prcITo Rifa fofTero fiate tcritte da : no. 51.'.138.

che il Lucullano li era nel lago d' Apuano. col. nè tornano più a profitto perche fono iti contro al . che P aver ritrovata io quella ili nella regione di Pozzuoli . ove fu quell'opera fcritta . che il figlio del gran Lucul lo li fu erede dell'itola di Nilìta. !. che fi puffi! intendere altrimenti quefl'efprdfionc del Santo. da me riprvpter )>o'„:~.i/7. loro vero fentimcnto . e gcnciofo Lncullo.dunle il padre in tale contrada doveva aver le fue delizie. e ponenti. e le portento' n fono ?! piene. cioè. e fi fono Knduti voti i fomenti de'favj.irl triti mini. Agofiino Solvendogli contro dine: Petfiiadebìs nimbata tmnqusm in grnmtfw Cu- pretto ma urhcm gaietti villani.nei:] flato < reggerà. 108. O't. da lido in lido.t. M. c Latini .X. ma che fembra bene ftudiato ragionamento del dottili. c gli euripi . iiL'ila pg. ce. il Lucrino. che aveva imprefa ad oppugnare ijr. Non debbo però tacere un brieve. e le ville. tralportando le dui. le non fi ardine di farlo reo di aver ignorata l'ilbm.Jl. Nè credo. e fpecialmente i maraviglio» edificj. &c & mano. 1.z. onde avvedutamente poi S.i i:Jii . ed il luogo. DELLA CITTA' DI NAPOLI. il Oliverio n'ha raccolte più ar gli fuggi quella di Plutarco nella vita di elfo Cicerone. h. per folk-nere. per intendere piii luoghi di fcrittori Greci. per di fTefco gli fi qi era autori dell'' Digiiizad Dy Google . Non fi riculerl di accontcntire . non fìa fiato di vantaggio. come fé fonerò flati navili.. e ne' confinanti luoghi: e li può raccorre in poco. v„ -Fi* ila» ¥Ó\n il à-ypi . del magnanimo. j^raii folle [. alque adcù nkapoutun'o.

S. Geranio: monili .itia ci era ficuro fi tj. che l'ifoletta Mcgnris fi Coffe [' abitazion di Lucullo . indi fi forma giuda il comun ufo di quella lingua ujfo. pó.iyfir t£liì ivi AdLixX[«vJ& TTOTi fa[y&£Ìtw7 j r J . lèmbra pema figlio Gcrania: fc Mcgaro di Giove femiendo le gru . S'ii'Jta l' fi vede lì oTi^inc . die fono lur venute .m moni hìc id nomimi baerei. che campò dall'ac- Megarm : Greco ingegno ne creò un giovane que di Deucalione.mc. onde il nume Ger'ttnif di tal monte è 1' interpetrzquello lì fu il primo nome ed indi il ferace . e s'interpeira generalmente nanna avi! aiicujus . ptJTcr . che fe non fotte Hata afeofa al gran Mazzocchi la «uova cittì nel lido di Baja.p.40. the ninnano hic:\h. . con que- confondilo ! da't'enici.-. j-i'pii®. . purché fi fappia con guife proprie lo truovo . falvoffi dal diluvio. che non u-^a Baia l'ti'. e Gcrania .. Sii . per rinvenir il veroLucuiiano . e MigaTÌi un del natio lìenificato Geremìa un bri S. nello tÌj. bine mona injiium vaimi Ginnaimi prattutto . -' Si'i.i timi noihìi-. Mi>ip» TiùSa cyra ixÙTAi ijfNufi^? (£j^vj'5© *<c. medefimo tempo leggieri fi fi dovette afv.& tu/m Njrmft* [Sithnìdis] DeucAimis diluvium efugife i. che s'oilèrvi lótando. ma variano i Lvs. comechè farebbe fiato pi j brieve >ja. ma lle ci confervano la ftorta. del lib.i l'aiifnnia .i-. E non fallirei con dire. egli ha confcrvata che nelle . e ci danno ima volta X''-' ? feiMi/o .I. un'altra rps1 1. r luogo di Pralinii. in compilare !e due si lunghe diairìbx.WS™. libale fedele il " brieve favoìetta la limile v e tempre vero. afeofo: cosi il . che Mtgavus in orientai linguaggio vale la gru . quale fi fu il primo. 14.fiurfw « Sp®firant . non elìendo nè Latina voce. 7. ma ton dimeniti fi raccoglie d. Oigiiizodb/ Google . onde della originai voce. e .m.:i'ini:i.ì. e nell'ordine del mio ragionare. fcriffe nel princi- pio del cap.. liccome Greci. vecchi. . clic a ipc!:' ìlolrrci fu pi .Ho il nome Megeris da Fenici.-]'. comeché. da elfi fc non eofinim Lucidiamo» .:n:. ne Greca: ni fari di noja il leggere.zìi I FENICI PRIMI ABITATORI e che gli fcrittori de' tempi menante fpecialmente i facri aveller creduto. Megsrum Jovis jìlì:. fid quii Mega-m gruma volantiunt voccm feextus ìtlue evafifet lisAmu. -. Or mi rimetto nell'argomento . ino ii. che quello monte avea due nomi Mcgaras .r. i Greci di . wut .r : e trovandoli due Iole volte tal voce di volatile in elfi libri.Geronimo ina iiiunda. e figlio di Giove. in mollrando. Arymi .llarc G. che nel vertice o tflò li (rimarono .i.W' ?*ihj .i di voci . .. perP. lin r. cioè tu'* rò il j-iii'vss. c non fi chiama.tra' zione di fvelnre. comeclic dilettano adornandole di belle tàvole. ci avrebbe date emdizioni più fcelte . Si ha ne' libri fanti la voce uji.

e benché e.i>ii l'ami con il buono Indoro.mv. e Servio. e Latina vcrlione in quell'unica fignincazione s'oflèrva : tanto pid . m. v. quali fono le favole.iM l'aulariu più nobile. Mi Itimerei colpevole.:na piid. Migetìn'ffuSus . diverfiri . i! quii./ ininiovtal Bochart pag. iji.-:! .DELLA CITTA' NAPO DI Ma perchè ìlnoltro Slavi) clii.:iii!-.ideo magnos viroi.i :iv<.470. delle SelQuxque feri. ognuno vede . che magar Pancntm lingua -irW. i quali frujlta fi faùgavcrtiHt. e nella Greca. ed ajutata da forte auturilìt.Non ftmbra opportuni l'eiimolofia orìgs Ee diMcr™nJ del Bocliirr. il quale avendo ridetta in brieve l' opinion del Bochart .i. DigihzM Dy Google . vi fiir-i rallino .-o. /jjt.u..t.k-Ik fiuìa 'niella M-ga153.:-. perchè fono limale in lidi ben ricurvi. q-. vcl gar e/i habitarc .: dolio* fntftm fi filigafe . fimper unici [•. ove gente vi foggiorni. anche quello dottiflimo uomo lì pud porre nel novero di coloro . e comune ad ogni luogo . non peffit effe objcura : Hcbrxii emm hj gur . uni-. ed il citato poeta in ral filo vuole la nollra Metani lib-s. Neap.-.avendo :ld"ì: o -'':! . fiìx . che n'ha ferino l' eruditifs.-r^qv.l.ct^.S. m:h:a:u':. clic diconfi Drtpmx da 5j«i'»r . conchiude con lode: Use igìlur vera : i'.lr>Ei. dicendoci: i/r /ani ormo vocis. MaiTocchi intomo all'etimologia di quella [fella voce nel volume de Etti.'. *ìiv. perchè antica. fviùfirni perù quelli due fcrittori non fono foliti efièr pieni te. lorza è attenerli a quella. f. che Li ri-. che tale figni lìcito habitstio è troppo generale. onde in aver ritrovata ta!e origine.. fe non riportafli eziandio ciò. mag. 1.i .inut.e c. ctmvos etfe. e propria origine.-: duevolte lì rinri (rane tal nomi: viene nel fanto codice. njo magur iabitatìo . farebbe in parte ve at. AU'oppollo 5' elclurlerl di leggieri quella. uè del Miiiotihi.. i quali tifando ambedue le (Ielle parole.-. in qua invelìigandn -. -'i.ì i : & & u Ma Tom.r t.. che v'ha delle cittì . ftimoiij. vogliono.:>. indi reca qualch' efempio .v.

che dicano qucll' i folcila turimi jpc mini . il 1. eomrawiM : - i a-ji. mentre ciò (Ì7Ì™.«! o:..!li[«i l'avere. i L .: fw.: . ci .ai.f::.L iiólctt.' : . . e fi e veduto .Vr :ì li j .h ::. e da Fontano fe ne finte che olfervo Lafena intorgran fama con riprendere ardito iniiaiiM ciò. fi vegga fra.FENICI PRIMI ABITATORI non grande.t . hi ):i lavnia ili A.i:i . e Girunì. Si diri po:o no a tal nome . da'Grcci iiu.:_' al\:i IIOmini d-. e 1 lo itclfo vale in Ebreo il o'n.v. '. m come il Celano Giurti. ar . ha tra le orientali voci c<y . Digmzed by Google I ..M. i. indi 11 1 .c|-.. che ben fé farò tolto di culpa d elitre (lato si lungo in favellar di Megeris.o il tTiflo elk-r ita trii'p't han inij-rdii a pursjarlo.> fate -. ii. c comiiiti li ed . -./. Ji'ff. m'Ha quale ci li i'.>. dì fcoli-i: i 1 .:. 154. In oltre io non ho trovato neppure tra'più femplici nofiri fcrittori. che ju-Vultì iiu» .lomo nullificato ci edificio in ^'indici iLii menti. ufi re . Ik'hj.'J. 401. tfpofla al u^iiasin eh. .l'. i. Saprà Platamuntat lE^it r.: di qiiL-Ua r/illr.hii. perchè in tal maniera fi (hibilifcc .t. che fe non fi ricorre a'Fcnici. Vi ha nel continente prdlb queil'ilòletia una amena. che li V Etli'm luogo di notili tini Fcnitior Arane opinioni de'noltii Cerinoli. ed anche a di nofìri GiaAlberti {il quale. perche è sfuggita a si dotta cq'p:a . onde è ufeita la buona voce e dinota i:n uccello da preda . ri I r ' il 10 fcriflèro eli li 1 "1 : riferbatecì dal eutìaetitim-i fini forulT-: it .-. e li (crivellili.ìTi^. quoniimì ibi Hercules fmt Ruta . gli altri luoghi quello d'Ea11 less-cre..ed al Ipro idit>.«.c Ci fono prodotte jiììktìlivn ni li." e tir. N'dii vive "ci inizialo. Umtro d' i ] 1 . e Ma/-/.m^- . .:ii. Se e balia veder i-dichio dice iltri- quanto avviatamente bilioni ufare quel brieve fuo vocacum oiigelfiffc in iiiuà horremn finivi coni bolario.yko compie H:=V<iu.u. e forfè vi era anche il Icmmiuiiin n^-'jt. ed ha creino dal .: che una Ninfa Herclit. ilhllto f.'!.tan.ì' k: ti n ellari. maj tempre il va a traverlò .ed aprica collina. /... F. il nome Capaccio pag.i/ra. 1 irli contenda molto.(. si fi !critt. Zctiìam vulgo diainr t r. j. volendoli da'favj mani. cavìtmibus effe per404.1:11:1 Hrane col. fe trilli . Uu appaia Pixzofalctme : i na- lò. e li ri p: -.dc fi & fu il Capaccio pag.

-'. eli: jjj-.^- maie ncll' pin. clic li .' .ticu nome ulciva da H'-.» f-./:'.i aniV. che (:iiL-!:' iir..:t< .occhiello 39 che vanno a t^ìui ini ì'j t.>. Hircules . l'^H.y. i> At-tó A1GT1A2 xsta '. Viene ora &] bjotivj. rendeil più accettevole quella da me piopofta.':.^ ^. avendolo io iatto ollérvare più volte in queir opera. 1 8tì. è cl:c b f:d!o.7 M.„. the io ripeta.-. * poli v'era una collina de! ove veJefi raimrfio Megnrit..v. che E- polca por mente. nS ri. teine li h q-.'" d'animo .n. il il l-slco.ms t'.ìi ra in loca Me- F li gzrcnfi. inai per nitro. e di in Latino. "hi . ma etimologie . cP. perché clicndo molto flrana . /> . live yT-.ava lì di «31. ed contro cofloro maniere non degne di chi pretende làpere mi piace ufii : .1(7 i-ni'ifv IIìtìÌ. Indi ehm tragga fin origine da che l'elemento e Etl'a J non può lo :i.:ni:.':.isiì.Vns . «ìì-M RiSa «he Eib/ia.'.il n .j-a^i. oo.:.. iAi\v.:. qui Minerà* 1ETHUJE ( iisfi meni } /copulai efi ippsllaius : Accorile dunque in Attica vi era uia piccola rupe in mare delta l'.. A'^luij t. che ciò ridice nella pag. ce.-.. Egli nel Ginnalìo pag. annirrhé Greci E giova.ite linei lungo i lidi fi fano detti da varj voi alili.= ir .:.. anzi . . lcip::hs. Indi non pago di .'iu. perche inumi dimoiatili fono . c fembia Né olla. ' *i* 6 >. |W™ Co /crii.:j mok'^ .Y-.aiSi-iz- .ifSir i. IVon li>ca.>«.:ci tempi: pcfcdtO Bel foga licuro vuole'. fe non che luriìkro.' :: . ce. e [-L-ci. ri se aliai hi. Ka-Ón .:.ìtj-jha nii-h.fcti. JT. così anche Li Na- medelimo nome anche predò il mare . a .iy®..ino.v. W . clic licnrdi 1' i.>i.oK r .©.piniifle del noliro Lafena intorno all'etimologia di Eciin . cerne W«C Iti-jjj tori.im:iit:'. dopo 1 aver dnrjmcrit: ripr. che quella dclcrive Paufania traduca [copulai mergi.gni.vi i:n:n::in ».V. I per mo'flrar.

-uM onerimi . come penliero me le liissicriiec l'etimologia del nofiro cartello Kant Ermo . a guifa di piccoli corollari .Piatamojiii£ . di Giugno pag. che già li i Nel min.Ewfinui . OigrtizodD/ Google . e fi mortrò nome vecchio .na>: . i quali lian creduto . ma quelli la rifa in Ptttramaa cHèndo l'uria. ma una intera parrocchia •' te di iiiitfioSanio. i "ìipfr ti «im.c riportano ciò . Pendii delia lidia fpeeie . che fi fono da me oh hinno ev. E perciiè mi rinarri] uccìdentak fpiaggia di noftra città. nóme di S. l. 11 S. voce uliita ancln. ed il primo . in nollra città . quantunque povero d'acqua. ti rinvenne detto. ed in quella memi IfMjjsU ^'i li la trovare lecondo il Cibacelo |>ag-4oo. e . edi/. e Fenicio contro l'opinione tmllri krittorì. de' quali so. vivami nelle tcmielte . c l'altra sformata da Plasmati . che n'hanno ferino i noltri fiorici: indi mi confondono in conghiettnrando non folo cilervi data nel nollro monte una chieletta .it. altre brievi cole. di Venezia fan menzione de! nome di elfo ca^ Hello per ragion degli atti diS£rafmoM. 155.MatìfàcKAsninc. mi piace ptima aggiungere.uali di brieve lèguirù a raccogliere .jut p-rifa ìhLnsm da' marinari Napolitani avellerò ap- e del Baillet intorno il nomi del Sant'Ermo. quando le voci lòno ne può o lignificato alcuno ri- dal fé trarre. tanto non fi rawilsrio altri nomi Fenici e dee unirli due luoghi |i:rchè tutti e diilèro daglialbcri piantati incili per ik-h-/.t ':. dui Fontano .che marinari IW. vocabolo pretto Greco. Vi fono in noflra citta altri nomi di luoghi difficili ad inten.pcro ricchiliimo di fama. dalla Grecia . o etimologia.ie. due linguali o lì è veduto averli nujiijior Lazio . che tale gente fen^a dubbio portò colonie in quelle contrade . che le ne defidererebbe l'origine. . quando li ragionerà della gran colonia Atcmele ed detfi o-li : intendere /onde' è uleito°il con Pl. per fempre più render certo . per dar piii luce a quello. i r.e per Ma ombra. che rivedremo farà il S'cbeto. ma fari argomemo ben accetto. i Bollandiani nel di i. per girne all'orientale.FENICI PRIMI ABITATORI uajlier di coirà lume da i oriente ofeure. da riè tiijilri die quelli fcrittori Ed or . fi non por I non oltre pochi. ficcome ho rinvenuto in Petronio parlando di Napoli . che ivi urima in una chieletta cotebatur S.

gue: /ld/icii pralcrca knecbùa . clic quando fi legge negli fcrittori :n. . ledi/.y. gli cita. che T.. in quel num. di Simmaco lib...li l-iiìt.iicliI lim. e vi fa quakh' aitra brieve l'uà oilèrvazione. Le.:ui. ìpfi vero Sms-EIi. f Jj's iHshcri . che mi lìcno sllggiic ....11(1:1:0 cc'icm-. .era eziandio in vigore il vivere Attico. Avendo fatto io lungo parlare intorno mim.S. f . Rimane dunque certo.134. che non mai quello confalo ebbe poderi.i guiia .'. the anche il liaillef ncllu li.. non vorrei. in (apcre..a [.'e... ma egli. fi' hiton-upto opere emsiatnm nndm in ha. HgMttd By Google . non fui Illecito apporlc. parvo itilijìcaù.Grc S o:io intorno al Lue al lana. n.ù limi dilla.i legione di 'l tubilo imp. DELLA CITTA' DI NAPOLI.*.nè potendo reggere..-. che fi fpiaggia. diite d:-' iiol. 158.Vili . e ville in nùlìra cittì . ver 1.:i]ibui cxr/iciri.. ove li legge |eali C-rive a fuo fratello Flaviano ) t'unì apud Ne.per non far credere.:i::li edifici ad Nctpodell'una.ttt apeci Lucutimi* partirli.ini apprtfo .re fiali in ella all' ifolctra fi Mcgaris ne' caflnm Lgcultaluoghi fac ri. e di liio fratello fi aggiungellèro alcune lìanze. :i. nevai r. dica. «cecine con pruove (colpite mi fono (Indialo perluad. optaveram . : ilro comune ijS.-. bri. comechè a prima veduta lem. che taluno m'opponete la lettera óo. gilttdliicni p. la mente d' 157.ittì^-. ma tutte lì furono nella regione di Baja. tempii.iih neccio.i!. Intanto dee femore avanzare in pregio il nome di noftra-citt.. ec.!.::e-ue radia ciV.gemina»! particum /alido . ut .ndo aife niente ficure . e vici limi ircà<> . 38. ini aver voluto. . o nella vicina era dà lunad un lunedi Simulilo. si perchè 357. ma Ricorrendoli pei della iiiedclìm./li. che parli de'llupendi edificj di Lucullo..ihbrichc . t di S..rnns ognuno forfè rimarrà piii paga . mi di chiamarla Sant'Ermo. Si kg-mu non ..i.c}:':t . e l'altra lingua. che in quei voto luogo dell'edificio fuo.-j ^r. die in 1. che qneftoconfolare in Napoli non vi ebbe rx foderi . tv. t:::sd unii ex un .ai vola iMiniaetUTIni e monifleri .'. rò all'origine Fenici.ua tal ietterà ri onorevole al no: .1 l.'.i vacare dìdicei-'ml e Ncapoinam littori. che non e contrario Simmaco a quello. Nel nurn.t. che non rinvengo da tanti li ri noffri fcrittori eflòre Hata mai riCTil. ci tal vo:e H-. „' iiitemlca deila nuova óiù prcflò Bafi.-re. ri l.:tb-ji ii:i<rs:iui ùirie. unii so. .ì .. Sembra . non poteva invefht sì largo danaro e quello foltanlo fi raccesile apertamente dall'intero Cornelio della lettera .on l'aggiungo come icolj.) gairno ripete quell'opinione de' Bollandiani. e agginnfi nani.1! Leiden dice l.na : indi prolie.-!. ed amavano celione di magiftraii Uluin cftì menare lieti i di ed ammiro .ì.|-.tta . come ho detto ./.tpalim foli .i:::.-j-:M. che predo la nollra Napoli Lucullo avelie avute glieli ole fabbriche: all'oppollo altro non clprinic qui .itarh irriles..:.i::./. j.!-:'. Quindi nr:-ii clì. che per errore ne' tempi infelici >:::'! . die peolamno i Bollandi. j . e che quelli olfcrivagii punici ben lunghi a guifa di quei di Lucullo. che da me fi dille. nella a!c . ijuci ìntL-. liai.' & qucll 'einlloU Simmaco .

e non ripetere ciò.i città.ili noìlr.i Ji ilcapìto del nu nas Mi : da me proporla. dee piacere.-j-o diflniinu-rcompilare ivi' ni 1 . e ni-)riiiriK-!i.e Pelìririi-a. clic non lòno : 1 .ii FENICT PRIMI ABITATORI I c ofcnrità mrit.1 ne^li icric. c die biiògnava patlarla chino.-. li ju:rc vi tiranno. luni-rhillima .ifli. bvile delle : Icrittori.cc. Gremir in noni in .. e mane alta. nè fi è penliita finora relìituirla . Digitizad uyGoogl . e riairvo.i li rrJanc ma avvaler (i il jvre bò. lo Iim virole (ori ri portate dal Oliverio eag. nera.mli. cole liur.' di uil-. c n in d=£lÌV_. Non fa e de' tempi mezzani.jri di lincila lìapone onde pub elTcre 11 oc cupa /. che già nonro in pm liiiri il biige lenito con luiperché ho rinvenuto in S. onde al [olito le rralLrii.io in. polveri..ini. /a. SidrcrJjrmsssioi-ftJcaSirilioilt .ir li C[iiuT ifiila con barbarica. c guaita. 1150.! diiii. j. imi loilamo di^h orioiiell'ctì. che jm. eliti Stnttlintornoallj grotti ili l'uii._ il primo la vuole orrorola .jr.

ed allegro. come ho promelló. perchè fa le veci di dorico . . tri ve. ::e r. Sarà di bel patere.247. Sr. che J.0 pili predo da poeta . : return athletaewm ilio àit ycrpttien. e lunatctóa .i:'.n avere un Re . che un vecchio. fi è riportato da me num. come Seneca. che da prenb Benevento s'immette' nel Voi tu ufo.i-. . Si conchiuda dunque. che dovevano enervi.i Baja lino irt Napoli cammini per terra sì altamente frinita. irio. ed apriche colline.to. che fi fon potuti rinvenir ila me ne luoghi verfo occidente di rimira città. che mi porti verlb l'orientai contrada.l a Seneca fune Ti . 1! Icgcere . che quello fiailiiNi li. lenza empier fin- p.ijmlim nyieiere tantum luti tota 'Sia fi:r ^ ut poffim oiiì-. ck:i SirJwie . fare \i ben lutilo Ititoienro viaggio a piedi: or li penti li. il quale . e folo qualche lume fiiperiore è rimali) occupato i in qual maniera s' efpnmc quello geografo. LoJi dei Sebeio . fatum mthì . perchè i Fenici in vedendo il piccolo nonni Sebeto . in ogni età caro. fecondo .kni f:i: e negre in guila di novelliere a deferivere quello fuo viaggio : nè io.ba. già pM:ia di quello dlniolo ce l'avei deferitta. oltre il puro ciclo.nai-no degli altri fin- che fra l'altre cole... comechè piccolo . 174. v'ha. come ori noi la vediamo. ea e-if. clic 1 . . albi fiumi collo flefTo nome DignizM by Google . e ibecial mente da quei de'noflri Iccoli. c'd e raduto nrai me:>o limile. lì puf) portargli credenza in cii. mi dio lolo innauiando i contini di quella città . perchè in elv. e vegga il Seb.rì iiiI>':1:ìi:-::::ì i:. nj quale mollo dice in ajuro di Stratone e-.i minto inoltrar legalaJria d' ingegno. gli potrò tal nome. e felice foggiorno. Rimane ora. avelie potuto ' .m farlo fiume.Li' lì leti anlie'ii. che gli fembrava navicare: Cam lisi:. DELLA CITTA' DI NAPOLI.i iiling!:crii ma!. ed il geografo li verità da Italico. o altro rinomato fiume: arivi ora er. che l'Arno.-f. die i>ui feri ve della grotta.. e non a Seneca li porta da oratore 111 quella lettera . E qui do fine l'Homi Fenici. ni altri crederà. ove non pochi ne fono rimali de'moltiuìmi . fai ergine di riaw. il contrappone: il tanto feJe™1 Strabène. perché è ilau quelli fpatgia uerlaiueuo lido. ài-bci-cm Xt. e ballava al Pellegrino . fi procuro tirau mime .

.. eh. s'avvale anche parlando del tiri: .a>iiri. Lo (lefio dice Orazio del fiume Lirii . l'ol'o ciò.v. e lenti. Paleflina . v.j.iiS j.'"«!:. ri Mi piace in oltre.. o veramente un Colo Che i Burnì piccoli (' appallane ro dall'andar quieti. che han raccolto tolto ciò. ed indarno s'insegnerà taluno trarlo dat|ueHe.-. che il nollro Sebeto putrirà ripete lo flefió'ncl Ed ft. . iympho rof'tiit.i non per alno.: Mirile: aqim Tot: . ed in altro dialetto Sebeti . perche quiete.m . perchè molto ne dice v. lumen? Scherni r.-. A perché in Paleflina ve n'ha un limile.:o *-7<4 "Cirri c'iomit. che bagnano ili nome limil M/c _/uJ. che fiume quieto.!.-ì'i.1 .uii Siilo nei lib.u le lue acque . Viidi:/. riunendogli il tutto a dilanio e ?e tiin'ii tanti noiiri fcrittori. die Licofrone tanto benecittà. lino anclv (vi . Non mi ! di noltra è u. .> Z:Ai. v* ha nel libro di Leoni. ) le è pag. die fi può : dire de Sabatino flamini. Pstthenofen Sebetatt lib.éilis imbti .-. bifognava "in Columella fa di gentil giorno lieto. non curarono rinvenir l'origine di tal nome.-tto .rr BJi tf j mm. 1 !.i.( cnraij. 717. ora intendiamo.ia .ir."ovc Giufeppe la L-. i.r. e moltì altrove. delidera.ui . . Qaì fonte quieto DiffeM-Aot rr. e che va nel mare con pochiffime acque. AUTSp ro'il tt'. JVok rr'i . per non fi : ftraniere F./! lacere più cole di quello rivo . dc'quah aggiunti Ur. come ancora. povero d'acque. fon rei fola di lì : cilere flati itìi. jn.ib. dal noflro regna ni lì iiL-aliL-ri leniier fluum . cflèndo ufo a dillin- Kajiont .-. All. ebbe il nome dal Fenicio riso . 163. merito lenti. Op 1 n 1 ì -_- tali 111. die le accrelccilè. un inaridiva.o col :itu!.Garigliano.r LrVj. nel lib. V.uid'o jorno Cdiario p-731.:i. S. E lib. comechè favi.'rrt ufci- detti. e tardi. il confermano anche gli aitinoti.n»™ due lettere. e della.r n/i/i'f.--j farti!. che di comprile per le nn//e di Stella i.'^. che o^ni kttimo non Iorio cofe rare in quello fcrilto- re fé a taluno vcu V.. che li lignificazione s'affa bene : tanto più che non può ufeire dalle due lingue Greca.tmm. ors . cioè wrau« tf.che agni.»J4 FENICI PRIMI ABITATORI I e Sabotili ne'Bmzj luntjo Terina . una dell'OIflcnio.a ellere iì leir. rugiada innaffiavano la nofira città. 10. quafl fpiegandoci con due epiteti In proprietà rfc'piccoli linoii. e . . onde in parlarFenicio h difiero S..ì Gii altri . vaga. fiuvii lenita. OigiuzodDy Googk . Scendo t ciac va tucfth vaili ai ìittor». e Romana.--> 1: iJs wi.>nn j'."c L cllerli L L .filmila.[ir.io mai di m.' co*ì portenti o. e limo -r t <i' K 1 provine i( piace riveder ci ii-. e fc fon due. l'altra d'un aritimmri./. e coiì li legge in Orfeo in Atg.i due fascia Violantilla lib. che ci <ii.zi. fiiM Lrcofiam inlico drammatico non nomini il Stbno.. non rhhherà.r. fe non perché tanto è dir Schemi. che quefio noflro fiume eiemtnti fono gli rkffi. 4.r/r.od'i. i poeti han dato loro. ce.::. e 1. perchè il nollro Stazio nel vivace epitalamio .

che il nome de' Dei lì pone nel primo. coL i. e ne' tempi di Licofrone poco conolcìuto . ™« colla lolita formola ex boto.ora ognuno può pronto dire .r!. trascritta dal Ma- Amerei anch' io tale apoteofi folle graffo fallo .u rar:> il contrario. anzi Attico fi fa una dedicazione ad una propria Deità in Latino. all' ifcrizione riferita dal Grutero 94. à\ udirà C!t!à. degli Omerici Sperchio. Siiim'ij t^v^. come fi leggea sebetho. ficcome òixit &c. anzi toii fi vede Alienili. V'ha forti fiume . che ì di tutti 1 fiumi di noftri Campagna più predò Napoli . c »iy pochi verfi do- poli attribuifcc il Clanici. 1 vicini i fiumi . ed è comune . ne' quali lì altresì parla della colonia Atenicfe.v. Si sa in oltre di quanta dubbia fede fono ritenzioni dall'Aldo raccolte. l'ir «rare lì vde Stillini in un Ff mimo. i quali ndT i Iliade tante volte fon decorati . crebbe in tanta (ama per l'immortal coppia de'noftri poeti Fontano. che va ora a pari.DELLA CITTA diltinguere con nominar. e dietro letto. non nel marmo non vi ed ammiro . clic non fi troverrì ragione. e non il Sebeto. e ciò per unire . fi. uro l'errore. perchè rendeva il cielo maligno. che Te .!. si perchè eflèndo in Napoli rinvenuto. niuno de'naltri fcrittorì il riporta. ma . ed aj' ^ppoilc lirebbe fiata reità enorme de'nollri lav) il non averlo curato S' aggiunga . che il fallo erotum efi a fumiamoli:-. 3Sd. e prima era adii vicino a' confini di ella cittì. e Scamandro. ed il Mazzocchi ne' bronzi d' Eraclea awertifee pag.> focili h. timo luogo dedicatigli tempietti.i::r:. in vece $ ex .i pii li. per dargli tale onore . che in Greco parlari . e non netT uloHèrvato anche negli . e da tutti fi ricorre . E veramente fi e creduto anclie da'fàvinimi ingegni. non vi fi del nollro che potea ravviarli pole mente. che il Sebeta li noverò tra il coro de' Numi . onde non farà di noja. Benché avefiè avuto il nome dalle fcarfiffime Tue acque..V prò B ftrtar «tas uà naufeam permutimi! . u: travolta nell'eli a noi vicine. e fpccialmente le fon marini pubblici.chc di bricvi altre cofe ne avvili. 9. e ma . che eiTencta quello piuttofto un rivo . e n'avrebbono fatto gran pregio. che un fiume . e riceverà l'innata olcurita del posta tutto il lume. e Sannazzaro .. il quale dicendo. e felicifiìme al vero fapere. Ma di quelli verfi del tragico . di leggieri ragioni. indi divertito.. dlaid. « jave orti fiuvii i6i. mi Ila lecito il dirlo. quando altro n> Napoli. e del fuo conduttore. TomJ. . fi avvallò del Clanio . E' ben noto. e bell'argomento del mio dire in altro luogo . larà lungo. e che i Greci fcritturi non' l'avellerò nomir.i.itu . M'ìncrefce sì tolto dipartirmi dalle fponde del naltro Scbeto . e quee etile fieuie del Dio Mini DfQffted by Google .- le città DI NAPOLI. per uiiir. perchè in una città di linguaggio Greco. leggendovi il Sebeto adorato tri' Numi.

ii6

I

FENICI PRIMI ABITATORI

e quello del Scbeto farebbe l'unico , che foflè fiato in Romano. Quello
però, che laidamente pruova enervi fallo nella voce S-iaii, fi è , che
ci fa faperc Grutero , die quello P.Mxvmi Fitlyehm t f!er porrebbe quel
P. Menili»! Kutfchiti, che fu in Roma Funi Gallimi ;>:..;/•,., "liccome ricava da altro marmo rBo. i. ed silura fi ha da fupporre , che
Eulico veniiìè in Napoli , e fi bolidi; .1 rifare
luoghi lauri , clic i
non curavano, e gii tenevano contro al dovere. Eppure con brtcvillima mutazione rimettendoli ex baio, non vi fi vede tanto difordine ; ni a noi ipiac^i cancellar dal numero degli Dei il Sebeto, elfendo oggetto di rifililo i mundi, .iti 1.™. Siccome eziandio di
pieno volere ci opponiamo a certi antiquari, i quali tniovano anche il
nome di quello fiume in quelle due mifleriolc , e malagevoli voci nama sebesio, che fi leggono fcolpite nei Dio Mitra, e franchi l'hanno inteipetrate flttemut» Sciai, il di; è ririLrtiuiito anche a'mediocri
ingegni . E qui do fine a favellar de' luoghi , i di cui nomi fon di orisiii.ile f.. il uligine , e non efiendo flati pochi
ci dcono render certi,
che i primi abitatori di quelle nollre contrade fi furono i Fenici , nè
i

noflrì maggiori

,

e leggiera ne ho

ci,

ma

altresì

rf.cio'.ii

ad

[iella

illullrare aliai

rmflrai


,

è penfato fùltanto

fi

cofe patrie

afeofi, tolta ogni flcnlità, ed ogni noja

,

e feovrirne

i

alle vo-

pregi finora

che porta feco l'etimologico

melliere.

161-

Non

fc

gente, e
famolo Ebonc

la
,

fc in

il

mio

fi credeffe non
eflirvi altre Fenicie parole rimanon quelle de'luoghi.v'ha altresì una del Nume
feconda dell'eroe, che la condufTe, ed il primo fi
e l'altro Eumelo . Quella parte , che (teglie del

vorrei, che

noflra città,

di quella

i

parlare recherà

maggior piacere , perchè l'argomento è più grande,

e m'ingegnerò adornarlo con

iftudio maggiore di quello, che fi e porla
nelle cofe già dette ; ed è d'ogni dovere dare il primo luogo al Nume.
Piace, che dapli amiJii (criiiori ci (I è lerkito, che Ebonc fia flato il
Dio patrio , a cui i noflri maggiori gli facrarono onoratif
fimi marmi fcritti, ed in efli il venerarono "'il' epiteto i'irrtpWnr^
e non ebbero altra vaghezza, che mollrarctlo di continuo nella monete d'ogni metallo: e forfè gli ereflcro fiatile , e templi , che la malaSiam tenuti a gran fegno
gevole Magione, e lunga ce gli ha involali
a Macrobto ne' Satum. lib. 1. c. 18. ove imprendendo a moli rare , die
Libcr pater (ia lo ficRò , che Afelio verio'il principio di elfo cap. ci
dice: Itsm Liberi fattis finmlsr-n p,vatm f.y.rr.i .nate, partim /mr.
nill fa&unt ; prttert* iarbuu fpeete , fenili quoque itti Grsci cjut,
quem B.tfrr.n , min r:n:i £!>-.-;:.; appella:! ; li ut in CAMPANIA

più fcgnalato

.

NE&FOLIT KW\ CELEBRANT HEBONA agmmìiismes

mm

di-.cifitatis

foljìitio

,

quahm

ad Sitcm refennlitr
JEgyptii profetimi

,

ut

p.ir-ji.lus

cu eiyitt die

Ut autem etavideMHr banali

.

certa

,

16$. Si eomintia 1 pillai dclI'Ebont Deità Fenici*, Microbio ce

qmd

tane

li defciivt-

OignizM

b/Googl

:

DELLA CITTA'

DI NAPOLI.

1=7

tafani n'idear ar: ex'mde antan prò.
irrìjtjfunt) die, velini parva! ,
cedeniihas augamentii e:."ibn:l:ii ^'.vn.-Ji ft>m!it:r , atqa; adileicemit
«dipiftitur wres, figurale iuveaii or.tatur : p oflta flagrar eras

pknljfrm

barbe Jbt/hji»

effigie

*M
^f^^^£" ^ f^
a

<

quarta forma Deal figuri/tur . Indi Macrobio ci rende favi
è propria del Sole : . _
il fine , che la figura del toro
vero adSolcm referti multiflici ralione SLgyptÌM calta, ojlendit , Ce.
e ne riporta più ragioni, che ivi fi poflòno leggere. Ed in qudto fteHó
luogo ci fa ftpere, die quei della Libia fingevano il Sole cornuto da
ti
_

ariete

,

e che

qacm Deum
fiu:j

,

f.v.ir.i

iti

C

coma

le

Soletti

qv.'ó.i',

fono i liioi potenti raggi : Ideo
Haintaanem,
Kodrur.-a r.iyri cxìfii»i,:rii , nrietìnii cormbusfinanimai vaici, Jìcut Sol radiis; nani
apui

&

m..y.ime id

appellatar

*<yii

ii
;

e le nazioni fecondo vai) (imboli

r.ip^icfrntavano queft' allro principe

.

Al o

'

awilato Macrobio perchè appunto in elle li ollèrva un toro o intero,
o per metìt, ed cwi ,w.-n plenij/iina effigie b,i<bz , e per ordinario vien
coronato da una vittoria al.iia , e vuole, che ci prefenti il •iole , nncn
Ne.rpoliraai cclebr.vit Hcbsiia
Ci ini nntu lincilo nollto Nume Ebone
da' marmi , Macrobio ci ha facto in oltre conolcere , che fingevafi di
toro con vilò umano barbuto , come fi vede nelle monete ; che con
lunga mia ammirazione tanti lavi lun credilo ellcrc il Minotauro , li ccome dirò più innanzi , e che illudi vide quello si (colpito luogo ne'
Saturnali di lui, per poter dire, die in elle monete li figurava l'Eoo,
ne. Ma fi penlì primi d'ogni aitra cola alia lui etimologia.
1(5+ Non fono Italo moiui lolkcito a rinvenire tal voce Fenicia,»,
feendo dal ben nolo verini .12, in:eil^e:.- ed airre.i mtcll :eea:e,ì! 1:::dcie, ovvero erudire, onde giulta 1' analogia di quella lingua, fi forma
il nome Jian ,e fi può pronunziare Hebon , eltèndo gli fledi elementi, e
dinoterebbe colui, che rende fav|,ed accorci gli uomini, e propriamente
con dare loro gli oracoli
Sarci moleilo, le io qui mi ilu,iia:li nnflrare quanto tutte le razioni tran II-] lecite nel culto del Sole, e di Apollo, ed in quanti luoghi egli dava le lue rilpolìe , e rendea eli uomini
intelligenti delle cole [iunre
per k-1 Cir-jji luiierciibe oltre "inno luniiluHi:i-c. , che fi legge dopo l'Odiiìea, quello di Callimaco, nel quale
ampiamente fi deferivano col beilo della poclia i varj fuoi oracoli , e ricordo (opra il medefimo 1' immortale cementarlo di Spanbcmio , che
con erudizione tutta fcelta ci (Vela quella vinti divinatrice del Nume,
e la làvia ofeuritl .delle rifpolle , colle quali illruiva la gente , che le
chiedeva , e reddebat intitttgtntem : il che tutto fi racchiude nella voce
1BT1, Hebon, e perciò fi appolc tal nome al Sole , ovvero Apollo da'
:

.

,

.

:

.1*4. Neil' orìgine Fenìcia

Htka

dirima

il

Ff %
Sole, uficiido

Fe-

Bui «menu

di

\an.

Oigilizod By

Google

zig

I

FENICI PRIMI ABITATORI

m,

vero
che i lo fletto, per efempio ne' Faralip.15. 8. dinoti miclligerc fido, ed ivi fi fa appunto menzione di prender le fortÌ,ed i lii.
v' appongono una voce ulcerate da ta™ , verini , che appartiene eziandio
a cole (acre: fi veggano gli efpofitori , perchè le verlìoni non fon coflan-

M' aiutano

molto gli fcrittori profani , ed in dli ravvilo , che quello
fi dice fpeflo te%/xi , ohfcara tcfonfn darti : JAWruI; , mendaci!
ofir; e molto efprime il chiamarfi quii',™, varicìnans , t^itjSi\ ©-,
( trìpode lequeat, e v'ha chi il dille, per unir tutto inbrieve, fiww«si^.ì'h-, l'uiinuiis in -Jiti-Mc narkinandi . E veramente non vi
è più gran magutero, che ifiruire altri delle cole avvenire , fapienza,
clic s'attribuì ad uno de' principali Dei, quale li è Apiillo, o il Sulc:

Nume

A

1

aiìrri

tale feienza , egli è il vero favio ; quindi pen ratamente
Virilio dille della Sibilla Enciiì. 6. 191. Jiff-i «™;ì, c prima lì credeva quel dalla un oziofo, 0 riempitivo aggiunto.
io;. A queft* gran dote ponendo mente i Fenici gli diedero il nome
arcano di Ebonc,e fapendofi quanto perdutamente quella gente orientale
pere iò il portò innollra città , la quale l'ac.
fi era data alenilo del Sole
,
eolfe follecita, ed il mantenne. Omettendo molte autorità , le quali povirtù ài\-iti,Tn.ii .1: i|i-.-.fl:i Dio , mi piace falò
trebbono avvalorare
;;» c.i
quelli
dello
fieflb Macrobio , c.i: nel ii'.>. 1.
1:
recare

e chi pofliede

I

<

.

Scipione ce n' alHcura , Ove riportando le doti freciali
.1.
M
!
.

.

.

Iltùm (pne-ranfirno! im

Tfwjm'raf

.

:

,

1

™ yip4^i,

di
.

1

ciafeheduno
luna In
:

ed

tifa

de'

v

Ipeuo in tal

de il Maciobio non gli diede la nativa forza con dire, quvd; opinandi
naturar» habei , egli doveva avvalerti del verbo dininsndi : niente lignicpinaiur, ma va bene, ed a
ficando, che il Sole, o Apollo ftntit,
fegno il divinar . Rende fermo, e certo quello mio penfare il vedere,
die effoMacrobio nelle recitate prole Moine altro nume del Sole Bafaretti, 0 per metatefi Brifeus co1i'He*s», e rapprefentavanfi della fteflà
figura, con dillinguer foltanto, che [Napolitani gli davano il nome di

&

Ebonc, ma
16$.

l'altre cittì

Greche quello

Quiete toni™ Maciobio. Praoue

pia

di Ballàreo

:

ripeto

viUtoIì, che

Hit™

le

Sa

parole,
il

Soft,.

Dkgitizod

b/Googli

DELLA CITTA'

DI NAPOLI.

ny

per chi polla troppo a Tuo agio, fti Grati e/ut qtttm Baffìtrea, itti»
muta Bri/ia appellar ;
ut ia Compunta Napolitani ctkbramHcooita cogaoimitantet. Or il Bajfareus elee nativamente dal
, pafar.

&

yM

divinavir , o da ntws , pafara , divinatili : e quella Fenicia voce ne
fanti volumi è confccrata a tale lignificazione di si, e tal manici*, che
quando Daniele per divina virtù interpetra a Nabucodonoforrc tante vinoni , e fogni , d' altro verbo non s' avvale lo Tenitore facra , che di
ipfl. Ora non fi dubiterà più, che Ebone fi dille così per ia Tua virtù
dmn Ir ce, coni
t iti e due fiera-

mino

i f

7

f è detto con

Microbio. Non cederò sì prelto dfiiluJtrai quelli luoghi di Microbio,
perchè fono di molto pregio per le patrie antichità. Intanto d:bbo ricordare, che fi rimane convinto, che in nollre contrade, t città vi fu
gente orientale , avendoci trafmeffi affiti nomi di fno linguaggio , non
folo di tanti luoghi, ma eziandio di uno de' primarj Numi.
166. In parlando io dell' Ebonc noilro, che tutti i più eruditi feritori, i quali fi fono con fommo vantaggio delle lettere tludìatì illullrat
le monete delle Provincie, han creduto, che fòlle il fàmofo Minotauro
di Creta, fono fpinto in un labeiinto, onde non so Te avrò ingegno, ed
arte d'ufeirne: perche non avendo e(E polla niente a quella noi Ira Deità , nè veduto ciò , che n' ha detto Macrobio per trifto evento loro
Uggito, hanno molto fcritto intorno al rinvenire, perchè in più mane S'» hizottrir»

,

han empiti
'0

fi

i

lor dottillìmi

volumi di cofe troppo
, fi fcrive molto,

è ito lungi dal vero

a

dcfantirtar

J-ippia opinione volando , che poffa efTere 0 il Minotauro ,
timo, e ne di a noi l'elezione pag. Jii. coL 1. Qptio tibi cric , fine ibi
iptmn) fi.
d'tBa {de M'instauro ) ftquendi , jivt qus tic (de Neptuno)
prepugna..
vonui.roa io di -brieve rinuncierò all'uno, e l'altro -. Riportando più
favj la moneta colla voce yhna si contefa, e la figura dei toro avente la fola teda d' uomo cornuta , fubito hanno fcritto effere il Minotauro, cioè Lorenzo Begero, Profisro Parino , Marco Maggiore , Alberico della Motraye , Vaillant , (Jori nel Mufeo Etiufco , ed aliai
altri congiurati a dir lolleliò. Quello perù, che più diluiti fi è voluto
zi

difiingueic a rinvenire quella città ypena, è fiato l'Havcrcampc nella
duTertaz. de litt.Gtrcis pag.111.ee. e con quclVoccalione vinile, che in

un

altro limile danaro portato dal Panila l'Ebonc

ro,

ma

166.

I

altresì,

che

il

più favi anticjujrj

lòlito vifo di

,

donna, che

non

lòlo fi»

il

Minotau-

dell'altra parte t'uffcrv»,

t S nominano, han confuto

l'

Ebone

col

Minoijuia.

OigitizBODyCooglc

ijo

FENICI PRIMI ABITATORI

1

fia Minerva, ma l'adultera Paufae, che il partorì, e ci dice paa
117. Q}" guidcm fftBnUlis cft nummas , juod fiotti Mineteumm ài
p arti , fic imi: Mìnn'.:.i , :t: pajfim 6u/us urbis {Pa

non

alteri!

ìweneì infsmìt frtiem ap
r» d,pi,:S
fnidi libidi
.
Veramente il dottili Havcrcampe
.:.-

veva avere

mquamu

di

vaiiuggiofa opinione degli antichi Palermita-

ijiu

ni , e non fargli imprimere dua nuafim infamiflimi nelle loro monete:
avverti ciò il grandi Spanhemio , e per isfugsjire il moftro, avrebbe voluto, die qudl'inncfto di turo, ed uomo, the fi vede in limili numifmi , il quale anche egli crede edere il Minotauro, ci rapprdènti più predo Mirali vero Ipofij di Palilac, e dice de P. Ni duli 5. n.ll. p.184. Mi.li ?l !cr;,s fama regis
no!! ipfins ìnciytt , r>./li; vij'.i.'i ,hn. c
, quani
fxdttm Imita e atfi'i.h /ili! (no:, vi perche dice filit) ejus coneubitu
unii fcmifiri pixtJHÙ fiim.Us.uim : e veramente lemhra duro , che i
magidrati delle citta svenerò amato di tramandare a' poderi ne'metalfi
ma lì dira ci!cre aliai più (frano il fingere un
sì comuni le loro inumi:
:

:

Re

si

favio,(fc puree

il

Minos

1.) lutto la figura

d'un moftro

,

che

egli

léce uccidere da Tcfco. Fa lo Sp.nilnaiiiu a ragion veni altre difiìculta,
ma pache lèmpre gli li parava innanzi l' opinione del Minotauro, fi confonde, e ci da deboli conjjhictturc , ma quella bilognava deporre , per
rinvenire il vero , e fapere , che oltre la figura del Minotauro v' era
per non efier lungo mi redringo a dire, che non
quella dell' Ebnne.
110 avuto il piacere di quanti fenttori han parlato delle monete, nelle
quali fi vede il turo con viiu umano, di rinvenirne uno, che abbia ne-

E

gato etìere il mollro di Creta,
cialmente celebri X::'ps!i:.;i:i

e

penati..

,

cl-.e

come dL=

,

ramente iTijm'rim 0<3!,c ("arci
piccolo (ìndio, taccone quanto

li

di

noja,
fi.-rL-.io

'olle

il

Nume, che

fpe-

Ma_-niliio,e' tra noi era ve-

volerli

qui, comechè con

invaivj, per

non

elTérfi

co-

nolciute quelle fi mini lidie Deilì del nollro Ebonc , e del Ballarco , e
fra gii altri Urani prnlaner.ti i:imatU: f.i.r.- i. Minotauro, uno li è fiato il darci colonie Cren-li l!ì l;i;ui mimerò , perchè ad aliai citta i
piaciuto aver tai Nume, e tramandarlo a' poderi per melodi più metalli
ióy. Sarebbe poco clperio de' monumenti antichi colili, che non 1*
pelìé, che il Minotauro fi rapprefentava diverfo dall'Hbone,e Baflàreo,
fingendoli quello colla intera tefia bovina , ed il relio del corpo tutto
nr.iciir.'.n
l-: .
alcun; gemme , monete , ed antiche pittu,
re, e baderebbe quella ben didima dell' Erculano , ove fi vede l'elèo,
che vrttoriofii d' aver conquidi qucfto mqflro , ne riceve gli om.iggj.
Quindi eflcndolì coofiifo Spanhemio , perche credea, che 1' Ebone , il
quale fi vede in a'!.ii miai-.tc , lì fuilc il Minotauro, nella cit.dilièrt.ri.
dice, che han fallito Sji (trittoti, che l' han voluto colla teda foltanto
111 toro, ed
il
rimanerne del corpo tutto d'uomo: ma un poco amara,

1

»57.E" diverfo

il

Miiiouu™

dili'Ebonc opinioni dello Sjijn litro io, edtl Maiiocchi.
:

DELLA CITTA'

DI NAPOLI.

i>i

m;nte fi richiami di tal redimento il Mazzocchi nello fiedò luogo coLi.
Mimiaurm ab antiqui! fctiptorikiti effi.;i. mir, :: fa-ma fu taurina capile. Nec aitdicndui Spaniemim palmi cri,-.']'.- li.-ipmei hi Mìtisr.riiri
fabula, qui fi mimmo, Italico,, SicuhfqM cùaWffeat, forum fidem
deferiptfoni ' ceiémit celeberrima Tiefei pSura Regii Heradmsnjis
in qua Mi/imurm Limino risile, àinn.i.-m tjypm fingimi-.

Mu-

ftì,

In-

di il gran Mazzocchi non avendo neppure penfaro ali' Ebone, ima ha
voluto piegarli a dettemi::, .r- q-.i.'l: d.-!!e due figure li a li- la veri del Informe moStro, e Soggiunge: Quid h<\ menfiri, quod tam fiepe mimmorum poflicum otti-pai ,vocabimns? Miaotauruni, mi aliai? e dipi aver
detto, che forfè era folito fingerli nivoque mudo, imprende a inoltrare,
che la figura , la qu::le ti vede n.'ìie monete , può eller Nettuno , opinione nik-e. ., e di pr!:ova n:!a: ì!h..^:;' !j, Lini-: tra divileremo . Per
lo mio argomento giova, che cosi Spanhemio , come il Mazzocchi o
dubitano, o fi confóndono intorno a determinarli , quali delle due figure fia il Minotauro: ma intanto fi vede, che le vogliono più predo diflinte. Il dottifs. Mazzocchi non in un luogo del) ronzi d'Eraclea fparge
più ragioni , per modrare , che quella figura , che io dico Ebone , da
iimbolo di Nettuno, dimo, per efier io chiaro, raccoglierle, comechi
mi fia di travaglio: e di laminare , fe fon valevoli , e vanno al légno,
ma mi fludierò clìer corto
ifSH. Egli crede poter efier Nettuno , perchè quel toro con il folo
«ilo umano fi vede per lo più nelle monete di cittì marittime, e coli*
immagine di Nettuno dcffo,o de'fimboli di quedo nume pag.;n. ridi'
:

1

>
<
<
phiumque fncjim
iùlum gerani; ac fi de more irìdenlem , aliuique Nuptu'ii fymbdhm
esiibemt. Non fi crederi cruciti ragione , fe non multo leggiera, perchè fono di maggior numero le città mediterranee delle marittime, che
m ili: rio lo toro: li v.-i^.i il IV.riiin, il Golzio, il Maiero, ed il noftro Capaccio pag.rSj. oltre il ricchifiimo mufeo del Duca
di Noja Carila i ed in quanto al fimbolo del tridente i olferveri, che
quantunque la noitra citta fia predò il lido, ed abbia innumerevoli monete con fimil toro , rari Ili me hanno il tridente, ed il Capaccio , che ne
reca moltilTime in una fola ci fa vedere quei™ rumenta e per tal varie-

pile fcalpitur , ni

ci prefentono tal

;

ti,
gni

v'

ha favj

,

dc'iiionetieri

che credono
,

e ciò

•,'

limigli efler follante ornamenti, e

lìti

arpriiova

.

:

-ima però

puiìcute

al'.ii

lé-

argomen-

to d' e Iter Nettuno il trovarli un d.-i aro col ti.-mpli.-e toro fenza umano vili) , e vedendoli l'opra lenti:-- IIOSEI^AN , ed intcrpetrandolo
NhPTVfjvs, fi fa in elusila
r.igio::e,che fe il naturai toro e verat
mente quello Dio del mare, tanto maggiormente il debbo edere iliìinbolico: riporto le parole di lui .acciocché non le ne dubiti: Certe munt=.

ii». Miiiotitii vuole

,

the

il

:

i

s

.

iota nelle moniti: da

Ntnuno

,

ma

fc

gli

«Site

i3i

I

FENICI PRIMI ABITATORI

il pw Ncpluno /lei,
multa idjbre m,v,i< - fi sr.pur humsnim gemi : fe regga tal ragionail
penuno alfritdoveva almeno il dottift. Mazzocchi trovare una moneta di Pofidonia, che ci proponefie in quella feconda guifa il toro, per
dire, eh' è lo flelfo, ma certamente rum fi rinviene. Ajuta egli cotale
fuo penfamento nella cit. annotai, ij. pag. jotì. col. z. con dire, che quel
H02EIAAN non dinoti la dita , ma Ù bue lleflb figurante Nettuno,
anzi che fieno lìnonimi, e che la voce è intera, ne può ellèrc tronca
da nwftSawarat- , tic tu' inc-!ce Ir;>l.riv;r; le lue parole: Atilhdipa
placala emtferim ? nnud fimi: W-ptiuìut Tauri filli nomai .
vindicabai,Jic in raro sputi me nummo argenteo Pofiionentarum -jìrijj!:» ira
Taam de more cx!:ibe:ur,ur lumen ciTauro Caperne infcritamr nO'

re

.

SEIAAN,

pn

hoc

jynunpnii
o

que

a. pi un

eli

m

-

qur.fi

n-.-.-ra

Tmrm

,

ntque

Nepnmus

Nec ci cmjtflurce sgeliti tr ,nimirum in co
prò inietto n5T«£Aitn:A> pojitxm, qnsfi «trlimmura/uni" fuerit : ncc enim jimp,
-, fed quotiti per
rr d'wtccli h. leges licitimi fui! . Vel ofiendan^i^Av'znyA' lesene; , iv.»i Àìh-o
li.-.h-t-.

rittr

.

IÌOSEtAAN

A

il in

Dance

dee

.

derebbe fue ragioni, e daree

n02EIAAN

ìo> Seminandomi duro, clic il
appartcncfTe al femplice toro, e non alla città di l'ofidonia , chiefi al Duca di Noja patrizio egualmente chiaro per lo Tplcndor della famiglia , che per lo lupcrbo mufto ,
fi

fe ti

leggcffe niTeiS-i ii

,

ti

uno , in cut
fuoi diri im ti coli' A invece dell' lì in mezju
tra ie molte, che ne lèrba di tal città,
toro, e fopravi a chiare note fi legge nOSEl-

mi prefentò

della voce, e fubito

una d'argento col

AANIA

folito

Dorico parlare : e nell'altra parte, ove li vede la figura di Nettuno con in mano il tridente , ad evidenza vi e nOSEIA1JN, nome vero, ed intero di quello Dio marino ; quindi ora li è
certo, che il JlOSElAAN nel danaro del Mazzocchi non e del Toro,
ma monco da OOSE1AANIA tanto più che nell'altra parte anche della monetala quale quelli riporta v'e la voce nOIEIAfJN coll'immaginc intera di ellil Deità del mare
e farebbe flato improprio replicare
due volte Ncpttinm , ma va a dovere porre il nome dei Dio , ove è
liia figura, e quello della città , ove c il toro, llmbolo della mcdelima.
EUL-ndofi dunque gii travato I' efempio , di fua volontà è pronto il
Mazzocchi a rini:n/.i.ire a tutto cii> , .che ha detto nella lunga annotazione
In oltre ora anche lappiamo non cilér rara la moneta icritt.i
col Uirtiliw ; e che ufandu i l'oliJoniati il Dorico linguaggio
giuda

il

:

:

.

inopportuni moneta

(elitra

L'opinioni

dclMaiienhi

,

ch=

il

toro Ila Nettuno.

DigihzM&y

Google

-

r

ertili inceri , che Xertunu riv-preTèati il
tanto né di me, ut Ai -1
mari;, o fi firt^-i un toro, o gli Ini confeciato, limoni; iì e inolio :''u.
dialo moli rare il dottiflimo M.i/7occbi , indn.i^nWi .meria i fiumi , e
riducendo egli in corto dire il. molto , die l'immortale Spanliemio avea
raccolto per quello Arilo ac^omeotu , (iccfime e. l mente s' efprime ne'
inedelìmi bronzi d'Eraclea pag-soi. coli. Pinta jam,quam opus fai/ftt,
quorum Marna»! parar» iati: ani e .V/>.v'j/it->«jj;i p:o:iitrcral , no» invimi coatram, ut ratio afferatur, c:c; ia Crucis omnibus Vifidoiiiiturmn
mimmit Tanrtii , lue r!ì Krptumn j>v , fi Hefyriip fìdts , vifitut ;
ma il tu Ito intomo a ciò in brcullima guila , c (ivi* lo icriflc il giovanetto Mattel nell' elercitaz. d- firn v.a.nn Ai p.^n.S^. Ornatilo dilìvs eli
:

;

.

;

1

13H , qiu.fi taiinu, hoc cium eli i:n fincnt fiquidem rotfsnV, iS taiirifbrmcs, ut notum c/i -.iti putrii cv Grtcìs poetis,
tutta uma- E balla ofkrvare la figura del fiume Achcloo
Tolo la telta di loro rl('ort,H.L a. Marietti' t<>,;. gemma -jó. ove
eh;- con tal monYo i- in dina teiy/one , ovvero quella
di Nr>\i , rdNi cp'ale s'o:!ltvi ;sii.-h' Eroe: , die non con mico':!o frollo trjiiK rótto lorma d'un lemplicc toro. Si
il mare , ed i fiumi perfetti tori , o dimezzati , ciò non i nfi'ì
preferite quelìione , tn^'idoii , k l'Ebune, che ha il vifo umano,

Tiltrìs ,fivc
wuiii

&

:

1

Latitili

na con
li

,

vede Ercole,

del

Duca

nor forza contende
fingano
alla

lollc(iò,che quello, il quale l'ha bovino, e debbe cilére diverfillimo,
rapprefentandoci il primo il Sole, ed il fecondo il Nume del mare.
170. Non fi ferma qui il gran Mazzocchi colla fua fiudiata erudizione,per dar pruove,che quelli due tori fieno lo llellb: ed in oltre iteli'
annor.az.3 1. dèlia pag.17, vuole, che apprendiamo enérfi fotti Italia queiia

Gg

Tctii.1.

170, Pcrchi

\

li

vtic ne'danari l'Ebons dijticjuto:

ii

cwr.iìli

Ih
l'fl|ini!cn :kì

Mj770tt!ii.

-

i 34

I

FENICI PRIMI ABITATORI

gran provine
dice ) che
li,>diati ) , e che
il
che fi dicono tortm.ì, uno dc'Urir/.} , e l'almi dV jalentini , fi filile dulmaggior parte delie città della Magna Grecia nelle monete il loro
colle corna [porgenti in mura, e col viló d* uom barbuto , e fieguc a
chiamarlo Minotauro. Aggiunge altresì , che lovcnte in efii nuinilmi
intanto quello toro fi vede Icolcito dimezzato , e non intero , perchè
(la nolìti

la pag.54tf.
tl.j

ia

Iti due promontori: non riporto lue parole in Latino, perchè limo ben
lunghe: che l'Italia udU vee.lua ..L;-.,n-- li era di llrettiiliin;. euenlione
s'ha anche dal Oliverio , e dai O.-iuriu , e coveaii nominarli . Ma è
li
iati il gufare ; le loile ciò vero , cofacile il rilpoiidere , benché
me dice il Mazzocchi nomo sì lavin s avrebbe, numeie piuttollo de'
Bruzj, e de'iali.auir.1 ci pretesi) Minutato , e non la maggior parte di
noftra Campagna, l.i quale non s' appellava Italia: né Tempre le coma
Mila ::;i:,-iro.iete vad
:

;

i

,

aiìche' Sicilia n~ , quelli loia non apparteneva alla nauta. «In provincia.
Pochi , e forlc ninno s'indurrli a credete , che , perchè fi vede il noli™ Ebonc per metà nenieiiilli ,ii :„ii,-.-:le co>i,per prefentarci non tur-

.:
pr^idru» d'Italia fi dee lodare il Caylm nell'Ali li, h ita Koto. ì.pag. 17+ il quale ti delcrive un piccolo bvie di bronzo tro
meta, che crede edere Hata una Deità domenica , né vi fa
e dice: Ce murena Ysftìferui è nù-corps efi de tnnae,& n'
on le veit ìci . Son
t jamaif {ti plus to»:?l<t, '• f.u ,;;tti:,»cm ,
pronto a credere , che fe il Mazzocchi fi averle prefa la brieve pena
di ofleivar il Parata , e trovando l'Ebone , e l'pecialmente quello di Gc'las iti divcrfillìme tir me, intero, per metà , 0 la (uh. tetta, e le corna
ritorte in varia gnifa , avrebbe mutati fenza fallo tali fuoi penfamenti.
271. Cretlea, che dopo il Mazzocchi non vi iòlìè fiato altri, che lì

,'eipriìue

:

mane

vaioli per

mirteto,

foffe

171.

Antht

il

dotti fi.

Carini confonde

il

coltro

Ebonr

col

Minotauro.

DigitizM by

Google

DELLA CITTA'
fotte

DI NAPOLI.

insegnata d'illuurar quelle monete coll'Ebone,

mi

firn

(lira:)

dove-

re lo (iello cruditillìmoCavliK tsrci lii- dotte ottervazioni, ben finendo
egli, che gli iaitlori il ;ontraild .u-vi:v>. Avendo quelli veduta uni mo:

A&H

neta d'Atene, dlèndovi fcolpito
e Tefeo tutto nudo con li
,
clava erta, per dar fiero colpo .il Minutauru, che avanti gli (la in pieumana, e colla loia (ella di vero toro, dice, che tal raiw
di in figura
.

monumento ferma una ben

rilevante contefa,c che dà buon lume alla
Li jerta niai^.oa
fingere il Minotauro,

favola; e vuole, che quella fui
(bccialmente perchè la moneta

dia figura

lano

:

io

1

i

fi

:

d'Atene, ove licuramente

è

, e conferma Tuo dir; colla
avendo letto ciò , era litro

celc-bre

oittiira

vedendo

che

,

del

fi

fanei

nollro Erco-

andava

a Icnno

M

na

leti
fi
1
h per fallo l'altre
citta l'hanno efpretìo in tal guila fvariando dagli Atenicfì : quindi ne
licgue,che i principali ad andar errati fono fiati i Napolitani noflri padri, i quali in afflittimi metalli col vili) umano formavano quello toro e crelcc in me lempre più la maraviglia ,che i primi ingegni ,e favillimi in dilcernere i monumenti antichi non han potuto ditlinguerc
il noftto Ebone d.iil' inl'ioia Mioomiiio
Mi c'ace , che et awifa, che
un'altra limile moneta è riportata dall' Ab. Bartolemy, il die maggiormente compruova , the quatti due turi lì finyran:) (pefio alfai ditférlì
Certamente avrei ulato male del tempo , (e per più lungo fpazio mi
fotti trattenuto a ricettar altre ragioni , che è differentiffimo
il
nofiro
Elione dal (empliee toro , che tanti uomini dittinti in làperc gli han
confali , e gli han chiamati Minotauri , o Nettuni , e farà di vera ammirazione , che non li parò loro avanti il i\L!>rc luogo di Macrobio,
che apertamente ci fa fapere , che in quel bue biforme fi finge il Sole: dovea però io (covrire , a^.io.vhè n.-miio il (aprile , che il molto, che fi è ferino in contrario , noiai reggeva Ora fa d'uopo proporre quello, che ho rinvenuto di cniefio nofl.ni Nume , eh' è il più vecchio, e quanto gran culto fe gli è dato, giacché fi è moftrato elfer voce della Fenicia gente , che if.portò al nollro comune ; e fe faranno
nuove cognizioni, e di pregio antico, lì dovran accogliere con piacere.
171. Stabilitati con piene ragioni , e documenti valevoli la didinzioue tra I' Ebonc , ed il Minouaro ,
i-rdinc del dire richiede , che di
nuovo rivegga il bel luogo di Macrobio, e gli dia più luce
Si fingeva il Sole , o Apollo barbai.: fp^ic , ft-niH quoque, "li Grati cimi
quem Baffarea ,itcm quem Bri/uà appella/ir,®- «r in Campania nearoLITKNI Celebbant HEBDNA r ja; mii:mii a Si vede chiaramente,
che quefto Icrittore vuole, che quel Dio, il quale i foli Napolitani dicevano Hcioa , gli altri Greci il chiamavano Rn/farest , ovvero Btìfeus,
raa in quanto alla figura fi era la (letta
quindi forza è, che s'apprenda, che avendo affili monete Greche con quello Nume biforme, quello
:

.

.

l'

.

y.

.

:

:

17!. Quel

Nume

delio

Ehm

Gg
in noi

,

l'ultra

z
cinì

l'

delle
ap peli n vano Bajfara.

i.-jpoliumì unii liivj .(-ii-nin- ii. Ara li i d.r .n ili Muova ad evidenza ciò. dell' altre N. chitl il : DigitizM Dy Google . ed eflendo traiamo ixn v..^tf. e quello .v(. che non vi potevano eiTere.irj falli . e perciò celebrai: quinnon foto min il li> Hefom i. un nomarmo ferbatod da! diligentillimn Capaccio pagiSc.FENICI PRIMI ABITATORI I ajfi Jclle noflre fi dee dire Elione lessiamo Cr<tfi B-i/.:: di li vede quinto !ì .iii[o li lurt.i ddoliiiinia !).v-.j >.n. 5. darò giufta il dovete oltreché gii nel telòro di Grutero pag.lim iti t rr. al quale finora 173. che ho imprdb a dimoftrare.:^-. i Baffuto . rea delle patrie anti- .-<..

che 1' iVnpaiii . II mollo. the quel X ume avea (pecial cura di quel comune. come 1' h't.«. e vi lì lo.! fi mm'iftllii . mi giova riportar come i. HBQNI Eli INNESTATOI 0EI1I AKT-AAI NEQTEPOS r.iptTe . ovvero pmfcm. E'-ti%iìs bic j^ol- nozione dell'aggiunto int«rfr«r©. quanto furon favj.. die dica sì bel monuiiemu <-:!.Si eornintia adire la ii vta fpiega in Callim.lht (i da l'Unni.i nolìn maggiori ad apporre sì bell'epiteto a tal Nume. e che gli folle làmiiiaie-je quali con elfo fàcefie foggiamo . così (irifxHK. che aggiungere alle fu. !. di modo che. fatiche e iarà di piacere . e lo fieno. fi fa vedere. i 37 leygc fenia alcun fillo.BMitifcffns.-rii cwill'rvjto dai nuilro Sanfi nazaro. . IOTNIOE 2TPATET5AMENOE EiìITPOnETSAS AHMAPXHSAS NATKEAAPXH2AS - Ron facilmente in prcmo'C dà ni noi fé iippiwi i.dinota .DELLA CITTA' DT NAPOLI. ciò è che v. riiarijfirne .Jeaf far f.indi. '(:-.4. ha però lafciaco anche a noi non poco. pag. M jrf. die fi di agli Dei . che dice Io Spanhcmìo li riduce . benché pi Rudi.i liiligci™ del Rcinclìo: e godo . le quali vengono ora coli' ajuto de' profani fcrittori ad dfere t'itrjaris-arai .i-ino «iiandiu gli Auquando fi dì agli Dei. né gli fono sfuggili opportune autorità anche de' divini nolìrivolumi .U . qui in tir pnpgiì fimi f/i.. che ir#. onde tutte e due voti fon di valor pari: ' t l' : li. fignifica.

Ex.. Tiri!.s .. tsj Jrcjwv. .nto dello Spanliemio.i aiutati) daT autorità di Plutarco .ne. hi in hoc ergKmeato multe ufm fuijfc liéem agnofeo : ma dopo sìmagnìlica.. efii teneimfi huono il renderli e(i. ti' fi l- per Ivelito niri-.i. parole. à\»'ifixi te ir-i.cd in quanti anche c'ifiruilée.iri .i'irm» . e verace lo. perche Dio biiònu: ì-w-i.micmmi il' rtin-m. e lari ni piacere.«(giunto proprio di elio Ebone: e perchè nudi' apparir del Nume non è altro. eh. chiara guila ognun pago h.wpi'.nicia num.uvjb.i non era altro. Militi Icilipr. In-". e::::n viti f:r. q:ùbui . 111. fijjui ut . (iccome li è d. ed : aprirti Jiquitl wt'umii .in'nre. e e oc. Sf. in leggero erMi» di apud Ddphot pag.i i fin incela lc:i ini] reitera .mi]':v::-i:.egli parla così dell' hifn.r. eh.n luiglu' f. hynm. t i quello : glie noja.ùanro d'eìpisrtt. 175. onde a ragion vera in occalìone di quello lìeilij argomento ha Icritto il Burmanno de /sue «muSar» pag. Poiché ) : & 1 . per.::. ne eh.con illrettillimo dire il fienliero gli altri luoghi. giìl da mr in parte peto innanzi tram'ingegnerò li.-T. I i aggiunti tali a.i propter ina-edibilcm eruditoin Uvaa. i'. dar oracoli. btr/x -..nuam apud Plttrurchim de /fo/'/i) di.i. parli d. ce/ut dicitur. ver la rei egli con erudizione ammirabile sì dagli Icrittori profani . i~ fxi^-. !u ilr'Tu .l nofiro Ebone .eHn a!i. che fé ne dia luce lemure 1:1. ed il Sole. liiiliciriit. ne' quali fcrive degli Dei . che Hebon in tal linguaggi" dinota.«V:m r/i'.i iui. ma 111:11 liirà rin-:r. altri hanno oflervato.. mi lòno lìudiato di rawiiàre in quanti luoghi del Tuo immortai contento di Callim.ehegiì .. Apollo.irn:y ma giovi. il quale. AvJU» .. Spanliemio . è uu innc: da! siiii-'o :en:mi. jl-J il.::ui -Jcni.) di S. }IJ £. che egli parta di dell'unico feritto di ilio : Spanhcmio..h cine fìmn ejufdim libri ideili non Atoras folcii. 3S5.uh n:ii!i:t!Vn . 17111 ridCertamente quell'uno documento del grande Spanhedi. .r divenire. .-. eh. & imi npL-ritar . : iraHo. Pallai. < fori».. r.r chiaro . ii::cììi? :-n:cm noli ri p.i .!l. lò..?i. in oltre le qui li die.i-lii cilìLn) tiiio l.ig. perchè iembra .23 S /„ FENICI PRIMI ABITATORI 1 dicitm Hijni feftKs .k a-jii^i ur:n: proprio degli D.cvii:e a Mirare i luoijhi.131.li.n lavie.!i iiuiiiin: l.1 r. in CaUim.non Ma .comc di brave diviferemo So eli.1 . Se la coli jIciuiim laou. lun^ar li . come da facri numerate autoriti ha raccolte. loci [-. Sed h&clarhrillaftrauir-vir iitu/ìr.::i:'.i :iirà p.-. che imi-iris. mi u . ben t.^tit.vio deìlcti- m-:jii:s.iflj. forfè non darà fi è cominciato col dottili.:sc rt.. ville In ftd" .i!a in se molto ne racchiuda. ed iv. perpmw qntf.l.jiii. . qudlo D. 0(4 »i> Ti SkAshi .& qua mi* mi copiam. min pia. ha penfato intorno fu. il ridire ciò. ove tal corrami. r/.-»» .1 s. lisi Arr. ne elter pago comenttr in levali: Pali. po. è .ir.o ignari s. coma-lii un =.i l-'. che tale loro i. e . 1/:: me de' T\"i:mi cogli uomini . . clv. eh. eh.-rtn miiii. A«\w . /™ Tenebrirfii'/lu C fra» lifiae chr.

per avvalorare fuo penfiero. come Omero. i-on'ini e. per provare nt T:rjV.-.ii!f:«- Lincile della .nd. a'oinli v'unike . haud Spanhcmio non farebbe e. ed hi. che 61 Irupore a chi legge.iTli (Lima. perchè fon leale a lo Ù0!. Indi il grande Spaulicmro li licamente ..^uri.i intorno alla preliba de'Numi tra gli uirar:. c mette a bene il leggerle .c/inn* e che AfKimmilli . clic me. k 17*.iiv hhtiii . Giambico..- --' fcrittori . come de' facri . ec nè gli fuggi il fentimcntu di Giufcppe Ebreo. Dm..ÓixBÌ. 101. e de'Cherubini . ha unite fcelte autorità si de'profaiii non 1 . Sopra tutto però in comentando i verfi.«$*»» .. fi dice erudizione non comune nell'inno di .ì.i t'-.uill.l''-j.. di quefio (redo inno fi e voluto render diftinto in tale argomento .l in erti luopiri pili certa emevi con voci «kìihjmm iù. nerctiè li è linciato ricercar non folo digli autori ben noti. toaff terni. (nè li dimentica de'Latini.ie.. e fpeciulmente Greci . Ce tali querele giulìilli- che da hii apprendo . qui non in omnium mamhes verfainur . che hi ferino Spirdicmiu iniomo iti' . Si riceojlie il moliiliimo .c'l-uii-s . perchè non degni luoghi de' divini libri . dell'Arca. ovvero ci li prestano limbo- ™.ei mina nelle llarue fono ('. 51. 101. -l'i!:/ Cy fami fnlìiim. 'r.& . quii-m ccm/v/.P..rlr. ics: nell'ini» di 'Pallide ver. che fi rendon vilibili : c che l'<*npx. ghi da Spanhemio raccolti piace rawifarvi . e con erti fi mofìra ad evidenza.t-: lodare tutto ciò leggieri cori qui egli aggiunge Ebreo Diana v. lli v' [uni veggono fi ha pena ..0iiv. per tender lem- dazione divina erti. ed uno opportuno . Euripide^ Paulanù .. .i ad Timor''.!Lt.' : . : ] aliai i?6.ii &<!:/ . benché gravi . pi-. d:-.s. perchè >. ed Liitvi Greci. che perciò fi dine anche il noflro Ebone (Vi. Senofonte. e quemei te re .mele S. di Ciiufeppe E dì h::-. M'- c ci prefenta l' folo gli D. <uy?Mi:ì ferve.DELLA CITTA' DI NAFOL S S'wìmw'd^ r*'Je*PT*fÌ? N<J°qi^'rl^!™'lh ja>n ab olii.c ci riporta Claudiano) ma anche da quei libri. come egli dice.i' l.-ji Di me fon lìcuto. degj Dei . ma altresì fili i-nir-j-*'. e riempie pili pagine. e ripurca ie v. Filtrato.' 'Cfiam fempre più certi . ed ac.

imo in grazia cCifjubono intendono 1" iL-g'. Indi km fomiiìtilaH. = tal lò- mjgiris.«d quale fi legge. ( i. che trar- (nj.: Intimo iranno appartenente Vachi -x:t. iYr^i-. Alcflàndro..xi o K .t. '-"r.>:.: . ed urs^ni-Mii) Numi 37T.iplian d.& tbmtflitia.i .Ancttc SilmiGo i .l Ali Htren- lo (Urlìi).FENICI PRIMI ABITATORI i..i v. Digitizedby Google . :. fa- Salniafio cumini jc per .w pa prtfm . ri innanzi )' mio cpiphaniit de ìu t nitri'. Iciimto cri luiuli.-..

e Dionigi.e da Cafaubc no in favellando di cucito verbo in Elianti pag.17. confccratum in homemoria»! -h titàni frisarti» Domini notiti jesu_ chri- .neque allris apparenti!^ feti rei tf! micini. a lommo mio uopo : Greci nipueix Deh* C. . 1 d'Orville le . maxime fiderà. che si franco fi Ipiega: Ethbowht dicuntur bmànìbus Dii . che forfè avea Letto tutto ciò . quanta imeflu del Cafauiiono .wm Lpii-ii. <5' omnia calcfiia. A80r. Il e::m Filippo D'Ori 1!- 178.nii. molili la natia forza. che ho all' iirif<u>fii> daSpanhemio. die non una ralla fi citano .idi. confermare quello miftero della prelenza degli Dei. Sjé. Eliodu cmenJiia..DELLA CITTA' Di NAPO da qualche gli 0 Sp'ieitcg^dcJ 8' A r l - '! nuli ! meramente. daSalmaiio. Ce sti .ia.. . 27!.i <. che !i pnfla rimar::.litici . Non l'ciiiu. ! ilro il Petizzonio. Lo (lc(fo dicono dell' ii't'"' Piriiionio .v. e comune. nec Eole. In oltre raccolto intorno wv" miWm-v Uh TomJ. e mi giova. Ut St.-_.-Vi^.del noEbone. norem -.V. il quale più fcolpitamente ci.t ite. (ipjn Ihli. ci dà tal fignifica10. ove fi vede cTullio.-. e valore dell' fcupuirar®. come cola a tutti conta.:. ufa .

i:irU ) e male reca da'Greci Tenitori . pacca non il granile Spanhcmio in ( o Omero hi prevenuti tutti in queir arcano D.. chi n'è vago. c perchè i lunghi.fc nelle (tupaie reriizanio. fono di sran numero. Uv voce Omnia - Formolc. e i i li ivi fi . on: jani. ci inni per ineocire gli Dei era' ruotali.glr e facile rinvenirgli. oTroi cfc^li elti dal cielo di leggieri venivano r avvera ii(r. ed ufi il verini ciò fi legge. Digtaed by Google . e perciò ne'fu.i cogli uomini. . r„. a dare ajuto agli eroi o Greci. Comechè lo Spaniiemio ne riporti alcuni e quello si bel commer: 17JF.

. pone -ri hiSfaa tra le felle de privati . e le c.folenni dall' epod. ti 1. Alticci agri band-fune natura firrUÌJ/inii ..o buon Giove. che 1" erudititi. . ovvero iVifimi. lanq-. Querele coatra il dotiiis. Corlioi. mimerò. ita.iain ibi pr. vec.Tcb'. p«Zm. e melìii in ilcLcrno. e dice. . e 1' ho dallo Hello doitiUimo Valckcnacr pag. che in Grecia per quella frequenti ITima prefenzade'Numi lifacean pubbliche Ielle di nome tv. che lo Hello Spanhemio dimenticatoli ne' conienti agi' inni di CaJlim. e feliDeerinn .i.!* proprietà enervare le d'invocaNi:nii a v.i'ninfMM . e n'-ignoro la ragione.l-l-i :n <\. ha raccolta quella in Greco da Teocrito idill-i. e nolìri padri eziandio avellerò inni. Se a taluno in oltre venilTc talento laper la forinola. pag. A.]v. liei. ciò divino. pag. che erano pe/fredilum. li è apprefo anche dal O&ubono: e mi duole. Acceleratantis.:rc:. il V.lua .i dotlillima dillertaz.i . 7. e vuole .. quando s' introduilè da Salomone nel tempio. perche ha fubliHlc origine . In. d'Oriv.ó.' © . come coti ..n:o Soli-: fi'jsto cium fttkuloji . ojrf.. e richiamar il loro fcbone ne'marmi. E con ciò raglio indurmi a credere. p»™u. ove era meftieri apporle fecondo i' ordine.™v. cioì che vi tran inni di nome *>ir™.. Ce. umano. lìmul te . ivi li polbno ni-. ai Malandrà Rhetare . 333. cioi. e perchè fon di buon . che ben adornalié iùa immorrai litica . innaffiate . Se fi 1 inini . Innaffiare.'. l'appone in Addendi! pai. vii. re j di Matteo Braverò de aàoratknthns^. foratole. 6 r. canta winli da'ianciiiili ^s'avvale dell' clcmpio dell'Arca..:ciùf-T >iift M.n^ii>:.. i. 1. x.:.maniere volcttcro con tini .. feierant Anici Pluviam fmiem elicere »t«de!i. indi riporta r antomà J^li (criteri . che 1 & i cerimonie folcimi.r:::>i vctcrxii:..ir Lr.ilckenaer neli'cpili a Mattia Rovero pag. d. non ne fa menzione.il quale inGrcco fapcre andò tanto innanzi. ed cemente rilà le di lui parole troppo mal conce da'copLittìri.i-in:o in C:c.sì-:stis a verbi h-:-v Venite . ovvero concepta verta di trarre in terra gli Dei.i:. o temerarie vien prefo apiacer:. per onorarono femprc nelle monete . il quale dcbbe ammirarli nell'Iliade. .iii parole. forti. ficcomc ha raccolto Sp.ì A'£-. quando n:..»p. Si pensò tanto a qiicfto àilcender delle Divinità trj gli uomini . :e ii:o_li Arcnhfi . ed il dillèro . Felle per quella epifania de'Nnmi. ed in Latino S. ovvero difceffu il ricava. . ed Odiflea. che egli (iegue. e nella pag.103. ed altresì xmutTttal. ioti in t's'f» *j -nit !'. recemiorum quale nel cap.-.ial-. i poderi. come egli dice . il & NWk de i"p:d."i preaini formula.elhn..u. advtemttt-. ceno -.Ahv.v Libere J. nella colici del Poleni cosi & asci/. 107. Ades . i. gì'» t!. ficcome poco innanzi num.vW. edvearu . ire. di alcune mefehine menti . C'iltrLiilceMcurlio. Ed . giacche non fola [' Anfanami anche (njewttWi^fr». Cotlini ne' Palli Attici to. 753. inl.' inni f-r lalc mcfliere . dimifi^h^s . amfyicmtm ejfet Numen 1S0.su . DELLA CITTA' i« DI NArPOLI. 10. (i cL'. eJ d-niwl*. le non riportarti le. colle quali gli Aieniefi elickbant Giove l'invio .

5.ii. J andare oltre debbo trarre . E t qncIVargonv Greci.. ove dilli:. che i Cefali .lr- .i. Oltn fine psg.i tic benché neppure Lutini..TÌt. ver s' il!iiltr. v.'h FENICI PRIMI ABITATOR Ma prima peri.144 I fi«riffim*s'. jli'^lin panie io raccolgo .igijlin: 1S1. 104. Come penarono i Latini di cucii' (pifjnia degli Dei .-j.-. 3. c..oi). . Petronio il t l'ili . altri Orazio nel liu. . Prefen..i. perchè amavano gli 1S1.

Si rjgioni 0' .é. nuovo convellerà prima . e forfè lì arnerebbe ora piiittnllo pmjimtin . nella vernane verlàr di _ na™ >C li «W pa. im>. g'nifaitin Hi'viti jiff eViifiKtftM ni ina» l'w» Xairs. il the declorimi lìeflò. S.lm. che non una volta dovrebbe intendere queft' <Vif ™fit nel divin codite non Icmplicemeo- 181. E credo. per corrifronfcfi bene rpiifb Jq^io tonDio con noi . SiBwnlms KiitA. ad Tìmarh. Nella i. vuole il de che Deus fùtew. dell' Epifania Crilliioa. Digiiizad by Google . die iijIìtìvi i luoghi dell' ApoItolo.ài-tiMi . e le le ài più veri noiiont. 14.cap. J ri. •> rtn&J™ imi TÌn tcTì «VoTimcdi ri. togli anche uomini . e dì bel In fini. A'-™'aflài 'diverta della .. Sarà a'rtttto. i. ma mfiffi in e Paolo li vede apporto lèmplicemenle aciyaitH! . tmptaiur «il™.4. . S. Tipir* ti ri. la ilice .DELLA*CITTA' DI NAPOL n i bile di Gesù Grillo maniera .

RiebìedereM. ed ora f intende bene.i.?Sì ui tafniij if-.(. n-i . perchè llaia il chiamò.-v.'b nTi\j.!ur d. imi. di n ciò im. in elli chi ha più agio . e la quale lerbi nativammte il bd lignificato d' Emmanuel. clie corrifpunda a quello nome.eftra e per far le veci di gran maelìra .i. psrlLiJar Il:o n.viziate le v.-r pi.jio fra ì/ tì- tiijii ilhijT/i i Ii.ljin.. EminmiHci ...ifi ts-v'. non bifogra {emplicemoite compama dimorar con noi. che lajbla i-jitxvù . ed ora (ilcggonco0V1 5 ciiu Ei. Grazia faad ìfiruivei. TUa^ che ló Grazia del Salvator nójìro (o lutarc) è venuta a cui uni eni-si-rjti- come . tr a epift. quale il libri con piccola opera continuo le celcfli qnal voce s'avval. celebre verbo c perchè vi fon . e pui l'Arido inevasi ero a Maria !--.ì:i di . e o/l'ajjto de'mcdenrm ravviare al- hart -. Mogie j .I4rf I PENICI PRIMI ABITATORI te apparite .i: tttel. /rf omjc jjruw nì.ò odervarlo . £ruuo [ici. che dinoia boW/oo» to' . AÌ.jere Ebree) il»»» ««r villi:: Zmm.m j8j.. elie muiìraflì.>nie. t« kVji I Bdlandiani fui tanto i*n : .'iiim .o?(ii. l'Ebreo idioma poverdlaim ti fi perchè . |vr . che 1' iVr<p-<iV:iv in qm-iia nozione è proprio lepio del noftro Dio.e l'ordine del dire latiti della cecilia i^sje padella convertir co'l'roi-ii.. c traJn- gravii. vno lljn.:. rire.m:cl .. t *£-. e i è ndJ*origÌnale.- i-. e l'tTiians 11 volle. ed ognun sa . E lì avrebbe dovuto aliai tempo prima pcnlarc. invece di cono : Ji euini hrnic (anmilum) folum h.^ n:.v (ti-i . E[jifinij r.. elfendo limili !a!ti vederi olino quali lèmpre il è d'una firnificazione vaga. yàp nv? ìtrru fliiai il ni-ii:i j'. poiché eziandio oilervaiiu perlijiiai.vir .n data pena a rimetterle..:.. han creduto rifare m>w t« irnftu'a . e fielìfliina.. oc Maiincthì. «è fi Proverrà voce.. appellati C™. e .ei l.v. e limili ne volumi erne i m s . che venne dal ciclo.

rh::r. >::! tdiud Si vede gii . all'oppollo rifacendoli quel rv in iv iVrjMoi.ròum ixpellenAum.-t . d.*« . che li conviene da me con quelli duttìlEmi uomini nel fenrimento dello fcrìtrore degli atti del Martire . Teodulo. e colla lìefta Imtalìì . perchi n'ir. mutazione verbo.. j: j„j3S: -_xì. ed in firnificazione . ma facìt ami: e quello verbo. ed .::n>n. .i. e Iblitario . -ri . elio Miene il periodo ..~r.'i/eff.. t ™. c tal maniera d'ufario t cara ad Omero .-J?.e difefa U. e lia- 1)4. diviene con brcviilima.. .j'i.>::!< i :' « rfi'J Diiade firilìat fui! fra iieihini u. qv-aidu è troppo nota la manieri Greca tjS-s! g?:e-. »::il..l han tradotto adjuifer . .indi riporta la i-ia munii fniix d^l.i e fi sdrucirebbe l'invidcofa maniera di operar mì. e. ed in allora quel o-ùi ai.o.i-^Oii: .!. che queir ni diverfi dalla vera no-.a quale fi È da me re: li vedrebbe 1' ì't.i-i(jè «c-i riii.:t. CT "> r. . ìt. : : i ..ì lor v.ì . band prefetti a&ftiijf-. e le pani del ditan-lij fi con il pendono tutte a dovenella (isjni ri^-.ihtn redo «fi. rie' \i\:\vy.\ foTe il verbo . oltre han creduto il calo retto .io inbcrims.vi . e fultanto lìamo ben Hflì han creduto . certamente mortiti non ipfe ttng!lar. che adoperano gli atti di S.iiiiitn\ Jic fsfwi («-ar wr/ han data a quello luogo. e li da l'ìmerpelraiione ad Itu/i^inr. ^. Si compone cotil litigio . ' a e non con diEsJ. etiamft ipfe n:r. JeJ (Tictdulus) viro pertinaci tmrbo gravite? faioranli. : ) ti:--. lì vede dufpi» tallu ed in fintafli .-.jj:«i. (!$. rimarrebbe iridio .-i.'»"" valeml:! twr-v ..

ì 48 I FENICI PRIMI riportano in Ji&li del julgmrator Greci) e (fa' Latini in .ijii'j cJ indi raccoglie . può on. briere. (Jrt'vio che Ik-pjt Jevii p Iaculi non pochi derapi Ino [entimemi).v.-.'r. Sì cominci 1 «parlare di dorico del /iioj bucine um^a'ritf . . L. . rellritigere a ciù cos ìnfignìvirt Im^io .h-jì# Jt-J. C il fuo Holrhcno fi fabticamts riru/o Ajoì gtarnuga> eliti lo litio.o.iiirc dell" li Cy. eie iiif*-.-nra 185. .: rio zi ti. ed indirizza da' .l .

Si contraila l'opinione li di Burraaniio intorno è il il ttraSn^i. che il dot tìfs.> >:. e d'altri. ftìprtur.w t 2AN ' . che Zws è (1 fl=:-u.&rA - ' gli Dei fccndeano dal cielo . onde non li vede in effe. e favio a leggere si erudito dùcerlo. x-. ed il divue non meno.'jj . e mi piace. che il m-riSMfir e di doppia nozione. Xsin-flior. nem adferibi ormiti .0 le traferive non intere. ed il derivato xaraiSìrv 187. e conto non pin'i coirli . w.ed in gafltgo de'reiine curo recar di ciù ifempj. con dedicarlo al gran Gilberto C. e v'appcper titolo . Lycan- l'acri le mtrmtiis Periti. che in otto pagine fi commercili rtllc pat[c fludia provar tale Omnibus Dìis_ rr&e defcenlìoàtei : indi non meno argomento. nozione 'del «Tai3ii-s fi i quella . 1. qu* Avmmemftv. & hitimmm C Di Deonon.el:e Z.>. in cui la vuole Holtheno . Potevi egli. ZETS KATA1BATH2 .it commi. ed unifee autorità di .:i cur.r.d' crud. Arduino.:b. e crede farli ragione con venire al parere del Patino. che o fi confonde il Burmanno . ed ingegno. nel 1699.-Jvf®-.lcgiui air tra I" Holthcnn Ma perchè quello. e v' appone quello tit. <«^™ : I .' qrjr.-. naraAins fcrittori. vijì< lem /up:. 18^. di leggieri dillingucre. . ho feorto.. Digitizod by Google . con dite pag.0 Iuuf. e lung. fc gli Dei. :us Dtorum indimi bile . ch'i chiaro. che fi legge anche nelle monete. nVS-f inrstf KATEBH- filutsrem Deetum oprai homìnibus per defeenfum — Indi farle per folo contendere dipartendoli fentimcnto. per isfnggir di confonderci. ovvero i filmini »au3si«Tr. che era viene avvertito .187. Burmanno fembra avere leritto piti pretto. nel fcguente anno il ceki'Lvita .m.-j. per moiìrar molta lettura. la >/. una icmpliciìlima . in ajuto dc'buoni. li rende accorto.mundo iiìlicnv.l:e hi pi. che fi rapportano. che li molli: a ciò tare per qualche (ègrctu dii.. capitoli. . dsfecndunt . perchè ognuno . quando hanno adoperato tal verbo. . In leggendo io non una volta. tra più sì erudito difendo mi lì darà fede . C B™1* i. e riveder nel fonte i luoghi.iiicne ed oneiìilìuttc maniere per ogni via li fludì. ai dirò . ciò iSri.CITTA' DI NAPOLI . che ci di pregevoli parole degli atti Apollo!. che in sv. 5crittofi dall' HoLtlieno mi lebre Pietro lìurrmir-no k : .i diede in luce un ben lungo difeorfo. e iì TmO. 14. Ma io con animo fermo più volte avendo riandate tali autórili. Io (teflò Burmanno nel primo. come Latrai. che per rinvenire il vero . che condo opcrihs. nB. ti uni Piandoli da se. o-nf-llli .\.e profani s\ Greci. con foverchLi ~" " natia forni del mxik&iìkw penfare. ed altra.i reliltere all'opinione dell' Holtheno . Vagliante .

uen. echi i rèi ùuimtnto dell' Holrlicno. Digiuzefl by Google . ma in fiditi kughi :mi. ilei il ic ii' h*™S»'t« .t—tar più frer. che uiav. rea con molli lucrili. . che par- vicnc.. e Dee.in fùlmini fo. Burmaniio. 470. onde non ove duvea fi rir:i tal IV. nella collez.r O-'^-. . i.l-im. .i.'<n.FENICI PRIMI ABITATORI I 1' Qipcro nel filo ArpucriUc avca raccesi prima del Burmart Dei. pag. voce rinvenirli lenza dubbio c!. che anche e non dtl iBS. Anche 11 Majiottìi! pirli JL1 n™.l- putti (-in.jri dir iniii non vi fi legge i[T!nu>il:il nn -affai Polcni. Or mi fov- il dotti!. Ma/y. e reca qycmaiu fefunpio d'Omero..

defili.uu quello Dio il.): >[":o un nuiilueto agnello. i !..l:.v r itì:-.-. che il iotmSjtk non l'avrebbe interpetrato fulguratìi . E m'indii.'.a. P. clic non E'^Sw y.DELLA CITTA' la d'Apollo: ammiro però. e- men.i.&c. Ausilio Tratim ne DI NAPOLI.a\x njy.. „. tU-j n'ha fcritui il Burmanno. e lemhrami aver fatto perdere molto vigore a ciò. defeenJhrìs .-.So.-/!^' ri:ìs di Olyupn d-..'. Se.:tifilt:»l . certamente nel tempio non v' avrebbonn »['. menzione fa grave licito s) fri A'-..:r .-.ite tta d. vi.v' ha nel to.fi folle va«o di leggere erudite cofe . andando unito coli' agnello.vin.„ tendendo tra clìi del i I ragione delle morie! e A' Cir~ '. non h^n pu- liuto ei'iiìjio v'ha de' lo. ma diverlif fimo contraflcgtio.-jc! /m tini.'.-n tidte ioni eure. che dinotici: ì'iniplacabil furore di quello iòmmo Nuallora li vedrebbe fcriltoAIOS KEPATNIOT. e fulminante . e ben promouc le ragioni dell' Holthcno .„„.-l'cmla C. e giacché di (Hi monete bau compilato un agnel- lnnghiffimo comcnto . cno sfuggite quelle monete della . ji.>-.uir /ìf j.' . citta di Cirro.*. Intanto non bilogna perder di veduta I' argo- li . nelle quali aililò fijtto nir.:n:t.:<:.-i .! a Giove. f'-. che.i. ..-r/i fpiace. ed non ildlc%n«n»K fin dal prìncìpii Mi pi. Non puù unirli *rtm$ii~: .„ .r.) li k-nge n™fiaiy s tale per aggiunto un lenito. e non KATAIBATOT. Jìccomc tifarono quei di b'eleuci.-» a dar Ii. fin » fuhur.i „/. di (ero voluto rapprefentarci Giove Idegnato .V.noiij. Velimi 1 1 iV^v.!. ed in elle cura. che nel v.. e fon ficuru.„r . avrebbe con Livia maniera ijlmlrate . e molte intomo agii agnelli Drcfln tntre f antiche Henri .:e al litico inni™ ai tuniAim propollo da me lotto la brevità illirica . „. Accademici me. che al dottifs.r.-j-isclJo nelle Bionde.

ell' automi degli Icrtttcri naud non ha 19& 191.FENICI PRIMI ABITATORI 17. clic dcl. d'fl : m D uniti a quelli acanti i' : tutto che gli vedea t'. cioè tdittnores .. 101.Cr. llclTu. iVifaiw . . lo ftellò die B'-. Qui *-riS»i.fl. due volte tifa 1' fidare 1 qutfìa nozione. «Ila viti ui' A^ric'. olire Oraz. t . .a ito tarsi™. .!»™ .^rii. che dirittamente corrifponde a quella «ice Greca . fono lo .t. recitando un'opportm» ifcrizionc -di quelle da Sponio racco te.>.. dir: Tacito nella fin. adfiiaaa. tlic ed il *=r. e hot».i^. co che c^li traferive . Ho però mtdò non pocu 1 ine rei ci mento .l^rli nh i-m-. e Cic che egli già riporta. marmi.thri. ed io so.hv. Ne vi lari ci voglia opporli. quale flava gii per chiuder 1 fuoi giorni .LSi7"t ..i tmiS>ji ed ha l'apulo rinvenire la parola i Latino . che (falla al yW™» .. che il dottifs. benché vi fic-m in Greci lingua anch'.lia iniiii.

che polca la conlccrarono quel monumento a quegli Del . cheè lo ftefTo. .fono altresì.. dopo iver fuoi avvalorandogli n pavA.i-birit. .oiiis Drai.e i ma ammirevole e quelli .n niente lì dilli nguono Radiarne ialini r. E niuno mi fari ufeir di credenza . S' interpelli diveilimeiiie dal Redi 1" mirino con Dui adUinùiut Oignizod Dy Google . nella 17.ih&r?bimi .3 : «:ii. :o ed ilìoricamenic . dandoci nella i lungo dilcorfo. girai il dottili d'Arnaud ir cpselitDsi adhsrcims. e venivano io loro aiuto. che fra gli io:. i quali fpcRb loro eTan propizi. cioè fih'i r.che fibi 'if'ifi. e Vuffidtre.

w/ n „. che iri^&psi è detto molto poco innanzi . .- fi . chi Digiilzefl by Google . . i E mi piace comiche fìa Sergli cjikIìì verlì i oìvith de' quali due aggiunti fi il „u S fidente." .'tiji<-"h . ed e'-n. vciho e™s>™ .7-. perche b tolenne ! di'seli! l'u-mi IliIj c . come al che vale lo Hello. S' avverta .-tti He. eh & Et rawi-. onde poi li è dato . preiti disili: vc['e .FENICI PRIMI ABIT ATOR /WtW. ..W Iti agli Dei. anelli nollro Lbo «dfidettlcs. ut. divif Od. ed altresì iuS-iìwhìi . tibia.. noi.41S. Omerica lenipr- li - i . e fi fon d.

ma fotto favj £ c . eli. quali intera la prefe da Omero .^i!i. ttw. 841. uè per ultimo amo confecrar col Tanto linquei di Paufania Omero . darcelo iii.occafione lian recitato l'aulània. dici parti palmo e k manchevole dobbiam tutta volta Jel noflro : c'inerelce averlo avuto del fero più bello . e della medelima lignificazione .fi. Ma decorni è pi rervi Q-'n teologia gcntilelca lì s. voto . efiendo il corpo tutto ufeiva dalla liocca per lirici i-nlr„v. Si lìiftaive un limolicriitD deli' Eb^ae eoa Crede voci ri in N apuli.i cui ^-a. di il per quii quattri) lori indi.'. cogli Itcfli elementi.. Gli al ..it'> unirli un piu'ol cofa udorofa . cosi è di Itfegno . che il bue f . 131. anche quando le vere celelìi podeiìà apparivano a' mortali: non v'ha mefheri d'elèmpi.:i.i uomini. veli ita dincricic : d..Ì. " 154. e perché ì.it:-.tkùj rcuduto ora da me sì illuftre . forfè Ma culto di elio Dio la forte ha vii.i meni. e leggcriflìma creta. perciò a rimi è d'ufo il divino volume. gli DI NAPOLI.'ii rivoltata lijpra l'urne to. Digitized by Google . e fi adopera da'Prufeti.T: .ni iij>L-. . il fupplifce . e!Ter lieti . del capo. Se tra il Cerio parlare lì pcrmctt min'.: 1 arcana favola diviene n.-iK-i.DELLA CITTA' OJ. che mollra eillTvifl.s etra di veedii alcuni Rif. EJ or fi quel liso lentimento . »<. e ricordare» che ci venne dal celebre Ebreo fonte roB.irci co! dire.k'eruiolì ria. ci di deUa Croce Otello Lucca il ilio- edifi- monillero * Vergini ro- ana! profondo filo un piecclw Ime giacente (opra femplice quadrata l-aè di ftudiara fcultura in cruda. e ci fa lapere che l' ifcrizione . Sua lunghezza c^ua^lia cinque delle do.-. quale è lòtto la baie . In uno ttehlmehi v':ia unV^iio ricurvo. che è in Greco. concavo ricettivo ed in bruciandoli . guaggio quello verbo q. che l' Ebone 1111 dì fi . la l'Efc ija.t fi antica dimellichezza delle Deità coili ie ere 1' olìerear. benché non bella immaginata.ti.-.>!ir. che ni tanti 1 comentatori d'Omero in quelt'. v.

fe fi ha cura di ben : 30 iteia a àn rijiruoì'f .Sna inoltrare i L- r e ^ I li modo clic le li porcile opporre. Su. di Gela. leu. Se l'irtene troviamo io quelle Ji l'ofidonia nel ndlm regno (decorile il Maj->o. che facendo quello anche ]!. clic egli loda . ec. il quale vorw .7.[ . il . .l'Tit:..j v.:..i^imo nprc niuldìo colui .-chi n.'br. clic quella mone* fiL Ebone: e tal ragione è ponente . che queir limato fia veramente 1 I Ehvne - Digmzed &y Gtjoglc .l'aura di cren potrebbe eflerdub.1 FENICI PRIMI ABITATORI ccome innanzi mi ftuJicrò dimniìrare.o in qualche figuralo monu/era in Napoli l'ulb di Colpire mandi" un it oiiiii-. in Sicilia: all'oppollo nelle Napoii- .-. !.Pallcri . comechè in alcune cole gli idiSiraculà.i d' Eraclea pag. li rrovcrrà o in ifcrittore..r.

la miai. jupìnr Stim . dell'intera città.ih .iu seni' ctnfchatm.: ) le quello limulacrct10 elsendo in tutte le lue ['. come Latine avesn dulinto in dalli varie . e tale fi era ma .'.' prdivi'v. (na ninna colà il rende falda e certa.. i m Seldeno nel libro de Dìit Syris cap. e de' 157. Agoflia me foltanto fi precifa di quei la divilion A ratta Ijtiità.. clic quella non potevi cilcre col vili) bovino. poche. Mon lì dubita . come pochi farà afcofo. per intendere ho ilrfTij afili premineas . «c .in» alle iv. ioli rioni. noflro il E gcvol titolo di erii s'ti!„ì'. iìmholica. fculj delle [crii-ori . come è fuo colluriporta nomi :idle Deità. 715. che l'efpreffione K. appellava'!! ''/•'.. i\ fvn felrrrinii pau-. q:is riempe nrcei nrbibus »«. 157 riandarli ...indi.-. e che credali. ire v'avrebbe appello il fuo nome . ed in quei comediè non niego leggerli non in pio -ne l'ir ampia In lì Dei pubblici . e. yh . ed innanzi li diri quanto di nobile racchiude quel «orra'i i B--.. che ci.:-r:i : ed in tiltrc . \ leggere S. Seldeno . eh-. to . c . che altri con ir. patullarli 110 de chi:. c nuovi fenttori mait .che Kk TomJ. ov- in eh' erano fpeciali a qualche rione di eilé: d' un'intera piccola provinciale per . e riporta Na. piace avvalermi Iblo delle Spanhemio nella lungi annotaz.rti.DELLA CITTA' DI NAPOLI. e. cali -li'. balla' i e ma il 4:7. 197.nè il mali han parato di tale aggiunSpanhemio Ne debbo curare sirici avvilito. 5. . . che 1' idolitto fa' un Kboiic .mi Ime . Gli Dei verfo 4.'.c*celt'à . che farebbe flato ben fcm. j\& qmrwn prsfidia . loro e divi la vero comuni .™. .>. i il fine Bai.. Son tutti quelli ragionamenti affili valevoli a multrar con cliiarezza . Feniffe pag. 745.ìv>. e fjiova no nello annotai mintiti \ il CT aliai leggerlo v. del quale aliai cole . avelie voluto ifiruirci con quelle due voci edere l'animai romuu. dal vedére quei quattro (orametti . . tralcrivcre autorità alcuni cofa ben nota . ciù è che le cittì si Greche . ed antichi. taccio. ni ad uno Ebone. perche candiva le femplici porte . oenndi Spanilo™ la nozion.nto confini: . comi. uhi ytipBi ìjjfn imcli urlK. c ckenaer dillintc nel!' ~7-y.!':. il Nimplio di Urani forma . Non è fiato mai mio talento di ridir ciò.oila ti-uJi/ioiic ha raccolto. dell'inno di PalLni dicebautur Dii . ma altri il fili il . rum 'poi! ni!. ed arcana.v. ed aliai confà.. e melìicrì i Numi. pus. perchè Minerva. ma coll'umano.i Vcs. ed il legno convenire a pretto bruto Nume.'IimrM aia .. ehe a tutti era già noto 111 vederli. odiqnilclic rione . In oltre ci II palefa .prrfavva a euelle di Tebe. al v.pi ice Nimplio fe chi unitamente con Ini il a*'.OINOZ O BOT5 . oiic. e ne'marmi li onorava col precertamente fc non fbflé fiata una 1' avR-hiv temila si cara. ridirà Deità. che componeano le città. ne dice il parole di fcn me. terra. uirù I BJi fifiide'priml. nome Fenicio. c non una Deità. lo gran Val- e ^ nn timer: voi i'. e -»a. ci dh 6 che non vide uè il Bochart. mi a!-u.

n':'. tìs-. fili. ma a nulo il cornili. liii..'.-. come fi$nficariva della jrinrifdh-one . fy. Nè h creda. i quali davan culto 3 Diana . dell' Accad.trum. die Veggono anche fcolpiii . . fi-j: i<w. perche era comune atntti.-] e nnvj-i. 6qt). fair. di. ed lutm .. e con tutto ch'i Nimpfiu. ed ogni fratria i fuoi particolari . le ihl.: J.e leieriflìm. fingulirura curi. Redi nel to.9. Grcg. co- me fi legge altro ne' marmi noiiri. riportandone uno il dottifs...-.i del : .l altresì làcerdotdlè. fu diftinta in Atene. ed il culto da'più vecchi (imi abitatori.. pernii a tener.i3 S FENICI PRIMI ABITATORI I Napoli.'' De- inno in Cererei» v. i-.cairn. fieni Albiins l^iTilài' . dicendo. . che non abbia faputo ritrovare anche ne'marmi i'elpiefnane Diì emanati. Ed ora anche fappiamo. come a principe de' Napolitani Numi. die in tal rione avea foggiomo . vuerpn-tn de Pace p. a. perchi quello in»! ì Bit con vifo umano fì rinviene in quafi tutte le noAre monete coli' onta grande di una vittoria. e delle felle. come altrui . alia vero privala. si perchè era K" n Nume. . com: in lora.fe« in roMKDNE («( tì usui») . anche offrrva & il ™ nell' . ch'erano tra il novero de' corni.... Eftmpi sì Ji'Ii DigmzMQyGoogl . ove era la fratria J-gh Artcmisj . ri 108. e' perciò fi diflè 0i5! «1™.. e gli arufpici fi sa. che qi:clV Ebon. giuntavi la gran colonia d'Atemeli ..fi ferini. o rione : e jirm. nu. 11^. i.per Dio domeftico il «imi zi. !. fra la prima forte volle 1' Ubone.bn. che v'eran facerdoti pubbli.n-t " inferitali tutù eg &c. e cialchednna di eflè avea gli (pedali fimi Dei fratrie.:. quando farà beli' argomento daranno e la figura. Indi quefl' uoiri dottffimo raccoglie buon numero d'autorità anche da' (ii.e che fervi vai» l'intera città .vn::ini..n:il c.!ìmo . Quindi non fi dcAinii ad una (ola delle fraine. C . tui có fipra latte le tenditoi '-- Un i. e giova leggere si erudita annotazione: ed il gtan Reinefìo ne' fintagmi pag." fi al- ne cullo pubblico. avendone ricevuta l'immagine. ti'. Sp. ed mici dire quella colonia . di creta fu rinvenuto ne! già Jetro luogo.iii s' ^ppr intono a'puhbhci. ed arcano . ivjv'-c iu:ticl:i. Or avendo la noAra citta e comuni Dei . cradìtas ArUlì^hr.. qu. dMJ ti'>m<m> . onde non in alcuni vi Cinsi .h. e l'ilcrizfane la fratria .!j> quelli non rurean lo uelfò dee dirli de' (acritici grand. L' appellazione qui fofia di co dir fi p-fft.mhemio ...! eofdem vaeresti* bim. che gli prefenta una corona . quorum in •mia itidem apud oratorei Attices. m'offre anche vienili auspica. E piace fare una brieve. di Ccrto1 frimvs: e quantunque quelli creda po'"'"1 intendere d' 11 di un cuor pio. i mi ni Ari fa. celebrata .

pcTcHNinipfio fcriut x muti i B". e. a cui tutta la città dava culto . fidine eziandio Siiv^j©. per ricordarci . ciò è il Bue.n\n il rifondere con opportuni efempi Il famofo vitello d'oro degli Ebrei dovendo avere il pro. clic lovetitillìme volte rende quali proprio quel nome. ma ì B« .>. che non era comunale bue.-n to'* ne : :. Ed ora intende» bene. e chiunque ha mediocre Capete d. di tal maniera.-r. a cui precede. 11 quando Spanh re. ma di gran lignificalo. che efiò non era un cc^i D. unii i Bis) teflimonio Sel- B« Kk ijj.l Greco idioma . sa quanta li è la lbra.l de' brevità eflcre \<-r-!t: :) : campi confecrati A'Skhi t comema quella voce —/'. ovvero fracv. Nè mi fi opponga. e non ><wi> i Bi.i ceni . .. prio fuo nome. ptreiii è v. non ifcrLTe fempliceroente B« .v.tto . come ho già divif. perchè Nimpiio appole quell'articolecto . nome da tutti intuiti. t deno non HV Digiiizedby Google . ma ili ttittcì il comune .DELLA CITTA' D gran Meurfìo) : T». ovvero indoiato . ed efletido di tal metallo .-i. il poneflòre di quello lìmulacretto. che Nimpiio polca ùij (cnij'iicemccirc Uì-h. e di qualche rione dì nullra città.(come il noliro «Bar. uh poco ofeuro . SirP itBiinthecDticr(inpj. e. Volle dunque eiprimcrc .e virtù di sì brieve particella ..

autori. non mai ve n'è Hata j tutti neppure ora t conto a noi.. e Onij . effendo lembra . non.: il folo Volcano . indi dalla Ina (concia maniera di camminare . ma altresì Boi fimftus JEgypiiarum. viene frammenti n delle fratrie . 1 Bali me con lunghiffimo mo . e perchè niente bene gli reggeva !a vita.i-'fjf* irfoTt. che lì dìHè H>t©.I sfio FENICI PRIMI ABITATORI Ano de Dìis Syr. che alle Deità.. ed Auipijwn'Ki a éuila di nomi proprj di quello Dìo.. il quale. oltre il proprio nome. Si rilpondt al s"" . latini liritlori. .:. 14'. die VAmibis. i. Non 1.i..izi. e '»' cìittmam.mche il bue Dio degli Egiziani . gli . e hall. lì davan altri dalla loro figura. fe invece di celo a dilcemerc con voci generali parole f!e n" feorge ferii/ere H'ftà. pag. fi chiar mi* altresì da' Greci. il quale fi fin le in canina figura..: .i. e comincerei da Omero. ma or m'avveggo. Ed io raccoglier ootrei aliai clcmpj . Taccio. mercè la divina fua facondia. li vi'iitja In Hello Scldeno ih additimi. lì vede nell'Iliade.. fallì dimoile Nimufìr. che m' abufo da tempo in cofe a tutti note. e Maziocctiì. fpeffo co' tiioi numeronflìmi Dei ula coiì . . dar- . ma pili elprcffive piatii. fe non chiamare KtAAsnSfeu . e da' Latini K-.ii?.'. e (ari lìrano . ed aggiur. non folo Api'. comn ti da qualche che ili 1 ninno de' noli ri fr-" . ch( te. quali fono ut» ( ognun credendo. che appellano pug. ol'crv.fynifg. ebt f» l'EJonc Nuoi DigitizM DvGoogli . che ciò monumento Green egli dica i-ljiilìn Jan..

A per appa: o. che la prima volta a me. E troppo conto .tr Mirri.ne :i™fla al nollni picc.che il gran Mazzocchi..-uJi ifi:-. che il mimi i B^i pfìct.. che la e. rf rsr. . non li potea penfare ad una parola antica.. come Latine da quella voce toglievano Nu«<5i«.i. ài-Stì.che ci danno trattali di tali mu331.Uo .o da per te 30!.3- . per eterne a parte. clic nnflri padri diceano 0i«i rffitnfe. or certa.ii>: l-\ i.-. . il qna'e comcnluico il ric.Wt . che nieriziouc è de'vecchi tempi. : i fede. e forfè a tutti. non fi fu di uiiegli Dei. che fi dicea quanto per fortuna fi rinveniva di due cu-lclie caia di u rezzo. il che ora l'ai".rendiamo l'altre nazioni sì Greche .1 : l 1 ri parole. ancorché j' opponga il Mazzocchi trafmelfoci da Nim. fenza forfè quella rittovcrui . riportata riunì. ed ni: Ji e!ìì. fon ficuro.cd ollici si ilivio. >*"c...-f fiTt lihsdsi. li là noto il che friniva bene. e non : faremmo allora reilii. mi i .. e prefe queir Udizione H'Sm<i ìYio*hs-i™ 0rj. iilceudo tal nome da N'-wp. e leale.. /. che fe n' hanno .'-. e ne tralfe copia . ma degii i'-j^i'. ed oflin. .te li truovi Arai piace ti (lettere. ed autori!! da me raccolte. che non ve n'ha ultimo. Non fallo.m^in oer fli.i twii. '-' »d in Napoli li dicea J.in differenza.ila etiuir. e molto. che I' Ebonc fi in Nume di tutto il comune. ed darla io luce e fe e ito mule con nifi 1 5 il marmo. ir. che sitino ««ronderà mie Ito i B« colla limile cLueiìionc di v. per aver : . oltre alcuni ['atri monumenti .\. Ivano. e certo. clic egli oficr™ . per quella della fratria defili Ehoniti .e. Burnitimi-i . e non di fratria . che N™if.eii il aire \. 1 Bài di Nimpfio. male m»k Ews.DELLA CITTA' DI NAPOLI. ed in Gruferò j5. perchè s'attribuiva a Mercurio tal felicità. Mercuri? f:!ici:. ovvero afeofo. dovrebbe con folcita ciìrn rar-.k. 161 uWu.::a. ri. e fe gli verrà talento di aautere fvhcdas. Ma fe 1^ quello laTo degli E!» si datinolo. P. anzi li credei.:-.ìj t's'^t. non crede Ilio dovere ripiitrar quella forinola «.s. vi . ciò che altre v. 7 £ <n'e il corui-o f-ri Ramali arginisi Ime in re hi rifinii di-duca .f. unendovi il luogo di Plauto Rudntl. lo lì db di Marte. e tali nomi proeij lou comuni nelle Urie . che t ra li riffe E rimine fermo. Ma per le tante ragioni .i> Ila un dialetto dc'Creci ooliti murari.> 1.e NynpAiitt. che v' ha tra il ioni.vijerA. viti.ri Pixdmni /'. :U F.lì mutava in +. Si fa pirtitolir d. per ìflampir nrelìo. al dire d'Eineccio farebbe importuno il mefirarc la gr. h non e' ha a dar fede ad noni .ìì-i . W-ipxt. i: ricorioiccii. che lì legge in Capaccio . 175.t.nel Caritoae pacor. mi & enidito giurecoiifultii. HJii. perchè fe fi folli: a dì in:-!!ri fiat. fé mi flìnm in ohM^u d' ular qualche brieve curi intorno al nome Ni''>nL:3-.r lì in elegante guigar lanoltra calda brama d'averto .^ereflimo N-Juim. lòlle in luogo indecoro . t: . e a-. s'avrebbero le . e comuni a tutti So.\l illune Vile di noflra flacone. ed faliàrdi alimi involano. benché Tempre dottamente. ficcome ofiètva il D'Orvilk. balta ravvtfare gli fcrittori. e non Niìm*. detta de' N. M : mente fe l'i ieri zi. V. 6".. /H.ed uve torni in noltro onore. dovea dire «"« Vai--.ijalji.

nero per vile.. KAIC-TO^TPAIANOY TH-EniTASEI £ ne n-colfero quei.e altri per n'ut» loia Ninfe. tua non ai end:. a cui è degno. che giungile anche in mia dice Lacco. la ten. efiendo ora . wftftww*' 'J*"**' .mì ho m'urtalo il marmo. le certi i noflri Torio oltre quello poliéfiòre dell' Ebonc. quale anche mezzanamente è svezzo ad oìtervare 1 il hi. pov.™ (piegatone.: fi Mutuo di ficltc.to. ed il ri arci minto so. eh conier.s in elementi ben grandi . che mancavalifeto in Napoli quella sformai iffima copia . altri.o confap. per averne l' interne. : .aio^i'e ..per ove erano ferini o in ncro. ci une ne lui lai'. e grifi lépol- ilcavando cri rinvenuti di corto in Padri della Millione. 1 Colui . ed ar. eicmpi ifvWl&i invece di (uWav. con brevi::. ove li lesse anche in (jreco parlare Ni/ft+af ma piace primn dirne. ANE- AN Il ANECTIICAN-TOYTO 'To X&ix . e ne raccollì clTer della dalie dell'opere pubbliche:c perchè ve chiaraNiii/J-iw.o in rollo alìailiiini nomi Gmi . ed influii.on curanti cole si .mi:» ancora u-.ri . min è imniirf. che non fissali .):s N-V-bO- . ed a dildegno . la furinola Ho eziandio altro pregevolifumo monumento.li'. .i . che qui altri n r.ua ingiuria: e gli portarono in Roma. ove fi i fare edi- fici.-. perchè fu loro inalarvi ve oarne :1 lenti mento. io il !li:ó aito IWtaronfi in quel!' ifols Tavj Incieli . il quale io leni in unii delle pareti di quei belli.io lL:rp'ir.£ ATIEAE YGEPOI \ „• « -X .- fi ijftijndo ad altri joi. co- notizia mente me tralcriuc. e vi troverra fra fi ma non .N . fesurM t-«1i i-.-vole e perciic il racconto dovrebbe i-IIL-r Lingo .-phnviiio . : I 1' iscrizione ni. chiarii ava lì fili fu v' Che ulcito in luce. Greci il caf. DigiUzed&y Google . a'qnali o il tempo. il i! Iir.KAItl< TPA TOTOIXION _: I T AJ. Nimpfie. fra gli rieri uiielb d'una donna N-ju^-. o gli nomini pili prillo non ìvc. e colla Io). e f: B li di lal- li-t- brieve luce.itfi FENICI PRIMI ABITATORI I (azioni Airt. Greci iNinfii gli cSceflero Nimplìi. e leggendo in un ginn macigno predo il luogo .iii.quei .o Albini nu linoni hipphrla .f^Sg*"" licl" h f) AKloc NYMjlo V: IlAHOC-NmriOC-KAI :MAI-C HAKVAAo MAIOC-ITAKIAAOC Ac r .il cawia . Non tardò. benché ria nel!' ifola d' Hchia .

wj è ivjiito . perchè l' eleni . e governo. che irai altro porean darci. leni. i6 s opporr!.7 fon linai] lieuri. e Sifilino . ed ora ognun vede.? Tiberio in Capri. ovs dovea l'aggiornar Trajano colà portatoli . deVe. s' DI NAPOLI.ig->iori . il che pruova nirafi ad evidenza. V. meli ieri larli jj'iila la perchè più lìiiria: ii'i'il lecolo prima ad Ai:-iilto venne talento di dare a' Napolitani quell'iibla . nerdit non è l'argomento del mio dire. che in eflà vi Ji inmv. e de' luoghi di lor dominio . in vedendo li grande/za ile' cantieri . Cxfsits m ìmmt. che quelle parole di me perchè ic vclìigie dc'tratti rimali Ombrano. del liTtii'ii». cJ sei: n s. ed avvalermi non poche cofe .rmi i: d!r:i t>':t>cm . ovvero r. fembrandbgli un fatto. avendo fatta la ftef& cofiAiigulio.i il noni:.Ivl. Digjtized by Google . di pace . toltoli da' tumiiltuofi affari rifatte cII. binila il Greco parlare d. Nè olla.r>.iri li farebbe ferieto eh'faliarj Nn'uc^! .^.e v'crgeii. che vi (ì debba leggere Trajano . koloitc noi ma. : nùtmmt . che allora fi era del noitro comune. che l'ifcrizioni imperiali fcolpivanfi con im«r.. 'ore . \ dell' imperio : ne fa dubitare.i-i i-odsi alinoli avanzi.iÌT:'. che le parole nella piccola h:. E forfeDione fcriffe quella venula di Tracio in lichia . i ' : i ii e io folli vago di idizione altrui cominiia a . vi li portarti il gran Trajano. ma lo lari :n favellando HeTAiiiea colonia .. che a fenno Aio ri'a (loria di lui.-' Uri cittadini amichi .mi Attici.à il rintr! piarvi :. che ni ^uc. perchè ècomune ne'm'. ed ahufarmi dei. lIvj n-iiin p tu meno d'un mezzo nopalmo . Ho feurfà con prelliilima fuga !' fi ri/ Itine . dovettero in llchia rimettere ed il loro natio idioma . onde i nolìri m. dovevano o non ioli. pri .vhi (e.!e deli'Ehone . e per godere un poco di tranquilli. che li furono l'architetti dell'edificio. e per la lalubritìì de' bagni. e quanto qual fia altra piò prcgevol cefa si per la figura.-J-:-. edifici . che cllendo quell'itola di nonni repubblica. (rari pretti (.n7a Se il marmo è in linguaggio Greco.t.. o dell'aria.: eifere venuto l'È bu ne. p«l« dir molto. e l'adornarono di grandinimi monumenti della loro ma^ni'ìceo/. onde li ut'.m:n Np^p!]^ .:s>i.'„!i .i. che di tal vitello tral'criverei iti vitello d'era. movendomi ora . e prenderli per se Ca. in tal guifa era ftral . DELLA CITTA' Si letterati o infranti. d! l'Iìk-rtt K ornano 'dicono P. ove anche v'ha N'-J. che ancora s'ammira ir: q-. hoc frupaffuteulnm dne liberti ci liféiun credere. cllendo ben noto . e tale limiiher-uo col ì BJ= farà raro monumento. che in r.nji.

Op .sì h^-. ea coiai brut.).ru])B !ir'i .: : : on ir::p.. ragpi. elfi i primi i!ai\vr(. che rapprcler l'Euilti) iirl!.c!'.j. pregio d' adornare flit opere con zioni di si . .mo lizritturc si tra'Greci.' (ì-LtrlJo pir e [Ji fcgiziani !: : Mini?: c il h:. conio.ìi.-ifi.it. ha prd'.'fn ci: i .e Inrlf c Il-uihi oVo più prtCu di'l'aiki ii vtro i. nneiidulì tutti gli re.

ficcarne fi è detto num. fon pronto a s-r. . fieno a noi trafmeffi dalla Taleflina .'c rimote non è favio chi crede penetrarne il * vero : ballando a me . a penfarvi a dovere ha molta apparenza di verità. che quei Ikerdoti ad irte 111 elfo imprimevano: all'oppoflo il vitello degli Ebrei fi fu di metallo fenza alcuna dì colali (ìolte invenzioni. fi vegga il Chverio ne' primi cap. perchè \' Apii di colloro fi era vero-bue. Il vitello d'aia faprefo aVFcnici : .r dinotare il bue bif . macchie bianche . ed il Ballarsi dell altre citta. quali. ma col nome d' Elione Se però taluno folle vago refillcrmi con dire. anzi quelli fa tutto il mon- cupata da do Fenicio. e tirimi udiri . e non mai il come fe il bis folle un nome proprio. ed in Napoli fe n'ha a dovizia. 305. il quale fembrerà accettevole .ri ixm Rileva intromettere i! hvfiutrón culto di quello Nume che i Fenici . che il noflro Ebonc. e fpe. e fe dall'Egitto avellerò apparare tal culto. cialmcnte nella Campagna Felice di tal limbolico bue ritroviamo aP Pillimi numilmi . Ll che cdjK)udU6 ne portò [ifisun in Napoli. perchè quelli furono . ed altri limili fittizj limrallegni . ed in morendo fi fofiituiva un frefeo con ridicololifumi riti . e fe ciò forfè vero. della fua Sicilia antica. ed audace gente .òitaiori . j : i . lìctome con innumerevoli documenti mi fono. come fi è detto . e barbuto. fi leggerebbe neh' Efodu qualche flranezza di quelli legni oltreché fi contende tra gl interne tri defantì libri intorno alla figura di tal vircllo. perchè non conobbero cotal culto bovino. e" Fenici prefero e cornimi. e vivo. T0111J. . di modo che. allora non farebbe venuto dagli Egiziani . che nelle Provincie lor confinanti a vitelli . ed il Bochart .e. gli danno la teda di Cherubino . che gli Ebrei. 'e non bovino. che in IvukiIÌ i>. che avendo gli Ebrei due voci ]i.iij riiu. e irs .'c ci fono taluni. E conchiuderem bene. 30J. e note.171. sì balda . fi rinvenirebbono le due voci adoperate lènza ral collante diiìuizionc. e Fenicia Per ultimo non recherà noja il riHetterc . perchè in antichità sì alte . tù a dame altri non pochi anche innanzi . ed è certo . comechè il primo. e doveva aver l' immagine della Luna . e de'due di Gcroboamo. che tra noi portarono in piii recente llagionc anche colonie . ingegnato a pa!clare.DELLA CITTA' DI NAPOLI. Or mentre ferivo mi furge un penliero . e quali tutti gli Dei ed anche nel noflro regno. e fi confermerebbe. i quali hanno il vifo d'uom vecchio.e profegui. che il vitello d' Aronne non fu fatto per imitar il gentilcfimo degli Egiziani. in parlandoli del vitello d'Aronne tante volte. fe fodero flati queft' idoli degli Ebrei di femplice figura di bue. fempre Ji ufa il 'ijj. ed a chiamarmi vinto. ed a bovi li davan oflequj di pienilfima religione i ni fi ebbe l'Elione nollro da' Greci . w. gli antichifiimi. e religione dagli Egiziani.kr rv. che il noflro Ebnne avente il vifo umano.

anzi il prìncipe fi fu Omero) dall' aver raccolta religione tal lodarli. Non cft alia natio tai» fraudili fx* babeat apfmpMqUMKS Jìbi. di quelle due Deità vedere agli uomini . facerdoti dell. .e pocerto.' Mocon. che a Mosè tra nota tale teologia gentikfca . e fccondo ì Latini sihxrcntc.5». e fe tal pentimento è degno di favillimi naturali iu.FENICI PRIMI ABITATORI I tilde* teologia Ceppe peniate a far Dei . e di si celebre parte familiarità di Numi: della mitologi*. xxri&xt*. il quale in affili portentofe guife fi manifeltava al Aio eletto popolo Ifraclitico. e non contenti di creder le Deità lempliccmcnfrsfmics . comeche gu* noflri padri de" fecoli dillinfero li in -.-mi . 7. e follerò h^uA-. e della familiare tifanti trei aderire eflèr fingeanfi domefiici all'altre nazioni . onde gli Ebrei ne dovean vivere inquieti. e forfè a tutti gli Ebrei ancora. mente farebbe flato oiiofo . che quello gran Profeta fi fludiava d'animar fua gente a credere .c previ r. . Veri arnione di Jip. le la pagana ctlolbUa non fi fofle pregiata della dimeftiehena colte finte fue celdliali podefta . che Meni avdfe ticordato al filo poi>olo le Deità profane . ed ingelosii . e memere credenza . 4. e perciò efortava i fuoi con quel- le gravi parole del Deuteron. come di quelli le fcrUTe .„: e gentili fi l'altre cittì era di fpeC farfi Ma fi dia 1' onore al ben conlaocvoli della gran Dio .lofi (di Ini letta . giacché 6>. Ma non mi 356. giacche fono ti che gravi le poco avanti addotte parole le prefenti qui buon lame id su luogo dell' vieti 107. i la rea il quelli noi ricevemmo 1' Ebone. e fpelfo conviveflero'con noi. che i Numi non nuòvo pregio. . che fi è detto nell'nifivw.-am . pixhnùjftmas. e fublime origine della pagana teologia intorno al commercio si fpelfo degli Dei con noi . dal leggerli. 507. Efodo. giulìa vero. Si ài si . che fa dignità a tutto quello. t«. inventarono la fletìa dimcllichezza de'Ioro e quella è la certa. che lembra. che.* Dei co' mortali . ri-vf. 30& Sarei in colpa non leggiera & ' pendii in obblio ciò. che il verace Iddio adii piìi pronto la proteggeva. fra tutti Sa da affai te (Vi^awJf i pagani .. le volcano di più in grado fupremo iVi$arf- . che alla dimdìica . e non altri potean trargli a nutrire si trifti pcnfieri . che i confinanti Fenici . o aìfnì-. e fe le rendevi i'-ij^tV. se . mente il ferma. vici r. Digitizoo tv Google . debbon opinione . \ quali avevano inventati tanti Dei con tanti infingimenti delle loro apparizioni E quindi maggior- Dm .ficut Dius nofltr odili. e fi è. che da lì Baflàreo. Certa.iibliine >i vane core.

avendo egli tante cofe unite inlicnie del vitello 0' ori 0 i\:u:.:'i nafltr ? fi Vede si nella Greca verfione. e monumenti addotti. da ciò. K4 »ua^S. £ Diginzcd by Google . che avrete be'trafcelta erudizione molto più degna di llinia col fuo alto l'ape* orientale. dipartirfi in favellando delle penfar del Profetaci quale convincer volea fuo pòpolo di mente ribellante dell'intima amillì del vero Dio. e ne mantenea le ragioni. Ed ora chi meco non ammirerà . perchè gli sfngijl quello Dio .. Ne so. Quindi per dare efprciiione Viva al parlar di Mose . che rende nobile fu» tanca.. ufeendo buona parte degli Dei Soriani in c". vsit in tante monete . joS. ta'mh. xi-x3uin> . ticanza : - : ^ Dm*. ed adhxrere. quanto farebbe (lato più proprio dell' tyy'itfn. i!?i>:ir./. ii"cr. perchè è di molta Uefa fignifiauiune. D. (he in Dui l>w osa plrle dell' Ebone. e delT affnphi<! tdfidcre. ed ora ne fono ufciu hi luce anche . e doveva elTer tra'prinu 1 giacché è si noto per chiarezza. che adoperavano i Greci. .>. ed itpproptnquantes non spie- e™ tifift gata col nativo vigore. e tal fi era il nollro Ebone. non debbe intralafciar quella cola.ci lian data piyw . 1' et uliito riverir.! or mi cade nell'animo.::.:t.e Seldeno " ftefiò LI i 3cS.o nulla fl cura foia non mi farebbe flato a bene . &c. Cu m?oy i£ irytty» (dovean dire ©«' ìftityrm) rài*.DELLA CITTA. ed efpreflivo orientai parlare: llirà di difogfiio : 167 "ww 'ir'0 '3 Numquìd gens magna. non che coloro .ione . che elicndo quali certo. e verità. perchè chi vuol falire in vera fama in ifcriver lar argomento.e fe v'ha chi ne chiede elèmiij. ragioni. che la mia è troppo (facciata. e vifctra . non altrimenti che H'&. che il Dio Ebone fi è Fenicio . vedendofi.fimulafi Crctti con Gran.DI NAPOLI. farà breviffima ollervazione che non . vecchi. il gran Seldeno nel Tuo volume de Din Sfru non ne fa neppur ricordo . fiati . che gli flranieri fi avellerò t. pr&gnaatiJlimic p otefflntis . come dicono i granatici* quello celebre verbo aia (e ballerebbe onètvare almeno i vocabolari.s'eric gKoniam jmtiH gwu magna . ed alle volte ror . cui eji Dcui prap'mqms .ni cJ è vicino al reato in verità tal dimen- e cosi reggerebbe più vigorofo il " : di un partico. Giuli» querele conta Stlneno.k.. e con tanti Itupendi prodigi 1 e (pedi votaevalì alta difefa di lui. qua fibi Numinn domsfika eis. ed i Rodomeniche maniere delle Diviniti co' mortali. per mani non . e non fi puù dubitare . e Siro da tante pruovc . gli ballcrcbbono i dge famofi idoli e Maw«i«. Clic gli era veramente ìti^s-bt©. che gli era di cura leggiera il ravviarlo Deità" Sira. fimi Deus diminuì aoiscr ? I lx x. ed il liio nonne aip. à ini adun poco languida la forza Ebrea . ìnttititsm ha.i i han faviamentc ponderate tutte le voti del Tanto idioma) giunge a dinotare cogneiionem iaé'sre .o a inoltrare i pregi di colai noilro antico Nume . che gli dì Macrobio. per le lodi. tome nella Latina la voce 1 con darli lyyi(im .e le gli confecrarono marmi.n.: t. c poco. 0 Fenicia col lòto porre penfiero alla gramaiicalc ragione di liia tcrminai'.

e e moflre- perciò *™-*— — . firtibìls tuRi fiùrcntem./. ftrana.-. che Dici.-j & Parlhempe. conduttore de' na'i'oluPenisi Diailizcd ti Co . Dei de'Greci ufceuti Chea. decm & ipfa vinrlm. e quafi ci dice . moderantcii corpo™ filma Oraque . Dio comune a tutti i Napolitani gli . c - fi sì £ Eumelo.che in pochi verli ha racchiufo il molto. e fentimentt acfacrin.misi .> ). - in cui l'eloquenza di lira forza fa pruova. l'inora.fe non quello. benché Dio infra in. a ridurre infelice alla verità de' lento il bel detto dell' Cruente Lattanzio. ancheFe' fon n che altri non che non fono Maio Coffe. non colla debole™ dello (lilc mio. come nomi i dogli tW Zepàon. e™. il qua3"*il riputerebbe aitufis-n©. che la gioventù gli cantava inni . forza è penfare . che ho raccolto di Ebune. o per corto vedere non of e lo lìelfo farebbe avvenuto in parlando dell' Ebone. Clara Ifigenia.ii minor ri monumenti me n'offrono un altro .Uic cicnim ftorem matti . e non di general culto. crini deccatew Hnc mam & maio:. Hebona referant fintili nutra. come ehi diesile. e quanto pregio egli s' aveva ardi'. . Jadori ..ir>8 ileflò FENICI PRIMI ABITATORI I ne di buon numero. che rawfòfi patria. Eiipi*©-. £r /pedini Deus. e fembra. perefiè fono Mi le fiato foltauto pago di proporre quel pochiffimo jc9. e che l'intera citta. >J. per rinvenire nitri non men degni monumenti Fenici in n:iltrj città Ma prima credo. ma con quello del nollro gran Fontano. e difetto il fapere. leggendoli in elfi ci ricorda «'culto .a' Inni di m . Nume . rcgum domut. oculìfyue . immes. fe non li fcrìvene. ed il Dio a quella dava avventurerà bellezza. agrigne Hebrrna fregscnlmi .-bwia falutat..tm rue psr*3i.>. che tomi a decoro fare a sì antico Nume un piacevole elogio . S' incominci i i pulire a' Euintle . comediè condizione . non un lemplice rione l'invocava. fe io . . forme dai hnbire decorerà. che altri o per fallo tramandarono a'poiteri .: 'prima fermili* gradaseli falsa intettigere E mi diparto da quello Nume.. i. e grado. luminarne . antichi. -. die farebbe troppo mefehino. vecchia colonia r- 1 r*" * - .: e " il primo a dir ciò . : Urbi H-. Odaco». Clara . che l'arcano bue fi era un Nume vehiliiiKii & & & & nerato dall'intera nolìra gente: egli e fi fu il conduttore di J-' ' apoteofi . e leggiadria gentile. il che vale a fempre più ilabilire. ma d'una fola fratria. a il grand* Ebone . roburnut inventai .

avendune un tcftimonio di si provata fede . Qprnpn nancXnlw . femptt unica pag.a ragione. che fpispis erano facerdoti .nel quale eziandio fi & menzione de'ùcttdoti addetti a^que- con opportuni efempj jlÓ. il. Ho un fecondo marmo . Mino. ma perchè fi fu un Nume di una partkolar fratria . farebbe affai opportuno in quella mia A lunga opera. Ji/h . Oltre parecchie oC feryazioni. t.m j dctìia-j:: :i>i. Si dc di curia. cano fempre tenuinerà altresì . . Piacerà altresì woj*.. dc'quali la malagevolezza del tempo non ha fatta cru. T. tralcrivere allora . onde non conviene Crederei Dcm '.^DELL A CITTA' DI NAPOLI.uu-. effi facerdoti ... ha tradotto curiti. e fopra qucl- che non eziandio ragguaidevoic te fon durevoli anrura ETMHAON SEON tlATPIlON *PHT0P21N ETMHAEIinN T *AATI02 niOS 4P0NTI2TH2 ANESHKET4 A A TI !M TEKNHI ITN T - - ' • <!' dovrebbe rflér la lincerà verfione . dal qiult chìanmeoii fi vede. foHalibiii Eumeiìdanm.Flavius Prus curaicr iìr.in <-ni debba riportare tutto dò. Ntap. che lì ha d' Eumtlo . the Eumtlo lì fu Dia patria. e forfè fona afeofi a' noltri . e per buona foralami . fi fu di qu.i t-. qui eft . loro il nome il fapcrc.m. 169 fa melìicrì confelfare. DignizM b/ Google . po'ìianu additargli a'favj flranieri . ™f quali mcflieri efercitava il qpnrrn . clic pregianfi acedi amatori delle patrie amichiti.: ù^tt :i:bJnu. Per ora quelt' ilcrizione fi affa foltauto 1 non dubitare. che Eumelo fi fu un Nume del fuo rione . che ci è d'antico. che col.i. perche i Napolitani dicoli'». Vivo tra dn-. quel' il gran Mazzocchi de Etri. delle quali è degno quello marmo . Eamtlum . come l'Ebone.U rendono però i non poclù monumenti. mi tanti noltri fctittori di Quello Dio Edmelo .. tra. fi dovrà inoltrare. e (ini.- . che patrim fedaltbm Eumtlidnrum (Atmortas) T. 140.e far ampio coniamo fopra ciò. ma fi paleferà a fuo luogo .. quinto più altro pregevole. e eli Ateniefi eoli' a . e . quando fari AcnlTuno argomento il ragionare di citi: fratrie .la sir ai liuti-).

in clìii aveva erette due fiavoto tatto per ritornar vincitore. e di infimo fuofratcllo. che avevano "anche cura del tempio di Callore ..Giorgio. in adoltfwnrum edam urimorim duplicato anfa . «fi : Evàda mirai™ Influiti. Fh)kS«. eficndu una bali: riquadrata. Sita oc lo fteffu argomecto del num. ci onoranza alle patrie che riporto in elementi comunali. Altra muoio . Flavio E variti. Ai^vplibus III uì'qit. t. La principale ilcrizionc t.li . gran f. che i facerdoti del Dio Eumelo.170 Ito I FENICI PRIMI ABITATORI Dio Eumelo. e Polluce . i quali abitano prellù il tempio di S. forfè per na. Sf&ra. nilleio de' PP. Flavio Zofm» e/'ur frane in codem curfu forum adolefeatum viliori . pani. Qstz efi in Itili* .t: .. e fcolpite fenza alcun fallo ci. viSorit Uvcmìum adepto & Le molte parole di il pregiato marmo. gli erdicro quella memoe (òpra ci appofero anche di marmo l'immagine di lui. come è facile a tavvilàrlo. . T. IVoMÌ(iir« M. . perchè . ovvero dc'Diofcori . inde una aim T. bine dedicava ad frotrìt decas fiatms Diofcurorum. e (la quali feppcllito in luogo aflsi indecoro del mr> . che ippiiritnc *d Arimelo. perchè T. 91MBI9.jio. e con tale accattone aggiunterà i molti pregi dei fuo valore. tile. Crocìferi ed è fcritro in [re di (ituazion onetìiflima antichità. c farebbe degno <'. - > J'tT&iS©-.MngllS Cteùie óquatiòut Olpnpicts. prefentano. TM&Òl Evantti nidori In ciTtemìmbv! Italici^ K*m*j«(.

i'o . ma per la Magna Grecia in più luòghi del volume de' bronzi d'Eraclea. e non ilifiime guile. fi-niorerà cofa nuova. ma all' oppolb M.i. e fplendore doli' in più onc- l'elercirava sjioventii in e::. ma la lemplice jota . e ci dee dolere . cflendo il marmo di queir etl . ogtni. •ni rf..bìi<: tintcl. e particolar oivinone egli avrebbe interpetrato M.lignifichi. ed oVjithb. die efTendovi Alexander magrini.Mmc-rif ./! . DI NAPOLI. ENAMIAAOS t-iriawirnuji.r.i ninno dirà. 17. che rìt M. p.e>. oltre il gran . il quale era gii noto . e non avrebbe ii. mim t.ui Menni quelli fpcttacoli egualmente.il. re. che intorno a queft' argomento avea ferino uomo si favio. che il gran Mazzocchi non pensò a tal marmo .per òiilinguerla dalla vera Grecia. niefe . in che maniera il P.sì celebre arche in Atene./ ira altre cole di nctarfi fi i che 1' iWiut-iki il divide in due. May/occhi avelie latto do di quclìo marmo .mi~f . c fra gli altri die fi era fimiliffimo a'famoii Olimpici . Si daranno fotti ripruovc. perchè avendo dillinla la Grecia d' Italia in m. A 1 • non MtyàXn . e eli. .o\yuvitJ .ri:* t^' soia» (Ntaw1' i . Girimi ih differì. imo em. uffi'n wi/eis iti EM». non prendo Io dubbio .:f«t JV. che in Napoli cr. e dice: Maser Grafia dilla fa'ti fomparaliai:. miglior luogo difenderò con aniichiffimi fenttori . il che niuno tra gli antichi .rirebc-c in o'-. corfo detto ìhiiA©. certamente fecondo quella nuova. . e moderni lo ferine . illuftra tiil m.i ir.e.. il che ad ugnimi. Italica Olymptsdis . e poco innanzi. qui cbjidelir. come ii O. nVAirurf.r. XLIS1. che 1 due elementi M. che fc il dottils. mefehina fituazione la nollra MiyA-:/ rr.'eb: nolira città in ar. li.irc ledendo ihe . fi narmg. i quali fi pollòn ravvi. (per. non le avrebbe prefe per numeri .t e^eoMv. T. Li j:i nucniS^i-':'. lunga. i? nùmr.. E ripeto perchè . Sii*. . ed altri la diri Ararla : efléndo quali ficnr» .ioif. die M.Lc il parlami: linebbe liiii^o.*s r».-.iii .vt:.rlini . avea sii ferino. A tedarà _ .»r. ed anche con quei de'lècoli de'Ce-iiiri la voce !>. ma ora mi fovviene. che non v'ha !'« . Non è qui luogo proporre i per piccol tempo c:.:-: rc»: . din Udii ipjìiii . amica d. escludendo da quella anche Regio.DELLA CITTA' Ed ognuno 311.t Campania l'inora . di numerare gli anni dall' Olimpiadi. e gli Augnila!!. e che Stratone pag. ed in affli are mercè l'indice. aliano Mi^aJw Temine. lì che tCen. r.. cenameli aletrMur ap»d ipfoi (Neapiliranoi) p:r piaGrana simillimum . che fa capitale di calai MinorGrecia la :j::llr:i !>r-iii citta pjg.377. marmo de' tempi fi parlerà quando 311. che è fiata forte. che in Greci j -ìV^r u-n-aJ. .'::'"iiia .'n nominano Ci bel fratrie .i . e rei*. Si iì brievc fpìceaiìom ad alcune «ci ii si della colonia di elle pregevole .mfi unti giu:».. r. e s aggiunge l-v. altrimenti farebbe ito male tutto ciò . I'isMi®. ì. " ' «) . : m. ci deliba eflère Alexander purvus .. non che Napoli. uè pofe mente. per inoltrarcele in Napoli fi ufavano nel tempo di Severo impcradore . Ma la vaghezza del fanere del gran Corlim s' ammira in volere. e fpar ge una troppo (indiata erudizione ..

l'ha voluto Anmifur.I FENICI PRIMI ABITATORI ocelli . perche ce ne dà l'anno. ni drcnsc. so. che la parola in meno una corona di fion- EEBAXTA altra di . ed infrangerti . marmo vole. DigitizedBy Google . e libera li feenavano gli anni co' confali Rom.: A:tka . ma è degno di (piegatone . c predò di dia corona IlelTo marino. Crifliann l'urli in Napoli tanti giuochi gentilefchi. Per lira a me balla . che ile la fratria. Zo/J'biij.a' [coltiir. clic S. che può fcrvìr per ifludìo. c nxilliaiiii ui'. ed altari. ed che ci . C* Flavia Fortunata ptitiitres voti computa cnaJcUòyj rum Ciò che effa dica. è ben chiaro . ed offerirli toro pubblici ficrinej. nel quale fi legge. luogo filiti il/. Nella terza riquadiatura del marmo non ci t.'iiniM. Si riport» di quercia U . fabbricarli lìmulacri di Numi. più pregi che prefe il nome dal Dio Eumelo Ila ben diftinU . perchè in una citta Greca . che il giorr agi®* Toh ya&ràfltiM "Mry'Aas flìvi T. in oltre s'offerva con forte maraviglia nell'anno 171. perchè l' eruditillimo Corfini quello X"'V"'t opportuno Non itm traduce nel cìt. di <|ueltc llatue di Calure. che in uu^U sì celebre ifcri/ione fi vegga . il che li divilèra a tempo piìi . ti anche la fi vate lena. Severo. e non &afialpBH .'i di chi v'appetì un marmo. e con ciò fi fi viver ]'A>:>lhMi fino jmpcrad. PI tiro t'ori fua predicazione le fece rui noi àm ente cadere. ed i buoni conolcitori ile' pregi antichi lì accendono di giulìo fdegno. e per il L'ordine del dire richiede la ifcrizione dello Ueflò . e fi a foflener quelle fomiti. ed efempio. Flavia. 0 di alloro fecondi iftiiiiont dello . che fono 0 311. perctii le veggono in rea liruazione:e s'anirnira alimi la L'aio] icit. che ol- il tempio. e Polluce fono ancora rimafi ben grani avanzi .

ed a Cadore. e Stazio porge priegh Apollo. vane nubile eziandio noflro cittadino Giulio Menecr. Ecco dunqui Dio Euniclo in-. .»} vsceFcnicu.i-.a di bri: ve faranno (ine VL-i-n Ivi!' cretto i -.'c reiiciLurdevo!-. e Pollila' . . che .1'umi.n. Si .i:diu flr. cfli fi racchiude d'illuiìre.> entrerà in difd e buona ione : tanti indir i Icritiori .i 313.a ['ie-coiii ."').io ..ni-ioe . d'Eumeio in Stailo. o Comcchè buone quelli vcrli olfcrvanioni mcde-fiiri^per (cu pieni ereler.31+ l-'nuìa provare.i-. Sembrerà voce oliente gitila tutta Greca irò. chi Omero IptlTò ne' EI. e nc'noliri poeti e non Ieiì7. .li è flato attui.* S!°>.riempie.ed e/i. fecondo [kl. li che Mm cuminella tumeh vede iflcr il divino dire. che . Dei della frali che la confèrvino nrofperofà .i Ora mi rimetto in fentiero ed imprendo a moli nome Fenicio. a Cerere. di bik-ir.per la noftra citta..a ragione la traina M.l noilro cii. n.iìv a conlult.imcri . ed la' terza prole malchile.lii.ar il e verri te: eter pago delfolofei presi pairii. . il ila H14. 1 :'i p>:!'.. (-ertili tanto maggiormente T0111J.te ileetr.!T!Kn fi . -.' trovandoti ilio nomi marmi.ici'c prii cipalc imo an. .or(.

quando fanno parlare Iddio .fieli' II. fi veggano im1m. giacché fi parla di Omero. omer. Ja voce £'((39. Ma fi sa.-jacc continente! : ed ora Tappiamo. Clerico . che i ixx. ed il grand' Omero Itcflò etedendo doverli quella toglierli da fVp» . ciò è con ridurre alla loro origine le voci . L'IX'ZOj t. facendolo nafeere da ti.»4. lego. ieieb . antiqua! . 1 3. quindi in- Greca fapienra interpettara ma fecondo il ventò tante favole. EJfM*» ifee di (ÒIOM. ove fi loda 1* itola Siria. perche la voce Fenicia del promontorio Lilibeo ha gli fiefii elementi . o i profeti : e in tal gnifa . non ci farà chi mi polla opporre. v. ne formarono I' aggiunto ipeSemls. fi toglie ogni confufione . . nellaTeogon. di elio Clerico in Eiiodo . che l'autor dell' Ilia[ic. ed all' ulò degli orientali parer plcnus ditnm .anzi non mi fi contenderà . il quale da' Greci fiioi figli s' interpetrf) filmando ufeire da è fii o'pi . i nomi Fenici non giuda valor del proprio linguaggio. ed ha trafmeflò a'pofìeri lo Renio degno d'ogni lode di feovrire dalle medclime la verità della floria : e per ajutar con pochiffimi efempj eii .5S. lifmi/e non fi legge altro ne'iiioi poemi. che EJfinAof .'«< vient di rrtB JK. e prelTo affai altri ^ij. 4. che in Fenicia ufavanfi aflii . vecclii nei Gen.v i74 1 FENICI PKIMI ABITATORI poemi ufa tal nome proprio. Ih ovium. ovis. ci aveva tfiruiti. ficcarne fi vede dal vitro 405. che il primo fuo fonte fiali la gran voce iom.s-V'. che fe vi t in Fenicio parlare la 'voce Eu^w^icS. e . anzi mi giova . che è pura Fenicia 211) . e potrei cilcr ben lungo Si sa.j7. dell' Od. i quali perù liniero .30. che la la natia origine. ed anche fingere imporrune etimologie : fe taluno voleffe più efempj Intorno a tale argomento gli trovetrà di leggieri ncll' annotaz. perchè .T non polla efferci eziandio in Omero. e ne' poficriori poeti. fermo . Ciò conlidcratofi . Ed ora mi lóvviene. ciò e gente di un folo occhio . e nella Geogr. e dinota tenebri .i» tV. e di effa fempre s'avvale Mosè. onde cy-j^iS-. Co . i Greci . 15S. e grande .ami ce ne dà l'etimologia. poeta. ciò è poeta. Cesi ancora formarono i Ciclopi . e chiude in se pater perfetius . t^Stmi. uba H danno iEiw . che fi dice . Mi fi para [libito innanzi lóo-aN cogli liefli elementi. verbum. perchè ben noia.. ilei Bochart. che dinotallé ferii. Ora fi d' uopo fiabilire tale origine in tutte e due le fue parti . fileni Grtri ex nnmìnibut perpermn inteliellis htftetioIni fingere. quando Efiodo . e gli altri tinti fcritiori . ho inoltrato edere la noltra vicini ne' Tuoi Ilenia. che ìjizCx dinota ermo. . . coniar. propinili . bene. ma amo btcviil. q. 31J. ed allora fi direbbe pater digitai. che io con valenti ragioni mim. sv. che vài. Mìni if-. e doveva aggiungere.e dell'OdiiTca per hobile figura fi difle 0(t»f©-.. come fpeffo ridice Già. facr. che Kil n*. Mj>\. quantunque i oziola cofa . liccome il fiume F_»f . e fpecialmente. cheto lìeflo è accaduto al Ilio nome .

trattandofi d'union di pronai!. e fi . parer. non di prq-oiizioni. che quello lavio uomo ha raccolti. &e.DELLA CITTA ifle dall' a».[!:i i. non nuoce a quella d' Eumelus . emnechi z fieno contrari ga. perchè folo nel Gen. Ed in quanto :l. e non coli' e. onde fi lia Abraham.fi farebbe detto Ai (iB>« ." a. de' ParaJip. parer . e Profiacimu! in luogo di ff. che ti pii» n! Al cerio . e non da «in : so efier aride quelle olfervazioni . che le voci compolle da . ip/e . die li i:iri* nella v . parer. r. Si Mm ilaflilifce ule origine d" Eilpf «'»i . Kù lì i\'ti:tcro ccnnmJere dagliEbrei que1 lle fio il due voci mii tm in una. 1 itati bafievole il folo 175 E»f àrstes . fe mi s' ubbie! rafie fol nome Iran . Uoflai. prendendoli queir™ da 3«. c fono Inerìrne in vece d"«i t\ày. che avrebbe dìfingannati gli fcrittori da tal unione. cii' qudio Muova nel 1.. DI NAPOLI. Ab'imclcch. che l'etimologia dell Evphriaei. M coli' CU. come per l' autorità del Buflorfio : ma fi deliderava gualelcmpio in Ebreo. fiollcrva quefiume coll'Hin . come HoMunto. ma -io Muovo . che cidi il dottifs. OigitizM oy Google .ma fe n'incolpi i chi mi ci fpinlc: e perciò ho con illudici.. &c't niùno gli fa cominciare da Min. e non dall' 3K . Mazzocchi ed altresì il Buflorfio . indi nominandoli aliai volte .11. Amtelm . Cfc. . balìa rifovvenirli. ai. jS. che da' pronomi fi componeilè qualche voce.ói AsuifHv . il quale crede taluno comporli di «in. lòrge Si vede dunque per ogni verfo. che da qudl'SH. per ajutar l'unione del preceduto fati. perchè tali ifcinp) non s'affanno alla queflion preftnte.™. Sam. 3.'i fi fi lignificare Ulc . die quella vecchia origine d' Etiphratts dall'airi. e )ov. omeflb di rilpondcre agli eienipj. tifi.e*iuiiens .Ceiepl<ryges. che fi confondeano quelli due elementi. vi lono ail'oppoRo parecchi limili altri. quindi fe EuinAff forgelti: nella Aia ptima filklia da 3m. ovvero snmàìius. parer exctllem. fono ferine a. uomini (ivi. ma nome oltreché farebbe (Ingoiare tal dall'invi. Hofamaa . mi reca dilafiio sì per la &ma dd gran Mazzocchi . la quale io non ho làpuu rinvenite : mi fpiacerebbe. ' pronome alle voci. fi vede il folo rnB . Kè fi penfi . Nè mi fi chieg- 316. e perciò nell'Ebreo teilo fi fcrivc Ebiaihsr . per 'mi "ffiij-*'. 11. 14. oS.

comc ho olfervato il k^d . Vhm : :ul'j:.^ni.ivi. u. mi io rìnveng nobil falcino di dare il nona. p^icr. ili :.n H::-H. onde fi ha WhKra. . r.o:n:w Est:. . che l'or d'Eudebbi dirli dell' cu di lo lidio 1 verbo Nio far vo. quando fi cominciò il Thrst a dirli / riunii s'appd'. m/a ipiritiiak: V. dinota cofa.5a5S.era tal coti u me piìi fi ben & quali : e . mi giova. n. e ninno ha mai negato. ! 317. licuro Te (unirò cn]]'=» li on d' che lic:ome die dinota paia- si.. che «nche il perno Porfirio de antro Nyotpi. chè ne formarono Numi. E non dubiterà ct.i i. che è perfetta. pollò frate . pcrchi la culli non lì j ro- fon: cfcmpio. ie li. a' coil dice d:I che animi) il .^ làpam clxàx . . OlgltizoO b/Googli . lenza il fiumi di p.I ì 76 FENICI PRIMI Af ga . nel quale . Aiutano tiftr nome Fenicio ES^>.tliio« delle N>nfe.: SKKir.-ii.tSK tal parlare.& il fiero «Ilo . clic la più degni opera de II' On nipotei.i . . eh: . Ni.il coiichiiiilerc.

: nll'ita ik'. ! .i compagnati da un ridere eh.ì' i.™ ìi fi dice .'.Me- Ma 318..'.. lo non rinvengo qu.i dei» infuls » : no mi Iniace.:-. pn mw oppiando per loro reo talento "a .(v::i .sunin .T.p. la volgata ci è ciarda. & r.ffl-.™.^. r 50. ivrchè .7111 p:il'.ii:! m:.in Idi. e comporto anch'el L-cilit occahoaG fa delle Nini he l' ilòla di Lipari ehb «io da Spanhemio nel è cini!- niii-... in Lipari . . ac- dcdil occufio- ar^Be |.. ancorché vi fiifTe \<iisa. nel parlnrFeni1 ì^ha nummu-uta da Makiretv minai»! . sforano unificali . che que li antichi dovevano ci! re agli Ebrei. ed autorità . ch'i ne olìèrva Bochart gli sfilai c: ) d .*: mento. che Bochart avertè (cambiato l'elemento . np 'tir pjjjo . c di leggieri può ciò avvenire . t»/wA> Menaggenin eyJ in/uh cruni . . perchè fon ben limili.>-. !:: Dei Bai *Alx. rttm indurili igni.t. che fi molto li affi. e yf'nwa . ef. Menaggenin . Oignizcd 0/ Google . ov/i. Wbùfirh ijola l'origine Ftnitii d'ESow.ito-ir . is nel lalm.-. . Ma farò tolto di colpa . fe uer onor del vero refifto al dottili..Anime. han tradotto fi molti.iccor.:s it'*i: Meli.':::» H'.! ul parola da ui\i . (hi voce ... 11 reni 11 . 11 Bochart dà una molto ingegnofa etimologia. ma ignoro poi.:hji<j erudizione i Nii delle in. qu. . mei. Ce.i [in tirane : le quali limili FjìJU '/M eromperli (igiiiiiu.cmi pmventu . Ninfe fa le !' giù ii dover. ex unii non fine mHf. quindi a. Si redi): il gnu Badivi.i ). e con efii ci palefa la fua gran lettura: I. .7 Mt-Iogonin hauddubie per in feundt hi!. rxui f.-mjma maficn .^:iiin. in J. v' ha D'io .il Arii. che (ì comintis. indi intieri ve un litoti il' Ariilud-L.di egli dell'ii È Mdie b- e. quelle .:i:.ib o-.. e Fenici riporta di) che due nomi ( Greci è (hunicr a' e fimo affai . t. a. Bochart. perchè !>li p::. fi e cinichiiidc ili 1 . i lii..-m li'h-. l\f.r. erudizione. (die fi dubita elfcr N del filofofo) ove r..'iL-reì>be lì cole cxieiìuatls a tale peni"» e piacciono.

buona autonll del Brzzanrino .JJO. e Mttuggtnin cadrebbe in Mcnaggcnifìs.™ . che chiedo. potrei riportare altri proprj. ó. .e raggiunto . ed i lxi. che fi pontino pronunciare niclegan. >»i©.! veramente . AjWmrin. lla origine 510. o Arane . egli per ritrovare Mtìagùnh vuole la mutazione dellaN. è r . Cbe lon formati da quello vocabolo Fenicio N"5D nomi (ma ognuno le Jif. Fui vago Spanhemio d' offe r va re . o un'ifola più diltinta . che ognuno mi concederà cifc. quale :i ir Li]': -. onde per tanti oliatoli lèmbra.ole di «f?. ciò i: '. che il «in è aggiunto di proprietà.. Mt- logia. che Eumelm nofiro Dio può venir dal Fenicio parlare. che a fe adii . Aia'*» . citte . non ci fi aggiunge. ciò . onde forgerebbe con TéaJ guifa Melìquuii.sfilzi ree '. Intanto forte li iiabilifce . che almeno s' ammetterò .'O.nta. clini quell'ili. Nuova «ìboIobì adi Maijti*. fama: ed quell'etimo.pcrfea«m efe.ite) (il clic un egli quelli di ha aggiunte l'ulh affitto v'oherva! .!--. come più naturale .chc non ha ben ferma que- L. il quale la viole [[. in e che folte un calò retro . che non è quella del gran Botti art . &e.Ui'. e Lulncufiemi da HÌO. e già fi è detto.utyirt tù> tirai ni. ovvero Mcli^mii s . oltre 4 310.tjisrtD. tip. Akrt voti Grftlit. e tmplìfnaa ex fcplcm JEoTtis .Volcauie . . né toglie elemento.»7 S FENICI PRIMI ABITATORI I «uggenti .fola piena à. e vecchia olimaie i cementatori. e da voce. onde fe gli dì Fenicio quello. giacché lì hanno tantevoci limili negli antichi Ieri t> lori. e per non faper si . che Ntcr™ lira-uitino quell'origine intefe .! .!. come Salamin in Salamini? . e piò femplice . » : Minorò Milìpmis manine Eh re bv. che elee dal verbo ubo. han date loro etimologie o improprie . quando feri He : Anne* . evi in m plt»gm. che toriè non ci e in oriente. anzi neppure alcuno ci fi mutai e credo.. c dinoterebbe un luogo.irte con ilWio un poco violento./*/. Emetto. ciò è da VJJ. ma di si lunga infìePlione non ha riempio."el'cr più grande dell' per lo continuo incendio . diilinta e creili . la voce Jpcfli) l'intcrpctrano .ri fra tutre 11.

Debba molto al noflro Capaccio . come parte principale dell' iferìzione «S'altendea dal dottili Mazzocchi l'emendazione di tal voce. perchè andrei troppo lungi dal mii le potril ravvifar da se) ben molti fon nomi orientali. fìccome s'oflèrva nel fegnenie. in cui ville: monumenti mio argomento.IÒN EPENNION nxenNuz tion apiston apethz eneken ETEPFE2IA2 AHM A PXH£ A NT A kai A A T KE A A PX H 2 A NT TPAMMAT1ZANTA A PS A N T A TON HE N T AETHP1KON SEOISAnche Reinefio ha marmo. ma fono in colpa i tempi. emenda gli errori del Capaccio. che nulla dice dell'' HONIONAEQN . e ci fa ben lungo comentoi e m'increfee forte. ripoRo dio 'Sintagma 10^. dizione si guafta . onde anche da ciò fi mollrsrebbe. nel pagi queflo n - il 311. jil. Comincila le prooiie . con aliai debole maniela. H 4PHTP1A HONIONAEQN AETK. che fuo nume è orientale. onde il rrafcrilfc forfè Lafena. L'ordine ora del mio dire richiede. e barbari. i quali amano elici rcllii ? perché cosi credono dlèr favj. e ne fa ufo nel Ginnalio pag. e credo. ed t felice in relriiuire la voce fuuiifr XipvaVayra in •am\atx"'"" . comecliè inferiti! til volta con qualche noncuranti. che tal vocabolo non viene da'Greci. che coloro foltanto non le mineranno ponènti . che Eumelu fi fu il conduttore della Fenicia colonia in Napoli. il che aiuterà anche bene.19. che faran tali. il quale ci ha ferbati buoni de'nolìri maggiori . che m'ingegni a dar ripruove . che Emacia fu il contattare della colonia Fenicia. e quella fra tutte V altre meritava rifforarfi .il quale giova bene al e fi legge pag-poo. Digjiized by Google . della l'uà (loria .A DELLA CITTA' DI NAPOLI.

e fapere. -^-^•ytii j'sjki »p-ulv juvr tritìi Top atiTs ( NrsT^. letto dc'iuiftri qtiiruriiemuli (pcitacoli. perche a'noiìri padri piacque (e ii dcbhru) h cui lodare . ne quelli fcrittori ci lianno. da «ri».lori riierhati in favellando della gran col. de 'GÌ nei.> .i:(.il riflorazionc 4 nativa. qmfio Q. lire.i»>:. <../.t I Nespoli ì onde fi dee intendere. ed altri.-. -.-Jii K-i-jiì Ma ora m' avveggo molto irattcucuni ad orir.i . per rilevarne .t-.i ..-no [ùiu.j.r gli Jii.i il Reinelìo in darci iamu\scyiìirf^t tanto meno tale li tuo Uro Liella. ovvero Gioiti.nT* -m xirntm&" v.iii .un. i quali dovranno elìcle argomento.aito I FENICI PRIMI ABITATORI quale (à lungo difcorfo in Erri.ora liilo oggetto del mio ciré cucii' ..f. e lenza inoito Audio s'apprende. Neap. k. che ci è nell' NAiiON vote aliai tlraii. Megafiene. C deduce .Ivi. parlandoli delle fratrie .n. btclv. : i £"l ri H CTHTPIA HONIONAIGN lànno quanto fono ialini!: i . Dlgitizsd By Google . neppure fa menzione di marmo. Patercolo. perchè altre noflrc fratrie hanno limile ulcila AVÀ-bùi.^. che .ni<i Alenici.i memorili de'l'uni . chi.::.-'.lo stuggì per la dirlìcultà .-.iRiet. trafineilà la pregevole notizia de'Fenici. Se poi li vede laminar reca dilagio.h^(.. mantenere alla tarda poAcritì !. che Eumelo lì lu il conduttore della Fenicia coil quello HOMO. perchè gli aot. come da Iw . IW. c cu e il' demi.' pag. si ancora . Calcidcfe. ci!:.iìin .377.ìir.y n . !jt.:li rettemeli relè.' Or licciiine-t. cioè Ippode.ii tìc'Làvj nelle cole patrie.i:v.ni evidenza nc'loro luoghi. in m. Erennio tv.:.i Qiuoto fu ai vl-l)ì:i-. . e dargli la vera lezione. oltre il Reintfio.iE. che per nome di Cluni V mi.:.139. e li è ammirato da m-.. che Eumelo jjli contliuTc. ftmp.ohik ancora perchè credette . ! Si perdiè min rifece -ni-. Attica. le colonie nolire Gr-cciic le dicono Curuana. pafi. e niente ingegnoìa. cosi bifogna anche elfer ficuro che intanto .-. [. che qtùiity. r<KheioNtfali vi fu $jtTf * Vaàm. era nella floria. e li fanno i nomi de' loro conduttori . che in Mai-oii li portarono a far dimora . città e non gli [avvenne 1 opportuni fiimo luogo di Stuk. che Jan fi fu uno K-w„ j .clii letitiori. sì perchè tale colonia fi fu antichiilima .delle fratrie Napolitane. o piti in particolare gli Ateiilcfì. Stazio . che e riportato da var) nofiri fcrittori . Euhea.i .lt! .:»." e Morlo(i) ...uri di quella città tvè lì dee credere. iiccome li Jimolircri .j'rjji . come Str. i jii. che Erennio fi era fiato pie-. che egli cita per ragione della fratria d' Eumelo : ma ninno perii» . wt. eco no Greci . tanto più .:i:nn. in Napoli fi ritrova una filtri. o Gioni. eflcndu.i.kme. perche non era del loro talento il poter dilli nync-rc le voci oi icni.

imitando Omero : anzi jTaltro non ci virale infilile intorno a quella popolazione de' figli di Gion . ì. fe non di quello.che vbTc in Attica . l'altro tìglio di Suto.. fta lungi ogni vanto..i. . piTtliè non gli fa i : anche Italia ! Il : Librone - antico IVovit v.!t-v. csp.! sp«à lib. fe aggiungerli qui il moltiilìmo. diflingiierc Jra Egira di Gisftt dall'altro Job figlio ci Siilo. e fpecial mente Greci . e rimarrà ben fermi la più rimota cronologia con proporre.c :n noftra città: allora con difiingucre due Gioni uno nipote di Noè ..'l k-iìr'i : Boriamoti in Phnlcg ' 1 Nn . . to Tipo di Giat :i'. meglio aftacendofi tal ragion amento in parlando degli Ateruelì . e MaiTnm. li toglie ogni conlufione dagli fcrittori antichi . Certamente io troppo mi fpzierei. 987. lejrat e. che ho raccolto.. che avea ferino con maggior cura Bochart . e delle loro fratrie . zocStogi» 3:. che intorno a queJU due croi Gioni hanno fcritto in contrario gì' Ululiti ingegni Bochart Loerchcro nel libro di quella fpecial argomento col titolti/ofl.DELIA CITTA' DI N tè. le quali da erti furono ifU:u:. ficcome egli con piena il pale fa fine qm ungi atenrotim exfikata rapii . un nuovo mio penfamento: e risponderà a tutto ciò. e penfato intorno alle Ginniche colonie .l. e di gran nome .

vertì sì bromi d'Eraclea il . per tacere altri di vede nel tempio eretto dal 1 ' . i molliUimi onDii ilili idEuir.1S1 1 FENICI PRIMI ABITATOR chi eziandio ne' N.k prtf'"" 0 fi . .i.fan noto ini a' ispiri I iLTLItori.-.p:. DigitizMDy Google .

in elio lì legge divifatamente .k-I!. e veri documenti. Strillone ti. Megalèeie .Icki che venne da Cilc:dc. e di V. Raro monumento.. e fnrle fòicanto . Penata. che quello di Cerere fi era. come alho detto. e fi adora il Sacramento Eucariflico in efló Duomo. una logora tavola .118. 31$. e ben antica . mi lenza recarne i g-ufli . Seapelim finitili a quelli due luoghi di dj:i gran I-:.:.DELLA CITTA' che/tfx Eyne/it fia DI NAPOLI. ciie il poeta no"r. in p-ulanjoli della cojmu. cui femper anhclo Volniam Ischi qunfftmtm lampada mpfìtt: Et vas Tynàarids ..i ci è ancora parte tempio de' fratelli Tindaridi .i i^iir:. eve rrj fi ieJ.-cni: . e f. e rubiconda. che n'ho ractoti. e c. . c . Partenepe. ego sum'xux mundi: non ci fi richiede pronto tal fatica tre volte ove me intelletto.-rt una colomba lih i. iji. .r.GreEorio Armeno.ncne a me giova. che tutti . come cote dei volgo. ) in <]-. C m. ve n'ha in effe none illufori monumenti. . e vivace per intendete il penficro de' maggiori Nn 31J. tal . che finora nem fi km curati . perché era alcoli l'origine. Ed è motto benigna la forte a tale nuova interpetrazione . e Megalìene Greci fi fuai^inisi: . e ci dee inerefonc .> iJvjnw . perchè ( fi vegga rtum. perchè l'aveva afcoltalo dagli avi. c Polluce . e ti kuil.e per br ^iacun:nto per Li nuovi prole del firoamico Menecrate . In quanti! poi ad Apiil'i. surf». jn. non e n b-II. Callore . tic il noflro Duomo fii in darci 1 dilino tempia d'Apollo.è egli in azioo di benedire colla delira . Il tempio di quefto gran Nume flava c:ett. iica .i. troppo celebre il luogo di Stratone pag. ed il Capaccio pag. <? dei E i-j . ed imperciò lìcguc : ti a' fòli le z8 3 duino Eume- Dei di ella fra- tria Tuijue JlBia Cerei. pm . in dovendo parlar: della colonia Atcmefe. ci aflicura.. più della naturai grandezza .i il lungo ci riportargi > prenderci .li quale. timhrofsque magli co/nere Tempi*.e tonino direni da li. ove fi venera S. Ewi dietro la cappella. li vede dipinto il Salvatore lenente come iti trono. ove fi dice . die Ippocle . e fi prender! in grado. e colla linifira llringe un libro aperto . qmt non in/renda Lycar^i Tajrgeta. fi ferba. il che . die lì portarono anrono i fondatoti di Clima e Velie che in Naooli. Hes (Mcnecratis fìliQ!) cimi fide fot partii fervale . forum (l'jiam . 1 nifi pochi però.di ridirà i:it.> il ice Dio defili Eumdidi. feibaeo ancori.-. . '. ci trafmife le fratrie:fara degnai valore un fol monumento .. fe taluno ne dubitane . e conviene con l'annui nolii > . e col liniffro piede preme forte una ben grande immagine del Sole. + <-hljiJ.

k. CT matfth Di'ti . b fl. i.ttanqne .:-:ha m. curfu cui femper qttagamm taciti lianptiia mhsh my/lx. e per altri documenti . e perciò la invoca ne' ci era Tutine Adea Fòttvam Cirsi . di farlo Nume . .li no» il credere .!'< -. v. clic in quello rione vi eri lai fratria ì dovrebbe cullili oliare ad un poeu amico . che non fi faceva altrimenti in dovendo popolar contrade. filix Eumilit adoni. 3. ed ambedue eran facerdoti del tempio di Cerere quivi anche eretto. mi univérfale . v. che Enea ufeendo da Troia n'andava a raggiornar in tene (Iraniere focus . ed in elfo dar culto fenza fallo al limolò Siene. cerchi elfendo fua religione non di particola fratria. che all' anttchiffimo eroe Eumclo. le noltrc contrade . ed ergergli tempio . jSj.i»4 . dovette Fjrc Eumclo io Napoli. rapita qui ex ìh'k ìv. come poco innanzi fi diflè.v. n. FENICI PRIMI ABITATO I io pregio di li de'ncftri [ladri il ttmpio d'Apollo per quelli (ingoiare dipintura . Penotibui . CI . . corifee rare! i il più diflinto luogo della cittì Jìecome de'più illulìri è altresì l'tnfiri pomi. Sui» p:i:< fumi.71. c per mollrarci . il quale pnptilò di Fenici. riM:t.'i . portavan fcco iproprj Numi.-I'i ti:i lib. e cittadino : anzi Stazio inficine con il Ino fido Menecrate in efla avean foggiorno .i chi t:jrnu-r. onde opportuno mi offre Virgilio lib. nazion ben eulta . Furono dunque ben avveduti i noftri avi .tum\ e con far parlar Giunone ad Eolo contra Enea nello llcdó lib. che per piìi opportuno luogo riferbo .t. e che gli Eumelidi l'adoravano. fi doveva onorare con pii riti nel principale (acro edificio della città ed i conduttori di colonie in partendoli da' loro lidi. Crai mimi: mm 3 'Tutto tìb che feccano . i conduttori ài colonie . orientai Deità .

: memorie ti poco avanti Papinio dà fé tempo degli AugulU fi legge ed EJunX®.:. oltre affili altri pregi di quello rione già da me noverati . Auflì f tt-t-tl ai veri de Menatidre.ì due faffi quadrati . quanto Ibno piò vecchie.più certo . Dunque fecondo sì vecchio coftu me Eumelo ci condollè 1' Ebone. come Numi ed Ebone . e con aggiungere. c con dire lib 7. non per altro. v. riti . a tutti e due fi confccravano -. perchè d noftro co' titoli divini. . httpniraT®.«.alta Jìima. E darà gran valore a quello nuovo argomento della noflra vecchia Ilaria il doverti dire innanzi. e ne' marini del Ha*.cioè Cb. cofe de' ferali rimotiffimi conciliatili . o!< il eli dit .ii » fidi Tmise fd-jete . Ed ora Tappiamo .\ cnhma n.txrpùx 8i-k.-. vi conduflero la celebre Deità col nome antichitlimo . già da m': lipottanùm. che aggiungendo quello della colonia di Pozzuoli. e ci portarono 1' Ebone iVnjw-fn™ . (tintamente fi vede.-. ma non pertanto fi cefsà d' onorare . onde pochi anni fa fi rinvennero pieno ia medefima città . e nel più illufirc tempio . ed in elfi vi fi legge .ikini* Greca dopo la Fenicia . oB.ino .:v. anzi venerazione. ili) dalla fratria degli Eu mei idi . chi ci'cilo ijrati "l'ijj. e tutte la maniere di fin pai. il rn. e religione . camme le premier de! Dieu* . monumenti ben rari. viRofque Penule. anzi il primo. che Enea giunto nel Lazio diede umili grazie a' Numi liioi. diretta d'Eumelo. perchè oltre che fi profegnì a far al primo monete con fua bovina figura . il lungo mio dire di quella venuta in Napoli.i i-. che etti furono i primi abitatori.310. Iltempio d'Eumelo fimiitb in quella il' Apollo. ed anche il dice Spanhemio nell'annotazioni a'Cefari di Giuliano pag.ili :r.0». !a quale li lii Li jui^i.1m. CI fa anche fapere tutin l'orbine p=r iiitruJ. . cr ! il f.! portai'* i:) Italia . ed Eumelo . vivo ficuro. K r.z73. c' illruiiee. Qfi» irirf£» . e vantaggio . che t Fenici. che da me li è unito de' Fenici . che le . Uhm « sSj miti Tyrrnctnim iinvigtit sqsor in Italiam puristi! . fi a quella fratria sa. CELLA CITTA' DI NAPOLI. gu' on peni cmlietupler lei auirei Dienti: e perciò fe gli diede culto in quella più dulinta fratria. fi renderà anche per tal ragióne femore . che lo conduflè Mania clafjis .l!c viltà. die i poderi mutarono in patrio Nume .ilcidenfis. che Eumelo 317.dr. lo fpiega Stazio lidio dicendoci . Stive falli mihi debita idi:. iltum portati. Da lutto ciò . Se poi li vide coli' Ebone. puifgoe c' eli par fon moyen . ovvero Eni tea . i quali eziandio li portarono in Pozzuoli . n! .-a. e di lor favella Dvfar. il loro eroe Eumelo . e fermo 317.. ed Eumelo Numi Fenici unito anche Apollo Divinità Ci re . tanto fi credono avere più compiuta felicita . è il Sole. e le origini delle città. PenaIcs .. c gli Dei . di. Perche tali efempj rendono pago l'animo. e perchè Apollo fi era del novero degli Dei mmorurn zcnii uni. dvsari sachvm e vi fabbricarono tempj ? e vi offerivano facrificj. che s'augurava felicità all' acquiftata contrada..it edttrcr le Solài. perche. Eumtlo pid« diPuntwpb . = beli' non per enere aggiunto la piti di FELK antica.!. Ho fèrbato qui il più valevole argomento per foitenere . no.

die è ll-mbrat!. per non dire mio . eppure e polio a gran fenno: cllò dinota.:. cosi dice Solino nel principio del cap. DigiiizeO 6y Googli . e debbefi lodare .5©. ed occupata la grand' lòia . e li fece anche Nume dopo l'uà morte .ientiis. e ni)i:i rul.]--/: il. tre j. p.chiamato -"*-cioè 2o(. chi diede il principio alla Romana potenza.3.da tali eroi erano nati i Romani: nè fi porrà in pili aperta ragione di darti si fpeflb il nome pala ad Enea dal Marone . comechè raccoglie aflai al- i ™. 4. ed origine prima de' Romani e perciò fi legge «di' immorsi. che al dili.ivcric lia sfuggito quello lunga di Ptolomeo nella l'in SiuiLi.e tonJò il nuovo regno nel Lazio.mira. che pensò a si leggiadro titolo d'onore per ifpiegare . che fe gli confecri iipem. :. come era coftume. le diede il nome di Sardinia . ovvero Mi [piace.i. c la citta d'Alba . I conduttori delle colonie chìamavanfi paini.. O.i arnica . chi' tìm'a fu [mire. divenendo tali i fondatori i più antichi delle citta . e de' regni. s'ammette dal poeta. e benché quella Frigia colonia è oggetto di gran litigio. che qucli' eroe delia Frigia il fpinlè con fido. indi truovo in -:<.-. Nè mi veggo privo d'efempj: Sardo eroe partiton dalia Libia.' fuo: . perchè volea far lieto Augnilo. Ptolomeo quello conduttore della Libia colonia. che.'ina . perchè il gran alo di pater .ite I FENICI PRIMI ABITATORI il dine primi. ed inutile . foverchievole . perchè lo fieno Ptolomeo ci fa fapere. e crsavaoli Numi.

Romana pente.: tre volte Òmero ii ^.es. ei'aidu ilo n prode 319.li. i in. 1. per. n„t mine.Aifi i' imnnirahiic Kneiilc farebbe piacer non vano comparar inficine quelli due pran poemi.70. non doratoli (ita.mfsf ®' J > il. e fa . die in ì.t:ale .dia: e qi-. perdi «1 F-ihsl. . .4- gli 1 ©«™ 1 Ct:or.jjf.iT. ei>. t race X 451.. s ]'£> empre li vede Mw. A.S «-«.1 ertire.©.ppo i.'.a l'Onci:.1 . e min perchè da Afcanio fi fece Nume.y. . lem è indurli a credere... col. et' McttenCS aggiunti più diflinti d'Enea .! .im'ii il J mino putta ut!. J. come lio accennale. e . «i«r« MimnOn» pi- Tnijjno Duce pn'vir.1:1 mai . rWp .i acquali è rie.=i-.1. 1J. Quindi non fi ridderà d . che io ben conchiuda . ™> J»8. un. ci:nic altresì .fl . 7. e potea Virgilio fcegliere &>.! mi viene deliderio. s ^A> Amhifx.-..O19. die s' fèria r.' Iliade il darfl ad Enea. ficiome ladopcra anche con . per far laptrc . e ne' frefehi cementatori Or non raviil.«SoU'Étoi JI « ( p tiMTVs . li (fi'ìi!5 .io chi. Eumtlofawr .pag. che tale eroe Frigio fi fu l'origine dalla si t cd altri affai. che lì e fua invenzione.e'Maciój .^ ™.0 per acqua.iicinkiitire. e non eflcr fol pago del ragguaglio . -' chè eroe noiìro aciduli mo. 1.'. Si lodi ofit li chiamo Enta fwrrr. 111.si.che Euni-lj. die Vigilio fedele imitatore di mai il Greco poeta a' l' ufà/ficcome s^avvalfe'lcaTs àcfp'w.V..1:1. maitre combatte.

le Minerve. e non . come il noltro. mi raccolsi fi r. ce per loro i quali o non faranno si antichi .l Ina (. Vantino altre città gli Ercoli.ucl .:t Memnatcm ne come i*it"v»T!j.nervazione a nie fembra ftraniflimo.. .o.ì.r ftrano: ed 330.mn h-. che da niuno «min fi è aliai è pcrifalo. liam ben conienti d' Eumelo di rimotiflìma flagrane.dti rt-nH fV/„e JK.rf nio lihtf. perchè follo allo fiknzi in quale gnifa il nollro per altro non inerudito Lafena^ nf i-AT. : . Querele ci-.r/u(i-f rfn-rtHi- j:. che Lafcnn. o favolofi. St. e Rcinclio per Eumliti Pellegrino sfuggi ra! voce. CJY. Intanto mi fi delibano lodi. Oigilized by Google .--i-it.JVfo. layii-ii/lnriti glia piii riTfii flrf/ii/. EumJif Pli- Io non so quali fieno quelli che Parlenope fi fu fi.i- .FENICI PRIMI A B ITA TOR ÌS io.

i imi.-. quantunque fi di nrjflra .nto del noftro Ebone ciò.I10 diviiàte multiUime cofe.(che fono dello lleffo valore) i quali dinotano cofe generali.pi del «!>". che fi legge nel fuo raro 'firmi lacret lo riportato mim. LttMm . impelli {Diana) in publint òoves fault . fare lo Dello circa all' altro epiteto «Ws . E do fine con piacere al lungo mio ragionare d'Eumelo . il quale pag. Né fi penfi.ma egli raccoglie anche eicir. the (i diede a'Numi. ni bilognava. ma gl'ingegni fublimi amano palefare d'aver letto molto all' incontro bene s'affa coX a^it. i .175.qipur mnt:: .i rivi"^©-. che quei documenti. i quali erano sfuggiti allo Spanhcmio.™ : Oo TemJ. che dìè fi hanno Ibi tanto ne' noftrì . efléndo affili diverfo il dirfi noriw i B« Ni>jiTiiiis da &« -riilii:. e che tutti fanno..ùntno ne hanno ornati loro libri. di Tua Campagna lodi il poco innanzi recitato luogo del Lafena . it. che dice di A'tf/rf.-ùn. e non efléndo ufo mio trafenvere il gii detto. c rifiuti». ma più quello. ma perchè era io flato prevenuto dall'immortale Spanhemio ncll' oflcrvazioni pag.-c Lafena Campagna'.anticliiffima noria. dore . e fpecialIticnte quello di Sofocle in /lince fisgcllifert) v. folle uno de' più pregevoli argomenti e ci portò il tanto milìerioiò Ebone. mentre fi parlava degli Dei munii . Cerere. e perciò neppure uno fe ne rawifa in fui nollri Cajucci . per rilevare il nativo lignificato di taie pinolo. iSg a quel fifa Eumulh di Papinio ci s'intende fratria .104. ho flimato non recare altro del «mi voce appropriata al ntiUro Dio bovino. ove lì vede Giove ledente con una vittoria in ma- ™ì. e uavuon®. . 13. elk-ndogli «..T. il che era R.lm igni io a' mitri krilturi .DELLA CITTA' DI NAPOLI. e di Spanhemio ajutarfi di quello luogo di Soloclc. anzi r. ficcome intomo all'aggiunto iTicpiw'raTO. ir 1 i 1 ni alla dia dilìltl- ed agli D. fopra i Celiiri di Giuliano. ciò è dell'Ebete.i (imi compagni. ch'io lìa flato lungo derL^dT retare™ lillinia fratria. perchè non li i flato lungo nella no voce «imi. ed antichillima colonia Fenicia. tilt unii tali antichità non volle mai prenderci dimcflidwaa. ìiff*©-. che ha raccolto di Zf' f ™V. . bramava altresì di. e l'erbati a'pofteri si pregiati monumenti vigii. . da'noltri marmi Greti t fidiamo. e nondimeno tutu han creduto. ove fi legge qucIT eroe pieno di fmanie aver uccifo 1* intero gregge de' bovi del comune r! r-l fpinto da Diana. vendo vago d'averlo rinvenuto conduttore delta prima .leu ben noto. ed aggiunge un' opportuna moneta della città di Siunade della Frigia. effendo notiffimo marmi EduìAfiSu jf«Topi ! . e 759. e non mai ha voluto parlare di Eumelo. Rigioni. toS.h©. the Eumetù fi a l^i rtv-r»>p= Si è ammirata l'arte iiicccntc dd Pellegrini .: ir.anzi in quello fuo coniiiliilimo volume sfugge altudio di far menzione delle fratrie. e 37. e fpccial mente Ca- e Poli nt bneve rgr> chità nel decorfo dell'opera: e del fecondo. e ti'»ìi. 331. i .

de' quali ve n' ha parecchi. ed alla patria onore. lìccome poco innanzi divideremo : quindi foffro dura necellìtà di rintracciar buone. che non fono ne' divini tuoi poemi. moieftiflìma. c ben determinato: foltanto mi regge l'animo di racchiudere lor venuil lla li ilIuHie colonia . ma la pregio dell'opera la richiede. fatica ardita. Tiano. Diatriba V. che han voluto far pruovi . fe non me ne folli per violenza . 38. de' luoghi della Campagna. i ta tra lolpazio dì qualche fccolo.che egli ama Ipeflb trafcriverci. e forfè tutte. ma non della Fenicia. ed ofcurilfima. ma in altri fcrittori: ed ho ammirato. di Cortona pag. Or io per recitar cofe altrui. nell'origine de' Tirreni nel to. che egli allatto non conobbe. che da'Fenici ci hanno trarmelìé. non erano ra. e non mai nomina tal nazioneicon tutro che Omero. "oltre le non poche . fi leggono Son i coftretto volumi di lui da tutti gli amarori del non volgar ora imprendere opera più dura. dovendo io rimettermi all'età si vecchie. Capua jì*. I: n'eccettui il grauJOmero . ed . per fermai tal età. e vivo cer- to. come ha fcritto Camillo Pellegrini nella fua Campagna in parlando delle colonie antiche. perchè a' tempi della mina di Troja verniti i Greci ad occuparle . e rimote fenza valevole foccorfo di fcrittori antichi. che fapere . e Ipecialmente di quelle di Pozzuoli . e di fua Capila . che pregio aitai. eppure il vide tante volte rapportato dal Cluverìo. 718. I moderni . degli Accad. ha rinvenuti tre foli luoghi di lingua orientale in nollra Campagna.ed aflàiffime voci . ed appone quello titolo. e facendo lunga menzione de' luoghi di noflre fpiagge. e dimora. come ufeirne . il quale in dclcriverci il famofo viaggio d'Ulule .I »1W FENICI PRIMI ABITATORI no coli' ifcrizione ZET2 non ifpaziarmi molto. di rinvenire l'cta'di quequali nenoltri lidi li portarono afar d^-' Penici vita. che da lingue orientali trattai forcine.di Tiano.e fema di quello non avrebbe compilata la fua Campagna. dalquali io non imparai mai . e cimento di determinar quello tempo . ed appena cita il finto Orfeo pag. e forti conghietturc . il quale con aliai erudìtinlmi libri ha acquetato a se lungo vanto. fi fono (Indiati di recar ragioni fero polla cura aliai fievoli . tiffime raccolte. nè T1ANAHM02 ZTNNAAEflN . non le .che ce ne di qualche lume. ma non s'attenda ni anno fermo . 3. e perigliofa ncccITÌta. i quali avefalmeno leggiera a definirci inficine con poche cole. onde di più folte tenebre hanno ingombrato il tutto . non ho nel Tuo luogo latto ufo di quella Spanhemiana crudi/ione . e dtfperazione dipartito Non i mio colhime tifar le maniere. che il Pellegrini non mai fi ricorda d' Omero . come egli Retto il dice. ciò è diAcerTa. avendo rinvenuta tale autorità nel noltro Lafena . ni tempo tiretto. eziandio il tempo di cffer giunti in noibe contrade. ed io in quell'opera n'Ito mol. destaltre voci tifa . Almeno il gran Mazzocchi . che le orientali . ? : nè s'ammiri . che io non ho riportate quelle tre incomincia a patiate adi' età delle colonie orientali di noflrc città contrade. Oignizod b/ Googli .

farebbe flato ben lungo il mio dire. Debbo fa fi fcriveva . e l'arte di condurre da dalle finte colonie . tri rilparmiar fua fama. che ferbanli in nefìra cittì perchè . ma nelle vcrfioni. nomi. . e d'iflimno.Si afeofi . Ihito ed in anche follecito de' mediterranei . che veggonfi in quei. tanto più e . e dedurre da si llranicra lingua levaci eziandio dc'fiumi. de'monti di ella Campagna .che mi fa. avendo io pilcfalo.DELLA CITTA' NAPOLI. che fono nel lido del eittì nella lungi ferie Campagna nel lei (Indiato trarre l'orientale etimologia de noltro Cratere. DI 131 de' nomi Fenici di tinti luoghi di effa noftr» principio di quell'opera. Si deferivi in qual manieri il Pellegrini il giullo. né Oo )Jj. percht a'fnoi dì con si pronta guie nella nativa lingua non lì leggeano gli antichi . di quei. Omero fine di . di Pozzuoli fé folli . che l'opera.ed 1 hi pulito il rigi- do di quelle colonie.nè ci erano molti riportimi aiuti.

quando quelli già avea raccolti luoghi degli antichi nella Tua il Pellegrini ha adornata Tua opera (per raccrc. e non credo. ed adoperando ciiando i Greci falli fcritti . anzi mu:iv. 334.oe di continuo. .'A: eraiologia numero.hi. all'un . die ci ha in quella noflra felice (Iasioni. ed altresì al molto. che nel uiir. che fiamo lìcuri . il che egli non fece. e ricrederebbe a.. avanzi ben pregevoli per la Aorla..ardifee dire . e di elfi poi fi i . Tinnì il quale fe fafle llato nome d'eroe venuto a fondar noftra città in tempi si rimoti.LStrani difende da te. ti ufi efprcITioiii affli odiolc. parlare . Tacito.cd avergli mercede. ed ognun sa-. porre cura a inoltrar . ne poco. forlè per malagevolezza di fua Ha. la flefla fvantaggiofa maniera co' primi favj moderni . che farebbe vanti mio (lento . che egli non mai gli nomina .l'artifvi:>. Quello perii .n Lir ciò avelli.T«!lio. uè ii richiederà di me. ir. u Gr. ee ina poi nel Cornelio dell'oliera li veggono cllcr cofe oiivfclicemente dette. o affai tapine. che niente regge tutto ciò . e ad Eiiodo. perche anche a quelli t itoria.i anti. che più Ipiace in (indio Cinipino llorico . e non di una collina amcnulima .no' re e "orile * ed li! airo r. ben p-cgian. o Latino. li è. dapporre odiofe paroe rifina . nell'indice .ma per sfuggir foltanto di rispondergli . autori. che ha fcritto dell'Argonauta Falero. fcfle. che i più antichi nona abitatori li furono i Fenici. e quali Numi altresì ci portarono. e li: Iliaco ! mi. perduto di dignità. e Pozzuoli con favia arte riporr indo gli utili :ri ned' origliai favella .-j. a ìlk»no . con tutto che egli ci di le pure fi. ' K fiata lista li forte ad Omero. e fi fpiegano . che renda note le ragioni. av :1 nollro Stazio.che è valuto anche de] Latina ) osi Imga liillérciKa. e fe tal volta li truovano fallire.>r ><lo il Pcdegriui uè imin uib ne fa.l elimino il leggerlo . chj di cavila colpa alenilo oli ìcularlo. pree. ed avendo io con avveduto. è dura imprefa il riprender. e le monete . DigimadbyCooglt .tfì FENICI PRIMI ABITATORI I do penfare. ti. fe m' induflrialfi ora. e lappiamo anche il lor conduttore . Perù mi lì permetta il dire. non fono in d. co:r. e veri de'Nupolitani pofpone tèmpre «'Campani lenza abusilo (kenilani. Arìfoteh. eh. giurie. c non bneve ftudio dhlinte le fìnr egli in tutto oppofto le dalle vere. che gli antichi s' iUuftrano . notato .'.lo p-ernìrro mafatica. o per dir più prdto. come con Giuf. fe non quelle due parole di Licolrone. non s'oppugnano .ed ai fcpolcro di lei. perchè il Capacci lia fornito fuo volume intorno all'antichi cole di Napoli . ne mai lì [lanca. di cui altro monumento non fi ha . Non di è ondalo a grado i di recitar il nollro Càiuacci .-.-oiro. ellsndnmi celk. o non gli vide . ed anche del tiollro Stazio inLorno ali. non farebbe ita. Scaligero. Non per iiiiilìro talento mi fono indotto seir ciò coiKro il IVIlegrin. Al certo. 3J4- Il Pel Ita' ini ntllifuiojerB rcnfnndt il tutto.-. i Mamenti del Pellegrini. che il Pellegrini ha unito intorno al nome di Partcnope. lìecunie anch. né rifparmia patrie verlìoni .c !e c .

i li è Sembra l.DEI . perchè quell'emù ito Icrittorc .ULe K iu:i. 3..t.. in 'mn mula! pili «ehi-- --ii argonu-iuo .i sr.: 1 .Si rl[iotiin3 i fn:ii.-t- Il.-.. Jijit/ di'\i-ji-fKmm tal m Qiisnds nitrati colmili {filiorum J.^Ma ? r^/ci .i.uij.! Napoli.v e. C'i: pentimento.to filo accettevole dira tratta dclBodiarl.-n'.n.' [".. qi l iiyÌ!':. linai pulci}.'': Ionia : min dopo si ar. dd Oli.!. iii_q. t'J i di-Vii: rtc. .•].oìffii i . : Uculh fmit miJ:iì\ ili.-le.i.li fi .>: li.luo cxalh i..rit.:.-.-. f. clic i tv.i.mi\ in Uiiuin -.LA CITT A' DI Vcema™ .l Aut. rin.ilcid.i.o .-.jrm «'i'id ii clic oiiuiuli colunie.ui. Olgliizsa&yCooglc . .rilL-imL-[ico_a nix Grigli.. il Babilor s".:-. fifpinfcro in Itali! . il gente dopo fi evidente 1 .iiii l.iv.ì-. hi dì nef 'ufo «tonA Campagna.-: t.i.:ns. C.i . mi tv tutte le provmcie che i fi^li fohhrii'o la diGiavan cr.

1 5 1.c f. lume si grande col fuo ammirabil fapere orientale . cmn Jo/ae Ckimiiis riporta nd t£ lì Nuc*".ff. <S" hnlimn...vji'ji rnì. le quali in corto dire ho raccolte per palelare la loro varieti.-.! " potrebbe ridurre anche bene a'tempi Bat Jip. del quale li vale anche il Bodiart pig. Si propoli! li manieri.rv tàs AV/xis . e crede. 1. quando quelli foggiogi la regione di Canaan. ( . dello e . Grtcitm paia. Potrei recitare altri favj fcrittori.?r:tm maini piai id Tyrrhcm prs fc fetant Ma .:: il JWazzocchi pag.pi iliut Europi parlet il & . H :. iic Vel-ft. dandoci predo che quello del Bochart. .x'-<j re . naan 1 6. che ne folte feto Giofnè la cagione . uif:r. famofo luogo di Procopio. Tali fono l'opinioni intorno all'età dell'orientali tra fm inazioni . è Mais noma! prima ti v'ideali- ne' bronzi d'Eraclea pag-7]. e v'aggiunge altro limile. V. i quali lì fono ttudiatì d'ili* il grande argomento di quelle colonie antiche . ne'tempi anche diGiofuè. 515. che ciò era Icritto in colonne ncll' . lìeffo. che tal diflipatnento .-Hii Jafxtt dcbclleioq:ù /. per farci credere head maltis pati fumiti tfler venuta nel Lazio quefia colonia: tanto più.gli piacque nlìbhitamente definire.:.run: .rv. col. e come molti fanno . ed ha dato afili altri. che ne hanno Icritto. Dtfiptcmfilih (Japhetì) duo film» in nofimm Europam migrarum . ed incollanza 330.j. h. riempe Tiimi ..g.i":s r'r. . e d'affai altri: avrebbe dovuto valerti dell'automi anti- che . Indi ci fa fapere 11 p. che piegherebbe a concedere.. 5:5. e non meno opportuno luogo di Eulcbio: Ofm ìfr/ar ini Tp«<m« tù> ufi™ l'rpm\ t4 miiroii TeAc'. ha compilati più .!•- il l>!l. che il Mazzocchi e oppolìiflimo a tale opinione . a dire e quali lo jìeiib. N. atque Africa Tripolini hihabiumnt . Spicilegio /!.:bere yi'.. la prima nella Ragione Babelica pag. i. Affrica Tingitana. co. gii previde quella doppia difperfione .194 I FENICI PRIMI ABITATORI ma Cluverio.iiv ù qi^iiTT.ive fitii . L'immortal Bochart.:jgi. :: f'i ri: . ir. &c. eoe» li pallette dar qualche ftrmeii .itioncitl Fi'l. .' i>S.attribuendo le grandi popolirioni di quella gente orientale intorno ad otto ferali dopo la difperfìone Babilonica.44.-.:-. 108. hi fugemat a confpella fillomi» ìjttictis.'iy.\:a?. ivj -rsgn™ I'pjT" lì >. ovvero Fenici libri col titolo de Piamcum colaiiiis . e perciò non fo menzione della lunga opeInglefe Tcofilo Gali Gale intorno a quello incdcfimo malagevole ri _ efe di Teoiilo foggetto da me lodato num.il quale in il arduo argomento è ito tanto innanzi a tutti.e lì è quella degli fuggiafehi abitatori di Capag.ik::T. che la gente Ebrei /""il fubitu dopo lac n p l'animo tanto variare.'jiw:n e ci dice l'rocopio ..l:-z u'ià rh f ri. e comincia col poco avanti recitato luogo di Procopio.o5.i::c e. f io: prxfertim cmn far . La feconda dilperllone la iìabiiifce .

:ie:iiii . si perchè ciò più fi affa al mio dire delle patrie antichità . perchì fi fami vie più cià . OigiuzoO Of Google . 554. 8S. . che le fon d'appiedo. Parteni.e l'opra i nomi delle confinanti nollre Provincie. . All' oppoflo Teodoro Richio non fu pago d' effet si corto . fe non folo ala-m hio^hi de. ed a'iuoghi. acciocché s'abbia un' ditta origine . clic i favj fi prendellèro la degna cura di eliminare i nomi antichi delle loro citta e contrade . Stimo opportuno non dtlaminare . •Rnotri e* primitiva balta in Laimm prefetti pag. De Ahorigìnibus prima Latii colami pag.e nomina molte più nazioni .i!Terv. e v'appone il tit. clic due volte dubiti tempi Babelici. credo.'V quando occupò eia.8 7. h:ci. e perciò impiega pieno che intero il cap. com: a quei di Gii^iiè Si bramerebbe. ffimrri Grecie oriiru hjj fuirint. il Maflei nelT ofiervaz. 337. ItaL ed alni alfai fi fon tolti a far pruova del kir fapere in si malagevole imnrefa. e ficuro per le innu. cs tempora paq. c lì rende difficile il dilgomlirari:!ii dille file regioni sì a' .mo:.ni brievi d:v. In quanto poi a : nella quale tra noi fi portarono . gì. del prodromo.i -oliiane fpiagge . nelle fatiche di si illuuri ingegni vi ho rinvenuto dell' ofcuritl . le ve n'ha . intorno allo fieno argomento.DELLA CITTA' DI NAPOLI. all' ormilo inumili . ni so perchè quelli non loda il Richio. che in buoni patte di queff opera n i Numi.4. Il gran Mazzocchi ne'comentarj dottiffimi fopra i bronzi d' Eraclea i entrato nella dura imprefa d' iftruirci ili quali tutti i primi abitatori d'Italia . 0 agli eroi di 11 partiti . de primis Itali* «pi. atti Seni. che lagcnte orientile fi Ipinle a popolare buona parte del mondo .]é. e lìretto . C. .!b. la. fcheduna provincia. ed il nome flelfo di Partenope.colonie nuto . 511. della confufione .ii. &c. nè quei del reno d'Italia. Urrurn Ciana . ed olTcrvarc.lii.' . che in Napoli vi furono Fenici.ni di Saturno.r. 0 poco lungi. e ben perchè io ad altro non fon teragionata di quelle antichiffime. 3H 7. Cererei . e poi aggiunge anche il celle tt anca mno^ e vi fi ravvilano in buon numero i filminoli nomi delle prime nazioni liriolr: . ma tutto ciò fi vrà. onde ci ha dati gi* & dodici ben lunghi cap. Ed in quanto. e m'aJlengo di dire. Anche il Oliverio nel principio dell'Italia antica. aiutando l'etimologia co' fatti (tarici . Ak. che ho (crino de' Gionei.. perchè non fi può lungo. comechè non fi ci i dcnla nube. 34. . ed sni. ce.-. o Gioni nel mini. . che il Mazzocchi. Dupri/nisltslit rnfonit. come altresì . indi dar qualche brieve raggio. nella quale occupi io: 10 ie TvT. pag.1 i!ii'. Or io. 1115 ni il Gale fi 4 inoltrato follecito dell' ci:> rfì br partenza Si hanno dunque certi documenti . dell' etl. fe pur non fallo . fé pollan ridurli a quei dell'orientai parlare. L' mlor ii ijiicll'opcri i ben pcrliiafo della stia diffidili! di elfa cil. che a render tal merito alla patria .& J incolli pag. e fimili con quelli titoli.8rf. regno di s'i gran provincia. in oltre .-. re«:io nollro . fri me . co.-. De primo Tnrcnci cxordio fui Noactica.in v:i. annot. che ognuno ne fari rimali) pago. ed in qnal fécolo .

con iiihcerc vi fi mio argoment-O nia : e l'altre annovererebbe rfi . qrieritali etnt dall'inctrrt . .GiavcrcMiciii(lir3n. e perciò non s actribuirebbono a'tempi riniotiilìmi 3j!. co- perfapcmril [tropo. in dir venne Ira noi l'orientai coloo è ignoti . o l'emplicc- la di cui origine mente Greta. <> barbara. la noflra città. . mollo fi affi jI rinvenir l'eli.rl( coloni. il eh. DiginzedbyGooglt.

. buona parie de'popoli frtpìi. che .. e .th tisi Muzocchi. die dinota dclvrèari. guati rctlia ufi TÓireJ. alle limole-eia i-xpa. W-S'PW' t'« da JijÈiii 11 rcfiilt inondo . p^r .-.~n:.u^si ilal onde il grati Maz- m "™. rA.i. per efem|}io Ahorìghiis . dal Bo. DELLA CITTA' me DI NAPOLI. eli' è Io Beffi) P|i . lEtatrii.e VaXro lua™^ vuole egli the laiibra dier certa . . JA ( /. Non if alarne. niu!i:i=ia . la vuole di J>£..-t .' e ntf toVo™ m«^nnotSi . !. là-vj .. alle niiiii lì e else mollo n' han (ietto . .. ed altra ci ha tra i i>iti ([utili. May/. .hart farci leale.m:h o ) rtio: e proficgue. ed è in lutto oppila al mio dire 5 che Jnpfxei dui dal jid. ipjijjiiiwiii . (e fingerti cITer obbliviufo t-k'r« e .:[)!.. iliijipavi.

nju? -s l n h'ì detto: c mi ajurti izranjio il colkmc .:>. all' altra crudi/lo 1 - i I i H il .: noni.:'i.: Dipjlized by Coogl . ni W f. i Ji cui f^ii vennero il far vi 1 ino hinLi'n.j non ili^a f s.. da' -atri are Ti lui.. eli. c si'.Mli: m .i-::l. da /. ii::.<. C.ili .i cLiik'ì:(] ittlli.. tiinu* l'i^n ir. !.tì . FENICI PRIMI ABITATORI I orkr.^it.'. alle Provincie. : :.' Nè voglio eflèr dimentico di rìfpondcn.. comt vcolc il Mjiucit.

ita quelli gli ers oppollo: fotte Olio il Chetili OOT . . t concinnile pag. e far molto Imi vie manine d' ajutare ciò. per più ragioni aJJotte. giacche lappiamo . . che vale molto nell'ai me Con liceità erudizione ha inoltrato il Pp 3+i. e fugati. Si follicat 1 I Bochart * etimologia iti Batluri. C. vi lì è appollo tempre t-i'riDf! 41+. /latrar ut i/fui Phauires d . che la nazione Cananea polla in fe dato il nome alle regioni da dia occupate sì obbrobriofo ti. ma riif figittat^ e PaUJÌma. che DI ti. : lentimento del Bocha valenti atì aver 1 11. effcifi fcritto dal Mazzocclii . vede tra'.DELLA CITTA' Mazzocchi. perchè dinota gente. che Circtinn b vóce pura Ebri per ritornar. 15. ovvero c ri Mi. 1 igto commini in fagsm ubaili.intorno alla voce Cim Gre- . <vt7 Crei! iirtifl- Crethim. lin. iti fa. „ Creteli. che il nome de' Creteli chiuda rea lignificazione. jrfe/J l rifondergli . Japygij non fi diffe da . c tflirc /wiim-i: . onde fon partito.

hii dK-r di:.-'.'-Wf.jvw..hi . ii:.. STimoin.no Oignizoa D» Google .. . the unti Gfvj non iitnf.CI PRIMI ABITATOK r Ilio ahdìm? £ "avola di idu li Minos furono i Richi e vile .k. e deli : . ibiidaloi lèro mente a poter udirne quitto fjmlolb Jnpyx f^liu di D. compili: gu.i iìmiiiOimi e riti! to più .. variti Fenicia. e . le quali li loro felicemente rtuitiii'e. td r.'!5 .ilu x\ vero l-ipkcih ]ì-: -.'d.dk-.br.lKii alire voci .i vV.ku. che T:.

rd-.!:: rtd dopo abitarli elle. come lio dello.&c.b::.min Jt. beiieliè il divifionem jónnf : aLi-i. avanti la primi. e luoi poderi 1= oecui'arorio . e 9.iceoè lì rinvengono nelle tirare Provincie anche i [alien di Giafet.aos .>. are l'altre colonie.. come da Phaleg 1 Pelaci qiuli in cgni j-. che già fi da Pelcfi-i elea come P/s.-piyJth .-f:'Hiire:i cuionia anè tlnveni'ta oi'clla ::: -J. quella. Jouli pag. iv :.uneì:inu!i. . I\ì .: /..Wt(i ia»:mdcm . che fi 343/ però.u:.Lui:.h-.v. che li per pollarono nelle contrade a noi vicine .t gente orientalo: c confermar quello mio dire. jimiea. i'a<.v h. : contr.-.™ da se . f .7 fide.ni anche occupati il.\. . 7. come ve^a mollri trcv:ir(l (]-.. d.jla colonia de' difendenti da PUeg. le in ilcrivendo le cofe non milieu. provincici 11 para.„.-.gno..!: J:.l a vii latamente dice il Itazucchi ne' hniii/i il' hra:lea |'ag.-i.1 quella codila in re if/h j.-.. dtit'.:.: f:\nl !::!.. «. uopo aver molto detto della iapigi:!.^«-..come . giocando mollo gli efempj de'luoghi non molto lungi ih nofìra città. come forte temo. tteapavcri/it: it. 1'. ni Aittiit niarum moie bine indi: e.r ìopra :L dei-eli i„j\il.é nf. : eie* voto 1.. Krqu.. che lieno ll. Pelala ri lo (ledo alTerirce Rei- anche apporvi l'aia- e.::. Non y:. fpiacepte ctifa . entro a divi. Ci è f'. che fi chiamarono /.otiLe di ciccnix mutando . gi.i:. .1t! pag.: -. ove 11 di loro il r. ovvero Girini in Napoli. non lata chili .v.ilii Pclafen il . the partonfì d'oriente per vtnirc iti Italia . F "era ollervato dal de Slraba /li.'/ec vinile la .: f.r.ìh. primogeniti) di Noè.ilio . Il. Fu i-i. edere tal mine decantnIH n: il..rovincir.. ed li::..fy>i ci aomiah Micio.*-"' re.ice a. 07 Kinrr.?. e (arò pii hrieee . n» tlV ll.i .y^ir.:c:l l>rf. perche . pag.' : lo fieno ridice nelle Stive Ftlceiik . che uS. th. clic ha am'olte . (? fa"'-'-' . Prin::: che in nollro r.i.:> ../i:.c:ìer .. J.. ààntkWilìmp ufccndo o iij^hm d.. 54-. vede.-/ li liriveniiolì l-'-A. ami nelio rf/J/m. i:::n-p.-..DELLA CITTA' DI NAPOLI.-.:(. coL 1. '~ fiaertlufiom Molimi' /1/iaJ. !. pfl- torità del 100.wtw appellala Phale| otiendit ? Èw lui-.11. 1 ..e. sì :iueora .La & 1 | : fili- gran Salmaiìo P*rt% Pih/k^u». .. ci i:hjntii:i Acciocchì il dilcotló riiomi :i! mio ardimento .i . ci e\ effe a-yt. re.::.:.1 .r . enò dice chiaramente. JVi.iigere 11. ubi . marni non Pelafgi pagi$i. 345.s : né fi dimentica del luogo di Stridi.. : tonnato Pel^gus r fiali eiimolcrjfl ili qutìllo nome..~pp:-tl.1.tgoy«m tìflìmm» . 1.»< W:r. tim-ni Hod1. ho deKo.'.. .! ò nel luogo cit. alla.j rotea un ..: ditlùs «. che fc li triiuumi Gionei .iaild. p.t<. non fi farà maraviglili .-n.ife cól. qwd inibitore.i.:. r.. Sl.m. . i i i : .ia quei.. . di- Hì'IIiìIiìÌÌht il l'. tio. ed ove ella non li trno'va . . 'Sei [jilli-o restio la fàry.

iVI. w (Hm »J unii.mh::<m: ex l'elagad utthuuni et Pelargli l'elalgi rvafcrìmt .:-. J. e 1'-:.' r-"j-. i-srt. to.i'jv.: uu C. i'.«raf.p. ov. ficconie Csmilius li rinviene trjnfincat (vide gis Pclargi .i .c-ni pj/lnis pmguilji- e:'. ovvero la fua..:m tianfiacTcprincipio al filo dire Prosimi pivfeiii .i-/ .UÌmo nome : credo. iwhiw) divk:.. fi -. veggali Bochart pag. Ma fembrano crudile m.i:!i /< J diga h.::::l. Ofrì oteuparuHt iene isfJK.l.ir.llarLi '-c t.L {TUKxiyti) tu* s»j»i'm Kxwwàt iL'Siw to'». Ma Stradine .:. OignizedbyCooglc . Birrai! TTiSw. Ce.![o g^. ove rifedeano quelli Pelalgi.'. e cosi di li porto ad abitare in pivi 0' uia in c:r.i:c.) bhir . e^-. e veramente f Alicamuffèo deferì ve con ben ampio llile l'innumerevoli provi nei j .n.PòiBpcjot. .ioi.r-S.rl.-ivj- ii^:-ns:.remi Pclafgì 5 io foltanto raccoglierci le Ki'm-j. quando con buona femplicità io potrei dire. e menarci vita. -. quoi ollaii Sarmit filmini . >.-.Bochartpa ' ì fa.i ( Kf itimi } i^ niXss-}-)J.» Si ma iC »im parole. ©V. !::::.non fi pottl negare per le au. le quali apiuMeni. cucila doppia $/.b (WJi Pclargi .'-. aut. Mazzocchi li è ingegnato d' invdligar tal vana maniera di comeché r:.u:-!. t.miia. i. 375. riui i+i.l:i . «in un illuflre luogo. rinata bine a m c/i (. : o. rimane folo.4j. nsì cit. che gli dice nsuraw rag.d afpcRnquc iucundifiinmurn barbarica.ilc (finimento di tanti favj. *.i ..s!que eorumdem nmnm .i d-Uii antan muliuia dindio errando Hetyurìx . .it.i gerite l'elafga.cl rerraC&. 0 Falcgica intrida del milito regno .'//i!'.7i<J. ti altresì ia nolliiCampjeaii.i:i:mll. e hinghiinmo di Dionigi ci p. Ds- torità addotte di che folo ti »ujn-j i palcg j'is Si-> fit «i/ire c/ifl* . i.nrr.pi\-.rivi TtfVu'jl.snti Maiorela .^ -ri ixf&t&iìi hCpvyms [lini! su*. che er. Tf tifali. «'» f\ij. comunale tal l: - . campakit parici.mt lafgi ex Hicmmiia . zìw q.ili.ocn. s-itjwtfs «ito. pili f.:-/ Ì7 Ptlifei'-in dicline pioriatic icln»flio regna. Il Oliverio iv.p1ela2pag.ie in u-ytia gerunt: hot l'elafe! (/? ..r ' itri[![>C. ci s™" Ar.. e per l'etimologia della parola fiefia i Pcbfjji Rino i pollcri di Faleg .-. 344.luogo.mem hi f l'clifci ) c-tuitm loca Campano.ziiiirmv.S oi FENICI PRIMI ABITATORI I fcmbrando mollo di'scncrante banchi.ileia. ni iripiiffì i 2«»©.li. Se dunque è certo. e quali documenti fé n'ha.u Ki7[«i-. il fcriyerfi.s. the al Pcleg fi è aggiunta la !... che li vegga (piale provincia del nofiro regno li fpinlcro ad occupare . che [vr r. OV»i ti six" t'ifi^! Ib/nnbu' . fm$ent : fei qui* dagesCA* Ps/fc™ jbmk m fitpìjfam s Infima in de Inter. p.l >.ivj umiini die i'.":ii . Non dehlio tacere le parole di Plinio. Pilnfgi tenucrunt. tciiitertiut r.? . inde. :ur. & i : h ' ram.::t. . Umbria.: Ti. pcrmut.ii.'ìl' ita!.e fi fu la vicina Pompc/i. '' ' ' cambi uni Ebrei anfkhifilmi .-) .tiinq.io^ uilr/. q::x pijli..e pag..')'/.nmcis ha voluto anche pulfis ab co loco dillinguerc la cittì di noftra Campagna. ce. che non è rara cofa ne'nomi proprj .'s ì'claggi dicinài Pclaggii o/... Latti. ovvero Pelcg . (j i.i un m.

.riverrei ili e qmLiiL. nell'annui...volta na-m^n iti vece di n^aTj-oi. perchJ i quella dinota b^vace veggono in nani lmfi°. die In dò fa al". ovvero adombrati li verità de'fantì volumi: giunfc a'Grcci la fama. ed anche in alcune ifole fi truovanti Pclalgi: <•« cr\ak-rii .-ì. 11 '. e per cofa non penUu.s! rame folle ut ilo per accidente.i rapirne rezza.v F..evule. -A. e ttn.j. .. il che s'orlava fole. a ™. soi... che attempi dell'eroe il : ) . i ogrr.«»:«). e non so le farà a grado il pcnlìero del Mazzocchi pag.vi ir. è Pelati li fece la iamola diiperfiurie 345.'. Diajiized by Google . e Latin<•>..!. con ilcherv..r lVbrsi i ri. i-saivri il Caldrjs mutazion di lettera . quando li comparano alle cicogne..m rinvnui. difliro Ti/. . <Sf 1 gim) e* Chniàzks ditth&ì tupaie M Greci i <Sf .. fi .:Uri :i..«. ndle Sd'. Ma c-vvero i-jin l'nan palelata con chia. amen ì&xm r/m iIrei»»jK*. Ebreo Phileg . (prò D'jbfl Felag- ma [:.n:.ino Pelaigi : è troppi) il c::fhm. i.Yivj <f n^ro.>::.:n ìi.. . pache in quaìfrvoelia provincia. . efBiik) u%irv Biberim Mao .«> no» tonfile t ejf. che a difegno pnfji/i . ut Pcbf&rinn wimei . nolo l'ufo prefló i Greci.'..ii cl . ramile le i.tì ^..>-.DELLA CITTA' NAPOL DI di lUKxrrvi.t« ..:.=-•: . Si di una torninola iasione.

Jiccomc la gente J4& Luogo diTiafinii Cendi ni ledili in t.f.fii--il l'i die dipo di acero ceril generale gami.lo 4 I FENICI PRIMI ABITATORI H .>..i:i a tic tuffimi Sv\uo lV. così talee..< Sf. .'. ed ì\:.vr:('i 1 il: .rie.!r:i diluvio./.(]:! li r. a. :ii.i fi >.vj j-iVS. ti tamente (pillino aiij[y.. !. che ': r.. J'speli fot I» vaili ddli diCjitrlìone dille [intiin tcoifc Hi . tutti tr.ii'i-fj ..^ che la terra |im!llIÌ= vcili.n divini imitili moltiplicò col nome . ss* cita quelli rafi.idurrebboi>o.d il ri ut rtclr.(TÀfic veggo infcEcemcntè tri accaduta mli' ti. .

lì dice TììKuTyis fucilo alvino }xhii ig. l'altri ncll'OdiflL-a t. Glie vviw NAPOL DI Omrùr. Onici.ami f-iri^i ac ivìlli^i 177..u . i.n. r .i siati \ai.) 1 : lVi.DELLA CITTA' :rfi il.! . i k « 1 nomina due volle con n.1. .u luoghi dì Qq Tom.: . ed in tulli c due i in .

Baioni fttfidaa hybcriw-frtgurc-hiftifts: .-int. E forza è riflettere .! il chi . della dilpcrllone della gente Ebrea. a' l'elalgi unicamente quella di È?oi Quindi chiaramente lì ravvila . e fa d'uopo eziandio non obbliar mai t che i padri delle nazioni fi creavan Dei. t. benché ingombrata. e darli non in effe oracoli. perchè fi appella quello primo Nume anche . e nuovi tenebrilo .'. nè fi potrA dar altri ragione del chiamarli ..MtlXT UTIrfHTOt. perchè vere.Vl3l * Dtdaidce. dell' immortal Bochart col tit. ben noto Ebreo eroe. come i ce- Qui ci dicono. five Ro348. che così gii fcolialti . che quella città fi lu ilfuftre. perchè tal nome le tu apporto da Dadamm figlio di Iirvan. non per tanto [urne. che agli altri appone". che fie fcritto intorno alla popolazione de'di tendenti di Dedaaim.:o pregio. come la tradizione . Hilary oti Sai.'. i cui nipoti . del lib.ma eziandio. Dedemm . Il grand' del bello mentatori tutti celebre l'oracolo di Giove be fi nonirjW . Tallire . ma di divini . e fuperbì templi. . Si sa . s'offava.i LLiit. ed alle città di rimotiffima Bigione t e di (ama illulìre fi fingono prefedere le primarie Deità. 5Toi Ilr. Jupilcr re. fi dava per mezzo di colom. che occuparonola Grecia. InBtti-cttbimtts -Achille priega Giove in favor di Patroclo . Aatfainùf . . »i. che. 11. che gli va congiunto Omero leale cuflode della più vecchia Boria.Ir. rrto'Sj taìur . e pressi: egli f. quanto era Dodoneo. Sarebbe ben novizio nelle cofe Bibliche colui. e fama. ic min perchè lì la fama del Piulrg . e la religione di Dodbna. che in fua vece dee combatter col grand' Ettore .. che 235. dream micia Stili Tui htibitant fiKerdotct ilhtt-pcdiOMS . che in nomina dieci nazioni e de' foli PeltUgi dice SI** n'enumera quattro. QTlTr7tTs£f. ed datagli in in dio vi si bell'aggiunto non credo Ila alcolò il Faleg del Genefi Zìi àia. ed anche perchè li dice tal nome nel numero del più. 6. che ignorane quel molto. 0 Jon.3 oS I FENICI PRIMI ABITATORI lufirc aggiorno quel verib ce!" ed Hilary?! . e benché fia fiato agi' interpetri antichi . ed altresì il TliSi raiij . Perche Omero bina Gioie co' titoli lu-iwùi. in quello dcll'Odifica follanti* agli Beffi Ti : non ha Omero ? ne' quali leggendo» quelli quattordici popoli . y_B1l1. Digiiized by Googli . 3.irb . benché l'adorni poetico. fe ofo dire . l'appellarono Janìo. che da quelli vcrfi s' apprende. PeLifcìce loiige-gtnrium iahitaas. % rin*r>ni. ci ha ferbato in quelli due aggiunti AhEuixù©-. qui gir trai crive rei . Sari altro luogo d'Omero degno dì più follecita cura . dal quale hanno effi origine . 34S. che a' tempi di oocito gran poeta il nome Fcfai-ri era in . e che ci fi deferive la ruflicana vita de' facerdoti del tempio : ma avea da interpetrare . non potevano in tutta arennderfi. qualche lode. e tlilaryitit folo la geografia. ma non a latti.tr Giove Hilary* ora non acquili. e non Dedita nel meno r li legge già da tutti l'ime10 cap. e l'epiteto Hi divini lo di non fonerò molti i verli .

's Tfl* mi . di?J o kaAlW fifTK sjr iV «Ili ytnipieot xainn>JJffJov vttpaytviiiltfà. c ro alprimo Nume.in. (irai toi nWi'E» Amtaliun j(J ip'TryàpiLTav. che Ì nipoti di Dodaniin del Genefi fi ritirarono a popolar l'Epiro . che fono mio mctta. che con quella cura. che fi giace. ira ora fi /velano i loro confuti arcani: ed il Giove Dodoneo riceve si nobile origine da un brieve fediu. e de' . nome. che fi confonde la fìoria facra.'5 f mi™ ituo»*™ stuì . . come t eoo uo ciò bel luogo dillo (culiaflc. e vera col favolofo. le per bieviflìmo tempo argomento . l'appofeDoii. ilui /irer «* . che in Epira vi furono Ì polleri di Dodanini uno de' figli di Giavan.i .DELLA CITTA' DI NAPOLI.jnu . in urbe Dedona qui i/more & talk [Hmmri) efficcris. ne ricaviamo il vero in elle afeofo mi li perSparlo da' Pclalgi . e venerandi predò di loro. Numi Dodoliei . . che sa diflitiguere.i>:u -. che <j fi diffc fi). bifogna . che prefcdtva alla ària di Dodtina . nomi antichi.c colui. ci invenur. cioè. 349. tropn SpiTuBsto: . e gente rimala dalla gran ruina dell' immenfe acque . ed ingegno . Qucnmn meni. J lìmi! u troppo noto de* Juale fòrfe lari gu.lk:. che qui foltanto V Illa Omero quelle cole ci ualefano.' v}t. e da quello eroe Ebreo fi dille la città Dodona : indi i poeti ofeurando il tutto finfero Ninfe . ne da una Ninfa ebbe lai nome . Benché quefio/nneHw Ambra mollo dubbSb^e prefto che deboli acquifla molto vigore . che fi può . Qq di Giove s'illnllra . H~Tpfp<JV -•nnJuu-uii tfiaitn/ji td . che io do in Latino : /uDedmnte] la Boreali regione . cfl votandi Jovcm Dodoquod e/M asme aecidit . che Doduna citta non da Giove . DiojiLzM Dy Google . ed ufanze si Itrane infìeme. Saul' ffTira5-09rV«£ rèi f"> Tai^HT^*'»™ «Ve' rè xtr- sj iVri rè iliòt . : ™ : l'.e il religiole de'facerdóti Selli. E^irton Da che ha raccolto da quello Tralibolo lo rcoliaile. in oltre. c dal legete -culto.w . noi dalle favt quali rende belli i fiioi componimenti .f. if 3. . e forza dal brieve fcoliafle d' Omero : Zìi AuiiL-nù] EV x<**y TVifSupia. che Ì vecchi Greci avendo avura fama. anche -voce Ehrea. T!i Si fri i rè ì^Ììvm Ali. iS-oSu'. die Ioli. le dicelfi . Non il fingerei a piaceri . rf AaSuif vjuéjiwi . tanto più . ma giacche ci fi legge diluvio .da se penfa.logia dc'faccrdoti ave ci di fcelte 2i>W.ir ^-jl-j^ • ivini volumi . ognuno vede. e Dcucaliom . La voce a**™» nttrrat Thrafibulus. fi rende certo . ìve^lcgiche pag. . naum ? Dcucalion goft diluvium Dodonnm cognominavi!..l . u. che appdlavanli ómfini. : tà .

l.vir:ie. imo alta al pregio.jli Etimologico nella voce dell' . nni. nè e che (bue di preflb quei.i unito a t.v. dopo aver delcritt. e. Non da Omero tanto lì hit.ro . che ufeiva in Aia vece a tenzone con Ettore . i^niinUma el . nell'età del Ma tliuno vieterà . che a lui era :>iciTj in ijiinl ridinne li venetava Giove con quello titolo d"onorc.gi è una voce ri. ìongeiMi:i«r . 8.c ci conferma. e fempre leale. che Pela. e fpccialmcnre tralcritto e m' increfes di Trafriolo feflir anche fono a : i^irè.ai^ui a Giove. :1 li die . volendo iUtuiici . si perche non li tniova in ninno feriitore.3 oS ' FENICI PRIMI ABITATORI I nhm rome difetto. .-citi. conferma. fi trovava tal nome p:t ragion» cie. gran poeta Dodanim SJo.Y. c fi venerava in Epiro. che era più generale.i tulli Dodanim avrebbe dette 350. indi l'invoca con quello di Pclatgico.di «li molto. perche è m poco il dirli del principe de' Numi .::. quanto quello di l'elargito lalgi fono ci panile rjtjsjuatikv. che lòlo Dodona gli rendeva ollequi.-. n : dell' 555. che lì portarono a ripigliarli Elena . si ancora.<.e ridurrà : li la poetica elpreflionc in giù certa llorica verità no..lutu dell' iiniverfal dillìpaivierito vero Faleg. che io [:iics. ehi "> i!j'i.hè ltt>:tr-. è di!iiut" (ì nelle ) lutici mio argomento n'alai louunioiiira sfoltirono al gran ed erudito parlare fiam certi. non ne vivervi rivale : ma credo 11011 e ci feovrirà altro arcaito molto lungi dal . di Mi. che quclìc neh' autore Mazzocchi che ci m che fr. elìcr io retto fentiero. Selve Falegicbe file j. delle colonie di r"" •- " :tl: - 1 : ti: ne li può dir.e da illorico. perchè da tanti favj. mio bilo^'j . .rì. che in aiiaiffime Provincome ho foco innanzi gii detto. il il primo fcrittore a molti femhra . ( e perciò li è interpetrato a dovere il r«Si 8.' . ed olire ti fi frefta lo flfgh in qiirtfi tinta la terra.o. come fe avelli: detto in più dìllefe parole.aieo ci ! n<*.If .'. Omero che i fempre collante nella geografia..':ii più nuli-. la Fallica difpctnone delle genti: le taluno troverra. Di Omero l'ipprcndc .che in elfi fi chiuda altto più nobile fentìmento.551.i'ti «aiaj .iirj /l'i onorato in Dodono. lì vede adombrata. ed oziofei qui Achille invoca Giove in (livore del fuo Patroclo.1 Dall'ava unita . O Giove. v.^-. che appone voci vote.e.. Au&ùvf luUai . che il'! 'j 1-1 m cecie iena Jt degli Ebrei dilptrtì. tante nazioni Greche .i di \*oé .. quello (colio fegnalatiiEnie cole. egli-. perchè tanfo vj': quel jutói certamente farebbe fiato mi quale". da geografo inlìeme.:U. . ed i Pe. il [-coiìero ì' Om. che per ragion di mirilo fecondo epiteto l'Epiro fi fi colonia eziandio de' Pelaci . nè Omero usi tali aggiunti a piacere . né die rellringere in poche regioni i ed intendendoli in quella guifa quelli tre lì famofi veti! d'Omero. non lu mai aitato . con il nome Dodoneo che era celebra ti (Timo in Grecia.fa poi il bel novero ' ftellb .^.nc . quali hanno fciitto della Joi'erlioiic lL' rvlivri Dodanim . c lènza dtfegno darci qualche adombramento dalle tradizioni antiche.e ci fa iiipcre . . Ji. aggiunge di più T\i\i7y>n T. che i Pelafgì fi trovavano in grolla parte della terra t» ) quando neli' 11.

poeta dallo offerir.v. ii. avveggo. ed avrebbe detto di Giove .ran flile. clic a di quello Greto glov me I" aveva Zi. che i Ptlife'i »«» * unione pulitela». ." A' ""-i . D igni 1 ed 0/ C 000 le . .^me [l. e £li Dà.i ridine ili clìii città |(li chiama. che ha una volta preferitte. dir li dee il principale argomento regge tene. non dcgtnuiando mai il t. v :m. il quali llan tutela d'una fola cittì ?5i Mi Eciiltì.. che ufo male del tempo in ircioglierc liti iliìme Juognuno \>uh rinviTiir t'i k-i>s>ieri (io.i>ì*t l'imi quale prefedeva a Troja .. nelle quali dasc dire contro a chi s'oppone. e maniere. Amln Euripide confinili. K Icfific K-. fé 351.

e Danao fi Mero gli (ledi: e fi sa. ed ha raccolto gran numeri.'i . nc'quah ragionare . ed illufire origine.ivere rim rhAnijfll indi come fe a' Greci fofie caduto a fdegno . per atto d'efernpio. 333. 4.. d'anioni. e da eflì ne prefe il nome. che vi i di tinibrtlo ruo numerofa gente . onde va a d.fia . ma con tutto ciò non rimane l'animo pago.fi vegga Pcla/gi nel lùo bell'indice: iiccome fa eziandio il flanier nella Mitologia to. di PalL v. Oltre lo Spanhemio in quello luogo . ma gli tòno sfug- e d ci fi d. i. anche 11 S.!i l'ani. AamiSn per accrefeere la oxiliiliiine ch. che ne' vecchi tempi la Grecia fn occupala daTelafgi .-.iI il ha voh.ia. che Aitasi. ove con erudizione da invidiarli ilhilira Ja voce ITiA uryiiSis . e quei del divino Omero. d' il 1 LI mi farebbe fiato. the non ce ne fa fapere la vera origine.r ornamento di fua opera il parlar de' Pelafgi . che ci terbi .' . e fi parò pronto dar! fede. molto Euripide jielTOrefte v. Granata .\ . ed in Pelafgi dell'altre nazioni. .3 to FENICI PRIMI ABITATORI I è ben fornito di pruovc confufione tic' nuovi Eccome pento : togliere Ja gran varietì. che per cflèr brieve. nelle quali fi fa parola de' Pelafgi . e cucndomi aiutato -di buone ragioni per fcrittori . Scrittori. ed Alio.ovvero famidi . il quale in uno ben gran volume crede aver tolto tutto ciò . mio t 1 I parla dell' univerfale diluvio meffi Mi fi altri fibolo) mio :iipc[-j[o hilògrid. o Awxiba. la che fi effermi io midiato di fare .il mente Greche.fi roglic . a'quali in più vo: m 1 nofo brieve .:. uè ricorre alla famofa dilpctfionc del Gtnefi . vegga )a litri lii'. per vede intorno a'Pelafgi negli antichi . ma fi sa .ma l'intera Grecia: e con ricorrere alla Biblica . non dinota particolar provitiiia. e Trafi parla deTclalgi. il mutarono in aliai .\ ilc di Spantanili radi' inn. in dividendo i Pelafgi in orientali. .mi ver lille difperfione ne' tempi di famuli vcrli oppic-umiivi.ro J. 35J. . che li ri evengono in tanti fcrittori. ad uopo 9 me recate: verte.ii . ed al t'olita fi lludia unir foltanto autorità di fcrittori. Sopra tutto mi reca alto ftupore il gran Bochart . tacendo io altri. si perchè nell'opera non vie buon ordirli. M ridargli a ciò.n S ) .t Spanhemio il riporta. e l'in.™ dd Falcg.. come altresì.Ij.-. perchè ne ignoravano la vera. ho oluoghi degli antichi (ma non qnant'Omero. eppure per lo mio argomento da queito verfo fi raccoglie .c D 1 . the Jiinno parlato dt* Pslafgi. mi. 6. e lutti «sMinernc L-. ìbrlc. gin. ed affiti altri già da me in recitati . il quale Avendo dato all'opera lui ammortale il titolo di S^w. c.cJ poeta Alio.ìiiih>::i.i:.j .quanto v'ha di tenebroto intorno ^i'clafei . . mi per la fioria nulla v'ufferva . che Pel. ed in elfi fi conferma vie piò quello e te taluno vuol ellér pago di mia finccrìtà .l::i. c quali tutte de' drammatici. che quelli ha compilata fua opera per illituzione della gioventù. Fra tanti li è voluto dilìingnere il P. i :. + gite quelle da. che icnL'é rfrii' -. ciò è da' nipoti di Faleg . oltre J'autorir.

e da altri .t. popolo ad un nome generale degli Ebrei difperfi per ogni parte. ma in parlando di quella contrada. 10. come più antico. ed io mi fon veduto muretto a relìringere il moltilììmo in poco . che occuparono la Japigia. fi è la Cèmia.tck\ ì. ma "non gli fa più vecchi degli Enotri . cap. leftes fune: ma intorno a popolazioni si antiche. giù Metapnntum .phaleg. che Strabene gli fa i popoli ipiii antichi. perchè nomini prima i Coni. li Ridilo . benché io credo efiere fiato bri-. e fingere non rinvenirli ve1. tutta volta nel Tuo volume non fcritte afiài ci fi core. In. <^ ni. K Erari a:ne>n in cu parte . Mi rimetto ora nell'ordine del mio argomento. Polit. c nuovi n'han parlato.Cfanci . che ceda ad un gran geografo .. che ho detto de difendenti da Faltg. Pulir. Che Chmct. 8(5. e da quello s'attendea faoeriie molto.qax Siriris appeilatxr. fe fono fiato di noja. ed i contrappofii piacciono. che in cofe geografiche un gran filorofo fa d'uopo.t n^li antichi efièr ve354. unteqtsm Grati vaàfftat . fygiem. ognuno pentii. da Strabene . colpa Stratone.io. vi furono anche nel noflro regno i fa moli Pclafgi nazione de' pofieti da Phdeg . ed il Mazzocchi ne' bronzi d'Eraclea pag. xj Oirarpor Lucimi di & & eohnos faiffe /laliochus apud Slrab. pag. chiare dc'Pe- rinviene neppure il nome. qual fi i. iji. e ricordo. ó. appone i Coni nel nofiro regno. e ce re difiingue il iìto: Ti Si ipis Tnmyian.7. ]S8.: e co. grava . e mi giova. quo:Joatrin^Ìt. Si Isnno cene jtant ieU» ttm cotanta «inule nauta in Napoli. il molto. ta ofeurit^ di quella gente gli fcrittori antichi.II ky-'. il difende: ma baita fokanto dire. ed amerei fapere.. il che fembra debito.l. come da Anflotelc . * t. il dilijjentiiTnio C:Iuv=. che comi-enfi con elfer brìcvc.nan tràit iài &JRnalri . come già avanti ho awifato . eie qui aveffero abitato »'&' hi' ?u hCttm . do fine al ragionar de'Pelalgi . lib. ma (orza e . qualche chiarezza . Ay\f\r.(yjmtnm Xùm mi lini Mjurm. 354.". fe troviamo in Napoli dal Babilonico difiipai Gioni .p-i^. per porla in. e si confufe negli fcrittori non balla il femplice allèrire. . e dell'origine della voce potrei effer lungo . facendo l'oppoflo Arinotele .s Cfama Ha una delle oolite regioni . e poi gli Enotri. giacché mento i nipoti "di Noè fi fpinfero da per tutto.i fìimiT. La terza colonia ijriuii. Hpii 5i tìi E*M£»m feSni. J . che oltre i difendenti di affati. che avene lafci. Safim .irmo coloro./rje Strile» as n>s incòluerunt mioirorom Chaones . Si. e sfuggendo le difficoltà con quello bicviffimo dire crede aver compito fuo dovere: Chanci . che fanno con quan- E . giudichino altri la ragione di si profondo lìlenzio. che ci di il bel titolo. con ridurre' con femplia maniera guata flefiirimo. nuta nelle nolìre Provincie.tì<i » in rscciùi luoghi da' Greci fcrittori pag. traferivo ie fole parole d' Arinotele . e.pi:r nvcr in-aipta lunghezza di tempo.z cui diede il nome il Chtinaan del Gerielì. de 'primis Italie ecfonis.il? . che quindi non farà di maraviglia . Il Ctuvcrio nella* loil.it a pjg. luW XiSih nir xnxnuilur Sùp-ni (corr. fid Chtrnet .

ed in pili looj truovo pere.i ti ..GÌi. clic e. ctuG'ji.i Cìl.--.l il Ino lungo dire covi . 1 v 4. il com.zi voivhiurle IwJ&ii tumulti . ditto pieno di dubbio .:: . cil. ili.lhjjii .«. ricurrc più rollo di Cir-.J'Mi.ri ma «ter ce: gran Mazzocchi date lunghilìime cofe. Ji poterle uiiirc.tjLi .\L-iii C:±!Ì fune :.ed-erudite così w«».i .. c/i r-!< five 11. b Okjitizod D/Coogli . fé quella voce* trame 1* etimulc nei fia in origine d.'avcr poi bronzi . intorno a C'ìwm .. . . (Ili JWO innanzi avrcbb.FENICI PRIMI "ABITATO?.« Liionura /nj/i uuscup. I i» forfè non ci m randitm.:.ne' iiror. perdi: vuole efier tra due-.aani Ji-j? p . : . 1 c C-li :ei fono {li iltdi . Sliirailo. nelle Selve f-'alegìehe rug. o p-.'iniii le 111 [>iit (Vitti . Chromim.:! CIhiiiiUi. e. e poi Cvuu .v . nelle lidvo pimiiivh j>*H. e CAj'im . i non in wt' Xx> !.Teiò lì Ji:Ie li. « epiali lo : r ei:u r-cre. e:irr. 1. chj durata Saturno . mi ha retato un poca di difagio (benché non poco mi ifrruilo. ovvero o!ì™:. Ciowi 157.f :rr.-!-- ..

come K e "regioni Intere . § fi i dall'antica.i etimoloRia . quantunque v'ha altre città nominate da' cani. e non molto lungi da . v.DELLA CITTA' nirò.ed il potrebbe ammetter taluno.i qn^t.iiJV antica.Ctlttrria "- d™n DigitizM 0/ Google . Chon . die quel montine detto abl>„i urlane il. e veri Calabria.-. <W contrsOus DI NAPOLI. Calabria nc'Btwj d i S^lhci^:.'<. lazh. (.^hti . . the non il i"*if tfó.-. benché io penfi ..Ku. die Lutti traggono da Rr nòTnntJ.tClUki pubLfcite con amiche rijimc ìi^}ì. fiufe icnt.. fcmbra.Chiai.

ir/. che Saturno li folTe . haquc H'3 ìdìpfum Non forò eft .il in Sfide : fid . CV.c]:!rii . Ctv.\il-:mi> c[jjr. confalò con Ar.«pud Pctfas . lidie (tmprc ilfi-iir : . avrei ..i.ii.~ C «ni»™ Ifmscitm : nude effe etimi . Cince vieibanr.n iv.CimiheV l'i:'*: i & in Plauti (nueÌTO t Po Mifcel. n»J. tltCdu . i Chm . . quei JEgypIum Ripha mai per negare."7-Q"sl''vc£lii iiòt }. fiati appellaci -- Mille qiitlk' favolofc tL-nu— .ub'n Saturnia. Msyptits Anubin. Smunto afte Pluntch »pj>:ltisrt cap.v c che la nolìra provincia Chonin .n [/'.

-m . Si portò in tal regione di noftro regno.:li froii.DELLA CITTA' DI NAPOLI.--. . flemme fi ftudk anche molìrare il. le quali fi fpinfero in quelle noftrc provincie. e le credo baltevoli per lo prefente bÌfogno. wl fauni e. e poti di Noè.lii i::. ed altrove? E molto meno lì 'dar! fede.. e leguenti fi fono propone. nella v.ed al Mazzocchi . egli dice fri- muta. 114.m .. e fa dottiltìmi conienti a quell'altro luogo di Filone Biblico sfuggito al IVi^i.istl' ikhuìjiì iivj .. ho avvilito . perchè vedevano il nome di quelli aver quali limili gli clementi E ricordo . v. che -non è fuor di i-i^ii-ne . *StXfis Xia re rpu'™ Bochart. che ne'tempi da noi più rimoti la gii detta provincia fu occupata dj' nipoti di Chmrnm. attenuto di aggiungere non poche erudite colè. che io ho trovati 1 Gioni.. fi-ut er CHNA . e perciò li è interpetrato cfler iil™. come in quei num. e KjhVS.ii. tJ i Fak'giri . .i a.penfando li riducono rivo!. che Km'™. Sr J5B. Satura» fic diasi oficndam : giova il variare in opinione.cioè i figli di Javnn in Napoli per 1' autorità del marmo della fratria tòt Iómìjjj num-jiT. e poi fi fa trovare anche nel Lazio.-i f-. the li.. che Chùiùa fi dille da Kjotk'. per rimettere le favole in verità : ed Ercole in afilli piti regioni fi fa dimorare . e perciò fé le diede il nome.. Colorii col nomt di Jori venuti in Napoli 1 . Suturimi . che anche l'appropria a Chmaan. Si dee dunque conchiudere. Chanaan. Li unite in additala.la feconda. fon però fi furono i Ciioni lucenti da Jan. perchè già alcune cofe nel num. 35S. qui primui monumento dtdus eli Pianili . a !"i . per non fapcre il valore dì quella voce . dovrei ori a lungo far parola di quella . quorum unni fitte IJirii .o immaginazioni de" fi finterò. £ì*> fii Ir tinwsins-St™ Qttn*®-. ed amerci . e non mi Ibn fatto vincere dal piacere. ciò è i Giapctidi . ogget- la piti . di dirne moko e fpecialroente' mi fono. a' gentili fcrittori che infinfcro altri eioi . e nelle lingue polleriori Xj<F. 3j s dimcntkhi q-. pag. che lì dilli Cimi» da Ercole Egizio col nome Cina.m.ii ~\ù!n. ficcome altri discendenti da Noè fi portarono in altri luoghi di noftro regno. la prima.e Xmi/s. Salumai. die tal comcnto fi leggcflei'anzi in tutta l'opera fpeffo fa menzione loSchcrTero delnia .che di tre colonie orientali ci fon ri- mah documenti . 0 5' avrà mercedi. che il mio difcorfo tende a palelare. e i-' efesio . ficcome vuole Chanci <A Mirali : : .Mazzocchi ne' medclimi Bronzi pag-St. perche inclina più follo. e premette a lue pruove quello titolo . che in favellarne a lungo fi è mio due le ragioni . onde II la jyj3. Avendo dunque mollrato . Saturin fecondo luogo . e perciò ci aflicura nella pae-70. che Saturno .:it diri.il i. ra«J! . Siin(l. o Jsvin ni- per le quali mi fi vieta di di[tendermt. che verme a godere dell' ameniffima contrada di noftra città. fcfollerò flati gentili &c ' r'iloquìum primum. che nutriva. che fi può anche dir Cini .-.entri delle onsaialf. . e credo aver qui parlato in corto de'Coni giuria r imprunieFii. ci:: i. nHONE Htrciilii JEgjiptii lumini . ed in cosi u. & le navigazioni de' Fenici. intorno a quella voce XNA.

pag.Mviiteie Greene. poi prDJiiils i primi eroi di noni fapere si civile. tr. 359. fiati da' ni.1 coloro .ilone 1 i 1 . Quanto ha frutto il Eoeh-. C? Atkmcnjhim cnh'ws inttilip .-e. j!. ficcoine demolita il gran Bociiart nella G. *he elfi occt-'i'iron n/. vecclii tradotta .Y:t>Ji .::!. diiSie pafn/f ò/r«i *jc hshhh inn/ro /* fini. che amano già nc'mmi. ilei lib.-'r:«nUi . e tutte 1. i) pieno di conliifione ce l' ban tramandato : ma tali querele fon comuni a da .* pag. del quanto più previamente fi può. ed bo riporta ti dirci l'eli di quelle Gioni Si pormono la i 1^.ipoti ci doli . quale attenderti . e fcrivere delle cole dell'età più riunite eziandio Te ne lòn Citte ruaci pareri di più favi. E piace che la voce f. i per ordini. . c principalmente 1' Attica. da' quali Colo li può raccogliere qualche documento.Ti-:-Mle. die da me li Jan in Napoli. il tutto lì e intii «librato con favule.: i quili h. (Sei jGBBnj mmiuir n-Jifi }d. t.iaii tutte le p. Strati. il detem-.wi.-. pi e? evo! e coloni! Ateniefe . Sarebbe ben mulelln talniii . 15 j.belle arci. dille- ciafitii- Nivali. rapenè in lille tenebre involta . per la avendo ciTi popolata )a Grecia . la qui.inde !:' e . il d' inveiliei-ne findii in ridirà di n.< Aìk-tn:/)-. Genti.. VJ. !. che la fltirU veeelue si eli lìa^iinìì dagli fcrietori Greci. t'~ att . lliimlidis.m riuiingono in loie ve le (anioni .FENICI PRIMI ABITATORI I in o. 1 5.f»fmr« JM acil'itiìi Hfrnì-. e da S. Quelle brievi cole propolle de 'Gioni ora le credo fuliicicnti per la Iìctìj. come militare.lc dire vuole. queli. e . 144. fin. i. e Cima che mi tempo.jji. . nel qu. uIkj che .' /«''« 1 « più tollo /ss in Ezech.: .:!lra cittì.in^éà-ro anni certi della ventaa deY. S. Gratin. Plmnrihm . uè fi dubita. e l™ Camp. Si cucci me tutte le d lente dj'jji in.i dai itane j (penalmente i! nome /mm.m.rt cV Li ioni Ormi vivit esumato dal Mazzocchi nelle Selve Palifichi. fi ipin'e qnelh :.

i.t: numcrofi che ne'lom vo- l'invaili. ailri mondo il m Na.ii li t la Campasti. o in nino la dura opera imprefa d:bbo inàai. avarili di quefìo p.'.< nrlenraie unprd.ii:..-. la j-crdii.i\-!ie lit-dii della uni .lucette vi ile. Per corno ie re bene l'.i. da oriente in nofire Provincie della gente .-:Ju . ili tutte l'antbii ijii. bp^na.i . . iv. Aldrcdo nella vicina AM'rka ma ninno fi c VjlntJ ci tiiervariK 1' ur::.!.ioIi.iìa rei. . Ant. fi ricorre ad Omero. e I. come il rio- v.:tJ\:. ji 7 onde è qui ano. ere tanti cit:ì una liricvc provimi. jdo. c-wvri. lumi fi han farro pmiio trovarne .!. ritrovarle Fenicie.=il. non di . ed ti 11 rinate voci di aliti in a!:ir:ii in iti mia olia. diari.DELLA CITTA' arnioni DI NAPOLI. Per inJjcsr Pelli Jclla ventila definiti tu noi .i r. rum.are /aulir. rp. r Cirneché tirala . .

FENICI PRIMI ABITATORI moltìffimi vocaboli de' luoghi . farebbe afilli agevole determinare il tempo. c lunghini mo e non li tema di mia . non Jinfc di Ortigia - — : n effa non li folfre fame . chi . che da ndi innanzi ninno de' compagni né per via . e quelli di facil talento cosi il dilfe lib. 361.due . .iro. ove nalcc il Sole. .n 3 iB 1 i rimali . che porliojnli Et'noilri liji. : : .infili i. et portatici digli rinvenire qualche florico documento ancora . che fon pirati . fon cerfo epa b i non l'apporrà in fri :.-y\i LriiKir: „mi. clic in etl aflài rimota . fi carono quelli noflri lidi per larci vita : c le la forte mi foffe in ciò lieta. ci lòggioma- . e tuoi geni- lapirotio (n > eMÌ '. e predò che Icori! trenta in quelle noflre fpiagge "le orientai nazione . e fe folli in ciò felice. e ci muore. ritomerefìi lu nella patria con noi . e fubito quella. che riporti l'intero luogo del poeta. in cui efH vali- orientali. Mi fu io lic-. Nc(pinge. e conni^ii Il può raccogliere . e delle merci. e favia in ogni Jcmminil nielliti ella da citelli aliiii feltri fi fece ingannare: e menile un di *! fonie lavava i panni li. o provinciì eh. e donde veniflè. sì gli diffe: Mi pregio io d'eller nata in Sidone città ilu . non fon più defle. indi il drudo le domandò chi ella folfe. che li fon fatte abitiate. ne riporterei lode . uè prellò il fonte le &. onde mi .ad un di coltolo accordò gli eflremi favori predò la nave le donne. V'ha un'ifola di nome Siria. Giunio doro il (orninolo viaggio Ulille in Itaca 1 ìne : non conofccrc Eumeo luo fervo.eìla rifpofe. .-Ì'. ancorché d'indole grande. valutiti i (jvj o dell' etimologie . fe voi tutti. o delle generili nnii/ie J-.richiefe da eflò loro. Pmlicgtn tifi. prellò la regione è ben grande.lall'iiniuorial "Odiifea . come è coffu(palio . Era in ca:a di mai padre una donna anche Fenìcia .401. per iìit reggere fecoli gii era cdTitìi mi id tutti fi legga. che dice Omero le Finiti . pi-rcU. e maeflà.egli fi foflc.i j lavi-ila eiili' intimila verlìone. fi è pcrij ilitilKlimj in ugni forte d'armenti.ninno ancora con recar fatto iflorico ha potuto fermarne ii ieaùi . v. che avrà goduto de'furti d'amore. che in tal cittì rono Fenici. i Tafii.lii quali (inza dir l'età di [or . e lieta . Alle Deità.a ili.ui.v.15. fc pur l'udillc . né alcun morbo. c condottami qui mi vendettero a quell'uomo a groffò prezzo 161. Kipiglio colui. occupando doppio lealtà in rapportarlo. ia del ben ricco Aribante. e gli richicle.vi tornerei. che portava (èco vaghezza. che fletè in nave. a di tare.-uiki sgiaiiiìiiiu di beni pronta . verrete a giuramento di non far: mi ultragulond ottenuta quella ficurà fede. mentre ritornava io dalla campagna. palpatagli li magnifica aliita/ion di mio padre. i venuta lianno lob allento.e vcdereflitu di nuovo tua cafa lignorile .

quella di Puzzuoli . coi il e nuovi ellcre flato il più fauio .-.ii-nr.[::. ]:!!>jj!m ni ili >'i:: !ii forza...tl legno .< '.l.i.U<n: . Ragioni.. ed aratri i.tc:dK :! itti.r:.NAPOLI. d'aver ignorate le cale più conte in geografia.4 ..:.i .-:. ic. per le quali non fi pub sibilare di (jattto nctotito S Orano.Sj. . .-.i vantarmeli-. . il quale Ortigia'. lungi li. e le v* h rile^il. dedurne ['et r^rSllS aitatomi da Elrtxio. fi chi dubiti reu Omero n-A formilo àn l'i i linaio d'Ulilfc ho moflrato tra 3 tutti gli icrittori antichi .: STbLwi's T^c^dcnli' Fa regi™ che ora ::i:o e . T A' DI « ! Ut per trine >: :-. e efpei.. che facci ..

. Lia fallò (crivere per tanti fccoli.-:! din-.iii automa.e moiello ognuno. che [le s'ammette.. Sun -i ben liiid.i> fi ci.cl-.:. t.i-.jcidclì".-H'età. "o"-.i felice la nollra età.ipcre de' .v- [:. che fa.>"«! ili .d far- r-Mcmeii' Euaeo Olgitizad by Google .. il quale s'inducefìe a porle in dubbio. di limali iti imo errore.:' O. e rebbe nojolò. che li firu..Fe1 . fi pur ad altri non pia.l. Da sì bel -.- nici.izion delle ref. . ed Orti-ia flcifo nolìri lincili fi potuto mutar vianiiliau lidi : e dovrd»!^ Ini detti con divcrli nomi ii'avirlo iutdo rii>ncr:t:i~.jiq I FENICI PRIMI ABITATORI fcntimento de' tempi di quello poeta. -ili.iuni re e In : in (ine (ji'Sfiii s'avrà.i d .-. Kv^\ X-À-iS. risiimi . } fi è ulani da si grave inganno . e.!. poliamo f.-udcvolmcn- gion vera dice Stradine pa^. ri non fi fa trovare che poi quelli .e aVcitici eran lavori.->iU« <i' Linneo piò «1. d'Omero: tanto ha olitili J.! fi eia di romanzie.i^e di noitra gitifa co'noltri abiiatori .SiHpsr:i. Campa- e vic.- i'tù .iil!.-.race-ci : e i .!. pv. le Siria. e città ni-. ili- lì dee raccr . e convcrfàr con familiar ndic (i'i. e d-. pur !i de.l:. nel!* filale portiroi'. a dir.W Air*-. loro merci o 3''.

j^4. che Siri» . e nell'eroiche efprtffioni. e non altra potrebbe opporre. I Fenici pochi unni . e di non lume per la liuri. 3*4. 0 d'altri Litcrpetri.i iV. che primi tran -fi penso a rinvenir tra noi filetta orientai gente : ma Ti rifponds . le gli fi può dar vera luce.lj.DELLA CITTA' DI NAPOLI. e dcll'Odiflca per lo foto i ne non bello poetico-. Dignizodoy Googlt .Dal racconto d' Eumeo ( ciò che maggiormente s' affa al mio argomento) è fatKt INpere 1' :i< idi* quale quelli popoli d'orien- tilo di piccolo queftD racconto d' Eumeo di gran fama per ^li Fenici . nulli richiede.j. Cim-^sm. leggere i poemi di lui fenza la rea guida degli fcolj . 311 o fame contcfa. che fu del fecolo (ledo . ed Ortigia fòfiero luoghi di nolìra Campagna. e e coitami de' per l' invenzione tempi eroici. ed Toml. ma altresì per ancora per iltruirci de' fatti apprendere la più antica geo- Ss dopo di Giofu( vennero In noilra 31*5. in tempi pen'i vi tulli tu:.i: l. e perchè compagna lede nel penfàr grande . die non era facile il ravviare in Omero . IW. ma del fola Etiodo.jn. che alla fifi leggano i divini poemi dell Iliade.

t czìandio fino alla Napolitana foraggia . come anche in Pozzuoli : certamente. onde i fenici d'Omero per riempiere nel curio di un anno pieno il loro gran legno di merci lecite. mi piace render ciò f più fermo il mio difeorfo con inoltrare . e doviche io propongo indìzj apparente ragione . e. .l . fona ifola affai ftretta.ma ne faceva anche vrnJita e che fé mini .'CT'Ncnmegttunr /àjjWm. cheerano unite nel mercantare quelle due citta. Al prefentc mio bifogno fi affanno le parole. ma fen- za dubbio zie • Non anche delle Napolitane merci. e Uro. ni potea clfer fnlhcicntc la fola cittì di Pozzuoli. e per- fu lor bifueno aiutarti fi creda . che valuti fi fodero eziandio di quelcon Pozzuoli : a le quello poe- foli le di Napoli avente fodera nel traffico i ne può ekx. ed itale della Campania.. io . Puteolis . e i quello Jon fi dì queflo nomina Li fervo rcgion . e di merci ricchi!"- meo fimi. e grande in Pozzuoli. araefi e fpkiiiiicfc . ed io ho ritrovati in noli ra citta non piccolo ninnerò di voci Fenicie. et Napoli ntgoiiainr faemìus fibi et jMtitt Irene {Kffwp Tariffisi} ctemplì et Antonine luamima f. è imbandiva mtnfè con peniate in quale opulenza 365. e preziole fatture flraniere condotte in grulli navilj. e nunierufilTimc di neri'' [ coraechè ora Pozzuoli per reo e diletti ) erano unite ne' traffici : ed opportuno ufci dal feno ha un bel marmo. dalle filili fi feorge. giacché i ni inni di in nono Città ci danno i marmi ictit- effere fiati rebbe flato troppo fpazio rìftretto. con l' tfcrizione: M.FENICI PRIMI ABITATORI a narrazione i. è ben forre argomento. e ritornartene .Antoni*! Trafàiima Avgufl. che in tempi si rimoti ci erano tante dovizie in quefle oaflre contrade .. ed angufto. e da recarne «Maggio.e fornite di porti. che non folo fi comperavano ricche. liitrtis libertniujqiie firn fofierifqnt eaxum et Eupiemiae pafferifytK ferbafi nel luperbo i/us.a. goderne il bel cielo. che quei. perchè ricche. eie que- lle due città Napoli. che trenta féi Fenici mtrbtomi frequentavano quelli lidi . fatai.ili l'argomento del mio dire . il qua'e aveva il dominio fe : d' Ifchia oro . che rapirono il fanciullo Eudell' Odiffct venuti da Sidone con grolla nave . Napoli. ed ora deflino della terra pochi meli mufeo del mJlro Augurio Principe.brc . e Pozzuoli ne' tempi antichi.c per caricare di mercatanzie il loro grandiflimo legno in un anno intero. Intanto dee piacere il por mente . fc non li filile liillef. Dovigli d' maniere traevano . e Pozzuoli une nel m . ne dovettero anche in Napoli portare a farne fpaccio.

:. ed opportuni IpiegjiioiiE. ed opulenti regioni . oltre quelle. Oltreché i coflume degli fcrittori unire alla voce negorìeror . clic finge ubertofe. nun lì dee mancar di fede alla floria: ed ori lì e natta. avrebbe fatto male a chiamargli iflBTr«tóin! Ornerò tanto laviojn geografia. o ncgm'mm la citta . : ilòlctte dell'Egeo toro. onde non lì può dire . e di provvaì^r delle loro uno ftranicro groffilTimo navilio per |e Deb fu piena di fama per le l' oro .fat-7. che nel lodato marmo li debba intendere. e che negotn quelle due citta. JtJ kir vita quei noftri avi in due grandi Cittì Pozzuoli. benché nel verfo vi ita fallo de' copiatori cime altrove fi paìclcra in oltre Smbonc dcCcrivc clìerci flati moltilìimi fpettacoli.. tclìimonio Orat. " Che _ felli. e perciò nel principio dell' Immagini gli chiama A'™/. v.nigtitiator .trai v. ovvero la provincia. : ipoli. che nominandoli nel marmo la voce derivata da che li era pròpria de' Romani.. e beni \ elièndo in colpa un poeta . SS 366. che in una città libera . e non £X Angn(ltlii . ves epum. e Napoli. Perfm tic ptrasgna HtgoM» aivei /tabetur CIdxsmiHÌ!. Or lì penlì quanto fono iti errati anche gli antichi. e nella llorìa delle nazioni. cp.r. che t d'invenzione.L dell'Iliade. e tali ritrovò i Napolitani Filoflrato eziandio nel terzo fecolo . ed in oltre 1.i::l66. che Omero per Siria.r> d U. na Biiijirut neastìs perdm: quindi di neceflìtà nel marmo le voci Pmcolis. l. che vi polla ellere taluno . e cu' magillrati Greci ci s' ammettano gli Aiigitflali.DELLA CITTA' DI NAPOLI.. le lì- nè qui non vi fot fé flati tanta 'dovili». come ognun sa . V. . curamente ci avrebbe fitto navigar nazioni daU'uliimo oriente. che in Napoli. e No* poli fi debbono affarìi il. come Troftmo in Napoli con tal forte di vefìimen. Ne Cfiariika.6. Ni fi penlì. il quale opponga. /^m. che lirici . che fono l'oppòlta .- . . die ci da neil' Od:-!. ed Ortigìa avelie intele le due meichira . e Stazio a fua moglie la rapprefenta quali ugnale a Roma. ed in quel. che tun creduto. nè Omero avrebbe deferirti in lì ricca guilà quelli luoghi . che Trofima li fu Augultale in . ficcome ognuno 1' ammira in leggendo il catalogo delle citta si della Grecia. anzi Attici. e tal nome vale lo lìdio . perche lì fu quella non una volta Romana colonia. t quali erano in Pozzuoli. Al marma nauta in Paiiwli fi ! ti ài brleit. non s' intenderebbe .u(ando quelli per Ib|iravvefta patliwn. 4. e non de' Greci . e Deh il liaitane dal coniincntc. e Filolirato ci trovò fuperbi cdiliq di leciti marmi . ove vivevafi anche nt'tempi de'Ceùri con coltumi in tutto Greci .. le quali non fono in gran dillania della Fenicia .d:kriv. come della Minor Afia nei lib. Non credo. f pere. E fc i Sidonj fi fcfleto Ipinti fino a quelle lucile due du Cicladi . ed ornati delle più Andiate pitture .e che avellerò potuto i loro Icarfi abitatori comperar tante merci orientali .ji.ì>c: il ..

c !. D. che . de fise. alla Aoria Aug. Roma fi ha da Reinefio fynt. che ci dà Reinefio gio di tali merendanti. e deXatmi. nfifmudì crani Atrabaiica figa .IF. .tnftt. da quefio marmo trovata di frefeo fi potrebbe dimoche fe erano in pan pregio figa -Atrnbntiea . come ciò è collegiura egli Arilo pciliarmonm . lità di quelle fi truova (a claltx. .^. con aver raccolte aitai autorità de' Greci. oigmzadby Googlt . che il gran Giac Gotofredo ci rende accorti . il mutavano in quefta voce più nota. e i Napolitani vantaggio pirla di rili nella L i S . Nil marmo lì legge /<$*«"«> quante noilmii nutfciudc ul tqic . to. 1. qua apud film Airabaici fiebanr. verta. può comenta . die anche figa Neepolitana . !7 lincrir.. ed illuAre II aliai di. .iti.: ai in oltre in v . perchè fuhiro le gli dira Ili wftiminti (ì èra di gruCu lucro . che benché vi foffn che appartenevano a' veAimenti .i e (limo. ci 1 peri lì i. c Puieelana dovevano etTere in iftila L unii. che i copiatori alle volte trovando fiecariam faeerc. Era si nella ftet dinotar cola lucralo.e quefti ha fcritto. pag. e dal Salmafio nàf aimotaz. menino figa . ficcome ha làviamentc oiìervato neldi fare Tkod. crfttris apad auilorcs menta . qmrtaa {nqutm . In oltre ftrare .100. e comune figurina. e iAnAHTORVM eom»nor. & 3«j.. de tribar. monumento 8. già ravviato dal Cafaubono. 307. ora poniamo riler Ccuri .ENICI PRIMI ABITATOR 1M trafficavi. perchè l'altra .. C. / „.„*„«.

ovvi Tea'-. che in brevilììmo dire I» propoflo. la voce %03iv . che tre le tante vod dV tao*! . t ?dc^c pcrroi?c° chcTadupera ordine darebbero gran luce a E] dzL>::. e ne' traffichi ..-a cittì erano uniti ridia mciLamil f.ehe potai inni dopo Gioiti i Finiti li portarono melinoli. Si conchiude.^ictì. nella quale gente otientale era in coflume portarli in nollre fpiagije . e di ini) icpjlcro .mire. paldamc ii pregio del tello all'argomento mio altro li afia. Diginzod by Google . queffi nos valerli di qu*W caNapoli^ con portarli tra noi : ed il leggere in quello poeta l'età <i vecchia. clic per iflrettcsa di tempo non compilò qudt operali. che a prima veduta femore laCile.fi potrebbe ampiamente dillaufcre fupra quello marmo. che ci Enmeo ha febate Ome- vecchio fervo d'UlnTe vi- ci: jdB. e k'iiopfi.. fon del Fenicio parlare: e di più quelle.e quei d tio". sì perchè già fuu . Ma nomii profapL fi l'uà larebbe ir. ero». ci [il con* anche prima ci fi età condotta .qualdic [vìa rebbono non pochi autori . che quei di Pozzuoli . che contiene per fole. e che poco rileva: ho provato piacere di notarci in corto ciò . giacché le enn si note: ol- non potean c far fortuna a tal feere. ma. cheta fi vegga fcritt». e ("e Omero la : non 1 . Ecco quanto. fptcialmente ro.

ejl il diro con brevità.o quell'altra contrada. per non confondere . de'monti. agli eroi. fugcrmt a faùe Joftix latrami.etre d« .. * lì fctjlle(é tropjio noto il grande. fe non che i Fenici fi fpinlèro ad abitare inqucrta. il tutto andrà a fogno. onde puì i Greci l'adornarono con belle favole. o feconda colonia. nel quale quelli orientali occuparono la noflra regione. Certamente aminettendofi due trafmigrazioni di quelli orientali con ben fcpararc l'ani ichiflima dc'Falegici dail'alrimota de' Cananei. li raccoglie ti certa etl.. ovvero fecolo.ij:. }6t).. avendo cominciato da Gaeta lino all'itola di Capri. fe ne furono autori quei della prima.icnticro per palclare l'origine della popolazione di noftra Gunv.r eercaria . liccome fono quali tutti quei.in . c da quello grand' eroe. e rendermi di noja con tale dìitinzion sì frequente. ovvero Fenici . clic apertoli bei . e quali a' fecondi .ji* I FENICI PRIMI ABITATORI de i Stdonj in noftre contrai.t alilo p. ce. ci da Procopio.i. mi fon valuto del folo nome de' Fenici . e con olTervafe quali o poetici debbano riferirli a' primi . p« muli ratei . che . e verità di loro natio lignificato: e perciò wich'io in tutto il corfo di queil' opera.:. altro non ti rra-.rti del monda quelle colonie . alle Deità. effi appofe a'Itioghi . perchè non intendevano il valore. 'lo ì-. or quelli.hiiììms ctii::..inilcro lenza dillinzione di tempo.t! trovc ..ÌLÙb-inodilli[i. Crederci. de' quali è ofeura . e Jùatt . da' quali da me fi è tratta l'etimolop» foto nt'M della noftra Campagna. il quale un fecolo.ior tura ic cole . tutti quelli debbontì liimare Palesici. o Fenici. e delle cittì. e toglierne atTàrto ogni confusone. che fon predo a condimdere. ec i quali fi ravvifano certamente nell' etimologia. degli altri nomi . comechè orientah. tali fono/* C&onia . e nozione antichilDmi . che fempre s'ama: fi sa. ed anticliiflìmo racconto d'Omero (e p.c pri» viiare chi di ma. de'fiumi. . forza è awìfarla. ed appolli da' nipoti di Noè difperft per la terra: e per non dipartirci dal rioftro regno. c fi fono rinvenupygia l>:. ed imntortal volume de! Pialtgf c del Chmarnt del Bochart ) non per tanto li è ufeito dall' ofcuritl alla chiarezza. che è duro il dir tra non fatti coli fiorici . c iv:j:i ti lavi. che lì e icVto . Pehjgi .! riopo il di ili lamento Babilonico. fcumdu il celebre licito ferbato.ma ora. il valore del vero richiede . e duce elfi furono (tacciati dalla natia terra (i. reneremo dubhioli. e pochi anni più fi fu lontana da Gkifuè. per non ripetere. che Gioftti difcaccìaHé Halle loro abitazioni i Cananei. che altri tutte e due quelle f» iiU'Jc colonie l'hm co:o[ir::c lotti un ac™ 0 de'foli Falegid. Da tutto ciò. dillingucndo ì noniì delle Provincie. e città. e dubbio. or quelli. -i. ma aìi uno [colpito.-rciù dall' iHorb} al quale molto li dee. i nomi orientali. trc>i J. tanto più. e rariuunc volte de' Falegid . liecome eziandio han fatto tati.i Ma e qtiefta sì generale cognizione follatilo furono paghi di darci . l'orìgine . che ce la ferbò: gli fcrittori a lui lungamente pulleriorì . e benché tal divilione gii da altri favj ripensò. a de'foli Fenici. ora è ncccllàrio diltingtter con mi^.

-ì lori quelle. e d'altre favole . e Giove fi fanno affai più antichi di ci.e contulo nelle poetiche invenzioni. appartenere alle Fenicie: e con quella si naturai dilìinzione tutto quello. che dinota bei clima e quello . le quali debborrfi attri- Giove e d' Atlante. che Omero. chi crede quella favola cììer incita da ciò . ti : Te fono di 370. che ho detto d' Oceano. di Prometeo : buire a remotilììme li. llimo doverofo. o con aggiungere. ine.ehe di vero in eltj è aicofo. o Fenigeneral nozione. a affai ti pili antico delle Fenicie colonie ufcite dalla terra la figlio di . fe fono appropriate a'Iuoghi .ed avelie divil'e il faranno anche altri meco.e li potrebbono riferire ed a'Falcgici. acquillerà qualch' ordine fecondo i tempi . ed a' Fenici . perchè i poeti delle /tenenti età fono (lati degeneranti . di taccio ciò . non Cui in fello. e (àvole a' fatti veri.che fece fortir da Canaan i Fenici. ed a peribne. o con alterare quella grave femplicità de' racconti di colloro con oltre modo aggrandirgli : e per recar qualche efempio di ciò. Quali favole icbbonli attiibuire a' Flirtici > e quali «'Fenìci. che Ti dite de' luoghi di noftrs Campagna . c 'l'ilo l. che inventarono quelli due gran noeti.chc appofero a'tnoghì perchè tal fatto. DigmzM By Google . può riportailì a tutti gli alti! delle litaniere provincie: né fi potrà mai dar certo pegno d'eflér Falegici. che tralmigrazioni delle genti quelle due 370. all'oppone) .perchè queche llo Nume è Canaan. 317 non ufcirc da' difendenti di Net-. 71. ma da ce* naturali. ed Efiodo inventarono nelle nolrre fpiagge . ficcome fi è dimoltrato num.DELLA CITTA' DI NAPOLI. e di nafeonderci in ruffa parte : il il vcm grand' Uezio .dubbio anche la voce di noHnv cidi Pan&ciiopc . e da'nomi. unii i-. piace enervare . Omero finge nel cupo forilo del mare anche di nortra Campagna a lavorar vezzi a Tetide . come o dal filo anieno. e che fono di tempo aliai dubbk>fo. che fembra ofcuro.it:o ll'diu . fe faranno non di tale antichità. che tramandarono a' poderi i Falegici intorno all'audace imprefa della torre Babilonica. perchè a tal confronto altri penferanno alle favole di tante diverte Provincie . il quale fulminò Giganti prenci Pozzuoli.: Il. ed i in tal. : ì : Giofuè. che fi nominano. Lo fieno avvilimento ii dee ufare in ridurne le poetiche invenzioni. e villèro prima del tempo diGio. e città .^io-'i . che fe finterò Giove . ec. e fecondo la natura delle cole quindi in leggendofi Omero . perchè non portan icco I n^He du: fcrnufe colonie col vi-nir in noflra Campagna fu cagione a' Tofani Tenitori di darci ri bene ordite invenzioni . il riferirle alle colonie Falegicne . da quelli follante fi ha da difetmere cS. ed Éfiodo vecchi padri delle favole.o dilla fertilità . Lo freffo fi dirà di Volcano. E fon ficuro.

per cesi dire. ovvero di apparenti ragioni in queft' argomento. e mancante. queda fi fu la cagione. non avendo Ma si numerati patrii Icrittori . e fe fingedì non aver veduto uno de' in lungo parlare ci fa fapcre. che preflò al fine di quedo volume io avrei renato si raggnar- ancora . qnili fi fono iludiati 1 ma fenza ajuto di qualche dorico flirto. che lari gran pregio di qued'opcra il dar compimento con diiléppellir . si antiche colonie della Campagna . contenti loltanto delle lor conghierture . e rendergli quel merito. m perchè è favj di determinarla. eh: ii riiu'io:i. che da nodn (lotici non fe ne fece mai U grand' ulb . ove fi dice. che in nofire contrade rosgiom avario i Sidonj. che da tante Itagiuni fe gli è negato e fervira anche a flabilir vie più l'età . perche. Si comincia a proporre iliro ilio nioniraenro dilla colonia Fenicia. onde Dima. pegno sì raro. Dlgitizsd Py Googh . che fi doveva. idi. benchi potrebbe cner lunghilTìmo : e farei disleale all' impromeffa gii data num. il quale : 371. ed in alcune parti guado. e Tirj : non dirò mai. che effendo di dura intcrjKtrazicne .Ciinfìifionc. che i Fenici fi furono i primi nollri abitatori. ne iwrciù finora datoli in Romano idioma. clic ì Fenici fi portarono a viver in noflre fpiagge: e mi fludierò apporci un ben ridretro cemento . . in tanti vivimi rie' . di noIVri citta. più illufiri di effì mai parlato di molta luce farei all' men che bene monumenti Greci . nuovo.

fe Tt ' 571.i degna [li Iole n! di l'fMlìj. t fon difficili. loiira la quale è d'uopo lai ed in lai girila li irov.:i.un. liiN'. Si dite.-r ri..-iile l.- aggiunti che al marnine i numeri dopo .i/auni.o la J'emend. 1 lUonur.uui. chi. que3c ' ' giovando tale ri i >er tc 8li af lituwione per couofcere i fon porte in brie 1 I.l- li .et.i lìey. e lun- come fi ndc in Grillerà.>. nè fi è voluto imiiare taluni .ii. le i ^'emenda-zio l Olle L-pHÌ- cogli errori della copia (repudiaci da i Gmier.iii l'. profana de' Maffci non e d'efler pagj dell' tfem de'MaRiilrari . e come porta la iurte della ilampa. nella monumento: onde fora aprono in la dalli.cquiihrooo dal Car da Ito ci'li riipcrc . li uoiù lai Hionumfnio. ovi .rt.e diligenz..ieeiaiLur. "quando quei! la femplicità di qL de marmi: e farà femprc rea jiuiiKimeiiu \:d - a . l'indulìna. eli. ivriiii due lettere.rr. .!. 10. aiyongono TamJ.-iu» di quelli due djcumenti .i'.ionc .a rinliaa . .ioTiii 5. O.o con arti 15.p:r rendere vie piò agevole il !eji.jno tHi citare. : . ne'verli Ito ncli' oi'erejiioni .rt.-.i.i.iemi .r.

37J. c perchè così . XAIPE AIA TOT2 SZOT3 KAT THN TOT KTPIOT HM£IN ATTO SPATO POS TTXHN EI KAT TIS AAAH 3TATHJNESTIN. TÌPONOIAN TON KAT ETOS ATÙOMENIÌN EI2 THN MISOrtSlN ITO1M3A20E XCNTA TAP EPTA ANAAflMATA KAI TA HNOMENA.'JSSJ Tipi*! Turfl'S©- Gì Il .ic ci il li titoli) dì 1' oflérva di minuti . EI2 EHT2KETHN TH2 2TATION0S IEPA2 HMEPÀ2 TOT KTPIOT ATTOKPATOPOI 2TMIIE20T2H2 EATTOI2 EAOITSAME0A INA MH THN OOAIN BAPI1MEN TI1OMNI3K0MEH AE TMÀ3 OT1 otaemia nrosoios telnetai otte tiapa natkahpiin otte nAPA EMnopiiN the ensaae statiunos 112 en th baiÌmai P!)\1H TI AP A K A AOTM EN OTN KAT AEOMEOATMUN TH2 TTXH2 *PONTI2A20A1 TOT OPATMATOS Ei'AtH EN nOTlOAOIS OPOX KA.Ss:*» ^ìtkXiiì niTSUtiiKt. lj " M .lEIOTE TMUN I2A2AT KAI HMETÈPA E2TI KAI K05MB I TOM AAAHN ÌIAMPOT2A TATTHS (IAAAI MEM EfIEHEAOTHTO OI EN T1OT10A0I2 KATOIKOTNTE2 NTN AE OAIT072 HMAS nEPIESTHTO AF10MOH KAI A N A 2 KONTEE KAI METE0EI . Lettera de' Tir! Ji Pouuoli toeli errori di chi li tralciiffc .I 373- FENICI PRIMI ABITATORI EViWVi nitri»!. e co' fegnaccenti dal traferi tta : jtininri : .' 7+ Dkjiiized D/Googlì .\ 1 EI2 0T2IA2 KAT 0PHSKEIA2 7TIN IUTPI11N HMflN BEflN ENQAAE AttlSTSlMENON EN NAOII i lo M1S0ON TH2 STATinNOI nAPEKEIN ! BOT0T2AS HMLFJ I1P02ETEQIÌ AE< TMA2 TOT AIAMENEIN AE[ THN STATIONA ù. . i ^ n'U. EX HOTIGAOIS 0201 OI n. .\ANAC1N ATTOT2T!!N EAAAIO KA] *AAKKH KOPNHA1ATJQ TOATOIN.vv ML-li^iES" Tl'.5 E quella fi è la prima lettera con opni legai maniera ni Giutcrianti Tciun> caratteri. .

i M< . emendi» digli errori. Fiacco Coriitliwo coufulibus : rrJjaijj uiarr.r's tfi Au'ro- n'Esuli Tfo-rilM j-PnlTM Hfui*. Gallio. /!nz:tl!.''- ari tmjì l'iSiSs t-STi'yjw.Em Ai>srv«.'.^i«.il'. Tubiti rfsov-iiTjir&u mtta. fufMlK Sri' ri? tw àyìix t. (t IlFsU?Ji. ÌTì mpsf r'rawi Tiis tb Banl.>.DELLA CITTA' DI NAPOLI KCN . ti tk ti' lipìt n'uifi! tì . o!. Mùu Ks. . 1''-S--A.^. 374- Li Rcffii (piAoli X ihr.Ss ifò ai ì. B. »uT. Digiuzed by Google .i b>l:-'iJ.«5Ì SiiTi. ÌIV *. Ì'/. < fui & rtrGont.ru>.(a..

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•.r.v.:}:' .i Pbthdcs: /im/cr -j.. />. nCf MS qwdemefi- 5111 dcgcbaìtt Puteoìh .'&i'fopodl riv.'H. opqrttri tfsm fine .T . ìi.. LeBn ì TLi..'..: E-naTTi"..::.ig. if. vi'. !.. ac con- lifpofk lenii gli t . di-.vi s:i.c i.3..1.rcBe di$m flint . Apollonio fudice .\c IUtjsW.. La A cr confucimla ..!!:: ..i .nit Lachete s.r...:. i« qua ktr."'.: TpSa &7> fisciù» .- li.DELLA CITTA' . .:.. a» tt':-..'.f n:r-. disit pttblictt nojÌTtt eondtic'ts t^eifc» A'wyiiSrS» m DI NAPOLI.r-„ ifo'mra ' J» W 111 ciuj- «e urfc 7>ri 'r'^i/Ja. philah adfe0ri adclamatum efi .-. 77. ..™..: /. «ufi «mint inneimc-..'. «ai mtdtGmi pini .'.-.(.'.» m iSirkwv Ti Ì76. tfi-efìftoìa mìfff ah .j II i:'t'.: CTlTl^i : Tr f..

fu the ne o de' marmi..Corfinì hi noti-. mo l'eruditili Ab. di ben degni cncomj al Gir.vclim! iimj ben eonlae.-3 J. che di brieve da me fari lodilo.IIj li vale A noltri giorni il dottilfinio P.. di brieve lì dirà. Scalìgera tua un marmo imwa c. Per ulti.-. fepoltì tr. fi.' ile nota . st. [idi ami:.iil' ™. Sarra il r. e di farci alquante oucrva'/iuni per inoltrarne il maggior pregio. ne! to. che e. fono per tonti fecoli quali trakiilci di' bcii.ian.'Mnietrono altre opere .voio. Gttafco.V. le -quali.itc . ove i-ià vide tali marmi.ì. li. che fcrilìero i Tirj di Pozzuoliicrtdo.. lofi. e che anehc Stanarti ilio II.l. che anche Spanheiniu d. elli nv. ep.dirò Innanzi. perche vueie . con illudili . che eziandio il Reinefio li valfe di quelli marmi Primi di palefare 1 gran Mi. .. che afEii cole dice.:. e u ai JiikI'^Iì ni prefa la yerfione nome miti si per ftrii che non vedranno mai luce': alunno qi:i-|lo nolio feri: ture.i p. antiìiilu di f . 3 7 7.chc non fi prefe la cura di leggere le due lettere.y. fa piccolo ufo del filo quelle lettere ci ovvifa. perchè iì bel momimenln non gli -.-if. cl- proprio n'avrebbe im- pili iiir. che iì fon da me tolti.-. Quelli fono n iì. gli .:'.ti mala.:cr..t.ilen.L in Pozzuoli . dell' Accid di Cor'. . C. »::>.i he hin fitto ricordo diquefli marrahcooit confatine a 111 prole me speri.si' illuìiri die .™ aclF impero di Commodo i 7+ di G.l vedono li n . Aie monumenti .y. la ricordo di qnell' ilcrizioni: ed io truoeo . 1 1 : che nell' annoi. ivj. l . merito.lìè !'i<.o.I t FENICI PRIMI ABITATORI r. ma quelli coli' crudizion Greca non vi volle mai ami.peoil. p. fi dovei dire . che vi ravono fpertacoli .-n. importuna. . cip.na'io del . che gli faccia fervire allor- f« m . -I pag.r„l.". e_confundc di l'<i/<i:oii nella Ciiup.noli I "l . .i enella pag.. . Oltre il Lolcna li k'sge in Grutcro . Ilo . 114. alno non dice .o nel fuo Orbi! Romana. onde ne dovei dir p.u pes .i.-' come L-cnici e . Si rntsri.r ili Tiro : e nella paa.'.nni .<7.i il IVL!ji. G. ne flf menzione con felicemente fpiegarci fbltanto un'all. ali abitami di Popoli firivcivHo alla tini di Tir. ed il lemplice .trula . c Timo Cavarli./ molo di ^:o„oma : ma non feriffero quei di Pozzuoli . fa il dillìiiiui. ragiun vuole. i e che i&rivendi in listigli li li- fa . che in Poz- Romano parlare. efló è fuor dica.h\««\ (. i della dazione de'Tirj.

ni potai quella nai zione lì iHiiltre llf/UHirn.-. H lTnoIìTc^' rcbte i limili: il *i chVchfalmmtT'h 'n^ d!r?" che folo ah oV C-lari 1. come di lanieri lì ravvidi. die la nay. in grandezza.!i luto rogi'n: li J. ed a me mer olim i .liil-ic. Polle quelle lettere nella natia lezione Greca . Quii fui' argomenta disitene lettere .-re frefra eri: s'aggiunga. che le colè anti.' u' ii!tr:i . li f:d!e tate razione muntale cflér cerei . che da rimot che qualche leccio prima di . tempo altiuìmo foggiornava in Pozzuoli.ionc nVTirj.>li cipri m .inn . rclie.:vr:i . che 10 creilo lei!: .\]'.-min : '(in.DELLA CITTA' DI 'NAPOLI. pr/l -.n.(-' ri j. i^'. per niuno diri . clu: i piii . r/imi'-a •iui'i.:..rj . e 11 città "od F nini Romano do- pago in leggere K-iicià 37S.Lvv-:-bÌD in nv. altro non li vi/u—nn .1 lesti wi .hilìiiiic v.1 Hi!lrnaaiT!i . che quelli Tirj in Pozzuoli le da tempi oleuri Jà abitavano .-.!-: ma in <iilVkultj .contenere .:. e perciò ulano Je ne' primi verfi d: confiderarli. DlgitlzedDy Google .wr t dovevano efier denti dille minio Se taluno penliiliè i!.i'ie (unirono i Pu- Feni- ci.ili in f<.inni.!' pt-rciò il dico iii inno . dall'antico fplcnla quale da ?j8.-.!. nè fi ull tuie .t: e ci fan ripere.i':re iii1iins. .. e dataloro la Latina verlione. 5 quali tmemiizioni in etTc li fontine.

iì-jtsk llltÌÈ '' '" fltrffZe c i'":ll( ' ì* r &tbl" verbo> forla terminazione o in*. tanto più. e poi il gfrup.da '-.. f^wtumr . Emendatomi dilli fttonJ) IttKra .i ili dò.l primo bronzo d'Eraclea veri. unii il mele. e nel fine rivincano alcune voci.TBi ci lì vede ra'.(! ''"' . E' ben facile in sutm ii. c vi™ fìcuro.'. hi . .i rilpoHi. cJ il (itolo è sformalo fuor di maniera.vliiiii'o lutu. A™\fciuv Toh Mra.il r.:-: iv.> t-. e die noti è ufo a rellituirdi . che n. che ci ti ranno noi: oiIt vainoli però nel marmo lo fiabilito ordine di notarti prima l'anno . e l'ha ripoila nell'antica. perche li ravvila itoìi! . né per la fiutoni le panile. tanto più hrira/l jiBiitìk é vote moflruofa: pendii li in :-M. che io era ben ni.iS. Zig.-.™.> ij-ìjiììj iti»' in ì. Icrittiira.ia lettera.-murc.-.ita ti madore il rillahtlrrc !. 1 • ma r d Antt™ A i : 37?..ji pj imo verlo predile il nome deil'Eloro nel bronzo. e l ™ .-v. . che non è avverar» a veder marmi . noti V. che dinota l'anno e nella guaita voce t. come altresì t?. ma l'indullria forre ha fiorito il tutto. e fa™ dipartiili ih h H uiJ. Maittaire con opportune autorità l'interpcrra per Dicembre . ed farebbe flato il mefe.aLul'ìi la data d^llariIpolìa. ptrdiè i falli fon di maggior numero. Certamente Colo colui .-. a cui non s' oppone il MiiZticchi Fag.ivir.-. non reggendo ni per lo fentimento. né é dìlll-rente A'r. ._Siii'!.«»-*'. J. ir «uri.flJfi'. c brónzi perverl'a m ente trafcrilti . vi gwc immediatamente la ridurre nel v.. ia tu"a vi (ano più Srvfli falli della primi.che lienit miti fen/a Itrana rn'itavionc d'elementi..":-Qi:d:i ii >si psiiì emiri lì ri nven trititi nella prilettera. e v'aggiunge altre crudi jioni.filli. farà reitio a non ammettere l'emendazione del titolo di quella leeon.147.>.i*>.^31. e più moldli . ed il dottili. diti . lì legye A'-s.. die ci prelintit l'ef^Jlu da'Tirj di Poz^uoii E l:. .

enei v.-. 'l'-.'-r.* e dillrte ne! (. e detoro. tanto più. die fu commellb tale affare. ed a lui. li è mutato a dovere nstrfioj-rvrjii in ntniMj-iiioe.il rilevanti notizie.da7.i liburne nsl v. onde (i è rimedi! nel v. né potevano dlèi pete (piali difficile iuuai:iii.50. li è nominalo. . «*i« iit:t'"'MAOKAH2 . ^jm'lini in luogo di rps» 7 [Sdo .Lune dell'i» v: i^nii. ed ardito il fare ufeire di Si vi w.clie rende ofeuriflimo l'intero Cornelio delb lettera . .l'epilìuLl de'Tirj di Pozzuoli. Ometto nel verini. ci) altresì nel v. .ji. odi che fi è reltimito in h neceflità il richiede il conteflo . ma . die Fiioe.i. giacché fu il Del Tello . è piìi opportuno Biptonrei in vece di i'i'.s tei Hlocie. era non molto . che perciò da ninno fé ne fece ni fi diedero in Romano parlare . tere grand] ufi). e divina. mia. Sarebbe baflcvole per l'argomento di quella mia opera averle riportate. e rifai. e gravi in quelle due leta credere . in vece di tinnì.45. cl"TomJ. to£ *ji!.cA indi fogne chiaramente . CtWmo Jkc. io perù penfo. ^8.fio. 57.*j-pi Quel che più rileva emendare lì Spili ih - pr&fìJe . .u d nutil Irati . il che non fi potrà dire di tanti altri fcrittori delle cofe patrie . 1 1 . tiovandofi in quella guifa tal nome in più marmi: e nel v.aiAw... che da clic li pollonu ra..-. . sì mimemli errori. i! prunOLiie ìtli— a è adai importuno anche in quanto alla (intani.51. latti.aiLi in favore dc'Tirj di Pozzuoli. non lì iludiarono molto folleciti .iir. mei il nome proprio perchè nel v.azna. So . £1 ù.ni più giulla ragione leg' • . è neiioitefló w. fi dee credere . 1' enrr. 337 potei indurmi a rimettere così quelle voci .-. -w:iti.. onde doveva filirn: nr.jv. tanto più. di efìérne j3j. ognuno avrebbe riporto ml-. che làr! lemiie plii l'irai a irli.e ne niobi ili. .te aggiungerle . de' quali le ne fcorge qualche buon legno e ne'carattcri.ivciLdoiiieje componimento. Non fi comralter! nel v.e paKcm.if»i:r are ::econ:entiruno al parlar di . aran per bi.j->o^. (ooi! per iv >oo«. che i fache lì a dicevano aiii kil. e d.i Caini paglia .. eziandio per la lìoria facta. liccome intero Cornelio del altre. intanano Teloro . irta fona fù'fcovrìrvi i nomi de'mai(iurati . Vv fen- 380.js. o>w-*ìbm in vece di ?::.5. ingiuria del già da me tempo fi è . e non lafcijrle cosi mal conce. li vede malignimi per 0 >s Simulili. come farebbe. Nel fine di quella feconda lettera awertifee Grillerò. Nel v. e rdlituite nel loro antico llato. li iesigi: . . die inaurane uoaiirn parole cancellate per 1 : . i quali doveano prendetene ogni cura .1 :ni tutti li piegarono. fi: taluno fa. Nel v. oliere I-.ij mi li purge dall'epillu'a il -'Y.i de. il participio et. In vedendo taluno ùtilmente s indurr! .>rl ridurre lì fccncc primo n dire fini parere voci a lezione pili confacevole. vi odiTvando.. mi e?. fé quelli Tirj di PoiliioIì Emo di quei inùtili Peniti. che tal nipolta ri- tutte le vo. ma dubito. e prima anche nel v. <tiì.pl>ihcU a£ftfori. e quel 1 ha molta osili £ . puv!. i.33.(jmiiia.DELLA CITTA' DI NAPOLI .non Filuclc accontenti a ss flefio.i.j ognuno il vede siccome v. c pereiò -m per !. lardando itic™»tiì ..7-. ::j-hn:. s'accetterà volentieri . che fi dirli importuno . AtoMiimwi -vi Shuthj.i»j!T5/.

clic anello alle famiglie. e feovrire quanto tornino che fi può dite .i anche di vantaggio a' si indulsola. che non parli dell'antiche Fenicie fpedizioni. bc. perchè vi falli di amo. e mercantile . e fi rinviene quali in ogni provincia. E darò quale ninno penferà diverlamcntc da quel. 381. tanto piti in luce..l" rliuotillmii loro avi. e forfè qualche famiglia depli anticliìflimi Fenici dur 1 fcrillcTO quelle s j. e Sidone fi mandavano trequetiti colonie. che ellà -nix™. e furie a'piii favi rincrelcereb. e primi intorno al [itilo . che fo- per le cofe. che di Tiro. e dall' antichità imi fi dilgiungono drfi@-. ciò è. come avanti ho oflcr. e forfè anche i Falegici ma quelle due lettere da me rellitirite nel loro primiero flato. che a molti. e tale limone fuccrJuM . Dimando aver a loffie icn za raccolti moltifiìmi documenti. che io nulla ci principio dal titolo. nè credo . dia onervaffi il l'offeiviiiani fojiralt Juc ledere de'Tir) .ir compimento a queflo primo volume .>. e gli abitatori (H'-j provincie.e grail quale le tralcrUTe .c m>i3©-. e tanto opportuni per un lucralo commercio. mi fpingono a renderle pregevoli in utile alla . neretti dominio gente 1 lille. che ci fi potrebbe dire.K graadewto. che contengono iloria . iti. [Ui-vlié fo-«. a cui tèmpre piacque fìruarfi altrove. farebbe fervila d^l' cfprcmonc. Qui io dovrei d.ììt FENIGI PRIMI ABITATORI I fapcndo io . che di colui. non da attillimi | folle lì tempi e non v'è (borico. Quinin libertà . si perchè [ini lunghe come aliteli perchè fon ricolme sì di core appartenenti a'Tirfdi Fakftina. c decoro ini torno alla fola verità di : granitica . fia io pra le incdefime m' ingegni fare alcune brievi ollcrvazioni . ed alle nazioni fa ingiuria ii tempo. . come già ho proincnò. raccoglie" dalle lidi Titia non vato. fptendtt*. che trovava!"! in noflre fpiagge . che alcuno il vieti. che ora la prima volta fon venute prima niuno fi prefe cura di mirrarle da'molti.mo iriM^rio: ellènd.ti Romani ava nej :i! lor 1 Korr. come di quelle. nò fe n'e veduta verlìone. contento fello d'averle rifloratc.i.nc altri potrà dar ragione più propria di si onorate efpreflìoni di una nazione . Ara Campagna: nè dubito. le quali fi affinino aliano. che i più antichi abitatori di noftra citta fi furono Fenici . per non perdere il vecchia polfeflò di lunghi sì ameni .intere lòrTrono eziandio le lor vicende: mi Itimo. Cuminciuo . rimettendo ad altri il molto.

t-J air ri altri .> che hinno illolìmi i div:i tiri.umili di numifiH. :i r. [itoli d' not:?. pei la quale a tante Città Greche.. indi neffor*. di riulcirei grave 'cesari rollini col |j- dopo si della cagione.i. delle cittì. ùtkhc .ì il ceno primo d.: n.i. dn. vi :i'M(If.e cuore dille tini Digita ad t>y Google . Hi fa-/?.i.dMpiqdifcapito: :i r:J:rc :i il sji.li.i'-jri igRÌnnga anche riSat-ai.ìi. ciò. e La- ilh-iiri I» eli fcrilloii . :-tlv..ij io lungo ragionar " -— pef con lingolap Cri e non per me Cisum .

di Cortona. .. nobili.i . 11. quiffuna. gii Stratone. uè adempie il nonro defidcrio. che noti v' è Hata pari in oriente.ib tiu. perche lì grand' Ul piano trifì-j ina origine .il uuale.la/bnc gli km raccolti .a-biii taluni*.iL chi r:>n ne ha leniti in ogni età ! ed il più frefco a parlarne è flato il dutiii. eh. -. D. ciò è neli'ann. qi:r''J. come nc'profani . le ci c imprende imene queti.tiii. e Petavio j I' Accademia rc. così quei.. 'e lo (!c!ì avea detto i'. clIÌ Jiec nella 1. e veramente in dandocene un ben fumilo làggio mollra aver letto gran numero di (crittoo antichi.i Ila/ione di nollra Campagna. ni io le gì' interpelli d'Ulpiano coi) comentano.. coni. che fe ii'è raccolti! fiiiuu.v:. come le non mai (e ne ferino. nm Me in eh..g. ed il riparlò l' Ab. ntbilis regiùriibus. Scaligero . fe imprendefiì a ragionar in particolare di Tiro .B40 FENICI PRIMI ABITATORI I tino fi diedero quelli (itoli .7? dir. che di Tiro era ulcita per abitare in ntoltiflime. 01. 1747.-. urbibus gcaiiis. e lontane regioni .ie di Rc-if-i dell' ilcriz. ferie fataloni» smiIl I. perchè ragiono di quella cittì: ScL-'tJum e-1 iff-. ed amerà 0 oleum .' Inni fiinuu. che fiali rinvenivo il vero. ti ili. Ma vie più lardine qui import uno. ed altri aiìiiJ-. imperniar iiaflcr ab c^n-i. propoli. di frefco.ic ccu/ìbus. (i ha merci de' loro indici si ben dilpotU . e prello ognuno impara ciò . V.e mi renderà vedere nelle i/ifcilna jiJem Ibi Il.l! città l'urrs . da Tito. the dopo le {itavi cure di gente si iàvìa (ed ho taciuto il bicorno. Tyrus . c lari hbe proprio pei un erudito giurifia. le (>' pc^afli a ragionar della porpora Tiria si famola.-mi in & rem puèlicam. 381. ed il Rcl.lnco nella fua ?.'in>u. quid tum Rumanti pcrti'tfìr .-.nj!i:nil ( > i : GejSj. armiptiiens . perchè tali ihmhL d. regionibus. per non lodar altri . come il Bochart nella G. c il).. clini parrà clarj .pj--!::)ii.ni:. città sì ragguardevole . e belle kit.:ii:ia .lc può cSlerc qui opportuno un argomento di t. e veramente meritcrebbono à provini aggiunti di Tiro cflcre illulir.> tolonìai /Kris haliti.< fc fu nell'eli di Ciaeclbe Dlgnizod Qy Google . Gualco di Torino in una luiighilìiccu dulcrtatuine. ttiiatijìjma: haìc mini Divui St-jerui ... ed ove ne hanno parlato. perchè tutto ciò. Lo Setto s'avrebbe a fare iniorno al diritto di metropoli. iv. ed sugaffa. C'c. c eie Ilei! ere dette t. E tanto è ficuro ciò.i ci han tramandati i fuoi pregi indi moderni ad ciiii. •<! eli in Syria Phtrnite fplcniiiijììma T.i dopo lo Spicilegio del y. e fpccialmcntc nel Teodofiano codice . che fi vede ora nel 10. che ftipera il mio indegno. eziandio.mio più chiaramente lib. e del' alilo .: ne . il premio a chi rinvenifie. d.luio .cJ.S. perchè l'opinioni non fono conformi.i!. con fi (leva l'itul i<? ftpdi .o . che fi leggono ne'facri volumi. Ma/A.vvc. che Ulpiano intenda della gran gente. linài mihi erigo eli. ed i! mollo variare fa temere. Quanto fi fu «Itbre la porpora il Tiro.-Jitml depai-Mie. Or fi penfi.. e la vece oramai x vien detta dille leggi . in. e pieni E quanto farci dil'c.iti da uomo dittili to in quella Jcicnza .delle ci:ia foci frequenti nelle leggi. dell' Accad.iòn pronlo a dire. ed io riporto foltanto. (aderii.non è ben fermo. j. c ILn.

.ttv:. ha detto Io Aedo. oc & FU.<c fi hi m sunti 3r>:t. Cbrillittiit £la grani' autori- me riportate nuni.vermi Gallo.».'n.ia cadmi irrx Ittrintr...-i. . che Cr.> Aie paiole fono da ptrehi ftll.':.* ffb I' 384.c. prtihitk CLIIlv.rm-li.^ i-nprr.vwJo Ab.'. titubo tà di quello.!::. mitai le .v. e credo. /cripta . . . Pitgio di qutUi due ee. cui furono fermi.

: lettere onde eon più lì lc EB .. latitare velerei rcjpondtnlnl . ftationet . 1. lìccome fi vede (atto da'Tirj ed il Gianiònio ciii non ha avvertilo. 13. ed a' traffici Se fi amano elémpj della voce flasimitni . che lì 1. r.Svtl. cciiiii'ii notali nd fin. vel monct. che schiudano dalle (ligniti quegli Itazionarj. dk::rfi/:.. fi circi coiumnai .rcfellarur perchè non creda taluno . 0:1. ai'.. . 7. 4.!. fi dice ari in fino codili: ag... còme perdano certi interpetri . ..Vi tendo . ma 1 c piace dei padre il & rutili li legge Fiacco.:.> . ir. 1. del tit. che lempre lignifica ima radunanza di gente. orniti rifornirne da'eomen latori lì vuole. che ti . e recira alrra ifcrizionc di Grillerò . pabitee diccntiuin . o nuanctptì taisveniebanf . due volte rinviene eziandio nel cod. ove lì fpiega quid fit latitare. 6.41. non dicendo ciò l'imnerador Coma folo comanda . T . 'e da quelle leggi fi raccoglie .rr fafti. ed altresì De foluiimtibus J. v'e nel cod. Trcbonio Galla. che fluitone! li erano luoghi . che li vede anche nelle lettere t^'Tii. ma follante mipiace riportare qualche cola coiunfamenre intorno alla voce i-iTtw.n::.li boro emendarfi i fafti 5. ove leggeii loltanto Flotto . come nei tit. t. i §.-.. . O fòdera di qualunque mefticre ladkeano . e decidimi le dubhie. 341 I FENICI PRIMI ABITATORI nollto Lafcna nel Granano anni cui nome che . so. 1. .de! tir.'ri di m.". . ed è ben noto quel verfo a. e nella fi vede fistio . né vide quelli Greci monumenti. e inni a Rico:). Non lirù per trattenermi con lungo dire.m. lib. Aurelio. ©• lurpibm ti ornile due lucri.. etmrimi i libri Anche nel Codice lì nomina rovente ftatw.1]:... che fiatanti amano leggere flatuai.'(. 7. pag.-. : fiaiw (olire quella C ! : f„. D. O" Gallo enfi. .. Ne rem fiftus 1. che in Roma le legali cofe infrenavano.ji cui. come nella J. e fitte (utmmìi .. lì. Ne quii cu tdiìmn negotiatoribm. pillando di quelle lettere ne diìlingue l'eri con M. miniji crii: .<: /. /ed Ho traferitta quali intera tal leg(S. ritrai* .. jus fiatiai'. che era più noti col nome railìttnn Gcrmmtorum <.ts . melliere de' (tazionar j folle flato vile.. vclpoiidcnrium le adunanze di perlòne . si. omettendo. che Ila addetta a'pubblici a£ fari . De dignitatib. . li diamo Gallio . au.$.-.b. t-jf-'i:-:. Nelle Pandette fi fa molto ufo di quella voce . i quali ogni comunità..-ran. firn damale pertentc.j ili. ma per carigli icttura. ove fi pari» rie convinti abftnti fallo: Elfi ad /}ariutcm.i.nGdj. ConviSus.&c ge llante. e Fiacco Trcboniano . de inìmih .'. di Giovenale f3t. Teodofiano . ove fenatores. oieruerir . in Ni-r. ovvero juvena. i cipi y dice fiatane.it. prela da' Latini. omnique egiciorum fece •ufi defarmihu. i quali fono fa/li }%< numi ojfchrsm S'illrnlnnn la roti futa.& tabemam ' ' -errar» fcclte cofe per kg. . ed il nome Trcbonio s'uniice a Gallo. la leg. [•.Dr tompcnjdt.

Tanto ì vero. Pozzuoli. tpny. doveano valerli di quella voce itame. e elsanica.:ii-ws . ci de ha ferinità un' ile ri/i mi-. «m. a cui li crei fottopollo . K-.che quei.ddni é*s». oprìo tahellnraram férvire ad taitllh e coli . de'quali parlano le leggi. . fi .nic .Miii /ì.|-t ove : I' lì . clic non v'ha in parlar Gredelia Fenicia >: jM. 111. il illuIW fine di e(ià fi legge: Ssnnms Au^. "r m ' j 1 cola nuova. che non fi allenneto da una voce barbara ad elio loro . deduce. rhod. Debbonfi dimoile lodare i Titj. 5. che vorrebbe mutar qui ftatioait in natemi.ir. e buognava ubbidire Romani rali adunarne di.ci leggiamo xjutìJperchè anche gli hbr. 31. 4t\m. 11. e .-.™ h. per tacere. tro volte.:v" !ia/i.--. j+j.>::„r. eftnd» . mormarum arati pò/uh . »fcr©*.i63. Av«. b che fi affanno molto con quei delle due lettere. eh strstione murili. tabeuhnitut : v'è l:s«x w>n meno. che nelle Provincie . . profìegue leggerli . come : i per farli intendere.ci tal» in lignificato pregevole di pubblica adunanza. tiri il di. e bienne: liccome anche (1 vede in coliiifimi fcrittori Greci adoperati i vocaboli xiym.- Uè. onfi raccoglie. quale li fu quella miuSs^oj-po'. e citta del Romano dominio s animetteano nomi. paq.i voce Gr.DELLA CITTA' DI NAPOLI. Se in oltre ii vuole anche ne' ri: irmi fi. che la condiiione . So.perchè Tuta™» i Tiri. non vile.-i vive. per non indurre novità. che a molti fati a grado..^.nn. e potrebbe lo Mll> . che fcrvivano per iljiiegare ì coltami. ii. il Gmtero si. in e-: .vi'V.ii fathitis. iiaimn'n iMhrìm quell'Ali tenti. che quatauicnt. tanto pili . Reincfio clals. Starai.trniiii ritrovarti ].flatiums errare videtur . Jie quelli e dee Af- .-mani .1 fpie B a . e tra effe li rinviene ì:»™ i-iiv. che nel nuovo -Telia mento. Reinefius circa da un altresì fallò riportato dallo Spomo MifalL fruii. che n K ni airra Greci pan die dinota collegio . che ridirti e/i. adunanza non avrebbe pulciaio il valore della Latini fimo tanto in ufo. etAtione. è decoro. ( . . Si ha w- pag.. e negl'indici detelbri dell' iliirizioni ve n'ha affili efempj. la . Elfendo m» v«e Ramini. e ì-'^tds. quindi il Burmanno nella ci&pig. potean goderne li sa. riprende Burmanno de Vtdigd. ed eiière ofeuri. che mffitet flatiesmì non ti debbono confondere con nudi' altra forte di n'azionar). che adempivano il lor impiego con leali il . camri . ed il regolamenor fe da' ta di coloro.

dal quale medefìniii città v-.1 de' '. che non ai . ne dee piacere.^i lo flcfli>.chc //«io. . 13.i fa ftpere.17. il ponga merle al caaftffmit . cap. 'ire Digitizad &y Google . e 1 Eliopoli. ncìlii d' - . cioè di Berito . : pk'ii.il tre .o . ina ci Ipi.inni . fi. mi fòrte in gr-mifa^si offre . ed in antichità era niìi li fcor^e . imo di malto tenuti "' a ièrbito nella fini floria lib.a'Trri. che la loro in rat^uardevolc. che non èa verbo.da quelli.n'. che il . lunghi ci^a lidia nrjv 1:1.1.ni. il. Or la detoro.In.i.r n'ci.ri: li. clic un marmo.

ed inferiore erari elTa città do vengono ci fi legge preferitane la figura di un'ara: ed in tutti e in ben formati ejementi .< JfWOiB tùv rnrfiiujf ijuui Qlir n'.li. per fare i dovuti fàcrificj a' loro parrii Numi adonti ne' loro tempj.DELLA CITTA' DI NAPOL quanti nomi d'imi dal popolo. A'ioArnorns eli 3-utIm.. pochi anni fon corfi . Digmzcd by Google . e nella parie fuperiore .xi7i farebbe a molti di gran piacere le fi poteffe rinvenire quali Deità fi veneravano da' Tir) in Pozzuoli . per rei Cefori infcrip.(. . e fe in ve n'ì riniafo qualche bello monumento. >j -. fu Dufirc fecondo i poteano giovare memi nomi i. quanin luce patrie antichità .8S. per render Tempre più pregevoli quelli due marmi. al- p0I„. Nel verfo 7 - della lettera fi dice .um mutar. che effi impiegavano Tir] danaro. Il Dio pania deTirj il due altro non che dvs fe jSS.» ptfumm Ito Cefare folfc fi . Or ufando io ogni avvedimento . che nella Ipiaggij di Pozzuoli fi tratterò dall' altiflima arena due marmi quadrati vi fono proporzionati o .

e trae le autorità al lito fiftema. falteni in Atabum Untai apud Gunr'nB ridice •io repcrio Du-IVara dici quoddam ìdshmi ignoro perchè pronunzia Dujfara . e piace apprenderla: indi viene all' etimologia \ e perchè quello Nume adoravafi in Ambia.iv. e lignificherebbe Dio del bìlia. raccolte l'autorità intorno a che tutti e due . che gli Arabi chiamavano. perchè fomiti di Ca- fommo. il quale unilce tanta erudizione. /ed explicandtt vox <\n ex vkinh finguii . ballando loro recitar-. Da'nollri fovj. di miglior - ci la rinvenire antichi Arabi jEj. Ed" il primo nella G-S. elisile i ve. fa fcrvire. . a richielìi di dò.vp/ic. m* quello dottili fenttore. 1 i-. quando li dovrebbe dire Dui/ara ! e prolìegue .-.rdò . clic idi eruditi ne' loro libri aveano offervato di quello Duiaic ftraniero Nume a'Greci. come è fuo radume. e trarne anche 1 et infoiagli . hiìdierrcL-e e lòvrano etimologia di Nume . ili Cor'. cum in Arabica lingua mhil quicquam occurmi.c credo non importuno il riferir fiiggevolmente 1 loro penlieri. y.. ' kwm che opprime piir tdl:> chi Ice::. i.irum . e da miei. Syra (silicei . Nuovt . Bufarci qvìdtm Arabici fcribebatur "irtn ti.indie di quella Orfani contnrii a gente. Du-lTara. onde fi dice Lihr Poter Bacco. che i due (affi ferirti col Duftiri facrum appartenevano al culto di lui . ovvero 1 Dùminus liberimi. la quale fi vede nel to. e A [iiìi l-d l'ordini.ti. Sei ratio nominit non e . Quell'ordine di Bufarsi non è ita a talento del Canonico Gio.s. unifee. ti.:i . (he dagli fcrittori antichi nè l'uno loda F altro hanno credo . voci di quella na- per zione. em-Smi . par. bene fcelta erudizione intomo a tal nome. Dotare.:: i rr. quando quelle dcbhonu produrre il (Ulema. ed a' Romani. ma forfè un poca lontana: indi il Checozzi vuole. e [veglia deiiderio metodo. lòggiirngendb-.prcijvmU i. perchè tempre fcrive Dufaro ) efea da n . li videro in ifìrctto partito. e Numi..i grande .die cole ine.e FENICI PRIMI ABITATORI I la patria iflnria. (V fiebma : indi riduce la lignificazione a Domi- na! filuiìonÌ! . Qinbus illuni C tfitkrttiJMtt pojfim infanìunt. ma uopo fi tra aggiungere. e gli antichi veramente ci hanno [ralmcffo . quelli Jesli degli Ma giacché litri è favj fcritloru DlgilizM 0/ Google . Checozzi nella Disertai /òpra Panica idolatria Jc'boftJ». che quelli aveano (empi. . -la vtiol trarre dalle due. avellerò letti gli tfedi autori. mollo ii dille intoni un. niuno può dubitare. 389. che Duliire (egli non so. e le due epiftole li porgono luce Icambievole.yar : ncque nera ea cji obvia . la cofa è acuta. Ora peto che le ledere de'Tirf ci palefaiio.pag. qudto Dio Bufarci vuole in oltre. e MBaCCO |i.: li d! fapere. ne k'Cen. Il Bochart . ed il Settato fono Itati quei. quid pojjit bue partiners. vide in ifcritto . che pofiiin notare Dottiinm ey. giacche quelli due marmi. In.'d" AccaJ. e pronuncia Du-febera . quali fingono nu!:. .'). e dice..ona: e dopo aver lodato il Bochart dice. in vice J'ilirvitb . perchè fi onorava in Pozzuoli. ed efE l'avevano introdotto in Pozzuoli: ed e mio dovere dame più chiare ripruove. Dottilfimi ingegni fi han prete cura di fenvere di quello Duf«rc.

1.DELLA CITTA' DI NAPOLI. che fcrilléro di quello Dio nomini si fai') ncll' erudizione originile. che il Bacco pref. Lipfix >65%.feUderi .ibi.-rj. ninno ©ras Sui'. che fono l'argomento del mio dire.li epelio d'Oin. nino il Maomettani. ec. quali han nominato quello Durare .che Dufare fi era lo ftellb. che ne dice il Bocliart Il Seldeno poi in de Diii Sp-ii fyma^m. dal intorno a s' atf. e Latini recitati Seldeno. fo gli Arabi . Ed è ballevoìe ciò intorno all' erinvik.jrt a ricorrere all' uve. io Ijrei 1 ufeire il D-jfam .OLJi.:. e di aver detto in brieve quello -. a' quali era un re il Bacco de' Gr. tefiimonj più fcrittori antichi Greci . Suidi fpiegi con lun£0 dire . per intender a leggerlo . ed intomo a sì fatto fallò aggiunge brieve cflervazione ma eziandio al Bocharto non gli è sfuggito Gr menzione di quella miltcriola . e ra Efl 'Ti unum ex Dei ntimhiìhui ab l'ami libri non fi Iriyj-j altri.e che in tale Itinu. tra li figura di quello fi molìrcrà .hi 'iieai grande. altro non fa. che (i fon riportati anche dal Bochart. Di tali pietre fi mboli che nefa menzione oltre Seldeno. e fìieeiiA) ufo delle lettere de' Tirj. che n'apprelero gualcii. ed in Latino Hi quello Dio. e dal Bocharto: rimane foltanto. e figlio di Giove . e Bocharto ne'luoghi poco innanzi lodati anche Uezio nella demolir. il quale fembra non poterfi defiderar. che Mainino Tiri" dite . E' dunque ficuro.. ci fa fapere la figura.ovv. Qsàs vmn Nume Dalile. le due lettere de' Tirj comechè alquanto lungo 395.uT:iti. che in Greco. o con vili ma li delcriv. e ferine col nome di lui.ro Dtfaret da !. che recitare Snida . e quelle. ne'di cui poemi non li legge mai cu'Silcni . 347 vecchio ufo dittine Ievoci fpecìalmentede'Numi dilla lingua d'oriente.gia di Durarci. che rapprclcntava l'Arabico Nume .i a' Imitili nua avcrid 1 quelli perdalo a dillingue. A. che ora adorano a cui rare fon le cofe. i. ed io ora mi fluiterei valermi di lor fatiche. ne (i. yui prìn' cut princcpt. tra' primi Dei. molto più degli altri colore. né col Checm/. che penuria dsfxmpium . Hate afcofe. 590. min l-ilni.i. ed ajutandofi dell'autorità degli antichi. . ma il Bochart. ed opportuno ritrolò . ed Eiìchio . ed arcana pietra.j.:ri .:n: i vak-vuliilimo il lòlii ben lungo luogo di Snida. i -. clic ^ adorava dagli Arabi fotto la figura d'un falfo quadrato. Tertulliano . die i due marmi Icritri Dafari latrimi li fodero trovati prima. Deus. che poche cufe fi dicano qiiefle due pietre quadrare. 4.i. più atto. che fopra tali pregcvolifliriii monumenti avrehboiw fparfa gran luce. propoli 4-n.>. . edova alcnnu al meno di coloro .n c^re::i c>?l l'. Bizantino .'. imi li : . le quali ad illullrar le lettere de'Tirj . . e folu aggiunge . c/ut - : Nume . anzi ueppur. che fono gli (tellì elementi. Non vi fin dii ntvu rum . Evang. non v'ha dubbio.i >>lkv:. e dinotino. p. che gli fieno i dice di quelli (affi tp."-. faggio .

che quelle due arcane pietre trovate in Poz.©' ns5(J» S'.us Ji|./i. e collumi. Come ci fpiega forniti del lì nelle è Li d. Si confinili coll'jjuto dille dae lettere. che i talenti a noltri di fienfi acceli a feovnr gli Arabi.-= fjem . Mi rimetto a conliderar i due fallì di Dufi. per jiveme antichitil.m dia cr.* ci fi quefia fi Jefi wdegm fifpefi e «•. riferite parole ( er„ ricci-Mimo di quelli: come puir. the foflé iwa'pm compofto da Se-Js . Digitizcd byGoogl . e può eflet. che 1 loro libri non fieno ferie di dubbia fede ? a me .-.':uxrtadura : rcrminurio a?is in 9£Ma benché Snidi ffofui . c dure . nella Storia Univerf..-i il •t!T:-3p . come li è il linguaggio di quella gente: ed afcolio. e mente .r]ir[-/in:i. n/tvi ri'Sr™ r 7^l. da Pocock nella fua Storia d'Arabia .iins i'-. cosi dai Vortio de Idol. 3.c per acquietar volumi.nt. . allindo dice il ino. ni di ciò che v'ha nell'Enciclopedie .lib.il rVie- benché mediocre- Greco linguaggio. e quel mollo di Strabone in più luoghi ..ci \ e col . ciò è da Hcrbclot nel Tuo Dizionario in piìi luoghi . ficuri Hi. e della loro relicione. e ne'compendj delle biblioteche. 1. e quelle fi han folo dagli Ebrei . nelle quali fi veggnn libri. l'intendono) Che Bufere fi cdora- ga due:'p%gim*Jipr* tufi d'orafa ftngue delle vittime S afPerp™.»'. Ati*ctV> j .. e quelle fue parole (fe non 4 mio piacere il fingifli io) fan vedere la retiti. Non li può porte in menomo dubbio.' n'il'iiìT* . pince dilàminar quel poco .«Jll 1 ^ li apa riff/fy Tl^f'iii y. Pago dunque di quella fola autorità di Snida. o Sf ot<S*. mi- W r©- nVr. the fcrivendo a tempo infelice ha credulo. le gli dee molto in darci le cofe : :-. il lor lapere. 6[W|. ma. ITI SjirHfS • Ti'Zi yif.rz hjiJti vi A'^3ra f tìtc? ri !i - . molti .forza è aver mercede del Suida. tifi A-. ed A7»i. che dal fettentrione fieno iti fàvj uomini in Arabia. cap E. come ancora delle lettere de'Tirj. : lin rjiu. ner }HÌJ fermimi Greci wì.. per profegmre l'oflérvazioni (opra le lettere de'Tirj. ed in queir occasione fcrive dì lui Seldeno pag.-.V» «Jidj b srt-. U buon Suida. i:-: .1 donarmi . . quanto fe ne legge ne' divini volumi.BTipn Grxcuhm fefellit lia niente favìo.3 FENICI PRIMI ABITATORI I 4S 0>! ir }.> fiJtf. e da' Greci : gì' ingegni grandi però li portano ad imprefe ardue. che Bufare l'uJonva dn'Tirj..»5ij . 191.:: .. fc non fallo. ma non eludile. che anche ad altri.W©-- . liT^J )p:(J!Hf>. . e fa divenir Bacco il Dio Malte .-o. d'oro. e I' autori ti di Suida.' t : jjjI-ì :ìjtì uM. io. lib. che rlon fon a noi giunti ancora: fembra. in.1 «firn /:. che degli Arabi ci ha trafmeffo Erodoto vecchio fcrittore nel . e da Fourmont nelle Rifkllìoni intorno agli antichi popoli.rc . come altresì dagli fcrittori più frefehi . cap. nec A'fK. degli antichi co . JVer Muri. 8. ed il pregio sì di quelli due falli di Dufare trovali in Pozzuoli .j tctc . ma chi ci rende . c ptima di tutti . non fari follecito di quanto fi è lenito degli Arabi. A'p« Tap «raTi ©ìo'ì i. li llimano core inruttìvcsl.

difiingua quale fi folte flato il tempio di Dufare . clic ifull: ma . . j di' Campagna. c comperar rer degli anni 'la . che la dazione de' Tirj per lo cullo di quello Nume (opra il lor potere impiegavan danaro . ed il farà Papere a'polieri. poiliino edere flati alterati . non ci e rimato documento. die in tal città fiam certi efcati in l"ozzuoìi vari temp. ci. nè moldfa .li vedrebbe Pozzuoli troppo piena di tempj di quella oriente n. e fórre col cor- mente non lido al Dufa're . clic vere è in grand' ulò. perchè tangià ora lottiamo i. r l l'i ™? '^'*|> ? ma ad altri Numi ancora. dire non è aiutala di imvjn.mo . che in ifcrinuto uno: ma li pii. Ghva iltrioic i. s. che te volte traferitti . Tirj e di Icarfo i . nè da codici. che fi era- quattro piedi.-riiv.-a . ma J. in Difcriiiont delle dai pitti DignizM B/ Google .. e per far ad clic i putrii fncrificj prclè per Numi . pi s'offerivano di noftra lauri Ti. non e di poco giovamento alla iloria lume alle due lettere 1" averne -rinveTirj per figura. che DI NAPOLI.rcWv ii-miirc. dicendo av E . eh. erano gli Dei . . il Pietre ii. o degli Eliopolitani i Mi fpiace.. eh.iKO per coPa rcligiofilliquale arai negare . e quello mio. e i'omioli . rav. non vi fari dunque nò reltio . 0 -| j cm piu .'i e di quei ili Eerito. e iervene fiate altre dando loro eziandio ! liicrì cJincj.i monumenti ferirti in marmi.c di quei d'Eliopoli.che vedendoli ora piii mine d'antiche fabbriche in quelle (piagge. e _. . avcfìéro adoperato il numero del più in vece del meno: fembrando un pv-M ilr.? oc oderebbe . ed i Sidonj. in generale fi nominano nelle due lettere .L DELLA CITTA' c~ di Pernii) . ti.izi. ed in piti tem. Non ci dee recar maraviglia . due.fe uno era de' Beritefi. . : fi trovcrrà qualche marmo . perbare di quelli Paili doveva efler d'oro .? pie . che li fon trovati due falli . 591..r.>:-. perchè poteanollare in un mr^efìmo tempio . 14} in ni i Tir]. e chi sa.ilic ivate alVìi rifletter: al- ciò è.im.ilc cu^ii-ctiiirc . clic ima lilla ila/ione avene fabbri:..

che il noflro Ebone. af. Piacque tanto quello culto di colali due fup re me Deità ad Aleilàndro. e cola : e per la Luna : so .idi. ficcome fra quella. che fignifica belio. perchè in oriente era quali comune l'adorarfi il Sole. Or fi vede fegnatamente .fi> Eboiie. 3. perche predo gli antichi Arabi due gran Deità r.-. il che è oppilo alla grave autorità d' Erodoto .n'. come benigniffima madre a dovizia . e con tante vittime. ciò. die Ao'u™. fia come quello de' Greci .m culto a fole doe D. e elle reca tanto tene a' mintali.^ litichiti» . ! . che al padre.dcravauli Dionifo. u^Su'nrSoj .m.'it'r.'.A ellère fiato hi più no i num.: . va in tutto conforme tale origine a ouei gratuli zìi: melili . a cui la terra.. .iv .vìrr. Dimilo . z6-s re. 51 perchè quelli non fi rapprdcntiva ti:tto la figura di un femplice fallo. eh. ed Urania. i!a.3S o 1 FENICI PRIMI ABITATORI c l'altre aggiungono fortuna al nolìro Augnilo Principe . 8. e quel di' è più anche Fenicie. che anch. Bodiart . fi veggano i num.i kvnli prima.303. Non imiti'. .n'irò .3S9. e fi è potuto fipcre con forti cougiiieitur.. della noria che . e grande di quello principe de' pianeti . ficcome riparta Str.ir5. : : 1 -.>. fi vegga min.m.ipprefenti . già avvertito da me poco innanzi nu. che Stratone . a Kapolitani portarono i:\r. eli' offendo lo flellò. oltreché non v' ha guitta conformiti tra Giove. romeih.. confini den do li i. 1 1 . che quello Durare fin fiato un Nume di piclini. (li.ano hiecLùiictu: il Sole. the alta (lima il Dulare. e da ogni parte porge pregevolillìme antichità. che il coronava. Jmein. e dalle orientale. Non fi creila.c-n hiiitìju j. 39. ni all'altre città il il làni(. '. ovvero Dyfant dinotando il Sole Dio foirano non [ini aver I' etimologia dall' come ha . Ricche >' onorava si doviziofamente .i' Erodoto lib. Jòvnmn . come ha voluto il Checozzi . dice..nel lodato luogo: E't«E« Ha 0iSt i-rmis-. cap. Tfjnm vMKiOi* ìiui. che ci dà Nati: oenipa. e più Tenitori antichi ne fin tiini/uu.1/ poeti eroici con quello finto in tempi meno felici. ed il porre pieni cura allo ftudio degliaftti: e veramente.. all'oppollo avendolo io tratto dal parlar Fenicio. iSH. il quale pure fi riduce a quello principe dc'pianeti fi vegga\v.n' i]Liifi' .n:.mo per :o Sole pag. anzi il primo. 393. Quindi Dufate è il più pregevole tra gli Dei . n. che gli Arabi di lui n'avellerò creato un terzo Nume.ra'. ma non farà chi ami dar più pronta lede a Strabonc .ili.riè fi fiimi . che forte amò. e credeano non elferci altri Numi . tcflimoiiio il gr. e le vuole Aii.-. onde fecondo quello geografo Dulare fecondo luogo. che quella coglia .nljt:> il d<>ni("<.:i 'Baflarco..i. che quella gente del Levante .r.w i~ iJrl» . e con una vittoria.. Dafire fu N'unir l'j-Miio.M jioieun penlàrc a Nume più degno. ma di un bel toro con vifo umano.1079. ed il Sole. . fe le genti volevano clicr idolatre . ni dalla voce b-j(. njn i di cotnrarjrli coli' Ebani. ori:iit. ed era ben favio delle cufe orientali. che Dufares. e Luna.n1. che Bacco. condirmi.iÌL avean conceputi dì Dulàre Ior' primo Dio Tanto è vero . -ili' ei-li r. <y farebbe in . tinti fil' int:rpetr.

con erger agli anche tempi. il che non fi .!tI13 ).ce li^s. e ri.-L:/a :'jrtsliif. fanno con eleganza formati .ilmi-nii: all' ortografi. fcrilìero il nome del Dio jn Latino .•mi. e gli elementi fon ben: efurem . c'I cui quei di . per Tempre più Itabìlire. ed Eliopolitani . iomeche quelli non vi ^fi e due ap- i Tirj di linguaggio Greco.i. perchè dui li legge chiaramente in clic. 394.m::?ìo: ne dato al Duiàre . e di .-'nMo .ir un-.u a eili: [o. e ne'm I. : .. per far rendere loro e ulto .ir. era doverofoado:m.pi.pii rim.per mantenerli a dovere. perchè effindo loro pcrarc perchè gli tfempj giovano : Elio. e nonDvssHIS colla t . II ritrovino nomi di Deità Fenicie. due lettere. 3i ma non vi fari chi ci dica.. i marmi debbono I'.!^.-' J11 il vede diletto di qualfivoglia ceto d'onore.> che . MI .Fa ri" te.a parlar rii Diifarc. Sì proGcgue ti ìllultnr i due fifu ili quell'Araba Diiil. che fieno c mmiilinia ita. che in Un Cluv. e voti. . Del retto al mio argomento fi conia molto. che quelli non . elle quelli orientali dimorando in Pozzuoli città picmllin-a d: gc:. che i primi abitatori. ta.'". . he ne' !i:m negozj tifavano : e il parlar del comune .. sa di quelli Geriteli. eh' pirl. le var.trs :•'].DELLA CITTA' DI NAPOLI. del quale num. n' hu pronti .vi. ed aliai opportuni penfi. lìccome ne fiani certi di quei di Tira Raccolgo altresì di quelle 1111 Meritile pietre il nome di cotal Dio doverli fcrivere DVSAM5 colla v. e fc^ : !::tlù cià non fi r!l li -l di livj . clie quar 3J4. perchè prima foltanto . fi e è tutti ailiii Ioni. me Dufare. perche fi moftri il Sole in una p quadrata in oltre 1' E bone fi ofierva in afìàilfime monete.il gli tante vittime porri fi T> dunque in cui tempio..i di ii.gli dà [' illuflre titolo d" h^ira-nn.ir:mu .i s !i -'-li'' ^. mi .lii Jcritti e dVbitaic DufanTnV hbri . ì.! lere. di efier per pubblico vo. e fe gli dirà .r. norma lii. . e per confecrarbijj^i.173. f" gente orientale.

fliflf. quanto era generale. Si i'imoftri con Elisili tss irtiuiif^ipi htC piti \ . die l'Antia A'il'J-. e quanto fi effendi» quefto nome Arnie. t>:. e fcolpitamente ci awifa . antico. Digitasti &y Googli . e leale. lutonià. Ì95. .71.J ni< CIW0>D\!ai> TO' radimi* ^api^iJf- ii'jo'^e. pag.» fi Si Sfi ™ f ™y prtnJrj ijslTo ptr IiFesicia. To' j-ip TafMui 7Ù1 A'fiiitvt -ni . . p&irs »o5i *j ~v tt tJuì £1**1*10/. l'cjfViiei *aft fn.^eogralb Sirabont. .

Vy inumo ilkCN. che da fcritto.DELLA CITTA' DI NAPOLI..chc Tomi. Dipoli però tal peniìero iti wJ ^Greto 0 ninna. ciò.Ve._ I M* dTcndnmi ccrtu. Si riponi il ftntimeoto del Carlini ilillìcik' tarei olcnro.Llliti:-j e.-. lume . te darcene la Ipiiga'tiune . 40. chiudendo mo che E «de nelle let egli 1 .. GrstarKm pag. 306. perchè al .. o |io^.

n^^i il ji.M : OJi i'.1 3S4 FENICI PRIMI ABITATORI wu-. cimi.. alqui «fui frequcuiifftme in Laihùs .(.. (ex rspnjo-i p#r.uni./ Tyns qui .. fe egli e ini in niu:di= colà Illusi dui Pen- timento di elle due lettere . che ila quelle molte parole del dottiamo Cordili invi . " IlmuW «iimjfe™ .1 .^. fi r.„„„. w K . «iyi ph. ?e .if:i.ii Ir Vwr tbp*Xb ' 4 ™ TtTwtitui Ì9o? rivgv iti nm&w KCN iV" « a.-. Tyr'mrum rigirali a Vultoianis veggo nelle lettere . che eran relìii a pagare Quei preflb. . qui Tyriùrum thaiaii a Putailams Tyrns prx/iaaamr Iraquc .r .ricvc In oltre ha credazio.ia in ri™™» lume per quei che fon per dire intorno quelli cimiteri KCN .:.. niflHe M r. vigili"::!:! Unificai. Queaiata vera in epilìalaTyriì Puieolani d'w. il : CKN entrimi cenfum pr&tlt&atur : sùi'oppofln fiel noi.: . parfir. mi prima fa nullieri .wj. li aliai . dirò di t../ui' juMni. Roma.-. « & Mque JcrMùiibui dfcrvariir.. la diverli tlal CKrJ .<rV. Cereru» vicefima. .) . che . che erano nftretti adire tal "ò in quella l'piig- io fi f (pillale it' Tiri (iò . itu lidi' li A:-\:.i: ripete. e della vera l^iinne . ducentefima. j uirSÒX ra«ù«f TaffjjH» <jt' I™_CKN.\ tilVrvj cn.ihl. Gradi elioni marmorib-js .-tlw .. «rau' )*ugJwri.l KCN. Bi/f TttVji* Tró v*f ì'tw Irìcuf. t™ tSv l'g °'~ .t-j vede ''fernet. dir non ci C ridane.^i.™.ifTcfu. che i Tiri di rpkgino.ij-^. per/picuumque fiei Hors CKN enprimi ceifum.-.- ì7s.„ i/Va pone fe guen- ceierij'que pnptmaditm noia alia CKN nfi^-n/iret: quamvis stiitm ft>rtu$'e ifc.i*f" ira«wwf ( KCN * Tymquc deeemum . iirrrhè oBiunn chiamerebbe . elio muiìri . ii. t ma' in iint.™ t*S™ . .i Cl ?ue „„. e leale fe io fingili .™f™ ™. m( Rnmani_ Punotanis KCN ne/m mare perfalvaat .*! quibui cximto buie marmati .i. CcUiil i«Jir.. fc io non folli flutti (li Vuole «jly che non Uni volta nel marmo fi rinviene CKN" "tjtir di Gruferò vi moliale ri di fi ii-rnuiir. .„ c£Si . . uè/ «yiir* mentiti. r. Non farei ingenuo . charaiier vigilili «rprimir c.[i.^.im e Tyrns Homi tf list Tei-»i'awo/ji Ulmtiius ìribui coufuetam.„.n-f pjj/i. froM KCN ^nj)!™ coi/im.. dead"-. t K"CN f/. nossque 397.rimtim f..™. i TiPozzuoli il dnveano rimettere a' Tiri di l'alcllini Pcrfpkuurn k duto.» «Tlii|. quadrimi- ™ ( rum u.

e da' Romani Senofonte Ht Rep.ma a!(ro.):i:. Dì torà sì certa del. ove era tale naziotardi m'avv^jui elitre ìl.yv. aedocchi non ito compagnia pagare ne. perchè le metropoli mandando limili adunanze per trjftici in aliene contrade. tali cl-. potenza.nu a quei della città. Aide.-.i IT.ii.. o : di elfo loro in Provincie ftranicrc. Ut.:ai . jej - ' ' non dovrd recarne cfcmpio . che zionar) della Romni'. j S.:ti l'ranuri .a. dice.Cornili va molto innanzi . recando adiri autorità. cj a lento laperc quanto vivii-. onde debbo ricordarne quafeheda' Greci. come era collume. per lolìenergli in Pozzuoli liirc'ibono itati in (Milito di folle uargli . Per faper duno . Ora per gli clempj r" " 0 le due leti.1.v -.m ledimeli io .m . . gli Ateniefi aveano riabilita a loro confederati prò na-jmm panane nel porto Pireo per tributo ccatefimm mmimn. ^frrgnÀ*.x. H' aiutar colora ./!' . >is >cmpiililic.ci:i lettere.DELLA CITTA' a egli DI NAPOLI. ha potuto Yy 1 rito. Se a taluno veniffe taiies.:m (velinari) grnveiava fero: T"w iti tLù Tiro svea da por cuné gravezze lì ra. che nello Hello Pireo qtànqsagefimmn merrium fwfl'i enaliam. che quelle dentata (omminiRrar ajuto 1 ouelìc ne'loro bifo^ni.benicia. n hrm-ii th tiitXh'oji -ii lìfi^ei. che inviano a ed i ancora delle i:a-io::i n 1. . "il quale parla de' mercatanti ilranicri .iti vani quelli clempj . per non aggravare Tiro dna m. 7. ì'r'u. dimorando qualche colonia .e bricv: cine l'ollnee lib. t lama: .'i rj . Al A. le riìi lod'uaio danni ne' traffici.ti quei Jj". e rimettergli nell'antico decoro."<. e poi crelcendo il biloeno avanzarono il dazio ì-^ra.-rropoii a dar loro i fufl-dj . ^ voglia elcrcitar mercatura. e' Siduni /ir» delia Kom.i. ehe iTiti pacavano il daiìo 1 quii ' d