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Studio dell’evoluzione di alcuni sistemi

Nelle ultime lezioni abbiamo esaminato alcuni fenomeni in cui una grandezza varia nel
tempo. Abbiamo iniziato con questo problema:
A una donna ricoverata in ospedale viene fatta un’iniezione di 300 milligrammi (300mg)
di penicillina alle 8.00 del mattino. L’organismo della donna smaltisce gradualmente la
penicillina in modo che, un’ora dopo l’iniezione, solo il 60% della penicillina è ancora
presente nel suo corpo. Questo processo continua: al termine di ogni ora è ancora presente
solo il 60% della penicillina che si trovava nel corpo alla fine dell’ora precedente.

Si chiedeva di calcolare il valore della penicillina dopo ogni ora. Detta p0 = 300 la quantità
di penicillina all’inizio della cura, subito dopo l’iniezione, potevamo ricavare il valore della
penicillina dopo ogni ora calcolando ogni volta il 60% della penicillina presente nell’ora
precedente (e la cosa si fa, come dovreste ormai sapere, moltiplicando per 0.6)

Ora Penicillina (mg)
0 300
1 0.6 · 300 = 180
2 0.6 · 180 = 108
3 0.6 · 108 = 64.8
4 0.6 · 64.8 = 38.9

Abbiamo quindi una serie di dati p0 , p1 , p2 . . . (i valori della penicillina dopo 0, 1, 2... ore)
ognuno dei quali si ricava a partire dal precedente. Nel caso in questione la legge che lega
tra loro i valori della penicillina è data dalla formula

pn+1 = 0.6 · pn (1)

In alti termini: se conosco il valore della penicillina all’ora n (tale valore è indicato con pn )
allora il valore della penicillina all’ora n + 1 (e cioè pn+1 ) sarà uguale al 60% di pn , cioè
proprio 0.6 · pn
Una legge come quella definita in (1) è detta legge di tipo ricorsivo, perché permette di
calcolare tutti i termini della sequenza p1 , p2 , p3 , . . . a partire dai termini che li precedono.

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In pratica, posso calcolare il valore p20 solo se conosco il valore p19 , ma per conoscere
quest’ultimo ho bisogno di sapere quanto vale p18 e cosı̀ via, fino ad arrivare al termine
iniziale della sequenza, in questo caso p0 = 300. A quel punto posso ricostruire tutti i
valori, fino a p20 .
Un sistema come questo, in cui un valore xn può essere determinato solo conoscendo il
valore precedente, xn−1 prende il nome di sistema dinamico discreto.
I sistemi dinamici discreti sono importanti strumenti che permettono di studiare l’anda-
mento di diverse situazioni, e sono applicati in tutte le scienze, dalla biologia all’econo-
mia.
Nel problema appena esaminato abbiamo visto che i valori di pn sono tutti decrescenti,
anche se decrescono sempre meno. Riportando su un grafico tali valori ci si rende conto
che si avvicinano sempre di più allo zero, anche se, da un punto di vista matematico, tale
valore non si raggiunge mai. Possiamo però concludere che, dopo 24 ore, il valore della
penicillina nel corpo è praticamente nullo.
La relazione (1), che è di tipo ricorsivo1 può essere riscritta in modo che sia possibile
calcolare direttamente il valore di pn , infatti:

p1 = 0.6 · 300
p2 = 0.6 · p1 = 0.62 · 300
p3 = 0.6 · p2 = 0.63 · 300
p4 = 0.6 · p3 = 0.64 · 300

e, in generale
pn = 0.6n · 300 (2)

Questa relazione consente di calcolare i valori di pn senza dover conoscere i valori precedenti;
per esempio, volendo sapere quanto vale p18 , basta calcolare 0.618 · 300 = 0.653.
Passiamo ad un problema più compesso:
Una studentessa si è prodotta una distorsione al ginocchio e il suo dottore le ha prescritto
un farmaco anti-infiammatorio per ridurre il gonfiore. Deve prendere due pastiglie da 220
mg ogni 8 ore per 10 giorni. Il suo corpo, ogni 8 ore, riesce a smaltire il 60% di questo
farmaco. Supponendo che inizi la cura alle ore 8.00, quale sarà il valore massimo del
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Una successione si dice ricorsiva se i suoi termini possono essere calcolati a partire dai termini che
li precedono. Per esempio nella successione di Fibonacci 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, . . . ogni termine è uguale alla
somma dei due termini che lo precedono

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farmaco presente nel corpo della studentessa alle 8 del giorno successivo, subito dopo aver
assunto di nuovo il farmaco? Studia l’andamento della concentrazione del farmaco con il
passare del tempo

Poiché il corpo smaltisce, ogni 8 ore, il 60% del farmaco, ne resterà nel corpo solo il 40%.
Se F0 è la quantità iniziale, dopo 8 ore sarà rimasta una quantità pari a 0.4 · F0 (il 40%
di F0 ). La studentessa, però, deve assumere altre due pasticche, per un totale di 440 mg e
quindi dopo 8 ore la quantità totale presente, dopo la seconda iniezione, sarà

F1 = 0.4 · F0 + 440

Questa legge è valida per calcolare la quantità di farmaco nelle successive 8 ore; possiamo
quindi scrivere
Fn = 0.4 · Fn−1 + 440
Posto F0 = 440 (la prima dose, presa alle 8 del mattino), l’evoluzione della quantità di
farmaco farmaco sarà la seguente:

Tempo (× 8 ore) Quantità presente (mg)
0 440
1 0.4 · 440 + 440 = 616
2 0.4 · 616 + 440 = 686.4
3 0.4 · 686.4 + 440 = 714.5
4 0.4 · 714.5 + 440 = 725.8
5 0.4 · 725.8 + 440 = 730.3
... ...
12 733.3
13 733.3
14 733.3

Riportiamo i dati su un grafico in cui sull’asse orizzontale vengono riportati i diversi periodi
di 8 ore e su quello verticale i valori della quantità di farmaco presente nel corpo.

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Si vede chiaramente che la quantità del farmaco aumenta sempre, ma tende a stabilizzarsi
ad un valore uguale a circa 730 mg. Se la studentessa continuasse a prendere le pasticche,
la quantità massima di farmaco non supererebbe tale valore.
Si potrebbe calcolare questo valore in modo più o meno rigoroso. Poiché la legge con cui
varia la quantità di farmaco è data dalla formula

Fn = 0.4 · Fn−1 + 440

se i valori di Fn si stabilizzano, possiamo porli uguali ad un certo valore x, da determinare.
Quindi, da un certo punto in poi, tutti i valori di Fn saranno uguali a x, e la formula
diventerà
x = 0.4 · x + 440
Possiamo risolvere questa semplice equazione sottraendo la quantità 0.6 · x da entrambe le
parti dell’uguaglianza:
x − 0.4 · x = 440
e considerando che x − 0.4 · x = (1 − 0.4) · x = 0.6 · x, si ottiene
440
0.6 · x = 440 =⇒ x= = 733.3
0.6
proprio il valore che avevamo già verificato, ma facendo molti calcoli in più.

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