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il Giornale di Licata
Mensile di Politica, Cultura, Economia e Sport
Anno II - Numero 3/4 - Marzo/Aprile 2010 - Reg. Trib. di Agrigento n° 284 del 24/26-03-2009 - Direttore Responsabile: Francesco Pira
www.ilgiornaledilicata.it Copia Omaggio distribuita porta a porta

Editoriale
Lascio la Direzione di un
buon giornale... in ottima salute
Una bella avventura
di Francesco Pira
E' con dispiacere che scrivo questo ultimo editoriale su “Il
Giornale di Licata”. L'ultimo da Direttore Responsabile di
uno dei periodici più innovativi per formula, stile e
distribuzione usciti negli ultimi anni nella nostra provincia.

LICATA SOTT’ACQUA
Motivi personali mi spingono a compiere questa scelta
condivisa con il Direttore Commerciale di MediaItalia,
Gennaro De Marco, che ringrazio per la fiducia concessami
in questi mesi di lavoro comune.
Così come ringrazio tutti coloro che ci sono stati vicini:
inserzionisti, collaboratori, persone della società civile che
in giro per il mondo hanno atteso la pubblicazione del
giornale su internet o a Licata lo hanno aspettato nelle loro
abitazioni o lo hanno cercato nei punti di distribuzione. ALLAGATA
Persino i titolari delle edicole licatesi hanno compreso la
portata di questa operazione e lo hanno distribuito
gratuitamente senza nulla chiedere. Per il piacere di
diffonderlo. ABBANDONATA
Abbiamo in questi mesi cercato di garantirvi un prodotto che
ci permettiamo, senza alcuna modestia, bello e in ottima
salute. L'Editore Media Italia dopo questo numero doppio,
marzo-aprile si prenderà una pausa di riflessione con SENZA UNA GUIDA
l'intenzione di ripartire nel mese di settembre con un nuovo
Direttore ed una nuova formula.
Distribuire un giornale gratuitamente in 12 mila copie e
metterlo a disposizione di tutti non è un'impresa facile
perché occorre trovare tanti inserzionisti disposti a L’Intervento
sostenere questa scelta. E la crisi economica non aiuta di
Uscire dalla sfiducia Cultura oltraggiata,
sicuro. Così come il momento davvero tragico per la città
travolta da una crisi politica e sociale mai vista. e dalla rassegnazione il degrado licatese
Ringrazio di vero cuore gli amici e le amiche di Licata Nuova
Tv con cui abbiamo stabilito un bellissimo rapporto di di Angelo Biondi* di Elsa Carlino
collaborazione. Ringrazio tutte le licatesi ed i licatesi che su La “quiete dopo la tempesta”, sembrava che da un momento Eppure le antiche origini della città riconducono verso una
Facebook, nel nostro gruppo, ci hanno scritto e all'altro dovesse succedere chissà che cosa e adesso… tutto pregnante realtà culturale che malauguratamente non
incoraggiato. Anche nei momenti più bui. tace, o quasi!. Com'è strana la nostra città, si passa rispecchia più quella attuale. Greci, Arabi, Fenici e altri
Fin da quando ero piccolo, alle elementari eravamo in tanti a improvvisamente da un eccesso, ad un altro. Licata è questa:
sanguigna e passionale per qualche giorno; sonnacchiosa ed
popoli, che hanno colonizzato Licata nel corso della storia,
sognare di fare i giornalisti. In altrettanti mi avevano hanno edificato le mura del paese, e con essi quanto di
indolente per il resto del tempo.
spiegato che non bisognava proprio fidarsi di quella strana Fino a pochi giorni fa: si promuovevano scioperi, si erudito c'è stato e che non c'è più. Basterebbe girovagare
categoria. Mio nonno un maresciallo di Polizia tutto d'un propagandavano manifestazioni, si consumavano fiumi di parole per le vie del paese, dal centro alla periferia, per
pezzo che aveva conosciuto il fascismo, la nascita della nelle tv locali e sulla carta stampata; nei blog e sui social network comprendere quale sia stato il futuro di una città dal
Costituzione e la democrazia cristiana, mi ripeteva spesso si affollavano post ed interventi di indignazione sull'assurda passato nobile. Ineducazione, inciviltà, vandalismo.
che era sempre meglio “parlare poco ed ascoltare molto”. situazione in cui è precipitata Licata. Adesso sembra sia calato il Queste sono le peculiarità che vanta oggi Licata. Un
Una regola totalmente disattesa in quest'ultimo periodo silenzio. quotidiano abbandono che logora quanto di culturalmente
dove tutti hanno qualcosa da dire o da confessare. Dove Eppure la città continua ad avere un primo cittadino cui è impedito
dalla magistratura di mettere piede nel territorio che dovrebbe
prezioso ha ereditato nel corso dei secoli. Spazi pubblici
personaggi che fino a qualche tempo fa mai sarebbero trasformati in terre di nessuno, parcheggi in terza fila, risse
amministrare; una giunta di assessori semi sconosciuti, che ci
passati agli onori della cronaca diventano delle star fanno sapere poco o nulla, di ciò di cui si stanno occupando o su furibonde fra giovani inspiegabilmente inferociti, è questo e
televisive o trionfano sulle pagine dei giornali. quali indirizzi si stanno muovendo. tant'altro lo scorcio del degrado licatese. La cultura è un
Magari per scoprire il giorno dopo che si tratta di persone Sono trascorsi ormai due mesi dall'insediamento di questa nuova tesoro prodigioso dal quale dipendono le azioni di un intero
poco raccomandabili e che comunque hanno qualcosa da giunta, “abbastanza tecnica”, a cui il nostro Sindaco ha affidato la popolo. L'ignoranza è un cancro maligno che consuma
riscossa della città (dopo aver passato - parole sue - i primi 18 lentamente l'equilibrio di un paese. Sul piano politico pare

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AUGURI DI
BUONA PASQUA SPAZIO
CI RIVEDIAMO A SETTEMBRE
Il “Giornale di Licata” tornerà nel prossimo autunno.
Vogliamo ripensare la formula e renderla sempre più
PUBBLICITARIO
gradevole ai nostri lettori e inserzionisti.
Stiamo riflettendo se dobbiamo, in questi mesi,
continuare comunque a proporre una versione on
line.
OCCUPATO
Saprete presto nostre notizie. Ringraziamo il
Direttore Francesco Pira per il lavoro svolto e gli
auguriamo sempre maggiori successi professionali.
Crediamo molto in questa iniziativa editoriale.
Torneremo presto.
NELLA VERSIONE
Intanto vi auguriamo gli auguri più sentiti per una
serena Pasqua 2010.
Gennaro De Marco
Direttore Commerciale
CARTACEA
MediaItalia Srl
2 - Edizione Marzo/Aprile 2010 Interventi - lettere - mail - sms il Giornale di Licata

Lettera FIOCCO AZZURRO AL GDL
Mortale la centrale nucleare nell'area di Licata E' NATO SALVATORE DE MARCO
Gentile Direttore Francesco Pira, Lo scorso 15 Febbraio 2010 è nato il piccolo Salvatore De Marco, figlio del
ci terrei che fosse pubblicata sul tuo Giornale di Licata la lettera che ho provveduto a spedire al Presidente
della Corte Costituzionale
Direttore Commerciale di Media Italia e vera anima di questo giornale e della sua
e per conoscenza al Presidente della Repubblica e che invio anche tuo tramite a tutti i miei concittadini. Ecco il consorte Signora Marcella.
testo: Ai neo genitori, ai nonni paterni e materni gli auguri più sentiti da parte della
Direzione e della Redazione del nostro Giornale.
Non possiamo non esprimere il nostro rabbioso dissenso per la nociva azione del Governo circa la Al piccolo Salvatore non possiamo che dire benvenuto ed augurargli tutto il bene
realizzazione di centrali nucleari nel nostro paese. In realtà, le centrali nucleari non possono che generare possibile
disastrosi mali, uccidendo esseri umani, facendo soffrire altri con varie forme tumorali, tutti vittime delle false
spinte di illusori risparmi economici nella produzione energetica. E' da più di venti anni che si è dimostrato il
legame tra l'aumento dell'incidenza di cancro e la vicinanza ad impianti nucleari, soprattutto nel caso dei
bambini. E a maggior ragione in una zona della Sicilia, sita tra Palma di Montechiaro e Licata, dove
l'economia si basa sull'agricoltura e sulla pesca. A chi potrà giovare l'alta concentrazione di radionuclidi nella Riceviamo e Pubblichiamo
frutta, nella verdura, nella carne, nel latte, nel pesce? Veleni che arrivano nei feti attraverso le mamme
gravide e che lasciano un danno irreparabile che può portare a tumori nelle prime fasi di vita. Forse che
l'articolo 32 della nostra Costituzione non afferma che la Repubblica tutela la salute come fondamentale Lettera aperta alle
forze politiche cittadine
diritto dell'individuo? Allora, la salute rappresenta ancora un interesse preminente della collettività o no? E in
quanto individui, non abbiamo più diritto a vivere in un luogo salubre? O dobbiamo vivere con l'incubo di
vedere i nostri figli affetti da malattie terribili, o con l'angoscia di dover assumere per tempo una pillola per
prevenire i danni alla tiroide nel caso di una fuga radioattiva? Forse che i recenti incidenti nelle centrali
nucleari francesi, svedesi e tedesche non ci hanno insegnato nulla? Inoltre, come si fa a trascurare l'alta Alla luce del degradante stato di abbandono assoluto in cui si trova la nostra città, vuoto del
sismicità di questa area siciliana, testimoniata da moti tellurici recenti e non, sempre portatori di disgrazie. quale un editore auto proclamatosi paladino del popolo sta approfittando per gettare
Nonostante ciò, la sciagurata politica cui assistiamo tenderebbe nella sua leggerezza morale continuamente fango addosso a chiunque osi opporsi ai suoi piani,creando
apparentemente ad escludere le zone sismiche ma incredibilmente a servirsene, in nome di un falso tensioni,allarmismo e false speranze in maniera totalmente indisturbata,noi come
guadagno economico. Infatti, quale turista godrebbe del nostro paesaggio e del nostro patrimonio artistico cittadini,elettori e principalmente uomini ci chiediamo quale sia la vostra posizione in
una volta compromesso dalla centrale nucleare? Chi verrebbe più a farsi il bagno nell'azzurro mare di merito,quali iniziative abbiate intrapreso o intendiate intraprendere per arginare le continue
Mollarella o del Pisciotto, chi oserebbe più prendere il sole nelle spiagge dalla sabbia dorata, chi avrebbe calunnie a cui assistiamo giornalmente su un Tg diventato ormai organo di partito,pulpito dal
l'audacia di tuffarsi dalla nostra meravigliosa scogliera? Nemmeno gli emigrati che durante il periodo estivo quale sentenziare,zona franca dove ogni atto lesivo della dignità personale dei bersagli è
ripopolano il paese ritornerebbero, figuriamoci chi vorrebbe invece visitarlo ospite delle recenti e lussuose consentito. Ogni limite umanamente tollerabile è stato superato e crediamo che sia
strutture alberghiere. Chi ancora percorrerebbe le strade sella Sud Occidentale Sicula ben sapendo di poter doveroso da parte vostra, in quanto soggetti politici, renderci edotti circa il vostro modo di
incrociare trasporti speciali per combustibile e scorie prodotte, o siti di stoccaggio dei materiali contaminati. A approcciarvi a questa a dir poco triste situazione, non pretendiamo che lo facciate per
che pro, pertanto, la costruzione del porto turistico che ha distrutto la spiaggia di Giummarella e di un dovere istituzionale, visto che pochi di voi occupano attualmente una carica pubblica, ma ci
aeroporto? E, ancora, quei pochi che non sono emigrati, che portano avanti l'economia licatese che con fatica permettiamo di suggerirvi di farlo per obbligo morale nei confronti di chi continuamente vi
lavorano tutto l'anno la nostra bella terra famosa per le sue “primizie”, cosa faranno? Quale terra sostiene con il proprio voto in occasione di ogni consultazione elettorale. Non lo
coltiveranno? E i pescatori, di che vivranno?Dove getteranno le loro reti? Forse che non andranno ad domandiamo con mero spirito critico ma in buona fede, pensando che la città meriti di
aumentare le fila dei disoccupati del Mezzogiorno? Inoltre, poiché ci troviamo ancora in uno stato sapere, visto che il sentimento comune è quello di essere stati lasciati in balia di chi, forte di
democratico, la cui sovranità ai sensi dell'art. 1 della Costituzione appartiene al popolo, non dobbiamo una certa influenza mediatica, sta utilizzando criminosamente il suo canale televisivo per
dimenticare il risultato del referendum popolare del non lontanissimo 1987 quando oltre 20 milioni di italiani si screditare ed umiliare anche e soprattutto la nostra classe politica nella sua interezza,
sono espressi chiaramente contro una scelta nucleare. E poi, come commentare il tentativo dell'esecutivo di mentre la stessa gioca a mettere la testa nella sabbia come uno struzzo in attesa che passi
scippare alle regioni il potere legislativo in materie di tutela della salute, valorizzazione dei beni culturali e la bufera. Fate un atto di responsabilità, con coraggio, lo stesso che utilizzerete
ambientali e produzione dell'energia (vedi art. 117 Cost.). Pertanto, l'unica via percorribile verso il futuro, in prossimamente per venirci a chiedere di depositare nelle urne una scheda che porti il vostro
ossequio alle Leggi dello Stato, non è certo quella che porta alla costruzione di centrali nucleari, ma alla nome. Metteteci la faccia anche se non siamo in campagna elettorale. Devono intendersi
produzione di energia pulita sia essa eolica o solare, al risparmio energetico attraverso la bioedilizia, metodi come destinatari di questa lettera gli ex consiglieri comunali,gli ex assessori,l'ex presidente
di produzione meno energivori, una politica dei trasporti capace di incentivare il servizio pubblico e consiglio comunale; i vari partiti e cioè Pdl, Pd, Mpa, Idv, Licata nel cuore, Udc; i consiglieri
provinciali attualmente in carica Daniele Cammilleri e Angelo Bennici,il dott. Montana come
soprattutto uno stile di vita più rispettoso della natura.
rappresentante accreditato di Cimino e anche quanti altri si ritengano parte attiva della vita
politica cittadina.
Prof. Emilio Nogara
Il gruppo Facebook - Mettiamoci la faccia

segue dalla prima pagina,
segue dalla prima pagina - editoriale segue dalla prima pagina - urge uscire la cultura...
farsi perdonare. mesi a “scherzare” insieme ai precedenti assessori) e non si capisce se: il ci sia un palese atteggiamento di
Ci hanno spiegato che è il periodo in cui una bugia detta bene, almeno problema dei cumuli di spazzatura per le strade della città si stia avviando a indifferenza rispetto al sociale
quattro volte, diventa una verità sacrosanta. Pensateci ormai è quasi prassi. soluzione definitiva, e come; quando e come l'acqua reflua sarà a deterioramento contingente.
E noi viviamo costantemente nella confusione. Ad esempio: un politico disposizione dei nostri agricoltori; con quali progetti e quali strategie si sta Durante l'attuale mandato comunale
spara una cosa in televisione, siamo in dieci a tavola, ci guardiamo negli predisponendo il Piano Integrato di Sviluppo Urbano; con quale aggregazione
di comuni e con quali iniziative operative, si intende partecipare alla
si sono susseguiti diversi assessori
occhi, magari restiamo anche sorpresi, e poi ci domandiamo….ma sarà ai quali è stato affidato “l'affare
costituzione dei Distretti Turistici. Non si sa ancora nulla delle questioni
vero? legate: al consuntivo 2008; della quadratura del bilancio del 2009; Se, e come cultura”. È difficile trovare un'intesa.
Oppure nel qualunquismo generale rientra la formula sempre valida: questa eventualmente, si è provveduto alla sistemazione degli equilibri di bilancio; se Ci sono voci contrastanti in
se la sono inventata i giornalisti…. è terminato il pesante scambio di accuse fra amministrazione e dirigenza; proposito, che si intrecciano l'un
Ha fatto bene Pietro Calabrese in una sua rubrica su un inserto del Corriere quali sono le motivazioni che hanno spinto un neo assessore, in polemica con l'altra facendo eco in una città in
della Sera a ricordare alcune cose scritte o dette dal grande Joseph Pulitzer, i colleghi dopo appena un mese dalla sua nomina, a dimettersi. E ancora: pieno collasso sociale e morale. Voci
cui è stato intitolato uno dei premi più importanti del giornalismo mondiale. perché dopo tanti mesi impiegati per partorire le stesse linee guida già che spesso si consumano in reti
Musica che sembra lontana dalle nostre orecchie. Pensate cosa scriveva indicate dalla precedente amministrazione, la revisione del P.R.G. è ancora
ferma al palo?
televisive che quasi si trovano a
questo cronista d'altri tempi: “Un giornalista è la vedetta sul ponte di ricreare delle situazioni che hanno
comando della nave…non agisce in base al proprio reddito né ai profitti del Tanti, troppi interrogativi, ancora senza risposta e di cui la gran parte
dell'opinione pubblica sa poco o nulla. Un'opinione pubblica sicuramente tanto di sensazionalistico e sono
proprietario. Resta al suo posto per vigilare sulla sicurezza e il benessere
poco partecipe alla vita della comunità, per gran parte disillusa e diffidente, quasi paragonabili ad un “media
dei lettori che confidano in lui”.
facile preda dei seminatori di veleno e dei pessimisti cosmici di turno. event licatese”. Si tratta ovviamente
Pulitzer punta tutto sulla moralità. E scrive ancora: “La moralità è tutto. Per No! Non si può restare silenti. Urge uscire da questo torpore, scrollarsi di di una metafora, perché di evento
me un giornalista privo di moralità è privo di tutto”. dosso questo fatalismo piagnone e ricominciare a fare ognuno la propria
Come dargli torto anche se appunto dal 1904 non tutti lo hanno ascoltato il mediatico hanno davvero ben poco,
parte. anzi esse non fanno altro che
povero Pulitzer. I partiti e la politica si riapproprino del loro ruolo. Non c'è più un consiglio
Anche il mestiere del giornalista è cambiato. Le esigenze, i rischi, la stessa comunale? C'è in atto una violenta campagna di delegittimazione, di caccia
contribuire al decadimento che sta
cultura del cronista di oggi sono diverse da quelle di ieri e questo non ci deve alle streghe? Poco importa, chi ha la coscienza a posto non si può intimidire e investendo il paese. A tutto ciò si
far pronunciare la classica frase….”ai miei tempi”, che avrebbe potuto non si deve lasciare intimidire da nessuno… aggiungono plateali ed esasperati
pronunciare anche mio nonno…che quando si arrabbiava mi diceva: “a Si ritorni a parlare di politica nelle sedi di partito. Si discutano i problemi e si esempi di azioni di
volte penso che sei uno strillone…non un giornalista”. suggeriscano le soluzioni, si confrontino le idee, i progetti e le azioni da spettacolarizzazione della politica,
Certo mio nonno mi voleva bene ma il suo accentuare la differenza tra mettere in campo per non far morire la città; e chi ha voglia di spendersi, di che malgrado alcuni studiosi di
strillone e giornalista non era casuale. Non perché volesse mancare di dare il proprio fattivo contributo, che lo faccia, senza remore e senza bisogno Sociologia della Comunicazione li
di “sputare” indistintamente addosso a chi nel tempo lo ha preceduto. considerino oramai come specialità
rispetto agli strilloni, che oggi non esistono più, ma perché voleva ottenere Altrettanto debbono fare le forze sociali, le categorie produttive, il mondo
un doppio risultato: richiamarmi all'ordine e spiegare che le cose si possono associativo e culturale di questa città.
dello scenario politico nazionale,
dire o scrivere senza strillarle, ma magari l'effetto non è lo stesso. Stesso discorso vale per i rappresentanti dell'informazione locale; di quella che è l'esperienza licatese si
Mio nonno, palermitano tutto d'un pezzo, Salvatore detto Totò, certo non quell'informazione libera e che negli anni non ha risparmiato critiche a traduce invece in un'operetta da
aveva letto il fantastico libro di Pulitzer Sul giornalismo ('è un'edizione fresca nessuno, ma che non ha mai travalicato i confini della deontologia dare in pasto ad una famelica massa
di stampa di Bollati Boringhieri, ma aveva già intuito cosa aveva detto professionale, della civiltà, del rispetto delle regole e della buona educazione. destituita. Ci si chiede allora se tutti
questo grande uomo di cultura: I quali - vista l'assurda situazione politica in cui si trova la città, costretta a questi Signori si siano mai concessi
“Spesso un giornalista si trova di fronte a un apparente dilemma: piegarsi ad subire anche la presenza volgare, demagogica, aggressiva e diffamatoria di il lusso di una passeggiata, e se
un'inclinazione popolare che sa essere sbagliata o rischiare le una certa pseudo informazione - sono chiamati a svolgere, più di prima, il riescano a vedere, attraversando la
conseguenze dell'impopolarità?” compito di fornire notizie puntuali, serie ed obiettive sull'attuale situazione
politica ed amministrativa, oltre ad essere da pungolo per stimolare il dibattito
città, cosa vi accade, e a
Pietro Calabrese, giornalista di lungo corso sottolinea: vi ricorda niente di comprendere da determinati segnali
e il confronto sociale.
attuale? da dove deriva la condizione di
Riappropriamoci del diritto-dovere di essere cittadini attivi e partecipi del
Così non si rischia l'impopolarità, ma si accontenta tutti e si cresce in ascolti destino della città. Specialmente dopo aver preso atto che Graci, non ritiene malcontento generale che persiste
e popolarità. un dovere democratico, un atto d'amore verso la “Sua” città, rassegnare le già da un po' di tempo. Le
E Pulitzer che si batteva…per dimostrare che ”ogni numero di giornale dimissioni dalla carica di primo cittadino, nonostante: lo scioglimento del emergenze della città non sono da
rappresenta la battaglia per l'eccellenza. Vincere o perdere questa battaglia consiglio comunale a seguito delle dimissioni di massa dei suoi ricercarsi solo nei quartieri
dipende dall'eccellenza e dalla moralità del direttore e della redazione”, rappresentanti, compresi una buona parte di quelli eletti nelle sue liste; il abbandonati di periferia o nei più
forse un po' si rigira nella tomba…. forzato esilio, che da oltre tre mesi lo tiene fuori da Licata; la recente richiesta
di rinvio a giudizio per corruzione aggravata; il dissenso ormai diffuso nella
nascosti sottoscala di chissà dove.
Ma noi ostinati crediamo in questo mestiere. E per questo abbiamo fatto “Il
stragrande maggioranza della popolazione. Tutto appare talmente evidente da
Giornale di Licata”. A cui auguriamo lunga vita. Come a tutte quelle testate
Prendiamo esempio dai giovani del comitato spontaneo nato su facebook mozzare il fiato, non è necessaria
che sono edite e prodotte da persone che hanno moralità.
Grazie ancora Licata per questa testimonianza di affetto. Grazie infinite. con il significativo nome di “Mettiamoci la faccia”, che non accettano, né alcuna particolare capacità di
Amare Licata è difficilissimo. Ma anche odiarla. Noi abbiamo scelto di vogliono rassegnarsi di vedere Licata sprofondare sempre più in basso, ogni indagine sociale, economica e
giorno che passa. Ricominciamo a fare ognuno la nostra parte, mettendoci culturale per percepire la funerea
amarla. Un abbraccio a tutti i lettori del nostro Giornale. non solo la faccia, ma anche il tangibile e fattivo impegno per ridare a questa realtà che oggi attanaglia Licata.
nostra amata città la dignità perduta. Non si tratta di un'ardua caccia al
direttore@ilgiornaledilicata.it
tesoro.
*Ex Sindaco di Licata
Elsa Carlino
il Giornale di Licata Interventi - lettere - mail - sms Edizione Marzo/Aprile 2010 - 3

Ecco perché non si è fatto il Natale licatese 2009
Egregio Direttore Francesco Pira, la Proloco Licata e l'Associazione Turistica Progresso architettoniche); assistenza ai turisti e visite guidate in accordo con le strutture ricettive che
ritengono opportuno precisare, con la presente, alcuni punti essenziali riguardo alla avevano creato dei pacchetti soggiorno ad hoc; tre mostre nell'atrio del teatro dedicate a
mancata realizzazione del Natale Licatese 2009 e degli eventi ad esso correlati:l'idea Licata antica (pensata e realizzata dall'Associazione Archeologica Finziade), a un artista
dell'organizzazione condivisa di un evento NATALE LICATESE nasce da una intuizione del locale e ai Castelli di Licata e vecchi quartieri, le cui spese erano interamente coperte dal
presidente dell'Associazione Progresso, Salvo D'Addeo che ,sposata immediatamente dai programma di Natale: ingresso gratuito. IL PRESEPE ALLA GRANGELA: pensato e
responsabili della Proloco Licata, Angelo Carità e Peppe Lanzerotti, ha trovato partorito nell'ambito dell'organizzazione da una idea di Peppe Lanzerotti il quale ha coinvolto
immediatamente riscontro nell'allora assessore Attisano, nei commercianti del centro storico un artigiano appassionato per approntarlo nell'atrio del teatro; collegialmente si è deciso di
e nelle attività ricettive B&B e Hotel. Da questa ampia condivisione di intenti è partito un spostarlo alla grangela, in modo da renderlo particolarmente caratteristico, così organizzato:
percorso di stesura di un programma fatto di riunioni, incontri e proposte vagliate, INGRESSO GRATUITO INSTALLAZIONE DI UN PRESEPE COMPLETO POSIZIONATO
organizzate e censite dalla Proloco e dall'Associazione Progresso che hanno assunto, NELLE DUE CAVITA' PIU' PROSSIME ALLA VIA MARCONI (spese pagate dal programma)
delegati dal gruppo, il compito della creazione vera e propria del programma. I responsabili E, VISTA LA SUCCESSIVA DISPONIBILITA' SOPRAGGIUNTA, INSTALLAZIONE DI UNA
del programma hanno seguito fino alla fine la linea della condivisione e della collaborazione, NATIVITA' A GRANDEZZA NATURALE NELLA CAVITA' CENTRALE (costo zero per il
coinvolgendo nel cartellone degli eventi il maggior numero possibile di associazioni, programma). I turisti sarebbero stati accompagnati dall'Associazione Turistica “Progresso” e
organizzazioni, attività produttive, compagnie teatrali, per quanto possibile locali; in questa dall'Associazione Archeologica Finziade la quale, nell'ottica di collaborazione del
ricerca di collaborazione hanno riscontrato da alcuni una grossa partecipazione e programma, è stata chiamata dagli organizzatori a collaborare all'accompagnamento.
disponibilità, da altri una diffidenza nei confronti dell'iniziativa, da altri ancora una negazione L'Associazione Archeologica Finziade è stata delegata successivamente dagli organizzatori
alla partecipazione in spirito di economia se non degnamente e giustamente retribuita. In anche a svolgere i sopralluoghi in Grangela e a curare la preparazione logistica dell'evento.
breve il programma, che abbracciava l'arco temporale di 1 mese, dal 5 Dicembre al 6 Tutta questa serie di eventi, compreso spese di SIAE, EMPALS e quanto altro necessario,
Gennaio, prevedeva: era stato fatto rientrare all'interno del budget stabilito dall'amministrazione e messo a
illuminazione di tutto il centro storico e dei corsi Umberto e Roma con tetto di luci e cascata a disposizione della manifestazione, per un totale di circa € 47.000,00. Purtroppo la somma
pioggia più auguri e benvenuto agli ingressi di Licata; una parata di apertura e una di all'ultimo minuto è stata destinata ad altri improrogabili necessità e il programma è saltato.
chiusura del Natale (con fuochi d'artificio finali) guidata dalla banda musicale dell'esercito, L'Associazione Finziade ha ritenuto opportuno, servendosi delle autorizzazioni che gli erano
brigata Aosta di Messina, che avrebbe eseguito anche due concerti al teatro, alla quale state fatte rilasciare perchè delegata a tale compito, di realizzare la parte della Natività in
avrebbero partecipato anche ludoteche, scuole di ballo, animatori di strada ecc...; il centro Grangela e di gestire l'evento nel modo che Voi avete descritto con dovizia di particolari nel
sarebbe stato chiuso al traffico, arredato a festa e animato da artisti di strada professionisti in vostro numero di Febbraio. Quanto sopra esposto ci sembrava doveroso per fare finalmente
tutti i week-end. Avrebbe ospitato anche una serie di iniziative dall'infiorata alle sfilate varie chiarezza e giustizia sul mancato programma NATALE LICATESE 2009.
ecc..., non per ultimo un trenino per i bambini; un mese di manifestazioni, spettacoli teatrali, Cordiali saluti
concerti al teatro Re grillo di altissimo livello (tutte le manifestazioni erano rigorosamente con PROLOCO-LICATA
ingresso gratuito ed una richiesta di offerta libera da destinare all'abbattimento delle barriere ASS. “PROGRESSO”

In Ingegneria meccanica
Antonino Familiare si è laureato SPAZIO
al Politecnico di Torino PUBBLICITARIO
Proprio mentre il nostro giornale va in stampa abbiamo appreso la lieta
notizia che nei giorni scorsi il nostro giovane amico Antonino Familiare si è
laureato in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Torino
discutendo brillantemente il suo lavoro di tesi. Al neo Dottore Antonino, OCCUPATO
giovane di grandi qualità, ed ai suoi genitori Franco Familiare e Paola
Amore, gli auguri più sentiti del nostro Direttore Francesco Pira e di tutta la
redazione del Giornale di Licata NELLA VERSIONE
Nella foto il neo Dottore Antonino Familiare dopo la proclamazione
CARTACEA

SPAZIO
PUBBLICITARIO
OCCUPATO
NELLA VERSIONE
CARTACEA
4 - Edizione Marzo/Aprile 2010 La Città il Giornale di Licata

PIANO ROMANO: POTREBBE SVANIRE UN SOGNO DURATO PIÙ DI 40 ANNI
di Lorenzo Peritore
La prima volta che sentii parlare di Aeroporto a Licata correva 40 anni fa e cioè Piano Romano di Licata. Si ritorna a Piano Romano Nazionale per l'Aviazione Civile) e lo stanziamento della Regione
suppergiù l'anno 1969 e io avevo poco meno di 23 anni. Potete farvi dopo che l'aeroporto ha sfiorato negli anni siti come Porto Siciliana di trenta milioni di euro prelevati dai fondi FAS (Fondo Aree
il conto di quanti anni siano passati e quanti io ne abbia oggi, senza Empedocle, Ribera, Sciacca e pure le montagne di Racalmuto. A Sottoutilizzate). E invece da parte del Ministero Trasporti, a firma di
che dell'Aeroporto abbia mai visto nemmeno il plastico. Più di rilanciare l'idea dell'aeroporto nella valle dei Templi è stato il un Capo di Gabinetto del Ministro Altero Matteoli, il 18 febbraio
quarant'anni di parole che puntualmente in tante elezioni sono state Presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, che con la sua scorso, come un fulmine a ciel sereno, è arrivato il parere negativo
urlate usando l'aeroporto come materiale propagandistico per caparbietà e la sua ostinazione, dell'aeroporto di Piano Romano ne in quanto non ci sarebbero le condizioni per potere sopportare,
costruirci intere campagne ha fatto un cavallo di battaglia, secondo alcuni studi fatti, i costi della gestione in rapporto
elettorali. I licatesi ci eravamo dichiarando perfino che se all'ipotetico numero di passeggeri che frequenterebbero la nostra
ormai dimenticati che la contrada l'aeroporto non si dovesse pista aerea. Noi ci auguriamo logicamente che tale statistica sia
di Piano Romano fosse stata realizzare a Licata, si dimetterà smentita e che l'aeroporto si faccia. Auguriamo nel contempo, di
individuata come luogo più con tutta la sua Giunta cuore, al nostro Presidente D'Orsi, che la politica lui continui a farla
idoneo di tutta la Provincia di Provinciale e in vita sua non farà con successo, e per moltissimi anni ancora, in modo da potere
Agrigento per potervi realizzare mai più politica. Questo impegno volare frequentemente da Piano Romano a Roma per andare a
un stazione aerea. La scelta categorico il Presidente d'Orsi lo rivendicare nelle Sedi Istituzionali della capitale i diritti e i bisogni di
allora scaturì da un approfondito ha preso pubblicamente proprio tutto il popolo agrigentino che i politici che contano nella nostra
studio riportato su un progetto nel nostro Teatro Comunale Re provincia, anche grazie alle migliaia di voti dei licatesi, non hanno
redatto dall'Ingegnere Mario Grillo, quando mesi fa, in quella saputo o voluto mai rivendicare. Il Presidente Dorsi ha dichiarato
Marra di Torino, persona quindi al sede, vi fu un convegno aperto ai che andrà avanti con la sua battaglia e noi siamo con lui e assieme a
di sopra delle parti, senza il cittadini, con la partecipazione di lui per combatterla fino all'ultimo, affinché Piano Romano veda
sospetto di “dirottamenti” o tutti i sindaci e i politici di rango realizzata la sua Stazione Aerea. Forza Presidente, siamo tutti con
costrizioni che potessero far del circondario agrigentino, per lei. Cosa faranno nel frattempo tutti i politici agrigentini che con le
pensare ai soliti “pilotaggi” della dire sì alla realizzazione migliaia di voti che hanno usurpato a Licata si sono sempre
politica. La politica nella dell'aeroporto di Agrigento sul assicurati le poltrone a Montecitorio, a Palazzo Madama e a
tecnicità del progetto non
c'entrava affatto, mentre c'è
Il Presidente della Provincia Eugenio D’Orsi sito di Piano Romano a Licata. E
il Presidente D'orsi la sua
Palazzo dei Normanni? E cosa faranno tutti i loro referenti licatesi,
per non chiamarli ruffiani, che in tutte le campagne elettorali hanno
entrato invece l'interesse che risolutezza l'ha ribadita rastrellato porta a porta voti per conto di costoro? L'unica cosa certa
tanti politici hanno avuto nel corso degli anni per far sì che ulteriormente il 16 di febbraio scorso nella Sala Convegni del che faranno sarà quella di ritornare a chiedere di nuovo i voti alle
l'aeroporto non si costruisse a Licata, ma in altri luoghi dove a loro Carmine in un Convegno organizzato dal Circolo Aeroporto per prossime tornate elettorali. Mi piacerebbe constatare, quando gli
conveniva di più per foraggiare la loro clientela. Sta di fatto che è Licata. In quella sede D'orsi ha pure ribadito che per rendere Onorevoli agrigentini torneranno a Licata nelle prossime campagne
stato riproposto prepotentemente come ubicazione per la esecutivo il progetto mancava solamente la firma del Ministro elettorali per fare comizi e chiedere voti, che si desse loro il
costruzione di un aeroporto in Provincia di Agrigento lo stesso sito di Matteoli in quanto c'era già il parere favorevole dell'E.N.A.C. (Ente benvenuto a colpi di pomodori.

L’Intervento
LA FAVOLA DELL'AEROPORTO
“Mettiamoci la faccia”… di Lorenzo Peritore
....per dire BASTA! Quella che coi miei versi
vi sto per raccontare
è una favola antichissima
che voglio rispolverare
questa almeno ai giorni nostri
è la sola realtà

Ma c'è stata nel frattempo
di Filippo Santamaria e Alessandro Navarra un'altra realtà,
Il giorno di San Valentino la città si è svegliata sotto una pioggia incessante, nella Una favola fantastica chiamata A A V T
che vi appassionerà che è poi una Società
attesa di una manifestazione popolare condivisibile nello scopo, ma non nei modi e
che ho cominciato a scrive
tanto meno nello spirito degli organizzatori, ma soprattutto coperta da più di 200 quarantun'anni fa che sappiamo tutti quanti
manifesti di un giallo acceso che invitavano i licatesi a svegliarsi e a smetterla di essere un carrozzone
seguire falsi paladini. La firma era quella di un gruppo, creato sul popolare social E' una favola ambientata che ha gestito in quarant'anni
network Facebook, chiamato “Mettiamoci la faccia, né con Graci né con Cucchiara”, nella mia città natale una vera spartizione
un gruppo che forte dei suoi 1300 iscritti cercava di lasciare, con quel gesto, la che parla di un aeroporto
dimensione virtuale, per iniziare un percorso di impegno sociale attivo e reale. Nato intèr contìnentàle di miliardi di una volta
su iniziativa di un ragazzo appena ventenne, stanco del completo vuoto politico e tolti a noi contribuenti
dell'aria pesante che si respirava a causa di un certo tipo di informazione atta a Mi ricordo chiaramente, regalati ad impiegati,
screditare indistintamente tutto e tutti, inizia a crescere gradualmente accogliendo ero appena un giovanotto consiglieri e presidenti
tra le sue fila gente di ogni età, studenti, laureati, professionisti, lavoratori autonomi a Licata si parlava
ed anche pensionati. Eterogeneo al massimo, quindi, ma con finalità ben precise: già di fare un aeroporto Che vuol dire a questo punto
restituire ai giovani licatesi un ruolo da protagonisti nella vita politica cittadina, che la favola è finita?
invogliandoli a smettere di lamentarsi in maniera sterile ma ad iniziare a costruire Ma i politici d'allora ma no, continua, e forse
con grande maestria durerà tutta la vita
qualcosa di serio attraverso la condivisione di idee e proposte. All'inizio di Gennaio il
usarono il progetto
gruppo conta poco più di 500 iscritti, ma registra un vero boom dopo poche per far demagogia. La notizia fresca fresca
settimane a seguito delle clamorose dichiarazioni del Sindaco Graci, il quale, da recente diramata
attraverso le telecamere di un'emittente locale, tende la mano all'editore Luigi Quella volta la politica ci informa che l'aeroporto
Cucchiara, chiedendogli pubblicamente aiuto, offrendogli un incarico “pesante” non trovò la soluzione, ritornerà a Licata
all'interno della sua terza giunta per arricchirla con le sue manifeste capacità. Lo Licata pagò lo scotto
stesso Luigi Cucchiara fino a pochi giorni prima accusava la più alta carica cittadina e perse l'occasione Si parlava però di aerei
di essere “un sindaco che ha sistemato solo i propri familiari”, “un corrotto”,” un di piccolo cabotaggio:
incapace”, solo per citarne alcune. In quell'occasione iniziano a spuntare sulla Per questo l'aeroporto nove persone in tutto
bacheca del gruppo centinaia di messaggi di protesta da parte degli iscritti che che faceva gola a tanti compreso l'equipaggio
manifestavano apertamente il loro sdegno per la proposta, definendosi, quasi a Licata non si fece
all'unanimità, umiliati dal comportamento di colui che, pur criticato, restava nemmeno a pregare i Santi Ed allora ci si è chiesto
comunque il loro Sindaco. Per cercare di coordinare tutte le proposte si decise così con molta meraviglia:
di staccarsi dalla tastiera ed iniziare a vedersi per confrontarsi faccia a faccia; ebbero Oggi dopo tanti anni a cosa può servire
se vai a Piano Romano una pista di famiglia?
così inizio una serie di riunioni a cadenza settimanale. Persone che mai si erano
gli aerei non li senti
viste prima, cominciarono, non senza un naturale imbarazzo iniziale, a cercare di neanche da lontano Dopo lungo il tragitto
creare una nuova cultura politica, stimolando discussioni ma soprattutto cercando qualcosa si è variata
una coesione, un'aggregazione totalmente scevra da ideologie e sigle partitiche, Arrivati a questo punto e la pista originaria
una sorta di cantiere aperto con un occhio costantemente puntato sulla difficile realtà la faccenda sembra chiusa è stata migliorata
locale. Una seconda impennata nel numero di adesioni si registrò allorché la solita e la nostra bella fiaba
Tv locale, con un servizio vile e diffamatorio, attaccò pesantemente la signora si potrebbe dir conclusa Gli aeri che si prevedono
Assunta Bonfirraro, collaboratrice di un gruppo editoriale concorrente, diffondendo saranno aerei veri
una notizia di cronaca che poco o nulla aveva a che fare con il territorio di Licata, Ma la favola continua, e potranno trasportare
unicamente per screditarla e comprometterne il lavoro. Ad oggi gli iscritti sono più di non è ancora terminata, più di ottanta passeggeri
1400 e si contano sempre maggiori presenze agli incontri, segno inequivocabile che in quanto l'aeroporto
si sta andando nella giusta direzione, una direzione che probabilmente rispecchia il si allontana da Licata E comunque un aeroporto
volere della maggioranza dei cittadini licatesi. Gli stessi che si sentono abbandonati anche se piccolino
dalle istituzioni provinciali e regionali, isolati geopoliticamente, con un sindaco in Si dirige verso Sciacca fa crescere il paese
che ha in Mannino un uomo astuto e fa da trampolino
esilio e con una campagna elettorale fatta di veleni inaugurata con larghissimo
poi lambisce Porto Empedocle
anticipo da un editore fortemente intenzionato a conquistare la poltrona di primo ed arriva a Racalmuto Ma mentre tutti quanti
cittadino demolendo qualsiasi avversario con mezzi pensavamo in positivo,
moralmente,deontologicamente ed eticamente inaccettabili. L'iniziativa simbolica Perché proprio a Racalmuto? dal Ministero arriva
dei manifesti è stata solo la prima, il gruppo adesso si ripropone di organizzare Be, il motivo sembra chiaro, il parere negativo
raccolte firme, dibattiti pubblici e se necessario anche sit-in per sensibilizzare tutti perché la c'è il vava vasa
riguardo ad una situazione non più tollerabile. Mettendoci la faccia, la passione e la ossia Totò Cuffaro La nostra favoletta
forte volontà di riscatto di giovani uomini e donne profondamente legati alla propria sembra ormai quasi sfumare
città, desiderosi di trasformarla attraverso la creazione di una sorta di laboratorio Ma nemmeno Racalmuto in quanto l'aeroporto
politico, ma non politicizzato, permanente con finalità informative e formative. sarà la sede adatta, lo vediamo allontanare
Urlando BASTA a chi crede che i ragazzi siano semplicemente un numero all'interno ci sono le montagne
delle loro campagne elettorali. BASTA ad un Sindaco che per le note vicende ragion per cui si sfratta ma speriamo si concluda
giudiziarie si trova nella condizione di non potere mettere piede a Licata. BASTA a dopo tanti patimenti
chi utilizza la televisione solo per farsi propaganda. Ed allora ad Agrigento nel più classico dei modi :
l'aeroporto non si fa, “vissero tutti felici e contenti”.
il Giornale di Licata La Città Edizione Marzo/Aprile 2010 - 5

NASCE L'ASSOCIAZIONE B&B RIUNITI DI LICATA Un libro per i 500 anni della Chiesa Madre:
Padre Antonio Castronovo presenta
di Gennaro De Marco
“Deiparae Nativitati Populus Leocantis D.D.D.”
Un altro importante tassello è inserito nel dei turisti che vi si sono rivolti (la mia
Sistema Turismo a Licata. Questa volta è struttura in particolare più volte si è rivolta di Antonella Cammilleri
opera di un gruppo di lungimiranti all'associazione Progresso che ha La notte tra il 24 ed il 25 dicembre 2007, liturgie, elevati convegni culturali ed
imprenditori del settore che insieme sempre contribuito ad elevare l'indice di alla presenza di una numerosa folla di interessanti incontri in cui si è discusso di
all'associazione turistica “Progresso”, gradimento degli ospiti di Antica Dimora
fedeli, la Chiesa Madre inaugurava l'anno importanti tematiche sociali.
hanno pensato di costituirsi in San Girolamo), ai percorsi eno-
di grazia, in occasione del 500° Il libro si chiude con una ricca galleria
associazione. Alcuni titolari di attività gastronomici, dando così massima
ricettive di B&B, affittacamere e case visibilità e maggiori opportunità di lavoro anniversario della sua apertura (1508- fotografica che testimonia la grande
albergo operanti a Licata, che hanno già anche ai ristoratori ai produttori di vino e a 2008). Numerosi gli incontri liturgici, ma partecipazione dei fedeli presenti ad ogni
avuto modo di collaborare tra loro per tutti coloro che animano il settore. La anche culturali, che nel corso dell'anno ricorrenza e l'impegno profuso perché ogni
l'organizzazione in forma privata di eventi ragione per cui penso sia utile che tutte le hanno ricordato e confermato il ruolo della avvenimento si svolgesse nel migliore
per l'estate licatese 2009 e alla strutture ricettive siano associate è molto Chiesa Madre a Licata. “Alcune modo possibile.
realizzazione di un programma di eventi semplice: insieme abbiamo il dovere di manifestazioni come si legge nella Emblematico è invece il titolo che abbiamo
per il Natale Licatese assistere il turista in presentazione, del Prevosto Parroco s c e l t o : “ D E I PA R A E N AT I V I TAT I
2009, purtroppo non ogni sua scelta così da mons. Antonio Castronovo hanno avuto lo POPULUS LEOCATENSIS” è, infatti,
andato poi a buon fine, non lasciarlo allo scopo di fare l'iscrizione che il
hanno ritenuto di sbaraglio, evitando memoria di tutto popolo di Licata,
continuare questa cosi che incappi in quello che è stato nel 1508, in
opera di condivisione situazioni spiacevoli fatto in questo occasione della
di obiettivi comuni ed che purtroppo ancora luogo di culto dedicazione della
anzi di allargarla oggi accadono troppo lungo il corso dei Chiesa Madre,
anche agli altri soggetti spesso e danno tempi; altre come volle dedicare
operanti sul territorio; u n ' i m m a g i n e il logo del 500°, il alla Natività della
da qui, con la sgradevole della
sito internet della Beata Vergine
partecipazione di tutti i nostra città; in
parrocchia, la Maria. Così
gestori di B&B e affini è sostanza il nostro
nata l'ASSOCIAZIONE B&B RIUNITI DI obiettivo sarà quello di individuare i punti m i s s i o n e anche noi
LICATA. Chiediamo al presidente Lavinia di forza valorizzandoli e individuare al popolare e v o g l i a m o
Licata cosa ha portato alla costituzione contempo quelli deboli facendo in modo l'accoglienza Il Tavolo dei relatori: dedicare questo
dell'associazione e quali sono gli obiettivi: che questi ultimi siano portati della Madonna di Timoneri, La Perna, Castronovo e Lo Greco nostro lavoro alla
“La condivisione di interessi finalmente all'attenzione di chi per competenza potrà Fatima, avevano nostra Mamma
risulta essere chiara, oggi si può iniziare a dare il proprio contributo. Inutile dire che lo scopo di mettere al centro la Chiesa celeste e affidarci a Lei”. E a proposito del
parlare di sviluppo reale della città dal le nostre spiagge e i nostri monumenti Madre che celebrava il suo giubileo”. titolo, Lo Greco, presente all'evento con
punto di vista turistico, perché finalmente meritano di essere inseriti in quei circuiti Ultimo, in ordine di tempo, un evento che Franco La Perna, ha ringraziato “per aver
ci si rende conto del fatto che lavorare in turistici dai quali, ingiustamente, sono ha segnato un nuovo capitolo nella storia messo nella pubblicazione il giusto titolo
sinergia dà senz'altro maggiore risultato stati esclusi. Tutto ciò sarà possibile se del nostro Duomo, è sicuramente la della nostra chiesa secolare, dedicata alla
finale. Lo scopo della nostra ogni categoria comincerà a rendere presentazione del libro “Deiparae Nativitati natività della Madonna.
associazione è quello di collaborare in visibile la propria attività con ogni mezzo Populus Leocantesis D.D.D.”, avvenuta il Grande la soddisfazione di mons. Antonio
modo attivo per favorire lo sviluppo e se inoltre si darà vita a quella 22 gennaio c.a. Castronovo, perché dopo tanti anni, dopo i
Turistico, culturale, ambientale e sociale collaborazione e sinergia che all'insegna Il libro, nasce da un'idea di Pierangelo testi di mons. Curella con “Licata
del nostro territorio. L'associazione di qualità, professionalità e onestà, Timoneri, responsabile culturale della tradizionalmente cattolica” (1963), di La
svilupperà la sua attività attraverso daranno modo alla nostra città di apparire Chiesa Madre. “L'opera non è un libro di Perna e Lo greco, presenti alla serata di
molteplici iniziative, come ad esempio più accogliente e ospitale”. In
storia o di arte - come afferma lo stesso- p r e s e n t a z i o n e d e l n u o v o l i b r o ,
l'edizione e la pubblicazione di un conclusione quello che emerge è che il
ma il libro di un anno, la raccolta, come dice sull'Indagine al Crocefisso Nero (1996), di
catalogo contenente la descrizione delle mercato turistico non cerca più solo belle
strutture ricettive associate, che spiagge e monumenti ma un sistema il sottotitolo, di atti e di documenti del 500° Cesare Carbonelli (1980) e Calogero
proporranno dei pacchetti turistici turistico complesso e completo che offra anniversario di fondazione e di apertura al Carità (1977), si ritorna a scrivere sulla
comprendenti oltre il pernottamento, tutta tutta una serie di garanzie e di attività tese culto della Chiesa Madre di Licata. In esso chiesa madre e soprattutto in occasione di
una serie di servizi utili al turista che ad una soddisfazione totale del turista. sono descritti i diversi appuntamenti che si un evento cosi' importante.
arriverà a Licata e che qui troverà un Auspichiamo che l'esempio sono succeduti nel corso dell'anno: solenni
percorso di soggiorno assistito che va dell'ASSOCIAZIONE B&B RIUNITI DI
dall'organizzazione di escursioni in città e LICATA serva da stimolo agli altri
fuori, e per questo la presenza operatori ma, sopratutto, Itinerari della memoria - Rubrica di storia locale
dell'associazione Progresso è all'amministrazione comunale che da
fondamentale, visto il modus operandi queste esperienze deve trarre spunti ed La persecuzione degli ebrei nella città di Licata
espresso nell'estate 2009 dove ha insegnamenti utili allo svolgimento della
dimostrato un'attenzione alle esigenze propria azione amministrativa. di Angelo Mazzerbo
Anche Licata, con le rispettive proporzioni, aver ricevuto il santo battesimo. Comunque,
ha subito in prima persona quell'orrendo al di là di questa persecuzione, la comunità
crimine contro l'umanità, rispondente alla ebraica licatese, continuò ancora a vivere
Il carrozzone va avanti da sé… persecuzione contro gli ebrei. A tal proposito
abbiamo scovato qualche notizia attestante
seppur sommessamente, fino a quando il 18
Giugno del 1492 non fu decretata la
la presenza già parecchi secoli fa, nella generale espulsione degli ebrei dalla Sicilia,
di Lucrezia Sciandrone nostra città, di una piccola comunità di ebrei, tramite i dispacci del viceré, riguardanti
ma, abbiamo anche rintracciato i dati l'esecuzione dello sfratto in data 12,13,20,29
anagrafici di alcuni nostri concittadini, Agosto e 16 Dicembre dello stesso anno.
Il carnevale canonico è terminato, purtroppo continua, imperterrito, quello offerto dai
deportati nei campi di concentramento Notizie di persecuzioni più recenti ci
nostri governanti che hanno trasformato l'Italia in un carrozzone allegorico. In pratica il
nazista. La riportano
paese sta andando ad…escort e noi non facciamo nulla, anzi devo dire che la nostra
p r i m a a l l a
soglia di tolleranza si sta alzando notevolmente e mandiamo giù tutto senza neanche
notizia tragedia
indignarci. Non voglio parlare dei vari lodi ad personam, né di legittimi
riguardante d e l l a
impedimenti…neanche di fantomatici duomi volanti e di barzellette su Gesù e sulla
la comunità deportazio
Madonna…Purtroppo, che questo paese è nelle mani di uno scadente cabarettista, lo
ebrea nella ne degli
sappiamo tutti. Non voglio parlare neanche della riforma scolastica, dove sembra si
città di ebrei nei
voglia abolire l'insegnamento della geografia e della storia dell'arte, perché tutto
Licata, ci campi di
sommato oggi come oggi conviene introdurre lo studio di nuove materie, tipo
v i e n e concentra
“leccaculismo spudorato”e “storia dell'arte di arrangiarsi con ogni mezzo”. Meno che
fornita nel mento, ad
mai voglio parlare della crisi che non esiste: gli operai sui tetti delle fabbriche lo fanno
1415 da un opera della
solo per avere anche loro un secondo di popolarità televisiva, siamo o non siamo in
ordine del Germania
piena videocracy? Ci sono anche gli operai che si danno fuoco e muoiono…cose
viceré di nazista
inspiegabili visto che la crisi non esiste. Mi chiedo cosa esiste ancora, tutto quello che
Sicilia, c o n i l
vedo è marcio, palesemente truffaldino. Non voglio neanche parlare poi delle
Giovanni, p l a c e t
dichiarazioni di Ciancimino Jr, come Spatuzza, parla “ammatula” si dice dalle nostre
secondoge dell'Italia
parti, eppure ciò che dice suona incredibilmente plausibile. Non parlerò della Fiat che
nito del re Ferdinando I, il quale obbliga di fascista. Il primo dei deportati licatesi di cui
prende i soldi e scappa, lasciando Termini Imerese sul lastrico… voglio parlare di
restituire agli ebrei di Licata, una somma pari abbiamo ottenuto qualche notizia è Gallia
morti, i morti del recente terremoto dell'Aquila. Quando di fronte a tragedie come
ad once 10, data in prestito alla Regia Corte Vincenzo, nato a Licata il 19/10/1919 e
queste certe persone si permettono il lusso di sghignazzare e di pensare ai loro sporchi
in un particolare momento di necessità. deportato da Bolzano, al campo di
affari io capisco che siamo ben oltre la frutta. Quando muore l'umanità, la pietà, gli
Invece nel 1472, sempre per ordine del re concentramento di Dachau il 5/10/1944. Il
uomini non sono più tali, sono solo demoni ed il nostro paese sta diventando una
Giovanni, salito al trono dopo la morte del secondo licatese del quale abbiamo notizie
specie d'inferno.
padre Ferdinando I e del fratello Alfonso, fu più dettagliate è Gueli Angelo, nato a Licata il
intimato a tutti gli ufficiali di Licata, di dare 18/03/1921, di professione: addetto ai
assistenza al padre maestro, Salvatore da servizi. Deportato l'11/11/1944, con
Palermo, componente del Tribunale della matricola 6109. Successivamente,

www.ilgiornaledilicata.it Santa Inquisizione, giunto proprio a Licata
per “castigare” un tale Francesco Crispo, reo
di continuare a “giudaizzare”, anche dopo
deportato da Bolzano l'1/02/1945 a
Mauthausen. Liberato da Mauthausen il 5
maggio del 1945.
6 - Edizione Marzo/Aprile 2010 L’ Approfondimento il Giornale di Licata

Le donne abbandonate
di Germana Peritore*

Penso che la sindrome dell'abbandono sia stata una costante presso i membri della mia La bisnonna Tina sputava sentenze e, a modo suo, era filosofa. Lei credeva in pochissime
parentela paterna, un filo rosso che partiva da lontano fino al presente, ben radicato nelle cose. E in Chiesa andava solo se a predicare c'era u parrinu ca duna i nummari, il prete che
pieghe dell'inconscio di alcune generazioni, a partire dal primo periodo di emigrazione dei dava i numeri buoni da giocare al lotto. Però quando nominava i Santi diceva
miei parenti in America. Del resto si affermava anche un nuovo tipo di lontananza. C'era la affettuosamente 'a Madunnuzza, u Bammineddru, San Giuseppuzzu, Sant'Angeluzzu.
nuova dimensione dell'oceano. A quel problema si aggiungeva la mancanza di notizie. Ma a volte parlava per enigmi oscuri, come fidi s'avanza e non lignu di vara.
Lettere, cartoline, giornali erano una rarità ai tempi dei miei bisnonni. Solo quando le Era una donna impavida e non venne mai meno a quel ruolo serale di fronte ai nipoti, tutte
partenze per la “Merica” si moltiplicarono, anzi diventarono una valanga, le cose le sere, all'ura d''i cavaddrari, come diceva lei. Cioè quando quelli che trasportavano, con
cambiarono un poco fino allo scossone definitivo dato dalla Grande Guerra. un robustissimo cavallo da tiro, il pesce invenduto e sistemato all'interno di due cufìni, sul
Emigranti e guerra, lettere e cartoline, tenute in casa accanto al santino per “arredare” un dorso del cavallo, partivano da Licata percorrendo una trazzera. Questa iniziava da un
muro interno o un cassettone o la cornice di uno specchio, pilone votivo vicino al quale, una volta, era stato trovato un uomo
inevitabilmente furono una rivoluzione: tutto quello che di scritto ammazzato, a fiureddra di l'omu mortu, e giungeva fino a Piazza
arrivava da lontano veniva letto avidamente da chi sapeva leggere e chi Armerina. Grazie a quella trazzera, il cui percorso era più breve della
non sapeva se lo faceva leggere da chi era allittratu, era colto o, per lo strada vera e propria, tutte le notti il pesce licatese giungeva
meno, non analfabeta . Il pezzo di carta era considerato prezioso, freschissimo a destinazione. Anche quando a Licata piovve per tre
perché raro. Saperlo leggere faceva la differenza, una marcia in più mesi, durante un inverno indimenticabile, mentre le campagne
rispetto agli altri. Finiva lentamente così l'epoca di chi le cose le venivano sommerse e le coltivazioni distrutte, lei raccontava, tra un
raccontava a qualcun altro, che ascoltava per raccontarle a sua volta Santi du Paradisu, Gloria Patri, Gloria Patri e un Armi santi du
ad altri. Ciò che era scritto contava e valeva sempre di più di ciò che Priatoriu, mentre un piroscafo ancorato all'antemurale, a causa di una
veniva raccontato. Ma prima che ciò accadesse, la distanza oceanica e tromba d'aria, rompeva gli ormeggi e veniva trascinato dalle onde fino
la mancanza di notizie alimentarono gli equivoci, rafforzando alla foce del fiume Salso, un fiume che era quasi sempre una
ulteriormente l'archetipo della donna abbandonata, che riguardava non pisciazzata, cioè un rigagnolo, che però talvolta procurò piene
solo donne fragili, come mia nonna Liddra, ma anche donne forti ed disastrose.
energiche come la mia catananna, la bisnonnaTina (1866), Nessuno riuscì mai ad intimidire la bisnonna Tina. Neanche quando
Tina 'a Scribillita, Caterina Lo Monaco, preferì sempre a quello paterno vendeva le sue scope al Municipio di Licata e spesso i pagamenti
il cognome della madre, Scribellito. Era una donna altissima, robusta, ritardavano. Lei si recava presso l'ufficio di contabilità e chiedeva di
mascolina, straordinaria. Analfabeta, ma dotata di intelligenza e di Dàntisi, cioè Dante, il maresciallo dei vigili urbani. Lei non sapeva
memoria prodigiosa, aveva, come diceva spesso lei, a testa china di nummari, la testa nulla del divino poeta, ma conosceva il suo Edmond Dantès, Conte di Montecristo, che
piena di numeri e di idee, sapeva fare i calcoli di cifre consistenti con una velocità chiamava Dàntisi, come il maresciallo. Una volta però, Dàntisi non era in Municipio e lei si
eccezionale, senza scrivere. Energica e autorevole come si addice ad una matriarca, non trovò a fronteggiare un arrogante impiegato sconosciuto che, credendo di avere di fronte
aveva trasmesso nulla di tutto questo a mia nonna, la quale era piccola, minuta, fragile, una povera donna, le rispose in malo modo, mandandola a quel paese. Tu, scazzettu di ma
pessimista. curduna, co caddru ti ci misa ddrocu? Vidi ca ia sugnu Tina 'a Scribillita. Ciamami a Dàntisì,
Straordinari erano i racconti della catananna Tina, durante le sere invernali, a volte se no ti dugnu tanti pidàti n'culu ca ti fazzu addivintari 'u culu a ccappeddru di prèpiti.
tempestose, in attesa del Natale. In cucina, mentre nel forno a legna si cuocevano i Corsero gli impiegati per calmare Donna Tina.
mustazzoli, saporitissimi e speziati dolci di carrube, la bisnonna Tina raccontava ai nipoti, Un cuteddru la bisnonna se lo portava sempre appresso, e mi serva ppi tagliari 'u pani, era
raccolti tutti intorno a lei, con un linguaggio tutto suo e purtroppo oggi dimenticato. Infatti, la sua giustificazione. Quando accompagnò a Palermo sua figlia, si accorse che un losco
lei parlava come se fosse stata sua nonna, come una donna nata nel 1766, un secolo figuro la seguiva da un pezzo. Senza esitare la catananna tirò fuori il coltello e lo aprì.
prima della sua nascita. Raccontava ai nipoti le avventure dei Beati Paoli e di Cagliostro, Vena ccà, figliu di bona fimmina, vena ccà, ca ti sbudeddru. ……..
ma anche 'u fattu di don Currau oppure 'u fattu di Dàntisi. Cioè narrava le imprese di Eppure, persino una donna straordinaria come la catananna, che non conobbe mai la
Calvello il bastardo oppure quelle di Edmond Dantès, il Conte di Montecristo. Solo in quelle paura, credette di essere stata abbandonata dal marito.
storie secondo lei poteva trovare posto l'amore con la A maiuscola, pirchì l'amuri è brodu di
ciciri, brodo di ceci, il sesso solo un mezzo per mettere figli al mondo e per il resto *tratto da Tante Sicilie tante Americhe
crapricciu di l'omini, capriccio degli uomini. Edizione Ananke, Torino

L'8 MARZO TRA MIMOSE,
I mille volti del paradiso FESTEGGIAMENTI,
MA ANCHE DESIDERIO DI RICORDARE
di Lucrezia Sciandrone di Gloria Incorvaia
Gli uomini di Neanderthal usavano seppellire i nel punto più alto del cielo. Anche i musulmani La giornata internazionale della donna; sono diverse le associazioni
loro morti e lasciavano accanto ai corpi delle pongono il loro paradiso in cielo, un posto con donna, definita comunemente e i circoli che con incontri e dibattiti
offerte: credevano evidentemente che esistesse fiumi di latte e miele e tante altre meraviglie “Festa della donna”, è la festività commemorano tale giornata e
un'aldilà dopo la morte dove il defunto avrebbe compreso l'alcol rigorosamente vietato in vita . E' celebrata l'8 marzo che intende ritrovano il vero significato delle
continuato ad aver bisogno degli oggetti di uso un paradiso molto maschilista accompagnato ricordare sia le conquiste sociali, tante battaglie per l'emancipazione
comune. L'aldilà era concepito quindi ad dalle semprevergini Urì. Sia ebrei che politiche ed economiche delle femminile. Non bisogna
immagine e somiglianza del mondo quotidiano e musulmani pongono il loro paradiso al settimo donne che le discriminazioni e le dimenticare anche che l'altra faccia
quest'idea, sebbene rielaborata, si ritroverà cielo, speriamo che almeno lì non ci siano violenze cui tuttora essa è soggetta della medaglia, ossia quella
anche in culture successive. L'idea più comune conflitti. Per gli induisti, gli dei sono sparsi in molte parti del mondo. L'8 Marzo commerciale e leggera, si riscontra
che però ha preso il sopravvento nella maggior ovunque e visto che non esiste un confine è festeggiato in molte nazioni, in modo ampio e con tante adesioni
parte dei casi è che esista una dimensione dopo preciso fra mondo spirituale materiale, hanno poiché le donne sono riconosciute femminili nella nostra cittadina,
la vita che riserva un premio un trimondo costituito da per i loro risultati senza riguardo per trasformando questo
o un castigo, idea che è alla Patala (inferi), le divisioni, sia nazionali, etniche, appuntamento in un pretesto per
base del concetto paradiso- Bhurmi(terra) e Swarga linguistiche, culturali, economiche o trascorrere una serata allegra e
inferno. L'etimologia della (paradiso). Il paradiso indù politiche. E' l'occasione per spensierata tra donne nei locali più
parola “paradiso”, è è ubicato sul monte Meru, guardare indietro alle lotte del disparati, come per spezzare la
persiana e significa “recinto- su cui in cima si trova la passato e le realizzazioni, e, routine quotidiana. Il desiderio di
giardino”, un luogo città d'oro di Brahama. La soprattutto, per guardare avanti al conoscenza, da parte dei cittadini
meraviglioso e idealizzato reincarnazione di cui parla potenziale inutilizzato e le licatesi, del profondo significato di
che ci riporta alla visione di il sacro testo della opportunità che aspettano le future tale importante giorno e la
un'Eden originario. Con Bhagavad-Gita e di cui generazioni di donne. Nel 1946, l'8 realizzazione di iniziative culturali
nomi diversi, la fiducia in un parlerà poi il buddismo, marzo fu celebrato finalmente in attinenti all'8 marzo si rivelano
paradiso, ha accompagnato prevede che dopo aver tutta Italia e vide per la prima volta la sempre un lodevole connubio che
la vita e la morte di molti vissuto molte vite e quindi comparsa del suo simbolo, la permettono di assaporare al meglio
popoli. Per gli Incas il futuro dei defunti era dopo essersi arricchiti di conoscenze ed mimosa, che fiorisce proprio in quei questa giornata.
strettamente legato al loro stato sociale, un esperienze, l'anima ritorna all'origine del Sé, giorni, secondo un'idea di Rita
paradiso quindi molto discriminatorio, dove i sarebbe questo il vero paradiso. Nella Montagnana e di
nobili finivano dritti e per diritto nel “cielo di reincarnazione credevano anche i greci con
Teresa Mattei. Nel
Inti”dominato dal sole. I meno nobili finivano Pitagora e Platone, gli Egizi ed i cristiani delle
corso degli anni la
nelle “isole del Guano, mentre il popolo doveva origini. In Oriente è molto più diffusa l'idea
accontentarsi di un aldilà un po' triste e spoglio. dell'inferno: demoni e spiriti maligni abbondano
ricorrenza ha
Per i Maya e gli Atzechi, il destino dei defunti in tutte le tradizioni di Vietnam, Laos, perso in molti
dipendeva dal modo in cui si moriva:guerrieri Cambogia,Cina, Nuova Zelanda ecc. Nella paesi l'originario
eroici, sacrificati agli dei e le donne che morivano tradizione cristiana, il paradiso è sempre stato significato di lotta
di parto entravano nella “casa del Sole” . La sorte presente, ma descritto in modo diverso a e di protesta per
più triste spettava a chi moriva di vecchiaia cui seconda delle epoche e dei teologi. Per S. assumere una
toccava il freddo regno di Mictlan sottoterra. Agostino, dopo la resurrezione della carne, tutti connotazione di
Nello zoroastrismo, il paradiso si chiama avranno circa trenta anni ed un corpo mero carattere
“Gorotman”, un luogo esclusivamente armonioso.Oggi sappiamo che il Purgatorio non commerciale.
appannaggio dei giusti che, però devono esiste più…quindi o paradiso o inferno, ma Licata manifesta
attraversare un fragile ponte sospeso sugli comunque sia, come suggerisce il titolo di un u n a f o r t e
abissi, dopo aver scalato un'alta vecchio film, il paradiso può attendere…intanto sensibilità nei
montagna(Messner è favorito). L'aldilà ebraico è pensiamo a vivere il più possibile in armonia con confronti della
il Gan-Eden, un posto dove si vivrà senza affanni le leggi dell'universo. giornata della
il Giornale di Licata Scuola Edizione Marzo/Aprile 2010 - 7
Conferenza a Licata del nostro Direttore Francesco Pira presso l'Istituto “Francesco Giorgio” nell'ambito di un corso di aggiornamento

“Fondamentale per la scuola saper comunicare”
Il Dirigente Scolastico, professor Vincenzo Pace:
“Crediamo nella formazione degli insegnanti e del personale”
di Gennaro De Marco
“In ogni Istituto scolastico occorre costituire un presidio di comunicazione per aprirsi
totalmente al territorio e far conoscere le peculiarità dell'offerta didattica ed il lavoro che
quotidianamente si svolge”. Lo ha detto il nostro Direttore Francesco Pira durante
un'affollata conferenza presso l'Istituto “Francesco Giorgio” nell'ambito di un corso di
aggiornamento per tutto il personale che si è svolto venerdì 5 marzo per tutto il
pomeriggio. Ad aprire i lavori il Dirigente Scolastico, professor Vincenzo Pace, che oltre
a presentare il relatore si è soffermato sull'importanza che oggi riveste la comunicazione
in ambito scolastico. “E' importante che da parte nostra ha sottolineato Pace ci sia il
massimo dello sforzo per garantire la migliore scuola possibile”. L'Istituto “Francesco
Giorgio” ha sviluppato numerosi progetti e proprio per la capacità di proporsi sul territorio
è stato di recente selezionato a livello nazionale dal Ministero dell'Istruzione per un
nuovo percorso. Nell'intervento di oltre un'ora Pira, che è docente di comunicazione e
relazioni pubbliche all'Università degli Studi di Udine, ha affrontato i principali aspetti
della comunicazione, soffermandosi anche su quale deve essere il rapporto con i media.
Il relatore ha poi anche fatto un focus sul rapporto tra bambini e pre-adolescenti e nuove
tecnologie snocciolando dati di alcune ricerche coordinate a livello nazionale. Entro la
fine del mese di marzo tutto il personale dell'Istituto “Giorgio” seguirà una seconda
conferenza del Primario Emerito di Pediatria, Dottor Vincenzo Marrali, che affronterà
l'aspetto clinico del rapporto tra infanzia e media. Pira e Marrali hanno pubblicato
insieme due volumi: nel 2007 “Infanzia, media e nuove tecnologie” (Franco Angeli) e nel Nella foto un momento della conferenza:
2009 “Giochi e Videogiochi- Dal nascondino alla console” (Bonanno Editore), il pediatra Vincenzo Marrali, il nostro
quest'ultimo presentato lo scorso maggio 2009 al Salone del libro di Torino. direttore Francesco Pira e il dirigente scolastico Vincenzo Pace

I PICCOLI CRONISTI DEL MEGAFONO (PLESSO LEOPARDI)
SCRIVONO PER NOI: Non sono razzista
di Lillo Alex Ninotta
Licata, una città difficile Per far crescere Licata Se razzismo vuol dire discriminare delle persone perchè
provengono da nazioni diverse, allora io non sono razzista.
di Alice Peritore di Andrea Curella Penso che ogni persona si distingue per il carattere, la bontà e
per il rispetto che ha per gli altri, a prescindere da quale parte del
mondo provenga. Secondo me una persona proveniente da un
La mia città, ultimamente, sta attraversando un La mia città si chiama Licata e da molti anni sta vivendo altro paese, va aiutata, perchè è già difficile per lei ambientarsi
momento molto difficile. Oltre al grave problema della un periodo buio nel senso che non riesce a risollevarsi in un posto nuovo, dove le persone hanno altre abitudini, altre
forte disoccupazione a causa della quale moltissimi da tutti i problemi che colpiscono i cittadini. Nella nostra culture, dove predomina una religione diversa dalla sua, e
licatesi sono emigrati, c'è anche quello città va tutto male: lavoro, servizi, strutture. Parliamo di anche perchè spesso sono persone sole, poiché le loro famiglie
dell'amministrazione. Attualmente, il nostro sindaco, per una delle cose più importanti: la mancanza d'acqua. sono rimaste al paese d'origine. Non mi piace vedere ragazzi
problemi giudiziari, è costretto a stare lontano dal paese Ancora oggi si vive il disagio di non avere questo che maltrattano o prendono in giro gli stranieri, anche perchè
quando Dio ha detto che siamo tutti fratelli, non ha specificato il
e lo amministra da Agrigento perché ha l'obbligo di prezioso liquido tutti i giorni a casa nostra, ma dobbiamo colore della pelle o la nazione di provenienza.
dimora fuori città. Licata, spesso e volentieri, è invasa aspettare turni lunghissimi a volte. Un altro problema è la
dalla spazzatura che fuoriesce dai cassonetti perché sporcizia: a volte la spazzatura invade le strade e
non è raccolta. Il Comune non ha i soldi per pagare la
discarica, pertanto l'immondizia non è raccolta.
sembra di essere nel terzo mondo. La gente è diventata
più povera, manca il lavoro, i negozi chiudono perché la I diritti dei disabili
Comunque, credo, anche che il problema della pulizia gente non spende. Il sindaco e tutti gli amministratori
del nostro paese non dipenda soltanto da questo, ma dovrebbero far qualcosa per questo povero paese di di Flavia Moscato
anche dall'inciviltà di molti cittadini che non hanno cura mare. Si dovrebbero aprire aziende e piccole fabbriche.
del territorio. Per far crescere Licata abbiamo bisogno di Licata è un paese marittimo e dovrebbe avere Spesso sentiamo parlare di disabili. Ma chi sono? Sono tutte
bravi amministratori che pensino agli interessi di tutti. un'industria conserviera per lavorare il pesce, ma si quelle persone che hanno problemi fisici e capacità ridotte
dovrebbe far crescere il nostro porto, che, ultimamente, rispetto ad una persona sana. Sono tantissime le persone,
bambini, giovani e adulti che vivono su una sedia a rotelle o a
sembra abbandonato. Licata è anche un paese agricolo letto. Ci sono persone però che hanno un lavoro, si muovono lo
quindi ci vorrebbero aziende per lavorare e inscatolare il stesso per i paesi, le città, gli uffici. Alcuni lavorano, ma trovano
pomodoro, gli ortaggi, fare le marmellate con le arance. molti ostacoli nei movimenti. Altri cercano un lavoro per sentirsi
Una fiaba moderna: Samyr ed Elisa Speriamo che tutto questo avvenga quanto prima. utili e inseriti nella società, altri vorrebbero un'assistenza che
alleggerisca i familiari. Io dico che le persone disabili hanno i
nostri stessi diritti e hanno il diritto di avere servizi giusti per loro.
di Emanuela Ciminna Poi noi dobbiamo aiutarli a non sentirsi soli e abbandonati,
aiutandoli in tutto.
Quella vi voglio raccontare è una fiaba moderna, forse è
accaduta veramente, forse no, forse potrebbe sempre
accadere. C'era una volta, anzi c'è ancora Samyr, un
bambino venuto dal Senegal, che, dopo un lungo e
Intervista immaginaria ad Obama
avventuroso viaggio su una piccola imbarcazione, è
arrivato qui, in Sicilia, nel giugno dell'anno scorso di Emanuela Ciminna
insieme ai suoi genitori in cerca di una vita migliore e di Oggi, 10 dicembre 2009, il Presidente Obama ritira ad Oslo il Premio Nobel per la pace. Siamo anche noi qui per rivolgergli qualche
un lavoro e di un futuro più bello, ma l'unico posto che è domanda:
riuscito a trovare è stato quello di raccoglitore di frutta Lei è il primo presidente di colore degli Stati Uniti. Pensa che la Sua elezione rappresenti la sconfitta del razzismo?
un agrumeto, un lavoro a volte faticoso e pagato male. C'è un'intera generazione che crescerà dando per scontato che il più importante ufficio al mondo è occupato da un afroamericano.
Giorgio, un contadino del posto che detesta gli Questa è una cosa radicale. Cambia il modo in cui i bambini neri guardano a se stessi. E cambia anche il modo in cui i bambini bianchi
immigrati che arrivano in Italia e soprattutto quelli che guardano ai bambini neri. Io non sottovaluterei la forza di questo. Quello che io spero di modellare è un modo di interagire con le
persone che non sono come te e non sono d'accordo con te.
rimangono in Sicilia, un giorno decise di farlo cacciare Che emozione Le ha dato vincere il nobel per la Pace?
dalla campagna accusandolo di aver rubato molte Sono sorpreso e profondamente commosso. Non sono sicuro di meritare di essere al fianco delle persone straordinarie che hanno
arance dall'agrumeto. Così condusse gli abitanti verso ispirato me ed il mondo intero. Accetto questo premio come chiamata all'azione per tutte le nazioni di fronte alle sfide del ventunesimo
un albero che prima era carico di frutta, l'albero, però, secolo. Un premio non per i risultati ma per gli ideali
non aveva più arance. Ma non era stato Samyr a Come concilia questo importante riconoscimento con l'invio di nuove truppe in Afghanistan?
rubarle, era stato lo stesso Giorgio. Ma ecco, apparire la Come capo di Stato ho giurato di proteggere e difendere la mia nazione. Non inganniamoci: il male, nel mondo, esiste. Un movimento
sua salvatrice: Elisa che volle aiutare Samyr. Elisa è la non violento da solo non avrebbe sconfitto le armate di Hitler. I negoziati non possono convincere i leader di Al Qaida a deporre le armi:
figlia del proprietario dell'agrumeto. La ragazza quella a volte la forza è necessaria.
Ha mai pensato “Chi me lo ha fatto fare?”
notte non riusciva a dormire e, affacciatasi alla finestra No, perché in America sono stati tanti coloro che hanno saputo osare, che hanno agito, coloro che hanno creato cose - alcuni celebrati,
della sua cameretta, vide Giorgio rubare le arance. ma più spesso uomini e donne rimasti oscuri nel loro lavoro, che hanno portato avanti il lungo, accidentato cammino verso la prosperità
Quando Giorgio accusò Samyr del furto, Elisa disse al e la libertà.
padre che era stato Giorgio a rubare le arance per Questi uomini e donne hanno lottato e si sono sacrificati e hanno lavorato finché le loro mani sono diventate ruvide per permettere a noi
mettere in cattiva luce il ragazzo e tutta la sua famiglia. Il di vivere una vita migliore. Hanno visto nell'America qualcosa di più grande che una somma delle nostre ambizioni individuali; più
proprietario dell'agrumeto, un uomo buono e grande di tutte le differenze di nascita, censo o fazione. Questo è il viaggio che continuiamo oggi.
compassionevole, decise allora di licenziare Giorgio. Quali altri progetti ha in mente per garantire la pace nel mondo?
Da allora Samyr ed Elisa divennero amici per la pelle. I miei obiettivi sono innanzitutto l'opposizione alle armi nucleari e l'impegno contro i cambiamenti climatici. Ma, ancora più importante,
il richiamo al dialogo tra popoli, culture, religioni.
Grazie, Presidente e, di cuore, buon lavoro.
8 - Edizione Marzo/Aprile 2010 il Giornale di Licata

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il Giornale di Licata Edizione Marzo/Aprile 2010 - 9

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10 - Edizione Marzo/Aprile 2010 Cultura il Giornale di Licata

“E' COME SE VIVESSI DUE VITE PARALLELE,
NESSUNA DELLE QUALI E' PIENAMENTE MIA…”
di Nuccio Peritore*
Massimo è un uomo di 32 anni. E' un architetto ed è sposato cosa è successo. Mara si è aggrappata sempre più a subito bene. Avevamo bisogno entrambi di vivere momenti
con Mara, 29 anni. Mara è un'insegnante di storia dell'arte. Ivonne e pian piano mi ha escluso dalla sua vita, e anche di leggerezza, di bellezza e di armonia. Con lei c'era
Hanno una bambina, Ivonne, di otto mesi dalla vita di Ivonne. Esistevano solo pappine, pannolini, sempre stato un qualcosa di particolare, una sintonia, un
“La mia è una storia strana” esordisce Massimo. “Ho una ruttini, risvegli notturni, colichette, telefonate al pediatra. Lei affiatamento quasi scontati. Le ripeto, non facciamo niente
relazione con una donna da quasi sei mesi e finora ho era sempre imbronciata, arrabbiata con me che non di male. Entrambi, quando ci incontriamo, ci immergiamo in
vissuto questa storia con assoluta tranquillità e discrezione. l'aiutavo, che non mi svegliavo la notte. Quando cercavo di un'isola di tranquillità e spensieratezza che ci ricarica. E
Mia moglie non si è mai accorta di nulla e io ho fatto in modo aiutarla, di cambiare il pannolino alla bimba o di prepararle avere questa isola di spensieratezza mi ha permesso di
di vivere pienamente sia la storia d'amore con mia moglie e qualcosa, lei mi urlava che ero un incapace, che le figlie vedere e comprendere meglio mia moglie ma ha permesso
che la mia relazione extraconiugale. Sì, perché può sono delle mamme e che solo lei poteva sentire quali erano anche a me di non essere travolto dalle sue ansie e dal suo
sembrare strano, ma io sono innamoratissimo di mia moglie i bisogni di sua figlia ed accudirla. E poi i suoi pianti. “Chi me malessere. Però ora mi sento come se non appartenessi
e nello stesso tempo attratto e affascinato da Lina, la donna lo ha fatto fare ad avere questa figlia. Ero così felice senza né a mia moglie né a Lina, come se non avessi la terra sotto
con la quale mi vedo. Con Lina, una mia collega, ci vediamo marito e figlia”. Questo era il ritornello costante. Il suo disco i piedi. So di essere innamorato di mia moglie e non di Lina.
periodicamente, quando andiamo fuori per lavoro o per i rotto che, quando lo ascoltavo, mi trafiggeva il cervello. Più Questa è la mia certezza. Ma è come se, cercando il mio
congressi. Stiamo bene insieme. Non facciamo male a la guardavo e più la vedevo sola, appesantita da enormi benessere con la relazione con Lina avessi tolto l'energia,
nessuno. D'altronde anche lei è sposata. Tra noi le cose responsabilità, frastornata ma nello stesso tempo chiusa, la forza e l'attenzione necessaria per poter stare meglio con
sono molto chiare. Ci piace stare insieme, ci piace andare a incapace di vedere me e l'aiuto che le potevo dare. Ma ero mia moglie e starle più vicino. Però se non avessi
letto, parliamo di cose belle e leggere, di cultura, di arte, di anche arrabbiato con lei perché era riuscita a trasformare conosciuto Lina non avrei avuto la possibilità di capire bene
vacanze e poi ce ne torniamo a casa, alla nostra una cosa bella e gioiosa, come la nascita e la presenza di queste cose. Forse ho avuto paura di soffrire avvicinandomi
quotidianità. Anche a Lina va bene così. nostra figlia, in un problema, in una fonte di sofferenza e a mia moglie e per questo me ne sono andato. Forse è stato
Però da qualche tempo avverto una sensazione strana, di litigi. Ero risentito con lei proprio per questo. Stava il fatto di non sentirmi visto e considerato da lei. Però anche
vuoto, di mancanza di terra sotto i piedi. E' come se vivessi rovinando tutto. Così ho cominciato ad allontanarmi, a io, andandomene per cercare la mia isola di tranquillità con
due vite parallele, nessuna delle quali è pienamente mia. dedicarmi sempre di più al mio lavoro, a rimanere fino a Lina, ho evitato il dolore di vedere la sofferenza di mia
Non sento che sto tradendo mia moglie, anzi la amo e da tardi allo studio. Solo in questo modo riuscivo a non litigare moglie. In questo modo certo non ci siamo aiutati. Forse se
quando c'è Lina anche con mia moglie va molto meglio. con lei, che però mi rinfacciava anche questo mio lavorare mi fossi soffermato di più mi sarei perso la gioia di
Non provo nessun senso di colpa né verso Mara né verso di più. In questo modo ho cominciato ad avere la incontrare Lina, ma avrei guardato meglio gli occhi di mia
tutta la mia famiglia. A dire il vero prima che io iniziassi la sensazione che Mara non fosse più mia moglie, una moglie … e di mia figlia”.
mia relazione con Lina le cose tra me e mia moglie non persona con la quale condividevo la vita e una figlia, ma
andavano molto bene. La gravidanza di Mara è stata una fosse solo una donna sciatta, trascurata, dolente e livorosa,
gravidanza gioiosa, senza problemi. Però subito dopo il che fosse cioè solo un problema. E non mi addolorava più di *Psicoterapeuta Gestalt HCC Italy.
parto, qualcosa è cambiato. Anche se Ivonne era una tanto il fatto che non avessimo una vita in comune, che lei onoperit@tin.it
neonata sana, vispa e vivace, io e Mara eravamo sempre non mi considerasse più.
preoccupati, litigiosi, irritabili. Non so, non abbiamo capito Poi, per fortuna ho incontrato Lina, la mia collega. E' andato

La dipendenza sessuale:
quando il sesso Piccoli “sovrani” crescono
non è più solo piacere di Arianna Tornambè*
di Emanuela Federico* Spesso i genitori si lamentano di non riuscire a farsi ubbidire dai figli e a porre rimedio alle loro urla e strepiti. Il
capriccio è una modalità di comunicazione del bambino che serve ad avvalorare la sua presenza, la sua
La sessualità è parte integrante della vita di ogni individuo, dal momento della volontà e che si esprime tra lamenti, scenate e richieste d'attenzione.
nascita fino alla fine della vita stessa, attraverso il sesso si comunica all'altro Da un colloquio con una giovane mamma è emersa la paura del “non essere amati” che non appartiene più ai
parte di sé, all'interno di una relazione aiuta a tenere salda l'intimità, la bambini ma alla coppia mamma-papà. Nella loro accondiscendenza c'è proprio il bisogno di ricevere dai figli
complicità, la fiducia, è sicuramente un collante importante. Anche al di fuori continue dimostrazioni d'affetto ed una sorta di attestato di “bravi genitori”. Il limite deve essere posto in modo
di un rapporto “stabile”, ovviamente, il sesso può essere vissuto con fermo, come anche deve essere chiaro che la volontà dei genitori va rispettata. Per questi motivi l'essere
leggerezza, magari non come manifestazione di amore, ma come fonte di autoritari, attraverso l'imposizione della propria volontà, aumenterebbe soltanto il distacco; l'essere
piacere per sé e per l'altro. Purtroppo alcune volte e per alcune persone il permissivi ne farebbe perdere il controllo; l'essere autorevoli sarebbe la scelta migliore, attraverso la
manifestazione delle proprie competenze.
sesso si “trasforma” da espressione di amore, di sentimento o
La famiglia che emerge è, dunque, quella in cui i ruoli genitori-figli si sono capovolti. I genitori sono diventati
semplicemente di puro piacere, in una sorta di ossessione e fissazione, fino a
timorosi nei confronti della prole e piuttosto che rimproverarli e correggerne i comportamenti sbagliati,
sviluppare una vera e propria forma di dipendenza, con meccanismi scelgono d'essere permissivi, convinti che in fondo non sia il caso di opporsi a “piccoli capricci”. Nasce in
sovrapponibili a quelli di una tossicodipendenza, viene infatti definita questo modo il “Piccolo Sovrano” con grandi abilità di tiranneggiare i genitori, i quali, vorrebbero poi porre
dipendenza senza sostanza, come le altre forme di addiction (dipendenza) rimedio, ma non è semplice: spesso non hanno chiaro in cosa hanno sbagliato attribuendo l'errore alla tv o
che riguardano oggetti o comportamenti di per sé innocui, come appunto il alla società.
sesso, il cibo, il gioco. Uno dei meccanismi che permette di sovrapporre la Forse i sensi di colpa derivati dalle assenze rendono più difficile a mamme e papà chiedere obbedienza e
“sex addiction” (dipendenza sessuale) alla tossicodipendenza è rispetto ad un figlio col quale trascorrono pochi momenti durante il giorno; molto più facile sembra, allora,
rappresentato dal fenomeno della tolleranza, cioè a poco a poco il accontentare tutte le richieste. In realtà quel che importa non è la quantità, ma la qualità della relazione;
dipendente va incontro ad assuefazione rispetto al comportamento messo in occorre aiutare il bambino ad esprimere i propri bisogni, ma ancor di più occorre che l'adulto si ponga nella
atto ed ha quindi bisogno di “dosi” sempre più elevate per raggiungere il condizione dell'ascoltatore. Il piccolo deve sentire che il proprio punto di vista è accolto. Essere genitori è un
piacere iniziale, questo porta ovviamente ad un'escalation dei dono, ma è anche il mestiere più difficile del mondo: non c'è libro che possa insegnare a farlo bene,
comportamenti agiti. Il dipendente sessuale non riesce più a vivere la semplicemente non si deve dimenticare di non dover essere a tutti i costi il loro “migliore amico!” Non è un
sessualità in modo naturale, come fonte di piacere e di contatto con l'altro, ma mestiere per niente facile! Qui i soldi a disposizione non fanno la differenza, qui bisogna “esserci”.
lo utilizza per motivazioni completamente diverse, ad esempio per attutire un
momento di stress o per scacciare una sensazione di disagio emotivo. *Psicologa, Specializzanda in Psicoterapia Funzionale
Esattamente come per la droga, il sesso diventa a poco a poco il pensiero TornambeArianna@libero.it
fisso della persona, tutta la sua giornata ruota intorno alle sue fantasie
sessuali e alla programmazione della loro messa in atto, fino ad assorbire
interamente tutte le energie dell'individuo, che finisce per trascurare la
famiglia, gli amici e anche il lavoro. Ovviamente tale dipendenza non insorge Disabilità e social network
in modo repentino e immediato, ma al contrario graduale, così come
graduale è la messa da parte di tutti gli altri aspetti della vita quotidiana. La di Viviana Giglia
dipendenza sessuale può assumere diverse forme, ad esempio attività
autoerotica compulsiva, continua ricerca di rapporti sessuali anche con “C'è chi li ama, e chi lo odia. Ma la maggioranza, comunque, non ne può più fare a meno. Sono reti virtuali,
perfetti estranei o prostitute, continuo e costante accesso a materiale connessioni multimediali, finestre su mondi altrimenti inaccessibili. E tutto senza spostarsi da davanti lo schermo di
pornografico, soprattutto tramite internet o anche l'utilizzo di linee erotiche. E' un pc. In che modo incidono i social-network nella vita di una persona disabile? Sono una risorsa o una condanna?
Rispondi al sondaggio di Superabile.it Pensi che la frequentazione di un social network sia un'opportunità per una
fondamentale distinguere però, la dipendenza sessuale da un notevole e
persona disabile?...Navigando su internet mi sono imbattuta nel sondaggio sopraccitato, sono rimasta un po'
sano appetito o desiderio sessuale, in quanto tantissime persone possono spiazzata nel trovare molti articoli, tesi di laurea e quanto altro sull'argomento DISABILITA' E SOCIAL NETWORK.
ricercare il sesso e il piacere nelle varie manifestazioni di cui parlavo e con Del resto parliamo di un luogo d'incontro virtuale dove si accorciano le distanze sia fisiche che mentali. Zero barriere,
una certa intensità, senza per questo essere dei dipendenti sessuali. Quello zero limiti, tutti siamo posti allo stesso livello. Ma di contro è facile nascondersi dietro uno schermo, infatti, per chi
che caratterizza una vera e propria sex addiction (dipendenza da sesso) è non accetta il suo limite, la sua disabilità può fingersi chiunque. Se da una parte stiamo assistendo al boom di siti
innanzitutto la centralità del sesso, che è quindi la preoccupazione primaria sociali orientati all'intrattenimento, il più grandi esempi sono: Twitter e Facebook, dall'altro vediamo nascere sempre
della persona, la mancata preoccupazione per le conseguenze della propria più siti di social networking professionale con target specifici, diretti a un pubblico che è alla ricerca di lavoro o ad
condotta sessuale, che ha spesso come conseguenza l'incapacità e aziende che fanno recruiting online. E' il caso dell'americano GettingHired.com, una rete sociale al servizio di
cittadini statunitensi con disabilità, che si propone di incrociare domande e offerte di lavoro. GettingHired.com è
l'impossibilità dell'individuo di astenersi dai propri comportamenti nonostante
dotato di un'interfaccia accessibile a chiunque (sia esso un disabile visivo, uditivo o cognitivo) secondo le più
le conseguenze negative, proprio questa impossibilità di controllare l'impulso avanzate direttive USA in materia. I disabili sono messi in contatto con fornitori di servizi e alloggi attrezzati, per chi
sessuale, che invece di essere “gestito” gestisce la vita della persona, segna dovesse trasferirsi in un nuovo luogo di lavoro; inoltre, sono messi a disposizione degli utenti disabili del sito, anche
definitivamente il confine tra la dipendenza conclamata e un notevole, ma servizi di social network (forum, blog..) a loro completamente accessibili. Da disabile posso complimentarmi per la
soprattutto sano appetito sessuale. trovata, ma devo fare una piccola critica, il sito non è accessibile dall'Italia, essendo dedicato in modo specifico ai
disabili americani. Le ragioni sono però facilmente comprensibili: le legislazioni nazionali in materia di disabilità sono
*Psicologa, Consulente in sessuologia estremamente varie e rispettate. In ogni caso mi piace sperare che presto si creino cloni del sito anche in Italia.
emanuela.federico@sessuologia-psicologia.it Purtroppo nel nostro paese, dove la legislazione in materia di disabilità è orientata all'assistenzialismo, pare, una
forma di utopia. Soprattutto in Italia, infatti, ci dimentichiamo troppo spesso che un soggetto diversamente abile ha
www.sessuologia-psicologia.it
pari o superiori abilità rispetto a chi si dice normo-dotato. Le abilità di un disabile, come me, che non sono valorizzati
e difficilmente possono essere spesi per soddisfare le proprie ambizioni e aspettative professionali. Basti pensare
che a Licata un disabile motorio non può neanche all'ufficio per l'impiego, ergo…
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In scena, al Teatro Re, il dialetto licatese - Correva l'anno…Notizie di storia locale -
Con “Rimaniamo in rima”,
Lorenzo Peritore e gli Iricanti incantano i giovani studenti Licata 13 Marzo 1898
di Antonella Cammilleri
Si è presentato nell'insolita veste del presentatore, assoluti sono stati sicuramente Licata e il suo meraviglioso teatro:
di Angelo Mazzerbo
affiancato da una carinissima e sempre brava, Gabriella “In punta di piedi, esco dalla scena, e non potevo avere cornice (Ospedale) ….. E' doloroso tornare a ribattere sul cattivo servizio che
Mazzerbo, ma lui è soprattutto l'autore del libro di poesie migliore che il Teatro Re, per dare l'addio alla politica licatese ”,
dialettali “Rimaniamo in rima”, presentato al Teatro Re ad queste le parole del dott. Attisano, “mecenate” d'eccezione, che
soffrono i poveri ricoverati, per incuria di chi dovrebbe essere vigile. La
un pubblico d'eccezione: i giovani ha donato ad ognuna delle scuole di Licata 5 carne che tempo fa era di primo taglio, ora è ridotta alla terza qualità; il
studenti di Licata. Ovviamente, copie del libro di Lorenzo, devolvendo alla brodo si mette sul fuoco alle dieci ma viene somministrato verso le
parliamo di Lorenzo Peritore, ideatore cultura gli emolumenti maturati nel suo breve undici e mezza, senza contare l'enorme quantità di acqua. Quando si
ed organizzatore della splendida mandato politico. vogliono occupare certi posti bisogna stare accorti affinché il poverello
mattinata di sabato 13 febbraio. Chi Ecco, per un momento, ma il vice sindaco, non venga defraudato! Raccomandiamo alle pie suore di diminuire le
fosse il protagonista dell'evento, quella Marina Barbera, ci ha promesso che quel
mattina, è proprio difficile dirlo. momento durerà a lungo (e noi, caro vice
dosi di preghiere e rosari, per aumentare quelle di sentimenti pietosi
La poesia dialettale. La musica sindaco facciamo il “nodo al fazzoletto” per verso gli afflitti…..
coinvolgente degli Iricanti. Gli studenti, non dimenticare la promessa), il Teatro Re è
interpreti eccezionali delle poesie di ritornato a vivere. Fonte: LA VEDETTA, Anno III n. 5. Tipografia Lucchesi, De
Lorenzo. I professori, coinvolti anche La storia di Licata, il Teatro Re, e il futuro della Pasquali, Licata , 1898.
loro e simpaticamente “costretti” a città, i nostri giovani studenti, uniti sotto la
leggere le poesie nel loro dialetto Un momento della manifestazione stessa bandiera, quella del dialetto licatese. Il
d'origine, come il “mitico”, cosi' lo dialetto che abbiamo ascoltato nelle poesie di
definisce (a ragion veduta) Gabriella Mazzerbo, Maurizio Lorenzo e nelle canzoni degli Iricanti. Lo stesso di cui gli
Buccoleri, prof. di Matematica al Linares di Licata. I insegnanti hanno sottolineato il valore assoluto nella formazione
Noi che viviamo “nel terzo mondo”
dirigenti scolastici, prima fra tutti la prof. sa Maria Marino, dei giovani: “Il dialetto è cultura”, sono le parole di Ivonne
che ha avuto la splendida idea di contribuire Comparato, prof. sa di Lettere alla scuola media Marconi. Mentre di Cristiana Lus
economicamente all'evento e coinvolgere i suoi colleghi. noi ribadiamo quanto sia importante non dimenticare, con il
Perché no, gli sponsor, sempre di grande aiuto in ogni messaggio dell'autore: “Ritorniamo “a frequentare” e a
occasione… Ma permettetemi di dirlo, i protagonisti riappropriarci del nostro bellissimo dialetto”. Licata è una piccola cittadina che non è molto considerata. E' per questo che
penso che qui nella nostra città ci considerano” al terzo mondo”. Un esempio è
che se cerchi qualcosa nelle edicole è difficile da trovare, oppure quando
collezioni dei libri dopo che hai quasi finito la tua raccolta ti dicono che gli editori
non ne mandano più.
“Nel cuore del mio cuore” Per Natale non c'era armonia per le strade, non c'erano illuminazioni. L'unica
cosa che faceva capire che eravamo in un periodo speciale dell'anno erano gli
alberi di natale che si intravedevano dalle finestre delle case, i festoni ai balconi
di Germana Peritore della gente comune e quella specie di Albero di Natale davanti al Palazzo di Città.
Abbiamo da poco passato il carnevale. Avete visto carri? Avete sentito musica?
Esiste un libro, pubblicato nel 2000, che mi ha dato molto e desiderio si fanno pensiero, ma speciale. Come speciale, Io no! Molte persone sono andate a Palma di Montechiaro per godersi il
sono grata a chi l'ha scritto. L'ho acquistato per caso o per particolare e “amorosa” sa essere l'intelligenza femminile, carnevale! Per le strade si incontravano poche persone mascherate e molti
fortuna durante lo scorso Salone del Libro di Torino quando quando trae alimento dal suo profondo, “nel cuore del mio scheletri e zombi che andavano girando per le vie della città per fare male
ho conosciuto Majid Valcarenghi editore di Re Nudo Milano. cuore” direbbe Shakespeare. Uomini e donne posseggono (perché ormai a questo si è arrivati: a carnevale ogni “scherzo” vale e allora è
Sarebbe interessante parlare di lui e della sua esperienza modi diversi di far funzionare pensiero, sentimento, istinto, anche concesso fare del male al prossimo); camminavano a gruppi di 15/30 e
nell'ashram di Osho a Puna in India, e invece parlerò del conclude nella sua testimonianza la psicoanalista Jean andavano a combinare guai. Non potete dirmi che non è vero…Dove sono le
libro Signori della Corte, di cui è editore, scritto dalla sorella Morrison: il pensiero maschile scorre lineare e tagliente (la tradizioni? Le NOSTRE tradizioni? Rispondete a questa domanda se ci riuscite.
Marina Valcarenghi, psicoanalista. Protagonista è Antigone, spada di Teseo), analizzando, distinguendo, separando, in
principessa di Tebe, figlia e sorella di Edipo. La sua è una un percorso razionale logico-deduttivo, per de-cidere
storia di eventi tragici che colpiscono la famiglia, i (distruzione o costruzione) in tempi rapidi; quello femminile
discendenti di Cadmo e la città di Tebe, ma soprattutto di (il filo di Arianna) è introverso, a volte tortuoso, lento, perché
trasgressione al potere di Creonte, che vieta la sepoltura di tiene conto dei messaggi contraddittori, ricettivo come un QUISQUILIE, PINZILLACCHERE
Polinice caduto insieme al fratello rivale Eteocle in un duello elastico che si adatta ai meandri del cammino, poco incline a
mortale. Antigone viene sorpresa in flagranza di reato,
mentre seppellisce il fratello e viene condannata a morte.
L'autrice immagina di essere avvocato difensore di quella
rapide decisioni, ma capace di orientarsi nella oscurità,
perdendosi a volte, e di trovare quel che cercava (Teseo
senza Arianna non avrebbe potuto uccidere il Minotauro). Il
A IUTA A NOTU
donna, protagonista di una delle più straordinarie tragedie di
Sofocle, in un processo impossibile, che si svolge nel quinto
pensiero femminile accetta l'apparente disordine della
ricerca, costruisce relazioni, coglie degli insiemi, assorbe
di Angelo Castiglione
secolo avanti Cristo ma con testimoni dell'accusa e della una conoscenza e, “più analogico che logico, più induttivo
Aiu 'ntisu parlari sempri di Notu e du so baroccu e l'attra eri dissu a ma muglieri:
difesa che si collocano in una dimensione temporale che deduttivo, più sintetico che analitico….accoglie, registra
ci vulemm'iri a passari do iorna? A prima cosa ca mi vinna ntesta fu: “dunni cciau
speciale: da Sofocle a Flaubert, da Ulisse a Hegel, da e scheda informazioni”. Ma la forma del pensiero femminile
a giri?” Addrumavu gugul maps e mi dissa c'a strata era chiddra di Gela, Vittoria,
Tommaso Moro a Kierkegaard, da George Eliot a Rossana appartiene anche alla mente maschile e viceversa. Quando
Rossanda e ancora. Insomma la cultura di tutti i tempi si si sono separati, il pensiero lineare maschile, occupando Modica. E partemmu. Ia, strata strata pinsava: “Com'aiu a fare ppi parchiggiari?
esprime su Antigone a favore o contro e in maniera uno spazio che avrebbe dovuto condividere, si è deformato, Cosà un'aiu a truvari un posto! Fissaria ava essiri, al limiti mi fermu davanti o
contraddittoria. Come nel confronto tra Sofocle e Hegel che assumendo sembianze tiranniche in un delirio di municipiu, tanti co m'addiri cosa, a Licata u fannu tutti, ddra unn'è o stesso?“ Poi
nella Fenomenologia dello Spirito aveva tracciato un onnipotenza. Mentre il pensiero ricettivo femminile, pinsavu: “Cosà quanti contravvinzioni mann'a fari!” Dopo oltri 3 uri e menza e
confine invalicabile tra il maschile e il femminile: Antigone, svalutato e abbandonato a se stesso, si è perso nei marosi 'na strata cin'e curvi, arrivammu. Lasammu a machina e accuminzammu a
perchè donna, è portatrice di una cultura della Madre, dei di un'esistenza difficile e umiliante: donne come popoli che caminari. A strata era longa, ma accianata un'era pisanti. I palazzi erunu beddi
Morti, della Famiglia, dell'Istinto. Una cultura sotterranea, un hanno subito un'invasione, una prevaricazione, una veramente. Trasemmu nu museo, c'erunu pochi cosi. Dissu a ma muglieri: “u
plusvalore etico che però priva Antigone e tutto il genere mortificazione, una colonizzazione violenta a tal punto da far museu da Licata è cciò beddu, ci sunnu cioassai cosi”. O municipio ni ficiru
femminile di un pensiero storico e personale: le donne “non cadere nell'oblio il proprio passato. Donne che, persa la tràsiri dintra 'na stanza. Beddra, veramenti beddra. Ma di tuttu u palazzu si
pensano e.. si limitano a custodire ciò che è eterno e memoria del femminile, si immaginano come l'invasore ha putuva vidiri sulu ssa stanza. Niscemmu e caminammu. Ia sentiva dintra di mia
naturale” secondo codici inalterabili. Istintivamente. voluto, o massaie o isteriche oppure, nella corsa qualchi cosa. Dapprima un ci ficiu casu, ma poi, manu manu cca caminava, a
Antigone non pensa se sia giusto o no seppellire il fratello, il all'emancipazione, si sentono liberate solo se percorrono cosa dintra di mia aumintava, mi sintiva a disagiu. Cciossai u tempu passava e
suo è “quasi un automatismo che scatta di fronte a un cultura e logica maschili, quelle dell'ancestrale invasore. cciossai un ccia faciva. Mi diciva: “Ma cchi cciaiu? Chi mi sta vinennu?” Eppuri
comando celeste”. La sua femminilità risulta dall'incapacità Grazie al pensiero femminile, a quella particolare fora u tempo era beddru, nun c'era né caudu né friddu, si stava beni. Poi,
di capire le ragioni dello Stato. Ma per il testimone Sofocle, intelligenza “amorosa”, Antigone comprende quello che all'improvvisu, come se sant'Angiluzzu massa alluminatu u cervello, u capivu: a
Hegel sbaglia: Antigone non difende solo valori privati ma nessuno aveva compreso nella disgraziata discendenza di strata! Era a strata. Cos'è pazzi! Ma cc'aviva ssa strata? Era pulita, i machini
un'altra possibilità dello Stato, un'altra possibilità di Laio e di Edipo, coglie l'insieme e le relazioni, le sciagure dei scurivunu, un c'era mancu n'ingorgu, mancu un puzzuddr'i carta nterra. Un
consenso, un'altra possibilità di pensiero e soprattutto ha il singoli e di Tebe, ricordando che la violenza ha sempre c'era 'na machina che si formava ppi salutare l'amicu che vidiva all'improvvisu,
coraggio di fare quel che i tebani farebbero se non fossero tragicamente sconvolto la città e la famiglia di Edipo, in una nuddru che lassava a machina mmenzu a strata ppi pigliarisi u cafè, nuddru ca
bloccati dalla paura. La sua è una ribellione all'ottusità e sorta di coazione a ripetere. Antigone interrompe quel faciva zocchu ci vena ntesta. Dissu a ma muglieri: “ma unni semmu? Mi pare
all'arroganza del potere. Il testimone Nietszche rompe destino “ rovesciando le regole del gioco, rinunciando a d'essiri a Svizzira! Mi staiu sintennu mali, mi manca l'aria, un c'è mancu un
radicalmente gli schemi: Antigone? Furiosamente istintiva e vincere e agendo in nome di un amore disarmato….Nella cassunettu da munnizza cinu cinu. Com'aiu a fari? Mi sta vinendo nu
intelligente come nessun uomo potrà essere pietà verso Tebe, Polinice, i suoi morti e se svinimentu.” Tutt'a na vota mi vutavu e vittu un camiu ca si firmà, era beddru
mai…selvaggia e irriducibile come solo una donna è capace stessa….Antigone sa che una città può andare in rovina, coloratu, pariva un pulman di lusso, scinneru do omina cchi divisi. Beddri divisi,
di essere. Ma quale oscura e vitale sapienza dietro al suo anche se vince una guerra”. pantaluna blu oscuru e magliuna quasi gialli. Pinsavu: “Vo vidiri che cca ci su
agire! Il sapere femminile percorre strade buie, dove istinto e tifusi du Licata Calciu!” Poi pinsavu: “un po' essiri, macari a squatra du Notu
cc'iava i stessi culura nostri e si priparinu ppa partita.” Ammeci chisti sinnero
davanti o na cosa che poi capivu cchera: un cassunettu da munnizza. Attaccaru
o camiu u cassunettu, u sbacandaru e sinnero. Tuttu pulitu, un'ittaru 'nterra
Miti e leggende licatesi, un patrimonio da difendere manco un pizzuddr'i carta. Dopo che vittu tutti sti cosi, cciossai mi 'ntisu mali.
Dissu a ma muglieri: “Portami subitu a Licata, aiu bisognu di rispirari ddra
beddra aria da munnizza mmenzu a ciazza, hai bisogno di vidiri i machini fermi
nu cursu Roma o nu cursu Umbertu perchì ddra sutta c'è uno ca sta parlannu
di Ilaria Naselli cc'amicu sua o perché c'è uno che, giustamenti, s'ava a pigliari 'na tazza di cafè,
scinna da machina e a lassa nu menzu.” Partemmu. Di cursa. A strata ca a iuta
Dal I secolo ad oggi ogni Paese conserva gelosamente un luculliano patrimonio di leggende, detti popolari e credenze. m'aviva fatto dintra tri ura e menza a vinuta a ficiu intra menzura. Stava
Spesso ascoltiamo con curiosità chi, più vecchio di noi, narra racconti apparentemente un pò "bislacchi", storie di mostri che murennu, criditimi, mi mancava l'aria. Appena arrivavu a Licata, appena
spaventavano bambini, di luoghi in cui nessuno poteva accedere perchè infestati da spiriti, di gente che profetizzava lassavo u stratuni accuminzavo a sentimi meglio. Ni purmuma ci trasiva cciò
determinate situazioni, e molto altro ancora. Ma cosa sono e come nascono le "leggende popolari"? Prendiamo in esame il aria. Di cursa arrivavu nmenzu a ciazza, anzi prima, arrivatu a Setti Spadi,
nostro paese, Licata. Si pensi ad esempio a tutte quelle superstizioni secondo le quali non bisognava sposarsi nei mesi appena passavu Patri Piu, vittu u ngorgu, machini ca vinivinu di via Palma,
invernali, perchè portatori di sventure. Anche a Licata, la leggenda è nata in assenza di certezze sulla realtà circostante: il machini ca vinivuni du ponti novu ca vulivuni iri in via architettu Licata. Un si
popolo, in balia di fenomeni che andavano oltre il loro bagaglio conoscitivo, oltre i limiti del pensabile, sentiva la necessità di sapiva co aveva a passari prima. Dicia: “ma du ponti novu un si po' ggiri in via
fornire una possibile spiegazione a degli eventi apparentemente privi di spiegazione. Allora nascevano le leggende, quelle architetto Licata.” “E co u dissa?” Dicia: c”'è u cartellu.” “Va be, si sapa, a Licata
storie fantastiche, frutto della creatività collettiva. Ancora oggi non si contano le storielle che tramandano la nostra cultura. u Cumuni ppabbilliri u paisi ci metta sti cartelli colorati. Un servuni a nenti, ma
Ricordiamo l'espressione " Santa Barbara passà, a Maria la salutà e ci dissa na parola, senza lampi e senza troni!" che le iddru cci metta. E' sulu ppabbilliri, su tantu belli, colorati! Ci su chiddri bianchi e
donne pronunciavano sperando di calmare la furia del temporale. Sono rimaste indelebili alcune credenze, tra cui quella di russi, chiddri bianchi e blu, ci sunnu i frecci. Sunni belli veramenti.” Pianu pianu
"raffuluzzu da muntagna" e della " Monaca Santa": "Raffuluzzu da muntagna" pare fosse un bambino abbandonato dai arrivavu o cian'a funtana. Ah, marricriavu! Machini ca scinnivinu di via architetto
genitori; trascorreva una vita selvaggia tra le montagne e terrorizzava chiunque salisse sulla montagna; secondo altri era un Licata ppi giri sutta l'orologiu, machini cc'avivunu a pigliari du cursu Serrovira,
vecchio solitario che si nutriva di bambini. Riguardo alla storia della "Monaca Santa" invece tutti concordano sul fatto che si machini cca vinivunu di Setti Spadi, machini ca scinnivunu di via Marotta e tutt'a
trattava di una suora che aveva qualcosa in più rispetto alle altre monache: profetizzava delle situazioni e in particolare na vota si truvavunu a manu manca pirchì c'erunu cchiddri c'avivanu a giri
sosteneva che sarebbe arrivato un giorno in cui " le acque del fiume Salso e le vie del paese sarebbero state bagnate dal sutta l'orologiu e i mischinazzi cercavinu di tagliari a strata a chiddi ca vinivinu
sangue di tutti i morti in guerra”. La donna fu fatta Santa dopo la sua morte. Dalla storia, sappiamo per certo che una guerra ci di Setti Spadi ppi mettisi e destra e chiddi ca vinivinu di Setti Spadi ca
fu e portò milioni e milioni di morti: la seconda guerra mondiale. Ancora, molti ricordano la storia della "grancela", una sorta di
unn'ivulivunu fari passari. Bellu, veramenti bellu: un burdellu. Funalmenti mi ntisi
galleria sotterranea in cui nessuno poteva accedere e uscirne vivo, se non dopo aver immolato sette fanciulli. Licata
megliu, finalmenti stettu bonu: ARIA DI CASA MIA!!!
possiede un vero e proprio "culto per i miti", così importanti per la gente del luogo al punto che non si riuscirebbe ad
immaginare il paese senza il suo alone di "storie fantastiche"!
il Giornale di Licata Spettacolo - Sport - Racconti - Poesie Edizione Marzo/Aprile 2010 - 15
Sanremo 2010: Spettacolo e tradizione
SANT'ANGELO CALCIO LICATA: CHE BELLA REALTA'! si ripropongono
di Frino Ortugno nella tipicità del costume italiano
di Caterina Licata
Sono dirigente della Sant'Angelo Calcio Licata. Vi voglio raccontare di questa realtà calcistica nata da poco Attraverso la spontaneità del folclore popolare, nell'unicità di gesta che
ma che ha progetti molto ambiziosi. La dirigenza è formata da imprenditori appartenenti a diverse categorie, hanno fatto la storia, si riafferma la tradizione italiana. Un bagaglio
ognuno dei quali ha un incarico che svolge con la massima serietà e impegno. Una società che opera senza culturale che ogni anno prende vita sulle dolci note di una nuova edizione
arroganza e con umiltà, ma tenendo conto dei valori umani e morali, indispensabili per gestire un gruppo di sanremese. La manifestazione dai fiori d'arancio risale al lontano 1951,
giovani che impegnandosi nella pratica calcistica riescono a stare lontani dalla strada e dai pericoli che essa quando un'Italia reduce da una lunga Guerra, sentì il bisogno di tornare a
nasconde. Considerando anche che l'attività procede senza elargire stipendi né a giocatori né ad allenatori, sognare. Un periodo di rinascita che a distanza di anni, diventa testimone
dei quali parlerò dopo, questa Società vive con l'autotassazione che si impongono i soci, e tramite l'aiuto di della divulgazione di voci gradevoli intonanti melodie cariche di speranza
qualche sponsor. E' ovviamente sottinteso che la forza sta nel gruppo. Uno degli allenatori è Lillo Licata, un e amore. L'inizio di una nuova forma di spettacolo destinata a maturare
sergente di ferro, che in collaborazione col suo vice, tiene il gruppo cosi bene da fare invidia a società di più nel tempo, rappresenta oggi uno dei simboli più importanti del costume
elevato livello. Lillo chiaramente lo conosciamo bene, ha giocato con il Licata, con il Favara, con il Ribera, con italiano. Ma che cosa si aspetta oggi il pubblico da Sanremo e in che modo
l'Orlandina, con la Nuova Igea e con l'Empedoclina. Ma con la sua indiscutibile professionalità, sicuramente sono cambiati i gusti degli italiani nel modo di fare spettacolo? L'immagine
di categoria superiore, il Mister riesce a far giocare a calcio ragazzi che non hanno mai giocato. A Lillo Licata è sfocata di intere famiglie riunite e assorte di fronte la televisione,
riservato sicuramente un futuro più importante e con più soddisfazioni, che noi gli auguriamo di cuore. E nell'attesa dell'inizio del grande evento canoro, ritrae oramai un ricordo
passiamo adesso a mister Paolo Abate o Paolino, come lo chiamiamo confidenzialmente. E' un sessantenne lontano. L'intrattenimento, infatti, rinasce ogni anno attraverso formule
tutto pepe e così carismatico, che è considerato il saggio della Sant'Angelo, in quanto riesce a trasmettere ai innovative capaci di conquistare l'interesse di un più vasto pubblico. Entra
ragazzi tutta quella serenità di cui hanno bisogno sia in campo che negli spogliatoi. E' stato una colonna del quindi in scena una leggera comicità, interviste ad ospiti internazionali e
Licata degli anni settanta nel ruolo di difensore vecchio stampo, di quelli cioè che riuscivano ad esibire sul l'abbattimento di tutte quelle forme arcaiche che si svincolano nella
rettangolo di gioco, grinta, onestà calcistica, quantità e qualità. Un vero maestro nel sapere trasmettere ai scioltezza di linguaggi e nella semplicità di una comunicazione quasi
ragazzi tutto ciò che serve loro per crescere sia calcisticamente che dal punto di vista umano e civico. Questa confidenziale. La categoria dei giovani in particolare, cerca di entrare
miscela di regole calcistiche e comportamentali, porta i ragazzi al raggiungimento di brillanti risultati. Il nostro nelle case italiane attraverso esibizioni spontanee in abiti confortevoli e
caro Paolo Abate è maturato anche in Germania dove per tanti anni ha giocato in diverse società. Poi da ordinari. La teatralità di abiti sfarzosi e la costruzione di personaggi
allenatore ha raggiunto successi importanti in categorie dilettantistiche. Il tempo dimostrerà chi è veramente esemplari, lascia quindi posto all'essenzialità della musica. Il
Paolo Abate. A parlare dei giocatori, un gruppo di fantastici ragazzi capitanati a volte da Antonio Ortugno e superamento insomma di quella vecchia scuola sanremese che oggi
altre da Francesco Piacenti sono i fatti e i risultati raggiunti fino ad ora. Cosa dire dei “due” Capitani? Antonio guardiamo con una vena nostalgica in ricordo di periodi musicali
Ortugno possiamo definirlo un gigante insuperabile a guardia della difesa, sul quale i difensori impattano rappresentanti piccole porzioni della grande storia italiana. Un percorso
come su un muro di cemento. Ha giocato con il Campobello di Licata, con l'Empedoclina, con il Favara e con che si modifica simultaneamente ai cambiamenti della società moderna,
la Gattopardo. Francesco Piacenti invece è una colonna portante del centrocampo e il suo apporto è sempre ma tuttavia quel grande libro dei ricordi in grado di raccontarci chi siamo e
fondamentale per il raggiungimenti dei risultati. Di lui conosciamo molto bene tutto il suo passato calcistico chi eravamo.
sicuramente di ragguardevole portata. Una squadra dunque umile, combattiva e determinata che si prefigge
risultati ambiziosi. Auguri ragazzi, stiamo sognando tutti la promozione in prima categoria, fateci continuare a
sognare fino a tramutare il sogno in realtà. E che “Sant'Angelo” vi assista! APASSIONI
di Ezia Lanteri
Una corsa disperata Ti vedo Quanti guai ca vidisti, Signuruzzu beddru,
quanti ngiuri e nfamità di chistu e di chiddru
a Tu nun t'ddufunnivi, unn'arrispunnivi a nuddru
di Valentina Morreale di Giuseppe Mistretta e ccu stu gran fardellu supra i spaddri
t'incamminasti ppi ddra via longa e stritta
ca purtava a muntagna maliditta.
Ti ho tanto cercato, quel giorno, ma tu dov'eri? Ti vedo, eterea, Quant'eri srancu, Signuruzzu miu,
Ti ho invocato, silenzio. sospesa sulla luna quant'eri marturiatu,
Ti ho pregato, hai taciuto. Giochi con la luce sudavi sangu pi tutta la via
Una giornata calda, il mare, lei nuotava e io la seguivo da lontano. e riposi sulle stelle. eppuru un lamentu un ti niscia.
Il mare, un abbraccio salmastro, lei, non la vidi più. Lascia che t'abbracci A to vucca pariva cusuta,
Una corsa disperata. ancora, nei ricordi, nun si sintiva mancu na suspirata,
Un'unica immagine mi rimane di lei: fragile e piccola bambina su quel letto grande, bianco;le tenevo la mano, gliela lasciati cullare sempri nsilenziu Tu tiravi avanti
stringevo fino a farle male per trattenerle quel soffio di vita che ancora l'animava; gliela baciavo per trasferirle la ccu ddru gran pisu di li nostri piccata.
sui giacigli dei laghi Ma poi arrivò u mumentu ca cchiù nun ci a
mia, di vita. Pareva riposasse, delicata come una farfalla sopra una margherita, in primavera. Io carezzavo le sue
ali. Il suo sguardo mi cercò, farfugliò. Buio. Non ero più con lei, con la mia bimba. Seduto su quella sedia, al freddo dove il vento complice facisti
di quel corridoio d'ospedale, mi lasciarono delle ore, giorni, settimane, forse solo pochi minuti. Non una lacrima canta con le acque. e ppi tri voti nterra stramazzasti.
scivolò sul mio viso. Rabbia cocente. Inerme, non mi mossi. Poi, mi alzai, da solo. Camminai, solitario. Tutt'oggi Io t'amavo e t'amo ancora, a cruci Ti luvaru
vago, non per strade ampie ed illuminate, non attraverso viali fioriti. Ma attraverso vie squallide e buie dei miei tristi, perdutamente incerto, e Tu Ti strascinasti barcullannu,
dolorosi ricordi. Nel suo ultimo sguardo stanco. Nella mia mai repressa disperazione. Nell'immaginazione sospeso tra il fuoco e le nebbie. finu a lu puntu distinatu a lu gran dannu.
straziante di una vita che non le hai lasciato vivere. E arrivatu ca fusti a lu Calvariu
Ed ora sono giunto qua, Padre Onnipotente, nella tua lussuosa Casa e tu stai lì, mi guardi serenamente dolente da senza pietà si statu crucifissu
una croce. Dov'eri quel giorno, quando Ti pregavo? Tu la vita l'hai sacrificata per i tuoi figli, l'hai offerta con slancio
consapevole e sincero. Lo sai cosa si prova a non poter fare niente? Vedere morire tua figlia e non potere dare per NEL MONDO e Tu sempri in silenziu,
pp'amuri nostru suppurtavi i guai
e a to vucca nun si lamintava mai.
lei tutto te stesso? Qui, nella tua Casa, ancora tenebre, per me; la nenia di poche anziane signore è un ronzio che
mi stanca il cuore e opprime le orecchie.
di Ombretta Grillo E mai ci fu odiu ppi cu ti martoriava,
Una fioca luce esangue filtra da alte finestre e, alzando gli occhi, traggo un profondo respiro. O Padre, non Nel mondo ci sono donne nessun rancori ppi ccu ti flagellava.
dimenticare questo piccolo padre peccatore. Ti porgo le mie mani e voglio che Tu le prenda, voglio che Tu mi stai che cercano di aiutare il E puru quannu stavi agonizzannu ni pinsasti
vicino, che Tu mi guidi, che mi aiuti. Qui, in questo istante, oggi, ascoltami. prossimo ca girannu l'occhi in cielu
u pirdunu a Diu ppi nattri ci chidisti.
Dobbiamo dire grazie a loro E a Madunnuzza Addulurata,
che hanno insegnato ca stava sutta a cruci, n'affidasti.
a leggere e a scrivere E poi spirasti.

PENSARE Vivi per Sempre ai bambini più poveri fra i poveri
Loro hanno donato
quel poco che avevano
Ma, u cinturiuni romanu,
non soddisfattu di la morti Tua,
o forsi ppi supirchiaria,
agli altri che ne avevano na lancia affilata ti conficcò nu pettu.
di Lillo Taibi di Anna Lo Verme bisogno Ma eccu nesciri all'istanti da ferita
acqua e sangu, surgenti di vita.
Le donne hanno lottato Si, pirchì dopu tri giorna, Tu arruviscisti
Che pensi Vivi in una foglia bagnata dalla rugiada del
per la pace in passato, ppi diri a li to figli : nun vi spaventati,
quando al mattino pigra, mattino.
ma lo fanno ancora nel presente cu crida in Diu e nun fa mali azioni
distesa ancora sotto le lenzuola, Vivi in una farfalla svolazzante e leggiadra.
e speriamo anche nel futuro.
stringi il cuscino, occhieggi, Vivi tra i fiori dei verdi prati.
i sogni riassapori? Vivi negli occhi di un cucciolo in cerca di
Che pensi dimora.
quando stai chiusa in bagno
e coi capelli sciolti sopra i seni
Vivi nel ricordo dei tuoi Bimbi che in Te
cercavano
la sicura mano e i tuoi grintosi gesti, Gravidi
VIVERE INSIEME il Giornale di Licata
ti guardi il volto scialbo,
le labbra tumefatte, d'Amore.
di Calogero Marotta* Mensile di:
ti tocchi i fianchi pieni? Vivi Fortemente in Ogni Cosa. Sentirsi sfiorati dalle dita di rosa, Politica, Cultura, Economia e Sport
Che pensi Vivi prepotente nel Cuore di Ognuno. svegliarsi in un morbido prato
quand'apri il guardaroba Vivi Affannosamente nell'Amore del tuo Sposo accarezzati dalla fresca rugiada, Direttore Responsabile Francesco Pira
per scegliere il vestito e andare fuori che Mai ti abbandona.. mettere assieme le stille d'amore direttore@ilgiornaledilicata.it
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Quando ti senti sola, Amati Frutti smarrito ed offeso.
n° 284 del 24/26-03-2009
Gestati con Amore. Stendere un bianco lenzuolo
quando ti senti stanca,
nel soffice prato, Editrice e Proprietaria
quando ti senti male Vivi nel Pallore della Tua Primavera
imbandire una mensa,
e accanto più non hai chi ti consola? dove ancora affaccendata e sorridente,
parteciparvi con gioia.
MEDIA ITALIA S.r.l.
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