i colori del tibet rev. Nisshin m.

claus (18/03/2008)

I Colori del Tibet
Lettera del Rev. Nisshin della Scuola Hokkekyo Shu www.hokkekyoshu.it

Perché di tutto questo? Come può essere possibile? Cosa posso fare, cosa mi è permesso fare da monaco? Questo è ciò che ho dentro in un momento così triste per l’umanità intera. Perchè i fatti sono sempre in contrasto con le parole in ognuno di noi? Questo è quanto dimostriamo giorno dopo giorno nelle nostre vite, con i nostri pensieri, negli atteggiamenti e nei discorsi. Aiutiamoci quindi ad essere liberi da tutto ciò che ci sporca e ci costringe a sporcare. Se penso, o guardo, tutto ciò che sta accadendo dentro di me, incontro la paura, la rabbia…poi cerco e desidero la compassione. Quanto è difficile a volte trovarla dentro di sé. Proprio quando ce ne sarebbe più bisogno. Perché i giochi olimpici e il Tibet sono accomunati da così tanta violenza ingiustificata e ingiustificabile? Bisogna necessariamente fare in modo che quanto sta accadendo sia una lezione da comprendere nelle nostre vite, perché dentro di noi siamo a volte Tibetani, altre Cinesi. Ognuno di noi è responsabile di quanto sta accadendo in questi giorni, in queste ore e minuti, sottoscrivendo ogni violenza vista o nascosta ogni qualvolta siamo violenti e ottusi. La violenza - come l’amore - sono onde che si propagano nell’aria, nei popoli e nelle loro culture. Si può stare dalla parte del Tibet solo se si decide di fare propri quei principi di misericordia e di non violenza: perché se così non fosse, saremmo soltanto degli opportunisti e sempre più complici. Prima di provare rabbia o rancore ricordiamoci che ognuno di noi ha la responsabilità di aver oliato, anche nel suo piccolo, gli ingranaggi di quella macchina che ora corre veloce verso di noi. Ma cosa dobbiamo necessariamente comprendere da tutto questo? Ora dobbiamo scegliere, ed è una di quelle decisioni difficili da prendere perché dobbiamo rispettare il nostro impegno se non vogliamo calpestarci le vesti e accusare altri poi di averlo fatto! Se scegliamo il Tibet ed i suoi principi di non violenza nella nostra vita, allora dobbiamo diventare “Tibetani” e non solo quando ci fa comodo o non ci perdiamo troppo.Tutto ciò che possiamo, e ne abbiamo il dovere, è fare in modo che la sofferenza del popolo Tibetano ci aiuti ad essere migliori, ci aiuti a decidere quali principi annaffiare e quali estirpare dal nostro giardino! Pregare poi per avere la forza di persistere in questo. Coloriamoci dei colori del Tibet, con una spilla, con qualche frase inviata a tutti i nostri contatti in rubrica, con lo sfondo del computer, con una preghiera oppure organizzando gruppi di preghiera qualsiasi sia la nostra religione. Accendiamo una candelina o una piccola luce in un angolo delle nostre case a ricordare il Tibet e il suo genocidio culturale. Se siete cattolici andate in chiesa e accendete una candela e pregate altri di farlo. Facciamo vedere i nostri colori a 1 HOKKEKYO SHU – SCUOLA DEL SUTRA DEL LOTO

i colori del tibet rev. Nisshin m. claus (18/03/2008)

chi ci vive accanto, a quanti veniamo in contatto sia per lavoro che per mille altre ragioni, leghiamo il Tibet al nostro cuore. Non facciamoci ingannare dalla rabbia e dal rancore perché queste sono le cause di questo disastro. Fermiamo il motore di questa macchina. Ora è tempo di colorare la nostra vita. Possiate essere guidati dalla misericordia e dalla pace. A te che hai ricevuto questa lettera, scrivi le tue opinioni su quanto sta accadendo in Tibet all’indirizzo : info@hokkekyoshu.it se saranno numerose, tutte le riflessioni saranno riunite in un piccolo volume dal titolo “I colori del Tibet”. Vai sul sito www.hokkekyoshu.it e scopri come averlo una volta pronto.

nisshin

2 HOKKEKYO SHU – SCUOLA DEL SUTRA DEL LOTO

Sign up to vote on this title
UsefulNot useful