You are on page 1of 1

Leggi delle XII tavole romane

Le leggi delle XII tavole sono un corpo di leggi compilato tra il 451e il
450 a.C, in quel periodo ci furono delle dure lotte tra Patrizi e Plebei.
Durante l'epoca reupubblicana, infatti, i plebei chiedevano un'attenuazione
delle leggi contro i debitori insolventi e leggi scritte che limitassero il
potere dei patrizi nell'amministrazione della giustizia. In quell'epoca
l'interpretazione del diritto era affidata al collegio sacerdotale dei pontefici,
che era di esclusiva composizione patrizia.
Nelle XII tavole erano contenuti regole di diritto privato e pubblico e
rappresentavano una tra le prime codificazioni scritte del diritto romano: fu
opera di una commissione di dieci uomini ai quali fu trasferito ogni potere
politico dopo aver sospeso le magistrature ordinarie. Le XII tavole erano
collocate nel Foro, che fu incendiato nel 390 a.C. dai Galli cancellando
così ogni traccia delle tavole.
Esse parlavano di: procedura civile, procedura esecutiva, genitori e figli,
eredità, proprietà, mantenimento delle strade, illeciti, principi del processo
penale e controvèrsie, regole per i funerali, matrimonio, crimini.

Ecco il contenuto di alcune delle 12 tavole:

– Se un accusatore citerà qualcuno in tribunale, questi vi dovrà andare.
Se non vi andrà, l’accusatore si procuri un testimone. Poi vi conduca
l’accusato con la forza.
– Se uno recherà danno ad un altro nel corpo, qualora non intervenga
tra i due un accordo, si applichi la legge del taglione: principio del
diritto consistente nella possibilità riconosciuta a una persona, che
avesse ricevuto intenzionalmente un danno da un'altra persona, di
infliggere a quest'ultima un danno, uguale all'offesa ricevuta.
– Se un protettore avrà commesso una frode nei riguardi del suo
cliente, dovrà essere ucciso.
– Un neonato deforme può essere ucciso subito.
– Se il padre metterà in vendita il figlio tre volte, il figlio sia sottratto
alla patria podestà.