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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI

PARTHENOPE

DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA
CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA
GESTIONALE

CORSO DI SUPPLY CHAIN MANAGEMENT
RELAZIONE
“BLUE ECONOMY”

CANDIDATO:
GAETANO MARTONE

MATR. 0326000165

ANNO ACCADEMICO 2015/2016

“In natura non esistono disoccupati e neppure rifiuti. Tutti svolgono un compito e gli scarti degli uni diventano materia prima per altri.” Gunter Pauli .

.INDICE 1................................. Lo sviluppo sostenibile .................................................. Applicazioni della blue economy ................................1 2......................................................................... Il concetto di blue economy: origine ed evoluzione ........................................................................7 Bibliografia ......................15 .....................................................3 3.....................................

L’ecosistema è un’unità ecologica fondamentale nella quale convivono organismi che interagiscono tra loro e con l’ambiente circostante. Non si tratta quindi di un blocco della crescita. lo sviluppo sostenibile deve garantire 1 . Questa nuova visione. Il termine sviluppo implica cambiamento. diversamente la sostenibilità rinvia all’idea di conservazione nel tempo e soprattutto nel lungo periodo. è legata al concetto di ecosistema. attraverso il quale l’uomo fin dalla nascita ha dovuto modificare l’ambiente circostante per costruirsi uno spazio adeguato in cui vivere. a questo proposito l’economia blu si sta impegnando a trovare una soluzione per ristabilire l’armonia ambientale. ma è necessario tenere conto anche della sostenibilità economica e sociale delle attività e degli investimenti. E’ un concetto ormai diffuso nell’ immaginario collettivo. nella mente di ogni uomo. destinate ad esaurirsi. L’uomo utilizza ingenti quantità di risorse non rinnovabili. lo scopo dello sviluppo sostenibile è quello di creare un regime ambientale di equilibrio. Vuol dire quindi soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. delle condizioni esistenti e capacità di garantire un supporto.CAPITOLO I Lo sviluppo sostenibile Lo sviluppo sostenibile è il punto di forza dell’economia blu ed è una forma di sviluppo che non ostacola le possibilità di crescita delle generazioni future. non ci si deve limitare a considerare essenzialmente le tematiche legate all’ambiente. Quando si parla di sviluppo sostenibile. trasformazione dello status quo. Lo sviluppo sostenibile concilia la richiesta del fabbisogno umano con le capacità produttive della terra. senza produrre degrado. L’inquinamento sta portando allo sconvolgimento di questi equilibri. avendo cura del patrimonio e delle riserve naturali esauribili. A differenza dello sviluppo tradizionale. un sostentamento. Nei fatti significa spingere verso un continuo miglioramento con la condizione necessaria e sufficiente di mantenere le condizioni che permettono il miglioramento stesso. bensì della crescita economica rispettosa dell’ambiente e dei suoi limiti. ma pochi ancora ne hanno colto la vera essenza. diventata necessaria.

Esiste un patto tra l’uomo e l’ecosistema che regola lo sviluppo sostenibile: esso richiede che il consumo di una risorsa non superi la sua produzione nello stesso periodo e la capacità di carico della natura.il “miglioramento della qualità della vita. La sostenibilità è un processo dinamico che continuamente coniuga le tre dimensioni dello sviluppo: economica. altro non sono che gli output delle risorse naturali come ad esempio foresta e legno. con la seconda invece la capacità di garantire condizioni di benessere umano. equità e compatibilità. Con la prima si intende la capacità di un sistema di generare una crescita duratura degli indicatori economici ed in particolare la capacità di generare reddito e lavoro per il sostentamento delle popolazioni. salute ed istruzione. quali sicurezza. in grado di sostituirle. rifiuti ed inquinamento. 2 . che l’immissione di sostanze inquinanti non superi la capacità di assorbimento dell’ambiente e che il prelievo di risorse non rinnovabili sia compensato dalla produzione di una pari quantità di risorse rinnovabili. 1991). ossia che il tasso di utilizzo delle risorse naturali non sia superiore alla loro velocità di rigenerazione. Alla fine il sistema economico combinerà i vari fattori mediante la tecnologia per produrre come output finale prodotti. senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto (Daly. dai quali essa dipende”. sociale ed ambientale. equamente distribuite per classi e per genere. Il concetto in esame può essere espresso in termini di efficienza. Con l’ultima diversamente si intende la capacità di preservare nel tempo le tre funzioni dell’ambiente: ricettore di rifiuti. fornitore di materie e fonte diretta di utilità. infatti le materie prime intese come input dei sistemici economici.

un settore ancora poco conosciuto che si fonda sullo studio e sull’imitazione delle caratteristiche delle specie viventi per trovare nuove tecniche di produzione e migliorare quelle già esistenti. possiamo generare nuove risorse. L’obiettivo non è quello di tagliare i costi bensì di generare nuovi valori: insomma un modello di business a livello globale dedicato alla creazione di un ecosistema sostenibile grazie alla trasformazione di sostanze precedentemente sprecate in merce redditizia. non è un gioco di parole e neppure un concetto utopico contorto: ciò significa che il problema da risolvere non è quello di generare meno scarti ma di non sprecare gli scarti prodotti. utilizzando tecniche scientifiche come la biomimesi.CAPITOLO II Il concetto di blue economy: origine ed evoluzione Figura 1 La blue economy è un modo semplice e fresco di guardare la realtà. La blue economy propone di usare quello che abbiamo a disposizione in modo tale che rispondendo a necessità elementari. perché mira sempre a prezzi più bassi. Parlare di blue economy vuol dire prediligere la “natura del valore” al “valore della natura”. Tutti sappiamo che la globalizzazione non può rispondere ai bisogni delle persone. Sono ritenute ecologiche le aziende che sviluppano una linea di saponi ricavando gli acidi grassi dalle palme da olio coltivate al posto degli alberi delle foreste pluviali. e si 3 . Si basa sullo sviluppo di principi fisici.

Gunter Pauli.tessono lodi di un sistema che incentiva un inquinante trasporto di merci dai paesi poveri invece di puntare sull’economia locale basata sulle risorse del territorio. non perde occasione per demolire uno dopo l’altro i pilastri su cui hanno poggiato i due principali sistemi economici degli ultimi anni basati solo sul core business. riducendo in modo significativo i rischi ambientali e i limiti ecologici legati allo sfruttamento delle risorse. da un lato. bisogna guardare in termini strategici. Più che di economia verde si deve parlare di crescita verde senza pensare che i due concetti (blue e green economy) siano in contrapposizione perché vanno nella stessa direzione. Riprodurre l’efficienza materiale e funzionale degli ecosistemi e degli habitat naturali è un modo pratico per intraprendere il cammino verso la sostenibilità e l’efficienza nell’uso delle risorse. insomma un modello pensato per i ricchi e non per tutti. senza preoccuparsi di risarcire i danni: la red economy incentrata sul prodotto e ossessionata dai profitti. il guadagno immediato. La blu economy rappresenta un’evoluzione della green economy e nasce per ottenere risultati più soddisfacenti dal punto di vista ambientale: della tutela degli ambienti si passa al concetto di rigenerazione degli ecosistemi e dalla ecoefficienza si passa alla biomimesi. 4 . uso efficiente delle risorse e politica socialmente inclusiva. ideatore della blue economy. Nella sua espressione più semplice. pocanzi definita. rimanendo competitivi e generando valore aggiunto. e la valorizzazione dell’ambiente dall’altro rappresentano le nuove strade da seguire. ad ogni soluzione. Un’economia è green se porta ad un miglioramento del benessere umano e dell’equità sociale. L’innovazione. e la green economy che con il nobile intento di proteggere l’ambiente chiede maggiori investimenti alle imprese e mette sul mercato prodotti più costosi. tenendo conto che ad ogni problema. L’economia della sostenibilità necessità ancora di percorrere molta strada se vuole contrastare efficacemente i problemi ambientali fra cui il riscaldamento globale. la green economy si basa su una crescita fondata su basso contenuto di carbonio. che trascura gli effetti collaterali come l’indebitamento dei consumatori ed il prosciugamento delle risorse naturali. L’economista belga. agendo localmente ed al contempo pensando globalmente. responsabile della crisi attuale.

dello scimpanzé e di moltissime altre specie. Figura 2 – Deforestazione per olio di palma Il Rapporto denominato “Lo scandalo Oil for Ape” evidenzia come la produzione dell’olio di palma stia minacciando la sopravvivenza degli Orango Tango. La blue economy nell'ipotesi più moderata può essere considerata 5 . L’olio ricavato è inviato in Occidente e bruciato in qualche centrale a biomassa per ricavare energia elettrica incentivata con tariffe promozionali nate per sostituire petrolio. Insomma alla fine. perché le foreste pluviali sono abbattute e sul terreno disboscato si piantano le palme da olio. primati che.Una parte della green economy ha procurato più danni che benefici al nostro pianeta. gli acidi grassi dell’olio di palma. che assorbe fortemente le emissioni carboniche. l’energia 'pulita' dell’Occidente è responsabile della distruzione della foresta pluviale indonesiana. Anni fa alcune piccole aziende innovatrici iniziarono a sostituire i tensioattivi petrolchimici con ingredienti biodegradabili. che in pochi anni sono diventate a serio rischio di estinzione. Il modello ha richiesto alle imprese di investire di più e ai consumatori di spendere di più per ottenere la stessa cosa preservando nel contempo l’ambiente. Ben presto tutti i maggiori produttori cavalcarono la biodegradabilità con il risultato che enormi aree di foresta pluviale sono state convertite a colture intensive di palma da olio. metano o carbone. La palma produce frutti che hanno un nocciolo duro ed una polpa morbida composta per il 4065% di olio. e in più pregiudica la sopravvivenza dei primati. vivono nella foresta indonesiana e sono costretti a spostarsi o a morire. distruggendo l’habitat dell’orango.

insomma oltre la forma e le dimensioni della natura stessa e scoprire i grossi vantaggi che nasconde. inquadrata come autentica sostenibilità nel senso di innovazione della trasformazione. ma in realtà è qualcosa di più e di diverso.un’evoluzione della green economy. Possiamo concludere che il modello blue economy è una mentalità differente che consente di andare oltre ciò che vediamo. quindi si perdono opportunità per creare ricchezza per tutti. È come se la microeconomia non parlasse con la macroeconomia. ma questo approccio riduce solamente i costi: non si stanno generando più ricavi e un giro di affari più ampio. 6 . sia dei paesi dove avviene la produzione sia dei paesi ove avviene il consumo di beni prodotti. ciò che è tangibile. creando una frattura tra il business e l’effetto che questo può avere a livello globale. Attuare questo modello particolare allora vuol dire osservare i problemi esistenti da una prospettiva differente. Oggi nel Supply Chain Management (la gestione della catena di distribuzione) tutto è concentrato sul fare le cose in modo più economico. più sicuro e prevedibile. È un sistema di pensiero e di azione complesso in cui la dimensione economica della proposta parte sempre dal livello sociale e globale della condizione della persona. insomma con un nuovo modo di vedere le cose o in termini tecnici significa blue thinking.

in maniera sostenibile. 7 . le bucce di arancia vengono recuperate e trasformate in un filato che viene successivamente tessuto. nella moda entrano le fibre ricavate proprio dagli scarti degli agrumi con un interessante progetto made in Italy che porta il nome di “Orange Fiber”. e le riutilizza per la produzione dello speciale filato. Attraverso un particolare processo. Questo vuol dire essenzialmente blue economy: trasformare un problema in una risorsa. Figura 3 – Scarti di arance Alla base del progetto c’è stata l’idea di fare qualcosa per la propria terra.CAPITOLO III Applicazioni della blue economy Una prima esemplificazione e realizzazione vera e propria di blue economy che riportiamo è quella di una innovativa start up portata avanti da due giovani siciliane Adriana Santanocito ed Enrica Arena. un sottoprodotto della spremitura. un rifiuto ingombrante difficile da smaltire anche a causa dei costi particolarmente elevati e che si pone come un problema per l’intera filiera agrumicola. e la valorizzazione dei suoi prodotti e la sua agricoltura: da qui l’ideazione del processo innovativo che recupera le bucce delle arance. brevettato in collaborazione con il Politecnico di Milano. la Sicilia. Attraverso le nanotecnologie inoltre. quello che tecnicamente viene definito pastazzo. E’ il caso della tecnologia che fa progressi all’insegna del non sprecare. si riutilizza così.

Con circa 25 milioni di piantagioni di caffè in 45 paesi. Figura 4 – Ciclo rigenerativo del caffè applicando la strategia della blue economy Il giacinto di acqua. Notiamo allora quanto la creatività impatti positivamente in questo processo di rigenerazione che nel caso in questione ha permesso di guardare il mondo con occhi diversi. ma il caffè è legno duro ed è un substrato ideale per la coltivazione di funghi. Un altro esempio è l’utilizzo degli scarti di caffè. Poiché la funghicoltura richiede una maggior manodopera. decretato nemico pubblico numero uno in Zambia. in particolare vedendo un tessuto vitaminico dove altri vedevano solo un’arancia. eppure un chilo di giacinti d’acqua può offrire una base nutritiva per almeno un paio di chili di funghi.8% viene scartato e solo lo 0. si combatte con sostanze chimiche e specie non autoctone. ciò si traduce in altri 50 milioni di posti di lavoro a livello globale 8 . Dal momento in cui i chicchi lasciano la piantagione al momento in cui finiscono nella tazzina del bar. il 99. La preparazione della bevanda del caffè produce un secondo flusso di rifiuti noto come “fondi”. Ci sono due flussi di rifiuti legati al caffè. Il grosso dei rifiuti si genera nelle piantagioni ed è noto come “polpa”. infatti ogni piantagione di caffè che adotta la coltivazione di funghi potrebbe generare due nuovi posti di lavoro. Una caratteristica garantita per una ventina di lavaggi anche se è in fase di studio una modalità per la ricarica con ammorbidenti specifici.2% viene consumato. questa catena. dai rifiuti agli alimenti può creare milioni di posti di lavoro.l’olio essenziale degli agrumi viene fissato sui tessuti e questo permette il rilascio sulla pelle di vitamine A e C con importanti effetti benefici: la pelle viene infatti nutrita e idratata.

o per gli animali da cortile.5 milioni di volte superiori a quelli prodotti oggi dal caffè. Di questi cosa ne facciamo in Europa? A causa della malattia della mucca pazza li bruciamo tutti! Mentre in Africa. resta comunque materiale di ulteriore scarto. Un chilo di carne prodotta comporta in media un chilo di scarti. Piuttosto si tratta di un prodotto ricco di aminoacidi che può essere utilizzato come alimento per cani e gatti. in tre giorni consumano un bovino ed hanno un sistema digestivo così efficiente che producono proteine pulite prive di virus o batteri che possono essere utilizzate per nutrire le quaglie. Non dimentichiamo che se in Africa abbiamo gravi problemi di Aids e malaria. le cui uova servono poi a nutrire galline. in Sudafrica. le 9 . Questa è la mera essenza della blue economy: fare di più con quello che abbiamo. Queste larve hanno anche una saliva che può essere usata come disinfettante ed è più efficace di tintura di iodio o altri disinfettanti: se la si mette su una ferita aperta la fa guarire più rapidamente. nel Songhai Center di Porto Novo in Benin e a Città del Capo. Un’ ulteriore esemplificazione riguarda gli scarti di macellazione. Una volta creato questo sistema. Figura 5 – La valorizzazione della carne e dei suoi scarti Abbiamo quindi un alimento per quaglie e pollame creato da rifiuti animali trasformati in un prodotto composto per l’80% da proteine di buona qualità.e nella possibilità di generare redditi di ben 1. Queste ultime mangiano tutto. si coltivano mosche che trovano in questi scarti un terreno ideale per deporre uova da cui poi si sviluppano le larve. dopo aver raccolto i funghi coltivati sugli scarti.

oggi. Se l’edilizia di ultima generazione deve molto a termiti e zebre. grazie ad un prodotto efficiente ed anche più economico. economici e sociali. ogni rasoio con lama di seta costerebbe meno di un dollaro.persone che muoiono a causa di piccole ferite non curate sono molte di più. Mentre questo conferma gli sforzi verso l’efficienza materiale. insieme ai 10 miliardi di rasoi monouso vengano gettate in discarica 250. su piccola scala. le industrie hanno la possibilità di trasformare il mercato del rasoio in qualcosa che contribuisca alla risoluzione della crisi ambientale e occupazionale. Un altro esempio riguarda il rasoio in cui le lame vengono sostituite da fili di seta. si stima che ogni anno. Dati sicuramente poco sostenibili: una moderna lametta per rasoio prodotta nel 21° secolo utilizza circa 20 volte in meno metallo rispetto alle prime lame monouso introdotte da King C. d’altra parte costi più contenuti e una miglior accessibilità comportano meno incentivi a prolungare la vita utile di un prodotto. L’architetto svedese Andres Nysquit ha progettato la Daiwa House in Giappone e la Laggarberg School in Svezia 10 . Se a questo si aggiunge che i modelli attualmente immessi sul mercato.000 e un milione di posti di lavoro. quindi.l’assistenza sanitaria non arriva nei piccoli villaggi ma in questi posti ci sono dei macelli che producono. Gillette oltre un secolo fa.in Africa . per differenziarsi agli occhi del consumatore. il volume complessivo dei singoli rasoi e il peso totale dei rifiuti di metallo aumentava enormemente. Noi sappiamo che . Via via che il team di ricerca Gillette aumentava la redditività e la quota di mercato. L'equipe di studio e di ricerca di Pauli Gunter ha calcolato che se convertissimo in proteine per alimentazione animale e disinfettante tutti gli scarti di macellazione proveniente dai macelli ufficiali in Africa produrrebbero tra 500. batteri e dal movimento dei fiumi. Basterebbe utilizzare la seta naturale al posto del metallo lavorato a livello industriale per ottenere numerosi benefici ambientali. A 200 dollari per ogni chilo di seta lavorata. i telefonini del futuro nasceranno grazie agli studi sul cuore delle balene. Altre innovazioni sono state ispirate da insetti.000 tonnellate di costoso metallo. Il rasoio è. moltissimi scarti. mammiferi. Ma secondo Pauli. pur garantendo un rendimento e una qualità del prodotto del tutto analogo alle moderne versioni industriali. propongono fino a sei lamette invece che le tradizionali due. lo spreco di metallo cresce esponenzialmente. un vero e proprio esempio di insostenibilità.

lo stesso sistema che permette al cuore di una balena di pompare 1. Questa siringa già esiste (Nanopass 33) e sono particolarmente usate per i diabetici. che sono circa 23 milioni nei soli Stati Uniti. questo è risaputo. Essendo gli aghi più sottili. dove la temperatura viene mantenuta costantemente a 26° C grazie ad una sapiente regolazione dei flussi d’aria in entrata e in uscita. imitando il meccanismo di puntura delle zanzare è possibile produrre siringhe di diametro infinitesimale che sono praticamente indolori.000 litri di sangue con un dispendio energetico di appena 6 volt. Al Fraunhofer Institute in Germania è stato messo a punto un prototipo di telefono cellulare che funziona senza batteria. Il giusto dosaggio di bianco e nero sulle superfici esterne delle abitazioni garantisce infatti una climatizzazione naturale che riduce il calore di 5° C. c’è anche un risparmio di materiale. Quando la chimica verde prende il posto della chimica tossica. Possiamo quindi affermare che l’uomo ha tutto da imparare dalla natura così che studiando ed imitando la maggior parte dei suoi processi è possibile dare continui contributi in termini di blue economy nel sistema economico globale mediante nuove innovazioni inerenti la trasformazione. Tuttavia. Basti dire che c'è addirittura chi sviene di fronte ad una siringa. e riproducendo l’effetto della corrente che circola sul manto bicolore delle zebre.  GECO: ADERENZA SENZA COLLA I gechi sfruttano forze elettrostatiche tra molecole di attrazione e repulsione. 11 . Di seguito quindi riportiamo alcuni spunti per imparare dalla natura:  ZANZARE: PUNTURE SENZA DOLORE Le persone hanno paura delle iniezioni. sfruttando le differenze di temperatura tra corpo e apparecchio.emulando le tecniche di ventilazione adottate nei termitai. capace di abbassare la temperatura percepita dall’animale di 9° C.

Inoltre. potremmo raggiungere concepts di imballaggio totalmente nuovi. La borrowing frog usa strati di cheratina per produrre “imballaggi” per i liquidi.  NUOVO CONCETTO DI IMBALLAGGIO I nostri imballaggi di plastica e alluminio sono completamente insostenibili. la Tadar camera (chiamata così in onore del pipistrello Tadarida. Queste fibre più efficienti sono chimicamente poco complesse e quindi riproducibili. anche se in maniera ancora più efficiente. che vive in Brasile) che può visualizzare tutti gli oggetti. Forse anche la capacità di comunicazione dei delfini potrebbe essere presa a modello per i fini umani. Per fare questo. 12 . Ridurrebbero drammaticamente l’impatto ambientale della comunicazione moderna. Applicando questa “tecnologia naturale” si potrebbero aumentare le riserve di acqua planetaria depurando in maniera naturale le acque marine. Questa camera utilizza una lunghezza d’onda di 3 millimetri per vedere e identificare oggetti sospetti nascosti sotto i vestiti. La natura fa molto meglio. visto che sono materiali che ci mettono migliaia di anni a decomporsi.  PIPISTRELLO: RADAR SICUREZZA NEGLI AEROPORTI I pipistrelli hanno delle abilità che si rivelano utili per migliorare le tecnologie per la sicurezza aerea. non solo quelli metallici. PINGUINI: DESALINIZZAZIONE I pinguini bevono l’acqua di mare. Esiste una camera. se unissimo al genio della rana la capacità del pellicano di estendere la sua sacca e quella del cetriolo di mare che può indurirsi molto velocemente se sottoposta a stress. hanno sviluppato un desalinizzatore molto efficace che funziona grosso modo come i reni umani. sono molto resistenti e molto flessibili.  SPUGNE E DELFINI: COMUNICAZIONE A BASSO IMPATTO Le spugne hanno la capacità di creare vere e proprie fibre di vetro che trasmettono la luce in maniera più efficiente rispetto alle nostre fibre ottiche.

13 . soprattutto il tatto.  ELEFANTI: TRASMISSIONE DEI SUONI Le persone non udenti spesso sviluppano una grande sensibilità negli altri sensi. tanto che deve continuamente muoversi per disperderlo. La camera infatti ha dei sensori che individuano le fonti di energia emessa o riflessa. La dottoressa O’Connel-Rodwell ha studiato la possibilità di migliorare la capacità uditiva dei neonati non udenti esponendoli a vibrazioni subito dopo nati. Come mai? Se l’è chiesto il professor Ivan Schwab della University of California. ispirandosi al picchio. proprio come gli elefanti che utilizzano le vibrazioni per comunicare a grandi distanze. Juhachi Oda from della University of Kanazawa and Kenichi Sakano di Toyota hanno disegnato. Il picchio ha una sacca di fluido dietro il becco che assorbe gli urti.  IL TONNO MAESTRO DEL CALORE Il mondo sottomarino ci dà un grande aiuto verso il risparmio energetico. proprio come fanno i pipistrelli per localizzare le prede nel buio. nuovi sistemi che assorbono gli impatti degli urti delle automobili e quindi che ne aumentano la sicurezza. mentre il tonno ha anche una grande capacità di conservare il calore.Questa camera può essere anche utilizzata per vedere attraverso la nebbia o le nuvole. Delfini e balene hanno corpi molto affusolati che praticamente non hanno attrito con l’acqua.  PICCHIO: ASSORBITORE D'URTI Il picchio non ha mai mal di testa.

adattamento ed abbondanza della natura.Concludendo possiamo sostenere che la blue economy affronta concretamente le problematiche della sostenibilità al di là della semplice conservazione: lo scopo non è investire di più nella tutela dell’ambiente ma di spingersi verso la rigenerazione affinché tutti possano beneficiare dell’eterno flusso di creatività. 14 .

lettera43.htm 15 . http://www.it/culture_cambiamento/opportunita_blue_economy.it/resources/docs/micron%2016/MICRON_16_31.umbria.pdf Le opportunità della blue economy http://www.html L’era della Blue economy: Il business a impatto zero di Pauli.arpa.it/economia/10538/l-era-della-blue-economy.Bibliografia Green Economy e Blue Economy: Nuove prospettive http://www.pdf Dalla green economy alla blue economy http://www.inu.ilcambiamento.it/wp-content/uploads/2012/05/1BG_economy.