Colabraro (29-02-2016 01:30

)
Quando si da un ultimo strozzo
Spesso l’anima s’è come un vaso
Dilatando, perché troppo liquido
Un pozzo, e il secchio sempre più in fondo
S’attinge ai ricordi, straripando.

Pianto, di un lascito, trovato nel letto
Dopo una sera d’amore, numeri
A caso, non sapendo che fosse il punto.
Il pianto è doppio, per il futuro sognato
Su quel cuscino, molteplici tentativi
D’ammorbidirlo, nel concretizzarlo.

“Di sicuro meriti un elogio
Non hai temuto, quel lungo salto
Così ingenuo, ma meno di noi altri”
Lo sto pensando, è come se pregassi
Ma non so se percepisca mio consenso
O sia disgregato, attraverso buco nero.

Il mondo, pari al mio pugno
Attorno ad egli si stringe
Ed ogni faida non più si finge.
Ma mi chiedo cosa fissò Francesco
Quel giorno, e ancor oggi è pieno
Il soggiorno, quando ogni sua foto
Faceva più ombra, su un futuro vacuo.

Related Interests