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SOCIETA ITALIANA DI ECOLOGIA UMANA DIPARTIMENTO PER IL MEDITERRANEO

ARCHEOCLUB D'ITALIA SEDE DI CORLEONE

COMUNEDICORLEONE

I CONGRESSO INTERNAZIONALE

DI PREISTORIA E PROTOSTORIA SICILIANE

Corleone, 17 - 20 Luglio 1997

Volume A

Corleone 2004

BREVI NOTE E PRIMI DATI SUL PROGETTO KALAT.- RINVENIMENTI PREIS TORICI NELLA RICOGNIZIONE 1995

Fabrizio Nicoletti - Giovanni Vultaggio - Sebastiano Tusa

RIASSUNTO

II progetto Kalat e unattivita di ricerca sul territorio realizzata attraverso campi scuola.

La ricognizione archeologica non puo avere final ita esclusivarnente scientifiche, rna deve essere utile alia gestione amministrativa della storia di una regione, Pertanto si e deciso di ricognire l 'intero territorio e tutto it suo area cronologico. Non sono stati effettuati campionamenti scelti su basi geometriche e statistiche, tipiche dei criteri della ricerca anglo-americana, e il periodo considerate e state esteso a tutti i rinvenimenti di carattere antropico, dalle origini fino agli inizi del Novecento.

SUMMARY

The Kalat plan is a research activity in the territory realized through school camps. The archaeological survey can't have just scientific purposes, but it has to be usefull in the administrative management of a region history. It was consequently decided to make a survey in the whole territory and in all its chronological period. Samples chosen on geometrical bases and statistics according to the anglo-american criteria of research haven't been made, and the considered period has been extended to all the discoveries of anthropic nature; from the origins to the beginning of the twentieth century.

I. PROLEGOMENI AL KALAT '95 (F. Nicoletti e G. Vultaggio)

It progetto Kalat e un' attivita di ricerca sul territorio, promossa e realizzata attraverso campi scuola, II progetto e svolto in convenzione e con il contribute dei comuni di Trapani, Erice, Paceco e Valderice, della Provincia Regionale di Trapani e con it Nulla Osta della locale Soprintendenza ai Beni Culturali, Collaborazioni scientifiche e consulenze sono state istituite con numerosi docenti universitari, La ricognizione sul campo del 1995, anno in cui ha avuto inizio I 'attivita, si e svolta estensivamente sul territorio comunale di Paceco eel in misura minore (rna con risultati apprezzabili e spesso innovativi) nei comuni di Trapani, Erice e Valderice.

Fermamente convinti che il carattere programmatico di un progetto di ricognizione archeologica non puo avere finalita esclusivarnente scientifiche, rna deve contenere la possibilita di gestione amministrativa della storia di una regione, si e deciso di ricognire lintero territorio e tutto l' area cronologico che si offriva alla ricerca. Non sono stati percio effettuati quei carnpiouamenti scelti su basi geometrico-statistiche, tipici dei criteri anglo-americani, e it periodo considerato e stato esteso a tutti i rinvenimenti di carattere antropico, dalle origini fino agli inizi di questa secolo.

Per tali scapi il territorio dell "intera Provincia di Trapani e stato diviso in quadrati di un chilometro di lato, desunti direttamente dalla UTM internazionale adottata da11a cartografia dell'Istituto Geografico Militare Italiano, denominato con lettere latine maiuscole (direttrice nord-sud) e numeri arabi (direttrice est -ovest). II metoda operativo prescelto per indagare questi settori e derivato da quelli comunemente usati piu di recente nel bacino del Mediterraneo

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Fabrizio Nicoletti - Giovanni Vultaggio- Sebastiano Tusa

(PLOG et alii 1978; LEW ARCH - O~BRIEN 1981; REDMAN~ 1987; CHERRY 1983; CHERRYet alii 1988, 1991). Ciascun settore e stato ricognito da ricercatori disposti in linea, ad una distanza costante di 5 metri, che e stata raddoppiata 0 triplicata in casi particolari. Dato che il numero medio dei ricercatori e stato di dodici, il fronte simultaneamente coperto oscilJava tra i 50 e i 150 metri d'ampiezza. Tutti i rinvenimenti sono stab sui momenta raccolti, e quindi, utilizzando come riferimenti i confini disponibili sul territorio (Iirniti di proprieta, muri, strade, corsi d' acqua, ecc.), selezionati sui posto, in modo da offrire un sintetico quadro crono-culturale delle presenze antropiehe, evitando al contempo di depauperare eccessivamente Ie aree di rinvenimento (Fig. 1).

Senza entrare nella specifico tecnico della differenza tra "sito" e "non sito"(CHERRY et alii 1988, pp, 159-162), assai difficile da cogliere in una ricerca di superficie, le presenze antropiche sono state suddivise per comodita d' indagine in "siti I' e II backgrounds ". Come t! siti 11, talvolta qui chiamati "insediamenti II sono stati intesi dei "pacchetti" di materiali organici Csett-eviaence packages" nel senso di CHERRY et alii 1991, p. 21)~ funzionali associazioni di elernenti cronologicarnente coevi, concentrati in aree sufficientemente delirnitabili, eventualmente grazie a sommari computi statistici effettuati sul campo con il calcolo della densita per metro quadrato. Sono state invece classificate come II backgrounds" le presenze cultura.l mente disorganiche, a bassa densita di rinvenirnento, diffuse su vaste aree e soprattutto fra sito e sito ('I off-sites " nella definizione anglo-americana piu comune, qui citate come "frequentazioni II). I "backgrounds" sono stati distinti tra loro per campi di raccolta separati normaImente da confini di proprieta. Tanto i siti, quanta i IT backgrounds '\ sono stati contrassegnati, oltre che con il toponimo della contrada (che poteva spesso ripctcrsi). anche con la sigla del quadrato di riferimento seguito da un numero progressi vo di scoperta. Ciascuna area di rinveni menta e stata quindi ricondotta ad un ' apposita scheda infonnatizzata che fomisce dettagli di carattere archeologico, topografico e amministrativo, nonche sulle condizioni di visibilita e accessibilita al momento della raccolta.

Delle oltre 80 diverse presenze archeologiche ricognite, su una superficie indagata di 27 chilometri quadrati (appena il 6% del territorio che andra complessivamente esaminato), 38 hanno interesse preistorico. Di queste, 20 (relative alia campagna di ricognizione del 1995) sono qui presentate in modo preliminare e suddivise per territorio comunale di pertinenza.

II. LA RICOGNIZIONE DEL KALAT '95: PRESENZE ANTROPICHE DJ ETA PREISTORICA (F. Nicoletti)

1) Comune di Erice

II vasto e variegato territorio di Erice e noto da tempo nella letteratura specialistica a carattere palemologico, soprattutto per i rinvenimenti effettuati sullo stesso Monte San Giuliano, sede di importanti insediamenti in ogni epoca. Questi si riferiscono principalrnente aIle grotte del versante settentrionale (Grotta Martogna, Grotta Emiliana e Riparo di Luogo Secco), frequentate nel Paleolitico superiore (DE GREGORIO 1917, pp. 40 e 51; TORRE- TUSA 1986, pp. 59-60), al Riparo di Polifemo con pitture rupestri neo-eneolitiche (TUSA 1992c~ p. 465), a sporadiche ceramiche eneolitiche dello sti1e della Conca d'Oro (SORRENTINO 1920; BOVlO MARCONI 1944, cc 74-77; TINE' 1960-61, p. 135) e protostoriche 0 arcaiche, incise e dipinte, del geometrico indigene localmente detto "elimo" (BOVIO MARCONI 1950, pp. 79-90 e ivi bibL, SISI 1969, pp. 8 e 29).

L'area ricognita nel 1995 consiste in uno dei colli siti a quote intermedie sui versante nord-occidentale del Monte San Giuliano.

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Brevi note e primi dati suI progetto Kalat: rinvenimenti preistorici nella ricognizione 1995

1.1) Castellazzo (KX25/1)

Collinetta calcarea (338 metri s. L m.) sita sui pendio occidentale del monte di Erice e soprastante la contrada Martogna. Rinvenimenti sporadici di industrie del Paleolitico superiore lungo tutto il pendio e pili frequentemente aile quote inferiori. Su tutte le baize della localita si segnala la presenza di anforacei di epoca greco-romana. L' areale dei rinvenimenti e forse da mettere in relazione con il vicino 1.2) Castellazzo (KX25/2).

1.2) Castellazzo (KX25/2)

Sella (ca. 300 metri s. L m.) che congiunge la collinetta omonirna, citata in 1.1) Castellazzo (KX2S1 1)~ con i I Monte San Giuliano. Rinveni rnenti sporadici di industrie litiche del Paleolitico superiore. Nella stessa area e presente un modesto sito (ca. 10X10 metri) di epoca romana,

2) Comune di Pace co (Tav, 1)

11 territorio di Paceco e costituito da una fascia pericostiera sorrnontata, verso Est, da una formazione calcarenitica, estesa in direzione Nord-Sud, a pochi chilometri dalla linea di costa attuale, ad una quota media di ca. 35 rnetri s.l.m. Piu allinterno tale terrirorio si presenta collinoso.

Poche lc conoscenze paletnologiche sull ~ area. A parte scarsi rinvenimenti di pebble tools a Malummeri (TORRE- TUSA 1986, figg. 34-35), attribuiti al Paleolitico inferiore, ricordiamo le ancora inedite industrie litiche esposte presso la biblioteca comunale, e attribuibili a fasi avanzate del Paleolitico superiore. Acquisita gia da molti anni la presenza di materiali neoli tici della facies di Stentinello in contrada Maiorana (BOYIO MARCONI 1941). Piu recenti, invece, Ie segnalazioni di frammenti dell'Eneolitico iniziale da Falconera (TUSA 1993-94, p. 1544), del Bronzo antieo da Verderame (facies di Castelluccio) e di materiali protostorici (definiti "protoelimi 11) dallo stesso sito (TUSA 1992a, pp. 605-609, 1992b~ pp. 73-83, e 1993-94, pp. 1541 ~43, efr. anche lc nostre schede 2.3 e 2.4) e da quello di Falconera (TUSA 1993-94, p. 1544).

L' area ricognita nel '95 comprende il margi ne occidentale di una terrazza ca1carenitica, perfettamente pianeggiante alla sommita e orientata in sensa Nord-Ovest ISud-Est. Sito tra Ie quote 38 e 67 metri s.l.m., questa bassopiano e chiuso a Nord dal centro urbano dominato a Nord-Est dal Timpone Castellazzo e delimitato a Sud e ad Ovest dal torrente VerderameQuasarano. La zona, intensamente coltivata, e geograficamente monotona, benche divisa in contrade diversamente denominate. I rinvenimenti sono in questa sede elencati seguendo la direttrice topografica della terrazza a partire da Sud-Est.

2.1) Balatello (LG2612) (Fig. 2)

Dosso (60 metri s.l.m.) con modesta area di rinvenimenti (appena lOxiO metri ca.), Probabile capanna isolata, databile all' antica eta del Bronzo (facies di Catelluccio), da mettere in relazione con I'analogo rinvenimento in 2.2) Balatello (LG26/1), verosirnilmente entrambi elementi di un insediamento a capanne sparse, sito a Sud-Ovest di un crinale calcarenitico, sul quale e presente una Iatomia e alcune grotte artificiali di eta irnprecisabile,

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Fabrizio Nicoletti - Giovanni Yultaggio - Sebastiana rasa

2 .. 2 Balatello (LG 26/1)

Pianoro (60 metri s.Lm.) inclinato verso Sud, can area di dispersione approssimati va mente circolare (20x20 mctri ca.) di rinvenimenti verosimilrnente pertinenti all'antica eta del Bronzo (facies di Castelluccio). Probabile capanna isolata da mettere in relazione con il sito precedentemente citato in 2.1) Balatello (LG26/2) ed insieme relativi all' ipotizzato insediamento di cui sopra. Tra i materiali si segnala un tratto di bacino traforato su alto piede. Un frammento di terra sigillata chiara attesta una frequentazione dell' area in epoca romana,

2.3) Balatello-Quasarano (LG2S/3)

Bordo meridionale della terrazza ca1carenitica (60 rnetri s.l.rn.) terrninante in una scarpata che delimita la sponda nord del torrente Verderame-Quasarano. Tracce d'insediamento protostorico, arcaico ed ellenistico, fortemente eroso dall' azione rneteorica, i cui rnateriali si raccolgono oggi lungo la scarpata sottostante. I frammenti ceramici sana oggi tanto fluitati e COITosi da inibire ogni tentativo di precisarne cronologia e attribuzione stilistica. Esiste probabilmente una relazione topografica e cronologica con l'analogo sito di fonda valle 2.4) Verderame-Quasarano (LG2S/ 1).

2.4) Verderame-Quasarano (LG2S/1)

Terrazza fluviale (30 metri s.l.m.) sulla riva nord del torrente omonimo. Tracce di insediamento i cui materiali, tal mente fluitati da impedire una corretta attribuzione, sono genericamente collocabili in una fase protostorica (e forse anche nell ~ anteriore facies di Castelluccio) ed in una arcaica. Tra i rinvenimenti si segnalano due choppers di quarzite, L'insediamento, da mettere probabilmente in relazione con il sito precedentemente citato di 2.3) Balatello-Quasarano (LG2513) che 10 sovrasta alla sornrnita del banco calcarenitico, va forse identificato con quello edito in TUSA 1992a, pp. 605-609, 1992b, pp. 73-83, e 1993-94, pp. 1541-43.

2.5) Quasarano (LF25/1)

Sommita del banco calcarenitico (40 metri s.l.m.) prospiciente la riva destra del torrente Verderame-Quasarano. Deboli tracce d' irnprecisabile frequentazione preistorica e poi di epoca arcaica. Di questa ultima fase sono alcuni frammenti dipinti a fasce brune suI fondo crema (geometrico indigene).

2.6) Torrearsa (LF26/1)

Breve pianoro (50 metri s.l.m.) delimitato a Nord e a Ovest da una mulattiera che da Sud-Est conduce all ~ odiemo cirnitero di Paceco. Importante sito di eta ellenistico- romana nel cui areale sono stati rinvenuti pochi ed indefinibili frammenti preistorici.

2.7) Verderame (LF24/1)

Somrnita del banco calcarenitico (42 metri s.l.m.) sovrastante il torrente omonimo. Ad Est della mulattiera che conduce al cimitero comunale, e forse con essa in relazione, importante sito di eta ellenistico-rornana, Un moderno caseggiato deIla zona ingloba elementi architettonici antichi. Nell 'area sono stati rinvenuti scarsi ed indefinibili frammenti preistorici.

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Brevi note e prim; dati sui progetto Kalot: rinvenimenti preistorici nella ricognizione 1995

2.8) Cimitero (LE24/2)

Sornmita del banco calcarenitico (33 metri s.l.m.) posta subito a Sud del cimitero comunale di Paceco. Lungo una fascia larga circa 20 metri, ad Est della strada comunale, si raccolgono scarsi frammenti d' impasto attribuibili probabilmente all' eta del Rame. II modesto s ito e verosimilmente da mettere in rel azi one topo grafi ca, 0 I tre che cronolo gica,con il pi u vas to ri t r ovamento citato in 2.9) Cimitero (LE24/3).

2.9) Cimitero (LE2413)

Sornrnita del banco calcarenitico (33 metri s.l.m.) anti stante I'ingresso del cimitero comunale di Paceco. Vasto sito preistorico con ceramica incisa dell 'Eneolitico iniziale (stile San Cono-Piano Notaro). Tra i materiali si segnaiano anse a nastro, prese a bugna, frammenti decorati con coppie di linee incise e un chopping tool di q uarzite. lncerta e I' esistenza di una fase protostorica. II sito aveva forse un'appendice 150 metri a Sud-Est, gia citata in 2.8) Cimitero (LE24/2).

3) Comune di Trapani

Stretto da quelli di Erice, Paceco, Marsala, e da questi tal volta interrotto, il territorio comunale di Trapani, fra i meno esplorati della provincia, e principalmente costituito da una stretta fascia pericostiera estesa dal capoluogo in direzione del centro urbano di Marsala. I rinvenimenti preistorici conosci uti, tutti di recente acquisizione, comprendono alcuni pebble tools dalle zone circostanti Marausa, Guarrato e Granatello (TUSA 1992d, p. 45) e alcune grotte lungo i! litorale di Bonagia (a Nord della citta) frequentate nel Paleolitico superiore (TORRE~TUSA 1986, p. 57 ss.).

La ricognizione del 1995 si e concentrata sui gruppo di alture di media altitudine complessivamente denominato Montagnola della Burrania, sito nella parte piu meridionale e interna del territorio comunale.

3.1) Montagnola della Burrania (LQ31/1)

Vasto pianoro (192 metri s.l.m.) chiuso a Sud da una ripida scarpata, occupata da un insediarnento di grandi dimensioni, principalmente eneol itico rna anche della prima eta del Bronzo. Sono presenti frammenti degli stili di San Cone-Piano Notaro, Serraferlicchio, Malpasso e Castelluccio. La necropoli eneolitica relativa (forse ad encnytrtsmos) potrebbe localizzarsi nel sito 3.2) Montagnola della Burrania (LQ32/1), poco ad Est del nostro.

3.2) Motagnola della Burrania (LQ32/1) (Fig. 3)

Vasto pianoro (213 metri s.l.m.) con irti pendii sui lati sud ed est. Abbondanti rinvenimenti di ceramiche degli stili di San Cono-Piano Notaro-Conca d'Oro e Serraferlicchio con industria litica su ossidiana e quarzite (anche di tipo carnpignano). La presenza di frammenti di grossi contenitori fittili e di ossa umane concentrati in aree chiaramente distinguibili, caratterizzerebbe questa sito come necropoli ad en chytrism os , il cui insediamento corrispondente e verosimilmente quello di 3.1) Montagnola della Burrania (LQ3111), sito su una collinetta immediatamente ad Ovest del nostro sito.

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Fabrizio Nicoletti - Giovanni Vultaggio .. Sebastiano Tusa

3,,3) Montagnola della Burrania (LQ31/3)

Piccolo pianoro ovale, alIa sam mira di una collinetta (230 metri s.l.m.). Tracce di sito preistorico di tipo e cronologia indefinibili, comunque direttamente sovrastante il sito citato in 3.4) Montagnola della Burrania-Casa Borragine (LQ31/2). Tra l'industria litica si segnala

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un ascia campignana.

3.4) Montagnoia della Burrania-Casa Borragine (LQ31/2)

Ampia terrazza (192 rnetri s.l.m.) inclinata verso Ovest. Sito preistorico di eta indefinibile a causa dell ~ estrema corrosione dei framrnenti. Da segnal arc, tra l' industria li tical un chopping tool. II sito sta forse in relazione topografica e cronologica con quello citato in 3.3) Montagnola della Burrania (LQ31J3), che 10 sovrasta.

3.5) Montagnola della Burrania (LQ32/3)

Colle (229 metri s.l.m.) allungato per circa 300 metri in sensa Nord-Sud, con irti pendii su ogni lata che 10 rendono quasi inaccessibile. Sullo stretto pianoro sommitale e in parte su pendii circostanti, deboli e indefinibili tracce di frequentazione preistorica, Nella stessa area sana invece abbondanti protomaioliche in ramina e manganese di X-XI secolo d.C., anforacei e ceramica non invetriata dipinta a fasce brune, che indiziano un sito arroccato di epoca musulmana. La necropoli corrispondente, fonnata da tombe a fossa coperte da lastroni calcarenitici, e stata identificata ai piedi del colle, in LQ32/4.

3.6) Montagnola della Burrania (LQ32/5)

Ampia terrazza (142 metri s.l.m.), inclinata verso Sud e chiusa sullato opposto, sita aIle falde meridionali del complesso collinoso di Montagnola della Burrania. Sito preistorico databile all ~ antic a eta del Bronzo (facies di Castelluccio) e forse anche a periodi anteriori. Tra i materiali da segnalare un chopper e un chopping tool.

4) Comune di VaIderice

Quasi del tutto ignoto alia letteratura speciali stica, il territorio di Valderice, in massima parte ricadente suI versante orientale del Monte San Giuliano, era finora conosciuto per i rinvenimenti paleolitici delle grotte Ligny, Maria (TORRE- TUSA 1986l pp. 60-61) e dei Porci (TUSA 1992d, p. 676, quest' ultima con presenza dincisioni lineari) e per materiali del geometrico indigeno (cd. "elimo") da contrada Pietra Colle (TORRE-TUSA 1986, p. 65).

Due Ie aree indagate nel 1995~ la zona di Rocca Giglio, tangente a Sud il centro urbano, e quella di Monte della Misericordia, a Nord-Est della stesso.

4.1) Rocca Giglio (KY30/2)

Colle (ca. 200 metti s.l.m.) proteso a Sud dalle falde meridionali del Monte San Giuliano, e a questa unito tramite una sella. Vasto sito preistorico di eta imprecisabile a causa della forte corrosione dei pur abbondanti frammenti ceramici.

4.2) Grotta Giglio (KY30/1)

Piccola grotta sulla cresta di Rocca Giglio. Al suo interno e stato tinvenuto un frammento di Bicchiere campaniforme, All'esterno di essa, sul versante est dell'ingresso (che e oggi

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Brevi note e primi daii sui progetto Kalal: rinvenimenti preistorici nella ricognizione 1995

parzialmente ostruito), e stata rinvenuta parte di una tazza del Bronzo antico (stile di Rodi- Tindari- Vallelunga).

4.3) Monte della Misericordia (KV32/1)

AJtura (252 metri s.l.m.) fittamente ricoperta da manto boscoso. Su una terrazza rettangolare (assi di 70x20 metri) sita suI versante sud-est del colle, riparata a Nord e soprattutto ad Ovest da un costone roccioso, sono state rinvenute cospicue tracce di un insediarnento dell' antica eta del Bronzo, caratterizzato da ceramic he dello stile di Rodi- Tindari- Vallelunga. Un unico frammento dello stile di Castell uccio costituisce la testimonianza pili settentrionale di questa classe ceram lea in Provincia di Trapani.

III. I RISULTATI DEL KALAT '95: SINCRONIA E DIACRONIA DEI RINVENIMENTI PREISTORICI (S. Thsa)

La scelta dell ~ area ove effettuare la ricognizione di CUt al presente saggio oltre a rispondere a logiche del tutto estranee alla ricerca archeologica (disponibi lita dell' ente locale, intraprendenza degli organizzatori etc.), tuttavia ben si inquadra nelle problematiche ricosrruttive e conoscitive della Pre- e Protostoria siciliane rispondendo a precise esigenze dettate da una disomogenea articolazione e disponibilita dei dati a livello regionale. In altre parole se non ci pensava Kalat qualcun altro avrebbe dovuto preoccuparsi d' intraprendere una ricerca sistematica di questa territorio, N el panorama generale delle conoscenze pre- e protostoriche della Sicilia, e della sua parte occidentale in particolare, la zona in questione, e pili in generale q uella proprio a diretto contatto con la estremita pili occidentale dell' isola (la zona del marsalese e del trapanese in sensa stretto), risulta del tutto sconosciuta.

Le nostre conoscenze al riguardo si limitano a pochi dati e materiali sporadici raccolti sullisola di Mozia che indiziano una presenza risalente all' eta del Rame, all' antica ed alia media eta del Bronzo, a indizi di frequentazione dell' eta del Bronzo antica e media sullisola di Favignana e a pochi, rna significativi, materiali ceramici, gia divulgati da ehi scrive, risalenti all' eta del Ferro e rinvenuti nel territorio di Paceco (Verderame). Quanto sinteticamente espresso riguarda soltanto laPreistoria pill recente, poiche diverso e il panorama se allarghiamo il nostro orizzonte ai periodi compresi tra il Paleolitico superiore e il Mesolitico, ricchi di testimonianze in grotta di grandi potenzialita anche se aneora poco o nulla analizzati.

Ricognire sistematicamente quest' area, al di 1a del mero interesse conoscitivo, puo assolvere a specifici interessi storicoarcheologici, In primo luogo una delle questioni piu interessanti suI piano storico riguarda i periodi compresi tra la fine dell' eta del Bronzo e il pieno stabilirsi delle colonizzazioni storiche, che nel nostro territorio significa I' emergere di Mozia quale colonia fenicio-punica. II rapporto indigeni-coloni, relativamente nota in altre parti dell'isola, e qui del tutto ignoto anche perche qui il tennine indigene, gia ambiguo per sua natura, 10 diventa ancora di piu trattandosi certamente di Elimi. Andando a ritroso nel tempo, incontriamo un altro "problema" della Preistoria siciliana: la civilta castellucciana, 0 per meglio dire, la sua appendice occidentale detta Partanna e Naro, e possibile che sia stata presente anche in questa parte estrema occidentale dell'isola?

Questi sono soltanto due dei quesiti pill rilevanti che questa parte dell'isola solleva se si parla di Pre- e Protostoria. Ma altri ne sorgono se andiamo ad anahzzare i primi dati del progetto Kalat. Al di hI di talune presenze riferibili al Paleolitico superiore che ben si inquadrerebbero nel panorama gia noto dei vari depositi in grotta del territorio trapanese e delle antistanti isole di Levanzo e Favignana, cia che colpisce e la completa irrilevanza delle testimonianze di epoca neolitica che presupporrebbero un parziale abbandono dell' area dopa le ultime fasi

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epipaleolitiche. Parrebbe che quel processo di attiva acquisizione del modello proto-neolitico, cosi evidente nella non lantana Grotta dell 'Uzzo, sia qui del tutto assente. Gli unici dati relativi al periodo in questione si riferiscono ad un vecchio rinvenirnento di ceramiche stentinell iane di cui la Bovio Marconi ci diede ampio resoconto, da collocare nell a contrada Maiorana di Paceco. Pertanto a giudicare dall ~ evidenza disponibile, parrebbe che la societa neolitica arrivi in questa parte dell'isola nella sua seconda fase stentinelliana, cioe quando era gia ben consolidata. Ma trattandosi di considerazioni basate su dati preliminari il condizionale e dobbligo.

Cia che colpisce maggiormente dei dati del Kalat e la diffusa e abbondante presenza di epoca eneolitica. Parrebbe che una vera e propria colonizzazione dell' area avvenga con la diffusione delle ceramiche de} tipo di San Cono - Piano Notaro e Serraferlicchio. Si ha l'impressione che quella colonizzazione delle aree pianeggianti a vocazione prettamente agricola, che in altre parti dell 'isola avviene con la diffusione deJla ceramica stentinelliana qui sia stata rimandata di oltre un millennia al periodo eneolitico, Ma anche a questa proposito il condizionale e d' obbligo trattandosi di dati prelirninari e di superficie. Inoltre e da chiarire se Ia concentrazione su siti d' altura degli insediamenti eneolitici sia da mettere in relazionc, come parrebbe logico, piu ad esigenze cti controllo agro-pastorale che a preoccupazioni di tipo difensivo.

Certa appare invece, la presenza, sempre a proposito del periodo eneolitico, di qualcosa di veramente unico nel panorama paletnologico siciliano, ove confermata da scavi. Si tratta dell" evidenza di un sepolcreto ad encnytrismos , con ceramiche del tipo San Cono - Piano Notaro e Serraferlicchio, localizzato presso uno dei siti piii importanti dell' area: Montagnola della Burrania, Non conoscendosi attestazioni di questa rituale funerario in periodo COS! antico (dobbiamo artivare alIa media eta del Bronzo per avere qualcosa di simile) ben si comprende come questa rinvenimento rivesta carattere di eccezionalita scientifica per Ie sue implicazioni di carattere etnostorico.

Passando all ~ antica eta del Bronzo il progetto Kalat aggiunge un altro tassello utile per la chiarificazione della diffusione delle varie facies ceramiche di questa periodo nella Sicilia occidentale. Dai dati raccolti si conferma quanta avevamo gia indiziato in seguito a sporadiche ricognizioni passate. La cerarnica di tipo castellucciano inquadrabile nella facies di Partanna e Naro e attestata in questa parte estrema dellisola COSt come risulta presente quella definibile come pertinente 10 stile di Rodi- Tindari- Vallelunga, gia attestata a Mozia, Favignana e Pantelleria. Pertanto mi pare possibile riproporre il modello interpretativo che vede una diacronia tra Partanna-Naro e Rodi- Tintari- Vallelunga e non una sincronia. Ulteriori ricerche dovrebbero confennare pertanto, una sovrapposizione stratigrafica, anche se non netta, tra Ie ceramiche dipinte di tipo cd. castellucciano occidentale (Partanna e Naro) e quelle a superficie grigio-nera lisciata del tipo di Rodi- Tindari- Valle1unga.

Significativa, almena al momento e l ' assenza di testimonianze pertinenti la media e la tarda eta del Bronzo. Per la media eta de1 Bronzo tale assenza potrebbe essere messa in relazione con l' esclusione della nostra zona dai circuiti di scambio che si vengono a creare in questa periodo di ferventi trame commerciali mediterranee. 1 siti nei quali tale presenza thapsiana e attestata nelle vicinanze sono infatti ad alta vocazione strategica, essendo posti in localita pienamente funzionali alle trame marittime, Tali sono infatti, i siti di Mozia e Favignana.

Per quanto attiene ana tarda eta del Bronzo ci attenderemmo la presenza di un vasto insediamento protourbano.ln tale periodo infatti, I 'insediamento si concentra in tutta la Sicilia, in pochi e vasti centri abitati che assumono it carattere di veree proprie compagini protourbane. II sito di Montagna della Borrania potrebbe assolvere a tale funzione, rna j dati raccolti 10

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escluderebbero. Se tale assenza fosse ulteriormente conferrnata dovremmo pensare che quest'area orbitasse in quel periodo, nella sfera dinfluenza di qua1che grande insediamento dell' i nterno come la non lontana Mokarta.

Infine i dati raccolti sul territorio ci confermano la presenza di una capillare presenza in periodo cosiddetto indigeno, cioe in quei secoli che vedono gia l'affermarsi sulla costa dei primi centri coloniali greci e fenicio-punici. Le cararteristiche tipologiche della ceramica raccolta ci inducono a pensare che quest'area sia da inserire nella sfera dinfluenza elima che sembra spingersi sin quasi alla costa dimostrando l' assenza di una politica espansionista

moziese verso l ' entroterra. .

A conc1usione di queste brevi note, ribadendo il carattere di pura ipotericita di quanta fin qui asserito, e utile ricordare l ' interesse del dati raccolti, poiche potenzialmente risoluti vi di alcuni problemi riguardanti Ie dinarniche cronologiche ed etniche de1la Pre- e Protostoria di questa parte dell' isola.

BIBLIOGRAFIA

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Fig. I - Montagnola della Burrania: ricognizione ~. 995

Fig. 2 - Grotta di Timpone Sole (Paceco)

Fig. 3 • Veduta del Pianoro su Montagnola della Burrania in cui e localizzato iJ sito L'Q3211