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Editoriale del Redattore

CHE
MONDO
SAREBBE SENZA
NUTELLA?
Di Vincenzo Scalavino

Il titolo di questo articolo prende in
prestito il famosissimo quanto datato
slogan della Nutella. Non sappiamo
effettivamente se la maggior parte dei
lettori a cui è rivolto il periodico è d’accordo, ma sicuramente, l’interrogativo
sopra citato è perfettamente calzante
con la realtà dei fatti. Nell’arco della
nostra esistenza, ci poniamo moltissimi interrogativi di tutt’altro tenore
(solitamente relativi al nostro futuro),
tanto da far sembrare una simile domanda banale, per non dire inutile e
senza importanza. Premettendo che,
durante la stesura di questo articolo,
sto ascoltando musica, (radiojuke-

boxe), mi chiedo e vi chiedo: NE SIAMO PROPRIO SICURI? Vi siete mai
chiesti se e quanto la musica ha importanza nella nostra vita? Probabilmente, la domanda diretta non ce la siamo
mai posta per il semplice fatto che, con
la musica, se riflettiamo un attimo,
veniamo a contatto, fin dalla nascita.
La ninna nanna per farci addormentare, passando per il suono del carillon,
altro non sono che i primi esempi di
musica per un’ essere umano. E poi
ancora la miriade di filastrocche che ci
insegnavano, per quanto oggi vi sembrino stupide, rappresentano comunque una melodia, e in quanto tale deve

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a mio avviso considerarsi musica. Nel
frattempo cresciamo, e a scuola troviamo la musica oggetto di vera e propria
materia dove ci insegnano a suonare
uno strumento. Ed è cosi che andiamo
avanti a vivere con la musica al nostro
fianco, quasi senza rendercene conto,
fino a quando non cominciamo a concentrare la nostra attenzione su un
unico/a cantante. Si comincia con una
canzone che ci piace, che canticchiamo più volte al giorno. Poi ne esce una
nuova e il copione si ripete, al punto
tale da prendere definitivamente coscienza che quello è il nostro idolo e il
più delle volte associamo le sue canzo-

ni a particolari momenti della nostra
vita e di quel cantante ne diventiamo
ufficialmente fan, tanto da non poter
fare a meno di ascoltarlo in più fasce
della giornata, per non parlare di
quante volte, per smaltire, la rabbia
lo ascoltiamo come si dice in gergo, a
palla. Che sia quindi il tormentone del
momento o il nostro idolo, la musica fa
parte di noi, di QUALSIASI GENERE SI
TRATTI e diventa fondamentale quando ci aiuta a esprimere le nostre emozioni, siano esse positive o negative e
un mondo senza di essa non sarebbe
lo stesso.

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ANNIVERSARY
OF

POPE FRANCIS
Di Ylenia Saccà IV Z

Liceo Linguistico I.M.S. Regina Margherita Palermo

Two years ago, exactly the 13th of March 2013, Jorge Mario Bergoglio was
elected Pope by the Papal Conclave,
after the resignation of Pope Benedict
XVI and what better occasion to talk
about him, if not two weeks after his
anniversary? I know that for the younger generation, myself included, this is
not the kind of article we would read,
because we relate the word “Pope” to
the word “Religion” and, believe it or
not, in the “above-mentioned” generation, Religion is not a mainstay anymore. But I don’t want to talk about
Religion in this article, I want to talk
about Pope Francis and his admirable
behaviour towards the homeless community. We all know that since J. M.
Bergoglio was elected to represent
the highest authority of the Catholic
Church, he has always focused more

on other issues; rather than speak constantly about abortion, homosexuality
and artificial contraception, he wanted the Church to help those who are
poor and marginalized. After all, he is
using the name of “Saint Francis of Assisi”, a famous friar and preacher. As
a member of a mendicant Christian
religious order, his beliefs were Fraternity, Poverty and Humility, and these
are in fact the values that Pope Francis
is trying to promote into the Catholic
Church. First of all, he chose not to live
in the Papal Apartments and he currently reside in “Domus Santa Maria’s
pension”; he also refused to wear both
to the “Pope’s Golden Ring and Cross”
and to use the bullet-proof pope-mobile. He has accomplished a lot of good
deeds for the homeless community, but
in my opinion, two of the many remar-

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kable actions are, in the first place, installing showers and a weekly barber
shop in St. Peter’s Square designated
for the “homeless only”, so they can
shower and cut their hair once a week.
They are also given a kit containing
basic utensils for self-care. Furthermore, he has also hosted 150 clochards in
the Sistine Chapel who wouldn’t have
otherwise been able to visit such an
astonishing monument. They had the
pleasure to meet Pope Francis, who
welcomed them by saying that the Si-

stine Chapel is everyone’s house, he
even blessed Monsignor Konrad Kraijewki, the fund raiser who organized
the guided tour. In addition he asked
the clochards to pray for him because
he needed a prayer from people like
them. I am sure that our beloved Pope,
with his great attitude, can rebuild the
foundation of our Society and why
not, he might also be able to succeed
on reconnecting young people to Catholicism.

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DANZA ORIENTALE
UN TRILLO

PER LA GIOIA

DEL NOSTRO CORPO
Di Gabriele Sajeva IV Z
Liceo Linguistico I.M.S. Regina Margherita Palermo

Raqs Sharqi, un nome che già da solo
evoca atmosfere misteriose. Le origini
della danza orientale sono ancora incerte ma è molto probabile che avesse
un legame con i rituali della fertilità. Si
pensa che le donne danzassero insieme
per onorare la Dea Madre Terra, al fine
di assicurarsi la fertilità. Ancora dopo
secoli Turchia ed Egitto si contendono
il titolo di “Paese Natale” di questo tipo
di danza. Lo stile egiziano è il più diffuso e viene considerato anche lo stile
“classico”: Si balla a piedi nudi e solitamente i costumi di scena sono composti da bra (reggiseno) e gonne a sirena

oppure a ruota. Lo stile della Turchia si
differenzia da quello egiziano: cambia
la musica che diventa più forte e muta
il portamento delle danzatrice poiché
lo stile è meno composto e i costumi
più appariscenti. Oltre a questi due stili principali ne esistono tantissimi altri
come ad esempio il Saidi, una danza
folkloristica che viene ballata con un
bastone agitato tra una mano e l’altra,
indossando una tunica colorata come
costume di scena; oppure le “Bellyfusion” ovvero una fusione tra la danza
orientale (bellydance) e altri stili di
danza. Un esempio è lo stile Tribal Fu-

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sion, danzato con l’aiuto di spade, candele e candelabri di fuoco. In tempi più
recenti questa danza si è diffusa grazie
alla popstar colombiana Shakira che
porta la sensualità della danza orientale durante le esibizioni nei suoi concerti. Negli ultimi anni le scuole di danza
orientale in Italia si sono moltiplicate
e i corsi sono frequentati da bambine,
adolescenti e over 40, rendendo possibile a persone di tutte le età, di vivere
i benefici che questa danza dona. Permette, ad esempio, di lavorare molto

sulla colonna vertebrale e sulle articolazioni, migliorando il senso del ritmo
e la respirazione. La tecnica base è
quella dell’isolamento muscolare che
consiste nel riuscire a far lavorare determinati muscoli, lasciandone completamente immobili altri. Inoltre va
vissuta come un metodo per accettare
maggiormente il proprio corpo e per
aprire la propria mente, anche culturalmente. La danza orientale aiuta a
scoprire l’essere donna e la “dea sensuale” che c’è in ognuna di noi.

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EL

FLAMENCO
Di Evelyn Forestieri e Monica Ganta IV Z

Liceo Linguistico I.M.S. Regina Margherita Palermo

Querriamos hablar de un genero de
danza tipico español. El flamenco es
un estilo musical, una tecnica de pintura y una danza que naciò en Andalucia por parte de los gitanos. El flamenco se desarrollò entre los anos 1860 y
1910. En primer lugar, este tipo de baile se empezò a representar en los cafes
y fue immediatamente amado por los
españoles. Tiene algunas caracteristicas de la edad clasica como el “Conde
Jondo” y el “cante malanconico”. Este
baile se representa tambièn tocando la
guitarra. En el ano 1955 naciò el Renacimiento del flamenco, donde aparecìan los “tablaos”, o sea lugares donde los artistas se esibìan. En este tipo
de baile los hombres utilizan la parte
inferior del cuerpo y tambièn tocan la
guitarra. Al reves las mujeres utilizan
todo el cuerpo, sobre todo los brazos
y mueven los pies con los tacones . Las
mujeres tienen que tener una expresiòn fuerte de la cara, que muestra la
melanconia del baile.

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IL

VIAGGIO
Di Desire La Mantia

Liceo Linguistico I.M.S. Regina Margherita Palermo

Il viaggio e’ importante perché’ ti fa
conoscere posti nuovi .E’ meraviglioso viaggiare e vedere quanto la natura e’ stata generosa. Io non ho mai
viaggiato molto ma quel poco che ho
visto sono rimasta in certi casi affascinata ed in altri molto amareggiata,per
esempio quando con la scuola sono
andata a vedere le prigioni degli Ebrei
in Germania .Pero’ ho visto in altri
viaggi paesi molto caratteristici come
Gubbio,le cascate delle marmore op-

pure l’affascinante Milano con il suo
meraviglioso Duomo,oppure Roma,vedere Piazza San Pietro e’ la scalinata
di Piazza Spagna immersa di fiori. Conoscere altri paesi significa conoscere
altre culture,usanze è meraviglie. E’
bello relazionarsi con altre persone
che non siano della stessa tua città ,Io
ho avuto modo di andare con la nostra
associazione a Milano ho conosciuto
persone simpatiche e sensibili.

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SICILIA
CALCIO E VIOLENZA
NEGLI STADI

CONTRO GLI ARBITRI
Di Heikel Habib Amamou 4° Z
Liceo Linguistico I.M.S. Regina Margherita Palermo

Alla Sicilia spetta il record di aggressioni. Secondo l’Osservatorio della
violenza in Italia, si è registrata una
media di un’aggressione al giorno
nei confronti degli arbitri. A Palermo:
pugni, calci e risse fra i giocatori ma
anche invasioni di campo e agguati. É
un vero e proprio bollettino di guerra
quello che arriva dai campi di calcio

siciliani. Il fenomeno sembra inarrestabile nonostante il consiglio federale abbia deciso, all’inizio del 2015,
di inasprire le pene contro i calciatori
violenti. A Trapani, arbitrare le partite
di calcio sta diventando un mestiere a
rischio, per le continue aggressioni con
tanto di ricovero in ospedale cui sono
costretti i vari arbitri.

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I BENEFECI

DELLA LETTURA
Di Miriam Belattar

Liceo Linguistico I.M.S. Regina Margherita Palermo

Si dice che leggere sia una perdita di
tempo, , che ci sono cose più importanti che leggere un libro. Ma secondo
voi, leggere non è una via d’uscita? Un
via d’uscita da tutti questi problemi,
ma più che altro tragedie? Io leggendo ho ritrovato me stessa e un lessico
nuovo da assimilare. Leggere è libertà
e c’è chi non può farlo, ma vorrebbe.
Il mondo è pieno di “mostri”, che siano persone o oggetti. Leggo perché
immedesimarmi in un’altra vita mi da
il coraggio di affrontare l’imminente
futuro, che ci sia o meno. Perché, oggi

giorno, non si ha la certezza di poter
sopravvivere e diciamolo ragazzi: vivere non è sopravvivere! Se non rischi
non vivi, se non hai il coraggio di dire
la tua, di fare ciò che vuoi, perché
puoi, non puoi vivere! Sopravvivi, vai
avanti, ma solo perché devi. Quindi ragazzi, signori, di tutte l’età: compratevi un “dannato” e leggete! Solo per voi
stessi. Io lo faccio, ed ho solo 16 anni.
E ammetto: non riesco a smettere di
farlo. Leggere è anche un diritto umano, come lo è VIVERE. FATELO.

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