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Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 02/03/2005 - Spediz. in abb. postale: postatarget creative - CENTRO 1/02524/11.

2014 - Posteitaliane
Maggio 2016
Anno XVI - n° 166

L’Editoriale

Un voto di dignità

di Enrico Dello Sbarba

di Nicola Graziani

enricodellosbarba@virgilio.it

Contro
Renzi,
a
prescindere!
Si sta accentuando, anzi si sta
scatenando una violenta polemica, più corretto parlare di aggressione da parte di tutte le
opposizioni contro il PD ma, in
particolare, contro Matteo Renzi accusato di essere il responsabile di tutti i mali del paese,
quelli precedenti, quelli attuali
e di quelli futuri: un’assurdità
che solo una classe politica degenerata, come quella che siamo costretti a sopportare, può
portare avanti.
Senza soluzioni di continuità, in
una anomala, sconvolgente
simbiosi l’antica estrema sinistra
residuale, il centro destra di Berlusconi, con toni, per la verità
un po’ più moderati, quella xenofoba ed estremista della Lega
di Salvini e dei Fratelli d’Italia
della Meloni, hanno un solo
obiettivo, quello di abbattere
Matteo Renzi a qualunque costo disposti ad allearsi anche
con il diavolo.
In una dichiarazione rilasciata
dopo la rottura con Forza d’Itasegue a pag. 2

È un brutto segno, quando un paese non
vuole ricordare. Due anni fa ero in Normandia, per i 70 anni dello sbarco degli Alleati.
Mai mi è capitato di vedere una festa altrettanto grande e sentita. C’erano Obama e
Putin, Merkel e la Regina Elisabetta. Soprattutto c’era una folla indescrivibile. Fu il
momento in cui le democrazie occidentali
(Putin se ne accorse in prima persona) ricordavano a tutti che, senza quei ragazzi ad
Omaha Beach, la storia di ognuno sarebbe
stata diversa, e sicuramente più tetra. Ricordare è ritrovare le ragioni delle scelte di
campo, dei valori di fondo.
Il 2 giugno saranno 70 anni dal referendum
istituzionale. Nessuno lo ricorda. La Repubblica entra ufficialmente nell’età dei venerandi, ma non c’è chi la festeggi. Eppure
anche quella fu una giornata in cui venne
fatta una scelta, anch’essa per il meglio. E
anche in questo caso, senza quella scelta il
nostro presente sarebbe diverso, probabilmente molto meno felice. La Repubblica ci
ha portato il periodo di massima espansione economica e culturale dai tempi del RiCentro Culturale "Le Creste" - Rosignano S.
Venerdì 13 Maggio, h. 17
Conferenza sul tema

La nostra democrazia
dalla partecipazione
al rischio populista
a cura di

nascimento (almeno fino all’inizio degli anni
’90), di massimo godimento delle libertà individuali e collettive nella nostra storia, di
segue a pag. 2

Circolo 'Il Centro' - Via Trieste 7 - Livorno
Lunedì 16 Maggio, h. 18
Incontro con il

Gianni Anselmi

Consigliere regionale PD
Presidente Commissione Attività Produttive
MODERATORE
Enrico Dello Sbarba

Circolo 'Il Centro' - Via Trieste 7 - Livorno
Giovedì 28 Maggio, h. 18
Incontro con il

Lorenzo Bacci
Segretario Provinciale PD

MODERATORE
Enrico Dello Sbarba

Circolo 'Il Centro' - Via Trieste 7 - Livorno
FIDAPA - Sez. di Livorno
Lunedì 6 Giugno, h. 17
c/o Camera di Commercio di Livorno
Sala "Isola d'Elba"
Conferenza sul tema

La crisi nel bacino
del Mediterraneo

Giorgio Kutufà

a cura di

(già Presidente della Provincia di Livorno)

Franco Cardini

INTRODUCE
Maurizio Piccirillo
Responsabile sez. di Rosignano de Il Centro
MODERATORE
Enrico Dello Sbarba

Storico

Sergio Costalli
Presidente CCIAA Livorno
MODERATORE
Enrico Dello Sbarba

2

Politica

dalla prima pagina

Contro Renzi...
lia per le candidature per il comune di
Roma,la Meloni parla addirittura di “Governo infame”.
In effetti tutto questo schieramento si
trova in perfetta simbiosi con i giovani
virgulti del Movimento 5Stelle che nelle
loro quotidiani apparizioni su tutti gli organi di informazione, hanno, come loro
unico ed ossessivo obiettivo, la distruzione del Presidente del Consiglio e del
suo malefico governo. Questo bizzarro ma
pericoloso movimento, cresciuto tra gli
improperi populisti di Beppe Grillo e le
strategie innovative del defunto “gurù”
Gianroberto Casalegno, immediatamente
sostituito dal figlio Davide, non dispone
di una strategia organica e razionale ma
punta solo ed esclusivamente alla completa distruzione dell’attuale sistema statuale.
Aspirano, questi ragazzi e ragazze ad assumere posizioni di comando in grado,
come giornalmente proclamano, di rivoltare l’Italia come un calzino.
La prima battaglia, clamorosamente perduta, è stata quella del cosiddetto refe-

Periodico mensile
del Circolo Culturale

Aut.ne Tribunale Livorno n° 683 del 2/3/2005
Redazione ed Amministrazione:
Via Trieste 7 - 57124 Livorno
e.mail: ilcentro.livorno@gmail.com
www.circoloilcentro-livorno.it

DIRETTORE RESPONSABILE:
Enrico Dello Sbarba
COMITATO DI REDAZIONE:
Massimo Cappelli,
Laura Conforti Benvenuti,
Sergio Cini, Valeria Grillo,
Luca Lischi,
Mario Lorenzini, Angela Simini,
Marisa Speranza, Franco Spugnesi.
Hanno collaborato a questo numero:
Paolo Arzilli, Franco Biancani, Francesco Butini, Sandro Cerri, Renzo
Ciacchini, Laura Conforti, Nicola Graziani, Luca Lischi, Mario Lorenzini,
Ruggero Morelli, Franco Spugnesi,
Giorgio Spugnesi, Lorenzo Taccini.
STAMPA: Editrice «Il Quadrifoglio»,
Via Pisacane 7, tel. 0586/814033 - Livorno

Giornale chiuso in tipografia il 3/5/2016

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

rendum sulle “trivelle” costato agli italiani circa 400 milioni di euro stupidamente
buttati e su cui, questa composita armata
aveva puntato con l’obiettivo di dare una
prima spallata all’odiato Matteo Renzi e
al suo governo.
Ora sta affilando le armi per combattere,
in prima linea, la dura battaglia sul referendum conservativo che si terrà il prossimo ottobre riguardante la riforma di alcune parti della costituzione ivi compreso la nuova legge elettorale “Italicum”.
Una modifica che restituisce, fra l’altro,
al governo centrale importanti poteri
scioccamente delegati alle regioni con i
risultati catastrofici che
hanno ritardato importanti opere essenziali per lo sviluppo del paese: un errore
clamoroso commesso, nei primi anni 2000
dai governi di sinistra.
Come possono Berlusconi e compagni
votare contro, resta nell’ambito dei misteri del trasformismo italiano: tutto è
consentito anche buttare al macello, tesi
sempre sostenute da Berlusconi e compagni e contenute nel famoso accordo
del Nazzareno.
Intanto, una “gruppo di ottuagenari” si
sta stracciando le vesti contro il referendum che metterebbe a repentaglio le scelte, ormai datate, dei padri costituzionalisti: affermano che siamo di fronte ad un
attentato alla Costituzione, senza però
presentare serie proposte alternative da
tutti, fin dai primi anni novanta, ritenute
indispensabili.
Questa eterogenea brigata, nella quale
emerge pericolosamente l’estremismo populista del Movimento 5Stelle, sta affilando le armi per sconfiggere al referendum di ottobre non tanto le proposte di
modifiche istituzionali già approvate dai
due rami del Parlamento ma solo ed esclusivamente la leadership di Matteo Renzi
ed il suo “governo infame”.
Tutti insieme si ritrovano, appassionatamente, per affossare il primo serio tentativo di riforma e di modernizzazione dell’atavico sistema statuale italiano: magari preferiscono assecondare il successo
del movimento 5stelle, una classe dirigente di esagitati che, innalzando la bandiera del più bieco e pericoloso populismo,
rischia seriamente di mettere a repentaglio il sistema democratico basato sul pluralismo e sulle libertà.
Ed è proprio in virtù di questi pericoli
così contingenti che, pur non condividendo appieno le proposte contenute nel
progetto di riforma, specialmente la parte
riguardante la riforma elettorale, ci batteremo perché ad ottobre, quando saremo

chiamati a votare per il referendum conservativo, la maggioranza degli italiani responsabili si esprima per il “SI”.

Un voto di dignità
partecipazione a quello straordinario progetto di costruzione della pace che è e resta, nonostante tutto, l’Unione Europea.
Ma perché dobbiamo avere la memoria così
corta? Eppure, quando siamo riusciti con
uno sforzo enorme a ricordare i 150 dell’Unità d’Italia, abbiamo ritrovato tanta
parte delle nostre radici, abbiamo capito in
fondo cosa siamo e da dove veniamo. Il 2
Giugno è l’altra metà della nostra storia nazionale, ma a nessuno sembra importare.
Anzi, sembriamo essere tutti preda di un
cupio dissolvi per cui ci apprestiamo a prendere, nel nome di un supposto migliore funzionamento del sistema politico, a picconate il miglior frutto di quella stagione nata
della Resistenza. La Costituzione – non
neghiamolo, per favore, non nascondiamoci dietro ad un dito – verrà stravolta nel
suo spirito originario, se le riforme del pacchetto Boschi dovessero passare l’esame
del referendum di ottobre. I poteri dello stato non verrebbero più a bilanciarsi reciprocamente, come invece progettarono i nostri padri costituenti. La revisione della
Carta impostata su una legge elettorale a
sua volta sospettata di incostituzionalità
ci porterebbe ad un sistema in cui l’esecutivo deborderebbe rispetto al legislativo ed
al giudiziario, in cui un partito con il 30 percento dei voti potrebbe, in pochi mesi, non
solo avere il governo, ma anche il controllo delle Camere e determinare l’elezione del
Capo dello Stato. Solo la legge Acerbo seppe fare altrettanto, e senza lo sbarco in
Normandia probabilmente sarebbe ancora
in vigore.
Non è per questo che il 2 giugno 1946 l’Italia
scelse la Repubblica, e prima ancora la migliore gioventù italiana era andata in montagna. Per questo, nei prossimi mesi, facciamo uno sforzo e cerchiamo di ricordare
chi ha dato la propria vita per farci vivere
in dignità. E se non ha dato la propria vita,
almeno seppe dare un voto. Un voto di
dignità.
(e.d.s.) - A riprova che Il Centro ospita, da
sempre, idee e valutazioni pluraliste e
qualche volta anche discordanti con la
linea del nostro periodico, la pubblicazione dell’articolo del carissimo amico e
bravo giornalista Nicola Graziani, nostro
editorialista, ne è una palmare ed evidente conferma.

Politica

periodico online www.circoloilcentro-livorno.it

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A cinque anni dall’uccisione
di Osama Bin Laden
di Francesco Butini
Nella notte tra il 1° e il 2 maggio di cinque
anni fa (2011) un gruppo di Navy Seals
statunitensi scovano e uccidono il fondatore e principale finanziatore del gruppo
terroristico islamico Al Qaeda. L’uomo più
ricercato, da dieci anni, dagli Stati Uniti
viveva nei pressi di una accademia militare pachistana, a circa 150 chilometri dal
confine con l’Afghanistan.
Dagli anni Novanta del secolo scorso il
terrorismo islamico è stato un virus che si
è infilato nelle cicatrici aperte della comunità internazionale, nelle aree del mondo
dove l’autorità degli Stati si è disarticolata, e l’ospitalità di strutture terroristiche è
stata facilitata dal caos politico e militare.
Laddove falliscono gli Stati nazionali, e
falliscono pure i tentativi internazionali di
ricomposizione e restaurazione di una autorità statale, là si installano le formazioni
terroristiche. Così accadde in Afghanistan,
quando la guerra civile tra le fazioni tribali
si scatenò dopo la ritirata dell’Armata Ros-

L'attentato alle Torri gemelle

Osama Bin Laden
sa, e l’avvento del regime talebano creò il
terreno fertile per la protezione dei campi
di addestramento di Bin Laden e della sua
Al Qaeda. Ma questo è successo prima
anche in Somalia, e dopo in Siria, in Yemen, in alcune regioni dell’Iraq, in Libia.
Il radicalismo islamico prende oggi prioritariamente le forme dell’Isis. Al Qaeda
sembra più depotenziata, forse i soldi non
sono più facili come nel decennio precedente, e le azioni militari e di intelligence
messe in campo dall’attentato alle Torri
Gemelle del 2001 hanno comunque indebolito la sua struttura operativa.
Senza esagerare nelle suggestioni analitiche a posteriori, le differenze e le simili-

tudini tra il terrorismo promosso da Bin
Laden e quello dell’Isis suggeriscono
una sorta di evoluzione tenuta insieme
da una immagine comune: il Califfato.
Questo richiamo ad una mitica età dell’oro del mondo musulmano ha indubbiamente una presa fascinosa nelle menti di masse deluse e impoverite all’interno delle società arabe. Probabilmente,
non è nulla di più di un effimero fascino.
Sicuramente, l’idea di Califfato implica il
superamento degli Stati nazionali arabi
nati in gran parte nel processo di decolonizzazione a cavallo della Seconda
Guerra Mondiale.
L’idea di Califfato ha dunque un potenziale eversivo sugli attuali Stati nazionali. Al Qaeda è sembrata più concentrata
nella distruzione degli attuali Stati, l’Isis
sembra più attenta a costruire il nuovo
Stato del Califfato.
Noi abbiamo davanti alle nostre coste
una regione con le caratteristiche tipiche dell’infiltrazione terroristica. La Libia del dopo-Gheddafi è senza una autorità statale condivisa e riconosciuta, i
territori sono l’uno contro l’altro come
lo sono le tribù e la loro storia, e i gruppi
terroristici dell’Isis vi sono infilati con
tempestività.
A cinque anni dalla morte di Osama Bin
Laden molti problemi sono ancora sul tavolo. Pur in forme nuove, ci sono prassi
e fenomeni ricorrenti. Li stiamo rivivendo, come qualche anno fa.

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Politica

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La “maggioranza silenziosa”
e il “ceto medio riflessivo”
di Massimo Cappelli
L’uso dell’espressione “maggioranza silenziosa” risale agli anni sessanta. Allora
divenne famosa perché utilizzata dal Presidente americano Nixon per indicare la
gran parte della popolazione, poco impegnata nella politica, che si esprimeva solo
al momento del voto. Nel caso di Nixon
una maggioranza moderata, di tendenza
conservatrice, che sosteneva la politica
governativa americana più di quanto i
sondaggi lasciassero intendere.
Una decisiva manifestazione della “maggioranza silenziosa” si ebbe in Francia
nelle elezioni politiche del giugno 1968,
conseguenti agli scontri del “Maggio francese”, che comportarono gravi tensioni
sociali con il blocco di scuole, fabbriche,
ferrovie.
In Francia si arrivò sull’orlo dell’anarchia
ma alle elezioni il partito gollista ottenne
la maggioranza assoluta con 385 seggi su
485 e la sinistra estremista e antagonista
conobbe una dura sconfitta.
Il movimento sessantottino francese fu
battuto anche nelle piazze, con una grande manifestazione della “maggioranza silenziosa”, che portò a sfilare per gli Champs Elysees circa 1 milione di persone per
la stabilità politica del Paese.
La stabilità del Paese. E’ questo in definitiva il parametro più importante che conferisce la maturità politica e la affidabilità
interna e internazionale.
E’ un riferimento che porta i grandi investitori a rischiare o meno i loro capitali in
un Paese, con conseguenze positive o

FRATELLI NERI
S.P.A.
LIVORNO - ITALY

negative in termini di occupazione e progresso economico e sociale.
Se guardiamo all’Italia, il momento in cui
la “maggioranza silenziosa” si espresse
con più evidenza, furono le elezioni politiche del 1948 che, davanti al pericolo di
una avanzata del Partito Comunista, portarono la Democrazia Cristiana, partito moderato, cattolico, di centro, al 48,51%. Tuttavia, poiché il sistema elettorale era rigidamente proporzionale, la storia parlamentare del Paese è stata tutto un susseguirsi
di coalizioni governative di partiti caratterizzate dalla precarietà.
Non a caso i governi del dopoguerra sono
stati oltre quaranta, con tutte le disfunzioni organizzative che possiamo immaginare, creando all’Italia la fama di un Paese
democratico, ma politicamente instabile.
In tempi più recenti le cose sembrano essere cambiate. Il dopo tangentopoli, che ha
visto la scomparsa dei partiti tradizionali, è
stato segnato dal 1994, per circa 20 anni,
dalla prevalenza di governi di destra a guida Berlusconi. Caduto anche quest’ultimo,
soprattutto per sue vicende personali più
che politiche, la guida è passata, dopo alterne vicende e governi di emergenza, quali quello Monti, al Partito Democratico.
Partito di centrosinistra dove ,soprattutto
con l’avvento quale leader di Matteo Renzi, si è allargata la base del consenso anche a aree moderate, anche se ciò ha comportato la perdita di esponenti di una sinistra più radicale. Come ebbe modo di dire
in una delle sue riflessioni Massimo
D’Alema, la spina portante del PD non
sembra più essere la base operaia del vecchio PCI, bensì il ceto medio. D’Alema usò
il termine “ceto medio riflessivo”, quindi
non un po’ qualunquista come quello forse delle vecchie “maggioranze silenziose”,
bensì un elettorato che si adopera perché
il Paese abbia quella stabilità necessaria
per essere considerato nel consesso internazionale.
Una prima testimonianza la abbiamo avuta con le elezioni europee del 2014 dove il
Partito Democratico ha raggiunto il 40,82%
dei voti, la più alta percentuale di un parti-

to in tutta Europa.
Se ricordiamo i sondaggi della vigilia davano il PD e la nuova formazione populista del Movimento 5 Stelle alla pari . Ciò
portò il “vate” Beppe Grillo a tuonare nelle
piazze che le elezioni avrebbero sancito il
sorpasso dei 5 Stelle, le dimissioni del
governo e nuove elezioni politiche per
una nuova guida del Paese. Il tutto condito da colorite espressioni tipo: “li prenderemo tutti a calci nel c..o” etc..
Il risultato delle urne fu l’opposto, il Movimento 5 Stelle perse cinque punti non
superando il 22% , quasi doppiato dal PD.
In tempi recentissimi il referendum sulle
estrazioni di gas al largo delle coste italiane può essere considerato un altro esempio di manifestazione ,questa volta del non
voto, della maggioranza silenziosa.
Non tanto per il contenuto del referendum, quanto per come le forze politiche
lo avevano trasformato.
Da consultazione quasi tecnica su un argomento impropriamente referendario, a
test sul governo dove tutte le opposizioni
sia di destra che di sinistra invitavano a
votare per abrogare la normativa in essere
, mentre il governo aveva giustamente invitato all’astensione per evitare un danno
all’economia e all’occupazione del Paese.
Il modesto afflusso alle urne intorno al
31% e l’astensione intorno al 69% hanno
nuovamente indicato la volontà della
“maggioranza silenziosa”.
Il prossimo test sarà il referendum popolare che si svolgerà in autunno per confermare o bocciare la riforma costituzionale varata dal parlamento, con forti riduzioni dei costi della politica, semplificazione dell’iter parlamentare e legislativo con il passaggio dal bicameralismo ad
un sostanziale monocameralismo.
Vedremo come andrà a finire. Il test è importante, in caso di bocciatura Renzi ha
già preannunciato le sue dimissioni e il
ricorso a nuove elezioni politiche. E’ una
ulteriore prova per vedere se l’Italia continua sul percorso della stabilità politica
o ripiomba nella instabilità che per tanto
tempo l’ha caratterizzata.

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Economia

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Presentato al meeting di Confindustria per guidare la Toscana costiera verso un Rinascimento digitale

Il progetto New Deal 2.0 della Scuola Sant’Anna
di Ruggero Morelli

«La logistica, la sanità e l’economia circolare della Toscana occidentale devono
diventare le migliori al mondo. Dobbiamo
mirare all’eccellenza. Lo possiamo fare, ne
abbiamo le conoscenze e le capacità». Il
professor Paolo Dario, docente di robotica biomedica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e direttore dell’Istituto di
Biorobotica,nel corso del meeting organizzato da Confindustria Livorno presso
l’azienda Kayser Italia, ha illustrato il progetto New Deal 2.0 che punta alla ripresa
economica della Toscana Occidentale, alla
presenza del Presidente della Commissione Toscana costiera Antonio Mazzeo e di
Amministratori e Imprenditori.
L’evento è stato organizzato nell’ambito
delle iniziative per supportare il rilancio
competitivo del territorio. «E’ con soddisfazione che Confindustria ha promosso
quest’interessante iniziativa.» - sottolinea
il Presidente di Confindustria Livorno
Alberto Ricci – «Il progetto del professor Dario mira a far diventare la Toscana
una «regione imprenditoriale», con la
politica che chiede alle Imprese servizi di
eccellenza per creare posti di lavoro di
qualità e rimettere in moto l’economia».
Le parole chiave sono tre: salute, logistica ed economia circolare (termine che
definisce un sistema economico che si rigenera da solo, senza sprechi, ma valorizzando ciò che esiste).
Questi i punti da dove parte il “Piano per
lo sviluppo della Toscana basato sull’innovazione e sull’economia digitale (“New
Deal 2.0”), in cui la nostra regione non si
ferma a un’immagine da cartolina, ma
scommette sulle capacità di innovazione
tecnologica.
«Leggendo i lavori della Commissione
Regionale , il professor Dario ha ritenuto
opportuno presentarci un progetto sul rilancio della costa realizzato con altri colleghi del Sant’Anna » - ha spiegato Antonio Mazzeo, presidente della Commissione Toscana costiera - «Dal momento
che andremo a predisporre un contributo
al piano regionale di sviluppo e abbiamo
di fronte il tema centrale del lavoro e dell’occupazione, la nostra risposta passa
anche dalla capacità di saper tradurre in

valore le tante esperienze positive».
«Il “pubblico” afferma il professor Dario
- potrebbe finanziare le imprese non con
un supporto puro e semplice, ma attraverso un appalto di grande respiro per pun-

Prof. Paolo Dario

tare a sviluppare e utilizzare nuove tecnologie partendo dai prodotti».
L’azione regionale potrebbe essere diretta ad acquistare nuovi prodotti e servizi,
attraverso lo strumento del Pre-Commercial Procurement (Pcp), al quale la legislazione europea concede una deroga al
divieto di aiuti di Stato. L’illustrazione del
Piano ha incontrato l’apprezzamento dei
commissari.
«Dobbiamo far viaggiare la Toscana a
un’unica velocità» - conclude Mazzeo «e per farlo sulla costa servono ventimila nuovi posti di lavoro. Questa e altre iniziative gia’ in corso, attuate da
Multinazinali e PMI, possono risollevare le sorti della costa dal punto di vista
industriale e non solo. È una sfida importante che dobbiamo cogliere e che
presenteremo alla Giunta per farla finanziare. Vedo in questo un Rinascimento
digitale».

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Attualità

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

L'editoriale di Sergio Costalli sull'ultimo numero di CentrostudiLivorno.news,
il periodico di informazione economica e statistica del Centro Studi e Ricerche

Abbiamo già dato...
Mi sia consentito un inciso personale
che ritengo analogo e comune a molti
altri della mia età.
Mentre scrivo vedo davanti a me, collocato sulla mensola tra i miei libri, il
“gavettino” di mia mamma, operaia,
mutilata del lavoro a quindici anni, amputata della mano destra. E’ un “gavettino” dell’altro secolo, quando le
mense aziendali erano ancora in gran
parte da venire, in acciaio inossidabile, un vero lusso per quel tempo.
Penso ai miei zii contadini ed alla loro
fatica quotidiana, rivedo i loro volti segnati dalle stagioni, avverto ancora il
caratteristico odore della loro casa e
dei loro abiti, una combinazione di
odori di stalla, di cantina, di “fettucce” di barbabietole, di fumo del “foca-

Al via la rotta
Pisa-Praga
Czech Airlines ha inaugurato nei giornio scorsi il suo primo volo di linea stagionale Pisa- Praga con un ATR 72500. L’aereo con livrea SkyTeam è atterrato a Pisa alle ore 13:55 ed è decollato per Praga alle ore 14:25. Pisa è
una delle 11 nuove destinazioni che
Czech Airlines offrirà durante la stagione estiva.
Czech Airlines offre da Pisa tre collegamenti settimanali per Praga, operando il Martedì, Mercoledì e Sabato
per permettere ai toscani di trascorre
un week-end lungo a Praga.
La tariffa da Pisa per Praga solo andata, tasse incluse e con un bagaglio da
stiva di 15Kg è a partire da Euro 92,
mentre la tariffa andata- ritorno è a partire da Euro 176. I biglietti ed i servizi
aggiuntivi possono essere acquistati
sul sito di Czech Airlines
www.czechairlines.com, attraverso il
Call Centre, le biglietterie della compagnia e nelle agenzie di viaggio.

rile”, di sapone prodotto in casa e di
bucato fatto con la cenere.
In casa non mancavano le discussioni
per l’acquisto di libri e giornali: soldi
sprecati.
Mio nonno materno, analfabeta, “inventore”, con plauso aziendale, di un
sistema meccanico veloce di scarico dei
carrelli del carbone, rovesciò nel fiume
(negli anni Cinquanta era ancora in uso
scaricare “nella Cecina” i rifiuti ingombranti) una intera biblioteca ricevuta
in eredità alla morte del “gibboso” cugino1, antifascista e socialista, del quale si narrava che avesse custodito la
bandiera della locale sezione del Partito durante la dittatura.
Mio nonno paterno, disoccupato dalla
crisi del 1929, rimase bracciante e operaio a giornata per il resto della sua vita.
Vedo attorno a me la mia prima casa,
una soffitta che oggi verrebbe definita
come “attico mansardato”, caldissima
in estate e freddissima durante l’inverno, con latrina in comune posta sul pianerottolo di “mezze scale”: i miei nonni vi hanno abitato fino ai primi anni
Sessanta. Non avevamo, come tanti
allora, acqua corrente, né fornelli a gas
o elettrici, né ovviamente frigo, televisore, telefono, moto, auto, né andava-

Vieni alla CISL

mo in vacanza e pranzare fuori significava mangiare coi “casigliani” nel cortile comune.
Avevamo invece un piccolo armadio
che conteneva gli abiti e la biancheria
di tutta la famiglia e possedevamo anche una radio a valvole, quasi più grande dell’armadio, che si illuminava nel
fondo del sottotetto.
Rammento la successiva avversione ai
miei studi liceali ed universitari: peccavo di superbia in quanto deviavo
dalla strada segnata e andavo contro il
destino che ci obbligava all’ignoranza
ed ai lavori umili. I libri mi affascinavano, come doveva senz’altro essere accaduto anche al “gibboso” cugino, erano la vita e la via da seguire.
Volevo anch’io costruire il mio piccolo
mulino per intercettare il vento del cambiamento... a me è andata meglio che ai
miei (son della razza mia, per quanto
grande sia, il primo che ha studiato)2
ma è a loro ed ai loro sacrifici che sono
comunque debitore e quindi, per favore, non venite a parlarmi di “decrescita
felice”: abbiamo già dato…
Sergio Costalli
(Footnotes)

1

Con un fisico ed un sembiante

gramsciani.;

2

Francesco Guccini: L’avvelenata.

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@ 9 maggio: giorno dedicato alla festa
dell’Europa. In Italia si ricorda anche
la giornata delle vittime del terrorismo e
in particolare Aldo Moro, ucciso dalle
Brigate Rosse il 9 maggio 1978.
Uno statista di grande levatura che abbiamo l’obbligo di richiamare alla memoria per quello che ci ha trasmesso
con il suo esempio di rettitudine e di
impegno. Affermava nel dicembre 1974:
“è vero che il Paese corre più veloce...
è vero che l’Italia cresce e mal si adatta agli schemi angusti del passato. (…)
La mia richiesta non è di mettere in stato di accusa il nostro Paese, che amo
nella sua intensa bellezza e nella sua straordinaria vitalità, ma di impegnarsi, tutti, in modo che in un’armonia feconda
sia scongiurata la decadenza, siano affrontate le sfide del nostro tempo, sia
assicurato al nostro popolo, nella concordia di intenti propria delle ore difficili, il suo avvenire di libertà, di benessere, di pace”. Il ricordo di Aldo Moro
sia un impegno a “far posto alle cose
grandi”, a mettere da parte le cose mediocri, per ridare slancio e fiducia al
nostro Paese!

Aldo Moro (1916-1978)

@ Buon compleanno internet! Il 30 aprile del 1986 dal Cnuce del Cnr di Pisa
partiva il primo collegamento italiano alla
rete americana Arpanet. Trent’anni di
internet: uno strumento che ha mutato
radicalmente il nostro modo di vivere,
di fare scuola, di lavorare, di interagire.
Internet ha messo in atto una rivoluzione nelle relazioni e nei rapporti umani
(favorendo il cinguettare!). Anche il
mondo più lontano è diventato vicino.
Anche le testate più tradizionali e i per-

Cinguettare
di Luca Lischi

sonaggi più scettici si sono “convertite ad internet”. Con un click è possibile accedere a milioni di informazioni e
“sapere” in tempo reale quello che accade. “Tutto è intorno a te!” Internet è
penetrato nelle nostre vite, a noi saperlo “ben governare”!

@Amoris Laetizia del Santo Padre
Francesco: un’esortazione apostolica
sulla famiglia. Ancora un’attenzione
primaria della Chiesa nei confronti della famiglia. Il desiderio di famiglia resta vivo nonostante i molti segni di crisi del matrimonio. Sostenere la famiglia è dare vita al mondo, alle nostre
città affaticate e stanche. Famiglia e
casa sono un binomio inscindibile.
Spesso la mancanza di una casa porta
a rimandare la formalizzazione di una
relazione. Così come la mancanza di
un lavoro stabile. Auspichiamo che si
trovino forme nuove di attenzione alla
famiglia, bene primario della società.
“La famiglia è un bene da cui la società
non può prescindere, ma ha bisogno
di essere protetta”, quindi bisogna “insistere su più diritti della famiglia, e non
solo sui diritti individuali”.

@ Lascia questa vita terrena un padre
gesuita, Valentino Davanzati, a cui la
mia generazione deve molto per aver
trasmesso almeno una base di cultura
cinematografica. I Cineforum, da lui
promossi presso il centro artistico “il
Grattacielo”, sono stati un saldo punto
di riferimento formativo ed educativo
per moltissimi livornesi. Non avrei mai

Cinguettare

7

conosciuto alcuni autori eccezionali,
(penso al regista polacco Kieslòwski
con i 10 mediometraggi dei 10 Comandamenti) se lui non li avesse proposti.
Il suo carisma di cultore cinematografico (e non solo) ha lasciato un segno
indelebile nella storia culturale della nostra città. Speriamo che a lui sia dedicata, se non una via, almeno una sala
(teatrale-cinematografica). Chi di noi lo
ha conosciuto conserverà sempre il ricordo della sua acutezza e del suo carisma comunicativo. Grazie padre Valentino per aver condiviso con noi la tua
spiccata intelligenza!

@ La cucina livornese, grazie a molti
ristoratori “in gamba” che lavorano con
serietà nei loro ristoranti e che vanno
“girovagando” per fiere internazionali di
grande visibilità mediatica e con un vasto pubblico al seguito, è molto apprezzata e riscuote successo e attenzione.
Se poi parliamo di provincia di Livorno
e insieme alla cucina uniamo i vini, non
siamo certo da classifiche di fondo!
Anzi siamo da primato!
Ancora un plauso a Michelangelo dell’Aragosta che non si ferma mai nel
prendere al volo occasioni ghiotte e di
grande visibilità. Dopo Vinitaly, Slow
Fish, Salone del Gusto, Expo....Sarà
anche al Cibus a Parma, il salone internazionale dell’alimentazione. Meno male
Livorno si salva con la cucina!

Lo chef Michelangelo dell'Aragosta

8

Spigolature

I persecutori
Le studiano tutte. L'ultima: hanno denunciato il mancato pagamento delle
targhe esterne alle sedi politiche del
PD e di Rifondazione Comunista.
La fertile fantasia dei grillini rosignanesi non ha limiti nè confini.
Poi magari sono morosi, secondo
quanto pubblicato da Il Tirreno in cronaca di Rosignano, per i mancati pagamenti di utilzzo di sedi comunali per
iniziative politiche.
Insomma, continuano a seminare solo
confusione, è una logica solo distruttiva, senza limiti.

I supermen
Loro, i grillini, sono infiniti, supereriori agli
umani.
Anche nel Parlamento Europeo dove per
fare gruppo di sono alleati con i razzisti di
Farage - componente dell'estrema destra
inglese - disdegnano ogni tipo di rapporto.
Recentemente, come scrive in un servizio
- Paolo Valentino - sul Corriere della Sera
di venerdì 22 aprile - Carlo Calenda - il rappresentante dell 'Italia in Europa -, ha riunito gli europarlamentari italiani, ha stabilito un rapporto organico e continuativo
sulle posizioni del governo italiano sui
principali dossier relativi all'Unione Europea.
Erano presenti tutti e tutti hanno apprezzato l'opera che Calenda sta svolgendo in
favore del nostro paese, perfino l'ultras leghista Mario Borghezio ha avuto espressioni di elogio (sic!).
Chi erano gli unici assenti? Ma è ovvio, i
supermen, i parlamentari grillini... loro giocano sempre in proprio, proseguendo in
uno stupido, sciocco ed irritante isolazionalismo.

Rieccolo!!
Non se ne sentiva proprio la mancanza.
Dopo le grandi gesta di Di Pietro, in parlamento, il clamoroso fallimento di De Magistris a Sindaco del Comune di Napoli ed il
discutibile atteggiamento di Emiliano, Governatore della Regione Puglia, ecco scendere in campo "il grande Pierfilippo Davigo", esponente di rilievo di "Mani Pulite"
il quale, dopo parecchi anni di oscuramento, è stato eletto alla presidenza della As-

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

e
r
u
t
lo a
g
i
Sp
sociazione Magistrati.
Non si era ancora seduto su quello scranno (l'incarico meno male durerà solo un
anno), che ha scatenato una violenta polemica contro i politici definiti tutti ladri e
corrotti sollevando, naturalmente, un vespaio di polemiche e di proteste: è stato
criticato anche dal Vicepresidente del
Consiglio Superiore della Magistratura.
Gli unici che lo stanno sostenendo, naturalmente, Grillo ed i suoi seguaci insieme
a quello che resta della sinistra comunista.
Ne sentivamo proprio il bisogno!!

I colpevoli
son solo gli altri
La logica giustizialista dei grillini ha
trovato un nuovo motivo negli ultimi
avvisi di garanzia pervenuti ad esponenti di altri partiti ed in particolare
del PD.
Salvo poi autoescludendosi, o come
ha affermato il loro parlamentare
Fico "verifichiamo", quando gli avvisi di garanzia colpiscono esponenti
eletti o assessori dei 5Stelle.

Ma i consiglieri
comunali morosi...
E' caduta in un silenzio tombale la notizia
apparsa sui quotidiani locali secondo cui
quattro o cinque consiglieri del comune
di Livorno (uno appartenente al PD e gli
altri al M5stelle (inaudito) sarebbero morosi verso il Comune di Livorno per multe
accumulate negli anni e mai pagate).
Si profilava, addirittura l'ipotesi di dimissioni obbligate! Non ne abbiamo saputo
più nulla! Che strano è?

Vergogna
Nel corso dell'incontro di calcio tra l'Inter e
l'Udinese svoltosi a Milano sabato 16 aprile
i ventidue giocatori schierati in campo erano tutti stranieri. Nel big match di lunedi 25
tra Roma e Napoli in partenza gli italiani presenti erano due.
E' una vergogna ed è la causa principale
della crisi del calcio italiano a livello internazionale. Forse è giunto il momento che la
Federazione assuma provvedimenti per porre fine a questo autentico scandalo.

Ardua
assoluzione
Un signore in confessione:
“Ho peccato!” “Dimmi, figlio,
il tuo nome”. “Sono Prodi”.
“Presidente del Consiglio?”
“Già lo fui, ora non più”.
“Il tuo caso è complicato!
Non ne ho la competenza,
meglio andare al Vescovato!”
Anche il vescovo: “Chi sei?”
“Sono Prodi, ex Presidente
del Consiglio dei Ministri”.
“Non ci posso fare niente!
Meglio tu vada più in alto!
Vai dal Papa in Vaticano,
lui sarà più competente,
del tuo caso io son profano!”
Lo riceve pure il Papa.
“Chi sei tu?” “Mi chiamo Prodi!”
“Proprio quello che io penso?
Non ti posso scioglier nodi!
Devi andare ancor più in alto,
da chi conta più di me.
In Cappella c’è una croce,
proprio quel che fa per te!
Lì rivolgiti al Signore,
certo ti potrà ascoltare!”
Se ne va nella Cappella:
“Cristo, mi vo’ confessare!”
Una voce dalla croce:
“Ma chi sei?” “Io sono Prodi!”
“Quello che per gli italiani
fu la fine del bengodi?
L’ex dell’IRI Presidente
che lo rese disastrato?
Quello mezzo comunista
che ha il popolo stremato?
Quello che inventò le tasse,
quando fece il Presidente,
sopra il lusso e sui risparmi,
anche sul conto corrente?
Quello che spremé la gente
per far la Comunità,
per entrare nell’Europa
lire ad euro da scambia’?

Franco Biancani

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Livorno

79

FIRMATO A PALAZZO ROSCIANO IL CONTRATTO DI PRESTITO FINANZIARIO

BEI: 90 milioni sul porto
di Cristina Battaglini
E’ stato firmato a Palazzo Rosciano l’accordo per il prestito di 90 miliardi di euro
erogati dalla Bei, la Banca europea degli
investimenti. Alla firma, il Commissario
Straordinario dell’Autorità Portuale livornese Giuliano Gallanti, e per la Bei il vicecapo dipartimento operativo per i finanziamenti di Italia e Malta Alessandro Izzo,
alla presenza dell’avvocato Sara De Maria e del responsabile dell’istruttoria Andrea Kirschen.
Il finanziamento servirà per attuare le opere di cui nel piano triennale 2016/2019
(spesa prevista: 121 milioni), ricordiamo il
microtunnel del Canale Industriale, i lavori al canale di accesso del porto al Marzocco e Banchina Tripoli, gli approfondimenti degli accosti in Darsena Petroli, una
parte delle spese per i dragaggi per la
Darsena Toscana e Bacino di Evoluzione,
canale di accesso e allargamento dell’im-

boccatura Sud.
Si liberano quindi risorse per
finanziare altri progetti anche
relativamente alla Darsena Europa, per il quale l’Autorità
Portuale si è impegnata per 200
milioni. Il tasso di interesse che
l’Autorità Portuale dovrà pagare per il prestito Bei è bassissimo (meno dell’1%) e il mutuo dovrà essere rimborsato in
20 anni.
Andrea Kirschen non ha na- Da sinistra: il notaio Gianluca Grosso, Sara De Maria, Gallanti,
Alessandro Izzo, Andrea Kirschen.
scosto la propria soddisfazione per l’operazione finanziaria,
per la programmazione economica e va a
che- ha spiegato- è ampiamente giustifisommarsi ai 200 milioni messi a disposiziocata dalla qualità dei miglioramenti strutne dalla Regione Toscana e ai 289, 7 milioturali e di efficientamento del porto di Lini da ascriversi alla Port Authority tra crevorno. Per quanto concerne i finanziamendito bancario e risorse liberatesi grazie al
ti, è inoltre recentemente stato erogato il
maxiprestito della Bei.
finanziamento di 50 milioni di euro alla Port
Un nuovo determinante fattore per il proAuthority per gli interventi relativi alla recesso di realizzazione della Darsena Euroalizzazione della Darsena Europa. E’ stato
pa.
assegnato dal Comitato Interministeriale

PIATTAFORMA EUROPA

Dal Cipe arrivano altri 50 milioni
50 milioni di euro alla Port Authority
per il L’investimento, approvato nei giorni scorsi nell’ambito dell’Accordo di
programma per il rilancio competitivo
dell’area costiera livornese, va ad aggiungersi ai 200 milioni di euro messi
a disposizione dalla Regione Toscana
e ai 289,7 milioni cui la Port Authority
farà fronte riccorrendo in parte al credito bancario, in parte usando le risorse proprie, ovvero quelle che si sono
liberate anche grazie al maxi prestito
da 90 mln che la Banca Europea degli
Investimenti ha concesso all’Autorità
Portuale di Livorno per il finanziamento di alcune opere infrastrutturali già
cantierate.
«Con lo stanziamento dal Governo nazionale – ha dichiarato il commissario
dell’Apl, Giuliano Gallanti - il processo di realizzazione della Piattaforma
Europa, avviato a gennaio con la pubblicazione del bando di gara, riceve
un nuovo concreto impulso. L’interes-

samento del Governo pone una garanzia sul futuro del porto».
«Sebbene ampiamente annunciato –
ha aggiunto il segretario generale della Port Authority, Massimo Provinciali
– l’investimento del Cipe è la conferma che il Governo tifa per Livorno. Il
risultato raggiunto arriva al termine di
una serie di impegni e azioni che Ministero delle Infrastrutture, Regione e
Port Authority hanno portato avanti nel
corso di questi anni: dopo aver approvato, in tempi brevi, il Piano Regolatore Portuale, ora mettiamo un altro importante tassello su un percorso ben
avviato: la Piattaforma Europa rappresenta un’occasione di sviluppo per tutto
il territorio e dà avvio ad una nuova stagione che speriamo possa regalare altre soddisfazioni».
Il costo complessivo per la realizzazione della prima fase della Piattaforma Europa, comprensiva della costruzione di un moderno terminal conteni-

tori adatto a ricevere le navi di ultima
generazione, è di 866,4 mln di euro,
668 per le opere civili, 180 per l’allestimento operativo del terminal e 13 per
la progettazione.
La sua realizzazione verrà attuata percorrendo un doppio binario:
1) Una gara di finanza di progetto per
l’individuazione del promotore finanziario che dovrà progettare, realizzare e gestire il terminal container.
La gara è stata pubblicata all’inizio
dell’anno e il termine per la presentazione delle domande di partecipazione è stato fissato per il prossimo 30 giugno. Il valore del project
financing è di 504 milioni di euro, di
cui 326 a carico del privato.
2) Una gara in appalto pubblico per la
realizzazione delle opere di interesse generale per il porto, i cui costi
saranno a totale carico pubblico, per
un totale di 362 milioni di euro.

10 Livorno

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LA PORT AUTHORITY E IL PROGETTO DI ORIENTAMENTO ALLE PROFESSIONI

Il Porto: un ponte tra i giovani e il lavoro
Mille studenti hanno partecipato alle giornate di approfondimento dedicate
alle figure professionali dello scalo labronico. Larga adesione da parte degli operatori

Massimo Provinciali, segretario generale dell'APL, e la prof. Cristina Grieco, assessore regionale all'istruzione e formazione.
Mille studenti. Tanti sono i ragazzi che
quest’anno hanno partecipato al progetto di orientamento alle professioni promosso dall’Autorità Portuale in sinergia con
gli operatori.
In undici giornate di approfondimento,
tenutesi in poco più di un mese, dal 9 marzo al 3 maggio, i giovani provenienti dall’Istituto Nautico Cappellini, dal Vespucci
e dal Liceo Cecioni, hanno potuto vedere
più da vicino come funziona un porto e
capire quali sono le figure professionali
interessate nella catena logistica integrata dalla banchina alla consegna della merce. Non solo, diverse lezioni sono state
dedicate agli aspetti amministrativi e contabili delle Amministrazioni pubbliche; a
quelli connessi all’utilizzo dei fondi strutturali europei e ad altri correlati al marketing territoriale e all’accoglienza turistica
del settore della crocieristica.
«Siamo soddisfatti – ha detto il dirigente
promozione e studi dell’APL, Gabriele Gargiulo – il progetto di orientamento alle professioni del porto ha riscosso un buon
successo, richiamando migliaia di studenti. È la conferma che lo scalo labronico è
per molti giovani la principale, se non l’unica, speranza per rimettere in gioco il futuro del nostro territorio».
Al percorso di orientamento hanno aderi-

to la Capitaneria di Porto e i principali
stakeholder della comunità portuale: dagli agenti raccomandatari marittimi agli
spedizionieri, sino ai piloti, agli ormeggiatori, ai rimorchiatori e ai terminalisti.
Hanno partecipato anche gli stessi dipendenti dell’Autorità Portuale, che si sono
messi a disposizione dei ragazzi per spie-

gare funzioni e attività dell’ente di governo del porto.
«Il collante più importante tra il porto e la
città sono le persone – ha deichiarato il
segretario generale dell’APL Massimo
Provinciali - ed è alle persone, in particolare ai ragazzi, che dedichiamo ogni anno
le nostre attenzioni, rinnovando iniziative
ad alto valore educativo, come Porto Aperto, e sviluppando percorsi di orientamento alle professioni del mare che speriamo
possano essere utili al futuro personale
degli studenti. Oggi abbiamo gettato un
seme su un terreno che ci auguriamo possa dare, nel medio e lungo periodo, buoni
frutti».
Alla conferenza stampa è intervenuta anche l’assessore regionale Cristina Grieco:
«Devo ringraziare Port Authority, Porto di
Livorno 2000 e Camera di Commercio per
queste belle iniziative – ha detto –, quando ho iniziato la mia esperienza come dirigente scolastica al Vespucci c’era come
un muro ideale tra il porto e la città. Negli
ultimi anni la situazione è cambiata in meglio: è fondamentale che la scuola e il
mondo del lavoro continuino a parlarsi e
la risposta da parte del territorio non è
mancata».

CONGRESSO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI NEFROCARDIOLOGIA
AL LEM NEI GIORNI 12-14 MAGGIO

A Livorno si parla di medicina
Finalmente anche a Livorno si svolgerà un evento scientifico di grande interesse nel campo
della medicina. Per la prima volta infatti la città ospiterà un Congresso Nazionale, quello
della Società Italiana di Nefrocardiologia (VIII Congresso Nazionale).
L’organizzatore di questo prestigioso convegno è il Prof. Giampaolo Bernini, noto accademico
pisano che lavora presso Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale (Centro Regionale
di Riferimento per la Diagnosi e Terapia dell’ Ipertensione e dell’Ipotensione Arteriosa) dell’Università di Pisa.
Incaricato dal Consiglio Direttivo della Società, di cui è membro oltre che Segretario Nazionale, ha deciso di realizzare questo evento a Livorno, sua città natale, anziché nelle sedi pisane più
comunemente utilizzate per questo genere di prestigiosi appuntamenti.
Per questo Congresso sono stati invitati noti ricercatori a livello internazionale provenienti
dalle maggiori Università Italiane che affronteranno problemi inerenti le patologie renali e
cardiovascolari che, nell’insieme, rappresentano la principale causa di morte e disabilità.
Questo evento scientifico che si svolgerà dal 12 al 14 Maggio presso la sede congressuale della
Fondazione L.E.M., oltre all’interesse per gli operatori del settore, è una occasione per la
crescita culturale della nostra città, città che per posizione e storia avrebbe le carte in tavola per
rappresentare meta ideale di eventi di risonanza nazionale.

Livorno

periodico online www.circoloilcentro-livorno.it

Per il biennio 2016/2018

Il Centro:
nuovo
consiglio
direttivo
Nei giorni scorsi si è svolta l'assemblea dei soci dell'Associazione Culturale IL Centro che, dopo l'approvazione del bilancio di esercizio 2015, ha eletto gli organi sociali.
E' stato rieletto, per il biennio 2016-2018
alla presidenza Enrico Dello Sbarba
mentre sono entrati nel nuovo Consiglio gli eletti: Massimo Cappelli; Renzo Ciacchini; Sergio Cini; Valeria
Grillo; Luca Lischi; Franco Spugnesi; Cristiano Toncelli.
Supplenti: Daniela Armani; Mario
Liuni; Maurizio Piccirillo.
Collegio dei Revisori: Salvatore D'Angelo; Mario Lorenzini; Mauro Paoletti.
Martedì19 si riunito il consiglio nel
corso del quale si è proceduto alla distribuzione degli incarichi sociali.
Su proposta del presidente Franco
Spugnesi e Cristiano Toncelli saranno
i due vicepresidenti, Sergio Cini, tesoriere, Valeria Grillo segreteria e comunicazioni. Maurizio Piccirillo delegato
per la sede distaccata di Rosignano
Marittimo.
Nel corso della riunione sono state definite le linee programmatiche: l'orientamento resta quello di qualificare,
sempre di più, il ruolo importante e significativo che il Circolo Il Centro, anche attraverso la diffusione dell'omonimo periodico, svolge sia nella città
che nell'intera provincia.

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L’ASSOCIAZIONE ITALIANA MAESTRI CATTOLICI HA 70 ANNI

Intervista con la presidente Cavallini
L’Associazione Italiana Maestri Cattolici si avvia a celebrare settanta anni di presenza
nella Scuola. Una presenza attiva, responsabile,della quale siamo stati testimoni a Livorno fin dalla sua costituzione, attraverso le tante riforme che via via sono state
realizzate dal dopoguerra a oggi.
A Livorno, Sandra Cavallini è da tanti anni presidente provinciale e la conosciamo bene
per essere stata con noi nel Distretto Scolastico 20 in difesa di una razionalizzazione
“intelligente” e non limitata ad una somma algebrica fra scuola d’indirizzo diverso.
E abbiamo chiesto alla Presidente di informarci sulla situazione della scuola livornese.
“Premesso che l’AIMC sta mantenendo una posizione di tutto rispetto nella scuola
italiana, tenendo fede ai principi su cui l’Associazione si fonda da 70 anni, seguiamo l’evolversi della situazione legate alle realtà locali che in Toscana sono di
notevole portata per la presenza di tre Università e possiamo ben dire di occupare un
certo spazio e di ricevere un buon ascolto”.
“A Livorno - ha proseguito la presidente Cavallini - collaboriamo con l’Amministrazione Comunale per quanto riguarda il SETTEMBRE PEDAGOGICO e per tutte le
iniziative che riguardano la politica scolastica.Siamo presenti negli Organismi della
Diocesi con compiti di responsabilità cosi come siamo presenti nelle Associazioni
cattoliche e laiche di volontariato occupando anche cariche di responsabilità associative e parrocchiali,Inoltre l’AIMC fa parte degli Organismi sindacali della scuola
a livello provinciale e regionale”.
Abbiamo chiesto qualche dato ufficiale relativo alla popolazione scolastica.
Questi i dati relativi a tutta la provincia.
Nel corrente anno scolastico che sta per concludersi gli studenti sono 40.373(+0,3
rispetto all’anno scorso), così suddivisi: Materne 4.827; Elementari 13.239; Medie 8.532;
Secondarie 13.755
LIVORNO: Materne 2.060; Elementari 6.665; Medie 4.530; Secondarie 7.455 Totale 20.710.
Sono dati che meritano una certa attenzione e ci riserviamo di esaminarli in seguito.
Ringraziamo Sandra Cavallini per la disponibilità dimostrata nei nostri confronti e le
auguriamo buon lavoro all’AIMC.
MARIO LORENZINI

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12 Livorno

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I fallimenti che la giunta grillina sta giornalmente alimentando contrasti con le istituzioni
nazionali e regionali, con gli enti economici, con il mondo dell'associazionismo, con i sindacati

Cresce il numero dei "cittadini pentiti"
di avere concorso all'elezione di Nogarin
di Enrico Dello Sbarba.

Ormai non ci sono più titoli da riservare agli esponenti dei 5Stelle.
Nella opinione pubblica sta crescendo la preoccupazione per la
tenuta del sistema democratico del
nostro paese dopo oltre ottanta
anni dalla sua nascita.
L'oltranzismo, il giustizialismo esasperato, la logica distruttiva contro
il sistema condita da un'arroganza
senza fine, una miscellanea di fattori negativi che cominciano seriamente a preoccupare gli italiani.
Per la verità, stando ai sondaggi,
molti ritengono di avere trovato in
questi "esaltati esponenti del movimento 5Stelle" la panacea per risolvere tutti i mali del nostro paese. o le loro frustrazioni.
Dappertutto a livello nazionale, in
parlamento oggetto di continue indecenti ed esasperate manifestazioni di protesta, magari in combinazione con i leghisti ma anchenelle altre assemblee elettive seguono una logica meramente distruttiva: tutto è da condannare, non fanno nessun sconto: il sistema paese
deve essere rovesciato come un
calzino, predicano ipotetiche eguaglianze, fanno proposte di marca
meramente elettoralistica pur sapendo di non essere in grado di
attuarle stante la situazione complessiva dell'economia del paese.
Ritengono di essere i depositari di
ogni realtà, sono degli insani pre-

Un quadro su Don Giovanni Battista Quilici (Livorno 1791 - 1844).

Filippo Nogarin

dicatori di odio e di minacce, puntano a destrutture, in ogni occasione, la dignità del nostro paese. E
lo fanno aggredendo tutto e tutti,
lo fanno a Rosignano dove accusano il PD e Rifondazione di non
pagare le tasse comunali per le targhe affisse all'esterno delle loro sezioni dimentincado di essere morosi
per il mancato pagamento di quelle dovute per l'utilizzo di sale comunali, lo fanno a Livorno dove
stanno alimentando una sterile polemica, ormai datata contro le insufficienze delle precedenti amministrazioni, ignorando i fallimenti
che la giunta Nogarin sta giornalmente inanellando, alimentando
contrasti e polemizzando con tutte
le istituzioni nazionali e regionali
con gli enti economici, con il mondo dell'associazionismo, con i sindacati.
Cercano di limitare la libertà di
stampa impedendo, come è accaduto con il mensile Il Centro, diretto dallo scrivente, a cui è stato formalmente inibita la distribuzione al-

l'interno della sede comunale, stanno alimentanto "una caccia alle streghe", contro tutto e contro tutti puntando, tendezialmente a minare il
pluralismo delle opinioni.
Sono giustizialisti a senso unico: giustizialisti nei confronti degli avversari
politici che hanno ricevuto un avviso di garanzia ed invitati formalmente a dimettersi, disponibili ed acquiscenti quando sono i loro esponenti politici ad essere coinvolti in vicende giudiziarie.
E' crescente a Livorno il numero dei
"cittadini pentiti" di avere concorso
all'elezione di Filippo Nogarin a sindaco della città ed avere consentito, sia pure con una percentuale
minoritaria, di conquistare
il
comune:una città, Livorno che sta
vivendo uno dei momenti più "pallidi" della propria storia.
Pensavano tanti livornesi di assicurare un percorso nuovo alla città
dopo le insufficienze delle giunte
precedenti, si stanno rendendo conto di essere caduti, clamoramente,
dalla padella nella brace.

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Ne ha parlato al nostro Circolo il dott. Andrea Raiano

LUDOPATIA:
Malattia sociale
di Franco Spugnesi

Il dottor Andrea Raiano, presidente della lega dei consumatori di Livorno, e responsabile nazionale per la stessa della
lotta al gioco d’azzardo è stato ospite
venerdì 29 del nostro circolo per un incontro “La battaglia contro le slot machine” che, ben oltre al titolo, illustrava
pericolo rappresentato dall’eccessiva
diffusione del gioco d’azzardo, in ogni
sua forma, nel nostro paese e delle iniziative di contrasto che si auspica, possono contenerne gli effetti più dannosi.
I numeri sono veramente impressionanti: circa 10 milioni di giocatori abituali in
Italia per un giro d’affari di oltre 90 miliardi annui. Non ci sono dati disaggregati per Livorno ma sicuramente, visto
la tradizionale propensione dei nostri
concittadini alle scommesse, si tratta di
grosse cifre. Comunque, afferma il nostro relatore, sono soldi sottratti all’economia sana e così si danneggia tutta la
società, non solo le tasche dei giocatori.
Purtroppo le continue progressive liberalizzazioni dell’azzardo (fino a una ventina di anni fa vietato) che lo Stato ha
utilizzato per trovare una facile fonte
d’introiti, hanno sdoganato, anche socialmente, il gioco d’azzardo e poi la tecnologia l’ha reso l’accesso facile e disponibile ovunque.
Recentemente sembra cresciuta nel Governo la consapevolezza dei danni che

l’abuso dell’azzardo può provocare anche alla società disponendo un percorso di cura dei ludo dipendenti e vietando la pubblicità diretta in televisione .
Ancora più preoccupante è l’accesso
al gioco dei minori, stimati in circa
400.000, reso possibile senza troppe
difficoltà dalla tecnologia dei computer o degli smartphon in possesso di
quasi tutti i ragazzi. Quasi inevitabili i
guasti che provoca negli adolescenti e
che talvolta sfociano anche in suicidi.
Andrea Raiano, in questo panorama negativo ha introdotto anche qualche
elemento di luce. Intanto lui che è anche, o forse soprattutto, maestro di scacchi e dama, ha intrapreso un bel percorso presso le scuole cittadine con il progetto “gioco scaccia gioco” che basandosi sulla diffusione del gioco degli scacchi intende formare e sollecitare il sano
spirito di competizione. Il giocatore cioè
non è un solitario che vuole solo vincere, come il frequentatore delle slot, ma
uno che mette in gioco l’impegno, intelligenza, la propria abilità, la socialità nel
giocare con gli altri che divengono più
importanti del risultato stesso.
Anche l’oratorio dei Salesiani si è associato al progetto mettendo a disposizione due pomeriggi a settimana locali e scacchiere per i ragazzi che lo frequentano.
I 400 alunni incontrati la mattina del 7
giugno si troveranno alla terrazza Mascagni per una mattinata di dama e scacchi viventi. Inoltre il 24 maggio alle
21,15 presso il cinema dei Salesiani sarà
proiettato un film sulla dipendenza dal
gioco d’azzardo dal titolo “Una nobile
causa”
Al termine i numerosi intervenuti con
un caldo applauso hanno ringraziato il
relatore sia per l’incontro e soprattutto per l’opera che, con tanta passione
porta avanti. Il presidente Dello Sbarba ha consegnato all’amico Raiano la
tessera d’onore d’iscrizione al “Centro” invitandolo ad altri appuntamenti
sul tema.

Livorno

13

Padre
Davanzati,
un uomo
di spessore
(eds) - Il 27 aprile è venuto a mancare Padre Valentino Davanzati, una figura di alto rilievo nella storia della
nostra città. Aveva lasciato Livorno
da ormai dieci
anni, obbendendo, suo malgrado, da buon gesuita di ordini del
Suo provinciale.
Padre Davanzati
che
abbiamo
avuto la fortuna
di incontrare casualmente a Roma nella stupenda
Chiesa del Gesù, è ricordato nella
nostra città come il fondatore del Centro Artistico Il Grattacielo. Fu quella
del trasferimento a Firenze e poi a Roma
di Padre Davanzati una grave perdita
non solo per la Chiesa livornese ma
anche per la cultura di questa città a
cui era grandemente legato.
Proprio nel Suo ricordo il Centro Artistico Il Grattacielo ha continuato
la sua importane missione educativa
nel campo teatrale a conferma della
lungimiranza di quello che resta uno
dei personaggi di prima linea della
Chiesa e della cultura cittadina.

I Lunedì Danteschi
di Padre Davanzati
Padre Davanzati, recentemente scomparso, voglio ricordarlo per una iniziativa culturale che non ha poi più avuto
seguito in città, “I Lunedì Danteschi”,
lettura sistematica della Divina Commedia.
Ho conservato il programma dell’anno
1985-86: Il Paradiso.
Relatori i professori: Francesco Loi,
Francesco Loi, Loretta Tonelli, Giovanna Carozza, Giovanni Gelati, Giuseppe Giarratana, Francesco D’Elia, Salvatore Lauretta, Ferruccio Innocenti, Luciano Merlini, Walter Martigli, Antonio
Tancredi, Valentino Davanzati.

Grazie - Mario Lorenzini

14 Montecatini Val di Cecina

e-mail: ilcentro.livorno@gmail.com

L'Amministrazione si dimostra approssimata e pasticciona
a due anni dal suo insediamento a Livorno

I limiti della giunta grillina
di Renzo Ciacchini

A due anni dal suo insediamento, la
giunta grillina Nogarin mostra tutti i suoi
limiti. Un’Amministrazione approssimata e pasticciona (quanti amministratori sono stati sostituiti in pochi mesi
all’Aamps?) che non ha dato risposta
alcuna ad una Livorno stremata da una
crisi che la vede, con Massa Carrara,
fanalino di coda in Toscana nelle statistiche dei consumi (deflazione) , del
reddito e della disoccupazione.
Nogarin resta chiuso nel suo fortino ed
è refrattario ai tentativi di salvataggio
e collaborazione lanciati da altri soggetti istituzionali, perché targati PD,
come è avvenuto per la sanità (ospedale), per i trasporti, per i rifiuti (Aamps), per il porto (Darsena Europa).
Solo la pervicacia del presidente della
Regione Enrico Rossi ha consentito
lo sblocco, per ora solo sulla carta,
della costruzione della Darsena Europa, ma la città nel suo complesso langue.
Per esaminare anche l’altra sponda politica, devo dire che la grande colpa
delle passate amministrazioni e della
classe dirigente di allora (PCI, PSI, DC
per la parte che loro compete come
maggioranza o opposizione) fu di non
aver compreso appieno le conseguenze disastrose, anche nel nostro territorio, della fine delle grandi fabbriche
a partecipazione statale e soprattutto
di non aver neppure chiesto allo stato

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centrale investimenti ed insediamenti
produttivi sostitutivi.
Tutto ciò oggi deve essere superato per
il bene della città ed il PD , prima forza
politica cittadina e maggiore forza di
opposizione, deve far capire ai livornesi con parole chiare, comprensibili
come slogan, il suo programma sulle
questioni più importanti:
- Ospedale nuovo: dove, come, quando;
- Reindustrializzazione con creazione
di numerosi nuovi posti di lavoro:
dove, come, quando;
- Rilancio dell’immagine della città, ora
appannata anzi disastrata.
Ritengo che aver inserito Livorno fra le

“aree di crisi industriale grave e complessa” sia stato un traguardo importante ma di per sé non sufficiente. Occorre invece che il PD oltre ad allertare la
Regione debba richiamare il Governo
centrale (Renzi dove sei?) per reindustrializzare forzosamente il territorio
della nostra città, così come ha già fatto per Piombino.
Se ciò non avverrà, Livorno continuerà nel suo declino produttivo e occupazionale: resterà un luogo ameno sulla
costa tirrenica adatto per svernare e
per i pensionati ma i suoi giovani continueranno a fuggire verso altre città
della Toscana o addirittura verso l’estero.

Rosignano

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FINALMENTE RAGGIUNTO L'ACCORDO TRA COMUNE E LA SOC. SOLVAY

Riapre il mitico Teatro Solvay
Una serie di buone notizie provengono finalmente dalle "teste d'uovo" che gesticono le realtà rosignanesi anche perchè
investono il settore della cultura e della
spettacolazione in grave crisi dopo la chiusura, quasi in contemporanea, del cinema
e della sopravvenuta inagibilità della tensostruttura di Castello Pasquini.
Diciamo, subito, a riguardo che questa
specie di "teatro tenda" non aveva mai
ottenuto grandi credenziali da parte della cittadinanza ed anche dei turisti: fu realizzata, in via provvisoria, una ventina
di anni fa, poi, come spesso succede, il
provvisorio è divenuto definitivo ed abbiamo dovuta sorbircelo fino all'estate
del 2015.
Poi un fortunale, nel marzo scorso, ha prodotto danni gravissimi tali, che, per gli alti
costi richiesti per la riparazione, si è opportunamente deciso di rimuoverla in via
definitiva e far riconquistare ampi spazi al-

Il Teatro Solvay

l'esterno del Castello Pasquini.
E da questa, per tantissimi "fortunata coincidenza", la Giunta Comunale, grazie anche alla vivacità ed alla perspicacia dell'assessore al turismo ed alla cultura Licia
Montagnani, è riuscita a trainare il sindaco e l'assessore Piero Nocchi, in un am-

Amici di M.AR.CO

Il gruppo dei promotori

E' nata a Rosignano un'associazione di grande livello culturale e che mancava
da sempre. Grazie all'impegno di alcuni volenterosi tra cui, colui che possiamo
definire "il trascinatore" è stata costituita l'associazione Amici di "M.AR.CO"
coordinata, da Riccardo Cantini - un vadese - di grande sensibilità culturale ed
artistica. L'oggetto è contenuto nella bozza di statuto recentemente proposto
nel primo incontro di cui pubblichiamo, opportunamente, una foto.
E' un'associazione che seguiremo con continuità ed attenzione anche perchè si
colloca nel solco di una serie di iniziative lanciate dall'Amministrazione Comunale di Rosignano e di cui ci siamo occupati proprio su queste pagine.
Ed allora, grazie, auguri e buon lavoro.

pio processo di rinnovamento.
Dunque, l'accordo, finalmente raggiunto,
tra Comune e Soc. Solvay, consentirà la
piena utilizzazione del mitico Teatro Ernesto Solvay (faceva male vedere ridotto al
silenzio ed alla inattività una delle strutture di spettacolazioni più belle e razionali
dell'intera provincia e non solo).
In quel teatro saranno trasferite tutte le attività di quel settore.
Il Sindaco Franchi assicura che, fin dal prossimo autunno, inizierà, dopo tanti anni, la
stagione teatrale in linea con le tradizioni e
la storia del teatro Solvay.
Castello Pasquini, anche con lo sperabile
concorso della Regione, sarà oggetto di
interventi di riqualificazione e mantenzione straordinaria.
Non appena conclusi i lavori, sarà destinato ad ospitare programmi ambiziosi: convegni, esposizioni ed anche mostre mercato di rilievo. In estate, all'aperto, anche un
programma di concerti.
Ma non basta, la Fattoria Arcivescovile,
che si trova nel rione il Castello a Rosignano Marittimo, sarà arricchita di un auditorium in grado di ospitare 200 persone per
spettacoli e convegnistica.
Ultima, ma non meno importante novità: il
Comune ha in programma un bando di gara
per trasformare la sala Don Nardini a Rosignano M. in cinematografo per raccogliere
l'appello di tanti cittadini dopo che è venuta meno la sala di Portovecchio.
Ecco non ci sembra poco: vogliamo solo
sperare che tutto quanto "emerso" dalle
dichiarazioni del Sindaco e degli assessori
Montagnani e Nocchi si trasformi, in breve, in una luminosa realtà.
eds

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Montecatini Val di Cecina

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Si è celebrata anche nel Comune di Montecatini Val di Cecina

La 71ª Festa della Liberazione
di Sandro Cerri

CHIUSO IL MARTEDÌ

Anche quest’anno l’Amministrazione
Comune di Montecatini Val di Cecina,
ha celebrato la ricorrenza del 25 Aprile, che in questo 2016 corrisponde al
71° anniversario della liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo.
Quest’anno l’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’ A.N.P.I. –
Associazione Nazionale Partigiani
d’Italia – Sezione di Volterra, che era
rappresentata alla cerimonia dal Dott.
Ugo Ricotti.
Come di consueto, alle 10.30 le Autorità, le Associazioni e vari cittadini si
sono ritrovati presso il Palazzo Comunale, dove sono sati ricevuti dal Sindaco e dal Vice Sindaco.
La cerimonia ha visto la presenza dei
Carabinieri di Ponteginori, con il Comandante M.llo Nicola Barone insieme ad un militare della Stazione, e del
Vice Comandante della Polizia Locale
dell’Unione Montana Alta Val di Cecina, Ispettore Davide Bartolini.
Nutrita anche la presenza dei rappresentanti delle Associazioni del Comune, con i rispettivi labari e bandiere.
Erano infatti presenti l’ “Associazione
Combattenti e Reduci” di Montecatini,
l’ “Associazione Carabinieri in congedo” di Montecatini, la “Croce Rossa Italiana” – Comitato di Montecatini, la
“Pubblica Assistenza Humanitas” di
Ponteginori, la “Associazione Volontari
Val di Sterza” di Gabella-Sassa, la
“Pro-Montecatini”, il “Piccolo Teatro
Montecatinese”, la “Associazione Storico-Culturale La Torre” di Montecatini.
Per quanto riguarda i partiti politici, era
presente il Partito Democratico, nella
persona del suo segretario comunale
Renzo Rossi.
La rappresentanza istituzionale era for-

mata dal Sindaco, dal Vice Sindaco
Elena Margherita Pala, dal Consigliere Yuri Sarperi e dal Consigliere Alberto Fiorini.
Dal palazzo comunale è poi partito il
corteo fino alla Chiesa Parrocchiale di
San Biagio, dove Don Enrico Vanzini
ha officiato la Santa Messa con la benedizione finale delle tre corone di alloro dell’Amministrazione Comunale.
Al termine della Messa, il corteo si è
portato al Parco della Rimembranza
dove sono state deposte le prime due
corone ai monumenti ai caduti che si
trovano all’interno del parco.
Infine, il corteo è giunto in Piazza
della Repubblica, presso il Monumento ai Caduti, dove vi erano molti cittadini in attesa. Il Sindaco ha deposto
la corona di alloro al Monumento
mentre il Maestro Luciano Nannini
eseguiva magistralmente le note del
Silenzio Militare, al quale ha seguito
il suono dell’Inno Nazionale.
L’intervento del Sindaco si è basato
soprattutto sui valori fondamentali rappresentati dalla Festa della Liberazione, quali la libertà, la democrazia, la
giustizia sociale, l’uguaglianza ed ha

ribadito la necessità di festeggiare sempre con maggiore convinzione questa
Festa, dandogli anche un valore attuale e di riscossa per le classi più deboli
ed in difficoltà della nostra società. Ha
esaltato il valore della Resistenza e
l’opera di chi ha combattuto per la libertà, Partigiani in testa. L’intervento
del Sindaco sé è concluso con “W la
Resistenza! W il 25 Aprile! W la Repubblica!”.
Ha concluso la cerimonia l’intervento
del Dott. Ugo Ricotti, in rappresentanza
dell’A.N.P.I. di Volterra, che ha parlato
di quel periodo terribile al quale è seguita la Liberazione dal nazi-fascismo, grazie alla lotta partigiana e di appartenenti
ai vari partiti antifascisti. Tra l’altro, Ugo
Ricotti è figlio del Partigiano Mario Ricotti di Ponteginori e nipote dell’omonimo zio Ugo Ricotti, trucidato dai tedeschi a Guardistallo insieme ad altre 62
persone, il 29 Giugno 1944.
Al termine della cerimonia, gli Amministratori Comunali, ringraziando tutti i
presenti, hanno espresso la loro soddisfazione per la riuscita della cerimonia
del 25 Aprile e che ha visto, tra l’altro,
una buona partecipazione di cittadini.

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Cultura

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Un’eccellenza al femminile
l’arte del restauro
di Laura Conforti Benvenuti
La sezione di Livorno della Fidapa B.P.W.
Italiy presieduta da Giuseppina Bombaci,
ha svolto recentemente, con molto successo, il tema nazionale di questo biennio: “I talenti delle donne: una risorsa
per lo sviluppo sociale, economico e politico del nostro Paese”.
La manifestazione dal titolo “Un’eccellenza al femminile – L’arte del restauro”
alla presenza della vice presidente del
Distretto Centro Patrizia Bonciani, delle
socie, degli invitati e di molti studenti (ai
quali è stato rilasciato un diploma di frequenza), si è svolta all’Hotel Palazzo a
Livorno.
E’ intervenuto Andrea Muzzi, soprintendente alle Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Pisa e Livorno, quindi si sono
alternate le relatrici Maria Concetta Capua,
restauratrice di beni culturali; Monica Bietti, direttore coordinatore del Ministero dei
beni e delle attività culturali e del turismo
(noto con l’acronimo MiBACT); Manuela
Ozino Caligaris, funzionario restauratore
MiBACT; Lidia Rissotto, restauratore
conservatore, storico dell’Arte.
Il tema nazionale ha offerto un’ulteriore
opportunità di confermare la capacità delle
donne, di dimostrare i loro grandi pregi, le
loro doti e capacità e fare la differenza tra
tutti e di come sia possibile, per passione e
per talento, creare momenti di eccellenza al
femminile nei vari campi, malgrado tutti gli
ostacoli legati all’universo donna.
L’importanza delle donne nell’arte del restauro è fondamentale! In Italia, circa il 90
per cento dei restauratori sono femmine.
Signore ben organizzate, che amano profondamente il loro lavoro, preparatissime.
Esse hanno trasmesso a tutti i presenti,
soprattutto agli studenti, l’amore e la grande responsabilità di agire, di attivarsi sulle
opere d’arte. Ogni relatrice ha diffuso e
comunicato le proprie esperienze, le proprie soddisfazioni fatte di fatica e contemporaneamente di gioia nel vedere ben
ripagata la propria professionalità: hanno
raccontato dei restauri della Basilica superiore di Assisi, di Benozzo Gozzoli, del

Una fase del dibattito

Palazzo Rosso di Genova, della Cappella
degli Scrovegni, della Tomba di Ciro il
Grande, di Koiné, del Palazzo Reale di Torino ed altro ancora.
Il restauro è quell’attività o meglio quell’arte legata alla manutenzione, conservazione, cura ed anche al ripristino, alla riparazione delle opere d’arte, dei monumenti,
dei beni culturali dei manufatti storici come

possono essere un dipinto una statua un
bene architettonico o un oggetto al quale
è stato riconosciuto un particolare valore. Naturalmente si restaura la materia dell’opera d’arte per la grande importanza
popolare. estetica e storica. La storiografia del restauro è antichissima sia in Grecia che a Roma e così avanti nel tempo
fino alle ultime recenti opere.

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Abbadia san Salvatore
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18 Cultura

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IN UN LIBRO DI MASSIMO SIGNORINI PER L'ASS. ACCADEMIA DEGLI AVVALORATI

Il genio musicale di G.P. Schulthesius
di Marisa Speranza

Un personaggio sconosciuto, di cui fino
ad oggi si sapeva ben poco, è salito in
questi giorni agli onori della cronaca cittadina per una giornata molto speciale a
lui dedicata . Si tratta di Giovanni Paolo
Schulthesius di cui si è appena celebrato
il bicentenario della morte (Livorno 18
aprile 1816). Un genio musicale a cui l’Associazione Accademia degli Avvalorati ha
rivolto la sua attenzione, riscoprendone
la ricchissima memoria con una serie di
manifestazioni cittadine e la pubblicazione di un bel volume (Edizione “Il Campano” di Pisa).
L’autore, Massimo Signorini, presidente
dell’Accademia, vi ha profuso la competenza e l’attenzione di un appassionato
divulgatore. A partire dalla biografia : G.P.
Schulthesius, nato nel 1748 a Feccheim
bei Neustadt in Baviera, frequentò a Coburgo il Gymnasium Academicum Casimirianum e contemporaneamente studiò
organo e composizione con il proprio padre. Nel 1770 si iscrisse all’Università di
Erlangen e, dopo un severo biennio di
studi, a 24 anni si diplomò in Teologia
Protestante. Poi iniziò il ruolo di vicariato
in una parrocchia di Coburgo, dopo essere stato ordinato a Erlangen nel 1772.
L’anno successivo si trasferì a Livorno in
qualità di primo pastore luterano della
chiesa protestante d’Italia, su chiamata
diretta del Consiglio degli Anziani della
Congregazione Tedesca-Olandese della
nostra città, dove rimase fino alla morte.
Possiamo solo immaginare l’impatto che
ebbe, nella società livornese del tempo,
un uomo dalle qualità eccezionali quali egli
dimostrò di possedere, al punto da essere soprannominato “dottissimo” per la

Giovanni Paolo Schulthesius
(Fecchein bei Neustadt 1748 - Livorno 1816)
sua immensa cultura e facilità a spaziare
con profonda competenza da una materia
all’altra (conosceva perfettamente, oltre
il tedesco, l’italiano, l’inglese, il francese,
il greco e il latino).
Nel suo lungo percorso di residenza livornese ebbe modo di coltivare la sua
grande passione per la musica e la composizione musicale, producendo diverse
opere soprattutto per pianoforte accompagnato da violino, viola e violoncello.
La sua fama crebbe a tal punto che nel
1782 si fece sentire al pianoforte con le
sue composizioni dal Granduca Leopoldo
di Toscana e la duchessa di Parma. Fu
anche un cultore degli studi letterari e un
ottimo insegnante: tra i suoi allievi ebbe
Enrico Mayer e i suoi tre fratelli. Nel 1807
divenne segretario perpetuo della Classe
delle Belle Arti dell’Accademia Italiana di
Lettere, Scienze e Arti. Presso la Biblioteca Universitaria di Pisa sono conservati
un’ottantina di preziosi documenti manoscritti in cui illustri personaggi gli scrivono : tra questi Giovanni Paisiello e Ugo
Foscolo. La corrispondenza epistolare tra
il Pastore e il Poeta testimonia quanta sti-

CA.PA. TER

ma vi fosse tra i due, vista la condivisione
di impegnative questioni letterarie. Del resto, essi poterono incontrarsi anche a Livorno dove il Foscolo soggiornò a Montenero, nella villa denominata del Buffone.
Il libro è ricchissimo di notizie attinenti
alla vita del musicista e al contesto in cui
egli si trovò ad operare: dalle fonti bibliografiche storiche-musicali, ai cenni storici
sulla Congregazione Olandese-Alemanna
e a una breve cronologia degli eventi vissuti dalla Nazione omonima; da alcuni frontespizi storici delle pubblicazioni inerenti
saggi musicali, alla memoria sulla musica
da Chiesa e l’opera teorica di Schulthesius. In suo onore, e alla presenza delle
autorità cittadine, è stata affissa una lapide commemorativa sulla facciata del PalazzoComunale di Livorno in via Pollastrini dove egli abitò. Le manifestazioni si
sono susseguite per l’intero arco della giornata (18 aprile): dalla Chiesa degli Olandesi sugli Scali omonimi, al Cimitero della
Congregazione in via Mastacchi, dove
sono presenti i resti di Schulthesius ; dall’auditorium dell’Istituto Mascagni, con
tanto di concerto, alla Chiesa della Madonna, nella via omonima, dove è stato
offerto un ultimo omaggio musicale curato dall’Ass. Accademia degli Avvalorati.
A cui va il merito di una riscoperta mirata
al recupero storico degli accadimenti storico-musicali avvenuti a Livorno nel suo
lontano e più recente passato.
L’auspicio? “Una sinergia e collaborazione tra più soggetti (associazioni culturali,
università italiane e straniere, archivi, biblioteche, Soprintendenza, Ministero dei
Beni Culturali, enti locali, regionali e internazionali…) al fine di redigere un protocollo d’intesa per la stesura di un piano
strategico mirato alla realizzazione di un
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Cultura

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QUARTO APPUNTAMENTO

Memorie di una strega rossa
di Paolo Arzilli

Spiega l’autore Giuseppe Zaccaria che “è
stata una delle donne più influenti del
mondo, teneva rubriche su giornali e rilasciava interviste, visitava accademie e
governi mentre suo marito parlava solo
nelle riunioni politiche e sfuggiva ai riflettori. L’hanno dipinta come l’ultima
delle imperatrici bizantine, descritta
come donna indecifrabile e appartata, un
po’ Antigone e un po’ Elettra e per anni il
più grande disegnatore satirico di Belgrado, Coram, ha tratteggiato il suo presidente com un ragazzino complessato che
obbediva ciecamente agli ordini della
moglie-madre […] questa donna ha sfidato il mondo e ostinatamente, dal suo punto di vista coerentemente, rivendica e tenta di salvare la dignità di quelle scelte”.
Il marito-presidente è Slobodan Milosevic,
ex leader del Partito Socialista Serbo, ex
presidente della Serbia e della Repubblica
di Jugoslavia, il maggiore responsabile dei
massacri avvenuti durante gli anni 90 nel

territorio dei Balcani; la moglie è Mira
Markovic, latitante in Serbia dal 2003, ovvero dal momento immediatamente successivo alla scadenza della protezione che l’immunità parlamentare le aveva garantito fino
a quel momento.
La prima volta che sono andato a Sarajevo,
12 anni fa, ciascuno dei membri delle varie
associazioni che incontrai si affrettarono a
spiegarmi che la guerra che aveva colpito
la Bosnia - e, in particolar modo, l’assedio
di Sarajevo - era stato uno scontro senza
vincitori né vinti, in cui ognuna delle parti
in causa era stata sia aggressore che aggredita; nel corso degli anni e delle successive visite a Sarajevo ho realizzato
quanto la teoria del “tutti sullo stesso piano” fosse, oltre che falsa, paradossalmente tendenziosa, rientrando in una logica di
non-attribuzione delle responsabilità individuali (politiche, certo: le improvvisate
azioni criminali dei vari gruppi paramilitari
presenti in gioco perdono di valore davanti alle premeditazioni machiavelliche e
agli errori di valutazione dei politici coinvolti), che sono da assegnare in quantità

differenti e a cui è necessario attribuire
diverse gravità. Il conflitto nei Balcani è
stato una guerra che ha visto un esercito aggressore, ovvero quello serbo, e
popoli aggrediti - prevalentemente quello di origine bosniaca.
Il libro di Zaccaria, “Memorie di una strega rossa”, è un’intervista-fiume a Mira
Markovic, nel quale la moglie dell’ex presidente descrive approfonditamente la
propria vita da figlia di militanti comunisti fino ad arrivare alla dissoluzione della
Jugoslavia e, successivamente, all’arresto del marito. È, per ovvi motivi, un libro
di parte, o perlomeno l’intervistata cerca
di renderlo tale: anche per questo motivo, o proprio per questo motivo, è una
lettura necessaria per tutti coloro che, nell’affrontare analisi politiche e anche in
presenza di idee e opinioni personali ben
definite, sono interessati ad ascoltare più
di una voce.
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Cultura

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Il nostro territorio protagonista di una importante osservazione scientifica

Uno sguardo sulle onde gravitazionali
di Giorgio Spugnesi

Ci sono scoperte o osservazioni scientifiche
che balzano agli onori della cronaca come
eventi di fondamentale importanza per il progresso della nostra conoscenza del mondo
che ci circonda e che vengono ampiamente
presentati al pubblico dei non addetti ai lavori se non altro per giustificare gli enormi investimenti che sono stati necessari per raggiungere risultati concreti. Tutti noi conosciamo,
almeno per sentito dire, l’LHC, l’enorme acceleratore di particelle del CERN di Ginevra e
il ruolo che ha rivestito nella “scoperta” (in
realtà osservazione) del bosone di Higgs, la
cosiddetta “particella di Dio” perché da vita
alla massa.
Una rivelazione importante, attesa da anni,
che ha visto impegnati fisici di tutto il mondo
(e moltissimi italiani), l’ultima conferma necessaria ad una branca della fisica, quella delle particelle, che ha rivestito un ruolo chiave
nella comprensione dell’universo e dell’infinitamente piccolo negli ultimi 150 anni.
In tempi recenti, un’altra osservazione forse
meno pubblicizzata e sicuramente meno costosa ha segnato un grande passo avanti
nella fisica, aprendo le porte alla comprensione non solo dell’infinitamente piccolo ma
anche dell’infinitamente grande: l’osservazione delle onde gravitazionali generate dalla fusione di due buchi neri.
A detta dei fisici, questo evento ha lo stesso
valore che ebbe il cannocchiale di Galileo:
prima si osservava ad occhio nudo e certe
cose non era possibile vederle, adesso abbiamo uno strumento (in questo caso l’interferometro gravitazionale) che ci permetterà di
osservare molti fenomeni astronomici fino ad

ora sconosciuti. Non si tratta quindi di una
scoperta scientifica ma della conferma della
validità di uno strumento di osservazione. E
se ne parliamo su queste pagine è perché
questo strumento di trova a pochi chilometri
da noi, al confine tra la province di Pisa e di
Livorno. Si tratta dell’interferometro gravitazionale VIRGO, che fa capo allo European Gravitational Observatory (EGO), fondato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN)
italiano e dal Centre National de la Recherche
Scientifique (CNRS) francese.
In realtà, ad osservare la fusione tra due buchi neri, il 14 settembre 2015 ma avvenuta un
miliardo e mezzo di anni fa, non è stato il nostro VIRGO ma due strutture gemelle situate
negli Stati Uniti denominate LIGO ma, per un
accordo tra le strutture di ricerca, tutti i dati
dei tre interferometri vengono messi in comune ed elaborati quindi il contributo del centro
italiano è stato significativo quanto quello dei
ricercatori d’oltre oceano.
Rivelare le onde gravitazionali non è facile
perché si tratta di segnali deboli e soggetti a
disturbi di ogni tipo, dagli sciami sismici alle
vibrazioni date dal passaggio di grossi camion nei pressi della struttura di osservazione. L’interferometro è costituito da due bracci
perpendicolari lunghi chilometri (4 km in LIGO
e 3 km in VIRGO) al cui interno sono fatti
propagare fasci laser, riflessi da specchi per
allungarne il percorso, e quindi ricombinati a
formare una figura di interferenza.
Quando un’onda gravitazionale attraversa
l’interferometro produce una variazione nella
lunghezza dei bracci: uno si allunga mentre
l’altro si accorcia. Queste variazioni di lunghezza, che sono molto più piccole del diametro del nucleo di un atomo, producono uno
sfasamento della luce laser che viene osser-

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vato dal rivelatore. Si tratta quindi di strumenti molto complessi, il cui processo di taratura è estremamente delicato e la lettura dei
dati da esso ricavati di non facile interpretazione. Per questo serve una rete di interferometri in modo da confrontare dati rilevati in
luoghi distanti, individuando la coincidenza
dei segnali.
L’enorme quantità di dati raccolti deve essere poi elaborata ed analizzata. Oltre ai grandi
centri di calcolo degli enti coinvolti nella ricerca, anche i comuni cittadini possono contribuire all’analisi tramite il progetto, lanciato
qualche anno fa, Einstein@home che prevede l’utilizzo dei computer di casa di volontari
che forniscono la propria potenza dei calcolo nei momenti in cui il PC non viene usato.
Il nome è un omaggio ad Albert Einstein che,
esattamente 100 anni fa, nella teoria della
Relatività Generale descrisse la gravità come
una manifestazione della curvatura dello spaziotempo che permea tutto l’universo e viene deformato dai corpi e perturbato da masse in movimento. Queste perturbazioni sono
appunto le onde gravitazionali che, dalla loro
sorgente si diffondono in modo analogo alle
increspature sulla superficie di uno stagno,
viaggiando alla velocità della luce.
Osservare il cosmo attraverso le onde gravitazionali cambierà radicalmente il nostro
modo di studiarlo, almeno così affermano i
ricercatori, e il primo risultato significativo in
questa direzione, una pietra miliare nell’evoluzione dell’astrofisica, è arrivato grazie ad
una delle eccellenze del nostro territorio che
sono i ricercatori dell’Istituto Nazionale di
Fisica Nucleare di Pisa e ad un enorme strumento scientifico a cui saremo passati accanto chissà quante volte senza sapere a
cosa servisse.

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22 Cultura

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Tra archeologia industriale ed urbanistica a Livorno

Nascita e sviluppo di un sistema
di Lorenzo Taccini

L’avanzata industriale che vede protagonista Livorno alla metà del XIX secolo è
legata al porto e prende le mosse dal noto
“Cantiere Orlando” per la produzione di
navi da guerra. Più precisamente l’atto iniziale che dette il via al decollo industriale
è da ricercarsi nell’arsenale militare San
Rocco, in affitto all’ingegnere Luigi Orlando -che darà poi il nome al cantiere
sopra citato- e nei rapporto tra lo stesso
e gli amici Crispi e Benedetto Brin, che
sulla base dei nuovi sviluppi sceglierà Livorno come sede della Marina Militare
nel 1881.
La spinta positiva che portarono eventi
come quelli sopra elencati, incentivarono a Livorno la nascita e lo sviluppo di
una numerosissima schiera di aziende e
di industrie più o meno grandi. Il dettaglio che salta subito all’occhio è soprattutto la varietà dei prodotti che queste
aziende producevano: a partire dalle navi
da guerra, con annessi e connessi pezzi e
strutture di ricambio, gli investimenti di
facoltosi armatori e la spinta ottimistica
data da un impiego sempre crescente di
lavoratori attivi, aprirono la strada ad industrie metallurgiche, manifatturiere, ma
anche produttrici di elettricità, di cemento, nonché di catene, fino ad aprire una
gamma di produzione che andava dai prodotti refrattari alle imprese di dolciumi.
L’area principalmente interessata da questo imponente sviluppo industriale fu necessariamente indicata dalla linea di costa, dal porto e dalle sue infrastrutture.
Furono create nuove darsene, dighe frangiflutti ed ampliati, o realizzati ex novo,
canali navigabili. Oltre alle opere infrastrutturali, in buona parte ancora visibili
ed esistenti, che hanno segnato la storia
e lo sviluppo della città di Livorno, esiste
un inequivocabile dato che rende merito
all’enorme afflusso di lavoratori che furono richiamati in città tra la fine dell’ ‘800
e l’inizio del ‘900. Il fiorente sviluppo industriale, infatti, richiamava continuamente gente dalla campagne a dal 1901, fino
al 1975 avvenne un incredibile sviluppo
demografico che portò gli abitanti livornesi da 103.973 (1901) a 177.691 (1975),

picco massimo da quale poi la popolazione urbana ha vissuto una fase stazionaria, per poi declinare lentamente.
Sul piano urbanistico questo sviluppo
ebbe necessariamente delle ripercussioni, dovute almeno ad un paio di motivazioni. La prima è legata a doppio filo con
lo sviluppo industriale stesso. Infatti,
mentre la zona Sud di Livorno rafforzava la sua vocazione marittima e turistico-vacanziera, la zona Nord si prestava
perfettamente alla costruzione dei nuovi stabilimenti industriali: zona paludosa e pressoché disabitata nel vicino entroterra, servita -al tempo- dalla stazione ferroviaria Leopolda di Porta San
Marco e favorevolmente vicina al porto, alle infrastrutture ed ai canali navigabili a questo connessi, l’area a NordEst del porto e del centro storico della
Venezia vide in pochi anni la bonifica
dei suoi territori e la costruzione di imponenti strutture industriali, di altiforni,
di nuove strade ed, appunto, di nuovi
centri abitati che fungevano da veri e
propri villaggi di operai. Tutt’oggi l’archeologia industriale ci racconta e testimonia l’esistenza di grandi industrie,
ormai ammantate dal fascino della decadenza, oppure mostra il suo lato più vivo
nel riutilizzo delle vecchie strutture, magari adibite a magazzini, o nuovi uffici
(si pensi alle strutture della ex vetreria
Borma a Torretta). In altri casi le ciminiere rinnovate delle industrie fumano ancora proficuamente anche nelle aree più
estreme che furono raggiunte da questo straordinario sviluppo (l’esempio cittadino più famoso è da ricercarsi a Stagno, presso la Stanic, la raffineria dell’Eni).
L’altra motivazione che portò allo sviluppo urbanistico ed alla creazione dei
provvidenziali “quartieri operai” a Nord
della città, è di carattere igienico. In un
primo momento, infatti, l’enorme afflusso di operai dalle campagne fu malamente assorbito dai già vecchi e malsani
quartieri storici. In particolare si crearono zone di sovraffollamento nei prossimali quartieri della Venezia e del Pontino. Insorgendo sempre più di frequente
epidemie di colera (molto gravi quelle
del 1884, 1893 e 1904), che misero sempre più in risalto le pessime condizioni

igieniche del quartiere Venezia, si arrivò
nel periodo fascista ad un piano di ricostruzione che prevedeva l’interramento
di numerosi canali. La contemporanea
nascita dei quartieri Sciangai e Corea ed
i ripetuti interventi di igienizzazione, migliorano progressivamente la condizione del centro storico, rimasto afflitto dalla
fine dell’ ‘800 a causa dell’esodo dei ceti
mercantili esteri che avevano preso residenza perlopiù nel quartiere della Venezia.
Il degrado urbano, tuttavia, terminò soltanto con l’avvento del fascismo, anche
se sui diari dei visitatori forestieri della
città nei primi decenni del ‘900 si leggono appunti per niente edificanti verso
Livorno ed in particolare i quartieri Nord:
la zona intorno alla stazione di porta San
Marco viene definita <<meschina>> ed
il quartiere dove sorgeva <<tristo>>; la
centralissima Via Grande, già asse commerciale della città, era descritta come
<<non bella certo, ma spaziosa. I palazzi privi di qualsiasi idea architettonica, i magazzini sono piccoli, senza
gusto, senza lusso, senza eleganza>>.
A spezzare gli equilibri venne la seconda guerra mondiale, che vide Livorno
subire un drastico bombardamento e la
distruzione di molte delle sue strutture
portuali. Il porto, infatti, era l’obiettivo
strategico principale da colpire e distruggere. Ne fecero le spese, però, anche
tutte le industrie a questo collegate: si
tentò di mettere in ginocchio la città, sfasciandone il cuore pulsante. Il bombardamento non risparmiò nessuna delle
strutture vicine al porto.
La ricostruzione fu lenta e faticosa, lasciò molti scheletri di strutture, di industrie e di case, oltreché, naturalmente, di
persone. Tuttavia, già con la fine degli
anni ‘40 e poi con il famoso boom economico -a Livorno particolarmente incentivato dagli alleati americani- dettero
nuova linfa e nuova vita al porto labronico, ai suoi canali ed alle sue industrie.
La città tornò così a decollare, oramai
forte dei nuovi quartieri operai, pronti
ad accogliere il numero ancora crescente degli abitanti urbani e le industrie ripresero a tutta forza la propria attività,
spesso ampliando ed incrementando la
propria produzione.

Cultura

periodico online www.circoloilcentro-livorno.it

23
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Juve e Max, due eccellenze

Debbo chiedere venia ai lettori, specialmente a quelli che non si occupano di
calcio o che tengono giustamente per
un'altra squadra, se mi prendo la licenza
di esaltare il quinto scudetto consecutivo conquistato trionfalmente dalla Juventus con tre giornate di anticipo.
D'altro canto, la mia ormai lunga vita è
stata cadenzata dalle vicende splendide,
intercalate anche da cocenti delusioni e
da alcuni eventi drammatici, che hanno
attraversato la storia calcistica di questa
grande squadra: mia moglie, poveraccia
è stata e continua ad essere "la prima
vittima" di questa inguaribile passione che
ha avuto inizio nel 1947 quando dominava incontrastato il "Grande Torino".
La gioia incontenibile per questo eccezionale e difficilmente ripetibile filetto di
vittorie, che i bianconeri avevano già conquistato nel quinquennio 1930-35, porta
ad una sempice ma palmare valutazione.

Si tratta, per lo sport e per il gioco del
calcio in particolare, di una delle poche
"eccellenze" che questo nostro paese
può mettere in mostra.
La sostanza di questa collana di successi, allo stato attuale difficilmente
eguagliabile e tanto meno superabile,
trova una sua valenza nella serietà, nello stile, nella straordinaria capacità organizzativa di una classe dirigente di
eccezionale livello e così prepotentemente convinta e decisa a conquistare
traguardi inimmaginabili.
Siamo di fronte, cari amici lettori, ad
una autentica "eccellenza", una delle
poche che questo nostro paese è riuscito a mettere in campo nel mezzo di
una stagione non certamente esaltante.
Un'altra gemma voglio aggiungere alla
collana piena di tanti successi: il ruolo
di grande rilevanza, di compiutezza tecnica, di equilibrio e di stile, doti messe
in risalto da Massimiliano Allegri. Final-

La grinta di Massimiliano Allegri, al secondo anno alla guida della Juventus e al secondo scudetto.

mente un livornese "doc" (e non dimentichiamoci di Giorgio Chiellini, altro simbolo juventino, nonché della Nazionale)
che ha saputo emergere con grande classe dalla cintola in su.
Siamo lieti che anche Livorno, questa
città intristita su tanti versanti e purtroppo anche su quello calcistico, abbia saputo "partorire" un allenatore di così
elevato spessore.
E questa considerazione finale vuole assumere il valore di un auspicio, di una
speranza troppe volte andata delusa:
Massimiliano, rilassati nelle acque del
mare di Livorno e poi portaci irresistibilmente in vetta all'Europa.
Max vogliamo la "Champion" e con te
pensiamo di poterla riconquistare!!!
Enrico Dello Sbarba

Periodico mensile
del Circolo Culturale

è in distribuizione gratuita
anche presso i seguenti punti:

LIVORNO:
Libreria Nino Belforte,
Via Roma 59;
Libreria Edizioni Paoline,
Via Indipendenza;
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Edicola Nelli, piazza Cavour 39;
Edicola P.zza Grande,
lato Farmacia Ospedale,
Edicola Bianchi,
via del Porticciolo,
Edicola Attias, corso Amedeo;
Edicola piazza Matteotti;
Edicola Ramagli e Rossi
Via Calatafimi:
Edicola Paolini (Baracchina Bianca),
piazza S. Jacopo;
Ed. Lo Strillone, viale Italia 113;
Edicola c/o Bar Oasi,
Ardenza Mare;
Edicola Barcellona, via Goito;
Edicola Borghi, corso Amedeo,
angolo via dell’Origine;
Tabaccheria Cioni, via Roma 133;
Tintoria Rossi, corso Mazzini;
Chico Sas, via C. Puini 9;
Ed. Martelli Anna Lisa,
via Meucci 5 (Coteto).
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Edicola Rossi, P.zza della Vittoria;
Edicola Tognotti, Staz. Ferroviaria;
L’Edicola, Via Aurelia 512.
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Edicola Vallini, via O. Chiesa.
Tabacchi-Edicola Bicego, via Aurelia 459.