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DELLA

LINGVA

C A S T I G L I A NA
DI M. G I O V A N N I

MIRANDA

DIVISE
IN QJ'^TFJ)
L IBKJ:
.-f^l^
NE" Q^ALI S'INSEGNA C O N G R A m ^ ' '
facilita la perfecta lingua S pagiiuola. ^', I n
C O N DVE T A V O L E : L'VNA DE' CAI^V

C O Ji^ "P B^I F I L E G I O.


1-mi.fi

I N V I N E G I A APPRESSO GA BR l E L
GI OL I T O DE- FERR '.Ri

ALL'ILLVSTRISSIMO
ET
IL

ECCELLENTISSIMO
S I G N O RE

SIG. CVIDOB^LDO

VELT'RJO

D ^ L L ^
^0 r E 1^
D V C A D'V R B I N O.

O HO BRAMA-

to Jempre pojeia che


io Jenitfar mentione
delle marauiglie dL
talta,di conofcer non
filoJifelice peieJeymO'
ancora dualor di tanti gran perfinaggi
che mjono; tlnome de^ qualt rifuona per
agm parte del mondo-, f^ fi comealtm
*

ij

detnki de/derij, che fu di ueder auejia


duuenturofa prouincia , io diedeffetto
manto prima potei; cofi poi Joo ndate con non picmlo udto cercdndo d'intendtre fieramente leaualita di ci'ajcun
pin raro Signare; tr auali trouando alcuno che di iettere, f^ alcUno che d'armi
filamentefacont;ho comprefi daltuniuerJaltefttmonio'V. ScceHenzac deltuna
cofa, e deltaltra m ogni tempo hauerprefi dtletto ,^in amendue eJJer dmenuta
giaTnolfanm eccellente; f^ ^^pprejjo eJJer
affcttonata fautrice de gli fiudioji e di
auefta, e di (juella; in ci imitando gli 11lujirijiimi auoli faoi, li auali e per infinita uirtu neUe armi, coH mezo delle auali
han conjeguita eterna e glonofa memo na,
eptr famma inteUigenz^ dellefienze,e
'per fauoripreflati ad mnumcrabih bei
mgegni , fi fon fatte chiart. e fizmofi..
SoT

Sonnoti a ciafcuno gli honoratijsimi ge~


Ji deitlUuJinfma Jua cafa, t trofet deL
la qtidle hauran tanta uita, (juanto lungamentedur.cra ti corfi del Sol. ^Sla
forje come cofa pm Jre/ca, e uia pm Jegnalata dogni altra, rijplende cC noftri
occhi ilualore di V, Sccellenza, la auale
dopo ttjfere (jouernator Genrale de' Signort Uenetiani, e (genrale della Santa
Chieja, elettofinalmentedalt'Inmtifimo
%e Qatolico per Capitn (genrale in Italia dellefiiegenti, e ata da juel Diuin
Trencipe giudtcata degna dejjcre adogni
altro perfinaggio antepojla, fi per le mol
te e mbili dot e fue proprie-^ hereditate
da' fkoimaggton, ftf).fiancoraper ejfer
ella fempre ata affettionaiifma di
qnelSignore e della natione Spagnuola,
xfieUacm Ipngua etiandio non lieue udto
,ha tmpiegato conofiendola uagaekggiav'_.;; f '
* tj

dra, e gmdicando la cognkone di le con"


uenirfia ciajcmo; Per tali f^ altri rijpft
ti io ho dedcalo a U. Sccellenza con ogm
dmotioneUcuor mo, f^ di qmfla dedicatione y e da ma deliberatione fijpinto
f] confrtalo dcC conjgli delSignor Gar^
ci /ernandez^ dffettionatijitmo aljeruitiodt f^ojira Eccellenza, ^ dela lUu^
Jirijsima Jua. cafa Jutjceratifimo Jeruitoreyft) mo amato fadrone y io mi joo
dijpofio adaccertarla, con tinuiarle alcune ojpruationi dHntorno alnojiro Idioma^
da me con Jomma dligenz^ raccote ,per
dimojirare a chmnque ne e hramojo la
uiae di firiuere \ e di ejprirmre ottima^
mente la linguaSpagnmla. izando per
tanto a Z/. ScceUtnze cjuefio parto mutilo debnio inteetto ,per Je non meritemle
forje di comparire auanti aj pregiato
Principe, Jenon t^ccompagnaffe un in
chinemk

chnmokaffettoconmi hffer aei;^


finia lmale ne io ardirei di mandar^
vuele, ne potrebhe egli effer grato a t^.
Bccellenzj' la ^nofita del cui animo,
^ Jingolargentezga mi rendeficuro,che
nonfiloella porgera lietamente la mano
tcw che humilmente io te dono.ma ara^
.dirallo etiandto, come cofit della <jt4ale
uno che rimrentemente tofferua^) tammira k fa oblatwne: 'Bada la mano di
. uofira Ecceenza lUufirifiima ,a cmdefidero Itmghifimo f^fortunatifimo corfi
di uita. T)i Vmegia aglt otto d'Ottobre
^
D L XV
/.
DiFofi.EcceUJufirifi
Minimo Ser.
.

^iouanm Miranda,

iii

A; L E T T O R

O L T E uolte ho conderato, da che io fono ufcito di Spagna,& ho conuer


fato in quefta beata Prouincia, quanto dilecto fuo
le te prendere uoi Italani
deila uaghczza, eleggiadriadclla noftra lingua ; &cnquanta cura
alcunid uoi cerchiate di apprendera : & appreTo ho fouente mrate , che coloro, che prc
lumono di faperla efprimerc ottimamente, &
d'eTerne compiuti polelri, fono piu lontani che non i credono, dalla interacognitione
di Jei. Perche hdc/idcrato di darne alcunafe
gola a uoftra fodisfattione , ma, temendo il
gudicio di alcuni, che.:UtJonj piu atciaftraliar le fatichc degli altn, che a dar giouamcnto al mondo; non ardiua di porre in ci mano;
egli /pronidelmiodellderio,& configli del
5ignor Gabriel Giolito, il quale gi tanti anni

ftudia

ftudiadi compiacerui, ornando le fue belle


ftampe di cofc, che uagliano a recarui in un
tempo & uti]it , & diJettation, non mi haiieller? cacciato aU'imprea . Ho dimque jrdotte infierne alcune regle, col mezo delle
qua potra ciacuno ilnpadronirfi perfettamen
te del nolro Spagnuolo Idioma: &cle ho publicare, fperando, che habhiare a gradire la prefente opera mia;nella qua
leficomeiohoufataogni diii
genza ad utile uaftro, &
a uoftrocontentoj
coli ui prego
ariceucr
^
da
me, o uero I'intentione , con cui
mi ion affaticato; o con l'intentione rcffetto s'egli
uiporgcr qucllo,
ch'io bramo.
State a
ni.

s^M
^^^w^

TAVOLA D E ' C A P
C H E IN

aVESTE

OSSERVATIONI SI
CONTENGONO,

N E 1

P R I M O
'Alfhabe-

t I Ba

o.

Degli articoli accom^agttttti


acarte.
Ij
nuolo di. Articolo del mafihio che fi da a
nomi delta femina.
16
uerfo dal
II
tofcana e Del'nome.
m che con Diuifmne del nome primo fro11
fiJleUdif prio.
feren%a delta pronontia. a Dinifionefecomla del nome.
11
Comej debbano proferir le let Spetied'tmmi.
'11
tere in cajligliitno chefmojhra fizare d'i nomi.
ij
ne a l'altri alphabeti,
4 GeiJecie i nomi.
De/ parlamento e delle fue parti omi che in cafiigUno fono di
afemina, & in tofcano dd
acorte.
11
^
Defio artcolo filo, e ijuoi ge~ - mafchio.
if
neri.
12, 'Etatl'mcontro.
tome fi declina l'articolo del omicommiininelginere. i
mafcbio,
13 Quanti finihabbiano i nomi'ct
tJ
Articolo deafemina qualjia e ftigliani,
fiel del ncKtro.
14. X>elfine in a, deafemina. 31
Dd
to

Sjja'-

T A V 0 1
A
Vel fi)te !it e, indiferenti. j i
tiatiuifi chiitmim cofi.
St
t)elfine in i, pochi.
33 Chefignificanoquejli denomitf*
Delfmeinojdelmafiho . 33
tiuoiaoCo,
69
Vel fine in u, pochi.
3 f Qitei in ero, chefignificano.y t
Dci Jine del numero del piu in E perche non ammettono gener
quei chefintcono io mcale. 3 & neutro.
7}
I che confonantifimfcanoino- lie i nomi diminMim , t quanth
fini habbiano.
7 tff
mi.
37
Del numero del piu in qiteiche De ; norni numerali e quantifi'
nihahhiant).
78
finifiom in confonante. - 4 5
V)eR<i decUnatione d'tnomi fi-Vel fine de tuttii nomi nel numero del piu.
8'4
Jianti.
4^
Inomi propri come fiuariano. Del pronome edelfuo genere e
numno.
8g
acar.
j
I nomi commum come/i declina- Fronomi di prima, feconda, ^
terXa perfona comefi declinano,
yI
no e quaifiano.
7
Celnome it^ettiua e qnamifini
hithbia.
.5'4 Mi tuyo , foyo ,fi pone in uece
di.demidetideji,quan(io'fi
fdnomeAggettiuo-non idatar ,
parla di poJiione.
<> t
. ticolo.
.' J'7
1/ nome neutro fi fa deffaggetti- Ditreahrefirtidi pronomi, i
uo equalejia e come s'uji. j 8 come finifitno, e quantegeli nirne neutro Jl fa ancora ne i neri habbiano, 9i.O' 99
pronomi poffeJ?ini,
jy Delta decUnatione di tMti i pro
nomi.
104
Quefli mmi mucho e poco co
me s'itfmo.
60 Come 'ufino quefti pronomi nel
fenere neutro.
IO 7
Veclinaticne d' nomi aggettiui,
6, J pronomi Kelatiui quaitti /taino e come 'ufino.
J,9
\i nome neutro ftdiflingue dal
. maschioper l'articiilo, lo. 55 Comefi Capia fe'l rehtfito que
u t
Quantf fin habbiano i denomi- relatiuo o particea.

NEL SECONDO LIBRO.


j ^ VV E
L I G cht fia uerha.
B1L

Xl

QuOnte fori fian d iuerhi,


^ijuUititmpi,
madi,tmntti*

D f
C A P I .
frfond'
117 D"; uerbi irregolari della terX* *
Qudnte fmit le cengiu^atiorti a car.
18 j ;
i mthi e da che fi comfiano Varittione del prefenle d'i detti
,4C(r.
117
uerbi deii prima maniera .
acar.
184
V'trbi della frima maifiera .
4 car.
I I ? Variatione delL'imperfetto di
dett'uerbi,
iSg
Verbi deafecoiida,
119
Verbi delUterXt^
l i l Variattme del paffato perfetto.
iSs;
Iluerbo hauer come fi declina.
i i 4 Variatione del tempo da uerit187
i uerho r come fi uaria. 131 re.
I mee del Herb fer, 'ufa I Df/ modo di commandare di det
Ktrbo er in alcuni parla- , ti uerbi, e come fiformi. 18 S
' ment.
140 Variatone del defideratiuo .
iSj)
JJeUaHarialione i uerbi dea acar'
. frimarianet.
143 Variatione cfi uerbi irregolnri
isS
/rf uariatione d'i uerbi dea dea feconda maniera.
fecunda maniera,
I J l Come fi faccia lo imperatiuo di
iOI
Xlellaitariatiune di i uerbi Ae^a detti uerbi.
ttr7ji.
161 Qicfla parola hai, come s'ufi ,
acar.
07
Bellanariationedea pitpiia.
acor.
170 Variatione d!i uerbi irregolari
xo8
el uerho imjrerfonale e della dellatert^a.
-. lor uariatione,
174 Alcuni uerbi imperfiaali come
lS
Di < mrhi attiui che ftgnifcano s'ufino.
fapone di prima , feconda, D'igerondie come s'ufino, efor
mino.
II8
i& ter^a cvngiugatione. 177
Come (i uariano cotai uerbi . V'i Vartecipij e del lor fine, iil
a car.
179 1 partecipij come fi formina. 2 i i
'.Qittndo e in che cmpi fi da il BeUa ci'firtfttione delle part che
uerbo hduerin ucee diejfer ^ a - fiuariano & dcune loro par2, z 3
cuefii uerbi.
179 ticolarita,
D' uerbi irregolari dea prtma Delle coticordatiXe deeparti del
parlamento
130
mantera.
181
iJ3'i uerbi irregolari delUfico- Oome 'accorda il Urb pi^i-

>T A V O L A
Che cofa fia ahldtiuo ajfoluto e V'alcuni mij dellf cojh-itttocomefiufi.
159

tj

NEL T E R Z O L I B R O ,
ll'auuerhio che fia juefle comparationl e in ^Mi
te maniere elle i'uflno. a S j
eqiianti.
143
De& Miuerbi di Come fifaccianolecomparalio-1
ni per l'interrogatione. 9X
tempo.
148
DeglidHuerbi di numero, i f l Ver jual maniera di (omparar<
lg/; auuerbi di qiiantita. 4 f 4 ft ejprimano i prouerbi e le co/i
T)tgU Muerht di qalifi. 1 J 7 impoftbili.
. ai f i
De^/ timerbi di comparaiwi e D'alcune comparatoni commu"
fuperlatiui.
Id/
ni fia cafiigliani & tofca^''.
Veile prepufitioni t (iiai feruano ni.
i5>S
al fefio cafo e ^uai al cjiar- lAodo di comparar- metafori-.
to.
9
co,
30a'
Le prepofitioni che fenmio al Hodo di compartir riprei.d^ejK'
cjuarto.
i/l
do.
304
Df// congtontiom c quante forli Velle efclamationi e per qual ca
gio'te ello s'ufim tanto da cafli
fiano. '
X74
}oS
T)elle copidatiue.
1 7 4 gliani.
Delle ciui/li.
2.77 Come f facam le efclamationi
con l'inuocatmne lamentandoDf//e rationuli.
xy6
TJecintergtettioni e come i'ufi- fi37,
no.
1.JJ Verche cagione s'iifi pin. nell
D'akuni auuerbi irrcvolari .
efclamationi di lamentarfi la
' aciir,
zyS
nttiocationc che in altre .310
D'alofite annotationi alie p,vti Modo di efcLmatione mojlrarv^
indechnabilt.
i 8I
do allep-eXXa
3 11
Otile maniere 4i parlare che c- Hodidi parlar metafiiricameni
munemente ucngm afate da
*'.
J'^T
Caftiglunt.
2,8? Qtfai fiano i uerbi che "(tfnt
Del parlament che fi fa per (t jpejfeuolte nelcommunparU''
comparatoni. '' _
8p
re..
Jt
'Qjtal fia il fitU di' parlar per Modi di parlar per iluerb fe.

D E' G A P I .
atar.
3 ip
ftigliani.
_
535
Qrni^s'ult il uerho eftar nel com Qual tal'intento principle del
mun parlamento.
314
motteggiare, appogli JjpanHO
Come s'uft il uerho andar e in
li.
340
chefiadiuerfo diyr.
3 3 0 Quai fiano i nomi periqualifi
Hodidi parlar hatii per il uer- motte^ienoglj/agr)Holi.}j^t
dhazer.
3 3 1 QuaiftanoimigUortnodidimot
Come i'ufi il uerho hallar ne i ra teggiare.
341
gtonamenti.
3 ; y D'dca matti doueflgimca del
Hodtdidirecommuni per il uer- uocaholo quai (i chiameranno
ho caer.
3 3^
mordaci.
342lArdi didire periluerho picar- Xfalcuni motti in rijpofia morda
fi
337
ci.
344.
Modi di dir per aciini nomi com D'akunimottiin rijpofla ribut. muni nel parlamento. 338
tando le parle adojjo a coltti
t>'i modi del motte^giare . 3 3 5 che le dice,
34^
Quante maniere fiano di mot- D'alcunimotti arguti,
34<
te^iare e quai i'ufino da ca-

NEL Q V A R T O LIBRO
I E L LA prtogrU- fia diuerfo lo fcriuer cafiigliam dal t o
fiano.
3f4
, /"
34?
I che nello firme-e "Perche cagionefitrauino fcrittt
cafligliano non i indifferentemente ilb .& ''<*'
troui tanta ifficolta come nel in molte parole cafiigliane.
a car.
3f3
lo firiuer totcano .
3j o
che non firaddoppia fmilecon che al c fiad'auan^p la tratta
finante faluo le due II. 3 jr o uenendo co'l e, & con l'i, 3 j 3
Che niuna parola comincia con Come fi muti il c, da cafiigliani
tre confonanti come nea to~ nelle parole che fino fimili in
fianafauella:
}^o
tofiano.
3yy
Vello firiuer mutatione della Vea lettera D , e comefi perda,
letteraA.
jyi
e ft muti in alcme parole. 3^7
Verchi cagiom in molti koghi I mmt. tofcani finiti in tudine^

finifcon

T A V O L A
flmfcno til tud in cafligUt' Della t ,& u ,& della mut4 .
tione di delta u.
387
no.
3P
t)elaletterae,& a quainomi Della X , ecome fimuta. 3 88 r
}8f
s'aggiunga.
i 6o Del Y, & della Z.
f.tipi
fileui.
i6l Degli accenti e come fidebban
Jpp,.
Et < qi*alifimuta ini. . 3 i / fiare.
Ne inomi finiti in ce, de, le , che i nomi finiti in cfomti ha
no accento neltultima. 3 ^
re ,ne ,fe, in tofiano ,ftperdi
l'e in capgltam.
3.fi'3 Saluoolctini in il, che Vhanno
nelLt penltima.
3^4
Vellaletteraf.
3 (3
Et in quai uocaboli'Ji muti in b. t-quei nomi chefinificonoin ;^ di '
cafiade che l'haa nella penttltia car.
3 6'4
ma.
357
Vella lettera G.
}6^
3pS
con<pa confinante s'accomjra Et alcHne (rarticelle in f.
gna.
3 67 (>uai fiano i nomi hehanl'acT>ellaletteraU.
}6&: . ceto nella antepenltima. }$$
frqualcagione iluerbohauet., C/ie tutte le parolefinientiin u
iha da ftriuer con l'b, contra cale hanno l'accento nella penal
tima,
400.
i moderni.
3 71
erche L'u,nofi j>roferifce co'l G. Eccetto alcnne pitticelle in e ,
nedo co le dte uocak f,. 3 71 &i.
401.
Vyea lettera i, e in quai nomi fiCjie i preteriti perfetti di tutti i
muti.
371
uerb neUe prime & tcrTj pfr
T)eUii lettera 1.
377 folie del meno han l'accento nel_
Velalettera M,& n.
379
fltima eccetto alcimi irrevoDella lettera O , & in quai no- lari che l'han nella penltimi fi muti.
381
ma.
40}
t)elU lettera P , e come mcip fi Li terXji regola d'i utrb ch*
raddopjiia.
; 81
tratta delfiituro.
404.
Delta Q_, e comefimuti in G. L.t quarla regola che tratta dela car.
383
l'imper.tiuo,
4,0 y
D'lU R.
3 8 4 Qjtai tempi bahhiano accen*
)elLtS ,c!nche tarlefi raindl'.mtefenltima.
J^QS
dlip:id .
Jy

Ih FINE DELLA TAVtA D' CAP,

TAVOLA DI T V T T E
.XE COSE N O T A B I L I
G H E N E LL E O S S E R V A T I O N I
V DELLA
'

LINGVA

SI

CASTIGLIANA

C o N T E N G o N. o .

'

'

in c , quando fi Aggettiuoine, rade uolte


mutauei nomi
hall genere neutro.
5j '
d'ufficio che fi- Aggettiuiin ,il, &inz,po-..
nifcono, in, aio.
ctii.
'
.'car.
J f i Aggettiui quanda fl tronchi.
A, particella, quando fcri
no.
64
' ua con d, e quando fenza. Aogettiui in o, conie fi uaria
acar.
3ji
no.
4
ablatiui aToIuti comefifac Aggettiuo come G uaria c.'l
ciano per i participij. x3y
ottantiup.
65'
Acceutiache leruano nella (Ahorrado)parola ftrana,ciie
lingua Caftigliana. 3 <) i fignifichi.
18 8'
(Acuefta) come s'aggiun- (Albornoi) nomemorefco,
che,fignifichi.
4<r
.' Z^ apronomi(aiis,tus,sus.)
"car,
473 Alfabeto Spagniolo diuerf
2.
Aggettiuoche coafia. z% dalTolcano.
Aggettjijo, come {.declina. (Almwen) nome che figni^acfft' '
"' *' 54' ' ficKi';
41

T A V .0 t A.
(Alreues) particella 'come i
mefiuaria.
ij.
ui infierne con (aiderecho Articoli non hanno uocatio contrario.
- 175
(Ambos, e enorambos) co-' Articoli della femina (Ia)&j
)&/
mes'ufino. ,
108
detneucro (lo) cfauefiuaria no .
(Amigo), neme comes'tia
nel coinmun parlare. 338 Artcelo neutro non ha piu
3IU '
(Andar, gatas), che fignifi- d'uu numero,e per qual cagone.
.^
_ ly
'clii.
i8o
(Andad) imperatiuo d'andar Articolo (el) del machio,all upltefida 3 nomi della fe
ferue ae parole ingiurioe
mina.
15:
che in Spagnafidicpno infierne con la particella (pa- Articolo (el) pofto doppo il
ra)
300
ame , che elFetto faccia
(A ndar) uerbo come s'ufi iu a car.
i tf
fignificationediuera daTo Articolo (el) alie uolte perde
cani.
330
lauocale.
17
(Andar) irregolare nel pafla (Atrueque) come s'ufi, e che
to, & in qiie che formano
cafo uoglia.
171
dalui; & come fi uaria. Auuerbidi luogo terminatC
acar.
i<) j in ,e, &i, hanno l'accento
(Ante, & Antes) in chefia neirultima, & alcune parti nodiucrfi.
173
cellein,e.
401
(Aodas) particella, che fi- Auuerbi di luogo, quai fiagnifichi, & come s'ufi. x S o n o .
X44
(Aquel) pronome, come fi Auuerbidi luogo a che tem uf.
I o
pi 'attribuicano,&,a che
(Aquende, allende) parole
perfone.
a4y
' aiitiche poco uate, & in ue Auuerbi di luogo in uecedi
ce di quelle , che fi ufi.
temporali.
147
acar.
148 Auuerbidi tempo,quali fiaArtcelo che cofafia,e quaa
no.
148
tofianeceflario al nome. Auuerbi di numero , quali
acarte.
i i
fiano , & come fi uano.
ArticolQ (el) del mafchio co
acar.
afi

*#

DELrOSSERVATIONr.
Anuerb di quantita, qiiali B, s'aggiunge alia letters, I,
8it,Sc alie uo Ite alia d, m
iano
1^4
ecrirturaantica,
jj-i
Auuerbi di quaht, quali liano.
i j / B,s'aggiunge ancora ad altre
conlonantijdoueiTofcajAuuerbi di negare.
ijp
niper non imitarlo il fogAuuerbi di affermare. 2.60
gono.
j j1
Auuerbi di dcfiderare come
s'ufino.
l i B,fi pone alie uoltein uece
di u, & al contrario, perla
Auuerbi d'ammonire,& auconformit d'imbedue le
uerbi di dimoftrare, quali
lettere.
37j
iano.
li
Auuerbi d'ordinare. 1.63 (Blafon) n o me cbe lgnifi
Auuerbi rsmifsiui Se di duchi.
41
bitare.
1 6 4 (Bocabaio) che fignifichi, &
Auuerbi di dimandare. 6<
comes'ufi
i8o
Auuerbi di cgregarc. l f Bueno aggettuo , come
Auuerbi di fcparare.
z66
tronca.
tfl
Auuerbi di coiparatiuo, &
iipcrlatiuo.
i 7
Auuerbi di perfone, & di
chiamare , quali tiano, 3
, Con
la cratta . come
carte.
168
fi profer ca, 8c come fi
A uuerbi di eleggerc Si d'afehiama la tratta in Caftiglia
frettari.
^ 69
no.
,
Auuerbi irregolari quali fia- )-, coi critta , in ucee di
no.
. 175
L , S per qual cagion e .
(Ax, & ox) particelIr,come
acarte
J
s'ulino.
178 f, quandofidebbiamettcrc
(Ay', all, all, a c. a culla)
coi, e quando fetiza detts
comes'uliiio.
i,6
tratta.
3j3
(A'y,iSchay,&ay), come (i CjConl'h, comefi proferiiifioo.
28 r
Ita.
4
B
C, fi pone infierne co'l r, da
A T V E N nome che fi- Caftigliafii, corae da Latini, contra la ortografa T o
gnifichi.
4t
cana.

T A V
fcava.
i S4C,fimutaf})efle uolteing,
dalle uoci Tocane nelb Ca
ftigliane.
3ff
(Cada) auuerb o a cbifida,
echelignifica.
ifo
(Cada gallo enfumuladar)pro
uerbio , come fe intenda .
a car.
ifO
(Caer) uerbo, peraccorgerfi
ouero ricordarfi , come i
iifi.
li^
(Caer) per intendere,come
.s'ui.
337
(Cahz) che fignifichi . 4$(Capuz) che fignifichi. 45-'
(Ce, & ice, ci, & ci) l trouaao u&te indiferentemen
te.
35-4
Ce, fi muta in e, n Caftiglia
no ne i nomi che finilcono
in quella in Tolcano finilcono in x,neil3tino. j j j "
(Celemin)nome che fignifichi,
41
Ch, ( miitano in j, haiiendo
, appreflo l'e, & l'o, uocali,
&alle uoite in el, quaiido
ch. Tara in principio della
parola.
i,^s
(Ciento) numrale,quando
i! tronca .
g3
(Cierto, & cierta ) come s'u. lino.
114
(ComigOjContigo, configo)

O L A
come s'uno.
s S^
Comparationi in quanti mo
dis'uino.
190
Conipatation per interroga
tiom,come fi hcchno.ipo
Comparationi perTanuerbio
(dedonde) come fi facciano.
2.41
Comparationi Jamentindofi
ouero rallegrandol, come
fifacciano.
ijj
Comparationi per la particel
la (tan ,& come).
i?4
Comparationi cmuni qua
iano.
19 f
Comparationi per la particel
la (para)
197
Comparationi per irona .
a carte.
199
Comparationi per la ncgatio
ne.
301
Comparationi nza l'aggettiuo.
304
Comp.iratui come iacciatio.
15:7
Concordanza del nome e l
uerbo e dell'aggettiuo, co'l
bftantiuo .coniefi faccia.
a carte.
131
Congiontioni quante liano
e come s'ulino.
17^
Congiontioni copulatiue.
a car.
174
Congiontioni cufili. i 7 f
Congiontioni rational2.7i

**

DELL'OSSERVATIONI.
Conbnanti in che finicono
iuariano. ,
6^
i nomi, & quanti fiano. j o Denominatiui rade uolte h'
Coftruttione di uerbi Caftno il genere neutro, e per
guan, iu chefiadiuer da
qualcagione.
70
latni.
xij Denominatiui in erotgni-'
(Corto) uerbo, e (corto) no
ficano ufficio di quel nome, come s'ufino. 330
me doue uengono.
yi
Creanza Spagnuola, come Denominau'ui in do, quali
s'intende,s'u.
18
fiano, & doue deriuano.
(Cuyo) pronome come s'ua car.
7 y.'
&,
l o i (Dentro , fuera, de dentro,
de fuera) auuerbi come s'U
fino.
147;
D
Dentro alie uolte uuole la
, Quando f perde e qua
particella (en.)
147
doliriciene.
3^7 (Desde, ouer dende) che
. D, comes'aggiungeneino
gnifichino, ec come s'ufi-r
rai tronchi Tolcani. 35-8
no.
ifi
D, fi pone in uece del t, ne i (Des) particella non uiene ,
nomi uerbali,e partecipij
e non in conipofitione, &
Tocani.
3 j S come s'ufi.
iS6
(Debalde) come s'ul, & in Diferza fra i dirainutiui in
chefiadiuerb di (embalico. e quei in iilo.
78
de.)
180 Diminutiui hannotrc finij
(Dedos,endos,detres entres)
(ico, illo, & ito) e quei in
ouer, dos, ados, come s'uiilo, come i uariano. y
fino .
15-3 Diminutiui in ito, come s'u
fino.
78
(Dcllos, & dellas)fipongono in uece di (unos e unas, Diuifione dell'alfabeto in tre
part.
a
a cart.
8o
Denominatiui finicono in (Donofo) nome ha due fignificationi, et come s'ui
una di due maniere in (ofo
intuttedue.
3Zf
ein,ero.)
tfS
Denominatiui in ofo igni- (Dormir) uerbo irregolare,
comei uaria nel prefenje
ftcin.3 abondanza^ &coinc
del di-

. . T, : A V- O L A
chefiadiuerb d(debalde)
del dimoftratiuo.
^09
a car.
18 o
Douei Caftigliani imitano
jl latino, i Tofcani non l'i- (Enlugar chefignifichi,e co
mefiufi.
179
.mitano,& alio incontro.
.acar. 3 1.3 5:4377-382- (Encuerpo, empiernas) come s'ufino, e con quai uer(Dozicntos j e trezientos)
bi.
187
nomi numerali, amoiettono quel della feminaj e co Elclaraation che fiano, 3c
fi tiitti c[uei che haiino il fi .come s'ufino da Caftigliani.
,,
30
iieinos.
8i
Eclamationi fi fanno communementecon la inuoc
tione.
307
, SI raddoppia in alca- (Eftar) uerbo quando s'ufi.
14
ni uerbi, Si quali fiano. a car.. ,
a car.
3^? (Eftar) per eflere come s'ufi.
a car. .
141
, s'aggiunge a nomi che in
. Tolcano comiucjano dal- (Eftar) comefiuaria, Js>
la f.
$60 (Eftar) uerbo abonda alie uol
E,fileua a nomi che finico- te nela oratione.
1x7
. noinquelIainTofeano.e (EftarmaI.ouero(eftarbi )
atutti gliinfiniti.di uerbi.
che fignifichino, e come fi
, acarte.
3i
ufino.
314
., quando fi muta in i, da i (Eftar mal) per eflere in di'
i Caftigliani.
3di
gratia come s'ufi, e c quai
(Echa por copas, che fgniperbne.
jijfichi
i i S (Eftar) per eflere pome s'ufi
;(EI) articolo fipone .ille.uol
in Cailigliano',-.
ji
teinuecedi uos,ep qual (Eftar) con laparttcella(poT)
, cagione.
,18
come s'ufi con la intcrro(El) quatido articolo^equ
gacione.
327
dopronomerebtiuo^ 107 (Eftar) con la particel!a(por)
pilo di Tofcani, fi muta in
fenzak interroga.tione, fa
L (illo, da Caftigliani. 374. diuerb effettc.che con I.1
mbalde)come s'ui,eia
intetrogatione.
3,18
# * H

DELL'OSSERVATIONI.
F

N O N i raddoppia mai
, M AI non fi raddoppia
F, daCaftigliani,anzi
do- G da Caftiglian.
6S
ue ella i raddoppia i n To- G, non ueniie mai con confcano, lileua iu Caftiolialonante, fe non con 1. 3 yff
no.
363 Ge, Gi, uieglio crittura,
F, li mutafpefsifsme uolte
clie je, ji.
3 8
inh, &in tuttiinomi, do- Generi tre apprelo i Caftiue i muta i proferice det
glian , e in che i conofcatali,
3(4
no.
13
Figure de i nomi quante lia- Gencri del machio, et della
no.
Xi
femina', comprei fotto il
Fine de i nomifinitiin a, ct
neutro."
138
del loro genere.
13 Gerondi come s'ufino da Ca
Fme de i nomi in e.
31
ftigliani,& quali tiano. 118
Fine de i norai m i raro. Gerondio in do, comefifora carte.
33
mi.
i 18
Fine in o, ampio .
3 4 Gerondi con la particella (en
Fine in u,raro
3 y comes'uino.
113
Fioe del numero del piu ia Cerondi di pretrito , tjuaii
quei nomi chefiniconoin
iano.
11^
uocale, qual ia.
3 -. Gerondi ii futuro cjuai iaFine del nome aggettiuo .
no.
2.10
a carte.
f 4 G i a , G i o , GiUjdi Tofcani,
Formatione dell'imperfetto
ual come ja, j o , j u , di Gadel dimoftratiuo de i uerftigliani.
3 6g
bi irregolari, & del futuro. Gli,di Tofcani i muta alie
a car.
18 S uolte in j , da Caftiglian.
Formatione del preente del
a carte.
3 57
l'mperatiuo.
iSp (Grande) nome aggettiuo ,
Formatione del tpo da uequando i tronca.
5: jmie del deideratiuo. i^ i (Grande) n o m e fi ^iglia alie
HoUepertroppo.
<e
(Gue,

. T A V O L A
(Gne, Gui), di Caftiglian
per fingere alcana co.
a carte.
332,
uaghono per glie, gii di
Tolcani.
6 (Hazcr) per eTere come s'ui. a car.
333
(Hauer) uerbo come i coni
. II
giuga.
113
, IN quai nomi i pro- (Hauer) per tenere, come ii
fcrici, & in quai non ui.
i}o
acaree.
3 j . jS (Hauer) per elere, come ii
H,iu uece di f, e come i pro
ui.
131
terifca.
4 (Hauer) s'ha da fcriucr coa
H, fe s'ha da Icriuere in tutti
rh,c per qual cagione. 371
. i nomi, che li ritien dal la- (Haudo) participio, di (hatino , o in cjuai nomi s'ha uer) come i uli con ((ido)
dafcriuere.
370
participio di (fcr.
z 14
(Hago) irregolare di(hazer) (Hideputa) che ignifiche, e
e i Ibmighauti, come C ua- cuando lia parola ingiurio
riano.
157
la.
JDO
(Hai) come s'ul, et p qual
, cagione i criia con h, cI
traimodcrni.
107
Hay, & ay, come f uiuo.
, SI muta in e, in molti
a c.irte.
iSi
nomi,& particelle, che
(Hay) d'hauer uerbo in uecominciano di quella, Se
ce di e Tofcano, come i
in akriirefta.
372,
ut
3J4 I, fi mutain 1, in alcuni noHai,fida a tutti i generi, & mi , & alie uolte in due l.
numeri cnza diSereuz'ala car.
3 7
cuna.
3 3 j I,fimuta in e, in tutte le pa(Hallar) uerbo, c orne li ufi
role , doue uicne la panincl commun parlare de i
cella(dis.
57y
Caligliani.
3 3 5' I, s'mterpone fra l'e, e'l conHazer,CQme fi uaria nel pafonante cheli uien appre^
. ato perfetto.
1 s 8 l o , e ne i nomi inienti ia
-(Hazer) uerbo cQmejs'uii
eaza ,'che in CailigHnQ
* * iiij

DELI'OSSIRYATIONI.
annoin enca.
3/y
cedigi.
V
l s'interpone ne notni, fi- j , fempre pone n prnci-nienci in mentein To(capiq della parola; e con quai
no, che ia Caftgano fui- uocali s'accompagna.
6
fconoiii miento.
iyS j, per qual capone metta
Imperatiuo non s'cia inettecon Je tre uocali a, o, u, 8c
recon lancgatione da Ca- none, ,
.7
ftigliani.main iiece diuel (jamas) fempre negatiiia,
lo s'u 1 bggitiuo. Itfj- ancora, che uenga enza la
Imperatiuo de i uerbi dea
ncgatione.
feconda maniera.
(juntos, & entrambos) amIrregolari, comeiforinino
mettono quel della femiliela conda, & terza perna, &in chefianodiueri.
..bnadelmeno.
2.01
acarre.
z6^
Impcrfonale ucrbo, che ia (junto) s'aggiunge adatiuo
c della fu uariatione. 174 &ablatiiio.
17}
'Interiettiopdi piacer. 177
(Interictdo:!! didolore. 177
nteriettioni c'ammiratione.
acar.
178
, SI aggunge n alcuni
Irregolari della prima manie
nomi.thc ll hfcia da To
ra che oleruano l'u, nel Icani, & (i ritiene da latini;
prcfente, & cjuali fiano .
per imitarlo.
3 77
acar.
184 L'articolo pofpolo .
20
Irregolari della econda na Laparticclla polla doppoil
nicra, & la loro uariatiouerbojha forza di relaciuo .
. ne.
iss acarte.
^^y
Irregolari della terza manie- (Le) in uecc di ,Io, relatiao.
ra, come i uatjano, &in
quando ponga.
xz^
che iano diueri di quei (Le),dopo que,& fe, che
della fecoada.
xo8
cfEettofaccia.
17
LL radoppiace alie uolte i
proferilcono come un ToI
lo in alcuni nomi che uen), SI pone alie uolceia ue* gpno dai laiao.. ^ $7^
(LLegarfe

r
A V
(LLegjtfe) m uece d'andar
come s'uH.
j 3i
Letiere diuerfe dalcomtnu
. nealfabeto.
. :.
l
LL gemnate in uece de gh,
Tofcam.
7
Lo, articolo neutro a quali
nonii s'aggiunga.
lo
Eo, articolo alie uolte abonda.
II
(Luego) quando fia auuer, bio di tempo, & quando
non.
ijI
(Luego, e pues) come s'uiino
177

O L A
accorto.
jtt
Motteg^iare chefia,e come
suli.
340
Motteggiare per qua nom
ffaccia.
3 41
Motto mordacegiuocando
del uocabolo.
342.
Motto ad una gentildonna,
mordendola di pouera. a.
car.
34t
Motto ad un dottore.notaadolo di Giudeo, & un'altro in /rifpofta, mordenda
di cioco.
. 345
Motto, mordeudo uno dico
dardo, euile.
344
Motti, doue fi ributtano le
M
parole contracolui, chele
dice.
3 4y
ityi A N O ) nome folo in
4-^1 o, deliafemina. 3 y Motti mordaci , come fiaJManieredi parlare, in quan- no .
3 4<
ti mpdi (ano appo i C.ifti- Motto arauto , & bello d'un
' gliani.
189
iiiioiiolpofo.
347
Me, oucr mo, in Tocano (i (Mucho, e poco) aggetciu
. muta .lile uolte in brc, Cacome s'ufino.
60
ftigliano.
3 7> Mucho , c poco per qual caMelmo,emcIn3,a che pro gione noj s'aggiungono
1 nomi s'.iggiungano. > % nel numero del meno a co
reanmate.
<fi
Mct.\fore" come s'ufino da
I. Caftigliani.
3iy Mucho, muy, mas, aimer
Motli di irc ad uno che pi- bi, come s'ufino, & a che
glia egli il pericolo . 15 S fcruano nel parlamento,
z^S
. Mod i di parlare metaforici, acarre.
' comefiano.
301 (Muerto por parecer) modo
^ o d i di dir ad uno che fia di parlara uece di bronu}

DELL'OSSE R V A T I O N I .
fo per parer, come s'uli.
gliano, & in ToUiano del
mafchio.
14
acarre.
'
34)r
(Muy) i da a gli auuerbi di Nomi del mafchio Caftiglia
ni, e Tcam della emina.
qualn.
i jS
a carte.
1S
Nomi coniuni del malchio
N
a carte.
17
, S I ritienedaCaftiga Noaii conimuni delta femini in quci nomi che u
na.i 3,
gonodal latino, 8 che i Nomi iu e.parte del mafchio
Tocan non la ritengono.
e parte della fenina. 5 ,
acarte.
380 Nomi in az, Se, ez, di calade,
N, eolia tractam uece di gn,
hanno racccmo nella penltima.
3^7
tocane.
S
Negro nome , come s'uli. Nomiin i, pocli.e per cjuai
cagione.
33
acarte.
338
Neutro nome, che cofa ia, Nomi in il, c'hnno l'accento nella penltima. 3>4
&incheficonofc3.
2,3
Neutro nome,I diftingue Nomi in o, del machio. 3 y
3f
dal mafchio, per l'articoto Nomi U) u, pochi
cbehafeco.
^8 Nomi ai quante confonanti
finilcono.
37
Neutro, non uene mai fenza articolojCccetto col uer- Nomi initi in od, non i tro
uaoo.
38
bo/er,
53
Ni, particells, come s'uf, Nomi io ad, & in ed, per la
piu parte delia femina. j 8
acar.
zy^
Nomi finiti in d, 1, n, r, z, x, Nomiin id, & in ud, parte
del machio, & parte della
Jianno l'accenco ueU'ultifemina.
}8
ma.
394
Nome, cliecofa fia. 11 Nomi c'hannol'i, innanzial 1
C, t, i, haun o l'accento ne| '
Nome i diuide in genrale,
la antepenltima.
^f
& particolarc.
xi
Nome in due modi, bftan- Nomuerminati in uocale,
' tiuo,&aggettiu.
%i
hanno l'accenco nella penul
tJQmideilaenmiai Calitimailkbx.
is

Nomi

T A V O L A
fcano: in Caftigliano finiNomHn'il.e in ol, per la piu
fcono in 1.
37s
parte del genere del mafchio.
38 Nomi che cominciano d
Nomi in an, & in, per la piu al, o fono morefchi,o d'altra hngua,
378
parte del genere del mafchio.
41 Nomi linienti in one, in Te
fcano , in Caftigliano fiNomi in o, hanno I'accento
nifcono inon,
}8a
neU'antepenultima. 400
Nomiin or, uerbali, quaii (Nosj& nofotros) pronojni, qiiando et in che cafo
tutci.
41
S4
Nomi in C, pochi, e per cjual s'ufino.
cagione.
43 Numero del piu in quei cha
Nomim X, pochi; & fanno
finiconoin uocale,come
ilplurale in ges, douendo
fi ficcia.
3S
lo fare in xes.
4J Numero del piu in cjuei che
Noim in y, pochisimi, Se finicouo in conbnante.
inz,alai.
44
acarre.
.
4(f
Nomi, comefiuariano: & Numero del piu, comefi fac
in che eoniftela difficolt
caintuctiinomi.
84
del dedinargli.
4P
Nomi in fimo , fuperlatiui,
O
hanno I'accento ne'antepeniiltima.
335
, Particelk, come s'ufj
acar.
177
Nomi numerali cjuali fiano.
a caree.
7 8 O, di Toftani fi, muta alie
uolte m u, di Caftigani,
Nomi uumerali come s'ullSe alie uolte in u, & m e, &
no.
81
quando non fi muta, 581
Nomifinienti in tudine,ni
Tofcano, m Caftigliano, Ofrezco iregolare dei la efinifcono in tud.
3^5 conda maniera , come fi
uan.
i^v
Nomi che ii criuono in To
fcano con due tt, in Cafti- Ortografa, che fia: & cqme fi ufi da i Caftiglianii.
gliano fifcriuono conch.
jjc
acar
3 5'p acar.
-Nonii fincnti iale,inTo- Ortograa CaftigIaaaoa

DELL'OSSERVATIONI.
ammettetr conbnantial Paflati perfetti di (h^er, te-
principio della parola, ne
ner) & altri irregolari della
anco lectera fimile raddop
feconda, come facciano.
a car.
19 S
- p i a u , fe non le due 11.3 yo
(Ox) che lignifichi,& come Paila ti perfetti di (dezir, traduzir, &c. irrcgolari della
. s'ufi.
xjZ.
terza , come fi- uariano .
(Oxala) che fignifchi, & co
. me s'ufi.
137
a carte.
P
Paflato perfetto abonda in i\
cuniluoghi.
11
, non fi raddoppia mai Pasfiuo uerbojche fia, 1 4
da Caftieliarii.
585 Pafsiuo uerbo, come s'accor
P, alie uolce u muta in b, in
daconinomi.
135" '
niezzodclla parola ucnen (Picarfe) uerbo, come s'ul
do.
383
nel commun parlare. 337
(Pacer)uerbo,non ha pri- (Poder) uerbo, come fi uamapcrbnadel d/moftrati
ria nel paflato perfetto
uo.
^
3^4
a car,
10 j
Parlamento quate part hab- Poner uerbo , come fi uabia.
I i
ria nel paflato perfetto .
atar.,
IJ
Partecipij , come formino.
i o 5 (Por, c para) particelle, quaii
dos'aggiungono a mi, ti,
Partecipij di preente qiiai
fiano.
12,1
fi,pronom.
>/
Partecipijdi pretrito,come (Por, c para) iti che fiano di
lforinino.
xii
iier.
172,
Partecipij irrcgolari , qiiali (Por, particelia, come fi ufi
fiano.
iii
conTinfinito.
317
Parlar per I'jnfiiito non s'u- .Prepofioni quanti fiano, &:
a da Caftigliani.
135'
achecafiferuano.
%69
P.iroleingiiinofe che f di- Prepofitioni che eruono alcono i n S p a g n i .
300
l'ablatiuo.
170
Particelle, c'Jiauno l'accento Prepofitioni, che Icruono al
. ella penltimafinientiiu quartocab.
zyi
.<l^ acaree,
$z Preteri.ti come fi o t o i n q in
cuete

." T A V
lutte tre le congiugationi.
a car.'
^I^
Pronomi, quandoabbondanonel parlamento, l i f
Prononn,non ammettono
artcolo, cominciatido da
loro, comeappo i Tofcani.
y
Pronoraijhanno il fine del
neutro inoj
$9
Pronome che la, e in quante maniere, et come i uaria, e quai iano i ptincipali.
86
Pronome di prima perfona,
comeiuaria.
87
Pronome di feconda pcrfona, comefiuaria.
88
Pronomi me, te, , quando
uengono innanzi, o dopo
il uerbo.
S9
Pronomi polTeftioi', qtiali
fino.
" 88
Peonme di terza pcrfona,
come i Uaria, c perche n
ha recto.
9o
Pronomi poflefsiai mo,tuyo , yo, s'iifano in ucee
didemi, deti, dcli, 91
Pronomi pofl'cfsiiii, dimolratiui, &; relatiui, come
s'uliiio , & quai anoi deriuati.
9S
Pronomi, el, e (fiiyo) di tcr
za perfona , fanuo alie

O L A
uolte di feconda per la crea
za.

102,

Pronomi (eflo, & elo) come s'iilno, con (otro,5C'


otra.
10 j
Pronomi relatiui, qiiali fian o , &inquante maniere; c
comes'uino.
109

I mutaing,inatcu
Q,^ iS nomi.
3 84
(Quanto) clapatticellaque
comcs'ufi.
481
Que, qui, Caftgliano.in uce di che, chi, m Tocano.
acarte.
9
Que, quando ra relatiuo, e
quando particclla, e in che
ficonoftcra.
iii
Que, I da al dinioftratiuo ,e
non al bggintiuo. 132,
Que, qu.Tdomcnc dopo l'ar
ticolo,lo, femprecdelge
nerc neutro.
134
Qiic, quando i pigliinterr
g.itiuo , & quando relatiuo.
134
Qiie, .iggionta, a quanto e a
(fobre) come s'uli. 2,8^
Que uuiece della particclla,
da, come s'ufi da Catigliani.

-jj.

Quien, relatiuo in uece di

DELL'OSSIR VATIONI,
clii in Tocno.
3<>
ftratiuo.
iro
Quien, fempre indeclina- Sentir irregolare, come fi ua
bile.
141
ria nel preente del dimoftratmo.
no
Quien, nel retto n s'aggir
ge mai a, uerbi del numero Sereno,noraeche fignifichi
delpiu.
i4i
e comes'ufi.
355
131
Quiera, particella aggiunta a Ser comefiuaria.
relaciui que, quienj qual, Seruir, irregolare, come fi
comes'ufi.
110
uaria nel preente 31 dimo
ftratiuo.
111
Sido, inuece di flato. 175.
Signoriaachi fi dia in Spagna.
19
, N O N fi raddoppia mai
con confonante alcuna. (Sique,o (eqiie) comefiuiino.
18 jlapaz, notne, quando ia uil
laniadirloadalcuno. 67 (Sobre) particella c6 laque,
comes'ufi.
183
Re, particella , comefi ui in
coinpofitione e fenza. 187 Sobre, fenza la particella ,
con l'mfinito , come s'ufi.
Reyr, urbo irregolare, coa car.
184
iTiefi uan nel prefente del
l'indicatiuo.
105 Soler, irregolarCjCome fi uaria nel preente,
104
Soler, non ha paflato perfet
to,e per qual cigione. lotf
, C o K l'r.iion fi profer Sonar, uerbo come s'ufi nel
comraun p.irlare, &fonar
ice mai.
j8f
per moccarfi il nalo. 51 <
S,noncomincia m5i parola
ii
alcuna con la confonanteap Softantiuochefia
preflo enza una uocaleal Specie de i nomi due,e quai
principio.
3 8 fono.
11
(Saber irregolare, comefiua Snperlatiuiquanti fin habra nel prefente, & paflato
bianequali.
1^7
perfecto.
103 SS,doppij di To(cani,fi mu(Salir irregolare, comefiua- ta inx, da Caftigliani. 385
r nel prefente del dimo-

TAN

A V O L A

& tanto in c!ie fi


T AnoN,diuerfi.
i <i j

Tanto, & quanto a chi s'aggiungsno.


ij'4
Tener uerbo irregolare, come (i uaria nel pailaco per
fetto.
IS g
Traer, irregolare , come f
uaria nel paato perfetto.
a car.
198
Traer, come fi uaria nel futuro.
193
(Tracfuzir) irregolare, come
fi uaria nel prefente del dimoftratiuo.
109
(Traduzir) come liara nel
pretrito.
a 11

r, e;rsnde,non f mette

V' niai in mezzo della pa-

rola.
387
V, fi muta in o, & o, in u, in
niolce parole Caftigliane.
3 cart.
388
Viperqusl cagione non fi
prof-Tica col q, uenendo
cuocilic, i-, .
370.
V, perqual cagione 15 profe
nica co'i 2,uenendo con le
uoae, i,
371

V, col g.non i proferifce c


alcuna uocale, faluo con la
a, Scon l'e, iu alcunipochi.
f
V, con l'a, i dsbbe aggiun
gere al c, piu tofto ene al q,
e per qual cagione.
9
Va, terza perfona del dimoftratiuo di yr, hi tre fignificationij &conies'u/in tutte tre.
3j r
Valer, cojiie (i uaria nel paC
to perfetto, e in che man
ca.
^
pS
Variatione de uerb della pri
ma maniera.
i4$
Variatione de i uerbi della e
conda maniera,
lyi
Varatio ne de' uerb delk ter
za maniera.
161
Variatione della pasiua della
prima maniera.
170
Variatione de nominduc
modi.
49
Variatione de i nomi propri,
a car.
jo
Variatione de nomi commani.
y 2,
Verbijche uoglono t me, te,
fe, quaifiano.
177
Verb, quando ammettoix
accuatmo , e quando datuo.
114
Verbi, che non animcttono
il foftantitto ,:tiia-jn juefisti

DELL'OSSERVATIONl.
quelloiluerbo hauer,quai Vuemerced, comes'ufi,
ano.
i8i
&lifcriua. '
loj
Verbi irregolari che feruano
rinelprelnte.
i8i
Venir irregolire, come fi ui
, IN Caftigliano in ue
rianel prefente del dimoce di fci, Tofcano. ip
ftratiuo.
113
Verbi m car, & in gar, ritengon l'u.nella prima perfboa
dei paflato perfetto, & per
, Serue di confonante,&
./qaalcagione,
113
alie iiolte di uocale,qu
i^erbi imper ohali, quai fia- do uenne in mezzo di paro
^Vo , e ccree s'ufno. 117
la, ma qnando une in prin
IW}^^ della coVruttione del re cipo,ferue di confonante.
Vlatiu.
137 Yr, uerbo irregolare ,coie
Vno, Si una, come s'ufino. fi uaria nel preence del di^
moftratiuo.
i 10
cart.
114
Vno, nome, quandofitron- Yr, & andar, in che fisno diuerfi.
3 3 <Ji,
ca, e come s'uii.
$7
Vno ha numero del piu, &
perqualcagione.
80
Z
Vno, & una per qual cagionfi ponghino;n uece di r-r. No N firaddoppiamai
' el, & la, ardcoli.
313 ^ daCaftiglvani.anzidoVocatiuo.quando habbia i'o
uefiraddoppia in Tofcano
& quando l'ha.
f o in Caftigliano fi criue con
unilo.
389
Vos,quando perdel'Uj&a
OS.
sy Z.finifcono tutte le parole,
che in Tofcano fiaifcono
yos quandofida aun folo,
. 3 car.
$6
385

IL F I N E DELLA TAVOLA DELL'OSS B I I V A T I O N I .

E R R O JR. E .
tattt> J. intuttigliejjimfi doue dkepii^a,ac[cf Sr,ditttT^mi tofctni ftnei Otjliglitmi dn^.

UOSSERVATIONI
DELLA

LINGVA

* CASTIGLIANA,

DI Ai. GjOF^'H^t
L I B R O

Mld^JJ^Dj
P R I M O .

"X^^

XINGVA
CAP.

C A S T I G L I

AN A .

P R I M O .

T^NANZi CHh tratti

dee ojfermtioni delta Un


gua Caflgliana,m'ha parfo neccjj'ario primieramen
te trattare della djferenXa, e conuenienxa che
nelle lettere deluna &
tultra, lingua cos nel proferir, come mi parlamento , o uocaboli dea detta lingua: per ci
che malageHolmente fi fotrebbe uenire a per-'
fetta ognitione delle o}jeruatiom,Q regle y che^

2
LIBIDO
TIIIMO
uogliam dir ,fe prima non fi fapeffe i ualore
delle lettere con che gli ejfemp cheft daranno
faranno fcritti hauendo adunque da ragionar e
delle lettere, cheapprefjo li Spagnmli s ufano;
accioche piu fhcilmente fi poffa diflinguere la
dijferen^a . fard mifiierofar l'^lphabeto , 7quale quefio.
Mfhahet a, h, c 9, d, e,f,g, h, ch,), i, y, I, U, m, n, ,
iofcan>.

Sij ESTO alphabeto p diuidera in tve par


ti. La prima fara in quee lettere, nelle qua~
li confifle la diffirenza del proferir,che faran
no quellefegnate, o per dir meglio, quelle che
fareno ranie ne gl'altri alphabeti ,epoi quel
ie, che rejieranno neWalphabeto comune ,fidi~
uideramo in uocali, & confonanti ,et ft tratiera con la breuita pofiibile, la differen%a,
-; V
?^fomiglian%a di molti uocaboli Spagnmli, et
'*'*
Tofcani.
?'o I. N D o adunque trattar prima della dij
feren?^ della pronuntia, diremo he confifle in
tetttrt di' q^t:fie Uttere. 5, /?, ch, g, ], U, , q, x.
ucrfe dale

hZlelro.
ferirgli.

DELia

LETTEK^^

C,

T R I M O dea 9, ogni uolta che in lingaa Cafiigliana fi ritrouer quejla. lettera ^,c<fifcrjtta, cm quel ponto fotto, chefichiama
Ctrl-

DELLtA: Lili.
C^S.
3
ceriglia, con quefls tre uocali a^ o,Uf me
tanto, come-^ in Tofcano. Si comein queflo
nome pia'^^a , e for"::;^: fe fimle([ero fcriuere
in Spagnuolo , fi ifcriuera coft , placa, e fuer
j a , e marxo : in Spagnuolofifcriue marjo, e
la ragione di quefia differen^a > perche la ^,
in Spagnuolo ha lafor-^, che due ^^, in Tofcano : e come in Spagnuolo nonfiferina piu di
una, per dargli ilfuo ualare, hannofitto que verqudca.
fia differenii^, che la 9, fi pronmtia come una gionertprS^, in Tofcano ela^jfi pronuncia come due -""'^^* '' fe
rz^ : e qefiofi uede chiaramenteneiuocabo- ^"^
U Tofcani, che fonofimilia li Spagnuoli, come in doLce-^ja, dure;^, afpreT^, alte';i^^ , riccheZj^a; che in Spagnuolofifcriuono
con una s^, e come due ^:^, fi pronuntiano,firoe,dulceza,dureza^arpcreza, alteza , riqueza , la qual coja in piaT^, chefidifcriue con
una ^, nonfifarchbe, ma bifognarebbe far plz
j a , e informa, fucrja, e non pla^a, ne fuer
^a, che hauerebbe cattiuofuono in Spagniiolo.
DELL^

LETTEI{y

H.

L K H. anchora ch'in Tofcano nonfiprofefca-ipernonejferlettera, ma nota d'ajpiratiom. in Spagnuolofiproferifce, perche inmol$^ parti/i mettein u(ce dift comefoi diretnot

4
ilB/^O
TlilMO.
Cerneff^ pro y^ bifogna proferirla colfiatofolamentr, r/r
^p'f'c-lt^ *^oie(pitandofi butta ilfiato con for7ia,&fi
!Uf,)i. anhela o fo^ira, come fe in qnefla parola, ahij
odeh, in Tofcano ft dicejfe con fojpiro , e con
qualche poco d'affettione firebbe l'ejfetto che
io ho detto, & in Tofcano non tromria altro ef
Jempio per dichiarare quel che uoglio dir, in
Spagnuolo pero nefono molti, come: haf:a,hc
cho,hado,hinchar,hoja, humo; che inTofcanofgnificano, fina, fhtto , fkto , fogliaj'umo; e alie uolte non fi profer fe e, come in que
fia parola, hombre,ehuuo, uerbo; che mi
dir y ha hauuto, & in quefia particella ha,co}ne,ba. amado , chefk ha amato in Tofcano,ne
ft pronuntta in quei nomi, che ucngono dal
Latino ; conciofia che (i fcriuono tutti con h,
DELLE

LETTERE

CH.

^ y ESTE due lettere ch, in Spagnuolo ,


con qml fi uoglia delle cinque uocali ,ft profmfcono , che faranno, cha, che, chi j cho ,
chu ; come in Tofcanoft direbbe, cha, chie,
chio y chiu i Geramente come, ce , ci: nella
fronuntia Tofcana,o del l^egno di Ts^apoUyO co
me ftproferifce occhoJinocchio,Hecchio;ficO'
me in mecha Spagmolo,fonara, mechiiye man
cha^ mancbia in Tofcano^ e,kche lechie, che
uol

ttol dir latte, e nQche,nochie} e pecho, pechioi


che uol dir peno, e lechuga, lechiuga, che uol
dir lattuca, e muchacho, muchiacho ; che uol
dir puto, ogiouine, & cofi altri.
DSLL^

LETTE\j

G.

Qjy H s T A lettera G.feuolemoc'habbia


lafuaforxa con le cinque uocali, fifhra in que
fio modo, ga, gue, gui, gOj gu, efonera come v, colg, fer
m Italiano, o Tofcano ,ga ,ghe, ghi, go, gu;
'^^_
efuedechiaro,cheinuecedelh,ftmettequel
^
, in quee due uocali, e,i; perche nelle altltre non I'ha mefiiero ; ma [ejorfe in quslle tre
fi mettejfe un u, proferir l'u, come ft fa in To
fcano , bencbefuora della, con que'altra non
fimettemail'u, comerf/rguarda, chefiproferifce cofi in Spagnuolo, corae in Tofcano con e,
^ i, qiando ha l'u : come in guerra, che fono,
gherra , eguia, chefinaghija, e gnia., che fo
na ghia, che uol dirguida: ma nefono certi no
mi, ne i quali ancora che uenne l'u, con l'e,fi i c/^e itom
proferifce l'uj quali fono, agelo , che uol dir ^t P<>f'"fi<*
auo ; cigea , che uol dir cigogna aguar,
*
uerbo , che uol dir acquarC) agero , augurio;
uerguenga, uergogna; Siguenza, ch' una cit
tddiSpagna , in'^utti galsri fe'ne fard u, con
e, C ', non ft proferir l'u ma fe non el fard

iij

6
''tlBE^O'VEJ.
, f froferirannotutti a un modo, cofi in f gnuolo yComeinTofcano.
T)ELLU

LETTE\^

j.

^ y E s TK lettera ,j, appreffo i Sptgnuo


U cintre maniere) i uocale, e\,y, confcnanti dell'i, uocale : non,accade dirne ; percioche
y,1mioin fempreha la fu for^a; del y, confinante alie
uecedtcatu uolte qucfialetteray, cofifcritta, ferue di uodtTuecale. '^'^^^ > qMudo fi tnette iti me-x^ di parte, e ma
l.dptr<ri, Ugeuolmenteda confonante j macme uocale
pu fiare, fi come, ueya, che uol dir uedeua, ecreya, credeua, douefi uede quely, uocale ,efi fuole metiere ancora in principio da.
farte paroia,cotne; yo,ya, e allhorafcrue da
confonante ; e alie mlte da uocale > quando le
tienne appreffo; un confonante, scome yr ,
ydo , yra , ],fempre ft mette m principio di
parola, & con le tre uocali a, o, u, uale tanto
come in Tofeanogi, fi come: jardn, giardmo,
jaula, fuonagiaula, ch' lagabbta, joya, gioici
Juan , Gioane, )Tzr,ginrare, e, ho detto
con le tre uocali; perche con le due e, i ,fem~
prefeaggigne la lettera g,fe nonfara in alcuiti ncmi, che fono troppo fmili al Latino, che
fer ofieruare quella fomigUan^a,fifcriuono
ton la lettera,] con le due uocali, e, i, e allho
ra non
,

'

ranonftfroferifce con tanta for:^a, come con


lealtre uocali come chiarament fi usde in
jefu, jcrico, jelboe ; & altri ftmili._ che fono piu Latini, che uolgari ,efi [crimno, in Latino pariicolarmente con la lettera j , ma nonfi Ptr^d c
direbbegiain,ente, genos, muger, linagc, f^:l'^
paje, ,ginebra,girn, monjil;& altrifi- 'ui^ocdu,
mili; perche il proprio ufficio delta lettera g, Q,u,tm,eik
sel j,fi mette conl'altre tre uocali: eperche
lag,non puofnrquello effettOychefk con 'a/tre
due, che fi poteffe; non farehbe mefiiero della lettera), cofifcntta,po che habbiamoaltreduei,y, ma perche la lettera gamma, fk
queflo effettoga,go,gu, hannotolto in ifcambio di quellala lettera j , percjprimerilj'ho co
cetto, come hannofutto i Tofcantgia, gio, giu,
coft medefimammte i Spagnuoli, ja, jo , j u ,
e come i Tofcani, gbe, ghi cofi li Spagnuoli^
gue, gui.
DSLLS DFE
LL.
jQ^v E s T E due U, uagliono tanto come in ,
Tofcanoquefietre,gli, con tutte le cinque uocali , ft come maglia, malla, battaglia, bacal
la , Cauagliero, Cauallero , migliaro, milla- Ain-/K,-ro, rniglione, nulon ; e llorar, llanto, IIu- *"''"'' ''''*
uh&c. Stinqaeflofolopermefoagli Spa- ^^^^^%
gnuoli raddoppiar le confonantifimili i pri- toium
cipio di parola; perche il ualore tanto cont cafigliM
U iiif.

LIBKO

VPJMO.

gli. Et qui ui uoglio auuertire una cofa .che


quaf in tutti i nomi Tofcani ,doue fono -quefle
due II, ma con il ualore di gli (come ho detto)
fi come in cauatlo, in Spagnuoo ti medeftmo
mafi proferir., comefe jleffefcritto cofi, cana
glio, e quefia regola tronrete per la piu par~
te uera in tutti i uocaboli, o' mutono , o non
mutono le uocali; fi come in anello, anillo, ca
fiello , caftillo,, marteo, martillo; cheanco~
ra che mutano quel e, ini, nientedimanco relao le due II, con il ualore pero , di quefie tre
g. I, i, come ho detto, fi come ualle , che fuo~
Z uaglie; calle, chefuona cague, eftrella, eftreglia, bella, chefuona beglia,don2eila,fe
fuona donzeglia; e eolio, cuello, eJr- callo che
fuonacaglio,c'ttemi dir durre-^T^ in Spagmo
lo, come in Tofcano.
D'ELLU

LSTTEB^y'^.

n. / Kfr
jQ^ V E s T A lettera cofi jcritta apprejfa
ee di gn. gU spagnuoli ha lafor%a che gn^apprefib i Tofcani: fi come hmo foneria hagno, ara. ^
cragna, epabl, Spagnuoo, baa, bagna, acompaa, accornpagna, enea, infegna, cie, cigne, oai- ,fognare, et altri fimili;
ma quandfarafen:^ qudlttratta, o puntofa
rd in Tofcano, come in Spagnuoo, uno ifleffofuono.

QjrE s T A letteraj,con qucftedue.uo- Qut,^uim


cal ejj uale tanto come inTofcanoch,ft co~ "'^vH
meft dicefiimo m S^agnuolo,-C!^xiizKyo amor
que me aconfejas , in Tofcano , che debbio
fir, che mi configli amore. e; quren quiere
uer quanto puede n!tara;ch uolueder quan
timquepuo natura , efi uede in faccheggiare i
chetn Spagnuolo , Taquear; e chefai, in Spa
giUolO)queha2eys;e chi ;m Spagnuolo^qnica
es , cheJuana tanto _, come fe fi fcriuejfe con ,
chi di modo cbe non fi promntia la lettera ,
che apprejfo, et quejlo sintendecon quefie due uocali, e, , come bo dctto ; perciochs
con queflii uocale a, per la piu parte f proferfce 'u,dico inquafitutti iriomi, comein quan
do, equal.e quadro, equari"nta,e^//ri//- ^"'""^"^A
mdi, ne i quali tutti ji projerijce, detta u,ben >. CT/J,
che alie uolte inalcuniuecaboli non ft profer- / Q ,
fea. comeinquefia partcela qual, chefuona.
come in Tofcano chafi^ et aitri fimilife nefaranno, ch'io non li trono: cbeft proferifcano co
ft, come quaf; ma quefii tall io fon diparere,
feguitando ancora idotti Spagnuoh^c'oe fifcriUMO con c, piutojio, cbs con q, coms eaj, tf

lO
LIBBJ)
TI^IMO
altri; perc oche 1% fempre uenendo con ta^fi
proferifce, artT^ il ISiebriJpt uoleua, che quefii
tuttififcriueffero con c, piu tono , che con q, \
per leuar quejle differentie^come cuando, ciu ;
dernb, cuanto cuatro j cuarenta, ir ifomiglianti: ma quefia oppeniom io non 'aprob,

I A letterax, appreffo li SpagnuolijUale


quanto quefti tre,fci,tnTofcano ; efiproferifce
ancora con un poco di piuflato,che uaglia tan~
to i come quefie tre ,fci ,fi ucde iu quefia pa~
x..mttictdi roa afciutto,che in Spagnuoloftfcnuecoft,zn~
*"
xuto , efuona cofi; come mTofcano, o per dir
meglioftproferifce cofi , come in FiorenT^, &
in altri, luoghi dea Tofcana, pofcia , pejci; e
in Spagnmlo pece, efce;in Spagnmlo, exe . che
uol dir lo ajjedella campana , o uero del carro^
o una parola.^che ft dice a t cani,quando fi uuol
dir che fiadanofuora, & altri fimili.
. E T qutfle dijferen'xe, bifogna auuertire
grandemente , e mandare alia memoria a chi
H&rra: intendere le noflre offeruationi, o regl
della lingua Cafiigliana ; fappiate certa , che
, fen^ quefle regle prime; uoler intendere l'al
Pre deWofferuationi, afaticarft indarno, <r
quefia la cagione ; perche gli ho mefii quiui

DLL^
LiTi, CUS.
ti
ni prim*. ll refiante ddle Icttere, e comefi
fcrimno ^ft dkd piu a pleno nelortografa.
DEL VaF^LaMi'HTO,
LE

svE

PART.

ET
CAP.

DSLII.

[ w4^ V E N D o fin qui ragionato dea retta pronmtia, quel


che mi pare a bafian'^, pajfero hora a dichiarare il parla\ ment, ouero oratione, che co
fafia ,e quante part ejfo habhia; percioche %
comehauemo detto delk lettere,fi formarlo le
ftllabe, dallefillabe,le parole ;e dalle parole,
. il parlamento ; laondefiuede che da quello di'
pende la mflra inteigen':^^. Diremo adunque ^ariamenu
il parlamento non eJJere altro , che un modo di cht cofafut.
dir accQnciit^'& ordinatamente, fi comefidiceffe; ios hambres naturalmente, dcTeao
Saber; ^ in Tofcano ; gli huomini naturalmente dcftderano [apere; do*
ue fi aede che qucfia una .j^i^js.
oratione, o parlamento "^^^^^^
perfetto,e accoit
^/'^^^'^vwf/
camete or
^'U'Y'V^W'
d>nato.
J.mt'^

LlBIiO
D L LS

TI^IMO.

TU

J^r /

P A R L A M E

CAP.
p,irlitmmt
fono miM.

Ni.mrl,

NT

DS I
O.

III.

" ^ ^ ; part, chetiel parkntm


^^^ I entrao appreffo iCafiigliani
' \ fono noue i articoli, mme,pro
mme, uerbo, participio^ prepofitione, auuerbio, intergiettione 3 e congiontione, delle qmli daejno prin
(ipali, cio mme, e uerba ; percioche fen^
di qtielle, nonfipotrebbe fhre perfetto park'
menta, l'altri s'aggiungono, & appoggiam a.
tjuefle: cinque di lorofiuariano, o decUnanoy
cio, tarticolo, mme, pronome , uerbo , &
participio ,et le quatt/altrenonji declinano i
qucUe che hanno uariatione horapipan nomi,
o uerbi, banno due ntmeri; del meno , che altramente fmgular finomina;& del piu, che ptu
rale uien chiamato , come nel uariar d'ogn'uno fi uederd.
DELLU

KTICOLO.

o A R T I G L O una parte del parU'


lamento , che s'aggiugne, & ^ppoggia Jetnfre al mme j et egli tanto necejjario, chefenr

xa queo nonfipotrebbe conofcere, ne anco di~ Q<I fi


ftinguere la uariatione de i cafi, percioche i no "'"Jf""''
minonhanno altra uariatione, che (juellache ^^i,
dagi articoli, gil uien data, pofcia che efii
come finifcono , nel retto, o nominatiuo, cofi
fitnno in tutti]gli{ altri cafi , efe nel numero
del meno, finifcono ma, et in que delpiu /,
as, nel retto, coftfhnno nelgenitiuo, datiuOf
acufatiuo, uocatiuo, et ablatiuo ; auuertirete adunque bene, la decltnatione di quefliaV'
ticoli, percioche chi faperd declinare gli articoli , faperd par imente declinare tuttit nomit
che nea lingua Cafligliana , (i troueranno, igenmit'
dandofegli ad ogn'mo conforme al fuo genere g^ articoU
hanno adunque quefli articoli j tregeneri, come inomiy cio, del mafchio, detlafemina,
e neutro, quel del mafchio,fideclina in quefio
modo.
DECLIV^^TIOV^E
COL D S t

DELa^Tl
MASCHIO.

Ternero del meno. Tiumero cle piu.


no,
el
no
los
ge,
del
dlos
S^
da
al, a
da
ales
los
acu ,
id, el
acu.
4bla,
del
abl.
dlos

14
LIB 1^0
TRJMO.
che ^U ar- 'i^on ho mejjb uocatiuo , ne I'uno, ne anco n
uolltT "^ '^^tro numero , percioche non l'hatmo come
Crec, mu folcmo ejprimere >l uocatiuo, come
f(Ucdra,poiper,o , ouero, a, amierbij, edi
qucfl.0 articolo per hora non diro altro, percio
che penfopiu lungomente trattar di tutti,quan
do gli aggiugneremo a i nomi; ma trattando
per hora de gli articolifoli, baflerd declinarli i acciochefiaeda la fu uariatione.
DSLL'^\TIC0

femina.

LO
DELL^
C A P . ////.

L'anicolo dea femim ft declina cofi.


Dei meno.

no
S
da
acu.

ai.

Delpiu.

h
dla
ala
la
dla

HO,
ge,
da,
acu,
ib,

las
dlas
alas
las
dlas,'

V ^B^IJTIOV^E
DE L
col del neutro.

r^VJl-

Singolarc.
:3fo.

r.

lo
dlo

ia

I>SLl^
da,
acUy
ab,

LIT^ CjS.
alo
io
dlo.

15

Queflo anicolo neutro, non ha piu d'un nume- L'-a-f/co


ro, e per CO non ho meffo il numero del piu,per ^J"'^_
cicche qmndofegli uolejje dar, non farebbe ,^o del
gia del genere del neutro, ma di quel delma- fii*,
fchio, e quefio mi bafii intorno a gli arttco-

lifoli.
)J DSTTI

JBJICOLI,

^CCOM

PAGNATIjS
P R I M O DEi.
MA s C H i o . C A P . l i l i .
T E S T O articolo el, s'ag- i-" trtMl
gmgnefempre a'nomi del ge- fj^^rf/u
ncre del rnafcbio, ora comin- fs^i,,^ accienoda nocali, orada con- giunto.
_ -...
^ fonanti; come nella uariatio- ^- ("" 1"''^
ne de nomi, ft uedra; ma alie uolte fi da a nomi 'fS"'"^'^S
del genere della femina, principalmente, che ij
comincinno dalla uocale a, o per leggiadria , o
per fchifire il malfuono, o per ejfer particolarita della lingua ;fi come in quefli nomi ft ucde , quali tuttifono del genere della femina,
nieme dimeno fe gli da t articolo del rnafcbio,
i nomifono quejii.

LlillO

Caftigliano

TI^IMO

Tofcano.

el
el
el
el
e
el
el
el
el
el
el
el

afada,
abeja
/' ape
adarga
la targa.
aguja
r ago .
agua
/' acqua.
ala
/' AIO.
la baila.
ama
V anima,
anima
r
apparenxa,
aparencia
/'
arca (d'altra cofa.
arca
il manico di caldaro, o
afa
aiuto
ayuda.
E T altrifimili; et ho mejfo, a dirimpetto,
.9 micolo i uocaboli Tofcani, accioche piu fcilmente fe
el,do[po I
intendanoi Cafigliani, ecofi faremofempre
foJlUtiut
che fi dar ejjempio nel declinare i nomi ^ ne
f t, ne meno. Tone/i JpeJJe uolte l'articolo
el, doppo ilfofiantiuo, et dinanxi ad unaltro
nome, che ft pone a dichtaratione di detto foJlantiuo s e quefio ,o per dignita, o propriea di quel fojiantiuo ,fi come;

In Caftigliano. h Tofcano don Pedro el cruel, Don Tietro crudele.


don Alonfo el Sabio DoHMfonfo Sapiente .
Virgilio el Poeta
Firgilio Toeta.
Cic.

DELL^

LIX:

CUS-

1/

Cicern el orador ; Cicern Oratore .


ET altriftmiliybenche alieuolie fi mcttf
il nome, che dicbiara il foflantiuo al principio
colmedeftmo articolo yftcome, el cruel,donpedr,cl Sabio Rci don Alonfo,-el poeta Vir
gilio , {aggiungendofi qiieo articolo ,a notm, che cominciaratmo da uocale (ualche uolta
ferde la uocale , l'articolo, e saggiunge di tal Vtrds allt
maniera , che pare che fia tutta una parola fi '"'''^""f
come, el, ojo, el oro , el arco ;// dira, lojo, ^ ^_
larco ; cr altrifimili:ma quefio piu preio
parlare ^ragonefe, del l{egno d'Aragona;
che di Cafitglia, (r per ci non lo dehhiamo mi
ufare.
L'articolo, el, uoltandolo aU'incontro , che T.l,artlcolo
fu, le, iufa fpejfe uolte metindolo in fine de i "''''' ''-
uerhi, & allhora haforza di relatiuo , o d'ar- -^"^^ '"*
ticolodemosiratiuo ,fi come, dgale, hablelc,
prndanle , uciigo a uiuarle uoy a u c r l e ;
che in Tofcano, je dirchbe parhitcg, daegli,
&c. Et alie uolte fi dice rarticoL)-, lo, che
fropriamente relatiuo , come, uitarlo , iierlo : ma non cofi leggiadramente; fijuol ancora queftoi'sleffo articolo,\', mettcrc duppo que
Hedne parole, que , & le ; & quifio per Icggiadria ancora: i come ft dice/} cal cano diman A"""'"""*
dando ad un alero, qucfe le da a c! 5 quele ^'"^''' ' '^''
quiere; queicdigo,quele dixojuclelc el lraliniM,
B

i8
LIBIDO
TB^IMO
fnogo , huyofele, el hijo: che in TofcanOjfi
direbbe coft ; che ui crate mi ? che I uolete ,
cheui dico f" che u'ha detto i fe uhafuggito il
.
. . feruitore ue hafuggito il figlimlo ^ doue fi
c mafcbio ^^^6, chequcl, Je, ft mette in ucee di uoi, m
in uece di Tofcano, ZT queflofifk, per uia dt crean^f,
""'
IP^JT^ ^olte , per nm chiamar uos, che in Ca ' iigliano parola di manco riJj>etto y che benfi
poteua dir, que fe os da a uos ; quelc^que-;
'

reys, que osdigo j" & altri ftmili, doue ft ue


. "f"*""'"" de, che nimia necesita, cifn dir qwel, h.fe non
tadella ere-

'

n rr

an\!t spa- '^ crean^ , la quale ci fu jpejje uplte ancora


mola. ufare di queio articolo, el, qmndo uolemo tro
U:ire unrnex^tra, uos e uuelra merced;
perche queo, ion il quale fi parla , non menta tanto chefi poffa chiamar , auellra merced , ne tanto poco, che, uos, dicendogli, non
feglifkccia torto; come fe parlando con quelh ff diceffef, el quiere hazerlo ^ yel donde
Sefue <* yquando el uinodonde fue pofar;
che in Tofcano,. nonfi potrebbedir akrimentei
che con , uoi, ejfsndo ti, ter^a perfona; e non
hauendo nome con che accardarlo ;fi come :fe
uoi uoletefi(rlo;euoi doue uerandae,equan
do uoi ucnejle, doue andale adaUoggiare; &
que fa cofa tanto comune in Spagna , che chi
non sd quefio termine, non intendera molte cofe diqueic,che comunemsntene i ragionamcn
loro

DELLj:
LIT^ CJ.S.
ip
loro fentira a dir; perche fempre parlano
con juefto rifpetto di'creanxa, e qucflo un
mex^o, ch^ sufa per non inalxar troppo , o
sbaffar cjuei, che non mcritano ;ilqual tcrminenon ueggogidin Italia i ma che con uncomme uocabolo difignoria yfi chiamailpicciolo, l grandee ogni uno ,il qmle titolo in
Spagna nonfi da, fe non a' Signori grandi, e A i fi du
di titolo , come Conti, Duchi, Marchefii; la- {" ^'l?""'
onde chi dice e(]er uenuto di Spagna il nomedi ^"omrT'^olor
Signoria, pare ben che non sa i coflumi,ne i mo che dilauen
di del parlare diquelpaefe,fegianonfue che '^ ^'i,"'alcuni delli fciocchi Spagnuoliy uenendoinlta ""'
lia dejjero quel titolo di Signoria a gente, che
fOfi lo meritajfe ,^ uedendo ejfere cofi comune,
che a ogni unofi daua ; laonde quei che uedeffero cofi ben creati quei Spagnuoli ,pen
fajfero che in quel paefe s'Hf(fe chia
mar cofi tmt qHanti;fiape
rdperlaragone,chefi
uoglia, che que=
a c ceno
tufan-^a di quel paefe, & au~
uertiretela bcne che
un raro modo e co
munein tut
ta Cafii'lia.

r
30

LIBREO
DELLUPyTI

Tl{IMO
CO LO , I ^ ,

C A P T O L o.

F-

A chi s'ag. I ^ ^ l ^ p ^ l O articolo la, fempre s'aggiumina j cofi in fmgulare, come


in flurale, come tiea uariationede i nomifi uedera ;ma
come hauemo detto alcuni del genere delta femina uogliono lo articolo el, che fono quci
che conciano dalla uocale a, ma tutti glialtri iiogliono quei della femina, & alcuni ancora di quei che commciano da a,.
t<t artkoh ^ ^ ^ ^ ^ ^ articolo pojpcflo a i uerbi,
fo7h dfpo hafor'z^ direlatiuo,o dimolratiuo, come ha~
iiwhilmfbr ucmo detto deli'articolo ie, ft come (i diceffe ,
K^^ ' "'"" uamos a oyrla canmr,uamos averia, a Sentirla, oyremos la, ucrcmosla <* chein Tofcano fu , atidiamo afentirla , a uederla, la jentircrno , la uederemo <"
DELLO

U\T1C0L0

CAP1To L o
Lo /irticolo
l<j,icbit'ag

LO,.
J/L

^ ^ 0 articolo lo, s'aggiunge fetnpre a' no


' - ^i'/lii7icntri; i quali, come diremo poi
y.quandoft trattcra de nomi, mnfom
altro

altro che nonti ag^ctiui, [hlantiuai, o accidentalmente jattifofianmi ;& a cjuefii s aggiunge queflo articolo. Ton/i anchoni cjuejio
antelo \o, folo fenxa nome afpreffoadalcun
lcrbo , ma quafi ljuperfluo ; et fi mette per
leggiadria ,comefi dkefje, quanto dixeres Articoh ,
todo lo aprucuo;porque iendo uerdad co--'"f"'fi"'''
molo es; nopuedodexardc crertelo ;doueft uede , chefipotrebhe dir ancora feriad
quel lo, che fi mette ai fine di quei uerbi; e per
che ne ho da trattar pin lungamente nella ua~
riatione de i nomi, poi che [ara mcejjario de~
clinargli congli articoli; non dirb altro intorno a detti articoli,
DEL

V^O M E'

IL jwme che non a altro,che una uoce,con i. AW/foche alcana cofa fi nomina , dinideremo primo , "^'"'"'"
in particola} e, c genrale; partcolare e qucl- '"^ ^ (,'^"4.'
lo el) appartiene ad un falo; fi come , Pedro , u,
Martin, Alonfo, Bartolom, Diego , lun ,
GafparjGabricl, Goni^o;della femma , Ana,
Beatriz,Brgida, Barbara, Guiomar , Luzia,
Xiinena, Violante, Yabel, Coflan^a, Ynes,
& altri fimili, i cjualifi dicono nomi proprij,
nome genrale, c quello che a moltifi conuie^ne ,ft come, hombre , mugcr , animal; &

-altri fimili.
\
** 'iii'o- Div i D s i" ancora il nome infoHan^
nt mfonflan ,^^^^ ^ ^ aggettHo; foflantiuo queo che de-,
etiuo. W)ta l'ejjere d'alcuna cofa per fe medefimo, fe
xa appoggio d'altro nome, come , amor, her-i
"
na.ndo ^ lihto .ktra. tahh; aggettiuo fuello , che denota qualitd d'alcuna cofa, che nien
te determinatameme fignijica jenr^d appoggio
d'altra cofa, che lo dkhiari, elida leffere.,fi
come, bueno, malo, negro, blanco;d li
quali qualitd ,fc nonr'aggiugneyO huomoo altro anmale, o cofa che foan'^ dinote, nien^
te detertninatamente, cio che uero, o fklfofi
potranno fignificare,

>
tjitipDANosi^ ancora ainomiduefjiecie,prin
nt.
cipale i (T'derimta; princlpale -(iiella, che
mn procede da altra, fi come, amor, dolor,
ciudad, color . Deriuata quella che nene
dall'altra ,ft come, de amor,amororo, de d
Ior,dolorido, de color colorado, de ciudad
ciudadano.
'
4. ituijie' H AV:N 0 ancora tre figure femplici, come , obediente; compofta , come, defobedicntc; ricompofita, come, defobediencia y^
roj/,paciente, ympaciente, ympacienciai
prudente ^ ymprudente , ymprudencia ';
-& altri.
De i

DELLJ

Li'Hj cus-

DE I GET^iEBJ D E I 1^0 M I, ET
I N CHE S I

CONOSCONO,

CAPITOLO.

FII

GE N E R I qmntunque ap- Ceneyu


prejjbi Tofcani ,fccondoUpa- ">""
rer di tutti i dotti, mfieno piu
di due del mafchio, e delta femi
na , apprejfo pero i Caftigliani
'"
fono tre, come quei de i Latini, del mafchio, e
della femina ,e neutro: hen uero (come diremo poi) tutti i nomi neutrifono nomiaggeti- i^omcm.
]ui,che ehiamano foftantiuti,o come fojiantiui, *'"" f*^'
i quali, come hauemo detto , fi conofcono dall'articolo , loj che hafeco . Et perche fi tratiera piu particolaumente di ejfo, quando dirimo de i tiojni aggettiui : per hora di quefli non
diroaltro .
G L I altri duegcncri del mafchio, e della
femina , ft diingueranrio da due cafe, o dall'articolo, chefeco haueranno , come habbidmodetto, odal nomeaggetiuo, che gUfara
giunto ; pereioche fempre momi foiantini ucn ^"'^"' ^'^
'jtO d
gono con l'articolo in tutti i cafi , eccctto il uo^ '" !'
catiuo , il quale, come hauemo detto, uienfer futw
gnato con l'duuerbio , o, o la particclla, a,
quando ilfoflintiuo mn bauera articolofhd"
B iiij

24
IIBIIO
TI{IM0.
uera ilfoftantm , che gil fara aggiunto; dal
fine ancora, fi potra d!Jiingnere iL genere, ii
cheafuo luogofidir, quando ft tratter defin di tutti i iiomi.
^vvERTiRETE
ancora, che quei
; '
vomi, che inlofcano fono del genere delmafchio , per la pin parte in Cafligliano yfaranno
del medeftmo, e coft quei della femina.ho detto pero perlapiu partepercioche fi trouana
Nomi delta alcuui _,; quali con tutto che tn Tofcano fian
fiw
^^U<^'^^^<^ delmafchio, in Cafligliano, pero ft
ttttofcanofo trouanodcafcmina , iqualifono quei, che
no M ma- feguono , e porro l'articolo coft a' CaigUani,
fibiQ.
^Qy,g ^ Tofcani, accioche fi poffa diflinguere il
genere .

Caft igliani della


femina.
la
la
la
la
la
la
la

comida
chinche
honrra
hoja
fuente
carrera
corneta
la cuenta

Tofcani del maJchio.


il cibo,
il cimice,
/' honore.
// foglio .
il fonte
il corfo.
il cornetto.
il como

DELLJ. Z J T ^ C^S.
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la

ceja
fuelle
alcarchiofa
qucxa ' puente
aguja
rifa
tinta
manteca
margen
congoxa
Oagonia;
n \
orden
defordcn
color
coftumbre,
Rodilla,
pofxda,
miel,
cama
leche
fangrc,
flor,
lumbre
feal,
mar,
albarda

25
il ciglio degli ocehi.
il mantice.
il carciofo.
il lamento,
d fonte .
/' ago.
{
il rifo.
lo inchiojiro
il butiroyouer fmal%Ot
il margine
lo agone,
il fine;
' ordine
i I difordine.
il colore.
il cojltme;
il gmocchio,
lo alloggiamento,
I mel
I letto .
I latte,
I fangue
I fiare
I lume;
I fcgno,
/ mare ;
I bafioj

:3<5 , LIBIO
la.inan^ana
h pulga..

TI^IMO.
il fomo.
il pulid.

w M
Trouanf ancora, come habbiamo dettOj al~
mafchio m ^^^- ^^^- ^ cheinCaigUano fono del genere
'XSL
<e/mafchio, ein Tofiano dea femina .qmnofono d!U UfotlO .

, Qa'iglhmelTo/cam dea femaichio. '


mina,
el muslo
la cofcia ^
el tragadero, o ^na.t-la gola
gero 5
la milxa^ cuero fmilel ba^o,
xa
ei freno
la briglia
el bragado
la brdncata
el ROCO,
la brina.
el Rodeo
t aggirata
el agraz
/' agrefla
el uaUc
la uallc
el papel
la carta
el dore ,
la dote . '

KomnofM. comimeiumepero , come habbiantQ dett


dut u Un- f"^' cbejaranno del majchio m Caigliano Ja
jt.
ranno ancora in Tofcano, e qttei dea femina^
fari-

parimente della femina", come per e/Jempiofi


puo uedere; eJfmpio di quei del mafcbio nel-'
l'una, & l'altra lingu.

Caftigliani.
el arado
el:- buey
el cargo
el ciia
el enfermo
el fraylc
el higo '
el meln
el ojo
el quadro
el ayo
el uczino ""
el yerno
el 1)0 LO
el ccHllo
el dao
el don
el diado
el gouierno
el jubn
el ladrn
el nido

Tojcani,
k) aratro
ilbueil carica
il di
" lo amm^lato ;

H fi-ate
il fico '

il melone
/' occbio
il (jiudro
Jaglo
il Hicino
il genero
il j'ciocco
teflcllo
il danno
'il dono
lo lato
il gouemo
il giubbone
il ladra
il nido

28

el
el
el
el
el
el

LIBIDO

pao
Ratn
toro
xabon
apo
zcro

il
il
il
il
il
il

TllIMO.
panno
forcio
toro
fapone
rojpo
T^ro, o nuUa.

Nom tU Effempio di quei della fetnina ne'unae3r


f'^'"^"'"''raltmlingua.,
ti.. .

Caftigiani.

Tofcani.

Ja antigedad
la ballefta
la cela
la cuerda
la dan9a
la dedicha
la dicha
la edad
la fama
la feria
la fiefta
la guerra
la hora
la jullicia
la licencia
la moneda

la antichtta
la balcflrix
U cejia
la coyda
la daina
la disdetta
la dem
U eta
la filma
la fiera
la fefla
la guerra
I' hora
la giufiitia
la licenxa
la moneta
U

DELLJ
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la
la

neccsfidad
oracin
pereza
quixada
Razn
Rcnzilla
entcncia
tribulacin
uanidad
ximia
zorra
yegua
yunque.

Liri. cjs.
ij)
la neceffit.
la oratione
la pgritia
la maffea
la ragione
la quiione
la fenten%c
la tribulatiom
la uanitd
la fimia
la uolpe
la canalla
incudine

E T altrifimilijdoueft uede chcfuoya tran


do quei pochi, che tiotafimo; gli altrifotio
fomiglianti ncluna , & neU'altra lingua nl
genere;ho niejjo tanti nomi per cjfempio ; acoloche pojjano ancora feruirc alia copia dellepa
role , r coftgli ho mcfn per alfabeto .
DEL FITS^E DI TVTTl
ET

I 7^(0A7,

DEL
NVMHROLORO.
C A 1' 1 T o L o . V II I.

la finitione, o ter- ^f'>'J'*


/!!

I mi cittiziamtnatione de i nomi Cajiigliani.e mol- .,^,,.;^


topiu ampia, cbequea deiToJca- ditofiam.

-ERCIOCHE
,

JO LlSn^O
TfilMO.
ni; trattcrremo parttcolarmente, e con diuifio
}e; acciocbe piu fcilmente poff'a cjjerc intefa,
l mmi ca- diremo adunque, che tutti i nomi del numero
fitgbam f- ^^^ menofoiantiui, ofinifcono m mcdi, o in
cde-e'mcou conjomnti: muocaUJaram Una di quejteciitr
fonanti. que, 3., e, i. O, M, 7iconfonantifardinuna
diquejie,d, , n, v, ^> x, y,, z, deiquaU tutti daremo ejjewpip, coft per ordine, delle
,m Pniti tio cali primo ;epoi di quei chefinifconoin conNoffi
... adema, fofiatiti; quclU nomi adunque chefinifconoin
in
fchio e deHa a, per la piu partefono del genere dcUaffirni
fmim.
ftcome.

Caligliani.
la agugeta
la balefla
la capa
,1a cupa
i dicha
la dotrina
la eftera
la furia
la axa
la gloria
k gula
la honrra
ia. hafta

Tofiani.
la ftringa
la balkfira
la cappa
la colpa
, la ditta
la dottrim
la uara
la furia,
la fkfiiiii
la gloria
la gola
/' honore

DEILA
la jufticia
la joya
la libra
miferia
la niebla
la ofrenda
la plaga
ia querella ,
la rodilla
la fentencia
la tierra
la uida
la xerga
la yegua
la zorra

nla giuflitia
la gioia
la libra
la mij'eria
lor nutola
I' oferta
la piaTTT^a
lamenta ,
il ginocchio
la fentenl^
la trra
la uta
ti cilitio
la caualla
la uolpe

<Alcmi altrifitrouana del genere del ma~


fchiofinitiin a,ficome,

Caligliani.,

To/cani.

al
el
el
el

il poeta
il profeta
il d)
1' hipcrita

poeta
profeta
dia
hipcrita

Etaltri/lmilitma per la piu parte fono delgenere deafemim .

5*

LIBBS)

T J^JAO.

DEL Fl'hiS

17t,E>

nmi finiti x>i quei chefinifconoin e, alcuni fono del


fncdelma. gf^yg I ffafchio , c acum della feminafi

Caftigliani.

Tojcani.

el
ei
el
el
el
el

azcyte
afeytc
delcytc
padre
hombre
lrc

t olio
il belktto
il diletto
il padre
I' huonto
il farore,

la
la
la
la
Ja
Ja

calle
llauc
nauc
madre
parte
tarde.

la la
la chidue
la, aue
la madre
la parte
la fcra

Et altrifimili, doueft uedc che i prmi fono


el mafchio per l'articolo , che lo dichiara,e
li altri dcafminaperartcolo,Lt.

ITSl^/, non trouoaltro che, marauedi, che,


ma certa moneta che uale un quattrino;c 9a,
quegami; cioc la foffitta, percioche ialtrt,
chefinifcono iny,fi puo dir chefinifconopiu to~.
fio in confinante, che in uocale, & di quell,
fidird alfuoluogo,

IK )0, finifconoinfiniti, e quaft tutti del ^omlmt,


genere del mafchio , come quei in a, dellafe- ^^^^
mina, come per ejfempio fi uede.

Caftigliani.
cl
cl
cl
el
cl
cl
el
cl
el
cl

amo
ba^o
carro
dado
feno
gato
higo
loco
mogo,
nabo

Tofiani.
// patrone
la Jmil'^a
il carro
U dato
I fieng
// gatta
il fico
// matto
, ti feruitore, ouer gid^
, il rapo
(uant
C

J4
el
el
el
ci
el
el
el
el
el

IIS^O

oro
pao
queb
rallo
Tcfo
techo
uafo
xitnio
zorro.

Vn^IMO
f oro
' il panno
il formaggio
ia gratarolla
// cerue
il tetto
il uafo
la fimia
/ o/pe

Caftigiani.

Tfiani.

el
el
el
el

il
il
il
il

aro
befo
cefto
dedo

el hado
el lino
el ma^o
el nio
el ojo
el perro
el quap
el Remo
l fapo
el toro

cerchio
bafcio
cejlo
diu

il fum
il lino
la waz^
il fum
V occhio
il cae
t anitneU
il I{mo
la ranocchid
il toro
el

DSLL^
el uino
el yelo
el zcro .

LIT^. CUS.
5J
U uino
il giacch
il %crQ o nuUa

t tutti come fi uede fjno del genere del ma umo,f<,h


ttl
fehio, dellafemina nontrouo altro finito fio, o,deafe
na.
che (]uefio nome, mano, che fi dice la mano;
quefto nome , quajo ; fignifica la animella,
o renella del capreto , il qrnle adoperano nel
latte: accicheficongeli , perfarpoi ilformaggio. .
,
'

I N u,fitrouano pochi, chefinifcono,co"


me , efpiritu, ejefu; fignore , efaluator no^
iro : & (uejio per la piu parte finifce tn f,
come , jefiis; perche tutti gli altri^ che jinifcono in u, fono piu tojio d'altra lingua, che
della noflra,e queflo mi baftiintornoalfine del
le uocali.
DELL^

F O liM^TIOTi^S

N V M E R O D E L

F I V ,

J)SL

IN

Q_V B I

chefimfconoin uoeali,
Terche, come sha detto, lafinitione del numero del piu, procede da
quetia del numero del meno, trattaC

^6
LIBI{_0 -PlilMO
0Z numera y^^j, ^^j delfinedel numero del piu,n queme^'n'flcca ^' chefinifconoin uocale in quei del meno: per
in quei che cioche in quei chefinifcouo in confonanti, la,
finifcono in formatone diuerfa ; dico adunque , che in
^w'*'
tutti i nomi chefiniranno in uocale alcuna, co
me a, e, i, o, u, fk il numero del piu , aggiun*
gendoli unf, all'ultima uocale, fi come ;

Del meno,

Delpiu.

el
la
el
la
el
el
la
el

los poetas
las culpas
los hombres
las calles
los marauedis
los dedos
las manos
los epiritus.

poeta
culpa
hombre
calle
marauedi
dedo
mano
epiritu.

t coftuttiglialtri;
douecheftuede,che
chifaperd comefinfea il retto nel numero del
meno ,fapera fubbito j come finifce nel numero del piu;e chifaperd quefti due retti,Uer
rd in cognifione d'ogni declinatione ; percioche tutti gli altri cafi,fonofomiglianti aquefli
due retti quei del meno, al retto del meno, e
quei del pHal retto del piu: ma nientedimeno
declinaremo^alcuni doppo la finitionedi tutti.
Del

DSLL^

Ll%.

cas.

DEL Fl-i^e DI QJfSI


N

S C O N O IN
TE. C A P .

7
cae F I -

CONSONANIX.

ancora, come habbiamo detto,, i notniin


confonanti, i quali fono qtieJli, d. I, n, r, C, X, y, z, (r i^omchefi.
daremo effempio particokr- "/'"J"'"'^^
mente coj per ordme dogn una, con le uocah , ifao.
fi fegneranno con l'articolo, accoche Ji conofcano quelli delmafchio, & quelli delta femina , etin quefii effempifaro un poco lungo,;
percioche, come i ha detto ,faputa lafimtione ,ftsa la declinatione di tutti; & poi "dremo deinutnero delpiu, in quefii che finifcono
in confonanti.
J N I SCONO

ESSEMVJO

DI

NISCONO

O^FEICHE El'
IN

,D, CON

quattro uocali.

Caligliani.

Tojcani,

el abad
la earidad
la caftidaJ

t ahbate
la carita
la cafiitd

^8

BKO

TBJMO,

la
la
la
la
la
la
el

uerdad
ciudad
pared
Red
fed
merced
adalid

la nerita
la citta
il muro
^^ ^^^^^
la fete,
l^ ^erc
i* interprete ^ che fet'.
ue da intder lingue,

la
la
el
el
la
la

lid
uid
lad
atad
uirtud
yngratitud

li lite
l^ tiite
il lauto
/<z caj]a de i morti
/ 'Va
/' ingratitudine.

j K d, nonft troua nim finito nella nofira


Ungua j quei chefiuifconoin ad,e in edy
fono per la pik parte del genere
della femina > quet che fi~
nifcono inidyeudjfo
no alcmti della femina;
&al- .
mni del mafchio ; come per
l'ejfcmpio ff uede.
Del

C I N Q^V E V O C A L I .

Cafligliani.

To/cani.

el
el
la
la
el
el

f anmale
yumlfHiti
il genrale
*""'
la calcina.
il fale
il battello
Nomi fniti
I' aran%ello, una ta- ''
uola, douef mettotto VoniinatiGni della
citta nee kofierie,
o Imghi piblichi, pi
gliafi alema uoltct,
fer il cartcllo , con
che ft sfida qualcuno
la pelle .
// mel
lapallem
di ferro
,t::.f:t
che fil al foco , ft
chiama badile.
aflil, ft chiama Urnanico propriamte del
la'^appa.
(uolo.
la lumaca, cuero buo~
C iiif

animal
general
cal
fal
batel
aranzcl

la piel
la miel
elbad
el aftil
el caracol

cl
la
el
lo

40
LJBBJ)
Tl^lMO
fol
il Jle
col
le uerT^e, b caule .
confu
// Confole
azul
/' aburro.

djmiiqut
D I i^uefl inomifinid in,i, ein ol,uaft
p'fiMM del f^ffifQfi dehenere delmafchio; percioche quei
quaideaafe duenomi,\Lzton, e,juuenil, cheinTofcan
mina. fono, mronile, e giouenile, fono pi tfio aggettui; benche, uaronil, satribmfce fempre
alia donna, che ha animo, apparen^a d'hm
mo ; come dir: es una muger uaronil,oeyo
de animo uaronil.
DSL FI^E

Caligliani.
Kami fmti el pan

""*-

cl
la
cl
cl
cl
cl
la
la

%fan
orden
almazcn
celemn
raaftin
blafou
ocaon
perdicin

DELL^

,7^

Tojcam, .
il pane
il fkggiano
V orins
V adornamenta
lo fiar o
il maslino
V imprefa
f occafone
la rouina

Caftigiahi.

Tofiani,

el
el
la
el
el
el
el
la
la

V angofcia
il fagreftano
la frefola
. /' incontro
il hacino
il trijlo
r hojieria.
la ragione
la fafiione

afn
facriftan
farten
bayuca
bacn
Ruyn
mefon
razn
pailn

Ib I euefli i nomifinitiin An,ir in,rade uol smi flniti


te ft trouano del genere della femitia; ejuefiono intnjfcha
me, almazen, in Cafliglianofignijica, fouer- S?'*"'!'""*'
cbio adornamento d'una cofa, come dir in Cajligliano jgaftar almazcn, uol dir pender trop
pe parole in una cofa ;hayucn, uoldirquau"
do un buonio [contra unaltro forte, e lo mua
ue in qua, c in la ,f che dir ,dio\c un bayuca , fignifica lo [contra forte ,cclemin ,
una mifura di fonnento, che ha tanto , come
un aro; el blafon,ftgnifical'imprefa
chcfi porta, o mo feudo dell'arme, ofiora in qualcbe ultra parte.

Nni] finiti

mr.

el
la
el
el
el
el
el
la

tIB\,0_^TBJMO

pefar
muger
martic
paftor
plazer
albair
dolor
flor

/ increfciment
la moglie
il martire
il pafiore.
il piacere
il murara
il dolare
il fiore.

t per la piu parte i nomifinitiin ,or, tutti


fono nomi uerbali, i quali fermno da partidfij, come jhazedor, comedor, beuedor, &
altri; ma perche penfo pi lungamente al fm
luogo trattarlo, per hora non diro altro .
DEL FII^E

Caligliani.
Viomi finiti J>ios^ j ^ f y s

DELL^

^S.

Tojcani.
,,(,, Gies,

Zrmal'ca- ^^ lunes, elmartes luned) ^ maned),


none. el miercoIes,eI j nnucsMercore, la Giobbia.
el uiernes, el mes, il FencrCi il meje
la raiesjclanis. il raccolto; l'anifi:
Et

DLLULlti.
CsAS.
4p
t cofi i fimili, benche credo chefttroue-'
rannopbchi altri; percoche tutti inominel
numero del pi finifcono in quella: & percifa
rebbegran confufione deUa lingua -.femolti no^
miCt trouafferofiniti inf, per non faperfi quai
fujfero del numero del pi , e quai del meno ;
per la iflejja ragione fi trouano ancora pochifiniti in ,ar, & ,er, percioche farebbe confonder ^omiinar,
ft gli infiniti de tuerbi,i qudifinifconoin una di ^ ""'"*.

qtee;
DEL FITsii

Ca%I lani.

' per^ quai


- 'C4"

'^
DSLL^

>X,

Tojcani.

el carcax, el rclox
// carcaffo, l'orilogio ,
el box, el amoradux il buco i certa herb,,
che in Latino famfti
cusiouero amaracits.
Di qutfli finiti in ,x, fi trouano pochi^
e tutti fanno il numero del pi^
in ,ges , douendo fare in _
xes : per la regola ^ '
che da poi diremo.

Komi/'"'
(;,foc/?

44

LIBBJO
DEL FIl^E

Caligliani.
Nomm> el Rey
ia grey

'

el buey
la ley.

TlilMO
DELLj

,y.

Tojcant.
il B^
U gregge
il bue
la leggge.

D I qtiefii ft trouano fochipiu, per ejjer


fineftrano.
DEL FIT^S

Caligliani.
tfonulnn,.la
el
el
el
la
el
la
el
la
la

haz
capaz
axedrez
almirez
uegez
matiz
perdis
arroz
boz
hoz

DELLoi

,Z.

Tofiani,
la fkccta
il capace
lo fcachiero
il mortaro
la uecche':^
il finalto
la pernice
il rifo
la uoce
la Jalee

ti

el orofuz

Caligliani.
la
el
el
el

paz
rapaz
juez
jaez

la
el
la
el

embriaguez
cahz
nariz
albornoz

la coz
el capuz
la cruz

la requelitia,

Tofcam*
la pace
il rapace
lo giudice
adomamentodel uuao.
r embriache:^
il moggw, 0 mifitra ,
il nafo
forte di uefle a'^UY"
ra, che fia falda all'acqua.
il cal'^
il capcelo
la crece

E L jCahjz, una certa mifura diSpagna^


chefk quattro facchi di quattro ara l'uno ,
di modo che una mifura un fizhizy una mifura difedicifiara diformento y o grano qualfi
uoglia
El jcapuz, una uefia che sufa ferrata da
tutte due le bande e arriua infino a trra , (r
aperta fulamente per il eolio ,fina una j^an"
napocopijperla qual partefi ueftey&poi

45

LIBXO

TlilMO.

f j'erra caibottoni.
EL jalbonioz, una uefla da Caualiero,al~
la Morefca, che ferue perfetro , guando pia~
ue,& d'una certa tela, comemocaiarodi colore mor ello, & grande, e lunga, con cer~
ti fin lunghi, che defcendono per ogni parte.
E r quejii fono t fini di tutti i nomi filianmi che finifcono in confonanti. Diremo hora
delfinedel numero del pi, in tutti quefli, &
daremo ejfempio di tutti uno per forte .
t>RL FI'KE
N I S C O N O

DI QyEJ
IN

, CHE F I~

CONSONA

N-

tenelnumero del pi.


CAP.
X.
Numero del ^^. ^ ^ ^ S L ^ L I I
^^^
piif, in qttei
che finifioro, in confo- 9 S^^n^^
nanti^ come,
ra ffl

fijormi.

IA habbiamo dettOy.che il fine fiel numero del pi deriua,


da quel del numero del menos
efitcefiimona diuifione ,dirt^^^^
certdo,che terminauano, in
uocale y in confonante,di quei, che in uocale.
finifcona, habbiamo detto chefhnno il numero
del pi ; aggiungendogli un f, [olamente , e h
frouafitmo per effempio; hora diremo che in
ijuei che finifcom in confonanti fi fura: aggiugriendogli quefie due lettere ,cs, a'ultima con
fmiante del numero del meno yfi come .
'Del

DELLj

LI'Hs

CJS.

Delmeno.

Del piu.

el
la
la
el

ios
las
las
los

abad
pared
uid
lad

47

abades
paredes
uides
laudes.

Delmeno.

In ,L, del j

el
el
el
el
el

animal
batel
badil
caracol
confu

los
los
los
los
los

animales
bateles
badiles
caracoles
confules

el
la
el
el

pan
orden
ruyn
mefon

los
las
los
los

panes
ordenes
ruynes
mcfones.

n. A(Ing.

plfi.

fmg.

plu.

el pefar; los pefares.el plazer los placeres;


el martir,Ios mrtires, eldolorjlos dolores .

48

LIBB^O

TI{JMO.

frng. plu. Jm.


flu.
fm. f)Iu.
Dios, diofes, mieSj miefes, mes, mcfes j

fm.
el carcax;
el relox

fltt,
los carcages
los reloges .

Now / K, Hauemdetto, che quefli nomi jnnno il plu


fani>iii?iu. raleitiy^ts, douendlo fkr in,^cs,per il mal
'"'""^"fmno.

fing.
el buey
el rey

plu.
los bueyes
los reyes.

fm.
plu.
fin.
plu.
L A paz , aspazes , el juez , los juezes ,
la perdiz , Jasperdizes, laboz, las bozes ,
el capuz, ios capuzes, la cruz, las cruzes,
cofi

cofi tutti gli altri, i quali tutti uatmo per quefia uia, come habbiamo detto , fapendo qiiefli
duefini del meno , e del pi; egli atticoU, che
a td nomi fi danno , come gia habbiamo, credo a baflanxa dichiarato,fi[apera ficilifiimamente declinar ogni nome, hora finifca m uocale, hora in confortante: nientedimeno accio~
che meglio smtendano , declinaremo uno per
forte, con le particelle [ole, e con gli articoli.
DECLV^^TIOVj.
y DE I "HO
MI
SOSTANTIVI.
CAP.
:
Xi R C 1 0 C H

la d/fficolta IncheconH-

del mriare detti nomi, confi- ^*


1/1

1/1-

;i

^f^-

coltAat un

' jte m dijitnguere le particeue, ,iaiam,


e gil articoli, innanTJ chctrat
tiamo dclla uariationc diquefii nomi; dircnto dellc particclic , pojcia che de
gl'articoli habbiamo detto al mioparer , abafianT^a. Dico adunque, che coft come fono due Due mimltforti dinomijpropri,e co'/mnuni, cofi fonodue rtdiiKUn*
modi di declinargli, qucllo con le particec fo- "'""""'
le , e queflo con gli articoli; percioche, come
habbiamo detto , a nomi propri nonfi dao ar- ^ .
ticoli y ma particelle; le qualifono qucjie; per ,/,,/; ^
ilgenitiuo ydc, ildatiuOyZjlo acufatiuo, co- *inom.

50
LIBELO TIll^MO.
me il retto, ouer ,a, come il datiuo, // uocatiuo ,o, ouer ,a, perciocbe quando fi dice,o, per
Quandfiii p parte, o pregando, o amentandofi a, pe
>ce,i,e,ji! ^^ s'applica a chiamar.lo ahlatiuo de, come il
cathio. genuino : nel numero delpiu, non accaae aarne : perciocbe le particelle [ole, feruono come
ha detto a i nomi propri, e accompagnati con
VecUnatio - gU articoU d i comuni: de i quali diremo poi.
ne de i nonti

^''^"'

ESSEM'PIO
PRIjCON

DE I ISIOMI V l^OL

Cafligiiani.

PARTICBLLESOLI.

Tojcam.

nom. Pedro _
Tietro
gen. de Pedro.
di Tietro
dat. a Pedro
a Tietro
acu. Pedro
Tietro
uoca.o oiier,a Pedro, o Tietro
abla. de Pedro.
da Tietro.

Caftigiiani.

To/cani.

Juan
de Juan
a Juan
Juan
o Juan

Giouanni
di Ciouanni
a Ciouanni .
Giouanni
0 Giouanni

de-

DELIJ.
de Juan

LIT^

C AS.

yti

daCiouami

(juejla la uariationeditutti i nomi pro)


prij con le particellefole, aggimgendofi ancora quefle particelle , egli articoli el, e la, los
e las, per la dcclinattone di tuttigli altri no- ^"linMione
micomumjtcome
c'nmc,.
amni.

plu.
no. el padre,
gen del padre
da. al padre
acu. el padre
ucea. Q padre
abla. del padre.
el animal
del anihal
al animal
el animal
o animal
del animal
'ngno, el pan
gen. del pan
dat. al pan
2CU. el pan
upe. opan

ios padres
dlos padres
a los padres
los padres
o padres
de os padres.
los animales
de los animales
a los animales
os animales
o animales
de los animales
plu.
tos panes
, de los panes a los panes
os panes
o panes
D ij

5-
LIBIDO
TXIMO
abl. del pan
de los panes.
ftng.
el pefar
del pefar
al pefar
el pefar
o pefar
del pefar

flu.
los pcfares
de los pefarcs
a los pefares
los pefares
o pefares
. de los pelares

el relox
del relox
al relox
el relox
del relox.

los reloges
de los reloges
a los reloges
los reloges
4e los reloges.

fmg.

flu.

la culpa
dla culpa
a la culpa
la culpa
c culpa
dla culpa.

las culpa
de las culpas
a las culpas
las culpa*
o culpas
dlas culpas

el Confu
del Confu
al Confu

los Confules
de ios Confules
a loi Confules
elGonfo

cl Confu
o Confu
del Confu.

los Confules
o Confules
de los Confulcj.

la razn
dck razn
a la razn
la razn
o razn
de la razn

las razones
de laj razones
a las razones
las razones
o razones
de las razones.

la mugcr
delamugcr
11 la mugcr
lamuger
o muger
delamugcr.

lasmugcrcs
de las mugeres
alas mugeres
las mugeres
o mugeres
de las mugeres,

la ley
de la ley
la ley
la ley
de la ley.

las leyes
de Jas leyes
a las leyes
las leyes
de las ityzs.

Et coftf declineranno tuttigli altri nomifo


aittiui; bo uoluto metiere ilfinedi tutti loro;
acciochefi ueda chiaro, che fxpendo ilfinedel
reto nelun numero^ e nell'altro \ft sd decli'
D iij

54
LIBIDO
T^IM.
mrmttoil nome ,talche la difficolta cefolo
nel uartare de gli articoli, delta qual mriatio~
ne credo hauer detto a baflanr^ : hora tratteremo delfinedi tuttigli altri nomi in tutti due
i numeri; & prima delaggettiuo .
DBL 1^0 MS UGGSTTl
D E L L A

SVA

FO , ST

V A R I A T I N E

CAPITULO.

XII.

detto che il nome neutro apprejjo i Cafliglia


ni fempre nome aggettio,
che in un certo modo foflantiuato , o come fojiantiuQ ft chia
ma . \ejta hora da dir del fink di quejli no1i> che finifie il nome mi : il qualfinediremo cffere in due uocali,cioe
in jC, e" in jO, quei che finifcono in ,e, non ammettono altrofine ; ma quel folofcrue a tutti
tre gcncriimafchio , efemina, & neutro ,fi
come.
.//VENDO

Caigliani.
t>ecttt.Um>t
grande
el nome A'T
diifce
jetiiita .

terrible
lo grande.

Tojcani.
grande
dolce
terribile
la cofa grande.
Maliente

DELL^

ualiente
trille
amable
lo dulce.

/?<. C^S.
ualente

55

trifle
amabile.
la cofa dolce.

Che tanto ft dice thuomo grande, come la A^U tgaeu


doma grande; come ,1o irrande, neutro , che '''"""''l''"
uol dira coja grande , auuertirete pero , che (,(^5;
a (ueflofinedel ,e, rade uolte ft dail neutro,
rna gi altri due generi Ipejje uolte ft danno ,
auuertirete ancora, che quefio nome gnande, Ausnimtn
ggiungendofi d nomi, che commciano da con *" '^'' =
'
conformiti, allhora ft ferde que ,de, r fk <S^""''^"
gran, & ferue farimente a tutti due t generi
di mafchio, & femitia , ma non al neutro,
i
fi come.

Cafligliani.

Tojcani.

^ran mugcr
gran coa
gran tiempo
gran cuerpo
gran plazcr
gran bco

gran moglie
gran cofa
gran terapo
grancorpo
troppo placer
troppo jonno .

Ma fi s'aggiugnera d nomi che comincianit


dauocde , allhora non fi tronca ma.fi refltt " '
D iiii

,j

$6
LIBT{_0 VBJMO.
pella Juafor'^a,fi come.

Caftigliani .
grande hombre
grande animo
grande agua .

Tojcani.
grand'huoma
grand'animo
troppo acqua .

Ben uero, che queWe, ultimo fempre ft


per de, quando s'aggiugne a uocale ; il nom
grande, per troppo ft piglia, molte uolte nella
lingua Cafligliana,fi come jhaze grandagua ,
haze grandes lodos', cio troppo acqua,trop
Grande ftr pofiinghi,hiLzctznlol:pertroppo caldo:gr^
tropft. uientOjgr {no,granfreddo. del nome neutro
in quefli nomi non ft tratta;perciocbe, com'bab
biamo dctto radc uolte ft da a qtusti nomi finiti in e.
Quei chefinifconoin, o, ammettono ilfine
dellafcmina in ,a, e'l neutro ino, come iltnafchio ,f come ft diceflimo.
el bueno,
el malo,
f""'

fif*

o OrtlCOU *

la buena,
la mala ,

lo bueno ,
lo malo ,

Gli ho dan r/i articoli, acctoche fi diin.

mmti'wt- S"'^"c dal genere , ptrciochca nomi aggettiut


M.
non ft da articolo : fe gid il nome aggettiuo
mn

non fi dicelfe prima del foTlantiuo, che allhora


ft dar l'articoloall'aggettim ficome.
el buen hombre .
Quejlofer non sinteydera dcinomi proprij, anxife la parola comincierd da qucUo ,
allhora non fe gli dar artcelo; percioche appo i Caiglt ani troppo affettato, e non ufa,
fe non c da alcunedonnc , doue che in Tofcano
al contrao : fi comeft dicejfemo,

Caftigliani.

Tojcam.

Vucftra her mo fura ,La uoflra belleza ta~ A fratmi


es tal,quc hazc que le , chefh che'I mo '"/"''' <"f
mi cora9on cite ii- cuore fia jmpre pro _.^^ ^^^
cmprc pronto a uuc to alia uoflra uolon U ^arla.
fira Uoiuntad .

t .

menmemn

Mi hijo os ama cor // miofi^liuolo ui ama '^"^M^'^


dialmcntc : a uuc- di core : la uojtra
ftra m ugcr he uilo moglie houiflo bieri.
clotrodia,
t queflo s'mtende, cominciando da loro, o
con le particelle ofoli; percioche comincian~
do dal joflantiuo , ahoraft darebbe I'articulo
al foflantiuo, come, la muger uuelra la ha
zienda ma, & altri cofifktti.
L nomeneutropero femprehailfuo arti-

58
LIBIiO
TJIIMO.
Nome nt. olo ,lo, & fi da nel numero del meno; per*'" " fi f-i^^ijg ^ngi j^i piltfifii el genere del ma..
dJ^afdm. fibio, et da queU'articoo ^lo^fi diflingue il fine neutro di <uel del mafchio , aitrimente tut~
tofarebbe uno ;fi come.

Caftigliani.

Tojcani.

lo
lo
lo
lo
lo

bueno
honcfto
dulce
uno
agcao.

la cofa, buona.
la honefta
la dolce ,
runa
la cofa d'altri'

lo
lo
lo
lo
lo

malo
inhonclo
amargo
otro
contrario.

la mala
la inhonefla.
Varmata
l'altra
la contraria.

Al neutro Doucfi uede, chc tuttifi rifolneno per il no


(H'tdofi da jjg ^QPJ ^ inTofcano , & che tutti hanno ilfuo
lo articolo.e

. i

i r

'Utt,

'luando non ^^ticolo, trouanj pero alcune uoteje/iT^a artii da


col alcuno , mafempre col uerbo effere ;al^
trmente nonjorfe ad immitatione de i Latini,
ft come.

Cafli

t>ELL\A Ll%

Caftigliani.

Cj:s.

59

Tojcani,

bueno es amar a Di- buena cofa amare Id"


os.
dio.
:
malo es hurtar .
mala cofa il rulare.
prouechofo es enQ-utile l'infegnare .
ar.
,
,
,
Et quejlo modo di parlare, alie uolte fi fk infmto /
metiendo lo articolo el, innan%i lo infinito, fi "'" ^> >**'
come.
,
""'
malo es el hurtar
mala cofa il rubare ,
prouechofo es el ca- <r utile il camina^
minar.
re.
Fafii ancoraJpejfe uolte qucjio nome neutro
ne i nomi pofefiui commementc, fi come Jo mo
lo nuelro
lo fuyo
lo tujio.
louucfiro, ^

la coja ma
lanojira
la fu .
la tua
lauoflra.

^ ^ f, ^
tipojjfm.

Mcuni-altri nomi aggettiuifi trouano, che AggittluHn


finifcono diuerfamente, de i qualiper ejferco- '""f'"^*'
Ci fochi:, non ho uoluto fur regle, tra t quali

6o
LIBIDO
TB^IMO.
fono i nontifinitiin yil, come .
utjl, dbil, frgil; frtil; utile debile, fragile ,fertile, & alcunipochi in ,7^, come .

Caligll a n i .

To/cam.

capaz;
rapaz.

capuce
rapuce.

DI MVCHO ^ ET
CA p I T o L o .

TOCO.
XllU

Jetttrtdxfi
da a tnulio
efoco.

U s's I ancora ^efifiimeuol


te il genere neutro a quejlt due
nomi m\xc\\o,che uol dirmoltOy o troppo y e , poco, mu
qaandofi trouano dd genere
dt majcbo, o dellafemina allhora nel numeMucho,e>i> ro del mcno , s'aggiungono a coje inanima
tontlmime. j^^ diiiotinopefo , O tnifura: & non ad altriy
4coje inuni & allhora ftgnificano quel che inTofcano trop
tmac. po ,0 poco i come.

Cali !?iiani.

Tofcnni.

mucho liino
mucha agua
mucho dinero.

troppo uivi
troppa acqus
troppi dinari
mwba

DELLa

L'H, cas.

mucho azeyte
pocouitio
poca agua
oca harina

o mucho, lo poco,

6l

troppo olio
focoumo
focaacqua
poca faria

f T"'' '^
,7/;!
titt.

iL troppo , il poco

Manon ftdirehbe ,mucho hombre,mucha , muger, ne poco hombre, poca mu-


ger j ho detto nel numero del meno; percto^^
che nel numero del piu, s'aggiungono indrjfere'
temente a tutti i nomi,cofi animati,come in ani^mati: percioche comsquefii nomi denotino ,fo^
lo la quanttta duna cofa; & nel numero deli
meno : principalmente nelle cofe anmate, non
cifia, la diuifioiie, non puo e(ere la quantita ,
la qual cofii nel numero del piufipuofkr, per
la diuifione di piu di uno.
^uefio nowe bueno, nelfine del mafchio Irnteno <^i
ralamentefemprefipcrde l'o,ereJla tronco, '"> l"'^'
/

; e

treno),

Horafiacon nomi, che commciano da uocale, ^ , ^


hora da confonanti,ficome.
buen hombre, buen animal.

Caftigliani.
buen hijo

Tojcani.
, huonfiglio

..

.j

(52
LIBBJ)
TilMO
buenRev
buonI{e
buen labrador.
buen lauoratore
buen ojo
buoH cecino
buen cauallo
buon caballo
buen perro .
buon cae.
- Ma qaando Uiene doppo il foflantiuo, non i
tronca come,hombre bueno, ma nelgenere
deafemina chefk buena, e nel genere neutro
ancora che jn, come quel dcl\mafchio: nondi
meno, per non appoggiarfi afoflantiuo, niuno
reflano nella fu [orza ,&nonft troncano, co-'
me nella uariationefi uederd.
y^B.I^TIO'iS
. gettm.

DS I TiOMl
^G
C A P . XIII
I.

Hauendo detto di tutti i nomi aggettiui, refiahora dedinargli, e primo de i nomifinitiin


c , nel genere delmafchio, c deafemina, fenX^foflantiuo i ft come.
no.
gen.
dar.
acu.
uoc.

tnaf.
el grande
del grande
al grande
ci grande
o grande

fem.
la grande
de la grande
"ala grande
la grande
ogrande

del

abl. del grande.


m.

de la grande.

d piu.

f.

no. los grandes


las grandes
gen. de los grandes de las grandes
dat. a los grandes a las grandes
acu. los grandes
las grandes
abla. de los grandes, de las grandes
.m.
.f.
no. el dulce
la dulce
gen. del dulce
de la dulce
dat. al dulce
a la dulce
uoc. o dulce
o dulce
abla. del dulce
de la dulce.
del piu.

los dulces
de los dulces
a los dulces ,
los dulces
de los dulces.

las dulces.
de las dulces
a las dulces
las dulces
de las dulces,

Et ancora cbehabbiamo mejjbgli articoli, y^ ,^


con cjuefii nomi: nondimeno nonjegli daranno tim qitaudt
nel parlare ,fe non che uengano accompagna-fitronctm.
ti congli articoli, &dlli aggetiuifMno pri~

(54
LIB^O
Tn.IMO
mi} i che in quefia declinatione sintende fem^
freil foflantiuo doppo loaggettiuo; come, el
grande hombre , del grand'hombre, & h
gran cofa; de la gran coa , ma fe fara primo
lfojiantiuojo articulo non fi dar mai alTaggetiHO , Je non alfojiantim i come el hombre
grande,del hombre grande,al hombre gran
de , ^ ofi,h cofa dulce; de la cofa dulce,
a la cofa dulce; & queo dico di tuttigli aggettiui, ll nome neutro ft dijlmgue da queji'altrt due, come habbiamo detto de'articolo l o ,
fi come.
lo dulce ;de lo dulce ja lo dulce, lo dulce,
de lo dulce i <r nel numero del piu nonfi declina , perche non Ihanno cotai nomi neutri.
DECLIliJTIO'HJ

DI Q^FI CHS

FINISCONO
IN , 0 .
CAPITOLO.
XF.

Qjjci che in ,o,finifcono hamo come habbia


mo detto due fin, uno in ,o, per il mafchio,
& ll neutro, & raltro m,a, per la femina,
ft come.
maf,
fcm.
.
w. el malo,

lmala,

lmalo,
ge. del

DELL^
ge, del malo ,
da. al malo,
ac, el malo ,
uo, omalo.
abl. del maloj

LITSl^ C^S.
65
de la mala , de lo malo
a la mala,
a lo malo ,
la mala ,
lo malo ,
rnala,
de la mala, de lo malo.

hd pu.
los malos
de los malos
a lo s malos
los malos
o malos
de los malos,

las malas
de las malas
a las malas
las malas
0 malas
de las malas.

Inquanto a dargliloarticolo sintendera


inqei, come negli altrt fimti in ,e, haSbia
tno detto . col fojiantiuo prima fi dedinerd di
^ueo modo.

Caftigliani.
no,

cl hombre bue- no,


no

ge.

dclhombre bue ge,


no
da, alhombre bue- da.
no
acu. clhombrc bue- acu.

la muger bue ^jj^^^^^j,


na

gettminu-,

de la muger "
buena
a la muger
buena
la muger bue

66

LIBIDO
'P^,IMO
na
na
uo. o hombre bue- uo, omuger bueno
na
abl. delhombre bue abl. de la niuger
no.
buena.
Del piu.
no.

los hbres buenos


ge, de los hombres
buenos
da. a los hombres
buenos
ac. los hbres buenos
uo. o hombres buenos
abl. de los hombres
buenos.

no,
ge.
da.
ac.
uo.
ab.

las mugeres
buenas
de las mugeres buenas
a las mugeres
buenas
las mugeres
buenas
o mugeres bue
rias
de las mugeres buenas.

DecUnatio - f ofii mmifitiiti n,il; il cjual fineferm


'^etttuti% *^^^ ^^ ?K/f/'/o > quanto alia femina , quanw>r/,L- to al neutro; fi come.
ffwtntt.

el til; la u n , lo til.
del uti!, de la til, de lo til,
al til, a la til, a lo til.

et

DELLj:
LlJi; C^S'
6-]
Et coft gil altri i nomi finiti in c^ , come^cz nmt Rapaz ; ancora ilfuofineferue a mti i tre gene- f ^ r
ri: maauuertirette,che quefio nome, rapaz, igadal<iiu.
ft dice a ungiotme,oaun huomoper notarlo
ditroppo giouine, & allhora in quena fignificatiom uilania , & il fine dellafemina, allhora fi fu in ,a,fi comefi dicefmoalhuomo,
bys un rapaz ; che uol dir fete troppo giouane, & a una donna: foys una rapaza ; che
uol dire una ijiejja jcofa, di modo che ft deciiner-a.
el rapaz
del rapaz
al rapaz
el rapaz
rapaz
del rapaz.

a rapaza
de la rapaza
a la rapaza
la rapaza
o rapaza
de la rapaza.

E in queflafinificationenon ha genere nen


tro, ma quando fignifica quel che in Italiano
rapace, o in Latino, rapax cis, allhora fotto
quel fine fi confien tutti tre i generi': perche
fidice.

Caftigl iani.

Tofcani.

el lobo rapax

// lu^o rapace

68

LBICO

la muerte rapaz
lo rapaz .

TI^IMO.
la morte rapace
la cofa rapace.

Bencherade uolte s'ufa nelgenere neutro y


CS" tanto mi bafli intorno a i nomi aggettiui.
DEL FL'NiE DE I D ETSIJ)
T I V I ,

E D EL t A S V A

riatione.

CAPITULO.

M11^^VAXFI.

I\puanfi alcmi nomi, i quali


daWeffetto denominatiui chia
meremo ; percioche deriuano
e defcendono da nomi,; quali
tn-,demmi'
_
tutti
finifcono in una di due
ttatiui.
Venominati maniere, cioin ofo, & in ero , quei che finui in, ofilep^Qfio /^ oj ^ fempre , o per la piu pane deno*" ""'
tao ahondan'^ di quella cofa, come ne i La"
tini; fi come.

Caftigliani.

Tojcam .

ualerofo
cauallerofo
iftidiob
marauilofo
pcob.

ualorofo
caualierofd
Jaidiofo
meraiiigofo
pelofo. ' '
emhidiofo

DELLJ LIH,

cas.

Cafligliani.

Tojcani.

embidiob
enojob
amorofo
perezob
uirtufo.

inuidiofo
noiofo
amorofo
pen di pigritia
uirtuofo.

69

Et altri ftmili y doue fi uede, che tutti deriuano da nomi, come d'embidia , embidiofo
de ualor; ualorofo, de caallero , cauallerofo, de enojo; enojofo, de uirtud uirtuob,
^ che tHtti ftgnificano abondanxa di cofa^ come ualorofo, pen di ualo re, cauallerofo, pen viemnimt.
dicaualleria, fuidlofo ;pien difkflidio , pe- "^'"ij^l[^
lofo; pen di peli: (r cofi altri, immitando for %onim'^a'
fe i Latini.
Lauariatione di quefi' parimte,come quel
la di tutt gli altri nomi aggetttiui, cofi in quel
del mena , come in quel del pii, // quale per
finirfi inuocale Ufara , aggiugnendogli unf,
folamente , & quefti hann due fini, come gli Vdrathne
altrifinitiin o, quefi:o per il mafchio, e neutro, ^^''"""'' *
& in ,a, per afemina: fi come.
'''
maf del meno. fem.
neutro.
el ualerofo ; la ualerofa; lo ualerofo
E iji

70
LIBIDO
TB^IMO.
del ualerofo j de la ualerofa; de lo ualeroo
al ualerofo, a la ualerofa; a lo ualcrofo.
el ualerofo , la ualerofa , lo ualerofo.
o ualerofo, o ualerofa,
del ualerofo, de la ualeroa, de lo ualerofo.
Et nel minero del piu.
maf.
*f

Jas ualerofas
dlas ualerofas
a las ualerofas
las ualerofas
o ualerofas
de las ualerofas.

los ualerobs
dlos ualerofos
a los ualerofos
los ualerofos
o ualerofos
de los ualerofos.
&coJ.
el amorofo
el falidiofo.
Vomimofo,

^f. fj^f.^^ij^i^^i.

la amorofa
la faftidiofa.
^

^^^fli^^^^

g^j^gy2-

iUpiuneluogn^fieuno ahondan^ , cofi sufano piu, nel mcatiuo, che in altro cafo , qmfi come merauiglictndofi, & aUhora fi fuole metiere ?z,que,
che in Tofcano , che; et cofifi proferifce, come
fi dicefiimo, o que ualerofo hombre , o que
cauaerofo

cauallerofo , .0 que marauilkifo ; che qucrfio ft direbbe in lode fu , mcrauigUandofi


del fio ualore; et inuituperiofi direbbe,o que
perezob , o que embidiofo, o que falidiob ; chetuttofi dir nel fuo biafmo, merauigliandofi parimente della fu dapocagine ; la
qml cofa uedo ancora ufarft nea lingua Italiana. , ma piu tofio in biafmo che altramenteslo ,
uoce neutra, o per dir meglio il genere neutro,
in queinominans'ufa troppo nella nojlra lingua , ma nientedimeno l'ho mejfo, perche cijono mmi aggetiiui, i quali naturalmente hanno il genere neutro , quantunque non fidiaad
ltri che a detti nomi.
DI QJ^EI

CHE.
I N

FITSIJSCO'HO

ERO.

Q^ei che Bnifcono in ^ero, tutti per la piu nomi inen


parte dinotano ufjicio di quel nome, dal qaale 'giiif'cano
ft dcriuano, ft come .
*'^^"''"

Caligliani.

Tofiani.

aguadero de agua acquaruolo


baruero di barua
barhiero
carnicero de carne beccaro
zapatero de 9apato caligaro
E iif

<:m

LIBBJ) T

1{IM0.

efpadero da efpada JpadarQ


hechizero de hechi- fhttciero
zo.
jubonero de jubn e^uel che fi i giubboni
limofnerode limona quel che jklAelemofina.,
mefonerode mcfon l'ho^e
panadero de pan
fornaro y ouer fanattiere.
ropauegero de ropa
ra'^rmlo,
uieja
fantero de fanto
quel che atiende alie
lpade di alcuna chlefa ,
tauernero de tauerna quel che ude del uin.
trapero de trapo
mercatante di pami,
uiolero de uihucla
lautaro
xabonero de xabon. quel chefit, o uende ti
Japofie.
Et cofi tuttigU altri: done fi uede che tut~
tifigmficano nfficio di (piclnorne, done deriuano , come _,aguacro, quel ckc porta l'acqua ;
barucro, quel che acconcia la barba; ropauegero , quel che ucnde la rohba uecchia , fantc
ro, quel che a nea Chiefa, ch'attende a metiere la lumc et le lampade a I fanti, e chegouerna

uerna la Chiefa ,& quejio s'ufa nee Chiefe che


fonfuora della citta, perche ne'akre y quei
che annofi cbiamano fagrejimi, cheafpreffo di noi dicono, facrilanes, in plurale, el facriftan, inftngulare; ho uoluto dichiarar que- yiomih tr
ii mcaboli, per ejfer difficili da effere intefi. fj^fj^ g
Mano gene'

La uariatione diquejli nomi come quea reneum.


de i paffati; eccetto che quefli in niun moda
hamo il genere neutro, percioche ftgnificando
(come habbiamo detto) ufjicio fempre s'nttributfce dperfona, & non a cofa > et per ci non
puo hauer genere neutro; pofcia che detto generefempre s'attribuifce a cofa, & non a perfona; la fu uariatione c il majchio in o, e la
femina in quei che patifce l'ujficio in a, per ci
che pochi di quefii ufflcij appartengono alia femina , i quaifono.
maf.
el hechzcro
el panadero
c mcfoncro
el fantcro
cltaucrnero.

fem,
la hechizera
la panadera
la mefoncra
la lintera
la rauernera.

74

LIBIDO

TBJMO.

I qudi mtifinno il numero del pi , aggiungendoli un f, come de gli altri habbiamo


detto y fi come declinandogti ft uedet a.
no. el panadero, la panadera, ilfomaro
g, del panadero, dcJa panadera, e//oj-tfro
da. al panadero , a la panadera, alfornaro
acu. el panadero, la panadera, il fornaro ,
uoc. OjOuer a panadcro,o ouer a panadera,
(ofornaro.
ah. del panadero, dla panadera^ ddfor(naro.
Et in quel del pi,
maf-

fem,

los panaderos
las panaderas
de los panaderos
de las panaderas
a los panaderos
a las panaderas, &c.
Et coft gli altri; percioche ^apatero, agua
dcro, carnicero ; & altri fimdi, che fono ufficij propri de gli huomini, non haueranno il
genere dclla femina , foi che loro non hanna
(tugli njficj.
TroMinfi ancora alcuni altri nonti chefigni
ficam ufficio, IQ'fon di quejia iflejfa natura ,
/ quali

iqualifinifcono in ido, ederiuano altri da no- ^omi <J'KJJ>


mi, & altri da uerbo, quei che defcendono da "' ^'"'J"'
nomi ,jon nomi aggettmt; & queUi altn Jon deriueno,
farticipij, de i quali per hora non diremo, quei
che deriuano da nomi ,fono coftfhtti.

Caftigliani.

Tojcani.

dolorido
defclorido.

pien di dolare,
fenza colore.

a terido
defabrido.

pien difieddo
fen^fapore.

I qmli uengono di dolore; colore, efapore;


&gU altri che defcendono da' uerbi (com'hab-'
biamo detto) fon participij, fi come.

Caftiglia ni.

Tojcani.

perdido
ucnido

fcrfo
uenuto

uencido
cozido.

uinto
cotto.

che tutti deriuano da uerbi difeconda, &


terx^ maniera , et non di prima, de i qm~

'j6
IIB^O
T\IMO.
ti per hora, non tratteremo ; percioche ft trat"
tara di quefiie de i nomi uerbali infierne ^
guando fitratte de iparticipij ; pot che quefi, e quegli defcendono; & deriuano da uerbi, <& fara necejfario prima intendere i uerbi
i& la natura loro ; e pot quegli che da loro de
fcendono, et deriuano , & tanto bafiandomi
mtorno a i dcnominatiui, pafferemo hora a di'
chiarar i dminutiui, et dtri che refiano .
DSL

FIJi^E DE I
NEL

Timinutm,
hunno duifi
ni,ico, & illa.

DIMITS^FTIFI

NVMERODEtMENO
C A P I T L O . XFII .

"^omi, chefignificanodiminutione di alema cofa, hanno


duefini; I'uno in, illo,m. e in
illa/ et l'altra in ico,quea in
. illo, e queUache in Tofcano
fiwjce in eUo, etmutafi que'e in,i, tanto per
quegli del genere del mafchio, quanto per que'
gli dellafemina, fi come.

Caligliani. mTo/cani.
afoillo

Variat.cne ^ ^ . j j ^
denomipnitiinrllo. lOqUllIo

afineo
cefieo
faxT^rello
montt'

DELLJ

LI'H:

C^S.

montezillo.

monticello.

Caligliani.

Tojccmi.

artezilla
partezilla
damilla
bouilla

articeUa
particella
damicella
pax^rea

77

Var'naimt
de'mmi
.

Caligliani.
del me.
el goloillo
delgolofiUo
g^'
da. al goloillo
ac. el glofllo
uo. o golofillo
ab. del golofillo.
to.

delpiu.
Jos golofiJlos
de los goloillos
alosgoIfiUos
los golofillos
0 goloilios
de ios golofillos

Et cofifi declinarlo tuttigli altri.


Di quei chefinifcono in icOj in Tofcano non uom Suiti
miricordo hauergli ueduti ,ma in Cajiigliano tn,ico,
nefono molti, perciocheqmfi tutti inomi pro
fri di huomini y et di donne ,fi ponno diminuir in quefio modo define, cio

78
juanico
Perico.

LIBIDO

T^IMO.
A nica
Ynelica.

Chefononomipropri,di Ciouanni, ^na,


.Agnefe.
St altrifimili, et alcuni di quejlifinifcono in
DimlHtui ito^ficome, diaguito: bonito , chiquito,
*"''"
et bonita chiquita, perrita, et altri fimili,
che fon nomi diminutiui, da Ciacobo "Buono >
.^ ^^ ftccolo,ecagnuolo.
Dtprmy
j ^ dierenTA che tra queifiniti, in
inidi>,eqei ico,et no;e tra queUi tn lo,e che quejit m, ico
inlt.
et ito, fempreff dicono per modo di carexj^, e
quelli altri in illo fi dicono per uia. di diminuir que la cofa, fen%a, altra conftderatione,
ne d'amore, ne di carex^ie, come in quei altri
comeft uede chiaramentpergli effempi, che
habbiamo dato.
DEL FiJiE
DE I 710Mi
X.^ME RA L I . C A P .
XFIIl.
"N o M I numerali hanno
diuerfi fini ,e tutti dun nuI mero; percioche fe non
uno 3 che ammetteil numero
,
I del pin tutti gli altri, per ef
ferejempre nel numero medefmo , non ammettono

LELLj
LI'H^ CJS.
79
tftettono altro.
Ma di (uejionome nno, hauete a fapere che l <>)?!,
ha la propria natura che,bueno, che fe s'ag- l"'"*^" f*
^

'

.r n

. \

j I

tronca

giunge a nomtfoantim, o aggettim del genere delmafchio; allhora/i perde I'o, etfu un ,
fi come.

Caftigliani.

Tofcani.

un hombre
un uellaco

un huomo
unuigliaco

un perro
un traydor .

un cae
un traditore.

Ma non fi dir nel genere dea femina, che


fa una, neft dird ancora un,feCi interpone al
cuna parola (come hahbiamo detto)delnQme^
bueno,Me quando del genere neutro ,fi come.

Caigliani.

To/cani.

el uno es hbre de l'uno huomo da hene


bien deftys dos
diqmidue Kmo^
e uno es ueilaco.
trifio .
lo uno ylo otro no- luna , et l'altra cofa no
puede eftar.
puo fiare.

80
LIBI{p
TBJMO.
Auerilmt Q^ejlo tiome \ino,ancor che ragionemlmen
todd mmc te, fecondo la fuapropriet, non doueua ha~
M9
uer numero delpu, nientedimcno I'ha, eft dice unos, del mafchio, e unas dellafemina,e ual
come in Tofcano alquanti, fi come.

Caligliani.

Tojcani.

uinieron unos hom-uennero alquanti huomi


bres y tomaron por ni,&p!gliaronoper
la mano unas mu- la mano alquante do
gcrcsjylos unos,
ne,ettuttiinfierne^
ylos otros, fe fue- fenandarono ajpafronapafear.
fo.
Et auuertirete ben queflo, pernoche ft tro
mne i libri ^effe uoltes et maggiormente in
iuefle dimjorii,unos, yotros, per il mafchio
e unas y otras per afemina alcune uolte pero in uece di quel unos , et unas,/; dice dellos
per il mafchioe ddhs,perlafemina,ef{corri
Jponde col proprio termine ;ft come ,

Caftigliani.

Tojcani.

s que eftauan en ca-quei che erano in cafa,


fa dellos fe fueron alcunidi loro fe ne
y dellos fe queda- mdarono, et alcum
reiarono

DELL^
LI/Hi C^S.
8i
ron.en a quel com refiarono. m cuel ba,
bite de lias fe bor- chetto alcune di loro
^ racharon , ydellas simbriacarono, altu
quedaron enrefo,.
ne rearom in ceruello.
I Altri nomi numerali metterema cjuiui,
perordine, per eJJeretantoneceffarij, efaran.
noquefi.

Caftigliani.

T-ofimi.

uno, dos , tres , qua uno, due, tre quattro*


tro,cinco, feys, i- cinque, fei, fette,of
te, ochojnueu;di- to ,noue, diece, un~
cz, onze, doze, trc- dici, dodici, tredr
ze, catorze, quinze ci, quatordici^qmn~
dezifeys, dezilete, dici, fedici, decifet'
deziocho, dezinue- te, deciotto, decino^
ue, ueynte, ueynte (?, uinti, uent'unOy
uno, ueynte ydos , uentdm,&e.
&C..

..,...:....,,

treynta, quareiita,cin tretita, quaranta,cin^


. cuenta,:fefeiMa,-fe- quanta i {ejjantafettenta, ochenta,no- tanta, ottaM^yi noucnta, ciento, e ci- Hunta, cento ; cerno
en ,.ciento yuiio.
ct uno y&c.
8cc. .

82
I B K . 0 Tn^IMO
dozicntos, trezientos ducento,trecto, quat
quati'ocitos, quin trocento-, cinquecenientos; feycientos to , feicento, fettefetccientos, ocho- cento, ottocento,no'
cientos, nouccien- uecento, miUetdu'
tos , mil, dos rail, milte, tremie , <r
tres mil.
cofi tuttigl'altri ,fi~
tcofituttigl'altriyfina
nanouecentomila, e
nouecientos mil , poim million^ due"
et poi, un milln, miiom, &c.
dos millones.
Htrtimeitto
Q^ueflinomi, dozicntos trezientos &c,
delnome do ammettotio ilgenere deafemina, &fifii dom7ef. zientas trezientas, eS^f. Ociando saggmgnc,
a nomi del genere deafemma, i& quetndo uen
nefimilmente con quefio nome^ mil,e, raarauedis ,ficonie,
dozientas mugeres ducento donne
trezie ntasdonzelias trecento dongele
dozientas mil mzta.-ducentomila quattrm,
uedis
trezientas mili maxA-trecettomila quattrini.
uedis.
EtcofitntuttigUdtriy
chefaratino,quattrocientos , as,quinientos, as , feycientos ,
as

as, fettecientos, as j ochocientos,as, nouecientos,as .


Ce ne ancora queflo nome ,cien, e ciento, ckntoquan
il quale quando saggungc, a qual fi uoglia no ^ ^l^'^^'^"'
no.
me, fempre/h cien, comercien hombres, cita
ducados, cien mugeres &c, ma quando s'ag^
gimgea queflo nome uno, 0yun,pef dtr me~
glio, o quando uennefolo, aUhorafi proferfie ciento, et non cien, fi come.

Caliglian.

Tofcmi.

un ciento de ducados un centinaro di duca^


ti,
un ciento de raaraue- un centinaro di quat'
dis,
trini,
un ciento de hom- un centinaro di huomi
bres,
ni y
quantos ducados e- quanti ducatt eranoi
ran f" ciento.
cento .
Douefi uede, che quando uenne con quello^
un,fegli da ilgenitiuo, ofecondocafo;et quando uenne folo,quafifemare nf^ondendo ad alema in
'
terrogatione, et diraan
da , come s'ha
uedUito.

84
BEL

LIBB^O
Filias

TliJMO

DI TFTTI

I 1S!J) M I

N F. I. N V M E R O I) E .1, P I V'.
C A P I T O L O.
XIX.

^ V E N D O detto delfinedi
tutti i mmi, nel numero del
meno , per cud eh'io lento abafianl^ ; hor qumi diremo
del fine di tutti quefli mmi,
nel numero del piu^ etper queio ft Jkrd una,
regola genrale , e fard quefla.
Vine de i no'
' Ilnome hora (a foantiio, ouer aggettiuo
mi nel nume
o
r del. t?iu; e denominatinj, o uerbale, o uer participio, o
comefifa. finifceinuocale,oueriu confonante nel nume^
ro del meti, fifhifce in uocale , cio a, e,i, o,
pfaggitingndoli unfyfifu del numero^elpi,
fi fin ice in c-yi'.fonante; allhora s'aggiuge que
flafiJMbLtes, atf ultima confonante et quena
rz'oU Itera in tutti i nomi, come per-ejempio
fi uederd sfi come nelle uocalia, e, i, o, u,
el poeta los poetas.
hipcrita
'
as
eora ^'
s
hombre, flre
es
calle, iu;'es '
maraucdi
- is

\' "~.
' ;"-

aaleroro

HEtLJ
ualerofo
molinero
bueno
malo
dulce
trlc
epirini
cefrillo
lo quillo
bonico
perrico
chi quito.

LIV^

C>S. 8$

os
os

os
os
es
es
US

os
os
os
os
os

Et ancora, che gli mstto quelU uocale^non


fegli aggimg pero altro che l'Sjfoio (come '
hauemo gid detto,
Etcofi tutti gli altri, che shanno mtffo in- f'""f'p',
nanzi per efjempio, di quei cbefinifcono in con *'' T"' "^:
Jonante, a i qualt saggmnge la iluiba os, e fi- c<,j"<,Mt<,
nifcono (come haimno detto) in quesie conjananti d, I, n, r, f, x, y, ';^,fi come.
':

Caftigliani.
<l'abad,es-, merced, es, uid, es , lad, es
i. animal es , batel es, badil es, fol es , a^
zul es ,
n.pan es,orden es, mastn, es, mefon, es,
F lij

86
LIBIDO
TRJMO.
blafon es,
r. pefar es , albair es , plazer es , dolor es,
f. mies es , mef es , diofcs .
X. carcax es , relox es, amoradux es,
y. rey es, ley es , buey es ,
Si che cotrhauema.detto^fxputo che ftanque
fii due numeri, come fnno nel retto fifanno
tuttiglialtri cafi ; percioche tutti Joo a un
modo, & tanto mi bafti intorno a i nomi.
DEL TliO'ipMS,
S DSL SVO FJN E , E NATVRA. C AP. XX.
T R O N O M'I , che altro
non fono, che certe parole ,
chefi pongono in uece di nomi
frenemi in
diuideremoin principali, QJ"
due maniere.
deriuati, ouero demoftratiui
Gent dd de i quali i primi hanno duegeneri del mafchio
fronome del
e deda femlna j due numeri, come i nomi;
le perfone.
ma trc perfone, prima,feconda, ter^a, ipro~
nomi principan fono quefii ^yo cu, de, geni'
Vronomi
frmct>di, e tiuo; perche non ha nominatiuo; de i qudi il
lor uariatio- primo ferue aa prima perfona, con tuttiifuoi
cafi, <r tu , afeconda , et dei, a terxa, quel
di prima , ne gli obliqui muta l'o in i, fala
ne'accufatiuo, che fh in e, come fi uederd nella ud-'

frenme che
fta.

DELL^
Lili. cas.
Zj
la uariatione: queUi della feconda^funno ilme
defimo, & queldi ter'^ non ha retto.tma.
comincia dal genitiuo fi comefi uedera nel
mriare.
V^KI^TIOT^E

DELT^Olip-

ME X ) I

PRIMA
PERSONA.
C A P I T O LO.
XXL

fmgulare.
no.
ge.
oa.
acu.
ab.

flurale.

yo
n o s , nobtros
de mi
de nos , de nobtros,
a mi
a nos , a nofotros,
m e , o por mi ,nos nofotros, o por
nofotros
de m i .
de nos, denobtros.

V^AJ^ATIOli^S
I

DL

-PK^O'JNPMS
PERSONA.

SECONA
CA p I r O1 O.

del mena.
no. tu
se- de ri.
da. a ti
te. te^ ,

XXII.

del pi
uos uobtros
de uos de uobtros
a uos a uofotros
uos uobtros
F ii

88
LIBIDO
TlilM
ab. de ti
de uos de iiofotros.
Tronemedl Ouefli due pronomi nel numero del meno .
U prtma, e r

i i

r i

feconda,mi,. J^^^ono tanto al genere del majchio, come a


tarto l'o in a, cjucl dellafcmina , ma nel numero del fiufk di
del
nd numero
pin
mcflero TTintargU l'o, tia^ dico I'o ultimo, fi
"'" '" comediquei.
ytei c
<je delutfe
fnma.

'

dea prima fem.


no.

g^da.
ac.
ab.

nofoiras
de nobtras
a noftras
nofotras
de nofotras .

deUafeconda fem.

uofotras
de uofotras
a uofotras
uofotras
de uofotras.

Vwdi pr it quiauuertirete che queflo fronome ,tu,


mmt pofjef. ^^^ ^^^^^ y^ pigUa per pronome poljefuo, ouer
'
deriuato , & ahora Jara in luogo di tnus ,
um. Latino, ouero tuo , o tua Tojcano , (r
nel numero delflu fiera, tus, & queflo [ara ,
quandouerra mnan%i deljofiantiuo _, colquale
jara appoggiato,perche fe uerradapoi, all'hos,tfs,pro rafarduero poJlefiMO , e ft uariard per ifuoi
^^ ' "^ numen , egeneri, comejt dira al fue mogo ,
equel ch-e dico e tu, e tus j dico /fu, e fus;
t)omi"ponfcl ^^ ' f"^^ darcmoefjertipio ,acciochefiapmfk
ai.
tile da intendtre ,& ti medefimo diremo di'
\'
mi,e

DELL^ Lin. cas.

89

mi, c mis; fi come.

Caftigliani.

Tofiani.

Si mi pofefon me die Se la ma pojfejione


fe la renta del otro mi rendejje, la entra
ao.
ta dell'altro auno .
y mis trabajos fe ac- Et le mi fktichefifi"
bafen.
nifsero.
Y tu me ayudafes c Et tu mautafii con ',
- til prudencia y ha- la tiiapru(en7;a,& .,\:
zicnda 5 y con ei fa- robha : & colfkuor
- uorde tus herma- de tuoi fratelii.
nos.
Yo te amara a ti y a- lo t'ameireia te^ &" i
tus hermanos ,, y tuoi fratelii; et col
con ii auor j y fus fiuore, c ij'uoi daa
dineros podriiimos n fotrejlimo uincer
' - tenccr ei pJeyto .
la lite

Bouefi uede che cuel tu, primo di tu me a


yudaes , etc, Jeruepcr priniitiuo , et jlo y ..
fnx.ajxantiuOyetqueWaltro ferue dapoffef. .'
fu'.o , o deriuato, et s'aggiunge al foflantiuo , Ue,te,e qua
prudencia , et nal tanto come , tua , mia,fua do uengona
'injojcano, et qui aunertirete chei Spgnuoli """'v'.""
fono dtuerfi da i Tojcani, nel modo del parla- Auemmmtl
fc^per^quef pronomii me te ^e nel qua.noca-' mr.

90
UB ^O TI^IMO
fo j percoche loro cominciam dal pronome, co
me j dir mi fhrette , ti dir ,fe ne ua etc. ma.
i Cafiigliani non cominciam rmi^fenon o dal
uerbo prima , cofi hazermeheys dezirte he ,
liae j ouero dal retto, coft uos me haris,
yo tedire, el fe ua , o con alcuna ncgatiotiene, o amerbio,come no te cure, nOjiiie haris no fe ua, etquefio necesario auertire,
ptrcioche io ho ueduto molti errare inejuefio.
I frtwmi
^imertirete ancora che quefli tre pronomi ^
,e,/e,/o ^^i^f^arto cafo, che rae, t e , fe ifimettono
xAftw > perla piu partefen^a particelle^ innanzj del
uerbo , come hauete ueduto ne gli effempi paffatifegnati, et alincontro lo italiano, e perche trattamo ,et tratteremo ancora di quely
fe , che ter\a perfona, fi uariera in quejio
modo.

LA TERZA P E R S O N A .
. C A P I TO o . XXJIL
fronimt di

L P R O N O M E , di ter^A
perfona primitiuo, come hauemo detto ; non ha retto, come quel Latino , ma tuttt gli
, ahri l'hanoynelnumero delme
no, ilqualeferuc a tutti dueinumeridel meno

no,

edelpi;ficome.

Caftigliani.

Tofiani.

ge.
da.
ac,
ab.

ge.
da.
ac.
ab.

de
ai
feerparafi,
de .

di fe
a fe
fe
dafe.

Ma mi auuertirete hme,. che quei geni- -*w'^**


tim dei pronomi, yo , tu , c def, fono m un .jX^
certo modo fuperjiui, et quaft nonferuono di
niente, cffendo perfonali dico, perche ejfendo
pojjefiiu y hamio tutti i cafi, come ,de mi hijo
, a mi hijo, de mi hazienda, a mi hazienda.
io , del miojigliuolo, della ma robba, perche per uta di fo^tflone mai ft parla con que-'
Jii pronomi, ma in uece di queflifimettono quei
deipojfcfiiui,chejara inuece di dir de m i , Miottytfi.
ft diva mi, et in uece di dir de ti, //' dir. , tu jo;i mee di
yo, e in uece di dir de , ft dir Tuyo, de i qua "!'> ^'f'> ^*
li pronomi alfuo luogo ft dira pin minutamen- '*'
te,fi cbequando uftremo da i pronomi yo tu,
etdefi, con la particeUa de, fir piu tofto per
uia dablatiuo, o fejh cafo , che altrament, ^
et allhora la particella e,Jeruird di propofitio
He deljejio cafo, comef dice fimo.
,

C)Z

LIBB^O

Caftigliani.

VBJMO.

Tofiam.

quefedize de m ? che fi dice di me ^


que era de ti;
che [ara di te ?
burlanfe de mi
he^anft di me
y de ti dizen mal
et di te dicon mab.
Doue ft uede , che queflo parlare, non pu9
feruire in alcim modo al fecondo cafo, ma piu
tojloalfefio; perciochenonfarchbe leggiadramente detto.
los libros, fon de m i , tie manco; la capa es
de ti ,ne,e\ ayo es defi, ma;\os libros ion
mos la capa es tuya, el liyo es fuyo, che in
Tofcano ft dir,. 1 libri fono tniei, la cappa
tiu , et iljaglio juo ,ft che per uia di pojfeffione inuece di dir de mi j de ti, de fi ,/; dir mi , tuyo, fuyo , fe non fuffe con qutfla
' Kt^iiinto d particclla ,mcCmo,con la quale per uia di reciprmomi per ^yocationc^ouero per daradintendere che h.i
ilejfoyfi potrcbbe dir in fecondo cafo ,e leggta. drament, come dir.

Caftigliani.

Tofiam.

de mi memo es el li-rf; me medefimo il libro,


bro,
5

LSLLA

llls^

CAS.

93

es de ti mesmo eJfa- diu medcfmo il fayo,

glio,.
:,.
de i mcfmo es,
dije medefimo .
Ftnon foio conifecondi ca/, ma con tutSf
i cafi di jHtf tre pronomi f fijtra aggiungere
leggiadramente ,fi come.
del meno.

no.
g'^da.
ac.
ab.

del piu dipr. pcrf.

n, nofotrsmemos,
yomemo
de mi mcfmo g. de nobtros mesa mi mcfmo
mos
mi mcfmo
(1. anofotros mefinos,
de mi mcfmo a. nofotrosmeinos ,
a. de nofotros meC
mos.
dijec.perf.

del piu.

no.

tu mefmo
de
timefmo
8^da. a ti mcfiio
ac. ti mefmo
ab. a ti mefmo
,

ufuti'os mefmos,
de uofotros mefmos
a uorQtrqs,.mermos
nofotros mefmos,
de Koiotros mefmos

. :.
._
fnprh ,
lirotiria,inH4

St molte ulte tn uece delli partcelia, me c,dimifimi


(mofmettequejlai propriOjC propriaje mi.

?4

LIBllO

TBJMO.

moho ufato, come dir yo proprio, tu proprio


defiproprio.
DJTEIiZa
del meno.
ge,
da.
ac,
ab.

TETiSO'hl^.
del piu.

de C\ mefmo
de l mefmos
a jfi mefmo a i mefmos,
i mefmo, fi mefmos
de fi mefmo de fi mefmos.

Kot,Mjotm Et ancor che hauemo meJJo nella uariatione


tuos, o/- de i pronomi della prima, nel numero del piu ,
tros, fumi indiferentemente, in tutti i caft.
fi

mettant,

n o s , nofotros j de nos de nofotros, etc.


et uos nofotros, de uos de uofotros ;
nientedimem gran dijferenxa, che la parola,
nos, nonfidice, fe non nel quarto cafo propria
mente nel fuo fignificato percioche nel primo
cafofidice per grande%j^, ouer per dignit,
Kosjiiase comedir.
fre al quar-

*dimitt ^"t "5 ^'^^ Filippe por la gracia de Dios , 8cc.


grale:<^^d nos don Perafan de Ribera duque d'alcala,
fritnt,
y uiforey de aples j
etaltri

etaltrifimih, mafe fiuok(fe dir, noientraf- tiofitm, t


fimo in I{oma il d) di Vtale, ct uoi eri ufcit "fj" "jj^^
gia fuera, fi direbbe leggiadramenteinCa- alrtu.
fiigliano, enonaltramente.
nofotros entramos en Roma el da de nauidad, y uobtros ya.liauiades Calido.
Hda nelquarto cafo (come hauemo detto)ft yos,'<utind
dirdben nos, & uos \benche in luogodel uos; PJ^^''"" *
ft dird os,fenxa l'u,perche quandofidice uos, ''*"'
f parla fempre con unfolo, ouer ft dice aunfo
lo, per uia di cranla, per non dir le tu, che
troppo baJfo;fi come, dando efempio deU'mo,
&delaltro.
ESSEM-PIO

DI

n o s , et uos, %L

C.V A R T o C A S o.

Caligliani.

Tofiani.

Si nos diese el dinero SicideJJerotldanayo


quenosh promeri che ct hanpromeffo
do yo os hariabien io uijkria hene.
que os daria Ja mi- Ch^ ui dara la mettai
tad; ya os he efcrito gid ui ho fcritto quel
loque haueys de io, che hauetc afic~
hazer.
re.

'

96
;

LIBIDO TIII MO.

, uos, DEL ME^O

Caftigiani.

COTSiFl>{^SOLO.

Tojcani .

Vosflda d* ^j ^Qj quereys fer ho Se mi uolete effer huo


un klo;ed-

i i

i /

Ihornciuido bredebien. _ _ modubene.: ,


ferie I'. Como UOS me efcnui- Come mi mi hauete
.
ftes.
fcrim,
. :
- ' - - Yo har de uos,Io que Jo furo di mi quel
os he dichos
chehodtto.
Ybiuirecon uos por Etniuercon mi,per
la buena fama, que la huonafkma , che
tengo de uos.
ho di mi.
Benche queflo modo di parlare farebbe im~
n* io fho proprio percioche non s'/' mettere tafite mi
jMto acao ^^ y^j ^ ^ ^ l'hofhtto accochefiuedeffe il mo
chejiuedej. ,

, , ,.

n-

, . , ,

(i il modo do del dtre, con qmj pronom; ht aUeuolte


del dir onfiperdeI'u ,ancoi-a parlando coh un falo, mct
quefli irono metindolo innanXJ aluerbo, come que os hanuunioo. 2eys ?'.; que.ba zeis uos J qu os digo ? digo a uos o a quien ;
'
Et queflo s'i>ffemam tutticafi, fora nel
qmrto yche (comehabbiamo detto)femprefi
perdeL'w, i&jnos.,ancbora che paHi con un
folo , come habbiamo ueduto ne gU efempi
fafatt.
:
quei

DELLJ

LIT^

C^S.

97

Et quel che ho detto della partcella,meCmo


nelmeno , & mefmos, nel piu, i intende nel Me^ia del
genere del mafchio , perche in quel della fe- ^^""'
mina , neceffario mutare l'o. in a, in tutti i
cafi, come neme aggettiuo ,ficome.
del mena.
no. yo mefma
ge. de mi mefma
da. a mi mefma
ac. mi mefma.
ab. a mi racima,

delmeno.
ge. de f mefma
da. a i mefma
ac. i mefma
ab, a l mefma

Enelnu. del piu:


no. tu mefma
ge. de ti mefma
da. a ti mefma
ac. ti mefma
ab. de ti mefma.

no forras mefmas
de nobtras mefmas
uo fotras mefmas
de uofotras mefmas,
de i mefmas, &c.

Quejiitre cafi, mi, ti, i , slaggimgono a


frepofitione diuerfe fen-T^ altra particea. come /r,por mi, para mi; che la prima mi quello che in Latmo >'PKovr E R , & lajecon ,
.
da quel che in Tofcano, per; ma amertirete
th^^ui,
(he con la particea ,con, non il medeftmo ; tiamitijt,
G

98
LIBREO VIII MO
perciocbe neccffario aggiungergli m go,al
fine a tutti trc, comcji- du efiimo.

Caftieliani

Tofiam

Cofig<(,fii Diofca coinigo


Dio fia meco.
ti9,tonp. Vino Pedro con tigo ? VenneTittro teco f
Si comigo uino,y era
Si tneco itcnnc,rj~ me
ya conigo otros
tuiii jeco atri tre.tres .
Tt ancora a qii(ftifegli mette la particcUa^
mcaiQ ,efropr(o come dir.
Con figo mcmo, comigo propno, conri
go mcmo, con tigo proprio, con go proprio.
D\y LT R, I T lio
C A PITLO.

XO M I.
XXhll.

tronomi 'di ^ { _ _ ^
M.By_\i dtre fort ft trouano di
tre (oTtiidepronomi frrea (^uesii primitiriuiut, cuero
ui,
i quali chiameremo derip<fjeJ!iHi,de
tnoflTaiui,e
iiati , ouer fojfejiiui, dimonUlim.
tESH.'r=sr'^=u /i*''"<' 3 & rtUttui & pri-

mo de dcriuuii , i pranomi che deriuatt, ouer


po[cjhui fuhiammo ,foH cjucfti, mi, tuyo ,
luyo j nuclro , uueilro, i (uali, ofi rncUQ-

DELLU Ll%. C ^.S.


99
no dimnzi alfoflmtiuo , cen che sagghinguno .
o dapoi, ft uengono dimn^i: allbora [aramio
quei, chegi ho detto ,mi , tu ; 6'- u , ncl tm
mero del meno , e mis, tus , fus, in quel del
piu (come }auemogia dato ejfcmpio eferuono
a tutti due generi del mafchio, & deafemina ; fi uengono doppo il fojlantiuo cuero fi
mette qualche parola in me'^^o, tra ilfoftantiuo, " il pronome, allbora s'uferd da quefii cinque pronomi, mi, tuyo , (uyo , nuelro uucrtro, /' qualihanm trc gcncri del ma- Gmeri Je i
fcbio, edeUa femina, e neutro come per la ua- P<""""'riatione, epoiper lo ejfempio fi potra fhcilmen .
te intenderc.
Declin ione.
maf. fem. neu.

maj.

fem. uen-

no.mio,miarlo mi, tuyo, tuya. Jo tuyo,


ge. fuyo, fuya^Io fu- nuclrOjnuei'a , lu;
yo,
nueftro;
uueftro, uefl:ra,uiie
lro,
Doueftuede , che il mafchto finifcein, o ^^J^*^
^ quel dea fcnna, inii,et quel neutro in o, ti,utrf0f*
il qual fine del neutro , fempre e in o, /tutti i fcm.
G

ij

loo
LIBIDO TB^I MO
pronomi, il numero del piu, fific in quejli dn
que pronomi aggiungendogli m,o,(r cofi in
m i , t u , fu; comeftuederd perejfempio; ho
meffo quell'articolo,lo , al neutro : percioche
fempre ha lo articolo, & in queofidifiingue
da quel delmafibio.
ESSiMTlO

DS I

ClTslJlye

P R O N O M I .

Caligliani.
Si m hermana, y mi
hermano miraTen
fus jduels , y los
nueftros .
No perderamos nada.
Seor mi : ela hazienda es ma,
Y elos libros ion tuJOS.
Eftas caxas Ton mas .
Ebs uihuclas fon tuyas .._
Y efos facabuches fon
uyos.
E fas uihuelas fon fu-

Tojcani.
Se Uta forea, &niio
frateo guardajjero
ifuoi trauagli^e^r
nojlri.
Tlente perderefimo',
Signor mi quefi.a roba mia.
Et quefli libri fono i
tuoi.
Quefle cajje fon mi
Quefle mole fon tue.
t quee trobefquar
ciatefon fue.
Cotefle uiolefon fue.
yas.

h-ELlJL LIV^ C J.S.


loi
yas;
Y cfto tambi es nue- "Et (uefio ancor noftro y a quella es firo, & quella no~
nueftra,y la otra es Jira , /p l'altra no
uuelra.
fira.
Toma lo tuyo, y lo Tiglia la roba tua, e
mo y eo que es la ma e quefla che
fuyoj
fua.
Cuyo es cito , mi , o Di chi quefio, mo,
fuyo no es fino ouer fm ? non fe
tuyo.
V
nontno.
(.
' che in uece di dir
chi ft dir cuyo,
maf. e cuya. ^fem.
yfafi ancora da quefio pronome cuyo, interrogatiuo Jetnpre, imitando forfe il Latino, a
la qual parola fi ri(ponde leggiadratnente , per
qucfit pronomifenxa altro jofiantiuo, ma in~
ponendofi fempre alcun uerbo o ejprejfo, ouer
ches'intenda ,fi come.

Caligliani.

Tofimi.

Cuyo, es ? cuyo bys ? Di chi ^ di chlfete^


cuya es efta cafa, di chi quena cafa,
mia, o Cuya. ^
ma, ouer fu <?
S'nende ,es, uerbo.
G ij

loz
LIB1{P
V^IM.
Hauete ancora ueduto d modo del parlar
del neutro con l'articolo , \o ,"& incorrifponden^a d'mo (i formo dir d'altri ,[en'^ articolo : come .

Caftigliani.
j-^y
p/^'^f
l*\vV.'

Tojcani.

Viieftra merced me FoflramercmidiaU


de lo mo, que lo miarobba, chemihi
he mencfter .
fogna.
Venga cu}'0, es que "-Fcngadi chi l' che

Caligliani.

Tojcani.

Efto es fuyo, o mi; Ojejla cofa uoflra,


no es de nuca mer o ma i non di uaced iino mi; por- Jira merc jeromia;
que foraos dos her percioche ftamo dw
manos j/todo, es frateili, etutto noiiuc'dro, pues li es iro , admque fe
fuyo tomeio.
tiofiro pigUatelo .
'hiel qual parlamento auuertrete due co/e,
r<iro df ti t ^"'^ '-'"^ ^"^^' '7'^''' P^onomi Jon del genere neuSuyp, difec'o tro, & folo il primo ha hauuto articolo altra,
4A ptrfam. qutfia, importa alintendere i termini della
cranla , rilparlar; <& chequel fuyo ,

i i per-

DELLU
LIT^ C^S.
105
di perfonafecondajiue non di terT^a, et tal tan
to come ft dicejje uueftro ; fercioche come ho
detto perfarer che era troppo hajjo dir a uno
los, troppo alto dir , uuea merced; hanno tulto qucfto rnex^o termine, di dir ,el, che
ual poco piu di uoi,al qual corrifponde quel,
liyo , per non dir uueftro, che farebbe troppo milla crean'7^ , e dir iniefi merced, ouero
de uuea merced ; & cofi fe fon due eguai,
non fi permctte dir,cl,ne manco ,(uyo, ma
uucHi merced , es uucHi merced ; & non
es fuyo, ho detto uuela merced ; e orz ufier
ftr.i merced; perche cofi ft profcrifce, benche lo fcrimre diucrfo, per ejjerfulo due let~
tere cofi : V. M.
';
Se a quefli pronomi, elo et elo, sa'/ziim- '''*"'""' "
gera qucjtaparola , otra,ouer otro , che nuc tro,fu eft.
dir , altrn, inTofcano, nennca deriuarfi, co tro,e e^t..
tro, per il mafchio , eForra, per la femina, e "*"' ,...!
c flotro, di feconda perfona, per il. mafcbo , - '
(r e ftotra 5 per la femina , qucl che m Tofianofi dice, quefi'altro ,& alie uolte ji dice, a
.
qucllotro ; md non parlar polito,an7 in ucee di que I fi dice,el oio .

:.
Et qneflitalifi chiameranno pronomi dimo- %y^.
flratim, pcrcioche efte , ual come hic, & is ; ueri.
Latini, & ce , ual come, ipfe, Latino, adiferen^a, che tra loro fcilmenteftcomprerG

Jj

104
LIBELO
VBJMO
de, cc,ele, dea parte di quel che parla ,
^ ec,della parte diqueWaltro, conchifi
parla, come dir, efte, cio quel che o dico,
efe, quel che uoi dite , ouer di chi parate, e
..c/!?,e;e
ancorafidice a quere,e 3.<\\xc.ii;manon Pufo,
A
ejfefi d/mne ^^ ^g .f^g parUno bcne; & quefii pronom
tregmm. ^^^^ ^^^ generi,e numeri,come gli altri, fal
uo che, il mafchiofinifcein, e & muta poi nel
numero del piu ,lae, in o, come fi uederd nel
diclinargli.
DECLIT^^TlO'KiE

DI TFTTI

P R O N O M I .

del meno.
maf. fe.
't f/Tt ""'
Unmilfim gc
del neutra;

cfte , efta, efto,


de eftc, deefta,

del pin.
elos, eftas
de ftos , deftas

de efto ,

m,o,2nme ^^

ro del piu in
asji nel nutl".
0.

mu.

ac.
ab.

no,
.^e.

a efte, a efta , a
efto,
efte, efta, efto,
de efte , defta ,
defto,

a eftos , a eas,
eftos , eftas
de eftos, de eftas .

efte, eftli, efto, clbs , eftas ,


de efte, de ela, de eftbs, de eftas.
de

DELLJi
da.
ac.
ab.

Lili.

C^S.

io$

de elb ,
a ee,aella,a a ellos , a eftas
eTo,
ele , ela, elb, eis elas
de eTe, de efla, de elbs, de elas,
de elb,

T^K ho mejjo numero del piu, in <} uei neutri; percioche (comeho detto altre uolte) il
fine neutro , non ha altro , che un numero ; et
quefli pronorni nel fine neutro fon moho ufati
appre/fo li SpagnuoU, come dir.

Caftigliani.

Tofiani.

Que es eo ?
Cbe cofa quefla f
Que es eb ?
Che cofa cotefla.
y elo parcceos bien J Et ui pare chefiia hen
coteflo.
No es eTo loqueyo es Is^n . coteflo qucUo >
peraiia de uos,
ehe io afl/ettaua. da
mi:,
ETo bueno es ; pero ^ella cofa huom.
eTotro es malo, y ma queWaltra cat'
a un lo- otro ram- tiua j. & l'altra arebien.
cora.
Doue t ucde, che quel nome orxo, peril

:i6
LI BS^O
TPylMO.
mafchio, e otra : perla femina eotro , per
il neutro ^ che uol dir altro , s'aggiunge molto
bene, e leggiadramente a quefli fronomi^ come
hauete ueduto.
A qutlpre- Trouaft ancora un'altro pronom dimojiratiMmcachi/i no, il quale ferue quando fi parla d'unoche
rita
non delta parte di quel che parla , ne manco
di quel con chift parla, neappreffo, ma lontano , il quale a quel, per I mafchio, e a. quel
la, per la femina, e aquello , per il neutro j
il quale fi declina coft.
no.
ge.
da.
.ac.
ab.

a q u e l , a quclla, a quello .
4e a q u e l , de a quella, de a quello,
a a q u e l , a a quclla, a a quello ,
a quel a quella, a quello ,
de a q u e l , de a quclla , de a quelo .
del piu,

no,
ge.
da,
.ic,
ab.

aquellos , aquellas ,
de aquellos de aquellas.
a aquellos , a aquellas,
aquellos aquellas ,
de aquellos , de aquellas .

Et que/lo pronome, ferue a terza. perfona ,


come ,cle.
Fi

DEIL\A lITSi, C^S.


IQ7
fi ancora uraltro, che el, per il mafcbio
c ella, pe* lafemina ; ello , per il neutro , j
qmk dea medefima natura yche d paffato
e f declina di juel modo; ma auucrtrete che,
acciochefiadmoflratiuo non sha d'aggtungere a foflantiuo, fe nonfolo , perciochefi uenne
co'l foflantiuo allhora, come hauemo dettofaraarticjlo , cnonfara pronome,ficomefic^i
cejimo .

Cal:igiani.

Tojcani.

si el luvaibrc cra iiir Se l'huomo fard ' uer- tjfmpio


iioo, p.uM diera tuofo per lu faro. u <',,<"",''f''
el pronecho,ydcl tile , & di lu faro. '""''"'
fer Iahonrr.1, ycl Ujonorc, cjfofolofafolo cra dichob , ra il felice , egli al~
y los dems dedi- trt mfelici.
chados.
Y anfi , la muger que f cofi la donna che
es buena , i ella hu ma , fe le ufa dal
u('i de la uircud; fe [a uirtu, [ara hono~
r honrradadc las rata da gli altri, &
otras , yque dar refiera ki fola per
ella ola por buena huona ^ ancora che
aunque alas otras, a l'altre gli riere,. ics pear deilo .
fiera.

- lo8
LIBIDO
T\,IMO
Douefi uede, che qud el, ^rimo articolo
del nome hombre, ma quel ,el, fecondo re~
latiuo , che nfenfce alhuomo , cr fono ancora altri due pronomi, i quali (i uariano nel numero del piu, cofidel mafchio, come deafeAmboi, e en ffiinu, i quaUfono; ambos, per il mafchio \ e
trambos,co- entrambos, chetutto uno; et ambas , en"*' '" ' trambas, perlafemina;iquali s'ajjomigliam
al pronome ambo , e o , Latino, e in Tofcano
uol dir tutti due, (& per dir tutti due infierne
fidird ambos a dos j entrambos a dos; 0*
queo modo di parlare safa ajfai nella noflra
lingua, & ancorasaggiunge quefia parola jun
tos, che uol dir infierne propriamente, comefi
diceflimo.

Caligliani.
Hjfempio de

Tojcani.

ambos,een. ^'^ entrambos qiiereys Se tutti due uoleteue


trttmbos. uenir , yo OS dar , nir , io ui daro tutem trambas misli te due le mi figliuo
jas,_yrmo uenis am le ; e fe non uenite
bos ados no os las tutti due, non ue le
dar ; y por efo di- dar; e percio dico
goqueuengays am che ueniate, tutti
bos juntos que fe- due infierne, chefar mejor, paracn- rd megltoper tutti
trambos.
due.

DELL U LlV^
DSLTPypXPME

C^S.
B,S

CAPITOLO.

105)
L^Tiyo:

XF.

P R o N o M I

I{elatm

fa- Vronomhe.

ranno in tre modi, ciotrepa UtiuitTt,&


role , quien , que, qual ,* la '"'"^**^
parola,(inien,feriieperla piu
pane, alia interrogationedel
genere del mafchio \ percioche la parola, que
ferue, in interrogatione tanto al genere neutro,
mafuora d'interrogatione, la parola quien , e
qual feruono indiferentemente al genere del
mafchio, &della femina, e <\\ic,a tutti ige~
neri e numeri, non altrament che la parola
,che, in Tofcano, e cofift proferifce, ft che la
parola que^ ual come il qiiale, la qmle , la
qual cofa; ?!r coft nel numct o del piu ne i due
generi; percioche nel neutro , non fifh nume-ro del piu i come per efempioft uederd ogni
cofa.
ESSEMVIO

Caftigliani.

DE I

B^EL^TIFI.

To/cani.

Quien dir quela uir- Chi dir che la uirtt


tud , no deuc fer non debba'effer ama

irb

LiBl{o

amada f*
No cre que hay quien lo diga,porque
qual fcra aquel que
dir, que quien po
fee la uircud no deut fer amado de EO
dos.
Yefto que digo fcuec
por efperiencia , y
. qual quiera que di
xereel contrario no
en tindelo que agora , fe ufa j ni lo
que es razn.

PISIMO

ta ^
TSlpn credo , che fara
chi lo dica y perche
chi fara quello , che
dird , che chi poffiede la uirt nm debh'ejfer amato da tut
ti i
Et cjuejlo chedico fi
uede per efpenenxa,
et qudfi uogia che
dirdH contrario,non
intendequelche ho~
ra s'ufa, ne quel che
ragioneuole,

Leggiadra'mntc s'aggiunge la uoce^ quiera ; a quefli pronomi; a quien , e a qual^ per


il mafchio, e per la fcmina ,e ala uoce que,
per il neutro, & s'ufa jpejfe uolte, &fi dice
. quien quiera; per chifi uoglia , e qual quietrZlmkti "-''I j P^^ ^"'^^ f' "oglia, c que quiera; per qual
uf. fi uoglia cofa: &ale uolte quel ,e, fi mutta n
i ,efa qui quicra : benchequejla ultima parola non s'ufa troppo, ma in uece di qula fi
mette, qual quiera cofa; ma chi la uolefe
ufare, niH per cid fartbbc hiaftmato, cerne ft
Siceffc.

DELLJ

Caftigliani.

WH^

C^S.

III

Tofcani.

Yoconqui quirame Jo con qualft uoglia ^,fcYnpiaitl


contento; qui quie cofa micontetoqual Umcc jrame baila,
fi uoglia cofa mi ba- ''''"<'"/<
Ha .
Qui quiera qu le den Qual ft uoglia cofa ,
. le parecer mucho-, che gli diate gli par
por que fe conten- rd troppo ; perciota con qual quiera che ft contenta con
cofa .
qual fi uoglia cofa.
Il reltiuo que, delquale habbiamo\parlalato yferucmolteuolteda paniceUa,& non
da reltiuo ; & qucflo difficile dadiinguc^
re, & ancora che non hahbia regola certa da
diflingucrlo , auuertirete, che quando fi tronera immediatamente doppo il uerbo , allhora
faro, particella: mafc ucrrd aUun >omefofian~
tino innan'^i, e dapoi il uerbo , a chi fi riferifce ilfoflantiuo , allhora faro, reltiuo, e parimente quando s'aggiungerd ad alcuni prono-^
mi di quei c'hahbiamo detto, i quai faranno y
aquel, que, a quella que , a quello que,
el que ; la que, lo que . comefidicciitHo,jk
(endo la particella .

113

LJBB^O

Caligliani.

TBJMO.

Tojcam.

tjfmpioii, j)J2en que efte tieni- Dicono che queflotem


4.
po es muy peligro- poemolto fertcoloo y por co no quic jo , e fercib non uor los mdicos que gliono i medid, che
nos trabajemos mu ciajfatichiamo tro^
cho.
fo.
t/oueft uede che la pardcelU , que , // non
fuo ejfer relatiuo , & ancora che uenne doppo
queljoantiuo ,mdicos, nondimeno perche il
uerho rcfia drieto, & non uenne doppo la parcella q u e , non fu relatiuo ; percioche per effer relatiuo direbbe, los mdicos, que no
quieren i er allhora quel que ,farebbe relatiuo ; comef uedera hora per ejfempto di que ,
relatiuo.
ESSEMVIO
\ o , COL

DI jQVE,
NOME,

altripronomi.

Caligliani.

t^SL^TI-

E CON

CAP.

GLI

XXFII.

Tojcanii

Que,RMlfi

uo.

Los hombres que no Chuominii che non


miran

DSLL^

Ll'i,

miran lo que lefc


pie y la s mugeres,
que no tienen confianza en la mifericordia de Dios , dificilmente le falaran.
Y a quel qnc har bue
nas obras .
Y a quclia que , haziendo lo mefmo,
confiara de la mifcricordia deDius,fa
cilmcnte fe falaran , an que cada
uno mire lo que Ic
cumple, y tornea
queloque fcra me
jor para el anima:
porque el que no
lo hiziere defpucs
fe arrepeiicira,

CUS,

iij

guardano qiiel che li


bifogna, e le domw,
che no confidano nd
la niifcricordia di
Dio , con difcoUd
fifalueranno .
t quello chefird l'opere buom .
Et queU.x che ficendo
il medeftnio ft jidera
della mifcriiordin di
Dio , fhcilmente ft
faliieranno , fi che
ognuno guardi qucl
chegli conuiene , ct
pigli quello che fard
meglio per 'anima ;
pcrcioche, quel che
non lofiird,da poi
fe ne pentird.

Totria ancor'10 aggimgere ahri ejjempi;


naparendomi che quefii per hora bajiano, O"
anco per non effer notato. di troppo lungo, ejr
prolifo^ darbfine, Sr a gli ejjempi y& anco-

VMdetti prmomi, lafciandoU reftoall'ufo;


H

114
LlBn^O
TBJM'O.
& per non lufciar ancora da dire queflo; auuertirete che in uece di qudam , che mee
Latina, i Sfagnuoli immitando forfe i Italiacieno, eci jii; dicono , cierta, periafemim , & cicr~
uftnl"""^^' to, per il mafchio , & cofi nl numero del
pi, ciertos, ciertas 5 ma nel numero del
mena s'aggiungeffeffe uolte il nome uno, &
una ; faino , che col mafchio fi perde quel
yO, de uno &fit uxi; ma non con la femita , & alcune uolte nel numero del piu, co-

comcfi uft, tos , He ciertas; ma con gli altri nomijpejjo


ton ceno, e saggiungc queflo neme uno ^(rvLna.; nslnu""'"'
mero del piu, che fu unos , & unas; & alIhora uat, comealcum , ouero certi; et daro
alcuni effempi, accioche piu fcilmentefipoffa
intendere.

Caftigliani.

Tojcani.

Ayer uino un cierto Hteri uenne certo mef


menfagero , que
fo, che portaua certraya una cierta car ta lettera.
ta.

Que con taua que cier Che narraua che certas hombres haui- ti huomini haueuano
an robado una ciet' toltouna certa cofa.
ta cofa.

DELL^ ll'Hz cas.


115
X3. cofa de ympor- d'importan-Ta ; m<t
tanda, mas no fabe non sd certo chiflacierto quien fon.
no.
Donefiuedeche quel certo diuerfo da gl't
altri, percioche quefio auwrhio & quegli
altrifono nomi, &forfe, che perfirequella
dijferenxa l'hanno aggiunto quel nome uno ,
tni fia che i mglia, che cofifi parla, <r sufa.,
IL Vl%E

DEL TIIIMO

IIMl{p,

L'OSSER V A T I O N I
DELLA

LINGVA

CASTIGLIANA,

DI M. GlOV^-tOU

MlB^njbA

L I B R O
S E C O N D O .
D E L V E R B O , ju
DEL
P A R T I C I P

DEL

Verbi in
l]U.UI Bllldi

V\BO.

^ V E N B o ftnquira
gionato ie gli articoli,
nomi, &pronomi,,hora
ragioneremo del uerbo,
per ejfer la parte piu nobtle de parlamento, per~
ciochcfen-za quella non fi
pio far pcrfetto ; diremo adunque il uerbo,
non effer altro, che una parte del parlamento,
che figmfica qualche operatione, chefa l'huomo, ouer chegli uten fhtta : fi chefignifica,o
fhr , o effer fktta qualche cofa \ la onde diremo che fon dueforti di uerbi,uno fi chiamerd

Yerbo che co

fifia.

ID.

DELLj:
Ll%; CsA S. 117
rd attiuo, etl'dtro pafiiuo ; i tempi fon cin- '^^"'f'^que, come quei de i Latini; prefente, prcteri- *'"
to imperfetto , pretrito perfetto, piu che
perfetto, e futuro, i mmeri due perjone tre, ><'' per
prima ,feconda e ter^a, i modi cinque, dimo- f""^'''""^''
ratiuo, imperatim, ottatiuo , ouer o defideratino, et congiuntiuo ouer foggiuntiuo , e jl
chiatna cof: percioche perfefteffo mente puo
finirfeti:^ aiuto del dimoflratiuo, comeft uederd negli effempi che daremo di tutti i tempi.
DELLS
RO

COT^IFG^TSIJIomy
MANIERE
CA

DE

P T O L O.

OrE

VERBI
I .

E^E maniere bauemo dier- '^'^Uintre


bi, quantunque i Latini bab- '"'"'J'^' fi
btano quattro, i quaLiji cono- ^/r.,,//;,,,^.
I fcono , ouer difnguono dagli n^xhauenia
.T,.^.,.-v-.^J i^fi^^^ti, mu fe haueremo ri- '"'<&/?fguardo alie feconde perfone , come >lamino / /^/"**
gliono, non bauemo piu di due, come ft Heder : la prima in ar, afeconda in er, la tcrxa,
in ir, dico hauendo rifguardo a gli ininiti , rna.
hauendolo alie feconde perfone, haimno due,
unamas,& l'altrain es, ma per ejjer piu fk
cilc da intendere l'hausremo a'infniiti ,efkre~
motre ,e diremo ancora alcnni uerbi di- CA~
H tij

Ii8
LIBBJO
S'ECOmj^O
fcuna; accioche megliofi pojfa intendere,
ESSEMTI

DELLS TI{E

G A T I o N I.

CAP.

COT^IVII.

DcUa prima maniera.

Caftigliani.

To/cani.

amar
andar
caminar
borrar
biicaf
dar
errar
eftar
faxar
fixar
gaftar
guerrear
guftar
herrar
holgar

amare
andar
caminare
cancellare
cercare
dar
filiare
ejfere
fkfciare
fijfare
pender
guerreggiare
gufiare
ferrare
pigliar piacere, ouero
ejfer otofo
filare
inuentare
lauare
uccidere
mirar

hilar
inucntar.
Juuar
matar

DELL^
mirar
nadar
ilamar
jugar
pelear
quebrar
quitar
remar.
robar
facar
filuar
fobrar
romar
tapar
trerquilar
trabajar
trauar
uaziar
uedar.

LI%, C^S.

i5

mirare
notare
chiamare
gocore
fhr guerra
romper, ouer crepu)
leuare
uogare,
rubare
cauare
fubbiare
auan'^^re
pigliare
coprire
tofare
trauagliare
incatenare
uodare
prohibir
Della feconda maniera.

barrer
beucr
correr
coger
dcuer
comer

Jpa-x^are
beuere
correr
cogliere
eJJ'er debitare
mangiare
H iit

lio

LlBI{p SECO'il^D

ecogcr
cnuegecer
fallecer
fenecer
guarecer
guarnecer
hazer
hender
leer
lloucr
niouer
nial querer
merecer
nacer
obedecer
ofrecer
oler
pa capad cccr
querer
raer
reprehender
abcr
taer
tener
cerner
torcer
trahcr

eleggere
inuecchicire
mancare
finir
guarir
fornire
fare
sfendere
leggere
piouere
muouere
uoler male
meritare
nafcere
obedire
offerire
adorare
pafcere
patire

uolcre
radere
rifrendere
faperc
Jonare
bauere, ouerpojiedere.
bauer paura
florcerc
portare
ucr

.
\
\
<
f

DELLJi
uer
umedccerfe
uencer
uender
poner
Icr

LI 71. Ci4.S.
uedere
bagnarft
uincere
uendere
forre
ejfere

I2X

Helia ter'za,.
abrir
bmir
afir
bruir
cumplir

aprtre
uiuere
figliare
bruir
compire,ouer far il de^
hito,
cubrir
cofrirc
dezir
dir
dcrpedir, ouer dcfpc-<r licen^a ,ouer tHor
diTc ,
la.
elegir
eleggere
fingir
fingere
freyr
fi-igere
'
gemir
gemmere, ouerfojhira'
re ,
guarir
guarir
herir
ferire
huyr
fuggire
hundir
fondere

12

ynftruir
luzir
medir
morir
oyr
parir
pedir
pudrrrc
rcdemir
reir
regir
faJir
ubir
fufrir
teir
uenir
uir
ueftir.

lIBBJi

SE COTUDO
gire
infiruire
lucere
mifurare
morir
udire
partorire
adimandare
futrefarfi
redimere
gridare, ouerfar (uim
flione
reggere
ufcire
/alire
foportare
fingere
uenire
metiere infierne
ueflire

Ma perche li Spagnmli non pojjbno COS fcilmente elprimere l'attione, ouer pafiione,con
una parola, hanno tolto due uerhi per aiutarfi
l'uno cheferue all'attiua , che hauer , ^ il
medeftmo in Italiano y<rla pafnua fer, che
in Italiano ejfer: benche del uerbo hauer,
nonft fertionoife non i ne i preteriti, & per
fefolo

fefplo , il uerbo hauer, ha altra fignificatiom


contefi uederd yfi che hauendo dibiftgno quefti due uerbi, per la coniugttone d'altri [ara
neceffario congiugargU prima al mancOtil uer"
bo hauer, che dellafeconda.
F^P.I^TIOXE
HAVR.

DELFEI^BO
C A P T O L O.

IIJ.

Ma , per che medeftmo,{cT,nonftpuo cottgiugare ancorafeti'za il uerbo, hauer, mi ha


parfo prima uariare il uerbo hauer, ilqmle
fi uan in quefio modo.
delmeno.

Caliglian.
yo, he
tu has
aquel ha

Tofiani.
ha
hai
qv.ello ha
delptu .

haucmos
habbiamo
haueys
hauete
han.
hanno .
Et auuerttte che quele tre perfone yo , m.

124
LIBELO SECOVJDO
a quel, del meno, & nofotros , uofotroj, a
judos, del piu fempre sintendono fen%a che
hamo a riferirlo ogniuolta.
7{ell'imperfeito.
delmem ^
I.hauia
2. hauias
j . hauia.

X.haueuA
a. haueiii
3. haueua.
del piu .

hauiamos
hauiadcs
hauian.

haueutmo
haueuatc
haueuano
ferfetto.

1. huuc
2. huuiltc
5, huuo .

hiuiimos
luuuftes
huuieron <

I.hebbi
2. hauei
J. hebbe .
del pin.
hauemo
hauefii
hebhera
Tin

Tiu che perfetto.

Tofi
cam.

Caligian
hauia
hauido.
2. hauias
hauido.
9. hauia
hauido.

bauem
hauuto.
haueui
hauuto,
haueua
hauuto.
delpiu.

hauiamos
hauido
hauiades
hauido
hauian
hauido.

haueuamo
hauuto,
haueuate
hauuto.
haueuam
hauuto.
Vauuenire.

Caftigliani.

ToJcAni
del meno.

i.hau

hauero, hauro

126
j.liauras
5. haur.

LIBREO SECOT^IDO
haurat, & hauerat
haurd, & haaera
del pu.
haueremo hauremo
hauerete haurete
haucranno, hatiramo,

%. haurcmos
a, haureys
^. hauran.

L'imperatino piglia del uerbo tener ,che


slfuo equiualmte. Seguita il defideratim.
Modo defderatiuo.
Trefente.
delmeno.

Caligli am

Tojcani.

o fi yo humefc
tuhuuiefes
aquelhuuiefe.

ofeiohauefii
mbduefii
queUo hauejje.
delpiu.

nofotros huuiefemos
uoftrs huuiefedc

mi hauefimo
ttoi hauefie
a quel'

quellos huuieTen

quegli haueffero.

Imperfetto.
o yo huuiera
tuhuuieras
aquel huuiera.
nofotros huuicramos
uofotros huuieradcs
a quellos huuieran
perfettQ.
delmeno.

Caftigliani.

Tojcani.

o f\ yo huuicfe ,y hu- ofeio hauejje hauuo


uiera hauido
tu huuiefes y huuic- tu hauefiihauuto
ras hauido,
s quel huuiecj/hu- queUo hauejfehauntOj
uiera hauido
delpiu.
nos huuicfemos. y hu noi hauere'fiimo hautt
uieramos hauido , o ,

lig
LIBIDO
SECOTiBO.
uos huuiefedes y hu- uoi hauefii hauuta
uierades hauido,
aquellos huuiefen)/ quei hauejjero hauuta
huuieran hauido.
Il futuro come quel del indicatim.
Soggiuntiuo,
Trefente.

como ^0 haya
lu ha)/as
a quel haj

del mena.
c^e zo habbia
tu habbi
queo habbia ;
delpiu.

nos hayamos
uos hajiays
a quellos ha^yan.

mi habbiamo
uoi habbiate
queglibabbiano,

Treterito im^erfetto.
Delmeno.
cmo );o huuieTe
che io haueje
tu h u ui ees,
tu hanejii,
t quel

a quel huuicfe

queUo haneff:,

DEL

TIF.

nofotros huuicflcmos noibaHcjm


uofotros huuicledcs uoihaueli
aquellus huuiel'en
quci haucfjerOy

TEBJETl'O.

Cafligliani.

Tofcani.

como yo huicrc ha- Che iohauejfe hauu"


uido ,
to,
tu huuicles hauido tu h^iueji bauito,
a quel huuiel'e haui- mllo hauejje hauudo,
to,
nos huuicTcmos haui iwi bnuefiimo hauHdo,
to,
uos huuielTcdcs haui- uoi bauejlehauuto.
do,
a quellos huuicTen quei hauejfero hautehauido.
to .
ll futuro , come quel de'indicatiuo.
'infinito.
haiier
haucr hauido,

hauere
hauere hauuto,

ijo

LIBBJ)

fer para hauer

SSCO'lsiDO
ejfer per hauere, o per
douer hauere.

Ma auuertinte di queflo ucrbo hauer, che


Aiiertimento ij qaefla Uariationefipiglia molte uolte per il
jjur aba ^^j,^ tener, &accochc fappiatedifcemerc,
auuer trete che qmndo il detto uerbo uiene in
compagnia d'uraltro , come ,yo he amado, ha
uia amado , haure amado; c'* atri fimili,
allhora ual come in Tofcano, ho amato , haueueua amato,bauer amato, & altri; ma fe
uiene folo, (enT^ appoggiarfi ad altro uerbo ;
allhora nclle prime, <' feconde pcrfone di tutti imodi, ualcr tanto , come il uerbo tener,
che in Tofcano uol dir hauer, quando uiene foVduerfercf lo >' ma nelk ter%e perforw uol dir efferci qualfere; e come che Cofd , ^T V/l luOgO di qiicl cTcr ,ft

> tana.

dcC

hz-

^^^^. ^ ^^^ fenza intelligeri'z^a di ^erjona alcuna,


come ancora in Tofcano , & nell'indicatiuo,
fu ,Iiai delprefcnte ,nell'imperfetto ,ha.uiz,nel
perfetto ,huuo ; nel futuro haura ,il comandatiuo non l'ha, nel primo del defideratiuo, o (\
Iiuuicllc, nelfecondojO . huuiera , nelTultimo, oCi haura , er cofi nel foggiuntiuo, infinito, hauer , come il pajjato, fi chefi puo
dir uerbo imperjnale; ma perche potrebbe effer difficik ad intender fen-^a effempi, effendo cofa tanto importante alia noftra lingua,,
darb

daro dcuni ejjempi; accioche meglio f poffa


intendere,

Caligliani.

Tofiant.

donde no hai uerguen doue non uergogna, jfem,io dd


ga , ni relpelo, no ne ripetto,nonfifa- fcrhobmer,
haura uii-td,);don rauirt, edone non f"''^JI"'^de no huuo u irtud fu uirt, 7ion ui pub
no pudo haucr bue e[ere opera buona .
na obra.
Et 'il medefmo far parlando nel numera
del piH, dicendo.

Caligliani.

Tojcani.

aquiha}' quatropal- qiii fono qnattro paU


mos , y all no liay tn't, eini non c niennada, p q u i huuo^ te, & qimi t fu~
el otro da tres luV rono l'altro di tre
bres ; mu^ doctos huomini moltodotti;
que hxy de nucuo; chect di nuoiio i
JEt altri fmili a quefli; ma auuertirete an- ij_^y p.ijg
cora, che quel che in Tofcano uuoldirpropria- fiunfiznip
mente, haue r, in Spagmolo fi dice per il uerbo ^"""^'" "tener, che per uia dipoJfeJionc, comefi di- ' '"*''^'

1J2
LIB\0
SECOI^DQ
cefiimo in Tofcano , io non ho mente; in Spagmolo fi direhbe , yo no tengo naca, o cofi
haueua ; tenia, hebbe , tuuo, &' altrifimili
come tieUa uariatione del uerho tenerfiuederd 3 & qneflo slntende, come ho dctto,quan^
do detto uerho haiicr,uknefolo: perche guando uiene per aiuto d'altro uerho, fempre fignifi
ca una cofa.
y ^B^I^TIOVJ
,SER,

DEL
P E R

VE\B^B0

S S E R E .

Tempo prefente del^ dimoftratiuo.

Cafti^liani.
tofi)no,
tufei,
queW

yo ioy
tu eres
aqueles.
DEL
tos fomos
nos foys
a qucllos fon.

TIF.
fiamo, fete
fiete,
fono.

Etfempre s'intenderanno queUeperfone,fen


T^ dirli piu, ma infuo luogo metterento prima,
feconda, e ter%a.-
Taato

Taffato imperfetto.
DEL

Caligliani,

M E

V^O.

Tojcani.

I.j/oera
2. eras
^ . era

10 era
eri
era.
DEL

eramos
erades
eran.
V^S^TO

TIF.
erammo
eramte
erano .
FI'>{^!TO.

i.yo fui, he huuc i- fui, fono Lito.


do,
3. fuiftc , h:xsyhuuifcstt,fi/li, fei flato,
lc (ido.
5. fue, ha, y huuo hdo.
/ , ct flato.
D L
j . fuimos, hauc/nos,

TIF.
fumo,

/ ii

1^4
LIBBJO S ECO'NiDO
y huuimos fido.' fiamo atiy
2. fuiftes hzntys, y fofle, fete ati ^
huuiftesfido
j . fueron, han y hu- furo, fonoflat
uicron ido.
TaJJato piu che finito.
Delmeno.

Cafiigliani.

Tojcani

! yo hauia fido
a. hauiasido
. hauia ido.

era flato
enflato
era flato.
Del-piu.

hauiamos fido
hauiadcs fido,
hauianido.

erammoflati y
erauate flati
eranoflati.

Tempo da uenire.
Bel menO
j.yo fer
3. feras

faro
farai^

3 . fe-

^fera.

Jara.
delpi.

feremos.
fercys

faremo,
[arete

fern.

faranno.
Trefente del comandare.
Delmeno.

Caligliani.

Tojcani.

2, fe tu, ofcytu,
j . fea aquel

/' tu ,
fiaqitdlo.
Del pin.

1. fe amos nos
2. fcd uos,
3. fean aquellos .

fiamonoi.
fate uoi,
fumo quegli.

Tempoprefente,et imperfetto del defideratino,


Delmeno.
1, o yo fueflcjfuera, o fe io foJfe, farei
1 iiij

J^6
LIB \0
SECOli^DO
2. tu fueks, fueras ,
tufofii,farefli,
. a quel ueirc, fuera, quelfof[e farebbe.
DEL

T T r.

r. noforros fuelcmos mi fofiimo ,farefiimo


furamos
2. uofotfos fueedes uoi foe, farefle,
ucradt's ,
5.a quclls fucTcn, quci fofjerojfarcbbo'ucran .
no.
Tempo paffato finito , <& fin che finito.
D S L

M E TS^O.

1. o fi yo huuieirc, y
huuicra fico.
a. huuicll's, y huuie
ras fido.
5. huuicllc , y huuie
ra iido.
D e L

foi fardilato

:fofii,fareiflato,
fofie farebbe ato,

T I r.

i. huuicirmos,huuie fojiimo , firefiimoflii


ramos lid o
ti,
a. huuiclledcshuuie
foefarades

radcs fido ,
. huuiellen . huuieran do.
TEMVO

DJ

DEL

Cafligliani.
1. oxala^yofea
2. tu feas
j , a qucl fea
D S L

Caligi iani.
I. fea ni os
2.ll-:ys
j . cau

rejleflati,
fojfero,farebbonofla'
ti.
VSVJ\S.

ME

"J^O.

Tojcani.
io ftz
tu s:j
quelfia.
V I

r.

To/cam.
fhimo
fate

fuo,

Qjujia pa-roLi oxalA , v piu prcjlo morefca


chealtraiy;cnte , >!tented,nieno m Sp^igna s'ufa
communanintc , &uuoldir qutl cbcmTofca
no Dio'luolefJ'c, o maguri; &fcmpre s'a'^^iugnc ddefidcr.iiii'.o ; I prefinte, QT mpcrfctta
dci0ggimtino, come qutl del dcfderaiiuo.

1^8

LIBBJO

SCOT^DO

Tempo pajfato perfetto delfoggimiuo .


Del meno.

Caftigliani.

To/cani.

1. como_yo haj/aiido, concioftacofa che iofia


flato
2. tu hajas ldo
tu sijflato.
3. a quel haya ldo.
queofiaflato.
Del p tu.

Caftigliani.

Tojcani.

I. nofotros hayamos mi fiama ftati


do.
a.uofocros hayajsfi- uoifateflati.
do,
3. a quellos ha_yan i- quegli fiano flati,
do.
reipo da uenire.
Del meno.
I. como JO fcrc, fuere, come io faro, faro flx
yhaure

y haure do ,
to .
1, tu fe ras , fueres, tu farA^farai flato.
y hauras fido
j . a quel fera, fuere, quelfard fard flato.
y haura fido
Del piu,

Caligliani.

To/cani.

, nofotros, feremos toifaremojaremo S4


furemos , haure- ti i
mos fido.
a. fereys, fuerdes, y uoifarete, farete flahaureys
fido,
ti,
j . fcran fueren, y ha- queifaranno faranm
uran fido.
flati.
I altri tempi tutti fono fimili al defideratiUQt
Tempoprefente del modo ififimto
& pajfato.
Trefeme.
fcr
haucr ido,

effere
Delpajjato,
ejjer flato.

I40

LIBBJ)

SECOTs^DO

D.d

FETlin^E.

hauer de fer; ellar


por f^l.

hauer da ejjerc; hauer


ad cjjere; douer efjere, effere, per efere.

St f]ui aunertirete, che il ucrbo fer, non ft~


gnificafempn- quelche in lingua Italiana, per
Auntiment ciochc fe iion che ftgnifica la ejfentia della co
col ucrbo, Ja, come dir c buono, catt iuo, chefignifica
^"'
qualita di qudcbe cofa , ahora fi diraben in
Cafligiano .
, es Bueno , es malo, es tuerto, era coxOjfuc
TcMor uerbo r

/.y/zAordo.
(hefigmfichi Et altYi finiH , i quali come fi uede et nel~
tuna c :n l'aitra lig;a,d.i ad mtendere la qualitii d'alcHiiu cofa , co, che in quella cofa fia
alcMna qn.lita ; mafcf uorra mtendcre effert.
in qualche ///'K^O , allhora non suferd in alcun
modo in Cdstigii.uij , dal ucrbo fer, fe non dal
uerbo elar, // (u.ej-k ?iel frefcnte del dimoiratiuo .
yo clo)', u cftas , a qucl ella.

D EL

VI

y.

clanjos , cl-a)'S , aftan .


2t coft l'imperfem.
eaia , cibuas, cftaua.

tLlU
LlJl.
CAS.
clauamos elauades, eftauan .

141

cluue , eftuuifte, eftuuo, eftuuimos .


eftuuiftes, eluuieron,
I-t cofigli dtri col ucrho, hauer, come.
he eftado, has eiado, ha eiado, hauemos , eftado , hauc)is eftado^, han eftado,
e'-jhuuieraftado , huuifras eado, huuie
ramosertado, huuicrades eftado, huiiieran eftado,
Et accioche nieglio sintenda quel che ho det f-fimpo dd
to, dar6 alcuni cjfemfi done fi uedera , che "''''"' 'f'"'.>
quando fi dird ejjere in qualche luogo, bil'og7ia J,,i^^^
femare fkrlo per iluerbo cftar, &ncn fer.
CU ejfempi faranno qucU .

Caligliiani.

To/cani,

Yo cftojy en mi cafa, lo fon in cafa mia , e^


y tu cftas en la tu- tu fei nella tua , &
ya, y quado yo efta quando io era in I\oua en Roma , cfta- ma erano moltt Car~
uan muchos Carde dinali , & dapoi fu
nales , y dcpucs c la l'lmbafciator Fri
ftuuo alli cmbaxa- cefco di Fargas, col
dor Frcico de Var quale 10 Hetti, &

14 LIBBJ) SSC
O'^po
gas, coa el qual^o & non fonoflatodci
eftuue i y no he poiin qua con altro;
ftado depues a ca ^ ft io fojfe ancora
con otro j'y i yo in ]\oma uno altra
eluuieraen Roma anno^ hauerei fhtto
-otro ao', hiziera bene.
bien.
Pondecftala prucen Doue la pruden":^,
cia, ay ea la uir- iui la uirt ,& do
tud , y donde cfta ue la uirtu c la t~
la uirtud , ea ia peranx^ ^t doue
temperantia jj/ don la temperan'^, U
de ela la tempe- quiete.
randa efta la quietud.
No efta en cafa ; no l<lon in cafa <' no, J-pues , donde cfta > dmque doue e f in
eftaenJapla^ajtnas pia-x^ , ma preo
prefto ctara Sea- fard in cafa ,
i'a,

'

che cofaft(t Ciahabbiamo ueduto (credo) hen diftinta Herb faf mente la natura di quejlidue er' hauer, ^
/>!>.
effere ; de i quali [uno ci ferue nell'attiua [di
tutti i uerhi, & l'altro che er, neapafiiua
imo , che la pafiiua noflra non altro, che L
uerbo 'er, col participio di quel iierbo , che uogliamo dar ad intendere., & percio non faroi
necejjario

DELL^
Lili. CUS. 143
necejjario uariar la pajiiua, infierne con l'atm, foi che habhiamo gid ueduto il uerbo fer,
uariato, & il participo cofafacile da intendere , del quale diremo al feto luogo , per
hora uariaremo l'attiua di tutte tre le coniugationi; accioche s'intendano fcilmente , &
per quefto torremo i tre uerbi communi, che
faranno amar, dellaprimakci: della feconda ,
oyr , della ter'7^ .
TBJMJ:

CO'HjVG^TIOJiS

S T I G L I A N A j E
C A p I r O LO.

Temp prefente del dimojiratiuo


Delmeno.

Caftigliani.

Tojcani

yo amo
tu amas
a i^ucl ama.

io amo
tuami
fuello ama.
Del pif.

nos amamos
uos amays

CU-

TOSCANA.
////.

noiamiamo
mt amate

144
LIBBJ)
a queilos aman.

SSCOT^DO
quei amano .

Taffato imperfetto ,
DEL

ME

1^0,

amana
amauas

amaua,
amaui

ainaua.

amana .
DE L

T I F.

amauamos
amauamo
amauades
amnate
ftmauan .
amauano.
Tempe pajjato perfetto.
DEL

M 11.0.

1. yo ame, he y huue amai, c hebbi ama


amado .
to.
2. tu amarte , has, y amafli, hai, & haue
humftc amado f; amato
j . a quel, am ha y amo ha et hebbe ama
huuo amado,
(o.

Del

DELL^

LI%
DEL

CJt

I4S

TIF.

I . amamos, hauem os
y huuimos amado,
a. amafies, haueis hu
uiles amado.
3. amaron, hanjr huuieron amado.

-amafno ,hauemo,
habbiamo amato .
amafiehaUetef"ha
ueftc amato ,
amarono,hanno,t beh
bero amato .

TUSSUTO

CHE

TIF
DEL

hauia amado ,
hauias apiado,
hauia amado.

FlTi^ITO*

MET^O.

haueua amato
hctueui amato,
haueua amato.

DEL
TIF.
Iiauiamos amado
haucuamo amat
hauades amado
haueuite amato
hauian amado.
haueuano amato,
TEMTO
DEL
iamar

DU

FETilFj:.

MET^O.
rntri

'
K

i^6
amars
amar.

LIB^iO

SECOl^DO
amerai
amera

D I
amaremos
amareis
amarn.
BSL

T 1 V,
amaremo
amarete
ameranno.

MODO
I L

DSL

COM^T^D^BJ

P R E S E N T E .
CAPITOLO.

DEL

Caftigliani.
1. ama tu
5. ame a quel.
DSL
amemos nofotros
amad uo forros
amen a quellos.

f.

US

V^O.

Tofiam.
ama tu
ami )cueUo,
V I

V.

amiamo not
amate mi
amino que^U.

ll tempoda uenire di ijueflo modo, nonio


metteremo, quip,erejjer Jempre fmilea quel_
di uenire

b 1 l i a Li m cOS.
147
di uenire del dimofiratiuo.
l^afeconda perfona del piu cogli articolijo
los Ja hs-.jicl d/i pone dapoi del I, comedir a
maldo,amuldos,meglio che arnadio auiadlps,
f ilmedefimo dtco di tutte tre le coniugationi.

'

' '

TEMTO TB^ESeVTE:,
l-ETTO

DEL

T I V O.

eT.IMTSBc

D E S i n E R A

VI.

CAP;.

D S L ME

Cafligiani.

HV;

X0

Tojcani.

oxala yo amafie ama- amafil ,amereL


ha j./y amara
tu amafes , amanas amafil, atnarefli,
y amaras.
a quc amafie amara^ am^^fe, amerebhe.
y amara.

DEI

Caftigliani.

TI

V.

Tojcani.

amaTemos , amara- amafiimo , amrente


aios , j amaramos ?j,
K ij

t4S
LIBKO
SECOT^DO.
amatedcs, amariades amafie, amerejle,
y amarades
tmalen , amaran, jr amaJJero,amerehb9'
amacan.
no.
TEMTO

T^SS^TO

B T P I V C H E
CAP

FITilTO,

F I N I T O .

I ToLo.

FII.

Delmeno.

Caftigliani.

Tojcani,

o fi^o huuieTe, j> hu- f>aucji,hauret anta-'


uiera amado
to
huuiecs,y huuicras haueji,haurejli ama
amado,
to,
huuieTe humera ama haueffe,haurebbeado.
mato.
Del piu.
liuueTemos huuiera
mos amado
huuicllcdes huuierades amado,
huuicTen huuieran
4mado.
^

hauefiimOt hauerefii'
mo amato].
haueeMorete ama
o,
hanejfero, haurchbe- ^
roamato.
Tempo'

)ELLU
TEMT

Ll'H.
O DU

DEL

Caligliani.
oxala yo ame

CJtS,

J4S>

VE'HIA,^^

MEVJO'

TofcanL
tiio uoglia , (hio amig
et ame,
tuami
queUo ame , et ami.

mames
t quel a me.
DEL
fiofotroj amemos
uorotros amis
4. quellos amen.

Vir.
mi amiamo
uoiamiate
quegli amino.

SOGGIO'H.TiyO.
Terche il prefente delfoggiuntiuo, et tim'
perfctto y e'l ftu chefinito,fono il medeftma
con quei del defideratiuo , in tutte le tre
(oniugationi, qui in que/lo tempo
Monfard neceffarw mettergli :ft non il paffats,
finitOi f qael da
. mnirs.

f^Q

tB^O

SSCOTUDO

'Tajfato ^erfetto delfoggiuntim.


comojyo ha);a amado
tu haj'as:amaclo
aqucihaya amado .
->

come io habbia afna~


tu habhi amato, "
qucllo habbia ama-^

D E L

t o .

'

-P 1 V,

hayamos amado
hayis amado ,
hajian amado .

hahhiamo amato
habbiate amato
habbctno amato

Tcmpodauenire, del foggiuntiuo.


DEL

M S Ji^O.

Caligliani.
como yo amare, hiiuierc, y haurc ama
do,
adiares , huuiercs, y
hauras amado.
amare huuicrc,y haur amado.
,

Tofcani..
come io amet-dhauer amato,
amerai, hauerai ama
to;
amerd, hauerd amaO.

D E L T I

' Cafligliani.

y.

Tofiani.

-amaremos, huuicrc- ameremo, haueren


mos , y hauremos amato.
amado
-maredes , hunierc- amrete hauereteac&,y haureys amato^
mado,
amaren, huuieren, y ameranno,hauranna
hauran amado .
amato .
La uoce ,amarc , amares , amare, e molto
ufata nella ncflra l'mgm , & fi fotrd formar
dalfajfatoperfetto on, i?i c, come ,amaron ,
amare; leyeron, lejcre;;' c/fempi di quefii
tempi, fi trouara, ne futura de i uerbi irre
golari.
T^MTO
*mar.

TI{^ESET<jrE.

TEMT?0 D^
laaucr de amat

amare.

rsnjKE'
kanere ad amare

tl$2 JLIBIIO
fcr por amar
cftar por amar

SeCOT^Dp
ejftre ad amare
ejffere per amare.

Delta pafiua, come habbiamo detto , pK


(er partuolarmente , col participio daremo
., t^empio aliuhimo ;fegitua lajcconda congii*^
gationc, cheinicc in t r , 'infinita
TEMTO Tlir.SS7iT
DSL DIHO'
firatiuo della Jcconda perfona *
DEL

MET^O,

Caligliani.

ToJcanL

yo Ico
tu Ices
a qucl J ce.

ioleggo
tu le^i
^mi legge
DEL

nofocros Icemos
uos Iccis
a quclios Icen.

Tjy.
noi leggiama
milcggcte^
quei ieggona, _.\

Temp


r^ATO V^SS^TO

IMTEI{FETTO,

Delmeno,

Caigliani.

Tofcani
Itggem
leggeui.
leggem^

2. le/as
ley'a

'Delp'm.
leyamo,
Icvades
leyan.
TIMVO

leggeuamo
leggeute
leggeuano.
VaSSUTO

TEBjeTTO,

Del meno:
Caligliani.

Tojcant.

i. ley, he, huue ley- lefii, ho, hehbi let"


do,
to,
%. Icyfte, has, huui- Icggei, bai, bauefU
lclcydo.
letti*
. .

;1?4
I-ISE,p SECO'HDO
ley, ha huuo, ley e/]e, ha, hebbe kt~
'.do.
.
-

Delp'm.
leymos, hauemos hu- leggemo, hauemOihab
uimos lc7do,
biaffo letto ,
leyftcs , haueys huui- leggejle, hauete, baes leydo
(csle letto ,
leyeron , han huiiie- k(Jcro , hanno , hebron leydo.
htro letto .
T^SS^TO

Tlr

CHE

FlTilTO^

Del meno .
.Caligliani.
hauia Icydo
hauias leydo
hauia leydo.

Tojcani.
haueua letto
hauetii letto
hauenaletto ,

Delpiti.
hauiamos leydo
: hauiades leydo
bauianleido.

haueuamo letto,
haueudte letto .
hmeuanoktto.

Temp

DtlLJ.
TEMTO

LIT^ CjiS.

iss

DA VE'HI-P^E,

Del meno:
Cafligliani.

To/cani.

leerc
leers
leer

leggerb
leggera
leggerd.

Delp'm.
leggeremo.
legggerete
leggerarmo

leeremos
Icereys
leern.

TEMTO T\ESE1SITS
DI

DEL MODO

OMMNOARE.

Del meno .
Caftigliani.

Tojcani.

lee til
lea'a^uel.

^ggit>
kggaqueo.

Jj/S

LlBKOSSCOn^DO

Del pin .
leamos nofotros
IccJuofotros
han, a qucilos .
TEMTO

le^iamo mi
Icggetcuoi ,
leggam quegli,

TlESET^Te,

SATO

ET

i M P E R F t T T O

D i S I Z J E R A T I

V^SOfiL

VO.

Dd nmio.
Caftigliani.

Tofcani.

o yo IcycTc, leera ofcio leggefi, legge


y leyera ,
rei,
Icyclcs, ktriasicyc le^efii, leggeresi,
1.1-;,

IcycTc Jtciia, leycr.i.

leggejfe , Ic^ercbbe.

Del phlU.
Icycrcmosjlecriamos^ UggefiimQ , leggerem

D E I I . ' L1J{. CUS.

157

kyefcdes, Iceriadcs, leggee, Uggcree^


leycradcs.
leyefcn, Iserian , le- leggejjero, Itggerehbd
ycran.
no.

TUSSUTO

FIT^ITO
CHE

, ET

TIV

F I N I T O .

Del meti.

Cafligliani.

Tofiam.

o i yo huuicTe , hu- xtHf/i, hiurei letuicra Icydo


tn,
huuicTcs , huuicras, haucfti, haitrejlt letIcycio .
to ,
hiuiielc , huuicn icy h.iucije , hauvcbbc let
do.
to .

DcipiU.
hauicTcmos huuiera- hJKcJ^imo , haure/Si'
moslcvdo.
wjlctto,
huuiclcdes , huuic- haucjic , hauorcjic (t
radcs Icvdo ,
to ,
huuicfcn , huuicr.in" huufjfryo, hawcbbolevdo .
o Ictto.

158

LIBIDO

TEMTO

SECOT>ID'0

DA

vnVJT^E,

Del meno .
Cafljgliani.

To/cani,

ox.ilyolea

Dio iioglia, cFio leg-

tu leas
aquel lea

. iu legga , & leggip .


, -tuello legga ^

Del piu.
nofotros leamos
uofotros leis
a quellos lean ,

>

mi leggiamo
uoileggiate,
quci tcggano.

SOGGIVJiTIVO.
Tempo pajfato perfetto.

Del meno.
Caligliaui.

To/cani.

como yo haya ley do, comi habbia km ,


tu

tu hayas leydo ,
a t^uel haya leydo.

tu babbi letto,
quell'habbia letto,

Delpiti,
hayamos ]eydo,
hayis leydo,
hayan leydo.
TEUTO

habbiamo letto,
habbiate letto .
habbianoletto,
D^

'
\

FEnjK^*

Deimem.
Caligliani.

Tofcanu

como yo Icvcre hu- come ioleggcrh, &>


ilicrc, y haurc leybauro letto.
do ,
leyeres, huuicrcs, ha Icggcrai, & hauerat
liras leydo .
letto
leyere huuicrCj V ha- Icggcra , &haierd
ura leydo.
letto.

Del pin.
leyreraos , huuierc^ leggeremohmeremo
vaos haureraos leydo letto .

l6o
LIB RO
seCOTiDO
lcyeredcs,huuicredes lpete Murete let
ha^ureis leydo ,
o .
leyeren,huuieren ha- leggeranm , haueran
uran leydo. _
noletto.

Jeer. ^

leggere.

T^SSJTO
CHE

fjauer leydo.

Cafligiani.
hauer de leer
fcr para leer,
cfur para Iter.

FinjTO,

ST TIF

F I N I T O .

hatier leo.

Tojcani,
Dotter ciere ^
hauere a leggere
effere fer leggere

Di quefia 2,congiugatione,per hora non dir


MO altro;perchequei chefaranno irregolari,
cio chenonfegititeranno quefie congiugationi,
le mctteremo aWultimo ihor fcguita la terxfi
^ongiugdtione, l quale finifce I'infinito in ir,
tomejcnit, dezi, oyr, norir, parir,- d
i qmli

ELLj:
LI'l. cas.
i^i-,
i quali non/i puo dar regola certa, nel prefente
del dimoratiuo ; perche alcuni finifcono iti,
go, come, oygo, digo, uengo ; & altri non
finifcono, come , muero paro, & altri fimili^
hora torrerno per effere piu conmune il uerbo joyr.

TEWPO

T\SET<IJ'E

DEL D J*

M O ' S T R A T I V O ,

Del meno .

Cafligliaui.
yo oygo
tu oyes
aquel oye.

Tfiani.
ioodo,
tu odi,
quelloode,

Del piu.
nofotros oymos " noiudiamo^
uoforrosoys,
uoiudite,
a quellos oyen. quegliodono.

"-^ .

l6x

IIB^O SECOV^DO

p^SSarO

IMTESJETTO.

DelmenO
Caftigiani,

To/cani.

1. oya
2. oyas

udiua,
udiuij
Ttdiua.

Delpm.
udiuamOi
udiuate,
udiuano>

oyamos
oyades
ovan.
TUSS^TO

T?EI{_FETT0.

Dclmmo,
Caftigliani.

To/cani,

6y,he, hiiue,oydo , ttdt^hohebbi udito,


o'ylc,has,huuifte oy- udifii hai, hauefiiudo,
ito.

oy , ha huno, oydo. udi, ha , hebbe udi'


to.

DelpfU,
oymos, hallemos huuimos oydo .
oyftes hauey, huuiftes oydo,
fie
oyeron, han huuieron oydo

udimo,habbiamo ha
uemo. udito:
udifle^ hauete ,haueudito.
udironoJjannOiheb~^
bero udito. .
j

TUSSUTO

[CHS

Tiy

FIT^ITO.

Del meno.
Cafliglian .

Tojcani.

haua oydo,
hauias oydo
hauia oydo.

haueua udito ,
haueui udito ,
haueua udito.

Delpk.
hauiamos oydo
hauiades oydo
hauian oydo,

haueuamo udito
haueuate udito,
haueuam udito.
L

as-

164

LIBKO

TEMTO

SECTi^D^
D-^

VEVJP^E.

Del mena.
Caligliani.

To/cani,
, udiro
udiraiy
udird.

oyr
oyrs
oyr.

Delpiu.
udirema
udirete
udiranno

oyremos
oyreys
oyran.
TeMTO

TliESETsTg
DI

DSL

MOBO

C O M M A. N D AR B .

Delmeno.
Cafligliani.

To/cani,

a. oye TU
. oyga a quel

vdi tu '
'oda quello \
OVfZ

Del pita,

oygamoSyOyd ,oygan

udiamo, uditeodano, t'mpirati.


'

,, ,

,.

rt

uocon lae
satione non

_. Qttandoueld negatione m uece di queno ,fipge^^a


fi mette il prefenie del foggiuntiuo, come no m uece di
oygas, no oyga; no oygamos, no oygas., 9"^"''' ^'"/^
nobygan ; & coftnell'altrecongiugatwn ' ^^ "W*^
TEM^O. TiESSIiTE
, ST T ^ SSATO

I M P E R F E T T O

DES

DEL

IDERATIVO.

Del mem
Caftigliani.

Tofiani.

o fi yo oyTc, oye- ' ^difii, udirei,


ra,
oycTes, oyeras
, udifii, udirefie,
o yeTe, oyera.
udijfe udirebbe,

L iii

SSiJ

1^6
%' '

lIBJ{p

SE COTUDO

'

Del piu.
oyeTemos', oyeramos,
o yeTedcs , oyerades
oyeTen , oyeran.
TEMTO

udiJr^Oj udiremmo,
udijle, udirejle,
udijjero, udirehbono.

T^SS^TO
P I V

C H E

DEL

Cafliglani.

FIlSiITO,ST
F I N I T O ,

M S ISl^^O.

To/cani.

oxala, yo huuiefe, y mlejfelddio , che io


huuiera oydo
haud(iiha{iret udito,
hutiielTcs,y huueras hauejiijjaurejii udi~
oydo,
to,
huuieTc, y huuiera , haueIJe haurebhe hdi
oydo.
to.
D E L

T I F.

huuieemos, y hu- haucfiimo,hakreflimo


uieramos oydo,
udito.
huuief-

HELIJ lT^ cas.


i6j
huuieedes; y huuie- hauefiei haurefie udiradesoydo,
fo.
huuieTen, y huui eran haueftero, haurehbopydo.

no udito.

TEMTO

D\/

FET^IIiS.

D L ME "KO.

Caftigiiani.

Tofcani.

ya , oucr, yga,
yas, oygas,
ya, oyga.

oda
oda, & odt
oda.

D E 1
oyamQs, oygamos,
oyavs, oygays
oyan, oygan.

vei

Q</f4 prl.
mctnom'uja
tro>j.

TIF.
udiamo
lidate i

odano ,

soGCiFXTiro.
Tempo fajjato finito.
DEL

ME'HJ).

orno, yo haya oydo, come io hahbia udito,

ig5-

168
iJBl^O-y-COT^X)
hayas oydo,
hahbiuditOr,
haya oydo.
habbia udito.
DEL
hayamos oydo,
hayis oydo,
hayan oydo.
TEMTO

'

TIF.

, - hahbiumo udttort
habbiate udito ,
\hahbianccudito.
1>^ VE'njVi^E-.

DEL ME,1S10,

Caftigliani.

.-)
-

.:

Tojcani.

como yo oyre,huuie $,om.eio udiro, haue~


re y hauue oydo
ro udito .
oyeres, huukr.es j y udirai, hauerai. udihaurasoydo,
to.

oyere , v huuiere , y udira y hauer'a udi~
haura oydo .
to.
hEL

TF.

oyremos, huuierc- diremo , haueremo


mos, y hauremos - udito j
oydo,
oycrdeSjhuuierdeSjV. udirete > Ltierete. uhaursis

,r BELL A' L lTs[j CUS.


16,9
haureis oydo
dito .
oyeren , huuiercn,y udirano,hauranoudi-'
./: hauran oydo.
o.
J
TEMTO
T?1^ESE'}(jS
BEL
MODO I N o E TE 8. M I 1^ A T O .
oyr,

;udirc.

'

Tafflito finito , & fiu che finito.


haucroydo-j
T EMTO

Caftigiani.
haiicrdcoyr
fcr por oyr,
cferporoyr.

hauereudito,

D\A V 7 ^ / 1\_E .

To/cani.
hancr ad ndire
doucr iidirc
cffer fcr udire .

Et quefio v tn qaanto alie tre conf:ii:;zationif


o uariationc della noce attiiur,st ancor cl:>e nelia
pafiina , cprncijo deto , non fia ulero da dure,
che I iierho fojlantio infierne col participio dtl
tterko j cbcf uuol uariare; nondiracno io ufiglo uariare il primo modo , cioc >l dinicfiratiuo ; 'jerciochcuariato qiielh , confaviitaf

^^^

170
inno
SECOT<lDO
fotran mriaregli altri.
TEMTO

PK.SSSnjE

STRATIVO

DEL

DEL DIMO*
PASSIVO.

ME%Q,

Caigliani.

To/can.

yo foy amado
eres amado
es amado.

fono amato
fei amato ,
amato.
DSL

fomos amados
foys amados
fon amados,
T^SS^TO

fiamo
amati,
fete amati,
fono amati.
IMTEBJPETTO.

DEL
era amado
eras amado
era amado

Tiy.

METI.
era amato ^
eri amato,
era amato.
Del

DEL

tramos amados
crades amados
eran amados ,

TIF.
erauamo amati
eraute amati
erano amati.

TasSjlTO

Caliglian .

Fl'^ITOt

Tofianl

fui, he, y huue ido fui, fonoflatoamato


amado
fuyfte, ha,s, huuile foli,fciiatoamatot
i do amado.'
fue, ha huuo fido a- f t" ato amato .
mado.
DSL TIF .
fuymos , hauemos , fummo,fiamoftatiahuuimos idoama
mati,
dos .
fuyftcSjhaueys huui- fojle ,ft![' iatiama"
ftcs lido amados,
ti,
fueron , han , huuic- furono , fonojlati a-"
ron iido amados.
mati ,

17a

r LJBXO

TUSS^TO

SE C^D O

TIV
DSL

CHE

FIT^ITO.

-Ml>{p.

Caligani.

Tofiani,

hauia ldo amado ,


hauias fulo amado
hauia ido amado,
DEL

eraflatoamato ,
eri ato amato
eraflatoamato.
TIV.

hauiamos fido ama- erauamoflatiamati


do,
hauiades do amados erauate ati amati
hauian fido amados, erario ati amati.
TEMTO

Djl

DL

Caftigliani.
fercamado,
. feras amado
cra amado .

ySlSl^IE^E.
MET>{0.

Tofiani,
faro amato
farai amato
fara amato .

far-

'

DSL
feremos amados .
fereis amados
feran amados

TIF.
farcmo amad .
farete amati,
faramo amati.

:
;

Et cefi quel del comandare; fey amado; ,sif


amato, <& del defideratim ; ueTe, fuera amado, fofi ^ farei amato; & delfajfato del
' '
medeftmo, huuiere,*huuiera ido amador
che in Tofcanofk, foji,farei flato amato <rc..
doueamertirete, che inuece della uocejiato, Della uoce
mCaigliano,fimette Cido^maui quela ft^to^o^^
diffefenT^, che la uoceftato,concorda fen^pre '^^ *
come aggettiuo , tal che ft [ara della femina,
dir ftata , ma la uocefido, fepzpre e mnariahile, & immutahile. Hora fia del mafchio
ouer della femina il foggetto, il participio pero fempreft mutta, fcconda il foggetto, fiche ft
fard della femina dird amada , nel mena, &^
amadas nel ptu.
. \
^mertirete apcora, che tiel pajfato finita Hec < e
er piu chefinitodi tuttl modi, in quefia UQ- ce Hejfm.
ce paiiua, in uece di effer , ft mette hauer, y
in CafligUano , come sha mduto ndla uariatione del paJfatofinit<\, & pi:i chefinito;che.
dice fui ,fon ato amato , & noi, hchmic -

174 i^KP secoi^DO

o amado ; & era ato amato Jfiauia lido


amado , & coftgli altri fajfati fifiti, & pn
chefinitidel deftderatim, &foggiunto, che
ogn'moda fefipotrd uedere; comefiHeder
nell'imperfonale, U (jualefiformero., pigliando k ter'ze perfone del uerbo attim, & aggiun
^endogli lapartkeUa fe, come in Tofcano, fi,
Veriieh uo inmnxt del uerbo, fe non cominciera il parla^
gUom, w > ment da (ueo yW^feil parkmento comincie
"''"'
rd dal uerbo: allhora la parttceUt fe ,f met-^
terddoppoil detto uerbo, come fi uederd per
ejfempio doppo la uariatione del uerbo imperfonale.
VSF^BO

IMTEP^SOliyLB.
Modo dimofiratim.

Caftigliani.

Tofcani.

fele,leefe
fe ley'a , le/afc,
kleyo , leyofe, fe ha
leydo
fe hauia leydo, hauiafe leydo,
feieera leerfe ha . fi

filegge
ft leggena,
filejfe, s'ktto,
s'haueua letto,
legg^ra ,
Eti

fco/ comerfeha, beuerfeha, hazereha


polifo in uece di jComeraTe, beueraTe, IiaraTe.

MODO DI

COMM^%DJ\E.

I eafe, o que fe lea. Icggafi.

MODO DI

DlSIDEIl^llE.

Caligliani.

Tojcani.

fclc^rclTc, et lejfra, fiieggejjle,ikggereb


fe leera,
be.
fe hauriajhuuieTeley fifarebbe, fi furia let-'
do.
to ,foJfe letto, fojje.
ato letto.
que fe lea ; Icafe
fi legga.
MODO

SOCGIVIijriVQ

Caligliani.
fe bayalejrdo,

Tojcani.
fi

fia letto, fia at


letto y
fe lejfcre, fe haura,hu fi leggerd, fari letto
uicra, huuierelej-/irao/fWO.
,
do.

1^5

IIIBIIO

SEC01<U>0

MODO

VJ)STS\MI'l<iyTO,

leerfe
haueriTe leyclo,
hau erfe de leer.
esSEMTI
SON ALE

kggerft.
e(erf letto, ejjer Hato
letto ,
cjjere per leggerfi. ']

DEL VEB^BO
CON

IMTSE^

L A V O C E

, S E , I N N A N Z I , ,E T D A
J>01 D E L
VERBO.

Caligliani.

TofiCim

Qie.fe-haze ; apare- Che fifk? sapparec-'


jafe de comer .
cha da defmare.
A ora fe leera<, y deft Horafi leggera, etpoi.
pues fe ctara^que fi cantera, che ancoa uiihofe Ha carita ranom^' caritiito,ft
do ,-c cantar fe ha cata hoggi^fi:& dop
ojfi^depuesquC po h^uerfi cantatq^fe haura cantado, e letto s andera a ds
'* jlej/do^fe^j/raaco- fmarcw ,
>, i
mer,
Hafc almorzado 1
S'hafktto coatione^
Si fe haah-norzadopo Sis'jyafittocollatioderfe ha per ar un poco nefi potra ajpettare
un Pe/^'Kp,

DSLLj:
LI'HJ
C-^S177
^Icunialtriuerbi imperfonaU fi trouano ,
i quali naturalmente fen'^a fargll da fe, fono
impcrfonali, come, Uueue, per pioucr jtriiena , lampaguea per folgorare, nieua, uentli^;per nettcgarej, & uentegiare,gli altri rnodi
chefifanno per il uerbohzzcr^fidirannone i
raodi di parlare comune. St cofifipotrebbeancora dar de gli altri ejjempi, ma per hora ba
Jieranno quefli.
Trouanfl ancora molti uerbi, i quali per
efprmer a lorofignificatione, uogUono quesii pronomi inmnxi, me, di prima, te, di fe~
conda, & {c, diter%fi ; et del pm nos ^ perpri
ma, uos, o per dir meglio os, perfeconda , et
il medefmo e , per la terX^ ; percioche ferue
tanto alia ter'^a del mena , come a quella del
piu , de i quali uerbi, metteremo alcimi, lafciando gli altri alTufo , et alia ef^erien7;a di
ogriimo .

Calligiiani.

Tojcani,

qucdarfc
ouriarfe
marauiilaiTe
juixarfc

reflarfi
burlarfi
maraiigllarfi,
Uiinentarfi
M

Z/Jmpta di
i ue-hi con.
tne,te,fi.

f5..

178
Ll BI{P
qucmarfe,
acordare
alcgrarfe
faiuarfe
lauare
hartarle.
DE^L^
ardcre
me te re
bouerfc
entrifteccrfc
mouerfe
cozcrfc
perdcrfe
dci^endcre
dolera;.
DSLLJ

arrepeuirfe
he rice;
inorirf:
yrc
parcrfc,
afir:

SECO TS^D O
abbruciarft
acconliyfi,
raiegrarfi
faluarfi^
lauarfi
facciarfi.
SSCOTSiD

j.

arderfij cuero ahhric


ciarji,
metterfi
uoltarf
attriflirfi,
muouer j
cHocerf
perdcrjl
dijjenderfi
dolerfi.
rEBJ.jL.

pentirft.
fsnrfi _
monrfi
andar}}
pi'rtirfi
ataccir
cuoritc:

cubrirfe,
donrakfc.

coprirf:
ortnirft.

t akrifmili, la uariationc de i qual Jar a quefio 'modo


DEL METiP

1. yo rae burlo ,
2. tu te burlas,
j . a quel le burla .

DEL

TIF.

nofotros nos burlamos,


uobtros os burlis
a. quellos c burlan,
t coft titnl gli altri tempi. Ma auuertirete
che ne i tcmpi faffati, & fin che fimti, & futur i y ddfoggiuntiHO , in ucee del uerbofojian~
tiiofi da i uerho iiauer, fi come .
DEL

MEIlp.

yo me he arrepentido io mi fon pentito.


te has arrepentido , ti fei pentito,
fe ha arrepentido . fi pentito.
M

Igo

LIBIDO
DEL

SECQTSQDO.
TI

y.

nos hauemos arrepent cifiamopentiti,


do,
os haueis arrepentui fette fentiti,
do.
fe han arrepentido. ftfon pentiti.
Et cof pojpofto , cio i pronomi, doppo il
uerbo, ma (come habbiamo detto) (uandoil
parlamento , cominciera dal uerbo, all'hora
fidira , liaueis os arrepentido , hanfe arrepentidojheine arrepentido , hafte arrepentido , hae arrepentido, yo ardo ,e^jomeardo ,& cof, uoy, duermo , burlo, callo,
me callo, lauo , deyr, dormir, burlar^cal- ,
lar, lauarSt quefia l'iefja regola ,ches 'ha dato de
i pronomi, me^te, fe , quandoft trattb di detti pronomi.
V'rbi fnica Trouanfi ancora alcuni di quejii uerbifenpiina col ^ detti pronomi ,& un belmodo diparlare,
,. come dir yomuero, /o mmo , vo pierdo, lo
S?.
perdo , quien pierde * chi perde f pedro per
dio , Tietro ha perfo , & cofi tutti gli atri .
Trouanf ancora moti altn uerbi', i quai
non haniio 'pafiiua, ne ammettono il uerbo fo-

fiamim,

DELL^
LI^. C^S.
i8l
Jtahtiuo, come in Tofcano, an%ii-a uece di quel,
lo ufano dal uerbo hauer, come fono comen,
beuer, fubir, andar, uenr, tornar ,j>r,
che non ft dir ,yo foy andado, ne, yo by, ii
bido, ne,jo foy ucnido, ma bene, yo he andado , yo he ubido ^310 he uenido ,yo he
comido, yo he beuido.
r E K ^ i

I KK^

cAPiToLo.

G o i .A

yin.

K.I.

lo L T I uerb fono, i (jual


non ojferuano la regola generale , i quali faranno quefii ;
: & fe altri fi troueranno, percioche impojiibilc, mettcrgli
Tutti, con la. cognitione di quefii, <r de i fiioi
tcmpi , farete ahneno aunertiti, per tutti gli
altn , & faranno quefii nell'infinito, & infierne qucifmili.
*
DElLjl
VPyl M^.

Caligliani.
rogar
conbla
trocar

Tojcani..
fregare,
confolare ,
cambiare
M

l^

I82
derrocar
Iiolqar
jugar
plegar
gouernar
nc^ar
confelar
penar
clar
foar.

LIBEJ)

DSLLj

Caftigliani.
ofrecer
padecer
merecer
agradecer
nacer
crecr
conofcer
hai'.er
re.ncr
Uer
ti-ahef
poner
caer

seco
riDO
batiere
godere
giocare,
plegare
gouernare
negare
confeffare.
penfare
fiare, ouer ejjere,
Jgnare,

S E COVJi^

Tojcani.
cjfertre
patire
fneritare
gratij'icare
nafctre
crejcere
conofcere
fire
h^-iuere
th'ikre
trahcre
mcttrre: porre ;
cajlars,
faher

LULA
faber
querer
holer
dolere
bler
poder
cr

dolerfi
foiere
fotere
ejfere,

BELLA

Caligiiani.

TE1\_ZA.
Tojcani,

morir
reyt
pedi;
dezir
eligir
corr.rgir
dormir

morir,
ridcre
dmiandare
dir
ele^r^gere
CGrre7'?crs
doy nare ,

rfgir
ecreuir
traduzr
-Ji.r
fcr.rir

regf^ere
jlrmere
trad!4rre.
ujcire ,
fentire
gire
ntniri
ferfire.

'r^
ucnir
ieraii.

18^

LIX,
CAS.
[apere
uo lere
odorare

184

LIBIDO

TSMTO

SECOJiDO

TB^ESET^TE

M O S T R A T I V O
v E R B i .

DI

DEL

D I~

D E T T I

C A P .

IX.

S I. prefente del dmofiratiuo,


quefli uerbifon moho firani,
& perCO uanaremo (uei che
jaranno diflimili tra fe, percioche de ifimili, baflerd met
tere uno per tutti, por remo admque que i delta prima.
DE I FEB^Bl

DELL^

CONGIVGATIONE

T? T^IM A

IRREGOLARI.

DEL MSTS^O.

Irregol
che ferumo
Vit, nel frefettt.

Caftigliani.

Toj'cani.

I. jiiego
3.juegas
5, juega

giuoco
giuocbi
giiioca..
DEL

juramos

TIF.
giuochiamo
gitiocate

hSLL^
juegan

11%

CJS.

185

gtuocano .

Ifomiglianti, a qutjli nella congiugatione ^


/oMO, derrueco, huelgo,con fuelo trueco,
r uego ; fueo , buelo .
Etli infinit fuoifaranno, derrocarholgai',
confolar , trocar, rogar foarboar.
^ejii mrbi perdono l'e , che appreJJotUj
in tuttii tempi ^ faino in quefletre perfone, o
quattro j che hauete ueduto , & nella feconda
<T ter%a del modo di commandare e'l tempo da
uenire del^ defideratiuo , & tuttimutano quel
u, in o, faluo aerbo juga.r, chel'ojferua fem
pre come fi ueder nella fu uariatione, &
per CO de dinero iluerbo jugar:, infierne col uer
ho holgar, che uol dir, pigliarfi jpajfo, &'
placer .
TEMT

TP\^ESE7'IT E DEL
M S T R A T I V O .

DEL

MEVJ),

Caligliani:
juego.
juegas
juega

huelgo
huelgas
huelga

DI-

s^s-

i8<$

LIBIDO
D L

|iigaraos
j ugais
)uegun
TEMIDO

SECOX^DO
TIF.
holgamos
holgis.
huelgan

IMT

E^FETTTO

DSL DI

OSTRATIVO.

Dei
jugaua
jgauas
jugaua,

holgaun^
lolgr.uas
higiuu,

DEL
itieauamos
i u /'^. u -id t' s
ju^auan,
\

M^0.

TIF.
holgauamos
}5 ol gauades
holsauan.

Q^i^efio tcnipo fi forma dallo hibmto A


r j in ua , come, jugar, jugaua ,
<& cofi ttti jiiCi ddU prima
7n.'niera 5 er coft dcrrocaua, rogaua,
coKilaua, trocaua, bolaua.
Dtl

DELLJ

LlHi

T^SS^TO

C^S.

187

VE\FETTO>

DEL METSCjO.

Cagiiani,
jugu
jugarte
jug

holgu
holgafte
holg
DEL

jugamos
j ugales
jugaron.

TIF.
holgamos
holgaftcs
holgaron.

Del piu ele perfetto , non accade dirve, poi


chefifiperi participio, jugado, holgado,
eluerbohucr.
FFT FBJD DEL D IM OST B^.A^IVO.
DL

Elijo,

Cafigliani.
jugar

holgar,

188
LIBBJ)
jugars,
jugar .

SSCOVJDO
holgaiis
holgar.

DEL

Tir.
holgaremos
holgareis
holgarn.

jugaremos
jugareis
jugarn.

fcrmationt Queflo tcmpo ft forma dallo infinito, mctten


M'Mferati ^^^ un 3 comc jugar jugare, holgar , holgare , metiendo l'accento tieWultima, et co-'
ft tutti quei delta prima congiugatione,
DEL MODO DI
OVERO

COMMj:iU)U\E

I M P E R A T I V O .

DSL

MET^O.

Caftigiani.
2. juegam
5. jueguc aquel

DEL
jugumosnos
jugad uo ib tros

huelga, tii
huelgue a quel;

TIF.
holguemos nos
holgad uofotros
juegue

BELLJ

LIlsl^

1^9

CJS.

jueguen, a quellos. huelguen, a quellos


Quejlo ter/po fforma dal prefcnte del dimo 'eomatiom
(Iratino I'o in a, fi come juego , oin a , ju dilfnfinte,
juega, & huelgo, huelga ;& cojifi formano ,^,i ./^
tutti quet della prima maniera, & la ter^a ratmo.
ferfona , femfre fimfce in e, in tutti quejii
della ^rimamaniera.
TEMVO

TB^SSETs(TE

PERFETTO

D E R A T I V O.

DEL

y ET

JM-

D E L B E S I CAP.

X.

METS^O.

Caftigliani.
oxalayo jugaTc, juga osala. yo hoIgaTe ,
ra
holgara,
jugalTes , jugaras,
holgas , holgaras ,
j ugaTe, j ugara.
holgae holgara.

DEL

TIF.

jugaTemos , jugara- holgaTemos, holga-'


mos,
ramos,
jugaedes , jugara- holgalcdcs , holgades,
radcs ,

KSSS

ifo

LIS lio

jugaen, jugaran

SECOTipO
holgaeu , holgaran ,

S cofi derrocafe, rogajfe, c cnfolaffe&c.


(fuefio tetnpoft potra formare in ^uefii dea
frima maniera dallo infinito ancora , uoltando
(uel'r, inife, fi come holgar , hogaTe , jugar , jugal^ , derrocar , derrocafle , & cofi
tn tutti (uei della prima maniera , ancor che
tionfiano inegolari.
TEMTO

DU
FET^IJIE
DEL
S I V E R A T I V O ,

DEL

DE~

MET^O.

Cafiigliani.
oxala yo juegue
tu j uegues
aqueijucgue.
DSL
juguemos
juguis
jueguen .

oxala yo Imelgue
tu h uelgues
aquel huelgue.
Tir.
holguemos
hoTueis
huelguen.
.uef0

DELLj:

LIX- CAS.

I91

Q^elo tempo, per ejfer l'ifieff'o che 'i-m'^e- torm.tkm


ratino nelL leria perfona, del mena , dircmo '''^'''"'>fl
che i figlia da cjuelio , nonaimcno j potra for fiy^,.ic.
mare ancora dalla prima perfona del prejente,
mcttendogli un e, ira l't, come jugue , metten
dol iin'e,fral'H > e'lg, fatd juegue^ po?ze?ic/a
pero l'accento in quell' primo, & qacflaformatione , [ara particulare di quefti poclj uer~
bi irregolari, fercioche tutti gli altri della
prima maniera , ft form.iranno dal pretrito,
fcn"j^. muttargli allro, che l'acceni-o, che mi
pretrito nelTultima: come z me, efper,
at, metterla nella penltima, come a me,
dpre j slrsj, ma per tutti i uerbi irregolari y
non megUo di juella dello imperatino, cio
la perfona del meno del prefente , perche femfre la ifl'[(Ja con quello del defidcratmo ; nel
temiio da uenire, ilfo'^viuntiio non accade ucriarlo , poi che poca difcrcnZjt di lu al de ~
fideratiuo, r cofi nell'infinito. .Aladrd altri fi trouano di quefia prima
maniera irregolari, qy,a~
/;'_/^fJoJertare,e,pleg;ir,
al Herbo,e(is.r, non
trono ftmiguaic
, , ."
dtla I. mamerama al ueroo pcgar
] tro/ianoqueji chcfegakim.

^._, . ^ ^^
^nfaue.

jp

LIB ^0
TiSL

SECOT^DQ
TB^eSS'HjE.

Caftigiani .
plegar, gouernar
n egar , confeTar
penfar , fegar
regar, aferrar.

pliego , go uienio,
niego, coniiello
pienfo , cgo
riego a fierro.

Che titti feruano l'i come queWdtn l'u, nel


p-efentei& in tutti gli altri tempi che gli altri
uerbi, cio , ruego, c juego, la feruano nel
frefcnte, come.
pliego,
pliegas
pliega,
gouierno,
gouiernas,
gouicrna.
F.t cofi nell'imperatiuo, pliega tu, pliegue a
quel, nel msno,e nella ter;(adelpiupUcg\icn
(r neldeftderatiuo, oxal yo pliegue, pliegues , pliegue, & plieguen , nella ter^a del
fin j QT' nel foggiuntiuo , como yo pliegue ,
pliegues

pliegues, pliegue,- (r nellatey^a del fin,


plieguen, in tuttigli altri tempifperde Vi,
come anco l'u, in quei che Vhanno \ il uerbo ,
eftar, pero per efjerfolo diuerjo da glialtri
e in quel chefaradiuerfo, louarieremo,acciochefi conofea la uarieta, " in quei che fari
fomigUante a gli altri, lo lafcieremo.

DECUl^^TlO'liE
ES

DSL Fe^BO

R.

Tempo prefente deidimjlratiuo.

DEL

MEJiO.

Calglian i.

To/cani.

yo eloy
tu ellas ,
a quei efta

iofona
tufei
quelh .
DSL

eftamos
eftais
cftan.

PIV.
ftamo y
fete
i
fono.

'K

IP4

IIB^O

VUSS^TO
DEL

SECOVJiO

TSIiFSTTO.
MSVJ).

Cafligliani .

Tofiani,

eftuue
eftuuifte
cftuuo.

fui, fono ato,


fofti, fe ato .
fu j ato ,
DEL

eftuuimos
cftuuiftes,
cluuieron .

TIF^
fofimo, fiama ati,
fosle ,feteat,
[mono, fomftai.

ll piu che perfetto, hauia eftado &c> et


queUo deU'auuenire j elar &c.
L'IMTEI^^TIFO.
DEL

A-El^O.

Caligliani.

To/cani.

| . eftatu
a. e f i a q u e l ,

sijm,
fiaqueOt
Del

t>ELLj
I>EL

lIVc

C^S.

Ip5

TlV.

cftemos
fttmo
ekd
fate y
elen.
fiano
.
ll participio per i tempi paffati eftado , e
ft mette col uerbo hauer , in uecedi ejfer, in
Tofcano , come he eftadojC" Tofcano fono flato , hauiaeftado ^ era ato, huuiele, y huuiera eftado , foffe, et farebbe ato, e cofi
tutti gli altri tempi.
Trouafi ancora un'altro irregulare della pr- hniuue di
ma maniera nel pajfato perfetto flamente e ""''''^ '^'^'*
main quelU chefiformano da lui, come il futuro, ma
^"'''''
ma
.
del defideratim, & impcrfstto delfoggiontiuo,quale.

DEL MSVJ).

Caftigiani.

Tojcani.

anduue
anduuifte
anduuo

andai ,
andan i j
ando.
DEL

anduuim''s

TIF'.
andajimo,

Ipg
LIBIDO SSCOVjDO
anduuiftes
andafli
anduuieron.
andarono.
Di andar, infinito, & cofi nel defideratiuoi
DEL

METiO.

oxala yo , anduuieC o fe io andajfe ,


fe
anduuieTes
andafli
anduuiee.
andajfe*
DSL
anduuieTemos
anduuieffedes
anduuiellen.

"PIV,
andafiima
andafli
andajfero,

t il medefmo ilfoggiimtiuo.

FEF^BI Ji^^EGOi^J^
SEcoNDA

DSllU

MANIERA!;;:

N E I

PRESENTE CEI
DIM
S T R A T I V O . C.
XI,

DSL

MS1-{0.

o frezco
o freces j

ofreces,
r\VT

ofrece.

ho della fec
du maniera,

T>TT/

DEL TIF.
ofrecemos

ofrecis,

ofie^couer
etifimigUi
ti.

o frecen.

Stifomiglianttfaranno, padezco merezco,


agradezco, nazco,crezco , conozco, ,pa
decer, merecer, agradecer , nacer crecer ,
conofcer infiniti, i quali tuttifimo il pajjata
ferfetomitcome ofrec, conoc, padeci^e^t.
DSL
hago,

MSTSIO.
hazes

hazc.

U/igoJnef
lare,&i/o'

DSLTIF.
hazemos,

hazeis,

mgUmi.
hazen.

Di hazer ; infinito, et i fomiglianti; faranno ,


tengo, ualgo, traygo, pongo, caygo di tener , ualer, traer, poner, caer, quefli uerbinel paffato perfetto , fono diuerfi, et per ci
mctteremo tuttt i pajfati perfetti, particularmente dt ciafcuno, perciocbe faputo il paffato
perfettOyfifauno tutti quei che da luiuengono.

pS

LIBIIO

T^SS^TO

SSCO'liDO

TS^^FSTTO

MOSTRATIVO

hizc,

bezifte.

tune ,

Viy.

heziles,
DI

,HAZER.

hizo.

DSL
hczimoj,

DBL DI-

DB

hizieron.

TllSV^.

DSL

MSVJO.

tuuilc,

tuuo.

DEL TJy
tuuimos,

-j

tuuiftes ,

.
tuuicron.

Di ualetj non trouo pafjato perfetto, fe non


faraforfe nea teri!^ perfona,che fhrdvLib,
&in queldelpiH, uaiieron ; et l'altre fi ja~
ranno col uerbo hauer, e'l participio ualido.
TUSSJ:TO
TSl{FSTTO
V E R B O
T R A E R .

truxe,

DSL

DEL
METip.
triixile, iruso.
Del

DELLJ

LI'HS

DSL
truximos,

cas.

T99

TJF.

truxiftes ,

truxeron ,

in alcuni luoghififh craxe, ma meglio


truxe.

VaSSaTO

TEBJETTO

V R E O

D EL
piife,

puifte,

DtL

P O N E R .

MEJip.
pufo.

DL -PIV .
posimos .

pofiles ,

pufieron.

Quei treuerbi, tener , ualer, & poner,


hanno il tempo da uenire diuerfo da tutti glt at~
tri uerbi: e percio lo Hartaremo.
TSMTO

Da

FSlSilE^E:

DSL

M O S T R A T I V O .

DSL
tendr.

tendrs,

MSlip.
tendr,
^

iiij

Dl-

aoo

LtBEj)

SECO'HDO

Jb E L
tendremos,

T I F.

tendreys,

tendrn,

Stin tofcano, haurb, haurai, hauri j (re,


DI
DEL
ualdrc,

V^LEB^.
M E

ualdras,

1^0,
ualdra,

DEL
f ualdremos.

TIF.
Valdrcys,

ualdra n;

DIVOT^EP^.
DEL
pondr ,

M E TS^O.

pondrs ,

DEL
pondremos,

pondr,

V I F.
pondris,

pondrn ,

Tutti gli dtri uerbiformlo quel dii tienire


dallo

D'ELLjt
Z T ^ CJ.S.
201
dh infinito,mettendogli un ^e, come traer
traer padecer , padecer , caer caer ; e
cos il pajpito ferfetto in, i, come cai padec,
merec, agradec; &c.

Lo imperatiio di tutti quefii uerbi deUa fe- romation


conda maniera, finifcono, in, e, cofi regalar i *'""?"*'
come irrcgolari, formati dallo infinito cuero
dalla terina perfona del dimoratiuo e quefia
lapiu certa. ,fenxa mutar nientc, leuatala,r,
come padecer, padece, crecer , crece, caer,
C3.c,ma aucrtintc chela ter^ perfona fempre fi foriKa dalla prma , el ello dimojlratiuo ,
qucll'o, miittato ,m,a, cofi ne i uerbi regolari ycome ne gli irrcgolari, dico in quei che
finifco7!o in, o nclla prima del dimojlratiuo per
ci che negli altri come in Ser j che fk , foy, ^armationt
-hauer , chejh, \\c, e dhcr , che fa fe, que- ddU -'^<<
a regola non ha luogo ; ma in tutti glialtri f'/'"""^<''fi come; m padezco che fn, padezca; e ten- '"''"^ "**
go -j tenga j e ico, lea, e u e o , iiea, e cofi tutti j e quefio bifogna auuertire, perche moka
diuerfa ne i uerbi ,irregolari, la feconda perfonadelimperatim, dalla ter^a comcf uede
in quefii.

aoi

LIBIIO

SECOTS^Do

L'lMTEIl^TirO.
DEL
^

M E

trac tu trayga a q u c l ,
|~-,"

li^O.

oye tu, oyga aquel,

Che doueanofar traa eoya , nientedimem


ferchefi formano dalla prima del dimofiratm
(hefii, traygoeoygo ,fkla ter-K^ de'impem/<3, trayga, e oyga^ tnutata ro,in,a
^uertirette pero che nella feconda dello
imperatiuo d'alcuni di quejii irregolari della
prima maniera , fi perde l'e, e refla tronc
Xodtnnche quellauoce, i quaifaranno ,teaeT,pQne:,ha.ndUfeconda z e r , che fkno, ten pon , haz; e due ancora,
,iedimperMt ^-y.^^ ^jg JQ^Q uenr,dezir, che fkn
^luii e ter- ^^^ i ^ i ; B quel che dico della feconda manie:r^ mamerc, ra in quanto ae fonnxtioni, dico ancora della
terza, percio che tutto una ijiejja cofa e non
safeccnda, JQ-^^m^rfi in ultro cbe nello infinito , tunafit.
t^L'raloiol inete l'altra in, ir ^ del reno tutti finifcono
un mUo,e a UH modo, faluo quejii irregolari; quali fi
n chtfndifiQfiran tmti.
*" '^'
Tromnfi alcuni a Itri irregolari della fecoH"
da maniera che fono ancora rani nea uariatione e maggiormte nel prcfente e pajfato per
fetto, e anco 'nello imperatiuo; i uerbi fono
quejii; fabcr querer, holer , doler, pler,
puder.

DLL^

Lili.

CJS.

aoj

raiiaTIOT^S
DI DETTl FSR^BI,
frefente del dmofiratiuo.
DEL

MEJi^O.

Cafligliani.

Tofcani

fc

fabes

fabc.
DEL

Sabemos fabeys, faben;


DJ
DEL
quiero
quieres , quiere ;
D S L
Queremos,quereySj
quieren .

fai

sa,

T I y .
Sapiamo fapete , fi'
no
QJ^EIlE^.
M E

1^0,
Foglio,
uuole.

uuoi,

T I V.
Folemo, uoletts , U9
gliono .

E queflo feguitera la regola di queidea pn


manche ojje ruano Vi y coras pliego j niego,
coniefo &c.

a4

LIBELO SECOTsl^DO
D I H O L E B^.
DEL
MS'HO.

huelo,

hueles.

D S L
Helemos,

Huele.
TIF.

helis ,

huelen.

S ifomiglianti faramo duelo, fuelo, puedo , muelo, iquali tutti offermno la regola y
di quei delta prima, maniera che ritengono l'u,
come, juego ruego , Sueo j l'imperfetto
di quefli uerbi il comune; quera (3!ia.,&c.
formato, dalla terz^ perfona del mena del diVormationt niojiratiuo 5 e, in, ia , come iibe _; fabia,
fino '"'^"' '" ^^^' '^-"^ ritengon l'i, oucr, lu nel prefente,
fi formara dallo infinito quello er in, ia, come
querer quera, .holer hola;
DEL

T^SS^TO
TEBJETTO
del dtmoflratiuo di Saber.
D L

M E

1^0.

fupe ,
Tupirte ,
Tupo}
DEL
TIF.
Tupimos,

fupirtes,

Tupieron;

quei che uengon da lu come ; del defidera^


tim

DSllJ

LIJ^. CJ.S.

205

/0olyo fupiefe. Tupiera , del fo^iotitiuo


como yo fupiefe, fiyo fupicra.
D I

^ y
DEL

jquire,

I{.

METIDO.
quei/le,

DSL
quelmos,

E IlE

quib

TIF.

queiftes,

quileron;

quei cheformano da lui; come del deftdc'


ratmo o fiyo quifiefe, quificra, c;- // medefimo ilfogiuntiuo, ilpartecipio, f^qucrido,
co'luerbo hauer, tutti glialtrt tempi \ formano dallo infinito , er in ido ,dl qne'altri uerbi, cioe jholer doler folcr non accade dir,
perche nel pajfato perfetto c in tuttigli altrifon
regalari, efinifcono in, / , come gli altri:
V JIS S U T O

TEB^FETTO

DI

P O D E R .

pude,

pudilc,

DEL
podimos,

pudo.

TIF.

podifles,

pudieron:

Sgh alm cheformano da lui, come oyo

ao<5 llSn^O
SECOV^DO
pudielT pudiera,co/? // foggiontiuo; Upr.
ticipio podido ^ coluerbo h\xQ.v pergli aU
fermatioHe tritempiformatodao infinito^ ctin ido com
W ijianeci. poder podido , faber fabido, holer Iiolido,
t'
e cofi formaranno tutti i partecipi, delle altre
maniere, come, della prima, ar, n ado; co~
me amar amado, eftar c9izdo,dea feconda
giat'habbiamo detto j deUater'^ , ir in\ido ,
come, oyt i oydo , faluo alcmi uerbi che notarema , poi quando ft trattard de i partecipi
che fondiuerfide gli altri idue uerbi di quefii
trouo, cioe, ualer, e foler ,fen7;a prima ne
feconda perfona del pajfato, ariT^ in uece di
fuella , fi mettono cuee dello imperfetto , folia folias , ualia ualas, ma la terT^a perfona ,
di tutti due i numeri. in ualer fi troua, come y
aalio del meno, e ualicron del pin ma in foler
non fi troua an'^ in uece di quello , sufa dal,
nerbo ; ufirfe j ouero a coftiiro brarfe, in tutti
i tempi, faluo in qutfii due che hauemo detto ,
cio nelprefente, <& imperfetto del dimojiratiuo ycome, fudo , e folia ; il uerbo hauer,
non ft pone qui ancora che fia irregulare, percio che I'hauemo gia uariato con gli uerb regolari; ma auertircte che da queo uerbo defina una parola ; che iay, laquale indecUnabile e s'accorda con tutti i nomi de utti
igentri e numeri, e fignijica quel che intof.ran.'i

HtlLU

117^ cas.

07

cano, , ouer ci , come dando ejj'emfto fipo


tra ueder pin fcilmente .
eSSSMVIO

DSLL^
H

Caftiglia ni.
Que hay de comer ?
no hay coa de iiucuo;
no hay nada que hazer:
no hay hombres que
trabajen;
ni hay mugeres que
guifen de comer.
lo que hay ef efto;
no hay mas que hablar }

VJ:FJ)LO(
y.

Tojcam.
Che da disnar ?
non cofa di nuouo ;
non nientfda fare;
non fono huomini da.
lauorare
non fon donne chefkc^
ciano dd disnare,
quel che u e queo;
non accade parame
piu;

tquefla parola fi fcriu con. b . per fkr la


diuerfa da l'altra fen'^, che/a ay che uol dir,
oime, /' tofcano ; &, auenirete quefio modo ^''' '^'^
di parlar, e masormente quel, nonada, che "' "^T"'
jon due negationit & m uece dajfermarnie^a- g,
mfempretcome hauetcueduto i

ao8
FEI^BI

LIBIIO

SSCOT^DO

DSLL^
TST^ZU
ntera irregokri.

Ma-

Iuerhidea terxa maniera^ come , hauemo detto, feguitano quei dea, fecondainogni
cofa, faluo , nel pafjato ferfetto , <& in quei
che da lui formano, che in alcuni uerbi fono
diuerfi; ma nel prefente , quei che hanno, l'u,
col'e, ouer l'i, la perdono nella prima &fecon
da perfona del piu, del dimoratiuo e la ritengono, ne gli altri tempi che hauemo detto , nella feconda maniera, nondimeno, porro
qut tutti i prefenti del dimoratiuo , e poi
paffero al paffato perfecto, doue ptu difficoltd ;
Z S j ! TJ^SSSVJS
BSl
DIMOST^TIVO
maniera.
di uerbi irregolari dea ter7:a,.

DI

MOPJIII.XFI'KITO.
DSL MSISIO.

muero,

mueres ,

DSL
mors,

muere ,

TIF.
mueren *,
Di Dor-

DSLL^

LlTi-

Z>I

cas.

209

DOKMIK.l'Kfl'HITO.
DSL MSVJO .

duermo ,

duermes ,
DSL

dormimos,

duerme,

T1V>

dorms,

D J Bj^TA^i

IT^FIlilTO.

DSL
rio,

duermen;

MS'HJ).
ries,

DSL

rie;
TIF.

teymos , reys , ren; e i fomigliantr,


pido, digo , elijo j corrijo rijo, da pedir de
zir; eligir corregir ; regir , infimti.
DI

TI^yDFZIB^
DEL

traduzgo,

IJifJVjTO.
MSXp,

traduzes,
DEL

tradiiziraos,

traduzc.

TIF.

traduzis;

traduzen>

aio

LIBIDO

DI

SECOV^DO

S^LlE^nsiFl7{^lT0.
falgo,

Cales ,

fale.

DSL
TIF.
falimos, falis , falen ;
DI SEVJIll

IJiFIlilTO.

DSL
ento

MEJip.
fientes,

DEL
fentimos,
DI

fente;

VIF.

fcntis ,

fietitcn

Tli^ll^FIlsilTO,
DSL

MEl^O.

uoy , uas, u
DEL
uaraos,

Tiy.
uays ,

uan /

DEL
MS^p.
ucngo, uiencs, itienc;
DSL

VIV.

ueniraos, uenis, uienen j


jDSeruir

DnLLj: Lili.
DI

Cu4S. 211

seF^viKivjrnjTO;
DEL MElslO.

firuo,

irucs,
riie
DEL
Tir.
Seruimos, feruis, nicn / ecofii fimilifi
uefaranno; l'imperfettofifii,comehabbiamo
detto nclla feconda, da'infitiito leuando la,r,
c in fiio luogo metiendo un, a, come, fcr uir,
ferui;ij fencii'j fentia;// nel uerboyvche
fiyua., e non ya,
T^SSJTO

TSl^FETTO

DSL

Dl-

MOSTRATIVO.

DI DEZII{
DSL

TEB^DIFJ,;
METiO.

dixe, dxifte, dixo


DSLTIF.
deximos, dexiftcs , dixeron,
DI T^B^DVZI\
DSL

TEB^ TI\yDyi{I{K,
ME'hiO.

traduxe, traduxiftc, traduxo.

ali

LIBIDO

SECOT^pO

DSL

Tiy.

traduximos , traduxiles, traduxeron


Di
DEL

r s^.
MElip.

fue,

fuefte,
fue
DEL
Tir.
fucmos , fuertes , fueron per uariarlo da fui fuifte, del uerbo fcr.
DE

yE'H^IIlI1,Fl7iIT0;
DSL

MEVJ)'

uine,

uenifte,
uino.
DEL
Tiy.
uenimos, ueniftcs, ujnieron.
Tuttigli altri uerbi, eccetto quefli; e quei
che habbiamo, notato faranno il fuo faffato
rarmathnt fcrfctto, dall'infinito : quei della prima maniedi' freteriti ra, aT in c come, amar am, jugar jugue
tutttm g quei della feconda etin i, come leer ley,hokr:
U maiutri. , ',.

. , ,,

.,

noli, quei della tfrxa leuato l,r,

'

come;
oyr,

oyr; oy ecreuir; ecreui e cofi il reno i


uerbi;
E tutti quei uerbi ritengon /'/ nelle ter%e
perfone di tutte due i numeri; di feconda e
terT^ maniera: come eligi eligieron di eli- Ciuanio fi
gir moli molieron i moht ,faluoin quei''ff"'"^^^\
che hauerannolax,oueroy ,imanzial ,e, Z'J'fll, '
che a [horafiperde l'i, come i dixo dixeron ,
truxo, truxeron di traer .
^Aunertirette ancora che quei delta prima,
cheiinifcono infinito tn gar, & in car tutti y
ritengon l'u, nella prima perfona del meno,
del pajfato perfetto, come ; rogar regu, negar, negu, holgar holgu,c cofi quei in
civconie. Tacar aque atacar ataque, embarcar, embarqu / e la cagione di queslo per
cioche banno ilg. e'l, q, innanz^ a l'e, che non
potrebbono ar, fenon uifujj'e qud'M -jra'lg.
e l'e) e/ral q, ei'e, doue fi uede che la neceffitd, ci ha retto, a farlo, per cioche in tutte
le altrc perfone, done non l'e fi jcrine, o
muttando il q, inc , come Taque , di prima , Vtrhlmgar
facale , de feconda e Tac, di trra, e Taca- ^"'""'>"^<>
mos,lacaltes , inczmn; oueroleuandoLuyar'^^^j-^^
g. per non efferci l'e , per la cui cagione ,ft naddfajjkmetteua, come; rogue, di prima rogale , ro *"
go;de feconda & trra . Del uerbo hauer au ')T"'T'i'
Hertirec, che ne i palJati perfctti e piu che usr ,
O

iij

BRuJii

1 1 4 LIB^O
SECOTipO
perfettidi tuttiimodi fcmfrereail partecifioin d o , indeclinabile , a tutti igenerienutneri; come hauemo ueduto nelle congiugationi
de i uerb; tna fi quefla parola, fido di fer,
uerbo foHantim, fe gli agiungca l'horail participio in do ; s\iccordar co'lnome, come ag~
gettiuo, come; yo haiiia amado Jos hombres
hauian amado , yo haiiia lulo amado 5 la
mugcrhauia ido amada; los hombres hauian fido amados , eJr in tofcano ; io haueua
amato ', i huormni hauetiano amato; io ero ato amato, la donna era ata amata ; i hmminieranoaamati.
TEMVO

D^

FET^Ili^E

DSL SOG^

GIONTIVO.

Qjdso tempo per effer eos) ufato <r mgo


nella nora lingua principalmente ,in quena
uocc ; amare amares ^ amare rallaremos,
amardes amaren 5 dar o alcuni ejjempi, accio
che tneglio s'imcnda la fu fonnatione fard
della tcrxa perfona dd numero del pin del tem
popaffatoperfetto , del dimclratiuo , comed
amaron , on, in e // fkrd, amare ; leyeron,
leyere; oyeron , oyere , dixeron dixere ,
hizcronjhizierc; e cofi gli altri. l'efempio di
quefufard <
lo cjuc

BELlo

Caftigliani.

L IJ^. C^S.

215

Tojcani.

Loque dixere, el ca Qjiel che dir ilcapi


tao i potete erepitan lo pdeys
dere ; e quello che
creer, ylo que du
dubitarete i diman
dardes, dello pre
date fe lo, che faro,
guntad felo , que
tutto queo cheh
haratodo lo que
comandarete efe ui
le mandardes ;
dimandara dcnari
y l o pidiere die
date fe gli fi Hrros , dad fe los i
rete j che fe non
quificrdes^que fifaranno molti U
no fueren muuc apagara il piu
chos el os los papreo che potra ;
gar , lo masprcfto que pudiere j
Si uinier a uneras Se uerranno nelle uo~
ftre man, quei /imanos a qiicllos
bri i tenetcgli , e
libros teneldos ,
fernategli e fe l'al
yguardaldos y /i
tro d) haucjfe fael otro dia Tupiera
puto, chs.l'baueui,
que los tcniadcs,
pajfira ad U7ialro
palar de otra
modo; percioche f4
manera, porque
hito hauria manda
luego embira por
to a torgli; & ha~
ellos , y hizicra
ueria fatto che mi
que raelos tr'Jxcfuffer portati quiui*
ran a qui ;
O iii

ti6
LlBn^O
SECO^IDO
Vimperfetto t>oue auuertirete ,cbe quel ewpo , Tupiera,
del defidera embiara,hiziera, &ifmili,edeW imperfet'"j^"^"^^' <j e/e/?cer<zo , & e communifima emolmolte ufati to elegante & ufata da tutti, e percio Vho mefda Cajii^lia fo per cffempio \ & una delle tre che ho mejf
"**
nel prefente & imperfetto del deftderatiuo,
tultima ; che dice ; amara , amatas , amara;
amramos,amrades amaran ;e coft leyera,
leyeras lcyera;e Tupiera , uiniera, ectiuiera,
dixera; fi potra formar, dalpajjaoperfetto,
come ialtro tempo, on in a , come amaron,
amara; (r auertite il modo di parlar di quei
due tempiyche acquistarete ma gran parte
dea leggiadria della lingua caigliana ; e que
o mi bai intorno a mrbi irregolari.
J>'1 F S I L S J

lUVE^SOJl^^ll.

B^p V o anchara alcunialtri


uerbi, i quali io ti chiameriay
imperfonale percio che non li
trouo fenon m ter':{a perfona
filamente , efiaffbr/iigltano
lianoaiU moho , a gli imperfonali latini; come con**"*
uenir , importar , pertenecer a conrecer.
plazer , pefar, in una/ignificatione che rincrefcerj,ir altnfmili da i quali ujamo coft,
ami m&

DELLu^

Caftigliani.

WH.

cas.

217

To/cani.

ami me conuicne ; ame comerme',


ati te ymporta
a te importa ;
apedro pertenece
a pictro apartiene .,
a los hombres a con aglilmomini accade\
tccz .
a todos nos pes de a tutti ha rincrefciuto
tu m a l , .
del tuo mate.
a todos nos hiuiiera a tutti haueria riere
pefado de fu muer
fcitto deafua mor
te; plazeme de uc
te, piacemt d^ neros fano , pero pe
dcruifano, tna mi
farame dui^ara
haueria doluto fe
la cnermcdad ,
hauefje durcto l'in
plega adis que
fermita; piacia Id~
tcng.iys fallid ; y
dio che hahbiate fa
pluguiera adis
lutc ; e Dio Holcffe
que noos luuiie
che non itbaucffs
ra aconrccido; lo
accadiito, <^e/ che
que ofacon tecio;
uaccadette; 7nafii
masue , lo que 3
quel che Dio uol,dios plugo.
fe
anchara alcuni di quei uerbi fi mettono imperftnafi
nel numero del nu; come dir, no te per tenc- d mm>
ca;no te per tcnccieron no me ymportauan ddfm^
nada eftas colas, rente m''appartene}iano que
lecofe . ,

21$

LIBELO S ECO
DI

G E lio
CAP.

T^D
X.

'iipo
J.

\n falo ge. | | | ' ^ ^ ^ ' ^ . ^ B B i A M o icaigamunj'oh


ttmdioind, m tzW m gerondio, ilqualefinifceitiAo,
percoche da gli altri ufamo
col infinito con la particea, a
e queo per la pu farte con
usrbi. che Jignifjcano motto, ouer qmetet eo, ^ . f me eftar , uenir, yr , come
Injimtt che
(eruoiio da

'

' J

gemtdi. Cafligliani.

To/cam.

no ePceys a hablar non ute a parlar di


re io uengo a dide mi; yo iicngo
re il mi pare
a (iezir mi parecer;
uaiKOs-.1morir por andiamoa morir per
lafede di Cnflola fe de Criito ,

Horil gerundio indo,in queideUa prima


congiugationc ,fi formara ddl'infinito; ar in
Cerjnh to ^'^'^ i come am;ir,.iinando, Rogar, Rogan7t.e fi jirmt O ; clar, eftando , e qucfio eftando , sufa
m cjueii tlht ffioiiQ apreffo di noi; quei della feconda r- t
frw e come
p^ formaranno ancora dalinfinito quei del
3. ?,!>. la fecunde, la filiaba , r mtitandola, in iendo;
come

come 5 leer, leyendo, padecer, padeciendo, hazcr, hazicndo, tener teniendo , traher trayendo y &c.(uei della terx^afiformarmo, daWinfinito anchora,mutando la v,fola in
endo; come oyr oyendo , yr, yendo , parir j Gmn^i, S
pariendo ; alir aliendo ; ma, auucrtrete; ' . ,,
che quando nea pemutima dell'inpnito fara f, ni uenmdo
fi mutara efjacyinii come, Reyr, Rien- neiia peml.
do , pedir , pidiendo: dezir, diziendo ; s *'""' '^"^^ ^"
crcuir, ecriuiendo; corregir , corrigendo^
regir, Rigcndo, fentir, nrienJo, uenir.
Hiiendo , eruir , iriiiendo; e ir.orir che
muta lo , in u, e fa, muriendo, dit quefti
gerondi, ufamo in duc modi , con la particella
en , e fcnr^a ; con la particelk en, moho ufa cerondi co
to , &fi dinotano in diferentemente dui tempi; // pa/Jato finito ; & il futuro; la qual
cofa fi conojccrd d.il tempo che fe gli da dopo
il gerundio ; c fer piu chiare^^,darb ]em~
fio prirm del pffito,e poi dclfaturcif come ,

CafligOani.
En diziendo ellas pa
labras todns ic leuantaron'j.n uinido mi ber;i)anoiiic
go nos fcntarnos a

Tojcani.
Grcndi coa

Dcendo qucjli' parolela rariclla,


ttitti fi leuarono ,en.
uenendo mi jh-tdlo fthito cijbdyfi'
?no a disn.ire cunis

^^o
LIBEJ)
SSCOT^DO
com.er encomenga- ficomincio a farla^
re fubito uennerotut
do a hablar luego
uinieron todos i
ti.
Douefi uede che per ejfer i uerbi che uengono doppo ilgerondio ; di pretrito; dettigeroudifaramo ancora del pajfato . di futuro.

Gaftigl l a n i .
yo yr en acabando
de comer ;
en comiendo, y ene
fcriiiiendo a quelias dof cartas , yo
uendre luego a d
de quiierdes ;
en muriendo fe mi
agelo , yo hereda
re la hazienda;

To/cani.
lo andar, come ft-*
nifca di defimre .
comehabbia mangiato ,& fcritto quelle
dae lettere, io uey
ro fubito doue Hrrete.
come fia mortn mi
amlo io hereditaro
la robba.

E.ejuei faran , di futuro , percioche i


uerbi che uengon doppo ,fon di futuro > Valtro modo, fard come ho detto jen'^a la partcelia en, fi coute.

tajligliani.

.11

Caftigll a n .
Tu uas comiedo por
la calle y poltronean d o , yel otro ;
eft trabajando, y
haziendo , fu oflicio,y tu te eftas hol
gando jotornollo
rdo, y tu buel uefcantando.

Tojcar,
Tu ti uadi mangiando Ir^JZ
per la rada ; e pol u.
troneggiando e falliro a laborando yejhcendo il fuo uffi"
CO e tu ti iai ociofo io torno piangendo ; e tu ti fornican
tanda.

S di quefii effempi & altri fmli ui potrette


feruir per la inteigenxj de i uerbi, & delle
fue par ti) hor cirejia trattare de ipartecipij
DSI

T^BJECITII.

" P A R T E C I P I I hannoi
fuoigenerifignificatione etem
pi, come i latini,neUa noflra
lingua, e primieramente, quei
nwTr II im r-r-' ^^' prefente fono moho pochi . ,
& poco ufati; comefono , efcriuiente , aman 'fcL'di'pre
te, regente, oyente, iiruiente, creciente, /ente.
menguante ;paciente, teniente ; conocien
te ; / quali tutti comefi ucdcfinijconoin te; ma

22-2 LIBB^O
SSC01b{DO
foco ufan ; in iecc , d'ixjualifi parla per circunloquio; come dir ; el que ama; ei que
corre, el qucj iucga , la que ;;nia , las que
Vinedcifar aman ; fcn-Mo il fm genere; i partccipi di
''"'":' '^''', pretrito ; fiiifcono comuncmeme indo ;eft
fiaformatio /"'"^''^^o fi^" (/^' ^elU prima , & ur%cL da i
m.
fuoi infinitt de i uerb donde proceddono; la
lettera r mutata. in do ; come di amar amado;
honrar , honrado , rogar rogado ; quei
dea fe c onda fi formar anno, U filaba er muta~
ta in ido, comeo frecer o frecido; di tener,
tenido di hauer, hauid o , di faber, abido,
di querer querido; di doler, dolido ; (uei
dea ter-xafiformano come quei della prima j
Cartee!fttificome ; di reyr reydo , di eligir, eligido,
},ajfito che ^- correar correddo ; di entir, fcntido, di
non ojjcruit-

'

sj trcolar oyr oydo; di uenir uenido , ma ce Joo alcuformatme. ni chc non oljiruatio quena regola ; come,
{nQlto,da fokar; muerto ; da monr;da
hazer, hecho ; da dezir , dicho, da poner
puelo , da dcvcak ; ecrito, da boluer,buel
to ; da cubrir; cubierto; e dercubrir,defcubierto ; da traponcu, trafpuefto, da confun
dir , confuo, d defpertar , defpicrto , ^
abrir abierto; c/Z uer , uifto.
, . ,.
Del partecipio di futuro, per non hauerh
JJ-a^'lbe "^^ ^''''^ '^^'"'"'^' f^^'^^ ''^'^ -^'"^'^ '^'^ queo pe
};^-.
circunloquio coluerboeffer,come; e'ique ha
deier

efer amado; el que ha defer e ligido , el


que ha defer uencido; el que hadeer muer
to i^frT, e tanto mi bafti intorno alie quatro,
oUer cinque part decUnablU deUa oratione.
DELLj
COSTI{FTlOTSiE:
17^generale; & alcme particolarita
di quefte part che fi
uartano.
"^ Quanto appartiene alia
coftruttione non accaderadar
nemolte regle per coche la
ej^erientia el leggere d' libri ue lo moflrer; ma uoglio
dir, che moho fimile alia, lingua latina, e
dijmile in quefto; che in quei ticrbi che da i
latinifono chiamati attim , a i quali fe gli da
ilquarto cafo fi troua dijjercnxa grande per- ji^atko.e'
coche o le dao il datiuo, ouer indijfrente- accufuimf
mente il datiuo, & acctfatim fcn-za ojferua- A/^Mifiren^
time niuna ; come ; amo, che primo; tan-emente
^^'"^f a
tofi dice amar amara , a pcdro a;iuan, che e
datiuofcome amar las mugcrcs,amar los
hombres e tanto fi dice ; a labar la uitud ,
come a labar a la uirtud, e tanto fi dice , a
prouechar a los hombres, come a prouechar
los hombres , e tanto temer ios enemigos

a i 4 LIBIDO
SeCOTl^DO
come temer a los enemigos, e queflo s'intende folamente ne i uerbi che uogliono femplice
cciifatiuo percioche neglialtri quafi tutti fo~
no fimili a i latini, come fe fuffe , di dar; di
mandare , uietare accujare dannare eftimare,
QH-I fida q^ altri coffhtti; ne i quali auuertirette, che
i accufmuo jj ififieffif, qualche f rome, a l'horafimette
in accufatiuo fempre, &fe non il pronome
fegli da meglio datiuo che accufatiuo ; e quejli
fronomifaranno, m e , te fe; nos^ os , ouer,
uos, los ,fi come

Caligliani.

T/cani.

yo no t dar' dinero hala que me pidas perdn , porqucno quiero uedaros , mi caa a ti
ni a cus hermanos;
pero i me acufateys , yo os meter
Cilla crcel y alli
me pagareys ;

lo non ti darb denari


fin che mi dimandi
ferdonann^ percio~
chenonuiuogliopro
hibire la mia cafa,a
te; ne anco a i tuoi
jratelli, mafemiac
cufarette; io ui met
tero in prigione 5 e
Ime mi pagarctte.

AI que dan algo no


deuc es cger;yaqui
en pide perdn con

/ chi ti uiet donata


alcuna cofa non deb
befcieglire; e a chi
lder lo

DELLJ. LI%
-cederlo j yno fe ha
de ucdar a ninguno
ni negarle: e perdon , ni acuar a
. uno ,y a otro meterle en la crcel,
fino pagarlef ales
unos , yaios otros,-

C^S.

225

dimanda perdono co
ciedero , e non sha
dimetare aalcuno
ne anco ncgargli,il
perdono j )ie accufar
l'uno , e l'altro metterloaprigionc;ma
pagar l'un e l'altro,

. Douc che hauete ueduto come a i medsfimt


uerbi fe gli da accufatiuo & datmo; O' auer
trete ancora che quel le , c/oe, pagarle ne
garle; ^c.// metteinuece di lo accujatim ,
e fufajpeffeuplte, epochifiime il lo, e quefto
eper leggiadria.
Si da ancora per leggiadria ad alcuni uerbi
mpronome de piu, che mi tanto come fe non
fujfe piu d'uno come fi dicejfe.
Harto mepcfa a mi; oydme uos ami; ere
edme ami ; ami me ha a contecido, ami me
plaze-anl me parece ami u)areceos a uos ,
che uol dir , udite a me crete ame , ame pa ronmiAe
re ; &c. anfi dios a mi me ayude;co// Dio mi <^"*^'>'
aiuti ja tifetecondio ;a te funafcofio.
Truouo ancora un altra che al mi parere, e
improprietd grande ,& , mettere il gerundio infierne col pretrito del medefmo uerbo
V

*ss*^
226
LIBIDO SSCOTSJDO
per piu efficacemente dir ilfuo concetto;comes

Caftigl lan,

Tojcani.

12prefina, Eli acabdo que acaiibonda. b Q comer entr


por la puerta endizieiido que dixo
cftas palabras, le
go fe ueien uinien
do que uiao luego
fe echo enlacama ;

Sbito chefin}de dif.


nareintroin cafaco
m'hebbe detto quefie parole ;fubito fe
n'ando, come fu ueuto yfubito fi mife
alletto .

I>ouefiuede che damn%o quel-pretrito


non dimeno s'ufa j e dinota una. certa pre~
sie'Z^ de pin saneara, ne i relatim il mcdeCmo chehauemo detto in quegli altri prononi
fercioche fi dice;

Caftigliani.
Vromm'f.fo-

Tojcani
^

Hcrc/) net Patccele ael ; oyIdo Tare a. lui; fentitelo


coflrmione: ael, aellos les pare aloro pare che fauno
& a gli altri pare
ce que faben,y alos
al'incontro
> &al(>
otros les parece al
ro
piace.
contrario , yaellos
les paze.
xAmoriC

DEIL\A
LI'^
Cj:s.
227
ancora dal uerbo e&itix, sufainun certo '^^^^'>fi''
modo che pare che fia d'auanTio e che fenr^a. "' **
tjuello ft potrehbe dir il uerbo , niente dimeno
comune e kggiadro ancora fi come;

Caligliani.

Tofiani.

Que eftas haziendo 5 Che fai ? defno,beue,


eftoy comiedo cfta
che parli, tra te f"
beujdo ? que eftas
dico, che non mglio
hablando entredi
gire ; che fai f dor-^
tes cftoydiziendo
miua,
que noqiero yr ,
que eftas hazdo ">.
e ftaua durmiendo;
Che tutti quefli fi potrebbenodireper ilfuo
uerbofoloycioe, defino, beuo; que hablas?'
que hazcsf-dormia; digo hablo; e cofigli altri i che in tofcano ancora ft dice che ai ufare, che ai a dir; ?li imperami dei uerbi^"'P'^<"''*'^*
r

^ L. ^1

i?

-r

come s'uina

ujano apaare dmerfamentefenxa hauerrij- ^^ -ormuat


guardo ,ne a perfona ne altrofenon per uia di parip,
frouerbio j ouer che un modo di parlar, per
dichiarar per quella uia il fuo concetto, come
dir; mir.que duda; mira , que noramala;.
mira para que , mira que negocio; e chapor
copas i toma i os quiero, e cofi gli altri,che

Imptratiui
abenda.

22 8
LlBH^O
SECOTipo.
in Tfcam direbbe chidubita Pudete in mal
ora;uedee a che propofito,che negocio y z
cha porcopas, tolto dalgioco dellecarte;
efi dice quando unofilauda, ouer parla tropo.
Et ancora parlando feco effo , ouer con
altro; fi parla per quefla uia, iimperatiua
neafecoda perfona del piu,quaft come chefi r
prebende d'alcuna cofa ouer saconfigliain quefto modo.

Caftigliani.
Andaos a dczir donayrf s que deTo co
mereys .
andaos iruiendo feores que os darn
uueftro pago; teneos
en mucho, yiio ga
nareys un pan, ni
liaJIareis quien os
hable fiaos en uen
teros ymefoneros
yuereys qual os paran, ha/.eos mucho
del compadre yno
os tendrn en nada.

Tofcani,
^ndateui a dirgra-*
tie , che defimirete
diqueo .
Seruite i fignori, che
ui daranno quel che
meritate , contener,
teui, e non guadagnarete un pane: ne
tronarete chi mpar
le,fidateuidehofiiy
e uederete come ui
tratteranno ; fateui
commune, e nonui
imaranno niente-

Ecof

E cofi moltialtri che per non ejfere prolijjo


non li metto;ma piu commune in quejlo modo di parlare il uerbo andar , di riejfun altro
percioche ogni cofaft puo dir per il uerbo andar j & I'infinito di quel uerbo che uol dir;
cio che hauea di dir per rimperatm; e me'
glio fi dird per il gerundio ouer participio di
detto uerbo; comefiuolejfe dir : beffateui
d'ogniuno ; fi dird in cajiigltano per quejio modo di parlare j andaos burlando , ouer andaos a burlar de cadauno; y uereys io que
paila; e Jkte ogni di queflione, e uederete ;
andaos a hazer queftion cada dia y uercys ,
doue che quel modo di dir per il uerbo andaos. Ardaos amt
fignifica una certa continuatione ouer ajliduitd ^'"^^ "^' ? '
di tempo, la quale per il uerbo falo nonfideno- re
tarici,fenon fi dechiaraffe per altre parole;
doue ancharafiuede che quel andaos ahondante & uitio , e nondimeno sua .
ancorad uriahrouitiod'abonianxadipa.- YitiacL'<s.boa
role & etiandio leggiadro ,efi dice per affer danX^dif<t
marquca cofa , di chefipar la ; & queflo. ""^""^

Caftigliani.
Yo lo ui con elos
ojos
yo io oy con eftos

Tofcani.
lo l'ho uifto con quefli
occhi;
Jo l'ho udito co quefie

ajo
LIBIIO
oydos
yo lo tente coneas
' manos
yo lo anduae con
elos pies ;

SECOT^DO.
orecchie,
lo I paipai con quefle
man;
lo l'andai con quefii
piedi.

E impropriamente ancorafidice; yo o I u
por eftos ojos; y lo oy por e/los oydos,
E cofi molte altre cofe; chefi potriano a notare, le quaii lafcio per non effer proliffo, a chi
uorrd leggere i libri ; hor trattaremo dclltt
cofirutione di tutte k par ti che fi uariano .
DELLE

COTs^j: O IlD^

I^Z

E.

{"Ivf^c o R A che non era i mia


propofito trattare delleconcordan-xe lafiiandolo a i lati~
ni; nondimeno per non mancare in niente alie noflre offer
uatoni; dir alcuna cofa \ e primieramente,
che tutti inomi fofiantiui fono di terxfl perfona , come quei de i latini faluo yo, de prima;
c tu di feconda ; infierne con tutti i uocatiui
che fono etiandio di feconda ; uolendo adunque
mettere infierne ilnome co'luerhoe neceffaria
chefi conuenga nella perfona e nel numero co't
nomina'

DSLL^
LI7^ CUS. 2JI
mminatiuo;come yo amo, nofotros amamos; ^i cmmi'i
pedroama;Ios hombres aman , che non di- ^^ [^rij
remo pedro amas, ne , los hombres ama .
L'aggettiuo conuiene colfoflantiuo ncl genere, e nel numero, e nel cafo come mal hom- ?";"!,''''" *
bre ; ma la muger , malos hombres, malas (, f|'.
mugereSjhermob libro, hermoahembra, iitmim.
L'atecedteacoras'accorda colrelatiuo nel
genere e nel numero ; come, el hombre alqual,la muger la qual ben uero chefeniprefi
dice per il que, che ferue per relatiuo, come
el hombreque la muger que ; los hombres
que, ajualqnc , ferue per relatiuo ; in uece
del qual Ja qual, Jos qualcs; las quales ; e
quiauertirete che queflaparticella que^ mol- '^'^^'' f""^''to ufata da noi & hora per relatiuo hora per '^' " 'T' *
'

'

qmindo, e re

congiontione, & sufa tantc uoltenel parla- umoeconment che alie uoltemipare che fia ahondante; lontiont,
come in quena maniera di parlamento ; por
dios que fino t conociera que dixera que
eftauas loco j y que nofequc mediga ceci;
dmefiuede che tutte quee fono congiuntiont;
ma quando relatiuo ,f cono/cera inqucflo ,
che il uerbo delagente non fi mettc mai inan^i
della que ; ma ben dapoi, & a l'hora fard
relatiuo ; ma quando il uerbo infierne con lagente refla dietro; a I hora fard congionti ove
fi come,

V iiii

2^2

LIB\0

Caftigliani.

SECOli^DO

To/cani.

Pareceme que ha ac Tarmiche habbiafibado


nito,
yo no s que med-' io non so che dirtne.
haz cuenta que oyte Jn cont chehoggi stj
nacifte j
nato. '
Quf/i it al qui auertirete che in cafligliano quefla par
dimoftmi- ticella que,fida per la piu parte al dimoftrao,enond j.^j^^ eradeuolteal fo?^ionMio, come fidain
^
tojcano ,jt come fe tn tojcano t dicejje ; to non
fo quel che shahbia coflui ;non intendo quel che
dicanon ueggo che fkccia niente; io credo
che fifhccia una comedia; e in cafigliano tut~
tiqueflifidirehhonoper il dimofiratim, enon
fer il foggiontiuo; come, yo nofe lo que fe tic
ne efte , no en tiendo lo que dize , no ueo
que haze nada ^ yo creo quefe haze una comedia e cofigli altri tempi di foggiontiuo iqu
li fimutano ne i foiniglianti del dimoflratiuo ^
in caftigliano i fi come

Caftigliani.
Yonoeque tenia,

Tojcam.
lononfocheshaueffe
creo

treo que eftaua ene- Credo che fufje in colera ;


jado ;
yo no fabia que la lo non fapeuo che l'aamaua tan loca me
majfe cofi pax^men
te,
te.
yo no creya que lo lo non credem y che
dezia de ueras .
dicejjeda douero;
E non ft direbbe ; cTto que eftuuiefe, no
abia que kamac , no creya que lo dixefe,
ancora che s'ufi alcund. uolta dirlo;come,no fe
que me haga, no fe que me tenga, que me
diga &c.. ma io'l dira coft, come ho detto e non
inqueHa guifa.
B^ELaTJFO

Caligliani.
El hombre que no
ligue la uirtud que
es amada de todos,*
yes de la que habla
los philobphos
que han ufado dellaj no haze loque
es obligado^ni hay
razn qu lo efcufe de pena.

SI

COME.

Tofcam.
Uhuomochenonfegui
ta la uirtu che ama.
ta da tuttiy& quel
la dalla qiiale hanno
fcnttoifilofofi, che
I'hanno ufato; nonfk
quel che teuuto a
fkre ne anco ragione che lo ifcufe
daa pena.

^lil
134 IBIiO
SSCOXPO
Doue fi uede, che tittti queflifono relatiui,
fercioche tra l'agente & il uerbo fi troua la
particellaqae ,laqual cofa in quei ejjempi di
Copra al contrario; ma quando uiene col artcelo , lo fmpredel genere neutro;come,
que es lo que dixo ; efto es lo que pa0a,
che in tofcanofidir, che que che ha detto}
queo quelchefifd.
Queiriterrt ^Ticora ti c^cfipigUa relatuo fenxa quegatitn. y^g risguardo ma a ihora mterrogatiuo, o>
me que dizes; que fe hazeJ que hay de nue
uo? il qtiale come il quid, latino .
Tigliafii ancora per relatiuo, ma con gli
fuoi articoli, e l , la ; los , las ; r in quefio
modo imita molto i latim; come

Caftigliani.

To/cani.

El que no haze bue Colui che non Ja buo^


as obras , haze
ne opere fn male, le
mal fus negocios , fue cafe .
la mugcr que es fea La donna che bruninguno la puede
ta nejfuno la puo
ucr, y la que esher
uedere , e queUa
mofa todos la uen,
che bella tutti la
de buenagana;yan
uedono uolentiei lasque Ion herri, ecofiquelleche
mofis fon fober ui
fon belk,fono fuas ylas que

DELLj:

LI^.

as'ylasque ion feas


humildes , y gracilas;

CAS.

1^5

perbe,e quee bru


te, humili egratio
fe .

11 modo di parlare da i latini per tinfinito Vtrlurpnh


col quarto cafo innanzi i contrario da i cafii- "^'f' f'gliamcL\lfa,no cola partuella qus^ettluerbo _
che hauea d'e(fereinfintto;comeffh in tofcano.
Alie uolte ^'infinito ft pigiia in uece di
nome ^ come el dormir , es bueno ; por que
del dormir procede el digerir j y del digerir,
la falud del eomago : & in tofcano \ il dor
mire, e biiona cofa ; percioche dal dormir,
procede il padire, e dal padire la falute dello
iomaco.
lluerbo pafiiuocome hahhiamo dettoUpar Vajtiuouertecipio del uerbo attiuo, col uerbo 'er , eft ac- '"'""''<
corda come lo attiuo, &- il partecipiocol fo- '""*'
mtiuo come nome aggetttuo j come yo foy
amado, nos fomos amados, la muger es
amada, las m ugercs, ion. amadas, los honi
bres fon amados c coi gli altri.
Ffano ancora dacaft che apprefjo i latini
fi chiamano ajfouti, e queflo percioche non
hanno riguardo ne a uerbo , ne a fojtantiuo ne
ad altra cofa; e quejii ft fhnno communemente AWM; *p.
per i partecipi de prefentc , e per cjfer pochi in ^'!!"'. ""*
uece di queifi mettona quei di preteritofi cotne; ''

j6

LIBIDO

Caftigliani.
Afoluti;fr Yo pienl
pienfo median
tela diuinagrada,
y durante eftetip o , acabar todos
mis negodos,y hecho efto, dios dixo
lo que fera.
AJfoluti per Eldo yo en la ygleqneldif rete ia teniendo no ue
rito,
as , yfabido porel
los y uenidos allij
nos fuemos juntos

fofUapto
di prefente

SECOliDO

Tofcani.
lo credo per ta gratia
dtuim e durando cjue
o tcmpofinirtutte
le miefhcendetefat"
to quefio j Dio pro-uedera al reflo.
Ejferido io in chiefa,
che faceua i noue di;
efaputo per loro , e
uenuti lui; andajii
tno infierne.

Doue fiuede che quel mediantCje durte,


che fono partecipi di prefente anno ajfolutamente ; e cofi hecho^ eftando, tcniendo^fabi
d o , uenidos, partecipijdi pretrito .
VITII

DELLU

COSTBJ'TTIO'HS.

Hanno ancora alcune improprieta delta co~


rutttone nei relatiui, come in queflo modo di
(arlare.
Eji

h-ElLU

LI%

Cafligiani.

CAS.

257

Tofiani.

Efto afirman S. Gc~ Quefio afermano S.


ronimo y S, AguGieronmo,etS.^git
lin, de losquales ftino, d'i quali le pa
las palbas d'uno
role delTunofono que
foneftas.
fie.
In uece di dir, le parole de'uno d'i ejua
tifn quefie, las palabras de uno de los guales fon eftas, & il tnedefimo direhbono cofi.

Caftigl l a n i .
Eran dos hermanos
dlos guales la riqueza del uno no
yguaaua a la del
otro.

Tojcani.
Erano duefiatclli, d'i
quali la ricche'X^
deU'uno, non uguagliaua quella dell'al
tro.

cofi altri fimili; henche quefia maniera d


faueUare, non sufa troppo , ma bafia che la
trouerce alie uolte in libri Spagnuoli.
Gtntri del

Sogliono ancora alie uolte comprendere fot- majAio ,


toilzenere neutro, quel delmafchio ouerdclla ^'^'^f'"fo
femina nel numero del pu; e quefiot un stra- t, u MHUP

mm^'
aj8
LIBXP
SECOTSDO
no modo di parlare > efe non l'haueffe ueduta
in libri graui, edi confideratione io no'l fcriieria, ti modo quena

CafliglJani.
Nunca le acaeci
ponerfc a los peligros de lo qual, la
jortale/a fe engcndra.

Tojcani,-..
Mai I ha accMuto
metterfta iperiglt,
de la qual cofa lafr
tei^ft genera .

Doue ft fiede che quel, de lo c^nal, che


genere neutro , non s'accorda co'l Jojiantiuj),
ma c/KCHfl t/re ciclos quales;
Hcttmo ancora un altro modo nel parlar per
iimen iiIa- i relatiui;& principalmente ilrelatHOc{xiQn,
'""CX'.ef. che mi dir, chi iu tofcano ; Iquale, conciofut
^'^'
chemettendolongli cblichicome dcqiiien ,
aquicn ; & m tofcano , de chi, a chi, fempre
bifogn.1 dargi un altro relatiuo, ouer ,nome
agente > pongono dctto relatiuo, a quien, ouer
de quicn fcnxa altro agente, & uogliono che
quel, aquicn uaglia come ; a quel a quien j
cuer , a quel aqual e ntate qaefio modo per
cioche Urano, ^ non cattiuo appo i cafligliani fi come,
Hgalo

DELL^

LIX. CUS.

Tofii
'can.

Caligliani:
Hgalo a quien toca
digalo a quien le)ra
porta.
de todos es amado
a quien no le falta
la uirtud ,
por fu prouecho es
uenoido aquien le
quitan la libertad,
bien lo podra uencer de quien es
cle pleyto .
no puede fer al, abado,dc quien fe que
xan todos ,
malamente fe podra
creer de quien no
tiene fe , cni.

239

. ,

1 Vitioddre-

faccialo colu a chi f,^,5a,


tocca, e apfartiency
dicalo colui a chi importa ,
da tuttie amato colui
a chi non mama la
uirt,
per til ftto uintoco
lu a chi tolla la H
berta.
ben potrebbe utcer co
ui di chi quejla
lite.
non puo effer lodata
colui dal quale tutti
ft lamentano.
malageuolmente (ipo
trajidar da colui che
no ha fede infe Mlelfoi

Metteft ancora al contrario , imitando forfe i


latmi; cioe che I relatiuo uada in prima de tut
to;& ancora piu leggiadro e piu u/ato modo
di parlare, e che ft potra intendere con piu age
uoleT^yde l'altro, ft come aquica toca, ha-

HSSIsr'

40
LI BE^O SECO%pO
galo, a qu ien no le falta la uirtud de todos
es amado; de quien es ee pleyto , bien l
podra uencer;de quien fe quexantodos no
puede fer alaba do ; e cofi tutti gli altri modi,
douefiuede che egli uthpoco piu da patire.
ancora, ui un altro modo difiuellitreimproprio, eche uafuora d'ogni regola di coflriit
tione, cotneft uedera in quefio ejjmpio .

Caligliani.

To/cani.

Vitianelm pu^s la fcntcncia de ll parere admjue di


peripatetici, tu y e
mero;eperfo j o s p e r i p a t t i c o s
tutu quei che han
''^'
tu, ytodoslos que
han leydo los moletto i morali d'^ri
rales d'Arioteles
iotele,fapete che fia,
fabcys como es que
che iljine d'i beni co
cl, fin de los bie- fifle , nelufo della
nes conite en ufo
uirtu .
de la uirtud; .
Doue che, quel tu , feconda perfona del
numero del meno, c quel, todos terxa, del
numero del piu, ntcntedimeno,firiferifcono
al uerho abeys, che feconda del piu, ma an~
cora fi tce, mettendo in feconda peifona del
piu

BELLA
LlV^ C^S.
241ftu cuel che uerme in atiT^i del uerho principa-'
ie,& a I'hora, fiudapaiire come dir,

Caftigliani.
T u , ytoJos los que
hauevs leydo los
morales de Ariftoteles abeys .

Tojcani
Tu , e tutti quei che
hauete letto imorali
d'^rijiotele , fapete.

E coft ,fipotrebbe dir meglio; efidice anco


ra i tu ytodos los que eftauan all, lo hizie- '
ron, tue tutti quei che erarioliui ilfecero.'
^uertirete ancora del rclatiuo, quien,-e Auertmen^
indeclinabile, come chi, in tojcano,percio- todelnlatu
che tanto fi dicelos hombres a quien; co2e "g"el hombre a quien ,& medefimo della femina i ma quefto s'intenderd ncgli ohlichi; per
ciochc nel rctto , non ucnnc mai con uerho del
numero delfiu,fenon co'l uerho cicome ,
fon, fueron , cran , & aWhora fegtimette
doppo qual fi uoglia altro uerho, del numero
delpiuft come,ejpio del rctto e de gli oblichi

Caftigliani.
quien fon los que
uinicron ayer ; no

Tojcam.
Chi fono quei
te. che
uemiero hieri
er f" non

142
LIBK^O SECOJi^DO
fe quien eran, mas
fo chi fuffero ; tna
fean quienfe fiier fiano qiiei che fiuoque losqucferLn,
gliano,chechifaran
e ueran
ft uedranno.
los hombres, a qui ; hmm'mi a iqualinon
no falta dinero,hamanca denari,fanno
zen tener embidia,
cffer tnuidiati , da,
aqui no los tiene.
chi non gli ha.
Done fi uede,che quei pritni uengonofempre
(O I uerbo lci,& altramente, non s'aggiugnerebbono al numero del piu, percioche
non ft direbbe, quien uinieron,
ne quien amaron, ma quien uino e quien am,
e tanto mi bafti
intorno alia co
iruttione pofcia che , quando ft
trattara deUefigure&modi
di parlare; fi dir,
quel che man
ca ,
IL nVE

DEL SEC01{pO

LIBBJ).

L'OSSEBc.

L'OSSERVATIONI
DELLA

LINGVA

CASTIGLIANA,

DI M. GlOVa'liV^I
L I B R O

PELLE

Ml^a'tipa

T E R 2 O.

PAR.TI C H E

N O N S I

V ii R, I A K o .

<l^
liELV^VVEP^BjO,

ESSER

I.*AVV E R-

bio una parte, chefempre s'ac


compagna alucrbo, comincia^
remo da quella, & primo da
)gliauuerbi di luogo per effer
unpocopiudi^ili,

na

ES?

544
DE CLl

11BI{P
jVVEB^BI

Caligliani.

T\ZO
DI

LVOCO.

Tofiani,

A q u i , ay, alli,
Qulm\ Cofiiiuryquinci
de a q u i , de ay , de di qui , di quiui j ii
alli-,
quindi,
PT a q u i , por a y , di qui, & fer di qu,"'
poralJii
&perdili.
ac, all , a cull, qua, o cofia, la,cola,
de ac i de all, de a di qua, di U, di cuculla.
'
Id,
por ac, por all por per di qua, per di la ,
a culla,
per cold,ouer fnica,
la prepofitione per,
lexos,
di lontano .
dcntroj, fuerajadenr dentro f'ora.,..
tro a fuera.
do ad,donde,a don doue , donde onde:
ds,dc dondej-,
por donde,ay abaxo; doue cofia gi , coa culla.
Id.
abaxo, a c baxo gtu, qua giii, di fo'
arriba,
pra
a baxo;a qui, a baxo, ifotto > aretro ,
atrs,
doquiera.

DELlj
LI'Hj C^S.
245
&o quiera, a do quie ouunque oue che ,
ra, donde quiera,
aquende j allende , di quaydila, da al"
fronde ,
de otra parte,
por otra parte cno- altroue, altronde,
tra parte;a otra par
te .
Q^te^i auuerbi s'attribufcono d dinerfi tem A5ri< /i
pi, e perfone , percioche, zctni ^sattribfce '*"?". f "*'
a la prima perjona, cioe,nel luogo doue e quel huifitmo.
che parla, ay afeconda, nel luogo, doue tufei,
alli, a ter%a, nel luogo doue e queo, cio /
^uel luogo y & ilmedefimo, de a qui, de ay, ,
de alli, maqueifen^a, laparticea ^ denotano non mouerfi da quel luogo, e quei della particeUa , denotano priuatione o moto, o almanco
che fe gli dice che ft mouano de li, quegValtri humrh con
tre , che hanno , la particeUa por ,ftgnificario ^t"""""'^"''
fempre, o paffar, o caminar o andar, ouer aL ^^ ^^"'J''
cano moto.
tro uerbo che , lofignifichi.
Et acciochefta piu chiaro quel che dico, dar e{empio di quefli per non confondere ogi
cofa.
'

Caligliani.

To/cani.

Ecreuisme ella a
qui el principe nuc
' ftx), yo me niara-

Scriuetemi fi quim
il principe noftro, io
mi merauiglio cte

i^6
LIBIDO TEI{ZO
uillojquey a no efta
gid non cojii, pera y , por que ayer,
cioche hieri ho bautt
me ccriuicron de
to lettere da FicenVicen9a, que efta%a , che era iui er
ua alli;yel fe fue de
egU fe ne part, ii
a q u i , feys dias ha,
quindi ,fe id fono y
yi ayer fe pardo de
e fe hieri fi part de
alli de Vicenta, co1) da Vicenxa, come
mo me efcriuenjyo
mi fcriueno, io mi
me es panto como
merauiglio , come
no pafs ,0 por anon pafio , o di qui
quijO por ay, o por
o di cofii , 0 de li y
allijpor donde pafdoue pajjarono gl'al
faron los otros prin
tri principio y
cipes ,
QuegU altri che fono /mili a quefli, come
a c aculJ por a c , por a culJ, fono quafi
fimili in ogni cofa,faluo che per quefli fi parU
piu generalmente , e per quei piu limitata,
comeft uedendo uno a unaltro , Uuolejfc dimandar, che fkceia in qucfle parti, li parlarebbe cofi,

Caftigliani.

Tofiani.

Q u e hay que hazcr Che ce dafar, di qua ?


,por a ca ? alia cu ue cola fono ato I'altro
1 otrodia3 yno os ui,di,enon u'ho ueditto.

no ha pafado por al- non pajfato di la ,


l mi hermano? Va
mo fratdlo ? mfene
fe da capara alia; ua
in qua , e in la m~
gabundo j yel otro
gante , l'altro di
dia cftuuo acull
Siette coldabbaj]o,
. abaxo, mas de tres
fi'u di tre di.
dias i
Douefi uedechecuel all ,f riferifce t^uaftfcmpre alia perfona con chifi parla che jara,
[cccnda , & all, fi riferifce a ter'xa , a cuiJ,
a nejjuna perfona fi riferifce, mafolo al luogo
del qua fi parla, e quefio auuertirete bene,
che'I uederete ogni di, alcmi di quefti auuer- ^^^j,
bidelluocofi pigliano etiandto per auucrbi di ;,
tempo, come de a qui a delante de ay a dclan <' temfora.
te &c. de i quali diremo al fuo luogo.
'
^ qucfii auucrhi, dentro fuera, di dentro , di fuera , ft da per la piu parte il feflo ca~ AerJ cft
O , che e L ablatmo , & alie uolte ji mettono ^^-^^
fenT^a cafo niuno , come dir , dentro de mi ca
i, dentro de mi; fuera de fi, fuera de la
ciudad, & alie uoltc la particcUa cn,feglida
(ll'anucrbio dentro, cerne dir dentro en caa
cfta, dentro en la vglefia, cfen\a cafo come,
alia dentro eft, uetc all fuera, uera es
r do , che in tojcano dir la iittro, uattene.U
dtfiiora^ and-itofuora,^li auucrbi aquende.

RBfe^i-

248 LIBI(
TEI{ZO
allende, per effer parolemtkhe, fon poco ufa
teanzi in uece di a quende,/ dice, defta par
t e , & in uece di allende ; (i dice de la otra
Aedeli tro parte , ouer de a quclia parte, ma ho mejfo
m^ anchora ^^g- pgy(-Q}jg g , /,j./ antichi trouarete fcr
to , aquende el mar, allende el n o , e tanto mi hafii intorno a gii auuerbi di luogo.
DE CLl ^VVEB^Bl

Cafliglil a n i .

DI

TEMTO.

Tojcani.

Oy, ayer 5 ante ayer Hoggi, hieri, hier [al


maana; por la ma
tro, domane domatnana por la tarde ;
tina, // tardo tardi,
tarde, temprano,a
a buon'hora, adeffo
gora, poco tiempo
poco tcmpo t', poco
ha; poco ha ; desfa, dapoi, alcunauol
pus , alguna uez ;
ta, in alcm tempo;
en algn tiempo ;
molti di fa, gia tem
muchos diasha mu
po , quando a 'hocho haya-qudo,en
ra, mentre che, fin
ton ceSjCn a quella
che per inanzi,per lo
(kzon, entre tanto
attHeniredam dalque, hala quCjpor
i hora.
adelante, enloueniderOj desdeago ra,des de tn tonces
Cafiigliani.

DELL^

11%: C^S.

Caiigliani.
jamas, nim cajamas,
a un,continOjde con
tino,
mientras que, ya,
luego,luego que,
en continente j a la.
hora,empre,
llempre jamas,
para siempre jamas,
dende agora, desde
agora , dende en ton
ees desden ronces,
harta quando ; harta
tanto ;
desde que ,de aqui
adelante, de ay ade
lante,dc all adclan
te,por a delante-; el
da iguie'te,dcs pues ac, a des hora,
de aqui a un rato,
cada da, cada hora : cada Karo,cada
momento, crino.

149

Tojcmi.
giama, mat,
ancora , ancor, coiu
tinuo,
mentre che gia^
fiibito, fuho che >
in continente
femare.
femare mai,
fer fempn,
damo,
dall'ora,
fin quando , fin tatito ,
:
da che,d.i hora inaT^ ,
per taimenire, da in
di inanx,i da indi i
(m, il feguentc gior
no , fnori di hora,
di qi a fe-z^o, ogni
di ogn'hbra.ogni foco ogni momento y
continuo, continuamente , di continuo,

Equejlo CHA; fi da ad ogni notne ora fia

150

Lisi{o reiizo

foflantiuo o aggettiuo, e uol dir (juel che into


daachifi
fcano ogni, come dir czz. uno, ogni o,cada
(tV.
iibrodefos es muy bueno ^ ogni libro di
fjuefii molto bmnoifi dice ancora, cada,
q^, communemente che credo che uoglia
dir parimente, ogni uno, come fi dice m prouerbio, cada qualcon nyg\i,cheuoldir y
ogniuno co'l fm faro, e cada gallo en fu mua
dar, che fi dice a uno che fa brauate in cafa
fu , e tratfuoi, perdoche mxAazx,uol dir,
unluogo publico , doue tuttibuttanole fporchcT^, ouer Jpa-^ture delle cafe ,e perche
li uanno communemente gaine , e gai,
fatto quefio prouerbio, come dir, ogni uno in
cafa Jua ,de iquali prouerbi, & altre cofe ,
uderemo in fine, quando fitratterd dei modi
. di parlare e le figure, che ufano i Cafiigliafii.
L'aiiuerbio 1 uego ^fignificard, ancora, qifel
che in tofcano, adunque ,ea I'hora congiun-
-tlone^ Or tornando a propofito de gli au^
uerb 3 non uimeramgliate fe li metto cofi,
percioche m'ha parj Jeguitar nell'ordine. pin
? ;.-ro auuer prcio latm, che altri, e cofigli feguitaro
i..;,i,niece u f} ^inefie parti indeclinabili, io ho meffo quiui
tutti gli auuerbi, che mi pare che denotino
tempo, ancora che alcuni di qucfli, habhiana
dtuerfi fignificati, e cofi gli applicaremq fecon
',4o
ifuoifignificati aejue regle, come, /'<?.
uerbiti
c

DELl^
LlJi. CJS.
251 '
ueYbio luego , che uol dir quifubito , c luego
que, [ubico che, ma ancora uol diradunque,
ral'horanonfard di tempo, percioche neffitn
tempo ftgnifica , e cofi desde , ouer dende
[ola, nonfignifica tempo, ma piu preo, Imgo, come j desde ay desde aqu alli, hay >
tres millas , di qud in la, fono tre miglia-, e
cofi ante , e poco j e mucho , che fe non s'aggiungejjero a quee altre part, l'unafarebbe
prepofitione, e l'altrefarebbono di quatitd, ouer
di comparatone, ma perche antp , s'aggiunge
a ayerje mucho, s'aggiungea quel, tiempo,
ouer a quel ha., e poco parimente , tutti fignificano tempo f i'auuerbio lamas Jempre fi
piglia per negationCyetmai afferma,epcrcio lo
metttremo ancora tra i negatiui.
UVVEB^Bl

DI

VjyMEI^O.

di, auuerbi di numero fono facili, e per ci


non mi fermaro a dir altro che mcttergli per
ordine.

Caligliani.

Tofiani.

Vna uez , dos uezes Vna mita , due uolte


tres uczcs , quatro . tre uolte , quattro
uezcs cinco uczcs,
uolte, cinque uolte ^

451

LIB^O T E 11.2 0

' fevs uezes, lete ue


zes , ocho uezes ,
nueue ueces, diez
uezes onze uezes,
doze uezes , treze
uezes, catorze uezes , quinze uezes,
dezifcys uezes, dezilete uezes, dezio
cho uezes, dezinue
uc uezes, ueyntc
uezes, e cofi ueynte y una uez,
treynta uezes,
quarcnta uezes ,
cinqucnta uezes,
fecnta uezes,
fetn ta uezes .
ochenta uezes . '
noucnta uezes ,
cien uezes ,
mil uezes,

fei uolte, fette uolte, otto uolte , w


ue uolte, diece uolte , undeci uolte,
dodeci uolte, tredeci
uolte y quattuordici
uolte,qmndeci uolte,
fedeci uolte, dicifette uolte, diciotto uol
te dicinoue uolte ,
uinti uolte e cofi
uinti una mita.
trenta uolte,
quaranta uolte,
cinquauta uolte,
feJJ'anta uolte,
fettama uolte,
ottanta uolte.
muanta uolte t '
cento uolte,
mille uolte.

S cofigli altrtumeri,dico,auuerbi, pwcioche de gli altrigia hauemo detto, trattando


de inomi numerali, i quali faranno leuato quel
nome ucz inquel delmeno e uezes, in quel del
fH'jedi queja potranno far altri ehe correjpo/u
dcno t

DSLLJ

LI'H, C\4S.

25J

deno , a i latini, che fono, de dos en d o s ,


de tres en tres,de quattro en quattro, ouer^
uno a uno, dos a dos , tres a tres , quatro
a quatro//o che qmi primi, cioe de dos en
dos .&C.U0I dir che uadano duea dueinfieine,
come in ordinan'^a ouer in procefiione ,fen'j^a
contrari, ma quegl'alm dos ados,uno a uno,
tres a tres, fempre fi intende fer parte, con-'
traria una dell'altra ft che fi intendera, uno a
uno, cioe uno per parte, dos a dos, due per
parte,(re. e tantos a tzxitos/tdice peregual
fartito, come fe dicejfe.

Caftigian.
Vamos tres a tres, o
tan tos a ran tos a re
ir que rae conten
to dello ,

Tofiani.
^ndiamo tre per par
te ,a far queflion ,
ouer, tanti a tattti
a ugual partito[, che
fon contento.

tnon ft direbbe uamos, de dos en dos ,9


e tres en tres , ma quando ft trata/fe d'andar infierne ouer in ordina7ixa, aU'horafidi-rebbe de uno en uno, de dos en dos,de tres
en tres gj-f.

SJ4

LIBI^O

Caftigliani.

TEKZO

Tojcani.

Mucho , poco, muy Molto poco ,


mucho,
muy poco, un poco, molto poco, un poche*
poquito,
o ,
muy poquito ; a Taz, affui,
harto,
harto poco , de ma- troppo ,
/lado,
alpic deciento, alpie ben cento, ben milde mil,
le,
mucho mas , poco molto piu, poco piu,
mas,
denialadamcnte ,
fuardimodo, oltrami
fin medida,
fura,
tanto, quanto, tan , tanto, quanto ^
quan,
abundantemente , a abondantemente .
montones,
afazmente,fidice ancora ,mapoco ufato 4
di aimerbi tanto quanto, s'aggiungono
fempre al uerbo , 7n<t quegli altri due tan, &
quanji mme (iggcttiuo,ouero auuerbioji come
Cafii'

lsf, cas:

Cafigliani.
yo tengo tan buenos
amigos como nos y
tan buena Renta ^
o quan mal lo hazeys comigo, V qui
bien lo he he cho
yo con uos quanto hago todo es en
uano,
tanto me direys que
lo creer,
tanto quanto me di
xerdes har ,
no tengo tanto dinc
ro como uos.

355

Tojcam.
lo ho cofi buomami'
ci y come uoi, e cofi
buona entrata , o
quanto mde,;'/ fatte meco , e quanto
bene i'ho /to io can
ejjb uoi, tutto quel
ch'io faccio in dar
no.
tanto mi direte ehe'l
crederb ,
tanto quanto mi direte io'lfar,
non ho tanti denari co
me uoi.

Ma tan e tanto ,fono diuerfi in qucflo che


tan, non correfpondendo gli quan , ouer quanto femprefignifica quel che intofcanOjCoJi^ora
s'aggiunga, a gh auuerbi,ora a nomi aggettiuij,
cuera partecipif, ma non mai a uerbi,ficomCt

Caftigliani.
Cantaua tan dulcemente, hizo lo tan

Tojcani.
Cantaua cofi dolcemte,egli il fece cofi

MMS1Z

25<5
LIBEJD
^biamente, y tan
bien que no poda
fef mejor,
es can hermofa, tan
linda , tangalana
tan uircuofa , tan
bien acolbrada ,
que tiene pocas
<jue fe Icygualen.
cftan amado, tan fauorccido , tan que
rido jVtandefeado de todos , que
no hay hbrc mas
di choCo que el,

TE P^ZO
fauiamente , e cofi
bene che non poteuA
effer meglio ,
cofi bella, cofi polita , cofi leggiadra
cofi uirtuofa , cofi
ben coftmiata che
ha poche yfiie par .
cofi amato, cofi fauorito, cofi ben mluto , e cofi defidera
to , da tmti che non
huomo piu felice
d i lui.

Douefi uede che con auuerbi,e nomi aggettiui e partecipij, quel tan ,fignifica cofiouer,
tanto in tofcano .
Quei auuerbi,rancho^
muy, mas, ciferueno fempre, con glt nomi
pofitiui, a formare i comparatiui, di modo
che qiiando fignificaranno quantita al'hora
non faranno comparatiui, ma juandofignifica
ramio accrefcimento di quaiitd,fidiranno au~
. , ierhid comparatiuo, come fi dice/Temo,
c>ml (ifir- "'"''^ "^"y tnltejOaer mas, tnlre, blando
irtiiio.
mas blando , ouer muy blando, malo, mas
malo , ouer f muy malo , & alie uolte ,
mucho.

DELL^
LII^ cas.
257
mucho, ferue, a comparatiuo e fupei-latiu,
alie uolte saggimgono infierne i duc auuerbi
efannounfiperlatiuo, come trlftemas trile ,
muy mas trifte , o mucho inas trite , e
(uefla la formatione rcgoUre deicompara-!
tiui, ma alcum fono irregolari tome, mejor
peor, mayor menor , di bueno , malo^grati
de, pequeo , fo/?/a/i
J fuperlatiui hanno fempre risguardo a i pofttiui, efinifcono in uno di tre medi^ in s/mo , suftrkt'mi
imo, errima, comehoikimo^ fanrifsim'o , 5""""' /"'
facilifsimo , humilimo , dificilimo, milin\o, acrrimo, tcnerrirao, ubrrimo,

aVVn\Bl

DI

Cartjgliani.
Bien , buenamente,
mal malamente,
ofadamente,
atreuidamente,
herraofamente
dulcemente
donofamnt
prudentemente
labiamente ~
fuere emeii te

QJ'aLITa\

Tojcani.
Bcne huonamcnte y
male, malamente,
audacemcnte
arduamente ,
bellamente,
dulcemente,
gratiofaniente ,
fauiamente,
fapientcmetite ,
fortemente,

KaS
558

LIBIDO

TI.\ZO

elegantemente
leggiadramente,
liberalmcntc
Uberalmente^
ligeramente
leggiermente
dichofamentc
felicemente,
fcilmente
fcilmente,
difficilraentc
difficilmente,
gentilmente,
galantemente,
acirede,pulidamente apolla, polit^mentey
lindamente ,
leggiadra, e uagamea
te,
delicadamente,
deicatamente,
E coft quafi tutti y chefinifconoin mente,
quei pero , che dinotano qualche qualitd o ncl~
la perfona,ouer in altre cofe; U quei auuerbi
per denotare qualche cofa d(pii,fegi da, l'auuerbio muy j e queSio ft da quafi fempre, o
per ornamento ouer, per dar ad intendere piu
di quello j che uol fignificar l'auuerbio , come
muy bien , muy mal, muy atreuidamcntc
lo hahecho , muy fabiaraentc, muylocamentc , muy hermofamente , cio moho
ben, moho male, moho arditamente l'hafat
to, moho fauiamente, molto pa%p^amente ,
moho leggiadramente.

wiutmbt

DELL^
^FFEFJBI

Caftigliani.

WHj
DI

cas.

ajj

"tiEG^UJE.

Tofcani,

No, ni, ni a un, ni- "Hgn, ne^non pur, ne


menos tampoco ,
manco, ne ancor ,
ni tampoco,
ne anco,
nada,nonada,jamaSj niente, mai
nunca , en ninguna mai in neffun momanera antes, mas
do,
antes_, no fulamen- an:^ fin tofio, no fite.
lamente y
L'auuerbio n o , fempre mega ora fiafolo,
ouer con altra negatione, percioche due nega^
tioni niegano, & non ajfermano , di modo che
nada , e nonada e tutto una cofa, tampoco,
e nitampoco , tutto uno , jamas quando niC'
ga ,e nunca jamas, e tutto uno, l'auuerbio
menos, qKift piglia per fempUce negatione,
percioche quando auuerbio di comfaratiuo,
uenne fempre con //que, che le correfpondet
come yo tengo menos que tu , io ho manco
di te j e quando auuerbio negatiuo, fi mette
comunementCjper interrogatione, come dir,
tienes dinero ? n o , y ueilidos J menos, y
calcas ? menos ,fegli aggiunge ancora quel.

i6<)

L1B\0

TEJ^Z

'

m^ma non in interrogatione , fenon in ragionament comune, come yo no tengo dineros,ni


iBcnos ueflidos j no es para , ni menos
fera paualos otros, (juel no nada ^fimette
ejeparatamente & infierne come, no es nadi,
no tengo nada , no quiero nada , ter no
nada quiero, no nada tengo e^rc, '
^ F F E ]{B I

Caligliani.

D'^FFEF^M^BJ.

Tojcani:

Si, tambin , ficier- si, ancora , fi, certa


to,
.i porcicrtjfi de uer per certo , in ueridad
ta,
porderto,ypor uer per certa , ueramendd
te,
por queno , cierta- fcr fermo , in uero di
mente
uero,
a i es , fin duda, cofi i, fen\ct dubbio3
. amen ,
cuiene aliber, otro cio, altrefi,
anfi es , quien duda?

cofi chi dubita ?

Qjiefio farlare, por queno, molto leggiadrv quitiper interrogatione, fercioche d'altro

DELL\A

LI'H. C^S.

261

tro modo farebbe la cauja'e con la, no, negatim, fi come fe alcuno fe gli adimanddffe,
q.ileris uetiir ; mete uenirs ; ucndrcys ma
iiana.; Herrete dimane ; e egh rif^ondlje por
quenoj/ot perc/z'wow ho da uenire,chc feu-^ dir jfi , o no, l'ajfervfa ,.

>J DESID

Caftigliani.

EFi^\E.

Tojcam.

Oxa l a , plega a Dios

O fe uokfje Dio , piaceffe a Dio,


pluguiera a Dios; fi, mglin Dio ,ofi,
pluguiefe aDios,
uoleffe Iddio,
quiera Dios^anfi fue uoglia Dio , fojfe ci
fe,
egl.
Quejli amerhi feruono d foggiontiuo , tutti ma diuerfamentc , percioche due, oxa la^ ef
oi, s'amettono fen%a i q u e , come oxala uinieTe, oilouicc j e tittto inquel tetnpo^
fercioche non ftdanno adaltro che all't-raperfetto ,e quefl'altrial prefente con /a que , cojweplegaaciiosquc llu^ua ,*e n saggiungono altempo di che parlano dccti auuerbi co-mefefidicej]e,^lugnic a dios, nofi dirdqac
llueua,?W che Uouicraje cofigli aU ri,ft come,
. . .
-R i'l

SS*^\'

t6i

LIBELO

Caftigliani.

TE^ZO

Tojcani.

Pluguiera adis yi- Foleffe Iddio che ha^


louiera ayer, pluueffe piouttto hieri^
guiee a dios quel
uolejje Iddio che pi
JouieTe oy, ofilio
uejfe hoggi > o fe fio
uiee ; quiera dioa
fteffe , Dio uogUa,
que llueua.
chepioua.
E cofi contuttigli altri uerbi.
DI

Caftigliani.

^MM'O'H^IIiE.

Tojcani,

Ea , caya, c apucs, Orfu,or uia,orfu adun


ora pues, ora fus,
que orfu ,
fus arafus ,
fpedimola.
acabajya^acabemos^a jpcdifciU , fornimola.
DI DI

Caftigliani.

M0STK.J[BJ.,

Tofcani.

He a qui, ueys a qui cco 'qui, uedete qiti


heJo, helo aJli, helo eccolo,eccolol{,eccola
^qui,
qui,
catalcio ay, cataldo a uedetelo cofli uedequj.
telo qui,
D'ordi-

bELlj

LlVj

Caligliani.
Primeramente
principalmente.
quio a lo primero,
por adelante, en ^lo
uenidero ,
de ay adelante,
de alli adelante,
depucs defto,
allende defto
de mas defto,
de nueuo
otra ucz , alguna
uez ,
a uezcf,
al fin finalmente
particularmente,
dcfpuesjdepucs ac
desque,
al cabo a la fin,
deay,
entre tanto,alapoftrc,
i ten;porefto,porefo.

C^S.

263

Tojcani.
Trimieramente ,
per amenire, perla
innanz^i.
da indi in qu,
da indi innar^i,
dopo queflo,poi pofcia
oltre accib.
Di noto,
altra uolta alcuna uol
ta ,
auicenda ,
in fomma, in fine , finalmente, panicolar
mente,
dapoi, doppo, da chCt
injine, & al fine,
di cofii,
fra queflo me':^xp fra,
tanto y in tanto ,
perb,percio,per tantoi

DE'

IB^I^EMJSIFL,

Caftigliani. .

To/cani,

Depacio, poco a pij


j.co,

v/ bcll'agio , a poco ,
ffoco,

paito , que dito,


a penas, ca!, aefpado.
iplazer , calla cal-

iando .

cheto cheto ', piand~


mente,
a fena , difficilmente^
^/,
adagio , cheto j cuf-

to.
DI

Caftigliani.
Acab,por uentura
quic .

DVBIT^^JE.

Tojcani.
Forfe -per auenturai
a cafo y

A cafoquan Qucflo a cao, uemic fempve con la , con]ln"conditio'^'"''^^^^^^'^' ^ZB/o il parlamento cominciada,
tide.
quello, ouer non nenne dopo qualche uerbo ^
come uf no a c?Io uno, l'akre uengano e con,
i efeu'xa, indiferentemente.
DiDiman-

> X i v i LlTi.

DI

C^S.

2,6 5

LIM^'HJOa^B..

Caftiglanii,

Tojcani.

Porque, porque caii "Perche, perche cagio


fa j
.
ne.
que , aquc propol- che , a che propof/to ,
to,aqueno} por
forfi.
uenturai
lln6,ancora che fu il proprio fia negare;co N qmi
la interrogatione pero, ha forza di dmanda- '^"^"'^'
re la cagione della cofa, comefi dicefje, yreys
"maana ; no > bueno fera elo , no ; alia
comer, no ; cio ncl uero
D I C O 7i,G I{_E C ^ JIE
, .

QJ/En^

R AVN A R E .

Caftigliani.

Tofacam.

junramentc,a la par, Infierne , inftememen- imtos amet


alas parcjaSjjuutos
te, al paro , parimen " j' Ae*
ambos, en rrambos,
tc,dtPm,'alpari,fi"''"''-:
tambicn,clc compa
ajchisra , ancora, ,fianf
jia,. hcrmanabkdafratCgU.
fida
lunloi.
mcntc.

x66
LIBKO
TEn^ZO
Qttel juntos ammette quel dea feminn
juntas, eftdtceft farlano huomini, uamoj
\\\ntoSyfi dome uamos juntaste coft entram
bos j entrambas^/o che entrambos , ouer
ambos , / : dice tra due folamente , e fi dice
ancora entrambos a dos, entrambas ados ,
tw<i juntos, / puo dir, e tra due, e tra fiu.
DI

Caftgliani.

SE'PUK.AR^E.

Tojcam.

A parte , a un cabo , ^ un canto fefaratA"


mente
de tras en fecreto, indietro, di nafcojh,
apartadamente Te apartatamente, farti
tretamentc , a es
tarnente, di najcojio,
condidas ,
infecreto,
s una parte a hurto,
a hurtadillas ,folo.
blamentc, tan folamente, .
de otra man era;fuera altrefi,fuor jfuor che
excepto , no embar- eccetto che , falm ,
gante ,
fenon,
no obftantc, ino, non oflante, fe non ,
afcuMS,
albmo.
de trast

DEllj
WH. cas.
267
de tras alie uolte uuole ilfeo cafoy&alho
rafara prepofitione infierne con tras, che uuole
il quarto , & arimente a econdidas , chefi T^^Santee
dice, a econdidas , demi accondidas, del " "Pf'^U'*
fiiTjiaaft
de trasdemi, trafti, tras el queflo tras, figni
fica ancora quel,che apprefo in tofcano, come
fue tras e l , cio gli andato apprejfo ferpi^liarlo.
DEGLI
IXTETiTiri,

Caftigliani.
De todo en todo, en
todo y por todo,
del todo, bien por
entero,

Tofiani.
al tutto, in tutto e
per tutto , interamente .

P E R L A T I V I .

Caftigliani.
Mas menos,mucho,
muyjmuy antamte
muy dotlamente ,
bonirsiraamente,
principalifsimamen
te,fortifsiniamente

To(cmt.
!P/' , meno , moltt
malta fantamente t
niolto dottamente ,
bonifiimamente,benif
fimo

Ssessi^

DI

TEI^SOTSIE.

Caftigiani.

To/cani.

Gomigo , contigo , ^ j ^ , , , ; , , , ^ y^,,,,


^ conligo,
D I C H I >A M J[ IlE.

Caftigliani.
^ la , a la; o , como
, n; llama, aquicn di
..go ; a feor,cc,ce ,
DI

To/cani.
O, o U,a chi dicQ 's
a [ignore.

E L L E GGE

Caftigliani.
Antes mas antes ,
primero que , mejor, masa yna.

I^E.

Tojcani.
^n^j > prima che
meglio, piu tojio > ,

t quefio primero , s'ufa coft, primero


me morirc,que haga co,che uuol dir prima,
mi lafciaro morir che faceta quefio, e cofigli
altri, e queio s'ufa molto , ilqual ufo uedo
ancora nca tofcana lingua .
. . '
D'a^ret-

DELLJ mii,
D'

J^VK^TTUBJI.

Tojcani.

Caligliani.
Luego, fubitOjCnua
momento, aprieTa,
date piica^ no tardes j corriendo^bo
lando , prcfurofamente a gran prief
fi, arrebatadamen
te, en un cerrar de
ojos .

Di

Caligliani.

CsAS. l6ef

Ora, fubito, in un mo
. memo , in fietta,
affrettati, non ar
troppo y conendo j
uolando ^ frettolofamente, a gran {retta
in un chiuder d'occhi.

SOMIGLiaiSiZ^

To/cani.

Como , anfi como , Come , ft come, fomifemejantemente ,


gliantemente, a gui
de Ja manera que fa, a tale che, cof,
defta manera, de a fi fhttamente i
quella mancravanfii
DELLE

pIlEVOSlTIO'H^lo

xAlle prepofitwni fe gli da cormnemente


ablatiuo, r a pochijme , Caccufatiuo, & ad

^^Sf"^

270
LIBBJO TEI^ZO
alcune indifferentemente tutti due, e percio
Vrtpoitiem, metterb tutte quelle achi fegli dailfefio ca
achihdiaio fo,eparatamcnte, c eos} tutte l'akre 3 quell
hltiuo,
cheferufito alfeo cafo fono quefte .

Caftigliani.

Tojcani.

De , cerca, antes , Di appreflo , anT^ ,


fritna,
acerca, decaparte, uerfo , di qud , in
3 efta, parte,
qud,
deftc cabo, enderrc- di qua, attorno,
dor , al derredor ,
cntornoja redor fue- tomo, fora,
ra .
dentro, de baxo,en dentro, fotto, fopra,
cima,
arriba, detras, ccr~ su,efufo,aretro in
cademi,
mi potere j efignocio, en poder, y fe
ria^
orio ,
por amor de mi, dc- fer amor mi, dapoi,
pues,
aecondidas, en fren %4fronte, a rimpeto,
te.
de fi:te, en derecho aldritto , al dijpetto,
a pefar,al pe decien, ben cento, ben tnillet
al pie de mil, a la lungo ilmuro,lunliorilla,arayz.
goilfiumt.
Quefle

HELlot
Lll^
CUS.
371
Quefle trouo che fermno al felo cafo, pereioche quell'altre, che non fermno a ncffunofi
potranno piu tofio dir auuerhi, che prepofitioni, la particella c;gia fisa che ferue a
*l fecondo cafo , oueral fejio , ma io quil'attribuifco al feflo , imitando i latini ch hanna
dato leprepofitioni o al quarto, oueralfeo\di
quee altrefi dice ^ cerca demi, antes de
o , acerca defte negocio, defta partedc
dos aos, en derredor del muro ,efi dice
ancora a la orilla del Rio o del mar, a Rayz
de la pared, cio Imgo il fiumeJungo ilmuro,
Crancora fipiglia,fen%a, cafo muo,come
dir, eftaua todo en derredor cercado de
piedra, era tutto intomo, circundato di pie^
tra,alla prepofitione entorno, fe gli da il
datiuo ancora come, era entorno a la capa cr
era entorno de m i , fuera de la ciudad, e
fenxa, es ydo faera.affoli4to ; dentro de m >
de baxo deu en cima de la cafa, Ariiba, fi
figlia fenxa , come; eftaua arriba, detras de
m i ; ma tras , uole il quarto, come, es ydo
tras d^gli andato drieto;ccTca.jqui tanto come dir, in poter, cerca de m i , cio in poter
mi, cerca de ti, in poter tuo, por amor de
m i , per amor mi, a efcondidas de el^fen'^
che egli ilfapia.

lss;-:

aya
DELIE

LISFJO TE\ZO

-PKETOSITIOVJ, CHE
feruom al quarto cafo.

Caligiani.

Tojcani.

Trepofitioni Sobre acuelas, Sopra, adojjo,


(he fcmono a^tc, con tra, aqucninan%i, contro^ouer
all-aa.fa,i. e , allende.
arimpetto,
por para , aluo , diquddi la,pe- fala ,
. excepto,
facdo fuera,fegun, fuor che, fecondo, ap
junto,
>reJ]o,
haa j fin , con,en, fina, infina , fen%a >
- entre,
con, infra,
liazia , cabe, tras,
mer tra, uerfo, ap-r
pyejjo dietro.

Ante mi uino, contrati, aquende el mar^


Por.fraMm ^' qua, allende, di la, por s'aggmnge quafi
che fiaiio di. fctupre all'infinito, & quefia differenxa, tr
**"fi por , e para, che por ,fignifica caufa eficiente
cuerfinale, e para, utilitao danno, oqualche
altra coja, conie,^oxxni fehahecho quirtion,
ciopercaufamia , han ucnido poi-ini, cio
a menarmi uia , uino por hazer un ue/ido,
ya un cfta por liazer , cio uenuto afiarem
ueftito,& ancora non ;^o,para, a'incontro,
para ,

pnra quien es efto ? es para mi el dao lera


para mi ycl prouccho para t i ,
]muo,s'aggiurige a datiHO ancora , come,
junto a mi, junto a ,apprejJo di me di te ;
faluo, excepto, licando a fuera,we fono
eccettiue ; fegun, s'aggiunge ancora amerbi,
come rcgunuize Ariloteles, efegun uparecer, trasmi, cio dietro di me, contra fignifica ancora, a rimpeto, ma alhora fi dice enfrente, ouer ddr:ente,leqnaliper uokrilfefto
ha meffo tra le prepofitiom, che uogUono, il
fefio ; hazia, uuol il quarto fempre, haza mi
haziati ,uerfo di me, uerfo di te,- fra ante , 6c H<!/?< tant
antes , quefla diferen^a che ante, come 9^ ; / e ^
ilcoram latino, & dman'^ migare, & antes, '^"J""
come il ante latino , & prima ouerinan^i uol
gare, e quando non regge cafo amerbio, di
elleggere{come babbiamo detto)ct fignifica quel
che immo ouer potius latino, <& anxi migarCj
acueftas , saggiunge a i pronomi mis , tus ,
fus, comefcftantim, ouerft piglia come auuer
bio feuT^ cafo , fi come , efta amas cucitas ,
a tus cueftas, a fus cuefts, che uml dir, ae
mi fpefe, alie tue ,alle fue, e meollo fi dice a
mi coila, a tu coila , che eil medefimo,fenx^
cafo, come dir renglo a cuellas , licame a
cueftas ciofopra lej^alle .

374
DELLE

llBBJ)

TEi\;0

COI^GIO'KITIO'HJ

I quefte per bauer gia detto


i negli auuerbi malte par ti delle
indeclinabi che hora corrj (pondono ne latino a gli auuer
i bihora alie congiontioni, per
non efjer troppo Imgo non mettero qui piu, di
treforti otto UquaLi mettcremo quce pai
che negli auuerbi non habbiamo detto &faran~
no, copulatiue, percioche mi pare che I lor pro
prio uffitio , fa quefio, e poi diremo delle caufali, cio quelle che fcrmno piu toflo al fog~
giontim che ad altro modo, e poi delle
I{ationaliouer dichiaratiue, percioche di tutte l'altre , m'ha
parfo hauer detto a ba.
anza, delle copulatiue ,
una,
oiter
due al piu y che fono y,
che uale^et^e tam
bien , che
ual ancora,.
Delle

DSLLJ

Lllsl^

DELLE C^FSaLI,
t u

CJS.

275

OVEP^COV^

T I O N A L I .

Caftigiiani.
Si, a unque, dado
que,
puefto qucj como i,
pues q u e , porque,
cierto,
mas 11, mas, por lo
qual,
por la qual cofa, con
tal que ,
con condicin que,
como i ,
empero, pero, a lo
menos
i quiera, de otra ma
mera -,
con tal condicin ;

Tofcani.
Si, ancora che , benche,
dato che, comefi .
fot che ; percioche ,
certo,
ma fi , ma , per il
che,
per la qual cofa , con
queo che ,
comefe, ma
ma, almanco;
almanco ; altramethte ;
con quefio patto .

^Icune di quefle ft diranno amerfatiue,


ouereccettiue \come ,sntcs empero, mas,
per la fed , latina ; e pero i, propria conditionale, quando non fi piglia per ajfermare,
Dado que puefto que,epuefl;o cafo que,
S tj

-i.-]6 LIBTIO T
E\ZO:
tutto una cofa, dado que fucile cci, puedo
cafo que fucile anfi ^c.
Como ii, s'ufa
fpefje uolte coft; como fi fuera el, el Rey anfi
mandaua a los otros , comefifufjc egli il re ,
cofi conmandauagli altri;como i notuuiee
que hazer , come fe non haueffe da fhre i Por
que , fi pHO pigliare interrogatiuo , <& rjfermatuo ; Con tal que ; con condicin q u e ,
con tal condicin, tutto uno , come dir ,
yo har eilo, con tal que uos hagays lo que
os hedicho, iofitroquefio con queflo patto che
uoifkcciate, quel che uho detto , con condicin queme es pcreys yo yrcj con queflo pato che mi mifperiate , o andar o, Alo menos
e i quiera j tutto uno ; dad me i quiera un
poco , datemi almanco un puoco, e dad me
A lo menos.
DELLE

Caligliani.

K.UT

JOV^^Ll.

Tojcani.

An q u e , por que. Si che, percioche, per


porquc a la uerdad;
che in uero ; ceno;
cierto , eafaber ,
cio, cio ;
-conuicne afaber
adunque ; percio e
luego ; pues, por
percio, e per queelb c portante;
fio .
Quee

Quefie duc luego, e pues, il medefimo tutgo.e puche adunque , conciofia che habbiano altra ^'f"""'""
fignificatione che luego,mi dir fubito ma, gi
l'ho meffo negliauuerbi di tempo . Ce ancora
uri altra congiontione, che f chiama difiunSiiua da i latini, che o, che ual come, uel-, Q^g^m,come
latino, & ouer, tofcano, & unaltra negati- s'ufino.
ua , chzm, come dir o d i o , o elotro , o
queo ,ouerquejaltro , ni cfto, ni elotro,
ne queo , ne qiieji'altro; di quell'akre non
accadedirne piupercioche fono chiare titte.
DELLE

I'iTEB^IETTiOlil.
DI

Caligliani,
O bueno, hala hala,
algala.

VIUC\.

Tojcam,
O bmn , galante, a
ben;

DI DOLO A..

Caligiani.
Hay , guaydemi, ax
ox , o desdichado
de mi.

Tojcam.
0, guaiarne , oime ,
o infeliceme ;

278
IIBBJ)
TE^ZO.
x,ex.come OueHe due parole sx ox,sufano ancora;
ufim.
i^ prima quando unoftfcota , che dice ax que
quema , e quell'altrafidice per dar ad intendere che non uuole queUa cofa, & ancora fi
dice ae gaine , ox oxe per pararli uta, efi
dice, oxe a fuera, cio non lo uoglio fkre.

Cafligliani.

Tofcani.

lefus, ualamedios,
dios me libre.

Giefu, dio mi uaglia.


dio mi delibera ;

cofi come fi dice ualamedios ,/z dir,


ualamc nueftra feora, ualame la madre
de dios, e queo un parlar comune a moUe
cofe , come lo notarerno poi quandofitrattard
de i modi di parlar caigliani.
^VrEB^BI

I WE

GOL^

P^l.

Trouanfi ancora alcuni auuerbi particolart


compofti da altri, & irregolari quat fono.

Caligliani.
Auuerhi ir- .

ToJcanL
,

regoUri^m Atraucs , al rcucs, ^trauerjo, a rouerUfiano. altraucs,


fcio,
a ue^s;

e uezes , areculas;
recalando.
abru9as, de brucas,
gatas *,
a tuerto, en balde,
de balde, atrueque
n lugar, a ofadas;
yo afeguro,

a uicenda ; andar a
[indrieto,
brancolone ; carpo
ne,
atorto', in darno in
cambio,
in uece ben fa, to ui
prometi,

Quei due atrueque en lugar, uogliono il Amefte, e


Ceo cafo, come dir ; en lugar ouer atrueque ''f'i"'*
II

11

1 ^-

j I I uuoniano,

del cauallo yo osdare el raio; in cambio del


cauallo, ioui daroil mi ;maquando fignificano in uece, uogliono inflnito con la particella , de come ; enlugar de yr a mia , fe ua y_ii.ar ,
a jugar , cio, in uece d'andar a meffa, fe ne per i uec
m a giocare.
' * " ^''"/'"'A1

-r

i r

Alreues co-

Areues , fignificaarrouefcw, come hale ite- ^^'^n^


ftido a! rcues ,f ueftito arrouefcio , el favo
ea del reues , xl faglio arrouefcio , & a
bora le corrifponde o fe contrario el derecho,
(ome , bolueldo del derecho queefta al reues ; uoltatelo del diritto che arrouefcio , &"
a'hora amerbio ; ma quando fi piglia per il
contrario d'una cofa puo hauer il fefio cafo, e
non hauer lo, come ad uno che fi uolejfe contradir ft direbbe, todo quanto haueys dicho
es al reues cio,tutto quanto hauete detto

38o
LIBIDO
TEB,ZO
al contrario i e con cajo, uos foys al leues dc
Jos o tros j uoifete al contrario deglialtri.
Vehrutasta De briigas, ouer boca baxo, co'luerbo echar
maufi.
f^^^ moho comune, scharfe de brujas , o
boca baxo, cio buttarficol petto in trra ;
.
_ Andar gatas , cto, carpone,fi dice, con li
. '
piedi e man per trra a maniera di gati.
A o/Iidas, i dice quando sha per certa una co~
fa, epcraffermar chec cof fidice, que/la parola alia qualc to non truouo ftmile nella lingua
tofcana, c cofi fi dice a ofadas bbremi, a
Aofadas,ci0 oadas que av algo, che in tofcanofi dtrebbe,
fhe fia. ^gj.(g Jopra di me ceno c alcuna cofa.
Ojieflc duc partictlle , embalde , dcbaJdc/odehaUe ha- "^ ^olto diucrfc nclla fgnficationc, percioche
rato comeft cmbaldc , fignifica in darno, come cmbaide
itjint.
oftrabajays coe m darno uafjaticate; debalde
pero ftgnifica di gratia cio fenTa pagamento
Cr alcuna uolta fignifica a bmn predijo, ma
aU'hora s'ufa uraltra particella che barato
chefignifica ueramcntc quello.
perche m que/le fartichenonfi uariano ,fi
truouano alcune Icquali ufano merfameme.y
tratterb qui d'alcune particoUricd di dette
farti.
innata-

DELLa

LIT^. CsAS.

ag

I N D E C L I N A B I L I .

!P R I M A deWauuerhio ay, n,etay,


ilqualefignifica(comehabbia ^'Jf h"'fimo detto ) ccfli, cioe in quel
luogo douetufei s'ufa appot
caHigliani in una di tre manic
re , cfi jcriue di due , cioc, con h, & fe^a,
quando ft/criue conh , coft hai, ali'hora uer
bo d'lu'iUcr, irha la fignificatiorw di e/Jire in
tofcano ,come habbiarno detto,/} come, n o
hay nada, non c nience, que hay ? che c'c iquando ifcriuejenxa h jfigniflca luogo , cuero dolerf cio, oime , in tojcano , mu ji conofccrano nelaccento cl>e quando fi^ittn'ica, luogo , I'ha ncll'ultima > c quando dolerfi , 'ha,
vclla pcnidtima; come ay , (gn'jica cofii^ e y,
fignifica , oime ; yA-lcuna nolta l'aiucrbio ay,
fipone con la particcU.i por , 'en\-i fignificar
moto ale uno , come tomi por ay , toina ay
ueireis, &altri c fcMprc con l'accento ncll'ultima perche aleramente jlirebhe parlar di Bo~
fcaino.

Lauuerbto quanco, ourealia cornrmne gniji- inue eme
catione che ha di quantita , suja ancora 'KI.

igl
LIBBJ)
TEP^ZO
aggiungendolelaparticeUaque,& unmodo
che tronrete jpeffone i libri, &io nonfapria
dichiararlo nclla lingua tofcana altrimente che
per la conditionale fe^e chetutta la parola
quantu que, ualejfe per la conditionale fe ,
intofcano ,fedoppotl quanto que ,feguitara
la fi, conditionale, ma fe non feguita ahondante quclla parola i quanto que ,fi come i

Caftiglianl.
Quanto que Ci anfi
es no hay que hablar en ello,
quanto qucfi aelb
ua paflara la burla
adclantf,
quanto que co eos
concjos prclo abn'a alguna cola ;
quanto cuc c tales
dias engordareis
prc lio.

Tofiani.
Se cofi non accaddc
parame >
fe cotefio giHOco tm
pajfard lofcherxo in
nan%t.
con cotci ammaejira
ment, tojlo faprci
alema cofa.
con cotai di toflo uin~
grajfarete .

cofi gli altri modi che faranno infiniti}


hora pero i moderni, parlano & fcriuono ancora fcnxa , juella parola quanto que ^ma io
l'ho Holuto nmtere, perche fe fi trouerd fcrit'
to ouer

LELLJ: Ll-tl. cas.


223
to, ouer lo udirete ad alcmo lo podate intendere.
La parola Cohre,co'l qu.e,s'ufa parimete la qm ^o^i"' "{
le concioftacofa che fia prepofiione del quar- ^^'""" ^
to cafo,qiiando uenne con la particella que,non
regge cafoalcuno, an'xi credo cheftpongapiu
toflo per adornare il parlamento, che per necesita che s'habbia di lei,perciochefen'^a quel
la il parlamento farehhe perfetto ancora , ma
ufandof cofi egli for%a, che'I dica, gli effem
fi faranno quefii;

Calig am.

Tojcani.

Sobre que no tiene Con tutto che non hah


que comer quiere
bia da magiare uuol
hazer del cfor,
firre ilftgnore;
por dios que efla- per dio che iama
mos buenos fobre fi-efcbi con tutto che
que no tiene trasnon hahhia niente ,
que parar y tiene
pur altiero ,
grauedad,
fobre quede tres a- con tutto che di tre
os a erta parte no
annt in qua nonfhchago otra cofa que
cio alero che andar a
yrle a uiitar, dize
uifitarlo , dice hora
agora que no me
di non conofcermi,
conoce;

284
LlBliP
TSB^ZO
cofigli altri, ft che quella farola, fobrc
que al, con tutto che , in tofcano
s.I>r(fi'::\t La parola bbre, gia detta s'ufa ancora nea
ii ^jateme-j^^jj-^fignificatione,ferf^a la particella que ,
ma col innito del uerbo con che ft farla^ e
fignifica la cafa, ft come,

Caftigliani.

7 ojcam.

Sobre dezir Platn Con tutto che dica


Tlatone che la pruqucla prudencia ,
denza era guida del
era Hiia de lafuirtu
le uirtu\; e ancora
des ; yfobre dezir
che dica Socrate fm
Scrates fu maeftro
maefiro che ciafcuna
que toda uirtud fin
tiirtu fen'!;a la pru~
la prudencia no era
denxa era nulla , lo
nada-.a ciadas que
ui prometto che fi\a
cnire un milln
uno miglione di huo
de hombres no
mini j non tronrete
h.dlcYS uno pruuno prudente;
dente .
Sobre haucr gaftado con tutto che io habbia Ipefofecolamia
coa el mi hazienda
robba , hora non mi
agora nome quieuuol uedere,
re uer.
Sobre hauer comido (uantunque habbiaroi! uezes juntos ,
mo defmato mille uol
dize que nunca rae
te infierne, dice che
ui.
mai niha ueduto;
vraC

tiSLLJ: LJii, cas.

585

yfaj ancora quefio iflejjo modo di parlare, J"'


bre.
metiendo in uece di quelfohre , la prepofitione
con ,& ha la medcfima fignificatione , ma
piu ujata con la particella obre, .
Vtfaltra particella fitruoua etiandio laquale
iquc , ouer feque, efempre uiene con la nega
tione, e fignifua qucl che m tofcano ben sd, o ^'1'> <fi'
m'altraftm'd cofa comeft nedrdper rejjempio IT'"^''^
perche ahramente io non faprei come dar ad
intendere la natura di quena parola gli effem
fifaranno quejii.

Caligliani.

Tojcam.

Si que nome rengo Benfa che nonniho da


de mantener del
pafcer dal uento, co
ayre como Camame il Cameleonte,
len .
feque no tengo yo ben fa che non ho io
de llorar duelos
da piangere i guai
genos ,
d'altri.
fe que no foy yo al- ben fa che non fon'io
gn ganapn, para
alcun fachina , da
dezirme cfas paladirmi cotejie parobras .
le.
Truouaft etiandio una particella che uiene r^ , ,
jolamemm compoJmoneiquaHizseftgmp.ca ^ofunim.

ig
LIBIDO
TEI^ZO
mancamento di quel nome, o uerbo a che s'aggionge , e quel che dis, tofcano ouer latino \
ft come \

Caftigliani.
Deaprouechado.def
, i
'
heclio ,

Tojcani.
^ .,
Inutile ,

,. /-^^^
disntto;

defatinado , defani- feni^ cerueo; inanimado


mato,
desmayado , desdi- perfo danimo ; infelichado.
ce ;
desdicha ', desuen- dtsdetta , difauentutura ,ra^
desgracia, deshon- disgraa ; dishono~
ra
re,
defcargar; dcfcl^ar, difcargare-jdifcdciare
de;xrmar,dcrcarnar,' difarmare;difcarnare,
defconfoJado ; dccu difconj'olato; difcoper
hierto ,
to,
dcfcrpcradoidcfcoer dijperato, difcuftre ,
deatado , dclcortcs- difciolto , difcortefemenre,
mente,
defcorteia, dccor- difcortefia , difcortetcs, .
Cke [litti, comefi uede, fignificano il contra
rio del fuo nome fcmpiice , per cagione dea
farcella des,
FaC

wR

DELia
Ll'Hj C^S.
287
f^faf apprelfo la particea re, che uiene etian ^' fMicddio m compofinorte y tn quejta maniera di par- ^
tare , quando i imanda fe shajatto una cofa
per mosirarc pin perfettione tn queafifmL rij^ondere per la partkea r e , fi come ;

Caftigiani.

Tojcani.

Has la mirado; ya un L'hai ueduto i e riuereniirado;


diito ancora ,
has la Mio 5 va un l'hai guardato ? e rlreuiftojhas comiguardato ancora i
do bien ? ya un rehai defnato e piu
comido.
che defmato ;
Quefia particea uiene etiandio , comune- f^f;cm
mente in compofi tione con ale mi uerbi; come, fitkm.
remirar, reliazer , reparar, recobrar, reca,
tar , repofar , c^ in tofcano fi dicono co'l riy
come riuedere, rifire, riparare, ricourare,
riguardare, ripojare; & altri / '
Truouanfi etiandio altre due particee campofle, Icquali auuerbi chiameremo percioche fono indeclmahili, e non uogliono cafo alcuno ,
qmi fono, en cuerpo , en piernas , ciofen- ^ncutrpi ,
"a capa, e fcnT^ calciette, e s'aggiungono ^'"""'f
communementeaqueliie>-/yr,uenir,andar, '"""^"fi"*
citar, e fomiglianti come anaar , uenir , g^f.

288
LIBBJ)
TEliZO
cftar en cuerpo, cio fen:^ cappa, e tanto ft

AhoiTifio
farolafiraua.

dice, yo eftoy en cuerpo, come , nos eftavs


en cuerpo, e yo eoy en piernas come, uos
eftays empiernas cio ,fenxa caiciete ;
Diceft ancora d'altra maniera in uece di dir
en cuerpo, cio a horradojW^e parola piu
tofio tramera che nofira, e megioji dtrebbe,
en cuerpo ; E per hauer detto di tutte le
parole che non ft uariano al mi par ere a baflanx^a, porro fine , Iafciando ilrefio a chi uor
ra aQattcarft a leggere i lihri.
M A 1^1 E K.E DI
V.A^L^B^E
che commiincmentc da cafligliani
ucngono ujale.
F H G N A chel'iwprefadame
in quefla parte pigliata, fia
dura , fhticfa , e piu grande
che alie mifor\ef conuerrehbe, nondimeno per ejjere coft
nccejjaria alia intclligen'2;^a di detta lingua, me
ingegnerb il piu che potro di fodisfnre allettorc, & in quefla parte e in quelle che feguiranno , dclia conumien:^ c di^erenXa di quefla
lingua f della tofcana e degli acccnti,hor tornando rJ nopfito dico chemlendo fotto breuitd

tiita trattare del commune parlamento cajii-.


guano, ohre al narrare le cofe, e dirle come
annOyche in qucjio tutte le lingue s'ajfomi-'^
gliano, percioche tutte hamo i fui concetti
communi i quali fi f otrarmo fcilmente,inten~
dereda chi leleggera, t particolart direma
ejfere di tre maniere ; per iiia di comparationi
r efclamationi ,0 per p.ia di motteggtare ^
ouer per proucrbi, lequali tre maniere ufano
quantunquc iiolta uogliono ornare ilfuof arlare i cafligliani.

E comparationi ufano fpeffe comwatl


uoltc in due modi,o per affer- "''V'"f'
matont, ouer per negatiom ,
per afjcrmationi diuerfamente
ancora, percioche tutto il lor
fine in quefie comparationi c d'innalxar qucl
che dicono per qucfia uia, <^ aggrandirlo,.e
farlo piu di quel che c; e pcrcio fare cercano
fhtti di gratuTbHomini, per paragonare le lor
faffioni o le lor aUegreXjey a quee che hehheto coloro', delk quali comparationi affermando; mi fare (he fi pffz jkre di tre,o quattfo

ipo
LIBFJ)
TE\ZO
maniere e prima per tauuerbio del comparati-'
uo, mas , corrijpondendogli h que, e quefla
in due modi, o comparando afermatiuamcnte,
ouer con interrogationi, e fono molto ufati di
qualidaro effempiovlprimosufa communemen

te,& cofi;

Caligliani.

Tojcani.

cemp/trith Es mas baiico que


neptrilcom

\^ n i c u e ;

pin bianco dcllane'


tt ,

parMiut. pj j^^j negro que la


pez ,
<js mas pegaioQ que
leuadura.
es mas a margo que
lahicl,
es mas dulce que la
miel ,
es mas duro que una
piedra ;

piu ero deUa fece ,


f^attacca piu che'l le~.
uato ;
e pin amaro che non
ilfele .
c pin dolce del mele;
c piu duro d'una pietra;

E cofialtri infiniti;
DELL^

SECOTID^
VEB^ 7 ? ^ . '
terrogcttioneficome,

Calu^isani.

Tofcani.

Torna cu que ha-

B^torna ate, che fa-

' ' -

r a .

iriarnas unfaltode
ria piu unprmo di cmparath.
gtuditi0
.
'p^ nter.
juyzio ?
que hara mas un che fhrebbe piu, T"^"'""'"
huomo idiota ^
' hombre idiota ?
que haria ms un che farebbe piu un che
'^falto de experien- glimancafje l'ejpe-,
rienxa &.ogni con-,
cia ydctodo con
figlio i
fejo?
que hara mas uio che fhrebbe piu una^
che fojc nato fra. U
que huuieTc nacido entre las beftias
beftiejiere^
fieras >
qucjlo modo riprendcndo tifa molto, &
ancora laudando, f vme
-j-r

/->

J ojcan.

Que haria mas un


Cicern ;
que haria mas un
. Virgilio 1
que haria mas un
Arillotcles J
que hara mas el ma
yor letrado del m
do?

che farebbe pin un Ci


ceronei
che farebbe piu un
Fergilio <?
che piu un ^rifiotele?
che fhrebbe piu il pin
gran letterato del
mondo
T

192
LIBAO
TES^ZO
OwhpnrH \^ltre due maniere hahbiamo per tinterrch'
"' l'^d^' S^^^""^ ^ l'amerbio del comprame, la prima
,,^
per l'amerbio di donde, di luogo ^ dimandan
do fey^a risgitardo di perfona, e lafecondaja^raparlandofeco, dimandandoe poi rif>ondendofi egli medefimo con la, negatione i ft comt
del primo,

Caliglian.
de donde mas fama?
de ddc mas fauor ?
de donde mas p r o 'fpendad>
de donde mayor riqueza ?
de donde mas bien >
de dde mas falud ?
de donde mas grauedad 5
de dde ms er me
puede ucnirenel
mundo que dele
uuelro fauor}

Tofiani.
dondepiu fama?
donde piu fauore ?
donde piu projperi-"
tdf
dode maggior ricchc':^
5^? *
donde piu bene ?
donde piu famtd ?
dondepiugrauitd?
dode piu ejfere mi pu
ueni/al modo che da
quefio uoftro fiuo'^
rei

llfecondo modo s'attribuifcefempre ad uno


chefilamenti moho, ouer che fi rallegritrop^
po, de' qmli due modi dar o effempio infierne
Cajti-

Caftigliani.

Tofcani.

Hay en el mundo
mas desdichado
hombre que yo
no por cierto;
hay mas afligido hbre que yo ?
hay hombre que
mas le pefe de biuir ? no cierto ;
T

al mondo pminfelice huomo di me ^

ComfdTal
ne Umintaii

iof,.

non certo;
piu afflifto huomo di
me?
huomo a CH piu increfca lauita^ non
certo ;

aiVJ'iiCOVjrB^O.

Hay en clc mundo E'dmondopiugloria


^ ^ . ^
mas gloria que la
delta mia f non cer- fregramto;
dofi.
ma ? no cierto;
hay hombre mas c- e huomo piu ripien
plido de umo bic
difommo hene <" mn
queyo 2 no cierto; certo :
hay hombre masdi- huomo piu felice ne
chofo ni m.as bien
piu auuenturatonon
auen turado i no
certo ;
cierto ;

- Scofiitifiniti ele^iadrimodi che s'ufamiu


quejlamanierai .
T i

254
IIBBJ?
T
E\ZO
Camptrath la feconda maniera difar comparationi per
ne per la par Paffermtionc aguagliando ouer paragonando
tami. ' una cofa ad uriahra femplicemente ,c quefio
fer due particelle, la t a n , o tanto, a cui fi
corrijponde con la particella como , ouer fen"^^ altra corri^ondenTia con la^ c o m o , [ola ifi
come ,

CajRigliani.

TofcMii

Vengo tan cargado Vengo coj canco di


de Suenas,nueuas,
buonc'nuoue , come
como cl abeja uiel'aps y uiene alie ca~
n e a la colmena en
fclle in Itagion copio
fa di fiori;
ti tiempo de mucha flor ;
Wcngo tan contento uCngo cofi fodisfatt
como Roldan en- . come Orlando ingua
gaar fuepada,
dagnar lafuafbada,
huelgo tanto de ucr mi piacc tanto uederte como fi liuuiera
ti, come fe fojjer due
dos aos que no te
anni che non t'hahuuicra uifto >
ucJJ'e ueduto .
tan dtleada era de cofi era difiderata da
mi tu uenida,come la tua uenuta,
mo era del grande
come era dal granAlexandro la redalejandro la ri~
.lipuea -del Dios
Jpofia del Dio ^moAmon,
e,i

tu uc-

tu unida ea con la tm uenuta fin con


, ta profperidad cotanta projperitd, como hi<i la de! furio
me fu (juella difu: CamiUo a los Ro- : rio Camillo a i ^omanos.
man.
UA SSCO'NJ)^

S^Ii^'

Caligliani. _
Escomounancue,
es como hecho de
perlas,

SI COM.S.

Tafcani.

'-

E^ come la nene ; comp^rMia


come fattodiperle ^ nicommum.

Et inquejlo modo ft F.fpr:rtono aitafi ttittii


froucrhijper, qnalifi parla c ancora le co'h im
fosfbili, dclle qnai. cofa d.iYano alcimi eifcmpi;
comea uno che c mutile fi dice.

Caligliani.

Tofcani.

Es como el perro del e come il cae del MoiHiliueri'


V hortolano ; que no
viardiniero; cio che " """''" '
non
mangia - le uer- lUlUk.
come las uercas ni
%e , ne anco le lafiia
ks dexa comer, a
ptangiaragli altri.
los otros.

r iii

2p6

LIBIIO

es como unto de mo
na que no es bueno para nada,
no har carrera a un
ciego

TEliZO
^ come unto difimia*
cio che non buon a
far niente ,
non moflrara lajirada
a un orbo,

a uno chef figlia egli il pericolo,fidlcti

Calligliani.
AitrtcfjcjJ Es como la gallina
figUailfm que escaruando
]]alJa eJ cuchillo c5
jue la degellen ,
es como el conejo
que huyendo del
perro cavo cu el la%Uii adir

'^'

<l>c i impcp

Tofcani.
* come la gallina che
gratando truoua, il
coltello con che la
fcannano,
c come ilconiglio che
fuggendo dal cae
cade nel laccio,

S fer dir che imposfioile afarfifi dice

Ule una cofa

Caligliani.

Tofcani.

Es como dar con cl ^ come dar del pugna


puo en el cielo ;
in cielo ;
es como echar lan- come buttar lancie
gas en l mar ;
nel mare ,
es como dar bozcs come gridar tn luo' al dcfierto; . ;
go deferto >
es como

Dnilj
Lili.
CJS.
^9J
es como coger agua coms coglier l'acqu
mi cefifl,
en ccfto;
es como andar a ca- come andar a caccik
9a fin perro;
fen'Zjt cae
es como querer bo- come uolcr ulart
lar fui alas .
lenx^ ale ;
^.Itre due maniere ft truomno difar comp4
ratione leggiadramente,delle quali daro effem"
po che s'intenderdno fkcilmente.

Caftigliani.
O como te huelgas
c Jabledad, pues
para fcr .Diogencs
phofopho eramu
cho.
Que hazes ? para fer
loco era mucho e(fo.
Efto no entendis;
pues para no haucr
cftudiado era mucho,
QiJepcnfais quefoy
juucnal qvie tengo
de diuidir mi razooamito en fatiras?

To/cani,
O come gujli ejjcrfolo .
fefofli Diogenefilofoipup^
fb farebbc roppo - tkaa furt
Che fai ?efofli p^^^o
farebbe troppo ,
Qjicjlo non intcndete;
je non hauejli fludu
to farebbe troppo .
Che credete ch'iofia
Giuuenale ch'ho dd
diuider il mi ^<gionamto inSdtird

29

LIBFyO

TSI{Z0

IPenfais qiies la fa bu Credete che fia la fa-^


h de relles que
bula d'Orefle deUa-.
e ftaua efcrita en
t^ualfidice che ent
los libros j en las
fcrittu nei lihri,nele
, margines, y en las
tnargmiy & coperte,
cubicrtaSjVaunno
& non era ancor fi~
cllaua acabada;
nita ?
V naltro ancora & queo mi pare che fia.
commune ali tofcani, & quejio .

Caligliani.

Tofiani.

O hidcpuca y que O che Orlando per Jar


Roldan para hazcr
bramte "
fieros .
O que Euange/ifa O che Vajigelifta per
ni iiriroma
para creerle nada?
crederli niente f'
O qac San Gerni- O che San Gieronimo
mo para hnre del;
per fidarfi diluid
O que Vin-(lio para O che Firgilio per far
ucrfi
O que L'iccion pax'a O che Cicerone per ir
d c z i f ivCtiU'lL.Vi ?
bcnc ?
O (]ue JSarroio para
O che Bartolo per dir
dar fu parecer i
lfuoparere^ .
thtj!f>ific!>i
teonies'tifi. .

Et moli altri che f potrebbono dir , ma


amer-

auuertite quella parola hideputa la euale


moka commune crfi parla per quella in quejii
modi che h Jnejfo qui, & fi dice mojlranda
che non fimile quel che fi dice a, la cofa comparata , & come dando la bata , & tanto a
/rehideputa que,coweo che in Tofcano,
in quefiimodi di parlare y

Caftigliani.
o hideputa y que
hombre
hideputa y quien no
te conociee.
hideputa. y quien fe
fiara del,
hideputa y que conrcjcro nos es ucnido ,

Tofcani. .
o che huomo che tu
fei

O cbi no ti conofcejfe ,
O chi s bauejfe fidato
di lu,
O che configliero ci ^
ucnuto ,

Etcoff dicono d tutti quel che ungHonori- WnUputz


prendere di alcuna cofa & albora quefia paro- ^>""li> ^ f>^
L( hideputa, non uuol dtr altro qui che oy , .?'''"""'"'*"
am;??:i:ituo ,ma quando detta parola jt dice aparvUm
in :.itrae per iticargare albora parola molto gMofa, "'inginnoUi, er per la qualeft puofiire&fifit,
peff: uoltc quifiione, percioche uol dir figli~
lilo diputtana, percioche putA 3 in cafiiglia-^

JOO
LIBBJ)
TET^ZO
non tiitaldir puuana,& Iiidc, uol dir hijo de \
che per lafigurache i Latini chiamano fincopa
fi perdono quelle ue lettere , &gli e(fempifi^
ramo quejii,

Caligliani.

Tojcctni.

c ,
UA
Sete fizUuolo mi
Soys un hide puta ,
'^
'
r

puttana.
Andad para hidepu- Jndate comefigliodi
ta i
puttana.
hideputa ruin ,
fiz^io
di puttana. trifio.
hide ruin.
figliuolo
d'un trifio ,
AJad, mf' Et queflo uerho andad, cofi con il dferue in
hofcru -i fi^ffg quefie ingiuriofeparole^tna con la prepoft
^cft*'"*"* 'OKepara, cow?,Andad para Vcllaco Andad para ruin, perro , moro, judio ladrn
Varslemgiu {^^j-eje ^ puto, Tquefie fono le parole ingiujino A^o i f-^^ '^^^^ commmemente ft dicono; & tanto mi
Caftighani. hafti, intomo alie comparationi ajfcrmatiue^
comptratia hoY trattcremo di queUe che niegan^, & aue-^
meo Utte. gfj( cfjg if qu^Jii ejfempi faro un poco lungo,
mene. ^^^ ^ ^^ merauigUarfi, pero che la materia lo
richiede.

14o

DELIJ
EssEMTi

Lili.

CjS. 501

cor^

Caligiani.

To/cani.

No holg tanto An- "Hongode tanto ^n- compatMio


tipatro con las Talutipatro dee falutij" ^ rat.
des ecritas en ia
firme nella lettera S^^ficarta del grande Adel grande ^leffati^
Icxandro, qutoyo
dro quanto io godei
me holgu coni la
deu tua, ne anco
tuya , ni menos
fo coft grata al Setan grata fue al fcna
nato l'acute^X* del
do la olercia del
fdciullo Tapirio eua
nio Papirio, quan
to ai miei occhi ,
-^
to a mis ojos es tula tua troppa belleT^
>,
fobrada hermofura
%a e gratia .
.
J
y gracia.
O que gran merced; O che gra fhuor icer
por cierto la que
to , queUo che fece
hizo el grade Alcxa
il grande ^lejjandro al Athenicnfe
dro al ^tkemefr,
Phocion ni laque
Po done , ne quello
hizo el Catn a ios
che fece Catone a li
ciudadanos,de Vti
cittadini di Ftica,
ca, no fe ygualan
saguagliano ingra
con harta parte a
parte a quello che
}a que tu me has
m'haijhpto.

. hecho.

fo2

L'IBI{0

T^Xy^LTl\p

C^ligliani.

MODO

TEIlZ
MET^FO\ICO:

Tojcani.

Ni la nia, de los cla- is^ela uifta de chiari


poli , 1<le la luce
-riiicopolos es tan
(paffata ch'e , la
- agradable a los nanotte ) conjola tan
liegtes eiTados;ni
to gi appafiiona la luz (las nodurti coypi, ne l fi-etnas tinieblas efpui
tolofo pajjaggiera
j as ) con fucla tanft piglia tanto ri- to a los apafsionapoj col chiaro
-dos cuerpos , ni el
giorno
, ls[e i dol-agucioo caminante resibe tanto des . ci campi ( ufcencanb con ci claro
do Febo del fegno
d i a , n i los dulces
del taiiro ) fi mocampos ( faliendo
(irano piu grati ne
ancho le rafe, &
- Febo del fino del
fiori in quel temtoro ) fe muelran
fa ft pigUano pin
. mas agradables, ni
placer con la hu- las roas yfloresen
midita del Zefia quella fazon Rero che mmue f
fciben mas holgan
qmnto
la tua pre. .^a con la humidad
fen'^,e
cagione di
del Zefiro que las
aegrez^^
^l tnio ,
menea, quanro tu
uila

DSLLJ

LlJ'l. C^S.

uirta caufa alegra


a mi demaiado cn
timiento , a mis tri
ftes anjias,a mis de
.mafiados fopiros.

303

trompo fentimento,.
ac mi afflitte angofcie a miei ar^
dentifojpirt,

Vraltro modo anchora hanno, il quale ufano con la affermatione & meglio con la nega-.
tione & non folo in comparatiofii, ma etiandio
in qualfi uoglia altra cofa . Ma per hora por-r
remo ejferapia nee comparationi.

Cafliglian:

.Tojcani.

No. pienfes que la Tslon creder che la bel


hermoa cara de Ala faceta di apollo
poJlo es tan grata
fia cofigrata ad ogni,
a toda potentia uepotenza uegetati-^
getatiua.
ua.
Ni la fertilidad de T<le la fertilita delle
las micles es tan
B^jiccolte fa cofigra
deleytable al mita al miniflro dell'^^
nifcro del Agri
gricoUura quanto c
coltura^quanto me
a me grata la pre-. es agradable la ui- fenxa de la tita gen
tlperfona.
fta de tu grariofa
. perfona.

304
l B \0 TEE^ZO
Nipies quelafom 7ie ancho creder che
l'ombra del fi-ondofa
bra del frondob ar
alhero nea eflate
bol enel eftio es
fia f tu grata a colui
mas cnueniente
che racco . lS(e
al que uieue canfaancho penfar che fon
' do nipienles que
te
ne riuo di acqua
fuente ni arroyo
che
m forgendo fia
del Agua que ua
piu
piaceuole
a colui
faltando , es mas
che
uol
smorxar
la
apazible al que qui
fete-tcheame
c
dolce
ere matar la fed ,
e grata la tuapratque ami es dulce
tica.
yagradable tucouucrfacion.
Vraltro modo hanno ancora di far compayatione per la negatione , & bello, & multo
commune, & non tant'alto ne con tanta gra
uitd come queffaitri, fi dice piu tofto per ri~
prender'aleuno ch'altrimente ;ft come

Caligli ani

Tojcani.

Cimparatio Poj cierto de t a un Certamente date ad


i
i
,.
un huomo idiota
necio, no ay difefciocco ;non diffe-^f ^ia 3
rmxa alema.
Deti

w per ripren

De ti a un loco no Date a un pa'^o non


e di^enrxa.,
aydiferqnca.
Deti a una beia no Date a una bpflia non
differenTa alcuhay diferencia nin
' na.
guna.
Del' aun ladrn no Da lu a m ladro no
hay diferencia.
difermxa.
Del'aun ganapanDa lui a un {kchim
no hay diferencia.
non difereuT^a.
del a un fordo, y mu Da lui a un fordo ru
do no hay diferentolo non e differcnxci
cia ninguna.
alcuna ,
S COS ua difcorrendo, ma auuertirete che
quundoft parla per la ter^^ perfona : comedir
del, della , dellos, ddias , che fono rclatiui ^'"^\''*
ipHO ancora attrwmrc a Duona parte cio Tatimifinlaudando , fna per feconda perfona , come de ti ptndAf<ii
de nos, fempre fi uitupera,ma come dico ^'f'^"^'
per xerT^ alie uoltefilauda; perciocbefidice
ad un librale Del a un Alcxandro no hay di
fercncia, & uno che dotto , Del a un
Ailoreles , eduno che dice bcne,
del a un Cicern, & coft
gli altri, e tanto mi
baJU haucrdctto
dtecompa
vatio
ni,

0$
DELLE

IIBIIO

TEIIZO

ESCL^MuTIO'H^I.

J parte delle efclamationi


la piu bella e uaga che habbia
tieiii 'iifiio
la Imgua Cafltgliana percio
moho ajfoi
chegli affettt che il foggettQ
loro fono appreffb ti Spagnuoi moho pregicni & ufati percio che k parole
ancora Jempice fono ajfettuofe, quanto pin
ejfendo adrnate di figure come loro l'adorna~
no, fiche effendo quefia la parte piu bella che
habbiamofard ragioneuol cofa dar cjfcm
fi diuerfi , e fermarmi un poco
piu di quel che in quell'altre part; faramo adun
que gli ejfempi
primieramente
in
meando Iddio fen^a ilquale .
niente fi puo fare, e
poiandremodifcorren~
do, .

Verche capa
nc U eJUama

EfcU"

DElLj

LI'Hj C^S.

ESCL^M^TIOJ^E

507

C OJi^

lU

I N V O C A T I O N E .

Cafligiani.
O bbcrana de
ydad, o centro y fin
uItimad_^o de todas
las cofaSjO tu que m
das yr el glo adura
cion perpetua ; o tu
queftando te qiiedoj
hazes quetodas las
cofas fe mueuan , o
principio y fin del
grande uniuerfo,
cor del firmamento y natura, pues en
las mayores congoxas a corres a los atri
bulados, no mitigaras algn tanto con
el liquor de tu diuinamifericordia ycle
mciajlapafsion que
tanto me aflige , y
un olo mometono
rae dexa y quando

To/cmi.
o fuprema deitao
centro fine ditutte
le cofe,o tuche cont"
mandi al fecolo durarre infinitamente j ti*
che iando fermo fai
muouer tutte le cofe.,
o principio finedeU
tuniuerfo , o Signor
del firmamento e natura i poi che nelle
maggior angofcie foccorri gli afflitti e triho
lati, non smor'zarejli
alquanto col Uquore
de lia tua diuina 7nifericordia e cemen^a , la pafiione che
tanto rn'affiigge, e un
fol momento non mi
lafcia ? e quando al~
quanto libero mi fento della tal pa(fio~^
V ij

|og

IIBP^O

algo uaco me Tiento


de la tal pafsion,que
do t lal^quc do ta
afligido, tan fatigado
y tan fin acuerdo, ca
cargado de cuyda
dos,tan anxofo,con
tata anguftia, tan ac
panado de mier3,y
de ctinuos dolores j
t lleno de anfias, c
tan poco repoo, tan
perplexo, que cadamomento no eoy
cfperdo fino qudo
la carne cda de ti
tos trabajos, y vatan
en flaquccida altandole la uirtud de yn
fluencia de los epin
tus ruperiorcj media
telaqua ynfluci fe
Iblicne, parralacpaia c uni que tic
nc c ci animo fcgre
gdole cada uno pa
ra el iin que fueron
-formados ,

ne , reno cofi laffh,


reio cofi afflitto , ?
cofi naneo cofi cargo di cure, cofi an~
fiofo cofi accompa-^
gnatodi miferia, e di
contmoui dolori, cc-

fi pieno di. fiflidi ,


con cofi foco ripofo , cofi cofifufo y che
ogni momento non
ajpctto altro ,fe non
quando la carne lajja
per li tanti traua
gli , cofi smagrita mancndole la uirtit , & infiuen'Z^ de
gli Jpiriti fiperio
ri , per lo ci mej^
Xo fi foienta , diuida La cotnpagnia
& unione che ha con
l'anima ditdendo
fi ogni uno , al fine che furono formati.

Fual"

DJELL^A

LIJ^

Galigliani.
o mirauillofo DiGs y como a qui don
de crtoy ning acuer
do tengo , ydetodo
cntcndimienro me
hallo falto , yde todo juizo figcno , y
cuan priuado de la
lubrc interior,V que
robado tengo el cntido , y quan falto
cfloy detoda razonjo
quien no fuera nacido, oimi uida trille
ya fencciele, o que
anguftias l i e n t o , o
que raua me cfta de
pedacando el cora^on , o como Ce me
arranca el alma , o
como me han desHl
lecido las fuerzas ,
yhan dado Hn a fu
acoftumbrado cxcrcicio,

CAS.

109

Tojcani.
O mcrauigliofo Di
come qui done fono j,
non ho miente di ruemora , d'ogni intel
lettomifentontmci
to e d'ognigiuditto Ion
tao ,e come fon pri~
uo del lume interiore
e come ho rubato l'in
teletto cotne mi
manca ogni ragione ,
o cbi non fufje nato,
o fe la rata, idta trijla
gia jiniffe , o che an-'
gofcie finto,ocherab~
bia mi jiracciail CHO~
re , o come l'anima fi
unol partire,o conicmi
fono mncate le for^e
e han dato fine al iio
ufaco effercitio .

F 01

510
IIBB^O
TEI^ZO
Enonuimerauigliatedi quefli ejfempi cofi
lunghi percioche uoglio chefermno ancora per
ejfempi de'de ofj'eruationi.,quefli, e quei che da^
remo nell'altre cof . Or hauete ueduto il modo di lamentarf per efclamatoni queflo medeftmo modo hanno in morar la aliegreX^agrande che hanno, tna puche uolte con inuocation, per
cioche come cofa com
munenee tribu
lationi ri~
cordarft fubbitodi M. DomeneDio che naiuti in quel
le/ufa piu Ipejfe
uolte mocarlo.

^cla-

DELL^

LI7{,

C^S.

IX

catione,Doue moira al contrario 'omma


aegrex^ contenteT;^^^ grande.

Cafligliani.
o Dios, Padre co
mundcl genero humano y cloy dcfpierto ? o que cofa
tan ynopinada es
efta ? y es posible
que del mas trifte, y
cuytado hombre del
mundo^V mas a com
panado de mifcria,
y tribulacin : ete
tornado nueuo hom
brc y mas propcro,
y mas bien andante
que todos los del
mundo ? por cierto
en fus principios las
buenas andabas del
gran Ponpco no fue
ron tan properas, o
como uco clara y

Tofcani.
o Dio Tadre comme ddl'human genere fon io forfe suegliato ? o che cofa
all'improuifo e quefia ? egli pofibile
che dal piu afjiitto
huomo del mondo ,
e piu accompagna-~
to di mifcria tribulatione fui bor fat~
to nono huomo e'l
piu procero piu
felice di tutti gli huo
mini del mondo ? Cer
to i Trincipjj de buoni (ucccfi al gran
Vompco non furona
coft projperi , come
uedo chiara apertameme le mi p**

r iiii

ntoria mente mis


potencias fer reauradas en fu primera
operacin ; o como
me hallo Ageno de
todo genero de paflion , y faftidio, cier
o a m i ucrla misma
muerte aun que con
todo fu odio dirigieTe fu flecha con
tra mi en tal fazon,
y en tiempo de tan
ka uentura , y en
tiempo de mi uerda
derapu;anfa,cncof3
no me pudicfl'e empecer, pero muy cer
cano cluue dc jin
de mis M . Pero
agora quien podra
contar la plenitud
de mi gozo que
contentamiento tan
grandevo fu i!:; d :ydadjO bondra vncon
prchenilblc^o bcra
na omnipotencia, y

rEK^zo

tcntie ejfere ri^orat j & ridottc allt


fu prima opera
tione , o come mt
trouo lontan di ogni
forte di pafiione .e
faidio certa al tnio
parer la iejja morte , ancora che co^
tutto il fuo odio di~
rii^^ajj le file faette
ucrfo di me in tale
ato eintempQ dico
fi grande felicita, c^
della mia uera po[hu
^a, nulla mi potrebhe
nuocere, ma ccrto io
fon ato moho ap~
prcjfoal fine d'imiei
di: hora pero chi potrebhe raccontare U
pienezj^a del mo pacer ^ o che contentcz^a grande o fomfna deiid incotftprcn-
fihik o fprema
ommpotcn'^ e -che
grajy fauor , e ^omp

Z) ELlJ
Ll
que fealada merced , Y quan'demaria
da buena uturame
es uenidaVj ya no
tengo de quctemer,
nomc queda recelo
ni efcrupulo ni. menos eperan^a de do
lor.

e troppa felicita que^


ra che mi e uenuta^
hormai non ho di che.
temer, ncn mi rea
paura ne fo^etto alema ne anco tema di
dolare .

V^^LT^O
MODO
SE'H^Z^
inuocatione di allegrex^
grande ripofo.

Caligll a n i .
O quanro aliuio
lienten mis males',
6 quanto dcscanfo
fentelas triPa-s abra
adas cntraasjoqui
ta alegra le ua derramando por mis uc
ias , o quanto rcpofo icnto f'c Li nonia
triUc que poco antes
xne maraua , o como
efoficga ci toracou'

Tofcani.
o quanta confolatione fentom i miei
mal o quanto ripofo
fentono le mi triste
& abbrufcute nifcere, o ejuanta allegrcT^af Ha jpargendo per le mi uenc ,
o quanto ripofo fento
del ftnidio che.poco
innanx m'ammaT^-zana , o come ft ri^

5T4
LIBI{0
que tan atormentado eftaua de fopirar
o como los efpiritus
uitales uan recobrado nueua Taludo co
rtio el doior que tan
to dolia fe amanfa ,
o como las anias t i
dlorois y triftes ,
que de rato en rato
hazian pedacos mis
entraas hadado des
cr.nf a fu acucia , o
com o las cadenas
que tan prefo me teni.i , e han alloxado ;o como los ojos
que de contino cftauan hechos fuentes
de Ijgrimas han ceda
do,a cauadel aliuio
que icntcn en las
parces yncenorcs d
de Jos /ecretos de mi
mal clan encerrados .

TEI^ZO
fofa d cuore che cofi
tormentato era difopirare , o come gli
jpiriti uitali uamo ricourando mua falttte, o come il fuoco
che m'abbrufciaua fi
ua smor'zandoy o come il dolare che tanto
doleua fi mitiga, o
come le anftetd , cofi
mefle <& dogliofe, che
acuolte iracciauano le mi uifcerehan
dato ripofo alia fu
diligenza , 6 come le
catcne che m'hauean
ligato s'hanno rallentato , o come gli oCchi che di cntinouo
erano fatti fontane di
lagrime han ceffato
per ca<^ionedel'aUeua
ment chefenteno nel
le par ti interiori,doHe
ifecretidel miomale
fono chiufi.

t/ncora

ancora ft dilettano moho di parlar metafricamente & per circonloquio, ma quefto in


comedie, c cofe publiche come per dir che i
tardo dirano .

Cafligliani.

/ o/cam.

Ya Apolo cfta apo- Cia apollo neWocca


fentado en el ocafo, fo e ancora le nottur
y tam bien las none tenehre uengoH
tlurnas tinieblas
minacciando la luce s
uiencn a menazan
la corona dclfi^liuol
do la luz; la corona
di Latofia gia non ri
del hijo de Latona jplende,gia laotta
.ya no refplandccc,
ua sfera nel mondo
ya la otaua esfera
diuide la luce daUifc d fublunar mudo
ofcuritd.
eftadiuidicndo la
luz de las tinieblas.
per dirgia piu (tuna hora difiottefidice,

Caftigliani
Ya hamas d'unaho
ra que Diana comu
nicando ii noble

Tofiani.
Gia piu iurhora
che Diana commttni
cando la luce dijie-

Si6LIBIlO TIIZO
' '
'iumbre efta tend- fafacendo il flidcor
'3. ,yn iiyeno fufofopra tutte le cofecurfo bbre todas
crate.
las cofas criadas.
cofimoiti altriche lafcio, "Perla bruita}^
Vfano ancora in queflo modo a parlare per cafe
impofiibili, (& mettergli al fuo propofito per
piu efficacemente affermar qud che dkono , fi
come per dir chefard confiante ouerche non fi
smcnticara,f dir in quefio modo .

Caljgliani.

To/cani.

Antes los dopoios Tiu toflo i dut poli


mutaranno la lor na
'fe mudaran de fu
cotuinbrcj yantes
tura, e piu toflo il
fl plaera mcreupianeta Mercurio la
rio dcxara de llx
fciard d'efer mutac:onuerci/iic,yantcs
bilc:,e piu toflo la at
Ja oraua esfera dexa
taua sfera lafciara
fa caerlas cftrellas
cader le fiellefiffe,
fixas que yo en un
cb'io in un minuto
minuto haga mufaccia mutatione di\
<ln <^,i dclo pfome cjuel che ho promef'tidojAnres la natu- fo . Anxf la na"
ra del ciclo dexara
tura del cielo lafcia
de, cftar templada
rd da effer tperata
con

DfElL^
LI 'H-C^S.
|I7
con aguas y antes
con l'aque , e fin
los elementos jnfe
tofioglt elemti infe
fiorcsfe cnccderan
riortfi acccnderam
con la confragraci
con la infiammatione'
del uegufupcrior,
del fuoco fupcfiore
que en mi haya un
che in me fi truoui pu
punto de inconto d'mcoflam^a.
llancia.
Yantes el hijo de E pin tofio il figUuol
Latona dexara fu
di Latona lafciara il
lumbre a columfuo ufato Imne ch'io
brada, qucyo dcxe
lafci di figuir la tua
defeguir tu uolimoglia.
tad.
Antes fe oluidara la ^ffs^fi [cordera la no
noble Diana de dar
hile Diana di dar luclaridad , a las tice alie tenehrenot'
nieblas nocturnas
turne .
Y antes el quaito
planeta fe oluidara
de dar bucltas en
el zodiaco , que a
nti me palle por peimiicto oluidairte.

E anx} il(uartopiane
ta ft[cordera di girn
re ti ':(odiaco , che
a me pajii per l'ima~
ginatione di [cardar
mi di te.

E co[i molte abre co[e che [i contengorjo nel


-nmmun parlare, pcrciochefi come ogni Ungua

31$

iJBJ^O

TEIIZO

ha i lor propri^ modi di f arlare che fon communiad ogni cofa che ft dice; cofi la Ungua cajiigliana e forfe pu di ueriin altra , /j; modi di
f arlar communi, i quali ad ogni cofa & ad
ogni ragionamento fi mettono, ma perche di
quefli modi non fi puo dar regola certa, per
effere infiniti e che ogni di crefcono piu ; fegnaro alcmi uerbi iquali in tai ragionamenti
ufano come communi a quefli modi yfi che fa~
Yonnopochi qnei che ftparlaranno fuori di que
fli uerbi,; quali poico'I leggere d'i libri, e con
la commun prattica delli pagnuolift potramo
acquifiare; i uerbi faranno quefit.
Ser 5 cflar , andar , hazcr, hai, hallar,
caer;, picarfc, querer, c in tofcano fignificano, ejjcre , iare, andar, fhre, tronare,
caddcre, siimarfi, uokre. ^iefli uerbi fpejje
uolte sudiranno iie i ragionamenti [pAgnuoU, e
alcum di loro in coft diucrfa figr/iftcatione , di
quel che comnumemente ftgnijicano che
miparcefer impojihiic ,a inienderfi da chi non ha la pratica, e percio o l'ho
mejfo qu!H;il pri
mo uerbo
adunque
faro. Ser.
Del

Z>ELl-U LlX.
DEL

CUS.

V E \ B O

^19

S E II

T E S T O uerbo s'ufa in mol


te & diuerfijiime farle, ma Come^uft
per non efer riprefo qi trat- "'"'"'.^""l
taro alcmi che jaran quet che commum,
s ufano piu , e prima rtprendendo alcmo s'ufa iluerbo fer fi come.

Caligliani.

To/cani,

Que ? rodo ha dcfcr Che? tuttoha daeffev


giocare?
jugar ?
Todo ha dcfcr co- Tfitto ha da efjer,man
gtare?
mer ?
Todo ha dcfcr paf- Tntto ha da cjjer paffcggiare ? .
fear ?
Si que no handc fcr Benfa che non han da.
effere tutti i tempi a
todos los tiempos
un modo.
unos.
Si que no ha de fcr Ben fa che non ha da
todo andarfe a la
ejfcr tutto andarfi
flor del berro.
in fiori.

^ b LIBELO fSBZ '


Aniarfed coft mol altri. Q^uejio modo di dir,
f fi^h^'l andarfe ala flor del berro .fidice commune"ritfiln. mente a coloro che fono ocioJ ,e non uoglion
far nuUa,efi dice etiandio , s^nd-cCe nagamundo , uacante perdido cmbelcfado, C/J
tutto fi dice in una fignificatione; & ancora
per il uerbo fer, come es un perdido, es un
necio, es un uellaco , es un bouo, es un
-haragn , es un fullero cio ;egU unhmmo ptrfo , un ignorante, m uigliaco , un,
Tunera, e fciocbo, Unpgro , uH bar o,perche fullero
/l"!jkln. Jl ice propriamente colui che fa inganni ntl
gioco . Dicefi anco per uia di comp^rationc ih
queflomodo f'm?^a mettere re loggstliuo m
anco la comparationc, & auucrtite ^ucfio mo
do che bello & moho ufato da cofiigiani ft
.come 3ad uno che c ladro , jl dir, -

C^^ig\hn\.
Es un gato; es de
fierra d'Aia.
Tiene uas ,

Tojcanl.
S^ un gata; di trra
d^fta ; perche-ii
. fignificapigliare. ,,
Ha.l'ungie.

Ead uno cheaccortofi dice;


Cajiinia-

DSLLA

Lm

Caligliani.
Es un m o n o t e s un
zorro , es un biuidor; ^Ipcrro uxcjo.

CJ.S.

S2X

To/cani.
S^un fmoto , una
uolpefClfu bcn u!u(
re, 'c cae ueccim .

Louc fj ucde cbefenX^i far comparamne,da


ad iniendcre, che fiafiMtle l'huomo iccorto, al
fimio , illa, uolpe ,e al cae che fon tre ani-: M.!I- t
mali d'inc'dttto p-u degli altri; e a (ucfli mo- ''""^,'' ""*
di ripcnioio alcuni aln in qiicjla fignifica- ^^
tione come.
Bien liibe quantas fon cinco
Llegaos a el que le le cae
L capa;
No le echareis dadofaJfo,
No que buo es el moco
Pues tendel pie alhcn\ir ,
M'.iel de el dedo en la boca j
lUJ^politano dice , ua logabba,e di quinafco'io alcuni proucrb come .
A perro uiejo no tus tus ,
A buev uiejo no cates abrigo;
A otro perro con elle huco :
Stnoli altri modii quali nclla tofcana fanclU
X

J22
LIBIDO
TEIIZO
mn fi poffono cofi dtchiararefcnXaungran
commento Jopra e percio fardmeglio lafi:mgli
cofi, baa ajjaifaper al propofito chefidkono che come ho detto queo che il TS^apoUano dice ua logabha,
Ma , le comparationi fenx^a l'aggettiuOy
s ufano molto , come ho detto, e anco feni^
l'auuerbto di comparatiuo, ma dal fimle che
fi da sintende detto aggettiuo ,fi come .

Caftigl lani.

To/cani.

eomfmratto Es como Una nieue' come la neue, cioe


nefen^ la
bianco ;
come la pegla; cioe
astuiu. Es como una ^pcz i
ero.
E' come a cera ; cioe
Es como una cera,
giao
come I'oro , s'inten
Escomo un oro;
de bello;
Efib es miel ymante Qjieo miec e buti
roci^efi)ane & dolca, es tortas, y pan
pintado.
ce;
Es una gallina
' una gallina cioe.
Hile
Es un Cer,
un Cefaro cioe Hlente.
Boue

Doueft uede che in tutti queHi modi s'tnten- y^^ ^ ^^^^


dlo aggettiuo che altramente non potrebbe fifoneinue
iare. ^uuertite etiandio queU'mi^ nieue eediel,(U
una pez, ^c, che ancora chenonfi trmuiuna ""^""'' ^^
w/ce e due, e 20o di parlare di casligham .
metterlo in uece de'artieolo, Iz ouer ,. del
tn^ifchio, e per cjuefta. cagione fegli da il numero a quede cofe che non lo ammettono comey
la neue la pegla., la cera ,el ora, chealtra7nente farebbe impraprieta grande. Qjid che
dice es tortas ypan "p'mtzo^sintde che una
cofa cofi piacemle come le focaccie, e il pane
depinta > diceft il pane depinto percioche foglio
no in {^agna dipingere di fopra il pane
alcune uolte, cioe fegnarlo con cer
te cofe di legno o di ferro che
fi fanno a pcfla per quel
lo s & conciofia
che poteua
mettere
alen
ni
dtri modi di quefio uerb
per hora porro fine,paf
[ando a dichiare gli altri.

J24
BEL

LIBliO

Tt\ZO

V E B^B O

E S T a B^

I tfueo uerho hahbiamomol


te maniere e dmerfe di parlare ^e nella piu parte di /fuelle
ual (jueo che ejjere in tofca,
no,, cofhe Ct uedrd negli ejfcm
pi i t prima di quejio uerbo ha un modo di par
lare che pare rano per ejjer diuerfo deLcommun parlare tofcano, fi come elar mal con al
guno uuo dir , uolerlo male, & eftar bien >
uol dir. j uolerlo bene come fi dicefiimo.

Caftigliani

Tojcant.

Efta mal comigo y Mi ttudmale & io h


uoglio bene.
tftarwd,
yo eftoy bien COC,
fer uolmna Dizcn me quc e- Mi dicono che mi uol
mal di morte, e non
'
la mal de muerte
singanna perche io
comigo , yno efta
cngaiado por que
no'luogio tropo beyo n o efioy muy
ne.
bien con e l .
Ma auuertrete che quena fi dice fra eguali
ftrcioche fia il fuperiore & inferiore jnon
uol

uuol dir effere inimico mci piu tofto effere in


isgratia,f come.

Caftigliani.
Quien efta mal condioSj no puede hazer cofa buena ;Pri
mero es menefter
eftar bien c Dios,
y defpues uaya por
donde fuere.
Si el Rey ca bien c5
el bueno es , mas
l efta mal con e l ,
no uya alia.

To/cani.

per e/fere i

dfgratU.

Chi n disgratia d'Id


dio ,non^uofarcorfa buona > prima bifogna ejjere ingra, tia dlidio , e poi y
la cofa uada dou'eUa
mole.
Se il E^e gli grato
egli e buona cofa ;
Tra fe egli in dijgra
tia fu non ui uada.

Ci fono ancora molti altri modi, come <juan


do non ft uuol fare una coja ,i dice, en ellb
coy en buena fe, no har otra cofa ; dice/i
ancora donofo eftov, bueno eloy yo , per
dir io o frefco j ma donofo, in altraftgnificationt uuol dirgratiatoepiaceuoe , comead
uno che hauejfe detto una cofa gratiata fe glt vion'fohii
direbbe o que donofo, muy donofo efta , duefignifieioe moLto grattojo e faceto ; e di qut uetme
onzyxe, nome come , o que donayi-e , r/>
' '
X ij

520
LIBIDO TEB^ZO
Q che facetia . Molte altre cofeftdicno per
quefto uerbo, e tutte fono in tofcano periluerbo efjerc '> c percio non faro troppo lungo negli
ejemfi, nondimeno forro alcmi; come.

Caliglian-

Tojcani..

"flar per ef No efta cnfi, no efta IN^OB infe, non in


fercome i'u en fufefo; no efta
cerueonon qui.
aqui.
Efta fuera de i j no S^fuor di fe, non da
efta para uer , no
uederlo; non dafen
efta para oyr no efta
tirio non da parlar
para hablar.
gli.
Come fi dice ancora in quena propria figni
ficatione.

Caligliani.
No efta en cafa,
No efta en ia piafa;
No efta aqui,
No efta aypucs don
do efta?

Tojcani.
T^nincafa;
Islon in pia':^:(a
ISlonqui, - >. Islon cofii- doue
adunquef

^Icune altre maniere ft trouano dif.detto


f erbo un poco pin Hrane<& diuerfe dalla co^~
mue

mme fauella tofcana, & la prima con la par- orp-tnicel


ticella por , e l'infinito del uerbo che feguita e '^'"""j'"'
ien\ala negationeuengono anegare ,/i come \g_

Caftigiiani.
A un cfo cl por ha
zer >
Efe efta a un por ac
bar 5
A un cl por efcrcuir?
A efta hora eft V.
M. por comer
Tan tarde efta por
oyr mila ?

To/cani.
Cotejlo non ancora
fattol
Cotefto non ancora
finito?
ancora non fcritto
^ queji'hora non ha
uoflra merce definato?
Cofi tardi ate ad
udir mefja

t malte altre che fi potrebbono dir ma que


fie baflaranno per intendere , che quel, efta
por hazer , efta por acabar &. uuol dir non
finito non jntto ; e quefto modo per la piu
parte ft fa per la interrogatione perche altrimenti uorrebbe fignificare il contrario cio ha^
uer mglia di farlo,e.non di nofirlo-.come ft puo
Heder in quefie maniere che feguitano .
X

iiii

11B BJ) TF1{Z0

3^S
latticelU,

T'o/cani.

Son quaft per andar


la;
0erm(uulo. Elov por hazer unSon per far una cofa
che fempre ft dica \
hecho que fea Tona
do,
Eftoy por yrme del So per andarrnene uia
del mmido;
mundo ,
Eftoy por meter me Son perfnrmi frate ;
ira vi e
Eftoy por no uerlo Son per non ucderlo in
una mia;
en mi uida,
Eftoy por que brarle Forria romferli la te
fia;
la cabe ca .
Eftoy por pelarme Forria cauarmi la
barba ;
las baruas.
Eftoy por no entrar Ts[on uorria mal pin
intrar in cafa fu ,
mas en su caia.
K.n'

Etoy por vr alia :

io,e auitiulo

E parIflente molti alri; done gnarderete


che quando mega , albora utrrd o interrogan
do ouer col aunerbio di tempo a un, o a ora ,
ma quando figmfica uoler , o defdirare quella
cofa , come in quefle ultime, far a di pnma per
fonu il uerbu eftar, e non hauerd neta nc'^atiom ne l'auuerbio di tempo .
'{otate ancora (uelo che dice nel primo
modo 1

modo, hazer im hecho che fea fonado , che ^onarmrb*


euel fonado , rniol dir deno,nncora cheuenga ^
da onar uerbo , che uo'l dir far fuono , e coft
f dice .

Caftigliani.
Que fe faena? che fe
fonaua por alia J
faena fe algo ?
no fe fucna nada.

Tojcani.
Chefi dice ^ che ft di"
ceua di la f ft dict
niente f
J^on fi dice niente.

Significa etiandio come hahhiamo detto (o- soiun- per


n a r , hauer fuono , ouero fentirfe, come; fonar ^"tirf'>'riS
bien el lad , ftzmfica hauer buon fuono : no ^"'r"^*
uena nada cic lad, coe nonftfente niente m.
cotefio lauto ; onad b i e n , cioe fatteui Jentire, percincbe tn ucee di dir fonate il lauto ,
incaigliano fi dira taed cll lad ; e fonate
un foco , taed im pocoeP". S.fuoni,F. S.
'
taa , e coft gli ahri, Significa ancora Sonar SW-JI- per
moccarft ti najo , come Ibnaos las narizes; "'"""f' *
cioe moccateu! i! nafo ; e all'bora ft declinara,
yo rae ueno, tu te ucnas, a quel fe fuena 5
cioe, 10 mi moceo il Jiafo , tu ti mccchi, colui
fi mocea ti nafo ; neUa pafSiua fignificatione,
e alcune uolte nella attiua , perche ft dice
fonalde las narices a cfle muchacho, cioe
nettategli il nafv a quel fancitlo .

j^O
LIBllO
TEB^ZO
. Molti altri modi patria io addurre di dett9
uerho ma pigliandofi per U piu parte per e{/ere i lo lafClar a chi uorrd leggere i libri.
DEL VEB^BO

^T^DU\.

T E S T O uerbo nella pro>pria fignificatione l'iflejfo che


andar tofcano ma in altre
moho diuerfo come; anda me
royendo los Rancajos , uuol
dir , dice mal di me, ouer burla di me, chefi
dice etiandio per il uerbo cortar come, cortan
me una capa, cortado le han un favo jufto ,
cioe hanheffato mormorato di lui, e cofi fi dice , cortar las haldas , cioe mormorare, con
tutto che cortar, propriamtnte fignifichi ta-.
Cortt er- gUar , e fi mria, yo corto , tu cortas , &c.
bo, e corte ma auuertite quea prima perfi>na che ha due
ntmt. fignificationi, perche cono, uerho fignifica,
tagUo,et corto nomefigmficacurto,benche mol
te HoltefipigUa per un da peco e uergognofo 5
e cofi fidira, muy corto es cioe eglie unda
poco, ma tornando al propofito queflo uerbo ,
andar, ha la ifiejfa fignificatione che y r , che
mchefimo*^^ dirgire, la differen-^ pero ch'io truouo ,
imetfi. che quandofignificaremouoler andar lontani
aU'hora

a'hora 'ufara il uerbo yr , ma guando non


fara. tanto moto , ufara il uerbo andar, come
dir y en que andas; andaos ay j andaos a de
zir donaires, & dtri coft fatti, douefiuede
che quefli modi fignificanopoco o niente di noto\
tnafefdiceffe vo uoya ca9a; tu te uas a pad u a ; y yo me yre a Rorna, cieio uadoa cae
ciare , tu tee uai a padoua; <& io me neuado
a l\pma ; quefii hamo pin mi>tQ de gi
altri.
..- Di queflo uerbo pero auuertirete che nella
terxa perdona delindicatim chefi,vL;iihatre.
fignificationi cioe, no ua en ello nada, que
ua en ello j non irnporta niente , cheimpbrtat
doue in queflo modo fgnifica importare , nella
feconda fignifica cffer diuerfo , ouer dijfereni^
re come; que ua de mi al Rey? io que ua demi kl Rey efo uade uos a un bio; cioe che
differen'Xt di me al ]{e i la dijjerenxa che
dirhe al I{e, quella e di uoi ad un prudente ;
la ter'Zfi commune, efignifica gire rcotn dan
de uays 1 uays a cafa ? cioe doue ndate ? ndate a cafa dicefi ancora per queflo ifleflo uer
bquando fi uuol dir come ui trouate v'eomo
osuaen ea tierra ?<;oe come Mi^truate
in cotefla trra ? como osfue en ei cantino de;.
rallan come ui trouaftineluiaggiodimano^
e cofi moltialtriibenche quefli modiftfogliom'

J5
IIBKP
TS\Z O
dir ancora ferl uerbo hallar comedir rtno
os hallis en ea tierra i hallaftefos bien j
che ail'hora fignifica fropriamente quel che
tronar in tofcam.
ilegarfe
'
Diceff ancora in uece d 'andar Ilegar come
"^
" Ues^arfe a cafa , Ilegarfe ala aldea; cio andar
fin alia cafa andar fin alia uilla ,
DELVE\BOHJLZEB^.

H<;r ffr
Qjueflo uerbo ufa alie uolte fer fingere alfingere, cuna cofa come dir.

Caftiglani.
Haze del bouo;
Haze del loco;
Haze que no lo entiende ,
I^azefe denueuas ;
H^zcfetnso;
Haze del ,prdo.

Tojcani.
Finge effer fcioccOf
Finge effr mato,
Finge non intenderla.
Finge di non faperlas
Finge effer amalato ,
Finge ejjer fordo.

Benche quefii modi ancor* fono cormuni in


mte due leUngue, pernoche f dice ; fi fa a pofiafciocco iftfa piT^ &c.
QueHo uerbo inter'^perfona del numero
del tneno pojio affolutamentefignificaquel che
in

in tofcano , ouer fa ; in luei modi di parlare..

Caftigliani.

Tofiani.

Haze fro; haze" ca- tjredo; ouerfafredo)


or.
fa caldo , o caldo.
HazeuientOjhazelo Tirauento ; fa faiu

do.
Haze claro; haze u
blado.
Haze fol j haze bucno
Haze luna, haze fereno.

go

tempo chiaro > e nu


uolo.
' [ole, c buon tem.

po.

Luce la luna; tira uen


todellajera.

Et auuertite juel haze ereno , che non


uuol dir che tcmpo fereno 5 ma che tirauento
della fra percioche ferenoftgnificaquel uento
che tira lafera che nociuo alia, tea; e cofifi
dice) haze fereno ; haze me mal el fereno ; serene t
guardaos del fereno que es malo para la ca fignifid.
be9a, & in tofcano tira uento di Jera, mi fa.
male ti uento della fera; guardateui del uento
della fera che nociuo alia tefia.

|j4

IIBBJ)

H^I,

TE^ZO
D'H^FEB^FEI^BO.

Kai in me
Qjieflo modo del uerbo hauer s'ufa commuT
diiufiaa. fieryentefracafligliani, in ucee di tofcatii i
che a dir que hai > sintenderebbe che cofa e ?
in tofeano ft come.

Caftiglil a n i .
Qiie hai que comer?
Que hai de nueuo ?
NG hai nada que dczir .
No hai que efcreuiri
No haiquchazer j

Tojcani.
Checedadefmarel
Che ce dinuouo ?
l<[on niente da dne\
Tslonce da fcnuere;
Islon. da fare.

Qiteftmet

Doue noterete quel que , chequafi fembam in ue P^^ ^ P^^ ^" ^^^^^ ragionamenti in uece delld

e da c/!i-

c( d Ua fiar-

particeUada ydelfeo cafo di tofcam, come ft


tcelida. uedein quefli ejfempi e molti altn emajiime
col uerbo tener che fignifica frofriamente
quel che hauer in tofcano ; come ft puo uedere
in quefii mod di farlare .

Caftigliaanr.
No tiene que comer;

To/cani.
']>{an ha da defmare ,
no tiene

No tiene que beuer;


No tiene que gaftar,
No tiene que jugar;
No tengo que Iiazer;
No tengo nada que
dezir ;

Que in wc
J^n ha da beuere
di da farti?s(o ha da pender; ^''^^/I
T:ion ha da giuocare, j,j.
'2\(o ho da fare .
Ts[on ho niente da dire

Che in uecc di quel que, /? uedc che fempre


fhamejjoqueldam tofcano.
Quena parola ufa tanto nel numero del Hailrdaa
piu cerne in quel del meno i percioche tanto ft *"^' * ?*"^'
dice, quien hay que no crea efto ; cio chi ''*'""''*"
che non creda quefio i come quan tos hai que
lo dizen ; quanti fono che'I di cano f
DEL FEB^BO

H^LL^I{.

F E s T o uerho appo i cafiiglianijOltre alia fu propria


fignificatione che trouare fi
piglia ancora in akra che
quando fe gli dice alema co~
fa ad alcuno cio , che beuitore, mangiatory
che giocatore & altre cofe coft fatte,egli
rifponderebbe\ hallado lo haueis el comedor,
hallado lo haueis el beuedor, hallado lo ha
neis el jugador; &intofcano , l'hauetecerto

55(5
LIBI{0
T1K.ZO.
trouato il mangiatore; uoi Ihauete trouato t
beuitore ; trouato thauete il giuocatore; e cofi
gli altri.
DEL V EPJiO

CJIE\.

ll uerbo caer ancora oltre alia fu proprit


fignificatone che caddere , s'nfa etiandio in
un'altra, quaftche uoglia dir ricordarfi,ouero accorgerfi d'una cofa ; e daro effempt accioche pojfa intenderfi jcilmente.

CaliVliani.
A un no cavgo en V,
m. quien es ; no
caygo a un en el ;
5i V. m. no caicra en
el , yo no cayera
jamas;
Si no ni dixcrades
quien cranopudie
r.i caer en el;
E ices V. m. hacaydu en ello;

Tojcani.
'?v(o mi ricor do ancora chi uoflra merce; non mi ricordo di
lu ;
Se uoflra merce non fi
ricordaua di lui, io
non me ne ricordarei giamai ;
Se non m^hauei detto chi era, non poteua ricordarmi dilui\
gU delfo uoflra mer
fefe n'e ricordata;
Elo

DEtL^
llTs^ C^S,
3JElo es fbre cine- Quefio fopra il ncgc^:
goci del otro da,
ci de l'alro di mcae V. m, en ello ? Jlramerce ene fi~'
cordal
E per intendere sufa ancora inquefiomodo.

Caftigliani.

Tojcani. " ^

Entiende V.m. cfto, Intende uojlra merce


que hedicho > a un
quejlo che ho detto ?
no caigo en ello,non lintdo ancora.
No he a un caido en 7\(p tho ancora inte<llo.
fo.
Et altri fomiglianti, & auuertirete que/la
maniera, percioche jpejfe uolte da cafliglani
s'ufa, in talftgnifica ione.
V

DEL FE\BO

TICJBJE.

. H-auui ancora un altro uerbo ilquale sufa,


infiltra ftgnificatione diuerfada quea che ih
uerbo dtnbta, & quella che propriamente
fidice, r profefiione , ouer pregiarfidi que0
eofafi come.
'i

SS'S

IIBVJ)

Caftigliani.

TE\ZO

Tofcani.

Picafe de ualientc,

Fa profefiion di ualen-

Picafe de galano,

Fa profefiione di poli-

Picafe de m iiico,

Fa profefiione di muft
co,
Fa profefiione di lette
rato,
Fa profefiione di corte.
giano.

Picafe de letrado ,
Picafe de cortefano.

^Ftalle Holteft dice perd uerbo preciaffe,'


cowcprcciafe deualicnte , de mufico. ^ c .
r il mcdefmo ft dice , tiene puntas , come
tiene puntas de ietrad', cio pregiafidiiktterato e quefio piu proprio pregiarfi, che al':
rimenti.
, , . ,,
.., ;, , .':
Ffaio ettandio i cafligliani alcuni nomt nel
cotnmufi parlare , quai fono il no?e negro ,
& il nome amigo, /'/ nome negro sufa come
negando alema cofa,fichmefealcunofi.-d&fe
che.ha robba^ ouer che hahamio ptae^r.feiiegli
mol negarlo direhbe, que negras. >R;i^uafcaSt
tengo,qmf,aegropia2,e); fue el ,e^;0fi.li4l'.
trt, ilno;ne amigo s'ufa in molti ragionatitea^
^ commune ; come es amigo de beuer,
es

D^LLJ[ LIV^

CjfS.

3S9-

es amigo de mugeres, es amigo de jugar ,


amico del beitere ; amico di donne , amicodi giuocare ;e cofi molti attri; e con queflo,
fkremo fine y lajciando ii reflo all'ufo & all^\
ejperientia.
Haueua ancora in animo di dtre alcana cofa
d'i prouerb che apprejfo agU Jpagnuolis'ufa-,
no,ma uedendo-effere cofa tantodijfufa eche,
alultimo era dnhbiofe simenderebbenoy'mi,
paruto lafciargli per non ejjere prolifj'o, e forfe.
in ejfempi diuerfimettero alcuni che uerranno.
a propofito; Hora tratterimo del modo di
motteggiare per e/fere cofi rara parte apprcffa
a dctti Jpagnuoli. Bcnche. ne anco di qutfli
fi potra dire ogni cofa , poiche ogni di ucngow
al mondo dirari ingegni; nondirncno lo diro
de i modi piu commmt e come s'afino & in qua~
Ii maniere.
DE I MODI DEL MOTT

ECGI^

I^iE.

O L T o piace a gli Jpagnuoli


l motte'giarei^ banno certa
acute':^^a grande ncl dire ;ma
nonin tutti, percicchefi-attip^
t. le aguije di'motteggtAr.e'.-q
cioficeie,:, gram,acut, argute, & mordaci\
de i quali ha tratttoMltQ: dottamente hSa,
-oa.;:l
X ii

54
LIBIDO TE IIZ O
Sddaljar Cajiiglione ^ nel fuo Cortegiam,^dopo lui dotti^imamente . M. Girolamo Garimberto ne i mi concetti degni di perpetua,
lode y gli fpjgnuoli ufano piu commmemente i
mordaci r faceti, percioche li fententioft fo'.
gliono ejprimere per prouerbi e ragioriamenti
lungbipiu toflo checonbreuita,la qualbreuitk.
proprtadel moto a cui ft comiene in poche.
Chi fui Tin P^'>'^^^ comprendere molte cofe ;fi che la prin^
temo frin cipd hitentione del motteggiare Jpagnuolo ,
pal del mot U morder ouero ildir mate ^e poi accesoria-.
"gi'^^JP'' fuente e il moflrarfi gratiofo e faceto con quel.
*
' modo di dir , non diro ancora che lafciano di:
effere argutt,percioche non ft puo dir male fot-.
to coperta e che non sintenda che non habbia
in fe alcuna acute7;^a <&fiudionel dir lo pin.
di queo che non hanno gli altri rnodi^n quali
communemente ft parla, egi benuero chefi
truoueranno di molti che hanno uoluto dir aU
cunmotto per faceto, ilquale riufciutoloro
in contrario, comefiuede ogni giorno che uno
dir ma cofa per muouerea riJo,chealui patera ridicolofifiima ; nondimeno i ciYcoflanti
ttietite fi moueranno, e rejia il detto (come
fifuol dire ) Jreddo ; ma quee tali mani^f di
^otteggiare ancora chefi dicanoa tal frirpofito , non percigshan da metiere nel nnmeriy
igte facttee ridiculice-, . , .
..:.-A^ ;
,v
Hauea-

tauendoadunqueatrattare deemordacipri'ma. auuertrete che non dico mordaci che toechino {olamcnte nelhonore, ma che toccano
appreffo ne i cejiumi ,'nel uiuere, nel ue/iire ,
nel prociedere , nel fapere, C" in altrecofedi
(jueflo modo. E douete fapere che i nomi per li Nem ft
^uali fon o li l^agnuoli motteggiati fono quejii, ^ ^ " ^
loco, che uuol dir pa^Tv; judio, che uuol j^a%nnoli.
diregiudeo , e queflo tocca aWhonore, e moroi
necio, chefignifica ignorante, & il medefiwoasno, ediqui uenne necedad, che figni'
fica ignorantia \f che pochifono i motti morda^
ci che nonfifandinofopra un di quefli nomi i e
tutta uolta che pojjono ufare parola ambigua ,
e giuocar del uocabolo e riuoltarlo al lor propofito lofanno uolentieri;e con gran diUgenxa ;
e'ha per lo meglio ditutti glialtri come i di
pajfati accad al Signar Giouanni di linafa
qui in yinetia , doue egli era fecretario della
3^/j^m per Cario Quinto Imperatore, il quale
truandofi un di ad una fineflra infierne co'l
^mbafciatore di detto Imperatore, uidder una
donna ad un'altra fineflra moho bella , e pin
honefla neWapparen%a che nel fuo uiuere, per
chediffe fambafciatore al detto Signor Giouan
nide[pinofa, no puedo creer que aquella mu
gerfea cortefana, cio non pojfo credere che
quella donna , fia cortegiana ; cortes di(e

iii

^42
II B{_0 T EI{ZO
Moffff mer. eglt bien [opiiede creer V. S. pero Tana, y6
doce ,gmo- J^Q,|Q yfaria afirmar; cioe, cortefe V. S, lo pm
" I,'
credere ma fma io non l'oferei affermare,ecco
che diuidendo uocabolo di cortclana , aec
ad imendere che era puttana, e che haueua
qmlche male come il piu delle uolte egli auuie
ne:&
ilftmilefipuoluederenelfecondolibra
del Cortcgiano,doue dice d'maftgnora che era
uefiitd di damafco , & dijfe , qucfia la dama,
qiufio Vafeo.
Somigliante^c quella che accadc agli altri di
aduna damadeacortejaquakhaueua unpO'
codimofiradi martori ,per dar adintendere
chetuttalauee era fodratadi quelle , & un
%A tt
gentil'huomo che intefc il fallo uenendoli apMt.
pi'cjjo prefe in man dettt martori, cheinjpagnaf chaman martas, e dijfe marta marn,
que folita eres, cio Marta come fe i [ola;
pereioche folita, edi minutiuo di fola;ecco
che imitando quel pajfo che dice, marta marta
foicita es ^mordedi pouera qttea ftgnora. "
T<lpn fu men bello quello di due dottori *
ti quali concorrmdo per ottenere una ctedra
publica , ouero una lettura uacance detta- in
ifl'agnuolo uaca, che fifuoldare per uoti degli
fcolari: & effendo l'uno ammonito da certa
fuo amico che l'altro che pretendeua la ctedra
-Uaca, era un poco marrana) difje, fi como e#
uaca

DLLj

L'H, C^S.

14^

uaca fuera puerco nunca el la pretendiera, M<ir</<


cioe, fe come uaccafujfe ato porcello, non la *'"''"'"**
pretenderebbe, mordendol di marrano percio
che loro non niangiano carne di porcello ;e
mettendo dubhiofo il uocabolo, che uacca uuol
dir.e.la ctedra uacca, euuol diranche la uac-r
ca anmale .
Toi che trattiamo di giuocar delmcabolo
diro ancora una rijpofla di un gentil hmmopoe
ta,che era tenuto per pa-z^, ilquale effendo in
cafa fu adun poggiuolo che injpagnafi cbiama
Ecrrado, per efferfktto di.terra, pajfaua queUa
fgnora a cui egti fhceua I'amore, confm manto , e per fentir qualche cofa , dijje il marito
ditegli digratia alcuna cofa al uofiro inamorato.,all'hora ella diffe zy ck Y. m, feor,
cioefete coifignore, che modo di parlar di
jpagna , rilpofeegli, pues donde han deftar
ios muertos ino en terrados ; ecco cont
enterrados tfignifica fepolti,& ncora effer
Tielpoggiuolo percioche cntci:ra.dos uuol dir
ancora, ne i poggiuoli.
> Islon fu manco beaqueUa rijpofiadeUo iflejfa aun fuofratello,che dicendogli che era 7nat
to, e che ogni giorno ft ficeua piu, rijpofs
egli, heos yo fufrido ueynte ycinco aos
denecio yno me liifrtreys uos uno de loco,
ot'hfopportatoiauinticinque amifciocco^
r iisj

J44

t/SJ^O

TE\ZO.

' e-.uoi non mi potete fof por tare uno mm


paxT^o.
...
UerdeU dt , puaucorahella&^Uccortamentedetto.quelfuttaiM. layijpgfla del Signar Giouanni dejpinofa gia
mentouatOyChe eJJ'endo inuna chiefa infierne co
un altro gentil'huomo,eraui ancora ma gentil
donna. deUa quale fi diceua effere inamorato un
gentil'hmmo di cafafcorpione, e queflafgnoragrtdaua & era in gran colera con un'altra ,
dijje all'hora quel gentil'hmmo ad detto Giouan
ni depinofa, o como efta uencnofa la-feora;
rifpofe egli, deue la hauer picado cl corpin ; cioe forfi che l'ba beccata lo fcor~
pione.
fu ancora bello quel riuoltur di parole che
fice il medefmo in un un'altra rijpofla che die-r
de al marchefe hauendo riceuuta una lettera.
da un capitana che non era cofi brauo in jhtti
come tn parole, nella qual letterafi uantaua di
foHuerehio ,dopo hauerlalettala diedeinmas
afecretario edijfey muetto poiTer ualiettte;
Utrdete di ri(pofe cgU fubito, ybiuo por no ferio , ffdrM>, m endolo di codardo e uile, perche fe fojfe ato
ualente & animofo/ifarebbe anifchiato piu e
forfc non farebbe uiuo .
Doue auuertirete etiandio quel modo di par
Jare muerto por parecer ualiente , che uuol
Mire bramofo di parer Hlente }e eoftfi dice
muerto

D'EZLj LIJ^. CUS. ^45


muerto por utr , muerto poroyr, muerto
por comer ; cioe defiderojb ouer bramofo di
uedere, d'udirc di mangiare &c*
Vrocurano, come bo detto, quando odono o iAoriiitt*
fono loro dette alcune parole, di ributtarle & lutundoj*
attribuirle a colui che le dice, come fu quella f^<><- ;
riJ>oJla di quelgentil huomo , che effendo amico d'm'altro moho ignorante & effendogli
detto da cojiui, tutti dicono che fete fciocco,
rijpofegli es foi uentura por que me ucn
con uos, cioforfi dicono per ucdermi fempre in uojira compagnia,
Somigliante quella e con piu arteficio dctta da un gentil'buomo che parlando con un'altro che non hauea troppo del prudente, & hauendogti parlato gran pez;^ , dijje haueys
medicho mil necedades , ciohauetctiiidetto
n}illefciocchexje;riliofeegli pues para que
V.m. mentienda es incncfter hablarle en
fu lengua , cioe accioche uoflra merce min~
tendeffe bifognaua parlargli nefuo Imguaggios
ecco che tactmente gli dette una mentita
e poi lo tratt di fciocco; percioche sufa i
' cfitgliMo quando fi uuol dir burlando a uno
che mente dirgh V. m. me entiende.
Quel motto fu ancora bello a uno che fugi^
ua dun toro , e per falu^rfi piglio un bajo
d^unafinello cijeera li^ e mefJoft;lQ (.doj^Q diffe

54^

tlBRJ)

TET{2 0

Coluifuhito Qxzlo x[vic h^ queri do morir


en fu habito, cio lafciatelo, che ha uoluto
Morir nel fuo habito; mordendolo d'afino ;fi
ancora bello juello che dtffe uno, emendo due
huomlni uno di progenie di hcbrei e Taltro di
Morder u f^gyQ ^ cQtf uenne cojiui, loro per farli
tmo t )e~. ^jj^y^ uollero metterlo inme77o,al'hora
dimoro, eglidijje, no Icnoi-es uayan ios diasporiu
orden, ciu nonftgnori, uadano i di ordinata-^
mente, tr ando a metterft fopra lo hebreo,
dando ad intendere che i mori guardano il ue^
nerdi,e li hebra ilfabbato,e chrijiiani la domenica .
'h^onfumen bellaqttella rifpofla luno che gim
caua alia palla,ilquae efjindo Jiracco et diman
dado da bcnere,lifu dato un uafo di trra alqua
le niaiicaua un poco della parte doue s'hauea da
heuere che injpagna fi chiama desbocado, //Uotto arir qff^l uocabolo cimunemte fi dice ancora a ica
to t btllo. uali che fono duridi bocea cheriouoglionofer
mar(i,e pigliado egli il uafo efenio ancora afpet
tato da altrifuoi compagni per heuere egli ilbe
uquafi tutto^e riprendendolegli altri,riJpofe,
hizel porucriparaiia qs desbocado,coe io
l'hofattoper uederjefi ferrnaua,ej]endo duro di
bocca,percioche,come hahhiamo eodesboca
do ,fi puo attribuire al uafo , & attribuifce
etiandio, ad un. cauallo che- duro di.bocea,
uncora

\:^cora queflo moho argut d'un gentil


huomo che hauendo toccato la man ad una
ftgnora per ter^a perdona , laquale era brutta, (r non hauendola mai ueduto qttando uenne
a fpofarla mpublico leuogli occhi ^ perguar" **"* '*
darla, e come uidde che era cofi brutta, e di~ **'
cendoft in pagua per frouerbio che la primA
cofa che dice lo (pofo , ouer nouixp un*
fcocchex^'j^a ignorantia, uolendofi jeruir di
qmfiodijfe fubitochela uide,k.ova. pues yo
la hize dezilda ms , cio fignora, poi ch'iola
ho fttalafciocche^-7^y & ignoran%,a di pi"
gliarUi, ditela uoi.
Vraltro gentil huomo olendo comprar un
cauallo il quale moueua troppo la coda
che in cajligUano fi dice Rabear , e dicendoli
ilfuo c^miieri:^o che non lo comprajfe, che
era gran mancamento; rijpofe egli, bueno eta
elo juro a dios i clo no tuuicfa mi muger no la muicra una hora en caa, cio queflo bello per dio , je mia moglier non hauejje
quejio, non mi arebbe un hora in cafa , e<:Cai
che ancora che la comparatione e dijparata
nondimeno rie-ce.
Or gia hauete ueduto alcuni motti mordaci, & argit che jbno quegU che piu ufa"
o i cajiigciani, miz n.>-i ho uoluto jjcrc rropfo lungo, perciohe qui io non uogliu hora

J48
LIBIDO TSllZO
infcgmre il motteggiare, ma molirar fulamente con alcuni efjempi il modo del motteggiare.
chi Horra piu in quefla materia uada al
cortegiano nel fuo libro fe con do
che egli infegna perfettamen
te queja modi ; e
tanto mi bafii
intorno ai
terlibro ,
IL fJiE

DEL

TEBJO

HBI{0.,

L'OSSE^^

49

L'OSSERVATONj
DELLA

LINGVA

CASTIGLIANA,
DI M. GJ0vai<OLi
i l B R O

MiK'^xpj

q V A R T O .

'^

tamento dce lettere.

wr-

O N C I O S I A cofa che nel


{principio quando trattmmo
della, pronuntia , habbiama
I detto in parte della ortografiay
__
ouerodelmododicorrettamen
te fcriuere, pofcia che della promntia nonfi
fm dar regola alcuna fen^a che ft trani della
ortografa infierne, impero quiui diremo deUn
retta fcrittura, e mutamento deUe lettere alenna cofa.

jSo

LJBJ{0

ivui^ro

E prima auurtirete che fi come nclla Ungua caftigUana non habbtamo tanta fncilita
nc leg^iadria nel proferir , cvji vclio jcriucre
nonhiibbiamo tanta dijjicultu; cio nel ra'ddoppiamento delle conjonanti nelle ojj'eruatimi
delle particee, nel commciamehto delle parole , ^ nelle altre cofc di cofi fatca maniera,
doue fi truoH'i la dijficidtd dclo fcriuere, an~
'^juggiamo ogni raddoppiamento di confonanti
nel me%xo delta parola, fnor che in quelle nelle
(aali neceffario raddoppiare , che [ara Jolamente le due , come llano, lleno , llorar ',
uuia , percioche Ui, in principio di parola io
non la truouo . yuuertirete ancora che in cajtigliano non fi [crine parola alcuna con trecon
fonanti al principio come in toj'cano , ringo
rido ,Jprono , & altri fomglianti, e la ca~
gione pito e(fere,percioche non pottndo tre confonanti fcriuerft fe non co l'aittto dela letteraf,
e detta lettera in cafiglianonon fi jcriuatmi
ftf qnal ca yo -^pg ^ ff j)rhctpio delta' parola, auiene
^fi^MotA <^he niuiia parola in cafhgliano fi fcriua con fin
fitomina fci di ditc confonanti al principio ; Del rimnente
rola alawa elle Icttere m quel che tocca al raddoppiamen
cotraUcon. ^^ ^^^^almutamento
erttafcrittur<.t.Hauner
tremo trattando partuolarmeme di cada una,
fprima,'

>clla

DZLia
DELL a

LIV^

cas.

LETTEll^

551
U.

E I L A letera jL', non trmuo differen


-^alcuna ncllo fcriuere ne anco nel proferir , anxi ella mi pare la medefima nel tofca A partktUa
no y che nel Cafiigliano,fuor che nel tofcano aUe iff/lf'i
uolte ha la D . & alie mlte fenza D . nel Ca- quandoji.
fligliano pero fempre fifcnue fen^a il D , or. Xfia particea ora prepofitione ,fenon in alcuni
riomi e uerbi che hanno la m , Dopo, che a l'ho
ra fe gil da il Dcome in adminifl:rar,admirar,
admitir adminiblcj iraltri/i?nili che in lati^
fo ft fcriiiono cofi.
Mutafi (uejia lettera alcime uolte in e,
ne i nomi tofcani d'uffitio chefinijcono in aio^che .
in cafiigliano tutti finifcono in ero, come ft
pHo uederein quefii nomt ^ i fomiglianti j/i
come.

Caftigliani *

Tofcani,

Epadero, molinetOj Spadaid,mignaio ,


Librero , calcetero, - Lihraio , calllalo ,
Carnicero,
Beccaia.
, \Auuertite pero che quefia mmatione feml^eintende. neinomfomi^lianti nella UnguA

^5^
LIBBJ) QJ'^KTO

tofcana <& cajiigliana, coft nea ftgnificatione


come nel uocaboh ifiejfo.
DELL^

LETTEJ^j

B.

y E s T A lettera s'aggiunge ad altra


conferante in principio delU parola come
w tofcana e queflo con la lettera I, & r ,nia
nelme-^o della parola s'aggiunge ancora ad
wi'altra confonante contra la ortografa tofcanujcotfie in qucftinomi Anha.,xih<ia.t,coho,
na queflo amcne rare uolte r fcrittura antica, anxi ora tutti Isfcriiiono feni^ il b, coft
d u d a , dudar, codo, (7- in tofcana dubio,
diibitare, cubito , perciocbc quefle imitano pin
^'"'.' "f' ' latino, e (come habbiamo detto ) done i
X'' mtta ^^fi^ff uozUono imitare il latino , i tofcani
i lofcanifw fuggono imitarlo (^ all incontro come Ji uede
gont.
in quefie che habbiamo detto, & in quefl'altre
uocichefegmtatio cajtigliane , lequali imitano'
al latino " i tofcatii al contrario, fi come

Caftigliani.

Tojcani.

Obfcuro, obfcurar, Ofcuro , ofcurare ,


O bfer uar , obfcrua- 0(feruare, offet uatio-.cioii .
ne .
ObicClo/ubiedion. Oggetto yfoggettione t
Subftj ruir, iibftcia, .,Sojimin, Jofian^a ,J
DOHt

Doue uede che i uocaboli cafligliani fona


pin fimili al latino che i tofcani, ben che nel
cajligilam non fi proferifce il b, molte uolte ,
& quinal aimiene che fi fcrimno quefle ifieffe
parole alie uolte fen-^ il b , come fuftancia,
fugccion &c.
Truomnftfi:ritteindiferentemente ilB ,<& E.fi^onea\
l'F, per la conformita d'amhidne quefie ette- '=''^" '
re, inquefii nomi, traba)o;abezar, abeja;bo- '^IIJ"^^^
to, ha.iha.:hiuit:,cheftfcriuonoancora conF ^
efknno, trauajoiauezar; aueja, uotOj barua
uiuir, & altri fomiglianti.
DELLJL

LETTEFi^

C.

r E s T A lettera fi fcnue con una, traU


ta fotto, cofi 5 , e fcn\a, quandofi[crine fm^a ha il ualore che il c , in tofcano , ma.
quando ft [crine con detta tratta, la qualeji
chiama ceriglia injpagnuolo,a l'hora uale quan
to un ^ , in to[cano\comefiuede in quefii nomij
azafrn , 5amarra,"a5ucar ; & altri che in to- ^
,
fcano fi [criuono con la'^,& [un xa[[rano , foerchia al
^amarra, %ucchero , & alie uolte pongono con l'e, (y
detta tratta co'l e & l'i, a detta C, doue che "" *"'
mi pare [uperfluo metterla; po[cia che fen-'
?4, ha. la. ifle['afignificatione.
1

554

LIET{0

Q^FaKX

' Truouanf etiandio ahume parole [crine per


ce y & ce\& fti:, & c!, indiferentemente; come'
Sce, -cefi firitede in cjuefle mcl, padecer, o frecer, co-
truoitanom y^^(^^ ^ merefcer, nafcer , carefcer pacer,
mnu"!^" entriftecer , ma fen':^ ils. piu ufa tocme
padecer, o frccer &c. ben chefipotrehbe dir
;
che aua mcglio col f, permutargli pi nel
prefente dell'indicatiuo detta f, in i^^ come
inuece di padezco merezco pazco re. ^ncholracheil
JA\o!fifo. jicrbopacev, non ha prima perfona del prefen
e efAKnto. ^^ ^ ^grcioche fion piio dir un animalcr irratia
nale, yo pazco, che uuol dir >o mangio del-^
l'erha, ma in uece di quello fi mette il uerb
a pacentar y che fignifica propriamente pafcolare .
. . . ^^^
Suolft metiere detta C, infierne con la t, nel
o i titiene' nk-^^ deU parola imitando forfe i latini coninctftigUt- tr>a la ortografa tofcana^ percioche loro (ono, oucrofi gi^ng mutixYe detta c, del latino in un altro t;
alcun d'i uocaboli done fifuol metiere farano
quejii, aftion, leclion , ledura, proteciion,
letlrpacl , fedla , rel:or , che trate quefle
. uoci ritengon detta c, come i latini & doue
non la ritengono , la mutano detta i in ch ,fi
come leCum latino fu lecho, cafligliano , e
' ' petlus pecho , e tettum techo, efatum i
hecho, dibiim, dicho.
Doue auuertir.ete ancora che tutte le parole
che

che nel mex;^ della parola, in tocano ouer in


latino, hamramo la t,fi mutard in cafii^liano
detta t, in c, mafiime con la uocale , (i come, T/ WHO
leHolatinoJettionetofcano, elecioncajiiglia-.^^"f^ ""^^^
to; e prudentia, ^nitnz;fententia, fcntencia;prefefr^a, p!:efeda-^/ef2^i afi-ncia;^
e queflo ha tanta, fhr'^a che ancora, il 'X^, che fi
ponein Mece del t,fi muta in c . Quefta letter.
c y infierne con la h, gia habbiamo detto quel,
che uale., quando trmammo ai principio delltj
pronuntict;
Mutafi ae uolte il c,, ing, in alcuni uocaboli tofcam doue detto c^ uienealfine della pa- n'gn ^,1^^
rola, fi come, cancar, che in cafiigliano fk, m.
ais:ga,t;carico, cargojchierico, clengo;fk:ica,
Aga:;fiintafiico, ania.Ctigo;fic.> higo; dicoy
digo; amico , amigo; antico, antiguo; & m
altriin mexT^ della parola, come alcuno, algu
no j acuto , agudo; acute-T^^a, agudeza;?eO,
comigo; teco, contigo; feco , coiifigo.
A^lutafi ancora il c , in 5^, ne inomi che in, Ce. f meta
tofcano finifcono in ce , fi come, in pace , che "''^
jn cafiiglianofipaz ; beatrice, beatiiz-,/?ei'Wce, pcrdiz;capace, capaz; rapace , rapaz;c)"3ce,crx; a troce,atroz;feroce,ecoz;uoce,
oz;ouer boz;fidce, hoz; calce, coz-, leqnall
parolefinifconoin x , in latino .
, Mutanfi ancora Je (h j in), Kajfimamente

$6
LISKO
Q^y^vjO
quado la e,ouero la o,uocali fono apprejfo detta
ch ,fi comein queflo nome uecchia intofcano
che in cafliglianofifcriue, uicjo; e Jpecchio
efpejo, aparecchiare,apa.rejzrfirecchiaiOtcjz
finocchio, hino)o;occhio, ojo, pidocchio piop^
Ma quando detta chafara in principio di parola
aWhora fe fi mutara non fara in j , ma in el,
fi come, in queflo nome chiaro, che in cafiigUa
nofi fcriue cIaro;e chierico , clrigo; chiodo^
chuo;efcbiat{0 ,eCcla.uo;chioccia,daecz;chia
rcT^ j claridad, e queflo s'intende quando feguitard I'i dopo il ch, percioche akrimenti fi
refia cofi come, in charo, choro , charitd , &
altrifimili
Truouanfi pero alcune parole doue fi muta
il ch , in due U, come in chiamare tofcano che
fh llamar cafligliano, e chiaue, Ilaue, & altrifimili .
. Jn quanto alfineniuna mee finifce in detta
c, cafligliana dico ifenon faranno alcune Sira-^
e, le quali nonfknno al noro propofito.
DELIU

LETTEB^J.

D.

j letteraD ,nello fcriuere truouo iodel


ualore che ella in tofcano, ne ueggo che
fi raddoppia, ne anco uiene con altra confina
te ffenon in alcune parole che hanm la m,
a'iweflo

DELl\A
LlVj
CJS.
?57
jtpprejio detta D ,chea l'hora fi rea e non D quando
la kuano, come con l'altre confonanti, c nelle "^^ ^ 9^""
f arle che ella uienein compofitione fempre fi
ferde percioche la particella a, ual per ad ,
latina i nonti douefi ritienefi>no in queflaguija 5 adminiftracion admirable adminiftrar
admitir. Si perde pero in amoneftar amonelacion amortecerfe amortecido, zr altri.
Terdefi ancora detta D , in alcuni nonti tofcani per fhrgli caigliani, e queflo in ntez^
o infinedea parola ma non mai in principio ;
fi come in queflo nome tofcano, crudele, in caSliglianofifhra ciud/edele, el;uedere, uer;
credere, creer; caddere , czQV;radice, ravz;
traditore, tidorguida, giiixguidare, guiar;
adacquare, aguar;W/>d:r//, ayrarfej adirato ,
ayradoj^ occhiare, a ojar.
'
Ma auuertirete chefe detta D, haurd una
confonante apprejjo, o fegmtara o, ouer u,
all'hora non fi perder detta D , come fi puo
uedere in quefli nomi in degno, chein cafligUanofa ini^no; inditio, indicio; indifferente^
indietentefondo, hondo, ahondan':^, abun
a.nciL;adorare, adorar adornamenti adornamientosaddottare^y adoptar, ma in queino'mi che in tofcano hauranno il d , doppio in
cafliglianofi perde l'uno, perche nonfitruoua.
altra letteraraddoppiata in cafligliano che'l I.
i iv\

358
Lm{0Q^F^F^TO
t>. a^wnta Come in (ueifi leua detta D, in altri s'ag^
c,in 'i""'"" giunge, cio in quei nomi che da tofcani fon
mi
detti tronchi, che banno faccento fopra Tulti^
ma uocale , come bnta bondad; ctuttorit,
autoridad" carita, caridadi dignitd, dignidad;
equitd, equidna;facilita , facilidad;grauitd,
gra.ucda.d; humiltdj humildad; honeEid, lioneikidd.d;humanitd,hi\n\-nid3.diimpietd , im
piedad; maejid,mage(ta.d; merced mei:ced;uer
tu , uinu.d;ueritd , uerdad; puntdy puridad;
fantita, fantidad, & altri fomiglianti > doue
fiuede, chein qmfi tutti fi muta ilt, indi
e quefia mutatione moho commune nee pa~
Uutatlme ''"'^ Cafliglane,dico quee che Ihanno intofca
deh,md,inn<} ,percioche oltre a quei nomi che finifcono
tutti i farte int <r la UQcale che in quaft tutti fi muta,
'erbir"" ^^'''^ ^'^^^' ^ partecipij d'i uerb, che finifcono
into , in tofcano , in cafiigliano matando ilt y
in d ,finirannoin do ,fi come amato, amado;
beuuto, bellido; cenato , cenado; dato, dado;
delicato , ddicdo;entrato , entrado; errao,
errado -figurato , figurado -finto , fingido;
giurato, j uvado,bonorato, honrado; inamora
to , enamorado; lauato, hundo; mefcolato,
mczchdo; nafciuto, nacido;noao, notado;
occupato,occupa.do;apparecchiato, aparejado;
peccato , peccado ; quadrato , quadrado;
\icamato , Recamado; Bcuuto., Recebido;
[aechen-

SEL%\y-m<^
cas.
3^9
faccheggiato, faquc^doifaiutato , faludado;
ewKOjtenidoi tiratOy tirado; uemto,;u.cndo
e nonfolamente quesli, ma ancora ne' nomi uer
buU, che in tofcamfinifconoin tote , iii caH gliano , quel t, ft mutard in D , come amatore, 3.mzdot i^eccatore ,-peccadoi:; fermtore,
eruidor, Imperatore^em^ctzot; & in cuei " "'
della femina fi dice, feruidora, peccadora:,
amadora, doue in tofcanofinifconoin trice;'
come fermtrice ^ peccatrice, imperatrice, hen
, che alcuni di quefii ancora in Cafligliano finifcono in '^ j per la regola che daremo, del e,
lemta e fanno emperatriz , tutriz , nutriz,
& ifomiglianti.
Mainalcuniuerbi, (r nomi, che ft fcri- ^omich]
uouo eon due tt, in tofcano , a I'hora non ft mu- /"'"""'."'
ta ma , ma in ch ,// comejutto^chefa hecho,fe,^^^^
e detto , dicho; e retto, erreclio;p'rt0j pe- fiigltanoft
choinotte, noche.
'!""*"' '"
Molti nomifinifconoin d, apprejfo i Cafli- ' ^ .
gliam, comehabbiamo detto.,ma particolar- -^ ^^^^^^
mente quei che finifcono in tudinc, neifimi-finifconoin
giiantifinifconoin tnd, in cafligliano , ft come cafttgUana,
.beatitudine , beatitud; moltitudine , muid-,'"
tud 5 gratitudme, gra titud 5 foecitudine , folidtudje i quali alcuni finifcono in bre ,
: co? muchedumbre , manfedtimbre , e "
queflifinitiin bre, diremo al fuo luogo .
Z iiv

36o

LIBIDO
DELL^

^JIITO

LETTEB^^

E.

^ letteraE, quanto alia fcrittara, epro


nuntia fomigliante alia tofcana, benche
in alcune parole fi raddoppia come, nella ter^a
E, R Tai- perfona deldimoflratiuo , e ne'infinito ancora
dopptamal ii(.nii queiuerbiMcT ; creer , pofeer;
leer peer che fanno, uee , lee cree , pofee,
e nella prima e ter%a del foggiontiuo, d'alcunt
altri, chefaranno'pa.iea.i, inarearjacarrear ,
loquear , boquear ^ faquer, e quei chefiniranno nell'infinito; in ear, che tutti fanno nel
frefente delfoggiuntiuo, e nel pretrito perfetto dello indicatiuo; pafec, memare, acarre
loque,boque,faque ,faluo che nel pretrito perfetto hanno l'accento ne'ultiina, e nel
frefente del foggiontiuo nella antepenltima,
deiquali e>-/,loquer, uuol dir far pa'i^e
boquear, aprir forte la bocea, & fi dice profriamente di quell'ultimo aprir di bocea, il~
quale f fa quandofiuuol morir, & aquer,
facche^giare,
r , \%itun ^ggiungcf la Icttera E , a nomi che in to~
ge a tutti i fcano cominciano da f, con la confonante ap-'
ZTmtnod'a ^^^^'^' ^^^^^"^ ^ ^^ cagionc,perche ho detto,
f, in tofca- '^^^ ^^'^^ ^'^^'^ comincia da tre confonanti, i
no.
Cafligliano come in tojcano ipercioche dtutti
i nomi,

DELia
LIVc CUS. 361
inomi, che cominciano da f, con altra confo ame, fempre aggimgono lae yfi come lretto,
che comincia da tre confonanti, in CnfliglianOt
fidice , eftrecho fcanno, tcLno'Jchemiitore,
'xsgmior,fchiauo, echnoisforTare, esfor
^3.r;sinalto , csmzltQ-.Jperarf^, eperanga;
jpatio, spzdo;[ljig, eCpigz;Jpna, efpina;
jporta, cipncm; squadra, efquadrajzgsj,
eftao; siare , eflar; ella , eftrdJa;& altri
infiniti.
Leuaft tero detta E, a nomi, chefinifcono^ '^ ^"'^ "*

f r

nomi, cle iif

-tn quella m tojcano, (pectalmente fe fono notni ,^fcMu,fim~


uerbali, che fono quei ne' quali habbiamo det-fionom ce,o
to che fi muta il t, in d, come feruitore , >" '""'
feruidor amatare , amador, e tutti gli altri,
& ancora quei, Uquali habbiamo detto che
finifcono in ce, come pace , paz;per/:e,pcrdiz;
e tutti gil altri, er oltrc a quefli alcmi altri,
come Icale , lci.;cori-ce , cortcs^opinione,opi~
nioiT, dolare, dolor; anwre , amorj bonore,
'honor; ualore , ualor; odore, olor;falc , ai;
mel , miel;[ele , hid;pelle, ^id;pafiore,
pa.or,dottore, doctor, & infomma quei, che ^'' !!'*'f.
fimranno tn re, col, manT^^i je li leara le, i ., ^, ^
a tutti grmniti de i uerbi, ft leua l'c , come mnigUinji
amare,3.ma.r;faltare,lakar;hai^ere, haucr;<crc. "'"'. ,
tnutafi detta E, in i, in molti nomi Ca/ligliani, ^ n ^J^
guando uicne in mcTijio della parola, & ha le u -.

l6z
LIB\_0 QJ' JBJ'O
-due II, apprejfo & rcflano dette due , col
udore , che hamo in Cafligliano , che [ara di
gli, percioche quafiintuttt i nomi che finU
[cono in quelle con la uocale in Tofcano, ji
reflano in Cafligliano , co'l ualore pero che:
habbiamo detto ; ft come anello, che fa anillo,
e ud aniglio, cefleo /ceitiilo; coltello , c\x~
diiWo;cajteUo > ca.ki\\o;martello ^ martillo;
fea, illa; & ancora nei nomi, che ftgnificano diminucione, iquali tutti finijcono in illo,
in Cafligliano, come habbiamo detto . In alcuni altri nomi tofcanifi muta in i, che [ara in
qtiei yche tofcani mutarono dal latino,inc,
%, p. muta detta i, come fem, nrc^ermare , firmar;
"'''"'?"" affermare, aumar, fermez^'^j vmczxjccito,
'wHtlnno" ^'-""^0''battefmo, baudsmo;Z^-are,bauti
ddUiimin z^r,legare, ii^zv;legatura, ligadura;/e^g^gero,
'
ligero ; laquale non fimuta in quegli altri y
chesajfomigUanoal latino nelYuna, & l'altra
lingua j come ferire, feroce , fertile, <& altri
di coft futta maniera. In quanto al fine non
dijferenx^ , pernoche molte parole finifcono
coft in Tofcano come in CafiigUano in e , come
doze; qiiinze , fuerte, me, t e , fe,, l e ,
particelle , eftc, allende, grande ; mente,
parte, & altri coft fatti; & in fomma tutti
i nomi chefinijconoin e , in tofcano , con una
confonante appreffo, in cafligliano,i fomiglianti
per-

perderamo qucll'e,faluo quei pochi che habbiit


mo notato, e quei, che finiranno in te , e in
me, che ft vefla le , pcrcioche non fi truoua,
nome cbcfinifcain quelle due confonantit, & Nomi finiti
m, nella lingua Cajiigliana , & auuertirete '" "^f^'i'
quefla regola chetiifxrautile , tUtti i UOCdhoU ff tofitna
cbefinirannoin tofcano, in ce, de ,le, re, nc, perdono Ve,
fe , neiquaU tutti fi perdeqi'.ell'e, in cafiiglia- "("M*-,
no ,e refla nel confinante , faino in quei in ce,
che finifcono in ^, come haiicte gia ueduto per
glieffempi.
h'ELLA

LETTE\^

F.

F. L pronimtiare laf,ne meno nello fcrU


uerla io trnono differcnxa^tra cafligliani e
tofcamfaino, chela ueggmoltc nolte raddop'piata, efieciaii/icntc :n quelle parole chefirad
doppiano d.tl laiino, rna i ca^glianimainon
la raddoppiano, n/^t nc Icuano ma in quei
nomi ne quai le raddo'ppicno tofcanie latmi %
come fipuo uedereiti njjitio , ojfendere , ayermare , effctto , che i cafligliani , fcriuono
oficio j aiirmar , ofender^ ^cta , i'altri
fimili.
htiiiceMf,
TruoHO ancora, che in ucee di detta f, fcri- '" -fy'""
Uonomaumie parole ,po, & principalmente, ^^ ^,fg ^
tn parole grechi > come phofof , phfbo , ph,

5<54
iSI^O
IV\AI{T0
phiionomia, aleph, iofeph, & altri, iqua
hora ft cominciano afcriuere tutti ccnf, accor
gendofi, che quelaltra fcrittura, tolta da
greci, e che a meglio,&epiunaturale que
fi'altradellaf.
Tf, in h, ff Mutafi detta f, quafi in tutti i nomi, che
mtt^fpefis cominciano da quella, m tofcano in h , in ca'itrnifi fligliano ,fi come, fire , hazer fatto, hecho
frofirifce. faria, harina faua , haua fauella , habla
fcgato , hgado fele , hil femina, hembra;
fendere, hcnder/cr/re, hcvk;ferita, herida;
ferro , hicrmfetore ,hcdor;fetido, hidiondo;
flecare, hinar;fico, higo;fc)o, heno,filo ,
hiIoj^nc/;e , haquc finnocchio , hinojo;
Jztto , ha.Q{falcone halcn; falda , halda;
fame, hambre; ferrare, hcrrar;^/z,heuilla;
feccia, \\tz;faggio, hzya.;fongo, hongo;fo>,
hono;fogolaro, hog^i]fojjb, hoyo; forare,
horuda.!:;forma , hormx/orno, hornojfurare,
hurtar; fornaro , hornero; fulligine , iiollin;
foglia, hoja; fondere , hundir;/orcz^ horca;
forinica,hormigxfuggire,huyr;fimo , humoi
fufo, hufo , & altri fomiglianti; ma m que'
gli, che uengono dal latino, o per dir meglia
inmolti,che per off'eruar la fomiglian^ del
latino , cominciano da f, non fi muta, come
fama fantafia, frtil feria, figura fin, fingir,
foraftero, forma, fortificar, fuerza, fuerte,
furia

DELIJ

Lili.

C^S.

36$

furia , furiofo, fuera, & mquantalU mu*


tatione della f, btfogna intendere ch'ellafifdf
uenendo uocale doppo detta /", percioche fe
uiene confonante , non necejfario parame :
pofcia che la h, nonft pone mai con confonantei
fe non col t, & rare uolte, ma commciando
da ejja non mai. ^uuertirete appreffo, che
rade uolte fi proferifce la h fenon quando ft QMnia U
muta da f, che atl'hora, percioche ferue di ''/'"'"f^'confonante , e non d'ajpirationefiproferifce ^TOn!"""
con gran flato , in tutti quei nomi chefifon det
ti difopra, ma ne gli altri, doue ferue d'afpirationcfi proferifce, comefifu nel latino, che
niente, come ,fi puo uedere in quefii nomi y
habilidad, habito , hombre , humanidad ,
honra , honelo, haucr , huuo, humildad,
&altr i fumiglianti, nc quali tutti quantunque
efii hahbiano l'h, non pero, ellafiproferifce.
In quea lettera non finifce mainiuna paro
la, ne in Casiigliano, ne in tofcano .
DELLjl

LETTE^JL

G.

,A lettera G , fcritta fempliccmente ha


_ _r ncl Caftigliano la mcdefima for^ia, che nel
tofcano, come (i uedein gaftar,ganar, gata,
gente,g ron,gofo,go to^g u lo, alguno,? altri
fmili, con l'ufifcriue fpejfe uolte lag,e dop

$66
IRKO
OFAKTO
il j, <& l'n,.(' poimo fcriucrc tinte le cinque
uocdi, liiqiidu , conledne uoc~ili c ,i,fcri.ie
inuecc de Ih che'i tofcnin pongono , cnonft
proferifcc dcttdu , nicnte ,inafulamenteftpone , per firUt diucrja dall'altra pronumia ,
oucro quando fi fcriue fetiT^a dettau,al}orct
fiproferifce, come bnbbiamo detto difopra^&
come diccrnmo , quando f trattb di quella al
principio, con I'a, ancora che ucngal'ufempre
fi profcrifce, come /guardar, guarnecer,
guarir , con fo , non fi profcrifce in tutto, ne
fi lafcia di proferir come in aguo , che uuol
dire , adacquo; menguo , fcemo , e quando
uiene fenT^. l'n, con le due mca ,o u ,e con
^ ,fetnpre ft profcrifce , come in t ofe a no,
G tfitriHU ga, go , gu , pernoche in quei nomi, ne' quali
'/
i tofcant mettono ,gia,gio ,giu,appo noi fi
ferdeil g, erefta I'] , che uale quanto ilg,i
' appo tofcani, conicfi puo uedere in quei nomi, g!oira,}x, giouenifi , juucntudj-^/orrfi;
no, jordan;_j/0Wj joya;giunco,)unco ;giuntura, juntura;2/?Q, jno;giudicto, jnyzio;
eT" altri irifiniti.
G. rallof. 'Hpnfiraddoppia mai dettag, in Caiglia
finta in to- no , an%iin akunc parole douellafi raddoppia
fcanofi per. ^^ tofcano, in caiiq-anofiVerde ne i nomi fo~
de m tutto

. ,.

"

-^

n capona, nnglianti, comepeggiore, ^eot;ueggto, ueo;


?.
fignoreggiare, feorear; raggio, rayo, leggere-,
leer

lecr;paffcggiare,paenr;facchcggiare,fcLqucar-,
maggio , mayo \maggiore , mayor;^gwre,
uekr;(/2r_g^gere,dcllruyr ; & altri fomiglianti.
I^n uiene mai il g , con ultra confortante G. non e
infierne fe non cot la I, equeflo in principio "^'"<"/''
delta parola , & ha I ualore che in tofcano , ^^^jj ^""^
come in gloria , globo, glauco , gioriofo, & le med.
altri coft jtti, ma quando uiene in, mczTio della parola, ha parimente quella forzj^, o uen~
ga con i, o non uenga , pernoche in uece del
gli, che loro ufano,noi ufiamo ledueU, come
habbiamo detto, efi pao uedere in quefli nomi,
magua chefa malla, & ha il medefimo ualo- ^.
re chattaglia, hattalla;medaglia , medalla; j,, ,'. ^
& alie uoltc quel gli, di loro , fi muta appo mlte.
noi,in] , femplice, co'l ualore che habbiamo
detto hauer la Icttera ),ft come,meglio,mejor;
miglio, mi]o;figlio,hijo; ciglia, ce]:i; paglia ,
^ajz;agliare, tajar; uermiglio , bermejo; fo~
glia, hoja ; cogliere , cojer fomigliare , fcmejar \fomigliante, (cm&^intt;raccogliere ,
recoger; cogliere , coger; che del medefimo
ualore, ancora che i fcriua con g, ma io lo
fcriuo, percioche piu naturale ,fcriucre con
la uQcale e ,& i,tlg, che 1), come habbiamo
gid detto al principio; quar.do fi trattb drlla
reta pronmtia,c fempre iofcriuerre ge, g i ,

fiu tono che je, ]i, conjiglio, confejo; conftguare, conk]ix;aglio, J]O,& altrifomigliaipti j in ucee della h , come habhiamo detto ^
sinterpone l%fra ilg, & lafegucnte uocakt
come in gberra , ^\xcmL;gheuara , gueuara,
& altri di quefia forte, ma tuttifiprofenfcO"'
nocome ,intofcanofifcrimno,
In quanto al fine, non fi termina alcuna.
parola, in g , delie nofire Cafligliane , fenon .
iraniera,
DELLJ

LETTE\^

H.

O t T . parole fi truouano fcritte in Ca

Uglianoconl'ajpirationeh ,percioche ,
oltreaqHclleparde ,chehabbiamodette,doue
l'h , fi profenfce, per ejjere in uece di confi)'
ame, fono molte altre ancora doue fi fcriue,
Cr non fi proferifce, come in tofcano, per ciche in tutte quellc parole, che l'hanno nel la~
tino ,fi rejia ancora in Caigliano, &fen'^
proferirla, ma di quelle , chefi proferifcono ,
habbiamogiddetto,ne'nomi, che shannouela h ,f pro dto matare ,laf,inh,
chefuor di quelli, &
ferifie m ^^j^j p(jf^ ff io unotsro quiui, ofo affcrfhe'hMia. ^"^^^ ' ''^^ fi trouinopoch altri, doue detta6,
,.:o detto & fi profer fea , an^ijfimette per ajpiratione in
i'icbi altri, tutti gil aliri. sifno quelli doueft proferifcej

hacha,'

:,
|
\
]
j
j
I

D.LLJ. lli. C^S.


369
hacha i che uuol dire, torca hahga.r:,ltfmga~
re , halhrstrouare, haraganjp/^rOj oueroocio
fo , harnero,cmeo, haronip/^ro , harriero;
cauallar, harrear;j^^roBijre, cuero agitare i
cauai, hzrtaijaciare, ha.t0;robba , helo; ec~
cola , hebra, i coja delicata efittile come di
filo; h.cnc\r;itnpre, hermofoiiel/ojherueri
boire , hidalgo; nobile h.'mch.zi:c;enfiarfi,
hocico;grugno come di por cello , hoIgar;m/legrarfi, hoIgura;pwcer, hollejo ,pelle come
di bijja; horro, il liberto , ahorrado, cio,
fenx^ faglio , ouero tn calcie e giubbone ;
huelgo; /^ao , e huelgo; aer^oi holgar;
nienallegro 3 hmon;forte didonnole, che (i
fiettono nei buchi, quando fi ua alia caceta ^
de gli altri doue non fi prqferifce la H, fon
come habbiamo detto , quei che la ritengono
fenx^ pronuntiarla pero nel latino, ne anco
nel tofcano, come habito , hauer, heredero,
hertico j honor , hiloria, hipcrita, hora,
hombre, humano, humildad, & altri in~
finiti, iquali tutti s'ufa hora fcriuere few^a ,
fenon quei filamente, done l'h, ft proferifce
ele fi da il flato in guifa dea pronuncia tedefea, ouero come nelleparole ahi, ouero , deh ,
come habbiamo detto al principio, fi che non
mgliono chefifcrim parendoioro fouercbia'j
ma non fo fe per pfferUar^ la praprieta det

3 JO
LIS\0(ly^B^TO
uocaboli, foffe lecito e necejjario ancora por
l'h, in cotai uocaboli; & tn co non uoglio dir
altro ma Ufe arlo al giuditiofo lettore, il nojlro
"hlebriQa, nelfuo dittionario latino , eJJ>agnuo~
lo mette juafi tutti qei uocaboli con h ^e
tiellojpagnuolo e latino lifcriue tutti fen^a , in
guifa che egli da ad intendere fen'2;a h , e con
la h, quei nonti poterfifcriuere: faino nel uer
bo hauer , che egll e tutti i moderni uogliono
che fifcrtuafen-xa h, ma to uorreifempre offer
ttar la etimologia e proprietd antica de i uoca^
boli, le quai cofe debbono auuertirft, a mi
giudicio , in ogni cofa.
Inquelle parole che i tofcani ufano ilch,
con le uocali ,e i, per fhr dijferenT^a , del ce,
ci, noi non l'ufuinio , percioche egli farebbe
un confundere la pronuntia, conciofia cofa che
QHC luiin habbiamo detto che, ch, ual per ce, ouero ,
uece di che, .^ ^j ^ fg^g jueUa ci poniamo il q, con
"'"^' la uocale u , che il medefimo , come fi pub
Heder in queiie parole che,c[u.cichiqukn;pocheto,poqucto;faccheggiare, faqucarie^r <?/ht r ^'''ifoniiglianti, & quefla la cagione, perche
tKnftprof- la u t non ft proferifce mai co'l q, con le dette
rifct (el q. uocali e,i, percioche in uece di che, chi
tofcani, que q u i , cafligliano ,o fia ne i fomiglianti, o non fia, percioche fcmpre [t proferifce a quelmodo,

DEZLJ
LIT^
CJS.
371
Iluerbo haucr ,truetete alie mlte fcrif- i'iMer uertofenxa h, la qml cofa lcne da non intend<:rc ^^J^'^ ^ "^
la dijJerenT^a , che di fcnuerlo, con Ib ,o'ia 1, ^e
fenxa; perciocbc la parola, hay, fe nonfifcri- /cv per
ueljeconih ,qi^ndouuoldire haiier, non sin T*<^ ''^f^'
tenderebbe mal, quando uerbo , o quando e
particella,che ftfcriiie fen^a, cofi, ay> e uol dir
quel che ahi,m tofcano , r- meno s'intehderehbe quefta parola , has feconda perfona , dd
uerbo hauer, nefi diflinguerebbe da quefla as ,
che uuol dir l'affo , ne la ter':{a perfona ancora,
che fa h a , da quella a., che particclla del
quarto cafo, come a m i , a ti ,/z che ft uede
chiaro douerfifcriuerefempre col h .
Eft come i tofcani, ufano la g , con fh , in
quelle oue fifa diffcrenx^ della pronunta ; come
ghe, &ghi, in laghi, (ir uagh, & feghetta,
per far .dijf renxa , di gigante e ginocchio , e
germe, che fono d^ucrje nella pronimtia , cofi
i cafigliani in uece di quel h, ufano l'u, in G<.-5'",MI
guerra , guerrero, guia , gucuara , guilx. ,^^^
cr alri fomiglianti liquali tutu, hanno la pronunta , come ilghe, ouerghi tofcano, <r que^
fia la cagionc, perche l'u ,colg, non fi proferifce. La ondefi uede, che con I'a ,ft profenfce detta u, percioche non accade far quefta
dtfferenza di pronuntia, pofcia che ne in tofcano , ne anco in cajiigliano ^ftlafcia di proferir

' JIA if

371

LIB1{0

Q^rj^J-O

i7 gua, e // gu, comefuona .


I n quanto alfinetiiun nome caftigliano fenon irano fifijce in quella .
DELia

LETT

EIiJ[

I.

^ iy uocaleha ugual pronuntia,"ugua


lefcrittura, da' tofcani & da Cafiiglianif
L'
perciocbe, quando confinante, fi fcriue l'y ,
della quale diremo al fu luogo .
I , ft muta Mutafi la lettera i ,in e in molti nomi, r
tne, nei no p ^..^^iig ^^ cominciano da quella, come in
(he comin- Cantare^ encantar,"/nafforao , enamoradoj
ano da incerarc, encerrar; incorporare, encorpprari,
fuella. indri'Zjare, cntrt<^zr;infermare, cnermzr;
ingaunare,engaar; inganno, engao; infegna.
re, enCea.r;in fomma, en fama^intiero, entero 5 intrare, entrar e nslle particee, in en',
intra, entre-,i, des;r/, re;d, e:ma quando
detta particella m, uerra in compofitione, neQuanio det gando i ouerofignificando qualche contradittio
tai, nonfi^^ ^ all'bora l'in,fireftard, cofin cafiiglianoy
' * "
come in tofcano, come fi puo uedere in quefii
nomi, imprudente, impaciente, infeiifato,
infeice , indelidad, indotto , innocente,
&altri coft fatti, e ancora fi refta detta in,.
in alcuni nomi, che uengono dal latino che fon
^ommuni a noi, & a loro, come inclinacipri,.
incii-

indinado, yngenio, vndicio, inferior, informar, interprete, tf i fotniglianti.


Mutaft ancora detta i ,ine ., in alcime pa- ^>'>' >,/ >
role ,come lingua, lengua; lione, len; uer- *" """"'j" "*
mtgliQ 1 bem\t)o;miglwre,mc]OTc; ciglia, ceja ^^^ _
piccolo, pequeo; pigritia, pereza.
Mutaft ancora detta i, in I, in alcuni nomi, 1, ml'yia.
che haueranno il p, inan':^ detta i, come in. ^'> fimuta.
piumd che fa pluma,'(/o|>p/o, doh\e;piombo\
i^lomo;doppiar , doblar'p?:?^, fla^z;piega~
re, plegar,'p2<ifo, pla.to;panta, planta-,p/fta, planeta piaga , plaga; piacere , plazer ,
& i fomiglianti, ma (uefia mutatione s'intenderd , in quet nomi, che haueranno una uocale
doppo "i, percioche fe fard confinante, fi refiara I'i, nelfuo ualore, comeft puo utdere in
quefiinomi, picea , pica; pidocchto , fiop;pi4,pifia,po, pirmide',f7;oye, pintor,
ma la regola prima ha eccettione in alcuni nomi , chehanno l'e, doppo l'i, che quantunque
' '
fia uocale, non/i muta, come m piede, chefa
pie,pietd , piedad;p/e>-<j, piedra, e uno tn o,
che pi, ma credo , che in tutti gli altri la
regolafiauera, inalcuni pero di quefiifi muta
ancora il p y in unaltro / , e l'i, in un'altro,
tal che fa gli, nea pronuntia y come piano ,
chefalliLrO,efiprofertfce gitano, e pianto , l"'^^
llanto;e pleno, lieno,e piaga, fa ancora llaga;
^ ^

iij

374

LiBJ\^o o^r^j^ro

e plag,!,-piouereylloucvipioggia,lliinu\plangere, limar, <r alcMii ,.che cominclam da


' ultra confonante con I'i, come chiaue, Ihuz
' jiama, llama.
pi5 pmtkel Mutaft ancora detta i ,ine, uenendo la par
lttofcMy fif-gii^ i ^ compofitione, perciovhe, come
(olieliaiM. habbiamo detto , I dis , fimuta /des cafii, . . gitano , come fi pu uedcre in quefli nomi, dU
[armare, deCannai-dtsfare, csha.zet;difcalXare, defcalcar; difcucire, dclcQfer;/^-<w,
dcgracia ; dij^erare, deefperar dishonejio ,
deshonclo ', ma in molti altri f refla detta i,
come diJc--etio?ic, dicvccion; difponere, difpo
ier;difputare, difputar; diJJ'bnare, difonarjc?/slantia, diftancia -dijpenfare, dipenr , difturbare, il\mba.r.
Mutafi ancora la e, de' Tofcani in i, in
Cafligliano, in quei nomi chefin/conoin ello ,
ECO, /Mw- ouero, ne i dminutiui, percioche tutti i dimita inio. fiutiui, che finifcono in ello ^ in tofcano fimfcono in illo, m Cafligliano , /; corne articea ,
artezilia; particella, partezilLv ceflello, ceftillo; cabello, caftillo,- Jella, i a . . .
Terdefi la lettera i y in cafligliano, in alen-:
n} nomi, finientiin hile, iquali in cafligtao y <
1, iu4tadofi jl^fj-i-gj^g . if jjj e . j pQj^g amabile , am abl f ;
' '
innumerabile, innumerable flabile, eftable,-n^UtabileiCanda.hleimobileyVauthk;iiariabiley
nana-

DEILJ:
llJi:
CAS. SJ-^
nmahle; mtabile, not&hk; terrihile, terrible ;imifibile, inuifible; Inahripero non fi
leua , detto i, m.i fi leua le ultimo , & rejia
bil, fi come babile, hbil; dcbile, dcbil; flbil
le , flbil; frage , frgil.
Intcrponefi detta i, inmolte paroletofcane, ,
, ,
fra una conjonante,e La uoca'c, e i come me- ,terpone
le, mkhfele, hid;pee, piel, membro, miemfi-au , e'l
bro;ee, nicuc;feroyko-jferro, hierro; confonante.
fempre, fiempre; tempo, tiempo; tena , tiertx,jcnto, liento; e/fendo, endo; uenere, iiier
nes; mercordi, mircoles; bene, bien; uento ^
uiento ; nebbia , niebla; ferra, fierra ; feruo,
cvno;fette , fetetenda, tienda, \merenda ,
merienda; mentre, mientta.s^'^ouembre, Nouiembre; Dicemhrcy dizlembre ; Setiembre ,
Setiembre;/erpe, fierpe; fefia, ficfta ; ma d'i
nomi che cominciano da f, che in caftigiano fi
muta in h, pocbi fi troucranno oue /interponga la i.
'Ne i nomi finiti, in enra in tofcano , '* ""''^.
ne ne t nona
fiiol ancora interporre la i, tra la ^ , che da i finiti
men~
cafiiglianifi muta c, come in quefio nome afen~ Xs^
^d tofcano , in cr,fiiglianofard aurencia;e prefcn'i^a, prefencia :creden%^ , credencia sclemenxa , clemencia; ignoran%a^, ignorancia i
4iferenxa, di fcrencia.
Interponefi ancora detta i, tn molti nomi che
. . .
^ v4 iiij

575
LI l
QyABJ
in tofcanofinifconoin ment, come intendimento tofcano; entendimiento caftigliano
I , (uando abbatimcnto, abatimiento; incantamento ,
!interpone
encantamiento:
contentamento
, contentaHe nr.?^'
'
niti m men- men to ; imertenimento, entretenim ien to ;
i equaiido cimeMo , cimicnco .
""*'
Ma in alcmi nomi che uengono dal latino
non s'interpone detta i, come in tefiamento
argomcnto , argumento;fbB??eo, fundamento : doueft uede che quantunqtie finijcano
in, ment l'i, non sinterpone .
Da. queia lettera i, poche parole cominciano in caftigliano, percioche in uece di quclla
fi mette il y ,ma in mcT^i^p & infine communementeft pone la i, perche in quea finifcono al
cuninomi, etutte le prime perfone d'ipreteriti rcgoUri della feconda & ter%a maniera di
uerbi, come ca , uenci ui, biui, ai , abri,
di caer, ucncer , uer , biuir , afir, abrir-,
Nf/ij, /;. ^^.^y^ ^^^^ feconda, & trra;percioche tutti
ntkoiiotattt

. , I,

<

i pretcriti f*
' ^^
' "'''''^ prima maniera mlicme con alcum
dea.fuon. prctcriti irrcgoiari di feconda , e^r ter^a fini~.
di,o-ier\a fcono in c, comc am , habl , ^f. r <?li ir~
regoian, iiize , dixe , truxe , pule , tuuc,
piuie,uine,e5" alcunialtri fe ui faranno iquali
tutti hanno l'accento nella penultima , e i regolari neirultima, chein quefiofipotran diHin
uere .
DEL-

DILLA
hI.LLj

11%.

CAS.

LETTEB^j

ZTJ
L.

A I ,ha la ijiejfa fcrittura appo i cafii^


gliani, che appo i tofcani, ma la dijferen
7^ nello fcriuere delle due ll, percioche,come
habbiamo detto, fi profer/cono , per gli, ma
alie uolte ft [crimno dette ll, in alcuni nomi
che uengono dal latino e ft proferifcono come
un I, fmiplice-fi come iJluftre, ApoIlo,exceIlente, & altri coftjhtti , ma rade uolte quefloaccade. Iti molti uocaholi che uengono dal
latino liquali hanno la I ,ft lafcia nel cajligliano ouero ,fi aggiunge unahra I, majjima- t^ /i ufcU
mente m qucimm!, ne" qnali da' tofcani , fi ne macaba.
leua detta I, Uqual cofa hahblamo ?/Z accen- ' ^ 7 ,"f"!
nato , quando trattauarno della i, & qucito e, ^^ ^be fi
percicbe i casligUani in quesio , imitano al petdemtolatino, e tofcani f:ig<ono dimitarlo, comefi '^''>''P"
pu uedere in qiicfli nomi, templum latino, '"'' '*^"'~
templo tofcano , templo ; caigltano plumhum , piombo , plomo ; placet, piace, plaze;
planta , piatita, pb.nta.;plicare, plegare, piegas:; flos, fiore , or:; exen-iplum , effempio ,
excmpIo;p/c/.', pieno , llcno;plani4S, piano,
llxo,pLiga , plaga , llaga; ^ altri,
Muta/i alie uolte la r , de gli mfiniti dei uer
bi, m unahra I, ft tome amalla; dczilla ;

578
LIBB^O
QJ^^KTO
oyllajuello, dexallos, mirallos , contallas,
in uece di dir , amarla, dezirk, oyrla, uerlo, dexarlos, mirarlos, contarlas , done fi
uede , che tra la r , delinfinito, & l'artcolo
fi mette l'altro I, ma piu palito, e piu leggiadro &- ufato,^ ti metter l'arttcolo, doppo la r,
del infinito, che mettere quelle due II y & io
configlierei Jempre a farlo cofi.
I oomi //"- Molte Hoci caiglianefinifcono, come hahu in e,m t ;^,^(j ^(.^g ^ ,.1^ / ^ ^ quclle ancora, che
fli^liMo fi- tofcano finifcono in le , in caigliano leuando
miJioMinl, laefimfconoin I, ftcome, ciuile, em; uile,
uil fcle, hi;mele, miel; fale, (;fole, fol ;
(r mfiniti altri, & a tutti dafji l'accento nell'ultima, come poi diremo.
Kimi che co st qui amerirete, che la piu parte cti nomi
mimian^d ^^^ cominciarauno da al : fono nomi, o moreai onoomo

refih, od'ai M ' > ouev stram , e non propnnojln, come i


tra ligna. puo ued'Ve tn queii nomi .
Almayzal, alhombra,
Alca^'aiia, albaizin,
Aldaua, aldea,
Alhlcr, alcorque.
Alguinald, alcarouea;
Almohada, almohac^ar;
Almorzar , almeja.
Almud, aimojauana,
Almidn, alcuza.
it altri

DELLj
LIl^ cas.
il9
tt alm cofifattidouefiuede la ranie:^a di
detti nomi, i qmli infierne con molti altri fi
truoueranno nel dittionario 'del nebrijja .
DELL^

LETTEI^^a

Ai,

a m , halamedefima fcrittura, epromm


L
tia, che in tofcano , efi mette ancora in
tiece delb n, dmam^ ,al^ , l h, cotnefi pu
uederein tune le parole Caigliane , efuor,
che in quefii due confonanti, if nel d , ancora.
non fi mette infierne con nejfun'altr.
Mutafi il me , cuero mo , in hve , in fine M? , entra.
deila parola uenendo in alcuni nomi tofcani, "'"'!" "
r

i r

\,

"" /' '""''

//huomo
come ,norae,
ja nombre
h.imbrc;
^^ ,fj,
hombreche
; rame,
cobre;fame,
; <r alie
uolte,JUglM*.
la Y , come ponero, pobre; libero, libre.
St: auucriree, che reji.i fempre detta m ,
ma tra lam,e U uocale , s'interpone il bre,
come haaete usduto .
In quamo al fine mffun nome Caigliand
termina in m .
DEI.L.A

LETTEI^a

7<l.

v/f n. femplicemente pofla , ha U ieffi


prontmtia, che in tofcano, maje ha quelU
cofa di fopra , che fi chia?na tilde, & app

ukjssj

j8o
LlBI{p Q^'^IiTO.
^
tojcani tratta.,cofi ,a'hora a,e,i,o,u,'
ual, per gna, gne, gni, gm , gnu , tofcani,
come f ueduto nel principio; alcune parole,.
peroftfcrineno conlag,& lan,& principal
mente quee, che uengono dal latino , come
benigno, digno, magno , ma in quejie pa'
rolefiprofcrifceilg , comeg, e lan , come H,
fermandofi un poco , co'l palato nel g, e pronuntiando poi la n, in tutto.
,
Leo,<t
Scriuefi la , cofico'l tilde, o tratta mol'
fcanofimu- te Holte in quei nomi, che da'Tofcani ftfcrimtanomnco ^^ ^^^ ^^^ ^ r ^^^^y^ quci nomi datino ,
la t r a l l a " , , . , -

' ,

cajUgliano. che fa aano;inganno , cn^iiio; panno, pao;


anno , uofcanno , clcaho;caria, cafa;trjone, can; fono, fuco; donna , duea .
1s[e / nomifiniti in one, in tofcano, fi perde
ont,in,c,n. la c in Cajiigliauo , efinijcono in. on,fi come
ragioneKxLon^pajUone, f^i(m,atttom, acon;baslone hionidifpofttionc, dipoicion;
inuentione, yinicncion; prefimtione ,prefiincion., & altrifomigJianti.
^'^"f'T
K^c^^nfila n, da Caftigliani in alcuninomi,
Jcame')'L '^"^ chcfintcne panmcntc da' latini, e fileua
tim.
da' tojcani, come coflituire, contitmr,coHret
to, conf:rcmdo;circoian'7la, cii-ciinftancia;
cofiruire , conil:ruir colante confame , e
cofi gli altri moltinomi finifcono in quella in
(asligliano , comegid habbiamo uedto.
DEL

HELLA

LLTTU\A

O.

' O, ft Jcriue cofi in cafligliano, come in " H tofc<u


tofcano.
lZTc
Mutafi alie uolte detta oinu ,da cai-inil^J^
gliani, in principio dea parola,effendo di due SiigUam.
fabe j & tn me'z^ ejfendo di fiu ,fi come
dolce , du.lcii;mondo , mundoifolgo, uulgo; '
giocondo j jocundo; ahondante, abundante;
compiuta , cumplidi; fojpirare, (upkzr.
Mutaft ancora l'o / delle uoci tofcane, in ^- fi """'*
u , er e , caigiane , commciando il nome da""^' '^''
detta o, con una confinante inanxj, fl come
in biiono , chefa hueno-4onna, ducufonte,
fuentc;foro , uetofoco,fuego, poffo, puedoj
ponte ypuenK;mobile, mueblc;?)r-Ojmuer
to;coUo, cuello longo, luengo;mola, muela,*
porta, puerta;/ore , {ueT:te;forte, fuer:ejoitro,uuezo-,trto, tuerto;o/z,buelra; o/o,
buelo;foglio , {uclo;confolo , confuelo .
Ma inalcuni,che uengono dallatiuo,in
au , non fi muta detta o, an^ ft rea, cofi in
tofcano , come in Caigliano ,fi come in toro,
che uiene, da taurus latino , nonfimuta; m
{od.x,che uiene da laudo,e oro, che mene da aurum,e te(o):o,che uiene da thefaurus, e moro,
che uiene da maurus, & i fomigianti a quefii

38a
LIE no
OTiAB^TO
Molte parole nell'ma , e nellaltra lingua,
finifcono in o , dell qual non dar ora ejfem
p'o , fercioche fi uedranno comrnuneniente.
sAuuertircte ancora , che la cagione , perche
O muta I'o, in u,in quei nomi, che habhia^
mo detto difopra, credo fia (fueUa , che hab~
biamodettagia , pernon imitaril latino,pofcia che i tojcani in quet nomi Iimitano, come
ft uede, in ponte longo ,fonte mobile , mono ,
foco , forte , & tutti gli altri, che fi mutana
DoueiioR^i da. cajligliani inn, (r e yma m ejuegh altri,
m aj]omi- j^g jcmpLiccmcnte fi mutano d'u, in u , doue
mToifli- ' tofi'ani fuggono imitare il atino, i caftiglia-'
^luni'ifrx- ni iiraitano j come ft ucde m dolce , che fk
gmo &d- dulce, piu fomigliante al latino, & abondanImcontro. ^^ ^ abundante ;giocondo, iocundoy mondo,
m u n d o ; & uolgo uuigo; da abundans, iocun
diis, mundus , uidgus latini, e cjueflo ho dett
in confirmationc , della regola prima, che doue i tofcani imitano ti latino, i Cafiiglianifuggono, & a'mcontro, ma non uoglio , che fia^
cofi generao-'quefa regola , che non habbia
ecccttione, cowefi ueduto . Viniendo ioben
per Iv piu,
V.nafiroil-

w dHV / ^ p > fijarme parimente da Tofcawe da Ca


fa-ie,
I Jiigliam , Jaluo che da' cajligliani , non ft
raddop-

D ElL^
7'N(. cas.
^8?
raddoppia , & da tofcani, fi raddoppin, e net
nami latini, ne' quali uengono infierne ctl t,
da tojcani, fi muta in unaltro t ,e da' Cafii*gliani, o fi y tiene , ouero fi leuu del tutto ,
comefi puo uedere in molti nomi, come babtifmus battefimo, <& hzutismo;fcriptura, fcrit*
tura, efcriptura,- captiuare, cattimre, captiuzr, captiuus, captiuo; proiipto-,e^ altri co
fifatti, &c. ouero s'ufa fcriuergli col t, falo
fen'xa. ilp , come efcritura ; catiuo ; ouero fi
muta in u,come baiuismo;bautizar; cautiuo;
ma fuor che in bautizar, in tutti gli altri,
meglio perder la u.
Mutaft comehabbiamo detto ,ilp, infierne
col'i in due, comepiouere, llouer; piano,
llano ; pianto, llanto ; e pieno, Heno ,
Mutaft anco il p ,in b, in aicune uoci cafii- P.fimuta
gliane ma non comincianti da detta p, fi come /o"'<".
aprire, abrir ;fapore, abor; apne, abriI-,_/ifere, (abcv,fapone , X\hon;ape, abcjajcapw,
cabrajfZpreOjCabrito; capello, cahcllo;capo,
cabera ; mua parola ne cafiigliana ne tofcana,
fi termina in p.
DELL^

LETTEP^a

l.

habbiamo detto, che con la ^^ cm


epronuntudd
^&
GIAmmslafcritturAt

584
LIBBJ) Q^VA ATO
etiandio con la uocale o ma con l'e, &i anrcora chefiatutta una Jcrittura dijfcren'Z^ nel
la pronuntia, che fi come habbiam detto, fi
froferifce que , qui, per che, chi tofcano.
<Xi.ft muta . Mutafi alie uolte detto (,ing , uenendo
in G.
me'j^ dcUa parola in alcune uoci tofcane, com
acqua^, aguz] ajuila, aguih; antiquita i antigedad; antiquo, antiguo.
l>{onfinifcein qnclla alcuna parola ne > to
fcana, ne Cafiigliana, ne ancofirnetteinfierne
con altra conjonante, come in Tofcano col c.

,A \,ha lamedefmaficrtttura da'Caigliani, che da Tofcani, fxluo che noi Itj,


raddppiamo m rnexo della parola, con la n ^
come in honrra^honirado, ma quefia non ha
10 per buena ortografa y anxi sha da fcriuer
con una r, fila ; percioche a proferir tanto fa
con una come con due j e con le uocali ancora
raddoppia come, cerrar, perro ma quando
fi raddoppia lefi da pin uehementia, nella pronuntia, che quando fi pone unfemplice R,come
fi puo uedere in correr , cerrar , irrational,
carro, che diuerfo dalla pronuntia di pnmiero primero; Signore j fcor , c^f di fomiglianti.
Molte

, Mnlte parolefinifconoinr , in CaligUano ^^


anxi quelle, che finifcono in re, da i tofcant.
da noifinifccnoin r, leuando la e , come habbtamo gia ucduto, cfi ucde, in fignore cnor;
amore,zmox,oloxc , dolor & infintl altri..
DELL^

LETTEB^a

S.

^
^fha la medefimu pronmtia da noi che
i
da tofcani,e la iftcjfa fcrittura;ma nel rad
^^ doppiarla truouo quca dif/eren'^a, che
molte parole, chefifcriuono condueff. into
fcano, fi proferijcono (juafi fiano fcritte, con
una , & altre, che fifcriuono con una,fiproferifcono quafi con due, come fi uede in cofi ,
r ejfempio effaminare , ejfaltare, cfiequire ,
ejfercitare, lequah tune uocifiprofrtfcona.
con unaf, laqual pronuntia^non uedofificcia,
con la jli in cafiigliano pero , qitando ft fcriue
con duejf, fi profcrifce, come con duejf,e quan
do fi firme con unafiprofcrifce, come habbiamo detto , deWefjempio, effkminare &c, come
fi uede in quee uoci, delleau , aircgurar,
aTombrar, miTa, deabridOj chetuttefi pro~
ferifcono, come con due fi', ^' in afir , afa ,come con una ;fe gia la parola non commcia(e
da quella , chealhora nonfifar quena dijfeunxa-.anTJfemprefiproferir, comejntojcana
BB

585
LIBKO
QJ^^J\TO
^uee y che cominciano dalla f. come fempre
aore; &c.
Habbiamo gia detto , che in (jiiei nomi;
che cominciano dalla f. da i Tojcani; da i Ca~
igliantfi mette un e, come injcanno; efcaoi
Siare; eftar ; <r altri.
Mainalcuni nomi, che cominciano da f.
fimetteild inan^ialf.fi che fi des , chein
caligliano, una particeUa, che uiene in cor
pofitionCy <rfignificail contrario di que i, che
fignifica il nome femplice ; la onde fi uede che
ifuea mutatione delf. in des , nonfifa^fenon
ne i nomi, doue detta / . ha cotal ftgnificatione s comefipMo uedere , insharbato, desbar^uado -fjlegare, defatar; smembrar, desmembrar j/cowot/are^ dcfacomodarj/copr/rej de-;
fcuhxx fconofciuto, defconocido fcordarfi,
<ieacordarfe;i(/f/<Jo, c(cntzAo;sfrenatOy
defenfrenado, (partir, de/partir ,jiandere ,
derramar, percioche con la ^^ , fi perde la
f. come habbiamo detto j squartare , desquarcar.
^Icune uocifinifcono in f. in Caigliano ,
co>e antes,menos, tr:es,Ccys, e demomipochi
(orne Dios, anis, lefus; e quejio ; percioche
tuttii nomi, nel numero del piu ,finifcono in
f. e percio fi trouano pochi, che nel numero
delmcno finifcata in queUa mentedimeno,
i nomi

inomi chetn tofcano ,fi)iifcono m fe , in caigitanofinifconoinf. come cortefe ,cQncs; mi


Uncfe, milanes francefe , ranccs ; (r fotnigliant.
DELLJL

LETTEl^U

T.

t t, ha la msdtfma fcrittura , che in fffcano falucj che nonfi raddoppia mai da mi


ne ft mette in ucee di c. come in tofcano
an7, come habbiamo detto, fi mette femare
ilc. comtin attione, acin; dtttione, dicion;
(^ altn,e ft muta ancora in d . come habbiamo
detto ; fuori dt queflo, una wedefima la fronuntia ela fcrittura in amendue le lingue.

DELL^

LETTEIl^

V.

v y ,fifcYue in due modi, o grande , ' f' !^'


coftv yO pie cila u , la grandefifcriue '"'^fi''
in principio dee parole Cafligliane,come m. n
v e n i r , vengo, vifta, perctoche, nonfidirebe,pvedo,ne mvela, che farehbemalfhtto,
wetterlo in mezo della paYola, la onde chi fcriue, ufo, uno, ufhno , co'l v, grande no credo
che fhccia bene tieanco che fia lecito fcriuer
detta V, con confonante alcuna.
Mutafi alie uolte detta u in o, in alcum
BB ij

5^8
LIBI{0
Qj^sAA^TO
f atole, come lupo, lobo; benche in molte ahrt
la mutatione a'incontro; cioio, in u, come
fottile, u til; foflentare, fuPcentar -tfojferire,
{nfvh;foJlan7^, (uMicia.; fomma, fuma, &
altrt.
Mutaf ancora to inu ,& e,come hahbiatno dctto, in buono, bueno; pffo puedo; ^
altriftmili.
^Icune uocijfinifcono inu,& cafligltam, e tofcane.
DELia

LJETTEI^ji

X.

T^ quce uoci, che nel latino ritengono In


X, in compofitionefiritiene ancora nel ca-^
gano , & anco fenx^ uenire in compofi~
tione , cf proferifcc xa, xe, xi, xo , xu, come
fcia ,fcie,fci ,fcio,fciu; in tofcano.
Ma auuertirete , che diuerfa pronuntia,
(uando uiene dal atino con ex, percioche alIhora f profcrifce come in tofcano , e non come Iiabbiamo dctto, cotne i uede, in examinar cxpcrimcnca'; extremo; lecjualf perche
uengono dal latino, fi pronuntiano coft, ma in
dexar , <iixo, cnxugar, dexo -[proferifcona
come jet, w tofcano comefi puo tiedere ancora
inaj(;garc; che in castigUano fu enxugar
'& ajcMQ cnxuto; Iafciaresfi-cx2.i'fifcia,fax3..
Le due

I>ElL^Ll%,
cus.
3^<:
Le dttcj] . di alcmi nomi tofcani; ft mutano in ^ ^' ^7^ i*
^.in cai'liano, come MeJJandro, che fk""*""^"""
Alcxandvo;'cafja, CdXd.;ba(fo, hy.o;baj]e7^a^
bnxcza; effempio , cxemploi effercitare y exercitar; rajfa , raxa.
DELLU
LETTE\y
r,
~- U lettera y, pande non miliar che sufi
J
da' Tojcani in alcuna parola, ma da Ca~
^"^ tigliani)cfo, e fpecialmente con quee
uocali, a , e , o ,u,come hay ,ueya, hoyo >;
huyr:, e con alcune confonanti come ydo , al,
frincpio della parola ft mette ty come yra ',
ydo ; ymagcn , & alie nolte tion ft fcriue. ,:
DELL^
LETTEIi^
Z. ^ .,
^ , .^ ^ j Co7m habbiamo detto;ftfronun-^^
\,
tia con gran forT^ da noi, e non uiene
A'-^ mai doppia ; auT^i quee parole , che ft
fcrimno con doppia 3;_, da' Tofcani, da' Caigiani ft fcriuo7io con una, e fi profer/cono ,
come quede parole, che hanno due , come hab-r
iiarno gid detto, in afprex^^a, darex^a, dol-^
cez^la sma qiielle, chefi fcnuonocon una da
tofcani, da catgiian fi fcrimno co'l 9 . Fir
mfcono molte uoci in '^, da noi , c?" come
habbiamo detto, quelk\ che nel tofcano finfiato, in ce, come pace, paz; atroce, atroz ; e
Jamo bai intarno ak ortografa;.
t ..:.- . ,
^ BB
if

ipo -

IIBlio

QJ^^B^TO

HEGLl JCCEVJI
E C OMS
debbano proferir nella lingua,
Caigliana.

SI

^vn-NDofin
qui S^agio^
nato delk part del parlamen
to cafligliano, della pronuncia
loro , mi pareua coja tronca ,
& che mancafje a detta pronuntia ,fe non ui aggiungcuamo qucfi'altnt
parte tanto necesaria de gli accenti, per faper
doue shan da fermare con la parola o ne'ultima ; ouero nella penltima , o netl'antepenultima ^r quantunque io potrci c/fere riprefo da
molti , come It.ngo e fupcrfiuo , per quella
ragione ch'l raro e moho dotto M. Lodom'cQ
Dolccncllc Jue oJf'.nationi adduce dicendo ^
che non/i troucrd niuno cofi fattamente fciocco , che non fappia, fe le penultime o ultime fi
ebbano proferir , o lunghe, o brcui nella lor
lingua, io rijpondero , che neUa lor propria
iingua,come eglidice, non credo, ft trouial-,
cuno cofi ignorante che non fappia proferir le
fiUabc : ma io, come ho gta detto, non fhccio
quefia fnica per gli fpagnuoli, che so non effer
gli punta necefjariaytnal'hofatta folamente
fergiouare a' gentil hHominiitaliani,de' quali
fo ano a

fo certo, che molti defiderano intendere il noro Idioma - Et neggo garlando con molti,
liquali ft a^'aticauano di f arlare detta lin~
gua, non errare in altro pit, che ncl proferir
delle parole , ciofkr 'acccnto nella penltima ,
doue shauea da [are nelultima & all'incontro,
fiche uedcndo queo, d'l'.berai dar alcune
reglegeneralid)proferir le parole, o lunghe
o breui, e j^ecialmente ne i nomi de' quai molti hanno l'accento ne'ultima filiaba,contra
le regle tofcam , & latine, e pcrci daremo,
come ho detto , regle che trattino fulamente
del proferir , fenxa haucr risguardo ne ai
apoflrcfi, ne a difintione di parole con gli ac'
centi, ciofe gli auuerbio, oner nome, pgfcia
che nello fcriuere, i caftigliani no hanno mai
tneffo accenti neUefue [critture , & qui ft trat
ta dell'accentuare nel parlare, e non nel fcriue~
re, benche potranno i nuei auuertimenti ancora.
feruire alTinteridere le parole fcritte & al a- Achefim^
ferie leggere . Volendo adunque dir del mo- "<> gl>cm
do del proferir y fard rneUiero fare ladiuifio- f i .
ne , che habbiamo fatta nel principio cioe ,
O finijce la parola i confonante, ouero in uocale ,fe finijce i confonante & d'una filaba,
non neccffario dame regola ; perciocBe tac-'
cento ft fermera in quella . Se fard di due, ^

piu; fifermerd l'acsmo neli'ultimaflaba coe

Sg

39> LTsmo

Qj^^nro

qnal ft uogliadelle cmque uocali, che fiadett't


(onfonante , laqualfara, come habbiamo detto , unadelle fei, cio D. l.n. j \ . '^x. quelle
nelle qualifinifconoi nomi eafiigltani ^ benche
fotremmo aggiu^terui ancora la f ma fono
(ofi pochi, cl>e non ho uoluto metterla dico
dunque che tutti i nomi, o per dir meglio,
tutte le parole y chefiniranfioin qiiefle confononti, con qual fi uoglia delle cmque uocali,
haueranno l'accento neWultima filiaba , cio fi
fermerd la parola nell'ulima j comefiuedera
fer efiempioficome del >.

Caligliani.

Tofcani.

Ka) finiti Lealtadihumanidadj Lealta , hmanitd ;


i,,D. ceh-a Claridad ;.bondad, ChiarcT^d, bonta ;
Mim^. Segundad ; abad
Sigurtu, abbate ;
Ciudad ; caftidad ,
Citta ; cait ;
,.
Merced , pared,Merc; muro .
*
Valladolidj-madridj Due cittd d'ijpagna.
douc ti refuol habita
re dctte latine la pri~
ma pintia, & l'altra
matua carpetanoru.
Lauto caifa di morti.
. Lad, atad.
^Beatitud, enetd. Beatittidine, uecchie^

ecofi

ti'ElLJt
LIT^ C^S.
39?
E coft fomiglianti. Tonnofl ancora a quelle
tre prime , cio in ad , ed , id , aggiungere le
fecondspcrfotie de gli imperatiui del numero
del ,piu dclla prima ,fcconda, & ter\a corhgiugatione , chefirfconoin ad la prima, ed la
feconda , id la terina , ficome

Caligliani.

Tofiani.

Amad 5 andad ;
rnate, ndate $
Hazd , comed, bc- Fate, mangiate,beue'
ued,ucnid, dezid,
te , uenite , dte ,
fofrid.
fopportate.
coft tutti gli altri iqualifinifconoinD:
ESS EMTl

Caft jgliani.
Gencri , anima! ,
befdal, material,
el,atabl, mitl;
hil,hatl, pinzl,
badil, mongii, brasil , aftiJ ; candil ,
jnandil, abril.

DSIL^

L.

Tojcani-.
Genrale', anmale , Komi fniti
befliale, materiale, mi,cheba
fegno , tamhuro , ^''w"''^
l'ultim*.
mel, fcle, battello;
pennelo,badile,mom
le^uer^inj manteo Ja
cerna,drappo da net
tareicauai,aprilc.

5P4
IIBH,0
Caracol ; arrebol;
cfpal; azul.

QJ^^PJ-O
Lumaca, omrhmuo^
lo areboli cofa \offa
o cheftfii nd cielo,
o che (i mettono le
dome in fhccia, per
jkrft bele, a'Z^l uol
dir a'zuro,

Kami m'*''

Quindifi cauano alcmi non, che in tofca^


(he han I'M ^^ fififcono in le , & in caiigliano janno i i,
pemhimj. ?'*'^^^ 0^* j hatmo l'ccento nea penltima
< e non neWultima comegli altri, ft come .

Caligiani.
Hbil, dcbil, frgil.
ercil^mbil.

Tojcani.
Habite, dchile , fragilcj^ertile, mobile.

Ma auuertrete qm, che quegli, che in to~


[cano hanno l'accento nea antepenltima tra'
noflri l'haueranno nea penltima; ma quegli,
che in tofcano Ihaueran nella penltima. tvcC
Hofiril'haueranm neU'ultma, come infottile ,
che fa ftil, in cafligliano, & apnle abril, e
f p/ gli altri.

DLL^

LI%

ESSEMTI

Caftigliani
Faya, capitn ,
Adn, lordan i
lun , afn;
Scriftn, capelln,
Almazen, almo tac;

CAS,

DELLU

3P$
X.,

Tojcam.

Fafano, capitana ; Nom fiiti


N. liA tuc
Adamo Giordatio ; in
cent nelul
Ciouanni, ajfanno ; tima.
Sacriflano, capeanot
Bottega; oiierfondaco ; il caualiier de
comn.
Maftin, maria
Majlino cae i marino
holin bacin ;
foligine, bacina ;
Hofieria, trottolo
Mefon, repion
Cuore , borfa , ouer
Coraron, gurronj
facchetto doue fime
te a Icuna cofa, &
pYOprio det pajhri^
Tonina, cittd d'i^a-,
Atn j fagun.
gna.
BELLA
LETTEB^A
LCon CA , non truotto j fenon alcuni propri}
perciochetuttiginjinitidei uerbidella prima,
finifcono inquella'. made t nomiproprij,Jtrua
uano come i gapar, batesar , ma con Ve , &
I'i, ancora che gl'infiniti dei uerhi delta fecoa"
da y&ter^ababbiano quel fine uniente di
menofitrouano aUmi come

39^

LIB\0

Q^y^ABja

Caftjglian.

Tofiani,

Mugr, plazc-,
Moglie piacer 5
Bachiller, aif > al- Bacfdiere , l'azitro
bair.
murara,

F.ccetto qneo nome mrtir, che ha tuc-^


cento nella penltima ftll.il>n, con o , fono infinui, percioche tuttt t nomi uerbali hanna quel
fine, come

Caligliani.

Tojani.

Amador, beucdor;
Hacedor, dezidr ,
jugador, labrador;

^matore , heuitore;
Fattore , dicitore ;
Gmccatore, lauorato

Orador ; pecador,
Robador, 'abidor,

Oratore, P eccatore.
}\i<b'jatore ,Jauio .

re;

Eealcme particeUe cowje',ayer,hieri,anteayr,


hier l'altro. Con Cu ,non fi truona nejfuno.
DELL^

LSTTE\^

Z.

Rapaz, capaz, fagaz,

>
fs co m

i , come habbiamo detto quelli, chefinijco^


no in ace , in tofcano ] che in cafiiglianofinifco
no in ^.

Caftigliani.

Tojcani.

Axedrez jaez; uegez


baxezjperdizj nariz

Scacchiere, fornimen
to di camlli, uec"
chieT^Xa, hafe^T^ *
pernice,nifo, &c.
Matiz beatriz , cahiz", Terciochenoi habba^
a Roz , badajoz camo tutte cjuefle uoci
puziorofuz.
altroue dichiarate-i

Cauanf pero di quefli"inornifmentii ar, ^'"!". '"^'


Cr CT;^, di cajade, che hanyo L aecento tiella ^ y j .^
fenultinia , ouer antepenltima, , ft come, fade ham
liaz, aluarez, nuucz, fuarez, gmez,an t'accentond
chez ,mrtinez, Rodrguez , benitez.avaz 5 ?""'""
laynez, che tuti, come fi uedehanno taecento nea penltima.
Diquei, chcfinifcono in s . nond^rcmore- "'""' 'f'T?
gok, perciochetuttind numero del piffinifca l'J'ii'nd
no in cjuclla; e pochi nomifi truouano , che nel ruitima,
numero del meno finicano m quella, & quelli
'"
haueranno raecento elultima coc anis, chs
fignijica anift lesus, e que'o nomeft dicelungos breue Dios , che UUQIdir iddio ,,& co

J98

IIBIIO

(ly^PjO

"intende de i nonti ouero delle part declmahili,


Nomnj, percioche delle indeclinabili ^ molte finifcona
ibehan Vac -^ ^ ^^ ^g l'acccnto neUa penltima come,
temo nca
tent
mlla
ftithUima

Caftigliani.
Antes,
Abrumas ,
Agatilas,
Afabicndas
Lcxs >
Entonces ,

To/cani,
Jnnan%i ,
"Brancolone,
Carponc .

^pofia.
Di Ittngi.
^U'bora.

Et altriy che hanno taccento neU'ultima ,


con^e.

Caftigliani.
Atraues ,
Al Reues ,
Dcpues ,
lamas ,
tn,mtter,

tt altrt

To/cani,
^trauerfoy
^l contrario
Dapoi.
Mai.

fmiU.

tluhlntL
"^^^^^ ^^ '^^^'^ f^''^^' chefiniranno in uocale,
ento ne haucvanno taccento tiella penltima ( come
ptnuUirM. gia habbtamo detto) gj fer ejfempio fipui
uedere

D ELL^
117^ cas.
.^9p
uedere. Ma auuertirete, cheje la parola, he,
finifcein uocale , di duefilale,haueral'accento nea penltima, dicofifinifcein uocale ,*
r- fe [ara la parola di tre , oucro piu flahe,
ancora molte di loro haueranno l'accento nea ,
penltima, ma alcune fi trouano , che hanno
l'accento nea antepenltima ,efaramo cuelle c haueranno la uocale t, inanx^ ale, t. I, han
s, Tacctnto iielU anit
(onfonanti, nea penltima;ficome.
penltima

Caftigliani.
Mico j indico finco.
Flemtico, colrico,
Excrcito , habito;
Azeycc , delyte j
afeyte.
Byle, frylc , pcraylc'.
Bonifsimo, malifsimo.

Tofcam.
MufcOyfindico, fifico.
Tlemmatico; colrico^
EJJercito, habito i'
Olio,dilettatione, belletto .
Bailo ,jrate;
Buonifiimo , malifiimo,

Sttnfotnma tutti i nomiuperlatiui,lt quali iiommfinifcono insC\mo,ma di quefta rezla, che ">">/"'''''
ho detto ,dt quet principalmente, cheflnijconorecento i,el
in ico, & ito , fi cauano i nomi diminutiui, l'anteptmU
che come giu habbiamo detOifinifcono in ico, "^-

400
LIBIDO
QVUKTO
tlcuni. & tltri in ito, // qmli tutti hanno l'ac(ento nella fenuhma , che fard in quel i ,ft
tome.
Bonico , bonito , chi quito .
St ancora i nomi fimenti in i o , e qucgii che
Kmiintoyj^anno il c , inan%j la u, >icllapcnnltima , haue.
hantacctn^
l'^^ccnto uca antcpcTiHlinia , fi come .
o itella ame
(tnuUtmi.

"^

Ca

ftigliani,

Almario, boticario,
aducrrario, contrarfo.
Tabernculo, baculOjOaculo.

j j

To/cani.
^rmaio , fpcciale ,
auuerjkirio , comrario.
Tabernacolo,bacchct:
ta, ojiacolo.

Et fomiglianti a qucfli li qmli ancora in tofcano fnm il mcdejimo


td ftroLi ^e la, farola pero finir, in uocde, come bab
termiData y^^^^ ^.^ baucru l'accetito nella penltima,
luura 'l'ac- jenoH faranno alquanti auuerbi di imgo, liqua
cerno ttdia /; haueranno l'accento neWultima, jimcnti in
fmMma a, i;-i Ji come.
fuor cheMcun auiicriif IKOZQ.
"-

Cali- ,. .

BSLLot

ll'i{.

Caftigliani.
A ca > a cuUa , por a
ca.
Por a culla, por alia,
De alia , hzia all .
All j hzia a ca.
Et an/i partcclla,]

C\4S.

401

Tofiani.
Q^], cola per di (uL
-per coU, per la.
Indi, nerfo di la ,
La, uerfo di <ua.
Cojt.

qui$, particea chcuml Ure forfe , &

Caftigliani.
Ay , all, poraqui,
por a/jde alli,de ay;
ado , a c :

Tejcani.
Coji), mi quiui, per
coii, indi di sefli.
doue, qud.

Et alcme particee termnate in c, come.

Caftigliani.
Aunque,
Dadoque;
Pucsque.
Porque.

To/cani.
encorache ,
Benchc.
Toichct
Terche.

talcuni nomifinienti in i, come


Marauedi; ^acjui^arai, che l'moffgniica una

ce

una tnon'eta che sufa in ()agnci, che ude comp


un quairino FenetUno , & l'altro fignifica
la Jblfittt di cafa, fe alcmialtri nonti fitroferanno , che habbiano l'accento nell'ultitna
fuor di quelli che io ho notati qut, che faratina
fochij io credo; attrihuitclo an^alnon foter
foraproidcre ogni cofa, che a negligen^a che
io hbbia uftto in ccrcargli. De i uerbi dar
duco tre regle dalle qualifi jotran campreti'dcre i oro acemti, che aran quelle uac, che
hanno l'accento nell'ultima percioche, fapute
quefle, fia fcil cofa faper l'altre., che qu^i
tune fanno l'accento nella penltima, e faran
quefle.
TJGOL^

T\JM^

D'I

FSK.B1.

HjoJi. j'iffti i derbi hanno l'accento ne'ulttnianel


el t ici'oi uH

l'infimtoy o fia dea prima,ofeconda,a ter:^,co


l'uhtiM, fc, r.mar,ahogar, enfcar., hazcr, poder,
dezif, morir, parir, & altrifmili.
ipretmti

sECOnh\A

acufrb inl

REGOLA,

v,

v.

tnXa mrfj Tutti i ucrbi nella prima, e terxa perfona


M de meno ^^i f^ffgy0 I y^^yiQ gi pretrito perfetto h
hm laceentil

,,

> i ,

.' .

itcU'uitL. nofaccento mHultmaft come.


Cafii

uELLM

LIx(. CA. S.

Caligiiahi.

40^

Tofcani.

Yo ame;a quel amo,


Yo m'hagu,e alio-

lo cmai, coluiamo^.
lo 'inajfogaiy colui jS.

Y o , cnfe, a quel
enfeo.
Yo huija quel huy,
Yo perd, a quc per
di,

lo infegnai coluiin~
fegnb.
lofuggi, colui fuggi.
Jo perdei, colui perdette.

> Di quefla regola fi cauam alcurd preteriti


irregolari channo l'accento nclla penutima,& Vretmit
fono . Huu , huuifte , h u u o ., di haycr,: "?''^-"' ^'"
Hize, hezifte, hizo, di hazer ,
'""'f ^'^
Anduue, anduuo
t/andar.
^^,41.
P u d e , p u d o , ;
der,
D i x e , d i x o , di
zir.
.
T i m e ; timo di
ner.
Eftue , cftuo

pode-

TeTpoter,.
Ter dir .

te-

Ter haere;

, 4*

Tereffere.

eftar.

Truxe , trxo , <


traer,

Ter

portara
.-,

404
LIBBJ) Q^V sAlP^Q
Supe , upo, di ia- Ter [apere .
ber.
Vine, uino, di ue- Ter uenire .
nir.
Cupe cupo , di ci- Tcrcapire,
ber.
1^1 futuro del dimoflratiuo dituttetre le
(ongingationi nella prima Jeconda, & tev^a
pa-fim del numero del meno, & ter%a del numero del pin fijh l'accento nellultima fi come.
amar ; amarax; amara , c a.maran, delpi,
harc hars ; har; c harn , del pi ,
dircj dirs ; du ; c dirn ; del pi .
haurt*, haurs, haur; e haurn; del piu ;
comcrc'jComcrSjComerjC comern;e/ pit
podr, podrs; podr; c podran ; del piu ;
tendr, tendrs ; cendrare tendrn, delpiu
uendrc; ucndrs;uendr,c ucndrn,fe/p/;
di amar; h azor; dezir , hauer comer; poder
tener; ucnir; liquali tutti nella prima, e , fecanda del piH di detto futuro, hanno l'accento
nella. penltima e non nelTultima; percioche ui
fi accrcfce una filiaba; come amaremos;amarcys;haremos; harys j diremos 5 dirys 1
haurenios ; haureys, podremos: podreys,
ecofiglialtri.

Tutti i uerhi neUa ter^a perfom deW impera,


titio , nel numero del p hamo l'accento nel^
i'ultimafieorne ^

Cafigliani.

Tofiani.

Amadihazdj-dezid; rnate \ [ate i dita


aportad, uenid, co giuocateiuenite;maik
med.
giate.
Che per finir , come habbiamo detto, in d ;
hamo l'accento ne'ultima , benche ac uolte
nclcommun parlarefiUua detta , ma nondimeno, refla Caccento neWultima, e fa ama ,
haz , dezi ; er-c.
'l>{ella antepenltima non truouo tempo al~
enno, che habbia l'accento, eccetto l'imperfetto del dimofiratiuo , ouer defideratiuo, e fog"
pmtiuo, chefanno amae, amara; & quefio folamente nella prima efeconda perfona det
numero delpiu come.

Caftigliani.
Amauamos ; arau
des,

To/cani.
^maudmo > amttui
te

^o6.
riBtlQ
Qrjl{TOS
Levamos , leyades j Leggeminoieggeuate',
Ovamos , -oyades ;. Vdiuarno , udiiidte .
Enfeauaraos : enfe Enfegnauamo[y enfe^
auades.
gnanate.
J9< amana, leya, oya, enfcaua , prime
perfone , di dett impcrfetto.
]
Del defideratiuo e fogginntiHo, come,

Caftigiani.
HolgTmos. holg
fcdcs,
Cupiefemos ; cu
picledes .
Pixcicmos I dixcfedes.

Tofiani.
Code(imo , godei,
Cafefilmo, -ca^efli , '
Dkefihno, iccfii >

Mt il medefmo in queft'altri.
Holgramos, holgradcs.
Cupiramos ; cupierades,
. Dixeramos, dixcradcs;
E cofi tutti gli altri tempi, quei nengom
da holgar, caber ,'dczir, uerh della prima f.
feconda,& ter^a congmgatione, tutti gli altri
tmpi ytls ft trouerannofuor di cjuei notati ,
haueranno l'accentQwlla penltima ; come ^fi
pQtr

DELLJ: Ll'H. CJiS.


407
potra, uedere nel leggere , & proferir detti
ucrbi .
Et tanto mi bafli intornoa gliaccenti ,eJr
a dette ojjeruationi: cfeforfe non ho (piegato
cofi hene come era nece(Jario, I'Idioma caftigUano nel ulgare tofcano, non uj, meramghate, pcroche alcmi modi di parlar noflri fono'
$antodifficili che, quafi impojiibile dichiarar
' U come fi comiene, pigliate per-a l'in-
tentione con che ho fatto etta
':
opera che ata il guftK . . >
i)r utilita > di coloro ,:
che uorranno co. ' ;
tal lifigua
.
impara
re.
IL

FIT^E
HEL QFUBJ'O
ET
ultimo libro delk OQeruationi dea.
lingua Cidigliana di M, Cro
uanni Miranda.

fe

R ,E G I S T R o
^BCDEFGHJKLM'HO'PQ^FiSTy
xrz
aj BB CC.
* # Tuttifon luadem eccetto CC.
che e Duerna

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