Progetto di una vasca di dissipazione

Università degli studi di Trieste Corso di laurea in Ingegneria Civile, curriculum Idraulica

Corso di Sistemazione dei bacini Prof. Elpidio Caroni Relazione:Progettazione di una vasca di dissipazione presso la località di Valbruna, sul fiume Fella

Bottazzini Stefano Email: stefano.bottazzini@yahoo.it

Introduzione
Il fiume Fella nasce nei pressi di Valbruna dall'unione di alcuni altri torrenti minori, il più importante dei quali è il torrente Saisera, per raggiungere una lunghezza complessiva di 54 km. All'inizio, e quindi per tutto il tratto riguardante la Valcanale, tra le sorgenti e Pontebba, le sue caratteristiche sono quelle tipiche del torrente alpino con profondità che oscillano tra i 50 e i 100 cm. Da Pontebba a valle, lungo il Canal del Ferro, anche per l'apporto di numerosi affluenti, si trasforma rapidamente in un fiume, sempre con caratteristiche simili ad un gran torrente. Il letto si allarga, il corso si divide in più rami e diviene piuttosto accidentato. Il greto è caratterizzato da un fondale a ciottoli medio-piccoli di un bianco che si nota molto rispetto quello di tanti altri fiumi. Da qui ha avuto origine il nome del corso d'acqua, nei tempi remoti detto Fellach (tedesco) con origine prelatina e slovena Bela,dal significato di bianco,luminoso,limpido.

Nei pressi del comune di Venzone, il fiume confluisce nel Tagliamento, del quale costituisce il principale affluente. Pur con acque sempre perenni, il Fella ha regime strettamente torrentizio risentendo in maniera consistente dell'andamento delle precipitazioni. Non di rado dà luogo a piene improvvise, che mutano continuamente la fisionomia del suo ampio greto ciottoloso.

A tale proposito ci si propone di realizzare una vasca di dissipazione collocata a sud dell'autostrada A-23 e a nord della rete ferroviaria, in grado di contenere tali piene e così da salvaguardare le infrastrutture, concepita considerando un tempo di ritorno di 50 anni. Lo spazio nel quale sarà collocata l'opera non si estende per una distanza superiore ai 500 m, con quota a monte pari a 804 m s.m.m e quota a valle della vasca pari a 796 m s.m.m. Ci si avvale dei seguenti dati: • • carta IGM 1:25000 dell'area di interesse dati del pluviometro situato a Tarvisio

mediante l'elaborazione statistica dei dati dei pluviometri è possibile valutare la portata massima relativa al corso d'acqua ed è quindi possibile infine approssimare un dimensionamento.

Caratteristiche morfometriche del bacino
Avvalendosi della carta IGM 1:25000 in formato raster, seguendo l'andamento del corso d'acqua e delle curve di livello, è possibile definire le linee spartiacque e quindi definire il bacino di interesse che confluisce all'opera. Si sono così definiti:
DATI BACINO AREA PERIMENTRO LUNGHEZZA DEL BACINO LUNGHEZZA ASTA PRINCIPALE LUNGHEZZA TOTALE RETE DRENANTE DENSITA' DI DRENAGGIO 11,54 19,54 1,43195 0,38136 10,49612 0,909543 km Km Km Km Km Km-1
2

Per quanto concerne i parametri altimetrici, si è provveduto a definire la quota media e la curva ipsografica, in modo da conoscere la variazione della superficie del corso d'acqua in funzione della quota rispetto al medio mare. Realizzare ciò significa valutare le aree comprese tra due curve di livello successive. La quota media del bacino è stata quindi ricavata come:
= 1 ∗

dove: • • • S, superficie totale del bacino calcolata come sommatoria delle superfici parziali comprese tra due curve di livello successive; Si, superficie parziale i-esima; Zi, altitudine media della superficie Si;

Definendo così infine i seguenti parametri altimetrici:
Z0 Zmax Zm PARAMETRI ALTIMETRICI QUOTA DELLA SEZIONE DI CHIUSURA QUOTA MEDIA DEL BACINO QUOTA MASSIMA DEL BACINO [m] [m] [m] 793 1046 1724

Curva Ipsografica
1700 1500 1300 1100 900 700 0 2 4 6 8 10 12

Ordinamento della rete secondo Horton-Strahler
Il bacino idrografico può essere considerato come una serie di canali o di collettori di vario ordine, variamente connessi l'uno all'altro, a ciascuno dei quali è asservita un'area drenante; in particolare si sviluppa sul piano come un grafo ad albero orientato che può essere variamente ordinato da monte o da valle. Assumendo lo schema di Horton-Strahler (1964) si organizza tale reticolo da monte, assumento: • • • • rami sorgente aventi ordine 1; confluenza di due rami aventi stesso ordine in un nodo dà origine ad un'asta di ordine n+1; confluenza di due rami aventi diverso ordine in un nodo, dà origine ad un'asta avente ordine pari al maggiore delle due; l'ordine del bacino corrisponde a quello del canale con ordine maggiore;

tale ordinamento parte dall'ipotesi che il grafo sia biforcato, cioè presuppone che in un nodo non convergano più di due rami, assunzione che è suffragata dai casi reali. Si riportano inoltre le principali definizioni utilizzate: • • • nodo: punto di confluenza di due rami; canale: tratto compreso tra due nodi successivi; sorgenti: canali elementari che originano, alle estreme propaggini, il bacino;

Da questo ordinamento si possono quindi ricavare i seguenti parametri relativi ai vari canali e ordini, mediante i quali verificare poi le tre leggi di Horton:
CANALI DI ORDINE 1 somma 12462,83 media 0,655938 max 1498,2 Ln lungh.media -0,42169 Ln num.canali 2,944439 numero canali 19 CANALI DI ORDINE 2 somma 7655,15 media 1,53103 max 2299,84 Ln lungh.media 0,425941 Ln num.canali 1,609438 numero canali 13

CANALI DI ORDINE 3 somma 4413,07 media 2,206535 max 2303,68 Ln lungh.media 0,791423 Ln num.canali 0,693147 numero canali 4

CANALI DI ORDINE 4 somma 381,37 media 0,38137 max 381,37 Ln lungh.media -0,96399 Ln num.canali 0 numero canali 1

Le leggi di Horton (1923) forniscono tre relazioni tra l'ordine dei rami e il loro numero, la loro lunghezza media e l'area da essi drenata, defininendo tre relativi valori: • • • Rapporto di biforcazione, RB Rapporto delle lunghezze, RL Rapporto delle aree, RA

Prima legge di Horton: Rapporto di biforcazione, RB Si riporta di seguito la formulazione della prima legge definendo: • • Ω= max(⍵), ordine di bacino = rapporto di biforcazione, costante e indipendente dall'ordine =

ln

In questo caso il rapporto ha valore pari a Rb=2,65; che nel grafico sottostante indica la pendenza della retta.

= Ω − ⍵ ln

Prima legge di Horton
3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5 0 -0,5 0 1 2 3 4 5 Lineare (Valori sperimantali) Valori sperimantali y = -0,975x + 3,7492 R = 0,9784
2

Seconda legge di Horton: Rapporto delle lunghezze, RL Allo stesso modo si deduce il valore di Rl, come rapporto tra le lunghezze medie dei canali di ordine (⍵+1 con quelle dei canali di ordine (⍵); indicando: • •
⍵ ⍵

ln

=

=Rapporto delle lunghezze, costante e indipendente dall'ordine ⍵ =lunghezza media dei canali appartenenti a quell'ordine + ln

si ottiene così un rapporto delle lunghezze pari a pendenza della retta raffigurata.

= ⍵ − 1 ln

=1,59 rappresentante la

Seconda legge di Horton
1,4 1,2 1 0,8 0,6 0,4 0,2 0 -0,2 0 -0,4 -0,6 Valori sperimantali 1 2 3 4 5 Lineare (Valori sperimantali) y = 0,4631x - 0,7087 R = 0,909
2

Terza legge di Horton: Rapporto di aree, RA Il rapporto fra le aree drenate dal corso d'acqua si ricava con formulazione analoga alle precedenti, avvalendosi dei valori precedentemente dedotti; si definiscono inoltre: • • •
=

=Rapporto delle aree, costante ed indipendente dall'ordine dei canali β=

Ω= ordine massimo della rete
1− 1−
Ω Ω

Mediante cui si deriva

=2,94 .

Elaborazione dei dati pluviometrici
Analisi probabilistica dei dati I dati pluviometrici forniti dalla stazione di Tarvisio forniscono i valori massimi annui di pioggia in [mm] per determinati valori di tempo: 1;3;6;12;24 ore. Avvalendosi dell'analisi probabilistica fornita da Gumbel, detta anche del doppio esponenziale, dai valori dell'evento metereologico si è in grado di risalire alle diverse curve di possibilità pluviometrica riferite a prestabiliti tempi di ritorno (TR), indicanti l'intervallo di tempo con cui l'evento potrà riverificarsi. Si può quindi definire il valore della portata al colmo che si realizza nell'area di bacino, rispetto alla quale poi progettare l'opera. Nel dettaglio si assume:
= = − =
,

dove: • •

• •

µ= valore medio σ= deviazione standard

=

,

e per la stima dei parametri α e u si è fatto ricorso al metodo dei momenti, che risulta molto agevole in quanto richiede di conoscere solo i valori di media (µ) e la deviazione standard (σ) agevolmente ricavabili per ogni durata di pioggia fornita dai dati pluviometrici. Si è così in grado di definire la funzione di probabilità cumulata; inoltre essendo noto il tempo di ritorno da considerare (TR=50 anni) si può risalire:
= −1

= − ln − ln 1

Quindi applicando tali formule ai diversi tempi di pioggia si pùò dedurre la curva di possibilità pluviometrica (LSPP), definita come:
ℎ = ∗

dove:

• • • log

ℎ =altezza di pioggia per un determinato tempo di pioggia t= durata dell'evento a,n= parametri ℎ = log + ∗ log

l'equazione è riportata in funzione logaritmica (assunta base 10):

Note M coppie di valori (h,t), nel caso in esame M=5, i parametri A,n si possono stimare approssimando la retta dell'equazione con la retta di interpolazione dei minimi quadrati. Tale retta è quella che minimizza la somma dei quadrati delle distanze tra la retta stessa ed i punti intividuati dalle 5 coppie M di valori noti.
= ∗ ∑ log ℎ ∗ log − ∑ log ∗ ∑ log ℎ ∗ ∑ log − ∑ log ∗ ∑ log − ∑ log

=

∑ log ℎ ∗ ∑ log

− ∑ log ∗ ∑ log ℎ log

Stimati i parametri è possibile determinare i valori h delle altezze di pioggia per diversi tempi di durata dell'evento, con il prestabilito tempo di ritorno, ottenendo così le stime di seguito riportate:
durata(ore) media, μ dev. Stand, σ α β TR=50 y q(TR50) M=5 logt logh h 1 36,8 6,70831 0,191255 33,78309 0,98 3,901939 34,52936 3 51,8 10,74163 0,119442 46,9692 0,98 3,901939 47,43525 6 71,8 13,36413 0,096003 65,78979 0,98 3,901939 66,16439 12 105,4 16,37286 0,078361 98,03668 0,98 3,901939 98,34244 24 122,2 19,87075 0,064567 113,2636 0,98 3,901939 113,5155

0 0,477121 0,778151 1,079181 1,380211 1,538188 1,676101 1,820624 1,992741 2,055055 33,14898 51,35839 67,6982 89,23658 117,6275

Linea di possibilità pluviometrica,LSPP 140 120 100 80 60 40 20 0 0 5 10 15 20 25 30 Tr 50 anni

Idrogramma unitario geomorfologico
Con il termine idrogramma unitario si fa riferimento all'onda elementare formatasi in riferimento ad una precipitazione di intensità e durata unitarie; tale dispositivo operatore invariante elabora la parte efficace della pioggia, scandita con appropriata cadenza temporale, per dare luogo ad una serie di onde elementari la cui somma definisce l'idrogramma vero e proprio. Il concetto di idrogramma unitario istantaneo geomorfologico (IUH geomorfologico o GIUH) fu introdotto per la prima volta nel 1979 da Rodriguez-Iturbe e Valdés, con lo scopo di legare in modo razionale la risposta idrologica di un bacino alle caratteristiche geomorfologiche del bacino stesso, ed in particolare ad alcuni parametri relativi alla struttura del reticolo di drenaggio; si ipotizza quindi una risposta del bacino all'impulso unitario istantaneo. La visualizzazione di tale ipotesi corrisponde a predisporre una serie n(x) di serbatoi dalla sezione di chiusura del bacino, sottoposto ad una precipitazione istantanea ed unitaria e uniformemente distribuita nello spazio; si parte dal concepire il serbatoio inizialmente vuoto e in grado di raccogliere l'intero afflusso meteorico sul bacino finché il suo volume non eguagli quello della pioggia netta caduta. Definire l'idrogramma istantaneo unitario corrisponde a descrivere l'evoluzione nel tempo del volume d'acqua accumolatosi nel serbatoio. In questo caso per la determinazione dello stesso si è utilizzato il metodo di Nash. Si considera quindi una serie di serbatoi predisposti a cascata a partire dalla sezione d'uscita del bacino; e si riportano quindi in ordinata il numero degli stessi e in ascissa è rappresentata l'asta appartenente al bacino di massima lunghezza:
Funzione d'ampiezza 10 8
n(x)

6 4 2 0 0 1 2
x

3

4

L'equazione che modella tale concetto si definisce come segue:
= ∗ 1

Dal punto di vista statistico tale relazione rappresenta una funzione di densità di probabilità caratterizzata da due parametri n e k , e viene della detta distribuzione di Parso del III tipo o distribuzione gamma incompleta a due parametri, i quali possono essere visti come: • n= Parametro di forma, numero di serbatoi • k= Tempo, costante d'invaso

per la cui determinazione si è fatto ricorso alle formule proposte dal Rosso, che utilizzano i parametri morfologici precedentemente definiti mediante l'ordinamento di Horton-Strahler:
= 3,29 ∗
, , , Ω

= 0,7

Dove: • • • • •

RB= Rapporto di biforcazione RA= Rapporto delle aree RL= Rapporto delle lunghezze LΩ= Lunghezza asta di ordine maggiore V= Velocitàdella corrente, assunta costante lungo tutto il bacino

Mentre per quanto riguarda il tempo di corrivazione TC è stato ricavato mediante la formula di Giandotti:
= 4∗ 0,8 ∗ + 1,5 ∗ −

Dove: • • • •

Ab=11,54 [Km2] La=3,6 [Km] Zm= Z0=

Area di bacino Lunghezza asta principale Quota media del bacino Quota sezione di chiusura del bacino

Per ottenere la portata al colmo Q, risposta del bacino, bisogna procedere alla convoluzione dell'idrogramma istantaneo unitario, tenendo in considerazione il tasso di ruscellamento; si andrà quindi a risolvere il seguente integrale: = Dove: • t= istante rispetto cui si vuol valutare Q(t) ∗ = ∗ −

• •

τ= istante in cuio cade la pioggia (t- τ)= indica che la risposta della pioggia è traslata di una quantità τ

IUH istantaneo
0,45 0,4 0,35 0,3 0,25 0,2 0,15 0,1 0,05 0 0 2 4 t 6 8

La pioggia è stata considerata in termini di intensità, cioè come rapporto tra l'altezza di pioggia caduta e la durata dell'evento meteorologico: = ℎ ℎ j= intensità della pioggia h= altezza della pioggia t= durata dell'evento piovoso ℎ

Dove: • • •

L'intensità di pioggia si può altresì ricavare dalla linea di possibilità pluviometrica nei termini: = ∗

considerando poi rispettivamente la quota che contribuisce efficacemente e il contributo di ruscellamento: = ∗ ∗ 3,6 =

u(t)

=

considerando: • • h=

Si può quindi procedere alla convoluzione andando a incrementare progressivamente di 30 minuti la durata dell'evento, in modo tale da stimare quale sia la durata dell’evento tale da provocare il massimo valore di ⁄ . Nel grafico seguente sono riportati i valori ottenuti. portata

GIUH, Idrogramma istantaneo geomorfologico
40 Portata massima [m3/s] 35 30 25 20 15 10 5 0 0 tp=15min tp=1ora tp=3ore 5 10 Tempo [ore] tp=30min tp=1ora e 15min tp=5ore 15 20 tp=45min tp=1ora e 30 min tp=7ore e 30min

Nel dettaglio si osserva che la portata al colmo è provocata da un evento ⁄ . piovoso di durata pari a 1 ora e 15 minuti, con un valore di 36,4

GIUH, Idrogramma istantaneo geomorfologico
40 35 30 25 20 15 10 5 0 0 5 10 Tempo [ore] 15 20 Portata massima [m3/s]

Trasporto solido
Il termine trasporto solido designa l'insieme dei fenomeni che riguardano l'erosione e il modellamento degli alvei per opera della corrente che li percorre, e dipende da numerosi parametri: • assetto geometrico dell'alveo esposto alla corrente; • iterazioni tra gli elementi che lo compongono; • tensioni che si esercitano lungo il perimetro bagnato dovute alla distribuzione delle velocità; Il materiale può essere trasportato secondo due modi: • sul fondo, modo proprio dei materiali di maggiori dimensioni, che si spostano per rotolamento, strisciamento o saltellamento; • in sospensione, per effetto proprio della turbolenza, per i materiali più fini; La valutazione dell'entità del trasporto solido all'interno della portata di piena rappresenta un aspetto fondamentale ai fini della progettazione dell'opera. Al fine di raggiungere tale proposito, si è utilizzato per la stima il metodo di Meyer Peter-Muller per la valutazione della portata e l'approccio di Shields per quanto riguarda il calcolo della pendenza di equilibrio. Si sono adottati i seguenti parametri: • Sedimenti: d50 = 0,1 m d90 = 0,25 m • ρ = 1000 kg/m3 γ = 9810 • ρs = 2600 kg/m3 γs = 25506 • • = 0,01753 ; ricavata come media su una serie di sezioni successive nell'area dove sarà ubicato il manufatto: =

= 32,75

coefficente di Gauckler-Strickler

Andamento del fondo dell'alveo
806 804 802 800 798 796 794 0 100 200 300 400 500

sezioni 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21

progressiva 0 25 50 75 100 125 150 175 200 225 250 275 300 325 350 375 400 425 450 475 500 media

quota[m] 804,905 803,37 804 803,005 802,165 803,25 802,37 802,87 802,5 802,785 802,78 802,705 801,12 800,55 800,55 799,05 797,945 797,555 796,43 796,14 796,14 801,056429

larghezza[m] 7,3 4,1 5,5 2,62 3,14 3,09 4,09 4,75 4,76 3,65 4,67 3,28 2,77 3,89 4,47 2,78 2,2 3,09 2,87 3,48 4,71 3,86714286

Per quanto riguarda la determinazione della portata solida, il primo passo è definire la tensione tangenziale critica come segue (adottando come parametro critico di Meyer Peter-Muller il valore Y=0,047): = ∗ − ∗ = 73,77 /

ed estrapolando dalla formulazione della portata secondo Gauckler-Stricler si ricava il valore del raggio idraulico e poi della tensione al fondo, che una volta definita dovrà essere uguagliata alla formula della stabilità al fondo di Shields in modo tale da garantire che esista l'equilibrio tra la forza motrice al fondo e la forza resistente. = = ∗

∗ ∗

= 1,68

=

= 288,81 / = 0,184

In particolare il metodo di Meyer si basa sulla seguente assunzione, che permette poi di ricavare la portata solida adimensionale per unità di larghezza: =8 − 0,047 = 1,266

Il coefficiente è una funzione, oltre che delle caratteristiche dei granuli e dell'alveo cui appartengono, del numero di Reynolds (Re*>1000) relativo alla velocità d'attrito. Si determina così: = ∗ ∗ −1

da cui infine si ricavano portata solida volumetrica e pendenza di equilibrio per il trasporto solido in corrispondenza della sezione: = ∗ ∗ = = 0,01587 ∗ = 0,111

=

= 0,0045

Dimensionamento idraulico: briglia e vasca di sedimentazione
Fondamentale e necessario prima di ogni dimensionamento è definire il comportamento della corrente che giunge alla sezione d'imbocco dell'opera, affinché siano garantite le seguenti condizioni: • • • corrente lenta a monte della sezione d'ingresso alla briglia; verifica dell'effettivo rallentamento indotto dalla briglia alla corrente; vasca dimensionata per contenere 2/3 portate di piena;

La configurazione che si andrà a realizzare sarà la seguente:

e in relazione ad essa si calcoleranno le varie grandezze caratteristiche in prossimità della sezione della briglia: = = 0,8 Altezza critica del pelo libero di monte / Velocità critica della corrente di monte Altezza del profilo di moto uniforme / Velocità del profilo di moto uniforme Numero di Froude della corrente,corrente veloce (Fr>1)

=

= = =

= 2,84

= 1,62

= 0,58

= 3,88

Per definire la larghezza della gaveta in modo tale da garantire la formazione del risalto all'interno della vasca di sedimentazione si è assunto un rapporto di riduzione: = = 0,5

Da cui si deriva una larghezza di progetto e una portata per unità di larghezza della gaveta: =8 =

= 4,55

scopo della briglia è quello di rallentare la corrente veloce che giunge da monte in modo tale che il passaggio attraverso la gaveta sia in corrente critica e per oltrepassare il restringimento il corso d'acqua innalzi il proprio tirante passando prima in corrente lenta, per verificare tal effetto si calcola l'altezza critica di passaggio in corrispondenza della gaveta: = = 0,70

ed inoltre per ricavare l'altezza di pelo libero a valle del risalto si procede ad eguagliare gli stai energetici H2 e Hc, ricavando in modo iterativo il valore di y2: = Da cui: = + 2 = 1,5 ∗ = 1,055 =

= 1,08 =

= 2,1

= 0,64

/

Altezza coniugata,dopo il risalto Velocità della corrente dopo il risalto Numero di Froude della corrente dopo il risalto (Fr<1), corrente lenta

A questo punto è possibile realizzare il dimensionamento della vasca di sedimentazione e della briglia, in modo tale che la prima sia in grado di contenere al proprio interno il materiale costituente il trasporto solido portato da 2/3 portate di piena successive; in particolare si è dimensionato in . modo tale che contenga almeno 4000 Si è considerato di non dimensionare una vasca vera e propria, ma di realizzare un muro continuo dalla briglia verso monte in modo tale che il moto del corso d’acqua non debba essere modificato e che il materiale solido trasportato dalla corrente sia naturalmente bloccato e contenuto dall’opera. Tale muro corre lungo la valle fino a ragguagliare l’altezza di 50 cm.

Per una migliore comprensione dell’opera vedere la rappresentazione in allegato.

Briglia:
base della briglia altezza di fondazione lunghezza dello sporto di valle base superiore della briglia [m] b [m] zf [m] zv [m] s 4,5 2 1,5 3

Dimensionamento controbriglia

idraulico:

vasca

di

dissipazione

e

La vasca di dissipazione e la controbriglia hanno lo scopo di contenere al loro interno tutti i fenomeni dissipativi e rallentare la corrente subito la corrente a valle del salto della briglia. Per realizzare ciò, la prima considerazione consiste nell'assumere che lo stato energetico di passaggio sulla briglia sia lo stesso appena dopo il salto della stessa, così da poter ricavare in modo analogo a quanto già fatto il valore del tirante idrico a valle della briglia.

Si ottiene così in maniera ricorsiva: = 0,95 = = = 1,055 Costanza dello stato energetico / Altezza corrente dopo briglia Velocità corrente oltre il salto Numero di Froude della corrente,corrente veloce (Fr>1)

= 4,79

= 1,56

Per verificare l'effettiva localizzazione del fenomeno dissipativo all'interno della vasca si prosegue con il calcolo dell'altezza coniugata ad y1 come: = −1 + 1 + 8 / = 1,68 Altezza coniugata dopo il risalto Velocità della corrente dopo il risalto Numero di Froude della corrente dopo il risalto (Fr<1), corrente lenta

= 1,34

= 0,33

Si verifica così che a valle del risalto la corrente è lenta e la funzione della vasca è ben svolta; la si può quindi dimensionare come: = 6,2 == =5

imponendo analogamente a quanto fatto per la gaveta un rapporto di restringimento atto a dimensionare l'estensione delle quinte: = 0,8

ed infine è stata dimensionata l'altezza del cuscino d'acqua immediatamente a ridosso della briglia e la lunghezza L1 corrispondente all'estensione longitudinale del getto dalla soglia: = +2 −3 = 0,9

= 12,8

= 20

Vasca di dissipazione:
Base della vasca Altezza della vasca Lunghezza della vasca B h L 16 m 3 m 35 m

Controbriglia:
base della controbriglia altezza di fondazione lunghezza dello sporto di valle base superiore della controbriglia b zf zv s 7m 2m 2m 3m

Dimensionamento statico della briglia
I calcoli statici e le verifiche sono state condotte in riferimento alle seguenti condizioni limite: • • • • • stabilità prima dell'interrimento stabilità dopo l'interrimento, in condizioni drenate stabilità dopo l'interrimento, in condizioni non drenate verifica al ribaltamento verifica allo scorrimento

Utilizzando le seguenti grandezze e coefficienti:
altezza tirante gaveta cuscino dissipazione peso specifico materiale solido secco peso specifico acqua peso specifico materiale solido saturo peso specifico cls porosita angolo attrito terreno coeff spina attiva coeff spinta riposo coeff sicurezza al ribaltamento coeff attrito cls-terreno coeff BL z h hv γs γ γsat γcls n f ka ko G f cw 4 0,65 0,9 25506 9810 20797,2 23500 0,3 30 0,3 0,5 1,5 0,7 4

Ricordando le grandezze di predimensionamento delle strutture:
base della briglia altezza di fondazione lunghezza dello sporto di valle base superiore della briglia b zf zv s 4,5 2 1,5 3

Nei calcoli seguenti si indicano con: • SIm: spinta idraulica di monte • SIv: spinta idraulica di valle • STm: spinta del terreno di monte • STv: spinta del terreno di valle • Sm: sommatoria delle spinte di monte • Sv: sommatoria delle spinte di valle • Sp: sottopressioni lungo la linea di contatto calcestruzzo-terreno di fondazione

Stabilità prima dell'interrimento: Si ricorda che le verifiche sono condotte su un tronco di lunghezza unitaria, pertanto le forze sono espresse in N/m e i momenti in N. Si riporta di seguito lo schema statico cui si fa riferimento:

Spinte agenti sul parametro di monte:
S = SI + ST = ℎ+ ℎ+ + 2 + − +1

+

2

STM SIM

6592,32 227959,9

Spinte agenti sul parametro di valle:
S = SI + ST = ℎ + 2 − 2

+

SIV STV

24725,4 10987,2

Sottopressioni:
= ℎ+ +

+

2

+

+

SP

110607,8

Condizione finale:
Smtot Svtot 234552,2 35712,6

Stabilità dopo l'interrimento, in condizioni drenate: Ci si avvale del seguente schema statico:

Spinte agenti sul parametro di monte:
= = 1 + 2 + + 3 + ℎ 1 + 2

−ℎ 2

+

+

−ℎ +

ℎ + 2

ℎ +

+

2

ℎ +

ST1 ST2 ST3 S11M S12M

146606,1 34188,51 8307,734 11477,7 24725,4

Spinte agenti sul parametro di valle:
= + = ℎ + 2 + − 2

SIV STV

24725,4 10987,2

Sottopressioni:
= ℎ +

+

SP

132151,6

Condizione finale:
Smtot Svtot 225305,4 35712,6

Stabilità dopo l'interrimento, in condizioni non drenate: Ci si avvale del seguente schema statico:

Spinte agenti sul parametro di monte:
= + = ℎ+ ℎ+ + 2 + + − 2 +

SIM STM

214839 59330,88

Spinte agenti sul parametro di valle:
= + = ℎ + 2 + − 2

SIV STV

24725,4 10987,2

Sottopressioni:
= ℎ+ +

+

ℎ+ 2

+

SP

273699

Condizioni finali:
Smtot Svtot 274169,9 35712,6

Riassumendo i casi esaminati si nota come il caso più gravoso sia quello dopo l'interrimento in condizioni non drenate, ed è rispetto a questo che si andranno ad effettuare le verifiche:

IPOTESI NON INTERR

SM 234552,2 225305,4

SV 35712,6 35712,6 35712,6

SP 110608 132152 273699

INTERR, DRENATE 274169,9 DOPO INTERR,NON DRENATE

Verifica al ribaltamento:

Nei calcoli seguenti si indicano con: • W1: peso proprio del corpo briglia • W2: peso proprio delle fondazioni • bSIm: braccio della spinta idraulica di monte • bSIv: braccio della spinta idraulica di valle • bSTm: braccio della spinta del terreno di monte • bSTv: braccio della spinta del terreno di valle • bSp: braccio delle sottopressioni lungo la linea di contatto calcestruzzo-terreno di fondazione • Ms: momento stabilizzante • Mr: momento ribaltante L’obbiettivo è quello di verificare che il rapporto tra Ms e Mr sia maggiore o uguale del coefficiente di sicurezza G = 1,5.

Peso della briglia:
= + 2 +

=

W1 W2

352500 282000

Bracci dei momenti:
= = 3 + 3 2ℎ + + 3ℎ + +

=

=

=

+1 3

ℎ+ 3

+

3 ℎ +

+

2 ℎ +

+

+

+

+

+ℎ

+ℎ

Riassumendo:

Bsim Bstm Bstv bSIV bSP bW1 bW2
=2039140 N =3,721 >G

valore[m] momento[N] 2,1781 214839 1,0000 59330,880 0,6667 10987,200 0,8833 21840,770 3,4952 273699 3,2917 1160312,5 3,0000 846000

effetto RIBALTANTE RIBALTANTE STABILIZZANTE STABILIZZANTE RIBALTANTE STABILIZZANTE STABILIZZANTE

=547868,9 N

Verificato

Verifica allo scorrimento: Nei calcoli seguenti si indicano con: • Fo: risultante delle forze orizzontali • Fv: risultante delle forze verticali L’obbiettivo è verificare la relazione:
∗ =360801 N ≥

=238457,3 N

=252561 N/m ≥

Verifica al sifonamentoe e dimensionamento dei taglioni: La verifica al sifonamento è utile a valutare se al di sotto del manufatto si instaura un moto di filtrazione dell’acqua tale da provocare erosione alla base delle fondazioni, fino a portare l’opera in condizioni di instabilità. A tale punto le grandezze che si andranno a considerare sono:
• • •

L0= Sommatoria dei percorsi orizzontali =6 [m] Lv=Sommatoria dei percorsi verticali=4 [m] L*=Lunghezza del terreno efficace=6 [m]

Secondo l’equazione di Bligh-Lane la relazione che dovrà essere verificata è la seguente: ∆ℎ

Con ∆ℎ=3 m.

=4

Inizialmente si verifica in assenza dei taglioni cosicchè l’eventuale dimensionamento sarà a favore di sicurezza; ma il più delle volte non riesce e si rende quindi necessario dimensionare opere aggiuntive per aumentare la sommatoria dei percorsi verticali totali.
∗ ∆

=

= 2,81

1 3

+

=6 Non verificato

Poichè non verificata, si dimensiona un taglione nel seguente modo: = ∗ ∆ℎ − 2 = 1,26 ≅ 1,5

Mediante cui ottenere una sommatoria dei percorsi verticali:
∗ ∆

= 12

=2∗

+2∗2∗

= 5,63

Verificato

Allegati: • Dati relativi al pluviometro di Tarvisio (a causa dell'esiguità dei dati forniti dal pluviometro di Malborghetto si è decisno di non farne uso per non alterare la bontà della stima delle altezze ricavate Dati ottenuti per GIUH con durata dell'evento pari a 1,25 ore:
h=at^(n) a n φ Ab t 0,25 0,5 0,75 1 1,25 1,5 1,75 2 2,25 2,5 2,75 3 3,25 3,5 3,75 4 4,25 4,5 4,75 5 5,25 5,5 5,75 6 6,25 6,5 6,75 7 7,25 7,5 7,75 8 8,25 8,5 8,75 9 9,25 9,5 9,75 10 j 28,98548 28,98548 28,98548 28,98548 28,98548 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 33,148976 0,3985177 0,45 11,54 ieff=j*fii R=Ab*jeff/3,6 13,043465 41,812 13,043465 41,812 13,043465 41,812 13,043465 41,812 13,043465 41,812 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000 0 0,000

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40

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