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2, COME FUNZIONA LA BEMOGRAZIA DIRETTA? «lf potere richiede controllo» lreterendum ll referendum confermativo facolta- tivo. [I referendum confermativo obbliga- «Limpotenza richiede possibilita di azione» jativa popolare «Liniziativa con controproposta del Parlamento. + Uiniziativa senza controproposta del Parlamento. Reterandum «La votazione voluta dalf alto» I plebiscito *Votazione referendaria indetta dalle istituzioni. Diritti integrativi Atri diritti popolari: fl referendum consultivo (votazione teferendaria senza effetto vincolante). La proposta di legge d'iniziativa po- polare senza diritto a votazione refe- rendaria. La petizione (con diritto di risposta). Costituzione di comitate promotore contra: una norama non ancora in vigore (legge, 61 poverne cegionale ecc.). ¥ Domanda di referendum ed esame di am- Missibilita de! quesite da parte neutrale Gono minimo di firme raccolte. decreto de! gaverno) atto amministrativo | ! cittadini elaborano una propasta (disegno di legge. proposta di atto amministrativo 0 decreto governativa. propasta di moziane Consiglio regional). - [ Domanda i inizlativa tegislativa popolare. Esame dell'ammissibitita della proposta da parte di commissione indipendente. 7 Raccoita delle firme (rispetto del numero minimo di firme e delle modalita di auten- + [ Raccotta delle firme (di reguia circa il 2% deal avert anit al vto, accolade ra). tieazione}. t 1 Presentazione delle firme raccotte abor Te pektica competente {Parlamento, can- siglio provinciale o ragionate). Presentaziori¢ della propesta di iniziatva popolare presso organo competents - 1 Esaime delle firme raccolte da parte di una commissions indipendente, Ammisgione ai audizione. } Discussione della proposta neif'organo (Consiglio provinciale/regionale, Parla- Mente, negaziati con | promotori. voto referendario. Notazions referendatia Lorgano compe- Lorgano di rappre- La maggioranza dei votanti decide, nessun tente accogtie ia sentanza respinge quarum, risultato @ vincolante. i propasta, la proposta. 1 [ Consigiio’Parlamento Partamen- pub presentare una con- ; Fartamen: || eee stenahe gio aporo- alla proposia popolare, va la propo- sta nessuna Y votaziong jaformazione oggettiva {perenca- (qarantita a tutti gli aven= tidinitto al voto. Opuseo~ | [jadi votazione, Y ‘su-due propaste alterna tive o su unica proposta (popolare), \ctacone reterendaria 7 ‘Wotezlane referendarla Un decalogo contro il quorum di partecipazione 1. A causa del quorum, chiunque non si reca a votare conta automaticamente come un “No”, mentre in realta ci sono tantissimi motivi personali che possonc impedire la partecipazione ad un referendum: la mancanza di conoscenza dell’argomento, Pindecisione, il disinteresse e mille altre ragioni private. Nel caso delle elezioni tutti questi motivi sono ragioni di astensione dal voto o della non-partecipazione, ma non equivalgono ad un voto contrario. Nelle elezioni le schede bianche o-nulle e i non votanti non incidono sulla validita della consultazione: contano solo i voti validi per i partiti e i candidati. Anche la non-partecipazione al voto referendario quindi andrebbe considerata per quello che é: un’astensione dal voto senza influenza sul risultato del referendum. 2. Attraverso il boicottaggio del referendum Ja partecipazione al voto scende facilmente sotto il 50% degli aventi dititto al voto richiesto per la validita del risultato della consultazione. Gli oppositori, sfruttando il meccanismo del quorum, cercano di invalidare la consultazione invitando gli elettori a disertare le ume, contando su coloro che non andrebbero comunque a votare. Percié gli oppositori non devono pii convincere i cittadini con argomenti e proposte alternative, ma si fermano ad appelli al boicottaggio. Solo in assenza di quorum contano veramente gli argomenti, perché sia i promotori che gli oppositori sono tenuti a convincere la maggioranza dei cittadini. 3. I cittadini attivi politicamente si impegnano ad informarsi e a farsi un’opinione per poi recarsi a votare. I non interessati e i fautori del boicottaggio non vanno alle ume. In caso di referendum invalidato a causa del mancato raggiungimento del quorum, i primi vengono di fatto puniti per il loro impegno civico, mentre i secondi, boicottatosi e disinteressati, vengono premiati per una scelta che di fatto danneggia il confronto democratico. 4. In un certo senso a causa del quorum di partecipazione anche il diritto al voto segreto viene indebolito: chi fonostante un boicottaggio si reca ugualmente alle urne da parte degli oppositori viene automaticamente considerato un avversatio politico. 5. In Italia non é previsto quorum nel caso di referendum molto importanti quale il referendum confermativo facoltativo relativo alle leggi costituzionali (art. 138, 2° comma) e nel caso delle leggi sulla forma di governo (eggi elettorali e di democrazia diretta) a livello regionale. 6. Per il voto elettorale a nessun livello governativo é previsto un quorum minimo di partecipazione: solo chi vota pud decidere. Non esiste il “numero legale” nelle elezioni politiche. 7. Il tmore che una piccola minoranza molto attiva possa imporre i suoi interessi ad una maggioranza passiva non é motivato. Le ricerche sul comportamento degli elettori evidenziano che nelle votazioni contese il tasso di partecipazione é alto e la maggioranza dei cittadini esprime chiaramente il suo riftuto alla proposta di una minoranza. I partiti e le forze sociali, che pretendono di cappresentare la maggioranza della societi, sono comunque sempre liberi di mobilitare i loro sostenitori a votare contro un quesito referendario, che si presume tifletta solo /’interesse di una minoranza. 8. In Svizzera, negli USA, in Baviera ed in altri paesi non esiste 1 quorum di partecipazione. Nonostante la partecipazione alle votazioni referendarie in Svizzera oscilli “solo” attorno al 40%, nessuna forza politica rivendica seriamente un quorum di partecipazione, sapendo che cosi si aprirebbe un varco a manovre tattiche e a strumentalizzazioni politiche. 9. La democrazia diretta deve promuovere e non scoraggiare la partecipazione dei cittadini. Uno degli obiettivi principali della democrazia diretta é la promozione della partecipazione dei cittadini, ribadita dall’attuale art. 118, comma 4 della Costituzione, soprattutto in ambiti dove si riscontra un crescente scollamento fra Je istituzioni e gli elettori. Un alto livello di pattecipazione non viene caggiunto imponendo I’obbligo legale di raggiungere una quota predeterminata e non é certo perché esiste il quorum che si convincono a votare cittadini non interessati. Avviene invece il conteario: i cittadini interessati e motivati, dopo una serie di esperienze con referendum falliti per mancato raggtungimento del quorum, si sentono frustrati e perdono la fiducia in questo strumento. In questo senso paradossalmente essi sono scoraggiati proprio dal quorum di partecipazione perché si devono confrontare con una fetta di concittadini che boicottano la votazione. E quindi un circolo vizioso. Benché originalmente il quorum fosse inteso come uno stimolo alla partecipazione, é innegabile che oggi il quorum determini il rifiuto del dibattito e dell’impegno. I gruppi pit penalizzati da questo meccanismo sono proprio le minoranze sociali che non riescono a sollecitare ampie fasce di popolazione. 10. I quorum scaturisce dalla sfiducia nei cittadini. Regole di applicazione per una democrazia diretta di qualita Come detto le qualita della democrazia diretta sono determinate dalle norme che tegolano lo svolgimento del ptocesso teferendatio e da come questo si inserisce nell’iter di formazione delle leggi. Queste regole sono la cartina di tornasole per valutare leffettiva praticabiliti degli strumenti di democrazia ditetta previsti dall’ordinamento vigente. Per ottenere una democrazia diretta ben sviluppata bisogna porte attenzione ai seguenti aspetti: © Soglie dei quorum di sottoscrizione e di partecipazione ragionevolmente accessibili Tl numero di firme richieste per ottenere il referendum o Viniziativa popolare deve essere calcolato in modo ptoporzionato al numero degli elettori di un territotio. In generale, le firme necessarie ad indire una votazione refetendaria dovrebbero corrispondere ai voti occorrenti per essere eletti in un organo legislativo (Parlamento o Consiglio regionale/provinciale). Guardando alle diverse esperienze nel mondo, il valore indicativo si situa attorno al 2% degli aventi dititto al voto. Nei paesi federali dotati di stcumenti di democrazia diretta, come la Svizzera e la Germania, ci sono differenze notevoli nella disciplina della democrazia diretta. In Svizzera, ad esempio, il numero delle firme richieste per poter lanciare un’iniziativa popolare varia dallo 0,9% degli aventi diritto al voto nel cantone di Argovia, fino al 5,7% del cantone di Neuchatel. Il Ticino col 5% si trova al penultimo posto. Per le iniziative federali la Svizzera richiede un numero di firme equivalente al 2% degli elettori registrati. In altri stati europei il numero di firme tichiesto supera di gran lunga questa soglia. In Baviera il 10% dell’elettorato deve esprimere il suo consenso a sostegno di un’iniziativa popolare per poter poi passare alla votazione referendaria. Nel Baden-Wiirttemberg la soglia delle firme @ del 15%, mentre nel Saarland é@ fissata perfino al 20%. Non puo stupire il fatto che in Germania fino ad oggi si sono svolti non pii di una decina di votazioni a livello di stati federati. Anche negli USA le regole per i tempi di raccolta delle firme vatiano considerevolmente da stato a stato: da un massimo del 15% dell’elettorato del lo stato del Wyoming ad un minimo del 2% del Nord Dakota. In questo contesto le attuali 500.000 firme previste in Italia per un referendum abrogativo, equivalenti a citca P1,5% degli aventi diritto al voto, possono essere ritenute una soglia piuttosto contenuta. © Uncatalogo di esclusione delle materie “referendabili” che sia il pitt breve possibile Al concetto di sovranita del cittadino corrisponde il principio della massima liberta nella scelta dei quesiti oggetto di un’iniziativa o di un refetendum. In generale gli elettori dovrebbero poter decidere di ogni questione politica ammessa al dibattito e giudizio dei politici eletti. In Italia il catalogo delle materie escluse da ogni possibilita di referendum é eccessivamente lungo, includendo le leggi tributarie e tutta la politica estera. Pur ammettendo che leggi di una certa complessita ed importanza per il funzionamento dello Stato, quali la legge finanziaria annuale, non possono essere ammessi a referendum, singole materie di politica finanziatia non dovrebbero essere escluse. Al contrario, — come dimostrato dall’esperienza di altri paesi — la loro “referendabilita” ha determinato costi pit ragionevoli della politica rappresentativa e una tiduzione dell’ indebitamento pubblico. @ Una forma di sottoscrizione appropriata Per la taccolta delle firme necessarie pet indire un referendum deve valere il principio della tesponsabilita dei cittadini e della fiducia delle istituzioni nell’onesta dei cittadini: la raccolta quindi dovrebbe avvenire liberamente. Alla fine va previsto ’esame amministrativo per l’autentica delle firme e le verifiche del caso. 1 principio dell’autenticazione di ogni singola firma da parte di un’ufficiale pubblico o di un mandatario politico, oggi in vigore in Italia, non é compatibile con un concetto di cittadino matuto e responsabile. @ Ii coinvolgimento e il diritto di controproposta del Parlamento o del Consiglio regionale/provinciale nell iter deliniziativa popolare La forma diretta e quella indiretta della democrazia non possono che essere collegate. 1 Parlamento ed i Consigli interessati devono avere il diritto di formulare una controproposta ad un’iniziativa popolare, in modo che i Cittadini possano poi scegliere fra tre possibili opzioni: lo status quo, la proposta popolare o quella della rappresentanza politica. In questo modo i promotori e le istanze rappresentative hanno la possibilita di una mediazione. @ Tempi di raccolta adeguati Durante un processo referendario deve essere garantito un abbondante lasso di tempo per diffondere Vinformazione e avviare il dibattito pubblico. Riguardo ad un’iniziativa popolare, non sono solo i promotori a necessitate di tempo sufficiente per informare i concittadini sulla propria proposta; anche i rappresentanti politici