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Ha fatto irruzione alla festa di compleanno del compagno


dell'ex moglie facendo fuoco sui presenti e uccidendone cinque. Poi
ha rapito i suoi due figli piccoli e si è dato alla fuga. Infine si è tolto la vita in un
residence. La tragedia è avvenuta in Arizona, nella località di Lake Havasu City. Poco
prima della mezzanotte di sabato, Brian Diez, 26 anni, è entrato nell'abitazione dove
erano in corso i festeggiamenti, sparando contro i presenti. I proiettili hanno raggiunto
sei persone: quattro sono morte sul colpo, la quinta è deceduta in ospedale, mentre una
sesta è stata ricoverata. Le vittime sono state identificate come Deborah Langastaff, 23
anni, ex moglie dell'aggressore, Primo Verdone, 24, il nuovo compagno della donna,
Russelle Nyland, 42, Ashley Nyland, 20 e Brock Nelson, 20. Con l'ex compagna era in
corso anche una battaglia legale per la custodia dei figli. Scattato l'allarme, la polizia di
Lake Havasu City ha ritrovato l'auto di Diez parcheggiata davanti ad una abitazione a
Rancho Cucamonga, in California, a 250 miglia dal luogo della tragedia. "Al loro arrivo
gli agenti hanno scoperto il corpo del giovane che si era tolto la vita con un colpo di
pistola", si legge in un comunicato della polizia. I due bambini rapiti, Kaia Deiz, 4 anni e
Cole Diez, di appena 13 mesi, sono stati ritrovati sani e salvi nella stessa abitazione e
consegnati poi ai parenti.

Strage della follia in Arizona Uccide 5 persone e si suicida 30 agosto 2010

Sette persone uccise e altre 19 ferite. E' il bilancio della strage compiuta
a Bratislava da un ex militare di mezza età. L’uomo ha aperto il fuoco con un mitra
contro una famiglia rom in un quartiere della periferia della capitale slovacca: ha prima
ucciso quattro donne ed un uomo appartenenti alla stessa famiglia, poi è sceso nel
piazzale dell'edificio, in concomitanza con l'arrivo della polizia, ed ha sparato
all'impazzata sui passanti, uccidendo un altro uomo di origine rom e una donna
affacciatasi al balcone. Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni, l'aggressore,
che oltre al mitra era in possesso anche di un fucile a pallettoni, è apparso ubriaco e
drogato. Il movente della sparatoria non è chiaro, riferisce l'emittente slovacca TA3. «La
polizia ha trovato un fucile d'assalto Sa Vz58 e anche due pistole e diversi caricatori.
L'uomo possedeva tutte queste armi legalmente», dice un comunicato della polizia.

Tragedia in Slovacchia, 50enne spara con il mitra: sale a 7 numero vittime Il


Giornale 30 agosto 2010

«Dove sono? Perché mia madre non è ancora venuta a trovarmi?». Non ricorda niente
Oleg Fedchenko, il pugile ucraino che ha massacrato a pugni per strada la mamma
filippina Emlou Arvesu, rinchiuso al carcere di San Vittore. Sa di aver ucciso. Non sa
chi, né perché. Davanti al pubblico ministero Francesca Celle e al gip Cristina Di Censo,
ha raccontato solo dei suoi problemi psichici: malesseri, visite, ricoveri coatti che si
sono susseguiti negli ultimi anni senza mai guarigione. All'avvocato d'ufficio, Francesca
Maria Rosa Santini, ha chiesto cosa fosse accaduto: Alle domande degli inquirenti ha
risposto in un misto di italiano e ucraino. Perché ha colpito quella poveretta? «Non lo
so. Non volevo farle del male». Perché l'ha uccisa? «Non ricordo niente. Mi sono
svegliato in ospedale. Ma l'ho ammazzata?». Oleg ha ammesso di aver fatto uso di
droghe, ma solo in passato. Da tre anni, da quando si allenava, usava steroidi e
anabolizzanti. In casa sua la polizia ha sequestrato dei flaconi con etichette in cirillico:
«Sono sostanze vietate. Non si trovano in Italia». Perché assumeva doping? «Volevo
diventare un professionista. Volevo vivere di pugilato. Era diventata un'ossessione. Mi
allenavo duramente. Tutti i giorni, correvo e andavo in palestra. Vivo per la boxe». E la
sua malattia? «Mi hanno ricoverato tre anni fa al Policlinico, sono stato dentro due o tre
mesi. Mi davano psicofarmaci». Quando lo hanno portato in ospedale, a fine
2007, era intervenuto il 118. Il giovane Oleg, in casa, stava sfasciando i mobili.
«Durante il ricovero mi hanno tenuto legato, mi facevano delle punture. Ricordo solo
che ero legato al letto». Ancora prima, invece, un'ambulanza era andata a prenderlo in
un locale: «Avevo avuto una crisi, mi hanno tenuto in ospedale tutta la notte. Poi mi
avevano mandato a casa». In ospedale, Oleg, era tornato anche il mese scorso: «Stavo
male, non dormivo più. Quando mi allenavo, quando correvo avevo le allucinazioni.
Vedevo i diavoli che mi seguivano». L'ultima diagnosi del suo psichiatra al Policlinico
era stata «esplosione depressiva psicotica violenta». In tasca, subito dopo il massacro
di viale Abruzzi, la polizia gli ha trovato due pastiglie di Zyprexa, un
medicinale usato per curare forme psicotiche come la schizofrenia o il disturbo bipolare.
Un farmaco di ultima generazione, ma che, come tutti gli psicofarmaci, ha interazioni
molto gravi con droghe o alcol.

«Mi dispiace, non mi ricordo che cosa è accaduto» Il pugile omicida interrogato in
carcere a San Vittore. «Non volevo fare male a nessuno» 09 agosto 2010

La follia del pugile assassino indagine sulle cure psichiatriche 08 agosto 2010

Ha strangolato la moglie e poi ha chiamato la nuora per avvertirla dell'omicidio appena


commesso. E' accaduto a Cinisello Balsamo (Milano). Qui Ezio Loprieno di 69 anni ha
ucciso, soffocandola, la moglie Mariangela Corna di 63 anni. L'omicida, secondo quanto
si è appreso, sarebbe affetto da problemi di carattere psichiatrico ed
era in cura presso un Centro di Igiene Mentale a Bergamo. Gli agenti hanno trovato
Loprieno in stato di choc, accanto al cadavere della moglie, chiuso in un impenetrabile
silenzio.

Raptus di follia: anziano strangola moglie 30 agosto 2010

Personale della Squadra Volante della Questura di Trieste ha evitato che un giovane si
togliesse la vita lanciandosi da un cavalcavia alto un'ottantina di metri che sovrasta
l'ospedale triestino di Cattinara. Il ragazzo aveva già oltrepassato il guard rail che
delimita la strada e penzolava paurosamente nel vuoto. Sono stati alcuni automobilisti a
notare la scena e a chiamare il 113. Subito è intervenuto un equipaggio della Polizia
che ha cercato di tranquillizzare il giovane facendo allontanare dalla zona i molti curiosi
che si erano nel frattempo raccolti, mentre la municipale ha bloccato e poi deviato
l'intenso traffico ferragostano lungo l'importante arteria stradale che porta anche
oltreconfine. Gli agenti sono quindi riusciti a far parlare il giovane con i propri genitori
che si trovavano in vacanza in Croazia. Ma nemmeno questa conversazione lo ha fatto
desistere dal suo proposito. Finalmente, dopo un paio di ore, apparendo la situazione
sempre più critica, grazie a un'azione fulminea, i poliziotti sono riusciti a fatica ad issarlo
sulla strada, evitando la tragedia. Il giovane, che si trovava in uno stato confusionale
dovuto probabilmente all'abuso di alcol e psicofarmaci, è stato trasportato
con il 118 al vicino ospedale.

TRIESTE TENTA LANCIARSI DA 80 METRI: FERITI 3 AGENTI NEL RECUPERO 16


agosto 2010

Si esprime in terza persona come se Fabrizio non fosse lui, ma uno di quei mariti
violenti su cui aveva indagato quando indossava ancora la divisa. Risponde alle
domande del pm alternando momenti di lucidità a vaneggiamenti, affiancato dal suo
difensore, l'avvocato Paolo Costa. E soprattutto parla, coniugando i verbi al presente,
della donna che ha ucciso, sua moglie, massacrandola con dieci coltellate prima di
sgozzarla quando era già un corpo inanimato, riverso a terra. «Chi le ha fatto quelle
cose è un mostro», ribadisce. Fabrizio Bruzzone, 40 anni, il maresciallo dei carabinieri,
della sezione di polizia giudiziaria della Procura di Genova, è disteso su un letto del
reparto detenuti del San Martino, dove è ricoverato dal momento dell'arresto per via
della doppia caduta in moto di domenica, quando fuggiva disperato dalla casa
dell'orrore. Ed è in ospedale che la sua fuga dalla realtà, a quanto pare, prosegue. La
gelosia resta il fulcro dell'intera storia, il movente della furia omicida che ha armato la
mano del maresciallo. Il militare aveva avuto una relazione extraconiugale con una
segretaria del tribunale. Della cosa la moglie era venuta a conoscenza. Direttamente
dall'amante del marito, che aveva preso in mano la situazione, cercando un chiarimento
con la "rivale". Questo aveva gettato scompiglio nel matrimonio di Bruzzone, sbattuto
fuori di casa. In estate, la coppia era arrivata a un tentativo di riappacificazione,
culminato con la vacanza di famiglia in Puglia. Al ritorno, qualcosa si era nuovamente
incrinato. Forse Bruzzone era venuto a conoscenza della "storia" segreta della moglie
con un collega di lei, residente nel ponente genovese: il maresciallo, sconvolto dopo
aver scoperto di essere stato tradito a sua volta, avrebbe organizzato un incontro con
quello che considerava l'amante della moglie. E poi avrebbe usato le informazioni
acquisite per mettere alla prova la donna. Una circostanza che getta nuova luce sulla
situazione di equilibrio mentale di Bruzzone. Che non stava bene e che, proprio per
questo, si era affidato all'aiuto di psicofarmaci. La madre della vittima
veva urlato davanti al palazzo del delitto: «Avremmo dovuto farlo ricoverare, ora lo
ammazzerei». Il maresciallo, subito dopo il delitto, aveva pensato al suicidio: «Avevo un
cappio, ma ho desistito, - ha spiegato il maresciallo - la gamba rotta mi faceva troppo
male».

"Chi ha ucciso mia moglie è un mostro" 11 agosto 2010

Ha ucciso a coltellate l’ex moglie e la suocera, poi ha tentato di togliersi la vita


sgozzandosi con un coltello. E’ successo a Londra: il 42enne Sergei Zolotovsky,
originario della Lettonia, ha aspettato che la sua ex moglie Svetlana, sua connazionale,
uscisse di casa per andare al lavoro e si è scagliato su di lei brandendo un coltello. Il
delitto si è consumato nei pressi di una fermata dell’autobus, davanti agli occhi dei
pendolari in attesa del mezzo. Zolotovsky, inseguito dalla folla, è scappato per qualche
isolato e si è rifugiato proprio a casa di Svetlana, quella che prima del divorzio era stata
anche casa sua. In casa si trovava la madre della donna, Antonina, 70 anni, che è stata
aggredita a coltellate dall’uomo. Quando i soccorsi sono giunti sul posto, per la donna
non c’è stato nulla da fare, mentre Zolotovsky, che ha cercato di uccidersi tagliandosi la
gola, è stato salvato e trasportato in ospedale.

Omicidio in famiglia a Londra: Sergei Zolotovsky uccide a coltellate l'ex moglie e


la suocera, poi tenta il suicidio 13 agosto 2010

Una giovane mamma di Nij Beets, nelle Fiandre, ha ucciso i suoi quattro
figli, riponendo poi i cadaveri in altrettante valigie nascoste nel solaio della sua
abitazione. Ad allertare la polizia è stata una soffiata di alcuni vicini che avevano visto la
ragazza incinta più volte tra il 2002 e il 2010 e mai nessun bambino. Inizialmente, la
25enne ha detto alla polizia che i suoi figli erano stati tutti adottati, ma non aveva i
documenti per dimostrarlo. Poi ha confessato di "tenerli in soffitta". Da lì, il tragico
rinvenimento. La donna lavorava come assistente di un dentista in un paese vicino. "Era
carina e magra", dice chi la conosceva di vista. E mai era stata notata una sua
gravidanza.

Olanda, orrore in una soffitta trovati i cadaveri di quattro neonati 06 agosto 2010

Dominique Cottrez, la madre degli otto neonati trovati morti a Villers-au-Tertre,


nel nord della Francia, è stata incriminata per ”omicidi volontari”. Il padre è invece finito
sotto inchiesta per non aver denunciato i crimini e per occultamento dei cadaveri. I
cadaveri degli 8 neonati sono stati trovati I primi due corpicini sono stati rinvenuti per
caso, sotto un metro di terra, altri sei avvolti in sacchi di plastica. La madre ha
confessato di averne soffocati una dozzina dal 1988 per nasconderli al marito.

Francia, ha sepolto 8 neonati in giardino: madre killer accusata di omicidi


volontari 29 luglio 2010

Edimburgo (Scozia). Theresa Riggi ha ucciso i suoi tre figli, Gianluca e Augustino,
gemelli di 8 anni, e Cecilia di cinque, prima di buttarsi dal terzo piano (ma è
sopravvissuta). Erano figli di un italiano, Pasquale Riggi, che lavora per la società
petrolifera Shell, trasferito da poco dagli Stati Uniti. La coppia stava per divorziare e la
donna l'11 luglio aveva portato i figli via con sé. Pasquale aveva sporto denuncia e due
giorni dopo, per impedire altre fughe della donna con i piccoli, il Tribunale aveva
emesso un ordine contro l’espatrio dei bambini. Il 21 luglio madre e figli erano stati
localizzati ad Edimburgo. Martedì 3 agosto la donna avrebbe dovuto presentarsi in
Tribunale per la causa di divorzio, ma non si è presentata. Il detective A. Jones ha
dichiarato che non è stato ancora possibile interrogare la donna, mentre il padre dei
bambini non è stato per ora in grado di fornire dettagli utili alla ricostruzione della
tragedia. Da quanto riportato dalla testata britannica Daily Telegraph, i bambini
sarebbero morti in seguito a ferite da "arma da taglio", accoltellati.

Theresa Riggi uccide i suoi tre figli prima del divorzio, poi si butta dal terzo piano
05 agosto 2010

La scia di sangue legata alle separazioni ha avuto negli ultimi due mesi una
recrudescenza di violenza, e i matrimonialisti lanciano l'sos. Al di là della “conta dei
morti”, l'Associazione Avvocati Matrimonialisti ritiene che sia arrivato il momento di
garantire alle coppie che si separano un sostegno psicologico necessario per elaborare
il “lutto” per la fine del matrimonio. Ogni 10 giorni in Italia un
marito/compagno in via di separazione progetta il cosiddetto
“suicidio allargato”.
Troppi omicidi dopo separazioni Ogni 10 giorni in Italia un marito/compagno attua
crimini 08 agosto 2010

Madri assassine, i precedenti 26 agosto 2009

L’aumento di suicidi-omicidi e l’aumento di consumo di antidepressivi sono


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