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Carlo Gubitosa

HACKER, SCIENZIATI E PIONIERI

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Carlo Gubitosa, ingegnere e giornalista, collabora con l’associazione di volontariato dell’informazione “PeaceLink”. Ha pubblicato diversi volumi, tra cui Telematica per la Pace (1996) ed Elogio della Pirateria (2005). Nel 1999 Italian Crackdown è stato il primo libro italiano diffuso liberamente anche in rete in contemporanea all’uscita in libreria, sotto una licenza “copyleft” ideata dall’autore stesso.
In copertina: il primo “bug” trovato all’interno di un calcolatore elettronico (1945), il primo prototipo in legno del mouse (1964), i circuiti sperimentali del primo transistor (1947).

© 2006 Carlo Gubitosa © 2007 Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri

Questo libro è rilasciato con la licenza Creative Commons “Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.5”, consultabile all’indirizzo http://creativecommons.org. Pertanto questo libro è libero, e può essere riprodotto e distribuito, con ogni mezzo fisico, meccanico o elettronico, a condizione che la riproduzione del testo avvenga integralmente e senza modifiche, a fini non commerciali e con attribuzione della paternità dell’opera.

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Prefazione

“Infatti, cos’è che non ci appare stupendo quando colpisce la nostra conoscenza per la prima volta? Parimenti, quante cose vengono considerate impossibili fino al momento in cui trovano piena concretezza?” Plinio il Vecchio

Carlo Gubitosa ha regalato a noi e a chi ci seguirà un grande servizio, mettendo in luce quelle aree della tecnologia che generalmente rimangono nell’ombra quando si prendono decisioni concernenti il design, l’applicazione, l’uso, le regolamentazioni e gli impatti sociali delle nuove tecnologie. La tecnologia, particolarmente quella per l’informazione e la comunicazione, è ben più che l’insieme di hardware e software. Questa tecnologia è uno strumento particolare, diverso da altri strumenti tanto quanto gli esseri umani si differenziano dagli altri animali: al contrario di un martello o di un aereoplano, l’obiettivo del telefono, del computer o di Internet non è quello di moltiplicare il nostro vigore muscolare, quanto piuttosto di amplificare la forza della mente. La macchina da stampa, ad esempio, comprendeva molto più dei meccanismi per produrre in maniera rapida ed economica dei documenti stampati. Un’altra tecnologia, l’alfabeto, aggiunse l’elemento dell’alfabetizzazione. Chiunque è in grado di usare un martello. Ma bisogna imparare a leggere e scrivere onde poter uti3

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lizzare l’alfabeto. E quando un’intera popolazione amplifica le proprie capacità di pensare e comunicare, gli impieghi individuali di quelle tecnologie che estendono le capacità mentali vanno ad aggiungersi a fenomeni emergenti che sono sociali, politici ed economici tanto quanto strettamente intellettuali. Il World Wide Web, ad esempio, non è nulla di meno – e tutto di più – di una pagina web con link ad altre pagine web, moltiplicato per un miliardo di volte. A causa della complessa co-evoluzione che riguarda le tecnologie per l’informazione e la comunicazione, l’amplificazione mentale dei singoli e l’attività sociale collettiva, né la fisica degli apparecchi elettronici, né la sintassi della programmazione sono elementi sufficienti a spiegare i fenomeni emergenti nella cyber-società: oggi sono necessarie la psicologia, la sociologia, l’economia, le scienze politiche e, più significativamente, la storia per capire al meglio l’info-sfera odierna. È anzi impossibile fare congetture sul futuro delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione senza comprenderne la storia – prima di poter intuire la direzione presa da questo fenomeno socio-tecnologico, dobbiamo capire da dove viene. Questo libro ci offre un simile contenuto multidisciplinare, dall’abaco al World Wide Web. Howard Rheingold howard@rheingold.com

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Ho iniziato a scrivere questo libro nel 1996. infatti. e tra le formule della teoria cinetica dei gas ho incontrato la lettera K. ma in realtà è un simbolo che racchiude il senso della vita di un uomo. che a prima vista sembra solamente una costante numerica utilizzata per calcolare il legame tra la pressione. Non prenderesti un buon voto per questo progetto”.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 5 Introduzione Gli uomini dietro le macchine “Sei fortunato a non essere un mio studente. Leggendo il mio testo di chimica. ho scoperto che: 5 . all’inizio dei miei studi da ingegnere. Anche la scienza ha avuto i suoi martiri. il volume e la temperatura di un gas. e che la storia non è segnata solo da battaglie e da conquiste militari. Email del 1991 inviata da Andrew Tanenbaum a Linus Torvalds. ma anche da persone cadute sotto il peso della propria genialità. che aveva appena annunciato il suo progetto per la creazione del sistema operativo GNU/Linux. e Ludwig Boltzmann è stato uno di questi. ma l’idea di studiare l’informatica e le telecomunicazioni aggiungendo agli aspetti scientifici una prospettiva storica e sociologica è nata in me già nei primi mesi del 1991. Leggendo una minuscola nota a piè di pagina ho capito che una conquista scientifica come il calcolo della “costante di Boltzmann” può essere pagata con la vita. In quei giorni preparavo l’esame di chimica.

Veschi 1968. 6 . Ho così scoperto che dietro lo sviluppo dell’informatica. distrutta dallo scontro con una scienza ancora impreparata a raccogliere le sue intuizioni. e ad ogni nuovo esame universitario non ho mai smesso di chiedermi quali fossero i volti. interessandomi alla storia della scienza parallelamente ai miei studi tradizionali. 1 Cfr. al suo apparire. Boltzmann scrisse: “sento di essere soltanto un povero individuo che lotta con deboli forze contro la corrente del mio tempo”. che dopo aver inventato il primo calcolatore meccanico è morto in disgrazia. Paolo Silvestroni. giudicato pazzo dai suoi contemporanei. le storie e le vite nascoste dietro le formule e i teoremi che mi guardavano freddamente dalle pagine dei libri. Dopo quel casuale incontro letterario con la vita di Boltzmann. L. Fondamenti di Chimica. i lavori di Jean Perrin sul moto browniano segnarono l’inizio del riconoscimento della validità e della portata universale della legge di Boltzmann1. dell’elettronica e delle telecomunicazioni. ho sviluppato un percorso di ricerca autonomo. Ed. dai più famosi scienziati dell’epoca. tecnologie che oggi sono indispensabili per molte delle mie attività quotidiane. Alan Turing.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 6 La teoria cinetica molecolare di Boltzmann fu ferocemente attaccata. che non sono bastati a salvarlo da una fine ingloriosa. nel 1906 si suicidò. Tre anni dopo. Phillip Katz. che dopo aver sviluppato il modello concettuale dei moderni calcolatori si è suicidato per le persecuzioni subite a causa della sua omosessualità. ci sono personaggi come Charles Babbage. ritrovato cadavere in un albergo accanto a bottiglie vuote di liquore dopo aver consegnato alla storia il programma Pkzip e il neologismo “zippare”.

dell’informatica e delle telecomunicazioni. Bell. i campi elettromagnetici e i circuiti elettronici. ho scoperto anche che la storia della scienza è costellata di luoghi comuni e che non sempre i nomi più famosi associati ad una invenzione corrispondono a quelli dei reali artefici di un salto tecnologico. e hanno visto la luce solamente grazie alla lucida follia di alcuni uomini estrosi.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 7 Scoprendo i percorsi biografici dei pionieri dell’elettronica. concepite a partire dal buio scientifico o piombate all’improvviso come folgorazioni. Bill Gates non ha inventato l’MS-Dos.” in realtà sono stati solamente dei perfezionatori di strumenti già esistenti in 7 . Marconi e Gates. persone curiose e geniali che senza nessun suggerimento o stimolo precedente hanno provato a giocare con la corrente elettrica. ma sono solamente il perfezionamento di tecnologie già esistenti e abbozzate dai loro veri inventori. magari senza sapere esattamente cosa sarebbe accaduto con i loro esperimenti. Le creature di Morse. Molte conquiste tecnologiche sono avvenute al di fuori della scienza ufficiale. Quelli che agli occhi della storia (e dell’opinione pubblica) sono stati consacrati come “gli inventori di. o almeno non l’hanno fatto secondo il senso e l’accezione comune che diamo al termine “invenzione”. Thomas Edison non ha inventato la lampadina. con mio grande stupore e sorpresa. Alexander Bell non ha inventato il telefono. Guglielmo Marconi non ha inventato la radio. personaggi rimasti nell’ombra e spesso addirittura sconosciuti. Edison. infatti. Durante questo viaggio nel tempo.. che ai nostri tempi sarebbero probabilmente condannati ad una vita marginale e guardati con un sorriso di compassione benevola.. non sono delle idee totalmente innovative. ho scoperto che Samuel Morse non ha inventato il telegrafo.

l’artefice della prima rete telegrafica degli Stati Uniti. che hanno preso per mano queste tecnologie bambine e le hanno fatte camminare con le proprie gambe.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 8 embrione. Marconi. che ha perfezionato la lampadina con accorgimenti tecnici che hanno prolungato la durata dei bulbi luminosi di quel tanto che bastava per trasformarla in un bene di consumo. I reali artefici di un salto generazionale nella storia della scienza hanno spesso pagato sulla propria pelle il prezzo di questo salto. e soprattutto commercializzabili su vasta scala. Bell. e ha imbrigliato queste onde per realizzare i primi sistemi di comunicazione a distanza basati sulla propagazione delle onde. se nella nostra memoria collettiva i nomi che sono rimasti più impressi sono quelli di Morse. Non è un caso. che ha studiato la trasmissione delle onde elettromagnetiche. 8 . La classica immagine dello scienziato. vivendo in miseria e lasciando ad altri il compito di trasformare le loro idee innovative in una gallina dalle uova d’oro. che al pari di Morse ha creato la prima rete telefonica mondiale sulla quale i grandi affaristi americani hanno iniziato a scambiarsi informazioni. allora. che a partire da zero realizza un’innovazione tecnologica diventando ricco e famoso grazie alla sua scoperta. William Gates. aggiungendo un tocco di intraprendenza e ingegno personale che ha trasformato invenzioni ancora primitive in strumenti tecnici efficaci. che grazie ad un fortunato accordo commerciale con Ibm è stato coinvolto nella realizzazione di un computer destinato a diventare uno standard di fatto per l’utenza domestica e ha raccolto i frutti seminati dai pionieri dell’informatica della Silicon Valley. nella maggior parte dei casi non corrisponde alla realtà. Edison. già sperimentata da altri prima di lui.

dell’informatica e delle telecomunicazioni sia stata determinata unicamente da considerazioni di carattere tecnico-scientifico. è stato considerato per molte decadi come la 9 . La storia della scienza è costellata da scoperte e invenzioni che si sono affermate solamente quando la società e la cultura accademica del tempo sono state in grado di apprezzare la portata e i benefici dei nuovi paradigmi e delle nuove visioni tecnologiche che accompagnavano ogni innovazione. ma porta con sé anche un approccio culturale. ad esempio. Nessuna conquista è puramente scientifica. e che rendono ogni invenzione assolutamente inutile se non trova un contesto sociale e culturale pronto ad accogliere questa nuova scoperta e a farla propria. In realtà il percorso che porta una tecnologia a entrare nella vita quotidiana di migliaia di persone. una visione del mondo e una prospettiva rivoluzionaria che si intrecciano inevitabilmente con la novità tecnica. Un altro luogo comune da sfatare è la diffusa convinzione che la linea di sviluppo dell’elettronica. molti dei quali hanno concluso la loro carriera nell’anonimato. o peggio ancora in miseria o in disgrazia. Sono molti gli esempi di tecnologie disadattate che hanno dovuto aspettare anni per diventare un patrimonio collettivo della comunità scientifica. Il calcolo meccanico di Charles Babbage. memorizzandole in uno spazio di pochi centimetri quadrati e trasmettendole a distanza sui fili del telefono attraverso una rete planetaria di calcolatori interconnessi. ma principalmente i pionieri dell’informatica e delle telecomunicazioni.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 9 Se oggi sono in grado di scrivere queste parole utilizzando uno strumento elettronico poco più grande di un libro. si intreccia anche con complessi meccanismi sociali e culturali. non devo ringraziare personaggi ricchi e famosi.

È per questo che oggi lo studio delle tecnologie dell’informazione e della loro evoluzione storica non può prescindere dallo studio del contesto culturale nel quale queste tecnologie nascono e si sviluppano. aperta dai pionieri e successivamente affidata alla comunità scientifica.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 10 stravaganza di un matematico eccentrico. diverse visioni e interpretazioni della tecnologia. i brevetti e i diritti di sfruttamento econo10 . che oggi è alla base di tutte le moderne reti telefoniche. ancora incapaci di concepire un mondo nel quale la voce viene trasformata in cifre binarie e spezzettata in tanti piccoli pacchetti di dati. il suo percorso di crescita e sviluppo non è univocamente determinato. la tecnologia meccanica si è evoluta al punto da dimostrare che il pensiero di Babbage era solamente troppo avanzato per la sua epoca. Questi modelli di sviluppo e di ricerca sono caratterizzati da un approccio diametralmente opposto a questioni delicate e cruciali come il copyright. e spesso si scontrano. Paul Baran e Donald Davies. Dopo la fase della scoperta. fino a quando. viziate da condizionamenti politici e commerciali. Anche in questo caso una visione scientifica troppo avanzata per l’epoca in cui è stata concepita si è scontrata con l’inerzia culturale delle grandi compagnie telefoniche. e non si può parlare di informatica senza interrogarsi sui benefici e gli svantaggi dei due approcci culturali e filosofici che stanno attualmente guidando lo sviluppo tecnologico: il modello “proprietario” e il modello “libero”. è rimasta chiusa per anni nel cassetto dei suoi inventori. Perfino una tecnologia abbastanza recente come la commutazione di pacchetto. Anche dopo l’adozione ufficiale di una tecnologia. e viene guidato anche da fattori esterni di tipo ambientale. centosettant’anni più tardi. dei sistemi di trasmissione dati e della stessa Internet. sociale e culturale. è la società ad appropriarsi delle invenzioni ed è nella società che nascono.

Un libro. è un ottimo sistema. L’applicazione di questo principio economico a beni immateriali come un algoritmo. A questa visione economicista della scienza se ne contrappone un’altra. quel programma o quel protocollo. Il modello proprietario è caratterizzato dall’applicazione al mondo delle idee. una sequenza di note musicali o un protocollo di comunicazione tra computer ha come conseguenza una visione repressiva del copyright. Un brano bellissimo di un musicista sconosciuto vale meno di un pezzo meno bello. per produrre vantaggi che vanno a beneficio degli autori e al tempo stesso ricadono su tutta l’umanità. un programma. la tassazione di ogni forma di utilizzo o duplicazione delle opere dell’ingegno. perché la condivisione di arte e conoscenza. della cultura e delle opere dell’ingegno di un concetto base dell’economia tradizionale: il valore di un bene è determinato dalla sua scarsità. basata su un concetto completamente diverso: nella società dell’informazione il valore di un bene immateriale. Applicando questo principio cade la necessità di tassare ogni forma di distribuzione delle opere dell’ingegno. ma scritto da un artista famoso in tutto il mondo. concettuale o artistico è determinato dalla sua diffusione. anche quando avviene in forma spontanea o gratuita. e un lavoro incessante di monitoraggio e controllo per reprimere e sanzionare qualunque utilizzo di questi beni immateriali a cui non corrisponda un immediato vantaggio economico per i loro inventori. e probabilmente il migliore. e questo ragionamento si potrebbe estendere a qualunque forma di valore immateriale. un protocollo di comunicazione hanno un valore proporzionale al numero di persone che conoscono e utlizzano quel testo. quella musica.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 11 mico delle invenzioni. un brano musicale. La libera circolazione delle idee non è solo un approccio etico per le per11 .

È una specie di “gioco culturale” senza perdenti. jukebox e cineteche. ma anche un metodo pragmatico molto efficace.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 12 sone che considerano la libertà più importante del profitto. biblioteche domestiche. servizi e tecnologie che oggi utilizziamo quotidianamente per l’interconnessione su scala geografica dei computer e per la posta elettronica. ma hanno consegnato al mondo le loro 12 . ma avremmo un’Internet molto più povera di informazioni. la navigazione ipertestuale o lo scambio di file. Nel descrivere la nascita e lo sviluppo dei sistemi operativi Unix e GNU/Linux. un insieme di buone pratiche sociali che danno valore (non necessariamente economico) ad una creazione artistica o intellettuale. è stato inevitabile riflettere sulle scelte etiche di persone che non hanno cercato un immediato interesse economico chiedendosi: “come posso guadagnare qualcosa ogni volta che la mia idea verrà messa in pratica?”. È questo l’approccio culturale e filosofico che ha permesso lo sviluppo esponenziale di Internet e di tutti i protocolli. promuovendo le buone idee senza ingabbiarle. dove tutti possono vincere a condizione che venga bandita l’avidità e l’accaparramento. meno diffusa e meno frequentata. e questo sarebbe un grosso danno anche per i milionari. che può produrre una cultura libera dove gli interessi degli autori non vengono messi in conflitto con gli interessi della collettività. di Internet e dei moderni sistemi telematici che hanno trasformato i nostri computer in uffici postali. consultiamo a distanza un documento attraverso il protocollo HTTP o pubblichiamo in rete un ipertesto secondo gli standard che definiscono il linguaggio HTML. Se oggi dovessimo pagare un centesimo in diritti d’autore per ogni volta che usiamo la “chiocciolina” in un messaggio di posta elettronica. probabilmente al mondo ci sarebbe qualche milionario in più.

Questo modello di sviluppo potrebbe conoscere il suo declino il giorno in cui verrà sviluppato il primo protocollo di Internet proprietario. un progetto ampiamente descritto in un memorandum di Microsoft riservato e divulgato clandestinamente on line nell’ottobre del 1998 con il nome di “Halloween Document”. sarebbe fallimentare dal punto di vista tecnico e culturale. I protocolli di trasmissione sono la “lingua franca” che permette ai computer connessi a Internet di comunicare tra loro. Questo scenario è meno astratto di quanto possa sembrare: “decommoditizing protocols” è una delle parole d’ordine su cui si basa la strategia aziendale proposta da Microsoft per contrastare l’insidia commerciale rappresentata dai sistemi operativi “free”. sarebbe come vincolare commercialmente il 13 . Fortunatamente le loro energie non erano concentrate sul profitto. molti “padri della rete” e sviluppatori di software libero hanno incidentalmente incontrato anche un lavoro interessante e un alto tenore di vita. Rispondendo a questa domanda. e introdurre tra queste lingue un protocollo proprietario. ma sulla produzione di nuovi strumenti tecnici e cognitivi. che hanno avuto come primi utenti e beneficiari gli stessi creatori di questi strumenti. che cesserebbe di essere uno spazio cognitivo condiviso per trasformarsi in un ambito esclusivamente commerciale.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 13 innovazioni scientifiche domandandosi solamente: “come posso creare un servizio nuovo e utile a beneficio della comunità informatica mondiale?”. che obbligherà al pagamento di una royalty gli utenti che utilizzeranno i servizi associati ai nuovi standard di comunicazione e chiunque vorrà realizzare applicazioni basate su quel protocollo. Una scelta di questo genere. sensata dal punto di vista economico e commerciale. aprendo la strada ad una involuzione della Rete.

pretendendo una tassa ogni volta che si parla o si scrive in italiano. costi quel che costi. un’ossessione capace di focalizzare ogni grammo di energia fisica e mentale verso un determinato obiettivo. Tutto ciò non ha niente a che vedere con l’entità di un finanziamento o le condizioni esterne al lavoro di ricerca. Il motore che ha guidato il progresso scientifico non è stato il prestigio o le risorse degli ambienti accademici. 14 . una sfida da perseguire col vento in faccia e il gusto di andare dove altri non osano. una ragione di vita da perseguire fino in fondo. Le ragioni che hanno guidato il progresso della scienza non si trovano negli scaffali delle Università o nei libri contabili delle aziende. La scintilla che nel corso dei secoli ha tenuto viva la fiamma della scienza si è manifestata nei modi più diversi. diventando di volta in volta una passione capace di portare in rovina un uomo. Il simbolo più efficace del rapporto tra un’invenzione e il suo creatore è probabilmente l’atteggiamento fiero e monomaniacale con cui il capitano Achab ha sacrificato prima una gamba e poi la sua stessa vita per raggiungere e domare Moby Dick. inglese o giapponese. la balena bianca. un amore appassionato che rende impossibile distrarre l’attenzione dall’oggetto dei propri studi. o i business plan con cui le aziende progettano finanziamenti per i loro settori di ricerca e sviluppo. Ripercorrendo le tappe storiche che hanno segnato lo sviluppo dell’elettronica.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 14 libero utilizzo di un idioma. né tantomeno le disponibilità finanziarie personali dei singoli ricercatori. ho avuto modo di verificare una caratteristica costante che accomuna le prime rozze invenzioni agli ultimi ritrovati della scienza: il bassissimo livello di correlazione tra l’imponenza di un progetto di ricerca e l’impatto di un’innovazione scientifica. dell’informatica e delle telecomunicazioni.

Il primo ostacolo al mio lavoro di ricerca è stata la limitata letteratura attualmente a disposizione su questi argomenti. Questi scampoli di vita dimostrano che la realtà a volte è in grado di superare anche la più ardita delle fantasie. non ho avuto la pretesa di scrivere un libro di storia. analizzando il successivo impatto sociale di queste invenzioni. ma si limitano a prendere atto dei salti tecnologici. seri e impettiti ricercatori universitari che programmano videogiochi spaziali su computer che occupano intere stanze. Raccontare tutto questo non è stato facile. dando vita a nuove scoperte con una miscela di genialità. intuizione. e che dietro un gesto semplice e quotidiano come l’invio di un messaggio di posta elettronica ci sono ricerche finanziate da strutture militari che si trasformano in strumenti di pace a disposizione di tutta l’umanità. intraprendenza e osservazioni casuali. Nel ricostruire la vita e le scoperte di alcuni grandi uomini di scienza. che si esprime nei modi e nei contesti più inusuali. Salvo alcune rare eccezioni. avvicinandosi con un atteggiamento contemplativo prima ancora che analitico al mistero affascinante del genio umano. ma semplicemente una raccolta di storie e di racconti. adolescenti che costruiscono personal computer nel garage di casa.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 15 ma vanno ricercate nel profondo della natura degli esseri umani. Esistono numerose “storie dei media”. tecnohippy che a Stanford e Berkeley davano un nuovo significato ai “topi” e alle “finestre” che oggi popolano il nostro mondo. anche i tentativi fatti finora per raccontare la storia dell’informatica hanno prodotto come risultato delle semplici cronologie che mettono in sequenza le varie “generazioni” e model15 . che però non affrontano gli aspetti tecnologici della comunicazione di massa e non descrivono il percorso che ha portato alla nascita di nuovi strumenti per la comunicazione.

La scelta finale è stata quella di ricercare le origini di un’innovazione scientifica in ciò che di questa invenzione è arrivato fino a noi. generando ad ogni definizione un nuovo “primo computer”: il primo che ha utilizzato strumenti meccanici. il primo ad essere costruito integralmente con transistor. del16 . che spesso si fermano ai primi anni ’80 e all’avvento degli “home computer”. il primo ad utilizzare un’architettura basata su un microprocessore. però. progettuali e concettuali che hanno lasciato il segno anche nei calcolatori più moderni. Come si fa a dire. senza approfondire l’intreccio della scienza informatica con lo sviluppo dell’elettronica e delle telecomunicazioni. Per descrivere l’intreccio dei percorsi che hanno segnato lo sviluppo dell’informatica. senza arrivare a descrivere la rapidità dei cambiamenti introdotti negli ultimi anni dalla diffusione di massa della telematica. qual è stato il primo computer della storia? Se definiamo il computer come uno strumento di ausilio al calcolo mentale. e il gioco delle definizioni può continuare all’infinito. A questo si aggiunge l’orizzonte temporale limitato di molti dei libri attualmente disponibili in materia. nei “rami” dell’evoluzione tecnologica che hanno raggiunto le nostre case. Un altro fattore di difficoltà è stata l’individuazione dei criteri con cui attribuire la “paternità” e la “primogenitura” delle invenzioni. non c’è dubbio che il primo “computer” della storia siano state le dieci dita delle mani. è necessario volgere lo sguardo indietro nel tempo e leggere nella storia dei grossi “dinosauri” dell’informatica l’abbozzo delle scelte tecniche. il primo a visualizzare i risultati utilizzando uno schermo a raggi catodici. il primo basato sull’utilizzo di circuiti elettrici.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 16 li di computer. ad esempio. il primo ad utilizzare il sistema di numerazione binaria. i nostri uffici. e i nostri centri di ricerca. Per capire come si è arrivati a tutto questo.

né è indispensabile che questo scambio avvenga nel medesimo intervallo di tempo. Negli ultimi capitoli del volume. L’informatica.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 17 l’elettronica e delle telecomunicazioni sono partito dalle prime macchine di calcolo meccanico. la storia si trasforma in cronaca dei giorni nostri. trasformando in una realtà quotidiana i sogni e le visioni di quei pionieri della scienza che hanno immaginato un mondo dove lo spazio che separa le nazioni e il tempo necessario a percorrere questo spazio non sarebbero più stati un limite per la curiosità umana e per la voglia di conoscere popoli lontani. che prima di essere un’invenzione letteraria è un nuovo concetto di comunicazione. in base al quale non è necessario essere nello stesso luogo per poter scambiare informazioni. Su questa matrice invisibile ogni giorno viaggiano miliardi di parole. 17 . ex-paroliere dei Grateful Dead che nel 1990 ha co-fondato la Electronic Frontier Foundation. Il frutto di questa unione è quello che oggi viene definito come il “ciberspazio” dell’informazione. che percorrono il mondo cavalcando raggi di luce all’interno di fibre ottiche. con una descrizione dei vorticosi cambiamenti tecnologici che hanno portato allo sviluppo della telematica e di quella che viene definita la “matrice” delle reti digitali. “Il ciberspazio è il luogo dove si trovano due persone quando si telefonano”. dando vita alla “computer science”. ente non-profit a difesa della libertà di espressione in Rete. passando successivamente alla descrizione dei calcolatori elettromeccanici che hanno unito la tecnologia elettronica alle esigenze del calcolo automatico. ha dovuto attendere lo sviluppo delle moderne reti di telefonia completamente digitalizzate per unire il proprio percorso con quello delle telecomunicazioni. figlia dell’elettronica e del calcolo meccanico. è stata la felice definizione di John Perry Barlow.

ma un necessario punto di partenza che potrà permettere in futuro altri approfondimenti.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 18 Questo lavoro non è un punto di arrivo. e soprattutto negli Stati Uniti. Nonostante il loro ritardo iniziale nell’affrontare queste tematiche. grazie alla loro storia e alla loro tradizione.it 18 . il futuro che ci attende sarà costellato di nuove e grandiose meraviglie. Se sapremo imparare dalla storia quel tanto che basta per valorizzare il genio e la creatività di ogni persona. È solo da pochi anni. anche le Università europee. scientifiche e non. studi e ricerche sull’evoluzione storica e culturale che ha accompagnato il progresso tecnologico dell’elettronica. che lo studio della storia della scienza è stato integrato nei percorsi di studio delle facoltà universitarie. potranno giocare negli anni futuri un ruolo determinante per preservare la memoria storica dello sviluppo scientifico. a beneficio di tutta l’umanità e non per fare guerre più efficienti. Mi auguro che anche in Italia la storia della scienza inizi a diventare parte integrante dei piani di studio universitari. Molte delle grandi invenzioni descritte in questo libro sono state sviluppate anche grazie alla ricerca finanziata dalle strutture e dalle organizzazioni militari. perché anche attraverso la conoscenza delle tappe percorse da chi ci ha preceduto si può arrivare a conquistare quell’apertura mentale e quella capacità di esplorare con coraggio nuovi percorsi di ricerca che saranno indispensabili a chiunque vorrà immaginare un futuro migliore e i nuovi strumenti tecnologici che ci permetteranno di vivere questo futuro. Carlo Gubitosa carlo@gubi. dell’informatica e delle telecomunicazioni.

un battello di pescatori di spugne è costretto da una tempesta a gettare l’ancora nei pressi di Anticitera. La storia del calcolo meccanico parte proprio da questa macchina. una piccola isola situata tra Creta e il Peloponneso. che contiene i resti di un meccanismo a ingranaggi successivamente battezzato “macchina di Anticitera”. Derek J. la macchina di Anticitera viene analizzata dall’archeologo Valerios Stais. giugno 1959. la cui data di fabbricazione viene collocata nel periodo compreso tra l’80 e il 50 a. che studia gli ingranaggi rimasti intatti e le iscri19 . appena prima della caduta della loro grande civiltà. Vicino al loro approdo di fortuna. “Scientific American”. Subito dopo il suo ritrovamento. ma anche nella loro tecnologia scientifica”.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 19 Capitolo 1 I pionieri del calcolo meccanico “È incredibile scoprire che. non solo nella loro cultura. Quella che sembra una disavventura è in realtà un appuntamento con la storia e con un’opera dell’ingegno umano che attendeva da duemila anni in fondo al mare. An Ancient Greek Computer. de Solla Price. gli antichi Greci erano arrivati molto vicino alla nostra era. a 60 metri di profondità. i pescatori incontrano un antico relitto. del Museo Nazionale di Atene.c. Nei giorni immediatamente precedenti alla Pasqua del 1900.

affermando che la “macchina di Anticitera” non era un prototipo o un esperimento. ma uno strumento nautico realmente funzionante. ed erano in uso presso le popolazioni più disparate (Maya. i movimenti dei pianeti. Alcuni esemplari di Abaco che sono arrivati sino a noi hanno più di venti secoli d’età. intitolato An Ancient Greek Computer. ma per descrivere fenomeni astronomici come le fasi lunari. Cinesi). il ricercatore inglese Derek J. La parola “abaco” sembra derivare dal termine greco “abax” (tavola.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 20 zioni presenti sui resti del rivestimento esterno. L’invenzione dell’Abaco si perde nella notte dei tempi. parola latina che indica i “sassolini” dei primi antichi pallottolieri. Egiziani. polvere). col20 . Price sostiene questa teoria rilevando che sugli ingranaggi ritrovati dopo due millenni di letargo in fondo al mare sono visibili le tracce di almeno due riparazioni. progenitore del pallottoliere. asse). L’etimologia del vocabolo “calcolo” risale ai “calculi”. Si scopre così che questo complesso strumento meccanico non era utilizzato per calcoli matematici. Romani. a sua volta legato all’espressione semitica “abaq” (sabbia. In un articolo apparso sul numero del giugno 1959 della rivista “Scientific American”. de Solla Price ha ulteriormente ampliato l’analisi di questo strumento. Il tutto era possibile grazie ad un sistema di ruote dentate e ingranaggi. una potente macchina di calcolo la cui origine si perde nella notte dei tempi. gli equinozi e le stagioni. nel quale venivano riprodotti i rapporti numerici che legano i periodi di rotazione e rivoluzione degli astri. Un altro dei primi strumenti per il calcolo meccanico è l’Abaco. e non si è ancora riusciti ad individuare con esattezza la civiltà da cui prese vita questo strumento di calcolo.

decimali. variando la posizione dei bastoncini e utilizzando i numeri intagliati su di essi per ottenere il risultato desiderato. utilizzati per semplificare moltiplicazioni e divisioni. Nel 1614 Napier sviluppa un sistema di “bastoncini”. Utilizzando le proprietà dei “logaritmi neperiani”. come l’introduzione dello zero. formalizzato nel 1612 da John Napier. erano un insieme di sbarrette intagliate. detti anche “ossi di Napier”. Una delle tappe fondamentali che accomunano la storia della matematica e quella del calcolo meccanico è lo studio dei logaritmi e delle loro proprietà. un dispositivo meccanico ancora più avanzato dei “bastoncini” utilizzati dall’inventore dei 21 . I bastoncini di Nepero. che permettevano di moltiplicare e dividere un numero intero qualunque per un numero di una sola cifra. consente di eseguire operazioni aritmetiche con una velocità comparabile a quella dei calcolatori tascabili. In Giappone gli alunni delle scuole elementari (ma anche molti negozianti e impiegati) utilizzano ancora oggi il “soroban”. spesso realizzate in osso. Nel corso dei secoli il percorso storico delle prime macchine da calcolo si interseca inevitabilmente con lo sviluppo della matematica. lo sviluppo del calcolo infinitesimale e dell’analisi matematica.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 21 locati in una tavoletta con apposite scanalature. dopo un buon allenamento manuale. caratterizzato da importanti “invenzioni” teoriche. il matematico scozzese noto anche come Nepero. l’estensione del concetto di “numero” con le nuove categorie dei numeri frazionari. logiche e analitiche. un pallottoliere che. nel 1622 William Oughtred progetta il “regolo calcolatore”. che permettono di semplificare le operazioni di calcolo trasformando le moltiplicazioni in addizioni. reali e complessi.

per facilitare il lavoro del padre. il ventunenne Blaise Pascal realizza a Parigi il primo calcolatore meccanico (la cosiddetta “pascalina”). Trent’anni dopo gli studi di Napier. e che hanno permesso di realizzare un modello della macchina di Leonardo a secoli di distanza dalla sua progettazione. Prima di Pascal molti altri studiosi avevano tentato di realizzare un calcolatore meccanico: Leonardo da Vinci. aveva descritto una macchina simile a quella di Pascal in alcune note che sono state rinvenute nel Museo Nazionale di Spagna solo nel 1967. Dopo l’invenzione di Pascal. esattamente nel 1642. Nel 1673 il filosofo e matematico tedesco Gottfried Wilhelm Leibniz perfeziona la pascalina. sparsi in vari musei della scienza di tutto il mondo. come quella di Pascal. cadendo progressivamente in disuso in seguito all’apparizione delle prime calcolatrici tascabili. quando il siste22 . Leibniz dà un altro fondamentale contributo alla storia della scienza descrivendo per primo la rappresentazione binaria dei numeri. centinaia di appassionati hanno continuato a produrre strumenti per il calcolo meccanico fino all’invenzione delle macchine di calcolo elettroniche. ad esempio. viene usato correntemente fino all’inizio degli anni ’70 del Novecento. che permette di effettuare rapidamente operazioni algebriche e trigonometriche. presentata a Londra. è in grado di effettuare tutte e quattro le operazioni algebriche e. realizzandone una versione in grado di eseguire anche le moltiplicazioni. in grado di effettuare calcoli con una precisione che arriva alla terza cifra decimale. Attualmente esistono una cinquantina di calcolatori meccanici realizzati da Pascal. ufficiale delle tasse. Il regolo calcolatore.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 22 logaritmi. che rimane un’astratta teoria matematica fino alla metà del XIX secolo. La “Ruota Dentata di Leibniz”. dà il risultato già in forma numerica.

Per il funzionamento del piccolo prototipo presentato alla Royal Astronomical Society le irregolarità dei componenti meccanici non costituivano un fattore critico.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 23 ma binario di numerazione viene riscoperto e utilizzato da George Boole per sviluppare quella che diventerà l’algebra dei calcolatori elettronici. il calcolo meccanico viene nuovamente sviluppato e perfezionato grazie al lavoro di Charles Babbage. un dispositivo meccanico in grado di risolvere equazioni polinomiali che viene considerato il progenitore dei moderni calcolatori. mentre nella versione definitiva della macchina anche le più piccole imperfezioni tendono a sommarsi provocando fortissime vibrazioni. facilmente rappresentabili all’interno dei circuiti mediante la presenza o l’assenza di una corrente elettrica o di un campo magnetico. che nel 1820 inizia a progettare la “Macchina alle Differenze”. Dopo una serie fallimentare di tentativi. 23 . Babbage abbandona definitivamente il progetto della “Macchina alle Differenze”. basata su due soli simboli. Purtroppo il passaggio dal prototipo alla macchina vera e propria si rivela molto più difficile del previsto. Nel 1822 Babbage mostra un prototipo della sua macchina ai membri della Royal Astronomical Society. zero e uno. e dopo la sospensione dei finanziamenti ottenuti dal governo. vincendo la medaglia d’oro della società con il suo scritto Osservazioni sull’applicazione delle macchine al calcolo delle tavole matematiche. A due secoli di distanza dalle macchine di Pascal e Leibniz. a causa dell’altissimo grado di precisione richiesto per costruire su torni speciali la grande quantità di alberi. ruote dentate e ingranaggi previsti dal progetto definitivo. un nobile inglese appassionato di costruzioni meccaniche. grippaggi e blocchi improvvisi del sistema.

nominata in seguito Contessa di Lovelace e Baronessa Wentworth. Augusta Ada Byron. studiosa di matematica.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 24 Nel 1832 Babbage progetta un nuovo tipo di calcolatore meccanico. ma le soluzioni tecniche di Babbage e l’idea delle schede perforate lasceranno per molti secoli un’impronta indelebile sull’arte della progettazione dei calcolatori. che utilizzano schede perforate per realizzare disegni su tessuti. ancora più vicino ai principi di funzionamento dei nostri computer. con un’idea nata dall’osservazione dei telai inventati nel 1804 dal francese Joseph-Marie Jacquard. la “Macchina Analitica”. passerà alla leggenda come “prima programmatrice della storia”. superava abbondantemente il costo del trasporto vero e proprio. Proprio in virtù di questo principio oggi possiamo spedire dall’Italia lettere in tutta Europa a “prezzo fisso”. appoggiandolo intellettualmente e finanziariamente e arrivando persino a escogitare insieme allo scienziato un elaborato (e fallimentare) metodo per le scommesse sui cavalli. Compreso da pochi e aiutato quasi da nessuno. è tra i pochi a comprendere il grande genio di Babbage. Un’altra eredità lasciataci da Babbage è l’analisi del sistema postale dell’epoca: egli dimostra che il costo delle operazioni di calcolo. figlia del poeta George Gordon Byron. necessarie per assegnare un prezzo differente per ogni spedizione a seconda della distanza. indipendentemente dalla distanza tra noi e il destinatario. i cui guadagni avrebbero dovuto finanziare la Macchina Analitica. Ada Byron. Secondo il progetto di Babbage. Babbage muore il 18 ottobre 1871 al ter24 . le istruzioni vengono impartite alla Macchina Analitica utilizzando schede perforate metalliche. Il progetto della Macchina Analitica rimarrà per sempre sulla carta.

con la testa che sporgeva dal tavolo e una tavola di logaritmi aperta davanti a me. entrando e vedendomi mezzo addormentato. risultando perfettamente funzionante. Gli scienziati dello Science Museum riescono a dimostrare che la Macchina alle Differenze avrebbe potuto essere realizzata anche dal suo inventore. costruendo con successo una delle sue macchine. Più che una sfida tecnologica. un gruppo di scienziati ha rispolverato i suoi progetti. Dovunque egli sia. mi auguro che Charles Babbage sia venuto in qualche modo a sapere che centosessant’anni dopo la sua morte. Un altro membro della Society. nel quale Babbage racconta la nascita della sua passione per le macchine da calcolo: Una sera ero seduto in una sala dell’ Analytical Society a Cambridge. mi disse: “Allora. La Macchina alle Differenze. nel pieno dell’era dei personal computer. infatti. viene realizzata dallo Science Museum di Kensington a Londra venerdì 29 novembre 1991. Indicai le tavole e gli risposi: “Penso che tutte queste tavole potrebbero essere calcolate da macchinari”. l’impresa realizzata dal Museo della Scienza è un tributo ad uno scienziato ignorato e deriso dai suoi contemporanei. lasciandoci la sua eredità intellettuale e un documento con le sue memorie intitolato Passages from the Life of a Philosopher. Babbage. in prossimità del bicentenario della nascita di Babbage. la cui uni25 . poiché il museo decide di costruire la macchina utilizzando unicamente strumenti già disponibili nell’Inghilterra vittoriana di Charles Babbage.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 25 mine di una vecchiaia triste e solitaria. che cosa stai sognando? ”.

inizia la costruzione dello Z1. che rappresenta un “anello di congiunzione” tra le macchine da calcolo del 1600 e i calcolatori a relais meccanici dei primi anni del ’900. L’idea di un calcolatore a schede perforate viene ripresa nel 1890. quando il berlinese Konrad Zuse. L’invenzione di Hollerith. un immigrato tedesco. Sarà il MIT. si era resa indispensabile poiché la crescita demografica aveva allungato a dismisura i tempi per l’elaborazione dei dati dei censimenti. Alla compagnia di Hollerith viene affidata la produzione delle schede perforate e dei lettori di schede utilizzati in occasione del censimento. una piccola azienda che 28 anni più tardi prenderà il nome di International Business Machines. e stabilisce il primo legame tra questa istituzione e il percorso della storia informatica. molte decadi più tardi. l’ambiente in cui i primi hacker scenderanno nelle profondità dei circuiti per trasformare la programmazione dei calcolatori in una forma d’arte. nota anche col nome IBM. un calcolatore elettromeccanico terminato nel 26 . Nel 1896 Hollerith fonda la Tabulating Machine Company. L’evoluzione delle “macchine da calcolo” raggiunge il suo apice nel 1936 in Germania. quando per il censimento degli Stati Uniti viene adottato un sistema di codificazione dei dati a schede perforate messo a punto da Hermann Hollerith. Il sistema a schede perforate di Hollerith arriva giusto in tempo per evitare che gli Stati Uniti vengano sommersi da una montagna di dati impossibili da gestire. con l’aiuto del suo amico Helmut Schreyer. Nell’anno accademico 1882/83 Hollerith insegna ingegneria meccanica al Massachusetts Institute of Technology.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 26 ca colpa è stata quella di avere una visione tecnologica troppo avanzata rispetto ai suoi tempi.

vale a dire un’operazione al secondo. che Zuse realizza con pellicola da 35 millimetri recuperata tra gli scarti delle industrie cinematografiche e opportunamente riciclata.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 27 1938. Il modello più avanzato della serie Z è lo Z4. Dopo questo primo esemplare. che si estende su una superficie di venti metri quadrati e contiene 2200 relais. Per lo Z1 questo valore è pari a un Hertz. che negli anni ’70 realizzano altri “laboratori domestici” e trasformano i garage della Silicon Valley californiana nel cuore della moderna industria informatica. iniziato nel 1942 e completato nel 1945. con un miscuglio di meccanica ed elettricità che precorre la stagione dell’elettronica chiudendo l’era del calcolo meccanico. iniziata tre secoli prima con le macchine di Pascal. 27 . un “gigante” di due tonnellate e mezzo. Una copia dello Z1 è perfettamente conservata al Museum fur Verkehr und Technik di Berlino. Lo Z4 di Konrad Zuse rappresenta un ponte che collega due epoche. nei quali le placche metalliche utilizzate nei primi modelli vengono sostituite da relais telefonici. il museo dei trasporti e della tecnologia. L’unico componente non meccanico dello Z1 è un motore elettrico che stabilisce il “battito cardiaco” del calcolatore. Zuse realizza il suo progetto nel salotto dei genitori. Zuse realizza negli anni successivi una serie di calcolatori programmabili. altrimenti detto frequenza di clock. anticipando di circa quarant’anni gli hacker americani. I calcoli vengono effettuati attraverso la lettura di un nastro perforato.

De Anima Liber I. se è vero che egli insegna che il magnete ha un’anima perché muove e attrae il ferro”. Le prime tracce di questa scoperta risalgono al filosofo greco Talete di Mileto. infatti. un ossido di ferro che presenta la proprietà di attirare a sé alcuni tipi di metalli. una resina utilizzata nell’antichità a scopi ornamentali per la sua facilità di lavorazione. la città dell’Asia minore dove furono ritrovati i primi giacimenti di magnetite. Cap. sfregandolo contro il resto dei nostri abiti. dal quale deriva il vocabolo “elettricità” indica proprio l’ambra gialla. Le proprietà del magnetismo venivano utilizzate in Cina per 28 . significa “originario di Magnesia”. vissuto tra il VII e il VI secolo a.c. II La storia dell’elettronica inizia in Grecia. In greco il termine “électron”. e si divertono a creare piccole scariche e scintille elettrostatiche simili a quelle che ci capita di osservare ogni tanto quando ci togliamo un maglione di lana al buio.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 28 Capitolo 2 Dall’ambra al chip: storia dell’elettronica “Sembra che anche Talete credesse che l’anima abbia in sé qualche virtù motrice. Anche l’origine della parola “magnetismo” risale alla Grecia antica: “màgnes”. Aristotele. quando alcuni uomini curiosi osservano le scintille prodotte dallo sfregamento di due pezzi di ambra.

la visualizzazione del campo magnetico attraverso la limatura di ferro e l’elettrizzazione per strofinio di numerose sostanze: vetro. scienziato e letterato. sive Physiologia Nova) de Magnete.. Nel trattato di Gilbert vengono descritti l’attrazione dei poli opposti e la repulsione dei poli omologhi.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 29 l’orientamento durante la navigazione già nel IX secolo d. zaffiro. Gilbert è il primo a ipotizzare che la Terra sia un enorme magnete. L’aretino Francesco Redi. dimostra le sue intuizioni sulle proprietà elettrostatiche delle punte metalliche. scienziato e filosofo di Boston. nel 1752 gioca con un aquilone per attirare i fulmini. ceralacca. Fino ad allora si pensava che l’ago fosse guidato da forze soprannaturali. esegue nel 1666 un’accurata sezione della torpedine scoprendo all’interno di questo animale l’organo che causava il caratteristico fenomeno elettrico di “intorpidimento” noto fin dall’antichità. Benjamin Franklin.c. opale. alchimista. sale minerale. Uno dei primi studi approfonditi sui fenomeni elettrici risale al 1600. acquamarina. e nel 1302 l’amalfitano Flavio Gioia inventa uno strumento magnetico largamente utilizzato anche nel terzo millennio: la bussola. medico. da cui nasce l’invenzione del parafulmine. 29 . rubino. talco. ametista. diamante. Negli anni che vanno dal 1600 alla fine del 1700 sono molti gli appassionati di scienza che si dedicano allo studio dell’elettricità. cristalli di rocca. l’anno in cui il londinese William Gilbert (astronomo. e con questo gioco. zolfo. magneticisque corporibus et magno magnete tellure. filosofo e medico di corte della regina Elisabetta) pubblica l’opera (Tractatus. e che il movimento della bussola sia dovuto all’attrazione dei poli. Nel 1646 il medico londinese Thomas Browne pubblica la prima memoria scientifica sulla repulsione elettrostatica.

La cosiddetta “Pila di Volta” è composta da una serie di piastre di zinco e argento a cui ven30 . Il 20 marzo 1800 Alessandro Volta. per la partecipazione alla stesura della Dichiarazione d’Indipendenza del 1776 e per il contributo ai lavori dell’assemblea costituente statunitense nel 1787. le sue memorie sull’elettricità presentate alla Royal Society di Londra vengono accolte con sprezzo dagli scienziati dell’epoca. rettore dell’Università di Pavia dal 1785. ma basta creare un “contatto” tra due differenti materiali conduttori.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 30 Franklin viene ricordato anche per la creazione delle lenti bifocali. La comprensione del fenomeni elettrici fa un nuovo e decisivo passo in avanti nel 1785. che lo pubblica sulle “Philosophical Transactions”. Volta realizza la prima sorgente continua di corrente elettrica. I suoi memoriali sono il mattone fondamentale con cui vengono costruite tutte le teorie matematiche e fisiche sviluppate negli anni successivi. che hanno dato come frutti concreti le prese di corrente all’interno delle nostre case. anche in assenza di un contatto tra i corpi elettrizzati. Il legame di proporzionalità inversa descritto da Coulomb tra il quadrato della distanza che separa due cariche elettriche e la forza di repulsione o attrazione che agisce su queste cariche è il primo indizio matematico dell’esistenza di un “campo elettrostatico”. ossia di una porzione di spazio dove sono presenti forze che agiscono a distanza. quando Charles Augustin de Coulomb. con sette memoriali pubblicati all’Accademia di Parigi. dimostra che per produrre elettricità non c’è bisogno di strofinare dei materiali. descritta in un articolo inviato alla Royal Society di Londra. descrive la legge di azione a distanza delle cariche elettriche che passa alla storia come “legge di Coulomb”. Nonostante la buona reputazione di Franklin.

dal titolo prolisso Osservazioni sulla capacità dè conduttori elettrici e sulla commozione che anche un semplice conduttore è atto a dare eguale a quella di una boccia di Leyden2 . Il primo di questi generatori di elettricità. l’unità di misura del potenziale elettrico è battezzata “volt”. per sperimentare la variazione di percorso della corrente dovuta alla presenza di materiali conduttori: “se si avrà a cagion d’esempio una ringhiera di ferro. chi tragge la scintilla coll’altra dal Conduttore. era prodotto da macchine che facevano sfregare delle sfere di zolfo o vetro sulle mani o su pezzi di cuoio. non più nel collo del piede”. In questa lettera Volta descrive di aver provato direttamente su di sé gli effetti delle scariche elettriche. sarà scosso nelle due braccia. come tutti gli scienziati del suo tempo. Anche Volta. facendo da ponte tra una ringhiera di ferro e un generatore di elettricità statica. in realtà l’elettricità statica ottenuta per sfregamento. con un testo datato 20 marzo e indirizza2 La “boccia di Leyden”. Quello che all’epoca veniva definito come “fuoco elettrico”. e la tocchi con una mano. Volta descrive compiutamente la sua “pila” nel 1800. era un uomo molto eclettico: fu proprio lui a isolare per la prima volta il gas metano (scoperto da Franklin nel 1774). Tra le prime testimonianze scritte degli studi di Volta c’è una lettera datata 20 agosto 1778. realizzato nel 1672. conosciuta anche come “bottiglia di Leida”. 31 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 31 gono interposti dei pezzi di stoffa impregnati di una soluzione salina. che lo descrive nella sua opera Experimenta Nova (ut vocantur) Magdeburgica De Vacuo Spatio. In onore dello scienziato comasco. è del tedesco Otto von Guericke. che consentono un flusso costante di elettricità. osservando la formazione di bolle gassose che affioravano dal fondo fangoso dei canneti del lago Maggiore. è uno dei primi “condensatori” capaci di immagazzinare l’elettricità statica.

uno dei piatti metallici. per dimostrare quello che lui stesso definisce un “moto perpetuo” della corrente elettrica. zinco e stoffa (o pelle) bagnata: Io pongo dunque orizzontalmente. Continuo così. seguito immediatamente da un altro di zinco. Prima della costruzione di questa “pila” fatta con dischi di materiali differenti. dico. una colonna di altezza tale che essa possa sostenersi senza crollare. su un tavolo o su una base qualunque. con parecchi di questi piani. poiché gli unici strumenti in grado di produrre cariche elettriche si basavano sullo sfregamento. e su questo primo ne adatto un secondo di zinco. continuo. intitolato Sull’elettricità eccitata dal semplice contatto di sostanze conduttrici di specie diverse. il concetto di elettricità era strettamente legato a quello di movimento. Per un nuovo progresso nello studio dei fenomeni elettroma32 . accoppiando un piatto d’argento con uno di zinco. una circolazione di elettricità che avviene senza l’utilizzo di strumenti meccanici.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 32 to a Sir Joseph Banks. si parla di un “organo elettrico artificiale” ottenuto con dischi d’argento. e sempre nello stesso verso. per esempio uno d’argento. poi un altro piatto d’argento. presidente della Royal Society di Londra. fino a quando ho formato. a seconda di come ho cominciato. È questo il motivo che spinge Volta a sperimentare su sé stesso gli effetti del suo strumento. alla stessa maniera. e interponendo a ciascuna di queste coppie un disco bagnato. al quale faccio succedere ancora un disco bagnato. cioè sempre l’argento sotto e lo zinco sopra o viceversa. In questo trattato. su questo secondo stendo uno dei dischi bagnati.

poiché la comunità scientifica non prende in considerazione i suoi risultati. A luglio pubblica un libro nel quale vengono descritte le sue osservazioni. Georg Ohm trascorre gran parte della sua vita a compiere esperimenti per comprendere fino in fondo il funzionamento dei circuiti elettrici e per dimostrare la validità della sua legge. uno scienziato di Berlino. e viene nominato professore di fisica dall’Università di Monaco. Ohm riceve un tardivo riconoscimento.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 33 gnetici bisogna aspettare il 1820. La scoperta avviene quasi per caso: durante una lezione. ma come un fenomeno dinamico legato alla propaga33 . sviluppa una relazione matematica che lega la differenza di potenziale ai capi di un circuito con la corrente in esso circolante: “L’intensità di corrente in ogni circuito è uguale al rapporto tra la forza elettromotrice e la resistenza”. collocandosi sempre ad angolo retto rispetto al cavo. L’era della “corrente alternata” inizia nel 1873. Oersted inizia una serie di esperimenti per stabilire il legame tra il comportamento dell’ago magnetico e il movimento del cavo elettrico. La “legge di Ohm” costituirà il pilastro fondamentale di tutti gli studi elettrotecnici degli anni a venire. Nel 1827 Georg Simon Ohm. Nel frattempo è costretto ad accettare impieghi miseri e mal pagati per sopravvivere. e in onore dello scienziato tedesco l’unità di misura della resistenza elettrica verrà battezzata “ohm”. quando lo scienziato danese Hans Christian Oersted scopre gli effetti magnetici generati da una corrente elettrica circolante in un conduttore. Due anni prima della sua morte. che cambia la sua posizione a seconda del movimento dello scienziato. quando l’energia elettrica non viene più rappresentata come un fenomeno statico. Oersted tiene in mano un cavo elettrico vicino ad un ago magnetizzato.

Fino agli anni ’60 del secolo scorso. le valvole termoioniche vengono impiegate in grande quantità all’interno di apparecchiature elettroniche. un dispositivo che può essere condiderato a tutti gli effetti il “nonno” del moderno transistor e si rivela in grado di controllare le correnti che circolano in un circuito. i fili del telefono. nel 1904 Sir John Ambrose Fleming. Sulla scia delle scoperte di Maxwell. e proseguiti negli anni successivi sull’ispirazione del suo lavoro. Grazie agli studi sull’elettromagnetismo effettuati da Maxwell. Molti ricercatori trovano ispirazione nel trattato di Maxwell per la realizzazione di nuovi esperimenti: nel 1892 Heinrich Rudolf Hertz annuncia di aver ottenuto in laboratorio le onde elettromagnetiche previste da Maxwell. professore nelle Università di Cambridge. gli impianti elettrici domestici e i circuiti elettronici dei nostri computer. oggi siamo in grado di comprendere la natura e i meccanismi di funzionamento delle onde elettriche e magnetiche. per farle viaggiare a nostro piacimento attraverso l’etere. detta anche “tubo a vuoto”. ricevitori e trasmettitori radio e anche all’interno dei primi calcolatori elettronici. le fibre ottiche. Questa caratteristica avrà un impatto sulla storia della scienza simile a quello introdotto dagli strumenti che hanno consentito all’umanità di controllare l’energia del fuoco.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 34 zione delle onde elettromagnetiche che viaggiano nei materiali. Nottingham e Londra. L’era dell’elettronica si apre a ventisette secoli di distanza dai 34 . inventa la valvola termoionica. con risultati del tutto analoghi alle aspettative teoriche. così come le onde d’acqua viaggiano nel mare. il trattato sull’elettricità e il magnetismo che apre una finestra su un territorio della fisica moderna rimasto inesplorato fino ad allora. In quell’anno James Clerk Maxwell pubblica il suo Treatise on Electricity and Magnetism.

primo microprocessore del mondo. in collaborazione con Ted Hoff. Grazie a questi esperimenti. e nel 1956 vengono insigniti del premio Nobel. Bardeen ottiene un secondo Nobel nel 1972 per le sue ricerche sulla superconduttività.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 35 giochi con l’ambra fatti dagli antichi Greci. La Texas Instruments inizia a costruire i primi transistor al silicio nel maggio 1954.. produce presso la Intel Corp. il 23 dicembre 1947 William Shockley. Nel gennaio 1959 la Texas Instruments apre le porte all’era della microelettronica. John Bardeen e Walter Brattain realizzano il primo transistor nei laboratori della Bell Telephone Company. Il 1971 è l’anno di una grande svolta per la microelettronica. L’italiano Federico Faggin. un metodo innovativo per disegnare circuiti e componenti elettronici su una superficie di silicio. fondata nel 1968 da Robert Noyce e Gordon Moore. il “bisnonno” dei moderni processori Pentium. che racchiude al suo interno cinque componenti elettronici. e a partire da quella data inizia un processo di miniaturizzazione sempre più spinta che porta a impacchettare in uno stesso pezzettino di silicio un numero sempre maggiore di transistor. Il primo “chip” è un pezzo di germanio lungo circa un centimetro e più sottile di uno stuzzicadenti. realizzato da Robert Noyce utilizzando la “Tecnologia Planare” brevettata dalla stessa Fairchild. dando vita ai cosiddetti “circuiti integrati”. il chip Intel 4004. annunciando la creazione del primo circuito integrato. progettato da Jack Kilby. Anche la Fairchild Semiconductor annuncia di aver inventato parallelamente alla Texas Instruments il circuito integrato. quando tre scienziati curiosi giocano con dei pezzettini di germanio (un elemento fino ad allora poco utilizzato) e provano a far passare una corrente elettrica attraverso questo materiale. 35 .

con uno sviluppo delle tecnologie di produzione che permette di racchiudere in un millimetro quadrato di silicio un numero sempre maggiore di componenti elettronici. Gordon Moore traccia un grafico in cui vengono rappresentate anno per anno le prestazioni dei microprocessori. antifurto. Grazie a questa miniaturizzazione sempre più spinta. espresse in funzione del numero di transistor contenuti in un singolo circuito 36 . fonda successivamente la Zilog. lo Z80. orologi digitali e calcolatrici. che sviluppa un altro famoso processore. telefoni. È nei microprocessori che è contenuta l’“intelligenza” digitale necessaria per il funzionamento dei computer e di apparecchi elettronici come videoregistratori. Se il primo circuito integrato della Texas Instruments conteneva appena cinque componenti elettronici. e l’unico limite al suo sviluppo sembra ormai essere solamente la fisica dei materiali che limita le dimensioni dei componenti elettronici allo spessore di qualche molecola di materiale semiconduttore.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 36 Faggin. i moderni chip riescono a contenere diversi milioni di transistor in una superficie pari a pochi millimetri quadrati. l’industria dei microprocessori ha conosciuto uno sviluppo inarrestabile. l’“unità centrale di processo” che costituisce il nucleo fondamentale degli elaboratori elettronici. La nascita del microprocessore è resa possibile dalla progressiva riduzione delle dimensioni dei circuiti integrati. Nel corso dei preparativi per una conferenza del 1965. A partire dal primo circuito integrato del 1959. in contrasto con la politica della Intel. tuttora in uso all’interno di alcuni elettrodomestici. autoradio. Faggin è in grado di passare dai circuiti integrati (un semplice insieme di componenti elettronici) al microprocessore o CPU (Central Processing Unit). televisori.

A causa delle attenuazioni che la luce subisce nel percorrere il vetro. quando Donald Keck della statunitense Corning Glass.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 37 integrato. In Inghilterra. A partire da queste osservazioni. pubblicano nel 1966 un articolo nel quale descrivono i principi per la realizzazione dei cavi a fibre ottiche. il cui enunciato è più o meno il seguente: “la potenza di calcolo dei circuiti integrati raddoppia in un intervallo di tempo che va dai 18 ai 24 mesi”. Una nuova frontiera dell’elettronica si apre con l’invenzione delle fibre ottiche e il conseguente sviluppo della moderna optoelettronica. i sottilissimi filamenti di vetro su cui viaggiano gli impulsi di luce che trasportano le nostre telefonate in giro per il pianeta. Osservando il suo grafico. e che il “cambio generazionale” avviene con una frequenza compresa tra i 18 e i 24 mesi. Charles Kao e George Hockham. le teorie di Kao e Hockam vengono applicate solamente nel 1970. il più grande produttore di vetro al mondo. Dal 1965 ad oggi le previsioni di Gordon Moore sono state rispettate abbastanza fedelmente. dei laboratori Standard Telecom. realizza un tipo di fibra che rende possibile superare il grosso ostacolo dovuto all’attenuazione del segnale. Moore si accorge che ogni nuova generazione di chip contiene pressoché il doppio dei transistor rispetto alla generazione precedente. Moore descrive questo processo di crescita esponenziale della potenza di calcolo dei circuiti integrati con una legge empirica ancora oggi conosciuta come “Legge di Moore”. 37 .

gli amici. La levatrice che aiuta Djouka nel parto è talmente impressionata dai lampi da dare a Nikola il soprannome di “figlio della tempesta”. “La natura è forse un gigantesco gatto?”.. Tutto comincia il 10 luglio 1856 allo scoccare della mezzanotte. senza sapere ancora che quel piccolo bambino avrebbe creato da grande fulmini artificiali talmente potenti da scuotere il mondo. l’amore e qualunque altra cosa”. quando il paesino croato di Smiljan è scosso fin nelle fondamenta da un terribile temporale. Seguendo il suo destino che lo porta verso i misteri del lampo e del tuono. mette al mondo il piccolo Nikola. e Djouka. già all’età di tre anni Nikola compie i suoi primi esperimenti elettrici giocando con il pelo del suo gattino Macak. moglie del reverendo Milutin Tesla. si chiedeva Nikola confron38 . che produceva elettricità statica per strofinio. per queste emozioni si può dimenticare il cibo. il sonno.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 38 Capitolo 3 Il figlio della tempesta “Penso che non ci sia nessuna emozione capace di attraversare il cuore umano come quella provata dall’inventore mentre osserva una creazione della mente aprirsi al successo. Nikola Tesla Dietro la corrente alternata a 220 volt che alimenta i nostri computer e i nostri elettrodomestici c’è una storia lunga e avventurosa..

inizia a concepire il progetto del primo “motore polifase a corrente alternata”. dopo la morte del padre. Tesla sviluppa un’ossessione scientifica per i macchinari elettrici e magnetici. Quando altri ingegneri avevano tentato. e quando si trasferisce a Budapest. il primo dispositivo capace di produrre a partire da un insieme di correnti alternate un campo magnetico tale da generare il movimento di un albero rotante. L’invenzione di Tesla è stata descritta come segue da Robert Lomas. nel Politecnico di Graz e nell’Università di Praga. i campi magnetici lavoravano insieme per far girare l’albero rotante del motore. chi le gratta la schiena? Può essere soltanto Dio”. senza azionare il motore. “Se sì. Cosa accade in questi ottant’anni? Mentre diventa ingegnere studiando nel Real Gymnasium della città croata di Calstadt.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 39 tando mentalmente le scintille con i fulmini. avevano scoperto che i campi magnetici prodotti dalla corrente alternata giravano semplicemente a vuoto. Molto tempo dopo. e così il motore si fermava. Tesla ricorda l’episodio con un quesito aggiuntivo: “Cos’è l’elettricità? Sono passati ottant’anni e mi pongo ancora la stessa domanda. nella biografia intitolata L’uomo che ha inventato il XX secolo: Nessun altro prima di lui aveva ideato un motore a corrente alternata. Il campo magnetico si esauriva quando la corrente invertiva la direzione. Utilizzando più di un solo insieme di correnti. Ciò che fece Tesla fu utilizzare due correnti alternate che non andassero al passo l’una con l’altra. egli si assicurava che vi fosse 39 . incapace di dare una risposta”. Come il movimento propulsivo ondulatorio delle zampe che permette a un millepiedi di procedere in avanti.

conosciuto come l’inventore della lampadina. e fornisce a ottanta clienti l’energia sufficiente per accendere ottocento lampade. in Pearl Street. Quando una delle correnti si esauriva. diversi tipi di vetro per l’ampolla e diversi tipi di gas all’interno della lampada. e lo faceva senza l’uso di connessioni elettriche applicate all’albero rotante. l’altra avrebbe contintato a far girare il motore. per migliorare e perfezionare le lampade elettriche a incandescenza inventate dallo scienziato britannico Joseph Swan. il quale aveva sperimentato le prime applicazioni di illuminazione domestica utilizzando una corrente continua. Nel 1880 Edison prova a migliorare l’invenzione di Swan sperimentando l’utilizzo di diversi materiali per il filamento incandescente. ma aveva utilizzato brillantemente le sue intuizioni tecniche. che avevano il difetto di durare appena qualche minuto prima di spegnersi. 40 . Riesce così a ottenere una lampada a incandescenza che dura ben quaranta ore.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 40 sempre una corrente sufficientemente potente per azionare il motore. Edison in realtà non aveva inventato nulla. Il campo magnetico ruotava portando il motore a girare con lui. l’intuizione scientifica di Joseph Swan è condannata all’oblio. Nel 1882 Edison apre la sua prima centrale elettrica a New York. e mentre il suo risultato tecnologico passa alla storia. senza nessuna formazione di tipo scientifico. Per le sue lampade Swan aveva impiegato una striscia di carta rivestita di carbonio e attraversata dalla corrente elettrica all’interno di un’ampolla di vetro dalla quale era stata aspirata l’aria. Tesla si trasferisce a Parigi per lavorare in una delle aziende di Thomas Alva Edison. Dopo l’esperienza a Budapest.

La corrente di Edison non poteva essere trasferita a lunga distanza perché la maggior parte dell’energia veniva dispersa nel cavo lungo il tragitto. La prima occasione per Tesla arriva con una trasferta in Germania. facendo crollare un pezzo di muro proprio davanti 41 . La Continental Edison aveva fornito alle ferrovie tedesche una centrale elettrica e un impianto completo per l’illuminazione della stazione di Strasburgo. Arrivando a Parigi da Budapest. al contrario. Tuttavia. La corrente continua utilizzata da Edison. ma durante l’inaugurazione dell’impianto un cortocircuito aveva provocato un’esplosione. Tesla pensa che nella Continental Edison avrebbe trovato l’ambiente ideale per applicare e sviluppare le sue intuizioni sulla corrente alternata e i motori elettrici. La corrente alternata di Tesla. poteva essere “trasformata” in una corrente ad alto voltaggio (alta tensione). Tutto ciò non era possibile con il tipo di segnale elettrico prodotto da Edison. anche se con la trasmissione di corrente alternata progettata da Tesla il problema della propagazione di energia elettrica a grande distanza viene finalmente risolto nel modo più efficace. infatti. e questo dava a Tesla un vantaggio tecnologico non indifferente. per l’affermazione della “corrente di Tesla” contro la “corrente di Edison” bisognerà aspettare ancora parecchi anni. ha un grosso difetto: rende impossibile portare la luce in case molto distanti dalla centrale elettrica. caratterizzata da basse perdite e quindi più adatta per la trasmissione a lunga distanza. rivoluzionando il sistema di trasmissione dell’elettricità usato fino a quel momento.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 41 e i primi successi economici gli permettono di espandere le sue attività commerciali anche all’estero. e successivamente ritrasformata all’arrivo per ottenere una corrente a bassa tensione adatta per l’impiego domestico.

contando di poter sviluppare assieme al famoso “inventore della lampadina” le sue teorie sull’elettricità nella speranza che Edison ne avrebbe sostenuto gli esperimenti. Per risolvere questo delicato “incidente diplomatico” viene prescelto Nikola Tesla. nel 1884 Tesla arriva a New York per lavorare come apprendista di Edison. a soli ventisette anni. e riesce finalmente a conquistare il favore della comunità scientifica. che sovraintende ai lavori di ristrutturazione dell’impianto e nel frattempo. Dopo un anno di collaborazione le personalità dei due inventori si scontrano. che stava presenziando alla cerimonia. e Tesla decide di licenziarsi per inseguire da solo i propri sogni sull’elettricità. Tesla si guadagna da vivere scavando fossi per le reti fognarie fino al 1887. Ma il successo ingegneristico di Nikola Tesla è oscurato dalla 42 . realizza il primo prototipo di motore a corrente alternata in un piccolo laboratorio preso in affitto. che lo portano nell’anno successivo alla registrazione di ben trenta brevetti relativi ad apparecchi elettrici. Edison era un mito della scienza. ma ben presto l’entusiasmo iniziale lascerà il posto a un’amara delusione. Per lo scienziato balcanico questi sono anni di grande creatività. Agli occhi di Tesla. quando riesce a trovare un finanziatore per la creazione della Tesla Electric Company.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 42 all’imperatore Guglielmo I. Dopo questo successo. Edison non era interessato alle teorie di Tesla sulla corrente alternata. A molti anni di distanza dai giochi con il pelo del suo gattino. Nel 1888 presenta i risultati delle sue ricerche con una conferenza presso l’Istituto americano di ingegneria elettrica. Tesla può finalmente dedicarsi a tempo pieno a quei “giochi scientifici” grazie ai quali oggi noi possiamo utilizzar la corrente alternata in casa. della quale diventa socio di maggioranza.

autorizzando l’uso della “sedia elettrica” per le esecuzio43 . facendo leva sull’ignoranza del grande pubblico per descrivere un’elettricità “cattiva e pericolosa”. Edison organizza anche delle dimostrazioni pubbliche davanti a giornalisti e spettatori che assistono agli effetti della corrente alternata ad alto voltaggio applicata ad animali randagi. Edison non vuole assolutamente rinunciare alla sua leadership nel settore dell’elettricità e gioca tutte le sue carte per screditare l’invenzione di Tesla. Negli opuscoli pubblicitari di Edison vengono descritti alcuni incidenti mortali provocati dall’alto voltaggio utilizzato negli impianti progettati da Tesla. dimostrando come l’utilizzo della corrente alternata nelle case fosse intrinsecamente pericoloso. e lo Stato di New York aveva istituito a tale scopo un’apposita commissione diretta da Harold Brown.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 43 minaccia di un fallimento commerciale. un perito elettrico che aveva lavorato come assistente nel laboratorio di Edison assistendo agli esperimenti pubblici sugli animali. Durante queste esibizioni pubbliche un assistente di Edison era incaricato di spingere un cane o un gatto randagio verso una ciotola elettrificata. A quei tempi negli Stati Uniti si stava cercando un sistema alternativo all’impiccagione per eseguire le condanne a morte. e si sostiene che la corrente alternata “ucciderebbe certamente un cliente entro sei mesi dall’installazione di uno dei suoi impianti”. che avrebbe dovuto essere evitata per preferire l’elettricità “buona e innocua” dell’inventore americano. fino a quando nell’autunno del 1888 l’assemblea legislativa dello Stato di New York approva una legge che manda in soffitta l’impiccagione. Iniziano così esperimenti di “morte elettrica” su grossi cani e cavalli. spiegando che il nuovo sistema “richiederà molte sperimentazioni prima che possa avere un uso pratico. non sarà mai un sistema sicuro”.

Kemmler trascorre venti minuti in preda agli spasmi. Per le esecuzioni capitali il condannato. Headline Book Publishing 1999. Newton & Compton editori 2000. I giornali cominciano a pubblicare articoli sull’utilizzo della corrente alternata per eliminare i criminali. veniva legato con delle cinghie alla sedia di legno. edizione italiana: L’uomo che ha inventato il XX secolo.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 44 ni capitali. illustrando nei minimi dettagli le procedure mortali utilizzate per giustiziare i condannati a morte con la sedia elettrica. [Brown] descrisse il modo in cui. e piastre di metallo che ne cingevano le gambe. Il 6 agosto 1890 William Kemmler è il primo ad essere giustiziato con la sedia elettrica. per assicurare un efficace contatto elettrico. e quando la corrente viene interrotta il condannato è ancora vivo. aggiungeva Brown. il tutto veniva infine accuratamente inumidito di soluzione di potassa. The man who invented the twentieth century. per rassicurare gli ascoltatori disgustati3 . “In questo modo. il criminale avrebbe ricevuto una morte istantanea per la violenta contrazione muscolare. Poiché la corrente applicata è troppo debole. rendendo così necessaria una seconda elettrificazione per completare l’esecuzione. ma i presenti non assistono alla morte rapida e indolore annunciata da Edison e Brown. aveva poi una fascia di metallo legata attorno alla testa. Robert Lomas. la sovranità della legge verrà affermata senza provocare alcun dolore fisico”. accendendo l’interruttore. e Harold Brown rilascia interviste ai quotidiani. 3 Cfr. 44 . con la testa e le gambe depilate per consentire il collegamento dei fili.

incapaci di trasportare l’energia elettrica a lunga distanza dal generatore. e dimostra che la “corrente alternata” dei suoi apparecchi non è la forza demoniaca e mortale descritta da Edison. È l’inizio del successo commerciale della corrente alternata. provando su di sé gli effetti della pila elettrica. ma genera questi fulmini con una corrente talmente bassa da rendere assolutamente innocua la potenza totale della scarica. che decide di utilizzare dei macchinari elettrici per far funzionare i propri strumenti. Diventa così il miglior testimonial di sé stesso. con una conseguente pubblicità negativa per l’“elettricità di Tesla”. Tesla scopre che gli effetti letali sul corpo umano non sono provocati dal voltaggio. Tesla si diverte a farsi attraversare da scariche elettriche con voltaggi paragonabili a quelli dei fulmini. Eccentrico e pazzoide come tutti i grandi scienziati. ma un’energia sicura e soprattutto controllabile. riuscendo in un’impresa che sarebbe stata impossibile per gli apparecchi di Edison a corrente continua. ma dalla potenza elettrica. Nel frattempo Tesla porta avanti i propri esperimenti e brevetta una “bobina di sintonia” che si rivela determinante per la realizzazione delle prime trasmissioni radio. ma si trovava a più di quattro chilometri dalla miniera.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 45 L’associazione tra la corrente alternata e un rischio mortale diventava sempre più stretta. rappresentata dal prodotto tra il voltaggio e la corrente. È qui che le macchine elettriche di Tesla dimostrano tutta la loro efficacia. Il fiume San Miguel avrebbe potuto fornire una quantità di energia elettrica praticamente illimitata a tutte le compagnie minerarie della zona. Ma la sua curiosità non conosce limiti e Tesla sperimenta anche sul proprio corpo gli effetti della corrente alternata. così come aveva fatto Alessandro Volta un secolo prima di lui. 45 . La svolta arriva grazie ad una compagnia mineraria sull’orlo del fallimento.

che aggiungevano altri 15 centimetri alla sua altezza. afferrando con l’altra mano un filo elettrico sul quale viaggiava una corrente a frequenza molto alta. che porta la corrente elettrica a localizzarsi sulla superficie di un conduttore quando viaggia ad una frequenza molto alta. A tutto questo si aggiunge il contesto pittoresco nel quale si svolgevano questi esperimenti. descri4 Cfr. Tesla poteva far accendere una lampadina tenuta in mano. È così che i giornali di New York vincono la diffidenza sulla corrente alternata e iniziano a pubblicare delle fotografie di Tesla in abito elegante. ostentava poi degli stivali a suola alta provvisti di gomma isolante sotto le suole. Tesla doveva fornire uno spettacolo spaventoso. Lui indossava sempre una marsina nera e una camicia bianca in occasione di questi spettacoli. Tesla sperimenta anche il cosiddetto “effetto pelle”. che elevava la sua già imponente statura. e apparire come un moderno dio della luce4.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 46 Oltre a farsi rizzare i capelli in testa con scariche da due milioni di volt a corrente bassisima. Producendo scoppi e scintille nel laboratorio oscurato. ricordati da Robert Lomas nella sua biografia di Tesla: Queste singolari dimostrazioni scientifiche venivano date nel suo laboratorio. circondato da piogge di scintille. abbinate talvolta a un cappello a cilindro di seta. op. a completare l’evento del pranzo offerto da Tesla. Robert Lomas. Grazie a questo fenomeno fisico. e luci brillanti. cit. che si “spalmava” sulla superficie del suo corpo senza attraversarne i muscoli. 46 .

l’uomo che aveva finanziato gli esperimenti di Tesla acquistandone i brevetti dopo la fallimentare esperienza lavorativa nell’azienda di Edison. il tight e gli alti stivali 47 . In quell’occasione Tesla esibì un uovo di metallo su una piattaforma di velluto. affidati alla “Westinghouse Electric and Manufacturing Company”. parlando delle sue scoperte all’Istituto britannico di ingegneria elettrica a Londra e all’Istituto di ingegneria elettrica di Parigi. festeggiando la realizzazione dell’impianto di illuminazione della fiera: 96.629 lampade a incandescenza allestite dalla compagnia di Westinghouse e alimentate dai generatori di Tesla. Tesla collassa e perde la memoria. accendendo la corrente. Dopo il funerale. l’uovo rimaneva in piedi ruotando rapidamente. la compagnia guidata da George Westinghouse. il primo maggio 1893 partecipa all’inaugurazione della Fiera Mondiale di Chicago. Con 216. alimentato dalla magia della corrente alternata. dopo essersi colmato di elettricità”. Successivamente si reca al capezzale della madre. perché le ristrettezze finanziarie lo spingono a vendere tutti i diritti sui suoi brevetti. col suo cappello a cilindro. che muore pochi giorni dopo l’arrivo di Nikola. Tornato negli Stati Uniti. dove partecipa a numerosi convegni scientifici. La folla si accalcava per vedere l’inventore. recuperando i suoi ricordi solamente nei mesi successivi con un processo lento e progressivo. Ma la gloria risplendente di Tesla dura poco.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 47 vendo “l’inventore nella gloria risplendente della miriade di lingue di fuoco della fiamma elettrica.000 dollari in mano. Tesla si disinteressa totalmente delle questioni commerciali e finanziarie legate allo sfruttamento delle sue invenzioni e parte per l’Europa.

Forse potrò trasmettere nello stesso modo la forza elettrica”. durante una conferenza presso la National Electric Association di Saint Louis. op. Dopo aver costruito un apparecchio oscillante per risolvere i problemi di stitichezza del suo amico scrittore Samuel Clevens. cit. distrutto in un incendio il 14 maggio 1895. lo vide far passare milioni di volt di elettricità ad alta frequenza attraverso il corpo. Tesla descrive le sue teorie sulla trasmissione a distanza di segnali elettrici “sintonizzati” su una determinata frequenza. Tre anni più tardi anche Guglielmo Marconi inizia a sperimentare le trasmissioni radio. continuando gli esperimenti con l’elettricità. conosciuto con lo pseudonimo di Mark Twain. con una dimostrazione pubblica del funzionamento di una barca radiocomandata. Tesla dà nuovamente sfogo alla sua inventiva nel 1898. Tesla “imbriglia” le cascate del Niagara con le turbine elettriche e ritorna a New York nel 1889. La passione per i misteri dell’elettricità lo spinge a creare artificialmente fulmini sempre più 5 Cfr. Dopo questo trionfo delle sue scoperte scientifiche. Nel 1893. e inventa un “circuito di sintonia” scrivendo nel suo diario: “costruirò un sistema per mandare messaggi attraverso la Terra senza l’impiego di fili.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 48 di gomma. che aggiunge alla collezione dei suoi brevetti. e sarà lui ad essere consacrato dalla storia come il padre della radiofonia. Dopo aver ricostruito dal nulla il laboratorio. e accendere lampade mediante la scintilla prodotta dallo schiocco delle dita5. Tesla si interroga sulle proprietà dei circuiti oscillanti. Robert Lomas. 48 .

Il lavoro e le invenzioni di Tesla vengono così dichiarati “Top Secret”. credendo di parlare con un pazzo. Erskine. arrivando a generare scariche da quattro milioni di volt. telefona al colonnello Erskine del Dipartimento della guerra statunitense. capace di far viaggiare segnali a bassisima frequenza che possono così fare il giro del mondo seguendo la curvatura della Terra. e in uno slancio di patriottismo gli mette a disposizione i risultati delle sue scoperte. che riesce a inviare una quantità di energia considerevole nello spazio interstellare a qualsiasi distanza”. in qualunque momento. Nikola Tesla va a dormire nella sua stanza d’albergo. Quella stessa notte. Edgar Hoover compila un 49 . a ottantasette anni. pronta per essere raccolta attraverso opportuni ricevitori. Nei suoi appunti Tesla descrive esperimenti per la realizzazione di “un apparecchio molto piccolo e compatto. A partire da quella data le opere e la memoria di Nikola Tesla vengono fagocitati dai servizi segreti statunitensi. e il capo dell’Fbi J. Tesla gli parla dell’invenzione per trasmettere l’energia a distanza.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 49 potenti. ma non lo farà mai. al mattino dell’8 gennaio. Tesla lavora sul concetto di trasmissione a distanza dell’energia. e sogna di un mondo dove l’energia elettrica sarebbe stata disponibile dappertutto. e viene ritrovato morto da una cameriera del New Yorker solamente tre giorni più tardi. che viveva all’Hotel New Yorker di Manhattan. gli promette di richiamarlo. una descrizione in cui molti riconoscono il principio di funzionamento del moderno laser. che confiscano tutte le proprietà dello scienziato. Nikola Tesla. credendolo una spia jugoslava. Negli ultimi anni di vita. e scopre che l’atmosfera terrestre può comportarsi come un gigantesco conduttore. Il 5 gennaio del 1943. per l’illuminazione e la comunicazione.

fortunatamente risparmiato dai bombardamenti Nato del 1999. una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti stabilisce che è lo scienziato serbocroato. Anche dopo questa sentenza. a sei mesi dalla sua morte. per evitare qualsiasi tipo di pubblicità delle sue invenzioni e prendere tutte le precauzioni necessarie a mantenere il segreto di quelle scoperte”. Tutto quello che ne resta. compresi gli oggetti e la strumentazione presenti nella sua stanza al momento della morte. che Marconi perfeziona. tuttavia. ma il nome di Tesla e il suo lavoro continuano a rimanere sconosciuti.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 50 promemoria in cui si raccomanda “la massima riservatezza sulle ultime vicende collegate a Tesla. il vero inventore delle trasmissioni radio. è custodito a Belgrado nel Museo Tesla. e non Guglielmo Marconi. sviluppa e commercializza a partire dalle basi gettate da Tesla. Il 21 giugno 1943. Oggi quel segreto di Stato è caduto. 50 . il segreto imposto attorno al lavoro del “signore dei fulmini” getta una pesante ombra sul lavoro di Tesla. e solo parecchi decenni dopo la sua scomparsa la comunità scientifica mondiale ha riconosciuto i giusti meriti a quel ragazzo curioso che ha speso tutta la vita cercando di carpire a Dio i segreti delle sue carezze elettriche.

grazie al lavoro appassionato di due grandi pionieri: George Boole e Claude Shannon. Boole è costretto a sbarcare il lunario come insegnante di 51 . A causa delle modeste condizioni economiche della sua famiglia. quando i calcolatori elettronici e la loro logica binaria erano ancora molto lontani. Leonardo da Vinci L’algebra binaria e la teoria dell’informazione sono tra le discipline scientifiche che hanno maggiormente contribuito allo sviluppo dei moderni sistemi di telecomunicazioni. con una pubblicazione che entra a far parte della storia della scienza. A pochi anni di distanza dall’invenzione del telegrafo. dal mondo astratto della matematica al mondo concreto dei circuiti elettronici. il matematico inglese George Boole riesce a guardare al di là dell’orizzonte culturale del suo tempo. combinate con il genio del secondo. vissuti a più di un secolo di distanza l’uno dall’altro ma legati da un comune percorso che ha portato le teorie del primo.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 51 Capitolo 4 L’algebra della logica e la teoria dell’informazione “Nessuna humana investigazione si pio dimandara vera scienzia s’essa non passa per le matematiche dimonstrazione”.

porta con sé un cambiamento di prospettiva talmente rivoluzionario da essere compreso solo a un secolo di distanza.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 52 matematica sin dall’età di sedici anni. e a soli vent’anni riesce in un compito dove molti matematici della sua epoca avevano fallito. con simboli come “0” e “1”. molti anni dopo la morte del suo creatore. detta anche Algebra di Boole dal nome del suo inventore. a cui fa seguito nel 1854 la sua opera di maggior rilievo: An Investigations of the Laws of Thought. su cui si fondano le teorie matematiche della logica e della probabilità). con i suoi teoremi e postulati. corrente/assenza di corrente. “falso” e altre astrazioni logiche formulate attraverso i linguaggi naturali dell’uomo. oppure utilizzando il linguaggio dei circuiti elettrici: acceso/spento. Nel 1848 Boole dà alla stampa il trattato di logica formale The Mathematical Analysis of Logic (Analisi Matematica della Logica). Quest’algebra della logica simbolica. quando l’avvento dell’elettronica rende necessario l’utilizzo di un’algebra capace di rappresentare concetti come “vero”. utilizzando “operatori logici” che permettono di esprimere gli stessi concetti in termini matematici. sviluppando una teoria algebrica dell’invarianza che molti anni più tardi diventerà uno strumento matematico indispensabile per Albert Einstein e per la formulazione della teoria della relatività. si rivela uno strumento potentissimo per creare una corrispondenza tra le astrazioni logiche della programmazione dei calcolatori e le operazioni fisiche realizzate concretamente dai dispositivi elettrici ed elettronici dei computer. Con questo testo nasce l’algebra binaria. on which are founded the Mathematical Theories of Logic and Probabilities (Indagine sulle leggi del pensiero. L’algebra di Boole. 52 .

infine.”... quando Claude Shannon. Da qui il titolo “Indagine sulle leggi del pensiero. Boole non immagina neanche lontanamente che le sue teorie verranno utilizzate un secolo più tardi come un modello per la descrizione del funzionamento dei calcolatori elettronici: i suoi obiettivi sono molto diversi. e stabilire su queste basi la scienza della Logica costruendo il suo metodo. Nell’Investigation of the laws of thought Boole scrive che Il compito del seguente trattato è quello di analizzare le leggi fondamentali di quelle operazioni della mente con cui viene realizzato il ragionamento.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 53 Il concetto chiave sviluppato da Boole per collegare tra loro i due mondi della logica e del calcolo è la creazione di un formalismo matematico rappresentato unicamente da due quantità. un giovane studente ventiduenne del Massachusetts Institute of 53 . descritte da Boole come “L’Universo” e “Il Nulla” e rappresentate dai simboli “1” e “0”. Le teorie sviluppate da George Boole nel 1854 rimangono pressoché sconosciute fino al 1937. e vanno ben al di là della semplice creazione di un formalismo logico-matematico. esprimere queste operazioni nel linguaggio simbolico del calcolo. raccogliere dai vari elementi di verità evidenziati nel corso di queste analisi alcune informazioni sulla natura e la costituzione della mente umana. Con il suo lavoro. e. lo scienziato cerca di fornire degli strumenti di analisi dei meccanismi di funzionamento della stessa mente umana. rendere il metodo stesso una base di un metodo più generale per l’applicazione della teoria matematica delle probabilità.

Shannon era un ingegnere. arrivando a capire che un lavoro matematico pressoché sconosciuto e ignorato fino ad allora avrebbe potuto fornire uno strumento di analisi e di interpretazione del funzionamento dei circuiti elettronici. Massachusetts. non un matematico. riproducendolo fedelmente al termine del suo “viaggio” attraverso un mezzo trasmissivo. La “riscoperta” di Boole è solo una delle numerose tappe della carriera scientifica di Shannon. rimasti nel cassetto per quasi un secolo. Nel 1953 Shannon realizza un’altra pubblicazione dalla quale nascerà una nuova disciplina della scienza: lo studio dell’“intelligenza artificiale”. e la sua genialità sta proprio nell’aver raggiunto la matematica e la logica di Boole a partire dalle necessità pratiche e concrete dell’ingegneria. e si discute il legame tra energia e informazione. decide di rispolverare l’algebra della logica. Esattamente a un secolo di distanza dalla prima pubblicazione di Boole. Grazie a Claude Shannon oggi siamo in grado di determinare quali siano le condizioni ottimali per trasformare un suono o un segnale vocale in una sequenza di cifre binarie.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 54 Technology di Cambridge. un testo scientifico del 1948 destinato a passare alla storia. Nella tesi di laurea presentata da Shannon viene stabilito il legame tra l’ingegneria dei circuiti elettronici e gli studi di logica formale di Boole. Shannon pubblica A Mathematical Theory of Information (Teoria Matematica dell’Informazione). Shannon pone una serie di interrogativi che daranno 54 . In Computer and Automata (Computer e Automi). nel quale viene sviluppata una serie di teoremi che ruotano attorno alla trasmissione ottimale di messaggi su canali dove la propagazione dei segnali è soggetta a errori e disturbi.

McCarthy è il primo ad utilizzare il termine “intelligenza artificiale” nel 1956 per definire questo nuovo settore interdisciplinare della scienza. la cibernetica e la fisiologia cerebrale. che negli anni ’60 diventa l’“incubatrice” che tiene a battesimo la prima generazione di hacker. l’elettronica. 55 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 55 lavoro per decenni a ricercatori e scienziati di tutto il mondo: è possibile costruire una macchina che possa effettuare una diagnosi automatica dei suoi malfunzionamenti e possa ripararli? È possibile simulare al computer il modo in cui la mente umana elabora le informazioni? Un computer istruito per giocare a scacchi può imparare dai propri errori? Nell’estate dello stesso anno. Shannon recluta due assistenti di laboratorio di nome Marvin Minsky e John McCarthy. Il lavoro di ricerca di Minsky e McCarthy prosegue negli anni successivi con la fondazione del laboratorio di intelligenza artificiale (IA LAB) del Massachusetts Institute of Technology. i primi “esemplari” di ricercatori cresciuti in un mondo che aveva già scoperto la teoria dell’informazione. e cercavano di mettere insieme tutta questa conoscenza per ricavarne qualcosa di utile.

Turing raggiunge dei risultati concettuali che negli anni successivi alla pubblicazione del suo trattato condizionano fortemente lo sviluppo dei moderni calcolatori. 56 . ma qualche anno più tardi l’opera di Turing rivelerà tutta la sua potenza logica e concettuale. diventando un’altra pietra miliare nello sviluppo della scienza dell’informazione. with an application to the Entscheidungsproblem. influenzando anche il nostro modo di pensare e di immaginare. Senza nessun riferimento all’elettronica o all’informatica e utilizzando unicamente strumenti teorici logico/matematici. assieme ai lavori di George Boole e Claude Shannon. Alan Turing Nell’inverno del 1936 un giovanotto di nome Alan Mathison Turing pubblica alla tenera età di ventiquattro anni un piccolo trattato di logica matematica. Inizialmente lo scritto di Turing sembra essere di qualche utilità solo per quella dozzina di matematici sparsi per il mondo in grado di capire il titolo del trattato.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 56 Capitolo 5 “Rompicodici” e Macchine Universali “Il ragionamento matematico può essere schematicamente considerato come l’esercizio della combinazione di due caratteristiche. che possiamo chiamare intuizione e ingenuità”. un documento intitolato On Computable Numbers.

da un dispositivo fisico che ha il ruolo di “manipolatore di simboli” e da un insieme di regole prefissate. In un modo esattamente analogo. e ci risulterebbe molto difficile immaginare un computer in grado di comportarsi in un modo diverso da quello descritto da Turing. Oggi per noi è assurdo pensare di dover tenere in casa un computer per scrivere. Modificando le regole di funzionamento. quello che noi chiamiamo computer non è altro che una “Macchina Universale di Turing” (Universal Turing Machine). uno per giocare a scacchi e uno per ogni altra attività. può imitare qualunque “sistema formale” rappresen57 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 57 Anche se non ce ne rendiamo conto. vale a dire un sistema in grado di “imitare” infinite altre macchine. Turing dimostra che la sua macchina concettuale. descritta da Turing unicamente in termini concettuali. è l’idea di un sistema costituito da un insieme di simboli. la calcolatrice e la scacchiera. Nei primi anni dell’informatica questo modo di pensare era tutt’altro che naturale e la limitata potenza di calcolo rendeva assurda l’idea che le funzioni di un computer potessero andare al di là dal ristretto insieme di operazioni per cui era stato progettato. al variare delle regole di manipolazione dei simboli. lo stesso dispositivo fisico ha un diverso comportamento logico. aggiungendo addirittura nuove funzioni a queste macchine. così come è possibile utilizzare un pallottoliere per effettuare moltiplicazioni oppure addizioni a seconda del modo in cui vengono utilizzati i pallini. utilizzate dal manipolatore per modificare il valore dei simboli che rappresentano lo stato attuale del sistema. proprio perché siamo abituati a pensare al computer come ad una Macchina Universale di Turing. tra cui la macchina da scrivere. La “Macchina Universale”. uno per fare i conti.

di un ciclomotore o di un asciugacapelli. Ma Babbage cerca di descrivere la sua idea di calcolatore programmabile universale utilizzando il linguaggio della meccanica. dieci anni prima dell’invenzio58 . ma solo pochi anni fa questa idea ha richiesto un drastico cambiamento di mentalità. caduta per anni nel dimenticatoio dopo la morte del suo inventore. Un esempio di sistemi formali è rappresentato dalle operazioni matematiche che utilizzano un insieme comune di simboli (le cifre da 0 a 9) e regole diverse a seconda dell’operazione desiderata. lo stesso cambiamento di mentalità che occorrerebbe a noi per abituarci all’idea di una “macchina universale” in grado di “imitare” a richiesta il comportamento di un frullatore. che ha dimostrato come a partire da uno stesso dispositivo fisico si possano costruire infinite “macchine virtuali” in grado di imitare qualunque sistema formale. e tra tutte le idee che hanno caratterizzato la storia dell’informatica la vincente è stata quella di Alan Turing. semplicemente variando le istruzioni che determinano il modo in cui si manipolano i simboli del sistema. mentre Turing. paragonabile ad una vera e propria “rivoluzione culturale”. di un videoregistratore. un computer è un’idea di macchina. fortemente condizionato dai limiti della tecnologia del suo tempo. L’idea della “Macchina Analitica” di Charles Babbage. Oggi sembra quasi banale l’idea di un “programma” in grado di far variare il comportamento di una macchina logica.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 58 tato da un insieme di simboli e da un insieme di regole. semplicemente variando le sue regole di funzionamento. Prima di essere un insieme di circuiti. era molto simile alla “Macchina Universale” concepita da Turing.

la potentissima macchina crittografica utilizzata dall’esercito nazista durante la Seconda Guerra Mondiale per la produzione di messaggi in codice. la comprensione del meccanismo utilizzato dai nazisti per la codifica dei messaggi si rivela una sfida troppo ardua anche per i migliori esperti di crittografia dell’epoca. Per rompere il segreto che circonda i messaggi cifrati tedeschi. si libera dai vincoli tecnologici che penalizzavano il progetto meccanico della macchina analitica. Nel 1940 il governo inglese inizia ad interessarsi alle teorie del giovane Alan Turing. tra cui 59 . e che il ruolo di manipolatore dei simboli sarà affidato ad un microprocessore. Tutto inizia quando un ufficiale dei servizi segreti dal nome di battaglia “Intrepid” riesce a impossessarsi di “Enigma”. Dopo aver portato la macchina tedesca a Londra.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 59 ne del transistor e un secolo dopo le invenzioni di Babbage. Turing descrive la logica di funzionamento di un “manipolatore universale di simboli” e lascia agli ingegneri delle generazioni future. utilizzando il linguaggio della logica e della matematica. che fanno tesoro anche del lavoro di Boole e Shannon. l’alto comando delle forze militari britanniche decide di riunire in un unico gruppo di ricerca tutte le menti più brillanti dell’epoca. L’impresa di Intrepid non è tuttavia sufficiente a svelare l’enigma di Enigma. che i simboli verranno rappresentati elettricamente dalla presenza o dall’assenza di corrente in un transistor. Un gruppo di matematici e scienziati battezzati col soprannome di “Codebreakers” (rompicodici) viene reclutato dai servizi segreti britannici per la realizzazione di un segretissimo progetto militare dal nome in codice “Ultra”. il compito di decidere che questi simboli saranno “1” e “0” (Turing invece utilizzava dei cerchi e delle croci).

Colossus continua a decifrare i messaggi in codice che i nazisti inviavano in assoluta tranquillità. il loro lavoro rimane pressoché sconosciuto. nei pressi di Londra. costituita da centinaia di valvole che è ancora lontana dal concetto di Macchina Universale. La risposta dei Codebreakers alla crittografia nazista è “Colossus”. a metà strada tra le Università di Oxford e Cambridge. situato a Bletchey Park. lungo cinque metri e profondo tre. Fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale. rimane oscuro e segreto per moltissimi anni. un gruppo di persone guidate dalla passione per il calcolo. I Codebreakers incaricati di carpire ad Enigma il segreto del suo funzionamento si riuniscono in un edificio vittoriano strettamente sorvegliato. che grazie alla loro genialità hanno deciso le sorti del secondo conflitto mondiale. una macchina calcolatrice. ma nonostante il loro impegno decisivo. Un colosso di nome e di fatto. ma che porta ugualmente con sé molte delle idee di Alan Turing.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 60 il ventottenne Alan Turing. senza sapere che il segreto del loro “imbattibile” Enigma era stato violato grazie al contributo fondamentale di un ragazzo non ancora trentenne. Il lavoro dei Codebreaker di Bletchey Park. Nessuno dei partecipanti al progetto Ultra è autoriz60 . realizzato principalmente con pezzi di recupero provenienti dai sistemi postali telegrafici e telefonici. nonostante moltissime persone ricordino perfettamente lo sbarco in Normandia. Per una strana e amara ironia. alto due metri e mezzo. sono pochissimi a ricordare chi ha permesso agli alleati di effettuare le intercettazioni dei messaggi in codice nemici che hanno reso possibile quello sbarco. la logica e la matematica ha scritto una pagina importante del secondo conflitto mondiale e della nostra storia. Tuttora.

Il gioco consiste nello stabilire. Le parole di esordio di questo articolo sono tremendamente dirette e provocatorie: “Il mio intento è quello di rispondere alla domanda ‘le macchine possono pensare?’”. rivolgendosi a due interlocutori situati in un’altra stanza. Senza utilizzare nulla di più della logica. Una copia di Colossus è tuttora presente in un museo creato appositamente a Bletchey Park. quale dei due “interlocutori invisibili” è un uomo e quale una macchina pro61 . Nel dopoguerra Turing continua il suo lavoro scientifico. L’esistenza di Colossus è tenuta segreta sino al 1970. e i suoi algoritmi di decrittazione vengono resi pubblici solamente nel 1995. Turing descrive l’“intelligenza” delle macchine attraverso un gioco chiamato “Gioco dell’imitazione” (The imitation game). La più importante di queste pubblicazioni è un articolo del 1950. di cui possiamo solo conoscere le risposte scritte. attraverso le risposte alle domande formulate. Si tratta di fare delle domande. una serie di riflessioni con una devastante potenza culturale e intellettuale che hanno avuto un impatto profondo su tutta la storia dell’informatica e sulle ricerche degli anni successivi. più tardi ribattezzato “Test di Turing” all’interno della comunità scientifica. nemmeno dopo la fine del conflitto. un documento scritto con un linguaggio semplice e senza nemmeno una formula matematica. Le regole del “gioco dell’imitazione” sono semplici. una telescrivente o una semplice serie di foglietti scritti a mano.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 61 zato a menzionare le proprie attività. intitolato Computing Machinery and Intelligence (Macchine Calcolatrici e Intelligenza). attraverso una tastiera. pubblicando altri documenti che negli anni successivi sarebbero stati riconosciuti dalla comunità scientifica come i primi passi nell’arte della programmazione dei calcolatori elettronici.

a soli quarantadue anni. sono ormai numerose le situazioni in cui proviamo un fortissimo senso di inferiorità davanti alla potenza del “pensiero” di una macchina. dando l’illusione che dall’altra parte del muro ci sia proprio una persona in carne e ossa a rispondere. Turing si spegne tragicamente il 7 giugno 1954. Alan 62 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 62 grammata per rispondere automaticamente. La risposta alla domanda iniziale. Tuttavia credo che alla fine del secolo l’uso delle parole e il senso comune si saranno modificati a tal punto che saremo in grado di parlare di macchine pensanti senza aspettarci di essere contraddetti. A poco più di cinquant’anni dalla pubblicazione di Computing Machinery and Intelligence. “le macchine possono pensare?” credo che sia troppo stupida per meritare ulteriori discussioni.] in modo che giochino il “gioco dell’imitazione” talmente bene da fare in modo che un interlocutore medio non abbia più del 70 per cento di probabilità di identificare correttamente l’uomo e la macchina dopo cinque minuti di domande. ad esempio durante una partita a scacchi contro un computer.. Secondo Turing il grado di “intelligenza” di una macchina sta proprio nella sua abilità di simulare le risposte “umane”. Come molti altri grandi artisti e scienziati. Alan Turing non aveva poi tutti i torti.. Probabilmente nel futuro saranno sempre più frequenti le occasioni in cui ci renderemo conto che. in fin dei conti. Nel suo articolo Turing si dichiara fermamente convinto che tra circa cinquant’anni sarà possibile programmare i computer [.

Ovunque egli sia. I giudici ritengono opportuno obbligare uno dei più grandi talenti della storia dell’informatica ad un’umiliante terapia di castrazione chimica che viene portata a termine con debilitanti iniezioni di ormoni. 63 . ma ciò nonostante il prezzo che lo scienziato paga per riacquistare la libertà è altissimo. spero che sia contento di osservare un mondo ormai pieno delle sue “Macchine Universali” che diventano sempre più simili agli uomini nel “gioco dell’imitazione”. Con chissà quali pensieri nella testa. Turing trascorre gli ultimi anni della sua vita con la triste consapevolezza di essere stato distrutto dalle stesse istituzioni che aveva difeso durante la guerra con il suo lavoro. La corte gli consente di usufruire del beneficio della condizionale. Nemmeno un genio come Turing riesce a sfuggire alla terribile ondata di violenza scatenata contro gli omosessuali inglesi e viene arrestato. le attività patriottiche svolte da Turing durante la guerra assieme agli altri scienziati di Bletchey Park sono ancora così segrete che non possono essere nemmeno menzionate a sua difesa. il 7 giugno del 1954 Alan Turing si stende sul suo letto e morde lentamente una mela avvelenata con cianuro di potassio. e nei primi anni ‘50 viene coinvolto in una caccia alle streghe scatenata in Inghilterra in seguito alla defezione di due agenti omosessuali dei servizi segreti britannici.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 63 Turing era omosessuale. fuggiti in quella che allora era ancora l’Unione Sovietica. Durante il processo. processato e condannato per “indecenza grave”.

mentre Konrad Zuse progetta i suoi calcolatori in Germania. Ogni 64 . Il lavoro di Atanasoff si conclude nel 1942 con la creazione di ABC (Atanasoff-Berry Computer). John Vincent Atanasoff. Nei mesi precedenti all’avvio del suo progetto. ma non riesce a venire a capo del problema. Atanasoff racconta che era diventata una tortura. Continuavo a pensarci. uno studente appena laureato. edito nel 1981 dalla McGraw-Hill. pubblicata nel libro The Computer Establishment. Atanasoff va convincendosi gradualmente della possibilità di realizzare una macchina da calcolo elettronica. che verrà successivamente consacrato alla storia come il primo computer basato sull’utilizzo del sistema di numerazione binario. inizia la costruzione di un prototipo sperimentale di calcolatore elettronico assieme a Clifford Berry. Nei due anni successivi la mia vita diventò un inferno. John Von Neumann Nel 1939. è solo perché non ha realizzato quanto sia complicata la vita”. un professore statunitense di matematica e fisica dello Iowa State College. In un’intervista rilasciata a Katherine Fishman.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 64 Capitolo 6 I dinosauri dell’informatica “Se la gente non pensa che la matematica sia semplice.

Ero abituato a farlo per poche miglia. riconosce a John Vincent Atanasoff la paternità del primo elaboratore elettronico digitale. Atanasoff racconta di aver deciso proprio quella notte e in quella locanda numerosi dettagli progettuali e princìpi di realizzazione del suo calcolatore. tra cui l’utilizzo di un sistema binario per la rappresentazione dei dati. il giudice Earl L. Ma quella notte ero davvero ossessionato. ed entrai. e continuai la mia marcia fino ad attraversare il Mississippi per entrare in Illinois. Una notte d’inverno del ‘37 tutto il mio corpo era tormentato dal tentativo di venire a capo del problema. NdR) da dove ero partito. Questa sentenza rende giustizia dopo 34 anni a un pioniere dell’informatica. della corte distrettuale di Minneapolis. Ero a 189 miglia di distanza (304 chilometri. Durante una deposizione legale per l’assegnazione della paternità del primo calcolatore elettronico. la realizzazione di una macchina di calcolo elettronica. Bevvi qualcosa e cominciai a scaldarmi. È in quella notte che il sogno di Atanasoff.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 65 sera andavo nel mio ufficio nell’edificio di Fisica. Il 19 ottobre 1973. il cui nome rischiava di essere dimenticato a causa della grande risonanza e 65 . vidi una luce. e ricordo di aver appeso il mio cappotto pesante. che si rivelò essere una locanda. realizzando che avevo ritrovato il controllo di me stesso. potevo riprendere il controllo di me stesso concentrandomi sulla guida. Larson. Fuori la temperatura era prossima allo zero. Entrai in auto e guidai per diverso tempo ad alta velocità per riuscire a controllare le mie emozioni. inizia a uscire dal limbo in cui era rimasto per due anni e si trasforma in una concreta realtà progettuale. Sapevo che dovevo smettere.

Aiken. da questa coppia nasce un “figlio d’arte”: Timothy “Tim” Berners-Lee. costretta a intervenire manualmente per ripristinare il corretto funzionamento della macchina. Ben presto la parola “bug” diventa sinonimo di errore di programmazione o di malfunzionamento di un sistema informatico. una farfalla notturna intrappolata in uno dei meccanismi. a finanziare le sue ricerche dal 1939 al 1944. professore di matematica dell’Università di Harvard. che nel 1990 darà lustro al nome dei genitori inventando il “World Wide Web”. a causare il blocco del calcolatore su cui lavora la Hopper. Nel 1944 Howard Aiken.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 66 notorietà dell’elaboratore Eniac. porta a termine la creazione di Mark I. basato sull’utilizzo di relais elettromeccanici di tipo telefonico. Tra i programmatori del Mark I troviamo anche una giovane coppia: Conway Berners-Lee e Mary Lee Woods. anche se le misure dei circuiti diventeranno talmente ridotte da non lasciare più spazio agli insetti. Nel 1955. Thomas John Watson. “Bug” in inglese significa insetto. III e IV. I calcolatori della serie Mark sono passati alla storia anche per un altro episodio abbastanza curioso avvenuto nel 1945. ed è proprio un insetto. molto influenzato dall’opera di Charles Babbage. a Londra. un calcolatore lungo venti metri e alto tre. che limitano la velocità a sole tre operazioni al secondo. La Hopper incolla il primo “bug” della storia nel registro sul 66 . all’interno del calcolatore Mark II. realizzato sette anni dopo il prototipo di Anatasoff e spesso erroneamente accreditato come il primo elaboratore digitale. In quell’anno la programmatrice Grace Brewster Murray Hopper scopre ad Harvard il primo “bug” della storia. con il suo entusiasmo riesce a convincere il presidente dell’Ibm. anno in cui il Mark I entra in funzione. Al modello I fanno seguito i Mark II.

consentivano a questo apparecchio di effettuare 5000 operazioni al secondo.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 67 quale vengono annotate tutte le attività del calcolatore. 3 di larghezza e 1 di profondità. Oggi sappiamo che i fenomeni solari e l’andamento meteorologico sono totalmente indipendenti. presso la Moore School of Electrical Engineering della Pennsylvania University realizzano l’ENIAC (Electronic Numerical Integrator and Calculator). In quell’anno John Presper Eckert e John William Mauchly.000 tubi a vuoto. Dopo i calcolatori tedeschi di Zuse e quelli britannici di Aiken. L’insetto e il registro sono tuttora conservati presso il National Museum of American History della Smithsonian Institution. Uno sguardo ai suoi numeri può dare un’idea delle impressionanti caratteristiche di questo calcolatore. con 30 tonnellate di peso. ma nel 1936 quando 67 . alimentati da una piccola centrale elettrica. 30 metri di lunghezza.000 interruttori. 140. 18. 70. nel 1946 gli Stati Uniti d’America diventano la patria di un nuovo “gigante” dell’informatica.000 resistenze. la prima accensione di questo calcolatore ha provocato un abbassamento di corrente in tutta la città di Philadelpia e durante il funzionamento la temperatura dell’aria intorno alla macchina raggiungeva i 120 gradi Farenheit. macinando dati con una rapidità tale da prevedere la traiettoria di un razzo mentre è ancora in volo. Mauchly si interessa alla costruzione di un calcolatore per raccogliere dati meteorologici.000 condensatori e 6. 10. in modo da stabilire se le macchie solari e le tempeste sulla stella a noi più vicina siano in grado di influenzare il clima del nostro pianeta. ma lo spirito che anima i suoi costruttori è lontano mille miglia dal mondo della guerra. Secondo alcuni biografi dell’Eniac.000 Watt di consumo. Ufficialmente l’Eniac è un calcolatore superveloce realizzato per effettuare calcoli balistici.

Egli scopre che la complessità dei calcoli richiesti va oltre ogni immaginazione e inizialmente decide di assumere una schiera di impiegati per effettuare a mano i calcoli. Più che una copia tardiva. un mago dell’elettronica nato a Philadelphia. Quando quest’ultimo gli descrive le sue idee per la realizzazione di una macchina dedicata al calcolo intensivo automatizzato. dodici anni più giovane di Mauchly. Tuttavia le conoscenze elettroniche di Mauchly erano talmente limitate da rendere molto più probabile l’ipotesi di una totale assenza di legami tra il progetto del computer di Atanasoff e quello realizzato successivamente da Eckert e Mauchly. Mauchly era stato in Iowa per alcuni giorni. non c’era ancora nessuna prova certa. ci sarebbe voluto più di un decennio per elaborare i dati climatici raccolti.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 68 Mauchly sviluppa la sua “ossessione” scientifica per il calcolo automatizzato. Dopo aver visitato la fiera mondiale del 1939. l’incontro tra i due diventa una miscela esplosiva. dove aveva assistito ad una dimostrazione del funzionamento della macchina di Atanasoff. Prima di incontrare Eckert. ripromettendosi di utilizzare in seguito delle macchine a schede perforate simili a quella di Hollerith per elaborare i dati. Le conoscenze elettroniche di Eckert e la passione scientifica di Mauchly si uniscono per dare il via ad uno dei progetti più ambiziosi nella storia dell’informatica. è più probabile 68 . ed è proprio a causa di questa visita che nel 1973 la corte di Minneapolis decide di attribuire ad Atanasoff la paternità del calcolatore elettronico. Mauchly si rende conto con rammarico che anche utilizzando decine di macchine a schede perforate. Nel 1941 scopre l’elettronica grazie ad un seminario sponsorizzato dall’esercito. il cui istruttore è John Presper Eckert.

che riesce a introdurre i due scienziati all’interno degli ambienti militari. distinguendosi per la versatilità e la multidisciplinarietà del suo lavoro. Un altro dei protagonisti nella costruzione del progetto è Johann Von Neumann. la logica. direttore del Ballistic Research Laboratory dell’esercito degli Stati Uniti.000 dollari dava il via alla costruzione dell’Eniac. e Leslie Simon.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 69 che l’Eniac sia un’invenzione indipendente successiva all’Atanasoff-Berry Computer. dia il denaro a Goldstine’”. uno scienziato ungherese che sin dagli anni ’20 aveva realizzato numerose pubblicazioni di rilievo. [Veblen] si alzò e disse ‘Simon. dondolandosi sulle gambe posteriori della sedia fino a farla cadere. Il 9 aprile 1943 Eckert. capace di rivoluzionare la fisica quantistica. che da quel giorno inizia a interessarsi alla costruzione del calcolatore di Eckert e Mauchly. che era una sua vecchia conoscenza. Mentre Goldstine descrive il progetto in corso presso la Moore School. in una notte d’estate del 1944. presidente dell’Istituto per gli Studi Avanzati di Princeton. un finanziamento da 400. Nella stazione ferroviaria di Aberdeen. Eckert e Mauchly. Dall’incontro fortuito presso la stazione di Aberdeen nasce un 69 . inizialmente fermi per la necessità di un finanziamento. Goldstine ricorderà quell’incontro raccontando che “dopo aver ascoltato per qualche minuto la mia presentazione. Il giorno dopo. riescono a portare a termine il loro progetto grazie all’incontro con il tenente Herman Goldstine. L’incontro con l’Eniac avviene per caso. osserva una strana luce illuminare gli occhi di Von Neumann. la teoria dei giochi e il calcolo automatico dell’epoca. nel Maryland. Trent’anni più tardi. Von Neumann incontra Herman Goldstine. Mauchly e Goldstine ottengono un colloquio con Oswald Veblen.

70 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 70 rapporto di collaborazione che risulterà determinante per il successo del progetto Eniac. dopo aver fondato una società tutta loro in seguito alla creazione dell’Eniac. Nel 1951 i due. Association for Computing Machinery. Baran dovrà aspettare ancora qualche anno. commercializzano un modello di calcolatore battezzato UNIVAC (Universal Automatic Computer). Per l’invenzione della “commutazione di pacchetto”. Eckert e Mauchly nel 1947 fondano ACM. Qualche anno più tardi quest’uomo avrà un ruolo chiave nella realizzazione delle tecnologie che permetteranno la nascita di Internet e per il momento si limita a sbarcare il lunario controllando componenti elettronici e diodi al germanio da utilizzare per la costruzione di Univac. che nel corso degli anni diventerà una delle principali istituzioni scientifiche e didattiche nel settore dell’informatica. figlio di immigrati polacchi giunti in America quando Paul aveva solo due anni. Tra i dipendenti della Eckert-Mauchly Computer Corporation troviamo un giovanotto di 25 anni di nome Paul Baran.

Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 71 Capitolo 7 Hacker e videogiochi “Il calcolatore PDP-1 utilizzato per Spacewar esegue calcoli fino alla velocità di 100. L’immagine proiettata sullo schermo dell’oscilloscopio è una semplice “T” rovesciata. che alcuni anni prima.] memorizzando e disegnando le posizioni e le velocità relative delle astronavi. dei transistor e alcune valvole. La pallina viene fatta rimbalzare da un 71 .000 operazioni al secondo [. dei razzi. che svolge il ruolo di “rete” nel campo da tennis elettronico. il PDP-1 fa riferimento alle leggi del moto di Newton”... durante gli esperimenti del “Progetto Manhattan”. Nel 1958. presso il Brookhaven National Laboratory di Upton. delle stelle e del sole. Le visite organizzate al laboratorio Brookhaven erano piuttosto noiose. che alcuni di noi ricordano di aver visto nelle vecchie radio o nel televisore del nonno. in pieno clima di guerra fredda. un fisico di nome Willy Higinbotham. un centro di ricerca nucleare. decide di dedicarsi ad un’attività più rilassante e gratificante: la realizzazione di un videogame. i vecchi “tubi a vuoto” simili alle lampadine. e per vivacizzare il “turismo scientifico” Willy crea in sole tre settimane un rudimentale gioco del tennis. utilizzando un oscilloscopio. aveva assistito di persona alla detonazione della prima bomba atomica. Dal manuale del videogioco Spacewar La storia dei videogiochi inizia in America.

Dopo questo esordio nel mondo dell’elettronica. e a quell’epoca nessuno immagina ancora che qualche anno più tardi il passatempo di uno scienziato sarebbe stato trasformato in una fiorente industria dell’intrattenimento. Il laboratorio di Intelligenza Artificiale del Mit (guidato da Marvin Minsky e John McCarthy) diventa la culla dei primi 72 . quando in occasione dell’annuale festa del Massachusetts Institute of Technology.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 72 lato all’altro della rete premendo il bottone collocato accanto alla manopola utilizzata per variare l’angolo di tiro della pallina. È il battesimo di Spacewar. cercando di contastare l’attrazione del sole ed evitando al tempo stesso le collisioni con altri corpi celesti. La “palestra di allenamento” degli appassionati di informatica del Mit è il Tech Model Railroad Club. il capostipite dei videogiochi computerizzati. imparano a destreggiarsi tra relais e circuiti. per far funzionare i loro modellini. Steve Russell e altri hacker del laboratorio di Intelligenza Artificiale danno in pasto ai circuiti del loro PDP-1 un nastro di carta con ventisette pagine di linguaggio assembly. i primi mastodontici computer apparsi durante gli anni ’60 nelle Università e nei centri di ricerca statunitensi. installano uno schermo extra – in realtà un gigantesco oscilloscopio – e per tutto il giorno stupiscono un pubblico incredulo che si accalca intorno allo schermo per guardare due navi spaziali che cercano di colpirsi a vicenda. Il “Tennis” di Higinbotham rimane in attività per ben due anni presso il Brookhaven National Laboratory. dove gli amanti dei trenini elettrici. grande passione: la programmazione dei mainframe. Con l’arrivo al laboratorio di intelligenza artificiale del Pdp-1. per le nozze dei videogiochi con l’informatica bisogna attendere il maggio del 1962. l’amore per i trenini cede il posto ad una nuova.

migliorato. In gergo “a good hack” è una soluzione brillante ad un problema informatico o di natura pratica. La loro “casa” è il Mit. usando oscilloscopi.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 73 hacker. ma giocare con la logica per trovare soluzioni che siano anche eleganti. ma le considerano unicamente come uno strumento di lavoro. e il lavoro dei primi hacker è simile a quello di quei bambini che smontano il ferro da stiro di casa per vedere come è fatto dentro e capire come funziona. la fantascienza. saldatori e linguaggi di programmazione ad alto livello per giocare con altri hacker e accettare sfide intellettuali per il puro piacere di vincerle. la libertà dell’informazione e i computer. Il verbo “to hack” significa letteralmente “fare a pezzi”. individui legati da una passione comune per il cibo cinese. Questa attitudine ad affrontare come un gioco anche i problemi più seri distingue gli hacker da altri programmmatori che hanno le stesse abilità. L’obiettivo che un hacker si prefigge non è semplicemente far funzionare le cose. e non come un lavoro commissionato da qualcun altro. riparato. che viene smontato. e non solo efficaci. e non come uno strumento per l’espressione libera e creativa della mente. Gli hacker mettono in pratica questa loro attitudine in molti modi: migliorando circuiti e programmi. La comunità degli hacker è caratterizzata dal gusto di risolvere problemi applicando la propria intelligenza a qualsiasi sfida intellettuale con uno spirito giocoso. questa sì che è una furbata”. “smontare”. e al posto del “ferro da stiro” c’è il Pdp-1. programmato. utilizzato per intere notti e in ogni ritaglio di tempo lasciato libero dagli utenti autorizza73 . una sorta di uovo di Colombo che fa dire: “cavoli. realizzata attraverso le tecnologie. in una gara continua per riscrivere lo stesso algoritmo usando una riga di codice in meno.

I computer possono cambiare la vita in meglio. programmi e algoritmi in uso ancora oggi. una serie di norme non scritte che si sviluppano tra loro in maniera spontanea e naturale. Ogni programma realizzato è aperto ai miglioramenti degli altri. e non in base a criteri stupidi come il ceto. che utilizzano per i loro lavori universitari programmi scritti dagli stessi hacker. In questo ambiente creativo e libero vengono sviluppate tecniche informatiche.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 74 ti. Anche il videogioco Spacewar viene distribuito liberamente e gratuitamente come tutte le opere dell’ingegno nate all’ombra dell’etica hacker. in un processo di perfezionamento continuo e collettivo di tutte le creazioni della prima comunità hacker. L’imperativo è “metterci su le mani”! 2. Tutta l’informazione deve essere libera. Nessuno dei primi hacker ha voglia di mettere sotto brevetto le proprie idee. l’età. Un good hack deve essere libero. sintetizzate da Steven Levy nel libro Hackers: Heroes of the Computer Revolution: 1. e chiudere i programmi nella gabbia del copyright è una possibilità che non viene nemmeno presa in considerazione. 5. La vera eredità dei ragazzi del Mit è la cosiddetta “etica hacker”. 6. Dubita dell’autorità – promuovi il decentramento. 4. Gli hacker devono essere giudicati solo per i loro hackeraggi. L’accesso ai computer – e a tutto ciò che può insegnarti qualcosa su come funziona il mondo – dev’essere totale e illimitato. Con un computer puoi creare arte e bellezza. 3. la razza o la posizione sociale. e in poco tempo si diffonde a macchia d’olio 74 .

Il gioco diventa piuttosto popolare. cercando di recuperare l’investimento iniziale di 20mila dollari con proventi frazionati in “rate” da 10 centesimi di dollaro. Nel giugno del 1971 Bill Pitts. uno degli allievi del laboratorio di intelligenza artificiale. Il primo dei due esemplari di Galaxy Game viene collocato nel settembre 1971 presso la caffetteria della Stanford University. un concetto che in quegli anni non era molto popolare nei campus universitari degli Stati Uniti. decide di esplorare le possibilità commerciali offerte da Spacewar. Il gioco viene ribattezzato Galaxy Game anziché “Guerra Spaziale” (Spacewar) per evitare qualsiasi menzione della guerra. ma non abbastanza redditizio per Pitts e Tuck. mentre il secondo fa la sua apparizione nel giugno 1972 all’interno del campus universitario. che devono ammortizzare il costo piuttosto alto dei computer utilizzati. Per avviare la “produzione in serie” di Spacewar vengono utilizzate due macchine Pdp. dando un ulteriore impulso alla popolarità di questo gioco. dopo alcuni mesi di ritocchi e perfezionamenti tecnici. Il produttore dei calcolatori Pdp. 75 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 75 in tutti i centri universitari americani. fondando assieme all’amico Hugh Tuck “Computer Recreations”. gli unici due esemplari del Galaxy Game vengono smantellati. la prima azienda di videogiochi della storia. decide di inserirne una copia in ogni singola macchina venduta. la Digital Equipment Corporation. corrispondenti al costo di una partita. che nel frattempo si erano evolute fino al modello Pdp-11. a cui Pitts e Tuck applicano delle gettoniere per l’introduzione delle monete. Dopo alcuni anni di onorato funzionamento presso il campus di Stanford. dopo aver riprogrammato Spacewar nel linguaggio assembly del Pdp-11.

tra cui un “tennis” molto simile a quello realizzato da Willy Higinbotham sul suo oscilloscopio. che prima di imbattersi nel videogioco prodotto dalla Magnavox aveva conosciuto Spacewar durante il periodo trascorso come studente all’Univer76 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 76 Nell’aprile 1997. vende il suo apparecchio alla compagnia Magnavox. studenti e professori continuano a cimentarsi in appassionanti battaglie spaziali che portano con loro il dolce sapore di quel pomeriggio di primavera del 1962. Tra il pubblico troviamo un giovane ingegnere di nome Nolan Bushnell.30 alle 8 di sera. un ingegnere americano che ha l’intuizione di usare i normali televisori domestici per visualizzare i suoi “giochi elettronici”. quando per la prima volta lo schermo di un computer si è trasformato in un amplificatore della fantasia. presentato con una serie di dimostrazioni pubbliche in diversi stati americani. e più precisamente a Burlingame. Un altro pioniere degli anni ’70 è Ralph Baer. dalle 5. dove ogni giorno. che nei primi mesi del 1972 realizza i primi prototipi del sistema di videogame Odyssey. Pitts si rivolge all’Università di Stanford cercando un aiuto per salvarli dalla rottamazione definitiva. alcuni appassionati della “vecchia scuola” dei videogame riescono a riportare in vita nel giro di poche settimane un esemplare originale perfettamente funzionante del Galaxy Game. dopo aver conservato per diciotto anni i pezzi inerti del videogioco. Assemblando il materiale messo a disposizione da Pitts e ricostruendo alcuni componenti elettronici irrimediabilmente danneggiati. Baer. a pochi chilometri da San Francisco. Una di queste esibizioni si svolge in California. che adesso fa bella mostra di sé al quarto piano del Gates Computer Science Building dell’Università di Stanford. poiché non è più in grado di conservarli ed è costretto a disfarsene. dopo aver fatto esperimenti sui videogiochi dal 1966 al 1971.

Nolan Bushnell fonda una piccola compagnia battezzata Atari. dei videogiochi. la ditta che nel 1959 aveva realizzato il primo videoregistratore a nastro.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 77 sità dello Utah. destinato alla realizzazione di videogiochi prodotti con circuiti decisamente più economici di quelli utilizzati per i due modelli di Galaxy Game collocati a Stanford. commissionata dalla Nutting Associates. Il 27 giugno 1972. Bushnell diventa il “Re Mida”. Il volo simulato in assenza di gravità viene ritenuto troppo difficile per i potenziali acquirenti dei videogiochi e pertanto l’Atari decide di abbandonare le guerre spaziali per dedicarsi alla realizzazione di Pong. Nel 1972. un gioco in bianco e nero molto simile alle ver77 . Bushnell rimane fermamente convinto delle possibilità di successo dei videogiochi. Il primo esperimento di Bushnell è la realizzazione di Computer Space. a soli 29 anni. La parola Atari è presa a prestito dal giapponese ed è utilizzata nel gioco del Go per indicare che ad una o più delle pedine avversarie rimane solamente una mossa possibile. e decide di mettersi in proprio. Negli anni successivi al fortunato incontro con l’Odyssey. che nel giro di pochi mesi diventa la regina incontrastata del mercato dei videogiochi. dopo aver racimolato un capitale iniziale di 500 dollari assieme al socio Ted Dabney. costringendola a dormire con la sorella più grande per poter disporre di un “laboratorio domestico”. trasformando in una vera e propria fabbrica di soldi le battaglie spaziali nate nei laboratori universitari. Nolan Bushnell decide di abbandonare il suo lavoro da ingegnere all’Ampex. e sfratta la figlia minore dalla sua stanzetta. una piccola azienda californiana che sperimenta lo stesso insuccesso del Galaxy Game di Stanford. qualcosa di simile ad uno “scacco”. Nonostante il fiasco di questo primo tentativo. un’ennesima variante di Spacewar.

l’ingegnere della Atari che aveva curato la realizzazione concreta del gioco. e molte aziende californiane iniziano a produrre delle imitazioni di Pong. e a farsi carico dell’installazione sono Nolan Busnell e Al Alcorn. in cui una pallina deve distruggere un muro mattone per mattone. richiedendo un intervento tecnico. un giovanotto dall’aria vagamente hippy chiamato Steve Jobs che progetta Breakout. Alcorn riceve una telefonata in tarda serata dal gestore del bar. Nel 1976 la Atari assume il suo quarantesimo dipendente. rimbalzando su un respingente guidato dal giocatore. Al suo ritorno Jobs riprende il discorso lasciato in sospeso con l’informatica e assieme al compagno di studi Steve Wozniak lavora a un progetto che apre le porte ad una nuova stagione dell’informatica: la creazione del personal computer Apple I. 78 . Due settimane dopo aver installato il gioco. che segnala il blocco totale del gioco. dove due “racchette” situate ai lati dello schermo. Nel giro di pochi mesi il gioco della Atari riscuote un grandissimo successo. Il periodo trascorso alla Atari è una fonte di ispirazione per Jobs che. Quando Alcorn si reca presso il bar per effettuare la riparazione. semplice regola: non mancare la pallina. decide di utilizzare i soldi guadagnati per un viaggio in India alla ricerca dell’equilibrio spirituale. dopo aver lavorato nella neonata azienda di videogame. cortocircuitando i contatti elettrici. si accorge che l’unico problema è l’enorme quantità di monetine che hanno letteralmente intasato le gettoniere. in realtà due rozzi rettangoli stilizzati. un altro videogioco passato alla storia.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 78 sioni del “tennis” realizzate da Higinbotham e Baer. simulano sullo schermo televisivo una partita di tennis con una sola. Il primo prototipo viene collocato nella “Andy Capp’s Tavern” di Sunnyvale.

79 . Ad esempio. fondatore della Digital Equipment Corporation. non è altro che una versione migliorata del “cinetoscopio”. brevettato dai fratelli Auguste e Louis Lumière il 13 febbraio 1895. Sono moltissimi. ottenendo delle immagini in movimento molto più nitide di quelle realizzate con i precedenti apparecchi. Questo piccolo apporto tecnico. a cui i Lumière aggiungono semplicemente un dispositivo ottenuto modificando il piedino premistoffa della macchina da cucire. infatti. gli “inventori” che hanno potuto riscrivere a piacimento intere pagine di storia della scienza solo grazie al successo commerciale dei loro prodotti. il “cinematografo”. unito al miglioramento della qualità dell’immagine. un apparecchio brevettato nel 1891 da Thomas Edison.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 79 Capitolo 8 L’era del personal computer “Che bisogno avrebbe mai una persona di tenersi un computer in casa?”. costituisce la spinta decisiva per la diffusione di massa della cinematografia. Discorso tenuto alla convention della World Future Society nel 1977 Associare un’innovazione scientifica al lavoro di una o più persone è un compito meno facile di quanto possa sembrare. Grazie a questa piccola aggiunta si riesce a sincronizzare il movimento della pellicola con l’apertura dell’otturatore. Kenneth Olson.

ma anche per protestare contro la Systems Enhancements Associates (SEA).Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 80 Oltre a questo caso eclatante. Sono in pochi a sapere che il nome PKzip deriva dalle iniziali di Phillip Katz. uno dei rarissimi casi in cui uno standard è stato stabilito direttamente dagli utenti finali. commercializzate o trasformate in prodotti a diffusione di massa. e altrettanto numerosi sono gli uomini di scienza che hanno trasformato la nostra vita quotidiana e il mondo in cui viviamo. uno dei programmi più diffusi della storia dell’informatica. una versione migliorata del programma di compressione ARC realizzato dalla Sea. non solo per l’indubbia efficienza del PKzip. A partire dal PKzip sono stati sviluppati molti altri programmi simili. in maniera da comprimere le informazioni e ridurre lo spazio di memoria richiesto per la loro archiviazione. Dopo un accordo con la Sea che gli permette di evitare una 80 . tra cui i più recenti WINZIP e GZIP. Un’altra invenzione rimasta nell’ombra assieme al suo creatore è il PKZIP. nel corso dei secoli molte altre scoperte scientifiche sono state attribuite erroneamente a chi invece le ha solo modificate. pur rimanendo anonimi e sconosciuti. tuttora utilizzati da milioni di utenti sparsi nel mondo. utilizzato per “zippare” i dati contenuti nei calcolatori. un’azienda che aveva trascinato Katz in tribunale per aver realizzato e distribuito gratuitamente il PKarc. anziché dai capricci del mercato o dall’industria del software. lo sfortunato inventore di questo software. Milioni di utenti adottano il programma di Katz e lo diffondono come un “virus benefico”. La diffusione di massa del PKzip è uno dei più grandi fenomeni di partecipazione sociale della storia dell’informatica. che sporge denuncia per violazione del copyright e del marchio registrato.

Il 14 aprile 2000 muore in solitudine. nel Wisconsin. Un destino decisamente diverso ha trasformato William Henry Gates III. ha permesso a Bill Gates di scrivere la “sua” storia dell’informatica. Quella stessa deformazione della storia che ha trasformato i fratelli Lumière negli “inventori del cinema”. Gates diventa un uomo che si è fatto da sé. accreditandosi come pioniere dell’informatica e come padre di numerose invenzioni diventate indispensabili per lo sviluppo dei moderni calcolatori. per evitare altri grattacapi legali Katz decide di abbandonare la sua prima creazione per realizzare il PKzip. che in un’intervista rilasciata nel 1993 al “Milwaukee Journal” raccontò di aver scritto il programma unicamente per hobby. a soli 37 anni. In questo “universo parallelo” creato su misura. Nel giro di pochi mesi la passione di Katz e l’entusiasmo degli utenti trasformano lo Zip nel nuovo standard di compressione dei dati. del linguaggio di programmazione “Basic”.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 81 multa salatissima. del sistema operativo DOS e dell’“interfaccia utente” 81 . dove viene ritrovato accanto ad alcune bottiglie vuote di liquore. Nonostante il grande successo come programmatore. nell’uomo più ricco del mondo. un genio che ha raggiunto meritatamente il successo in quanto inventore del Personal Computer. nella vita Katz non si dimostra altrettanto fortunato. grazie ad una serie di mosse astute con cui nel corso degli anni è riuscito a costruire un’immagine vincente di sé. nonostante fossero il punto di arrivo e non di partenza nello sviluppo del cinematografo. utilizzando un sistema di compressione differente da quello dell’Arc. in un motel di Milwaukee. più noto come Bill Gates. Il primo a sorprendersi di questo successo è lo stesso Katz.

e il 82 . costa 1. che negli anni ’60 avevano domato a colpi di saldatore e tastiera i primi calcolatori universitari. Gli hobbisti fanno propria l’eredità lasciata dagli studenti del Mit. Il personal computer americano nasce nel 1975. spedito a mezzo milione di hobbisti-abbonati.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 82 a finestre. A tutt’oggi non è raro incontrare dei prodotti informatici pubblicizzati ancora prima che ne sia ultimata la realizzazione. Nell’immaginario collettivo è Bill Gates ad aver inventato il personal computer assieme all’Ibm. una macchina ormai entrata di diritto a far parte della storia dell’informatica. un computer che raccoglie intorno a sé la seconda generazione degli hacker: gli “hacker dell’hardware”.750 dollari e il software necessario al suo funzionamento è realizzato da Philippe Kahn. la prima generazione di “hacker dei mainframes”. Nel mondo della realtà storica non c’è niente di più falso. quando sul numero di gennaio della rivista “Popular Electronics”. mentre in realtà il primo pc nasce in Francia nel 1973. Purtroppo Micral cade presto nel dimenticatoio a causa dello scarso successo di mercato. basata sull’utilizzo del mouse. Il nome dell’antenato dei moderni pc è Micral e il suo progettista è André Thi Truong. un francese con radici vietnamite che lavora per la Realisations Etudes Electroniques. tecnici investiti di un’autorità puntualmente messa in discussione dalla prima generazione di hacker. Per la diffusione di massa dei calcolatori bisogna attendere il 1975. Micral è basato sul processore 8088. quando negli Stati Uniti una nuova “rivoluzione informatica” si scatena con la nascita del personal computer Altair. i grandi “bestioni” a valvole monopolizzati da “sacerdoti” in camice bianco. che penetrano all’interno dei segreti di Altair per carpire il funzionamento di ogni singolo circuito. viene presentato l’Altair 8800.

il più famoso linguaggio di programmazione della storia. e da due file di piccole lucine rosse come dispositivo di output.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 83 primo di questi prodotti. si accampano davanti alla sede della Model Instrumentation Telemetry Systems (MITS). È basato sul processore Intel 8080. infatti. la figlia dodicenne di Leslie Solomon. La bimba indica il nome “Altair” ispirandosi alla stella su cui era diretta l’“Enterprise” (l’astronave della serie televisiva Star Trek) nella puntata trasmessa il giorno del battesimo dell’8800. nel 1964 John Kemeny e Thomas Kurtz. Attraverso questo “Codice Simbolico 83 . presso il Dartmouth College (New Hampshire. Da qui le tipiche piaghe e vesciche sulle dita che caratterizzano gli appassionati di informatica dell’epoca. Prima ancora dell’apparizione di Micral e Altair. è quella di un apparecchio realizzato ad hoc per la presentazione del prodotto e assolutamente non funzionante. direttore di “Popular Electronics” e amico di Ed Roberts. per venire in possesso del loro Altair. sviluppano il Basic (Beginners’ All-purpose Symbolic Instruction Code). La fotografia riprodotta su “Popular Electronics”. Le istruzioni non possono essere memorizzate all’interno del computer. Il primo personal computer americano è battezzato da Lauren Solomon. è stato proprio Altair 8800. e alcuni hacker tra i più tenaci. il cui risultato finale è una scatola metallica con pannello frontale composto da una fila di interruttori che costituiscono l’unico dispositivo di input. Il computer è venduto in kit di montaggio. Passa molto tempo prima che le migliaia di pezzi ordinati vengano consegnati. ma devono essere inserite a mano attraverso gli interruttori del pannello frontale ogni volta che il calcolatore viene acceso. definiti in gergo “vaporware”. costa 397 dollari e ha 256 bytes di memoria. Usa). la società produttrice di Altair guidata da Edward Roberts.

Dopo aver letto l’annuncio su “Popular Electronics”. immigrato nel 1940 a New York assieme alla sua famiglia proveniente da Budapest. Il primo programma scritto in Basic viene eseguito a Dartmouth da Kemeny e Kurtz alle due del mattino del 4 maggio 1964. Steve Wozniak. che avevano studiato insieme ad Harvard. nella Silicon Valley californiana. Quelle riunioni divengono un appuntamento fisso per scambiare pezzi di hardware. che sarebbe caduto nel 1976. nel garage di Gordon French si svolge il primo incontro dell’Homebrew Computer Club. in qualità di assistente matematico. telefonano immediatamente a Ed Roberts per proporgli di acquistare il loro interprete Basic per l’Altair. A quei tempi l’azienda aveva ancora il trattino nel nome. Gary Kildall e molti altri pionieri dei personal computer. programmi. L’Altair 8800 è ovviamente al centro dell’attenzione. le istruzioni vengono impartite al calcolatore usando delle parole in inglese corrente. prima di dedicarsi all’informatica trascorre parecchi anni accanto ad Albert Einstein. Con l’avvento del Basic la programmazione dei calcolatori esce dal mondo degli addetti ai lavori e diventa accessibile a tutti. scritto assieme a Marty Davidoff.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 84 Multifunzione di Istruzioni per Principianti”. e apre le porte del successo 84 . tra gli altri. informazioni e progetti. Bill Gates. Bill Gates e Paul Allen. È la prima vendita di software della Micro-Soft. di cui fanno parte. L’accordo per la vendita del Basic viene concluso con successo il 2 gennaio 1975. Kemeny. come Print (stampa) oppure Input (immetti). Il 5 marzo 1975 a Menlo Park. L’affare si rivela davvero fortunato. idee. il club degli hacker dell’hardware. al posto della lingua misteriosa composta da sequenze interminabili di “1” e di “0” con cui i primi programmatori sono costretti a “parlare” con i loro computer.

Il 22 maggio 1977 Ed Roberts decide di abbandonare il mercato dell’informatica. e negli anni a venire quello di Bill Gates verrà associato sempre più frequentemente alla creazione del Basic. pubblicata sulla newsletter Computer Notes. La lettera viene riportata anche sul bollettino di febbraio dell’Homebrew Computer Club. rendendo meno remunerativa la realizzazione dei loro prodotti. In seguito al dilagare di queste copie “pirata”. New Mexico. quando la distribuzione libera e gratuita del sistema operativo GNU/Linux diventa l’elemento decisivo che incoraggia e stimola il lavoro di migliaia di programmatori sparsi in tutto il mondo. un documento in cui attacca apertamente la copia non autorizzata. 85 . anche in virtù delle crescenti pretese da parte dell’azienda di Gates. L’argomentazione principale di Gates contro la diffusione incontrollata dei programmi è che questa pratica scoraggia i programmatori. Gates e Allen si trasferiscono ad Albuquerque. A trentacinque anni compiuti. gli “homebrewers” iniziano a fare delle copie su nastro del Basic per l’Altair da distribuire gratuitamente. il 3 febbraio 1976 Bill Gates scrive una lettera aperta agli hobbisti. sede della Mits. Le teorie di Gates verranno smentite nel 1991. lasciata incustodita durante una delle numerose dimostrazioni intineranti organizzate da Ed Roberts per pubblicizzare il suo prodotto. In seguito all’accordo con Ed Roberts.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 85 a quella che sarebbe diventata la maggiore azienda informatica del mondo. Il grande pubblico dimentica ben presto i nomi di Kemeny e Kurtz. Una sera del giugno 1975 gli hobbisti dell’Homebrew Computer Club riescono a impossessarsi di una cartuccia contenente il codice completo del Basic. per scrivere un programma in grado di connettere l’Altair con una unità a disco. A causa del prezzo ritenuto eccessivo.

un mese più 86 . Per Microsoft la grande occasione arriva nel luglio del 1980. La questione arriva in tribunale.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 86 dopo aver venduto la sua azienda alla Pertec. L’era degli “home” continua nel 1982 con la Commodore Computers. a testimonianza del fatto che l’informatica è ormai diventata parte della vita quotidiana del mondo. Nel giro di pochi mesi il VIC 20 raggiunge il milione di copie vendute. Roberts si trasferisce in Georgia con un assegno di alcuni milioni di dollari in tasca. Centinaia di copie dello ZX80 iniziano ad invadere l’Europa. una cittadina a sud di Atlanta dove si stabilisce per esercitare la professione di pediatra. mentre Gates ed Allen sostengono che il Basic era stato dato all’azienda solamente in concessione. rompendo le barriere che la tenevano rinchiusa all’interno degli ambienti accademici e industriali. dove i giudici danno ragione a Microsoft. Nel frattempo Sinclair si affretta ad affiancare al modello ZX81. che produce due esemplari destinati a passare alla storia: VIC 20 e Commodore 64. e inizia una nuova vita come studente di medicina alla Mercer University. l’azienda che in quegli anni esercitava un dominio incontrastato nel settore dell’informatica aziendale. nato nel marzo ’81. per finire la sua carriera a Cochran. si scatena una battaglia giudiziaria sul copyright del Basic per l’Altair: la Pertec ne rivendica i diritti. lo ZX Spectrum. Nel 1980 l’inglese Sir Clive Sinclair progetta e commercializza lo ZX80. quando Bill Gates viene contattato da Ibm (International Business Machines). In un secondo incontro. un calcolatore che segna il passaggio dall’era dei “personal” a quella degli “home computer”. nota anche come “Big Blue”. Dopo l’acquisizione della Pertec. Nello stesso anno il “Time Magazine” assegna al computer il titolo di “uomo” dell’anno.

un gigante dell’informatica che all’epoca era troppo impacciato per muoversi nel settore dei personal computer con l’agilità necessaria per sostenere il ritmo frenetico dell’innovazione tecnologica di quegli anni. È possibile che una buona parola da parte di mamma Gates sia stata l’elemento decisivo che ha determinato le decisioni di Ibm. Secondo alcuni. l’ossessione di Opel per la realizzazione di un nuovo prodotto Ibm con cui raggiungere e sorpassare la Apple potrebbe aver trovato uno sbocco naturale nelle prospettive di successo che Mary Gates era disposta a garantire a nome del suo geniale pargolo. Le motivazioni che spingono “Big Blue” a legare la nascita dei nuovi “personal computer” ad un’azienda relativamente giovane. Gates firma un contratto di consulenza per la realizzazione di un sistema operativo da utilizzare per i futuri pc di Ibm. L’unico dato di fatto riguarda le attività della madre di Bill Gates. 87 . personaggio di spicco degli ambienti di Seattle. praticamente la più alta carica direttiva dell’azienda. Mary. Un altro dei membri illustri di quel consiglio di amministrazione era il signor John Opel. nota catena di enti di beneficienza sparsa sull’intero territorio statunitense. sono tuttora avvolte da un fitto mistero. Mary Gates curava gli affari di famiglia in qualità di membro del consiglio di amministrazione di un’impresa della United Way. una “missione” segretissima battezzata con il nome in codice “Project Chess”. Proprio nei giorni antecedenti all’accordo che avrebbe reso miliardario il suo figliolo. un uomo d’affari che contemporanamente rivestiva il ruolo di Ceo (Chief Executive Officer) all’interno di Ibm.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 87 tardi. e guidata da un ragazzino appena venticinquenne.

che già da tempo aveva sviluppato CP/M. acqui88 . e nei successivi contatti con Ibm le condizioni proposte sarebbero state talmente restrittive da impedirgli di accettare l’offerta. Nel settembre del 1980. il suo non era un volo di piacere. spesso definito come la più grande occasione persa nella storia dei pc. il grosso problema di Microsoft è la realizzazione del sistema operativo promesso a “Big Blue”. che è anche la più diffusa e conosciuta. tornando a casa e mandando a monte l’affare. di fronte alla prospettiva di un fallimento dell’accordo. Il mancato accordo tra Ibm e Gary Kildall. Gates decide di giocare d’astuzia. Secondo la ricostruzione dell’episodio fatta dallo stesso Kildall. ma di affari. un sistema operativo perfettamente in grado di funzionare anche sui nuovi personal computer Ibm. Una volta concluso l’accordo. Dopo una lunga attesa. In base alla versione dei fatti fornita da Ibm. Questo stallo nella trattativa avrebbe lasciato via libera a Microsoft. dal momento che Ibm voleva cavarsela con un semplice pagamento forfettario per l’acquisto del sistema operativo. è descritto in maniera diversa a seconda di chi lo racconta. Kildall si stava dilettando con il suo bimotore mentre la moglie riceveva la visita dei dirigenti Ibm incaricati di proporre lo stesso accordo che avrebbe fatto la fortuna di Bill Gates e Microsoft. rispettando le scadenze strettissime e i vincoli sulla qualità del prodotto.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 88 Un’altra azienda candidata alla realizzazione del “Project Chess” è la Digital Research di Gary Kildall. costoro si sarebbero seccati di aspettare. invece. rifiutandosi di concedere a Kildall una percentuale per ogni copia venduta del suo CP/M. “Control Pogram for Microcomputers”. un incarico che Gates e soci non sarebbero mai stati in grado di portare a termine da soli.

che prevedeva la possibilità di rivendere il prodotto. Gates ottiene da Tim Paterson. un accordo di licenza non esclusivo.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 89 stando dalla Seattle Computer Products. una biografia non autorizzata. La segretezza era ulteriormente garantita da una clausola del contratto in base a cui “nulla obbliga Microsoft a identificare il cliente”. In seguito questa chiuderà il cerchio acquisendo la Seattle Computer Products e assumendo lo stesso Paterson. Secondo il suo resoconto: 89 . il programmatore che aveva realizzato il Q-Dos. che potrebbe essere il “vero” sistema operativo a partire dal quale. destinato a diventare uno standard nell’ambito dei personal computer grazie alla potenza economica di Ibm e al senso degli affari di Bill Gates. ma addirittura lo stesso CP/M di Gary Kildall.000 dollari. Ricostruendo con attenzione l’albero genealogico dell’Ms-Dos. QDos. un sistema operativo “veloce e sporco”. senza lasciarsi sfuggire che tra i clienti intenzionati alla rivendita del Q-Dos c’era nientemeno che Ibm. opportunamente modificato. per la modica somma di 50. Il quale. che negli anni seguenti avrebbe costruito la sua fama di programmatore geniale e la sua fortuna economica a partire dalla rivendita di un prodotto realizzato da altri. è possibile che il primo “capostipite” della famiglia non sia il Q-Dos di Tim Paterson. “Quick and Dirt Operating System”. Una versione molto dettagliata del rapporto tra il CP/M e il Q-Dos è contenuta all’interno del libro Bill Gates. inoltre. è stato realizzato il prodotto definitivo consegnato a Ibm. attraverso modifiche successive. si trasforma d’incanto nel più famoso Microsoft Dos (Ms-Dos). scritto da Riccardo Staglianò per le edizioni Feltrinelli.

Una tragica fine per un uomo geniale. Gary Kildall. che con un pizzico di fortuna in più avrebbe potuto sedersi al posto di Bill Gates sulla poltrona di uomo più ricco del mondo. La vita di Kildall si spegne a causa di una banale rissa scoppiata in un bar di Monterey. il sistema operativo nato dall’evoluzione dello sfortunato CP/M. all’età di cinquantadue anni. l’uomo che arrivò in ritardo all’appuntamento con la sua fortuna. non gradiscono le toppe del giubbotto di pelle di Kildall. avrebbe cercato di mettere a tacere la vicenda offrendo a Kildall ottocentomila dollari per rinunciare ad ogni rivendicazione sulla paternità di Ms-Dos. secondo la ricostruzione di Staglianò.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 90 Quando fu chiaro che Microsoft avrebbe fornito a Ibm il sistema operativo sviluppato da Tim Paterson. “solo il suo manuale”. riscontrando molte somiglianze con il codice scritto da Kildall. telefonò imbestialito al programmatore. più rispettosi delle loro motociclette che della vita altrui. dopo aver lottato fino alla fine contro lo strapotere commerciale di Microsoft e Ibm. Gary Kildall muore il 6 luglio del 1994. un pioniere dell’informatica che con tutta probabilità è l’unico vero 90 . La stessa Ibm. la città californiana dove viveva. usando come armi la qualità e la robustezza del suo Dr-Dos. che rappresentavano delle moto Harley Davidson. perché alcuni avventori del locale. “Non ho mai guardato il codice di Kildall”. e in più di un’occasione alcuni esperti di informatica si sono divertiti a “smontare” il Dos di Microsoft. si è sempre difeso Paterson. anticipando querele: “Hai copiato il mio CP/M: ti denuncerò! ”. Gli indizi a favore di Kildall sono davvero numerosi.

Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 91 autore di un sistema operativo che ci ha permesso per anni di lavorare. dotati di un nuovo sistema operativo. con un discorso di Gates che smentisce tra le righe Jim Cannavino.0. il salone annuale dell’informatica statunitense. ovviamente. OS/2. con una presentazione in grande stile al salone delle feste del Waldorf Astoria di New York. scrivere e comunicare attraverso il computer. il tutto per la modica cifra di 1. Da questa alleanza avrebbe dovuto nascere il nuovo standard dei sistemi operativi. Tutto risale al 2 aprile 1987. esattamente due anni e dieci giorni dopo la presentazione del prodotto. Il 20 novembre 1985 Microsoft mette in commercio Windows 1. basato sul microprocessore 8086. frutto del lavoro congiunto dei tecnici Ibm e Microsoft. fa il suo ingresso trionfale sul mercato. i PS/2. Lo sgambetto a Ibm arriva proprio in occasione del Comdex. Il sistema operativo utilizzato è. Nel 1989. avvenuta in grande stile e con tutta l’enfasi che contraddistingue le campagne pubblicitarie dell’azienda di Redmond.565 dollari. in occasione del Comdex di Las Vegas. e per lo sviluppo di OS/2 gli accordi prevedevano che Microsoft avrebbe messo da parte Windows. quando “Big Blue” lancia la nuova linea di personal. Tuttavia Gates mantiene aperte entrambe le strade. il Microsoft Dos. dopo 91 . Il modello base ha una Ram di 16Kbyte (l’equivalente informativo di una decina di cartelle di testo) e un lettore per dischetti da 5” e 1/4. riservandosi di decidere all’ultimo momento se appoggiare OS/2 o Windows. Il 12 agosto 1981 il primo personal computer di Ibm. È l’inizio della “scalata al potere” del sistema operativo più famoso del mondo. gli operatori del settore attendono un annuncio strategico di Bill Gates e James Cannavino. responsabile del settore personal computer di Ibm.

È la fine di un lungo decennio durante il quale Microsoft riesce a imporre i propri pacchetti software come standard “de facto” e “Big Blue” afferma la propria potenza economica nel mondo dei personal computer. Il “matrimonio d’interesse” tra il colosso dei mainframe e il nuovo gigante del software giunge al capolinea nel marzo 1992. Commodore. Il 22 maggio del 1990 viene presentata la versione 3 di Windows. che mobilita seimila giornalisti con grandi schermi installati a Città del Messico. il nuovo sistema operativo Windows 95 viene lanciato sul mercato con un investimento pubblicitario di 250 milioni di dollari. Sinclair e Texas Instruments. Madrid. Parigi. schiacciando Apple e tutte le piccole imprese come Atari. con una teleconferenza mondiale da tre milioni di dollari. che oggi sopravvive solamente nelle biglietterie automatiche di Trenitalia e in altre applicazioni aziendali. Aziende fiorite grazie al lavoro appassionato dei primi “hacker dell’hardware” ed entrate molti anni prima di Ibm nel settore dei personal e home computer. quando il mondo dell’informatica è scosso dall’annuncio della rottura dei rapporti commerciali tra Ibm e Microsoft. con due anni di ritardo sulle scadenze di consegna. che in un comunicato annuncia la fine dei progetti di sviluppo del sistema operativo OS/2. 14 milioni di computer sparsi in tutto il mondo vengono lasciati “orfani” da Ibm. Due anni più tardi. Singapore e Stoccolma. 92 . e il 24 agosto 1995.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 92 che aveva ingenuamente confermato l’appoggio di Microsoft nell’alleanza per OS/2. Londra. Le strade delle due aziende si separano. più di 400 miliardi di lire. ma senza i mezzi finanziari e la spregiudicatezza che hanno caratterizzato la lotta spietata dei due colossi informatici contro ogni forma di concorrenza. l’11 aprile 1997. Milano.

In realtà tutto questo nasce molti anni prima dell’introduzione delle cosiddette “interfacce grafiche” nei sistemi operativi Microsoft. scopre la “computer science” alla fine dell’estate 1945. Doug Engelbart. 1997 Un’invenzione che nell’immaginario collettivo è ormai indissolubilmente associata ai prodotti Microsoft è la possibilità di impartire le istruzioni al computer attraverso la manipolazione di simboli grafici. dal discorso della cerimonia di consegna del Lemelson-MIT Prize. le cosiddette “finestre” (windows). sovrapponibili e ridimensionabili. quando è ancora un semplice tecnico 93 . Engelbart. e risale al novembre 1970. o addirittura nel mondo intero”. e utilizzando per tutta questa serie di operazioni un puntatore posizionabile sullo schermo attraverso il movimento di un “mouse”. il cavo di collegamento che unisce il mouse con il computer. visualizzando questi simboli all’interno di spazi di lavoro multipli.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 93 Capitolo 9 “Topi” e “finestre” “In 20 o 30 anni potremo tenere nelle nostre mani una quantità di conoscenza elettronica pari a quella contenuta in una città. California. detti “icone”. anche in virtù della “coda”. un dispositivo scorrevole che deve il suo nome alla forma simile a quella di un piccolo topolino. ancora ventenne. quando Douglas Engelbart inventa il mouse all’interno dello Stanford Research Institute di Menlo Park.

consulente scientifico del presidente Roosevelt durante la Seconda Guerra Mondiale. Sull’isola di Laiti. pubblicato sul numero di luglio di “The Atlantic Monthly” da Vannevar Bush. tutte queste idee presero forma nella mia mente nel giro di mezz’ora. Nel libro Tools for Thought di Howard Rheingold è contenuta una dettagliata descrizione del “primo incontro” di Engelbart con l’informatica. Engelbart racconta che: La prima volta che ho sentito parlare dei computer ho capito dalla mia esperienza nel settore dei radar che se quelle macchine potevano rappresentare le informazioni utilizzando schede perforate e stampe cartacee. Engelbart visita una biblioteca della Croce Rossa ricavata all’interno di una capanna indigena. e aspetta con pazienza nelle Filippine una nave militare che lo avrebbe finalmente riportato a casa al termine della guerra.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 94 radar della marina statunitense. In un’epoca in cui i computer erano ancora considerati soltanto come macchine utili ad effettuare rapidamente e con precisione enormi quantità di calcoli matematici. un elaboratore di informazioni e uno strumento per la rappresentazione di simboli. per ingannare il tempo in attesa del suo rientro. grazie all’incontro casuale con un articolo dal titolo As we may Think. 94 . Doug Engelbart realizza che i calcolatori elettronici avrebbero potuto essere impiegati altrettanto efficacemente come amplificatori della memoria e del pensiero. avvenuto grazie all’articolo di Bush. avrebbero potuto farlo anche scrivendo o disegnando le stesse informazioni su uno schermo. Quando mi fu chiara la connessione tra uno schermo a raggi catodici. dove lo attende un appuntamento col destino che cambia per sempre la sua vita e la storia della scienza.

Engelbart ricorda così quella telefonata: 95 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 95 Dopo la guerra Engelbart si laurea in ingegneria elettronica e inizia a lavorare in California presso i laboratori Ames. uno degli enti governativi del settore aerospaziale che in seguito sarebbero stati rimpiazzati dalla Nasa. uno dei tre ingegneri con cui aveva parlato pochi minuti prima. limitandosi a elaborare le schede perforate che ricevevano in pasto dai programmatori. e cerca impiego presso una giovane azienda del settore elettronico nata nei dintorni di Palo Alto. Rientrando a casa dopo un promettente colloquio con i tre ingegneri responsabili dell’azienda. anziché come un semplice strumento di calcolo. sviluppando progetti su commissione del National Advisory Commitee on Aeronautics. L’idea che un computer potesse essere utilizzato come uno strumento didattico. e sente il bisogno inarrestabile di fermare la macchina per parlare al telefono con Barney Olivier. Engelbart è fortemente infastidito da un dubbio. Engelbart sente che l’ambiente universitario è ancora troppo angusto perché le sue idee sul futuro dei computer possano trovare una realizzazione concreta. I computer di allora non erano ancora pronti per interagire direttamente con gli utenti. i quale potevano solo prendere atto dei risultati dell’elaborazione ed eventualmente ripetere l’operazione con un nuovo pacchetto di schede perforate. Dopo il periodo di dottorato trascorso a Berkeley. quando i risultati ottenuti non combaciavano con quelli desiderati. suonava più o meno come una bestemmia. responsabile del settore di ricerca e sviluppo dell’azienda. Nel 1951 Engelbart lascia la Ames per entrare all’Università californiana di Berkeley. dove si scontra con la resistenza al cambiamento degli ambienti universitari e i limiti tecnologici dei calcolatori dell’epoca.

esposte durante il colloquio. riescono a cambiare idea sul futuro dell’azienda. All’epoca dell’incontro con Engelbart.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 96 Ho fermato la macchina alla prima cabina telefonica per chiamare Barney Olivier. Hewlett e Packard erano ancora lontani dal settore dell’informatica e totalmente assorbiti dalla passione per l’elettronica. Il loro primo prodotto commerciale è un oscillatore audio progettato da Hewlett durante gli anni dell’Università. 96 . perché credo che ciò mandi a monte la nostra trattativa. fossero solo un ponte verso l’elettronica digitale. è davvero un peccato. e gli dissi che volevo solo sapere se anche loro erano convinti che i computer e le tecnologie digitali avrebbero avuto un futuro. gli altri due ingegneri che assieme a Barney Olivier avevano rinunciato ad assumere uno dei più grandi talenti dell’epoca. Tra i primi acquirenti di questi oscillatori troviamo anche i Walt Disney Studios. Qualche anno più tardi William Hewlett e David Packard. Pensavo che questo fosse il percorso naturale da seguire per quell’azienda di strumentazione elettronica. e così dissi: “Beh. appena in tempo per trasformare la “Hewlett-Packard Company” in uno dei maggiori produttori di computer del mondo. che ne utilizzano otto per realizzare la colonna sonora del film Fantasia. Prima dello sviluppo di questo apparecchio i ricercatori e gli scienziati non potevano ancora disporre di una sorgente semplice e accurata di segnali a bassa frequenza. Sono costretto a passare attraverso l’elettronica digitale per realizzare il resto dei miei progetti”. Davo per scontato che le mie idee. Barney rispose dicendomi che non avevano nessuna intenzione di entrare nel settore dei computer.

due ricercatori di un ente governativo chiamato Arpa (Advanced Research Project Agency).Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 97 Nel 1957 Doug Engelbart riceve un’offerta dallo Stanford Research Institute (SRI) di Menlo Park. ma alla fine sono riuscito a farcela scrivendo un documento terminato nel 1962 e pubblicato nel 1963”. L’articolo passa quasi inosservato negli ambienti scientifici ufficiali. in cui non potevo confrontare le mie idee con nessuno. uno “Schema concettuale per l’Amplificazione dell’Intelletto Umano”. Il lavoro dell’“Augmentation Research Center” culmina il 9 dicembre 1968 con una dimostrazione pubblica che segna definitivamente l’ingresso in una nuova età della scienza. Doug riesce finalmente a ottenere un piccolo finanziamento per la realizzazione di un “Augmentation Research Center”. sperimentando per la prima volta teorie di cui lui era l’unico studioso e verificando la possibilità di estendere le facoltà dell’intelletto umano grazie all’interazione con l’attività di un calcolatore. in cui Engelbart descrive la sua nuova visione dei rapporti tra l’uomo e il computer. un “Centro di Ricerca per l’Amplificazione” dove prosegue le sue ricerche. ma richiama l’attenzione di Joseph Licklider e Robert “Bob” Taylor. Secondo le parole dello stesso Engelbart “era un lavoro solitario. passata alla storia con il nome di Arpanet e successivamente ribattezzata Internet. Il frutto dei cinque anni di lavoro trascorsi da Engelbart all’interno dello Stanford Institute è una pubblicazione intitolata A conceptual Framework for the Augmentation of Man’s Intellect. Dopo un periodo iniziale di ambientamento. in occasione della “Fall Joint 97 . Al Civic Auditorium di San Francisco. In quegli anni l’Arpa era a caccia di menti brillanti da impiegare nelle realizzazione di una rete distribuita di calcolatori.

condividono una formidabile esperienza collettiva di interazione tra l’uomo e la macchina. per intraprendere una brillante carriera come macchine di amplificazione delle nostre capacità di analisi e risoluzione dei problemi. negli Stati Uniti viene approvata una drastica riduzione dei finanziamenti pubblici 98 . in soli novanta minuti. centinaia di scienziati e professionisti dell’informatica. nasce il primo luglio 1970 a Palo Alto. per la prima volta in assoluto. All’inizio degli anni ’70 la Xerox.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 98 Computer Conference”. decide di creare una divisione scientifica avanzata per lo sviluppo di nuovi prodotti tecnologici. Engelbart. Al termine di quell’esperienza mozzafiato. azienda leader nel settore delle fotocopiatrici. praticamente l’élite mondiale del settore. la videoconferenza. Il nuovo centro di ricerca Xerox. Contestualmente alla creazione del Parc. diventata nel frattempo il cuore pulsante della rivoluzione informatica. il mouse. battezzato Palo Alto Research Center (PARC). A partire da quel giorno i computer si lasciano alle spalle un grigio passato di tritanumeri. raggiunge una densità di aziende e di centri di ricerca talmente alta da meritarsi il soprannome di Silicon Valley (Valle del Silicio). una nuova industria e un nuovo modello di sviluppo dell’informatica. aprendo le porte del personal computer. a pochi chilometri dallo Stanford Research Institute di Doug Engelbart. l’elaborazione cooperativa di testi e tutti gli altri strumenti sviluppati da un gruppo di ricerca guidato dal sogno di “amplificare l’intelletto umano”. una presentazione multimediale in cui Engelbart. descrive e utilizza dal vivo i sistemi a finestre multiple. getta le basi per una nuova tecnologia. Nel giro di pochi anni quella zona. un applauso a scena aperta fa esplodere l’Auditorium di San Francisco.

fino a raggiungere un totale di 1500 unità. collaboratori del Parc presenti in altri centri di 99 . Il lavoro di Engelbart rimane una costante fonte di ispirazione per gli scienziati del Parc. consegnate ad una ristretta cerchia di prescelti composta da dirigenti della Xerox. A partire da un numero molto limitato di esemplari. riservato ai ricercatori del Parc. e molto altro ancora. era già disponibile nel 1973 per i pochi fortunati possessori di “Alto”. nati dal perfezionamento del mouse e della visualizzazione a “finestre” già realizzati presso lo Stanford Institute. la possibilità di impartire i comandi tramite il calcolatore attraverso un mouse. la disponibilità di programmi per il trattamento dei testi. il Palo Alto Research Center diventa la culla delle principali innovazioni tecnologiche dell’informatica moderna. Grazie agli “ex” dello Stanford Institute. Quali sono le caratteristiche che ci aspettiamo di trovare in un computer del terzo millennio? Sicuramente un’interfaccia grafica che permetta l’utilizzo di “icone” e “finestre”. le reti locali Ethernet e i sistemi grafici di interazione tra utente e computer. che portano con loro tutto il carico di esperienza maturato presso lo Stanford Institute.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 99 destinati alla ricerca scientifica. l’elaborazione delle immagini. quel modello viene poi prodotto in piccoli lotti. il cui effetto è una vera e propria “fuga di cervelli” che abbandonano l’Augmentation Research Center di Doug Engelbart per unirsi alla Xerox. la gestione di archivi. la posta elettronica e la creazione di musica. Tutto questo. un modello sperimentale di personal computer realizzato al Parc e mai commercializzato. la connessione con altri calcolatori attraverso una rete locale e attraverso reti geografiche come Internet. Alcune tra le “creature” più famose nate all’interno di questo ambiente scientifico sono le stampanti laser.

Nel 1979 il Palo Alto Research Center riceve la visita di un ventiquattrenne di nome Steve Jobs. che assieme ad Adele Goldberg aveva progettato il personal computer Alto. senatori. Pur avendo sviluppato il computer del 2000 con ventotto anni di anticipo. che assieme all’amico Steve Wozniak aveva messo a frutto l’esperienza maturata presso l’Homebrew Computer Club progettando e commercializzando i personal computer Apple I e Apple II. Robert “Bob” Metcalfe. l’ispirazione che aveva colto i “due Steve” durante quella visita alla Xerox si concretizza nei personal computer Macintosh della Apple. l’azienda che attualmente domina il mercato mondiale dei dispositivi per reti locali. agenti governativi e funzionari della Casa Bianca. catturato dalla passione per la scienza in una lontana isola delle Filippine. 100 . che aprono la strada all’informatica di massa grazie al mouse. dopo un lungo periodo di gestazione. che gli assegna il comando della divisione scientifica. Alan Kay. all’interno di una biblioteca fatta di canne di bambù. che presso il Parc aveva creato e sviluppato i sistemi Ethernet. alle icone e alle finestre nati dalla fantasia e dalle visioni tecnologiche di un giovane marinaio. deputati. la Xerox non riesce a sfruttare il vantaggio tecnologico così ottenuto e moltissime invenzioni sviluppate al Parc vengono commercializzate da altre aziende o dagli stessi ricercatori prima che la Xerox decida di trasformare quei prototipi in prodotti commerciali. Durante questo “giro turistico” presso il centro di ricerca Xerox. decide di commercializzare in proprio la sua invenzione fondando la 3Com. Negli anni successivi alla nascita di Alto. Cinque anni più tardi.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 100 ricerca membri dello Stanford Institute. Jobs osserva il funzionamento di uno dei 1500 Alto prodotti al Parc. viene assunto dalla Atari.

Dalla pubblicità Apple Think Different La storia dei due fondatori della Apple Computer. Perché la gente che è pazza abbastanza da pensare di poter cambiare il mondo. dal titolo Secrets of the little Blue Box. un leggendario “phone phreak”. Inc. chi non aveva la fortuna di poter mettere le mani su di un grande calcolatore universitario aveva comunque l’opportunità di “hackerare” il più complesso sistema ingegneristico mai realizzato: la rete telefonica. Prima dell’avvento dei personal computer. l’underground digitale statunitense e la “tecnologia da strada” degli anni ’70 abbiano aperto la via alla moderna industria informatica e al rivoluzionario concetto di computer “personale”. Nell’articolo si parla di Capitan Crunch. e delle sue “scatole blu”.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 101 Capitolo 10 Il garage più famoso del mondo “Dove alcuni vedono dei pazzi. dove i giovani Steve Wozniak e Steve Jobs leggono sul numero di ottobre della rivista “Esquire” un articolo a firma di Ron Rosenbaum. è un chiaro esempio di come la cultura hacker. noi vediamo dei geni. Tutto inizia in California nel 1971. È quello che avviene durante gli anni ’70. l’età del “Phone Phreaking”: l’obiettivo dei “freak dei telefoni” non è risparmiare 101 . nei dormitori dell’Università di Berkeley. è quella che lo cambia davvero”.

iniziano a costruire delle Blue Box da vendere porta a porta nei dormitori universitari di Berkeley per sbarcare il lunario. “Woz” cercò di farsi passare per il segretario di Stato Henry Kissinger. e per pochissimo non riuscì a entrare in contatto diretto con il Santo Padre.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 102 qualche gettone. Le Blue Box (scatole blu) devono il loro nome al colore della scatola utilizzata per contenere il primo apparecchio di questo tipo. 102 . Questo fischietto riproduceva casualmente il tono con la frequenza di 2600 Hertz che era necessario negli Stati Uniti per “ingannare” le centrali telefoniche ed evitare l’addebito delle chiamate effettuate. I “due Steve” contattano Capitan Crunch. passando attraverso un numero verde per poter accedere direttamente a una centrale telefonica. tra i quali una telefonata in Vaticano (ovviamente gratuita). un dispositivo che utilizza alcune caratteristiche del sistema telefonico americano per fare telefonate gratuite. e dopo averne appreso le tecniche. John Draper (questo il vero nome di Capitan Crunch) è una vera miniera di aneddoti relativi alle attività di “Boxing” nei dormitori di Berkeley. ma capire i meccanismi tecnologici che trasformano un filo di elettroni in uno strumento in grado di portare la nostra voce in ogni angolo della Terra in cui sia presente un telefono. che negli Stati Uniti (e da qualche tempo a questa parte anche in Italia) sono quelli che iniziano per 800. che contenevano in ogni scatola un fischietto omaggio. che fu la “prova d’esame” con la quale Wozniak volle sperimentare per la prima volta le tecniche di boxing appena apprese. Il trucco funzionava “ingannando” le centrali telefoniche passando attraverso i “numeri verdi”. L’innovazione più importante nata dalla cultura underground del Phone Phreaking è certamente la “Blue Box”. John Draper deve il suo nome di battaglia ai cereali “Capitan Crunch”.

sfruttando i punti deboli delle centrali telefoniche. un ragazzo nonvedente che mostra al “Capitano” come si possono riprodurre i toni utilizzati dalle centrali telefoniche utilizzando il suo organo Hammond. l’alimentazione in ufficio e gli orari. Il destino di Wozniak e Jobs è drasticamente differente da quel103 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 103 Draper non era mosso da smanie di ricchezza. Il nome di questo programma si riferisce al film Easy Rider. unendo professionalità e informalità. Capitan Crunch è famoso anche per la realizzazione di numerosi programmi. Draper si interessa attivamente al “Blue Boxing” in seguito all’incontro con Dennie. un elaboratore testi distribuito assieme ai primi modelli di personal computer Ibm del 1981. Draper inizia a costruire un rudimentale dispositivo multifrequenza per produrre i fischi necessari a ingannare le centrali. Capitan Crunch diventa così il riferimento di un gruppo di ragazzi non vedenti che grazie alle Blue Box riescono a “navigare” gratuitamente nella rete telefonica alla ricerca di contatti umani. Dennie sa che Draper è un ingegnere elettronico. tra cui Easy Writer. Tornato a casa. di nuove voci e di suoni per riempire il buio. e riflette il tono scanzonato con cui gli hacker dell’epoca affrontavano il loro lavoro. e producenco codice efficiente nella più totale assenza di regole per quanto riguarda l’abbigliamento. e morbosamente incuriosito. Oltre che per le sue Blue Box. finendo ogni volta dietro le sbarre: l’Fbi infatti gli aveva proibito di divulgare qualsiasi tipo di informazione relativa al Phone Phreaking. al punto che non perdeva occasione per spiegare i suoi trucchi a chiunque gli capitasse a tiro. e gli propone di costruire un apparecchio con il quale generare gli stessi toni per effettuare telefonate interurbane gratuite. era solo affascinato. dal funzionamento del sistema telefonico.

Il prezzo del primo modello è di 666 dollari e 66 centesimi. finisce più volte dietro le sbarre. Draper aggiunge alla scheda funzioni di composizione automatica dei numeri telefonici che la trasformano in uno 104 . dando lezioni ai detenuti sul funzionamento del sistema telefonico. che si dedica al progetto di una scheda di espansione per Apple I. e anche durante i soggiorni in carcere riesce a organizzare un’estemporanea Università del Phone Phreaking. sono liberamente consultabili.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 104 lo di John Draper: i due iniziano la loro carriera vendendo Blue Box nei dormitori di Berkeley per ritrovarsi poi alla guida di una compagnia multimiliardaria. in grado di connettere il computer a un comune telefono. anno in cui Wozniak e Jobs realizzano il personal computer Apple I. La sfida quasi maniacale di “Woz” con sé stesso è quella di utilizzare il minor numero possibile di componenti elettronici per dare vita alle sue creazioni. e il capitale iniziale viene ricavato dalla vendita della calcolatrice programmabile HP di Wozniak e del pulmino Volkswagen di Jobs. Gli Apple vengono realizzati con il chip 6502 della Mos Technology. a causa delle stesse Blue Box. Il “Capitano” però non si scoraggia. Negli annunci pubblicitari questa scelta viene commentata spiegando che “la nostra filosofia è fornire software per le nostre macchine gratuitamente o a costi minimi”. e assieme al computer viene distribuito gratuitamente l’interprete Basic scritto dallo stesso Wozniak. mentre Capitan Crunch. scelto per i bassi costi e l’affinità con il 6800 della Motorola che Wozniak conosce molto bene. i diagrammi di costruzione. La storia dei “due Steve” continua nel 1976. fin nei minimi dettagli di progettazione. Tra i primi dipendenti della Apple troviamo anche John Draper. La base operativa è il garage di Jobs.

Il 15 aprile 1977. dove l’incontro con il modello sperimentale Alto gli suggerisce l’utilizzo del mouse e di un’interfaccia grafica a icone per i successivi modelli. La relativa campagna pubblicitaria che accompagna il lancio di Apple Macintosh è una tra le più efficaci che siano mai state realizzate da un’azienda informatica. un personal computer destinato a passare alla storia. probabilmente il primo e l’unico “personal” progettato da una sola persona. a Tampa. che afferma definitivamente la metafora del “desktop” con le sue “finestre”. Nel 1983 la Apple mette in commercio Lisa. Los Angeles Raiders-Washington Redskins 38-9) 105 . Per la prima volta la pubblicità di un computer abbandona il terreno delle riviste specializzate per approdare perfino sulle pagine di “Playboy”. come il mouse e l’utilizzo di finestre multiple. un computer la cui progettazione viene attribuita interamente a Steve Wozniak. battezzata col nome di Apple Macintosh. Il 1979 è l’anno della visita di Steve Jobs al Palo Alto Research Center. ma il progetto viene bloccato perché potenzialmente “pericoloso”. che a causa del prezzo troppo alto (circa diecimila dollari) non riesce a ottenere un buon successo di vendita. Il 22 gennaio 1984. nonostante l’utilizzo di molte delle idee vincenti mutuate dal prototipo della Xerox.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 105 strumento versatile e potente per il “Blue Boxing”. Florida. Nel 1984 viene realizzata una versione ridotta e molto più economica del modello Lisa. “cartelle” e “icone” come standard per rappresentare graficamente in maniera intuitiva le informazioni contenute all’interno del calcolatore. al San Francisco Civic Center vengono presentati i primi prototipi di Apple II. durante la XVIII edizione del SuperBowl (12 gennaio 1984.

La nostra Unificazione del Pensiero è un’arma più potente di ogni esercito. I nostri nemici si parleranno addosso a morte. sul quale un dittatore annuncia che oggi celebriamo il primo glorioso anniversario delle Direttive di Purificazione dell’Informazione. una sola causa. Siamo un solo popolo. dove ogni lavoratore può vivere al sicuro dalla peste delle verità contraddittorie e confuse. 106 . con una sola volontà. il noto regista del cultmovie Blade Runner. un giardino di ideologia pura. girato da Ridley Scott. Vinceremo! Al termine del discorso una ragazza inseguita da alcuni poliziotti lancia un martello verso il megaschermo. l’opera maestra di George Orwell. un libro in cui viene descritta una società totalitaria basata sul controllo assoluto delle attività dei cittadini. per la prima volta nella storia. mandandolo in frantumi e risvegliando i prigionieri dal sonno delle loro menti. assieme ad altri milioni di telespettatori americani incollati agli schermi televisivi. una sola determinazione. Il riferimento è a 1984. mentre una voce fuori campo annuncia che “Il 24 gennaio Apple Computer introdurrà Macintosh. esercitato da un onnipresente “Big Brother” velatamente associato nella similitudine pubblicitaria alla Ibm che controllava dall’alto il mercato informatico di quegli anni. E noi li seppelliremo con la loro stessa confusione. Abbiamo creato. ammirano la prima e unica proiezione di uno degli spot pubblicitari più famosi della storia. E vedrete perché il 1984 non sarà come ‘1984’”. La scena è ambientata in un salone pieno di prigionieri dalla testa rasata che osservano inebetiti un megaschermo.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 106 le 72mila persone presenti allo stadio.

107 . insegnando gratuitamente a Los Gatos. dove “Woz” aiuta gli alunni delle scuole locali e ha addirittura costruito una scuola di informatica in uno dei locali di casa sua. utilizzati da bambini che imparano sin da piccoli a prendere confidenza con quei computer che fino agli anni ’70 erano solo un sogno appena nato nel garage di due giovani inventori. sulle colline di Los Gatos. che gli ha fruttato una rendita annuale di diverse migliaia di dollari in qualità di “impiegato n. mentre Wozniak ha preferito una vita più tranquilla.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 107 soprannominata “Big Blue” per il colore del logo aziendale. in California.1”. Oggi Steve Jobs è ancora l’“uomo immagine” della Apple Computer. dove gli studenti delle scuole elementari hanno la possibilità di poter ricevere gratuitamente lezioni di informatica da uno dei più grandi pionieri della storia del personal computer. La casa di Wozniak è anche il quartier generale della UNUSON (Unite Us in Song). acquistando attrezzature per laboratori didattici di informatica. Dopo quell’avventura. Wozniak si è dedicato al volontariato. un ente no-profit che ha prodotto alcuni festival di musica rock e che sostiene alcune istituzioni scolastiche.

un articolo scritto da Whitfield Diffie e Martin Hellman. e una pubblica che può essere liberamente divulgata e trasmessa anche attraverso canali di comunicazione non sicuri. impossibile da leggere e decifra108 . Phil Zimmermann. La chiave pubblica viene impiegata per la codifica dei messaggi.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 108 Capitolo 11 Crittografia e privacy “Se la privacy viene messa fuori legge. autore del programma “Pretty Good Privacy” Stati Uniti. in grado di garantire sicurezza e riservatezza alle comunicazioni elettroniche in Rete. Con queste parole inizia New Directions in Cryptography. pubblicato su “IEEE Transactions on Information Theory” del 6 novembre 1976. da custodire gelosamente. 1976: “Siamo all’inizio di una rivoluzione nella crittografia”. altrimenti detta a “doppia chiave”. solo i fuorilegge avranno privacy”. La crittografia a chiave pubblica. per trasformare un testo in chiaro in uno crittografato. un sistema rivoluzionario di cifratura delle informazioni. una privata. è una tecnica semplice e sofisticata al tempo stesso: ogni utente è in possesso di due chiavi. strettamente personale. In questa pubblicazione scientifica si annuncia l’invenzione della crittografia a chiave pubblica. Qualche anno più tardi i sistemi a chiave pubblica verranno impiegati nello sviluppo di strumenti liberamente utilizzabili.

È inoltre pos109 . è molto facile stabilire il loro prodotto. Il metodo matematico alla base della crittografia a chiave pubblica si basa sui numeri primi e su funzioni matematiche che è quasi impossibile invertire. È come utilizzare una cassetta postale molto profonda. con una serratura in cima. che può essere aperta con la chiave pubblica. Per il passaggio inverso la chiave pubblica è inutile: il testo può essere decodificato (decriptato) unicamente utilizzando la chiave privata. Dati due numeri primi. i messaggi di posta elettronica e qualunque altro documento in grado di transitare su di una rete di computer possono soddisfare tre fondamentali caratteristiche di sicurezza. posso aprire il fondo della cassetta per far cadere i messaggi nelle mie mani. cioè leggibili dal solo destinatario. Invertire il prodotto di due numeri primi è ancora più difficile quando si tratta di un numero composto da molte cifre. che solo la chiave privata può sbloccare. Chiunque può farmi arrivare un messaggio aprendo la cassettta dall’alto con la chiave pubblica. perché solo io. Grazie alla crittografia a doppia chiave. e posso distribuire questa chiave a chiunque. mentre è molto più difficile determinare. Per inviare un messaggio riservato si dovrà semplicemente utilizzare la chiave pubblica del destinatario per la codifica (detta anche criptazione del messaggio). e una sul fondo.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 109 re. È per questo che si parla di chiavi private “a 512 bit” o a “1024 bit”. a partire da un determinato numero. utilizzando la lunghezza della chiave crittografica come una misura della sua robustezza. rimasta al sicuro nelle mani del destinatario all’interno del computer o su un dischetto ben custodito sotto chiave. con la mia chiave privata. quali numeri primi hanno prodotto quel risultato dopo essere stati moltiplicati tra loro. In primo luogo è possibile spedire messaggi “in busta chiusa”.

avere la certezza che un testo elettronico venga spedito proprio da una certa persona. Con la pubblicazione dell’articolo di Hellman e Diffie. i servizi segreti statunitensi. L’autenticità della firma è verificabile utilizzando la chiave pubblica del “firmatario”. Fino alla pubblicazione del lavoro di Hellman e Diffie gli strumenti per il controllo della privacy non potevano essere gestiti dai singoli cittadini. lungi dall’essere una semplice speculazione matematica. rendendo impossibile il lavoro dei programmatori con un intricato sistema di brevetti ed equiparando gli strumenti crittografici alle armi pesanti. ma era il governo degli Stati Uniti a reclamare per sé il controllo su strumenti che avrebbero potuto garantire la sicurezza delle comunicazioni e l’anonimato di soggetti particolarmente a rischio. il controllo sugli strumenti di crittografia viene definitivamente sottratto alla National Security Agency (NSA).Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 110 sibile autenticare i messaggi. un codice che può essere generato solo da chi è in possesso della chiave privata. oppure certificare la paternità di un messaggio utilizzando una “firma digitale”. La terza caratteristica dei sistemi a doppia chiave è quella di garantire l’integrità dei messaggi. ha avuto un profondo impatto politico. sviluppando le proprie teorie alla 110 . Quest’ultima aveva controllato per decenni lo sviluppo delle tecnologie di crittografia. Hellman e Diffie danno il primo colpo di piccone verso la conquista della “privacy per le masse”. Negli Stati Uniti la nascita della crittografia a chiave pubblica. Possiamo esser certi che il testo non sia stato in alcun modo manipolato durante il transito in Rete. come perseguitati politici o attivisti per i diritti umani che operano in zone di guerra. la cui esportazione è impossibile senza un’esplicita approvazione governativa.

ma la loro esportazione costituisce reato. facendole lavorare in parallelo nei loro “tempi morti”. dal momento che gli strumenti crittografici sono 111 . poiché i programmi di crittografia attualmente a disposizione prevedono chiavi private con una “robustezza” che raggiunge e supera i 2048 bit. che hanno messo a disposizione 1600 macchine da calcolo. Nel 1978 Ronald Rivest. e l’ordine di grandezza dei tempi necessari alla rottura di chiavi di questo tipo cresce rapidamente. Inoltre. passando in fretta dai mesi alle decine di anni. Data la mole delle risorse necessarie per rompere la barriera di sicurezza dell’algoritmo Rsa. decretando che i programmi basati su questo algoritmo si possono utilizzare liberamente negli Stati Uniti. collegate tra loro via Internet. Si tratta di una procedura di calcolo per la cifratura di messaggi che prende il nome di “algoritmo RSA”. tre giovani professori del Mit. svelando il meccanismo con cui quella chiave generava messaggi crittografati. sviluppano la prima applicazione pratica basata sulle tecniche di crittografia a doppia chiave. Adi Shamir e Leonard Adleman.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 111 Stanford University. all’interno del laboratorio di intelligenza artificiale guidato da John McCarthy e Marvin Minsky. Il governo Usa mette i bastoni tra le ruote all’Rsa. coordinato da Arjen Lenstra dei laboratori Bellcore. questi sistemi crittografici risultano praticamente inattaccabili. Nel corso degli anni l’algoritmo Rsa ha più volte dimostrato la sua robustezza: in un esperimento del 1994. è chiaro come un attacco alla privacy di un sistema a doppia chiave non sia praticamente realizzabile. sono stati necessari 8 mesi di lavoro coordinato effettuato da 600 gruppi di ricerca sparsi in 25 Paesi. dalle iniziali dei cognomi dei suoi tre inventori. per “rompere” una chiave Rsa di 129 cifre.

iniziano a diffondersi numerosi programmi ispirati alla tecnica Rsa. Shamir e Adleman fondano Rsa Data Security. Shamir e Adleman rinunceranno ai loro diritti sul brevetto dell’algoritmo Rsa. Da qui le proteste dei vari produttori di software per la crittografia. cioè un insieme di regole matematiche. come in realtà avviene in molti Paesi in cui vige un controllo repressivo delle informazioni e la posta viene sottoposta a censura. che permette di mantenere la privacy e la sicurezza dei propri dati personali in formato digitale. un teorema matematico o il procedimento per calcolare a mano le radici quadrate.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 112 equiparati alle armi pesanti. che diventa di dominio pubblico. Nonostante le restrizioni statunitensi all’utilizzo dell’algoritmo Rsa. Rivest. Un gesto generoso solo in apparenza. dal momento che il brevetto sarebbe comunque scaduto il 20 dello stesso mese. possono essere lette da tutti. Il 6 settembre 2000 Rivest. Nel giugno 1991 lo statunitense Philip Zimmermann realizza e distribuisce gratuitamente il programma “Pretty Good Privacy” (Pgp) un programma di crittografia “a doppia chiave” basato sulle tecniche brevettate da Rivest. azienda dedita allo sfruttamento commerciale del loro sistema di crittografia. dove il governo non ha potere e gli algoritmi non sono coperti da brevetto. In seguito al brevetto. costituendo un precedente unico nella storia della scienza. al di fuori del Paese. Un altro ostacolo allo sviluppo di strumenti crittografici è dovuto al fatto che il 20 settembre 1983 i tre inventori del sistema Rsa decidono di brevettare il loro algoritmo. Shamir e Adleman. I messaggi di posta elettronica sono come delle cartoline. Grazie al Pgp è possibile scambiarsi via email anche l’equi112 . Viene spontaneo chiedersi cosa sarebbe successo se qualcuno avesse deciso di brevettare le regole necessarie per le quattro operazioni.

dove il brevetto Rsa non ha valore. Per la sua attività nel settore della crittografia.3a del programma di Zimmermann. sviluppando una versione di Pgp realizzata appositamente per gli Stati Uniti e basata sull’algoritmo “RSAREF”. L’accusa di esportazione illegale viene ritirata nel 1996. finiscono nel nulla. per non violare il brevetto Rsa. Ciò nonostante al di fuori del territorio statunitense. Per la realizzazione di Pgp.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 113 valente di una lettera in busta chiusa. che porta le due parti in causa a una mediazione. Zimmermann viene citato in tribunale dalla Rsa Data Security per violazione del brevetto sull’algoritmo Rsa. relative alla versione 2. un altro schema di crittografia utilizzabile liberamente per scopi non commerciali. e accusato dal governo degli Stati Uniti di esportazione illegale di strumenti crittografici. Zimmermann viene insignito nel 1995 da uno degli “awards” della Electronic Frontier Foundation. Zimmermann. È interessante leggere l’introduzione di Zimmermann al manuale d’uso che viene distribuito assieme alle prime versioni di Pgp: Cosa accadrebbe se tutti pensassero che i cittadini onesti usano solo cartoline per la posta? Se qualche persona 113 . mentre la controversia con Rsa viene mediata da James Bruce del Massachusetts Institute of Technology. perché non c’è modo di dimostrare che è stato proprio Zimmermann a far varcare i confini degli Stati Uniti al programma. Entrambe le cause. accetta di modificare il proprio programma. le versioni “internazionali” di Pgp continuano a fare liberamente uso della crittografia Rsa. un riconoscimento assegnato annualmente dalla prestigiosa fondazione a persone che si sono contraddistinte per aver dato un contributo determinante alla libertà della frontiera elettronica.

Ma forse qualcuno preferirà adottare delle misure protettive personali. sarebbe bello se tutti usassero abitualmente la crittografia per la posta elettronica.. desterebbe grossi sospetti. Il governo proteggerà la nostra posta elettronica con dei metodi crittografici progettati dal governo stesso. avrebbe obbligato i produttori di sistemi per le comunicazioni riservate a inserire 114 . In tal modo nessuno desterebbe sospetti affermando la privacy della posta elettronica con la crittografia. una proposta anti-crimine del 1991. I grandi numeri danno sicurezza.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 114 per bene volesse usare una busta chiusa a tutela della propria privacy.. Fortunatamente non viviamo in un mondo fatto così. Probabilmente a molta gente andrà bene così. [. La posta elettronica sarà sempre più qualcosa di normale per tutti. Forse le autorità aprirebbero la sua posta per controllare cosa nasconde. In questo modo nessuno dà adito a sospetti facendo rispettare la sua privacy con una busta. Analogamente. sempre più mobili.] Andiamo verso un futuro in cui i Paesi saranno attraversati da reti in fibra ottica ad alta velocità che collegheranno tutti noi ai nostri computer. essendo una pratica molto diffusa. NdR]. indipendentemente dal contenuto più o meno riservato. Se questa risoluzione non vincolante fosse divenuta legge. 266 [la proposta per l’introduzione del Clipper Chip. aveva nascosta al suo interno una misura preoccupante. il cui uso diviene così anche una forma di solidarietà. La proposta di legge al Senato Usa n. perché tutti proteggono la maggior parte della posta chiudendola in una busta.

le compagnie petrolifere e i giganti corporativi. 115 . Ma la gente normale e le organizzazioni politiche spontanee per lo più non hanno mai avuto accesso. dati e altre comunicazioni quando autorizzati dalla legge”.] Se la privacy viene messa fuori legge. che prevedeva l’adozione di un nuovo standard crittografico destinato a spazzare Rsa e Pgp rimpiazzando il vecchio DES. La proposta di legge a cui fa riferimento Phil Zimmermann si riferisce ad un progetto presentato dall’amministrazione Clinton-Gore nel febbraio 1992. Il Pgp permette alla gente di prendere il controllo della propria privacy.. Ecco perché l’ho scritto. ad una tecnologia di crittografia a chiave pubblica di “livello militare” che fosse economicamente accessibile. Questa misura è stata sconfitta dopo rigorose proteste di gruppi industriali e di difesa delle libertà civili. Nel testo della proposta si legge che “. I servizi segreti hanno accesso a ottime tecnologie di crittografia.è idea del Congresso che i fornitori di servizi di comunicazione elettronica e i produttori di attrezzature assicurino che i sistemi di comunicazione permettano al governo di ottenere il contenuto in testo leggibile di voce. E anche per i titolari di appalti della Difesa. permettendo al governo di leggere i messaggi cifrati di chiunque. solo i fuorilegge potranno assicurarsela. C’è una crescente necessità sociale per questo. lo standard adottato nel 1977 dal National Bureau of Standards. [. finora. Lo stesso dicasi per i grossi trafficanti di armi e di droga.. Data Encryption Standard..Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 115 delle speciali backdoor nei loro prodotti..

a firma di William Safire. Di fronte a questa minaccia si mobilitano organizzazioni come Electronic Frontier Foundation e Computer Professionals for Social Responsibility. tuttavia. 116 . progettista del Clipper. forzando in questo modo l’adozione dello standard governativo da parte dei costruttori di apparecchi domestici come telefoni. una “porta posteriore” prevista dal progetto per consentire a Cia. Matt Blaze. Lo scopo della proposta di legge è quello di rendere obbligatorio il nuovo sistema crittografico in tutte le apparecchiature vendute allo Stato. fax o modem. definito “Big Ear”. Sulle colonne del “New York Times” appare un articolo. l’algoritmo di criptazione che avrebbe dovuto sostituire l’algoritmo Rsa e il Data Encryption Standard nelle applicazioni rivolte all’utenza di massa.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 116 l’ufficio nazionale degli standard Usa. un matematico dei laboratori Bell At&t. Blaze ha usato una “backdoor”. il Grande Orecchio che renderà “il singolo cittadino nudo di fronte a una burocrazia curiosa”. e dopo mesi di polemiche il progetto Clipper finisce nel dimenticatoio. Nel maggio 1992. riesce in soli 42 minuti ad aggirare le protezioni del Clipper. “Clipper” (cesoia) è il nome del chip che avrebbe dovuto essere incorporato in ogni apparecchio per l’adesione al nuovo standard. pieno di indignazione contro il Clipper Chip. La National Security Agency. lo definisce come inattaccabile. che assieme alla rivista “Wired” danno vita a una vera e propria campagna anti-Clipper. un microprocessore basato su “Skipjack”. Il vicepresidente Gore viene bombardato da centinaia di fax e messaggi di posta elettronica. Fbi e National Security Agency di ascoltare a piacimento le conversazioni telefoniche in caso di necessità.

lo standard crittografico promosso dal governo Usa e dalla National Security Agency. il sistema di sorveglianza che controllerà i nostri nipoti. Per dimostrare i gravi rischi di sicurezza a cui si sottopone chi utilizza il Des. I risultati di questo sforzo. costato 250.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 117 Sul numero di aprile 1994 di “Wired” John Perry Barlow scrive che Clipper è l’ultimo tentativo degli Stati Uniti. ma decisamente più facile da controllare per gli agenti governativi. l’ultima grande potenza della vecchia Era Industriale. la Eff costruisce il primo apparecchio hardware non coperto dal segreto di Stato per decodificare i messaggi crittografati utilizzando il Data Encryption Standard. meno sicuro di altri sistemi crittografici. portando con sé tutte le sue lacune e i “buchi” che avrebbero reso insicura qualsiasi conversazione effettuata con apparecchi realizzati con il chip Clipper. solo a parole. Il grande rischio insito nella tecnologia Clipper era quello di affermarsi come standard a livello mondiale. Qualunque governo potrebbe nascondersi dietro un paravento tecnologico come il Clipper per garantire. lo sviluppo più liberatorio nella storia dell’umanità potrebbe diventare. che in realtà sarebbero più controllati di prima proprio per il senso di falsa sicurezza che induce la riservatezza governativa. di ristabilire un controllo imperiale sul Ciberspazio. invece. Il 17 luglio 1998 la Electronic Frontier Foundation diffonde un comunicato stampa con il quale annuncia la definitiva sconfitta del Des.000 dol117 . la riservatezza e la sicurezza delle comunicazioni dei cittadini. Se vinceranno.

A Steinhardt si aggiunge la voce di John Gilmore. e cioè che il Des può essere violato in maniera rapida ed economica. Barry Steinhardt. direttore esecutivo della Eff. Dopo la “messa a nudo” della crittografia governativa. Ora che i cittadini lo sanno. che porti a un’inversione di queste tendenza”. cofondatore della Eff e direttore del progetto antiDes: “La Eff ha dimostrato ciò che gli scienziati avevano intuito già da vent’anni. È tempo di avviare un dibattito serio e ben informato. Fino alla pubblicazione del documento realizzato dalla Electronic Frontier Foundation. Nonostante la sconfitta del Des. non potranno più essere raggirati con l’acquisto di prodotti che promettono di assicurare la privacy con l’utilizzo del Des”. afferma che “la pretesa inviolabilità del Des è stata un argomento utilizzato per giustificare politiche di crittografia debole e di ‘key recovery’. dal titolo Cracking DES: Secrets of Encryption Research. che fa uso di “chiavi” a 56 bit. and Chip Design. Wiretap Politics. sono documentati in un libro edito dalla O’Reilly.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 118 lari e quasi un anno di lavoro. Il testo è disponibile unicamente in versione cartacea perché secondo le leggi Usa in materia di esportazioni è reato pubblicare questo tipo di informazioni su Internet. gli esponenti del governo statunitense affermavano con convinzione che sarebbero stati necessari diversi mesi di calcoli effettuati su sistemi informatici sofisticatissimi per decifrare i messaggi protetti dal Des. era stato progettato da Ibm e modificato dalla National Security Agency per essere adottato come standard federale nel 1977. Il Data Encryption Standard. ancora oggi lo scontro tra due diversi modelli di crittografia continua ad accendere i dibattiti degli 118 . Il libro contiene tutta la documentazione necessaria a riprodurre il “Des Cracker”. realizzabile a partire da un normale personal computer domestico.

software libero basato sul protocollo OpenPgp. che garantisce la massima riservatezza ottenibile dalla tecnologia. o la “privacy governativa”.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 119 esperti. un protocollo non proprietario che definisce formati standard per i messaggi codificati attraverso la crittografia a chiave pubblica. Il risultato di questo processo e’ OpenPgp. per le firme digitali e i certificati per lo scambio sicuro di chiavi pubbliche. fino a quel momento un prodotto proprietario. 119 . che lascia comunque aperte delle forme più o meno protette di controllo da parte di soggetti esterni. Nel 1999 il programmatore Werner Koch inizia lo sviluppo di Gnu Privacy Guard (GnuPG o Gpg). Nel 1997 il Pgp. inizia un percorso di sviluppo che lo porterà a diventare standard aperto. e solo il futuro potrà dirci se da questo confronto uscirà vincente la “privacy per le masse”.

Il “telegrafo Chappe” è un sistema di trasmissione aerea basato 120 . Per tutto il ’700 molti altri inventori si cimentano in tentativi simili a quello di Amontons. utilizzato con successo in un esperimento realizzato al parco del Jardin du Luxembourg. Nel 1690 il fisico francese Guillaume Amontons sperimenta un sistema di trasmissione aerea molto simile a quello descritto da Hooke. si è riusciti a realizzare un telegrafo transatlantico con successo è una delle più grandi imprese di ingegneria di tutti i tempi”. René e Abraham. la prima descrizione tecnica di un dispositivo ottico per trasmettere segnali a distanza attraverso segnali visivi con un sistema di torrette. Per l’adozione definitiva e sistematica di questo tipo di sistemi per la comunicazione a distanza bisogna però aspettare fino al 1793. dopo una saga di otto anni. quando Claude Chappe costruisce in Francia la prima rete telegrafica del mondo assieme ai fratelli Ignace. e in vari Paesi d’Europa vengono sviluppati dei sistemi di telegrafia aerea. Pierre. Arthur C. quando l’astronomo inglese Robert Hooke pubblica un testo intitolato Mezzo per far conoscere il proprio pensiero a grande distanza. Clarke L’era del telegrafo inizia nel 1684.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 120 Capitolo 12 Il telegrafo tra scienza e avventura “Il modo in cui.

detti anche semafori. dall’alto delle torri telegrafiche. che cambiando posizione indicano le diverse lettere dell’alfabeto. Amsterdam. tra Parigi e Lille. Oltre che al territorio francese. Venezia. in cui ogni parola viene individuata indicando il numero della pagina del vocabolario e il numero della parola all’interno della pagina segnalata. L’idea del telegrafo aereo nasce quando i fratelli Chappe sono ancora ragazzi e frequentano due scuole differenti. viene inaugurata il primo settembre 1793. e a partire da questa tratta il telegrafo Chappe si estende per cinquemila chilometri. con più di 500 postazioni telegrafiche. osservando che da ognuno dei due istituti può essere visto l’altro. che delibera l’adozione del suo sistema di telegrafia aerea sul territorio francese. 121 . e li ritrasmettono alla stazione successiva. Trieste) e alle Fiandre (Anversa. Bruxelles). I Chappe elaborano per il loro telegrafo aereo un vocabolario di 8464 parole. Gli operatori.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 121 su un insieme di indicatori. con una “staffetta visiva” che riesce a coprire grandi distanze in un tempo relativamente breve. La necessità aguzza l’ingegno e i cinque fratelli mettono a punto un sistema di segnalazione visiva che negli anni successivi verrà ulteriormente perfezionato e sviluppato. diventando la più grande rete del mondo prima dell’introduzione della telegrafia elettrica. Milano. distante appena qualche centinaio di metri. la rete Chappe viene estesa anche all’Italia del Nord (Torino. Claude Chappe realizza il progetto della sua rete telegrafica nel 1790 e il 22 marzo 1792 presenta una petizione all’assemblea legislativa. La prima linea di collegamento. osservano con un cannocchiale i messaggi provenienti dalla stazione precedente.

che permettono di stabilire quale lettera è stata trasmessa. L’unica applicazione civile consentita dalle autorità è la trasmissione rapida dei risultati della lotteria nazionale. Uno tra i primi sistemi di comunicazioni elettriche a distanza è il “telegrafo chimico” di Samuel Sommering. per realizzare il primo telegrafo magnetico.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 122 I Chappe avevano suggerito che il telegrafo fosse utilizzato per scopi civili. Negli anni a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. costruito a Monaco nel 1809. Schilling era venuto a conoscenza delle scoperte di Oersted attraverso André Marie Ampère. applica nel 1825 le scoperte sull’elettromagnetismo. ma nonostante le loro raccomandazioni la rete di telegrafia aerea viene impiegata unicamente per scopi militari. dell’ambasciata russa di Monaco. dimostrata da Oersted nei suoi esperimenti. nel 1823. Trasmettendo corrente elettrica. Questo sistema è composto da un cavo elettrico per ogni lettera dell’alfabeto. Il barone Pavel Lvovitch Schilling. nell’acqua si formano delle bollicine. In 122 . il primo documento scritto sulla telegrafia. basato sull’azione magnetica esercitata dalla corrente elettrica sugli aghi calamitati. sotto il controllo del ministero della Guerra e del ministero dell’Interno. come ad esempio la diffusione di una gazzetta. è documentata l’esistenza di numerosi sistemi telegrafici. Un altro dei primi sistemi di telegrafia è quello messo a punto nel 1816 ad Hammersmith (Londra) da Sir Francis Ronald che pubblica più tardi. lo scienziato noto per aver dato il suo nome all’unità di misura della corrente elettrica. alcuni dei quali non vanno oltre il semplice progetto su carta. fatte da Hans Christian Oersted nel 1820. mentre altri riescono effettivamente a funzionare. le cui estremità sono collocate in contenitori pieni d’acqua.

Ampère suggerisce di realizzare un apparecchio telegrafico utilizzando degli aghi calamitati come indicatori e sfruttando l’effetto dell’elettricità sugli aghi magnetici. ma non mette in pratica la sua idea. Fino a quel giorno Morse non aveva lavorato come scienziato. uno studente inglese di medicina. In Inghilterra. Negli anni intorno al 1836. dopo aver osservato una copia del telegrafo di Schilling. mentre Cooke e Wheatstone sviluppano in Inghilterra i loro sistemi di telegrafia.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 123 uno scritto pubblicato nel 1820 negli “Annales de Chimie et de Physique”. dall’altro lato dell’Atlantico un giovane statunitense di nome Samuel Finley Breese Morse cerca con scarso successo un appoggio per la realizzazione delle sue idee sulle trasmissioni telegrafiche. Nel 1825 Schilling riprende il discorso lasciato in sospeso da Ampère. in maniera analoga a quanto aveva fatto Schilling. Cooke incontra Charles Wheatstone. abbandona immediatamente la carriera di medico per raggiungere la Gran Bretagna e parlare con un esperto di elettricità che potesse aiutarlo a mettere in pratica le sue idee. Le prime prove vengono effettuate nel 1837 con un cavo di due chilometri teso tra due stazioni ferroviarie londinesi. Nel 1836 William Fothergill Cooke. ma i primi successi economici decretano la fine dei rapporti tra Cooke e Wheatstone. realizzando un apparecchio composto da cinque fili collegati ad altrettanti aghi calamitati. professore di fisica al King’s College di Londra. ma come pittore: nel 1825 aveva fondato insieme ad altri arti123 . che iniziano a contendersi la paternità del loro sistema telegrafico. e i due realizzano un sistema telegrafico basato su indicatori ad aghi. che attraverso la combinazione delle loro posizioni indicano le lettere dell’alfabeto. e preferisce approfondire lo studio dell’elettrodinamica e della corrente elettrica.

Il 28 settembre 1837 Morse presenta una notifica all’ufficio brevetti di Washington per il proprio sistema di trasmissione telegrafica. In pochi istanti il suo amore per le arti cede il passo ad una nuova e più forte passione: la costruzione di un telegrafo elettrico. e nell’ottobre 1832 stava rientrando a casa dall’Inghilterra per accettare questo incarico. Jackson. Nel 1829 Morse raggiunge l’Europa. o meglio di quella che è diventata la più grande rete telegrafica mondiale. ma da tre giorni di viaggio che hanno drasticamente cambiato il suo destino e la storia della scienza. un altro dei passeggeri dell’imbarcazione. Durante la traversata da Le Havre a New York a bordo del Sully. Durante la sua permanenza all’estero era stato nominato “Professor of the Literature of the Arts of Design” dall’Università di New York. e sin da subito il giovane Morse si innamora dell’idea di poter trasmettere informazioni a distanza utilizzando segnali elettrici. È a questa data che possiamo far risalire la nascita della telegrafia. migliorare la sua tecnica e visitare le gallerie d’arte e i musei più famosi. senza sapere che la più grande ispirazione della sua vita non gli sarebbe arrivata da tre anni di permanenza in Europa. e la sua passione per l’arte lo porta a recarsi ripetutamente in Inghilterra. Negli anni seguenti alle scoperte di Morse tutti i Paesi dotati di reti telegrafiche adotteranno l’“alfabeto Morse” come standard di trasmissione dei messaggi. 124 . Morse si trasforma da pittore in scienziato grazie all’incontro con Charles T. Durante la traversata Jackson descrive i progressi fatti dalla scienza nei campi dell’elettromagnetismo e della trasmissione dell’elettricità.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 124 sti un’associazione che un anno più tardi sarebbe diventata l’Accademia Nazionale di Belle Arti degli Stati Uniti. dove viaggia per tre anni con l’obiettivo di proseguire i propri studi artistici.

dal momento che con i fili interrati lo scarso isolamento dei conduttori causava grosse attenuazioni del segnale telegrafico. capitolo 23. La frase è tratta dalla Bibbia. Sospendendo i fili per aria sulla sommità dei pali. Samuel Morse invia da Washington a Baltimora il primo messaggio sulla neonata rete telegrafica: “What Hath God Wrought!”. deve ricorrere all’aiuto di un professionista per realizzare concretamente le sue idee: Joseph Henry. Il sistema di Morse si afferma per la sua semplicità. passando anche lui ai pali. in quanto realizzato con un singolo cavo. anche Morse. In un primo momento lo sviluppo delle linee telegrafiche avviene unicamente via terra. grazie alle buone proprietà di isolamento elettrico dell’aria. il pioniere dell’elettromagnetismo. Inizialmente i cavi del telegrafo Morse venivano interrati anziché sospesi in aria. che non riusciva ad arrivare più lontano di una decina di miglia. fino a quando due avventurosi marinai decidono finalmente di stendere la prima linea telegrafica 125 . ma attorno al 1843.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 125 Parallelamente a quanto accade tra Cooke e Wheatstone. scienziato dilettante. a differenza dei precedenti apparecchi telegrafici che usavano più cavi o addirittura un cavo per ogni lettera dell’alfabeto. Una scelta tecnica quantomai opportuna. avendo appreso dalla stampa inglese che le linee telegrafiche di Cooke e Wheatstone utilizzavano dei pali anziché dei collegamenti sotterranei. Il 24 maggio del 1844 la telegrafia moderna emette il primo vagito. Morse decide di cambiare il sistema di installazione dei fili telegrafici. versetto 23. Anche Morse ed Henry nel giro di poco tempo iniziano a litigare sulla paternità dell’invenzione comune. il problema dell’attenuazione e della dispersione del segnale si riduce notevolmente. e più precisamente dal Libro dei Numeri.

un ingegnere ferroviario che versa anche la metà delle 15. un antiquario in pensione. ne taglia un pezzo da mostrare agli amici. credendo che fosse d’oro.5 metri e dal diametro di 2 metri che fa bella mostra di sé sulla coperta di poppa. infatti. introduce un ritardo di propagazione tale da rendere incomprensibili i primi messaggi trasmessi. e suo fratello minore Jacob salpano da Dover sul battello a vapore Goliath.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 126 in grado di stabilire un contatto tra due nazioni attraverso un tratto di mare. isolato e protetto da vari strati di rinforzo. Il 25 settembre del 1851 i fratelli Brett ci riprovano. che avevano ottenuto una concessione dal governo francese per compiere quell’impresa. con un rullo spesso 4. Il grande peso del cavo lo fa srotola126 . con i “punti” che si sovrappongono e mescolano alle “linee”. che ha il compito di collegare l’Inghilterra alla Francia. che era talmente leggero da aver bisogno di pesi di piombo per depositarsi in fondo al mare. diretti a Cap Gris-Nez in Francia. lungo 38 chilometri. La mattina del 28 agosto 1850 John Watkins Brett. poiché gli esperimenti di trasmissione vengono interrotti da un pescatore che aveva agganciato il cavo con l’ancora della sua barca e. L’immersione in mare del cavo. non avevano fatto i conti con il cambiamento delle caratteristiche elettriche del cavo dovuto alla sua immersione in un mezzo conduttore: l’acqua. I Brett. questa volta con un cavo schermato. Purtroppo non c’è il tempo di provare a trasmettere più lentamente. il nuovo cavo pesa trenta volte più del semplice filo di rame utilizzato due anni prima. Su questo rullo è avvolto il primo cavo telegrafico sottomarino. A causa del suo rivestimento. Il secondo cavo utilizzato dai Brett è progettato da Thomas Crampton.000 sterline necessarie per portare a termine il progetto.

l’ingegnere telegrafico Charles Tilston Bright e il dottor Edward Orange Wildman Whitehouse. Fortunatamente a bordo è presente del cavo di riserva con cui rimediare un’aggiunta per arrivare fino a terra: l’Europa e l’Inghilterra sono finalmente unite. scoprendo tra l’Irlanda e la provincia canadese di Terranova un altopiano sottomarino che avrebbe potuto costituire la “base d’appoggio” ideale per il cavo atlantico.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 127 re troppo rapidamente. In Inghilterra Field ottiene il sostegno della marina e del ministero degi Esteri. animato dal sogno di stendere un cavo sul fondo dell’ Atlantico per collegare il Nord America al Vecchio Continente. l’oceanografo che ha realizzato le prime carte delle correnti oceaniche e dei fondali marini. Field si avvale dei consigli di Samuel Morse e del tenente Mathew Fontaine Maury. con due collegamenti telegrafici sottomarini che la uniscono alla Sardegna e all’Italia. Nel 1854 anche la Corsica rompe il suo isolamento. che viene approvato in extremis per un solo voto di scarto. l’epopea della telegrafia sottomarina prosegue con una nuova sfida per l’ingegno dell’uomo: la creazione di un collegamento telegrafico attraverso l’Oceano Atlantico. si oppone ferocemente al finanziamento del cavo atlantico. che con teorie elettriche non adeguate rischierà 127 . nata dallo spirito di iniziativa del nordamericano Cyrus West Field. all’epoca ancora impregnato di sentimenti antibritannici. Il 12 novembre 1856 si riunisce per la prima volta a Liverpool la Atlantic Telegraph Company. mentre al suo rientro in patria il Congresso Usa. Negli anni successivi all’impresa dei fratelli Brett. e quando si arriva alla fine della lunghezza la costa francese è ancora a un chilometro e mezzo di distanza. Altri partecipanti al progetto sono John Brett.

adottando una nuova tattica: le due navi partiranno da un punto situato a metà del percorso. A Field non resta che tornare in Inghilterra a cercare nuovi finanziamenti. salvato dal contributo gratuito e volontario di William Thomson. un dispositivo di ricezione senza il quale tutto il lavoro per il cavo atlantico sarebbe stato inutile. Ha uno spessore di un centimetro e mezzo. con una spesa di 224. dirigendosi una in direzione est e l’altra in 128 . e la tensione fa spezzare nuovamente il cavo. osservando il suo monocolo mentre roteava sul tavolo riflettendo la luce sulle pareti della stanza. nel mezzo dell’oceano. fornite rispettivamente dalla marina statunitense e britannica.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 128 di mandare a monte l’intero progetto. L’estremo viene recuperato e agganciato nuovamente al cavo ancora arrotolato sul Niagara. William Thomson porta avanti gli studi sulla telegrafia sottomarina. La grande massa del cavo rende necessario ripartire il carico tra le due navi da guerra Niagara e Agamennone.000 sterline. quando dopo aver teso 539 chilometri di cavo. ma a 8 chilometri dalla costa il cavo si aggancia al meccanismo di srotolamento e si rompe. Nel tempo che intercorre tra questo insuccesso e il successivo tentativo. La mattina del 6 agosto le due navi salpano dalla baia irlandese di Valencia. Nel luglio del 1857 il cavo atlantico di Cyrus Field è finalmente realizzato. Un giorno. lo scienziato passato alla storia come Lord Kelvin. Lord Kelvin mette a fuoco l’intuizione che lo porta a realizzare il galvanometro a specchio. una lunghezza di 4000 chilometri e un peso totale di 2500 tonnellate. Nella primavera del 1858 Cyrus Field e compagni riprovano a stendere il cavo atlantico. il meccanismo di srotolamento viene frenato troppo bruscamente. Tutto sembra procedere tranquillamente.

con il quale si dimostra che nonostante l’insuccesso. Il primo messaggio completo verrà trasmesso solo il 16 agosto. Purtroppo. L’impresa viene tentata di nuovo il 29 luglio. un segnale proveniente dal Niagara avverte che anche a Terranova sono pronti per l’attracco. dopo questi primi segnali di vita. Il fallimento del cavo atlantico suscita scandalo negli ambienti politici e intellettuali. L’ultimo messaggio viene trasmesso alle 13.30 del primo settembre: 300. il cavo atlantico cessa misteriosamente di funzionare. dopo diversi giorni di prove. Segue poi un saluto della regina Vittoria e un più umile messaggio di William Thomson. Il 10 giugno Niagara ed Agamennone partono dal porto inglese di Plymouth. le due navi fanno rientro in Irlanda. Tra i membri della commissione c’è anche il professor Charles Wheatstone. Cyrus Field fa la spola per tre anni tra 129 . il Niagara verso Terranova e l’Agamennone diretto a Valencia in Irlanda. con cui chiede ai colleghi dall’altro lato dell’oceano: “Dove sono le chiavi delle casse e degli armadi della sala di strumentazione?”. L’Europa e il Nord America hanno finalmente colmato l’abisso che le separava. “Non ricordo” è la laconica risposta.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 129 direzione ovest. Nel 1861 una commissione del governo inglese porta a termine un rapporto monumentale iniziato nel 1859.000 sterline di capitali privati rimangono mute sul fondo dell’oceano. Poco dopo il suo sbarco. Dopo tre tentativi falliti e 450 chilometri di cavo depositati in fondo al mare. la telegrafia sottomarina attraverso l’Oceano Atlantico è possibile. e dopo vari giorni di navigazione la mattina del 5 agosto l’Agamennone arriva in vista della costa irlandese. e a causa di una tormenta il rendez-vous nel punto intermedio di partenza avviene solo 15 giorni dopo. Il 26 giugno le due navi iniziano la loro marcia in direzione opposta.

Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 130 Inghilterra e Stati Uniti. perduto in mezzo all’oceano. affondando per 4000 metri nell’Atlantico. quasi il triplo del cavo utilizzato nel 1857. quando sono già stati depositati i tre quarti della lunghezza totale del cavo. senza premurarsi di segnalare a terra l’operazione di “rattoppo”. Cyrus Field non si arrende. raccogliendo fondi per tentare di nuovo l’unione dell’Europa con l’America attraverso l’Atlantico. Per ben quattro volte il cavo viene agganciato. ma il 2 agosto. Il 13 luglio 1866 il Great Estern salpa ancora una volta dalla baia 130 . tra cui un vero e proprio zoo: una mucca. Nonostante il nuovo fallimento. Durante le riparazioni la nave viene sballottata dal vento. Nel maggio del 1865 viene finalmente completato un nuovo cavo atlantico di 4183 chilometri. con un peso di 7000 tonnellate. ma prima di riuscire ad issarlo a bordo le corde si spezzano. che devono essere tenuti vivi sull’imbarcazione. ma affidato al più grande e potente transatlantico a vapore della storia: il Great Estern. Le comunicazioni si interrompono per due settimane. mettendo sotto tensione il cavo. una dozzina di buoi. venti maiali. che salpa da Valencia il pomeriggio del 23 luglio. centoventi pecore e un numero imprecisato di galline. che si spezza. all’improvviso non arrivano più segnali dal Great Estern. Il viaggio inizia senza intoppi. famoso corrispondente di guerra del “Times”. dato che siamo ancora lontani dai giorni della refrigerazione elettrica. Tutta la traversata viene documentata da William Russell. portando assieme al cavo 8000 tonnellate di carbone e viveri per 500 uomini. Questa volta però il carico non è più ripartito tra due navi. e in Inghilterra si arriva a pensare che il transatlantico sia colato a picco sotto il suo stesso peso. In realtà il collegamento è stato interrotto per eliminare una sezione danneggiata del cavo.

È solo l’inizio del lavoro del Great Estern. Grazie a Dio. Il primo messaggio viene spedito il 29 luglio: “Heart’s Content. il cavo è stato teso ed è in perfetto funzionamento. nella Trinity Bay. e si avvia verso il tramonto la sera del 3 febbraio 1997. Il modo in cui. Cyrus W. 27 luglio. La mattina del 27 luglio il transatlantico fa il suo ingresso trionfale nell’insenatura di Heart’s Content. L’epopea del cavo atlantico ha avuto anche il suo cantastorie: nel libro How the World was One Arthur Charles Clarke racconta che un pugno di pionieri tenta con successo di tendere un cavo telegrafico attraverso l’Atlantico. Ma Field non si ferma. Siamo arrivati alle nove del mattino. e questa volta l’Atlantico viene finalmente domato. Vuole recuperare il cavo andato perso nella spedizione dell’anno precedente. quando si spegne il sistema francese di radiote131 . che nel corso della sua gloriosa carriera stenderà ben cinque cavi atlantici. Tutto bene. dopo una saga di otto anni. si è riusciti a realizzare un telegrafo transatlantico con successo è una delle più grandi imprese di ingegneria di tutti i tempi.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 131 di Valencia. e con il semplice azionamento di un interruttore l’abisso tra Europa e Nordamerica si riduce da un mese a un secondo. e perfino oggi questa avventura ha molte lezioni da insegnarci. L’operazione riesce e il secondo cavo atlantico raggiunge Heart’s Content quattro settimane dopo l’arrivo del primo. Field”. L’avventurosa stagione delle comunicazioni telegrafiche dura per più di un secolo. È la fine di una lunga avventura iniziata otto anni prima.

Questo è l’ultimo grido prima del silenzio eterno”. la Guardia Costiera francese lancia da Le Conquet l’ultimo messaggio: “A tutti.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 132 legrafia basato sulla trasmissione di messaggi via radio con il codice Morse. È il canto del cigno del più antico sistema di trasmissione elettrica. Sulla scia della Francia. poco per volta tutti i Paesi del mondo iniziano ad abbandonare i vecchi sistemi di segnalazione telegrafica per passare alle telecomunicazioni satellitari. Dopo centocinquant’anni di utilizzo. 132 .

”. Ancora oggi moltissimi bambini riproducono artigianalmente questo “telefono” rudimentale. che possono riprodurre le vibrazioni della voce trasportate dal filo stesso. Da un articolo del 29 giugno 1865 Il progenitore dei moderni sistemi per la trasmissione a distanza della voce è un apparecchio costituito da un semplice filo con le estremità collegate a due membrane.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 133 Capitolo 13 L’invenzione del telefono “Dei suoni prodotti da un apparecchio alla stazione di partenza possono riprodursi alla stazione di arrivo. Per fargli paura gridammo in un cappello a gibus 133 . Nel 1850 questo sistema di trasmissione del suono viene utilizzato da due giovani di Aosta. a Parigi. che si divertono a spaventare i loro amici con un cappello a cilindo che produce “magicamente” dei suoni senza che nessuno sia presente nelle immediate vicinanze. Di quegli scherzi esiste ancora una memoria scritta: un testo di Ananìa Manzetti giunto intatto fino ai giorni nostri... utilizzando lattine di pelati o cilindri di cartone. per mezzo di questo strumento si potrà un giorno parlare da Aosta a Torino. nel quale gli scherzi dei due fratelli vengono descritti accuratamente: [Nel 1850] facemmo uno scherzo ad un nostro nipotino. a Londra. Ananìa e Innocenzo Manzetti.

Decapitammo un burattino e mettemmo il teschio. NdA] e. si spaventava e impaurito scappava a gambe levate. Mio fratello aveva un teschio.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 134 [Un cappello a cilindo che si può appiattire per portarlo sottobraccio. sistemammo due specie di contenitori svasati assieme ad una pergamena tesa da un cerchio di ferro bianco. questo urlò che il cappello gli aveva solleticato il viso. ci accorgemmo che la voce risultava molto chiara. Chi s’imbatteva in ciò. Allora provammo a parlare tra i denti e ci accorgemmo che il fondo del cappello vibrava ugualmente. munito di un berretto bianco. Provammo tale meccanismo utilizzando anche il cartone al posto della carta pecora. Attaccammo poi un altro cappello ad una corda molto lunga e. al posto della testa. avvicinandolo alla guancia del bambino. Tirata la cordicella veniva pronunciata con voce rude la frase: “Che cosa fai là?!”. piazzandoci uno in giardino e l’altro in balcone e comunicando. A tale proposito decidemmo di fissare al cappello una cordicella. Uno teneva la corda fra i denti e l’altro parlava nel cappello finché la vibrazione arrivò fino alla bocca. volendo rendere il gioco più interessante. Utilizzammo più volte questo fenomeno per fare degli scherzi ai nostri amici. il burattino fu piazzato contro la parete di un corridoio buio e vicino alla sagoma posammo sul bordo di una panca un altro cappello. Tempo dopo. non vedendo altro che un cappello. Il gioco consisteva nell’invitare il più coraggioso di tutti a raggiungere durante la notte il manichino e tirare la cordicella che comunicava con la camera posta al piano inferiore. Lo strumento fu sperimentato dal pioppo sito nei pressi del 134 .

135 . e che. arrivando perfino a realizzare un automa meccanico in grado di suonare il flauto. con l’attitudine di una persona pronta a suonarlo al minimo segno. attraverso il quale vengono impartiti i comandi musicali riprodotti sul flauto. che è alto come un uomo. se non si vedono i meccanismi interni. ma nel tempo libero coltiva la passione per la scienza e si interessa di meccanica. elettricità. Oggi tutto quello che rimane dell’automa di Manzetti è un paio di foto e pochi brandelli: la carcassa. È il luogo dove oggi sorge l’Istituto Musicale Regionale. gli occhi e altri ingranaggi meccanici sparsi. ma leggendo i giornali dell’epoca è possibile ricostruire il funzionamento della “creatura” di Manzetti.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 135 Seminario dei Cappuccini6 alla Porta Pertuise7. Si vede nel suo organismo una ramificazione di molti tubicini di gomma elastica 6 7 Il luogo corrisponde all’attuale Rue des Capucins di Aosta. se viene vestito. separati da una distanza superiore ai 600 metri. apparirebbe come una persona vera. un braccio. acustica. pubblicato sull’edizione del 25 luglio 1865 del settimanale “Feuille d’Aoste” si legge che Questo automa. Con vari stadi successivi di perfezionamento. Innocenzo Manzetti continua a lavorare come geometra. la versione più evoluta dell’automa di Manzetti può essere collegata direttamente alla tastiera di un organo. è seduto tenendo tra le mani un flauto. Dopo questi primi esperimenti goliardici con la trasmissione del suono a distanza. In un articolo intitolato Nuove scoperte italiane. idraulica e astronomia. in Via Xavier de Maistre.

o in alternativa al fiorentino Antonio Meucci. Mi ricordo allora di avergli detto qualche parola 136 . Il testo in questione è uno scritto di Edouard Bérard. basato su un sistema simile a quello utilizzato per trasmettere la voce da un cappello a un altro. un velocipede a tre posti. trasportano vita in misura alla competenza della quale è disposto. prima che Bell e Meucci brevettassero le loro invenzioni. conservato nell’archivio storico della Cattedrale. un sistema di filtraggio per depurare l’acqua del torrente Buthier che riforniva la città di Aosta. mette l’automa in comunicazione con un armonium fatto apposta per lui dal proprio inventore. Nel suo laboratorio domestico Manzetti si diverte a realizzare le invenzioni più svariate: una macchina per fabbricare la pasta. Uno solo di questi tubi. che ha poco più di un centimetro di diametro. come le vene di un uomo. ma Bérard racconta che Nel 1863 o 1864 [Manzetti] mi fece parte dell’idea che aveva di trasmettere la parola parlata per mezzo del telegrafo. Ma l’invenzione che consegna alla storia questo geometra così estroso è un rudimentale prototipo di telefono.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 136 pieni d’aria compressa che. La paternità dei sistemi di trasmissione elettrica della voce a distanza viene spesso attribuita ad Alexander Graham Bell. ma esiste un documento nel quale il telefono di Manzetti risulta funzionante già nel 1865. una macchina idraulica impiegata per svuotare i pozzi delle miniere. rispettivamente nel 1876 e nel 1871. canonico teologale della cattedrale di Aosta. La data di stesura di questo testo è sconosciuta.

una variazione di campo magnetico crea una corrente indotta nel filo. che si propaga all’altro capo del filo.. Avvicinandosi alla sbarretta magnetica. “Ebbene! Vedrai se non ci riesco” mi disse. Dall’altra parte del rudimentale telefono di Manzetti avviene esattamente il processo inverso: la corrente in arrivo genera una variazione del campo magnetico che fa vibrare la sottile lamina metallica. Tommaso.] Prima dell’anno 1865 Manzetti ottenne ciò che mi aveva promesso. ma vieni a toccare con dito” [. la lamina vibrante provoca una variazione del campo magnetico con la creazione di una corrente indotta.. e in ognuna di esse inserisce una sbarretta di materiale magnetico sulla quale viene avvolto del filo elettrico. Il telefono di Manzetti si basa su un semplice principio: se si avvolge un pezzo di materiale magnetico su un filo elettrico. Per questo motivo Manzetti costruisce due cavità cilindriche. Mi venne a cercare in casa e mi disse: “vieni a vedere. ma ne rammento una: “Edouard. che viene fatta vibrare dalle onde sonore della voce. di voler iniziare molte cose e di non portare nulla a termine. cioè di trasmettere con l’elettricità la parola a distanza. mi fece vedere un prototipo di una macchina per trasmettere i suoni attraverso il telegrafo. Nel 1864.. generando delle onde sonore.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 137 di sfiducia e di aver aggiunto il rimprovero che gli rivolgevo sovente. e viceversa una variazione della corrente che scorre nel filo provoca una variazione del campo magnetico.. non hai visto. 137 . ci senti?”.] Mi disse tante cose di cui non ho conservato il ricordo. Il tutto viene chiuso con un “tappo” costituito da una sottile lamina di metallo. [.

Nel cornetto trovava posto anche un ago magnetizzato infilato in una bobina.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 138 Una descrizione dettagliata di questo apparecchio è contenuta in un manoscritto rinvenuto tra le carte di Manzetti e attribuito a Pierre Dupont. e la notizia attraversa l’oceano per raggiungere anche gli Stati Uni138 . Questa lamina vibrava facilmente sotto l’impulso delle onde sonore provenienti dal fondo dell’imbuto. Dunque. posizionato verticalmente rispetto alla lama vibrante e vicino a questa. La comunicazione tra le lame delle due cornette avveniva in forza di un principio che le vibrazioni di una lama di ferro. maggiore medico dell’esercito sardo: Il telegrafo parlante era composto da un cornetto a forma di imbuto nel quale si trovava una lamina di ferro (una piastrina molto sottile) piazzata trasversalmente. questo suono era subito riprodotto dalla lama dell’altro cornetto. determinano delle correnti elettriche che durano quanto dura la vibrazione della lama. se in prossimità della lama del cornetto si emetteva un suono. davanti al polo di un pezzo di ferro magnetizzato. Dalla bobina partiva un filo di rame avvolto nella seta il cui secondo capo si collegava ad una bobina piazzata in un apparecchio identico a quello già descritto. Molti giornali dell’epoca parlano del telefono di Manzetti. il suono. In poche parole le onde sonore prodotte dalla voce. Da quest’ultimo partiva un ulteriore filo elettrico che andava a collegarsi al primo. in un cornetto si trasformano nell’apparecchio in onde elettriche e ridiventano onde sonore nell’altro cornetto.

che utilizza due anni più tardi per collegare la cucina con la camera da letto della sua abitazione. che aveva sviluppato parallelamente al lavoro di Manzetti un altro sistema per la trasmissione del suono. proporle. Meucci apre una fabbrica di candele. Espatriato in America nel 1831.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 139 ti d’America.. per consentire ai macchinisti di scambiarsi ordini a distanza. affermando che Manzetti trasmette direttamente le parole per mezzo di un filo telegrafico ordinario con un apparecchio più semplice di quello che usiamo oggi per scrivere. Oramai due negozianti potranno trattare istantaneamente dei loro affari da Londra a Calcutta. Il 19 agosto 1865 su “L’Eco d’Italia”. esule negli Stati Uniti dopo essere stato sconfitto a Roma nell’aprile del 1849 dalle truppe francesi alleate di Pio IX.] La possibilità di trasmettere per mezzo dell’elettricità le vibrazioni delle onde sonore prodotte dalle parole. combinarle. Tra i lettori di questo articolo c’è anche Antonio Meucci. e tra i lavoratori di questa azienda c’è anche Giuseppe Garibaldi. Dopo aver letto l’articolo dell’“Eco d’Italia” Meucci scrive una lettera ad un suo 139 . ed è proprio nell’ambiente del teatro che studia un sistema di trasmissione elettrica della voce. giornale in lingua italiana pubblicato a New York. la prima al mondo a produrre candele di paraffina.. annunciarsi le speculazioni. per la scienza è un fatto acquisito. compare un articolo in cui si descrive il telefono valdostano. il “telettròfono”. Meucci trova lavoro a Cuba come macchinista teatrale. Nel 1854 Meucci realizza un primo rudimentale apparecchio telefonico. [. Trasferitosi nei dintorni di New York nel 1845.

Manzetti o con qualche suo amico. [. allora mi trovavo all’Avana. 140 . vi prego di comunicargli quanto vi ho detto e ve ne anticipo i miei ringraziamenti. ma soltanto voglio far osservare che possono trovarsi due pensieri che abbiano la stessa scoperta. anzi di quando in quando facevo qualche saggio di questa bella scoperta.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 140 conoscente nella quale descrive i suoi studi per trasmettere la voce a distanza: Nell’“Eco d’Italia” del 19 agosto p.. e che unendo le due idee si potrebbe più facilmente arrivare alla certezza di una cosa così importante. ve lo accludo acciò lo possiate esaminare. Abbandonato questo ramo per le enormi spese. Manzetti la sua invenzione. ed a qualunque distanza due persone potevano mettersi in comunicazione diretta tra loro senza necessità di dovere comunicare ad altri i propri segreti.. e per mezzo di qualche piccolo esperimento arrivai a scoprire che un istrumento posto all’udito e coll’aiuto dell’Elettricità e del filo metallico si poteva trasmettere la parola esatta tenendo in bocca e stringendo il conduttore fra i denti. Ma stante le mie troppe occupazioni. mi dedicai quando venni agli Stati Uniti ad altri rami. Io sono stato uno dei primi che ha lavorato con tutta l’assiduità nell’arte dell’Elettricità come per il Galvanismo all’epoca della sua prima scoperta.] Io non posso negare al Sig. [1865] ho letto di un nuovo scoprimento che riguarda una delle mie antiche. Se mai per combinazione vi trovaste col detto Sig.p. però non l’abbandonai. lo abbandonai coll’idea di comunicarlo a qualche intelligente compatriota acciò nella nostra bella Italia fossero fatti i primi esperimenti.

La tassa annuale di registrazione del brevetto costava 250 dollari dell’epoca.. che scade nel 1873. 109 di Court Street a Boston.] È venuto ed ha affermato che aveva ascoltato e capito ciò che avevo detto. Sul sito Web della Library of Congress. Prima del riconoscimento dei lavori di Meucci e Manzetti. la biblioteca nazionale statunitense. queste parole di Bell venivano descritte come “la prima telefonata della storia”. [. 3335 relativo al “sound telegraph”. Mentre Meucci e Manzetti sperimentavano i loro apparecchi. 141 .. Lo strumento di trasmissione era collocato in un’altra stanza e le porte di entrambe le stanze erano chiuse. In un pomeriggio di primavera del 1875. che contiene i dettagli di questa scoperta così come Bell li ha annotati sul suo quaderno di appunti: Il signor Watson si trovava in una stanza con il ricevitore. Bell si rivolge al suo assistente Thomas Watson pronunciando una frase destinata a diventara famosa: “Mr. Watson – come here – I want to see you”.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 141 Pur navigando in cattive acque dal punto di vista finanziario. Ho pronunciato la seguente frase: “Signor Watson – venga qui – voglio vederla”. è visibile un foglio di carta ingiallita dal tempo e datato 10 marzo 1876. nel laboratorio situato al n. Ha premuto un orecchio a stretto contatto con [l’armatura dello strumento ricevente] e ha chiuso l’altro orecchio con la mano. anche Alexander Bell scopre che la voce può viaggiare a cavallo della corrente elettrica. ma dopo due anni non riesce più a sostenere le spese necessarie al rinnovo del brevetto n. Meucci riesce nel 1871 a brevettare la sua invenzione.

mentre Manzetti e Meucci muoiono in povertà. Bell ricava dalla sua invenzione gloria e ricchezze. che passa alla storia come il primo telefono. Il primo (e inizialmente unico) utente del sistema telefonico di Bell è Charles Williams Jr. ma in realtà è solamente l’apparecchio realizzato dall’uomo che ha dato vita alla prima rete telefonica mondiale. Dopo la scomparsa di Innocenzo Manzetti. decretando che l’inventore italiano aveva realizzato il suo telefono prima di Bell. assorbita nel 1889 dalla American Telephone and Telegraph Company. il fratello Luigi fa pubblicare un annuncio a pagamento sul numero del 28 marzo 1877 della “Feuille d’Aoste”: “Tutte le persone che portarono a riparare strumenti musicali o altri oggetti al defunto e rimpianto meccanico e geometra Innocenzo Manzetti. Bell aveva registrato il brevetto n. È l’inizio delle attività di quella che diventerà la American Bell Telephone Company. La mattina del 4 agosto 1922 l’intera rete telefonica degli Stati Uniti e del Canada viene fermata per osservare un minuto di silenzio per la scomparsa di Alexander Bell. Massachusetts. Meucci inizia una lunga disputa giudiziaria per affermare i propri diritti in merito all’invenzione del telefono. 174465 relativo al “Bell Telephone”. 142 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 142 Il 7 marzo 1876. Il collegamento viene realizzato il 4 aprile 1877.. Nel 1888 la Corte Suprema di New York assegna a Meucci un tardivo riconoscimento. e il secondo a Long Island il 18 ottobre del 1889. che desidera mettere in contatto la fabbrica di Boston di cui è proprietario con la sua casa di Somerville. Dopo la registrazione del brevetto di Bell. il primo ad Aosta il 15 marzo 1877. sono invitate a venire a ritirarli presso il sottoscritto entro 8 giorni”. Per ironia del destino. tre giorni prima di questa annotazione.

rimanendo stazionario sopra lo stesso punto. Il British Post Office.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 143 Il 30 dicembre 1877 dalla caserma dei vigili del fuoco di palazzo Marino. separati da un angolo di 120 gradi su di un’orbita opportuna. diretta verso la stazione degli omnibus a Porta Venezia. Le idee rivoluzionarie di Clarke gettano le basi per l’era delle comunicazioni via satellite. la Canadian Overseas Telecommunication Corporation e la Ame143 . Nell’articolo si discute la realizzazione di una rete di satelliti geostazionari che avrebbero potuto essere utilizzati per un sistema globale di telecomunicazioni. Nel 1881 vengono accordate in Italia le prime concessioni telefoniche a imprenditori privati.500. Nel luglio 1945 Arthur Charles Clarke. e avrebbe in visibilità circa metà della superficie terrestre. e in vari casi il permesso di esercitare il servizio telefonico viene concesso a più di un’impresa. Tre ripetitori di questo tipo. potrebbero fornire segnali televisivi e comunicazioni radio a tutto il pianeta. che viene pubblicato in ottobre dalla rivista “Wireless World”. Le concessioni urbane sono 37. al centro di Milano. e gli abbonati 11. lo scienziato e scrittore noto al grande pubblico per la saga letteraria e cinematografica 2001: Odissea nello spazio. La profezia di Clarke si avvera nel 1957. Dieci anni più tardi le concessionarie saranno 56. scrive un articolo dal titolo Extra-Terrestrial Relays. Nell’articolo si legge che un satellite artificiale ad una distanza opportuna dalla Terra sarebbe in grado di compiere una rivoluzione della Terra ogni 24 ore. quando l’Unione Sovietica manda in orbita il satellite Sputnik. viene effettuata la prima telefonata italiana.

il primo cavo telefonico transatlantico dalla capacità di 36 canali telefonici. A Echo farà seguito nel 1962 Telstar e un anno più tardi Relay. un semplice riflettore passivo da 30 metri di diametro. Il cavo viene depositato sul fondo dell’oceano dal Monarch. il primo satellite artificiale per telecomunicazioni. entrambi dotati di dispositivi attivi di trasmissione.000 svedesi.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 144 rican Telephone and Telegraph Company firmano nel novembre del 1953 un contratto per costruire TAT-1. il 12 agosto 1960 un gruppo di ricerca guidato da John Pierce e finanziato dalla Nasa manda in orbita Echo I. anno in cui la compagnia svedese Ericsson lancia sul mercato il primo telefono cellulare. Si arriva così al 1979. La generazione Intelsat prosegue negli anni successivi. Presso i Bell Labs della At&t. Nel giro di cinque anni 200. Il 2 aprile 1965 viene lanciato Early Bird. 144 . una nave britannica di 8000 tonnellate. il primo satellite geostazionario. e ancora oggi lo sviluppo di questa tecnologia sembra inarrestabile. in seguito ribattezzato Intelsat I. che collega l’Inghilterra a Terranova. danesi e finlandesi decidono di acquistare un “telefonino”. Early Bird è capace di trasportare 240 conversazioni telefoniche simultanee dall’Europa agli Stati Uniti. l’unica in grado di trasportare i 4000 chilometri di cavo che ha al suo interno 120 ripetitori per compensare le attenuazioni del segnale telefonico lungo il percorso. che fa rimbalzare da una costa all’altra degli Stati Uniti le onde radio che raggiungono la sua superficie. con modelli caratterizzati da capacità di trasmissione via via maggiori.

anziché dal caso o dalla vicinanza”.R. creando una comunità virtuale dedicata alla ricerca. 1964 L’avventura umana e scientifica che ha dato vita alla “Rete delle Reti” non può essere ridotta alla semplice realizzazione di un progetto militare di ricerca: Internet deve la sua nascita alla passione. Più che una conquista strategica delle forze armate statunitensi. docenti universitari e funzionari pubblici che hanno saputo spendersi fino in fondo per far uscire i loro computer e le Università da un atavico isolamento. e parlare di condivisione delle risorse suscitava grande diffidenza all’interno degli ambienti scientifici. J. Tutto comincia nel 1957: il 4 ottobre. allo scambio scientifico e al progresso accademico.C. Licklider.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 145 Capitolo 14 Dallo Sputnik al ciberspazio “Per le ‘persone on-line’ la vita sarà più felice. all’impegno e allo sforzo coordinato di un grandissimo numero di studenti. per la prima volta nella 145 . Internet è stata una conquista umana e culturale di un gruppo di pionieri che hanno creduto nel networking quando le Università erano ancora gelosissime del “tempo macchina” dei propri calcolatori. perché gli individui con i quali dovremo interagire più di frequente saranno selezionati in base ad interessi e obiettivi comuni. ricercatori.

L’Arpa ha il pregio di unire alcuni tra gli scienziati più brillanti degli Stati Uniti. marina ed aviazione. dei progetti di ricerca a compartimenti stagni. la Luna non è più sola a tenere compagnia alla Terra. e al termine della riunione si decide di nominare uno “Science Advisor”.. un consulente che abbia ampia libertà decisionale e pochi ostacoli burocratici. ed è l’Unione Sovietica a lanciarlo. Il nuovo satellite che orbita intorno al nostro pianeta si chiama Sputnik.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 146 storia. Killian Jr. per favorire lo sviluppo rapido ed efficiente della scienza americana. Il 15 ottobre il presidente Dwight Eisenhower convoca lo Science Advisory Committee. presidente del Massachusetts Institute of Technology. Il 7 novembre Eisenhower annuncia di aver trovato lo scienziato che fa per lui: si tratta di James R. Il braccio di ferro tra i militari e McElroy è risolto dallo stesso Eisenhower che il 7 gennaio del 1958 richiede ufficialmente al Congresso i fondi per la nascita dell’ARPA. l’agenzia per i progetti di ricerca avanzata che finanzia la sperimentazione nell’ambito del networking da cui prende vita nel 1969 ARPAnet. il primo embrione di quella che in seguito sarebbe diventata Internet. ognuno per proprio conto. restie a sottomettersi ad un’autorità scientifica centralizzata. gli Stati Uniti dedidono di ristabilire la loro supremazia scientifica e tecnologica. il comitato di consulenza scientifica presidenziale. che fino a quel momento avevano realizzato. Advanced Research Project Agency. Colpiti nell’orgoglio. Il segretario della Difesa Neil McElroy inizia a discutere con Killian sulla creazione di un’agenzia unica per la ricerca e lo sviluppo scientifico: l’obiettivo è quello di superare la rivalità e la competizione tra esercito. facendosi concorrenza a vicenda. La creazione di questa agenzia unica incontra una fortissima resistenza da parte delle alte gerarchie militari. i 146 .

la diffidenza del Pentagono e dell’Air Force Usa. Altri uomini reclutati per la nascita dell’Arpa vengono da industrie che hanno contratti con il Pentagono. finanziatori delle ricerche Rand. azienda statunitense incaricata di fornire al Pentagono servizi di consulenza. strappato alla General Electric da McElroy. basato sulla ridondanza e la molteplicità dei collegamenti. che non riteneva tecnicamente realizzabile il progetto. nel quale le funzioni di una parte danneggiata possono essere rimpiazzate da una nuova connessione realizzata con i neuroni rimasti intatti.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 147 quali mettono a punto il primo satellite Usa in diciotto mesi. che dal piedistallo della propria superiorità tecnica organizza dei seminari per far capire a Baran e colleghi come mai quella rete di trasmissione dati 147 . Le proposte di Paul Baran incontrano tre grossi ostacoli: lo scetticismo della comunità scientifica. Un’altra idea rivoluzionaria è quella di frazionare i messaggi in diverse unità elementari di informazione. come ad esempio Lockheed. Il primo direttore dell’Arpa è Roy Johnson. Nel 1960 uno dei più grandi progetti di ricerca della storia delle telecomunicazioni prende vita all’interno della Rand Corporation. che battezza col nome di “rete distribuita” (distributed network). il cervello umano. Baran si ispira alla rete più complessa in assoluto. e l’aperta ostilità della compagnia telefonica At&t. ognuno dei quali è in grado di seguire un percorso differente all’interno della rete. chiamati “pacchetti” di dati. Union Carbide e Convair. All’interno di questo “Think Tank”. Paul Baran realizza il primo lavoro di ricerca scientifica sulla commutazione di pacchetto. Per i suoi studi sulle reti di trasmissione dati. La duplicazione e la sovrabbondanza di connessioni del progetto di Baran ricorda quella del cervello umano. Il risultato è un modello.

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non avrebbe mai potuto funzionare. Per cinque anni Paul Baran realizza dei dettagliatissimi memorandum scientifici, con i quali vengono demolite una ad una tutte le obiezioni e le critiche mosse al progetto. Su sollecitazione dello stesso August Rand, nel 1965 il Pentagono decide di prendere in considerazione la proposta di rete distribuita, ma è lo stesso Baran a bloccare tutto quando si accorge che il progetto sarebbe stato affidato alla DCA, la Defense Communications Agency, agenzia governativa priva di esperienza nel campo delle tecnologie digitali e caratterizzata da un approccio alle telecomunicazioni di “vecchio stile”. Il rischio era quello di veder fallire il progetto e creare un precedente negativo a causa del quale le idee sulla commutazione di pacchetto sarebbero state scartate definitivamente. La scelta di Baran è quella di tenere tutto nel cassetto. Nel luglio del 1961 Leonard Kleinrock dell’Ucla, University of California Los Angeles, pubblica Information Flow in Large Communication Nets, un testo che getta le basi statistiche e matematiche per lo studio del traffico nelle reti distribuite di trasmissione dati a pacchetto. L’Arpa affida a Kleinrock la realizzazione dell’NMC, Network Measurement Center, il centro di misurazione della rete situato presso l’Ucla. L’Nmc diventerà il primo nodo della futura Arpanet, con il compito di monitorare il traffico dei pacchetti attraverso i nodi che si sarebbero via via aggiunti. Nel frattempo il secondo direttore dell’Arpa, il generale Austin W. Betts, viene sostituito da Jack P. Ruina, il primo scienziato a dirigere l’Arpa dopo un uomo d’affari e un militare. Il suo merito maggiore è quello di intuire il grande potenziale della “computer science” e delle sue applicazioni alla trasmissione dei dati. Nell’autunno del 1962, Ruina accoglie tra le file dell’Arpa Joseph Carl Robnett Licklider, conosciuto
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anche come “Lick”, uno studioso di psicoacustica che avrà un ruolo fondamentale nello sviluppo delle ricerche dell’Arpa, e che prima ancora dell’avvento dei personal computer riesce a intravedere un futuro in cui l’interconnessione dei calcolatori elettronici sarà totalmente al servizio dell’umanità. Le innovative visioni di Licklider sono raccolte in un saggio intitolato Man-Computer Symbiosis che ha avuto grandissima influenza su molti psicologi e studiosi di informatica dell’epoca, un documento storico in cui si afferma esplicitamente che tra non molti anni la mente umana e i calcolatori saranno interconnessi molto strettamente, e questa alleanza uomo-macchina sarà in grado di pensare così come nessun essere umano ha mai fatto finora, elaborando dati con prestazioni che sono ancora irraggiungibili per le macchine con cui effettuiamo attualmente il trattamento delle informazioni. Un altro scritto di Licklider che ha fatto storia è la pubblicazione scientifica intitolata The Computer as a Communication device , realizzata presso l’Arpa nell’aprile 1968 assieme a Bob Taylor. In questo saggio egli definisce per la prima volta il concetto di “comunità virtuali” (on-line interactive communities), descritte come gruppi di persone unite da interessi comuni anziché dalla vicinanza geografica. Il primo ottobre del 1962 Licklider viene messo sotto contratto dall’Arpa, che lo strappa al Massachusetts Institute of Technology. “Lick” inizia così una “caccia ai cervelli”, convolgendo nelle ricerche dell’Arpa tutti i più grandi centri di ricerca e le più prestigiose istituzioni universitarie degli Stati Uniti. Que149

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sta scelta condiziona fortemente l’evoluzione di Arpanet, che si sviluppa al di fuori degli ambienti militari, con il contributo fondamentale di tutti gli studenti universitari che iniziano ad utilizzare la rete di Arpanet a partire dal 1969, data di collegamento dei primi due nodi network. Licklider viene messo a capo di un gruppo di lavoro, da lui battezzato prosaicamente Intergalactic Computer Network, al quale indirizza nel 1963 un memorandum che rappresenta la base concettuale di ciò che sarebbe diventata Arpanet. “Lick” rimane alla guida dell’IPTO (Information Processing Techniques Office) fino al 1965, quando viene sostituito da Ivan Sutherland. Le idee rivoluzionarie di Licklider non lasciano l’Arpa assieme a lui, e il loro impatto sul lavoro degli anni a venire è determinante per la nascita di Arpanet. Nel 1965 Paul Baran aveva ormai messo nel cassetto il suo progetto di rete distribuita, costato cinque anni di lavoro. Parallelamente Donald Watts Davies, un fisico del British National Physical Laboratory, sviluppa a Londra delle teorie sul networking molto simili a quelle di Baran. Dopo aver macinato le sue idee per alcuni mesi, nella primavera del 1966 Davies dà una presentazione pubblica del suo lavoro, illustrando nei dettagli una rete distribuita analoga a quella concepita da Baran. Davies descrive l’inoltro di messaggi, suddivisi in tanti “pacchetti”, all’interno di una rete digitale. Alla fine della conferenza viene avvicinato da un funzionario del ministero della Difesa Usa che gli segnala gli studi effettuati dalla Rand Corporation, di cui Davies non aveva mai sentito parlare. Baran e Davies avevano raggiunto le stesse conclusioni a un continente di distanza, arrivando a coincidere perfino sulla dimensione dei pacchetti, sulla velocità di trasmissione e sull’utilizzo di una
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regola di instradamento (routing) che fosse adattativa, in maniera da inviare i pacchetti all’interno della rete tenendo conto istante per istante della situazione dei nodi adiacenti e della congestione dei collegamenti. La scelta del termine “Packet Switching” (Commutazione di Pacchetto) per battezzare questa tecnologia di trasmissione dati si deve a Davies, mentre Baran aveva descritto le stesse cose con un termine più prolisso: “Distributed Adaptative Message Block Switching” (Commutazione Distribuita Adattativa a Blocchi). Nel 1966 Robert Taylor sostituisce Ivan Sutherland alla guida dell’Ipto, l’ufficio Arpa di cui J.C.R. Licklider era l’indiscussa “guida spirituale”. Le idee sul networking seminate negli anni precedenti da “Lick” sono finalmente mature, e a Taylor bastano solo venti minuti di colloquio per ottenere da Charles Herzfeld, il quarto direttore dell’Arpa, un finanziamento da un milione di dollari per un progetto di rete distribuita. Il 3 dicembre 1993 la rivista “Time” pubblica un articolo di Philip Elmer-Dewitt intitolato La prima nazione nel ciberspazio, che dà vita alla leggenda di una rete militare costruita con la precisa intenzione di mettere gli Stati Uniti in condizioni di affrontare una guerra termonucleare, disponendo di una rete di comunicazioni in grado di sopravvivere ad un eventuale bombardamento. I mezzi di informazione accettano acriticamente e con rapidità questa visione semplificata e riduttiva della storia di Arpanet, che viene smentita da una lettera mai pubblicata inviata al “Time” da Robert Taylor. In realtà le reti a commutazione di pacchetto e la realizzazione di Arpanet sono solamente due tra i tanti progetti di ricerca di base portati avanti dall’Arpa in quegli anni, senza intuirne sin da subito i potenziali utilizzi, e non
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ma gli sforzi per usare tale tecnologia a questo fine vennero solo molto dopo8. Al termine di questo inseguimento è lo stesso direttore del Lincoln Lab a pregare Roberts di accettare la proposta di Taylor. che forniva ai Laboratori Lincoln più della metà dei suoi finanziamenti totali. Roberts aveva supervisionato uno dei primi esperimenti di collegamento remoto tra due computer. Certamente eravamo consapevoli delle applicazioni potenziali di Arpanet per la sicurezza nazionale. 152 . 214. Al Lincoln Lab. p. e per usare questi computer nelle ricerche di base. Charles Herzfeld. settembre 1995. sempre all’interno di un progetto finanziato dall’Arpa.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 152 un sistema di comunicazione espressamente progettato per uno scenario postnucleare. The Immaterial World. diventando così il candidato naturale per la nuova impresa concepi8 Cfr. “Scientific American”. Charles Herzfeld racconta la nascita di Arpanet in un articolo pubblicato su “Scientific American” nel settembre ’95: Arpanet non nacque per assicurare le comunicazioni militari in caso di guerra nucleare – questa è un’impressione sbagliata abbastanza comune – ma piuttosto per collegare computer e ricercatori delle Università. per non incrinare i rapporti con l’Arpa. assistendoli nel condurre ricerche sui calcolatori e sulle reti di comunicazione. Taylor vuole a tutti i costi che a capo di questo progetto ci sia Larry Roberts. un ricercatore che riesce a strappare al Lincoln Laboratory soltanto dopo una “caccia all’uomo” durata varie settimane.

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ta da Taylor. Nel dicembre ’66 Larry Roberts fa il suo ingresso negli uffici dell’Arpa. Durante i primi mesi del 1967 Roberts organizza due incontri, in cui si danno appuntamento tutti i rappresentanti dei maggiori centri di ricerca e organismi universitari del settore informatico. Il mondo accademico non è ancora pronto per abbracciare lo spirito delle reti distribuite e, nel primo di questi due appuntamenti, molti ricercatori non vedono di buon occhio l’idea di dover aprire all’esterno i propri centri di calcolo per condividere con altri le proprie risorse, già fin troppo scarse. Alcuni però hanno la vista più lunga e decidono di dare il proprio contributo all’idea di Roberts. Tra i sostenitori del progetto di rete descritto da Roberts troviamo Doug Engelbart e l’intero “Augmentation Research Center”, il gruppo di ricerca dello Stanford Research Institute che in quegli anni stava sperimentando sotto la guida di Engelbart nuove forme di interazione tra l’uomo e i computer. Engelbart e soci realizzano NIC, Network Information Center, il primo centro amministrativo della rete che più tardi prenderà il nome di InterNIC (Internet Network Information Center). Sulla scia dello Stanford Institute, col passare del tempo nasceranno altri NIC, per gestire in maniera decentralizzata servizi di documentazione e assistenza, relativamente alla struttura della rete e alla gestione dei “nomi di dominio” con i quali vengono identificati i computer collegati a Internet. Wesley Clark, un altro dei partecipanti agli incontri organizzati da Roberts, dà un contributo importante alla realizzazione di Arpanet proponendo di non collegare direttamente i calcolatori tra loro: nel 1967 i modelli di computer in circolazione sono talmente diversi l’uno dall’altro che spesso anche calcola153

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tori prodotti dalla stessa ditta richiedono enormi sforzi di programmazione e numerose modifiche all’hardware per essere in grado di comunicare. Clark suggerisce di utilizzare una sottorete di computer tutti uguali e compatibili, dedicati esclusivamente alle funzioni di trasmissione e ricezione dei dati. In questo modo i computer della sottorete avrebbero parlato tutti lo stesso “linguaggio”, senza problemi di compatibilità, e ogni nodo della rete avrebbe dovuto imparare solamente il linguaggio della sottorete anziché quello di tutti gli altri nodi a cui sarebbe stato connesso. I computer interposti tra i calcolatori universitari e la rete di comunicazione vera e propria vengono battezzati col nome IMP, Interface Message Processor. In un incontro successivo, promosso dall’Association for Computing Machinery, Roberts presenta il primo documento su Arpanet. Tra gli altri oratori troviamo Roger Scantlebury, del team di Donald Davies, che presenta il lavoro sulle reti a commutazione di pacchetto realizzato al National Physical Laboratory. Attraverso Scantlebury, Roberts viene anche a conoscenza del lavoro di Paul Baran, che in seguito verrà contattato per unirsi al gruppo in qualità di consulente. Grazie a questa serie di incontri, i pezzi del mosaico iniziano a comporsi. Dopo anni di ricerche solitarie, un progetto comune di ricerca riunisce tutti gli ingredienti fondamentali per la nascita del primo embrione di Arpanet: la visione di Licklider, l’iniziativa di Roberts, il team di Engelbart, le risorse dell’Arpa, gli strumenti tecnologici sviluppati da Davies e Baran, gli studi teorici sulla statistica delle reti distribuite sviluppati da Kleinrock, l’idea di Clark per risolvere i problemi di compatibilità. Nel corso del 1968 Larry Roberts rilascia un documento nel quale si definiscono le specifiche degli Imp, che viene inviato
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a 140 aziende interessate alla costruzione di questi fondamentali componenti della rete. Nel testo di Roberts vengono riorganizzati con ricchezza di dettagli tutti i contributi teorici e tecnologici realizzati sin dai primi anni ’60 da Baran, Davies, Kleinrock e Clark. L’Ibm è tra i primi a rispondere alla “Request For Proposal” divulgata da Roberts, sostenendo che una rete del genere non avrebbe mai potuto essere realizzata, a causa dell’enorme costo da sostenere per l’acquisto dei computer necessari a far funzionare ogni nodo della rete. Non è dello stesso parere la Bolt, Beranek and Newman (Bbn), piccola ditta di Cambridge, Massachusetts, alla quale viene appaltata la realizzazione dei primi Interface Message Processors con un contratto da un milione di dollari. La Bbn nasce nel 1948 come azienda di consulenza per la progettazione dell’acustica in teatri e sale cinematografiche. Saranno proprio gli studi sull’acustica ad attirare J.C.R. Licklider in questa ditta, dove lavora per alcuni anni a partire dal 1957, permeando l’ambiente della sua passione per i computer e costringendo i soci della Bbn ad acquistare il primo esemplare di Pdp-1, uno dei grossi “bestioni” informatici dell’epoca. L’azienda si trasforma in un prolifico centro di ricerca sulle tecnologie informatiche, al punto da meritare il soprannome di “terza Università” di Cambridge accanto al Mit e Harvard. Quando il documento di Roberts arriva alla Bbn nell’agosto 1968, Frank Heart viene incaricato di mettere insieme un gruppo di ricerca in grado di realizzare il primo Imp rispettando le scadenze fissate dall’Arpa. Attorno ad Heart si riuniscono gli “Imp guys”, i “ragazzi dell’Imp”: Dave Walden, esperto di sistemi in tempo reale, Severo Ornstein, mago dell’hardware, Bernie Cosell, capace di scovare qualsiasi errore di programmazione, Will Crowther, appassionato di
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matematica in grado di produrre programmi piccoli e complessi al tempo stesso. Gli “Imp guys” si buttano a capofitto nel lavoro di programmazione del primo Interface Message Processor. La passione di questi scienziati è talmente grande da diventare una vera e propria “febbre” che nelle ultime fasi del progetto spinge il gruppo a trasformare la Bbn in una seconda casa, nella quale trascorrere notti insonni accanto all’Imp, accompagnando la “gestazione” da cui sarebbe nato questo storico dispositivo. A cavallo tra il 1968 e il 1969 il gruppo è impegnato in un’estenuante corsa contro il tempo, cercando di concludere il loro febbrile lavoro per la realizzazione dell’Imp numero uno nei termini previsti dal contratto Arpa. Contemporaneamente, nelle sedi universitarie destinate a ospitare i primi nodi Arpanet si lavora altrettanto intensamente per mettere in grado i computer universitari di collegarsi agli Imp, e di conseguenza a tutto il resto della rete, secondo le specifiche stabilite dalla Bbn. Steve Crocker, del gruppo di ricerca di Leonard Kleinrock all’Ucla, scrive il “Request For Comments” (RFC) numero uno, intitolato “Host Software”, un documento nel quale si descrivono i “protocolli” di connessione tra due computer, vale a dire le regole per stabilire uno scambio di dati fra due calcolatori diversi connessi a due Imp uguali. I documenti Rfc sono proposte di innovazioni tecniche, “richieste di commenti” da sottoporre ad approvazione, e riflettono la natura originaria della rete, priva di una qualsiasi autorità centralizzata e aperta alle proposte di chiunque voglia sottoporre le proprie idee ai commenti altrui. Lo spirito di questi documenti si deve all’impostazione data da Crocker, che scrive l’Rfc numero uno nel bagno della casa che condivideva con altri studenti, cercando volutamente di utiliz156

Il primo settembre. col meccanismo delle Rfc. nel quale prende vita il Network Working Group (NWG). L’intenso lavoro realizzato all’Ucla nelle settimane precedenti dà i suoi frutti. un numero speciale richiesto a Crocker da Jon Postel. a Menlo Park: è questa la data a cui si fa ufficialmente risalire la nascita di Internet. Il primo ottobre 1969 l’Imp numero due raggiunge lo Stanford Research Institute in California. in grado di invogliare chiunque a collaborare per lo sviluppo delle specifiche tecniche di questa rete ancora in incubazione. Lo stile aperto di questi documenti viene apprezzato da tutte le università che lavorano al progetto di rete promosso dall’Arpa. con soli 12K di memoria a nuclei di ferrite. al numero 50 di Moulton Street. per arrivare in aereo all’Ucla. Il codice di sistema necessario al funzionamento dell’Imp numero uno occupa più di mezzo miglio di nastro perforato (circa 800 metri). scomparso nel 1998.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 157 zare uno stile aperto e informale. senza floppy (non erano ancora stati inventati). Si crea così un clima di intensa cooperazione interuniversitaria. nel weekend del Labour Day. il gruppo di lavoro all’interno del quale. University of California Los Angeles: il primo embrione della futura Internet è un computer senza hard disk. La nascita di questi documenti è raccontata dallo stesso Crocker nell’Rfc 1000 dal titolo “The Beginning of the Network Working Group from The Origins of RFCs”. La visione con157 . iniziano le prime prove di funzionamento. Il 30 agosto 1969 l’Imp numero uno parte dai laboratori Bbn. nasceranno le soluzioni tecnologiche e gli standard che sono alla base degli attuali servizi Internet. curatore dei Request For Comments. Nel giro di un’ora il Sigma-7 dell’Ucla e l’Imp numero uno iniziano a scambiarsi dati e a colloquiare come due vecchi amici che si conoscono da sempre.

Davies. raccogliendo il suggerimento di Kleinrock. Larry. All’inizio del 1970. osservando una delle prime mappe di Internet. decide di rivolgersi ad una ditta di consulenza per informatizzare l’operazione di censimento dei nodi e disegnare le successive mappe della rete. un’idea che all’inizio appariva come una fantasia partorita da un gruppo di eccentrici scienziati si trasforma nel punto di partenza per quella che diventerà una vera e propria rivoluzione del nostro modo di comunicare. Roberts. 158 . e un mese più tardi si unisce alla rete anche l’Università dello Utah. utilizzando un computer anziché i disegnini fatti a mano su fogli volanti di carta. Per una curiosa coincidenza.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 158 divisa da Licklider. e il nucleo della rete si estende con due nuovi nodi: a novembre il terzo Imp collega l’Università di Santa Barbara al nodo dell’Ucla. Nel giro di pochi mesi. nel 1972 la mappa logica della rete ha proprio la forma di una busta per lettere. Iniziano i primi esperimenti di collegamento con l’Università di Los Angeles. Baran. che viene collegata allo Stanford Institute tramite l’Imp numero quattro. dice al suo amico Larry Roberts: “Sai. Fogli che fino ad allora erano più che sufficienti a tracciare una mappa di quello che sarebbe diventato il più grande sistema informatico della storia. Roberts e tutti i pionieri di Arpanet diventa finalmente realtà. questa rete sta diventando troppo complessa per essere disegnata sul retro di una busta”. Leonard Kleinrock.

e la molla che spinge i pionieri di Internet a scrivere programmi migliorandoli di continuo e mettendoli a disposizione gratuitamente è proprio la voglia di utilizzare nuovi servizi e nuove comodità. ma i fondatori di Internet vengono ripagati abbondantemente per questo investimento con un enorme accrescimento della conoscenza. 159 . Scrivere un programma che permetta di comunicare con gli altri attraverso la rete è un lavoro che richiede parecchio tempo ed energia mentale. Arthur C. Un mondo dove migliaia di persone possono contattarmi attraverso la posta elettronica è indubbiamente un mondo con una comodità in più.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 159 Capitolo 15 I primi vent’anni della rete “Qualunque tecnologia sufficientemente evoluta non è distinguibile dalla magia”. ma solamente la voglia di utilizzare un nuovo strumento di comunicazione nel modo più semplice ed efficace. ma la voglia di scambiare con altre persone conoscenze e programmi da realizzare in base alle loro stesse esigenze. Dietro i primi prodotti dell’intelligenza collettiva della rete non ci sono strategie commerciali o manovre finanziarie. Clarke Il motore principale che nei primi anni di vita della “rete delle reti” spinge i programmatori verso la ricerca e lo sviluppo di nuovi strumenti per l’utilizzo di Internet non è la prospettiva di un guadagno economico.

Il lavoro gratuito e volontario di tantissime persone ha contribuito. tutti i ricercatori.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 160 un’espansione dell’intelletto che i primi utenti/sviluppatori/programmatori hanno sperimentato con successo grazie all’interazione con gli altri centri universitari e le altre organizzazioni scientifiche che dal 1969 in poi sono “entrate in rete”. Mettere i computer in grado di scambiarsi segnali elettrici è stato solo il primo passo verso la creazione di quel sistema informativo distribuito che oggi chiamiamo Internet. che nel corso degli anni sono diventati sempre più semplici nelle modalità di uso e sempre più sofisticati nella logica di funzionamento. utilizzando un linguaggio comprensibile solo a pochi addetti ai lavori. Lo sviluppo di Internet non sarebbe stato possibile senza il drastico cambiamento di mentalità introdotto dallo spirito di gratuità. A partire dalla realizzazione del primo embrione di Arpanet. senza poter “parlare” e interagire con la gente comune. utilizzati dai grandi 160 . Senza questa attenzione al rapporto tra l’uomo e il calcolatore probabilmente i computer di Arpanet e di Internet avrebbero continuato solamente a parlarsi tra loro. gli scienziati e gli studiosi coinvolti nella gestione dei primi nodi della rete hanno iniziato a sviluppare nuovi protocolli (regole di trasmissione dei dati) e nuovi servizi telematici. sviluppando nuovi sistemi di accesso alle informazioni. e contro i vincoli del copyright e dei brevetti industriali sul software. condivisione e collaborazione che ha permeato la rete sin dai suoi esordi. Contro la segretezza dominante nei grandi centri accademici. nei primi anni di vita di Internet. gelosi dei successi altrui. tra i quali il più noto è indubbiamente il servizio di posta elettronica (electronic mail o email). a migliorare l’interazione tra gli essere umani e la macchina.

Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 161 colossi dell’informatica per affermare i propri prodotti e realizzare profitti. Uno sguardo panoramico sulle principali tappe che hanno caratterizzato lo sviluppo iniziale di Internet negli Stati Uniti e nel resto del mondo può essere utile per capire che sin dall’inizio la rete non è stata concepita come uno spazio commerciale. ma come una risorsa comune di tutti gli utenti. nel 1970 definisce il Network Control Protocol l’insieme di regole necessarie per far parlare tra loro due “host”. In quell’anno la definizione di uno standard di comunicazione ugua161 . una “zona franca” come il mare. caratterizzato dalla ricerca del massimo profitto intellettuale (indipendentemente dal profitto economico). L’obiettivo comune che ha saputo aggregare gli sforzi di tantissime persone sparse per il mondo e unite da un filo di elettroni non era l’affermazione dei propri interessi particolari. ovvero due computer collegati alla rete tramite gli Imp. ma la realizzazione collettiva di una rete sempre più utile ed efficiente. il Network Working Group. la comunità dei primi pionieri della rete ha saputo affermare uno stile di lavoro vincente. che appartiene a tutti e che tutti hanno il dovere di migliorare e di preservare. In questa ottica ogni programma realizzato e messo a disposizione degli altri non è un potenziale prodotto commerciale da affermare a scapito delle concorrenza. che aveva come contropartita la condivisione delle difficoltà e dei problemi relativi all’utilizzo della rete. nato dalla collaborazione tra le Università collegate ad Arpanet. Dopo numerosi incontri e dozzine di Rfc. ma un libero contributo che sarebbe stato ripagato dalla possibilità di utilizzare il lavoro prodotto dagli altri. dalla collaborazione spontanea e dalla condivisione dei risultati positivi ottenuti.

Ray Tomlinson. Nello stesso anno. In un’intervista rilasciata allo storico della rete Ian R. spedisce il primo messaggio di posta elettronica della storia. In quell’epoca si è ancora ben lontani dalla nascita dell’Html e dei “siti” Web multimediali. Nel secondo messaggio Tomlinson propone di utilizzare per gli indirizzi di posta elettronica una “chiocciolina” (@) che separa il nome dell’utente dal nome del “server”. diventa lo strumento preferenziale per accedere a risorse di calcolo o ad archivi di dati disponibili sulla rete. il calcolatore incaricato della ricezione dei messaggi. la Rand. che permette di utilizzare a distanza un calcolatore collegato in rete. in questi tempi pionieristici. con la quale si definisce SMTP. durante l’International Conference on 162 . Tomlinson confessa di non ricordare il testo di questo storico messaggio: “lo inviai a me stesso su di un altro computer e il testo era qualcosa come ‘qwertyuiop’ oppure ‘testing 1-2-3’”. e Telnet. il protocollo di trasmissione dei messaggi email tuttora in uso. Simple Mail Transfer Protocol. In quell’anno un ricercatore della Bolt. NCSA.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 162 le per tutti diventa ancora più necessaria. dato che ai quattro nodi iniziali di Arpanet si aggiungono anche i nodi della rete situati presso la Bbn. Nel 1971 il numero delle istituzioni collegate ad Arpanet sale a quindici. con uno sviluppo sempre più rapido. la System Development Corporation e Harvard. Hardy. Lo standard ufficiale dell’email viene elaborato nel corso degli anni attraverso varie tappe. o meglio sulle reti locali universitarie che aggregandosi formavano Arpanet. l’ultima delle quali è la Rfc 821 dell’agosto 1982. il National Center for Supercomputing Applications dell’Illinois. Beranek & Newman. il Mit. sviluppa nel 1972 l’applicazione Telnet.

che più tardi occuperà la cattedra di elettrotecnica al Politecnico di Milano. Nel frattempo Larry Roberts realizza presso l’Arpa il primo programma di gestione della posta elettronica. Tra gli italiani presenti alla conferenza c’è anche Gesualdo Le Moli. Il contributo di Cerf è documentato nell’articolo A Protocol for Packet Network Intercommunication. Nel 1973 Robert Metcalfe e David Boggs al Palo Alto Research Center della Xerox sviluppano Ethernet. che a dispetto della mia laurea continuano ad essere un esoterico mistero ai miei occhi. realizzato assieme a Robert Kahn e pubblicato sulle “Transaction on Communications” dell’IEEE (Institute 163 . È a questa circostanza che si fa risalire il primo utilizzo della parola “Internet”. Il ’73 è anche l’anno in cui Arpanet cessa di essere una rete statunitense per diventare una rete internazionale: i primi due nodi a essere collegati sono l’University College di Londra e il Royal Radar Establishment della Norvegia. adottato da Arpanet nel 1983. la cui guida è affidata a Vinton Cerf. In seguito a questo incontro viene costituito un gruppo di lavoro internazionale che prende il nome di INWG. chiamato RD (per “read”) Il 1974 è segnato dal determinante contributo di Vinton Cerf e Robert Kahn. ricercatori di vari Paesi si danno appuntamento per assistere a una dimostrazione della commutazione di pacchetto su Arpanet. un sistema di connessione per reti locali che in poco tempo diventa uno standard di fatto. cercando invano di costringermi ad imparare vita. che sviluppano il protocollo TCP (Transmission Control Protocol) per la comunicazione tra computer remoti. morte e miracoli dei motori trifase.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 163 Computer Communications che ha luogo a Washington in ottobre. International Network Working Group.

dall’Information Processing Techniques Office dell’Arpa. su reti satellitari e su reti Packet Radio. Nel 1978 il Tcp diventa ufficialmente TCP/IP (Transmission Control Protocol – Internet Protocol). riservate all’IP. attraverso dei “ponti” (gateways). che utilizzano il minimo denominatore comune del Tcp per consentire lo scambio di pacchetti da una rete ad un’altra di tipo differente. I temi 164 . cavalcando le onde radio. Arpanet continua a espandersi e la creazione di nuovi nodi della rete procede con un ritmo frenetico. A partire dall’installazione dei primi due nodi della rete. Vengono separate le funzioni di instradamento dei pacchetti nella rete. nella quale vengono fatti viaggiare pacchetti da un continente all’altro attraverso Arpanet. Il 7 giugno 1975 Steve Walker. iniziano i primi esperimenti per l’estensione dell’Arpanet attraverso collegamenti satellitari e reti “Packet Radio”. più tardi abbreviato in MsgGroup. dove i pacchetti non viaggiano attraverso i cavi ma nell’etere. da quelle di frammentazione e ricostruzione dei messaggi completi a partire dai singoli pacchetti.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 164 of Electrical and Electronics Engineers). Lo sviluppo sociale della rete segue di pari passo quello tecnologico. La nascita del Tcp va ben oltre la semplice innovazione tecnologica: grazie a questo nuovo standard di trasmissione dei dati sulle reti a pacchetto è possibile mettere in collegamento tra loro reti di diversa natura. Questi esperimenti culminano in una dimostrazione del 1977. Parallelamente allo sviluppo del nuovo protocollo. assegnate al Tcp. il Message Services Group. annuncia con un messaggio email la nascita del primo gruppo di discussione della rete. e gli utenti iniziano a trasformare questa struttura di collegamento militare in un gigantesco ufficio postale per comunicazioni personali.

un sistema distribuito di messaggistica basato su gruppi di discussione (Newsgroups). Nel luglio del 1977 il gruppo Inwg di Vinton Cerf e Robert Kahn dà una dimostrazione pubblica delle potenzialità di Arpanet e della commutazione di pacchetto. Parallelamente il lavoro collettivo e volontario di numerosi studenti.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 165 affrontati da questa prima “comunità virtuale” erano gli aspetti tecnici legati all’invio della posta elettronica. invece. Questa è la cronaca dell’avvenimento fatta dallo stesso Cerf: Jim Mathis era sulla San Francisco Bayshore Freeway. su Arpanet la messaggistica inizia a proliferare con un ritmo incontenibile. È solo in seguito a questa dimostrazione che l’esercito statunitense inizia a prendere sul serio Internet. A partire dal 1975. tratte satellitari e connessioni terrestri intercontinentali. ricercatori e programmatori collegati ad Arpanet produce una serie ininterrotta di documenti Rfc che definiscono gli standard per tutti i servizi Internet che conosciamo oggi. e guidava un furgone che aveva al suo interno un sistema 165 . realizzando un collegamento dati costituito da canali radio. dedicata agli amanti della fantascienza (Sf-Lovers). Nasce la prima mailing list non tecnica. Mike Lesk dei Bell Labs At&t crea e distribuisce gratuitamente nel 1976 il programma Unix-To-Unix-Copy (UUCP) che viene utilizzato tra l’altro anche nei Paesi in via di sviluppo per connessioni semplici ed economiche a Internet. la lunghezza degli header (i blocchi di testo usati come intestazioni per “imbustare” le email) e la definizione di nuovi standard per la creazione di programmi dedicati alla gestione della posta elettronica. Nel nord del mondo. UUCP viene impiegato per consentire la nascita di Usenet.

000 miglia. su una delle loro macchine DEC KA-10. attraverso un sistema Single Channel Per Carrier (SCPC). Ginny stava monitorando il gateway e aveva modificato appositamente il routing del sistema.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 166 Packet Radio installato su di un LSI-11 e collegato ad un gateway sviluppato da Virginia Strazisar della Bbn. Il traffico dati arrivava dall’unità mobile sulla rete Packet Radio. che aveva stazioni terrestri a Etam. ritornando indietro sulla rete atlantica di comunicazioni satellitari a pacchetto (Satnet). mentre utilizzando la sola Arpanet avremmo potuto avere un percorso di sole 800 miglia. Goonhilly Downs in Inghilterra e Tanum in Svezia.. raggiungendo la Norvegia e successivamente Londra tramite linee terrestri. distribuendo gra166 .] I pacchetti viaggiarono su di un anello lungo 94. assieme a Steve Bellovin. attraversando Arpanet e utilizzando un collegamento satellitare interno punto-punto con l’University College di Londra. West Virginia. sviluppano negli Stati Uniti la prima versione del sistema di messaggistica Usenet. [. e da Arpanet all’USC Information Sciences Institute. tornando indietro su Satnet e nuovamente su Arpanet. dell’University of North Carolina. “Unix uSErs NETwork”. Ginny era responsabile del gateway tra la rete Packet Radio e Arpanet e di quello tra Arpanet e Satnet. Le stazioni terrestri Satnet dell’Italia e della Germania a quell’epoca non erano ancora collegate. Non perdemmo un bit! Nel 1979 Tom Truscott e James Ellis della Duke University. Il collegamento proseguiva sull’Atlantico attraverso un collegamento satellitare punto-punto..

anno di incontro tra le due reti. e all’inizio del 1980 ai due nodi “unc” e “duke” si aggiungerà anche “phs”. nei quali si svolge un dibattito telematico collettivo a cui partecipano numerosi centri universitari che non potevano permettersi i costi legati all’installazione di un nodo Internet. Un’altra rete interuniversitaria nata sulla scia di Arpanet è BITNET (Because It’s Time NETwork). che decide di mettersi in collegamento con la Yale University. con un’operazione passata alla storia come “The great renaming” viene adottata una gerarchia a 7 livelli che. quando i gruppi attivi avevano già raggiunto numeri a tre cifre. Attorno alla metà degli anni ’80. Nel luglio ’86. si rese necessario istituire uno schema di classificazione maggiormente flessibile. Usenet si arricchisce ben presto di una propria cultura e di una fisionomia creativa e partecipativa. un altro dei computer presenti presso la Duke University.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 167 tuitamente i programmi necessari per partecipare alle discussioni telematiche. In un periodo in cui le risorse di Arpanet sono ancora ad esclusivo appannaggio 167 . fondata nel 1981 su iniziativa della City University di New York. sia pure modificata a più riprese. Definita in un primo momento “a poor’s man Internet” (l’Internet dei poveri). Il collegamento dei primi due nodi Usenet avviene proprio tra le Università di Tom e James. i gruppi di discussione Usenet. che arricchiscono Arpanet a partire dal 1981. Le prime versioni dei programmi per la distribuzione delle news erano state realizzate presupponendo un traffico giornaliero composto da un numero assai limitato di articoli (e un numero ancora più limitato di gruppi). e quindi tutti i newsgroup avevano come prefisso “net”. Dieci anni più tardi milioni di persone sparse in tutto il mondo faranno parte della comunità elettronica dei “Newsgroup”. sopravvive ancora adesso.

La prima versione di Listserv per sistemi Unix viene rilasciata da Thomas nel giugno ’94. che fino all’incontro con Usenet considerava i contatti umani in rete 168 . La messaggistica Usenet inizia a circolare anche su Arpanet a partire dal 1981. Eric Thomas rilascia la prima versione di “Revised Listserv” un programma per la gestione automatica delle mailing list. La prima versione del programma scritto da Eric funziona solamente su mainframe Ibm. Bitnet è “la” rete per eccellenza su cui si muove il mondo accademico. Nel giugno 1984. e solo nel 1984 Listserv diventerà il nome di un programma “robot” per la gestione automatica delle liste. partecipando a gruppi di discussione e scambiando file e programmi. È a questa data che risale il primo contatto tra la comunità Usenet.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 168 dei militari. e solo un paziente lavoro di “traduzione” del programma nelle lingue di altri computer (in gergo “porting”) permette a questa utilissima applicazione di rete di sopravvivere alla morte dei mainframe. È proprio il Bitnic a sviluppare il primo programma per la gestione di mailing list utilizzando un mainframe Ibm. infatti. Anche Bitnet organizza un centro amministrativo. e l’élite tecnica e scientifica di Arpanet. che più tardi verrà chiamato semplicemente Listserv. Il “listserv” è un semplice account creato appositamente per spedire i messaggi a tutti gli iscritti alle mailing list. tuttora utilizzato su alcuni nodi Internet. il Network Information Center. a cui si potrà scrivere direttamente per l’iscrizione e la rimozione senza necessità dell’intervento di un operatore. In questo sistema l’iscrizione alle mailing list avviene inviando un messaggio di posta elettronica ad un operatore che provvede manualmente all’aggiornamento dell’indirizzario della lista. chiamato BITNIC o semplicemente “The NIC”. utilizzando i servizi di posta elettronica.

la “spina dorsale” amministrata dalla National Science Foundation (l’equivalente americano del nostro Cnr). 9 L’acronimo Cern deriva dal nome del “Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare” (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire). 169 . a partire dal 1981 inizia a veicolare anche i newsgroup. che a quell’epoca disponevano già di connessioni ad Arpanet. l’organismo che ha originariamente stabilito l’istituzione di questo centro di ricerca. nove anni più tardi. Il Cern9 di Ginevra utilizza per la prima volta il protocollo di rete Tcp/Ip nel 1981. Inizia a svilupparsi quello che tre anni dopo sarebbe diventato il “backbone” principale di Internet. In questa occasione due reti locali vengono messe in contatto da un collegamento via satellite: si tratta del Cernet (rete formata dal Cern e dal Cnuce di Pisa) e del Cambridge Ring Network.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 169 come un aspetto di secondo piano rispetto alla trasmissione di dati finalizzati alla ricerca scientifica. Sf-Lovers e Human-Nets. sarà proprio al Cern. che oggi non è più dedicato alla ricerca nucleare. durante la seconda fase del progetto Stella di comunicazioni satellitari. L’utilizzo del modello Ip sviluppato da Vint Cerf presso l’Arpa fu probabilmente ispirato proprio dai membri italiani del progetto Stella. assumendo il ruolo di gateway tra Usenet e Arpanet. il canale di collegamento più importante. che trasforma in newsgroup le due mailing list più famose di allora. che verrà definito il protocollo Http e il linguaggio Html. Dopo questo esordio nel mondo delle reti Tcp/Ip. già connessa ad Arpanet. ma allo studio della fisica della materia. che collegava il Cern al Rutherford Laboratory. L’Università di Berkeley. Le due esperienze di rete iniziano a fondersi e contaminarsi a vicenda con le loro differenti culture. La connessione tra Usenet e Internet viene realizzata da Mark Horton.

Su Arpanet il protocollo Tcp/Ip viene adottato nel 1983 e. Nel 1981 nasce Csnet. una rete sulla quale viaggiano informazioni militari non riservate. nasce Milnet. dedita allo scambio di informazioni all’interno della comunità scientifica.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 170 gli standard di trasferimento e scrittura degli ipertesti che permettono a Internet di uscire dal mondo degli “addetti ai lavori”. senza nessuna interruzione del servizio. Grazie all’introduzione di questo protocollo. la rete dell’Arpa è in grado di scambiare informazioni con altre reti locali diverse tra loro. sebbene in continua crescita inizia ad essere solo una piccola parte di un vero e proprio sottobosco di reti accomunate dall’utilizzo del Tcp/Ip. per iniziare l’“invasione” dei computer domestici. La stessa Arpanet. la componente militare di Arpanet è tecnicamente in grado di scorporarsi da quella dedicata più strettamente alla ricerca. l’agenzia di comunicazioni della Difesa. Grazie a Csnet i servizi telematici riservati inizialmente ai soli centri accademici collegati ad Arpanet vengono estesi ad una comunità scientifica molto più ampia. Con un’operazione lungamente pianificata. Il giorno seguente iniziano a circolare delle spillette con la scritta “I survived the Tcp/Ip transition” (Sono sopravvissuto alla transizione Tcp/Ip). grazie all’utilizzo di questo nuovo protocollo di comunicazione. il primo gennaio 1983 tutti i nodi della rete si convertono simultaneamente dal vecchio Ncp (Network Control Protocol) al Tcp/Ip. una rete sviluppata con il contributo della National Science Foundation. tramite l’Office of advanced scientific computing (Ufficio per il calcolo scientifico avanza170 . Con una decisione della Defense Communications Agency. che vuole “portare in rete” tutte le istituzioni universitarie. La National Science Foundation si affaccia in prima persona su Internet nel 1984.

test.config. timorosi di lasciare spazio a gruppi Usenet dai contenuti compromettenti. Il nuovo ramo della gerarchia ad albero di Usenet si era reso necessario in seguito ad alcuni scontri con i funzionari che gestivano la creazione di nuovi gruppi Usenet e il backbone dei newsgroup. ho appena creato alt. Ciò significa che la rete alt ora veicola i gruppi alt. L’episodio passerà alla storia come “The Breaking Of The Backbone Cabal”. all’interno del G.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 171 to). cosa che ho appena fatto. un messaggio con cui annuncia che per mettere fine alla suspense.sex. Era allora artisticamente necessario creare anche alt.sex e alt. spicca la figura di Gene Spafford. Non ho alcuna idea di che tipo di traffico trasporterà. alt. Brian Reid invia a vari responsabili.T. il 5 maggio 1987 Brian Reid e John Gilmore decidono in maniera autonoma di dare vita alla gerarchia di newsgroups “alt. NSFnet.drugs. tra cui lo stesso Spafford. alt. Con un canale di trasmissione a 56 kbit al secondo. Tra questi funzionari.drugs e alt.*”. Sunset barbecue di Mountain Wiew. Nella Silicon Valley californiana. Il 3 aprile dell’anno seguente. Se verrà invaso da bizzarroidi alla fine lo rimuoverò o lo modererò. Per la fine del mese erano già attivi i gruppi alt. il collegamento principale con il quale venivano fatti circolare i messaggi. NSFnet diventa la “dorsale principale” (backbone) di Internet negli Usa. vale a dire un grande “acquedotto telematico” fatto di collegamenti ad alta capacità di trasmissione. per creare uno spazio ai contenuti “alternativi” di Usenet. soprannominato “lo zar dell’Usenet”.rock-n-roll.gourmand. La rete della fondazione. 171 . altrimenti lo lascerò andare per conto suo. nasce nel 1986.

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Capitolo 16

Le “bacheche elettroniche” degli anni ’80
“Quella delle bacheche elettroniche è una tecnologia democratica e democratizzante per eccellenza”. Howard Rheingold

Nel 1977 Internet (a quei tempi si chiamava ancora Arpanet) è un “giocattolo” riservato ai centri accademici e al mondo della ricerca scientifica, e si è ancora ben lontani dalla diffusione di massa a cui siamo abituati oggi. Non tutti gli atenei sono dotati di un collegamento alla “rete delle reti”, e la possibilità di usufruire di un accesso telematico diventa un motivo preferenziale per la scelta della sede universitaria. Il personal computer è ancora nella sua prima infanzia: sono appena comparsi i primi Apple I, e bisognerà aspettare altri quattro anni per la nascita del primo pc Ibm, il 12 agosto 1981. Mentre l’Università e i colossi dell’informatica sono troppo occupati nelle loro sperimentazioni per realizzare una tecnologia telematica dedicata all’utenza di massa, per le strade di Chicago si muove qualcosa. Ward Christensen getta le fondamenta della telematica sociale di base, e di quella che sarebbe poi diventata la cultura delle “bacheche elettroniche”, con la realizzazione e la distribuzione gratuita del programma MODEM,
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che consente a due computer domestici di scambiarsi informazioni attraverso le linee telefoniche. Il tutto avviene utilizzando dei sistemi di “accoppiamento acustico”, che realizzano una MODulazione dei segnali elettrici, inviati come segnali acustici sulle linee del telefono, e la DEModulazione che realizza la trasformazione inversa, raccogliendo dei “fischi” che vengono trasformati in “bit”. Da qui il nome “modem” dato da Suess al programma, utilizzato anche in senso più generico per indicare i dispositivi che permettono di mettere in collegamento due computer tramite telefonata. Christensen, lavorando come ingegnere all’Ibm, sognava da diversi anni di avere un computer a completa disposizione, ma i grandi “mainframe” dei primi anni ’70 erano troppo costosi anche per un ingegnere Ibm, per non parlare dei problemi di spazio legati alla mole dei “bestioni” informatici di allora. Ma l’era dei personal computer è alle porte, e Christensen sa attendere. La svolta arriva nel gennaio 1974, durante un soggiorno di studio a New York. Il relatore di un seminario sui circuiti elettronici LSI (Large Scale Integration) mostra ai suoi allievi il Chip 8008, uno dei primi microprocessori commercializzati dalla Intel. Il modello 8008, antenato dei moderni Pentium, è uno dei primi circuiti che racchiudono in un unico componente tutte le funzionalità principali per la realizzazione di un vero e proprio computer. Durante il seminario Christensen alza la mano: “Si può davvero fare un computer con uno di quei circuiti?”. La risposta è affermativa. “Bene, allora cosa c’è da sapere per capirci qualcosa?”. Gli viene suggerito di approfondire il funzionamento dei circuiti TTL, Transistor-to-Transistor Logic. Ward si procura alcuni libri e dei vecchi circuiti di scarto, da cui recupera componenti elettronici che utilizza per i suoi esperimenti.
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Per sfruttare l’esperienza acquisita con i microprocessori Intel, Christensen si procura immediatamente un personal computer Altair, realizzando dopo vari anni di attesa il sogno di avere una macchina tutta per sé. Durante gli esperimenti con l’Altair entra a far parte di CACHE, Chicago Area Computer Hobbyist’s Exchange, un gruppo di appassionati di informatica dell’area di Chicago. È proprio all’interno di questo gruppo che circola la prima versione di Modem. Christensen fa amicizia con Randy Suess, un altro membro di Cache che nel gennaio 1978 lo aiuterà a realizzare il primo Bulletin Board System, un “sistema a bacheca” per lo scambio di messaggi elettronici. Nel 1977 Christensen acquista una licenza per il sistema operativo CP/M, nato nell’anno precedente, scopre il relativo assembler, e inizia a scrivere una sequenza di istruzioni per trasferire il contenuto di un floppy disk su audiocassetta, trasformando i bit in una serie di suoni. È così che inizia la creazione del programma Modem. Modem inizia a circolare all’interno di Cache, e diventa nel giro di pochissimo tempo uno dei programmi più diffusi e modificati nella storia dell’informatica. Una versione successiva viene realizzata in seguito dallo stesso Christensen insieme a Keith Peterson e prende il nome di XMODEM. È l’inizio di un lungo lavoro di perfezionamento, durante il quale un gran numero di persone realizza versioni sempre più evolute di programmi simili a Xmodem, utilizzando una grande varietà di computer e linguaggi di programmazione. I protocolli (regole per lo scambio dei dati) diventano man mano sempre più efficienti, permettendo di scambiare una maggiore quantità di dati nello stesso intervallo di tempo. Modem e Xmodem, attraverso un’intensa attività di hacking, acquistano funzioni sempre nuo174

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ve: controllo degli errori, trasferimenti multipli di file e altro ancora. Chuck Forsberg realizza una versione in linguaggio C dei due programmi, adatta a sistemi Unix, e definisce il nuovo protocollo ZMODEM. Dare ai computer la possibilità di “parlare” tra loro è solo il primo passo per la nascita di una vera e propria rete di calcolatori, e per il momento i collegamenti digitali vengono utilizzati come un semplice stratagemma per rendere più efficiente lo scambio di programmi tra appassionati di informatica, che con questi nuovi strumenti possono fare a meno di uscire di casa per scambiarsi dischetti e nastri magnetici. Solo in un secondo tempo i cosiddetti “programmi di comunicazione” vengono utilizzati per realizzare dei sistemi distribuiti, reti dedicate allo scambio di messaggi e alla condivisione di bollettini e informazioni, dove iniziano a formarsi e svilupparsi comunità virtuali di ogni genere. Gli elementi fondamentali di queste reti sono i BBS, i laboratori di sperimentazione delle controculture digitali degli anni ’80. Nel 1978 Ward Christensen e Randy Suess creano il primo Bulletin Board System, chiamato CBBS. Bulletin Board System (BBS) in italiano può essere tradotto come “Sistema a Bacheca”: un computer dedicato alla messaggistica, che utilizza un modem per scambiare posta elettronica e messaggi relativi a computer conference, gruppi di discussione collettiva che ruotano attorno ai più svariati argomenti. Il tutto avviene come se si appendessero dei messaggi ad un pannello virtuale, che può essere consultato da chiunque semplicemente collegando il proprio computer alla bacheca elettronica per mezzo di un modem. Le reti di telematica “amatoriale” o “di base” degli anni ’80 non sono altro che tanti Bbs collegati tra loro: normalissi175

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mi computer, proprio come quelli che siamo abituati a vedere negli uffici o a casa degli amici, collegati a una linea telefonica attraverso un modem. Ogni computer utilizzato come Bbs era predisposto per rispondere in maniera automatica alle chiamate effettuate dagli utenti del sistema, i quali prelevano i messaggi che li riguardano e depositano nella bacheca altri testi privati e le email leggibili da tutti i partecipanti ai gruppi di discussione. Queste informazioni vengono poi fatte circolare su tutti i nodi della rete, in maniera che il nodo di San Francisco contenga sia i messaggi inviati direttamente dagli utenti della città che quelli provenienti da Los Angeles o New York inoltrati attraverso altri nodi. I collegamenti di queste reti sono di tipo “commutato”: i nodi della rete non sono permanentemente connessi tra loro, ma solo in alcuni momenti della giornata. Di notte, quando telefonare costa poco, i messaggi vengono fatti circolare su tutti i computer collegati alla rete. La tecnica è quella del “pony express”: ogni nodo telefona e riceve una telefonata da quelli a lui più vicini. Questo meccanismo è detto anche di “Store and Forward” (raccogli e inoltra), proprio perché i messaggi vengono prima ricevuti e immagazzinati, e poi inoltrati nottetempo sugli altri nodi attraverso una o più telefonate, gestite in modo completamente automatico dai computer che costituiscono i nodi della rete. Le spese telefoniche necessarie a pagare il collegamento tra i nodi delle reti di telematica di base sono sostenute dai “sysop” (SYStem OPerators, operatori di sistema) che si occupano anche del funzionamento tecnico e della manutenzione dei Bbs. Lo scrittore Howard Rheingold, nel suo libro Comunità virtuali, edito in italia nel 1994 dalla Sperling & Kupfer, spiega che
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a un prezzo inferiore a quello di un fucile, i Bbs trasformano un cittadino qualsiasi in editore, reporter di testimonianze oculari, difensore, organizzatore, studente o insegnante e potenziale partecipante a un dibattito mondiale tra cittadini [...] I Bbs crescono dal basso, si propagano spontaneamente e sono difficili da sradicare. Tutte le interreti ad alta velocità finanziate dai governi del mondo potrebbero sparire domani e la comunità delle bacheche elettroniche continuerebbe a crescere rigogliosamente. Ad Atlanta (Georgia, Usa), Dennis Hayes avvia nel 1977 una produzione “casereccia” di modem per personal computer, gettando le basi per quello che sarebbe diventato uno standard di fatto: ancora oggi i modem vengono gestiti attraverso i cosiddetti “comandi Hayes”, istruzioni testuali che permettono di dire al modem cosa fare, come comportarsi e chi chiamare. Sul tavolo della cucina di casa, Hayes realizza “lotti di produzione” di cinque o sei modem, e scrive da sé i manuali di utilizzo. All’interno dei manuali, sotto la voce “applicazioni”, Hayes fa notare che uno tra i possibili utilizzi dei suoi modem è la creazione di una “Bacheca Elettronica” per l’inserimento e la consultazione di messaggi pubblici. Tra i lettori di questi manuali troviamo anche Ward Christensen e Randy Suess, che prendono in seria considerazione il suggerimento di Hayes, e si rivolgono a lui per consigli e informazioni. Un semplice commento all’interno di un manuale d’uso va al di là di ogni possibile immaginazione: nel giro di quindici anni tutto il pianeta è tappezzato da migliaia di “Bacheche Elettroniche”. Nel 1993, durante la seconda edizione del convegno ONE
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BBSCON, Ward Christensen ricorda la nascita di CBBS, Computerized Bulletin Board System. Tutto inizia a Chicago il 16 gennaio 1978. Sotto una grande nevicata, Christensen decide di occuparsi del software necessario a realizzare un piccolo sistema di comunicazioni basato su microcomputer. I programmi vengono scritti in assembler su un processore 8080, e Suess mette insieme l’hardware necessario all’impresa. Le apparecchiature utilizzate per Cbbs comprendono un computer X100 con 64K di Ram, un modem Hayes MicroModem 100 da 300 bit al secondo e due dischetti da 8 pollici della capacità di 250K ciascuno (all’epoca gli hard disk erano ancora troppo costosi). Christensen racconta che Xmodem è nato dall’esigenza di scambiare file, per lo più tra Randy e me, con un mezzo più veloce dell’invio delle cassette per posta (se non avessimo abitato a trenta miglia di distanza, forse Xmodem non sarebbe mai nato). Il Cbbs, invece è nato dalle condizioni “all the pieces are there, it is snowing like @#$%, lets hack”. “Ci sono tutti i pezzi, nevica da matti, diamoci all’hacking”: questa frase sintetizza efficacemente lo spirito della telematica amatoriale di quegli anni, dove le innovazioni tecnologiche venivano realizzate da hobbisti/hacker guidati dalla voglia di divertirsi, imparare e scambiare informazioni con altri simili a loro. Inizialmente tutti i nascenti sistemi vengono denominati Cbbs, anziché Bbs, e la “C” cadrà solo in un secondo tempo. Anche Dennis Hayes realizza un Bbs per la sua azienda, e per alcuni anni effettua un censimento costante di tutti i sistemi attivi
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Tom Jennings collega Fido Bbs numero uno con Fido Bbs numero due di Baltimora. Quando nel 1984. i collegamenti tra computer diventano qualcosa di più di un semplice strumento per lo scambio di programmi: le “bacheche elettroniche” iniziano a caratterizzarsi come spazi liberi di comunicazione e socializzazione. Queste comunità. e i programmi necessari a far funzionare i nodi FidoNet iniziano ad autopropagarsi gratuitamente da un Bbs all’altro.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 179 negli Stati Uniti. che nel 1984 verrà ribattezzato in modo meno criptico con il nome di CHINET (CHIcago NETwork). tuttavia. in cui è pubblicato un articolo di Christensen e Suess intitolato Hobbyist Computerized Bulletin Boards. la prima più diffusa rete di Bbs. Chinet è tuttora attiva e raggiungibile anche via Internet. In un’epoca in cui il collegamento a Internet è ancora un privilegio riservato alle Università e ai centri di ricerca. Fido Bbs 179 . sono ancora delle isole nel mare delle telecomunicazioni: lo scambio di messaggi o di documenti tra un Bbs e l’altro è affidato alla buona volontà degli utenti che fanno da “ponte” tra le varie comunità digitali. “WLCRJS”. Chicago Network fornisce gratuitamente a tutti gli utenti accesso libero a posta elettronica e newsgroup. rendendo disponibile l’elenco attraverso la sua “board”. nel 1982 Randy realizza uno tra i primi servizi gratuiti di accesso pubblico a Internet. Una volta installato. La descrizione tecnica del funzionamento di un Bbs appare nel numero di novembre della rivista “Byte Magazine”. Nasce così l’embrione della rete FidoNet. Cbbs funziona ininterrottamente per diversi anni. Per la nascita di una vera e propria rete di Bbs bisogna aspettare il 1984. Con la nascita del primo Bbs. Gli utenti iniziano a sviluppare un forte senso di appartenenza alle “comunità virtuali” che si raggruppano attorno ai vari Bbs.

saranno sempre loro a vedersela con i cretini”. tra una birra e l’altra dopo il lavoro. come racconta lo stesso Jennings. Jennigs è lontanissimo dallo stereotipo del programmatore convenzionale. Il nome Fido è legato ad un incidente avvenuto in una piccola impresa dove aveva lavorato. qualcuno scrive “Fido” su un biglietto da visita e lo attacca al computer. skateboard sempre a portata di mano. La sua tendenza a evitare qualsiasi forma di censura sulla libera espressione delle idee caratterizza anche la politica di gestione di Fido Bbs. e se sono loro a determinare i contenuti. tutto libri e computer: chi lo incontra per la prima volta non si aspetta di certo un ragazzo con i capelli viola. che si era appena trasferito da Boston. concepita come un organismo libero con regole stabilite dagli stessi utenti. “I problemi li hanno i cultori del controllo totalitario. Il computer dell’azienda. battezzata “anarchia”. Jennings inserisce un’area di messaggi priva di regole. comunicando agli utenti che potevano farne ciò che volevano. dove lavorava per una piccola azienda di software.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 180 numero uno aveva iniziato ad operare nel dicembre 1983 a San Francisco durante un periodo di vacanza di Jennings. Vorrei che fosse chiaro che la politica la fanno gli utenti. La filosofia di Jennings e lo spirito di Fidonet sono racchiusi in due 180 . Una sera. che apparteneva a Jennings. era un ammasso eterogeneo dei componenti elettronici più disparati. tra cui “un alimentatore da 10 miliardi di ampère e una ventola di raffreddamento con una potenza tale da staccare il computer dal muro”. È il battesimo di quella che sarebbe diventata la più grande rete di Bbs di tutto il mondo. pezzi di metallo agganciati a giubbotto. Nella prima versione di Fido. sostenitore dell’anarchia e del movimento gay. “Non ho mai avuto problemi a gestire le bacheche elettroniche” spiega Jennings. naso e orecchie.

I primi nodi Fidonet utilizzano pc Ibm compatibili sui quali girava la versione 2. può mettere in piedi un nodo di una rete telematica in “Tecnologia Fidonet”. che volevano inter-connettere i loro computer. Quest’ultimo termine è indice del fatto che questo tipo di collegamenti è nato dal basso. anche i più vecchi. Un altro problema risolto dalle reti di telematica “povera” è la limitazione che nasce dalla necessità di una linea telefonica a cui collegare i computer. Queste persone si sono rimboccate le maniche. Di fatto questo è quanto avviene nei Paesi in cui i collegamenti telefonici non esistono o sono troppo fatiscenti per essere utilizzati come supporto per connessioni telematiche. Inoltre.0 del Dos. ossia da normali cittadini. molte regioni dell’Africa avevano un nodo Fidonet packet radio come unico “sentiero” raggiungibile dalle “autostrade elettroniche”. realizzati in maniera da permettere il trasferimento di dati e messaggi nella maniera più rapida ed efficiente possibile. Prima della massiccia diffusione su scala mondiale dei collega181 . hanno scritto i programmi necessari allo scopo. che consente di “mettere in rete” un computer utilizzando collegamenti radio anziché il telefono.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 181 semplici regole: “non offendere e non offendersi facilmente”. e li hanno distribuiti gratuitamente. il fatto di dover pagare la bolletta telefonica è sempre stato tenuto in grande considerazione da chi scriveva programmi di comunicazione per Bbs. Questo significa che al giorno d’oggi qualsiasi persona dotata di un personal computer e un modem. Quando il boom di Internet non aveva ancora colpito il Sud del mondo. Fortunatamente anche questo ostacolo è stato superato grazie alla tecnologia chiamata Packet Radio. Si parla spesso di “reti in tecnologia Fidonet” come sinonimo di reti di “telematica di base”.

e Bbs vuol dire Fidonet.000 Bbs. permettendo lo scambio di posta elettronica tra le due reti e l’accesso ai rispettivi servizi di messaggistica. 182 . il vocabolo “telematica” è sinonimo di Bbs. La “creatura” di Tom Jennings raggiunge gli angoli più sperduti del mondo con una velocità impressionante. che il tasso di crescita dei nodi Internet raggiunge e sorpassa quello delle reti in “tecnologia Fidonet”.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 182 menti Internet. mentre il censimento dei “siti” Web di tutto il mondo effettuato l’anno precedente ha dato un totale di appena 50 server. È solo a partire dal 1993. Nel 1991 Fidonet conta oltre diecimila nodi. Due anni più tardi la rivista “Boardwatch” stima che nei soli Stati Uniti vi siano complessivamente 60. Nel 1988 un gateway collega per la prima volta Fidonet a Internet. con il decollo dei programmi di “navigazione” grafica sul World Wide Web. ai quali si collegano migliaia di persone.

sentivo l’entusiasmo che mi cresceva dentro. General Electric e il Massachusetts Institute of Technology.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 183 Capitolo 17 Unix. Honeywell. tra cui la realizzazione dei primi due nodi Internet. La principale caratteristica di Multics doveva essere la modularità: l’obiettivo del progetto era la realizzazione di un sistema operativo che fosse in grado di lavorare anche spegnendo o disattivando alcune parti del computer senza compromettere il funzionamento degli altri componenti. né il lavoro degli utenti che utilizzavano le parti ancora attive del calcolatore. La modularità avrebbe consentito a questo sistema operativo di 183 . Alla scrittura di Multics partecipano At&t. il “figlio ribelle” del ’69 “Man mano che leggevo e iniziavo a capire Unix. finanziando numerosi esperimenti. Spero che anche voi possiate dire lo stesso di qualche cosa”. Linus Torvalds Le origini del sistema operativo Unix risalgono ad un progetto risalente alla metà degli anni ’60: la realizzazione del sistema operativo MULTICS (Multiplexed Information and Computing Service). con la sponsorizzazione dell’Arpa. l’agenzia governativa del Dipartimento della Difesa Usa che in quegli anni stava esplorando le possibilità offerte dall’informatica e dalle telecomunicazioni. E sinceramente non se n’è mai più andato.

senza dover ricostruire tutto a partire da zero. Nel corso del simposio i due creatori di Unix incontrano il professor Bob Fabry. Nel 1969 la realizzazione di Multics è ancora in alto mare. Nel novembre del 1973 Thompson e Ritchie presentano la prima pubblicazione su Unix ad un simposio sui sistemi operativi organizzato dalla Purdue University. del184 . Thompson e Ritchie sono i primi a realizzare che la tecnologia informatica era ormai matura a tal punto da permettere la scrittura di un intero sistema operativo in un “linguaggio di alto livello” come il C. Unix diventa nel giro di poco tempo uno standard all’interno dei centri di calcolo universitari e scientifici. che lo adottano come ambiente comune per lo sviluppo di programmi e soluzioni informatiche. sviluppano il sistema operativo UNIX. Dennis Ritchie dà il suo contributo alla realizzazione di Unix creando il linguaggio di programmazione “C”. Grazie alla sua altissima “portabilità”. un linguaggio nato per essere intuitivo. che è ancora oggi uno dei linguaggi più utilizzati dagli sviluppatori informatici. è stato la chiave di volta che ha permesso di far funzionare il sistema operativo Unix “trasportandolo” sui computer più svariati. battezzandolo con un nome che ricordava ironicamente il suo “antenato” Multics. con un’operazione che nel gergo informatico è definita “porting”. facilmente comprensibile da altri programmatori.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 184 essere migliorato o espanso semplicemente aggiungendo nuovi moduli. aperto e flessibile. È proprio in questo periodo che Dennis Ritchie e Ken Thompson. e la At&t decide di abbandonare l’impresa. L’utilizzo di un linguaggio di alto livello. nei laboratori Bell della At&t. senza essere costretti a parlare il “linguaggio macchina” dei calcolatori fatto di “zeri” e di “uno”.

Per molti anni la At&t non prende nemmeno in considerazione la commercializzazione di Unix. tuttavia. È solo l’inizio di una lunga serie di versioni Unix sviluppate a Berkeley. che richiede una copia di Unix da utilizzare per esperimenti all’interno dell’Università. i computer utilizzati a Berkeley. i grandi computer universitari utilizzati per operazioni di calcolo intensivo. in un clima di massima collaborazione e aiuto reciproco. sviluppando la “Version 6” di Unix assieme a Bob Kridle e Jeff Schriebman.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 185 l’Università californiana di Berkeley. Thompson trascorre a Berkeley l’anno accademico 1975/76 come docente esterno. Nel 1977. che diventano le più diffuse e apprezzate dagli utenti di questo leggendario sistema operativo. Quando Unix inizia a imporsi come standard per le workstation. nel quale ogni azienda cerca di spingere il proprio “dialetto” Unix. È l’inizio di un lungo rapporto di collaborazione tra Thompson e il Dipartimento di scienze dell’informazione di Berkeley. Inizialmente Thompson aiuta a distanza il dipartimento di “computer science” risolvendo alcuni problemi legati all’utilizzo di Unix sui PDP-11. diverse aziende del settore informatico decidono di sfruttare commercialmente questo sistema operativo con un sistema fallimentare di alleanze. sperando che si affermi sulle varianti proposte dai concorrenti. dopo la partenza di Thompson. I continui riscontri e i severissimi test di utilizzo effettuati dagli studenti e dai docenti di Berkeley consentono a Thompson di migliorare continuamente le funzioni di Unix. sviluppando nel corso degli anni versioni di Unix non commerciali e liberamente utilizzabili. due allievi di Berke185 . e lo cede gratuitamente alle Università pur continuando a detenerne i diritti. ad avere l’ultima parola. Sarà l’Università di Berkeley.

Bill Joy e Chuck Haley. il “pacchetto Unix” messo a disposizione dall’Università di Berkeley viene continuamente migliorato e ampliato. lasciando agli utenti il compito di individuare la distribuzione più adatta alle proprie esigenze. La terza distribuzione di Berkeley. Nel corso degli anni. che poteva essere ottenuta semplicemente contattando Bill Joy a Berkeley e richiedendo la spedizione di un nastro contenente i programmi necessari all’installazione di Unix.11BSD. ma la motivazione che lo spinge a spedire una copia di Unix a chiunque ne faccia richiesta è la possibilità di migliorare ulteriormente le prestazioni del sistema operativo grazie ad una “base di utenti” più estesa. la 2. Unix. viene talmente apprezzata all’interno degli ambiti scientifici e universitari che Bob Fabry riesce a strappare un ingente finanziamento al DAR186 . La “Second Berkeley Software Distribution” (abbreviata in 2BSD) è pronta nel 1978. una “distribuzione” del sistema operativo Unix già pronta da installare. chiamate appunto “distribuzioni”. prodotti e sviluppati da un unico distributore. nel corso degli anni viene migliorato e perfezionato da più gruppi che producono differenti versioni di Unix. il “nocciolo” del sistema operativo. Joy non è mosso da interessi commerciali. Il loro lavoro dà vita alla “Berkeley Software Distribution”. iniziano a interessarsi allo sviluppo del “kernel” di Unix.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 186 ley. Il concetto di “distribuzione” può inizialmente sconcertare chi è abituato ai sistemi operativi commerciali. che non nasce come un prodotto commerciale ma come un progetto di ricerca. che avrebbe fornito preziosi suggerimenti per nuove funzioni e individuato un maggior numero di errori. la 3BSD del dicembre 1979. e la versione finale di questa distribuzione. è utilizzata ancora oggi da diversi PDP-11 sparsi in vari angoli del mondo.

La 4BSD e la 4. tra cui lo sviluppo delle funzionalità di rete del sistema operativo. Un esempio di queste nuove funzioni aggiunte a Unix è il servizio “rlogin”. (Defense Advanced Research Project Agency). l’organizzazione governativa militare figlia dell’Arpa. che ristruttura completamente Unix con l’aggiunta di nuovi protocolli e di nuovi servizi per l’utilizzo di risorse remote condivise in rete. situato anche a migliaia di chilometri di distanza.1BSD vengono rilasciate rispettivamente nell’ottobre 1980 e nel giugno 1981.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 187 PA. dedita alla produzione di workstation per le grandi aziende e i centri universitari.3. arricchita con nuovi miglioramenti richiesti dal Darpa.1aBSD. le distribuzioni di Unix sviluppate a Berkeley continuano a susseguirsi con un ritmo incalzante. Le prime macchine Sun hanno come sistema operativo proprio il nuovo Berkeley Unix corredato dal Tcp/Ip. e l’effetto di questa scelta è una vera e propria esplosione del networking nei centri di calcolo industriali e universitari. Nel 1982 Bill Joy lascia l’Università per fondare la Sun Microsystems. senza nessun costo aggiuntivo rispetto a quello della sola macchina. seguita nel giugno 1986 dalla versione 4. che utilizzando un collegamento basato sul protocollo di comunicazione Tcp/Ip consente di utilizzare un computer remoto. Il 1982 è l’anno dell’apertura di Unix al mondo delle reti Tcp/Ip: in aprile nasce la distribuzione 4. Anche grazie ai finanziamenti del Darpa. Lo scopo del finanziamento è la realizzazione di una versione avanzata della distribuzione 3BSD. Joy sceglie di includere gratuitamente nei suoi computer la distribuzione Unix di Berkeley. e nell’agosto 1983 viene rilasciata la nuova distribuzione 4. Nel frattempo il lavoro a Berkeley continua. 187 .2BSD. così come si farebbe se il computer fosse a pochi metri da noi.

Inizialmente il costo della licenza At&t non è proibitivo. mettendo a disposizione anche i 188 . che aveva sviluppato il primo embrione di Unix. i programmatori di Berkeley decidono di fornire separatamente i programmi necessari per le funzionalità di rete e l’accesso remoto (il “networking” di Unix). i lettori Cd e tutte le altre risorse di un computer. È come avere il motore di una macchina chiuso in una scatola nera. è necessario per poter conoscere e modificare il suo codice sorgente. Per migliorare o aggiungere nuove funzioni a Unix o a qualunque altro “motore informatico”. Fino alla “Networking Release 1”.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 188 Le “generazioni” di Unix si susseguono con regolarità fino al giugno 1989. lo schermo. senza la possibilità di ripararlo o migliorarlo in caso di difetti o malfunzionamenti. Un sistema operativo è un po’ come il “motore” di un computer. cioè senza la possibilità di accedere al codice sorgente. per ottenere le varie versioni della Berkeley Software Distribution bisognava versare una somma alla At&t. distribuiti in forma “eseguibile” o “binaria”. una versione di Unix caratterizzata dalla totale libertà di utilizzo del codice sorgente. e se il motore della macchina permette di far girare le ruote del veicolo. Il “codice sorgente” (source code) di un sistema operativo o di un programma informatico è l’insieme delle istruzioni che regolano il funzionamento del sistema operativo o del programma in questione. ma quando la cifra da pagare inizia a lievitare. per ottenere una “licenza di accesso al codice sorgente” (source license). data di nascita della “Networking Release 1”. il sistema operativo è lo strumento che consente di utilizzare la tastiera. necessaria per poter aprire la “scatola nera” di Unix e aggiungere nuove funzioni o migliorare quelle già esistenti. I sistemi operativi commerciali (ad esempio quelli prodotti da Microsoft) sono programmi già belli e pronti.

Keith Bostic. Tuttavia per gli sviluppatori Unix di Berkeley non è sufficiente fornire solamente i programmi relativi alle funzionalità di rete. Mike Karels e Kirk McKusick. viene analizzato per rimuovere e rimpiazzare tutte le funzioni riconducibili alla At&t. e nei mesi successivi anche il kernel. La licenza di utilizzo consente a chiunque di ridistribuire quei programm nella loro interezza o integrati con eventuali modifiche. Le condizioni di utilizzo della “Networking Release 1” sviluppata a Berkeley sono molto liberali. per rimpiazzare quelli prodotti dalla At&t e vincolati dalla licenza di accesso al codice sorgente. dopo aver ripulito la maggior parte del kernel. funzioni aggiuntive del sistema operativo. Basandosi unicamente sulle descrizioni dei programmi da rimpiazzare. a cui viene affidato il compito di riscrivere da zero i programmi di sistema e le cosiddette “utilities”. decine di programmi e utilities vengono riscritte dal nulla nel giro di 18 mesi. Nel giugno 1991 l’amministrazione dell’Università di Berkeley dà il suo assenso alla diffusio189 . Ciò nonostante la passione per l’informatica riesce ad avere il sopravvento sui cavilli legali. si accorgono che nonostante la riscrittura di decine e decine di file. cercano perciò di rincrementare il più possibile il numero dei “pezzi di Unix” liberamente distribuibili. Attraverso la rete. ce ne sono ancora sei che non possono essere rimpiazzati facilmente. il cuore del sistema operativo. Keith Bostic chiama a raccolta un piccolo esercito di programmatori. senza l’obbligo di aggiungere i codici sorgente alle versioni modificate.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 189 rispettivi codici sorgente. sei pezzetti di sistema operativo che non possono essere sottratti facilmente al controllo della At&t.

Un altro team attorno al qua190 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 190 ne della “Networking Release 2”. migliorano e sperimentano diverse varianti di questo sistema operativo. una versione della “Berkeley Software Distribution” scritta su misura per i microprocessori Intel 80386 dei personal computer domestici. Lo sviluppo della Berkeley System Distribution e la battaglia tecnico/legale per l’emancipazione dal software proprietario della At&t è solo un piccolo frammento della grande storia di Unix: a partire dal rilascio della Networking Release 2 iniziano a fiorire diversi gruppi di sviluppatori. centinaia di persone e organizzazioni interessate alla sperimentazione. docenti universitari e studenti sparsi per il mondo. ma rilasciata con la stessa licenza di libero utilizzo impiegata per la “Networking Release 1”. una nuova distribuzione del sistema operativo. purtroppo ancora “contaminata” dai sei file riconducibili alla At&t. Nel 1992 Bill Jolitz annuncia la nascita di 386/BSD. producendo finalmente la prima distribuzione Unix di Berkeley completamente libera da qualunque vincolo con la At&t. una “materia prima” informatica utilizzata come ambiente comune di lavoro da centinaia di sviluppatori. programmatori. Nel giro di sei mesi Bill Jolitz riesce a rimpiazzare anche i sei file mancanti. con un’evoluzione che continua tuttora. Ancora una volta. una distribuzione Unix nata a partire dalla 386/BSD. un gruppo di utenti interessati allo sviluppo di 386/BSD dà vita al NetBSD group. A pochi mesi di distanza dalla diffusione in rete di questa nuova versione di Unix. allo sviluppo o al semplice utilizzo di questo rivoluzionario sistema operativo richiedono a Berkeley una copia di Bsd. che producono. una task force di programmatori che nel corso degli anni produrrà varie versioni della “NetBSD Distribution”. migliorata e sviluppata in rete attraverso il lavoro del NetBSD group.

anno dopo anno. dove questo strumento libero è stato migliorato. figlio ribelle di cui nessun genitore vuol prendersi cura. la storia di Unix è caratterizzata da un grande successo tra gli appassionati di informatica e nel mondo universitario. ha grandi difficoltà a diventare un prodotto redditizio: nessuno riesce ad appropriarsene e a chiuderlo nella gabbia del copyright quando si è ancora in tempo. Santa Cruz Operation. nel settembre 1995. dal lavoro coordinato di miriadi di sviluppatori sparsi per il pianeta e uniti grazie all’“intelligenza collettiva” delle reti telematiche. azienda specializzata in reti informatiche locali. A sua volta la Novell cederà le sue attività relative a Unix alla SCO.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 191 le si è sviluppata una distribuzione derivata dalla “Networking Release 2” è il FreeBSD group. Sempre nel 1992 la At&t cede alla Novell. che nasce con l’intento di venire incontro agli utenti meno esperti. Nonostante il suo fallimento commerciale. Questo sistema operativo. cercando di facilitare il processo di installazione del sistema operativo. Il prezzo pagato è di 150 milioni di dollari. la sua società specializzata in Unix: Unix System Laboratories. 191 .

Richard Stallman. Gli acquirenti del software devono decidere tra l’amicizia e l’obbedienza alle leggi. contribuisce alla notorietà del progetto. ignaro del fatto che in futuro sarebbe diventato il “padre” del software libero. lo stesso anno in cui Claude Shannon tiene a battesimo lo studio dell’intelligenza artificiale. Stallman nasce nel 1953. dopo un lungo periodo di riflessione iniziato negli anni ’70. è affascinato sin da subito dai computer. pubblicato da Stallman nel 1985. ma li costringe in generale a sentirsi in conflitto con gli altri programmatori. le politiche di commercializzazione attualmente in uso proibiscono ai programmatori di trattare gli altri come amici. Il “Manifesto GNU”. Il piccolo Richard.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 192 Capitolo 18 GNU/Linux e il “Software Libero” “Molti programmatori sono scontenti della commercializzazione del software. invita altri programmatori a collaborare nello sviluppo di GNU. invece che solidali. Li può aiutare a far soldi. L’atto di amicizia fondamentale tra programmatori è condividere programmi. spargendo la voce tra gli addetti ai lavori. un sistema operativo libero compatibile con Unix. Naturalmente molti decidono che l’amicizia è più importante”. ma all’epoca i calcolatori erano talmente grandi 192 . “The GNU Manifesto” La storia del “Free Software” (Software libero) inizia nel 1983. quando negli Stati Uniti Richard Matthew Stallman.

Il frutto del suo lavoro è un elaboratore testi battezzato Emacs.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 193 e costosi da essere inavvicinabili per un bambino. Una delle esperienze che convincono Stallman della necessità di lanciare la battaglia per la libertà del software è un incontro frustrante con un programma proprietario. Richard incappa in un manuale tecnico per l’Ibm 7094. Stallman distribuisce gratis il programma a chiunque accetti la sua unica condizione: rendere disponibili tutte le estensioni e i cambiamenti apportati al programma. Stallman diventa l’ultimo custode dell’etica hacker e mette a frutto i principi assimilati nei suoi anni di permanenza presso il laboratorio di intelligenza artificiale di Marvin Minsky e John McCarthy. dopo aver studiato e vissuto all’interno della prima comunità hacker del Mit. in modo da collaborare al suo miglioramento. durante un campeggio estivo. Nella prima metà degli anni ’80 Stallman è deluso e amareggiato per la perdita della meravigliosa atmosfera di cooperazione scientifica disinteressata che si viveva all’Artificial Intelligence Lab. e trova questa lettura talmente eccitante da cominciare a riempire pezzi di carta con programmi che nessun computer avrebbe mai eseguito. che permette agli utenti di personalizzarlo senza limite: la sua architettura aperta incoraggia le persone ad aggiungervi nuove funzioni e a migliorarlo continuamente. Ma nel 1962. Emacs diviene quasi subito l’editor di testi standard nei dipartimenti universitari di informatica. Negli anni ’70. sviluppato dalla Xerox per uno dei suoi modelli di stampanti laser: 193 . e lascia il Mit per dare vita alla Free Software Foundation. che continua a lavorare sul progetto GNU realizzando parallelamente altre attività per incoraggiarre lo sviluppo e l’utilizzo di software libero.

dopo averlo modificato. e immaginando di averne fatto una copia per un amico.. non solo di coloro che sono soliti scambiare ricette. assai precisa sotto molti punti di vista. Immaginiamo allora cosa accadrebbe se le ricette venissero impacchettate dentro scatole nere..] Ebbi un’esperienza che mi preparò. stampava una pagina al secondo. È così che si comporta una persona decente. vi chiamerebbero pirata e cercherebbero di sbattervi in galera per anni. perché il lavoro per cui era stato scritto non è esattamente quanto vogliamo. Non se ne potrebbero vedere gli ingredienti usati. è probabile possa tornare utile ad altri. una stampante laser. dove lavoravo. Ma questo è esattamente il mondo del software proprietario. E. [. perché ad un certo punto la Xerox diede al Laboratorio di intelligenza artificiale. Un mondo in cui la comune decenza verso gli altri è proibita o impedita. 194 . per non parlare neppure di modificarli. Naturalmente. perché era la prima volta che qualcuno al di fuori della Xerox aveva una stampante laser. se vogliamo essere gentili. Un mondo simile creerebbe proteste tremende da parte di tutti. Forse costoro devono fare un lavoro simile al nostro. mi aiutò a capire cosa fare.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 194 Una ricetta assomiglia molto a un programma informatico. Quest’ultimo è assai simile a una ricetta: una serie di passaggi per arrivare al risultato che ci si è prefissati. Perciò è altrettanto naturale fare la stessa cosa con il software – passarne una copia agli amici. Era molto veloce. e fu un regalo stupendo. E apportarvi delle modifiche. gliela diamo. Così ci chiederanno: “Posso averne una copia?”.

Beh.. ovviamente. perché il software che gestiva la stampante non era software libero. il computer che la gestiva potesse informarne la nostra macchina timesharing. vengo dal Mit. se sei in attesa di una stampa e sai che la stampante è inceppata. ho promesso che non ve l’avrei data”. era soltanto un file binario. Così. Ma a quel punto eravamo completamente bloccati. ti alzi e vai a sistemarla. [. la Xerox non ci avrebbe fatto avere il codice sorgente. E le fotocopiatrici s’incastrano. Modificarla in modo che ogni volta che la stampante s’inceppava. E lui replicò: “No. e far sapere agli utenti in attesa della stampa di andare a sistemare la stampante – perché se soltanto avessero saputo che era incastrata. Rimasi di stucco. ma c’è qualcuno pronto a sistemarle. non vuoi startene seduto ad aspettare per sempre. andai nel suo ufficio e gli feci: “Salve. Era arrivato incluso nella stampante. Non potevamo averne il codice sorgente.] Venni a sapere che qualcuno alla Carnegie Mellon University aveva una copia di quel software. Qualche tempo dopo mi ci recai in visita.. ci venne un’idea per risolvere il problema. nonostante le nostre capacità di sviluppatori – dopotutto avevamo scritto il nostro sistema timesharing – eravamo del tutto inadeguati ad aggiungere questa funzione al software della stampante.. Potrei avere una copia del codice sorgente della stampante?”. perché in realtà era una fotocopiatrice per ufficio ad alta velocità modificata in stampante.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 195 ma inaffidabile. Così rimaneva bloccata per parecchio tempo. La stampante s’incastrava e nessuno se ne accorgeva.. Ero 195 .

[. mi resi conto che non stavo osservando un tipaccio isolato. onde aiutare la gente ad avere una vita migliore. Altri dovevano farci i conti tutto il tempo. battezzandolo con un acronimo “ricorsivo” tipico della comunità hacker..Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 196 talmente. quel tizio aveva promesso di rifiutare ogni collaborazione con noi.] Aveva promesso di rifiutare ogni cooperazione praticamente con l’intera popolazione del pianeta Terra. Vedete. e non avevo alcuna idea su come ottenere giustizia. Ma non lo fece soltanto con noi.. ne ebbi appena un assaggio. cioè “GNU non è Unix”. era qualcosa da evitare.] Ripensandoci più tardi.. i colleghi del Mit. infatti.. Ci riflettei sopra a lungo. se le teniamo segrete. ma un fenomeno sociale che era importante e colpiva parecchie persone. Ed è così che Stallman dà vita al progetto GNU. [.. Ci aveva traditi. Fui fortunato. talmente arrabbiato. Aveva firmato un accordo di non divulgazione (“non-disclosure agreement”). Se promettiamo di non rivelare tali informazioni. [. decisi. cioè una sigla definita nei termini di sé stessa: le lettere GNU. la libertà di cederlo ad altri gratuitamente o dietro compenso. la 196 . E ciò.] Obiettivo della scienza e della tecnologia è quello di sviluppare informazioni utili per l’umanità.. allora stiamo tradendo la missione della stessa disciplina scientifica. sono le iniziali della frase “GNU’s Not Unix”. Le libertà principali che distinguono il software libero dal software proprietario sono la libertà di copiare il programma. Lo scopo del progetto è la realizzazione di un sistema operativo completo da rilasciare come software libero.

anno di nascita di Unix. Mentre la licenza di utilizzo di Emacs obbligava gli utenti a condividere le modifiche solo con l’autore del programma. e in quello stesso anno nasce Linus Benedict Torvalds. la licenza Gpl aggiunge una condizione: tutte le versioni modificate di software Gpl devono obbligatoriamente essere rilasciate secondo la stessa licenza. e trasforma la libertà di un software in un carattere ereditario che si conserva anche nelle versioni modificate. Stallman riesce per la prima volta a mettere le mani su un computer. dei programmatori del progetto GNU e di tutti coloro che nel corso 197 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 197 libertà di aver accesso al codice sorgente. Esistono varie licenze di distribuzione del software libero: alcune includono il copyleft. la libertà di adattarlo alle proprie esigenze. Il nome GNU/Linux riflette l’origine molteplice di questo sistema operativo. legata al lavoro di Linus Torvalds. Questa condizione viene definita “copyleft”. il copyleft prevede che le versioni modificate di programmi Gpl siano a disposizione di tutti. chiamata GNU GPL (General Public License). uno studente di Helsinki che svilupperà poi Linux. compatibile con Unix e in grado di funzionare con i nostri normali computer domestici. Di fatto la licenza GNU Gpl è attualmente la licenza di software libero più utilizzata al mondo. Per rendere liberi i programmi realizzati all’interno del progetto GNU viene messa a punto una licenza per il software libero. Il 1969. Alle libertà fondamentali elencate in precedenza. la libertà di modificare il programma (anche se è stato scritto da altri) e la libertà di distribuirne le versioni modificate. un software destinato a diventare il “nocciolo” (kernel) del sistema operativo libero GNU/Linux. altre no.

La sua natura di strumento didattico per l’Università rendeva molto difficile contribuire allo sviluppo di Minix. che aveva l’obiettivo di mettere a disposizione dei suoi studenti un sistema operativo “da laboratorio” simile a Unix. Minix. dopo essere entrato all’Università di Helsinki nel 1988 come studente di informatica. docente universitario di matematica e statistica. macchine dalla potenza non molto elevata. La passione per l’informatica colpisce Linus già ad 11 anni. Minix era uno strumento didattico. Più che un sistema operativo vero e proprio.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 198 degli anni hanno scritto utilities e software di ogni genere che oggi fanno parte integrante del sistema operativo. che non riesce più a soddisfare la propria sete di conoscenza. un libro che ancora oggi è uno dei classici della letteratura scientifica nel settore informatico. con cui fare esperimenti e mettere in pratica le cose scritte dallo stesso Tanenbaum nel suo testo intitolato Operating Systems: Design and Implementation. aveva una licenza d’uso troppo restrittiva per poterlo definire software libero. gli regala uno dei primi computer Commodore. inoltre. quando il nonno. Dopo lunghi esperimenti con Minix. Per questa ragione Torvalds decide di scrivere un kernel che sarebbe diventato il primo passo verso un nuovo 198 . il Vic-20. e infatti il suo autore era uno dei maggiori studiosi di sistemi operativi. migliorato o modificato solo con grande difficoltà. Linus Torvalds inizia a sentirsi frustrato dai limiti di questo sistema operativo. Linus. si appassiona allo studio dei sistemi operativi dopo aver scoperto Minix. un sistema operativo simile a Unix. ma più semplice e meno potente. che poteva essere riscritto. Minix era stato creato per i personal computer degli anni ’80. il professor Andrew Tanenbaum.

os.100050. e scrive che 199 .FI (Linus Benedict Torvalds) > Newsgroups: comp.minix”. aggiungendo nuove funzioni. un gruppo di discussione dedicato agli aspetti tecnici del sistema operativo Minix. Linus annuncia ufficialmente l’arrivo del suo progetto. in modo da poter migliorare ed espandere a piacimento la sua “creatura informatica”. scrivendo un messaggio nel newsgroup “comp.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 199 sistema operativo.Helsinki. > From: torvalds@klaava.9886@klaava.fi In un messaggio successivo. Linus Torvalds decide di basare il suo lavoro sulle definizioni contenute negli standard POSIX. Per renderlo pienamente compatibile con Minix e con le varie versioni di Unix. quelli adottati da tutti i sistemi operativi compatibili con Unix.FI> > Date: 3 Jul 91 10:00:50 GMT > > Ciao a tutti gli internettari.minix > Subject: Gcc-1. > > Linus Torvalds torvalds@kruuna. datato 25 agosto.40 and a posix-question > Message-ID: <1991Jul3.Helsinki. quando Linus cerca di ottenere le informazioni sugli standard Posix necessarie per la realizzazione del kernel. Qualcuno di voi potrebbe segnalarmi > dove posso reperire un formato leggibile delle ultime normative posix? > L’ideale sarebbe un sito ftp. > > Sto lavorando ad un progetto (in minix).os. ed ho bisogno delle > definizioni degli standard posix. Le prime tracce del progetto risalgono al 3 luglio 1991.helsinki.

anziché essere coperte dal segreto industriale. Mi piacerebbe avere dei suggerimenti sulle cose che gradite o non gradite del Minix. ed è quasi pronto. I frutti dell’impegno di Stallman. non ho voglia di fare nulla di grosso o professionale). che sin dall’inizio collaborano per lo sviluppo e la crescita del sistema. ingegneri e sviluppatori che aderiscono al movimento del software libero maturano con una rapidità impressionante. proprio perché lo sviluppo di GNU/Linux è aperto a tutti. utilizzare. modificare e migliorare a piacimento GNU/Linux lo trasformano nello strumento ideale per gli hacker. per computer 386 e 486. Torvalds e di tutti i programmatori. i programmatori. Inizialmente. ma nel 1992 Linus Torvalds sceglie di assegnarli tutte le “libertà” della General Public License di Richard Stallman. Ci sto lavorando da aprile. un sistema operativo completamente libero. al quale hanno contribuito programmatori sparsi in tutto il 200 . Attualmente si calcola che un milione di persone sparse per il mondo sia coinvolto nella realizzazione di programmi scritti per GNU/Linux e nell’aggiunta di miglioramenti e nuove funzioni a questo sistema operativo.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 200 sto realizzando un sistema operativo libero (solo per hobby. È l’intelligenza collettiva della rete a determinare lo sviluppo di GNU/Linux. come avviene ad esempio per i prodotti commerciali Microsoft. È così che dal matrimonio tra il kernel di Torvalds e i programmi del progetto GNU nasce GNU/Linux. i sistemisti e gli sviluppatori software di tutto il mondo. e le sue varie versioni sono disponibili liberamente in rete. La possibilità di copiare. il kernel Linux non viene distribuito con una licenza che lo caratterizza come software libero.

Con un susseguirsi vorticoso di nuove versioni. Oregon. nella Silicon Valley. organizzazione non-profit fondata nel 2000 per accelerare l’introduzione di GNU/Linux in ambito industriale. GNU/Linux diventa lo standard di fatto. Nel mondo degli addetti ai lavori sono servite a poco le colossali operazioni di marketing che hanno spinto le varie versioni di Windows all’interno dei nostri computer: gli amministratori di sistemi informatici preferiscono di gran lunga utilizzare GNU/Linux anziché i sistemi operativi Microsoft. e se l’utenza di base continua a rimanere ancorata al sistema operativo Windows. Nel 2003 Linus passa poi a Portland. per l’installazione e la gestione dei nodi Internet. un’azienda informatica che gli permette di poter disporre liberamente del suo tempo per supervisionare lo sviluppo del kernel Linux e realizzare nuovi progetti. concentrandosi soprattutto nella promozione dei principi e della filosofia che guidano il movimento del software libero. dove lavora per la Transmeta. Nel 1997 Torvalds lascia la Finlandia per trasferirsi a Santa Clara.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 201 mondo dando vita ad una vera e propria “task force” di sviluppatori. Massachusetts. dove lavora all’interno degli Open Source Development Labs. 201 . riconoscendosi nell’iniziativa di Torvalds e nei principi del Free Software stabiliti dalla GNU Gpl. nel giro di pochi anni GNU/Linux diventa una validissima alternativa ai sistemi operativi commerciali e proprietari. Richard Stallman continua il suo impegno come presidente della Free Software Foundation di Boston.

quando Vannevar Bush pubblica l’articolo As We May Think. creando percorsi di informazioni e collegamenti (“links”) a testi e illustrazioni. 202 . che prevede la realizzazione di una macchina concettuale in grado di immagazzinare grandi quantità di dati. apparso nel numero di luglio della rivista “The Atlantic Monthly”. invece. che nel 1962 descrive questa forma di “scrittura non sequenziale” in un saggio intitolato Literary Machines. L’origine del termine “ipertesto”. un testo che fa nascere la passione per l’informatica in un giovanotto di nome Doug Engelbart. che molti anni più tardi inventerà il mouse e le “finestre” che ancora oggi utilizziamo con i nostri computer.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 202 Capitolo 19 La ragnatela grande come il mondo “L’immaginazione è più importante della conoscenza”. è attribuita a Theodor Holm Nelson. Nel suo articolo Bush descrive il progetto MEMEX. A quei tempi il microfilm era uno degli strumenti più diffusi per immagazzinare grandi quantità di informazioni e Bush cerca un modo per collegare tra loro i documenti contenuti nei microfilm attraverso riferimenti incrociati. che possono essere archiviati e usati per consultazioni successive. Albert Einstein La prima descrizione di una macchina dal funzionamento simile a quello del World Wide Web risale al 1945.

Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 203 Nel suo testo Ted Nelson parla di un progetto futuristico battezzato “Xanadu”. dove deci203 . chiamato Hypertext Editing System. quando l’idea di un “ipertesto globale” iniziava a prendere forma. un giovane ricercatore che all’inizio degli anni ’90 celebra il matrimonio tra l’idea di ipertesto. ma sicuramente è molto di più di quello che si sarebbe potuto immaginare nel 1962. rimasta fino a quel momento poco più di un’astrazione. che aveva finanziato la realizzazione del sistema. La macchina utilizzata da Van Dam. con 128K di Ram. grazie al quale tutta l’informazione del mondo sarebbe stata pubblicata. Successivamente Big Blue. catalogata e interconnessa sotto forma di un ipertesto. ossia al recupero di informazioni. dove in quegli anni iniziava a fiorire un variegato sottobosco di sistemi dedicati all’“information retrieval”. mentre i calcolatori elettronici presenti in tutto il mondo erano solo poche decine. lo vende in blocco allo Houston Manned Spacecraft Center. Il Web che conosciamo oggi è sicuramente qualcosa di meno della visione di Nelson. dove viene usato a scopi di documentazione all’interno del programma spaziale Apollo. I lavori di Vannevar Bush e Ted Nelson lasciano il segno anche su Tim Berners-Lee. Uno dei primi tentativi di dare corpo alle idee di Nelson risale al 1967. e la tecnologia Internet. amico e collega di Ted Nelson. quando un gruppo guidato da Andries “Andy” Van Dam realizza presso la Brown University negli Stati Uniti uno dei primi sistemi per la consultazione ipertestuale dei dati. è un mainframe Ibm/360. Nel 1980 Berners-Lee varca i cancelli dei laboratori Cern di Ginevra con un contratto di consulenza come programmatore e ben presto si rende conto della difficoltà di organizzare le informazioni in un luogo così creativamente caotico.

e riparte da zero cercando di scrivere un nuovo programma per la creazione di un “documentation system” all’interno dei laboratori. È così che Tim. Come una voce che grida nel deserto. Tim Berners-Lee abbandona il Cern alla scadenza del suo contratto a termine. un progetto di ricerca o un particolare equipaggiamento. ma le sue richieste cadono nel vuoto. pur non essendo direttamente collegati tra loro. Durante la seconda metà degli anni ’80. perdendo le tracce dei floppy disk da otto pollici su cui era memorizzato Enquire. mentre lavora ufficialmente ai progetti relativi agli acceleratori di particelle del Cern. stava lavorando al progetto Z. Tim ritorna al Cern nel 1984. erano collegati ad una stessa attrezzatura o infrastruttura. Tim cerca ripetutamente di ottenere dai responsabili del Cern l’approvazione di un progetto di ricerca per l’organizzazione e la strutturazione delle informazioni all’interno del centro di ricerca. nel tempo libero realizza “Enquire”. utilizzando l’attrezzatura Y. Tim Berners-Lee grida all’industria informatica degli anni ’90 che il mondo ha bisogno di un sistema per la condivisione di ipertesti su Internet. e dove spesso alcune informazioni cruciali si trovavano solamente nella testa delle persone incaricate di seguire un determinato progetto. ma nessuna azienda è disposta a pren204 . Dopo una parentesi lavorativa come programmatore di microprocessori per stampanti. Dopo aver abbozzato questo primo tentativo di organizzazione ipertestuale delle informazioni. dove ogni nodo rappresentava una persona. Se una persona e un progetto. un programma realizzato per descrivere i legami tra vari “nodi”. questo permetteva di creare un nuovo collegamento e stabilire che il ricercatore X.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 204 ne di progetti di ricerca viaggiavano in parallelo.

Lo scoglio più difficile da superare era la conquista del livello minimo di comunicazione necessario a superare l’incompati205 . Di fronte alla sordità delle aziende informatiche. un ingegnere che rimane affascinato dalla visione di Berners-Lee e si convince della necessità di un sistema comune di condivisione dei dati da mettere a disposizione dei ricercatori. ma per una fortunata circostanza che cambia il corso della storia. Tra i corridoi del Cern. ma anche questo grande esperto di tecnologie ipertestuali non si convince dell’utilità di un “matrimonio” tra la comunicazione elettronica di Internet e un programma per la gestione di testi non sequenziali. ma nessuno era predisposto per scambiare informazioni via Internet. “Pensavo che la parte difficile fosse già stata fatta” racconta Berners-Lee “e ho cercato di convincere molte persone ad aggiungere una connessione Internet ai loro programmi. A quell’epoca c’erano già in circolazione molti programmi per la lettura e il trattamento di ipertesti. Tim fa amicizia con Robert Cailliau. Erano gentili. Tim Berners-Lee fa un incontro destinato a segnare per sempre la propria esistenza e quella del mondo intero. Da quel momento gli sforzi di entrambi vengono diretti verso un unico obiettivo: creare un ambiente di lavoro dove i dipendenti del Cern avrebbero potuto attingere ad un patrimonio comune di informazioni. Berners-Lee si rivolge a molte aziende che avevano già sviluppato questo genere di programmi. ed è così che bussa alla porta della Electronic Book Tecnology. ma nessuno di loro parve convinto”. indipendentemente dal computer o dal sistema operativo utilizzato.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 205 derlo in considerazione. l’azienda fondata da Andy Van Dam. il World Wide Web sembrava destinato ad una morte prematura.

A questo punto ci sono tutti gli ingredienti per la creazione di un sistema globale per lo scambio delle informazioni: abbiamo un insieme di regole e protocolli per far parlare tra loro computer differenti. Tim Berners-Lee racconta che all’inizio 206 . successivamente “ribattezzato” URL (Uniform Resource Locator). Nel libro-intervista Weaving the Web.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 206 bilità tra i diversi modelli di computer presenti al Cern. un codice liberamente utilizzabile da chiunque e definito da specifiche pubblicamente disponibili anziché essere coperto dal segreto industriale. Nell’ottobre del 1990 Berners-Lee inizia a definire i dettagli di questo progetto. scrivendo a partire da zero un programma chiamato “WorldWideWeb”. Tim definisce anche le regole di scambio dei dati che sarebbero state la “lingua comune” per lo scambio di ipertesti tra due computer differenti. o più familiarmente HTML. A questo linguaggio Berners-Lee aggiunge la definizione di un sistema di indicizzazione “universale” per identificare univocamente un documento senza possibilità di equivoco. che viene terminato a metà novembre. abbiamo un sistema di indirizzi che permette di individuare un documento utilizzando un “localizzatore uniforme”. associando ad ogni ipertesto un indirizzo chiamato URI (Universal Resource Identifier). chiamato “Hyper Text Markup Language”. Un’altra scelta progettuale che si rivela determinante per lo sviluppo e la diffusione del Web è la definizione di un “linguaggio per l’etichettatura degli ipertesti”. che sta appunto per “Hypertext Transfer Protocol”. un “protocollo di trasferimento degli ipertesti” che viene battezzato con l’acronimo HTTP. abbiamo un linguaggio di etichettatura per scrivere testi non sequenziali.

Con la scelta del protocollo Tcp-Ip come 207 . dell’Http e dell’Html.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 207 era difficile spiegare alla gente che quel progetto non era niente di più che la definizione delle Uri. “Intercreatività” è il neologismo coniato da Berners-Lee per descrivere la sua idea di utilizzo del web. dove ogni utente avrebbe rivestito contemporaneamente il ruolo di utilizzatore e produttore di ipertesti. Dopo aver stabilito le regole di trasferimento delle informazioni. Era uno “spazio” nel quale l’informazione aveva la possibilità di esistere. c’era bisogno di scegliere il sistema con cui far “parlare” tra loro i calcolatori. un protocollo di rete in grado di far viaggiare sui fili del telefono i pacchetti di bit ottenuti spezzettando le “conversazioni elettroniche” fatte con le regole dell’Http e il linguaggio Html. È per questo che a partire dalla primissima versione del suo programma. Non c’era un computer centrale che “controllava” il web. ma la capacità di realizzare progetti condivisi con uno scambio di idee a distanza senza vincoli di compresenza o di simultaneità. Nella mente di Berners-Lee è chiara sin da subito l’idea che la neonata creatura non avrebbe dovuto essere solamente un sistema di accesso ai dati. né una singola rete dove questi protocolli avrebbero funzionato. un concetto che non riguarda solamente l’interattività tra l’uomo e il computer. né tantomento un’organizzazione che “gestiva” il web. Berners-Lee progetta un “client” per la lettura di ipertesti dotato anche di funzionalità per la scrittura e la pubblicazione di documenti scritti nel linguaggio Html. Il web non era una cosa fisica. che esisteva in un determinato “luogo”. ma un vero e proprio sistema di co-produzione delle informazioni.

Sul server viene pubblicato un indirizzario dei nomi e dei numeri di telefono del Cern.cern. e questo porta ad un frustrante spreco di tempo e a risposte obsolete per semplici ricerche di informazioni.cern. Il concetto principale dietro l’ipertesto è la creazione di un “web” di nodi informativi in alternativa a un albero gerarchico o a una lista ordinata.ch. C’è un grande beneficio potenziale dall’integrazione di vari sistemi fatta in modo che un utente possa seguire dei “links” che puntano da un pezzo di informazione a un altro. ma per produrre contenuti c’è bisogno di utenti.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 208 “minimo denominatore comune” per la comunicazione tra i computer del Cern si celebra definitivamente il matrimonio tra l’ipertesto e Internet.ch. Il 12 novembre del 1990 Berners-Lee e Cailliau presentano al Cern un documento intitolato “WorldWideWeb: proposta per un progetto di ipertesto”. nato all’interno del server nxoc01. nella sua workstation Next. Tim Berners-Lee lascia sotto l’albero un regalo per tutta l’umanità: il primo “sito web” della storia. Tim Berners-Lee riesce a uscire da que208 . A questo punto c’è un problema: a cosa serve un web dove l’unico sito esistente è un elenco di ricercatori con numeri di telefono interni? Per attirare utenti c’è bisogno di contenuti. a cui viene associato il più noto “alias” info. Il giorno di Natale del 1990. nel quale si spiega a chiare lettere la necessità di un sistema informativo condiviso: Le attuali incompatibilità delle piattaforme e degli strumenti informatici rendono impossibile l’accesso alle informazioni esistenti attraverso un’interfaccia comune.

Clifford Newman e Mark McCahill. e gli utenti che avevano utilizzato fino a quel momento il Gopher per cercare informazioni in rete iniziano una “migrazione di massa” sul web. Un altro fattore che contribuisce all’abbandono dei server Gopher da parte dei suoi utenti è anche la decisione dell’Università del Minnesota di far pagare alle aziende e alle organizzazioni commerciali l’utilizzo dei protocolli Gopher. Attirati dal “miele” dei news server e degli archivi ftp.cern. Il Web inizia a espandersi. 209 . a quasi due anni di distanza dalla nascita della creatura di Mark McCahill.ch registra un numero quotidiano di accessi che varia tra 10 e 100. All’interno di un’unica interfaccia utente vengono unificati i due più grandi archivi di dati e informazioni presenti all’epoca su Internet. che scrive Gopher presso l’Università del Minnesota. sviluppati da Brewster Kahle. Il repentino successo del www di Tim Berners-Lee manda rapidamente in “soffitta” i primi sistemi di information retrieval: Wais10. sciami di utenti iniziano ad affacciarsi alla nuova tecnologia ipertestuale.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 209 sto paradosso realizzando il browser in modo da poter accedere anche ai server Ftp per il trasferimento dei file e ai server dei newsgroup Usenet per l’accesso ai sistemi di messaggistica. nel timore che presto o tardi l’Università del Minnesota avrebbe potuto chiedere anche a loro una quota annuale per l’uso del Gopher. e tra luglio e agosto del 1991 il server info. Nell’estate dell’anno successivo gli accessi quotidiani al sito sono circa un migliaio al giorno. L’“amore a prima vista” tra il 10 Wide Area Information Server. Prospero e Gopher. Questo avviene nella primavera del 1993. e dopo un altro anno arrivano a diecimila.

L’ultimo problema da affrontare riguar210 . Il battesimo del fuoco per il web arriva un anno più tardi. e cercano di collegare il loro computer al server web del Cern attraverso la linea telefonica. Internet era sconosciuta alla maggior parte degli studiosi presenti alla conferenza. e per far entrare in rete il loro computer Tim e Robert sono costretti a stendere una prolunga telefonica attraverso la hall dell’albergo che ospitava l’incontro. Robert si mette in contatto telefonico con l’Università di San Antonio in Texas e chiede il permesso per poter utilizzare il modem con le loro linee Internet. nel dicembre 1991. senza chiedersi cosa sarebbe successo facendo viaggiare in rete questi documenti a lettura non sequenziale. I due pionieri del web piombano come marziani in un ambiente pieno di ricercatori riuniti per discutere di ipertesto a livello puramente accademico. quando Tim Berners-Lee e Robert Cailliau si trasferiscono per alcuni giorni in Texas. Per far capire di aver realizzato un sistema funzionante.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 210 web e gli utenti Internet è favorito anche dalla grande semplicità del linguaggio Html. a San Antonio. dove trasportano un computer e un modem per partecipare alla conferenza “Hypertext ’91”. tutti i progetti presentati avranno un titolo dove compaiono le parole “World Wide Web”. Cailliau e Berners-Lee riescono a mettere insieme una realizzazione scritta da presentare alla conferenza. Berners-Lee e Cailliau realizzano durante la conferenza una dimostrazione pubblica dell’invenzione. ma questa pubblicazione scientifica viene respinta perché alcuni dei supervisori incaricati della valutazione ritengono che il sistema proposto dai due ricercatori avrebbe violato i principi su cui finora era basata la teoria dell’ipertesto. che permette anche a utenti poco esperti di realizzare ipertesti con un semplice editor di testi. L’anno successivo.

Violawww. A questa prima versione fanno seguito in agosto quelle per Macintosh e Windows. A dicembre il “New York Times” pubblica un lungo articolo su Mosaic e il World Wide Web. Già dal 1991 nelle Università e nei centri di ricerca iniziano a fiorire i primi browser. come ad esempio visualizzare un’immagine all’interno di un ipertesto e non in una finestra separata. All’inizio del 1993 una nuova “creatura informatica” per la navigazione web vede la luce presso il National Center for Supercomputing Applications (NCSA) di Urbana-Champaign. Illinois. che in gergo potrebbe essere definito “a good hacking”. un programma sviluppato dallo studente Marc Andresseen in collaborazione con Eric Bina. esclusivamente per workstation Unix. i due “ospiti insoliti” della conferenza aprono gli occhi e la mente alla comunità scientifica.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 211 da le prese di corrente: il modem non aveva una spina adatta alle prese americane. Sui giornali ini211 . e Robert chiede in prestito un saldatore all’albergo per poter saldare i cavi direttamente alla presa. Con questo virtuosismo tecnologico. Samba. Ciò nonostante per l’arrivo della “killer application” che porta il web alla conoscenza del grande pubblico bisogna aspettare altri due anni. e grazie a queste caratteristiche innovative il programma si diffonde a macchia d’olio. Cello. La prima versione di Mosaic viene realizzata in gennaio. Si tratta di Mosaic. battezzati con i nomi più estrosi: Erwise. Midas. Arena. smontandola dal muro. che fino a quel momento si occupava di questioni legate agli ipertesti senza considerare quello che accadeva nel “ciberspazio” e nella vita di migliaia di persone che iniziavano a lavorare e a comunicare in modo diverso dal passato. Mosaic permette di fare cose che i navigatori precedenti non consentivano. Lynx.

fondano la compagnia Mosaic Communications. che rivendica i diritti sul nome Mosaic. e nel corso della presidenza Clinton le “autostrade dell’informazione” vengono presentate all’opinione pubblica come la soluzione definitiva per la ricostruzione economica degli Stati Uniti. Il costo del progetto è di oltre un miliardo di dollari.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 212 zia quella che viene descritta come la “rivoluzione Internet”. infatti. un progetto che prevede il collegamento di tutti i maggiori centri di ricerca attraverso una rete informatizzata ad alta velocità. Nello stesso anno il congresso Usa approva il progetto NREN (National Research and Education Network). che prende il nome di “Netscape Communications” dopo una disputa legale con l’Universita dell’Illinois. una legge statunitense in cui viene definito per la prima volta il concetto di “autostrade dell’informazione”. ex-presidente della Silicon Graphics. La realizzazione di un’infrastruttura per le telecomunicazioni in grado di stimolare l’economia e lo sviluppo diventa uno dei punti forti della campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti. le infrastrutture Internet vengono realizzate e potenziate con fondi pubblici per essere cedute agli operatori commerciali quando la rete cessa di essere solamente uno strumento di ricerca per trasformarsi in un business planetario. i rappresentanti di tredici grandi 212 . Un anno più tardi Marc Andreessen e James Clark. All’inizio del 1993. Il 9 dicembre 1991 il presidente Clinton aveva firmato l’High Performance Computing Act (HPCA). Con un processo simile a quello di molti Paesi europei. che servono principalmente per il potenziamento della linea dorsale di trasmissione dati della National Science Foundation.

per offrire un servizio di comunicazione rivolto anche alle aziende. una rete digitale “a larga banda”. Lo slogan “un computer per ogni studente” si fa strada rapidamente sui giornali e nei media. con una capacità di trasmissione tale da permettere a chiunque l’accesso alle “superhighways” digitali. La proposta è quella di creare un’infrastruttura nazionale dell’informazione (NII. agli uffici e alle abitazioni private. nel quale si dichiara che a partire da quel momento le tecnologie web sviluppate nell’istituto di ricerca elvetico sarebbero 213 .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 213 aziende informatiche statunitensi fanno pressione affinché il progetto Nren estenda i suoi orizzonti al di là delle Università. L’emendamento prevede di utilizzare Internet e le autostrade dell’informazione per collegare in rete tutte le scuole. Ha così inizio negli Stati Uniti una commistione tra fondi pubblici e interessi privati che nel 1995 culmina con il controllo totale delle infrastrutture di rete da parte degli operatori commerciali. Nell’aprile 1993 viene presentato l’“High Performance Computing and High Speed Networking Applications Act”. Nel settembre ’93 Gore (nel frattempo diventato vicepresidente degli Stati Uniti) e il segretario del commercio Ron Brown annunciano un accordo tra strutture pubbliche e aziende private per la realizzazione della National Information Infrastructure invocata a gran voce dal “gruppo dei tredici”. un emendamento all’HPCA presentato da Clinton e Al Gore nel 1991. altri due eventi segnano definitivamente lo sviluppo del World Wide Web. dei laboratori e dei centri di ricerca. le biblioteche e gli uffici governativi. Il 30 aprile di quell’anno il Cern consegna a Robert Cailliau e Tim Berners-Lee un documento ufficiale concordato con i due ricercatori. Nel 1993. oltre alla nascita di Mosaic. National Information Infrastructure).

Ho toccato molti argomenti tecnici. World Wide Web Consortium. ma le persone presenti a quella conferenza erano le sole che in quel momento stavano creando il web. a cui contribuiscono il Laboratorio di Computer Science del Mit. [. per scopi scientifici o commerciali. Penso che queste affermazioni siano state un po’ fuori contesto. che si svolge al Cern. L’Istituto 214 . Nell’ottobre del 1994 Tim Berners-Lee lascia il Cern per fondare il W3C. Nonostante la mia emozione. così come accade per gli scienziati. Degli 800 iscritti ne vengono ammessi solo 400. fa registrare il tutto esaurito. e pertanto a partire da quel momento potevano essere utilizzate liberamente e gratuitamente da tutti.] Ma ho finito per mettere in evidenza che.. e la caotica presenza di tutti i “geek” e gli appassionati di informatica che affollano i locali del Cern fa sì che questo evento venga successivamente ricordato come “la Woodstock del Web”. anche i membri della comunità di sviluppo del World Wide Web avrebbero dovuto essere eticamente e moralmente consapevoli di quello che stavano facendo.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 214 state libere da qualsiasi brevetto o copyright.. e pertanto erano le sole che potevano garantire che il prodotto dei loro sistemi sarebbe stato adatto ad una società giusta e ragionevole. e questo andava bene. sono stato accolto con calore. Dal 25 al 27 maggio 1994 la prima “International WWW Conference”. Tim Berners-Lee racconta che in quella circostanza L’unico momento in cui mi sono sentito a disagio è stato durante il mio discorso di chiusura. e mi ha fatto molto piacere aver affrontato la questione.

un browser che viaggia “a cavallo” del sistema operativo e rende inutile agli utenti l’installazione di un programma aggiuntivo. con una quota di utenti pari all’80 per cento. che nel frattempo ha cambiato il nome in Darpa. In particolare meritano attenzione le iniziative portate avanti dal W3C allo sviluppo di standard. Le attività principali del consorzio riguardano la realizzazione di prodotti software di pubblico dominio e il supporto tecnico a sviluppatori e utenti di programmi Web. Nell’agosto 1994 la società Spyglass aveva ottenuto dal National Center for Supercomputing Applications la licenza commerciale esclusiva 215 . che include Internet Explorer.4 miliardi di dollari. con richieste per 38 milioni di azioni. ma nell’agosto di quell’anno Microsoft lancia sul mercato Windows ’95. Internet Explorer non viene realizzato da zero. che danno all’azienda un valore di 4. In quell’anno il lancio pubblicitario di Windows ’95 richiede un investimento di 150 milioni di dollari. e parallelamente Netscape Communications entra in borsa. la giapponese Keio University e il Cern di Ginevra. Dopo aver volato fino a raggiungere le vette più alte di Wall Street. che possono attingere anche da un’ampia raccolta di documenti. con l’appoggio esterno della Commissione Europea e dell’Arpa. Defense Advanced Research Project Agency. ma a partire dal codice di Mosaic. che può essere considerato a tutti gli effetti il “papà” dei due browser più famosi del mondo. tecniche e programmi per garantire l’accessibilità del World Wide Web anche a persone disabili. Nel 1995.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 215 nazionale francese per la ricerca su informatica e automatica (INRIA). Andreessen e Clark bruciano le loro ali da Icaro contro il gigante Microsoft. il browser Netscape sembra destinato a diventare lo standard de facto dell’utenza Internet.

attirando su Microsoft le attenzioni del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Nel novembre 1998. e il mostro Godzilla dei film giapponesi. Sul piano scientifico. ed è proprio a Spyglass che si rivolge Microsoft per la realizzazione di un browser da affiancare a Windows ’95. Nel corso degli anni Internet Explorer diventa il programma di navigazione più diffuso e Netscape perde la “guerra dei browser” sul fronte commerciale. L’integrazione del browser nel sistema operativo viene considerata come una forma di concorrenza sleale verso Netscape e le altre compagnie che sviluppavano prodotti di navigazione per Internet. invece il 31 marzo 1998 la compagnia fondata da Andreessen e Clark conquista la comunità Open Source rilasciando pubblicamente i codici sorgente di Netscape Communicator. la creazione e lo sviluppo del nuovo browser Mozilla coinvolge decine di programmatori sparsi in tutto il mondo che ancora oggi continuano ad estendere e migliorare le funzionalità del programma. La battaglia giudiziaria tra Microsoft e l’antitrust continua ancora oggi. che nel frattempo aveva raggiunto la versione 4. che deve il suo nome ad un gioco di parole tra Mosaic. dopo la consegna del 216 . Il codice di Mosaic viene utilizzato come base di partenza per la realizzazione di Internet Explorer. È così che dalle ceneri del prodotto commerciale chiamato Netscape nasce il progetto aperto “Mozilla”.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 216 per la vendita di Mosaic. il vecchio nome di Netscape. lasciando intravedere per il futuro la possibilità di una nuova guerra dei browser. ha raggiunto un livello tecnico ben superiore a quello di Internet Explorer e continua a coinvolgere un numero di utenti sempre maggiore. che diventa una parte integrante del sistema operativo. Programma che dopo varie evoluzioni oggi si chiama Mozilla Firefox. Dopo il rilascio pubblico del codice sorgente.

il provider statunitense America Online (AOL). La notizia è di quelle che travalicano il semplice significato tecnico: con il definitivo “pensionamento” della dorsale NSFNet. In contemporanea. la National Science Foundation eroga nel corso dell’anno finanziamenti per un totale di 4 milioni di dollari a favore dei network commerciali. vengono rimosse le tabelle di “routing” di NSFNet. la mappa delle “strade maestre” di Internet negli Stati Uniti. Deve esserci un limite alle tariffe che 217 . chi vi avrà accesso e a chi sarà negato? Chi deciderà che cosa potranno dire e fare gli utenti della rete? Chi farà da giudice in caso di disaccordo sul diritto di accesso o sul comportamento telematico? Questa tecnologia è stata sviluppata con denaro pubblico. l’infrastruttura della rete Internet negli Usa è completamente in mano agli operatori commerciali. assorbe Netscape Communications. e il “backbone” finanziato dall’amministrazione federale statunitense viene disattivato in modo definitivo. UUnet. tutti i principali network provider statunitensi (Sprint. MCI. PSI.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 217 codice sorgente di Netscape alla comunità mondiale dei programmatori. Network99 e altri) trasferiscono i loro servizi presso il Network Access Point (NAP) di Washington D. la notte tra il 30 aprile e il 1 maggio. dal saggista Howard Rheingold: Se le organizzazioni commerciali assumono la gestione della Rete dalle istituzioni pubbliche. Questo passaggio di consegne tra istituzioni pubbliche e aziende private è stato amaramente commentato. Nel 1995. Per agevolare la transizione. Come contropartita questi ultimi si impegneranno nello sviluppo dei Nap come punti nodali per lo scambio delle informazioni.C.

ma non può rimanervi a lungo. o non è riuscita.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 218 le aziende private possono imporre in futuro per farci pagare l’utilizzo di una tecnologia nata e sviluppata con il denaro delle nostre tasse? [.] Forse in futuro gli anni Novanta verranno considerati il momento storico in cui la gente è riuscita.. come è sempre accaduto in passato e via via con i nuovi mezzi di comunicazione. ma anche così fragile e condizionabile dall’ignoranza o dalla stupidità umana. È importante quello che sappiamo e facciamo ora. per trasmettere pubblicità o per condividere conoscenza. e mi piace pensare che anche nel terzo millennio ci rimanga ancora un po’ di tempo per decidere cosa fare di questo “ciberspazio” così bello e così potente... e in ogni ora di 218 . perché è ancora possibile che i cittadini del mondo riescano a far sì che questo nuovo. Milioni di computer in tutto il mondo sono collegati ad una Rete che abbraccia i cinque continenti. a cogliere la possibilità di controllo sulle tecnologie comunicative. vitale strumento di dibattito resti accessibile a tutti prima che i colossi economici e politici se ne approprino. La rete è ancora in una condizione di autonomia. Gli anni Novanta sono ormai passati. Forse Howard Rheingold è stato troppo pessimista. [. per cercare profitti personali o benefici collettivi. utilizzate per fare la guerra o per insegnare. ci mettano il tassametro e ce lo rivendano.] Ci sono buone probabilità che i grandi centri di potere politico ed economico trovino il modo di mettere le mani anche sulle comunità virtuali. lo censurino. e le tecnologie della comunicazione sono parte integrante della nostra vita quotidiana..

sarà quella di mettere in Rete le persone dopo aver interconnesso i computer.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 219 ogni giorno dell’anno compiono il loro dovere con silenziosa efficacia. Credo che la sfida degli anni futuri. per sviluppare una “intercreatività collettiva” che possa davvero cambiare il mondo. una sfida umana prima ancora che tecnologica. 219 .

E. a loro volta.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 220 Postfazione “La democrazia è una forma piacevolissima di governo. nodi informatici – tutti punti infinitesimali. piena di varietà e di disordine. parimenti vitali. Anzi: un media activist alla volta. L’individuo al centro di ragnatele grandi come il mondo. A partire da quel torrente di creatività che già oggi sfrutta al meglio una miriade di blog. Perché quella che stiamo sperimentando all’alba del nuovo millennio è nulla di meno che la rivoluzione dei personal media. proprio facendo tesoro del percorso attivato fin qui da hacker e scienziati. 220 . e dispensa una sorta d’eguaglianza agli eguali come agli ineguali”. reti sociali. pionieri e innovatori. continuerà a rinnovarne le spinte sociali fino a catapultarci in un futuro altrettanto gravido di liete sorprese. Tenuto insieme grazie al pulsare continuo di condivisione e community. visti i tempi. Una rivoluzione instancabile che. O. di un’intelaiatura fluidamente interdipendente. un computer alla volta. quel costruire sulle spalle di chi ci ha preceduto che rappresenta il senso stesso della storia sociale della comunicazione elettronica. Platone Cambiare il mondo? Certo. esperimenti di social networking. Una persona alla volta. citizen journalism e testate indipendenti. ragnatele concentriche fatte di singoli. video autoprodotti.

giornalista e cofondatore di OurMedia. Le varie tappe di questo eccitante e imprevedibile percorso includeranno il galoppo del videoblogging. nei nostri studi. uffici. ribadisce un futurista con i piedi ben piantati per terra come Howard Rheingold. Con il proliferare di raduni periodici (come è già il caso di San Francisco e New York City) dove si proseguirà il cocktail di pionieri e imprenditori. potremo seguirlo sulla Tv in salotto e va diventando sempre più parte della nostra vita quotidiana”. tramite workshop. e sai cosa? Parecchia roba è di qualità scadente. Situazioni atte a rivelare come “non siamo più soltanto i destinatari passivi di contenuti stile Big Media prodotti dagli studios di Hollywood”. ma c’è anche materiale davvero pregevole e lo vedremo circolare con sempre maggior frequenza su Internet. con le menti elettriche di tutto il pianeta ben coinvolte in un esperimento a cielo aperto e senza rete. spiega JD Lasica. sulla scia di capostipiti quali Node101 e OurMedia. E in futuro il filo rosso continuerà a dipanarsi tra il mondo online e quello offline senza soluzione di continuità. centri d’istruzione e risorse varie.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 221 L’approccio si fa obbligatoriamente multidisciplinare e plurisfaccettato. oltre alla “lunga coda” di persone comuni che andranno vieppiù affacciandosi su tale scenario spinti dalle motivazioni più disparate.org. Il pot-pourri sarà alimentato da attivisti di associazioni non-profit mirate alla diffusione del videoblogging di base. geek e innovatori. a partire dalle solite sponde statunitensi ma senza limitazioni geografiche. Presumibilmente analoghi gli effetti di quel che molti non hanno esitato a definire l’affare del 2006: l’acquisto di YouTube (motore trainante dell’esplosione di e-video auto-prodotti) da parte di Google per la modica cifra di oltre un miliardo e mez221 . “Siamo noi a produrre contenuti originali. giardini.

con la cascata di utilizzi che gli individui non mancheranno di inventarsi. Anche perché se YouTube conta ormai qualcosa come due miliardi di video. Su Internet. con l’annesso interesse dei grandi media e del big business. il re del social networking giovanile. come già successo per le altre “creature” di Morse. forse ancor più spavalda va facendosi l’ondata musicale e la fiumana dei file Mp3 dove la mettiamo? Beh. di comunicare con loro. decine di 222 . la mossa ha confermato come l’avvento dei personal media sia una realtà di fatto. Perché alla fin fine sarà proprio questo magma creativo e condiviso il ricordo. ormai sette anni fa. di fianco alle frotte di gente che hanno glorificato YouTube. non soltanto tramite i canali unidirezionali di Hollywood. diventando multidimensionale e mainstream.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 222 zo di dollari. vanta una sessantina di milioni di utenti registrati ed è il numero due del video-sharing online. I media devono poter fluire in entrambe le direzioni. senza contare le ramificazioni di ogni colore che vanno e andranno a seguirli. Pur con tutte le necessarie verifiche sul campo. dagli impicci sul copyright dei filmati a un business model che includa gli stessi utenti-produttori. non ci vuole molto a prevedere che si farà ancor più spavalda. e la comunicazione visuale non hanno più confini. Il punto è che il video-sharing. e al contempo la spinta. recita la prefazione di un tomo imperdibile: Darknet Hollywood contro la generazione digitale. il social broadcasting. di dar loro un qualche tipo di forma diversa. MySpace. Edison. delle odierne “invenzioni” socio-tecnologiche: “L’aspettativa dei giovani è quella di poter interagire con tali media. Già. Marconi e Gates descritte nei capitoli precedenti. la prima direttiva è la condivisione di esperienze”. Aperta la strada dal pioniere Napster. soprattutto. E. perché.

Suscitando le ire delle grandi etichette e le denunce a raffica della RIAA (Recording Industry Association of America). Anche qui basta poco per scovare qualche pioniere.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 223 milioni di americani. Dave Kusek e Gerd Leonhard. In altri termini. hanno poi cavalcato il file-sharing. remix e video che i fan possono cucire insieme in qualsiasi modo preferiscano. scrivono due pionieri in quest’ambito. Pur se nel prossimo futuro finiranno giocoforza per dover ulteriormente ampliare e diversificare l’offerta (sull’onda del trascinante modello di iPod/iTunes e dei primi siti per il download di film made in Hollywood). nel recente volume Il futuro della musica. il P2P e altri programmi caserecci creati in primis nei campus universitari. Un futuro che promette di essere fluido e immersivo come non mai. continuerà a sbraitare per una “crisi di vendite” che in realtà riguarda solo il portafoglio delle major. legali o meno. che proseguiranno a diffondere il virus mediatico. da sempre avvezze allo strozzinaggio nei confronti di artisti e consumatori. “il business della musica non è mai stato così vivace e vibrante di idee innovative: le potenzialità dell’applicazione del digitale alla musica sono illimitate”. seguiti via via da utenti di ogni parte del globo. mash-up arricchite e rifatte da altri gruppi. che anziché il solito Cd da 13 brani ora diffonde raccolte di canzoni. eccetera). C’è da scommettere che quest’ultima. con citazioni quasi casuali: artisti come Beck. Già artisti ed etichette indipendenti puntano seriamente alla differenziazione del prodotto (con versioni su Cd/Dvd ufficiale. consentendo e perfino stimolando i remix vari. in stretto con le major e gli studios cinematografici. etichette indipendenti tipo Nettwerk 223 . all’interazione sempre più diretta con gli ascoltatori/coautori. entrando così in diretta competizione con il pullulare di mini-situazioni sparse.

ai cittadinireporter su temi locali e globali. anche nel contesto italico non si scherza: dal meeting delle etichette discografiche indipendenti (MEI). come per il social broadcasting in generale. che dalla British Columbia canadese promuove band. essendo stato. ancor più e prima che di numeri.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 224 Music Group. Si tratterà cioè di “operare la transizione da quel che definisco ‘media preconfezionati’ – tipo i notiziari radio-tv – all’approccio da conversazione del giornalismo online”. è ovviamente la blogosfera. sito di recensioni. tanto sconosciute quanto promettenti. al citizen journalism. e dovremo quindi attenderci un salto di qualità: maggior cooperazione tra singoli e gruppi per creare lavori di qualità. divenuto rapidamente l’ombelico pulsante della scena musicale emergente in Nord America. commenti e dritte che Ryan Schreiber lanciò per puro divertimento dieci anni fa a Chicago. Altro veicolo che salirà di livello. registrazioni dei concerti immediatamente disponibili online – lasciando in mano loro ogni copyright sul tutto.it. E. spiega John Battelle. tramite svariate versioni digitali. giunto al suo decimo appuntamento annuale. pur se la maggioranza non viene mai più aggiornata dopo i primi post. il passaggio dai semplici diari personali a piattaforme collettive e multimediali. e Pitchfork. i blog hanno ormai superato sessanta milioni di unità. In questa decina d’anni di vita. con un semplice Macintosh e una linea dial-up. iniziando a rilasciare i loro 224 . altro innovatore di primo pelo. suonerie telefoniche. mirando altresì a spingere “i media tradizionali a osare di più. con tanti saluti a patinate ma obsolete riviste come “Rolling Stone” e “Spin”. tra l’altro co-fondatore della nota rivista “Wired”. Spalancando così le porte. alle contaminazioni tra e-music e hacktivism proposte da Neural. fra l’altro.

reinventare e far circolare di nuovo”. insiste JD Lasica. ambiente aperto e fluido dove ci sarà posto per tutti. rilanciava con forza l’open source journalism: “I miei lettori ne sanno più di me”. ente non-profit dove oltre 20. mentre cresce al contempo la rete globale di OhMyNews International. verso quale tipo di società stiamo puntando? Il futuro non è stato ancora scritto – battuta più che mai consona al pianeta digitale e alla comunicazione elettronica. professore e fondatore di NewAssignment. Scenario che prende a filtrare anche in Italia dalle radio-web d’ogni tipo a testate che mescolano lanci d’angezia e news scelte con editoriali d’attualità di “blogger qualificati” e testi pubblicati direttamente dagli utenti registrati. O anche l’attività di Jay Rosen.000 volontari crea e mantiene un database di testate e giornalisti nazionali a cui i gruppi nonprofit possono far riferimento per far conoscere le proprie attività. remixare. spiega Dave Winer. dunque? E per estensione. tra i pionieri di quello che è ormai universalmente noto come il Web 2.Net. avviare dinamiche collaborative. forse il più maturo esperimento di giornalismo partecipativo in corso negli Usa. non considerarli più solo passivi destinatari del tipico overload d’informazione.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 225 contenuti e permettendo al pubblico di effettuare download. basta citare progetti Usa quali MediaVolunteer. E quindi occorre ascoltarli. Queste e simili iniziative future confermeranno la pratica per cui “è più facile per i lettori trasformarsi in reporter che per i reporter diventare lettori”. dare loro spazio. autore del brillante testo We the Media.0. Anche perché è in atto una vera e propria frammentazione della Rete a livello 225 . Ciò ad ampliare la battuta (poi divenuta famosa) con cui a fine 2004 Dan Gillmor. In tal senso. Quale sarà il futuro dei media digitali.

sempre più vissuta come bisogno ed espressione cruciale di ogni essere umano. A conferma del fatto che il futuro della scienza in senso lato. una tendenza da tenere sott’occhio nei tempi mediolunghi. In ogni caso. come il suo passato. Dove conteranno assai meno i nomi altisonanti. E con la socialità. a porsi contemporaneamente come spinta. partecipare. res publica. partecipare.parrella@gmail. esperti. Con illustri sconosciuti e cittadini volenterosi che daranno vita a forme impensate di comunicazione. Dove hacker e pionieri andranno tranquillamente mescolandosi con scienziati.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 226 nazionale. né tanto meno torri d’avorio. Come garantirne la tutela (e lo sviluppo) per le generazioni future? Semplice: partecipare. in ogni sua dimensione. businessman. l’intelligenza collettiva e connettiva della Rete.com 226 . Bernardo Parrella bernardo. non riguarda formule e concetti astratti. l’andazzo è chiaro. stimolo e fine delle “invenzioni” socio-tecnologiche del futuro. con il ritorno alla giurisdizione delle varie nazioni-stato e tutte le tipiche blindature alla libertà d’espressione (Cina docet). Sarà questo magma creativo e condiviso. bene comune. ma rimane fonte di vita vissuta.

che intendono utilizzare le opportunità delle comunicazioni digitali per le loro attività di solidarietà e cooperazione. di imprecisioni e inesattezze altrui. colpevole ma inconsapevole. e vengono accompagnati da un breve commento. Avendo ormai da tempo rinunciato a documentare la provenienza di ogni singola informazione riportata nel libro. dell’informatica e delle telecomunicazioni. e che gli inevitabili errori sono dovuti unicamente alla propagazione. Questa documentazione di base è stata progressivamente integrata da un numero imprecisato di segnalazioni ricevute da amici. offrendo le basi tecniche e culturali per capire i meccanismi che regolano le reti di computer e i rapporti economici tra il Sud e il Nord del mondo. Emi/Fce. enciclopedie e foglietti volanti. 1997. Carlo Gubitosa. Tutti i testi citati sono stati letti dalla prima all’ultima pagina. il mio percorso attraverso la storia dell’elettronica. curiosità scoperte per caso su riviste. date e documenti recuperati in rete e da altre fonti che dopo quasi dieci anni di lavoro faccio sinceramente fatica a ricordare. posso garantire solamente che nulla di quanto ho scritto è stato inventato di sana pianta. nella speranza di invogliare alla lettura di questi libri che hanno accompagnato.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 227 Bibliografia Commentata Quello che segue è un elenco dei libri da cui ho attinto molte delle informazioni contenute in questo testo. Oltre Internet – Consigli pratici per una navigazione a misura d’uomo. opuscoli. Contiene una cronologia dei 227 . e illuminato. Affronta a partire da zero i temi della telematica e del commercio equo e solidale. Un testo rivolto agli operatori del mondo del volontariato.

Carlo Gubitosa. Enrico Marcandalli. Sperling & Kupfer. quella che nel 1994 costituiva ancora un mondo sommerso. 1994. Un’ampia sezione del testo è dedicata alla storia di Internet e delle reti mondiali di solidarietà telematica. Alessandro Marescotti. The Virtual Community. intimidazioni e violazioni dei diritti costituzionali. basate sulla “tecnologia Fidonet”. Questo libro racconta la storia di una serie interminabile di sequestri. Apogeo. affiancando a racconti e descrizioni i rudimenti tecnici basilari per il collegamento telematico. 1999. avvenuta nel più totale disinteresse dei media e della politica. colpo di grazia. distruzione. che nel maggio 1994 ha messo in ginocchio le reti telematiche autogestite e autofinanziate. Oltre alla cronaca dei sequestri italiani. 1996. Una “visita guidata” appassionante e coinvolgente all’interno delle reti 228 . alcuni capitoli sono dedicati alla descrizione del mondo dell’informatica e delle reti telematiche amatoriali. Howard Rheingold. È un ampio volume in cui vengono raccolte e raccontate “storie telematiche” di volontariato e impegno civile. Harper Perennial.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 228 principali avvenimenti nella storia della telematica che ha costituito l’embrione a partire dal quale si è sviluppato questo libro. e per scoprire l’“altra” telematica. smantellamento. Edizione italiana: Comunità virtuali. disfatta. Crackdown è un’intraducibile parola inglese che racchiude in un unico vocabolo il significato di crollo. quando le comunicazioni elettroniche erano ancora un territorio di frontiera esplorato da pochi pionieri. perquisizioni. attacco. Gli autori prospettano soluzioni tecniche e culturali alternative alle mode che ruotano intorno a Internet. Si rivolge a un pubblico di non esperti. Apogeo. ignorato dal grande pubblico e sostenuto unicamente dalla voglia di esserci e di “entrare in rete”. 1994. censure. È un’opera di recupero della memoria storica. Italian Crackdown. Carlo Gubitosa. per ricordare qual era lo scenario della telematica italiana prima dell’arrivo dei grandi provider nazionali. Telematica per la pace.

Si parla anche di come gli interessi delle “Telecom” statunitensi siano stati alla base dell’“operazione SunDevil”. Bantam. in cui si racconta la storia delle telecomunicazioni. Clarke descrive le vicende umane e politiche che hanno accompagnato il lancio dei primi satelliti artificiali. Bruce Sterling. il documento storico e il manifesto politico. uno dei maestri della science-fiction e autore della saga di fantascienza 2001: Odissea nello spazio. proseguita con altri tre volumi. È la storia della telegrafia sottomarina e della nascita dei primi satelliti per telecomunicazioni. How the World was One: Beyond the Global Village. che all’inizio degli anni Novanta rischiavano di intaccare l’immagine di tecnocratica inaccessibilità delle “baby Bell”. per scoprire come le nuove tecnologie stiano completamente stravolgendo il panorama dell’informazione.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 229 telematiche sparse per il mondo. 229 . mettendo a nudo il grande potere detenuto dalle grandi compagnie telefoniche degli Stati Uniti. Edizione italiana: Giro di vite contro gli Hacker. 1996. raccontata da Arthur C. le compagnie telefoniche nate in seguito allo smembramento della At&t ordinato dalla Commissione Federale per le Telecomunicazioni. bollettino elettronico della California post-hippy. il padre delle comunicazioni satellitari. In base alle sue esperienze dirette nel settore delle telecomunicazioni. The Hacker Crackdown: Law and Disorder on the Electronic Frontier. nel corso della quale i servizi segreti e la polizia sono stati sguinzagliati alla caccia dei “maghi” dell’informatica. Clarke. Bantam 1992. 1992. I racconti delle vicende di “The Well”. Arthur C. il romanzo giallo. includono storie toccanti di rapporti umani transcontinentali molto profondi nati in rete. Sterling riesce abilmente a fondere in un unico libro la divulgazione scientifica. Clarke. È un avvincente romanzo scritto da uno dei padri della letteratura cyberpunk. Shake. offrendo al tempo stesso nuove modalità per entrare in contatto con altre persone e per azioni concrete di impegno civile.

È qui che nasce l’“etica hacker”. una sorta di manifesto programmatico di straordinaria attualità. che ha fatto subito presa sull’humus libertario degli anni Sessanta. realizzando anche i primi esperimenti di trasmissioni radiofoniche ben prima di quelli portati a termine dal più famoso Guglielmo Marconi. 2000. Questo viaggio nel tempo inizia nel 1958 al Massachusetts Institute of Technology. la nascita di Apple e delle prime ditte di videogiochi. The man who invented the twentieth century. La biografia di Nikola Tesla. pur rimanendo sconosciuto al grande pubblico.. In questo libro Levy racconta con grande maestria la nascita del personal computer e delle controculture che hanno permesso ai calcolatori di uscire dai centri di ricerca per raggiungere le nostre case. “Primi della classe” che persero la testa per l’informatica. Shake. telefonate gratuite e radio pirata. i primi personal computer creati dagli hobbisti. Headline Book Publishing. eseguiti clandestinamente su queste macchine. l’inventore serbocroato che ha portato la corrente alternata negli impianti domestici. Questo avvincente viaggio letterario ci porta dagli anni Cinquanta alla fine del Novecento attraverso un mon230 . la lotta per l’accesso all’informazione. rivela alcuni aspetti della storia della scienza sconosciuti al grande pubblico: Edison non ha inventato la lampadina.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 230 Robert Lomas. 1984. tecniche di scassinamento delle porte dei laboratori. ma ha solamente perfezionato dei prototipi inventati da altri. mentre Tesla. Hackers: Heroes of the Computer Revolution. dove gli appassionati di trenini del Tech Model Railroad Club scoprono l’informatica utilizzando di nascosto i computer dell’Università e creando i primi programmi per giocare o fare musica. il mercato e le sue insidie. ha regalato all’umanità invenzioni come la corrente alternata per uso domestico. Steven Levy. Newton & Compton editori. il generatore di energia idroelettrica e l’illuminazione a fluorescenza. 1996. Edizione italiana: L’uomo che ha inventato il XX secolo. Anchor Press/Doubleday.. Edizione italiana: Hackers – Gli eroi della rivoluzione informatica. l’odio contro l’Ibm e i suoi “bestioni”. 1999.

politiche e tecnologiche vissute dai primi pionieri della “rete delle reti”. Un romanzo di tecno-spionaggio avventuroso e avvincente. The Cuckoo’s Egg: Tracking a Spy Through the Maze of Computer Espionage. indispensabile per chiunque voglia capire il futuro della rete. Un documento storico. assunto al Lawrence Berkeley Laboratory come amministratore di sistema. scritto con lo stile avvincente e trascinante di un romanzo. Matthew Lyon. Un saggio che permette di conoscere e approfondire il contributo fondamentale dato dagli hacker allo sviluppo delle attuali tecnologie informatiche. Un errore di 75 centesimi nella gestione della contabilità rivela l’intrusione di un estraneo nei computer del laboratorio: inizia un’estenuante caccia all’uomo in rete. 1989. conoscendone il passato attraverso il lavoro e la vita dei ricercatori e degli ingegneri che hanno creato i presupposti tecnologici per la nascita delle reti distribuite. coinvolgendo Cia. Approaching Zero: Data Crime and the Computer Underworld. Simon and Schuster. Il libro più completo e attendibile sulla nascita di Internet e sulle avventure umane. Fbi e la National Security Agency. Stoll sorveglia l’intruso. Paul Mungo. Doubleday. che nel frattempo inizia a setacciare dozzine di nodi Internet delle forze armate statunitensi. Where Wizards Stay Up Late: The Origins of The Internet. Katie Hafner. restituendo dignità ad una categoria di artisti/programmatori che nell’immaginario collettivo è ingiustamente circondata da un alone di criminalità. 1992.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 231 do fatto di cervelloni. che termina ad Hannover. hippy e professori coraggiosi. L’astronomo risale all’identità del misterioso “Hunter” dopo un inseguimento elettronico durato un anno. Una finestra sull’underground digitale inglese e sulle origini del “phone 231 . 1996. Clifford Stoll. Bryan Clough. che ha in più il pregio di essere rigorosamente vero. Clifford Stoll è un astronomo con qualche esperienza di informatica. Faber and Faber.

Alan Turing. Simon & Schuster. disponibile anche in rete. Cyberpunk. 1988. Howard Rheingold. Doug Engelbart e di molti altri pionieri della scienza che con le loro visioni hanno costruito la base teorica e culturale per lo sviluppo dell’informatica moderna. Apogeo. John Von Neumann. Claude Shannon. Simon & Schuster. che durante la guerra fredda cerca di guadagnare soldi facili vendendo al Kgb programmi che negli Usa erano di pubblico dominio. George Boole. Tools For Thought: The People and Ideas Behind the Next Computer Revolution. è un viaggio nel tempo alla scoperta delle radici più profonde dell’informatica. le sue ossessioni informatiche.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 232 phreaking”. spacciandoli per segreti industriali. lo studente universitario che il 2 novembre 1988 mette in ginocchio per errore 6000 nodi Internet con un virus sperimentale da lui ritenuto innocuo. 1991. Questo libro. con i suoi problemi familiari e lavorativi. Un viaggio dall’Europa agli Stati Uniti attraverso le storie di tre hacker. Il secondo personaggio descritto è Hans Hubner. raccontata attraverso la voce degli stessi protagonisti. Andrea Monti. “Pengo”. al tempo stesso un romanzo. Katie Hafner. “Il Condor”. Il libro descrive anche la storia e la nascita dei primi virus informatici. John Markoff. Un viaggio appassionante nella storia dell’underground digitale italiano. ci viene presentato nella sua veste più umana. Kevin Mitnick. l’esplorazione tecnologica delle reti telefoniche che ha caratterizzato le controculture degli anni Settanta. forse il più amato e odiato degli hacker statunitensi. descrivendo la storia e la vita di Charles Babbage. un ragazzo di Berlino Ovest. un manuale tecnico e una guida agli 232 . Stefano Chiccarelli. la sua bulimia e i tradimenti dei suoi compari della “Gang di Los Angeles”. La terza storia è quella di Robert Tappan Morris. Spaghetti hacker. Ada Lovelace. Rheingold riesce ad unire la precisione dello storico e lo stile avvincente del romanziere. John Vincent Atanasoff. 1997.

Baskerville.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 233 aspetti legislativi della telematica. tecnologico. storico e giuridico che dai primi home computer ha portato alla “rivoluzione Internet” degli anni Novanta. Autori Vari. È un avvincente saggio che non si limita alla descrizione tecnica delle innovazioni tecnologiche. Patrice Flichy. 1996. Spaghetti hacker ricostruisce il percorso culturale. il Centro Studi De Tillier di Aosta ha voluto ricordare le scoperte di Innocenzo Manzetti. un inventore di Aosta. Open Sources è un libro scritto dai pionieri del “software libero”. Open Sources: Voices from the Open Source Revolution. Il libro è disponibile integralmente anche in rete. La diffusione dei mezzi di comunicazione viene analizzata tenendo conto dei grandi cambiamenti dell’area tecnica e di quella sociale. il cinema. Sfera pubblica e dimensione privata. La storia della società e della tecnologia vengono integrate per descrivere l’avvento di invenzioni come il telegrafo. O’Reilly. 1994. Mauro Caniggia. Storia della comunicazione moderna. il grammofono. Luca Poggianti. grazie a queste pagine. ricchissimo di riferimenti storici. la fotografia. la radio e la televisione. 1999. Edizione italiana: Open Sources: Voci della rivoluzione Open Source. 1999. Manzetti ha sviluppato una versione primordiale del 233 . inspiegabilmente dimenticato dalla storia della scienza. Attraverso i racconti dei diretti protagonisti. della cultura hacker e dei sistemi operativi Unix e GNU/Linux viene raccontata con le voci degli stessi protagonisti. hanno potuto rivivere il passato e iniziare a intravedere il futuro della telematica “made in Italy”. Centro Studi De Tillier. in cui la storia del free software. sociale e politico in cui queste innovazioni hanno potuto svilupparsi e diffondersi. Apogeo. Il Valdostano che inventò il telefono. ma estende l’orizzonte al contesto storico. Nel giro di pochi mesi questo libro è diventato il punto di riferimento degli “smanettoni” italiani che. Con questo documento.

In questo libro è contenuto tutto ciò che ognuno di noi dovrebbe sapere sull’uomo più ricco del pianeta e sulla sua azienda. una biografia non autorizzata. e le conseguenti contromisure adottate delle autorità americane per arginare lo strapotere di Gates. Wendy Goldman Rohm. Un ricchissimo dossier su Bill Gates e la sua azienda. In questo libro gli autori ripercorrono la storia delle riuscite invenzioni di Manzetti e del suo fallimentare rapporto con i brevetti e il denaro. l’unico produttore di software che avrebbe potuto minacciare la supremazia Microsoft con l’avvento dell’era di Internet. e nel suo laboratorio questo estroso geometra ha creato con la fantasia e l’ingegno anche molti altri apparecchi: un automa con forma umana in grado di suonare il flauto. Digital Research. Ibm e Netscape sono solo alcune delle vittime illustri delle strategie di mercato predatorie e anticoncorrenziali praticate dal più grande produttore mondiale di software. Con uno stile leggero e discorsivo. Il rapporto Microsoft. Riccardo Staglianò. Garzanti. che hanno costretto parecchie aziende nel settore dell’informatica a chiudere bottega. Lotus. Il dossier segreto contro Bill Gates. Il libro analizza in dettaglio il fondamento giuridico delle leggi antitrust in vigore negli Stati Uniti. Feltrinelli. documentando le pratiche anticoncorrenziali che hanno caratterizzato la Microsoft fin dai suoi esordi. una macchina per fare la pasta. 234 . l’avvento di Windows e la “guerra dei browser” con cui l’azienda di Gates ha spazzato via dal mercato la concorrenza di Netscape. in cui è documentata la lunga serie di “vittime” delle politiche commerciali Microsoft. Novell.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 234 telefono con molti anni di anticipo rispetto a Meucci e Bell. sistemi per filtrare l’acqua e varianti a tre ruote del velocipede. 1999. Staglianò riesce a fare chiarezza sulle origini della fortuna di Bill Gates. solo per aver messo in discussione il predominio dell’azienda di Gates. 2000. nonostante la qualità dei loro prodotti. Bill Gates. le origini dubbie dell’Ms-Dos.

e non uno spazio dedicato solamente alla pubblicazione di documenti. Harpercollins. arricchite da dati retrospettivi sulla storia e lo sviluppo dei primi calcolatori. Harpercollins. doveva essere principalmente un ambiente di condivisione della conoscenza. Questo saggio divulgativo contiene alcune riflessioni di carattere generale sullo sviluppo tecnologico e sociale dell’informatica. Just for Fun: The Stary of an Accidental Revolutionary. 2002. 1999. e quindi anche per sé stesso.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 235 Gregory Rawlins. Schiavi del computer?. Tim Berners-Lee. Berners-Lee sogna per il suo web una “intercreatività” che nasce da una condivisione elettronica della conoscenza. ma anche come un brillante filosofo e matematico in grado di sviluppare elaborazioni teoriche allo stesso livello dei più grandi pensatori del suo tempo. Weaving the web. Questa biografia di Alan Turing racchiude in forma sintetica i concetti sviluppati più estesamente dallo stesso Andrew Hodges nel suo libro. descrive una visione personale della vita che lo ha spinto a non cercare fama o ricchezza dalla sua invenzione. The original design and ultimate destiny od the World Wide Web by its inventor. Andrew Hodges. 1999. con interessanti cenni biografici sulla vita e sulle conquiste intellettuali di Alan Turing e Charles Babbage. Laterza. che non viene descritto solamente come un pioniere dell’informatica. ma descrive anche le motivazioni etiche che lo hanno spinto a creare uno strumento di cooperazione che. Edizione italiana: Rivolu235 . Linus Torvalds. Tim Berners-Lee non si limita a raccontare l’evoluzione tecnica di quello che oggi è il più diffuso sistema di comunicazione globale. In questa “genesi” del Web. David Diamond. Routledge. sostiene la necessità di una consapevolezza etica e morale nell’utilizzo del web e nella creazione di nuovi strumenti. 1999. ma semplicemente a renderla il più utile possibile per tutti. almeno nelle intenzioni del suo creatore. Hodges riesce a dare spessore alla figura di Turing. A natural philosopher. Turing.

Questo incontro fa nascere in lui una passione per l’informatica e la programmazione dell’hardware. Come ho creato Linux (solo per divertirmi). E tutto accade “solo per divertimento”. dai primi approcci con il Commodore 64 del nonno alla scoperta del sistema operativo Unix.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 236 zionario per caso. Garzanti. 2001. Linus Torvalds racconta la nascita e lo sviluppo del sistema operativo GNU/Linux. che lo spinge a creare il più grande esperimento mondiale di programmazione cooperativa: la creazione di una versione di Unix utilizzabile dai normali personal computer. 236 . Con un tono scanzonato e leggero.

Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 237 .

Mi piace pensare che Graziella. Marcello Baraghini e Stampa Alternativa hanno dimostrato ancora una volta la differenza tra i librifici che confezionano testi senz’anima per il puro profitto e quel progetto editoriale innovativo. Gary Kildall. e diffondendolo contemporaneamente in rete con una licenza Creative Commons. regalandomi strumenti tecnologici di cui non avevano più bisogno e aprendomi la porta delle loro case nelle mie continue peripezie e nei momenti faticosi della mia esistenza. una persona semplice e buona che dopo avermi accudito sin da quando ero in fasce mi è stata vicino fino alla fine della propria vita. Pubblicando questo libro. Carlo Gubitosa. autunno 2006 . L’ultimo ringraziamento va a Graziella. la persona meravigliosa e serena che mi cammina accanto condividendo con me la curiosità vitale che mi spinge a scrivere e a viaggiare. Un pensiero grato va anche a tutti gli amici e le persone che nei dieci anni trascorsi tra l’idea del libro e la sua pubblicazione definitiva mi hanno voluto bene e mi sono state vicine. che ha tradotto il libro in inglese con passione. Philip Katz e altri pionieri dell’informatica ormai scomparsi. dedicando il suo tempo alla lettura e alla revisione delle bozze che gli ho fatto pervenire. Un aiuto importante e insostituibile mi è arrivato anche da Richard Stallman. sia riuscita a parlare con Alan Turing. Dieci anni di ricerche e scrittura non avrebbero potuto cadere in mani migliori. o semplicemente con la loro presenza. interesse e professionalità.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 238 Ringraziamenti Questo lavoro è stato reso possibile da tante persone. nel luogo dove si trova adesso. Un pensiero speciale va ad Annina. per ottenere da loro a nome mio l’ispirazione finale che mi ha permesso di portare a termine questo lavoro. Il primo ringraziamento va a mamma Annamaria e zia Elena. con la loro amicizia. Charles Babbage. mettendomi a disposizione le loro conoscenze. professionale e nonviolentemente rivoluzionario che da sempre caratterizza il lavoro di Marcello e il marchio di Stampa Alternativa. che mi hanno dato un appoggio continuo e costante grazie al quale ho potuto coltivare e valorizzare gli interessi e le curiosità che mi hanno spinto a rovistare tra le pieghe della storia della scienza. che mi hanno sostenuto con il loro aiuto. che ha notevolmente migliorato l’accuratezza scientifica. Di questo devo ringraziare anche Sabrina Fusari. e di questo sono molto grato sia a Marcello che a Bernardo Parrella per aver creduto in ciò che ho scritto. tecnica e formale delle cose che ho scritto.

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Dallo Sputnik al ciberspazio . . Il telegrafo tra scienza e avventura . . . Introduzione – Gli uomini dietro le macchine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . “Topi” e “finestre”. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L’invenzione del telefono . . I dinosauri dell’informatica. . Dall’ambra al chip: storia dell’elettronica . . . . . . . . . . . . . . 227 . . . . . . . . . . . . Il garage più famoso del mondo . . . . . . Le “bacheche elettroniche” degli anni ’80 . . . . . . . . . . . . . L’era del personal computer . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L’algebra della logica e la teoria dell’informazione . . . . . . . . I pionieri del calcolo meccanino . . Unix. . . Il figlio della tempesta. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . GNU/Linux e il “Software Libero” . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . I primi vent’anni della rete . . . . . . . . . . . . . . Crittografia e privacy . . . . 3 5 19 28 38 51 56 64 71 79 93 101 108 120 133 145 159 172 183 192 202 Postfazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 220 Bibliografia Commentata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . “Rompicodici” e Macchine Universali . . . . . . . . . . . Hacker e videogiochi . . . La ragnatela grande come il mondo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 239 Indice Prefazione . . . . . . . . . il “figlio ribelle” del ’69 . . . . . . . . . . .

stampalternativa. contro la morale codificata. della vergogna e del conformismo.it Contro il comune senso del pudore.stampalternativa. Visita il “Fronte della Comunicazione” di Stampa Alternativa.352751 S T ISBN 978-88-7226-973-2 finito di stampare nel mese di marzo 2007 presso la tipografia A Graffiti via Catania 8 . il nostro blog per discussioni e interventi collettivi: www. Siano i muri di un carcere o quelli.it/wordpress “Libera Cultura”: la collana online che raccoglie i libri storici e le novità di Stampa Alternativa.it fax 0761. controcorrente.Gubitosa 2/3/07 15-03-2007 12:39 Pagina 240 eretica I V A direttore editoriale Marcello Baraghini http://www. Questa collana vuole abbattere i muri editoriali che ancora separano e nascondono coloro che non hanno voce.stampalternativa.0 1 1 0 0 Vi t e r b o e-mail: ordini@stampalternativa.00040 Pavona (Roma) .it/ e-mail: redazione@stampalternativa. ancora più invalicabili e resistenti.it/liberacultura E R N A T Carlo Gubitosa T A A L Hacker. scienziati e pionieri progetto grafico impaginazione Anyone! P Roberta Rossi M © 2007 Stampa Alternativa / Nuovi Equilibri C a s e l l a p o s t a l e 9 7 . liberamente diffusi sotto le licenze Creative Commons: www.

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