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ABSTRACT

Questa tesi andrà a parlare dei video virali trattandone alcuni casi nei quali si può
riscontrare un processo di divulgazione che segue i canoni della virilità, ovvero una
condivisione a macchia d'olio.
Per inquadrare il discorso, non si può non iniziare dall'origine di tutto ciò, ovvero dal
concetto di rumor. I rumor sono la forma di comunicazione, la più antica del mondo,
la prima forma di pubblicità che fin dai tempi più antichi faceva crollare imperi,
vincere guerre e sconvolgere il governo di intere nazioni. L'occasione di iniziare a
studiare questa potente forma di comunicazione è arrivata alla fine della seconda
guerra mondiale, quando un alto funzionario del War of Infomration si è reso conto
della rilevanza dei rumor nella divulgazione delle informazioni al nemico. In quel
momento sono stati fatti numerosi studi finanziati dal governo delle Nazioni Unite
arrivando ad alcune conclusioni concrete che ne delineavano le caratteristiche
generali. I vari studi e le varie ricerche si susseguirono così fino a che non si pensò
di far entrare il concetto di rumor all'interno del marketing, definendolo così
marketing virale. Questa forma di comunicazione è nata in maniera congiunta con
l'avvento di internet ma soprattutto del web 2.0. Qui la possibilità dell'utilizzo della
viralità per promuovere l'azienda ha avuto la sua massima espressione grazie alle
enormi quantità di utenti presenti sul medium. Fino al 2006 quando un sito che
avrebbe presto scalato le vette dei best 10 del web, YouTube, pubblicò il primo video
che spopolò su internet. non si poteva ancora parlare di video virale e definirlo tale,
ma ben presto i creativi negli studi di marketing inquadrarono la grande potenzialità
ed iniziarono a lavorare al caso. Nacquero così i video virali.