DARIO PALERMO

Materiali di tradizione cretese a Polizzello

~ ~

Estratto da .il.ntichiti1 Cretesi, Vol. II

UNIVERSITA DICATANIA.· ISTITUTO DI ARCHEOLOGIA

Materiali di tradizione cretese a Polizzello

DARIO PALERMO

E. orrnai nato come, nelle culture indigene siciliane di eta storica, e can particolare evidenza in quelle dellarea siicana, sia rfconoscibile un fondo culturale largamente permeato di elementi egei I; siano essi interpretati come il permanere di un caratteristico « gusto »2, 0 come sopravvivenze vere e proprie dii forme e motivi decorativi da gran tempo in disuse nei rfspettivi luoghi d'origine 3. E stato cost possibile individuare, a torto a a ragione, un gran numero di siffatti relitti: per ciascuno di essi si e parlato di ispirazione genericamente mieenea 0 subrnicenea, ovvero si e potuta additare una specifica area di derivazione: cost per l'area Ievanto-elladica 4.

In questa quadro, ci sembra che fino ad ora siano mancati elernenti per I'identificazione sieura d.i una eventuale componente riconducibile all'apporto dell'arnbiente cretese 5, nono-

" Ringraziarno il prof. G. Rizza, che ha indirizzato e seguito Ia ricerca da cui nasce il presente Iavoro. Ringraziamo alrresi Ia dott. P. Pelagatti, che ha niberalmen.te con-

I cesso di pubblicare gil oggetti conservati nel Museo Nazionale eli Siracusa.

I Per il problema cfr, v. L.~ RosA, Un [rammento fittiZe

Ida. Capodarso e i,1 problema delle $opravvivenze micenee in Sicilia. in Cronache, VIII, 1969, p . .33 sgg., con tutta la bfbliegrafia precedente: ad essa aggiungiamo solo L.

I VAG~'ElTr, Un anello del Museo Archeologico di Pirenze e le oreficerie di S. AI~gelo Muxaro, in Studi Mic. Eg.·Anat., XV, 1972, p. 189 sgg., sostanzialmente negativo.

) 2 cr-, E. DE MIlRo, II mieeneo nel territoria di Agrigento, in AUi e Mem. 1 Congr. Intern. Miceli., I" Roma 1968, lPP. 77·78.

3 LA ROSA, Prammento tillile cit., p. 40 sgg. 4 Ivi, pp. 45-46.

5 Una derivazione da prototipi crerest contemporanei e gia statapostulata, peraltro, per materiall preistorici sici-

stante si conosca bene I'importanza del ruolo da questo arnbiente giocato durante i « secoli oscuri J) Ira la caduta dei regni micenei e l'avvento dei primi coloni greci in Sicilia 6:; e nonostante che, per un'epoca pill antica, la tradizione leggendaria consenta eli ipotizzare l'esistenza di releztont ancora piu strette fra le due isole '. Questa lacuna puo forse essere, almena parzialmente, colmata dall'esame di alcuni rnateriali arcaici finora Inediti, provenienti dalla Montagna di Polizzello e attualmente conservati nel Museo Nazionale di Siracusa,

II centro antico da cui questi oggetti provengono, situato fra Mussomeli e Villalba, riell'alta valle del fiume Platani 8, e gUt conosciuto per avere can ogni probabilita restituito altri due elementi per cui si e parlato di una derivazione d.a tradizioni egee: la ben nota olnochoe

liani: cfr. L. BERt'-l:AOO BREA, La. Sicilia prima. dei Greci, Milano 1958, p. 82; ID., in Kokalos, XIV-XV, 1968-69" pp, 31J.35; P. ORLANDINl, 11 villaggio pre:istoricodi Manfria.. presso Gela, Palermo 1962, pp. 86-87. Cfr, D. LEVI, Traccie della civilta micenea in Sicilia, in Paolo Orsi, Roma 1935:, pp. 97, 99, 106-]08,.

6 Cfr. G. RIZZA, Sicuii e Greci sui colli ,di Leol1ti1'li, in Cronache, I, 1962, pp. 12-15.

7 Cfr, la fond!mnentale analisi dei dati della tradizione leggendaria in G. lP1JGtlESE CARAA'fBLLl, Minos e cocaios, in Kokalos, II, 2, 1956, p. 89 sgg.

8 Foglio 267 della Carta d Ttalia al 25.000 dell'I.O.M., I NE-I NO. Per il centro err. E. GADRICI, Polizzello. Abitato preistorieo presso Mussomeli, in Atti R. Accad. Sciem.e Lettere Arli Palermo, XIV, 1925, pp. 3-11 dell'estr.; P. GRIFFO" in Past; Archaeologici, Xl[, 1957" ru, ~555; D. ADAMESIEAmi, Polizello, S.V., in Ene. Arte Ant., VI, Roma 1965, p, 282; 10., in Rev. ArCh., XLIX, 1957" PJ;l. 177-180; E. DE MIKO, La [ondazione di Agrigento e l'ellenizzasione del territorio fra it Salso e it Platani, in Kokalos, VIII, 1962, p. 150 sgg.

Material; di tradizione cretese a Polizzello

2.G9

can il motive « del polipo ) 9 e il bronzetto {{ a tridente »10 •• I materiali che costituiscono l'oggetto di questa nota vi furono rinvenuti nel 1926 da Rosario Carta, collaboratore di Paolo Orsi, nel corso eli una breve campagna di scavi i cui risultatrattendono ancora di essere resi noti H,. all'interno di un sacello a pianta rettangolare del noto tipo di origine geloa d:i.ffuso nei centri indigeni della Sicilia centro-meridionale 12. Insieme ad essi, 10 scopritore raccolse una quantita di piccoli oggetti in ossa, avorio ... ambra e alcuni vasetti, tutti riuniti in un sol punto in modo ella far pensare ad una vera e propria stipe voriva.

Si tratta, in primo luogo, di due modellini fittili di c:apanna, dal corpo conico pili 0 meno allungato, a Iarga base piatta. Ambedue si presentano aperti alla sommita, con 'un labbro piatto aggettante all'esterno sormontato cia una ansa a nastro 13 (tav, XXVII, 1,3; 2).

Che ci si trovi di fronte a riproduzioni di capanne a pianta circolare, sulla cui somrnita si apre un foro destinate al ricambic dell'aria, e reso evidente dalla presenza di un ingresso costituito da un'apertura rettangolare 0 leggermente trapezeidale, praticata dalla meta circa dell'mtera altezza alla base. In uno dei due modellini I'apertura ·e contornata da una cornice a rilievo ehe assume una forma apica ta alle due estremita della parte superiore, in corrispondenza dell'architrave della porta.

La decorazione in entrambi i modellini e ottenuta mediante I'uso eli incisioni e di impres-

9 GAJlRICI, Polizzello ciit., pp, 8·9 e tav, II; B. P~\CE, A.1·te e civilta aeua Sicilia antica, I, Roma-Mapoli-Citta di Casten- 10 1935, p, 150; DE MIRO, Fondadone Iii Agrigenta cit., p, 148 ,e tav. LXVIII, 1·2; LI!. ROSII, Frammento [ittile cit., pp, 3'9-40.

10 DE MIRo, Fondm;ione dl Agrigellto cit., tav, LXXII, a; 10., Il micenea cit., p, 78, tav. VII; V. LA Ross, Bronzetti il~dig'e1'!i della Sicilia, in Cronache, VII, 1968, pp .. 56-58, tav, VI, 9.

U La semplice notizia in. Bu1l. PaZ. It., XLVII, 19:27, p. 47. nota 1; CIT .. anche T. 1. DUNBIIBIN, The Western Greeks, Oxford 1948, pp. 14():'141; BERNABO B&KII, Sidlia cit., p. l80. 12 D. MiAMES'ltEANU, 'Anaktora' 0 sacellii, in. Arcl~. Class., VII, 1955. p. ]79 sgg.

13 Inv. D. 45.192. Alt. mass. m .. 0,154; diam, base 0.175; alt. porta 0.1:14; largh, porta 0,065/0.,069. Argilla giallina .. Di restauro meta circa del corpn e I'intera base; mancante di gran parte dell'ansa,

Inv, n. 45.193. Alt. m .. 0.195; diam, base 0,12; alt. porta 0,117; largh. porta 0,06 .. Argilla giallina, Di restauro meta della parte inferiore del COl'PO, larga parte d.el labbro e dell'ansa,

Una menzione eli questi modellini e stata fatta da B.

D'Agostino, in Popoli e civiZtit dell'Italia antica, II, Roma 1974, p. 79.

siam sulla superficie dell'argilla ancora cruda. Ambedue mostrano nella parte superiore delle Iinee orizzontall parallele, che nell'uno sono eostituite da solcature e nell'altro da file di impressioni a forma eli quadrettini: la decorazione della parte inferiore e costituita, nel prime dei due modellini, da due fasce orizzontall sovrapposte: di esse Ia superiore contiene un fregio di metope rettangolarf aU'interno delle quali e mserito un motive a clessidra, riempito da puntini impressi: I'inferiore contiene una serie continua di triangoli dal vertice rivolto verso il basso, ugualrnente riiempiti d.ii puntini impressi. n secondo modellino presenta invece, nella parte inferiore del corpo, una larga fascia orizzontale scandita in settori vertic ali stretti e allungat] alternativaments riernpiti da serie verticali eli impressioni di quadrettini 0 Iasciati senza deccrazione. Lo stesso motive a file di quadrettini impressi e ripetuto nel medesimo modena anche sul labbro e sull'ansa,

La qualita dell'argilla, e soprattutto la tecnica decorativa, permettono senz'altro di attribuire i due modellini alIa facies di 5. Angelo Muxaro, eli cui Polizzello e appunto uno dei centri pill rappresentativi H ,.

La cronologia di questi oggetti ci e fornita dall'associazione, nel contesto della stipe votiva, con dementi sdcurameute databili, quali i frammenti di fibule con arco rivestito di osso, del tipo conosciuto dalle necropoli siracusane e gelesi 15, che si pongono nel VII sec. a.C. La stipe contiene anche una lucerna greca del VI sec., paragonabile a forme del tipo II di Corinto 16; fra questi due secoli andra quindi posta la data di fabbricazione dei du.e modellini

La scarsezza delle nostre conoscenze sulI'architettura indigena dena Sicilia impedisee di giudicare se i modellini di Polizzello abbiano

H Cfr. BERNABO iBREA, Sicilia cit., PIP . .176-181; In., Leggenda e archeologia nella protostoria sicuiana, in Kokalos, X-XI, 1964-6.5, pp, 8-10.

Per il motive dei punti impressi entro campi reUangolari cfr, LA. ROSA, Frammenio fUtile do. Capodarso cit.,

p. 34 .•

1& P. ORS!, Contributi alla storia della [ibula greca, in Opusc .. ATCh_ O. Montelio dicata, Stockholm 1913, figg. 3 a p. 194 e 5.a a p. 19S:i' per ffbule dii questo tipo provenlenti da centri indigeni 10., in. Bull. Bal. u; XXIII,. 18.97, pp, 193·194 (Monte Finocchitnj; :p' .. PELA61\T[I, WI Arcneologia nella Sicilia Sud-Orientale. Addenda al catalogo, Torino 1974, pp .. 35-36, tav. a p. 37 CM. Casasia),

16 O. BRONEHR, Terracotta Lamps (Corinth,. IV, 2), Cambridge Mass. 1930, p. 3S sgg., fig. 14, nn. ll.U,. pl. I.

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Dario Palermo

un effettivo riscontro nella forma delle capanne. II tipo a pianta circolare che essi riproducono sernbra essere tuttavia di tradizicne piuttosto antica, rtsalente almena ad eta castellucciana 17; esso rimane in uso, accanto ad altre forme, a Thapsos 18; in ambiente geograficamente vicino a Poli zzello , a Sabucina, ne e testimoniata la scpravvivenza fino all'eta di Pantalica Nord l~. Ci sembra importante sottolmeare che, nonostante [a difficolta di trovare confronti, i modellini di Polizzello consentono tuttavia un accostarnento all'archjtettura tornbale rupestre della Sicilia pre e protostorica: pensiamo al confronto fra la cornice della porta di uno dt essi e la riquadratura apicata intagliata tutt'attorno al portello 0 a riicchie di tombe siciliane, dall'eta di 'I'hapsos in poi 2~. Si tratta, se non andiamo errati, di un nuevo documento del pill volte affermato rapporto fra architettura domestica e architettura funeraria Zl.

I nostri modelli, d'altra parte, non sono del tnrto isolati nel panorama della Sicilia indigena, Conosciamo altri esemplari, molto simili a quelli di Polizzello, provenienti da Vassallaggi 22; il piu complete di essi presenta can una significativa variante I'ansa superiore in posizione diverse da quell a degli esemplari eli Pohzzello, in linea cioe con l'asse della porta. Altri raffronti tipologici piu generici, limitati alia presenza dell'ansa superiore, possono essere addotti anche con alcune forme di vasi come i « secchielli » di Cassibile 23 0 i bicchierirri di BUa

11 P. DRSI, in B£!ll. Pal. u; XXIV, 1898, pp, 204-205 (M. Racello); XXXV][, 1910, pp. 167-68, fig_ 3, p. 190 (Branco Grande); XLVIII; 1928" p. 80 (Monte S. Basilio); P. ORLANDun, Man/ria cit., pp. 73-77; M. FRASCA e a., in Not. Scavi, 1975, p, 569 (Tor ricella di Ramacca).

H G., VOZA, Thapsos, Primi risultati delle pitt recenti ricerche, in Atti XW Riun. Scient, Ist. It. Preist, Protost., Firenze 1972, p. 180, fig. 2. A; ID., in ArcheQlogia nella Sici· tia Sud-Orientale. A,ddel1da aI cazaiog» cit., pp. 15-16, tav, a p. 11.

l~ P. ORLANDINI, Sabucina, in Arch, ctass., XV, 1963, pp. 88-89 e tavv, XXI, XXX.

~.a CIr. BERNADO BREA, Sicilia cit., p. 129 e tav. 52 (Tha,p- 505); P. ORSl, in Bull. Pal. u; xvn, 189'1, tav. X (!Fieromlrio): ID., Pantalica ,e Cassibile, in Mon. Ant., IX, 1899, col. 111, fig. 52 (Cassibile). Alltre tombe COD. un simile prospetto esistonc nella necropoli Sud di Pantalica,

21 Cfr, PACE, Arte e civilta I cit., p, 343; ORSI, in BuJI.

Pal. It. XXXVI cit, , p. 190 sgg.

U Esemplad inediti nel Mus. Naz, di Agrigento. Una segnalazlone in P .. ORLANDINI, in Fasti Archaealogici, XVI, 1961, n, 2247.

2~ ORSI, Pantalicae Cassibile cit., CQI. 104 e tav, XIV, 1.

tera 24; un esemplare della cui forma si ritrova nella stessa Polizzello 25.

Se 1 "interpretazione che proponiamo per questa classe di oggetti e accettabile, i confronti pili puntuali possono essere trovati nell'area egea e piu precisamente a Creta, dove, a partire dal Ta]_'dG Minoico, e largamente diffusa una categoria di modellini di edifici a pianta circelare, riproduzioni di sacelli 0 piil sernplicemente di abitazioni 26. II tipo e ritenuto di adgine orientale 211; ricordiamo fra ell essi gli esemplari di Cnosso 28, Festos 28, Palekastro 30, zekros 31] Chania ~2 e Karphi 39; e possihile seguire la 101'0 esistenza anche in epoca protogeomerrica H fino al IX e VIII sec., come dimostrano gli esernplari di Gortina 3".

I modellini cretesi, se presentano delle notevoli affinita con quelli di Polizzello, quali La forma della pianta e il foro alIa sommita del tetto, se ne distaccano tuttavia per l'aspetto dell'alzato, che e in essi generahnente a pareti rette, con il tetto conico, e per Ia mancanza dell'ansa superiore,

Anche per quel che riguarda l'ansa, e tuttavia possibile reperire un interessante confronto all'interno dello stesso ambiente cretese: in-

2f D. AOAMEST£!U,\.'U, Butera, in Mon. Ant., XLIV, 1958, figg. 115-176.

25 ce. L. BERNAIlb BREA. in AmptlYias, XV-XVI, 1953·54, tav, XXI.

~fi C_MAVRIYANNlIKI, Modellini. tittili di C'ostm:ziOili circalari dalla Creta Mil10ica, in Studi Mia. Eg.-A/lat,., XV, 1972,

p. 161 sgg.

21 lvi, p. 166.

28 A. J. EVANS, The Palace of Mi/10S at KI10SS0S, H, I, London 1928, p. 129 e fig. 63.

29 A. Mosso, Escursioni. l'I.e'l Mediterraneo e gli scavi di Creta, Millano 1907, p. 122, nota 2 e p .. 126, fig. 67; L. F.BRNIER, in Mon. Ant., XII, 1902, col. 128, fig. 55; EVANS, Palace of Minos II, I cit., fig, 65.

iIQ L. G.. Si\o.'ETT - M. R. POPH"A1vI', Excavations at Palaikastro V I, in Annual Br. Sen. Ath., LX, 1965, p, 293; fig. 14 (PS.) e pI.. 75, E_

31 N. PLAION, in Heawwui"1961, p .. 217, tav. 173b; ID., in ~Eerov, 1961. p. 227, fig. 243.

32 MAVRIYM%\KI, Mode.llini fittiZi cit., pp. 1601-162, tav. 1. 3~ M. SEIRAD.~. Pottery from Karphi, in Annual Br.

Sch. Ath., LV, 1960, pp. 27"28, pl. to, a,

34 P_ es., nell'esemplare cli- Archanes, ora nella eollezlone Jamalakis: S. ALEX10U, neW'(],},E(/)fl,Br;().,,,'" Vrtt(tzo, tij. ZvJJ;oyiJr; r"ap..aJ.&.u"I'J~J in K(!'J'l:LuQ. XeovpuJ., IV, 1950, p, 441 sgg.

35 Si tratta di modellini facenti generalmente parte di kernoi: cfr, D.LBVI, Gli scavi del 1954 sull'acropo!i di Gortina, in Afu1;uario, XXXIII-XXXIV, N.S. XVII-XVUI, 1955-56, pp. 270-271, fi:gg, 30-.31; MAVRIYANNAKI, Mode.llini fUtili cit., p. 165; fa riproduzione di un esemplare, in V_ :KA&-\GEORGHlS,. Naiskoi de Chypre, in Bull. Corr. Hell., XCIV, 1970, fig. 3.

Material'i di tradizione cretese a Polizzeiio

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tendiamo riferirci aIle c.d, « gabbie per rondini » minoiche 36 dl Cnosso n (fig. l a), Festos 38 e H. Triada 3g. Ouesti oggetti presentano difatti, Sl1Uli1 corpo tondeggiantea larga base circolare, nel quale si apre un ingresso, un'ansa a nastro, ehe -nena maggior parte de] casi e posta in linea con I'asse dell'ingresso: in un solo caso, nell'esemplare doe di H. Tr'iada, I'ansa e disposta trasversalmente di prospetto, come nei modellini di Polizzello.

Fig. L - a) Iraklion, Museo. Inv. n. 7741, da Cnosso (da ZERVOS,). b) Alene, Co1l!. Ecole Francaise, Inv, n, 33, da Akr()tiri (da Bull. Corr. Belt, XCVI).

Al di Iii di ogni discussione sul loro uso e significate, le «gabbie per rondini », ehe si dispongono Era il Medic e il Tarde Minoico, sono state rnesse in relazione con il gruppo sopra ricordato del modelhni di edifici a pianta circolare ~O; il confronto con esse, quindi, e a nostro gludizio un significatlvo elemento che

35 Cfr, anche D'AOOSTINO,. in PopoUe civilt.a cit., p .. 79.

S, EVANS, Palace of Minos II, 1 cit., pp" 306-307, ngg" 176e, 177 (dalla 'it Casa dei Buoi sacrificati », M.M. IIlB); err. anche Ch. ZERvos, I/art de la Crete, Paris 1956, p •. 270, Jig. 387; A. D. LACY, Greek PoUery in the Bronze Age, London .1967, PIP. 81·82. fig. 34!g.

3a D. LEVI, La campagn:a di scavi a Eestos :nel 1953, in Anl'l.ual'io, XXX>XXXII, N. S. XIV~XVI, 19S2-S4, pp .. 451-452; In., in Boll .. d'Al'te, 1956, p. 254 .. fig. 21 e; p. 260, fig. 38 a; 10" Gli seavi a Festos nel 1956 e 1957, in AniWario, XXXV-XXXVI" M.S. XIX·XX, 1957-58, p. 212, fig. 26 e p, 315, fig. 158.

39 Cfr. ALEX[O<U, Rgw'!;o)'sw,un:(2lxQt; l}Glt!J~Q. cit., p, 451; MAVRIYANNAKI, Modellil1i iittili cit ..• p, 163 e nota W. Una riprodusione, in G, MARAGHIANNIS, Antiquites cretoises, I (texte de L. PERNIER er G .. Kt.!RO), Candia 19122, p, VIII" tav, XX, 4.

40 Cfr. ALEXIOU, op, cit., p, 451;. lEVI, in AnnuariQ XXXV·XXXVI eit., p, 212.

contribuisce a renders evidente il legame dei modellini siciliani COIl! il mondo cretese,

Un ulteriore riferimento all' ambiente eretese, ° ad ambiente ad esso direttamente colIegato, proviene da un altro oggetto rinvenuto nello stesso contesto della stipe votfva di Polizzello: si tratta di un curioso oggetto fittile 4]" di forma cilindrica, cavo (tav. XXVII, 4), impostato su dii una base ad anello e costjtuito de cinque cordonature sovrapposte di diametro pressocche uguale, n tutto e sormontato da una protuberanza arrotondata, forata nei due sensi, La presenza dei fori sembra indicare che l'oggetto fosse destinate ad essere sospeso: Don sapremmo pero stabilire con esattezza quale ne fosse 181 funzione, Esso richiama, per Ia sua struttura ad anelli sovrapposti, alcuni ogget.ti, tipologicamente diversi fra lora rna aceomunati dall'identita della costruzione, provenienti dana Creta:

Minoica 0 da aree vicine: ricordiamo lin probab:ile sostegno di vase da Akrotiri (Thera) n (fig. [b); due « supporti » in pietra cia Gournia, del Tarde Minoico i3; e infine un «porta-torcia» con manico, da Palekastro 4~.

Sui modellini e sull'oggetto ad anelli sovrapposti della strpe di Polizzeflo puo pero gravare WI dubbio, metodologicamente accettabile, che e gia stato avanzato, a volte con regione, per altri easi di supposta sopravvivenza di tradizloni egee in materiall indigeni siciliani~s; intendliamo riferirci ana possfbilita che la lora Jsplrazioue egea - se riconosciuta tale - sia stata rnediata dall'elemento greco coloniale:

Del nostro caso, dato il diretto rapporto che si e potuto istituire con Creta, sarebbe ovvio ill richiamo alla componente cretese deft forrdatori di Gela, I nostri oggetti sembrano tuttavia distaccarsi nettamente dal tipo di materiale finora riconosciuto come di direrta ascendenza geloa. L'oggetto ad anelli sovrapposti non trova

H Inv. n. 45.1'95. Alt. m. 0,14. Argilla rossastra, grosselana ed Impura. Rotto parzialmente all'estremita superiore. ~,2 1 .• J. MAFFRI!, Collection de 1'1~CGle Prancaise, Ill: Cd:ramique, in Bull. Corr. Hell., XCVI, 1972., p. 26, fig. 4,

n. 33; ivi bibliografia precedente.

H H. BOYD-HAWES, Gournia, Vasiliki and Other Prehistoric Sites on the Lsthmus of Hierapetra, Philadetphia 1908,. pp. 35·36, pl, V, 16; MARAGl:IIANNIS., Antiquitis cretoises cit., p. XIE, pI. XXXVII, 6, 10 ..

M Excavations at Palaikastro V I cit., p. 298. fig. 14 (K .. P .. 15), pI. 75 g ..

<is LII ROSA, FTmnmento tUtile cit., p. 37; VIlGNlrrrI, Anello del Museo Arcneotogioo di. Pirenze cit., p. 197 sgg.

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alcun confronto, a Gela come nelle altre citta greche di Sicilia, ne d' altra parte sembra 'pos-

I sibile metterlo in rapporto. can l'ambient.e eretese di eta arcaica: per quanta riguarda ] rnadellmi, non e da trascurarsi il dato di fatto che

J quando I'influsso greco, e geloo soprattutto, si fa sentire sulla Sicilia indigene, porta con-

i c~zi~ni architet,tonichei ~ di cons~~e~z~ espressiom secondarie co IDe 1 modellini fittili, profondamente diverse da quelle che sono alla base j di essi: basti pensare al modello di Sabucina

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Dario Palermo

e alla realta architettonica che esso sottintende 46. L'uso, inoItre, di tecniche decorative tradizionali, e l'adeguamento a tipi architettonici Iocali, ci fanno pensare ai modellini di Polizzello non come ad una acquisizione recente, rna come a qualcosa di orrnai radicato nel CO[po culturale eli cui fanno parte.

t& P. OIU.ANDINt, L'espal1.sione di Gela nella Sicilia centromeridionale, in K,okalos, VIII, 1962, p. 103 e tavv, XXVII· XXVIII; In., Sabucil1a cit., tav, XXVII.

TAV. XXVII

Siracusa, Musco azionale. Da Polizzello. 1.3. - Inv, 45.192. Modellino fitti1e. 4. - Inv, 45.195. Oggetto fittile ad anelli sovrapposti.

2. - 10v_ 45.193. ModeUino fittile.

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