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Giovanni Sgro', Anticritiche conclusive sull’origine del capitalismo moderno. Le risposte di Max Weber e di Karl Marx ai loro rispettivi critici

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Pubblicato in «Archivio di storia della cultura», XXII (2009), pp. 195-214 (ISSN 1124-0059; ISBN 978-88-207-4770-1).
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ARCHIVIO

DI STORIA DELLA CULTURA

ANNO XXII - 2009

LIGUORI EDITORE

La pubblicazione di alcuni saggi di questa numero si avvale di un contributo dei Fondi per 1a ricerca scientifica erogati dal M.I.U.R. e dall'Universita degli Studi di Napoli «Federico II» e di un contributo erogato dalla Regione Campania.

ISSN 1124-005

Archivio

di storia della cultura

Volume XXII - Anno 2009

Questa opera e protetta dalla Legge sui diritto d'autore

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cliretto da Fulvio Tessitore

Consiglio scientifieo: Heribert Boder, Francesco Paolo Casavola, Claudio Cesa, Furio Diaz, Valeria Fiorani Piacentini, Giuseppe Galasso, Antonio Garzya, Giuseppe Giarrizzo, Matthias Kaufmann, Carlo Maria Ossola, Gennaro Sasso, Biancamaria Scarcia Amoretti, Jose M. Sevilla Fernandez, Maurizio Torrini, Cesare Vasoli, Edoardo Vesentini, Pasquale Villani, Maurizio Vitale.

Direttore: Fultno Tessitore

Consiglio direttivo: Giuseppe Acocella, Giuseppe Cacciatore, Maurizio Cambi, Giuseppe Cantillo, Domenico Conte, Emilia D' Antuono, Giuseppe Di Costanzo, Giuseppe Di Marco, Francesco Donadio, Antonello Giugliano, Giuseppe Lissa, Fabrizio Lomonaco, Eugenio Mazzarella, Enrico Nuzzo, Manuela Sanna, Edoardo Massimilla (segretario).

Direttore Responsabile: Salvo Vitrano

Redazione: Antonio Carrano, Giuseppe D'Alessandro, Giuseppe D'Anna, Rosario Diana, Maurizio Marcirano, Giovanni Morrone, Leonardo Pica Ciamarra, Pierluigi Venuta

Editorial Board: Giuseppe Acocella, Giuseppe Cacciatore, Maurizio Cambi, Giuseppe Cantillo,

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Segreteria di redasione: Antonio Carrano, Giuseppe D' Alessandro, Giuseppe D'Anna, Rosario Diana, Maurizio Martirano, Giovanni Morrone, Leonardo Pica Ciamarra, Pierluigi Venuta.

Amministrazione e diffusione:

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© 2009 by Liguori Editore, S.r.l. Tutti i diritti sana riservati

Prima edizione italiana Ottobre 2009

Finite di stampare in !talia nel mese di Ottobre da OGL - Napoli

Ciascun contributo ricevuto dalla rrvista per la pubblicazione e preventivamente sottoposto a una procedura di "peer review".

Autorizzazione del Tribunale di Salerno n. 688 del 16.11.1988 ISBN-13 978 - 88 - 207 - 4770-1

I contributi, la corrispondenza e i libri vanno inviati al prof. Edoardo Massimilla, Dipartimento di Filosofia "A. Aliotta", via Porta di Massa, 1 - 80133 Napoli.

La carta utilizzata per la stampa di questa volume e inalterabile, priva di acidi, a PH neutro, con forme aile norme UNI EN Iso 9706 00, realizzata con materie prime fibrose vergini provenienti da piantagioni tinnovabili

e prodotti ausiliari assolutamente naturali, non inquinanti e totalmente biodegradabili.

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La direzione ricorda con riconoscenza i maestri che hanno fatto parte del Consiglio scientifico eli questo «Archivio»:

Karl Christ

Francesco De Martino Francesco Gabrieli Eugenio Garin

Ettore Lepore Giuliano Marini Arnaldo Momigliano Sabatino Moscati Giovanni N encioni Manfred Riedel

Cinzio Violante

SOMMARIO

MAURIZIO VITALE, Ricordo eli Giovanni Nencioni

pag.

FULVIO TESSITORE (a cura eli), Lettere eli Giovanni Nencioni

9

MEMORlE

PIETRO PIOVANI, Da un temporalismo all'altro 23

FULVIO TESSITORE, Piovani, la religione e la storia 47

SANDRO BARBERA, Un Prometeo tedesco? Osservazioni su Hermann und

Dorothea 59

ERICH FUCHS, II problema della liberta, anche per Fichte. Riflessioni tra

biografia e filosofia 77

DOMENICO CONTE, «Spazzare il cuore con la scopa». Crisi dell'individuo,

primitivita e fascismo ne! Doktor Faustus eli Thomas Mann 91

RICCARDO Dr DONATO, La volonta eli comprendere. Mornigliano, Ver- 121

nant, Vidal-Naquet

DISCUSSIONI E RASSEGNE

137

LUIGI lNGALISO, Note su Galileo barocco

FULVIO TESSITORE, Ancora suI "costituzionalismo" eli Cuoco e sull'idea 147

eli storia utile

VIII Sommario

Sommario IX

RENATO DE FIUPPIS, Osservazioni sul ruolo della filosofia antic a nell'opera pag. 157 e nella dottrina di John Stuart Mill

GIANCARLO MAGNANO SAN LIO, Nota alia traduzione italiana del fram-

mento di Dilthey su Haym pag. 355

GIANCARLO MAGNANO SAN LIO, Biografia e storiografia: l'edizione italiana del Leben Schleiermachers di Wilhelm Dilthey

WILHELM DILTHEY, Rudolf Haym

357

173

FULVIO TESSITORE, Altre annotazioni sul primo Croce e l'idea di connessione in storia

MARro MAzZA, Per la riedizione di Storia romana e storiografta modema di Santo Mazzarino

361

183

SANTO MAZZARINO, Staria ramana e storiografia rnoderna

383

GIOVANNI SGRO', Anticritiche conclusive sull'origine del capitalismo rno-

demo. Le risposte di Max Weber e di Karl Marx ai loro rispettivi critici 195

DOMENICO CONTE, Circumnavigazioni weberiane, partendo da Napoli.

Qualche osservazione sugli studi weberiani di Edoardo Massimi11a 215

FRANCESCO TUCCARI, Tra «vecchia» e «nuova scienza». Wissenschaft als Bersf

nel dibattito tedesco degli anni Died, Venti e Trenta 225

LUIGI AzZARITI-FUMAROLI, Epodie delle epoche (con in appendice una

lettera di E. Husser! a E. Rad!) 241

ANNA MARlA VOCI, Prima di Meinecke. Una replica e FULVIO TESSITORE,

Controreplica 257

DELIO SALOTTOLO, La discontinuita e l'evento. Un percorso tra Bachelard

e Foucault 263

GIUSEPPE RAcm, n comunismo secondo Boris Grays 285

GIUSEPPE ACOCELLA, Vita professionale ed etica 301

FRANCESCO DONADIO, Annotazioni ermeneutiche su eros, agape e persona 305

GIUSEPPE CACCIATORE, Universalismo e particolarismo, oggi. Un punta

di vista filosofico 321

TESTI

NIKETA STEFA, Jakob Zwilling tra Holderlin e Sinclair

335

JAKOB ZWILLING, Una lettera e due annotazioni filosofiche

345

ANTICRITICHE CONCLUSIVE SULL'ORIGINE DEL CAPITALISMO MODERNO. LE RISPOSTE DI MAX WEBER E DI KARL MARX AI LORO RISPETTIVI CRITICI'

eli Giovanni Sgro'

1. Introdu~one

n problema del rapporto tra Marx e Weber, piu precisamente della possibile influenza dell'analisi marxiana del capitalismo occidentale e della societa moderna su quella weberiana e la lettura e la critic a di Marx e del marxismo da parte di Weber, e - come e noto - un tema molto ampio e molto studiato! e non pretendo

* Versione rielaborata, ampliata e aggiornata di una relazione presentata al convegno internazionale di studi Max Weber. Un nuovo sguardo, tenutosi a Napoli il 13 e 14 ottobre 2005. Una prima versione dei §§ 1-2 e stata anticipata negli atti del convegno: efr. G. Di Costanzo - G. Peccbinenda - R. Savarese (a cura di), Max Weber. Un nuooo sguardti, Milano, 2007, pp. 213-220.

1 Nella ormai sconfinata letteratura critica sul rapporto tra Weber e Marx e sulla lettura e interpretazione weberiana del marxismo, ritengo che i migliori contributi restino i seguenti: K. Lowith, Max Weber und Karl Marx, in «Archiv fur Sozialwissenschaft und Sozialpolitik», 67. (1932), pp. 53-99 e pp. 175-214 (tr. it. in Id., Marx, Weber, Schmitt, prefazione di E. Nolte, Roma-Bari, 1994, pp. 1-90);]. Kocka, Karl Marx und Max Weber. Ein methodologischer Vergkich, in «Zeitschrift fur die gesamte Staatswissenschaft», 122. (1966), Heft 2, pp. 328-357; G. Roth, Das historische Verhallnis der weberschen SOifologie zum Marxismus, in «Kelner Zeitschrift fur Soziologie und Sozialpsychologie», 20. (1968), pp. 429-447; W. J. Mommsen, Max Weber ais Kritieer des Marxismus, in «Zeitschrift fur Soziologie», 3. (1974), Heft 3, pp. 256-278; G. A. Di Marco, Marx Nietzsche Weber. Gli ideaii ascetici Ira critica, geneaiogia, comprensione, Napoli, 1984; R. J. Antonio - R. M. Glassman (Eds.), A Weber-Marx Dialogue, Lawrence (Kansas), 1985; S. Bockler - ]. Weill (Hrsg.), Marx oder Weber? Zur Aktualisierung einer Kontrooerse, Opladen, 1987; D. Sayer, Capitalism and Modernity. An Excursus on Marx and Weber, LondonjNew York, 1991; W. Schluchter, Wirtschqft und lVIltur: von Karl Marx zy Max Weber, in Id., Religion und Lebensfohrung. Bd. 1: Studien <!' Max Webers lVIltur· und Wert/heorie, Frankfurt am Main, 1991, pp. 25-113; Id., Grundlegungen der Soifologie. Eine Theoriegeschich/e in systematischer Absicht. Band I, Tiibingen, 2006, pp. 19-106 e 197-316.

196 Archivio di Storia della Cultura - Anno XXJJ-2009

Discussioni e Rassegne 197

quineli assolutamente eli poterlo risolvere in poche pagine. Sara anzi costretto, in questa sede, a delimitarlo ulteriormente soffermandomi nel dettaglio solo sulla ricostruzione delle risposte eli Marx e eli Weber alie accuse dei loro rispettivi critici, e non sulla molto pili nota parte espositiva delle loro teorie.

In via preliminare: non ritengo che tra Marx e Weber vi sia, sul piano scientifico, quel contrasto inconciliabile che molte volte, a cominciare fin dai primi studi degli anni '20 e '30 del secolo scorso e ancora oggi, viene visto e presupposto, poiche - pur utilizzando eliversi strumenti euristici (costruzione idealtipica da un lato e astrazione determinata dali'altro) e pur perseguendo contrapposte finalita politiche- entrambi si proponevano eli spiegare l'origine del capitalismo occidentale moderno.

In particolare, non ritengo che il saggio L'etica protestante e 10 "spirito" del capitalismo eli Max Weber costituisca un'opera scritta deliberatamente "contro" II capitale eli Karl Marx, in quanto nel suo saggio Weber non ha voluto offrire una "spiegazione" del capitalismo moderno alternativa e contrapposta a quella fornita da Marx ne II capitale, rna si e proposto piuttosto eli integrate la concezione materialistica della storia facendo vedere come aile origini del capitalismo moderno siano stati dei particolari complessi eli idee, generati e supportati da particolari dottrine della salvezza e dai premi psicologici a esse correlati, ad aver generato quella condotta eli vita (LebensfiihruniJ, quell'ethos che sarebbe eliventato poi caratteristico eli un particolare tipo eli homo oeconomicus.

Se pero e stato possibile, da pili parti e in eliversi contesti, contrapporre Weber a Marx e definirlo addirittura come il «Marx della borghesia [biirgerlicher Mar.x]»2, cia e dovuto, a mio avviso, a un altro elemento che accomuna i due graneli pensatori: il destino che e toccato alie loro opere, quello cioe eli essere state in vario modo incomprese e/o fraintese.

Credo sia dunque opportuno rimuovere queste letture unilaterali, semplificanti e quineli deformanti che rappresentano dei veri e propri ostacoli alia comprensione delloro pensiero, procedendo a una (possibile) ricostruzione della strategia elifensiva assunta da Marx e da Weber nei confronti delle critiche che furono loro rivolte, in particolare ali'accusa eli avere offerto una interpretazione spiritualistica della storia e, pili specificamente, una dottrina dell'influsso causale eli determinate idee sulla nascita del capitalismo moderno inteso come "forma" economic a (Weber) 0 eli aver offerto una interpretazione economicistica della storia che farebbe derivare ogni evento storico e ogni "epifenomeno sovrastrutturale" dal tipo eli economia eli volta in volta dominante (Marx) 3.

2. lncomprensioni relative alj'approccio scientifico del saggio «L'etica protestante e 10 "spirito" del capitalismo» di Max Weber

Max Weber, a elifferenza eli molti suoi critici, non apparteneva certamente a «quel tipo eli dilettanti che credono alia "unitarieta" della "psiche sociale" e alia sua riducibilita a una formula unica», ne tanto meno aveva preteso eli offrire nel suo saggio L'etica protestante e 10 "spirito" del capitalismo «una "costruzione" formale che deducesse logicamente dal razionalismo protestante tutto cia che e "caratteristico" della civilta moderna» (PE, 205/n. 393; 187 In. 317). AI contrario. Da una semplice e non prevenuta lettura delle numerose e dettagliate risposte eli Weber ai suoi critici, cosi come dell'«elefantiasi [Geschwuls~» (PE, 90/n. 91; 85/n. 7) delle note che corredano la versione rielaborata del saggio, si puo facilmente evincere come Weber abbia profuso considerevoli energie per «prevenire [ ... ] ogni "assolutizzazione" della connessione causale da [lui] analizzata» (AS, 286; 281) e come abbia «protestato in modo inequivocabile contro l'utilizzazione delle connessioni storiche da [lui] considerate al fine eli costruire una qualsiasi interpretazione "idealistica" della storia», in particolare contro la «tesi "stolta" secondo cui la Riforma avrebbe prodotto da sola 10 spirito capitalistico "0 addirittura" il capitalismo stesso (come sistema econornico)» (KB, 28; 234, t.m.)",

2 A. Salomon, Max Weber, in «Die Gesellschaft. Internationale Revue fur Sozialismus und Politik»,

1. (1926), pp. 131-153, p. 144.

3 Nel corso del presente studio saranno utilizzate Ie seguenti sigle e abbreviazioni: 1) A = M.

Weber, Antikritisches Z}lm 'Geist' des Kapitalismus (1910), in Id., Die protestantische Ethik II Kn'tiken und Antikritiken, hrsg. von J. Winckelmann, 4., erneut durchgesehene und hinsichtlich der Bibliographie erweiterte Auflage, Gutersloh, 1982, pp. 149-187 (tr. it. di E. Donaggio: M. Weber, Anticritica sullo

"spirito" del capitalismo, in Id., Sociologia della religione, a cura di Pietro Rossi, Torino, 2002, vol. I, pp. 251-277); 2) AS = M. Weber, Antikritisches Schlujfworl '{fim 'Geist' des Kapitalismus (1910), in Id., Die protestantiscbe Ethik II, cit., pp. 283-345 (tr. it. di E. Donaggio: M. Weber, Anticritica condusiua sullo "spinto" del capitalismo, in Id., Sociologia della religione, cit., vol. I, pp. 279-321); 3) C = K. Marx, II capitale. Critica dell'economia politica, tr. it. di D. Cantimori, R. Panzieri, M. L. Boggieri, introduzione di M. Dobb,3 voll., Roma, 1994; 4) KB = M. Weber, Kritiscbe Bemerkungen '{fi den uorstehenden "Kritiscben Beitragen" (1907), in Id., Die protestantische Ethik II, cit., pp. 27-37 (tr. it. di E. Donaggio: M. Weber, Osseruavioni critiche sui «(Contributi critia» di H Karl Fischer, in Id., Sociologia della religione, cit., vol. I, pp. 233-240); 5) MEOC = K. Marx - F. Engels, Opere complete, Roma, 1972 sgg.; 6) MEW = K. Marx - F. Engels, Werke, herausgegeben vom Institut fur Marxismus-Leninismus beim Zentralkomitee der Sozialistischen Einheitspartei Deutschlands, BerlinjOst, 1957 sgg.; 7) PE = M. Weber, Die protestantische Ethik und der 'Geist' des Kapitalismus (1905), in Id., Gesammelte Auftatze '{fir ReligionssoiJologie (1920), hrsg. von Marianne Weber, 8., photomechanisch gedruckte Auflage, Tubingen, 1986, Bd. I, pp. 17-206 (tr. it. di G. Giordano: M. Weber, L'etica protestante e 1o "spirito" del capitalismo, in Id., Sociologia della religione, cit., vol. I, pp. 19-187); 8) t.m. = traduzione modificata; 9) Vor. = M. Weber, Vorbemerkung (1920) in Id., Gesammelte Auftatze Z}lr ReligionssoiJologie, cit., Bd. I, pp. 1-15 (tr. it. di G. Giordano: M. Weber, Premessa, in Id., Sociologia della religione, cit., vol. I, pp. 5-18). Nei rimandi bibliografici a ogni sigla seguira I'indicazione della pagina dell'edizione tedesca, seguita dalIa pagina della corrispondente traduzione italiana (esempio: PE, 90; 85).

4 Gill nel saggio L' etica protest ante e 1o "spirito" del capitalismo, Weber aveva del resto preventivamente dichiarato di non voler «difendere una tesi cosi stoltamente dottrinaria come quella che Lo "spinto capitalistico" [ ... J sarebbe potuto sorgere sol tanto come emanazione di determinate influenze della Riforma, 0 addirittura quella che iI capitalismo in quanta sistema economico sarebbe un prod otto della Riforma» (PE, 83; 79).

198 .Arcbioio eli Storia della Cultura - Anno XXII-2009

Discussioni e Rassegne 199

Cia nonostante, il saggio di Weber5 fu letto ed esaltato come il tentativo di opporre e di contrapporre una concezione zdealistica 0 spiritualistica della storia" a una (altrettanto malintesa) concezione materialistica della storia',

In realm, Weber non ha mai sostenuto la «derivazione [ ... ] di forme di economia da motivi religiosi» (KB, 31; 237) al modo di «un rapporto di dipendenza

reciproca "conforme a una legge,,8 - tale che 1:1 dove c'e x (il Protestantesimo ascetico) vi e anche senza eccezione y», sia essa la forma economica capitalistica 0 <do "spirito" capitalistico» stesso, perche, in questo come in altri casi di irnputazione causale storica, si tratta di una «concatenazione causale reciproca di fenomeni storici complessi» (KB, 29; 235).

A differenza poi di «alcuni storici che sono sempre suI punto di accettare Ie "confutazioni" della concezione materialistica della storia» (AS, 326/n. 2; 282/n. 7), Weber si proponeva di offrire - nel saggio L'etica protestante e 10 "spirito" del capitalismo cosi come nei successivi saggi sull'Etica economica delfe re/igioni unioersali - una «critica positiva della concezione materialistica della stori:m9~ Nella Anticritica sullo "spirito" del capitalismo, Weber confessa questo intento expressis verbis:

5 La prima versione del saggio comparve nel secondo e terzo volume dell'eArchiv fur Sozialwissenschaft und Sozialpolitik», nuova serie dell'o.Archiv fur soziale Gesetzgebung und Statistik» gia di proprieta di Heinrich Braun e da lui curato, che con il passaggio alia casa editrice J.eB. Mohr (paul Siebeck) di Tiibingen, era ora diretto e curato da Werner Sombart, Max Weber ed Edgar Jaffe. Cfr. Max Weber, Die protestantische Ethik und der 'Geist' des Kapitalismus. l Das Problem, in «Archiv fur Sozialwissenschaft und Sozialpolitik», II (1905; uscito nel novembre 1904), pp. 1-54 e Id., Die protestantische Ethik und der 'Geist' des Kapitalismus. II Die Berzfsidee des asketischen Protestantismus, in «Archiv fur Sozialwissenschaft und Sozialpolitik», III (1905; uscito nel giugno 1905), pp. 1-110. Una versione rivista, rielaborata e, per quanto riguarda le note, ampliata del saggio fu pubblicata da Weber nella raccolta dei suoi saggi di sociologia della religione del 1920. Sui contesto storicoculturale in cui fu concepito il saggio di Weber e sulla sua prima recezione, si vedano: G. Roth, Zur Entstehllngs- und Wirkllngsgeschichte von Max Webers »Protestantischer Ethik((, in K. H. Kaufhold - G. Roth - Y. Shinoya (Hrsg.), Max Weber lind seine »Protestantische Ethik((. Vademecllm if' einem Klassiker der Geschichte okonomischer Rationalitat, Dusseldorf, 1992, pp. 43-68; H. Lehmann, Max Webers Weg vom Kultllrprotestantismus if'm asketischen Protestantismss, in F. W. Graf - W. Schluchter (Hrsg.), Asketischer Protestantismus und der ,Geist' des modemen Kapitalismus. Max Weber and Ernst Troeltsch, Tubingen, 2005, pp. 33-47; F. Voigt, Vorbilder lind Gegenbilder. Zur Konzeptualisiernng der Kulturbedelltllng der Religion bei Gothein, Sombart, Simme~Jellinek, Weberund Troeltscb, ibid, pp. 155-184.

6 A1cuni interpreti dell'opera di Weber hanno assunto - a mio avviso sottovalutando molto la funzione e il significato delle virgolette, presenti del resto anche nel titolo stesso del saggio sullo "spirito" del capitalismo - come fondamento, se non addirittura come legittimazione per questo tipo di lettura un passo della lettera del 2 aprile 1905 diretta a Heinrich Rickert, nella quale Weber gli annuncia la spedizione del suo saggio: <<A giugno 0 luglio ricevera uno studio di storia della rnentalita [ClilturgeschichtlichenJ che puo Forse interessarLe: I'ascesi della dottrlna protestante come fondamento della cultura della vocaifone professionale [BernftcliltuTj moderna - una sorta di costruzione "spiritualistica" dell'economia rnoderna». La lettera e citata in Marianne Weber, Max Weber. Ein Lebensbild (1926), Miinchen, 19892, p. 359 (tr. it. di B. Fiorino: Marianne Weber, Max Weber. Una biografia, Bologna, 1995, p. 432).

7 Gli anni in cui fu concepito e pubblicato il saggio di Weber sono anche gli anni in cui la concezione materialistica della storia dal «vecchio senso, genialmente primitivo, del Manifesto comunista. veniva appiattita in un'interpretazione economica della storia per la quale il «bisogno causale di spiegazione di un fenomeno storico non trova soddisfazione finche non si rnostrino (oppure non appaiono) in gioco, in qualche modo 0 in qualche luogo, delle cause economiche». M. Weber, Die 'Objektivittit'soifalwissenschaftlicher und sO'IJalpolitischer Erkenntnis (1904), in Id., Gesammelte Allftatze if'r Wissenschaftslehre (1922), hrsg. von J. Winckelrnann, 6., erneut durchgesehene Auflage, Tiibingen, 1985, pp. 146-214, p. 167 (tr. it. di Pietro Rossi: M. Weber, L"'oggettivita" conoscitiva della scienza soaale e della politica sociale, in Id., Saggi sui metodo delle scienze stonco-soaali, a cura di P. Rossi, Torino, 2001, pp. 147-208, p. 167). E, infatti, nelle fila del "marxismo teorico" della Seconda Internazionale (1889-1914) che - esaltando unilateralrnente a1cuni risultati esposti da Marx, a un alto livello di astrazione, nel terzo volume de II capitale e mettendo in secondo piano, se non addirittura ignorando il momento "soggettivo" dell'azione e organizzazione politica della c1asse operaia - si andava e1aborando la cosiddetta "teoria del crollo", secondo la quale il capitalismo sarebbe destinato a "crollare" su se stesso per cause strettamente "endogene", intrinseche e connaturate aI sistema capitalistico stesso, quali ad esempio la caduta tendenziale del saggio di profitto e la continua e progressiva proletarizzazione della societa, Per una prima introduzione a questa tematica si puo vedere Ia bella antologia, pregevolmente curata e introdotta da L. Colletti, II marxismo e il "crollo" del capitalismo, Roma-Bari, 1977.

I rniei saggi avrebbero voluto proprio offrire un contributo alia conoscenza della misura in cui questa concezione (in sostanza "storico-materialistica"), il cui banale [triviales] dirittO nessuno, e io meno eli chiunque altro, ovviamente contesta, trova i suoi fimiti nella sviluppo storico [A, 169; 271].

Nelle Osseruavioni sulfa «Replioa» di H Karl Fischer, Weber e costretto a prendere arnaramente atto delle letture semplificanti e deformanti di cui e stato fatto oggetto il suo studio:

Non e colpa mia se da parte eli altri si e sopravvalutata la portata delle mie considerazioni per l'apprezzamento [Wlirdzgungj eli momenti causali eli carattere "ideologico". 13. del tuttO possibile che, una volta che le rnie indagini dovessero giungere al termine, venga accusato con inelignazione [entriiste~, tanto per cambiare, eli capitolazione eli fronte al materialismo storico come oggi eli fronte all'ideologia'",

Dopo essersi _ «avvicinato» nel saggio L'etica protestante elo "spirito" del capitafismo «in un punto specifico importante» all'«aspetto del problema solitamente pili difficile da cogliere: il condizionamento della "mentalita economica", dell' ethos di una forma di economia, da parte di deterrninati contenuti di fede religiosa, e

'Weber riteneva infatti che la «forma "capitalistica" di un'economia e 10 spirito con cui essa viene condotta stanno si in generale tra di loro in un rapporto di relazione "adeguata", rna non gia di dipendenza "legale"». Se egli pero utilizza net suo saggio «provvisoriamente I' espressione "spinto de! capitalismo (moderno)" per designare quella mentalita che aspira projessionalmente in forma sistematica e razionale a un guadagno legittimo», cio e dovuto alia «ragione storica che quella mentalita ha trovato nell'intrapresa capitalistica moderna la sua forma pili adeguata, e l'intrapresa capitalistica, d'a1tra parte, ha trovato in essa la sua pili adeguata forza motrice. Ma in se Ie due cose possono benissimo andare disgiunte» (PE, 49; 50).

9 E proprio sotto questo titolo che Weber, net semestre estivo de! 1918, intendeva esporre le sue ricerche di sociologia della religione agli studenti dell'Universita di Vienna. Cfr. Marianne Weber, Max Weber. Ein Lebensbild, cit., p. 617 (tr. it. cit., p. 689).

10 M. Weber, Bemerkllngen if' der vorstebenden "Replik" (1908), in Id., Die protestantische Ethik II, cit., pp. 44-56, p. 56, n. 5 (tr. it. di E. Donaggio: M. Weber, Osseruasioni sulla «Replica» di H. Karl Fischer, in Id., Sociologia della religione, cit., voL I, pp. 241-250, p. 246, n. 6). Questa formulazione ricorre in forma quasi imrnutata anche in A, p. 183, n. 34; p. 271, n. 48.

200 Arehivio di Storia della Cultura - Anno XXJJ-2009

cia in riferimento all'esempio delle connessioni dell' ethos dell'econornia moderna con l'etica razionale del Protestantesimo ascetico», Weber si proponeva infatti di indagare nei «saggi successivi su L'etiea eeonomiea delle religioni universali [ ... J, in una visione d'insieme delle relazioni delle religioni culturali pili importanti con l'economia e con la stratificazione sociale delloro ambiente, [ ... J entrambe le relazioni causali, nella rnisura in cui cia e necessario per trovare punti di comparazione con 10 sviluppo occidentale» (yor., 12; 15, t.m.). Perche proprio quest'ultimo, 10 sviluppo occidentale, la Sonderentwieklung, il «"razionalismo" specificamente configurato [gearletenJ della cultura occidentale» (Vor., 11; 14) con la sua «organizzazione capitalistico-razionale del lauoro (formalmente) libero. (Vor., 7; 11), era quel che interessava propriamente a Weberll.

Nella sua «storia universale della civilta», il «problema centrale» per Weber, «da un punto di vista puramente econornico, non e quindi in ultima analisi il sorgere dell'attivita capitalistica in quanta tale». 11 suo problema e piuttosto quello della «genesi del capitalismo borgbese d'impresa con la sua organizzazione razionale del lavoro libero. Oppure, per esprimerci in termini di storia culturale, quello della genesi della "borghesia" occidentale e del suo carattere specifico [Eigenartj» (Vor., 10; 13). Nella Anticritica sullo "spirito" del capitalismo, Weber ritorna a sottolineare i lirniti e le finalita che egli aveva coscientemente e volutamente preposto alla sua ricerca:

[L]e mie considerazioni intendevano analizzare una determinata componente costitutiva della stile di vita presente presso la eulla [corsivo mio] del capitalismo modemo, che essa ha contribuito a costruire - insieme a numerose altre potenze - seguendola nelle sue trasformazioni e nel suo declino [Sehwinden]. Un tale tentativo non puo prefiggersi il compito di determinare [ennitteln] cia che fu presente in tutte Ie epoche

11 Per una limpida e puntuale ricostruzione cosi come per una dettagliata e solida eliscussione della Sonderentwicklung del razionalismo occidentale si vedano: W. Schluchter, Lo sviluppo del razjonalismo occidentale. Un'analisi della storia soaale di Max Weber (1979), tr. it. (parziale) eli S. Cremaschl, Bologna, 1987, in part. il cap. II: II problema di Max Weber in sede di storia universale, pp. 19-28 e il cap. VI: II problema stonco: il ruolo della RiJorma nella transivione alia modernitii, pp. 249-312; Id., Religion, politische Herrscbaft, Wirtschaft und biirgerliche Leben.ifiihrung. Die okzjdentale Sonderentwicklung, in Id., Religion usd Lebensjiihrung. Bd. 2: Studien if' Max Webers Religions- und Herrschajtssozjologie, Frankfurt am Main, 1991, pp. 382-505; Id., Die Entstehung der biirgerlichen Lebensjiihrung. Max Webers Erkliirungsmodell, in Id., Uniersobnte Modeme, Frankfurt am Main, 1996, pp. 186-199; Id., Ethik und Kapitalismus. Die ifVei Tbesen Max Webers, ibid, pp. 200-222; Id., Religion und Rationalismus, in Id., Indivzdualismus, Verantwortungsethik und Vie/falt, Weilerswist, 2000, pp. 104-118; Id., Die Entstehung des modemen Rationalismus. Ein Riickblick, ibid., pp. 153-176; G. A. Di Marco, LA storia unitersale come storia comparata in Max Weber, in «Archivio eli storia della cultura», IV (1991), pp. 165-187; Id., Capitalismo e razjonalismo occidentali come problemi di storia universale in Max Weber, in «Atti dell' Accademia eli Scienze morali e politiche della Societa Nazionale eli Scienze Lettere ed Arti in Napoli», CII (1991), pp. 87-120; Id., L'indagine storico-unioersale di Max Weber su! 'razjonalismo occidentale' Ira 10 storiasmo e Nietzsche, in G. Cacciatore - G. Cantillo . G. Lissa (a cura eli), Lo storicismo e fa sua storia. Temi, problem;' prospettive, Milano, 1997, pp. 343-354; Id., Max Weber e il razjonalismo occidentale, in K-E. Lonne (Hrsg.), Histtmsmsa in den KHlturwissenschajten, Tubingen/Basel, 2003, pp. 147-191, tutti ora egregiamente raccolti e introdotti, insieme ad altti lavori weberiani, in Id., Studi su Max Weber, presentazione eli F. Tessitore, Napoli, 2004, pp. 117-141, 145-182, 183-222,223-237.

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e ovunque e esistito il capitalismo, bensi, tutt'al contrario, quello di determinare [ermitteln]I'elemento specijieo [das Speiiftsehe] di uno sviluppo unico [A, 169; 271, t.m.].

Le «analisi [Darlegungen] quanta mai sobrie» dei suoi «srudi intenzionalmente e rigorosamente empirici» (Vor., 14; 17), della sua «esposizione puramente storica(FE, 205; 186), erano dunque volutamente limitate e circoscritte alia ricostruzione «dello sviluppo di uno "stile di vita" etico adeguato al nascente capitalismo dell'eta moderna, e so/tanto a questa» (AS, 286; 281).

11 «cornpito» che Weber si era dunque «espressamente preposto» era di contribuire a rintracciare «una sola serie causale - anche se [ ... J particolarmente importante - che ha condizionato la formazione di una componente costitutiva (di nuovo particolarmente importante) dello "spinto" della moderna econornia capitalistica, e quindi [ ... J un suo aspetto [Parbungj che era specificamente diverso, in punti importanti, rispetto all'antichita e al Medioevo» (AS, 284 sg.; 280).

Si tratta dunque in primo luogo e «ancora una volta di riconoscere e di spiegare nella sua genesi la particolare specijicita [Eigenarij del razionalismo occidentale e, nell' ambito di questo, del razionalismo occidentale moderno» (yor., 12; 15, t.m.). Nell'Anticritica conelusiva sullo "spinto" del capitalismo, Weber conclude la sua "arringa difensiva" con queste parole:

Infine, quella componente della "spirito" capitalistico dell'eta moderna, che ho analizzato in modo specifico - il principio del "dovere professionale" con tutto quanto ne discende - si ritrova, all'interno di un agire economico sorretto dallo "spirito" del capitalismo (nel senso generale del termine), soltanto in una determinata set/one storiea, e d'altra parte si eleva, al di Ii del campo della vita economica, in sfere del tutto eterogenee dell'agire umano. Le mie discussioni si sono anzitutto limitate esplicitamente e intent/onalmente a questo tema: 10 sviluppo di un' "umanitd di professionisti" nel suo significato di componente della "spirito" capitalistico. Non posso assolutamente farci nulla se dei lettori svogliati [/ieder/iehel trovano giusto ignorarlo [A, 173; 276].

Ma questo non e tutto. 11 suo «"critico", privo di senso critico e incline al fraintendimentoa'", ha dato prova di ignorare anche uno dei requisiti principali che «rientra nell'essenza della "formazione dei concetti storici" [historischen Begriffsbildungj», e cioe proprio il carattere erninentemente "costruttivo" del lavoro della storico, il quale <<per i suoi scopi metodologici tende non gia a incasellare la realta in astratti concetti di genere [Gattungsbegriffi], rna ad articolarla in concrete connessioni genetiche di intonazione [Parbungj sempre e inevitabilmente specijiche e individual;'> (FE, 31; 34, t.m.), in <run "individuo storico'w dunque, vale a dire in un «cornplesso di connessioni presenti nella realta storica, che noi riuniamo concettualmente in un tutto dal punto di vista delloro signijicato culturale», in un «concerto storico» che «deve venir progressivamente composto nei suoi elementi costitutivi, tratti dalla realta storica- (FE, 30; 33).

12 M. Weber, Bemerkungen zu der vorstehenden "Replik", cit., p. 55, n. 4 (tr. it. cit., p. 245, n. 5).

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Discussioni e Rassegne 203

Ma quale tipo di "storico" e mai quello che, siccome un fenomeno (l'etica protestante del profitto) pur sempre di considerevole portata (come egli stesso ammette) gli risulta non "etico" e antipatico, non conforme quindi allo schema - concettuale - che egli si era fatto del corso della sviluppo dell'etica protestante quale avrebbe dovuto essere (perche di questo qui si tratta in verita), si scaglia contro quel fenomeno ~not~ bene! Contro il fenomeno stesso; non contro la presentazione che ne faccio) Im~legando giudiii di ualore come "deformazione" e simili? E quale metodologo e rna! quello che enuncia la tesi singolare secondo cui in Inghilterra I'esistenza dello spirito capitalistico sarebbe "concepibile anche senza questo elemento" (l'e!emento religioso), anche se "noi non vogliamo negare in alcun modo la sua influenza"? Un "elemento", dunque, che ebbe importanza causale per una determinata connessione, rna che 10 "storico" puo futtavia anche lasciare da parte come irrilevante quando vuole "cogliere" quella connessione. Ma invece di "cogliere", in questo caso potremmo ben dire "costruire", e cosi troviamo in Rachfahl, con il suo zelo di~ciplinare co~tro i "costruttori della storia" non appartenenti alia corporazione, un "tipo Id~ale': di quel procedimento cosi frequente in cui di solito cadono gli storici quando Implegano senza rendersene conto concetti non chianti, imposti con pregiudizi e giudizi di valore [A, 154 sg.; 256 sg.J.

Tuttavia la redenzione acquisto un significato specifico soltanto dove fu espressione di un"'immagine del mondo" razionalizzata sistematicamente e di una presa di posizione in base a questa. Infatti cio che la redenzione, secondo il suo senso e Ia sua qualita psicologica, voleva e poteva significare, dipendeva appunto da quell'immagine del mondo e da questa presa di posizione. Gli interessi (materiali e ideali), non gia Ie idee, dominano immediatamente I'agire dell'uomo. Ma Ie "immagini del mondo", che sono create mediante "idee", hanno molto spes so determinato Ie vie [haben sebr oft als Weichensteller die Babnen bestimm~ sulle quali poi la dinarnica degli interessi continuo a spingere avanti l'agire15•

Non avendo prestato la dovuta attenzione a questo caposaldo fondamentale della metodologia weberiana, Rachfahl ha cosi sus citato l'ira dell'«outsider che "costruisce" la storia- (A, 152; 254) nei confronti dello «"specialista" storico»:

Un altro dei «fondamentali errori metodologici» (KB, 33; 239) commessi da Rachfahl consiste nel non aver egli mai preso seriamente in considerazione il «modo in cui le "idee" in generale operano nella storia- (PE, 82; 79) e il grande ruolo che esse vi possono svolgere'", perche se e vero che Weber ha sempre «esplicitamente rifiutato» «una costruzione puramente [corsivo mio] spiritualistica» della storia (AS, 303; 301), e anchevero perc> chele idee - che per Weber non costituiscono un mere «rispecchiamento dell'ambiente economico» (PE, 176/n. 319; 161/n. 240) 0 un semplice «riflesso di condizioni economiche oggettive [tatsachlichen]» (PE, 175/n. 315; 160/ n. 236) - possono rappresentare, in determinate «costellazioni di circostanze storiche» (PE, 82; 79), degli irnportanti punti di snodo (Weichensteller)14 in grade di dischiudere le strade sulle quali si potra dispiegare in seguito la multi forme dinamica degli interessi materiali e ideali. Consideriamo ad esempio l'idea della redenzione, essa e «di per se antichissima», se in essa si include «la liberazione dal bisogno, dalla fame, dalla siccita, dalla malattia e - infine - dalla sofferenza e dalla morte».

Riassumendo: nel saggio L'etica protestante e 10 "spirito" del capitalismo, Weber ha quindi «deliberatamente considerato soltanto le relazioni in cui un'influenza di contenuti di coscienza religiosa sulla vita culturale "materiale" [e] reaImente indubbias (PE, 205/n. 393; 187/n. 317), rinvenendo uno degli «elementi costitutivi del moderno spirito capitalistico, e non sol tanto di questo, rna della civilta moderna», ossia «la condotta razionale della vita sul fondamento dell' idea eli professione», in una determinata variante della «spirito dell' ascesi cristiana». Gli «elernenti essenziali della mentalita [Gesinnung]» che Weber ha indicato provvisoriamente come 10 «"spirito del capitalismo"», non rappresentano infatti nient'altro che «il contenuto dell'ascesi professionale puritana, rna soltanto privati del loro fondamento religiose» (PE, 202; 184).

Weber considerava inoltre il suo saggio come un «lavoro preparatorio [Vorarbei~», perche per mettere adeguatamente «in luce la misura del significato culturale del Protestantesirno ascetico in rapporto ad altri elementi formativi della civilta moderna», si dovrebbe ancora «mostrare l'irnportanza del razionalismo ascetico» e si dovrebbe «analizzare la sua relazione con il razionalismo umanistico con i suoi ideali di vita e Ie influenze culturali, nonche con 10 sviluppo dell'empirismo filosofico e scientifico, con 10 sviluppo tecnico e con i beni di cultural>. Si dovrebbe infine «seguire storicamente il suo processo, attraverso i singoli settori di diffusione della religiosita ascetica, a partire dagli inizi medievali di un'ascesi intra-mondana e la sua risoluzione nel puro utilitarismo» (PE, 205; 186).

Dopo aver in tal modo esarninato e precisato nella sua irnportanza e influenza I'un lato della relazione causale, si dovrebbe poi metterne in gioco I'alfro lato e, piu specificamente, da una parte, analizzando la «costituzione della Chiesa» (PE, 121; 114) e la forma dell'economia capitalistica nella sua nascita, e dall'altra, mostrando «la maniera in cui l'ascesi protestante e stata da parte sua influenzata, nel suo divenire e nel suo carattere specifico, dal complesso delle condizioni culturali della societa, in particolare da quelle economicbe».

In conclusione - e con queste parole Weber conclude anche il suo saggio - non poteva «naturalmente essere [sua] intenzione di sostituire a un'interpretazione

13 Cfr. al riguardo W. Schluchter, «Come le idee operano nella storia». Un caso esemplare nella studio sui protestantesimo ascetico, tr. it. eli G. Sgro' in G. Di Costanzo et alii (a cura eli), Max Weber. Un nuovo sguardo, cit., pp. 41-69.

14 II t~rmine. Weichensteil~r designa propriamente 10 scambista 0 deviatore, ovvero quella vecchia figura eli operruo ferroviario, oggt del tutto scomparsa, il cui compito era eli azionare manualmente - in quei punti del binario in cui venivano a incrociarsi vari percorsi - una lunga e pes ante leva per permettere al treno eli "deviate" 0 "cambiare" direzione. In tal modo egli era quindi responsabile dell'ulteriore tragitto del treno in corso.

15 M. ~ eber, Einleitung [1916] Z!' der Wirtschaftsethik der Weltreligionen. Vergleichende religionssotJologische Versuche, m Id., Gesammelte Aufsdtze Z!'r ReiigionssotJologie, cit., Bd. I, pp. 237 -275, p. 252 (tr. it. eli K. e M. Beneelikter: M. Weber, IntrodutJone, in ld., Sociologia delia religione, cit., vol. II, pp. 7-40, p. 20).

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Discussioni e &ssegne 205

causale della "civilta" [RUlturj e della storia in senso unilateralrnente "materialistico" un'altra interpretazione altrettanto unilateralrnente "spiritualistica". Entrambe sono parimenti possibili, rna con I'una e con I'altra si serve altrettanto poco la verita storica, qualora essa pretenda di costituire non gii un lauaro preparatorio [Vorarbei~, rna una conclusione dell'indagine» (PE, 205 sg.; 186 sg.)16.

offerto in questa sua opera nient'altro che uno schema astratto di interpretazione della storia in chiave economica valida per tutti i tempi e per tutti i luoghi, per mezzo del quale sarebbe possibile spiegare e interpretare ogni evento e periodo storico'".

Questo giornale tedesco-americano gli contestava soprattutto che la concezione marxiana della storia" sarebbe giusta «per il mondo presente, nel quale dominano gli interessi materiali, rna non per il Medioevo, nel quale dominava il cattolicesimo, ne per Atene e Roma, in cui dominava la politica». Marx risponde in questi termini:

3. Incomprensioni relative alia concesione materialistica della storia di Karl Marx

Un analogo fraintendimento, rna di segno opposto, e alia base dell'accusa, che da pili parti e in pili occasioni e stata rivolta a Karl Marx, di aver elaborato una «concezione del corso storico secondo un disegno predeterrninato», di aver offerto cioe, con la sua concezione materialistica della storia, solo una «variante» in chiave economicistica «della hegeliana filosofia della storia»!', nella quale un «grossolano Assoluto economico, [ ... J tenendo I'ufficio gii tenuto dall'ldea, tirerebbe i fill degli avvenimentix'",

In una lunga nota del primo volume de 11 capitale, Marx coglie I'occasione per confutare I'obiezione che gli era stata mossa - alia pubblicazione del suo scritto Per la critica dell'economia politica (1859) - da un giornale tedesco-americano, il quale 10 accusava, come fara poi al volger del secolo anche Giovanni Gentile'", di avere

ha per oggetto tutta la storia», che sia quindi in grade eli «contemplare il corso della storia, vedendo tutto quello che v'ha in essa eli immanente e eli necessario» (ibid., p. 51), come uno «uno schema a priori», dunque, capace eli spiegare non «solo il passato e il presente; rna [che] deve anche servire alla spiegazione eli tutta la storia, come di tutta la prassi; e quindi anche dell'avvenire» (ibid., pp. 103 sg.). Per una critica dell'interpretazione della concezione materialistica della storia eli Marx in chiave eli filosofia della storia, si vedano i saggi raccolti in D. Behrens (Hrsg.), Geschichtsphilosophie oder Das Begreifen der HistoriZat, Freiburg LBr., 1997.

20 Era soprattutto questa «banalissima e volgarissima accusa- che faceva infervorare il giovane Lenin: «In una parola, abbiamo davanti a noi quella banalissima e volgarissima accusa centro i marxisti, alla quale da molto tempo ricorrono tutti coloro che non possono obiettare nulla eli sostanziale contro Ie loro concezioni: "I marxisti professano I'intangibiliti eli uno schema storico astratto"!! Ma questa e da cima a fondo una menzogna e una invenzione! [ ... ] Nessun marxista ha mai visto nella teoria eli Marx uno schema storico-filosofico obbligatorio per tutti, qualcosa eli pill che la spiegazione eli una data formazione economico-sociale. Soltanto un filosofo soggettivista, il signor Mikhailovski, ha trovato il modo eli dar prova eli una tale incomprensione eli Marx da vedere nella sua dottrina una teoria filosofica generale; e a questa incomprensione Marx ha dato una risposta assolutamente precisa [nella lettera del 1877 diretta alla redazione delle «Otecestvennye Zapiski»] facendogli osservare che aveva sbagliato indirizzo. Nessun marxista ha mai fondato le sue concezioni socialdemocratiche se non sulla loro corrispondenza con la realta e con la storia eli rapporti economico-sociali determinati [ ... ] e non poteva fondarle su altro, perche quest'esigenza verso la teoria e affermata e posta in modo assolutamente netto e preciso, come pietra angolare eli tutta la dottrina, dal fondatore stesso del "rnarxismo", da Marx» 01. 1. Lenin, Che cosa sono gli «amici del popolo» e come Iottano contra i socialdemocratici? Risposta agli articoli della Russkoie Bogatstvo contra i marxisti (1894), in ra, Opere complete. Vol. l' 1893-1894, Roma, 1955, pp. 123-339, pp. 190 sg.).

11 Nella prefazione a Per fa critica dell'economia politica Marx aveva infatti esposto in questi termini il «risultato generale» che gli «servi da filo conduttore nei [suoi] studi»: «nella produzione sociale della loro vita, gli uomini entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla Ioro volonta, in rapporti eli produzione che corrispondono a un determinato grade eli sviluppo delle loro forze produttive materiali. L'insieme [Gesamtheit] eli questi rapporti eli produzione costituisce la struttura economica della societa, ossia la base [Basis] reale sulla quale si eleva una sovrastruttura [Uberbau] giurielica e politica e alla quale corrispondono determinate forme sociali della coscienza. II modo eli produzione della vita materiale condiziona, in genere, il processo sociale, politico e spirituale [geistigen] della vita. Non e la coscienza degli uomini che determina illoro essere, rna e, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza. A un certo grade del loro sviluppo, Ie forze produttive materiali della societa entrano in contraddizione con i rapporti eli produzione esistenti, cioe con i rapporti eli proprieta (che ne sono soltanto I'espressione giuridica) dentro i quali tali forze per I'innanzi s'erano mosse. Questi rapporti, da forme eli sviluppo delle forze productive, si convertono in loro catene. E allora subentra un'epoca eli rivoluzione sociale. Con il cambiamento del fondamento [G11Indfage] economico si sconvolge pill 0 meno rapidamente tutta la gigantesca sovrastruttura(K. Marx, Zur Kritzk der politischen Okonomie, MEW, 13, pp. 8 sg.; tr. it. eli E. Cantimori Mezzomonti:

K. Marx, Per la critica dell'economia politica, introduzione eli M. Dobb, Roma, 1993, p. 5, t.m.).

. 16 Per un ulteriore orientamento e approfondimento bibliografico, non solo su L'etica protestante, n;nando a: N. M. De Feo, Max Weber in lralia (1907-1980). Una bibliografta, in «Rassegna italiana eli sociologia», 12. (1981), pp. 227-253; ra, Introdu'(jone a Weber, Roma-Bari, 2001, pp. 171-201; C. Seyfarth - G. Schmidt, Max Weber Bibliographie. Eine Dokumentation der Sekundarliteratur, Stuttgart, 1982; P. Kivisto - W. H. Swatos Jr., Max Weber. A Bio-Bibliography, New York, 1988.

17 B. Croce, Come nacque e come morl il marxismo teorico in ltalia (1895-1900) [1937], pubblicato in appendice alla sesta edizione riveduta (1941) eli Id., Materialismo storico ed economia marxistica (1900), ora in Edi'(jone na'(jonale delle opere di Benedetto Croce. Saggi fiiosofia, vol. IV, a cura eli M. Rascaglia e S. Zoppi Garampi, con una nota al testo eli P. Craveri, Napoli, 2001, pp. 263-305, p. 286. Come e noto,. in questo saggio Croce prese pubblicamente e definitivamente Ie distanze dai suoi giovanili entusiasrru per il marxisrno: «dal marxismo [ ... ] teoricamente non ricavai nulla, perche il suo valore era prammatistico e non scientifico, e scientificamente offriva soltanto una pseudoeconomia, una pseudof.tlosofia e una pseudostoria- (ibid., p. 302).

18 Id., La storia come pensiero e come a'(jone (1938), ora in Edi'(jone na'(jonale delle opere di Benedetto Croce.

Saggi Jilosoftci, vol. IX, a cura eli M. Conforti, con una nota al testa eli G. Sasso, Napoli, 2002, p. 48. Secondo Croce, alla base della «storiografia del cosiddetto materialismo storicr» agirebbe infarti il «"virus" anticonoscitivo e stupefacente, per non dire istupidente» dell'«economismo» (ibid., P: 199), onde «la forza economica, principio esplicativo eli ogni storia umaria», viene a ricoprire I'cufficio rnetafisico» della «causalita trascendente» a fronte della quale le attivita della spirito si riducono a un semplice «giuoco eli apparenze eli una pill solida realta- (ibid., p. 218).

19 Cfr. G. Genrile, La Jilosofta di Marx. Studi critz'ci (1899), 5' ediz, rivista e accresciuta, a cura eli

V. A. Bellezza, Firenze, 1974. Genrile attribuisce a Marx una «intuizione del corso generale e necessario della storia» (ibid., p. 35), anzi della sua stessa «essenza- (ibid., p. 44), in quanto Marx - pensatore eli «forte sptnto speculativo» (ibid., p. 114), eli «tendenza speculativa da disgradarne ogni pill ostinato metafisico» (ibid., p. 97) - avrebbe inteso individuate I'eimmanente dialetticc» (ibid., p. 45) che muove la storia «per necessita della sua natura» e che dungue «trascende Ie relazioni di tempo» (ibid., pp. 42 sg.). Secondo Genrile, «bisogna rappresentarsi il materialismo storico [ ... ] come una scienza, che

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Discussioni e Rassegne 207

In primo Luogo, e sorprendente [bifnmdlich] che qualcuno si prenda L'arbitrio [belieb~ di presupporre che a chiunque altro siano rimasti ignoti questi notissimi Luoghi comuni [weltbekannten Redensarten] sul Medioevo e sul mondo antico. Ma questo e chiaro: che il Medioevo non poteva oioere del cattolicesimo, e il mondo antico non poteva vivere della politica. Viceversa: il modo e la maniera di guadagnarsi La vita spiega perche La parte principale era rappresentata La [Atene e Roma] dalla politica, qua (Medioevo] dal cattolicesimo. Del resto basta conoscere un po', per esempio, La storia della Roma repubblicana [nimischen Republik], per sapere che La storia della proprieta fondiaria ne costituisce La storia arcana. D'altra parte, giil Don Chisciotte ha ben scontato I'errore di essersi illuso [wahnte] che La cavalleria errante fosse egualmente compatibile [vemaglich] con tutte Le forme economiche della societa",

tivavano ognuno per proprio conto il loro pezzerto di terra» si ritrovarono un bel giomo «"liberi", spogliati di tutto fuorche della Loro forza-lavoro», e l'espropriazione dei coltivatori inglesi dalla fine del XV sec. in poi - rna verificatisi «in ambienti storici affatto differenti», «condussero a risultati del tutto differenti»: i proletari romani divennero «non gia salariati, rna "mob" [plebaglia] fannullona e pili abietta degli ex poor whites [i bianchi declassati] degli Stati meridionali degli Stati Uniti», e accanto a essi si sviluppo (run modo di produzione non capitalistico, rna schiavistico»,

Anche Karl Marx infatti, come pili tardi Max Weber, aveva circoscritto la sua ricerca alla genesi del capitalismo occidentale e pili specificamente europeo23•

La chiave di questi fenomeni sara facilmente trovata studiandoli separatamente uno per uno e poi mettendoli a confronto; rna non ci si arrivera mai con il passepartout di una teoria storico- filosofica generale, La cui virtu suprema consiste nella essere sovrastorica".

II capitolo [de II capitale] sull' accumulazjone originaria non pretende nient'altro che tracciare La via mediante La quale, nell'Europa occidentale, I'ordine economico capitalistico usci dal grembo dell'ordine economico feudale. Esso espone dunque il movimento storico che produsse il divorzio dei produttori dai Loro mezzi di produzione, trasformando i primi in salariati (proLetati nel senso moderno della paroLa) e i detentori dei mezzi di produzione in capitalisti.

Dopo la morte di Marx (14 marzo 1883), sara poi compito di Engels continuare a difendere la loro concezione materialistic a della storia dagli attacchi, dalle critiche e dalle deformazioni sempre pili frequenti, provenienti ora non solo dalle fila degli intellettuali borghesi rna anche dall'intemo della socialdemocrazia tedesca.

Ed e, infatti, in tutta una serie di lettere degli anni '90 del XIX secolo - in un periodo in cui «la concezione materialistica della storia» serviva a «un sacco

Nonostante questa netta ed esplicita delimitazione storico-geografica dell'oggetto specifico della sua ricerca, il critico di Marx

deve trasformare compLetamente il mio schizzo storico della genesi deL capitalismo nell'Europa occidentale in una teoria storico-filosofica della marcia generale fatalmente imposta a tutti i popoli, in qualunque situazione storica essi si trovino, per giungere infine a quella formazione economica che, con il maggior sviluppo del potere produttivo dellavoro sociale, assicura Lo sviluppo piu integrale del produttore individuale. Ma io gli chiedo scusa. Questa e farmi, alIo stesso tempo, troppo onore e troppo torto.

MEOC, V, p. 19 e K Marx, Das Kapita!. Erster Band, MEW, 23, pp. 754 sg.; C, r, p. 790, n. 211.

'5 K. Marx, A la redaction de I'«Otecestvennye Zapiskv) (1877), in K. Marx - F. Engels, Gesamtallsgabe (MEGA), Erste Abteilung: Werke, Artieel, Entwiirje, Bd. 25: Mai 1875 bis Mai 1883, Berlin/Moskau, 1985, pp. 112-117; MEW, 19, pp.l07-112 (tr. it. in K. Marx - F. Engels, India Cina Rsasia, a cura di B. Maffi, Milano, 1976, pp. 300-303; traduzione modificata sull'originale in francese della nuova MEGA). Nel 1877 Julij Galaktinovic Zukovskij (1822-1907), un economista appartenente al gruppo del «Sovremennilo - il periodico che dal 1836 al 1866 aveva raccolto intorno a se il meglio dell'ertelligencija rivoluzionaria russa - sferro sui foglio liberale <,v estnik Evropi» «<Messaggero Europeo») una violenta polernica contro II capitale e in genere contro la teoria marxista, La scritto fece scalpore e 10 scrittore populista Nikolaj Konstantinovic Mikhailovskij (1842-1904), che aveva gia scritto una lunga recensione alla traduzione russa de II capitale (A proposito della ediiJone russa di un libra di Karl Marx [in russo), in «Otecesrvennye Zapiski», n. 4, aprile 1872), credette di dover prendere Ie difese di Marx sulle colonne delle «Otecesrvennye Zapiski- (Karl Marx sotto gilldiiJo dinaniJ al signor III. Gillkovski [In russo], in «Otecesrvennye Zapiski», n. 10, ottobre 1877), cadendo pero a sua volta in profondi travisamenti del pensiero di Marx. Per rettificare queste aberranti deformazioni della sua dottrina, Marx scrisse una lettera in francese alla redazione delle «Otecesrvennye Zapiski«<Memorie patrie») risalente alla fine del 1877. La lettera fu trascritta e inviata in Russia da Engels dopo la morte di Marx. Nel poscritto del 1894 al suo articolo SoiJales ails Russland (in <,v olksstaat», 1875), Engels riporta i passi centrali della lettera e ci informa che «l'originale francese, dopo aver a lungo circolato in Russia in trascrizioni manoscritte, fu pubblicato nel1886 nel "Viestnik Narodnoi Voli" ["Messaggero della volonta del popolo"] di Ginevra e, pili tardi, anche in traduzione russa. Come tutto cio che scriveva Marx, questa lettera suscito un grande interesse» in Russia. F. Engels, SoiJales ails Russland: Nachwort (1894), MEW, 18, pp. 669-671 (tr. it. in K. Marx - F. Engels, India Cina Russia, cit., pp. 359 sg.; t.m.). Ampi estratti e una serrata critica degli articoli di Mikhailovski sono offerti dal giovane Lenin nella prima parte· di Che cosa sono gli «amici del popolo» e come lottano contra i socialdemocratici?, cit., pp. 123-199.

Infatti, perfmo «eventi di un'analogia sorprendente» - quali, ad esempio, l'espropriazione dei plebei dell'antica Roma", i quali da «contadini liberi che col-

22 K. Marx, Das Kapita!. Kn"tik der politischen Okonomie. Erster Band: Der ProdllktionsprozeJ des Kapitals (1867; 1872'; 18833; 18904), MEW, 23, pp. 96 sg., n. 41; C, I, pp. 113 sg., n. 33.

23 I risultati della ricerca rnarxiana sulla genesi del modo di produzione capitalistico sono esposti, sostanzialmente, nella settima sezione II processo di aCCllmlllaiJone del capitale del primo volume de II capitale, in particolare nel capitolo ventiquattresimo dedicato alla cosiddetta acclimulaiJone onginana e nelle pagine dei quaderni IV-V dei Grundrisse dedicate all'AcCllmlllaiJone onginana del capitale e alle Forme cbe precedono la prodlliJone capitalistica. Cfr. rispettivamente: K. Marx, Das Kapita!. Erster Band, MEW, 23, pp. 589-802, in part. pp. 741-791; C, I, pp. 619-836, in part. pp. 777-826 e ra, Grondnsse der Kritik der politischen Okonomie (1857-1858), MEW, 42, pp. 371-421 (tr. it. di E. Grillo: K. Marx, Lineamenti fondamentali della critica dell'economia politica. 1857-1858, Scandicci, 1997, vol. II, pp. 79-148).

'4 Questo esempio era molto caro a Marx e ricorre spesso nelle sue opere. Cfr. ad esempio: K. Marx - F. Engels, Die delltsche Ideologie. Kritik der neuesten deutscben Pbilasopbie in ibren Reprasentanten Feuerbach, B. Bauer lind Stimer, lind des deutschen SoiJalismlls in seinen uerschiedenen Propbeten (1845), MEW, 3, p. 24;

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Discussioni e &ssegne 209

di gente [ ... ] come pretesto per non studiare la storia» e durante il quale specialmente «in Germania il termine "materialista" [era] usato da molti tra i pin giovani scrittori come fosse una mera frase fatta, con cui etichettare ogni cosa senza studiarla ulteriormente» - che Engels precis a continuamente e ribadisce senza sosta che la concezione materialistica della storia non e una «frase fatta» rna «una guida nella studio [e] non una leva per la costruzione alla maniera hegeliana [HegelianertumJ» 26.

Engels aggiunge addirittura che il metodo materialistico «si rovescia nel suo contrario», in un metodo idealistico quindi, se non viene considerato «come il filo conduttore di uno studio storico, rna come schema fisso fftrtige Schab/one] suI quale ritagliare pari pari i fatti storici>P.

Engels insiste uIteriormente sulla «relativa auronomias" della sfera della sovrastruttura e, soprattutto, sull'«azione reciproca [WechselwirkungJ» esistente tra gli elementi della struttura economico-sociale e quelli della sovrastruttura giuridica, politica, artistica, religiosa, filosofica etc. di una determinata societa:

letteraria, artistica, ecc. riposa sull'evoluzione economica. Ma tutte queste evoluzioni reagiscono l'una sull'altra e sulla base economica. Non e che la situazio~e economi~a sia la sola causa attiva e tutto il resto nient'altro che effetto passive. VI e al contrano un'azione reciproca [Wechselwirkung] sulla base della necessita economic~ che, in ultima istanza, s'impone sempre. [ ... J Non si tratta quindi, come talvolta CI si vuole comodamente immaginare, di un effetto automatico della situazione economica, rna sono gli uomini che fanno essi stessi la loro storia, in un ambiente dato pera, che la condiziona, sulla base di rapporti reali, esistenti in precedenza, tra CUI I rappo~ economici, per quanto possano anch'essi venire influenzati dai rimanenti rapporo politici e ideologici, sono pero in ulrima istanza i decisivi e ~orm~no il filo conduttore che va da un estremo all'altro ed e il solo che perm etta di caplre [den durchgehenden, allein zym 'Verstandnis flhrenden roten FadenJ30.

secondo la concezione materialistica della storia la produzione e riproduzione della vita reale e nella storia it momento in ultima istanza determinante. Di pili ne io ne Marx abbiamo mai affermato. Se ora qualcuno distorce quell'affermazione in modo che il momenta economico risulti essere Yunico determinante, trasforma quel principio in una ftase fatta insignificante, asttatta e assurda. La situazione economica e la base, rna i diversi momenti della sovrastruttura - le forme politiche della lotta di classe e i risultati di questa [ ... J le forme giuridiche, anzi persino i riflessi di tutte queste lotte reali nel cervello di coloro che vi prendono parte, le teorie politiche, giuridiche, filosofiche, le visioni [AnschauungenJ religiose ed il loro successivo sviluppo in sistemi dogmatici, esercitano altresi la loro influenza [Einwirkung] sul decorso delle lotte storiche e in molti casi ne determinano in modo preponderante la fo1711a. E un'azione reciproca [Wechselwirkungj di tutti questi momenti, in cui alla fine it movimento economico si impone come fattore necessario attraverso l'infinita quantita di fatti casuali".

Secondo la concezione materialistic a della storia, la «sovrastruttura giuridica, politica», artistica, religiosa e filosofica, vale a dire il <<processo sociale, politico e spirituale della vita» di una determinata societa, non deve essere quindi intesa come un puro e semplice «effetto automatico della situazione economica», della «struttura economica della societa» sulle «forme determinate della coscienza sociale», Se si vuole infatti «spiegare questa coscienza», si deve certo analizzare «il conflitto esistente fra le forze produttive della societa e i rapporti di produzione», <de contraddizioni della vita materiale», rna solo per poter ritrovare in esse quel «filo conduttore» che a partire da una determinata «base materiale-" conduce, attraverso tutta «una lunga serie di articolazioni intermedie [Mitte{g/iedeTj»32, a quelle «forme giuridiche, politiche, religiose, artistiche 0 filosofiche» - che, in quanto «forme ideologichev", si presentano prima jacie come costruzioni ideali apparentemente autonome e dotate di vita propria - per poterle cosi svelare per quel che esse realmente sono: «solo un anello [ein einze/nes C/iea] nell'intera concatenazione di rapporti economici e, in quanto tale, profondamente legat[e] a essa [e] ad un modo determinato di produzione-".

Da queste poche citazioni e brevi considerazioni, si puo evincere quanto grande e infondata fosse, agli occhi di Marx ed Engels,

Date perc Ie persistenti e profonde deformazioni di cui continuava a cadere vittima la concezione materialistica della storia, Engels e costretto, anche a dis tanza di alcuni anni, a riformuIare quasi letteralmente queste precisazioni in un'altra lettera diretta a Borgius:

la stupida [blodrinnigeJ rappresentazione degli ideologi, secondo cui, poiche noi neghiamo alle diverse sfere ideologiche che hanno una funzione nella scoria, un'evoluzione storica indipendenre", negheremmo ad esse anche ogni efficacia storica.

noi consideriamo Ie condizioni economiche come cia che condiziona, in ulrima istanza, l'evoluzione storica. [ ... J L'evoluzione politica, giuridica, filosofica, religiosa,

30 Engels an W. Borgius, 25. Januar 1894, MEW, 39, pp. 205-207, p. 206; MEOC, L, pp. 226-229,

p. 227 (t.m.). .. . .

11 K. Marx, Zur Kritie der politistben Okonomie, MEW, 13, pp. 8 sg. (tr. Lt. cit., pp. 5 sg.). 32 Id., Das Kapital. Erster Band, MEW, 23, p. 179; C, I, p. 197.

33 Id., Zur Kntik der politischen Okonomie, MEW, 13, p. 9 (tr. it. cit., p. 6).

34 Id., Das Elend der Philosophie. Antwor! auf Proudbons "Pbilosopbie des Elends" (1847), MEW, 4, p. 107; !\IIEOC, VI, p. 149 (t.m.).

3; Nella prima sezione de L'ideologia tedesca, intitolata Feuerbacb e timasta a uno stato altamente frammentario, Marx ed Engels scrivono che esattamente «all'opposto eli quanto accade nella filosofia tedesca, che eliscende dal cielo sulla terra, qui [nella concezione materialistica della storia] si sale dalla terra al cielo. Cioe non si parte da cia che gli uomini elicono, si immaginano, si rappresentano, ne

26 Engels an Conrad Schmidt, 5. August 1890, MEW, 37, pp. 435-438, p. 436; MEOC, XLVIII, pp. 464-467, pp. 465 sg.

27 Engels an Paul Ernst, 5. Juni 1890, MEW, 37, pp. 411-413, p. 411; MEOC, XLVIII, pp. 438- 441, p. 438.

2B Engels an Conrad Schmidt, 27. Oktober 1890, MEW, 37, pp. 488-495, p. 490; MEOC, XLVIII, pp. 518-525, p. 520.

29 Engels an joseph Bloch, 21. September 1890, MEW, 37, pp. 462-465, p. 463; MEOC, XLVIII, pp. 491-494, p. 492 (t.m.).

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Discussioni e Rassegne 211

Vi e qui alla base la banale rappresentazione non elialettica eli causa e efferto come poli che si oppongono l'un l'altro in modo rigido, l'assoluta ignoranza [VergessungJ dell'azione reciproca [WechselwirkungJ. Il fatto che un fattore storico, non appena generato da cause in ultima istanza economiche, reagisce a sua volta e puo esercitare una reazione suil'ambiente che 10 circonda e perfino suile proprie cause, questi signori 10 elimenticano spes so in modo quasi premeditato [absichtlich]36.

ganico [organischen Ganzen]», «tra i eliversi momenti si esercita un'azione reciproca [WechselwirkungJ»38.

Ritengo quindi che le seguenti parole eli Engels, inelirizzate nel1890 a Conrad Schmidt, - oltre a mettere bene in evidenza it "vantaggio" teorico e le fondamentali acquisizioni critiche derivanti alia concezione materialistica della storia dal fecondo e duraturo confronto eli Marx ed Engels con it «nocciolo razionale» della filosofia eli Hegel39 _ descrivano bene anche l'errore eli fondo dei critici dell'approccio scientifico, della Problemste//ung, eli Max Weber:

Quel che manca a questi signori [critici], e la elialettica. Vedono sempre solo da una parte la causa, dall'altra l'effetto. Che cio e una vuota [hoh/e] astrazione, che nel mondo reale tali metafisiche opposizioni polari si danno solo nei momenti eli crisi, mentre tutto il gran corso della sviluppo avviene nella forma dell'azione reciproca [WechselwirkungJ - anche se eli forze assai impari, eli cui il movimento economico e eli gran lunga la pili forte e la pili originaria, la pili decisiva - che qui ~ent~ e .as~ol~to e tutto e relativo, questo neanche 10 vedono; per loro Hegel non e rna! esrsnto .

Credo che Engels abbia anche colto e definite molto chiaramente, in queste lettere e in altri scritti coevi, it motivo eli fondo per cui i loro critici non riescono a cogliere la specificita e la grande fecondita euristica della concezione materialistica della storia, it cui nucleo - come scrive Marx nell'Introduifone del 1857 ai Lineamenti fondamentali di una critiea de//'eeonomia politiea - consiste net concepire i vari momenti che costituiscono la «struttura» e la «sovrastruttura» eli una societa storicamente determinata come «un processo in cui la produzione e l'effettivo punto eli partenza e percio anche it momento egemonico [das iibergreifende Momen4»37.

Nel processo produttivo, infatti, i eliversi momenti che compongono la struttura e la sovrastruttura eli una determinata societa sono «tutti delle articolazioni eli una rotalita, elifferenze nell' ambito eli una unita» e, come «in ogni insieme or-

4. Conclusione

da cia che si dice, si pensa, si immagina, si rappresenta che siano, per arrivare da qui agli uomini in carne e ossa [/eibhtifiigen]; rna si parte dagli uomini realmente operanti e sulla base del processo reale della loro vita si espone [darstell~ anche 10 sviluppo dei riflessi e degli echi ideologici di questo processo di vita. Anche Ie formazioni nebulose [NebelbzJdungen] nel cervello dell'uomo sono necessatie sublimazioni del processo materiale della loro vita, empiricamente constatabile e legato a presupposti materiali. Oi conseguenza, la morale, la rcligione, la metafisica e ogni altra ideologia, e Ie forme di coscienza che ad esse corrispondono, non conservano oltre la parvenza [Schein] dell'autonomia. Esse non hanno storia, non hanno sviluppo [Entwick/ungJ, rna gli uomini che sviluppano la loro produzione materiale e Ie loro relazioni [Verkehlj materiali trasformano, insieme con questa loro realta, anche il pensiero e i prodotti del pensiero» (K. Marx - F. Engels, Die deutsche Ideologie, MEW, 3, pp. 26 sg.; MEOC, V, p. 22, t.m.).

36 Enge/s an Franz Mehring, 14.ju/i 1893, MEW, 39, pp. 96-100, p. 98; MEOC, L, pp. 109-113, p. 111. In un altro contesto e per altre finalita, Max Weber postula e formula, a mio avviso, gli stessi Grundbegriffe rilevati dall'analisi dei testi di Marx ed Engels - e cioe (sur-)determinazione "biunivoca", relativa autonomia e, alIo stesso tempo, WechseJwirkung e Wechselspie/ tra fattori "strutturali" e "sovrastrutturali" di una societa storicamente (e geograficamente) determinata - quando scrive che «forme di organizzazione economica esteriormente simili sono compatibili [vereinbalj con un'etica economica assai diversa, e producono - secondo il carattere specifico [Eigenarij di questa - effetti storici molto diversi. Un'etica economica non e una semplice "funzione" di forme di organizzazione economica, cosl come non la determina univocamente sulla propria base [ebensowenig wie sie umgekehrt dim eindeutig aus nch beraia prdg~. Nessuna etica economica e stata mai determinata [detmninierij soltanto religiosamente. Essa possiede ovviamente una certa misura, condizionata in sommo grado da fattori geografici-economici e srorici, di auto-normativita rispetto a tutte Ie posizioni [Einstellungen] deil'uomo di fronte al mondo che sono condizionate da motivi religiosi 0 da altti motivi (in questo senso) "interiori". Ma, in ogni caso, tra i fattori determinanti [Determinanten] dell'etica economica rientra tuttavia - come uno soltanto dei fattori, si noti - anche la determinazione [Bestimmthei~ religiosa della condotta della vita. E questa e naturalmente influenzata a sua volta, in maniera profonda - entro dati limiti geografici, politici, sociali, nazionali - da elementi economici e politici» (M. Weber, Einleitung 'If'der Wzrtschajtsethik der We/Ire/igionen, cit., P: 237; tr. it. cit., pp. 7 sg.).

J7 K. Marx, Einleitung 'If' den "Grundrissen der Kritik der po/itischen Okonomie", MEW, 42, p. 29 (tr. it. cit., vol. I, P: 18).

Come si e visto, sia Marx che Weber si proponevano eli analizzare «quel possente cosmo dell'orelinamento economico moderno» (FE, 203; 184 sg.) che e it capitalismo, la «forza pili fatale della nostra vita moderna» (Vor., 4; 7). Da questo punto eli vista e sotto questo rispetto, le loro posizioni teoriche possono essere quindi considerate certamente come convergenti, in quanto pur partendo da diversi presupposti metodologici e pur utilizzando eliversi strumenti euristici, entrambi si proponevano eli spiegare in modo scientifieo, in un modo cioe «che esige eli vaIere per tutti coloro che vogliono la verita»?', la nascita del moderno capitalismo occidentale in Europa.

38 Ibid, p. 34 (tr. it. cit., vol. I, pp. 25 sg.).

39 Ne! Poscntto (1873) alia seconda edizione tedesca de 1/ capi/ale, Marx si sofferma esplicitamente sui suo «metodo dialettico» e sulla sua pro fonda differenza rispetto a quello di Hegel: «Per il suo fondamento, il mio metodo dialettico, non solo e differente da quello hegeliano, rna ne e anche direttamente I'opposto. Per Hegel il processo del pensiero, che egli, col nome di Idea, trasforma addirittura in soggetto indipendente, e il demiurgo de! reale, mentre il reale non e che il fenomeno esterno del processo del pensiero. Per me, viceversa, I'elemento ideale non e altro che I'eleme.nto materiale trasferito e tradotto nel cervello degli uomini. [ ... ] La mistificazione alia quale soggiace la dialettica nelle mani di Hegel non toglie in nessun modo che egli sia stato il primo ad esporre ampiamente e consapevolmente Ie forme generali del movimento della dialettica stessa. In lui essa e capovolta. Bisogna rovesciarla per scoprire il nocciolo razionale entro il guSCIO rrusncc» (Id., Das Kapital. Enter Band, MEW, 23, pp. 27 sg.; C, I, pp. 44 sg.).

40 Engels an Conrad Schmidt, 27. Oktober 1890, MEW, 37, p. 494; MEOC, XLVIII, p. 524. Anche il giovane Lenin rilevava che ai critici di Marx «e estraneo il metodo dialettico, il quale fa obbligo di considerare la societa come un organismo vivente ne! suo funzionamento e nel suo sviluppo» (V. 1. Lenin, Che cosa sono g/i «amici de/ popok» e come lottano contra i socia/democratici?, cit., p. 187).

41 M. Weber, Die 'O/Jjektivitdt' so'(ja/wissenschajtlicher und so'(ja/politischer Erkenntnis, cit., p. 184 (tr. it. cit., p. 182).

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Discussioni e Rassegne 213

Ma anche in questo caso, cosi come in ogni altro "grande patallelo", in nome della convergenza e dell'univocita di intenti scientifici, non devono essere messe in secondo piano, se non addirittura sacrificate, Ie differenze specifiche tra i due grandi pensatori presi in esame, perche se e vero che i due "dispositivi teorici" possono sernbrare prima facie simili, proprio come un uovo assomiglia esteriormente a un altro uovo, non si deve dimenticare pero che «i semi [Keime] in ciascuna delle due uova provenivano da un diverso padre spirituale» - Hegel per Marx42 e Kant, pili specificamente il cosiddetto neokantismo del Baden (Wilhelm Windelband, Heinrich Rickert", Emil Lask)44 per Weber - e che, partendo quindi da queste diverse premesse, «anche i frutti si sono sviluppati dando luogo a una struttura interna molto differente» (AS, 316; 313).

Infatti, anche se Marx riconosceva ai vari momenti della sovrastruttura una «relativa autonomia» rispetto alio sviluppo della base econornico-sociale e sebbene sapesse benissimo che l'economia politica e propriamente una «scienza dell' ascesi»45

e avesse autonomamente colto, seppur solo in brevi incisi e in lapidarie affermazioni, l'anima puritana dell'accumulazione capitalistica" e la specifica ra'{jonalita che la distingue dalia "normale" accumulazione di denaro'", in breve, sebbene anche Marx avesse formulato, in modo molto abbozzato, la "tesi di Weber" della pro fonda influenza esercitata dali'ascesi calvinista sulla jonda'{jone di una nuova condotta di vita, di un nuovo ethos, che diventera poi quello tipico dell'ordinamento economico capitalistico, cia nonostante, Marx non sviluppa questi spunti e queste intuizioni rna si dedica a una vasta, dettagliata e capillare analisi e ricostruzione delle trasformazioni "strutturali" che resero possibile il passaggio dal modo di produzione feudale a quello capitalistico'".

Weber, a sua volta, pur ritenendo «molto importante l'influenza della sviluppo economico sul destino delle formazioni concettuali religiose» (PE, 193/ n. 362; 175/n. 284) e pur riconoscendo «la fondamentale importanza dell'economia», sostiene che «il razionalismo economico, nella sua origine [corsivo mio], dipende anche - oltre che da una tecnica razionale e da un diritto razionale - dalia capacita e dalia disposizione delle persone verso determinate forme di condotta di vita pratico-razionale» e ritrova «i pili importanti elementi formativi della condotta della vita» nelle «potenze magiche e religiose» nonche nelle «rappresentazioni di doveri etici ancorate alia credenza in esse» (yor., 12; 15)49.

Le differenze inoltre, se non addirittura i profondi contrasti, tra Weber e Marx

42 Per una prima introduzione aIla sterminata bibliografia esistente sul problema di una ricostruzione della profonda influenza di Hegel su Marx, consiglio: L. Colletti, II marxismo e Hegel, Rorna-Bari, 1968; M. Dal Pra, LA dialettica in Marx. Dagli scritti giovanili alia "Introdu'IJone alia critica dell' economia politica", Roma-Ban, 1972; H. Reichelt, LA struttura logica del concetto di "Capitate" in Marx, tr. it. di F. Cappellotti, Bari, 1973; C. Luporini, Dialettica e materialismo, Roma, 1974; Mario Rossi, Da Hegel a Marx, 4 voll., Milano, 1974; R. Finelli, Astra'IJone e dialettica dal Romanticismo al capitalismo. Saggio su Marx, Roma, 1987; R. Fineschi, Marx e Hegel. Contributi a una rilettura, Roma, 2006.

43 All'inizio dell'estate del 1902, aIla fine di quel crollo di salute psichica che 10 aveva reso inabile a qualsiasi tipo di lavoro dal 1898, Weber finisce di leggere il secondo volume dell' opus magnum di Heinrich Rickert - Die Grenzen der natunvissenschajtlichen Begriffsbildung. Eine logische Einleitung in die historischen Wissenschajten, Tiibingen, 1896-1902 (19132; 1921'-4; 1929~ - e ne informa la moglie Marianne: «Rickert l'ho finito. E molto buono; vi ho rrovato in gran parte cia su cui avevo io stesso riflettuto, pur se non in forma logicamente elaborata. Sulla terminologia ho delle riserve». La lettera e citata in Marianne Weber, Max Weber. Ein Lebensbild, cit., p. 273 (tr. it. cit., p. 338). La prima edizione delle Grenzen di Rickert e ora disponibile in una accurata traduzione italiana: H. Rickert, I limiti dell'elabora'IJone concettuale scientifico-naturale. Un'introduvione logica aile scienze storicbe (1896-1902), a cura di M. Catarzi, Napoli, 2002, seguita dalla traduzione della nona sezione del quarto capitolo aggiunta in occasione della terza edizione dell'opera: Id., Le forma'IJoni irreali di senso e l'intendere storico, a cura di M. Catarzi, Soveria Mannelli (CZ), 2005.

44 Sul retroterra filosofico della sociologia di Weber si vedano: W. Schluchter, Lo sviluppo del ra'IJonalismo occidentale, cit., in part. il cap. III: II retroterra filosoftco della sociologia di Max Weber in quanto storia sociale dell'Occidente, pp. 29-48; M. Pancaldi, Dzlthey, Windelband, Rickert, Weber. I metodi delle scienze storico-sociali nella rijlessione storicistica, Milano, 1987. Su Weber e Rickert si vedano: M. Corselli, 'Sinn' e 'l6tltur'. Studi sui pensiero di Rickert e di Weber, Palermo, 1984; P.-U. Merz, Max Weber und Heinrich Rickert. Die erkenntniskritischen Grundlagen der ierstebenden SO'IJologie, Wiirzburg, 1990; W. Schluchter, Werturteilsfreiheit und Wertdiskussion. Max Weber <JVischen Immanuel Kant und Heinrich Rickert, in T. Beschorner - T. Eger (Hrsg.), Das Ethische in der Okonomie. Festschrift ~m 60. Geburtstag von Hans G. Nut'lfnger, Marburg, 2005, pp. 39-65; E. Massimilla, II saggio di Rickert sui "generale" e la storia come traccia di un itinerario ueberiano nelle Grenzen, in «Archivio di storia della culrura», XX (2007), pp. 39-109 e Id., Storicismo, neokantismo e filosofta della vita, in G. Cacciatore - A. Giugliano (a cura di), Storicismo e storicismi, Milano, 2007, pp. 363-405, al quale rimando anche per ulteriori indicazioni bibliografiche circa I'ormai ampia letteratura sui rapporti tra Rickert e Weber.

45 «L'economia politica, questa scienza della ricchezza, e [ ... ] nella stesso tempo la scienza della rinuncia, della privazione, del risparmio [ ... ]. Questa scienza della mirabile industria e parimenti la scienza dell'ascesi, e il suo vero ideale e I'avaro ascetico rna usuraio e 10 schiavo ascetico rna produttiuo.

[ ... ] L'economia politica e quindi, nonostante il suo aspetto mondano e lussurioso, una scienza realmente morale, la pili morale di tutte le scienze» (K. Marx, Okonomisch-philosophische Manusknpte aus demJahre 1844, MEW, Erganzungsband 1, p. 549; tr. it.: K. Marx, Manoscritti economicojilosoftci del 1844, a cura di N. Bobbio, Torino, 1968, pp. 130 sg.).

46 «Il tesaurizzatore e del resto, in quanto il suo ascetismo sia unito a una energica industriosita, in religione essenzialmente protestante e ancor di pili puritano» (K. Marx, Zur Kritik der politischen Okonomie, MEW, 13, p. 108; tr. it. cit., p. 110).

47 «Quesro impulso all'arricchimento, questa caccia appassionata al valore e comune al capitalista e al tesaurizzatore, rna il tesaurizzatore e soltanto il capitalista ammattito [vernickte], mentre invece il capitalista e il tesaurizzatore razionale» (K. Marx, Das Kapital. Erster Band, MEW, 23, p. 168; C, I, p. 186).

48 Per un'ampia e analitica ricostruzione di questo decisivo passaggio, rimando a: F. Braudel, Capitalismo e civilta materiale. Secoli 15.-18. (1967), Torino, 1977; Id., LA dinamica del capitalismo (1977), tr. it. di G. Gemelli, Bologna, 1988; Id., Espansione europea e capitalismo. 1450-1650 (1997), tr. it. di G. Strattoni Nesi, Bologna, 1999; M. Dobb, Problemi di storia del capitalismo (1947), tr. it. di A. Mazzone, introduzione di R. Zangheri, Roma, 19915; R. L. Heilbroner, Nascita e sviluppo della societa capita/istica (1962), a cura di R. Pasca, Napoli, 19785; P. M. Sweezy et alii, LA transi'IJone dal feudalesimo al capitalismo (1954), a cura di G. Bolaffi, Roma, 19774; P. M. Sweezy, II capitalismo moderno (1972), tr. it, di S. Miletti, Napoli, 1975; J. Topolski, LA nascita del capitalismo in Europa. Crisi economica e accumula'IJone originaria fra 14. e 17_ secolo, Torino, 1979.

49 Pur non volendo «affatto designare come economicamente indifferente il movimento delle riserve di metalli preziosi», Weber capovolge pero una delle relazioni causali dell'''accumulazione originaria" marxiana, quando scrive che la «ricerca [Frage] delle forze motrici dell'espansione del capitalismo moderno non e in primo luogo una ricerca sull'origine delle riserve di denaro da irnpiegare capitalisticamente, rna e soprattutto una ricerca sullo sviluppo della spirito capitalistico. Dove si desta [au.fleb~ e riesce ad attuarsi, esso si procura Ie riserve di denaro come strumenti della sua azione [Wzrkens], e non viceversa [corsivo mio]» (PE, 53; 53).

214 Archivio di Storia della Cultura - Anno XXII-2009

diventano sempre pili consistenti ed evidenti quanto pili si passa dal <<forte delle analisi scientifiche» al <<jJiil cbe fortissimo» del pathos politico 50. E, infatti, sul piano politico che le loro posizioni divengono non solo divergenti, rna si contrappongono anche in modo radicale in quanto espressione cosciente delle due principali classi sociali in lotta.

Se da una parte Weber ammetteva, nella prolusione di Friburgo, di essere «un membro della classe borghese», di sentirsi tale e di essere «stato educato alie sue idee [Anschauungen] ed ai suoi idealis", Marx, a sua volta, scriveva nell'ottobre 1864 a Carl Klings che con la sua critica dell'econornia politica sperava di poter «infliggere alia borghesia un colpo tale, per quanto riguarda la teoria, dal quale essa non si riavra pili». Marx conclude la sua lettera a Klings con queste parole: «La saluto e Le assicuro che la classe operaia avra sempre in me un fedele combattente di prima linea»52.

CONCLUSIVE ANTICRITICS ABOUT THE ORIGIN OF MODERN CAPITALISM. MAx WEBER'S AND KARL MARx's REpUES TO THEIR RESPECTIVE CRITICS. This essqy aims to outline a (possible) reconstruction of the defensive strategy undertaken by Weber and by Marx against the accusation of offering, respective!J, an exclusive!J spiritualistic (Weber) or an exclusive!J economistic (Marx) interpretation of the history. The conclusion shows how the theoretical positions of Weber and Marx can be regarded as convergent from a scientific point of view, whereas, from a political point of view, thty are radical!J divergent.

50 G. A. Di Marco, SII alcune implieaiioni filosoftehe della riflessione weberiana intomo aile scienze della ellllura (1982-1983). in Id., Sludi su Max Weber, cit., pp. 3-115, p. 115.

51 M. Weber, Der Nationalstaat lind die Volk.rwirtsehaftspolitik. Akademisehe Antrittsrede (1895), in Id., Gesammelte politisehe Sehriften (1921), hrsg, von J. Winckelmann, 5. Auflage, Tiibingen, 1988, pp. 1-25, p. 20 (tr. it. di A. Cariolato ed E. Fongaro: M. Weber, La Stato naiionale e la politica eeonomiea tedesca, in Id., Scritti politici, introduzione di A. Bolaffi, Roma, 1998, pp. 3-28, p. 23).

52 Marx an Carl Klings, 4. Ok/ober 1864 (Entwllrf), MEW, 31, p. 418; MEOC, XLII, p. 460.

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