Tradizione

di Alessandro Cavalli Tradizione sommario: 1. Origine e storia del concetto. 2. Il concetto di tradizione nel pensiero antropologico e sociologico. a) Tradizioni e abitudini. b) La contrapposizione tradizionale/moderno. 3. Forme e dinamiche della tradizione. a) Tradizione e innovazione. b) Tradizione e identità. Bibliografia. 1. Origine e storia del concetto La parola tradizione deriva dal latino traditio. Nel diritto successorio romano, traditio indica la trasmiss ione di un bene, mobile o immobile, dalla mano di un soggetto che lo dà alla mano di un soggetto che lo riceve. In questo senso, ad esempio, il testamento può essere considerato una forma di traditio, in quanto esprime la volontà di trasmettere qualcosa (materiale o immateriale) da un soggetto a un altro. Un'altra istituzione del diritto romano connessa alla tradizione è il deposito, ossia la presa in consegna di una cosa (in genere mobile) la cui proprietà non viene trasmessa in modo definitivo, ma dalla quale nasce l'obbligo della cura da parte di chi la riceve in consegna o in affidamento, affinché essa mantenga nel tempo la sua integrità e possa essere riconsegnata successivamente al legittimo proprietario ovvero ai suoi eredi (v. Assman, 1997). Dal campo giuridico il concetto ha in seguito visto estendere la propria portata fino a comprendere ogni forma di trasmissione di valori, norme, credenze, stili, atteggiamenti e comportamenti, che avviene tra individui o gruppi che normalmente appartengono a generazioni successive. Cicerone parla di tradizione come consegna, mentre per Quintiliano il termine equivale a "insegnamento" e Tacito definisce la tradizione come "narrazione". La tradizione indica quindi qualcosa che passa di mano in mano nel corso del tempo e nel passaggio mantiene almeno un certo grado di invarianza. Il richiamo all'origine giuridica del concetto è utile per un duplice motivo. Da un lato sottolinea il carattere più o meno esplicitamente normativo di ogni tradizione, dall'altro lato evidenzia il carattere quasi contrattuale del rapporto che si mette in atto attraverso la tradizione, e consente così di evitare di considerare quest'ultima, come peraltro frequentemente accade, come un fenomeno 'naturale' o comunque come un vincolo che prescinde dalla volontà dei soggetti coinvolti. L'idea di tradizione da un lato è apparentata, ma da un altro lato si contrappone all'idea di moda. È apparentata perché anche la moda, come la tradizione, indica qualcosa che si diffonde per trasmissione e, passando di mano in mano, si replica e riproduce. Per altri versi, invece, la moda è la negazione dell'idea di tradizione, in quanto indica tutto ciò che è soggetto a un flusso incessante di mutamento. Una moda che non cambia non è una moda, mentre la tradizione non è tale se non conserva almeno un nucleo minimo che non varia nel tempo. Le mode, inoltre, si trasmettono di norma orizzontalmente e non verticalmente di generazione in generazione e, più che trasmettersi, si diffondono per il fatto che dipendono dalla volontà di chi le recepisce piuttosto che di chi le trasmette. Strettamente connesso al concetto di tradizione, tanto da essere spesso usato come suo sinonimo, è invece quello di memoria sociale, nel senso che le tradizioni fanno parte della memoria sociale ed anzi ne costituiscono la componente più espressamente normativa. L'uso moderno del concetto di tradizione è caratterizzato da un'ambivalenza fondamentale. Nella cultura moderna, infatti, l'idea di tradizione è caricata di connotazioni di natura ideologi ca sia negative che positive, che ora la condannano come peso di cui liberarsi, ora la esaltano come patrimonio da conservare gelosamente. Il concetto di tradizione nasce in concomitanza ed è strettamente associato al concetto illuministico di progresso, e in questo contesto compare con una connotazione prevalentemente negativa. Le forze della tradizione sono infatti quelle che resistono e si oppongono all'avanzata del progresso, sono alleate della conservazione e contribuiscono a mantenere gli esseri umani in uno stato di oscurità che li rende vittime della superstizione. Nell'ambito del pensiero filosofico e scientifico dell'epoca dell'illuminismo la tradizione era incarnata dal pensiero aristotelico, il quale aveva mostrato tutta la sua fragilità di front e alle sfide della scienza che da Bacone e Galileo in poi aveva imboccato la strada del metodo sperimentale. Agli occhi degli illuministi la tradizione in quanto tale risultava indissolubilmente legata al vecchio ordine sostenuto dalla Chiesa, dall'aristocrazia e dai ceti al loro servizio. Solo l'uso della ragione avrebbe permesso all'umanità di liberarsi dai vincoli mentali e materiali che ne ostacolavano lo sviluppo e ne sanzionavano la servitù. Nella sua avanzata verso l'emancipazione, la ragione non avrebbe potuto che travolgere le tradizioni e liberare così l'umanità dall'ignoranza, dall'errore, dalla superstizione che il loro culto comportava. Il compito della ragione, come sottolinea Bernard de Fontenelle (1688), consiste nel liberare l'umanità dal culto della tradizione. L'equiparazione fra tradizione e superstizione che, in forma più o meno accentuata, è comune al pensiero illuminista, viene invece esplicitamente ribaltata nella reazione antilluministica e antirazionalistica della cultura romantica. A questa rivalutazione della tradizione contribuiscono in modo decisivo due elementi che, pur tra loro collegati, devono essere tenuti distinti: da un lato il pensiero conservatore, che aspira a ripristinare l'ordine sociale e morale infranto dalla Rivoluzione francese; dall'altro lato l'affermarsi sulla scena della storia dell'idea di nazione intesa come soggetto collettivo. Il pensiero conservatore si sviluppa pressoché contemporaneamente tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento, sia pure con varietà d'accenti, in tutta Europa; tra le idee di un Edmund Burke in Inghilterra, di un Joseph de Maistre in Francia oppure di uno Justus Möser in Germania vi è senza dubbio un'affinità non casuale,

mentre de Maistre e Möser sono esponenti di una cultura con forti componenti autoritarie. 1927). Di fatto. a rifare le esperienze di tutte le generazioni precedenti e quindi a restare a uno stadio sostanzialmente primitivo. dove da un paio di secoli le innovazioni si succedono a ritmi sempre più accelerati. reagendo al razionalismo settecentesco. le tradizioni debbono sempre essere viste in relazione alla funzione che svolgono nel presente. 2. in quanto le tradizioni sono sempre storicamente specifiche e ogni società rappresenta un organismo particolare plasmato dalle proprie tradizioni. e apprende una parte cospicua della cultura della società nella quale è nato. alle fiabe. senza che questo 'nuovo' sia necessariamente destinato ad essere trasmesso alle generazioni successive e quindi a diventare esso stesso tradizione. Il concetto di tradizione nel pensiero antropologico e sociologico a) Tradizioni e abitudini La storia del concetto che abbiamo appena tratteggiata. In Italia si designa col termine 'storia delle tradizioni popolari' lo studio del folklore e. sono il risultato della sedimentazione di tradizioni che la storia h a depositato nel corso del tempo. come selezionare dal repertorio dei comportamenti appresi quello o quelli adeguati alla situazione specifica. Non si possono stabilire leggi astratte di validità universale. Anche definito in questi termini. come riconoscere i tratti che rendono tipica una situazione di azione. infatti. di cui una società dispone. un modello di comportamento tradizionale contiene una serie di prescrizioni: in primo luogo. in genere. intendendo per abitudine un modello di comportamento (nel quale sono presenti componenti cognitive e normative) che non richiede . potrà anche essere immaginaria . oltre a essere trasmesso da una generazione all'altra. Esso non si scosta dal concetto antropologico di cultura. contenga un aspetto cognitivo (definizione e riconoscimento della situazione) e un aspetto normativo (applicazione del comportamento appropriato). come tradurre queste operazioni in azione concreta. nonché l'uso che di esso viene fatto nel linguaggio comune. Le società. Per un antropologo come Malinowski (v. Mannheim. il 'nuovo' costituisce una porzione relativamente ridotta dell'intero patrimonio culturale. Se ciò non fosse. ad esempio. e ad altri.che. una delle caratteristiche che definiscono la cultura è quella di essere trasmessa di generazione in generazione. oggetti. sia in quella collettiva. 1922). le tradizioni che ora si tratta di far rinascere una volta passata l'ondata della barbarie rivoluzionaria (v. possiamo assumere che l'agire è tradizionale se l'attore adotta un modello applicato in passato da almeno una generazione precedente e trasmessogli attraverso un processo di socializzazione e apprendimento. della cultura delle classi popolari con particolare riferimento alle società contadine. essi avversano soprattutto l'idea che sulla base della ragione astratta e di un'idea altrettanto astratta di diritto naturale si possa costruire un ordine sociale stabile. le accentuazioni valutative che caratterizzano il concetto nel linguaggio comune ricompaiono anche nella letteratura antropologica e sociologica. che abbiamo prima richiamato. In prima approssimazione. per designare una categoria di fenomeni delimitata in modo sufficientemente chiaro. La reazione conservatrice si richiama a un passato remoto da rivivere nostalgicamente e da esaltare.serve in questo caso a creare o a rafforzare un'identità collettiva. però. lungi dall'essere plasmabili dalla volontà umana in base a un piano razionale. Una tradizione è invariabilmente qualcosa che suscita atteggiamenti contrapposti: o la si esalta con favore. si sviluppano le correnti del romanticismo che. in quanto escluderebbe solo quello che una generazione aggiunge di 'nuovo' al patrimonio esistente di credenze. e talvolta in connessione con esso. abilità. ma non sufficienti. per designare sia tipi di comportamento sia tipi di società. sottolineano le componenti non razionali dell'agire umano sia nella loro dimensione individuale. Anche in sociologia il termine tradizione viene usato il più delle volte nella sua accezione generica di insieme dei comportamenti. in secondo luogo. alle loro pratiche rituali. alle feste. vale a dire l'identità nazionale. Perché un modello di comportamento possa essere definito tradizionale è necessario quindi che esso. Ci si può chiedere se il concetto possa essere ripulito dalle scorie ideologiche che lo rivestono e utilizzato nell'analisi e nel linguaggio scientifici con un significato preciso. nel corso del processo di socializzazione l'essere umano percorre a tappe accelerate l'intero processo di evoluzione della specie. ne evidenziano la forte connotazione ideologica.anche se in Burke prevale un orientamento liberale. ecc. il concetto di tradizione resta troppo generico. tuttavia. oppure da essa ci si scosta con intenti di rottura e di opposizione. gli stessi miti altro non sarebbero che rielaborazioni del passato in vista del presente. atteggiamenti e credenze che vengono tramandati nel tempo da generazione a generazione. Contemporaneamente al pensiero conservatore. Trasmissione tuttavia non vuol dire necessariamente replica e riproduzione. Un concetto così esteso sarebbe assai poco utilizzabile.. ai giochi.In antropologia culturale il concetto di tradizione viene usato frequentemente quasi come sinonimo di cultura e. Il concetto di tradizione. alle credenze e ai proverbi. Invece. Il passato continua a rivivere nel presente in un processo incessante di trasmissione e apprendimento che garantisce la continuità nel tempo della società (e della sua cultura) nonostante il continuo avvicendarsi dei suoi membri. Si tratta del parallelismo tra filogenesi (evoluzione della specie) e ontogenesi (evoluzione individuale). Il richiamo alla tradizione . Nella prospettiva della teoria dell'azione. nel quale affondano le radici. saperi. dove esso appare frequentemente e quasi sempre nella forma della dicotomia tradizionale/moderno. non può coprire l'intero lascito del passato. Detto altrimenti. pensatori è una tendenza decisamente controrivoluzionaria. Ogni popolo è portatore di uno 'spirito' particolare (Volksgeist) che emerge da un oscuro substrato nel quale sono appunto racchiuse e conservate le tradizioni. La parte di gran lunga prevalente del lascito del passato si è infatti trasformata in abitudini. in terzo luogo. Anche in società come quelle occidentali moderne. i tratti indicati sono senza dubbio necessari. ci possiamo chiedere che caratteristiche debba mostrare un agire sociale per poter essere designato come agire tradizionale. Comune a questi. come vedremo. vorrebbe dire che ogni generazione sarebbe costretta a partire ogni volta da zero.

perché senza oblio non vi sarebbe neppure memoria. tra agire tradizionale ed agire abitudinario è presente anche in Max Weber. trattando del passaggio dal costume (Sitte). Questa determinazione viene ulteriormente specificata da Weber nel modo seguente: "Il comportamento rigorosamente tradizionale . ad esempio. ogni agire che varchi la soglia dell'abitudine (e che sia mediato da qualche forma di consapevolezza) perderebbe le caratteristiche della tradizione e sarebbe quindi da considerare come "razionale rispetto al valore". Weber sottolinea come in questo caso si tratti di un passaggio che comporta la formazione di una tradizione.] il grado di deliberazione razionale che dà luogo alla creazione. Ad esempio. il quale si inserisce come caso limite nella sistematica delle forme di comportamento. la parte che abbiamo senza sapere di averla. in cui vengono incorporati. verrebbe in mente di dire che nella scuola vi è la tradizione di insegnare a leggere e scrivere. Come sostiene Michael Young (v.al pari della pura imitazione passiva .. Nella illustrazione della sua tipologia dell'agire sociale Weber (v. il confine tra tradizioni e abitudini non deve essere ignorato. ma riteniamo che 'salutarsi'. A nessuno. Come gli individui. Molti elementi del sapere tecnico delle passate generazioni. dato che il legame con l'abitudine può essere mantenuto consapevolmente in grado e senso diverso. se non di equivalenza. Lo stesso Shils (v. se così si può dire.. tr.. a meno che non costituiscano le premesse di sviluppi e innovazioni successivi. possiamo concentrare le limitate risorse temporali. anche le società sono dotate della capacità di dimenticare. e non è da escludere che tratti che si formano come abitudini si consolidino in seguito nel corso di molte generazioni sotto forma di informazioni genetiche. in generale. se due esseri umani che si conoscono si salutano quando si incontrano. ed è bene che sia così. che viene trasmesso di generazione in generazione senza che ci si interroghi sul suo contenuto in termini di valore. Ad esempio. in particolare n ella sociologia giuridica. Alla base di ogni tradizione vi è quindi un'attribuzione di valore a qualche tratto tramandato dal passato. alla convenzione. le abitudini rappresentano l'elemento ricorsivo della vita sociale: esse ritornano automaticamente senza che sia necessario richiamarle consapevolmente. A nostro avviso. Grazie alle abitudini acquisite. per fare in modo che il concetto di tradizione risulti utile sul piano dell'analisi è necessario operare una netta distinzione con quanto viene normalmente rubricato sotto il concetto di abitudine. Una proposta potrebbe essere quella di escludere dal concetto di tradizione tutto quanto.sta precisamente al limite. al quale dobbiamo la più approfondita analisi sociologica del la tradizione e che rimprovera a Weber di aver dissolto la categoria dell'agire tradizionale nel vago concetto di 'abitual acts'. it. p. inteso come abitudine inveterata che non richiede per essere seguita nessun senso del dovere. è dato per scontato e quindi non presuppone una qualche forma di consapevolezza individuale e collettiva. ad esempio. it. pp. tuttavia esse hanno in comune con gli istinti il fatto di poter essere attivate inconsapevolmente senza la mediazione del pensiero riflessivo e tanto meno di processi di decisione.. Essi non servono più come strumenti per agire. 1922. all'elaborazione e alla ricezione non ha nulla a che fare con il fatto che si tratti o meno di una tradizione". opera con un concetto di tradizione che non consente una netta distinzione con l'abitudine. mentre i metodi dell'insegnamento linguistico possono essere parte di diverse tradizioni pedagogiche e . p. 75-128). dall'altro lato però ve ne sono molti altri che vengono conservati. Weber sembra quindi indicare come tradizionale solo l'agire determinato dall'abitudine.. p. e spesso al di là di ciò che si può definire... e la loro scomparsa non suscita né attenzione né rimpianto. Non è certo un caso che il linguaggio comune collochi questa parte della cultura nell'ambito dei fenomeni 'naturali'. tuttavia tale confine resta fluido. sia nel repertorio comportamentale dell'individuo sia nel patrimonio culturale della società. Se da un lato. Weber tuttavia si scosta da questa equiparazione tra agire tradizionale ed agire abitudinario. Infatti esso è a ssai sovente una specie di oscura reazione a stimoli abitudinari. un agire orientato 'in base al senso'. 1981). Abbiamo già notato che le abitudini sono in qualche modo apparentate agli istinti. Per Shils (v. e possono al massimo venire conservati e archiviati nel caso in cui un giorno qualcuno dovesse ricordarsi di loro e utilizzarli di nuovo. Se si esclude dall'ambito semantico del concetto di tradizione tutto quanto è rubricabile come abitudine. allora la tradizione è definibile come quella parte della cultura che viene trasmessa intenzionalmente e consapevolmente di generazione in generazione. i due fenomeni sfumano l'uno nell'altro e anche sul piano concettuale la distinzione non appare netta. 12) "tradizione è tutto quanto è trasmesso o passato di mano dal passato al presente. vi sono tratti culturali che si estinguono. vanno irrimediabilmente perduti. viene ad accostarsi in questo caso al tipo dell'agire razionale rispetto al valore" (ibid.un processo riflessivo di elaborazione per essere trasformato in azione. [. quindi. Se ogni azione dovesse essere il risultato di decisioni. tr. date le circostanze. Il linguaggio comune è un rivelatore efficace della presenza o meno di una tradizione. di morte naturale. come spesso accade nella letteratura sociologica. I tratti culturali in questione sono considerati come dotati di valore e l'eventualità della loro estinzione viene percepita come una minaccia. ciò è infatti considerato un compito 'naturale' della scuola. vivere richiederebbe un enorme dispendio di tempo ed energie.Anche se sfumato. 1988. La massa di tutto l'agire quotidiano acquisito si avvicina a questo tipo. in quanto determina una serie di azioni intenzionali volte ad assicurare la loro sopravvivenza e ulteriore trasmissione. 22) sostiene che un agire è tradizionale quando è "determinato da un'abitudine acquisita". Si potrebbe dire che si tratta della parte invisibile della cultura. L'idea di prossimità. tutto ciò. In altri passi della sua opera. come avviene appunto nel caso delle abitudini. vista come obbligo giuridico assunto consapevolmente. ma anche.Molti tratti culturali si estinguono col tempo senza che nessuno se ne accorga: muoiono. non diciamo che 'seguono la tradizione di salutarsi'. Le abitudini non sono istinti. 22). La minaccia della perdita è infatti uno dei fattori che agiscono nel senso di trasformare questi tratti culturali in tradizioni. perché la loro eventuale perdita viene avvertita e valutata come irrimediabile. fisiche e mentali di cui disponiamo al fine di svolgere un numero limitato di compiti e di risolvere un numero limitato di problemi. invece. in quanto sono composte da informazioni apprese culturalmente e non trasmesse per via genetica. Se egli quindi avverte l'esigenza di tracciare un confine tra abitudine e tradizione. invece. sia un comportamento 'naturale'. in altre parole... 1981.

Chi si fa portavoce delle istanz e di progresso tende a negare il valore della tradizione. l'avanzata del processo di modernizzazione e di razionalizzazione comporta inevitabilmente l'arretramento della tradizione. ossia un vincolo dotato di un qualche grado di coercitività e al quale non è possibile sottrarsi se non subendo il costo di una sanzione. che postulano l'esistenza di caratteristiche tipiche comuni a tutte. più che di tradizione sarebbe più rigoroso parlare di agire orientato alla tradizione. La dicotomia tradizionale/moderno. in quanto le tradizioni non sarebbero in grado di opporsi al potere dissolvente della razionalità strumentale. accumulato nelle generazioni. Quanto maggiore è il numero dei 'problemi' che possono essere affrontati ricorrendo ad abitudini. nel senso che l'agire non richiede un costoso processo decisionale di problem solving. non appartengono all'ambito della tradizione fintanto che vengono seguiti senza attriti dalla totalità di una popolazione o di un gruppo. quando cioè qualcuno nota che la sua sopravvivenza è minacciata e si dimostra disposto a fare qualcosa per contrastare questo pericolo. le società tradizionali. ossia di un agire che assume consapevolmente un modello di comportamento tramandato dal passato in quanto gli attribuisce un valore. una limitazione delle possibilità di azione. tende invece a emergere nell'ambito di un approccio macrosociologico. Weber era tuttavia consapevole della natura problematica del processo. Si può invece dire che nei licei italiani vi è una tradizione di insegnamento del latino e. tanto maggiori sono l'attenzione e l'energia che possono essere indirizzate verso i problemi che richiedono un grado elevato di deliberazione. In questo senso. tuttavia. peraltro. al contrario. al quale facciamo ricorso senza essere consapevoli del fatto che si tratta di un patrimonio ereditato. le abitudini appartengono a quel fondo di sapere. dalle forme del conoscere alle espressioni artistiche. 197) parla della tradizione come di 'passato definito e scontato' (settledness of the past) che viene assunto come 'dato naturale'. dall'organizzazione familiare alle pratiche educative. Una tradizione rappresenta invece quasi sempre un appesantimento. e si realizzano azioni consapevoli per tutelare tale valore e assicurarne la trasmissione a futura memoria. per quanto irreversibile. Essa si muoverebbe quindi lungo un continuum da un massimo di consenso ad un massimo di conflitto. b) La contrapposizione tradizionale/moderno La distinzione tra abitudine e tradizione fa riferimento a modi diversi di orientamento delle azioni umane e risulta quindi da un approccio prevalentemente microsociologico. Per questo autore il processo di razionalizzazione si configura come passaggio da forme tradizionali di organizzazione sociale a forme moderne. infatti. ad esempio. tutte le volte che qualcuno ne propone un ridimensionamento si verifica una generale mobilitazione in difesa di questa tradizione. I processi di assimilazione di una popolazione di immigrati.. quando si confrontano tra loro società diverse nel tempo e/o nello spazio. possono trasformarsi in abitudini. ma come normali abitudini. o quasi. All'impostazione weberiana si sono ispirati gli studiosi della modernizzazione. Il fatto di seguire un'abitudine rappresenta infatti un consistente alleggerimento comportamentale.In altri termini. Anche quando prevalgono questi ultimi. La loro efficacia e adeguatezza allo scopo viene quotidianamente verificata senza che si debba prendere atto del fatto che esse sono il risultato di un lungo processo di selezione le cui origini si perdono nel remoto passato. È utile notare come il confine tra abitudini e tradizioni sia valicabile nelle due direzioni: le abitudini possono diventare tradizioni e viceversa. emerge soltanto quando qualcosa diventa oggetto di una attribuzione di valore. La distinzione tra abitudine e tradizione appare nel modo più chiaro quando ci si pone dal punto di vista di colui che agisce. 1981. dalle strutture del potere politico alle attività economiche. una tradizione non si estingue finché c'è qualcuno disposto a impegnarsi per la sua sopravvivenza. mostrano entrambi i passaggi: già la seconda generazione abbandona alcune abitudini della cultura d'origine (che spesso diventano oggetto di difesa e di culto da parte della prima generazione) e ad adottare i tratti culturali della società di accoglimento non più come tradizioni esterne. È allora che ci si r ende conto dell'esistenza di una tradizione. Ciò che prima appariva invisibile o veniva dato per scontato diventa ora visibile e assunto come oggetto di agire intenzionale. Lo stesso Shils (v. tradizionale e moderno si contrappongono e si escludono reciprocamente. e la differenza consiste nel fatto che nei confronti delle abitudini e delle tradizioni gli esseri umani agiscono e reagiscono i n modi diversi. l'esito del quale. Questo processo ha investito in via prioritaria le società occidentali in una varietà di ambiti. i quali tuttavia hanno adottato nella maggior parte dei casi dei modelli di descrizione e di spiegazione unilineari. Spesso la genesi di una tradizione avviene in un contesto conflittuale che vede i suoi difensori opposti agli 'innovatori'. è centrale nelle opere di molti classici della sociologia (ad esempio. si afferma nel solco del pensiero illuministico. I costumi. Tönnies e Durkheim) ed è entrata a far parte del sapere sociologico soprattutto per merito di Max Weber. La dicotomia tradizionale/moderno che.didattiche. Per Max Weber il processo di razionalizzazione rappresenta una tendenza irreversibile. ad esempio. Una tradizione quindi non è semplicemente qualcosa che viene trasmesso di generazione in generazione. Una tradizione. l'affermazione di una delle due polarità non può che realizzarsi a scapito dell'altra. Tuttavia tra abitudine e tradizione non vi è una differenza quantitativa ma qualitativa. come abbiamo notato in precedenza. Il primo caso si ha quando la trasmissione di un determinato tratto culturale non viene più assunta come automatica e 'naturale'. mentre chi si aggrappa alla tradizione tende ad assumere un atteggiamento ostile verso la modernità. In questa prospettiva. dalle credenze religiose agli ordinamenti giuridici. ma nello stesso tempo ritiene che la tradizione sia spesso localizzata in uno spazio conflittuale. si possono chiamare tradizionali le società . Anche le tradizioni. ma ne divengono parte quando la loro persistenza non risulta più evidente e si richiedono azioni consapevoli per garantirne la sopravvivenza.La mancanza di una distinzione analitica tra abitudine e tradizione conduce spesso a contraddizioni concettuali. ovvero tradizionale/razionale. In ognuno di questi ambiti. non era affatto scontato poiché diversi potevano essere i punti di partenza (i tipi di società tradizionali) e di arrivo (i tipi di società moderne). p. ma qualcosa che richiede una cura particolare pena la sua estinzione.

può essere richiamata sia al fine di consentire l'assunzione del nuovo. Una società. sia per opporvisi. ad esempio. nei quali certi attributi della modernità non si realizzano mai compiutamente e certi tratti tradizionali non scompaiono mai del tutto. La coppia concettuale tradizione/innovazione si applica a una grande varietà di ambiti diversi. deferenza diffusa verso l'autorità. infatti. Non è necessario assumere che laddove regna la tradizione sia bloccata la strada verso la modernità: i casi dello sviluppo del Giappone e dell'intero Sudest asiatico ne sono un esempio evidente. senza tradizione non vi sarebbe neppure innovazione. L'innovazione presuppone la tradizione: un'azione. che tutte le società debbano seguire lo stesso percorso di quelle che le hanno precedute. contrapposto a un 'modo tradizionale'. 1962).Dall'epoca della Riforma e dell'illuminismo.. Il modello di Lerner appare tuttavia più normativo che descrittivo. provocano l'attivazione della partecipazione politica e sociale. lo stesso non vale per la contrapposizione tradizione/innovazione. ascrizione verso acquisizione. scarsa propensione all'innovazione e al mutamento sociale.. predominanza dei criteri ascrittivi nell'accesso alle professioni nonché alle posizioni di dominio e di prestigio. criticando i modelli unilineari. rischiando così di ipostatizzare. l'accesso ai mezzi di informazione e. Gerschenkron (v. prendendo in esame di volta in volta singoli tratti o ambiti circoscritti. Innovare vuol dire uscire dai binari della tradizione. ad esempio. che Max Weber assegna alla profezia. come se le società nelle quali la produzione industriale tende a diventare dominante dovessero alla fine venirsi tutte ad assomigliare. e non è raro che gli stessi movimenti rivoluzionari facciano appello a qualche tradizione antica. scarsa differenziazione delle occupazioni. ma invita ad operare su scala ridotta . tradizione e modernità non si escludono reciprocamente.che presentano almeno alcune di queste caratteristiche: predominio dell'agricoltura di sussistenza. scarso orientamento della produzione al mercato. assenza di una tecnologia su basi scientifiche. 3.. non solo per la diversità dei punti di partenza. centralità delle credenze magico-religiose. ma anche perché i fattori che hanno agito nei casi di industrializzazione precoce possono essere sostituiti da altri fattori nel caso dei paesi che si sono affacciati in ritardo sulla scena dell'economia moderna. ha messo in luce come il processo di industrializzazione abbia prodotto effetti diversi nei paesi new comers e late comers. È not o. 1973). un artefatto. ad esempio. non viene imitata e non si trasmette. Nel modello proposto da Clark Kerr e altri (v. un'idea sono innovativi sempre e soltanto in relazione a qualcosa di tradizionale. Secondo il modello di Lerner la società tradizionale entra in crisi quando sono all'opera uno dopo l'altro quattro processi fondamentali: il processo di urbanizzazione e quello di alfabetizzazione. consenso generalizzato su un corpo di credenze tramandato. 1970). possiamo dire che è innovativo ogni movimento che si pone esplicitamente in contrapposizione con qualche credenza o pratica religiosa istituzionalizzata. possono essere contemporaneamente tradizionali e moderni. Lerner. L'esperienza dei paesi in via di sviluppo mostra infatti come rit mo e sequenza dei processi di mutamento possano variare notevolmente nel tempo e nello spazio. diffuse. tradizione e modernità possono quindi apparire in diverse combinazioni.. fare qualcosa che risulta imprevedibile sulla semplice base dell'estrapolazione delle tendenze che si sono verificate nel passato. affettività verso neutralità a ffettiva. così come un singolo individuo o gruppo. Possiamo dire che anche l'idea di modernità ha costruito una propria tradizione. L'unilinearità del modello di Lerner appare appena attenuata in altre teorie della modernizzazione. Nelle società tradizionali dominerebbero le relazioni particolaristiche. nella tradizione culturale dell'Occidente all'idea stessa di cambiamento viene attribuito un valore positivo. come peraltro fece anche Marx. cariche affettivamente e fondate su criteri ascrittivi che derivano dalla nascita. sia di complementarità sia di opposizione. in genere. grado elevato di analfabetismo della popolazione. ed è quindi destinata a scomparire senza lasciare traccia. 1960). ogni forma di ortodossia religiosa è tale in quanto si contrappone all'eterodossia e viceversa: i due termini si implicano reciprocamente. Impostazioni di questo tipo sono alla base anche di importanti ricerche empiriche sui processi di modernizzazione delle società tradizionali. Poiché la tradizione consiste in un'attivazione selettiva di valori tramandati dal passato. la transizione può avvenire mediante processi di lungo periodo. Anche il modello parsonsiano delle 'variabili modello' (pattern variables) ricalca una concezione dicotomica. Un modello non unilineare di stampo weberiano è anche quello proposto da Eisenstadt (v. Spesso il nuovo deve rivestire i panni della tradizione per poter essere accettato. alla cultura di massa i quali.Alla luce di queste considerazioni. uso prevalente di energie umane e animali. la logica dell'industrialismo appare inarrestabile. Un'innovazione che non si riproduce. accettazione generalizzata delle gerarchie sociali consolidate. 1958) e che porta il titolo significativo di The passing of traditional society. a loro volta. L'errore consiste nello scambiare un modello tipico ideale (utile. come quella condotta negli anni cinquanta da Daniel Lerner in alcuni paesi del Medio Oriente (v. intesa . Come rileva Bendix (v. diffusione verso specificità. L'innovazione si definisce come 'modo nuovo' di fare qualcosa. per aprire la strada all'innovazione. ma di limitata porta ta descrittiva) per un'adeguata rappresentazione del processo reale di cambiamento. Il rapporto tradizione/innovazione appare ancora più stretto se si pensa che un'innovazione di successo è tale se è in grado di trasformarsi in tradizione. dove la tradizione è rappresentata da un insieme di polarità che si contrappongono a un secondo insieme che caratterizza invece la modernità: particolarismo verso universalismo. che parla esplicitamente di forme 'multiple' di tradizione e di modernità. Non è neppure necessario porre sullo stesso piano tradizionalismo e conservatorismo. In ambito religioso. accusando gli attuali detentori del potere di averla abbandonata o tradita. poiché essa non implica un confronto tra società nella loro globalità. Forme e dinamiche della tradizione a) Tradizione e innovazione Se la contrapposizione a livello macrosociologico fra tradizione e modernità presta il fianco alle critiche alle quali abbiamo accennato.

con il concetto di stile. 1962) chiama delle "rivoluzioni scientifiche" . il nesso tra innovazione e tradizione. L e Chiese sviluppano di norma un corpo di funzionari specializzati nella corretta interpretazione delle scritture. almeno nelle fasi iniziali dello sviluppo dell'economia capitalistica moderna. nel senso che introduce nuove combinazioni (nuovi prodotti. nuove tecniche. In questi campi il concetto di tradizione si sovrappone. Il passaggio dallo stato fluido dei movimenti a quello consolidato delle istituzioni. soprattutto. Nelle fasi che Thomas Kuhn (v. il quale è animato da una propensione all'innovazione particolarmente accentuata. così come si è sviluppata in Occidente negli ultimi quattro secoli. è la regola. che può vantare un'esistenza ininterrotta di quasi due millenni. gli scienziati non possono accettar e come valida nessuna proposizione sulla base dell'autorità della tradizione. La figura centrale nella dinamica dello sviluppo è quella dell'imprenditore. bibliche. il progredire delle conoscenze avviene in modo cumulativo nel solco del paradigma. ma per essere accettato e fatto proprio da schiere successive di generazioni deve venire riformulato e ricostruito selettivamente in un processo continuo di adattamento. in linea di principio. Dove la cumulatività è scarsa non è infrequente che. Vi sono discipline.. incapaci di far fronte alle sfide provenienti dall'ambiente. sono meno condizionati dai vincoli della tradizione. dai gruppi sociali che vivono al margine della società (in particolare. ogni innovazione rappresenta una "distruzione creatrice". generazioni successive riscoprano ciò che era già stato scoperto precedentemente. è uno dei temi centrali della sociologia dall'epoca dei classici in poi (v. Come abbiamo già avuto modo di notare. Come ha ben messo in luce Schumpeter (v. fino a coincidere. Un'istituzione come la Chiesa cattolica. Nella misura in cui il processo di acquisizione delle conoscenze in un determinato ambito disciplinare risulta cumulativo. Il mercato si incarica di selezionare le innovazioni destinate a sopravvivere almeno fino al momento in cui non saranno soppiantate da un'ondata di innovazioni successive. talmudiche. vive nella tradizione. ad esempio. nelle quali solo raramente si verifica che un paradigma sia adottato come dominante dall'intera comunità scientifica. non avrebbe potuto sopravvivere se non avesse saputo adattare la propria tradizione religiosa a tempi. oppure che sono compresenti nello stesso tempo. proprio per questa loro posizione. sia.. tra loro in concorrenza. Le tradizioni religiose possono riguardare sia i testi sacri. può tranquillamente essere equiparato a quello di tradizione scientifica. se nella prospettiva del pensiero illuminista la scienza è la massima espressione del potere della ragione e il prodotto del processo di razionalizzazione. sottolineando le coordinate ideologiche del concetto di tradizione. e solo all'interno di ciascuno di essi è possibile parlare di cumulatività. nuove vie di approvvigionamento.". nel caso della scienza. altro non sono che diverse tradizioni interpretative dei testi sacri delle maggiori religioni mondiali. Vi è tuttavia un'ulteriore ragione che sp iega. nelle fasi della "scienza normale". ma nello stesso tempo costituiscono anche un'agenzia legittima e autorizzata a introdurre. invece. Una tradizione che si dimostri incapace di un certo grado di elasticità interpretativa e che quindi escluda possibilità di innovazione rischia di cristallizzarsi in forme rigide. Il processo che Weber indica come trasformazione del carisma in pratica quotidiana riguarda sia i movimenti religiosi che i movimenti politici.come espressione di un movimento carismatico di rottura di una credenza consolidata. Il rapporto innovazione/tradizione si ripropone in modo particolarmente evidente nell'ambito dell'economia. anche se si tratta comunque di una cumulatività assai limitata. Non solo la tr adizione del pensiero scientifico è uno dei tratti che definiscono l'essenza della cultura delle società occidentali. ecc. Non vi è dubbio che. in assenza di una tradizione consolidata. stranieri) i quali.. ma io vi dico.Questi fenomeni tuttavia non riguardano solo il campo religioso.tipico il caso della "rivoluzione copernicana" . è quasi sempre alla base di ogni movimento religioso di tipo profetico che innova rispetto alla tradizione. si innesta sul suo tronco. nuovi mercati di sbocco) tali da rendere rapidamente obsolete quelle tradizionali. che è un aspetto del più generale processo di formazione delle tradizioni. ma la cui memoria non era giunta fino a loro. Il passato. svelerebbe il carattere magico o comunque infondato delle credenze tradizionali. eretici.Il rapporto innovazione/tradizione appare particolarmente problematico nel campo della scienza. at traverso l'interpretazione. l'innovazione. Egli ricorda che la formula: "Sta scritto.l'innovazione avviene mediante rottura del paradigma scientifico tradizionalmente adottato da una data comunità scientifica. Tuttavia. nuove forme organizzative. Di certo non in tutte le fasi del loro sviluppo e non in tutte le scienze nello stesso modo il procedere delle conoscenze avviene in modo lineare e cumulativo. o vvero di tradizioni.. le controversie intorno ai 'testi apocrifi'). tra scienza e tradizione non può che esservi un rapporto di ostilità. 1916). nel suo progredire. e si manifesta come consolidamento dell'innovazione in pratiche che diventano tradizionali. In questi casi si assiste alla presenza di una pluralità di paradigmi.. ma la scienza stessa si fonda su una tradizione che stabilisce le regole del metodo scientifico. cioè quando ogni nuova acquisizione poggia sulle precedenti e le presuppone. col ridimensionamento della pretesa che la scienza possa svelare ogni segreto e spiegare adeguatamente ogni fenomeno. luoghi e popoli diversi. Le tratta zioni di storia dell'arte e della letteratura sono in genere organizzate mediante periodizzazioni che coincidono con le fasi in . lungi dal contrapporsi alla tradizione. quelle innovazioni che consentono di adattare le credenze tradizionali alle mutevoli condizioni del contesto socio-culturale. non solo si è attenuato il rapporto di ostilità tra scienza e tradizione. e fra queste tutte le scienze sociali. la loro interpretazione. infatti. dissolverebbe il velo di ignoranza che avvolge la realtà e ne impedisce l'esatta apprensione. come sostiene Sombart (v. Il concetto di paradigma. tende a emergere. ma si è anche riconosciuto che la scienza stessa. è frutto di una tradizione.. nei quali sono fissati i fondamenti di una fede (vedi. se non se ne è vagliata la consistenza logica e il fondamento empirico. Essi da un lato sono i custodi della tradizione. le varie scuole vediche. ebrei. coraniche. 1912). una funzione innovativa di tipo rivoluzionario in campo religioso. Quello che vale per le scienze sociali vale a maggior ragione per le arti e la letteratura. Vi è un nesso evidente tra il binomio movimento/istituzione e il binomio innovazione/tradizione. La scienza. Si tratta d i campi dove l'esistenza di una pluralità di tradizioni che si succedono nel tempo. 1977). Si tratta di una figura che. Alberoni. inoltre. così come utilizzato da Kuhn.

in breve. per intenderci. Nel secondo caso lo Stato. oppure se si tratta di una semplice moda. la possibilità di mantenere un'identità collettiva dipende esclusivamente dalla capacità di mantenere vive e di tramandare le tradizioni nelle quali l'identità stessa trova il proprio fondamento. oppure.scrive Hobsbawm (v. Nel primo caso.cui un determinato stile è risultato dominante. e si identificano gli snodi e le fasi di transizione tra uno stile e l'altro. Esempio tipico. Nel caso delle manifestazioni artistiche e letterarie è spesso difficile dire se si tratta di una vera innovazione che rompe una tradizione e ne crea una nuova. Le tradizioni e gli stili tendono a essere di durata più breve che in passato. "Per tradizione inventata . ma semplicemente di un'altra moda. di dire chi sono. di questa tendenza 'avanguardista' è stato senza dubbio il movimento futurista italiano con la sua dichiarazione di guerra alle mentalità. come le rivoluzioni o le lotte per l'indipendenza da qualche dominio straniero. it. sembra essere diventata la regola in moltissimi campi. senza dar luogo alla creazione di una nuova tradizione. degli Arm eni e dei Curdi. l'opera di Mozart occupa una posizione strategica nella transizione tra la tradizione della musica tardo-barocca prodotta ed ascoltata nelle corti aristocratiche e la tradizione romantica. alla lingua. Ancora diverso è il caso di popolazioni la cui identità ha un fondamento etnico o religioso. Nella storia della musica. quelli che ne segnano la fondazione. La marcia del nuovo deve essere aperta eliminando dalla sua strada i detriti del passato. che hanno raggiunto l'unità nazionale solo tardi e in modo parziale. È il caso. ma anche le generazioni passate e future. nella sua forma di Stato dinastico e assoluto. molte tradizioni che pretendono antiche origini sono piuttosto recenti e talvolta del tutto inventate. La presenza di un fascio di tradizioni.si intende una serie . tra loro apparentate oppure contrapposte. in breve alle tradizioni ritenute fondanti dell'identità nazionale. le tradizioni formano il contenuto della memoria collettiva. poiché non sarebbero in grado di scorgere la persistenza al di là delle metamorfosi che il loro corpo e la loro mente hanno subito nel tempo. ma che da sempre o per lunghi periodi hanno vissuto senza un'organizzazione statuale e in condizioni di forte dispersione geografica. grosso modo dal XIX secolo in poi. alla cultura. romantico e via di seguito. Senza la memoria gli esseri umani non sarebbero in grado di riconoscersi. ai gusti. a un'università o a un corpo militare). In entrambi i casi. risulta spesso deformante. per quel particolare tipo di collettività costituito dalle società nazionali. Il punto di vista nazionale. È il caso. Le fasi di transizione vedono ovviamente l'affermarsi di innovazioni che rompono con una vecchia tradizione e ne creano una nuova. così come ogni altr o punto di vista unilaterale. hanno bisogno di memoria. p. invece. Ancorché innovativa. meglio. lo seguono con un certo ritardo. della Francia o della Spagna. Solo se c'è mutamento. una moda culturale non rappresenta il superamento di una tradizione. i suoi membri devono sviluppare un senso di appartenenza che non comprende solo coloro che vivono in quel determinato momento. Anche le collettività. L'esigenza di concepire la storia come storia nazionale e di interpretarla dal punto di vista della nazione non sempre si concilia con i criteri della storiografia che aspira allo status di scienza. fino alla seconda guerra mondiale. gotico.. Una società non è quindi un fenomeno sincronico. di 'nazioni' come l'Italia o la Germania. ma vale soprattu tto. Ciò vale per qualsiasi gruppo che aspiri ad una certa permanenza nel tempo (da un club sportivo. rinascimentale. e ciò genera il fenomeno tipicamente moderno delle avanguardie. sorpassato. nel passaggio dal principio dinastico alla sovranità popolare. agli stili. La funzione di rafforzamento e di custodia dell'identità nazionale è spesso assolta dal cet o intellettuale e. alle comuni origini. L'idea di avanguardia è strettamente connessa all'idea di mutamento. invecchiato. in particolare. Anzi. ad esempio. è lo Stato. in particolar modo. b) Tradizione e identità Sappiamo che l'identità degli individui è ancorata al loro passato o. barocco. 1) . In questi casi. tende ad assicurare la lealtà dei cittadini rafforzando la loro identità nazionale. Queste sono costituite da gruppi che si presentano sulla scena annunciando la morte di una tradizione e l'avvento di un nuovo stile di cui essi si fanno i portatori. non più adeguato ai tempi correnti. il culto della novità richiede la dissacrazione delle tradizioni. che ha segnato in Europa l'inizio della decadenza degli Stati nazionali. Ciò che ha preceduto la loro comparsa appare irrimediabilmente superato. è possibile pensare all'esistenza di individui o gruppi che lo anticipano e di altri che. alle tradizioni tramandate dal passato. per rivendicare un 'nuovo' Stato. Si parla di uno stile romanico. le collettività in questione sono poste di fronte all'esigenza di legittimare la loro p retesa di darsi una dimensione statuale e fanno quindi appello alle radici storiche. per esistere come entità riconoscibili a se stesse e agli altri. da quella frazione di esso che è quotidianamente a contatto con le nuove generazioni e alla quale è assegnato il compito di insegnare la storia nazionale. 1983. e forse estremo. tr. al modo con cui le esperienze trascorse vengono riattivate nel presente in vista del raggiungimento di mete collocate nel futuro. Poiché ogni società deve assicurare la propria identità nel tempo. che troverà sostegno nel pubblico borghese delle sale da concerto. di celebrare gli eroi nazionali. il nuovo appare come la negazione del passato. o una combinazione dei due elementi. nel caso contrario. Hobsbawm e Ranger. come i sacerdoti della 'religione nazionale'. a precedere la formazione della nazione.Con l'avvento della modernità è ben difficile stabilire quale tradizione o stile artistico o letterario risulti storicamente dominante. Detto altrimenti. Gli esempi più tipici in proposito sono quelli degli Ebrei. per riprendere le tesi esposte in un importante lavoro di Hobsbawm. e la storia che ne deriva rischia di creare una tradizione originaria immaginaria al servizio delle esigenze del presente. di commemorare i grandi eventi della storia nazionale e. non può esistere se non ha una durata. Per questa ragione gli insegnanti della scuola primaria e secondaria sono stati visti. si tratta di promuovere la credenza nella continuità e identità con il passato nazionale. ad esempio. infatti. si può dire che una collettività si forma e acquista consapevolezza della propria esistenza quando i suoi membri riconoscono di avere delle tradizioni in comune.Nella formazione degli Stati nazionali si possono dare sostanzialmente due casi: la nazione è vista come un'entità che precede la formazione dello Stato nazionale.

Di fatto. Rüsen). una società che rischia di soccombere nel conflitto con un vicino potente e aggressivo. Industrialism and industrial man. Theorie der wirtschaftlichen Entwicklung. Mannheim.M. Ein Beitrag zur Soziologie des Wissens. attenuato soltanto da sporadiche visite di mercanti e di missionari o da incursioni di militari. it. Ranger. Il bisogno di identificare le proprie radici. . J. è proprio l'isolamento che spiega il grado estremo di differenziazione delle culture sparse sulla superficie della terra.di pratiche. 1927 (tr. Frankfurt a. Movimento e istituzione. Hobsbawm offre una ricca casistica di tradizioni popolari . sono tutti casi in cui l'identità di una collettività è esposta a una sfida e la sopravvivenza della collettività stessa dipende d alle sue capacità di risposta a tale sfida. bis zum 20. la ripresa di movimenti a base etnico-religiosa in varie parti del mondo è spesso interpretata come reazione alle sfide che il processo di globalizzazione esercita nei confronti delle culture e delle tradizioni locali. Torino 1965).: Mutamento sociale e tradizione nei processi innovativi. ma diffonde anche gli stessi modelli culturali della ci viltà occidentale in tutto il mondo e mette quindi in discussione i confini tra le varie culture e tradizioni. era difficile che un gruppo sociale si sentisse fortemente minacciato nella sua identità e. A. e in particolare del fondamentalismo islamico. Shils. (a cura di).A. C. feste. Tradition and contract. F. A cognitive description of traditional discourse. T. bibliografia Alberoni.. che cercano di inculcare certi valori e norme di comportamento attraverso meccanismi di ripetizione che automaticamente implicano continuità col passato". inni.: Argonauti del Pacifico occidentale. 608 -625. Socializzazione). J. K. non tutti i palii. Kerr. normalmente governate da regole esplicite o accettate tacitamente e di natura simbolica o rituale. it. D. Torino 1969). Chicago 1962 (tr. it. T. it. Traditions as truth and communication. Myers. A. R. Una comunità colpita da una calamità. I movimenti nazionalistici del XIX e della prima metà del XX secolo possono infatti essere spiegati. E.. New York 1958. una cultura soggetta all'influenza di una cultura esterna tendenzialmente dominante. costumi. Den Haag 1971. Colson.: Conservatorismo. P. pp. Cambridge. 250-314... pp. Memoria. Economic backwardness in historical perspective. Assman. Le reazioni delle culture autoctone vedono di nuovo in primo piano frazioni delle élites intellettuali e religiose che fanno di tutto per innalza re delle barriere alla penetrazione della modernità occidentale. Bendix. 1979 (tr. che vari autori indicano col termine di neotradiziona~lismo (v.T. in Historische Sinnbildung (a cura di K. Argonauts of the Western Pacific. il processo di globalizzazione messo in moto dalle nuove tecnologie della comunicazione informatica non solo crea dei nessi di interdipendenza su scala planetaria. Tradition. R. Fluchten aus der Geschichte: Die Wiederfindung der Tradition vom 18. Ciò vale anche quando si tratta di rafforzare un sentimento di appartenenza localistica: ad esempio. it.: Futuro passato. Bari 1989). Identità personale e collettiva. Genova 1986). Konservatismus. it. (a cura di). change and modernity. del resto. Hobsbawm. Gerschenkron. Cambridge. è interpretabile in questa chiave di lettura. Kuhn. 1962 (tr. anche Cultura. cerimonie che sono stati 'inventati' in genere nel corso del XIX secolo sotto l'esigenza di suscitare un forte sentimento di appartenenza nazionale. New York 1973 (tr.. Mass. E. Scamuzzi. Frankfurt a. Bologna 1977.. Modernità. F. S.. cancellando antiche tradizioni.A. Modernizzazione. Chicago 1971. Scamuzzi. Zur Semantik geschichtlicher Zeiten. in Embattled reason: essays on social knowledge.E. Dunlop.. B.H. Malinowski. 1960 (tr. Müller e J. Torino 1987). The passing of traditional society. Quando i gruppi umani vivevano in uno stato di forte isolamento gli uni dagli altri. hanno effettivamente un'origine antica... Hamburg 1997. Jahrhundert.: Teoria dello sviluppo economico. Harbison. Firenze 1971). Verso la fine del XX secolo. Schumpeter.: La struttura delle rivoluzioni scientifiche.. La nascita o la ripresa di vari fondamentalismi. London 1922 (tr. Innovazioni tecnologiche e organizzative. La riduzione del grado di isolamento delle diverse culture che avviene per effetto dell'espansione europea a partire dal XVI secolo.: L'industrialismo e l'uomo dell'industria. è primordiale in qualsiasi collettività e tende a diventare decisivo quando la collettività stessa avverte una minaccia alla propria identità. Koselleck.. che si susseguono in genere nei mesi estivi in molte città italiane.: L'invenzione della tradizione. The intellectuals between tradition and modernity: the Indian situation. Milano 1969). R. S. reali o immaginarie.. almeno in parte. Oxford 1970. Eisenstadt. Napoli 1974). 1998). come reazioni alla diffusione della cultura industriale e alla sua tendenza ad uniformare stili e modi di vit a. The structure of scientific revolutions. The invention of tradition. Milano 1996...N. Torino 1998.: Il problema storico dell'arretratezza economica.M. Cambridge 1990. Tradition and modernity reconsidered.. Cambridge 1983 (tr. The problem of order.. Mass. Vergangene Zukunft. 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