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ITCCA

Il Tai Chi Chuan Originale della Famiglia Yang

© International Tai Chi Chuan Association


ITCCA – Tai Chi Chuan Originale della Famiglia Yang

Sommario

1. Cos’è il Tai Chi Chuan pag.1

2. Taoismo e Tai Chi Chuan pag.2

3. Tai Chi Chuan e benessere pag.4

4. Le origini del Tai Chi Chuan pag.5

5. Il Tai Chi Chuan della Famiglia Yang pag.7

6. ITCCA, organizzazione e didattica pag.9

7. L’ITCCA e l’impegno sociale pag.12

Bibliografia pag.13

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ITCCA – Il Tai Chi Chuan Originale della Famiglia Yang

1. Cos’è il Tai Chi Chuan

Il Tai Chi Chuan è un’antica disciplina psicofisica cinese basata sui principi della filosofia taoista
ed è estremamente interessante per i molteplici aspetti che la caratterizzano. Infatti il Tai Chi Chuan
può essere considerato molto semplicemente una forma di ginnastica dolce, ma allo stesso tempo un
metodo terapeutico basato sui principi della medicina tradizionale cinese, oppure un’arte marziale,
così come anche una forma di meditazione ed infine una via alla trascendenza.
Ebbene, possiamo affermare che questa disciplina non è nessuna di queste singole cose, ma è
l’insieme di tutte contemporaneamente. Ovviamente per avvicinarsi al Tai Chi Chuan non è
obbligatorio approfondirne tutti gli aspetti, ma è importante conoscerli tutti se si desidera arrivare
ad avere una piena comprensione di questa arte. In questo ambito solo inizialmente la parola
“comprensione” ha il significato di processo logico-razionale, che le viene comunemente attribuito
nel mondo occidentale, in quanto, più si procede nell’apprendimento, e più risulta evidente come le
nozioni acquisite razionalmente debbano essere lasciate sedimentare dentro di noi, per poi far posto
progressivamente a sensazioni ed a percezioni di altra natura, che si fondano sulla nostra sensibilità
intuitiva e non sulla nostra ragione.
Tai Chi Chuan significa letteralmente “Lotta del Grande Termine”, infatti “Tai Chi” sta per
“Grande Termine” o “Suprema Unità”, mentre “Chuan” significa “lotta” e ci riporta alla mente le
origini marziali di questa arte, caratterizzata dalla ricerca dell’armonia e dell’equilibrio di Yin e
Yang in quel microcosmo che è l’essere umano.
Con Yin e Yang la filosofia taoista indica le due forze opposte che governano l’intero universo, la
cui armonia deriva proprio dallo stato di equilibrio dinamico in cui esse si trovano. Queste due forze
si manifestano in vari modi e sotto varie forme, come ad esempio il nero e il bianco, il femminile e
il maschile, la terra e il cielo, l’acqua e il fuoco, il basso e l’alto, la difesa e l’attacco, e così via in
una successione di coppie senza fine.
L’efficacia del Tai Chi Chuan come arte marziale nasce proprio dal perfetto equilibrio di Yin e
Yang sia nei movimenti esterni che negli organi interni. Tale equilibrio permette quello scorrimento
di energia interna (“Qi” o “Chi”) grazie alla quale il praticante esperto, con estrema facilità e
morbidezza, può neutralizzare attacchi e scagliare a metri di distanza anche gli avversari
muscolarmente più forti e potenti.
Questo è il motivo principale per cui il Tai Chi Chuan viene definito arte marziale “interna”, vale a
dire un’arte che fa essenzialmente uso dell’energia interna anzichè della forza muscolare, come
accade invece nella maggior parte delle arti marziali (Kung Fu Shaolin, Karate ecc.), definite per
questo motivo “esterne”.
Ma i nemici più importanti contro cui combattere questa “lotta” molto spesso non sono gli altri
esseri umani, bensì i malesseri interiori ed i malanni fisici, che spesso a questi malesseri sono
strettamente connessi, se non proprio da essi direttamente causati.
E’ naturale quindi che il Tai Chi Chuan venga praticato dalla stragrande maggioranza delle persone
per mantenersi in salute e in buona forma fisica.
Il nostro corpo reagisce negativamente allo stress della vita moderna irrigidendosi e incurvandosi, la
respirazione diventa affannosa e superficiale, l’organismo invece di aprirsi si chiude sempre più
comprimendo gli organi interni (cuore, polmoni, stomaco, fegato, intestino, reni) e provocando
disfunzioni che col passare del tempo possono trasformarsi in malattie.
Il Tai Chi Chuan invece, lavorando sulla correttezza della postura e sull’armonia e fluidità dei
movimenti, favorisce l’apertura del corpo e restituisce libertà agli organi interni, conferisce
equilibrio e bel portamento, ridona flessibilità alle articolazioni e rilassamento ai muscoli.
Grazie alle tecniche di respirazione e di sviluppo energetico, note come Chi Kung (Qi Gong),
permette di ottenere una respirazione profonda e rilassata, nonchè di incrementare progressivamente
la propria energia interna fino ad inondare beneficamente con essa tutto l’organismo.
Infine grazie alla pratica della meditazione dona armonia e chiarezza alla mente e permette di
recuperare l’equilibrio interiore perduto.
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2. Taoismo e Tai Chi Chuan

L’arte del Tai Chi Chuan può essere considerata una vera e propria applicazione pratica della
filosofia del Taoismo, una delle due principali scuole di pensiero fiorite nella Cina del sesto secolo
a. C. ad opera di Lao-Tzu, il cui nome significa letteralmente “Vecchio Maestro”. I contenuti di tale
corrente filosofica furono sin dall’inizio radicalmente opposti ai principi di quell’altra importante
dottrina nota come Confucianesimo, nata nello stesso periodo ad opera di Confucio, da cui il suo
nome. Mentre il Confucianesimo si poneva come obiettivo principale quello di fornire all’individuo
una serie di rigide regole etiche e morali, così da garantire una perfetta organizzazione del nucleo
familiare e quindi della società, il Taoismo viceversa si volgeva all’osservazione della natura e alla
ricerca della “Via” o “Tao”. In realtà Tao è un termine intraducibile, che esprime ed oseremmo dire
sintetizza concetti come l’armonioso fluire di tutte le cose, la spontaneità dell’ordine naturale, la
ciclicità infinita dei mutamenti microcosmici e macrocosmici. Quindi per il Taoismo l’essere
umano riuscirà a raggiungere la serenità solo se saprà seguire il Tao, e divenire tutt’uno con il Tao,
cioè se sarà in grado di raggiungere quell’armonia interiore che lo condurrà ad entrare in sintonia
con il movimento di tutto l’universo. Il concetto di Tao fu ripreso in seguito dai Confuciani, che gli
attribuirono però il significato di una via lastricata da regole necessarie per il raggiungimento della
rettitudine morale, in netto contrasto con il Taoismo, per il quale l’essere umano non dovrebbe
sottostare a vincoli che lo costringano ad agire in modo predefinito, ma dovrebbe semplicemente
non agire (“wu wei”) seguendo la Via senza sforzo.
Abbiamo già accennato in precedenza al concetto di Yin e Yang nella filosofia Taoista. Ebbene
questi due poli di forza sono i responsabili della ciclicità presente nel moto del Tao, poiché quando
uno dei due ha raggiunto il suo massimo comincia gradualmente ed inevitabilmente a ritrarsi
cedendo all’avanzamento dell’altro.

Nel “Tai Chi Tu” ( “Diagramma del Grande


Termine”), simbolo principe del Taoismo, la
parte bianca rappresenta lo Yang, mentre la parte
nera rappresenta lo Yin ed è evidente, dalla linea
di demarcazione ondeggiante che le separa, come
queste due forze non si oppongano rigidamente,
ma coesistano in uno stato di equilibrio dinamico
dato da un movimento ciclico continuo. Inoltre la
presenza di un piccolo cerchio di colore opposto
in ognuna delle due metà del simbolo ci vuole
comunicare che la realtà delle cose non è mai
netta, bensì “sfumata”, cioè niente è mai
Tai Chi Tu
completamente Yin o completamente Yang; nello
Yin è sempre presente un pò di Yang e viceversa,
e di questo si hanno infinite prove in natura.
Tutti i concetti sino ad ora espressi si possono ritrovare più o meno esplicitamente nelle varie
sezioni del “Tao Te Ching” (Libro della Via e della Virtù) di Lao-Tzu, come anche nelle opere di
Chuang-Tzu e Li-Tzu, oppure in alcuni interessanti passi dell’“Arte della guerra” di Sun-Tzu.
Di seguito riportiamo alcuni brani tratti dal Tao Te Ching e dall’Arte della guerra, che rivestono ai
nostri occhi particolare interesse proprio per l’enunciazione di alcuni principi fondamentali anche
per il Tai Chi Chuan. Questo è il motivo che ci ha spinto a definire il Tai Chi Chuan come una
“applicazione pratica della filosofia taoista”.

Niente al mondo è più molle e debole dell’acqua;


ma nell’avventarsi contro ciò che è duro e forte, niente può superarla.
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La cosa diventa facile per essa grazie a ciò che non esiste.
Che il debole prevale sul forte e il molle sul duro, nessuno al mondo lo ignora,
ma nessuno è capace di metterlo in pratica.
Tao Te Ching Sez. LXXVIII

La cosa più molle al mondo si precipita contro la cosa più dura al mondo.
Senza sostanza essa penetra in ciò che non ha interstizi.
Così io so che il non agire ha il sopravvento.
Insegnare senza parole e trarre profitto dal non agire, pochi al mondo vi riescono!
Perciò il Santo si attiene alla pratica del non agire e professa un insegnamento senza parole.

Tao Te Ching Sez. XLIII


..........
Si ha un bel lavorare l’argilla per fare vasellame,
l’utilità del vasellame dipende da ciò che non c’è.
Si ha un bell’aprire porte e finestre per fare una casa,
l’utilità della casa dipende da ciò che non c’è.
Così, traendo partito da ciò che è, si utilizza ciò che non c’è.

Tao Te Ching Sez. XI

La bontà suprema è come l’acqua.


La bontà dell’acqua consiste nel fatto che essa reca profitto ai diecimila esseri senza lottare.
............
Tao Te Ching Sez. VIII

L’abile comandante soggioga gli eserciti senza combattere, conquista le città senza assediarle,
sconfigge le nazioni senza impegnarsi in operazioni eccessivamente lunghe.

L’Arte della guerra Sez.3 L’assedio

La forza non ha schieramento costante, l’acqua non ha forma costante.


La capacità di assicurarsi la vittoria cambiando e adeguandosi al nemico
è chiamata genialità

L’Arte della guerra Sez.6 Il pieno e il vuoto

In questi passi sono espressi alcuni dei concetti che stanno alla base della pratica del Tai Chi Chuan,
come l’esortazione a vincere la durezza con la morbidezza, a non opporre forza alla forza, al non
agire e a non prendere mai iniziative bellicose o aggressive, a fare il vuoto adattandosi
armoniosamente ai movimenti dell’avversario.
Di particolare interesse è il parallelismo con l’acqua, poiché i movimenti del Tai Chi Chuan devono
avere la continuità, la fluidità e la scorrevolezza dell’acqua per essere efficaci, e, se vorremo
riuscire ad ottenere effetti positivi concreti sulla nostra salute, dovremo far scorrere l’energia interna
nel nostro corpo proprio come fosse acqua.
Potremmo spendere ore a discutere di questi affascinanti argomenti e di altri ancora, ma per
comprendere la vera essenza del Tai Chi Chuan c’è una sola cosa da fare: praticare per provare su
noi stessi quelle sensazioni di cui finora abbiamo solamente parlato.

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3. Tai Chi Chuan e benessere

Come abbiamo già accennato in precedenza, secondo gli antichi filosofi taoisti, l’essere umano era
la perfetta riproduzione in piccola scala dell’intero universo, la cui armonia scaturiva dal
complessivo bilanciamento di due forze opposte: lo Yin e lo Yang.
E’ quindi ovvio che la medicina tradizionale cinese, affondando le sue radici proprio nel Taoismo,
sostenga principalmente che lo stato di salute di ogni individuo è dovuto all’equilibrio di Yin e
Yang in tutte le parti del corpo.
La pratica del Tai Chi Chuan permette di raggiungere tale equilibrio, lavorando sia a livello
“esterno” che a livello “interno”.
Per lavoro esterno intendiamo quello studio volto a ricercare la correttezza della postura e dei
movimenti, in modo da recuperare il giusto assetto della colonna vertebrale, la flessibilità delle
articolazioni, l’elasticità dei tendini, il rilassamento muscolare ed infine la salute degli organi
interni, troppo spesso compressi a causa di posture incurvate e asfittiche. Bisogna però precisare
che, per ottenere il completo benessere di tali organi, il lavoro “esterno” non è sufficiente se non è
accompagnato appunto dal cosiddetto lavoro “interno” basato sull’utilizzo del “chi” (“Qi”),
l’energia vitale che scorre o dovrebbe scorrere nel nostro organismo.
Il “chi” che ognuno di noi ha a disposizione deriva dalla combinazione di “ching”, l’essenza vitale
propria dell’individuo, con l’energia proveniente dal cibo, e quella proveniente dall’ossigeno.
L’obiettivo principale delle tecniche di sviluppo energetico, note come Chi Kung, è proprio quello
di permettere all’energia di fluire liberamente in tutto l’organismo, rimuovendo quei blocchi che
sono la causa delle principali affezioni dei nostri organi interni.

Per ottenere questi risultati si lavora sui principali canali energetici o


“meridiani”, che percorrono tutto il nostro corpo e attraversano gli
organi vitali a cui sono associati. L’equilibrio di Yin e Yang si
manifesta quindi internamente solo se l’energia è libera di scorrere,
consentendoci di vivere in armonia con il ciclo eterno dei cinque
elementi della tradizione filosofica cinese (legno, fuoco, terra,
metallo, acqua), a cui gli organi vitali sono associati in maniera ben
precisa. Tali elementi si trovano in uno stato di mutua dipendenza, a
significare che il nostro organismo non potrà essere in salute se
anche una piccola parte di esso non lo è, poiché nell’universo come
nel corpo umano lo stato di una parte influisce sullo stato del tutto e
non esistono dicotomie. I cinque elementi sono simbolicamente
collegati a stagioni, colori e animali, come riportato nella tabella
sottostante.

Elemento Legno Fuoco Terra Metallo Acqua


Stagione Primavera Estate Fine estate Autunno Inverno
Colore Verde Rosso Giallo Bianco Blu
Direzione Est Sud Centro Ovest Nord
Organi Fegato Cuore Stomaco Polmoni Reni
interni Cistifellea Intestino tenue Milza Intestino crasso Vescica
Animale Drago verde Fagiano rosso Fenice gialla Tigre bianca Tartaruga blu

Concludiamo sottolineando che i processi alchemici interni tipici della meditazione taoista
prevedono la trasformazione del “ching” in “chi” fino ad arrivare allo “shen”, lo spirito, in un
cammino di elevazione spirituale che influisce positivamente sul nostro equilibrio interiore,
permettendoci di trovare la quiete e la chiarezza mentale anche nel flusso apparentemente
disordinato della vita.
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4. Le origini del Tai Chi Chuan

Come abbiamo già detto nel primo capitolo, “Tai Chi” significa “Grande Termine” o “Suprema
Unità”, mentre “Chuan” sta per “Lotta”. Quindi la parola “Tai Chi Chuan” può essere tradotta come
“Lotta del Grande Termine”, espressione che ci permette di intuire chiaramente le origini marziali
di questa arte.
Si narra che già nei primi secoli dopo Cristo fossero presenti vari stili di arti marziali nati in seno
alla filosofia taoista e inquadrabili come stili “interni”, vale a dire basati sulle pratiche tradizionali
taoiste di alchimia energetica interna.
Ad esempio, nel periodo della Dinastia Tang (618-905 d.C.), visse un eremita taoista di nome Hsa
Suan Ming, il quale elaborò una disciplina marziale costituita da trentasette posizioni da praticare
una dopo l’altra, in una sequenza non necessariamente predefinita, in modo da dar luogo ad un
unico movimento fluido e continuo.
Nello stesso periodo nacque Li Tao Tzu, un longevo taoista che, secondo la leggenda, arrivò ad un
passo dal carpire il segreto dell’immortalità e visse più di mille anni. Anch’egli creò uno stile di
combattimento basato sul flusso di energia interna e composto da quattordici posizioni di base,
alcune delle quali sembra fossero simili a certe figure del Tai Chi Chuan della famiglia Yang.
Si narra che successivamente vi furono molti altri personaggi, al confine tra la realtà e la leggenda,
che contribuirono allo sviluppo di discipline simili al Tai Chi Chuan, ma l’unico che riuscì ad
ottenere l’unificazione di tutte queste arti marziali, fu il Gran Maestro Chang San Feng.

Chang San Feng nacque nel 1247, nel periodo della Dinastia
Yuan, e sin da giovane, dopo aver letto i classici della
letteratura cinese, intraprese quel cammino di ricerca spirituale
che lo avrebbe portato a diventare un monaco taoista. Vagò per
trent’anni tra templi e montagne fino a stabilirsi in una località
imprecisata dei monti Pao Gi nello Henan, Cina Occidentale,
dove conobbe l’arte dello “Shaolin Chuan” o “Kung Fu
Shaolin”.
Shaolin è il nome del famoso tempio Buddhista fondato dal
Monaco indiano Bodhidarma nel terzo secolo d.C., tempio che
divenne poi un importante centro di arti marziali “esterne”, cioè
discipline che pongono molta enfasi sul vigore e sulla forza
Il Gran Maestro
Chang San Feng muscolare come fonti di velocità e di potenza.
Chang San Feng rimase per circa dieci anni presso il tempio ed
imparò tutti gli esercizi del “Kung Fu Shaolin”.
Nel 1300 venne finalmente in contatto con eremiti e monaci taoisti, che gli trasmisero i segreti
dell’energia e della longevità, e si stabilì quindi sul Monte Wudang, la montagna sacra del Taoismo,
dove, come monaco taoista, secondo la leggenda divenne immortale.
Forte della approfondita conoscenza delle pratiche taoiste, Chang San Feng modificò radicalmente
il “Kung Fu Shaolin”, relativamente duro, in uno stile più morbido noto come “Lungo Chuan
Wudang”, eliminando l’uso di pesi e sacchetti di sabbia per l’allenamento, ed introducendo invece
le tecniche taoiste di meditazione e sviluppo energetico, il controllo del respiro, le visualizzazioni.
Perciò il tipo di pratica da lui concepita trascendeva nettamente l’arte marziale e si configurava
piuttosto come un metodo per lo sviluppo interiore e spirituale, da cui l’abilità marziale scaturiva
come una naturale conseguenza, insieme al benessere fisico e mentale.
Narra la leggenda che Chang San Feng traesse ispirazione, per la creazione del Tai Chi Chuan, da
un combattimento tra un serpente ed una gru, a cui si era trovato accidentalmente ad assistere.

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Il serpente riusciva a schivare e neutralizzare i veloci attacchi rettilinei portati con il becco dalla
gru, grazie ad altrettanto veloci movimenti a spirale, senza però mai perdere la propria forma
circolare.
Chang San Feng capì allora come la morbidezza fosse vincente sulla rigidità e da qui sviluppò il Tai
Chi Chuan, che ancora oggi fà della frase “vincere cedendo” la sua bandiera.
Dai tempi di Chang San Feng si succedettero varie generazioni di Maestri fino ad arrivare a Chen
Wang Ting, vissuto nel 1600 d.C. e fondatore dello stile Chen, da cui sono derivati poi tutti gli altri
stili di Tai Chi Chuan come lo Yang e il Wu.

Hsa Suan Ming , Li Tao Tze


( Dinastia Tang 618-905 d.C.)

Hen Kon -Yu , Chen Lin Hsi


(907-1200 d.C.)

Zhang San Feng


( “ L’ immortale ” )
(1247-1459 d.C.)

Chen Wang Ting


(1600 d.C.)

Chen Chin Ping Chen Chang Hsin


(1795-1868 d.C.) (1771-1853 d.C.)

Wu Yu Hsing Yang Lu Chan Chen Gun Yun


(1812-1890 d.C.) (1799-1872 d.C.) (1800 d.C.)

Yang Chien Hou Chen Fu Ku


(1839-1917 d.C.) (1887-1957 d.C.)

Yang Cheng Fu Yang Chao Hsiung


(1883-1936 d.C.) (1860-1930 d.C.)

Yang Sau Chung ( Fondatore dell’ ITCCA


(1905-1985 d.C.) nel 1971 a Hong Kong )

Chu Gin Soon Chu King Hung Ip Tai Tak

( USA ) ( Responsabile ITCCA ( Asia )


per l’Europa )

Albero Genealogico del Tai Chi Chuan


(In grigio il Lignaggio della famiglia Yang)

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5. Il Tai Chi Chuan della famiglia Yang

Yang Lu Chan Yang Chien Hou Yang Chen Fu Yang Sau Chung

Il fondatore dello stile Yang fu il Gran Maestro Yang Lu Chan (1799-1872). Prima del suo avvento,
il Tai Chi Chuan era considerato un tesoro esclusivo della Famiglia Chen e per i suoi membri
rappresentava un segreto prezioso da custodirsi gelosamente, tanto che anche il solo mostrarlo a
persone esterne alla famiglia costituiva quasi un reato. A maggior ragione chi avesse “rubato” un
tale segreto, avrebbe recato un’offesa estremamente grave alla Famiglia Chen, offesa punibile
anche con la morte. Eppure Yang Lu Chan sopravvisse, pur essendosi impossessato di tali segreti.
Yang Lu Chan si fece assumere come servo in casa dei Chen, capeggiati a quel tempo dal Gran
Maestro Chen Chang Hsin, e dopo poco cominciò ad osservare di nascosto le lezioni che
quotidianamente il Maestro impartiva ai membri della sua famiglia. Passò le notti a studiare e ad
esercitarsi da solo raggiungendo un livello elevatissimo, finché non venne scoperto.
Il Maestro Chen lo invitò a battersi con i suoi allievi ed egli li sconfisse tutti con tale bravura che il
Maestro ne rimase impressionato e lo prese come suo discepolo perdonandolo, davanti a tutti i suoi
studenti riuniti nella Sala di Famiglia, di aver rubato l’arte segreta e dichiarandosi orgoglioso di
accoglierlo come nuovo praticante del Tai Chi Chuan della Famiglia Chen.
In seguito Yang Lu Chan viaggiò per tutta la Cina visitando palestre e monasteri, alla ricerca dei
più famosi maestri di Kung Fu, che regolarmente sfidava e immancabilmente sconfiggeva,
guadagnandosi così l’appellativo di “Yang l’invincibile”.
La sua bravura era tale che, con il solo uso dell’energia, riusciva a scagliare a metri di distanza
anche gli avversari muscolarmente più forti e potenti, ma senza ferirli.
Yang Lu Chan fu convocato anche alla corte dell’Imperatore, che però era manciù e questo fu uno
dei principali motivi che lo spinsero a non insegnare alla famiglia imperiale l’arte del Tai Chi
Chuan nella sua interezza, bensì a trasformarla in una specie di ginnastica dolce basata
sull’apparenza e quindi priva dei principi interni che la rendevano veramente potente.
Il suo Tai Chi Chuan divenne così il più conosciuto e diffuso di tutta la Cina, ma in realtà
l’autentico Tai Chi Chuan, completo di tutti i segreti, Yang Lu Chan lo trasmise solo all’interno
della propria famiglia.
I suoi due figli Yang Yu (1837-1892) e Yang Chien Hou (1839-1917) proseguirono la tradizione
paterna.
Si racconta che Yang Chien Hou fosse incredibilmente abile con le armi, in particolare col bastone
e che avesse una sensibilità straordinaria grazie alla quale riusciva ad impedire agli uccelli di
spiccare il volo dal palmo della sua mano. Infatti quando questi cercavano di darsi la spinta per
volare via, lui abbassava la mano quel tanto che bastava per impedire loro di utilizzarla come base
d’appoggio.

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Dei due figli di Yang Chien Hou , Yang Chen Fu (1883-1936) fu sicuramente il più famoso.
Cominciò a studiare il Tai Chi Chuan all’età di vent’anni e dopo la morte del padre intensificò
ulteriormente la sua attività praticando notte e giorno, fino a raggiungere un livello altissimo e a
divenire anche più abile del padre. Si narra che fosse apparentemente morbido come il cotone, ma
che avesse una potenza interna come di acciaio. Yang Chen Fu viaggiò molto e definì con
precisione lo stile Yang insegnandolo pubblicamente nei parchi, però anche lui differenziò la sua
pratica in “forma pubblica” e “forma privata”. Solo la forma privata conteneva i segreti dello stile
della famiglia Yang e pochissimi dei suoi innumerevoli allievi vennero iniziati ad essa.

Questo spiega perché lo stile Yang attualmente diffuso e pubblicamente insegnato in Cina si
discosta sensibilmente dallo stile Yang originale. Alla stragrande maggioranza dei suoi allievi Yang
Chen Fu insegnava la “forma pubblica”, un dolce esercizio ginnico privo di qualsiasi contenuto sia
energetico che marziale, e solamente ai membri della famiglia e ad alcuni allievi particolarmente
meritevoli insegnava la “forma privata”.

La sua eredità fu raccolta dal figlio Yang Sau Chung (1905-1985), il quale iniziò ad imparare il Tai
Chi Chuan all’età di otto anni e studiò con il padre per più di venti anni. Nel 1949, dopo l’avvento
di un regime politico intollerante nei confronti del Taoismo, si rifugiò ad Hong Kong dove nel 1971
fondò l’International Tai Chi Chuan Association (ITCCA) in modo da diffondere e preservare lo
Stile Originale della Famiglia Yang.

Attualmente il responsabile per l’Europa dell’ITCCA è il Maestro Chu King Hung, uno dei tre
discepoli a cui il Gran Maestro Yang Sau Chung svelò tutti i segreti della Famiglia Yang.
Il Maestro Chu King Hung aveva dodici anni quando la sua famiglia si trasferì ad Hong Kong e lì
incominciò l’apprendistato col Maestro Yang Sau Chung, che sarebbe durato 26 anni. Apprese la
Tradizione completa della famiglia Yang e fu in seguito autorizzato dal Gran Maestro ad insegnare
lo stile Yang nella sua forma originale. Il Maestro Chu King Hung vive ed insegna a Londra dal
1970 ed organizza stage in tutta Europa.

Il Maestro Chu King Hung

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6. ITCCA, organizzazione e didattica

L’ITCCA (International Tai Chi Chuan Association) è un’associazione internazionale fondata


appositamente nel 1971 dal Gran Maestro Yang Sau Chung per preservare e diffondere lo Stile
Originale della famiglia Yang.
In Europa il responsabile è il Maestro Chu King Hung, che vive ed insegna a Londra dal 1970 ed
organizza stage in tutta Europa.
Responsabile per l’Italia è il Maestro Carlo Lopez, allievo diretto del Maestro Chu King Hung, che
vive ed insegna a Milano ed organizza stage in varie località d’Italia.
L’ITCCA si sta diffondendo in Italia proprio grazie ad una rete di insegnanti qualificati istruiti e
selezionati direttamente dal Maestro Lopez e tenuti a seguire una formazione permanente presso il
Maestro Chu King Hung in modo da garantire la buona qualità del loro insegnamento.
Quindi anche gli insegnanti si configurano come allievi diretti del Maestro Chu, recandosi
annualmente da lui per delle lezioni private, al termine delle quali, e solo allora, sono autorizzati ad
insegnare ai propri allievi ciò che durante tali lezioni è stato verificato e corretto “direttamente” dal
Maestro Chu.
Infine i Discepoli sono quei responsabili nazionali che hanno raggiunto un livello di
approfondimento tale da meritare di accedere a tutti i segreti della Famiglia Yang.
Di seguito riportiamo uno schema esplicativo dell’organizzazione “gerarchica” dell’ITCCA Europa.

Allievi

Allievi anziani
(assistenti o coordinatori)

Insegnanti

Responsabili
Nazionali

Discepoli

Maestro Chu King Hung


Maestro Chu King Hung
(Londra)
(Londra)

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Il programma di insegnamento dell’ITCCA affronta in maniera metodica ed approfondita tutti gli


aspetti dell’ampio panorama di esercizi tramandato di generazione in generazione dalla famiglia
Yang.

Meditazione Taoista, Chi Kung (Qi Gong), I Kung :

Con tutte queste pratiche si ricerca il potenziamento dei centri energetici, con particolare attenzione
al centro energetico inferiore (Dan Tien), e ci si propone di rimuovere i blocchi fisici e mentali che
impediscono all'energia interna di scorrere liberamente nei meridiani, cioè nei canali energetici del
nostro corpo. Grazie a questi esercizi la mente si rasserena, le membra si rilassano, l’equilibrio
aumenta e ci si sente stabili e radicati al terreno, ma allo stesso tempo leggeri come l’aria e pervasi
di energia.
Gli esercizi di Chi Kung sono specificatamente finalizzati allo sviluppo energetico, infatti “Chi” sta
per energia e “Kung” significa lavoro, mentre gli esercizi di I Kung lavorano più sull’intenzione,
infatti “I” sta per intenzione, e servono a sviluppare l’intenzione e la volontà necessarie a incanalare
e dirigere il “chi” dove serve, facendogli percorrere i meridiani del nostro corpo.
Tutto ciò non provoca solo piacevoli sensazioni, ma apporta anche un effettivo beneficio al nostro
organismo essendo i meridiani strettamente connessi agli organi interni.
Durante tutte queste pratiche ci si avvale naturalmente delle visualizzazioni tipiche della
meditazione taoista, la quale viene ovviamente approfondita anche tramite le tecniche più
conosciute, come l’“orbita microcosmica” ed altre.
Gli esercizi di I Kung sono esercizi segreti della famiglia Yang, ma anche buona parte degli esercizi
di Chi Kung proposti sono praticamente introvabili al di fuori della ITCCA.

Esercizi Taoisti e Respirazione Interna :

Altrettanto sconosciuti al di fuori della ITCCA sono gli “Esercizi Taoisti”, i quali possono essere
eseguiti sia come esercizi di Chi Kung, sia come semplici esercizi volti a conferire flessibilità alle
articolazioni, elasticità ai tendini e rilassamento ai muscoli, lavorando pur sempre in modo profondo
sui principali canali energetici del nostro corpo.
Sempre a partire dalle principali posizioni di Chi Kung sono di basilare importanza gli esercizi di
respirazione interna, che lavorano sull’apertura e sul corretto posizionamento del diaframma in
modo da potenziare lo scorrimento del “chi” e inondare beneficamente con esso tutto l’organismo.

Forma:

Alla base della pratica del Tai Chi Chuan originale della famiglia Yang troviamo la “Forma”.
Con il termine “Forma” si intende una successione di posizioni predefinite da ripetersi sempre
esattamente nella stessa sequenza in modo lento, fluido e continuo. Quando si raggiunge un buon
livello nell’esecuzione della Forma e i movimenti sono morbidi e armoniosi, si ha l’impressione di
eseguire una specie di danza rituale, ed infatti non a caso la Forma è stata denominata anche “danza
del guerriero”. Durante l’esecuzione della Forma si deve sgombrare la mente da tutti i pensieri
concentrandosi solo sul flusso del “chi”; in tal modo si ha la sensazione di entrare in un’altra
dimensione, il tempo sembra fermarsi ed ogni problema svanisce. Questo è il motivo per cui si sente
spesso dire che il Tai Chi Chuan è una specie di “meditazione in movimento”.
La forma è suddivisa in tre parti: la prima simboleggia la terra, la seconda il cielo e la terza l’essere
umano, il quale secondo la tradizione taoista rappresenta il collegamento vivente tra cielo e terra e
fruisce dell’energia del cielo sotto forma di ossigeno e dell’energia della terra sotto forma di cibo
per potenziare la propria energia. Per eseguire tutta la forma sono necessari circa trentacinque
minuti.
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Per imparare le posizioni di base della Forma non servono particolari doti fisiche, ma è ovviamente
necessario un piccolo sforzo di memorizzazione ed un pò di pazienza. Non si può pretendere di
eseguire subito in modo corretto le posizioni, perché anche quando sono già state memorizzate è
difficile controllare tutte le parti del proprio corpo che sono fuori posto. E’ quindi necessario un
processo di raffinamento graduale, che per approssimazioni successive porterà l’allievo
all’esecuzione corretta di tutti i movimenti.
Quando si è memorizzata tutta la Forma e si è in grado di eseguirla in maniera accettabile, si può
passare ad approfondirne ulteriormente la conoscenza.

Ogni livello di approfondimento lavora su un particolare aspetto della Forma.


Riportiamo di seguito l’elenco dei principali livelli di approfondimento.

1. Forma yin e yang


2. Forma del centro
3. Forma del chi delle braccia
4. Tre yin e tre yang delle braccia
5. Forma del chi delle gambe
6. Yin e yang dei piedi
7. Forma del chi della testa e del collo
8. Respiro interno nella Forma

Tui Shou, Ta Loi, Forma di combattimento, applicazioni marziali :

Oltre agli aspetti meditativi e salutari, la ITCCA si propone di approfondire anche gli aspetti
marziali del Tai Chi Chuan, sia tramite esercizi a coppia volti ad aumentare la sensibilità nei
confronti dei movimenti del proprio avversario, sia tramite vere e proprie applicazioni marziali.
Il “Tui Shou” è comunque un esercizio a coppia che può essere svolto da chiunque anche in
maniera completamente a-marziale, ed è basato su movimenti di spinta reciproci e alternati. Durante
la pratica di questo esercizio si spinge il partner dopodiché si accoglie dolcemente la sua spinta
neutralizzandola, e si procede così fino a quando l’equilibrio dinamico instauratosi nella coppia si
rompe a causa dell’irrigidimento o della chiusura di uno dei due, il quale non riesce più ad
armonizzarsi con l’altro e finisce per perdere l’equilibrio.
L’insieme armonico costituito da due persone che praticano il Tui shou correttamente, modificando
in modo complementare il proprio stato yin-yang, in un movimento oscillatorio senza fine, è forse
una delle più fedeli rappresentazioni viventi del “Tai Chi”.
Grazie al Tui Shou l’allievo imparerà a concentrarsi sul proprio centro e a divenire sempre più
stabile, con effetti apprezzabili anche nella vita di tutti i giorni.
E’ fondamentale sottolineare che questo tipo di pratica, insieme alle applicazioni marziali, non si
esegue mai con lo scopo di partecipare a gare di combattimento, ma semplicemente per sviluppare
le proprie qualità di velocità, sensibilità e determinazione, importanti anche nella vita quotidiana.

Forma con la spada, con la sciabola e col bastone :

L’apprendimento delle Forme con le armi è più semplice, una volta che si è imparata e
sufficientemente approfondita la Forma a mani nude, in quanto i principi che le regolano sono gli
stessi. Ad ogni arma è associato un elemento: mani nude -> terra, spada -> acqua, sciabola -> fuoco,
bastone -> legno, lancia -> metallo. Da notare però che, essendo il bastone una lancia senza la
punta, la Forma del bastone e quella della lancia coincidono.

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ITCCA - Il Tai Chi Chuan Originale della Famiglia Yang

7. L’ITCCA e l’impegno sociale

L'Itcca ed i Parchi
L'ITCCA Italia ritiene il Tai Chi Chuan un'attività che valorizza i Parchi Pubblici in Italia e propone
delle pratiche aperte a tutti.

La Comunità di San Gallo


In collaborazione con la UISP di Bergamo si è istituito un nuovo corso di Tai Chi Chuan presso la
Comunità per tossicodipendenti di San Gallo Famiglia Nuova comune di San Giovanni Bianco
(BG).

Il Tai Chi negli Istituti Penitenziari (S. Vittore)


Nell'autunno del 1999 un gruppo di volontari operanti nella sezione femminile della Casa
Circondariale di S.Vittore con attività culturali di vario tipo da circa dieci anni, ha per la prima volta
ottenuto il patrocinio e il finanziamento del Ministero di Grazia e Giustizia per lo svolgimento del
proprio programma di recupero. All'interno del progetto, chiamato "Casina", rivolto principalmente
alle detenute con problemi di tossicodipendenza, è stato inserito, per la prima volta, un corso di Tai
Chi Chuan.

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ITCCA - Il Tai Chi Chuan Originale della Famiglia Yang

Il Gran Maestro Yang Chen Fu in una foto di gruppo con familiari e allievi

Bibliografia

1. “Tao Te Ching, il libro della Via e della Virtù” di Lao-Tzu a cura di J.J.L. Duyvendak, Adelphi
2. “L’arte della guerra” di Sun Tzu a cura di Thomas Cleary, Ubaldini Editore
3. “Testi Taoisti”(Lao-Tzu, Chuang-Tzu, Lieh-Tzu) a cura di F. Tomassini e L. Lanciotti, Classici
UTET
4. “Il Tao del Tai Chi Chuan” di Jou Tsung Hwa, Ubaldini Editore
5. “Il Libro del Tai Chi Chuan” di Wong Kiew Kit, Ubaldini Editore

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