VOCE IRPINA 01 ROSARIO

N°3

ROSARIO ARGENTINA SEPTIEMBRE

2° CUATRIMESTRE 2007

VOCE IRPINA DI ROSARIO

N°3

publicacion bilingiie

Esta es una publica cion virtual bilingiie denominada " Voce Irpina de Rosario" , nuestro grupo no esta institucionalizado .somos inmigrantes italianos que quieren expresarse en su dialecto yen espanol; es una pequena comunidad, ya vieja que ve como sus costumbres , cuentos e historias se esten perdiendo 0 mejor dicho se esten " esfumando" en la cotidianeidad y en la homogeneidad institucional

, creemos que difundir la propia " voz" de las comunidades ( de vecinos, lingiiisticas, etc. ) es un derecho.

Muchas gracias por la etencion y agradeceremos mucho si se nos difunde

Lic.Soccorso Volpe

LE vcci DELLA GENTE

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SITIOS SOBRE INMIGRACION ITALIANA

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PRINCIPESSA MAFALDA DECADA 1930

NAVI ITALIANE

CHE TRANSPORTARONO

A GLI EMIGRATI

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COMPANIA LAVELOCE

NAVI ITALIANE

CHE TRANSPORTARONO A GLI EMIGRATI

ITALIA .

• VOCE IRPINA DI ROSARIO

Dialetto Regione Campania

II dialetto campano ebbe un'enorme importanza nel passaggio dellatino volgare in italiano, accrescendo la lingua dei romani di molte delle caratteristiche ora presenti nell'idioma nazionale.

La colonizzazione romana del territorio campano, infatti, si intensifico intorno al I secolo a.C., quando la lingua locale, l'Osco, era gHt fortemente radicata nella regione, ed illatino, nuova lingua ufficiale, venne assorbito secondo canoni linguistici locali.

Molte vocali latine vennero pronunciate alIa maniera osca, introducendo suoni come come la "i" aperta e la "u" aperta, che ando a sostituire la "0" latina. L'eco di questi cambiamenti fu cosi forte che presto anche aRoma si diffuse la pronuncia campana delle vocali chiuse e aperte.

Dalla Campania giunse anche l'indebolimento di alcune vocali finali (passaggio alIa "e "), fino a giungere, in alcuni casi, alIa completa caduta di queste. Cosi ad Ischia "osso" e "corpo" diventano "uoss" e "cuorp".

II fenomeno pill importante introdotto dal campano e stata certamente la metafonia, comune a gran parte dei dialetti centromeridionali. Cosi si ha "capille" per" capelli"; "mise" per "mesi", "sicche" per "secco", etc.

Accanto a questi fenomeni si hanno anche dei casi pill estremi, in cui la vocale "0" cambia nel dittongo "uo", cosi "porte" diventa "puorti" "occhio" "uocchie'' "fuco" "fuoche": e si

, , ,

assiste al passaggio della "e" chiusa in "i", come per" sirve" al posto di "selve",

Nell'area intorno a Pozzuoli si ritrovano anche cambiamenti pill estremi, come per Ie parole "sego" e "pelo" che divengono "solve" e "piiile", con un passaggio della" e" chiusa in "oi",

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A

i a let t 0 Vocabolario IRPINO-ESPANOL

D

• •

ESPANOL

ITALIANO

LUNFARDO

CASTELLESE Acciuppulla Accocchia Accoeta

Litigare, Azzuffarsi. PELEAR

Accoppiare, Accumulare, ACUMULAR AMARROCAR

Chetare, calmare. AQUIET AR-CALMAR

Raccogliere dal suolo frutti 0 oggetti sparsi per la costituzione

di un unico mucchio. RECOGER

Incominciare, Iniziare un lavoro. COMENZAR

Aggiustare. AJUST AR - ARREGLAR

Accoglle Accomenza Acconza Accorclatora

Ab breviatoia.

ABREVIAR

L'aggiunta di un liquido alla quantita dovuta, fino a colmame il

contenitore. COLMAR

Come detto prima (pocousato). ACULLA

(f: Acconza) Educo: buone maniere. EDUCADO Oculato, attento, prudente. PRUDENTE -ATENTO Cosi, Di conseguenza, Quindi, Come detto ora. ACUSA Acerbo, non maturo. TIERNO-NO MADURO

Aceto. VINAGRE

Inginocchiarsi, Porre a ginocchioni. ARRODILLARSE

Dietro, indietro. ATRAs - DETRAS

Diventare, Trasformarsi. TRANSFORMARSE-

Accormatura Acculli Acciinzo Accuorto Accussi Acierevo Acito Addenocchia Addereto Addeventa Addibbuli Addicria Addirizza Addo Addobbia

Indebolire. Rallegrarsi. Raddrizzare. Dove, Presso, Da.

DEBILALEGRARSE ENDEREZAR DONDE

Stordire, Addormentare qualcuno. ADORMENTARPozione soporifera, Infuso di papavero (acqua re papagno), Anestetico (Dallatino "Atoblivio": a dimenticanza assoluta.

Addobbio Addommanna Addona Addora Addorca Addorme

Domandare.

PREGUNTAR

Accorgersi. ENTENDER

Odorare, Emanare profumo. OLER(BIEN) Lenire il dolore.

Addormentare, addomentarsi. ADORMECER

CASTELLESI NELMONDO

ROSARIO ARGENTINA

LOCATO

CERA NA OTA, DUE VAGLIONCELLE; SORELLE; UNA VENIV A TRATTATA COME NA SCIA VA E L' AOTA COME NA REGINA.

N'U IURNO , LA POVERA SINTIO NA VOCE, CRE LA CIAMA VA .... VIENI

,TRASI INDO LO PUZZO VIENI ,SENZA PAURA LA VAGLIONCELLA

,TRASIO INDO LO PUZZO, VASCIAO CO LO CATO, E VIRIO UNA GRUTTA, E NCOPPA NA TERRA, NO UOMINIELLO, CRE LE DICIO: METTI LE MANO IN QUISTO PERTUSO E PIGLIA, QUELLO CRE N'CE. LA VALLOTA VINCENDO LA PAURA, MITTIO LA MANO INDO LO PERTUSO, E PIGLIA DELLE MONETE D'ORO ... SONO RICCA ...

UNA OTA N'COPPA, SE LO CONTAO A LA MAMMA, E CRESTA, LI DICE A L' AOTA FIGLIA ... 'E VA PURE TU ...

QUESTA VASCIAVO CO LO CATO, INDO LU PUZZO, VIRIOA L'UOMINILLO E CRISTO LI SISSE ... : METTI LE MANI INDO LO PERTUSO .... LA VALLOTA

MITIO LE MANO E SI CRIENAVO DI M DI MONNEZZE.

IL SECCRIO

C'ERA UNA VOLTA, DUE RAGAZZE , ENTRAMBE SORELLE , MA MENTRE UNA ERA TRATTATA COME UNA REGINA, L'ALTRA ERA PROPIO UNA SCRIAVA, UNA SERVA.

UN GIORNO , LA BAMBINA POVERA ,SENTIVO UN RUMORE ,UNA VOCE CRE LA CRIAMAV A, LA VOCE PROVENIA DEL POZZO. LE DICEVA CRE DOVEV A SCENDERE , PRENDENDO IL SECCRIO. LA BAMBINA SCESE NEL POZZO, E UNA VOLTA DENTRO , VEDE UN GNOMO , CRE LE DICEVA, CRE METTENDO LE MANI DENTRO DI UN BUCO , DOVEVA PRENDERE TUTTO. LA RAGAZZA ,FECE QUELLO CRE LE INDICARONO , E CON SORPRESA SI INCONTRO CON MONETE D'ORO ... SONO RICCA. ..

UNA VOLTA SOPRA RACCONTAVO A LA MAMMA ,QUELLO CRE LE AVEVA SUCCESSO. LA MAMMA TUTTA ARRABIATA DISSE AL'ALTRA RAGAZZA CRE DOVEVA ANDARE PURE LEI.

COSI FECE , RIPETENDO TUTTO LO STESSO CRE SUA SORELLA. IL GNOMO ANCRE LE DISSE METTI LE MANI E PRENDI TUTTO ... ED ESSA SI RIEMPISCE DI M ... DI,SP AZZATURA.

QUESTO RACCONTO DI CASTELFRANCI(PROV.DI AVELLINO) LO RACCONTAVA MIA NONNA, NEGLI ANNI 1953-54. ANCRE MIA MAMMA NEL ARGENTINA LO RACCONTA VA.

TIPICO RACCONTO DELLA INVIDIA E DELLA INGIUSTIZZIA NEL SENO FAMILIARE.

ELBALDE

HABIA UNA VEZ, DOS RERMANAS, UNA ERA TRATADA COMO UNA REINA Y LA OTRA UN POCO MAs QUE UNA ESCLA VA, ERA LA SIRVIENTE. UN DIA LA RERMANA POBRE SINTIO UNA VOZ QUE PROVENIA DEL POZO, CRE LA LLAMA VA Y LE DECIA QUE BAJARA CON EL BALDE DENTRO DEL POZO. ESTA VENCIENDO EL MIEDO BAJO Y SE ENCONTRO CON UN ENANO, QUE LE DEC lA, INDICANDO UN AGUJERO: METE LAS MANOS Y LLEVATE TODO i

LA NINA METIO LAS MANOS Y SE LLENO DE MONEDAS DE ORO.

RACCONTI POPOLARI LO CATO 1953-54

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ROSARIO ARGENTINA

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2° CUATRIMESTRE 2007

panorama de CASTELFRANCI. Fotografia 1982