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L. DARETTX

DING-HI

ATTREZZATURA E MANOVRA

LEGA N A VAL_E ITALIA~A 194,9

'Ar",iamo· II Dln~hr~

La· 'barchetta e stata verniciata di recent-e. La sabbia e assai nociv~ agii ~c~ l~ggeri poiche mantiene' l'.umidita, si ammucchia nells connessure delle seafo, si infiltrs' dovuuque e

tende a scucire 11 fasciame, '

Pet' difen derci dalla sabbiavabbiamo Iatto veruiciare Ja seafo alI'inferno ed all' esterno con tre man] di bl1011a veruice ad 0110.

Abbiamo aumentato COS1 il peso della barca eli qualche chi[ograrnma; sara un male per 1a regata rna un bene pet il Dinghi

al quale vogliamo .lunga vita. .

«: • U.li abile'-<,><p'":Qenriere hacostruito per Puck; COS1 abbiamo battezzato la llbov~ inibarcazione .• una'slittina a rullo (fig, I).

It Dinghi potr'a dunqne posare nor.wa_lm.en~e su di essa ed essere trasportato con. facilita dal deposito' delle iuibarcaz.kmi al mare, scorrendo su di un binario fatto di tavcle, Assestato .cosi sulla slitta, Puck non st1hi:ra sforz; iu cWglia 0 sul fiance, sforzi che a lunge andare potrebbero. sconnetterne il !'asciame.

Portiamolo all.' aperto ed .alberiamolo (fi&,. 2).

L'albero alzato verticalments va passato nella masira, un foro pr9ticato sul banco .eli prora, La 'I1t~ccia) I'estremita infer iore dell'albero, va nella scassa, cioe in quel vano a sezione quadrata che e praticato ill un tacco solidaments iucorporato aJ. param:ez;zcile,

D.a11a sommita dell'albero partono le sortie, due cavetti d'acciaio che terminano in due redamce , l'una a dritta e l'altra a sinistra. Ognuna delle sartie va data. volta alla land_a, corrispon. dente per mezzo di un juetl:o, cimetta leggera che va passata P:ll volte nella. redancia e nella Landa (fig. 3) .

. Le s_artie vanno tesa.te rna non troppo.

La vela e._ uniC8,. una ram da. di- f9rlllatrape7.Qidale. Apria.mola con cura; att~nt!.a non macohiarla, a non fa.r1a strisciare su punte taglienti, a n.on sforzarla.

£1u.3 FiqA .

- - -----------------------~--------

Inferiamo III vela;

,Larelinga d'inje1"itwra va distesa lungo lapennola; assicuriamo il puri{O di. gO'lCl. della vela alla varea inferiore della pennola, poi la bugna. superiore della vela alla varea superiore della pennola,

Tesiamo bene ed in modo che Ia relinga siadistesa lnngo u~gt genera trice della pennola, dalla parte - della coucavits di

eli quest'ultima. •

Facciamo ora la cucltura; cioe cou una cimetta sottile assicuriarno la vela' alla pennola mediante una Iegatura.

Passiamo ora aila r~lingl;l - . di_ bordat;~(l;,allche qui occorrono due, leg~ture" l~ prima. al pu·n1ol di mura,_ la-~con.da al punto tJd .$cQtfa; p01 una eucitura' latta son p~sgtt¢~~jJliCi ..

La vela deve essere hen. distesa lungo la pennola e Iungo il bema; va tenuto conto che sotto I'azione del. vente e del sole

tenders -a disterrdersi ancora. ..

Se la vela ii'nuova converts non tesarla troppo, laseiandola libera di prendere I'assestamento definitive come il vento vorra.

AI2:lamo I. vela.

Una. spinta £II carrello in. modo da portare labarcain filo al vento, cioe in direzione tale che il ven.to la colpisca di prora e secondo Ia direziorie della chiglia.

Diamo- volta alIa driaza..

La ibiz-z(!' e generalmente una cima 4i canape 0 di cotone ehe passa in una c(J.1Ja;f:QN.t. fissata in testa dJalber{)l, Meglio ancora se e. tutta 0 ih parte in cavo di aeciaio; in questo caso non subira aliungamenti per effetto della tensione- prolungata Q del sole e:. 'qnindi non occorrera nel corso della navigazione di doverla 'nuevamente -po-rta-re a segmo,

L'estremita poppiera della ddzza va data volta in un l~ullto del1~ penaola ~tuato ad un· t.~zO.s:~~~ della lunghezza totale di essa,a par1;i.redaUa estremita inferiore, In questo punto v'e una press alla quale assicurererno I'estremits della drizza con nTI mosdglioncino,

7

-;

'Se non vi sono particolari sistemaztoni, daremo voTta, alla drizza, se questa e 'in canapa 0 cotone, con un sernplice nOM d 'a,ngtttHa (fig. 4) ,

If ritorno della dr'izza e cioe .quella parte cha passata la cavatoia discende in coperta a, proravia, dov-n\ far via_l?er, un

- bozzelIo che .~ situate suld1,j;f,to di prora del Dinghi e q11lndi sara rinviata i pie-.J~lb,ero; pOL passando ver altrn bozzello sic tuato sulla chiglia verra verso 'poppa e .sara data volta alla gal'loccial che e sul Iato sinistro in basso della cassa della deriva.

Alzi~mo la 'lJet~.: a bracciate Iente eregolari si a1~ la'drizza e contemporaneamente si Iibera Ill, tela in modo che salga£adlmente, a. n1)(1"

La vela e quasi a segno : diamo volta provvisoriamente e quindi passiamo a mettere a posto il boma (fig, 5)-

La forcella del borna dovra imboccara I'albero ed essere fis, sata mediante un f1,l.~tto sul banco _preSSQ la mast'ra. La forcella dovcra--troval'si aU'alt.ezza di rua f}tUJto dell'albero definito: d_al rego1amento. di ,reg;rta,12er Ia classe D(nghi_ Se uSf;iamQper diporto pessiamo- concederci la liberta di fissare, la £9n;ella ove rneglio ci pi ace; io vi consiglio ill metterla ad un altezza di due palmi dalIivello della falchetta" Due palmi e altezza giusta; il boma sara -sufficientemente sollevato da consentire ai_ timonlere di veder bene al di sotto dena- vela le acq ue sottovento e quindi _g1i ostacoli, le aUre barche, i nuotatorj incauti.

Volendo sfruttare -al massirno le possibilita della barca, con pOC() vente, co_nvetra, .fiSSare Ia fcrcella del bQ:ma_ anche piu in alto d~!. due. palpti. cO)1sigl:ia:ti. eCia. .mo1to veiitoc c01'l:verl'a· il:lv,(.~e

abJ;a!tSEltta. - _ - -- 1 _

Una volta fissata Ia posizione del boma mandiauio a segno la vela tesando bene la drizza ed osserviamo la tela: fa delle pieghe sottili lungo I'Inferitura? VUQ(dire che e troppo tesata; cediamo Illl 'po' e diamo volta be1'l- assucctuo alla gallPcC:i.{t cl1e esistematn sulla parte 8iflistr~ poppiera della cassa della deriva.

Se manca questa -gallocda daremo: volta' a lla drLz2la al ban:

PtJwro 0/ HURA

I

Pc): I1PP"Qjero pa~sandcil:a due 0 tre volte a idoppino interne al bal1c.;:j ed armcdandola corruno 0 due mezzi .colli,

. Qu~a legat!ll,'u va fatta con arte ed ±n modo che dovendo atl;un~inate 1a vela, il. timoniere Rossa sciogliere faeilmente la Iegatura con.u.na sola mano poiche eon l'altra devra rnanovrare il timone per tenere Iii barca a sfileggi.atr& .

. La vela e ·~I~ata bene; distesa al vento sfileggiagentilmente dando leggeri rnovimenti al bema che e Iibero eli spo'sta:rsi "in un sense e nell'altro.

M,ttiamo a pos'o Ie scoUe.

~ La $'c6·ttCte una lunga cima rohusta e flessibile : deve seerrere facilmente nei bozzelli e deve scivolare sulla marta del tl-

mouiere senza,'ptodurre scalfitture. -

e'e chi. USa dme eli cotone bianco 0 nylon; sono costese ma tenure bene e cioe lavate ogni tanto con acqua. dolce e :sa~ 'pone, durano Iungamente. .

Ul~testr;eUlita ge)la scotts; va data vQlta ~Ha'V(lr~a del boma : (~g. 9) di Ii laeima vien.e Slt di .unbozzello mobile ehe Scone sulI'archetto di ottone ns'sato sulla poppa, Poi' la scotta torna al bema e passa in unaltro bozzello, ell qui v!en.e alla mane del timoniere. 0uel1a parte della scotts the non e in azione, V;I ClJ'itu;, bene 1m:; chiaro :;);11 pagliolatCl e cioe 51.11 pavimento della barca.

La scotts va tenuta sempre in chiar« e c:oe ben rae cotta a colli, in modo da poterla fil'CIIl'e' rapidamente in U1l istante q'italunque. Questa e l1IlS norma di grande Impcrtanza : fil..a.x:e a tempo Ii" seotta vl101 dire evitare una l~,v,ruta p 'peggio ancora

una scujft,p;.. '. " •

Una ocehiats alia deriva (fig. 8).

11 cavetto dacciaie che serVe a manovrarla eassleursto per mezzo d~ un 11utnig:l'fm~ a1 bordo superiore della deriva, poi pa.ssa verso prora i1.1 un bozzello fissato alla chiglia, poi torna verso poppa e la sua' estr,emit'n e eollegata ad altro bozzello, Su quest'ultinro correra gi~i4 unacimetta: che fa dormientl.f in un anel- 10 fissato 5u11a parteproci.iera della cassa mentre all'a~tto estre-

tHO vien data volta. ad una galloccia situata sul lato clritto e nena parte inferiore poppiera della cassa.

Proviamo il sistema.

La deriva si aha e si abbassa docilmente. - C' e tutto a bordo?

- I paglioli sono a peste e POSSOllO essere Iacilmenre ~lzati

per sgo'ttare.la barca.

! rerni e le sealmiere sono disposti lunge i fianchi. All'ane110 di prora e tis. ata la baJ:rbe.tta di prora, cioe una cima dello spessore di un dito della lunghezza eli cinque metri circa. Servira per ormegg iare i1 Di"t:lg:h;- al gavitello 0 per pr·M!,derlo a 1iinor'"chid.

AlVanello di poppa t'e la barbetta di-poppa, simile come dimensioni e lunghezze a quella di prora; :;ervira. 'au ormeggiare

il Dinghi al pontile- o.a d'a,tr rimorchio . .

A 'p0P1J~ sotto i1. banco, oltre ai sandali, alla borsa con j panirri, . .jl terrnos, Ie sigarette, i fiammiferj ed altre cose \101uttuarie, c'e Ia spagna ed il bugliolo , Cioe il parco di salvataggio. ~\ciaIh'016 subito .perche e di irnportanza capitale,

Se il vento eo fresco 0' se il inanovratore e l.lleSverto potra accadervi di 1ne:t.lere l~ jalcitet.ta, • otto cioe satto il Iivello del galleggiamento. Allora I'aequa entre~~ a Iarghe sor ate. Ba. ta poco per ra ddrizzare 1a barca; fi1are .la scotia, oppure dare un colpetto di timone allorza, in ogni ceso portare il peso piu 'al vente ed i1 pericolo e scongiurato, Ma l'acqua rmbarcata si mette a scorrazzara rurnorosa e gioconda nel1'interno e non 5010 bagnera i sandal i, le sigarette ed i gener i voluttuari ina ridurra

ior1;emente 11'1 st,a.bi/ilolr della barca , '

. - Siete. iu due? ~ (come io cousiglio 'per il diportol, eb.bene uno 51 rnetta a raccogliero pazientemente l"a~ql'j.a oonil bugUolo (secchiello eli legno, latta () tela) versandola poi di soua 1-'.en·to -mentre I'altro governi tranquillo cercando ai tenere la barca un po~ sbana.S:t;l rna guardandosi bene dal fareIrnbarcare a'llco[waltra acqua. Quando I'acqna rimasta sara cost poca che i) bUl!li,oio 110tl potra' pin pescare? continuerets ad asciugare con

]1

__ -

J3, stJ.~g.fi,a; soUeV'a:t~ L pq;gliali. e non datevi' pace sine he Ia bares noli sir;\ "bene ··asclufta.

- Siete.s61o( AJJOJ'8 vicon~eua Iavorareda solo I Se :nece~ sario ammainerets, la vela per sgpUa?:ejll piena tranqullhta,

IN MARE

Tuito e a posto, nella mia .tasea c' e it coltello da marlnaio e una matassina di spago; In, poppetta ho posato 111;1 .sacehetto a maop i.11 cl,ti ccnservo qualche chiodo dirame, q,l1alche metro err cJIoa Ieggera, un, pezzetto di tela, una matassina eli fil9 di

.ferro, un punteenolo, una pinza; rnateriale d,i pronto soccorso, Possiamo prendere II mate, .

La slit1;i.Jjlo riprende a carnminare verso l'acqlJ8J la ~"e.oH{l e filatae.l:t vela' continua a s/ileggiare .senza far forza. Un codaezo di bagnanti 'ci segue.

11 varo 'avviene felicernente; saltiamo a bordo jn due mentre un terzo dpor:ta 10 slittino a terra.

Foxza s·ui :rem; per spingere 1a bare,a iu fl1Vrl dove ee fOD:~ dale suffiCiente:. :Poi. a P'Qsto il timone; Mntitaii~a lfJ. derj~· tesa 1:1 scotta ie.. via .col vente.

La giornatae chfarae luminosa, Ia. brezza eregolare, senza -raffiche e Is SUa direziouee perpendicolare alla, costa, Coruinciarno a bordeggiare,

-Mettiamoci 5u11a andatura di bolina. '/ll,'ij;re a dritta, cioe

vento sulla dritta a una quarantine di gradi dana prora.

La barca a vanza gi.oiosa .. ~ Perche . avanza {

- Il vente l).re,me .su tnrta la vela'; p.ossia;mo considerate questa pressione 'l'auG@"lta: in un p.urttocefttta1eche si chiama. cent'ro. 1J,el~co e corrispoade teoricameute al baricentro della vela (1:Ig,. IO),

ScoJripoJ:1iau~o la forza del v:ento 11;1 due componenti, l'una disposta secondo lauorrnale 31 piano della vela, I'altra secende il p:ia;no stesso: della vel'.j.. Ql1ella ll~~ al piano dena vela potra essere a sua yolta scomposta ill due. forze, I'unanor-

D· CONP,. S(/iPROCCIO M-_tiOMP_ \Into 4LMOrO

fig.13

fig- 12

, .

~

/lL fAA liE <1.$0

Ii' Sri/BIUTA'"

n~.'l-1.e alIa dire-zlo,ne aella cbiglia e I'altra s-ecollciQ Il sense della ~ ,chlglia (figg . .11: e L'2)"

La prima av_racaJifetl:.o di SCa.1"rocG'io e cioe poxtera 10 scato @.., spostarsi parallelamente ia se stesso, J'altra. determinera la spillta, in avanti, AlIa ;prima faranno contrapposto Ie forme delle

scafo .e 1;;1 derivs. .

Esaminiamo ora le figure .13, 4, IS : notererno che varisndo I'angoio di inddenza del vento rispetto alla line« eli ch;igHa, la eomponenra utile f11 rnoto sara semprernaggiore sino a :raggiurl.gere 11 suo massimo valote quando, il vente ~ in poppa, La, P!?IDponenje, che determinn' Io scarroccioavrj, valora zero con vente in pappa e valor.i creseenti sioo all'andatnra di bolinlit ..

'l~caviaID6ne subitoun avvertimento pratico, can vente in poppa .ill .deriva .. es:uperfll,19 e poiclie essa crea unaresistenza al mote, .pot.reUlo sollevarla tutta 0 in parte; lesti pero ad abbassarla prima di cambiar andatura.

DI bon~a. (fig, 1-8).

Seotfa}:!ell fesa; it b.otala vieae ·in corrispondenza dell'angolo di sottovento delle specchio di papiNk

Regoliamo il peso in modo che la barca resti un po' $ban:do.ta'J cinque 0 died gtadi.

Centriamo .il peso in modo the 1a barca camtnini al rnassimo. E' difficile rendersi 'conto dl quando ",ie raggiuuto I'eqnilibrio l11igliore ma conviene fissare sin dal, prime momenta Ia propria attcnzione :511 questo punto.

=: Come -sifa a sentire ehe la barca corre, al massimo delle ,S)le 1',9Ssihilita?

.. - Elu.PJcsensfbilita ehe va acq').listata nella mario cb~ tiene ·la barra, nell/occbio che segue, l'atq1)..a ehe scorre Iungo il fiance, 'nelludito che ascolta .il fruseio dell'acqua sullo scafe e 51111a deriva; nella persona che ben seduta, ferrna, quasi a far parte delle scafo, sente itl se ed apprezza Ie variazioni della velQdtA. . Net'IJafndatufq. di bQ'!in{10 can vento fresco e mare '<::a11110, l'a.s.seLto lOilgil.t,ditlaJe migl~oree .a bares. orizzontale.

- • Coil :m.~(e IUQsSO e molta veiitb,harca un ·po'·iWpoP1?ata.

- (1'~' 1 'andatura .al, traverse eonverra c.he il peso sia al centro,

Per I'andatura in l!.oppa: con calma di mare peso werso :

_prom; con mare ~gitat(), pe1>O verso pappa. .

Ve~il;ete -the spdstando il peso. a prcra 6 a pappa Ia barc-,l divenh~iii5p.etttv.a111ente O<fziera a pugge·rlL. Servitevi dnnque di qu~ste. po.ssibilita per trovare con successiv+tentativj )'equHi:brio miglloree cioe : velocrta massirna e goueruo facile.

A propos ito di spostamento dipesi vi dice ora una COS3 (Iii. ,gnuld", importauza :

Se tutte 0 la ruaggio( _narte ld~l peso mobile e 5n11a prora eSQ-eJ;llA>. il P.iJlghr.:mil.'.d~ cij>. syWauc!;: .~ .5i crippyplgt;! facilmente,

~ . RitOrdat~ dlil1,ci\l:e.:· -.

SaUte a bordo e scendere cia poppa.

. NOD tnanovrare mai stando il1 piedipresso U banco eli Nora

o peggi~~ P.:r:QX~via .di esse; La rnanovra d'~l;la drizza, dell'aneora, della·farbeffa siano faUe stando seduti sul bancQ eli prom 0 1112- glio sulla (:MSa..

Gover;nartt.

'Go"Vcl'nail'e e l'azione del timonlera cue 'COl1 lie-vi mcvimenti della barra costringe la barca a mantenen, 1a rotta voluta e Ie

'l! .de a, poi·tar e. .

.Gq-vtlF1~O fdoUe vuol dire pater .mantenere 4t rotta con lievi tocch] 4i timone, n tirnone alla banda, cioe messo da 'Ul:1 law e un colpo di freno; bisogna dunque zidurre questa resistenza S1!perflua eel equilihrare la barca "in modo da dover usare, jl ti.WQ:!le aljninimo.

- Ifa :vela si dice a pO'l"tmre quando eben gonfia (li ·ve~\)0. ~ll vela pun.ge quando U vento a tratti la sfiora o,~l kate o:i ~'QUO-' Vial-'t,o e le imprira« un mo.vimentoQ-udulatqrio.:I;-a-"V'ela' sfileggia I'du;a_ri.dooil veij.tcl' Ja iux.reste in filo e c~9e. Ia celpisce tU1 po' da un Jato nil, llQ.r:daJl'\i.lt)::Q.) .. allora la 'vela vibra tutta e Ia compoueil"te utile al mcto divieiie nulla.

16

'~fJrn:f1Ire a. portdre.. vuol dire mantenere Ia vela sempre ben gOJlti:a Ida barca a camrninare.

, La .bre:~za ha i~l oentinuazione legged cambiameatj di in-

Ae;nsita e <Ii 'dlre~io)le; ad o.g:niaumento di intensita coFrisrionde UJ;!, lieYe spostamento di direzione in un sense, ad. ogni diminu~ ii.oQe' di, intensiti. corrisponde un lieve spostamento di dlrezioae

in senso opposro; .

Quest6 giuoco 10 noterete facilmente inacque chinae quando il vento e a. raffiche.

l'ranquiIli, sednti solidamente; 10 sguardo altemati'li':a.lRi;nt~ alIa vela' ed aU'orizzQ"ute, assorti nel vostro giUQCQ, sentirete a poco ~ 'poco roe 1a vela viene a costituire quasi una partedi voi st~5.$h 1a sentirete come sentite la presenza, i1 pulsare I'aecelerare ed i1 ritardare dei vostro eucre. La sent:ir~tecome un cavaliere sente ';11 semplice contatto, ,Ie energie, le .possj.bilita,'r ar ~

dore del cavallo che menta, (

E la veladiveatera ~un'ic.a; s.entiJ:~t.e ghe. is·gentile, obbedien-' teo sensiblle, gen~to~> (;0sta'llt~. Itnp~ietetea C0.IlOSCer~~ i limiii eritro i; q:ua1i il ~~Q ,!avoro ~,huo-no. Impar~r~te,·a,.C;:Qt).oscere quand!;y va 9J.mulufta· e' qu~ndo va amll-entata, quando Viii presenrata

e quando va sottratta all'azi6ne de] vente. e-

. 'Il veato jnvece sara sempre qualcosa al di fuori, di voi, Un elernento varie,' bizzarro, irrefrenabile, traditore.

E il vento va sentito, sorvegliato, nrisurato eli continuo. Va sentito sui visa che ne accoglie la carezza 0 la sferza, nelle naric] chs rie distinguonnI'edore. Lo ascolterete frnsciare, sibilare fra le sartie e lungo Ia vela. Lo vedrete mette'r$i 0 cadet.e;, 'Scars?f{g'jitre oridomdo:re I aumentara 0 diminuire Qs~~r;.vando Ia superficie di{l'~~_g1.l4-.che si increspa ° si rustente. osservando la ~oro.lllita dell'e,'ori.-tle i:he·,nangollo e Ie p~¢or~lk bianehe che ,ap~ paiono e scompaione, osservando I'orissonte che cambia di colore ~ di tono, osservando in delQ il giuoco delle ntivole.

E quando avrete imj>a'ratQ a conoscetle, misurarlo, prevededo, prevenirlo, S,a1,"ete ·dJ.venuti dei marinai !

-E allol'a non avremopii'l. paura de1 vente? -. Cbiede un' anima candida,

:i6

LE

ANDATURE

..

f'ig:(8

--=- rte \l.vtefe forse d1piu, perche il vente-non si domina; 111 <;J6~pelMiQ avrete impatato .a sfugg1re alle sue viclenze ed a g-u,ari.:1ilrvi dai suoi tiri.

Ma taUo questa e discorso ,da mate aperto, da Cap,o Horn, non da spiaggia di Ostia OVe c'e sernpre un bagnino in vedetta ed ttl, altro ai renri del patine e mal che vada tutco finisce -ill uti baguo fuori programma I '

Riprendiarno dall ' asuiaiwra; d:i bolimo; 11 eompito del timomere e quello di stringerejl vente il pii'! possibile pur facendo eamminare 1a barca,

Lievi movimenti di tillloneaWo'rza, quando il vente rid,otlda) alla -pu-_ggia quando il vento scarsoggia: Non. far mai pu .. ngere Ia v~la, non pugg-ia.re mal piu della strettoindispeueabile : man'tenere I'andatura costante, equilibrate 10 sbandam.e.iit~ can Ia persona spingendo le spalle in fuori, 0 in dentro 0 se necessario passando dal banco alla fa,lcheUa 0 viceversa.

Virame"to 4j bordo. in. prore. (fig. 10)·.

si tratta d: presentara al, vente l'altro Iato. Abbrivare bene la barea poi; ,

, Un po' di tiinone all.'orza, (bar-ra. L1,Ua. pu,ggia) lUes~'So Ientamente Ira uri'oudata e Ii'altra 'se c'e mare, di colpo se e Calma e Itl barchettaaccoslera. docilmente. La vela si' SV6nt,~! sji.l.e.ggia; e 'poi viene investits sullaltro lata, I'equipagg'io passa rapida.rrtente da un Iato all 'altroe presto a parletre sul U110VQ bordo.

;Ripetete [a In;ano;vra molte volte sino ~cl avere preso bene. la sincronia -Con la Barca; eino a, riuscire a c;:om.piere.nel minimo intervallo dl tmn.po Ia accostata necessaria e non pin, sino ad avere imparato ad evita,re .che la barca rallent] troppo 0 peggio ancora si fermi durante Ia manovra,

Un huon accordo ira l'equ~paggio e necessaria: il timoniere svverttra [( attenzlone a'l viramento » e poi « via )) al memento in cut l'l'l ette il timone ..

'18

Ve.nto, al tr.verso. (fig, 18).

'Timone alla puggia e.tilalie Iascotta nrentre Ia baroa ac-

costa SiilO u,]?render:e il ventoal traverse, .

La scorta Vena filata taa.to quanta e necessario per£b~ il boma 5j_ orlenti come iii fignra,

l'Yfa questo orientillrri:elltQ -del bonia non pup essere definite una volta ];ler sernpre. Sentirete che filando di piu la scotta 1a barca si solleva e 'ca:qlwina un po' meno, filando troppo I)OCO Ia barca resta ~!la_Iid~t~ ~.4 avanza pesantemente.

Man mano.the 101, vostra percezione si affiua sentirete qnale e l'eql.lllibri:.o; migliore doe di quantoy va seconda del vente, de1 ·wa_.t,e f!: del peso, va 'l'ilata 1a scotta.

ven.oin poppa., (fig. I.8).

Ancora tim one alla puggiae mare Ia scctta siuoa pertare it bOI.na-a] traverse, a toccarequasi La sartia di~ sotto venro .

. Peso al centro. barca ben diritta, attenzione al timone. Se ~'e un po' di. mare .dovrete correggere COR colpi decisi e tempestivi di timone ~ tentativi che la bares. fad'!. per uscir di rotta, .

Due sono i pericoli auda-nda in poppa,

Un.noe quello eli infilare la prora nell'onda : questa puo avvelll-fre con mare agitato. Vt difenderete tenendo i1 peso a poppa e se riecessario, prendendo una andatura diversa,llnpoeo deviata l'ispetto aUa dlrcziolle q.elvento, nella qnale i1 mare vi coli)ln't di fiance sernpre pero a poppavia del traverse,

L'a1tro .pericolo e 1a siramb aia. invol'ontada.

, Stra'lnba-re v\.101 dire spostare rapidarnerue il boma da un

lato all/altro. _

Ut\1l disattenzione nel gaverno, nn riscontro di vente puo slanciar~ Ia vela verso poppavia. Sentirete allora Ia .yela passarvi sulk testa e eli schianto abbattersi dall'altJ:'Q lato,

A -parte l'incODVE'niente del colpo in te$.t-9-. ehe- U boma PUD assestarvi, -ygOoMi;~leJ;l3t0' Ioschiantc t;he. tlcevoO,O albero •.. vela, pennola eoqma, H peti~ol'o :di -a:~.l111f e Ia sbandata della bares con rischio di be'U'U,ta 0. di §cuffia.

-.

-r

rig.19

\, VllIAM[!JTO iN PROf!A

"

\

VfRAHcNTO IN POPPA

./

- .... -8---.?/

PIIPIDEI?f' .IL ,GAVfUUO

fig. 21

I

.:

r

-----"t1bme evitarli? .. ~ Stando beneattenti ;J. ~he Ia v.e1aq)otti ~n.e, .9<1 ogni il1- "'cei:'tezza accostaretrnpoeo all' orza e ricuperare un poco ·La ~i::qtta.

Se Ia strantbat,q,·e~ .inevitahile per un giro, ill ·vento; Mop: piando un molo] (IDa 'punta, un isolotto) alare la scotta, Jt"icMdmar~i se Ia v.ela.·spassa.n; il boma, filare nuovamente la scqtta, Q"ueSt'ltltil11a rnanovra .si chiama :

,,'ramen!_o in popp!'; (fig, 20).

Ripetiamoladurrque con ordine,

13i:ynQ" iI;1. pw~a con m'U:r~ a dritta" vogliamo jiassare le 1tI.:Ilre a jittistfill:

Coveroate bene affinchelabarca 51 mantenga iu rotta; alate Ia seotta, .portate il bema al. centro" &pingete105u1la, dritta e filate ;nuoval);\~~te la scotta ..

Vedretecheflgiuoco e rneno facile di quauto puo sembrare, Se c'e vento e mare la manovra vi dara delle etnozioni. .. pazienza ! Insistete sin che non avrete trovato i1 giusto ritmo fra l'"azion8 d.el tirnone e quells della scotta e del peso. Il egretQ de1'gitlOCQ e : padl'Olleggiare sempr~ Is vela' e non lasciarla ' mal, l:t1l4~re sfrenata, Can molta veuto e rnolto mare P9!rete evitare il viramento in poppafacendo invece un viramento in prora, In regata .perh- non potrete fa do soU!;! pena di perdere tempo .

. Manoyra in' ~.e9ata.

Si tratta di percorrene 'un triangolc rettangolo; I'Ipotenusa d~l quale e generahnente disposts secondo la -direzione del vente, ':ka, G'iurja indichera 5e 1e boe vanno lasciate a dritta od a sini:str~, _dp~~ il .triangolo deve esser percorsc -nel sense in . cui ruotano 1e laW:.~tte ¢e1l'otologio on.~l.senso contrario.

Supponiamo wu·~ti.za da A :con .mure a dritta .. (:fig. 24). Sara necessario bord<::ggiare siIlG ana boa B; giunti.all'altez. .za di questa se-siete COl) 'mnre a -dritta dovrete.portarvi un poco -at vente I~Qi virare di berdo tin prora, accostare sulla nueva

.21

~

1:0tt9. .. gtrauqo interne alia boa e prendere I'andatura a vento e; l~a'rgo, :Inure a sinistra. Un viramento dunqueed tin cambio di andatur·a.

5e siete con 11111T0.a sinis.trabaster~ lnveca che appena superata la boa filiate la scotia tanto quanta e necessario per 13.

nuova .aNd.amra. .. .

Appep..a ell;r.epfissata. 1a boa-C dovrete accostare e. quindi _stra.m.oaYreper dirigere per 1a boa A. Fare in questo punto un virarnento in prora vorrebbe dire perdere cammino eonun inu-

tUegh·c, . ,_

- Aspirate a diventare regatistf? ~ Eb.bene passate ore ed ore con poco vento e con molto vente. ad allenarvi a girare Ia "boa, partendo da tutte Ie andature ed obbligandcvi alternativamente ad. unaaccosraja di 900di 13511 0 di l8oo, doe quelle che sono in generale le accostate che van fatte in regata,

La boa va sfiorats rna non toccata ne COil lc> scafo, D~ con la vela, ne col boma, n.e C()l11a persona: pena 13 squ.a,lijica ..

Con l'esl?,er:ietlZ? 'imparerete a 'gill,di\;are sino a c~~ punto potrere avy;id~vi af!lI 150a a $!'!,co-n:da. del ven-to. e de1 !~a\'e-.

:Ii Din§Jhl imbarca;zio"e slnsolare {o singo.a}.

~ Ma in regata I'armamento del Dingh] e eli una sola persona!

~ Certamente, e ci,6 comporra diffieolta maggiori.

Una mano al timone I'altra alb scotta. Se c'e poco vento aceoccolato suI pagliolo, COn vente rnedin ~edutQ sul bauco del centro, cQll vento fresco seduto sulla falchetta. Continut spostamenfi v.erso .prora e verso poppa a seconda delt'andatura.

. ILgi.a{)co pb,1 ±ll~portante sa·ra dunque quests : hilanciate con la persona itt sbaud~1:l1"ep.to senza pen~ imprimera aha bsrca rno-

'vimenti bruschi; .

Occorrera tener cl'occbio le altre irnbarcaiiolli,...e le boe del perco.rs.o ..

Occorrera manovrara la deriva a tempo opportuno, sollevarla il1 parte con .vonto a poppavia del traverso, alzada del

22

tHtt0 .C"lJ11~Vel1tb In poppa e pdith'~-'ll6na,:vete0 dispesisione U11a: ter~~( nrano occorrera in quei momenti dar: volta alia scotta .o -te'Il€,rla nella stessa mario con cui si. tieneTa bair4 ..

. Se. iI v~nto _J; fresco Ia barca V& ch/~ uu l?ia;.ecr(! llla ana piil piccola ,jBl'pl.'eci~ibne d'i coudotta be'VB 0. strp;arza .

.u s!'>.li!ano n.Ol'l a:v;il. dunque .da annoiarsi in regata I

Uri, i:;OIJ.tiU1l9 movimento della personay-un continuo tesare e- fllare 1a scotta eel una pressione ferma, sicura snlla barra ad evitare eapriceiose accostate 0 sbaudate improvvise.

- E' facile far scnffia.?

- Per un pr incjpiante 51.

- Come: ci 51 ~t.:gola?

- eer-c~md.a dt evitarele bevute e cioe tenendo la barca

_be)le albbri'Vata ('in' velocita). Puggiare lentarnente, orzare presto, sotto Ia, raffica QrZ?rl'! tin poc,O. S-j:lllza peri) arrestare l&A>,arca ,(orzandt?i 18. vela 51 sventa), m:eglio a:gcQr~ 'fj:l;,\Te un pq' la scotte e puggjan~ leggermente, anclie in questo modo Ia vela' si sventa, e In barca si solleva.

~. E se si fa Ia scuffia, come regolarsi]

- Evitando di venire afrovarsi. sotto la -v¢Ia quando questa si sara abbattuta sull'acqua, '

Attenti dun que a sfila:rvi di sopravvento.

Una volta rovesciata, Ia llal'ca sj disporra con albero e bema ql'iz.zQ.ntali ,e' Ia vela spianata snll'acqua. UIl fiance .sara al di f.!Q:Qra,. gel galleggiameutoe poiche ]a spinta della barca e rro'tevole (.e::j_s~ e tU"Ua in Iegnr, salvo la deriva) potrete sostenervi

e magari seder-vi snl fiance emerso attendendo tranquilli gli

aiuti da terra. .

Iml!:ile affaticarsi per tentare eli venire a terra trascinando of.la"s()ii' ltn Dinghi rovesciato i

Prender. n gav.lte.uOi

U" vente ~ stato·gentilei i.1 Lido di Rorna ci ha regalato finalmente una delle sue giornate serene, senza urli, sensa minacoe; n,,· abbiamo godnto 'bordeggiando, rnanovrando, facendo mi11~

23

~Re1:-i,:e:at;e. Abbiam9Qrmai Ia sensazione che t'4ftO ci sia note, B1e Puck non attenda fl cQillando del rimone Q. della ecotta rna preveda i D0Stri ,desid:eri e segua allegro e gentile it corso dei nostri pensieri come. que1 caro genietto al servizio ·del ReOtiel'on.

'l'Q.rn:ianio dunque ,a terra. .

~br~~.e-dista:nza dalla testata del pontiletto in legno e stato ormeg.giat6 un .co1'f!o mario; servira per la manovra.

- CS!??- e .un corpo moth;:?'

~ Up dispositivo composto da un~ane?J:~,.'un,~ ~tenren.a'assicurata aU'ancora,. una .dmaa.~i.<::\l!,ata all'estremita' della-<::afe=nella, un ga/vi~"'Uo assicurato all'es4emifa della cima,

Normalmente 1a eatenella si posa sul fondc lll!Wtre i1 ga'Vitdlc gall'egg-ia ellen sit la ciina. Per ormeggiarsi conv~n:a: men~ dire it gavitello, alate 1a chua ed una volta salpata 1 'estretn:tt! della catenella dar volta a ques-ta sulla prora.

Il dispositive e state .co~gegIH!:tQ: cQ~l,p~··a·v.ere .un,.a, :ri~ep,t!;~ robusta. qlW;lllt9,. o:rmftggiati alla ..Q~teri:~~, qy~rutQ'la taiiena afilafa 1:J\11 fondo, J;asciare,atgli;ylteUe i:1:coll"tpitodi sosteaere una cima Ieggera soleanto,

Pel' assolvere questo eornpito hasted un gavitello pf~colo ch"" offrh'a peea press aBe ondate ..

Se poivogliamo essere sicurj (:b.s: Ia mareggiata col;). Ie relative variazioni di fondale dovute aU'apj)o:rto di sagb_ia.", :4!!il.i' sciupi il nostro lavorc, assicnriamo .un~avetto <l',a.ccl_:aiQalla estremita Clella catenella e di.J,illog'li volta ad una .d~1ie palafirte del ,pontile.

Se lamareggiata: strapper.a i1 gavitello potremo, appena viene lacalmata) .seguire il cavetto _9.'acdaio assicurate a11a: e,strell1ita del pontile e' portarci col battelle in avanti sino 'a:(icu'p~rare I'estremita della catenella,

Una volta salpata Ia catenelln vi daremo volta ad una llhciw cima e ad un nuevo gavitello.

Torniamo all. menovra.

Dirigiamo sul gavitello lasciando la deriva abbassata ed il tirnone a posto poiche sappiamo che III quel punto il fond-ale e sufficiente,

Portiamoci an poco sotto vente al gavitelhed una volta gruriti. a breve distanza : tim one all'orza e fila 1a scotta. 11 rnanovratore si porta verso 'prom pronto ad afierrare con Ia mann (J con una go,j f{/.l 11 gaviteIlo mentre il timoniere avra 10. cura di dirigere la bares sul gavitello eregolare 1a manovra in modo che una volta giunti sul punto la bares sia quasi ferma (fig. s r).

La mancvre -e facile, la barca messa sul teuo del 1J~1!.I' ei ferma fu pochi metr i, la vela sfileggia e non v'e alcun rischio di far danni.

Orrneggiati al gavitello converra ra.sse~tMe Ia barca, ormeggiarla bene dando volta alla catenella sul banco 0 'llb barbetta di prom. Ammainare Ia vela, alzare la deriva ed il timone - 1\{a c'e: una coppia di soci che vuol inibarcare !

~ FiliaU1Q un poco I'ormeggio di prora portandoc] a:11'altezza della testata del pontile; uno sbarca ed uno imbarca e quando it nuevo venuto ha preso PO$SeSSO dena barca, I'altro salta sul pontile ed infina it suo sostituto va a bordo.

Osserviamo da terra Ia loro manovra.

Ammainano la deriva, mettono a posto i1 rimonc, poi alzano la vela.

Mentre il mauovratore ala il cablotto, 11 timoniere -ha cura di tenere 1a barca in filo al vento, pur lasciand., la scotta filata.

Ecco it manovratorj, avverte : (I a picco » vuol dire the la barca ~ giunta sul gavitello,

II timoniere attende la ala,rnbairdata, giusta e cioe <luella accostata della barca nel sense a lui favorevole, (vale a dire verso il Iargo) per avvertire il manovratore che e il moment., eli mol. [are I'ormeggio.

La barca e. libera, il timoniere tesa 1a scotta e via sui bordo .... oluto.

2" I)

A.rtraccare alponrile.

Rientrando potevamo anche a.ttmccarc al pontiletto in Iegno che si protende in avanti in direzione perpendicolare alla costa. -

La rnanovra in tal oaso sarebbe stata :

Scegliere il lata. Raramente il vento e esattamente in direzione del pontile; nonnalmente sara un po' inclinato ed il lata favorevole all'uttraccaggin e quello-di sottovento .

Avvicinarsi, can rotta inclinata, a breve distanza, fibre Ia scotia ed afflancarsi can In prua in fuort eseguendo una manovra preejsa. Orrneggiarsi con la barbetta di prua e quella Ji poppa lasciando che la vela sfileggi Iiberamente (fig. 22).

- Non era possibile fare la stessa rnanovra dal lato di supra vento?

- No perche giuntj ad affiancare, .n veuto facendo forza salla vela avrebbe portato ad :inco'Cl,are la barea al pontile. Nessnna possibilita in quest!) caso d~ S1)'enrtare lavela; essa sarebbe andata a strisciare sul pontile con pericolo eli straeciarsi, sin nel, I'attraccaggio sia nei tentativi per atnmainarla.

- Come si fa allora ad affiancarsi di sopra vente?

- Ci si avvicina can la manovrn descrittn precedentementj,

e giunti all'altezza voluta rna alquanto lontani, si arnmaina la vela e ci si lascia sctuiere lcntamente dal vente.

A.ndare in costa con mare mosso.

E' taxdi;dobbiamo tirara in secco le irnbarcazioni e rientrare a Rorna.

All'alb~rodei 'segnali viene alzatala bandiera L; vuol dire a rientrate subito n.

Puck ha vista il segnale e dirige per i1 pontile, gli andiamo incontro snlla spi:aggiu.

Pietro, al tirnone, esegue Ia manovra e Paolo a prora afferra iI gavitello ed ormeg'g:ia I'Imbarcazione. Poi ammainano la vela, 1a rassettano, disalberano, tolgorro :il timone, alzano

26

Ia deriva e filando di prom si avvicmano alta testata del pontile. A breve distanza ci lanciano la barbetta di poppa perche 1101 si possa aiutare,

Unavolta affianeatj ci passano albero, vela e timone,

Poi Paolo sbarca mentre Pietro leva volta ana, catenella e tenendosi aUa chua cbe vieria al pO)ltilefila a poco a poco mentre Hoi che siarno passati sulla spiaggia aliamo sulla barbette di poppa,

Cost i1 Dinghi eben governato, 11'1 prora e rnantenuta al largo poiche Pieho ha curs di ceders Ientamente rnentre rni che siamo passati sulla spiaggia aliamo sulls, barbetta eli poppa.

Man mano che 1a barca si avvicina a spiaggia I'onda si fa pina lta e pii'! veloce. A pochi passi dal greto Fonda frange ru-. morosamente,

Tl.punto delicate e sul frangente 0 poco prima. Dobbiarno far sl ehe it Dirighi 16 501'pa55i mantenendosi con la prua in fuori e non si t,ra.ve-rs1J). altrirnenti I'ouda sl impossessera eli lui e 10 portera a sbatters ;-;\111a costa con pericelo per Pietro e anCOI pili per Puck.

(Pietro potrebbe cavarsela facilmente saltando in acqua, in tempo e tli sopravveato, per non rimanere fra la barca e Is costa rna Puck verrebbe scaraventato eli fiance sulla spiaggia ed i1 Iasciame ne soffrirebbs assai].

(I Eilars Ientamente eli prom e ricuperare la barbetta a terra J) grida quello ehe dirige la manovra.

« Salta in mare, Pietro !».

E Pietro abbandonata Ia eima salta in acqua mentre la poppa 51 sta varando suUa sabbia,

Pietro e sal tafo in acqua nel memento ginsto e cioe quando n01 a terra eravamo pronti ad afferrare 1$1 poppa della harca.

Se Pietro avesse atteso ancora il sUO peso avrebba reeato danno alta barca che una volta a !ocean: non distribuisce piil 10 sforzo su tutto 10 scafo bensl 10 sopporta in 1111a zona ristretta.

Puck e 5111 greto, bene afferrato.

!( Uno, due e tre )1 uno sforza simultaneo ed e traseinato

27

I, ~ r

F

quaJdl_e lneJro in deutro; poi viellePOsato su] parati e spinto de due 0 tre volenterosi risale senza scosse il dedivio.

Andare in costa dandofondo aU'ancoroUo.

Ci e capirato dr doverlofare poch] giorni fa; il maresi era faJto agitate durante .nn lungo bordeggio al largo. Ce la siamo cavatacosi :

il frangenta era corte rna alto, dovevarno tenerci ben ,.presen·tat;j, e, non :f_arci travecrsMl! altrirnentjci sarernmo riempiti di acqua.

Ci siamo avvicinati con prudenza fin dove 5"[ poteva navigare con timone e derivauposto; poi prora al vento e a sfilegglare. Mario stando seduto sulla eassa ha dato fondo aU'ar~corut~O;. poi abbiamoammainato Ia vela, I'abbiamo rassettata be. ne e, riunito n borna alla pennola, abbiamo passato la scotta tutt'intomo a coUi. Poi abbiamo alzato verticalrnente il tutto e I'abbiamo assicurato all'albero_ Nella barca e cost rimasto spazio libero per manovrare e per vogare. Infine abbiarno aha-to 1a deriva ed il tirnone e rnentre Mario filava lentamente il GabloHo. Io, at rerni, mantenevo la barca in fila. al vento avvicinandola a terra.

Giunti' dove sapevo ehe I'acqua mi sarebbe arrivata poco pili. su del ginocchio son saltato in aCCLHU ed a.fferrata I'estrentita delhi barb etta dt poppa sono corso a terra dove alcuni voleuterosi mi hanno date una mano.

Mentre da terra alavamo sulla barbetta di poppa, Mario filava i1 cablotto laburca ha psssato co.51 i1 frangente senza irnbarcars acqua e non ,si e traversata.

Avrennno potuto riprendere il mare con fadlita; a-lando sul cab1otto ci saremmo portatj nuovaments a1 largo, n avrem·· mcpotuto arumainare- la- deriva, rnettere a poste -il timone, alzare Ia vela e' quando pronti salpare I'ancora.

MBnovre dl fortuna.

Torrrati alia Seziorle Velica abbiamo raccontato 1a nostra manovra. 11 racconto .ha destato interesse ed ognuno degli appassiorrati ha descritto ia sua nvventura.

28

Riassumiamo COS1.:

La· prMnIl. a.V"J?11.ttO'Ci e capitata .3 due che si. trovavano senz'! ancorotto. C'era mare lungo e due frangenti da superare, El priruo ad una cinquantina di metrl al largo, in corrispondenZ'I del bassofondo; ~1 secondo Iungo la costa.

Portatisi vicino a spiaggia ma ancora lontani dal frangente, fianno arnmainato Ia vela, armata i rerni, tirato su deriva e timone ed uno dei due sie messo a vogare pet avvicinarsi con la poppa mantenendo In prom al largo. A breve distanza dal prirno frangente I'altro si e buttato in mare afferrandosi al.la barbetta di prom. Appena iriaequa si e Iasciaro traseiaare c1811a barca it! facendo cost il lavoro di un'a.ncontgal!ieggia.nU aiutava a mantenera-Ia prora al mare: appena ha potuto toecare fonda si E:Qato a far forza sulla barbetta pet tenere Ia barca presentata mentrs I'altro lavorava Sui rem}; lranno 5Uperato il. frangente cosl, senza imbarcare acqua,

A brevissima distanza da terra anche i1 secondo e saltato in acqua e con -lut~"li sforzo sirnultaneo sono riuscit! a POt-tare Ia barca in secco.

fA second", a:l)l1)lmtul'a. e capitataa d altri due ehe non sono riusciti a mantenere la bares 1n1.esenl.a.la;· ad un certo memento :1 mare se ne e impossessato. I due hanna avuto la sveltezza di portarsi a monte delI\mda in modo che quantQ laba.tca, spinta dal frangente, ~ stata scaraventata di fianco' in ispiagg:ia essi lion

sono sta ti, presi fl.-a 1a barcae il greto. .

La barca ha battuto pii'! volte co'[fianco; la stessa ondata che la portava in costa la ritirava poi al largo per offrir1u ana ondata succeesiva iche Ia sbatteva nuovamente.

La. barca ~i e riempita d'acqua ed i due, una volta 9. terra, hannoavuto un Iavoro pesante e rischioso per portarla in seceo, Naturalrnente il povero Dinghi si e malaments scouocchiato.

L'a.v'1!ent1tTa pegg-iore e capitate a due che nella disgrazia possone dire di aver avuto una fortuna, quella eli potercela raceontare.

La barca si e. rovesciata :;\]1 frangente al largo. Albero, vele, rem] sono stati strappati dal mare e la bares COIl Iachiglia in su

.29

e andataa picehiare iu costa con tale violcnza che e stat a rapidamente smantellata,

Chililsura.

- Queste terrificant] avventure quando SOliO' avvenute?

- Con mare au scirocco, cia libeccjo e da maestrale, La

s,Piaggia di Ostia e battuta da tutti e tre questi venti, Souo a,vvenute con vento fresco e mare agitate, onda hmga e fraugente pesante.

- L'unico vento eli .cn] ci si puo fidare e dunque la .tf amontana?

- Anche questa porta i suoi peri coli , se ci ::.i allontaua troppo dalla costa, Ull miglio, due rnizlia, 51 trova mare agitn tl} e correute che porta infuori.

In quelle giornate non e da fare affidamento sul soccorsn di un patinn perche coi soli rerni quelle ·imbarcaziDni, che pur tengono bene il mare, non pohannoma:i pr)rt{,lfsi tanto ill largo per dare assistenza,

- E allora visto che tutti e quattro i venti sono pericolosi, vista clie le manovre sono cosi complicate, che le barehe costano tanto e che ·di pelle infine ognuno di noi c'e ne ha una sola, non sarebbe meglio rinunciare a navigare col Drnghi sulla gpiag-gia tii Ostia? 0 per 10. meno aspettare che 11 canale s.a completato e si possa entrare, uscire, ormeggiarsi rn Darsena senza tante fatiche e. rischi? In Darsena bastera legMsi a1 prime anello libero e saltando a terra dare una VOce a Oennarino, perch esi occupi lui di tutto il testa!

~ Certo ehe si PLlO rinunciarc, auzi se ve 10 dice i1 eucre rinunciate 0 rttnandate si.n.e die. Ma se i1 cuore vi dice diversamente, animo e venite pure ad affront-are il mare 1

Il mare e un g{gante buono, nessuno puo pensare di asservirlo 0 di andare contro 11 suo volere ma chiunque si sente atrratto d3'l suo fascino puo avvicinarsi a. lui ed imparare a trattare con lui. Prudenza, riflessione, spirito di osservazione.

Studiare accurataments Ia teoria della navigazione a vela,

30

obbedite- a chi comanda la manovra , osservate quello clie fannogli altri, seguite i consigli del pill: esperti e vi :farete una esperienza,

L'esperienza non ha limiti : avrete sempre qualcosa di nuevo da imparare e potra insegnarveln chiunque, anche il pill giovane dei marina] 0 dei pescatori con cui vi accadra di intrattenervi a parlare di cose di mare",

In Marina: vi sono gerarchie jrrtlessibili dove si naviga, dove si com batte, dove si manovra; rna dove si discorre di case di mare e si parla d.i mestiere, ognuno puc dire la SUa ed e utileaseoltare la voce e I'esperienza dj tutti pel' farne propria Ii) parte migliore.

3'1.

'i

NODO. PIAWO

R<:O.ANCIA

Pig.2£.

PAI'lLATO

UEZ7,Q COLlO

fig.2S

(VOOO 01 SCOTTA

/~/ R

t~

HODO Dl .4NCOROTTO fig.32

GA$S.~ {)'AlofAN1"tr

ri9·33

OAR VOLTA AD UNA GALLCCt;:IA f'ig.35

GASSA IMPIO,",8ATA

f'jg.34

OAR VOLTA AD UNA CAV/aLIA

, .

DIZIONARIO ,dei termini tecnicl usati, nel. tel.to

,~nl!,lvio - Quell~ velociHl ch.e. in un ga.lleggia.n·te perdu.r~ld9po che e cessata Ia prop.ul$Jqn-e~, () che partendo da fermi, ac!lui$ta !ll$.~a !,_n.l.1;l';'. per effetto della propulsione.

·":ccqs:rARB - Carubiar rotta (earnbiar direzione; voltare).

A"l'1AN~I\RF; - Ormeggiarsi col fianCD ad una bancfiina, ad un, 'pon· tile, ad i!,ltra_ imbarcazione .

.'\T,.i\::v)'BAIWA'I'A -ProprLamente ill nave alia fonda : accostata Tn un senso 0 nelt'altro dovuta ana azione del mare e del veuto. La nave alia fonda ha continue alambardate con ritruo pendodare.

AI,AlU, _ 'I'irare nua cima, un caVO" una cateua; (l'azione contraria si:dice.: filare, ciecoarer. f\.,NCOROT'CO ., Piccola ancora in ferro a tre 6 qua ttro parte.

ARM~RE UNA IMUARCAZIONE - Provvederfa di tntto do che serve per la navignzione : materialeed equlpaggiQ, Si nsa anche nel sens:6 di attrezzare.

ARMAlIrnNl'O .' (v. Sopra) , equipaggfQ di una irnbarcazione 0. nave.

ASSlJCCAltE - Tesare una. manana che si e allentata (cont'l".'~ cioccare),

A TTERRi\'RE " Dal mare aperto, rag·, -giungere Ia costa.

ATTRACCAlUi •. QrUl.eggiaXsi col fian, co. ad 11.J;i pontile, banchina, altra.nilve 0. imbarcazione, BIlINMiNh • Relinga qi cad uta. BANDO • In. baudo ', clioue elma non tesata (cQ)llf,: in iQ(za}.

lllliL8F.1cl'A • Chua lung-a dui JO ai :20. Ill, che viene assicurnta ad I1n 5110 estrerno ad run ane!.1o sul~a prora 0 suUa poppa di' una fmbarcazione (barbetta di prora, barbetta di poppa).

Serve ad ormeggiare l'imbercazione e a prendere 0. dare rimorchio.

BARRA - Leva 0 mauovella fissatu nella parte superiore del timene; serve II farlo girare sui snoi cardin! (egugtiotti}.

BEVU]'~- Quando. I'Iinbarcaeione ,'sbanlia sotto Paxione del vente o del mare e mettendo iI bordo sotto ll Iivello de! gal1eggin.mento' imbarca acquil. '

BOUNA : Andatura (11 bolina, Strhrgere al ' vente," naviga:re quanto pin e possrhile verso 18 direzione del vente (40" p.eT le navi non a vele di taglio, '7Q~ per quelle .a vele quadre):

BOMA - AJlta di legno che serve a dlstendere al 've:ato,borda.re, hi parte inferiore di 'Una rands.

BORI}ARE - Preseutare una vela alla azione de! vente. .

BORIl!!GGL\!lE - Navigare risalendo al vento seguendo J'andatura di bolina alternativamente sn ill. un latoe sullraltro.

BO'<:ZEI.,40 - Carrucula.

DUG:t,HlLO - Secchiello di leg-no, uretallo 0 leta"

BUGNA _ Ciascuno deglj. angoli della vela.

C~BLQl':ro - 0lvo u'ormeggio: Lun, ga eima, una estremita della quale va assicurata alf'aiicorotto e, I'altra va data volta 511110. prota deUa imbarcazicne .. ·

Cio:pI::R~ - It vento cade : diminnisee 0 cessa del tutto.

C''\SSI\ - Vella deriva. Seatola parallelepipedale che contiene Iu deriva !' le sue manovre.

C.WII'r(UA - Pulegg'ia incassata nel. .Iae·;stn~mita superiore deU'alGeTO; vi scone la drizza della vela o del fioceo.

CENrRO VELlCO - 11 purrto della vela nel quail' si puo considerare applicata Ia spinta totale che Il .. euto esercita sulla velatnra,

'Corrisponde aI baricentro. .

C'RlA.RO - In chiaro ~ raccogliere 0 ;;;ogU~rc una cima iJ;L modo che 1101"$(( essere faci lmente fila ta.

COI.!.,O - U giro conrplebo di twa cima intorno ad un oggetto.

CORPO :r-.nm.to - Orrneggio fisso peer una nave od imbarcazione .. E' 'compost» da -nn gavitello che ~o· stiene una catenclla leggera as'is!cw:ata ad altra pi.Jl robusta che g'iace s111 fonda e fa testa. sull'u.l).cora.

CUcr'tURA.- Legatura fatta mediante una cima eottite, (Cacitu.r.a di una vela sul borna 0 sulla pen.na, cucitura iTa due tende),

34

Dl';lllVA - Moviruento di traalazioue ill seuso uormale alia linen i,ll cliigli a. che un a nave su bisce pet efferto del vento e del mate ~. della correme.

l'['~NQ or DElU\'~.· Piano di metalLo 0 .d.i legno disposto nel senso long i tudinaln detlo scafo per frenar e 10 scarroccio,

Dumm - Tug], Dinghy plur: lItllghiea, italiano DiugbJ plurale Dinghi. .1t)lbarcaziolle leggei-a che usane portare a bordo glt Yachts.

DRITTO 1).1 PlI(JRA • La trave ebe 59.le in sense pressocbe verticale ecollegaudosi cori Ia chig lia raccogtie it fasciame.

DIU'l,lA - Manovra corrente che serve ad ulzare \a vela rdrh::m del, 101 randa , drjzza del fiocco},

P\f,Cmrr'tA - Orlo superiore del fianco eli una Imbarcesioue. Snlla falchetta So.110 fissate le sealmiere.

FH •. A.lill - Cedere: lusciar scorrerruna cirna (c.ontL; alare, tessre, ass uccare),

If'< 1111.0 AT. \'JIN'fo _ 0 sul letto del vento, disporsi nella di rexione del vente, con prata al vente.

F()f!7.'\ " In £OI"7.U; eli una cima in tensioue (c;ontr.: in bander.

G.\J'l''.~ • 0 MIIz7.0 l'rlMUIMJO' - 1'I.$ta .di regno lunga cla uno a due' me!.cd muuita di gaucio di bronze Ser ve • per affenti re,raccogLier una time, un gavitello o pel' aecostare o scostare nua imbarcazione atl "'1 molo.

G RIA • Siste.rn<t d i paranee, 'On 1;02:;:1'110 corre 511 di '1Ula cima, ad esso e applicato il peso. Una delle estrernita della cima e fis-

sat4 in, un pllD to di press det'tQ dormiente, all-altra estremita dell:;! cima viene applicate lao potenza, COn questo sistema 51 raddopia Pettetto vdekla' forza uppliCat;a,

G()VllllNAJlh - Mrrnef;gi~_re it tilllQn€: per nrantenere 1~ t1 ave 8u11a Totta vohrta.

GllATJ:Llt - Cuna cucita alia relin, ga di, una ve La per a n men tarne Ia re sistenza,

I.';'"FIlRIRE J_~ 1"1\1,,\ _ Cucirln a] lJ01ll3 od ana pennola 0 al picco, Ll'~O nnr .. l!1ltll'XO " Direzione da cui

soBia i l vente. .

Lil.NIIil .• Vet'm fissato at fiance d,,1I<I nave 0 sul. parasarrie, sul quale vengono assicurate le sartie.

M:AllUlkll - Parte centrale delle 05- satnre trasversall eLI" sostengono il fasclame di UIlO' scato. Det r e flssature vcngouo chiarnate costole, quinti, corbe, Iodinate.

MHfIGl.(O"!'nl l\1~i\'1C>UONCINO

~ifa~lia SI1hltlt8bile di una catena, lela forma di U e ;;i chiuele p~r rrwzr.{) eli un ~E"I'no ,,. vite,

;',IIINOVRlI. - Manovrare - t,'s7.i,>ue di dirigere il rnovimento di unu nave '0 di.Ull gruppu dj uavi per sc,o.pi bell determinati,

Lavori che ;;i compiouo per fur vela, "adam Ia velutura, affondare o sa lpare le ancore, ecc,

La panola manovra Ii: comunemente usuta per indicare quaIunque cava 0 cirua che sia guru-ni tn a.ll'.aUre:z;zabrra per conipie; YEo tin ufficio ben determinato.

M.. ... "IO\'IU~ liisS"!.\ - Sartie, stralli, ecc, MAN<l¥1lli Cf)R.REl'O'[ - Drizze, scotte, ecc,

MlIs'XU;\ _ .Po!:o praticato snl ponte: Q sui banchi della imbarcavlone attraverso" iJ q oale passa Pestremita inferiore dell'albero.

j\f[~ZZ(l cui.r.o - 'N odo - semplice. !I'[J1TTl(I{!'H - II vento'lo::;i mette - II vente .sI stabillsce, comincia ad. azionare (<;:outr,: cadere}.

~rrCcr,\- ~strellljta iuferiore dellulbero, a!6ez:ioue quadraba ; va ad incastrarsi hi apposite alloggio detto scassa.

II~[ ~J [{A - Cima che serve a tendere la bugna dl una vela verso il .vento. 1~' usata uelle navi <1 vele quadre.

"NeH~' vele di tag1i(l :;1 usa la dizione p~~' indicare il lato dal quate viene jj vento, !." nelle. voci ,

• rnure a dritta. mure <I sinistra, pnnto lli lllur8.(vedi a p, di m.l.

Ul(b.\RE - Accostare verao la dire:done rla lla quale, viene il vente rcoutr. pnggial'el.

r· l[a,l()I.iJ • Pagliolato - Pavi men to. <leIla unbarcazioue. E' costituito da uu rraliccio di assicelle di le • .\iilO e. cleveesse:re facilmente sollevabile per sgo.ttare (asciuga-

- re)o pnlire la barca,

P~~"MK;';ZM .. I> - Asse Iong itudinale disposto al di sopra della chigLja, Rafforza Ia resistenza longitudinale della barca e collega le or, dinah= (costnle, madieri) alia chiglia.

PARM;ARTIE - Mensole disposte· sui fianchi delle na vi a vela, sulle q uali vengouo asaicurate 1e laude.

Plf.. j)'AT,fIl\IW - 'La parte infsriore dd I'al ben) a ron ta Ito COn Ia co. pl"1"t?_

35

PO'R'tA!lti - Dk'esi della vela. /1 portare, gonfia ill vente, in azione.

PR~:SI\'NtJ\.Rll - Esporr e presentare In prora, la pOP1?!l, it fiance II I vente 0 ana corrente,

PUGGYARI, - C'tImbior direzloue ac'costando dalla _[)llrte opposta a 'luella dalla qnale :vieD!:: il vento (contr. orzaee),

PUNcmm .. Di una vela. Q,tratl(io it vento ne sfiora a trutti la parte eli sottovento,

Ft"fIITo 'D! C){H,,\ - La bugua eorrispondente al pun to. in cui il picco, si appoggiu vall-albero.

PuNTO D~ r.n:!r,!. - Bugna corr'ispoudente al ,punta ln cui 11 borna si appoggia all'albera"

Pm'"m D.1 scot'i'~ . La bugua della - vela -ccrrispondenre .alla estremita poppiem; in quel punto v ien data volta alia scotta,

REDAl;«;I1~ - Anello cii larniera a se .. zioneCQllcava che viene insenito in uu doppino (cappio) (:lJ cavo d] canapa 0 di acciaio pel' dar forza al sistema e doe permetten: che aJtro cavo dato volta nel doppino 110n' venga a CO))tarto diretto e quindi usur] il cava eli detto doppino.

RII'LINC,\ _ Dord~, della vela.; late ;;leI triangolo 0 del trapezio. Ogui lato,ha. la sua particolare denouriaazionc ::

RKt,INGA n'lNFE~,nUl\A. - Il'lato Iu'n. . go la vperraa 0 i) picco o Palbero.

REJ,INQ,\ 1)1 1I01HMM~ - .Il Iato lungo i1boma.

RIlI,ING,\ III C,\pUt~ - 11 lato estern!), balnmina.

;RnJpNDARE • Del vento; cam blare sia p,nr leggermeute eli direzione

P i

girando verso pOpp.l (contr ,': scarseggiare) ..

R!n - A riva, in alto, ~ull'alberatura,

1{()1'T A !- D..ih:ZlOll<; ten uta da,lla nave,

SMtnll - ~1allOl're fisSe _ ea",1 eli acciaio che so,., tengollO l'.alb<!:l'Q, Partono dal testa <i'alb-em to $0' ucfissate ai fianch] della nave,

SI\I,P''lIi!E - Tirare a bordo Paneora 0 una catenn v IIr~ C~VQ '().i orrnegg io.

SCAllEllli ", La's pos ia rs i j 11 sen -io Iaterale pel' efferto del vento I] di twa corrente marina.

~(~"$s.,\ - .'\.Hoggio sngorlllltcJ della micciade llalbero.

SCAV"n~RI\ . Forcelle dl bro.l~'Zo 0. eli ferro slsremate sul la falehetta delle imbarcnzioni : '[1 ill ess~ Ianno Torzu, i remi,

ISCA~ROCCID _ Lo sl?ostnm~lo ill senso norrnale ella linea di chi .. glia che una nave subisce per dletto util vento e del mare,

SCUT'YII\ . Capovolgitucuto diLl.1l3 irnbarcazione a vela - &lr cnffia, capovolgersl.

Scnlt't,\ .. Manovra corrente: ciDla che serve a. bordare h vela oad orietrtare jj bema.

SCARSItG(;lA~E - Dei ."e.I1~O: cambiare, sia pure di PoCO, di direzicne giraudo verso la prora della nave. II conteario e; ridondare,

SI(GNO - A segno. At pnnto giu· sto , dices] Iii una vela, ill 'una uianov ra correu te () di ultra parte 'mobile di 1mB attrezzatnra. Mettere a segno In .raudn, portare la sua smrimitll. ill ginsto pnnto.

SFU;£GGIAI!E - Dicesi eli una vela investita dill vento nel senso di taglio, Con vento in prora le ve. Ie dr tag lio sfileggiano : uieutre le vele quadre prendono a collo (sono invcsrite di proravia e quindi determimmoulla spinta oontrar ia ana direzione del moto) .

SINCOLARE - Irnbarcaxione condotra da nua sola persona j uavigatore solitario.

Sl'.~sSJllm - La 'vela, il homa, In penna : poctarli da un lata al. Paltro.

,PIJ:o/TA DI GALr,!-;G~:r,L"<1:EN'rO - La spinta che, per i l principia di Archimede, riceve un solido immerso nell'ecqna, Spinta positiva, spinta. negativa.

StR .... M-BARI·; - Tombare : passare n boma da un lato all'altro navigando 1.':011 vente in. poppa. Cam. biare le mure,

STRAORZARll • Orzare eccessivamente sillo ad oltrepassare 13 g iusta

Iinea dj bolina ; sino a portare In vela a sfilegginre oa collo, __

SOPllAI'I'E",,'fO - Dalla parte del ven-

to (cont!.: sottoventoj . -

SOTT(WEN'TO - Dalla parte opPostl\' al vento (ccntr,. : sOP"J.VV~~I~?).

TRA \IF;\~~O DF;I,LI\ NAVE - l1il'ezibne perpendicolare a quella della chig lia, direzione dei uiadieri,» ,

TRi\VIlRSARSI - Sull'O,I;l.9a, €II ;!lla~; portarai' con In linea di chig lia: in sense norrnale a quello in cui III uove I'onda.

VAREA • E:;tremita di nn penna e, del hom a , della penriola, del piece.

VmAMl>t>i'L'O 1)1 IlOlmo • Mano"ra'i·ntesa a preseritare al veuto jJ·.bo~do che era precedenterneute ,soL tovento. Si corrrpie manovrando il timone e Ie vele, Viramento di bordo i11 prora - virameuto dl bordo in pappa,

VOI:r.~ - Dar volta, annodare, lega. re (contr.: Ievar voila, :odD, g:liere) .

111

- ..

Voc:i bandlte del linguaggio marlnareseo

B,\Il0~tl(l - dire· ill vece LATe) S1 NIS'£RO. CARlt1J('OI,A .•. dire iuvece B(lZZI;,r.I,Q. COtli:l,\ - dim invece CnAA, CAVO. LEGAl!}> - dire invece DAl~ .0[;'(,\. NOllO scousoro - dire invece BOCCA

III LUPQ.

Rl!MARE - dire invece VOGMm.

Trl(M;a . dire invece AT,.~lm.

1'01.0.\ • dire invece COI'IlRi'A. POlitI" TRIDORDO - dire invece LATQ. D)U'nO. p,um I GATTIn • dire invece RMc"

CARll.

A Vr.R r,\UIlA " non dir lo.

3'1

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