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Grammatica essenziale della lingua italiana

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Michele Giocondi

con la collaborazione di Piero Marovelli

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In appendice Grammatica essenziale della lingua italiana

Editoriale Paradigma

FONOLOGIA

La fQnologia e 10 studio del suoni (doe delle emissioni di' voce che effettuiamo per pronunciare Ie parole) eli una lingua.

I suoni che costituiscono il sistema tipico di una determinata lingua si chiamano fonemi

Quando i fonemi, cioe i suoni, vengono trascritti, diventano segni grafici, detti grafemi 0 .Iettere dell'alfabeeo'.

Le letteredell'alfabeto sono 26: ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ

, "

• 21dell'alfabeto Italiano: ABCDEFGHILMNOPQRSTUVZ

• 5 aggiunte per trascrivere parole straniere: JKWXY

Le Iettere dell'alfaberosi dividono in vocali e consonanti,

o vocAti: sono i suoni piu semplid. Esse vengono pronunciate con un flusso d' aria continuo, dai polmoni alIa bocca, senza incontrare chiusure e senza l'aiuto .di altri suoni.

Le vocali, come segni grafici 0 grafemi 0 lettere, sono 5: a, e, i, 0, u. I suoni pero sana 7: a, e, e, I, 0, 6, U

ea, i,u hannoun suono unieo (aperto la prima, ehiuso Ie altre due)

• e, 0 hanno due suoni ciascuna

- uno aperto, indicato dall'accento grave'

- uno' chiuso, indicato dall' accento acuto '

1. Le lettere dell'alfabeto 0 grafemi sono il puntod'arrivodi un lungo camrnino, volto a rendere pet iscritto i suoni di una lingua. La corrispondenza tta suoni e 'lettere, tra fonemi e grafemi, non e pero perfetta e ci sono alcune esmagliature». Per esempio nella nostra lingua if fonema em mila e diversoda quello ill tista, eppure entrarnbe le e sono. rappresentate da una sressa lettera.

Le Iettere dell'alfabeto, insomma, sono il traguardo di un'evoluzione storica, non la trascrizione esatta dei fonemi.

Dna trascrizione esattadei fonemi in simboli grafid tuttavia esiste,ed e quella effettuata dall' associazione fonetica intemazionale, in base alIa quale i fonerni della nostra lingua, cioe l'alfabeto fonetico italiano, sono 30 (il fonema Ikl epresente siaper indicate it suono duro della.r sia per quello della q), rappresentati cosi:

.vocali
a e , 6 0
e 1 U
lal lei lei Iii 101 1:>[ lui
jJmI testa sok toro
semivocali
1 u
Iii [wi
piede f'IIota consonanti

bed f g glgnl m n p q r s set v z

Ibl ItJllkl ldl I~ Id311g1 IAI !.PI III lmJ Inl Ipl Ikl Irl lsi 121 If I It I lvl Itslldzl

cera rasa giro gatto agJio gnomo Jera rosa .rd ~o :uro

Grammatica essenziale della lingua italiana I Fonologia

1076

Secondo il suono - i,u sonovOcali:aolci 0 deboli - a, e, 0 sono vocali aspre 0 forti.

o CONSON~TI: sooo i suoni che possono essere pronunciati solo appoggian-

, dosi a una vocale. L'aria che esce dai polmoni incontra chiusure complete 0 parziali . irrvari punti: labbra, denti.rnaso, lingua, palata.

Le consonanti sonoZl:

• BCDFGHLMNPQRSTVZ (dell'alfabeto Italiano)

• JKWXY (di origine straniera)

Le consonanti dell'alfabetoiitaliano, intesecome segt1l 0 . grafemi 0 lettere, sono dunque 16. I suoni sana pero 21 . perche:

- c.e ghanno due suoni ciascuna: c (cane ecera), g(garaegiro)

- s e z hanno duesuoni ciascuna:s (sera e rosa),z (Zlippa e

2'/Jna)

gl+i hail suono di egli, jigli. In alcuni casipero gli 81 pronuncia coo la g dura (negligenZll, g/icine, anglicano) .

- gn+vocale ha il suono'diogni, ragno .. ,'.

sc+e/i ha it suono di scena, scimmia

Le consonanti h e q non hanno alcun suono proprio:

- hposta Era c/g ei/e indica ll suonoduro (chemlene, ghiro)

- q ha 10. stesso suono della c dura (cane), e deve essere

seguita dalla vocale u (quadro)"

It dittongo e l'incontro di due vocali che si pronunciano con una sola emissio-

ne di voce. .

I dittonghisono formati dall'incontro di:

- unavocale debole, i/u (su· cui non cade mai l'accento)', con unavocale forte, :a/e/o;

,.... due vocali deboli (in questo caso una delle due vocali deboli pub essere accenta-

t~. .

I dittonghi possibili sono:

ill,ie, io, hi uit, ue, uf, DO

ai, au

ei,eu·

oi

A seconda della posizione dell'accento, ~ .. dittonghi si distinguono in: • ascendenti': quando I' accento cade sulla seconda vocale

Es. miek, piuma, bUQno

1, In questocaso la i e Ia u sana chiamate semieonsonanti a semivocah, in quanta il lora suo no e malta debole e si pone a meta fra queUo vocalico e quello consonantico, ..' .:

In particolare la i e la u sana semiconsonanti quando precedono l'altra vocale, semivocali quando la seguono.

2. Sono chiamati ascendenti perche Ia voce sale da una vocale arona (non accentata) a una tonica (accentata), discendenti perche scende da una tonica a una atona. In entrambi i casi le vocali deboli i/u sana atone (non accentate).

Si dicono invece mobili i dittonghi lee UQ perche in alcune situazioni perdono la prima vocalc (i/u) e si riducono a e/o

Es.piede - pedestre, muovere- I1Iovimento

1077

Grammatica essenziale della lingua italiana I Fonologia

• discendenth quando I'accento cade sulla prima vocale Es. baita,aula, pneuma

TRITTONGO

Il trittongo e l'incontro di tre vocali pronunciate con una solaemissione d.i voce. I trittonghi sono formati da due vocali deboliatone (doe non accentate), i e u, bppure

due I, + una vocale forte su cui cade l'accento .

Es. paglia;' lllie;, aiub/a, buoi

I trittonghipiu comuni sono:

iii, iei, iUQ u~i

...

IATO

Lo iato e I'incontro di due vocali che si pronunciano separatamente, con due suoni distintl, due ernissioni d.i voce.

Si ha 10 iato nei seguenti casi:

- quando si incontrano due vocali forti: pa-ese, cor/e-o

- quando .si: incontrano una vocale forte con la i oppure la u accentate: spi-a,

pa-ura

-can i prefissi re-, ri-, bi-, su-, tri-: re-iinpiantare, ri-asere, bi-ensio, su-accennato, tri-ennio, tri-angolo

DIGRAMMA

n digramma e.Iasuccessione.di due lettere (consonante + consonante oconsonante + vocale) che formano un suono unico invecedi due, come avviene normalmente.

I digrammi sono 7: gl, gn, ch, gh, sc, ci, gi. ~ gl + i: agli, jig'i ~

gn: .ogn; legno ch+e/i: anche,bachi gh+e/i: maghe, luoghi sc+e/i: scena, nasata

ci+a/o/u: ciariatano,· ClOcCO, ciurma gi+a/o/ u: giallo, giostra, giudice

TRiGRAMMA

Il trigramma e la successione di tre lettere che formano un suono unico. I trigrammi possibili sono due: gli e sci.

- gli+vocale: moglie, paglia

- sci+vocale: ascia, ascilltto

Grammatica essenziale della lingua italiana I Fonologia

1078

SILLABA

La sillaba e una vocale 0 un gruppo di lettere (contenente almeno una vocale) che si pronuncia con una sola emissione eli voce.

La sillaba pub essere costituita da

- una sola vocaIe: e-poe«

- un dittongo 0 un trittongo: au-to, a-iuo-Ja

- un gruppo di lettere che contenga almena una vocale: sua-do.

In base al numero di sillabe, le parole possono essere:

• monosillabe: formate da una sola sillaba: SI, /0, Ja

• bisillabe: formate da due sillabe: te-Io, ca-ne, ca-se

• trisillabe: formate da tre sillabe: ai-be-m; ca-pan-na, mo-ta-t»

• quadrisillabe: formate da quattro sillabe: mo-to-ri-no, ca-sa ... men-to

• polisillabe: formate da cinque 0 phi sillabe: sa-Ie-te-re-mo; al-ter-no-to-re; sa-po-leta-no, sa-ri-ta-te-so-le, pre-a-pi-te-vo-Jis-si-me-voJ-men-te

DIVISIONE IN SILLABE 1

Nella divisione in sillabe di una parola si devono rispettare le seguenti regole:

• la vocale iniziale, seguita da una sola consonante, fa sillaba a se Es, a-ato, i-sola; a-nimo, e-rano, o-dore

• una consonante semplice fa sillaba con la vocale 0 il dittongo che segue Es. ca-te-na; ma-ti-ta; sa-li-re, do-oe-re, fe-ria-Ie

• le consonanti doppie devono appartenere a due sillabe Es. mam-ma, bab-bo, oc-casione, ae-catastare

• gruppi di consonanti che non possono essere inizio di parole (come Ijm/n/r + consonante, oppure bd, bs, CIfI, en, cq, ct, cz, dm, gm, pt, tm, tn, zt ecc.) si dividono sempre come le consonanti doppie: una in una sillaba, una nell'altra

Es. «-qua, el-mo, am-pio, ab-dico, sen-to

• gruppi di consonanti che possono costituire inizio di parola (come br, d, pl,fr, tr ecc.) non si dividono mai, e fanno sillaba con la vocale che segue. Lo stesso vale per s seguita da consonante

Es. a-bra-sione, ap-pli-care, »-sr« en-tra-ta, na-sco-sto, co-spi-tuo, a-stro, fine-sera

• due vocali si possono dividere solo se costituiscono iato (mai nei dittonghi 0 nei trittonghi) t.

Es. ma-estro, pa-ura, le-one, a-iuot«

• digrammi e trigrammi non si dividono mai Es. re-gno, ",o-glie

• le parolecomposte con i prefissi es-, bis-, as-, dis-, con-, ben-, ",01-, in-, re-, ri-, ris-, trans-, tras-, post- si possono dividere in sillabe sia distaccando il prefisso, sra seguendo la regola generale (consigliamoquesta seconda soluzione)

Es. dis-armare 0 di-sarmar»; mal-intenzionato ° ma-lintenzionato

1. Nell'incertezza e preferibile non iniziare mai il rigo nuovo con una vocale.

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Grammaticaessenziale della lingua italiana I Fonologia

EUSIONE

L'elisione e la caduta della vocale finale eli una parola davanti ad altra parola che inizia per vocale, ed e segnalata con Papostrofo,

L' elisione di norma si effettua con:

• gli articoli singolari lo, Ia, una Eso I'albero, I'anima, Iln'amica

• le preposizioni articolate formate da 10 e la: aUo, alla, dallo, dalla ecc.

Eso dall' aIbero, suO' ert11l0

• gli aggettivi bello, questo, quello, grande, santo

Es. bell'lIomo, quest'anno, quell'a/fro, grand'ingegno, sant'Antonio

• ci, come, dove seguiti dal verbo «essere» Es. c'. erano, com: eratJamo, do,,' eratJate

• alcuna e nessuna quando precedono altra Es, aktln'altra, nesSlin'a/tra

L'elisione e inoltre frequente can:

• la preposizione di

Es, d'ifl1JefflO, d'es/ate, d'accordo, d'oro

• i pronomi 10, la davanti al verbo «avere» Eso I'ha detto, I'hovista

• Ie particelle pronominali mi, ti, si, ei, vi, ne

Es. m'in1llJll1orai, t'invito, s'iUllde, t'incontrammo, ,,'ho detto, ce n'e

• alcune locuzioni del tipo: mezz'ora, aneh'Io, anch'essi, d'ora in poi, d'altra parte, nient'affatto, tutt'al pili, ecc.

TRONCAMENTO

n troncamento 0 apocope e lacaduta della vocale finale 0 della sillaba atona finale di una parola.

PUQ verifiearsi davanti a parol a iniziante sia per vocale ehe per consonante e, in genere, non e segnalato dall'apostrofo,

Perche sia possibile effettuareil troneamento oecorre che la lettera che precede la vocale 0 la sillaba atona da eliminare sia I, m, n, r

Es. tal geslo, siam simn, !mon anno, ll1IIor cortese

11 troneamento si effettua con:

• uno, alcuno, ciascuno, nessuno, huono

Es. un Nomo, altun ospite, ciascun albero, nessun erede, buon anno

• bello, quello, grande, santo al singolare e davanti a parola iniziante per conso-

nante '

Es, bel tipo, quel gatto, gran /avoratore, san Carlo

• ffate davanti a nome proprio iniziante per consonante, e suora davanti a nome proprio iniziante sia per eonsonante ehe per vocale

Es. fra Cristoforo, mor Patrizio, mar Ada

Gnunmatica essenzlale della lingua italiana I Fonologia

1080

Se pero la parola inizia per. s Impura (r seguita da consonante), x, z, ps,pn,gn, it troncamento non si effettua

Es, uno zingaro, .qtlello gnoN1o, santo Stefano·

• signore, dottore, professore, cavaliere, Ingegnere, commendatore seguiti da nome proprio

Es, dottor Rossi, commendator Stanzani

II troncamento e lasciato alla discrezione di chi parla 0 scrive con:

• tale e quale ..

Es, tallloN1o,·fjual·bIlOH vento

• alcuni verbi all'infinito

Es, voler bene, andar per bosch/~ mangiar·jJNo

• amore, bene, fiore, fino, fine, male ece., in ·particolari espressioni

Es, amor profono, ben vestito,jior di jarina,jin troppo, infin di vita, mal d'atlfo

In alcunicasi il troncamen to e segnalato dall' apostrofo: negii imperativi da', di', fa', sta', va', e in po', mo', be'

Es, da' qua, di' quaicosa,fd' piano, sta' forma, va' via; dof'lllo lin po', a 1Iuldi oratore,

.~ - .

ACCENTO

L'accento e una partieolare elevaztone 0 Insistenza della voce sulla voeale di una sillaba,

La vocalee la sillaba su cui cade I'aceento si chiamanotonichejle altre si chiamano atone.

In base allaposizione della sillaba tonica, le parole si dividono in: • tronche: quando l' aecenro cade sull'ultima - sillaba

Es, citta,piet4, pirche, carita, virtU

• planet quando I'accento cade sulla penultima sillaba (sana piane la stragrande

maggioranza delle parole) -

Es.· calltare, /avor(lre, amare

• sdrucciole: quando l'accentccade sulla terzultima sillaba Es. celebre, rapido, albero

• bisdruccioles quando l'accento cade sulla quartultima sillaba

. Es. mandamelo, scitJol4no ,.

• trisdruccioler quando I'accento cade sulla quintultima sillaba. Avviene pero molto raramente

Es. reeitamelo, ordin4te/o

L'accento pub essere tonico 0 grafico:

o tonicoi e quello che ha ogni parola e ehe econferito dal tono della voce.

L'accento tonico non si segna mai, a meno che non cada sull'ultima sillaba e doe nelle parole tranche. E facoltativo $U parole che potrebbero ingenerare ambiguita 0 dubbi di pronuncia (prlllcipi ~ principi, oncortJ - anc4ra).

1. Ci sono peril delle eccezioni, come tan (e non santo) Uno.

J'

1081

Grammatica essenziale della lingua italiana / Fonologia

L'accento tonico pub essere:

• acuto: ' sulle vocali I, u 1, e sulle vocali e, ° per indicame il suono chiuso 0 stretto

Es. cosi, piu, serti,c6da

• grave: ' sulla vocale a e sulle vocali e, 0 per indicarne il suono aperto o grave

Es, mano, finestra, mOlo

o grafico: e quello che deve essere rappresentato graficamente in corrispondenza dell'accento tonico, rna si fa solo incerti casi,

E obbligatorio mettere I'accento (grafico) su:

• parole tronche di due 0 piu sillabe .

Es. cilta, virtU,' carlla

• monosillabi che terminano can dittongo ascendente Es. gia, PHD, piu

• alcuni monosillabi per distinguerli da altri uguali nella pronuncia rna di significato diverse: ehe (cong. poichl) dil (verba) di (nome) e (verbo) Iii (avv.) Ii (avv.) ne (cong.) se (pron.)" sf (avv. e cong.) te (nome)

eke (cong. e pron.) da (prep.)

di (prep.)

e (cong.)

la (art., pron. e nome) Ii (pron.)

ne (pron. e avv.) se (cong.)

si (pron. e nome) Ie (pron.)

L'accento non vamai su: do, fa, fra, fu, me, no, qua, qui, re, sa, so, sta, sto, SU, tra, tre, va, vo.

I ACCENTO CIRCONFLESSo'I'

Fra gli accenti grafici bisogna segnalare l'accento circonflessoI"); anche se e piu esatto definirlo segno.

L'accento circonflesso e usato in genere nella poesia per indicate una contrazione o la cad uta di una a piu lettere finali. Oggi e in disuso

Es. 10m (togliere), pugnar (pugnarono)"

1. Alcuni linguisti mettono I' accento grave anche su i e N al posto di quello acuto: sono accettabHi entrambe le soluzioni.

2. 11 pronome se, quando e seguito da nesso 0 ",etksimo, puo anche non essere accentato, in quanto non e possibile confonderlo con il II congiunaione.

3. Una volta l'accento circonflesso si usava per segnalare la contrazione di due i in una sola, in parole plurali che al singolare terminano in -io, con la i atona

Es. {Y.(./, mmk/, 11I4Irimotti

Oggi si preferisce contrarre la doppia i senza aggiungere il circonflesso Es. o:ri, romm, 1II11Jri1llom

Grammatica essenziale della lingua italiana I Fonologia

1082

PUNTEGGIATURA

La punteggiatura 0 interpunzione e un Insieme di segni grafici che regolano il succedersi delle parole e delle frasi, e conferiscono at periodo chiarezza, annonia e intonazione, in modo da renderlo conforme al pensiero e aIle intenzioni di chi scrive.

I segni eli punteggiatura sono:

.virgola: indica una breve pausa. Si usa per:

- dividere gli elementi di una enumerazione Es. Carla era alta, bionda, con gli occhi verdi.

- dividere piu proposizioni coordinate

Es. Sono andtl/a aI cinema, ho visto il film, sono rientrala a casa. - isolare un' apposizione 0 un inciso

Es. Dante, il sommo foeta, morl in mlio.

Laura, SCIISa se Ie 10 dieo, non e adatla a te. - isolare un vocativo

Es. heoltami, Francesca, non andare in qllel lIIogo!

- introdurre frasi precedute da vari tipi eli congiunzioni (avversative, concessive, causali ecc.)

Es. Dovevo mare, ma nonne avevo vogJia.

Andai aIIo stadia; sebbene aDessi it raffreddore.

• punto e virgola: indica una pausa piu lunga di quella conferita dalla virgola, rna meno marcata di quella suggerita dal punto

Es. Stavo andando 1Ie1oa,'1a attaera Iontana, qllando ...

• due punti: introducono una spiegazione, un'enumerazione, un discorso diretto Es. La verita .rtava venendo a galla: era Illi il eolpevole.

Vidi lin ammQSSo di oggelti: scatpe, cake, 01llbreiJi, .. , Offiso, esclamai: «ma per chi mi prendi?)).

• punto: indica una forte pausa. Si mette aIla fine di un periodo, edopo occorre la lettera maiuscola

Es. T ornato a casa mi prtparai la cena. Sttl1JO ancora mangiando ...

Se fra i due periodi 10 stacco e molto netto, si ricorre anche al capoverso.

• punto interrogativo: si usa alIa fine di una domanda diretta

Es. Che diavolo comb/nil

• punto esclamativo: si usa dopa una frase esclamativa 0 dopa le interiezioni Es. Che gjoja ho provato!

Ahi!, UJfo!

• virgolette: si usano all'Inizio e alla fine di un 'discorso diretto 0 di unacitazione, o per sottolineare il valore particolare di una parol a 0 di un'espressione Es. Domando: «(A &he ora tomi?».

II tJakJre «J>oJi!ieo» di qll8sta decisione e evidente.

• lineette: si usano all'inizio e alla fine di un discorso diretto 0 di una citazione, in funzione analoga a queUa delle virgolette, oppure per delimitate un InClSO

Es. Sorpre.ro, disse: - Chi Sll(-.

I principali tlNtori deff '800 - FoseoloJ Leopardi, Man~ni - atJeIJano ...

• trattinor si usa per unire due parole collegate in un particolare contesto, 0 per Ia

. divisione in sillabe delle parole

Es. socio-politico, di:rjonario italiano-inglese

1083

Gratnmatica esseoziale della Unguaitaliana I Fonoiogia

• puntini di sospensione:,si'.usa~o,rtelnumerb di tre, nelle interruzioni dei discorsi 0 nelle pause dovute a imbarazzo, incertezza, sorpresa ecc.

Es. Non saprei .. , hlo SIIomYJ aIIora. ..

• parenlesi,tonde:' .isolano. un inciso in maniera .pili.,fort~ ~ pili ev:~deQte delle

, yirgpiee delle lineette ' ..' ,,' , " ' .. ,' •. , •. '.,

<, Es.Q,lIIZtIIio mi abp, 11Ii sento giN Jj corda (e pllrtropfJO aD awiene' ogni

';maitina). ' '

• parentesi quadre: st~sahO 'all'interno di dna citazione quando si iritrodilcol1o .interventi personali, nomi, chiarimenti, che non fannoparte

..del testo riportato; oppure ,per, indicare che "e stato effettuato un taglio, e in questo caso si aggiungono nelle parentesi quadre tre puntini[ ... ]

Es. II Poeta [Gia&Ol1Io Leopardi] era 101#0 ...

• asteriSf;O:siusaperindicare un richiamo in nota. Ripetuto trevolte, sostituisce

, if nome proprio che non si vuole far conoscere .Es;'Nei ptNse di *** ,nessuno Iavorava.

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MORFOLOGIA

La morfologia e 10 studio della forma e della struttura delle parole, con Ie relative classificazioni, categorie, coniugazioni e declinazioni.

In sostanza la morfologia e 10 studio delle parti del discorso.

Le parti del discorsopossono essere variabili 0 invariabili.

Ovariabili: quando le parole possiedono pin forme, che mutano a seconda della funzione svolta nella frase e del Ioro particolare significato.

Sono:

• articolo

• nome

• aggettivo

• pronome

• verba

o invariabili: quando le parole possiedono una sola forma che non muta maio Sono:

• preposizione

• congiunzione

• avverbio

• esclamazione 0 interiezione

L'ARTICOLO

L'articoloe la parte variabile del discorso che precede it nome, si accorda ad esso e ne specifica it genere e it numero.

L' articolo ha la funzione di indicare se il nome che accompagna e da considerarsi

in sensa determinato 0 indeterminate, ' .

L' articolo pub essere determinative 0 indeterminativo.

• determinativoi quando il nome cui si riferisce e ben definito e si presuppone gill nota

Es. Dammi illibro.

• indeterminativo: quando il nome cui si riferisce e generico, indefinito, non an~ cora noto

Es. DlJf!Jmi un libro.

I FORME DELL" ARTICOW DETER.MINATIVO I

MASCHILE

IL. I

Si usa la forma it al singolare e i al plurale davanti a parola che comincia per consonante

Es. ;1 latJOm, iI f/ilaJerno, ;1 pallone ; tatJOli, ; fJIIIldtnli, ; paIIoni

1085

Faonoeccez1Ot,te:le patple coo iniziano perz" X, s imPtIta! (1 seguita daaltra consonante), pS, pn, go, i semiconsonante., .. '.. ..... c ,

LO(L'),OLJ

Si usa la'forin4loals.irigcila:re e gli aI plurale davantia parola cheinizia pervocale ocon:

• z:/ofj'o,lo(IJcchero, 10 t,_ero . . . ' . ->/,.{- ,-"

• ":1c.: lti$i"'filifl,lo~i\';' ',,' ,'", \", "_".\-, ..

• s impura: 10 studio, 10 sbarco, to speda/isla, 10 sfratto -

• ps: IOpsitologo, to /"iJJiatra

.' pn: /opnntlJlotortice} lopneulllotico (rna non e raro trovare if pnClllllatico ) ~ gn:'lo gnOIllO, 10 gnotto -.

• i' semiconsonantet 10 ioto, 10 iettatore, 10 iodHro, to iHgoslavo

Quando 10 si trOvaldav~nti a parola che inizia per vocale si apostrofa ES.'I~(llbeffJ,;I~fUJi4·r~fMiltiJ,iifinmo .

.: . ~ ,

: . " ',,-', I -~'.' ., '," ~ r , '" '_~ - -. _' \

bavantr~.p~a .. che~nizia per i semiconsonante (i seguita da vocale),IH,f;gli 'non:~i

apostrofanomai .' .'. .. ' " '. ,.

Es. ·iiiuii4'rd'leiidtofl,I,,/(jduT-o

" {.

Gli si puo apostrofare solo davantia parola che comincia.per i (rna e preferibile non

fark>)' ,- " .

hS. gr#ivjt(/t/~gl·inva.rori (meglio gli invitati1'iIN'ttlrisoft) .

. - -:. '·:~'~.r: ' .; ,,".: . .: "-'.~;-:}'.>'::~' '. .,: .. ' - .:' r.,

FEMMINILE

,,", ' .. ,!, .'.",.

LA (L').LE Alfetnrni~He' 8~!are ~;'ft$61~ \a forma l~;,.che. si~sa .• ~rtanto'~t~nti'~:i;rola .che inizia sia per consonanre che per vocale. In quest'ultimo cas()~s~: a;posfJQ(a" '." •

Es. la casa, lamf!1llllJa,lavittorig '.' _ , '",<"', "1.,' "',i:';.

I' anima, l'elicit, .,/Jjsola -.!~ ,.

Davanti a parola' cheinizia per i semiconsOnante~'bl nonisi:'apostfufll', ri'i~i Es, ltt,ienJ/(a idliura, la iDle, la iUla"

. .

Al:P1leuraJ.esiusa la forma le-davanti a parola ch~.;ini~,a,$iap'c,r,~9!~~~9.-1mite ~h~'i~'

.voca .." . ',' . .'

~'Es~ 'Iii t'aie/U,villorii, ,liiilnilfii;," (i'liDJe

• ,-;,~ . .',I. ::""',_' -;-'_' "'-oi; .-...' '#'" ,~<,~)1-:,'.,:',~ -. :. '_,.,,:_" ~;

,Le..sipoo,apostromre,,solodav:aflti apamla.~,i~ia per e, rna ,econsigliabile evitarlo

Es.: :l'~,*"'~:!'e~(ewsf~fibil~ Ie ,~Iif!Ie~,1f1tWtJ '

.' ~ :,":" .£ : .'/' ~-,

',I"FdD$"DELL';UTlCOLQoo>tmRMINATlVO I .

. . " '. ' " .. ,~

UN

(

Un si usa davantiainomi maschili cheIniziano per voeslee rpet -consonanee

Es.Il" "aIbero, uit 'IlOllio, #.ippoJJoltzll'Jo .. -, ..... ,,. .,

",'ieiirl, ""'.ldt!oro, UII::si_o ' v . .,', ,,' .",r: ,,,

Gtammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

1086

Fanno eccezione le parole che iniziano per z, x, s impura, ps, pn, gn, i semiconsonante (come avviene per l'articolo il).

UNO

Uno si usa davanti aIle parole che .iniziano per Z, x, s impura, ps, pn, gn, i semiconsonante (come avviene per I'articolo 10)

Es. uno 1!ro, U1l0 ~ilofono, U1l0 sbaglio, uno psichiotra, U1IO pntll11Jatico, uno gnomo, uno iNgOS/avo

FEMMINILE

UNA (UN')

Una si premette ai nomi femminili che iniziano per consonante e per i semiconsonante

Es. una gonno, una foto, una casa, una iena

Davanti aIle paroleche iniziano per vocale (esclusa la i semiconsonante), una si apostrofa

Es, un'animo, un'amica, IIn'isoia

L'articolo indetetminativo non ha plurale. ,

Al plurale si pub usare I'articolo partitivo dei, degli, delle 0 l'aggettivo indefinito alcunil e, qualche

Es. C'eraso dei bambini (alcu"i ba11Jbim~ qualchebambino). 'Vidi delle ragazo (alcune ragaz:<;e, qualche ragattP).

C'e anche un'altra possibilita: in alcuni casi (ma non sempre) si pub fare a meno sia dell'articolo partitivo che dell'aggettivo indefinito, lasciando il nome plurale senza

un'ulteriore indicazione .

Es. Abbiamo avIIlo delle (aICllne) noie con Ja macchina.

Abbiamo atJIIto noie con Ja macchina. .

Ho tki (1I1cu"i) dubbi SllUeSlle capacitlJ. Ha. dMbbi mile SIIe capac;ta.

Schema riassuntivo dell'articolo

,
DETERMINATIVO INDETERMINATIVO
maschile femminile maschile femminile
singolare il 10 (I') la (1') un uno una (un')
plurale i gli Ie - - - L'ARTICOLO PAR1TI1VO

L'articolo partitivo (del, delio, della; dei, degJi, del It) indica una «parte» indefinita.

1087

Grammauea essenziale della Unguaitaliana I Morfologia

SINGOLARE,

DEL.DELLO, DELLA

,:.:.

AI singolare l'articolopartitivo indica una parte, una quantira indeterminatadi un tutto, un po' di qualcosa .

Es. Voglio del proscilltto.

Comprai del pane. Mangio della came.

PLURALE

DEI. DEGLI. DELLE,

Ai plurale l'arti~olo;'partitivo. sostituisc'erarticblo indeterminativo (che non na.

plurale) e assume il valore di alcuni,qualche .

Es. Vidideira~.·

Hapres« delle i1lSllfJicimze.

LA PREPOSIZIONE ARTICOLATA

. . . ~

La fusione delI'articolo determinativo con una preposizioae semplice (vedi ·pag.

1108) da Iuogo allapreposizione articolata, . '. .

Questo 'Io s~heinaden~'preposizioni articolate:

-: ., ."
di a da 10
.,':. , :.':i.':.:
del al dal nel
della 'lano''; dallo nella dei

il

10

sulla '

"

con su

.. ' sullo

'. " . :

la

1

della aHa'

.:

dalla nella

dai nei coi .
sw
dagli negli ~gli::
:. : .. , .'
dalle nelle sulle
'. : le delle alle

. .

Lepreposizioniarticolate seguono le stesse norme dell'artieolo determinative da cui sono formate .

Es, 10 ~o - dellofiQ (errato del ~o) ,.

Iopsicolog/J '_"1U1lo pneologo (errato del psicolOgo) .

ATTENZIONE!

-~ : .

Non si confonda la preposizione articolata con l'articolo partitivo

Es. I tJOIti dei balJlbinijanno t~. II epreposizione articolata

In piazqJrerano dei:(ai&llni) bambini. I/eartic,olp :partitivq:.

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologiil

10~8

ILNOME

n nome e la parte variabile del discorso che indica esserl animati 0 inanimati: persone, animali, cose, idee, fatti, sentimenti.qualita ecc.

II nome e formato di due patti: radice e desinenza,

- radice: indica il significato di base della parola

Es. ragatt. cas, libr

- desinenza: indica il genere e il numero della parola stessa

Es. ragazz-a, cas-e, libr-i 11 nome puo essere:

secondo il SIGNIFICATO

• concreto: quando indica persone, animali, cose: tutto do che esiste materialmente e the pub essere percepito dai nostri sensi

Es. tavolo, auto, cane, mare, strada, pane, lampo, odore

• astratto: quando indica do, che esiste solo nel pensiero e che .non puoessere

percepito dai nostri sensi: idee, sentimenti, qualita, farti ecc.

Es. onesta, bel/ezza, sentimento, amicizja" eroismo, odio

• comune: quando puo essere riferito a qualsiasi unita della stessa specie

Es. ragaz:q;, citta, ragioniere, atta.re, /ago -:

• proprio: quando si riferisce a una sola e particolare unita di una specie, di~~i~-

guendola da tutte le altre ' , . "" ,

Es. Mario, Roma, Rossi, Sordi, Maggiore

• collettivo: quando indica (al singolare) un insieme di units della _ stessa SOC::CIC::i Es.branco, stllolo, folia, gngge, mOfJdria, serie

• individuale: quando indica un esemplare singolo di esseri animati 0 ,u .

Per indicame pili di uno si usa .il plurale'

Es. bambino, cane, pecora, idea, montogna

secondo la FORMA

"

• primitivo: quando nonderiva da nessun'altra parola, mae formate solo dallk'

radice e dalla desinenza . .

Es. libro, cane, legno, , carla, banco .

• derivato: quando e formato da un nomeprimitivo con l'aggiunta di un prefisso o di un suffisso

Es. libraio, canile, falegname, corliera, banchiere

• alterato: q~ando l' aggiunta di un suffisso modifica ~n patte i1 significato originano,

Pub essere:

- accrescitivo: CIZSOIIa, ragatt:QJne, lihrrme

- diminutivo: casina, ragazrino, librino

1. Sono lndividualiIa quasi totaliti dei nomi, esclusi, appunto, quelli collettivi

1089

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

- vezzeggiativo: casetta, rag~tto, libretto

- dispregiativo; casaccia, rag~o, libraccio

• composto: quando e formato dall'unione di due parole Es. cassaforte, jrancoboJ/o, salistendi, sottopassaggjo

secondo il GENERE

• maschile: quando persone 0 animali sono di sesso maschile. Per Ie _ cose una

regola non c'e1 -_.

Es. ragazzo, Franco, gatto, albero, libro

• femminile: quando persone a animali sana di sesso femminile. Per le case una regola oon c'e2

Es ... ragazza, Franca, gatta, porta, fineSlra

Inoltre il nome puo.essere: .

• di genere mobile: quando peril maschile e per il femminile ha la sressaradice, mamuta desinenza a presenta altre modifiche (vedi a pag.1 090 _ La jormazione del jemminile nei nomi mobili).

Es. ragattO, gatto, maestro, attore, prindpe

ragazza, galla, matstra, attrice, pnndpessa

.di genere comune: quando ha una sola forma sia per il maschile che per il femminile; in questa caso e l'articolo che ne fa distinguere il genere

Es. CHsloae, nipote, eantante, giornaJista (il/ Ia )

• di genere promiscuo: quando ha una sola forma con la quale indica sia il rriaschio the la femmina, Si tratta per 10 pili, rna non' solo, di nomi di

animali. _ ,

Per precisare il genere maschile 0 femminile del nome occorre farlo seguire dallaparola maschio 0 femmina, oppure farlo precedere da ilmaschio del •.. , la femmina del ••• 3

Es. volpe, lonno, tigre, mosca, balena, de/fino

la volpe mllSchio - il maschio della volpe Ia volpe jemmina -.laftmmina .4ellallO/pe

• indipendente neidue generi:quando ha una forma per il maschile e una' per il femminile, deltutto diverse fra loro ..

Es.llomo - donl1a,. babbo - mamma, bue - mueea,

ffJlISehio - femmina, foco - ape, jratelio - sorella, celibe - nubile

secondo il NUMERO

• singolare: quando indica ur:ta sola unita Es. sasa; jiume, monte, tavolo

1. Per quanto riguarda il genere dei nomivl sono tante di queUe regole, particolarita ed eccezioni che epreferibile affidarsi alIa pratica e all'uso diun dizionario piuttosto che ricorrere alla relativa, complicatissima casistica.

2. Vedi nota precedente.

3. Sono promiscui anche nomi come persona e vittima. Per loro, pero, non si usa I'aggiunra ma.rchio 0 jemmino.

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

1090

• plurale: quando indica pili unita Es. case, jillmi, manti, tatJOli

lnoltre puo essere:

• varia bile: quando al plurale modifica la desinenza Es. porto - port;' giacca - giacche, busta - buste

• invariabile: quando ha la stessa forma sia per il singolare che per il plurale; e l' articolo a indicarci il nurnero

Es. citta, auto, moto, virtH, cinema, re; parentesi

• difettivo: quando manca del singolare 0 del plurale

Es. latte, sanglle, grano, miele, jame, sese, pie"l; viveri,spinacl~ bronchI; nozze, posteri, fme, pantaloni

• sovrabbondante: quando ha pili forme di singolare e/o di plurale' Es. destriero / e, forestiero / e, nocchiero /e, sparviero / e,

bracci/ia, cigli/ia, did/a, hlldelli/a, calcagni/a, ginocchi/ia, orecchio / a (orecchi / ie), strofa/ e (strofe Ii)

I LA FORMAZIONE DEL FEMMINILENEI NOMIMOBIU I

Nella formazione del femminile nei nomi mobili si possono verificare i seguenti casi:

• i nomi rnaschili, al femminile mutano generalmente la desinenza -0, -ein -a Es. ragazzo / a, gatto/a, Carlo/a, signore/a, Simone/a

• alcuni nomi maschili indicanti titolo 0 professione, e alcuni nomi di animali, pur terminando in -a', -e, -0, hanno il femminile in -essa

Es. duca - dllchessa, pocta - poetessa, barone - baronessa, avvocato - avvocatessa, leone - leonessa, ele/ante - elefantessa

.' i nomi maschili terminanti in .. tore e -dore hanno generalmente il femminile in -trice e -drice; rna vi sono delle particolarita''

Es. pittore - patrice, traditore - traditrice, lavoratore - /avoratrice, attore - attrice, venditore - venditrice, mallevadore - mallevadrice

• i nomi maschili terminanti in -sore hanno il femminile in -itrice (con una piccola modifica deUaradice) e in alcuni casi in -sora'

Es. possessore - posseditrice, difensore - difenditrice, predecessore - predecessora

1. Spesso a forme differenti corrispondono anche significati diversi, Per esernpio i cigli sono i bordi di una strada 0 di un fosso, Ie ciglia sono quelle degli occhi,

2. Ricordiamo che i nomi maschili terminanti in -a che hanno al femminile la stessa forma (es, colkga, pediatra) sono i nomi di gt'1Ien' colflune che abbiamo gia visto (pag. 1089) e nonrientrano fra i norni mobili qui esaminati.

3. Alcuni nomi in -tore, accanto alla forma in -trice, hanno anche la forma in -tora, di uso popolare

Es. Iavoratore - iatJOratrice - favoratora; traditor« - traditrice - Iraditora Pastore e tintor« hanno solo la forma in -tora,

Dottor« fa dottoressa (rna nel linguaggio narrative si trova talvolta donora). 4. Professore fa invece professoressa.

Gli altri nomi in -sore sono di usa scarsissimo al fernminile e tendono ad essere sostituiti da sinonirni

Es. posseditrice e sostituita da proprielaria 0 padrona

1091

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

• alcuni nomi maschili, al femminile modificano in parte la radice

Eso re - regina, dio - dea, eroe - eroina, cane - cagna, gallo - gallina, abate - badessa

Schema riassuntivo

MASCHILE FEMMINILE
ragatto -a ragazrJI
-0
avvocato -essa avvocatessa
signore -a signora
-e sItIdente studentessa
-essa
-a poeta -essa poetessa
-tore attore -trice attrice
-dore mali!vadore -drice mallevadrice
difensore -itrice difenditrice
-sore predeassor« predecessor»
-sora I LA FORMAZIONE DEL PLURALE DEI NOM! I

Nella formazione del plunk dei nomi bisogna tenere presenti i seguenti casi:

• i nomi rnaschili escono al plurale in -i Es, monte Ii, lavoratorel i, gatto Ii, poeta Ii

• i nomi femminiliescono al plurale in -e (quelli che al singolare terminano in -a) o in -i (quelli che al singolare terminano in -0 ed -e)

Es, gattal e, rosal e, matital e, casale

mano /t, legge Ii, valle Ii

• le parole tronche non mutano desinenza al plurale 'Es, la/Ie virtli, ·Ia/lecarita, la/Ie tribli, la/Ie onesta, iIji co/ibn

NOMI IN -CA e -GA

I norni terminanti al singolare in -ca e -ga fanno al plurale: • -che e -ghe, se sono femminili

Eso oCa - ache, amica- amiche, cuoca - CIIoche, fatica - fatiche IJiJttega - botteghe, paga - paghe, co/lega - coJleghe

• -chi e -ghi, se sana maschili

Eso lNonarca - lNonarch,~ patriarca - patriarchi ,~/lega - co/legh;, strotega - strateghi

NOMI IN ~CIA e -GIA

I nomi terminanti al singolare in -cia e -gia fanno al plurale: • -cie e -gie, se la ie accentata (i tonica)

Es. formada - farmacie,· seia - sde bllgia - bllgie, magia - magie

Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia

1092

• -cie e -gie, se la i e atona (doe non vi cade l'accento) e -eia e -gia sono precedute da vocale

Es. camicia - camine, acana - acane

valigia - valigie, ciliegia - ciliegie, bambagia - bambagie

• -ce e -ge, se la i e atona (doe non vi cade I' accento) e -cia e -gia sono precedute da consonante

Es.lancia - lance, fascia - fasce, roccia - rocce, aranna - arance frangia - ./range, pioggia - piogge, spiaggia - spiagge

NOMI IN -CO e -GO

I nomi terminanti al singolare in -co e -go fanno al plurale:

• -chi e -ghi, se sono piani (accento sulla penultima sillaba)

• -ci e -gi, se sono sdruccioli (accento sulla terzultima sillaba)

Ci sono tuttavia molte eccezioni ehe contravvengono a questa regola. Preferiamo pertanto fornire uno schema in cui sono elencati alcuni nomi, consi gliando, per i casi qui non conternplati, il ricorso al dizionario.

pi. in -chi pl. in -ghi pI. 'in -ci pI. in -gi
canco ardpelago armco asparago J'
cuoco catalogo greco filologo
fuoco decalogo medico radiologo
incarico dialogo monaco teologo
parco epilogo nerruco
pizzico lago parroco
rammarrco monologo porco
scarico naufrago portico
valieo obbligo sindaco
profugo
prologo
riepilogo Alcuni nomi come antropofogo, chirurgo, esojago,jarmaco, mago, manico, sarcofago, stomaco, trajJico

hanno al plurale entrambe Ie forme: in -chi-ghi e -ci -gi.' .

NOMI IN -10

I nomi terminanti al singolare in-io fanno al plurale: • -ii, se la i e accentata (i tonica)

Es. oblio - obJi,: ronzio - ronzj;, zio - ~;, n'nvio - rinvi;

• -i, se la i non e accentata (i atona)

Es. proprio - propri, raggio - raggi, stNd;o - stud;, uario - vari

L'AGGETTIVO

. L'aggettivo e la parte variabile del diseorso che si aggiunge a1 nome per indicame una qualita (aggettivo qualificativo) 0 per determinarlo meglio (aggettivo determinativo).

1093

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

L' aggettivo pertanto puo essere qualificativo 0 determinativo.

I QUAUFICATIVO I

L'aggettivo qualificativo indica la qualid. del nome cui si riferisce e con esso concorda nel genere e nel numero

Es. i/ bambino bUOIICl, labambina buona, i bambini buoni,ie bambine buone

L'aggettivo qualificativo ha tre modi 0 gram con cui esprimere una qualita del nome: positivo,comparativo, superlativo.

o grade positivo, se indica una qualita senza precisame la gradazione di intensira o senza metterla a confronto con un'altra

Es, un, bambino intelligente

o grade comparativo, se mette a confronto due termini.

Pub essere:

• di maggioranza: Marco e pi" intelligente de/Ia sore/fa.

• di minoranza: Marco e meno intelligente de/Ia sore/fa.

• di uguaglianza: Marco e intelli'gente come (quanto) fa sore/fa.

o grade superlativo, se esprime una qualita al massimo grado. 'Puc essere:

.relativo:

- ' di maggioranza: Marco e il pi" intelligente di tutti.

- di rninoranzai Marcoe il meno intelligente di tutti.

, • assoluto:M,arcoe intelligentissimo.

Aleuni aggettiviqualificativi oltre alIa forma regolare dicomparativo di maggioranza e di superlativoassoluto nehanno un'altra derivata dallatino. I principali sono:

POSITIVO COMP ARATIVOr>I MAGGIORANZA SUPERLATIVO ASSOLUTO
buono (Pili buono) migliore (buonissimo) ottimo
eattivo (Pili cattivo) . ( cattivissimo) pessimo
peggtore
grande (Pili grande) maggiore (grandissimo) massimo
piccolo (piu piccolo) minore (piccolissimo) ., .
rmmmo
alto (phi alto) superiore (altissimo) supremo, sommo
basso (piu basso) , inferiore (bassissimo) infimo
interno (piu interno) interiore intimo
esterno (piu esterno) esteriore estremo
, AGGETTIVO,SOSTANTIYATO

Quando l'aggettivo qualificativo non accompagna il nome, ma 10 sottintende e 10 sostituisce, prende il nome di aggettivo sostantivato,

L'aggettivo sostantivato e in genere preceduto dall'articolo e pub essere accompa-

,_- gnato da un altro aggettivo _,

Es.I (dttadini)ricchi titvono pagarepililasse tiei (dttadini) poveri. 1 tlison:esti ostinati atJranno vita dura.

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

1094

I DETERMINATIVO I

L'aggettivo dererminarivo esprime una determinazione 0 una indicazione di possesso, spazio, tempo, quantita ecc. del nome cui si riferisce.

L'aggettivo determinativo pub essere: possessivo, dimostrativo (0 indicativo), indefinito, interrogativo, esclamativo, numerale.

D possessivo: indica a chi appartiene I'essere animato 0 inanimato di cui si paria.

Gli aggettivi possessivi sono:

rnio, tuo, suo, nostro, vostro, Ioro, proprio, altrui

Es. it mio quat/emo, la sua bicicletta, i loro parenti, Ie proprie sensazioni

D dimostrativo 0 indicativo: indica qual e l'essere animato 0 inanimato di cui si parIa. Esprime un rapporto di viananza (questo, codesto) 1 0 di lontananZ/J (qllello) rispetto a chi parI a 0 ascolta, oppure di identita (stessa, medesimo, tale).

Gli aggettivi dimostrativi sono:

questo, codesto, quello, stesso, medesimo, tale

Es, II braaio lIIi fa male in questo punto.

Codesta alta di cui mi scrivi dev' essen meravigliosa. Abbiamo ancora imprcssc Ie immagini di quel ghiacciaio. Hanna pensato le stesse (medesime) cose.

Con un tale acquattonc non poterono »sare.

D indefinito: indica in modo indefinite (doe vago, impreciso) la quantita e talvolta la qualita del nome cui si riferisce. .

Gli aggettivi .indefiniti sono:

ogni, ciascuno, qualunque, qualsiasi, qualsivoglia, nessuno, qualche, punto, alcuno, taluno, certuno, certo, tale, poco, alquanta, parecchlo, molto, tanto, troppo, altrettanto, tutto,altro, diverso, vario, pili

Es. tanti ragam, diverse volte, nessun dubbio, »n tale Rossi

D interrogativo / esclamativo: introduce una domanda a un'esclamazione.

Gli aggettivi interrogativi ed esclamativi sono: che, quale, quanto

Es. Che regalo bai riCf!t)uto?

Quanto dolore ho provato!

o numerale: indica la quantita degli esseri animati 0 inanimati di cui si paria, oppure I'ordine in una serie,

L'aggettivo numerale puo essere:

• cardinale: eso, due, tre, ... , emto, mille, lin milione ecc.

• ordinale: primo, secondo, ters», ... , centesimo, millesimo ecc.

• moltiplicativo: doppio, tripto, quadruplo ... ; duplice, trlpJice, quatiruplice

• distributivo: ad sna ad sno; a due a dlle ... ; per due, per Ire ... ; due alia volta ... ; ognisei ... ; cinqllc per cinque ...

• frazionario: una meta, un terza, lin quarto; en quinto ...

• collettivo: ambo, ambedue, enlrambP .

1. Phi in particolare questQ indic~ vicinanza a chi parla, eodesto, vicinanza a chi ascolta.

2. Sono numerali collettivi, rna con valore di sostantivo: paiD, coppia, deiina, domna, quindicina, cinquantina, centinaio, mig/iaio; bimestre, trimestre, quadrimestre, semestre, biennio, triennio, quadriennio, quin-

1095

Grammatica essenziale .della lingua italiana /Morfologia

ILPRONOME

n pronome e .la parte:v~~,1?ile del discorso che si usa per sosdtube un nome. Il pronome pub essereipersonale, possessivo, dimostrativo, indefinito, interrogativo, esclamativo, relative, misto.

o personale: si usa al posto di un nome di persona, animale 0 cosa.

I pronoOli personali sono:

" SOOGETIO COMPLEMENTO
:
la pers. sIng .. io me, mi
2a pers. sIng. to te, ti
,
3a pers, ~lng. egli, ella, esso,essa lui, Iei', 10, Ia, IF I ','
g" e, se, st, ne
P pers.pl. , noi noi, .
C1, ce
2a pers' pI; voi voi,vi, ve
38. pers. pt" essi,esse loro' li, Ie,' se, -si, ne
, . ,t- '.

Es. 10 /avoro, vo; scioperate.

LeiJtJdetto .ditelefonarti •

[Jpossessivo: indica una relazionedi possesso, proprieravappartenenza.

I pronomi possessivi sono:

mio, t\lO, suo,n,ostro, vostro, loro,proprio,altrui

Es~La;f"iaCfISiJe pi1/brutl8lJella tua.

Odimostiativo: indica COIl -precisione l'id~ntita,o laposizione "tiel' tempo, nella ,spazioj., neldiscorso, della persona, animale 0 cosa di 'cui si parla.

I pronomi dimostrativi sono: '

questo, eodesto, quello, stesso, tnedesimo,tale,altro, questi, queglkeostu], eostei, costoro,colui, co lei, colore, cio3

Es, -SoIIO .sefnprtl gil Item a:/tIre' tOn}Nsione.

, - to Jo/to il tale,ie Jwi.

Q~elf orologio e pidpreciso dialtri.

o indefinito: indica in modo vago, impreciso la quantita e talvolta la qualita del

, nome che sostituisce, - ,'" , ,

Lpronomi indefiniti sono:

• uno,ciascun0, nessuno, ognuno"qu~cun(),~cuno,taluno; ·vetittlo;aItto, altri, chit.,: chi, certi, cettl)tll, diversi, tale;' '

',.,r,

qllmnio,-Imtro,dtcmnio,titfltetmio, se(olo; fl11Ibo, lemo, qlllZleT'lJa, cinfJIJino; dilello, 1~lIo, trio, quartetto,

, .. ~ _ - , , • ~ - - .... _ c - ".._) , •

qllmlltto,· Jer.Qna, qllflrlma, mttna, ottaIIfJ.. '

Possono invece essere usati sia come aggettivi che come sostantivi: bi.tiliaho,triJiUob{),qliatemario, qllinario,senorio, settmaria, offlJllilrio, notlellario, decarilJaho, endecasillabo, dodecilSillabo. '

1. Lui, lei e 10tO oggisono rilOlto usati anche come soggetto

Es, Lui ascoltasiNtpre Ja1llNSi&iJ. ",

LOm sono partilt: " , _ " " ;

; 2. Gli <:>ggi viene usato anche al plurale con significate di a 10m Es. ,Vitii iii tifosi cht jacetJallo·a botte , gli dissi (dissi a 10m) di Slliettere.

3. Quandocio e usato con valore di complemento direttoo indiretto puo essere sostituito dalle particelle pronominali 10 (cio). ne (di cio). ci,vi (a aD)

Es. Ne{dido) discNlmINo in (fJllSiglio.

Ci(a do)-siam attento~

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

1096

• chiunque, chicchessia

• molto, poco, troppo, tanto, alquanto, altrettanto, tutto, paree·

ehio

• niente, nulla, punto, qualeosa, alcunche, checehe

• si'

Es. N essuno pretende di sostiteirsi alia Iegge.

Un tale ehiede di te.

o interrogative / esclamativo: sostituisce il nome di persona, animale 0 cosa nelle domande 0 nelle esc1amazioni.

I pronomi interrogativi e quelli esclamativi sana: chi, che, quale, quanta

Eso Chi i? Quanto costa?

ehe vedono i miei ocehi! Quanti erano!

o relativo: sostituisce un nome 0 qualsiasi altra parola 0 gruppo di parole mettendo in relazione due frasi.

I pronomi relativi sono:

che, cui, il quale (la quale, i quali, Ie quali)

Es. Ho telefonato alia ragattll che incontrai SIll treno.

Nel paese in cui abitiamo e'i molto siJen~o.

Gli avverbi dove, ove, onde, donde (questi ultimi tre sempre me no in uso) assumono valore e funzione dipronome relative quando congiungono due proposizioni

Es. Vado neJla citta dove (nella qual e) sono nato.

Siamo ritomati al punta donde (dal quale) eravamo par/iii.

o misto: svolge una doppia funzione: di pronome dirnostrativo 0 indefinito+ di pronome relativo; pertanto, in· qualita di pronome relativo, mette in relazione due frasi,

I pronomi misti sono:

chi, ehiunque, chicchessia, quanta, quanti

Es. Non mi }ido di chi (eoloro i quali) non eonosco,

Apre Ja porta a ehiunque suoni (tutti quelli ehe suonano). Faro quanto (quello the) 1IIi chiedi.

IL VERBO

n verba e la parte variabile del discorso che indica azione, stato, modo di essere, esistenza di persona, animale 0 cosa.

II verbo puo essere:

per il SIGNIFICA TO

o predicativo: quando ha senso compiuto e puo essere usato da solo.

Sono predicativi la stragrande maggioranza dei verbi.

o copulativo: quando collega il soggetto a un nome a a un aggettivo, perche da solo. non ha sensa.

1. S; e pronome indefinito quando significa quakuno . Es. S; (qualeuno) pensa che if nostro sia un jJrMse ricco.

1097

.

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

Oltre al verba essere, detto copula, sono coPlllativ;t:

• parere, sembrare, divenire, risultare, riusci.re, stare, rimanere, restate, apparire, crescere, nascere, vivere, modre, farsi ecc. (verbicoplliativi in senso stretto)

i seguentiverbi alla forma passiva.:

., chiamare, soprannominare, dire ecc. (detti verb; apptUativt)

• eleggere, creare, nominare ecc., (detti verbi elettivl)

• ritenere, stimare, considerate ecc. (detti verb; estilllativ/)

• fare,. rendere ecc. (detti verbi effittivt) . Es. Mariosembra felice.

5110 padn e diventato povero. 'FraiJ&o e stato nominato capllfficio.

La hus~ e considerato IIfl cane pregiato.

per il GENERP ;

o ttansitivo: quando r azionepassa (transita) dal soggetto ~l complemento oggetto" . <B.s.' Ho com prato IIna 1110/0.

La sllldente legge lin Jjbro.

o intransitivo: quando l'azione non si riversa su un cornplemento oggetto, rna rimanee siesaurisce nelsoggetto'

Es. FranCf) lavora in fabbrica.

L 'avvocato' epartito.

.Alla SIIIl presentaimpallidi.

E'frequente, ilcasodi ~erbichepossono essere ora transitivi ora intransitivi a seconda del significato che assumono

Es. Marco cambia smola (trans.).

II tcnrpo cambia (intrans.), Ho jinito i compiti (trans.). I sold; 80no ftni'; ·:(intrans.)~·

.... .-:' .

1. I verbi elencati, quando non sicollegane.a un.sestantivo 0 a un aggettivo (che in tali casi costituiscono i complementi predicativi del soggetto .. vedi pag. 1118) non sono copulativi, rna

prediqdjpi 0 •

Es. Frajuq e·mo~~

. tiap~/fllllfo.· . '0.

SillP»l, rinee.1/o sport;

Anche il verbo essere, quando significa lSistire,slare~ltrJtJarsi,non e copula, rna predicato verbale

Es, AJJo muJij) C' 81'."0 ,lIJOJJislriJdfNli

2. Talvoltaunverbo transirivopuo anche non ·essere accornpagnato da un cornplernento oggett()~Inqllestoc~:viene ~toin..fOmttl4SSOiNlt1o intransititJa, pur rimanendo un verbo transitivo

Es. MIlrio ",tUlgia (Ja pk:uJ).

Carla #rive (!ma kttera).

3...t\Jcuniverbiintransitivi possono avere un uso transitive quando, sono seguiti da un COfNjJkmento oggettoche viene dettoilltmlo, doe da un compielJlentoqggt:ttoche abbia 0 laste_ etimologia del verbo (Vms llna villi .folia) 0 uD'affinitidi significato (Do""s ""$Q""o

IrtWJIliIlo. Piange laeri",e (lIII(m). '

Grarnmatica essenziale della lingua italiana I, Morfologia

1098

per la FORMAl

o attivo: quando il soggetto com pie I' azione Es. II gatlo mangia il topo.

o passivo: quando il soggetto subisce 1'azione (ed e il compI. d'agente 0 di causa efficiente a compierla - vedi pag. 1121)

Es. Iltapo e mangiato daJ gatlo.

Un passanle e stato colpito do una legala.

D riflessivo: quando I' azione si rifl~tte suI soggettostesso.

La forma riflessiva puo essere:

• propria: quando l' azione si riflette suI soggetto e Ie particelle mi, Ii, si, ci, vi so no compI. oggetto

Es. 10 mi Javo.

EgJi si pel/ina.

.• apparente: quando I' azione si riflette su un -com pl. oggetto e Ie

. particeUemi,1i, si, a, vi hanno valore di campi. di termine (vedi pag. 112Q)ovv<rro equivalgono ad a me, a Ie ecc.

Es. 10 mi /avo Ia testa.

• reciproca: quando 1'azione esprime reciprocita ele particelle plutali ci, vi, sr"2 significano avt'cenda, fun l ailro, fra loro, ecc.

Es. Mario e Carla si amano.

Gli amici,si sailliano.

• pronominale: quando Ie particelle mi, ti, si, ci, vi sono parte integrante del verba (sempre intransitive) equindi non sono complementi .

Es. 10 mi _penlo.

Maria si vergogna. Luisa si ammaJa.

I verbi pronominali sono .intransitivf e quindi non hanno il complemento oggetto: della forma riflessiva hanno solo l'aspetto, e Ie particelle mi, Ii, si, ci, vi non significano m, stesso 0 a me stesso, ecc., rna sana una cosa sola can il verba, che altrimenti non avrebbesensocompiuto,

Lprincipali verbi pronominali sono:

vergognarsi, pentirsi, dolersi, lagnarsi, lamentarsi, ravvedersi, ammalarsi, adirarsi, arrabbiarsi, accorgersi, impadronirsi, ribellarsi, imbat-

tersi,avvalersi, trovarsi, . .'

Anche alcuni verbi transitivi, coniugati can la particella pronominale si, acquistano valore intransitivo pronominale: addormentarsi,svegliarsi, ab .. battersi, offendersi, rattristarsi, eccitarsi,· dimenticarsi, ricordarsi, alzatsi ecc.

1.· I verbi transitivi possono avere Ie tre forme: attiva, passiva e riflessiva; mentre i verbi inttansitivi hanna .solo la forma attiva,

2. La fotma reciproca si puc avere solo con un soggetto plurale.

3. Infatti sono chiamati verbi intrllll.ri1i1Ji P1'Oflf!minaJi.

1099

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

pet la CONIUGAZIONE

o di la (verbi in -are): amare, lasorar«, mangiare

o di 2a (verbi in -ere): vedere, prendere, mettere

o eli 3a (verbi in -ire): venire, sa/ire, soffrire1

per il MODO

o finito: quando pub essere coniugato: in tal caso fomisce l'indicazione di tempo, persona e numero,

I modi finiti sono:

• indicativo: che esprime realta e certezza.

E formato da 8 tempi: 1 per il presente, Sper il passato, 2 per il futuro

• .congiuntivo: cheesprime possibilita, desiderio, timore, supposizione, dubbio, concessione, esortazione ecc.

E formate da4 tempi: 1 per il presente, 3 per il passato

• condizionale: che esprirne I'eventualitasubordinata a una condizione.

E formato da 2 tempi: 1 per il presente, 1 per il passato

• imperativo: che esprime cornando, ordine, rna anche invito e consiglio,

E formato da 1 tempopresente.

o Indeflnito't quando nonpuo essere coniugato: in tal caso non fornisce l'indicazione ne della persona, ne del numero, tranneche nel participio. I modi indefiniti sono:

• infinito: indica l' azione del verba in maniera generica e indeterminata.

Ha2 tempi: 1 per ilpresente, 1 per il passato

• participio: svolge la funzione sia di verbo che di aggettivo e di

'nome, . .

Ha2tempi: 1 per ilpresente, 1 per il passato

• gerundioi chiarifica 1a maniera in cui avviene l'azione principa-

le. "

Ha 2 tempi: 1 per n presente, 1 per il passato.

per il TEMPO

o semplice: quando e formato dauna sola parola (la radice del verba + la desinenza).

o composto:quando e formate da due parole (una voce dell'ausiliarees.rtre 0 (JtJe- 1't + il participio passato del verbo).

1. I verbi dire e fare sono della 2" coniugazione.

2. L'infinito, il participio e il gerundio sono chiamati anche forme nominali del verbo, perche possono venire usati in funzione ill sostantivooaggettivo

Es. 10 spendere, il rispanniare; mittmte, lI11Iante; il1'1iiiio, stilfllllo; rewrmJo. vmerantk

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

1100

per la PERSONA e it NUMERO

o di 1- persona singolare (io) di 2- persona singolare (IN)

di 3· persona singolare (egli, ella, essa, essa, IlIi, Jet)

o di t a persona plurale (nol) di 2- personaplurale (VOl)

di 3- persona plurale (esd, esse, /oro)

per la FUNZIONE

o ausiliare: quando serve a coniugare i tempi composti degli altri verbi, I verbi ausiliari sono essere e avere .

• essere si usa: - con i verbi passivi

- con molti verbi intransitivi

- con i verbi riflessivi

• avere si usa: - con i verbi transitivi attivi - con alcuni verbiintransitivi

o servile: quando regge l'infinito di un altro verbo.

I principali verbi servili sono: dovere, potere, volere', sapere (nel senso di «essere in grado di»), solere, Ma possono essere servili anche preferire, osare, desiderare, gradire' ecc.

Es. Franco e tilJvutopartire.

Paola ha dovuto ripetere f eSllllle. Simone non e patuto antiare aDo stadia. Franco ha volutobere.

Maria ha saputo scegliere i collaboratori. Carlo e solito guidare senza antllra di sicurt!Z(JI.

o fraseologico: quando, posto davanti a un altro verbo al parncipio "passato, all'infinito 0 al gerundio, forma con esso un'unica espressione.

I principali verbi fraseologici sono:

stare, andare, venire, ··lasciarsi, vedersi, sentirsi, trovarsi, accingersi, stare per, cominciare a, iniziare a, continuare a, seguitare a, insistere a, smettere di, finire di, fare, lasciare',

1. Questi verbi mantengono anche H loro significato proprio Es. Volevo andare aJ cinema (verbo servile).

Voleoo qlleJ/a molo (verbo predicativo).

Come ausiliare nei tempi composti, quando non sono verbi servili, prendono il verbo avere; quando sono serviliprendono, in genere, rausiliare del verbo principale,

2. Anche questi verbi mantengono it loro significato autonomo di normaliverbi predicativi. Nei tempi composri vogliono sempre il verbo avere sia quando sono autonomiche quando sono servili,

3. Fare e lasciare sana chiamati verbi causativiofaJtiti1Ji (rna non tutti Ii considerano della famiglia dei verbi fraseologici: alcuni li chiamano simiaMsiJiari CIIIIS4IWt), in quanto it loro soggetto si limita a provocare, a causare I'azione, senza compierla direttamente

JE:s. Simone htz fatto ;""~re il pro.fes.wre.

E it professore che compie l'azione di innervosirsi, anche se tale azione e provocata, ecausara»,

da Simone. .

Pure i verbi stare per, accingersi a, ecc. hanna una denominazione particolare: sono detti verbi aspettuali.

1101

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

Es. Sta girando tstto il 11I0ndo.

Va ripetmdo fa so/ita storia.

Mi veda costretto a ridlln-6 Ie spes« Si lascia dire eerie cose!

U n verbo inoltre puc. essere:

o impersonate: quando non ha un soggetto determinato, e 81 usa solo alia 3a persona singolare e nei modi indefiniti.

Sono impersonali:

• i verbi indicanti fenomeni atmosferici:

nevicare, piovere, grandinare, tuonare, diluviare, albeg ..

giare ecc. .

Es. . Piove da ieri.

Hatuonato tlltto il giomo.

• i verbidel tipo di:

accadere, avvenire, capitare, succedere, bisognare, convenire,occorrere, sembrare, parere, importare, necessitare, piacere, dispiacere, essere bene/male/utile! glusto/opportuno, ecc.

.costruiti alla 3a persona singolare + il verbo di modo infinito, oppure alla 3a persona singolare + una frase introdotta da che

Es. Capita a tlltti di shag/ian.

Dispiace sempre venire scippati.

·Sembra' eke il governo introdllca nllove tasse.

• qualunque verbo usato alia 3a persona singolare preceduto dalla particella si

Es. si lIIangia, si gioca, si corte, si stlldia

Nei verbi riflessivi e pronominali, in cui e gii presente la : particella si, si deve aggiungere la particella ci

B.s. 'Cis; ved« poco.

, t:i silllangia male.

o difettivo: quandomanca dialcune voci, modi a .persone.

I principali verbi difettivi sono:

addirsi, fallare, fervere, incombere, solere, tangere, urgere, vertere, vig~.

o scvrabbondantee.quandoha due forme, per cui appartiene a due coniugazioni diveese, pur mantenendo 10 stesso significato.

I principali verbi sovrabbondanti sana:

compire e compiere, adempire eadempiere, ammansire e ammansare, dimagrire e dimagrare, intorbidire e intorbidare, starnutire e starnutate.

Altri invece cambiano lievemente di significato da coniuga-

. ..

zione a coruugazione, come:

annerire e annerare, arrossire e arrossare, assordire e assordare, scolorire e scolorare

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

1102

I VERBI IRREGOLARI

I verbi irregolari sono i verbi che non seguono la regola della coniugazione cui appartengono.

L'irregolarira pub consistere:

• nel cambiamento della radice: andare - "ado

• nel cambiamento della desinenzai tenere - lenni (non tenel)

• nel cambiamento di radice e desinenza: vivere - vissi.

I verbi irregolari della:

o 1 a coniugazione sana 3: andare, dare, stare

o 2a coniugazione sana (i phi importanti) 140, cui vanna aggiunti gli eventuali

composti: '

accendere, accludere, accorgersi, affliggere, alludere, annettere, appendere, ardere, assistere, assolvere, assumere, assurgere, bere, cadere,chiedere, chiudere, cingere, cogliere, comprimere, concedere, condurre, conoscere, convergere, correre, crescere, cuocere, decidere, deludere, deprimere, devolvere, difendere, dipendere, dipingere, dire, dirigere, discutere, dissuadere, distinguere, distruggere, dividere, dolere.rdovere, eccellere, elidere, eludere, emergere, escludere, esigere,espellere, esplodere, estinguere, evadete, fare, fingere, flettere, fondere, frangere, friggere, fungere, giacere, giungere, godere, immergere, includere, incutere, indulgere, infliggere, intridere, ledere, leggere, mettere.mordere, mungere,muovere, nascere, nascondere, nuocere, offendere, opprimere, parere, percuotere, per .. dere, persuadere, .piacere.piangere, piovere, porgere, por .. re, potere, prediligere,prender~,.proteggere, pungere, radere, redigere, reggere, rendere, reprimere, resistere, ridere, rifulgere, rimanere, rispondere, rodere, romp ere, sapere, scegliere, scendere, scindere, sciogliere, scrivere, seuotere, sedere, sopprimere,sorgere, spandere, spargere, spegnere e spengere, spendere,· spingere, stringere, succedere, svellere, tacere, tendere, tenere, tergere, tingere, togliere, torcere, trarre, uccidere, ungere, valere, vedere, vincere, vivere, volere, volgere

o 3a coniugazione sono oItre 20, cui devono essere aggiunti i composti: apparire, aprire, assorbire, compiere, coprire, costtuire, empire e empiere, esaurire, inserire, istruireymentire, mo~,nutrire,oflr.ke,patire,riernpUe, s~e, scoprire, seppellire, sparire, udire, uscire, venire

1103

INDICATIVO

Presentl

10 sono Tu .sei. Egli"e

Noi, siamo Voi .. .siete Essj.sono.

impeifetto·

Ioero .. " Tu eri.

" '.;:\ c· .;,,..

~gli,'~ra.

Noi era~amo,

..: .- , - : I." _ '- .. " .

Voi •. e,r~Ya1;~ Essi.eraao "

., " _:. ';", ~ -:. -':'.

}J4!Safo, ·remota 10 fui Tu.. fasti Egli fu

Noi fummo '

. . ,

Voi foste ." Es$i'ftlcol1o ,

.~,' -. ~ . - }_ _;':'-,.

jullifrJ >!e1lljJ~, 10 sarO

Tu sarai Eglisad. Noi sareme:

Voi sarete Essi saranac '.

Gr .' atiea' .'. ':~1:", delta Ii, ". '·14.:...1:--- I Monr1o 'a . amm ., eI),$e~~" .~,............ . ..... w gt

. )JaHaI'! prossi/IJO lp " sono stato Tu seistato

,. J;.gH 'e stato

. ,Nqi. siamo stati .: '\191 sietestati ~isono, stati

",," - _" -.",

'.' '." :" .. ~o,pf'f!SSi1ll0 ,,;l<,r( e.r;o .stato

. ,Tueristat()"

" l-, .. '~."_ .' .. .' .

. ,J?gli· era stato

Noi . eravam.ostati Voi eravate stati Essi erano stati

trapassatoremolo 10 fui stato

. Tu fosti stato Egli fustato

Noi fummo .. stacl

Voi fostestati \:Essi furono :st:ati

juhlro anteriore

, . .~

10 saw .staro

To .sarai.staro Egl,i:sa:rastato Noi saremo stati Voi saretestati. ESsi '. saranno . stati

CONGIUNTIVQ, pmente

Che io sra .. 'Che tu sra Che egli sia ,', Che noiaiamo '. , Chevoisiate

Che essi siano

i11Jj1er.fotto

Che io fossi Che tu fossi Che egli Fosse

. Che noi fossimo Chevoi foste Che essi fossero

.,jXIssato

Che io sia state Che tu siastatQ' Che egli sia state -Che noi siamo sta,tL

. Che voi siate stat!.~ , Che essi siano stati '

trapassfllo

',1,

Che io. fossistato Che to fossi state Che egli fosse stato,·, Che noi fossimo.stati. Che voi foste .stati Che essi fossero stati

·'Stdo

CONDIZION.ALE .,Presmi6

'10 Tu~ P .... li

i.:·,.~

saxei' saresti sarebbe

passalo

16 sarei stato Tu saresti stato

. Eglisarebbestato Noi, saeemmostati. ' Voi s~~te s~at~, 'Essi satebberCfSf~ti

.i'i.,

:,:.", .. '

.. •· .. 1····:-· ','

',',

.... .1

INF1NITO'

pmente . .jNzIStItO

saren;u'hO'''' sareste sarebbero

IMPERATIYO 'PrrJenjl

'Sii tu , ':' 'Siate . voi '

..... ;<'PAR TICIPIO:'·':·

. presmte jJIJJt4W'

:~ .

GERUNDIO

'Preitnte

, Essendo ."

'p4sJaIo'

Essendo state

Grammatica essenzia1e della lingua italiana I Morfologia

INDICATiva

presente 10 ho Tu hai Egli ha

Noi ahbiamo Voi avete Essi hanna

imperfetto

10 avevo Tu avevi Egli aveva Noi avevamo Voi avevate Ess! avevano

passato remoto 10 ebbi

Tu avesti Egli ebbe Noi avemmo Voi aveste Essi ebbero

juhtro semplice 10 aVIo

Tu avrai Egli avra Noi avremo Voi avrete Essi avranno

1104

CONIUGAZIONE DEL VERBO«.A VERE»

CONGIUNTIVO
passato prossimo prrsente passato
10 ho avuto CheIo abbia Che io abbia avuto
Tu hai avuto Che tu abbia Che tu abbia avuto
Egli ha avuto Che egli abbia Che egli abbia avuto
Noi abbiamo avuto Che noi abbiamo Che noi abbiamo avuto
Voi avete avuto Che voi abbiate Che voi abbiate avuto
Essi hanna avuto Che essi abbiano Che essi abbiano avuto
trapassato prossimo impetfetto traparsato
10 avevo avuto Che io avessi Che io avessi avuto
Tu avevi avuto Che tu avessi Che tu avessi avuto
Egli avevaavuto Che egli ave sse Che egli avesse avuto
Noi avevamo avuto Che noi avessimo Che hoi avessimo avuto
Voi avevate avuto Che voi aveste Che voi avesteavuto
Essi avevano avuto Che essi avessero Che essi avessero avuto trapassato remoto

10 ebbi avuto

Tu avesti avuto Egli ebbe avuto Noi avemmo avuto Voi aveste avuto Essi ebberoavuto

. futuro esterior«

10 avro avuto

Tu avrai avuto Egli avra avuto Noi avremo avuto Voi avrete avuto Essi avtanno avuto

CONDIZIONALE
presente passato
10 avrei 10 avrei avuto
Tu avresti Tu avresti avuto
Egli avrebbe Egli avrebbe avuto
Noi avremmo No! avremmo avuto
Voi avreste Voi avreste avuto
Essi avrebbero Ess! avrebberoavuto ... IMPERATIVO presente

Abbi tu

Abbiate voi

INFINITO

GERUNDIO

presente Avere

PARTICIPIO

passt¥o

Avere avuto

presente Avente

passato Avuto

passato

Avendo avuto

presenle Avendo

1105

Grammatica essenziale della lingua itaHana /. Morfologia

1- CONIUGAZIONE REGOLARE: «.AMA.RE,.

INDICATIVO

presmlt

10 am-o

Tu am-i Egli am-a Noi am-iamo Voi am-ate Essiam-ano

impeifelto

-,

10 am-avo

Tu am-avi Egli am-ava Noi am-avamo Voi am-avate Essi am-avana .

PtJSSato "'111010 10 am-a! Tu am-asti Egli am-a

.. ,. .

NOI am-ammo

Voi am-aste Ess! am-arono

futuro stmplia

10 am-ere Tuam-erai Egli am-era Nai am-eremo Voi am-erete Essi am-eranno

passato ProssilllO 10 ho amato Tu hai amato Egli ha amato

Noi abbiamo amato Voi avete amato Essi hanno amato

trapassato prossimo 10·· avevo amato Tu avevi amato

. Egli aveva amato Noi avevamo amato Voi avevate amato Essi avevanoamato

trapassato ",moto

10 ebbi amato

Tu avesti arnato Egli ebbe amato Noi avemma amato VOl aveste amato Essi ebbero amato

futllro anImo",

10 av~ amato Tu avrai amato Egli avra, amato Noi avremo amato Voi avrete amato

CONGIUNTIVO

promte

Che io am-i Che tu am-I Che egU am-i Che noi am-iamo Che voi am-iate Che essi am-ino

imperJelto

Che io am-assi Che tu am-assi Che egli am-asse

ptJnaIo

Che io abbia amato Che tu abbia amato Che egli abbia amato Che noi abbiamo amato Che voi abbiate amato Che essi abbiano amato

trapassato

Che io avessiamato Che tu avessiamato CheegB avesse amato

Che noi am-assimo Che noi avessimo amato

Che voi am-aste Che voi avesteamato

Che essi am-assero Che essi avessero amato

CONDIZIONALE

promtt

10 am-erei

. Tu arn-eresti
Egli am-erebbe
Noi am-eremmo
Voi am-ereste
Essi am-erebbero passato

10 avrei amato

Tu avresti amato Egli avrebbe amato Noi avremmo amato Vol avreste amato Essi avrebbero amato

IMPERATIVO

presentt Am-a tu

Essi avranno amato Am-ate Val

INFINITO

pmmtl Am-are

PARTICIPIO GERUNDIO

pastato

Avere amato

presente Am-ante

passaio AiD-ato

Pme1ltt passato

Am-ando Avendoamato

Grammatica essenziale della lingua italiana / Morfologia

1106

z- CONIUGAZIONE REGOLARE: «TEMERE»

INDICATIVO CONGIUNTIVO
presente passato prossimo presente passato
10 tem-o 10 ho temuto Che io tern-a Che 10 abbia temuto
Tu tern-i Tu hai rernuro Che tu tem-a Che tu abbia temuta
Egli tem-e Egli ha temuto Che egli tern-a Che egli abbia temuto
Noi tem-iamo Noi abbiamo temuto Che noi tern-ramo Che noi abbiamo temuto
Voi tem-ete Voi avete temuto Che voi tem-iate Che voi abbiate temuto
Essi tern-ono Essi hanna ternuto Che essi tem-ano Che essi abbiano temuto
imperfetto trapassato prossimo imperfetto trapassato
10 tem-evo 10 - aveva temuto Che io tem-essi Che io avessi temuto
Tu tem-evi Tu avevi temuto Che tu tem-essi Che tu avessi temuto
Egli tern-eva EgH aveva temuto Che egli tern-esse Che egli avesse temuto
Noi tem-evamo Noi avevamo . temuto Che noi tern-essimo Che noi avessimo temuto
Voi tem-evate Voi avevate temuto Che voi tern-este Che voi aveste temuto
Essi tem-evano Essi avevano ternuto Che essi tern-essero Che essi avessero temuto passato remoto trapassato remotD
10 tem-ei 10 ebbi temuto CONDIZIONALE
Tu tem-esti Tu avesti temuta presente passato
Egli tem-e EgH ebbe temuto 10 tem-erei 10 avrei temuto
Noi tem-emmo Nai avemmo temuto Tu tem-eresti Tu avresti temuto
Vai tern-este Voi aveste temuto Egli tern-erebbe . Egli avrebbe ternuro
Essi tem-ettero Essi ebbero ternuto
Noi tern-erernmo Noi avremmo temuro
Voi tem-ereste Voi avreste temuto
jul1lro semplice jutNro anteriore Essi tem-erebbero Essi avrebbero temuto
10 rem-ere la avro temuto
Tu tem-erai Tu avrai temuto
Egli tern-era Egli avra temuto IMPERATIVO
Nai tem-eremo Nai avremo temuto presente
Voi tem-erete Vai avrete temuto Tem-i tu
Essi tem-eranno Essi avranno ternuto Tern-ete Val INFINITO

PARTICIPIO

GERUNDIO

preltllte Tern-ere

passato presente passalD

Avere ternuto Tem-ente Temuto

presenu passtJIo

Tern-endo Avendo temuto

1107

Grammatica essenzlale delta lingua:italiana I Morfologia

.r' CONIUGAZIONE REGOLARE: «SERVIRE,.

t'

INDICATIVO preselite

10 serv-o

Tu serv-r Egli serv-e Noi serv-iamo Val serv-ite

\"',

Essi .serv-ono

impeifetto

10 serv-ivo Tu serv-ivi Egli serv-iva Noi serv-ivamo Voi serv-ivate Essi serv-ivano

pass~ore"f.0to

':-.: ," .

fohlrri iemplice

10 serv-iro

Tu" sew!2itai Egli serv-ira

Noi serv-iremo Voi serv-irete ESsi '.' serv-iranno

INFINITO pnsentr Serv-ire

Io:'>1Jo~fYito TU.,i 'bai'~ervito Egli· ha servito

.Noi abbiamo servito 'V:t)jAll{'ete ,servito Es81', hanno servito

'.' . ,.c' " ,. .. . ~

trapmsatO'prossilllO 10 'avevci • servito Tu avevi servito Egli aveva servito

CONGIUNTIVO, pmente

Che io,serv""a Che tu--serv-a . Che egli serv-a

Che noiserv-iamo Che voi serv-iate Che essi serv-ano

impnfttto

Che io serv - issi Che tu serv-issi

,Che egli serv - isse .

passato

Che . io abbia servito Che tu abbia servito Che egli abbiaservito Che noiabbiamoserviro Che ,voi abbiare servito Che essi abbiano servito

trapa!sat{)

Cbe iO"av~ssi servito the tu av~ssi servito Che egli avesse servito

Noi avevamo servitoChe noi serv-issimo Che noi avessimo servito

Voi avevate servito Che voi serv-iste Che voi aveste servito

Essi avevano servito Che essi serv-issero Che essi avessero servito

lrapas1ato remolo, It> ebbi servito

\ . ../

,,10 aVrQ,s,ervito

, Ttl ... ·a.~@Servito

Egli avti servito , Noi avremo servito Vol avmtesetvito

i : 13ss1' a'Y'ta:ririo~servito

. ,1 ',', '-_,.",_::' '-;~ :r"'·'~·~.' ,\_::~ .~.::.:~

CQNDIZIONALE presmte

passato '

Ioavrei servito Tu . "avresti servito

" .',

,~gl:i avrebbe servito

,). ~", " .

Noiavremmo servito

. Voi avreste servito Essi avrebbero servito

IMPERATIVO 'p~)'

&~'"i: tu seri"~itevoj

, ~ ,; ,;_ ;"';'~

i ." ,'.',- '~. .

' .... :~ _ ... -'_

GERUNDIO

P ARTICIPIO",.' ,

:"- ... ,

presen18 Serv-ente

10.i serv-u

Tu serv-isti Tu avesti servito

Egli serv-I Egli ebbe servito, ..

10 serv-irei

Noi .serv-immo Noi,:av¢rnQ1():,&,ervito, Tri:,'serv':'iie~ti

VOt"setv"is:te'; 'Voi:aiVestf;'$ehrito\ ': '" ,

Essi serv-irono Essi ~6bero servito ',Eglisetv~irc=b~

Notserv-Iremmo

Voi secv-ii~s~:

"'. ., " -,:" . c.: .'_"-: -: "

,Essiserv-irebbero

. . . - . ':,' _. ',. ".

passato

Avere servito

'-','.'\

, ',' .;~' .....

paiJ#J "

Serv-ito

. . , .-

"ptuente

," ,.,

passato

Serv-endo Avendoservito

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

1108

LA PREPOSIZIONE

La preposizione e la parte invariabile del discorso che serve a mettere in relazione tra loro due parole in una Crase 0 piu frasi in un periodo.

In ogni caso la preposizione ha sempre una funzione subordinante, in quanto stabilisce tra parola e parol a 0 tra frase e frase un rapporto di subordinazione, cioe di dipendenza dell'una dalI' altra.

Le preposizioni si distinguono in proprie e improprie.

o proprie: sono quelle ehe assolvono sempre e solo la funzione di preposizione e non sono altre parti del discorso (come capita alle preposizioni improprie).

Le preposizioni proprie si dividono in:

• semplici: di, a, da, in, con, JII, per, 'ra,jra

• articolate (vedi pag. 1087):

- del, delio, delia, dei, deglj, delle

- ai, allo, alia, ai, agJi, aile

- dal, dallo, dalia ,dai, dagli, dalle

- nel, neIJo,. nelia, nei, neg/i, mile

- coJ, coi

- sui, sul/o, sulla, ssi, slig/i, sulle

o improprie: sono queUe parole che assumono la funzione di preposizioni, rna in realta sono avverbi, aggettiPi 0 flf'1ll6 verbal; (in genere al participio presente 0 passato)',

Le preposizioni improprie sono:

• queUe eostituite da atJtJeri?i: prima, dopo, davanti, dietro, sopra, sotto, dentro, fuori, innanzi, oltre, presso, contro, accanto, intomo, attomo, circa ecc.

Es. Rientro dopo Ie 11.

Partirefllo prima di gillgno. L'ho vista accanto a Marta.

• quelle eostituite da aggettitJi: vicino, Iontano, lungo, salvo, se-

condo ecc. .

Es. Vado a correre lungo ia femwia.

Secondo Mar.x it futuro e dei proletari.

• queUe costituite da forme verhali: durante, rasente, stante, me" diante, nonostante; eccetto, eccettuato, esc1uso, incluso, verso, dato eec.

Es. Durante !mate ia citta si Wllota. .

Vennero tutti eecetto Marco.

I LOCUZIONI PREPOSITIVE I

Le locuzioni prepositive sono combinazioni di preposizioni con altre parole, che fonnano un tutto unico e che sono usate con funzione di preposizione.

1. Oggi si usano per 10 pili, 0 quasi esclusivamente, come preposizioni, e la origin aria fonna verbale e praticamente scomparsa.

1109

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

Le principali sana:

per mezzo di, per conto di, a causa di, in compagnia di, ai sensi di, al di qua ill, al di Ii di, in base a, a favore di, a dispetto di, at pari ill, in quanto a, a prescindere da, conformemente a, contrariamente a, ecc.

Es. Non eseo a causa della pioggia.

L'ho vista in &ompagnia di Simone. Ha fattotestamento a favore del genero.

LA CONGIUNZIONE

La congiunzione e la parte invariabile del discorso che unisce due termini in una frase ° due proposizioni fra loro.

Le congiunzioni e lelotllzioni eongiuntive (vedi pag. 1110) in base alla loro funzione possono essere coordinative 0 subordinative.

o coordinativei quando uniscono due elementi con uguale funzione logicaall'in-

. ... terno di una proposizione, 0 due proposizioni della stesso tipo.

) Si dividono in:

• copulative: e, anche, inoltr«, altresf, pure, ni, neppure, neanche, nem-

meno, noncM ecc. .

• disgiuntive:o, oppure, OUVtro, ossia, altrimenti ecc.

• avversative: ma, pero, tllttavia, nondimeno, anz;, invece, piuttosso, bensf, eppure, sennoncm, aI costrario, ecc.

• esplicative 0 dichiarative: cioe, assia, invero, infotti, difatti, vale 'a

. dire, ecc.

• conclusive: dunque, qllintii, ebbene, perlanto, pemo, allora ecc.

• correlative:e ... e, sia ... sia, nt ni, 0 ... 0, 0 ••• oppurt, ora ... ora,

cosf... come, non solo ma anche, ecc.

o subordinative: quando collegano due proposizioni di cui l'una e subordinata

aU'altra.· .

Sidividono in:

• dichiaradve: che, eome

• causali: perchi, poithl, che, siccome, giacche, visto che, dol momento che, .

dato the, ecc. .

• finali: ajJinchi, perchi, chi, actiocchi ecc.

• temporali:quando, mentn' , allorcm,jinchi, come, dopo che,prima che, ecc.

• modali: come, quasi, comunqut, sitcome, come se, nel modo che, ecc.

• concessive: benchi, sebbene, ql«lntunqlle, llonos/ante, a1Jcorchi, per quanto, tanto piu che, ecc.

• condizionali: se, purchl, quaiora, ClJSOlllai, nfll ClJSO che, ecc.

• consecutive: (cost ... ) cb«, (tanto ... ) che, (tanto ... ) do, di modo

che, a tal punto che, ecc. '. .

• comparative: come (Pili ... ) che, (meno ... ) che, (piuttosto ... ) che,

(tanto ... ) tia, quanto meno~ tanto quanto, ecc.

• interrogative indirette: It, &ofllt, perchi,qUfJliao, quanto ecc.

• dubitative: Ie

• ayversative:menm, qllando, IatJdOtJe ecc.

• eccettuative: juorchl, iranne che, eccet/o che, saltJO che, ecc.

• limitative: per quanto, per qll8/1o che, seconJo che, quanto a, ecc.

• esclusive: H1J!Ql, ~ che, ecc.

Gtammatica essehziale della lingua italiana / Morfologia

1110

I LOCUZIONI CONGIUNTIVE I

Le locuzioni congiuntive sono combinazioni di parole che svolgono la stessa funzione della congiunzione.

Le principali sono:

non appena, di modo che, dato che, .fino ache, neicaso che, a meno che, ogni volta che, dal :momento che, per il fatto che, anche se, a patto che, nonostante che, ecc.

Es. Val momento cke sei venuto, fermati anche a cena.

Ogni volta eh« Io vedo, mi cadono Ie braccia.

L'AVVERBIO

L'avverbio e la parte invariabile deldiscorso che precisa e arricchisce il signiticato di un verbo,un aggettivo, un nome, unaltro avverbio, un'Intera

frase. .

Quindi l'avverbiopuo riferirsi:

• ad un verbo: Guida velocemente.

• ad un aggettivo: E una casa mol to umida ..

• ad un nome: La quasi lolalita deglj italianie di religione .cattolica.

• ad un altro avverbio: Parla troppo lenttlf!lenle.

• ad un'intera frase: Ma sf che slobene.

Gli avverbi e Ie IocHzioni avverbiali (vedi pag. 1111) possono. essere di: o modo 0 manierarprecisano ilrnodo in cui avviene I'azione.

Gli avverbi sono:

.in -mentei brevemente, cofllot/amente, genii/mente ecc.

• in -oni; cavalcioni, carpon;, bottoni, ginocchioni ecc.

• quelli corrispondenti all' aggettivo qualificativo maschiIe: forte, chiaro, tranqlli/Io, sodo ecc.

Es. parla forte, smvi chiaro, Iavora sodo

• bene, male,cosi, volentieri, insieme ecc.

Le locuzioni avverbiali sana:

eli corsa, piano piano, a phi non posso, in fretta, di soli to, in un batter d'occhio, all'impazzata, ecc.

o tempo: specificano quando si svolge l' azione indicata dal verbo.

Gli avverbi sono:

ieri,oggi, domani, stamani, stasera, stanotte, ora, adesso, subito, prima, poi, dopo, presto, tardi, spesso, sempre, mai, giammai, gia, finora, allora ecc.

Le locuzioni avverbiali sono:

eli buon'ora, di quando in quando, un giomo, all'improvviso, per tempo, d'un tratto, prima 0 poi, ecc.

o luogo: precisano illuogo in cui avviene l'azione indicata dal verbo.

Gli avverbi sono:

• qui, qua, quaggiu, li, la, laggiu, lassO, su, giu

1111

Grammatica essenziale della lingua italiana I Morfologia

r: ,

• sopra, sotto, davanti, dietro, fuori, dentro, vicino, lontano, dapper-

tutto, dove, presso, contro '

• ove, dove, onde, donde, ovunque, dovunque'

• ci, vi, ne'

Le locuzioni avverbiali sono:

diqua, di la, in su, in giu, di sopra, di sotto, per di qua,per di la, ecc.

o quantita; espritnono in modo vago e impreciso una quantita 0 una misura.

Gli avverbi sono:

molto, tanto, poco, meno, pili, troppo, niente, nulla, parecchio, assai, alquanto, cosi, quasi, abbastanza, appena ecc.

Le locuzioni avverbiali sono:

all'incirca, press'a poco, di piu, di meno, ne piu ne meno, ecc.

o affermazione, negazione e dubbio: affermano, negano, mettono in dubbio , "quanto .espresso dal verba.

Gli avverbi sono:

• sf, certo, certamente, sicuro, sicuramente, davvero, ap· punto, proprio, Indubbiamente ecc.

• no, non, ne,nemmeno, neanche, neppure, mai ecc.

• forse, probabilmente, eventualmente, semmai, chissa,

quasi, magari eec.

Le locuzioni avverbiali sono:

di sicuro, di certo, pet l'appUnto, senza dubbio, neanche per idea, nemmeno per sagno, quasi quasi, con ogni proba-

bilita, eee. " ,

o interrogativi: esprimono 0 introducono una domanda. Sitrovano solo nelle proposizioni interrogative dirette.

Gli avverbi sana:

come?, dove?, donde?, perche?, quando?, quanto?

,

Le locuzioni a vverbiali sono:

da dove?, da quancio?,daquanto?,ecc.'

., LOCUZIONI AVVERBLW , '

Le locuzioni avverbiali sono gruppi di parole che assolvono la stessa funzione dell' avverbio

Es. Rideva a erepapelk ~ ,

In "" batter d' occhio tiIIoto il biccbim. Un /adro si tllgira da queste parti~

1. Questi avverbi «()tJe, d()tJe" 0Itih, donde, OV1l1llple, dmmnqll4 )q\lando mettono inrelazione due frasi sono chiamati anche avverbi relativi

Es. Qtmla i Ia casa do"e ("ella fJII4k) 10110 nato.

2. Da non confondere con Ie particelle pronominali. Queste parlia& iiIJIIIrbiali significano: in

questolinquellu9g0(&i, fIi), da questolda quelluogo (lie)' ,

Es. Sei fllltimo tJi lIImato? Ci IIfIIio ora.

Gtammatica essenziaIe della lingua italiana /. Motfologia

1112

I GRAD, E AL 'fERAZIONI DEGU A VVERB' I

Alcuni avverbi e locuzioni avverbiali possono avere il grado comparativo e superlativo, come gli aggettivi; sono gli avverbi di modo (eccetto quelli tenninanti in -om) e alcuni di tempo, di luogo e di quantita

Es. piti chiaro - cbiarissilllO, piN tard; - tardissimo, piN vicino - vianissimo, piti in fretta - assai

in fretta, piN terra terra - assai pin ten-a terra

Certi avverbi hanna forme particolari di comparativo e superlativo (come gli aggettivi corrispondenti).

Essi sono:

POSITIVO COMPARATIVO SUPERLA nvo ASSOLUTO
01 MAGGIORANZA
bene meglio benissimo e ottimamente
male peggio rnalissimo e pessimamente
molto pili moltissimo
poco meno pochissimo e minimamente
grandemente maggiormente massimamente e sommamente Alcuni avverbi e locuzioni avverhiali possono avere forme alterate:

bene - benino, benone

male - malina, maluccio,malaccio

adagio - adagino

poco - pochino, pochetto, pochettino

tardi - tardino, tarduecio

plano - pianino

presto - prestino

a caso - a casaccio

L'INTERIEZIONE 0 ESCLAMAZIONE

L'interiezione e la parte Invariabile del discorso che serve ad . esprimere un moto improvviso dell'animo: stupore, meraviglia, rammarico, gioia, rabbia, sdegno ecc ...

L'interiezione pub essere propria 0 impropria.

o propria: quandosvolge solo la funzionedi interiezione ed e costituita da un suono piu che da una parol a vera e propria.

Le principali sono:

ah!, oh!, uhf, ohil, ahi!, ohimel, ahime!, uffa!, ohibO!

o impropria: quando e un nome, un aggettivo, un verboe un avverbio usato in funzione di inreriezione.

Le principali sono:

b 'be f • f • f bbassol of·d·f b

ravoi, net, . Viva., eVVlVa!, a asso., peccat ; acCl .... ennr, a ...

t • I . 'sal' .,

sta., zttto , eoeaggior, ute., attenti.

1113

c

I LOCuZIONI~'fIVE I

. ':_'",r,., I

.' ."'

4 locuzioni esclamative 0 interiettive sana gruppi di parole usate in funzione di

esclamazione, . ."

·Mcune· (delletante'i~.lli) sooo: .d:, . "; "

buot1·ViaggiOI,~<me!}:per-l'amotdi Dio!~·DiOcene~pi'e;Iibeti!~ che

spav~nto!, Pla;mmfimiA! ' .' c,

• . .". .- • -, ... • .I_~ : ,- ,,-. '

",,1,".,) ," '_ ._ -._' /~;_;:i'::"·'-:'~~.;~,;)j-',:1'_1~<:')· ,'. " ,'. -,

Le vod. ~Oni~~~,lpbe~()~ espressioni che riproducooo suoni, rumori, versi di anirnali,. ~.:~;~~aX'ii~.~~, nel significate, alle interiezioni

Es, ban,Jrin~'1tiiiPJ~·'~; 'tiitat si rh .

. 'J.; ..... tg,' ,'!f;;,;~:1V;iJf";' \,:' .. ~

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SINTASSI

La sintassi studia Ie relazioni logico-grammaticali &a gli elementi che costituiscono una proposizione (sintass; della propositi-one) 0 un periodo (sintassi del periodo).

Pertanto:

o la sintassi della proposizione studia gli elementi che compongono una proposizione (soggetto,. predicato, complementi, attributo, apposizione) ~ Ie relazioni che essi stabiliscono tra loro.

Tale studio si chiama analisi logica.

o la sintassi del periodo studia Ie proposiaioni che compongono il periodo (proposizione principale, coordinata, subordinata) e le relazioni che tra lora intercorrono. .

Tale studio si chiama analisi del periodo.

L'analisi grammaticale e l'analisi delle formee delle strutture delle parole, con Ie relative classificazioni, categorie, coniugazioni e declinazioni.

L'analisi logica e I'analisi degli elementi che compongono una proposizione (soggetto, predicato, complementi, .attributo, apposizione).

L'analisi del periodo e l'analisi delle proposizioni che compongono un periodo (proposizione principale, coordinata, subordinata).

SINT ASSI DELLA PROPOSIZIONE

La proposizione, 0 frase semplice, e un insieme d.i parole cbe si organizzano intomo a un verbo, ed e dotata di senso compiuto.

Elemento essenziale e irrinunciabile di una proposizione e il verbo 0 predicate', Ad esso e sempre associato unsoggetto, espresso 0 sottinteso (esclusi i verbi impersonali: piove, net/ita ecc., che ne sono privi),

Quando la frase e formata da questi due soli elementi (soggetto e predicato) si chiama frase minima.

Possono (rna non necessariamente 10 sono) essere associati al soggetto e al predicato i complementi, che completano Il senso della frase, e gli attributi e Ie apposizioni che arricchiscono il significato del soggetto e dei cornplementi.

In base alla COSTRUZIONE, la frase puo essere diretta 0 inversa.

• diretta: quando si ha la successione: soggetto - predicato - cornplemento Es. II ragtJttO stlldia Ia krione.

1. Ad eccezione della frase nominale che e una frase priva di verbo.

1115

Grammatica essenziale della . lingua italiana I Sintassi

• inversa: quando il complemento 0 il predicato precedono il soggetto

Es, A.fine anno scolastieo, con IIna bella cena si salulano alllnni ed insegnanti.

LA fo'RASE ElllTflCA

La frase ellittica e una frase in cui mancano il soggetto 0 il predicato 0 entrambi, rna questi elementi si possono ricavare dal contesto

Es. Scrive (Mario).

Fanno tf)nfosione (i· raglJttJ).

«Chiha IIcciso Cesare?». «Bruto (I'ba uemo )>>. «Quando devo venire?». «Subito (devi senire]».

Una particolare forma di Erase ellittica e la frase nominate, cost chiamata perche costituita solo da nomi ((iJJJglttim (la parte nominale del predicato) piu eventuali altre patti accessorie (avverbi ecc.)

Es, Oggi!JIttia casa. Domani flrmo il pllbblico impiego.

.. .

Delle frasi nominali si fa largo usonellinguaggio giomalistico (specie nei titoli) e

nella pubblicita, tanto che si pub parlare di stile nominaie, uno stile cioe tendente a ridurre il verbo ad elemento nominale.

GU ELEMENTI DELLAPROPOSIZIONE

o SOGGETTO: il soggettoe la persona, animale 0 COSa che compie l' azione (0 la subisce nei verbi passivi); piu in generale e cio di cui parla it

predicate. .

Es. Maria mllngia fa pittP.

F,.anco e ri1ll}roveratodaI padre. La 1,181'1;'· e· 1111 bene ess~ale.

PuC> essere soggetto di una frase:

• un sostantivo: Il cane abbaia spesso.

• un pronome: Voi siele pigri.

• un aggettivo (sostantivato): Ilbuono non compie ~oni mal-

vagle~ . . ... ..

• un verbo all'infinito (con valore nominale): Ruba,.e e lin reato .

• un'intera proposizione (prop, soggettiva): Laoorare can ;tn·

. . pegno e sempre. apPrezqlto. . ..

•. una qualunque parte del discorso (art., cong., prep., avv., v., inter.),di solito quando la lingua e usata per parlare di se stessa (enunciato metalinguistico)

Es, II i un artie% detmnillativo.

Vengo i lin verbo.

o PREDICATO: il predicato e il verba, che costituisce l' elemento fondamentale

della frase, .

Puc) essere verbale 0 nominate.

• verbale: quando e un qualsiasi verbo transitivo 0 intransitivo

Es. Mario stud;a ·iaktjone.

Luisa canoe sempre. E cadulo daJle scale.

Anlonio e Rosanna sf $0710 septU'ati.

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sinta$si

1116

• nominale: quando e formato dal verbo essere (copula)' pili un aggettivo 0 un nome (parte nominale 0 nome del predicato), che danno un senso compiuto alIa frase

Es. Franca e leak.

La tigre e lin mammijero.

sogg. copula parte nominale

predicate norninale

o ATTRIBUTO: l'attributo e un aggettivo (qualificativo, indefinite, numerale ecc.) riferito al soggetto oppure a qualsiasi complemento 0 all' apposizione

Es, Ilbuon Simone Javora sempre.

Dette IIno Sthiaffo al jiglio maledueato. Hanno viIi/ato tanti mllSe;.

o APPOSIZIONE: l'apposizione e un sostantivo che si affianca a un alrro sostantivoper caratterizzarlo meglio.

PUD riferirsi al soggetto 0 a, qualsiasi complemento'' Es, II poeta Leopard; morl giOtJane.

Pescarono nsl fiumePo.

L'apposizionepuo essere semplice ocomposta . • sempHce: quando e costituita da un nome solo

, Es. II professor Ros.ri e malato .

• co:inposta: quarido il nome che fa da apposizione e accompagnato da altri elementi (attributi, complementi indiretti, ecc.) ,

Es. Rossi, l'ottimpprojessore di geografia, e malato.

I COMPLEMENT!

I complementi sono elementi della proposizione (in genere nomi, rna anche

altre parti deldiscorso) 'che completano Usignificato del soggetto e del predi-;i cato esprimendo vatie relazioni e circostanze. In tal modo essi allargano, arnpliano, espandono (alcuni linguisti lichiamano per questoespansioni)" il sensa

della frase. ' '

1. II verbo essere, quando significa esisJere, IrrltJarri, stare, rimanere, abitare, risietiere,vivere ecc.,

costituisce un predicate verbale '

Es. Mario e (si trooa] a Roma.

Dio e rsta) ton m)i.

2. L'apposizione puo essere preceduta da preposizioni, avverbi 0 locuzioni del tipo: da, come, in qualita di, a guisa di, ecc.

Es. Franco) dagiovane, ba shldiato pi4noJorle.

II signor Rossi; come (in qualitll di) ,.ap~eStmta"te dei gen;to"~ ha esJ>osto i problemi della

dasse. -

II preside, a guisa di oratore, ba spronato gli alunniallimpegno.

3. Alcunj definiscono invece i complementi determinazioni.vperche, oltre a espandere il significate del verbo,lo determinano,

1117

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

II complemento pub essere diretto 0 indiretto.

o .. ditetto: e quello che si collega al predicate verbale in maniera diretta, senza

, I'ausilio di una preposizione. Il complemento diretto per eccellenza e il complemento oggetto', che si ha solo con i verbi transitivi attivi, Ma sono considerati diretti anche il complemento predicativo e, in qualche modo, il complemento di vocazione e il complemento di esclamazione"

Es. Franco /egff,e u giomak.

o indiretto: e quello che esprime varie funzioni e relazioni, e si trova per 10 piu preceduto dauna preposizione',

Pub essere dei seguenti tipi:

• speci.ficazione

• denominazione

• partitivo

• termine

• mezzo 0 strumento

• modo 0 maniera

• agente t causa efficiente

• causa

'. fine 0 scopo

• compagnia / unione

• tempo .Iuogo -

• allontanamento / separazione

• origine I provenienza '. limitazione

• rapporto

• paragone

• argomento

• eta

.• qualita

• materia

• abbondanza / privazione

• quantita

• colpa

• pena

• vantaggio / svantaggio

• distrlbutivo

• esclusione

• sostituzione 0 scambio

• concessive

IlL COMPLEMENTO A VVERBIA£E I

II complemento avverbiale e un avverbio o una locuzione avverbiale che svolge la funzione di un normale complemento e come tale va considerato

Es. Carlo'saluta gli amici genlilmente (con genti/ettp - compl. di modo).

E partito adello (in questo istante - compI. di tempo). 10 lavoro qui (in questa luogo - cornpl, di luago).

1. Talvolta pero puoesserepreceduto, come H soggetto, da un articolo partitivo. In questa caso si chiama complemento oggetto partitivo, pur restando un complemento oggetto a tutti gli effetti .

Es. Franco mangia della JHUI4.

Altri complementisi possono presentare nella frase privi della preposizione . Es. Ha dormito tutta /a nolle (compl, di tempo).

Mario pesa74 thili (compl. di peso).

ma essi sono diretti solo da un punto di vista formale. Da un punto di vista logico e funzionale, sono dei complementi indiretti, ecorne tali saranno classificati,

2. I complementi di vocazione e di esclamazione phi che complementi veri e propri sono delle frasi norninali autonome (vedi pag. 1115), che si inseriscono come un inciso 0 una parentesi all'intemo della frase.

3. Talvolta si pub trovare anche senza preposizione, come abbia.mo visto nella nota 1, pur rimanendo un complemento indiretto

Es. Franco nsta aimare IUno ;1 mese (compl, di tempo).

Grammatica essenziale della lingua italiana I Si:ntassi

1118

I COMPLEMENTI DIRETTI

o COMPL. OGGETTO: risponde aile do",.

chi?, che cosa?

e l' essere animato 0 inanimato su cui si riversa in maniera diretta l' azione espressa dal predicate verbale. Si puo avere solo con i verbi transitivi attivi'

Es. II gatto mo»gia il topo.

Adoro la musiea.

Il compI. oggetto, come ilsoggetto, puo essere costituito da:

• un sostantivo: Stefono guida la moto.

• un pronome; Franca 10 aJlJa.

• un aggettivo (sostantivaro): Tutti predj/igono il hello.

• un verbo all'infinito (con valore nominale): VogJio

legge,.e. .

• un'intera proposizione (prop. oggettiva): Desidero eke . tu sparisea.

• una qualunque parte del discorsoIarr., cong., prep., avv .... neglienunciatimetalinguistici - vedi il soggetto - 0 in altro)

Es. QualCllno lisa <l'reeipitetJolissimefJ()lmente».

Mat" dire maio

o COMPL. PREDICA TIVO: e un aggettivo 0 un sostantivo che si riferisce grammaticalmente al soggettb 0 al complemento oggettoe completa il significate del verbo/, che altrimenti non avrebbe senso compiuto.

Puo essere di due tipi: del soggetto e- del complemento oggetto .

• compl, predicativo del soggetto; si .riferisce alsoggetto.

Si ha con i verbi copulativf', e, precisamente, con i verbi:

.... copuiotitJiin senso stretto:parere,sembrare, divenire.nsu! .. tare; riuscire, stare, rimanere, 'restate, apparire, crescere, nascere, . vivere, morire, farsi ecc,

1. Alcuni verbi intransitivi possono tuttavia avere un complemento oggetto costituito da un sostantivo che abbia la stessaetimologiadelverbo (Visse una vitafelice) oppure che gli sia affine per significate (Dof'1lle sonni' agitab).

In questi casi si ha il complemento dell'oggetto intemo.

2. 11 complemento predicativo si puo avere con qualunque verbo Es.Mario mangia contento.

Ho visto' Elisa trest:'iuta.

e in tal caso apporta un significate in piu, senza peri> essere indispensabilealla frase (infatti Mario mangia e Ho "islo Elisa anche dasole hanne senso compiuto). Quando invece e retto.da un verbo copulative, la sua presenza e indispensabile

Es.Luca si e rilleiato un 0","0.

Hanno soprannominato Gianni;l poeto,.

(un amico e il poela sono I'indispensabile completamento del verbo, per dare senso compiutoalla frase).

3. CoS! chiamati perche svolgono una funzione analoga allacopula (vedipag, 1097),,5010 che al posto della parte nomina le hanno H complemento predicativo,

1119

Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi

Es. Mario sembra felice.

Simona diventa grande.

I pronosticisono rim/tati esatti. Michele mori povero.

e con la forma passiva dei verbi:

- appeilativi: essere detto, essere chiamato, essere soprannominato, ecc.

Es. Quinto Fabio Massimo fo soprannominato il T emporeggiatore.

- elettivi: essere eletto, essere nominato, essere proclamato, essere fatto, ecc.

Es. Carlo e stato eletto rappresentante di dasse.

... estimativi: essere ritenuto, essere stimato, essere oonsiderato, ecc.

Es. II geometra Rossi e ritenuto un professionista serio. - effittivi: essere fatto, essere reso, ecc.

Es. Carlo e stato reso seettieo dalla vita .

• compI. predicativo dell'oggetto: si riferisce al complemento oggetto.

Si ha con gli stessi verbi appellativi, .elettivi, estimativi, effettivi del complemento predicativo del soggetto, rna alIa forma attiva:

- appellativi: I Romani chiamarono Quinto Fabio Massimo il Tempo-

reggiatore.

- eJettivi: GJi alunni hanno eletto Cario rappresentante dt" classe.

- estimatitJi: Tutti cofisiderano il gcometra Rossi un professionista serio,

- e.f!ettitJi: Eo vita ha reso Carlo seettico.

Spesso il complemento predicativo puo essere introdotto dalle preposizioni di, a, da, per, 0 dalle locuzioni in qualita di, in conto di, a guisa di, in veste d.i, 0 dall'avverbio come

Es. I gitanti elesser« come guUla Simone.

o COMPL. DI VOCAZIONE: indica la persona, animale 0 cosa a cui e rivoIto,

. in forma di invocazione, il discorso

Es. hcolta, figlio, i miei consigli!

Mi nvolgo a soi; 0 compagnil Marco, quando mi rendi il libra? -

PuC> essere preceduto dall'interiezione o. E un inciso, per cui vuole sempre la virgoia 0 Ie due virgole.

o COMPL. DI ESCLAMAZIONE: esprime un mota dell'animo (ammirazione, odio, sdegno, rabbia ecc.) sotto forma di esclamazione 1

Es. Oki! Mi SORO fatto male.

Poverino! Si e rotlo lin braccio.

1. Spesso il complemento di esclamazione e costituito di insulti, imprecazioni ecc. Talvolta e espresso da una frase intera (Cht bella gifJrnatol). che diventa una frase nominaleautonoma (vedi

pag. 1115). .

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

1120

Beato lu;1 Ha fatto 13 al totoca/cio. eke bella giornatal

E costituito dalle interiezioni oh!, ah!, ahil, ehi! ecc., 0 da aggettivi, nomi, verbi, esclamazioni, E un inciso ed e separato quasi sempre dal resto del discorso dal punto esclamativo.

I COMPLEMENTI INDIRETTI

o COMPL. DI SPECIFICAZIONE: risponde aile dom.

di chi~ di che cosa?

si usa per specificare, precisare meglio il nome a cui si riferisce

Es. II carat/ere di mia cugina e dolce.

Le porte e Ie finestre dell' appartamento sono blindate.

I progressi della mediana sono enormi.

E retto da di.

o COMPL. DI DENOMINAZIONE: risponde alia dom.

di quaJe nome?

o COMPL. PARTITIVO: risponde aile dom ..

Ira chi?, Ira che cosa?

o COMPL. DI TERMINE: rirponde aile dom.

a chi?, ache cosa?

o COMPL. DI MEZZO o STRUMENTO: riponde aile dom.

per mezzp di chi?,

per mezzp di che cos a?

indica il nome proprio (di persona, Iuogo, mese ecc.) del nome generico che 10 precede

Es. La citta di Londra e nebbiosa.

La scuola termina nel mese d; giugno. Abbiamo scelto per lui il nomedi Gt."ovanni.

E retto da di.

indica un tutto, un insieme di esseri animati 0 cose, di cui il termine che 10 regge indica la parte

Es. Alalni di va; amoscono il responsabik.

La maggior parte degli operai ba scioperato.

Tra i film di FeUini me ne sono piaciuti soltanto due.

E retto da di, tra, fra.

indica I'essere animato 0 la cosa verso cui e rivolta l'azione

Es. Ho dato sn bacio a Elisa.

Ha aggiunto un capitolo al libra.

Spesso e costituito dalle particelle pronominali mi, ti, si, ci, vi, gli, le, loro

Es.rGli (a lui) voglio bene.

M; (a me) ha detto che non IJen'tZ. Raccomantiai lora (a loro) di stare buoni.

E retto da a.

indica il mezzo 0 10 strumento usato per compiere .I'azione

Es. Ho avulo SIIe notizje per me:rx.o di Carlo.

Strive solo eon ;1 computer. Va a iatJorare in biacktta.

1121

. c . '::.-'

o COMPL. DI MODO

o MANIERA:, '

risponde aile dom.

come?

JiiClje modo?

in 1jlllllll1ltlfliera?

Grammatica essenziale dena litiguaitaJiana·/ SintaSsi (

o COMPL. DI AGENTE / ,DI CAUSbEFFlCffiNTE: rispondofJo .lfitlamtnte 'aile dom. da' chi?", "./:;.,';:'

tJ4 ~1J8. (()Ja?: h

. -', I·, , ',.,:'. '::: ?"_:

o COMPL. DI CAUSA: rispondealle dom.

, perchll

per quale callSa? per q~"'Qtit)()?

TfOIJaifOSll "amite un'agmf(jll.

Va atJanti a fortadipsieoJarmad.

E retto da eon, per, in, a,ru, per mezzo di, mediante, tramite, grazie a,'peroperadi,a'forzadi, ecc .

indica il modo oia maniera in cuiqualche cosa accade

o si presenta '

Es. RispondetJa eon eorlena aile' drJmlJllde.

Si j &Omportatoda eafone. Saililo gli amici in malo modo. Se se slava a lwaeeia consert«.

E rettoda da, di, con, a, in, alla maniera ill, ecc.

indica la persona a l'animale (cornpl. di agente) oppure Ia cosa (compl, di causa efficiente) che campie l'azione espressa da : un verbo passivo

Es, F« picchiato da un UJOIO.

L'idea fo apPrn(;qJta da, tutti. B slalo colpito da una tegola.

L'olivo j slalo brucialo 'da unfulmine.

E tettoda da,da parte di, ad opera di, ecc. indica la. causa, il motivo, la ragione. di unfatro Es:!Vonsono ssdtoa "aUla della piogg.a.

SonostancoperJacamm;nata.

Mi 'iilsentoper'motivl :difamiglia. , .JnA/rica1llIloiOlioili jame.

UtlatJa dalJaraWJia .

. ' .A·pelle psrol!!,impaJlidi.

Eretto da'pet~:d.i, (ta,a,pe:rcaUladi; a motivo eli, in consegne:nZ'adi, ecc.: "

. ,,:'.'" . _' _. . .

indica il fine 0 .loscopo per cuisi fao avviene qualcosa

" ., Es. Hann(),l()ttato peril pareggio.

. . J genitori Japo1'llno_p~ril bene de; jigJi.

~rono "N1II,"api~o a d~sa' deDa . strada., Melle dti parle j soldl'in v'isla .detllitJeechiaia.

Ho trotJd/()' UhilpiaiJiiJla jU!Yla slJ$la~'; La' saJa· ad. pra'l'r{.t).: i anpia. . , .

E retto dfpet,"a~da; in, alfinedi, alto scopo di, in

vista di, ecc. .' ,. ,

o COMPL.DI.FINE o SCOPO: <

riifo!nt4 ailt.· dom, a"ehe/copo?

per qlkle}ine?

o COMPL. PICOMPAGNIA o DI UNIONE:;,.! rispondono~ttil/~~"aik d01ll. &0;' chi?, in compagn;a'(jj chi?

con che cosa? .

indica l'essere animate (c{)mpI.. dicompagnia) o inanimatojcompl. di unione} con cui ci si trova oavviene un'azione ,

. '." "; " ',... ..- ',', . 0""

.Es, UJcilllJlo ron Milrio'e' Ca~Ja.

Andiamoi" vac~ rolf;glill",iei. Sipresentoron un "e].~t.alo. . ~ammina ,eon I~Qmb"lllo.

E retto da ron, insieme con (a), in compa,WUa di;ec~.

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

1122

o COMPLEMENTI indicano le diverse circostanze di tempo in cut avviene

DI TEMPO: un' azione.

Si distinguono in tempodeterminato e tempo continuato.

• tempo determinato: indica quando e avvenuta, avviene 0 avverra una

risponde aile dom. determinata azione

quando? Es. D' estate fa molto caldo.

in quaJe momento? Vengo Ira me«'ora.

In primavera giungono Ie rondini. Cesare morl nel 44 a.C.

Lo sbareo in Normandia avvenne il6 giugno 1944.

E retto da a, di, in, su, fra, durante, al tempo di, rna spesso non e introdotto da alcuna prepoStZ10ne e ,

indica per quanto tempo edurara, dura 0 durera un'azione

• tempo continuato: risponde' aile dom. quanto?

do quanto?

per quanto tempo? in quanto tempo? d4 quando?·

fino 0 quando?

Es.

Sono Timasto S7Jeglio per tutta la notte,

Diversi mammiferi trascorrono in letargo alcuni men. FinitiJ il lavoro in poche settimane.

Piooe da tre ore.

E retto da in, da, per, durante, fino a, rna spesso non e introdotto da alcuna preposizione.

o COMPLEMENTI indicano le varie collocazioni nellospazio di un essere ani-

DI LUOGO: mato, una cosa Q un'azione.

Si classificano in: stato in luogo, moto a luogo, moto da

luogo, moto pet luogo. .

• stato in luogo: risponde aile dom.

dove?

~aIe luogo?

• moto a luogo: risponde aile dom.

dove? I)

v;;:;; dove?

• moto da luogo: risponde aile doni. da dOve?

d4 qua/e Juogo?

indica il luogo in cui e il soggetto, oppure dove avviene un'azione

Es. Abito a Milano.

II pane; in tavola.

II cane· dorm; dentro la cuccia. St« sempre a casa.

Le rondini hanno nidiftcato sotto iltetto.

E rettoda in, so, da,a, tra, per, sopra, sotto, dentro, fuori, accanto a, vicino a, nelle vicinanze di; ecc.

indica il luogo verso il quale S1 muove un essere animato 0 una cosa

Es. E partito per Napoli.

Saiii in soffit;ta.

E foggito ali' ~$tero.

La nave e dirett« verso Genova.

E retto da a, da, in, per, verso, sopra, sotto, vicino, dentro, nei pressi di, dalle parti di, ecc.

indica illuogo dal quale si muove 0 proviene un essere animato 0 una cosa

Es. Vengo da easa.

Riestr« oggi dagli Stan Uniti. Stanno IIScendo dal supermercato. Bsce di prigione fra lin mese.

13. retto da da, di ecc.

1123

Grammatica essenziale della lingua italiaria I Sintassi

indica il luogo attraversoIl quale si passa 0 avviene

un'azione '

Es. II corteo passoper it centro.

Estro dalla porta principale.

Annibale giume in IlaJia attraverso le Alpi.

E retto dada, per, in, attraverso, in mezzo a, ecc.

Spesso i complementi di luogo sana usati in senso figurato Es. Ho nel cuore un grande aolore (stater in luogo figurato). . E piombaio nella depressione (moto a luogo figurate).

E passato dalla rieche«a (moto da luogo figurato)

alia poverta (moto a luogo figurate), '. .

Abbiamo conciuso !affasdnanle viaggio.attravmoil Rina ..

. scimento (moto per luogo figurato).

• rnoto per luogo: risponde .alle dom. per dove?., attrapmo qlklie Juogo?

o COMPL. DI ALLONTANAMENTOI DI ~EPA.RAZIONE:

risponde aile' dom.

da chi?, da che cos a?

da dove? ';', ,'.

OCOMPL., DI.ORIGINEI DI PROVENIENZA: risponde aile dom.

da chi?, da che cos a?

(J(J dove?

indica cio da cui un essere animate o una cosa si allontana (compl, di allontanamento) oppure si separa (compl. di separazione)'

Es. Simone si e allonianato. .da casa.

Le offerle del gaverno eraso Joniane dalle richieste dei sindacati.

Carlo si e libtrato della suocera. Ls 'Alpi occidentali dividono !Ita/ia dalla Francia.

E retto da da, di,

indicada dove un essereanimatoo una cos a ha origine{compl. di origine). 0 . proviene (compl. di provenienza) .'

Es. Marco e di famiglia aristocratioa.

Ho ,ricetJuto llna tefefonata ,da mio tio., . . La ricche:r:tPdei paesi 'arabi' deritJadal· /letrolio. II Ttuen>nasce·daIMonte Fumaiolo. ".' .

. E rettoda da, di;

o COMPL. DI LIMITAZIONE: rispondealledolfl.

in che cosa?

Jimitaiamentea ehe cosa?

o COMPL. DI RAPPORTO: nsponde aile dom.

con chi?, con e~, cosa? Ira chi?, Ira c&cosa?

indica entro quali Iimiti 0 in qualeambitoha valore cioche si.dice

Es. IFnemico era mperiore di artiglieria.

A poker ginea bene.

Quanto al carattere, e lin debol,. In latto di sport ,neSSI/no 10 supera.

E'retto da di, in, pet:, a, rispetto a, quanto a, in fatto di, per quanto riguarda, ecc.

indica l'essere animato 0 la cosa con cui esiste un rapporto, una relazione,

Es. E in pessimi rappom eon i eondomini.

La Germania entrO in gum-a eon la Francia. Ho rolto COli il passato.

Tra Mario e Carla ie poca differen~ di eta.

E retto da con, tra, fra,

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

o COMPL. DI PARAGONE: risponde aile dom.

di chi?, di che cosa?

quanto chi?, quanto che cosa?

o COMPL. DI ARGOMENTO: risponde aile dom.

di chi?, di &he cosa?

III chi?, III che cosa?

int01710 a chi?, int01710 ache cosa?

o COMPL. DI ETA: risponde aile dom.

a quale etd?

a quanti anni? di quanti anni?

1124

indica il secondo termine di un paragone 0 di un confronto

Es. Mario e pi'; alto di Simone.

Ho guadagnato meno dell·anno scorso. Carla e brava come (quanto) Sara. Franca i pin oistosa the bella.

E retto da di, che, come, quanto.

indica cio di cui si parla 0 si tratta Es, Hanno parlato tulia fora di politica.

Ho letto lin libro mile streghe nel medioevo. Dimmi qualcosa intorno ai tuoi progetti.

E retto da di, su, intomo a, riguardo a, a proposito di, ecc,

indica I'eta di esseri animati 0 cose, oppure a che eta e

avvenuto qualcosa .

Es. Marco si e sposato a 27 ann;.

Air eta di vent' ann; i ragazzi janno il militate. Lo zjo morl in tarda eta.

.Assiste un vedovo d; 81. anni.

E retto da a, di, su, all'eta di, in eta di, ecc.

o COMPL.I>I QUALITA: risponde aile dom.

come?

c;;;;quali caratteristiche?

o COMPL. DIMATERIA: risponde aile dom. .

di che cos a?

di quale matena?

indica qualita 0 caratteristiche di esseri animati 0 cose

Es. E un uomo di grande dinttura morale.

Ho lognato una bella ragazllJ dagli occhi verdi. II rilcaldamento a metano non if/quina.

Ho ordina/oun sino di pregio.

E retto da ill, da, a, con.

indica di quale materia e fatto un oggetto

Es. Ho salta un n'vestimento di marmo per il bagno.

Que/fa porta in noce e molto ornamentale.

E retto da di, in.

o COMPL. DI ABBONDANZAI DI PRIV AZIONE:

risponde alledom.

d; chi?, d; che cosa?

indica cio di cui si abbonda (compI. di abbondanza) 0 si e privi (compl, di privazio- <, ne)

Es. II gJardino era pieno di bambini.

II fiume a novembre e riao d' acqua. .

if, una ragaz:<;a del tutto priva di elegant,a. II film era pooero d'idee.

E retto da di.

o COMPLEMENTI DI QUANTITA: indicano una quantita circa il peso, la stima, il prezzo, la distanza, r estensione.

Si dividono in: complemento di peso o misura, di stima, di prezzo, di distanza, di estensione.

1125

• compl.idipeso o misura; .... ,. .

risponde q/k ... dom. ~.""

(JJ(jiiiido? .

• com I. di'Sfuna:

.·· .... ·.P.·· .....

risponiJe ana· dOIll. qllanlo? .'

. . t<;pmpl.(li pr~zzo: ... "iisponde aile J01ll.'

qllan~o?

a qllilnto? achep~?

• compl, di distattza: . rispoilde ·aDed'01ll .. -.

quanto? .

'. afjutlJe. distanza?

Grammatica essenzialedella,lingua.~anaI Sintassi

indica il pesoelamisuradiesseri animatio case Es. Carla pesa,J2ehili"

Abbi(J11JO 1JJIlIJgiatolina bistecca iii 7 etti. Haco1lljJrato una bllTCa /tmga 10 mem~ QueJ VtlSO pesa parecchio.

E retto da di, -ma il. piu-delle volte ei trova senza preposizione'.

indica quanta e stimato un essereanimato 0 una cosa

Es. L'appartamento e sti1llato J40"';I~o"i.

E un taJdatore vaiutato J 0 miliardi. La sua parola non vale un .fico seeco:

E un tltIIJOcato sti1llato molto nel foro.

Si trova in genere senza preposizione .

indica il costa di esseri ani mati 0 cose

Es. Ho co1lljJrato de/Ie mag/iette a 20.000· b·re' fllna.

Ho ot/mulo i/ big/ietto d'ingresso perl 0.000 lire. U» qlladro di Van Gogh islato pagalo svariali miNardi.

Eretta da a, per, rna spesso si trova senza preposi·Zlone.

indica la distanza che separa due esseri animati Dease

Es:M1.re illriangoh a 20 metri dall auto. '. ~"tld.uecenlo metriigir4adeslrtJ.. -". . ·llmIlTe .: dista dalPl!Pe ".} chilorpe'trJ.··

E retto daa, tra, rna _s~&s()~i,ttb~senza pre-

posizione.

.-:'.1

. .c()~PI. "'<Ii., estensione: -, risponde alJedom. , ··~to?··

per quanto?

indica. quantoqualcosa siestendenellospazio Es. '11 Danubio scorn per mol Ii ehilometri in -; territorio atlStriaco.

La zona pa/lldosasi estemie per un raggio di ..

10 chilometri. ;,

. L'Everest JaJto 8848 me';';.'

E retto da per, a, ma spesso sf ·ttova -sensa

preposizione, .

indica la colpa di cui uno e accusato

. .: Es. E stato rilenlilo tolpevole di violenta.

Carlo' balJCCllSatfJ la 1IIog/i8 di Iradimmlo. Sara proce.rsato per eoncu$s;tJne.

E retto da di,per.·' -

. \ . ~. :

1. Questo, cOhl:e,tuui' }somple:menti ', di-quantita, se non fornisce dati certi pun essere

introdotto dalla preposizione su '

E~ E 1111. drmmmecbe pesmir $lli12{lebili.

Ha bisogno di IlIIa CIlIItinasui' ~o- metri qu_ttdrati.::

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

1126

o COMPL. DI PENA: rispond« aile dom.

a CM cosa?

a quflk penal

indica la pena a cui qualcuno e condannato Es. Ha avuto una condanna a tre anni e metto.

E stato mu/tato di 100.000 lire.

E retto da a, di, per.

o COMPL. DI VANTAGGIOI DI SVANTAGGIO:

risponde aile dom.

per chi?, CM cosa?

a·· vantaggio svantaggio) di chi?, di cli cosa?

o COMPL. DISTRIBUTIVO:

. rUponde· aIle dom. in· qua/e ordine?

in qllak propo~one? ogni quanti?

ogni quanto?

o COMPL. DI ESCLUSIONE: risponde a/Ie dom.

senza chi?, senza CM cosa? tranne chi?,tranne che cosa? eccetto chi?, eccetto cbe cosa?

o COMPL. CONCESSIVO: risponde aUe dom.

nonos/ante chi?, nonostante che cosa?

indica a vantaggio 0 a svantaggio di chi si fa 0 avviene quakosa

Es. Si fa tutto per i figli.

Hanno agito a nostro vantaggio.

Quel magistrato ba Iollato per anni contra la mafia.

Lo stress e dannoso per la salute.

E retto da per, a favore di, a pro di, nell'Interesse di, a vantaggio di; a svantaggio di, a danno di, contro ecc.

indica in che proporzione 0 distribuzione avviene 0 e quakosa

Es. La vita e aumentata del 6 per eento.

II costa medio di una casae di 4 milioni al metro quadrato,

Camminate in fila per due.

Ha indOt/inato IIna risposta su tree

Alberto sf misura Ia pressione ogni 6 ore.

E retto da per, a, di, su, ogni, rna spesso si trova senza preposlzlOne.

indica chi 0 che cosa rimane escluso dall' azione o dalla situazione

Es. Non posso IIScire senta il cappello.

Vengono i miei zii, tranne Mario.

Cososca tutti eccetto quella coppia alfingresso.

E retto da fuorehe, tranne, salvo, senza, eccetto, meno, all'infuori di, ad esclusione di, ecc.

indica I'essere animato 0 la cosa che e sostituito da altro

Es. Mangio il pesce al posto della came.

Prende luccioJe per lanteme.

Inoeee di Franco hanno licen:riato Simone.

£. retto da per, invece di, al posto di, in

luogo di, in cambio di, ecc.

indica l'essere animato 0 la cosa nonostante la quale avviene I'azione

Es. Andammo aI/o stadio nonostante la pioggia.

Continua a fomare malgrado l'injarto. Si incontra con Sandra a dispetto di tutti.

E retto da con, nonostante, malgrado, a dispetto di, ad onta di, ecc.

1127

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

SINT ASSI DEL PERIODO

La sintassi del periodo studia Ie proposizioni che compongono il periodo e Ie relazioni che intercorrono tra esse.

La proposizione pub essere: principale (0 indipendente), secondaria (0 dipendente), coordinata, subordinata, reggente.

o principale

o indipendente:

o secondaria

o dipendente:

e la proposizione che ha senso compiuto: pub stare da sola (quindi la possiamo isolare dal periodo), e autonoma, indipendente

Es. Mentre tlltti Janno mcano, Franco legge un libro.

e la proposizione che dipende da un' altra proposizione, sia questa principale 0 secondaria. Da sola, isolata dal periodo, non ha .senso compiuto

Es. Mentre tutti fanno baccano, Franco legge lin libro.

o coordinata: e la proposizione dello stessoordine di quella cui e legata dalla congiunzione coordinativa (vedi pag. 1109) 0 da un segno di interpunzione come la virgola.

Una proposizione pub essere coordinata sia alla principale sia alla secondaria

Es. Mana legge lin libm e Carla ascoltala mmea.

Sono tomato a cas« perchi piovetJtJ e non aveva I'ambrello.

o subordinata: e la proposizione secondaria che dipende da un'altra proposizione, sia questa la principale 0 una secondaria.

E collegata tramite le congiunziopi subordinative (vedi pag. 1109)

Es. Stlldio con impegno perch; voglio ottenerela promotione.

Ho comprato il motorino che m;o padre mi aveva promesso se fossi stato promosso agiugno.

o reggente: e la proposizione che neregge un'altra.

Pub essere la principale che regge una secondaria ° una secondaria che ne regge un'altra (di grade inferiore)

Es. Carla va in molonno (principalee reggente)

perchi cosi impiega meno tempo. (secondaria)

Carla va in motorino (principale e reggente)

perche cod impiega menotempo (secondaria di 10 grado e reggente della successiva)

per raggillngere il Illogo di Iavoro. (secondaria di 20 grado)

IL PERIODO

Il periodo, 0 frase complessa, e l'espressione di uno 0 pili pensieri che hanno un significato compiuto.

E formate da una 0 phi proposizioni, collegate fra loro sullo stesso piano (eoordinazione) 0 su piani diversi (subordinazione).

E racchiuso in un'unica struttura delirnitata da due segni di forte interpunzione, quali il punta e virgola 0 il punto.

II periodo pub essere: semplice, composto, complesso.

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

1128

• semplice: quando e formato da una sola proposizione indipendente Es. Stasera "ado aJ/o stadia in motorino.

• composto: quando e formato da due 0 pili proposizioni indipendenti, coordinate fra loro

Es. Stasera vado alia stadia, gllardo la par/ita e tomo a casa.

• complesso: quando e formato da pili proposizioni di diversa natura: principale, secondarie, coordinate

Es. V'ado a"o stadio in motorino, perchi e'c molto traffteo e non saprei dove pareheggiare f 'auto.

LA PROPOSIZIONE PRINCIPALE 0 INDIPENDENTE

La proposizione principale e una Crase semplice, costituita cioe da un verba

accompagnato 0 no cia altre parole. .

E chiamata anche indipendente perche non dipende da nessun'altra frase, ed e autonoma, in quanto da sola costituisce un messaggio dotato di senso compiuto.

La proposizione principale 0 indipendente puo essere:

• enunciativa

• interrogativa diretta

• esclamativa

• volitiva

- imperativa

- proibitiva

- esortativa

- desiderativa

- conceSSlva

• dubitativa

o PROP. ENUNCIA TIV A: esprime una enunciazione, un messaggio, una dichiarazione, una descrizione di qualcosa.

Di solito ha il verba all'Indicativo'.

Puc) essere affennativa 0 negativa.

• affermativa: quando si afferma qualcosa Es. Oggi fa freddo.

Domani andrd al cinema.

• negativa: quando si' nega qualcosa

Es. Oggi non fa freddo.

Domani non andrd al cinema.

o PROP. INTERROGATIVA DlREITA:

esprime direttamente una domanda e termina col punto interrogative.

Ha il verba all'indicativo, al congiuntivo, al condizionale', all'infinito.

1. Talvolta puo avere il verbo al condizionale (Awe; lin impegno. SalteTe; volentieri !antipasto. Secondo !agenzja ANSA sarebbero scoppiati 111I11111ti in Pi(JZQl.) 0 all'infinito, introdotto daecco, per sottolineare l'improvviso avverarsi di un fatto (EcCfJ arrivart! il taxI).

2. In questo caso e chiamato falso condizionale 0 pseudocondizionale, perche equivale all'indicativo

Es. V'errest: (= vieni) con l11e?

1129

Grammatica essenziale della lingua italiana / Sintassi

Spesso utilizza aggettivi, pronomi e avverbi interrogativi (che, chi, COllIe, quanto, qllando ecc.) per introdurre Ie domande.

Pub essere semplice 0 disgiuntiva. • semplice: se esprime una sola domanda

Es, Vimi con lIIe?

Qllando amva Silllone?

Mi IlCCOlllpagnemli in allto?

• disgiuntiva: se vengono formulate phi domande, collegate dalle congiunzioni disgiuntive 0, oppsr«, owero

Eso Preforisd V"di 0 Wagner?

Andiamo at teatro oppure resnalllo a casal

In base al significato pub essere reale 0 retorica. • reale: quando esprime una domanda reale, perche non se ne conosce la risposta

Es. Che ore sono?

COllie ti thiami?

• retorica: quando la risposta e implicita nella domanda stessa Es. II Junco non brucia flrse?

Chi odia Ja felidla?

o PROP. ESCLAMATIV A: consiste in un'esclamazione, doe nell'espressione immediata di un sentimento di gioia, dolore, stupore, sdegno.

Termina col punto esclamativo.

Ha it verbo all'indicativo, al congiuntivo, al condizionale, all'infinito.

Pub essere verbale 0' nominale.

• verbale: quando c' e il verbo ,

Es. Cb« 1)acalJ~ ho passato!

COllie sono info/ice!

• nominale: quando e priva del verbo Eso .Che vngogna!

Bella jorza!

o PROP~ VOUTIV A: esprime un ordine, un diviero, un'esortazione, un desiderio, una concessione; pertanto pub essere imperativa, proibitiva, esortativa, desiderativa, concessiva.

• Imperativai quando esprime un comando, un ordine,

Ha it verbo all'imperativo

Es. Strivete qllesto!

Apri fa porta!

• proibitiva: quando esprime un divieto, una proibizione.

Ha il verba all'imperativo 0 all'infinito

Es. Non fate T'11lIIo"1

Non raccogliere fa mba do terra!

• esortativa: quando esprime una preghiera, un invito, un'esortazione.

Ha il verbo al congiuntivo (detto «congiuntivo esortativo»)

Grammatica essenziale della lingua italiana -I Sintassi

1130

Es. Abbia pazienzp.

Ci rijlettano bene. Sispos#, per piacere .

• desiderativa: quando esprime undesiderio, un augurio, un rimpianto.

Ha il verba al congiuntivo.

Spesso e introdotta da interiezioni 0 < da locuzioni del

. L, 1 '1' .1_ .L_, .,

npo 00 •••• J vo,esse II Clew Cot: •••• J !!lagan ....

Es. Oh, flssi promosso a giugno!

Magan /acessi 1 J aI totocaJcio/

• concessiva: quando esprime una concessione.

Ha il verbo al congiuntivo (talvolta all'indicativo fututo 0 all'imperativo), spesso seguito dapure, anche, 0 preceduro dalle locuzioni ammettiamo che, SIIpponiamo che

Es. Ammettiamo pure sia coJpevole.

Sara anche sera.

o PROP. DUBITATIV A: esprime dubbi e incertezze sotto forma di interrogazione non rivolta a un interlocutore preciso'.

Ha il verbo all'infinito, oppure si trova con i verhi polere e doven all'indicativo ° al condizionale + I'Infinite

Es. Che fore?

Chi potra aiul4""i? Da chi dovrei andare?

I LA PROPOSIZIONE INCIDENTALE J

La proposizione incidentale e una proposizioneche risulta accessoria al testo in cui e inserita, tanto da esseme separata da due virgole 0 da due lineette 0 dalle

J?arentesi. .

E cosl chiamata perche rappresenta qualcosa di accessorio, di incidentale, intercalato nel periodo per completare il messaggio senza appesantirlo,

Appartiene alla categoria delle proposizioni indipendenti. Puo avere il verbo in qualsiasi modo

Es. Quelf uoma, sia benedetto, mi ha cambiato fa mota.

L'anno scorsa - deoo ammetterio .: stavo male.

Ho rilrovato il molanno (chi l'. atJrebbe detto) 'sotto casa.

LA COORDINAZIONE

Le proposizioni di un periodo si collegano fra loro in due modi: per coordinazione (0 paratassi) oppure per subordinazione (0 ipotassi).

Si hacoordinazione 0 paratassi quando due 0 pili proposizioni sono legate in modo che ciascuna rimanga autonoma e che fra loro non vi sia dipendenza 0 subordinazione.

1. La proposizione dubitativa e simile all'interrogativa diretta rerorica, inquanto usa la forma interrogativa non per avere una risposta, rna come mezzo espressivo per rafforzare una 'deterrninata affermazione.

1131

Grammatica essenziale della lingua italian a I Sintassi

Si pub avere coordinazione fra principali (e in tal caso la frase sara coordinafa alia prindpale) 0 fra secondarie (e in tal caso la frase sara coordinata alia secondaria)

Es. GHama Ja TV (principale)

e anda a letto. (coordinata alla principale)

• Gllarda Ja TV (principale)

perche stava male (secondaria)

e nfJfJ poteva lISare. (coordinata alla secondaria)

La coordinazione si puo realizzare in tre modi: mediante Ie congiunzioni, per asindeto e per polisindeto,

o COORDINAZIONE MEDIANTE CONGIUNZIONI:

")

• copulative:

• disgiuntive:

• avversative:

si ha quando le proposizioni sono collegate da congiunzioni coordinative (vedi pag. 1109). In questo caso Ie proposizioni coordinate prendono il nome dal tipo di congiunzione che le unisce; pertanto si possono avere le seguenti proposizioni coordinate:

quando due 0 pili frasi sono unite tramite le congiunzioni copulative: e, anche, inoltre, ne, neanche, nemmeno, neppure ecc.

Es. Teleflno a Carla e le chiedo i compiti per domani. quando due 0 pili frasi sono unite tramite le congiunzioni disgiuntive: 0, oppure, ovvero, ossia, cosi che il significato di ciascuna proposizione escluda quello delle altre

Es. Voj a iavorare 0 prosegui gli studi?

quando due frasi.Ia seconda delle quali esprime un contrasto can laprima, sono unite tramite Ie congiunzioni avversative: rna, pero, tuttavia, eppure, anzi, invece, sennonche ecc.

Es. Ho fame, ma sono a dieta .•• :

• esplicative quando due frasi, la seconda delle quali spiega quanta det-

o dichiarative: to nella prima, sono unite tramite le congiunzioni esplicative 0 dichiarative: cioe, infatti, difatti, invero ecc.

Es. Non ha mai studiato, infatti I-hanno boceiato.

quando due frasi, di cui la seconda e la naturale conclusione della prima, sono unite tramite le congiunzioni conclu-

sive: dunque, percio, quindi, pertanto, allora ecc.

Es. Sono stato promosso, quindi trascorrerO ottime vacante. quando due 0 pili frasi vengono messe in correlazione fra lora tramite Ie congiunzioni correlative: e .•. e, 0 ••• 0, ne

••• ne, sia ••. sia, non solo ... m~ anche, ecc.

Es. Partiremo sia che tu venga con noi sia che tu rimanga a casa,

• conclusive:

• correlative:

o COORDINAZIONE si ha quando Ie proposizioni sono unite tra loro solo per

PER ASINDETO: . mezzo di segni di interpunzione (per 10 pili la virgola,

talvolta il punto e virgola 0 i due punti), quindi senza le congiunzioni coordinative 1

1. Per questo motivo la coordinazione per asindeto e chiamata anche per giustapposizione: infatti la proposizione coordinata risulta «giustapposta», doe accostata alIa proposizione reggente.

Grammatica essenziale della lingua italiana '/ Sintassi

1132

Es, Em felice: 'avevo visto Maria, I' avtwo salutata, mi aveva risposto.

Vado a SCIIO/a per stlldiare, per prendere un titolo, per farmi unapositione.

o COORDINAZIONE si ha quando si ripete pin volte la medesima congiunzio-

PER POUSINDETO: ne coordinativa, 0 si usano pronomi e avverbi posti in correlazione.

E un tipo di coordinazione molto enfatica e di scarso uso

Es. E mi cerea e telefona e non lIIidll pace.

Chi ani va, chiparte; chi va a deslra, chi a sinistra.

LA SUBORDINAZIONE

Si ha subordinazione 0 ipotassi quando due 0 pili proposizioni si collegano fra loro ", su piani diversi,

La fuse subordinata non pub stare da sola.maha bisogno di appoggiarsi adun'altra frase, che pub essere sia una principale che una secondaria,

Le proposizioni che dipendono dalla principale si chiamano subordinate di 1 ° grado;quelle che dipendono dalle subordinate di 1 °grado si chiamano subordinatedi 2°grado e cosi via

Es. Stasera gllordo il film (principale)

che hanna trasmesso lin mese fa (subordinata di 10 grado)

mentre lIIi trovavo in maggio. (subordinata di 20 grado)

Le subordinate, a seconda delle funzioni che svolgono all'interno del periodo, possono essere di 3 tipi: sostaritive" aggettive, complementari.

o SOSTANTIVE: svolgono la funzione di soggetto 0 complemento oggetto nei confronti della reggente.

Sono:

• soggettive .oggettive

• dichiatative

• interrogative Indirette

o AGGETTIVE: svolgono la funzione di attribute 0 apposizione nei confronti della reggente.

Sono:

• relative proprie

o COMPLEMENT ARI: svolgono la funzione di un qualsiasi complemento indi-

, retto odiunavverbio,

Sono:

• causali

• finali

• modali

• strumentali

• temporali

• concessive

• consecutive

• condizionali

• avversative .C01llpatativ¢

• eccettuative

• esclusive

• limitative

• relative Improprie'

1. Le proposizioni relative improprie sana trattate insieme alle relative proprie a pag. 1136.

1133

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

Le proposizioni subordinate, in base alla forma, doe al modo del verbo, possono essere esplicite 0 implicite.

- esplicite: quando it verbo e espresso in un modo finite (indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo)

Es. Penso che non sam promosso.

'.

- implicite: quando il verbo e espresso in un modo indefinite (infinito, participio, gerundio), rna pub essere trasformato in un modo finito

Es. Penso di non essere promosso 1.

PROPOSIZIONI SOST ANTIVE (0 complementari dirette)

o PROP. SOGGETTIV A: svolge la funzione di soggetto della proposizione reggente.

La proposizione soggettiva e retta cia:

• verbi impersonali: accadere, capitare, convenire, parere, occorrere, bisognare, sembrare, risultare, bastare ecc.

Es. Bisogna agire sempre correttamente,

Capita di perdere la pazienta.

Sembra eke riducano il personate.

• verbi usati in forma impersonale: si dice, si narra, si racconta, si crede, si pensa; si ritiene, si spera, si teme, ecc.

Es. Si dice eke metteranno un nuovo tipo di illumi'natione~

Sicrede. eke ; giof)ani siano sempre ottimisti. Si spera eke iltraJlieo diminuisea.

• espressioni impersonali: e bene, emale, e tempo, e ora, e bello, e giusto, e opportuno, fa bene, va bene, sta bene (espressioni doe formate dalla 3a pers. sing. di verhi come esse», fare, andare, stare + un aggettivo 0 un

'.nome)

Es. E tempo eke tutti /aeciano il loro dooere. if. bello antlare a teatro.

Fa bene fare ginnastiea la mattina.

La proposizione sogge\tiva puo essere esplicita 0 Im-

plicita. .

- esplicita: se introdotta da eke -+ indicativo, congiuntivo 0 condizionale

Es, if. chiaro eke devi ridurre le spese.

. OCCOf'f't eke tu par/a quanta prima.

Si dicetla ch« avrebbe ftrmato per il Milan.

t. Quasi sempre, perche vi sia una subordinata implicita,occorte che jJ soggetto della reggente e quello della dipendente coincidano, come nell'esempio riportato(J>enstJ di ntJ1J essm pro11losso». Non e possibile invece trasformare . in irnplicita la subordinata «Pemo the hi non JlJrai promosso» in quanto i soggetti delle due frasi sono diversi,

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

1134

- implicita: se introdotta dall'infinito oppure da di + infinito Es. II mio sogno e vivere in campagna.

Si pensa di ridurre il disavant,o con queste misure.

o PROP. OGGETTIV A: svolge la funzione di complemento oggetto della proposizione reggente.

La proposizione oggettiva e retta da verbi che indicano:

• affermazione, dichiarazione: affermare, dire, dichiarare, comunicare, informare, riferire, assicurare, spiegare, proclamare, rispondere, annunciate, avvertire,confessare, testimoniare, negate, raccontare, osservare, scrivere ecc.

Es. Carlo ba dello che si iscrivera a medidna.

• giudizio,valutazione, opinione: credere, pensare, ritenere, considerare, stimare, dubitare, immaginare, supporre, ipotizzare ecc.

Es. Penso eke non siafadle convincerlo.

• ricordo, percezioneiricordare, rammentare, dimenticare, scordare, percepire, sen~e,vedere, ascoltare, udire ecc.

Es. Ho vlsto iragatti allenarsi in palestra.

Ha dimenticato eke fosti tu ad aiutarla.

• sentimento, sensazione: godere, soffrire, Iarnentarsi, rallegrarsi, sdegnarsi,dispiacersi, e locuzioni verbali del tipo esser lieto, esser triste, averepiacere

Es." Mi dispitJCc chen' sia rotto una gamba.

• volonta, desiderio, proibizione: vol ere, desiderare, preferire, dispor-

, re, comandare, ordinare, impedire, vietare, proibire ecc.

Es. Voglio eke tu mi obbedisca.

Gli proibisce di frelJuentare quella compagnia.

La proposizione oggettiva pub essere:

- esplicita: se introdotta da eke + indicativo, congiuntivo 0 condizion ale

Es. Credo che partir a con noi.

Tu!tipensano chetu sia una persona seria,

Rispose eke non avrebbe mai ootato quel partito.

- implicita: se introdotta da di + Infinito'

Es. Spero di partire domanisera.

'Hitiene di essere 'il migliore.

o PROP. DICHIARA TIV A: svolge la funzione di dichiarare, cioe di spiegare unaparola (in genere un pronome dimostrativo 0 -un nome, un fatto, una circostanza, un argomento

1. Quando nella reggente c'e un verbo come sentir«, lISco/tare, guartiare, vedere, la subordinata irnplicira e introdotta dal semplice infinite

Es. Vedo gli aI~ri perdere Ie fog/ie. -

Senlo altarsi if venlo. ,

In questo caso il soggetto della reggente e quello della oggettiva non sono uguali,pur essendo

la proposizione di forma implicita. '

1135

Grammatica essenziale della lingua italiana l Sintassi

ecc.) contenuta nella proposizione reggente, completandone COSl il significato'.«

Es. Mi preocCllpaiJ fotlo eke a settemhre non avrO aneora ji"ilo ;1 laooro. .

S« questa ptmlo non ant/i(J1lJo d'accordo: che ;0 credo nel sistema e Iu no.

La proposizione dichiarativa puo essere:

- esplicita: se introdotta da eke + indicative; congiuntivo, condizio-

Il~e ".

Es, Questo ci unisce: eke namo aMta,," della stessa.,citta. ilriplicita:s~jntrodotta da di + infinito

.. '.' E~: Ha alJllto il coraggio di useire con quel tempo.

o PROP.INTERROGA TIV A esprime una domanda 0 un dubbio in modo indi-

INDIRETT~! retto, doe in dipendenza di un' altra proposizione.

E senzapunto interrogativo.

La proposizione interrogativa indiretta dipende da:

• verbi che esprimono un'interrogazione: chiedere, domandare, indagare, interrogare ecc.

Es. Mi interrogo su quale' sara il mio futuro.

• verbidi significate dichiarativo: dire, narrare, raccontare, pensare,

sapere,spiegare ecc. . ,

... ES.,pi",lNi fome fa; a tirare avanli.

• verbi e locuzioni verbaliche esprimonodubbkdubitare,ignorare, ~ssert! incerto, essere nel dubbio", ecc.

Es. Ignoriamodove#4J:?raneesea.

La proposizione interrogativa indiretta puo essere:

- esplicitai se .introdotta da eke, eke eosa~ek;, quale, quanta, quando, . c,o~g ,dove, ppreii, se ecc. + indiGatiyo, congiuntivo,

ooudizionale ,. . , . .

"', .c .. ,

Es. Von-ei sapere eke eostf kaifatto'ieri.

- _"./)4j domando perche Marta· 'Ion teleft,,;.

. _Mi. chiese quanto avrebIJe.guculagnato.

~

- implicita.:seintrodotta da che, eke cosa, ehi, quali, quanto, quando, eOlKe,dove, perche, seecc. +infinito

Es.Nonso eke fare.

Mi domandiJ ·quale· auto. comprare.· Sono incer/ose andare ,alia festa.

1. Le proposizioni dichiarative sono sirnili aIle soggettive e alle oggettive. Si distinguono da esse solo perche, , invecedi dipendere dal verbo della reggente, dipendono da un nome, un

pronome, 'un avverbio ecc.. . .

2. Piu .in particolare .le proposizioni subordinate dipendenti dai verbi dubitativi, specie queUe introdottedase, sono chiamate proposizionidubitative _indirette

Es. Non sose _Ra anrora in Italia.

Geammatiea.essenzialedella linguaitaHana J Sintassi

1136

La proposizione interrogativa indiretta inoltrepuo essere: t> semplice: se pone una sola domanda

Es. Mi' tbiedo' se tJeffa.'

t> disgiuntiva: se pone una alternativa

Es. Mi chledo se verra 0' reslera a casa.

PROPOSIZIONI, AGGETIIVE

(0 attributive e appositive)

o PROP. RELA TIVA: e 'una proposizione legata alla reggente per mezzo di un pronome 0 avverbio relativo (the, chi, ii'qllale,cui, dove ecc.), Puoessere:

- esplicita: se introdottada ehe, chi, ilquale,ecc. +, Indicativocongiuntiv()0 condizionale

Es . .Am11liroqlleigiOiJani' eke {avorano seriamente.

C;crco ,~n mobi~ (k~ c9sti poco.

E "lIna gioia ch« vorrei provar~ presto,

I '

- implicita: ~~ introdotta

- dall'infinitoda soloo preceduto dacui,con cui, per cui,

ecc.,oda

.Es, Vedevogli atlet; allenarsi con, ~mpegn~.

Cerca un' (JIIta 'con ,Cfl,i part~cipiZre al rally.

Ho assunto una baby-sitter ,cuI affidare Luchino. E un viaggio diI Jtiretjuanto prima,

-dal'participio presente opassato

Es. Ilp~ della cas~ comprendent~ la rlstruttura~ione,

cdi 500 milioni' " , , ,~'

.Ho appf'eZ(lJloi/regaio fattomi da Lucia.

Inoltre la proposizionerelativa PUQ essere propria ° im .. , propria.

",[> propria: quando svolge la funzionediattributo 0 apposizione della reggente (in questa caso e unaproposizione aggettiva vera e

propria); , , ,

Es. Gli·~idomobilisti'che,sonQ,,"';'ppp'.distratti' (relativa attri-

but:iva)pOJ:l'Ono provocare degliinddenti '

Lo VO, di Franco, ehee un idraulico, ba trovato lacasa alJagata" (relativa appositiva)'

I> impropria: quando svolgela funzionedi un'altra frase subordinata: finale, causalevconsecutiva, concessiva, condizionale, temporale (pertantola proposizione relativa impropria e una mbordinata compkmentare).

PUQ essere:

- finale: Ho chiamato lelettricirta ch« ",i ripari la lava-

trice (ajJin&hi miripari ... ) .

- causale: Invidio' Carla cke ka il ragar:<.o pili bello di IU:tti '(pQi(hi ha ilragatto, ; .. )

- conseeutivae Non, d. SOIIO motivi CM giustiflcki"ola tua reations (tali do gillStificare ... )

1137

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

- concessiva: Le nostre truppe, the pure erano superiori di numero (sebbene fossero mperiori ... ), forono sconfttte.

- condizionale: Chi vuole o.ffrirsi vol ontario (Se qlla/csno PIIOie offrirsi .•. ) si faccia avanti.

- temporale: Lo vidi the aspettava un taxi (mentre aspettava ... ).

PROPOSIZIONI COMPLEMENT ARI (0 complementari indirette)

o PROP. CAUSALE: spiega la causa, il motivo dell'azione espressa nella frase

reggente. '

PUQ essere:

- esplicita: se introdotta da perehe, polehe, giaeehe, siccome, visto ch«, dato che, dal momenta the + indicativo, congiuntivo, condizionale'

Es. Prendo f ombrello perehe sta per piooer«:

Vado a Losdra dal momenta ehe dovrel imparare I'inglese.

- implicita: se introdotta:

- da di, a, per + infinito

Es. Tampono per aver guidato troppo velotemente . .,.. dal gerundio

Es. La macchina non part! essendo scarica 'la batteria •

.,.. dal participio passato

Es. Tagliati gli alberi, 10 ten-a frano.

o PROP. FINALE: .esprime il fine, 10 scopo dell'azione espressa nella frase reggente.

Pub. essere:

- esplicita: se introdotta da affinehe,poiehe, ehe, In modo ehe, ecc. + congiuntivo

Es.Lavoro perehe voi possitite studiare.

. Ti portiamo in Sviz;zera affinehe tu possa guarire.

- implicita: se introdotta da per; a, di, alia stOpo di, al fine di, ton l'intent,ione di ,ecc. + infinito

Es. Ho fatto a pllgni perdifenderti.

Sono miSlirejisca/i introdotte allo Stopa di ridurre il deficit.

o PROP. MODALE: esprime il modo in cui avviene quanto e detto nella proposizione reggente~ _

1. Si usa it verbo al congiuntivo quando la frase e negativa Es. Mangio nonpercM abita fame, ma perchi sono goloso.

Si usa al condizionale quando la causa e espressa sotto forma di ipotesi Es. Sano a dieta pmhi dovrei dimagrireaimeno cinqllechili.

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

1138

PUQ essere:

- esplicita: se introdotta da: come, come se, nel modo eke, nel modo in cui, secondo eke, quasi che, ecc.

+ indicativo (quando esprime fatti certi)

Es. T utto procedeva come avevo preoisto.

+ congiuntivo [raramente condizionale] (quando esprime fatti possibili 0 irreali)

Es. Si campana come fosse un estraneo.

Si comporta come farebbe un estraneo,

- implicita: se introdotta:

- dal gerundio

Es. Mi implarava piangendo.

- .da con, a, afof'ta di + infinito

Es. A marzgiare troppo ti rovini /a salute.

Mi ha intJe1VOsito a foyta di insistere.

o PROP. STRUMENTALE: indica l'azione 0 la circostanza mediante la quale si realizza quanto e espresso nella reggente.

PUQ essere solo:

- implicita: introdotta:

- dal gerundio presente

Es. Lavorando si realiZ%llno i sogni.

- da afoyta di, afuria di, con + infinito Es. A foyta di laoorare sie /evato tante vog/ie.

Con 10 stare a dieta si mantiene fa linea.

o PROP. TEMPORALE: indica quale relazione di tempo esiste con la proposizione reggente.

PUQ essere:

- esplicita: se introdotta da:quando, mentre, allorcke, come, appe'* na, ne] momento che, nel tempo che, ogni volta ehe, prima eke, dopo eke, ecc.

+ indicativo (se l'azione e contemporanea 0 precedente a quella della reggente)

Es. Ha te/eflnata mentre guardavo la TV ..

Ha telefonato dopo eke avevo guardato la TV.

+ congiuntivo (se l'azione e posteriore a quella della reggente)

Es. Esco pn·ma eke trasmettano la partita.

'; ,

- implicita: se introdotta:

- dal gerundio presente 0 passato

Es. Aprendo la porta, teda lo speccbio.

- dal participiopassato

Es. Aperta la porta; vedo 10 speccbio.

- da al, nel, suI, prima di, dopo, dopo di, ecc. + infinito Es. Dopo f!ver aperto la porta, vedo 1o specchio.

o PROP. CONCESSIVA: indica la circostanza nonostante la quale avviene l'azione espressa nella reggente.

PUQ essere:

1139

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

- esplicita: se introdotta da:

- sebbene, benehe, quantunque, malgrado, nonostante,

quand' anche, per quanta + congiuntivo

Es. Nonostante piovesse, siamo andati aJlo stadio.

- per + aggettivo + ehe + congiuntivo

Es. Per severo che sia, non riesce a tenere 10 disciplina.

- anehe se, con tutto che + indicativo

Es. Litigano scmpre, anehe se so no fratelli.

- implicita: se introdotta da:

- pure, aneke + gerundio

Es. Pur essendo grasso, e molto agile.

,_. pure, beneki,perquanto + participiopassato Es. Beneke malato, va a leuorar«.

- a costa di + Infinite

Es. A costa di laoorare di notte, per sabato voglio aver ftnito tulto.

o PROP. CONSECUTIV A: esprime la conseguenza di quanto affermato nella reggente.

Spesso e anticipata nella proposizione reggente da un avverbio 0 ·aggettivo (eosi, tanto, talmente, ta· le, siffatto ecc.) che ne lascia prevedere la presenza Es. Era eon an-abbiato the ...

Parlava talmente forte da ...

PuC> essere:

- esplicita: se introdotta da che + indicativo, congiuntivo, condizionale

Es. Era cos! simpatico eke tutti 10 eereavano.

Ti parlo in modo ehe tueapisea.

Ho una tale fame ehe mangerei un polio intero.

- implicita: se introdotta da da + infinito

Es.Mi crede tanto ingenllo da dargliretta.

Si comporta cos! slllpidamente da innervosire tutti.

o PROP. CONDIZIONALE: esprime .la condizione necessaria perche si avveri quanto e detto nella reggente.

PuC> essere:

. - esplicita: se introdotta da:

- se, qualora, nel caso che, nell'ipotesi che, nell'eventualita

che + congiuntivo .

Es. Se mi scrioesse, gli risponderei.

Nell'ipotesi ehe Giulia parta, andro via Ilnch'io.

- se + indicativo

Es .. Se piove non e;co.

- implicita: se introdotta:

- dal gerundio presente 0 dal participio passato

Es. Studiando di pia, potresti famla a giugno. lUstrutturata, sarebbe lin' oltima case.

- da a + infinito

Es. A uederla di fuori, non diresti ehe e fa cara di lin miliardario.

Grammatica essenziale della lingua italiana I Sintassi

1140

IlL PERIODO IPOTETICO I

La proposizione condizionale piu la sua reggente formano it cosiddetto periodo ipotetico, doe un periodo che si regge su un'ipotesi.

La proposizione subordinata (quella che esprime la condizione) si chiama protasi (doe premessa); la proposizione reggente si chiama apodosi (cioe conseguenza). Tra queste due proposizioni esiste una relazione molto stretta, tanto che insieme costituiscono il periodo ipotetico.

II periodo ipotetico PUQ essere di tre tipi:

• della realta: quando nella protasi si esprime una condizione reale, e pertanto nell'apodosi si fa la previsione di qualcosa che avverra sicuramenteo

Nella protasi si ha il verbo all'indicativo presente 0 futuro, e nell'apodosi all'indicativo presente 0 futuro 0 all'imperativo

Es. Se cadi di /asSN, ti rompi una gamba.

Se sei stanco, val a riposarti.

Se fami come. dieo, ti troverai bene.

• della possibilita: quando nella protasi si esprime un fatto possibile, temuto 0 sperato, e pertanto nell'apodosi si mostra la possibile conseguenza.

Nella protasi si ha ilverbo al congiuntivo imperfetto e nell'apodosi al condizionale presente 0 all'imperativo

Es. Se til fOssi·qlli, sarei piu· tranquillo.

Se lIIi interpellassero, esprimerei ilmio parere. Se ti assumessero, cotnunitamelo mbitiJ.

• delf'Irrealta: quando nella protasi si esprimono fatti palese mente irreali e che si suppone non potrannoverificarsi; e quindi irreale anche I'apodosi. Nella protasi S1 ha il verbo al congiuntivo imperfetto 0 trapassato, e nell'apodosi al condizionale presente 0 passato

Es. Se fossi lIIiJiiJrtiario, starei setnpre aile Hawaii.

Se 111; aoessero assunto, avrel gia· com prato f aliio.

Se Cesare non fosse stato uceiso, sarebbe diventato imperalore dei Romani.

o PROP. A VVERSA TIV A: esprime una circostanza opposta a quanto viene .J

detto nella reggente.

PUQ essere: C

- esplicita: se introdotta da quando, mtintre, inoec«, lad dove ecc. + indicativo 0 condizionale

Es. Ha preso f 'aato; . quando tutti gil consigllavano il treno.

E voluta andare in montagna, mentre ;0 avret' preferito il mare.

- implicita: se introdotta da ;nvece di, anticki ecc. + infinito Es. Esce sempre con gl; amici antickl studiare.

o PROP. COMP ARA TIV A: esprime un confronto, un paragone con quanta e detto nella reggente.

PUQ essere:

- esplicita: e- di uguagIianza: se introdotta da come, quanto, quate ecc. (spesso correlati nella reggente

1141

Gtammatica essensiale della lingua'italiana I Silltassi

coocon, tanto, tale) + indicativo 0 condiaionafe ,

Es. L'esa1lie 11011 e stato facile come sembrava.

Ha dato aifigli tanto amore quanta ne aveva ricev~to (iaigenitori.

Mi sonoprodigato tanto quanta aorebbe volutomio padre.

,_'_'.

t> di maggioranza: se introdotta dadi tp4a",tf), diquello ch«, di come, the ecc, (cbrrelati nella reggente con pin) + Indicative, congiuntivo 0 condizionale'

Es. La studio. e pin duro dJ quello che mi avevano detto.

Si e dimostrato pin generoso di quanto

pensassi. .

Ho oersato pin /amme di quanto avrei immag;nato.

~

,\

- implicita:

t> di minoranza: se introdotta da di quanto, di quello che, di come, che ecc. (correlati nella reggente con meno) + indicativo, coogiuntivo 0 condizionale

Es.Ql!ella'ragfL<'%tl si e riuelat« menD simpa-

tiead;' quello che tu asserioi.

l~ weeketJd e stato meno. noioso di quan-

. to teni.essi. .

Ha gi(di/agnato meno di quanto aorei volUtf) .

se formata da pili c"e~piut'fJSto che~.piuttf)sto di, prima

di, ecc. + Infinite' .~ . . , : ;" .

Es. Preftnseo morire piuttosto che oedere mio figlio drogato.

Prima di essere rinc!Jiuso in un ospitio vtJdo a stare CfJ1I "'ia nuora.

I PROPOSIZIONE COMPARATIV A IPOTETICA I

La frase comparativa assume it valore di comparativa ipotetica quando il paragone con la reggente esprime un'ipotesi 0 una condizione.

Puo essere:

- esplicita: se introdotta da come, come se; quasi, quasi ch«, ecc. + congiuntivo

Es. ·Gli vag/io bene come fosse unfiglio.

Era ftlice come se afJesse vinto alia lotteria.

Mi chiese spiegazioni quasi foss; io il reS}lOnsabile.

- implicita: se introdotta da come 0 quasi + gerundio

Es. Mi evito, quasi temendo di dovermi salutare.

o PROP. ECCETTUATIVA: esprime una circostanza che puo zappresentare un'eccezione a quanto detto nella reggente.

Grammatica essenziale della Iingua italiana I Sintassi

1142

Pub essere:

- esplicita: se introdotta da foorehe, tranne eke, eeeetto che, a meno ehe, salvo che + indicativo 0 congiuntivo

Es. Stiamo sempr« insieme, Juorehe quando vallo allo stadio, Sara una bella vacan~ a meno ch« non si guasti il tempo.

- implicita: se introdotta da foorehe, tranne eke, eccetto ehe, salvo che + infinito

Es. Non ci resta da fare piti nullafuorehe attend ere fiduciosi.

o PROP. ESCLUSIV A: esprime un'esciusione rispetto a quanto detto nella reggente.

PUQ .essere:

- esplicita: se introdotta da seni,a ehe, ch« non + congiuntivo

Es. Siamo andati alia festa senta ch« ci fossimo riposati.

Non passa settimana eke non si uada a teatro.

- implicita: se introdotta daseni,a + infinito

Es. Ha deaso tutta lu~ senta consultarmi,

o PROP. LIMIT A TIV A: esprime una limitaziane rispetto a quanta si dice nella reggente.

PUQ essere:

... esplicita: se introdotta da per quanta, a quanto, per quello ehe, secondo quello cbe + Indicativoc congiuntivo

Es.Per quello che mi dieono, e un galantuomo .

. Per quanta n« sappia,devono ancora decidere.

- implicita: se introdotta da in quanta a, quanta a, per + infinito Es. In quanta a dire bugie, neSSNno e piti bravo di lui.

Quanta adaiutarti,· credo di averlo gia fatto. Per maggiare, viaggia anche troppo.

o PROP. RELATIVA IMPROPRIA: vedipag, 1136.

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