La resistibile battaglia del Comune contro lo smog

di Filippo Azimonti «Figli miei, son io che nella danza provoco il tuono. Son io che con passi leggeri danzando in cerchio col mio copricapo di penne d´aquila giovane convinco il tuono a cantare. Mi sentite?» Immaginiamo che questo canto Cherokee intoni Riccardo De Corato coperto da una pelle d´orso come estrema risorsa antismog dopo che il suo sindaco, magnificando i progressi della sua lotta allo smog, ha candidamente ammesso di affidarsi al meteo, per non dire al Cielo: «Non siamo aiutati dal tempo». D´altronde i Cherokee - ce lo ha insegnato un grande milanese come Sergio Bonelli - antropomorfizzavano i fenomeni naturali e dunque il Meteo può ben divenire una moderna divinità da invocare quando le risorse della politica sono agli sgoccioli. E preferiamo pensare a De Corato c ome estimatore di Tex piuttosto che esperto nel rito romeno della Paparuda, infida danza della pioggia di rito già extraeuropeo. Facile ironia se si dà credito a quanto la Moratti aggiunge alla sua invocazione al Cielo: «Provvedimenti come Ecopass, la for te spinta sui mezzi pubblici ecologici e il teleriscaldamento hanno provocato tra il 2007 e il 2010 una riduzione dei Pm10 nell´aria da 51 a 40 microgrammi, mentre le giornate con lo smog oltre i limiti sono calate da 135 a 87 all´anno». Il che ancora non chiarisce come mai dall´inizio dell´anno si sia inanellata la più lunga serie di giornate nere dal 2006 ad oggi. Anche se non si può non concordare col sindaco quando osserva che «gennaio e febbraio sono i mesi più critici», quelli insomma dov´è altamente probabile che si verifichino tutte le condizioni più negative, quando appunto «il tempo non aiuta». Oggi come da prima che i Cherokee cominciassero le loro danze propiziatorie. La Moratti annuncia che «prima vediamo i dati e poi ragioneremo». Poi, perché l´emergenza non si previene, non si affronta, però ci si ragiona. Magari a un tavolo come quelli in Regione e in Provincia, dei cui esiti le cronache non hanno parlato, probabilmente per assenza totale di contenuto. A chi parteciperà a quei tavoli suggeriamo sommessamente di leggere quanto i tecnici indipendenti sostengono ormai da anni: la pioggia non aiuta contro le polveri, anzi può perfino elevarne la concentrazione, servono misure strutturali. Centrali elettriche moderne, veicoli a basso consumo, migl iore isolamento termico degli edifici, messa al bando delle lampadine a incandescenza E, su tutto, la riduzione del traffico privato responsabile del 63% del Pm10 di Milano e provincia secondo i dati più recenti dell´Arpa. Di fronte a tutto questo, che senso ha affermare, come ha fatto il sindaco, che «se

Milano dovrà fermarsi per la seconda domenica consecutiva a causa dello smog, il blocco del traffico sarà più flessibile in fatto di orari e di deroghe»? Ancora più flessibile della scorsa domenica, quando per rendere omaggio al Gran Capo La Russa non si è visto un vigile sul piazzale di San Siro? Forse è davvero meglio una danza della pioggia. C´è n´è anche una slava, la Peperluna: impossibile che tra i 400 consulenti della giunta non ci sia chi la conos ce e la pratica. Purtroppo senza successo.

(la Repubblica Milano 2 febbraio 2011)