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LO per la didattica

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Se proprio di Learning Object dobbiamo parlare vediamo come possono essere utili per la costruzione di significato
Se proprio di Learning Object dobbiamo parlare vediamo come possono essere utili per la costruzione di significato

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MODULO 5: Costruire Learning Object

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C o s t r u i r e L e a r n i n g O b j e c t s

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Cosa sono i

Learning Objects?
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Tante definizioni, ne mostriamo due, ne assumiamo una.

“Un LO è definito come una qualsiasi entità, digitale o non, che possa essere usata, ri-usata o referenziata durante l’apprendimento/formazione supportato dalla tecnologia.” (IEEE LTSC, Learning Technology Standard Commette , 2000)

David Wiley propone una definizione più precisa rispetto a quella dell’LTSC, che considera troppo generale e allargata per essere compresa correttamente. Egli invece definisce i LO come “ogni risorsa digitale che può essere riutilizzata per supportare l’apprendimento”, introducendo così due discriminanti importanti: esclude il NON digitale e il NON riutilizzabile.

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Ne sappiamo di più? Possiamo chiarire il concetto?
un nuovo •I LO sono elementi di le tecnologiemodo di erogare l’apprendimento che utilizza infotelematiche. Object è •Il concetto di oggetti” si mediato “orientata agli intende

contenuti per

dalla cultura informatica, dove per la programmazione di componenti indipendenti l’uno dall’altro, che possono essere riutilizzati in contesti di volta in volta nuovi a seconda delle esigenze e dell’obiettivo da perseguire.

•Un LO é una risorsa didattica "modulare", una risorsa didattica che si
può riusare senza la necessità di modificarne i componenti. metafora dei mattoncini •Per iniziare possiamo pensare alla(la confutiamo in seguito). Lego, con cui tutti abbiamo giocato da bambini

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Confutiamo subito. Non mattoncini Lego, ma atomi.

David Wiley pensa che la metafora del Lego considera i LO come semplici parti di un CMS, un sistema di gestione dei contenuti, ma in questo caso sarebbero solo degli “Information Objects”, ovvero qualcosa diverso dall’apprendimento come processo progettato e più vicini alla semplice informazione.

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Lego come elemento monolitico. Gli atomi invece:

•Non sono tutti combinabili l’uno con l’altro; •Possono essere combinati solo in certe strutture che dipendono dalla loro struttura interna; •Possono essere assemblati solo da personale formato; l’atomo risulta •Inoltre che condizionanocomposto da parti più piccole che proprietà la compatibilità con altri atomi.
godono di

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E quindi? Un LO di quali proprietà deve godere?

•Modularità •Portabilità •Riusabilità •Adattabilità •Accessibilità •Interoperabilità •Longevità

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Tutto qui? No,esaminiamo due altri concetti chiave.
livello minimo di grandezza dei LO. Questo livello •Granularità: èèilspecificato in maniera standardizzata e quindi pone la minimo però non

questione della grandezza dei LO. Più è grande il LO meno sarà riutilizzabile. Si introduce una dimensione temporale:la durata del LO, ma anche qui si dibatte tra una durata ottimale di 15 minuti e un’ora.

l’elemento attraverso cui gli agenti del •Combinazione: è possono comporre automaticamente ecomputer (i Computer Agents) in modo dinamico lezioni, personalizzandole per i singoli utenti. Per permettere ciò il LO deve essere rigoroso e consentire l’automazione.

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Abbiamo finito? No, manca una proprietà essenziale.

Rintracciabilità

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Rintracciare? Dove? Per cosa?
deposito cosiddetti •Nel web, in luoghi di in ambientistrutturati, neiricerca, nellerepositori, luoghi autorevoli validati scientifici, di università, sostanzialmente dei database di LO.

•Per essere riutilizzati, adattati, ampliati, parcellizzati, condivisi.

combinati,

assemblati,

spezzati,

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A questo punto manca un elemento determinante. L’elemento cardine del LO.

Il metadato

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Una parola nuova? Possiamo chiarire il concetto?

•I metadati sono semplicemente dei “dati sui dati”, ovvero la descrizione strutturata del contenuto del LO. •Un
esempio di metadato vicino alla nostra esperienza è la scheda all’interno di un catalogo di una biblioteca: il titolo, l'autore, la localizzazione ed altre informazioni. di classificare il libro di •Lo scopo della scheda è quello rintracciabilità senza cheall’interno sia un’ampia collezione e consentirne la il lettore

costretto a leggere tutti i libri per capire se contengono o no le informazioni che si cercano.

•Nel web, per l’aumento della complessità e delledigrandezze, emerge la necessità di strutturare le informazioni all’interno una ontologia
semantica.
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E’ complesso? No, basta ricordare che il LO è fatto di:

•Obiettivi (Manifesto del LO) •Metadati per descrivere il LO (Quali tipi di Contenuti) •Contenuti (Insieme di Assets in una logica finalizzata) •Packaging strutturato (Come sono organizzati i contenuti)

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Metadati? Non informazioni ma indicazioni operative.

•LOM: Learning Objects Metadata scritti in XML. •XML: è un linguaggio di marcatura semantica. •XML: consente interscambiabilità tra database diversi. •XML: consente la separazione tra contenuto, rappresentazione.

struttura

e

•LOM: non solo tassonomie di contenuti ma anche informazioni utili sulle per le applicazioni didattiche.

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LOM. Esiste uno standard condiviso?
rendono più la ricerca, e la •Gli standard LO e assicuranofacilepossibilità che la valutazioneper un condivisione di la oggetti creati sistema possano essere letti da altri sistemi. of Electrical •Il 25 luglio 2002 l’IEEE-SA (Institute approvato, conand Electronic Engineers)-(Standards Association) 20 ha i contributi di altre organizzazioni, tra cui ARIADNE, Dublin Core Metadata Initiative e IMS Global Learning Consortium, il protocollo che rappresenta un grande passo avanti per il settore delle nuove tecnologie.

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Standard 2002. Abbiamo finalmente:

IEEE 1484.12.1
“Standards for Learning Object Metadata”

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Standard IEEE 1484.12.1. Quali specifiche dei LOM?
1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. General: ID, titolo, lingua, livello di granularità o aggregazione. Lifecycle: versione, stato, chi ha contribuito, modalità di intervento sull’oggetto. Meta-metadata: categoria che descrive i metadati stessi e non l'oggetto descritto. Technical: formato, grandezza in byte, localizzazione, requisiti per accedere alla risorsa. Educational: categoria che descrive le caratteristiche educative e pedagogiche della risorsa. Rights: costo, copyright e altre restrizioni, descrizioni sulle modalità d’uso della risorsa. Relation: tipo di risorsa, cioè se è parte di un’altra, se è una versione di un’altra, se ha lo stesso formato di un’altra, identificatore dell'altra risorsa. Annotation: persona che ha fatto l’annotazione, data, contenuto. Classification: categoria che descrive in quale parte di un sistema di classificazione si trova la risorsa.

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Punto 5, Educational. 11 Sottocategorie standard.
5.1: tipo di interazione, se attiva, espositiva,mista o indefinita. 5.2: tipo di risorsa didattica, se si tratta di esercizio, simulazione,test... 5.3: livello di interattività da 0 a 4. 5.4: densità semantica, da 0 a 4 (in rapporto alla densità dei contenuti). 5.5: a chi è rivolto per l’uso finale, discenti, autori, insegnanti o manager… 5.6: contesto di utilizzo principale, scuola elementare, media, università... 5.7: fascia d’età adatta per la fruizione dell’oggetto. 5.8: livello di difficoltà, da 0 a 4. 5.9: tempo approssimativo richiesto. 5.10: descrizione, commenti su come debba essere usata la risorsa. 5.11: lingua.
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I tuoi LO hanno i metadati in standard? Sei in regola con:

SCORM

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SCORM:Sharable Content Object Reference Model. Più che uno standard un insieme di gerarchie.

•Rappresenta il modello di riferimento impostosi per la realizzazione di applicazioni e-learning.
ADL (Advanced •Nasce dall'iniziativa denominata Dipartimento allaDistributed Learning) promossa a partire dal 1997 dal Difesa americano e dall'Ufficio della Casa Bianca per le politiche scientifiche e tecnologiche. le interrelazioni dei •SCORM vuole definire contenuto didattico ( componenti di un corso e il modello attraverso cui il non solo l’informazione, ma anche gli obiettivi didattici, i requisiti, ecc.) deve organizzarsi.

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SCORM: architettura. Composta da quattro elementi essenziali.

•Learning Object: la cellula minima della quale si compone un corso.
Uno stesso LO (in SCORM chiamato SCO, Sharable Content Objects) se compatibile con lo standard SCORM, può essere utilizzato all'interno di corsi diversi (architettura modulare).

•Learning Management System (LMS): il sistema di gestione del corso che ne consente la fruizione.
Structure Format (CSF): •Course corso in LMS differenti; file d'interscambio in grado di tradurre lo stesso

•Run-time Environment, file-meccanismo che riutilizzabilità dei LO e l'interoperabilità fra LMS .

rende

possibile

la

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Troppo complicato? Prendiamo l’idea. Cominciamo per gradi e progettiamo.

•Strutturiamo gli assets (convenzioni per costuire per file_type). •Stabiliamo convenzioni per nome_files e nome_cartelle. •Stabiliamo convenzioni per i metadati dei nostri LO. •Stabiliamo un protocollo di stili di formattazione. •Stabiliamo un diagramma di flusso per lo sviluppo del materiale. •Creiamo il nostro repositorio.

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Assets? Parliamone e creiamoli correttamente.

•Definiamo assets ogni singolo elemento_file di cui è composto il nostro LO. •Tipi di assets: *.doc, *.txt, *.jpg, *.wav…. •Stabiliamo un formato file portabile per i nostri assets. •La dimensione spaziale di un asset non deve mai superare il 50% del LO. •Creiamo il nostro asset secondo l’uso a cui è finalizzato. •Archiviamo gli assets in cartelle strutturate e gerarchiche. •Stabiliamo la convenzione per nome_file: (id del learning object) + (id dell’asset) + (versione dell’asset). Per convenzione le versioni vanno da
01 dell’ iniziale a 10 della definitiva.
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Metadati? Crea la tua tassonomia.

•Se vuoi i lavorare riutilizzare prodotti

in team, strutturare, archiviare, rintracciare, dovrai negoziare una tassonomia che, se non Standard IEEE 1484.12.1, sia comunque attenta al riutilizzo didattico finalizzato del LO.

•Abitua i tuoi alunni a fornirti i materiali “ben formattati” e “strutturati”. •Costruisci nella tua scuola una cultura della documentazione didattica semantica, portabile, flessibile, trasferibile, longeva.

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