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Elettronica-Applicata

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Come sempre, è arrivato il momento delle varianti! Cosa si può ottenere
introducendo un resistore e una tensione extra (come in fig. ??? Cosa cam-
bia nella transcaratteristica del circuito? A occhio e croce, abbiamo traslato
qualcosa, dal momento che abbiamo introdotto una tensione di riferimento,
VREF, collegata mediante ad una resistenza, R3, ma non sappiamo ancora
cosa.

La corrente IR2 scorre su R2 se e solo se I2 > 0 (utilizzando la convenzione
del disegno, ossia quella di utilizzatore). I2 è però la somma della corrente

2

Soluzione alternativa al problema dell’impedenza, è introdurre un voltage follower sul-
l’uscita: avendo esso impedenza altissima, non si farebbe passare corrente, e si risolverebbe
comunque il problema in questione.

163

Vi

V′u

VREF

R1

R2

R3

RL

D1

D2

Figura 4.11: Variante del raddrizzatore a singola semionda con una tensione
di riferimento aggiuntiva.

che scorre su R1 e di quella che scorre su R3 (dal momento che l’amplificatore
operazionale è in stato di linearità). Dati quindi I1+I3 > 0, il diodo condurrà;
ciò è quivalente a dire che:

Vi

R1

+ VREF
R3

> 0

Il punto limite di funzionamento del circuito, ossia il punto in cui la
transcaratteristica (grafico 4.12) ha il punto angoloso, sarà:

Vi

R1

=−VREF
R3

−→Vi =−R1
R3

VREF

Un circuito del quale abbiamo la possibilità di traslare la transcarat-
teristica rispetto alla tensione in ingresso, e di regolarne la pendenza,
ottenendo di fatto un circuito piuttosto flessibile. I parametri calcolati per
quanto riguarda questo circuito, riassumendo, sono la posizione del punto
angoloso, VAng, e la pendenza della transcaratteristica, ∠V ′u, ottenibili come:

VAng =−VREF

R1

R3

V

u =−R2
R1

Questo, ovviamente, ricordando che l’uscita del circuito da considerare
è V′u, e non la tradizionale Vu utilizzata negli amplificatori precedentemente
studiati.

164

Vi

Vu

−VREF · R1
R3

V ′u =R1
R3

Figura 4.12: Transcaratteristica della variante del raddrizzatore a singola
semionda con una tensione di riferimento aggiuntiva.

Questo circuito di fatto si comporta come un diodo in serie, ma, da un
lato è ideale, nel senso che elimina gli elementi di non idealità introdotti dal
diodo. Per questo viene anche detto diodo ideale o superdiodo. Inoltre, con il
riferimento, è stato possibile introdurre “features” superiori, rendendolo un
circuito decisamente interessante.

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