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Elettronica-Applicata

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05/06/2013

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Ok, abbiamo inventato il comparatore di soglia. Abbiamo inventato un cir-
cuito perfetto? Ovviamente, no! Esso ha un problema abbastanza preoccu-
pante, che ora cercheremo di illustrare. Ad ogni segnale con il quale dobbiamo
lavorare è sovrapposto, in qualche modo, un rumore, derivante da fonti di
tipo differente: alimentazione, disturbi elettromagnetici esterni al sistema, o
tante altre cose; questo rumore, le cui caratteristiche non sono stazionarie, si
presenta sotto forma di un segnale sovrapposto a quello “utile”: in qualsiasi
istante di tempo può assumere un qualsiasi valore, con una certa probabilità
(trattandosi di un processo stocastico). Ovviamente, la probabilità che un
impulso di rumore abbia ampiezza molto elevata è molto ridotta, quasi nulla
(si tratta di eventi remoti, trascurabile a questo livello di analisi). Ciò che ci
interessa, è un’ipotesi specifica: supponiamo che il segnale si trovi molto vi-
cino
alla soglia di commutazione, ossia abbia un’ampiezza prossima a quella
di commutazione dello stato del comparatore di soglia. Più l’ampiezza del-
l’ingresso è vicina alla soglia, più piccola dovrà essere l’ampiezza del rumore
tale da darci fastidio, cioè provocare una commutazione dello stato del com-
paratore non dovuta al segnale in ingresso, ma solo al rumore. Essendo più
piccola l’ampiezza del rumore tale da infastidirci, più alta sarà la probabilità
che vi sia un impulso di rumore dall’ampiezza sufficiente alla commutazione,
rendendolo un fatto pressochè certo. Cosa capita dunque? Più ci si avvicina
alla soglia, più ci saranno commutazioni di stato indesiderate, causanti un
problema assolutamente non indifferente, dal momento che distruggono l’e-

179

quilibrio del sistema appena presentato (vedere la figura ?? per il peggiore
caso possibile: Vi →VR).
Esiste un modo in grado di permettere di definire meglio lo stato del sis-
tema, in prossimità delle soglie? Beh, sì, ed il modo si basa sulla seguente
idea: se al posto di una singola soglia ve ne fossero due, e se il sistema fosse
configurato in modo da poter commutare solo quando entrambe le soglie ven-
gono superate, allora, separandole in modo sufficiente da abbassare la prob-
abilità di commutazione della soglia (richiedendo un impulso dall’ampiezza
sufficientemente elevata). Questa “doppia soglia” del sistema è anche detta
isteresi.

Bene, l’idea l’abbiamo detta, ora è tempo di metterla in pratica! Bisogna
creare un meccanismo semplice ed automatico in grado, studiando la tensione
di uscita, di realizzare la condizione di doppio superamento di soglia. Ciò è
possibile mediante l’introduzione di un nuovo, particolare tipo di retroazione:
si prende una parte della tensione di uscita, e la si riporta all’ingresso non
invertente dell’amplificatore operazionale.
Si noti assolutamente che questo non è un amplificatore: la reazione è
positiva! Questo, dunque è un comparatore di soglia invertente con isteresi.
Inoltre poichè l’operazionale è fuori linearità, non valgono più le solite
condizioni di funzionamento: V+ = V−. Si aggiunge però un’altra ipotesi
nuova: la tensione di uscita ha di fatto una natura binaria, ossia può assumere
solo uno di due valori (VOL e VOH). La resistenza di ingresso dell’operazionale
si può sempre considerare elevatissima, dunque si può comunque considerare
che non entri, nel dispositivo, una corrente importante. Osservando il circuito
si può dire che la tensione del nodo A valga:

VA = VR· R2

R1 + R2

+ Vu· R1
R1
+ R2

Il comparatore in questione è invertente; supponiamo dunque che, all’ac-
censione, vi sia Vu = VOH, allora si deve per forza avere Vi < VA, altrimenti
non si avrebbe la tensione alta in uscita; quale sarà la tensione di soglia?
Pensandoci bene sarà semplicemente quella tensione che porterà la tensione
del morsetto non invertente e quella del morsetto invertente allo stesso livello:

VS1 = VR· R2

R1 + R2

+ VOH · R1

R1 + R2

Supponiamo a questo punto di partire dall’altra ipotesi: troveremo, sem-

plicemente, che:

VS2 = VR· R2

R1 + R2

+ VOL· R1

R1 + R2

180

Vi

Vu

VOL

VOH

VR

t

t

Figura 5.3: Nel grafico superiore, segnale ideale in ingresso in rosso e sommato
a rumore in verde. Nel grafico inferiore la corrispondente uscita, nella quale
è evidente l’instabilità dovuta all’eccessiva vicinanza del livello stabile in
ingresso alla tensione di riferimento VR.

181

+

Vi

Vu

VA

VR

R1

R2

Figura 5.4: Comparatore di soglia con isteresi.

Si noti che non è detto a priori che VR sia al centro di VS1 e VS2, come
vedremo tra breve. Calcoliamo alcuni dei parametri dell’isteresi, in modo da
capire anche come progettare un circuito di questo genere.
L’ampiezza dell’isteresi è pari a:

VS1−VS2 = VOH

R1

R1 + R2

−VOL

R1

R1 + R2

Supponendo che VOH =−VOL, avremo che:

VS1−VS2 = (VOH−VOL)· R1

R1 + R2

= 2VOH · R1

R1 + R2

Il valore medio dell’isteresi sarà:

VS1 + VS2

2 = VRR2
R1
+ R2

+ VOH + VOL

2 · R1

R1 + R2

Se si ipotizza ancora VOH =−VOL, avremo che:

VS1 + VS2

2 = VRR2
R1
+ R2

Si è così dimostrato che l’isteresi non è centrata su VR, ossia che VR non è
il valore medio dell’isteresi. Solitamente, il valore medio è leggermente atten-
uato rispetto a VR, nella fattispecie di un fattore proporzionale all’ampiezza
dell’isteresi stessa.

Tutti questi calcoli valgono per quanto riguarda il comparatore di soglia
invertente; e per il comparatore di soglia non invertente (fig. 5.5), come ci si
comporterà?

Ragioniamo in maniera duale a prima, e vediamo che ora VA vale:

182

Vi

Vu

VR1

VA

R1

R2

Figura 5.5: Realizzazione circuitale del comparatore di soglia con isteresi non
invertente.

VA = Vi· R2

R1 + R2

+ Vu· R1
R1
+ R2

Come prima, il valore della soglia sarà quello per cui VA = VR; supponi-
amo dunque, dualmente a prima, che, acceso il dispositivo, si abbia Vu = VOL;
avremo:

VR = VS1· R2

R1 + R2

+ VOL

R1

R1 + R2

Quindi, invertendo, ricaviamo VS1:

VS1 = VR· R1 + R2
R2

−VOL· R1
R2

In maniera del tutto duale, si ricava VS2:

VS2 = VR· R1 + R2
R2

−VOH· R1
R2

Studiamo a questo punto le caratteristiche geometriche dell’isteresi, facen-

do come prima.
L’ampiezza dell’isteresi sarà:

VS1−VS2 = R1
R2

(VOH−VOL)

Ipotizzando VOH =−VOL:

VS1−VS2 = 2R1
R2

VOH

Il valor medio delle soglie invece sarà:

183

VS1 + VS2

2 = VR· R1 + R2

2(VOL−VOH)· R1
2R2

Se poi VOH =−VOL:

VS1 + VS2

2 = VR· R1 + R2
R2

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