L’arte
di
Eros


Seduzione
e
dintorni

Roberto
Vassallo



 .La
seduzione
è
negli
occhi
di
chi
guarda.


in
modo
tale
che
 Zeus
fosse
al
contempo
padre
e
nonno
del
piccolo.
 Nelle
origini
non
era
considerata
divinità
ma
pura
forza
e
attrattiva:
per
Omero.
La
donna
è
il
mare.
 Un
si
è
un
forse.
 
 Una
divinità
dunque
e
per
ironia
della
sorte.
 Per
personificare
le
diverse
forme
che
possono
assumere.
la
gloria
e
l’onta.
 dove
tutto
è
permesso
anche
ciò
che
non
è
lecito
e
quando
ciò
accade.
rappresentava
 quell'attrazione
irresistibile
che
due
persone
sentono
uno
per
l'altro
e
che
può
portarli
a
perdere
la
ragione
o
 alla
distruzione.
con
l’andare
del
tempo
divenne
un
gioco.
tragica.
infatti.
 
 Ogni
donna
è
un
mondo
a
parte.
 
 È
proprio
della
seduzione
che
credo
sia
una
vera
e
propria
forma
d’arte
che
mi
voglio
soffermare.
Più
spesso
è
detto
figlio
di
Afrodite
e
Ares
o
divinità
primordiale.
Una
tarda
leggenda
di
origine
poetica
lo
definiva
figlio
 di
Iride
l'arcobaleno
e
del
vento
dell'Ovest.
si
diletta
a
vederli
soffrire
a
 umiliarli.
 Il
potere
di
Eros
era
illimitato.
dove
l’uomo
si
tramuta
in
donna
ed
è
lei
che
prende
le
redini.
un
universo
dove
perdersi
è
semplice
con
la
stessa
facilità
del
respiro.
per
celebrare
l’amore.
Venere
 non
a
caso
nacque
dalla
spuma
del
mare.
 Vi
sono
diverse
versioni
della
sua
genealogia.
che
vola
 scoccando
frecce
d'amore.
come
preferiamo
immaginarlo.
come
Anteros.
Per
questo
motivo
era
adorato
 a
Tespi
sotto
forma
di
una
pietra
grezza.
 
 La
donna
è
il
fulcro
e
l’amore.
la
seduzione.
un
figlio
di
Zeus.
semmai
per
capriccio
o
per
vendetta
e
per
amore
sublime
s’immola.
Eros
 la
educò
bene.
 
 Eros
nelle
religioni
dell'antica
Grecia
è
il
dio
dell'amore.
tutto
seppellito
sotto
cumuli
d’immondizia
e
macerie
cui
 noi
siamo
i
responsabili.
un
bambino
capriccioso
e
potente.
le
sue
regole.
 più
forte
degli
stessi
dei.
più
che
amore
era
passione
quell’istinto
primordiale
che
 attrae
il
maschio
alla
femmina
e
viceversa
e
che
non
v’è
alcun
rimedio
se
non
l’accondiscendere
al
trasporto.
 Nelle
metamorfosi
di
Apuleio
c’è
il
racconto
che
lo
indica
come
lo
sposo
che
Psiche
che
non
avrebbe
mai
dovuto
 vedere
in
volto.
concepito
con
la
figlia
Afrodite.
 la
calma
o
la
bonaccia.
a
deriderli
perché
è
nella
sua
natura
di
bambino
il
gioco
e
come
tale
quello
anche
quello
della
sua
più
 grande
invenzione.
gonfiate
del
maestrale
e
urlano
la
loro
rabbia
alle
tempeste.
quella
della
seduzione.
ma
non
ancora
la
classica
rappresentazione
del
bambino
paffuto.
la
leva.
soggiogati
anch’essi
dal
suo
immenso
potere.
 La
donna
è
il
culto.
dove
è
il
vento
a
decretarne
la
direzione.
le
tempeste
e
maremoti.
prova
è
che
lo
stesso
Zeus
ne
rimase
 sottomesso
più
volte.
ma
questo
forse
 .
Non
è
il
figlio
 di
Afrodite.
capace
di
spostare
le
montagne.
i
suoi
tempi.
sarà
più
interessante
giocare.
dalla
sue
labbra
mai
una
certezza
se
non
quella
del
dubbio.
l’acqua
che
avvolge
come
un
tenero
abbraccio.
 È
per
Esiodo
che
Eros
diventa
un
dio.
in
seguito
la
figura
del
dio
temibile
si
trasformò
in
una
divinità
dell'amore
ma
 ancora
Euripide
gli
riconosceva
un
grande
e
pericoloso
potere.
essendo
consapevole
che
oggidì
di
 tutta
l’eredità
dei
nostri
avi
non
c’è
rimasto
più
nulla.
docile
e
calmo
quando
solo
le
brezze
leggere
del
 mattino
disegnano
sulla
liquida
superficie
solo
le
increspature
delle
onde
o
mortalmente
pericoloso
quando
le
 sue
acque
s’ingrossano.
poteva
causare
 danni
cui
nessuno
poteva
porre
rimedio.
egli
era
l'elemento
attivo
dei
tempi
primordiali.
oppure
 della
dea
e
di
Ares.
la
dea
cui
sacrificare
olocausti
e
bruciare
incensi.
la
vita
e
la
morte.
un
forse
è
un
no
e
un
no
è
un
no.
Amore
che
conosce
l’animo
degli
uomini
e
di
loro
si
prende
gioco.
il
gioco
si
tramuta
in
guerra.
Dea
volubile
mai
si
concede
per
volere
altrui.Eros.
antica
come
Gea
(la
Terra)
stessa.
come
in
 battaglia
hai
i
suoi
vinti
e
vincitori.
L’uomo
il
più
delle
volte
è
l’oggetto
cui
Eros
si
serve
per
i
suoi
riti.
il
dio
della
guerra
o.
 Da
questa
concezione.
prosciugare
i
mari
e
indebolire
le
 tempeste.
senza
freni
né
regole.
ma
una
divinità
primordiale.
la
seduzione
ha
le
sue
strategie.
 
 Se
la
seduzione
è
un
gioco
quindi
.
né
uomini
né
dèi.
 feroce.
 Come
il
mare
cela
il
suo
immenso
tesoro
così
Venere.
L'Eros
di
Esiodo
aveva
una
potenza
enorme.
ma
il
suo
compagno
di
ogni
momento.
 
 Se
in
principio
era
l’istinto.
onde
in
perenne
movimento.
l’uomo
è
l’olocausto
offerto
in
oblazione
al
 dio
bambino.
più
per
 sfizio
o
voglia.
allora
se
seguiamo
le
sue
dolci
regole.
immenso.
le
sue
armi
e
i
suoi
segreti.
 
Romantico
che
sono.
infine.
 Come
in
guerra.
o
che
soffoca
e
 uccide
col
suo
pesante
respiro.
un
divertimento
alquanto
serio
che
lega
 inevitabilmente
tutti
i
sessi
in
un’unica
danza.
il
dominio
sull’altro.
gli
sono
attribuiti
a
volte
dei
fratelli.
A
volte
è
considerato
figlio
di
Afrodite
generato
con
Ermes.
Un
gioco
 dove
chi
è
preda
diventa
predatore
e
viceversa.
anche
se
come
ammette
Ovidio.
il
possesso.
dove
il
solo
scopo
è
la
conquista.
m’illudo
che
l’arte
di
Eros
sia
fatta
ancora
di
queste
cose.
nasconde
le
sue
grazie
muliebri
solo
agli
occhi
aridi
di
chi
 non
sa
vedere
e
di
chi
confonde
le
lacrime
con
la
pioggia.


che
fonde.
non
potremmo
godere
di
quei
rari
momenti
che
solo
l’amore
nel
culmine
dei
suoi
 riti
ci
omaggia.
ciò
non
ha
più
nulla
a
che
vedere
con
le
regole
 di
Eros.
di
un
frutto
acerbo
rubato
in
un
altro
giardino
e
l’amarezza
della
fine.
ha
il
sapore
quello
dolce
del
 peccato.
 della
brace
che
rimane
quando
tutto
si
spegne
e
il
fumo
ancora
caldo
a
ricordare
ciò
che
poco
prima
è
stato.
che
lascia
profondi
 solchi
nelle
carni
e
nell’anima.
un
colore
e
un
sapore.
sino
a
occuparne
il
 posto.
del
desiderio
finalmente
appagato.
 
 Se
la
passione
durasse
in
eterno.
né
tanto
meno
si
potrebbe
chiamare
amore.
 
 La
seduzione
ha
un
nome.
 
 Il
nome
è
quello
di
tutte
le
donne.
il
colore
è
il
rosso
della
passione
che
brucia.
 
 .non
è
più
seduzione.
qui
sono
gli
umani
che
dettano
legge
e
le
loro
crudeli
regole
sfidano
quelle
divine.
che
divampa
in
un
attimo
e
in
un
niente
si
spegne.


Beati
dunque
siano
gli
occhi
che
mai
sazi
 della
grazia.
 
 Di
quante
delicate
fragranze
e
di
quanti
soavi
aromi
si
veste
la
seduzione.
a
volte
 istigando.
i
seni
 turgidi
di
giovani
ninfe.
 hanno
appesantito
questo
corpo
inutile.
lo
stretto
corsetto
che
esalta
come
frutta
che
aspetta
solo
d’esser
colta.
quale
dunque
altre
divinità
potrebbero
 donare
tanto?
 Amore
nella
sua
magnanimità
ci
concede
di
lodarlo
con
ciò
che
a
noi
è
più
caro.
lascia
che
i
miei
occhi
possano
ancora
godere
della
bellezza.
minuscolo
e
deforme
ancora
pregava
e
glorificava
Iddio
perché
gli
conservasse
 l’unica
cosa
che
aveva
di
sano.
 
 Lo
sguardo
è
la
chiave
dell’anima.
guarda
ma
non
vede.
 
 Qual
più
bel
dono
è
la
visione
della
bellezza.
è
l’amore
che
invita.
l’anticamera
della
memoria.

lo
sguardo
 inibisce
oppure
libera.
sottomette
o
esalta.
 La
vista
è
la
prima
a
essere
soprafatta
e
l’immagine
della
prima
volta
è
quella
che
rimane
impressa.
 L’oppio
letale
che
s’inala
quando
la
pelle
si
veste
del
profumo
della
passione.
così
possessivi
che
lo
stesso
Giove
si
mutò
in
varie
forme
per
sedurre
le
donne
mortali.
 
 Dei
gelosi.
così
belle
e
 seducenti
che
lo
stesso
demonio
salì
dagli
inferi
per
esserne
soggiogato.
decanta
né
più
né
meno
come
il
saggio
 oste
degusta
il
suo
nettare
ben
conscio
di
ciò
che
andrà
ad
assaggiare.
 
 Lo
sguardo.
 e
piangere

e
glorificare
il
tuo
nome.
 
 La
vista.

 pesante
ogni
passo
di
più.
anche
gli
odori
diventano
profumi
a
 che
è
soggetto
ai
fumi
di
Eros.
la
vista.
cosicché
non
possa
gridare
il
tuo
dolore.
 
 Ti
prego.
 
 L’olfatto.
 
 …io
sono
la
croce
che
Tu
porti
ogni
giorno.
un
banchetto.
Gocce
di
cristalli
di
neve
infondono
effluvi
e
come
l’assenzio
danno
vertigine.
secco
e
rattrappito.
impertinente
come
bimbo
viziato
che
per
scherzo
s’intrufola
sotto
una
gonna
per
vedere
cosa
 c’è
sotto.
 
sia
il
sorriso
di
una
giovane
donna
e
solo
allora
saprò
che
il
paradiso
esiste
davvero.
è
paragonabile
solo
all’oblio
che
 l’amore
stesso
da
al
culmine
di
sé.
 
 L’arte
di
Eros
è
un
regalo
per
gli
esseri
umani.
Questa
mistura
di
divino
e
demoniaco
 .
 La
bellezza
è
fatta
per
essere
ammirata
e
la
seduzione
ha
nella
vista
la
sua
arma
più
potente.
il
fragile
giunco
che
traghetta
il
pensiero
all’azione.
perché
ne
glorifica
i
sensi.
Beato
sia
dunque
lo
sguardo.
 Io
sono
il
tuo
peso
Signore
che
neanche
ha
il
coraggio
di
chiederti
di
farlo
morire.
capace
di
mille
parole
e
mille
pensieri.

 mi
trascini
ancora
tra
sudore
e
sangue.
ama
e
odia.
 
 Ancora
mi
è
impressa
la
preghiera
di
un
vecchio.
beata
la
veste
leggera
che
sfiora
la
sottile
caviglia
o
la
calza
velata
che
sfacciata
 carezza
con
voluttà
la
gamba
snella.
la
carta
a
carbone
dei
pensieri.
invece
il
suo
veleno
è
dolce
e
quasi
mai
porta
 alla
morte.
la
porta
degli
inferi.
 e
per
render
il
peso
ancor
più
gréve.
e
a
volte
celando
tra
suoi
ingredienti
i
desideri
degli
dei.
gli
arti
oramai
 inermi.
 Lo
sguardo
spoglia.
La
seduzione
si
veste
di
profumi
e
gioca
a
nascondino
con
i
sensi.
una
cosa
ho
ancora
da
domandare.
che
su
una
sedia
a
rotelle.
Lo
sguardo
indaga
nei
meandri
dell’anima
che
si
mostra
nuda
perché
senza
più
difese.
il
nostro
corpo
nello
slancio
 amoroso.
gusta.
son
 tutte
le
parole.
pungente
e
tagliente
 come
una
spada
e
caldo
avvolgente
come
il
sole
d’estate.
semmai
dà
l’oblio
e
la
vertigine
di
un
momento
senza
fine.
l’occhio
attento
scruta.I
cinque
sensi.
 lo
hanno
azzoppato
affinché
non
possa
aiutarti
a
portare
la
tua
pesante
zavorra.
lo
sguardo
desidera
e
detesta.
In
mille
occhi
scorsi
solo
il
tuo
sguardo
innocente
come
 il
bacio
di
un
bimbo
e
velenoso
come
il
morso
di
uno
scorpione.
 Perché.
la
voce
tremula.
 Lascia
che
l’ultima
cosa
che
vedano
questi
occhi
prima
di
chiudersi
per
sempre.
mai
pasci
dell’eleganza.
 gli
hanno
mozzato
le
mani
in
modo
che
non
possa
più
aggrapparsi
a
te.
il
 ieri
che
ritorna.
ma.
 gli
hanno
strappato
la
lingua.

 Lo
sguardo
seduce
ed
è
sedotto.
ricercano
la
seduzione
del
movimento.


ma
se
il
bacio
accende
l’istinto.
la
passione
è
il
banchetto.
da
gustare
con
questo
nettare
sono
i
baci
e
le
timide
carezze.
sensibili
al
tatto.
per
carezzare.
la
tenerezza
è
il
suo
manto
e
tu
come
una
regina
ti
lasci
vestire
di
carezze
e
 spogliare
col
tatto.

 
 Il
tatto.
che
piano
piano
apri
il
tuo
immenso
tesoro.
ci
annulla
e
anche
se
siamo
capaci
in
un
impeto
di
 scuotere
la
terra
e
il
mare.
è
il
vino
che
accompagna
i
primi
piatti.
sospiri
che
nascono
e
muoiono
l’attimo
di
un
batter
di
ciglia.
così
tanto
da
sfidare
lo
stesso
Dio
e
cadere
 in
quel
peccato
mortale
che
è
la
passione
che
brucia
più
delle
fiamme
degli
inferi.
lasci
che
le
mani
dicano
più
delle
parole.
Bramosi
ancora
di
un
sorso
che
ci
renda
 .
e
le
parole
si
tramutino
in
gemiti.
suadente.
 quale
armonia
più
seducente
gli
ansimi
della
passione.

 Egli
si
diverte
a
vederci
soffrire.
Con
le
carni
il
rosso
corposo
che
non
copre
i
gusti
bensì
li
valorizza.
 
 Le
mani
sono
state
create
per
toccare.
baci
come
le
ciliegie.
Tu
ancora
oggi
terra
 inesplorata.
per
afferrare
e
cogliere.
sopraffino
oste.
scoprire
particolari
nuovi.
direttore
eccelso
di
quel
gioco
che
dalla
tavola
imbandita
 porta
ad
adagiarsi
sui
morbidi
cuscini
che
la
passione
complice
ha
già
preparato.
tanto
da
sedurla.
 
Come
il
buon
vino.
hai
noi!
Quel
vino
è
un
veleno
che
infetta
 il
nostro
sangue
e
lentamente
come
una
droga
ci
intorpidisce.
qualunque
gusto
o
forma
abbia
un
bacio
è
il
segno
più
vicino
all’amore
che
c’è
dato
di
esprimere.
la
seduzione
dà
alla
testa
se
consumata
in
fretta.
 Il
cibo
non
è
mai
abbastanza
per
chi
ha
fame
e
la
sete
cresce
più
si
beve.
quale
suono
più
soave
sono
i
giuramenti
di
chi
si
ama.
oppure
umido
e
caldo
come
quello
di
un’amante.
leggeri
e
 malleabili.
 L’amore
si
agghinda
con
il
suo
abito
più
bello.
 
 Il
gusto.
come
a
un
convivio
ogni
piatto
ha
il
suo
vino.
 L’esplosione
dei
sensi
quando
Eros
serve
in
calici
dorati
il
suo
nettare
più
prezioso
lasciando
ogni
inibizione.
così
una
mescita
rotonda
e
morbida
prepara
al
gran
finale.
Descriverti
potrei
 solo
con
le
mani.
flessuosi
come
giunchi
al
vento
e
il
dolce
suono
dei
miagolii
d’amore
è
quasi
paragonabile
alla
musica
 delle
stelle
che
dall’alto
intonano
i
loro
canti
celesti.
o
ancora
freddo
e
 distaccato.
è
così
seducente
che
gli
dei
e
lo
stesso
demonio
non
ebbero
le
capacità
di
 crearne
di
migliori.
fatto
di
parole
e
promesse.
glorificazione
di
Eros
che
solo
gli
umani
sanno
 fare.
ama
sottomettere
tutti
i
suoi
schiavi
e
tutti
noi
volenti
o
nolenti
siamo
a
lui
 succubi.
in
quell’unico
gusto
che
dà
il
sapore
all’amore.
solo
la
cupidigia
dell’uomo
ha
 voluto
che
imparassero
anche
a
rubare
e
picchiare
e
fare
del
male.
 
Satana
fin
dall’inizio
fu
sottomesso
al
fascino
di
Eva.
 
 Eros.
lui
 gran
maestro
dirige
le
danze
e
i
danzatori
guidati
dall’oblio
si
fondono
in
un
unico
essere
quel
dio
primordiale
 creatore
di
tutte
le
cose
che
qui
sulla
terra
i
vecchi
romantici
come
me
chiamano
ancora
amore.
un
cibo
di
 cui
mai
si
è
sazi.
 
 Che
sapore
ha
un
bacio.
un
afrodisiaco.
 
Leggero
è
frizzante
è
il
vino
che
ci
accompagna
nei
virtuosismi
della
seduzione.
labbra
che
si
 congiungono
in
una
sola
e
mischiando
il
miele
e
il
fiele.
prima
che
irrompa
Eros
sapiente
 alchimista.
uno
tira
l’altro.


 Labbra
che
si
cercano.
quel
dolce
calore
che
prosegue
 scendendo
verso
il
basso
dove
la
pelle
più
sensibile
freme
a
mano
a
mano
che
le
dita
ansiose
proseguono
il
loro
 cammino.
 
 Quale
musica
più
dolce
sono
le
parole
degli
innamorati.
se
alla
tavola
di
Eros
è
lo
stesso
dio
che
 prepara
gli
ingredienti.
di
dolci
bisbigli
e
teneri
baci
e
come
in
 un
crescendo
la
musica
sale
d’intensità
per
finire
in
un
tripudio.
miscele
di
aromi
orientali
svegliano
i
sensi.
disegnare
il
tuo
corpo
mille
volte
e
mille
volte.
Di
gusto
fresco
e
vivo
questo
 vino
giovane
è
adatto
a
rompere
il
ghiaccio.
sapiente
cuoco.
la
sua
vivacità
mantiene
nel
tempo
il
gusto
fiorente
e
l’armonia
della
 sua
effervescenza.
 
 L’udito.
alla
fine
siamo
sempre
a
lui
sottomessi.
 E
sia.
 Il
bacio
dunque
come
antipasto
dell’amore.
che
Eros
sapiente
alchimista
ha
celato
in
te
per
fare
di
te
 l’unica
tra
tutte.
 Dolce
e
appiccicoso
come
quello
di
un
bimbo.
lo
stesso
cuore
detta
il
ritmo
 delle
danze
d’amore
perché
l’amore
è
musica
e
i
corpi
sono
gli
strumenti
musicali.
siamo
assetati
e
lui
ci
offre
da
bere
ma.
 Le
dita
che
seguono
un
dolce
profilo
e
si
fermano
sulle
sue
labbra
umide.
che
ne
sarà
del
banchetto?
 
L’amore
è
un
invito.
nell’attesa
che
Cupido
dio
di
 quest’arte
prepara
il
giusto
finale.

 
Il
tatto
è
lo
scettro
del
possesso.qui
l’essere
femminile
si
avvolge.
Equilibrato.
che
le
labbra
si
schiudano
come
rose
in
primavera
e
lascino
il
loro
nettare
evaporare
al
sole.
o
un
 bianco
fresco
a
esaltar
il
gusto
del
pescato.
un
timbro
momentaneo
di
appartenenza.
che
solo
la
fantasia
degli
 amanti
sa
rendere
gustosi
e
piccanti.
la
seduzione
è
l’aperitivo.
padrone
del
genere
umano.
armonico.


se
la
sua
età
non
fosse
così
predisposta
al
 divertimento.
siamo
dunque
meglio
noi?
 
 La
seduzione
dolce
è
un
gioco
e
che
dunque
s’inizi
a
giocare.ciechi.
sete
che
non
si
placa.
 
 Quante
cose
avremmo
da
apprendere
da
quel
giovane
dio
con
le
frecce.
sordi
al
mondo.
sete
che
 arde
e
brucia.
 La
seduzione
è
un
gioco.
vorremmo
bere
ancora
e
ancora.
l’amore
è
divino
e
non
ha
bisogno
di
regole.
ma
forse
proprio
qui
sta
la
chiave.
Dio
ama
senza
chiedersi
il
perché
e
senza
avere
 nulla
in
cambio.
sete
che
uccide.
 .
assuefatti
dalla
passione.
dove
non
vi
sono
regole
perché
un
dio
infante
ha
visto
che
solo
gli
adulti
hanno
norme
 assurde
da
seguire.


non
sta’
a
noi
giudicarlo.
parole.
laddove
trappole
nascoste
dalla
natura
selvaggia
sono
sempre
in
agguato
e
dove
non
sempre
si
 percepisce
il
pericolo
come
tale.
 
 Il
gioco
è
l’elisir
di
lunga
vita
dell’amore.
Non
v’è
donna
un’uguale
all’altra
perché
di
ognuna
v’è
una
sola.
 
Eros
ci
dona
quest’opportunità.
lasciate
che
la
dolcezza
vi
riempia
il
cuore
e
l’anima.
 usare
tutti
i
cinque
sensi
come
se
li
scoprissimo
per
la
prima
volta.
 
 
Venere
è
lo
specchio
di
ogni
donna.
la
sua
 dolcezza.
dove
noi
stessi
siamo
gli
strumenti
e.
tutto
a
loro
sia
concesso
anche
il
rifiuto
che
se
giunto
dalle
loro
labbra
 è
dolce
come
il
miele
di
castagne.
per
amore
è
stato
creato
il
 mondo.
da
cui
non
sempre
si
può
prevedere
la
somma
che
ne
uscirà.
 Il
corpo
ha
un
suo
linguaggio.
 arrendetevi
all’amore.
che
gli
uomini
tentino
almeno
di
sedurvi.
facendosi
strada
nella
folta
 vegetazione.
pensieri
sono
 come
i
dadi.
curiosare.
il
potente
si
rende
schiavo
per
amore
e
viceversa.
 L’essere
umano
resta
per
la
maggior
parte
un
bimbo
anche
quando
cresce.
 E
voi
uomini.
le
parole
portate
dal
vento
siano
un
dolce
richiamo.
fino
a
che
l’ultimo
alito
di
vita
lo
consenta.
e
quando
 una
mano
le
carezzerà
il
volto.
un
unico
esemplare.
lasciatevi
affascinare
da
chi
ha
fatto
di
voi
la
 loro
musa.
sarà
solo
un
peccato
non
 farlo.
lo
limita
a
un
comportamento
più
consono
alla
sua
età.
 All’uomo
non
piaccia
la
facile
conquista.
perché
in
ognuna
di
loro
si
rispecchia
la
sua
bellezza.Il
gioco.
anche
l’ignorante
lo
percepisce.
 In
fondo
anche
conoscersi
è
un
gioco.
il
non
potere
agire
come
tale
lo
 inibisce
nelle
sue
azioni.
la
sua
grazia.
 Non
esiste
la
bruttezza.
 
 “Frui
vita
et
utamur
aetate”.
alle
dolci
parole.
è
l’uomo
che
generò
l’odio.
assaporare
tutti
i
momenti
con
la
stessa
intensità.
 Glorifichiamo
Eros
e
la
sua
arte.
l’unica
cosa
che
può
farlo
tornare
indietro
alla
spensieratezza
della
gioventù.
 Lasciate
dunque
o
donne.
amiamo
e
lasciamo
 che
ci
amino
con
la
stessa
intensità
e
se
questo
sia
peccato.
Arrendetevi
agli
sguardi
fuggevoli.
Dio
stesso
è
 amore.
 Alla
donna
cui
piace
ancora
specchiarsi
nella
luna.
si
destino
dal
loro
torpore
perché
sappiano
che
non
stanno
più
sognando.
il
gioco.
si
parla
d’amore
sin
dall’inizio
dei
tempi.
Gesù
s’immolò
per
amore.
(godersi
la
vita
con
la
freschezza
dell'età) 
 .
alla
poesia
di
un
momento
irripetibile.
 
 La
seduzione
è
decantata
da
Ovidio
nell’arte
di
amare.
né
la
sgarbatezza.
noi
non
siamo
stati
creati
per
la
guerra.
piuttosto
l’addentrarsi
nel
fitto
bosco.
 Riscoprire
la
bellezza
della
vita
con
semplici
gesti.
abbiamo
solo
poco
tempo
non
sprechiamolo
in
stupidaggini
 senza
senso.
in
pratica
gli
toglie
la
parte
più
 bella
della
vita.
 Non
a
caso
Eros
è
un
dio
bambino
ed
è
questa
la
sua
forza.
ma
per
 amare
e
a
elevare
a
divinità
le
nostre
compagne.
le
nostre
azioni.
ma
chi
è
cieco
nell’anima
si
perderà
nel
buio
da
lui
 stesso
creato
e
vagherà
in
cerca
di
ciò
che
ha
per
sempre
perduto.
Essere
come
bambini
curiosi
che
si
affacciano
 indiscreti
al
mondo.
finché
possiamo.

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