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Comitato Pendolari Alto Friuli

Email: comitatopendolarigemonaudine@gmail.com
www.comitatopendolarigemona-udine.blogspot.com

Preg.mo Signor
Assessore alle Infrastrutture e Trasporti
della
Regione Friuli Venezia Giulia
Dott. Riccardo Riccardi
Via Giulia n. 75/1

Udine, lì 20.10.2010

LETTERA APERTA

Egregio Signor Assessore,


Le scriviamo in quanto preoccupati delle conseguenze della manovra economica
varata lo scorso mese di luglio dal Governo, che opererà tagli consistenti ai contributi
statali per il trasporto pubblico (si stima in circa 4,5 miliardi per il biennio 2011-2012).
La manovra economica si rivela - a nostro dire - estremamente iniqua in quanto
interviene solamente su alcune categorie di cittadini, chiamati così a pagare i costi
della crisi, non certo da loro provocata, e degli sprechi.
Di fatto saranno dimezzati i trasferimenti per il trasporto ferroviario regionale,
che interessa 2.700.000 pendolari in tutta Italia, per garantire i medesimi livelli di
(dis)servizio attuali, le tariffe dovrebbero venire raddoppiate, oppure, per stare nei
costi, si dovranno dimezzare le corse attuali.
Gli allarmi lanciati dalle Regioni al Governo sembrano oggi più che giustificati dopo i
primi studi e le prime proiezioni: secondo la Regione Lombardia, un aumento delle
tariffe del 30% non sarebbe sufficiente per assicurare l'equilibrio economico del
sistema e mantenere invariato il livello del servizio attuale.
Quella dei rincari e dei tagli sembra essere l'unica ipotesi presa in considerazione dagli
assessorati regionali, allo stato disarmati ed incapaci di porre in atto riforme strutturali
per recuperare risorse e diminuire i costi di gestione.
E vero che le tariffe italiane del servizio ferroviario sono fra quelle più basse d’Europa,
ma è altrettante vero che la qualità del servizio reso ai Pendolari è molto bassa,
lontana dagli standard europei. E’ pertanto logico che ad un aumento delle tariffe
dovrebbe comportare un corrispondente aumento della qualità del servizio.
Lo scenario attuale pare invece del tutto diverso; l’allarme è stato rilanciato
recentemente dall’Assessore Regionale ai Trasporti della Regione Emilia Romagna,
che ha presentato una prima ricognizione dei conti: il taglio della manovra
cancellerebbe il 59% delle risorse necessarie per coprire i costi d’esercizio. Dinanzi a
questi numeri pare quindi inevitabile un decadimento del contratto di servizio.
Non solo tagli alle corse, ma anche alle spese relative alla manutenzione delle
infrastrutture ferroviarie con conseguente stop all’ammodernamento del parco
rotabile.
Anche la Regione Liguria che ha recentemente promosso un Forum con i Comitati
Pendolari Regionali ha confermato che il problema dei tagli al TPL è un problema di
difficile soluzione; per questo motivo le regioni del Nord e del Centro hanno chiesto un
incontro con il Ministro Tremonti, per far fronte comune e riaprire il confronto con il
Governo.
Tutto questo sta provocando molta inquietudine non solo tra gli Utenti, ma anche tra i
lavoratori delle aziende di trasporto interessate. I tagli al servizio del resto
costituiscono un risparmio ridotto, poiché i costi delle aziende di trasporto sono
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costituite in primis dagli stipendi degli addetti. Per quante linee si taglino, restano i
costi fissi, poco o nulla comprimibili. Salvo licenziamenti, certo: cosa davvero poco
auspicabile, a nostro avviso.
La verità è che i tagli metterebbero in discussione gli impegni sottoscritti da Regione e
Trenitalia solo un anno fa con il Contratto di Servizio, che dovrà essere rinegoziato al
ribasso. Questo significherà, come minimo, tagli ai treni notturni e festivi, oltre a una
minore integrazione con gli altri mezzi di trasporto pubblico, che a loro volta verranno
ridotti.
Dinanzi a queste notizie il movimento dei Pendolari si è mosso e nell’ultima Assemblea
Nazionale, svoltasi a Roma lo scorso 22 settembre, i maggiori Comitati hanno siglato il
Patto Nazionale dei Pendolari, di cui Le alleghiamo copia della Piattaforma con il quale
si dice No ai tagli ai trasporti, i quali risulterebbero insostenibili per il territorio nonché
lesivi al fondamentale diritto alla mobilità e spostamento dei nostri cittadini.
Se non giungeranno smentite verificate da fatti concreti, tutto ciò significherà che,
anziché procedere lungo un percorso condiviso che, con trasparenza, studi e metta in
pratica tutte le alternative possibili ai tagli e agli aumenti tariffari e cerchi invece un
modo per ripartire in modo equo le ricadute della manovra cercando di riequilibrare il
sistema della mobilità privata e pubblica.
Ci auguriamo che il mondo politico non abbia già deciso che il trasporto dei Pendolari
costa troppo e che a pagare la manovra economica debbano essere quei cittadini
virtuosi che utilizzano il mezzo pubblico, anziché quello privato.
Ci auguriamo che queste siano solo supposizioni e pertanto La sollecitiamo a garantire
ai Pendolari del Friuli Venezia Giulia un sistema di mobilità sostenibile, sul quale non
dovrà ricadere il pesante fardello della manovra economica.
Egoisticamente ci auguriamo che la specialità della nostra Regione possa garantirci
quell’autonomia finanziaria necessaria per mantenere l’equilibrio del sistema del
trasporto pubblico regionale.
Certi che il nostro invito venga dai Lei accolto, porgiamo nella Sua persona il massimo
affidamento, affinché la politica della Giunta regionale non muti; utilizzando le Sue
parole, il nostro auspicio è che la Regione continui a mantenere i “pendolari al
centro di ogni progetto” e che pertanto la manovra non vada a vanificare gli sforzi
e tutto il lavoro svolto negli ultimi anni dalla Regione e da noi Utenti.
Distinti saluti

Comitato Pendolari Alto Friuli