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Speciale_naval_design

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Gli Speciali di Ship2Shore www.ship2shore.

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Naval Design

Numero 9, supplemento al n.27/2009 del 6 Luglio 2009 - Direttore Responsabile: Angelo Scorza

INDICE
2/3 - Le Città Galleggianti di De Jorio 4 - Garroni Carbonara esporta l’ecologia in Oriente 5 - La rivoluzione dello Studio Ruggiero 6/7 - I terminal crociere guardano agli spazi d’Oriente 7 - La Arrredamenti Porto che trasforma gli yacht in gioielli 8 - L’arredamento di lusso parla veneto
Giuseppe De Jorio

9 - Shipping Innovation: il manuale per la competitività 10 - Il design premia Celebrity Cruises

L

ontano dalle luci della ribalta e dai riflettori della notorietà, disegnano, progettano, studiano, inventano e creano. Sono loro a far navigare sugli oceani di tutto il mondo lo stile del Made in Italy. Sono loro a varare soluzioni tecnologiche per motori sempre più potenti, più sicuri e meno inquinanti. Sono ancora loro, con l’impegno di una ricerca continua e appassionata, a trovare nuovi materiali per imbarcazioni più leggere, più moderne, ma sempre ricche della secolare esperienza marinara italiana. Ship2Shore dedica lo Speciale numero 9 ai campioni del design navale, capaci come le grandi firme della moda a costruire fascino ed eleganza; e lo dedica agli ingegneri e tecnici, che, innovativi e coraggiosi come i ‘maghi’ della Ferrari, trasformano le sale macchine dei giganti del mare in gioielli pulsanti quasi motori da Formula uno... Il supplemento, edito dalla nostra Testata, accompagna alla scoperta di uomini e donne che, con la loro intelligenza e il loro lavoro, offrono un contributo decisivo allo sviluppo dello shipping e alla crescita dell’economia nazionale. Giuseppe de Jorio, padre nobile del naval design, non sarà famoso come gli stilisti che vestono attrici e modelle, ma con le navi che ha disegnato, ha insegnato a milioni di crocieristi a conoscere e amare lo stile e la cultura italiani, regalando loro vacanze indimenticabili. Il gruppo Zago ha inventato le cabine prefabbricate, che dimezzano i tempi di costruzione, e arreda gli yacht come gioiellerie di Cartier. Interprogetti esporta nel mondo l’ingegneria navale italiana; il Centro studi Cetena progetta il futuro; l’ingegner Mario Nattero studia l’utilizzo dell’alluminio per gli scafi, senza dimenticare le vele; lo studio Garroni Carbonara fa conoscere l’ecologia all’Oriente; Elisabetta Ruggiero ha creato la motovedetta che non si rovescia mai e rivoluzionato la navigazione sui laghi. Le eliche non convenzionali di SINM promettono risparmi di combustibile fino all’8 per cento. Ed altri ancora hanno da dire la loro… Il supplemento di Ship2Shore è davvero Speciale. Buona lettura. Angelo Scorza Direttore responsabile

11 - Tre professionisti varano il Design management 12 - I 111 anni di Gerolamo Scorza 13 - Il gruppo crescendo sceglie Genova 14 - L’ingegneria navale dei sinistri 15 - SPLINE, l’esperienza antica progetta il futuro 16 - Il futuro dell’ingegneria navale si chiama CETENA 17/18 - La tecnica navale italiana chiama l’Adriatico 18 - Genova tra Spagna e Danimarca 19 - Le avarie dei pod propulsivi Mermaid 20 - L’off-shore di Carmelo Vaccara 21 - Gasiere e chimichiere Made in Tuscany 22 - Navi da crociera e megayacht ‘firmati’ TMT 23 - Il Genovese che studia l’Andrea Doria 24 - Carene NAOS per il ferry dei vichinghi

articoli a cura di Irene Parmeggiani

Gli Speciali di Ship2Shore
Redazione Servizi Speciali di Ship2shore - speciali@ship2shore.it Direttore Responsabile: Angelo Scorza - direzione@ship2shore.it Ship2Shore - www.ship2shore.it Via Felice Romani 8/2a, 16122, Genova Tel. 010 2517945 Fax 010 2514853

dalla progettazione all’arredamento: “ogni tanto la stampa mi chiama ‘architetto navale’. Dopodichè lui. rispettivamente project manager di MSC e di Grimaldi: de Jorio Design si occupa di tutto. una città galleggiante: dobbiamo tenere presente come funzionano i ristoranti. ma dell’opera morta. occupandosi della progettazione di ogni singolo particolare. La Sardegna era un meta considerata di lusso: il Dottore voleva addirittura che al ponte e ai pavimenti delle cabine. che stimo e conosco. Giuseppe De Jorio con i figli Vittorio e Marco con rotta fissa sulla Sardegna. è in realtà una città. ma come standard sono molto superiori. conobbi Aldo Grimaldi all’inaugurazione della Costa Riviera. che io chiamo ‘urbanistica navale’. che è un uomo intelligente. ovvero la suddivisione di tutti gli spazi. La definizione di ‘urbanistica navale’ deriva dal fatto che una nave che ospita 5-6 mila persone tra passeggeri ed equipaggio. facciamo come vuole lei’. ed erano tante. non ci occupiamo di fare le linee d’acqua della carena. Mi guardò come si guarda un alieno e mi propose la trasformazione dell’Ausonia. gli ultimi venti passati a Genova.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 2 . che potesse portare parecchi passeggeri. Giuseppe de Jorio è non è solo il chairman di uno degli studi più noti e prestigiosi del naval design attuale.. La nave venne acquistata da Costa armatori nel 1984 e trasformata totalmente e integralmente nella nuova Costa Riviera. molto grande e molto spartano. Contestualmente. Giuseppe de Jorio ha traghettato i liner nel mondo delle navi da crociera. Se lei dice che vuole una cosa spartana. – gli dissi – Nel Nord Europa fanno traghetti che non avranno il nostro gusto italiano. sono un architetto – sottolinea Giuseppe de Jorio – Il naval architet in inglese significa ingegnere navale. Ad oggi lo studio conta 17 architetti che lavorano alla realizzazione di alcune tra le più belle navi da crociera del mondo: sono 210 i progetti firmati da Giuseppe de Jorio e i suoi collaboratori in 53 anni di attività. i teatri. come ammette lui stesso “il civile è troppo politicizzato e la nautica. per fortuna. le palestre. ‘Stiamo proprio andando nella direzione sbagliata. dal disegno della moquette al design delle insegne d’indicazione. mi disse ‘Va bene de Jorio. Era la prima nave ad avere le caratteristiche di nave da crociera. “Sono stato consulente per Costa crociere per più di 18 anni. Lo studio de Jorio nasce nel 1956 a Roma e inizia a occuparsi sia di urbanistica sia di architettura navale. e non ho mai nella mia vita tentato di fare lo sgambetto a un collega’. fosse data una semplice verniciata. Grimaldi commissionò a de Jorio anche 4 ro-ro dedicate alle città marinare e coinvolse lo studio anche nell’avventura delle Grandi navi veloci: “Nel 1991 Aldo Grimaldi mi disse che stavano preparando un traghetto. alla nostra società?’. perché era lo scafo della Gugliemo Marconi. Da allora Aldo Grimaldi è considerato il padre del cruise ferry”. segue a pag. Nicola Costa mi mise con le spalle al muro: anche se 3 o 4 giorni a settimana ero a Genova. e poi voi avete già un architetto. ne rimase impressionato. ma. Non sono un architetto navale. in quel periodo stavamo seguendo la Costa Classica e la Costa Atlantica e una complessa ristrutturazione dell’Eugenio. Ne scaturì una forte discussione. che era una nave importante: sebbene lo scafo fosse vecchio. secondo me commette un errore’. che è l’architetto Guarello.INTERIORS Le Città Galleggianti di De Jorio 50 anni di crociera. chiese di incontrarmi e mi fece chiamare via radio: ‘scusi – mi domandò – ma perché non si è mai proposto a noi. L’arredamento è l’ultima cosa”. le aree e le destinazioni dei vari ambienti. le sale da gioco. le piscine. ma anche ai vari livelli dei ponti. sia lungo lo sviluppo dei vari ponti. chiedendomi qualcosa di nuovo e modernissimo”.da Classica a Fantastica! Nato a Napoli e orgoglioso di essere un architetto di laurea napoletana. dopo il trasferimento nel 1986 dalla Capitale al capoluogo ligure. è decollata”. nel 1985.3 Gli Speciali di Ship2Shore . Erano state impiegate idee particolari che fino ad allora nessuno aveva avuto: fu davvero una magnifica rivelazione ed ebbe un grande successo. di ciò che viene sopra lo scafo: ci occupiamo della distribuzione generale della nave. Aldo Grimaldi visitò la nave.. ma anche è attore e testimone di cinquant’anni di navigazione internazionale. Dopo l’Ausonia. e li ha trasformati nelle moderne passenger vessel: dal 2000 il prestigioso studio collabora con MSC. ‘Primo perché io non mi sono mai proposto a nessuno. quelle caratteristiche che poi hanno acquisito tutti gli altri. Negli anni Ottanta entrano nello studio di famiglia anche i figli Marco e Vittorio. nave a cui io stesso avevo lavorato già nel 1962. in pieno stile italiano. Noi siamo architetti. sviluppando gli ambienti in modo armonico e omogeneo.

Il premio è stato assegnato all’Architetto per la correttezza commerciale.2 “Lo stile ‘italiano’ è la conseguenza naturale di una cultura umanistica che fa parte del nostro Dna. e Cruise Roma. si basa sulla disponibilità finanziaria delle banche”. lo spirito imprenditoriale e la serietà professionale dimostrati dal gruppo De Jorio in 50 anni di attività. prestigioso riconoscimento creato per valorizzare la capacità e l’impegno di chi contribuisce in prima persona a formare l’identità di un Paese. come del resto per ogni altro settore. bloccando quelle che sono le potenziali crescite di settori come quello crocieristico. Prova ne è il fatto che la de Jorio Internationl ha ricevuto a maggio 2009 il Mercurio d’Oro. è quello che più risente della crisi e ha chiuso completamente i canali. delle nostre radici ed è anche il risultato di esperienze che derivano dal nostro patrimonio ricchissimo e inestimabile costituito dalle nostre città e dai nostri paesi. ovvero Msc Fantasia. La crisi ha ‘selezionato’ la domanda della vacanza e la crociera rimane tra le vacanze più convenienti per le famiglie. “Il mondo finanziario e creditizio. le portacontainer soprattutto. il cui volume di traffico è più che dimezzato” – risponde Marco de Jorio. che è invece in forte sviluppo.INTERIORS segue da pag.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 3 . non è sicuramente il primo riconoscimento che viene assegnato al prestigioso studio e non sarà senz’altro l’ultimo. invece. per la progettazione degli interni di una nave da crociera. Lo studio sta affrontando con relativa serenità il burrascoso periodo economico che ha investito il mondo marittimo e imprenditoriale: “la crisi ha colpito molto il settore del trasporto merci. Si lavora molto sul design non sull’orpello”. per la progettazione di un traghetto passeggeri. Tutto questo per forza porta a un risultato. esponendosi alle innumerevoli difficoltà di un mercato sempre più competitivo e concorrenziale. Gli Speciali di Ship2Shore . Nonostante il paradosso della crescita della domanda di crociere. In questo periodo anche la casa editrice svedese ShipPax Information ha assegnato due Award a navi firmate dallo studio. l’offerta è bloccata dal fatto che manca lo sviluppo di nuovi progetti che.

6 meters 11.INTERIORS Garroni Carbonara esporta l’ecologia in Oriente Al via il progetto della NYK Super Eco Ship 2030. architetto genovese che ha maturato una notevole esperienza nel settore della progettazione navale. sarà aumentata con l’uso combinato di LNG. Vittorio Garroni ha sempre lavorato fra Parigi e il capoluogo ligure. con un’emissione di CO2 di gran lunga inferiore rispetto a quelle prodotte oggigiorno dalle navi di simile categoria. ovvero con l’armatore giapponese NYK LINE per la progettazione delle grandi navi da crociera della loro controllata Crystal Cruise di Los Angeles. A confronto con una portacontainer tradizionale da 8. incaricata. inoltre. nel 2001. Ilver e Zodiac. che hanno contribuito a mantenere creativo e all’avanguardia lo studio professionale. Nato a Genova nel 1947. è ora diretta da Vittorio Garroni insieme al figlio Camillo e può vantare collaborazioni con cantieri prestigiosi quali Benetti. ammiraglia “verde” della NYK LINE Trent’anni di progetti. sono legate all’esperienza di presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Civile presso l’Università di Messina nel 1984. dal 1985 al 1987.5 meters Fuel Cell (LNG) 40 megawatts Solar: 1–2 megawatts Wind: 1–3 megawatts 62 g/TEU-miles *TEU-mile: Unit for the carriage of one TEU a distance of one mile Gli Speciali di Ship2Shore .Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 4 . L’azienda di famiglia. Glastron e Four Winns del gruppo Genmar.0 meters Diesel Engine (C heavy oil) 64 megawatts None 195 g/TEU-miles NYK Super Eco Ship 2030 353 meters 54. Il design è stato creato da MTI . che porterà a una riduzione di CO2 del 69% per container trasportato. mentre la seconda è più vicina al design”. insieme al designer Garroni Progetti Srl e a Elomatic. cellule solari ed energia eolica. che ha diretto fino alla sua trasformazione in Corso di Laurea in Ingegneria Nautica. Garroni ha fondato nel 1990 la Scuola Diretta a Fini Speciali in Progettazione per la Nautica da Diporto. una nave definita ‘energy-efficient’. un’azienda finlandese di consulenze esperta di tecnologia marina. la Garroni Progetti Srl ha all’attivo una collaborazione importante e consolidata da oltre vent’anni con il cantiere francese Jeanneau. Il colosso NYK ha comunicato di aver lanciato un progetto esplorativo per la realizzazione della NYK Super Eco Ship 2030. La potenza necessaria a muovere la nave può essere diminuita alleggerendo lo scafo e riducendone l’attrito con l’acqua: la forza di propulsione. Di lunga data è anche il rapporto con l’Estremo Oriente. colosso industriale del Gruppo Bénéteau. la NYK Super Eco Ship 2030 presenta delle sostanziali differenze: Conventional Vessel Length Overall Breadth Draft Main power (Fuel) Natural power CO2 emissions* 338 meters 45. a La Spezia. Nel 2007 lascia l’Università per dedicarsi a quella che definisce progettazione nautica. trent’anni di architettura internazionale: Garroni Carbonara è una realtà genovese che sa stare al passo con i tempi e rilancia la tradizione del naval design passando per l’ecologia.8 meters 13. alternando la didattica universitaria all’attività progettuale: l’architetto è stato infatti Ordinario di Disegno dell’Architettura e ha coordinato l’indirizzo Navale e Nautico del Corso di Laurea in Disegno Industriale presso l’Università di Genova. di applicare al progetto le soluzioni più innovative a livello di design e tecnologie. perché spiega: “Vorrei fare una distinzione fra la progettazione navale e quella nautica: la prima è culturalmente affine all’architettura. Nata nel 1972 su iniziativa di Vittorio Garroni. Parallelamente.000 TEU. per il quale lo studio sta seguendo un nuovo progetto: “NYK ha dato il via alla realizzazione di una nuova portacontainer di circa 400 metri di LOA – spiega Camillo Garroni – dal design innovativo e con una caratteristica assolutamente unica: sarà la Vittorio e Camillo Garroni nuova nave ecologica della NYK Line”. Rimane il sodalizio con i gruppi Bénéteau e NYK LINE. La ricerca e l’insegnamento. e di presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Cassino. composta da un pull di sei architetti. NYK Super Eco Ship 2030 dovrà essere in grado di impiegare progressivamente le tecnologie che si realizzeranno entro il 2030. una società satellite interamente di proprietà di NYK. dell’arredamento d’interni e del restauro.

viceversa. Fiore all’occhiello dell’ingegneria dello Studio Ruggiero sono le motovedette auto raddrizzanti CP 314/318 per la guardia costiera. come sta succedendo con il cantiere TANKOA assieme al quale stiamo realizzando un 65 metri. utilizzando le prove in vasca. Orione è un traghetto alti e più grosso. il piano generale dell’architetto inglese Chipperfield e tutte le ingegnerie dello studio Ruggiero. il nuovo traghetto Orione: “I traghetti dei Laghi sono vecchi e molto piatti: noi abbiamo pensato a un nuovo modo di usare il traghetto. realizzate da Baglietto su progetto studio Ruggiero nel 1984: “Ogni motovedetta è perfettamente stagna. Il concetto del ‘vado. E con i nuovi traghetti navigare sui laghi è più bello Ufficio luminoso e affacciato sul mare. Ci sono anche. Nel 2007 lo studio Ruggiero ha realizzato. che oltre a effettuare il classico servizio di trasporto deve andare incontro ad una richiesta turistica sempre più massiccia. ideale per il soccorso in mare in condizioni meteorologiche critiche: è fatta in maniera da essere perfettamente stagna e con volumi vuoti nelle parti alte. adesso i clienti sono sempre più attenti alle questioni di design e vengono con idee molto chiare su quello che vogliono: può anche succedere che. La crisi economica esplosa nei mesi scorsi non ha coinvolto in modo pesante il settore: “La crisi la avvertiamo in termini di un rallentamento in contrasto con i periodi precedenti – commenta Elisabetta Ruggiero – c’è poi anche un discorso culturale da tenere in considerazione: la clientela nuova che non ha una grande tradizione. preferisce avvicinarsi al diporto comprando un usato che piace. lo Studio Ruggiero vanta 35 anni di attività e 306 progetti realizzati nel campo della progettazione e del design del diporto e non solo: “Noi facciamo tutto. su richiesta di Navigazione Laghi. perché la dimensione degli yacht è cresciuta progressivamente negli ultimi anni e oggi è normale parlare di yacht anche oltre i 100 metri. Andromeda. che tornano e ci chiedono una seconda barca. è un discorso molto colto per il quale ci vorranno ancora alcuni anni prima che i neofiti capiscano che cosa possono davvero volere per loro stessi”. così. un certo tipo di struttura trasversale e longitudinale tipica dell’ingegneria applicata alla costruzione delle grandi navi in acciaio militari. mi faccio progettare una barca e aspetto 2-3 anni’. che aveva addirittura uno scafo in alluminio. privati fidelizzati. La clientela dello studio è di qualsiasi tipo: cantieri. il Jonica. per primi. bar e spazi comuni nuovi e piacevoli – spiega l’architetto Ruggiero – Orione ha avuto un successo pazzesco: ha un gemello. era leggera e velocissima”. Gli Speciali di Ship2Shore . con ristoranti. mio padre ha iniziato cercando di introdurre in modo innovativo i criteri propri dell’ingegneria navale militare nella progettazione dei primi yacht in acciaio.INTERIORS La rivoluzione dello Studio Ruggiero Creata la motovedetta che non si rovescia mai. anche se si rovescia. il cliente chieda la vista esterna di Paskowski. iniziano a richiederlo. i volumi vuoti nella parte alta spingono verso in alto. i più grandi arrivavano a mala pena ai 40 metri. riportando la motovedetta nella giusta posizione”. con rampe che garantiscono l’accessibilità ai disabili. quando anche i clienti. gli idro test per la carena.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 5 . amici di clienti già fidelizzati o appassionati del settore che scelgono e valutano il nome degli studi in base alle referenze e ai feedback positivi che hanno ricevuto. Lo studio Ruggiero nasce come studio di ingegneria e solo successivamente. che verrà inaugurato a maggio 2009”. clienti che vogliono solo barche realizzate e seguite interamente da noi”. dalla progettazione all’interior design – dice l’architetto Elisabetta Ruggiero – il nostro core business sono gli yacht da diporto: mio padre ha cominciato 35 anni fa a progettare i primi yacht. si occupa anche di design navale: “Negli anni Settanta era tutto da inventare. una barca all’avanguardia. Già negli anni Ottanta.

Lo studio si è così guadagnato il favore e la fiducia del gruppo armatoriale. socio giovane dello studio di architettura. al contrario di Marsiglia e Savona”. dagli impianti fino agli spazi di servizio quali bar. fino ad arrivare all’avventura del terminal: “Costa Crociere aveva capito che investire nei porti e seguirne la gestione direttamente era un aspetto complementare al business delle crociere – ricorda Vicini – contestualmente la riforma di legge prevedeva che i porti dessero le concessioni dei terminal ai terminalisti. non dalla security di Costa crociere. che andranno a occupare la vecchia area aeroportuale nel centro della città: è questo un segno evidente che le crociere si stanno segue a pag. In una parte separata del terminal abbiamo realizzato anche gli uffici di Costa Crociere. arrivavano tutti dagli Stati Uniti. Stavano però cercando uno studio che seguisse il refurbishment della Costa Classica. ricorda bene l’avventura: “Il refurbishment non avvenne mai: mentre noi eravamo a Liverpool a occuparci dell’allestimento del troncone. dalla parte urbanistica alla definizione degli allestimenti interni. Tutte queste categorie devono appartenere a flussi differenti. che hanno accesso anche a una propria wellness area. che ospitano circa 30 persone. ovvero coloro che si fermano per fare un’escursione e poi rientrano in nave. A Savona era stato inizialmente approvato un progetto di Pedro Bofill e fu successivamente indetta una gara da Costa Crociere e dalla Port Authority di Savona per la realizzazione del terminal crocieristico: “La gara fu vinta da BEA – dice Piazza – uno studio di Miami tra i più famosi al mondo: noi abbiamo seguito la realizzazione perché BEA si appoggiava a uno studio di Roma. è una realtà genovese che è cresciuta insieme a Costa Crociere: “L’avventura con Costa è iniziata alla fine degli anni Novanta. ristoranti e shopping center. e ha chiamato noi”. perché erano sicuri di perdere la nave nel caso in cui fosse stata tagliata”. quelli che hanno finito la crociera e ripartono verso casa. che si occupa di realizzare e progettare il design di terminal crociere all’avanguardia. con tanto di palestra”. e alla fine dell’operazione c’erano 154 punti di deformazione. nel 2001. Chi entra è controllato dalla guardia civil spagnola. e Foschi da Barcellona era in contatto con i nostri ingegneri che gli dissero di lasciar perdere. a Genova non gliel’hanno dato e allora si sono rivolti a Savona”. firmati da Joe Farcus. la nave da Genova è partita per Barcellona. Vicini anche sottolinea come uno dei problemi più spinosi sia il tener conto della dinamica dei flussi: “E’ necessario pensare sempre agli spazi a nostra disposizione: 1. a Hong Kong e Singapore: “In Oriente sono le Autorità Portuali a costruire i terminal: noi ci stiamo preparando per partecipare alle gare che sono aperte a tutto il mondo. che ha affidato ai due architetti genovesi anche la realizzazione del terminal di Barcellona. “Si figuri – aggiunge Vicini – che per far scendere in mare il troncone hanno iniziato a tirarlo con dei rimorchiatori verso sinistra. Andrea Piazza racconta che lo studio Vicini ha già rivolto lo sguardo all’Oriente. soprattutto in un porto come quello di Barcellona che è considerato ‘sterile’. Un terminal sterile significa avere la necessità di progettare un ingresso più grande..200 auto private che si spostano simultaneamente all’interno dell’area portuale corrispondono a 30 mila metri quadri di superficie.7 Gli Speciali di Ship2Shore . Inoltre tutti passeggeri devono essere controllati con macchine x-ray.. i collegamenti a mare della stazione di Marsiglia e la progettazione del terzo accosto a Savona: “ Per il terminal di Barcellona ci siamo occupati di tutto. ma noi eravamo di fatto ‘i padroni di casa’ che hanno fatto funzionare il terminal e ne abbiamo studiato sia la distribuzione sia gli allestimenti. Anche Luigi Vicini conferma la forza della piccola azienda genovese che per ora non sembra risentire della crisi dei mercati: “Hong Kong investirà 240 miliardi di euro per realizzare quattro nuove stazioni marittime. ecco perché le indicazioni dell’armatore e le regulations locali sono fondamentali per la riuscita di un progetto”. È stato il primo approccio che noi abbiamo avuto con la progettazione di un terminal”. Noi abbiamo il vantaggio che deriva dall’esperienza che tanti non hanno”. quando è arrivato Foschi a Genova – racconta l’architetto Luigi Vicini fondatore dell’omonimo studio – Noi ci siamo sempre occupati di ristrutturazioni e il caso ha voluto che seguissi alcuni lavori personali per Foschi: lui stava già iniziando l’avventura di costruzione di navi nuove e i progetti. Gli ingegneri della Costa decisero di non montarlo e a Liverpool scoppiò il finimondo: il pezzo era costato 100 miliardi di lire”. Inoltre noi dobbiamo considerare tre distinti flussi di passeggeri: quelli che arrivano per la crociera. e i transiti.INTERIORS I terminal crociere guardano agli spazi d’Oriente Lo studio Vicini racconta il design dei terminal di Costa La storia dei Terminal crociere è legata a doppio filo con la storia delle crociere: lo Studio Vicini. Andrea Piazza. La sicurezza è fondamentale. Dopo l’avventura della Costa Classica è seguito. Spesso i flussi si incrociano e noi dobbiamo studiare soluzioni ad hoc. Costa era partita con l’idea di prendere un terminal a Genova. l’allestimento della Tropicale. “Per entrare nel terminal di Barcellona – spiega Piazza – bisogna passare i controlli anche solo per accompagnare chi parte.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 6 .

In questo senso.INTERIORS segue da pag. lavorando con tutta una serie di realtà esistenti nell’area delle riparazioni navali che con Costaguta hanno un rapporto ventennale. tuttavia considerare solo una delle due fattispecie non ci farebbe giustizia”. rapportandoci con tante realtà specializzate e coordinando tutte le attività. ci occupiamo noi del disegno e del progetto per la trasformazione”. dando la possibilità di sfruttare meglio gli spazi e avere strutture super leggere. Arredamenti Porto. l’armatore o il comandante. Un pool di appena 75 persone.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 7 . il giovane architetto che porta avanti l’attività di Arredamenti Porto insieme al padre Matteo. Arredamenti Porto è generalmente considerata come un’organizzazione di successo. facciamo del naval design. che hanno a e lo dobbiamo perciò riadattare secondo quelle che sono le dimensioni della barca. ma spesso non è costruttivo Gli Speciali di Ship2Shore . ma definirci dei semplici arredatori navali sarebbe riduttivo – spiega Beatrice Paci. specifica che il know how acquisito dall’esperienza dell’azienda è fondamentale per questo tipo di lavoro: “Noi abbiamo 2 attività: nell’arredamento il disegno 9 su 10 ci arriva fatto. Essendo una piccola realtà tutti contribuiamo al risultato finale. le specifiche del cantiere e l’impiantistica. dal punto di vista dell’arredamento. Non possiamo definirci né un cantiere navale né un’azienda che fa arredamento. Altro punto di forza di Arredamenti Porto sono i materiali ultralight. Le stazioni marittime volute da Hong Kong occupano aree di 25 mila metri quadrati ciascuna: ciò che mancano sono le indicazioni del terminalista. In altri luoghi i terminal erano costruiti per le traversate oceaniche. a capo dell’ufficio stampa di Arredamenti Porto – Ci occupiamo di due attività. che abbracciano tutta la richiesta di mercato. ebanisteria. Chiaramente questo settore si è grandemente sviluppato. è riduttivo per una società che sorge nell’area delle riparazioni navali e opera nel settore del refitting e dell’arredamento da più di vent’anni: “nel 1987 Matteo Costaguta rilevò un’azienda che si occupava di arredamento navale. il cantiere crea il prototipo dello yacht e gli attribuisce una sigla: a quel punto nei 4000 metri quadri del laboratorio di Mornese Arredamenti Porto lavora con la tecnica del premontaggio. Matteo Costaguta disposizione 2000 metri quadrati di laboratori attrezzati per qualunque lavoro di falegnameria.6 affermando anche nel Far East. ci rende altamente competitivi”. “Nell’ufficio tecnico – aggiunge Muriel Biby. attraverso il continuo lavoro di squadra”. verniciatura e tappezzeria lungo banchina a Genova. Sono poche le città che sono dotate di terminal abbastanza recenti a parte Miami: Miami ha iniziato subito a costruire terminal all’avanguardia perché le crociere per i Caraibi sono una realtà da più di 20 anni. ma rendendo attuabili i disegni. non certo gli spazi. ha solo delle idee e manca un designer dell’armatore. e lo si rimonta tutto direttamente a bordo: l’armatore può vedere visionare la barca da subito e decidere per tempo gli eventuali cambiamenti”. A livelli di refitting ci sono stati casi in cui abbiamo dovuto comportarci da cantiere: se il cliente. La Arrredamenti Porto che trasforma gli yacht in gioielli Nel cuore delle riparazioni navali si vara il lusso italiano Il nome. facilita l’attività – aggiunge Paci – Inoltre il fatto di poter guidare noi il progetto iniziale. risparmiando peso che per un’imbarcazione da diporto è un aspetto importante: il mobile è bellissimo. Tuttavia siamo ottimisti: fino a 10 anni fa nessuno si occupava di terminal. creando cioè gli stessi ambienti a misura reale che una volta finiti e approvati dal cliente si monteranno a bordo: “Si va a bordo quando la barca è solo una struttura – spiega Muriel Biby – si prendono tutte le misure e noi possiamo cominciare a costruire tutto l’arredo interno prima che a bordo siano state fatte tutte le compartimentazioni e siano stati finiti gli impianti principali. Inoltre dobbiamo tener conto che un terminal realizzato con le logiche imprenditoriali di Costa ha un costo circa 12 milioni di euro e copre un’area di 10 mila metri quadri. Da Mornese poi si smonta il tutto. In Italia i pochi terminal che esistono sono vecchi e inadeguati. Per quel che riguarda gli interni di nuove imbarcazioni. e solo dalla fine degli anni Novanta è ripartito lo sviluppo di queste realtà”. non trasformando in disegni quelli che sono i desideri del cliente. ma è vuoto. Giovanni Costaguta. quando il concetto di viaggio per nave era legato alle migrazioni da un continente all’altro. responsabile commerciale del gruppo – ci sono persone che hanno lavorato con noi per più di dieci anni. dotata di attrezzatura e tecnici in grado di portare avanti progetti molto complessi. il refitting e l’arredamento. in grado di gestire e coordinare riparazioni e manutenzioni di tutti i tipi e grandi lavori a sovrastrutture in acciaio e alluminio. “Una delle caratteristiche dell’azienda è il fatto che lavorare da tanti anni con gli stessi fornitori.

Il 1994 è stato un anno di ulteriore affinamento produttivo che ha reso possibile l’inizio di una collaborazione straordinaria con i più importanti cantieri navali nella realizzazione di grandi yacht da diporto quali Benetti.I. alla realizzazione della Crown Princess della compagnia P&O. nel 1945. lo spostamento dell’azienda da Venezia all’area industriale di Marghera. che a quel tempo si occupava della ristrutturazione di alberghi quali l’Excelsior al Lido di Venezia. permettendo un più facile coordinamento delle attività costruttive del cantiere. Ma è nel 1961 che Zago si impone nel settore dell’arredamento navale. L’abilità della società veneziana a fornire un supporto ingegneristico e progettuale di alto profilo. cruise vessel e approdando al settore del diporto: è in quest’ambito che si è andato consolidando il rapporto proprio con gruppo Ferretti. CRN. il Gritti e il Danieli a Venezia e contemporaneamente fu avviato un rapporto anche con il gruppo Banca Intesa. nel 1964. Gli anni Ottanta consacrarono Zago come leader nel capo del naval design: nel 1987 l’azienda creò il primo brevetto italiano per la costruzione di cabine prefabbricate che vennero installate nella piattaforma semisommergibile Micoperi 7000. Perini Navi. la cui caratteristica linea a delfino fu disegnata dall’architetto Renzo Piano. che giustificò.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 8 . allora denominato I. che si trova a dirigere una realtà che si afferma ogni giorno di più nel panorama italiano dell’arredamento e del design. con un risparmio notevole dei tempi di posa in opera. In questi anni il gruppo stabilisce veri e propri record. segnando l’inizio di una storica e importante collaborazione con Fincantieri che a tutt’oggi è ancora vivacemente in essere. galleristi e musei di alto profilo hanno portato alla realizzazione di progetti di grande qualità e alla fornitura di pezzi di arredamento unici per aziende quali Esprit. Lurssen Werft. nel 2003. alla fusione societaria tra le due storiche realtà. Costa Crociere e Disney Cruise Line. quando Carlo Zago. per esigenze produttive. Con l’avvento del nuovo millennio il gruppo Zago ha completato la propria maturazione tecnica in ambito navale. E’ il 1908. inaugurando un periodo segnato dalla collaborazione con Fincantieri e dal consolidamento di rapporti duraturi con le più grandi compagnie armatrici quali Princess Cruise Line. che le permette di affrontare in un’ottica semi industriale e flessibile progetti di qualsiasi dimensione e tecnicamente molto complessi. Holland America Line. gestione alberghiera.INTERIORS L’arredamento di lusso parla veneto Il gruppo Zago Spa reinventa l’interior design La storia del gruppo Zago Spa risale a centouno anni fa. Negli anni Cinquanta il nuovo manager punta sull’incremento delle capacità produttive dell’azienda. come Hermes. rendendo possibile la costruzione di 140 progetti per l’arredamento di grandi ferry. maestro artigiano veneziano. che è approdato. decide di creare un piccolo laboratorio: dopo 37 anni di intenso lavoro. Appena un paio di anni più tardi il gruppo raggiunse l’obiettivo di partecipare all’allestimento di una cruise vessel: nel 1989 collaborò. cha da sempre in comune hanno l’amore per il mare e per la qualità. l’azienda di famiglia passa nelle mani di un altro Carlo. unitamente alla capacità di gestire le esigenze di clienti particolarmente selezionati. Il primo allestimento navale fu quello del traghetto Appia dell’Adriatica di Navigazione. L’accresciuta dimensione delle commesse ha sviluppato un’azienda che conta un organico di 60 persone in un’area di circa 10 mila metri quadri. unico erede e nipote del fondatore della società. un nuovo insediamento produttivo che spostò lo stabilimento nell’attuale sede di Scorzè. Dupont e Alessi. Le redini dell’attività passano alle mani di Antonio Zago nel 1992.B. L’arredamento firmato Zago si estende anche al comparto alberghiero e alle grandi banche: si instaura così una salda collaborazione con CIGA. della serie Grand Princess realizzate da P&O. infatti. P&O. Venne così creata una linea produttiva dedicata all’arredo navale che Gli Speciali di Ship2Shore . Cartier. il Principe di Savoia a Milano. come ad esempio la parte delle aree pubbliche delle nuove regine del mare. realizzando una media di 5 mila metri quadrati all’anno di eleganti saloni passeggeri. organizzazione di si sviluppò a tal punto da richiedere. Riva e il gruppo Ferretti. appena ventenne. Carnival Cruise Line.

nel settore del trasporto. uscito a dicembre 2008 e destinato a un vasto pubblico.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 9 . a pagina 378 si può sapere qualcosa di più circa il potenziale di fonti di energia alternative. ad applicare il concetto del vantaggio competitivo prima ancora che questo termine entrasse nell’uso comune: l’innovazione e in particolare l’innovazione tecnologica. infatti. dell’Economia globale e del commercio marittimo e la dinamica globale della costruzione navale. appena un anno dopo Niko Wijnolst pubblicò “Design Innovation in Shipping”. sia essa portacontainer o tanker. “Shipping Innovation”. Il trasporto è l’industria di gran lunga più antica del mondo ed è stata per lunghi secoli caratterizzata da forti competitività a livello globale. rappresentarono la chiave per vincere la concorrenza e consolidare rotte e modalità di trasporto. “Shipping Innovation è un libro notevole . analizza le problematiche della progettazione di una nave e come rendere ciascuna tipologia. a cura degli olandesi Niko Wijnolst e Tor Wergeland ed edito da IOS.ha commentato Paul Gunton di Fairplay. I due libri insieme offrirono una comprensione e una descrizione completa della dinamica del trasporto globale e dell’innovazione in campo marittimo: ad oggi. “Shipping Innovation” affronta anche l’analisi dei mercati. malgrado la loro indiscussa validità. si può conoscere qual è il flashpoint del propilene. Il volume. si può in certi casi addirittura considerarlo come una vera e propria enciclopedia: se a pagina 249. si è deciso di procedere all’aggiornamento dei due testi e di fonderlo in un nuovo manuale. Gli Speciali di Ship2Shore . innovativa e quindi più competitiva.INTERIORS Shipping Innovation: il manuale per la competitività L’innovazione tecnologica aiuta a battere la concorrenza All’inizio degli anni ’90 non erano molti i testi per studenti e addetti ai lavori che si occupavano di trasporto marittimo: per colmare questa lacuna uscì nel 1996 “Shipping”. Il volume consta di 830 pagine dedicate a tutti i professionisti che vogliono continuare ad essere informati su quegli aspetti del settore che più da vicino li coinvolgono. diviso in quattro parti. basato su lavoro svolto presso l’Università Tecnologica di Delft. Ciò ha portato. consultando le tavole comparative delle sostanze pericolose. infatti.merita di diventare un testo per studenti e professionisti: unisce argomenti prettamente tecnici e specificatamente commerciali in modo assolutamente coerente”. e allo stesso tempo vogliono capire e iniziare un dialogo con quelle parti che si occupano di altre fattispecie dell’industria marittima. studenti del settore e professionisti. che si occupano di marittimo.

Azamara Cruises. Nuova Zelanda. Francesca Bucci e Hans Galutera del BG Studio International che hanno guidato la progettazione del ristorante Murano e di altri quattro bar e lounges. a livello dei migliori centri Spa di terra: tra le attrazioni più stupefacenti offerte da questo vero e proprio gioiello navigante del design. secondo l’IIDA di New York. lo spettacolo della soffiatura del vetro sviluppato in collaborazione con il Corning Museum of Glass e una vasta scelta di intrattenimenti. l’Hot Glass Show. proposte ad un pubblico esigente e altamente selezionato. d’ispirazione mediterranea: ciascun ospite ha partecipato a un dibattito sulla storia del design navale. autentici ristoranti a cinque stelle e una straordinaria attenzione ai dettagli: gli itinerari proposti dalla compagnia contemplano mete da sogno quali Alaska. il Grand Epernay con la torre di cristallo per il vino. Royal Caribbean vanta di fatto la più moderna flotta del mondo. ha nominato Celebrity Solstice il “Nuovo punto di riferimento” del settore. mezzo acro di prato di vera erba sul ponte più alto. Celebrity Cruises ha di volta in volta inaugurato navi sempre più belle e moderne: l’ultima arrivata nel gruppo Royal Caribbean Cruises. dell’arte. seconda compagnia crocieristica a livello mondiale. l’Oceanview Café e Bar e il ristorante Tuscan Grille a bordo di Celebrity Sosltice. è la Celebrity Solstice che aspetta a luglio l’arrivo della gemella Celebrity Equinox. la flotta di Celebrity offre sofisticate crociere di livello superiore con personale altamente specializzato. inclusa la nuova categoria con balcone Aqua Class. Al vertice della classifica “The Top Cruise Ships in the World” stilata dai lettori di Conde’ Nast Traveler 2008. Tihany. Gli Speciali di Ship2Shore .Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 10 . del teatro e del design. durante il ciclo di conferenze “Pioneering Design Lecture Series” a New York. incentrate sulle professionalità nell’ambito dell’ospitalità. che ha creato la sala da pranzo principale. Isole Galapagos e Hawaii.850 ospiti offre camere e bagni più ampi e diverse categorie di sistemazione. della moda. Celebrity Solstice e la sua gemella Celebrity Equinox saranno entrambe posizionate in Italia per l’estate. Antartide. Pullmantur e CDF Croisières de France. Proprio per la ricercatezza e la cura dei particolari la prestigiosa organizzazione internazionale di design IIDA (International Interior Design Association). in partenza da Civitavecchia. Le nuove gemelle di Celebrity Cruises sono la riprova della volontà del gruppo di affermarsi quale leader del comparto crocieristico mondiale. tra i quali anche spettacoli teatrali in partnership con Poet Theatrical. che ha portato a considerare Celebrity Solstice come il nuovo punto di riferimento ed esempio del settore. anno della sua fondazione. Tra gli ospiti invitati a partecipare vi sono famosi designers come Adam D. progettata per offrire una vacanza benessere sul mare. La nuova ammiraglia da 2. dove Royal Caribbean ha organizzato il 15 maggio un evento ad hoc per lanciare la nuova elegante ammiraglia sul mercato italiano: con 38 navi in servizio e sei in ordine. Celebrity Cruises. e Kelly Gonzalez del Newbuilding & Design di Celebrity Cruises’ AVP che ha progettato insieme al suo team il ristorante a tema Blu. Altre tre gemelle si aggiungeranno annualmente alla flotta fino al 2012. Bermuda. Australia. bisogna ricordare The Lawn Club. che opera con i marchi Royal Caribbean International.DESIGN Il design premia Celebrity Cruises Al Solstizio di Royal Caribbean va il prestigioso riconoscimento IIDA Dal 1989.

per giungere velocemente e senza ulteriori spese in fondo al progetto: “Noi ci occupiamo del management del refitting e di altri lavori gestionali – spiega Alberto Annicetti . Io sono stato là per dieci anni. prima direttore tecnico di Renaissance Cruises. noi a nostra volta abbiamo i nostri fornitori”. quali la gestione finanziaria della nave. Nord Europa. anche in qualità di presidente di Rina USA. è affidata quindi la sede di Shanghai. Medio Oriente. a chi ci contatta. La squadra di Annicetti non si limita solo al management durante la sosta in cantiere. management della nave compreso. Far East. anch’egli con un’esperienza professionale in Rina più che decennale. e poi Vice-president di Oceania – spiega l’ingegner Annicetti – Io vengo da 28 anni di esperienza in Rina. “Il promotore di tutto è Alfredo Manghachi. come solo chi è sicuro del fatto suo sa fare: Overseas Ships Services offre una sorta di servizio ‘chiavi in mano’ per tutte le società marittime che non hanno il tempo di dialogare con tutti gli interlocutori e gli attori che intervengono nel corso di un’operazione di refitting. scommettendo sulla propria professionalità e la propria esperienza. Nasce così l’avventura di un gruppo che punta sulla qualità e la dinamicità della propria struttura: a Vezio Zennaro. risale invece ad agosto 2008 l’apertura di Overseas Ships Service Europe. che vanta un’invidiabile esperienza internazionale e una lunga carriera in Rina. Ho lasciato il Rina nel 2006 e ho passato un anno mezzo a Roma a ristrutturare la compagnia Augusta due.DESIGN Tre professionisti varano il Design management Da Miami sbarca in Europa Overseas Ships Service È il 1999 e Alfredo Mangachi crea Overseas Ships Services a Miami: l’idea è quella di offrire la propria esperienza ventennale quale Capitano di macchina al segmento crocieristico. ma sappiamo a quali professionisti rivolgerci di volta in volta per il cliente che vuole che un’area venga rifatta. le perizie per conto assicuratori o per conto armatori. nella sede genovese guidata dall’ingegner Alberto Alberto Annicetti Annicetti. Gli Speciali di Ship2Shore . di offrire un completo servizio ‘chiavi in mano’. tante conoscenze e tanta credibilità sul campo marittimo. diventando profit ci ha costretti ad aprire una società americana. per ora – conclude Annicetti – Se la crisi economica ha rallentato e messo in crisi l’ufficio cinese a causa della criticità del commercio orientale. Princess e ha avuto anche una diretta conoscenza nel mercato della Carnival Cruise Line. oltre che come area manager per tutto il continente americano. fra cui 16 anni passati in Oriente. Africa e Sud America sono stato mandato negli Stati Uniti per aprire Rina USA. ma prima era solo un branch che. Questi tre professionisti hanno operato una scelta controcorrente rispetto al panorama prospettato dalla crisi economica. e la consultazione per le compravendite navi.ci interessiamo di consegnare l’opera richiestaci quando è completa. ma offre servizi più articolati. “I risultati per di OSS Europe sono buoni. Alla fine sono rientrato su Genova per aprire la Overseas Ships Services Europe”. Con tante amicizie. quali Costa Cruise Line e Carnival Corporation: con quest’ultima Annicetti ha lavorato per circa cinque mesi proprio sulle problematiche del refitting delle navi passeggeri. Rina era già presente negli Stati Uniti. refurbishment o riparazione di altro tipo.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 11 . Non abbiamo dei lavoratori alle nostre dirette dipendenze. l’ufficio di Miami approfitta della volontà degli armatori di fare il refitting alle navi già esistenti anziché costruirne di nuove”. passati quasi sempre all’estero: dopo anni di spostamenti in Oriente. sia perché lo stesso Annicetti ha passato più di dieci anni negli Stati Uniti e il Rina ha classificato tutte le navi Costa. in pochi mesi di vita la Overseas Ships Service Europa ha già lavorato per ottimi clienti. individuando le rotte più redditizie e le agenzie più convenienti. settore in cui la società è piuttosto competente sia per il fatto che Alfredo Mangachi viene dal mondo delle navi da crociera. Il masterplan è tutto nostro: siamo noi i fornitori. le condition survey.

che mal si concilia con i lavori che dovevano essere portati avanti – spiega Mosetti Casaretto – Siamo contenti di aver terminato con successo i lavori delle aree pubbliche della Costa Pacifica e di avere ultimato anche i lavori sulla Seabourn Odyssey. dell’arredo sulle navi navi Silver Cloud. Silver Whisper. a partire dai primi anni Novanta ha cominciato a lavorare nelle nuove costruzioni. la trasformazione e la riparazione navale. sia pure.ENGINEERING I 111 anni di Gerolamo Scorza Ristrutturazione in corso per la storica società di Calata Gadda Un 2009 di sfide e grandi cambiamenti il centoundicesimo anno di Gerolamo Scorza: superato abbondantemente il secolo di storia. nonché nel commercio di legnami. con consegna. C. Se durante gli anni Settanta la ditta Gerolamo Scorza ha definitivamente abbandonato il commercio del legname per dedicarsi a lavori di refitting e refurbishment. quando le navi venivano costruite in legno: solo successivamente l’attività si convertì nell’arredamento. Fabio Mosetti Casaretto: “La morte di Scotti per noi è stato un grandissimo colpo. monitorata dall’A. ha segnato il via a una riorganizzazione interna. La società operava nel campo della costruzione navale. la ditta ha realizzato quasi tutti i traghetti di Grimaldi. A fine agosto. 1242. la Ditta Gerolamo Scorza Legnami. per i quali. tutt’ora in corso. in misura minore: l’augurio è che si vedano già a partire dal prossimo anno sufficienti segnali di ripresa. sul quale stiamo attualmente lavorando. “Questo lutto inaspettato ci ha costretti a mettere mano a una riorganizzazione aziendale. mentre a metà luglio arriverà lo scafo della seconda. Oggi la Gerolamo Scorza è una società che ha saputo mantenersi fedele a se stessa. Gli Speciali di Ship2Shore . forse. cominciando una lunga collaborazione con Fincantieri a partire dalla Crown e Regal Princess e Costa Classica: di lì in avanti ha lavorato tantissimo sulle nuove costruzioni. è prevista la consegna del sesto traghetto per Grimaldi in costruzione presso Nuovi Cantieri Apuania. che portino a intravedere una ripresa dell’economia globale”. Silver Wind. Clienti storici della Gerolamo Scorza sono: i cantieri Apuania. Lo scafo della terza nave è previsto per luglio 2010. invece. a partire dal 1993. sempre rispettoso di tutti e un grandissimo lavoratore”. 6194 “Oceania”. Fincantieri e cantieri Mariotti. una persona straordinaria sotto tutti i punti di vista: molto umile. quasi esclusivamente cruise ships. come per le altre. pur rimanendo al passo con i tempi: l’improvvisa scomparsa di Sergio Scotti. leader della società genovese. l’ultimo dei quali in consegna entro aprile 2010”. fondata da Andrea e Giobatta Scorza nel giugno del 1898 in memoria del padre. “Con Fincantieri abbiamo recentemente acquisito una commessa sulla C. in minor misura sui lavori di refit e refurbishment. in consegna a maggio 2010. oggi guarda al futuro e fa il pieno di commesse. della Gerolamo Scorza. e al quale seguiranno i lavori per i traghetti 1243 e 1244. per un lotto di aree pubbliche in costruzione presso il cantiere di Sestri Ponente – continua Mosetti – Anche il settore della cantieristica ha risentito dell’attuale momento di crisi. e Radisson Seven Sea Voyager e Seaven Seas Navigator. tra le altre.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 12 . Silver Shadow. la prima di una serie di tre navi gemelle sulla quale è stato fatto l’arredamento al completo di tutta la nave: la consegna della prima nave è avvenuta in questi giorni. oltre a suscitare l’inevitabile dolore in colleghi e amici che lo avevano conosciuto negli oltre sessant’anni di carriera nella ditta. con cui l’azienda ha collaborato per la realizzazione. Per me era anche un amico.D. il maggio successivo.

Rolls Royce e Logmarin. quest’ultima specializzata nella consulenza logistica del transhipment. e per Siba. merita citare società come Siba. parte del gruppo Rina e operante nel campo dei servizi industriali per il settore petrolchimico off-shore. l’idrodinamica e l’analisi idrostatica dei piani: alcune tra le ultime realizzazioni di Interprogetti sono la conversione da tanker a bulk carrier della Four Spring di Premuda. Tutte le attività di Interprogetti sono studiate nel particolare e complementari tra loro. La Crescendo Holding Ltd è una joint venture tra Rina Industry. la floating crane barge Princesse Abby della MBSS in Indonesia. al marine insurance fino al risk & damage assessment e ai pareri tecnici per società quali ENI.ENGINEERING Il gruppo crescendo sceglie Genova Interprogetti esporta l’ingegneria italiana Interprogetti è una società giovane e dinamica. Per ciò che riguarda il comparto delle assicurazioni marittime Interprogetti si occupa di consulenze e perizie per avarie marittime sia per le assicurazioni corpo e macchina sia per i P&I: Andrea Panarello. oltre a occuparsi di progettazione è anche il presidente di AIPAM. Luigi Beraldo e Andrea Panarello: i ‘tre moschettieri’ dell’ingegneria hanno le idee chiare e da subito diversificarono l’attività dell’azienda tra progettazione industriale. a cura dell’ingegner Chierici. Nel 2003 la svolta: il gruppo Crescendo acquista l’80% di Interprogetti. a seconda del carico di lavoro”. di lavorare per tutti i dipartimenti. le analisi strutturali e tecniche dei progetti. era a sottolineare la totale duttilità dei disegnatori – racconta Andrea Panarello – in grado di volta in volta. Saipem. società inglese fondata nel 1850 che opera a livello internazionale nel settore dei servizi assicurativi alle compagnie internazionali. dal project management alla pianificazione dei lavori in cantiere. confermando l’Italia tra i più seri centri di tecnologia e ingegneria del mondo.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 13 . varata alla fine del 2008. È lungo l’elenco dei clienti di questa società genovese che negli ultimi anni si è sempre più imposta nel panorama internazionale: le attività variano del project & buiding supervision. da Banchero&Costa e da Terenzio group: la collaborazione tra Logmarin. che continua a seguire la progettazione navale. completando l’acquisizione del rimanente 20% appena quattro anni più tardi. quando vengono create due società separate. ‘Inter’. nata nel 1990 dall’esperienza degli ingegneri Francesco Chierici. infatti. Grandi Navi Veloci e Agip KCO: tutte realtà che si sono appoggiate ad Interprogetti per alcuni o tutti gli aspetti della supervisione e gestione della costruzione delle navi. l’associazione di ingegneri periti di avarie marittime. e Charles Taylor Consulting. e la consulenza e progettazione navale seguite da Panarello e Beraldo. la Livestock Carrier. In pochi anni passano da sei addetti a circa un centinaio di impiegati: “il nome stesso. che si occupa dello studio dei cicli. la STI per la progettazione industriale e la Interprogetti di Panarello e Beraldo. nel 2007. Coeclerici. e Interprogetti ha portato alla realizzazione della floating transfer crane Liebherr per permettere l’allibo in rada di navi particolarmente grosse a Coeclerici. Il core business di questa società è il marine engineering. Gli Speciali di Ship2Shore . A fianco alle attività ‘storiche’ dell’azienda. è una società di progettazione partecipata dal gruppo Crescendo.

che La nave italiana Kashmir. ma anche quello di promuovere lo studio delle cause dei sinistri. Spesso l’attività di perito di avarie marittime ha infatti connessioni ravvicinate con la progettazione pura: riconoscere un errore progettuale significa sovente saperne anche risolvere la causa. è una total loss hanno trasformato la propria esperienza nel campo dell’ingegneria navale in un Maritime Associations of Surveyors and Consultants. ovvero il riconoscimento e la regolamentazione della professione di Perito e Consulente Tecnico in campo marittimo da parte del Parlamento europeo. AIPAM è un’associazione giovane.100 periti. Tra gli scopi della FEMAS vi é quello di uniformare i requisiti per l’esercizio della professione di perito ed esperto marittimo per ottenere in ambito europeo ciò che già da tempo esiste in Gran Bretagna. l’ingegner Andrea Panarello. la promozione ed il miglioramento del livello professionale ed etico dei membri delle associazioni che ne fanno parte. La partecipazione alla federazione é consentita soltanto ad associazioni nazionali di esperti e periti che operano nel settore marittimo e pertanto non ai singoli individui: la FEMAS oggi comprende 13 associazioni di otto Paesi europei con un numero complessivo di circa 1. Non è una sorpresa. esperti marittimi e consulenti tecnici. vittima la scorsa primavera di un sinistro nel Golfo Persico. Altri obiettivi riguardano la costituzione di un organo consultivo nell’ambito della Comunità europea per tutte le questioni che riguardano la sicurezza in mare. un’organizzazione mestiere oggi molto richiesto: la serietà e la competenza di ciascun membro internazionale nata nel 1988 e registrata in Olanda. riconosciuto anche a livello governativo. che conta circa una cinquantina di soci. quindi. lo scambio di informazioni e di conoscenze tra i membri. sia nel board di una delle più note società di progettazione tecnica navale dell’ambiente genovese.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 14 . in grado di far sentire la propria Nello stesso anno AIPAM è entrata a far parte della Federation of European voce nell’ambito marittimo internazionale su questioni di particolare importanza tecnica. con lo scopo di elaborare suggerimenti per l’adozione di opportune misure di prevenzione. Gli Speciali di Ship2Shore . che ha costituito è alla base della credibilità dell’associazione che soltanto dal 1998 è stata una federazione delle associazioni nazionali europee marittime di periti. che l’attuale presidente di AIPAM.ENGINEERING L’ingegneria navale dei sinistri L’esperienza degli ingegneri di avarie marittime si incontra in Europa L’Associazione Ingegneri Periti di Avarie Marittime è un’associazione nazionale creata a Genova il 28 febbraio 1995: lo scopo non è solo quello di formare un’organizzazione di periti e consulenti tecnici nel settore dei sinistri marittimi.

studi di fattibilità. ha contribuito allo sviluppo della cooperativa. realizzando mezzi offshore per realtà quali. e le bitumiere della Petrolmar di Genova. Per conto di ACTV. schemi funzionali. tra le altre. è in grado di occuparsi di tutti gli aspetti relativi alla progettazione navale di base e di dettaglio di nuove costruzioni. Un altro settore. Il risultato? Ottimo: infatti assoluta disponibilità e grande flessibilità sono molto apprezzati dai clienti. l’esperienza antica progetta il futuro Dalle conversioni di navi ai mezzi subacquei per ricerche oceanografiche SPLINE è un acronimo: il nome è quello di uno dei più antichi strumenti per il disegno delle carene. l’incremento delle attività nel settore offshore.ENGINEERING SPLINE. è rappresentato dallo studio delle procedure di varo di mezzi navali. che hanno deciso di condividere il proprio patrimonio di esperienze nei vari settori della progettazione navale: oggi fanno parte di SPLINE gli ingegneri navali Mario Scaglioni ed Enrico Ruschena. destinati ai mega yachts. Nella collaborazione con altre società di progettazione. E’ un servizio a 360 gradi che. la Saipem di San Donato Milanese e la Tecnomare di Venezia. ha redatto la proposta di regolamento per tali mezzi. Negli ultimi anni. negli ultimi anni. risolvendo tutti gli aspetti critici quali stabilità. ovviamente. ovvero il vecchio flessibile di legno. in pratica. SPLINE ha contribuito alla progettazione di mezzi lagunari per il trasporto passeggeri. La stessa filosofia del nome infatti si rispecchia anche nella formula scelta della società cooperativa di produzione e lavoro. Gli Speciali di Ship2Shore . ABB di Sesto San Giovanni. quando è necessario. Inoltre SPLINE ha seguito la realizzazione dei traghetti per il cantiere navale Fratelli Orlando di Livorno. ha portato la SPLINE a maturare una notevole esperienza specifica. che sono attualmente oggetto di esame finale presso l’ISO. inclusi mezzi subacquei per impiego civile. SPLINE si sta affermando anche nel settore della nautica. La società si è costituita nel 1998 da un gruppo di tecnici provenienti da diversi studi e cantieri navali. SPLINE. SPLINE ha inoltre avuto modo di utilizzare software specialistici quali MOSES (Ultramarine) per analisi dinamica di galleggianti e SAFE HULL (ABS) per la progettazione strutturale di FPSO. Clienti della cooperativa sono anche i Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara e la coreana Daewoo Heavy Industries. robustezza locale e robustezza globale del pontone e stazza del mezzo da varare. Manlio De Rossi. inoltre. inoltre. di cui la SPLINE si occupa sempre più di frequente. SPLINE è proiettata verso il futuro dello shipping. maturata presso un’importante società di lavori subacquei. Gianluca Peruzzetto e l’ex comandante Giovanni Faraguna. relativamente al calcolo strutturale di mezzi di sollevamento e accesso a bordo di yachts. infatti. ha permesso di poter seguire la realizzazione di impianti per immersioni in alti fondali e ha portato allo studio di veicoli subacquei per le ricerche oceanografiche per l’Università della Tuscia a Viterbo. le ravennesi Rosetti Marino e Micoperi. progettazione di dettaglio. L’esperienza di uno dei soci della SPLINE. piani strutturali e piani di allestimento. anche di collaborazioni esterne. che annovera tra i propri clienti l’ACTV di Venezia. ma la progettazione di base rappresenta il Dna della società veneziana. Realizza. i tecnici Valter Cacco. tramite l’utilizzo di pontoni affondabili. La società. i problemi connessi all’idrostatica e all’idrodinamica e. avvalendosi. si occupa anche della sicurezza.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 15 . risolve. lo Ships Projects Lofting Interiors Engineering. grazie a importanti collaborazioni con le maggiori società operanti in questo campo. ingegneria di arredamento. dove i dipendenti sono anche soci. e di conversioni di navi esistenti. avviando una collaborazione continuativa con la Besenzoni di Sarnico.

Il centro vanta un’eccellenza anche in altri aspetti dell’ingegneria navale. armatore o cantiere. e noi stessi lo proponiamo in quanto più conveniente. basata su clienti consolidati per i quali lavorare con sempre più regolarità. il cliente. le strutture e materiali navali. per la costruzione del progetto di pattugliatore che Fincantieri aveva venduto alla Guardia costiera turca. CETENA. considerati gli strumenti alla base dell’alto livello qualitativo della società. I sistemi di monitoraggio sono gli unici prodotti della nostra società che si possono toccare con mano: si installano permanentemente a bordo sensori che sono collegati a una centralina di acquisizione dati. ovvero navi militari. che superata la crisi potrebbero divenire interlocutori interessanti”. chiede uno studio completo. che vengono costruiti a Muggiano. Il Centro per gli Studi di Tecnica Navale. il 13% per le prove a mare. Una parte importante del lavoro di CETENA è rivolto alle navi di Fincantieri. Le attività che noi chiamavamo ‘internamente trasversali’. Ai sistemi di monitoraggio. – spiega la dottoressa Federica Valdenazzi – Ci sono Paesi nel Mediterraneo. altamente competitivi del mercato italiano e internazionale: negli ultimi anni il CETENA ha sviluppato diversi sistemi di monitoraggio della nave. con un interfaccia cliente user friendly. però. Lo scorso anno CETENA ha seguito per sei mesi la formazione e il trasferimento di tecnologie a manager e ingegneri del cantiere turco RMK. e il 3 % per il trasferimento di tecnologie: un progetto questo. silenziosi e con poche vibrazioni: tuttavia segue a pag. Inoltre la nostra concorrenza è in parte costituita da piccoli studi di ingegneria specializzati. Nel 2008 il budget dell’azienda è stato di 8 milioni di euro. fondata neI 1962. di cui il 41% dedicato a ricerca e innovazione. in grado di rilevare le condizioni ambientali in cui essa opera e il comportamento in risposta a tali condizioni.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 16 . e il fatto di offrire una soluzione a tutto campo e coprire diversi aspetti di un problema. che coinvolge aspetti di competenza di diversi uffici. navi passeggeri e megayacht. iniziano a essere importanti e vengono incoraggiate: lo studio di progetti completi significa contratti più grossi dal punto di vista commerciale e quindi più interessanti. si contatta quando c’è un problema che altri studi ancora non sono riusciti a risolvere: ora stiamo valutando anche altri mercati. a cantieri e società armatrici oltre che alla stessa Fincantieri.17 Gli Speciali di Ship2Shore . il rumore e le vibrazioni. che si sta affermando sempre di più e che prevede un programma che ‘vende’ gli strumenti e le conoscenze di progetti specifici ad altri cantieri. è stato destinato il 4% del totale e il 39 % è assegnato alla parte di consulenza e progettuale. un settore ora in espansione. a fronte di una spesa più elevata determinata dalle dimensioni della nostra società. dove CETENA ha aperto un ufficio per seguire la parte ingegneristica e definire soluzioni progettuali per ottenere e realizzare megayachts confortevoli. com’è il caso ad esempio dei calcoli strutturali. Sono soprattutto richiesti sistemi di monitoraggio dei consumi della parte propulsiva. dai moti nave al comportamento delle strutture: “Per Costa Crociere ci stiamo ora occupando della fornitura di un sistema per monitorare gli impianti di bordo.ENGINEERING Il futuro dell’ingegneria navale si chiama CETENA L’eccellenza di software innovativi salva gli armatori dalla crisi Malgrado la recente crisi economica abbia segnato la brusca frenata alla attività cantieristiche del mondo marittimo. che è ad oggi un tema piuttosto sensibile“. CETENA ha chiuso un discreto 2008 e ha aspettative positive anche per l’esercizio in corso: “Il CETENA ha la fama di essere un ente molto qualificato. che si occupa di ricerca a livello nazionale e internazionale e offre consulenza e servizi tecnici. che. è una società del Gruppo Fincantieri. “Le principali aree di competenza tecnica del CETENA sono la fluidodinamica. più strutturata e con costi più elevati rispetto a un piccolo studio”. considerati emergenti. salvo possibili conflitti di interesse. in campo navale e marittimo. ci rende più ‘attraenti’ agli occhi del cliente. con l’idea è di costruirci il più possibile una prospettiva per i prossimi anni. la vulnerabilità e le segnature navali: siamo organizzati in dipartimenti che coprono queste e molte altre aree tecniche e ne riflettono la suddivisione – spiega Valdenazzi – Sempre più spesso.

organizza ogni due anni un convegno internazionale dedicato agli studi più interessanti e a temi particolarmente significativi per l’associazione: “Nel 2008 abbiamo celebrato a Genova il 60° anniversario della fondazione di ATENA. e le università italiane. – spiega Della Loggia – Per novembre 2009 stiamo preparando il 16th International Conference of Ship and Shipping Research a Messina.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 17 . Bisogna investire sui cervelli: Italia eccelle nelle navi da crociera. ovvero l’istituto nazionale per gli studi ed esperienze di architettura navale. Fincantieri è comunque interessata. con cui Fincantieri. Anzi. il cui padre è senz’altro Aldo Grimaldi. nel momento in cui il diporto si stava espandendo. abbiamo iniziato circa 5 anni fa a proporci anche al diporto. presidente di ATENA dal febbraio 2009 – Lo scopo dell’associazione è diffondere e promuovere la cultura marinara. che si occupa di acustica. Il comitato direttivo nazionale di ATENA. in risposta a un bando della regione Liguria per la promozione delle attività culturali sul territorio: “Genova ha competenze marittime diverse e complementari – conclude Della Loggia . La convention messinese si propone di coinvolgere gli armatori nella tutela dell’ambiente e di promuovere la collaborazione con gli enti accademici della Sicilia e con le facoltà di ingegneria navale dei paesi del Mediterraneo: “Abbiamo scritto al ministro dei trasporti perché si faccia portavoce del ministero degli esteri e contatti le accademie di ingegneria navale del Nord Africa”. che vanta realizzazioni di altissimo livello”. interessati da un flusso di circa 10 milioni di persone l’anno: ciascuna sede sviluppa delle proprie attività e linee di ricerca che vengono poi trasferite attraverso cicli di convegni locali e mirati: “L’ultimo incontro organizzato dalle sezioni di Genova e del Piemonte. – spiega il professor Bruno Della Loggia. inoltre il gruppo non ha intenzione di concorrere in un mercato già ben consolidato. che negli ultimi anni ha visto crescere il numero di iscritti”. che coinvolge l’ufficio strutture. un progetto intitolato “Storia e cultura della costruzione navale in Liguria”. salvo aspetti di conflittualità. Data la nostra esperienza. per le sue strutture produttive. il dipartimento di ingegneria navale dell’università di Genova. Dal 1948 ad oggi ATENA ha costituito 11 sezioni. INSEAN di Roma. in collaborazione con il DINAV. senza dimenticare ambiente e sicurezza”. della San Giorgio del Porto. l’associazione italiana di tecnica navale: “L’associazione è nata il 28 febbraio 1948. ATENA è in crescita e siamo decisi ad ampliare la nostra associazione: abbiamo già siglato un accordo con la marina militare a Taranto per aprire una nuova sede in Adriatico. nel momento in cui è entrato nel settore dei megayacht. è dedicata alla navigazione interna dei laghi del Nord Italia. dove attualmente non esiste nessuna sezione di ATENA”. come ad esempio le navi militari. ha stipulato un accordo tecnico-commerciale di cooperazione e ‘non belligeranza’. “L’attività che portiamo avanti a Muggiano è una tipica attività trasversale. e Marco Bisagno. passando da un progettazione di tipo artigianale a una progettazione più complessa legata alle nuove dimensioni degli yacht. E’ un segnale importante per la facoltà di ingegneria di Genova. insieme a DINAV e università di Genova. era incentrato sul tema delle riparazioni navali e il refitting – continua Della Loggia – All’incontro hanno partecipato anche Massimo Barbè.16 Fincantieri incoraggia l’azienda a lavorare anche con altre realtà. armatori. Ricerca e innovazione sono per il professor Della Loggia le chiavi per uscire dalla crisi: “Tutti dicono che la crisi sarà superata solo se saremo capaci di innovare e combinare la ricerca con le esigenze attuali. la ricerca ed il progresso tecnico-scientifico nel campo della costruzione e progettazione navale. La tecnica navale italiana chiama l’Adriatico ATENA aspetta Messina e guarda al Maghreb Ingegneri. con una forte presenza italiana. Conclusi i tre anni di Accademia a Livorno. Trieste o Napoli: “La marina militare vuole porre in evidenza le nuove esigenze dei tecnici navali e discutere con i professori universitari di progettazione navale militare per evolvere l’insegnamento in una direzione più consona alla loro esigenze. a yacht oltre i 100 metri. nei grandi traghetti. composto dai presidenti delle varie sezioni. implementando un software mirato per studiare come si comportano le onde di determinate dimensioni con questi yacht”. cantieri. docenti e ricercatori: sono più di 800 le aziende operanti nel mondo marittimo che sono socie di ATENA. nata nel 2006.e la storia di tutta la Liguria coincide con la propria vocazione al mare.ENGINEERING segue da pag. Anche per questo alla conferenza di Messina si parlerà di progettazione e tecnologia delle navi militari”. quasi delle navi. l’ufficio vulnerabilità. ATENA è un’associazione attiva che ha al suo attivo più di mezzo secolo di storia di ingegneria navale italiana. da una costola dell’allora Collegio degli ingegneri navali e meccanici Italiani. e nella nautica da diporto. e l’ufficio che si occupa delle prove a mare e in laboratorio. per questo motivo una delle ultime iniziative è l’aver proposto. Abbiamo perciò sviluppato per Azimut-Benetti uno studio ad hoc per gli scafi plananti delle imbarcazioni da diporto. gli ingegneri navali che entreranno a far parte del corpo del Genio navale devono conseguire due anni di laurea specialistica presso gli atenei di Genova. RINA. la più recente della quali. per le quali si vanno ad impiegare competenze acquisite in altre costruzioni. – racconta Federica Valdenazzi – Abbiamo iniziato a lavorare con Azimut-Benetti. di Mariotti: l’offerta di lavoro di queste realtà genovesi non è scemata malgrado la crisi.” Gli Speciali di Ship2Shore .

riduttori. in piedi un grosso progetto di ricerca con il gruppo A. Dal 2008 SINM collabora con il gruppo spagnolo CINTRANAVAL – DEFCAR. attivo nel campo delle periezie ed avarie marittime. ne tanto meno sui problemi di idrodinamica che questo può presentare”. ma è difficile farle accettare al mercato armatoriale Andrea e Giulio Gennaro e cantieristico. per evitare problemi successivi. inoltre. aliscafi. Moeller Maersk su una portacontenitori da 2. sempre più richieste visto lo sviluppo del settore Oil & Gas. che hanno questa tipologia di elica.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 18 . Secondo Giulio Gennaro. passeggeri e merci. P.500 TEU. Le ultime installazioni degne di nota sono quelle fatte su unità della marina spagnola. anche perché mio padre è stato per lungo tempo direttore tecnico di Lloyd Sardegna e di Corsica Ferries. Se le prove avranno un esito favorevole. Abbiamo. come ad esempio i primi due Mega Express della Corsica Ferries. con quelle più specifiche del mondo legale assicurativo dell’ingegner Massimo Canepa.. supply vessels.ENGINEERING Genova tra Spagna e Danimarca Con le eliche non convenzionali di SINM risparmi di combustibile fino all’8% SINM è una Srl genovese. In collaborazione con lo Studio Navale Canepa. a fine ottobre 2009. di cui abbiamo rifatto il progetto e sorvegliata la costruzione. e agli armatori per la ridefinizione progettuale dell’impianto. uno dei maggiori progettisti al mondo di rimorchiatori. Gli uffici tecnici di un cantiere. Questo tipo di soluzione viene proposta ai cantieri che si rivolgono a SINM per l’aspetto di guarantee claim. in consegna nel 2009 e su due traghetti passeggeri di Trasmediterranea. navi militari e perfino VLCC. che detiene il progetto – spiega Andrea Gennaro – ho visto queste eliche per la prima volta nel 1995 quando ero direttore tecnico della Llloyd Sardegna. SINM pertanto propone a cantieri ed armatori italiani progetti e supporto progettuale anche per questo tipo di unità. cuscinetti. “Noi siamo partners e azionisti della società spagnola SISTEMAR. tende a minimizzare i costi di costruzione a scapito di quelli di esercizio. azionista di riferimento di SISTEMAR. SINM è infatti specializzata nell’esame delle avarie agli impianti ed ai macchinari (motori. Andrea e Giulio Gennaro hanno una profonda conoscenza dell’idrodinamica. questa tipologia di eliche dà vantaggi in termini di efficienza con un risparmio di combustibile dal 7 al 9 %.. Queste eliche hanno caratteristiche interessantissime. oltre che sviluppatore di un software integrato per la progettazione navale (DEFCAR CAD / CAM). traghetti. ovvero le eliche CLT. Gli Speciali di Ship2Shore . “Vi sono circa 270 navi al mondo. Abbiamo anche una parte di attività che si ricollega alla modifica e riprogettazione di impianti a seguito di avaria. faremo le prove in scala reale sulla petroliera. nell’individuare quelle che sono addebitabili ad una non buona progettazione (che pertanto sono ripetitive e molto onerose per l’armatore) ed infine proporre modifiche progettuali all’impianto esistente per risolvere definitivamente i problemi. sviluppate in Spagna a partire dal 1976 dal professore Gonzalo Perez Gomez. Gennaro.). non sono abituati a ragionare sugli aspetti ingegneristici e meccanici di un progetto. che hanno realtà consolidate su grossi nomi”. In quest’ambito siamo più sbilanciati sul settore dei traghetti.000 DWT: le prove in vasca hanno avuto un buon esito e. “Noi ci consideriamo uno studio di pensiero – esordisce Giulio Gennaro – ed applichiamo le nostre conoscenze sia pratiche sia teoriche alla progettazione navale. che viene applicata alla propulsione non convenzionale. e su una petroliera da 35. nata nel 2007 dallo Studio di Ingegneria Navale e Meccanica degli Ingg. da non confondersi con l’usuale riparazione per sostituzione”. ovvero di rivalsa nei confronti dei fornitori. ha fondato lo studio associato Canepa Gennaro Marine per mettere insieme le competenze tecniche di Andrea e Giulio Gennaro. soprattutto nel Far East. Maersk ha già annunciato che installerà eliche CLT su alcune VLCC ordinate a STX”. linee alberi. “Il cantiere navale – aggiunge Andrea Gennaro – sempre più spesso è un assemblatore di progetti.

mentre la vita calcolata era superiore alle 100. il fatto che le metodologie di monitoraggio dei pod non abbiano impedito ai problemi già esistenti di evolvere fino a determinare un’avaria durante l’esercizio commerciale della nave. Alstom / Rolls-Royce si possono raggruppare in due distinte tipologie: avarie all’impianto elettrico e avarie ai cuscinetti a rotolamento. era equipaggiata con quattro pod Mermaid identici a quelli installati sul Millennium. inizialmente fatti passare per “urti contro il fondale marino”. Gli Speciali di Ship2Shore . La Queen Mary 2. sono presenti ancora oggi sugli impianti esistenti: Alstom / Rolls-Royce ha introdotto alcune lievi modifiche all’impianto che non hanno però sanato definitivamente il problema. le responsabilità di Rolls-Royce per quanto attiene ai problemi ai pod della C/S Queen Mary 2. inoltre. Tuttavia. la causa da 100 M$ intentata da Carnival Corporation a Rolls-Royce verte su comportamenti di “fraud and conspiracy”. ma hanno semplicemente prolungato l’MTBF.5 MW. e le avarie ai cuscinetti erano dovute a scelte discutibili per quanto riguarda sia la filosofia e la scelta dei cuscinetti sia l’impianto di lubrificazione. al fine di scongiurare avarie durante l’esercizio commerciale è stata adottata da tutti i costruttori di pod di propulsione: questo indica come i problemi ai cuscinetti siano delicati e non ancora definitivamente risolti nelle cause.000 ore di moto.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 19 . abbia avuto l’ennesimo problema ai pod: stupisce. I problemi all’impianto elettrico sono stati affrontati dal consorzio Alstom / Rolls-Royce già ai tempi delle prime avarie ad European Star e ad European Vision di Festival Cruises. Al fine di evitare che i problemi agli impianti si ripresentino. La sistematicità con la quale si presentano prova come nascano da problematiche progettuali e non da incidenti: l’impianto elettrico era affetto da problemi dovuti all’insufficiente dimensionamento della ventilazione e al conseguente surriscaldamenti. I problemi ai cuscinetti. cioè il tempo che intercorre tra due avarie consecutive. sotto un profilo squisitamente tecnico. sebbene in parte curati negli effetti. sono chiare e difficilmente difendibili con successo in tribunale. su cui sono installati due Mermaid da 19. che ad oggi non sono più commercializzati dal consorzio Alstom / Rolls-Royce. In questo scenario. il tempo che intercorre tra due interventi manutentivi consecutivi (MTBO) è stato fortemente ridotto rispetto alle raccomandazioni iniziali dei costruttori: è emblematico il fatto che l’MTBF dei primi pod Mermaid era inferiore alla 10. invece. invece. e possono considerarsi risolte.000 ore di moto. Infine è bene notare che la strategia di infittire gli interventi di manutenzione. con conseguenti e costosi fermi nave con crocieristi a bordo. non considerando le carenze tecniche per investire problemi etici.ENGINEERING Le avarie dei pod propulsivi Mermaid Analisi della controversia legata alla vicenda della Queen Mary 2 Le avarie dei pod propulsivi Mermaid. Date le premesse non stupisce che il Millennium.

invece. mentre noi rimaniamo in gara contro una ditta di Baku. ad oggi cliente principale dell’azienda: “ENI stava progettando una piattaforma per la Libia: siamo entrati su un lavoro di poche centinaia di ore. e per Tecnomare. ma Fincantieri ha deciso di revocare il lavoro per meglio ridistribuirlo tra il proprio personale”. richiedendo una sempre maggior specializzazione a costi sempre più bassi. attualmente siamo coinvolti nella realizzazione dello Scarabeo 8. ognuno di 600 metri quadri e personale da tutto il mondo. Avevamo poi una seconda commessa su Monfalcone. ma il monte ore per i lavori che ci commissionavano era spesso sottostimato del 60-70%”. per un totale di circa 1. il mezzo di perforazione che stanno costruendo alla Fincantieri di Palermo e stiamo contestualmente seguendo un progetto presso un cantiere cinese dove stanno costruendo una nave posatubi di dimensioni gigantesche. Lo scafo è già stato costruito in un cantiere russo. Lo studio guidato da Carmelo Vaccara inizia di lì a poco a lavorare anche per Saipem. Con Fincantieri abbiamo oggi un rapporto amore-odio: se da un lato rappresenta la storia e la tecnica della cultura cantieristica italiana e ha insegnato a generazioni di ingegneri la progettazione e l’ingegneria navale. per la quale dovevamo fare lo sviluppo dell’ingegneria di dettaglio.000 ore di ingegneria. ormai terminato. Malgrado la dinamicità che dimostra la piccola azienda. per i quali la società compie piccoli interventi e progetti contenuti. L’ingegner Vaccara racconta di getto i quasi trent’anni di attività di una società genovese che conta 10 addetti. Con l’entrata in crisi di Fincantieri la STM incontra per la prima volta il gruppo ENI. per le quali abbiamo seguito la trasformazione della nave Punta Bianca di Costa Containers Lines: OARN era il braccio operativo di Fincantieri. era la costruzione che stanno ultimando a Sestri Ponente. che principalmente si occupano di piattaforme marine off shore: “Quando nacque Fincantieri noi ne diventammo automaticamente fornitori. per Vaccara e Tamberi sotto lo Scarabeo 8 fare la manutenzione dei macchinari. – continua Carmelo Vaccara – Sempre per Saipem. relativi all’impiantistica. ciclopici: per l’ultimo progetto di Kashagan Tecnomare a Milano aveva quattro piani di uffici. Il 90% del nostro fatturato era intestato a Fincantieri. Saipem ha deciso di costruirne una nuova. le Officine Allestimento Riparazioni Navali. finalmente pagate bene”.ENGINEERING L’off-shore di Carmelo Vaccara L’amore-odio per Fincantieri e il rapporto decennale con ENI Carmelo Vaccara è ‘salpato’ nel 1980 con il progetto dello Studio Tecnico Marittimo: un team di ingegneri navali che erano partiti con l’idea di progettare navi e si sono. Generalmente i progetti di Saipem e Tecnomare sono enormi. che all’epoca era ancora Cantieri del Tirreno”. Vaccara sottolinea che la crisi ha rallentato i ritmi di lavoro: “La crisi la sentiamo terribilmente. Gli Speciali di Ship2Shore . e alla fine dell’anno avevamo invece fatturato circa 8. ingegneri off shore. specializzati nella progettazione di mezzi off shore: “Da subito abbiamo lavorato per le OARN. dall’altro ha continuato a strizzare noi fornitori e progettisti. “Al momento siamo in gara per la riedizione di una trenching barge che avevamo progettato tre anni fa per la Saipem: trattandosi già allora di una riconversione di una vecchia barge destinata al trasporto. leader degli operatori offshore al mondo. altamente specializzati. per la quale ci occupiamo della progettazione degli impianti di bordo”. Ci siamo trovati ad essere dipendenti al 100% da Fincantieri – commenta Vaccara – eravamo arrivati al punto di stare per fallire: guadagnavamo da Saipem per finanziare i lavori di Fincantieri.500 persone di cui sei facevano parte dello Studio Tecnico Marittimo dell’ingegner Vaccara. Con Fincantieri avevamo due progetti in corso: il primo.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 20 .

a Tombolo. soprattutto per navi gasiere e chimichiere: oggi tuttavia.16128 Genova Porto ITALY Tel +39 010 247 51 84 . importante azienda livornese di caldereria fondata nell’immediato dopoguerra. l’ingegnerizzazione e la costruzione di serbatoi. L’azienda di ingegneria navale.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 21 . da un lato è caratterizzato da un’età anagrafica degli scafi particolarmente elevata. Agisce. è leader in Italia nella progettazione di gasiere e chimichiere: le attività principali della società includono in particolare il disegno. Il segmento più rappresentativo dell’attuale operatività di Gas&Heat. l’intero processo di disegno e manifattura di serbatoi. lungo il Canale dei Navicelli.it unità da zero a 10 mila metri cubi ha una età superiore a 25 anni e il 40% ha una età superiore a 20 anni. e arricchì le precedenti esperienze acquisite dalle Officine San Marco. infatti.ENGINEERING Gasiere e chimichiere Made in Tuscany Le soluzioni all’avanguardia di Gas&Heat nascono nel cuore della cantieristica del lusso Gas&Heat nacque inizialmente come sub fornitore di società di ingegneria navale e di cantieri per la manifattura di serbatoi e impianti di carico per navi chimichiere e gasiere: data l’esperienza acquisita nel campo. Nel 1991 l’area fu acquisita dalla Deutsche Babcock che confermò tutto il personale specializzato. ovvero quello rappresentato dalle unità di piccole dimensioni. il gruppo si è posizionato come general contractor di progetti di navi gasiere: oggi la società è in grado di garantire la consegna ‘chiavi in mano’ dell’unità navale e dell’impianto di carico di navi gasiere e chimichiere. infatti. introducendo le tecnologie e l’esperienza del gruppo tedesco. impianti del carico e ponti di coperta per navi gasiere avviene oggi all’interno dello stabilimento di Tombolo. dall’altro il numero di nuove costruzioni in rapporto alla flotta è piuttosto basso: il 30% della flotta delle Studio d’ingegneria navale Ing. alla privilegiata localizzazione dello stabilimento. la società toscana si è via via evoluta fino a diventare l’unica controparte dei cantieri specializzati nella costruzioni di navi gasiere o chimichiere per la realizzazione degli impianti del carico. la domanda è comunque in aumento: si stima. costituita con l’obiettivo di operare come armatore durante costruzione. portarono a termine una operazione di MBO e costituirono Gas&Heat. sino all’effettiva vendita della nave sul mercato. con la costituzione di Gas&Heat Shipping. che comprendeva non solo lo stabilimento di Tombolo e tutto il suo parco attrezzature. attraverso la stesura di contratti separati con il fornitore dell’impianto del carico. il montaggio e l’installazione dell’impianto sulla nave. ma anche il personale altamente qualificato.Fax +39 010 254 57 40 Mobile +39 335 473 289 e-mail: info@aliso. Grazie alla presenza del terzo socio fondatore. il commissioning e il collaudo finale. malgrado la crisi economica. un corso d’acqua ampio 30 metri che unisce il porto di Livorno con la Darsena pisana. Nel 1996 gli ingegneri Claudio e Mauro Evangelisti. grazie alla esperienza acquisita. Nonostante il tasso di crescita del segmento delle piccole unità sia inferiore a quello delle navi di maggiori dimensioni. impianti del carico e ponti di coperta. inoltre. del tipo semi-ref. M. l’ingegnere Giorgio La Valle. Dal 1996 ad oggi lo stabilimento si è specializzato nelle attività di disegno. lo stabilimento aveva l’obiettivo di garantire all’azienda uno ‘sbocco al mare’ per la consegna dei manufatti in tutto il mondo. Nattero Naval Architect and Marine Engineer Director Via al Molo Giano . a circa 4 chilometri dall’Aeroporto internazionale di Pisa. alla qualità dei macchinari e delle attrezzature. Lo stabilimento di produzione e gli uffici operativi del gruppo sono nel cuore della Toscana. come unico interlocutore della società armatrice committente. Costruito nei primi anni Ottanta dalle Officine San Marco. già amministratori delle Officine San Marco e successivamente dirigenti della Deutsche Babcock Italiana. Nel 2004. manifattura e installazione di impianti del carico per navi gasiere LPG ed Etileniere. Gli Speciali di Ship2Shore . che il mercato delle navi gasiere cresca in media del 4% su base annua. leader indiscusso nel settore dell’architettura navale. dall’altro. le attività della Gas&Heat sono state integrate dalle attività della Marine Engineering Services di Trieste. da un lato. e con il cantiere. specialmente nel settore della caldereria e dell’impiantistica. il numero delle unità di piccola dimensione attualmente in costruzione rappresenta solo il 42% delle navi con oltre 20 anni di servizio.

con un modello tridimensionale. iniziata nel 1993 e terminata nel 2002. progettista e interior designer di fama internazionale. collaborando e realizzando impianti di diverso tipo per cantieri navali. un decennio fa. caratteristiche peculiari della società sono la flessibilità e l’avanguardia nelle tecniche di progettazione: un’intensa ed estesa attività di progettazione full 3D. Nel 2002 arriva la svolta: Navaldesigns si occupa di design per megayacht a seguito dell’acquisizione da parte di TMT Group di Lugano: nasce così TMT Italia Engineering. L’intraprendenza della società veneta non si ferma di fronte ai risultati positivi raggiunti alla fine degli anni Novanta. aziende di ingegneria e ditte del settore. arrivando nel 1999 a eseguire il 50% della progettazione di serie di cinque cruise vessels. vantando tra i propri clienti realtà quali Fincantieri. Oggi la TMT Italia sviluppa i propri impianti e la progettistica navale non solo nella sede di Marghera. a essere conosciuta e quotata a livello internazionale. ferries e passenger e minicruiseships. Questo sforzo è stato premiato. tramite l’adozione dei più sofisticati softwares del settore. project management e attività “on board” sono parti integranti delle attività della TMT Italia. i possibili campi di applicazione della progettazione navale: progettazione di base. quando un gruppo di ingegneri e tecnici proveniente da uno dei più qualificati cantieri navali italiani fonda la Navaldesigns: fin dagli esordi Navaldesigns ha operato in tutti i campi che coinvolgono la progettazione navale. sviluppata. o quasi. ha portato la TMT Italia a collaborare con alcuni tra i più importanti cantieri navali in Europa e nel mondo. con la costituzione ad hoc di una squadra specializzata. impiantistica e di interni. In questi anni parte a Siviglia il progetto GHESA-NAVALDESIGNS. affermatosi nel campo degli yacht di lusso. una società che raccoglie le esperienze nel campo del naval design derivanti dall’ampia collaborazione con la cantieristica europea. ma anche attraverso una rete di tecnici e progettisti pronti a lavorare presso gli uffici del cliente stesso. tuttavia. attualmente di proprietà di AKER group. Gli Speciali di Ship2Shore . Core business di Navaldesigns rimane l’ingegneria navale. Il risultato? E’ stato deciso di affidare alla società commesse sempre più importanti fino al raggiungimento di accordi di collaborazione triennali per la realizzazione di piani sempre più impegnativi. facendo aumentando la fiducia di Fincantieri in Navaldesigns. che focalizza il proprio interesse sul design dei megayacht attraverso la collaborazione con il noto architetto Di Pilla. il francese Chantier de l’Atlantique. Andrea Splinakis. Il maggio 1995 ha segnato la svolta della società italiana. per la prima volta. Con l’inizio del nuovo millennio l’azienda coopera con alcuni tra i maggiori e più prestigiosi cantieri europei. che ha già annunciato di voler rivolgere i propri sforzi al potenziamento del settore di yacht e megayacht.ENGINEERING Navi da crociera e megayacht ‘firmati’ TMT Trent’anni di esperienza per l’azienda veneta che progetta anche elicotteri L’anno di nascita di TMT Italia è il 1982. Infatti. strutturale. analisi dei costi. Fondamentale per lo sviluppo e la crescita dell’azienda è stata la collaborazione con la società madrilena GHESA Ingenieria y Technologia. Ricerca e sviluppo. engineering manager di TMT sottolinea come tuttavia l’attività di TMT Italia non possa considerarsi in modo settoriale e sia piuttosto estesa a tutti. e IZAR in Spagna. che entrambe le aziende hanno maturato. Seguì da allora una coraggiosa politica di investimenti che ha portato la società ad aumentare il numero dei dipendenti e ad acquistare strumenti di progettazione all’avanguardia. che all’epoca era costituita da appena 15 persone tra ingegneri e progettisti: solo grazie alla loro grande conoscenza ed abilità nel lavoro la Navaldesigns riuscì a rispettare le scadenze dei lavori presi fino a quel momento. quali il Kvaerner Masa Yard in Finlandia. Baglietto. è stata avviata un’attività di costruzione aeronautica per aziende come Agusta Westland e Aeronavali. RMK e la finlandese Wärtsila Lips Defence.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 22 . Dal 1995 al 2001 la società ha partecipato alla progettazione di tutte le navi da crociera costruite da Fincantieri.

Al primo posto c’è Fincantieri. L’esperienza in campo navale e progettuale è valsa a Mario Nattero una notorietà che lo ha portato quest’anno a tenere un corso per il master universitario in Architettura della Nave e dello Yacht presso l’Università Iuav di Venezia. tali previsioni contemplavano soltanto le falle per incaglio. anche grazie alla massiccia collaborazione. Zago Spa e dal cantiere De Poli. Come altri. non solo armatori ma anche. Nella sede di via Molo Giano a Genova. come nel caso di uno speronamento. quali la perdita delle caratteristiche meccaniche in presenza di forti fonti di calore che rendono delicata la fase di saldatura a caldo.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 23 . Lo studio Nattero. progetta sistemi di prevenzione antincendio e anti-esplosione. Le competenze dello Studio Engineering non si limitano all’uso dei materiali: i campi di applicazione sono i più disparati. la capacità di tenere il mare e la stabilità delle strutture. dagli esclusivi yacht della Perini Navi. che è in compagnia di Regent Seven Seas Cruise. dall’Autorità portuale di Venezia. Ma. la duttilità e la resistenza alla corrosione salina rispetto all’impiego di analoghi componenti in acciaio. Tra la moltitudine dei servizi offerti. partita quasi dieci anni fa. ma è anche uno studioso eclettico. cinquantatré anni fa. merita di essere evidenziato il settore safety and security. l’idrodinamica e l’idrostatica. a cui le navi andavano più soggette. In modo particolare lo studio Nattero è da sempre specializzato nei calcoli strutturali. con le sue lezioni. che vanta innumerevoli progetti in campo navale fin dagli anni Ottanta. dell’applicazione delle tecniche e conoscenze acquisite al supporto per la produzione. Costa Crociere. infatti. nello stesso tempo. infatti. l’esasperazione dello scafo. anche Nattero avverte gli effetti della situazione economica: l’ingegnere tuttavia non sembra risentirne al momento. che coinvolgono il rumore e le vibrazioni. avrebbe potuto anche restare a galla nonostante i tre compartimenti stagni allagati ma la dinamica dell’incidente e il danno provocato dalla rompighiaccio Stockholm sopra il ponte delle paratie causarono conseguenze che andavano oltre tutte le previsioni infortunistiche. e un maggiore costo di produzione. inoltre fornisce elementi utili per le relazioni degli enti di classifica. alle strutture interne e all’outfit delle navi in costruzione. Rina. Silver Seas. impianti di ventilazione e di assistenza al Port State Control. Gli Speciali di Ship2Shore . Grimaldi e Tirrenia. Numerosi i clienti fidelizzati. In particolare ha esaminato l’affondamento. cantieri privati italiani e stranieri. metterà in evidenza i vantaggi dell’utilizzo dell’alluminio nelle costruzioni navali. Mezzo secolo fa. Questo insieme di conoscenze e studi viene applicato e adattato ai più diversi tipi di imbarcazioni. illustrerà anche i punti deboli. conseguentemente. secondo l’ingegner Nattero. esperto di calcoli di stabilità e di materiali. ma non eventuali danni sopra al ponte delle paratie o penetrazioni in profondità nello scafo. come il Maltese Falcon fino agli indistruttibili ro-ro e alle eleganti navi passeggeri. L’ingegnere genovese.ENGINEERING Il Genovese che studia l’Andrea Doria Studio Nattero: dall’alluminio alle vele del Maltese Falcon L’ingegner Mario Nattero non è soltanto il fondatore dell’omonimo studio. dell’Andrea Doria che. con i cantieri costruttori di yacht e megayacht che stanno reggendo bene la debacle mondiale della crisi. anche meno noti studi di ingegneria. master patrocinato. dagli studi di fattibilità alla gestione e al planning dei lavori. lo studio di ingegneria navale Nattero si occupa anche della geometria relativa alle linee dello scafo e. ovvero la leggerezza. tra gli altri.

ma ha anche esportato il proprio know-how.600 kW. ShipConstructor. L’eccellenza del gruppo è non solo testimoniata dall’apprezzamento di clienti quali Visentini. Ortona Navi. NAOS ha all’attivo centinaia di lavori vari di ingegneria e progetto. DNV Nauticus Hull fino al più famoso AutoCAD per il disegno generico. grazie anche alla forma di prua “FlexBow”. infine. idrodinamica. in ScandiNAOS AB. Solid Edge. nella serie di RoRo con i motori a prora come le Mark I e Mark II di StoraEnso e per clienti quali Flender Werft e Aker Finnyards. dimensionamento strutturale e coordinamento attività. riduce il consumo di combustibile e permette di raggiungere la velocità di servizio di 24 nodi con una potenza di soli 21. i disegni costruttivi di scafo e impianti. sia tradizionale sia automatizzato. ma anche da riconoscimenti prestigiosi come il ShipPax Award assegnato quattro anni fa per il “rivoluzionario” ferry Lagan Viking . L’ufficio di Goteborg. si occupa di progetti base.ENGINEERING Carene NAOS per il ferry dei vichinghi Lo studio di progettazione triestino ha ‘conquistato’ la Scandinavia Il gruppo internazionale NAOS è uno studio di progettazione privato. Aker Yards. fino al dimensionamento strutturale delle navi in studio. La sede slovena Mareva Koper. passando per i calcoli di stabilità e assetto. che contano oggi 24 persone. Trident. Rhino. Fincantieri. nato a Trieste sedici anni fa. Dal 1994 NAOS ha progettato tutte le navi RoRo e RoPax del Cantiere Navale Visentini. Flender Werft. stabilità. Visemar. l’ufficio ANEMOS Split.Numero 9: NAVAL DESIGN Luglio 2009 24 . per un totale di oltre trenta unità. la cui carena. che si è sviluppato in quattro diverse sedi. calcoli strutturali e analisi vibrazioni. NAOS non ha soltanto conquistato l’Adriatico. NCA. Finbeta e Grimaldi. si occupa di dimensionamenti. occupandosi anche dell’ottimizzazione dell’accessibilità per il carico. In particolare la ricerca e la collaborazione con istituti di ricerca idrodinamica come lo SchiffbauVersuchsanstalt Potsdam GmbH ha portato alla realizzazione di eliche e timoni ad alta efficienza e alla progettazione di carene assolutamente innovative. Il gruppo si avvale dei più moderni softwares quali AVEVA (Tribon). in Croazia. dagli studi di fattibilità al progetto base. è competente per gli elaborati esecutivi. Ha successivamente preso parte alla progettazione delle navi Ro Pax di NCA e a progetti innovativi. Gli Speciali di Ship2Shore .

www.16122 Genova (IT) tel. +39 010 2517945 fax +39 010 8687478 .ship2shore.it Via Felice Romani 8/2A .

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