A sinistra, la spettacolare Elrod House

,
progettata da John Lautner per l’interior
designer Arthur Elrod nel 1968; a destra,
vista di Palm Springs dalla Burgess House,
con la piscina progettata da Albert Frey.
ITINERARIO A PALM SPRINGS
CALIFORNIA
DREAMING
di Gloria Mattioni - foto di Giorgio Possenti
Architetture da manuale, clima ideale,
atmosfere anni ’50. Guida a una
città perfetta da visitare durante la
Modernism Week, quando ville e
residenze celebri aprono al pubblico
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via Esculea
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La piantina del nostro itinerario
modernista a Palm Springs. Guide
simili vengono distribuite al Visitors
Center all’ingresso della città; oppure
si può prenotare un tour guidato con
i Palms Springs Modern Tours di
Robert Imber, conoscitore di ogni
segreto architettonico in città.
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In alto, da sinistra: l’avveniristica copertura
della Tramway Gas Station progettata da
Albert Frey nel 1965, struttura che oggi
ospita il Visitors Center (www.visitpalm
springs.com); Robert Imber, titolare di Palm
Springs Modern Tours (t. +1.760.3186118,
psmoderntours@aol.com): grande esperto
dell’architettura della città, è anche
membro del Palm Springs Modern
Committee (www.psmodcom.com) e
consulente della Palm Springs Preservation
Foundation; la residenza un tempo di
proprietà dell’attore William Holden, un
progetto di Hugh Kuptur. Al centro: la
Kauffmann House, un progetto di Richard
Neutra del 1946, una delle ultime case
costruite dal grande architetto austriaco -
ma naturalizzato americano - e anche uno
dei suoi edifici più famosi; in basso, da
sinistra: la stilista Trina Turk ritratta nella
sua singolare casa a forma di nave, la Ship
of the Desert progettata da Earl Webster
e Adrian Wilson e costruita nel 1936;
di nuovo Trina Turk, qui nel suo negozio
uptown (www.trinaturk.com).
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ITINERARIO A PALM SPRINGS
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Dettagli dell’Ace Hotel (www.acehotel.com/
palmsprings), albergo/resort da 180 stanze
ricavato da un motel anni ’50. Il progetto ha
recuperato cinque edifici uniti da un
grande giardino. La ristrutturazione ha
tenuto d’occhio sia lo spirito originario del
luogo - molti arredi sono pezzi vintage, e il
gusto è 100% american modern - che la
sostenibilità ambientale (grande uso di
materiali riciclati, vernici a basso
contenuto di composti organici volatili). In
alto, da sinistra: le cabane individuali da
massaggio; l’ingresso dell’albergo, con un
grande divano dalla linea sinuosa; un
angolo del King’s Highway, il ristorante
interno. Al centro, una delle suite: sul
comodino a sinistra del letto fa bella
mostra di sé un giradischi (i dischi in vinile
sono a disposizione degli ospiti, che li
possono anche acquistare). In basso,
sempre da sinistra: la piscina, che al
sabato sera si anima con dj set all’insegna
della musica eclettica e cool, e la scritta
sul muro esterno, realizzata con lettere di
una vecchia insegna industriale.
ITINERARIO A PALM SPRINGS
In alto, da sinistra: l’illustratore Shag nella
sua boutique uptown, frequentata da
collezionisti e divi del cinema (www.shag
thestore.com); The House of Tomorrow,
una delle case fabbricate dalla ditta
Alexander su progetto di William Krisel,
famosa anche perché Elvis Presley passò
qui la luna di miele con la moglie Priscilla.
Al centro, da sinistra: la kitchenette di una
suite dell’Orbit Inn Lodge, un motel
storico progettato da Herbert W. Burns e
arredato in stile Fifties con mobili di
Eames, Bertoia e Noguchi (www.orbitinn.
com); Sidney Williams, curatrice del Palm
Springs Art Museum (www.psmuseum.
org). In basso, da sinistra: Twin Palms, la
casa progettata da E. Stewart Williams per
Frank Sinatra e la prima moglie (www.
sinatrahouse.com); lo chef Andrew Copley,
il cui rinomato ristorante si trova in
un’altra casa appartenuta a Frank Sinatra
(www.copleyspalmsprings.com); un
interno del Palms Springs Art Museum con
un’opera in plexiglass giallo di Robert
Isermann, artista locale.
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ITINERARIO A PALM SPRINGS
In alto, da sinistra: veduta dall’alto di Palm
Springs dall’Aerial Tramway, la cabinovia
che attraversando il Chino Canyon, al limite
nord della città, porta in vetta al San
Jacinto Peak (www.pstramway.com); Tara
Lazar, proprietaria e chef del nuovo
ristorante Cheeky, con il marito, il milanese
Marco Rossetti (www.cheekysps.com);
l’entrata delle terme del vecchio Palm
Springs Spa Hotel, oggi Spa Resort Casino,
un progetto firmato collettivamente da
William Cody, Donald Wexler, Richard
Harrison e Pierre Koenig (www.
sparesortcasino.com). Al centro, un’altra
casa progettata da William Cody, con
interni in parte disegnati da Arthur Elrod.
In basso, da sinistra: dalle rocce del San
Jacinto Peak emerge la Frey House II,
progettata da Albert Frey per se stesso e
oggi di proprietà del Palm Springs Art
Museum; Hans Ladislaus nella sua galleria
all’interno del Backstreet Art District,
insieme di spazi/studi gestiti da artisti e
aperti al pubblico (www.hansladislaus.com,
www.backstreetartdistrict.com).
In alto, da sinistra: il Desert Hills
Lodge, un motel anni Cinquanta che, a
partire dall’insegna, è rimasto quasi
integralmente com’era in versione
originale (www.deserthillspalmsprings.
com); Courtney Williams, proprietario
del fornitissimo negozio di modernariato
Modern Way (www.psmodernway.com).
Al centro, da sinistra: Mark Van Laanen,
chef e comproprietario del nuovo
ristorante Trio (www.triopalmsprings.
com); edificio per la Bank of America,
uno dei primi progetti commerciali
di Victor Gruen: ultimato nel 1959, è un
omaggio tutto californiano all’architettura
di Le Corbusier (il tetto dalla sagoma
curva è ispirato alla sua Cappella di
Ronchamp); in basso, da sinistra: ancora
una veduta dall’Aerial Tramway; l’edificio
della Coachella Valley Savings and Loan
(oggi Chase Bank), progettato da
E. Stewart Williams e realizzato nel 1961;
un interno di Trio Restaurant, meta
obbligata per viaggiatori gourmet
e spazio espositivo per giovani artisti.
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ITINERARIO A PALM SPRINGS
In alto, da sinistra: atmosfere American
vintage e vetri da collezione per un
salottino nella lobby del Parker Hotel, villa
immersa in un giardino lussureggiante
(www.theparkerpalmsprings.com); un tipico
tramonto con le palme che si stagliano in
silhouette nell’aria tersa del deserto;
ancora un simbolo del Palm Spring
Modernism: Palm Springs International,
l’aeroporto della città, progettato da
Donald Wexler e inaugurato nel 1966.
Al centro lo spettacolare living della Elrod
House di Lautner, spesso utilizzata come
set cinematografico. In basso, da sinistra:
l’ingresso della City Hall, del 1957,
un progetto firmato insieme da Albert Frey,
John Porter Clark e Robson C. Chambers;
Sean Lockyer, giovane architetto
gettonatissimo: ha ristrutturato
(occupandosi di tutto, dall’arredamento
alla progettazione del paesaggio) molte
Alexander Homes, le caratteristiche
costruzioni monofamiliari che negli anni
Cinquanta raddoppiarono l’estensione
di Palm Springs (www.studio-ard.com).
In alto, da sinistra: Michael Weems,
artista, artigiano del metallo e orafo che,
fuggito dalla East Coast, ha aperto
un suo negozio/galleria in centro (www.
michaelweems.com); salottino outdoor al
Ruby Montana’s Coral Sands Inn, un motel
che ha conservato l’atmosfera autentica
degli anni Cinquanta, molto amato da
intellettuali, scrittori e musicisti
(www.coralsandspalmsprings.com).
Al centro, da sinistra: una grande scultura
open air segna l’ingresso del Backstreet
Art District, spazio autogestito da artisti/
galleristi; veduta notturna della città
dall’Aerial Tramway. In basso, da sinistra:
la piscina dell’Horizon Hotel, progetto di
William F. Cody (www.thehorizonhotel.
com); accanto al negozio di Michael
Weems c’è il suo spazio dedicato all’arte,
dove pezzi di Cadillac appesi alle pareti
diventano un’installazione; un paesaggio
dominato dalla sagoma inconfondibile
del Joshua Tree, specie di yucca tipica
del deserto californiano, dipinto
su una parete del Backstreet Art District.
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ITINERARIO A PALM SPRINGS
In alto, da sinistra: auto d’epoca esposte
da un rivenditore, per un’esperienza
Fifties totalizzante; la casa-nave Ship of
the Desert, progettata nel 1936 da Earl
Webster e Adrian Wilson, oggi abitata
dalla fashion designer Trina Turk; traffico,
palme e - in lontananza - il profilo delle
montagne: è il Palm Canyon Drive, cuore
della città (www.palmcanyondrive.org).
Primavera a Palm Springs: palme, sole, fiori selvatici che sbocciano all’improvviso nel
deserto, sorgenti termali, relax. Ma non soltanto. La città è da anni una mecca per gli
appassionati di architettura modernista. Qui c’è un’altissima concentrazione di
progetti realizzati da architetti come John Lautner, Albert Frey, William F. Cody,
E. Stewart Williams, Donald Wexler, Charles DuBois o William Krisel, nomi più o
meno noti ai non addetti ai lavori, tutti esponenti del Modernismo di Palm Springs, da
scoprire sul campo. Ogni anno, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, le residenze
private più esclusive vengono aperte ai visitatori durante la Modernism Week
(quest’anno dal 17 al 27/2). Ma anche in altri momenti dell’anno si può ricorrere ai
Modern Tours di Robert Imber oppure improvvisare un percorso autoguidato
(utilizzando la piantina a pag. 122), e andare alla scoperta delle gemme nascoste del
“desert modernism”: una tendenza tutta “made in Palm Springs”. Le prime strutture
davvero moderne, secondo Sidney Williams, curatrice del Palm Springs Art
Museum, risalgono agli anni ’20: “Il primo fu l’Oasis Hotel progettato da Lloyd
Wright, figlio di Frank. Poi seguirono Richard Neutra, John Lautner (di cui nel 2011
si commemora il centenario, vedi Elle Decor n. 1/2 - 2011 pag. 72) e Rudolph
Schindler. Negli anni ’30 e ’40, divi come Bob Hope o Frank Sinatra guidarono un
drappello di star in cerca di seconde case e di privacy, facendosi costruire eclettiche
ville sparse nella Coachella Valley e al riparo da sguardi indiscreti. Ma nei confini
cittadini di Palm Springs il fenomeno del Modernismo divenne di massa. Contaminò
anche l’architettura di edifici pubblici come l’aeroporto, le banche, il Visitor Center
che accoglie i turisti all’ingresso del centro urbano, le case del ceto medio
(l’Alexander Construction Company costruì in quegli anni più di 2.500 “tract homes”,
prefabbricati di vetro, metallo e pietre del deserto firmate da Wexler o Krisel ma a
prezzi contenuti), edifici commerciali che ospitano alberghi, ristoranti e negozi
(numerosissimi!) d’interior design dove andare a caccia di pezzi rari. Il Modernismo
qui è una scelta di lifestyle. Ha contagiato tutti, dando alla città un’impronta
caratteristica quasi quanto il rosa di cui si tingono al tramonto le San Jacinto
Mountains che dominano la città. La qualità di vita ha attratto negli ultimi anni
un’ondata di designer, artisti, architetti, stilisti, film-maker, chef e imprenditori.
Che sono arrivati cambiando il volto della città. Hanno aperto studi e gallerie nel
Backstreet Art District, rimodernato edifici, inaugurato hotel, ristoranti e boutique.
Per realizzare il tutto preservando la visione modernista si sono mossi gli architetti
locali: “Lance O’Donnell, Philip K. Smith, Ana Escalante sono i nomi che dominano
la scena”, racconta ancora Sidney Williams. Il risultato è una piacevole full
immersion in un’atmosfera di perfetta sintonia tra vecchio e nuovo Modernismo, che
rimane scolpita negli occhi come la luce del deserto quando si lascia la città.

Per informazioni: Palm Springs Visitor Center, www.VisitPalmSprings.com;
Palm Springs Modern Tours di Robert Imber, t. +1.760.6419908.
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